Seduta n.31 del 06/11/2019 

XXXI SEDUTA

Mercoledì 6 novembre 2019

(POMERIDIANA)

Presidenza del Presidente Michele PAIS

La seduta è aperta alle ore 17 e 22.

CUCCU CARLA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 6 novembre 2019 (30), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Roberto Deriu, Piero Maieli, Giuseppe Meloni e Valter Piscedda hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 6 novembre 2019.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Discussione e approvazione del documento Giunta regionale Articolo 56 Statuto speciale per la Sardegna. Commissione paritetica Stato-Regione Sardegna. Rinnovo dei componenti di espressione regionale" (5/XVI/A) e approvazione di ordine del giorno.

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del documento numero 5/XVI/A.

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Pierluigi Saiu, relatore di maggioranza.

SAIU PIERLUIGI (LEGA), relatore di maggioranza. Presidente, prendo la parola per illustrare l'esito della discussione avvenuto in I Commissione con riferimento alla nomina da parte della Regione Sardegna dei componenti della Commissione paritetica. Prima però di affrontare il tema e quindi di illustrare la relazione, che è una relazione breve e che procederò a leggere successivamente, alcune considerazioni vorrei che precedettero la mia esposizione.

La prima. Anche nel dibattito di questa mattina noi abbiamo ascoltato nel confronto tra maggioranza e opposizione l'espressione di posizioni che nei momenti più duri del conflitto si sono manifestate come molto lontane. Invece quest'atto, quello su cui noi oggi discutiamo, cioè la relazione proposta, e lo devo riconoscere in Aula, ha manifestato grande senso di responsabilità non solo da parte delle forze di maggioranza, ma anche da parte delle forze di opposizione. Lo dico perché tutte le volte che in quest'Aula si fa riferimento, o meglio si richiama la maggioranza al suo ruolo in termini anche di garanzia del numero legale in Aula e nelle Commissioni, lo si fa il più delle volte a ragione, nel senso che ognuno di noi è consigliere regionale, ognuno di noi ha il dovere di essere presente in Consiglio e in Commissione, chi ha la responsabilità di governare la Sardegna ha una responsabilità ulteriore, e in questo senso io non posso che riconoscere, oltre all'impegno delle forze di maggioranza, anche il senso di responsabilità delle forze di opposizione che nella Commissione che io ho l'onore di presiedere comunque partecipano, ripeto ognuno nella propria posizione politica, però con grande senso di responsabilità. La I Commissione nella seduta del 5 novembre 2019 ha preso in esame la proposta della Giunta regionale relativa alla designazione quali componenti di espressione regionale della Commissione paritetica, di cui all'articolo 56 dello Statuto speciale sardo, della dottoressa Mariagrazia Vivarelli e dell'avvocato Silvia Curto, rispettivamente capo di gabinetto e direttore generale della Presidenza della Regione. La Commissione, a maggioranza dei presenti, condividendo le indicazioni della Giunta ha deliberato di proporre al Consiglio di esprimere parere favorevole sulla nomina dei due componenti. La Commissione auspica quindi che l'Assemblea esprima il suddetto parere quanto prima per rendere operativa la Commissione, al fine di proseguire il confronto con lo Stato su numerose e delicate questioni.

La Commissione, infine, con l'occasione riferisce all'Assemblea che intende avviare una discussione sulla costituzione presso gli uffici della Regione di una struttura organica di supporto tecnico rispetto ai temi legati all'attuazione dello Statuto speciale, che operi in stretto raccordo con il Consiglio regionale. Su questo tema la Commissione ha avuto modo di confrontarsi in particolare mettendo in evidenza uno degli elementi peculiari della nostra autonomia speciale, quella peculiarità che si esprime attraverso, appunto, lo strumento delle norme di attuazione, e che ha visto anche in prima Commissione l'intervento in particolare del professor Ciarlo, ma in generale dei docenti di diritto costituzionale, in tema di utilizzo migliore di questo strumento ai fini dell'esercizio pratico della nostra autonomia. E' volontà condivisa della prima Commissione trovare il modo di trovare la via, le strutture per consentire un utilizzo migliore dello strumento delle norme di attuazione, così come già fatto da alcune Regioni a statuto speciale (penso al Trentino Alto Adige) che attraverso le norme di attuazione sono state capaci di esercitare la loro autonomia, così come dovremmo essere, e saremo ne sono convinto, capaci di fare noi in questa legislatura.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Prima di tutto per formulare gli auguri di buon lavoro alle neo nominate, e poi per formulare l'auspicio che, così come è avvenuto spesso nella scorsa legislatura, anche in questa, subito dopo l'insediamento del plenum della Commissione paritetica, siano audite almeno le nomine regionali in seno alla prima Commissione, perché lo strumento delle norme di attuazione è uno strumento sottoutilizzato; la Provincia autonoma di Bolzano e la Provincia autonoma di Trento ne hanno approvate negli anni 191, noi siamo la Regione che ne ha approvato meno, per cui con quell'auspicio credo che sia necessario anche avviare una collaborazione e un lavoro di stretto rapporto con chi dovrà rappresentare la Regione, e quindi anche la nostra Istituzione consiliare, in seno a quella assise.

PRESIDENTE. Ha facoltà adesso di intervenire la Giunta.

SOLINAS CHRISTIAN (PSd'Az), Presidente della Regione. La Giunta si rimette alla volontà dell'Aula.

E' stato presentato l'ordine del giorno numero 1, a firma Saiu, Tunis, Cocciu, Manca, Oppi, sul rinnovo dei componenti della Commissione paritetica.

Metto in votazione l'ordine del giorno.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'ordine del giorno numero 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Comunicazioni del Presidente della Regione ai sensi dell'articolo 121 del Regolamento in merito alle trattative per un accordo tra Governo e Regione in materia di finanza pubblica

PRESIDENTE. L'ordine del giorno della seduta reca ora le comunicazioni da parte del Presidente della Regione ai sensi dell'articolo 121 del Regolamento.

Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.

SOLINAS CHRISTIAN (PSd'Az), Presidente della Regione. Grazie, Presidente, colleghe e colleghi consiglieri, oggi ho chiesto al Presidente e voglio ringraziare l'Aula per avermi immediatamente concesso di poter riferire riguardo ad un importante passaggio della vita democratica di quest'Isola e del Paese nel suo complesso. Non sono qui per celebrare risultati o attribuire meriti, quanto piuttosto per affrontare pragmaticamente con tutto il Consiglio regionale il risultato di un confronto serrato ma leale con lo Stato, che ci ha portato a tracciare il perimetro di una soluzione possibile per l'annosa vertenza che riguarda gli accantonamenti e le entrate della Regione.

Come voi sapete, la Sardegna è rimasta l'unica tra le autonomie speciali a non aver ancora siglato un'intesa per definire il contributo al risanamento della finanza pubblica, e rivendica una riduzione, che abbiamo portato avanti con forza, di questo contributo che la metta al pari delle altre Regioni. Per intenderci, assumendo a termine di paragone la Regione siciliana, questa contribuisce al risanamento della finanza pubblica per una percentuale dell'1,14 sul PIL prodotto da quella regione, mentre la Regione Sardegna per una percentuale che è pari all'1,60. Questo significa che, applicando lo stesso parametro dell'1,14 il contributo che noi abbiamo sostenuto di dover riconoscere al risanamento dei conti pubblici è pari a 383 milioni in luogo dei 536 che lo Stato aveva imposto unilateralmente. Questo è un primo importante risultato, perché determina il liberarsi di 153 milioni ogni anno che rimangono nella disponibilità di questo Consiglio per alimentare le politiche di settore in sede di bilancio.

