Seduta n.36 del 20/12/2019 

XXXVI SEDUTA

Venerdì 20 dicembre 2019

(ANTIMERIDIANA)

Presidenza del Presidente Michele Pais

indi

del Vicepresidente Giovanni Antonio Satta

indi

del Presidente Michele Pais

La seduta è aperta alle ore 11 e 11.

CUCCU CARLA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 18 dicembre 2019 (35), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Roberto Deriu, Gian Filippo Sechi e Antonello Peru hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 20 dicembre 2019.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Annunzio di presentazione di proposta di legge

PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la proposta di legge numero 94.

Annunzio di presentazione di disegni di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i disegni di legge numero 95 e 96.

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

CUCCU CARLA, Segretaria. Sono state presentate le interrogazioni numero 243,244, 245, 247, 249, 251, 253.

Annunzio di interpellanza

PRESIDENTE. Si dia annunzio dell'interpellanza pervenuta alla Presidenza.

CUCCU CARLA, Segretaria. È stata presentata l'interpellanza numero 79.

Annunzio di mozione

PRESIDENTE. Si dia annunzio della mozione pervenuta alla Presidenza.

CUCCU CARLA, Segretaria. È stata presentata la mozione numero 131.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Emanuele Cera. Ne ha facoltà.

CERA EMANUELE (F.I.) Grazie Presidente, solo per significarle che lei l'altro giorno ha dato comunicazione all'Aula circa la risposta pervenuta all'interrogazione che il sottoscritto, assieme ai colleghi Cocciu e Talanas, ha presentato, avente come oggetto le dismissioni a Capo Frasca della spiaggia di S'Enna e S'Arca, del porticciolo e dell'area archeologica e sul mancato riconoscimento degli indennizzi a oltre un centinaio di pescatori soci armatori, operatori economici della pesca del comparto marittimo di Oristano, interessati agli sgomberi degli specchi d'acqua per le esercitazioni militari nel poligono di Capo Frasca e l'avvio di nuove dismissioni. Volevo significarle, Presidente, che la risposta che ho ricevuto non è una risposta, perché io ho interrogato il Presidente della Giunta, l'Assessore agli enti locali e l'Assessore all'agricoltura; solo l'Assessore all'agricoltura mi ha trasmesso una comunicazione dove mi ha evidenziato di non essere competente sull'argomento. Quindi io assolutamente non la ritengo una risposta e volevo comunicarlo all'Aula in questi termini.

La seconda comunicazione sull'ordine dei lavori è che vorrei capire la richiesta di istituzione della Commissione d'inchiesta sul problema dell'amianto in Sardegna quando verrà portata in Aula, perché è tempo che è stata presentata e ancora non ne ho visto traccia. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Cera. Allora per quanto riguarda la risposta io sono obbligato di riferire all'Aula le risposte che arrivano dalla Giunta, anche se le stesse tendono a evidenziare la propria incompetenza. Non posso fare a meno di riferire all'Aula. Naturalmente arriverà anche, immagino, spero, ma sarà mia cura sollecitarla, la risposta degli altri Assessori che mi auguro non rispondano in maniera analoga, ma qualora dovessero rispondere in maniera analoga io dovrò riferire che è arrivata una risposta del cui tenore non posso modificare il contenuto. Quindi il mio dovere è riferire quando arrivano le risposte, poi valutare il merito delle stesse non è mio compito. Comunque ha fatto bene a segnalarlo ed evidenzierò, manderò una comunicazione sollecitando la risposta da parte dell'altro interrogato.

Per quanto riguarda, invece, l'istituzione della Commissione speciale per l'amianto, su questo decide la Conferenza dei Capigruppo. Nella prossima Conferenza dei Capigruppo sarà mio impegno portarla all'attenzione della stessa, cercando di calendarizzarla nel primo Consiglio utile dopo le sedute di oggi e di domani.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Grazie Presidente. Non vorrei deludere l'onorevole Cera, però la stessa rassicurazione, Presidente, ce la diede due mesi fa in merito allo stesso problema e quella risposta all'interrogazione non è mai arrivata, così come non sono arrivate risposte alla stragrande maggioranza delle interrogazioni presentate, al punto da rendere quasi inutile il ricorso al sindacato ispettivo. Dico quasi inutile perché presentare atti pubblici, che hanno una pubblicazione nel sito web del Consiglio, che vengano fatti conoscere alla stampa, ha sempre una sua utilità. Sicuramente l'utilità non è nell'attendere risposte da una Giunta che in alcuni casi si dimostra totalmente incurante delle richieste del Consiglio regionale. In alcuni casi, Presidente, questa incuranza diventa sistematica e diventa anche contraria alle stesse disposizioni regionali che questo Consiglio ha approvato. Ce n'è uno in particolare che vorrei segnalare, la legge numero 1 del 1977, quella che tutti noi vorremmo cambiare, ma che all'interno ha anche dei principi di trasparenza che dovremmo salvaguardare e far rispettare, prevede che i consiglieri regionali a richiesta hanno di abbiano diritto ad ottenere copia delle deliberazioni approvate dalla Giunta regionale. Ebbene, noi come Gruppo e come centrosinistra abbiamo fatto diversi accessi agli atti ai sensi dell'articolo 105 e ai sensi dell'articolo 24 della legge 1. Gli accessi agli atti sono stati ignorati. Stiamo parlando di una violazione di legge per essere chiari. Gli accessi ovviamente arrivavano dopo richieste presentate attraverso interrogazioni. Ce n'è una in particolare che riguarda la possibilità di sapere, per questo Consiglio regionale, il nome del rappresentante legale dell'Agenzia Forestas. 80 giorni fa è stata pubblicata una delibera avente per titolo Commissariamento dell'Agenzia Forestas, non si conosce il nome del commissario designato. Siccome il nostro ordinamento non prevede la possibilità di dare la direzione delle agenzie a fantasmi, chiedo che questo Consiglio regionale nella sua interezza si faccia portatore di questa richiesta, anche perché in assenza di un commissario, con cui questo Consiglio avrebbe il pieno diritto a interloquire, mi risulta che l'Agenzia non navighi in buone acque e prova lo sono anche il sit-in che ormai a cadenza quotidiana vengono convocati sotto questo Consiglio o sotto gli Assessorati. Le preoccupazioni sono di diversi ordini. Da un lato c'è una preoccupazione legata alle funzioni attribuite all'agenzia. C'è una lettera anche nel verbale di raffreddamento del Prefetto di Cagliari che credo debba portare tutti noi a considerare questa vicenda con la giusta attenzione. Forestas ha funzioni di protezione civile, di salvaguardia dei luoghi e della sicurezza delle persone, e di fronte alla certificazione, anche del Prefetto, che ci dice quanto la situazione sia a rischio, perché oggi non c'è nessuno in grado nemmeno di certificare e di assegnare quelle mansioni superiori che ancora tengono in piedi quell'Agenzia, l'esposizione a quel rischio credo sia un fatto grave ed è due volte grave visto che quell'esposizione viene non dal destino cinico e baro, ma viene da una inadempienza della Giunta regionale che ha commissariato e non ha comunicato il nome perché probabilmente è presa da altri problemi. Manca il consuntivo 2018, manca il Piano assunzioni 2020 e alcune dichiarazioni degli Assessori competenti rilasciate a mezzo stampa, perché gli Assessori competenti di questo tema non hanno mai discusso in Consiglio regionale, e credo che anche quello sia un problema, mi fanno capire che forse si stia sottovalutando il problema del rispetto normativo riguardo, in particolare, alla questione legata alla situazione degli operai a tempo…

PRESIDENTE. Prego, concluda, è in automatico… però concluda.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Concludo, credo che interessi a tutti. Ci sono 1161 operai a tempo determinato che leggono sui giornali la possibilità di immediata stabilizzazione, o comunque di immediata trasformazione del rapporto oggi, a sette mesi, sino a 12 mesi. Per quello che ne so io, per come ho potuto comprendere le difficoltà interne a quell'Agenzia quell'orizzonte è tutto meno che scontato, perché quando si interviene su un'Agenzia di quella dimensione, con quel precariato storicizzato in quelle quantità, chi interviene su quell'agenzia deve essere consapevole del fatto che si stia maneggiando la dinamite. Per intervenire su temi così delicati serve la perizia di un artificiere, perché ogni movimento sbagliato, ogni delibera fatta male, ogni parola non pesata potrebbe portare quelle persone in mezzo a una strada, perché la Regione Sardegna è fatta di una storia, una stratificazione di decisioni e di norme che vanno conosciute nel dettaglio. Per decisioni così complicate serve un'ampia condivisione del Consiglio regionale che è stato invece esautorato, e servono anche anche passaggi con il Governo, con gli enti previdenziali, con la Conferenza Stato-regioni, siccome non ci sono state nessuno pensi di chiudersi in assessorato e di risolvere problemi così gravi, perché il rischio è quello domani di trovarci a fronteggiare problemi giganti su cui questo Consiglio a quel punto non avrà più nemmeno la possibilità di intervento, perché la possibilità c'è oggi, tra due mesi si piange sulle macerie.

PRESIDENTE. Grazie Onorevole. Io ovviamente esercito quelli che sono i miei poteri e ovviamente non posso travalicarli. Io scrivo, posso riportare quella che è la situazione, sollecitando risposte ed interventi che mi vengono denunciati ed evidenziati dai Consiglieri. Questo è quello che ho fatto e questo è quello che continuerò a fare.

Ha domandato di parlare il consigliere Alessandro Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS ALESSANDRO (M5S). Presidente, sull'ordine dei lavori, in riferimento a quello che ha detto il collega Cera per quanto riguarda l'istituzione della Commissione speciale sull'amianto. Il mio intervento non è per ripetere semplicemente le sue parole, ma per rappresentare a mia volta, come rappresentante dell'oristanese, ma di tutta la Sardegna perché il problema dell'amianto è sì in particolare concentrato nell'oristanese, ma è anche di tutta la Sardegna, perché per amianto ancora si muore, l'amianto in molti casi non è censito, e i piani posti in essere dagli enti pubblici per poter ovviare a questo problema e bonificare i siti inquinati da amianto ancora stentano a decollare, o non esistono proprio. Quindi questo mio intervento è per rimarcare come membro dell'opposizione la trasversalità di quello che è il sentire di questa urgenza, per cui anch'io mi unisco alla richiesta dell'onorevole Cera, ma immagino che tutti i colleghi siano d'accordo nel richiedere quanto più sollecitamente possibile la costituzione della Commissione speciale sull'amianto, così che questa possa lavorare e produrre risultati che sono sicuro si riuscirà a produrre.

PRESIDENTE. Anche a lei la risposta è la medesima, alla prossima Conferenza di Capigruppo segnalerò il punto, spero che venga inserito, ma non penso ci siano problemi, all'ordine del giorno del primo Consiglio regionale utile.

Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Meloni. Ne ha facoltà.

MELONI GIUSEPPE (PD). Presidente, intervengo non tanto per ribadire ciò che ha detto il collega Agus perché condivido in pieno, quanto per segnalarle che fra le mozioni che lei ha citato come presentate, Presidente, non ho sentito una mozione che è stata presentata nella stessa data di altre che invece lei ha citato. E mi riferisco nello specifico ad una mozione presentata dal sottoscritto, e da altri nove Consiglieri regionali, sulla necessità di porre in essere ogni utile iniziativa volta a impedire la possibilità che in Sardegna possano essere smaltiti i rifiuti e fanghi di depurazione di provenienza extra regionale, presentata in data 18 dicembre 2019. Le chiedo di verificare come mai, non vorrei che ci sia stato qualche problema nel protocollo che non mi risulta ci sia.

PRESIDENTE. Onorevole Meloni, gli uffici mi riferiscono che le mozioni vengono in qualche maniera collazionate, vengono riviste e poi spedite ai consiglieri, e quando l'iter è perfezionato vengono poi portate all'attenzione dell'Auala. Quindi anche in questo caso abbiamo risolto il problema.

Discussione e approvazione del disegno di legge: Autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno 2020

(95/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 95/A.

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Valerio De Giorgi, relatore di maggioranza.

DE GIORGI VALERIO, relatore di maggioranza. Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, il disegno di legge in esame approvato dalla Giunta regionale il 18 dicembre del 2019, con deliberazione numero 51/52, è stato trasmesso in pari data al Consiglio e prontamente inserito all'ordine del giorno dei lavori della III Commissione. Il provvedimento prevede, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 43 del decreto legislativo 118 del 2011, l'autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per il periodo di tre mesi, dal 1 gennaio al 31 marzo del 2020, secondo lo schema di bilancio allegato approvato dalla Giunta regionale in data 18 dicembre 2019.

