Seduta n.426 del 16/07/2008
CDXXVI Seduta
(ANTIMERIDIANA)
Mercoledì 16 luglio 2008
Presidenza del Presidente SPISSU
INDICE
La seduta è aperta alle ore 10 e 26.
MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di mercoledì 28 maggio 2008 (417), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che la consigliera Simonetta Sanna ha chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 16 luglio 2008.
Poiché non vi sono opposizioni, questo congedo si intende accordato.
PRESIDENTE. Si dia annunzio dell'interrogazione pervenuta alla Presidenza:
MANCA, Segretario:
"Interrogazione Caligaris, con richiesta di risposta scritta, sull'accertamento delle responsabilità per il trattamento riservato dall'ASL n. 7 e da AREA ad un ammalato di SLA di Iglesias". (1296/A)
Continuazione della discussione generale del testo unificato numero 162-163-305/A:"Riordino delle funzioni in materia di aree industriali" delle proposte di legge Sanciu - La Spisa - Pili - Contu - Licandro - Lombardo - Milia - Petrini - Rassu - Sanjust - Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo - Ladu - Murgioni - Onida: "Ordinamento dei Consorzi di sviluppo delle attività produttive" (162); Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu: "Norme sulle politiche di sviluppo industriale in Sardegna" (163); Giagu: "Riordino delle funzioni in materia di aree industriali"(305)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione generale del testo unificato numero 162-163-305/A.
Riprendiamo il nostro lavoro. Abbiamo iscritti a parlare l'onorevole Capelli, l'onorevole Biancu e l'onorevole La Spisa per la conclusione della discussione generale. Aspettiamo qualche minuto che arrivi l'assessore Rau.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 27, viene ripresa alle ore 10 e 38.)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, ho seguito con molta attenzione il dibattito che si è svolto ieri e la discussione generale che si è concentrata su questi…
PRESIDENTE. Le chiedo scusa, onorevole Capelli, un attimo solo.
Colleghi, c'è troppo brusio, c'è troppo chiacchiericcio, io non riesco a sentire l'onorevole Capelli, immagino che l'onorevole Capelli abbia difficoltà a intervenire con questo rumore di fondo. Grazie.
CAPELLI (U.D.C.). Dicevo, il dibattito che si è svolto nella giornata di ieri in Aula sulla proposta di testo unificato che è approdata come punto all'ordine del giorno nella giornata di ieri. Abbiamo costruito un vestito intorno a questa proposta di legge, abbiamo pensato di affrontare questo tema come uno dei temi che deve…
Fa niente, Presidente, a me non disturba.
PRESIDENTE. Disturba me perché non sento neppure io, onorevole Capelli, quindi…
CAPELLI (U.D.C.). A me non disturba anche perché conto di impostare l'intervento perché ascoltino soprattutto quelli fuori dall'aula più che quelli dentro l'aula. E dicevo, gli abbiamo costruito un vestito come uno dei temi importanti, uno dei tasselli che doveva servire per risolvere la crisi industriale della Sardegna, abbiamo dato con enfasi una rilevanza fuori dal normale a questa proposta di legge, al fatto che approdasse in Aula e la si potesse discutere; prendo atto che fuori da quest'aula, fuori da questo palazzo, questo tema non importa esattamente a nessuno. I sardi non hanno nessun interesse a questa grande discussione che noi abbiamo impostato sui temi dei consorzi industriali. C'è chi ha cercato di richiamare l'attenzione dicendo, sempre col solito accenno demagogico: "Sì, ma questi consorzi industriali costano, solo di indennità dei consigli di amministrazione, 2 milioni e mezzo di euro", e mentre lo dicevano non si guardavano allo specchio. Quanto costa quest'Aula, di 85 consiglieri regionali che hanno un costo esorbitante e la presenza in aula dimostra che a non tutti cala il sudore sulla fronte, perciò, dico, vado a giudicare e a tagliare o a intervenire sugli altri consigli di amministrazione senza prendere in esame il grande consiglio di amministrazione, sproporzionato nei numeri rispetto alle altre regioni e, perdonatemi, forse è il caso che un giorno o l'altro ne parliamo, in alcuni casi, non in tutti, sproporzionato nelle indennità. Mi chiedo: invece di fare falsa demagogia sulle indennità degli amministratori degli enti, dove è andata a finire la proposta di legge di sottoscrizione popolare che richiamava il Consiglio ad intraprendere la discussione per la possibile riduzione delle indennità di carica, delle indennità consiliari? Le nostre! Ognuno avrà la sua posizione, io ho la mia, posso non condividerla, però mi chiedo perché non rispondiamo alle richieste della gente, perché non iniziamo realmente a tagliare le indennità di carica dei Segretari di Commissione, dei Vicepresidenti di Commissione, dei Presidenti di Commissione, dei Segretari della Presidenza, del Presidente del Consiglio, del Vicepresidente del Consiglio? Perché ci abbandoniamo a questa demagogia proprio a 8-9 mesi dalla scadenza di questo Consiglio? E' un argomento, questo, per ricercare consenso e allora però ce la prendiamo con i consiglieri di amministrazione dei consorzi industriali.
Ma cosa sono questi consorzi industriali? Io non voglio riprendere la storia dei consorzi industriali. Ho sentito anche qualcosa che, perdonatemi, per usare termini civili, non condivido. Ma quando si dice: una legge nazionale ci impone che sia un ente di diritto pubblico, a nessuno viene in mente di richiamare la potestà primaria in materia di industria del nostro Statuto! A me non interessa che la legge nazionale richiami a un ente di diritto pubblico, io ho potestà primaria! I consorzi industriali non sono nell'occhio del ciclone perché mal gestiti, perché hanno i buchi, nell'ottica della Commissione Medici, da qualcuno ha richiamata in quest'Aula, lo sviluppo industriale era uno degli argomenti per promuovere uno sviluppo in un territorio devastato nella storia da tante problematiche e la storia si ripete, stiamo tornando a quei tempi, ma insieme allo sviluppo industriale era logico, e lo prevedeva la Commissione Medici, premiata, sì è vero, richiamava lo sviluppo infrastrutturale, richiamava lo sviluppo e l'investimento culturale scolastico, richiamava la centralità eccessiva di Roma e si diceva in quel testo "speriamo che la centralità romana non venga sostituita dalla centralità cagliaritana" - potete rileggere quelle pagine - e oggi stiamo tornando a quella storia.
Perché i consorzi industriali poi sono finiti nella grande cloaca della politica? Perché la politica vuole gestire l'industria, perché noi tutti - mi ci metto in mezzo pur non avendo partecipato a quel tipo di incontri, ma ne sono pienamente cosciente - volevamo i consorzi industriali come la formazione professionale, come le migliaia di enti che abbiamo gestito, per insediare qualcuno in quel consiglio di amministrazione, magari anche senza titoli. Mi ricordo che siamo arrivati in quest'Aula a nominare presidente dell'ARST, con tutto il rispetto, chi per la prima volta si affacciava al mondo dei trasporti avendo tutt'altra professione, se non sbaglio gestione di un bar. Siamo arrivati a questo, perché? Perché la politica è invadente, perché la politica deve controllare, perché la politica deve dire la sua anche lì dove deve assolutamente tacere. I Consorzi industriali sono proprietà, devono essere proprietà delle imprese, degli imprenditori. Se fosse possibile, sconvolgendo questo testo di legge, avrei accettato e sono pronto a discuterne, perché i Consorzi vengano donati, forse non è il termine esatto, ma vengano donati agli imprenditori che lì operano, una sorta di - qualcuno ha richiamato - condominio, bene "io vi ho fatto le infrastrutture, ve le migliorerò, continuerò a intervenire su progetti seri di rivitalizzazione della struttura industriale, di aggiornamento della struttura industriale, ma gestiteveli"! Non associazioni di categoria, non politica, non sindacati che hanno costruito il loro futuro politico sui Consorzi industriali e altri. Allora, se siamo seri, se vogliamo realmente riformare -non quelle false riforme che sino ad oggi sono approdate in quest'Aula, alcune esitate e che ancora devono fare un lungo percorso per arrivare alla fine, perché nate male, perché non discusse, perché non concertate, perché non riprese dalla realtà del momento - doniamo i Consorzi industriali, diamoli agli imprenditori, si riuniscano in condominio, in associazione, in consorzio. "Gestitevi le vostre cose perché la politica fino ad oggi non è stata in grado di gestirla" e dal dibattito che stiamo svolgendo in quest'Aula è ben chiaro a tutti perché la politica non può essere invadente su questi temi, perché non ne è capace, perché non ne è capace, perché tutti noi solo perché siamo consiglieri regionali ci sentiamo autorizzati a stabilire le regole per gli altri, non conoscendo il tema, non conoscendo le esigenze fino in fondo e io prima di tutti voi, badate bene, non è un'accusa a nessuno, è una considerazione. L'industria va gestita dagli industriali, l'artigianato dagli artigiani, il commercio dai commercianti, la scuola dagli insegnanti. E noi siamo qui a parlare di Consorzi industriali pensando che sia il tema dei temi, dimenticando la LEGLER, è già stato detto, non mi voglio ripetere, sennò sembra che anche io voglia cercare quei voti per il prossimo futuro e li cercherò, ma in altro modo. Le industrie in crisi, ma non ne parliamo. Non parliamo del problema dei problemi, della carenza del lavoro, che non verrà risolto dalla riforma dei Consorzi industriali. Non parliamo del fatto che siamo ultimi per qualità, badate bene, nella scuola; nella scuola siamo gli ultimi per qualità dell'istruzione e per infrastrutturazione, per tutto! Siamo tra gli ultimi in sanità! Sui trasporti se ne parla soltanto perché la Giunta regionale, fatto unico in Italia, anche a livello governativo, pubblicizza le sue false azioni sui trasporti spendendo decine di migliaia di euro, decine di migliaia di euro sulle pagine dei giornali per che cosa? Per informare i sardi? Ma i sardi sono informati quando vanno a prendere un autobus e non lo trovano, i sardi sono informati quando si vede che nella ristrutturazione delle macchine dell'ARST da un 12 metri si sta passando all'acquisto di un 15 metri, già vuoto il 12 metri, ancor più vuoto il 15 metri, e fatelo girare voi, assessore Broccia, presidente Soru, assessore Dadea, assessore Rau, prendetelo voi a Mamoiada quel pullman, guidatelo voi da 15 metri per passare nelle grandi strade a quattro corsie di Mamoiada! Per non parlare di Orgosolo, di Orune, di Pompu, di Baratili, parliamo di quello che volete, e questo va pubblicizzato con decine di migliaia di euro sulle pagine dei giornali o pubblicando Novas che è l'esaltazione del re? E' possibile che uno paghi per autoesaltarsi? Oppure le altre pagine sui giornali che abbiamo letto poc'anzi, l'unica buona, guardate, e vi avrei invitato a farla, era quella del bando per i ragazzi che si sono diplomati o che sono in regola con gli esami per l'università e quello è un giusto diritto all'informazione, "Sappiate ragazzi che c'è questo, sappiate famiglie che c'è questo", ma tutto il resto è noia, dice qualcuno. Sarebbe già bello se fosse solo noia, ma è disperazione e perché rientra tutto questo nella discussione dei Consorzi industriali? Perché stiamo fingendo. L'enfasi data a questa proposta di legge è perché attraverso i Consorzi industriali, grazie all'atteggiamento arrogante di sempre del presidente Soru, invadente del presidente Soru, se n'è fatto un caso politico e attraverso la riforma dei Consorzi passano gli equilibri della prossima maggioranza, passa l'equilibrio per l'elezione del nuovo Vicepresidente, passa l'equilibrio all'interno del P.D., leggete i giornali, è un cimitero di queste notizie. Il fulcro della notizia politica intorno ai Consorzi industriali è la situazione del Partito di maggioranza relativa, sono gli equilibri per le prossime candidature, per la scelta del Presidente e nel mentre i sardi fanno la fame sempre di più! Interviene la Chiesa in questo e anche questo non lo voglio attizzare perché è un suo diritto e un suo dovere, proprio in termini cristiani. Pensare agli ultimi e gli ultimi oggi stanno diventando tutti quelli di cui non parliamo qui dentro, perché non abbiamo parlato degli operai in cassa integrazione, di quelli che perdono il lavoro, di quelli che non ne troveranno. Stiamo parlando dei consigli di amministrazione, del commissario chi sarà, chi non sarà, chi lo deve fare, ma alla gente non gliene frega nulla! E a me personalmente non me ne frega assolutamente nulla, scusate per il termine frega, non me ne importa assolutamente nulla!
