Seduta n.14 del 10/07/2019 

XIV Seduta

Mercoledì 10 luglio 2019

Presidenza del Presidente Michele PAIS

La seduta è aperta alle ore 15 e 29.

MELE ANNALISA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta del 9 luglio 2019 (13), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Pietro Moro, Antonio Piu e Francesco Stara hanno chiesto congedo per la seduta del 10 luglio 2019.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

MELE ANNALISA, Segretaria. Sono pervenute le interrogazioni numero 69, 70 e 71.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giorgio Oppi. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC-Sardegna). Le sarei grato se stralciasse il mio nome, che evidentemente mi è stato carpito in un momento di raptus, per cui sarei il primo firmatario della proposta di legge numero 19. Quindi le sarei grato se eliminasse il mio nome, perché interverrò in termini negativi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giampietro Comandini. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Signor Presidente, so di essere noioso, molto noioso, e me ne scuso con lei e con i colleghi, però mi sembra ormai da troppo tempo che in quest'Aula si noti, pesante e continua, la mancanza del Presidente della Giunta regionale; non è presente neanche un vicepresidente, ancora non nominato, e i temi, come lei sa e come sanno i colleghi, continuano ad aumentare, per cui la presenza del Presidente sarebbe molto, molto gradita, credo non soltanto da parte di questi banchi ma anche da altri colleghi. Soprattutto quando dobbiamo discutere di temi seri, e non confondere zucchine con banane, o in qualche modo conoscere il programma molto dettagliato e puntuale dell'Assessore dell'agricoltura, e soprattutto quando ci rendiamo conto che un tema su cui l'Aula è stata unita per quanto riguarda il Porto canale sta in qualche modo precipitando di ora in ora. Noi abbiamo chiesto con attenzione che il Presidente o un suo delegato si occupasse del tema, ma così non ci risulta, tant'è che ieri alla riunione al MiBAC dove si è discusso, purtroppo con responso negativo, dell'autorizzazione paesaggistica per il Porto canale di Cagliari, non era presente nessun componente della Giunta, neanche il Presidente. Ci chiediamo se questa è l'attenzione reale mostrata dalla Giunta nel seguire un tema così importante come il tema del Porto canale, che, ricordo, non riguarda solo Cagliari, perché al Porto canale arrivano e partono merci per tutta la Sardegna.

Ieri sono successi due fatti estremamente negativi che in qualche modo rischiano di compromettere per sempre il futuro del Porto canale, dei lavoratori e dell'indotto: il primo è la riunione al MiBAC in cui nessuno della Giunta era presente, e questo ce ne duole moltissimo, per cui anche la presenza del Presidente che ormai non è più procrastinabile è necessaria almeno che ci renda conto perché nessuno della Giunta è andato a una riunione così importante dove si doveva discutere sull'autorizzazione paesaggistica.

Secondo, informo la Giunta e i colleghi che la Contship ha depositato presso la Camera di Commercio di Cagliari lo scioglimento della società; il 9 di questo mese la Contship ha depositato alla Camera di Commercio di Cagliari lo scioglimento della Contship Italia. Ciò significa che la Contship il 31 agosto 2019, fra un mese e mezzo circa metterà in licenziamento in ASPI tutti i lavoratori. Allora mi chiedo, Presidente, e lo chiedo nella sua veste di Presidente del Consiglio prima di tutto, quindi anche di responsabile difensore della volontà di questo Consiglio regionale, le ricordo che l'ordine giorno è stato approvato all'unanimità, quindi anche dai colleghi che l'hanno votata del centro destra, su un tema così importante che riguarda la vita di 250 lavoratori, che riguarda il futuro della più importante opera infrastrutturale della Sardegna, che riguarda il futuro dell'impresa, che riguarda il futuro dei nostri produttori, cosa dobbiamo aspettare? Io lo so, l'ho detto prima, signor Presidente, io sono molto antipatico, probabilmente l'Aula è meno attrattiva della Costa Smeralda e io sono anche meno simpatico del premier Toti della Liguria, però credo che per quanto riguarda il mio ruolo, la mia funzione ma anche dei colleghi che il Presidente su questo tema debba arrivare in Aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). Grazie Presidente, anch'io sull'ordine dei lavori per ribadire un concetto già espresso ieri, quest'oggi i lavoratori dell'ARAS erano sotto il Consiglio regionale, questi lavoratori non hanno una prospettiva, perché la Giunta regionale attraverso l'Assessore all'agricoltura sta bloccando l'approvazione del bilancio di Laore e quello che ha detto e quello che ha enunciato nella quinta Commissione che l'approvazione avveniva venerdì per decorrenza dei termini e se non sbaglio è stata anche confermata questa mattina dal Capogruppo del più grande partito di maggioranza ai lavoratori è smentita dai fatti. La legge numero 13 del 2008…

PRESIDENTE. L'intervento dell'onorevole Comandini giustamente faceva notare, però non possiamo surrettiziamente introdurre degli argomenti utilizzando degli escamotage... io la invito, io la lascio finire ma la richiamo al rispetto del Regolamento.

LAI EUGENIO (LEU). Se mi lascia finire arrivo alla proposta. Quindi l'articolo 28 dice che la Giunta regionale su proposta dell'Assessore all'agricoltura e riforma agropastorale approva i bilanci di previsione e consuntivi dell'Agenzia Laore, ad oggi non risultano approvati e arrivo alla proposta: è stata approvata in Commissione una risoluzione all'unanimità, di cui anche il Presidente della Commissione si è fatto carico, invitiamo i Capigruppo a porlo all'ordine del giorno di oggi e a far arrivare in quest'Aula, a far venire in quest'Aula l'Assessore all'agricoltura che relazioni sul tema. Non possiamo più permetterci di perdere tempo e chiediamo una presa di posizione da parte di tutto il Consiglio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Nel suo primo discorso, Presidente, lei aveva assicurato e aveva preso l'impegno di assicurare una maggiore connessione, credo rispetto al passato, tra Giunta e Consiglio. Bene, Presidente, quell'impegno non è stato assolto. Il Presidente sistematicamente diserta i lavori dell'Aula e lo fa anche quando all'ordine del giorno non ci sono mozioncine giusto per discutere tra noi, ma ci sono Risoluzioni approvate all'unanimità non solo in tema di bilancio su cui è pienamente competente l'assessore Fasolino, ma che attengono al tema dei rapporti con lo Stato di cui lui è titolare della delega. Perché solo il Presidente ha il potere di contrattazione con lo Stato. Manca il Presidente e ancora più grave aggiungo all'assenza del Presidente si aggiunge quella del Vicepresidente, ora è possibile che tra i tre componenti della Giunta presenti ci sia un vicepresidente in pectore non lo posso sapere, so però che l'articolo 35 del nostro Statuto che prevede la nomina di un Vicepresidente non è stato rispettato, non si tratta di una norma secondaria rispetto ad altre, anzi è fonte primaria, è una norma costituzionale. Nella nostra Costituzione è prescritto questo, il Vicepresidente non c'è, il Presidente non c'è, oggi ci incontriamo tra noi insieme agli Assessori per discutere un tema in cui però manca il titolare pieno di quella competenza ed è una prassi che ormai non è più sopportabile. Io le chiedo, Presidente, di assicurare la presenza dei massimi vertici della Giunta, il Presidente è l'unico che è stato eletto direttamente dal popolo per cui ha un potere di rappresentanza superiore agli altri che invece sono stati nominati da lui per far parte dell'Esecutivo, le chiedo di garantire la partecipazione della Giunta anche alle riunioni dei Presidenti di Gruppo. Perché se è vero che il Presidente è assente ai lavori dell'Aula più o meno delle dichiarazioni programmatiche, è altrettanto vero il fatto che alle riunioni della Conferenza dei Presidenti di Gruppo ormai sistematicamente non partecipa la Giunta regionale. Il che rende anche impossibile a questo Consiglio programmare i propri lavori in maniera efficace, la mano destra non ha la minima idea di quello che in questo momento sta facendo la mano sinistra. La programmazione bimestrale è un'utopia, e anche questa è prescritta dal nostro Regolamento ma siamo ben lontani dall'averla, insomma io le chiedo, nel tempo più rapido possibile, di rendere questo Consiglio in grado di discutere dei temi che in parallelo altri Consigli stanno discutendo, di cui altri Consigli stanno discutendo. La invito, e invito voi tutti, a vedere sul sito internet Roals punto it, è riportato già da diversi organi di stampa, le prime bozze delle proposte sull'autonomia differenziata che sono all'attenzione del Ministero degli affari regionali. Io credo che più che nei siti di informazione, più o meno pirata, questo Consiglio abbia la necessità subito di avere informazioni di prima mano, di avere la conoscenza diretta da parte del Presidente, di avere l'esposizione da parte del Presidente di quanto è a sua conoscenza, appunto, su temi che incidono sulla vita di tutti i sardi e sia in grado, quindi, finalmente di portare avanti le funzioni per le quali è stato eletto.

L'ultimo punto brevemente abbiamo iniziato con mezz'ora di ritardo, ed è normale perché le tre appunto era un orario forse anche insolito per la convocazione pomeridiana del Consiglio, l'orario però delle 15 era stato deciso in Capigruppo anche per venire incontro agli impegni personali o politici di un Capogruppo che aveva sollevato appunto il problema. Le chiedo almeno di garantire la prosecuzione dei lavori per la mezz'ora che appunto non è stata utilizzata avendo iniziato con mezz'ora di ritardo, quindi le chiedo almeno di garantire la prosecuzione sino alle 18 e 30.

Questione sospensiva

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Ganau. Ne ha facoltà.

GANAU GIANFRANCO (PD). Grazie Presidente, io mi riallaccio al discorso fatto adesso dal capogruppo Agus per far rilevare che la risoluzione che dovremmo discutere impegna direttamente il Presidente della Regione, che oggi non è presente, e allora ne faccio una questione pregiudiziale, invitando tutti i Consiglieri presenti anche quelli della maggioranza per difendere la dignità di questo Consiglio, e quindi propongo pregiudizialmente che sia rinviata la discussione a quando sarà presente il Presidente della Regione, grazie.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Emanuele Cera. Ne ha facoltà.

CERA EMANUELE (FI). Sull'ordine dei lavori, Presidente, grazie. No solo per comunicare all'Aula e a lei, Presidente, della necessità di stralciare la firma alla proposta di legge in quanto il sottoscritto ha sottoscritto congiuntamente agli altri colleghi in sede di Ufficio di Presidenza una proposta diversa, più organica, questa stralciata dalla Commissione non è stata oggetto di valutazione da parte del sottoscritto, per quanto in congedo, pertanto io chiedo che venga stralciata la firma del sottoscritto da questa proposta di legge, grazie.

Questione sospensiva

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). Sarò velocissimo, Presidente. Per ribadire il concetto espresso dal Capogruppo del PD. Io credo, per rispetto del presidente Christian Solinas soprattutto, che questa risoluzione vada assolutamente discussa in quest'aula alla sua presenza, perché l'impegno che si chiede al Presidente è talmente importante, talmente delicato anche nella prospettiva e nella programmazione dei lavori di tutto questo Consiglio per i prossimi cinque anni che credo possiamo interloquire direttamente con il nostro Presidente. Visto che il Consiglio tra l'altro è convocato, si potrebbe benissimo, visto che il problema ARAS è sotto gli occhi di tutti, discutere quella mozione che era stata già presentata. Grazie.

PRESIDENTE. Io proseguirei con l'ordine del giorno, dopodiché la questione pregiudiziale o sospensiva, che dir si voglia, sollevata dall'onorevole Ganau, quella la proporremo prima di iniziare la discussione della risoluzione. Penso che lei voglia, se posso interpretare, ma mi corregga se sbaglio, presentare una questione sospensiva, quindi il rinvio ad altra data della risoluzione stessa, cioè non la discussione tout court, ma il rinvio ad altra data, questo è. Quindi, la questione sospensiva, se lei intendesse riproporla, la discuteremmo prima dell'inizio dell'ordine del giorno inerente la risoluzione stessa.

L'ordine del giorno, dicevo, reca la discussione sulla proposta di legge numero 19… ora mi è apparsa la sua prenotazione.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Michele Ennas. Ne ha facoltà.

ENNAS MICHELE (Lega). Io invece volevo intervenire per chiedere se c'è la possibilità di mettere la firma su questa legge, visto che si parla di tagli, visto che l'abbiamo vista in Commissione, io sono assolutamente favorevole, quindi chiedo se c'è la possibilità di mettere il mio nome tra i firmatari della legge. Grazie.

