Seduta n.34 del 18/12/2019 

XXXIV SEDUTA

Mercoledì 18 dicembre 2019

(ANTIMERIDIANA)

Presidenza del Presidente MICHELE PAIS

La seduta è aperta alle ore 11 e 08.

MELE ANNALISA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 29 novembre 2019 (33), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Pietro Moro e Antonio Piu hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 18 dicembre 2019.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Comunico che è stata pubblicata sul BURAS n. 52 del 5 dicembre del 2019 la sentenza della Corte costituzionale n. 232 del 13 novembre 2019 nella quale si dichiarano inammissibili le questioni di legittimità costituzionale dell'articolo 6, comma 6, della legge regionale 5 novembre 2018, n. 40, concernente: "Disposizioni finanziarie e seconda variazione al bilancio 2018-2020".

Annunzio di presentazione di proposte di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le proposte di legge numero 80, 81, 82, 83, 84, 85, 86, 87, 88, 89, 90, 91, 92.

Annunzio di presentazione di proposta di legge nazionale

PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la proposta di legge nazionale numero 5.

Risposta scritta a interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle interrogazioni numero 146, 173, 176 e 177 (in data 3 dicembre 2019); 52, 55, 95, 97 e 103 (in data 11 dicembre 2019).

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

MELE ANNALISA, Segretaria. Sono state presentate le interrogazioni numero 224, 226, 227, 228, 229, 230, 231, 232, 233, 234, 235, 236, 237, 238, 239, 240, 241, 242.

Annunzio di interpellanze

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.

MELE ANNALISA, Segretaria. Sono state presentate le interpellanze numero 76, 77, 78.

Annunzio di mozioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.

MELE ANNALISA, Segretaria. Sono state presentate le mozioni numero 118, 119, 120, 121, 122, 123, 124, 125, 126, 127, 128, 129, 130.

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della mozione numero 123.

Dichiaro aperta la discussione.

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). L'altro giorno, nel corso della riunione della quarta Commissione, alcuni colleghi della maggioranza hanno sollevato il tema che si stava trattando, ad esempio la materia del PUL e la norma urbanistica, e altre questioni di questo genere, e non invece, e non era stata accolta dai Capigruppo, la richiesta in relazione alla discussione che da mesi avevamo richiesto, tutti, diversi Gruppi, per quanto riguarda continuità aerea e marittima, innalzamento delle tariffe per un 30 per cento per quanto riguarda la continuità marittima, l'assenza di collegamenti aerei. Vi invito, con la strumentazione che è in nostro possesso, a cercare di prenotare un volo per Roma o per Milano per il 27, il 28, il 29, il 30, il 31, l'1 di gennaio, oggi, a dieci giorni di distanza, ma anche quindici, venti giorni fa già era difficilissimo trovare un volo. Noi abbiamo avuto quale risposta dall'onorevole Giagoni - presente l'onorevole Cossa, che ricorderà la discussione anche animata, e animata, devo dire la verità, non da noi come opposizione, ma animata da un componente della maggioranza - l'onorevole Giagoni ha detto che non si è voluto escludere l'argomento della continuità, è stato preso un accordo nella Conferenza dei Capigruppo di non caricare, avendo già un ordine del giorno nutrito con proposte importanti, vedasi quella di ARGEA e altre questioni che dovremmo affrontare nel corso della giornata odierna e dei giorni successivi, quindi non è stata aperta una possibilità e non sono state date possibilità di discussione di mozioni, ordini del giorno che avrebbero appesantito l'ordine dei lavori e avrebbero potuto mettere in discussione la possibilità di ragionare, riflettere e affrontare i temi urgenti che abbiamo nell'ordine del giorno odierno e delle giornate successive. Neanche terminato il discorso del Capogruppo della LEGA, sui nostri telefonini è arrivata l'integrazione dell'ordine dei lavori del Consiglio odierno con la mozione che si vorrebbe, che lei ha annunciato, Presidente, ovviamente iscritta all'ordine del giorno, di voler discutere. Questa cosa ha irritato ulteriormente gli elementi… la mozione, scusi, il referendum

PRESIDENTE. No, non c'è nessuna integrazione, la convocazione del Consiglio… non c'è nessuna integrazione.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Sì, era già prevista così.

PRESIDENTE. Perfetto.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Però l'hanno coinvolta in una discussione un attimo. La fase è stata questa, il presidente Giagoni ha detto che lei con i Capigruppo, in modo legittimo, ci mancherebbe, avreste deciso di non inserire mozioni, ordini del giorno nella discussione odierna per non appesantire i lavori, e quindi non rischiare di pregiudicare la possibilità che il Consiglio potesse affrontare temi come ARGEA e altri molto importanti, oltretutto è all'esterno che vengono attese risposte successivamente rispetto all'approvazione di questi temi. Non è riuscito neanche a concludere il ragionamento l'onorevole Giagoni in quarta Commissione che sui nostri telefonini è arrivato l'ordine del giorno come deciso, non con integrazioni, come deciso da voi, con la mozione sul referendum. Questa cosa ha irritato ulteriormente, vi ho detto, parte della maggioranza, in particolar modo un esponente della maggioranza, tanto che c'era il rischio di mandare deserte alcune Commissioni per questi aspetti; che cosa è stato richiesto? Almeno così ci è stato detto, sentito lei, Presidente, l'accordo era… dovrebbe aver sentito lei l'onorevole Giagoni qualche giorno fa durante i lavori della quarta Commissione, perché a noi il Capogruppo della Lega ha riferito questo: ho sentito il Presidente all'inizio della seduta, quella odierna, sospendiamo la seduta in modo tale che i Capigruppo si possano vedere per affrontare un tema che sta esplodendo, cioè quello della continuità aerea e marittima; quello della continuità marittima per quanto riguarda le tariffe dal primo gennaio, quello della continuità aerea per quanto riguarda le problematiche che possono essere affrontate e risolte, perché è già nell'ambito della continuità e delle norme che la regolano la possibilità per noi di richiedere, pretendere e ottenere ulteriori voli. Detto questo, Presidente, io non so se lei nota le assenze, e quali assenze, dovute a tanti elementi: a proposte di legge firmate dalla Commissione, presentate dalla Commissione perché irricevibili quelle della Giunta, altri sempre dello stesso Gruppo per questo motivo, perché sono persone, componenti, onorevole, nostri colleghi di quel Gruppo e di quei Gruppi che hanno sollevato la questione della continuità aerea e marittima…

PRESIDENTE. Onorevole Zedda, ha avuto ampio spazio, la sua proposta è?