Nella seduta del 19 dicembre 2019, a seguito dell'illustrazione del provvedimento da parte dell'Assessore della programmazione e la sua conseguente discussione, la Commissione ha approvato il testo con il voto favorevole dei Gruppi di maggioranza e quello contrario dei Gruppi di opposizione.

Stante l'urgenza che il disegno di legge riveste, al fine di consentire la gestione dell'attività finanziaria da parte dell'Amministrazione regionale, se ne auspica una rapida approvazione da parte dell'aula.

Ha facoltà di parlare il consigliere Cesare Moriconi, relatore di minoranza.

MORICONI CESARE, relatore di minoranza. Presidente, Assessore, noi ieri in Commissione ci siamo confrontati nel merito di un disegno di legge per l'autorizzazione all'esercizio provvisorio che ha delle motivazioni politiche, che l'assessore ci ha rappresentato, e rispetto alle quali abbiamo avuto già modo nella sede della discussione in Commissione di rappresentare il nostro dissenso, la comprensione del fatto che la Giunta aveva la necessità di attendere che la legge di stabilità nazionale certificasse il recepimento dei termini dell'accordo, che sono una parte importante della discussione politica in materia di bilancio, e che solo a seguito di quella operazione legislativa importante la Giunta si fosse sentita rassicurata circa la possibilità di poter proseguire il proprio progetto politico di programmazione delle risorse regionali. Noi rispetto a queste motivazioni che portano la Regione Sardegna a dover ricorrere all'esercizio provvisorio, e quindi ad una spendita per dodicesimi, abbiamo ritenuto di dover rappresentare le nostre eccezioni perché abbiamo pensato che comunque la Giunta regionale aveva la possibilità di dare per certo che lo Stato leale recepisse i termini di un accordo che evidentemente aveva concordato formalmente con la Regione Sardegna, per cui nelle more voglio dire dell'approvazione di quella legge di stabilità noi saremmo potuti andare comunque all'approvazione di un disegno di legge che prevedesse per certo il recepimento nella legge di stabilità di quelle misure. Sarebbe stato più semplice secondo noi intervenire successivamente nell'ipotesi di una variazione di quelle previsioni, attraverso variazioni di bilancio, recepire le variazioni di lealtà dello Stato nei comportamenti della Regione, e riteniamo che questo ci avrebbe impedito di far gravare sulla spalle e sulla pelle dei cittadini e delle imprese sarde un onere troppo pesante, perché il ricorso ai "dodicesimi" evidentemente significa nella sostanza produrre una sofferenza economica, finanziaria e sociale che poi si ripercuote sull'intero sistema socio-economico sardo. Queste erano le ragioni per le quali noi, rispetto a questa scelta e a queste ragioni, abbiamo dissentito, al di là del dissenso nel merito di un disegno di legge che evidentemente per ovvie ragioni politiche non abbiamo potuto condividere, che abbiamo intravisto ieri in una discussione in sede di Commissione, e che quindi conosciamo davvero in maniera molto ma molto superficiale per non avere avuto neppure il tempo di approfondire un lavoro di studio, di ricerca, di analisi e di proposta, ma che evidentemente saremo nelle condizioni anche di dettagliare meglio nell'appuntamento della sessione di bilancio e di finanziaria che andiamo ad aprire dalle prossime settimane per rappresentare nel merito le ragioni del nostro dissenso puntualmente, ed eventualmente nel caso in cui ci fossero, e noi ci auguriamo ci siano, le ragioni anche della condivisione. Perché ieri in Commissione, Assessore, lei ha avuto un approccio di grande responsabilità, così come è nel profilo della sua persona e anche della responsabilità politica che assolve, nella parte in cui ci ha rappresentato come, per il bene di una Regione, che insieme rappresentiamo da postazioni diverse, noi dobbiamo superare quelle divisioni alla ricerca della realizzazione di un progetto, di un patto come l'abbiamo chiamato ieri (l'abbiamo chiamato così in sede di discussione di Commissione ma anche al di fuori della Commissione nelle diverse iniziative che durante la giornata abbiamo intrapreso distintamente), un patto nell'interesse della Sardegna per fare in modo che le risorse siano spese bene e possibilmente possano essere di più rispetto a quelle di cui oggi noi disponiamo.

Per tutte queste ragioni noi comunque su questo disegno di legge voteremo contro, e speriamo invece in sede di finanziaria di poter ragionare in maniera diversa.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

Ricordo ai colleghi che volessero intervenire che devono iscriversi a parlare prima della fine dell'intervento dell'onorevole Zedda, questo vale anche per i Capigruppo.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Nell'ambito della discussione sull'esercizio provvisorio in Commissione, e ribadisco la richiesta in Aula, abbiamo formulato all'assessore Fasolino la richiesta di fornire a tutti noi l'analisi tecnico-normativa, non so se nel frattempo sia pervenuta, quindi chiederei se fosse possibile di avere evidenza dell'analisi tecnico-normativa…

PRESIDENTE. È allegata al testo, onorevole Zedda.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Perfetto. In relazione a quale argomento ho chiesto questo? In relazione al fatto che mi fa molto piacere che l'assessore Fasolino abbia accolto un suggerimento formulato l'altro giorno in Commissione circa il fatto di essere diligenti, anche in relazione ai dirigenti del suo Assessorato, diligenti tra i dirigenti, perché abbiamo tanti dirigenti e non tutti sono diligenti, nel senso che non tutti sono rispettosi degli obblighi previsti per legge nella formulazione dell'analisi tecnico-normativa. E mi fa piacere, in relazione al fatto che, nonostante abbia condiviso le argomentazioni del direttore generale dell'Assessorato dello stesso Assessore circa il fatto che l'esercizio provvisorio può essere attivato solo in relazione a norme e leggi che lo regolano, e quindi di fatto basterebbe citare le fonti normative alle quali ci si vuole agganciare, che indubbiamente un'analisi tecnico-normativa non farebbe altro che ripetere, con una formulazione anche generica, che il disegno di legge proposto dall'Assessorato è né più né meno conforme alle disposizioni di legge presenti nell'ambito delle procedure per dichiarare e attivare l'esercizio provvisorio, ma mi fa piacere come ho detto prima, perché non vorremmo che proprio il suo Assessorato, e quindi la ringrazio, fosse stato insieme ad altri partecipe del non rispetto dell'obbligatorietà dell'accompagnare le proposte di legge con l'analisi tecnico- normativa.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE GIOVANNI ANTONIO SATTA

(Segue ZEDDA MASSIMO.)L'altro aspetto sul quale vorrei soffermarmi per qualche minuto è quello legato al perché, come è stata giustificata l'esigenza di andare verso l'esercizio provvisorio. Mentre la giustificazione dell'essere entrati in corso d'opera, e quindi anche nel recente passato le legislature precedenti e la Giunta nel primo anno di funzionamento hanno sistematicamente beneficiato della possibilità dell'esercizio provvisorio perché entrati in corso d'opera, quindi a bilancio previsionale già approvato da altri e via dicendo, l'argomentazione che l'esercizio provvisorio fosse funzionale all'attesa della finanziaria futura dello Stato che prevederà e conterrà le somme collegate all'accordo Stato-Regione, è cosa che invece poco attiene a beneficio delle tesi e delle argomentazioni sull'utilizzo dell'esercizio provvisorio, perché si può andare per variazioni, invece era più forte l'argomentazione dell'aver voluto inserire, per coprire il disavanzo, voler chiudere l'accordo immediato nell'ambito del 2019 con lo Stato in relazione alla copertura del disavanzo che altrimenti sarebbe emerso nel quadro economico finanziario e nei bilanci della Regione. È stato ribadito anche nella conferenza stampa promossa dall'onorevole Moriconi, che ha poi ripreso l'argomento in Commissione, quindi non ritorno su questi aspetti che sono anche oggetto della cronaca dei quotidiani odierni, cioè su quale giudizio diamo sull'accordo che avete siglato con lo Stato. So bene che l'accordo, Assessore, non è sottoscritto da lei ma sottoscritto dal Presidente della Regione, al quale avevamo dato alcuni consigli e suggerimenti su quali postille mettere perché i sardi e la Sardegna fossero messi al riparo da possibili fregature successive, cosa che si è già verificata nel passato in relazione al fatto che gli accordi siglati con Prodi vennero smentiti il giorno dopo dalla Presidenza dal presidente Berlusconi, vuoi anche per la crisi e le difficoltà del Paese e la crisi economica che ha mortificato non solo i bilanci del Paese ma anche quelli di tantissime e tantissime famiglie di italiani, ma purtroppo abbiamo assistito a questo tentativo di negare anche i patti sottoscritti. Quindi un'attenzione su quello probabilmente sarebbe stata una clausola di salvaguardia, una fideiussione mettiamola così, comunque una garanzia ulteriore per la Sardegna e per le nostre per le nostre risorse.

L'altro elemento che vorrei portare alla vostra attenzione, nell'ambito sempre dell'esercizio provvisorio e dell'analisi tecnico-normativa, confermando ovviamente e facendo mie le parole circa la preoccupazione su cosa comporta l'esercizio provvisorio in termini di contrazione della spesa e difficoltà nei primi mesi dell'anno, e che noi ci troviamo a breve a dover affrontare, ci auguriamo di essere messi nelle condizioni di poter affrontare la finanziaria, in assenza del Piano regionale di sviluppo. La legge prevede che 180 giorni dopo l'insediamento, il Presidente della Regione sia obbligato, non è una cortesia e non è neanche una disponibilità espressa dal Presidente in termini di quieto vivere tra Giunta, Presidenza e Consiglio e opposizioni; è un obbligo di Legge sono trascorsi tre mesi dalla scadenza del termine; il Piano regionale di sviluppo dovrebbe essere innanzitutto un'esigenza di chi governa tracciare la linea per gli anni futuri in relazione ai programmi, le azioni, e quindi anche gli stanziamenti, da mettere, da evidenziare in Finanziaria così non è. Io inizio ad essere abbastanza stupito, poi ogni giorno leggo cose che mi preoccupano. Ieri ho avuto modo di vedere una delle pochissime delibere che sono visibili, non ribadisco le questioni dette prima perché a mio parere c'è una sottovalutazione di che cosa comporti approvare una delibera per commissariare un ente come Forestas e altri, mi pare anche ENAS, che governa l'acqua, delibera di commissariamento senza Commissario, cioè senza il vertice e il rappresentante legale. Io non so se, come dire, ci sia la consapevolezza della gravità. Ieri poi ho avuto modo di vedere un'altra delibera della Giunta che revoca in autotutela una delibera della precedente Giunta, delibera della precedente Giunta che determinava, parlo sempre, e lo dico, parlo sempre in relazione alle questioni finanziarie possibili danni economici per la Regione, che prevedeva che la Regione a fronte di un giudicato in primo grado positivo per la Regione, a fronte di un giudicato negativo per la Regione in secondo grado, la Costituzione in Cassazione a tutela dell'interesse della Regione. Vicenda che riguarda la pretesa e la richiesta economica da parte dei funzionari avvocati all'interno dell'avvocatura di essere inquadrati nel ruolo dirigenziale. È chiaro che si diventa dirigenti per concorso, almeno non avendo ancora cancellato, l'articolo 97 della Costituzione, bene a un certo punto in una delibera, che mi auguro che voi non abbiate votato, per voi e per le vostre risorse, avete revocato una delibera della Giunta precedente che si costituiva per tutelare la Regione in Cassazione dando ad intendere e dandola vinta per centinaia e centinaia e centinaia di migliaia di euro, se non milioni, perché ovviamente poi si attiverà a ritroso la richiesta risarcitoria, di riconoscere e trasformare funzionari in dirigenti riconoscendogli non solo il ruolo ma ovviamente anche le retribuzioni e le retribuzioni passate. Qual è l'autotutela da portare all'attenzione vostra della Giunta, della Regione e l'autotutela esterna quando si sancisce di non volersi e di non voler tutelare se stessi e la Regione Sardegna. Cioè si annuncia il principio dell'autotutela nella revoca di una delibera e si elimina la tutela. Io suggerisco innanzitutto a voi tutti di controllare con attenzione ciò che viene portato alla vostra firma in alcuni casi a votazione in Giunta per non avere guai successivi, grazie.