Io credo che dobbiamo riprendere coscienza del ruolo e fare davvero un'azione di moralizzazione concreta nel dimenticare che le elezioni sono tra nove mesi. Ci penseranno i Partiti a quello, ci penseranno i segretari regionali, noi dobbiamo pensare a creare le condizioni reali dello sviluppo, dobbiamo pensare se le casse della Regione possono essere in qualche modo utili per ridare speranza. Non amo fare citazioni, ma mi viene in mente quella di De Gasperi: "Il politico è quello che pensa alle prossime elezioni, lo statista è quello che pensa alle prossime generazioni". Io sono un politico, non mi ergo sicuramente a statista, ma credo che il senso di responsabilità ci debba richiamare a cercare di tendere ad esserlo, quindi a pensare a chi dovrà subire le nostre decisioni. Ecco perché liquiderei in mezza giornata il tema dei Consorzi industriali, ma questo diciamolo non è possibile perché ancora lì da quella parte non avete deciso quali saranno gli equilibri futuri, non avete deciso chi sarà il presidente, non avete deciso come riequilibrare gli incarichi di potere. Vi sfido a una riforma reale, cancelliamo i Consorzi industriali, regaliamoli alle imprese, imponiamogli la gestione e nessuno ce lo può vietare, neanche quella richiamata legge che ci impone, secondo molti, di farne un ente pubblico economico, una falsità! Lo Statuto sardo ci consente, in quanto potestà primaria, di decidere diversamente! E allora, diciamoci la verità, risolvete i vostri problemi politici altrove e se dell'industria dobbiamo parlarne, se degli ultimi dobbiamo parlarne, parliamone con coscienza, con dignità, al di là degli steccati, perché solo così si può risolvere un problema che ormai è ultradecennale, ventennale, trentennale! Riparliamo della scelta dell'industria in quel di Ottana, basta! Sono piene le cronache, i libri, i convegni, ma le soluzioni, quelle non arrivano mai, ma possono essere politiche? Allora quando si sente dire in giro: "C'è una soluzione politica", diffidate gente, perché la soluzione politica passa sempre per la ricerca dell'acquisto del consenso e quindi dell'obolo e ce lo dimostra il girovagare dell'ultimo periodo del grande rom della Sardegna che si trova sempre e ovunque in tutte le parti, che diffidava dalle feste all'inizio della legislatura, che diffidava dai pranzi all'inizio della legislatura, che diceva che non si sarebbe ricandidato a inizio legislatura. Bene, oggi le cronache dei giornali ce lo dicono in ogni dove, in tutte le feste, in tutti i comuni a portare il verbo, l'unico verbo possibile in quest'Aula per definire la situazione è: non arriviamo a vergognarci, non arriviamo a mettere in vendita la dignità di questo Consiglio, liquidiamo questa legge come vorrete e nel modo che vorrete, ma parliamo una volta tanto forse solo per una volta in quest'Aula almeno a fine legislatura di cose serie e cioè dei bisogni reali dei sardi e non dei nostri bisogni, dei bisogni della politica.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Prendiamo atto della rinuncia a combattere da parte del Partito Democratico.
PRESIDENTE. Onorevole Biancu, prego.
BIANCU (P.D.). Io credo che questa riforma, che in qualche modo era attesa da tempo date le diverse proposte, i diversi momenti in cui si è parlato dei consorzi industriali, e comunque è un'altra delle riforme che arriva in Aula ed io credo che nel giro di qualche giorno sicuramente avrà completato il suo iter. Io credo che così come è stato segnalato dai componenti la Commissione, dai gruppi di opposizione, lo diceva ieri l'onorevole Cuccu, che i lavori della Commissione sono andati avanti con il contributo, con la presenza, qualche volta è stato segnalato anche garantendo il numero legale della Commissione medesima. Ed è evidente anche la volontà che qui oltre che della maggioranza di riformare i consorzi industriali, c'è la volontà anche nei gruppi dell'opposizione se è vero come è vero che il collega Sanciu che oggi non è più tra noi ma è al Senato, ma svolge la sua funzione al Senato, aveva anche lui appunto presentato una proposta di riforma dei consorzi industriali. Io credo che il modello che viene presentato, il lavoro che è stato esitato dalla Commissione rispecchia sostanzialmente quello che è il modello che è stato oggetto di discussione all'interno della maggioranza durante questi mesi e diciamo anche questi anni. La riduzione del numero, il primo obiettivo, la Sardegna non poteva continuare a permettersi di avere un numero elevatissimo di consorzi industriali, ben 16, e oggi noi ci troviamo a ragionare su 8 consorzi, uno per ogni singola provincia, dopo aver deciso durante la finanziaria la soppressione dei consorzi che avevano un carattere comunale. Quindi, riduzione del numero è un'impostazione condivisa, condivisa dalla maggioranza, condivisa dall'esecutivo, ma mi sembra di capire sostanzialmente condivisa anche dall'intera Aula. Quindi, oggi discutiamo su un testo esitato dalla Commissione che io giudico positivo, uno strumento utile che può essere arricchito durante i lavori dell'Aula però io credo che oggi dobbiamo anche ringraziare il Presidente della Commissione e la Commissione nella sua intierezza per l'importante lavoro svolto, per il difficile lavoro svolto anche rispetto a diversi modelli che emergevano anche all'interno della stessa maggioranza. Oggi ci troviamo però, ecco, a discutere anche sulla opportunità di mantenere la previsione dell'ente pubblico economico oppure, e credo che sia oggetto della riflessione e del dibattito che si dovrà sviluppare durante questi giorni, se non sia più opportuno avere come modello quello già collaudato degli enti sovracomunali, degli enti sovracomunali ad enti locali. Quindi probabilmente forse l'ente pubblico economico ha risposto ad un momento che oggi risulta superato, mentre oggi alla luce della legge, del decreto legislativo numero 267 io credo che probabilmente potremmo compiere un'ulteriore riflessione per vedere se non sia più corretto, se non sia più rispondente a quel modello istituzionale che ci siamo dati di differenziazione dei compiti tra Regione, provincia e comune, anche alla luce della legge di riforma della legge 9 di trasferimento di funzioni agli enti locali, se non sia più corretto visto che alcune funzioni vengono trasferite, quelle di pianificazione e coordinamento alle province e per quanto riguarda la gestione delle aree ai comuni. Quindi, io credo che oggi probabilmente noi faremo un passo avanti senza dover rinnegare quello che è il lavoro fatto dalla Commissione, e faremo un lavoro importante se andassimo a compiere un ulteriore passo per essere coerenti rispetto a quello che è il modello che ci siamo dati attraverso le riforme che questo Consiglio stesso ha approvato in questa legislatura. L'altro problema che viene portato, le contrapposizioni tra Giunta e Commissione, tra Giunta e un pezzo della maggioranza, io credo che anche il fatto che venga superata l'Agenzia, io non credo che sia un fatto negativo, io ritengo che sia un fatto positivo che gli enti locali possano esercitare loro direttamente la funzione senza dover ricorrere ad un soggetto monocratico per la gestione delle politiche che riguardano l'industrializzazione nei nostri territori. Oggi c'è un dibattito che è stato portato anche da parte del Presidente della Commissione medesima, sull'opportunità della presenza delle Camere di commercio. Io dico che quando portiamo avanti un ragionamento e abbiamo un modello di riferimento, io credo che dobbiamo essere quanto più coerenti possibili, ed io credo che la presenza della Camera di commercio in un consorzio tra enti locali, provincia e comuni, io ritengo che questo modello in qualche modo viene incrinato, e pertanto io personalmente ritengo di poter dire che sia più opportuno prevedere una composizione societaria ed una composizione in termini di componenti il consiglio di amministrazione che sia espressione dei comuni e della provincia. Le funzioni: io credo che sulle funzioni abbiamo già ragionato, già discusso, già assunto una posizione e l'abbiamo assunta allorquando abbiamo approvato lo stralcio della riforma dei consorzi industriali nella finanziaria 2008. Ciononostante io credo che anche su questo possiamo cimentarci perché quella era stata una decisione assunta in un contesto verosimilmente improprio, oggi noi possiamo ritornare anche su quella decisione e possiamo, sulla linea di quanto già deciso, cercare di rileggere quella norma e cercare di riempirla ulteriormente di contenuti, e io credo che al proposito ci saranno alcuni emendamenti proprio per meglio definire quelle che sono le funzioni in capo ai nuovi enti. L'altro elemento che è stato oggetto di grande discussione è stato quello del passaggio dal vecchio al nuovo, il tema dei commissariamenti. Io credo che bene ha fatto la Commissione a non prevedere una rottura tra il vecchio e il nuovo attraverso la nomina di un commissario, e io credo che nel provvedimento che noi andremo ad approvare non ci dovrà essere censura tra il vecchio e il nuovo, ma ci dovrà essere un passaggio tra il vecchio consiglio di amministrazione e il nuovo consiglio di amministrazione. Quindi quella paura, quella preoccupazione dei commissariamenti, come se da parte della Giunta ci fosse un disegno per volere commissariare i consorzi industriali, io credo che non esista, che era soltanto e probabilmente nella mente di qualcuno che evidentemente è uso di cercare di gridare alle prevaricazioni da parte della Giunta e da parte del Presidente in modo particolare. C'è però una preoccupazione che è quella della fase transitoria, e io credo che questa sia una preoccupazione giusta. Quindi, il momento del passaggio tra il vecchio e il nuovo di alcune funzioni particolari, e in particolar io faccio riferimento allo smaltimento dei rifiuti. Io credo che qui ci dobbiamo cimentare attraverso un emendamento specifico, dove dobbiamo dire con certezza chi è che esercita questa funzione nel momento di passaggio tra il vecchio e il nuovo, e in attesa di avere il provvedimento specifico in attuazione della legge 152. L'altro aspetto io credo che sia una preoccupazione di tutti noi, che deve essere di tutti noi, anche perché credo che anche