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Quello che era stato concordato e che c'era stato detto, e cioè che all'inizio della seduta odierna vi sareste visti come Capigruppo per portare all'attenzione un tema come quello della continuità aerea e marittima. A me stupisce che lo si debba fare noi, Presidente, lei coi Capigruppo, perché l'Assessore e il Presidente hanno le possibilità, come lei sa, di sentir lei e chiedere la convocazione urgente per tematiche urgenti.

PRESIDENTE. Onorevole Zedda, se lei avesse chiesto all'inizio del suo intervento la sospensione per una Conferenza dei Capigruppo certamente… poi, solamente per dal punto di vista tecnico, è vero che in Conferenza dei Capigruppo si era deciso di non inserire mozioni tranne quella che riguarda i referendum, ma perché era l'unico modo per portare all'attenzione dell'Aula quello che è un vulnus della legge del 1970, cioè si tratta di un atto dovuto a seguito della approvazione della richiesta di referendum abrogativo, quindi di fatto anche se si tratta formalmente di mozione, di fatto era il modo per portare attenzione dell'Aula un tema che andava a completare il procedimento di approvazione del referendum abrogativo, così com'è stato fatto in occasione delle trivelle. Quindi mi pare di capire che a nome del Gruppo Progressisti l'onorevole Zedda chieda una sospensione per fare una Conferenza dei Capigruppo; mi sembra di capire questo. Il Consiglio è sospeso…

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Non ha capito, non la sto chiedendo.

PRESIDENTE. Non lo sta chiedendo? Guardi, io ho capito benissimo, se lei ovviamente ritira la richiesta io capisco anche, però… prego, concluda onorevole Zedda.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Ha detto bene lei quando ha ripreso la parola, avrei chiesto dall'inizio, senza fare un racconto di tutto quello che era accaduto, la sospensione; no! Io volevo stigmatizzare che noi avevamo questo tipo di accordo, ci siamo sentiti, ci siamo visti, ci sono queste problematiche, se volete discutere la mozione sul referendum non ci sono problemi, gli aerei e le navi attenderanno. Grazie.

PRESIDENTE. No no, il Consiglio è sospeso per una Conferenza di Capigruppo, così come richiesto.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Noi non l'abbiamo richiesta.

PRESIDENTE. Ho capito, onorevole Agus, mi sembra comunque che ci sia questa esigenza quindi il Consiglio è sospeso per una Conferenza dei Capigruppo.

(La seduta, sospesa alle ore 11 e 37, viene ripresa alle ore 12 e 03.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori d'Aula. Comunico che la Conferenza dei Capigruppo per assenza di parte dei Consiglieri non si è tenuta, quindi non è stato possibile inserire il punto all'ordine del giorno così come sarebbe stato opportuno e sollecitato anche dall'onorevole Zedda Massimo.

Questione sospensiva

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dario Giagoni. Ne ha facoltà.

GIAGONI DARIO (LEGA). Grazie signor Presidente. Ai sensi dell'articolo 86 del Regolamento del Consiglio chiedo che la mozione all'ordine del giorno venga discussa venerdì come primo punto. Grazie.

PRESIDENTE. Perfetto, quindi è una questione sospensiva.

Metto in votazione per alzata di mano. Chi la approva alzi la mano.

(Interruzioni)

GANAU GIANFRANCO (PD). Votazione elettronica!

PRESIDENTE. Per alzata di mano…

LAI EUGENIO (LEU). Elettronico!

PRESIDENTE. Per alzata di mano… chi è favorevole… scusi no, onorevole Salaris stia in aula. Chi è favorevole alzi la mano.

COCCO DANIELE (LEU). No, voto elettronico!

(Interruzioni e proteste dai banchi dell'opposizione)

PRESIDENTE. Chi è favorevole alzi la mano…. chi è favorevole alzi la mano. Chi è contrario… chi è contrario…

(È approvato)

Benissimo, il Consiglio approva.

(Proteste dai banchi dell'opposizione)

Il Consiglio approva, quindi passiamo al secondo punto all'ordine del giorno.

Allora l'articolo 86 non prevede il voto elettronico.

(Proteste dai banchi dell'opposizione)

Benissimo, la maggioranza…

GANAU GIANFRANCO (PD). E allora contate!

PRESIDENTE. Il Segretario deve contare, non devo contare io.

LAI EUGENIO (LEU). Ci dica quanti erano i favorevoli senza contare lei!

PRESIDENTE. Non devo contare io. Non devo contare io! Di qua a voi ho chiesto chi era contrario nessuno ha alzato la mano. Nessuno ha alzato la mano!

GANAU GIANFRANCO (PD). Appunto! Manca il numero legale!

(Proteste dai banchi dell'opposizione)

PRESIDENTE. Non è possibile chiedere il numero legale…

LAI EUGENIO (LEU). Quanti erano?

PRESIDENTE. Basta il numero legale, scusate.

LAI EUGENIO (LEU). Non c'era!

PRESIDENTE. Il numero legale c'era! Il numero legale c'era! Il numero legale viene contato con tutto il Consiglio. Benissimo, andiamo avanti quindi…

(Interruzione del consigliere Eugenio Lai)

PRESIDENTE. Non c'è nessuna votazione elettronica.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Voi siete a pezzi!

(Vive proteste dai banchi dell'opposizione)

PRESIDENTE. Benissimo. In discussione procediamo col secondo punto all'ordine del giorno, la proposta di legge numero 58/A firma Mula e più.

(I consiglieri dell'opposizione abbandonano l'aula per protesta)

PRESIDENTE. Il Consiglio è sospeso per la verifica del numero legale.

(La seduta, sospesa alle ore 12 e 07, viene ripresa alle ore 12 e 09.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori d'aula.

Discussione generale, votazione e approvazione del passaggio all'esame degli articoli della proposta di legge Mula - Giagoni - Cocciu - Sechi - De Giorgi - Mura. Modifiche alla legge regionale 9 gennaio 2014, n. 2 (Razionalizzazione e contenimento della spesa relativa al funzionamento degli organi statutari della Regione) (58/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della proposta di legge numero 58/A.

