Seduta n.38 del 21/12/2019 

XXXVIII SEDUTA

Sabato 21 dicembre 2019

Presidenza del Presidente MICHELE PAIS

La seduta è aperta alle ore 10 e 44.

MELE ANNALISA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 20 dicembre 2019 (36), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Antonello Peru ha chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 21 dicembre 2019.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Facciamo una sospensione del Consiglio, sono le 10 e 45, facciamo alle 11 e 15, per dare la possibilità anche di formare il testo della risoluzione, era in corso la Commissione, quindi è inutile fare di 15 minuti, quindi riprendiamo alle 11 e 15.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 45, viene ripresa alle ore 11 e 30.)

Discussione della proposta di legge Mula - Sechi - Cocciu - Caredda - Salaris - Mura - Giagoni. Interpretazione autentica dell'articolo 29, comma 1, della legge regionale n. 31 del 1998 (Dirigenti esterni). (79/A parte prima)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori d'Aula con il punto che avevamo sospeso nella seduta di ieri, in particolare si tratta della mozione numero 127 e dell'interpellanza numero 77. I consiglieri proponenti hanno predisposto un ordine del giorno congiunto che dovrebbe fare sintesi di quanto riportato nella mozione e nell'interpellanza; l'ordine del giorno non è stato ancora consegnato alla Presidenza…

(Interruzioni)

È pronto, perfetto, ecco se può già iniziare, onorevole Satta… se potete già iniziare a illustrarlo e così poi lo votiamo…

(Interruzioni)

Lo votiamo adesso? Lo votiamo allora, mettiamolo in votazione

(Interruzioni)

Scusate, se è concordato si mette in votazione. Non l'avete? Pensavo che il tempo trascorso tra ieri e le 11 e 32 fosse sufficiente: non è sufficiente, ne prendo atto.

(Interruzioni)

Procediamo con il resto dell'ordine del giorno della seduta.

L'ordine del giorno reca ora l'esame della proposta di legge numero 79/A (parte prima).

Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Stefano Tunis, relatore di maggioranza.

TUNIS STEFANO (MISTO), relatore di maggioranza. Grazie, Presidente. Signor Presidente della Giunta, signori Assessori, onorevoli colleghi, buon sabato a tutti, precisazione non secondaria visto e considerato che stiamo consentendo al Consiglio regionale di pronunciarsi su una norma importante proprio sul limite delle vacanze natalizie.

Questa proposta è arrivata ai primi di dicembre in Commissione, recava disposizioni più articolate in materia di personale che non è sembrato alla Commissione denominatore comune sufficiente per tenerle contenute in un'unica proposta, da qui lo stralcio dell'articolo 1 e dell'articolo 3 che fanno dell'articolo 2 della prima versione l'unico a comporre oggi la proposta di legge numero 79. Questa proposta di legge è una norma interpretativa che serve a chiarire nella individuazione delle figure dirigenziali al di fuori dei ruoli della Regione i parametri già contenuti dalla legge numero 165 e che già fanno parte della ordinaria applicazione in sede di individuazione dei dirigenti, quando non prevale interamente l'intuitu personae. Per spiegarlo, non essendo un argomento con il quale normalmente si ha confidenza, quando si procede alla comparazione dei titoli tra persone che ambiscano ad un ruolo di dirigente, e non facciano parte dei ruoli della Regione, si procede individuando quelle caratteristiche professionali che più si attagliano alle esigenze della struttura che si deve andare a guidare, e quando lo si fa, al di là del requisito principale, si utilizza il cosiddetto requisito speciale che è quello attraverso il quale si utilizza tutto il perimetro, ben più ampio di quello nella lettera dell'articolo 29 della "31", che è concesso dal decreto legislativo 165. Perché? Perché, trattandosi di requisiti soggettivi e professionali, è complesso ricondurli e circoscriverli in una norma di legge, e di conseguenza, nella ricerca della migliore soluzione possibile, quella che meglio garantisca l'efficienza e l'efficacia dell'azione amministrativa, ci si concede la possibilità di indagare le opzioni attraverso questa metodologia.

Il garbo attraverso cui nel corso degli anni si è affrontato questo argomento lo ha quasi sempre lasciato fuori dall'Aula, più frequentemente lo ha portato in aule di tribunale, producendo un contenzioso che di per sé produce inefficienza nell'azione amministrativa. Questo contenzioso se lo si analizza aveva una caratteristica comune: normalmente il soggetto leso si rivolge al tribunale amministrativo, e il tribunale amministrativo normalmente, mi consta sia sempre accaduto così, risponde educatamente: "avete chiamato l'indirizzo sbagliato, questa non è materia di diritto amministrativo, questa è una materia di diritto del lavoro. Rivolgersi al tribunale ordinario". Quindi questa giurisprudenza consolidata, anche a chi magari non si è attardato molto nella lettura della norma, suggerisce di prendere bene la mira e dire: mi sto confrontando con un istituto lavori stico. Quindi lascio da parte il tema della legittimità, lascio da parte tutti i temi che attengono il diritto amministrativo e mi concentro su eventuali lesioni del rapporto lavoristico. Normalmente, non essendoci degli automatismi rispetto all'attribuzione di questi incarichi, il giudice del lavoro con garbo respinge l'istanza perché non vi sono fondate ragioni per cui possa essere attribuita a un ricorrente la possibilità di rivalersi sul vincitore, perché non è in grado mai di dimostrare il proprio diritto ad accedere a quel ruolo. Ora, questo garbo, che credo possa continuare a caratterizzare i nostri lavori, suggerisce di prendere atto di un tema: la "165", così come noi la proponiamo in termini di interpretazione autentica, è una norma già nei fatti, nella sostanza applicata nel nostro ordinamento regionale. Questo elemento suggerisce di affrontare questi nostri lavori con il piglio di chi non pensi di aver scoperto l'acqua calda ma piuttosto di confrontarsi su una cosa che è datata nel suo utilizzo ed eventualmente apprezzi l'unica vera ratio sottesa alla presentazione di questa norma interpretativa che è eliminare il contenzioso. Perché se non sono bastati anni di giurisprudenza costante, se non sono bastati atti collegati costantemente considerati corretti anche dai tribunali ordinari, allora difficilmente basterà anche una discussione in Consiglio regionale se non ci si vuole convincere della sostanza. E la sostanza è che questi istituti, che noi oggi richiamiamo, e che sono soltanto collaterali quando si tratta di scelte puramente intuitu personae sono quegli elementi ai quali con grande tranquillità a partire da oggi è certamente con meno contenzioso del passato ci si potrà rifare per il futuro, grazie.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Massimo Zedda, relatore di minoranza.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti), relatore di minoranza. Grazie Presidente, mi scuso con i colleghi non avendo predisposto per iscritto la relazione di minoranza, in relazione al tempo che abbiamo impegnato in questi giorni nelle Commissioni, nelle continue sedute di Consiglio, quindi oralmente riferirò circa la relazione di minoranza. Intanto vorrei rappresentare lo stupore di noi tutti, per la presenza del Presidente della Regione non in occasione del dibattito sullo sblocco delle pratiche di Argea, non in relazione al dibattito sul trasporto aereo e marittimo e le problematiche connesse, non in relazione alle mille e mille questioni aperte, ma la presenza per discutere di un'interpretazione autentica volta a sanare un vizio, se non peggio, prodotto dalla stessa Giunta regionale nelle nomine dei direttori generali. È alquanto imbarazzante, per non dire altro, non è vero come ha detto l'onorevole Tunis che la norma arriva in Commissione a dicembre si è tentata una prima volta in Giunta di proporre un'interpretazione autentica, delibera mai stata visibile perché nel frattempo è stata anche eliminata la trasparenza nella Regione Sardegna, successivamente si è tentato di inserire la norma in seno al provvedimento legato ai commissariamenti delle province, successivamente reiterando la questione si è provveduto a inserire il provvedimento nell'ultima variazione barra assestamento di bilancio. E siccome è stata demolita dall'analisi tecnico normativa del servizio legale si è provveduto a trasferire la responsabilità in capo a un nostro collega, che coraggiosamente ha fatto propria questa norma, anche con tutti i rischi connessi e annessi, e ha proposto questa formulazione prima nell'ambito delle sedute della prima Commissione e poi oggi all'attenzione nostra in Aula.

Siccome non era sufficiente, come dire, questo si è provveduto immediatamente, a fronte della prima analisi tecnico normativa contraria, sollevare dalla responsabilità dell'analisi tecnico normativa obbligatoria il servizio legale trasferendo la competenza dell'analisi tecnico normativa in capo al direttore generale della Presidenza, che dovrebbe beneficiare di questa norma, insieme ad altri, trasferendo in capo al direttore generale della Presidenza che ovviamente nell'ambito del lavoro svolto per quanto riguarda le proposte di legge della Giunta sottoscrive delibere e allo stesso tempo o proposte di legge e allo stesso tempo diviene controllore di sé stesso. Successivamente non contenti di questo, siccome si è scoperto che esisteva un altro ambito della Regione che poteva controllare e cioè l'anticorruzione è stata cancellata, in violazione di norme di legge, il nucleo di personale in capo alla responsabile anticorruzione. Successivamente non paghi si è arrivati l'altro giorno con delibera di Giunta regionale a revocare in autotutela la tutela della Regione Sardegna presso la Cassazione nell'ambito del procedimento in corso tra la diatriba attivata da alcuni funzionari avvocati presso l'Avvocatura e la Regione Sardegna con la richiesta di riconoscimento del ruolo dirigenziale. Ricordo che si diventa dirigenti per concorso non per assenza di difesa della Regione con tutti gli annessi e connessi legati ovviamente alle retribuzioni passate all'incremento di retribuzione oggi, un danno erariale certo. Ditemi come avete potuto motivare in termini di autotutela la revoca della tutela nella non costituzione in Cassazione su una vicenda che ha visto la Regione soccombere in secondo grado e vincere in primo grado quindi una vicenda che almeno da un punto di vista della dinamica dei tribunali che l'hanno esaminata lascia un'alea di dubbio su chi realmente potrebbe vincere. È chiaro che il tutto è funzionale per avere e dare una possibilità a un nucleo di avvocati per poi nominarli responsabili del servizio avvocature. Detto questo è stato conferito l'incarico, recita la nomina, in base alla legge regionale che recita quel che si sa nell'ambito dei criteri per poter svolgere il ruolo di direttore generale della Presidenza e direttore generale degli assessorati. A un certo punto si è corsi ai ripari più e più volte col tentativo di sanare una vicenda in modo retroattivo, quel tentativo è arrivato a tal punto da essere oggi oggetto di discussione in Aula volendo fingere di motivare con un'interpretazione autentica sulla legge regionale semplicemente sostituendo la legge regionale con la legge nazionale. Da un lato avete trovato un muro con la legge regionale e state percorrendo la strada che porta verso un altro muro, una parete insormontabile, con la 165. I principi di interpretazione autentica quando si vuole anche utilizzare una normativa esistente che amplia i confini della normativa regionale, come in questo caso, deve essere applicata tutta; la 165 prevede che gli incarichi dirigenziali, perché i dirigenti non siano sotto ricatto, siano conferiti per minimo tre anni, perché non ci sia quel ricatto costante delle nomine di sei mesi in sei mesi, e massimo cinque anni ovviamente per non superare, reiterando la conferma del dirigente sine die, le norme che regolano l'ingresso nell'ambito della pubblica amministrazione con ruoli dirigenziali per concorso. E quindi ovviamente il limite dei cinque anni viene fissato perché altrimenti la nomina continua della stessa persona nell'ambito del ruolo di direttore generale porterebbe a una concretizzazione di un tempo indeterminato, cosa impossibile. Quindi la 165 o la applicate tutta oppure troverete un altro muro, non so chi vi consiglia, non so quale azzeccagarbugli vi affianchi. E per quanto riguarda le questioni che venivano citate, la Corte Costituzionale più e più volte è intervenuta sulla materia occorre rammentare, sentenza della Corte costituzionale, che la Corte Costituzionale ha enucleato in materia di leggi di interpretazione autentica una serie di principi chiarendo che una disposizione legislativa può essere considerata interpretativa non solo qualora esistendo un'oggettiva incertezza del dato normativo e un obiettivo dubbio ermeneutico sia diretta a chiarire il contenuto di preesistenti norme, ovvero ad escludere o enucleare uno dei significati tra quelli plausibilmente ascrivibili a queste, ma anche quando precisi il significato di preesistenti disposizioni, anche se non siano insorti contrasti giurisprudenziali, ma sussista comunque una situazione di incertezza nella loro applicazione, essendo sufficiente che la scelta imposta rientri tra le possibili varianti dissenso del testo interpretato e sia compatibile con la sua formulazione. Ancora, dice la Corte: "Il sopravvenire della norma interpretante non fa venir meno la norma interpretata. L'una e l'altra si saldano fra loro dando luogo ad un precetto normativo unitario. Non corrisponde ai caratteri propri di un'interpretazione autentica quella legge che, anziché desumere, enucleare, o escludere un qualche significato già insito nella disposizione interpretata, interviene sotto la veste surrettizia di una norma di interpretazione autentica modificando in realtà la precedente disposizione". Ditemi qual è l'interpretazione o comunque il dubbio nella legge regionale, e quali sono le parole che interpretate, contenute nella legge regionale, consentono di estendere il campo semantico, la terminologia, la grammatica, sostituendola con la "165". Continua la Corte: "Ulteriormente, la norma di interpretazione autentica non deve incidere negativamente…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Valerio De Giorgi. Ne ha facoltà.

Ricordo che i consiglieri che intendono prendere la parola devono iscriversi non oltre la conclusione del primo intervento.

DE GIORGI VALERIO (Misto). Complimenti all'onorevole Tunis per avere esplicitato in modo corretto i termini di questa proposta di legge. Onorevoli colleghi, è doveroso evidenziare come le affermazioni della minoranza contrastano in modo assolutamente indiscutibile con l'articolo 19, comma 6, del decreto legislativo numero 165 del 2001, secondo il quale gli incarichi in discussione sono conferiti fornendone esplicita motivazione a persone di particolare e comprovata qualificazione professionale non rinvenibile nei ruoli dell'Amministrazione che abbiano svolto attività in organismi ed enti privati, ovvero aziende pubbliche o private, con esperienza acquisita per almeno un quinquennio in funzioni dirigenziali, o che abbiano conseguito una particolare specializzazione professionale, culturale e scientifica, desumibile dalla formazione universitaria e post-universitaria, da pubblicazioni scientifiche e da concrete esperienze di lavoro maturate per almeno un quinquennio anche presso amministrazioni statali, ivi comprese quelle che conferiscono gli incarichi in posizioni funzionali previste per l'accesso alla dirigenza, o che provengano dai settori della ricerca, della docenza universitaria, delle magistrature, e dei ruoli degli avvocati e procuratori dello Stato. Al riguardo, la stessa Corte dei conti, Sezione giurisdizionale Lombardia, con la sentenza numero 91 del 2017, ha affermato che l'articolo 19, comma 6, del decreto legislativo numero165 del 2001, come modificato dal decreto legislativo numero 150 del 2009, cari colleghi, prevede la possibilità di conferire incarichi di funzioni dirigenziali a tempo determinato a persone che abbiano conseguito una particolare specializzazione professionale, culturale e scientifica, desumibile dalla indefettibile formazione universitaria e post-universitaria, da pubblicazioni scientifiche e da concrete esperienze di lavoro maturate per almeno un quinquennio anche presso amministrazioni statali, ivi comprese quelle che conferiscono gli incarichi in posizioni funzionali previste per l'accesso alla dirigenza. Sull'articolo 19 del decreto legislativo numero 165, come modificato dal decreto legislativo numero 150 del 2009, la Corte costituzionale ha affermato con sentenza 12 novembre del 2010, numero 32, che tale disciplina non riguarda pertanto né procedure concorsuali pubblicistiche per l'accesso al pubblico impiego, né la scelta delle modalità di costituzione di quel rapporto giuridico, essa, valutata nel suo complesso, attiene ai requisiti soggettivi che debbono essere posseduti dal contraente privato, alla durata massima del rapporto, ad alcuni aspetti del regime economico e giuridico, ed è pertanto riconducibile alla regolamentazione del particolare contratto che l'amministrazione stipula con il soggetto ad essa esterna a cui conferisce l'incarico dirigenziale. Non sussiste dunque violazione degli articoli 117, terzo e quarto comma, e 119 della Costituzione, appunto perché la norma impugnata non attiene a materie di competenza concorrente, coordinamento della finanza pubblica, e qui mi rifaccio a quello che diceva l'onorevole Tunis, o residuale regionale, organizzazione delle regioni e degli uffici regionali, bensì alla materia dell'ordinamento civile di competenza esclusiva statale. Quindi, è necessario ricordare alla minoranza che l'articolo 19, comma 6, del decreto legislativo numero 165, comma 6 in questione, si applica indiscutibilmente, per espressa previsione dell'articolo 74 del decreto legislativo numero 150 del 2009, anche alle Regioni a Statuto speciale, è il caso nostro, onorevoli colleghi, trattandosi di una norma fondamentale delle riforme economico-sociali della Repubblica, e come tale suscettibile di costituire un limite alla potestà legislativa primaria della Regione autonoma della Sardegna, in questo caso, in materia di ordinamento degli uffici e degli enti amministrativi della Regione e stato giuridico ed economico del personale. Orientamento peraltro ampiamente confermato anche dalla giurisprudenza della Corte costituzionale con sentenza numero 154 del 2019, secondo la quale il rapporto di impiego dello stesso personale delle regioni è regolato dalla legge dello Stato, e in virtù del rinvio di questo operato dalla contrattazione collettiva. In relazione al riparto delle competenze fra Stato e Regioni, ciò comporta che la disciplina del rapporto di impiego pubblico rientri nella materia ordinamento civile riservata alla potestà legislativa esclusiva dello Stato. Con riferimento alle Regioni a Statuto speciale, è necessario peraltro tenere in conto le competenze statutarie di queste ultime, per quanto concerne la Regione autonoma della Sardegna va quindi considerata la competenza legislativa primaria in tema di stato giuridico ed economico del personale di cui all'articolo 3, comma 1, lettera a) dello Statuto di autonomia. La potestà legislativa primaria della Regione autonoma della Sardegna tuttavia, per espressa previsione statutaria, deve essere esercitata nel rispetto delle norme fondamentali delle riforme economico-sociali della Repubblica. Pertanto, la stessa Corte costituzionale, con sentenza numero 81 del 2019, ha ribadito che il decreto legislativo numero 165 del 2001 costituisce norma fondamentale di riforma economico-sociale della Repubblica, alla stregua dell'articolo 1, comma 3, del citato decreto legislativo numero165 del 2001. La costante giurisprudenza di questa Corte ha poi precisato che la disciplina del rapporto di impiego alle dipendenze della Regione, i profili relativi al trattamento economico del personale pubblico privatizzato vengono ricondotti alla materia dell'ordinamento civile di competenza esclusiva del legislatore nazionale che, in tale materia, fissa i principi che costituiscono tipici limiti di diritto privato, fondati sull'esigenza connessa al precetto costituzionale di eguaglianza di garantire l'uniformità nel territorio nazionale delle regole fondamentali di diritto che disciplinano i rapporti tra privati, e come tali si impongono anche alle Regioni a Statuto speciale. Dunque, la norma regionale che si intende adeguare, come esattamente ha già affermato la stessa Giunta regionale, con deliberazione numero 37/5 del 28.7.2005, ancora prima che la Corte costituzionale ne affermasse la diretta applicabilità con la citata sentenza numero 81, già citata prima, deve essere interpretata estensivamente traendo argomento dalla corrispondente norma dell'ordinamento statale, articolo 19, comma 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, numero 165. In definitiva, onorevoli colleghi, il citato articolo 19 legittima pienamente le nomine che la minoranza contesta, in quanto, trattandosi di norma fondamentale, trova applicazione a prescindere dall'adeguamento proposto con il testo di legge in questione anche alla Regione Autonoma della Sardegna, testo di legge che, comunque, appare opportuno e necessario per evidenti ragioni di chiarezza applicativa, in modo che la stessa legislazione regionale sia resa conforme alla disciplina statale su indicata, in ossequio ai principi affermati dalla Corte costituzionale, dalla Corte di cassazione e dalla stessa Giunta regionale. A conferma di ciò, cari onorevoli colleghi, è quantomeno fondamentale ricordare che sulla predetta interpretazione di tale norma è stato reso parere dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ufficio legislativo del Ministro per la Pubblica Amministrazione del 26 luglio 2019, per cui, onorevole Zedda, stante l'obbligo di ricercare un'interpretazione costituzionalmente orientata dalle disposizioni di legge, norma di legge, si ritiene che la previsione contenuta nel comma 1 dell'articolo 29 della legge regionale numero 31 del 1998 debba essere letta in combinato disposto con il comma 6 dell'articolo 19 del decreto legislativo numero 165.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Roberto Deriu. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (LEU). Grazie. Io mi ritrovo perfettamente nella ricostruzione giuridica del Presidente De Giorgi, che in questo momento non è collegato, mi ritrovo perfettamente nella ricostruzione giuridica del Presidente De Giorgi che ha però usato un termine che io non considero corretto, cioè "adeguamento", adeguare la legge, adeguamento della legge; l'interpretazione non adegua, l'interpretazione chiarisce, è sempre stato così, tant'è che l'effetto è ex tunc. È chiaro a tutti, mi pare, adesso che tutti hanno preso visione delle carte, che questa legge è totalmente inutile, non ha nessuna utilità, perché le previsioni della legge numero 165, ulteriormente rafforzate con l'ingresso tra le leggi ordinamentali generali con la riforma Brunetta, ha definito un quadro chiaro, estensibile a tutte le regioni, comprese quelle a Statuto speciale, quindi questa legge è totalmente inutile! Ed è per questo motivo che noi abbiamo chiesto in Commissione di scinderla da altri provvedimenti invece utili ai quali abbiamo concorso sia nell'estensione, sia nella approvazione, questa legge è inutile! Non si capisce perché la stiate facendo, non si capisce perché abbiate costretto il Consiglio regionale a riunirsi di sabato e con tutta questa enfasi e fretta; è inutile! sono norme già vigenti, e c'è scritto anche nella relazione di maggioranza dove si dice che ci si limita a esplicitare il criterio di equipollenza "che ricalca integralmente le previsioni dell'articolo 19 della legge numero 165 del 2001", che è già vigente nel nostro ordinamento, e allora perché la fate? L'onorevole De Giorgi parlava di adeguamento, cioè noi abbiamo, traduco liberamente all'impronta, noi abbiamo un ordinamento fra virgolette sporco, che ha dentro di sé delle dissonanze con l'ordinamento vigente e quindi lo ripuliamo, ma questa non è un'interpretazione autentica, questo significherebbe novellare, significherebbe intervenire sulle leggi magari rimuovendo le contraddizioni con l'ordinamento vigente, e allora perché non avete fatto così che facevamo prima? È un'operazione, quella che avete compiuto, una forzatura, che prima di tutto non porta nessun beneficio a nessuno, neanche all'ordinamento sardo, perché i nostri amabili e zelanti funzionari potevano ben compiere questa piccola operazione interpretativa da soli, senza bisogno che il legislatore gli imboccasse un'interpretazione autentica dopo avergli masticato il semolino. Che ci vuole a capire che "vigente", come c'è scritto qua, come dice la maggioranza stessa, nell'ordinamento sardo una norma nazionale bisogna applicare quella; avete bisogno che vi si dica che le nostre leggi hanno sempre detto questo, quando non è possibile che l'abbiano sempre detto? Per cui voi compite, con questa interpretazione autentica, un atto inutile, non ha nessun riflesso sull'ordinamento, ed è anche un atto falso, perché non è vero che quella norma volesse dire questo, è vero che in seguito l'ordinamento si è evoluto e oggi è possibile fare quello che voi dite avesse già previsto quella norma, ma è totalmente inutile, e anche falso, quindi è tutta una brutta figura che stiamo facendo come Consiglio regionale ad andare a cercare di correggere la mentalità del 1998 con quella del 2019; ma perché? Sembra un'operazione davvero orwelliana, dove c'è l'impiegato che corregge i comunicati del passato per adeguarli al presente, quindi l'Oceania non è mai stata in guerra con l'Estasia, è sempre stata in guerra con l'Eurasia, il giorno dopo dichiarano guerra all'Eurasia e quindi l'Eurasia non è mai stata in guerra con l'Oceania e viceversa. Ma perché lo fate? Guardate che non ha senso! Oppure si fa un'altra cosa, cioè si accoglie un emendamento che è stato presentato che dice: "Sostituiamo totalmente, cambiamo il nostro ordinamento e fotocopiamo quello che è vigente grazie a una legge nazionale", perché così il nostro funzionario pigro, che non riesce a leggere, a fare il combinato disposto, ha la sua brava legge regionale che gli dice: "Guarda che devi fare…", la legge che ha lì, segnata a matita rossa, blu, pasticciata, con i con i post-it, e c'è scritto in quella legge che deve fare così è tranquillo e non vi pone quei problemi terribili che impegnano le amministrazioni per giorni, mesi, settimane, un po' quello che vi sta accadendo con tutta questa materia degli enti, che sono paralizzati grazie al fatto che ogni tanto si sveglia uno che vi dice che non è regolare, allora andiamo tutti nel panico, bisogna svegliare il Consiglio regionale, mobilitare la Commissione, la prima Commissione e fare addirittura le interpretazioni autentiche, interpretazioni adeguative, l'abbiamo capito dal Presidente De Giorgi, ma l'interpretazione non adegua nulla, l'interpretazione ti dice come era, come fu, ma non fu così, perché quel legislatore non può aver immaginato quello che anni dopo lo Stato avrebbe deciso, e che poi Brunetta avrebbe reso estendibile a tutte le regioni, e che poi la Corte costituzionale avrebbe dichiarato esteso a tutte le regioni, perché le regioni si sono opposte a questa introduzione nell'ordinamento della possibilità di incidere sui rapporti di lavoro pubblici. Però è così, c'è un ordinamento civile del pubblico impiego ed è uguale per tutti, e lo dobbiamo rispettare tutti, ma allora perché dovete fare un'interpretazione che non è un'interpretazione ma è un adeguamento, ma voi lo chiamate interpretazione e non vi cambia nulla comunque? È un'operazione molto simpatica, molto divertente, ci siamo travestiti tutti da legislatori, siamo venuti qui ma stiamo facendo una buffonata. Avete scomodato l'onorevole Tunis, che normalmente non perde tempo con queste cose, ha ben altro da fare, gli avete fatto fare una bellissima esposizione per mascherare una cosa che non serve a nulla. Io davvero leggendo e rileggendo con animo sereno, questa proposta, e ripensando al dibattito in Commissione, e leggendo anche le dichiarazioni che ogni tanto vengono messe in giro, io veramente non trovo il senso di questa roba. Poi avete anche gettato la croce sul Presidente e avete detto tutti che il Presidente avrebbe avuto questi grandi interessi su una velocissima approvazione di una norma del genere, mi risulta che neanche sia vero, quindi stiamo facendo un giro girotondo che non serve a nessuno. È una perdita di tempo grave quando la Sardegna ha problemi ben diversi. Scusate se adesso non faccio l'elenco, sono più bravi altri in questo esercizio, cioè adesso io dovrei elencare i pastori, gli studenti, tutti quelli che stanno male e concludere che la Sardegna muore di fame mentre voi vi baloccate con le pandette e i codici. Lasciamo perdere queste cose retoriche e anche di bassa lega. Però dal punto di vista istituzionale è grave che noi siamo qua impegnati, impegnati fra virgolette, in questa cosa, impegnati forse a capirne il senso perché sfugge a tutti, anche ai proponenti, quando avremmo potuto fare ben altre cose. Ci sono cose sul tappeto, magari non proposte pronte, ma proposte da preparare; qualcuno le prepari, il Consiglio regionale ben volentieri le analizzerà. Lasciate perdere questa roba! O modificate l'ordinamento o la ritirate perché non è un'interpretazione ed è già tutto vigente. È tutto inutile! Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Valter Piscedda. Ne ha facoltà. Non è presente in aula, quindi decade.

È iscritto a parlare il consigliere Alessandro Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS ALESSANDRO (M5S). Grazie Presidente, colleghi, Giunta, Presidente della Regione, la ringrazio per essere per essere venuto, l'abbiamo evocata, non sapevamo cosa fare, stavamo per fare anche dei riti pagani, ma alla fine è apparso ed è giusto che sia qua per difendere una cosa che io ritengo le appartenga. Ciò di cui stiamo parlando oggi, il tempo che abbiamo dedicato a ciò di cui stiamo parlando oggi, il modo in cui questo dibattito si è affrontato, l'oggetto di questo dibattito, l'oggetto di questa norma, ciò che si vuole difendere con questa norma mi lasciano, senza mezzi termini, sgomento. Ciò che si sta facendo, il tempo del Consiglio regionale, il tempo delle Commissioni, tutto quello che non si è fatto al posto di questo mi crea anche un po' di vergogna quando devo andare a spiegarlo ai miei amici coetanei che a frotte lasciano la Sardegna e lasciano l'Italia perché manca il lavoro, manca la meritocrazia, e qui oggi si è dato un bello schiaffo alla meritocrazia, e mancano tante cose, cose che la Giunta regionale palesa non voler riconoscere come problemi urgenti e pressanti e ci porta quest'oggi a correggere quello che, senza mezzi termini, ritengo sia un errore anche abbastanza maldestro, grossolano. Si offre un'interpretazione estensiva, quasi stiracchiata direi, di una norma che semplicemente si utilizza per conferire a persone che secondo il dettato legislativo vigente non sarebbero potute essere nominate a un determinato incarico, quell'incarico. L'ho chiamata già in riferimento ad altre cose, Presidente, ma questa la ritengo un'altra manifestazione, è una prova di forza inutile, forza che lei e che la Giunta dovreste manifestare, utilizzare e porre su altre tematiche che vi vedono divisi e che hanno visto, in più occasioni, bistrattata o comunque mal utilizzata la massima funzione legislativa conferita a questa Assemblea.

Il dibattito su questa norma si è affrontato in varie sedi, si è provato a ficcarla in vari provvedimenti, questo era il vecchio articolo 5, comma 3, su cui grande battaglia si è fatta in Commissione bilancio, per la quale ringrazio anche i colleghi di opposizione, che ci hanno visti compattamente contrastare questa cosa, e non solo purtroppo, cose che abbiamo ritenuto inammissibili, pur riuscendo alla fine, con la mediazione di alcuni membri della Giunta, non del Presidente perché non lo abbiamo proprio visto, a giungere a una quadra, portare alla ragione e a stralciare quelle che erano le norme che palesemente non c'entravano nulla con la variazione di bilancio, norme che erano veramente intruse. Poi sulle nomenclature ci si è giocato molto e non solo su quello, variazione assestamento, task force unità operativa, che poi chiamate task force, anche ieri o oggi quando è uscito il comunicato, su quello il balletto dei nomi poco ci interessa, andiamo ai contenuti. Perché io mi rifaccio all'analisi tecnico-normativa fornitaci in occasione della discussione della variazione di bilancio, e qui si richiama una consolidata, direi anche granitica, giurisprudenza costituzionale che individua quelli che sono i principi, ne ha elencati alcuni il collega Zedda prima, io ne elenco degli altri, che vanno a informare quella che è la valutazione relativamente alla genuinità o meno di un'interpretazione autentica. Ebbene, ve li voglio elencare, tanto tempo ne abbiamo, ne avremo anche dopo, adesso iniziamo poi vediamo quanto tempo serve. Il primo punto è "che sia rispettata l'esigenza di tutelare principi, diritti e beni di rilievo costituzionale che costituiscono motivi imperanti di interesse generale ai sensi della giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo". Cioè se una persona mi venisse a dire che quello di cui stiamo parlando oggi risponde anche solo lontanamente a questo primo requisito, io non saprei se ridergli in faccia o arrabbiarmi perché evidentemente mi considera uno scemo. Quindi sotto questo punto di vista io lo considererei assolutamente non rispettato. Motivi di interesse generale; ma generale di chi? A chi giova questa norma? Motivi di interesse particolare! Due: "che l'interpretazione proposta sia una di quelle evincibili dalla norma". No, proprio no, secondo me, poi io sono un giovane giurista, neanche avvocato, neofita della politica. Arriverà qualcuno a smentirmi sicuramente, lo spero anche se ne dubito. "Che la norma proposta sia motivata sotto il profilo della ragionevolezza". Per quanto riguarda il concetto di ragionevolezza applicabile a questa norma e a questa discussione io mi rifaccio totalmente all'intervento dell'onorevole Deriu, non serve a nulla quello che stiamo facendo. Lo potevate fare in un altro modo per il futuro, non per il passato. "Che la norma proposta non contrasti con altri principi costituzionali, quali il principio di uguaglianza e la tutela dell'affidamento nella certezza dell'ordinamento giuridico" e su questo vi volevo parlare. L'altro giorno mi trovavo a cena con degli amici che erano giustamente e genuinamente interessati al lavoro che faccio e che facciamo in Consiglio regionale, e gli ho raccontato di questa discussione. E ho detto: "Ragazzi, guardate, qua siamo fermi e arenati da tempo su questa che ho chiamato una prova di forza della Giunta e del presidente Solinas, che vuole sanare le nomine dei direttori generali che, a mio avviso e non solo a mio avviso, non rispondono a quello che è l'alveo concesso dal dettato normativo attualmente vigente". Perché? Perché si vuole estendere al ribasso, senza voler nulla togliere alle persone che poi riportano i requisiti elencati da questa interpretazione autentica, che lascia un po' a desiderare a livello di requisiti, senza nulla voler togliere alle persone che rispondono ai requisiti, però io mi chiedo dov'è la meritocrazia, qual è il valore educativo di quest'atto? Nessuno, anzi è diseducativo. È uno schiaffo, lo ripeto, in faccia alla meritocrazia. Principio di uguaglianza: chi è uguale a chi? Cioè queste tipologie di incarichi devono essere quanto più possibile garantite tramite concorso pubblico. Voi non avete idea di quei pochi amici e pochi miei coetanei che son rimasti in Italia quanti concorsi pubblici provano, quanto scoramento provano poi nel vedere questi pessimi esempi che gli vengono rivolti dalla classe politica, e si continua a perdurare in questo. Non si vuole preservare la Sardegna! Qui veramente i giovani si vogliono mandare via, a pedate e a schiaffi, schiaffi dati di fronte ai principi che noi dovremmo tutelare, che noi dovremmo salvaguardare e di cui dovremmo essere i massimi esponenti e rappresentanti. "Che l'interpretazione - ultimo punto - non influisca sugli effetti del giudicato su fattispecie sub iudice". Questo non lo so, forse è l'unico punto su cui non è che si possa sindacare tanto, ma non va a colpire gli aspetti sostanziali della norma per i quali, invece, gli altri quattro punti ben si pronunciano. Io non so la giustificazione di questa norma, perché si sta facendo questa norma. Tra le tante cose si è detto che si vuole adeguare la legislazione regionale a quella nazionale, ma perché? La giurisprudenza costituzionale tra l'altro sul tema ci dice, poi mi correggerete nel caso, che le regioni a statuto speciale come la nostra Sardegna sapete è, hanno la possibilità di legiferare autonomamente, e il legislatore regionale nel 98 l'ha fatto l'ha esercitata questa potestà, e pare anche strano che una Giunta regionale che richiama tutto quel aumento delle prerogative riconosciute in capo all'ente regionale, voglia in questo caso così sommessamente cedere al dettato del legislatore romano. Perché lo sta facendo? Perché conviene, conviene perché così facendo si cerca di dare un velo di legittimità a quello legittimità in sé non riporta, quantomeno a mio modestissimo avviso. E in ogni caso qualora si volesse, poi lo precisiamo nel seguito degli interventi, qualora si volesse applicare l'articolo 19 della legge nazionale, questo deve essere fatto solo dopo aver accertato, e qui mi riferisco sempre alla giurisprudenza amministrativa, fornendone esplicita e puntuale motivazione, che spero magari ce la darà oggi, ma fino a oggi non ci è stata rappresentata, che la professionalità specificamente richiesta per l'esercizio delle funzioni dirigenziali da affidare non sia rinvenibile nei ruoli dell'amministrazione. Su questo rimetto a voi la valutazione…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Presidente, l'onorevole De Giorgi è cascato nel trabocchetto che prima è stato esplicitato dall'onorevole Deriu, o la norma è vigente, la 165, per tutti e quindi non si capisce perché si debba interpretare la legge regionale del 98, la 31, con una interpretazione autentica, oppure non lo è, non c'è una terza ipotesi. Percorriamo un attimo la strada da voi intrapresa, se così è si può dire che non è un'interpretazione autentica, ma è di fatto il recepimento della 165, già violata in tante parti, nel senso che la 165 prevede che gli incarichi dirigenziali debbano essere attribuiti per minimo tre anni, massimo 5. Unica eccezione, vi è un'eccezione possibile al di sotto dei tre anni, nel caso in cui venga nominato come dirigente, direttore generale, una persona che nell'arco del tempo di tre anni vada in quiescenza. È chiaro a tutti che, pur avendo attribuito un incarico a una figura di questo tipo per un periodo di tre anni, prevale all'interno della 165 l'aspetto del dover ridurre l'incarico in relazione al periodo di quiescenza. Al di là di questo non c'è altra possibilità. L'altro elemento è, che è di maggior gravità, perché possono essere attribuiti incarichi esterni? Possono essere attribuiti incarichi esterni, basandosi sulla normativa che consente che il 20 per cento di questi possano essere esterni, in assenza di professionalità di un certo tipo, ora all'interno dell'Amministrazione regionale, se questo può essere superato per il direttore generale della Presidenza, perché si capisce che l'unica nomina possibile del Presidente della Regione sul direttore generale della Presidenza si può valutare che debba essere una persona non solocon i titoli, ma che sia di strettissima fiducia del Presidente, per gli altri questo non vale. È vero o non è vero che esiste un elenco di 8 dirigenti, oggi 7, ex direttori generali, dirigenti della Regione, senza neanche un servizio, che non hanno neanche una scrivania, che la Regione sta pagando in quanto persone a tempo indeterminato all'interno dell'organico della Regione e che non hanno neanche un servizio attribuito? E quindi abbiamo percorso la strada di scegliere all'esterno, avendo 7 dirigenti pagati dalla Regione, con un danno erariale certo, che non hanno nessun tipo di servizio, per mesi sono stati anche più di 7, perché erano 8 fino a qualche settimana fa, per mesi sono stati più di 8 perché vi erano dirigenti che sono stati nominati solo dopo 3-4 mesi rispetto all'insediamento della Presidenza della Regione. Questo è un ulteriore limite.

L'altro aspetto, citato anche dall'onorevole Solinas, contenuto all'interno dell'analisi tecnico-normativa, ma che né più né meno ricalca le più volte sollecitazioni, interventi e sentenze della Corte costituzionale, non si può interpretare la norma che è già stata oggetto di giudizio. A questo si aggiunga che c'è un giudizio pendente, perché il sindacato dei dirigenti regionali ha presentato ricorsi al TAR su questo giusto qualche settimana fa, quindi non solo c'è il limite del già giudicato, ma c'è anche il limite del giudizio pendente presso il TAR Sardegna. Ancora, cosa dice sempre la Corte costituzionale, "la norma di interpretazione autentica non deve incidere negativamente sulle attribuzioni costituzionali dell'autorità giudiziaria", "travolgendo gli effetti di pronunce diventate irrevocabili", Consiglio di Stato, sentenza del Consiglio di Stato sulla materia, "e definendo sostanzialmente con atto legislativo l'esito del giudizio in corso", cioè l'interpretazione non può ovviamente superare l'esito di un giudizio perché sarebbe in modo retroattivo un nuovo giudizio su materia già giudicata, non dalla Giunta regionale, non dal Consiglio regionale, ma da coloro che sono per competenza e per lavoro e che si dedicano tutti i giorni nell'ambito delle corti supreme. "Deve rispettare il principio generale di ragionevolezza", "la tutela dell'affidamento legittimamente sorto nei soggetti, la coerenza e la certezza dell'ordinamento giuridico, e quindi non può venire a ledere in modo irragionevole il legittimo affidamento nella sicurezza giuridica che costituisce elemento fondamentale dello stato di diritto".

L'altro aspetto è quello legato alle sentenze, 108 del 2019, sentenza 308 del 2013, sempre Corte costituzionale, quindi anche sentenze recenti che sono intervenute sempre nell'ambito dell'interpretazione autentica. Ditemi voi, nel testo della legge regionale che recita "si possono attribuire incarichi dirigenziali, di direttore generale, a coloro che hanno svolto funzioni dirigenziali per minimo cinque anni", ditemi cosa c'è di difficile interpretazione, che cosa non è compreso, che cosa non si capisce di questo. Si prende un'altra legge e la si vuol sostituire rispetto alla 31 del 98. Vi ho detto che anche quel percorso è tortuoso. Io non capisco perché non si sia provveduto in altro modo. La revoca, immediatamente il recepimento in legge della 31, oppure una nuova nomina in base alla 165, scusate, recepimento nella 31 della 165 coi criteri della 165, oppure, essendo vigente come legge statale, una nuova nomina con la 165. Perché non lo si è fatto? Perché mentre per il Direttore generale della Presidenza potrebbe esserci una possibilità con la "165" di sanare la materia, poi bisogna vedere e comprendere come, quando, perché, nell'ambito della presentazione del curriculum sia contenuto di aver diretto personale presso lo studio legale. Andando a scorrere il numero di personale presente nello studio legale presso il quale l'attuale direttore generale della Presidenza prestava il suo lavoro professionale, si scopre che sono un paio: il titolare dello studio, un altro avvocato (che sta male da anni, gli auguriamo di star bene ma che quindi nello studio non c'è) e una segretaria; quindi l'aver coordinato e diretto personale, si limita ad aver diretto se stesso. Perché non lo si è fatto? Perché mentre questo criterio potrebbe, penso di no ma potrebbe, sanare la vicenda del direttore generale della Presidenza, indubbiamente non sana la vicenda di altri direttori generali nominati. Io non ho capito perché ci si è infilati in questo modo in questo percorso tortuoso; c'è modo e modo per lei anche di soddisfare esigenze, che noi tutti comprendiamo, attribuendo incarichi di vario genere a persone politicamente a lei vicine, ma arrivare alla nomina delle funzioni apicali presso la Protezione civile a me farebbe tremare le vene ai polsi, nel dubbio, intanto per colui che deve ricoprire quel ruolo, col dubbio, e poi per lei che attribuisce quell'incarico e quegli alti compiti. Abbiamo presente la gravità della situazione nell'ambito della piovosità…

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Zedda, il tempo a sua disposizione è terminato.