PRESIDENTE. Certo, onorevole Ennas, lei la sottoscrive.

Ha domandato di parlare il consigliere Andrea Piras. Ne ha facoltà.

PIRAS ANDREA (Lega). Anche io per chiederle se si può mettere il mio nome, in quanto sono favorevole alla proposta di legge numero 19. Grazie.

PRESIDENTE. La proposta di legge che arriva in discussione è quella che deriva, è quella originaria così come integrata, modificata e istruita da parte della Commissione. La Commissione ha deliberato in fase referente un testo che oggi è all'attenzione del Consiglio regionale e ciascun consigliere potrà, col proprio voto e col proprio intervento in fase di discussione, dire come la pensa ed esprimere la propria volontà in fase di votazione. Ovviamente, non esclude che i singoli consiglieri, anche tutti, uno per uno, vogliano inserire o togliere la firma, ma questo era per fare un quadro. Grazie.

Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Manca. Ne ha facoltà.

MANCA IGNAZIO (Lega). Parlo senza microfono, forse è meglio. Per aggiungere soltanto il mio nome alla mozione. Grazie.

PRSIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Sara Canu. Ne ha facoltà.

CANU SARA (Lega). Anche io, come i miei colleghi, vorrei aggiungere la mia firma alla proposta di legge.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Franco Satta. Ne ha facoltà.

SATTA GIAN FRANCO (Progressisti). Sull'ordine dei lavori, Presidente, perché lei è chiarissimo e quest'Aula risponde naturalmente a quelle che sono le regole impartite dal Presidente, quindi la ringrazio.

PRESIDENTE. Non ho nessuno iscritto.

Questione sospensiva

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Veramente sull'ordine dei lavori, e non per aggiungere firme. Semplicemente ci troviamo, come Gruppo PSd'Az, d'accordo sulla proposta che non è strumentale di poter discutere sugli accantonamenti e sulla vertenza entrate concordando magari con la presenza del nostro Presidente, quindi io direi che siamo d'accordo per un rinvio, ritengo che non sia assolutamente strumentale. Quindi, questa è la nostra posizione, Presidente.

PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Mula. Quindi inizierei, veramente.

Discussione e approvazione della proposta di legge Oppi - Cera - Mele - Mundula - Giagoni - Mula - Cocciu - Mura - Sechi: "Disposizioni in materia di status di consigliere regionale" (19/A) (parte I).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della proposta di legge numero 19/A.

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Pierluigi Saiu, relatore.

SAIU PIERLUIGI (Lega), relatore. La prima Commissione, nella seduta del 4 luglio scorso, ha inserito all'ordine del giorno il testo della proposta di legge numero 19, stabilendo all'unanimità di stralciare il Capo II della medesima contenente la disciplina per la cosiddetta indennità differita. Come emerso dal dibattito in Commissione, tale scelta nasce dall'intento di valutare in modo più approfondito l'opportunità di prevedere questo istituto già adottato da numerose regioni e basato sulla disciplina in vigore presso la Camera dei Deputati, quindi la necessità di un approfondimento ulteriore per valutarlo. La Commissione in seguito allo stralcio, nella medesima seduta del 4 luglio, ha dunque preso in esame il Capo I della proposta di legge, approvando all'unanimità, anche in questo caso, i singoli articoli e licenziando il testo nel suo complesso, testo che poi è divenuto proposta di legge 19/A parte prima, ha quindi nominato il sottoscritto quale relatore per l'Aula. Come è noto, il testo licenziato dalla prima Commissione, composto complessivamente da sette articoli, un allegato e due tabelle, reca "disposizioni per l'attuazione della disciplina introdotta dal bilancio di previsione dello Stato per il 2019", e si conforma all'intesa sancita in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano siglata il 3 aprile di quest'anno. La normativa e l'intesa citate, ai fini del contenimento della spesa pubblica e del coordinamento della finanza pubblica, hanno impegnato le singole regioni a rideterminare in riduzione la disciplina dei cosiddetti vitalizi già in essere in favore dei consiglieri regionali, prevedendo come sanzione, in caso di inadempimento entro i termini, la riduzione di una considerevole quota dei trasferimenti erariali. Nel caso della Regione sarda, le misure interessano i consiglieri che hanno ricoperto la carica fino alla XIV legislatura. Rispetto al testo dei proponenti, la Commissione ha inserito uno specifico articolo relativo alla norma finanziaria, in quanto la disciplina approvata, prevedendo un evidente risparmio di spesa, non comporta nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio del Consiglio regionale. In questo senso, mi preme aggiungere e informare l'Aula che la prima proiezione relativa al risparmio di 1.600.000 euro è stata a sua volta rideterminata e si configura nella misura di 2 milioni di euro di risparmio. Gli altri articoli approvati dalla Commissione invece risultano identici a quelli contenuti nel Capo I del testo dei proponenti, che riproducono i criteri stabiliti nell'intesa citata per la rideterminazione dei vitalizi. La Commissione, sotto questo aspetto, si è dunque attenuta a quanto già stabilito in sede di intesa al fine di rispettare, in nome del principio di leale collaborazione, gli impegni assunti in sede di Conferenza Stato-Regioni.

Presidente, mi permetta, a conclusione della relazione, così come fatto anche dagli altri colleghi, di richiedere la possibilità di apporre anche la mia firma sulla proposta di legge. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Saiu. Ricordo che i consiglieri che intendono prendere la parola devono iscriversi non oltre la conclusione del primo intervento

E' iscritta a parlare la consigliera Desirè Alma Manca. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRE' ALMA (M5S). Grazie, Presidente, sicuramente impiegherò meno di 10 minuti. Era il 4 giugno, data in cui è arrivò questa proposta in Conferenza dei Capigruppo, la prima vostra proposta di legge, composta da tre capi: il primo, dove da subito noi ci siamo dichiarati assolutamente a favore, che era quello della rideterminazione del calcolo dei vitalizi, su base appunto contributiva, e l'altro, il secondo capo, era quello della vostra volontà di reinserimento, secondo noi, dei vitalizi, secondo una indennità differita. Era il 4 di giugno quando, personalmente, in Conferenza dei Capigruppo ho chiesto di poter suddividere questa proposta e di creare due proposte di legge, nella quale nella prima inserire il primo capo, dove il Movimento 5 Stelle era assolutamente a favore, anche perché questo accordo Stato-Regione è stato fortemente voluto dal Movimento 5 Stelle ed è stata una nostra conquista a livello nazionale, e la richiesta invece eventualmente del secondo capo, di portarlo in Commissione per studiare insieme quella che poteva essere una proposta invece di pensione contributiva. C'è voluto un mese, un mese di tempo in cui abbiamo letto di tutto e di più sui giornali, ci è voluto un mese affinché finalmente riusciste a portare questa proposta solo ed esclusivamente con il primo capo. Che cosa cambia? Che differenza fa rispetto a un mese fa? Cambia che i termini sono scaduti, cambia che, molto probabilmente e verosimilmente, ci saranno delle penali che verranno inflitte alla Regione Sardegna e quindi ai soldi di tutti i cittadini sardi. Questo perché? Perché avevate bisogno di tempo, perché vi siete arbitrariamente presi un mese di tempo per accettare poi alla fine quella che era stata da subito la nostra proposta, e quindi oggi ci ritroviamo a votare quello che da subito avevamo proposto. Noi naturalmente voteremo a favore di quella che è la rideterminazione degli assegni vitalizi in essere, questa è la base, questo è uno dei programmi principali, degli obiettivi principali del Movimento 5 Stelle, che è il taglio dei costi della politica, e fin quando voi porterete proposte di questo tipo, noi assolutamente a favore, sempre! Vedremo però quanto siete riusciti a farci addebitare e a pagare a tutti i cittadini sardi. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Diego Loi. Ne ha facoltà.

LOI DIEGO (Progressisti). Buona sera, Presidente, grazie per la parola. Intervengo, in qualità anche di Vicepresidente della prima Commissione, per confermare il percorso - ne ha parlato anche il Presidente - in termini di lavori della prima Commissione sulla proposta di legge, per la quale, con un lavoro di sintesi direi molto, molto opportuno, si è arrivati a votare in maniera unitaria stralciando completamente il secondo capo, evidenziando come l'intervento a favore della riduzione della spesa pubblica collegata ai vitalizi fosse uno degli elementi sui quali questo Consiglio regionale, per il rispetto dovuto anche alla volontà popolare, come è stata più volte richiamata, ha deciso di fare. La proposta di legge, che è arrivata in Commissione, contemplava una seconda parte che ha necessità assolutamente di essere approfondita, di essere analizzata nel merito e di essere valutata, e così si è espressa la Commissione all'unanimità in tutti gli aspetti anche reconditi che il testo poteva contenere. Su questo dico anche che la scelta di stralciare integralmente, pur rendendoci conto della tempistica un po' oltre quella che era la deadline che era stata prevista, comunque non toglie assolutamente nulla al valore fondamentale che questo provvedimento ha, che, come è stato richiamato prima, consente la riduzione di 1 milione e 600 mila euro all'anno di spese al Consiglio regionale, e quindi alla spesa pubblica, a favore certamente di politiche volte all'interesse della collettività. E' quindi un provvedimento di grande responsabilità e opportuno, è un intervento che va proprio nella direzione di avvicinare certamente i cittadini alla politica nella misura in cui oggi il tema dei vitalizi è diventato un tema assolutamente fondamentale. Certamente in questa forma, e su questo mi pare opportuno anche richiamare un attimino l'attenzione rispetto ai vari interventi dei consiglieri che chiedono volta per volta di aggiungere firme a testi che sono presenti nei nostri banchi, mi pare che la proposta di legge che è arrivata in Aula sia una proposta licenziata dalla prima Commissione all'unanimità, quindi non capisco quale sia il motivo per il quale ciascuno di noi progressivamente dice di voler apporre la firma; mi pare sia un elemento, poi magari è una carenza informativa mia, assolutamente superfluo. È arrivata in Aula una proposta licenziata dalla prima Commissione all'unanimità, con quindi il favore di tutte le forze politiche, mi pare che questo sia il tema fondamentale. Su questo, in coerenza con i lavori fatti in Commissione, il nostro voto è evidentemente favorevole. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Giorgio. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC) Io credo di avere il diritto e il dovere di difendere anche tanti e quindi di spiegare che cosa è successo e che cosa giustifica il fatto che la legge, nella sua complessità, non sia stata presentata. La seconda parte ovviamente riguarda un'indennità differita a seguito della legge 145/2018 che, se non sbaglio, è stata approvata dalla maggioranza e dalle due forze trainanti del Parlamento italiano, dove, di fatto, è stata già applicata. Ma devo dire, perché qualcuno evidentemente ha le idee confuse, che laddove si è di fatto già approvata questa indennità differita, si è votato all'unanimità nel 2019; si è votato in Abruzzo, con la partecipazione di tutte le forze politiche, nessuna esclusa, si è votato in Calabria, dove non ci sono Consiglieri del Movimento 5 Stelle, ma è stata praticamente votata all'unanimità. In Campania favorevoli altrettanto, in Liguria favorevoli, approvata all'unanimità, e in tante altre regioni, in 13 regioni d'Italia, dove sono state approvate prima del 2019. Nel 2015, per esempio, nel Molise introdotta indennità, e lo stesso in Puglia; nel 2011 addirittura in Sicilia, ma praticamente lì fanno la doppia indennità, poi è stata approvata anche in Valle d'Aosta, nel Veneto e in altre regioni, in 13 regioni d'Italia, e sarà approvata in tempi brevi anche in altre regioni. Allora io credo di dover dire che la scarsa conoscenza porta a non capire alcune situazioni. Molti anni fa il Partito Comunista Italiano pregò la Democrazia Cristiana di consentire che di fatto chi faceva una o due legislature, perché il Partito Comunista consentiva di fare una o due legislature massimo, tre soltanto ai leader, e innalzando notevolmente tant'è che si partiva praticamente con cinque anni con una quota del 25 per cento e si arrivava dopo dieci anni addirittura al 54 per cento, e man mano che si saliva nel numero di legislature si restringeva questa forbice. È stata modificata, non certamente da coloro i quali ogni tanto avanzano fama di essere sostenitori incalliti di determinati valori, è stata modificata nella tredicesima legislatura riducendo ovviamente queste due fasce, perché dieci anni il 58 per cento e scendendo addirittura al 38 per cento. Cosa vuol dire questo? Che chi ha una o due legislature, tanti poveri diavoli, ne cito uno per tutti, lo cito sempre, un certo sindaco di Elmas, Ruggeri, che è stato trovato bruciato nel suo territorio, un operaio, una degnissima persona, non si è capito se si è suicidato o se l'abbiano ammazzato, che si prodigava in tutti i modi a sostegno dei lavoratori, dei suoi colleghi che magari avevano perso il posto di lavoro, la sua povera vedova ha un taglio micidiale e porta avanti la famiglia senza che ci sia il suo consorte e nessuno mi può dire il contrario, e di questi casi ce ne sono molti, perché noi abbiamo circa 90-100 ultra novantenni e quindi in tempi brevi si ridurranno i vitalizi notevolmente, quest'anno sono stati ridotti di 30 circa, e poi sono stati eliminati. E perché nessuno possa vantarsi di essere bravo e di sostenere certe cause, voglio dirvi subito che il sottoscritto non ha nessun interesse, perché tutt'al più c'è una posizione che mi danneggia; quando prenderò il vitalizio, se sarò ancora vivo, di fatto c'è una norma di salvaguardia che non mi possono dare quello che mi dovrebbero dare. E per tutti quei fanfaroni mistificatori che dicono, come da Giletti in su, che dicono: "Ah, guardate, state attenti perché di fatto questa storia dei vitalizi ha creato un sacco di problemi; due persone, quattro, dieci persone hanno lavorato dieci giorni…", io sono stato parlamentare per due anni e due mesi e per un anno e due mesi, in tutto tre anni e sei mesi e non avevo diritto a niente! La legge bisogna conoscerla! Bisogna fare due anni, sei mesi e un giorno consecutivi, pagare poi una grossa quota per gli altri due anni e mezzo e in funzione di questa, al compimento del sessantacinquesimo anno di età, uno ha diritto ad avere il vitalizio per una legislatura. Il resto è fantasia, il resto è stupidità, anche chi va di là e non sa neanche di che cosa parlando.