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Francesco Mula, relatore di maggioranza.

MULA FRANCESCO (PSd'Az), relatore di maggioranza. Possiamo iniziare?

PRESIDENTE. Prego, può iniziare onorevole Mula.

(I consiglieri dell'opposizione riprendono posto in Aula)

MULA FRANCESCO (PSd'Az), relatore di maggioranza. Grazie Presidente, diamo lettura della relazione che va in Aula per la proposta di legge numero 58, "Razionalizzazione e contenimento della spesa relativa al funzionamento degli organi statutari della Regione".

La proposta di legge numero 58, recante modifiche alla legge regionale 9 gennaio 2014, numero 2, "Razionalizzazione e contenimento della spesa relativa al funzionamento degli organi statutari della Regione", trasmessa alla prima Commissione in data 10 ottobre, è stata inserita nell'ordine del giorno dei lavori della stessa il 24 ottobre 2019. Il testo, licenziato a maggioranza nella seduta del 13 novembre, è frutto di un lavoro iniziato circa cinque mesi fa. Si è cercato di fare un lavoro di massima condivisione con tutti i consiglieri regionali della maggioranza e dell'opposizione. Il testo originale è stato, infatti, modificato sulla base delle indicazioni, delle osservazioni e delle proposte di modifica di tutti i Gruppi consiliari. L'obiettivo è poter dare la possibilità a personale competente che non sia solo dipendente della pubblica amministrazione, trattandosi comunque di rapporti fiduciari, di partecipare… scusate…

PRESIDENTE. Onorevole Mula prego.

MULA FRANCESCO (PSd'Az), relatore di maggioranza. …di partecipare alle attività in seno ai gruppi consiliari. Inoltre i Gruppi potranno avvalersi delle competenze di personale proveniente da tutto il territorio regionale. Dall'ampio confronto effettuato tra le forze politiche di maggioranza e opposizione derivano le numerose modifiche rispetto al testo del proponente. In particolare come modalità alternativa al comando ai fini della scelta del personale di supporto dei Gruppi si fa riferimento al contratto a tempo determinato in base al modello offerto dall'articolo 90 del decreto legislativo 267/2000 relativo agli uffici di supporto agli organi di direzione politica, la cui disciplina viene in parte mutata. Rispetto alla proposta originaria, inoltre, sono stati previsti limiti ancora più stringenti in ordine al numero delle unità di personale assunto con contratto a tempo determinato e al relativo trattamento economico, sempre all'interno della sovvenzione di cui all'articolo 8, comma 1, lettera b, della legge 3 della legge numero 2 del 2014. Inoltre le previsioni inerenti ai rapporti di convivenza more uxorio, parentela e affinità che impediscono, in base alla proposta di legge numero 58, la stipulazione del contratto a tempo determinato nel testo licenziato dalla Commissione sono considerate cause ostative anche al comando presso il Gruppo consiliare. È stata infine aggiunta la possibilità per il personale assegnato al Gruppo di svolgere la propria attività anche attraverso accordi individuali di lavoro agile, smart working. Questa, Presidente e colleghi, è la relazione della quale io ne ho dato lettura, vorrei fare due considerazioni veloci, Presidente, nel senso che questa proposta di legge che ha avuto dico un iter abbastanza lungo, ma lungo nel senso che si è cercato di dare, non solo voce, ma anche le giuste attenzioni e osservazioni per quanto riguarda le proposte arrivate da tutti i Gruppi consiliari e infatti mi sono anche attrezzato di portare tutte le modifiche che in questo periodo sono state apportate a tutti i vari disegni di legge o proposte di legge che sono transitati in Commissione e per le quali sono state fatte tutta una serie di osservazioni. Credo di aver raccolto tutto quello che poteva essere inserito in legge, di aver fatto una proposta di legge anche abbastanza snella, la considerazione che vorrei fare, e lo dico ai colleghi, soprattutto ai colleghi del PD con i quali ci siamo confrontati spesso, che questa non è un'esigenza che riguarda un Gruppo consiliare, ma un'esigenza che riguarda tutti i Gruppi consiliari e che comunque abbiamo trovato le giuste soluzioni per evitare situazioni, così come sono successe in passato, dove i Gruppi consiliari possono avere a loro disposizione fondi pubblici sui quali possono dare comunque delle disposizioni. I contratti verranno fatti dal Consiglio, e il Consiglio provvederà a retribuire, quindi i Gruppi consiliari di fatto non dovranno toccare un euro, per dirla proprio in gergo, cercando anche e soprattutto di permettere a personale valido e competente di poter essere, uso questo termine, arruolato dai Gruppi consiliari, personale che può arrivare da più parti dell'isola e che comunque possono dare quel contributo fattivo a quella che è l'attività istituzionale dei Gruppi.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Massimo Zedda, relatore di minoranza.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti), relatore di minoranza. È da mesi e mesi che discutiamo e pare essere la questione più importante da portare all'attenzione nostra e dei Sardi, di come aumentare la dotazione di personale presso i Gruppi consiliari. Il testo del proponente intenderebbe apportare una serie di modifiche all'articolo 9 della legge regionale numero 2 del 2014. Titolo della legge: "Razionalizzazione e contenimento della spesa relativa al funzionamento degli organi statutari della Regione."

Penso che tutti quanti possano concordare sul fatto che il termine "contenimento della spesa" abbia all'interno del suo significato, per quanto attiene le nostre attività e quel che faremo per il futuro, di diminuire la spesa pubblica. Di chi? Del Presidente della Regione e di tutto lo staff che è composto da Ufficio di Gabinetto, portavoce, segreteria, consulenti, addetto e addetti stampa, direttore generale della Presidenza e altre figure nominate intuitu personae o in generale il complesso della spesa in capo alla Presidenza. Così come per la Giunta, altro organo statutario, è per il Consiglio regionale. Ovviamente il calcolo che andrebbe fatto è se e cosa impedisce di poter capire se la legge è rispettosa di questo punto preliminarmente prima di affrontare qualsiasi tema e qualsiasi aspetto che riguardi il merito della proposta.

