Seduta n.13 del 09/07/2019 

XIII Seduta

Martedì 9 luglio 2019

Presidenza del Presidente Michele PAIS

indi

del Vicepresidente Giovanni Antonio SATTA

indi

del Presidente Michele PAIS

La seduta è aperta alle ore 16 e 17.

CUCCU CARLA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta del 25 giugno 2019 (12), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Emanuele Cera e Roberto Deriu hanno chiesto congedo per la seduta del 9 luglio 2019.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Comunico che, in ottemperanza a quanto previsto dall'ordine del giorno numero 8 del 25 giugno 2019, ho nominato componenti della "Commissione d'inchiesta sul perdurare dello stato di insolvenza economica dell'AIAS nei confronti dei propri dipendenti, sulla qualità dei servizi e la tutela dei diritti dei lavoratori" i seguenti consiglieri: Francesco Agus (Progressisti), Michele Ciusa (Movimento 5 stelle), Angelo Cocciu (Forza Italia Sardegna), Michele Cossa (Riformatori sardi), Valerio De Giorgi (Misto), Michele Ennas (Lega Salvini Sardegna), Gianfranco Ganau (Partito Democratico), Eugenio Lai (Liberi e Uguali Sardegna), Antonio Mario Mundula (Fratelli d'Italia), Giorgio Oppi (Udc Sardegna) e Fabio Usai (Partito Sardo D'Azione).

Comunicato

PRESIDENTE. Comunico che in data 8 luglio 2019 è pervenuta a questa Presidenza una petizione: "Autorimessa Srl".

Ricordo che, a norma dell'articolo 103 del Regolamento interno, il fascicolo relativo a detta petizione è a disposizione dei consiglieri presso la Quarta Commissione.

Comunico che in data 28 giugno 2019 è pervenuta copia della decisione della Corte Costituzionale n. 154 del 21 maggio 2019, nella quale si dichiara:

1) l'illegittimità costituzionale dell'articolo 2 della legge regionale 18 giugno 2018, n. 21 (Misure urgenti per il reclutamento del personale nel sistema Regione. Modifiche alla legge regionale n. 31 del 1998, alla legge regionale n. 13 del 2006, alla legge regionale n. 36 del 2013 e alla legge regionale n. 37 del 2016);

2) inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 6 della legge regionale n. 21 del 2018.

Annunzio di presentazione di disegni di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i disegni di legge numero 24 e 25.

Annunzio di presentazione di proposte di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le proposte di legge numero 23, 26, 27, 28, 29 e 30.

Risposta scritta a interrogazione

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alla interrogazione numero 41 (risposta pervenuta il 3 luglio 2019).

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

CUCCU CARLA, Segretaria. Sono pervenute le interrogazioni numero 48, 49, 50, 51, 52, 53, 54, 55, 56, 57, 58, 59, 60, 61, 62, 63, 64, 65, 66, 67 e 68.

Annunzio di interpellanze

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.

CUCCU CARLA, Segretaria. Sono pervenute le interpellanze numero 15, 16, 17, 18, 19, 20, 21.

Annunzio di mozioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.

CUCCU CARLA, Segretaria. Sono pervenute le mozioni numero 29, 30, 31.

Discussione e approvazione del disegno di legge: "Approvazione del Rendiconto generale della Regione Sardegna per l'esercizio finanziario 2017 e del Rendiconto consolidato della Regione Sardegna per l'esercizio finanziario 2017" (12/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 12/A.

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Paolo Truzzu, relatore di maggioranza.

TRUZZU PAOLO (FdI), relatore di maggioranza. La terza Commissione, nella seduta del 26 giugno, ha approvato il rendiconto generale della Regione Sardegna per l'esercizio 2017, all'unanimità. Quello che possiamo notare dalla elaborazione del rendiconto è che il risultato di amministrazione è negativo per una cifra pari a un miliardo e 496 milioni di euro e c'è un netto peggioramento rispetto alla gestione finanziaria del 2016 dovuto principalmente all'accantonamento delle perdite delle aziende sanitarie che ha comportato in quell'anno l'individuazione di una cifra pari a 680 milioni di euro per cercare di coprire i debiti del sistema sanitario. Aldilà dei fatti tecnici, ciò che però è importante in sede di approvazione del rendiconto è il ragionamento dei rapporti con lo Stato e l'analisi della situazione della cosiddetta vertenza entrate o meglio della partita degli accantonamenti perché anche l'approvazione del rendiconto e tutto il sistema contabile e finanziario della Regione Sardegna risente della situazione non ancora definita riguardo alla partita degli accantonamenti che lo Stato continua a richiedere e a considerare come cifre che devono essere poste nelle sue casse a fronte della sentenza del marzo 2019 che invece riconosce il diritto alla Sardegna di non avere un sistema di partecipazione agli equilibri di finanza, come dire, costante e soprattutto unilaterale ma deve essere frutto di un'intesa generata con la Regione Sardegna che purtroppo non c'è stata in questi anni. Rilevo che questo tema è ancora più importante e ancora più decisivo a fronte di quello che è successo negli ultimi mesi, quindi il ragionamento che noi dovremmo fare, insieme all'Aula, insieme al Presidente, insieme all'Assessore, è quello di cercare di chiudere nel più breve tempo possibile questa partita anche alla luce, dicevo, di quanto è successo e succede alle altre regioni, da una parte a quello che sta succedendo alla Regione Friuli che ha ingenerato tutto un sistema di regionalizzazione delle imposte, dei tributi, della finanza locale che gli consente ampi margini di manovra anche nelle scelte che vengono fatte sulla tassazione in deroga per di più alle norme nazionali, dall'altro c'è un problema di rapporti e di risorse che vanno immediatamente individuate perché non possiamo non nascondere che a fronte di questa richiesta da parte dello Stato nei confronti della Sardegna per un diritto che è stato sancito anche da una sentenza della Corte costituzionale, c'è una totale disponibilità nei confronti delle altre regioni, in particolare con il decreto legge numero 34 del 2019 sono state riconosciute alla Regione Sicilia delle somme importanti, cioè una riduzione degli accantonamenti pari a 100 milioni di euro e addirittura un contributo alla finanza locale se non erro pari a 150 milioni di euro. Ecco, di fronte a situazioni di questo tipo è chiaro che anche noi come Regione Sardegna dobbiamo porci immediatamente in accordo con lo Stato e individuare tutte le soluzioni possibili per far sì che quella famosa partita dei 258 milioni relativa agli accantonamenti negli anni passati e di quest'anno, venga immediatamente risolta anche per consentire…

PRESIDENTE. C'è un fastidiosissimo brusio, ho difficoltà ad ascoltarla, Presidente…

TRUZZU PAOLO (FdI), relatore di maggioranza. A volte anche io, si figuri. In modo tale da, dicevo, garantire una piena operatività al bilancio regionale e a metterci nelle condizioni di rispondere non solo a tutte le esigenze che oggi le nostre comunità e la società sarda rivendica, ma anche per consentire il pieno esercizio dei diritti, perché dobbiamo sempre ricordarci che è tramite le leggi di bilancio che poi noi possiamo garantire ai nostri concittadini l'esercizio dei loro diritti.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Cesare Moriconi, relatore di minoranza.

MORICONI CESARE (PD),relatore di minoranza. Come ben sappiamo il 14 maggio scorso le Sezioni riunite della Corte dei Conti hanno verificato la correttezza e la regolarità contabile delle scritture, asseverato una gestione amministrativa virtuosa delle risorse pubbliche con riduzione rispetto al precedente esercizio 2016 sia della spesa del personale che dei costi di produzione della sanità, ma anche hanno registrato un aumento importante del disavanzo. Ora io colleghi non entro nel merito delle questioni più strettamente politiche che evidentemente appartengono ad altro dibattito, qui stiamo più semplicemente prendendo atto del fatto che la gestione delle risorse pubbliche sia avvenuta regolarmente e che la Corte dei Conti lo abbia certificato verificandone positivamente l'azione amministrativa della Regione sia sotto il profilo economico dell'efficienza e dell'efficacia ed abbia raggiunto gli obiettivi stabiliti dalle leggi di principio, dalle leggi di programma, anche se ritengo che, colleghi, alcuni riscontri rimarcati dai giudici della magistratura contabile meritino di essere almeno richiamati all'attenzione di quest'Aula la quale si accinge alla discussione di altri provvedimenti importanti e all'assunzione di altre decisioni che non potranno prescindere dal merito delle osservazioni contenute nelle relazioni del garante e degli equilibri della finanza pubblica e credo che domani avremo un importante appuntamento a cui ha fatto correttamente riferimento il presidente Truzzu, tra questi si registra l'impatto devastante, preferisco chiamarlo così, derivante dalla complessa vicenda dei rapporti finanziari tra lo Stato e la Regione che incide profondamente e da troppi anni sull'ampiezza della manovra del bilancio determinando una situazione di grave incertezza con tutte le conseguenze politiche e socio-economiche che ben conosciamo e che ha generato l'accumularsi di ritardi nelle procedure di rendicontazione che, a partire dal rendiconto del 2016, non ha ancora concluso i suoi effetti negativi e, nonostante una serie di sentenze della Corte Costituzionale chiariscano almeno una parte dei contenziosi in essere a favore della Regione Sardegna, prosegue, alimentato da un atteggiamento incomprensibile ed inaccettabile del Governo nazionale contro il quale occorrerà condividere le iniziative di grande mobilitazione di cui parleremo meglio nella Risoluzione approvata in sede di Commissione di bilancio la scorsa settimana e che penso domani sia all'esame dell'Aula. Quindi, l'aumento del disavanzo, che si interseca con la vertenza entrate di cui ho fatto appena cenno, ed è anche conseguenza in gran parte della richiesta del Ministro dell'economia, in sede di rilievi dalla legge di rendiconto 2016, di accantonare nel risultato di amministrazione al 31 dicembre 2017 le perdite pregresse del servizio sanitario per circa 680, 681 milioni che sono risalenti alle precedenti due legislature, nell'ultima delle quali, in particolare, c'è stata una continua a sfasatura, che i colleghi della precedente legislatura ricorderanno, tra il momento dell'accertamento dei risultati economici delle aziende sanitarie e l'individuazione nel bilancio regionale delle grandezze finanziarie per farvi fronte in sede previsionale, oppure di assestamento, determinando appunto lo scostamento di cui oggi stiamo parlando. C'è comunque da segnalare all'attenzione dell'Aula il fatto che nonostante la Sardegna sia la Regione d'Italia con un volume di perdite non coperte più elevato, nel corso del 2017 ha dimezzato il disavanzo sanitario, rispetto al 2016, e ridotto l'incidenza della spesa sanitaria, rispetto al bilancio complessivo regionale, dal 43,95 al 34, 30 per cento dal 2013 al 2017, quasi dieci punti in quattro anni. È un indicatore di cui evidentemente tener conto, assieme al dato più volte sottolineato dai giudici della Corte dei conti, del disavanzo pro-capite che la spesa sanitaria che continua ad attestarsi il più alto tra tutte le regioni d'Italia, occorre evidenziare e sottolineare il fatto che contribuisce la spesa farmaceutica, che continua a sua volta a registrare elevatissimi tassi di scostamento della spesa programmata, ma che include, tra le maggiori risorse impegnate, quelle destinate all'acquisto dei farmaci ad alto costo, garantite, badante, per le regioni a statuto ordinario da assegnazioni statali ad hoc, mentre la Sardegna ancora una volta è chiamata a gravare sul proprio sul proprio bilancio regionale. Quindi lo dico, Presidente, lo dico, Assessore e colleghi, perché siamo sempre lì, siamo sempre sullo stesso terreno di scontro tra la Regione e lo Stato, la Regione che rivendica i propri diritti e il Governo nazionale che continua a negarglieli, ed è indubbiamente così da troppi anni. Così i giudici della Corte dei conti, nella loro relazione, si soffermano sulle questioni che attengono l'articolo 3 della legge regionale di stabilità per il 2019, la "48" del 2018, luogo in cui guarda caso si rinnova lo scontro tra lo Stato e la Regione. Attraverso l'articolo 3 infatti viene destinato una quota pari a 244 milioni delle risorse del CAL al decreto legge numero 95 del 2012, svincolate in attuazione appunto dalla sentenza della Corte Costituzionale numero 77 del 2015 a cui ha fatto riferimento il collega Truzzu. I giudici della Corte dei conti per queste ragioni hanno stigmatizzato ancora una volta la condotta dello Stato per non avere restituito alla regione Sardegna quelle somme dovute, nonostante l'ulteriore più recente sentenza della Corte costituzionale del gennaio scorso, la quale, oltre a dichiarare l'illegittimità costituzionale dell'articolo 1, comma 851, della legge di stabilità e di bilancio dello Stato del 2018, nella parte in cui nel triennio 2018 - 2020 nelle more della definizione di accordo di finanza pubblica non riconosce alla Regione Sardegna adeguate risorse che si sarebbero dovute invece determinare in attuazione ai criteri stabiliti dall'articolo 27 della legge numero 42 del 2009, laddove si afferma l'importante principio secondo il quale per il concorso al conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica si deve avere riguardo particolare alle regioni che come la Sardegna si trovano in condizioni di svantaggio strutturale e permanente, e sarà ancora una volta oggetto della discussione di domani. Occorre allora sottolineare che i principi enucleati dalla giurisprudenza costituzionale nella richiamata sentenza, non sono negoziabili per cui il Governo non potrà sottrarsi in alcun modo alla rigorosa attuazione degli stessi. E appare veramente singolare, colleghi, che le note difficoltà finanziarie delle casse statali non vengano mai invocate negli stessi termini nei rapporti economico - finanziari con le altre regioni a Statuto speciale. Al riguardo ricordo ancora una volta all'aula la legge numero 18 del 2012 la quale, tra le varie disposizioni, all'articolo 38 quater ha ridotto sensibilmente gli accantonamenti a carico della Regione Sicilia, ed è uno dei punti su cui nella Risoluzione torneremo. Evidentemente e storicamente il peso politico della Regione Sicilia nei confronti dei Governi nazionali, di qualsiasi colore politico essi siano o siano stati, assume una consistenza ed una efficacia diversa, specie in sede parlamentare, ragion per cui si auspica che su questo vitale tema il Consiglio e la Giunta regionale possano addivenire alle stesse determinazioni, affinché assumano unitariamente, nei confronti del Governo, le iniziative più opportune e necessarie allargate alla partecipazione delle forze sociali, al fine di perseguire, con la massima determinazione, l'obiettivo di ottenere da parte dello Stato la restituzione alla nostra Regione di quanto finora trattenuto illegittimamente nel più totale dispregio dei criteri e dei parametri che sono indicati nell'articolo 27 della legge numero 42 del 2009. Per queste ragioni, colleghi, il rendiconto che oggi discutiamo, e mi auguro approviamo, assume una rilevanza diversa, in virtù anche delle osservazioni sviluppate dalla magistratura contabile sul difficile rapporto tra lo Stato e la regione Sardegna, ma anche, o soprattutto, in considerazione dell'ormai insostituibile impatto sul bilancio regionale e, conseguentemente, sull'intero sistema socio - economico isolano per superare il quale occorrerà che tutti i parlamentari sardi condividano la stessa battaglia, unica battaglia, a livello parlamentare, senza distinzione di colore politico.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