Era importante anche chiudere la partita per il pregresso. Esistevano dei pronunciamenti della Corte costituzionale riferiti agli anni 2018 e 2019 che imponevano allo Stato di trovare un'intesa per la quantificazione, su questo abbiamo raggiunto una soglia pari a 412 milioni, una soglia a saldo e stralcio del pregresso, che viene riconosciuta con una pluriennalizzazione dal 2020 al 2025 che segue di pari passo la pluriennalizzazione del debito. Voi sapete che avevamo ancora da ripianare 244 milioni, questi 244 milioni vengono ripianati in un triennio in base ai trasferimenti che lo Stato farà sulla base dell'accordo che si dovrà firmare. Abbiamo anche richiesto ed ottenuto al momento il riconoscimento dei 76 milioni che erano stati usati già dalla scorsa legislatura per il ripiano del disavanzo sanitario, 76 milioni che derivano da fondi CIPE, che avrebbero necessitato di una ulteriore deliberazione che non c'era mai stata, vengono, in caso di sottoscrizione dell'accordo, riconosciuti e quindi si sana una posizione pregressa a copertura del disavanzo sanitario. Ma la parte a mio avviso più importante di questo possibile accordo è l'intesa su un grande piano infrastrutturale che inizi a colmare il gap di infrastrutture che l'Isola soffre in termini di scuole, strade, opere per il diritto allo studio universitario, opere e infrastrutture in ambito sanitario tutta questa partita ha portato alla individuazione di risorse aggiuntive, quindi in aggiunta rispetto a tutti gli stanziamenti pregressi, pari a 1.425.800.000 euro, più 111 milioni con vincolo di destinazione per edilizia sanitaria. Questo significa un plafond di circa 1 miliardo e 600 milioni che potrà realmente alimentare un piano di infrastrutturazione che mi auguro si possa condividere in maniera ampia perché verrà sviluppato nelle legislature a venire, non solo in questa ma avrà un respiro che va almeno in dieci anni. Abbiamo anche iniziato ad affrontare il tema dei trasferimenti sulle province e si è ottenuto un meccanismo che equipara allo strumento utilizzato per il resto delle province italiane e cioè una riduzione di ulteriori 10 milioni del concorso delle province alla finanza pubblica che uniti ai 50 già ottenuti in passato riducono di 60 milioni questa contribuzione, e quindi liberano 10 milioni di risorse in più per ogni anno.

Io domani andrò ad una riunione con il Ministero dell'economia e delle finanze e il Ministero per il Sud, la Ragioneria generale dello Stato e tenevo particolarmente a riferire a quest'Aula il perimetro della trattativa prima ancora di sottoscrivere qualsiasi documento, ecco perché chiedo che, al di là degli schieramenti, al di là dei colori, ma nell'interesse esclusivo della Sardegna si possa arrivare oggi in quest'Aula alla sottoscrizione di un ordine del giorno unitario che dia forza nella trattativa alla Regione e ci consenta di chiudere questa annosa vicenda e cominciare a lavorare fin dal giorno successivo per pensare al migliore utilizzo di queste risorse che rappresentano una grande opportunità di crescita e di sviluppo per tutta l'Isola, grazie.

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione. Ricordo che è possibile per ciascun Gruppo intervenire con un delegato o naturalmente col proprio Capogruppo per sei minuti.

È iscritto a parlare il consigliere Cesare Moriconi. Ne ha facoltà.

MORICONI CESARE (PD). Grazie Presidente, presidente Solinas, colleghi Consiglieri e Assessori, io credo che ci ritroviamo davanti la grande opportunità di una discussione che abbiamo atteso da tanto tempo, da mesi, l'abbiamo inseguita, l'abbiamo invocata, l'abbiamo anche tutto sommato, l'abbiamo anche discussa all'interno, voglio dire, di una risoluzione sulla quale la Commissione terza, allora guidata dal presidente Truzzu, ha voluto anticipare i tempi in previsione delle scadenze previste nella legge di stabilità approvata nel dicembre scorso, la legge numero 145 del 2019, in cui era, appunto, previsto che avremmo dovuto concludere entro il 15 luglio gli accordi, per evitare che nelle annualità successive la Regione contribuisse a pagare, continuasse a pagare sulla base di parametri e di valori che confliggevano con le previsioni delle leggi dello Stato, delle sentenze della Corte Costituzionale e le sentenze del TAR. Ci siamo messi a lavorare e abbiamo lavorato per fare in modo che al Consiglio e alla Giunta fosse offerta il massimo della collaborazione e del contributo possibile, in quell'occasione avevamo anche condiviso la necessità di ampliare il contributo, la partecipazione, la condivisione a tutte le forze politiche presenti in Consiglio regionale e sociali, ai rappresentanti delle organizzazioni di categoria, ai Sindaci sul territorio per fare in modo che questa battaglia fosse di tutti perché è giusto che fosse così in rappresentanza di un popolo intero e di una classe politica che finalmente riuscisse a non dividersi, per rivendicare e difendere i diritti e gli interessi di tutti i sardi. Quello era il percorso che noi avevamo condiviso, coltivato e provato a rilanciare anche in sede di discussione qui in Consiglio regionale per diverse ragioni, anche per responsabilità del Consiglio, quella risoluzione non è stata mai discussa e alla Giunta non è stato offerto quel contributo importante che io sono convinto sarebbe stato molto utile oggi. Perché le cifre di cui il presidente Solinas ci riferisce sono cifre, sono misure, sono delle iniziative che meritano l'attenzione e soprattutto l'approfondimento che un'operazione, che non è solamente contabile ma è politica, di tale portata merita. E la merita perché dentro questa discussione c'è una riflessione, che è soprattutto quella che si rifà alla vertenza degli accantonamenti, ma nella risoluzione poi c'era un approfondimento anche nel merito delle questioni che sono richiamate evidentemente anche nella bozza, nella ipotesi di accordo circa il gap che ci separa nel merito delle questioni più attinenti i problemi dell'insularità relativa ai trasporti e anche alle questioni e alle politiche energetiche. È un tema complesso, un tema che meritava di essere approfondito, su cui apprendiamo soprattutto per le indiscrezioni giornalistiche in queste settimane la Giunta si è ritrovata a lavorare, a confrontarsi con gli Uffici e non soltanto con gli Uffici anche con i rappresentanti politici dei ministeri competenti e che quindi ha sviluppato anche e accresciuto la convinzione della bontà dell'ipotesi di accordo che oggi ci rappresenta, che noi avremmo voluto all'interno di una discussione più complessa per poter comprendere meglio anche nei dettagli un documento di questo tipo ma che invece diventa ai margini di una discussione di un ordine del giorno che comprime costringe la discussione in maniera insufficiente. Io penso che sia un errore in termini di presunzione, noi pensiamo che sia un errore in termini di presunzione, anche in termini di superficialità, un pronunciamento nel merito e in termini positivi e in termini negativi e sarebbe un errore doverlo fare in questo modo e che invece sarebbe più serio e responsabile approcciarsi ad un provvedimento di questo tipo con una astensione, sperando che il documento che è stato concordato con Roma possa veramente prefiggere gli obiettivi che il Presidente ci ha rappresentato e che nei prossimi giorni saremo in grado probabilmente anche di poter comprendere meglio. Di buono c'è che finalmente ne parliamo, di male c'è quindi che dovremo parlarne ai margini di una discussione che è troppo costretta e che invece merita di essere di essere sviluppata con più serietà; il rammarico…

PRESIDENTE. Concluda, onorevole Moriconi, grazie.