Se questo è il titolo della legge, la valutazione deve essere l'attività che noi stiamo ponendo in essere confrontando la spesa di Presidenza, Giunta e Consiglio, reca davanti alla spesa, approvato questo provvedimento, un segno più o un segno meno? È stata contratta spesa da parte di altri organi statutari, Giunta e Presidenza oppure è stata aumentata la spesa? Tenendo conto che la nostra spesa anche volendo essere benevoli su questa proposta è a saldo zero, cioè non riduce nulla, anzi per tutti i meccanismi ovviamente dati dal contratto collettivo nazionale di lavoro aumenta spesa e sappiamo tutti che il budget assegnato, l'importo assegnato ai Gruppi è già stato sforato. È chiaro che la valutazione e il confronto dovrebbero essere fatti con la spesa a regime futuro e con la spesa a regime passato, perché l'analisi solo sul 2019 è fuorviante rispetto alla vicenda della razionalizzazione e riduzione della spesa in relazione al fatto che nel 2019 i ritardi delle nomine degli Assessori, dopo mesi e mesi la Giunta è stata completata con la nomina di altri sei Assessori e conseguente nomina degli staff, lo stesso Presidente ha tardato nella nomina del personale direttamente riconducibile alla Presidenza, lo stesso Consiglio ha tardato rispetto all'insediamento nell'ambito della chiamata in comando di dipendenti da impegnare presso i Gruppi consiliari. Quindi il monitoraggio della spesa deve essere fatto, per quanto riguarda il futuro e il passato, tenendo conto ovviamente dei costi a regime.

Questa assenza di possibilità di valutare la diminuzione dei costi degli organi statutari, crea e determina il venir meno del presupposto contenuto nel titolo della stessa legge che si intende emendare, cioè la legge verrà impugnata su questo aspetto e non sarà produttiva di effetti. È pur vero che nell'ambito della dotazione di risorse degli organi statutari garantendo saldi invariati o meglio ancora prevedendo una contrazione della spesa di risorse pubbliche, la stessa dotazione potrebbe essere anche utilizzata riducendo i costi per missioni, aggiornamento, cerimoniale dei diversi organi statutari, spostando le risorse risparmiate a favore dell'assunzione di personale. Allo stato dell'arte è impossibile avere una certezza su questi elementi. A titolo d'esempio, nell'ambito della legislatura passata il direttore generale della Presidenza era un dipendente della Regione, dirigente, chiamato a svolgere le funzioni di direttore generale della Presidenza, nell'ambito della legislatura passata il Presidente della Regione aveva esercitato, in base ai poteri e in base alle possibilità date dalla norma, la possibilità piena di poter usufruire di un 20 per cento di quota di dirigenti esterni.

Questo è stato fatto anche in questa legislatura, il Presidente della Regione, nelle nomine dei direttori generali degli Assessorati ha usufruito della possibilità massima per quanto riguarda le nomine dei dirigenti esterni. Il direttore generale della Presidenza non viene contemplato nell'ambito dei dirigenti esterni perché è una figura terza che è incardinata nell'ambito di un altro organo statutario, aver nominato il direttore generale della Presidenza come figura esterna e non interna alla Regione, ha già determinato un effetto, per quanto riguarda la legge in oggetto, "Razionalizzazione e diminuzione della spesa" di almeno un più 120.000 euro, 130-140, insomma quel che è, cosa che non conosco nel dettaglio, l'importo dell'indennità dello stipendio del Direttore Generale della Presidenza. Se è così noi abbiamo già il venir meno del presupposto che consentirebbe l'attivazione di questa tipologia di personale nell'ambito dei Gruppi. Ancora. Per quanto riguarda altri elementi, mi sono soffermato soprattutto su questo perché è la ratio, è lo spirito iniziale della legge che viene negato con questi aspetti che ho citato, valgono poi a titolo di promemoria il possibile ripetersi delle drammatiche vicende che hanno riguardato le legislature 2004-2009, 2009-2014, con il coinvolgimento della quasi totalità dei consiglieri regionali eletti in quel periodo, l'applicazione di misure cautelari, l'apertura di centinaia di indagini, l'eco nell'opinione pubblica di queste vicende che hanno prodotto un ulteriore distacco tra le istituzioni, le cittadine e i cittadini sardi, tanto da varcare i confini dell'isola e produrre effetti negativi per la nostra terra in tutta l'opinione pubblica nazionale. Le indagini non mossero i primi passi dall'analisi dei conti correnti di ognuno di noi o dei gruppi, ma dalle denunce del personale all'epoca impiegato presso gli stessi gruppi, con modalità di assunzione che ora si intenderebbe replicare in una forma diversa rispetto alle assunzioni del passato, ma pur sempre con un sistema che vedrebbe la persona assunta alle dipendenze del gruppo in un rapporto di subordinazione tale da alterare la serenità del lavoratore, a differenza di quel che accade oggi coi comandati. Il dipendente comandato presso il gruppo non può essere messo sotto ricatto, perché nel momento del ricatto non perde il posto di lavoro ma ritorna nell'amministrazione di appartenenza in quanto incardinato, o in un ente locale, in un'agenzia nell'ambito della articolazione della Regione, e quindi ha una possibilità di reagire, di tutelarsi, data dal fatto che non verrebbe eliminato il rapporto di lavoro, e quindi anche un beneficio economico, ma si considera libero perché non dipende la propria carriera, il proprio lavoro, il proprio stipendio, dalla buona volontà o dall'intuitu personae del consigliere regionale di turno. A questo si aggiunge che il sistema che si intenderebbe attivare, non supportato da pareri, analisi tecnico normative, condivisione con altre istituzioni, prevede un sistema misto pubblicistico e privatistico non coerente con l'ordinamento vigente, tanto è vero che gli stessi funzionari, alti dirigenti, del Consiglio regionale esprimono su questa legge che voi vorreste proporre una preoccupazione altissima. Termino e salto gli altri aspetti che ho sottolineato nell'ambito della relazione di minoranza. Portate a soluzione non diciamo tutti, neanche la metà, ma almeno uno o due delle vicende che impediscono la crescita e lo sviluppo della nostra terra, a questo punto si sarebbe potuto sostenere da parte della maggioranza di Governo di centrodestra la necessità di un maggior supporto rivolto agli onorevoli e alle onorevoli facenti parte del Consiglio regionale, anche nell'intrapresa economica privata, nell'ambito delle professioni, il titolare dello studio o dell'impresa assume nuovo personale nel momento in cui si rende conto che la propria capacità di lavoro e quella dei suoi dipendenti hanno a tal punto dispiegato la loro forza, e solo allora provvede, l'imprenditore, il professionista, con difficoltà e sacrificio, all'assunzione di nuovo personale.

