Seduta n.101 del 29/11/2000 

CISEDUTA

Mercoledì 29 Novembre 2000

Presidenza del Presidente CARLONI

indi

del Vicepresidente SPISSU

INDICE

La seduta è aperta alle ore 10 e 26.

cappai, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di mercoledì 25 ottobre 2000 che è approvato.

Congedo

PRESIDENTE. Comunico che il consigliere Marco Fabrizio Tunis ha chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo a far data dal 29 novembre 2000. Poiché non vi sono opposizioni il congedo si intende accordato.

Assenza per motivi istituzionali

PRESIDENTE. Comunico altresì, ai sensi del comma 5 dell'articolo 58 del Regolamento, che il consigliere regionale Raimondo Pusceddu, in quanto delegato a partecipare alla conferenza della Commissione Europea di Strasburgo, è assente dal 29 novembre al 1° dicembre 2000.

Rinvio di legge regionale

PRESIDENTE. Comunico che il Governo, in data 3 novembre 2000, ha rinviato a nuovo esame di questo Consiglio la legge regionale 4 ottobre 2000: "Recepimento e utilizzo delle risorse finanziarie assegnate dallo Stato alla Regione Sardegna in attuazione dell'articolo 7 comma 1 della legge 15.3.1997 numero 59, in relazione alla cessazione dell'applicazione, ai sensi del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, di norme statali prevedenti incentivi alle imprese e modifiche alla legge regionale 5 settembre 2000, n. 17".

La legge rinviata è stata trasmessa alla sesta Commissione.

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Comunico infine che il Presidente della Giunta regionale, in applicazione dell'articolo 24 della legge regionale 7 gennaio 1977 numero 1, ha trasmesso l'elenco delle deliberazioni adottate dalla Giunta regionale nelle sedute del 5, 13, 19 settembre 2000; 3 e 12 ottobre 2000.

Annunzio di presentazione di disegno di legge

Presidente. Comunico che è pervenuto alla Presidenza il seguente disegno di legge:

"Interventi a favore del lavoro". (127)

(Pervenuto il 7 novembre 2000 ed assegnato alla sesta Commissione.)

Annunzio di presentazione di proposte di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute alla Presidenza le seguenti proposte di legge:

dai consiglieri Rassu - Floris Emilio - Granara:

"Compiti associativi di rappresentanza e tutela dei disabili". (128)

(Pervenuta il 16 novembre 2000 ed assegnata alla settima Commissione.)

dai consiglieri Sanna Giacomo - Manca:

"Promozione del sistema aeroportuale della Sardegna". (129)

(Pervenuta il 22 novembre 2000 ed assegnata alla quarta Commissione.)

dal consigliere Biancareddu:

"Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 13 dicembre 1994, n. 38 (Nuove norme sul controllo sugli atti degli enti locali)." (130)

(Pervenuta il 24 novembre 2000 ed assegnata alla prima Commissione.)

Risposta scritta ad interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:

"Interrogazione AMADU sui ritardi burocratici e sull'insufficienza dei finanziamenti statali e regionali per la viabilità del Nord Sardegna". (217)

(Risposta scritta in data 6 novembre 2000.)

"Interrogazione FANTOLA - COSSA sulla scarsa efficacia del piano di vendita dello IACP di Cagliari (legge 560/93)". (224)

(Risposta scritta in data 6 novembre 2000.)

"Interrogazione TUNIS Marco sulla mancata erogazione degli indennizzi ai viticoltori dei comuni dell'area a rischio ambientale". (225)

(Risposta scritta in data 6 novembre 2000.)

"Interrogazione FADDA sullo stato di prevenzione ambientale nelle zone colpite lo scorso anno dagli eventi alluvionali". (226)

(Risposta scritta in data 6 novembre 2000.)

"Interrogazione AMADU sulla necessità di risolvere i problemi relativi al riu Mannu in località Bidolzu a Buddusò". (219)

(Risposta scritta in data 27 novembre 2000.)

"Interrogazione FADDA sullo stato di prevenzione ambientale nelle zone colpite lo scorso anno dagli eventi alluvionali". (226)

(Risposta scritta in data 27 novembre 2000.)

"Interrogazione ONNIS sulla necessità di realizzare urgentemente le opere di canalizzazione del rio Malu nel Comune di Villasor". (229)

(Risposta scritta in data 27 novembre 2000.)

"Interrogazione SANNA Giacomo - MANCA sul bando di gara relativo al servizio di noleggio di autovetture di rappresentanza in Roma". (232)

(Risposta scritta in data 27 novembre 2000.)

"Interrogazione FOIS sugli inopportuni e incomprensibili atti di gestione dei bacini idrici dell'ENEL". (241)

(Risposta scritta in data 27 novembre 2000.)

"Interrogazione VASSALLO sulle direttive d'attuazione della legge regionale n. 33 del 1998". (246)

(Risposta scritta in data 27 novembre 2000.)

Annunzio di mozioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.

CAPPAI, Segretario:

"Mozione SANNA Emanuele - SELIS - DORE - COGODI - IBBA - SANNA Giacomo - PINNA - FADDA - CUGINI - BALIA - DETTORI Bruno - PUSCEDDU - MARROCU - BIANCU - CALLEDDA - DEIANA - DEMURU - DETOTRI Ivana - FALCONI - GIAGU - LAI - MANCA - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIRISI - SANNA Alberto - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SPISSU - VASSALLO sul progressivo degrado del compendio Molentargius-Saline-Poetto e sulla mancata istituzione del Parco regionale naturalistico". (28)

"Mozione SANNA Giacomo - MANCA sul ricorso al TAR delle compagnie aeree contro il Decreto del Ministero dei trasporti che istituisce la continuità territoriale fra la Sardegna ed il Continente". (29)

"Mozione PUSCEDDU - CUGINI - CALLEDDA - DEMURU - DETTORI Ivana - FALCONI - LAI - MARROCU - MORITTU - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Salvatore - SCANO - SPISSU sulla allarmante situazione relativa alla sicurezza ed alla salute sui luoghi di lavoro". (30)

"Mozione SELIS - CUGINI - FADDA - DETTORI Bruno - BALIA - FALCONI - DETTORI Ivana - GIAGU - ORRU' - PINNA - SANNA Gian Valerio sullo stato di attuazione della legge regionale n. 28 del 1984". (31)

"Mozione USAI Edoardo - BIGGIO - FRAU - CARLONI - CORDA - LIORI - MURGIA - ONNIS - SANNA NIVOLI sul pluralismo nell'informazione scolastica". (32)

"Mozione SELIS - CUGINI - FADDA - DETTORI Bruno - BALIA - DORE - CALLEDDA - MASIA - MORITTU - SANNA Alberto - DETTORI Ivana - GIAGU - LAI - PUSCEDDU - SANNA Gian Valerio sui ritardi nell'applicazione delle disposizioni di legge in materia di continuità territoriale". (33)

Discussione unificata delle mozioni Sanna Giacomo - Manca sul ricorso al TAR delle compagnie aeree contro il Decreto del Ministero dei trasporti che istituisce la continuità territoriale fra la Sardegna ed il Continente (29) e Selis - Cugini - Fadda - Dettori Bruno - Balia - Dore - Calledda - Masia - Morittu - Sanna Alberto - Dettori Ivana - Giagu - Lai - Pusceddu - Sanna Gian Valerio sui ritardi nell'applicazione delle disposizioni di legge in materia di continuità territoriale (33)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione unificata delle mozioni numero 29 e 33.

Se ne dia lettura.

CAPPAI, Segretario:

Mozione Sanna Giacomo - Manca sul ricorso al TAR delle compagnie aeree contro il Decreto del Ministero dei trasporti che istituisce la continuità territoriale fra la Sardegna ed il Continente.

IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che, al fine di conseguire l'obiettivo della continuità territoriale della Sardegna, in conformità delle disposizioni di cui al regolamento CEE 2408/92 ed in attuazione dell'articolo 36 della Legge 17 maggio 1999, n. 144, il Ministero dei trasporti ha emanato l'apposito decreto per l'imposizione degli oneri di servizio pubblico riguardo ai servizi aerei sulle rotte da e per la Sardegna, secondo le modalità stabilite nella conferenza dei servizi, tenutasi a Cagliari lo scorso 28 febbraio, indetta e presieduta, su delega del Ministro dei trasporti, dal Presidente della Giunta regionale;

RILEVATO che il 27 agosto 1999, con le medesime modalità, era stata indetta e presieduta dal Presidente della Regione Sardegna, la conferenza dei servizi per l'approvazione della proposta di imposizione degli oneri di servizio pubblico relativamente ai servizi di linea tra gli scali aeroportuali della Sardegna ed i principali aeroporti nazionali, respinta poi dal Ministero dei trasporti;

CONSTATATO che le due proposte nel prevedere i servizi aerei di linea sulle rotte Cagliari\Roma e vv, Cagliari\Milano e vv, Olbia\Roma e vv; Olbia\Milano e vv; Alghero\Roma e vv; Alghero\Milano e vv, propongono differenti tariffe, in particolare la conferenza dei servizi del 28 febbraio 2000 ha deliberato tariffe per i residenti di importo inferiore rispetto a quelle prospettate nella conferenza del 28 agosto 1999;

CONSTATATO, altresì, che le compagnie di navigazione aerea già operanti in Sardegna, hanno presentato ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio contro il decreto del Ministero dei Trasporti per l'imposizione degli oneri di servizio pubblico, secondo le modalità stabilite nella su citata conferenza dei servizi del 28 febbraio 2000;

EVIDENZIATO che la Giunta regionale ha ritenuto opportuno non confrontare la propria proposta con le compagnie aeree attualmente impegnate nei collegamenti di linea fra la Sardegna ed il Continente;

SOTTOLINEATO che sull'argomento sono intervenute, oltre che le su citate compagnie aeree, le organizzazioni sindacali, associazioni di consumatori e forze politiche, mentre nulla è dato sapere circa le intenzioni dell'esecutivo regionale in merito ad una corretta e costruttiva definizione della vicenda;

RILEVATO che il ricorso presentato da Volare Airline e Meridiana, rischia di ritardare l'imposizione degli oneri di servizio pubblico e le procedure per l'eventuale gara comunitaria, mentre si registrano indiscriminati e consistenti aumenti tariffari, praticati da tutte le compagnie aeree operanti negli scali isolani;

CONSIDERATO che i livelli tariffari proposti ed approvati dalla conferenza dei servizi il 28 febbraio 2000, derivano da analisi e studi elaborati nel 1997 dagli uffici regionali e che nel contempo sono intervenute evidenti variazioni in aumento di alcune voci di costo, quali ad esempio i carburanti, non ascrivibili dunque alla volontà dei vettori aerei, ed altri fattori di natura economica e finanziaria, condizionanti la realtà industriale delle compagnie di navigazione aerea;

RIBADITA la necessità di soluzioni tempestive ed adeguate per una corretta politica tariffaria in Sardegna, piuttosto che di proposte utili per la propaganda del Governo regionale o di quello italiano,

impegna la Giunta regionale

ad una attenta, approfondita e seria valutazione delle modalità di imposizione degli oneri di servizio pubblico, approvate in sede di conferenza dei servizi il 28 febbraio 2000, al fine di impedire che le strumentalizzazioni che da più parti si vanno affermando vanifichino la più concreta delle ipotesi finora formulata per la realizzazione della continuità territoriale fra la Sardegna ed il Continente. (29)

N. 33

Mozione Selis - Cugini - Fadda - Dettori Bruno - Balia - Dore - Calledda - Masia - Morittu - Sanna Alberto - Dettori Ivana - Giagu - Lai - Pusceddu - Sanna Gian Valerio sui ritardi nell'applicazione delle disposizioni di legge in materia di continuità territoriale.

IL CONSIGLIO REGIONALE

CONSTATATO che la Conferenza dei servizi indetta dal Presidente della Giunta regionale, il decreto ministeriale e il bando di gara internazionale per gli incentivi, in applicazione delle norme contenute nell'articolo 36 della Legge n. 144 del 1999 concernente la continuità territoriale per la Sardegna, registrano un inspiegabile e vistoso ritardo, considerato che la legge citata è stata approvata nel maggio dello scorso anno;

VALUTATA la durissima reazione delle Compagnie aeree al dispositivo contenente i nuovi criteri di determinazione delle tariffe e soprattutto valutata la singolare protesta della Meridiana, che ha minacciato di uscire dal mercato della Sardegna e di trasferire la sua potenzialità di vettore internazionale fuori dall'Isola;

ACCERTATO che il danno conseguente a questo fatto in termini di occupazione, di immagine e di contrazione di servizi sarebbe grave e che tutto ciò sarebbe in netto contrasto con i principi ispiratori della Legge n. 144 del 1999;

CONSTATATO che le Compagnie aeree hanno ulteriormente inasprito la loro contrarietà al nuovo sistema tariffario ricorrendo al TAR del Lazio contro il decreto del Ministero dei trasporti e considerato che questa azione dimostra ancora una volta una intollerabile situazione di oligopolio che penalizza l'isola e sulla quale non si è pronunciato il Garante per la concorrenza nonostante il suo intervento sia stato sollecitato più volte nella scorsa legislatura dalla Presidenza del Consiglio regionale;

VERIFICATO che l'inerzia della Giunta regionale ha consentito, nelle more del pronunciamento del Tribunale Amministrativo, che le stesse Compagnie aumentassero in modo indiscriminato le tariffe, provocando un ulteriore inasprimento d'animo nei cittadini sardi e un grave danno alle imprese che non si sentono tutelate da questo Esecutivo regionale;

CONSTATATO che all'iniziativa del centrosinistra, che ha sollevato il problema per mezzo di una interpellanza presentata in Consiglio regionale il 19 ottobre u.s., si è aggiunta non già una tempestiva e autorevole azione di governo che sarebbe propria di una seria maggioranza, ma una chiassosa e demagogica proposta del coordinamento regionale di Forza Italia;

RICORDATO che tale tardiva presa di posizione del Polo, in Sardegna, è mera propaganda visto che in Parlamento i parlamentari sardi del Polo delle libertà, in occasione dell'approvazione della legge sulla continuità territoriale, votarono contro o si astennero;

CONSTATATO che l'atteggiamento di Meridiana è in contrasto con le trionfalistiche affermazioni del Presidente della Giunta che questa estate esaltò un suo positivo e fattivo interessamento giungendo quasi a millantare una intesa con il Principe Aga Khan affinché non abbandonasse la sua attività in Sardegna, ma al contrario potenziasse i suoi interventi nell'Isola;

PREMESSO che la Sardegna ha bisogno di nuovi investimenti, di radicare nell'Isola le aziende serie ed evitare che queste siano costrette dall'immobilismo dell'Esecutivo regionale ad abbandonare il nostro territorio,

impegna la Giunta regionale

1) a verificare le reali motivazioni per le quali Meridiana e le altre Compagnie aeree minacciano l'abbandono dell'Isola;

2) a riferire in Consiglio sugli sviluppi dell'impegno assicurato questa estate dal Principe Aga Khan;

3) a riferire in Consiglio con quali strumenti si intende far sì che una legge dello Stato e una disposizione della Regione siano rispettate e rese esecutive;

4) a prendere tutti i provvedimenti necessari affinché sia scongiurato il pericolo che centinaia di lavoratori del settore siano, per effetto di discutibili decisioni aziendali, trasferiti fuori dalla Sardegna;

5) a riferire in Consiglio in merito al ricorso al TAR, fatto dalle Compagnie aeree per rendere inapplicabili i nuovi criteri di tariffazione del trasporto aereo;

6) ad assumere le iniziative presso il Garante sulla concorrenza per verificare e denunciare l'intollerabile situazione di oligopolio;

7) ad attivare un confronto immediato col Governo per pervenire a norme di attuazione dell'articolo 53 dello Statuto che conferiscano alla Sardegna reale potere in materia di trasporti;

8) a definire il Piano regionale dei trasporti entro tre mesi e a riferire subito in Consiglio regionale sullo stato di elaborazione e attuazione dello stesso. (33)

PRESIDENTE.

Dichiaro aperta la discussione.

Per illustrare la mozione numero 29 ha facoltà di parlare il consigliere Giacomo Sanna.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, credo che l'argomento in discussione, che è più che di attualità e che presenta dei problemi di non facile soluzione, meriti la giusta attenzione, ed è questo il motivo che ci ha spinto a presentare questa mozione. Inizio osservando che, al momento, nel mercato del trasporto aereo in Sardegna dovrebbe esistere una condizione di libera concorrenza assoluta. Questa è l'ipotesi definita fisiologica per effetto dei regolamenti comunitari sulla liberalizzazione del trasporto aereo. Nel nostro mercato dovrebbero essere presenti le seguenti condizioni: una completa libertà tariffaria ed una totale libertà di iniziativa per l'apertura di nuove rotte di collegamento e la previsione di frequenze diverse sulle rotte già in essere; in realtà nella nostra Isola non si è sviluppato un mercato concorrenziale, bensì si è rafforzato il duopolio di Alitalia e Meridiana; ancor peggio, proprio in queste ultime settimane, abbiamo registrato logiche da vero e proprio cartello tra vettori, con l'adeguamento verso l'alto anche delle tariffe dell'ultima compagnia arrivata, e cioè Volare Airlines. Non c'è quindi nessuna rilevante apertura di nuove rotte, bensì la divisione dei collegamenti più redditizi ed economicamente appetibili e tariffe più elevate. Anche per questo motivo mi sento di dissentire profondamente e decisamente sulle motivazioni del ricorso al TAR da parte delle due compagnie. Ma, dissento soprattutto per quanto riguarda il ricorso di Volare Airlines, perché mi sembra offensivo ed irriguardoso definire la nostra una regione non periferica. Secondo Volare Airlines la Sardegna non è una regione periferica; credo che sia allucinante che l'avvocato di turno, forse non a conoscenza della realtà, possa definirci in questo modo. Se la Sardegna non è una regione periferica io chiedo ad ognuno di voi, e per primo a me stesso, quale altra regione in Italia può essere definita periferica. L'unica Isola siamo noi, visto e considerato che la Sicilia, anche nell'ultima legge finanziaria, ha avuto dei riconoscimenti che non la fanno certamente sentire Isola: il ponte sullo stretto, una sagra di miliardi che le arrivano in quantità consistente. Verifichiamo attentamente, qual è invece, nella finanziaria nazionale, l'attenzione su questo tema specifico riguardo alla Sardegna. Il problema vero è che lo studio, che ha portato poi il Governo centrale a legiferare in materia e ad attivare le procedure previste dal Regolamento dell'Unione Europea numero 2408 del 1992, utilizzate in precedenza dalla stessa Corsica, rischia di essere vanificato, per il semplice motivo che dal 1997, e quindi nel giro di tre anni, ci sono stati dei mutamenti. Questi mutamenti, a parer mio, non sono stati presi in considerazione né nella prima Conferenza di servizi fatta dall'onorevole Pili né nell'ultima Conferenza di servizi fatta dall'attuale Presidente della Giunta, l'onorevole Floris.

Questo mio intervento non mira a cercare le responsabilità, ma a cercare di capire come evitare che quest'Isola si trovi nell'impossibilità di raggiungere questo obiettivo.

I due ricorsi presentati sono completamente diversi: uno, quello di Volare, è incentrato su un'analisi complessiva del regolamento, e l'altro, quello di Meridiana, sul costo effettivo dell'attivazione di un collegamento tra uno scalo e un altro. E allora, in presenza di due ricorsi diversi al TAR con il rischio reale che uno di essi possa essere accolto, vanificando gli sforzi che da tempo abbiamo cercato, comunque, di portare avanti in tutti i modi, ho forti dubbi, perché mi chiedo se questa Regione abbia più interesse ad aspettare passivamente il risultato dei due ricorsi al TAR o se ci siano altri strumenti che potrebbero aiutarci a fare chiarezza e a portare in porto questo progetto. Intanto mi sembra strano che uno dei tanti comuni dell'Isola, Alghero in questo caso, possa presentare un controricorso al TAR in difesa di questo progetto, e quindi della Sardegna intera. Io non credo che questa Regione abbia decentrato anche poteri di rappresentanza, non credo che abbia abdicato a ruoli che le competono e doverosamente dovrebbe portare avanti.

Ritornando agli studi, voglio fare alcuni esempi: l'onorevole Pili, nella conferenza da lui organizzata, portò le tariffe, riducendole del 30 per cento, a 79.800 lire. Successivamente l'onorevole Floris, nella conferenza da lui indetta, portò le tariffe a 65.800, IVA compresa. Sono escluse da queste tariffe le tasse aeroportuali, e a questo farò riferimento successivamente.