MORICONI CESARE (PD). …nelle scorse settimane non abbiamo avuto la possibilità. Per cui il nostro voto sarà un voto di astensione, rispettoso del lavoro di chi ha avuto la possibilità di svilupparlo più approfonditamente, sperando di non doverci ritornare, per rilanciare un'azione che è volta esclusivamente alla difesa degli interessi e dei diritti dei Sardi, su cui tutti stiamo lavorando, compreso il Consiglio.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Angelo Cocciu. Ne ha facoltà.

COCCIU ANGELO (FI). Presidente, un saluto a lei, ai colleghi consiglieri e un saluto particolare al Presidente Christian Solinas, che ringraziamo per essere oggi in Aula, lo ringraziamo due volte perché porta anche serenità. Quando c'è lei, Presidente, in Aula i lavori si svolgono in maniera molto, ma molto più serena.

Abbiamo di fronte una vertenza importante che è quella che riguarda Stato- Regione, una vertenza si può dire storica, che ha visto la nostra Regione trattata molte volte a pesci in faccia di fronte a diverse situazioni. È una vertenza che ci ha interessato immediatamente, dal primo insediamento nel mese di febbraio, e che ci ha reso protagonisti, insieme anche a tantissime altre decisioni importanti che riguardano il nostro territorio. In quest'Aula si fanno delle battaglie importanti. Certe volte ognuno esprime la propria esigenza, il proprio modo di pensare, le proprie esigenze territoriali, ma per raggiungere gli obiettivi più importanti, che sono gli obiettivi dei sardi. Oggi secondo me, ma ho capito che forse non sarà possibile, sarebbe stato importante, ma veramente importante uscire da quest'Aula, almeno per una volta, che poi non è vero una volta, perché varie volte abbiamo fatto qualcosa di condiviso, ma sarebbe stato importante dare in mano al presidente Solinas un documento che abbiamo visto si può dire quasi simile a quello che la vostra Amministrazione ha optato negli anni passati con un voto favorevole da parte di tutti. Il Presidente avrebbe avuto un mandato stupendo, forte, incredibile da presentare a Roma. Stiamo parlando di una vertenza storica, importante, che non si è mai riusciti a portare a casa. Ma perché dobbiamo dividerci su questa cosa così importante? Io invito gli amici che sono intervenuti fino adesso a rivedere la propria posizione e di uscire da oggi con un documento unitario, forte, perché riguarda la nostra Sardegna, riguarda a tutti. Christian Solinas andrà a Roma con un documento firmato sia dal centrodestra che dal centrosinistra, non ci saranno dei vincitori e dei vinti, ma sarebbe stato un qualcosa per rafforzare questa posizione. Ripensateci, firmiamo tutti in maniera positiva a quel documento affinché il nostro Presidente domani e nei prossimi giorni ci possa rappresentare in maniera unitaria.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). Saluto il presidente Christian Solinas. Si arriva a parlare finalmente di una vertenza che da tempo, diceva bene il collega Moriconi, era all'attenzione delle Commissioni e dell'Aula. Oggi ne parliamo e ne parliamo dopo la chiusura delle norme di attuazione, dopo l'impugnazione delle ultime quattro finanziarie nazionali, dopo la sentenza della Corte costituzionale che finalmente ha sancito un diritto che da troppo tempo è stato negato. Ha detto bene l'onorevole Cocciu. Prima in Conferenza dei Capigruppo il Presidente Solinas ci ha detto che quel tavolo è rappresentato da tutti i partiti dell'arco costituzionale, tutti i partiti che sono presenti qui dentro e tutti i partiti che sono presenti nel Governo nazionale. Nonostante questo io del governo che rappresenta lo Stato continuo a non fidarmi perché sono state troppe le risposte negative che sono pervenute rispetto ad istanze sacrosante che sempre abbiamo posto. Quindi quando unu si bruja con s'abba caente, naramus noi, poi timet finza s'abba fritta, quindi andiamoci cauti. Io dico all'onorevole Cocciu, invece, che il clima è un clima comunque di unitarietà. Il fatto che noi potremmo decidere l'astensione su questo documento è un fatto estremamente positivo, perché noi purtroppo, per correttezza per tutti noi, non abbiamo in mano niente, io personalmente non ho visto tabelle, non ho visto alcunché, nonostante credo che mi debba fidare del presidente Solinas perché chiaramente il Presidente Solinas va a rappresentare l'intera Regione in questa vertenza, e ci mancherebbe altro, ci va con un documento che verrà sicuramente approvato, un ordine del giorno a maggioranza, ma l'astensione della minoranza non vuol dire che noi stiamo dicendo al Presidente Solinas di non andare a rappresentare i giusti diritti delle nostre delle nostre comunità. Tutt'altro. Ripeto, la battaglia sugli accantonamenti è una battaglia di tutti, è una battaglia che va avanti da troppo tempo e finalmente si intravede la luce in fondo al tunnel, e speriamo che questa luce diventi sole da qui a breve. È chiaro che i nostri interlocutori faranno di tutto perché il sole non sia troppo splendente e non riscaldi troppo la nostra isola. È chiaro che le risorse che sono a disposizione, con tutte le criticità che ci possono essere anche a livello nazionale, potrebbero riverberare in maniera negativa anche rispetto a questa vertenza. Ha detto bene prima il Presidente quando ha detto che è una vertenza che possibilmente va chiusa immediatamente o nel più breve tempo possibile, e credo che su questo concordiamo assolutamente tutti. Io ripeto, siccome da sempre non c'è stato mai un Governo amico, da sempre la nostra terra, la nostra Regione, è stata trattata da figliastra e non da figlio o da figlia, io credo che il nostro dovere politico, e non solo politico, sia quello di tenere altissima l'attenzione rispetto a questa vertenza e di mostrare unitarietà e condivisione nella stessa, perché è una partita troppo importante. Credo che le sorti della nostra isola potrebbero cambiare se questa vertenza finalmente avrà un risultato positivo. Da troppo tempo si aspetta e sappiamo bene quali sono le masse manovrabili delle nostre finanziarie regionali. Se quelle masse manovrabili dovessero continuare ad essere quelle io credo che poco potremmo fare, nonostante le promesse di tutti, le aspettative di tutti e i problemi di tutti, rispetto a quello che abbiamo fatto sinora, perché questo vorrebbe dire che quella coperta corta continuerebbe a rimanere corta e quindi non riusciremo davvero a coprire il freddo che purtroppo da troppo tempo affligge i nostri i nostri conterranei e la nostra isola.