Nell'ambito dell'opinione pubblica che osserva la pochezza della nostra attività, matura questo convincimento, se non si lavora non si capisce che necessità ci sia di un aumento dei costi e di spesa pubblica a supporto di chi non fa nulla.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Presidente, ma intanto io vorrei ringraziare il collega Zedda perché devo dire che anche in Commissione ha portato il suo contributo, con il quale abbiamo cercato di limare questa proposta di legge, e diciamo sulla base delle esperienze vissute di trovare i giusti correttivi che si possono apportare in una proposta di questo tipo. Però non è corretto quando si parla di aumento di spesa pubblica, perché comunque, caro collega, quando io mi porto in comando un dipendente della pubblica amministrazione, una Pubblica Amministrazione se ha intenzione di funzionare in un certo modo può prendersi un'altra figura. Quello che è successo oggi, se noi andiamo a vedere, quanti dipendenti del Comune di Cagliari noi abbiamo in comando presso i nostri Gruppi politici? Tanti! Può permettersi il Comune di Cagliari di restare senza copertura di tutte queste figure che son venute a lavorare da noi?

Non credo! Se poi noi vogliamo giocare sul fatto che io metto una Pubblica Amministrazione nelle condizioni di non potersi assumere nessuno e quindi eventualmente noi possiamo avere dei risparmi perché comunque quell'amministrazione non va a coprire quel posto vacante, questo è tutto aleatorio, non c'è risparmio. Poi un'altra cosa, io credo che noi abbiamo a che fare, e i capigruppo di tutti i gruppi politici presenti in Consiglio regionale io credo che siano persone serie, dove uno che ci arriva dalla pubblica amministrazione gli diciamo questo non può essere ricattato, perché è stato usato questo termine, e quindi in qualsiasi momento può dire "io me ne torno a lavorare da dove son venuto", e invece uno che arriva dal mondo civile, che magari ha anche una sua professione, magari non è regolarizzato, magari mille questioni, possono arrivare a lavorare da noi col presupposto che noi li dobbiamo ricattare? Per me è offensivo! Ma è offensivo per quanto riguarda me in prima persona da Capogruppo, che io non mi permetterei mai di ricattare un dipendente che viene a lavorare da noi. Io penso che noi abbiamo a che fare con persone serie e oneste, e che hanno a cuore anche queste figure che possono venire dalla Gallura, possono venire da Nuoro, che si fanno tanti di quei chilometri per poter venire qua, forse secondo la loro capacità, professionalità, e curriculum, magari a due lire. Eppure possono venire qui, perché se non gli diamo la possibilità anche a queste persone di iniziare un percorso lavorativo, che è a termine ripeto. Le famose inchieste sui gruppi, caro collega Zedda, e lei si ricorderà, ma noi l'abbiamo vissuto quel periodo, è vero che è nato da un presupposto di questo tipo, però poi è uscito fuori dell'altro, e il rapporto fiduciario vuol dire che riguarda non solo il dipendente che arriva dalla pubblica amministrazione, ma anche queste figure private. Se un dipendente della Pubblica Amministrazione domani non corrisponde a quelle che sono le esigenze di un gruppo, gli viene detto tranquillamente a fine mese tu tornerai da dove sei arrivato, perché facciamo a meno anche della tua prestazione di lavoro. Perché è un rapporto fiduciario, quindi ce l'abbiamo già quello oggi che regola l'attività dei gruppi sul rapporto fiduciario, i capigruppo indicano naturalmente su proposta dei vari colleghi le figure, però sempre un rapporto fiduciario è, anche per i dipendenti della pubblica amministrazione che adesso abbiamo in carico.

Se andiamo a vedere la situazione dei vari gruppi, io posso certificare quello che riguarda il PSd'Az, noi abbiamo già cinque figure, forse riusciremo a prendere due ipoteticamente, forse due, non è che sta succedendo il cataclisma, la preoccupazione di qualcuno, adesso con questa legge quelli che arrivano dalla pubblica amministrazione vengono licenziati. Io penso che se uno è bravo e nell'attività di gruppo si è reso non solo disponibile, ma ha portato dei risultati, quel gruppo non ne può fare a meno. E io so benissimo che i vostri gruppi hanno delle figure che sicuramente non saranno certo licenziate approvando questa legge, non saranno certo licenziati, quindi questa paura che è stata messa in giro del tipo "una volta approvata questa legge, tutti a casa", ma di che cosa stiamo parlando? Io posso certificare, i cinque che abbiamo resteranno, perché sono persone capaci e valide.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Presidente, ci sono due aspetti da considerare, il primo riguarda l'agibilità dei gruppi politici e dei consiglieri regionali. Questo è un tema importante, che è il tema oggi in discussione. Freedom House, la società che a livello mondiale monitora il livello della democrazia, dà un punteggio alla democraticità dei sistemi parlamentari anche considerando la possibilità per i parlamentari di avere un proprio staff, quindi è qualcosa che, non solo non è considerato a livello mondiale in maniera negativa, è considerato in maniera positiva, anzi è una condizione strettamente legata alla democraticità di un Paese, perché esistono Stati che hanno parlamenti di facciata, i cui parlamentari non avendo la possibilità nemmeno di dotarsi di un ufficio non sono in grado di svolgere appieno il loro lavoro e, di fatto, nemmeno, come accade per le opposizioni, di controllare l'operato dei governi.