PRESIDENTE. Si è iscritto a parlare l'onorevole Alessandro Solinas…

È iscritto a parlare il consigliere Eugenio Lai. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). Grazie Presidente, io direi che oggi sanciamo o sancite il vero cambiamento politico che avete annunciato in campagna elettorale e il vero cambiamento politico è il ritorno al passato, il ritorno agli esercizi provvisori, il ritorno a vecchie logiche che nella precedente legislatura sono state ampiamente superate, con le finanziarie che si approvavano entro il 31 di dicembre, dove negli anni scorsi il mese di dicembre, il mese di novembre era destinato alla programmazione delle risorse per l'anno successivo, all'idea di sviluppo che la maggioranza di allora aveva. Oggi invece torniamo a vecchie logiche del passato con l'approvazione di nuovo dell'esercizio provvisorio nella nostra Isola. E ci torniamo con forte preoccupazione, perché come è già stato detto in precedenza anche dai colleghi che sono intervenuti nessuno dei temi che avete toccato in campagna elettorale ha avuto uno sviluppo nel senso positivo durante questi nove mesi o dieci mesi di mandato in Consiglio regionale, in Giunta. Addirittura si rimette in discussione un passaggio fondamentale sulla stabilizzazione dei dipendenti dei dipendenti Forestas proprio per l'inefficienza della Giunta regionale nel trovare un Commissario che mandasse almeno avanti i provvedimenti che erano già stati legiferati all'unanimità, quasi all'unanimità da questo Consiglio regionale. Infatti ieri e nei giorni precedenti abbiamo assistito agli scioperi dei dipendenti e dei lavoratori che hanno una forte preoccupazione, una forte preoccupazione di non vedere i propri contratti rinnovati nel 2020, nonostante la confusione anche in questo caso che l'Assessore al personale e i vari Assessori provano a giustificare. Troviamo una forte confusione anche sulla programmazione che ci dovrà essere nei prossimi anni, perché? Perché oggi mi sarei aspettato di fare questa discussione provando a entrare nel merito di diversi interventi che questa Giunta regionale, questa maggioranza ha in mente per provare a sbloccare la situazione di stallo di quest'Isola. Invece ci troveremo nel prossimo anno con i Comuni imbalsamati perché non sapranno quali saranno le risorse del Fondo unico, se saranno confermate se non saranno confermate, non sapranno quando verranno pubblicati i bandi e se avranno il tempo di preparare la progettazione, la spendita delle risorse, non sappiamo se le associazioni, se tutto il comparto, anche quello dell'artigianato, Assessore, che lei con grande vanto ha detto: stanzieremo 40 milioni di euro, faranno in tempo a ricevere tutte quelle somme, perché ricordo bene che in qualche intervista, perché ormai dobbiamo andare a leggerci le interviste per sapere l'orientamento e la strada che questa maggioranza vuole perseguire, in qualche intervista di qualche tempo fa abbiamo letto entro marzo-aprile sarà completata tutta la finanziaria. Bene per mettere in campo i bandi, per mettere in campo le risorse e per poterle spendere avete già dimostrato ampiamente di non essere dei grandi lampi, dei grandi velocisti e la preoccupazione è naturale; è naturale per le sorti della nostra Isola. Ancor più se si continua con il manuale Cencelli a provare a fare ragionamenti sui posti di potere, ancor più, e lo diremo domani con forza, se si proverà a sanare anche dal nostro punto di vista alcune illegittimità sulla questione dei dirigenti, e lo si fa provando a forzare le normative attualmente in vigore. E ancor più se si trincera dietro il fatto che non si approva la Finanziaria perché si attende la Finanziaria nazionale. Bene allora la domanda è cosa dovrebbero fare i Comuni della nostra Isola? Cosa dovrebbe fare un'impresa per programmare il proprio futuro? Cosa dovrebbero fare tutte le associazioni che quotidianamente provano a lavorare per rendere questa Isola e la nostra società decisamente migliori. Non bisogna trincerarsi dietro questa giustificazione, Assessore, lei è una persona seria e tutti quanti glielo riconosciamo, glielo riconosce l'opposizione in primo luogo, bisogna invece dire la verità, e dire la verità vuol dire che anche in questo caso si arriva in ritardo perché le beghe all'interno della maggioranza sono talmente forti, sono talmente con discordie, che sono sotto gli occhi di tutti, che naturalmente non consentono a lei di programma le risorse per il prossimo futuro. Noi, da questo punto di vista, la nostra parte la faremo provando a dare dei suggerimenti, provando a dire qual è la nostra idea di sviluppo, provando anche a spronare la maggioranza a dire qual è la via che intende perseguire. Provare a dire: "Uscite dagli slogan", come abbiamo detto l'altro giorno, provando a dire: "Provate ad iniziare a dare risposte", e la risposta più grande è quella che si deve dare alla sindacalista che ieri, sotto la sede del palazzo della Giunta regionale, ha chiesto al presidente Solinas: "Presidente, quando finisce di incontrare Briatore e Moggi junior, e inizia ad incontrare i lavoratori?". Quando ha intenzione di dare le risposte al mondo del lavoro? Quando ha intenzione di dire qual è la politica sul lavoro che ha in mente? Qual è… Però, Presidente, io capisco il nervosismo di alcuni colleghi…

PRESIDENTE. Un po' di silenzio, per cortesia.

LAI EUGENIO (LEU). Qual è la visione che si ha sul mondo del lavoro? Qual è la prospettiva che si vuole dare ai dipendenti di Forestas? Si vogliono continuare a tenere nel limbo con la mancanza della nomina del commissario? Qual è la prospettiva che si vuole dare su Aias? Dopo che il primo atto della Giunta Solinas è stato proprio quello di bloccare la società Sas Domos, perché avevate in testa qualunque altra soluzione. Ma qual è la soluzione? Questo è lo stato di confusione di questa Giunta regionale, di questa maggioranza in Consiglio regionale, e nonostante si provi a interrompere i ragionamenti, ad oggi, e lo ricorderò per ogni seduta, è la trentacinquesima seduta di questo Consiglio regionale, la trentacinquesima seduta dove la maggioranza a tuttora non riesce neanche a tenere il numero legale, dove la maggioranza è in giro, dappertutto, dove i consiglieri sono in giro dappertutto fuorché restare nel luogo per il quale sono stati eletti, ossia confrontarsi sui temi, confrontarsi sulle proposte. Questo vorremmo fare, non ogni qual volta rincorrere i problemi anche a soluzioni già individuate, anche a soluzioni che avevamo individuato in maniera unitaria all'interno di quest'aula. Io credo che il cambiamento non sia tornando al passato, non sia chiudendo gli accordi, come è stato detto in precedenza, sulla vertenza entrate al ribasso e vendendoli quasi come se fossero la panacea di tutti i mali, la verità anche in quel caso è che lo Stato ci doveva un miliardo di euro, e noi ci siamo accontentati forse della metà. E sugli investimenti, dove paghiamo un deficit strutturale gigantesco, enorme, tant'è che all'unanimità stiamo sostenendo la questione dell'insularità, sugli investimenti ci accontentiamo di dilazionarli in comode rate da trent'anni, è vero che ormai la LEGA è abituata alle comode rate trentennali. Però, Assessore, proviamo a dare la svolta, provate a dare la svolta, provate ad accelerare la risoluzione dei problemi, anche di quelli per cui la via era abbastanza semplice e già tracciata. Siete riusciti, forse è l'unico caso, nel complicare soluzioni già individuate a problemi atavici della nostra isola. Quindi, non mi resta che suonare la sveglia, perché il ritorno al passato non può essere una positività per il futuro di quest'isola.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Alessandro Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS ALESSANDRO (M5S). Grazie, Presidente, mi scuso per prima, ma ero un momento fuori dall'aula, la ringrazio per avermi dato la parola. Quindi, si vota l'esercizio provvisorio, si vota l'arrivo tardivo di una legge di bilancio che si spera riusciremo ad approvare entro qualche mese. Poco accento, tolti alcuni interventi dei miei colleghi, è stato messo su quella che secondo me è comunque la gravità rappresentata dal ritardo con cui questo provvedimento arriverà all'analisi dell'Aula, che ancora nessuno ha avuto modo, neanche in Commissione, di vedere. Ho ricevuto rassicurazioni dall'assessore Fasolino che il provvedimento arriverà ben presto, spero che questo succeda perché prima si inizierà a discutere il provvedimento, naturalmente, prima riusciremo ad approvarlo. Mi sono fatto anche qualche domanda sul perché questo provvedimento stia arrivando in ritardo. Vedete, come neofita della politica, io ho pochi esempi storici cui attenermi, pochi esempi storici di cui sono stato protagonista o comunque ho partecipato, e mi riferisco all'ultima variazione di bilancio, dove a mio avviso se ne sono visti di tutti i colori, anche se chi è più esperto di me mi ha detto di aspettarmi anche peggio durante la legge di bilancio, questo sotto un certo punto di vista mi preoccupa, anzi sotto molti punti di vista mi preoccupa, non tanto per me, quanto per il bene delle persone che noi siamo qui per rappresentare e che da noi aspettano risposte che arrivano, anzi, non arrivano, o arrivano male, o arrivano incomplete, o arrivano con slogan sensazionalistici, o vengono nascoste dietro opere propagandistiche e assolutamente prive di sostanza, che purtroppo in molti casi ci siamo dovuti trovare a discutere in quest'Aula, non voglio fare nomi, ma le conosciamo tutte. Quindi, eccessiva litigiosità, dentro la maggioranza c'è un'eccessiva litigiosità, una spaccatura, anche oggi sul giornale si è vista qualcosina, non è proprio un segno che dia il metro e dia il polso di una maggioranza coesa. Non è mia volontà girare il coltello nella piaga o attizzare il fuoco, anche qui io mi sento veramente preoccupato, quasi anche a disagio nel vedere una maggioranza legittimata da un così largo voto popolare lasciarsi andare e bisticciare anche per temi di poco conto lasciando indietro tutto quello che è rappresentato dal perseguimento delle esigenze delle persone, e, ripeto, siamo stati votati ed eletti qui dentro per rappresentarle. Di eccessiva litigiosità, come ho già detto, se ne è vista in Commissione, se ne è vista in aula in occasione di una piccola variazione di bilancio, non voglio immaginare cosa succederà durante l'analisi della legge di bilancio. La mia è anche, non tanto una provocazione, quanto anche un invito al senso di responsabilità verso i miei colleghi perché questi si mostrino più orientati, ed è questo un altro punto che voglio analizzare, più orientati ad interventi organici, piuttosto che arrabattarsi per interventi eccessivamente, come si è giunti a concludere in Commissione, puntuali.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE MICHELE PAIS

(Segue SOLINAS ALESSANDRO.) Ed è il concetto di puntualità che vorrei anche oggi ribadire, come ho ribadito durante la mia relazione, come relatore di minoranza, della variazione di bilancio, ed è su questo che secondo me si basano molti dei problemi, anche la deviazione di quella che è la poca attenzione da parte di questa maggioranza verso dei provvedimenti organici, che non vadano a favorire il sindaco o il paese che ha la fortuna di conoscere o avere il consigliere regionale di turno, ma che vadano a coprire effettivamente, in maniera organica… Chiedo scusa, colleghi, Presidente, c'è un leggero brusio…

PRESIDENTE. Sì, però la sto ascoltando, la sua voce è stentorea, quindi…

SOLINAS ALESSANDRO (M5S). Grazie dell'ascolto, continuo. Parlavamo di interventi organici, pochi se ne sono visti, pochi se ne sono prospettati, eccetto qualche annuncio roboante che trova difficile riscontro anche a livello di mera analisi di fattibilità, cosa sulla quale ci siamo scontrati in molti provvedimenti che la minoranza ha mostrato in Commissione e in Aula, il senso di responsabilità di cercare di correggere dove la maggioranza arrivava eccessivamente magari puntata sul risultato, senza verificare quali fossero i mezzi che per perseguire questo risultato venivano utilizzati. Il provvedimento, mi riferisco alla legge di bilancio, quindi il mio auspicio e il mio invito è che pervenga quanto prima all'analisi di quest'Aula e delle Commissioni, dove noi sediamo, cosicché la minoranza, mostrando il senso di responsabilità già mostrato in occasione dell'ultima variazione dove vi ricordo, grazie anche all'intermediazione dell'assessore Fasolino, non lo nego, si è riusciti ad approvarla per il rotto della cuffia, letteralmente, perché sennò, lo sappiamo tutti bene, si andava a rischio di impugnazione, tutti gli interventi, purtroppo poi alcuni ho capito non è stato possibile realizzarli, ma tutti gli interventi che erano previsti, quelli buoni, naturalmente, non quelli eccessivamente puntuali, che erano previsti all'interno di questa variazione non si sarebbero potuti effettuare con i soldi che erano avanzati. Un'altra nota la vorrei fare per quanto riguarda, l'ha già detto l'onorevole Lai prima di me, è già stato detto numerose volte ma non ci stancheremo mai di dirlo, quantomeno parlo a nome mio personale, è che quest'oggi secondo me sarebbe stata utile, anche simbolicamente, la presenza del nostro Presidente Solinas, perché la presenza del Presidente Solinas in Aula avrebbe fatto sì quantomeno che simbolicamente si dimostrasse, naturalmente sostituito degnamente come ogni volta dalla Vicepresidente Assessora Zedda, però la presenza del Presidente della Regione, direttamente votato da centinaia di migliaia di sardi, all'interno di quest'Aula sarebbe stata utile e simbolica, anche per mostrare la volontà e il polso di mettere pace all'interno della sempre più larga maggioranza che lo sostiene. In questo senso non vorrei fare allusioni ai giri con il buon Briatore, che di certo non si è mostrato un sostenitore del sadismo, quantomeno stando alle sue recenti dichiarazioni nei confronti dei sardi poi, vabbè, sono state ridimensionate, ma quella è una macchina che difficilmente riusciremo a togliere. Il presidente Solinas deve venire in quest'aula! Il presidente Solinas deve tenere il polso (…) della propria maggioranza, perché io sono sicuro che se questo non avverrà la legge di bilancio sarà letteralmente un'apocalisse, per questo Consiglio ma, soprattutto, per i sardi. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). Rinuncio, Presidente.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cocco.