FASOLINO GIUSEPPE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il rendiconto che andiamo ad approvare oggi è il rendiconto relativo all'esercizio 2017 che sicuramente non attiene a questa maggioranza, quindi le considerazioni sono prevalentemente considerazioni tecnico - contabili, lo stesso rendiconto è stato parificato dalla Corte dei conti il 14 maggio scorso, la quale ha sancito una corretta gestione dei conti pubblici. Il Rendiconto è composto dal conto del bilancio, dal conto economico e dallo stato patrimoniale, si evince che, per la prima volta, nel 2017 è stato richiesto di inserire, come ricordava il consigliere Moriconi, quella che è la perdita relativa alla sanità, e questo ha condizionato quello che era il disavanzo di gestione, perché altrimenti, rispetto al 2016, ci sarebbe stato un miglioramento nella gestione del bilancio 2017. Come enunciato da entrambi i consiglieri e da entrambi i relatori, la considerazione principale che viene da fare nell'analisi del rendiconto è sicuramente quella legata alla vertenza con lo Stato. Questa ha condizionato, condiziona e potrebbe condizionare i bilanci della nostra della nostra Regione. Quindi sarà fondamentale il lavoro che nel futuro riusciremo a fare, un lavoro che dovrà essere politico e che, già da domani, con il lavoro fatto dalla terza Commissione, porteremo in Aula e sarà un lavoro fondamentale che dovrà essere fatto tutti assieme. È un lavoro fondamentale per i bilanci futuri; come abbiamo più volte detto, addirittura nonostante ci siano delle sentenze che danno forza a quello che è il valore degli accantonamenti per la Sardegna, non riusciamo a far rispettare quello che è il dovuto alla nostra Regione. Nei mesi scorsi ci sono stati degli incontri che sono serviti sicuramente per chiarire, per sancire definitivamente che quei soldi sono dovuti alla Regione, ma ancora non siamo riusciti a chiudere il cerchio per capire come questi soldi dovranno essere restituiti alla Sardegna. Allora è fondamentale che questa partita si giochi tutti insieme, dove non ci sia un colore politico perché è una partita che serve a tutti e serve soprattutto alla nostra terra. Allora da domani, quando porteremo in Aula la risoluzione, sarà fondamentale un lavoro politico che potrà essere sicuramente portato avanti ancora in maniera più efficace con il supporto da parte del Consiglio regionale all'unanimità.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.

Poiché nessuno domanda di parlare sul passaggio all'esame degli articoli, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 1.

Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 1, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 2.

Poiché nessuno domanda di parlare sull'articolo 2, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 3.

Poiché nessuno domanda di parlare sull'articolo 3, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 4.

Poiché nessuno domanda di parlare sull'articolo 4, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 5.

Poiché nessuno domanda di parlare sull'articolo 5, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 6.

Poiché nessuno domanda di parlare sull'articolo 6, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 7.

Ha domandato di parlare il consigliere Michele Cossa.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Da questo punto in poi chiediamo il voto elettronico palese.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 7.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 8. Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 8.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 9. Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 9.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 9 bis. Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 9 bis.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Metto in votazione il disegno di legge numero 12/A.

Nessuno chiede di intervenire per dichiarazione di voto.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 12/A.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Discussione della mozione Ganau - Corrias - Comandini - Deriu - Meloni - Moriconi - Piscedda - Piano sullo stato di attuazione della corretta riclassificazione del Porto di Arbatax ai fini del suo inserimento all'interno dell'Autorità di sistema del Mare di Sardegna ai sensi dell'articolo 6, comma 2 bis della legge 28 gennaio 1994, n. 84 (Riordino della legislazione in materia portuale), così come modificata dal decreto legislativo 4 agosto 2016, n. 169 (Riorganizzazione, razionalizzazione e semplificazione della disciplina concernente le Autorità portuali di cui alla legge 28 gennaio 1994, n. 84, in attuazione dell'articolo 8, comma 1, lettera f), della legge 7 agosto 2015, n. 124), e successive modifiche ed integrazioni. (13)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della mozione numero 13.

Dichiaro aperta la discussione. Uno dei presentatori della mozione ha facoltà di illustrarla.

CORRIAS SALVATORE (PD). Grazie Presidente, signore e signori Assessori, colleghe e colleghi onorevoli, in effetti c'è un po' da sorridere sul fatto che questa mozione sia stata un po' agognata, è la terza volta che arriva in Aula, e notiamo con favore che è presente stavolta l'Assessore dei trasporti. Questa mozione nasce da una necessità che è quella che, l'ho detto l'altra volta e lo ribadisco ora, è la natura di questa mozione è eminentemente interlocutoria, perché la necessità è proprio quella di avere notizie in merito allo stato di attuazione dell'iter di classificazione del porto di Arbatax. Alla luce delle interlocuzioni formali avute, mi riferisco in particolare al 2018, dalla precedente Giunta regionale, nelle date del 6 aprile, 4 maggio e 9 ottobre laddove appunto il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti con una nota interna e con una comunicazione del Presidente dell'allora Giunta regionale non sollevava alcuna eccezione in merito appunto alla richiesta che quella Giunta fece di riclassificare il porto di Arbatax ai sensi della legge numero 84 del '94 e del decreto legislativo numero 169 del 2016. Una richiesta che allora e oggi credo debba ritenersi necessaria, ed è per questo che si chiede con la mozione di avere notizie in quanto quel porto, che non va certo derubricato ad una dimensione localistica, ma è importante in tutto lo scenario dell'offerta marittima dalla Sardegna, quel porto soffre ancora oggi di un retaggio tardo ottocentesco, è un porto rifugio. La riclassificazione o la corretta classificazione ai sensi dei richiami normativi che ho testé menzionato consentirebbe appunto di fare di quel porto rifugio un porto di seconda classe o di seconda categoria. Pertanto andrebbe a quel punto, verrebbe e si auspica che verrà, inquadrato in un quadro normativo e gestionale adeguato, conditio questa tale per cui tutte le somme impegnate negli ultimi anni, ma direi anche negli ultimi lustri, destinate al porto di Arbatax possano avere a quel punto una opportuna esecuzione. Questo vale per il porto ma chiaramente vale per tutta l'area retroportuale e industriale di Arbatax, Tortoli e quindi anche per tutto il territorio ogliastrino ma dirò di più anche per tutta la provincia di Nuoro e non solo, ma come detto prima per tutta l'offerta territoriale e marittima dalla Regione Sardegna. Perché classificare correttamente il porto significa arricchire l'offerta marittima su questo versante del Mediterraneo della Regione Sardegna e inquadrarlo quindi correttamente nell'autorità di sistema portuale del mar di Sardegna. Significherebbe quindi fare investimenti sul versante strutturale e infrastrutturale interni al porto e anche appunto nella zona industriale individuata col decreto numero 91 e poi con delibera di Giunta regionale del primo marzo 2018 come zona economica speciale, e su questo c'è stato anche un grande dibattere sulle zone economiche speciali, quindi riconoscere il porto in quella dimensione normativa significherebbe farlo rientrare pienamente e legittimamente nella rete delle zone economiche speciali della Sardegna. Significherebbe quindi finalmente fare degli investimenti, significherebbe aumentare l'attrattività dell'area portuale e dell'area industriale sia da un punto di vista dei trasporti marittimi, c'è un solo vettore che agisce e agisce in maniera insufficiente, quindi è evidente che nel momento in cui si interviene sulle banchine, per esempio, che oggi, guardate, sono completamente inagibili. Richiamo un'esperienza recente non c'era lo spazio nemmeno per stoccare le pale eoliche destinate al parco eolico della Valle del Pardu nello specifico del comune di Ulassai, quindi nemmeno per una semplice destinazioni di rimessaggio questo porto oggi è adeguato. Dicevo che appunto gli approdi sono ridotti al minimo un investimento, invece un riconoscimento normativo propedeutico e necessario consentirebbe il rilancio. Questo inquadramento normativo consentirebbe poi di aggiornare il piano regolatore portuale, consentirebbe di fare insomma tutti quegli investimenti che quel porto di fatto merita per la sua vocazione storica, industriale ricordo che c'è stata una cartiera, era l'unica in Sardegna, c'è il polo dell'Intermare Sarda e c'è un'area industriale che appunto attende un rilancio. Per la sua vocazione commerciale per il trasporto delle persone e delle merci e per la sua vocazione turistica, insistono in quell'area attività di nautica da diportismo, insistono attività di ittiturismo. Bene la ragione di questa mozione si spiega appunto con questa motivazione e serve per tutta la Sardegna, ricordo che l'equidistanza del porto di Arbatax è tale per cui sono circa 74 miglia marittime da Cagliari, 80 da Olbia. Quindi chiediamo all'Assessore e chiediamo alla Giunta che ci vengano date notizie, ragguagli in merito alle interlocuzioni, se ce ne sono state successive all'ottobre scorso, quali contenuti abbiano esse, se ci sono novità e soprattutto se c'è ancora molto da attendere, grazie.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Corrias l'assessore Todde, prego.