Quindi il voto sarà di astensione e non è un voto assolutamente contro la partita che sta portando avanti il Presidente da Presidente e auguro buon lavoro a lui e a tutti noi.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Fausto Piga. Ne ha facoltà.

PIGA FAUSTO (FdI). Presidente, un saluto a tutti i colleghi, agli Assessori e al Presidente Christian Solinas. Tre anni fa, precisamente l'11 novembre del 2016, non ero ancora consigliere regionale, ma mi trovavo in quest'Aula in veste di Sindaco assieme a più di 250 colleghi primi cittadini, un numero esorbitante a testimonianza dell'importanza di quell'incontro tra sindaci e Regione. Tanti sindaci erano venuti in quest'Aula a chiedere a Pigliaru di farsi parte attiva verso il Governo per allentare i vincoli di bilancio a cui sottostavano i comuni, una partita che chiaramente si collegava alla vertenza entrate.

A titolo di cronaca devo ricordare, ma sia chiaro lo faccio con il sorriso con le labbra e non per creare tensioni, che a quell'incontro il Presidente Pigliaru non venne e quindi mi viene un po' così da sorridere quando in maniera un po' ironica gli amici del centrosinistra sottolineano l'assenza in Aula del nostro Presidente, assenze che ritengo io sempre giustificate, soprattutto alla luce di questo periodo, di questi primi mesi dell'anno di Legislatura, dove è fisiologico, anche in questo passaggio di consegne, lavorare di più per rimettere in sesto la macchina regionale. In quell'occasione mi rivolsi all'Assessore Paci, ebbi l'onore di parlare a nome di tutti i sindaci, e mi ricordo ancora il finale di quel mio intervento: "Non c'è più tempo da perdere", e così come non c'era più tempo da perdere all'epoca, è evidente che oggi ce n'é ancora meno. La vertenza entrate, poi divenuta vertenza accantonamenti, ormai è una partita senza fine, abbiamo alternato momenti di esultanza a momenti di delusione, a ricorsi e controricorsi, persino anche sentenze della Corte costituzionale: Soru, Cappellacci, Pigliaru, e non ultimo adesso il Presidente Christian Solinas; a noi ci tocca occuparci di questa vicenda, di questa bomba ad orologeria, che dobbiamo disinnescare senza farla esplodere e soprattutto senza lasciare feriti. Governi amici non ne esistono, e come prima cosa credo che siamo tutti d'accordo che la vertenza entrate non è una concessione del Governo ma è una riparazione dei danni fatti in passato da tutti i Governi che si sono succeduti, è una riparazione degli abusi e dei torti che la Sardegna ha ricevuto dal Governo centrale; un braccio di ferro che vede tanti milioni, e credo che tutta la partita deve innanzitutto (…) dalla pretesa che la Regione Sardegna debba essere trattata al pari delle altre regioni. Ha detto bene in apertura il nostro Presidente, prendendo come esempio la Sicilia che contribuisce al risanamento del debito pubblico con l'1,14 per cento del PIL, a differenza di noi che siamo all'1,60, se già questo diventasse un punto di partenza, una costante, ci troveremo ad avere più di 150 milioni ogni anno a disposizione della Sardegna, che possono costituire sicuramente delle importanti opportunità. La firma di questo accordo deve essere di buon auspicio per il futuro, e vorrei anche che potesse inaugurare una nuova vertenza, la vertenza Sardegna, generica, la battaglia di tutti i sardi che, indipendentemente dal colore politico che noi abbiamo, mettiamo al centro la necessità di riequilibrare tutti quegli svantaggi che la Sardegna sta subendo rispetto alle Regioni del Nord, rispetto alle regioni dell'Italia e rispetto alle Isole anche del Mediterraneo. Una avvertenza che chiaramente non sarà soltanto una vertenza finanziaria, che dobbiamo discutere con il Governo, che dobbiamo discutere con la Comunità europea, e che vedrà al centro anche questioni come lo spopolamento, come la natalità, come la tutela dei servizi pubblici anche nei Comuni con minor densità di popolazione. La Sardegna non vuole elemosina, la Sardegna non vuole assistenzialismo, vuole competere con tutte le regioni d'Italia, soprattutto anche quelle del Nord, la sfida non ci fa paura, ad armi pari, affinché la nostra Isola, il luogo di residenza, non sia un disagio, ma sia un'opportunità. Concludo su questa scia facendogli gli auguri alla Commissione insularità, che si è insediata e che quindi porterà avanti, inaugurerà questa vertenza Sardegna, questa battaglia delle battaglie, faccio gli auguri quindi al Presidente Cossa e a tutti i commissari, e nel chiudere voglio fare anche un piccolo accenno sempre ai Comuni, così come ho iniziato nel mio discorso. Una volta definita in modo positivo questa vertenza bisognerà parlare anche ovviamente di fondo unico, riequilibrare le questioni finanziarie con i Comuni, con la provincia, che anche loro sono stati al fianco della Regione nel dividersi