Ebbene noi in questo Consiglio non abbiamo bisogno di suggerimenti di chicchessia. Il sottoscritto per quattro anni ha votato contro il bilancio, pur essendo Questore, e ha denunciato una serie di problemi, compresi quelli, per esempio, della mancanza di norme, non c'è una struttura a norma, ivi compreso il parcheggio, eccetera, e ha dichiarato più volte, contro gli uni e contro gli altri, che cosa c'era: uno squilibrio incomprensibile, una sperequazione all'interno dei dipendenti e poi anche ha detto… cosa abbiamo fatto noi? I consiglieri regionali, soltanto loro, hanno avuto l'indennità dimezzata, sono state eliminate le indennità per i portaborse, per la segreteria, i fondi ai Gruppi, i vitalizi, abbiamo cassato l'indennità di funzione per i Vicepresidenti del Consiglio, per i Questori, i Segretari e i Vicepresidenti di Commissione. Io stesso, che sono stato in primis colui il quale ha fatto una battaglia per tanti anni in funzione di questo, mi sono anche pentito, perché di fatto ci sono situazioni che sono abnormi dentro questo Consiglio regionale. I nuovi consiglieri regionali qui… noi siamo in effetti complementari della Camera dei Deputati, però ci siamo dimenticati che alla Camera dei Deputati se uno ha un'attività che non è quella di un dipendente pubblico gli pagano i contributi! Qui non li hanno mai pagati, per cui quando uno va in pensione è penalizzato! Il povero collega Unali, per esempio, che praticamente quando avrà la pensione avrà una riduzione ed è mortificato nel proprio posto di lavoro. Ecco perché io mi pongo il problema anche dei poveri, di coloro i quali sono stati mortificati in funzione certamente di un criterio che era sbagliato. Non capisco perché nel momento stesso in cui nessuno in quest'Aula dei partiti politici poteva eccepire niente sulla seconda, sull'indennità differita, per cui io non faccio la domanda perché non mi serve, nel senso che, avendo il mio vitalizio, che nessuno mi può toccare, ma perlomeno avrei gradito per tanti altri amici, per coloro i quali si rivolgono a me, i vecchi consiglieri regionali, che hanno fatto una scelta di vita e questo nessuno lo può dire. Solo uno ha avuto il coraggio di dire a Giletti: "Ma fa il tuo mestiere, e quanto guadagni Giletti?" e gli ha tirato un libro addosso. Si chiamava Capanna e Capanna lo conoscono tutti, non è certamente del partito a cui ho sempre aderito. Capanna era un combattente di razza e ha detto: "Io ho scelto la politica" e stiamo attenti nel parlare di caste. Ce ne sono troppe caste, anche qui dentro ci sono le caste che hanno privilegi rispetto ai consiglieri regionali. Noi siamo l'ultima ruota del carro qui dentro! E quindi non capisco e non posso concepire che non si sia discusso dell'altra, che voi avete voluto. Chi ha voluto questo provvedimento sono il Movimento Cinque Stelle e la Lega, non sono certamente gli altri partiti politici, e l'hanno applicato alla Camera! Da anni hanno sempre detto che bisogna dimezzare i deputati, da anni praticamente avevamo il diritto, come consiglieri regionali, di avere l'80 per cento delle retribuzioni dei parlamentari. Ebbene, quando veniva incrementato noi abbiamo rinunciato a questo 80 per cento e siamo coloro i quali in Italia, anche per colpa mia, soprattutto forse rispetto agli altri, abbiamo praticamente tagliato tutto, e io rivendicherò sempre che è legittimo ed è corretto che qui dentro il Consiglio si riprenda la sua dignità, dobbiamo dare dignità a questo Consiglio con molta attenzione. Non concepisco e voterò contro perché non accetto che si sia differito l'altro provvedimento che doveva essere approvato all'unanimità da tutte le forze politiche, come è in tutt'Italia. Poi chi lo vuole lo fa, che forse non gli conviene, chi non vuole non lo fa, ma questo è senso di responsabilità e democrazia, il resto sono chiacchiere.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Eugenio Lai. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). Presidente, sarò veloce anche perché ero presente a quella Capigruppo che ha citato poc'anzi l'onorevole Desirè e tutti quanti, tutte le opposizioni si sono da subito schierate per eliminare il Capo II, non c'è nessun tipo di primogenitura. C'è stata però, allo stesso tempo, un'attenzione particolare da parte della società che ha chiesto questo passaggio e c'è stata perché la famosa questione morale, che per primo Enrico Berlinguer citava durante tutti i suoi interventi, va nella direzione sicuramente di riportare la politica vicino al cittadino provando ad eliminare anche i privilegi, alcuni privilegi che non appartengono, dando però allo stesso tempo, come è stato detto anche in precedenza, un peso alle istituzioni.

Bisogna fare attenzione a distinguere i due capi, ossia da un lato il tentativo, ed è giusto - noi andremo a votare a favore -, della riduzione dei vitalizi, che è una rideterminazione, non è neanche un'abolizione perché in questi mesi abbiamo sentito di tutto e di più, ma è una rideterminazione e non un'abolizione dei vitalizi precedenti, dall'altro, però, bisogna fare attenzione a non delegittimare il più alto Parlamento sardo che si dovrebbe contraddistinguere per una politica che sia all'altezza dei cittadini, si dovrebbe distinguere per una approvazione di atti che siano all'altezza dei bisogni soprattutto degli ultimi. Quindi sì alla rideterminazione dei vitalizi, andremo a votare favorevolmente come Gruppo di LEU Sardigna, però davvero facciamo attenzione a non delegittimare troppo il Parlamento sardo e qualsiasi organo politico perché poi alla fine ci troveremo nella situazione in cui solo i ricchi potranno fare politica, solo chi se lo può permettere potrà fare politica, tutti gli altri, invece, resteranno tranquillamente a casa. Un provvedimento, questo che ci troviamo a votare oggi, che è partito nella precedente consiliatura; l'onorevole Ganau, che allora era Presidente del Consiglio, ha partecipato a più Conferenze Stato-Regioni, si è arrivati ad un accordo e l'accordo prevedeva, naturalmente da parte del Governo, che questo provvedimento dovesse essere approvato entro il 30 giugno. Le divisioni che ci sono state, anche le contraddizioni che hanno contribuito ad alimentare alcune polemiche, anche all'interno dei Gruppi della maggioranza, hanno consentito di portare questo provvedimento in Aula solo solo, cioè in netto ritardo. L'auspicio, ed è anche quello che diciamo alla Giunta, è quello che lo Stato per questo ritardo non tagli i finanziamenti alla nostra Regione. Una Regione che è già martoriata e non ha bisogno di altri tagli. Per questo naturalmente chiediamo alla Giunta una tutela per i sardi. Una tutela per i sardi che, appunto, ci consentirà di andare convintamente a votare a favore e ricordiamo che la Sardegna e la Sicilia, se non erro, sono le uniche due regioni in Italia che ad oggi non hanno ancora approvato questo provvedimento. Quindi ci auguriamo e l'auspicio è che ci sia una condivisione totale da parte dell'Aula, da parte nostra faremo la nostra votazione a favore del provvedimento.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Ignazio Manca. Ne ha facoltà.

MANCA IGNAZIO (LEGA). Signor Presidente, signore e signori Assessori, onorevoli colleghi, intervengo brevemente nell'odierno dibattito non per puntualizzare aspetti tecnici, già esaustivamente trattati nei precedenti interventi, quanto piuttosto per alcune riflessioni di carattere generale che prendono spunto dall'antefatto dell'argomento che ci occupa. Come voi tutti saprete esistono differenti approcci all'azione politica, a seconda dell'indole del protagonista. Esistono, infatti, uomini nati per conquistare il potere ed esistono uomini che spendono la propria esistenza per combattere o quanto meno controllare il potere. Esiste inoltre, a mio avviso, una terza categoria di individui che io definirei vetrinisti… c'è un brusio che dà fastidio… cioè coloro che a prescindere dalle prime due categorie antepongono il proprio ego a qualsivoglia interesse o scopo. Questi ultimi, pur di raggiungere l'obiettivo, non badano al sottile, tanto meno al prestigio dell'Aula o dei colleghi purché arrivi gloria, poco importa se vana, possibilmente nel proprio profilo Facebook o nella propria pagina web. Orbene gli antefatti della norma di cui all'odierna discussione paiono calarsi nella fattispecie appena richiamata ed è ai vetrinisti da addebitarsi il ritardo nell'approvazione di una norma obbligatoriamente imposta dalla legge di stabilità nazionale. Poco importa se il ritardo alla sua approvazione, dovuto alle speciose polemiche, potrebbe causare a carico delle casse regionali un taglio nei trasferimenti dallo Stato alla Regione. Nella deprecata ipotesi ne sarebbero responsabili quantomeno moralmente, non potrà farsene carico di certo la Lega.