È aperta la discussione? Non ho nessun iscritto…

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Presidente, non vorrei aggiungere nulla di più a quello che ha detto il collega Corrias, chiederei, dopo la risposta da parte della Giunta, cinque minuti di sospensione per cercare di capire se ci sono le condizioni per approvare un ordine del giorno che noi, come maggioranza, abbiamo già preparato. Quindi, magari dopo l'intervento dell'Assessore chiederei una piccola sospensione, grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Mula. Io solo per ricordare che, se entro la conclusione del primo intervento io non ho nessun iscritto, passo direttamente alla votazione, questo come regola generale.

Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore dei trasporti.

TODDE GIORGIO, Assessore tecnico dei trasporti. Intanto vorrei scusarmi con l'Aula perché per ben due volte, come diceva l'onorevole Corrias, è stata portata in aula la mozione ed io non sono potuto essere presente perché per impegni dell'ultimo momento non sono riuscito ad essere presente, quindi di questo mi scuso.

Io ho fatto un po' un excursus di quello che è stato fatto precedentemente dalla Giunta e, come diceva l'onorevole Corrias, c'è una delibera di Giunta votata all'unanimità che chiede la corretta riqualificazione del Porto di Arbatax. Il Porto di Arbatax è sicuramente un punto strategico tra Cagliari e Olbia, strategico sia per il Porto stesso, ma per tutta l'Ogliastra, perché sappiamo bene che ci sono delle realtà industriali insediate che hanno assolutamente la necessità di avere un porto efficiente e collegato con la Penisola, cosa che attualmente avviene, ma avviene in maniera un po' scorretta, perché spesso i traghetti non si fermano, spesso non vengono fatti sbarcare i passeggeri e vengono dirottati su altri porti, questo perché il porto è attualmente un porto di prima categoria, perché il termine porto rifugio è stato già abrogato. Quindi io, in capo al mio Assessorato, ho trovato questa delibera di Giunta come atto amministrativo e ho preso a cuore logicamente l'argomento, è doveroso da Assessore dei trasporti, ma come ben sapete anche da ogliastrino ho a cuore la riqualificazione corretta del Porto di Arbatax. Quindi ho avuto anche un incontro a Roma presso il Ministero dove ho chiesto delucidazioni in merito. La richiesta del Presidente con la delibera di Giunta era il primo atto, per quanto riguarda l'iter, che andava fatto, sennò non veniva neanche messa in atto l'istruttoria. L'istruttoria, il MIT, attualmente, l'ha inviata all'Ufficio legislativo, il percorso sicuramente non sarà molto breve perché ci sono altri sette punti dopo di questi che riguardano l'iter, e ve li leggo per capire di cosa si tratta, e tra l'altro, come diceva anche l'onorevole Corrias prima, ci sono anche le banchine inagibili, c'erano dei finanziamenti dati al Consorzio industriale, e poi recentemente non si sa che fine abbiano fatto i soldi, ed era proprio per mettere a norma le banchine di ponente e di levante. Dopo l'istruttoria del MIT, che è stata inviata all'Ufficio legislativo, ci sono altri passaggi che riguardano l'iter, che sono il preliminare con deliberazione del Consiglio dei Ministri, il parere della Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto '97, il parere del Consiglio di Stato, il parere della nona Commissione permanente della Camera dei Deputati, il parere dell'ottava Commissione permanente del Senato, deliberazione del Consiglio dei Ministri, proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti di concerto con il Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, e con il Ministero dell'economia e delle finanze, e come ultimo il decreto del Presidente della Repubblica. Allo stato attuale, c'è solo l'istruttoria del MIT inviata dopo aver sollecitato all'Ufficio legislativo. Pare che l'Ufficio legislativo non abbia sollevato criticità o pareri sfavorevoli, però c'è questo iter da seguire, che io seguirò con molta attenzione perché è doveroso e credo molto nella riqualificazione del Porto di Arbatax, però sicuramente non sarà un percorso breve.

PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Sospendo per cinque minuti il Consiglio regionale, la seduta è sospesa.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 15, viene ripresa alle ore 17 e 23.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori dell'Aula. Credo che sia stato proposto un ordine del giorno. Colleghi consiglieri, scusate, potete prendere posto? Grazie. Onorevole Tunis, prego. Prendiamo posto, riprendiamo i lavori.

Credo che sia stato presentato un ordine del giorno, attendiamo che venga depositato alla Presidenza, un ordine del giorno congiunto a firma di tutti i consiglieri, a meno che non ci siano obiezioni. Se potete portarlo alla Presidenza… Onorevole Li Gioi, credo che l'originale ce l'abbia lei. Se lo porta, grazie, così ne do contezza e apro la discussione, anzi apro la dichiarazione di voto. Se mi date l'ordine del giorno, così ne do lettura, grazie.

È stato presentato l'ordine del giorno unitario numero 1 dell'intero Consiglio regionale.

Non ha chiesto di intervenire in replica il proponente, no? Non è intervenuto, quindi adesso non può più intervenire, però se volesse può intervenire in fase di dichiarazione di voto.

Sono aperte le dichiarazioni di voto sull'ordine del giorno. L'ho dato per letto l'ordine del giorno, avete presentato un ordine del giorno congiunto. Se volete lo leggo, ma mi sembrerebbe veramente pleonastico e ridondante.

Quindi, è aperta la fase delle dichiarazioni di voto, non ho nessun iscritto… L'onorevole Corrias è sparito.

Ha domandato di parlare la consigliera Desirè Manca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRÈ (M5S). Solo per confermare la nostra adesione, di tutto il Gruppo del Movimento 5 Stelle, a quest'ordine del giorno. Quindi, naturalmente, oltre a confermare l'adesione, voto favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salvatore Corrias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CORRIAS SALVATORE (PD). È evidente che ribadiamo la necessità, a costo anche di essere ridondanti, come lei diceva, di questa mozione. Piuttosto auspico che, quanto l'Assessore ha dichiarato in merito allo stato di attuazione dell'iter, possa avere quella consequenzialità e quegli effetti che lui stesso auspicava, e chiaramente noi staremo dietro alla questione in tempi anche abbastanza rapidi e stretti, perché quello che dicevo prima al collega lo ribadisco adesso, c'è stato tutto l'impegno del Governo di centrosinistra fino all'ultimo, devo dire, e siamo certi e fiduciosi che voi quell'impegno non vanificherete, ma su questa fiducia torneremo in modo tale che, anche noi, non verremo delusi. Chiaramente votiamo a favore.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare per dichiarazione di voto, chiedo il parere il parere della Giunta.

Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dei trasporti.

TODDE GIORGIO, Assessore tecnico dei trasporti. Il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'ordine del giorno che ovviamente è assorbente la mozione numero 13.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'ordine del giorno numero 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Discussione della mozione Tunis - De Giorgi sugli interventi finalizzati alla predisposizione di una legge di riforma del sistema agricolo regionale e al finanziamento della legge regionale n. 15 del 2010. (19)

Il successivo punto all'ordine del giorno reca la discussione della mozione numero 19.

Dichiaro aperta la discussione. Uno dei presentatori della mozione ha facoltà di illustrarla.

TUNIS STEFANO (Gruppo Misto). Grazie, signor Presidente, signori Assessori, onorevoli colleghi, userò molto meno del tempo che mi è concesso per illustrare una mozione che nasce dalla sensibilità manifestata da molti di voi, dalla stessa Giunta regionale, di vedere in termini sistemici l'elemento della vita rurale e delle campagne. L'abbiamo vissuta con il momento di apicale difficoltà raggiunto in occasione della crisi del prezzo del latte, abbiamo visto il mondo delle campagne riversarsi sulla città, interrompere la regolarità della vita metropolitana, a volte rendere difficile il godimento dei servizi, quasi a dover mettere in evidenza la distanza che c'è tra la vita delle campagne e la vita delle comunità che si sono raccolte attorno alla città o, in generale, sulle coste. Il tema della vicenda della vita delle campagne non può essere così profondamente dissociato da quello della vita nelle città al punto da diventarne l'alternativa; da qui, dal momento di difficoltà massima, nasce la necessità di valutare (…) del tema in termini per così dire integrati. Noi abbiamo vissuto due crisi del latte: una nel 2010, più profonda, più calcata su un sistema internazionale che aveva fatto sentire il suo peso alla vicenda di ogni singola azienda agropastorale, abbiamo vissuto nel 2010 la necessità di intervenire con norma, di intervenire con strumenti legislativi, amministrativi e finanziari che consentissero di superarla. E così accadde, stabilendo un metodo, stabilendo una adeguata dotazione finanziaria; mettendo la vicenda del singolo pastore al centro dell'azione politica si era riuscito, in quel momento storico, a dare una dimensione sistemica alla soluzione, addirittura ottenendo con una adeguata notifica la possibilità di finanziare una crisi di mercato senza incorrere in infrazioni da parte dell'Unione europea. Questo grande risultato, questa notifica avvenuta con successo, avrebbe dovuto incoraggiare il legislatore, l'organo amministrativo a proseguire in quella direzione, a spendere i danari giusti per creare sul territorio quegli equilibri, quei contrappesi che occorrono per superare crisi di mercato che hanno una portata internazionale. Così, per varie ragioni, non è avvenuto, e non è questo né il momento, ma soprattutto non è la sede per affrontarne le responsabilità, ma occorre fare il punto della situazione in cui ci troviamo in questo momento, perché se nei mesi scorsi una crisi assai meno rilevante sul piano internazionale ha indotto i pastori a una così vibrante, così efficace protesta, la ragione risiede nel fatto che il tempo che ci ha separato dalla precedente crisi non è stato sfruttato in maniera adeguata. Il fatto che oggi, mentre parliamo, la particolare congiuntura internazionale ci consente di non vivere la preoccupazione immediata del prezzo del latte, non giustifica l'inerzia, e quindi il tentativo di questa mozione è quello di unire questa Assemblea al lavoro dell'amministrazione regionale nell'innanzitutto analizzare quali strumenti abbiamo già a disposizione, e poi di quali eventualmente abbiamo bisogno per affrontare, speriamo nel momento più lontano possibile, un'eventuale crisi del prezzo del latte. Ma questa non può, questa non può non essere la circostanza più favorevole per vedere in termini più articolati, più estesi, e possibilmente più efficaci il tema della vita delle campagne, perché io credo che, per l'unicità del nostro mondo dei pastori, per la peculiarità del loro stile di vita, per il valore storico che in questo risiede, abbiano il diritto di un adeguato riconoscimento da parte della nostra Regione, da parte dello Stato italiano, ma dell'intero sistema internazionale; soltanto un adeguato riconoscimento culturale del "pastoralesimo" è davvero in grado di darci la leva finanziaria e gli strumenti culturali per affrontare adeguatamente il tema. Perché se noi immaginiamo di risolvere la questione sia della vita dell'agricoltore che quella del pastore senza ricordarci che dobbiamo avvicinare gli stili di vita, allora non avremo successo nel nostro intento; non possiamo parlare di pastoralesimo, non possiamo parlare di vita delle campagne senza parlare di smart Village, non possiamo dimenticarci che oggi la vita dell'agricoltore è molto più legata alla conoscenza della tecnologia, al possesso della tecnologia, piuttosto che al possesso della terra, non possiamo rimanere ancorati a visioni archeologiche per cui l'agricoltore deve vivere in un ambiente angusto, con tanta terra attorno e poche comodità, addirittura qualcuno indignandosi all'idea che servano meno di tre ettari per abitare in campagna, o che non si possa godere del beneficio di una piscina, perché qualcuno si è indignato dentro questa Assemblea se a un agricoltore poteva venire in mente di utilizzare pochi metri del proprio agro per avere una piscina. Certo, chi ha una visione pauperista del mondo posso comprendere che veda con indignazione questo, ma sono convinto che nell'abitare la campagna, per vivere la vicenda professionale della campagna, non occorra essere dissociati dalle comodità della città, anzi occorra, al contrario, esserne perfettamente integrati, quindi non si può pretendere che il centro della Sardegna sia popolato senza strade adeguate, senza l'acqua depurata, senza una adeguata corrente elettrica, senza un adeguato collegamento con internet veloce, senza la possibilità di vivere con le stesse comodità, senza poter ambire allo stesso stile di vita che è quello delle coste o delle città.