L'agibilità oggi è pienamente assicurata, perché il sistema in funzione oggi che regola il personale dei Gruppi è un sistema che permette ai Gruppi di lavorare, di avere personale altamente qualificato, di avere a disposizione unità lavorative che conoscono il lavoro dell'Amministrazione pubblica, e in particolar modo il lavoro della Regione, perché non è un mistero il fatto che buona parte dei comandi attivati nei Gruppi consiliari venga dal ruolo unico, su cui questo Consiglio regionale è anche chiamato a legiferare. Per cui l'agibilità non è un problema, viceversa quel sistema, quindi il sistema che permette ai Capigruppo di indicare chi portare in comando dalla pubblica amministrazione, nasce per evitare meccanismi che hanno già fallito in passato, che farebbero dormire sonni poco tranquilli a molti di noi, non perché ci sia la coscienza sporca o si debbano fare per forza i processi anche alle intenzioni, ma perché in passato quei meccanismi hanno fallito: non si parla di quei Consigli regionali per gli atti approvati dal Consiglio, purtroppo quei consiglieri regionali e quelle legislature sono passati alla notorietà pubblica per vicende diverse, in cui purtroppo l'opinione pubblica ha fatto anche di tutta l'erba un fascio, mettendo insieme magari casi in cui realmente c'erano colpe e casi in cui un'interpretazione errata di regolamenti, che al tempo non erano neanche pienamente conosciuti da tutti, ha portato poi appunto a crearsi dei problemi, problemi che io come Capogruppo vorrei evitare. È anche per questo che, a prescindere dalla norma che oggi approverà il Consiglio regionale, sarà intenzione del nostro Gruppo mantenere lo status che ancora è vigente, con i collaboratori che provengono dal ruolo regionale o delle agenzie o dagli enti locali, e che appunto garantiscono al Gruppo l'agibilità e il lavoro di cui, credo sia anche evidente, si trova riscontro nei tanti atti presentati in questo inizio di legislatura. Alla fine aver trovato una quadra ci aiuta ed è anche una dimostrazione di come il sistema, seppur perfettibile, consente a chi lo vuole di lavorare e di essere in grado di produrre anche atti di un livello normativo superiore a quelli sinora prodotti dalla Giunta regionale, lo dico senza falsa modestia anche per complimentarmi pubblicamente con il personale che è impiegato all'interno dei Gruppo dei Progressisti e dell'opposizione e in questa prima parte di legislatura è stato in grado in alcuni casi di produrre testi normativi poi sposati da tutti, che in alcuni casi hanno fatto cambiare idea anche alle forze della maggioranza, visto che invece quelli prodotti dalla Giunta non erano dello stesso livello.

Quindi io non penso che attingendo dall'esterno i nostri Gruppi avrebbero personale molto più preparato di quello che già opera, sono invece certo che attingendo dall'esterno i Capigruppo, io sicuramente, avrebbero qualche mal di testa in più, che cerco di evitare visto che ne ho già altri.

Riguardo l'aspetto del personale in comando però ci tengo a sottolineare una cosa: buona parte del personale impiegato viene dal ruolo unico regionale; il ruolo unico regionale ha visto negli ultimi due anni un numero enorme di dipendenti fare la progressione orizzontale all'interno della stessa categoria, è chiaro che i funzionari son quelli che più di altri si trovano ad avere un rapporto di comando con i nostri Gruppi, ebbene il parametro fissato dalla norma regionale fissa di fatto al livello D1 il rimborso, la partita di giro che viene poi corrisposta dal Consiglio all'Amministrazione regionale. I D1 in Regione sono merce rara, perché soltanto gli ultimi assunti fanno parte di quella categoria funzionale, avendo buona parte dei dipendenti fatto la progressione, il rischio per i nostri Gruppi è che mantenendo immutato lo staff rispetto all'anno scorso e rispetto anche alle legislature passate, non siano sufficienti le risorse per coprire quei costi, risorse che coprono né più né meno una semplice partita di giro: son dipendenti, insomma, che percepirebbero di più rimanendo nel proprio Assessorato regionale piuttosto che andando a lavorare per un Gruppo consiliare. Quindi su questo una riflessione credo sia necessaria, appunto perché dobbiamo muoverci tra questi due ambiti: da un lato il contenimento della finanza pubblica, perfettamente assicurato non con l'assunzione esterna ma con il comando di un dipendente pubblico, in modo da evitare alla radice la possibilità di problemi di natura diversa o di rapporti di lavoro che possono finire davanti a un giudice del lavoro, per capirci, dall'altra garantire l'agibilità permettendo ai Gruppi consiliari di scegliere il proprio personale, purché appunto nell'ambito di chi ha un rapporto di lavoro con la pubblica amministrazione, e scegliere appunto tra il personale preparato in grado di svolgere pienamente i compiti che in un Gruppo consiliare sono necessari. Quindi l'auspicio è che nel prossimo periodo, prima della Finanziaria, si lavori anche a questo problema per evitare che il contenimento della spesa, auspicio che tutti noi formuliamo, poi abbia delle ripercussioni negative nel lavoro dei Gruppi consiliari. Noi lavoriamo, poniamo molta attenzione sugli atti approvati dalla Giunta regionale, sugli atti che ogni giorno vengono approvati dagli assessorati e dalle direzioni generali, per fare questo tipo di lavoro, che crediamo sia utile a tutta la comunità e non solo a quella che ha votato per i nostri partiti, crediamo sia necessario avere personale preparato e a quello sicuramente vogliamo non rinunciarci.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Desirè Manca. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRÈ (M5S). Grazie Presidente. Leggo testualmente: "Qualora i Gruppi consiliari intendano avvalersi di personale comunque esterno alla pubblica amministrazione dotato di specifiche e adeguate capacità culturali e professionali connesse alle attività istituzionali dei componenti dei Gruppi consiliari, il Consiglio regionale attiva la sovvenzione di cui all'articolo 8, comma 1, lettera b), a favore dei Gruppi a copertura dei contratti sottoscritti dai rispettivi Presidenti dei Gruppi e affidati alla gestione degli stessi per il tramite di un soggetto terzo gestore il cui costo è coperto dalla medesima sovvenzione. Il personale reclutato ai sensi del comma 7 bis non è contrattualizzato oltre i limiti temporali della legislatura e si attiene all'interno della sede istituzionale al codice comportamentale stabilito dall'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale. Ai fini della valutazione della congruità degli oneri derivanti dalla contrattualizzazione dei soggetti di cui al comma 7 bis, con il limite massimo della sovvenzione di cui all'articolo 8, comma 1, lettera b), fa fede il costo del contratto comprensivo di ogni altro onere fiscale o previdenziale discendente dall'applicazione della disciplina giuridica in materia di rapporto di lavoro".