È iscritto a parlare il consigliere Michele Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Quando è arrivata questa norma in Aula - tra l'altro è arrivata in un provvedimento, lo dico per i colleghi che in tutte queste settimane hanno parlato di norme intruse, in un provvedimento che recava "Quarta variazione di bilancio e disposizioni varie", ora, se l'italiano è italiano, disposizioni varie significa disposizioni varie, quindi onestamente il concetto di intrusione rispetto a questo mi sfugge - è stata fatta una grande battaglia, sono state stralciate quelle norme, i vari provvedimenti sono stati, devo dire anche con una certa ingenuità da parte della maggioranza, sono stati ulteriormente spacchettati, per cui alcuni sono andati avanti e altri si sono fermati o meglio sono notevolmente rallentati, tra l'altro cose di cui si riconosceva l'urgenza, anche da parte dei colleghi della minoranza, però è su questo punto specifico che si è focalizzata l'attenzione. Si è gridato allo scandalo, si è fatto anche del terrorismo psicologico, anche stamattina, evocando chissà che cosa su questa norma, qualcuno si è spinto a dire "state attenti firmatari delle norme", cioè i componenti di un organo legislativo devono stare attenti alle norme che firmano. Per cui io mi aspettavo stamattina un temporale tipo quello che c'è stato l'altro giorno, quando il lampadario stava tremando, mi aspettavo argomenti travolgenti: onorevoli colleghi, io onestamente argomenti travolgenti non ne ho sentito; ho sentito tanti sofismi giuridici sulla natura della interpretazione autentica, onestamente non ho sentito una obiezione di merito sul provvedimento, il quale ricalca quasi parola per parola una legge nazionale che è entrata in vigore tre anni dopo la legge 31 e che tende a specificare i requisiti che deve avere quel 20 per cento, penso che vada sottolineato, quel 20 per cento di direttori generali che possono essere attinti all'esterno. Sono criteri scandalosi? Non mi pare. Stiamo stravolgendo, come sembrava che dovesse capitare, l'ordinamento giuridico regionale, introducendo elementi che stravolgono i criteri di nomina dei direttori generali? Insomma, a me onestamente non pare, e non ho colto questo nelle argomentazioni che sono state proposte dai colleghi della minoranza. Mi sembra che ci troviamo davanti alla classica tempesta dentro un bicchiere d'acqua, onorevoli colleghi, mi pare che non ci fosse proprio il tanto di spingersi a insinuazioni, a tutte le cose… Noi stiamo approvando una norma, lo dico anche per la serenità dei consiglieri regionali della maggioranza, che, state tranquilli, una volta che noi approveremo questa norma non ci sono i carabinieri fuori con le manette, perché stiamo approvando una norma generale e astratta, classificata, propriamente o impropriamente io onestamente non lo so, e francamente mi interessa anche assai poco, come interpretazione autentica che mira a focalizzare meglio, secondo me in maniera opportuna rispetto alla vacuità della norma regionale del 1998, i criteri di nomina di quel 20 per cento (4 o 5, credo, non ho fatto i conti) direttori generali che possono essere attinti all'esterno dell'Amministrazione regionale. Per cui le interpretazioni malevole che vengono date, principalmente a mezzo stampa, il processo alle intenzioni… ho apprezzato molto devo dire l'intervento dell'onorevole Deriu che ha utilizzato l'arma, come spesso gli capita, di una raffinata ironia per esprimere concetti anche importanti, ma, onorevole Deriu, sarà pure vero che questa norma è ultronea - lui ha usato la parola "inutile" -, sarà pure vero che è una ripetizione di norme già esistenti, ebbè, quante norme ultronee ci sono nel nell'ordinamento giuridico regionale? È una specificazione, è inutile? Può darsi ma non mi sembra francamente che ci siano… anzi secondo me è una norma opportuna ai fini che stiamo dicendo, ma se anche fosse inutile, c'era il tanto di fare tutto questo scandalo e di sollevare tutti questi dubbi. Ci sono aspetti penali? Forse ci saranno in fase di applicazione, non lo so questo, noi non lo sappiamo e non siamo in grado di dirlo, però, onorevoli colleghi, devo dire che veramente sono abbastanza stupito di questa discussione di oggi.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Giampietro Comandini. Non è in aula, quindi decade.

È iscritto a parlare il consigliere Eugenio Lai. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). Oggi, ancor di più, se ce ne fosse bisogno, ci accorgiamo di quanto questa maggioranza e la politica regionale sia distante dai bisogni dei cittadini, e non lo dico per retorica o per demagogia ma lo dico però in un momento nel quale in tutta la Sardegna, così come ho anche già segnalato all'assessore Frongia, è in corso un temporale che sta danneggiando totalmente strade e sta mettendo a seria tenuta molti Comuni, in un momento nel quale la Sardegna soffre, si convoca il Consiglio regionale di sabato mattina (non perché qualcuno ha problemi a lavorare il sabato mattina, ma perché non è consuetudine, perché si aumentano i costi per i sardi, perché si prova a portare di sabato mattina pre festivo un provvedimento che tende, nonostante le giustificazioni, talvolta tecniche, talvolta politiche dei colleghi della maggioranza si tende a sanare alcuni provvedimenti che sono stati già presi e assunti dalla Giunta regionale. Perché, badate colleghi, voi provate a giustificare questo provvedimento, la verità è che se non ci fosse stato bisogno di questo provvedimento perché approvarlo, perché tutta questa premura, così come è stato detto anche dall'onorevole Zedda, di provare ad inserire questo articolo di interpretazione autentica, che poi interpretazione autentica non è, all'interno dei diversi provvedimenti che mano a mano questo Consiglio regionale, le diverse Commissioni hanno dovuto affrontare. Perché l'urgenza di convocare un Consiglio di sabato mattina per provare a sanare alcune nomine che avete fatto e che probabilmente hanno dei requisiti di dubbia applicabilità, non foss'altro che sono state anche impugnati e non son stati impugnati dalla opposizione sono stati impugnati in alcuni casi anche dai sindacati della stessa della stessa Regione. E perché provare a fare un'interpretazione autentica, allargando le maglie del provvedimento se, come dice l'onorevole Cossa, è già tutto previsto all'interno della legge 165 all'articolo 19, perché non prendere l'articolo 19 della legge 165 e applicarlo invece che provare a fare interpretazioni fantasiose o provare ad agganciarsi a sentenze o a situazioni particolari per giustificare un qualcosa che non è giustificabile. Perché provare ad approvare una norma sei mesi dopo che questi dirigenti esterni sono stati sono stati nominati, perché provare a renderla retroattiva, se non c'è nulla di male, se bastava solo ed esclusivamente l'applicazione della legge 165. Qual è il senso della discussione odierna se anche voi volete applicare le normative attualmente in vigore. E allora ci sono alcuni emendamenti che vanno in quella direzione, li votiamo in maniera unitaria, onorevole Cossa, stravolgiamo il testo facciamo un emendamento sostitutivo totale, diciamo che la Regione Sardegna e la Giunta devono attenersi alla normativa prevista nella legge 165 all'articolo 19. Qual è il problema? Qual è il problema se invece dovesse intendere come obiettivo quello di provare a sanare nomine che probabilmente lasciano qualche dubbio, e non lo lasciano solo nei colleghi dell'opposizione, lo lasciano anche nei colleghi della maggioranza, perché questo palazzo è fatto anche di corridoi e tutti quanti abbiamo sentito i diversi dubbi dei colleghi della maggioranza. C'è stato spiegato che è un'esigenza che ha posto il Presidente della Regione, è un'esigenza indifferibile che il Presidente della Regione, così come fosse una questione di fiducia, ha posto in quest'Aula e ha posto nei vostri confronti, non sui temi, anche in questo caso dirimenti per l'economia, lo sviluppo o di interesse generale dei sardi, ma per situazioni estremamente particolari. Perché se non ci sono dubbi perché non andiamo a leggere l'articolo 12 bis della legge 165 che dice che le disposizioni del comma 12 bis dell'articolo 19: le disposizioni del presente articolo costituiscono norme non derogabili, voi state provando a derogare le norme dell'articolo 19. E ancora ci sono tutta una serie di criteri e di commi che vi invito a leggere, perché molti di voi probabilmente non hanno neanche letto l'articolo di cui stiamo trattando, perché altrimenti le nomine dei dirigenti non sarebbero state firmate per sei mesi, non si possono fare. L'articolo 19 della legge 165 dice chiaramente che deve essere un minimo di tre anni, fino ad un massimo di cinque anni, voi derogate alla deroga. E ancora sono inserite all'interno della stessa legge tante limitazioni, che voi provate ad interpretare un po' a modo vostro, per provare ad arrampicarvi negli specchi probabilmente per giustificare alcune nomine. E la ratio di questa norma, badate, è chiara anche ai Sardi è chiarissima ai Sardi; è la seconda volta che il Presidente della Regione, il Presidente della Giunta regionale si presenta, forse la terza volta, in quest'Aula, terza volta, la prima volta sulle linee di indirizzo programmatiche, ed era doveroso, la seconda volta sulla mozione presentata dalla Lega per il referendum costituzionale, impellente direte voi per i sardi, la terza volta oggi perché si prova ad andare a giustificare situazioni particolari l'ha detto prima il consigliere Zedda pensando alla Protezione civile. Guardate, ci sono tante nomine che una maggioranza può fare durante il suo mandato, il consiglio che proviamo a darvi quest'oggi non è quello di ascoltare noi punto e basta, ma provate a fare le nomine almeno delle persone che reputate preparate per svolgere quei determinati compiti i ruoli che possono svolgere non in ruoli per i quali hanno dubbie almeno, permetteteci questo, dubbie neanche capacità ma dubbi requisiti, perché altrimenti non sarebbero stati impugnati dai sindacati. Questo è quello che vogliamo porre all'attenzione, ed è per questo che nel corso dei mesi nei quali voi avete proposto questo articolo ogni qualvolta noi abbiamo provato a farvi ragionare. Lo so è come sbattere contro un muro, non ci siamo riusciti, avete seguito la questione di fiducia che il vostro Presidente vi ha posto, lo fate in maniera estremamente diligente, magari non vi presentate alle Commissioni, vi presentate a stento nelle Commissioni, magari vi presentate a stento nei Consigli, tant'è che tantissime volte ci è capitato di garantirvi il numero legale, lo fate oggi quando si discute di questioni estremamente particolari. Per questo i colleghi della minoranza, delle opposizioni che sono intervenuti prima, interverranno dopo proveranno a farvi ragionare, proveranno a provare a capire quale sia secondo il vostro punto di vista l'impellenza dell'approvazione di questa legge oggi. L'impellenza di provare a sanare l'insanabile, di rendere retroattive leggi che non possono essere retroattive, ma possono o devono guardare al futuro. Noi siamo sicuri di una cosa che questa legge verrà impugnata e ve lo ricorderemo il giorno in cui questa legge subirà lo stop, ve lo ricorderemo e lo ricorderemo anche a tutti i sardi. L'atto anche quasi di prepotenza che avete fatto convocando il Consiglio regionale di sabato, provando ad inserire questa comma, quest'articolo in ogni…

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Laura Caddeo. Ne ha facoltà.

CADDEO LAURA (Progressisti). Grazie Presidente, naturalmente parto anch'io dal convincimento che questa legge non fosse necessaria, però siccome dal punto di vista giuridico, normativo di richiamo alle leggi esistenti e in vigore è stato fatto abbondantemente, sicuramente verrà fatto anche dopo il mio intervento, voglio approfittare semplicemente per condividere con l'Aula una riflessione che è anche un piccolo, umile memento nei confronti di chi ci guarda da fuori, perché l'idea che noi legiferiamo deve avere la funzione, anzi, il fatto che noi legiferiamo deve avere, al di fuori di quest'Aula, la funzione formativa, qualcuno diceva prima educante. Certamente, perché le leggi che vengono fuori da un Consiglio regionale devono consentire a tutti i cittadini sardi, nel nostro caso, di conoscere e di immaginare che esistono delle regole, e che a quelle regole ci si deve adeguare. Siccome su questa materia le leggi c'erano e ci sono, il dubbio che si possa, qualcuno ha detto adeguare, ma io credo che nella vulgata popolare diventi piegare, a scelte già fatte, io credo che non giovi a nessuno, e non giovi soprattutto a chi quelle scelte ha compiuto. Mi pare corretto pensare soprattutto ai giovani che ci guardano, ai giovani che finalmente, così ci dicono i sociologi, stanno uscendo da una fase di nichilismo passivo, che era quello della rassegnazione, non c'è lavoro, è inutile che studi, è inutile che dia concorsi perché tanto ci sarà il raccomandato, e stanno entrando invece in una fase di impegno, di ingaggio sociale, significa che stanno dando fiducia anche a noi adulti, anche a noi che anche per loro stiamo lavorando e scrivendo delle leggi. Spero che non suoni retorica, come diceva l'onorevole Deriu, quando il bambino dice che non è giusto rispetto a una scelta degli adulti, in genere lo fa perché comprende che c'è ambiguità, perché non riesce a collocare in una norma di regole che aveva già appreso un comportamento evidentemente estemporaneo. Aristotele diceva che l'uomo ingiusto è quello che non osserva l'uguaglianza, per cui ciò che non è giusto non è uguale, significa che qualcuno è diverso dagli altri. Voglio aggiungere una cosa, questa è estemporanea, noi siamo qui per legiferare e chi è fuori osserva quello che legiferiamo, però osserva anche i nostri comportamenti che non sono sempre rispettosi né di noi stessi né degli altri, alcuni comportamenti che agiamo in aula certamente non sono educativi, se proprio vogliamo trovare anche questa funzione. Quindi, come dicevo, credo che ci sia anche, oltre al tema amministrativo e al tema, come diceva l'onorevole Tunis invece, del giudice che attiene al diritto del lavoro, io credo che ci sia anche un tema che attenga all'etica dei nostri comportamenti e delle nostre scelte. E siccome sono certa che ognuno di noi vorrebbe essere giudicato come consigliera e consigliere, ma anche semplicemente come persona che rispetta le leggi, che rispetta le regole che una società si è data, io vorrei che si uscisse dall'ambiguità, che si cercasse di togliere quel dubbio di opportunità e di utilità retroattiva che si sta cercando di dare a questa legge. Semplicemente volevo dire questo, mi spiace perché sono certa che ho parlato solo per me stessa o per pochi altri. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). Io avrei davvero poca voglia di parlare e avrei anche poco da dire, credo che neanche Gesù bambino sarà molto contento del fatto che ci abbiate chiesto, o meglio, quasi imposto di venire in Consiglio il giorno del sabato antecedente il Santo Natale. Io volevo chiedere, e ringrazio il Presidente che è qui presente in aula, ma volevo chiedere al Presidente di venire più spesso, così potremo avere l'opportunità di interloquire direttamente e di capire quelle che sono le dinamiche della maggioranza, perché noi poi, alla fine, abbiamo acconsentito a venire oggi qui a discutere di questo punto all'ordine del giorno, perché alla fine la maggioranza tutta, o in parte, ha più volte sottolineato che questa era un'esigenza ferrea del Presidente. Da alcuni interventi che abbiamo appena sentito, mi sembra di avere capito che effettivamente le cose non stanno così, ma quasi per una curiosità personale avrei voluto capire qual era questa voglia, questa sindrome compulsiva che ci ha portato a discutere oggi questa norma, che secondo me poteva benissimo essere discussa e approvata anche in altre date visto e considerato comunque che la maggioranza ha numeri talmente importanti che non avrebbe comunque bisogno di imporre nulla alla minoranza. Io credo che ci siano delle altre emergenze, e chiedo sommessamente al presidente Christian Solinas che proceda nel più breve tempo possibile alla nomina del commissario di Forestas, perché purtroppo si stanno creando una serie di situazioni quasi drammatiche rispetto a delle persone che purtroppo si sono viste private del diritto di avere un lavoro, un lavoro che spetta loro come atto acquisito, mi riferisco ai settemestrali che sono dentro la legge di stabilizzazione, o chiamiamola la legge approvata nella scorsa legislatura, e mi riferisco ai trimestrali dei quattro Comuni che dal primo di ottobre non sono stati più riavviati alla loro attività, e purtroppo trascorreranno davvero un tristissimo Natale, non potendo tornare a casa con un lavoro e con uno stipendio che possa permettere anche a loro di vivere quella giornata in maniera serena. Di queste cose noi abbiamo bisogno. Diceva prima l'onorevole Cossa, che non è mai banale e lo ringrazio per questo, che non ha sentito nulla sul merito del dispositivo che è arrivato in Aula. Io credo che l'onorevole Deriu, pur con la sottile ironia che da sempre lo contraddistingue, invece sia entrato molto nel merito della norma. Continuo a dire questo perché noi abbiamo presentato un emendamento, che non è un emendamento giusto per fare allungare i tempi o per perdere tempo, il nostro emendamento dice "l'articolo 29, comma 1, della legge regionale 13 novembre 1998, numero 31 'Disciplina del personale regionale dell'organizzazione degli Uffici della Regione' si interpreta in conformità dell'articolo 19 del decreto legislativo 30 marzo 2001, numero 165 'Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche e successive modifiche e integrazioni'". Io credo che questo emendamento possa essere fatto proprio da tutta l'Aula, e credo anche che se si trovasse un accordo che in questi termini si può trovare io credo che saremmo in grado anche di chiudere in questo momento i lavori e di votare anche la norma. L'Aula è già stanca, non si ascolta più e quindi preferisco anche interrompere il mio intervento.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Desirè Manca. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRE' (M5S). Grazie, Presidente, oggi è 21 dicembre per cui approfitto per fare gli auguri di buone feste a tutti i colleghi e a tutte le persone presenti qua in Consiglio. Era il 23 luglio di quest'anno quando il nostro Gruppo distribuì un comunicato stampa che riprendeva testuali parole, poi entreremo nel merito, così accontentiamo anche il collega: "Vorrei chiedere al presidente Christian Solinas quale metro di valutazione sia stato adottato per la scelta dei suoi consulenti. Questi incarichi sono un insulto, un insulto per tutti i nostri professionisti che hanno dovuto lasciare l'Isola per trovare un lavoro, un insulto per chi invece è rimasto a fatica ad andare avanti, un insulto per la società tutta, perché i ruoli di prestigio sono spesso già occupati da chi non ha competenze. Requisito essenziale per poter diventare consulente regionale è l'alta e specifica professionalità. La stipula dei contratti è avvenuta, infatti, sulla scorta di una legge regionale del 1988 che fissa questa unica e semplice condizione. In particolare i nuovi consulenti non avrebbero i requisiti di alta e specifica professionalità, e la stipula dei contratti è venuta infatti nella scorta di una legge regionale dell'88, che fissa questa unica e semplice condizione. E se tutti i giovani sardi devono sudare per ottenere una laurea, un master o un dottorato di ricerca per poi fare anni di gavetta per guadagnare mille euro, questo non vale per gli amici di Solinas". Questo era il nostro comunicato, da qui la levata di scudi di un onorevole collega della maggioranza, che non entrando nel merito della denuncia politica e dopo aver tentato di giustificare i costi dei dirigenti nominati, dopo aver paragonato le cariche elettive per le quali i cittadini danno mandato alle cariche date con nomina, non avendo altri argomenti e dimostrando tutto il suo spessore umano e politico lasciava i ragionamenti di carattere politico per addentrarsi in quelli molto più scivolosi di carattere personale, partendo poi dal mio cognome, passando per i miei titoli di studio, per la mia professione, ed arrivando fino al mio aspetto; qualcuno spieghi a questo collega qual è la differenza dall'essere nominato e ad avere i requisiti per essere nominati, e la differenza dall'essere scelto e votato liberamente, e lo ribadisco, liberamente dal popolo sardo, qualcuno glielo spieghi. Tentativo vano l'improvvisata difesa d'ufficio, tant'è vero che la Procura della Repubblica ha ravvisato estremi di reato sul quale, naturalmente, noi non entreremo nel merito, avendo piena fiducia in quello che è il lavoro della magistratura. Ci limitiamo, però, a far notare che le nostre perplessità allora vennero bollate come illegittime e strumentali; ebbene oggi, ripeto, siamo al 21 dicembre, meno di tre giorni a Natale e ci chiamate qua, siamo stati convocati in questo Consiglio regionale e non per discutere dei problemi veri della Sardegna, non per discutere delle numerose vertenze di lavoro che coinvolgono i migliaia di lavoratori sardi, non per discutere dei problemi dei trasporti o della vertenza del latte, Presidente, lei oggi è qua, presente finalmente dopo 35 Consigli regionali, forse lei sarà stato presente tre o quattro volte, ci avrà onorato della sua presenza, per cui lei stesso poteva assolutamente parlare di uno degli argomenti che è stato il suo argomento principale, di tutta la campagna elettorale, e cioè il latte! I pastori sardi! No! Non si può parlare di questo, assolutamente, dobbiamo parlare invece di come salvarla. E oggi, dopo i vani ed inutili tentativi di coprire mediaticamente il lampante errore suo, signor Governatore, a conferma di quanto il Movimento 5 Stelle aveva già dichiarato a luglio, ci portate con una proposta di legge atta a salvare il non salvabile. I fatti parlano, Presidente, e nonostante il mio cognome, nonostante il mio aspetto, nonostante la sua proposta di legge sia lampante, e adesso entreremo nel merito dello specifico tecnico del perché no, ci troviamo qui e voi ci chiedete di mettere una pezza a quello che voi stessi avete strappato. La legge di interpretazione autentica risponde all'esigenza di ristabilire definitivamente un significato già desumibile dalla disposizione oggetto di interpretazione, ma non è questo il caso. La proposta di legge in esame, all'articolo 2, dietro la facciata dell'interpretazione autentica dell'articolo 29, comma 1, della legge regionale numero 31 dell'88, che tenta di sanare maldestramente in modo retroattivo la palese illegittimità degli atti di individuazione e di nomina dei direttori generali esterni, adottati dall'attuale Governo regionale, incide in realtà sostanzialmente sulla disposizione regionale, estendendo la possibilità di accedere alle funzioni di direttore generale anche a soggetti altrimenti privi dei requisiti attualmente prescritti, in particolare l'articolo 29, comma 1, legge regionale 31/98, richiede per lo svolgimento delle funzioni sopra indicate che le persone estranee all'Amministrazione regionale, agli enti del sistema Regione, siano in possesso del diploma di laurea, abbiano capacità adeguate alle funzioni da svolgere, ed abbiano svolto per almeno un quinquennio funzioni dirigenziali in organismi ed enti pubblici o privati, o aziende pubbliche o private. L'articolo 2 della proposta di legge, invece, prevede la possibilità di accedere alle funzioni di direttore generale a persone di particolare e comprovata qualificazione professionale esterne a ruoli dell'Amministrazione che abbiano svolto attività in organismi ed enti pubblici o privati, ovvero aziende pubbliche o private con esperienza acquisita per almeno un quinquennio in funzioni dirigenziali, nonché a coloro che abbiano conseguito una particolare specializzazione professionale, culturale e scientifica, desumibile dalla formazione universitaria e post universitaria, da pubblicazioni scientifiche e da concrete esperienze di lavoro maturate per almeno un quinquennio, anche presso amministrazioni statali in posizioni funzionali previste per l'accesso alla dirigenza, e a coloro che provengano dai settori della ricerca, della docenza universitaria, delle magistrature e dei ruoli degli avvocati e procuratori dello Stato. Sto entrando nel merito. La presunta interpretazione autentica viene giustificata con la necessità di attribuire alla disposizione regionale un significato conforme all'articolo 19 del Decreto legislativo del 30 marzo 2001, numero 165, e in particolare al comma 6 della norma statale del quale l'articolo 2 della presente proposta di legge riproduce testualmente alcune parti. Sul punto corre l'obbligo di evidenziare che la giurisprudenza costituzionale se da una parte ha stabilito che l'articolo 19 comma 6 del testo unico sul pubblico impiego, dettata con riferimento all'amministrazione statale, si applichi anche alle altre amministrazioni pubbliche, in quanto riconducibili alla materia dell'ordinamento civile di competenza esclusiva del legislatore statale, dall'altra ha riconosciuto, perciò non vale per le regioni a Statuto speciale, laddove, come nel caso della Regione Sicilia e della Regione Sardegna, l'ordinamento degli uffici e degli enti amministrativi della Regione e lo stato giuridico ed economico del personale…

PRESIDENTE. Onorevole Manca, il tempo a sua disposizione è terminato.

È iscritto a parlare il consigliere Stefano Tunis. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (MISTO). Grazie Presidente, grazie al Gruppo Misto che mi consente di intervenire in qualità di Capogruppo. Avendo io illustrato la proposta e avendo ascoltato i numerosi interventi, utilizzo questo tempo per provare a fare il punto. Io comprendo che non siano argomenti semplici. Comprendo che ci sia la necessità comunque di esprimersi, di portare giustamente sul piano politico un tema che però ha davvero tanto di tecnico. Indipendentemente dall'enfasi con cui si prova a maneggiare qualche testo, è difficile poi nascondere il fatto che non lo si comprenda sino in fondo, perché trattasi di temi prevalentemente di teoria generale del diritto, per chi sa che cos'è la teoria generale del diritto. Qua si è parlato di illiceità, di sanare atti, si è parlato di cose che non hanno nessuna aderenza con quello di cui ci stiamo occupando, perché trattandosi di istituti strettamente civilistici possiamo parlare di nullità, possiamo parlare di inefficacia, ma mai di altro, perché se parliamo di altro non siamo a conoscenza di ciò di cui ci stiamo occupando, e quindi siccome siamo persone responsabili, travolte dallo spirito natalizio, che cercano comunque, nelle pieghe di ciò che si è fatto, di trovare anche spazi di buona volontà, credo che l'unico aspetto sul quale ci possa essere un margine di discussione è che ci potrebbe essere una caratterizzazione non piena in termini di norma interpretativa. Allora, ci si arriva per differenza, perché non vi è nessuna necessità di sostituire norma con norma visto e considerato che la 165 è vigente sul nostro ordinamento anche regionale dal momento della sua approvazione e, come ho spiegato prima, nei fatti si fa. E c'è giurisprudenza costante, per chi ha la pazienza di andare un po' oltre Wikipedia, sul fatto che si applica, in quanto norma di riforma economico-sociale, anche alle regioni a Statuto speciale, però non ci si può limitare a una lettura superficiale. Quindi se esistesse un punto di equilibrio che rassicurasse tutti rispetto al fatto che non c'è nessuno sporco da coprire, rispetto al fatto che posso garantire al Presidente non gliene frega nulla di questa cosa, posso garantire che qui si è operato e si opera in un ambito che al più, ma non è mai successo, può provocare degli effetti in ambito civilistico e da nessun'altra parte. Di conseguenza, se esistesse, se mai esisterà, se tra quella montagna di emendamenti ci fosse un qualche cosa che consente all'opposizione di sentirsi rassicurata, come ha detto il collega Cocco, rispetto al fatto che si può procedere tranquillamente alla votazione di questo articolo e legge, allora io sono convinto che da parte della maggioranza ci sarebbe un'apertura al dialogo. Viceversa buttarla in caciara, buttarla in "aspetta che ci penso io a spiegarti come va il mondo" quando non si sa né da che parte si inizia, né da che parte si finisce, è complesso, perché l'unica cosa che succede è che si producono, come ha detto qualcuno, maggiori costi soltanto sull'altare dell'ostruzionismo e francamente credo che questo interessi davvero poco a quella che io considero, comunque, un'opposizione responsabile.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gianfranco Ganau. Ne ha facoltà.

GANAU GIANFRANCO (PD). Grazie Presidente. Io intervengo con un certo imbarazzo su questa su questa legge e spiegherò anche perché. Credo che quello che noi contestiamo è lo strumento che viene utilizzato per aggiornare una norma legislativa, che è lo strumento dell'interpretazione autentica. Io invito tutti quanti a leggersi l'articolo che si intende modificare, che a me appare chiarissimo: "Le funzioni del direttore generale possono essere conferite anche a persone estranee all'Amministrazione e agli enti in possesso di diploma di laurea che abbiano capacità adeguate alle funzioni da svolgere e abbiano svolto almeno un quinquennio in funzioni dirigenziali in organismi ed enti pubblici o privati o aziende pubbliche o private". Un articolo che non richiede nessuna interpretazione, non ha mai richiesto nessuna interpretazione. Quindi è lo strumento dell'interpretazione autentica che noi stiamo contestando. Io non entro nel merito di cosa sia un'interpretazione autentica, interpretazione autentica che deve essere, appunto, una interpretazione tra diverse interpretazioni possibili, e in questo caso non mi pare che ce ne siano, e d'altronde una legge interpretativa o un'interpretazione autentica non può essere innovativa, come sarebbe in questo caso, perché questo la espone ad un'impugnazione da parte della Corte costituzionale. Credo che ci troviamo di fronte ad un problema che non doveva neanche arrivare in Aula, nel senso che siamo d'accordo che la legge 165 del 30 marzo 2001 è vigente ed è in vigore anche sulle regioni a statuto speciale, quindi in questo caso questo provvedimento non avrebbe senso, non ha nessun senso. Si tratta semplicemente di una forzatura, che non si capisce per quale motivo è stata fatta. È stata imputata al Presidente la volontà di portare in Aula questa leggina, questa modifica, non mi pare che sia esattamente così. Insomma, io per farla breve faccio una proposta alla maggioranza, che spero sia valutata con attenzione. La prima è quella di ritirare la legge perché, come ha detto l'onorevole De Giorgi, come ha detto l'onorevole Deriu, come è stato confermato dall'onorevole Tunis, non ha nessun senso perché la norma è già vigente, quindi non servono leggi ulteriori o interventi da parte della Regione. Quindi la prima cosa che chiedo è il ritiro di questa legge. In subordine, noi abbiamo presentato un emendamento che prevede che "l'articolo 29, comma 1, della legge regionale n. 31 del 1998 è sostituito in conformità all'articolo 19 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165". Se c'è un accordo per votare questo emendamento credo che la possiamo chiudere così, una volta per tutte, con la massima dignità di questa Assemblea legislativa, che non ha necessità di passaggi a vuoto come in questo caso. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Grazie Presidente. Io vi evito di leggervi un po' di materiale che mi sono preparato. Giustamente è stato letto e riletto e partirei dalle ultime dichiarazioni che ha fatto il collega Ganau, nel senso che se si trovasse il modo per cercare di chiudere diciamo questa seduta, per non usare un altro termine, noi siamo disponibili e possiamo vedere in che modo, nel senso che noi siamo pronti e disponibili a restare in Aula tutto il tempo che servirà fino a esaurimento degli emendamenti, quelli che naturalmente saranno ritenuti ammissibili. Però mi sembra doveroso fare alcune considerazioni. Intanto, così come ha fatto il collega Cossa, che io ringrazio, vorrei rassicurare i colleghi che hanno firmato insieme a me, io sono il primo firmatario, nel senso che vorrei rassicurare anche l'onorevole Zedda, che più volte, anche forse in via amichevole, è capitato "stai attento". Io, caro collega Zedda, come lei ho fatto il Sindaco e quando ho dovuto assumere atti li ho fatti, e fare il Sindaco di un Comune, che non è quello di Cagliari, ma comunque non è l'ultimo Comune di questa Sardegna, intendo come grandezza, eccetera, vorrei ricordarle anche una cosa che mi capitò tanto tempo fa. Quattordicesima legislatura, consigliere regionale e anche il sindaco del Comune di Orosei; un Presidente che venne in quel periodo nominato, possiamo anche dire Ente Foreste, ebbe la bella pensata nel cantiere di Bidderosa di Orosei, assumendosi secondo me una potestà che non gli spettava perché era di proprietà del Comune di Orosei, i 700 ettari, diede ordine e chiudono i cancelli, non poteva entrare né il comune né le cooperative che durante il periodo estivo ci lavoravano. Perché quel cantiere secondo lui era diventato di proprietà dell'Ente Foreste. Io di pugno firmai un'ordinanza, andammo lì con i Carabinieri e con i vigili, mi assunsi la responsabilità, vennero tagliate catene e lucchetti, entrammo dentro e abbiamo ripristinato quello che secondo me era legittimo. Ma non finì così, perché questo Presidente mi portò davanti a un giudice, fece una denuncia al TAR per abuso di potere. Allora, se io a casa mia non provo a difendere il mio territorio, perché secondo me era sacrosanto e legittimo difendere il mio territorio, attenzione perché se fai potrebbe essere. Io difendo il mio territorio! E alla fine il TAR mi ha dato ragione, che non era abuso di potere, il Sindaco in quell'occasione stava difendendo casa sua e il signore la prese in testa per non dire altre volgarità, ci mancherebbe altro. E torniamo ai giorni d'oggi. Quindi se ho firmato questo provvedimento è perché ritengo che quest'Aula ha potestà, anzi in questa Aula si fanno leggi, e se uno non se ne assume anche la responsabilità, e ripeto in qualità anche di primo firmatario, io penso che non ha senso nulla. E se io sono primo firmatario è perché non sono né stupido né cretino, ho visto anche di che cos'è che oggi si parla, che cos'è che andiamo a votare. E qui oggi non è che si sta consumando un processo per dire Tizio, Caio, ha i requisiti sì o no, io mi fermo semplicemente a un provvedimento che ti dice, guardate che la 31, che è la legge attuale vigente in Sardegna è stata superata nel 2001 dalla 165 e va applicata la 165, quindi una norma sovraordinata. Noi oggi diciamo, ma per togliere anche imbarazzo su quello che io ho letto, ho sentito dire, dichiarazioni sulla stampa, delle nefandezze che stiamo coprendo, che stiamo facendo. Io vorrei ricordare che io in galera ci vado per i miei figli, non ci vado per nessuno, e se siamo qui è che siamo convinti che questa norma è legittima in modo che non ci siano dubbi di dire, si applica la 165, poi vogliamo ragionare su quello che ci propone il collega Ganau? Io direi che è il caso magari ci fermiamo un attimino, ci ragioniamo, e vediamo se riusciamo a trovare soluzioni. Vi inviterei anche a fare un ragionamento nel senso che, ripeto, l'ha anche detto bene il collega Cossa, non era norma intrusa né prima e né poi, non c'era fretta di convocare il Consiglio di sabato, perché vorrei ricordarvi che questa norma era entrata a mesi e mesi fa, stralciata perennemente, ricordo anche che col collega Deriu, due o tre mesi fa, avevamo provato a fare un ragionamento e in quel periodo lui ci consigliò, come spesso ci consiglia, o ci sconsiglia di non fare, e si decide di stralciare quella norma. Cioè quindi non è che si è deciso ieri di portare in tutta fretta sabato, giorni prima di Natale, questa norma va e viene da mesi, da mesi. Quindi noi riteniamo che sia arrivato anche il momento di poter mettere la parola fine e dire vogliamo provare a chiudere questa vicenda? Io mi auguro che troviamo il modo di poterla chiudere in maniera onorevole, nel senso che vada bene un po' a tutti, se troviamo la soluzione, se non troviamo la soluzione cari colleghi noi siamo qui, e se siamo qui è perché ne siamo convinti, e non è perché il Presidente Solinas ci ha imposto di venire qui per forza a tutti i costi. E vorrei anche ricordarvi, ma non perché ha bisogno di essere difeso, si difenderà da solo, che la proposta che noi ieri avevamo fatto in conferenza dei capigruppo, che poi ne è uscito un po' di bagarre e avevo chiesto scusa al collega Cocco, se vi ricordate, la proposta di spostare la legge ARGEA per capirci ad oggi, perché ci sarebbe stato il Presidente, e aveva voglia e piacere di poter intervenire e di discutere, non c'è stato accordo, quindi ARGEA l'abbiamo discussa ieri. Quindi la volontà c'era e c'era tutta. Detto questo, io direi, non so Presidente se ci sono altri interventi va bene, a chiusura degli interventi, come penso sia intenzione, una conferenza di tutti i Capigruppo penso che sia necessaria e doverosa.

PRESIDENTE. Sì, grazie onorevole Mula, solo per dire che quello che in qualche maniera avevo già riferito a qualche capogruppo, finiamo gli interventi in sede di discussione generale, dopodiché avrà facoltà di intervenire la Giunta, voteremo il passaggio all'esame degli articoli, e a quel punto faremo una Conferenza dei Capigruppo per capire come proseguire.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Presidente, la prima volta che ho avuto modo di intervenire durante questa legislatura, durante la discussione delle dichiarazioni programmatiche, tornai a casa con il pensiero di avere esagerato nel mio intervento, di essere stato troppo severo con un Presidente che si era insediato poche settimane prima, mai avrei immaginato che quel pensiero in poco tempo mutasse addirittura sino al pensare di essere stato troppo tenero, perché sette mesi fa non avrei mai immaginato di dover addirittura elemosinare la presenza del Presidente della Regione in quest'Aula. Mi scuso per questo piccolo fuori tema, però non sarà mai fuori tema pretendere che le istituzioni statutarie della nostra Regione stiano nel posto che deve essere occupato da loro, perché non ci sono precedenti a questo punto, e anche perché lei in passato Presidente è stato un consigliere regionale, anzi lei è uno dei pochi casi di Presidente della Regione che diventa presidente dopo un'esperienza in Consiglio regionale, perché recentemente è avvenuto poche volte, le chiederei quindi di essere più presente e di non far assurgere al rango di eccezione quella che dovrebbe essere la regola.

Il testo che invece è oggi sottoposto alla nostra attenzione è solo l'ultimo capitolo di una galleria degli orrori

legislativi a cui purtroppo ci state sottoponendo. Il Consiglio regionale ha fatto poche leggi, lo scrivono anche i giornali, c'è in tutte le statistiche, appena 12, anzi 13 considerando quella approvata ieri, di cui 8 o 9 proroghe o variazioni di bilancio. La produzione però normativa che avete approvato in Giunta appunto all'attenzione del Consiglio spesso si è rivelata inidonea a essere discussa dall'aula, è il caso per esempio della norma su ARGEA, meritoriamente modificata dalla I Commissione, è il caso della norma riguardante gli enti locali ugualmente modificata dalla Commissione non sino al punto di meritare il voto da parte nostra, ma quantomeno al punto di meritare la possibilità di essere discussa da un'Aula che non avrebbe potuto in alcun modo approvare un testo come quello approvato dalla vostra Giunta. In terz'ordine arriva quest'ultimo capolavoro, è la quarta volta che ci provate, l'onorevole Cossa ci chiede perché tanta ostilità, io mi chiedo al contrario perché tanta ostinazione nel voler approvare una norma che, stando a quanto dite voi, dovrebbe già essere in vigore.

Chiarisco questo aspetto. La maggioranza per quanto mi riguarda ha il pieno diritto di modificare la legge 31, ha il pieno diritto, ha vinto le elezioni, deve sottostare ai limiti e ai principi del 165, ma può modificarla perché rientra, anzi sarebbe sbagliato mettersi quel limite. L'articolo 3 dello Statuto lettera A), d'altronde, sottolinea come l'ordinamento degli uffici e degli enti regionali e lo stato giuridico ed economico del personale faccia capo alle potestà legislative di questo Consiglio. Capita poi che a volte la Regione avendo una potestà legislativa piena decida di fare un rimando alla norma statale, l'abbiamo fatto poche settimane fa quando abbiamo inserito un rimando automatico alla durata delle graduatorie per gli operatori sociosanitari. Il Consiglio regionale ha detto "ho quella potestà legislativa, la uso per dire che applico la legge dello Stato", riguardo però il personale dell'Amministrazione la storia va in un'altra direzione. Recentemente questo Consiglio regionale, nella scorsa legislatura e nelle legislature passate, per esempio ha votato leggi per il superamento del precariato, l'ultima la legge 37, che facevano riferimento alla "31" e non ai principi del "165", o meglio ai principi ma non al contenuto del "165" così come poi modificato dalla normativa Madia. Attenzione a introdurre oggi per allora dei principi dandoli per scontati, quantomeno prima di fare una cosa del genere io consiglio di verificare tutti gli effetti, perché a volte anche leggi fatte con le migliori intenzioni creano poi una reazione a catena incontrollabile e nessuno domani può dire "quando l'ho votata non sapevo", perché è nostro dovere sapere. Vogliamo il "165", vogliamo applicare ai dipendenti regionali tutto quello che si applica ai dipendenti di tutte le amministrazioni dello Stato? Stiamo attenti perché i processi di stabilizzazione, per esempio, in Sardegna hanno sempre avuto un percorso parallelo, diverso da quello dello Stato. Su questo tema me ne guarderei bene dall'entrare a gamba tesa. Negli ultimi vent'anni avere una legge speciale, con tanti difetti perché la legge 31 ha tanti difetti, ha creato una stratificazione di fatti che non dico che vadano accettati passivamente ma vanno almeno considerati, però se fosse vero il recepimento automatico ci sarebbero dei problemi, secondo me non è vero, e qualora si volesse fare da oggi per domani questo Consiglio potrebbe tranquillamente ragionarci e potrebbe anche prendere una decisione. Oggi però non si sta modificando la norma, la proposta è di interpretare una norma del 1998 dicendo che negli ultimi 17 anni la norma si è sempre interpretata così, era tacito, lo scriviamo perché ci potrebbe essere qualche difficoltà interpretativa, e però, colleghi, difficoltà interpretativa… le manifestazioni d'interesse approvate da questa Giunta non parlavano della possibilità per gli avvocati di accedere a quei ruoli, avete fatto una manifestazione di interesse che ha copiato e incollato il contenuto della "31", se domani questo Consiglio chiarisce che la norma non era esattamente quella ma era un'altra, aspettiamoci decine di avvocati, di professionisti, domani, poter fare ricorso anche contro quelle decisioni. Qui si sta modificando una normativa ex-post, ora per allora, con l'unico mezzo possibile che è l'interpretazione autentica, il fatto che questa non sia un'interpretazione autentica è contenuto tra l'altro in un parere che la prima Commissione ha in carico da gennaio, quindi dalla fine dell'ultima legislatura: vengono citate cinque sentenze della Corte costituzionale che spiegano in maniera plastica perché non sia un'interpretazione autentica. Uno dei motivi, l'unico che posso dimostrare perché sul resto è sempre la mia parola contro la vostra e diventa un muro contro muro inutile, l'unico motivo è che non ci siano giudizi pendenti, e invece ci sono giudizi pendenti, stiamo intervenendo in presenza di un giudizio ed è una cosa che non si può fare, che il Governo non ci consentirà mai di fare, la Corte Costituzionale non ci consentirà mai di farlo. Perché stiamo facendo questa assurdità, e nessuno fa finta di vedere l'ennesima mostruosità che entra in quest'Aula? Lo stiamo facendo perché c'è una sindrome, quella della monaca di Monza, di suor Gertrude, la cito perché oltre a essere un'invenzione della fantasia letteraria del Manzoni è anche un personaggio ispirato a una storia vera che il Manzoni riesce a tratteggiare in maniera sublime, rendendola anche un tutt'uno con una frase divenuta celebre, la frase "la sventurata rispose", quando, di fronte alle avances di Egidio, Gertrude non sapendo resistere cede, e da lì in poi avvia una serie enorme di abusi, di reati, sino all'omicidio, al concorso nel rapimento di Lucia, omicidio in combutta con il suo amante. Ebbene, non arriviamo a quelle efferatezze però la sensazione è che oggi si stia commettendo un errore gravissimo che non deporrà a favore di nessuno, per il semplice fatto che tra due mesi la norma che approverete non esisterà più, ma che potrebbe portare enormi problemi in relazione appunto alla questione che vi ho accennato prima, perché? Perché nei mesi precedenti la Giunta ha approvato…

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Agus, grazie veramente, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha facoltà ora di parlare, per la Giunta, il Presidente della Regione.