Allora, detto questo, la proposta che scaturisce da questa mozione è quella innanzitutto di utilizzare l'impianto legislativo che abbiamo in vigore e che è già stato con successo notificato a Bruxelles, quindi rifinanziare la legge numero 15 del 2010 per avere immediatamente un sistema efficacemente distribuito sul territorio con degli ambiti definiti, con le centrali del latte, col sistema di polverizzazione del latte, perché il pastore possa conferire sempre e soltanto al prezzo stabilito, ipotizziamo di un euro, e quando il mercato non è in grado di prendere il latte a un euro il latte si polverizza e si dà la possibilità al nostro sistema produttivo, attraverso il sostegno pubblico che Bruxelles ha autorizzato, di affrontare la crisi di mercato o possibilmente di non affrontarla mai. Allo stesso modo è indispensabile che il nostro sistema possa tenere sul piano finanziario quando eventualmente la quantità di formaggio suggerirebbe di assecondare un fenomeno inflattivo al contrario. Di conseguenza quando c'è troppo formaggio sugli scaffali delle aziende questo formaggio deve potervi sostare, bisogna evitare di immetterlo sul mercato attraverso una leva finanziaria sostenuta dalla SFIRS. Per questo occorre visione da parte della Regione, per questo occorre spinta da parte del nostro organo amministrativo, ma occorre anche favorire la maturazione della trasformazione delle nostre aziende che devono scegliere se diventare grandi o se rimanere piccole, perché un'azienda grande guadagna dai volumi, un'azienda piccola guadagna dalle diversificazioni, nella terra di mezzo non guadagna né da una cosa, né dall'altra. Su questo ben altri professori avrebbero scritto libri, ma è un concetto molto semplice e applicato da regioni italiane in cui sull'economia delle dimensioni si è costruita un'economia reale per le imprese. Però per fare questo abbiamo bisogno di unità politica, abbiamo bisogno di spinta amministrativa, abbiamo bisogno di strumenti amministrativi efficaci e il nostro sistema delle agenzie dell'agricoltura non è efficace, è frammentato, carente in certi ambiti, sovradimensionato in altri ambiti. Non è ancora adeguatamente funzionante il sistema della anticipazione dei sussidi e va adeguatamente infrastrutturato, perché se noi utilizzassimo, come è stato fatto su altre linee di fondi europei, l'anticipazione e rinviassimo al saldo tutto quanto il sistema della rendicontazione non lasceremo, come è stato correttamente sottolineato in questi mesi da diversi colleghi, i nostri operatori della campagna in una grave e spesso fatale tensione finanziaria. Quindi non serve una lotta alla burocrazia; serve voler affrontare il tema difficile della riorganizzazione della burocrazia, di un profondo intervento organizzativo sulle nostre agenzie dell'agricoltura, magari rispolverando la vecchia idea di riunificarle in una, facendo sintesi di quelle risorse umane, investendo sulla formazione di quelle risorse umane, sulla motivazione di quelle risorse umane, però per dare al nostro sistema agricolo, delle campagne e pastorale, la possibilità di non avere un antagonista, un fiero baluardo dell'inefficienza come interlocutore, bensì un soggetto che sia realmente capace di assecondarne le ambizioni, le volontà di crescita e, casomai occorresse, la necessità della sopravvivenza.

Quindi, colleghi, lo spunto che vuole offrire questa mozione è il lavoro in Commissione su un testo condiviso, onorevole Fasolino, su un pronto impegno finanziario nel rifinanziare la legge numero 15 del 2010 e uno slancio, assessore Murgia, nel voler dare una pronta risposta alla necessità che ha il mondo agropastorale di riorganizzazione del nostro sistema burocratico. Io credo che da questo combinato disposto di impegni che possiamo reciprocamente concederci oggi possa finalmente essere tracciata quella rotta che consenta al nostro pastoralesimo di trionfare, al nostro sistema delle campagne di prosperare e al nostro sistema economico di godere finalmente della spinta che questo settore può avere sul nostro prodotto interno lordo.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Tunis, è stato di parola.

È iscritto a parlare il consigliere Gian Franco Satta. Ne ha facoltà.

SATTA GIAN FRANCO (Progressisti). Presidente, colleghe e colleghi onorevoli consiglieri regionali, correva l'anno 1947 quando un nostro conterraneo nel Governo De Gasperi occupava la posizione di Ministro dell'agricoltura e promulgò allora tutta una serie di leggi che riguardano, appunto, la riforma agraria, un piano infrastrutturale del Mezzogiorno con la Cassa del Mezzogiorno, e ciò che determinò e che, come dire, portò allora Antonio Segni, Ministro dell'Agricoltura, all'impulso forte di una grossa riforma del sistema agricolo fu probabilmente una mozione presentata nell'allora Parlamento, che non risulta agli atti, negli archivi probabilmente storici di quel Parlamento, perché fu prontamente ritirata e magari passata ai lavori della Commissione competente.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE GIOVANNI ANTONIO SATTA

(Segue SATTA GIAN FRANCO). Quindi questa mozione non è una fake news, è una mozione presentata dall'onorevole Tunis e dall'onorevole De Giorgi. Il periodo storico può anche essere sullo stesso piano, nel senso che il carattere della politica agricola in Sardegna e anche in Italia è emergenziale. La mozione che è stata presentata è una mozione vaga e superficiale. La questione ripresa della crisi del prezzo del latte a parole in questo Parlamento, nel Parlamento dei sardi, l'onorevole Tunis è prodigo di proposte e di soluzioni per il settore, salvo poi nella Commissione competente non si è riusciti a produrre due righe di proposta, dopo aver sentito l'universo mondo, non è ancora pervenuta una proposta di questa maggioranza rispetto a quelle che possono essere le possibili soluzioni sulla crisi del prezzo del latte. Intanto, dal 2000 al 2017 il valore aggiunto del prodotto dell'agricoltura sarda è calato in termini reali del 7 per cento, mentre a livello nazionale il calo è stato del 4 per cento. Nel resto dell'Europa l'agricoltura è cresciuta del 14 per cento, con punte e picchi del 40 per cento in Spagna. A metà degli anni novanta noi esportavano negli USA, in America, l'80 per cento del prodotto, del pecorino romano, oggi ne esportiamo 60, 62 per cento. Un'ora di lavoro nell'agricoltura sarda produce, nel 2015, 7 euro e 20 in Sardegna, nel resto dell'Italia 12 euro, nel Nord dell'Italia 19 euro. L'ultimo PSR (Piano di Sviluppo Rurale) 2014-2020, con risorse importanti di 1 miliardo e 200 milioni, la spendita oggi è di circa il 30 per cento di quelle risorse. Significa che c'è un sistema burocratico della Regione e anche un sistema diciamo di ammodernamento delle nostre imprese, di competitività delle imprese agricole, che è debole. Quindi, bassa efficienza e scarsa competitività anche delle imprese. Allora, si fa cenno sulla mozione Tunis e De Giorgi su quali possono essere le soluzioni? No. Si fa cenno alla possibilità di rifinanziare una legge del 2010 che una nota associazione di categoria agricola qualche anno fa ha definito "legge truffa", andate e riguardate lo storico dei commenti di allora delle associazioni di categoria e del mondo politico. Una legge che dal…

PRESIDENTE. Concluda, onorevole Satta.

SATTA GIAN FRANCO (Progressisti). …dal 2010 non ha dato un solo risultato! Allora, io mi chiedo, la legge è composta da circa 35 capitoli di bilancio, si vuole avvantaggiare qualche sistema produttivo, qualche persona in particolare rispetto invece al sistema complessivo che governa l'economia agricola? Oppure si vuole parlare di spopolamento…

PRESIDENTE. Chiuda, onorevole.

SATTA GIAN FRANCO (Progressisti). Chiudo dicendo che la soluzione non può essere rifinanziare una legge del 2010, ma magari portare in Commissione un ordine del giorno e poi condividerlo in Assemblea, perché il problema riguarda tutti.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliere Elena Fancello. Ne ha facoltà.

FANCELLO ELENA (M5S). Presidente, onorevoli consiglieri, le comunità rurali sono la colonna portante della nostra Regione. Hanno il merito di salvaguardare le principali aree ambientali e dell'identità della nostra Isola. La salvaguardia della Sardegna rurale, tuttavia, non è solo una questione ideologica e sentimentale, ma soprattutto economica e sociale. La comunità dove risiedo da questo punto di vista è un modello di come potrebbe essere organizzata la ruralità in Sardegna. Dorgali, infatti, ha una struttura economica nella quale l'agricoltura, l'artigianato e il turismo si integrano formando un unico sistema economico che produce reddito, posti di lavoro e quindi argine verso i deleteri fenomeni della desertificazione delle aree rurali della Sardegna. La nuova riforma agraria dovrà tenere conto di alcune importanti priorità affinché il mondo delle campagne diventi la prima industria della Sardegna e torni ad essere attrattiva per i nostri giovani e crei ricchezza e lavoro. Cosa serve per fare sistema nel settore agricolo? Serve innanzitutto avere le idee chiare, un progetto da condividere e da fare condividere paese per paese e azienda per azienda. Io partirei dall'aggregazione dell'offerta in campo agricolo, dalla cooperazione e possibilmente da una rete fra tutti i comuni rurali sardi. Serve sicuramente rafforzare l'idea di filiera, utilizzare ad esempio dei progetti integrati di filiera, i cosiddetti PIF, per segnare il cambio di marcia, mettere a disposizione risorse finanziarie per sostenere tutte le iniziative possibili, ammissibili, sarebbe già un punto di partenza.