È iscritta a parlare la consigliera Desiré Manca. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRE' (M5S). Finalmente ci troviamo qua oggi, in quest'Aula, non per approvare il bilancio, fatto di programmazione e di interventi, ma per approvare un'autorizzazione per l'esercizio provvisorio di tre mesi, in teoria di tre mesi; del resto, da chi inizia male non ci si può aspettare nulla di diverso. Già da subito dopo le elezioni si è capito come sarebbe proseguita la legislatura, e i segnali erano stati assolutamente chiari ed inequivocabili. Non abbiamo dimenticato la gestione e la gestazione travagliata che ha preceduto la nascita della Giunta, un percorso che doveva durare poche ore ed è durato tre mesi, bloccato dagli appetiti e dalla sete di potere. Mi avevo preparato un bel discorso, ce l'ho qua scritto, formato da forse 4, 5 fogli, che decidono di abbandonare e vado così a braccio, e vado a braccio perché? Perché ieri mi è capitata una cosa particolare, ne parlavo proprio con i miei colleghi Consiglieri, ero presente nella Commissione, nella seconda Commissione, come membro della seconda Commissione lavoro in congiunta con la quarta, è in audizione c'erano sia i sindaci del nostro territorio, per quanto concerne la causa e il caso Forestas, e poi ci è capitato anche di audire i lavoratori, alcuni dei lavoratori Forestas, e mentre ascoltavo uno di questi, devo essere sincera, forse in sette anni che faccio politica non mi era mai capitato, mentre ascoltavo uno di questi lavoratori veramente mi stavo quasi per sentire male, e mi stavo per sentire male perché ascoltavo e guardavo lo sguardo di quel lavoratore, di quel signore, di quella persona, che aveva sicuramente passato i cinquant'anni, e con una dignità incredibile raccontava e trapelava la disperazione che in questi mesi e in questi giorni stava provando. Un padre di famiglia, un padre di famiglia che raccontava che la sera, quella stessa sera, mentre noi avremmo lasciato quell'Aula della Commissione e saremmo andati a casa, lui sarebbe dovuto tornare a casa dalla propria famiglia comunicando loro che era senza lavoro, e allora mentre diceva questo io guardavo, osservavo la faccia, l'espressione di tutti i colleghi che ascoltavano, insieme a me, quella storia di vita, quella storia di vita che dovrebbe appartenere a tutti noi, e allora mi sono chiesta il perché, perché tutto questo? Perché! E poi mi sono data la risposta: un nome, ma questo l'ho detto ieri in Commissione; 1161 persone che rimangono a casa senza stipendio, senza avere la possibilità di fare la spesa, senza avere la possibilità di passare un decente Natale, e tutto questo non per cause irrimediabili, ma perché la politica, questa politica è stata ed è incapace di formulare un nome, un nome! Il nome di un Commissario! E di fatto questa politica, noi tutti, compresi gli Assessori, tutti! mi ci metto anche io come opposizione, stiamo tenendo in ostaggio 1161 famiglie. Lo stesso problema che riguarda anche l'ostaggio che noi applichiamo per la sanità sassarese; nove mesi! Nove mesi in cui non siete stati in grado di formulare un nome per il Commissario dell'Azienda Ospedaliera Universitaria sassarese, nove mesi! E anche lì tenete i cittadini sassaresi ostaggio dalla vostra incapacità politica di formulare quelli che sono veramente i progetti, le sanzioni importanti, e poi ci chiediamo e ci domandiamo perché la politica è sempre più distante dai cittadini. Perché? Perché siete i primi a tenere distanti i cittadini. Noi parliamo di politica, non la facciamo la politica, la politica invece i cittadini la subiscono, la vostra totale incapacità di risolvere i problemi! 1161 persone ostaggio della vostra incapacità di dare un nome! Vergogna!!! E lo dico urlando, vergogna!!! E adesso avete il coraggio di venire qua, in questa Aula a chiederci anche il nostro voto per il vostro esercizio provvisorio, che denota la vostra totale incapacità di lavorare. "Programmazione" dicevate per i sardi; quale programmazione? Un dodicesimo per tre mesi! Senza investimenti senza niente. Il nulla! State regalando ai sardi che avete preso in giro nella vostra campagna elettorale e per questi nove mesi state regalando il nulla! E su questo noi non vi appoggeremo mai!

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

FASOLINO GIUSEPPE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sapevo che l'occasione dell'esercizio provvisorio sarebbe stata un'opportunità ghiotta per fare un po' di politica e per affrontare tutti gli argomenti, nessuno escluso. Mi piacerebbe concentrarmi su quella che è la mia competenza e la motivazione che ci ha portato a richiedere a voi l'opportunità di votare l'esercizio provvisorio.

Vorrei prima fare alcune precisazioni. La prima, che non è una precisazione perché l'ha già fatta l'onorevole Zedda, la sosteneva anche ieri in Commissione, penso che sia corretto e doveroso per ogni provvedimento avere l'ATM e quindi senza guardare al passato, come giustamente ieri ha fatto notare lei, da subito ci siamo attivati e abbiamo presentato l'ATM anche per questo provvedimento, seppur è un provvedimento standard, le cose che ci siamo detti ieri, però è corretto che ogni provvedimento abbia l'ATN.

Onorevole Lai, lei che è sempre monello, forse in maniera eccessiva, quando parla di cambiamento dovrebbe però guardare bene quali sono state le tempistiche dei primi tre anni di amministrazione della maggioranza che appoggiava lei, perché per tre anni di fila, i primi tre anni, è stato richiesto l'esercizio provvisorio e la finanziaria è stata approvata il primo anno ad aprile, il secondo anno e il terzo anno a marzo. Quindi già se noi il prossimo anno riuscissimo ad approvare la finanziaria entro dicembre abbiamo fatto meglio, quindi il fatto che lei mi dica di guardare al passato, la invito a guardare meglio forse al passato.

L'esercizio provvisorio che noi stiamo richiedendo lo stiamo richiedendo perché siamo arrivati a metà dell'anno in corso circa, ci sono state le elezioni, la nuova Giunta è arrivata, lo sapete tutti, da aprile in poi, quindi veniva male riuscire a lavorare come avremmo voluto per la programmazione, ma soprattutto quello che ha condizionato questa scelta è stato l'accordo che abbiamo fatto con il Governo. Siglare quell'accordo era fondamentale per la Regione Sardegna e non soltanto da un punto di vista politico, programmatico, che poi vedremo, ma anche da un punto di vista tecnico, perché dopo l'impugnazione da parte del Governo sulle variazioni di bilancio che noi abbiamo fatto, senza quell'accordo non avremmo potuto dilazionare, come è successo, il disavanzo e quindi sarebbe stato veramente tecnicamente complicato riuscire a chiudere la finanziaria. Una volta fatto l'accordo voi mi insegnate, l'abbiamo visto anche per una variazione quali sono i tempi di approvazione di un documento contabile di questo tipo, non avremmo mai raggiunto l'obiettivo di approvare la finanziaria entro dicembre. Allora abbiamo preferito chiedere la possibilità di un esercizio provvisorio, che potrebbe durare anche meno di tre mesi. Questo starà alla capacità nostra, e quando dico nostra dico insieme al Consiglio regionale, di riuscire a fare in tempi brevi una buona o una migliore finanziaria per i sardi, e questo è l'obiettivo. Noi i primi segnali però li abbiamo dati, perché io sono d'accordo sull'intervento del consigliere Solinas, e di qualcun altro, che ha parlato di macro argomenti e non di interventi puntuali. Ce lo siamo detti più volte e come Giunta abbiamo voluto dare un segnale in questa prima bozza di finanziaria e il segnale l'abbiamo dato cercando di intervenire su un settore strategico dell'economia della Sardegna che sono gli artigiani, ridando la possibilità agli artigiani di avere per il 2020 un contributo a fondo perduto del 40 per cento, inserendo 100 milioni in più nella programmazione territoriale. La programmazione territoriale vuol dire 100 milioni in più di risorse per i Comuni, per le unioni di Comuni, nessuno escluso; non interventi puntuali, come diceva lei, onorevole Solinas, in base magari a un rapporto privilegiato, ma indistintamente alla programmazione territoriale. Abbiamo voluto inserire più risorse nella sanità legata a quelle che sono le richieste per i servizi sociali da parte degli enti locali. Cioè abbiamo voluto dare tre messaggi importanti e tutti e tre li abbiamo dati agli enti locali e a una categoria che è una delle categorie più importanti che ha sofferto in questi anni. Questo è il primo segnale che abbiamo voluto dare. Adesso insieme, su queste basi, dobbiamo e possiamo lavorare per una finanziaria migliore per i sardi, ma lo dobbiamo fare tutti insieme. Abbiamo l'opportunità di farlo perché a breve la finanziaria arriverà in Commissione, quindi il Consiglio potrà lavorare su questo disegno di legge che è una base, per cercare di fare quello che voi avete detto e quello che è anche il nostro obiettivo.

Un piccolo passaggio lo vorrei fare sul discorso dell'accordo che abbiamo fatto con lo Stato. Io, come ho anche dichiarato ieri quando mi hanno chiesto cosa ne pensavo della proposta che è arrivata da quasi tutti i consiglieri, se non sbaglio, dell'opposizione, ripeto quelle parole: tutto è perfettibile, però non bisogna dimenticare da dove partiamo. Siamo partiti dal miglior accordo fatto nella storia di questa Regione. Partiamo da questo. Cioè io sono d'accordo se si può migliorare, e voi ci potete aiutare a migliorarlo perché noi abbiamo stretto questo accordo con una maggioranza che è la vostra maggioranza di Governo nazionale, noi siamo disponibili a migliorare questo accordo che abbiamo fatto, però non perdiamo di vista che abbiamo portato a casa il miglior accordo che esiste nella storia di questa Regione, e capisco anche che ci sono degli aspetti politici che bisogna cercare di tutelare, però partiamo da questo. Io mi metto a disposizione, come ho già detto all'onorevole Moriconi, che è la prima persona con la quale ho parlato di questa possibilità, mi metto a disposizione con la serietà che lei mi ha riconosciuto per poter migliorare questo accordo. Nel momento in cui dimostreremo che ci sono numeri migliori noi saremo qua per portarla avanti e per fare alcuna battaglia insieme senza nessuna divisione di colori o di appartenenza, perché la Sardegna e questo obiettivo non può avere appartenenze, non può avere colori. Quindi massima disponibilità per arrivare a questo obiettivo.