SOLINAS CHRISTIAN (PSd'Az), Presidente della Regione. In realtà io non avrei voluto intervenire questa mattina in Aula, lo faccio esclusivamente per testimoniare, da vecchio consigliere regionale, il disagio e partecipare ai lavori di un'Aula che anziché occuparsi di politica oramai si è ridotta ad un tribunale aggiunto dell'ordinario sistema giudiziario della regione Sardegna.

Ho sentito soltanto interventi che invocavano sentenze, ipotesi di reato, articoli del codice, peraltro presi un po' come se si fosse nel menu del ristorante dove si sceglie quello che piace, però il "612" si dimentica, che chiunque minacci nell'ordinamento giuridico italiano specialmente un corpo politico è perseguibile per legge. Allora io credo che tutti dovremmo recuperare il senso di quale è la funzione di quest'Aula: è un'Assemblea legislativa, è chiamata a fare le leggi, esiste un giudice delle leggi in questo Paese qualora queste non siano rispondenti ai criteri e principi di carattere generale ai quali devono essere informate. E invece ho visto soltanto l'esercizio sterile di chi, non avendo argomenti di merito, si è trastullato sulle ipotesi di forma, sulle ipotesi di salvare qualcosa o qualcuno - che non ha bisogno di essere salvato da niente, così chiariamo subito -, ma questa è una modalità di gestione della politica senza verità e senza progetto. Senza verità perché si nutre solo di menzogne; poc'anzi qualcuno diceva "noi abbiamo sempre interpretato in maniera pedissequa la "31" come momento di autonomia, tenendo fermo l'articolo 29 esattamente come è stato scritto dal legislatore del 1998"; bene, onorevole Agus, lei che viene da una scuola politica perché ha visto calcare questi banchi prima di lei l'onorevole Uras e poi con l'onorevole Zedda, ricorderà certo che quando la Giunta regionale di centrosinistra nominò Fulvio Dettori direttore generale della Presidenza invocò la legge 165, e lo fece nel 2004, però nessuno si stracciò le vesti, e allora mi chiedo come si può oggi in buona fede sostenere che la "165" non faccia parte dell'ordinamento giuridico di questa Regione. Lei ben dovrebbe sapere, perché era consigliere regionale la scorsa legislatura, che nella galleria delle nefandezze che lei richiama c'è una sfilza di leggi regionali impugnate nella scorsa legislatura, impugnate perché non coerenti con norme costituzionali (e ci sono sentenze della Corte costituzionale che lo certificano, non è il mio parere, non è quello che dice lei "secondo me non è così", e secondo chi deve decidere che è così) e la Corte costituzionale tra le tante ha bocciato una legge fatta da voi, approvata da voi ed ha detto con chiarezza che è stata bocciata perché in Sardegna si applica il decreto legislativo 165, richiamando l'ordinamento civile. Richiamo alla memoria del centrosinistra che non lo ricorda: è la legge in particolare con la quale avete stabilito di dare ai funzionari ai quali attribuivate funzioni dirigenziali nelle Unità di progetto l'indennità - chi è che ha richiamato la Corte dei conti? - l'indennità da dirigenti, l'avete deliberato voi. Però io credo che questo non sia un modo intelligente per gestire i rapporti politici dentro quest'Aula, perché è senza verità e senza progetto, perché state sostenendo che questo o quel direttore generale non siano idonei alla causa. Qui ci sono anche portavoce che un tempo erano portavoce dei cittadini e sono diventati portavoce, credo a insaputa della Procura, della Procura della Repubblica. Perché ci hanno notiziato del fatto che abbiano ravvisato elementi di reato mentre l'iscrizione al registro degli indagati sono atti dovuti davanti a certi atti, non c'è ancora una valutazione di sussistenza o meno di elementi di reato. E credo che da questo punto di vista bene si farebbe, ad esempio, a guardare al piano anticorruzione fatto nella scorsa legislatura, in particolare l'articolo 14 del Piano anticorruzione prevede il codice di comportamento del personale e in particolare le disposizioni per i Dirigenti, sapete cosa dice: si applica e si fa integrale riferimento al decreto legislativo 165 del 2001. E poi invece in quest'Aula, nei giornali, nell'opinione pubblica sarda non si fa altro che dire questi mattacchioni del centrodestra per salvare il loro Presidente, perché si tratta di un disegno di legge, vorrei ricordare, di iniziativa consiliare. Si dice fanno tutto questo per introdurre ex novo delle norme che prima non c'erano. Non è così, come non è così quando si continua a sostenere, si è distrutta la trasparenza, non ci sono più le delibere. Bene ho voluto verificare, perché è verificabile dai nostri software, i tempi medi e massimi di pubblicazione delle delibere nel periodo precedente all'insediamento di questa Giunta, lo potrete riscontrare con gli Uffici appositi, la Giunta precedente aveva un tempo medio di pubblicazioni di 45 giorni, un tempo massimo di 312 giorni sulle delibere, periodo di riferimento 17.11.2017 e 14 marzo 2019 che è l'ultima Giunta. In un periodo equivalente, per tempo, cioè dal 5 aprile al 22.11 che era l'ultimo dato che ci hanno dato il tempo medio della mia Giunta di pubblicazione è di 14 giorni, il tempo massimo di 61. State continuando su una via senza verità e senza progetto. Questo non è un modo di attaccare la Giunta che mi onoro di presiedere o la maggioranza che guido. E sulla presenza in Aula è un dibattito ricorrente tutti i Presidenti, tutti i Consiglieri ne hanno sempre discusso, però vi vorrei ricordare che quando il Presidente della Regione non è qui sicuramente sta seguendo vicende, partite importanti per la Regione tant'è che in questo tempo la mia Giunta ha adottato oltre mille deliberazioni, più di quanto se ne fossero adottate nello stesso periodo dalle Giunte precedenti, ha portato a casa risultati importanti con l'accordo col Governo sulle entrate, avremo modo di discuterne perché è stato presentato un atto, abbiamo sbloccato i concorsi nella sanità che non si sbloccavano da tempo, oltre 1200 posti, abbiamo dato risposte ad Eurallumina che attendeva da dieci anni, abbiamo continuamente operato per dare risposte concrete, non proclami ai sardi. Poi il resto può rientrare nell'agone politico però, vi prego, non trasformate quest'Aula in un tribunale, mantenete ferma la vocazione di organo legislativo che abbiamo combattuto per avere ed ottenere i nostri padri e i nostri nonni in altri tempi. Se rinunciate alla funzione legislativa poi si ricade in quel bellissimo filone della filosofia contemporanea che è cristallizzato in un libro di Jean Michel Besnier "l'uomo semplificato". Ecco cercate di non fare un Consiglio regionale semplificato che si occupi di patologia del diritto piuttosto che di fare le leggi, grazie.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.

Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli.

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie Presidente, quindi, no ho appena iniziato, quindi secondo il Presidente della Regione il fatto di vedersi di sabato per discutere del tema di un'interpretazione autentica attribuibile all'onorevole Mula che ha deciso quale prima necessità della Sardegna…

SOLINAS CHRISTIAN (PSd'Az), Presidente della Regione. … Al fatto che ha richiesto 10 giorni per la relazione di minoranza, che tra l'altro non ha fatto, se no l'avremmo discusso ieri.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). …quale prima necessità, sto a quel che ha detto e dichiarato il Presidente della Regione, che una volta, già qualche mese fa, ha detto che il problema della Sardegna siamo tutti noi, il Consiglio regionale che non lavora. Oggi di fatto l'onorevole Mula viene da lei accusato, perché non siamo qua per volontà nostra, o meglio non siamo qua nel voler discutere questo tema, avete modo l'ho già detto di nuovo… a me dispiace soprattutto nei tuoi confronti Domenico. Però è alquanto scortese, Domenico, soprattutto da parte tua, cioè si sta intervenendo… e ma infatti usa i gesti volgari… non ti preoccupare… qualificano te non me per cortesia, infatti, per cortesia per cortesia utilizza una porzione di cortesia. Vorrei, Presidente, riuscire a interloquire…

PRESIDENTE. Non la interrompe nessuno, io l'ascolto sempre con grande interesse.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Lo so, lo so ma infatti non è riferito a lei. Quindi la colpa è nostra perché, come opposizione, perché abbiamo deciso di proporre un'interpretazione autentica. La verità è che siete voi ad aver convocato il Consiglio regionale in questi giorni su altri temi importanti sui quali abbiamo collaborato riscritto in modo concorde norme a beneficio dei sardi, su questa non concordiamo. Non siamo stati noi a percorrere questa strada, nel senso che non siamo stati noi a trascinare il Consiglio su codici, codicilli, leggi e leggine e interpretazioni l'avete fatto voi, in malo modo e no nel tempo giusto. Presidente, noi ci saremmo voluti trovare qua oggi a discutere del Piano regionale di sviluppo per la Sardegna, stiamo discutendo di un'interpretazione autentica in assenza del rispetto della tempistica entro 180 giorni dalla presentazione in Aula del piano regionale di sviluppo, cioè la vostra guida per i prossimi quattro anni, visto che un po' di tempo l'avete perso. Siamo qua a discutere di questa follia normativa a causa vostra, e in particolar modo sua, non per volontà nostra o delle opposizioni. Esiste un giudice, sì esistono i giudici infatti è già oggetto di giudicato e sarà oggetto di ulteriori giudizi e promossi da quella classe dirigente che dovrebbe affiancare lei nel lavoro per la Sardegna, non so se ci rendiamo conto della follia. E suggerirei nell'ambito del percorrere queste strade che non sia utile dire gli errori commessi nel passato

PRESIDENTE. Onorevole può dichiarare il voto?

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). …recupero i 30 secondi che ho perso.

PRESIDENTE. Però col voto,

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Il voto è contrario.

PRESIDENTE. Quindi voto contrario, grazie.

Ha domandato di parlare il consigliere Alessandro Solinas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SOLINAS ALESSANDRO (M5S). Salve Presidente, mi sono segnato alcune cose a cui volevo fornire la mia risposta, tra virgolette interpretazione, durante questa dichiarazione di voto. Parto dall'ultima cosa che ha detto il presidente Solinas relativamente a rinunciare alla funzione legislativa da parte nostra, in questo nostro agire. Presidente, la funzione legislativa noi la stiamo la stiamo esercitando in verità, da parte della Giunta secondo me viene un veramente piccolo quasi nullo impulso. e Quando ci arriva qualcosa nelle Commissioni molte volte son cose scritte, si sono dimostrate, scritte abbastanza male, tant'è che, non temo smentita in questo, le opposizioni, mostrando grande senso di responsabilità, hanno contribuito positivamente a una riscrittura quantomeno formalmente legittima di quello c'era stato portato e sottoposto…

(Interruzione del consigliere Oppi)

SOLINAS ALESSANDRO (M5S). …però io, onorevole Oppi, nella scorsa legislatura non c'ero, Presidente… poi replicherà, grazie dell'osservazione.

Tribunale aggiunto. Qua non stiamo processando nessuno, Presidente, noi forniamo la nostra valutazione a quello che ci viene sottoposto, ci mancherebbe che io mi voglia ergere a giudice, giuria e giustiziere. E questo non servirebbe, non servirebbe questa analisi se lei non volesse legittimare le proprie azioni utilizzando l'Aula, perché si è già detto che questo si poteva fare, e si poteva fare in un altro modo, dato che questa norma apparentemente è sempre stata vigente, perché dobbiamo sancirla noi questa vigenza, allora, perché? Questo mi chiedo. Io nel 2004 ero al liceo, mi tiro un po' fuori dal rimpiattino che si sta facendo tra Giunte precedenti, risalenti, io purtroppo queste cose non le ho vissute quindi mi posso fregiare anche di questo. Una piccola replica al collega Tunis, a me piace ascoltare il collega Tunis, vi dico la verità, quello che dice molte volte, quanto meno a livello formale, mi trova… cerco di trarre qualche insegnamento, ma in questo caso no, in questo caso no, in questo caso l'onorevole Tunis sta facendo lo scudo umano a questa cosa, un'operazione veramente da scudo umano, ed io, sì, lo ritengo forse la persona più adatta a farlo, come è già stato detto, ma allo stesso tempo le argomentazioni che ha portato tacciandoci di un'ignoranza normativa le ritengo poco fondate e anche sgradevoli dal punto di vista umano, chi mi conosce, chi ci conosce sa che molto umilmente noi ci approcciamo al ricoprire questo mandato, molto umilmente ci approcciamo ai colleghi e ignoranti non siamo, studiamo, lavoriamo molto, siamo sempre in Aula noi, siamo sempre in Commissione noi, e dimostriamo il nostro essere degli studenti diligenti, come qualcuno ci ha chiamato, mai fare delle uscite improvvide, quantomeno ci proviamo… Il nostro voto è contrario, naturalmente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Brevemente, nella scorsa legislatura sono state impugnate molte norme, pochissime sul personale, l'unica è quella citata dal Presidente erroneamente, perché dovrebbe leggersi bene anche quella disposizione, e in particolare il motivo dell'impugnazione era il fatto che si stesse cercando erratamente, e c'è anche più di una segnalazione su questo punto, di pagare come dirigenti dei funzionari, questo vale per i funzionari regionali che, eccezion fatta, quattro ambiti specificati nella "31", e lo sanno bene alcuni colleghi che collaborarono a quella stesura, non possono in alcun modo assurgere ai ruoli dirigenti. Guardi tra le sue recenti nomine, anche commissariali, e si accorgerà che più volte avete incappato nello stesso errore, ovviamente le leggi si possono impugnare, e questa giustamente è stata impugnata, però i funzionari dei Comuni e della Regione non possono di norma fare i dirigenti ed essere pagati come tali. Dopodiché, colleghi, il "165", anche immaginando di poterlo applicare interamente, sin dal '98 ora per allora, lo si deve applicare tutto. Quell'articolo che citate cita anche il tempo, e ci dice non meno di tre anni; la "31" invece dice sino a cinque anni, ed è stato interpretato anche permettendo quelle nomine di sei mesi che, a mio giudizio, sono completamente contrarie, non al "165", al rapporto di separazione tra politica e amministrazione, dopodiché specifica, e anche lì, nella vostra interpretazione, viene omessa questa frase, esplicita motivazione, se l'Amministrazione ha all'interno un dirigente senza incarico non può prenderlo all'esterno, deve fornire un'esplicita motivazione. Il terzo punto è il collocamento in aspettativa senza assegni di chi ricopre incarichi dirigenziali in altre amministrazioni, e questo lo si applica anche alle nomine equivalenti, legge numero 32 dell'89. Facciamo attenzione anche a questo perché, se si applica tutto, si deve applicare tutto, ci sono degli emendamenti proposti da noi che correggono quell'interpretazione autentica inserendo il contenuto integrale di quell'articolo. Ora, è già assurdo che nel 2001 il legislatore regionale avesse in testa prendere per buono l'intero contenuto dell'articolo 19, è però fuori dalla grazia di Dio il fatto che già allora intendesse prenderne solo una parte omettendone alcuni articoli, alcune lettere. Il voto è contrario al passaggio degli articoli.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.

Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Votazione elettronica.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Meloni. Ne ha facoltà.

MELONI GIUSEPPE (PD). Sull'ordine dei lavori. Prima della sospensione, io chiederei, dato il sostanziale clima unitario che si era creato sulla questione dei trasporti e rincaro dei trasporti, di votare subito l'ordine del giorno che, per un ritardo di battitura, non è arrivato stamattina all'inizio della seduta in Aula. Quindi, io lo voterei subito e poi eviterei di rimandare ad altri momenti perché non avrebbe senso.

PRESIDENTE. Onorevole Meloni, è questo uno dei temi in discussione della Conferenza dei Capigruppo, ma si farebbe immediatamente dopo, quindi non cambia qualche minuto.

MELONI GIUSEPPE (PD). Mi permetto di dire che credo che potrebbero esserci… il tema oggi tratta un'altra materia, e fare entrare tutto in un calderone credo che sia un errore.

PRESIDENTE. È interesse di tutti.

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Avrei fatto la stessa richiesta dell'onorevole Meloni, ma ha già dato risposta che la volontà sua è quella di discutere di questo nella Conferenza dei Capigruppo, anche se, essendo tutti concordi, probabilmente potremmo anche approvarlo.

PRESIDENTE. Ne parliamo nella Conferenza, grazie.

Il Consiglio è sospeso per dieci minuti. È convocata la Conferenza dei Capigruppo nella saletta qui a fianco.

(La seduta, sospesa alle ore 13 e 58, viene ripresa alle ore 14 e 45.)

Continuazione della discussione della proposta di legge Mula - Sechi - Cocciu - Caredda - Salaris - Mura - Giagoni. Interpretazione autentica dell'articolo 29, comma 1, della legge regionale n. 31 del 1998 (Dirigenti esterni). (79/A parte prima)

PRESIDENTE. Prego i colleghi consiglieri di prendere posto, riprendiamo i lavori dell'Aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). Grazie, Presidente. Considerato che è terminata la discussione generale, abbiamo votato il passaggio agli articoli e considerato che gli emendamenti si potevano presentare solo fino, si possono presentare, ai sensi del Regolamento, fino al passaggio degli articoli, chiediamo che si torni in Commissione per esprimere il parere sugli emendamenti che sono stati presentati, ai sensi del Regolamento.

PRESIDENTE. Allora, io ho visto, si tratta di emendamenti soppressivi e sostitutivi, il 99 per cento sono soppressivi…

LAI EUGENIO (LEU). No, non è così, e il regolamento prevede questo.

Tranquilli però, non è un problema, si tratta di emendamenti soppressivi e sostitutivi, la Commissione peraltro decide a maggioranza, c'è il relatore che può esprimere agevolmente il parere in Aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Mi permetto di contraddirla perché, è vero, ci sono emendamenti, come annunciato anche in Capigruppo, che inseriscono nel testo solo delle piccole modifiche, ce ne sono altri che entrano nel merito del testo, consentirebbero di mantenere il testo come un'interpretazione autentica, quindi senza minare uno dei temi che ci è sembrato essere molto caro alla maggioranza, e che però entrano nello specifico del contenuto. Parlo, per esempio, di quelli presentati e che introducono il resto del 165, quello che non sia inserito nell'interpretazione autentica, quelli, come minimo, meritano una un'istruttoria in Commissione. Poi, è chiaro che l'istruttoria potrebbe essere fatta in Aula, in quel caso però, diciamo, è ulteriormente gravoso discutere in Aula di temi come questo.

PRESIDENTE. Allora, intanto iniziamo con gli emendamenti che sono… peraltro poi lei si riferisce immagino all'articolo 84, comma 15, che prevede che ci possa essere la facoltà di esame da parte della Commissione in caso di emendamenti alla legge finanziaria o comunque emendamenti che comportino una aumento di spesa, qua non c'è nessun tipo di previsione di spesa, quindi possiamo andare avanti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Desirè Manca. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRE' (M5S). Grazie, Presidente, le chiederei cinque minuti di sospensione per una breve riunione di minoranza.

PRESIDENTE. il Consiglio è sospeso.

(La seduta, sospesa alle ore 14 e 50 , viene ripresa alle ore 15 e 03.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Ganau. Ne ha facoltà.

GANAU GIANFRANCO (PD). Grazie Presidente. Mi riferisco alla richiesta che è stata fatta prima dalla minoranza, della convocazione della Commissione per la valutazione degli emendamenti. Mi risulta che in passato più volte si sia proceduto secondo questa prassi, che quindi è consolidata, mi pare che ci siano delle interpretazioni univoche su questo fatto. Io credo che proprio il numero elevato degli emendamenti consenta e renda utile un passaggio in Commissione per la valutazione e il parere definitivo da riportare all'Aula. Grazie.

PRESIDENTE. Allora io ho visto l'articolo. Peraltro i precedenti sono quelli di una interpretazione già formulata da Presidenti che mi hanno preceduto che interpretavano questo articolo, così come così come ho riferito. Si tratta di una necessità che sorge nel momento in cui si prevedono emendamenti che prevedono un aumento di spesa o comunque che riguardano la Finanziaria. Questo è quello che è sempre stato fatto e questa è la linea sulla quale io vorrei attestarmi. Peraltro esiste una illustre interpretazione, che può essere certo del Presidente che succede modificata, da parte del Presidente Spissu, che proprio sottolineava questa interpretazione. Quindi io andrei comunque avanti sulla base del parere fornito dal relatore di maggioranza e dalla Giunta.

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 2, al quale sono stati presentati degli emendamenti.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Stefano Tunis, relatore di maggioranza.

TUNIS STEFANO (MISTO), relatore di maggioranza. Grazie Presidente. Sui soppressivi totali numero 44, 49, 50 e 208, uguali, da pagina 1 a pagina 4, il parere della Commissione è negativo. Sui sostitutivi totali dal numero 2, a pagina 5, al numero 213, a pagina 78, il parere della maggioranza è negativo; sui soppressivi parziali dal numero 53, 56, 58, 54, 55 (da pagina 79 a pagina 83) sino al 57 (a pagina 84) Cocco e più, parere negativo. Sui modificativi numero 162, 63, 64 (da pagina 85 a 87), tutti Agus e più, parere negativo. Sul testo dell'articolo aggiuntivi dal numero 47 (a pagina 88), 51, 157, 158, 59 e 60, a pagina 93, parere negativo. Ancora aggiuntivi dal 161 (a pagina 94), 179, 80, 81, 82, 83, 84, 85, 86 consecutivi sino al 195, a pagina 111, e il 196, a pagina 112, parere negativo.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale.

ZEDDA ALESSANDRA (FI), Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. Il parere della Giunta è conforme.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Chiedo il voto elettronico su tutti gli emendamenti.

PRESIDENTE. Benissimo, voto elettronico.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 40, 49, 50 e 208, uguali.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Poiché il Consiglio non è in numero legale, è riaggiornato tra mezz'ora.

(La seduta, sospesa alle ore 15 e 13, viene ripresa alle ore 15 e 44.)

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta.

Ha domandato di parlare il consigliere Stefano Tunis. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (MISTO). Sull'ordine dei lavori, Presidente. Abbiamo effettuato un voto non valido sugli emendamenti soppressivi, mi domandavo se adesso, a partire dalla prossima votazione fosse possibile intervenire in dichiarazione di voto, perché nelle eventuali dovendo che si debba ripetere la votazione sugli emendamenti soppressivi totali, e più precisamente, l'emendamento numero 40, uguale al 49, uguale al 50 e uguale a 208, fosse eventualmente possibile intervenire in dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Assolutamente sì, si ripete la votazione e quindi può intervenire per dichiarazioni di voto.

TUNIS STEFANO (MISTO). Presidente, allora desideravo iscrivermi in dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Stefano Tunis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (MISTO). Presidente, per dichiarare il voto contrario all'emendamento soppressivo totale, vista l'importanza che già nei precedenti interventi ho potuto evidenziare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alessandro Solinas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SOLINAS ALESSANDRO (M5S). Allora questo emendamento è un emendamento soppressivo totale, la ragione per cui è stato presentato è ben chiara a mio avviso, ed è la non condivisione da parte dei presentatori, come anche sono sicuro da parte del resto dei colleghi di maggioranza che bene avranno da argomentare al riguardo. La non condivisione della ragione per cui ci troviamo oggi qua. Ho già detto alcune delle cose che mi interessava dire, che ritengo molto importanti, ce ne sono delle altre. Sempre tornando alla questione dell'aver paventato dei reati in capo al Presidente, che è stata eccepita dal Presidente anche prima, assolutamente Presidente anche qui comunque c'è stata una analisi attenta di quello che è anche lo spazio dialettico sul quale muoversi su questioni che sono estremamente spinose, quindi non si parla di ravvisare dei reati, ma parliamo di astratta configurabilità, di elementi che ravvisino una condotta delittuosa che è stata quindi ravvisata da chi ha avviato le indagini, che sono sì atti dovuti però in presenza di questi elementi che ho preannunciato. Quindi noi vogliamo sopprimere questo articolo ma noi vorremmo che questa legge non si votasse, non vorremmo essere qui quest'oggi.

Per quanto riguarda le minacce, Presidente, assolutamente non è nostra volontà fare del terrorismo psicologico, e quello che è stato detto, è stato detto perché c'è davvero chi crede a quello che dice, senza voler cadere nei sensazionalismi, senza voler anche sviare quello che è libero convincimento dell'opinione pubblica che oggi ci guarda e ci vorrebbe vedere a trattare altre tematiche che non siano queste. È importante che si arrivati a trattare tutta una serie di tematiche, che avremo sicuramente modo di trattare in seguito e di enucleare una per una, e sono sicuro che anche i colleghi di maggioranza saranno ben attenti e ben contenti di discuterne e di sviscerare questi argomenti. Il mio voto a questo emendamento è sicuramente, convintamente, favorevole, lo sarà anche quello del Gruppo Movimento Cinque Stelle da cui è presentato.

La ringrazio, Presidente, per la parola e rimando poi le ulteriori considerazioni ad un momento successivo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). Interveniamo anche noi su questo emendamento soppressivo totale, chiaramente le motivazioni condivisibili per cui è stato presentato questo emendamento sono le stesse che abbiamo rappresentato in discussione generale: non era assolutamente il caso che oggi qui fossimo in Aula, a scambiarci sorrisi con il collega Tunis, non era assolutamente il caso che il sabato santo, perché io i sabati prima delle feste comandate li considero tutti sabati santi… e tra l'altro il Cagliari sta anche perdendo, e quindi noi non avremmo voluto essere qui oggi… mi dice l'amico onorevole Cocciu che la colpa è nostra, e ne prendo atto, sicuramente è così, io non c'ero quando è stata fatta la programmazione dei lavori perché se ci fossi stato, Presidente, io le avrei fatto un'altra richiesta: anche se giovedì c'era la riunione della Corte dei conti, siccome abbiamo anche due Vicepresidenti e sono due persone di ottimo livello, io credo che l'Aula si sarebbe potuta egualmente tenere anche giovedì, e quindi sicuramente oggi non saremmo stati in aula.

Io tengo a mente, come mia stella polare di questo pomeriggio l'intervento che ha fatto l'onorevole Deriu, che adesso in questo momento non è in Aula, che ha rappresentato bene il pensiero che io condivido in pieno. Per cui, sinché potremo, diremo che non siamo d'accordo, e poi quando non potremo più, voteremo anche noi contro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giampietro Comandini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Anch'io, come i colleghi di opposizione che mi hanno preceduto, voglio esprimere il mio voto favorevole all'emendamento soppressivo dell'articolo 2, in quanto sono convinto che non c'è solo un aspetto tecnico, perché dire che oggi siamo qui chiamati per esprimerci tecnicamente sulla validità dell'articolo vuol dire che probabilmente, oltre che essere senza verità e senza progetto, come ci ha ricordato il Presidente della Regione, siamo anche senza memoria, e io non ritengo che gli autorevoli colleghi di maggioranza siano senza memoria, molti ce l'hanno ben accesa questa memoria, sempre ben tesa questa memoria, però altri dimenticano troppo frettolosamente. E allora io credo che intorno a questo articolo ci sia molta politica, quella politica che intende quale tipo di funzione deve avere l'organizzazione della Regione, soprattutto dal punto di vista apicale dei dirigenti, cioè di coloro che devono portare avanti quelle che sono le direttive della Giunta, la volontà del Consiglio regionale e delle sue Commissioni. Quindi è un articolo molto politico, sul quale devo dire che voi siete inciampati dal primo momento, perché io vorrei ricordare, visto che oltre la verità e il progetto c'è anche la memoria, che il rapporto fiduciario che si è inserito già dal primo momento nella nomina dei dirigenti era quasi che chi era interessato doveva arrivare a Villa Devoto e depositare il curriculum, ricordo che quella era la prima delibera, non c'era una istruttoria che in qualche modo doveva passare attraverso l'Assessorato al personale, cioè da quelle che sono le normali vie per la candidatura al ruolo dirigenziale, no, si deve arrivare a Villa Devoto e depositare presso l'Ufficio di Gabinetto del Presidente della Regione la propria candidatura a ricoprire ruoli dirigenziali. Cosa questa che non era mai accaduta, tant'è che da lì a qualche settimana si è provveduto a rettificare quel tipo di avviso e arrivare ad avvisi più formali e sostanziali, attraverso i quali ognuno che avesse i titoli previsti e avesse in qualche modo intravisto la possibilità di ricoprire certi ruoli, dovesse seguire. Quindi c'è già molta politica dal momento iniziale nel ruolo che in qualche modo dovevano avere questi dirigenti. Io ho già detto in quest'Aula che rispetto molto lo spoil-system

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Comandini, il tempo a sua disposizione è terminato.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Dichiaro il voto favorevole all'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Il mio voto all'emendamento, così come nel voto precedente che non ha avuto il numero legale per le assenze della maggioranza, è favorevole. Ne approfitto anche per sottolineare che le assenze dei colleghi della minoranza erano legate, appunto, alla volontà politica di non partecipare, per cui non devono essere conteggiate ai fini del conteggio delle presenze odierne.

Il nostro voto sarà favorevole, mi dispiace che alcune argomentazioni siano state scambiate addirittura per intimidazioni, ci tengo quindi a sottolineare che a nessuno è passato per la testa di dare la colpa a questa maggioranza di aver commesso atti paragonabili a quelli di suor Gertrude nei "Promessi sposi", voglio sottolinearlo perché tutto il resto del discorso fatto da me e dai colleghi era molto lontano dall'essere minimamente paragonabile a un'intimidazione alle alte cariche della Regione. Non è quello il nostro intento, anche perché se così fosse, cioè se veramente tra noi ci fosse chi ha qui il vezzo di minacciare o di intimidire, ce ne saremo guardati bene dal presentare un'interrogazione come la numero 61. L'interrogazione numero 61 del 1° luglio è quella a cui la Giunta erroneamente ha fatto sì che, invece di essere inoltrata all'Assessorato al personale o essere evasa direttamente dalla Presidenza, ha preso strade impervie ed è finita nel tavolo dell'Assessore ai beni Culturali, il quale non ha potuto far altro che certificare, ovviamente, la sua totale incompetenza. Ce ne saremmo guardati bene dal presentare un'interrogazione come quella. Ne discuteremo anche negli emendamenti successivi, quindi avremo modo anche di sviscerare quanto contenuto in quell'interrogazione, quell'interrogazione conteneva delle domande serie, poste bene, senza nessun intento accusatorio, e poneva anche alcuni consigli, sono gli stessi consigli che avremmo rivolto ai nostri amici, se un amico avesse compiuto quegli atti, io gli avrei consigliato senza pretesa di avere la verità in tasca, di ritirarlo in autotutela, avrei consigliato così a un amico, per cui scambiare quelli che sono consigli da amico in intimidazioni, beh mi ricordate molto quegli amici a cui tutti danno consigli, magari riguardanti gli affetti, riguardanti…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie Presidente, il Presidente della Regione usa l'arte della retorica non dell'oratoria, cioè accusando noi tutti membri dell'opposizione di aver sollevato questioni con codice alla mano e quattro secondi dopo nel capolavoro di arte retorica cita a memoria il codice penale nell'ambito delle minacce. Quindi la fattispecie dell'ipotesi di reato di minacce sarebbe attribuibile a queste affermazioni: Caro collega Mula, le suggerisco di non portare in Aula un po' un provvedimento di questo tipo, le suggerisco di non farlo. Queste affermazioni rientrerebbero secondo il Presidente della Regione, nell'ambito del provvedimento oggetto di discussione, oggi, oggetto dell'emendamento per il quale esprimo voto favorevole, sarebbero riconducibili alla fattispecie del codice penale. Negando quattro secondi dopo ciò che lo stesso Presidente ha affermato attribuendo a noi questa accusa. L'altro aspetto è gli argomenti di merito, li avremmo voluti affrontare, mentre la Regione è sott'acqua, allerta meteo arrivata alcuni minuti fa, mentre una parte della Sardegna ha un'allerta meteo di colore arancione, mentre i sindaci sardi diramano indicazioni sul non avvicinarsi nelle campagne e corsi d'acqua per l'apertura degli invasi, noi abbiamo la Giunta, e non parlo dell'Assessore alla cultura, che ovviamente non ha competenza in materia, riunita insieme a tutti noi nel Consiglio regionale per discutere un'interpretazione autentica. Se non è follia questa nell'ambito delle priorità ditemi voi quali siano le priorità che in capo a voi tutti son state poste dal Presidente della Regione. Non gli aerei, non il costo dei traghetti, non l'allerta meteo, non il rischio per la vita ma un'interpretazione autentica di una legge che immediatamente dopo si sostiene essere già in vigore, ovviamente, la 165. È un capolavoro veramente di arte della retorica, grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). Grazie Presidente, mi ricordo l'onorevole Solinas da consigliere regionale come un consigliere regionale che era abituato ad entrare nel merito delle questioni, affrontare i temi e proporre anche delle soluzioni. E oggi nella sua replica ho sentito di tutto tranne che entrare nel merito della questione e giustificare il perché si sta portando in Aula questo provvedimento. In particolare l'ho sentito più volte richiamare la legge 165 nell'articolo 19, lo ha fatto citando i provvedimenti anticorruzione che sono state approvati dalla Giunta Pigliaru, l'ha fatto citando altre normative che sono state approvate nella precedente legislatura, salvo però poi intestardirsi sul fatto che la norma non deve essere modificata. Cioè due son le cose o si richiama pedissequamente all'articolo 19 della 165 e a questo punto l'emendamento sostitutivo totale potrebbe dire da questo momento si applica la legge 165 all'articolo 19; oppure si stanno cercando tanti e tanti grossi discorsi con un pizzico anche di retorica, così come ha detto l'onorevole Agus in precedenza, per giustificare che si sta andando ad approvare una sorta di sanatoria, una sorta di sanatoria retroattivo oltretutto. Allora nessuno credo stia minacciando nessuno, ricordo anche che la minaccia di ricevere minacce potrebbe comunque essere configurata come una minaccia stessa. E per questo invito i colleghi dell'Aula a restare sul tema, restare sul tema significa provare a giustificare non agli occhi dell'opposizione ma agli occhi dei sardi il perché si sta andando ad approvare un provvedimento del genere di sabato pomeriggio, perché si sta andando ad approvare un provvedimento del genere tentando di avanti a colpi di maggioranza, salvo poi non riuscirci perché ci si deve spostare, come direbbe l'onorevole Mura, bisognerebbe comprare un po' di colla per tutti i consiglieri regionali che non sono abituati a rimanere seduti nei propri banchi. Naturalmente il mio voto e il voto dell'onorevole Cocco sarà a favore dell'emendamento soppressivo presentato dall'onorevole Manca Desirè.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Meloni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MELONI GIUSEPPE (PD). Grazie Presidente, per annunciare il mio voto a favore dell'emendamento soppressivo per i motivi che sono stati ben illustrati dai colleghi anche nel corso della discussione generale, stiamo parlando del cuore insomma della leggina quindi si intenderebbe sopprimere tutto. Io non riesco ancora a capire il senso o meglio lo capisco e non lo condivido, il senso di dover procedere con una interpretazione autentica, piuttosto che invece fare una legge correttiva della 31. Però si è parlato di adeguamento si è parlato di tutto e di più tra esperti di diritto. Io insomma mi tolgo fuori perché a quanto pare non si può parlare altrimenti poi si viene tacciati di essere ignoranti e quant'altro, probabilmente si rischiano figuracce a volte anche solo pensarlo rispetto agli altri. Però quello che non capisco, dopo nove anni nelle istituzioni, non si finisce mai di imparare, è il senso dell'atteggiamento della maggioranza rispetto per esempio all'ordine del giorno che era pronto, che stava per essere approvato sulla questione dei trasporti, che interessa, mi pare di capire tutti i sardi, veramente, molto più di questa di questa leggina che non interessa a nessuno se non a pochissimi sardi ma pochi, pochi, pochi il senso di utilizzarlo come elemento di trattativa, cioè se la minoranza attenua un po' la sua posizione allora potremmo ragionare sull'ordine del giorno. Come a far capire che il tema dei trasporti probabilmente è così, io spero ancora spero ancora che non sia così, il tema dei trasporti marittimi sia un problema della minoranza e la maggioranza lo può usare a suo uso e consumo a seconda di quello che si decide su questa legge. Io credo che sia veramente una cosa che potrebbe lasciare basito chiunque, invito la maggioranza a rivedere invece questa posizione. Io direi che dovremmo sospendere e approvare quell'ordine del giorno e poi si seguirà il percorso di questa legge, grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Desirè Manca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRÈ (M5S). Grazie Presidente, allora in curiosità sono andata a guardare esattamente che cos'è la minaccia. Tralasciando che cos'è la minaccia negli scacchi, perché credo che non sia rilevante, occorre, poi parliamo anche della minaccia negli scacchi, adesso però chiariamo questo. Occorre tenere presente che una minaccia può anche essere reato, infatti, l'articolo 612 del codice penale afferma che chiunque minaccia ad altri un'ingiusta donna è punita a querela della persona offesa con la multa fino a euro 1300 anzi 1032. Se la minaccia è grave, o è fatta in uno dei modi indicati nell'articolo 339, la pena è della reclusione fino a un anno e si procede d'ufficio. Se il soggetto viene intimidito, paventando un danno ingiusto alla sua persona o al suo patrimonio limitando la sua libertà psichica, allora si configura il reato. In questo caso la minaccia ha il carattere di pericolo, premessa di eventuali atti lesivi. Mi piacerebbe sapere in quale dichiarazione di tutta la minoranza questo è stato applicato, non mi risulta che, né nell'intervento fatto da me o negli interventi fatti dai colleghi che ho ascoltato stamattina, ci sia stata nessuna minaccia. Però mi piace andare a discutere invece le dichiarazioni del Governatore della Sardegna, che ha invitato tutto il Consiglio a non rinunciare alla nostra funzione legislativa. Presidente, io non ho interrotto nessuno, non mi permetto mai di interrompere nessuno, grazie, quindi garantisca per cortesia il mio diritto a parlare per tutti i minuti che devo parlare.

PRESIDENTE. Lo sto facendo.

MANCA DESIRÈ (M5S). Grazie, perfetto, ho sentito in lontananza delle voci, ma magari ero io che sentivo male. Le dicevo… per cui ha invitato tutto il Consiglio regionale, il Governatore, ci ha richiamato ad applicare quella che è la nostra funzione legislativa. Però vorrei ricordare al Governatore della Regione Sardegna che in nove mesi…

PRESIDENTE. Come voterà?

MANCA DESIRÈ (M5S). Naturalmente a favore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Li Gioi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Mai avrei pensato in questa mia prima esperienza in questo nobile consesso di imparare tanto in così poco tempo, cioè imparare come non si deve fare politica in così poco tempo, però evidentemente questa sarà una palestra che mi farà crescere, anche perché fuori da queste mura c'è il mondo reale che… meno male che sta giocando il Cagliari perché in questo momento meno persone stanno guardando i nostri video, perché altrimenti ci sarebbe veramente da preoccuparsi. Comunque, io ritengo che stiamo assistendo ad un dibattito surreale su una questione che non doveva neanche arrivare a questo livello, a questo punto, noi abbiamo provato in vario modo a farvi cambiare idea, a cercare di dissuadervi con argomentazioni giuridiche che ritengo inoppugnabili. Voi avete risposto con altre argomentazioni giuridiche che hanno detto che le nostre argomentazioni non erano tali, ma questo è il gioco delle parti, e comunque non mi sarei mai aspettato da un Presidente della Regione che, al di là del pensiero politico che ovviamente non è lo stesso, ma questo è nell'ordine delle cose, non mi sarei mai aspettato un Presidente che perde il suo, non dico proverbiale, ma comunque caratteristico aplomb, per rispondere a presunte minacce con una velata minaccia, questo veramente mi ha lasciato sgomento perché anche il Presidente ricopre un ruolo che ovviamente non è il nostro, quello di consiglieri, ma dovrebbe cercare di mantenere un certo stile, soprattutto perché la risposta è arrivata non di getto, ma successivamente all'ascolto di tutta la discussione in aula, e quindi avrebbe avuto tempo di preparare un risposta più pacata, comunque più consona a quelli che sono i suoi compiti istituzionali. Mi ricollego anche a quello che ha detto l'onorevole Meloni, perché la mozione preparata con grande perizia dallo stesso Meloni e da Giovanni Satta, che è qua sotto di me, secondo me ha un'importanza 10 mila volte superiore al provvedimento che voi ora volete forzatamente approvare, e che magari poi avrà sicuramente delle conseguenze, quello è vero, su banchi di tribunali perché magari qualcuno la impugnerà e quindi tutto questo tempo che stiamo perdendo, ma non lo stiamo perdendo, io non lo sto perdendo perché sto imparando, verrà poi reso ulteriormente vano perché, quando si vogliono fare le cose forzatamente non ci si rende conto che si addiviene a conseguenze che sono poi peggiori di quelle…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Michele Ciusa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CIUSA MICHELE (M5S). Innanzitutto anch'io dico subito che voterò favorevole a questo emendamento. Io immagino le persone invece che coraggiosamente stanno guardando lo streaming del Consiglio regionale e vedono un dibattito assurdo, veramente senza senso, come qualcuno già nella discussione generale ha detto. Siamo di fronte ad un'azione di forza della maggioranza, direi muscolare, perché alla fine stiamo parlando di muscoli, diciamolo chiaramente. Sicuramente l'atteggiamento che mostra la maggioranza mi ricorda quello del Marchese del Grillo, per voi si può fare tutto, è sempre tutto lecito, e su questi argomenti siete sempre veloci, pronti e reattivi. Mi dispiace constatare che sugli altri argomenti che riguardano le criticità dei sardi non lo siete, infatti sono d'accordo con l'onorevole Meloni che diceva che si poteva approvare l'ordine del giorno condiviso su trasporti. Veramente è preoccupante questa situazione, secondo me stiamo scrivendo una pagina triste di quest'Aula che porteremo avanti con molta tristezza, chi la porterà avanti, perché la maggioranza lo vuole fare a tutti i costi e vedremo se ce la faranno. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Maria Laura Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Nel dichiarare il mio voto favorevole all'emendamento soppressivo dell'articolo 2, e nel sottolineare e sottoscrivere anzi quanto espresso dai miei compagni e dalla mia compagna di Gruppo e di coalizione per quanto detto precedentemente, non vorrei entrare tanto nei tecnicismi che personalmente non mi appartengono in questa materia, ma piuttosto per sottolineare una questione di tipo anche politico. Io quando un Presidente o comunque un qualsiasi manager anche di un'azienda decide di fare funzionare in un certo modo una macchina, che possa essere una macchina amministrativa, una macchina governativa, una macchina di qualunque genere, in primis deve predisporre un piano chiaramente strategico di intervento, in questo caso mi immagino un piano strategico di intervento per la nostra Regione, dopodiché deve mettere in campo le forze migliori, ma anche motivare i dipendenti, il personale, i dirigenti chiaramente che sono coloro che poi devono guidare il lavoro, e lo devono fare perché tutti insieme si possa percorrere una via chiara e certa proprio per arrivare ad ottenere quelli che sono gli obiettivi. Ecco, a me pare che ci siano degli obiettivi molto annacquati, si rincorrono le emergenze, i direttori che vengono nominati in qualunque modo, anche in punta di norma, tanto che oggi siamo qua per provare a modificare un qualche cosa che sicuramente non è chiaro e non è certo per nessuno, è chiaro che questo comporta una demotivazione generale di chi deve lavorare, e questo è quello che forse mi preoccupa di più. Quando colui che deve dettare una linea chiara, una volontà di agire, eccetera, si trova nelle condizioni di avere un gruppo che non lo ascolta o è confuso, chiaramente non può portare avanti quelle che sono delle strategie per ottenere i risultati, quei famosi risultati che si sbandieravano come il grande cambiamento. Questo è il punto che io metterei innanzi a tutto, e poi soprattutto quello che mi lascia perplessa è questo, se il Presidente dichiara…

PRESIDENTE. Il suo voto è favorevole?