Elenco alcune delle priorità da tenere presente per una riforma agraria che si rispetti. Primo punto: la tutela dei prodotti e dei marchi. Coinvolgendo, stimolando, incrementando e controllando i diversi attori quali i Consorzi di tutela, le dogane la repressione frodi, i NAS, le organizzazioni di categoria. I migliori prodotti agroalimentari vengono spesso sviliti da poche grosse aziende che effettuano mere operazioni commerciali con relative frodi a discapito delle moltitudine di piccoli operatori. Acquisto di prodotti quali vino, latte, formaggio, agnelli, in altre regioni o nazioni che poi figurano prodotti in Sardegna e si fregiano della DOC o IGP sarde.

Punto due. In fase di programmazione dei finanziamenti individuare le linee di azione a cui dare priorità, creare un gruppo di lavoro di provate qualità scientifiche che prima valuti la ricaduta delle precedenti programmazioni in modo da escludere o modificare le azioni non rispondenti agli obiettivi prefissati.

Terzo punto. Nella stesura dei bandi individuare sempre un gruppo di lavoro dove siano sempre presenti le tre figure cardine necessarie alla stesura: la figura politica di indirizzo degli obiettivi da privilegiare e raggiungere; l'esperto di legislatura europea per evitare inutili perdite di tempo se il bando non è in linea con le normative; l'istruttore di precedenti misure che riesce a individuare gli eventuali problemi che si incontrano poi in fase attuativa. Snellire le procedure e i paletti dei singoli bandi. In altre parole, creare dei bandi semplici con il minimo possibile dei criteri lasciando poi spazio propositivo alle aziende per poter fare i progetti più rispondenti alle esigenze delle diverse realtà produttive e un maggiore controllo sul mantenimento dell'impegno negli anni successivi. Completare l'annoso iter dell'ente pagatore regionale, evitare la perdita di risorse impegnate con aziende che non realizzano i progetti ammessi a finanziamento inserendo in tutti i bandi una penale per chi non porta a termine i lavori ammessi, anche non necessariamente economica, esempio, il divieto di presentare nuovi progetti per tre o cinque anni. Creare una linea di azione per le infrastrutture primarie e di viabilità comunale e interpoderale, elettrificazione primaria delle diverse zone e favorire un uso economico delle acque irrigue, portando a compimento la ristrutturazione delle reti e la realizzazione di bacini di approvvigionamento idrico.

Ultimo punto che ho elencato, investire in formazione professionale. È sicuramente utile e necessario che il cambiamento sia guidato da una rete dei comuni rurali che possa dai territori sollecitare le azioni a livello regionale. Una riforma agraria sistematica, profonda, moderna, manca in Sardegna da troppi anni, farla è una priorità e insieme è una grande sfida di questa legislatura e di tutta la politica sarda. Il Movimento 5 Stelle è nato per riportare i cittadini dentro le istituzioni, per rompere le logiche della vecchia politica, spezzare le clientele e portare il rinnovamento. Per fare tutto questo ben venga una legge organica di settore, la più condivisa possibile, che metta assieme le esigenze riorganizzative della macchina burocratica, agenzie ed Assessorato, con le azioni sostanziali necessarie per far evolvere l'intero sistema produttivo sardo.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Giuseppe Talanas. Ne ha facoltà.

TALANAS GIUSEPPE (FI). Diciamo che condivido pienamente la mozione dell'onorevole Tunis e ne faccio mie le sue argomentazioni, per così dire. Volevo precisare alcuni punti, ritengo che il popolo delle campagne e tutto il comparto agricolo si aspetti una riforma perché dopo lo sciopero che abbiamo visto coinvolgere tutto il comparto alcuni mesi fa, oggi gli allevatori si aspettano una risposta dalla politica. Per quanto riguarda gli argomenti che hanno trattato i colleghi che mi hanno preceduto, ritengo che la crisi del prezzo del latte non si sia verificata solamente nel 2010 o nel 2018 o 2019 quando appunto gli allevatori, oramai stremati, sono scesi con i forconi in piazza, ma ritengo che sia una crisi che oramai dura da oltre cinquant'anni, è stata interrotta solamente da qualche anno dove il prezzo del latte ha visto raggiungere dei prezzi che si aggiravano intorno ad un euro per essere poi l'anno dopo nuovamente ritornati al punto di partenza, se non peggio. Ecco, io volevo dire anche che le proteste che si sono avute da tutto il mondo delle campagne, come punto principale hanno avuto il prezzo del latte, però proprio perché questi allevatori, gli agricoltori si sono visti veramente al minimo delle loro forze, però così come ha detto l'onorevole Tunis, il problema del mondo agricolo non è soltanto il prezzo del latte che rimbomba ogni qualvolta vengono gli allevatori a dircelo e a protestare anche sotto il palazzo della Regione, il problema sono i ritardi nei pagamenti, mai abbiamo avuto una protesta proprio in questo senso anche se però è un problema che affligge tutto il comparto, sperando che sia risolvibile con la nuova riforma e con l'istituzione dell'ente pagatore. Ma non solo, ancora oggi proprio in questo periodo si è avuto un nuovo blocco della movimentazione del bestiame, ecco anche questo cagiona un grave pregiudizio economico a tutto il comparto perché l'allevatore che non può vendere il proprio bestiame, il proprio prodotto, non solo non riesce a realizzare quel guadagno per il lavoro svolto, ma crea nuovi costi, quindi diciamo che gli interventi devono essere veramente a 360 gradi tenendo conto di tutte queste problematiche. Altro problema che è collegato sempre alla movimentazione bovina è che i mercati, soprattutto quelli della penisola, hanno grossa difficoltà ad acquistare dagli allevamenti sardi anche perché il periodo finestra che si ha per la vendita, per esempio dei bovini da carne, è troppo lungo e pertanto va a scoraggiare l'imprenditore agricolo creando la perdita di quell'occasione di vendita che invece si avrebbe se nell'immediatezza potesse vendere i propri capi agli imprenditori della penisola. Quello che voglio dire è che oggi più che mai è necessaria una riforma agraria per dare delle risposte agli allevatori che attendono di conoscere quelle che potrebbero essere le novità del settore, altrimenti cari colleghi noi a settembre e ad ottobre ce li ritroviamo nuovamente sotto il palazzo della Regione.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Giovanni Satta. Ne ha facoltà.

SATTA GIOVANNI (PSd'Az). Grazie Presidente e soprattutto grazie all'onorevole Tunis che ci dà l'opportunità di parlare di un problema così grave che ha caratterizzato anche il periodo della nostra campagna elettorale. Condivido in parte anche quanto ha detto il collega Gian Franco Satta perché probabilmente si sta sottovalutando questo problema o comunque non lo si sta affrontando nella maniera dovuta, questo ovviamente non è, lungi da me, il rimprovero all'Assessore che sta sicuramente facendo il suo lavoro, il problema delle campagne non è di oggi, sono alcuni decenni che si parla del problema del latte e anche nella passata legislatura abbiamo avuto anche degli scontri abbastanza duri quando si affrontava il problema, perché probabilmente non lo si affrontava nella maniera adeguata. Io ritengo che uno dei problemi principali del problema del latte… individuo in due problemi, perché ci ho studiato, ho lavorato e ho avuto modo di confrontarmi anche con chi opera nel settore, sono due i problemi principali, da una parte abbiamo la mancanza di programmazione, noi ci ritroviamo anche a livello regionale quando abbiamo fatto il PSR per noi (…) produttivi ci siamo ritrovati su 17.700 domande di giovani che volevano avere il finanziamento, 1300 chiedevano di fare aziende agricole per produrre latte di pecora. Questo non dovrebbe succedere se noi fossimo in grado di programmare, noi dobbiamo avere la capacità di programmare perché l'agricoltura non è soltanto latte, abbiamo delle terre che potrebbero produrre e devono produrre degli altri prodotti, gioco di parole, degli altri prodotti che sarebbero comunque di qualità, sarebbero delle eccellenze, parlo delle zone ovviamente dove ci sono le grosse infrastrutture perché avere le pianure irrigate può concedere anche la possibilità di fare altro. Per esempio l'azienda agricola che si trova a Tramatza piuttosto che ad Arborea continua a produrre latte e magari l'erba medica che è un prodotto essenziale anche da dare agli animali viene importata dalla Spagna e non sappiamo neanche di che tipo di qualità si tratta. Questo è uno dei primi problemi, quindi cercare di programmare la produzione di quello che è il mondo agricolo, quello che non è stato mai fatto, aldilà delle riforme che si vogliono portare avanti. L'altro problema è che nel 2014, a fine 2014 il pecorino romano veniva pagato 9 euro al chilo e il latte era abbondantemente al di sopra di un euro, un euro e 10, un euro e 20, le cooperative addirittura sono arrivate a pagarlo anche un euro e 40, un euro e 50, hanno sfiorato un euro e 50. Dopodiché le cooperative, perché c'è un anello debole in quel sistema che sono le cooperative, soprattutto per la mancanza di accesso al credito, dopo sei mesi hanno svenduto il formaggio a 4 euro e 70, ho visto le fatture che mi ha fatto vedere il presidente della cooperativa Lacesa di Bortigali che è una delle più antiche che abbiamo in Sardegna e anche di quelle più storiche e anche solide, di cooperative che avrebbero dovuto fare sistema con loro e si sono ritrovate invece a svendere il formaggio a 4 euro e 70 dopo sei mesi. Ovviamente se vendi il formaggio a 4 euro e 70 il prezzo del latte crolla, così come è successo.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE MICHELE PAIS