Onorevole Lai, sono quasi due miliardi l'accordo che abbiamo chiuso e se l'accordo che abbiamo chiuso prevede una dilazione non è per l'influenza della maggioranza della Lega, ma soltanto perché dovremmo insieme, secondo me, stabilire quello che dovrà essere il cronoprogramma perché è inutile avere i soldi oggi e non avere l'idea di come spenderli o non avere i progetti per poterli spendere. Allora insieme dovremo cercare di creare il miglior cronoprogramma nel futuro di quest'isola per poter spendere queste risorse in questi tempi. E da questo, onorevole Lai, è escluso tutto quello che potrà arrivare dall'insularità, è escluso dall'accordo. Cioè il gap dell'insularità della nostra Regione è escluso da questo accordo, quindi oltre questo accordo noi apriremo a breve un tavolo sull'insularità e sul gap dell'insularità per poter portare nuove risorse a quest'isola, e lì dovremo fare una battaglia bipartisan, li dovremo fare…

PRESIDENTE. Grazie assessore Fasolino. È chiusa la discussione generale. Passiamo alla votazione del passaggio all'esame degli articoli.

Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 1.

Non ho nessuno iscritto a parlare.

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Presidente, nell'annunciare il voto contrario, ho avuto modo di leggere l'analisi tecnico normativa che come volevasi dimostrare né più né meno recita le questioni che ieri l'assessore e il direttore generale hanno portato alla nostra attenzione in III Commissione, che chiunque da chiunque fosse stata redatta e poi trasferita a noi di fatto sarebbe stata identica a questa. Cosa cambia rispetto al passato? Rispetto al passato cambia la firma. L'analisi tecnico-normativa che abbiamo avuto in occasione dell'assestamento di bilancio, votato qualche settimana fa, recava la firma della responsabile del Servizio avvocatura, che nell'ambito di quell'analisi tecnico-normativa aveva distrutto punto per punto alcune delle norme intruse, non coerenti, lasciamo perdere i termini, ma presente in quel provvedimento. Cosa ha fatto il Direttore Generale della Presidenza, al netto della vicenda che riguarda i titoli e la possibilità di svolgere quel ruolo, e la possibilità di svolgerlo per un tempo così breve come sei mesi, per poi rinnovarlo per altri sei mesi? Ha sottratto la competenza dell'analisi tecnico-normativa al servizio legale e l'ha attribuito a se stessa. Quindi voi vi troverete in questo straordinario capolavoro per cui il direttore generale della Presidenza che sottoscrivere alcune delibere, invece di essere controllato da un organismo terzo che dovrà produrre l'analisi tecnico-normativa per quanto riguarda i disegni di legge della Giunta e quelli anche controfirmati da lei, si troverà nello stesso momento ad essere controllore e controllato, fornendo l'analisi tecnico-normativa al testo previsto da lei, predisposto da se stessa, e sottoscritto da se stessa e portato in Giunta. Siamo alle follie! Perché il provvedimento che discuteremo in Aula è prodotto dai Consiglieri regionali e non dalla Giunta, quello sull'interpretazione normativa legata agli incarichi dirigenziali, perché altrimenti l'analisi tecnico-normativa l'avrebbe dovuta fare su una vicenda che riguarda la figura del direttore generale lo stesso Direttore Generale in un conflitto di interesse. Io vi consiglio di fermarvi, ragionare e riflettere.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 2.

Poiché non ho iscritti a parlare lo metto in votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 2.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'allegato 1.

Poiché non ho iscritti a parlare lo metto in votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'allegato 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'allegato 2.

Poiché non ho iscritti a parlare lo metto in votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'allegato 2.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'allegato 3.

Poiché non ho iscritti a parlare lo metto in votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'allegato 3.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli allegati numero 4 e 5, in quanto collegati.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'allegato numero 6.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo ora la votazione finale del testo.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 95.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Discussione e approvazione del disegno di legge: Rendiconto generale della Regione Sardegna per l'esercizio finanziario 2018 e del Rendiconto consolidato della Regione Sardegna per l'esercizio

Finanziario 2018 (96/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca ora l'esame del disegno di legge numero 96/A.

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Valerio De Giorgi, relatore di maggioranza.

DE GIORGI VALERIO (MISTO), relatore di maggioranza. Il disegno di legge numero 96 oggi all'esame dell'Aula è relativo all'approvazione del rendiconto generale della Regione Sardegna per l'esercizio finanziario 2018 e del rendiconto consolidato per il medesimo esercizio, quest'ultimo composto dalla sommatoria delle risultanze contabili della gestione della Giunta regionale e della gestione del Consiglio regionale, con eliminazione delle transazioni contabili reciproche.

Il provvedimento è stato trasmesso dalla Giunta regionale al Consiglio il 19 dicembre 2019, a seguito della parificazione del rendiconto generale da parte delle Sezioni riunite della Corte dei conti, intervenuta in pari data; il disegno di legge è stato prontamente inserito all'ordine del giorno dei lavori della terza Commissione ed è stato approvato a maggioranza nella seduta pomeridiana del 19 dicembre 2019, a seguito dell'illustrazione dello stesso da parte dell'Assessore alla programmazione.

Stante il contenuto vincolato del provvedimento in esame, se ne auspica una rapida e condivisa approvazione da parte dell'Aula. Un sentito ringraziamento all'assessore Fasolino per il lavoro svolto.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Cesare Moriconi, relatore di minoranza.

MORICONI CESARE (PD), relatore di minoranza. Velocemente per dire che si tratta di un adempimento più tecnico che politico, per quanto poi nel merito ci sarebbero tante riflessioni che possono essere svolte. Io credo che il documento, che ci viene messo a disposizione a partire da ieri e quindi evidentemente non so quanti di noi siano riusciti ad approfondire la relazione dei giudici della Corte dei conti, costituisce un patrimonio importante anche per la discussione della finanziaria cui ci accingiamo. Ieri sono emerse nella discussione in Commissione importanti valutazioni che i giudici della Corte dei conti hanno espresso, relativamente anche, e non solo, a processi virtuosi che sono stati realizzati nel corso delle esperienze precedenti e credo debbano essere utilizzati a riguardo nella prospettiva futura, così come ci sono delle criticità e dei limiti che hanno bisogno di essere limati e di essere risolti, e penso che, con lo spirito di cui ho parlato nella relazione che precedeva la discussione sull'autorizzazione all'esercizio provvisorio, io penso che quello stesso spirito ci dovrà accompagnare nello studio e nell'approfondimento di questo documento, perché ci offrirà spunti particolarmente utili e importanti. Velocemente gli ho dato uno sguardo, non ho trovato un patrimonio sufficiente, ma è probabile che mi sia sfuggito nella lettura veloce, circa invece l'argomento che in questi giorni ci sta impegnando, e che riguarda i rapporti finanziari tra lo Stato e la Regione nel merito dell'accordo; so che invece è stato oggetto di una rappresentazione nella relazione ieri, e anche quello costituirà uno spunto nella riflessione, convinto del fatto che poi alla fine il ragionamento politico utilizzerà gli spunti che ci vengono offerti e anche il buon senso nella missione che ci è stata affidata della costruzione degli strumenti più utili per perseguire l'obiettivo principale che è quello di migliorare la disponibilità delle risorse finanziarie e di spenderle meglio. Per cui il nostro giudizio è un giudizio ovviamente positivo.

PRESIDENTE. Ricordo che i consiglieri che intendono prendere la parola devono iscriversi non oltre la conclusione del primo intervento.

È iscritto a parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Mi riallaccio alle parole del relatore di minoranza onorevole Moriconi, che oltre ad essere relatore è Vicepresidente della terza Commissione. Nell'ambito della discussione di ieri sono emerse alcune questioni importanti che meriterebbero un approfondimento e una attenzione da parte di tutti noi, per le segnalazioni, anche in relazione non solo alle segnalazioni stesse ma al fatto che queste provengono dalla Corte dei conti nell'ambito della sua competenza di analisi del bilancio e dell'andamento della spesa della Regione Sardegna.

Un primo fatto è che, a fronte di stanziamenti ingenti, noi abbiamo 2 miliardi e 200 milioni di euro di investimenti non spesi. Il patto, al di là delle considerazioni svolte sull'opportunità di aver curato questi aspetti nel dettaglio nella relazione tra Stato e Regione, il patto Stato - Regione e gli importi di 1 miliardo di euro e qualcosa. Cioè ci troviamo ad avere risorse non spese per 2 miliardi e 200 milioni, mi correggerà l'Assessore che ha il dato, il dato puntuale al centesimo di euro, a fronte della richiesta sistematica della Sardegna in difficoltà, povera, senza risorse. Chiediamo un miliardo e mezzo nel corso di un decennio, abbiamo 2 miliardi e 2 non spesi già nelle nostre disponibilità. Altro che Commissione d'inchiesta sull'insularità, ci faremo promotori di una Commissione d'inchiesta sul perché non si spende, e perché non si spende? Qualche volta perché si mettono soldi oggi, con un sistema di bilancio armonizzato differente rispetto al passato, nel passato erano desideri, il bilancio prevedeva nell'ambito del Piano delle opere pubbliche una serie di sogni senza risorse allocate, oggi le risorse anche in relazione ad alcuni sogni, progetti del passato vengono assegnate nei capitoli di spesa perché possa essere data a gambe a quelle richieste, esigenze e progetti. Finanziamo opere degli anni Novanta, pensate negli anni Novanta, strade, viadotti, ponti, qualche volta perché risulta difficile scardinare quel sogno immaginato in quegli anni, per poi paradossalmente trovarci ad avere centinaia di milioni di euro sul capitolo Lavori pubblici nell'ambito della messa in sicurezza del territorio delle strade eccetera non spendibili perché nel corso poi dei decenni è cambiato il mondo, intanto dal punto di vista climatico, per cui ciò che era stato pensato in quel luogo si scopre che in quel luogo oggi quell'infrastruttura, quell'edificio avrebbe necessità di importi quadrupli rispetto agli stanziamenti del passato perché oggi è HI4 zona soggetta a rischio massimo dove bisognerebbe addirittura eliminare l'edificato esistente e i soldi sono lì bloccati, fermi nell'impossibilità di fare. Abbiamo opere faraoniche e abbiamo assistito al periodo negli anni passati, beneficiando dei fondi strategici dell'obiettivo 1 per avvicinare la Sardegna, insieme ad altre regioni, alle regioni più sviluppate d'Italia ed Europa con la proliferazione di infrastrutture e gigantesche, come dire, opere a servizio di una popolazione che non c'è più in quei luoghi. Avremmo dovuto creare occasioni di lavoro, animazione, culturale, sociale, economica in quei luoghi in quei paesi dell'interno, gli abbiamo promesso un teatro da 5-600 posti senza che ormai in quel Paese ci siano più gli utenti, anche tutti insieme i residenti, per riempire i posti a sedere di alcuni teatri, piscine e via dicendo. Poi c'è l'altro elemento della sottovalutazione nell'ambito della richiesta di progetti di tutto l'iter legato alla paesaggistica, legato all'iter autorizzativo del Mibact e tanto altro che in molti casi non avendo fatto un'istruttoria preliminare, le cosiddette Conferenze di servizi informali, vengono proposte cose dove si sa già che ci sono pareri negativi che mai potranno essere superati e blocchiamo risorse anche lì. Poi blocchiamo risorse, pensate a Olbia risanamento, messa in sicurezza del territorio, 90 milioni di euro, mi pare, no, assegnati a Olbia per quanto riguarda il dissesto idrogeologico 80-90, forse anche di più con alcuni altri stanziamenti del passato si arriva forse a 110, e in questa dinamica vogliamo fare piani di risanamento, no al piano Mancini, sì al piano Mancini, sì alle sanatorie, no alle sanatorie in un dibattito come dire più da opinionisti che da legislatori, cioè norme alla mano realmente valutare cosa si può fare e cosa non si può fare, noi blocchiamo 110 milioni di euro nei luoghi dove sono morte persone. Non interloquiamo con le procure laddove ponti che dividono territori da cinque anni Oliena - Dorgali, costringendo turisti e residenti a fare il giro del mondo in Sardegna per raggiungere un luogo raggiungibile, con la sistemazione di quel ponte, in dieci minuti, e lo sanno bene i colleghi che vengono da quei territori. Non cito il Ponte di Olbia del quale abbiamo parlato vicino nella zona di Olbia - Tempio. Prevediamo investimenti faraonici per la sistemazione della 131, sistematicamente con questo postulato, quasi dogma così raggiungeremo Sassari e da Sassari, Cagliari in modo più veloce da quando son bambino tutti quei lavori ci hanno solo fatto perdere tempo nell'ambito della percorrenza di quei luoghi nelle nostre città, realizzando strade e non infrastrutture di trasporto collettivo o sistemi di trasporto collettivo noi siamo arrivati al paradosso, realizzando asfalto che il tempo di percorrenza da Sinnai centro storico a Cagliari centro storico usando quadrupedi sul finire dell'Ottocento era quarantacinque minuti oggi per raggiungere da Cagliari dal centro storico di Sinnai ci si impiega 55 - 1 ora e 05. Cioè i nostri nonni a galoppo, a cavallo impiegavano meno tempo di quanto non si impieghi oggi noi con autoveicoli privati dotati di sistemi incredibili di connessione col mondo, siamo connessi col mondo ma non riusciamo a raggiungere il luogo di lavoro in tempi rapidi. Tutti questi elementi questi e altri comportano che cosa, comportano quello che ha detto la Corte dei conti avete 2 miliardi e 200 milioni non siete in grado di spendere, non siete capaci di programmare, non è attribuibile all'assessore Fasolino, che oltretutto svolge una funzione nell'ambito del suo Assessorato di Assessore servente rispetto ad altre finalità definite da altri Assessori non è certo in capo all'Assessorato del bilancio la spesa totale della Regione, detiene il bilancio ma ad esempio una parte consistente è sanità, non c'entra nulla con le politiche direttamente connesse all'assessore Fasolino e l'assessore Fasolino non era manco assessore nella legislatura passata quindi alla fin fine non è questo. Non è questo il senso del discorso cioè attribuire le colpe a qualcuno ma valutare se non ci siano responsabilità e sottovalutazioni di tutti su questo tema nel corso degli anni, nel corso dei decenni. Perché altrimenti potremmo anche trovare la gallina dalle uova d'oro, piantare gli alberi di Pinocchio che potranno produrre monete d'oro e noi accumuleremo ulteriori risorse non spese nell'ambito di quei 2200 miliardi. Cito l'ultimo caso perché riguarda direttamente la Regione e siccome abbiamo parlato di agenzie, Area. Area ha decine e decine di milioni in pancia dal 2006, realizzazione di nuove case, abbiamo approvato il Piano casa, e realizzazione di nuove case con quelle risorse nel corso degli ultimi vent'anni zero, realizzazione di manutenzione ordinaria e straordinaria con quelle risorse già assegnate negli ultimi vent'anni, zero. La ringrazio, spero che su questi temi non si ritorni, ma si debba ritornare in modo tale da sbloccare alcune di quelle risorse ferme da decenni, per dare risposte ai nostri territori e alle genti di Sardegna, grazie.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito assetto del territorio.