Dalla presentazione del progetto iniziale del 1997, più precisamente della fine del 1996, perché questo progetto fu consegnato prima a Caravale, allora Ministro dei Trasporti, poi a Burlando e devo dire, con amarezza, a una sagra di sottosegretari incapaci di capire e recepire questa istanza, frutto di leggi e regolamenti comunitari a loro sconosciuti, la risposta è stata sempre negativa, senza che questo progetto sia mai stato esaminato. Ricordo che l'onorevole Palomba, allora Presidente della Giunta, ogni qualvolta doveva incontrare i Ministri dei trasporti, che si sono succeduti in quel periodo, chiedeva sempre un nuovo progetto, come se si potessero fare nuovi progetti di volta in volta, come se ci fosse una catena di montaggio pronta a mettere in essere nuove strategie. Il progetto era sempre lo stesso, e si consegnava sempre quello. E le cifre del primo progetto sono superiori, secondo lo studio fatto, a quelle presentate nella conferenza dell'onorevole Pili e successivamente, ulteriormente abbassate dall'onorevole Floris. Nell'ultima conferenza non solo si sono ridotte queste tariffe innalzando leggermente quelle dei non residenti, ma si è introdotta una gamma di agevolazioni tariffarie talmente grande da non poter essere contenuta, credo, all'interno di qualsiasi aeromobile. Abbiamo messo di tutto e bisognerebbe leggere attentamente gli atti per capire la dimensione.

Quello che vorrei far osservare ai colleghi è che questa differenza non è sostenibile, a parer mio, per il semplice motivo che tre anni di vita di una società come la nostra, di una qualsiasi azienda, comportano dei mutamenti di carattere economico che comunque sono davanti agli occhi di tutti. E allora se le cifre dello studio di allora erano superiori a quelle dell'attuale, qualche errore a parer mio ci deve essere stato.

Ad esempio, se nel 1997 abbiamo calcolato il costo del carburante a 600 lire, non mi spiego perché, tre anni dopo, sia stato calcolato a 400 lire. Il carburante va pagato in dollari, la valutazione del dollaro al momento dell'ultima conferenza per l'esattezza era di 1.950 lire, nello studio iniziale di tre anni prima era di 1.700 lire, oggi è di circa 2.300 lire. Il carburante va pagato in dollari, le prenotazioni vanno pagate in dollari, i servizi vanno quantificati in dollari. Si paga in dollari perché è la moneta più forte e in una realtà come quella aeroportuale, dove ci si muove continuamente da un aeroporto all'altro, è la moneta più costante, quella che dà le maggiori garanzie. E allora, tenendo presenti questi dati, vorrei capire da dove si sia estrapolata una tariffa di queste dimensioni. Tenete presente anche che, a parer mio, lo studio è leggermente zoppo per il modo in cui si calcola la durata del volo che non va dal momento del decollo dell'aeromobile a quello dell'atterraggio, ma da quando si mette in moto l'aeromobile a quando lo si spegne. Sono tempi diversi, chi viaggia continuamente sa benissimo che, ad esempio all'aeroporto di Roma, una cosa è salire sull'aereo, soprattutto quando è agganciato al finger, una cosa è arrivare sulla pista per il decollo. Quei tempi fanno parte dell'ora di volo ed è un costo che comunque le compagnie subiscono. Ma ciò che non riesco a comprendere è come mai, alla fin fine, nell'imposizione degli oneri di pubblico servizio che anticipa un'eventuale gara, qualora questa non dovesse trovare accettazione, non si sia avuta almeno l'attenzione di confrontarsi con le tre compagnie che operano in Sardegna. Io non so se questo sia avvenuto, quello che ho riscontrato è che, attraverso gli organi di informazione, alcune di queste compagnie hanno denunciato questa situazione, lamentando di non essere state mai sentite.

Mi auguro che non sia così, perché sarebbe un grosso errore, perché non possiamo non dialogare con chi poi dovrebbe essere il nostro interlocutore per tre anni, perché la gara a questo dovrebbe portare, a un regime di monopolio e di protezione per le rotte dai tre aeroporti dell'Isola per Roma e Milano, nelle quali in questi tre anni nessun'altra compagnia potrà svolgere servizi. E` la protezione a chi potrebbe subire l'imposizione degli oneri di servizio pubblico o a chi eventualmente si potrebbe aggiudicare la gara. Il tutto non trova giustificazione. Ed allora, cosa intende fare questa Giunta? Vuole aspettare che ci sia un pronunciamento del TAR col rischio che si annulli il lavoro svolto fino ad oggi? È una strada che si può percorrere, e credo che, fino ad oggi, questa abbia percorso la Giunta. Oppure, dato che è previsto anche nel Decreto ministeriale del 1 Agosto 2000 che i costi comunque non sono e non potranno essere definitivi, perché c'è un passaggio che dice chiaramente: "in caso di aumento anormale, imprevedibile, ed indipendente dalla volontà dei vettori, dei fattori dei costi che caratterizzato le operazioni dei collegamenti aerei, le tariffe possono essere aumentate proporzionalmente all'aumento rilevato", se errore c'è stato, ed è riscontrabile, si può arrivare ad una rivisitazione di questo errore e, utilizzando ciò che la legge prevede, sanare eventuali errori commessi? Sono due strade diverse. E su questo io credo che questo Consiglio si debba pronunciare questa mattina, perché non è un problema del Presidente della Giunta, non è un problema di un singolo, è un problema di una collettività, di un popolo che da tempo aspetta soluzioni ad un problema reale come quello dei trasporti in generale, e in questo caso del trasporto aereo.

Vista la grande attenzione che si sta dedicando a questo problema, e non avevo dubbi, perché l'indifferenza passeggia con troppa facilità in quest'Aula, e non voglio aggiungere altri aggettivi perché rischierei di essere troppo pesante, interrompo momentaneamente per consentire... Presidente Carloni!

PRESIDENTE. Prego i colleghi di non disturbare l'oratore. Chi vuole discutere vada fuori dall'Aula.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Anche perché se non mi ascolta chi mi dovrebbe rispondere credo che difficilmente potrò trovare risposta questa mattina.

FLORIS MARIO (C.S.), Presidente della Giunta. Ti debbo rispondere io e ti sto ascoltando.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Allora, in quest'ottica io mi chiedo quale potrebbe essere la scelta meno dannosa, la più realistica e più vantaggiosa tra le due. E da questa analisi dovrà emergere la volontà vera di realizzare questo progetto. Questo progetto non è abbandonato a se stesso, abbiamo ereditato un lavoro svolto, dobbiamo cercare di portarlo avanti, ma mi dà la sensazione che quell'ulteriore abbattimento tariffario, fatto nel modo in cui è stato fatto, non porti a grandi risultati. Quello che ci interessa non è un discorso di carattere populistico, è un discorso di concretezza, è un discorso reale, è la volontà vera di sanare definitivamente uno dei mali che quest'Isola ancora oggi si trascina dietro. Non ci si può solo lamentare. E` facile fare dichiarazioni agli organi di informazione nel momento in cui avvengono le cose, ma prima che queste possano avvenire ci sonole possibilità di impedirle.

Non si può fare un progetto del genere non tenendo conto della realtà complessiva del sistema aeroportuale sardo. Non lo dico solo io, lo dice anche il piano regionale dei trasporti che afferma chiaramente che "la Regione Autonoma della Sardegna potrebbe in queste ipotesi attivarsi autonomamente al fine di rendere più appetibile l'accettazione di tali oneri da parte dei vettori". Si riferisce all'imposizione degli oneri di servizio pubblico. Non potrebbe, sia chiaro, concedere aiuti di natura economica, ma potrebbe studiare benefici a favore del vettore che accettasse di volare alle condizioni imposte. A titolo d'esempio, potrebbe intervenire, oltre che a livello promozionale, anche offrendo di sobbarcarsi alcuni costi collaterali dell'impresa aerea, quali alcuni servizi logistici e di handling. Mi chiedo se al riguardo si sia fatto qualcosa. Credo di no. Abbiamo riproposto anche in questa legislatura alcune proposte di legge, una è quella sulla promozione, dato che in quest'Isola si spendono tanti soldi per fare promozione turistica e non turistica. E la facciamo nelle nostre televisioni private regionali per far sì che il pecorino romano, se lo mangino i sardi. Guardate che questo non è più un sistema adeguato, c'è stato un mutamento. E` un mutamento del mercato. E come incidere sul mercato se non con gli strumenti più idonei che in questo momento stanno imperversando nella nostra economia? E' necessaria un'operazione di marketing seria che possa consentire di ottenere un doppio risultato, quello di agevolare - e questo serve non solo per i voli per Roma e per Milano, ma serve per attirare traffico - quelle compagnie che potrebbero ottenere risorse in questa forma consentita dall'Unione Europea, quindi, non facile da cassare. La seconda ipotesi non trascurabile è quella della creazione di un sistema aeroportuale sardo; il sistema aeroportuale sardo è un obbligo, è già avvenuto nel Piemonte, è avvenuto nell'Emilia, sta per avvenire in Lombardia, è notizia di oggi che addirittura si sta cercando di costruire un polo tra l'aeroporto di Roma e quello di Milano. Le grandi intese consentono di eliminare le diseconomie, portano a dare servizi di qualità a basso costo agli aeromobili, diventano incentivanti. In Sardegna questo non potrà avvenire sino a quando non si parlerà di sistema aeroportuale sardo. Pensiamo ad esempio all'aeroporto di Olbia che è di Meridiana e del consorzio Costa Smeralda. La percentuale della Regione è irrisoria. E' Meridiana che decide quanto far pagare i servizi dentro l'aeroporto per scoraggiare l'atterraggio di qualsiasi aeromobile a Olbia. E` Meridiana che gestisce in toto la situazione aeroportuale di Olbia, e sarebbe -a parer mio - anche capace di aumentarsi i costi di handling e le tasse aeroportuali, per giustificare l'imposizione degli oneri di servizio pubblico con la tariffa di lire 65.800, I.V.A. compresa, che questa Giunta ha indicato.

Per non incorrere in questo rischio di strumentalizzazione, in questo tipo di difesa che non possiamo accettare e condividere, bisogna lavorare in termini appropriati per costruire un sistema aeroportuale che possa garantire sviluppo ed attirare di conseguenza nuovo traffico, consentendo di utilizzare appieno tutte le risorse che già, per prima, questa Regione ha messo a suo tempo a disposizione. Non è più un problema strutturale; il problema strutturale è stato sanato, i denari regionali e statali hanno consentito di aprire i cantieri a Cagliari, ad Alghero e ad Olbia, quindi, la qualità del servizio non è in discussione, è in discussione il sistema gestionale che ancora oggi stiamo portando avanti.

Su queste scelte noi ci vogliamo confrontare, e non in modo elettoralistico, lo vogliamo fare in assoluta sincerità, con la disponibilità che sino ad oggi ci ha contraddistinto, per costruire assieme un qualcosa che vada a beneficio di tutti noi e dell'intera Sardegna.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori della mozione numero 33 ha facoltà di illustrarla.

SELIS (Popolari-P.S.). Signor Presidente, l'intervento pregevole del collega Sanna, come al solito molto documentato e preciso, mi agevola e mi esime dal ripetere le cose che ha detto, perché le condividiamo. Mi pare che anche il tono del collega Sanna tendesse a dimostrare da un lato la preoccupazione comune a tutti noi per il rischio che il ricorso al TAR blocchi l'iter in corso, da un altro lato l'esigenza che sul tema dei trasporti ci sia un totale coinvolgimento; e la nostra iniziativa mira proprio al coinvolgimento di tutti. Lo abbiamo detto tante volte. Ci sono problemi su cui è inutile dividerci, ma noi abbiamo chiesto la discussione urgente di questa mozione proprio perché ci è sembrato che non di un coinvolgimento delle istituzioni e dell'Aula si sia trattato, ma di una certa superficialità, se ci consentite - può darsi che sia soltanto una nostra impressione - e sicuramente di una frattura tra l'azione della Giunta, di cui conosciamo poco, e l'informazione doverosa del Consiglio e l'impegno che esso può sviluppare a sostegno di un'azione che non è della Giunta, è dell'intera Sardegna.

Per essere chiari, la nostra attenzione, il nostro impegno e l'urgenza con cui abbiamo chiesto di discutere di queste cose, mirano proprio a rianimare un dibattito per capire in che modo ci si può muovere, che cosa sta succedendo, qual è il rischio che una sentenza del TAR possa vanificare la legge sulla continuità territoriale. Infatti, al di là dell'impegno della Giunta, quello che oggi i sardi e i passeggeri vedono, e tutti noi vediamo, è che, al di là dei pronunciamenti, della legge sulla continuità territoriale, della conferenza dei servizi, poi di fatto le tariffe non solo non sono diminuite, ma sono aumentate.

Sentiamo ogni tanto dei proclami televisivi che annunciano che si volerà da Cagliari a Roma con settanta mila lire. L'onorevole Usai va con settanta mila lire a comprare il biglietto e lo prendono in giro. Allora, che cosa sta succedendo?

USAI (A.N.). Manco a Suelli vado con 70 mila lire.

SELIS (Popolari-P.S.). Facciamo il punto per capire in che modo ognuno di noi su questa materia può fare la sua parte. Questo è il senso dell'iniziativa, questo è il senso - mi pare - preoccupato ma positivo dell'intervento del collega Sanna, quando dice che probabilmente il bando ha delle lacune e fissa delle tariffe insostenibili, perché prende in considerazione dei costi, se ho capito bene, inferiori a quelli del 1997. Com'è possibile intavolare un dibattito?"

(Interruzione)

SELIS (Popolari-P.S.). Questo è quello che ha detto, noi non abbiamo interesse a fare polemiche su queste cose, abbiamo interesse a trovare insieme una soluzione.

FLORIS MARIO (C.S.), Presidente della Giunta. Sono d'accordo, però io non lo avrei mai pensato nei tuoi confronti; non credo che tu lo possa pensare nei miei.

SELIS (Popolari - P.S.). Infatti, abbiamo detto: "Noi siamo preoccupati, abbiamo preso questa iniziativa, abbiamo chiesto la convocazione urgente del Consiglio, perché da un lato registriamo e ci facciamo interpreti - questo è il compito delle forze politiche - di una serie di preoccupazioni e del malessere che c'è tra i passeggeri, dall'altro lato ci facciamo interpreti e cerchiamo di capire che cosa può succedere per quanto riguarda il ricorso al TAR, se per caso questo non possa bloccare tutto l'iter del bando di gara riportandoci al punto di partenza. Le preoccupazioni che il collega Giacomo Sanna esprimeva erano di questa natura.

Io, dicevo, non voglio ripetere le cose dette dal collega, sottolineo questo spirito positivo, ma sottolineo anche alcune preoccupazioni ed alcune critiche, perché è compito nostro; da un lato sottolineiamo i ritardi che ci sono stati, perché la conferenza affrettata dell'agosto scorso per l'approvazione della proposta di imposizione degli oneri di servizio pubblico, respinta poi dal Ministero dei trasporti, era soprattutto un fatto più propagandistico. Poi c'è stata la conferenza dei servizi di febbraio, poi c'è una sequenza di fatti di cui non abbiamo notizie chiare.

Vediamo che Meridiana, invece di essere più sensibile, e di mostrare, come il presidente Floris ci aveva fatto intravedere, dopo i suoi incontri con i vertici di quella compagnia e con lo stesso principe Aga Khan, una maggiore attenzione alla Sardegna, addirittura minaccia di sbaraccare tutto. Credo che sia solamente una minaccia, un bluff, ma verifichiamolo, perché c'è un'obiettiva preoccupazione dei lavoratori e anche nostra.

Continua ad esserci, l'abbiamo visto in questi giorni, una situazione di oligopolio, le compagnie trovano tra di loro un accordo e mettono in una situazione di difficoltà l'intera Regione. A suo tempo, in qualità di Presidente del Consiglio, ma forse lo avevano fatto anche gli assessori di allora, avevo sollevato il problema della violazione delle regole della concorrenza all'Autorità garante della concorrenza, credo che questa sia una battaglia che bisogna riprendere. A noi sembra che ci sia stata una qualche inerzia della Giunta, forse una qualche sottovalutazione del problema, ma possiamo rivedere questo giudizio alla luce delle informazioni che ci darete. Dall'esterno ci è sembrato che in questi mesi sia successo poco, quanto meno siamo stati poco coinvolti.

E` per questi motivi che vi risparmio la ripetizione delle cose dette dal collega Sanna, sulle preoccupazioni dei passeggeri, i costi che sono lievitati, la preoccupazione per l'iter del ricorso eccetera. Noi abbiamo indicato in conclusione della nostra mozione una serie di punti che impegnano la Giunta, ma io direi che impegnano la Giunta e il Consiglio; in particolare il Consiglio impegna la Giunta a verificare le reali intenzioni di Meridiana e delle altre compagnie, e valutare la fondatezza della minaccia di abbandonare l'Isola.

Noi non abbiamo fatto polemiche quando il presidente Floris ha attivato un rapporto che ci è sembrato positivo con l'Aga Khan, vorremmo capire se da questo rapporto emerge l'idea di un radicamento, invece che di un abbandono delle attività. Stiamo parlando in particolare di Meridiana. Cosa si intende fare per portare a compimento e ad attuazione la legge sulla continuità territoriale, per interloquire e per superare il ricorso che pende sull'iter del bando, per rassicurare non solo le centinaia di lavoratori che lavorano in Sardegna, ma per dare finalmente un segnale chiaro e non propagandistico ai viaggiatori che, ripeto, sentono annunciare tariffe strabilianti e poi pagano biglietti più cari? Registriamo un aumento delle tariffe. Che cosa riteniamo di fare, nei confronti del Garante della concorrenza, perché la situazione di oligopolio presente in Sardegna possa essere in qualche modo limitata, controllata, non essere a danno dei sardi? Cosa intendiamo fare perché finalmente l'articolo 53 dello Statuto trovi attuazione, perché è inutile dire che la Regione partecipa all'elaborazione delle tariffe aeree, eccetera, eccetera. Avete certamente presente l'articolo 53 dello Statuto che dà almeno una qualche parvenza di poteri alla Sardegna in materia di trasporti e soprattutto in materia di tariffe, ed è totalmente disatteso. Probabilmente un'iniziativa forte della Giunta, del Consiglio e di tutti noi, dovrebbe riempire di contenuto quell'articolo, non solo per quanto riguarda il discorso delle tariffe, ma anche per quanto riguarda la compartecipazione della Regione, auspicabile, alla definizione delle fasce orarie e quant'altro.

Infine, io credo che dobbiamo aggiornare e completare il piano dei trasporti, perché non solo su questo problema dei trasporti aerei e delle tariffe, ma sulla totalità del problema, cioè strutture, vettori, tariffe e sicurezza, che sono capitoli fondamentali di un ipotetico piano dei trasporti, si possa lavorare in futuro. Ecco perché su questi temi, con un atteggiamento critico per la lentezza o forse per la debolezza della Giunta, ma altamente propositivo perché privilegiamo gli interessi dei sardi, abbiamo chiesto questo dibattito e speriamo che ci sia un'adeguata attenzione da parte di tutte le componenti di quest'Aula perché su questo tema si possa davvero trovare una sintonia e avere la forza necessaria per tutelare gli interessi della Sardegna.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Dore. Ne ha facoltà.

DORE (I DEMOCRATICI). Signor Presidente, colleghi, questo della continuità territoriale è un problema che in teoria dovrebbe essere di semplice soluzione, perché credo che nessuna persona ragionevole ed intellettualmente onesta possa negare che la Sardegna si trova in una situazione di grave disagio, di grave squilibrio, che sia una regione periferica, che deve usare quasi inevitabilmente il trasporto aereo, se si vuole veramente stabilire un collegamento rapido, efficiente e sicuro con la Penisola e con gli altri scali europei, ma in particolare, per quanto ci riguarda, con la Penisola. Però, apparentemente, stando a quanto è successo in questi anni, sembrerebbe un qualcosa di lontano, addirittura di irraggiungibile, perché tutti i fattori si contrappongono alla realizzazione di questo che, alla fine dei conti, è un elementare diritto. Ed è un diritto tra l'altro riconosciuto dalla normativa comunitaria. Io credo che nella gestione di queste problematiche ci siano grossi errori un po' da tutte le parti, che il problema non sia mai stato gestito in modo corretto e razionale e che, ovviamente, come sempre capita, ci sia qualcuno che pesca nel torbido. Ciò che è stato evidenziato sui comportamenti delle compagnie aeree mi pare che non abbia bisogno di ulteriori commenti, perché è sotto gli occhi di tutti. Credo che vada fatta una distinzione tra la cosiddetta compagnia di bandiera e Meridiana, da una parte, e il nuovo soggetto, Volare Airlines, dall'altra parte, perché quest'ultimo è un soggetto che è entrato in questo giro piuttosto complesso e impegnativo, dove ci si va a scontrare con dei colossi e un nuovo entrato può trovare grosse e talvolta insormontabili difficoltà. Questa compagnia era entrata in questo gioco, in questo processo, in maniera corretta, intelligente e utile, poi, a un certo punto, è successo qualcosa, per cui sembra quasi essersi allineata agli altri che invece non stavano facendo un gioco corretto, e sembra entrata in questa logica al punto tale che quanto è stato detto dal collega Sanna, sulla formazione di un cartello, non mi sembra molto lontano dalla verità.