(Segue SATTA GIOVANNI.) Questo succede perché le cooperative devono comunque soddisfare mese per mese l'anticipazione del latte da conferire ai pastori, molte volte hanno difficoltà ad avere l'accesso al credito e quindi questo le porta ad andare in default quindi non riescono a soddisfare le richieste e i bilanci lo dicono se si va a guardarli. Questo probabilmente è dovuto anche alla sovrapproduzione, io ho chiesto anche in Commissione e quindi chiedo anche che venga fatto questo in futuro, soprattutto all'Assessora chiedo che venga una volta per tutte accertato se esiste o non esiste la sovrapproduzione di latte perché tutte le associazioni di categoria, i pastori vengono a dire che esiste produzione tranne la Coldiretti che invece pensa esattamente il contrario che sovrapproduzione di latte non ce n'è e questo è un dato molto importante per orientare poi quello che sarà il futuro dell'agricoltura, soprattutto del comparto agricolo. Poi dobbiamo anche studiare, secondo me, all'interno di questa riforma che auspica il collega Tunis e che io condivido perché ARGEA, AGRIS e LAORE sono state un deciso fallimento, io auspico che si possa studiare un sistema che possa far sì che gli allevatori all'inizio dell'anno possano avere una programmazione di quanto costa il latte e quanto è giusto che ne debbano produrre perché se uno fa il falegname non si mette a produrre finestre, tanto le vendo, se un'azienda produce 100.000 litri quest'anno e il prezzo del latte è… non si può mettere a produrne 200.000, tanto lo vendo alla cooperativa che poi fa la fine che fa perché se si ritrova carica di formaggio, non riesce a venderlo e il prezzo del latte crolla, magari usando altri termini potremmo chiarire meglio che si tratta di elementi essenziali dell'economia. Quindi chiedo che appunto in questa riforma venga dato un sostegno economico, quindi magari attraverso il ricorso al credito alle Cooperative che possono affrontare in tranquillità mese per mese il pagamento della quota latte ai pastori, così non saranno obbligati a svendere il formaggio per poter pagare mensilmente l'acconto ai pastori, e questo è uno stato uno dei fattori principali per il crollo del latte, poi ovviamente tutto questo lo dobbiamo fare, ma sappiate anche che la politica non può, non l'ha mai fatto non lo potrà fare mai, determinare con esattezza il prezzo del latte, potrà fornire degli strumenti che possa comunque orientare il sistema verso una stabilità del prezzo però non potrà sicuramente fissare il prezzo del latte, la politica, come vuole la piazza.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Eugenio Lai. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). Parto dicendo che chi è come me alla seconda legislatura si è trovato a discutere di mozioni di questo tipo o di questo argomento tantissime volte in quest'Aula, e condivido il ragionamento che poc'anzi prima di me ha portato avanti l'onorevole Gianfranco Satta, anch'io trovo questa mozione vaga e superficiale, non fosse altro che si continua a discutere in quest'Aula di mozioni, di ordini del giorno e, soprattutto, presentati da Consiglieri di maggioranza che avrebbero tutti gli strumenti necessari per portare all'ordine del giorno una riforma del sistema agricolo complessa e non solo ed esclusivamente dei piccoli spot elettorali. Trovo che questa mozione porti fuori ricette certe vecchie, sia nei modi che nei metodi, nei modi l'ho detto in precedenza, si prova a ragionare di un problema complesso buttando dentro una mozione di tutto e di più e provando a creare la confusione tale da non consentire di affrontare un problema per volta, nei metodi perché le dichiarazioni le leggiamo ormai sui giornali, abbiamo letto che questa maggioranza ha intenzione di accorpare Argea, Agris per fare non so che cosa e non si discute più all'interno delle Commissioni, tant'è vero che come ha detto prima l'onorevole Gianfranco Satta qualche giorno fa ci siamo trovati a discutere in una quinta Commissione che è quella dell'agricoltura con un ordine del giorno talmente vago da far drizzare i capelli, ossia il problema del prezzo del latte, nessun tipo di proposta all'ordine del giorno, nessun tipo di risoluzione, nessun tipo di è proposta da parte della maggioranza, e lo dico perché ci prova ancora una volta a tirare fuori dal cilindro vecchi sistemi o vecchie logiche che sono ormai superate e che non hanno creato gli effetti desiderati, così come la legge dell'ex assessore Prato, che non consentono invece di affrontare un problema estremamente serio, con metodi innovativi, con metodi estremamente trasparenti, che consentano a tutti di portare il proprio il proprio contributo. Lo dico ancora dicendo all'onorevole Tunis che son passati già cinque mesi e che in questa legislatura non ha più il ruolo di opposizione ma il ruolo di maggioranza, ossia anche il ruolo di responsabilità di portare all'interno di quest'Aula un provvedimento legislativo o almeno di provare a chiudere quelli che sono in essere per affrontare il problema dell'agricoltura e dell'allevamento in Sardegna. In particolare, Presidente, lo dico perché su Aras non si sa quando l'Assessore all'Agricoltura intenda portare in Giunta la delibera che approva il bilancio Laore, e qualche giorno fa ci ha detto che non ha potuto portare il bilancio di Laore in Commissione perché l'assessore Fasolino gliel'ha trasmesso solo quattro ore prima, quindi da questo punto di vista chiediamo anche spiegazioni. Domani avremo anche lo sciopero dei dipendenti Aras. Sul tavolo del prezzo del latte ci siamo trovati in una situazione surreale dove quasi tutto sembrava risolto nell'arco di 48 ore, l'ho già detto in quest'aula, e invece ancora si tratta di trovare quelle mediazioni necessarie per poter spendere le risorse che la precedente Giunta regionale ha messo sul tavolo. Ancora oggi non sappiamo a che punto è il tavolo sul prezzo del latte, ancora oggi non sappiamo quali sono le proposte che l'Assessore sta portando all'attenzione di questo di questo tavolo. Sulla riforma complessiva, si parla quasi come se tutto il problema dell'agricoltura in Sardegna venisse da Laore da Argea o da Agris, certo avranno le loro le loro responsabilità, però io ricordo anche un aspetto, il Ministero ha portato a termine, dando parere positivo, su una riforma su cui la precedente maggioranza si era contraddistinta, ossia all'ente pagatore regionale che permette di sburocratizzare le pratiche, che permette di accelerare la spesa sui contributi, però a tutt'oggi, dell'ente pagatore regionale ci si ricorda solo quando si deve fare qualche spot sul giornale, non si è preso ancora nessun tipo di iniziativa che ne consenta l'attivazione, né tanto meno la partenza, così come su tutti gli altri aspetti che si provano a trattare in maniera anche estremamente confusa. Vorrei parlare del PSR, naturalmente vorrei che la Commissione si interessasse del nuovo PSR che è una sfida, che permetterà certamente di provare, tra virgolette, a regolare il mercato, però di questo nessuno parla, perché ci vogliamo occupare ancora una volta con sistemi vecchi di mozioni che parlano addirittura nella relazione iniziale di piscine per gli agricoltori, quasi come se il problema principale di un agricoltore fosse farsi il bagno in piscina, piuttosto che parlare delle azioni reali che questa maggioranza sta portando avanti. Quindi noi naturalmente faremo la nostra parte.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Nessuno mette in dubbio l'opportunità di un intervento su un settore strategico per la Sardegna, o che potrebbe determinare prospettive ulteriori di sviluppo rispetto alla difficoltà attuale, dico subito che concordo con gli interventi degli onorevoli Lai, Satta e Fancello che hanno toccato anche un tema molto importante, cioè quello della risorsa idrica che riguarda l'agro, in relazione al fatto che le tabelle fornite da Abbanoa evidenziano che il 27 per cento dell'acqua in Sardegna viene utilizzata dalle famiglie per usi domestici, il 3 per cento dall'industria, il restante 70 per cento dall'agricoltura, cioè dal sistema di irrigazione dell'acqua, ovviamente tutta acqua potabile che ha una serie di costi di lavorazione, quindi già avere un approccio su questo tema, non chiedendo alla Giunta di fare quello che la Giunta alla fin fine è obbligata a fare, cioè intervenire su un settore, ma entrare nel merito con mozioni, discussioni tra noi, cioè del dettaglio e degli aspetti tanti che riguardano la vicenda del rilancio del settore, a mio parere sarebbe più opportuno, più che spronare a elaborare un testo di legge senza una indicazioni, indirizzi, senza un ragionamento anche tra noi. L'altro aspetto è questa questione che ritorna sempre dell'abitare in Campania, oggi ci sono Paesi che danno le case a un euro per ripopolare, abbiamo uno spopolamento impressionante nell'ambito delle campagne, vicenda che non riguarda la Sardegna, riguarda l'intero mondo, basti pensare a che cosa si è dovuto fare in Cina per arginare il fenomeno dell'abbandono delle campagne, e la fortissima presenza con una popolazione in crescita per decine e decine di milioni di persone nei centri urbani nell'ambito delle città cinesi, è un fenomeno di livello mondiale. I primi del Novecento l'85 per cento delle persone viveva in campagna, oggi c'è una proporzione esattamente opposta rispetto a coloro che vivono in città e coloro che vivono nelle campagne, è un fenomeno di portata mondiale, ma da questo punto di vista nessuno mette in dubbio, così come accade in altre realtà d'Italia, che è il sistema dei casali riqualificati che diventano alberghi legati ad aziende agricole di ampie dimensioni nell'ambito della Toscana poi abbiano anche delle piscine, che hanno una vocazione non di acquacoltura ma di ospitalità legata a un turismo che è quello che vive anche nei luoghi di produzione, anzi beneficia persino di corsi per quanto riguarda le produzioni, i sistemi, i meccanismi, se non addirittura vengono coinvolti in alcuni casi nella panificazione e via dicendo, cosa che in alcuni casi accade anche in Sardegna.

Gli unici esempi in Sardegna di abitato nell'agro sono i nuraghi, che sono tutelati e quindi difficilmente sono utilizzabili oggi come centri e luoghi di vita, le case sparse nell'agro, legate agli episodi di bonifica, Castiadas, Arborea, e lo stazzo in Gallura, che veniva però utilizzato solo in chiave stagionale, per il resto chi visita le aziende vitivinicole… la cantina di Ierzu, me lo confermerà l'onorevole amico consigliere, sindaco di Baunei, la cantina di Ierzu è inserita nel contesto urbano. Le Cantine Argiolas sono inserite nel contesto urbano di Serdiana, e tutte le case campidanesi, per non parlare delle abitazioni nel Nuorese che avevano l'abitazione sopra e sotto la cantina con le botti, erano luoghi di vita e di lavoro inseriti nel contesto urbano o di paese. A Pirri, nel pieno centro della città, le case campidanesi coi vani per ospitare il grano, la lavorazione di questo, le botti, eccetera, sono inserite nell'abitato. Noi dobbiamo chiarirci su questo, mi concentro solo su questo punto: citiamo sistematicamente il Trentino Alto Adige, noi abbiamo una parcellizzazione nell'agro per cui cercare di acquistare un paio di ettari significa dover mobilitare studi di avvocati per risalire alle miriadi di proprietari del singolo lotto parcellizzato, in Trentino Alto Adige il maso chiuso, in deroga rispetto al sistema civilistico, prevede l'indivisibilità del lotto minimo dei cinque ettari; sul maso chiuso in Trentino Alto Adige sono 12 mila e passa alle aziende che sono sorte. Ditemi chi è che potrà acquistare 100 metri quadri, più 100 metri quadri, più 100 metri quadri come lotto edificabile, e che tipo di vino dovrà produrre colui che dovrà acquistare 100, più 100, più 100, e non appezzamenti di medie dimensioni, per impiantare una vigna che dovrà produrre e vendere un vino a quale costo se il terreno sul quale insisterà la vigna sarà pagato tutto a prezzo di terreno edificabile?

PRESIDENTE. È iscritto a parlare la consigliera Maria Laura Orrù. Ne ha facoltà.