diciamo tutte le incombenze dovute a questa vertenza. Rivolgo al Presidente Christian Solinas, a nome di tutto il partito di Fratelli d'Italia, il nostro massimo sostegno, vada avanti e mettiamo al centro gli interessi dei sardi e della Sardegna. Buon lavoro.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie, Presidente, un saluto al Presidente della Regione, alla Giunta, ai colleghi Consiglieri. Nel rapporto con lo Stato mi terrei sempre cauto, nel senso che lo Stato in difficoltà economica ha la tendenza, sistematicamente, a non pagare, a non riconoscere il dovuto. Anche perché storicamente le questioni relative alle vicende del rapporto tra la Sardegna e lo Stato vennero sollevate da Giorgio Macciotta nell'epoca in cui fu Sottosegretariato e, soprattutto, nella fase successiva quando si accorse che c'era qualcosa che non quadrava nel rapporto con lo Stato in termini di risorse che dovevano essere ottenute dalla Sardegna, e su quello intervenne. Essendo stato componente del CNEL e poi più volte membro della Commissione bilancio, tesoro, e poi Sottosegretario più volte in vari Governi, avendo buoni rapporti di lunga data con la struttura fece una serie di approfondimenti fino ad arrivare davanti al Presidente Soru con una dato compiuto sull'ammontare del dovuto da parte dello Stato alla Regione Sardegna. E anche lì non fu semplice, ricordate che si dovette andare a Roma a fare una manifestazione tutti insieme, eppure i Governi avevano lo stesso identico colore. Quindi nel rapporto con lo Stato mi permetto di suggerire al Presidente della Regione di avere un rapporto neutro e laico, a prescindere, direbbe Totò, dai colori politici, perché il Ragioniere Capo dello Stato tende a non pagare. E per quanto riguarda anche i numeri, ricordo che nell'ambito del lavoro che faremo sarebbe utile anche avviare il tema della regionalizzazione della finanza locale per poter ottenere ulteriori risorse. Mi permetto di suggerire su alcune questioni anche l'inserimento (penso che ci sia una bozza, so che circola un testo, che essendo bozza può diventare anche altro, stasera, domani mattina, quindi prendo le parole per quel che sono in un testo che è una bozza di un accordo che verrà) di un paio di termini, e cioè che queste risorse sono aggiuntive rispetto all'Obiettivo 1, perché nella terminologia usata nelle indicazioni puntuali del come spendere, viene rievocata l'obbligatorietà di spesa per investimenti solo ed esclusivamente nell'ambito di alcuni specifici settori per porre le regioni in stato di deficit, di crescita, di sviluppo infrastrutturale, nelle condizioni di essere adeguate alle altre regioni escluse, e le voci citate nell'accordo rievocano queste cose, quindi inserirei che sono risorse aggiuntive. Perché la tendenza qual è? Che nel gioco delle tre carte o dei cappelli che coprono la pallina, o le risorse, nel nostro caso, si tende a rimodulare risorse già dei sardi dicendo che sono nuove, e poi, alla fin fine, vai a scoprire solo dopo la firma dell'accordo che sono risorse che già avremmo dovuto avere e che semplicemente vengono rimodulate e chiamate con un altro nome in un accordo diverso, ma sono sempre le stesse. Quindi inizierei a dettagliare alcune cose per mettere in evidenza che si tratta realmente di risorse aggiuntive e non, invece, né più né meno risorse che già avremmo dovuto avere o dovremmo avere nel medio periodo che ci attende per quanto riguarda la nuova programmazione europea. L'altro elemento è quello dello stare molto attenti su un'altra questione, che sarà l'altra richiesta, perché io non ho condiviso, lo dico molto tranquillamente, non ho condiviso il precedente accordo siglato durante la precedente esperienza di Governo regionale, l'ho anche detto a suo tempo, perché nella sottovalutazione di alcuni di questi aspetti poi sono emersi altri problemi, tanto è vero che abbiamo ripreso quei ricorsi, altrimenti avremmo abbandonato la strada dei ricorsi. Lo Stato cosa chiederà nel caso in cui il Presidente della Regione dovesse firmare e condividere un accordo con lo Stato? Di ritirare e rinunciare, lei non l'ha detto Presidente, ma do per scontato che sia così, di rinunciare a tutto quello che è il passato di varie vicende che sono oggetto di giudizio presso la Corte costituzionale, che sono state oggetto di sentenze TAR impugnate dal Governo, tutte le vicissitudini che conosciamo e chiudo, e lì io stralcerei quella parte nel voler vedere la provenienza delle risorse che devono essere aggiuntive. L'altro aspetto è quello sui 10 milioni per quanto riguarda le province, si tratta di 2 milioni a provincia compresa la Città Metropolitana, noi non partecipiamo a un fondo che è tra i 3 e i 4 miliardi che peserebbe per 80 milioni. Anche lì, siccome poi giù per li rami si vede la tentazione, di tutti guardate, non esiste persona che non sia passata nello svolgere il ruolo di Ragioniere Capo dello Stato che non abbia attivato questi meccanismi, a prescindere da Ministri, Presidenti del Consiglio, colori, bandiere, è un mandato, dai il meno possibile. Quindi suggerirei di stare molto attenti sulla parte legata al rinunciare al dovuto, anche perché in una, se ho letto con attenzione una bozza che stava circolando, anche nel caso in cui, attenzione a questo, anche nel caso in cui altre regioni che abbiano promosso un ricorso sulla stessa materia identico rispetto alle nostre vicende, dovessero ottenere vincendo ulteriori risorse, noi anche in quel caso limiteremo noi stessi nel non chiedere e non pretendere a fronte di sentenze passate in giudicato, a fronte di altre regioni che otterrebbero risorse, richiedere denaro allo Stato, forti di vittorie in sede giudiziaria di altre regioni, eccetera.

Quindi su questi aspetti suggerirei sommessamente di avere un'attenzione e semmai rispetto alla chiusura ultima dell'accordo prendere 24 ore, il tempo giusto per fare tutte le verifiche necessarie per comprendere realmente che si tratti di risorse aggiuntive e non invece di una partita di giro che potrebbe nuovamente far riportare l'Aula, tutti noi e la Regione in una discussione a oltranza su un tema, ci auguriamo tutti, sul quale porre la parola fine, un tema da non riattivare.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Alessandro Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS ALESSANDRO (M5S). Oggi parliamo di un successo corale che sicuramente ha visto coinvolti tutti i rappresentanti istituzionali della nostra Isola, compresa naturalmente la pattuglia parlamentare sarda. Un successo per il quale è necessario anche ringraziare, se confermato, il Governo nazionale, in particolare il presidente Conte, il quale rappresenta uno dei pochi elementi di continuità con il Governo precedente che non si è mai nascosto davanti agli impegni presi.

Questo riconoscimento è per noi sardi fondamentale, come ho detto, se confermato rappresenta il successo di un metodo di lavoro che ha visto da subito e costantemente coinvolti i rappresentanti Cinque Stelle in Parlamento e Senato, i quali senza soluzione di continuità hanno lavorato per portare a casa questo fondamentale traguardo, dove un particolare riconoscimento va al lavoro del senatore Emiliano Fenu della Commissione finanze del Senato, il quale ha sicuramente fatto un grande lavoro e sono certo che la Giunta lo confermerà.

Un metodo di lavoro in base al quale senza mai tenere conto delle bandiere e senza mai tenere conto dei colori politici, i rappresentanti della Sardegna hanno fatto ciò che era giusto e doveroso, quindi perorare la causa della propria terra. Questo traguardo storico, come ho detto se confermato, che non esiterei a definire uno dei più grandi riconoscimenti che la politica nazionale avrebbe avuto nei confronti della nostra Isola negli ultimi decenni, apre per la Sardegna una serie di possibilità che non possiamo farci sfuggire, avremmo un abbassamento dei contributi alla finanza pubblica, ma possiamo dire, potremmo spero presto dire di aver posto finalmente una soluzione alla vertenza entrate, avremo risorse aggiuntive per infrastrutture, sanità e valorizzazione dei beni archeologici, argomento che spero passi presto all'interno di quest'Aula e anche la mozione da me presentata per quanto riguarda la valorizzazione dei giganti di Mont'e Prama, ma questo è un argomento che non c'entra nulla, ma mi interessava dirlo. Tutto ciò abbinato all'entrata della Sardegna all'interno dell'Obiettivo 1 crea le condizioni ottimali per la crescita della nostra Isola, un'opportunità che non possiamo in alcun modo farci sfuggire, che non potete in alcun modo farvi sfuggire. Abbiamo, avremo le risorse, ora queste risorse per produrre un qualsiasi effetto devono essere spese, non solo incamerate, devono essere spese bene, non sarebbe male, anche se non vorrei risultare pedante, che si inizi a discutere sulla legge di bilancio e purché questo avvenga sarebbe quantomeno opportuno che la Commissione competente avesse un Presidente, anche qui, scusate, ma non vorrei risultare pedante, e che il provvedimento giunga all'analisi del Consiglio, che non sarebbe male anche quello. E che si abbandoni, questo è importante, il modus operandi per il quale ognuno cerca di portare un po' di acqua al proprio mulino, come è emerso già nelle occasioni in cui abbiamo trattato di variazioni ed assestamenti di bilancio. Perché successo possa aversi è necessario esercitare coralità e lungimiranza, perché abbiamo visto che la coralità paga e paga i sardi e i sardi tutti, ora e per il futuro. Per quanto riguarda invece l'ordine del giorno, sì, possiamo gioire di questo che sarà sicuramente si spera presto un traguardo ma anche un punto di partenza.