Venendo al merito, nulla di quanto paventato dalle Cassandre, nessun aumento dei vitalizi, soltanto un taglio del 20 per cento con un risparmio netto annuo di 1.600.000 euro. Se taluno ha tentato di speculare su quest'Aula dovrà farsene una ragione e cercare in futuro un'altra spiaggia sulla quale andare a scavare. Per concludere, al bando l'amarezza per quanto accaduto ed a prescindere da diverse posizioni istituzionali, per il futuro il mio auspicio è che tutte le forze politiche presenti in Aula sappiano dialogare lealmente al fine unico di riuscire ad alleviare il popolo sardo dalle tante gravose problematiche che da tempo hanno fatto precipitare l'Isola agli ultimi posti delle statistiche nazionali. Ad imporlo è la disperazione delle migliaia di giovani disoccupati costretti annualmente a fuggire, non già la ricerca spasmodica di like sul proprio profilo Facebook. Guai a voler rimestare ulteriormente contro la casta! Il livello d'odio verso i politici è già fin troppo alto.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Presidente, la cronistoria di questa vicenda è alquanto particolare. Nella riunione citata dall'onorevole Manca sono stati illustrati due progetti e accennato un terzo. Il primo progetto di questa legislatura sarebbe stato l'introduzione, sotto falso nome, dei vitalizi. Il secondo progetto sarebbe stato il ripristino dei fondi ai Gruppi così come l'abbiamo conosciuto in pochi, perché la maggior parte di voi non l'hanno conosciuto, l'abbiamo conosciuto io e l'onorevole Oppi e sappiamo come sono finiti tutti i nostri colleghi dell'epoca. La terza proposta, accennata, era quella del raddoppio del personale degli Assessori regionali, del personale nominato intuitu personae,senza concorso, raddoppiando portaborse, raddoppiando segretari particolari, raddoppiando uffici stampa e via dicendo. Questo avrebbe caratterizzato l'intera legislatura, i primi tre provvedimenti. Dopodiché si è passati alla illustrazione all'Ufficio di Presidenza che avrebbe dovuto trasferire la proposta ai Capigruppo per raccogliere le firme di tutti. Questo è né più né meno quel che è accaduto. Ho sollevato il problema perché quel che sta dietro questo provvedimento è che quella norma sì, opera per pochissimi in Italia, opera per i consiglieri regionali citati dall'onorevole Oppi, opera per i deputati e per i senatori, opera per le altissime carica dello Stato, funzionari pubblici, alcuni pochi dipendenti. Perché se si distribuisce alla politica, se si distribuisce alla politica, devono beneficiarne per forza di cosa anche altri. Il 4 di giugno citato dall'onorevole Manca, in quei giorni arrivarono alle cittadine e ai cittadini pensionati italiani una decurtazione sulle pensioni (chi 50, chi 70, chi 20 euro), noi nel frattempo stavamo ragionando di un ripristino di un privilegio, sotto falso nome, sì, ditemi qual è il contributivo che non viene versato all'ente di appartenenza che gestisce le casse pensionistiche nel nostro Paese, l'INPS. In questo caso c'era una cassa parallela così com'era un tempo per il vecchio vitalizio governata dal Consiglio regionale. Chi è che in questo Paese ha un adeguamento automatico su base Istat di ciò che versa oggi e che tra 22 anni avrei percepito? Su base Istat, cioè andamento del costo della vita, e su base del parametro del PIL, l'andamento del PIL sui prezzi al consumo. Non esiste per nessun dipendente pubblico e per nessuno che abbia il beneficio della pensione. Chi versa per cinque anni smette di versare e ottiene a 65 anni o a 60 nel caso di due legislature un'indennità a vita? Solo coloro che beneficiano di un vitalizio. Il parametro è un parametro totalmente sballato rispetto ai versamenti del datore di lavoro con il parametro del versamento di colui che è dipendente: … tanto che il Consiglio regionale avrebbe dovuto mettere a correre 5,7 milioni di euro per coprire la spesa a beneficio nostro. Io non volevo intervenire su questo secondo capo perché il secondo capo è stato tirato in ballo da altri e il secondo capo non è oggi in discussione.

L'altro elemento è che la verità è che se fosse stato obbligo di legge come da lei raccontato, Presidente, noi oggi ci saremmo dovuti trovare di fronte due proposte, il capo 1 e il capo 2, per non incorrere in sanzioni. La verità è che il capo 2 non è obbligo di legge. È vero che è stato adottato altrove, la verità è che il governo del cambiamento, il governo dell'onestà, dell'eliminazione dei privilegi, dell'essere rigidi coi deboli e strizzare l'occhio ai forti, non ha eliminato alcunché nel nostro Paese, ha cambiato il nome ai vecchi privilegi.

Posso continuare se volete nel raccontarvi le vicende singole dei dipendenti dei Gruppi assunti con i fondi ai Gruppi che venivano sotto ricatto costretti a ritirare i soldi, il denaro contante che veniva poi trasferito a consiglieri regionali, o ce le siamo dimenticate le interrogazioni, gli interrogatori? Onorevole Oppi, lei lo ricorda bene che cosa non sono state quelle vicende, quelle ore, quelle giornate? Anche per molti onesti, perché son finiti nel tritacarne di quella vicenda persone come l'onorevole Gessa, scienziato di fama internazionale che ha una dichiarazione dei redditi di molto superiore alla nostra, che ha donato brevetti al pubblico per milioni, milioni, decine di milioni di euro, è finito nel tritacarne di quella vicenda dei fondi ai Gruppi per le ragioni che tutti noi conosciamo, di vicende che hanno purtroppo riguardato tantissimi, anche coloro che forse non hanno colpe e ci auguriamo che questo emerga dalle future indagine e dalle sentenze. Questo è il passato, il vitalizio, onorevole Oppi, lei ha detto bene, fu una proposta di alcuni Gruppi politici della Camera e Senato in relazione al fatto che all'epoca non esisteva alcun tipo di ristoro dopo una vita trascorsa nei banchi delle istituzioni, perché non esisteva un sistema pensionistico e molti di loro funzionari di partito non avevano neanche contratto. Il vitalizio era pensato per dare un sostegno economico a colui o colei che aveva dedicato una vita alla politica, non era pensato per avere il cumulo svolgendo la funzione di consigliere regionale cumulando poi l'indennità vitalizio svolgendo la funzione di deputato, cumulando quella nel caso in cui svolga anche la funzione di senatore e cumulando quella di parlamentare europeo. Non era questo il principio che ispirò il vitalizio, non era dare agli uomini più ricchi ancor di più, è vero che poi è intervenuto un tetto per cui non c'è una possibilità di cumulo a oltranza, ma è vero anche che il paradosso sarebbe stato che l'ex governatore della Banca d'Italia decidendo di voler svolgere una funzione pubblica, avrebbe potuto beneficiare oltre che della lauta pensione da Governatore della Banca d'Italia anche di un di più dato dal fatto di avere svolto per due anni, sei mesi e un giorno la funzione di deputato, senatore o consigliere regionale.

Il principio era dato per coloro che avevano dato la vita per la politica e che sarebbero andati, come per la legge Bacchelli perché l'alternativa che si pose all'epoca fu quella di introdurre un sistema come per la legge Bacchelli, cioè di assoluto sostegno alle persone che avevano dedicato nel mondo dell'arte, della cultura, una vita spesa per il Paese e finivano come Bacchelli, persona che ispirò la legge, in totale stato di indigenza. Questo era il principio, dopo negli anni è divenuto altro, tanto che abbiamo creato un solco tra le cittadine e i cittadini, le istituzioni e la politica. Sul primo Capo nulla quaestio, sulle altre questioni io mi auguro che ci possa essere il momento in cui si potrà ritornare su queste vicende senza accusare persone o tirar fuori vicende o parlare cercando di demolire l'avversario, ci hanno tentato in tanti, in pochi ci sono riusciti perché continuo a guardarmi allo specchio come mi guardavo da bambino, da ragazzo, e il volto non è stravolto e non ho coperto gli specchi a casa e se una cosa non mi piace, fosse anche Lenin o Marx a venirmelo a dire come obbligo, direi di no. Se una cosa non mi convince la ritengo un'offesa a coloro che quotidianamente lavorano e che versano, attraverso il loro sacrificio nel lavoro ed economico, denaro perché il Paese possa andare avanti, io ritengo che sia inopportuno, per usare un eufemismo, portare all'attenzione di quest'Aula proposte di questo tipo, proposte di questo tipo, non altre, il testo che ho visto e sul quale ci siamo confrontati. E' testimone il Presidente della prima Commissione e gli altri che il ragionamento, la riflessione durante i lavori della Commissione sono stati sereni e produttivi anche di un ragionamento comune.

Non è necessario per voi alzare i toni perché siamo bravi tutti anche a rispondere a sgarbo, con scortesia, a scorrettezza e maleducazione.

PRESIDENTE. Onorevole Zedda, mi permetto solo di dire che lei ha appena sostenuto che il Presidente del Consiglio abbia riferito che questa proposta di legge nella sua interezza fosse obbligatoria, ora io non mi permetto di dire che lei non abbia capito, cosa che poteva anche essere…

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). E' un suo comunicato stampa!

PRESIDENTE. Onorevole Zedda, la richiamo, un attimino di educazione, non dico tanto di rispetto che può anche mancarlo, ma di educazione! Sia educato, sia educato e rispettoso nei confronti dei suoi colleghi! Detto questo non ha bisogno di fare propaganda elettorale…

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Lei non faccia l'esegesi delle mie parole!

PRESIDENTE. Non ha bisogno di fare propaganda elettorale, quella l'ha già fatta, l'ha già fatta e gli esiti ci sono già stati.

E' iscritto a parlare il consigliere Giovanni Satta. Ne ha facoltà.

SATTA GIOVANNI (PSd'Az). Io partirei appunto da quel passaggio che ha fatto Massimo Zedda riguardante l'ultima seduta della Commissione, dove all'unanimità si è deciso di operare lo stralcio della seconda parte e di impegnarci anche contemporaneamente, tutti assieme, a valutare una proposta diversa anche sulla scia di quelle che sono le determinazioni che ha adottato il Governo centrale. Però sfugge a tutti un piccolo particolare, che questo Consiglio, già prima dell'avvento in Consiglio, non me ne vogliano gli amici della Lega e neanche quelli dei 5 Stelle, ha operato dei tagli perché questo Consiglio regionale durante la legislatura, non quella caratterizzata dal governo di Pigliaru però da quello di Cappellacci ha optato per il taglio da 80 a 60 consiglieri, ha optato per il taglio definitivo di tutti i vitalizi tant'è vero che il sottoscritto ha fatto tre anni il consigliere regionale, l'ex collega Giuseppe Fasolino ha fatto cinque anni, non ha diritto ad alcun vitalizio. Poi c'è stato un altro piccolo passaggio, durante la Presidenza del Consiglio del collega Gianfranco Ganau, questo Consiglio è stato capace di risparmiare 10 milioni di euro l'anno sulla spesa del bilancio degli anni precedenti, tutte queste cose sono nate in Sardegna, sono state partorite, scusatemi il termine, in Sardegna nel rispetto delle regole dell'autonomia. Non c'era bisogno che lo Stato venisse in una Regione autonoma come la Sardegna a dirci quello che dovevamo fare, noi l'abbiamo già fatto prima. Oggi siamo qua a discutere se operare o meno il taglio sui vitalizi, io ovviamente voterò a favore ma più che altro perché come qualcuno dice qua sembra quasi un atto dovuto, visto che giustamente la gente, l'opinione pubblica ci chiede di fare questo.

Per l'opinione pubblica bisogna essere corretti, bisogna avere la capacità di parlarci bene onde evitare di fare populismo e dire che questo si può fare, questo non si può fare e chiamare tutte le cose con il proprio nome. Io a differenza del collega Zedda, del quale rispetto l'opinione, non ritengo che nella seconda parte che il Presidente del Consiglio ci ha proposto, possiamo parlare di vitalizio perché per me il vitalizio è una cosa ben diversa, però è un discorso che come abbiamo detto abbiamo lasciato alle prossime sedute in Commissione. Noi avevamo chiesto semplicemente di poter adeguare, così come hanno fatto in Italia su indicazione dello stesso Governo centrale, come ha detto Zedda, chiamato oggi il Governo giallo-verde che chiede oltre al taglio dei vitalizi di adeguare contributivamente la retribuzione che viene data ai consiglieri regionali così come hanno fatto gli stessi componenti del Governo, in primis il Presidente della Camera che si chiama Fico, tanto è vero che questa legge porta il suo nome.