FASOLINO GIUSEPPE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Grazie signor Presidente, prima ho dimenticato di ringraziare i componenti della Commissione e i componenti della Commissione dell'opposizione per averci consentito di arrivare oggi ad approvare l'esercizio provvisorio in maniera tale da poterlo fare immediatamente. E volevo parlare di alcune questioni legate al rendiconto, seppure questo rendiconto è relativo a una gestione che non è la nostra, è una gestione passata, stiamo parlando del 2018, però come detto dall'onorevole Moriconi, come ha detto l'onorevole Zedda all'interno di questa relazione da parte della Corte dei conti ci sono degli spunti interessanti che noi dovremmo cercare di fare nostri nella politica futura, nella programmazione futura delle risorse della Regione. Come già detto ieri in Commissione con il Presidente e con gli altri componenti, l'aspetto che mi ha preoccupato di più, l'aspetto che mi ha fatto riflettere di più da amministratore, da Assessore, da ex Sindaco, è quello che diceva l'onorevole Zedda, cioè il fatto che ci siano molte risorse non spese. Questa è la riflessione più importante che noi dovremmo cercare di fare e che dovremmo cercare di capire eventualmente come migliorare, perché sennò è inutile avere risorse se poi non saremo capaci di poter spendere queste risorse. La grande sfida che avremo di fronte sarà una sfida, secondo me, che possiamo vincere solo se avremo coraggio, se avremo coraggio, parlo anche come Consiglio regionale, di fare e di modificare alcune norme che stanno ingessando non soltanto la Regione nel poter spendere queste risorse, perché una parte di queste risorse che non sono spese sono le risorse che la Regione deve dare agli enti locali, e parlo ad esempio dei comuni, e che non possono spendere, e non possono spenderle, come già detto da chi mi ha preceduto: nulla osta del Mibac, della tutela del paesaggio, poi c'è l'Adis, poi c'è il VIA. Quando si spendono queste risorse? Allora, in alcuni casi, secondo me noi dovremmo cercare di fissarci degli obiettivi principali come Consiglio regionale, degli obiettivi principali che vadano al di là di quell'interesse singolo e fare in modo anche che si possa in alcuni casi commissariare per arrivare all'obiettivo, e se non avremo il coraggio di fare queste modifiche, se non avremo il coraggio di portare avanti una nuova era di riforme da questo punto di vista, noi non lasceremo il segno, nessuno lascerà il segno. Molte di queste risorse, risorse che sono anche frutto dell'accordo, non saranno neanche spese da questa maggioranza o da questo Consiglio regionale, ma se noi creeremo, riusciremo a creare i presupposti per poterli spendere, allora noi verremo ricordati, perché a prescindere da chi ci sarà queste risorse potranno essere spese. Le riflessioni che la Corte dei conti ci invita a fare, e che ringrazio, perché molto spesso viene vista con un'ottica sbagliata, ma le riflessioni che ci invita a fare la Corte dei conti sono riflessioni molto positive, che ci possono indicare qual è e quale potrà essere la strada, quale potrà essere la strada per poter raggiungere gli obiettivi, e, onorevole Manca, per non trovarci più di fronte a situazioni come quelle a cui si è trovata lei e tutta la Commissione nei giorni scorsi, e poter garantire ai sardi, ai padri di famiglia e alle madri un futuro migliore per loro e per le proprie famiglie. Grazie.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.

Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli per alzata di mano. Chi è favorevole?

(Interruzioni del consigliere Eugenio Lai)

PRESIDENTE. Allora, il voto elettronico può essere chiesto da un Capogruppo o da cinque Consiglieri, però, se lo chiedete per le prossime, va bene, abbiamo da fare dieci… non l'ha tolto nessuno, questo è un altro documento, però va bene…

(Interruzioni del consigliere Gianfranco Ganau)

PRESIDENTE. Scusate, è un altro documento.

Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). Presidente, visto e considerato che lei non riesce a comprendere come funziona il Regolamento…

PRESIDENTE. No, io lo capisco bene. Non le permetto di dire queste cose.

COCCO DANIELE (LEU). Mi scusi, mi faccia finire l'intervento e poi mi risponde. Siccome il Regolamento dice che se un Capogruppo o cinque consiglieri chiedono la votazione elettronica, sinché lo stesso Capogruppo, o un altro Capogruppo, o altri cinque consiglieri non chiedono di sospenderla, rimane attiva la richiesta di votazione elettronica. Quindi, da questo momento, chiediamo la votazione elettronica per tutta la giornata.

PRESIDENTE. Mi permetto di segnalarle che non è come dice lei, però per questo documento la votazione si farà elettronicamente come da lei richiesto in quanto Capogruppo, per gli altri documenti potrà intervenire il Capogruppo o cinque consiglieri per chiedere la votazione elettronica.

Passiamo all'esame dell'articolo 1.

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Per dichiarazione di voto, Presidente. Intanto per annunciare il voto d'astensione, naturalmente non è rivolto all'assessore Fasolino che presenta il documento, anche perché stiamo parlando del rendiconto 2018, quindi non certo attribuibile all'assessore Fasolino, ma per le cose che ho detto poc'anzi. Cioè, non ho condiviso alcune politiche di bilancio dei decenni passati. Il secondo elemento è che la Regione Sardegna contrae un mutuo negli anni passati. Quanto è, Assessore, la spesa del mutuo contratto? Abbiamo 2 miliardi e 200 milioni bloccati e abbiamo contratto un mutuo per centinaia di milioni. È giusto dire che un 15 per cento di quel muto è stato speso? E quindi abbiamo contratto un mutuo, per fortuna, grazie ai dirigenti del settore bilancio, senza parte corrente di pagamento di rate sul mutuo contratto, per fortuna si fece quella scelta. Abbiamo 2 miliardi e 200 milioni bloccati di spesa per investimenti, e abbiamo chiesto altre centinaia e centinaia di milioni di euro di mutuo non spesi. È un corto circuito che sta determinando una patologia del sistema, noi dobbiamo trovare il medico e la cura in tempi brevissimi. Infine, un'unica cosa che non condivido totalmente è l'aspetto di individuare come problematica l'iter dei lacci e lacciuoli, vincoli, è preferibile affrontarli a monte, sapendo che questi lacci e lacciuoli dati da iter autorizzativi complessi esistono ed esisteranno, perché noi non supereremo mai, non supereremo mai i limiti dati dalle leggi statali, non potendo legiferare in materia, cioè sull'iter che riguarda alcuni aspetti. Semmai possiamo concordare con lo Stato come alleggerirli, e faccio un esempio, e chiudo, Presidente. Voi siete conosce a conoscenza del fatto che per installare un ascensore pubblico nell'ambito della mobilità alternativa sia necessario un progetto, un'aggiudicazione dei lavori, un ingegnere che firma la certificazione legata all'oggetto ascensore che si vuole installare, un altro ingegnere che firma e che controlla i lavori, un responsabile unico del procedimento che firma e controlla, un ingegnere che firma e autocertifica l'aspetto dell'essere stato realizzato a regola d'arte. Terminato questo iter

PRESIDENTE. Prego, concluda.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). …alla Provincia, successivamente alla Regione per quanto di competenze c'è un altro ingegnere che firma, dopo la Regione lo manda al Ministero, il Ministero lo manda a un suo settore tecnico che cura la procedura per l'installazione degli ascensori. Dopodiché questo iter non va da quell'ambito ministeriale, quell'agenzia ministeriale al Comune, no, da quell'agenzia al Ministero, dal Ministero alla Regione, dalla Regione al Comune, dal Comune all'impresa che fa, in questo ginepraio non si capisce più chi è responsabile, se succede qualche cosa, e i tempi, dopo l'installazione di un oggetto, prima di vederlo attivato, trascorrono due anni. Su questo, che è una piccola cosa rispetto al resto, ma l'ho fatto come esempio per comprendere che a mio parere sono cose che non sono note neanche nell'ambito ministeriale, di questa farraginosità della burocrazia, poi un giorno parleremo dell'assenza dei burocrati che dovrebbero firmare e sbloccare con rapidità, e fare bandi con rapidità, perché anche l'assenza di professionalità nei comuni sta ovviamente integrando quell'aspetto di ritardi e non spendita delle risorse. Grazie.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 1.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame Dell'articolo 2. Poiché nessuno è iscritto a parlare su questo articolo, lo metto in votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 2.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 3.

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda Per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie, Presidente, intervengo per completezza del ragionamento. L'ufficio è l'USTIF, quello del Ministero, e di questi altri aspetti noi potremmo dipanare prendendo ad esempio alcune cose, cosa suggerisco all'Assessore, mi permetto di suggerire all'Assessore, intanto i 2 miliardi, e mezzo ormai, perché se mettiamo dentro anche il mutuo ci saranno sicuramente alcune voci di maggiore evidenza economica, no, beh, io partirei da quelle fossi in lei, cioè, cos'è che sta bloccando numeri consistenti nell'ambito dei 2200 miliardi? Perché, a mio parere, ci saranno alcune voci di quel tipo, cioè alcuni finanziamenti ingenti su alcune infrastrutture strategiche bloccate, ma nella maggior parte dei casi, come avrebbe detto e parafrasando Totò, "è la somma che fa il totale", cioè l'Assessore si ritroverà di fronte a mille rivoli, rigagnoli di finanziamenti erogati a pioggia in modo, come dire, incontrollato, che portano tutti dello stagno, nella palude del blocco della spesa, quello che dovrebbe fare l'Assessore, questo è il suggerimento, è non guardare ai rivoli e ai rigagnoli, ma controllare la palude, perché se è vero che quei mille rivoli portano a una creazione così ingente di risorse per investimenti non spese, è da lì che si deve partire a ritroso per capire l'origine di quei progetti, il fatto che siano o fossero realmente realizzabili, perché in molti casi, è stato detto dall'Assessore e dalla dottoressa Marchioni l'altro giorno, abbiamo anche nell'ambito delle perenzioni rimodulato spesa che avremmo dovuto sottrarre per riaggiudicare spesa anche a quei progetti fermi da vent'anni, perché è difficile togliere i soldi ovviamente a un ente per poi scoprire tra altri dieci anni di dover fare ulteriori rimodulazioni nell'ambito delle perenzioni per poterle riattribuire, boh, sempre agli stessi per non spenderli. Questo è il lavoro che, a mio parere, andrebbe fatto, Assessore, per avere un monitoraggio costante della spesa e capire qual è il problema o i problemi che stanno generando questa impossibilità di spesa pubblica nell'ambito della nostra Regione, che ne avrebbe una grande necessità invece di accelerazione della spesa. Grazie.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

FASOLINO GIUSEPPE, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Onorevole Zedda, condivido quello che stava dicendo, e quando parlavo di coraggio intendevo dire proprio questo, perché dovremmo avere la capacità e il coraggio di definanziare qualcosa che non può arrivare alla fine, dovremmo avere il coraggio di capire che cosa può essere portato avanti, cosa può raggiungere l'obiettivo, e cosa invece continuiamo a rifinanziare e a continuare a rifinanziare perché abbiamo paura magari di un attacco politico, e invece dobbiamo avere il coraggio di prendere l'iniziativa e, secondo me, una soluzione potrebbe essere una cabina di regia, in maniera che si valutino quali sono le cause, quali sono i progetti che possono essere portati a termine e invece quelli che bisogna avere il coraggio di interrompere. Grazie.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 3.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 3.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 4.