Il tenore dell'ordine del giorno che ci viene portato all'attenzione oggi non rappresenta un atto condivisibile a nostro avviso dalle opposizioni, una delega quasi in bianco che rappresenta sembrerebbe la volontà di condividere con chi non ha il compito di governare come maggioranza questa Regione, la responsabilità politica di scelte ed azioni proprie invece di chi è forza di maggioranza e di essa solo, per la serie: vinciamo noi ma perdiamo tutti insieme. Per questa ragione questo ordine del giorno vedrà un voto di astensione da parte del Gruppo del Movimento 5 Stelle.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Gian Filippo Sechi. Ne ha facoltà.

SECHI GIAN FILIPPO (UDC-Cambiamo). Il Gruppo UDC-Cambiamo esprime grande soddisfazione per l'iter che sta portando alla chiusura positiva dell'annosa vertenza Stato - Regione. Finalmente questa iniezione di risorse ci consentirà di realizzare con maggiore serenità il nostro programma, portando una boccata di ossigeno per finanziare vari settori come il comparto agricolo, i trasporti, il turismo, il rimodernamento di strutture ospedaliere, le scuole, consentendoci quindi di poter programmare con le nuove risorse le funzioni fondamentali previste dallo Statuto. E' vero che lei all'inizio ha detto che non è venuto qua per celebrare trionfalismi e mi è venuto in mente il motto che è riportato nello stemma del mio comune "Non ci esaltano le vittorie e non ci abbattano le sconfitte", però credo anche che quando si è prossimi a un risultato che ormai io vedo lì, dobbiamo anche manifestare soddisfazione.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Michele Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Anche noi vorremmo esprimere soddisfazione e plauso per quanto ci ha comunicato oggi il presidente Solinas, speriamo che sia un primo risultato importante tenendo conto dell'interlocutore. Molti colleghi hanno evidenziato il fatto che lo Stato è abilissimo a cambiare le carte in tavola, nel 2006 venne chiuso un importante accordo tra l'allora presidente Soru e il Governo, venne approvata una norma importante nella legge finanziaria che doveva entrare in vigore a partire dall'esercizio finanziario del 2010, già nel 2012 lo Stato, senza seguire le procedure e in maniera unilaterale, incominciò a varare la politica degli accantonamenti con tutte le conseguenze che sappiamo. La Corte costituzionale ha adottato due sentenze importanti, la sentenza numero 6 del 2019 che ha argomentato come le relazioni finanziarie tra lo Stato e la Regione debbano essere uniformate ad alcuni parametri, stabilendo una serie di paletti precisi a cui lo Stato si deve attenere, e la sentenza numero 31, sempre del 2019, ha stabilito un principio importante, che cioè le norme di attuazione degli statuti speciali prevalgono, nell'ambito naturalmente della loro competenza, sulla legislazione ordinaria. Questa sentenza riguardava una partita di minore rilevanza, quella sulle tasse automobilistiche, però è importante perché ci aiuta a riaprire un discorso, signor Presidente, che rappresenta la vera polpa, che è quella delle accise. Perché lo Stato ha trasformato, attraverso una interpretazione, che noi riteniamo distorta, dello Statuto, cosa che è stata fatta attraverso le norme di attuazione. Ecco perché è importante anche, presidente Solinas, che ci sia una Commissione paritetica in grado di difendere le posizioni della Sardegna, come credo non mancheranno di fare le persone che oggi il Consiglio regionale ha ratificato nella nomina rispetto alla Commissione paritetica, perché attraverso le norme di attuazione, che sono state adottate nel 2016, lo Stato ha compiuto un vero e proprio miracolo tributario, ha trasformato le accise da imposta di fabbricazione in imposta di consumo. Ora noi ci rendiamo conto che si tratta di una partita troppo importante perché lo Stato molli l'osso facilmente. Molti colleghi hanno sottolineato come non esistano governi amici, io mi spingo a dire che non esistono né governi amici, né governi nemici, esiste però sempre un governo controparte, perché il Governo per sua natura, sapete la favoletta dello scorpione con la rana, è nella sua natura, tende a garantire la copertura delle politiche nazionali, si chiamino reddito di cittadinanza, si chiamino quota 100, o si chiamino altre misure che volta per volta vengono attuate, non sempre tenendo conto delle necessità e delle prospettive di sviluppo del Paese, ma tenendo conto di altre esigenze in genere legate alla immagine della compagine di Governo di turno. Però sono 4 miliardi, di questi 4 miliardi oggi lo Stato ci dà circa 600 milioni. Bene, onorevoli colleghi, il presidente Solinas oggi ci ha portato un risultato importante, io questo voglio sottolinearlo perché rappresenta un'anticipazione della battaglia che noi dovremo fare per il riconoscimento nei fatti, al di là del principio costituzionale, del principio di insularità, un risultato importante, tangibile, estremamente rilevante dal punto di vista quantitativo, però io credo che noi dovremmo ragionare sulla partita delle accise, sin dalla prossima legge finanziaria, perché dobbiamo affrontare il tema della condizione della Sardegna e della necessità di porre la Sardegna nella stessa condizione delle altre regioni, senza complessi di inferiorità, senza pensare consapevolmente o inconsapevolmente di essere figli di un Dio minore. Se noi facciamo parte della comunità nazionale, vi parlo in rappresentanza di un partito che non è indipendentista, che sente fortemente l'appartenenza alla comunità nazionale, ma se facciamo parte della comunità nazionale, la comunità nazionale ci deve far sentire parte integrante, non ripeto figli di un Dio minore, o un'isola marginale, anche se non ultraperiferica, con tutte le conseguenze che questo comporta, ma comunque marginale rispetto ai processi decisionali, rispetto alle grandi scelte, soprattutto sul piano delle infrastrutture. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Stefano Tunis. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (MISTO). Presidente, signor Presidente della Giunta regionale, signori assessori e onorevoli colleghi, il tema che andiamo ad affrontare oggi, che stiamo affrontando oggi ci introduce, finalmente in maniera decisiva, in questo mandato legislativo, è il momento in cui cominciamo a costruire l'edificio dalle sue fondamenta. Con un salto anche logico rispetto al passato affrontiamo il tema delle entrate certus an incertus quando. La costante incertezza che ha accompagnato il tema della finanza pubblica nello scorso mandato legislativo ci ha di fatto condizionato nelle scelte, nella programmazione, nello stesso utilizzo dello strumento. E conserviamo memoria come in un riflesso di un rapporto ormai per sua natura di diffidenza, piuttosto che di leale collaborazione con lo Stato, perché ci siamo esercitati di volta in volta a verificarne le incongruenze, in molti casi l'irrazionalità, spesso l'atteggiamento incomprensibile di chi interpreta in maniera patrigna la stessa devoluzione. E qua lo facciamo all'inizio della Legislatura, lo facciamo quando possiamo programmare le risorse, quando per chi ritiene che la spesa pubblica sia il primo, così come forse lo è oggi per la Sardegna, speriamo non lo sia in futuro, elemento per la costruzione di un disegno economico di ricchezza per la nostra isola, lo facciamo per la prima volta all'origine. Perché, vedete colleghi, l'opportunità di astenersi davanti a un documento come questo, altri in passato non l'hanno avuta, altri in passato hanno dovuto prendere nota del fatto che chi riteneva di avere la delega politica per farlo lo ha fatto in prima persona, o attraverso suoi delegati, senza ritenere neppure di doverne anticipare i contenuti al Consiglio regionale. E questo, siccome i meccanismi di rapporto con lo Stato si andranno perfezionando, viceversa non ci sarebbe una continua pronuncia della Corte costituzionale, il tratto caratteriale di personalità di chi rappresenta, prima che l'Istituzione, il popolo sardo è un elemento fondamentale. E credo che la prima cosa che questa Assemblea debba riconoscere è proprio il tratto di personalità e di statura politica di chi, pur avendo un ampissimo mandato elettorale, perché la vittoria plebiscitaria che ha avuto il presidente Solinas alle scorse elezioni lo autorizzava di gran lunga, rispetto a chi lo ha fatto in passato, ad assumersi questa responsabilità politica, viceversa si presenta davanti al Consiglio regionale a dire "Io voglio condividere con l'Assemblea, con gli altri rappresentanti del popolo sardo questa responsabilità". E il fatto di non cedere alla tendenza plebiscitaria, che un risultato elettorale come quello che ha avuto certifica con questo comportamento, ecco credo debba essere uno degli elementi da sottolineare e da consegnare con fiducia alla negoziazione, che non da domani, ma certamente già nelle settimane scorse, ha saputo in silenzio portare avanti con lo Stato. Perché il non annunciare e lavorare, perché il non proclamare ma portare risultati, è un altro elemento che dobbiamo considerare per il futuro parte del metodo di lavoro di questa Amministrazione, al quale correttamente il Presidente della Regione oggi vi invita a partecipare da protagonisti, anche eventualmente con un voto di astensione. Quindi, siccome noi riteniamo, perché è stato detto nelle dichiarazioni programmatiche, viene ribadito ogni volta, che non soltanto dalla spesa pubblica debba venire la ricchezza della Regione, siccome noi riteniamo che dall'iniziativa privata, che è dallo sviluppo dei vari settori economici della nostra Regione che debba venire la ricchezza, quella decisiva, per il nostro popolo; oggi mettiamo un punto sulla modalità di quante risorse e quali risorse saranno impiegate per quella quota di ricchezza che deve venire dalla spesa pubblica, il resto sarà la nostra capacità a stabilirlo nel costruire le condizioni perché la creatività dell'impresa, la creatività dei lavoratori sardi, possano trasformare questi cinque anni in cinque anni di rinascita.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Stefano Schirru. Ne ha facoltà.