Quindi io ritengo che sia opportuno oggi approvare questa legge, ma non ritengo neanche che sia giusto avere la minaccia che mi fai i tagli, di quali tagli stiamo parlando? Quali soldi ci regala lo Stato italiano? Lo Stato italiano ci restituisce in parte, e quando se lo ricorda, visto le vertenze in atto, i soldi che noi versiamo. Quindi di cosa stiamo parlando? Abbiamo il dovere di difendere la nostra autonomia, quella sancita nel 1948 così come abbiamo anche il dovere di dire e qualcuno forse ha citato Berlinguer o altri che la battaglia perché i consiglieri regionali, piuttosto che i parlamentari, avessero una giusta retribuzione, ne parla anche la Costituzione, è stata fatta dalla sinistra, giustamente, perché altrimenti se così non fosse non sto difendendo una casta, se uno deve fare politica deve anche giustamente spendere, dovremmo avere dei consulenti legali, chi li paga? Non li possiamo pagare più con i fondi del Gruppo, dobbiamo pagarli dai nostri fondi. Siamo obbligati, e questo anche su questo dovremmo discutere quando dobbiamo fare una proposta legislativa siamo obbligati a riferirci ai nostri dipendenti, che molte volte sono dipendenti in comando da altri enti, che poi non ho capito perché devono essere in comando, non potrebbero essere anche dei laureati disoccupati che ci potrebbero venire incontro, senza andare a rubare niente, perché io non penso che se io faccio una legge per tutelare i commercianti tutelo anche i commercianti abusivi, perché di questo si dovrebbe trattare. Quindi io ritengo che sia opportuno oggi approvare questa parte, pur rispettando l'opinione di Giorgio Oppi perché giustamente lui difende non una casta ma una categoria di politici che ha fatto anche affidamento su quello che gli è stato detto, tanto è vero che c'è anche la discussione, nonostante ci sia tutto il primo round di vittoria, i ricorsi sono stati respinti, si andrà alla Consulta per decidere se quelli erano dritti che potevano essere intaccati o meno dalle leggi successive, quindi votiamo questo e mi auguro che questo Consiglio e anche il Presidente del Consiglio non debba fermarsi davanti al populismo per approvare certe determinazioni, bisogna avere sempre il coraggio delle proprie azioni io ritengo che, pur nella distinzione di quello che pensano le altre parti politiche, noi le riforme dobbiamo farle, anche questa è una riforma che va fatta, è capitato che avevamo una scadenza che era quella del 30 giugno, abbiamo pensato di fare tutto in un'unica soluzione si può comunque tranquillamente ripensare a questo e lo faremo, quindi io voterò a favore, anche se ritengo che sia necessario che tutti facciamo una riflessione e abbiamo più rispetto delle proprie posizioni. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Giampietro Comandini. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Io devo dire che quando parliamo di noi stessi è sempre difficile, è soprattutto difficile quando parliamo di chi fa politica dobbiamo in qualche modo difenderci ancora prima che veniamo attaccati su qualcosa, e su questa vicenda devo dire noi abbiamo messo molte volte il giudizio prima ancora che ci fosse l'accusa, su questa vicenda, soprattutto come ci ricordava l'onorevole Oppi che è un po' il decano dell'Aula, bisogna avere il coraggio di discuterne con serenità, conoscenza e difendere una cosa importante per la quale siamo stati eletti in questa massima Assise regionale che è nella rappresentanza del popolo sardo, anche se mi dispiace essere d'accordo perché non mi ha ancora pagato il taxi l'onorevole Satta, prima o poi dovrà farlo, dovrà farlo devo dire che su alcune parti del suo intervento mi trova d'accordo, perché io avrei preferito uno scatto d'orgoglio nel difendere quello che questo Consiglio regionale ha fatto per primo in Italia, per primo in Italia, nel taglio di alcuni che privilegi della politica, all'unanimità, l'abbiamo fatto quando ancora alcuni movimenti politici, che sono nati in questi anni, non erano presenti questo Consiglio regionale nel 2014 e nel 2011, sia con una legge regionale che con una delibera dell'Ufficio di Presidenza, ha messo pesantemente mano in una riforma dei costi di questo Consiglio ancora prima delle direttive del Governo Monti tale da essere sì questo punto di riferimento di una riforma e di una rivisitazione di quelli che erano, come si diceva, il risparmio della spesa pubblica, l'abbiamo fatto all'unanimità con una legge del 2012, in cui si è tagliato completamente quello che erano sicuramente quelli sì dei privilegi laddove un segretario di Commissione, un Presidente di Commissione, un Vicepresidente, un Vice dei vice dei vice aveva una indennità, l'abbiamo fatto nel taglio dei consiglieri regionali e l'abbiamo fatto anche eliminando i vitalizi, tant'è che nella quindicesima legislatura i vitalizi sono stati completamente eliminati, e dirò di più, che noi anche nei vari ragionamenti che abbiamo fatto nella quindicesima legislatura questo non è stato mai il punto principale della discussione dei vitalizi lo abbiamo fatto oggi perché ci è stato ricordato da una Conferenza Stato Regione che rischiavamo noi di essere l'unica regione d'Italia insieme alla Sicilia a non applicare un principio di equità, perché sono due le cose che danno fastidio ai cittadini e sulla quale io sono d'accordo coi cittadini, che darebbero fastidio anche al sottoscritto, che danno fastidio anche a mia mamma, che danno fastidio alle persone di famiglia, perché guardate se ci pensate bene quello che ha fatto gridare scandalo in Sardegna e nelle varie trasmissioni pubbliche son stati due elementi: uno che si poteva andare in pensione a 41 anni, uno degli elementi difficilmente ed eticamente impensabili da difendere e sulla quale noi avremmo fatto barricate anche da questa parte politica è pensare che si poteva andare in pensione a 41 anni, io infatti non ho fatto nomi, ho detto che per noi non è una questione di nome e cognome, sindacalista Oppi, non è una questione di nome e cognome, è una questione, secondo me giusta, che così come tutti i cittadini italiani, attraverso le riforme della previdenza vedono alzata la loro età pensionistica, Fornero in poi, io credo che anche la politica per prima deve dare un esempio, perché io ho il privilegio lo vedo nel fare il lavoro più bello del mondo, perché la politica, dobbiamo mettercelo in testa, è uno dei lavori più nobili che esistano, quello di occuparsi della gente, delle persone, dei problemi di chi ha bisogno, è uno dei mestieri più belli del mondo e noi siamo privilegiati nel fare questo mestiere, ma dobbiamo avere la intelligenza di discutere del nostro status con tranquillità, con serenità, con coraggio, e allora nella applicazione… quindi è per quello che mi sarei aspettato che da parte del Presidente, anche del Consiglio regionale, ci fosse stata una relazione di quello che è già stato fatto da chi ha preceduto nei vari tagli dei costi. Per cui anche quando ci siamo ritrovati di fronte a quella che è stata l'intesa Stato Regione, che non nasce in questa legislatura nazionale, la riforma dello Stato regioni inizia col Governo Monti quando, nel 2012, è stato stabilito che ci doveva essere una revisione della spesa pubblica e anche in questo noi siamo arrivati in ritardo, per cui chiedo che il voto favorevole su questa prima parte, sia doveroso, sia giusto, sia necessario, per far sì che insieme alla Sicilia non ci troviamo fra le ultime regioni d'Italia ad applicare una rideterminazione di quello che era il calcolo dei vitalizi attraverso il metodo contributivo. Io credo che questo non sia una questione di mettere le mani in tasca a ex colleghi, ma è una questione che, come è stato ricordato, ci mette nella possibilità di non vedere che cittadini estremamente penalizzati per quanto riguarda le varie riforme pensionistiche non possano considerare un privilegio quella che è stato il vitalizio, sì quello che si chiama vitalizio degli ex colleghi. Poi c'è stata quella più controversa, una seconda parte, la parte dell'indennità differita quella è stata giustamente, è stato ricordato dal Presidente della seconda Commissione per il momento messa da parte, sarà un elemento di discussione prossima, sarà un momento nel quale anche il confronto in Commissione e in Consiglio dovrà avvenire con la massima trasparenza, la massima lealtà, la massima in qualche modo possibilità di esprimere un giudizio su quello che effettivamente è l'indennità differita, che non può essere considerato un vitalizio, che va considerato in un buco legislativo che ha questo Consiglio regionale e che riguarda diversi consiglieri di questa e della passata legislatura, e che può se discusso e approvato, letto, verificato in tutte le sue forme, ha anche un riconoscimento per tutti quelli che in qualche modo decidono di fare politica, però devono anche salvaguardare quello che è il proprio futuro della vita anagrafica di quando vanno in pensione, considerando il buco previdenziale che si può creare, quello verrà, ripeto, discusso in un secondo momento, verrà discusso su quelle che sono le forme che prevedono i regolamenti, attraverso le Commissioni del Consiglio regionale, e non come atipicamente è successo su quella che è stata la proposta di legge di iniziativa consiliare che è passata attraverso l'approvazione dell'Ufficio di Presidenza. Ecco io concludo nel ricordare una cosa che è stata anche questo elemento di speculazione politica, elemento che è stato più volte riportato, l'Intesa Stato Regione, l'Ufficio di Presidenza l'ha approvata, firmata, perché era l'unico modo perché questa potesse iniziare una discussione nelle Commissioni competenti, non era una proposta legislativa di iniziativa consiliare, non aveva la paternità dei singoli Gruppi consiliari non aveva la paternità dei consiglieri regionali, ma era lo strumento attraverso il quale poteva iniziare una discussione, era quello il motivo della firma mia e di altri colleghi, ma soprattutto la firma mia e degli altri colleghi era anche collegata a quello che non è un rischio, perché ricordo che il Ministro degli affari regionali ha già scritto che la Regione Sardegna, insieme alla Sicilia e un'altra Regione che non ricordo, non ha approvato entro il 30 giugno la rideterminazione dei vitalizi per quanto riguarda gli ex consiglieri. Ecco, per noi era anche quello la firma, un senso di responsabilità nel non arrivare oltre il 30 giugno, perché, al di là dell'autonomia, io sono convinto che non ci possiamo permettere nessun taglio di trasferimenti erariali che in qualche modo possano danneggiare i nostri cittadini, soprattutto in attività importanti come sono i trasporti o la scuola. Se quella è stata una forma di ricatto, e per me una forma di ricatto lo è, allora io credo che su questo dobbiamo chiedere la responsabilità a chi governa oggi a Roma e a chi governa oggi in questo Consiglio regionale, e su questo, nel momento in cui ci andremo a ridiscutere, io credo che sarà quello un elemento in qualche modo di discussione e di dibattito ma anche di responsabilità, perché, più che guardarci in cagnesco fra di noi e farci le pulci fra di noi, io, da parte di chi governa oggi a Roma ed è anche Governo in quest'Aula consiliare, mi sarei aspettato su questa difesa dell'autonomia un baluardo, una difesa nel non accettare assolutamente un taglio del 20 per cento su una pratica che credo poteva essere risolta in modo più lineare.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pierluigi Saiu. Ne ha facoltà.

SAIU PIERLUIGI (Lega). Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che noi abbiamo un dovere di verità in questo dibattito, un dovere di verità verso l'opinione pubblica, verso il popolo sardo ma anche verso quest'Aula.

Il 3 aprile scorso la Conferenza Stato-Regioni raggiunge un accordo, si chiama intesa, sul meccanismo di rideterminazione dei vitalizi; in altre parole, dando applicazione alla disciplina contenuta nella legge 145 del 2018, la legge di bilancio approvata dal Parlamento, determina i meccanismi che consentono di ricalcolare i vitalizi. Iniziamo a dire con chiarezza che i vitalizi oggi sono soltanto quelli percepiti da ex consiglieri regionali, ex Presidenti della Regione e aventi diritto: quando parliamo di vitalizi, parliamo di questo; e quest'Aula oggi, la prima Commissione nella seduta che ho riferito prima nella mia relazione, quando parla di vitalizi parla solo di questi assegni. Il 17 aprile, quindi successivamente all'intesa raggiunta in Conferenza Stato-Regioni, la Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative regionali e delle Province autonome approva un ordine del giorno - attenzione, questo è un passaggio fondamentale per raccontare a quest'Aula, all'opinione pubblica e al popolo sardo la verità -, il 17 aprile viene approvato un ordine del giorno con il quale si assume uno schema di testo di legge, è lì che si parla di indennità differita, nessuno pensi in quest'Aula o fuori che l'indennità differita è un'invenzione di qualche manigoldo che occupa da febbraio il Consiglio regionale o le stanze del potere (che almeno io fino a questo momento ancora non ho visto), nasce lì l'indennità differita, nasce da quell'accordo, nasce da quello schema di testo di legge che serve a unificare la disciplina legislativa delle Regioni e armonizzarlo con la disciplina in vigore presso Camera e Senato. E quando arriva nel Capo secondo quella disciplina inserita con quelle norme, ci arriva perché l'Assemblea dei Presidenti delle Assemblee legislative lo ha stabilito mettendola in correlazione con l'obbligo di taglio, di rideterminazione dei vitalizi in erogazione. E' così che nasce la proposta di legge numero 19, questo se noi non lo ricordiamo prima di tutto a noi stessi non assolviamo a quel dovere di verità a cui io invece richiamo il dibattito in quest'Aula anche oggi. Ecco perché con dolore ho assistito sui mezzi di comunicazione e sui social al linciaggio di chi su questa proposta di legge non solo non ha messo la firma ma non ha nessuna responsabilità se non quella di aver agito per uniformare, armonizzare la disciplina della Regione Sardegna a quella delle altre Regioni e a quella della Camera e del Senato. Ho trovato ingiusto, ingeneroso e disonesto questo tentativo di aggressione, ma sono altresì contento, invece, che oggi di quell'indegno, ingeneroso e disonesto tentativo di linciaggio in quest'Aula in questo dibattito non ci sia più traccia, probabilmente perché la campagna elettorale per le elezioni amministrative è passata, e quindi tutti noi abbiamo meno preoccupazioni, meno ansie elettorale. Infatti è sparito nel dibattito anche il richiamo, che pure ho visto riecheggiare su molti profili social e sui giornali, sugli organi di informazione regionali, il richiamo a questo indegno e ingiusto privilegio, che, lo dico soprattutto ai colleghi onorevoli del Movimento 5 Stelle, è lo stesso che i vostri deputati e i vostri senatori godono là dove sono stati eletti.