Ha domandato di parlare il consigliere Valter Piscedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISCEDDA VALTER (PD). Sì, anch'io volevo intervenire su questo punto che mi sembra veramente sostanziale di questa altrettanto sostanziale proposta di legge che ci avete sottoposto. Abbiamo colto positivamente lo sforzo che avete fatto di stralciarla e di sottoporcela, proprio per consentirci questa maratona intellettuale e anche in punta di diritto che ci consenta di farvi capire che state prendendo una cantonata, e quindi noi, in spirito costruttivo, abbiamo ritenuto questo pomeriggio di accompagnarvi nello studio più analitico, puntuale, e proporvi con questo emendamento quella che per noi è la soluzione principe: sopprimete il punto! Si sopprime il punto 2 ed è risolto il problema. Ovviamente potrebbe sente potrebbe sembrare un'operazione ostruzionistica, quindi noi abbiamo fatto anche di più, abbiamo detto: qualora non passi questo, gliene presentiamo uno sostitutivo totale, quindi c'è anche l'altro, questo è il soppressivo, e ci sembra che sia la soluzione migliore, se non riusciamo a convincermi su questo abbiamo anche il piano B. Quindi considerateci a disposizione dell'obiettivo, noi vogliamo, assieme a voi, che la Sardegna raggiunga il miglior risultato possibile, e questo è il nostro contributo; accoglietelo, perché siamo tutti all'interno di questo Consiglio protesi a fare il bene della Sardegna. Siamo convinti che anche voi lo vorreste fare, in qualche modo abbiamo capito che state provando anche a ripercorrere un solco che noi abbiamo anche tracciato, siete diventati molto più bravi di noi, devo dir la verità, soprattutto nel prendere cantonate come quella di stasera, e questo provvedimento non vi aiuta sicuramente, però, ecco, rinsavite, cercate di capire che noi vogliamo come voi raggiungere il risultato, quindi ritirate questo emendamento, e in quest'ottica ripropongo il mio parere favorevole. Dichiaro il mio voto favorevole all'approvazione di questo emendamento.

PRESIDENTE. Mettiamo in votazione gli emendamenti 40, 49, 50 e 208.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 40, 49, 50 e 208.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Emendamento numero 2.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie, Presidente. Sempre per volere entrare nel merito e ricordando le parole del Presidente della Regione il Presidente ha, più e più volte, ribadito che i nostri termini, i nostri argomenti e il nostro ragionamento era né più né meno riconducibile al termine "menzogne". Bene, poi il Presidente della Regione ha utilizzato questa argomentazione; sono state fatte leggi, norme, delibere, interventi identici a questa, considerando quelli degli errori, e quindi attribuendo la patente di errore alla norma oggi oggetto di discussione. Con questo capolavoro di retorica si attribuisce la patente di verità, di giustezza alla norma attuale, fondandola sul fatto della reiterazione dell'errore del passato. Io nel passato non c'ero, se non all'opposizione, così molti altri colleghi, e nel passato abbiamo contestato alcune azioni, il Presidente della Regione dovrebbe sapere che se non fosse andata così al suo posto ci starebbe il Presidente Pigliaru, siccome è andata diversamente, tanto che probabilmente molti errori sono stati commessi, non tutti sono stati errori, oggi c'è lui e non il suo predecessore, e non vorrei che avendo svolto lui il ruolo di oppositore del suo predecessore fondasse il proprio agire, la propria azione sui passi giudicati dallo stesso Presidente Solinas come errori nel passato e stigmatizzati in Aula come elementi fondanti dell'azione sua attuale nell'ambito dell'esercizio delle alte funzioni di Presidente della Regione; è un capolavoro, nell'ambito dell'espressione del voto favorevole a questo emendamento, "virgola", un capolavoro dell'arte della retorica degna solo della Grecia antica, dove era un esercizio però dove ci si spendeva avendo perfettamente a conoscenza il fatto che si sosteneva una tesi e contestualmente, come esercizio, si sosteneva il suo opposto, non era oratoria.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Grazie, Presidente, l'emendamento proposto, l'emendamento numero 2, dalla collega Manca e dal Gruppo dei Cinque Stelle spiega cos'è un'interpretazione autentica, perché effettivamente nel testo proposto dalla legge numero 31, in vigore nella nostra Regione da più di vent'anni, non tutto è chiaro, in vent'anni alcune cose possono cambiare, pensiamo per esempio all'introduzione nell'ordinamento, anzi, alla reintroduzione nel sistema universitario delle lauree triennali, o ad alcuni corsi di studio che nel finire degli anni novanta non erano ancora in vigore, pensiamo alle riforme dell'università e anche a quelle della scuola superiore. Ebbene, l'emendamento spiega meglio, declina, quello che la legge non dice, ed entra realmente nei compiti che di solito sono affidati all'interpretazione autentica; questo Consiglio più volte è intervenuto con interpretazioni, non con interpretazioni rozze e grossolane come quelle che ci avete proposto. Io prima ho fatto riferimento a un'interrogazione, quella numero 61 che è ancora senza risposta, in quell'interrogazione sarà curioso leggere la risposta della Giunta, qualora appunto questa dovesse prima o poi pervenire, in quell'interrogazione si chiedevano due cose, la prima era: i dirigenti che avete nominato ieri, quelli esterni, hanno i requisiti? E la seconda era: perché avete scelto un tempo di nomina così breve, sei mesi, nonostante il 165 preveda minimo tre anni? Queste erano le domande. A quelle domande non è mai arrivata risposta. Già il fatto che siano state formulate entrambe nello stesso testo fa capire in maniera plastica quanto non rispondano al vero alcune cose sentite dire in quest'Aula, perché quel testo, che dovrebbe essere già pienamente in vigore nel nostro ordinamento, non avrebbe consentito di approvare quella delibera, Presidente. Non lo avrebbe consentito perché il tempo minimo per essere nominato in un ruolo dirigenziale è di tre anni, dai 3 ai 5. La nostra legge regionale, invece, quella che a mio giudizio è pienamente in vigore in questa Regione, prevede una nomina di massimo cinque anni, non include un termine minimo. In quel caso, a mio giudizio, devono essere considerati i principi dell'ordinamento, perché a mio giudizio, ovviamente non sono un giurista, è un principio la separazione del potere dell'Assessore da quello del direttore generale, ed è un principio che è garantito…

PRESIDENTE. Onorevole Agus, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Giampietro Comandini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Grazie Presidente, chiedo scusa a lei e ai colleghi dell'Aula se mi sono distratto un attimo, ma cerco di recuperare subito la lucidità per intervenire sull'emendamento numero 2. L'emendamento numero 2 al testo di legge, all'articolo 2, io credo che sia veramente una interpretazione autentica, quindi sia proprio nel merito e nello spirito della proposta di legge, in quanto dice con chiarezza che il titolo di studio per ricoprire certi incarichi all'interno della Regione non può essere inferiore alla laurea specialistica, alla laurea magistrale ovvero a una laurea quinquennale del vecchio ordinamento. Non mi sembra in qualche modo che su questo si possono avere dubbi, in merito al fatto che per ricoprire certi ruoli apicali in seno alla Regione debba in qualche modo essere garantita una competenza, una conoscenza, una possibilità di esprimere al meglio la propria funzione. Ma perché, domandiamoci, il Gruppo dei Cinque Stelle, ma anche gli altri Gruppi dell'opposizione, sostengono questo emendamento? Perché ci siamo resi conto che alcuni ruoli apicali, e devo dire anche delicati, di questa Amministrazione regionale risulterebbe, considerato che ancora non siamo totalmente in possesso di tutti i curricula dei direttori generali che in qualche modo attualmente ricoprono quegli incarichi, parrebbe che qualche dirigente che ricopre attualmente ruoli non sia in possesso di una laurea del vecchio ordinamento conseguita secondo quanto dice l'attuale normativa. E non è soltanto una questione classista, ma è una questione di merito fondamentale, soprattutto se poi a ricoprire quei ruoli vengono chiamate persone che, sempre parrebbe, leggendo le notizie che in qualche modo arrivano dai corridoi, dalla stampa, da chi è in qualche modo più informato, non hanno questa competenza. Allora questo emendamento quindi cerca di colmare questa lacuna, cerca in qualche modo di dire con chiarezza qual è il titolo di studio che bisogna possedere per ricoprire qualche incarico. Io credo che se voi in qualche modo ritenete, credo che lo riteniate, di questo ne sono convinto conoscendo anche la sensibilità e l'attenzione dei colleghi quando si tratta di rispettare, valorizzare competenze, anche regionali, si possa approvare questo emendamento, si possa con chiarezza dire che per fare il Direttore generale, per fare i Direttori di agenzie regionali il titolo di studio previsto per i dirigenti non può essere inferiore a una laurea specialistica. Su questo sono convinto che non ci sia da parte vostra nessuna contrarietà, che non abbiate difficoltà a votare…

PRESIDENTE. Onorevole Comandini, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Alessandro Solinas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SOLINAS ALESSANDRO (M5S). L'emendamento numero 2 come si già benevolmente pronunciato il collega Comandini, che ringrazio, parlando come primo del gruppo dei presentatori, è un emendamento che fornisce una vera interpretazione autentica. Ringrazio anche il collega Agus per averne fatto un'ottima recensione e descrizione. Abbiamo ritenuto necessario aumentare il novero dei titoli di studio cosicché questi siano maggiormente particolareggiati e si fugasse ogni dubbio relativamente ai titoli di studio che potessero essere utili e necessari per l'accesso al ruolo dirigenziale. Vedete, comunque, vi è una descrizione molto particolareggiata perché, per esempio, io avendo una laurea magistrale in giurisprudenza… sapete che poi cambia, prima era 3 più 2, adesso invece è cinque anni; magari uno poteva pensare che quello con 3 più 2 poteva andare a depositare il curriculum a Villa Devoto e io no, invece è così, meno male l'abbiamo precisato. Io sono convinto che la maggioranza riuscirà a convenire e a votare favorevolmente. Grazie, colleghi, stanno tifando per me, Presidente, stanno tifando per me.

Cos'altro dire? Si è fatto un riferimento agli scacchi prima. Bene, questa mossa non è una minaccia. Presidente, questa mossa - e non è una battuta - questa mossa è un arrocco. L'arrocco sapete a cosa serve negli scacchi? A mettere al sicuro il re a inizio partita, mettendo in pericolo un'altra pedina dello scacchiere, e quell'altra pedina dello scacchiere che si sta mettendo in pericolo adesso, facendo un'operazione di scudo umano di cui abbiamo parlato prima, a mio avviso è l'onorevole collega Tunis, il quale, comunque sia, ripeto, è sicuramente la miglior sponda che il Presidente abbia potuto trovare nella parte alla mia sinistra dell'emiciclo, senza nulla voler togliere agli altri colleghi, ci mancherebbe. Molti sardi si chiederanno perché siamo qui oggi, perché siamo qui e perché non stiamo parlando magari dal maltempo che sta affliggendo la Sardegna o perché abbiamo relegato un tema così importante come i trasporti in un cantuccio, a margine della seduta, dove voteremo questa risoluzione dandole sicuramente minore importanza di quella che ha, e non certo per colpa nostra, ma per colpa di chi ha deciso di occupare i lavori di quest'Aula in questo modo, e non con gli emendamenti, perché questi emendamenti sono sacrosanti, perché vanno a contrastare circonstanziatamente, colleghi, e non con un mero ostruzionismo, quello che è il contenuto di una norma che noi non condividiamo assolutamente. Il voto, Presidente, naturalmente come presentatore e firmatario di questo emendamento, sarà favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Maria Laura Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Grazie Presidente, per sottoscrivere quanto è stato espresso e ribadire il mio voto favorevole a questo emendamento e per completare il ragionamento. Allora la mia perplessità è questa. Perché se il Presidente dichiara di non aver necessità di questo testo, la maggioranza sostiene con forza di volerlo portare avanti, e non ha votato favorevolmente il nostro emendamento soppressivo o comunque non pensa di portar via il testo, considerato, appunto, da quanto espresso dal Presidente, non necessario? Questa è la perplessità più grande che chiaramente si collega a quanto ha sottolineato l'onorevole Meloni. Noi ieri in Aula alle otto di sera ci siamo ritrovati a trattare uno dei temi che da gennaio sicuramente sarà uno dei temi più importanti per la nostra Regione, ovvero il problema dei trasporti marittimi, e vorremmo votare questo testo anche perché è uno dei testi più importanti di questa giornata e non lo facciamo e, nonostante sia stato chiesto più volte di votarlo prima di continuare questa discussione, questo non è stato fatto. Questo non viene fatto proprio perché, riprendendo quanto dicevo prima, ovvero il fatto che non ci sia una visione complessiva e che si pensa soltanto a dei sistemi diciamo così di emergenza per sopperire a quelle che sono delle mancanze, delle necessità improvvise, non si pensa realmente a costruire un'idea generale e portare avanti un progetto specifico, e questo viene anche chiaramente messo in risalto da quelle che sono le nomine di sei mesi. In sei mesi è chiaro che nessun dirigente può pensare di programmare un lavoro, di far lavorare con cognizione di causa e con programmaticità un ufficio, e questo va chiaramente a discapito di chi? Sicuramente non del Presidente, della Giunta, o di noi tutti che siamo qua, ma sicuramente per quei cittadini che oggi sono isolati. Ci sono frazioni di territorio faccio un esempio il territorio di Sinnai…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Desirè Manca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRE' (M5S). Presidente, dichiaro subito il mio voto favorevole a questo emendamento che abbiamo presentato in qualità di Presidente anche del gruppo del Movimento 5 Stelle, però mi piace continuare anche il discorso che ho iniziato poco fa, dove facevo alcune considerazioni sulle dichiarazioni, sulla risposta del nostro Governatore, dove ci chiedeva palesemente, a tutto il Consiglio, di non rinunciare alla nostra funzione legislativa, e mi piace l'idea di ricordare al nostro Governatore che sono trascorsi nove mesi, esattamente 262 giorni, in cui non si è riusciti in questi nove mesi a discutere neanche un quarto delle proposte di legge che questo Consiglio e noi tutti consiglieri, parlo di maggioranza e di opposizione, hanno protocollato e hanno presentato…

Aspetti, Presidente, che io sono stata distratta! Mi sono anche spaventata, devo essere sincera!

PRESIDENTE. Allora, lo dico al microfono, chi vuole guardare la partita vada al bar! I consiglieri che stanno guardando la partita, e che mi sembra non siano interessati al dibattito, prego vadano al bar!

MANCA DESIRE' (M5S). Presidente, se mi interrompono, io mi sono anche spaventata perché ho sentito questo boato affianco a me. Comunque dicevo, sempre per continuare il discorso della presentazione… no, Presidente, però io recupero questi secondi!

PRESIDENTE. Lo dico a beneficio di tutti, se continua questo andazzo, io sospendo il Consiglio!

MANCA DESIRE' (M5S). Presidente, non riesco a parlare! Per cui dicevo, Presidente, ricordavo al nostro Governatore che naturalmente invitava tutti i consiglieri a non smettere di applicare la nostra funzione legislativa che questo Consiglio regionale con i commissari, esattamente opposizione e maggioranza, la sua maggioranza, Governatore, non ha neanche portato in Commissione un quarto delle leggi che sono state protocollate. Questo a dimostrazione che i consiglieri regionali stanno lavorando, ma anche i suoi consiglieri regionali stanno lavorando, però evidentemente c'è qualcosa che non va. Allora io l'invito che faccio al nostro Governatore non è di richiamare…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Li Gioi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Presidente, discutiamo l'emendamento a cui chiaramente il mio parere è favorevole, e mentre lo stavo rileggendo il collega Giovanni Antonio Satta mi ha ricordato che a Olbia sta piovendo molto. Sapete benissimo che sei anni fa ad Olbia c'è stata un'alluvione tragica che ha lasciato sul terreno tanti morti, e noi stiamo andando a forzare la nomina di direttori generali in ruoli apicali, uno dei quali, ahimè, riguarda proprio la Protezione civile. Noi stiamo facendo di tutto per sollevarvi da questo peso, purtroppo probabilmente non ce la faremo perché la democrazia ha i suoi numeri, ha le sue regole, noi abbiamo perso le elezioni, voi le avete vinte, e quindi qualunque cosa proponiate se insistete testardamente riuscire ad approvarla. Dura lex, sed lex. Però qua stiamo andando contra legem, "contra lex" quindi, e comunque questo è il vostro volere. Però io continuo a pensare a quelle persone che sono morte ad Olbia, il 18 novembre abbiamo fatto sei anni, con una fiaccolata che li ricorda, e mi vengono soltanto i brividi a pensare che una persona che probabilmente non ha i titoli e la capacità per farlo sarà posta in una poltrona che magari spetterebbe ad un soggetto che quelle caratteristiche le ha. Perché uno ovviamente avendo la maggioranza può nominare chiunque, perché è suo diritto, però siccome poltrone ce ne sono tante, le nomine potrebbero essere riferite a poltrone nascoste di cui nessuno sa niente, e così magari avremmo evitato anche di fare discussioni che non hanno senso nel sabato di Natale, però ci avete portato a questo e noi nel rispetto della democrazia abbiamo presentato gli emendamenti, che sono plausibilissimi e quindi andiamo avanti nel nostro compito che gli elettori ci hanno affidato, come a voi hanno affidato il compito di amministrare bene la Regione, a noi hanno affidato il compito di fare bene l'opposizione. E questo riteniamo di farlo sino a che il tempo ce ne darà la possibilità.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). Presidente, siamo all'articolo 2 che viene dopo l'articolo 1 e prima dell'articolo 3. Niente, siccome stiamo parlando di dirigenti, e soprattutto di dirigenti che potrebbero, uso il condizionale, non avere le competenze giuste per poter assolvere al quel ruolo, io mi rifaccio a una problematica che in questo momento sta danneggiando dei dipendenti regionali che erano in comando negli uffici che si occupavano dei rinnovi dell'assistenza tecnica dell'FSC, la problematica riguarda i rinnovi e le proroghe, sembrerebbe, utilizziamo sempre il condizionale, che non equiparando i comportamenti precedenti, ad alcuni di loro non sia stata data la possibilità di avere la proroga del comando in un ufficio tra l'altro in cui c'è estrema necessità di personale che ha acquisito grandissime competenze per l'attività che deve essere svolta all'interno appunto di quegli uffici, e sembrerebbe anche che sia stato posto un quesito preciso dalla direzione generale della Presidenza, cito anche la nota, la 11561 del 30 aprile 2019, che si chiedeva al fine di garantire la prosecuzione dell'attività di assistenza e monitoraggio, gestione e controllo degli interventi cofinanziati, si potessero prorogare i contratti di lavoro in scadenza relativi sia ai collaboratori in servizio presso l'Unità di progetto, e le Direzioni generali della Difesa Ambiente, dell'industria, dei beni culturali, formazione, spettacolo e sport, e della sanità, aveva chiesto anche l'iscrizione in entrata e spesa del bilancio regionale, che comunque è avvenuto, i relativi stanziamenti sono stati messi a disposizione. Nonostante questo sembra che ci sia stato un diniego, e non si capisce perché, e quindi credo che noi stiamo creando una situazione iniqua, non di giustizia, rispetto a delle persone che comunque hanno diritto a continuare ad operare in quegli uffici.

PRESIDENTE. Solo per dire che siete inquadrati, è in diretta… solamente per avvisarvi, e quindi si è visto.

Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). Il suo cos'era, un velato avvertimento?

PRESIDENTE. Obiettivamente, assistere…

LAI EUGENIO (LEU). Non so a cosa si riferisce.

PRESIDENTE. Se vuole lo dico a cosa mi riferisco.

LAI EUGENIO (LEU). Può dire tutto quello che vuole, peggiore di quello a cui stiamo assistendo noi oggi, non c'è niente, sinceramente.

PRESIDENTE. Intervenga.

LAI EUGENIO (LEU). Interveniamo nel merito dell'articolo 2 e dell'emendamento che è stato presentato dalla collega Desirè Alma, in particolare devo dire che l'onorevole Comandini ha ben illustrato il perché voteremo a favore di questo emendamento e perché continuano a permanere dei dubbi relativamente all'ostinazione con cui questa maggioranza vuole proseguire nel proprio obiettivo di approvare una legge che, dal nostro punto di vista, quasi certamente verrà impugnata. Però quando verrà impugnata, noi saremo qui a ricordarvi, ricordarlo al Presidente e ricordarlo ai colleghi della maggioranza, che noi ve l'avevamo detto, vi avevamo suggerito di percorrere un'altra strada, vi avevamo suggerito che ci sono mille modi per poter provare ad affrontare un tema complesso come questo, nei mille modi che ci sono per poterlo affrontare non c'è sicuramente quello dell'approvazione di questa legge, che si pone nettamente in contrasto con le normative attualmente in vigore, e in particolare, è stato detto più volte da tutti i colleghi, me compreso, la legge 165. Un tentativo di provare a sanare alcune situazioni e un tentativo maldestro di provare ad affrontare un problema che si pone.

Io non voglio entrare nei temi della retorica e della demagogia, ci sono tantissime altre cose da fare, lo dicono i sardi, tant'è che i sondaggi sul gradimento del Presidente della Regione, ad appena nove mesi dal suo insediamento, parlano chiaro: è al terzultimo posto in Italia, e questo sta a dimostrare che tra il dire della campagna elettorale e il fare invece dell'azione amministrativa, ci passa il mare. Io credo che siete ancora in tempo per ritirare il provvedimento e per provare, così come si è fatto su altre normative, ad affrontare il tema in maniera decisamente più seria, una serietà che questo Consiglio regionale merita nell'affrontare i problemi. Dubito però che ascolterete.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Valter Piscedda per dichiarazione di voto.

PISCEDDA VALTER (PD). Cari colleghi, voi sapete che nei cinque anni precedenti, né in questi nove mesi, mi sono distinto per gli interventi in Aula, perché li ho sempre ritenuti abbastanza superflui laddove il lavoro di squadra, alla quale appartengo, funziona bene, però effettivamente oggi, poiché è anche assente il collega Capogruppo, avendo il ruolo di vice Capogruppo del Partito Democratico mi sento particolarmente in dovere di contribuire al dibattito dell'Aula, così pregnante, e dare l'apporto di tutto il nostro partito, affinché voi possiate migliorare il più possibile questo provvedimento. Questo è il motivo per cui sto intervenendo così con puntualità, peraltro mi sento, a nome del Partito Democratico, di ringraziare i colleghi del Movimento 5 Stelle per questo emendamento, e anzi se i colleghi hanno piacere chiederei anche di poter aggiungere le nostre firme di tutto il Partito Democratico, perché mi sembra che siate veramente andati a centrare uno degli argomenti principali. E sinceramente, cari colleghi della maggioranza, io non capisco perché vi state ponendo in contrarietà rispetto a questo emendamento. Io me lo sono riletto tante volte dopo aver sentito i vostri interventi ma mi sembra che dica, scritto leggermente meglio, quello che dite anche voi: "Il titolo di studio prescritto dall'articolo 29, comma 1, della legge regionale 31 del 1998 non può essere inferiore alla laurea specialistica, a quella magistrale ovvero a quella di vecchio ordinamento conseguita antecedentemente alla riforma di cui al decreto ministeriale 509". Quello che invece voi avete scritto è: "La formazione universitaria richiesta dal presente comma non può essere inferiore al possesso della laurea specialistica o magistrale ovvero al diploma di laurea conseguito secondo l'ordinamento didattico previgente al regolamento di cui al DM 509", non è che sia scritto molto diverso, cioè il concetto è quello. Caspita, almeno un'apertura come questa, se siamo d'accordo su una cosa dateci un segnale, poi voi direte noi con quella frasetta vi sostituiamo tutto il comma, e va beh', caspita, ci si viene incontro, noi diciamo che siamo d'accordo su quello che dite voi e voi mollate la presa sul resto, ci può stare. In un'ottica di relazione costruttiva nell'approvare una legge mi sembra che sia il minimo, la buona dialettica tra maggioranza e opposizione è questa: noi contribuiamo, vi diciamo che siamo d'accordo su quel pezzo, e voi stralciate tutto il resto dell'articolato. Almeno su ciò su cui siamo d'accordo votiamo insieme, colleghi. Esprimo il voto favorevole sull'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Meloni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MELONI GIUSEPPE (PD). Per dichiarare il voto favorevole rispetto all'emendamento numero 2, per le stesse motivazioni illustrate adesso dal vice Capogruppo Piscedda che ha parlato anche a nome del mio Gruppo. Io approfitto della presenza del Presidente in Aula in questo momento, perché prima non c'era quando abbiamo trattato l'emendamento precedente, per invitare ancora una volta la maggioranza, l'invito lo faccio direttamente al Presidente, a rivedere questa posizione assurda sulla questione dell'ordine del giorno dei trasporti. Mi sembra veramente assurdo che l'ordine del giorno dei trasporti venga portato alla fine di questa discussione, magari trattato a mezzanotte o quando sarà (io spero prima), come se fosse un ordine del giorno che interessa la maggioranza. Io le dico, Presidente, parli un po' con i falchi della sua maggioranza (lo sappiamo tutti che i falchi non sono aquile e quindi lei può fare l'aquila) e cerchiamo di fare in modo che questo ordine del giorno venga innanzitutto approvato da quest'Aula, perché, l'ha ricordato il collega Giovanni Satta che ha mostrato tanta buona volontà in queste settimane, ha trattato il tema per conto della maggioranza, ha ribadito quello che ho detto già ieri io, cioè che il 6 e il 7 gennaio, se non fosse ancora ben chiaro, ci sarà uno sciopero, verranno bloccati i nostri porti, sicuramente Cagliari e Olbia, io credo che questo Consiglio regionale se ne debba occupare e non se ne può occupare in un ritaglio di tempo che ci sarà probabilmente alla fine di questa seduta. Lo facciamo in modo breve, l'Aula se n'è già occupata, c'era sull'argomento una posizione sostanzialmente unitaria e non vedo perché la dobbiamo rovinare in questo modo: a quel punto ve ne prenderete la responsabilità, lo denunceremo. Ecco, questo sia chiaro, cambieranno… probabilmente cambierebbe anche il tenore degli interventi successivi.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 2.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Emendamento numero 3.

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie Presidente, ripercorrendo sempre le parole del Presidente della Regione, Presidente, ha affermato che tutto quel che noi abbiamo sostenuto fossero menzogne. Ha detto che assolutamente non esiste un problema legato alla trasparenza, anzi tutt'altro che in termini di lavoro, in termini di possibilità di visionare, vedere nel sito le delibere o le leggi insomma ciò che è l'attività della Giunta non solo non vi è alcun problema da un punto di vista della trasparenza ma addirittura ci sono record. Ci dica, Presidente, qual è il record in quale campo delle scienze umane vada collocato, il fatto di essere stati capaci di commissariare enti con commissari fantasma, con delibere visibili che non recano il nome del commissario. Avete commissariato Forestas, mica il Corriere dei Piccoli e la sua direzione, Forestas con un commissariamento che non reca il nome e il cognome del legale rappresentante e del commissario che dovrebbe svolgere le funzioni commissariali. Altro che trasparenza, altro che record, successivamente, un altro elemento curioso di questa vicenda, per quanto riguarda la proposta oggetto di emendamento, per il quale esprimo un voto favorevole, è quello sempre dell'accusa sulla menzogna e sto a Brecht: "chi non conosce la verità è uno sciocco, chi la conosce e la chiama bugia è un lestofante".

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alessandro Solinas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SOLINAS ALESSANDRO (M5S). Grazie Presidente, grazie Presidente, colleghi, membri della Giunta, Governatore e Presidente del Consiglio, votiamo l'emendamento numero 3. Emendamento all'articolo 2, come vedete sicuramente l'avrete lo avrete avuto modo di leggerlo, questo emendamento diciamo che va a fornire un'interpretazione autentica alla vostra interpretazione autentica, cosa vuol dire direte voi. In buona sostanza stiamo rappresentando con questo emendamento quelle che sono le vostre vere intenzioni per quanto poi si faccia una chiusa dove quanto meno si garantisce un minimo di professionalità relativamente alla carica che a questo dirigente deve essere attribuita. Ecco non è tanto un intento provocatorio, quanto un intento veramente di spingervi a rappresentare quella che è la vostra vera volontà, e questa è una cosa importante secondo me, perché potrebbe permettere anche col nostro appoggio di poter come dire manifestare le vostre vere intenzioni che sicuramente rispondono a quello che in questo emendamento è riportato e dal testo di questo emendamento si può si può evincere, colleghi. Ha detto bene prima presidente Pais, siamo in diretta, siamo in diretta, tutti i Sardi potenzialmente, se hanno sistema operativo adatto, che poi lo streaming del Consiglio funziona un po' male, possono vedere quello che sta succedendo in questo Consiglio. E come lo potrebbero interpretare, dice lei, non vedranno un'opposizione che fa dello sterile ostruzionismo, perché questo non è per quanto ne siamo stati accusati, e io ci credo davvero, noi stiamo opponendoci strenuamente a qualcosa che non risponde al perseguimento delle esigenze dei sardi. E ripeto si è relegato a uno spazio minuscolo una mozione sui trasporti realmente importante, un tema che poi naturalmente ha ulteriori numerosissime sfaccettature si sta paralizzando quest'Aula con questo provvedimento, ripeto, non perché sono stati presentati questo numero di emendamenti, ma perché questo provvedimento deve essere secondo me ritirato o cambiato alla radice. Perché quello che si sta facendo non è giusto, quello che si sta facendo non è meritocratico, quello che si sta facendo non tiene conto in alcun modo dei reali problemi e delle reali esigenze, reali questioni che quest'Aula nell'esercizio della sua potestà legislativa dovrebbe e potrebbe essere chiamata, alle quali potrebbe essere chiamata appunto a provvedere, ringrazio i colleghi per essersi…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diego Loi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOI DIEGO (Progressisti). Grazie Presidente, non volevo esimermi dal partecipare attivamente a questa discussione di questo importante provvedimento di legge in una seduta prenatalizia come quella di oggi per la quale voleva approfittare peraltro della presenza del governatore e della Giunta per fare intanto gli auguri di Buon Natale. Voglio esprimere da subito il mio voto favorevole a questo interessante emendamento numero 3 proposto dai 5 Stelle, intanto per aver enfatizzato un aspetto che ritengo molto importante, che credo che sia importante che questo Consiglio prenda atto e valorizzi, che è il tema della qualificazione professionale. Tema della qualificazione … purtroppo Presidente il problema è sempre lo stesso, mi pare…

PRESIDENTE. Sono i suoi colleghi, sono i suoi colleghi che stanno facendo un capannello e le impediscono di parlare, prego.

LOI DIEGO (Progressisti). …va beh insomma io sto provando a enucleare un ragionamento insomma che voleva portare un contributo positivo, ma evidentemente forse siamo già in festività. Intendevo dire che mi sembra molto interessante l'aspetto enfatizzato dall'emendamento proposto dai Cinque Stelle quando parla di qualificazione professionale, quando parla di temi che tutti quanti dovremmo evidenziare ed enfatizzare come quello del lavorare e dell'avere l'opportunità di governare o di gestire funzioni importanti grazie non solo al titolo di studio, grazie non solo al percorso fatto, ma grazie anche alle qualifiche professionali che si sono maturate. Questo tema credo che sia il tema fondamentale che probabilmente l'invito attraverso i vari emendamenti proposti al disegno di legge vuole riproporre che è quello di un'attenzione da portare avanti su chi sono le persone che si devono individuare per ricoprire determinate cariche ma soprattutto anche su un altro elemento fondamentale che è quello del tema della spesa pubblica ovvero il ricorrere a funzioni dirigenziali esterne non fa altro che contribuire all'aumento della spesa pubblica. Ho annunciato il mio voto che è favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Desirè Manca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRÈ (M5S). Grazie Presidente, annuncio naturalmente il voto favorevole a quest'altro emendamento che è firmato dal Gruppo del Movimento 5 Stelle, a mia prima firma, e mi piace continuare quello che è il discorso che cerco di portare avanti da poco fa, per cui riprendo quello che stavo dicendo che era l'invito da parte del nostro Governatore di non rinunciare alla nostra funzione legislativa, e io stavo appunto menzionando quelli che erano tutti gli atti che i consiglieri regionali di maggioranza e di minoranza avevano portato avanti in nove mesi di sua legislatura, nove mesi che ricordo essere 262 giorni. In 262 giorni abbiamo circa 130 mozioni ancora da discutere, circa 200 interrogazioni che devono ancora avere una risposta, 79 interpellanze che non sono mai state discusse, e di tutte le proposte di legge che diligentemente tutti i consiglieri di maggioranza e di opposizione hanno portato, e hanno protocollato la proposte di legge, sono state approvate solo 15 proposte legge, se poi entriamo nel merito delle proposte di legge, veramente vediamo che tra queste pochissime toccano argomenti importanti e principali che sono stati oggetto di tanta enfasi della campagna elettorale del nostro Governatore. Per cui, mi piacerebbe chiedere al Governatore che cosa intendesse per non rinunciare alla nostra funzione legislativa. Noi non rinunciamo alla nostra funzione legislativa, sempre che questo possa accadere e avvenire, sempre che le proposte di legge possano essere calendarizzate in Commissione. Io faccio l'esempio mio, personale, dove abbiamo lavorato come gruppo per la presentazione di una proposta di legge, è stata protocollata nel mese di maggio di quest'anno, per cui un mese dopo l'insediamento di questo Consiglio, e dal mese di maggio, oggi ne abbiamo 21 dicembre, non è ancora neanche stata portata in Commissione, nonostante abbia sollecitato diversissime volte la convocazione della Commissione per discutere questa proposta di legge, e non stiamo parlando di una proposta…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Laura Caddeo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CADDEO LAURA (Progressisti). Secondo me, non accogliere questo emendamento così come il precedente, che parla di titoli, che parla di competenze, significa continuare a mantenere quel tarlo del dubbio sulla trasparenza delle azioni della Giunta e della Regione in generale, significa mantenere nell'opinione pubblica quel convincimento che evidentemente abbiamo qualcosa da nascondere, vogliamo favorire qualcuno. Qualcuno qui prima ha detto "quei pochi che ci staranno seguendo", badate che non è vero, non è vero, ci sono centinaia e centinaia di persone che ci seguono, seguono i nostri lavori e leggono i resoconti integrali. Voi direte: "Sono un po' masochisti", può essere, però se leggeranno i resoconti integrali di oggi è chiaro che penseranno che la situazione è un po' kafkiana, cioè un'opposizione che difende i diritti di chi merita di svolgere un certo ruolo e una maggioranza che non replica. Quindi, vedete bene che tutta la situazione sembra un po' distorta. Per non parlare poi, mi permetto di insistere su quanto ha già detto l'onorevole Meloni e tanti altri, del fatto che stiamo privilegiando una discussione per ore, e probabilmente ancora per altre ore, tralasciando un'urgenza per la nostra Sardegna, per i nostri commercianti, per i nostri trasportatori, per tutti coloro che una volta applicata la normativa dell'Unione europea si troveranno a piangere, ma materialmente, non metaforicamente, e noi qui stiamo parlando di ragioni di lana caprina. Mi dispiace che si dia questo esempio, mi dispiace anche assumere un ruolo che può essere antipatico, bacchettone, da maestrina dalla penna rossa, però mi dispiace davvero constatare che contemporaneamente parliamo di argomenti così gravi e siamo capaci anche di ridere sguaiatamente e mancare al nostro dovere di serietà e di maturità. Il mio voto naturalmente è favorevole a questo emendamento. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Oggi è un giorno delle prime volte, per la prima volta si arriva alla discussione degli emendamenti nella sedicesima legislatura, già in altre occasioni la minoranza aveva espresso il proprio dissenso presentando decine di emendamenti, è la prima volta in cui la maggioranza tiene duro e va sino in fondo. Inoltre, è la prima volta, dopo più di dieci anni, che il Consiglio si riunisce il sabato, per di più il sabato prima di Natale. Bisogna controllare gli annuali e i resoconti storici del Consiglio regionale, credo che probabilmente questa coincidenza non sia mai capitata, si è sempre detto però, c'è sempre data la disponibilità a riunirci anche durante le feste, si dice sempre ai colleghi che magari devono prenotare un volo o devono andare a trovare dei parenti dall'altra parte d'Europa o d'Italia, a parte che in questo periodo trovare un volo è complicato, lo sappiamo tutti, si dice sempre, però c'è un periodo in cui non dovrebbe essere convocata l'Aula, ovviamente al netto di uno tsunami, di una catastrofe naturale, di un problema grave e serio che imponga all'Aula di riunirsi anche il giorno di Natale. In questo caso, non si tratta di un problema grave e serio, si tratta di qualcosa di pienamente conosciuto. Se anche l'intervento della maggioranza fosse stato in buonafede, non è un intervento in buonafede, colleghi, non ve lo devo ridire per l'ennesima volta, almeno a mio giudizio, se anche fosse stato in buonafede nei mesi precedenti ci sarebbe stata la possibilità di entrare in aula. La realtà è che nei mesi precedenti siete stati impegnati a provare a fare la stessa azione cercando un sotterfugio, un emendamento estemporaneo presentato in Aula, una proposta di Giunta mai pubblicata, e a questo punto voglio capire se quella delibera contiene un falso, non voglio fare nessun tipo di illazione, però non è possibile che in questa legislatura ci siano le delibere di Schrödinger, contemporaneamente pubblicate e non pubblicate, contemporaneamente esistenti e non esistenti, come il gatto che sino alla verifica e al controllo era contemporaneamente vivo e morto. Nel diritto amministrativo questo non è possibile, per cui do un ennesimo consiglio non richiesto e non gradito, credo che la situazione vada il prima possibile risolta…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giampietro Comandini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Per intervenire su questo emendamento ho seguito le indicazioni del mio amico Tunis, e sono andato su Wikipedia per vedere in qualche modo quali erano le competenze che dovrebbero avere i direttori generali per poter svolgere questo ruolo di coordinamento, di direzione, di indirizzo nei confronti della propria funzione, sia pubblica che privata, e Wikipedia devo dire è molto specifica, più probabilmente della vostra proposta di legge nel dire cosa devono possedere i direttori generali, per cui inviterei anche qualcun altro di esercitarsi in questa lettura. Perché nella proposta che ci state sottoponendo c'è una "o" in più, c'è questa "o" in più che in qualche modo, oltre a dire "è un'esperienza acquisita per almeno un quinquennio in funzioni dirigenziali", questa "o" in più permette a persone, a qualcuno di diventare direttore generale anche con pubblicazioni universitarie, quella "o" in più, quindi, leggendola con attenzione, relativamente al ruolo di direttore generale può in qualche modo permettere a chi ha una formazione universitaria o scientifica, e pubblicazioni in merito sempre scientifiche, di diventare direttore generale della nostra Regione. Capite bene che, quindi, non grazie ad analisi politiche, ma grazie a Wikipedia ci rendiamo in una situazione tale che l'Amministrazione regionale della Sardegna, questo Consiglio regionale sta decidendo che non la esperienza quinquennale per svolgere il ruolo di coordinamento, di direzione, importantissime, con grandi responsabilità, sono requisiti essenziali per ricoprire quella funzione, ma io che faccio venti pubblicazioni di qualsiasi genere, anche di geologia, posso diventare direttore generale dei lavori pubblici, degli affari generali, e io credo che questo sia qualcosa inammissibile, inconcepibile, e ne va della dignità dell'Amministrazione regionale, e ne va in qualche modo della funzionalità dell'amministrazione che in qualche modo noi chiediamo efficienza, chiediamo raggiungimento degli obiettivi, chiediamo in qualche modo di risolvere i problemi dei sardi, chiediamo in qualche modo di assumere delle responsabilità, allora, come dicevamo qualche tempo fa, collega Tunis, fermatevi, siete ancora in tempo per fermarvi, siete ancora in tempo per rendervi conto di quello che state facendo, siete ancora nei tempi per tornare indietro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Michele Ciusa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CIUSA MICHELE (M5S). Grazie, Presidente, che mi dà l'opportunità di esprimere il mio voto favorevole a questo nostro emendamento. Io mi ricordo le dichiarazioni programmatiche del Presidente Governatore Christian Solinas, meglio specificare visto che c'è anche l'onorevole Solinas, dove lei diceva: "Quale profitto per la Sardegna, quale profitto per i sardi", ebbene, Presidente, io in questo provvedimento non vedo nessun profitto per la Sardegna, stiamo parlando di questa interpretazione autentica che io chiamerei più che altro giustificazioni autentica appunto per sanare queste vostre nomine. Io ritengo che questo nostro emendamento vada in quella direzione che lei esprimeva nelle dichiarazioni programmatiche, oppure posso anche dire che se non sarà questo emendamento potete sceglierne un altro, o un altro ancora, sono tutti secondo me validi che vanno a rispondere a quei suoi interrogativi che ha posto nelle sue interrogazioni programmatiche, quindi potete scegliere, colleghi della maggioranza, e sono sicuro che a quel punto troveremo una soluzione. Perché fino a qui voi non avete mai risposto a queste domande del Presidente Solinas, anzi, nessun vostro provvedimento è stato appunto efficace. Quindi confermo il mio voto favorevole a questo emendamento. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Li Gioi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Grazie, Presidente. Mentre nel precedente emendamento si parlava di titoli di studio, qua si parla di specifica qualificazione professionale, però siamo sulla stessa falsa riga, su quella falsariga che nel suo discorso di insediamento, il Presidente Christian Solinas qua presente per la sesta volta su 36 consigli regionali, quindi un sesto, dicevo proprio quella falsariga che lui sembrava voler accoratamente tracciare parlando di quel famoso filo d'orbace con cui oggi cuce un abito addosso a soggetti che non hanno quella taglia, non ovviamente fisica ma anche tecnica, morale, per portare avanti determinati compiti, però questo è il volere di questa maggioranza, portare avanti con forza, con i muscoli, queste direttive, disinteressandosi di quelli che sono i veri problemi della Sardegna, mettendo tutti i problemi del lavoro, dei trasporti, del turismo in seconda, terza e quarta fascia, e riempiendo questo sabato di Natale in questa discussione che, ripeto, è surreale, su qualcosa che non ha senso, che non avrebbe dovuto avere neanche ragion d'essere, e però ci sta consentendo di trascorrere un non certo allegro pomeriggio di sabato, riempiendo il tempo sì, ma riempiendo il tempo, ripeto quello che ho detto prima, con l'esercizio della democrazia, che ci è data dai numeri, numeri che ci consentono questo e che ci porteranno a portare avanti questa nostra battaglia, che sappiamo già perdente, però a testa alta e con la consapevolezza di essere nel giusto, perché essere qua vuol dire portare avanti le battaglie per cui ci si è candidati e in cui si credono, e i valori che si sono portati avanti in tutta la propria vita, e così noi continueremo a fare malgrado il vostro modo di comportarvi. Grazie, il mio voto ovviamente è favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). Grazie, Presidente, chiedo all'Aula un po' di attenzione, perché prima ho visto l'amico Giagoni turbato quando abbiamo citato Eisenhower, e non vorrei che questo turbamento continui. Io, siccome voglio che questa seduta non sia inutile, e dico quello che penso e credo quello che pensiamo tutti, che non stiamo facendo alcun sacrificio a stare in Aula oggi, sabato pomeriggio, sabato precedente al Santo Natale, e approfitto della presenza del Presidente e della presenza del Vicepresidente perché io chiedo, davvero sommessamente, e lo faccio col cuore, e prima di fare questo ringrazio ufficialmente i Presidenti della seconda e della quarta Commissione e le due Commissioni interamente per il grande lavoro che hanno fatto stamattina, e ringrazio anche il Presidente Pais che ci ha dato la possibilità di andare in deroga per poterle convocare, perché abbiamo fatto un atto importante per dare risposta, purtroppo, a troppe persone che in questo momento non sono fortunate come noi, che anche se siamo qui di sabato sera queste persone purtroppo, da diversi mesi, non hanno il posto di lavoro e noi faremo di tutto a breve perché possano rientrare legittimamente nei loro posti di lavoro. Mi riferisco ai dipendenti di Forestas, e oltre ai dipendenti di Forestas volevo parlare anche di tutti i lavoratori dell'AIAS. Sappiamo qual è la loro situazione, mi dispiace che non ci sia l'Assessore alla Sanità perché oggi, a proposito di dirigenti, avremmo parlato anche con l'assessore Nieddu, perché sta succedendo e succederà a brevissimo un fatto gravissimo che riguarda le nuove linee guida del REIS, anche lì avremo delle situazioni che andranno a danno degli ultimi, perché quelle linee guida fanno fuori, tra quelli che avevano la possibilità di partecipare, l'80 per cento della platea. Faccio questo, e mi scuso col Presidente se sono uscito un po' fuori tema, ma credo che davvero dovremmo indugiare in questi giorni di festa per pensare a quelli che davvero non sono fortunati quanto noi. Vi ringrazio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). Grazie, Presidente, riprendo da dove ha finito l'onorevole Cocco. Io credo che se la stessa solerzia e la stessa attenzione che state ponendo oggi nel mondo dei dirigenti esterni che dovete provare a sanare, a nominare, l'avreste posta nei confronti dei dipendenti Forestas, i semestrali che qualche giorno fa erano qui sotto in Consiglio regionale a dire: "Siamo più di 80 giorni senza il nostro Commissario", magari oggi ci dirà il Presidente Solinas cosa ha intenzione di fare. Se la stessa attenzione l'avreste posta sulla questione AIAS che ha citato l'onorevole Cocco in precedenza, probabilmente non avreste fatto quell'atto che ha bloccato la società Sas domos e ha riportato i dipendenti nel caos. Se la stessa attenzione che state dimostrando oggi l'avreste dimostrata nei confronti della vertenza pastori, probabilmente oggi avremmo visto già i tavoli convocati, non dimenticati, e i pastori presi in considerazione non solo in periodo di campagna elettorale, come avete fatto, ma anche nella risoluzione dei problemi. Se la stessa attenzione l'avreste rivolta nei confronti di tutti i precari del sistema Regione che si trovano in fortissima difficoltà e che probabilmente non saranno rinnovati per colpa delle vostre scelte, probabilmente avreste visto in noi dei fedeli alleati o dei fedeli sostenitori. Se la stessa attenzione che state dimostrando oggi nei confronti di questi dirigenti esterni che avete nominato l'avreste posta sui temi del lavoro, sui temi dell'occupazione, sui temi del superamento del precariato, probabilmente avreste visto un'Aula decisamente più attenta e anche interessata all'argomento. Invece continuate ottusamente ad andare a sbattere contro un muro, ma tranquilli, nel momento in cui arriverà l'impugnazione ve lo ricorderemo. Ve lo ricorderemo e lo ricorderemo anche a tutti i consiglieri regionali che con supponenza, neanche conoscendo il tema, si permettono di sindacare su ciò che da questi banchi vi stiamo consigliando. Fermatevi fino a quando siete in tempo, fermatevi e dateci ascolto. Ve lo chiediamo non per noi, ve lo chiediamo nell'interesse dei sardi, quei sardi a cui avete fatto migliaia di promesse e non ne state rispettando una, perché d'altronde il vostro unico intento è quello di litigare sulle poltrone, di litigare sui nomi, di litigare sulle posizioni…

PRESIDENTE. Onorevole Lai, il tempo a sua disposizione è terminato.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 3.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'emendamento numero 4.