SCHIRRU STEFANO (PSd'Az). Grazie signor Presidente del Consiglio regionale, Presidente della Giunta, onorevoli colleghi e colleghe, ci tengo a brevemente intervenire su questo ordine del giorno ma soprattutto sul significato reale che ha questo mandato che stiamo dando al Presidente della Giunta, perché mi piace lasciare ai resocontisti di quest'Aula la posizione del Partito Sardo d'azione su un argomento che dovrebbe non trovare opposizioni in Consiglio regionale, non credo vi sia alcuno infatti tra i colleghi che non sia d'accordo sul fatto che il rapporto con lo Stato in materia di entrate debba essere rivisto nel senso di piena applicazione dello Statuto della Sardegna, che, giova sempre ricordarlo, è legge costituzionale e in quanto tale sovraordinato rispetto alle varie leggi con le quali lo Stato centrale ha creato nei decenni e ha tentato di sottrarre le risorse alla nostra Isola, così come credo sia interesse di tutte le forze politiche rappresentate nel Parlamento regionale far sì che la quantità di denari a disposizione dell'Isola sia maggiore.

Signor Presidente, noi riteniamo che vi sia un messaggio politico più complesso e più ampio di quello che riguarda solo la vertenza delle entrate; c'è un messaggio più lungimirante di questo ed è quello vasto e politicamente attualissimo del ruolo che le Nazioni devono avere nei loro reciproci rapporti di collaborazione con lo Stato e con l'Unione europea, e il ruolo della comunità nazionale come insieme di specificità e di autonomie, e il dibattito sull'idea stessa di Nazione, oggi che ci troviamo schiacciati tra le false alternative di un sovranismo incapace in un mondo globalizzato, da un lato, e di una internazionalizzazione globalizzata, dall'altro.

Questo è il momento storico in cui le regioni d'Europa e le comunità che si ritengono tali debbono rimodulare le ragioni con cui e per cui stare in una comunità, stare insieme, rilanciare l'idea di Europa come Europa delle Nazioni e non dei Governi incapaci che sottraggono risorse alle loro regioni. Come è noto è in discussione in queste settimane, in questi mesi, tra Governo e autonomie locali il progetto di legge volto a ridisegnare il ruolo e la funzione delle Regioni a statuto ordinario, e in sintesi estrema a ridefinire le ripartizioni finanziarie tra le diverse Regioni del Paese; nel dibattito che contrappone il Governo, o parte di esso, alle ricche Regioni del Nord del Paese è contenuto un messaggio che non possiamo trascurare, quello della evidente necessità di porre un nuovo ordine condiviso tra le Regioni italiane e tra le regioni europee. Il Consiglio regionale della Sardegna deve trarre la capacità di elaborare una posizione il più possibile condivisa tra le forze politiche che valga la pena definire chi vogliamo essere e che ruolo vogliamo assumere in questo Paese. Il dibattito sulla continuità territoriale, sulla zona franca e ancor di più, lo dico soprattutto agli amici dei Riformatori, sull'insularità come precondizione politica di specialità e per l'appunto specificazione importantissima del tema cardine: che ruolo noi vogliamo assumere.

Una conclusione un po' banale, ma della quale sono convinto. Se non adotteremo una forte e condivisa comune politica posizione politica, onorevole Moriconi, la nostra già evidente debolezza demografica ed economica sarà facilmente sconfitta da regioni più popolose e più economicamente attrezzate di quella dei poveri sardi, e questa posizione, che incontrerà naturalmente la contrapposizione delle altre comunità dovrà essere davvero ben argomentata e supportata, ed è per questo che noi dobbiamo dare mandato al Presidente come intero Consiglio regionale e non come singola parte politica, perché i vantaggi, cari colleghi, sono vantaggi per l'Isola e non di un'unica parte politica.

Noi Sardisti rinnoviamo l'appello al Consiglio regionale, alle forze che da destra e da sinistra si riconoscono nell'autonomismo e nella cultura della specificità, perché quel dibattito sia davvero una sede per idee nuove e possibili di una Sardegna autonoma e protagonista. E allora, Presidente, lei ha tutto il nostro sostegno. Forza Paris e forza Sardegna.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Dario Giagoni. Ne ha facoltà.