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie, Presidente, intervengo per dichiarazione di voto. L'altro elemento è non scaricare sugli enti intermedi tutte le responsabilità, perché la casistica è molto differente. In molti casi noi abbiamo una strutturazione degli Uffici tecnici dei piccoli comuni pensati in funzione della popolazione residente. Il Sindaco, mio collega, di Santu Lussurgiu, ha un Paese molto bello, con ricchezze inestimabili nel territorio, nell'ambiente, nel centro storico, con produzioni enogastronomiche di qualità, l'Ufficio Tecnico del mio collega Sindaco di Santu Lussurgiu è composto da una figura, se va in malattia, ma così altri colleghi eh, se va in malattia non si può ammalare, bisogna fare una legge per vietare a questi singoli eroi che sono distribuiti sul territorio di ammalarsi, cioè devono essere sani per legge, perché altrimenti si bloccano i comuni; non può assentarsi! Hanno centinaia e centinaia di giorni di ferie arretrate delle quali non potranno mai godere, e con le nuove norme non potranno neanche essere monetizzate; ricordate, un tempo era possibile monetizzare le ferie non godute. Quindi non vanno in ferie, non si devono ammalare, ma il sindaco di Santu Lussurgiu mica governa solo il Paese di Santu Lussurgiu, ha attorno a sé un territorio immenso rispetto alle dimensioni del paese, e così altri colleghi presenti. In teoria andrebbe proporzionata, la capacità di personale del Comune di Santu Lussurgiu e di tutti gli altri, in funzione non solo dell'abitato, ma in modo percentuale in funzione del territorio che devono governare, perché è vero che nell'ambito dell'edificato urbano, o nell'ambito dell'edificato nei nostri comuni, quell'ufficio svolge un ruolo che tutto sommato può soddisfare, non certo con una persona, le esigenze dell'edificato, ma tutto il territorio che potrebbe generare con vocazione agricola, occupazione e sviluppo sicuramente non riuscirà a governarlo nell'iter autorizzativo, nel disbrigo delle pratiche, nelle richieste autorizzative, manco potrà incontrare tutti i soggetti che hanno intenzione di investire perché le ventiquattro ore, salvo una modifica legislativa, anche quel singolo dipendente di quel singolo ufficio in quel piccolo paese ha disposizione ventiquattro ore, non ne ha di più nell'arco della giornata. E allora l'idea di ripensare la Regione in funzione dello sblocco della spesa, a beneficio dell'assunzione di personale, della dotazione di risorse, delle nuove funzioni da attribuire alle Province e ai Comuni è funzionale per sbloccare i 2 miliardi e mezzo di euro, perché altrimenti non vedremo la luce in fondo al tunnel, augurandoci che non si tratti di un treno.

PRESIDENTE. Metto quindi in votazione l'articolo 4 con votazione elettronica.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 4.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 5.

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie Presidente, mi ricollego sempre nell'ambito del ragionamento fatto a quel che diceva prima l'assessore Fasolino circa le cabine di regia. Io suggerirei di non utilizzare il nome, cambiamolo il nome, perché io quando sento qualcuno, negli anni passati anche, che mi diceva apriremo un tavolo qualche volta avrei avuto il desiderio di rovesciarlo, perché abbiamo aperto mille tavoli, in questi tavoli non si è mai apparecchiato, nessuno si è mai seduto e soprattutto i sardi non hanno mai mangiato il pane quotidiano che quei tavoli avrebbero dovuto produrre, quindi suggerirei di eliminare questi termini. E più o meno le norme consentono di fare che cosa? Nell'ambito, ad esempio, della rete metropolitana di Sassari, dell'Unione dei Comuni, delle Province - vediamo e vedremo in che formulazione numerica e di sostanza - e nell'ambito della Città metropolitana di Cagliari potrebbero essere incardinati, solo con professionalità assunte a tempo indeterminato e di alto profilo, quel che già oggi la norma consente di fare, cioè le stazioni appaltanti. Sottraendo le competenze ai comuni? No, prendendo, come abbiamo fatto noi nella Città metropolitana di Cagliari, come non può fare, per l'assenza di articolazione, la rete metropolitana di Sassari che dovrebbe essere dotata di strutture e competenze per poterlo fare, che se il Comune di Alghero, a Sassari, o il Comune di Sestu, a Cagliari, o un'Unione dei Comuni distribuita nell'ambito del territorio, Olbia-Tempio o altri, adesso non sto a farla lunga citando tutti i Comuni della Sardegna che son 377, ma dovesse motu proprio, su un desiderio espresso dal Sindaco, dall'Amministrazione, dire "Guarda io non ci riesco". Il Comune di Santu Lussurgiu per un'opera strategica di questo tipo non riesce a sistemare quella strada. Siccome tu, Provincia, stai sistemando, perché oggi finalmente gli hai dato gambe, funzionano, in un mondo ideale però speriamo che questo accada anche nella realtà, io ti delego anche su quella strada per fare un unico appalto e per operare. Badate, l'ha fatto la Regione Sardegna anche con noi con alcuni comuni. Quando ha scoperto, la Regione, che la sistemazione del parcheggio di via Caprera, di proprietà della Regione, è fermo da dieci anni, che dava una valvola di sfogo non solo ai dipendenti della Regione e degli Assessorati attorno, ma anche ai residenti e a coloro che si recavano nell'ambito del quartiere di Stampace bassa, la Regione finalmente si convinse di non fare l'opera all'interno dei lavori pubblici, ma delegò il Comune di Cagliari. Si può fare, non è che non si possa fare. Alcuni, la rete metropolitana di Sassari, sono esclusi. Alghero non può delegare all'ufficio strategico di programmazione una opera pubblica di questo tipo. Cogliendo le parole dell'Assessore a mio parere bisognerebbe fare una cosa così. Grazie.

PRESIDENTE. Onorevole Zedda, al termine dei suoi discorsi, che sono sempre molto interessanti, se potesse anche dire le dichiarazioni di voto.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Mi astengo, come prima. Grazie.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 5.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 6.

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie Presidente. Nell'ambito sempre della spesa dei lavori pubblici uno degli elementi molto importanti, purtroppo, e drammatici è quella della messa in sicurezza del territorio, cioè la salvaguardia della vita delle persone, e anche lì dotarsi di priorità. Se il territorio è in queste condizioni una delle priorità deve essere quella della messa in sicurezza del territorio. In che modo? Favorire la prevenzione e non lavorare nell'emergenza, perché l'emergenza porta con sé, in assenza di prevenzione, costi ulteriori solo per correre al riparo dei danni prodotti dall'assenza della prevenzione e quindi darsi anche nell'ambito degli interventi strategici priorità, mettendo risorse insieme, non dico per risolvere tutti i problemi, ma almeno iniziare a scardinarne qualcuno. Acqua. Grandi pensatori, non certo io che penso poco ed esprimo pochissimo, sostengono che nell'ambito dell'operazione dell'utilizzo di risorse pubbliche si dovrebbe guardare alla vita nella sua quotidianità, la vita delle persone. Cioè le cittadine e i cittadini la mattina quando si alzano, ognuno di noi ha la necessità di un approvvigionamento energetico di vario genere e varia natura, gas, luce; successivamente ha la necessità di acqua corrente. Noi abbiamo Comuni che non hanno l'acqua potabile. Sassari! Cioè, ce la raccontiamo in modo bonario, la stessa condizione che si trova nei Paesi dell'Africa, dell'Asia e in alcune realtà del Centro Sud America. Noi parliamo di grande sviluppo di grandi strategie, del dotare le città di chissà quali infrastrutture di rete, tecnologiche, poi apri il rubinetto e in alcune realtà della nostra isola non puoi bere l'acqua del rubinetto, a favore della plastica, a favore della spesa per le famiglie. Quindi, governare le priorità in funzione della vita delle persone, si investa sulla sicurezza del territorio, sull'approvvigionamento idrico e la messa in sicurezza delle reti e dei sottoservizi dove eroghiamo acqua per 100 metri cubi, arriva in quell'abitazione e nelle altre abitazioni un 30 per cento dell'acqua erogata. Usiamo energia elettrica per immettere acqua in condotta, sprechiamo energia e sprechiamo acqua. Un altro profilo è quello del rifiuto, anche il più virtuoso nell'ambito della quotidianità, la persona più virtuosa, produce un rifiuto. Quindi il terzo tema è quello dei rifiuti. Magari la loro lavorazione, perché se oggi il sistema dei rifiuti è quello…

Il voto è di astensione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 6.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 7.

Poiché nessun iscritto a parlare lo metto in votazione.

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Presidente, un terzo elemento che caratterizza, nell'annunciare il voto di astensione su questo articolo, è quello legato ai rifiuti. Perché noi governiamo il sistema dei rifiuti in questo modo? Perché il Piano nazionale dei rifiuti è quel che è, perché il piano regionale dei rifiuti è quel che è, e perché tutti gli altri si devono adeguare a questi. Perché non abbiamo infrastrutture all'avanguardia per avere quel che in altre realtà d'Europa e del mondo, non tante, poche, ma che insomma stanno sperimentando nuovi sistemi avviene, cioè la lavorazione, la separazione successiva, che alla fine arrecherebbe anche minor impegno e una semplificazione della quotidianità per i cittadini nell'ambito della differenziazione. E poi l'insediamento su luoghi strategici per la lavorazione dei rifiuti. È valutato magari il fatto che in alcuni ambiti quel rifiuto non abbia una capacità per basso numero di tonnellate di produrre, generare occupazione per quanto riguarda la lavorazione di questi, anche fare quel che fa la Germania, ad esempio, che compra e lavora rifiuti differenziati per generare occasioni di lavoro e di sviluppo, oltre che energia. Quarto elemento, la mobilità, ogni cittadina e cittadino, anche il più sedentario, ha necessità di uno spostamento quotidiano per motivi di studio, di lavoro, per il tempo libero, anche il più sedentario. E il quinto elemento, che un tempo non esisteva, le reti tecnologiche, perché sono strettamente connesse all'aspetto della mobilità. Cioè l'anagrafe online con la possibilità di ottenere un certificato anagrafico per 1.600.000 sardi, cosa che in alcune realtà della nostra isola è già operativa, determina il fatto che 1.600.000 sardi non sarebbero costretti a recarsi in un ufficio pubblico per ritirare lo stato di famiglia. Cioè il non costringere il privato cittadino per colpa del pubblico a uno spostamento inutile nell'ambito della sua giornata, si risparmiano risorse, si risparmia tempo, si risparmiano incidenti stradali che limitano e limiterebbero la spesa sanitaria. L'altro elemento, per arginare costi e produrre benefici, è il quarto, che ho citato, la mobilità.