Ha domandato di parlare il consigliere Giovanni Satta. Ne ha facoltà.

SATTA GIOVANNI (PSd'Az). Chiedo una sospensione.

PRESIDENTE. Il Consiglio è sospeso per cinque minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 32 , viene ripresa alle ore 17 e 48.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. Siamo all'emendamento numero 4.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Grazie Presidente. Sembra che l'Aula non sia gremita. L'emendamento numero 4 inserisce una modifica interpretativa del testo proposto dalla Giunta. Anche in questo caso, così come in altri simili, si inseriscono estratti da quel 165 che i vostri dattilografi distratti hanno copiato solo in parte. Ci sono delle parti del dettato del testo, i cui principi si applicano già all'ordinamento regionale, che sono stati deliberatamente cancellati da un dattilografo distratto. Non voglio pensare che si stia proponendo un'interpretazione autentica che vuole prendere per buoni i principi di un testo copiato male. Ad esempio sono state omesse le parole "fornendone esplicita motivazione". "Le funzioni del direttore generale possono essere conferite fornendone esplicita motivazione, per un tempo non inferiore a tre anni e non superiore a cinque anni". Il tempo, in questo caso io credo che sia evidente, è un tempo ragionevolmente lungo in modo da dare al direttore generale, quindi un apicale di una direzione generale, la possibilità di essere realmente libero nell'esercizio della sua funzione e di non dover sottostare a diktat illegittimi, come quello dell'Assessore che dice "o firmi quest'atto o esci dalla finestra". Una nomina lunga, di cinque anni o quanto meno di tre, in subordine, dà questa libertà al direttore generale e dà modo al direttore di essere pienamente libero nell'esercizio della sua funzione amministrativa, separata da quella politica. L'intuitu personae ha un senso per quanto riguarda i capi di gabinetto, i segretari particolari di un Assessore, è cosa ben diversa quando si parla di vertici amministrativi. Questo vale per qualunque incarico di quel tipo, dai direttori generali dei Comuni ai ruoli apicali nei Ministeri. Peraltro il 165 introduce anche norme speciali per i Ministeri, cioè fa riferimento ad altre norme che, in particolare, dettano le regole per diventare apicali dei settori, dei servizi dei Ministeri. Un'altra parte che viene colpevolmente omessa è quella che dice "tenendo conto…

PRESIDENTE. Onorevole Agus, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Alessandro Solinas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SOLINAS ALESSANDRO (M5S). Grazie Presidente. Allora siamo all'emendamento numero 4. Ve lo leggerei velocemente: "L'articolo 29, comma 1, della legge regionale numero 31 del 1998 si interpreta nel senso che sia il conferimento che l'eventuale rinnovo, nei limiti indicati dalla disposizione, dell'incarico di direttore generale a soggetti esterni all'Amministrazione regionale e agli enti è subordinato al previo accertamento del possesso di tutti i requisiti prescritti e dall'assenza nei ruoli dell'amministrazione della specifica qualificazione professionale richieste in rapporto alle funzioni da svolgere. La motivazione del primo conferimento di funzioni e dell'eventuale rinnovo dà atto esplicitamente e dettagliatamente di tale accertamento e dell'iter logico-giuridico che ha determinato la scelta del soggetto in rapporto agli altri candidati. Il requisito del possesso del diploma di laurea si intende riferito alla laurea specialistica o magistrale ovvero al diploma di laurea conseguito secondo l'ordinamento didattico previgente al regolamento di cui al decreto del Ministro dell'Università e della ricerca scientifica e tecnologica 3 novembre 1999, numero 509". Bene, ciò che viene riportato in questo emendamento, il contenuto innovativo… chiedo scusa, colleghi, Presidente, non mi…

PRESIDENTE. Io riesco a sentirla benissimo.

SOLINAS ALESSANDRO (M5S). Io non riesco ad ascoltare me stesso.

PRESIDENTE. Consentite all'onorevole Solinas di intervenire, ha ragione.

SOLINAS ALESSANDRO (M5S). Grazie colleghi. Il contenuto innovativo, la proposta che questo emendamento va a portare verso il provvedimento che oggi si vota è quanto meno un riconoscimento di un minimo di meritocrazia, dove appunto si chiede di manifestare e riportare quello che è stato il procedimento e l'iter logico che ha portato a una scelta piuttosto che a un'altra, sempre nell'alveo e nell'ambito della scelta che ricada tra professionalità di un certo livello. Questo è importante, l'ho già detto oggi in varie occasioni, la meritocrazia, è importante valorizzare le professionalità, è importante dare libero e uguale accesso a chiunque ad una professione, ed è importante per tutti i sardi e soprattutto per i giovani sardi, per i giovani laureati sardi che noi formiamo, che noi specializziamo, e molte volte in maniera altissima, parlo di altissima formazione, altissima professionalità, e che poi puntualmente consegniamo nelle mani di altre nazioni, che li valorizzano e nelle quali poi rimangono, privandoci di un valore aggiunto, e soprattutto di quello che è stato il costo per l'apparato pubblico della loro formazione, che è elevatissimo, perdiamo tanto e non ne siamo nemmeno coscienti. Valorizziamoli in questo modo, ma valorizziamoli in tutti i modi. Ciò che io percepisco è la poca attenzione da parte della Giunta verso politiche che riescano appunto a consentire, favoriscano la valorizzazione e la crescita professionale dei giovani. E mi riferisco all'alta professionalità accademica, ma anche a quella artigianale…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diego Loi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOI DIEGO (Progressisti). Presidente, noto con piacere che insomma questi lavori così proficui di questa sera stiano consentendo all'Aula di entrare bene nel dettaglio di questo provvedimento, tanto da indurre anche degli avvicinamenti tra le posizioni, mi riferisco in particolar modo al voto positivo dell'onorevole Tunis prima all'emendamento precedente, che indica insomma il fatto che sicuramente le argomentazioni prodotte sono argomentazioni costruttive. Mi piace nello stesso tempo insomma avere sempre l'approccio concreto che dovrebbe caratterizzare il nostro lavoro, per rilanciare un po' quanto chiedeva e diceva prima l'onorevole Meloni. Ovvero siamo tutte persone credo abituate a lavorare ed ad aver fatto le notti nella loro vita lavorativa, professionale, istituzionale, chi fa il Sindaco anche come me sa bene che ci sono giornate come queste, dove si fanno le notti ininterrottamente, pur di assolvere al proprio ruolo. Certamente il tempo che stiamo dedicando a questo provvedimento forse poteva essere dedicato a qualcosa di più mirato, qualcosa di più costruttivo, qualcosa dal valore più profondo come il tema dell'ordine del giorno sui trasporti, ordine del giorno che è stato discusso, per il quale questa assemblea consiliare è riuscita a raggiungere la piena unanimità, che significa non solo aver anche in questo caso, come è stato il caso ultimo delle pratiche arretrate da parte di ARGEA, si è dimostrato come l'attenzione sulla direzione sia stata raggiunta, anche in questo caso con l'ordine del giorno si è rappresentata la forza delle idee unite alla volontà di darne seguito, che sono in grado insomma di trovare la convergenza. Su questo io intendo dire che i lavori continuano sul tema, ma l'auspicio è quello che noi occupiamo la maggior parte del tempo ad esempio trattando dell'ordine del giorno che citavo prima.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Desirè Manca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRE' (M5S). Presidente, oltre a dichiarare il mio voto favorevole a questo ennesimo emendamento che il Movimento 5 Stelle ha portato avanti, mi piace continuare il discorso iniziato nella discussione del nostro primo emendamento, che è quello sempre in riferimento alla risposta del nostro Governatore, dove ci richiamava a una maggior lavoro in termini di capacità legislativa. Per cui dicevo al nostro Governatore che insomma tutte le forze politiche che compongono questo Consiglio stanno lavorando e credo anche ciascuno nei propri ruoli anche abbastanza bene, nel senso che comunque le proposte si stanno portando da parte di tutti i Gruppi, il problema è che queste se proposte di legge poi non vengono mai discusse e mai portate all'attenzione dei commissari, per cui anche in Commissione non si ha la possibilità di un confronto delle proposte di legge. E mi piace magari ricordare una proposta di legge che il nostro gruppo, forse la prima proposta di legge che il nostro Gruppo ha protocollato se non ricordo male a maggio, e che ancora dopo sei mesi, insomma cinque mesi, non siamo riusciti neanche a presentare in Commissione. Le ricordo anche, signor Presidente, che ho fatto numerose volte richiesta di sollecito da parte del nostro Gruppo per poter presentare, parlare e discutere di questa proposta di legge al Presidente della Commissione, il quale ha pensato bene, giustamente, è una delle sue prerogative, di mettere all'ordine del giorno altro, reputato più urgente piuttosto che la proposta di legge. Ma questo, ci mancherebbe altro, sta nelle sue prerogative. Però le ricordo di che cosa parlava questa proposta di legge e che cosa chiedevamo in questa proposta di legge, perché sa non parlavamo, con tutto rispetto, del bicchiere di plastica, ma parlavamo di circa 7300 persone che in Sardegna soffrono di celiachia, un piccolo problema sanitario che magari non tocca tutti i cittadini sardi, ma ne tocca una buona parte, di cui 5800 sono donne, e 1800 sono uomini, e questa proposta non è mai arrivata. E questa comunque se fosse arrivata in Commissione e se fosse iniziata la discussione di questa proposta magari avrebbe portato nelle casse della Regione…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Presidente, successivamente, ed è strettamente connesso all'emendamento che stiamo trattando, sarebbe curioso, dopo le affermazioni del Presidente di questa mattina, approfondire chi sono alla fine queste persone, questi nominati, che ruolo stanno svolgendo, che contributo stanno dando a voi tutti, oltre che a noi, e intendo nel dire noi, che non mi sono mai impelagato, perché lo ritengo poco utile, nell' augurare che chi governa per quanto di campo opposto dal punto di vista politico, per forza debba fallire in tutte le direzioni, perché avendo deciso di proseguire la mia vita in quest'isola, io non mi auguro che tutto fallisca, perché non è il fallimento dell'azione politica di una Giunta e del suo Presidente, sarebbe il fallimento per la Sardegna. Quindi l'augurio è che rimettiate voi stessi e di conseguenza la Regione nei binari giusti e corretti, impegnando noi tutti in un dialogo e una discussione, in uno scontro quando questo necessario, nel merito delle questioni, non su vicende come queste. Chi sono questi dirigenti? Li abbiamo auditi anche alcuni, uno a microfoni aperti, e quindi registrati i suoi interventi in seno alla Commissione, ha dichiarato come premessa che non avendo noi, come Regione, abrogato una legge nazionale, quindi confondendo la Camera, il Senato, i referendum abrogativi, con il Consiglio regionale. Il tempo sta scadendo, quindi affermo il voto favorevole, ma nel corso delle prossime discussioni sviscereremo le competenze, le grandi professionalità, il contributo che a noi tutti, voi e noi, e all'Isola stanno dando queste grandiose figure, eccellenti professionalità, indicate a servizio del popolo sardo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Maria Laura Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). È chiaro che in un momento raro, perché il Presidente impegnato nei tanti impegni quotidiani di solito non è in Aula, però oggi ha ribadito l'importanza di trattare quelle che sono le problematiche politiche e i temi politici in Aula, io penso che quello che noi proviamo a fare, e il Presidente dovrebbe chiaramente ascoltarci, e trattare le questioni che sono prioritarie. Per me prioritario oggi, lo ripeto, l'ho detto anche prima, è l'emergenza che stiamo vivendo in questi giorni. Da qualche giorno siamo in allerta meteo e abbiamo un direttore della Protezione civile con titoli dubbi, e questo non è chiaramente una cosa positiva; è di poche ore fa la proroga dell'allerta meteo di altre 24 ore, perché abbiamo la strada 197 a Las Plassas che ormai è sott'acqua, è stata chiusa, i tecnici dell'ANAS sono dovuti intervenire sulla strada statale 197 di San Gavino e di Flumini, che appunto è stata chiusa, forti allagamenti, quello che sta accadendo in alcune realtà dove i sindaci e i Comuni sono impegnatissimi perché ci sono zone completamente isolate, cittadini che non riescono ad arrivare a casa e che non riescono ad uscire di casa, ciò significa che nel giro di poche ore potrebbero anche doversi spostare per andare a comprare il cibo e non è possibile perché sono sprofondati dei ponti. Questi sono i temi di cui dovremmo trattare oggi in emergenza, e invece ci troviamo qua a parlare d'altro, ecco, su questo io proverei a lanciare una sfida. Noi abbiamo un territorio che ha necessità di una messa in sicurezza totale, questi sono i temi prioritari, una messa in sicurezza, un grande piano di rivisitazione di quello che è il nostro territorio, un territorio vulnerabile, è chiaro che questo va fatto con una linea precisa, con un organo politico e un organo tecnico che lavorino nella direzione prestabilita e che possano davvero programmare…

PRESIDENTE. Io sto lasciando a tutti la possibilità di intervenire, però devo invitarvi a rimanere all'interno dell'ordine del giorno.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Era per sottolineare quelle che sono le competenze dei dirigenti…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Li Gioi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Non mi ripeto su quelli che sono stati miei primi interventi che riguardano l'oggetto di questo sabato di Natale, però, rimanendo in quelli che sono gli argomenti che avrei voluto riguardare questo ordine del giorno, io chiedo all'onorevole Giovanni Satta che è qui sotto di me se è contento che la mozione che lui ha presentato assieme all'onorevole Giuseppe Meloni sia messa in un cantuccio…

PRESIDENTE. Onorevole, devo richiamare anche lei, si attenga all'emendamento numero 4. Dopo il secondo richiamo le tolgo la parola.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Benissimo, quindi continuano a parlare di competenze che a nostro parere non ci sono, di poltrone affidate a soggetti che a nostro parere non hanno le caratteristiche per coprirli, di soggetti che si devono interessare di settori di vitale importanza per questa Regione, settori che oggi stesso sono sottoposti dagli agenti atmosferici ad una pressione insopportabile, che ha portato alcuni sindaci a dover abbandonare questi nobili scranni per raggiungere precipitosamente i propri Comuni per far fronte a quelle che sono le conseguenze del tornado che si sta abbattendo sulla nostra Isola, e torniamo quindi a chiedere al Presidente della Regione qua presente, a tutta la Giunta e ai consiglieri della maggioranza se si rendano conto di che cosa stanno andando a fare. È il nostro compito ricordarglielo, cercare fino all'ultimo di resistere, perché abbiamo un dovere morale di fare queste cose, perché la politica dovrebbe essere anche morale ed etica e non solo assegnazione di poltrone.

Il mio voto sarà sicuramente favorevole a questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Stefano Tunis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (MISTO),relatore di maggioranza. Ci tenevo, visto e considerato che ne ho sentito tante in materia di competenze, in materia del richiamo alla responsabilità nell'attribuzione degli incarichi, a dire che mi sembra sopravvalutato il ruolo che si sta dando l'opposizione nella capacità di giudicare questi temi, mi sembra sopravvalutato il ruolo che si sta dando in una materia che invece ritengo sia stata svolta dalla Giunta con grande perizia.

Sappiate che c'è già grande difficoltà nel rispettare un principio cardine nell'attribuzione delle mansioni dirigenziali, che è il principio della rotazione. Un principio cardine come quello della rotazione, da lustri nella Regione sarda non viene rispettato, lo sapete perché? Perché c'è un atteggiamento corporativo da una parte e perché c'è un atteggiamento che è rivolto più a fermare la politica piuttosto che a dare uno stimolo alla burocrazia. Quindi se per cinque minuti recuperiamo la schiettezza che dobbiamo avere nell'esercizio del nostro ruolo, ci dobbiamo rendere conto del fatto che serve alla politica, vi auguro un giorno di sperimentarlo, margine di manovra per poter operare sulla burocrazia affinché questa… e ve lo dice uno che ha fatto il direttore generale, non l'ho sentito dire che cosa vuol dire fare il direttore generale, io l'ho fatto, e vi posso garantire che alla politica serve margine di manovra perché per come è configurata la norma amministrativa se c'è una differenza di vedute tra un direttore generale e un Assessore prevale il direttore generale, se non c'è da parte della politica la possibilità di esercitarlo il ruolo. Vi posso garantire che la capacità di far andare avanti l'indirizzo politico è estremamente limitata, quindi se per cinque minuti possiamo recuperare questo vi posso garantire che saranno cinque minuti spesi bene. Il mio voto è naturalmente contrario a questo emendamento.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 4.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 4.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'emendamento numero 5.

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie Presidente, l'ho detto poc'anzi, il ragionamento dell'onorevole Tunis sul tema, e riguardo anche l'emendamento che tratta sempre, come dire, dei profili per coloro che devono ricoprire ruoli dirigenziali, in questo caso dirigenti esterni nella percentuale data dalla legge e le possibilità date per le nomine, di coloro che esterni sono la macchina amministrativa, merita un approfondimento. Prima di questo vorrei fare una premessa nel ringraziare, penso a nome di tutti, il personale del Consiglio regionale tutto che sta lavorando per colpa vostra, sta lavorando per colpa vostra, non per discutere, non per discutere, non per discutere…

PRESIDENTE. Lasciamolo intervenire, prego continui attenendosi.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). …non per discutere chissà quale proposta che determinerebbe o potrebbe determinare benefici per la Sardegna, perché alla fin fine se questo fosse l'oggetto della discussione odierna tutti le dipendenti e i dipendenti sarebbero orgogliosi di trattenersi a pochi giorni dal Natale di sabato in Consiglio regionale per uno sblocco di una qualche iniziativa a favore del nostro territorio. Territorio inteso come Isola, come territorio ampio, non come territorio localizzato, puntuale uno dei tanti della Sardegna. Invece costringiamo loro e alla fin fine noi tutti a star qua a discutere di che cosa? Discutere di nomine esterne, e chi sono dicevo prima, uno l'ho citato, un grande esperto di diritto che ha sostenuto la tesi della possibilità per noi di abrogare leggi nazionali. Un altro, altra, che per quattro ore non ha fornito alcuna possibilità di via d'uscita in relazione…

PRESIDNTE. Onorevole Zedda, però io veramente la invito ad attenersi sull'emendamento. Stiamo parlando dell'emendamento numero 5. Sulle professionalità, ovviamente lo sa benissimo anche lei.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Il tema è nomine di dirigenti esterni con professionalità tali… il rinnovo dell'incarico del direttore generale stiamo parlando dei nominati, ho parlato prima di un direttore generale e poi di altre figure dirigenziali poste nell'ambito del commissariamento di alcune agenzie, io sono d'accordo altrimenti facciamo un'operazione…

PRESIDENTE. No perché altrimenti diventa un processo che non mi sembra opportuno. Noi stiamo discutendo di una regola generale ed astratta…

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Non sto processando nessuno. Se la regola generale porta, rispetto a quello che diceva l'onorevole Tunis, alla nomina di persone che sostengono che noi siamo il Parlamento che abroga leggi, io mi preoccupo come si è preoccupato l'onorevole Tunis circa la competenza, le professionalità adeguate rispetto al ruolo al quale si è chiamati a svolgere. Dopodiché ho terminato il tempo il voto è favorevole, grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Grazie Presidente, l'emendamento proposto aggiunge il concetto, oltre legato al rinnovo e sappiamo che i direttori generali semestrali sono appena stati rinnovati raggiungendo il traguardo dell'anno, e il rinnovo in questo caso subordinato alla specifica qualificazione professionale in rapporto alle funzioni da svolgere. È evidente che se sino al giorno prima il tuo ruolo dirigenziale era stato quello di gestire un'edicola, dirigere un'associazione culturale, fare il direttore di un festival di musica sacra, il giorno dopo non puoi andare a dirigere il servizio dei trasporti dentro l'Amministrazione regionale, ci deve sempre essere questo equilibrio. Mi sorprende il fatto che questo concetto non sia stato preso in quell'interpretazione autentica che oggi abbiamo invece in discussione, anzi sia stato stralciato dal contenuto. Io inizio a fare una richiesta la formuleremo in maniera ufficiale e vogliamo avere copia di tutte le interlocuzioni che seguiranno l'approvazione di questa legge con i ministeri. Lo dico perché l'ultima volta mi avete fatto aspettare tre mesi per avere gli atti richiesti. Siccome credo che sia un'esplicita violazione, non sto minacciando nessuno lo voglio dire, sto però rivendicando il mio ruolo di legislatore e per poterlo fare ho bisogno anche degli atti che richiedo formalmente agli Assessorati. Voglio avere tutte le copie perché sono curioso di capire come la Regione risponderà alle evidenze che i Ministeri non potranno che portare. Tra l'altro ve l'ho già detto il Ministero di grazia e giustizia ha già scritto a gennaio, e non ha scritto un Ministro che può cambiare, tra l'altro il Ministro di Giustizia non è cambiato rispetto a quello che avevamo a gennaio scorso, però i Ministri cambiano i responsabili dell'ufficio legislativo del Ministero, cioè quelli rimangono gli stessi, non può dichiarare una cosa a gennaio e un'altra un anno dopo, completamente diversa. Cioè a gennaio ha fatto le pulci al Consiglio regionale, chissà cosa farà su questo testo. Ad ogni modo voglio avere tutti gli atti, perché è evidente che quegli atti avranno anche un'importanza politica visto le dichiarazioni che abbiamo sentito in Aula. Dalle dichiarazioni, Presidente io non lo nego, cioè il fatto della presenza del Presidente ci porta a fare qualche intervento in più rispetto a quello che avremmo fatto, è una questione rara e quindi capisco i colleghi che vogliono approfittare anche della sua attenzione per parlare anche di altri problemi. In questo caso io sottolineo un altro aspetto…

PRESIDENTE. Io volevo sottolineare siccome sono tanti emendamenti e a me piacerebbe sentirvi tutti su tutti gli emendamenti, non vorrei essere costretto a togliervi la parola per il resto della discussione se voi continuate a discostarvi dall'argomento. Quindi questo lo dico perché voglio sentirvi, cioè parlate degli emendamenti perché voglio, io penso che interessi tutti quanti sentire parlare degli emendamenti…

Ha domandato di parlare la consigliera Desirè Manca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRÈ (M5S). Grazie Presidente, allora anche questo emendamento è stato presentato dal nostro Gruppo. Prima di tutto volevo comunicare naturalmente il voto favorevole del Movimento 5 Stelle e volevo fare proprio un appunto su questo emendamento. L'articolo 29 comma 1 della legge regionale quindi oltre a riprenderlo numero 31 del 98 si interpreta nel senso che il rinnovo, questo è quello che noi chiediamo, dell'incarico di Direttore generale ai soggetti esterni all'Amministrazione regionale e agli enti resta comunque subordinato al previo accertamento riferito al momento del rinnovo del possesso di tutti i requisiti prescritti dalla legge per il primo conferimento e dall'assenza nei ruoli dell'amministrazione della specifica qualificazione professionale richiesta in rapporto alle funzioni da svolgere, dell'accertamento deve darsi esplicita e puntuale motivazione. Il legislatore sardo con l'articolo 29 comma 1 della legge regionale 31/98 ha esercitato, per l'appunto, la suddetta potestà esclusiva, scegliendo di riservare il conferimento di per sé eccezionale delle funzioni di Direttore Generale ai soggetti esterni in possesso dei requisiti ivi prescritti. Occorre evidenziare che nell'articolo 29 di cui si parla in questo emendamento della legge regionale risulta più restrittivo dell'articolo 19 comma 6 con riferimento alle categorie di soggetti ai quali possono essere conferite in via eccezionale le funzioni dirigenziali apicali in deroga al principio dell'accesso mediante concorso pubblico, sicché non si configura in nessun modo lesivo dei principi fondamentali di derivazione costituzionale, del quale appunto il testo unico sul pubblico impiego costituisce estrinsecazione. Per cui ripeto e ribadisco per noi questo è un emendamento che passa e che naturalmente noi voteremo, il Gruppo del Movimento 5 Stelle, a mia prima firma, voterà a favore. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Laura Caddeo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CADDEO LAURA (Progressisti). Anche su questo emendamento mi stupisco addirittura che non sia stato proposto dalla maggioranza, perché mi pare che affermare che un direttore generale e una direttrice generale debba avere determinate competenze e anche determinati titoli mi pare che possa essere solo una garanzia, sia per la macchina amministrativa, ma anche per le scelte politiche. Mi stupisce che ancora si debba discutere che per accedere a un certo ruolo bisogna dimostrare alcuni titoli. Faccio un esempio, ci sono tanti insegnanti che sarebbero meravigliosi dirigenti scolastici, ma che non hanno investito sulla laurea e non possono accedere al concorso, la vita è fatta così, e però fra tutti quelli che si laureano e che danno il concorso certamente c'è quello altrettanto bravo, e io credo che questo possa accadere anche nella scelta dei direttori generali. Sono contenta tra l'altro che l'onorevole Tunis abbia accettato di entrare nel dibattito, speriamo che succeda anche con molti altri onorevoli della maggioranza, perché credo che il dibattito ci arricchisca tutti, e nel frattempo dichiaro il voto favorevole a questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giampietro Comandini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Intervengo molto brevemente sull'emendamento numero 5, all'articolo 2, in qualche modo perché ritengo che sia giusto confermare e sostenere quello che è il principio ispiratore di questo emendamento relativamente al rinnovo, nel momento del rinnovo dell'incarico, dell'accertamento di quelli che devono essere i requisiti, che non è un tema campato in aria il mantenimento dei requisiti per svolgere ruoli e funzioni dirigenziali, ma credo che sia una questione estremamente impregnante con quello che deve essere il ruolo svolto all'interno di una pubblica amministrazione. Lei giustamente, signor Presidente, ci chiede di rimanere nel tema, noi ci stiamo nel tema, però tenga conto che per quanto noi vogliamo esprimere un giudizio nel merito dell'unico articolo, l'articolo 2, di quello che rimane nella proposta legge, è una questione che va anche incontro ad una valutazione di quelli che sono i ruoli che alcuni dei direttori generali esterni nominati svolgono all'interno della pubblica Amministrazione regionale in questo momento. Quindi, se noi esprimiamo dei giudizi, delle preoccupazioni per quello che sta accadendo, è per quello che rappresenta o non rappresenta il loro ruolo nel momento in cui stanno svolgendo il proprio lavoro. Mentre, ringrazio anch'io il collega a Tunis di volere entrare nel dibattito odierno, ne dimostra anche la capacità e la sensibilità che ha sempre mostrato in questi anni per queste materie, così come accetto la sfida, perché credo che lui abbia lanciato una sfida che è una sfida molto importante, e credo anch'io che sia fondamentale il principio della rotazione fra i dirigenti. Io mi auguro fortemente che fra qualche anno questo principio voi lo possiate applicare e credo che se un principio di questo genere viene applicato, non può che essere un bene e un valore per l'Amministrazione regionale anche per il raggiungimento di certi obiettivi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alessandro Solinas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SOLINAS ALESSANDRO (M5S). Anche questo emendamento, come vedete, è circostanziato, non sono semplici emendamenti soppressivi, ognuno, come avete sicuramente avuto modo di vedere dall'analisi del plico che vi è stato consegnato, propone differenti vedute, differenti considerazioni, differenti modalità con cui noi, come minoranza, in questo caso Movimento 5 Stelle, ma io ne vedo anche firmati dal resto dei colleghi dell'opposizione molto interessanti, noi cerchiamo di proporvi costruttivamente quella che è la nostra la nostra idea, la nostra considerazione sul come effettivamente questa norma che stiamo andando oggi a votare possa essere migliorata quanto meno, per quanto non condividiamo in alcun modo la finalità ultima di base, che non può essere cambiata, che ci vede quest'oggi qui riuniti, che si vede quest'oggi qui discutere di una cosa di cui non dovremmo discutere, non finirò mai di dirlo, perché è così, perché è la verità, tante sarebbero state le modalità con le quali la Giunta avrebbe potuto fare questo che stiamo facendo oggi, però si è giunti, forse c'è poca volontà di ascoltare le opposizioni che sempre costruttivamente si sono manifestate all'interno delle Commissioni ogni qualvolta è arrivato un provvedimento della Giunta, dove vi ricordo, e lo ripeto, perché l'ho già detto, ma è importante rimarcarlo, tutti i provvedimenti che sono arrivati hanno ricevuto, come detto, il contributo costruttivo dell'opposizione. E anche qui si lavora su una maggiore precisazione del novero dei requisiti e una maggiore meritocrazia, perché è importante che chi va a ricoprire determinati ruoli di natura apicale abbia le competenze per farlo, è giusto che maggiori requisiti vengano richiesti, che un maggiore controllo venga effettuato relativamente alle nomine che la Giunta fa, ripeto, i ruoli apicali, i ruoli importantissimi che fattivamente influiscono sul Governo della Regione e sull'andamento della vita della nostra Regione, e influiscono in maniera assoluta u sul buon andamento della vita dei sardi, non saprei come estrinsecare nuovamente questo concetto. Ci proviamo in tutti i modi perché è giusto, e sono sicuro…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Michele Ciusa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CIUSA MICHELE (M5S). Naturalmente dichiaro subito il mio voto favorevole a questo nostro emendamento che va, secondo me, sempre a rispondere a quelle domande del Presidente, quale profitto per i sardi e quale profitto per la Sardegna, quindi penso che la maggioranza potrebbe votarlo tranquillamente. Poi voglio anche sottolineare una cosa, forse sono stato disattento, un concetto che forse nessuno ancora ha detto, per conferire un incarico dirigenziale a un soggetto esterno non vincitore di un concorso pubblico non è sufficiente che dal curriculum dell'interessato emerga il possesso di un soddisfacente bagaglio conoscitivo e di esperienze sul campo nella materia specifica, essendo necessario infatti il possesso di una professionalità eccelsa a maggior ragione in caso di conferimento di incarico dirigenziale apicale. Questo quanto ha evidenziato la Corte dei conti della sezione giuridica della Lombardia con la sentenza del 91 del 2017, che ha anche sottolineato la necessità di trasparenza delle procedure e delle scelte e di una motivazione non stereotipata della scelta del candidato attraverso la valutazione comparativa dei curriculum dei candidati. Quindi voglio ribadire il mio voto favorevole a questo nostro emendamento e sono fiducioso che questo avverrà. Grazie.

PRESIDENTE. Mettiamo in votazione l'emendamento numero 5. Votazione elettronica.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 5.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Emendamento numero 6.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Ho apprezzato l'intervento dell'onorevole Tunis riguardo il contenuto di un emendamento dal contenuto simile a questo. L'ho apprezzato perché la sincerità è sempre l'arma migliore, infatti parte del discorso che ha portato poi la maggioranza e la Giunta a bloccare il Consiglio in questo giorno su un tema come questo, è legato ai temi sollevati dall'onorevole Tunis; c'è insofferenza verso una classe dirigente dell'Amministrazione regionale e sarebbe tutto molto più bello e più funzionale a chi governa oggi poter scegliere ex novo i dirigenti e poter quindi appunto avere una classe dirigente non selezionata per concorso pubblico, ma scelta da chi in quel momento, pro-tempore, ne esercita il ruolo politico. Si è arrivati sicuramente ad eccessi, quanto ha citato l'onorevole Tunis riguardo la mancata rotazione degli incarichi corrisponde al vero, ed è un qualcosa di intollerabile, cambiano le legislature, cambiano i presidenti, ci sono però alcuni incarichi apicali che non si muovono di un millimetro. Qualcuno è stato anche recentemente rinnovato dalla Giunta regionale per cui, in vista di questo spoil-system annunciato dall'onorevole Tunis, relatore di questo testo di legge, mi chiedo se almeno abbiate avvisato i dirigenti che ancora stanno esercitando le funzioni ma che a quanto pare sono in procinto di saltare un giro, visto che quella è la volontà. Io sono d'accordo sulla rotazione, perché quello è un principio sacrosanto a cui noi non possiamo derogare con una legge regionale, credo però che quello sia un principio diciamo faticoso da portare in questa legislatura e nella vostra situazione, visto che già in questi mesi avete faticato a portare avanti atti coraggiosi. Rilevo poi un altro fatto; applicando il 165 gli incarichi che è possibile conferire esternamente ai dirigenti dell'amministrazione, parlo degli apicali, sarebbero il 10 per cento, è curioso quindi capire chi sono i due che volete far fuori, perché anche questo è interessante. Ci son persone che in queste ore stanno sicuramente preparandosi a celebrare il Natale in famiglia, spero non quello della Protezione civile perché lo immagino impegnato in altri problemi, vista l'emergenza, però avvisateli prima, perché magari il panettone lo mangiano ma stando a…

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Agus. Ha domandato di parlare la consigliera Desirè Manca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRE' (M5S). Grazie, Presidente. Naturalmente anche su questo nostro emendamento comunico già il voto favorevole, e nell'ottica sempre del miglioramento di questa norma, che avete provato a portare una ventina di giorni fa e oggi, proponiamo appunto questo sostitutivo totale, e lo proponiamo in questi termini: l'articolo 29 di cui abbiamo anche parlato nel precedente emendamento, sempre comma 1, della legge regionale 31 del 98, sempre parlando dei dirigenti esterni, si interpreta nel senso che sia il conferimento che l'eventuale rinnovo, naturalmente nei limiti indicati dalla disposizione, dell'incarico di Direttore generale a soggetti esterni all'Amministrazione regionale e agli enti, è subordinato al previo accertamento, quindi lo ribadisco, subordinato al previo, quindi prima, al previo accertamento del possesso di tutti i requisiti prescritti e dell'assenza, nei ruoli dell'amministrazione, della specifica qualificazione professionale richiesta, in rapporto alle funzioni da svolgere. La motivazione del primo conferimento di funzioni dell'eventuale rinnovo dà atto esplicitamente e dettagliatamente di tale accertamento e dell'iter logico-giuridico che ha determinato la scelta del soggetto in rapporto agli altri candidati, e anche con questo emendamento noi ci proponiamo di apportare una modifica certamente migliorativa. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie, Presidente. Perché l'emendamento è interessante e anche la discussione precedente? Perché per quanto riguarda l'incarico di Direttore generale, o il rinnovo di questo, è necessario e indispensabile che vi siano alcune caratteristiche professionali, requisiti valutati, non mi sarei stupito e ne mi sarei messo il problema di una valutazione dei nominati se il Presidente della Regione avesse provveduto alle nomine in base alla legge per tre o cinque anni, il Presidente della Regione ha aperto la strada alla valutazione perché lui ha nominato queste persone per sei mesi, oggi rinnovate per altri sei mesi, dando quasi ad intendere di aver aperto una stagione di periodo di prova, ragion per cui la riflessione sui requisiti, le professionalità, non è una questione che attiene all'esigenza nostra di rispetto della legge, che dovrebbe essere un'esigenza di tutti, ma è strettamente connessa all'obiettivo voluto dal Presidente della Giunta regionale di valutazione delle persone impegnate nell'ambito delle direzioni regionali e nell'ambito della quota di dirigenti esterni nell'arco temporale di sei mesi. Che cos'è accaduto l'altro giorno? Neanche sei mesi sono stati sufficienti per fare una valutazione circa il fatto che non solo i requisiti, ma le professionalità nella pratica quotidiana connesse ai requisiti siano confermate, tant'è vero che il Presidente e la Giunta replicano e rinnovano nomine per altri sei mesi, dando ad intendere che non c'è una certezza sulla possibilità che queste persone svolgano un ruolo per i prossimi tre o cinque anni, ed è qui, Presidente, che si innesca il voto favorevole per l'emendamento, ma anche la correlazione, la stretta vicinanza di queste argomentazioni rispetto alla valutazione delle persone nominate. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diego Loi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOI DIEGO (Progressisti). Grazie, Presidente. sull'emendamento numero 6, presentato anche questo dai 5 Stelle, annuncio il mio voto favorevole, perché aiuta a sviscerare ancora meglio i contenuti, diciamo prova ad apportare un chiarimento ulteriore a quanto previsto appunto dall'articolo 2 della proposta di legge 79 di cui stiamo discutendo, e lo fa specificando soprattutto il tema, come veniva richiamato prima, della necessità dell'accertamento preventivo dei requisiti che danno la possibilità di ricorrere a quanto previsto dall'articolo 29, comma 1, della legge regionale 31 del 98, che leggo in supervelocità: "Le funzioni di direttore generale possono essere conferite anche a persone estranee all'Amministrazione e agli enti, in possesso del diploma di laurea, che abbiano capacità adeguate alle funzioni da svolgere e che abbiano svolto per almeno per un quinquennio funzioni dirigenziali in organismi, enti pubblici o privati, o aziende pubbliche o private, tali funzioni possono essere conferite per non più di un quinquennio, rinnovabile per una sola volta nel limite del 20 per cento totale nelle direzioni generali". L'articolo 2 della proposta di legge sostanzialmente riprende questi contenuti, parla di funzioni esterne ai ruoli dell'amministrazione, fa riferimento alla laurea, dice che abbiano svolto funzioni dirigenziali per cinque anni, parla della particolare specializzazione, aggiunge la parte, ovvero desumibile dalla diciamo particolare specializzazione professionale, culturale e scientifica, eccetera eccetera, non mi dilungo. Allora, siccome io esercito l'approccio costruttivo su tutti i temi, soprattutto richiamando il principio, se non ricordo male, di Socrate, che diceva di sapere di non sapere, allora mi chiedo: a che cosa serve questa interpretazione autentica? È proprio una domanda che io rivolgo ai presentatori e alla maggioranza, a chi la sostiene. In pratica che cosa c'è da interpretare ulteriormente rispetto a quanto prevede la norma, e soprattutto è questa la parte, quando si prevede una particolare specializzazione non ancorata alla figura dirigenziale? Ecco, mi pare che questo emendamento, il numero 6 appunto, ci aiuti a ragionare in questa direzione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alessandro Solinas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SOLINAS ALESSANDRO (M5S). Grazie Presidente, colleghi. Allora qua si parla dell'emendamento numero 6, sempre a influire e a modificare, anzi a sostituire totalmente l'articolo 2 del provvedimento di cui oggi si discute. Qui sempre si va a lavorare sul novero dei requisiti, quindi: "L'articolo 29 … si interpreta nel senso che sia il conferimento che l'eventuale rinnovo, nei limiti indicati dalla disposizione, dell'incarico di direttore generale a soggetti esterni all'Amministrazione regionale e agli enti è subordinato al previo accertamento del possesso di tutti i requisiti prescritti e dell'assenza, nei ruoli dell'amministrazione, della specifica qualificazione professionale richiesta in rapporto alle funzioni da svolgere". Questo passaggio è molto importante. "La motivazione del primo conferimento di funzioni e dell'eventuale rinnovo dà atto, esplicitamente e dettagliatamente, di tale accertamento e dell'iter logico-giuridico che ha determinato la scelta del soggetto in rapporto agli altri candidati". Mi unisco alle considerazioni del collega Agus in riferimento all'intervento del collega Tunis, con il quale anch'io concordo. La rotazione è assolutamente necessaria. Non si può consentire un eccessivo radicamento di elementi burocratici, i quali poi potrebbero andare a influire negativamente sull'assolvimento della funzione politica. Su questo non c'è nessun dubbio. Però la rotazione, per quanto sia un fine nobile da perseguire in questo senso, non è la finalità di questo provvedimento, lo abbiamo detto, l'ho rappresentato, l'abbiamo rappresentato, ed è la ragione per cui ancora adesso ci troviamo qui. Perché se fosse stato solo quello, se fosse stato un consentire una migliore possibilità di manifestarsi e un miglior modo di assolvere l'incarico politico verso chi poi doveva lavorare in stretto contatto con i direttori generali, non penso che avrebbe trovato da parte nostra grande opposizione. Certo, bisognerebbe vedere il modo in cui questa proposta ci venga avanzata, ma come tutte le altre volte in cui ci si è trovati a discutere di temi su cui è solo anche astrattamente possibile trovare una convergenza, che non è sanare delle nomine pregresse, fornendo un'interpretazione autentica che non è un'interpretazione autentica, sui requisiti dell'interpretazione autentica stabiliti dalla Corte costituzionale non vorrei ritornare perché li abbiamo ben rappresentati, quindi, ripeto, se fosse stato anche solo astrattamente trovare una congiuntura ed una quadra politica su questo tema questo sarebbe avvenuto, ma ciò non è possibile perché, appunto, la finalità non è consentire un miglior assolvimento della funzione politica, ma è ben altra ed è quella, secondo noi, a nostro modesto avviso…

PRESIDENTE. Onorevole Solinas, il tempo a sua disposizione è terminato.