Il punto allora non è se questo sia o meno un ingiusto privilegio, perché abbiamo stabilito che non è così, nella proposta di legge non si parlava in alcun modo di nessun tipo di privilegio, è una proposta di legge uniformata a quella di altri meccanismi tutt'oggi vigenti, e, come diceva bene l'onorevole Zedda, la prima Commissione ha con grande senso di responsabilità, credo, deciso di trattare in un momento successivo; la prima Commissione, e io ne sono testimone perché il dibattito è stato davvero sereno, ha di fatto stabilito che oggi le priorità della Sardegna, di questo Consiglio regionale sono altre, ma ha anche stabilito che non potevamo correre il rischio di subire un taglio ai trasferimenti del 20 per cento, cioè non potevamo esporre la Sardegna e il popolo sardo al rischio che venissero trasferite una quantità così ingente di risorse in meno alla nostra Regione, e quindi abbiamo deciso all'unanimità, è vero, e sono molto orgoglioso che la Commissione abbia trovato in sé il senso di responsabilità di approvare all'unanimità questo provvedimento, abbiamo deciso che era giusto stralciare la seconda parte, che richiedeva e richiede un dibattito evidentemente più approfondito, e di portare all'attenzione dell'Aula solo la prima parte con questa proposta di legge. E io spero che il Consiglio regionale, così come è stato fatto in Commissione possa esprimersi all'unanimità o almeno in larga maggioranza a favore, perché porta due grandi risultati: il primo, un risparmio significativo per il bilancio del Consiglio regionale che è stato determinato secondo una prima proiezione in 1 milione 600 mila euro, ma, come dicevo anche nella mia relazione illustrativa, sulla base delle nuove proiezioni può arrivare, anzi arriva verosimilmente a 2 milioni di euro, quindi un bilancio maggiore e soprattutto mettere al riparo la Regione Sardegna dal rischio del taglio dei trasferimenti, e qui lo dico a quei colleghi che evidentemente non hanno letto le norme della legge 145, perché è molto chiaro il comma 967 del primo articolo dove dice che i trasferimenti sono riconosciuti per intero a partire dall'esercizio in cui la Regione abbia adempiuto. Quindi, se c'è qualcuno di noi in quest'Aula che teme, che ha temuto, in malafede o per ignoranza del testo di legge, che la Regione Sardegna rischi un taglio dei trasferimenti voglio essere molto chiaro e voglio rassicurare tutti, questo rischio non c'è! Non si configura perché la norma della legge di bilancio, della legge numero 145 del 2018 è molto chiara. E allora per richiamarmi in conclusione, signor Presidente, onorevoli colleghi, a quel dovere di verità al quale tutti noi siamo tenuti, ecco anche in questo caso, anche su un tema delicato come questo sul quale, guardate, raccontare balle non porta consensi porta sfiducia nell'opinione pubblica e noi al popolo sardo abbiamo il dovere di raccontare la verità, il dovere di raccontare le cose come stanno e le cose oggi stanno così che il Consiglio regionale approverà un testo, una disciplina che permetterà di risparmiare 2 milioni di euro e che la Sardegna non perderà nemmeno un centesimo di trasferimenti da parte del Governo centrale, grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Franco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCO (Psd'Az). Grazie Presidente, a volte è anche imbarazzante intervenire quando soprattutto non viene rispettata la dignità del Consigliere regionale, veramente imbarazzante, però mi sono riproposto di fare una cosa di non rispondere a nessuno dei colleghi, come è stato chiesto, per fatti personali o quant'altro. Però devo dire una cosa condivido pienamente il ragionamento che ha fatto il collega Comandini, lo sottoscrivo eppure non siamo dello stesso partito, nel senso che forse argomenti di questo tipo, forse errore nostro mala comunicazione, vanno ripresi e vanno ripresi per cercare di far capire che non stiamo reintroducendo fondi dei Gruppi, come ho sentito nuovamente in quest'Aula, vorrei ricordare, ha fatto un passaggio il collega Satta, che i fondi di Gruppi avevano un'altra valenza, quello che si è cercato di spiegare in Conferenza dei Capigruppo che si poteva dare la possibilità di poter prendere negli staff, nei nostri staff, alcune figure che adesso la Presidenza di cui dovremo anche discuterne, alcune figure, non solo quelle che si possono attingere in comando. E vorrei ricordare che ci sono numerose figure che anche noi abbiamo nei nostri Uffici che ci stanno lavorando, dipendenti regionali che hanno, debbo dire bontà loro, anche stipendi molto alti, il che vuol dire che questo budget, chiamiamolo così, che ogni Gruppo consiliare ha a disposizione sostanzialmente con l'assunzione di due o tre dipendenti viene subito consumato. Detto questo si sta verificando anche un'altra cosa, che tutte queste figure che noi stiamo portando in comando di fatto cosa stanno creando, stanno creando dei grossi disagi soprattutto per quanto riguarda il Comune di Cagliari perché i migliori vengono richiesti dai vari Gruppi, dal nuorese non verrà mai nessuno per quello stipendio chi è che viene, si prende casa a Cagliari per poter venire a fare supporto del gruppo del Psd'Az, ma quando mai! Quindi non fondi di Gruppi per dare soldini a cui vogliamo, oltretutto, e credo che sia stata una cosa condivisa, che questi soldi non devono essere maneggiati dai Gruppi, quindi il Capogruppo o quant'altro, ma questi contratti verranno fatti solo esclusivamente dagli Uffici del Consiglio regionale. Io l'altro giorno ho firmato una nota, credo anche i colleghi, dove ai sensi della legge non mi ricordo quale, io delego il Consiglio regionale non solo a stipulare i contratti ma anche a pagare questi dipendenti, questo vuol dire che noi non manegeremo una lira. Quindi per cortesia questi non sono fondi dei Gruppi. Vorrei ricordare, perché l'onorevole Comandini in effetti ha detto ma qualcuno… io un passaggio lo vorrei leggere molto veloce quello che è successo nel 2011, io ero presente in quel Consiglio regionale, guida del presidente Cappellacci qui avevamo come Presidente l'Onorevole Lombardo che viene citata un giorno sì e l'altro uguale per quanto prende di vitalizio, che mi sembra che adesso i mass media, canale Canale 5, Rete 4 altro giorno continuano a dire: che noi, la Sardegna scandalo, ha adottato e ha ripreso in mano reintrodotto i vitalizi! Io vorrei capire ma chi è che sta dando queste informazioni, chi è che sta dando queste informazioni? Perché in quella legislatura noi non solo tagliammo i vitalizi, ma tagliammo anche il numero dei corsi consiglieri regionali da 80 a 60, la mia domanda è: quello che ho dichiarato da poco su La 7, ma quand'è che i nostri deputati e senatori decideranno di tagliarsi il loro numero? E quand'è che decideranno di tagliarsi le loro indennità? Perché quei privilegi sono rimasti, non solo abbiamo tagliato i fondi dei Gruppi, abbiamo tagliato tutto quello che era possibile tagliare, ma nonostante questo si era creato quel clima forcaiolo. Vi prego colleghi non reintroduciamo nuovamente quel clima, vorrei ricordare all'onorevole Oppi, lui era presente, che in una manifestazione che qualcuno aveva organizzato, e mi fermo, qui sotto il palazzo regionale arrivarono con 80 manichini e ogni manichino aveva scritto il nome di un Consigliere regionale e con il cappio al collo. Se vogliamo reintrodurre questo clima io non ci sto, io assolutamente non ci sto! Poi a qualcuno vorrei anche ricordare che questa indennità differita, adesso vi do anche qualche dato, mi son preso anche la briga di cercare di capire di che quello che stiamo parlando, però stiamo parlando della legge Fico, signori, quella che a livello nazionale è stata proposta la legge Fico non la legge del Psd'Az, ma giusto per capirci. Perché qui sembra che qualcuno dia un segnale poi arriva il contrordine di dire: vero voi vi dovete distinguere perché i disonesti sono gli altri. E cioè chiamiamole diamogli un nome, questa benedetta indennità differita allora poi ognuno farà il suo ragionamento, se questa che poi noi, della quale andremo a discutere e vorremmo portare in Aula. Allora noi andremo a versare circa 580 euro al mese noi più quelli che verserà il Consiglio regionale, ipoteticamente ragioniamo del 2027, perché 2027? Ragionando che nel 2027 chi ne beneficerà abbia compiuto il sessantacinquesimo anno di età, perché si potrà percepire solo in quella data per andare a percepire sapete quanto? 500 euro netti, netti più o meno. Allora la domanda è: ma questo è un vitalizio? io sfido chiunque a poter ragionare che versando un consigliere regionale 36.000 euro all'incirca e pensare, per chi ci arriverà, ognuno farà i suoi debiti scongiuri, per cercare di capire se al compimento del 65 questi 500 euro fanno comodo sì o no. Io penso di no, io penso di no, penso che noi dovremmo riprendere un ragionamento molto serio, lo avete detto voi, lo pensiamo anche noi, un ragionamento serio per ridare dignità a questo benedetto Consigliere regionale, perché se noi continuiamo così non di stipendio quello che prendiamo, ma che solo la presenza del consigliere regionale dà fastidio, perché quando si parla di Consigliere regionale: a quei ladri, quei ladri quelli sono ladri. Tu puoi dire che non prendono i 15 mila, i 8 mila, i 6 mila, i 2 mila non prendono nulla è troppo anche il non prendere nulla. E questo perché abbiamo perso la dignità, e chiudo. Vorrei ricordare che nel 2011 si ragionò anche in un'altra cosa molto importante sul taglio anche di altri sprechi della politica non solo della casta individuati nel consigliere regionale, ma anche nelle pieghe della burocrazia regionale, nulla si è fatto, nulla. Perché noi abbiamo dirigenti che continuano a prendere fior di soldoni però sembra che… proviamo a ragionare un attimino anche su queste cose, perché anche questi sono costi della politica, non solo il Consigliere regionale. Poi qualcuno dice che la mattina si guarda allo specchio e non si vergogna. Signori neanche io mi vergogno, mio padre faceva il contadino non è che faceva né il direttore di banca e non è nato ricco, grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Dario Giagoni. Ne ha facoltà.

GIAGONI DARIO (Lega). Grazie signor Presidente, signori e signore Assessori, anche onorevoli colleghe e colleghi, quest'oggi siamo giunti finalmente alla discussione dalle nuove norme in materia di status dei consiglieri regionali. Il testo permetterà l'attuazione delle norme contenute nell'articolo 1 della legge numero 145 datata 30.12.2018, conformandosi all'intesa sancita in sede di Conferenza permanente per i rapporti Stato - Regione. Un adeguamento che consentirà non solo di poter ridimensionare il pericoloso divario economico sociale creatosi tra la classe dirigente e il resto della popolazione nel corso di questi anni, ma garantirà anche la restituzione di oltre 2 milioni di euro di finanziamenti statali rimessi nelle casse diretta della Regione. Non neghiamo che sia stato un provvedimento che ha portato con sé parecchie divergenze, soprattutto con alcune ale della minoranza, la quale spesso non ha svolto il suo ruolo con l'intento di apportare migliorie al testo in esame, ma bensì con l'intento di sottoporre a un'infausta gogna mediatica il Presidente del Consiglio regionale, ossia la seconda rappresentanza istituzionale in carica. Come potete ben notare, il Capo 2 del testo in esame contenente il passaggio sulle indennità differite è stato stralciato, tale operazione è giustificata da un unico e ben chiaro motivo, la maggioranza è pienamente consapevole che uno dei principi cardine della democrazia sia quello di far maturare e crescere le leggi dal suo interno e non imporle dall'alto senza carpire gli umori di chi le dovrà accettare già approvate. Se tale parte del testo palesemente presentato ad arte per essere contestato poteva in qualche modo arrecare discontento tra chi ha riposto in noi la sua fiducia, allora era quantomeno doveroso ascoltare la loro voce e dargli credito. Il nostro intento, come si evince dall'articolo 2, è quello di ridimensionare i privilegi cui erano sottoposti fino a questo momento i consiglieri e gli ex consiglieri regionali, questo non solo per adeguamento a una legge statale, ma anche e soprattutto per reale convinzione. Grazie.