nella chiusura dei consorzi, nel commissariamento dei consorzi di livello comunale, credo che alcuni problemi si siano manifestati per quanto riguarda il personale, ma si sono manifestati anche perché allora facemmo la scelta di rimandare, al momento d'esame del disegno complessivo di riforma dei consorzi industriali, quello del personale. Il personale che risulterà in esubero una volta rideterminate le funzioni ai nuovi enti, il personale che risulterà in esubero per quanto riguarda le partecipate, quindi io credo che noi qui dobbiamo con attenzione prevedere tutte quelle garanzie, perché io credo che non dobbiamo assolutamente lasciare appeso alcun posto di lavoro. E così come abbiamo fatto anche per i consorzi di bonifica, nella riforma dei consorzi di bonifica, io credo che altrettanto dobbiamo fare qui, che allorquando ci siano delle figure in esubero, queste, nell'andare alle province o ai comuni dovranno essere garantite da risorse specifiche regionali. La scelta, la competenza è nostra della riforma, ma il dovere altrettanto è nostro di prevedere, di farci carico di quelli che sono i costi relativi alla ricollocazione del personale. Si è molto discusso, nella giornata di ieri in particolare, sulla competenza delle riforme, cioè che sia il Consiglio a dover approvare le riforme. Io credo che mai come questa volta questo principio venga rispettato. La Commissione ha discusso a lungo, e la Commissione ha avuto tutta la sua autonomia e ha avuto tutto il tempo per poter discutere ed esitare questo provvedimento, così come stiamo facendo nella giornata di ieri e nella giornata di domani, e lo continueremo a fare fintanto che non avremo approvato il provvedimento, continueremo a discutere, e quindi io credo che il tema, il richiamo alla competenza del Consiglio sia del tutto fuori luogo, perché mi sembra che lo stiamo esercitando senza nessuna imposizione e senza nessuna coercizione. Il Presidente ieri diceva che dobbiamo approvare una riforma che tenga nel tempo, io credo che questa debba essere la preoccupazione che dobbiamo avere tutti. L'onorevole Capelli stamattina diceva che non abbiamo ancora approvato la riforma perché siamo in attesa di trovare gli equilibri futuri, di conoscere chi saranno i Presidenti, anche perché direbbe che non abbiamo ancora trovato gli equilibri all'interno della maggioranza. Io credo che l'onorevole Capelli abbia ragione di pensare questo, perché evidentemente è il senso, è il segno, era il modello al quale loro nella passata legislatura si sono ispirati. Noi siamo preoccupati invece di approvare una norma che tenga nel tempo, una norma che abbia un modello che regga, è questo il senso del dibattito, è il senso del confronto, anche acceso in certi momenti, all'interno della maggioranza. Ma l'obiettivo che abbiamo non è certamente di pensare chi possono essere i Presidenti, ci siamo fatti carico anche di quest'onorevole Capelli, nel cercare di pensare un organismo che sia quanto più snello possibile, un organismo che costi quanto meno possibile. Ieri il collega Meloni diceva che il costo dei consigli d'amministrazione si aggira attorno ai 2 milioni di euro. Io credo che i costi che noi avremo per i consigli d'amministrazione dei nuovi soggetti non dovrebbero arrivare a 300 mila euro complessivamente. Quindi, io credo che la preoccupazione non è quella di trovare nuovi posti con remunerazioni elevate, ma è quello di ridurre da 16 a 8, è quello di ridurre da 9 al massimo 5, avremo consigli d'amministrazione addirittura di 3. E quindi avremo sicuramente, anche con questa riforma, un ulteriore contenimento dei costi della politica. E io credo che con il lavoro che stiamo facendo oggi proseguiamo con quello che è il lavoro che è stato portato avanti dalla Commissione. E io credo che se c'è l'impegno di tutti, al di là di quelle che possono essere le polemiche, che in qualche momento si sono sollevate, io credo che noi potremo approvare, con il consenso e con il concorso di tutti, potremo approvare una buona legge, una buona legge che regga nel tempo. Si è parlato molto, tra l'altro in questi giorni, anche dei misfatti di questi consorzi industriali. Io credo che nel momento in cui stiamo andando a realizzare una profonda riforma di questi strumenti, io credo che noi abbiamo il dovere anche di citare quelle che sono state le azioni meritorie da parte di questi enti. Nessuno ha detto che i consorzi industriali spesso hanno svolto funzioni che non erano loro proprie, e quindi si sono esercitati in funzioni improprie, ma si sono esercitati anche per una carenza, anche per un'assenza da parte degli altri livelli istituzionali che si dovevano occupare di questo. E io credo che nel momento in cui noi stiamo andando a riformarli, noi dobbiamo dire grazie ai consorzi industriali per aver sopperito a queste funzioni. E mi riferisco in particolar modo allo smaltimento dei rifiuti, perché è giusto che oggi noi diciamo che se non si fossero occupati i consorzi industriali dello smaltimento dei rifiuti, forse, oggi, noi non ci troveremmo in una situazione sufficientemente serena. E quindi nel momento in cui diciamo che passiamo da un vecchio modello ad un nuovo modello io credo che abbiamo il dovere, e ciascuno di noi ha il dovere, di dire che hanno svolto anche funzioni che sono risultate positive per la collettività sarda.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). E'una strana discussione questa sulla legge sui consorzi industriali, non soltanto perché vengono evocati colleghi che non ci sono più, qui, tra noi, ma anche perché si fatica a riconoscere da parte della maggioranza, e con tutto rispetto che abbiamo, tutti quanti, per il capogruppo Biancu, che ha appena parlato, però non possiamo non rilevare e non sottolineare che arriviamo finalmente ad esaminare e ad approvare la legge sui consorzi industriali, dopo un tempo biblico dedicato alla discussione in Commissione e nei corridori, neanche in Aula. Vi ricordo colleghi che noi siamo fermi in Consiglio regionale, soprattutto per attendere questa legge su consorzi industriali da circa un mese e mezzo, per fare in modo che si potesse finalmente arrivare in Aula e non si procrastinasse il tempo, tanto da indurre poi ad una liquidazione automatica e ad un commissariamento ad opera del del Presidente della Regione dei consorzi industriali. Si è perso tanto tempo in una fortissima contrapposizione all'interno della maggioranza e siamo qui anche perché l'opposizione sia in Commissione, consentendo che si approvasse finalmente un testo, per arrivare in Aula, ad affrontare in Aula il passaggio dalla vecchia alla nuova forma di questi strumenti d'intervento sulla politica industriale, l'opposizione ha dovuto contravvenire ad una regola che è frequente, cioè che sulle cose, sulle questioni su cui è evidente una contrapposizione all'interno della maggioranza non si dà nessun appoggio, non si offre nessuna ciambella di salvataggio, nessuna stampella. Abbiamo ritenuto di sostenere un testo che, in qualche modo, si avvicina anche all'originaria proposta, che la stessa opposizione ha affatto all'inizio della legislatura, perché quest'Aula potesse determinare le regole, le forme, le prospettive e anche le modalità intermedie e transitorie, attraverso cui si passi dalla vecchia gestione dei consorzi industriali ad una nuova prospettiva. Anche in questa occasione voi avreste fatto a meno dello strumento democratico. Anche in quest'occasione, chi guida il Partito Democratico in Sardegna, chi guida tutta la sinistra, chi ormai la condiziona, in ogni punto, in ogni aspetto, in qualunque forma, con qualunque strumento - lo sapete bene - avrebbe evitato, anche in questa occasione, un passaggio democratico. Si voleva arrivare alla liquidazione dei consorzi, alla gestione commissariale da parte del Presidente della Regione, questa è la verità, che voi potete cercare di coprire, di insabbiare, ma rimane il punto fondamentale! Ben venga quindi questo tentativo, ben venga questo momento in cui almeno un legge viene approvata con il concorso di tutto il Consiglio regionale e fa una riforma! Una riforma che doveva e deve essere fatta, una riforma di un sistema, quello dei consorzi, che ha una storia molto controversa, non solo i consorzi erano numerosi, eccessivamente numerosi, ma i consorzi, negli anni, hanno avuto un percorso che gli ha portati ad un certo punto ad essere dei punti, delle centrali di potere abnorme, una ipertrofia del potere politico, collegato ad importanti settori dell'economia e della finanza, che in qualche modo, ha controllato tutto. Ha controllato perfino - ricordiamocelo - perfino lo sviluppo urbanistico! I consorzi industriali, fino a qualche anno fa, facevano piani urbanistici. Nello sviluppo della nostra città nell'area urbana di Cagliari, contavano più del Comune di Cagliari - non parliamo poi della Provincia - gestivano e gestiscono ancora importanti servizi che non sono rivolti soltanto alla utenza imprenditoriale, industriale in particolare, ma gestivano, e gestiscono ancora, importantissimi servizi a favore della cittadinanza, della collettività, dei servizi civili. Nello stesso tempo, a carico dei consorzi, si è determinato anche un rovesciamento di compiti, soprattutto di tipo infrastrutturale, che non sempre, lo sappiamo, sono stati gestiti correttamente, non sempre sono stati gestiti per la migliore funzionalità, per il migliore obiettivo da raggiungere a favore dello sviluppo economico.
I consorzi andavano e vanno riformati, non c'è dubbio, la riduzione del numero è un punto di passaggio importante. Io ritengo che siano fin troppi otto consorzi industriali, per un semplicissimo motivo: che in Sardegna le aree industriali vere e proprie sono quattro. I consorzi industriali in realtà sono lo strumento principale per sostenere lo sforzo imprenditoriale, lo sforzo di investimenti che, a partire dall'importantissimo processo di sviluppo industriale in Sardegna, che non va demonizzato, non va demonizzato! Vanno giudicati e corretti gli errori - certamente numerosi - ma lo sviluppo industriale non va demonizzato! Stiamo attenti, come classe dirigente, come classe politica, dobbiamo fare attenzione a quel che diciamo, qui e in tutte le sedi.