SOLINAS ALESSANDRO (M5S). Il mio voto è favorevole, Presidente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Stefano Tunis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (MISTO), relatore di maggioranza. Grazie Presidente, intendevo intervenire in dichiarazione di voto, anche visti gli apprezzamenti dei colleghi dell'opposizione, ma in questo caso rinuncio.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 6.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

L'emendamento numero 7 è dichiarato decaduto in quanto assorbito dal numero 6. Passiamo all'emendamento numero 8.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Grazie Presidente. L'emendamento numero 8, proposto meritoriamente dai colleghi, inserisce il tema della potestà legislativa esclusiva riconosciuta dallo Statuto. Sembrerebbe ridondante inserire in una legge di interpretazione autentica il riferimento a una legge costituzionale, ma cosa oggi è ridondante? Tra temi che in questa norma non sarebbero dovuti entrare nemmeno dalla porta di servizio, ai colleghi è sembrato giustamente corretto inserire, invece, un tema che dovrebbe entrare dalla porta principale, e anzi dovrebbe caratterizzare tutta l'opera di quest'Aula. Ci sono delle casistiche interessanti citate dall'onorevole Cocco. Io le riassumo perché riguarda la possibilità di portare avanti dei servizi importanti della Amministrazione regionale e riguarda anche delle persone che hanno fornito alla Regione il proprio servizio, dopo aver superato una selezione, e che rischiano di dover andare a casa semplicemente perché è stata interpretata male dagli uffici una norma regionale. Il riferimento fatto dall'onorevole Cocco ai precari, ai CO.CO.CO. che lavoravano negli Assessorati regionali, a cui è arrivata la lettera di mancato rinnovo, apre un tema strettamente legato alla norma oggi in discussione. Il mancato rinnovo è legato al fatto che gli uffici della Presidenza della Regione, coerentemente col loro pensiero, forse espresso anche da questa interpretazione, stiano interpretando le norme previste nell'ordinamento dello Stato e non quelle, invece, previste che si applicano all'interno degli uffici della Regione Sardegna. L'ho detto in apertura, nella discussione generale: il rischio è quello di una reazione a catena. I più grandi caos in questa Amministrazione regionale sono nati così, sono nati da leggi poco pensate, che avevano il parere negativo di tutti, che sono state portate avanti solo perché una maggioranza si è impuntata e ha preferito non ascoltare i consigli non tutti interessati e ha creato i presupposti per il caos normativo e per l'esplosione dei problemi. Ricordo che questa norma arriva in Aula dopo un parere negativo espresso da tutti i sindacati, quindi si è riusciti a ricomporre fratture insanabili, cioè che un tempo si giudicavano insanabili, tra diverse forze sindacali, tutte all'unanimità hanno giudicato…

PRESIDENTE. Onorevole Agus, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie Presidente. L'emendamento tratta sempre, come sappiamo, delle funzioni del direttore generale. Che cosa è accaduto l'altro giorno? La reiterazione delle nomine per altri sei mesi delle attuali figure che svolgono le funzioni di direttore generale, cioè la Giunta e il Presidente della Regione pongono all'attenzione nostra oggi il testo che con l'emendamento numero 8 vorremmo emendare e prima dell'approvazione della norma che, secondo il Presidente della Regione e i proponenti, sanerebbe la vicenda ritroso delle nomine fatte a suo tempo, prima dell'approvazione si rinnova la nomina di coloro che in base all'assenza dell'interpretazione autentica non avrebbero i requisiti. Sto al vostro ragionamento, non al mio. Di fatto si è replicato per la seconda volta un provvedimento illegittimo in assenza della norma che voi dichiarate essere indispensabile, perché noi oggi di questo stiamo discutendo, per garantire che le nomine, già fatte a suo tempo e reiterate di recente, siano conformi al dettato del testo così interpretato. Oggettivamente questa cosa non regge. Non so se sia stata valutata con la dovuta attenzione, ma ovviamente nel provvedimento di rinnovo delle nomine del direttore generale, così come nell'emendamento nell'esercizio della potestà legislativa esclusiva riconosciuto dall'articolo 3, comma 1, lettera a) della legge costituzionale 26 febbraio '48 numero 3, cioè lo Statuto speciale della Sardegna, nel rispetto di questo, nel rispetto della 31 del '98, debbano essere previsti i requisiti per i nominati, quindi per la seconda volta di recente, qualche giorno fa, la Giunta, il Presidente della Regione hanno rivalutato quelle competenze e quei requisiti ribadendo in assenza della modifica della 31, con l'interpretazione autentica legata alla 165, il fatto di possesso dei requisiti e quindi non si capisce se l'hanno fatto l'altro giorno, perché noi oggi siamo a discutere di un testo che di fatto è palesemente operativo, cioè la 165, e che voi dite di utilizzare già. Non so se si comprende il corto circuito che avete voi stessi creato per tutti voi. Il voto è favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alessandro Solinas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SOLINAS ALESSANDRO (M5S). Presidente, colleghi, membri della Giunta, Governatore, ringrazio sicuramente per iniziare i colleghi Agus e Zedda per l'apprezzamento espresso verso il lavoro che il nostro Gruppo consiliare ha profuso nella redazione estremamente ragionata, a mio dire, fatta insieme ai miei colleghi e ai nostri validissimi collaboratori, di questi emendamenti. In questo emendamento in particolare, molto breve, si aggiunge quello che potrebbe sembrare una cosa prettamente formale, ma che tale non è. Perché è sempre meglio precisare, perché poi è anche un richiamo alla potestà legislativa che in questo caso, pur volendo approvare una legge di interpretazione autentica, si sta in buona sostanza rimettendo al legislatore romano, cosa che ripeto, una Giunta sardista, a spiccata vocazione autonomista, o comunque che richiede sempre più numerose prerogative da parte dello Stato, il trasferimento di numerose prerogative da parte dello Stato, diciamo una cosa che stona un po' ecco con il resto delle vostre dichiarazioni, col resto dei dettami che animano la vostra azione. Anche qui si va a lavorare sull'articolo 2 e non possono che tornarmi in mente le considerazioni da me fatte in precedenza per quanto riguarda la meritocrazia, che anche se non riguardano strettissimamente i contenuti di questo emendamento, ritengo estremamente conferenti con esso, con il provvedimento di cui oggi si parla, e con la tematica più astratta e generale che l'affrontare questo provvedimento, e la seduta odierna, ci impongono di considerare, e sul quale ci impongono di pensare. Lo stiamo facendo noi come opposizione, stiamo provando a ispirare anche voi nel farlo, e sono sicuro che molti colleghi di maggioranza converrebbero su numerosi di questi emendamenti, se fosse per loro, ma così non è perché sappiamo bene l'impulso a cui si può attribuire questa legge di cui oggi parliamo. Il nostro voto sarà favorevole e vi invitiamo a riconsiderare quello che stiamo oggi votando, nel nome della meritocrazia, nel nome dei tanti giovani sardi che potrebbero accedere anche a queste professioni, dato l'alto valore accademico che in essi si può sicuramente ritrovare e riconoscere, prima che altre nazioni lo riconosca cono, lo percepiscano e lo sfruttino, a nostre spese sicuramente, perché la Sardegna perderebbe ulteriori professionalità e ulteriori…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Michele Cossa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Presidente, per annunciare il voto contrario all'emendamento e anche per una breve riflessione su quello che sta accadendo oggi in Aula. Io penso che dovremmo riflettere su come utilizzare gli strumenti regolamentari, perché vi devo dire molto onestamente che l'ostruzionismo è una pratica parlamentare legittima, che viene utilizzata normalmente dalle opposizioni, ma deve essere utilizzata con la dovuta accortezza. Perché io posso immaginare che l'ostruzionismo sia giustificato quando qualcuno in Parlamento proponesse e arrivasse in discussione una proposta per la reintroduzione della pena di morte, oppure per rimanere nelle competenze della Regione se l'Assessore Quirico Sanna proponesse un disegno di legge per autorizzare in modo indiscriminato le costruzioni dentro i 300 metri dal mare, allora si capisce che possa essere immaginata, di fronte a una scelleratezza di questo genere, che l'Assessore Sanna mi perdoni se l'ho utilizzato per le sue competenze, che naturalmente non ha mai avuto in animo di pensare, ma se questo dovesse accadere io posso immaginare che, in nome di sani principi ambientalistici, l'ostruzionismo sarebbe giustificato. Ora rispetto ad una legge, che avrà pure la sua importanza, che io onestamente l'ho detto nel mio intervento sulla discussione generale non ho capito, o perlomeno non ho capito l'importanza che vi riconnettete voi, però le posizioni sono chiare, sono state esplicitate, sono state spiegate, stiamo andando avanti fino adesso facendo ostruzionismo, io penso che dovremmo ragionare su come andare avanti, onorevoli colleghi, perché badate la democrazia è un valore assoluto, però la democrazia ha un senso se diventa una democrazia decidente, cioè si dibatte, si discute, poi a meno che non ci siano attentati alla Costituzione, a meno che non ci siano attentati alla vita umana o attentati all'ambiente, in cui è giustificato anche il tirannicidio secondo l'insegnamento di Sant'Agostino, però se non ci troviamo davanti a un accadimento di questo genere, io credo che dovremmo riflettere sul non esagerare, ma lo dico con molto rispetto. Dovremmo ragionare su un utilizzo un pochettino parsimonioso di uno strumento che deve essere, secondo me, nella mia logica, riservato a casi eccezionali. Ci sta, però se viene utilizzato anche su una leggina di questo genere, voi capite che mi pare che vengano un pochettino meno le giustificazioni per una cosa di questo genere. Ora, siccome ci sono ancora alcune centinaia di emendamenti, io mi permetto di rivolgere, scusatemi se lo faccio, senza avere nessun titolo, un appello ai colleghi dell'opposizione, a capire se possiamo finalmente sbloccare una situazione che sta diventando sinceramente surreale.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Presidente, sull'ordine dei lavori, perché penso che le parole dell'onorevole Cossa, che più che discutere dell'emendamento ha, giustamente da parte sua e da parte loro, posto a noi tutti, in particolar modo all'opposizione, un tema, non lasciare la cosa e le questioni poste senza una risposta, perché faremmo un torto a un collega che io stimo e considero un galantuomo. Penso che sia nei fatti delle giornate precedenti e delle settimane precedenti la giornata odierna una prova quella dell'aver contribuito, usando come primo metodo l'ostruzionismo, aver consentito alla fin fine al Presidente, alla Giunta, e a noi tutti, come Assemblea, la correzione di testi. Ricordo che alcuni argomenti, sostenuti dalla maggioranza, dalla Giunta e dal Presidente erano l'impossibilità di metter mano alle norme in occasione dell'assestamento di bilancio. Se non fosse stato per l'utilizzo da parte nostra delle tecniche dell'ostruzionismo vi avremmo lasciato percorrere una strada con norme illegittime. Tant'è vero che poi nella condivisione di tutti e degli uffici anche, e con pareri di tutti, e degli Uffici anche, e con pareri allegati, abbiamo dipanato la matassa di ARGEA, tanto che abbiamo ormai tutti la consapevolezza che il testo proposto dalla Giunta fosse illegittimo, non rispettoso delle norme di legge, tanto è vero che del testo proposto non vi è traccia nel testo votato da noi tutti e confezionato nella prima Commissione.

Per quanto riguarda l'ostruzionismo e l'esercizio delle prerogative dell'opposizione in base al Regolamento, oggi, il tema è questo: noi consideriamo la norma, le azioni e le nomine in violazione di norme di legge, e su questo punto non c'è incontro, nel senso che ovviamente avendole fatte e avendo proposto questo testo, Presidente, Giunta e maggioranza, sostengono la bontà delle azioni, delle delibere e della produzione di atti e alla fin fine del testo odierno. Però nell'ambito della discussione più e più volte sono echeggiate queste affermazioni, è stato più volte detto: la legge 165 è già stata utilizzata nel passato, il testo è né più né meno il recepimento, più che un'interpretazione, della "165", non cambia nulla, è lapalissiano, è già stato fatto. La proposta è questa: se reggono queste affermazioni, fatte alla fine anche dal Presidente della Regione stamattina, e da alcuni colleghi della maggioranza, ritirate il testo, perché quelle affermazioni portano come ragionamento che alla fin fine approvare oggi questo testo, anteporlo al dibattito sull'ordine del giorno sul trasporto marittimo e sull'aumento dei costi connessi, probabilmente arreca un danno al lavoro di noi tutti e alla fin fine però salva anche il ragionamento, perché se niente è modificato dall'approvazione odierna di questa interpretazione autentica non si capisce perché incaponirsi nel dibattito sull'interpretazione autentica, che è già una legge operante. Questo è il tema. Perché non abbiamo mai utilizzato nel corso dei nove mesi lo strumento dell'ostruzionismo e della presentazione di emendamenti se non nella direzione di correggere, e penso che possa essere confermato dalle tante colleghe e colleghi coi quali abbiamo collaborato nella riscrittura di diversi testi che dalla Giunta sono stati proposti a noi tutti e che abbiamo corretto, rivisto e alla fine approvato in Aula, anche con parere favore della Giunta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giorgio Oppi. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC Cambiamo!). Io intervengo perché qualcuno ha detto che anche noi dovremmo intervenire. Io ho un po' di memoria e ricordo che siete stati dei maestri nella passata legislatura - qualcuno dirà "noi non c'eravamo", ma non c'entra - quando noi facevamo opposizione, non ostruzionismo, di voi del centrosinistra non parlava nessuno, perché volevate velocizzare i lavori, quindi è una prassi consolidata e noi stiamo facendo quello che qualcuno ci ha insegnato. Ve lo dice uno che per trent'anni è stato all'opposizione nel Sulcis-Iglesiente, la culla del socialismo e del comunismo, quindi essendo stato all'opposizione ho fatto un po' di scuola.

Allora, qui c'è da dire che ormai sta diventando un po' monotono, stiamo dicendo sempre, punto per punto, le stesse cose: parliamo dei tre anni, poi parliamo dei cinque anni, parliamo che la legge è discutibile, si mettono in evidenza particolari elementi che sono quelli che sono, però il cliché è sempre lo stesso. Allora cominciamo a dire che c'è anche l'altro provvedimento, nessuno dica che noi siamo responsabili se non viene approvato: è interessantissimo, è importante però il Presidente ieri, per chi ha buona memoria, ha detto che la riunione congiunta partiva alle nove e mezza e finiva entro mezz'ora, alle 10, abbiamo invece iniziato, come prassi ormai consolidata, dopo le undici e mezzo, e poi si sono presentati una serie di emendamenti. Normalmente ci avete abituato, e mi meraviglia l'ho detto al Segretario generale, che gli Uffici ci consentano di presentare singoli emendamenti dove si cambia una virgola, si cambia una riga, e non vengono invece collegati fra loro, come era una prassi in precedenza. Quindi c'è una contrapposizione, Massimo, sulla quale non demordete voi e non possiamo demordere noi, anche chi in altre circostanze ha dimostrato… perché abbiamo approvato la legge su ARGEA, abbiamo dato più valenza alla vostra legge di quanto non abbiamo dato alla nostra, e abbiamo modificato una legge che era stata predisposta dalla Giunta. Però, noi, arriveremo al 20, ma tanto lunedì o martedì, secondo la mia posizione, o il 27, torniamo qui e questa legge viene approvata, e non sarà consentito, lo diciamo subito, il fatto che si possa interrompersi per approvare invece l'ordine del giorno, perché non è regolare, non è una prassi normale, e sarò io il primo a dire che non si può fare: si fa quando sarà esitato questo provvedimento, perché questo provvedimento si voglia o non si voglia sarà approvato. Quindi io vi invito ad essere per lo meno non ripetitivi, perché alla fine è un rituale nel quale ci contrapponiamo in modo sciocco, evitiamo forse in proiezione futura di…

Continuazione della discussione e approvazione della proposta di legge Mula - Sechi - Cocciu - Caredda - Salaris - Mura - Giagoni. Interpretazione autentica dell'articolo 29, comma 1, della legge regionale n. 31 del 1998 (Dirigenti esterni). (79/A parte prima)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Meloni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MELONI GIUSEPPE (PD). Per esprimere parere favorevole a questo emendamento e per dire che prendo atto della decisione della maggioranza di tenere in ostaggio un'importante, importantissimo atto, che poi ha il valore che ha perché sappiamo bene che gli ordini del giorno spesso rimangano lettera morta, però in questo momento, trattandosi del lavoro di una discussione nell'Aula della sera precedente e di una interpellanza e di una mozione che diventano un ordine del giorno, firmato praticamente da tutta l'Aula, io credo che si sia persa una grande occasione per dimostrare ai sardi che su un tema come quello sul quale si è speculato tanto in campagna elettorale, che ha fruttato anche un importante consenso a questa maggioranza, su quel tema io pensavo si potesse fare una deroga come è stato fatto altre volte e poterlo approvare in mezzo minuto. Invece prendo atto che alla maggioranza non interessa, interessa solo pensare ai propri interessi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Maria Laura Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (PD). Nell'esprimere il parere favorevole all'emendamento, ascoltando anche i colleghi, soprattutto il collega Cossa che è intervenuto, il tema sull'articolo 2, sui dirigenti esterni, ma in generale quello che sta succedendo è perché oggi il Presidente ha fatto delle dichiarazioni precise, e sono quelle sostanzialmente di certificare che il testo poteva anche non essere portato in Aula, questo articolo sulla nomina dei dirigenti esterni, per cui non capiamo e io rimango perplessa e continuo a dirlo, perché non capisco il motivo per cui il Presidente dichiara una cosa e poi in Aula si vuole portare avanti il testo a tutti i costi. Tra l'altro per quanto riguarda lo specifico dell'emendamento, dove i consiglieri dei Cinque Stelle sottolineano alcune indicazioni precise, e anche riprendendo le parole dell'onorevole Cossa dove si richiama anche allo Statuto speciale, e questo viene fatto anche perché effettivamente da alcune dichiarazioni, che sono emerse a mezzo stampa da parte di alcuni Assessori, la volontà di bypassare quelle che sono delle norme di rango costituzionale o delle norme sovraordinate con delle norme ordinarie o comunque di rango inferiore non è che sia poi una cosa che non è emersa in questi mesi. Per cui in questo emendamento chiaramente va benissimo sottolineare, la Giunta legata all'esercito di potestà legislativa esclusiva, riconosciuta dall'articolo 3 comma 1 lettera a) della legge costituzionale 26 febbraio del '48 numero 3 Statuto speciale per la Sardegna, grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Michele Ciusa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CIUSA MICHELE (M5S). Grazie Presidente, naturalmente dichiaro il mio voto favorevole a questo emendamento, però voglio anche riprendere le parole che ho appena sentito dall'onorevole Oppi e dall'onorevole Cossa. Sono d'accordo con l'onorevole Oppi quando dice che la maggioranza poi licenzierà questo provvedimento, questo non penso che ci sia dubbio. Però ritengo anche che come ci è stato detto anche durante in questo dibattito, ci è stato chiesto di fare i legislatori e noi ci stiamo provando, appunto, stiamo cercando di migliorare questo testo. Quindi io non ritengo come ha detto l'onorevole Cossa, che stimo per quanto è moderato, equilibrato, però noi fino adesso abbiamo discusso emendamenti che sono andati sul merito, non abbiamo ancora visto ancora emendamenti che andavano a cambiare una parola, quelli ritengo che siano emendamenti di mero ostruzionismo. Quindi entrando nel merito di questo emendamento, io confermo il voto favorevole e spero che la maggioranza possa votare a favore, grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Desirè Manca. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRÈ (M5S). Grazie Presidente, intervengo sull'ordine dei lavori, intervengo in risposta al collega Cossa e al collega Oppi. Guardi, collega, io prima di arrivare in questa aula non sapevo veramente il significato politico della parola ostruzionismo, perché sono sempre stata abituata nel mio percorso politico a fare opposizione, cioè a lavorare per fare opposizione e comunque per apportare quelle che erano le nostre proposte all'interno di un Consiglio comunale, piuttosto che adesso in un Consiglio regionale. Per cui devo essere sincera la parola ostruzionismo, ma credo proprio come Gruppo in nove mesi, di non averlo mai applicato. E prova ne sia in tutti, e andate a rivedervi tutte le registrazioni dei Consigli regionali, noi non abbiamo mai fatto ostruzionismo, abbiamo sempre fatto opposizione e nell'ottica dello svolgimento del nostro ruolo di opposizione, mi sembra però mi corregga, onorevole Cossa, di avere presentato degli emendamenti di carattere sostitutivo, piuttosto che sostitutivo totale o parziale molto, molto importanti e migliorativi, posto che noi non siamo, e lo abbiamo già dichiarato diverse volte, l'abbiamo dichiarato, era il 23 luglio quando personalmente ho dichiarato la nostra posizione, ma abbiamo cercato comunque di portare il nostro apporto, scusando la ripetizione, a questa norma, di cui non ci trovate assolutamente d'accordo, ma sono delle sostituzioni sostanziali. Per cui io mi creda, onorevole Cossa, qua vengo per lavorare non per fare ostruzionismo. E quello che sto facendo è l'esercizio delle mie funzioni, il mio ruolo, sto lavorando e quando dico sto lavorando sto presentando gli emendamenti per i quali non solo ho lavorato come Gruppo, abbiamo lavorato come Gruppo ma hanno lavorato anche le nostre collaboratrici e nei quali in questi emendamenti davvero ci crediamo, per cui guardi chi è abituato a fare ostruzionismo, noi, lo ripeto, anche per loro l'onorevole Oppi, non siamo sicuramente noi e questo ce ne dovete dare atto. Noi lavoriamo per cui noi continuiamo a fare quello per cui crediamo e mi dispiace, perché mi creda, onorevole Cossa, oggi è sabato di Natale per lei e anche per me, come ci ha giustamente impegni tutti noi ce li ho anch'io, però sto lavorando.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Li Gioi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Mi ricollego alle parole, innanzitutto annunciando il voto favorevole all'emendamento, mi ricollego alle parole appena espresse dalla mia capogruppo Desirè Manca, noi siamo stati eletti, dato questo è stato il risultato elettorale, per fare opposizione costruttiva, e i nostri emendamenti sono in quest'ottica, perché non c'è nessun emendamento dove c'è un cambio di virgola o un cambio di parola. Sono tutti emendamenti studiati approfonditamente per cui abbiamo lavorato con il Gruppo e anche come Gruppo le collaboratrici in maniera alacre e che quindi significano quella che è la nostra presenza in questo nobile consesso. Perché altrimenti non avrebbe senso in questa circostanza essere stati eletti, noi siamo stati eletti per fare opposizione costruttiva per cercare di migliorare un testo che riteniamo non adeguato, riteniamo illegittimo come, a più riprese da questi banchi, vi è stato espresso. Io poi mi ricollego ai timori avanzati dal collega Agus, che ha ricordato, anche dall'alto della sua esperienza anche all'interno di questo Consiglio, che io non ho, che anche precedentemente al di là dei colori politici la testardaggine della maggioranza che è stata di un colore o dell'altro molto spesso ha portato a non tenere conto di sollecitazioni…

PRESIDENTE. Onorevole Li Gioi, è il secondo richiamo, scusi sull'emendamento, grazie. Si sta riferendo a quello che ha detto l'onorevole Agus. L'emendamento non ha ad oggetto l'onorevole Agus.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Sull'emendamento Presidente, sull'emendamento sicuramente. Mi riferivo a quello. Ha ragione, no, no, a questo non ci siamo arrivati, Presidente. È chiaro l'emendamento ha ad oggetto la sostituzione dell'articolo 2 con la seguente dicitura all'articolo 29 comma 1 della legge regionale numero 31 del 98 dirigenti esterni, prima delle parole le funzioni di direttore generale sono inserite le seguenti nell'esercizio della potestà legislativa esclusiva, riconosciuta dall'articolo 3 comma 1 lettera a) della legge costituzionale 26 febbraio '48 numero 3 statuto speciale per la Sardegna, a cui io darò il mio voto favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diego Loi. Ne ha facoltà.

LOI DIEGO (Progressisti). Sull'ordine dei lavori Presidente, sull'ordine dei lavori, allora intervengo sull'ordine dei lavori cogliendo un po' le varie riflessioni che sono state fatte dai colleghi in particolar modo gli ultimi interventi dell'onorevole Cossa e di altri colleghi insomma. Per dire questo, io credo che il tema della collaborazione e non ostruzionismo da parte di molti di noi, da parte insomma di coloro che siedono in questa parte dell'Aula sia stato dimostrato e che continui ad essere dimostrato in tutti gli interventi che sono stati fatti specie in Commissione, dove forse lontano, diciamo, perlomeno dalle telecamere il livello di comunicazione e gli stimoli che vengono dati consentono insomma di avere una finalizzazione dei ragionamenti e quindi dei provvedimenti in maniera molto più definita. Stamattina il Presidente citava la considerazione di questo provvedimento non così determinante, insomma, non così fondamentale rispetto alle varie tematiche che sono state e che sono all'attenzione dell'agenda politica di questo Consiglio. E si è anche poi parlato, io su questo insomma ci tenevo approfittando della presenza del Governatore, di ricordare insomma che in questi banchi siedono delle persone che non hanno fatto parte delle precedenti legislature, appartengono a un'area politica, in questo caso quella del centrosinistra o comunque delle opposizioni più in generale, ma non necessariamente possono essere additati per alcune dichiarazioni che sono state fatte in merito a non conformità o ad aver fatto noi chissà che cosa gli anni scorsi. E allora arriva la proposta che è l'oggetto del mio intervento, ossia quello di mettere da parte questo provvedimento non così fondamentale e trattare l'ordine del giorno, congiunto, lo ribadisco, congiunto, che vuol dire che credo che abbia la maggioranza complessiva anche in quest'Aula per parlare di un tema che non è fra cinque anni, non è fra tre anni, non è fra due anni, ma è un tema che diventa fondamentale, un'urgenza perché parte proprio dal primo gennaio 2020, grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Cocciu. Ne ha facoltà.

COCCIU ANGELO (FI). Un saluto al Governatore della Sardegna, a lei, Presidente alla Giunta, e a tutti i consiglieri regionali. Intervengo per fare un breve ragionamento, in tutti questi mesi di mandato abbiamo più volte rilevato la collaborazione che c'è stata all'interno delle Commissioni e anche all'interno dell'Aula, un esempio classico è stato quello dell'approvazione del documento di ARGEA, una cosa importante che ha dato un segnale molto positivo da parte sia della maggioranza che dell'opposizione allo stesso problema. Voglio fare un piccolo passo indietro a qualche settimana fa, assestamento di bilancio, abbiamo dato l'opportunità di giocare una partita molto importante, molto importante, pur di portare avanti quel risultato e portare a casa quel risultato importante per i sardi, noi della maggioranza abbiamo in alcune occasioni quasi ottenuto meno benefici per i territori rispetto a quello che voi avete potuto esprimere, ci siamo sempre stati, ci siamo sempre stati. In Commissione vi diamo la possibilità di intervenire e apportare quello che è il vostro contributo e, devo dire la verità, tantissime volte molto positivo ed efficace. Oggi siamo sotto Natale, vi chiediamo, come ha detto il consigliere Oppi, questa è una prerogativa che noi come maggioranza dobbiamo portare avanti, su altre cose abbiamo fatto vari passi indietro, la porteremo avanti nei prossimi giorni, la porteremo avanti fino all'approvazione, è una prerogativa. Fino a questo momento avete fatto degli interventi importanti e avete messo in evidenza quello che è il vostro punto di vista, però fino ai 200 e passa emendamenti la vostra posizione sarà sempre questa, oggi l'avete dimostrato e lo avete dimostrato anche alle vostre genti, ai vostri elettori e a chi vi sostiene, avete fatto una protezione sicura, dura e consistente, però se dovessimo continuare così anche per i prossimi provvedimenti, fino al 220, al 230, andremmo a picchiare sempre sullo stesso obiettivo, e il significato dei vostri interventi sarà sempre lo stesso. Io non vi chiedo di fare un passo indietro, ma vi chiedo, in virtù delle collaborazioni che ci sono state precedentemente all'interno delle Commissioni e anche all'interno di quest'Aula, e vi ripeto vi abbiamo ascoltato in tante occasioni, questa volta siamo noi che vi facciamo presente una possibilità, che è quella di portare avanti una nostra prerogativa, che la porteremo avanti perché è una nostra prerogativa. Io, quando sono entrato in quest'aula per la prima volta, ho fatto i complimenti ad una persona che è di colore completamente politico opposto al mio, ed è Massimo Zedda, la prima persona con cui ho parlato quando sono entrato in quest'aula è stato il consigliere Zedda, e gli riconosco delle doti molto importanti. Abbiamo sentito anche parole pesanti oggi all'interno di quest'aula, che fondamentalmente nessuno di noi si merita, tanti interventi, cose che fanno veramente male, perché ci sono state dette delle parole che a me hanno fatto male. Rientriamo all'interno di quello che è l'alveo della politica, della buona politica, e siamo sotto Natale, troviamo una soluzione per liquidare questo provvedimento e affrontare immediatamente il problema relativo ai trasporti. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giovanni Satta. Ne ha facoltà.

SATTA GIOVANNI (PSd'Az). In quest'Aula, nei banchi di maggioranza ed opposizione, siedono tanti sindaci, ex sindaci, consiglieri comunali di minoranza, il collega Loi fa il sindaco, il collega Giuseppe Meloni ha fatto il sindaco per tanti anni, ma l'onere di governare spetta a chi vince le elezioni. Oggi qualcuno dice: "Non stiamo facendo ostruzionismo". Fare un emendamento uguale, con una virgola diversa l'uno dall'altro, non è fare ostruzionismo e fare opposizione costruttiva? Costruttiva di che cosa, scusate? Io mi sarei aspettato, se noi avessimo litigato sul problema dei trasporti, io la penso bianca e voi la pensate nera, allora avrebbe avuto un senso tutto questo stare qua inchiodati a parlare di qualcosa di importante, invece stiamo parlando di un provvedimento che è stato stralciato come probabilmente era anche giusto dalla norma finanziaria che abbiamo approvato a novembre, che abbiamo portato in Commissione con ampio dibattito, una norma sulla quale la Giunta e il Consiglio che la voterà si assume le sue responsabilità. Avete giustamente ribadito in tutte le sedi, dalla stampa, al Consiglio, alle Commissioni, la vostra contrarietà a questo emendamento del quale, ripeto, noi ci assumiamo la responsabilità. E dobbiamo rimanere qua quattro giorni a pensare a questo piuttosto che pensare al problema dei trasporti? Noi, finito questo, come da Regolamento approveremo in cinque minuti, proprio perché abbiamo trovato una sintesi e quello deve essere la spirito che ci deve contraddistinguere. Mi auguro che chi ha fatto il sindaco e l'amministrazione comunale capisca questo, perché altrimenti non possiamo che continuare a parlarci addosso. Grazie.

PRESIDENTE. Mettiamo in votazione l'emendamento numero 8.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 8.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Emendamento numero 9.

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Annuncio il voto favorevole sull'emendamento numero 9. L'onorevole Cossa prima, poi l'onorevole Oppi, hanno usato parole e termini di distensione, di cortesia, di garbo, di invito anche a noi tutti di soprassedere sull'argomento. Successivamente, sono intervenuti altri colleghi, l'onorevole Cocciu da ultimo, l'onorevole Mula come presentatore del testo, l'onorevole Tunis, ribadendo la questione della rotazione dei dirigenti, l'onorevole Cocciu, già citato, tutti hanno espresso concetti, termini, parole con garbo, le stesse usate dagli onorevoli Cossa e Oppi poc'anzi. Chi era fuori dal coro oggi? Rispetto a una sintonia di termini, atteggiamenti e parole? Il Presidente della Regione, che dovrebbe essere il primo interessato da un leggero rapporto e sereno con l'opposizione in funzione di una norma che in primis attiene ad atti prodotti dal Presidente e dalla Giunta, e quindi è interesse alla fin fine del Presidente della Giunta. L'onorevole Mula non ha nominato dirigenti esterni, l'onorevole Oppi non ha nominato dirigenti esterni, e così via, tutti coloro che sono intervenuti. L'unico che ha accusato, offeso, detto che siamo dei mentitori di professione, nel raccontare menzogne ogni tre secondi si è dei mentitori, la professione è quella, accuse a tutti noi e ad alcuni di noi in particolare, fino a leggere il codice penale e accusare di minacce. Quella cosa e quelle cose dette, quella cosa, il testo e quelle cose dette che accompagnavano il testo hanno creato un corto circuito nei rapporti, in quei rapporti che voi avete definito come cortesi, cordiali, di lavoro, qualche volta anche di scontro ma, alla fin fine, volti al lavoro comune per la Sardegna; questo è il vero tema, il tema è che mai ci saremmo aspettati, ho terminato, Presidente, che quel…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Grazie, Presidente. L'emendamento numero 9 introduce un tema che probabilmente sarebbe stato utile integrare nell'emendamento proposto dalla Giunta, senza nulla togliere, è una delle questioni che un buon lavoro in Commissione avrebbe senz'altro risolto. Prima non ricordo chi ha parlato di diversi emendamenti ridondanti, quindi a volte si discutono e il faldone è pieno di emendamenti che grosso modo dicono sempre la stessa cosa, ci sono diversi emendamenti che dicono con parole diverse lo stesso concetto, un lavoro in Commissione avrebbe accorpato questi discorsi, cioè queste istanze, e avrebbe potuto ricondurre a sintesi, mi sorprende il fatto che non si sia fatto, anche perché c'era anche un'altra soluzione ulteriore, che una maggioranza attenta e non pressappochista avrebbe proposto, e cioè la trasformazione di alcuni emendamenti presentati come sostitutivi totali, come aggiuntivi, quello sarebbe stato ugualmente un segnale di attenzione non all'opposizione, che non ha nessun tipo di rivendicazione di questo tipo, quantomeno alla volontà di produrre delle leggi capaci di reggere il giudizio, perché qui si è parlato di una norma necessaria per evitare l'aleatorietà del giudizio, in realtà questa norma è destinata a essere cassata nei prossimi due mesi e creerà problemi proprio nei giudizi, soprattutto in quelli in corso, tra l'altro proprio per questo motivo il Ministero ci segnalava uno dei problemi ostativi, ci sono sentenze della Corte costituzionale che dicono chiaramente che un Consiglio che interviene con una decisione a fronte di giudizi sospesi sullo stesso ambito, beh, è un Consiglio che sta facendo una legge incostituzionale. Però nel discorso sono emersi alcuni giudizi, e ho capito che la verità non ce l'ha in tasca l'opposizione, e quello è ragionevole, perché nel dibattito politico ci mancherebbe altro che questa fosse la posizione della maggioranza, la verità non ce l'ha in tasca l'Area legale, perché la sua relazione è stata talmente sbagliata da portare l'esautorazione della dirigente che ha firmato quell'atto, la verità non ce l'hanno i sindacati, che unanimemente ci hanno detto che non va bene, la verità non ce l'ha il dottor Vitiello dell'Ufficio legislativo del Ministero, che evidentemente ha scritto una castroneria e ce l'ha mandata perché semplicemente non aveva nient'altro da fare. Quello che dico anche in risposta ai colleghi che, con i toni giusti, con le giuste argomentazioni, hanno chiesto anche alla minoranza di permettere…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alessandro Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS ALESSANDRO (M5S). Presidente, sull'ordine dei lavori. Mi volevo riferire agli interventi, ai vari interventi, che ho anche apprezzato sotto certi versi, da parte dei colleghi di maggioranza, e inizio dall'onorevole Cossa, l'onorevole cosa che anch'io, al pari del collega Massimo Zedda, ma al pari sono convinto di tutti i colleghi di questa Aula, considero un gentiluomo, che ci ha rivolto alcune eccezioni, innanzitutto sul riflettere, invitandoci a riflettere su come stiamo utilizzando lo strumento regolamentare, ovvero le prerogative concesseci dal Regolamento consiliare, che noi in questo momento stiamo utilizzando al fine di far valere la nostra linea politica, che non è semplicemente mero ostruzionismo, e non lo dico per continuare a celare quello che potrebbe essere il segreto di Pulcinella, ovvero il fatto che stiamo facendo ostruzionismo, ma perché ciò che noi stiamo combattendo in questo senso è l'uso sbagliato degli strumenti legislativi, che questa Assemblea, che siamo noi come legislatori, che ci stiamo occupando tutto il giorno, tolte le altre volte che hanno caratterizzato la storia travagliatissima di questo provvedimento, stiamo monopolizzano i lavori di questa Assemblea, i lavori di quest'Aula, i lavori delle Commissioni, al fine di portare avanti qualcosa che non è nell'interesse generale, e questo lo sappiamo tutti, e di questo ne sono convinto. Ho apprezzato anche l'intervento distensivo del collega Cocciu, e vorrei fare una precisazione per quanto riguarda il suo apprezzamento riferito al contributo dato dalle opposizioni nei lavori di Commissione; molte volte questo contributo è stato necessario e forse anche imprescindibile al fine di poter far giungere in Aula dei provvedimenti che contenessero, quantomeno astrattamente, caratteristiche di legittimità. Convengo, infine, con il collega Zedda, quando dice che le parole che hanno causato maggior attrito in quest'Aula, nel dibattito odierno, sono state quelle del presidente Solinas; io non mento, non ho mai mentito relativamente a quello che si fa in quest'Aula, se pavento degli avvenimenti è perché io credo circostanziata mente che questi avvenimenti possano verificarsi, e se agisco in contrasto e facendo quello che è il mio ruolo, ovvero assolvendo al ruolo di opposizione consiliare, è perché credo veramente che questo debba essere fatto, e debba essere fatto in questo modo, Presidente, quindi anche delle sue parole distensive forse sarebbero apprezzate, o quantomeno apprezzabili in questo dibattito, magari ridimensionando anche le dichiarazioni che stamattina ha fatto nei confronti dei membri dell'opposizione, che qui stanno facendo politica al pari della maggioranza, forse anche…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Laura Caddeo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CADDEO LAURA (Progressisti) Anche in questo caso l'emendamento presentato dal Movimento 5 Stelle non mi sembra puramente, anzi, per niente ostruzionistico, e non mi sembra neanche un aggiustamento sintattico dell'articolo 2 presentato nella legge, mi sembra invece che miri a trovare un punto d'incontro, si tratta di sostituire l'articolo 2 con tutti gli emendamenti che finora, o meglio, con ciascuno degli emendamenti che abbiamo finora trattato, che non sono passati, per cui si cerca di individuare quello che potrebbe essere il più efficace e trovare una sinergia con quello della legge proposta, quindi, ripeto, non mi sembra semplicemente una variazione sintattica, si tende a sottolineare l'importanza della potestà legislativa esclusiva da riconoscere alla Regione Sardegna, e di sottolineare l'importanza del titolo di studio che debba essere una laurea specialistica, e comunque del cosiddetto vecchio ordinamento, che dovrebbe garantire tutti noi, dovrebbe metterci nelle condizioni di dormire sonni tranquilli. Per questo motivo io voto a favore dell'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Desirè Manca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRE' (M5S). Grazie, Presidente, dichiaro subito il voto favorevole all'emendamento presentato dal nostro Gruppo, e anche questo emendamento è stato presentato con lo spirito costruttivo di dare il nostro apporto a questa norma. E che cosa chiediamo con questo emendamento sostitutivo totale? Che l'articolo 2 venga sostituito con l'articolo 2, modifiche all'articolo 29, comma 1, della legge regionale numero 31 del 98, appunto "dirigenti esterni". L'articolo 29 comma 1 della legge regionale 31 del 98 è modificabile in questo senso; prima delle parole "le funzioni di direttore generale" sono inserite le seguenti: "Nell'esercizio della potestà legislativa esclusiva riconosciuta dall'articolo 3, comma 1, lettera a) della legge costituzionale del 26 febbraio 1948, numero 3 dello Statuto speciale per la Sardegna", e l'altra modifica che proponiamo è che le parole del diploma di laurea sono sostituite dalle seguenti: "della laurea specialistica o magistrale ovvero del diploma di laurea conseguito secondo l'ordinamento didattico previgente al Regolamento di cui al decreto del Ministero dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica del 3 novembre 1999, numero 509". Come si può notare dalla lettura di questo emendamento non c'è nessuna sostituzione di una virgola, ma è un sostitutivo che ha un criterio che è stato appena elencato. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Semplicemente ho capito che manco stasera usciremo qui presi per mano, questo sicuramente l'abbiamo capito, però ci terrei un attimino a fare due considerazioni veloci, caro collega Zedda. Io posso interpretare che probabilmente qualche parola in più o qualche parola in meno, però io mi sono segnato una parola che è scappata, non so… da qualcuno è scappata. Sul Presidente della Regione in un intervento qualcuno ha usato una parola anche poco carina e la vorrei anche ripetere: lestofante. Quindi io l'ho segnata. Poi se l'intervento del Presidente è stato più duro o meno duro, io credo che forse siamo un po' tutti stanchi e quando siamo stanchi, essendo anche sabato sera, ma non è sabato sera per chi ha lavorato tutta la settimana e noi siamo qui per cercare di chiudere questa proposta di legge in maniera anche decorosa. Vorrei ricordare… io non uso il termine di ostruzionismo… per chi ha fatto politica, maggioranza e opposizione, quando l'opposizione fa degli emendamenti e c'è la possibilità di poter trattare l'abbiamo sempre fatto, trattare sugli emendamenti e trovare punti d'incontro si è fatto, puntualmente si è sempre fatto. Quando, invece, la direzione è quella di dire: "Questa legge non mi piace, provo a scrivere tutto quello che voglio scrivere cercando di modificarla" e la posizione della maggioranza è un'altra, io non uso il termine ostruzionismo, però vuol dire scontro e si continua andare avanti ognuno nelle sue posizioni dove non si arriva, cioè se noi resteremo seduti in quest'Aula e garantiremo il numero legale la votiamo e la portiamo a casa e si chiude. Credo che non serva a nessuno continuare su questo binario. Poi, per carità, le posizioni sono legittime. Vedete, io non sono manco intervenuto stasera. Sono qui, ascolto tutti, e sono rispettoso di tutti.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 9.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Gli emendamenti numero 10 e 12 sono assorbiti dal 9, l'11 è assorbito dal 6.