PRESIDENTE. La Giunta, se vuole intervenire… Io non ho altri iscritti, purtroppo vi siete iscritti dopo il primo intervento. Ho specificato una cosa già dalle prime sedute, avevo dato la possibilità ai Capigruppo in passato di intervenire, anche se non si fossero prenotati entro il primo intervento, come fatto eccezionale e avevo richiamato gli stessi al rispetto del Regolamento. Io credo nella sua buonafede, se lei non ha inteso io la faccio intervenire, però vorrei che anche i Capigruppo si prenotassero durante il primo intervento così come è specificato nel Regolamento. Credo nella sua buonafede, quindi le do la parola.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). La ringrazio, Presidente, per avermi dato la parola in deroga. È difficilissimo parlare oggi perché, come diceva l'amico Piero Comandini, quando si parla di se stessi si fa una grande fatica. Io credo che oggi non stiamo facendo altro, non stiamo approvando nessuna legge e nessuna proposta firmata da dieci, da venti, da quaranta e da sessanta consiglieri, stiamo prendendo atto di una norma nazionale che andava recepita credo entro il 30 di giugno e oggi con qualche giorno di ritardo la stiamo recependo. Io credo che non abbiamo infranto nessuna norma statale nel recepirla anche in ritardo perché, da quello che mi risulta, il Ministro degli affari regionali ha informato il Ministro Tria che la Regione Sardegna, con altre due regioni, non aveva ancora provveduto al recepimento di quella norma, quindi credo che non andremo incontro a nessuna penalizzazione, ci mancherebbe altro. Credo che lo Stato centrale ci debba molto di più di quello che vorrebbe porci ora, metterci come ammenda o come multa perché non abbiamo rispettato di qualche giorno i tempi. Io credo che nessuno di noi qui stia usurpando nulla, qui credo che tutti i sessanta consiglieri regionali siano legittimamente delegati da coloro i quali hanno espresso liberamente il loro voto a rappresentarli in questa sede, che è il consesso più importante della nostra Regione, e credo che su questo noi dovremmo riflettere, riflettere molto, perché i primi che stanno delegittimando la funzione di consigliere regionale siamo proprio noi. L'avete ricordato tutti, da dieci anni a questa parte la Regione Sardegna è stata la prima che ha cominciato a togliere quelli che veramente erano dei privilegi, perché erano privilegi le indennità ai presidenti e ai vicepresidenti di Commissione, ai questori, ai segretari d'aula, queste cose sono state tolte, sono state tolte altre indennità che erano presenti in questo Consiglio regionale, oltre le diarie mensili che venivano erogate. Credo che alla fine la Regione Sardegna sia quella Regione che a livello di indennità complessiva… il brusio vale per tutti o non vale per nessuno?

PRESIDENTE. Prego, onorevole Cocco.

COCCO DANIELE (LEU). Dicevo che la Regione Sardegna è stata la prima che ha abolito i vitalizi. Io sento ancora qualcuno a livello di TV locali, locali no, nazionali, a livello dei media che parla ancora della Sardegna come la regione dei vitalizi. I vitalizi non ci sono, diceva bene l'amico Mula, non ci sono più dal 2011, all'unanimità quest'Aula ha deciso di toglierli perché giustamente tutti li consideravamo un privilegio, abbiamo deciso di ridurre il numero dei componenti di quest'Aula da ottanta a sessanta, e auspicavamo che quello potesse essere un modello anche per lo Stato centrale, per il Governo centrale, per la Camera dei Deputati e per il Senato della Repubblica. A oggi, nonostante gli spot di tutti i giorni, "ridurremo le indennità, ridurremo il numero dei senatori, ridurremo il numero dei deputati", non ci risulta, o almeno a noi ancora la notizia non è arrivata che questo sia avvenuto. Però qualcuno dei nostri referenti oltre Tirreno, parlo di tutti a 360 gradi, rossi, giallo-verdi, bianchi, arancioni, si permette di riprendere la Regione Sardegna perché non avrebbe provveduto all'eliminazione dei cosiddetti privilegi. Allora, io non parlo, io non parlerei più di privilegi, io dico che i consiglieri regionali debbano essere equiparati a tutti i cittadini lavoratori dalla Sardegna e dell'Italia, cioè io non chiederei nessun privilegio perché privilegio non può esserci, però chiedo che i diritti, che sono i diritti di tutti i lavoratori siano dati anche ai consiglieri se ai consiglieri spettano, e di questo se ne riparlerà. Io lo dico per me, credo che sbagliamo quando noi andiamo ad accusare gli uni e gli altri per aver firmato o non firmato una proposta di legge che è stata probabilmente anche presentata in maniera superficiale, perché questo terreno è talmente scivoloso perché tutti lo abbiamo reso scivoloso, e poi non ci rendiamo conto dell'attenzione che dobbiamo mettere quando andiamo ad affrontare questi temi e questi argomenti, perché fuori di qui c'è tantissima gente che non aspetta altro, anche quando non si fanno i passi falsi per cercare di spararci addosso, di buttare addosso fango, che poi, come sapete, quando il fango arriva riverbera un po' su tutti. Però io non credo che qui dentro ci siano consiglieri di serie A e consiglieri di serie B, consiglieri onesti, consiglieri disonesti, non credo che nessuno di noi venga qua con in mente la voglia o la volontà di potere arrecare danni a quelli che stanno fuori di qui, a quelli coloro i quali ci hanno votato per rappresentarli. Quindi, credo che dovremmo perdere qualche giorno per cercare di riacquisire un po' la dignità del nostro ruolo, che man mano abbiamo perso e che ogni giorno che passa, anche, ripeto, per colpa nostra, io mi metto fra i sessanta consiglieri che non fanno tanto per cercare di salvaguardare quella che deve essere la dignità di qualcuno che comunque deve operare per cercare di proporre delle soluzioni alle tante emergenze che tutti i giorni ci stanno rappresentando, e noi vorremmo in qualche modo rappresentare a chi ha gli strumenti per potere proporre le soluzioni dovute. Altro dovrebbe fare questo Consiglio regionale, io credo che all'unanimità dovrebbe votare un ordine del giorno per impegnare il nostro Presidente regionale affinché nella Conferenza Stato-Regioni e affinché con una comunicazione ufficiale all'attuale Presidente del Governo dello Stato italiano ricordi quelle che sono state le promesse fatte in campagna elettorale: il dimezzamento dei deputati, dei senatori, e il dimezzamento delle indennità, perché altrimenti davvero noi continueremo a parlare di cittadini e di amministratori di serie A e di serie B. Ha detto bene prima qualcuno, e cioè che alla fine la politica, che è un privilegio, su questo siamo tutti d'accordo e io sono d'accordo, la potranno fare solo quelli che hanno conti in banca importanti e che hanno patrimoni immobiliari importanti, gli altri fra qualche anno non potrebbero più farlo, e pian piano stiamo arrivando a questo, e noi stiamo facendo di tutto perché si arrivi a questo. Quindi mi viene quasi il sospetto che all'interno di quest'Aula ci sia qualcuno che vuole davvero arrivare non a rafforzare la democrazia, ma a creare delle oligarchie che possano dare la possibilità di poter far sedere anche in questi banchi solo quelli che hanno la possibilità economico-finanziaria per poterlo fare. La politica costa, la democrazia ha sui costi, e l'abbiamo capito bene quando abbiamo cominciato, in maniera inopinata, a cancellare i presidi territoriali più democratici, parlo delle province, ad esempio, e poi abbiamo capito che probabilmente avevamo fatto un errore; quando abbiamo capito che quei bilanci dei Consigli provinciali incidevano nei bilanci della Regione Sardegna o dello Stato per lo 0,1 per cento e poi ci siamo resi conto che le nostre scuole, le nostre strade, le nostre campagne, il nostro ambiente soffriva emergenze sempre più drammatiche, forse allora abbiamo capito che i costi che volevamo risparmiare da quella miseria di indennità dei consiglieri… sto guardando nel vuoto perché ho dimenticato gli occhiali e non sto vedendo nulla…… e quindi quei risparmi che volevano fare probabilmente hanno portato ad accrescere i disagi, le emergenze, le criticità, e sicuramente non hanno contribuito a migliorare la qualità della vita di tutti i nostri concittadini.

PRESIDENTE. Poiché non ho altri iscritti a parlare, metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli.

Ha domandato di parlare il consigliere Stefano Tunis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (Misto). Grazie, signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, per annunciare l'astensione sul passaggio agli articoli e sull'intero corpo di questa norma parziale, norma che sconta un'eccessiva pressione da parte dell'opinione pubblica e che non risolve nessun nodo se non il fatto di lasciare intatte le diseguaglianze, le disparità e le sperequazioni presenti in questa Legislatura e nella Legislatura passata. Ho compiuto il mio dovere in Commissione agevolando l'arrivo in Aula, pur spiegando le ragioni che non mi vedevano convinto nel fatto di affrontare in maniera parziale un dispositivo che poi, comunque sia è stato, in maniera disarticolata e senza un testo davanti, oggetto di discussione in Aula, perché si sarebbe dovuto parlare soltanto di questo pezzo di lavoro, si è finito necessariamente e inevitabilmente per parlare del problema nel suo complesso. Questo è figlio del pregiudizio che ha impedito di trattare l'argomento in maniera organica, e che io spero di poter vedere definito presto all'interno di questa Assemblea e poter finalmente dare un giudizio positivo alla soluzione di questo problema.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Michele Ennas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ENNAS MICHELE (LEGA). Annuncio il voto favorevole, ovviamente, e volevo riprendere il discorso dell'apposizione delle firme, se mi consente un attimo, Presidente, perché noi lo riteniamo opportuno, visto che c'è stata una gara a togliere la firma, dall'inizio, qualcuno non perché non era d'accordo sul provvedimento, ma perché non era retroattivo, e questo è stato anche ricordato, poi c'è stato il Partito Democratico, poi oggi altre persone, quindi noi abbiamo voluto dare questo segnale perché non ci devono essere dubbi che la Lega è a favore di questo principio, del fatto che debbano essere eliminati i privilegi e anche per mettere fine e per fermare il fango che è stato gettato sul nostro partito, perché questi sono privilegi, perché non è normale che una persona che ha quarant'anni o 45 anni per tutta la vita riceva 2 mila, 3 mila, 4 mila euro. Ho sentito parole come "discriminazione", ho sentito parlare di "ridare dignità"; io penso che noi qua siamo impegnati per ridare dignità a chi non ha un lavoro, "ridare dignità" o "discriminazione" lo può dire uno dell'Alcoa, uno dell'AIAS lo può dire! A loro dobbiamo ridare dignità. Quindi bisogna andarci cauti, perché paragonare la politica al lavoro, a un lavoro qualsiasi, è una cosa su cui bisogna andare cauti. Ho sentito addirittura qualcuno citare Berlinguer, secondo me a sproposito, perché il discorso non è sul fatto di avere il giusto indennizzo, noi dobbiamo avere il giusto indennizzo, ma noi qua stiamo parlando di tagliare dei privilegi a persone che non sono più consiglieri regionali, quindi il fatto che noi dobbiamo avere il giusto indennizzo parametrato è corretto, non riguarda però questo provvedimento, quindi questo è doveroso approvarlo, e poi anch'io sono d'accordo sul fatto che serenamente, e secondo me anche senza toccare risorse statali o del Consiglio, si deve affrontare il fatto che anche chi fa questo lavoro abbia la possibilità di avere un giorno una pensione senza dover rimanere senza nulla. Ecco, questo è il discorso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Deriu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (LEU). Mah, signor Presidente, Pericle istituì le mistoforie, il compenso per i delegati del popolo; oggi questa Assemblea lo imita manipolando la materia, però diciamo che oggi si affronta una sola parte del problema, cioè una questione quantitativa che riguarda ciò che si percepisce nella nostra società come equo, e percependo la nostra società, reduce da una gravissima crisi, iniquo un ristoro postumo a coloro che hanno svolto delle cariche onorarie, si opera una riduzione. È un'operazione abbastanza banale, non tocca il principio, spero che quest'Aula riesca invece, quando e se vorremmo interrogarci sui principi, a fare una valutazione seria, che parte dall'articolo 51 della Costituzione e che tende realmente a dare la possibilità a tutti, nati ricchi e nati poveri, nati figli di proprietari e nati figli di indigenti, istruiti e ignoranti, a partecipare alla vita della Repubblica. Chissà che quel dibattito si realizzi secondo lo spirito di Pericle persino in quest'Aula, dove in questo momento questo spirito non sembra aleggiare, soffocato, forse, dalla necessità della propaganda e anche di qualche bugia, che noi vogliamo respingere nell'aderire alla proposta nella misura in cui, appunto, non fa che eseguire un atto di conformismo nazionale derivante da un accordo che ha coinvolto tutti, e dal quale tutti hanno tentato di dissociarsi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Cocciu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCIU ANGELO (FI). Presidente, un saluto a lei, agli amici della Giunta e ai colleghi onorevoli. Intervengo per preannunciare anche il voto di Forza Italia, però anche per comunicarle che non sono voluto intervenire durante la sessione precedente per non portare via del tempo utile per il prosieguo dei lavori. Ne approfitto in dichiarazione di voto per fare una breve riflessione.