La proposta in discussione oggi ha, come dire, un sapore antico, rappresenta un salto nel tempo, siamo tornati indietro fino a dicembre del 2013. Il testo del quale ho appena dato lettura, e che con ogni probabilità è la fonte dalla quale si è dissertato chi oggi rinnova, seppur con alcune modifiche, la proposta, era contenuto nella proposta di legge che la Prima Commissione consiliare licenziò il 23 dicembre 2013 e faceva parte del disegno di legge, che poi sarebbe diventato legge regionale numero 2 del 9 gennaio 2014. Quella proposta allora fu respinta dall'Aula e le motivazioni rimangono di stretta attualità. Tralasciando il lato economico, che lascia invariato il tetto di spesa per i Gruppi, vi è assolutamente una questione di opportunità. Quella legge, anche ma non solo, fu scritta, mediata e portata in Aula nel periodo del picco di indignazione popolare per lo scandalo dei fondi ai Gruppi; scandalo che oggi appare, o meglio può apparire, affievolito mi domando e vi domando: oggi è opportuno, non corretto dal punto di vista legislativo, ma opportuno da parte nostra aprire le porte ad assunzioni esterne alla pubblica amministrazione? Quali sono le professionalità che non si riescono a trovare nella pubblica amministrazione regionale? Siamo proprio certi che le contingenze del momento, che portano alla scelta di rivolgersi ai soli dipendenti delle pubbliche amministrazioni, che vorrei sottolineare come tali hanno superato un pubblico concorso e danno una certa garanzia di competenza, non siano più attuali? Sarà il curriculum a garantire la comprovata professionalità ed esperienza del fortunato candidato o come i maliziosi potrebbero sospettare, considerati gli argomenti che andremo a trattare nelle prossime ore, prevarrà la nomina di tipo fiduciario - politico? I presupposti non sono dei migliori, mi è capitato di leggere di opportunità per giovani laureati, di stage all'interno della struttura e mi domando, così come se lo domanderebbe qualsiasi cittadino: la previa verifica dei requisiti professionali, citata nell'articolo 7, è vincolante rispetto all'intuito personale? Chiunque di noi può rispondere intellettualmente a queste domande e saprà anche quella che è la via che per noi è da percorrere, grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie Presidente, riprendo la parola per quanto riguarda alcune sollecitazioni in particolar modo provenienti dall'intervento dell'onorevole Mula. Nel mio intervento e nella relazione mi sono attenuto al compito di valutare in base alla legge che si intende emendare se vi sia o meno una violazione dei principi della stessa con aumento di spese, assenza di razionalizzazione o meno. Non percorrerei, fossi in voi, la strada, attivata dall'onorevole Mula col suo intervento, della valutazione dei costi che in gergo tecnico son quelli di saldi di finanza pubblica, cioè se la valutazione è solo ed esclusivamente quella della razionalizzazione e risparmio di spesa degli organi statutari noi abbiamo tre soggetti istituzionali che sommati devono determinare un risparmio per poter attivare la legge, a saldi invariati arriverei a dire diminuiti tenendo conto che la legge dice "diminuzione e razionalizzazione". Per ipotesi, ipotesi di scuola, potrebbe essere addirittura prodotta una riduzione di spesa di un euro rispetto all'annualità precedenti per essere totalmente in sintonia con lo spirito della legge. Non so se sono stato chiaro, se invece si intende paragonare non i tre organi statutari ma il complesso della spesa pubblica degli enti e del personale dal quale il personale stesso proviene, gli enti locali, Comuni, come è stato detto prima, a quel punto andiamo nella direzione di una certezza di aumento di spesa pubblica nel saldo di spesa pubblica generale. È chiaro che aver portato in seno al Consiglio regionale, ai Gruppi meglio dire, 60 dipendenti ha sottratto 60 dipendenti nell'ambito della pubblica amministrazione. Non vengono più pagati dall'amministrazione di appartenenza vengono pagati col fondo in dotazione presso il Consiglio regionale di 60 milioni di euro. Se invece io consento che alcuni dei comandati rientrino nell'ambito dei Comuni, agenzie, enti o apparato regionale ho un aumento di spesa, perché a quel punto quel dipendente verrà pagato dall'amministrazione di appartenenza, comune, agenzie eccetera e ho contestualmente una non variazione in diminuzione di spesa presso il fondo di 60 milioni in Consiglio regionale, perché questo? Perché non regge la tesi: sì ma il Comune comunque deve sostituire quella persona con un altro. Non lo fa nessuno perché altererebbe la capacità di assunzione di personale a tempo indeterminato nella programmazione triennale legata ai concorsi. Quindi il personale che viene attribuito per comando al Consiglio regionale nell'ente di appartenenza, nel Comune di appartenenza non viene sostituito, quindi non altera il saldo generale di spesa pubblica. Suggerirei di non affrontare questo tema. L'altro elemento è: ricordiamoci che per venire a capo di una vicenda legata al personale a suo tempo impiegato presso i Gruppi in Consiglio regionale si dovette approvare una stabilizzazione in Regione, in deroga all'articolo 97 della Costituzione, che prevede che le assunzioni nel pubblico impiego avvengano mediante concorso. Il personale stabilizzato era stato a suo tempo assunto dalla politica senza alcuna possibilità di trasformare quel rapporto di lavoro in un rapporto a tempo indeterminato e invece avvenne il contrario. Il messaggio dato all'esterno alle migliaia di ragazze e ragazzi che attendevano un'opportunità di lavoro è stato diseducativo e lo sarà ancora, tale da determinare l'impressione che solo il legame con un politico o con la politica possa generare un futuro di lavoro e che l'assenza di questo rapporto e questo legame con la politica possano invece pregiudicare ogni e qualsiasi sbocco occupazionale. Queste ed altre considerazioni nell'ambito della discussione sul provvedimento ci portano innanzitutto a esprimere una preoccupazione circa le possibili evoluzioni negative insite nella proposta di legge e una contrarietà supportata dalle ragioni esposte, dall'assenza di un'attenta analisi, dai dubbi formulati dalla struttura del Consiglio regionale, che non applicherà mai questa norma! E che non ha avuto la possibilità di valutare il testo e i possibili effetti dello stesso. Un milione 639 mila 591 sono i sardi residenti in Sardegna, diviso per 60 Consiglieri regionali, 27 mila 326 è la proporzione consigliere popolazione residente attribuita nella divisione. Nessuno nega che essendo una proporzione di un medio grande Comune per l'entità sarda ogni consigliere abbia bisogno di un supporto tecnico e di personale per l'attività che svolge, nessuno di noi intende negare la necessità che i rappresentanti della volontà popolare e le assemblea elettive e coloro che ricoprono importanti funzioni al servizio della Regione e del Paese debbano essere messi nelle condizioni di poter svolgere il compito assegnato supportati da personale e professionalità adeguate, all'impiego, alle funzioni e alla qualità del lavoro per il quale siamo stati chiamati. Stona però che a fronte dell'aumento del 30 per cento dei costi del trasporto per le navi, a fronte dell'inerzia dell'Assessore e del Presidente della Regione sull'attività che già potrebbe essere in capo a loro semplicemente con una lettera e anticipata da una telefonata, grazie alla continuità territoriale per dotare la Sardegna nelle vacanze natalizie, così come previsto dalla continuità, di un numero maggiore di voli, è un mese che non si riesce a trovare un volo da Cagliari per Roma, da Alghero per Roma, da Olbia per Roma e viceversa. È una cosa vergognosa! E noi discutiamo del personale dei Gruppi. Stona, rispetto alla situazione di totale stagnazione dell'attività del Presidente della Regione e della Giunta regionale riguardo alla scarsità di lavoro fin qui dimostrata dal Consiglio regionale, sia in termini qualitativi e quantitativi relativamente all'assenza di leggi a beneficio delle cittadine e dei cittadini, all'acuirsi di vecchi problemi e al sorgerne di nuovi, il fatto che l'unica proposta più e più volte portata all'attenzione di noi tutti afferisca al personale dei Gruppi che verrà letta dall'opinione pubblica come l'ennesimo privilegio per pochi a danno di tanti. Suggerisco, Presidente, in particolar modo a lei, di fare queste valutazioni. È chiaro a tutti che la maggioranza, lei stesso che è dotato di un ufficio, anche di personale presente, potrebbe non avere una necessità di questo tipo, di ulteriore personale, e comunque il provvedimento non riguarda lei direttamente, così come la maggioranza ha la possibilità di attivare tramite gli Assessorati, e perché governa, 6000 dipendenti, non 60 presso i Gruppi, in teoria, è chiaro a tutti che è l'esigenza in primis dell'opposizione che non ha questa possibilità. Ma le chiedo, Presidente, per lei e per l'istituzione che rappresenta, di fare un'attenta analisi con le professionalità che l'affiancano e sono alla sua sinistra, perché non capisco perché lei debba porsi l'onere e le difficoltà di sottoscrivere sessanta contratti di natura privatistica con un controllo in capo al Presidente del Gruppo e il venir meno del rapporto fiduciario istituito dal Presidente del Gruppo che determinerebbe lo scioglimento di quel contratto, ma firmato da lei. Immagini lei se quel che dicevo prima, Presidente, cioè della negazione del principio che è l'incipit della legge, razionalizzazione e riduzione della spesa, lei dovesse firmare contratti valutati nulli successivamente per assenza di riduzione di spesa. Le norme di diritto del lavoro e le sentenze, la giurisprudenza e la dottrina sono concordi nel sostenere che non si può recuperare la somma da colui che ha prestato l'attività di lavoro, ma si debba andare a ricercare colui che ha attivato procedure di assunzione in violazione delle norme di legge. Io suggerisco, Presidente, in particolar modo a lei, non solo per la sua persona e per i rischi, ma per i rischi per l'istituzione, di fare un'attentissima valutazione con le persone che sono alla sua sinistra, che sono seriamente preoccupate, e io immagino anche la sua di preoccupazione nella valutazione attenta di questo provvedimento che non ha eguali in tutto il territorio del Paese. Cosa accade nelle altre Assemblee legislative, ma lì scatta il terrore, la paura di manovrare risorse coi fondi ai Gruppi attivando conti correnti di fatto riconducibili al Presidente e al tesoriere com'era un tempo, perché lì ha ragione l'onorevole Mula, l'ho vissuto.