Certamente qualcosa è successo, evidentemente sono subentrati degli accordi, delle cose sulle quali sarebbe interessante approfondire il discorso, e qui il riferimento all'antitrust non è fuori luogo. Quel che è certo è che, comunque, anche la Regione ha commesso degli errori; non parliamo degli errori del collega Pili, nel momento in cui riteneva che essendo presidente da pochi giorni potesse risolvere i problemi con quell'atteggiamento un po' da boy-scout imprudente che ha tenuto. Io mi riferisco anche a ciò che è avvenuto successivamente; francamente ciò che si è determinato in seguito mi sembra fuori luogo, perché è vero che se le tariffe che venivano praticate in precedenza erano assolutamente sproporzionate, addirittura pazzesche, quelle che sono scaturite dalla conferenza di servizi del 28 febbraio, promossa dal Presidente della Giunta in carica, francamente mi sembrano veramente inaccettabili, perché sono, a occhio e croce, anche per l'uomo della strada, eccessivamente basse e di conseguenza non sono rispondenti alle leggi del mercato, perché, alla fine dei conti, in queste situazioni bisogna seguire le leggi del mercato. Soprattutto non tengono conto degli aumenti innegabili che ci sono stati, l'aumento del costo dei carburanti è una cosa incontestabile, che ha determinato squilibri indiscutibili nelle prestazioni, nei costi e via dicendo. Stabilire tariffe addirittura inferiori a quelle che erano state stabilite alcuni anni fa è un qualcosa che non sta né in cielo, né in terra. E rispetto a questo argomento i ricorsi potrebbero anche avere un fondamento. Quindi anche il riferimento fatto, sotto questo profilo, nella mozione Sanna, al fatto che non tutti i torti stiano da una sola parte, credo che sia fondato e pertinente.

A questo punto c'è veramente da chiedersi cosa intende fare la Giunta per riportare la situazione a un livello di equità, a un livello di ragionevolezza e soprattutto scongiurare il rischio di una paralisi, perché può darsi che questi ricorsi al Tribunale Amministrativo del Lazio per molti aspetti siano pretestuosi, può darsi anche che possano essere ritenuti infondati, però sicuramente c'è il rischio che magari, per una piccola parte, per un aspetto, per un riferimento possono essere ritenuti, l'uno o l'altro o entrambi fondati, e in questo caso saremmo al punto di partenza, cioè ci ritroveremmo laddove siamo partiti un paio d'anni or sono con questo processo.

A questo punto, fermo restando che, secondo me, la Giunta, come è stato evidenziato nella mozione Selis e più, illustrata poc'anzi, non può starsene inerte e deve comunque segnalare questa ulteriore escalation nelle tariffe che sta penalizzando gravissimamente la Sardegna, i suoi abitanti e tutti coloro che vogliono venire in Sardegna soprattutto per ragioni di lavoro, fermo restando che la Giunta deve intervenire presso il Garante sulla concorrenza e muovere i passi opportuni perché sia fatta luce su questa situazione e su questo ulteriore aumento indiscriminato delle tariffe, credo che la Giunta debba rivedere le sue determinazioni perché le tariffe che sono state indicate, certamente, ad occhio e croce, non sono adeguate, perché sono addirittura inferiori, se consideriamo la durata, la tratta, il chilometraggio eccetera, a quelle degli spostamenti ferroviari o via pullman, il che significa che sotto certi profili non stanno né in cielo e né in terra. Anch'io credo che si tratti di valutazioni populistiche e demagogiche. Qui si tratta di gestire le cose con concretezza e soprattutto con ragionevolezza.

PRESIDENTE. Invito ancora i colleghi a rispettare il silenzio mentre gli altri intervengono e ricordo altresì che chi vuole intervenire deve iscriversi a parlare non oltre la conclusione del primo intervento. Allo stato attuale è iscritto soltanto l'onorevole Cogodi, al quale do la parola.

COGODI (R.C.). Non interviene nessuno della maggioranza?

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, non posso costringere nessuno ad intervenire. Prego, onorevole Cogodi.

COGODI (R.C.). Delle due una, o sono chiuse le iscrizioni e in questo caso io intervengo, o non sono chiuse.Se così è chiedo che si ricevano le iscrizioni per sapere se su questo tema ci sarà o non ci sarà una voce di maggioranza, perché non è corretto non iscriversi a parlare, far parlare l'opposizione e poi intervenire in replica. Non è nel nostro Regolamento.

PRESIDENTE. Non c'è dubbio!

COGODI (R.C.). Quindi chiedo alla cortesia, alla saggezza e all'intelligenza del Presidente di chiedere ancora quanti consiglieri vogliano iscriversi a parlare, se le iscrizioni non sono ancora chiuse.

PRESIDENTE. Non c'è dubbio, questa è una norma che fino ad oggi è stata applicata in maniera abbastanza elastica, se vogliamo darne una interpretazione restrittiva dobbiamo dire che gli interventi vanno preannunciati prima che il primo oratore concluda il suo discorso. Facciamo una eccezione soltanto per oggi chiedendo ancora una volta ai colleghi sia della maggioranza che dell'opposizione, chi voglia intervenire perché le iscrizioni devono essere chiuse prima dell'intervento dell'onorevole Cogodi. Nessuno poi si lamenti perché non vi è stato il tempo per intervenire. Poiché nessun altro consigliere si iscrive parlare, do la parola all'onorevole Cogodi.

COGODI (R.C.). Ho voluto procedere a questa puntualizzazione perché mi pare una situazione del tutto paradossale quella che si determina in questo Consiglio regionale. È vero che sono in sciopero i giornalisti, ma credo che abbiamo una funzione da svolgere anche quando i giornalisti sono in sciopero e su una questione così rilevante e per molti versi devastante per la realtà economica e sociale della nostra Regione, cioè la questione dei trasporti e della continuità territoriale, si assiste a questa latitanza, a questa assenza, a questa fuga dal dibattito politico, addirittura dall'Aula.

Eppure è chiaro a tutti che noi ci troviamo in una di quelle tipiche situazioni nelle quali al grande danno per la Regione si sta aggiungendo la grande beffa in danno dei cittadini sardi, che nessuno di parte di maggioranza, neppure coloro che girano per gli aeroporti con i megafoni, che fanno la loro campagna elettorale, disturbando la gente che sta partendo alle sei del mattino, con i megafoni negli aeroporti - mi chiedo dove è Pili, forse è in aeroporto col megafono, o sta raccogliendo i biglietti aerei come ha proposto da ultimo per questa protesta corale di massa contro il Governo nazionale - quando si deve discutere in concreto delle cose, quando si deve esercitare il proprio ruolo politico e istituzionale, intervenga! La situazione è questa. Auguri!

Al danno quindi, che è permanente, che è di lunga durata, di questi tempi si aggiunge una beffa. Più Pili annuncia riduzioni nei biglietti aerei, più Floris annuncia ulteriori riduzioni alle riduzioni di Pili. E hanno anche grande spazio ed enfasi negli organi di informazione, titoli di prima pagina nei giornali "I sardi voleranno con 100.000 lire sulla tratta Cagliari-Roma". Non cento, ma stiamo scherzando? "Ottanta"! E Floris aggiunge: "Ottanta? Sessanta!" Anzi d'ora in poi daranno anche un bonus, un cioccolatino e un panettone a chi vorrà viaggiare con gli aerei della Sardegna. Così impostata la politica dei trasporti in Sardegna e così impostata la rivendicazione nei confronti dello Stato, meglio sarebbe dire del Governo nazionale, è chiaro ed evidente che questa venatura populistica, demagogica, inconcludente porta alla conseguenza che invece noi Sardi quando viaggiamo non solo non paghiamo cento, ottanta, sessanta mila lire, ma ogni giorno le tariffe aumentano e per andare a Roma paghiamo 400.000 o 500.000 lire.

C'è qualcosa che non torna in tutto questo. Dico subito - il tempo è poco per poter interloquire in questo dibattito, ma ci saranno successive occasioni - che oltre al costo del trasporto, per chi lo paga, c'è poi il disservizio degli aeroporti. Di questo si parla troppo poco, ma la gestione dei servizi aeroportuali è pessima ed è scandalosa in Sardegna, e sono costi e disagi aggiuntivi, e gli aeroporti non sono gestiti dalle compagnie aeree, ma da compagnie costituite in Sardegna. Io ho lamentato più di una volta, nei confronti anche di consiglieri regionali che sono componenti nei consigli di amministrazione delle società di gestione degli aeroporti, e ho segnalato veri e propri scandali. Nell'aeroporto di Cagliari, dopo una certa ora se anche ci sono ancora aerei che devono partire o arrivare, non si può bere un bicchiere d'acqua, perché il bar è aperto finché è una miniera d'oro e si pagano le cose tre volte tanto, non so se tre volte o sette volte, o una volta e poco poco di più, rispetto al migliore bar in città, quando però la folla dirada un pochino si chiude. Però nell'aeroporto c'è ancora gente e quelli che viaggiano non sono tutti turisti benestanti, non hanno tutti attendenti al seguito, ci sono famiglie con bambini. Ho assistito a ricerche disperate di un bicchiere d'acqua nell'aeroporto di Cagliari, perché dopo una certa ora il bar chiude.

Adesso che ci sono i lavori in corso, da un anno a questa parte all'aeroporto di Cagliari è un disastro, non si sa dove passare, non si sa dove fermarsi, dove mettere i bagagli, dove trasportarli, ci sono solo vigili urbani, non so di quanti Comuni e tutte le Polizie che vessano, anziché aiutare, chi deve partire o chi arriva, con multe assurde. Non c'è servizio di nessun genere e la gestione del servizio aeroportuale non è gestita dalle compagnie aeree, è gestita da compagnie costituite qui, peraltro prevalentemente a partecipazione pubblica, e se è privata non è che cambi.

In questa situazione giova discutere di queste cose, e gioverebbe discutere in un Consiglio regionale che fosse presente e anche un po' attento, perché la denuncia che è stata fatta dalla mozione Sanna e Manca, di parte sardista, in ragione della quale io ringrazio i proponenti, pone il Consiglio regionale nella condizione di potere e dover discutere di queste cose. Poi alla mozione Sanna e Manca si è aggiunta anche la mozione dell'Ulivo, il nuovo "L'Ulivo Insieme per l'Italia". Noi di Rifondazione Comunista, pur essendo all'opposizione, non siamo tra i presentatori, forse ci siamo distratti un attimo, però l'argomento è stato introdotto in Aula da quasi tutta l'opposizione. Io ringrazio i primi proponenti, che sono i colleghi sardisti, per avere consentito questo dibattito.

La Giunta dirà: "La maggioranza tace" come se la Giunta non derivasse dalla maggioranza o potesse prescinderne, quello però che si denuncia in questo momento è un fatto gravissimo, ed è un ulteriore e incombente pericolo, cioè che la "tarizzazione" di questa questione, cioè l'affidamento al Tar delle politiche rilevanti, per molti versi determinanti per la nostra regione, comporta una sorta, o ritenuta tale, di assenza o esonero da responsabilità, che è un vecchio sistema con cui tutti i gruppi, le classi dirigenti vorrei dire, ma soprattutto personaggi e personalità della direzione politica regionale, in più circostanze, campi e settori si sono rifugiati.

Questa vicenda mi ricorda molto la vicenda edilizia. Quando si vuole agevolare una grande speculazione edilizia, di norma per non avere il coraggio, ma non il coraggio, il dovere di dire: "Questo non si può fare, questo palazzo non si può costruire, questa lottizzazione non si può approvare" si inventa un inghippo giuridico, si compiono atti imperfetti e, in buona sostanza poi si consente che il TAR annulli quei provvedimenti della pubblica amministrazione e nasce la falsa idea, perché è una falsa rappresentazione delle cose, che in definitiva quella costruzione non l'ha autorizzata quel sindaco o quell'ufficio pubblico locale o regionale, ma l'avrebbe autorizzata il TAR. Anche i bambini sanno, prima di andare a scuola, non dico prima di avere studiato diritto, che il TAR non rilascia concessioni edilizie, che il TAR dichiara nulli atti della pubblica amministrazione, i quali atti se sono viziati, possono essere benissimo ripresi, riassunti, e la pubblica amministrazione ha non uno, ma mille strumenti per governare il territorio. Eppure quanti palazzi vediamo, quante brutture! Si chiede: "E chi l'ha autorizzato?" La risposta è: "Il TAR". Troppo comodo! Abbiamo l'impressione che anche in questa vicenda si stia tentando di dire: "C'è una causa, si vedrà, i giudici giudicheranno". Non è così, perché qui opportunamente - e questo è il concetto che anch'io voglio esprimere - è stato detto che quel ricorso è stato fatto da dei soggetti privati, i quali chiedono l'annullamento di un atto pubblico, in specie di un decreto ministeriale che raccoglie, essendo peraltro frutto di una complessità e pluralità di interventi, manifestazioni di volontà pubbliche, sia di parte statale, che di parte regionale.

Se c'è una causa e quindi se la Sardegna, il trasporto aereo, le tariffe, la continuità territoriale, ma le stesse istituzioni pubbliche sono parte sostanziale in quella causa, come si interviene? Opportunamente è stato detto: "la si smetta con la benzina a mille lire" No, non ho sbagliato, non ho detto "con i biglietti a sessanta mila lire", ho detto: "La si smetta con la benzina a mille lire" perché fa tutt'uno! Un giorno si dice: "La benzina a mille lire", ed altri titoli sui giornali, poi la benzina aumenta sempre! E questo è il modo di governare di questa maggioranza, è il modo di governare di questa Giunta, cioè annunciare cose impossibili, rappresentarle quasi come a portata di mano, creare l'illusione, l'inganno, l'imbroglio nella pubblica fede e poi ritrovarci a non poter risolvere neppure i problemi che invece con un serio, rigoroso, vero governo delle cose e delle situazioni si potrebbero risolvere.

Ecco pertanto qual è la questione, posto che qui chi il tema lo conosce e le questioni le ha studiate, perché Giacomo Sanna è stato Assessore dei Trasporti, e conosce le perizie, conosce i dati di riferimento, vi dice: "Quelle tariffe, quei parametri così tagliati rischiano di portare un Tribunale a dare ragione ai ricorrenti" perché voi non potete considerare che la benzina oggi costi meno di quanto costava nel 1997. Questo dice Giacomo Sanna, e noi dobbiamo credere a quello che dice, se non viene contraddetto e non gli si dice che non è vero, che la rivalutazione dei parametri è stata fatta. Lui dice che non è stata fatta, quindi, in buona sostanza, va scongiurato il rischio non che un Tribunale eserciti la sua funzione, va scongiurato il rischio che possa apparire che chi ha torto abbia ragione. E le compagnie aeree hanno torto, tutte, pubbliche e private, a partecipazione pubblica o no! E poi chi non è a partecipazione pubblica in questa Italia e in questa regione? La tanto magnificata Meridiana, la società dell'Aga Khan Karim, principe degli ismailiti, il gran consulente, il gran signore che doveva dare lumi e indicazioni sullo sviluppo di questa nostra regione a partire dal turismo anche nel trasporto aereo! Ma non è lui il proprietario e quindi anche il gestore e quindi anche il responsabile della politica e dei fatti tutti connessi alla società Meridiana? Per non dire della società Volare che avete voluto che venisse in Sardegna per rompere un monopolio e ha rotto solo le scatole, perché non ha neppure uno sportello nell'aeroporto di Roma. Chi vuole rivolgersi a Volare dopo che ha comprato un biglietto deve parlare con un numero telefonico, dovunque si trovi; e non tutti hanno uffici dai quali far sbrigare le pratiche. C'è un disservizio che va oltre le tariffe e che aggrava la condizione dei cittadini che si devono muovere e hanno diritto di muoversi.

Ecco allora il problema è stato posto in questo Consiglio, dirà la Giunta qual è la sua opinione, ma soprattutto qual è la sua iniziativa, e in esito a quello che dirà la Giunta il Consiglio valuterà, noi stessi vorremo dire una parola per vedere quali sinergie, quali volontà si possano mettere insieme perché si esca comunque da questo gioco perverso e perché in questa materia così delicata la Regione abbia non dico ragione in tutto, ma possa compiere almeno un passo avanti significativo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Emilio Floris sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

FLORIS EMILIO (F.I. - Sardegna). Quando lei ha chiesto se c'erano ulteriori iscritti a parlarre, ho sollecitato l'onorevole Pili a venire in Aula, pensavo che ci sarebbero stati anche gli interventi dei Capi Gruppo, non ho pensato che essendo una mozione non è previsto l'intervento obbligatorio dei Capi Gruppo, però sapevo che doveva intervenire l'onorevole Pili.

Essendo anche il collega Pili parte in causa, per aver organizzato, quando era Presidente della Giunta, la Conferenza dei servizi, chiedo, se l'Aula non ha niente in contrario, che possa effettuare il suo intervento.,.

PRESIDENTE. Ovviamente non mi rimane che rimettermi all'Aula perché c'è stato un richiamo ben preciso al terzo comma dell'articolo 87, per cui ho chiesto ripetutamente chi volesse intervenire; l'onorevole Cogodi è intervenuto chiedendo che qualcuno della maggioranza intervenisse.

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Mi sembra giusto dare la possibilità anche all'onorevole Pili di intervenire ma non per le ragioni che ha addotto il Capo Gruppo Floris.

CUGINI (D.S.). A questo punto Pili e gli altri.

PRESIDENTE. E' una cosa anomala. Se c'è l'accordo di tutta l'Aula riapriamo le iscrizioni a parlare, ma siccome il richiamo era ben preciso, se si fa una deroga la si fa per tutti o non la si fa. Se l'Aula non è d'accordo all'unanimità, andiamo avanti e ognuno potrà intervenire in sede di dichiarazione di voto.

Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare il Presidente della Giunta.

FLORIS MARIO (C.S.), Presidente della Giunta. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sento innanzitutto il dovere di ringraziare i colleghi che hanno presentato le mozioni, i Gruppi politici e i Capigruppo, che hanno voluto iscrivere nel calendario dei lavori del Consiglio regionale questo argomento, per un confronto di ampio profilo politico e culturale e di grande rilevanza sociale ed economica.

Il Governo della Regione e la maggioranza che lo sostiene sulla complessa questione dei trasporti e della continuità territoriale non hanno mai dato segno di debolezza e di indecisione. Tutt'altro, siamo stati determinati sempre su tutti i fronti: sul fronte dell'Europa quando abbiamo rivendicato una interpretazione autentica dell'articolo 158 del Trattato di Amsterdam, che rappresenta la cerniera del nostro futuro, del nostro stare in Europa come popolo e come regione su un piano di vera eguaglianza, di pari opportunità e di dignità istituzionale; l'abbiamo fatto nei confronti dello Stato, incalzando il Governo sugli accordi sottoscritti con l'intesa istituzionale di programma, all'interno della quale i trasporti e la continuità territoriale hanno un ruolo e una funzione strategica.

Ritengo, però, in via preliminare, che debbano essere ricordate le norme e le procedure tecnico-giuridiche e politiche che stanno alla base della questione che le mozioni pongono alla nostra attenzione, se no rischiamo di fare dissertazioni astratte che porterebbero lontano dagli obiettivi che tutti ci siamo posti e che sono quelli di dare finalmente concretezza al concetto di continuità territoriale.