Quindi passiamo all'emendamento numero 13.

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie Presidente. Per quanto riguarda l'emendamento numero 10 esprimo il voto favorevole. Dico solo che ho citato Brecht…

PRESIDENTE. Onorevole Zedda, 13. Sono decaduti il 10, l'11 e il 12.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). 13, sì, avevo ancora la pagina sul 10, ero ancora sulla vecchia pagina e avevo dimenticato di sfogliare le pagine. Sull'emendamento numero 13 esprimo il voto favorevole. Dico, per quanto riguarda le affermazioni di questa mattina, cioè di aver pronunciato solo ed esclusivamente menzogne… scusami Stefano Tunis, onorevole per cortesia, cinque minuti…

TUNIS STEFANO (MISTO). È indisponente!

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). È indisponente? Mi sto rivolgendo al Presidente della Regione!

TUNIS STEFANO (MISTO). Indisponente e maleducato!

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Allora fammi capire, io sto intervenendo, tu intervieni presso il tavolo della Presidenza…

(Interruzione del consigliere Stefano Tunis)

PRESIDENTE. Scusate, fate intervenire l'onorevole…

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Presidente, il Regolamento vieta che i consiglieri si avvicinino tipo…

PRESIDENTE. Assolutamente sì, lei continui. Prego.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Ti ha risposto il Presidente del Consiglio regionale. Le affermazioni di stamattina erano, semplifico: "Siete dei mentitori. Avete solo pronunciato menzogne". Ho citato Brecht. A dire il vero ho parafrasato Brecht, povero Brecht, che viene interpretato e parafrasato da me. La citazione è, onorevole Mula: "Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi conoscendola la chiama bugia è un delinquente". Volutamente non ho usato il termine delinquente perché mi sembrava inopportuno. Detto questo, non sono stato io ad accusare, semmai, nell'ambito proprio della citazione del codice penale, è stata usata, citando il codice, il termine di aver prodotto delle minacce ad altri onorevoli, che né più né meno riconduce al termine delinquente perché chi delinque compie ovviamente un misfatto. Quindi, onorevole Mula, comunque la si voglia girare, l'atteggiamento, le parole e i termini hanno alterato la serenità del dibattito odierno.

Arrivo all'emendamento. Nell'emendamento all'articolo 2, così sostituito e proposto dall'onorevole Manca e dagli altri firmatari componenti il suo Gruppo, si parla sempre della materia dei dirigenti esterni e si vuole, dopo le parole "possono essere conferite" inserire le seguenti "previo accertamento e puntuale ed esplicita motivazione circa l'assenza, all'interno dei ruoli dell'amministrazione, delle professionalità specificamente richieste in relazione alle funzioni da svolgere". E ritorniamo alle argomentazioni di questa mattina. La nostra Regione ha dirigenti con queste competenze che sono senza incarico da mesi in violazione delle norme che prevalgono anche rispetto alla volontà di volerle forzare e andare nella direzione di nominare dirigenti esterni. Hanno fatto bene i colleghi del Movimento 5 Stelle a ripristinare lo stato di diritto, inserendo una norma che già è norma per tutti noi, ribadendola, modificando il testo oggi alla nostra attenzione…

PRESIDENTE. Onorevole Zedda, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne Ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Grazie Presidente. L'emendamento presentato è estremamente utile proprio per evitare i contenziosi. Se devo essere totalmente sincero io non sono pienamente d'accordo con questo principio del 165, perché oggi quel principio, e le relative sentenze della Corte costituzionale, e ancora più preoccupanti quelle della Corte dei conti, vanno in una direzione che secondo me merita un'attenzione da parte del legislatore statale. È assurdo che una Amministrazione che vince le elezioni non possa in alcuni casi scegliere un'alternativa, magari avendo in organico un unico laureato in quella materia specifica in grado di portare avanti quel compito dirigenziale. Secondo me la rotazione degli incarichi deve essere un principio superiore rispetto a quello di guardare prima in casa propria, anche per evitare che, appunto, alcuni dirigenti, soprattutto nei comuni, perché è quello che avviene, alla fine esercitano un potere molto superiore rispetto al Sindaco eletto. Detto questo però il 165 così ci scrive e in questo caso occorre un'esplicita motivazione per l'assenza nei ruoli interni all'amministrazione di figure equivalenti. Questa verifica per i casi dei dirigenti esterni oggi in servizio nell'amministrazione non è stata fatta, non ce n'è traccia e anzi abbiamo anche dirigenti con le stesse qualifiche, anzi con qualifiche molto superiori, che non hanno un servizio e quindi si è di fronte a una assurdità totale.

Riguardo il dibattito, non ho chiesto la parola sull'ordine dei lavori, però credo che possa essere anche utile. Oggi di fatto abbiamo discusso per cinque ore nel merito del provvedimento. Per la prima volta in questa legislatura si entra in una discussione così attenta ai particolari, lo si deve anche al fatto che c'è una differenza d'opinioni talmente ampia da non consentire nessun tipo di sintesi. Inoltre, lo sottolineo, i toni durante questa discussione da parte di qualche lungimirante Capogruppo di maggioranza si sono ammorbiditi e sono ritornati nel solco di quello che dovrebbe essere un dibattito consiliare e parlamentare. Resta il fatto però che su questi temi ci sono state dichiarazioni anche a mezzo stampa che non abbiamo digerito e su cui personalmente non intendo fare un passo indietro. Cioè quando su questi temi, non lo dico per il collega che ha firmato il comunicato, lo dico per il consulente non suo che l'ha prodotto, quando su questi temi si pone sempre l'esercizio del dubbio sugli altri, si utilizza l'arma dell'insulto, si cerca di far apparire tutti uguali anche quando…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alessandro Solinas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SOLINAS ALESSANDRO (M5S). Presidente, emendamento numero 13, l'articolo 2 è sostituito dal seguente, non leggerò il testo perché l'avrete sicuramente già letto abbondantemente, i miei colleghi si sono già pronunciati, "previo accertamento e puntuale motivazione circa l'assenza all'interno dei ruoli della Amministrazione della professionalità specificamente richiesta in relazione alle funzioni da svolgere". Cosa vuol dire questo? Cerchiamoli all'interno della pubblica amministrazione questi professionisti, e se non ci sono acquisiamoli all'interno della pubblica amministrazione, e non tramite nomine fiduciarie. Questo è importante, questo è un buon principio, questo darebbe un minimo di ristoro al tanto vituperato e tanto vessato principio di meritocrazia di cui oggi penso di essermi erto a difensore in maniera bastante per oggi, ma sono sicuro che purtroppo forse capiterà altre volte, ed io insieme ai miei colleghi avremo modo di rimarcarlo. Perché non magari andare a cercarli sì all'esterno dell'amministrazione, ma cercando di acquisirli all'interno dell'Amministrazione tramite le dovute procedure concorsuali, così da fare sì che effettivamente si possano acquisire le migliori professionalità disponibili sul mercato del lavoro, cosicché la macchina amministrativa e burocratica regionale possano effettivamente giovarsi non tanto sulla natura della fiduciarietà dell'incarico, tanto quanto sull'effettiva professionalità e sull'assicurazione di massima professionalità in capo e insita negli individui che quegli incarichi ricoprono. Quindi un suggerimento magari. Ribadendo la mia condivisione per quanto riguarda la rotazione necessaria, il non far sì che ci si arrocchi su determinati incarichi burocratici rischiando di danneggiare o comunque rallentare ecco l'assolversi di incarichi politici, però questo potrebbe essere un'idea, uno spunto che vi offriamo nella maniera più costruttiva possibile, rimarcata anche recentemente dagli interventi dei colleghi di maggioranza, su cui vi invitiamo a riflettere e fare vostro. Presidente, il mio voto è favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Laura Caddeo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CADDEO LAUARA (Progressisti). Sì, quindi anche questo emendamento è ripetitivo ma comunque va nella direzione di rendere più garante la legge. Soprattutto riflettevo su un fatto, perché comunque non dimentico l'intervento del Presidente, quando diceva questa è una richiesta consiliare, io non avrei neanche necessità di questa legge, e io veramente sono convinta di questo, ma anche ragionando sugli eventuali o sui certi contenziosi, io penso che se si è agito nel rispetto delle leggi queste guarentigie non sono necessarie. Per cui veramente continuo a confidare nel fatto che la maggioranza si renda conto che forse sta mettendo più in difficoltà la figura del Presidente e della Giunta, piuttosto che aiutarla, e quindi anche per questi motivi il mio voto è favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Michele Ciusa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CIUSA MICHELE (M5S). Presidente, appunto questo nostro emendamento, siccome è un altro buono e valido emendamento che spero che possa essere accolto dalla maggioranza, appunto voglio sottolineare in riferimento a questo emendamento che la giurisprudenza amministrativa ha costantemente ribadito che il conferimento degli incarichi dirigenziali a soggetti esterni debba avvenire solo dopo aver accertato, fornendone esplicita e puntuale motivazione, che la professionalità specificamente richiesta per l'esercizio delle funzioni dirigenziali … nei ruoli dell'amministrazione", ecco questo è molto chiaro, quindi io spero appunto che l'Aula possa votare favorevole, come appunto io farò. Grazie.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 13.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Gli emendamenti 14, 15, 16 decaduti in quanto assorbiti dal 13.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Desirè Manca. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRE' (M5S). Presidente, per chiedere una Conferenza dei Capigruppo.

PRESIDENTE. Il Consiglio è sospeso per 5 minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 20 e 01, viene ripresa alle ore 20 e 13.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. La Conferenza dei Capigruppo ha deciso di votare a voto palese gli emendamenti, a questo punto, dal numero 17 (in quanto il numero 14, 15 e 16 sono decaduti perché assorbiti dal "13") sino al numero 46.

Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 17, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

L'emendamento numero 18 è decaduto.

Passiamo all'emendamento numero 19.

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Nell'emendamento proposto dai colleghi si dice che l'articolo 29, comma 1, della legge regionale numero 31 del '98 - dirigenti esterni, sempre -, in quanto estrinsecazione della potestà legislativa regionale esclusiva prevista dall'articolo 3, comma 1 della legge costituzionale 26 febbraio del 48 numero 3 (lo Statuto speciale della Sardegna), si interpretano nel senso che le funzioni di direttore generale non possono essere conferite a soggetti ulteriori rispetto a quelli tassativamente elencati nella disposizione regionale. Ora, abbiamo assistito, nel corso degli emendamenti precedenti, a una serie di discussioni sempre sul tema dei direttori generali, in questo caso, come negli emendamenti precedenti, si vuole ribadire che di fatto l'incarico di direttore generale possa e debba essere conferito solo a figure che abbiano determinati requisiti, come elencati nella disposizione regionale, cioè figure che abbiano svolto un ruolo dirigenziale per almeno cinque anni, connessi agli emendamenti precedenti e che abbiano poi un titolo di studi di laurea magistrale. In che modo, perché questo? È chiaro a tutti: la nomina di un direttore generale esterno privo di questi requisiti che cosa determinerebbe nell'ambito dell'ipotesi di scuola, che in questo caso si è realizzata? Che il vertice dell'Assessorato, il direttore generale, avrebbe sotto di sé dei direttori di Servizio non di pari grado dal punto di vista delle competenze, dei titoli di studio, ma ci troveremo davanti al paradosso che il direttore generale dell'Assessorato potrebbe avere titoli inferiori rispetto al direttore di Servizio. Vi lascio immaginare quale potrebbe essere, e qual è in queste ore, in questi giorni, nei mesi passati, l'implosione del sistema a fronte di un direttore generale sprovvisto di requisiti e titoli identici o equivalenti a quelli dei direttori di Servizio, che deve impartire degli indirizzi nell'ambito dei servizi governati da direttori generali e addirittura da direttori generali che sono stati ex direttori generali della Presidenza ed ex direttori generali di assessorati. In questo caso noi avremmo né più né meno intanto un dubbio sul fatto che coloro che sprovvisti di titoli possano essere in grado di dare indicazioni a coloro che i titoli li possiedono, e indubbiamente un atteggiamento di rispetto dovuto, certo, per il ruolo svolto, ma non certo di rispetto per i titoli posseduti…

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Zedda, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare la consigliera Maria Laura Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). In merito all'emendamento numero 19, è chiaro che quello che diceva l'onorevole Zedda è sottoscrivibile in pieno, l'incarico di direttore generale deve essere una figura che ha dei requisiti precisi e un'esperienza comprovata, perché immaginiamo pure di aprire un argine anche nei confronti di quelli che sono i Comuni, gli enti sottordinati rispetto alla Regione, quelle che possono essere anche delle figure che devono avere delle caratteristiche tecniche di un certo tipo, e che invece, così facendo e anche diminuendo quelle che sono le competenze e l'esperienza, potrebbero ritrovarsi a dover affrontare delle situazioni, delle questioni tecniche precise che poi effettivamente magari non sono neanche in grado di svolgere al 100 per cento, e potrebbero arrecare seri problemi a quella che è l'organizzazione generale, per non parlare poi di quella che è proprio un'organizzazione su delle tematiche che sono molto delicate. Si possono creare quei precedenti anche perché all'interno di amministrazioni minori, come possono essere i Comuni, quando le competenze non sono quelle effettivamente capaci di portare avanti le questioni anche di emergenza, come può accadere magari in questi giorni, e la Regione non può assolutamente avallare o farsi portatrice numero uno di questo declassamento di ruolo. Quindi dichiaro il mio voto favorevole all'emendamento numero 19 che vuole proprio sottolineare che non possono essere conferite a soggetti ulteriori rispetto a quelli tassativamente elencati nelle disposizioni regionali le nomine di questi dirigenti.

PRESIDENTE. Poiché nessuno altro domanda di parlare sull'emendamento numero 19, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Risultano assorbiti, e quindi decaduti, gli emendamenti dal numero 20 al numero 28.

Passiamo all'emendamento numero 29.

Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Deriu per dichiarazione di voto.

DERIU ROBERTO (LEU). Rinuncio.

PRESIDENTE. Poiché nessuno altro domanda di parlare sull'emendamento numero 29, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 30, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 31.

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Presidente, sull'ordine dei lavori. Siccome penso che chi ascolta la nostra seduta, per quanto siamo di sabato a ridosso delle vacanze e della pausa natalizia, potrebbe non comprendere questo andamento, cioè prima abbiamo discusso ogni e qualsiasi emendamento, tutti quanti o comunque la maggior parte di noi, e adesso invece si va con una velocità diversa, a mio parere, anche per non fare torto ai colleghi del Movimento 5 Stelle, sarebbe necessario rappresentare, magari anche da parte sua, Presidente, che cosa la Conferenza dei Capigruppo ha detto. Nel senso che a me è stato riferito… però non penso che sia giusto che sia io a riferire cose…

PRESIDENTE. Onorevole Zedda, l'ho detto, ho detto che si va per votazione palese sino all'emendamento numero 46 e poi elettronico…

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Questo mi è chiaro nel senso che è l'evidenza dell'andamento delle ultime votazioni.

PRESIDENTE. Questo stiamo facendo.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Sì ma lo stiamo facendo, va beh'allora lo dico lo stiamo facendo perché la Capogruppo del Movimento 5 Stelle alla quale chiedo di intervenire ha fatto una proposta insomma ha deciso di operare in modo diverso rispetto a cinque minuti fa, che altrimenti chi ascolta, i giornalisti, perché adesso questa anche il dibattito odierno, non è che stiamo lavorando solo noi, ci sono i giornalisti che ci ascoltano gli autisti dei pullman che trasportano persone, i lavoratori dei call center, poi c'è anche chi vorrebbe lavorare di sabato e di domenica ma non può farlo perché disoccupato. Ora siccome queste persone non capiscono o non capirebbero il perché, io penso che molto serenamente il Capogruppo dei Cinque Stelle siccome stiamo trattando i loro di emendamenti in questa fase possa spiegare a tutti, soprattutto all'esterno dell'Aula, il perché, grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Desirè Manca. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRÈ (M5S). Rispondo molto, molto volentieri anche al collega, anche perché è stata rappresentata al Capogruppo dei Progressisti la nostra posizione che è quella di non ritirare nessun emendamento, per cui noi confermiamo la nostra posizione e la richiesta che è stata fatta e formulata in Capigruppo è quella di andare più speditamente onde avere comunque la possibilità di discutere e votare l'ordine del giorno sui trasporti entro oggi, perché per noi oltre a questo, che confermiamo, per cui la nostra posizione è confermata, visto che non abbiamo ritirato niente, ma è anche molto, molto importante trattare il tema e l'ordine del giorno sui trasporti. Ecco qual è stata la nostra proposta e su questa proposta andiamo avanti.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 31, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Gli emendamenti dal 32 al 39 sono decaduti, in quanto assorbito. Emendamento numero 43.

Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 43, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 44, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 45, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 46, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 52, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 156.

Ha domandato di parlare il consigliere Valter Piscedda. Ne ha facoltà.

PISCEDDA VALTER (PD). Lo dicevo prima ho chiesto sull'ordine dei lavori. Era semplicemente per non lasciare soli i Capogruppo dei Progressisti e dei 5 Stelle, poiché ero presente anch'io in rappresentanza del Partito Democratico. Volevo confermare che anche per noi per quanto sia prioritario tentare di non farvi approvare questa legge, fuori da tattiche ostruzionistiche ma sul merito puntualmente come stiamo facendo ciò nonostante non vorremmo andarcene a casa senza aver trattato l'argomento trasporti. Il Vicepresidente della Regione si è impegnata a consentirci di discutere quell'argomento e di approvare l'impegno che unanimemente avevamo messo nero su bianco, per cui abbiamo dato anche noi il nostro assenso ad accelerare i lavori, semplicemente questo non abbiamo emendamenti da ritirare, ma abbiamo tante cose da dire, lo stiamo facendo vorremmo continuare a farlo. Si tratta semplicemente di consentire all'Aula di andare un po' più spedita.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PsdAz). Semplicemente per confermare quello che ha detto la collega Manca e il collega Piscedda. Perfetto, preciso e posso anche dire pubblicamente che ringraziamo il fatto che comunque pur non apprezzando questo l'avete detto chiaramente, l'abbiamo capito, diciamo si permette di accelerare. Con l'impegno preciso e noi abbiamo preso un impegno, ed è parola, che approveremo assolutamente l'ordine del giorno sui trasporti, non si discute, noi siamo qui.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Grazie Presidente, io scindo i ragionamenti sull'ordine del giorno, dubito che saremo stati qui il sabato 21 dicembre, per di più durante le partite di campionato, se non ci fosse stata questa legge, non l'ordine del giorno sui trasporti. Per cui, appunto, noi abbiamo presentato degli emendamenti intendiamo discuterli, così come abbiamo fatto durante tutta la sera, come abbiamo già visto il nostro atteggiamento è un atteggiamento che vuole rivendicare la piena responsabilità di questo Consiglio regionale, non l'abbiamo detto oggi, l'abbiamo detto da mesi il Consiglio regionale è esautorato delle sue funzioni, si comporta come se fosse un Consiglio comunale allargato e rinuncia anche a esercitare le sue competenze. In questo caso appunto rinunciando a esercitare una potestà legislativa in una materia che ci è stata data dallo Statuto. Io lo considero grave e lo considero grave perché non risulta da un disegno politico, non c'è niente nel suo programma, Presidente, non c'è niente nel programma della sua coalizione, questo è semplicemente il frutto di condizioni che si sono verificate negli ultimi mesi. Atti amministrativi fatti male che poi portano il Consiglio a legiferare, facendo leggi fatte male. Presidente, quindi io non posso far altro che in questo caso fare un altro appello alla ragionevolezza, non è detto che un emendamento che può non essere questo, perché può anche essere l'aggiuntivo che contiene gli stessi contenuti, perché più avanti è sottoposto anche sottoforma aggiuntiva, aggiungere il fatto che si debba fornire un'esplicita motivazione quando si dà una nomina di questo tipo, aiuta non crea nessun tipo di problema non averlo fatto prima, magari è qualcosa che si può intervenire in seguito soprattutto alla luce di una nomina che è stata reiterata e che appunto potrebbe essere maggiormente dettagliata nella delibera che ancora non è stata pubblicata. Quindi in quella pubblicazione magari si può spiegare che esiste una motivazione che ha portato l'Amministrazione a cercare fuori figure che all'interno non aveva e far finta di niente, però far finta che il 165 non contenga quella disposizione è un errore. Riguardo poi…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Sull'ordine dei lavori Presidente. L'argomento dei trasporti è un argomento importantissimo se ci fossimo trovati in un periodo dell'anno differente probabilmente avrei interloquito col Gruppo e chiesto al mio Capogruppo di una riflessione ulteriore sul ritiro degli emendamenti come fatto dagli altri colleghi del Movimento 5 Stelle…. sì insomma una accelerazione della discussione… non li avete ritirati in una accelerazione della discussione… ne abbiamo fatto dieci in quattro ore, in sei ore ne abbiamo fatto un centinaio insomma nell'arco di un paio di minuti. Un'accelerazione della discussione per arrivare alla discussione del punto. Adesso arrivo al punto che vorrei esplicitare. La mozione presentata da tutti noi nel senso che è condivisa recita: impegna il Presidente del Consiglio regionale nell'ambito delle sue prerogative a convocare una seduta straordinaria del Consiglio regionale aperta anche ai Parlamentari eletti in Sardegna, i massimi rappresentanti delle Autonomie locali e delle parti sociali ed economiche per discutere le iniziative da intraprendere nei confronti del Governo nazionale. Se ci fossimo trovati in qualsiasi altro mese dell'anno avrei chiesto, salvo agosto, forse, di accelerare per arrivare a questo. È chiaro a tutti che l'approvazione di questa mozione stasera, o lunedì, o martedì, o il 27, o il 28, non altera la tempistica di convocazione del Consiglio regionale perché è chiaro a tutti che la convocazione di tutte queste figure nel periodo tra Natale e Capodanno sarebbe alquanto difficoltosa, tant'è vero che si è posto come tema all'attenzione di tutti noi e dell'Aula tutta quello di andare dopo il 7 di gennaio, ovviamente per avere la platea che si vuole convocare. Gli altri punti sono questioni che ha detto l'Assessore dei trasporti essere già attivo nella direzione della discussione addirittura più e più volte a Bruxelles e col Governo negli incontri che sono avvenuti. È un rafforzare l'operazione della Giunta in questa direzione, dell'Assessorato dei trasporti e del Presidente della Regione confermato dalla nostra volontà con la mozione. Alla fin fine l'unica cosa che rimane è questa convocazione. Stanotte non chiudiamo sugli emendamenti a costo di arrivare all'alba di domenica, alla notte di domenica, e all'alba di lunedì. Io vi invito a riflettere sull'opportunità di proseguire a tarda notte, domani mattina perché noi interveniamo su tutti gli emendamenti, riflettete sul fatto di aggiornare la seduta, riconvocare la seduta.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 156. Votazione elettronica.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 156.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Emendamento numero 165.

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). L'articolo è così sostituito, l'emendamento numero 165 recita: "l'articolo 29, comma 1, della legge regionale 13 novembre del '98 numero 31, Disciplina del personale regionale e dell'organizzazione degli Uffici della Regione, si interpreta in conformità dell'articolo 19 del decreto legislativo 30 marzo 2001, numero 165, Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni, e successive modifiche e integrazioni, nel senso che le funzioni di direttore generale possono essere conferite tenendo conto dei risultati conseguiti in precedenza nell'amministrazione di appartenenza, e della relativa valutazione delle specifiche competenze organizzative possedute". Di fatto ribadiamo con questo emendamento, l'aspetto che interessa la discussione circa l'interpretazione autentica e le nomine fatte, il fatto di possedere capacità, competenze, perché si viene chiamati a svolgere il ruolo come direttori generali esterni, come dirigenti di una pubblica amministrazione complessa, e sotto il direttore generale, sotto il dirigente, sotto il direttore generale della Presidenza ancor di più, pur avendo l'articolazione degli assessorati pari livello, ma comunque è colui, è colei in questo caso, che ha una visione, essendo a stretto contatto col Presidente, su tematiche di gran lunga superiori, anche nelle interlocuzioni e nel lavoro con la Presidenza del Consiglio dei Ministri, con il CIPE, con i diversi ministeri, molto, molto più complesso. Per svolgere quel ruolo, intanto per coordinare persone, cioè le dipendenti e i dipendenti dei singoli assessorati, oltre che dalle agenzie connesse ai singoli assessorati, diverse tra loro ovviamente, e svolgere il ruolo di direttore generale, bisogna avere capacità nel dirigere, non bisogna essere semplicemente esperti nella materia, bisogna anche avere capacità di dirigere altri, tant'è vero che nelle imprese private, nelle multinazionali, anche nell'ambito di quelle più complesse, ormai la scelta delle figure apicali come direttori generali, dirigenti, amministratori delegati, sono certamente consolidate dai requisiti professionali, ma rafforzate diventano prioritari gli elementi di capacità di direzione di macchine organizzative complesse dotate di migliaia e migliaia di persone assunte e di dirigenti sottoposti alle figure apicali. Grazie. Il voto è favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Intanto per precisare che nella Conferenza dei Capigruppo non c'è stato un accordo in relazione al ritiro degli emendamenti, i colleghi del Movimento 5 Stelle hanno mantenuto i loro emendamenti in aula consapevoli anche del fatto che alcune tematiche erano contenute altresì negli emendamenti che stiamo discutendo adesso, e siccome l'intenzione loro e nostra non è quella di fare ostruzionismo, ma è quella di discutere sul merito, stiamo ora discutendo sul merito certi del fatto che gli emendamenti che restano da discutere possono tranquillamente essere esaustivi riguardo i contenuti della discussione, sperando che rimanga il tempo, questo Consiglio è ampiamente sovrano anche nell'intervenire sull'ordine dei lavori e decidere di approvare un ordine del giorno che ritiene vitale, per poi proseguire nella discussione. Noi questa strada l'abbiamo suggerito all'inizio proprio per evitare che ci fosse anche quel ragionamento, per cui nessun problema da questo punto di vista, c'è però la volontà di discutere alcune tematiche e consentire all'Aula di farsi un'idea piena. In questo caso l'emendamento tratta un tema tabù nell'Amministrazione regionale, quello della valutazione dei risultati, tenendo conto, questa è la proposta di aggiunta che si fa al contenuto dell'articolo formulato dalla maggioranza, dei risultati conseguiti in precedenza dall'amministrazione, quindi le funzioni di Direttore generale si possono attribuire anche agli interni tenendo conto dei risultati nell'amministrazione di appartenenza e della relativa valutazione delle specifiche competenze organizzative possedute. La valutazione e i risultati sono un argomento tabù, ricordo qualche anno fa che si provò a nominare come direttore di un'importante azienda sanitaria un dirigente che era appena stato mandato via al suono del corno da un'azienda sanitaria, ed era stato cacciato con voto unanime della LEGA e di SEL, allora, perché questo dirigente evidentemente era palesemente inadeguato a ricoprire quel ruolo. Ebbene, la valutazione dei risultati è obbligatoria, dovrebbe esserlo ancora di più, sottolineo il fatto che gli obiettivi su cui verranno valutati i dirigenti quest'anno sono stati pubblicati appena qualche settimana fa, per cui sul 2019 la valutazione che probabilmente sarà anche quest'anno…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Maria Laura Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Per dichiarare il mio voto favorevole all'emendamento numero 165 che è sostitutivo totale, e per sottolineare l'importanza di tenere conto dei risultati conseguiti in precedenza nell'amministrazione di appartenenza e della relativa valutazione delle specifiche competenze organizzative possedute. È chiaro che una amministrazione pubblica, soprattutto un'amministrazione pubblica in sofferenza come l'amministrazione pubblica regionale, ha bisogno di figure che siano delle figure di alto profilo, non solo dal punto di vista delle competenze, ma anche dal punto di vista organizzativo, perché è chiaro che all'interno di una macchina così complessa per poter portare avanti delle tematiche di vitale importanza per la rinascita della nostra Isola sotto alcuni profili, è necessario che queste persone riescano davvero a garantire a coloro che devono poi portare avanti la parte esecutiva di poter realmente avere degli indirizzi precisi e avere tutto ben chiaro. Come sottolineava anche l'onorevole Zedda, anche all'interno di amministrazioni private queste figure ormai vengono davvero scelte con un criterio che sia un criterio sempre più alto per avere dei risultati che siano sempre migliori, quello che sta succedendo è che mentre le aziende private portano avanti in questa maniera gli interessi chiaramente privati, le amministrazioni pubbliche invece indeboliscono questo settore, e cosa succede indebolendo chiaramente le figure di massimo rilievo? La macchina amministrativa funziona peggio, accade che poi noi ci ritroviamo a dover denigrare tra virgolette quello che è l'operato dell'amministrazione pubblica, e questo può andare anche a vantaggio magari di qualche privato. Ecco, io aprirei una riflessione anche su questo, i dirigenti devono essere messi nelle condizioni di poter lavorare nel miglior modo possibile, coloro che lavorano al loro fianco chiaramente devono poter dare il massimo e devono poter essere anche stimolati nel dare il massimo. È chiaro che se vedono un pressappochismo generale da parte di…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Valter Piscedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISCEDDA VALTER (PD). Intervengono non sul merito, ma sull'ordine dei lavori, per chiedere se ci consentite un'ulteriore interruzione del Consiglio, e chiedo ai colleghi di minoranza se sono disponibili a vederci per parlare tra noi.

(La seduta, sospesa alle ore 20 e 46 , viene ripresa alle ore 21 e 18.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori.

Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Deriu. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (LEU). Chiediamo che sia convocata la Conferenza dei Capigruppo allo scopo di individuare un nuovo percorso che ci consenta una gestione efficiente dell'Aula. Grazie.

PRESIDENTE. Il Consiglio è sospeso per una Conferenza dei Capigruppo.

(La seduta, sospesa alle ore 21 e 19, viene ripresa alle ore 21 e 54.)

PRESIDENTE. Prego i colleghi consiglieri di prendere posto. Riprendiamo i lavori. Quindi dichiaro aperta la votazione con voto elettronico sull'emendamento numero 165.

Ha domandato di parlare il consigliere Michele Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Sull'ordine lavori. Scusi, Presidente, potevo fare un po' di gazzosa con una dichiarazione di voto, però non è neanche pensabile che ci siano interruzioni continue per Conferenze dei Capigruppo, mi pare di capire, di dubbia utilità e non si dia nemmeno il tempo ai colleghi, che magari sono andati a mangiare una cosa, di rientrare. Quindi io suggerisco di aspettare un minuto prima perché sennò questa cosa diventa veramente una cosa che rasenta il ridicolo. Grazie.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 165.

(Segue la votazione)

:

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'emendamento numero 166.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Grazie Presidente. Qui si fa riferimento a un altro tema che nel nostro ordinamento non c'è e che, invece, andrebbe mutuato dall'ordinamento statale, ed è quello della valutazione delle esperienze di direzione maturate in uno Stato estero presso il settore privato o presso altre amministrazioni pubbliche, purché attinenti al conferimento dell'incarico. Noi non abbiamo una struttura che faccia questo tipo di valutazioni. È affidata, una valutazione di questo tipo, alla Giunta regionale che a volte si prende anche delle responsabilità e dei compiti su cui forse andrebbe meglio supportata. Non è sfuggito a nessuno, almeno a chi ha fatto gli accessi agli atti poco dopo le ultime nomine effettuate, che in alcuni casi la direzione del personale ha dovuto chiedere specificatamente alle amministrazioni pubbliche di provenienza delle delucidazioni in merito agli incarichi svolti in precedenza. Ecco, alcune interlocuzioni mi sono sembrate molto naïf, lo dico in maniera tranchant perché penso che vada applicato a chi viene da un'altra amministrazione lo stesso metro con cui noi giudichiamo i dipendenti dell'amministrazione regionale. Chi ha guidato un settore dell'amministrazione regionale per dieci anni, e parlo di funzionari che per anni hanno messo firme su graduatorie, su bandi, su capitolati, su atti estremamente importanti e hanno magari motivato la spesa di decine di milioni di euro, si trovano oggi nella condizione di non poter assurgere ai massimi gradi della dirigenza regionale nemmeno pro-tempore. Lo possono fare utilizzando un cavillo fatto male, quello che mutua dal 110 e quello che si applica negli enti locali, e che applica un contratto di diritto privato a dipendenti pubblici. Su questo, anche in ragione dei tanti anni senza i quali, appunto, si è fatto un concorso per dirigenti nella nostra Regione, una riflessione è d'obbligo, però non è possibile oggi applicare due pesi e due misure, un peso per gli esterni, che vengono valutati in maniera molto blanda, e un peso per gli interni, per chi ha vinto un concorso pubblico e lavora per la nostra Amministrazione da anni supportandone le difficoltà e anche correndo rischi, ed essere poi esclusi semplicemente perché in quanto interni c'è un criterio di valutazione diverso. Secondo me…

PRESIDENTE. Onorevole Agus, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie Presidente. Nell'esprimere il voto favorevole sull'emendamento, rifletto su una questione. È chiaro che la 165, che noi vorremmo introdurre nella parte relativa alla possibilità di conferire incarichi di dirigenti a favore di persone che abbiano anche maturato un'esperienza all'estero, è riconducibile a un'esigenza dello Stato data da una serie di società, che il Governo, in particolar modo il Ministero dell'economia, controlla quali partecipate o ex partecipate, ma comunque sotto il controllo pubblico, che hanno bisogno, non cito la Farnesina perché è chiaro a tutti che l'esperienza estera di persone che debbano ricoprire ruoli nell'ambito del lavoro nel Ministero degli esteri sia un elemento che possa contraddistinguere, addirittura arricchire il lavoro stesso interno e la proiezione di questo all'esterno del Ministero degli esteri. Però tenendo conto degli impegni che ormai le Regioni hanno e delle relazioni, non quelle recenti, ma anche nel recente passato, con livelli europei, internazionalizzazione, sistemi di condivisione, rapporti, progettazione con Stati esteri, pensate alla cooperazione internazionale, il livello di bisogno che hanno le nostre imprese anche di mettere radici, di avere interlocuzioni, rapporti, relazioni con governi esteri, quindi la professionalità acquisita nell'ambito anche di esperienza internazionale estera, come recita l'emendamento, può, e a mio parere può bene, dare un contributo al lavoro della Giunta, degli Assessorati, delle strutture interne all'amministrazione regionale. Altro elemento è ovviamente il rapporto che queste persone, nell'ambito di esperienza estera, hanno creato con altri settori della pubblica amministrazione e quindi a seconda dei luoghi, basti pensare alla Francia, anche importare esperienze, l'alta dirigenza e formazione in seno agli enti di formazione francese, come sapete, è una scuola di grande importanza, che potrebbero essere recepiti da noi proprio come trasferimento di conoscenze e competenze da coloro che magari in quelle Amministrazioni hanno operato negli Stati esteri. Quindi su questo, se si vuol proprio interpretare, ragionare in maniera estensiva, mi pare che quel che non è stato colto è…

PRESIDENTE. Onorevole Zedda, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare la consigliera Maria Laura Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRU MARIA LAURA (Progressisti). Grazie Presidente, per dichiarare il mio voto favorevole all'emendamento numero 166 e per sottolineare l'importanza di questo emendamento sostitutivo anche perché vuole dare importanza a quelle che sono le esperienze di direzione eventualmente maturate all'estero. Si parla spesso dalla volontà di riavvicinare i sardi che con diverse e comprovate esperienze, ma anche che possano dare un contributo in termini di idee, di esperienza nel nostro territorio e mi sembra opportuno aprire verso quelle che sono le figure professionali che noi, voi lo sapete più di me, oggi più che mai i nostri giovani, spesso anche meno giovani, che hanno fatto delle esperienze all'estero di notevole importanza, con ruoli anche apicali, possono davvero avere una importanza in quello che è lo sviluppo dei vari settori. Quindi importante proprio aprire la possibilità di avere un contatto anche con queste figure che, anche all'interno di quelli che possono essere sistemi direzionali di tipo privato, oggi hanno esperienze che sono esperienze molto importanti. Tra l'altro una cosa che sottolineerei è la questione anche legata a la parte dei concorsi per dirigenti che in Sardegna non si effettuano da diverso tempo. Avere figure di tale importanza per la nostra Amministrazione che vengono scelte in maniera un po' facoltativa dagli organi della Giunta, o comunque da chi poi deve valutare in questa maniera, ecco io porterei invece a provare a ragionare su le varie figure che si possono avere a disposizione della nostra terra con dei concorsi per dirigenti. L'ha sottolineato bene l'onorevole Agus prima di me…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Laura Caddeo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CADDEO LAURA (Progressisti). Per dichiarare il voto favorevole a questo emendamento, Presidente, grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Deriu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (LEU). Questo emendamento è frutto del cattivo comportamento della Giunta e della maggioranza che ci impongono, con una legge sbagliata e senza senso, di subire i tentativi di correzione da parte dell'opposizione, che sbaglia nel cercare di correggere una legge che non è correggibile. Perché se tutti gli emendamenti dell'opposizione venissero approvati questa legge non sarebbe ugualmente da approvare, quindi è totalmente inutile presentare questi emendamenti correttivi che non correggono. Ma d'altronde la colpa, signor Presidente, è la sua, quella della Giunta e della maggioranza, che ci costringete a dedicarci a una legge che non avendo nessuno scopo fa fare a tutti degli atti insensati. E quindi non è da meravigliarsi se noi critichiamo anche gli atti della opposizione, se non nell'apprezzarli perché costituiscono un esercizio di ostruzionismo per l'approvazione di una legge che, ripeto, è sbagliata e insensata. La maggioranza dovrebbe riflettere sul fatto che noi siamo indennizzati per la nostra attività. Noi non siamo stipendiati in relazione alla nostra attività, per cui lavoriamo un po' e ci danno un po' di soldi, noi siamo indennizzati rispetto a ciò che non facciamo per stare qui a prestare il nostro servizio. Perché ci si dice, da parte della Giunta, che non possiamo raggiungere un accordo su una data certa di approvazione senza emendamenti perché qualcuno deve andare a casa ad abbracciare i suoi cari. Ma questo è un ragionamento possibile in una Istituzione della Repubblica? Noi siamo indennizzati per stare qua senza orario e senza calendario! Non è un argomento che qualcuno ha prenotato i biglietti per partire, qua si sta, e in altri giorni si sta per esaminare le leggi. Allora io dico è possibile avere un accordo sensato su una legge insensata? Probabilmente sì, quella di avere un confronto chiaro dell'uno contro uno, della maggioranza contro l'opposizione, in una data certa, senza il disturbo di questi emendamenti che sono solo ostruzionistici, perché nessuno di loro, e tutti insieme loro, approvati, ci porterebbero a una buona legge. Per cui sono finti come la legge che avete proposto e volete approvare.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 166.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'emendamento numero 167.