ORRU' MARIA LAURA (Progressisti). Questa mozione mi pare un po'… a parte che non ha un senso, perché non ci trovo un senso. Io sottoscrivo quanto ha appena espresso l'onorevole Zedda e parto dal presupposto che effettivamente il rilancio del settore sia necessario, ma per farlo abbiamo bisogno di un'attenta analisi di quelle che sono le criticità, di quelli che sono gli obiettivi e di quelle che sono le azioni concrete che si vogliono raggiungere. È chiaro che, come sottolineava la collega Fancello, è necessario un progetto chiaro, ma in questa mozione non c'è nulla di chiaro, tant'è che non c'è neanche una minima idea di quello che si voglia fare, considerando il fatto che è la maggioranza stessa che propone questa mozione. Tra l'altro mi dispiace dover ammettere che manca una cosa fondamentale, che è quella dell'istruzione e della cultura agricola, perché l'economia come sappiamo tutti è basata sul sapere; e la possibilità dei nostri imprenditori di potersi confrontare in un mercato che è un mercato sempre più complesso a livello globale, ma anche per potersi migliorare a livello locale, ha necessità di un sistema di formazione, e nessuno ne parla. Invece mi sembra di sentire sempre la solita campana, parlare di ampliamenti volumetrici, piscine, come se l'unico obiettivo che questa maggioranza si vuole dare sia quello di basare la nuova economia della Sardegna su un modello vecchio, che continua a parlare una lingua che non è più compresa da nessuno. Io questo vorrei sottolinearlo, se continuiamo a puntare il dito sulla luna e guardare il dito anziché la luna, noi continueremo a piangere, e lo faremo per tanti anni. Inoltre una questione che secondo me va affrontata è quella del fatto che non si sia posta la problematica legata a degli uffici regionali dedicati per aggredire proprio quelli che sono i fondi europei: l'Europa a noi i soldi ce li dà, io questo volevo comunicarlo all'onorevole Tunis, e i soldi noi possiamo spenderli, abbiamo il diritto, anzi il dovere di spenderli, ma per poterlo fare abbiamo la necessità di avere delle pubbliche amministrazioni a tutti i livelli che siano capaci di programmare e di spenderli i fondi, perché se continuiamo invece a pensare che la responsabilità è sempre di qualcun altro, io vorrei ricordare che la responsabilità è tutta nostra, siamo noi che stiamo governando quest'isola, non possiamo sempre pensare che sia colpa di qualcuno che non ha la lungimiranza di pensare alla Sardegna. Ma noi abbiamo avuto la lungimiranza di pensare come aggredire i fondi europei? Perché non proviamo a istituire un vero e proprio ufficio regionale capace di aggredire tutti i fondi. E badate bene che questo va fatto guardando tutte le problematiche a 360 gradi, non guardando un unico comparto, tra l'altro mi dispiace che tutta la discussione si sia basata sulla questione del latte, e qua la mozione parla solo di sistema agricolo, forse manca un pezzo, non lo so, forse qualcuno non ha capito molto bene la mozione, ma io sicuramente ho capito molto bene che quando si parla di piscine sicuramente l'unico obiettivo che si vuole raggiungere non è quello di una pianificazione significativa, capace di analizzare, regolare, perché pianificare significa proprio questo: progettare secondo un piano con regole chiare e certe per ottenere uno sviluppo che sia uno sviluppo che oggi deve essere uno sviluppo innovativo, tecnologicamente innovativo.

Io invito tutti quanti a fare questo tipo di riflessione, senza puntare il dito a chi ha governato prima, chi non ha governato prima, chi deve fare che cosa, perché adesso ci siete voi e la responsabilità è tutta vostra. Quindi invito veramente tutti quanti a fare questo sforzo, e noi abbiamo un'occasione che è un'occasione storica per la Sardegna: noi siamo in Obiettivo 1 dal 2021 al 2027, noi purtroppo verremo classificati come regione sottosviluppata ma questo ci dà la possibilità di avere molte più risorse, ecco guardiamole perché sono ben specificate. E su questo invito sia gli onorevoli consiglieri che la Giunta tutta a provare a fare uno sforzo e guardare al futuro e non al passato.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). Pensavo adesso alle ultime cose che ha detto la collega sull'Obiettivo 1: certo che tornare sull'Obiettivo 1 non può essere per la Sardegna una grandissima soddisfazione, sicuramente non sono stati fatti troppi passi avanti.

Io stimo tantissimo il collega, onorevole Stefano Tunis, ho letto veramente con molta attenzione la sua mozione e devo dire che l'anamnesi, la diagnosi a cui si è arrivati, e alla quale non si è arrivati da oggi, è perfetta, continua a mancare la terapia, la terapia che può guarire il paziente agricoltura che da troppo tempo è malato e che da troppo tempo ha necessità di ossigeno che noi non riusciamo a dare.

Il premesso, il considerato e il rilevato vanno benissimo, io li condivido appieno, ringrazio anche l'onorevole Satta, che ha fatto un intervento dove ha rappresentato benissimo quella che è la situazione attuale di tutta la filiera, Presidente, a me riprende sempre quando parlo con gli Assessori, quando qualche collega sta intervenendo…

PRESIDENTE. I consiglieri non possono stare nel banco degli Assessori, grazie.

COCCO DANIELE (LEU). E dicevo l'onorevole Satta ha ben rappresentato la situazione attuale che purtroppo è una situazione non di oggi ma atavica che nel tempo non siamo mai riusciti in nessuna maniera a sanare, a proporre soluzioni serie che potessero veramente dare quelle risposte che il mondo delle campagne si attende. Dobbiamo fare tutti un mea culpa lo dobbiamo fare anche noi che probabilmente nonostante abbiamo impegnato importantissime risorse nella scorsa legislatura non siamo riusciti a colpire nel segno. Però quando arriviamo, non voglio dilungarmi oltre perché non voglio entrare nel merito della problematica che vorremmo rappresentare delle argomentazioni che sono rappresentate, quando lei amico Stefano Tunis, perché l'Assessore è dovuta uscire, aspettiamo… devo interloquire con lei se no è inutile… perché non abbiamo un Vicepresidente…

PRESIDENTE. Onorevole Cocco lei, quando si riferisce sì deve riferire al Presidente non deve parlare alla Giunta, non deve parlare all'Assessore ma deve parlare al Presidente. Prego.

COCCO DANIELE (LEU). Chiedo venia. Diceva l'onorevole Tunis che quando alla fine impegna il Presidente della Regione e l'Assessore regionale all'agricoltura e riforma agropastorale a: predisporre una legge di riforma agraria secondo quanto stabilito in premessa; modificare la legge regionale numero 15 del 2010 per rispondere in maniera adeguata alle esigenze del comparto; integrare tale legge con ulteriori capitoli di spesa; modificare, riorganizzare snellire il sistema burocratico al fine di dare un supporto reale agli operatori del settore. Lo sta dicendo a sé stesso, lo sta dicendo alla sua maggioranza, lo sto dicendo al Consiglio che ha gli strumenti in mano per poter attivare tutti questi quattro punti. Quindi io credo che questa mozione oggi, che tratta un argomento importante, sia inutile perché di fatto sta dicendo al suo Assessore con la quale sicuramente può interloquire anche più di noi, che in questo momento siamo opposizione, anche prendendo un caffè al bar: no guarda, caro Assessore, noi abbiamo urgenza indifferibile che da domani ci mettiamo a lavorare, da ieri più che da domani, su questa emergenza che rimane emergenza, diventa sempre più emergenza e fra un poco noi ci ritroveremo i pastori sotto il Consiglio regionale a manifestare, a ricordarci che abbiamo assunto degli impegni che sino ad oggi non sono stati rispettati. Quindi io credo, non voterò a favore della mozione o di un ordine del giorno, che come sempre non si nega a nessuno, perché in questo momento lo ritengo inutile, pleonastico non riesco a capire a cosa possa servire.

Chiudo qui chiedendo all'Assessore invece un altro problema che immediatamente lei può risolvere; l'agenzia Agris potrebbe anche non esistere più da qui a qualche giorno non sta a me deciderlo, con dotazione finanziaria in capo all'Assessorato dovrebbe stabilizzare 14 artieri ippici, la metà di questi sono stati già stabilizzati, gli altri sei che dovevano essere stabilizzati entro il mese di marzo ancora non lo sono. Ci dicono, ci riferiscono che questo non sia stato possibile perché non è stato approvato il consuntivo, io non so se è veramente così, credo anche che lei in deroga comunque possa autorizzare il facente funzioni attuale di Agris a poter procedere, perché la procedura di fatto era già avviata, mancava solo l'ultimo tassello che doveva vedere appunto gli altri sei Artieri…

PRESIDENTE. Prego concluda. Può concludere.

COCCO DANIELE (LEU). Sì siccome l'Assessore credo che sia molto sensibile e disponibile a risolvere problemi che riguardano davvero la prospettiva di vita di persone che attendono una risposta immediata credo che su questo possa intervenire immediatamente dandoci anche una risposta stasera.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Valerio De Giorgi. Ne ha facoltà.

DE GIORGI VALERIO (Gruppo Misto). Grazie Presidente, cari colleghi, care colleghe, Presidente del Consiglio, Assessore e Assessori, all'agricoltura sarda serve una strategia e di questo dopo la discussione e i passaggi fatti anche dall'opposizione anche l'opposizione se ne rende conto e se ne è resa conto. Nel programma di governo il presidente Solinas l'ha definita la strategia rurale nazionale, precisando che le comunità rurali vivono e progrediscono soprattutto grazie al settore primario, l'idea che sottende il nostro programma è che i nostri piccoli e medi Comuni delle aree rurali diventino un interlocutore istituzionale al pari della Città metropolitana di Cagliari, un progetto molto ambizioso che però è alla nostra portata. E noi di questo vogliamo farne una bandiera. Vediamo come. Innanzitutto dobbiamo costruire un'azione interassessoriale con risorse finanziarie dedicate all'agricoltura Turismo, Industria e naturalmente proventi anche degli enti locali, una strategia che deve partire dal taglio radicale della burocrazia; perché di burocrazia purtroppo si muore. Burocrazia vuol dire potere agli Uffici, la burocrazia deve diventare uno strumento di facilitazione per gli operatori, deve aiutare e non ostacolare la loro azione. È necessario eliminare la burocrazia primo ostacolo per il pagamento regolare dei premi comunitari, tutto questo bisogna farlo nei confronti degli agricoltori e dei pastori ma anche alla messa in pratica di qualsiasi azione in campo rurale. Basti pensare ai ritardi in misure fondamentali come la 6.2 o quella relativa ai cosiddetti PIF, progetti integrati di filiera, basti pensare alle misure 6.4.2 in particolare a quelle destinate ai neo imprenditori le quali non sono mai state completate ed oggi avrebbe senso ripresentarle dando tempi certi di completamento. Misure innovative per avere un'agricoltura moderna, un'agricoltura che oggi annaspa. Abbiamo detto nel programma che attiveremo i cosiddetti super CAA centri di assistenza agricola che certificando i dati riportati dalle domande sostanzialmente forniscono l'autorizzazione alla liquidazione dei premi e risolveremo i problemi dei ritardi, in particolare i super CAA creerebbero snellimento e semplificazione amministrativa per i procedimenti che interessano le imprese agricole con tempi certi per la conclusione dei procedimenti. Inoltre, ultimo passaggio del procedimento amministrativo per l'erogazione di premi e contributi, serve definire il percorso che autorizza ARGEA a pagare direttamente senza passare per ARGEA e quindi per un ente statale, parliamo di fatti concreti così iniziamo a parlarne, perché la legge la presenteremo. Ma se si parla di agricoltura non si può parlare di latte ovino, la nostra industria, il nostro core-business dobbiamo pensare al latte come prodotto e non come ingrediente, ed il nostro mercato è il mondo. Nel programma di Governo abbiamo precisato che serve un patto del latte che promuova la regolazione del mercato del latte ovino a favore di un'equa remunerazione nella filiera, ai sensi delle misure del cosiddetto pacchetto latte. Quindi, con la contrattazione collettiva, i contratti scritti obbligatori e pluriennali, il sistema patto sul latte è il nuovo ordine, l'azione principale di una politica che finalmente si occupa del mondo reale, garantendo un'equa remunerazione dei componenti della filiera, definendo in modo chiaro e trasparente il costo di produzione, una misura da collegare alle necessarie azioni di educazione alimentare e di promozione del consumo a chilometro zero. Per quanto riguarda la sovranità alimentare, il presidente Solinas ha assunto l'impegno di mettere in pratica un progetto per istituire mense a chilometro zero in tutte le comunità della Sardegna, lo faremo in tempo per l'avvio del nuovo anno scolastico estendendolo alle università e alle compagnie navali che in Sardegna portano i turisti, lo faremo perché prima di essere un sostegno economico alle nostre produzioni è una straordinaria rivoluzione culturale. La Regione può costruire un'alleanza vitale tra consumatori, produttori, famiglie, enti pubblici, ed esercenti attività di somministrazione di pasti nelle mense pubbliche, un'alleanza…

PRESIDENTE. Concluda, onorevole Valerio De Giorgi.