L'industrializzazione in Sardegna sicuramente ha avuto dei limiti ma è stato un passaggio importante nello sviluppo sociale ed economico della nostra Regione e i consorzi industriali hanno accompagnato questo sviluppo, non sempre bene, la loro riduzione è fondamentale, in realtà gli otto consorzi, o gli otto enti che nasceranno da questa riforma, non tutti saranno rivolti propriamente allo sviluppo industriale, vi saranno consorzi, come vi sono attualmente, che in realtà gestiranno infrastrutture e servizi per un tessuto economico che non è prevalentemente di natura industriale, ma anzi, è prevalentemente di natura terziaria, va bene così! Va bene perchè nelle riforme bisogna fare il possibile, perché vi sono sicuramente anche considerazioni geopolitiche da rispettare, benissimo! Però, attenzione a non andare verso l'eccesso opposto, io ho sentito, anche dalle considerazioni fatte dagli esponenti del centrosinistra che vi è una eccessiva sottolineatura dell'importanza degli enti locali nella gestione dei consorzi. Facciamo molta attenzione a questo, non facciamo come quegli arbitri che quando sbagliano danno rigore annullando un gol e poi fanno l'errore opposto e danno un rigore inesistente. Gli enti locali hanno una funzione importante, soprattutto nella politica del territorio, e voi l'avete cancellata questa funzione, la state cancellando, la volete cancellare anche con il disegno di legge urbanistica che volete a tutti i costi portare in quest'Aula entro l'8 di agosto. Gli enti locali hanno una funzione importante nei servizi, e soprattutto nella politica urbanistica del territorio ma, nella politica delle infrastrutture e dei servizi alle imprese, attenzione a non dare tutto in mano, non dico agli enti locali, non tutto in mano alla politica. Io condivido, in parte, era provocatorio l'intervento di Capelli, questo è evidentissimo, attenzione cioè che nella gestione dei consorzi industriali si vanta, onorevole Biancu, di voler far una riduzione dei costi della politica perché si riducono da nove a sette o da cinque a tre i componenti dei consigli di amministrazione degli enti, dei consorzi nascituri. Non è così che risparmiamo sui costi della politica, se cioè la riduzione degli organismi di gestione di questi consorzi sarà penalizzando il mondo dell'impresa è un male, secondo me, perché nella politica, nella gestione dei servizi all'impresa e delle infrastrutture, orientate allo sviluppo economico imprenditoriale, la componente imprenditoriale è fondamentale, stiamo discutendo, camere di commercio o associazioni degli imprenditori - io direi tutti e due magari, magari togliamo qualche posto a qualche componente politica - però, i consorzi industriali che certamente devono rispondere alla funzione politica, che certamente vanno riportati più vicino alla politica locale, però non possono fare a meno della presenza del mondo delle imprese nella gestione. Io credo sia fondamentale, e credo possa essere un grave errore, quello di ridurre, di comprimere, la rappresentatività del mondo dell'impresa in questi enti che nasceranno. D'altra parte, questa è una strana discussione anche perché stiamo discutendo su un testo che sappiamo già che verrà radicalmente modificato dagli emendamenti, ci sarebbe davvero da dare retta a quanto dice il collega Mario Diana, rimandiamolo in commissione, ma per carità! Teniamolo in aula perché altrimenti non sappiamo davvero che cosa succederà, cosa potrebbe succedere in un'ipotesi del genere! Il Consiglio decida finalmente, su questa materia! Ma stiamo discutendo di un testo che di fatto non conosciamo: enti pubblici economici, aziende pubbliche non meglio identificate, vediamo, siamo curiosi di conoscere questo "ufo" che prima o poi atterrerà in quest'Aula, però, sulla base di quello esprimeremo un giudizio compiuto. Sicuramente, e chiudo, voi tutti dovete concordare su questo fatto: noi in questa legislatura abbiamo fatto … questo Consiglio regionale, ha fatto numerose riforme, io credo non ve ne dobbiate vantare molto perché solo alcune di queste riforme hanno paralizzato il sistema regionale, nascendo magari da intenzioni buone, penso per esempio alla riforma degli enti agricoli e poi, di fatto, arrivando e gettando nello scompiglio il sistema della gestione dei servizi. Ma, una caratteristica comune a tutti i tentativi di riforma è che il nocciolo della questione, il punto critico è nelle norme transitorie, è quello che accadrà, lo sappiamo, anche per la legge urbanistica. Si discute della natura delle configurazioni che devono nascere dal processo di riforma, ma in realtà si parla d'altro. In realtà si giudica altro, si giudica l'intenzione cioè di utilizzare le norme transitorie per attuare cinicamente, con un pragmatismo veramente degno di miglior causa, il vero problema è la gestione transitoria. Il vero problema è chi liquiderà il patrimonio, a chi andrà, a chi andranno le società di gestione di servizi, a chi andranno aree preziosissime, come quelle per esempio attorno alla portualità cagliaritana. A chi andranno? In quest'aula i nomi non si fanno, nei corridoi un po' di più, ma la Sardegna è piena di nomi e cognomi, di nomi di società. E guarda caso in questa riforma, che si fa grazie al fatto che il Consiglio l'ha voluta, questa riforma era condizionata in qualche modo alla soluzione di un problema apparentemente fondamentale, direi irrisorio in un sano sistema istituzionale, eppure è diventato centrale e ha paralizzato il Consiglio in questi mesi e cioè chi dovesse gestire il passaggio, la liquidazione chi dovesse essere il commissario. Vedremo qual è la proposta che ci farete in questa direzione, sappiamo però che le intenzioni erano chiare, il commissariamento doveva essere gestito dalla Giunta regionale, questo era l'intento di chi vi conduce in questo momento, di chi vi vuole condurre alle prossime elezioni regionali, di chi sta conquistando pezzo dopo pezzo della parte politica che voi oggi rappresentate in quest'Aula. Noi fino all'ultimo, così come abbiamo cercato di fare, per quanto può l'opposizione, abbiamo vigilato e fino all'ultimo secondo cercheremo di guardare i vostri emendamenti e di vedere che cosa veramente vogliono dire. Perché questo è il vero paradosso della discussione in questo Consiglio regionale di oggi, dei mesi appena trascorsi e probabilmente sempre di più dei giorni e dei mesi che c'aspettano, e cioè che siamo arrivati al punto in poi non ci fidiamo più. Siamo arrivati al punto in cui le vostre proposte le dobbiamo guardare e leggere in trasparenza, dobbiamo cercare di capire cosa c'è dietro, questo è il vero problema di questa legislatura, questo è il vero problema di come questa legislatura si sta concludendo. Non abbiamo più la certezza di un confronto istituzionale serio, abbiamo invece non più sospetti, ma un'altra certezza: la certezza cioè che punto dopo punto i mesi, le settimane che c'aspettano sembrano essere condannate a questo destino, e cioè che una maggioranza allo sbando cerca di tenere e di conquistare quanto più possibile i pezzi di potere che rimangono ancora da conquistare o da trattenere. Io spero che non sia così, spero che possiate avere ragionevoli argomenti per contraddire questa affermazione, spero davvero che sia così, per il bene della Sardegna spero veramente che sia così. Perché questi mesi non servano e non siano una lunga campagna elettorale, che lascia però ai margini i veri problemi della Sardegna, i veri problemi, in questo caso, dell'industria della Sardegna. Di un'industria chimica, metallurgica che si sta sfaldando, di un settore tessile che ormai, dopo i cenni di crisi degli anni passati ormai, arriva letteralmente alla fine, arriva alla fine senza intravedere reali possibilità di reindustrializzazione. Con le possibili alternative che vengono annunciate e che poi sistematicamente vengono ignorate, o comunque le troviamo decadute, con una gestione anche dell'apparato del sistema infrastrutturale, del territorio, consumato a favore di un grande progetto industriale, pensate ad Arbatax che viene gestito nel peggior modo con cui può gestirlo una pessima società immobiliare. Questo è accaduto ad Arbatax, nel silenzio generale. Un'area di un consorzio industriale che viene gestita dalla SFIRS nel peggior modo possibile, nel modo in cui neanche una pessima gestione finanziaria immobiliare avrebbe potuto fare. E' per questo che non siete davvero credibili, facciamo il possibile e cerchiamo di salvare il salvabile, portiamo in porto un pezzo del sistema di riforma che speriamo di poter gestire e di poter utilizzare meglio tutti quanti, in questo Consiglio regionale più democraticamente e più in raccordo con il sistema delle autonomie locali. Perché questa è la prospettiva della vera riforma, che il potere in Sardegna sia distribuito, sanamente distribuito, non distribuito sulla base di un progetto politico, ma distribuito sulla base di un progetto istituzionale che intravede nella ripartizione, equa-ripartizione, delle competenze dei poteri pubblici, nel rapporto con una società e un sistema economico che sia un rapporto sussidiario, realmente sussidiario possa dare i frutti sperati, i frutti di uno sviluppo economico, sociale e politico; di cui questa regione ha bisogno. Questa è la vera prospettiva di riforma che forse lavorando insieme in questo pezzo di riforma si riuscirà anche a raggiungere, attendiamo di riconoscere il vostro ufo.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Spisa.
Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore dell'industria.
RAU, Assessore tecnico dell'industria. Grazie Presidente, onorevoli consiglieri, è stato detto più volte che questa riforma è stata caricata di eccessivo peso, io credo invece che questa sia una riforma importante e credo che, insomma, sia stata utile anche la discussione che in questi due giorni ha visto coinvolta quest'area. Il contesto, come è stato detto da numerosi interventi, è certamente un contesto difficile per l'industria, non nella nostra regione ma è un contesto difficile in Italia, basta vedere i dati che sono stati riportati dall'ultimo rapporto dell'OCSE, e il peso di competitività che sta perdendo l'Italia, soprattutto non soltanto nei confronti dei paesi industrializzati, come Germania, Francia e Inghilterra ma anche su paesi nuovi, quindi Spagna ma anche l'avvicinamento della posizione rispetto alla Grecia. L'industria in Sardegna sicuramente rispetto al contesto nazionale ha anche qualche segno positivo, l'ultimo rapporto della Banca d'Italia ci dice che la congiuntura negli ultimi due anni è positiva, sia in termini di ordinativi che produzione industriale dice è in moderata crescita, ed è un dato migliore rispetto a quello delle altre aree del paese, soprattutto quelle del mezzogiorno. Ma anche se vediamo gli ultimi dati Istat del 2007 sul Pil, come sappiamo il Pil dell'industria regionale è sempre stato, di valore, intorno all'1 percento, e ora nel 2007, è l'1,32 e quindi un leggero aumento della quota relativa rispetto al Pil. Certo che le vertenze che sono state citate oggi sono vertenze che ci vedono impegnati quotidianamente, vedono me in prima persona impegnata quotidianamente. Sono vertenze che certamente sono casi di industrie di crisi che ci portiamo da anni e che certamente non ha creato questa Giunta, penso al caso Legler. Il caso Legler noi l'abbiamo trovata in totale e forte crisi, forse bisognava pensare negli anni precedenti quando sono state date una marea di risorse pubbliche al di là dei 50 milioni di euro di prestito della SFIRS, stamattina guardavo solo i dati della "17", dati dell'Assessorato dell'industria, ammontano in quattro anni a 36 milioni di euro e forse lì bisognava chiederci è giusto dare tutte queste risorse senza obbligare l'impresa a trasferire le fasi ad alto valore aggiunto, come per esempio quella del finissaggio, che invece sono sempre rimaste in Lombardia e che sono le uniche reggibili in un sistema di costi come quello nazionale? Oppure Equipolymers e la questione della centrale, è stato detto oggi: forse tutti bisognava vigilare un po' di più quando l'Eni ha dismesso la centrale elettrica che vende ad Equipolymers l'energia ad un più alto prezzo. Questo non è successo con questa Giunta, è successo nel 2002, quando l'Eni ha fatto lo spezzatino e ha diviso, vendendo le reti ad uno e la centrale all'altro; la centrale addirittura l'ha venduta ad una società americana che, dopo due anni, ovviamente, è venuta con le chiavi in mano, che aveva un capitale sociale di un milione di euro, quindi ovviamente senza nessuna garanzia.