PRESIDENTE. No, concluda.

MASSIMO ZEDDA (Progressisti). Ero tesoriere del Gruppo, so esattamente qual è dovuto essere ed è stato l'argine che abbiamo dovuto mettere ad alcune follie e richieste da matti, lo so perfettamente che quella è una cosa che terrorizza per le note vicende, ma purtroppo l'esperienza che noi abbiamo nelle altre Regioni, Consigli regionali, e in Parlamento, è che questi contratti vengono attivati solo ed esclusivamente con la dotazione dei fondi ai Gruppi, cioè il ritorno al passato. Questo sistema misto non ha equivalente, non ha legge similare in tutto il territorio del Paese.

Ho terminato. La legge non potrà essere attivata, vedrete quanti pareri sarete costretti a richiedere, se non addirittura soccombere alla legge di fronte ad un'impugnazione da parte del Governo. State facendo una cosa che non determinerà benefici, determinerà invece aspetti negativi nell'opinione pubblica, e mi auguro non determini problemi in capo a coloro che dovranno sottoscrivere questi contratti.

PRESIDENTE. Non c'è nessun altro iscritto a parlare. Per quanto riguarda anche i Capigruppo, è opportuno iscriversi durante il primo intervento.

È iscritto a parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). Siccome l'onorevole Giagoni ha perfettamente ragione, io rinuncio all'intervento, dico solo che sono d'accordo su quello che ha detto l'onorevole Agus. Rinuncio all'intervento.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cocco. Darei la parola alla Giunta.

Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze e urbanistica.

SANNA QUIRICO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze e urbanistica. Il parere della Giunta è favorevole.

PRESIDENTE. Benissimo. Dichiaro chiusa la discussione generale.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Semplicemente per chiedere, se non ho capito male, e così diamo tempo di presentare anche alcuni emendamenti che io vorrei anche… sono più che altro questi che ho tecnici… Quindi, prima di fare la votazione al passaggio degli articoli chiedo cinque minuti di sospensione per presentare gli emendamenti e quindi per poter valutare questi emendamenti che, per quanto mi riguarda, quelli che ho sono di poca entità. Credo che ne stiano preparando qualche altro, quindi chiedo cinque minuti di sospensione sostanzialmente.

PRESIDENTE. Il Consiglio è sospeso per cinque minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 13 e 02, viene ripresa alle ore 13 e 28.)

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta, metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

La seduta è tolta, il Consiglio riprenderà alle ore 16 con la discussione dell'articolato della proposta di legge numero 58.

La seduta è tolta alle ore 13 e 29.