La normativa di cui stiamo parlando è la normativa europea, sull'accesso dei vettori aerei della Comunità alle rotte intracomunitarie e l'articolo 36 della legge numero 144 sulla continuità territoriale della Sardegna. La norma comunitaria, a conclusione di un processo che è durato circa 13 anni, ha disposto la liberalizzazione dei trasporti aerei all'interno della Comunità. Ciò si è realizzato attraverso l'abolizione dell'istituto della concessione dei servizi di linea sulle rotte nazionali, l'eliminazione delle restrizioni derivanti dal sistema degli accordi aeronautici bilaterali fra Stati, relativamente ai collegamenti intraeuropei, attraverso l'eliminazione della riserva di cabotaggio a favore delle imprese nazionali di trasporto aereo. Sarebbe veramente preoccupante e saremmo veramente meravigliati se le compagnie aeree avessero sorriso di fronte all'imposizione degli oneri di servizio pubblico. Ci sarebbe veramente da preoccuparci, anche perché lo stesso regolamento diceche dobbiamo badare alla continuità territoriale, quindi ai sardi e non alle ragioni di economia delle compagnie", che poi vedremo, però. Lo stesso regolamento, peraltro, considerando che in casi limitati è necessario prendere provvedimenti speciali, per oneri di servizio pubblico necessari al mantenimento di servizi aerei adeguati con regioni nazionali, ha previsto la possibilità, per gli Stati membri, di imporre oneri di servizio riguardo a servizi di linea che hanno le caratteristiche che sono state richiamate. Mentre in Italia finora l'istituto dell'imposizione degli oneri di servizio pubblico non ha trovato applicazione, nel resto d'Europa l'ha trovata dappertutto: la Francia per la Corsica, il Portogallo per le Azzorre, la Spagna per le Canarie, l'Irlanda, la Norvegia, l'Inghilterra, la Svezia e la Germania. I collegamenti e gli oneri di servizio sono stati imposti dalle norme europee, poi ognuno di questi Stati ha una normativa statale, come l'abbiamo anche noi.

In relazione all'articolo 36 della nostra legge, il Ministro dei trasporti dispone, con proprio decreto, gli oneri di servizio pubblico conformi alla conclusione della Conferenza dei servizi e dispone che il Ministro, d'intesa col Presidente della Regione, e qualora nessun vettore abbia istituito servizi di linea con assunzione degli oneri di servizio, la gara d'appalto europea per l'assegnazione delle rotte.

Questo articolo prevede che il Presidente della Regione, su delega del Ministro dei Trasporti, convochi e presieda la Conferenza dei servizi, la quale ha il compito di precisare i contenuti dell'onere di servizio senza oneri per il bilancio dello Stato, indicando la tipologia e i livelli tariffari, i soggetti beneficiari di sconti particolari, il numero e gli orari dei voli, i tipi di aeromobili, la capacità di offerta.

Infine, prevede che qualora nessun vettore accetti l'imposizione degli oneri di servizio pubblico, il Ministero dei trasporti e della navigazione, d'intesa col Presidente della Regione, indica la gara d'appalto europea. Lo stesso articolo stabilisce che il rimborso al vettore o ai vettori selezionati non può superare gli importi di 50 miliardi per l'anno 2000 e di 70 miliardi per l'anno 2001 e successivi.

Attesa la sostanziale identità di vedute tra l'Unione europea e lo Stato nazionale, la copertura della spesa e la partecipazione al procedimento della Regione, non c'è nessuna differenza; nel procedimento per l'imposizione degli oneri di servizio pubblico sono stati fatti i seguenti passi, dal momento dell'insediamento di questa Giunta regionale ad oggi: il 15 febbraio il Ministro dei trasporti ha delegato il Presidente della Regione Sardegna a convocare e a presiedere la Conferenza dei servizi, il 28 febbraio si è fatta la Conferenza e sulla base di uno studio appositamente redatto, non datato 1997, ma febbraio 2000, ha deliberato i contenuti degli oneri di servizio pubblico. In particolare la Conferenza ha individuato i collegamenti per i quali imporre gli oneri di servizio pubblico: Cagliari - Roma, Cagliari-Milano, Olbia-Roma, Olbia-Milano, Alghero-Roma, Alghero-Milano. Sono stati individuati per ciascun collegamento le frequenze, gli orari, la capacità offerta in termini di posti, il tipo di aeromobile. Le tariffe sono quelle che conosciamo: Cagliari- Roma, 128.000 lire tariffa piena, 65.800 lire agevolata; Olbia-Roma, 117.000 lire tariffa piena, 65.800 lire tariffa agevolata; Alghero-Roma, 128.000 lire tariffa piena, 65.800 agevolata. Come vedete da qualunque parte della Sardegna si parta la tariffa è sempre agevolata. Sulla linea Cagliari-Milano a una tariffa intera di 178.000 lire, corrisponde una tariffa agevolata di 82.400 lire.

Queste tariffe sono soggette (perché ancora noi non abbiamo letto i ricorsi, i ricorsi sono stati annunciati, ma non depositati, il bando non è ancora pubblicato, quindi il ricorso è ancora in itinere, io mi auguro che venga ritirato) a revisione annuale sulla base dell'inflazione dell'anno precedente, ed inoltre, nel caso di aumento anormale, imprevedibile e indipendente dalla volontà dei vettori, dei fattori di costo che caratterizzano i collegamenti, in misura proporzionale all'aumento rilevato. Nel rispetto di quanto previsto dal Regolamento, il Gabinetto del Ministro dei trasporti ha informato la Commissione europea dell'intenzione di imporre gli oneri di servizio pubblico sulle rotte per la Sardegna nei termini e con i criteri precisati dalla Conferenza di servizi.

La Commissione europea, dopo un'istruttoria, quindi dopo uno studio fatto dalla Giunta, fatto dagli esperti, fatto dal Parlamento nazionale, fatto dall'ENAC e fatto dall'Unione Europea, ha accettato e ha ritenuto l'imposizione degli oneri di servizio pubblico, e il contenuto degli stessi, perfettamente legittimi e coerenti col Regolamento dell'Unione Europea. Abbiamo, in conformità al Regolamento, provveduto ad informare i vettori operanti sulle rotte interessate, dell'intendimento di imporre gli oneri di servizio pubblico. Non c'è una trattativa, non ci può essere. Anzi, laddove il Regolamento comunitario prevede a carico dello Stato membro un mero obbligo di informativa, l'ENAC ha aperto una vera e propria procedura di consultazione. Alle Compagnie Alitalia, Meridiana, Volare Airlines, Italair è stata trasmessa copia della comunicazione inviata dalla Commissione contenente l'analitica individuazione degli oneri di servizio pubblico e le stesse Compagnie sono state invitate ad una riunione che si è tenuta il 19 aprile. Alla riunione hanno partecipato Alitalia, Meridiana, Volare e Italair; nel corso della riunione sono state illustrate le modalità degli oneri, sono stati forniti i chiarimenti richiesti, è stato consegnato il documento contenente la proposta di oneri di servizio pubblico approvato nella Conferenza dei servizi il 28 febbraio 2000, con richiesta di commenti. La società Meridiana, con lettera del 20 maggio 2000, ha fornito le proprie osservazioni, la società Volare con lettera del 12 maggio 2000 si è limitata a far presente di ritenere che le direttrici già servite in regime di libera concorrenza con servizi minimi adeguati, non dovessero essere considerate ai sensi della legge numero 144 e pertanto non dovessero essere oggetto di assegnazione. Anche l'Alitalia ha fatto pervenire osservazioni e proposte di emendamenti. Il 12 giugno l'ENAC ha trasmesso al Presidente della Regione queste osservazioni, e il 20 giugno si è tenuta una riunione tra Regione ed ENAC e si sono concordate alcune integrazioni degli oneri sulla base delle richieste vettoriali che non comportavano ovviamente sostanziali modificazioni degli oneri deliberati in sede di Conferenza di servizi. Tanto è vero che alcune cose non le abbiamo assolutamente accettate, per esempio la richiesta dell'Alitalia di utilizzare aeromobili da 130 posti perché questa richiesta era soltanto dell'Alitalia per i propri velivoli.. Il 21 giugno la Regione ha risposto con lettera formale all'ENAC dicendo di accettare alcune di queste osservazioni e sottolineando l'opportunità di prevedere nel bando che le compagnie già operanti su queste rotte, come è avvenuto in tutta Europa, avessero la priorità rispetto alle altre, perché ci rendiamo conto che Meridiana è una compagnia radicata nel nostro territorio e la sua immagine è importante per la Sardegna e quindi il punteggio che otterrà per il fatto di impiegare personale sardo sarà certamente valutato e le darà la possibilità di vincere. A conclusione della procedura, con il decreto del 1 agosto 2000, il Ministro dei trasporti ha disposto, in esecuzione della legge numero 144, l'imposizione degli oneri di servizio pubblico conformi alla conclusione della Conferenza. Inoltre, con la lettera del 4 agosto, il gabinetto del Ministro dei trasporti ha chiesto la pubblicazione degli oneri di servizio, nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea e infine con lettera del 16 ottobre 2000 l'ENAC ha chiesto la pubblicazione di sei bandi di gara relativi alle rotte oggetto dell'onere dei servizi pubblici. Io faccio ancora osservare che, avendo la Commissione Europea richiesto modifiche solo di forma, spostamenti di paragrafi, la notifica alla stessa Commissione di eventuali future modifiche delle tariffe, la stessa ha considerato legittima, rispetto alla normativa comunitaria, la decisione italiana di imporre gli oneri di servizio pubblico, il contenuto degli stessi, quindi tariffe e quant'altro da me richiamato. Cadono pertanto tutte le considerazioni svolte dalle compagnie aeree ricorrenti allo scopo di dimostrare l'illegittimità della decisione dello Stato italiano di imporre gli oneri di servizio pubblico in presenza di adeguati servizi aerei. Tutte le Regioni dell'Obiettivo 1 stanno aspettando che finalmente in Sardegna ci sia l'imposizione degli oneri di servizio pubblico per avere lo stesso trattamento. Nella legge finanziaria di quest'anno, lo Stato ha stanziato cento miliardi per lo stesso fine per la Regione Sicilia, come ha stanziato l'anno scorso i 70 miliardi per la Regione Sardegna. Posto che fino alla data del 7 novembre nessun vettore si è dichiarato disponibile a istituire rotte conformi agli oneri, in data 28 novembre, cioè ieri, dovevano essere pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale, i bandi di gara. Non sono stati ancora pubblicati, per cui mi sorge il dubbio che non sia ancora arrivato niente da parte delle compagnie.

Per quanto riguarda le considerazioni svolte dai colleghi che mi hanno preceduto, è opportuno rilevare che sono fuori luogo tutte le osservazioni relative al fatto che attualmente le rotte per la Sardegna sono svolte in regime di libero mercato e che, nel determinare l'imposizione degli oneri di servizio pubblico e precisarne il contenuto, la Regione non avrebbe adeguatamente valutato le presunte compatibilità economiche e finanziarie delle imprese di trasporto aeree operanti nel nostro territorio. Come ho già fatto presente, il Regolamento prevede una deroga al principio di libertà di impresa, quando lo Stato membro ritenga che i servizi di trasporto aereo verso una regione svantaggiata e periferica (e bene ha fatto il collega Sanna a sottolineare che una delle compagnie ricorrenti ha dichiarato persino che la Sardegna non è una Regione periferica) debbano rispondere a criteri ai quali i vettori non si atterrebbero se tenessero conto unicamente del loro interesse commerciale. Di conseguenza, con riferimento a queste argomentazioni, apparse anche sulla stampa a proposito della sostenibilità delle tariffe onerate, non appare in alcun modo congruente con il sistema degli oneri di servizio pubblico la richiesta di tener conto delle compatibilità economico-finanziarie delle imprese laddove invece il regolamento comunitario prevede che si debba tener conto solo della sostenibilità delle tariffe in rapporto alle esigenze di mobilità delle popolazioni interessate e alle esigenze dello sviluppo economico del territorio. Quindi il fondamento tecnico-scientifico e normativo su cui si è basata e si basa l'intera definizione degli oneri di servizio pubblico è il frutto di un lavoro aggiornato con i dati di traffico al 31 dicembre 1999, forniti dalle società aeroportuali sarde e con dati di conto adeguati alla prima metà del mese di febbraio 2000. Circa la critica sul procedimento seguito, io credo che non sia da condividere il ragionamento secondo il quale, nella determinazione dei costi operativi ai fini della definizione dei livelli tariffari, il costo del carburante preso in considerazione non solo non sarebbe stato quello vigente al momento della sua valutazione, ma in seguito sarebbe aumentato al punto da rendere praticamente impossibile la prestazione del servizio sulle rotte indicate in conformità agli oneri programmati. E' una argomentazione questa, a mio giudizio, priva non soltanto di pregio, in quanto il prezzo del carburante di 400 lire per litro preso in considerazione ai fini della definizione dei costi operativi, è superiore a quello medio di lire 395 calcolato nel mese di febbraio in occasione della Conferenza dei servizi, e tuttavia, onorevole Sanna, per quanto attiene ai costi del carburante, io devo rilevare che la loro previsione e il computo costituisce il tipico rischio imprenditoriale spettante esclusivamente all'operatore economico, rischio di cui deve tenere conto e farsi carico. Non a caso numerosi vettori comunitari, la Lufthansa in testa, si sono garantiti dal rischio del rincaro del carburante derivante dall'aumento del petrolio stipulando apposite polizze assicurative. Ed allora credo che non siano da condividere nemmeno gli elementi di critica che sembrano diretti più contro la fonte normativa che contro il provvedimento applicativo che noi abbiamo fatto su delega. Io ho già avuto modo di dire che la Regione Sardegna non aveva la facoltà, nella scelta, di utilizzare lo strumento dell'imposizione degli oneri di servizio pubblico per incentivare il trasporto aereo, la scelta viene effettuata a monte dallo stesso legislatore nazionale, residuando alla Regione di darne attuazione concreta.

Noi riteniamo che il problema della continuità territoriale rappresenti un problema che riguarda l'intera Assemblea, che riguarda tutti quanti noi, e mi ha fatto piacere il tono pacato dell'onorevole Cogodi, dell'onorevole Gian Mario Selis, dell'onorevole Giacomo Sanna, proprio inteso a trovare su questo problema un'unità sostanziale, perché sarebbe veramente paradossale dividerci su questa questione.

Io credo che tutti gli elementi che sono stati oggetto di questo dibattito, siano elementi sui quali, giustamente come ha rilevato anche l'onorevole Selis, c'è mancanza di informazione, perché queste cose sono avvenute altrove e le notizie nella stampa talvolta sono state frammentarie. Non credo di aver fatto sparate pubblicitarie nei confronti di nessuno, devo dire che forse è apparso più l'onorevole Attili, di quanto sia apparso il Presidente della Regione. A me, alla Giunta e a tutti quanti noi, credo, interessano i risultati concreti che noi dobbiamo conseguire. Non posso assolutamente pormi il problema, se non in termini politici e di sensibilità sociale, di verificare come aiutare le compagnie di cui stavamo parlando, ma non posso aprire trattative che non rientrino nella procedura prevista. Tutte le garanzie che noi abbiamo, comporteranno certamente l'imposizione degli oneri di servizio pubblico, checché ne dicano, perché adesso si tratta di vedere qual è il tasso di utilizzo dei posti in aereo da parte delle categorie che noi stiamo privilegiando, ma l'abbiamo fatto anche per i turisti. Perché dire che una tariffa di 130 mila lire, a fronte di una tariffa piena di 260 mila lire, non va bene, quando da Cagliari a Cuba si va con un milione e150 mila lire con sette notti in albergo? È tutto da verificare, ma l'imposizione degli oneri di servizio...

CUGINI (D.S.). Ma non è lei l'esperto di Cuba!

FLORIS MARIO (C.S.), Presidente della Giunta. Ma Cuba era un riferimento puramente casuale.

Quindi io volevo invitare comunque il Consiglio e i proponenti delle mozioni a verificare, alla luce anche delle osservazioni che abbiamo fatto, quale è la strada da percorrere.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori della mozione ha facoltà di replicare.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Abbiamo ascoltato le spiegazioni date dall'onorevole Floris e la sicurezza manifestata nello spiegare a tutti noi che non ci sono rischi di alcun genere e che non essendo stato pubblicato il bando,non sono stati ancora presentati ricorsi. Questi però vi sono stati consegnati, sono in vostro possesso e avete potuto recepire le differenze nei due ricorsi e fare un'analisi compiuta di quello che le compagnie affermano.

Io non voglio e non devo apparire come il difensore delle compagnie aeree; le compagnie sono state le nostre nemiche, in tutti questi anni abbiamo subito passivamente per troppo tempo, credo che sia arrivato il momento di liberarci finalmente da una situazione così penalizzante. Però, Presidente, lei ha richiamato tutta una serie di realtà, fuori dall'Italia, e le posso anche dire che alcune di quelle realtà hanno una particolarità diversa dalla nostra, perché il concetto di autonomia è un concetto reale, tanto che la Corsica non ha la necessità che il Presidente della Regione venga autorizzato da chicchessia, per fare una conferenza dei servizi, stabilire l'imposizione degli oneri di servizio pubblico e quant'altro. La Francia ha agito in modo diverso con la Corsica, ha legiferato in materia trasferendo competenze e risorse alla Regione Corsa che decide autonomamente come comportarsi. Noi abbiamo ancora questo legame, questo l'ho voluto dire perché ognuno di noi si renda conto di quanto tempo abbiamo perso, di quanto in questi otto anni si sia parlato di questo regolamento comunitario, un po' un fantasma all'inizio, ma realtà oggi anche in Sardegna, il regolamento numero 2408.

Per quanto riguarda il costo del carburante voglio rileggere, perché molti colleghi non erano presenti o forse erano distratti, quanto si dice nel decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione del 1 Agosto 2000: "In caso di aumento anormale, imprevedibile ed indipendente dalla volontà dei vettori, dei fattori dei costi che caratterizzano le operazioni dei collegamenti aerei, le tariffe possono essere aumentate proporzionalmente all'aumento rilevato". Io ritengo, Presidente, che l'aumento del costo del carburante faccia parte di questi aumenti anomali, non prevedibili, come l'andamento del costo del denaro, della borsa, le strategie di poteri economici certamente lontani da noi. Quando il dollaro, da febbraio di quest'anno ad oggi, subisce un'impennata come quella che tutti noi conosciamo, per restare alle cose dei comuni mortali, il costo della benzina che utilizziamo noi normalmente ogni giorno, non resta certamente lo stesso del febbraio di quest'anno. Ha subito un aumento consistente, che condiziona in alcuni servizi il costo degli stessi. Questa è la realtà, e quando il dollaro aumenta non è pensabile dimenticarci che aumenta il costo del noleggio degli aerei, che aumenta il costo della loro manutenzione perché pagata in dollari, che aumenta il costo delle prenotazioni perché pagate in dollari. Questo è un fatto già previsto dai documenti e dalle leggi a cui lei stesso ha fatto riferimento. Questo andamento non può passare inosservato, perché intanto c'è il rischio che vengano presentati i ricorsi, può darsi che le compagnie aeree poi decidano di non presentarli, ma sono stati predisposti. . La domanda che mi ponevo nel mio intervento iniziale era: ci conviene andare avanti sulle nostre scelte, pur rendendoci conto che qualcosa si è modificato in termini di costi? Non sarebbe forse più opportuno, anche in modo non ufficiale, alla luce del decreto ministeriale, fare un'analisi più compiuta ed impedire che le compagnie depositino i loro ricorsi, sapendo che quella revisione di costi esiste già, non la possiamo negare, è un fatto naturale, non dipende né da voi né da noi. Dipende dall'andamento del mercato che purtroppo subiamo. Presidente, chi ha fatto quello studio può essere bravo quanto vogliamo, ma non infallibile, perché ci sono alcuni passaggi che, a parer mio, sono stati trascurati, e ci sono strumenti in mano alle compagnie aeree, che non possiamo trascurare. Quando si parla, ad esempio, nello studio, della rotazione dell'aeromobile per otto ore di lavoro, e più precisamente per 7 ore e 45 minuti, per collegarci otto volte con Roma, a parer mio, non si considera che quando l'aeromobile atterra all'aeroporto di Roma, che è a un'ora di volo da Cagliari, ci sono altre operazioni indispensabili da compiere . Non si può non tenere conto del tempo necessario per far scendere i passeggeri, utilizzando il bus o il finger o del percorso dal punto di atterraggio alla fermata dell'aereo o del tempo di sosta dell'aeromobile in aeroporto, perciò credo che nessuno possa dire che in otto ore qualsiasi aeromobile, di quelli che noi siamo abituati ad utilizzare, possa fare otto tratte. E' impensabile. Però, c'è scritto questo. Nessuno è infallibile, tanto meno chi parla in questo momento. Però, leggendo questo tipo di analisi, mi sono venuti dei dubbi e il mio dubbio principale, Presidente, rimane quello a cui facevo riferimento, e cioè la questione dell'organizzazione complessiva. Parlare di sistema aeroportuale sardo è una cosa che può dare prospettive, può eliminare quei problemi a cui lei stesso ha fatto riferimento al riguardo dell'aeroporto di Olbia, ma anche di altre realtà, perché è vero che ci sono un limite , minimo e uno massimo di costi del servizio reso, ma non è detto che qualche società di gestione non utilizzi il massimo per giustificare eventuali aumenti di tariffe. Questo, a parer mio, va combattuto; ci stiamo liberando, di un regime di monopolio, non entriamo in un altro regime di monopolio, non entriamo in un'altra schiavitù. Questo io ritengo sia doveroso da parte nostra.