La spesa, chiamate l'Assessore alla sanità, e chiedete qual è l'ammontare del costo per la Sanità pubblica del primo soccorso ospedaliero, nel pronto soccorso, degli incidenti stradali in Sardegna, scoprirete che il costo della sanità pubblica dovuto agli incidenti stradali è di centinaia e centinaia di milioni di euro. Il disavanzo era di 70 milioni ricordo, il disavanzo di spesa pubblica nell'ambito sanitario era di 70 milioni nel 1919, coperto con l'operazione Accordo Stato-Regione. Investire nell'ambito della mobilità sostenibile significa non solo salvare vite umane, ma salvare risorse, e non sprecarle, della sanità pubblica, migliorare le condizioni di vita dal punto di vista ambientale, della salute dei cittadini per quanto riguarda le patologie legate all'ambito del respiro delle persone, quindi tutti gli apparati, e via dicendo. Cioè mi sarebbe piaciuto vedere il Piano regionale di sviluppo per capire se nel Piano regionale di sviluppo sono idee del Presidente della Regione, oppure dobbiamo farci noi portatori di questi idee in assenza di colui che dovrebbe realizzarle. E, infatti, inaugureremo una nuova stagione di post su Facebook: "Posta la proposta", in assenza della vostra. Perché siccome non c'è un'idea, ma mica proveniente da voi, con voi io parlo, so che avete idee, ma vengono frenate, bloccate. "Chetare, sopire", avrebbe detto il conte zio! Perché nulla cambi, tutto rimanga immobile, guai a toccare, scardinare, rimuovere, modificare, perché si rischia di avere qualcuno contro, di ledere l'interesse, e magari anche di lavorare. Perché siamo arrivati al paradosso che nell'inerzia della Regione e del suo Presidente, penso che sia affetto da una grave malattia, cioè se guarda agli altri lavorare si stanca….

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 7.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 8.

Poiché non ho iscritti a parlare lo metto in votazione.

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Presidente, il voto è di astensione. Per quanto riguarda poi quale dovrebbe essere, a mio modestissimo parere, d'altronde esprimo la mia opinione mica quella altrui, il faro, la guida, la Stella Maris, la stella che dovrebbe guidare il navigante anche nella tormenta, magari avendo anche fari a disposizione per non andare a sbattere sugli scogli. Il tema che oggi riguarda ed è in discussione nelle assemblee parlamentari, nell'ambito delle programmazioni dei Governi, in ambito europeo, financo nell'Assemblea generale dell'ONU. Tanto che una ragazzina di 16 anni è stata individuata come la donna più influente del 2019, Greta Thunberg, una che né più né meno si piazzava davanti alla sede istituzionale del suo Governo e manifestava tutti i venerdì. È diventata, ponendo una questioncina mica da niente, la donna più importante al mondo. Su quale aspetto? Voi ricordate il film "The day after Tomorrow", L'alba del giorno dopo, è di qualche anno fa, della seconda metà degli anni Duemila. A un certo punto in quel film uno scienziato, di una parte minoritaria nell'ambito della scienza, segnala al Vicepresidente degli Stati Uniti che i cambiamenti climatici, nell'arco di alcuni decenni, potrebbero portare alla distruzione del pianeta. Il Vicepresidente gli Stati Uniti risponde che gli Stati Uniti non possono permettersi di invertire la rotta rispetto al sistema di sviluppo economico, che dal punto di vista ambientale non è rispettoso dell'ambiente, che è la linea tracciata; successivamente questo scienziato va dal Vicepresidente degli Stati Uniti e gli dice "scusa, ci siamo sbagliati", e quello risponde "ah, hai visto che ti sei sbagliato". "No, mi sono sbagliato nel senso che mancano 365 giorni all'ora X", cioè al finimondo, non inteso come agitazione di bambini pestiferi ma proprio la fine del mondo. A quel punto, nonostante il Vicepresidente degli Stati Uniti e poi il Presidente di Stati Uniti non concordino su queste tesi, accadono sconvolgimenti per cui prendono fuoco foreste in giro per il mondo. Guardate cosa sta accadendo in Australia: la temperatura dell'Australia in questi giorni è 45,5 gradi, sta prendendo fuoco una parte consistente del sud dell'Australia; stanno utilizzando gli elicotteri pescando l'acqua dalle piscine perché non riescono a star dietro, andando nei luoghi e nei bacini dove…

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Zedda, il tempo a sua disposizione è terminato.

Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 8.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, l'articolo 8.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 9.

Poiché nessuno è iscritto a parlare, metto in votazione l'articolo 9.

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Sempre nell'ambito del racconto che dovrebbe essere la nostra guida nell'ambito delle programmazioni future, annunciando il voto di astensione, in quell'occasione prendono fuoco porzioni importanti della terra. Che cosa è accaduto questa estate? Ha preso fuoco l'Amazzonia, lasciamo perdere poi che fosse doloso o meno, però prende fuoco la Siberia e l'Alaska. A un certo punto nel film (quindi guardate il paradosso, era un film definito fantascientifico e catastrofico: fantascienza, come se vedessimo domani i marziani in giro per le nostre città), a un certo punto nei luoghi dove un tempo d'inverno bisognava coprirsi inizia a fare a caldo (guardate cos'è accaduto questa estate nelle grandi capitali del Nord Europa, dove c'erano 30, 35, 40 gradi); a un certo punto si sciolgono i ghiacciai (guardate che cosa sta accadendo da qualche decennio). Film fantascientifico, fantascienza! A un certo punto maremoti, tornado, cose impressionanti. Guardate l'allerta meteo dell'altro giorno, è stata definita dai meteorologi "Ciclone extra tropicale", una contraddizione in termini, non siamo ai tropici e abbiamo un ciclone tropicale, perché? Perché anche nell'ambito della nostra protezione civile - nostra, non degli Stati Uniti - l'ambiente è così tanto importante e dovrebbe guidarvi nell'ambito delle strategie future e della spesa futura della Regione, che persino i meteorologi ci dicono che i cicloni ai quali noi stiamo assistendo hanno le stesse caratteristiche di quelli tropicali, non sanno come definirli e li definiscono tropicali, peccato che ci troviamo in mezzo al Mediterraneo. A fronte di tutto questo - vi ricordate a un certo punto: glaciazione, invasione dell'acqua a New York - io suggerirei, nel nostro piccolo, in Sardegna, sull'innalzamento dei mari, che la guida, il faro, l'obiettivo e le risorse, gli sforzi e le idee siano e debbano andare nella direzione della salvaguardia ambientale e della produzione di lavoro, occasioni nuove, coinvolgimento di nuove professionalità, perché quelle ragazze e quei ragazzi che stanno manifestando, se non dovessero trovare grazie a noi domani posti di ingegneri ambientali… perché è chiaro che avendo quella sensibilità si iscriveranno in facoltà che li formeranno in quelle…

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Zedda, il tempo a sua disposizione è terminato.

Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 9.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 9.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 9 bis.

Poiché nessun è iscritto a parlare, metto in votazione l'articolo 9 bis.

Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Dichiaro il voto di astensione, lo dico con minore enfasi e con maggiore serietà…

(Interruzione)

Non ho capito, ho sentito, sicuramente in italiano scorretto, conoscendo la provenienza, però non ho sentito. Ho una certezza sull'assenza dell'italiano parlato e scritto, non lo so né mi interessa…

PRESIDENTE. Prego, onorevole Zedda, vada avanti.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Ero impegnato ieri notte nella lettura di "Barthélemy lo scrivano", racconti di Melville, quindi oggettivamente passare da Melville a un'altra persona, lo troverei di cattivo gusto.

PRESIDENTE. Onorevole Zedda.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Per quanto riguarda quelle ragazze e quei ragazzi che manifestano, verosimilmente domani, mica tra tanto visto che sono studenti liceali o di istituti tecnici e professionali, esprimeranno il desiderio… lo dico perché sottovalutare questi aspetti può portare alla stessa sottovalutazione dell'onda d'urto positiva all'indomani degli attentati contro Falcone e Borsellino. I miei coetanei, io stesso, ci iscrivemmo in massa in Giurisprudenza sull'onda del dover far qualcosa per il Paese, alcuni per mantenere la memoria di quei sacrifici, altri per poter lavorare nell'ambito del rispetto del diritto, altri ancora per svolgere la funzione nell'ambito della magistratura, avendo l'ambizione di percorrere la strada di altri grandi che sono stati i servitori del Paese e hanno perso la vita. Sottovalutare questi aspetti significa sottovalutare che queste ragazze e questi ragazzi che manifestano, domani si iscriveranno in facoltà di quel tipo: o troveranno luoghi di occupazione strettamente legati a quelle tematiche, oppure noi continueremo a perdere anche quella generazione della Sardegna, perché avendo quella formazione, quelle competenze e quelle professionalità andranno dove l'ambiente e quelle loro professionalità potranno essere spese anche per avere un lavoro, un'occupazione e una vita degna di essere vissuta. Grazie.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 9 bis.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Votazione finale.

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie Presidente, non sono solito svelare la fine del film è cosa sgradevole e quindi vi lascio come dire, ma molti lo avranno anche visto. Sempre per quanto riguarda le tematiche ambientali, siccome non si ha il garbo di tacere e si parla a sproposito quel racconto di Melville Barthélemy lo scrivano quando gli veniva chiesta una cosa contro la legge o che non si poteva fare rispondeva "preferirei di no". Io vorrei sapere, Presidente, e suggerirei di iniziare con anche delle sedute di formazione politica e nell'ambito delle nostre funzioni come esercitarle, vorrei sapere se nell'ambito di una tematica ambientale molto preoccupante cioè la peste suina vi siano Capigruppo di maggioranza che hanno parlato al telefono durante operazioni in corso, durante operazioni in corso governate dalla Procura della Repubblica, col nucleo attivato dalla Regione che era presente in loco se qualche Capogruppo di Maggioranza ha parlato per cercare, carpire, tentare di sospendere un intervento in corso sulla peste suina. Non so se è chiara la gravità del fatto. Sicuramente non a colui che l'ha fatto. Ma deve essere chiaro a tutti noi, lo dico perché rimanga perché quando non si ha il garbo di tacere ci saranno altri che parleranno e diranno parole di verità, grazie Presidente, a buon intenditor poche parole.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno dei legge 96/A.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Discussione e approvazione del bilancio di previsione delle entrate e delle spese del Consiglio regionale della Sardegna per gli anni

2020-2022

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del progetto di bilancio provvisorio di previsione delle spese interne del Consiglio per l'anno 2020-22; relatori i questori Piu e Lancioni.

Invito i consiglieri questori a prendere posto nei banchi della Giunta.

Dichiaro aperta la discussione generale.

Poi interrompiamo e riapriamo alle 16.

È iscritto a parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie Presidente, sul bilancio del Consiglio esprimo semplicemente un'opinione; mi pare che sia stato coinvolto nella relazione l'onorevole Piu, in assenza di altri componenti questori, mi pare. Io penso che non sia, come dire, opportuno cogliere la buona volontà di un Consigliere di opposizione avendolo coinvolto nell'ambito della relazione sulle spese del Consiglio e tra l'impegno dell'onorevole Piu per la relazione e la data odierna aver approvato l'assunzione di personale esterno in quella formula. Perché l'onorevole Piu quando è stato coinvolto nella relazione su questo testo non era a conoscenza, e non poteva relazionare, e non ha condiviso, perché ha votato contro, la scelta operata giusto l'altro giorno con il personale ai Gruppi. E ci troviamo nell'ambito del paradosso cioè una parte consistente del futuro che riguarderà la spesa del Consiglio in assenza di certezza sulla diminuzione di spesa degli organi statutari Presidente, Giunta, Consiglio viene formulata, nella parte riguardante il Consiglio, da un consigliere di opposizione coinvolto precedentemente ma stravolto l'oggetto successivamente con l'intervento sul personale ai Gruppi. E questa cosa non va bene o rimane a saldi invariati a norme identiche, se si inserisce un argomento nuovo, che non era oggetto della relazione in precedenza perché non conosciuto, e non poteva essere conosciuto, penso che sia inopportuno aver coinvolto un consigliere, un nostro collega di opposizione nella relazione del denaro che viene, vero governato da tutti loro, ma è anche vero che noi non governiamo, soprattutto con questo aspetto, con questa modifica, con questo cambio, e in assenza di una porzione di rappresentanti dei questori in seno all'Assemblea che sistematicamente hanno votato contro, non entro nel merito del perché abbiano votato contro negli anni precedenti, però so perché hanno votato contro negli anni precedenti e quindi questo aspetto meriterebbe un approfondimento, grazie.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del bilancio interno del Consiglio per gli anni 20-22.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Il Consiglio regionale è convocato questo pomeriggio alle ore 16, grazie.

La seduta è tolta alle ore 13 e 57.