La Regione su queste vertenze sta cercando di fare tutto il possibile e anche l'impossibile, per cercare, in una situazione difficile, di trovare quelle che sono le soluzioni. In più abbiamo mille vertenze quotidiane, forse è sfuggito a tutti ma i vari contratti d'area, tutti i finanziamenti dati… io una marea di lavoratori incontro quotidianamente ai quali erano state promesse finte assunzioni, in finti progetti industriali, con finti imprenditori o imprenditori inadeguati. E allora, non viene da oggi, forse è il risultato di una politica su cui tutti dovremmo interrogarci.
Detto questo, oggi in più interventi si è detto, e lo condivido pienamente, che cosa deve fare la Regione? Intanto, in queste condizioni, soprattutto per cercare di essere competitivi dobbiamo agire su tutto quello che è possibile per cercare di creare un ambiente più favorevole all'imprenditoria e alle imprese; a tal fine questo Consiglio regionale ha approvato all'interno della finanziaria degli articoli importanti sulla semplificazione amministrativa che ci vedono la prima Regione… e dico anche agli onorevoli consiglieri che lo chiedevano: la legge sta funzionando benissimo, è applicata, ci sono dati che ci dicono che in 20 giorni, con il silenzio assenso e con la nuova autorizzazione, per esempio sono già state date 13 autorizzazioni a Cagliari, 46 a Olbia, 92 a Nuoro, 66 a Sassari, per darvi dei dati, e i Comuni l'hanno attivata e molto spesso questi interventi hanno anche la concessione edilizia in 20 giorni. Quindi, ovviamente, come l'hanno definita degli imprenditori, è una riforma epocale per la modifica rispetto all'approccio con la burocrazia da parte della pubblica estrazione, tanto è vero che è stata presentata come caso di successo al Forum P.A da Confindustria nazionale come best practice tra pubblica amministrazione e imprese; e la Regione Sardegna, insieme alla Regione Lombardia e all'Emilia-Romagna, è stata chiamata al convegno dell'ANCI nazionale proprio sulla semplificazione amministrativa. Quindi è una legge che ci richiedono tutti e che tutte le Regioni, essendo noi la prima, stanno guardando con molta attenzione.
Questa riforma dei Consorzi industriali e un'altra occasione per semplificare il sistema. Si diceva, e anche l'onorevole Caligaris chiedeva ieri: c'è stato un monitoraggio? Abbiamo dato i dati del bilancio, però bisogna stare attenti perché non è soltanto una questione di perdite di bilancio o di guadagno, queste non sono strutture che sono andate in competizione internazionale. Come si finanziavano i Consorzi? Primo, avevano nelle deleghe delle infrastrutture pubbliche il 13 per cento di spese generali e, come potete capire, il 13 per cento rispetto ad una infrastruttura pubblica sono delle cifre consistenti. Il secondo aspetto che bisogna considerare è che la Regione, finanziando le infrastrutture, finanzia infrastrutture che comunque generano delle entrate, dei ricavi che ovviamente non venivano poi restituiti alla Regione ma venivano utilizzati. Quindi, se si guardano le gestioni caratteristiche, si vede che quelle che ce l'hanno con segno positivo sono solo quelle che gestiscono acqua e rifiuti, perché sono quelle che poi generano entrate. Ora, come voi sapete le regole comunitarie ci vietano di dare soldi per il conto gestione, e questo è già stato interrotto nei primi anni del 2000, quindi, di fatto, dato che, com'è stato detto, il decreto legislativo numero 152 (il codice dell'ambiente) ha detto che queste competenze non devono più essere esercitate dai Consorzi industriali, è ovvio che queste strutture non riusciranno più finanziariamente a reggersi, proprio per la modalità. E allora forse bisogna riflettere veramente su quali sono le funzioni e quale la maniera più efficace per erogare queste funzioni alle imprese in maniera funzionale.
Le funzioni che oggi possono rimanere in capo a queste strutture sono solo la gestione delle aree industriali, quindi l'erogazione delle aree e dei pochi servizi che sono fuori da tutte queste competenze che invece sono state esercitate. Sono d'accordo con l'onorevole La Spisa quando dice che comunque sono stati creati per infrastrutturare delle aree vergini e ora questo compito lo hanno praticamente esaurito: ci sono miglioramenti infrastrutturali ma non si giustificano strutture di questo genere. E poi diciamo come stanno le cose: molto spesso questi Consorzi, non tutti, non per tutte le questioni ma molto spesso non sono stati in grado di rappresentare i loro enti pubblici, basta pensare ai contenziosi che i Consorzi hanno rispetto ai loro Comuni per le questioni per esempio urbanistiche o per questioni di programmazione economica. Le regole non sono state sempre trasparenti, le modalità con cui si assegnavano le aree, i prezzi… l'onorevole Diana non sarà contento quando saprà che un imprenditore recentemente è andato a localizzarsi e voleva verificare quali erano le condizioni migliori tra Oristano a Cagliari: a Macchiareddu il costo delle aree glielo hanno offerto a 12 euro per metro quadro, contro 26 euro ad Oristano. Allora, perché ci sono queste differenze, vogliamo valutare?
La Regione ha solo il controllo ex post finanziario attraverso i revisori dei conti. L'Assessorato dell'industria un anno fa ha chiesto ai Consorzi industriali le delibere dei consigli di amministrazione e i Consorzi industriali si sono rifiutati di fornirle; quindi, come fa la Regione ad esercitare il controllo e il coordinamento dell'industria, se comunque hanno un'autonomia funzionale? Allora, io credo che la Regione non si vuole prendere nessun potere maggiore, noi non vogliamo gestioni commissariali infinite: possono andare agli enti locali, devono stare dentro regole trasparenti e nella gestione delle funzioni che sono definite, quindi non si devono occupare di tutto, si devono occupare di gestire le aree e gestirle nel modo più efficace possibile e con costi i più contenuti possibile.
Penso che le competenze ci siano, ci siano persone che sono validissime e la Giunta è d'accordo nel salvare tutti i dipendenti e quindi cercare di salvaguardare l'occupazione, però penso anche che alcuni stipendi siano esagerati, rispetto agli stipendi medi che ci sono in Sardegna: 300.000 euro in un anno per alcune persone (e anche più di questo), fosse anche il direttore generale, senza obiettivi ed una votazione, credo che siano delle cifre esageratamente alte; credo anche che ci sono direttori che prendono poco meno di questa cifra e che non hanno più da vendere aree, che non hanno infrastrutture. Questi sono comunque costi che sono eccessivi.
Io credo, diversamente da quello che è stato detto, che se noi diamo agli enti pubblici la gestione di queste aree, e lo possono fare in forma associata ma non nella forma degli enti pubblici economici ma con delle regole pubbliche trasparenti, credo che non stiamo andando contro le imprese per il fatto che non ci siano gli imprenditori, perché, come diceva anche qualcuno negli interventi che mi hanno preceduto, quando è chiaro il compito pubblico, di miglioramenti infrastrutturali e di assegnazione delle aree, si dovrà interloquire, come si deve fare normalmente, per verificare quali sono le opere necessarie, i miglioramenti infrastrutturali, ma questa è un'operazione che si deve fare anche se non si sta dentro i consigli di amministrazione. Nel 2004 l'Associazione degli industriali ci aveva presentato un programma rispetto alle azioni che si auspicava venissero messe in campo dalla Giunta regionale nella legislatura, e nella parte dei Consorzi industriali c'è scritto che avevano superato le funzioni, che le utilities erano date a prezzi troppo elevati, che sono state delle strutture che sono state mal gestite e che la loro attività non era funzionale alla produttività delle imprese, e ci chiedevano proprio di fare una riforma che cancellasse i Consorzi industriali e desse le competenze ai Comuni: non chiedevano di stare dentro i consigli di amministrazione, chiedevano di restringere e di dare chiarezza rispetto alle attività. In ultimo cerco di rispondere anche rispetto a vari interventi che i consiglieri dell'opposizione, soprattutto, hanno sollevato relativamente alla legittimità di una riforma di questo genere ed anche l'eventuale cancellazione di queste strutture, e allora qui, come voi sapete, la Regione ha avuto numerosi ricorsi anche nello scioglimento degli otto consorzi, il TAR non ha dato la sospensiva, ma sono, secondo me, interessanti le motivazioni per cui non ha dato la sospensiva. E dice, praticamente:"Considerata la competenza legislativa spettante alla Regione autonoma della Sardegna in materia di industria, sia in forza dell'articolo 4 dello Statuto, sia in forza della riforma costituzionale, nonché la legge costituzionale numero 131 articolo 11; rilevata l'esigenza riconosciuta dal legislatore di riduzione di costi e di riallocazione delle funzioni degli enti locali; esaminato il contenuto degli articolo 36 dello statuto dei consorzi industriali, coerente ai principi giuridici che debbono governare l'estinzione di un ente pubblico economico, con la necessaria salvaguardia dei beni pubblici e conservazione in capo ai soggetti giuridici subentranti nelle funzioni." Allora, l'articolo 36 dello statuto, dice che in caso di scioglimento o di liquidazione dei consorzi industriali, i beni che ha pagato la Regione devono essere riallocati all'ente a cui la funzione viene trasferita, è ovvio che non vanno ad aumentare il patrimonio di soggetti privati, che comunque non hanno contribuito all'acquisto di questi beni stessi, perché altrimenti saremo anche contro le norme europee, che non consentono che una Regione o un'istituzione pubblica o un privato eroghi al 100 per 100 delle infrastrutture pubbliche. Quindi, in realtà, il TAR nei considerata già rileva questo, tanto è vero che non ha dato la sospensiva nonostante ci fosse in atto una procedura di liquidazione che vedeva proprio l'attribuzione a questi soggetti dei beni che sono funzionali. Rispondo anche all'onorevole Caligaris dicendo che entro il 20 di luglio i liquidatori ci devono dare i piani di liquidazione, alcuni lo hanno già consegnato e nessuno ci ha avvertito di ritardi, quindi a quella scadenza noi avremo i piani di liquidazione di tutti i consorzi. Abbiamo le procedure di liquidazione, come avrà avuto modo di leggere quelle approvate dalla Giunta, ci sono tempi stretti. Noi crediamo che il trasferimento dei beni che sono funzionali alla gestione delle aree possano essere trasferiti subito, prima possibile, appena questi organismi, non vogliamo che ci siano commissari che gestiscono e la Regione non è assolutamente interessata a gestire potere, come è stato detto, no, noi vogliamo che siano trasferiti ai nuovi organismi, ci vuole... naturalmente noi vogliamo essere coerenti con quello che lo statuto ci dice in questi casi qua, perché altrimenti ovviamente avremo problemi di legittimità della riforma. E siccome lo statuto è stato approvato anche dai soci privati, è un rapporto pattizio accettato, e quindi come tale può essere applicato in maniera legittima dalla Regione. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Abbiamo concluso la discussione generale, dobbiamo votare il passaggio all'esame degli articoli, prego i colleghi dei Gruppi di presentare gli emendamenti.
Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Sull'ordine dei lavori. Chiederei una breve sospensione, di 10 minuti un quarto d'ora per una necessaria interlocuzione interna ai Gruppi consiliari.
PRESIDENTE. Dieci minuti di sospensione, colleghi, abbiamo rinviato a stamattina la discussione generale per consentire ai Gruppi di lavorare e di presentare gli emendamenti entro il termine della discussione generale, quindi insomma non è che siamo ogni volta in un regime contrattuale in cui contrattiamo gli spostamenti per consentire ai Gruppi di fare ciò che avrebbero dovuto fare naturalmente, essendo questa riforma, così com'è stato ricordato da molti di voi, da molto tempo in discussione. Facciamo un quarto d'ora di sospensione e poi votiamo il passaggio all'esame degli articoli.
(La seduta, sospesa alle ore 11 e 50, viene ripresa alle ore 12 e 15.)
PRESIDENTE. I segretari, per cortesia. Un segretario della maggioranza e uno dell'opposizione, per piacere. Un segretario della maggioranza... se non disturbiamo troppo... bene colleghi, dobbiamo votare il passaggio all'esame degli articoli.
Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Grazie, Presidente. Molto brevemente per annunciare il voto di astensione, un voto di astensione che deriva, ovviamente, dalla considerazione che non conosciamo quello che sarà il testo definitivo che quest'Aula dovrà affrontare. E pertanto con riserva aspettiamo la presentazione degli emendamenti e dopodiché ci pronunceremo più precisamente. Pertanto annuncio il voto di astensione del Gruppo di alleanza nazionale. Approfitto anche di questa circostanza, Presidente, per leggere una brevissima e-mail, che se fosse presente la Giunta forse avrebbe anche un valore diverso...
PRESIDENTE. La Giunta c'è, chiedo scusa onorevole se attende un attimo... prego.
DIANA (A.N.). Perché pur non essendo l'Assessore competente, però, tratta un argomento, questa e-mail che riguarda anche l'Assessore all'industria. Dice questa e-mail, che mi è pervenuta stamattina: "Che vergogna il tavolo convocato mercoledì scorso da Trenitalia e Regione Sardegna ha prodotto solo la conferma che dal 24 luglio la Garibaldi verrà fermata per sempre, le alternative proposte dalla Regione sono state giudicate ingestibili e indecorose, Livorno e container. La posizione di Trenitalia è netta e irrevocabile, la motivazione dietro cui si trincerano è sempre la barzelletta dei 15 milioni di euro di perdita per il servizio che comporta. La Sardegna è veramente in pericolo, Broccia sostiene che ci vorranno almeno otto mesi per consentire alla Regione di prendere in mano la rete anche per quanto riguarda le merci e iniziare un traffico sardo, ma è evidente che non hanno la più pallida idea di cosa dovranno fare." Queste sono notizie che se fossero vere, il Presidente e la sua Giunta stanno prendendo delle decisioni sul trasporto merci in Sardegna che questo Consiglio regionale non conosce assolutamente, hanno comunque dato un'immagine di noi all'estero che c'è da vergognarsi, dice questo signore, Trenitalia continuerà a garantire la fornitura di materiali alla Keller e come già detto all'occorrenza a qualche trasporto di convogli militari. Che vergogna, chiude questo signore. Bene se rimangono in piedi i trasporti per la Keller e trasporti militari via ferrovia, beh io credo che non ci sia nessun motivo per il quale non debbano esserci garantiti i trasporti ferroviari da e per la Sardegna così com'è stato fino adesso.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Diana, ovviamente questo è un argomento che esula dal tema in discussione, eventualmente può diventare oggetto anche di una comunicazione... chiedo scusa, colleghi... chiedo scusa. Può eventualmente, onorevole Diana, può eventualmente diventare oggetto di una comunicazione che chiediamo che l'Assessore o il Presidente della Regione renda all'Aula su una materia che come sapete è complessa e che deriva da una decisione di Trenitalia, irrevocabile al momento. Soprattutto per effetto dal fatto che la nave che viene utilizzata è una nave che fra sei mesi sarà disarmata perché ha oltre trent'anni di vita e comunque credo che...
LIORI (A.N.). E' la Giunta che è disarmata. E' una vergogna!
PRESIDENTE. Credo che siccome è un argomento diverso... grazie onorevole Liori, onorevole Liori, non stiamo facendo propaganda. Onorevole Liori, capisco che lei si scaldi... non stiamo... va bene
BIANCU (P.D.). Bisogna vedere che cosa farà Berlusconi, e come li risolve.
DIANA (A.N.). Lo abbiamo chiesto anche diverse volte.
PRESIDENTE. Onorevole Liori, non mi costringa... potete accompagnare l'onorevole Liori fuori dall'aula? Onorevole Liori, che cosa combiniamo? Non si scaldi avremo modo di affrontare l'argomento in una sede più propria magari senza urlare cercando di capire quali sono i problemi esprimendo ciascuno la propria opinione, chiamando la Giunta regionale alle sue responsabilità, chiamando Trenitalia alle proprie e il Governo nazionale al ruolo che deve svolgere in una vicenda così delicata.
Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Per annunciare, Presidente, il voto favorevole del Gruppo della Rifondazione Comunista al passaggio agli articoli del provvedimento in esame, e sostenendo al contempo che, pur avendo condiviso in larga parte anche le ipotesi emendative che sono state presentate dalla maggioranza, rimangono alcune riflessioni in corso, che penso saranno e potranno essere riflessioni comuni all'intera maggioranza, ma anche all'intero Consiglio, in modo particolare su due argomenti: quello della gestione transitoria o di liquidazione dei vecchi consorzi e quello relativo alla partecipazione alle nuove gestioni da parte delle forze sociali. Questa è una legge importante, è un'altra legge importante di riforma che viene esaminata da questo Consiglio regionale, che verrà approvata da questo Consiglio regionale in questa legislatura, che è una legislatura sicuramente positivamente caratterizzata da un processo virtuoso di riforma, in una condizione e in un tempo sicuramente molto complicati perché si potessero realizzare, eppure si sono realizzate in molte circostanze, mi viene in mente, per esempio, la legge in materia di trasporto pubblico locale, anche grandi convergenze, addirittura espressioni di unanimità, di condivisione unanime di testi di legge. E ritengo che sia necessario, proprio perché si parla di industria, si parla di sistema produttivo, che questo sia collegato anche a un tema importante come quello dei trasporti. Noi, come Rifondazione Comunista, come Sinistra Autonomista, come P.d.C.I., abbiano presentato nei giorni scorsi una mozione che riguarda la portualità, e che abbiamo la speranza di poter discutere possibilmente prima della pausa estiva in questo Consiglio, perché sono i temi dei trasporti temi urgenti che necessitano di una riflessione comune.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Uras. Ha domandato di parlare il consigliere Marracini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
Facciamo i complimenti all'onorevole Marracini per il suo abbigliamento, l'unico appunto è che è più da sera che da mattino.
MARRACINI (U.D.C.). E' un matinée.
Non ho voluto intervenire nella discussione generale perché avevo il forte sospetto che probabilmente avremo parlato di una legge e poi saremo andati ad approvarne un'altra. Il sospetto si è andato consolidando nelle ore, tant'è vero che in questo momento ancora non so quale sarà la legge che dovremo andare a discutere, in quanto non ho ancora possesso degli emendamenti che poi saranno la sostanza e l'ossatura di questa legge di riforma. Per questo motivo dichiaro il mio voto di astensione, ma lo dichiaro anche con la consapevolezza che, in un Paese dove la cultura del perdono fa parte della Costituzione stessa dell'ordinamento giuridico, non ci può essere sicuramente sentimento più nobile rispetto a tutti quelli che in quest'Aula hanno parlato dei consorzi industriali come delle macchine di voti, come delle macine dentro le quali finiva tutto, personale, aziende, partecipazioni private, insomma erano veramente l'ultimo girone dell'Inferno dantesco, e magari partecipano gli stessi che hanno parlato, o attraverso altri amici o parenti, a gestioni di aziende negli enti locali dove le assunzioni e gli affari sicuramente non mancano, e rispetto alle quali noi oggi, qua, stiamo evidentemente a dover perdonare e a dover sentire soltanto per rispetto istituzionale. Però, questo è il nostro compito, adesso dovremo andare a votare e a sentire qualche altro slancio di affetto rispetto a questa Giunta da parte dei componenti della maggioranza, lo facciamo sempre con quel sentimento di compassione che ci viene da quella natura, da quell'origine di popolo cattolico disposto al perdono. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Marracini. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CUGINI (Sinistra Autonomista). La ringrazio, Presidente. Noi ieri, come Sinistra Democratica, abbiamo partecipato alla discussione generale sui consorzi, pensando di dare un contributo, di contribuire assieme agli altri colleghi alla definizione di una legge per mettere al passo l'attuale struttura, al passo della domanda del sistema delle imprese per lo sviluppo dei territori. Pensiamo di aver dato un contributo, non di aver detto l'unica verità, ce ne sono tante di verità in discussione. Ora facciamo una dichiarazione di voto, Presidente, per dire che non partecipiamo al voto, ossia non votiamo a favore, non votiamo contro e non ci asteniamo, e lo facciamo affermando che ci dispiace, non volevamo assumerla una posizione di questo tipo, però abbiamo l'impressione, e spero di sbagliare, almeno per la Sinistra Democratica, però vedo avanzare un'idea, Presidente, che dice che si può fare a meno in questa istituzione del contributo della sinistra, e se ne potrebbe fare a meno adesso, e se ne potrebbe fare a meno anche in futuro. Questo è un desiderio che io capisco, del popolo di sinistra si vorrebbero solo i voti, pochi, quelli che sono. Però, il voto del popolo di sinistra ha la stessa dignità del voto di tutti i cittadini italiani. Noi siamo per allargarla questa maggioranza, vorremmo confermare questo centrosinistra, auspichiamo che si arrivi persino ai sardisti, però, se non cambia la situazione generale e non si tiene conto del contributo di sinistra, è chiaro che saremo chiamati tutti a rispondere diversamente delle azioni. Noi, ripeto, non partecipiamo al voto, auspichiamo che si allarghi la coalizione, che si facciano le primarie di coalizione, ma certamente vorremmo nel rapporto con la maggioranza una considerazione diversa da quella che c'è oggi in discussione, perché sarebbe utile per la nostra regione. Se non dovesse essere così, purtroppo, saremmo chiamati a prenderne atto. Questo lo dico per la maggioranza e lo dico per il Presidente della Regione sarda Soru.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cugini. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Intanto per ringraziare l'assessora Rau relativamente ai quesiti che erano stati posti nella discussione generale e che hanno trovato un riscontro nella sua replica, ma anche per sottolineare, assessorea Rau, che un monitoraggio relativo agli anni 2004, 2006 non è assolutamente né sufficiente né adeguato a rispondere alle istanze che derivano da una proposta di riforma che guarda molto più indietro rispetto ai tempi presi in esame in questo riferimento, ma anche guarda molto più avanti nella prospettiva. Quindi, io mi trovo però, anche in considerazione delle valutazioni fatte proprio nel discorso generale, ad annunciare un voto di astensione, mettendo l'accento sul fatto che c'è un problema che è stato anche posto sotto la lente da altri colleghi, che è quello relativo ai lavoratori, quindi a tutta quella situazione che si è creata in questi anni, e quindi a tutti gli aspetti relativi al pluralismo gestionale e di carattere pubblico che devono mantenere questi enti. Poi, per quanto riguarda il testo attualmente all'esame, io mi riservo di cambiare la mia posizione qualora gli accordi, eventualmente intercorsi e dei quali non conosco assolutamente i contenuti, possano e siano in grado di soddisfare tutte quelle richieste che hanno caratterizzato il mio intervento introduttivo e che diano veramente ampia garanzia di un pluralismo gestionale a carattere pubblico. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Grazie. Vorrei dichiarare il voto di astensione, anche del nostro Gruppo, pur avendo la tentazione, dopo le dichiarazioni di alcuni colleghi della sinistra, di lasciare che i vostri continui defatiganti conflitti esplodano finalmente in quest'Aula, ma il problema è che non vogliamo che questa legge non vada avanti, che un intervento legislativo del Consiglio venga impedito, magari da finti litigi all'interno della maggioranza. Vorrei, tra l'altro, poi, solo in 30 secondi, precisare, per la cronaca, non dico per la storia, che la Centrale di Ottana è stata venduta dall'ENI agli americani della Aes non certo durante la legislatura in cui ha governato il centrodestra. Vorrei ricordare che i contributi della legge numero 17 non sono stati dati, non è partito cioè l'investimento durante la legislatura tra il 99 e il 2004, sono contributi sulla legge numero 17 che risalgono agli anni 90, vorrei ricordare, poi, che lo spezzatino su Ottana non è certamente stato fatto ad opera dei Governi del centrodestra, ma la vendita a "Nuoro Servizi" di una parte dei servizi a Ottana, è stata fatta a carico, a favore di un Consorzio di cooperative dell'Emilia-Romagna dall'amministratore delegato Mincato dell'ENI, comunque governava lui, nominato, anche esso, non certamente dal centrodestra. Scusate, ma alcune precisazioni erano necessarie.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Farigu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FARIGU (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Il travaglio che ha contrassegnato parti anche autorevoli della maggioranza durante l'esame, l'iter di questa legge che è al nostro esame, aveva suscitato in me la speranza che un certo orgoglio, una certa dignità di parte importante del Consiglio, potessero costituire, in qualche modo, un freno, se non un arresto allo strapotere del presidenzialismo che governa la Sardegna. Il testo di legge che è stato prodotto e le dichiarazioni degli stessi esponenti che manifestavano una qualche ribellione durante la discussione sul testo di legge dei Consorzi industriali, mi hanno determinato una profonda delusione, e, per questo, sarei portato a votare no al passaggio degli articoli per non dare un'ennesima opportunità a strumentalizzazioni demagogiche di riformismo, che hanno caratterizzato i quattro anni trascorsi di questa legislatura, per non consentire di arricchire il medagliere non certo di medaglie d'oro questa maggioranza e questo Governatore, medagliere del cosiddetto "riformismo", che caratterizzerebbe positivamente, l'ho sentito dire anche qui di autorevoli esponenti della maggioranza, di quella maggioranza che al suo interno vive grandi conflitti perché vuol essere nel contempo di opposizione e di governo. Il rischio che corriamo, però, non dando la possibilità di esaminare, di concludere l'esame di questo disegno di legge al nostro esame è che, intanto voglio recuperare ancora una volta la speranza che avevo nutrito al momento del dibattito per gli atteggiamenti richiamati prima di colleghi che si ribellavano e che quindi attraverso gli emendamenti potrebbero recuperare quella volontà seria, riformatrice e di cambiamento rispetto alla gestione, l'altra è la preoccupazione che altrimenti il Governatore avrebbe uno strumento straordinario, quello che si è sempre usato attraverso la finanziaria con gli interventi che potrebbe effettuare, autoritari e prepotenti per accrescere ulteriormente il proprio potere. Pertanto il mio voto è di astensione.
PRESIDENTE. Grazie Onorevole Farigu. Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MASIA (Gruppo Misto). Sì, grazie Presidente. Intanto per esprimere il voto favorevole del nostro Gruppo al passaggio degli articoli. Noi riteniamo, è stato già detto, che questa è una legge di riordino che è necessaria e non può essere ulteriormente rinviata. E' una legge che allo stesso tempo ha avuto un'ampia discussione in Commissione, e non soltanto, e che deve per forza, perché è giusto che sia così, essere portata in porto. Può essere migliorata, è proprio perché può essere migliorata noi abbiamo presentato diversi emendamenti, emendamenti che riguardano il personale, emendamenti che riguardano la composizione del consiglio di amministrazione ove noi riteniamo che debbano essere presenti anche le varie Camere del Commercio, emendamenti che riguardano ancora la possibilità di migliorare una legge che qui in Consiglio è arrivata e, debbo dire anche, forse anche molto ritardo. Per ribadire, Presidente, col nostro voto, che noi riteniamo che le cose giuste i socialisti le voteranno, le cose discutibili avranno nella discussione la possibilità di essere votate o meno, e quando non è giusto avranno anche il nostro voto contrario. Grazie Presidente.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Masia. Ha domandato di parlare il consigliere Gallus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Il nostro voto al passaggio agli articoli sarà un voto di astensione. Sarà un voto di astensione anche perché noi non abbiamo capito ancora qual è il contenuto degli emendamenti che sta portando la maggioranza, o una parte della maggioranza, se non abbiamo capito male, e quindi potrebbe succedere che i contenuti di questa proposta di legge potrebbero essere totalmente modificati. Ma anche se dovesse comunque passare la proposta che è in discussione, noi abbiamo molti dubbi sulla proposta stessa, fermo restando che riteniamo indispensabile comunque che la riforma, se così si può chiamare, venga fatta, però noi, effettivamente, non condividiamo alcuni contenuti, sul fatto ad esempio che non sono veri enti pubblici-economici quelli che si stanno approvando, e, soprattutto, sul tipo di gestione viene praticamente esclusa la possibilità di partecipazione attiva dei veri imprenditori, quelli che dovrebbero dare un maggiore impulso allo sviluppo e alla crescita dei Consorzi. C'è ancora il discorso della gestione transitoria; noi, comunque, confermiamo il no al commissariamento dei Consorzi, ed è per questo motivo che ci adopereremo, anche tentando di migliorare la proposta, perché la legge venga approvata. Per quanto riguarda la Clivati, Assessore, io confermo le cose che ha detto il collega La Spisa, però dirò ancora di più, che questo Gruppo Clivati è stato chiamato a Ottana dopo che c'è stato il fallimento di Oristano, dopo che questi hanno fallito senza quasi neanche iniziare l'attività, e poi questi, chissà perché, sono stati chiamati a Ottana. Questo è un fatto veramente ancora più grave, perché si è chiamato un gruppo che si sapeva fosse già fallimentare prima che iniziasse. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Ladu. Ha domandato di parlare il consigliere Serra per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SERRA (Sinistra Autonomista). Signor Presidente, per dire che voterò a favore del passaggio agli articoli. Devo peraltro sottolineare, come ha già fatto qualche compagno, qualche onorevole della Sinistra, che anch'io condivido totalmente il fatto che senza questa parte politica, senza tutta la Sinistra questa maggioranza e anche altre maggioranze non possono esistere. La sinistra per questa maggioranza è indispensabile e di questo si deve assolutamente tenere conto.
Detto questo però, per come è nostro modo di comportarci, anteponiamo sempre l'interesse generale a quello dei partiti; io credo che questo sia un valore che la Sinistra non può mai abbandonare e va in questa direzione anche il mio voto favorevole a questo passaggio agli articoli, senza chiedere assolutamente, come abbiamo sempre fatto, nulla in cambio, semplicemente perché ritengo e riteniamo che questa riforma, questa legge sui consorzi sia una parte fondamentale della riforma complessiva della Regione che deve essere attuata. Questa legge io ritengo, in parte per come è già stata presentata e in parte con le modifiche che verranno anche durante tutta la discussione in aula, si lascia indietro un vecchio sistema che è assolutamente indispensabile abbandonare se vogliamo un futuro industriale migliore anche per la nostra regione. Quindi, senza chiedere nulla in cambio, per anteporre sempre l'interesse generale agli interessi del partito, coscienti che senza la Sinistra questa maggioranza non può esistere, voto favorevolmente al passaggio all'esame degli articoli.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SALIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, Italia dei Valori vota a favore del passaggio agli articoli e lo fa con la convinzione che questa, al di là della pur lunga e travagliata discussione che c'è stata nella maggioranza, sia una legge di riforma importante, oserei dire indispensabile per far ripartire i processi di sviluppo nei nostri territori e nella Sardegna complessivamente.
Signor Presidente, signori colleghi, io ho vissuto un'esperienza personale nei quindici anni di faticosa, ma anche esaltante e per me importantissima esperienza di sindaco del Comune di Settimo San Pietro e debbo dire che l'attuale funzione svolta dai consorzi industriali, parlo del CASIC e dell'area industriale di Cagliari, e ho potuto verificare che l'attuale conformazione e gestione delle aree industriali confligge, e nel mio caso è entrata in conflitto in maniera diretta e determinante, con le iniziative dei comuni. Quando mi sono trovato con un PIA presentato, gestito e diretto dalle amministrazioni comunali di Settimo, Selargius, Quartucciu e Monserrato a trovarmi addirittura contro, in qualità di sindaco con gli altri sindaci di questi comuni, proprio il Presidente dell'area industriale di Cagliari, cioè un'iniziativa che partiva dal basso, che ha coinvolto le amministrazioni locali, gli imprenditori, le associazioni degli imprenditori, artigiani e piccoli industriali, è stata vista con ostilità, fino al punto di cercare di bloccarla, dai consorzi industriali esistenti. Ecco perché io sono convinto che questo processo di riforma sia indispensabile, anche perché da ex amministratore locale io sono convinto che il principio previsto dall'articolo 2 e dall'articolo 3 di questa legge sia assolutamente il principio cardine che deve muovere quest'Assemblea legislativa. Questo è un impegno che noi abbiamo assunto, il trasferimento di poteri, funzioni e risorse agli enti locali, e questo dobbiamo cercare di fare. Io valuterò con estrema attenzione tutti gli emendamenti che verranno presentati, sono dell'avviso che probabilmente una riflessione potrà essere fatta, io ritengo, sulla partecipazione alla gestione da parte degli imprenditori dei territori. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, definire questa una legge importante mi sembra veramente esagerato, una riforma indispensabile per il rilancio dell'industria, credo che sia un'offesa all'intelligenza dei sardi. L'industria in Sardegna non parte, non riparte per una chiara carenza e mancanza di piano di sviluppo industriale che questa Giunta non ha saputo proporre ai sardi, alle industrie e parlo di questa Giunta perché noi abbiamo avuto l'onore di avere un Assessore dell'industria riconosciuto come tale dal Presidente, dalla Giunta e dagli operatori, da tutti, compresi i sindacati, che ha agito in maniera puntuale, decisa e a favore dell'industria. Perciò tutti i richiami al passato sono in questo momento veramente inopportuni e inappropriati.