Per quanto riguarda le proposte di legge, Presidente, io ho assistito a un suo sfogo l'altro giorno, quando ha detto che questo Consiglio non lavora, non fa proposte. Lei ha generalizzato il discorso, Presidente. Io credo che lei doverosamente dovesse far osservare che è la sua maggioranza che non lavora, che è ben altra cosa, perché questa Giunta non è lì per caso, è lì perché ha una maggioranza che l'ha eletta e che l'ha voluta e a quella maggioranza lei deve far riferimento, e se c'è l'impossibilità di lavorare nelle Commissioni non la si può attribuire alle opposizioni. E se le proposte arrivano, come stanno arrivando, anche e soprattutto dall'opposizione ne dovete tener conto, perché rappresentano il contributo che vogliamo portare alla soluzione di tanti problemi. E invece sta avvenendo il contrario: le proposte di legge che arrivano da questi banchi, hanno sempre il frenatore di turno, non possono andare avanti, nonostante le si condivida, nonostante se ne senta la necessità. Questo è un modo di fare che noi non accettiamo e che combatteremo fino in fondo; vogliamo essere partecipi, attori di ciò che riteniamo che questo Consiglio debba produrre.

E allora, il primo appuntamento, Presidente, è discutere in materia di trasporti cosa questa maggioranza intenda fare, quale svolta, quale cambiamento intenda apportare. Lo leggeremo sulla finanziaria, in quei pochi capitoli che sono rimasti, nella scarsa attenzione che da tempo è stata dedicata a questa materia, che tutti ritengono di vitale importanza, ma che poi, nel momento della finanziaria, si trova sempre relegata all'ultimo posto nella graduatoria dell'assegnazione delle risorse.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SPISSU

(Segue SANNA GIACOMO.) Il cambiamento vero è modificare gli scenari, non subire il mercato, ma anticiparlo con gli strumenti che necessariamente dobbiamo crearci. Questo sta avvenendo fuori di qui, in Europa e in Italia. Stiamo stati gli ultimi a creare le società di gestione, quando gli altri, che avevano già fatto quel percorso e sperimentato anche quel tipo di procedure negative, le avevano già modificate.

Su questo ultimo punto, Presidente, sulla scelta da fare, stiamo attenti! Per me è importantissimo raggiungere l'obiettivo, come lo è per ognuno di noi. Quello che decideremo oggi potrà farci raggiungere o meno questo obiettivo. Vogliamo andare avanti per la strada intrapresa senza pensare di aver commesso nessuno errore? Andiamo avanti e assumetevi le vostre responsabilità, oppure se errori ci sono stati, se valutazioni diverse nel frattempo si sono succedute, prendiamone atto, apportiamo le modifiche senza perdere tempo, per avere finalmente quel regime tariffario che da tempo ognuno di noi attende. Non esageriamo, oggi 65.800 lire IVA compresa dovrebbero essere il costo del biglietto più la tassa aeroportuale.

FLORIS MARIO (C.S.), Presidente della Giunta. No, perché l'altra parte la copre lo Stato.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Non la sento, Presidente, senza microfono non la sento. Sono 65.800 lire.

SELIS (Popolari-P.S.). C'è la parte che copre lo Stato.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Siamo a 100.000 lire.

FLORIS MARIO (C.S.), Presidente della Giunta. Noi assicuriamo la tariffa piena.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Sì, Presidente, io però non sto valutando la tariffa piena, sto valutando la tariffa che verrà richiesta al cittadino per la tratta da Cagliari a Roma.

FLORIS MARIO (C.S.), Presidente della Giunta. Onorevole Sanna, alla compagnia aerea noi non diamo 65.800 lire.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Io ho capito, Presidente, che noi alla compagnia aerea non diamo 65.800 lire, questo l'ho capito benissimo, 65.800 lire è quello che paga il cittadino, e sto facendo osservare che questa cifra, per chi non lo sapesse, è inferiore al costo del taxi da Fiumicino a Roma, tanto per intenderci. Questo non è trascurabile. Il trasporto aereo, in una situazione come questa, entrerebbe in competizione immediatamente col trasporto marittimo anche in fatto di costi, argomento che senz'altro arriverà in quest'Aula.

E' su queste analisi, Presidente, che ho richiamato la vostra attenzione. Per raggiungere l'obiettivo io ritengo che qualsiasi strada sia giusta, l'importante però è raggiungerlo e non mancarlo. Nello scenario che ci si presenta i rischi esistono, l'obiettivo principale dovrebbe essere quello di cercare di eliminarli. Ritenete che rischi non ce ne siano e che non vadano quindi cercati ed eliminati? Andiamo avanti così, vedremo il risultato finale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Anche le ultime cose che diceva il collega Sanna, mi trovano concorde, ma forse lo siamo un po' tutti. Credo che dobbiamo cercare di esserlo. Il nocciolo è questo: le tariffe (65.800 lire le paga il cittadino, poi lo Stato aggiunge gli oneri per il servizio pubblico, quindi alla compagnia arriva la sommatoria delle due cifre) sono una cosa talmente importante per la Sardegna, che è utile trovare il massimo di unità e di sensibilità tra di noi e nelle istituzioni e nella società. Però d'altro canto, lo diceva Giacomo prima, noi abbiamo una serie di preoccupazioni e diciamo che è meglio preoccuparsi prima che prendere atto dopo. Le preoccupazioni sono legittime, perché, detto per inciso, nel frattempo le compagnie hanno aumentato le tariffe, quindi mentre noi perseguiamo l'obiettivo di avere tariffe agevolate, vediamo crescere le tariffe.

Le preoccupazioni sono obiettive perché potrebbero esserci, questo era il senso dell'intervento del collega Sanna, degli errori, ma il Presidente dice che non ce ne sono, per cui noi prendiamo atto di questo. A noi spetta solo dire che, se c'è qualche elemento che per sbaglio non è stato valutato con la dovuta cura, è meglio rivederlo prima che dopo. Però, siccome il Presidente che ha la titolarità della certificazione della correttezza dei calcoli e ci dice di star tranquilli, noi stiamo tranquilli, abbiamo posto il problema, l'ha posto il collega Giacomo Sanna.

Oggi il Governo dovrebbe inviare il bando alla Commissione. Il ricorso non poteva quindi riguardare il bando perché questo non esisteva ancora, potrebbe riguardare il decreto di imposizione degli oneri di servizio pubblico, perché un ricorso c'è. Può darsi che abbia informazioni sbagliate, ma io ho capito che il ricorso non riguarda il bando, perché questo è stato reso noto oggi, ma mi pare di capire, che il ricorso delle compagnie aeree si riferisca al decreto governativo di imposizione degli oneri...

(Interruzioni)

Meglio, se non è stato fatto così, verificatelo! È così?

FLORIS MARIO (C.S.), Presidente della Giunta. Sì.

SELIS (Popolari-P.S.). Quindi c'è un ricorso in pista che non riguarda il bando. Perciò ce ne saranno due, uno sul bando che verrà notificato, ed uno sul decreto. Ed anche a questo riguardo la nostra preoccupazione è legittima, perché ci chiediamo che cosa sta succedendo?

A fianco a questa iniziativa, legata alla legge sulla continuità territoriale. .

FLORIS MARIO (C.S.), Presidente della Giunta. Il ricorso è avverso il decreto del Ministero dei trasporti.

SELIS (Popolari-P.S.). È quello che dicevo, comunque anche questo, se andasse in porto, bloccherebbe la procedura, ecco perché siamo preoccupati. Non c'è un ricorso sul bando, che sino ad oggi non c'era, però c'è un ricorso sul decreto che rischia di bloccare la procedura, io a quello mi riferivo..

L'altro elemento di preoccupazione a cui ho accennato prima è la crescita delle tariffe. Probabilmente l'andamento delle tariffe è legato al fatto che in Sardegna c'è una concorrenza limitata, c'è comunque una situazione di oligopolio. Vale la pena di intervenire presso il garante sulla concorrenza perché si verifichi questo aspetto?

FLORIS MARIO (C.S.), Presidente della Giunta. Noi non c'entriamo niente!

SELIS (Popolari-P.S.). No, noi c'entriamo. Noi siamo parte lesa e quindi possiamo farlo.

FLORIS MARIO (C.S.), Presidente della Giunta. In seconda battuta.

SELIS (Popolari-P.S.). Sull'articolo 53 dello Statuto e sulle norme di attuazione non mi soffermo perché sappiamo che cosa significa, però credo che anche in questa legislatura questo tema vada ripreso con forza, perché l'attuazione dell'articolo 53 ci darebbe una maggiore autorevolezza per interferire sulla definizione delle tariffe e quindi su tutto l'impianto della legge sulla continuità territoriale, oltre che su altri aspetti.

Riteniamo che ci debba essere una ripresa della riflessione comune non solo della Giunta ma anche dell'opposizione, sul piano dei trasporti, che non significa soltanto tariffe aeree, significa vettori, significa strutture, significa sicurezza. E su questi temi mi pare che si possa sviluppare un discorso costruttivo, perché se arrivassimo ad avere le tariffe e a mettere in campo tutte le altre politiche sulla continuità territoriale interna ed esterna, perché c'è anche una continuità interna, e tutte le altre politiche di miglioramento del sistema dei trasporti, noi avremmo fatto un grande passo avanti.

Poi ognuno si attribuirà il merito che vuole, questo fa parte della dialettica politica, non è questo il problema. Però il dato di fatto è che sicuramente avremmo fatto un passo avanti sulla continuità, sulla parificazione dei nostri cittadini con i cittadini italiani.

Abbiamo sollecitato il dibattito di oggi proprio perché ci fosse questa attenzione, questo coinvolgimento, questo momento di riflessione costruttiva, come vedete anche senza tensioni e polemiche, perché le preoccupazioni che noi abbiamo - magari dall'esterno perché non siamo direttamente coinvolti - che Giacomo Sanna ha richiamato, fossero da tutti tenute presenti. Nella gestione dell'iter conseguente, se c'è qualcosa da migliorare e da correggere, si migliori, se c'è da sviluppare anche un'iniziativa politica da parte del Consiglio e delle forze sociali, noi dichiariamo la nostra disponibilità. Su questo tema, a me sembra che una riflessione anche più attenta di questa, perché in quest'Aula c'è sempre, tra tanti problemi, un momento anche di distrazione, una riflessione attenta su questo tema, proprio in questa fase intermedia della procedura, sia essenziale, debba essere condivisa da tutti e mi auguro che si trovi su questo tema un'attenzione e una sintesi anche da parte della maggioranza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dore. Ne ha facoltà.

DORE (I DEMOCRATICI). Voglio solo chiedere un chiarimento al Presidente. Un momento fa ha detto che i due ricorsi non sono stati depositati. Siamo sicuri di questo, Presidente? Il primo ricorso è stato notificato il 2 di novembre, quindi sta per scadere il termine dei trenta giorni, dopodiché si ritiene abbandonato. Ora mi sembra difficile che lo si lasci cadere così, senza che siano sopravvenuti elementi nuovi, oppure che si aspetti all'ultimo giorno, col rischio di far decadere i termini perché il termine per l'impugnazione è di sessanta giorni. Quindi, si tratterebbe di saperlo e di tener presente che poi, nel giro di circa venti giorni, viene fissata l'udienza, e il TAR normalmente decide subito se sospendere o meno i provvedimenti. Il rischio è grosso e io credo che, come dicevamo prima, sarebbe il caso che la Giunta non aspettasse in modo fatalistico che possano verificarsi queste conseguenze perché basterebbe che anche un solo motivo, di uno o dell'altro ricorso, fosse ritenuto fondato, per far cadere tutto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Emilio Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS EMILIO (F.I.-Sardegna). Non sono un avvocato, non sono esperto dei tempi e delle procedure del TAR. Mi interessa però sottolineare ai colleghi dell'opposizione, che il problema della continuità territoriale attiene a quella che è la grande questione sarda, cioè è una questione nella quale non esistono maggioranza o minoranza, esistono i Sardi, pertanto penso che la presentazione di due ordini del giorno, da parte delle opposizioni, l'asserita noncuranza della maggioranza, non facciano chiarezza su quello che è il problema fondamentale: la continuità territoriale; continuità della quale sicuramente tutti siamo convinti. Tutti vogliamo avere il miglior risultato per i sardi, l'ha detto lo stesso Presidente richiamando il parlamentare Attili, non censurando ciò che ha detto, ma richiamandolo, nel senso che forse per risolvere questa problema bisogna andare anche oltre quest'Aula, dalla quale però deve partire l'impulso che deve essere colto dal Governo per risolvere uno dei problemi nodali della Sardegna. Per questo motivo chiedo ai presentatori delle due mozioni di sospendere la votazione delle stesse, per presentare un ordine del giorno unitario del Consiglio regionale della Sardegna, che non guardi alle divisioni tra maggioranza ed opposizioni, ma che vada nella direzione di risolvere il problema, cioè di risolvere quello che è uno dei punti nodali della questione sarda.

PRESIDENTE. Chiedo ai presentatori delle mozioni, all'onorevole Giacomo Sanna e all'onorevole Selis, se accolgano questa ipotesi prospettata dal Capogruppo di Forza Italia, onorevole Floris, quella cioè di pervenire, naturalmente non in questo momento, alla stesura di un ordine del giorno unitario, e di sospendere la votazione sulle singole mozioni. Se è così stabiliamo quando tornare in Consiglio per l'esame dell'ordine del giorno unitario.

Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Credo di poter dire che non ci sono problemi su questo tipo di percorso anche perché lo spirito delle due mozioni, era quello di portare all'attenzione dell'Aula un problema di così grande importanza e di suggerire una maggior attenzione su alcuni particolari. Credo che il Presidente della Giunta l'abbia recepito ed abbia fatto anche le sue scelte. Con questo spirito noi accettiamo di unificare le due mozioni e di trasformarle in ordine del giorno perché l'Aula possa, in una seduta non troppo lontana, approvarlo. Dopodiché se sull'ordine del giorno ci dovrà essere dibattito, ci sarà dibattito, sperando di sopperire alla mancanza di dibattito che questa mattina abbiamo potuto toccare con mano.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (C.S.), Presidente della Giunta. Voglio semplicemente dire che a ieri non erano stati depositati i ricorsi, può darsi che siano stati depositati stamattina, probabilmente se li hanno predisposti verranno anche presentati.

Credo che comunque noi, su questo piano, raccogliendo le indicazioni che sono emerse da questo dibattito, possiamo andare a verificare e quant'altro, ma ci sono dei poteri che riguardano direttamente lo Stato. E' evidente che se il ricorso viene fatto contro l'imposizione degli oneri di servizio, quindi contro il decreto del Ministro dei Trasporti che ha imposto gli oneri di servizio, noi certo siamo una parte importante, dobbiamo cercare di avere i rapporti che sono necessari, ma non è che possiamo opporci. Noi siamo una parte lesa, la parte più importante riguarda sempre lo Stato nazionale, trattandosi di uno Stato appartenente all'Unione europea.

Alla luce del dibattito credo che il Consiglio regionale, nella sua sovranità, sia chiamato, anche dopo questo dibattito, ad esprimere una propria opinione e la Giunta, nel pieno rispetto del Consiglio, si atterrà alle cose che lo stesso voterà.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.). Sono tra i firmatari della mozione Selis. Intervengo per dire che, pur non condividendo l'impostazione che la Giunta Pili nell'agosto del 1999 e la Giunta Floris nel febbraio del 2000 hanno dato alle rispettive Conferenze dei servizi sul problema, e pur non condividendo complessivamente il modo con cui il problema è stato gestito dalla Giunta Floris, condivido le proposte che sono state avanzate, di lavorare per concordare un ordine del giorno unitario che possibilmente veda il consenso di tutta l'Assemblea, trattandosi di un problema di così grande rilevanza per la nostra comunità regionale.

PRESIDENTE. Mi pare che l'Assemblea abbia accolto la proposta formulata dall'onorevole Floris di lavorare alla definizione di un ordine del giorno unitario che, se siete d'accordo, dato che il Consiglio regionale è convocato per venerdì, può essere presentato e votato venerdì, non essendo necessaria un'ulteriore discussione. Siccome l'ordine del giorno di venerdì reca lo svolgimento di interpellanze, subito dopo, o immediatamente prima, voteremol'ordine del giorno.

Ha domandato di parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà.

AMADU (C.S.). Presidente, le chiedo la cortesia di convocare una brevissima Conferenza dei Capigruppo, per alcuni adempimenti in capo alla stessa conferenza.

PRESIDENTE. Il Consiglio è convocato per venerdì. Su richiesta dell'Onorevole Amadu convoco la Conferenza dei Presidenti di Gruppo.

La seduta è tolta alle ore 12 e 32.



Allegati seduta

Risposta scritta a interrogazioni

Risposta scritta dell'Assessore dei lavori pubblici all'interrogazione Amadu sui ritardi burocratici e sull'insufficienza dei finanziamenti statali e regionali per la viabilità del Nord Sardegna. (217)

Con riferimento all'interrogazione n. 217/A relativa all'oggetto, che ad ogni buon fine si restituisce in copia, si forniscono i seguenti elementi di risposta.

Le innovazioni del Nord Sardegna per quanto riguarda la viabilità statale sono articolate in 6 tratte. Tutte le opere sono gestite dall'ANAS.

Di seguito vengono esaminate separatamente le diverse tratte interessate.

Si rileva che per il Nord Sardegna sono previsti notevoli stanziamenti con riferimento a quelli delle altre aree della Regione, ed inoltre che difficoltà operative legate soprattutto alle nuove normative della legge Merloni ed ambientali rallentano l'attuazione dei programmi. Ed ancora che parte dei fiananziamenti è prevista con l'Accordo di Programma Quadro per la viabilità stradale del 21.04.99 che, come è noto, è legato alla prossima copertura con i fondi comunitari 2000/2006.

S.S. 291 SASSARI - ALGHERO

Per quanto riguarda la realizzazione del tratto di strada suddetto è da evidenziare quanto segue:

1) è stato affidato dall'Assessorato dei LL.PP. l'incarico di adeguamento dei progetti relativi, compresa la bretella che collega l'aeroporto e la circonvallazione di Alghero;

2) per la tratta principale a 4 corsie Sassari - Alghero nel 1998 è stata avviata la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale, in relazione alla quale sono state presentate delle osservazioni che hanno comportato la rielaborazione del progetto, che dovrà essere riesaminato dalla Commissione ministeriale;

3) con riferimento alla circonvallazione di Alghero, il cui progetto non necessita di una V.I.A., è stata fissata per il 30.10.2000 una conferenza di servizi al fine di conseguire l'assenso delle Amministrazioni interessate al tracciato;

4) l'attuale copertura finanziaria per la Sassari - Alhero è pari a 180 Mld di lire, garantiti in parte dal cofinanziamento ANAS di Programmi Operativi Plurifondo 94/99 e in parte dall'Accordo di Programma Quadro per la viabilità Statale.

S.S. 131 SASSARI - PORTO TORRES

Sono in corso di ultimazione i due lotti sud, il lotto B è sospeso, mentre sono stati ultimati da vari anni i due lotti a nord.

L'esecuzione dei lavori relativi alla variante lotto B è stata appaltata dall'Anas ma a causa del fallimento dell'Impresa Grosetto vi è stata una rescissione contrattuale.

Al fine di procedere al riappalto delle opere, a seguito delle sopravvenute normative in materia di lavori pubblici i progetti hanno dovuto subire una rielaborazione.

A tutt'oggi in bilancio ANAS sono disponibili 9,7 Mld di lire, che risultano insufficienti a completare l'opera il cui costo realizzatorio è stimato in 22 Mld di lire e, pertanto, necessita di un finanziamento supplementare pari a lire 12 Mld che si intende coprire con il prossimo triennale ANAS 2000/2002.

S.S. 597 SASSARI - OLBIA

Per la realizzazione del tratto di strada summenzionato, con l'Accordo di programma Quadro, sono stati resi disponibili 125 Mld di lire - La progettazione è prevista a cura dell'Anas.