GIAGONI DARIO (LEGA). Signor Presidente, colleghe e colleghi onorevoli, signore e signori della Giunta, signor presidente Solinas e assessore al bilancio Giuseppe Fasolino, ringrazio che l'impossibile è diventato possibile, veramente, vi ringrazio, è una assoluta soddisfazione da parte di tutta la Lega perché la Lega è stata anche un partito che ha individuato come traghettatore, come leader del centrodestra, il Presidente Christian Solinas. L'accordo raggiunto con il Governo è grazie alla sua perseveranza e alla perseveranza di tutti quanti, è una medaglia che tutto questo Consiglio ha sul petto. Una partita certamente non facile, che aveva come unico ed improcrastinabile obiettivo quello di veder riconosciuto al popolo sardo un suo sacrosanto diritto; una partita miliardaria che integra tanto il taglio degli accantonamenti imposti all'Isola quanto la restituzione di parte del maltolto alla nostra Regione in questi anni, sino ad arrivare a un fondo per colmare il gap infrastrutturale della Sardegna rispetto al resto della penisola. Risorse che sono linfa vitale per il nostro territorio e che devono essere investite in primis al fine di garantire una viabilità degna di tale nome, che possa mettere finalmente al primo posto la sicurezza nelle strade, con interventi decisi e radicali, che possano essere ossigeno per il settore turistico e agricolo, veri motori trainanti della nostra Isola; che possono essere investiti nell'ottica di una migliore formazione professionale dei nostri giovani, che spesso arrancano nel farsi spazio in un mondo lavorativo che non può più permettersi di affidarsi all'improvvisazione e al dilettantismo.

Grazie dunque, Presidente, ma veramente grazie, un grazie immenso per essere riuscito a portare a casa questo indispensabile risultato, permettendo a questo Esecutivo di incrementare le sue risorse a favore della realizzazione di quel programma condiviso e sottoscritto dalla coalizione che quotidianamente è per tutti noi il più importante promemoria dell'accordo firmato con tutto il popolo sardo al momento del nostro giuramento. Grazie.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, ha facoltà di replicare il Presidente della Regione.

SOLINAS CHRISTIAN (PSd'AZ), Presidente della Regione. Grazie Presidente, sarò brevissimo in verità ma credo che l'argomento meriti quantomeno un approfondimento, non una replica in sé e per sé, perché ho ascoltato con estrema attenzione i contributi di tutti i colleghi che sono intervenuti e volevo da questo punto di vista dare seguito ad alcune precisazioni.

Parto dal tema dell'aggiuntività delle risorse, che molto opportunamente l'onorevole Zedda ha posto. E' un tema che ha falcidiato il passato di questa Regione, perché ogni volta si cambiava il nome degli strumenti, io stesso ho avuto modo da Assessore in una passata legislatura di firmare con l'allora ministro Barca il Piano di azione e coesione che prevedeva tante risorse, negli anni successivi le stesse sono entrate in tutti i piani straordinari fatti da tutti i Governi e in realtà non c'è mai stata l'aggiuntività. Questa volta mi sento di poter dire, pur nella cautela dei rapporti che come può ben immaginare questo Consiglio da sardista conservo nei confronti dell'Istituto statale, che nell'accordo che sottoscriverò sarà precisato in maniera inoppugnabile che si tratta di risorse aggiuntive; è già previsto nel testo che abbiamo mandato alla verifica della Ragioneria dello Stato, del Ministero delle Finanze per cui il piano infrastrutturale è costituito da risorse aggiuntive pluriennalizzate naturalmente, quindi il miliardo e 400 più 111 milioni verranno versati anno per anno in base agli stati di avanzamento dei lavori. Quindi dovremmo essere noi come sistema Regione ad essere pronti non solo a programmare ma a realizzare in tempi rapidi tutte le opere che decideremo di portare a casa.

Sulla vicenda delle province; è un ragionamento che ci ha intrattenuto a lungo, abbiamo applicato gli stessi parametri che si stanno applicando per le province delle altre Regioni, questo parametro dava una somma attorno ai 65 milioni. Di questi 65 milioni 50 erano già stati raggiunti come detrazione rispetto al contributo alla finanza pubblica degli enti provinciali con l'aggiunta di questi 10, che funzionano con il medesimo meccanismo, non sono soldi che entrano ma sono soldi che restano, che non devono uscire dalle casse provinciali, arriviamo a 60. Il gap ancora da raggiungere è di 5 milioni circa. Sulla invece preoccupazione che riguarda la firma dell'accordo, io ho voluto, ringrazio chi lo ha sottolineato, evitare di sottoscrivere un accordo prima di avere un confronto con l'Aula; ritengo che sia un metodo di lavoro assolutamente indispensabile perché introduce una affermazione di principio che sta alla base che è quello del rispetto reciproco tra organi di questa Regione ed è il criterio al quale ho voluto informare anche l'azione di confronto con lo Stato; è stato un confronto tra istituzioni di una Repubblica e non tra colori politici o tra schieramenti che necessariamente devono essere contrapposti. Sotto questo profilo il mandato anche, per dare riscontro alle riflessioni dell'onorevole Solinas, non è un mandato in bianco, di fatto il perimetro della trattativa è ben noto a tutta l'Aula, abbiamo detto in Conferenza dei Capigruppo che è circolata ampiamente anche la bozza dell'accordo che prevede forse qualche limatura terminologica ma nella sostanza stiamo parlando di un testo che oramai è ben conosciuto a tutta l'Aula, semplicemente serviva dal mio punto di vista affermare che il Presidente rappresenta in quel momento anche le sensibilità di un parlamento sardo che è più ampio del punto di vista di chi vi parla.

Voglio ringraziare in particolare quanti hanno speso parole lusinghiere nei miei confronti, in verità ritengo ancora di non aver fatto niente più che il dovere al quale tutti i sardi siamo molto affezionati, speriamo di averlo reso con disciplina e onore soprattutto con riferimento al giuramento che abbiamo prestato tutti in quest'Aula, grazie ancora.

PRESIDENTE. Grazie Presidente, è pervenuto l'ordine del giorno numero 1 a firma dei consiglieri Mula, Giagoni, Sechi, Cocciu, Cossa, De Giorgi e Mura che i consiglieri hanno già a disposizione.

Quindi metto in votazione l'ordine del giorno suddetto. Votazione elettronica.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'ordine del giorno numero 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (Psd'Az). Sì grazie Presidente, semplicemente per chiedere all'Aula la disponibilità, mi sembra che ci sia un accordo più o meno, devo sentire anche i colleghi di maggioranza, quella di sospendere i lavori per stasera e rinviare le due mozioni che ancora sono rimaste alla prossima seduta del Consiglio. Per quanto ci riguarda noi non abbiamo nulla in contrario, chiederei ai colleghi di maggioranza se siamo d'accordo di poter rinviare le mozioni, grazie Presidente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). Volevo chiedere anch'io quello che ha appena chiesto l'onorevole Mula e per ribadire che il mio voto di prima era di astensione comunque… Son d'accordo per il rinvio.

PRESIDENTE. Non si può modificare.

Benissimo, allora i lavori di questa seduta terminano qua…

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Visto che però era prevista una seduta intensa tra due settimane per lasciare la settimana prossima alle Commissioni, prendiamoci la giornata di domani anche per capire quale sarà la portata dei lavori, perché nel caso sarebbe utile anticipare la seduta del Consiglio con il pregresso del vecchio ordine del giorno alla settimana prossima, anche in un pomeriggio, per evitare poi di trovarci sempre a inseguire un ordine del giorno che non esauriamo mai. Quindi diciamo ho questa richiesta che nella giornata di domani nelle interlocuzioni tra i Capigruppo si valuti anche il calendario della settimana prossima.

PRESIDENTE. Va bene perfetto.

La seduta è tolta il Consiglio, sarà convocato a domicilio.

La seduta è tolta alle ore 18 e 45.