Si è parlato dello spezzatino di Ottana; io mi immagino dopo questa legge, e se non dovesse passare questa legge, se dovesse essere attuato quanto previsto nella finanziaria del 2008, mi immagino lo spezzatino del CASIC, mi immagino lo spezzatino del Tecnocasic, già oggetto di attenzioni di persone vicine all'Esecutivo. Quello è il vero spezzatino che voi volete proteggere, ma le divisioni della sinistra sono emblematiche, per l'Aula e per i sardi. Vede, in una situazione normale, Assessore, al di là della simpatia personale, lei si sarebbe già dovuta dimettere e in una situazione normale in cui paga chi è responsabile di quel dicastero, di quell'Assessorato, l'Aula avrebbe dovuto sfiduciarla, ma questo non può avvenire perché riconosciamo che la vera sfiducia sta in capo a qualcun altro per le condizioni date dell'esercizio delle sue funzioni, mi permetta, di rappresentanza, a seguito di presenza ingombrante di chi vuole far passare un grande progetto di riforma come una delle leggi più inutili, più inopportune, così fatta, pur condividendo il fatto che la riforma vada fatta, ma all'interno di un progetto industriale, all'interno di un quadro compiuto. Ecco perché il Gruppo dell'U.D.C. si astiene, perché se non dovesse passare questa legge c'è il baratro, nel senso che entrano in vigore le norme previste dalla finanziaria perché si è precostituita una spada di Damocle che oggi la Sinistra paga, che oggi questa maggioranza paga, ma non pagherà fino in fondo perché l'unione siete capaci di ritrovarla per non avere come indirizzo la via di casa se questa legge non dovesse passare.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Signor Presidente, tra spezzatini vari e industrie più che decotte e bollite, io trovo imbarazzo a parlare di una riforma seria che dovrebbe rilanciare il settore industriale in Sardegna. L'ho detto con chiarezza nel mio intervento di ieri, non riesco a capire quale sia la filosofia di fondo che fa partire questa pur necessaria riforma degli enti dei consorzi industriali.
Veda, Assessore, se si ha chiarezza di dove si vuole giungere il percorso diventa più agevole, ma quando non si ha chiarezza, quando si fanno azioni di distrazione, cercando di coinvolgere anche gli avversari quando si hanno problemi di gioco all'interno della maggioranza non è corretto fare certi riferimenti e mi riferisco anch'io alla Clivati. Lei è stata destinataria insieme all'allora assessore Salerno, Assessore al lavoro, di una mia specifica interrogazione dove le dicevo che c'era un fallimento in atto in Oristano e che bisognava prestare somma attenzione ai finanziamenti da parte della Regione sarda per industrie consimili nella zona di Ottana perché avrebbe portato allo sfacelo. Ora, non si possono trovare soluzioni di arroccamento verso gestioni di cose mie e basta, bisogna fare un percorso chiaro e preciso e siccome siamo persone serie noi ci asteniamo, perché vorremmo che comunque sia venisse un buon prodotto legislativo da quest'Aula, cosa di cui dubito molto anche perché non si capisce dietro cosa c'è! Dietro un angolo, dietro i vostri intendimenti, dietro parti della maggioranza, in una composizione in cui la stessa maggioranza, per dichiarazione propria, è fuori da quella che è la gestione di un governo serio della Regione sarda. Ma come si fa ad accettare che oggi continuiamo a parlare di sviluppo e di iniziative nell'industria quando stanno smantellando tutte le industrie della Sardegna, dove c'è cassa integrazione e basta e non c'è prospettiva, dove c'è disoccupazione sempre più presente nella nostra isola.
Concludo, Presidente. Io mi chiedo se veramente siano davanti agli occhi quelle che sono le esigenze intime di un popolo che sta soffrendo, quattro anni di malgoverno, di una gestione inappropriata, di una industrializzazione che anziché essere proiettata al futuro è, nella migliore delle ipotesi, in regressione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
Onorevole Biancu!
~BIANCU (P.D.). Signor Presidente, chiedo scusa anche perché oggi evidentemente il non essere puntuale e presente nel momento in cui vengo chiamato mi crea disagio e chiedo scusa a lei e all'Aula.
Prima di tutto annunciamo il nostro voto a favore del passaggio agli articoli della riforma dei Consorzi industriali ed è un sì convinto anche perché va ad aggiungersi ai tanti sì che in questa legislatura abbiamo pronunciato per il passaggio agli articoli delle numerose riforme che sono state portate avanti in questa legislatura. Una legislatura che non si è fermata soltanto all'annuncio delle riforme, ma le ha praticate e oggi credo che siamo in dirittura d'arrivo allorquando altre poche riforme che sono state annunciate arriveranno in quest'Aula. Riforme che sono state realizzate da tutto il centrosinistra e alla quale hanno concorso tutti i Partiti del centrosinistra, ivi compreso il Partito della Sinistra Democratica, del Partito Socialista e dell'Italia dei Valori. Quindi, noi siamo convinti della necessità, dell'opportunità che i Partiti della Sinistra Democratica facciano parte non solo di questa maggioranza, ma facciano parte anche della maggioranza nella prossima legislatura e non tanto e non solo perché anche i voti della Sinistra sono importanti per conseguire il risultato nel 2009, ma perché riteniamo che il contributo espresso per il Governo e per le riforme in questa legislatura da parte della Sinistra Democratica siano risultati importanti e siano risultati, in tali momenti, anche determinanti. Io mi auguro che ci possa essere da parte della Sinistra Democratica un ripensamento e possa procedere al voto per il passaggio agli articoli, ma se così non fosse che vi sia comunque un recupero della partecipazione attiva nel momento in cui andremo ad esaminare gli articoli e gli emendamenti a questo progetto di legge.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli.
(Segue la votazione)
Prendo atto che i consiglieri del Gruppo della Sinistra Autonomista Cugini, Lanzi, Fadda Giuseppe e Licheri hanno dichiarato di non partecipare al voto.
Rispondono sì i consiglieri: AGUS - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - DAVOLI - ESPA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - IBBA - LAI Silvio - MANCA - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Franco - SCARPA - SERRA - TOCCO - UGGIAS - URAS.
Risponde no il consigliere FLORIS Mario.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - AMADU - ARTIZZU - ATZERI - CALIGARIS - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CHERCHI Oscar - CONTU - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - DIANA - FARIGU - GALLUS - GIORICO - LA SPISA - LADU - LAI Renato - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MANINCHEDDA - MARRACINI - MILIA - MORO - MURGIONI - PETRINI - PILERI - PITTALIS - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SANJUST - VARGIU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 77
votanti 42
astenuti 35
maggioranza 22
favorevoli 41
contrari 1
(Il Consiglio approva).
Fra cinque minuti saranno a disposizione dei colleghi gli emendamenti che sono stati presentati. Interrompiamo la seduta qui per consentire ai Gruppi, anche per le dichiarazioni di voto che sono state fatte da molti esponenti della minoranza, di acquisire tutti gli emendamenti e riprendere il lavoro avendo coscienza di quello che è il quadro nuovo di riferimento nel quale la discussione avviene.
Quindi, la seduta è tolta, i lavori riprenderanno alle ore 16 e 30.
La seduta è tolta alle ore 12 e 58.
Allegati seduta
Testo dell'interrogazione annunziata in apertura di seduta:
Interrogazione Caligaris, con richiesta di risposta scritta, sull'accertamento delle responsabilità per il trattamento riservato dall'ASL n. 7 e da AREA ad un ammalato di SLA di Iglesias.
La sottoscritta,
SOTTOLINEATO che un cittadino ha segnalato con una lettera a L'Unione sarda, quotidiano di Cagliari, "l'incredibile vicenda di un malato di sclerosi laterale amiotrofica" al quale è stata revocata la pensione di invalidità in attesa della visita di revisione cui non doveva per legge essere sottoposto;
EVIDENZIATO CHE:
i fatti denunciati rivelano un'ignoranza della normativa in vigore per i pazienti affetti da SLA e da altre patologie invalidanti e progressive;
da parte di alcuni funzionari pubblici vi è insensibilità nei confronti di cittadini sofferenti che meritano comunque di essere ascoltati;
RILEVATO CHE:
dalle numerose segnalazioni pervenute e per il contenzioso crescente si registra un atteggiamento eccessivamente rigoroso e, in alcuni casi, addirittura ostile da parte di qualche funzionario delle strutture burocratiche delle aziende sanitarie locali e delle commissioni mediche per l'accertamento delle invalidità anche dinnanzi a gravi patologie;
i tempi burocratici per le visite di accertamento e di periodico controllo delle invalidità sono particolarmente lunghi e spesso aggravano le sofferenze degli ammalati;
CONSIDERATO CHE, tra i principi della riforma dell'edilizia residenziale pubblica per l'istituzione di AREA e la soppressione degli istituti autonomi delle case popolare, vi é quello di venire incontro ai cittadini più bisognosi affittuari degli immobili;
PREOCCUPATA che simili episodi rischiano di vanificare gli sforzi compiuti dall'Assessorato regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per fronteggiare l'emergenza degli ammalati di SLA e di altre patologie invalidanti e progressive di cui la Sardegna registra un numero di casi maggiore rispetto alle altre regioni italiane,
chiede di interrogare l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per conoscere se non ritenga opportuno:
avviare un'indagine per l'accertamento della veridicità dei fatti denunciati e delle responsabilità nell'incredibile episodio di cui è rimasto vittima un ammalato di SLA nell'ASL n. 7;
assumere iniziative per ridurre i tempi e revisionare i criteri delle visite da parte delle strutture burocratiche delle ASL per il riconoscimento dell'invalidità e per la periodica revisione,
chiede, altresì, di interrogare l'Assessore regionale dei lavori pubblici per conoscere i motivi che ostano ad AREA, proprietaria dell'appartamento locato ad una persona affetta da SLA, di provvedere tempestivamente alla modifica strutturale del bagno per migliorare la qualità della vita dell'ammalato e ridurre i disagi di chi lo assiste.
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