S.S. 131 BONORVA -SASSARI

Con l'Accordo di programma Quadro sono stati resi disponibili 355 Mld di lire per la tratta Pozzomaggiore (svincolo Bonorva, km 159), svincolo per Olbia (km. 198); l'Assessorato dispone dei progetti definitivi, che dovranno essere integrati a livello esecutivo per essere appaltati.

S.S. 131 DIREZIONE CENTRALE NORD - S.S. 133/bis SAN TEODORO - PALAU

Per il completamento della SS 131 D.C.N. e SS 133 bis San Teodoro - Arzachena mancano ancora due tronchi:

- il primo attiene i lavori per il collegamento San Teodoro - Olbia, IV° e V° lotto, per i quli è in corso la gara d'appalto. La disponibilità finanziaria relativa è di lire 210 Mld, assicurata dall'Anas con i programmi pregressi.

- Il secondo riguarda la tratta Olbia - Arzachena; per la realizzazione di questo, l'Accordo prevede una posta finanziaria di 200 Mld di lire.

S.S. 127 SASSARI - OLBIA

La statale in argomento è stata suddivisa, per quanto riguarda i lavori di adeguamento ed ammodernamento, in quattro tratte che di seguito vengono puntualmente esaminate:

a) con riferimento alla tratta Scala Ruja - tempi I° lotto I° stralcio, è da evidenziare che il contratto con l'Impresa appaltatrice Messere è stato rescisso per il fallimento della medesima.

A tutt'oggi risulta una disponibilità di 14 mld di lire, a fronte di un fabbisogno pari a lire 19 Mld di lire. Si rende, quindi, necessario un finanziamento supplementare di lire 5 Mld che l'ANAS intende assicurare con il prossimo triennale ANAS. Per il prossimo 9 novembre 2000 è stata fissata la conferenza dei Servizi per l'approvazione dell'adeguamento progettuale.

b) relativamente al tratto Scala Ruja - tempi I° lotto II° stralcio è stata avviata la procedura per la rescissione in danno del contratto d'appalto con l'Impresa Pomarici aggiudicataria. E' in corso tuttora il contenzioso con l'Impresa e nel caso l'ANAS dovesse soccombere occorrerà prevedere un finanziamento supplementare di lire 14 Mld;

c) per quanto attiene il tratto Tempio-Olbia I° lotto, molto probabilmente i lavori relativi all'esecuzione dell'opera suddetta non potranno essere consegnati in tempi brevi, viste le oggettive difficoltà verificatesi durante le procedure espropriative e le divergenze interpretative su contenuti normativi tra ANAS ed Ufficio Tutela del Paesaggio. L'importo disponibile è di lire 27,5 Mld;

d) i lavori relativi alla tratta Tempio - Olbia V° lotto sono stati consegnati all'Impresa Condotte d'Acqua aggiudicataria.

Successivamente l'ufficio competente del Compartimento regionale dell'ANAS ha proposto la rescissione contrattuale per problemi con l'Ufficio Tutela del Paesaggio che non ha riconfermato il nulla-osta di competenza. Contro tale ipotesi l?impresa summenzionata ha presentato ricorso in sede giurisdizonale al T.A.R. Il contenzioso si è risolto a favore dell'Impresa appaltatrice, alla quale dovranno essere pagati i danni subiti. Il riappalto delle opere, considerato che la disponibilità finanziaria al momento dell'annullamento della consegan dei lavori era pari a lire 41,3 Mld, detratte le somme necessarie pe ril risarcimento suddetto (lire 1,5/2,0 Mld) rimangono a disposizione lire 39 Mld circa.

Risposta scritta dell'Assessore ai lavori pubblici all'interrogazione Fantola-Cossa sulla scarsa efficacia del piano di vendita dello IACP di Cagliari (legge n. 560 del 1993). (224)

Con riferimento alla problematica sollevata con l'interrogazione in oggetto si riferisce quanto segue.

L'IACP della provincia di Cagliari ha inserito nel piano di vendita n. 5495 alloggi, pari ad oltre il 50% del patrimonio di proprietà.

A tutto il 30 settembre 2000 l'Istituto ha notificato 4966 proposte di cessione, pari al 90 per cento del totale. La differenza è dovuta principalmente agli alloggi iscritti nel piano di vendita ma occupati abusivamente (artt. 633-639 c.p./art. 24 L.R. 13/89) e non regolarizzati o non regolarizzabili alla data in cui gli inviti venivano inviati. Infatti, soltanto con la L.R. n. 7 del 5.7.2000 la R.A.S. ha previsto la possibilità di sanare le occupazioni abusive esistenti al 31 dicembre 1999, mentre in precedenza tutti gli alloggi abusivamente occupati non potevano essere offerti. Inoltre, la medesima legge ha modificato retroattivamente il costo per la sanatoria delle vecchie occupazioni, che aveva influito sul completamento delle pratiche pregresse di regolarizzazione e quindi sulla possibilità di vendita degli alloggi. Infine, occorre considerare che la possibilità di inviare gli inviti era preclusa in tutti i casi in cui gli assegnatari avevano in corso una procedura di decadenza (per cessione o abbandono alloggio, possesso di ulteriori immobili, etc.). Alle proposte di vendita hanno risposto solamente 2531, ossia il 50,9 per cento, di cui solamente 1210, ossia il 47,8 per cento, hanno accettato il prezzo e le condizioni di vendita. Ed ancora, di questi ultimi, solamente 848 hanno prodotto la documentazione occorrente per la deliberazione e la stipula del contratto.

Come emerge chiaramente dai dati esposti, le cause della ridotta efficacia del piano di vendita dell'IACP di Cagliari non sono imputabili all'Istituto, ma risiedono in motivazioni di carattere più generale che anche in campo nazionale hanno determinato i medesimi risultati negativi. Non a caso infatti la legge 560/93 è stata oggetto di ripensamento e di correttivi. In particolare, la legge 136/99 ha soppresso l'aliquota minima degli alloggi da inserire nel piano di vendita, prima stabilita nel 50 per cento del patrimonio.

In relazione alla vicenda degli alloggi c.d. "ex INCIS-Militari" (218 alloggi siti in Caglairi in vari punti, come per es. Viale Diaz, Via Campidano, Viale Calamosca, etc. e 21 alloggi ad Iglesias), si osserva che sulla base delle indicazioni dell'epoca in cui fu redatto il piano, essi non potevano essere ricompresi nello stesso, in quanto considerati alloggi di servizio.

Oltre tredici mesi dopo che il piano era divenuto esecutivo, il Ministero dei Lavori Pubblici, con circolare n. 31 del 30 giugno 1995, ebbe invece a precisare che i suddetti alloggi dovevano essere assimilati a quelli di ERP e potevano quindi essere inclusi nei piani di vendita.

Il 14-17 febbraio 1997, 61 assegnatari hanno ricorso al TAR sardegna per l'annullamento del Piano delle vendite approvato il 12 aprile 1994, contestando la mancata inclusione nello stesso degli alloggi in questione. In data 5 aprile 2000, il TAR ha accolto il suddetto ricorso in quanto l'esclusione dal piano degli alloggi in questione era stata motivata non già da scelta discrezioanale dell'istituto (come avvenuto per altre categorie), bensì dall'erronea qualificazione degli stessi, quali "alloggi di servizio".

In relazione a tanto il Consiglio d'Amministrazione dell'Istituto sta ora operando le dovute valutazioni.

Risposta scritta dell'Assessore dell'agricoltura all'interrogazione Tunis Marco Fabrizio sulla mancata erogazione degli indennizzi ai viticoltori dei comuni dell'area a rischio ambientale. (225)

Si fa riferimento alla interrogazione in oggetto riguardante la mancata erogazione degli indennizzi ai viticoltori dei comuni dell'area a rischio ambientale per precisare che non è stato possibile effettuare l'intervento previsto per l'anno 1998 a favore della cantina Sociale si S.Antioco in quanto, nonostante che la L.R. 18.01.1999, n. 1 (legge finanziaria) - art. 20, comma 4 - recasse la necessaria copertura fiananziaria, la norma che avrebbe consentito lo specifico intervento, la L.R. 29.04.1994, n. 18, art. 4, non era più operativa in quanto non notificata alla C.E.

Si fa presente comunque che in data 12.10.2000 è stato presentato in Giunta, per il successivo inoltro ai competenti organi consiliari, un d.d.l. dal titolo "Interventi straordinari su produzioni agricole inquinate" che preved elo stanziamento di L. 1 miliardo per l'indennizzo delle produzioni viticole riferite agli anni 1998, 1999 e 2000.

Risposta scritta dell'Assessore della Difesa dell'Ambiente all'interrogazione FADDA sullo stato di prevenzione ambientale nelle zone colpite lo scorso anno dagli eventi alluvionali.(226)

L'Assessorato della Difesa dell'Ambiente, in attuazione di quanto deliberato dalla Giunta regionale con deliberazione n. 1614 del 10.04.1998, ha provveduto fin dal 1999 ad affidare con provvedimento di delega ai soggetti attuatori, individuati prevalentemente nei Consorzi di Bonifica e nelle Comunità Montane, gli interventi per la sistemazione idrogeologica dei bacini montani.

Ulteriori interventi, programmati nell'ambito dell'aggiornamento degli schemi previsionali e programmatici di cui alla legge 183/99 e di quelli individuati con il Piano Straordinario ex D.L.vo 180/98 e deliberati rispettivamente dalla Giunta regionale in data 30.03.2000 con deliberazione n. 15/41 e in data 29.10.1999 con delibera n. 41/32, sono di imminente affidamento, salvi i necessari perfezionamenti da apportare non appena saranno disponibili le risorse finanziarie già assegnate dallo Stato.

Si fa presente, inoltre, che con l'ultima succitata deliberazione, la Giunta ha individuato i territori a più elevato rischio idrogeologico, secondo le procedure e la metodologia del D.L. 180/98, convertuto con legge 267/98.

La mappatura e le relative norme di salvaguardia sono state pubblicate nel supplemento straordinario al BURAS n. 29 del 19.09.2000 (Decreto interassessoriale degli Assessori LLPP e D.A.), e quindi in data antecedente a quella dell'interrogazione in oggetto.

Risposta scritta dell'Assessore dei Lavori Pubblici all'interrogazione AMADU sulla necessità di risolvere i problemi relativi al Rio Mannu in località Bidolzu a Buddusò.(219)

Si riscontra la nota di codesto Ufficio di Gabinetto n. 599/GAB. del 4.10.2000 relativa all'Interrogazione di cui all'oggetto, per comunicare che questo Assessorato, attraverso i suoi uffici periferici (Servizio del Genio Civile di Sassari) ha effettuato diversi sopralluoghi nel tratto del Rio Mannu oggetto dell'interrogazione in argomento.

Detti sopralluoghi (in ultimo 20.06.2000) hanno messo in evidenza che per un tratto di circa Km 1,500 le aree golenali del Rio Mannu sono state utilizzate da diverso tempo come discarica di materiali di qualsiasi genere (massi di granito anche di grosse dimensioni, carcasse di automobili, materiali di risulta da scavi e demolizioni, elettrodomestici, copertoni di ogni tipo e dimensioni) che, in concomitanza di afflussi meteorici cospicui, portano le acque del Rio Mannu ad invadere i campi circostanti fino a raggiungere la S.S. 189 ed il ponticello della strada che collega la località "Su Adu Biralò" alla regione "Sa Conchedda".

A seguito del suddetto sopralluogo il Servizio del Genio Civile di Sassari ha invitato l'Amministrazione comunale di Buddusò ad adottare provvedimenti nel rispetto degli articoli 7, 8, 9, 10, 11 e 12 del R.D. 523/1904.

Si porta inoltre a conoscenza che questo Assessorato con nota n. 10916 del 29.06.2000 (allegata in copia), ha interessato i Servizi del Genio Civile competenti per territorio affinché individuassero prioritariamente, gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria da svolgere nei corsi d'acqua interessanti tutto il territorio provinciale di pertinenza, con particolare riguardo alla pulizia e risagomatura degli alvei, atte a consentire il regolare deflusso delle acque.

Con nota n. 9887 del 18.10.2000 il Servizio del Genio Civile di Sassari ha trasmesso a questo Assessorato le risultanze degli accertamenti effettuati nei corsi d'acqua del retocolo idrografico di competenza nell'ambito degli adempimenti richiesti.

Nell'elenco di interventi prioritari segnalati è inserito, per un'esigenza finanziaria di lire 70.000.000, quello relativo al Rio Mannu di Buddusò.

L'attuazione dell'opera in argomento, essendo classificata di competenza dell'Ente, sarà attuata in regime di delega e le relative somme verranno pertanto trasferite al Comune di Buddusò per l'esecuzione dei lavori.

Nota n. 10916 del 29.06.2000

Oggetto: Interventi di manutanzione e ripristino di funzionalità idraulica delle aste fluviali dei corsi d'acqua dell'intero reticolo idrografico isolano.

Come noto le recenti problematiche alluvionali che hanno colpito il sud Sardegna (novembre '99) hanno avviato un acceso dibattito sullo stato di efficienza della rete idrografica isolana e sulla sua ridotta capacità a far fronte anche a fenomeni metereologici di non elevata intensità.

Si è reso pertanto necessario ricercare dotazioni finanziarie adeguate e le procedure più idonee, se non a risolvere, almeno ad avviare la risoluzione delle problematiche connesse ad una migliore efficienza delle reti idrografiche.

A tal fine con le assegnazioni finanziarie attribuite alla Regione Sardegna dal Ministero dei LL.PP. per il finanziamento di interventi nel campo della Difesa del Suolo nel quadriennio 1998/2001, questo Assessorato ha previsto uno stanziamento che, seppur limitato a 7.000 milioni, può consentire a dare, come detto, una prima risposta alle esigenze, da valutarsi per ciascuna Provincia, necessaria a restituire affidabilità e funzionalità ai corsi d'acqua consentendo, in particolare, la regimazione delle acque piovane.

A tal fine dovranno essere individuate, prioritariamente, gli interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria da svolgersi nei corsi d'acqua interessanti tutto il territorio provinciale di pertinenza con particolare riguardo alle pulizie e risagomatura degli alvei atte a consentire il regolare e naturale deflusso idrico. Tale verifica avrà cura di accertare, anche e preliminarmente, la eventuale disponibilità di imprese alle effettuazioni di attività estrattive in alveo e conseguente rimodellazione dello stesso nel quadro del miglioramento della funzionalità idraulica dell'asta fluviale interessata senza oneri per l'amministrazione (art. 97, R.D. 523/1904).

In assenza di tale disponibilità dovrà essere predisposta, per ogni intervento previsto, apposita stima, seppur sommaria, delle spese complessivamente necessarie ed indicata la eventuale disponibilità del Servizio alla redazione del relativo progetto e conseguente Direzione Lavori.

Inoltre dovrà essere verificata l'esistenza di eventuali progettazioni, già affidate da Enti Locali (Comuni, Consorzi etc.) per le finalità sopraindicate

L'estensione delle verifiche ed accertamenti dovrà tener conto sia delle scadenze temporali imposte (consegna Relazione riassuntiva degli esiti degli accertamenti entro il 30.09.2000), sia dei limiti finanziari come di seguito definiti, seppur indicativamente, per Provincia.

PROVINCIA

CA

OR

NU

SS

IMPORTI

(in milioni)

2.900

700

1.700

1.800

Solo nell'ipotesi di accertato soddisfacimento della priorità suaccertata (pulizie e risagomatura alvei) potranno essere effettuati gli stessi accertamenti e verifiche, su scala provinciale, e proposti interventi più radicali (difese spondali, etc.) sempre con riguardo alle dotazioni finanziarie indicative sovrariportate.

La Relazione riassuntiva avrà cura di riportare gli interventi, in ordine di priorità e contenere, per ogni singolo intervento proposto, una scheda monografica di inquadramento tecnico, un'allegata corografia, contenente altresì i restanti elementi informativi: (perizia spese, modalità esecuzione, etc.) anche nell'ipotesi di progettazioni già affidate o redatte da Enti locali per le stesse finalità oggetto della presente.

Sono incaricati degli adempimenti suaccennati con priorità ed urgenza i Servizi del Genio Civile competenti per territorio.

Il Servizio Dighe, Acque Pubbliche, Opere Idrauliche e Difesa del Suolo, è incaricato degli adempimenti di assistenza e controllo.

Risposta scritta dell'Assessore dei Lavori Pubblici all'interrogazione ONNIS sulla necessità di realizzare urgentemente le opere di canalizzazione del Rio Malu nel Comune di Villasor. (229)

Si riscontra la nota di codesto Ufficio di Gabinetto n. 599/GAB. del 18.10.2000 relativa all'Interrogazione di cui all'oggetto, per comunicare che:

- Con mutuo ventennale concesso all Regione Autonoma della Sardegna dalla Cassa Depositi e Prestiti ai sensi della L. 471/94 veniva individuato un finanziamento di lire 8.000 milioni per la sistemazione del Rio Malu e Rio Angiargia. Per la realizzazione di tale opera è stato individuato - come Ente attuatore - il Consorzio di Bonifica della Sardegna Meridionale (concessione in data 30.12.1998).

- Con Ordinanza del Commissario Governativo delegato per gli interventi di cui all'Ordinanza n. 3024 del 30.11.1999 è stato previsto un ulteriore finanziamento di lire 2.000 milioni per "Eliminazione rivestimenti danneggiati e la parziale ricostruzione, realizzazione di arginature preesistenti".

In conseguenza del rapporto concessorio il Consorzio di Bonifica della Sardegna Meridionale ha predisposto una progettazione per la "Sistemazione del Rio Malu e Rio Angiargia" per l'importo complessivo di lire 10.000 milioni.

Da quanto emerso dagli incontri sinora intervenuti il Consorzio ha pressoché ultimato la progettazione definitiva di un primo intervento di adeguamento della funzionalità idraulica del Rio Malu (dal ponte sulla ferrovia verso monte) nei limiti del finanziamento al momento disponibile (10 M.di). Tale progetto risulterebbe presentato per il parere preliminare degli Enti interessati (FF.S./ANAS/Comune di Villasor).

Inoltre con D.G.R. n. 40/53 del 12.10.2000 è stato approvato un programma per la realizzazione di opere di consolidamento dei dissesti idrogeologici e di riassetto idraulico della rete idrografica nelle aree colpite dagli eventi alluvionali del novembre 1999 per una spesa complessiva di lire 40.000 milioni a gravare sul Cap. 08151-00 rubrica LL.PP..

In detto programma è ricompreso un intervento di riassetto idraulico afferente il bacino del Rio Malu a protezione dell'abitato di Villasor - lotto funzionale per un importo complessivo di lire 3.600 milioni.

L'attuazione di tale lotto funzionale di riassetto idrogeologico, compresa nella tabella 2 allegata alla sopracitata D.G.R. n. 40/93 del 12.10.2000, sarà ugualmente affidata al Consorzio di Bonifica della Sardegna Meridionale in regime di concessione e conseguentemente coordinata con i finanziamenti precedentemente assegnati al medesimo Consorzio. (229)

Risposta scritta dell'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica all'interrogazione Sanna Giacomo - manca sul bando di gara relativo al servizio di noleggio di autovetture di rappresentanza in Roma. (232)

Con riferimento all'interrogazione n. 232 del 5 ottobre c.a. presentata dagli On.li Sanna e Manca nonché all'articolo di stampa apparso sul quotidiano locale "L'Unione Sarda" del 9 ottobre 2000 si espone quanto segue:

1) in data 28.06.2000 è stato inviato alla G.U.C.E. il bando di gara per l'affidamento mediante licitazione del servizio di noleggio di autovetture di rappresentanza per il tratto Fiumicino - Roma e città compresa.

2) Come è noto, tale servizio è posto a disposizione del Presidente, degli Assessori e dei dirigenti regionali che, per motivi d'ufficio debbano recarsi nella Capitale, e consente pertanto un risparmio in termini di tempo nei trasferimenti da e per l'aeroporto Leonardo da Vinci. Inoltre tale servizio garantisce tutti gli spostamenti all'interno della città.

3) L'Assessore degli Enti Locali nella stesura del bando soprarichiamato, ha richiesto alcuni requisiti soggettivi necessari per l'esercizio stesso di tale servizio. Tali requisiti non risultano essere in contrasto con le norme comunitarie e nazionali, né appaiono restrittivi e/o discriminanti nei confronti delle aziende sarde. Infatti, la pubblicazione del bando sulla Gazzetta Europea e il rispetto delle norme procedurali contenute nel D.Lgs. 157/95 modificato dal D. Lgs. 65/2000 confermano la rispondenza del contenuto del bando alle cennate normative.