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Presidente, l'emendamento numero 167, che avrà il mio voto favorevole, è molto interessante perché abbiamo proposto quali indicazioni, che poi sono contenute nella 165, ma c'è in questo caso un'interpretazione di questo. "Le funzioni di direttore generale possono essere conferite tenendo conto in relazione alla natura degli obiettivi, in relazione alle caratteristiche di questi obiettivi, per la complessità della struttura interessata e alle attitudini e le capacità professionali", cioè non è sufficiente possedere il titolo, poniamo di laurea specialistica, ma un conto è svolgere il direttore generale o il dirigente di una porzione minoritaria in termini di personale, in termini di funzioni, di risorse da gestire nell'ambito della pubblica amministrazione della Regione Sardegna, un conto è attribuire funzioni, competenze, nominare il direttore generale della sanità, per fare un esempio. Il direttore generale della sanità perché è probabilmente all'interno della nostra Pubblica Amministrazione regionale, come il Direttore Generale presso la Presidenza ma per altre motivazioni, non è una figura identica, non per titoli, non per professionalità dal punto di vista di professione svolta, ma indubbiamente per la complessità e il numero di rilevanza in termini di personale, di risorse gestite, più di 3 miliardi di euro, la metà quasi diciamo, a spanne, del bilancio regionale, le articolazioni date dal controllo che deve fare nei confronti della Asl unica e via dicendo, questo emendamento dice che nel caso in cui tu debba nominare una persona, come direttore generale, che debba svolgere il ruolo in alcuni ambiti come questo, non può essere privo, quella persona, o priva quella professionalità, di competenze tali da essere in grado di raggiungere quegli obiettivi, di avere caratteristiche tali da poterli raggiungere, di essere in grado avendolo dimostrato nel passato, almeno per una porzione della sua vita, o comunque per organizzazioni complesse, di essere in grado di poter gestire la struttura interessata per attitudini e capacità…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Presidente, quello che manca non all'Amministrazione regionale ma l'intera Pubblica Amministrazione italiana è il ragionare per obiettivi. Negli anni ci si è impegnati anche per non arrivare mai a quel risultato, pensiamo al ciclo delle performance, applicato male in molte amministrazioni statali, di fatto non applicato nella nostra Amministrazione, nonostante esista una legge, la legge 24, che ha modificato la legge 31, che in teoria avrebbe introdotto il ciclo delle performance nel nostro ordinamento. La realtà è che

per anni c'è stata la volontà di non applicare, tant'è che lo Statuto speciale nel nostro caso è stato utilizzato, a volte male, per impedire anche innovazioni che appunto in tutto il resto del Paese erano applicate, meno che da noi. Questa è una discussione che ha tenuto impegnato questo Consiglio e la prima Commissione nella scorsa legislatura per lungo tempo, proprio perché allora all'unanimità si decise di introdurre quei principi, riconoscendoli appunto come meritevoli di introduzione, nonostante il resto del Paese, in cui appunto si applica la norma statale che da noi aveva quella barriera all'ingresso, già applicava il ciclo delle performance. Ovviamente fatta la legge si è trovato subito l'inganno, e l'inganno principe è arrivato quest'anno: ovviamente per valutare gli obiettivi è necessario che gli obiettivi vengano assegnati ai dirigenti; questa annualità, l'ho detto prima e lo ripeto adesso, ha visto gli obiettivi essere assegnati, e approvati da chi compiere quest'atto, in gravissimo ritardo, obiettivi approvati a fine novembre. Io faccio un piccolo spoiler, credo che anche quest'anno i direttori generali probabilmente verranno tutti valutati con il massimo dei voti, avranno il 100 per cento di valutazione, tutti, sarà difficile per la Giunta regionale scinderne le differenti capacità e differenti risultati visto che non sono pienamente equiparabili, c'è necessita per quello di un piano di obiettivi organico, e il risultato sarà che ancora una volta il ciclo delle performance non verrà mai applicato. In questo caso si vuol fare, con una norma semplice dal momento che è questa l'intenzione della maggioranza, quella di arrivare prima o poi all'approvazione di questa legge, approfittarne per introdurre questo criterio all'interno di una Amministrazione che ne ha tanto…

PRESIDENTE. Onorevole Agus, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare la consigliera Maria Laura Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Per dichiarare sempre il mio voto favorevole all'emendamento 167 e per sottolineare che quanto questo emendamento sia importante, ovvero la funzione di direttore generale può essere conferita tenendo conto, in relazione alla natura e la caratteristica degli obiettivi prefissati e dalla complessità della struttura interessata, dell'attitudine e della capacità professionali del singolo dirigente. Perché? È chiaro che, nella declinazione di quella che è una visione strategica di Sardegna, e quindi un indirizzo politico che arriva chiaro dalla Giunta, i dirigenti nelle diverse complessità che devono gestire, avendo degli obiettivi chiari e precisi, riescono a organizzare e a strutturare al meglio il proprio lavoro per raggiungere quelli che sono gli obiettivi prefissati, soprattutto se, ripensando a quello che quelle che sono state le linee programmatiche di inizio legislatura del presidente Solinas (io ricordo molto bene quasi tutti i passaggi perché ho letto con molta attenzione), è chiaro che declinare in operatività quelle linee significa avere una concentrazione e una organizzazione in termini di obiettivi strategici per ogni settore precisi e chiari, che devono essere chiaramente controllati, devono essere valutati per essere anche certi che quei risultati arrivano a destinazione, perché altrimenti si rischia di scrivere delle belle parole che poi se non si riesce a dare gambe a queste a queste parole in termini operativi con delle strutture che lavorano proprio per il raggiungimento di questi, che significa anche dover organizzare al proprio interno le varie declinazioni che avete visto e che vediamo ogni giorno quanto siano complesse, non soltanto per una visione strategica ma anche per quello che poi devono essere le complessità e le emergenze che si devono percorrere. Una su tutte, adesso noi abbiamo in teoria un ordine del giorno sui trasporti marittimi…

PRESIDENTE. Onorevole Orrù, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Deriu per dichiarare il voto. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (LEU). Signor Presidente, qua si continua con l'accanimento terapeutico del soccorso rosso a questa maggioranza, ma è un soccorso che non sortisce nessun effetto: la vostra è una proposta di legge inutile, e un'interpretazione falsa, state ingannando voi stessi e questo Consiglio, non è possibile migliorare questa proposta. Questi emendamenti non servono assolutamente a nulla, servono soltanto a manifestare un profondo disagio di questa opposizione che è costretta dalla vostra pervicacia a fare ostruzionismo, e lo stiamo facendo discutendo emendamenti che non possono migliorare il testo perché il testo è alla radice errato: una interpretazione autentica su una norma che non può aver detto ciò che la norma nazionale ha detto anni dopo, voi la state portando come se fosse la panacea di tutti i mali, o come se risolvesse qualche problema alla Sardegna. Non risolve nessun problema, state insistendo anche voi accanendosi sul corpo malato di questa legge e ci costringete a stare qua inutilmente. Vorrei ricordare, signor Presidente, che questa discussione, come abbiamo già annunciato, sarebbe stata da bloccare all'inizio, anche da parte sua forse ci sarebbe dovuta essere una moral suasion in merito, ma abbiamo visto che in modo pervicace il centrodestra continua a voler approvare una legge inutile; inutile al centrodestra, inutile al centrosinistra, inutile all'ordinamento giuridico della Sardegna, inutile sotto ogni punto di vista, e falsa. Falsa perché non è un'interpretazione, è, come ha detto stamattina con accenti di verità insieme a una bella disamina giuridica il presidente De Giorgi, un adeguamento, volete adeguare l'ordinamento regionale a quello statale, dando un bel calcio anche a tutte le ragioni autonomiste e le ragioni paraindipendentiste che ogni tanto serpeggiano come sottofondo culturale di una politica che invece smentisce evidentemente tutto questo. È un adeguamento tardivo e inutile alla legislazione nazionale e non serve assolutamente a niente come legge, e non serve assolutamente a niente purtroppo ripetervi che anche questi emendamenti, nella vostra fiera dell'inutilità, sono inutili, ma d'altronde ci costringete a votarli favorevolmente perché è tutto assurdo: ci avete costretto a questo teatro dell'assurdo, è una Giunta il cui unico pensatore di riferimento e Ionesco.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Chiedo a lei, Presidente del Consiglio: la Giunta propone le nomine dei direttori generali e approva le nomine, ci troviamo in un caso in cui la Giunta, alcuni componenti la Giunta, votano in Aula il provvedimento di interpretazione autentica su una questione che è alquanto dubbia, perché altrimenti non ci sarebbe bisogno di un'interpretazione autentica, che intenderebbe, col loro voto, sanare una vicenda da loro prodotta. Mi chiedo se non ci sia un caso di conflitto di interesse, nel momento in cui la Giunta…

PRESIDENTE. Onorevole Zedda, però non è sull'ordine dei lavori, lei sta sollevando conflitto d'interesse ma le responsabilità dei consiglieri

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Mi dica lei se…

PRESIDENTE. …ma le responsabilità, però onorevole Zedda, le responsabilità dei consiglieri le assumono personalmente, non hanno bisogno di nessuno di noi per ricordarglielo.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Avevo bisogno io di lasciarlo agli atti. L'invito di astensione non partecipazione al voto di coloro che hanno partecipato all'approvazione di quella norma.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà. Sull'ordine dei lavori? No, perché è già intervenuto, si porta avanti, ah lei a futura… capito si porta avanti.

Quindi in votazione mettiamo in votazione l'emendamento numero 167.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 167.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Mettiamo in votazione l'emendamento numero 169, sull'ordine dei lavori… prego sull'ordine lavori… mi spiego allora il 169 è assorbente dei principi contenuti dal 168 sino al 210, dal 168 sino al 210. Quindi votiamo… eh sì, scusate, non c'è bisogno… allora il 169 contiene i principi contenuti dal 168 fino al 210. Quindi la discussione del 169 cassa quelli che ho detto. Prego. Questa è la decisione, questa è la decisione, questa è la decisione, questa è la decisione, questa è la decisione!

Ha domandato di parlare il consigliere Stefano Tunis. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (MISTO), relatore di maggioranza. Credo che abbia centrato bene qualcuno gli elementi di carattere anche etico e di alta questione giuridica sottesi a questi emendamenti. Di conseguenza in qualità di Capogruppo del Gruppo Misto, in qualità di Capogruppo del Gruppo Misto, su questo emendamento, chiedo lo scrutinio segreto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Come avevo annunciato, ci sono degli emendamenti che ricalcano tematiche simili, in questo caso però dire che quanto contenuto nel 169 ricalca tutto quello che c'è dopo è una falsità semplicemente, non riesco a capire come venga fatta quest'analisi, mi sembra molto diversa rispetto a quelle fatte in passato, sono emendamenti che ovviamente necessitano di un approfondito studio, che ora rilevo, però che ne esistono altri alla fine presentati da alcuni colleghi sarà possibile utilizzare gli altri emendamenti presentati alla fine, che trattano argomenti diversi e che attuano delle piccole sostituzioni che difficilmente possono essere passibili della stessa sanzione, per cui forse non è utile rimandare una discussione sul merito a una discussione che sarebbe realmente ostruzionistica. Che attuano delle piccole sostituzioni che difficilmente possono essere passibili della stessa sanzione per cui forse non è un utile rimandare una discussione sul merito a una discussione che invece rischierebbe di essere realmente ostruzionistica.

Però, Presidente, se quello è un suo indirizzo già preso io ne prendo atto, però le ho già detto cosa succederà. Cioè penso che ovviamente io di queste cose ne discuterò dopo quando si tratterà di parlare degli emendamenti 205, 164, ci sono una serie di emendamenti che andranno discussi più tardi.

PRESIDENTE. Onorevole Agus, non c'è nessuna volontà di fare il gioco delle tre carte. Gli emendamenti contengono dei principi che sono stati votati negli emendamenti precedenti. Quindi 169 in votazione.

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Presidente, lei ha sostenuto prima la tesi che il 169 contiene al suo interno i principi di quelli successivi…

PRESIDENTE. 169 e gli emendamenti precedenti che abbiamo votato precedentemente.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). A me non risulta, Presidente, che sia esattamente così su tutti gli emendamenti. Suggerirei di fare un approfondimento prima di contenerli tutti, tutti, tutti non vorrei dover inaugurare una nuova rubrica dottor Jekyll e mister Pais! Consiglierei di fare un approfondimento.

PRESIDENTE. No, no, mi scusi è chiaro, onorevole Zedda, perché deve queste… l'approfondimento è stato già fatto guardi. Onorevole Zedda, nulla di personale.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Suggerirei anche agli uffici di fare una… siccome non c'è stato neanche il tempo…

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 169.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Vengono caducati anche il numero 211, 212, si passa al 213.

Metto in votazione il numero 213.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Io vorrei ricordare al collega Agus che ci ha rimproverato alcune volte che quando ci vediamo in Conferenza dei Capigruppo gli accordi vanno rispettati. Noi avevamo preso un accordo, caro collega Agus, poi vorremmo anche capire, l'abbiamo capito, perché è stato disatteso, cosa che non succede invece da altre forze politiche che, devo darne atto, l'accordo lo stanno rispettando, prima cosa. Seconda cosa, senza nominare nessuno, io vorrei ricordare che per quanto mi riguarda ci siamo da lunedì, dalle 7 del mattino, e siamo tutto il giorno in Aula, e sentire questa ramanzina che vogliamo tornare a casa perché sembriamo bambini viziati, noi ci dovremo fare un bel po' di chilometri per tornare a casa. Anche noi non siamo orfani, abbiamo una famiglia, quindi mi sembra anche molto riduttivo dire che sembra che stiamo facendo i bambini permalosi che vogliono tornare a casa per non tornare a una data fantomatica che qualcuno ha deciso, ripeto qualcuno, perché in Capigruppo si era deciso altro. Quindi non venite a dirmi, quando ci vediamo, che proviamo a prendere degli accordi, non venite a dirci che siamo noi che non rispettiamo gli accordi, l'accordo era anche quello di finire stasera e di votare anche la mozione così come è stato detto da tutti, quella sui trasporti che è veramente importante, noi ci siamo e l'accordo lo portiamo fino alla fine. Presidente, chiedo il voto segreto sul "213".

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). …che nella Capigruppo, sia nella prima che nella seconda, non sia mai stato preso nessun tipo di accordo da parte del mio Gruppo politico in relazione al ritiro degli emendamenti o all'alleggerimento sino all'approvazione stanotte del testo di legge. No, nella maniera più assoluta, si era parlato di un'altra cosa, di mettere nella prima Capigruppo, dopo che anche per ragioni di omogeneità e di comportamento della minoranza si era deciso di permettere anche ai consiglieri, si era annunciato l'intervento anche di altri consiglieri in aula. Io anche nella prima ho detto che alcuni emendamenti, quelli con un significato già compreso con quello di emendamenti precedenti, già incluso in altri emendamenti, sarebbero stati messi in votazione senza discussione. Quella disponibilità data nel primo caso è stata più che ampiamente soddisfatta dall'accorpamento annunciato adesso dal presidente Pais, per cui, anzi, non ne avrei voluto ritirare ventitre, prendo atto che sono stati ritirati con una decisione che sicuramente creerà un precedente scomodo, che non approvo, ma che necessita anche di uno studio approfondito di questi emendamenti. Detto questo, alcune tematiche contenute in questi emendamenti semplicemente saranno oggetto della trattazione sugli altri di significato e di contenuto simile semplicemente, però non mi risulta ci sia stato nessun tipo di impegno, anche perché, come ho già spiegato, siamo contro questa legge da quando è stata pensata, rimaniamo contro sino all'ultimo emendamento che verrà discusso da quest'Aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Valter Piscedda. Ne ha facoltà.

PISCEDDA VALTER (PD). Ovviamente siete in maggioranza e quindi accetto, però, caro Franco, era l'unico emendamento che avevamo presentato, proprio su questo sei andato a chiedere il voto segreto. Accetto perché siete voi la maggioranza, però…

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Lo ritiro, Presidente, ritiro il voto segreto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Deriu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (LEU). Chiediamo il voto favorevole, anche i colleghi del Gruppo del PD mi danno la possibilità di intervenire a loro nome, chiedendo il voto favorevole a questo emendamento perché è l'emendamento che restituisce la verità a questa legge. Si modifica l'ordinamento in relazione alla già vigente disciplina nazionale, così non ci sono più i nostri poveri burocrati che si confondono quando devono applicarla, così il vostro intervento è stato a vantaggio dell'ordinamento autonomista, e così non ci sono più dubbi su che cosa si debba fare in Sardegna rispetto all'ordinamento civile che regola poi, quindi con competenza statale e non regionale, la materia. Noi vi chiediamo di fare, dando un voto favorevole, un'operazione di verità e di ricondurre anche questa discussione ad un senso, non è possibile portare avanti un'interpretazione di una legge facendole dire quello che non è possibile che abbia detto. Vi rendete conto che voi state costruendo una legge che ha al suo interno una irragionevolezza genetica che porterà ovviamente a un'impugnazione? Perché è ovvio che questa legge non poteva voler avuto dire cose che non erano neanche pensate nel momento in cui è stata approvata, non è possibile. Se voi, anziché usare questa legge come bandiera, steste approvando una legge per fare del bene alla Sardegna, approvereste questo emendamento, nel rifiutarlo, nel continuare a voler dare un'interpretazione autentica falsa, voi rifiutate di ricondurre a una logica tutta questa discussione. Per cui noi offriamo questo emendamento, sia il PD, sia il Gruppo LEU, come soluzione e come riconduzione assenso di tutta questa discussione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). L'emendamento promosso, proposto dall'onorevole Ganau, Piscedda e gli altri del Gruppo del Partito Democratico a dire il vero, rispetto alle questioni delle quali abbiamo discusso, è la riproposizione della "165". Cioè, loro che cosa fanno? Ripropongono tutto l'articolo 29, e non una parte, dicendo: "Se volete prendere la "165" anche nell'ambito dell'articolo 29, dovete prenderlo in toto, non potete prenderlo per parti". L'altro elemento è quello che vi dicevo prima, nell'ambito di una controprova, stando ai numeri in aula, il voto del Presidente della Regione, degli Assessori, anche consiglieri regionali, ad una controprova non reggerebbe, nel senso che sono loro a reggere il numero legale. Se è pur vero che vale per loro l'articolo 25 dello Statuto, cioè l'articolo che prevede che i voti espressi per i consiglieri regionali nell'ambito delle loro funzioni non siano opinioni e voti perseguibili, cari Assessori, non consiglieri regionali, vi è stato detto che i vostri voti sono perseguibili? Sapete che, a differenza dell'onorevole Solinas e di tutti gli altri che sono onorevoli e consiglieri regionali che hanno una tutela di rango costituzionale in termini di immunità per il voto e le opinioni espresse, voi questa non l'avete? Perché loro possono essere sereni, tutti gli altri componenti della Giunta no. Vi suggerirei di fare un approfondimento con qualche amico che sa di questa materia, perché loro possono essere sereni, gli altri componenti della Giunta no, e su questo equivoco, della serenità degli uni e dell'inconsapevolezza degli altri, si porta all'attenzione di tutti noi, col vostro voto, a suo tempo di delibere e altro, di nomine eccetera, un'interpretazione autentica che è né più né meno una follia dal punto di vista del diritto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Grazie, Presidente. A me stamattina è dispiaciuto sentire quel passaggio sulle minacce sul 618, se non ricordo male, proprio perché in quest'Aula ne abbiamo sentito di tutti i colori negli anni passati e in questa legislatura, sappiamo anche che i consiglieri hanno, giustamente, una copertura costituzionale sacrosanta che gli impedisce, cioè che impedisce chiunque di poter scambiare quanto detto in quest'Aula per una minaccia o per qualcosa da sanzionare utilizzando il Codice penale, quindi su questo non c'è il minimo dubbio, il dubbio in questo senso riguarda il fatto che ci sono dei principi - quello della correttezza amministrativa, del buon andamento dell'amministrazione -, che sono importanti, che vanno sottolineati e che ogni volta che un consigliere regionale valuta una violazione, una lesione una messa in dubbio, ma anche semplicemente una visione diversa rispetto a quei principi, io credo che un consigliere regionale abbia il dovere di fare tutto il possibile affinché l'amministrazione, che spende soldi pubblici, che agisce per tutti, che eroga servizi pubblici per tutti i Sardi, funzioni meglio e invece non funziona peggio. Per questo motivo anche l'utilizzo del sindacato ispettivo va in quella direzione, io sono convinto che molti di questi emendamenti non ci sarebbero oggi se nei mesi scorsi ci fosse stato uno sguardo più attento da parte della Giunta rispetto alle prerogative dei consiglieri regionali. Aver presentato su temi simili a questo 15 interrogazioni, Presidente, non una, 15, e non aver mai ottenuto una risposta se non quella del povero Assessore alla cultura che non aveva nessun tipo di competenza, è ugualmente una lesione del nostro ruolo, è chiaro che chi vede il proprio ruolo lesionato alla prima occasione utile mette anche i puntini sulle i, anche se questo costa una sera di lavoro per cui comunque, come ha detto bene l'onorevole Deriu, siamo profumatamente indennizzati, perché anch'io non valuto il lavoro di un Consigliere in ore perse, cioè in ore trascorse in Aula, o anche semplicemente nella presentazione degli atti, son convinto che con questa serata io, i colleghi che si stanno impegnando per suggerire…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Maria Laura Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Grazie, Presidente, intervengo per riprendere le parole dell'onorevole Deriu che ha ben spiegato questo emendamento e per chiarire che non si possono chiaramente prendere per pezzi quelle che sono le norme da applicare. Sull'argomento, e tra l'altro anche rispetto a quanto hanno espresso alcuni Consiglieri di maggioranza prima, io vorrei sottolineare una questione. Noi abbiamo posto più volte in questi mesi il tema, e mi sembra doveroso da parte dei consiglieri regionali porsi sempre con un occhio critico rispetto a quello che effettua anche un organo che è un organo tecnico, ecco, più tecnico rispetto al nostro, e vorrei leggere l'analisi tecnico-normativa da questo punto; per valutare la legittimità di una norma di interpretazione autentica sono i seguenti: "uno, che sia rispettata l'esigenza di tutelare principi, diritti, e beni di rilievo costituzionale, che costituiscono motivi imperanti di interesse generale, ai sensi della giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo. Due, che l'interpretazione proposta sia una di quelle evincibili dalla norma. Tre, che la norma proposta sia motivata sotto il profilo della ragionevolezza. Quattro, che la norma proposta non contrasti con altri principi costituzionali quali il principio di uguaglianza, la tutela dell'affidamento nella certezza dell'ordinamento giuridico. Cinque, che l'interpretazione non influisca sugli effetti del giudicato su fattispecie (…)". Questi erano i punti che mi premeva sottolineare anche in merito a quanto ha espresso l'onorevole Agus prima di me e l'onorevole Zedda, perché i nostri ruoli vanno chiaramente portati avanti e conosciuti nel merito. Grazie.

PRESIDENTE. Mettiamo in votazione l'emendamento numero 213 con votazione elettronica.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 213.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Mettiamo in votazione l'emendamento numero 53.

Ha domandato di parlare il consigliere Aldo Salaris. Ne ha facoltà.

SALARIS ALDO (Riformatori Sardi). Vorrei chiedere il voto segreto per quanto riguarda gli emendamenti numero 53, 56 e 54.

PRESIDENTE. Il voto segreto solamente per l'emendamento numero 53.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 53

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Emendamento numero 56.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Stefano Tunis. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (Misto). Perché ho inteso che sia stato messo in votazione a scrutinio segreto soltanto l'emendamento 53, ma credo che per coerenza debba essere richiesto da parte mia, come Capogruppo del Gruppo Misto, anche sul 56 e il 54. Grazie

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Uno per volta.

PRESIDENTE. 56, scusate. Faccio il Presidente.

(Interruzione)

Va benissimo così… 56, voto a scrutinio segreto.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 56.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Andiamo all'emendamento numero 54, essendo decaduto il 48.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Stefano Tunis. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (MISTO). Vi è una novità nel… non riesco a sentire la mia voce. Si è sempre in questa Assemblea ragionato per gruppi omogenei di emendamenti e di votazioni. Prendo atto che instauriamo una nuova prassi, quindi reitero la richiesta di voto segreto sull'emendamento numero 54.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

(Interruzione)

L'emendamento numero 48 è decaduto, sul 54.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie Presidente, sull'ordine dei lavori…

(Interruzione)

Io sto intervenendo sull'ordine dei lavori. Volevo magari sapere…

PRESIDENTE. Sull'ordine dei lavori. È stato chiesto il voto segreto. Prego.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Sì, già da prima. Allora, a inizio legislatura, come sempre a inizio legislatura, ci è stato fornito il manuale e il Regolamento. Ho capito che nel corso degli anni sia stato stravolto in tante parti con consuetudini più che con regole. Dateci le consuetudini, le valuteremo affianco alle regole, ma finché esiste il Regolamento io a dire il vero tutta questa prassi, queste consuetudini non le conoscevo, per cui quando ho un dubbio sfoglio il testo che mi è stato dato a inizio legislatura. Oltretutto è alquanto sgradevole che a fronte del dichiarare "si mette in votazione" e "si chiede la votazione segreta" un emendamento per volta, un comma per volta, ci sia una levata di scudi, "non è così", con offese, insulti e altro per poi sistematicamente fare una figuraccia. Fare una figuraccia! Siete Consiglieri regionali di lungo corso, che avete anche frequentato questa… guardi, c'è poco da ridere perché la figuraccia la fa lei e la sta confermando ridendo, ed è brutto, per lei, mica per me.

TUNIS STEFANO (MISTO). Quindi l'intervento sull'ordine dei lavori quale è?

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Di farci conoscere se il Regolamento dato a inizio anno, quel testo - questo per chi non l'avesse ricevuto, non letto perché do per scontato che tutti lo abbiamo studiato a memoria…

(Interruzione del consigliere Stefano Tunis)

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Questo! Questo! È questo che devo leggere o c'è un Bignami delle consuetudini? Se è questo ognuno di voi prima di insultare gli altri sull'ignoranza sul Regolamento prende, come facciamo noi, che ce l'abbiamo sempre qua, sfoglia, va all'articolo, controlla, tace perché sta sbagliando e magari smette di fare figuracce.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Sull'ordine dei lavori, giusto per chiedere una precisazione. Ho appreso, quindi, che la consuetudine dell'Aula sta nella possibilità di chiedere, attraverso un intervento sull'ordine dei lavori, la votazione a scrutinio segreto o anche a semplice scrutinio elettronico, quando non è già stata richiesta, emendamento per emendamento, se ho capito bene. Quindi questa è la prassi consolidata.

PRESIDENTE. Scusi, è quello che prevede il Regolamento.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Questo è quello che è scritto nel Regolamento. Va bene, semplicemente questo, giusto per capire se la richiesta formulata dai colleghi di votare con lo scrutinio segreto più emendamenti sia stata non recepita solo in quell'occasione perché gli emendamenti trattavano argomenti diversi oppure è una regola a cui ci dobbiamo attenere. Così, era per capire meglio.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 54.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

L'emendamento numero 55 è inammissibile, così come è decaduto il 57.

Passiamo all'emendamento numero 162.

COCCIU ANGELO (FI). Sull'ordine dei lavori, Presidente!

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Sull'ordine lavori!

PRESIDENTE. Sull'ordine dei lavori ho prenotato prima Cocciu.

Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Cocciu. Ne ha facoltà.

COCCIU ANGELO (FI). Presidente, grazie per la parola. Vedo che i lavori continuano ad andare avanti regolarmente. Io vorrei fare solamente una piccola puntualizzazione. Quelli che fanno 300 chilometri per andare e 300 chilometri per ritornare non sono delle persone viziose che hanno voglia di tornare a casa perché non hanno voglia di lavorare. Se qualcuno purtroppo, ho visto che ci conosciamo poco bene, avesse conosciuto leggermente di più le questioni familiari forse un'uscita del genere non l'avrebbe mai fatta. Apro una parentesi e la chiudo. Grazie. Chiedo il voto segreto, Presidente.

PRESIDENTE. Voto segreto, va bene.

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie Presidente, chiedo il voto palese.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. È stato già chiesto il segreto…

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Hanno chiesto il segreto sul 162?

PRESIDENTE. Sì. È stato chiesto il segreto.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Quando?

PRESIDENTE. Adesso.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). E ci date la motivazione perché siete passati al 162…

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Onorevole Zedda, prego.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Presidente, io vorrei capire perché mentre dal Regolamento riesco a comprendere che la richiesta di poter intervenire sull'ordine dei lavori ha giustamente una priorità, non riesco a capire dove la richiesta del voto segreto abbia la priorità sulla richiesta del voto palese.

PRESIDENTE. L'articolo 82 del Regolamento.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Articolo 82 del Regolamento. Perfetto. "I richiami riguardanti l'ordine del giorno", cioè la richiesta di poter intervenire per l'ordine del giorno, "l'ordine dei lavori", cioè la richiesta di poter intervenire sull'ordine dei lavori, "il Regolamento o le priorità delle votazioni" - le priorità delle votazioni - "hanno la precedenza sulle questioni principali". Non la tipologia, la priorità! Guardate che sono concetti differenti. Voi avete applicato un altro Regolamento nel corso dell'ultima storia recente.

TUNIS STEFANO (MISTO). Hai fatto cinque minuti il consigliere regionale, Massimo!

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Io ho fatto cinque minuti il consigliere regionale…

PRESIDENTE. Però, scusate, fate intervenire!

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Io ho fatto per cinque minuti il consigliere regionale. Sì, ho fatto per cinque minuti il consigliere regionale; in quei cinque minuti però, all'epoca, ho letto il Regolamento e oggi ho letto quello nuovo, negli altri cinque minuti. Hanno la precedenza sulle questioni principali. Non c'è scritto che il voto segreto prevale sulla richiesta di un altro consigliere sul voto palese. Voglio capire dove sta scritto, per non commettere errori visto che io quando lo dite voi penso, lasciamo perdere che l'abbia chiesto prima, perché altrimenti mi iscrivo per chiedere il voto palese sul prossimo emendamento. Quello che passa in quest'aula non è questo, è che il voto segreto prevalga su tutto, a prescindere da chi chieda prima di intervenire sull'ordine dei lavori, chiedendo il voto palese. Cioè che bypassi qualsiasi priorità, qualsiasi argomento, qualsiasi possibilità di voto. Io posso sbagliarmi perché ho fatto il Consigliere regionale per cinque minuti, però chi non si sbaglia e chi ha la certezza mi fa vedere dove sta scritto? Ho le lenti a contatto da stamattina quindi è probabile che io non riesca a leggere bene il testo. Vorrei capire dove è scritto ciò che è stato sostenuto più volte, che il voto segreto prevale su tutto, e quindi uno si iscrive sull'ordine dei lavori, chiama il voto segreto, e gli altri devono soccombere sul voto segreto. Tanto è vero che fino alla legislatura precedente rispetto a quella passata bisognava essere bravi, bisognava essere manolesta. Presidente, realmente, perché poi ci troviamo in una condizione paradossale, vorrei capire nel regolamento perché un tempo era una bravura dei Consiglieri regionali iscriversi a parlare per chiedere il voto segreto anticipando gli altri, oppure il voto palese. Io attendo la risposta, dove è scritto quello che ho detto. No, non la parola, lo voglio leggere, voglio l'articolo e voglio leggerlo con voi!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Michele Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Presidente, guardi c'è una prassi che dice questo. Io credo che l'onorevole Zedda possa accettare tranquillamente che la fondamentale questione che è stata posta in quest'Aula venga esaminata dalla Giunta per il Regolamento, appena sarà possibile riunirla, per dare un'interpretazione, per il momento Presidente è lei che interpreta il Regolamento. La prassi consolidata è quella che stiamo seguendo. Grazie Presidente, suggerisco per cortesia di andare avanti con i lavori, non siamo ostaggi di nessuno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (FI). Nell'ambito della prassi consolidata, che suggerirei di accantonare, applicando il Regolamento che almeno è scritto ed è chiaro per tutti, uno ha il testo e lo legge. L'altro tema è, come funziona l'iscrizione a parlare? Cioè se io adesso le dico che voglio iscrivermi a parlare per chiedere il voto palese per l'emendamento successivo, e dobbiamo fare una gara per capire chi è più veloce come nel far-west?

PRESIDENTE. Allora la richiesta del voto segreto prevale sulla richiesta del voto palese. È così!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Stefano Tunis. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (MISTO). La richiesta di voto elettronico è già stata fatta, su quella si innesta la richiesta di voto segreto che prevale, e non c'è bisogno di avere il Regolamento in testa.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 162.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 2.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Mettiamo quindi in votazione l'emendamento numero 157.

(Interruzioni)

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mura. Ne ha facoltà.

MURA FRANCESCO (Fratelli d'Italia). Vorrei chiedere lo scrutinio a voto segreto per questo emendamento.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 157.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Ha domandato di parlare il consigliere Dario Giagoni. Ne ha facoltà.

GIAGONI DARIO (LEGA). Signor Presidente, per l'emendamento numero 158 chiedo il voto segreto.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 158.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Dichiaro decaduti gli emendamenti numero 159, 160, 161, 179, 180, 181, 182, 183 e 184.

Metto in votazione l'emendamento numero 185.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus sull'ordine dei lavori.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Sull'ordine dei lavori. Visto che sono stati esclusi alcuni emendamenti ci tenevo a capire il perché dell'esclusione, semplicemente perché in questo caso si parla di emendamenti aggiuntivi, quindi l'articolo così com'è stato presentato dai promotori è stato approvato, in questo caso ci sono proposte per aggiungere alcune istanze, semplicemente, e quindi giusto per capire…

PRESIDENTE. Perché il contenuto dell'emendamento aggiuntivo non è pertinente con l'articolo.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mura. Ne ha facoltà.

MURA FRANCESCO (Fratelli d'Italia). Per l'emendamento numero 185 chiederei il voto segreto.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 185.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Dichiaro decaduti gli emendamenti numero 186, 187, 188, 189 e 190.

Metto in votazione l'emendamento numero 191.

(Interruzioni)

No, scusate, io ho gli stessi prenotati, sempre uguali. Allora prenotatevi, sto facendo cancellare le prenotazioni così almeno così almeno vi dilettate con il dito, la velocità…

Ve lo dico io il momento, perché ancora ho gli stessi.

Io obiettivamente non so cosa dire…

(Interruzioni)

Benissimo, via le digitazioni.

Salaris Aldo ha vinto. Sulle modalità del voto. Prego, onorevole Agus.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Presidente, io non vorrei, proprio per la questione delle prassi consolidate che poi si consolidano a forza di lasciar correre, non vorrei lasciar correre riguardo l'esclusione di questi emendamenti. Perché questi emendamenti stanno integrando l'interpretazione autentica, diciamo, fornita dalla approvazione in Commissione, trasferita all'Aula dopo l'approvazione in Commissione, con parti della legge che i colleghi hanno sostenuto essere tuttora in vigore. Ora ci deve essere un limite, nel senso che le interpretazioni autentiche, come tutte le altre norme, l'interpretazione autentica è una norma, sono emendabili. Se noi diciamo oggi che non sono emendabili con contenuti, che tra l'altro hanno la stessa genesi, perché ovviamente a tutti è chiaro che anche volendo pensare bene, anche volendo sposare quanto detto dal relatore e dalla maggioranza riguardo questa legge, sicuramente quell'elenco di parole non è desumibile dal testo, non si desume dal testo. Quell'elenco di parole è desumibile dal 165 tagliato e incollato. Ora non è possibile che il tentativo di aggiungere al 165 tagliato e incollato la parte che è stata tagliata e incollata venga cassato perché incompatibile. Ma quello no! Quello no! Sta passando un principio che non mi vede d'accordo. Per cui abbiamo capito che c'è l'utilizzo del voto segreto per evitare in maniera surrettizia la possibilità per la minoranza di esprimere le proprie idee, non va bene però che gli emendamenti vengano cancellati, avviene oggi e domani, avviene oggi per questa legge domani avviene anche per altre cose. Se permette in questo caso io non sono assolutamente d'accordo nemmeno nella conduzione d'Aula, Presidente. Finora la sua conduzione, devo dirglielo, è stata meglio della media di questa legislatura, quindi si può anche incassare questo complimento, sta migliorando. Improvvisamente con questa decisione siamo tornati agli inizi di questo anno, Presidente, io glielo devo dire perché su questa cosa chiedo anche che si faccia nei prossimi emendamenti che intende magari estromettere sia sua cura fare una spiegazione più esaustiva, perché in questo caso realmente ha tenuto fuori e ha impedito all'Aula di introdurre un principio del 165 chiaro come il sole.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 191.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'emendamento numero 192.

Ha domandato di parlare il consigliere Stefano Tunis. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (MISTO). Io non sono a conoscenza di chi è iscritto, ma gli cedo volentieri la parola.

…Mi pare che il Presidente abbia chiamato l'emendamento che prevedeva… se non ho udito male il Presidente ha chiamato l'emendamento 192. Perché allora nel caso di 192 volevo chiedere lo scrutinio segreto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Buonasera. Grazie Presidente, mi son dimenticato di salutarvi all'inizio quando è iniziata la serata, ho detto buongiorno stamattina ho dimenticato buona sera e siccome ci sono delle signore non volevo mancare di rispetto. Per quanto riguarda l'emendamento 192, non volendo intervenire dichiarando la votazione, perché è già stato chiesto il voto segreto. Però anche gli emendamenti precedenti, badate, che alcuni di questi migliorano il testo che avete proposto, perché integrano almeno la legge 165 prendendo le parti che hanno una relazione tra loro in modo tale che non sia finalizzata al solo ed esclusivo interesse di sanare in modo retroattivo con l'interpretazione le nomine fatte. Limitando a questo, cioè limitando solo all'elemento contenuto nell'interpretazione autentica, paradossalmente si va nella direzione di prendere una porzione di legge, stravolgerla, perché una legge presa per un paio di righe poi viene stravolta, e sarà questo elemento a inficiare l'interpretazione autentica. Ovviamente si potrebbe sostenere: va beh prendere in toto la 165 potrebbe essere un… vicepresidente io lo so che lei non è d'accordo, però non è che sistematicamente ogni volta che parlo lei deve dirmi di no… di no… ho capito non ha mai fatto sì. È dalle 11 di questa mattina che lei non ha mai fatto sì! Posso immaginare che sia in disaccordo, quindi non è necessario fare su tutti i miei interventi no! Ho capito, assessore Zedda, lei non è d'accordo, ho capito lo so, l'ha votata questa cosa qua, quindi non posso immaginare che non sia d'accordo. Però questo elemento qua andrebbe approfondito, poi per carità verrà impugnata, non avrà effetti, l'ha detto bene l'onorevole Deriu, vi siete applicati nel prendere pezzettini di legge mi pare che non sia questa l'utilità insomma del tempo che possa essere invece impegnato in tutt'altro, grazie Presidente.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 192.

(Segue la votazione)

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Vorrei intervenire per dichiarare l'astensione in base al Regolamento.

PRESIDENTE Sì però lei non risulta astenuto! Ma devo ancora proclamare, scusate, lei è troppo avanti…

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Vengono dichiarati decaduti gli emendamenti 193, 194, 195 si passa al 196 sempre per la non pertinenza al testo di legge. La graduatoria è questa: Giagoni Dario, Agus Francesco, Zedda Massimo, Mura Francesco.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dario Giagoni. Ne ha facoltà.

GIAGONI DARIO (LEGA). Sarò brevissimo. Per l'emendamento numero 196 chiedo il voto segreto. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Per dichiarare il mio voto di astensione a quest'ultimo emendamento e cogliere l'occasione per precisare… l'astensione si può dichiarare, quindi il Regolamento, anche grazie al Bignami che ci viene fornito, è stato ampiamente consultato, né approfitto anche per chiarire all'onorevole Cocciu che è lungi da me, lungi da noi considerare non importante o sottovalutare quello che c'è fuori da quest'Aula qualunque sia, nel senso che non vorrei che passasse l'idea che quest'Aula deve lavorare sette giorni su sette perché tutto quello che c'è fuori deve passare in secondo, terzo, o quarto piano. Allo stesso modo colgo l'occasione anche per ringraziare i colleghi che sono rimasti durante il dibattito a lungo, ma che sono dovuti tornare a casa perché in queste ore, come avete visto, ci sono dei gravissimi problemi, e chi è sindaco, chi ha mantenuto la carica ovviamente, è rimasto ore qua con lo sguardo al proprio paese e al proprio comune, ma adesso è a fianco alle comunità ed è giusto che sia così. Ci sono sindaci in Aula che raggiungeranno il prima possibile le loro comunità e siamo tutti con loro. Allo stesso modo, su quel tema che ho detto all'inizio, ci tenevo a precisarlo proprio perché non può passare l'idea che sia la norma, ho detto prima questo testo non è la norma, né il testo né il giorno in cui si è discusso. I dieci giorni di relazione di minoranza, i tempi massimi che può prendersi l'opposizione per produrre la relazione di minoranza sono stati presi perché erano i tempi massimi, se avessimo avuto la possibilità di prendere venti giorni, ne avremmo preso venti, abbiamo detto il perché, lo si è capito in questa… per quello, il ventesimo giorno dall'approvazione cadeva di sabato e il sabato abbiamo onorato quel mandato credo, anche con qualche problema interpretativo del Regolamento, Presidente, che io chiedo di valutare attentamente. Nel merito abbiamo già detto tutto, l'astensione sulla norma finanziaria riguarda il fatto che, non potendo dire con certezza, suggerire con certezza un'alternativa, siamo convinti però che il testo potrebbe avere delle ripercussioni finanziarie che purtroppo potrebbe avere ugualmente appunto perché sappiamo che, in alcuni casi, il "165" stesso dice cose diverse rispetto a quello che…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Per dichiarare il voto di astensione. Io vorrei capire quale sia il senso di far saltare i nervi alle persone, quale utilità, cioè se si sostiene da un lato che è scritto nel Regolamento, una persona tende a voler vedere lo scritto, se poi quattro secondi dopo si indica un articolo e un comma, e l'articolo e il comma non recitano in quel modo, e poi si sposta il dito sul comma successivo e l'articolo e il comma successivo non recitano in quel modo, sa di presa in giro. È sufficiente dire che il Regolamento non lo contiene, ma la prassi consiliare così come la prassi parlamentare prevedono delle consuetudini differenti, e uno tace. Se invece si sostiene sistematicamente una cosa da non intendere che l'interlocutore alla fin fine è tonto, è sprovveduto, diventa offensivo, per cui basta dire le cose come stanno e non ci si creano problemi tra noi, voi, gli Uffici, le interpretazioni, mettere in difficoltà gli Uffici, coloro che devono dare pareri. L'altro aspetto è sull'astensione. Ora, al di là del fatto che probabilmente almeno un voto sulla questione dei trasporti forse, prima o poi, arriverà, per il resto è dignitoso che, mentre metà dei comuni sardi sono sott'acqua, la Giunta, gran parte di essa, il Presidente della Regione stiano in aula ore, ore, ore, dalla mattina fino alla notte, per una norma di interpretazione autentica che riguarda un provvedimento da loro adottato. Io penso che voi non del abbiate idea del livello basso che si era raggiunto nella seduta odierna, c'erano i numeri ugualmente, almeno lei, Presidente, non era necessario che parlasse stamattina su una vicenda che la riguarda, non era indispensabile che partecipasse alle votazioni su una vicenda che lei ha voluto, era sufficiente lasciare che la maggioranza, essendo il provvedimento alla fin fine di natura consiliare, potesse adottare il provvedimento, perché lei rappresenta l'istituzione, e mentre…

PRESIDENTE. È aperta la votazione. Votazione segreta.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 196.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 2 bis. All'articolo 2 bis è stato proposto l'emendamento numero 42, è un emendamento soppressivo totale, e ricordo che in questo caso si vota il mantenimento del testo. Quello che si vota è il mantenimento del testo.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 2 bis.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 4. All'articolo 4 è stato proposto l'emendamento numero 41, anche questo soppressivo totale. Ricordo che anche in questo caso si vota il mantenimento del testo. È aperta la votazione.

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 4.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Votazione finale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 79.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Continuazione della discussione della mozione: Satta Giovanni - Giagoni - Mula - Cocciu - Maieli - Usai - Schirru - Tunis - Cocco - Talanas - Saiu - - Salaris - Peru - Cossa - Mura - Caredda - Ennas sulla necessità di scongiurare gli aumenti decisi dalle compagnie di navigazione di circa il 30 per cento delle attuali tariffe per tutte le linee di collegamento da e per la Sardegna, con prevista entrata in vigore il 1° gennaio 2019, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento (127), abbinata all'interpellanza Meloni - Ganau - Comandini - Corrias - Deriu - Moriconi - Piano - Piscedda sulla imminente entrata in vigore della direttiva europea IMO-2016/802 e sui maggiori costi che interesseranno il sistema trasportistico della Sardegna (77/A) e approvazione di ordine del giorno.

PRESIDENTE. Ora passiamo all'ordine del giorno numero 1 sulla mozione numero 127. Metto in votazione l'ordine del giorno.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'ordine del giorno numero 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Permettetemi in conclusione di ringraziare il personale che ci ha assistito nei lavori, non guardando il superamento dell'orario di servizio. È un riconoscimento che tutto il Consiglio gli deve. Grazie, tanti auguri di buon natale. La seduta è tolta.

La seduta è tolta alle ore 23 e 47.