Io penso che chi fa politica debba essere uomo, ma debba esserlo tutti i giorni, non solo all'interno di quest'Aula, ma anche all'interno delle Commissioni, perché molte volte si parla serenamente, si prendono degli accordi, poi si esce fuori, perché forse esaltati in una settimana di campagna elettorale, e si dice ben altro. Mi sento vicino a lei, Presidente, e lo faccio oggi in questo momento, per gli attacchi che ha ricevuto durante le ultime due settimane di campagna elettorale che precedevano le elezioni di Cagliari, dove lei era serenamente impegnato, e questa iniziativa che abbiamo portato in Aula oggi è servita in qualche maniera a mistificare la nostra decisione politica. Io da componente di Forza Italia e del Gruppo di Forza Italia, il quale voterà a favore di questo provvedimento, faccio solamente una riflessione personale: sono assolutamente d'accordo sulla prima parte, reputo la seconda parte che abbiamo stralciato anche forse offensiva della persona umana perché io mi sono ben documentato. Abbiamo parlato di vitalizi quando assolutamente era il termine completamente inadeguato, si doveva parlare di fini pensionistici e anche qualcos'altro. Ho ricevuto una telefonata di un amico che abita in continente che è diventato consigliere regionale, una persona semplice e ben voluta, come tanti di noi, e che per vari motivi ha avuto dei problemi col suo titolare, è stato licenziato e quindi ha perso anche il posto di lavoro. Una modifica normativa sarebbe servita a quella persona per quei cinque anni, visto che non potrà più maturare la pensione su quei cinque anni lavorativi, per coprire in qualche maniera quel buco, quel buco ai fini pensionistici, non ai fini di privilegio, non ai fini di qualcosa che gli sarebbe stato riconosciuto in più dopo il compimento del sessantacinquesimo anno di età. Poi se vogliamo parlare di privilegi dovremmo affrontare anche un discorso molto più completo perché è facile lavarsi la bocca, dire cosa percepiamo all'interno di quest'Aula perché poi magari bisognerebbe anche diminuire qualche altro privilegio che abbiamo, come la possibilità di prendere 50.000 euro allo 0,50 per cento, quindi possiamo parlare anche di tante cose, perché c'è gente che rinuncia a certe situazioni e poi ne approfitta e ne percepisce delle altre. Comunque io dico questo, che la seconda parte della legge, che è quella che prevede l'ottenimento di una pensione di 500 euro lordi, che alla fin fine, dopo aver versato 35-40 mila euro di contributi, diventano 200 euro al mese, è anche una vergogna ed è una vergogna anche raccontarla perché basterebbe comprarsi un piccolo rudere all'interno nostri paesi e restaurarlo…

PRESIDENTE. Prego, concluda onorevole Cocciu.

COCCIU ANGELO (FI). …sarebbe una cifra sicuramente superiore. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Franco Satta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SATTA GIAN FRANCO (Progressisti). Presidente, colleghe e colleghi, mi trovo veramente in imbarazzo ad affrontare questo argomento che tratta di vitalizi e di possibile indennità futura o pensione. Ci sono amministratori, sindaci, e io l'ho fatto, e lo faccio ancora, per 14 anni, che percepiscono 416 euro, quindi sotto i mille abitanti; questo Consiglio, quest'Aula ha approvato, l'anno precedente, a fine anno, nel 2018, il regolamento in attuazione dell'articolo 73 della legge numero 2 che prevedeva dei rimborsi forfettari ai sindaci a valere sui bilanci comunali, cioè quest'Aula ha disposto una legge a integrazione di quelle indennità, che fanno ridere, a valere sui bilanci comunali! Ma vi rendete conto di cosa stiamo parlando? Cioè di un Sindaco che svolge la sua funzione ogni giorno, sabato e domenica compresi. Allora veramente vi chiedo, se oggi stiamo parlando di risparmi, di destinare questi risparmi a coprire quella legge porcata che abbiamo approvato e che ha approvato l'Assemblea nella precedente legislatura.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Satta. Non credo che la Giunta voglia intervenire, quindi metto in votazione l'esame degli articoli.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 1.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 2.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 2.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 3.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 3.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 4.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 4.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 5.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 5.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 5 bis.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 5 bis.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 5 ter.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 5 ter.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'Allegato 1.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'Allegato 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame della Tabella 1.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della Tabella 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame della Tabella 2.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della Tabella 2.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Metto in votazione il testo della legge.

Ha domandato di parlare il consigliere Michele Cossa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Noi non siamo intervenuti nella discussione generale perché l'abbiamo trovata anche imbarazzante. Ci sembra che questo provvedimento non meritasse quel tipo di discussione, colleghi, ve lo dico con molta chiarezza, questo è un atto dovuto. E' un atto dovuto che come ha osservato correttamente qualche collega, in particolare il collega Giovanni Satta, questo Consiglio sta adottando sotto ricatto e però è un atto dovuto ed è dovuto a causa degli eccessi della politica. Con questo atto noi stiamo dando, obbligati, però lo stiamo dando, un segnale di ritorno a una certa sobrietà nella politica. Diversi colleghi hanno ricordato tutti i tagli che sono stati fatti tra il 2001 e il 2014, tagli draconiani, i tagli che ha fatto la Regione Sardegna, io ero Vicepresidente del Consiglio, non li ha fatti nessun'altra Regione. Abbiamo azzerato i fondi dei Gruppi, mi sorprende che l'onorevole Zedda parli dei fondi dei Gruppi come se si tratti di uno scandalo. "Onorevole Zedda, oggi i Gruppi non sono in grado di comprare carta per fotocopiatrice." Qualche collega ha detto che deve chiedere l'elemosina a qualche amico per farsi aiutare a fare una proposta di legge, è così. Allora io credo che la dignità dell'Aula non dipenda dai vitalizi, io credo che la dignità dell'Aula dipenda da come quest'Aula svolge il suo lavoro e da come i singoli consiglieri svolgono il proprio lavoro, con disciplina e onore, così noi recuperiamo la dignità di quest'Aula, non pensando di ritornare a chissà quali sistemi o a chissà quali privilegi che poi sono privilegi che fanno ridere francamente, però la cosa bella è che di quei tagli del 2011-2014 non se ne è accorto nessuno e la Sardegna continua ad essere additata, per colpa nostra, come la Regione canaglia tra tutte le regioni italiane. Allora cominciamo a fare un esame di coscienza, a capire che la politica deve essere sobria anche nelle parole e a prendere atto che questo Consiglio regionale deve ricominciare a riflettere su se stesso, a capire che abbiamo un tabellone che non funziona perché noi abbiamo restituito tutti i soldi alla Regione per dimostrare quanto siamo bravi, quanto siamo belli e abbiamo i parcheggi chiusi, io spero che il Collegio dei questori, ma mi pare di capire che sta procedendo in quel senso, riesca rapidamente a metterli in sicurezza e a risolvere questo problema, però è la conseguenza di anni in cui noi ci siamo fatti male pensando che il ruolo del Consiglio fosse quello di diminuire se stesso. Per concludere, io credo che noi dobbiamo prima di tutto rimetterci come Consiglio in condizioni di operare, da questo punto di vista il problema dei vitalizi non mi interessa minimamente, questo ripeto è un atto dovuto, dobbiamo farlo, facciamo bene a farlo, però noi dobbiamo restituire dignità a questo Consiglio mettendolo nella condizione di operare nel modo migliore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Per esprimere il voto favorevole al testo approvato all'unanimità dalla Commissione, Commissione che nel suo lavoro bene ha fatto a limitare la discussione appunto dell'Aula alla sola prima parte. Sulla seconda, volendo anche cercare di tirare le fila di quanto detto oggi in Aula, credo che sia mancata la chiarezza e a tratti la trasparenza. Lo credo perché alcuni colleghi anche autorevoli e anche presenti nel dibattito, probabilmente avevano capito addirittura che si trattasse di una norma a costo zero, se ne trova traccia anche nelle cronache giornalistiche, altri invece pensavano si trattasse di un atto dovuto l'approvazione dell'interopacchetto e invece il fatto che oggi in Aula si discuta solo del Capo 1 fa capire come l'atto dovuto in realtà fosse solo la seconda parte. Rilevo poi, e questo è anche scaturito dal dibattito di oggi, che credo che questa Presidenza del Consiglio e il Consiglio tutto debba fare un approfondimento su quanto stia avvenendo a livello statale alla Camera e al Senato. Perché io ricordo gli strombazzamenti a mezzo Facebook che parlavano di abolizione dei vitalizi, abolizione dei privilegi. Il fatto che invece questi probabilmente ci siano ancora, credo sia un tema rilevante e sia un tema anche di interesse di quest'Aula probabilmente, visto che non sempre appunto sui social network girano le notizie corrette, a volte invece ci sono delle mistificazioni in un senso o nell'altro. Non ho apprezzato poi la forma utilizzata, si è parlato di diktat, ne hanno parlato i colleghi e io sono d'accordo nello stigmatizzare questo metodo. L'obbligo per la nostra Regione di tagliare i vitalizi, cioè di ricalcolare utilizzando il metodo contributivo i vitalizi, era un obbligo politico, sarebbe stato assurdo e inconcepibile se tutte le regioni a Statuto ordinario avessero ridotto i costi della politica e la nostra Regione avesse utilizzato lo Statuto speciale non per migliorare la vita dei sardi ma per salvare i privilegi di pochi. Questo sarebbe stato inaccettabile, è però inaccettabile il fatto che venga utilizzata la spada di Damocle del taglio della finanza pubblica, del taglio dei trasferimenti per vincolare una Regione a Statuto speciale protetta da uno Statuto nel fare quello che lo Stato vuole. Oggi è qualcosa di virtuoso, qualcosa su cui tutti noi siamo d'accordo, domani magari è il taglio alla spesa sanitaria, dopodomani è il licenziamento dei dipendenti pubblici. Per cui, lo dico ai colleghi, prendiamo questa occasione tutti insieme per approvare una norma che si ritiene giusta, eviterei però di chinare il capo e di procedere a questa votazione come chi va incontro appunto a un obbligo che invece trova inconcepibile. Ricordo a tutti che il nostro giuramento è stato portato avanti, è stato fatto sul bene indivisibile dello Stato e della Regione, non è un buon precedente e rischia di essere un pessimo presagio per il futuro.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di legge numero 19/A.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Io adesso sospenderei per qualche minuto il Consiglio per una riunione dei Capigruppo in modo da decidere per il prosieguo.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 53, viene ripresa alle ore 18 e 04.)

PRESIDENTE. Prego i consiglieri di prendere posto. Colleghi consiglieri, un attimo di attenzione, riprendiamo i lavori, riprendiamo i lavori dell'Aula, la Conferenza dei Capigruppo ha deciso di aggiornare il Consiglio regionale, inizialmente individuando la data del 23 di luglio, per la discussione del Rendiconto del Consiglio regionale, per il disegno di legge numero 24 sul Mater Olbia e di aggiornare ad altra data la discussione della Risoluzione inerente agli accantonamenti, quindi i lavori odierni sono conclusi e la seduta è tolta. Grazie.

La seduta è tolta alle ore 18 e 05.