4) In ordine al requisito relativo al possesso delle licenze od autorizzazioni rilasciate dal Comune di Roma, occorre fare una premessa: il rispetto delle norme comunitarie in materia di libertà di circolazione di persone e cose va integrata con la disciplina specifica degli Stati membri che regolano, in via amministrativa, l'esercizio di alcune attività. L'attività specifica oggetto del presente bando di gara è disciplinata dalla Legge 15.01.1992 n. 21 "Legge quadro per il trasporto di persone mediante autoservizi pubblici non di linea".

L'art. 3 individua le caratteristiche necessarie perché si operi in materia di "Servizio di noleggio con conducente": tale servizio si rivolge all'utenza specifica che avanza, presso la sede del vettore, apposita richiesta per una determinata prestazione. Lo stanziamento dei mezzi avviene all'interno delle rimesse.

Quest'ultima precisazione inreoduce le modalità che devono essere rispettate perché il Comune possa rilasciare le licenze: l'art. 8 co. 3 così recita: "Per poter conseguire l'autorizzazione per l'esercizio del servizio di noleggio con conducente è obbligatoria la disponibilità di una rimessa presso la quale i veicoli sostano e sono a disposizione dell'utenza".

- Ancora, l'art. 11 co. 2: "il prelevamento dell'utente ovvero l'inizio del servizio sono effettuati con partenza dal territorio del comune che ha rilasciato la licenza per qualunque destinazione" ecc.. Orbene, dalla lettura di tali disposizioni, emerge con chiarezza che l'esercizio dell'attività di noleggio può essere effettuato in tutto il territorio nazionale ma, nella fattispecie in esame, sarebbe operativamente difficile ed oneroso l'esercizio dell'attività in oggetto se la licenza fosse rilasciata in Sardegna: ciascuna autovettura dopo aver svolto l'attività a Roma dovrebbe ritornare presso la rimessa ubicata nell'Isola. Ne consegue pertanto che nulla vieta agli operatori del settore residenti in Sardegna di poter richiedere ed ottenere il rilascio di licenze al di fuori del territorio isolano.

Nulla vieta infine alle Ditte sarde che operano nel settore di procedere alla costituzione di raggruppamenti temporanei di imprese con soggetti in possesso delle autorizzazioni richieste; circostanze puntualmente verificatesi in occasione della presentazione delle domande di partecipazione alla gara alla quale infatti partecipano - sotto forma di A.T.I. - alcune ditte aventi sede in Sardegna.

Alla luce di quanto sopra nel rilevare che l'Assessorato ha sempre operato con la dovuta attenzione verso l'imprenditoria locale, laddove le norme regolamentari lo permettono, non si ravvisano motivi validi per la riformulazione del bando.

Risposta scritta dell'Assessore dei lavori pubblici all'interrogazione Fois sugli inopportuni e incomprensibili atti di gestione dei bacini idrici dell'ENEL. (241)

In riscontro alla nota di codesto Ufficio n. 613/Gab. del 26.10.2000 si riferiscono le seguenti note informative.

L'emendamento introduttivo al disegno di legge "Misure urgenti per l'accelerazione della spesa nel settore delle opere pubbliche ammesse a finanziamento regionale", oggetto dell'interrogazione in argomento, prevede "……la concessione di un contributo straordinario…….a favore dell'Ente Autonomo del Flumendosa finalizzato a fronteggiare i maggiori oneri conseguenti all'acquisizione di risorse idriche aggiuntive a quelle disponibili nei bacini del Flumendosa".

Tale emendamento è stato approvato dalla Giunta regionale nella seduta del 23.03.2000 (14/41) su proposta del Presidente della Giunta regionale che, si ricorda, riveste altresì il ruolo di Commissario Governativo per l'Emergenza idrica in Sardegna, in concerto con gli Assessori regionali della Programmazione, dei LL.PP., dell'Agricoltura e dell'Industria.

La necessità di tale proposizione conseguiva alla gravissima situazione di carenza idrica in atto nei primi mesi dell'anno 2000 che ha investito, in particolare, il bacino del Flumendosa - campidano - Cixerri, e che ha determinato la necessità, nel marzo del corrente anno, di vincolare con apposita Ordinanza Commissariale (n. 179/2000) un volume di 12, 3 Mmc - per il successivo rilascio verso is erbatoi del emdio Flumendosa - volume idrico che, altrimenti, sarebbe stato utilizzato dalla Soc. ERGA (ex ENEL S.p.A.) per produrre energia elettrica mediante turbinamento e rilascio in diverso bacino idrografico con recapito finale nel mare Tirreno.

Il perdurare della crisi ha determinato, a luglio del c.a., l'esigenza di un uletriore vincolo di 4 Mmc oltre la conferma dei precedenti (Ordinanza n. 206/2000).

La disponibilità di tale risorsa idrica aggiuntiva è stata quindi inserita nel bilancio idrico sino al 31.12.2000 per garantire i diversi utilizzi, tra cui quello idropotabile nei centri del sud dell'Isola.

Proprio l'ulteriore conferma di questi giorni della gravissima carenza di apporti pluviometrici (con possibilità di riduzione dell'erogazione a 3 ore giornaliere) ha reso necessario autorizzare il rilascio di tale risorsa, accantonata nel bacino gestito dall'ERGA S.p.A., a favore dei bacini gestiti dall'E.A.F. per il successivo utilizzo, ormai solo idropotabile, nei centri abitati. Per tale motivo con deliberazione della G.R. in data 12.10.2000 (40/67) la Giunta regionale ha autorizzato l'E.A.F. a richiedere alla Soc. ERGA il trasferimento dei volumi previsti nell'Ordinanza 206/2000 utilizzando le risorse finanziarie del proprio bilancio, in termini di anticipazioni di cassa, sino al concorso del finanziamento ancora in corso di reperimento da parte dell'Amministrazione regionale (L. 3.000 milioni).

Si tratta pertanto di un'attività di vincolo e programmazione delle risorse idriche di caratetre eccezionale e, per tale motivo, disposta con i poteri del Commissario Governativo a tal fine preposto e nel contesto di una gravissima emergenza idrica che, purtroppo, trova conferma anche in questo periodo autunnale.

A fronte di tali vincoli e diversi utilizzi delal risorsa idrica (si ricorda che i volumi invasati nella diga gestita dall'ERGA S.p.A. sono destinati, a termini della Concessione di derivazione in essere, al solo utilizzo idroelettrico e , pertanto, con rilascio verso altro bacino idrografico) è dovuta la corresponsione di un indennizzo per la mancata produzione idroelettrica, che per i volumi vincolati e da rilasciare era stato stimato in lire 3.000 milioni, così come verificatosi in analoghe situazioni del recente passato (emergenza idrica 1995).

La mancata disponibilità in tempi brevi di tale risorsa finanziaria in termini di contribuzione all'E.A.F., gestore delle risorse idriche e dell'approvvigionamento di tutte le utenze del bacino in questione ma privo di autonomia finanziaria per tale acquisizione, potrebbe comportare la non disponibilità da breve, di alcuni mesi di "riserve idropotabili" per tutte le utenze civili tra cui la città di Cagliari.

Per scongiurare tale evenienza era stato richiesto l'impegno finanziario dell'Amministrazione regionale concretizzatosi nell'iniziativa dell'Assessorato regionale Programmazione e nel conseguente inserimento della necessaria posta finanziaria, a copertura dell'emendamento in oggetto, nella L.R. 5.09.2000, n. 17, art. 1, p. 7)

Per quanto soprariferito, in particolare con il perdurare dei mancati apporti pluviometrici, appare imprescindibile il trasferimento dei volumi idrici invasati nella diga gestita dalla Soc. ERGA S.p.A. ed il conseguente utilizzo, da parte dell'E.A.F., della contribuzione finanziaria di L. 3.000 milioni (appositamente stanziata con L.R. 5.09.2000 n. 17 sull'esercizio 2000 e, pertanto, da impegnare entro il corrente anno, pena l'economia del bilancio) il cui utilizzo tuttavia è subordinato all'approvazione della norma interessata dall'interpellanza in argomento.

Occorre precisare che gli atti impositivi del "vincolo" sulle risorse idriche invasate a "Bau Muggeris" sinora intervenuti (Ordinanze Commissariali), determinanti giudizi economici, operano nei confronti della sola Soc. ERGA (Energie Rinnovabili Geotermiche Ambientali) costituitasi, a termini del D.Lgs. n. 79 del 16.3.1999 dall'ex ENEL S.p.A.. Tale nuova società opera in Regione Sardegna, per quanto consta, nel solo campo della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili (bacini Bau Muggeris e Coghinas) e non in altri settori appannaggio di diverse società del gruppo ex ENEL (telecomunicazioni, distribuzione o produzione di energia elettrica con fonti tradizionali).

Appare tuttavia imprescindibile l'esigenza della rivisitazione di tutte le concessioni, tra cui quelle cosiddette "perpetue" (perché confermate ai concessionari "idroelettrici" con il citato D. lgs. N. 79/99 per ulteriori 30 anni) tra cui proprio quella riguardante il bacino "Bau Muggeris" e, per tale motivo, è stata proposta apposita norma legislativa, poi approvata con L.R. 17/2000 art. 16, volta a consentire in deroga alla richiamata normativa nazionale, la rideterminazione delle concessioni sulla base dell'aggiornamento dei bilanci idrici e, conseguentemente il superamento dell'obbligo di rifusione ai concessionari degli indennizzi per mancato utilizzo della risorsa.

Risposta scritta dell'Assessore dell'industria all'interrogazione Vassallo sulle direttive d'attuazione della Legge regionale n. 33 del 1998 (246).

L'articolo 2 della legge regionale 4 dicembre 1998, n. 33, prevede "Incentivi agli investimenti produttivi" ed in particolare, al comma 1:

"Al fine di incentivare gli investimenti per la nuova realizzazione, l'ampliamento, l'ammodernamento, la ristrutturazione, la riconversione o la riattivazione di attività produttive nelle aree minerarie, è autorizzata la costituzione presso la Società Finanziaria Rinascita Sardegna (SFIRS) di un fondo speciale destinato alla concessione, a favore delle piccole e medie imprese industriali, agro-industriali e turistico-alberghiere, delle agevolazioni previste dall'articolo 30, comma 2, lettere a) e c) della legge regionale 20 aprile 1993, n. 17 (legge finanziaria 1993) modificato dall'art. 4 della legge regionale 29 settembre 1993, n. 48".

Nell'ambito di tale legge, non appena pervenuto il positivo parere della Comunità Europea, si è provevduto ad emanare le relative direttive di attuazione.

Per quanto riguarda l'ambito territoriale per la realizzazione degli interventi di incentivazione, esso venen determinato con decreto dell'Assessore dell'Industria 28 dicembre 1998, n. 873.

Le direttive emanate per l'applicazione del citato art. 2 della l.R. 33 nulla hanno a che vedere con gli interventi previsti nell'articolo 3 che riguardano invece la "realizzazione di infrastrutture" per le quali la precedente Giunta Regionale con deliberazione n. 37/7 del 9.08.1999 aveva approvato il programma prevedendo gli interventi a carico degli stanziamenti di cui al capitolo 09134 ripartiti negli esercizi finanziari 1999 e 2000.

Allo stato attuale i Comuni interessati stanno presentando i programmi ed i progetti per la realizzazione delle opere infrastrutturali di competenza.

L'Assessore dell'industria precisa infine che i dispositivi di attuazione di Leggi approvate dal Consiglio e di conseguenti delibere di Giunta, in base alla L.R. 31, sono di competenza esclusiva della Direzione Generale dell'Assessorato e delle Dierzioni dei Servizi in quanto trattasi di competenze di carattere esclusivamente amministrativo.

Testo delle mozioni annunziate in apertura di seduta

Mozione Sanna Emanuele - Selis - Dore - Cogodi - Ibba - Sanna Giacomo - Pinna - Fadda - Cugini - Balia - Dettori Bruno - Pusceddu - Marrocu - Biancu - Calledda - Deiana - Demuru - Dettori Ivana - Falconi - Giagu - Lai - Manca - Masia - Morittu - Orrù - Ortu - Pacifico - Pirisi - Sanna Alberto - Sanna Gian Valerio - Sanna Salvatore - Scano - Spissu - Vassallo sul progressivo degrado del compendio Molentargius-Saline-Poetto e sulla mancata istituzione del Parco regionale naturalistico.

IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che l'area umida Molentargius-Saline-Poetto, che ricade nei Comuni di Cagliari e di Quartu S. Elena e confina con i Comuni di Selargius e Quartucciu, per le sue peculiari caratteristiche ambientali e naturalistiche risulta sottoposta a una ricca e rigorosa normativa di tutela;

RICORDATO che il pregiato ecosistema del Molentargius è protetto sia da importanti leggi regionali e nazionali sia da convenzioni e direttive internazionali e in particolare da:

a) la Convenzione di Ramsar, firmata in Iran il 2 febbraio 1971 e ratificata con decreto del Presidente della Repubblica italiana il 13 marzo 1976 e che, con DM del 17 giugno 1977, ha incluso lo stagno di Molentargius come zona umida di interesse internazionale soprattutto come habitat degli uccelli acquatici;

b) il decreto dell'Assessore regionale alla P.I. e Beni Culturali del 12 gennaio 1979 che, con specifico Piano territoriale del Molentargius e di Monte Urpinu, ha individuato l'area in questione quale zona C1-conservativo naturale e sistema dove è vietata l'edificazione;

c) il vincolo paesistico ai sensi della legge n. 431 del 1985;

d) il vincolo di conservazione integrale ai sensi dell'articolo 2, comma 1, lettera b) della L.R. 23 del 1993;

e) la direttiva n. 92/43/CEE sulla salvaguardia degli habitat naturali e seminaturali, resa esecutiva con DPR n. 357 del 1997;

f) la legge regionale 26 febbraio 1999, n. 5, istitutiva del Parco Naturale Regionale "Molentargius-Saline";

SOTTOLINEATO inoltre che il compendio è interessato da un Piano globale di risanamento finanziato con 120 miliardi dalla legge statale n. 67 dell'11 marzo 1988 e specificato in un Protocollo d'Intesa Stato-Regione (Melis-Ruffolo) dell'11 febbraio 1989;

CONSIDERATO che il verbale di consegna dei lavori di bonifica, di ripristino e di riabilitazione ambientale affidati, dopo una lunga e tortuosa procedura, nella forma dell'appalto-concorso, dal Ministero dell'Ambiente a un Consorzio di imprese denominato Ramsar-Molentargius, fu sottoscritto in data 29.04.1996 e prevedeva il completamento delle opere entro l'8 agosto 1997;

DENUNCIATO che nell'esecuzione dei lavori da parte delle imprese appaltatrici sono subito emerse anomalie, lentezze e contrasti molto forti col committente sfociati prima nelle dimissioni dell'Ingegnere capo e del Presidente della Commissione di collaudo (giugno 1997) e poi nel totale blocco del cantiere che ha dato luogo ad un paralizzante contenzioso tra Consorzio Ramsar e Ministero dell'Ambiente;

STIGMATIZZATO il fatto che nonostante le pressanti sollecitazioni di associazioni culturali e ambientaliste, delle istituzioni locali e regionali e dei parlamentari sardi, i ministri dell'ambiente che si sono succeduti negli anni non sono riusciti a sbloccare il contenzioso sui lavori di bonifica e che solo recentemente il ministro Bordon ha annunciato la soluzione del problema, anche se i tempi di ripresa dell'attività di risanamento si stanno di nuovo allungando pare a causa di preoccupanti intoppi burocratici;

RILEVATO che durante la scorsa estate le vasche presalanti del Molentargius hanno rischiato il totale prosciugamento e l'asfissia biologica dell'ecosistema, con il suo incommensurabile patrimonio di avifauna pregiata e a rischio di estinzione, e che la causa principale di quella emergenza è da ricercare nell'irresponsabile comportamento dei Monopoli di Stato e delle imprese che stanno eseguendo, per conto del Comune di Cagliari, i lavori di risanamento nel canale di Terramaini che, come si è potuto chiaramente documentare, hanno ostruito il canale immissario di acqua marina nello stagno;

CONSTATATO che, nonostante la deliberazione della Giunta regionale del 16 marzo 1999 (n. 16/26) con cui sono state attivate le procedure per l'acquisizione al patrimonio della nostra Regione Autonoma delle Saline del Poetto, il compendio continua ad essere gestito con criteri molto discutibili dai Monopoli di Stato la cui amministrazione assiste inerte al blocco delle attività estrattive, in atto ormai da 15 anni, e al conseguente allarmante degrado del delicato sistema idraulico e produttivo;

ACCERTATO che anche i lavori di salvaguardia del litorale del Poetto, finanziati per complessivi 30 miliardi con fondi comunitari e della Protezione civile, sono entrati in una fase di pericolosa stagnazione a seguito dell'insediamento della nuova Giunta provinciale che, mentre frappone discutibili varianti al progetto a suo tempo approvato nella apposita Conferenza dei Servizi, rischia di perdere le cospicue risorse disponibili e reperite nel 1988 su iniziativa della precedente amministrazione provinciale e col pieno consenso dei Comuni di Cagliari e Quartu S. Elena e della Regione sarda;

SOTTOLINEATO infine con particolare preoccupazione che tutti gli adempimenti previsti dalla legge regionale n. 5/1999, istitutiva del Parco Regionale Naturale, sono stati gravemente disattesi per inaccettabili inadempienze di alcuni Enti locali (in particolare del Comune di Cagliari) e della stessa Giunta regionale;

RIBADITO che la suddetta legge prescrive:

a) all'articolo 3: che la gestione del Parco è affidata a un Consorzio costituito dalla Provincia di Cagliari e dai Comuni di Cagliari, Quartu S. Elena, Quartucciu e Selargius;

b) all'articolo 4: che il suddetto Consorzio si costituisce attraverso convenzione e uno specifico statuto approvati dai Consigli degli Enti interessati e che, qualora entro 3 mesi dall'entrata in vigore della legge istitutiva gli Enti interessati non abbiano raggiunto le necessarie intese, l'Assessore regionale della Difesa dell'Ambiente invia agli Enti una proposta di convenzione e di statuto;

impegna la Giunta Regionale

1) a promuovere una pressante iniziativa politica e istituzionale verso il Governo nazionale tesa al rapido conseguimento dei seguenti irrinunciabili obiettivi:

a) immediato trasferimento al patrimonio e alle competenze della nostra Regione Autonoma di tutto il compendio Molentargius-Saline, risolvendo contestualmente l'annoso contenzioso tra il Ministero delle Finanze e i Comuni di Cagliari e Quartu S. Elena;

b) immediata ripresa e conclusione in tempi certi dei lavori di recupero e di riqualificazione della zona umida;

2) a intraprendere un ruolo attivo e autorevole per la istituzione del Parco naturale regionale "Molentargius-Saline" esercitando, sia pure con evidente ritardo, i poteri sostitutivi previsti dalla legge regionale n. 5 del 26 febbraio 1999 in particolare per quanto attiene alla proposta di convenzione e di statuto tuttora non predisposti né approvati dagli Enti interessati;

3) a rivendicare anche attraverso una specifica Intesa istituzionale col Governo, per la fase di transizione, per il Presidente della Regione il ruolo di massima e unica Autorità di coordinamento e vigilanza per tutti gli interventi di risanamento e di tutela e nei confronti di tutti i soggetti pubblici e privati che operano nel compendio, al fine di salvaguardare un sito naturalistico di assoluto rilievo internazionale che attraverso una moderna e dinamica politica di valorizzazione e di corretta fruizione può diventare una fondamentale risorsa per lo sviluppo economico e civile dell'area metropolitana di Cagliari. (28)

Mozione Sanna Giacomo - Manca sul ricorso al TAR delle compagnie aeree contro il Decreto del Ministero dei trasporti che istituisce la continuità territoriale fra la Sardegna ed il Continente.

IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che, al fine di conseguire l'obiettivo della continuità territoriale della Sardegna, in conformità delle disposizioni di cui al regolamento CEE 2408/92 ed in attuazione dell'articolo 36 della Legge 17 maggio 1999, n. 144, il Ministero dei trasporti ha emanato l'apposito decreto per l'imposizione degli oneri di servizio pubblico riguardo ai servizi aerei sulle rotte da e per la Sardegna, secondo le modalità stabilite nella conferenza dei servizi, tenutasi a Cagliari lo scorso 28 febbraio, indetta e presieduta, su delega del Ministro dei trasporti, dal Presidente della Giunta regionale;

RILEVATO che il 27 agosto 1999, con le medesime modalità, era stata indetta e presieduta dal Presidente della Regione Sardegna, la conferenza dei servizi per l'approvazione della proposta di imposizione degli oneri di servizio pubblico relativamente ai servizi di linea tra gli scali aeroportuali della Sardegna ed i principali aeroporti nazionali, respinta poi dal Ministero dei trasporti;

CONSTATATO che le due proposte nel prevedere i servizi aerei di linea sulle rotte Cagliari\Roma e vv, Cagliari\Milano e vv, Olbia\Roma e vv; Olbia\Milano e vv; Alghero\Roma e vv; Alghero\Milano e vv, propongono differenti tariffe, in particolare la conferenza dei servizi del 28 febbraio 2000 ha deliberato tariffe per i residenti di importo inferiore rispetto a quelle prospettate nella conferenza del 28 agosto 1999;

CONSTATATO, altresì, che le compagnie di navigazione aerea già operanti in Sardegna, hanno presentato ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio contro il decreto del Ministero dei Trasporti per l'imposizione degli oneri di servizio pubblico, secondo le modalità stabilite nella su citata conferenza dei servizi del 28 febbraio 2000;

EVIDENZIATO che la Giunta regionale ha ritenuto opportuno non confrontare la propria proposta con le compagnie aeree attualmente impegnate nei collegamenti di linea fra la Sardegna ed il Continente;

SOTTOLINEATO che sull'argomento sono intervenute, oltre che le su citate compagnie aeree, le organizzazioni sindacali, associazioni di consumatori e forze politiche, mentre nulla è dato sapere circa le intenzioni dell'esecutivo regionale in merito ad una corretta e costruttiva definizione della vicenda;

RILEVATO che il ricorso presentato da Volare Airline e Meridiana, rischia di ritardare l'imposizione degli oneri di servizio pubblico e le procedure per l'eventuale gara comunitaria, mentre si registrano indiscriminati e consistenti aumenti tariffari, praticati da tutte le compagnie aeree operanti negli scali isolani;

CONSIDERATO che i livelli tariffari proposti ed approvati dalla conferenza dei servizi il 28 febbraio 2000, derivano da analisi e studi elaborati nel 1997 dagli uffici regionali e che nel contempo sono intervenute evidenti variazioni in aumento di alcune voci di costo, quali ad esempio i carburanti, non ascrivibili dunque alla volontà dei vettori aerei, ed altri fattori di natura economica e finanziaria, condizionanti la realtà industriale delle compagnie di navigazione aerea;

RIBADITA la necessità di soluzioni tempestive ed adeguate per una corretta politica tariffaria in Sardegna, piuttosto che di proposte utili per la propaganda del Governo regionale o di quello italiano,

impegna la Giunta regionale

ad una attenta, approfondita e seria valutazione delle modalità di imposizione degli oneri di servizio pubblico, approvate in sede di conferenza dei servizi il 28 febbraio 2000, al fine di impedire che le strumentalizzazioni che da più parti si vanno affermando vanifichino la più concreta delle ipotesi finora formulata per la realizzazione della continuità territoriale fra la Sardegna ed il Continente. (29)

Mozione Pusceddu - Cugini - Calledda - Demuru - Dettori Ivana -Falconi - Lai - Marrocu - Morittu - Orru' - Pacifico - Pinna - Pirisi - Sanna Alberto - Sanna Emanuele - Sanna Salvatore - Scano - Spissu sulla allarmante situazione relativa alla sicurezza ed alla salute sui luoghi di lavoro.

IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO:

- che nonostante i convegni, i dibattiti, le ricorrenti denunce delle Organizzazioni sindacali e professionali e le prescrizioni delle leggi che regolano la materia il numero degli infortuni sul lavoro continua ad aumentare in maniera molto allarmante;

- che in Italia ogni anno sul lavoro oltre 1300 persone muoiono, oltre 1 milione si infortunano ed oltre 30 mila contraggono malattie professionali;

- che rispetto all'Europa, l'Italia detiene due primati negativi: il tasso di frequenza degli infortuni e quello di mortalità sul lavoro sono più alti della media (5,3% rispetto al 3,9%) e la frequenza degli incidenti è più alta tra i giovani;

- che in occasione del "Terzo convegno nazionale di medicina legale e prevenzione", organizzato dall'INAIL a S. Margherita di Pula nello scorso mese di ottobre, sono stati forniti dati particolarmente allarmanti;

- che nei primi 8 mesi del 2000 in Sardegna gli infortuni sul lavoro sono aumentati dell'1,4% e che gli infortuni mortali sono stati 25, con un incremento del 19%, rispetto al 1999;

- che il maggior numero delle vittime si registra nell'industria ed in particolare nel settore delle costruzioni;

CONSIDERATO che ad incrementare il numero degli infortuni contribuiscono diversi fattori quali:

- la mancata osservanza delle norme di sicurezza nei cantieri;

- i mutamenti strutturali che interessano il mondo del lavoro quali le nuove forme di organizzazione del lavoro , la flessibilità, il precariato, i ritmi produttivi accelerati, il lavoro nero e sommerso, i processi di esternalizzazione, la carenza di specifica formazione professionale;

- la scarsa cultura della legalità;

- l'insufficienza delle risorse e del personale per la prevenzione;

- una cultura d'impresa poco sensibile al tema della sicurezza e della salute;

CONSTATATO che sta diventando preoccupante l'incidenza di malattie neoplastiche nell'area ad alto rischio ambientale di Portoscuso e di altre zone industriali e che in Sardegna stanno aumentando vecchie e nuove patologie legate alle attività lavorative;

SOTTOLINEATO che la sicurezza non può essere considerata come un problema o un costo ma come una risorsa su cui investire fin dalla fase della progettazione degli impianti e della scelta delle tecnologie;

RILEVATO che in Sardegna ampi contesti occupativi presentano ancora condizioni di alto rischio per la salute, sia in quelli tradizionalmente più pericolosi (edilizia, industria metalmeccanica, miniera, agricoltura) sia in quei comparti produttivi in cui l'innovazione tecnologica funzionale alla introduzione di dispositivi più sicuri per chi ci opera stenta a penetrare;

ACCERTATO inoltre che anche il numero degli infortuni tra gli studenti e gli allievi degli istituti scolastici e professionali è notevolmente aumentato e che pertanto si ravvisa la necessità di adeguare edifici, impianti ed attrezzature alle norme di sicurezza;

DENUNCIATO che il decreto legislativo n. 626/94, emanato in attuazione di otto direttive comunitarie riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro, rimane nei fatti ancora sostanzialmente non applicato poiché da una parte i datori di lavoro considerano l'adeguamento alla norma un costo aggiuntivo spesso insostenibile e, dall'altra, i lavoratori non sempre sono a conoscenza dei propri diritti;

AUSPICATO che l'intera legislazione di settore venga ricondotta ad un Testo Unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro;

RITENUTO improcrastinabile l'intervento nei vari campi della prevenzione, informazione, formazione, vigilanza, controllo e repressione, attraverso un organico piano di intervento che interessi sia il settore pubblico che il sistema delle imprese e degli appalti;

impegna la Giunta regionale

1) a riferire immediatamente in Consiglio regionale:

- sullo stato di attuazione degli interventi in materia di prevenzione e sicurezza previsti per la Regione Autonoma della Sardegna, per i suoi Enti strumentali, e per gli Enti sottoposti a controllo;

- sulla esatta consistenza delle risorse finanziarie impegnate ed erogate, anche sotto forma di incentivi, agevolazioni e finanziamenti alle strutture pubbliche ed alle aziende, per la realizzazione delle finalità del decreto legisaltivo 626/94;

- sull'ammontare delle risorse finanziarie e del personale di ciascuna Asl della Sardegna destinato alla prevenzione;

- sulle iniziative formative finanziate in tema di prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro;

2) a svolgere ogni utile iniziativa finalizzata:

- ad acquisire elementi conoscitivi sulle cause di eventuali ritardi e difficoltà incontrate nell'applicazione della normativa in materia di prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro;

- alla programmazione di un Piano regionale per la sicurezza, destinando a tal fine adeguate risorse finanziarie, quantificate nel 0,90% del bilancio regionale, rinvenibili dalla riduzione del 5% delle spese correnti prevista dal DPEF 2001-2003, finalizzato a:

a) mettere in sicurezza le strutture pubbliche, a partire da scuole ed ospedali, previa redazione dei piani di valutazione dei rischi;

b) finanziare iniziative formative per i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, che devono avere accesso ai dati aziendali e contribuire alla redazione dei documenti di valutazione dei rischi;

c) sostenere le piccole imprese per l'adeguamento alle norme in materia di sicurezza;

- a destinare il 10% degli stanziamenti per la pubblicità istituzionale per il finanziamento di una campagna pubblicità-progresso in tema di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro;

- a promuovere iniziative formative a livello scolastico e professionale finalizzate alla acquisizione di conoscenze essenziali a tutelare il proprio diritto alla salute ed alla integrità fisica;

- a favorire la promozione di un coordinamento tra le autorità di vigilanza ispettiva (Uffici del lavoro, Inail, Inps, Asl ecc.);

- a favorire l'intervento dei Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza territoriali presso le piccole aziende;

- a far si che in occasione delle gare d'appalto vengano valutati i costi del lavoro e della sicurezza in modo da scoraggiare la presentazione di offerte bassissime per avvalersi poi del lavoro nero a scapito della sicurezza;

- a promuovere un'accurata indagine in tutte le più rilevanti aziende ed entità produttive della Regione tesa a verificare, oltre alla sicurezza degli impianti ed il rispetto della normativa antinfortunistica, anche le condizioni di salubrità generale dei luoghi di lavoro che, in caso di alterazione, possono determinare negli addetti e nelle comunità locali gravi patologie connesse all'inquinamento ambientale. (30)

Mozione Selis - Cugini - Fadda - Dettori Bruno - Balia - Falconi - Dettori Ivana - Giagu - Orru' - Pinna - Sanna Gian Valerio sullo stato di attuazione delle legge regionale n. 28 del 1984.

IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO CHE:

- nel corso della sessione di bilancio della Regione per l'anno 2000, il centrosinistra propose una norma alla legge finanziaria finalizzata a risolvere positivamente il caso delle imprese giovanili che avevano presentato domande e progetti ai sensi della legge regionale n. 28 del 1984 entro il 1999;

- la Giunta sostenne che l'inserimento di tale emendamento nell'articolato della finanziaria avrebbe potuto ostacolare l'iter del bilancio, evidenziando il rischio che l'UE potesse muovere rilievi alla norma, più in generale alla legge regionale n. 28 del 1984, mai notificata all'UE;

CONSIDERATO CHE:

- nella manovra di assestamento del bilancio furono disposti finanziamenti ingenti, ma non sufficienti per coprire il fabbisogno 2000-2001;

- il 4 aprile u.s. la Giunta regionale, con una deliberazione che nel contenuto ha ripreso l'emendamento del centrosinistra, ha temporaneamente riaperto i termini di presentazione delle domande al 31 dicembre 1999;

CONSTATATO CHE le affermazioni dell'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio che assicurava copertura più che sufficiente della legge regionale n. 28 del 1984 sono state disattese dalla stessa manovra di assestamento;

ACCERTATO CHE esistono forti incertezze sullo stato di attuazione della legge regionale n. 28 del 1984 per il fatto che ad ottobre 2000 non risulta che la Regione abbia emesso alcun decreto di finanziamento delle pratiche nonostante gli stanziamenti decisi con l'assestamento di bilancio;

CONSIDERATA ampiamente positiva l'esperienza della legge regionale n. 28 del 1984 sia per:

- distribuzione territoriale delle imprese;

- settori di intervento;

- numero dei soci e gli assunti come lavoratori dipendenti;

- ripartizione del contributo per impresa e per addetto;

- fatturati e investimenti;

CONSIDERATO tuttavia che la legge regionale n. 28 del 1984, precursore di altre leggi regionali e nazionali, necessita di una revisione e una riforma, alla luce delle esperienze compiute, al fine di:

- da un lato promuovere un maggior coordinamento con la legge nazionale n. 44 e più in generale con il sistema legislativo a sostegno delle imprese;

- da un altro lato ad integrare gli incentivi finanziari con mirati incentivi reali e servizi alle imprese che ne sostengano la crescita soprattutto nelle fasi iniziali dell'esperienza,

impegna la Giunta regionale

a informare il Consiglio regionale anche mediante un esauriente rapporto che illustri:

1) la situazione della spesa, le cause dei ritardi, le previsioni future;

2) le domande evase e se nell'esame di queste ultime gli istituti di credito si siano attenuti rigidamente alla normativa e alla convenzione stipulata con la Regione;

3) il numero delle imprese che hanno presentato domande e progetti e per quali importi;

4) quali siano i programmi della Giunta regionale e con quali stanziamenti si prevede far fronte alle domande pervenute;

5) quali siano le difficoltà che stanno ostacolando le procedure per ottenere il finanziamento delle domande e se queste attengano ad un atteggiamento negativo degli istituti di credito che non rispettino le convenzioni con la Regione;

6) quali siano i tempi medi di istruttoria delle domande e quanto tempo intercorra tra la presentazione delle stesse e l'erogazione del finanziamento;

7) se la Regione abbia predisposto una anagrafe delle società di consulenza e un monitoraggio della loro condotta, dei loro costi e competenze;

8) l'elenco delle imprese alle quali sia stato erogato il finanziamento nell'ultimo anno e quali siano stati i criteri di priorità;

9) i rapporti in corso con la Unione Europea per evitare rischi di rilievi sulla legge regionale n. 28 del 1984;

10) l'attività di monitoraggio delle imprese finanziate che consenta di sapere l'evoluzione, lo sviluppo e le difficoltà e inoltre che permetta una migliore definizione dell'intervento pubblico di sostegno;

11) i risultati dell'ispezione ordinata dall'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio presso il CIS;

impegna inoltre la Giunta regionale

a) a predisporre entro trenta giorni un progetto di riforma della legge regionale n. 28 del 1984 e a definire più moderni sistemi di istruttoria, erogazione degli incentivi finanziari, monitoraggio dell'attività delle nuove imprese, predisposizione di servizi reali a sostegno delle imprese in fase di decollo;

b) a compiere ogni opportuna iniziativa tesa a sollecitare la conclusione delle istruttorie e l'erogazione degli incentivi dovuti. (31)

Mozione Usai Edoardo - Biggio - Frau - Carloni - Corda - Liori - Murgia - Onnis - Sanna Noemi sul pluralismo nell'informazione scolastica.

IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che:

- la scuola pubblica è un'istituzione costituzionalmente pluralista e che da essa dipende la formazione delle future generazioni e lo sviluppo di quella capacità che rappresenta un fondamentale elemento di crescita individuale e collettiva;

- molti dei testi obbligatori adottati nelle scuole superiori, in particolare quelli che trattano di storia, raccontano i trascorsi della nostra nazione mistificandone intere pagine e omettendo di scriverne altre, dando l'impressione di voler far prevalere una sorta di "verità di Stato" troppo spesso incompatibile con la realtà;

CONSIDERATO che:

- la faziosità riscontrata in alcuni storiografi, oltre a essere culturalmente pericolosa, alimenta in modo artificiale uno scontro generazionale che dura da ormai troppi anni e impedisce la ricostruzione di un'identità comune a tutti i cittadini italiani e l'affermarsi di un sentimento di autentica pacificazione nazionale;

- anche la stampa ha rilevato molte delle falsità raccontate dagli autori dei testi in questione, denunciando le responsabilità di autori, docenti, case editrici e Ministero della Pubblica Istruzione;

- in Italia tali testi vengono valutati unilateralmente dai singoli docenti, senza che studenti, intellettuali, famiglie o soggetti pubblici possano contribuire a tale giudizio,

impegna la Giunta regionale

ad assumere tutte le iniziative necessarie ed idonee al fine di effettuare un'analisi attenta ed obiettiva dei testi scolastici evidenziandone carenze e ricostruzioni arbitrarie, da diffondere sull'intero territorio regionale. (32)

Mozione Selis - Cugini - Fadda - Dettori Bruno - Balia - Dore - Calledda - Masia - Morittu - Sanna Alberto - Dettori Ivana - Giagu - Lai - Pusceddu - Sanna Gian Valerio sui ritardi nell'applicazione delle disposizioni di legge in materia di continuità territoriale.

IL CONSIGLIO REGIONALE

CONSTATATO che la Conferenza dei servizi indetta dal Presidente della Giunta regionale, il decreto ministeriale e il bando di gara internazionale per gli incentivi, in applicazione delle norme contenute nell'articolo 36 della Legge n. 144 del 1999 concernente la continuità territoriale per la Sardegna, registrano un inspiegabile e vistoso ritardo, considerato che la legge citata è stata approvata nel maggio dello scorso anno;

VALUTATA la durissima reazione delle Compagnie aeree al dispositivo contenente i nuovi criteri di determinazione delle tariffe e soprattutto valutata la singolare protesta della Meridiana, che ha minacciato di uscire dal mercato della Sardegna e di trasferire la sua potenzialità di vettore internazionale fuori dall'Isola;

ACCERTATO che il danno conseguente a questo fatto in termini di occupazione, di immagine e di contrazione di servizi sarebbe grave e che tutto ciò sarebbe in netto contrasto con i principi ispiratori della Legge n. 144 del 1999;

CONSTATATO che le Compagnie aeree hanno ulteriormente inasprito la loro contrarietà al nuovo sistema tariffario ricorrendo al TAR del Lazio contro il decreto del Ministero dei trasporti e considerato che questa azione dimostra ancora una volta una intollerabile situazione di oligopolio che penalizza l'isola e sulla quale non si è pronunciato il Garante per la concorrenza nonostante il suo intervento sia stato sollecitato più volte nella scorsa legislatura dalla Presidenza del Consiglio regionale;

VERIFICATO che l'inerzia della Giunta regionale ha consentito, nelle more del pronunciamento del Tribunale Amministrativo, che le stesse Compagnie aumentassero in modo indiscriminato le tariffe, provocando un ulteriore inasprimento d'animo nei cittadini sardi e un grave danno alle imprese che non si sentono tutelate da questo Esecutivo regionale;

CONSTATATO che all'iniziativa del centrosinistra, che ha sollevato il problema per mezzo di una interpellanza presentata in Consiglio regionale il 19 ottobre u.s., si è aggiunta non già una tempestiva e autorevole azione di governo che sarebbe propria di una serie maggioranza, ma una chiassosa e demagogica proposta del coordinamento regionale di Forza Italia;

RICORDATO che tale tardiva presa di posizione del Polo, in Sardegna, è mera propaganda visto che in Parlamento i parlamentari sardi del Polo delle libertà, in occasione dell'approvazione della legge sulla continuità territoriale, votarono contro o si astennero;

CONSTATATO che l'atteggiamento di Meridiana è in contrasto con le trionfalistiche affermazioni del Presidente della Giunta che questa estate esaltò un suo positivo e fattivo interessamento giungendo quasi a millantare una intesa con il Principe Aga Khan affinché non abbandonasse la sua attività in Sardegna, ma al contrario potenziasse i suoi interventi nell'Isola;

PREMESSO che la Sardegna ha bisogno di nuovi investimenti, di radicare nell'Isola le aziende serie ed evitare che queste siano costrette dall'immobilismo dell'Esecutivo regionale ad abbandonare il nostro territorio,

impegna la Giunta regionale

1) a verificare le reali motivazioni per le quali Meridiana e le altre Compagnie aeree minacciano l'abbandono dell'Isola;

2) a riferire in Consiglio sugli sviluppi dell'impegno assicurato questa estate dal Principe Aga Khan;

3) a riferire in Consiglio con quali strumenti si intende far sì che una legge dello Stato e una disposizione della Regione siano rispettate e rese esecutive;

4) a prendere tutti i provvedimenti necessari affinché sia scongiurato il pericolo che centinaia di lavoratori del settore siano, per effetto di discutibili decisioni aziendali, trasferiti fuori dalla Sardegna;

5) a riferire in Consiglio in merito al ricorso al TAR, fatto dalle Compagnie aeree per rendere inapplicabile i nuovi criteri di tariffazione del trasporto aereo;

6) ad assumere le iniziative presso il Garante sulla concorrenza per verificare e denunciare l'intollerabile situazione di oligopolio;

7) ad attivare un confronto immediato col Governo per pervenire a norme di attuazione dell'articolo 53 dello Statuto che conferiscano alla Sardegna reale potere in materia di trasporti;

8) a definire il Piano regionale dei trasporti entro tre mesi e a riferire subito in Consiglio regionale sullo stato di elaborazione e attuazione dello stesso.(33)