DE GIORGI VALERIO (Gruppo Misto). Sì, sto concludendo. Per questo faccio un appello alle opposizioni, sia quelle di centrosinistra che al Movimento 5 Stelle, perché contribuiscano con noi ad una riforma condivisa e completa che aiuti i nostri pastori, i nostri contadini, i nostri pescatori a far crescere insieme la Sardegna. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Michele Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Anch'io vorrei ringraziare i colleghi Tunis e De Giorgi per aver preso questa iniziativa, perché credo che a inizio legislatura sia utile affrontare un tema delicato come quello dell'agricoltura. Tutti hanno ricordato, era inevitabile che questo avvenisse, tutti i colleghi che sono intervenuti hanno ricordato la vertenza latte, e tutti hanno sottolineato come spesso noi ci troviamo ad affrontare, con strumenti di cui nemmeno disponiamo, situazioni emergenziali che mettono a repentaglio la sopravvivenza di aziende, la vita delle famiglie e di un intero fondamentale, perché richiama anche elementi fortemente identitari come quello dell'allevamento. Il collega Tunis, nell'illustrare la mozione, ha espresso un concetto che io ritengo fondamentale, la necessità di un approccio sistemico al problema, perché in questi anni è cambiato tutto, è cambiato il modo di affrontare i problemi, è cambiata una logica, grazie a Dio mi permetto di dire, che era fondamentalmente assistenzialistica, non c'è più per fortuna, perché l'assistenzialismo si porta sempre dietro uno strascico di elementi negativi che è meglio perdere e che hanno fatto alla nostra isola danni, per superare i quali ci vorranno intere generazioni. Quindi anche da parte nostra è necessario un approccio di tipo diverso, un approccio sistemico, un approccio globale, perché parlare di agricoltura significa parlare anche di turismo, ognuno di noi sa quanto strettamente il turismo si lega alle produzioni agroalimentari, perché la prospettiva nostra, dei prodotti agroalimentari sardi, non deve essere tanto quella di esportarli, quanto di servirli in quanto prodotti di alta qualità, di alta gamma, io ne sono molto convinto di questo, di servirli alla gente che importiamo, più che importare i prodotti noi dobbiamo importare consumatori e quindi i turisti. E le scelte che facciamo nella politica agricola hanno legami stretti anche con l'urbanistica, tutte le volte che parliamo di legge urbanistica in quest'Aula c'è una sollevazione per ridurre il lotto minimo da 5 ettari a 3 ettari, a un ettaro, a 5000 metri, ma nessuno si pone il problema, cioè tutti ci poniamo il problema, io mi rendo conto che questo è un tema molto sentito in alcune aree della Sardegna, soprattutto nel Sassarese, avverto che c'è questa vocazione a vivere in campagna, da altre parti io credo che dobbiamo sentire anche la vocazione di come utilizzare le campagne ai fini produttivi e di come legare l'edificazione in campagna allo sfruttamento agrario del fondo, perché poi la diffusione delle abitazioni nelle campagne determina tutta una serie di problemi che i comuni si debbono sbucciare. Quindi c'è un legame forte tra le scelte che facciamo in materia urbanistica e le scelte che facciamo in materia di politica agricola, perché poi c'è anche il problema delle strade rurali, non dimentichiamoci il danno enorme che il Piano paesaggistico ha fatto alla viabilità rurale, chiunque abbia amministrato un comune sa il calvario che i comuni devono attraversare tutte le volte che si tratta di sistemare una strada campestre, perché non si può usare l'asfalto, perché bisogna usare determinati tipi di materiali, tutte cose che non sono ancora state superate e che dovremo superare, vivaddio, prima o poi. L'agricoltura si lega alle politiche delle infrastrutture, il collega Zedda ha parlato dell'acqua, c'è il problema che ho appena citato della viabilità, di quelle infrastrutture che consentono agli operatori di pensare ad un'agricoltura moderna, perché non si può fare un'agricoltura moderna con strade come quelle che ci sono in molti comuni, con le grandi difficoltà che hanno i comuni, ripeto, a intervenire per ripararle. Si lega alla cultura, una politica agricola e di allevamento degna di tale nome non può prescindere anche da un approccio culturale, anche dal coinvolgimento delle scuole.

Il tempo è tiranno, io credo che il ribaltamento, lo dico all'Assessore, debba riguardare anzitutto l'inversione di quella che è stata la programmazione delle risorse comunitarie in questi anni, ne ha parlato molto bene la collega Orrù, intanto perché l'Europa non è un nemico, l'Europa diventa nemico se non ci sappiamo parlare, ma fino ad oggi la programmazione delle risorse comunitarie da parte di molte Giunte, anche da parte dell'ultima Giunta di centrosinistra, anche delle precedenti, ma anche da parte dell'ultima Giunta, la programmazione la fanno gli Uffici. Adesso deve ricominciare a farla…

PRESIDENTE. Concluda, onorevole Cossa.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Trenta secondi, Presidente. Deve essere la Giunta regionale a dare gli indirizzi per come si spendono i soldi del PPR. Oggi succede il contrario, che sono gli Uffici, la buona volontà degli Uffici, la capacità, la professionalità degli Uffici, che elaborano delle proposte che poi vengono trasferite verso l'alto. Quindi io sono d'accordo che bisogna intervenire pesantemente anche sulla burocrazia, senza dimenticare però che la burocrazia utilizza gli strumenti che le dà la politica - ho concluso, Presidente - e se la politica da strumenti sbagliati, la burocrazia utilizza gli strumenti che ha, non altri. Quindi, non scarichiamo la nostra responsabilità dicendo che è tutta colpa della burocrazia, facciamo le scelte che dobbiamo fare. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE. Intanto volevo comunicare che l'onorevole Deriu, lo comunico anche con ritardo, è rientrato dal congedo.

È iscritto a parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Io ho preso un paio di appunti giustamente, perché poi mi sono letto un attimino la mozione, e credo di dover dire che ho scritto due cose per quanto riguarda la mozione in sé. Intanto vorrei dire a qualche collega, quando definisce vaga e superficiale, io penso che le mozioni siano rispettose tutte, noi non le abbiamo mai giudicate vaghe o superficiali, abbiamo cercato sempre di rispondere o per lo meno di dare risposte, ma questo per un senso di rispetto, ecco, chiamiamolo così, niente di particolare, per carità, però sono usciti fuori degli spunti molto molto interessanti. Quello che mi ha colpito della mozione, chiedo ai colleghi Tunis e De Giorgi… poi la vediamo un attimino e, intanto, Presidente, poi chiederò cinque minuti di sospensione, perché credo che dovremmo chiedere di fare una piccola variazione, secondo me, e secondo il Gruppo del PSd'Az. Allora, anzitutto mi sembra inopportuno attribuire all'attuale Assessore responsabilità che non vanno ricercate… ma, insomma, bisognerebbe vedere cosa è successo fino a oggi, sembra che le colpe di questo mondo, in agricoltura, leggendo la mozione in alcuni frangenti siano da attribuire all'attuale Assessora. Se è pur vero che c'è uno scollamento tra l'indirizzo politico e amministrativo impartito dall'Assessorato e i suoi bracci operativi, ossia le Agenzie ARGEA, LAORE e AGRIS, vorrei tranquillizzare i colleghi che per ora non c'è nessuna intenzione di andare a chiudere le Agenzie di AGRIS eccetera, era un ragionamento così, come lo fece l'allora Presidente Soru che le costituì e poi si accorse di aver sbagliato, però è un ragionamento aperto, quindi non si vuole chiudere nulla. Questo in premessa, però vorrei ricordare una cosa; entrando nel dettaglio vorrei ricordare la legge numero 15 del 2010, che venne approvata nella quattordicesima legislatura, e io ricordo che quello fu un periodo di fuoco, io in quel periodo facevo parte di quella benedetta Commissione, e mi ricordo che approvammo questa legge e c'era una sassaiola qua fuori, ciavevano tirato le pietre, di tutto in questo Consiglio regionale, perché il mondo delle campagne era arrivato in massa, in modo giusto o sbagliato, qui è arrivato di tutto, e partorimmo questa legge che, seppur imperfetta, io dico che va rivista, ma oggi è l'unico strumento che noi abbiamo in campo per pensare di poter dare risposte al mondo agropastorale che vive tutte le difficoltà che noi sappiamo, e ad oggi è l'unica legge. Qualcuno mi dovrebbe dire che cos'è che è stato fatto ad oggi per cambiare questa legge. Vorrei ricordare a qualcuno, visto che si è parlato di vertenza del latte, che l'allora ex Assessore della Giunta precedente, io rimasi esterrefatto, in un convegno non sapeva che il prezzo del latte era di 60 centesimi; ma di cosa stiamo parlando! Quindi non è che facciamo tutto questo buonismo! Siamo qui per provare insieme a voi a modificare le cose però, Dio mio, non è che dobbiamo buttare tutte queste responsabilità. Oltretutto vorrei ricordare che questo Consiglio, cioè noi abbiamo giurato tre mesi fa e questa Giunta si è insediata 45 giorni fa, possibile che tutti i problemi di questo mondo, il mondo delle campagne, siano colpa di questa Giunta o colpa di questo Consiglio, o colpa di questa maggioranza? Io direi che su questo ci dovremmo riflettere un attimino. Detto questo invito i colleghi che hanno presentato la mozione… chiederei intanto Presidente cinque minuti di sospensione, per fare qualche piccola modifica per permettere al Gruppo del PSd'Az di poterla anche votare. Grazie.

PRESIDENTE. La sospensione la faremo alla fine della discussione.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Dario Giagoni. Ne ha facoltà.

GIAGONI DARIO (LEGA). Grazie, signor Presidente, signore e signori Assessori, colleghe e colleghi onorevoli. Mi fa sorridere l'intervento dell'Onorevole Lai che dice: "siete vaghi e superficiali". Mi vuol spiegare perché del miliardo e 308 milioni è stato utilizzato, negli ultimi cinque anni di legislatura, solo il 30 per cento per la PSR? Me lo sa spiegare questo? Quindi non avete fatto niente! Noi stiamo iniziando a fare qualcosa. Mi spiace che venga esaltato il fatto che circa il 90 per cento della Sardegna sia stata definita zona svantaggiata, e anche questo è da correggere, perché purtroppo è l'intera Isola che è in una situazione di svantaggio. La legge di riforma agraria è impellente, specialmente perché le aziende sarde sono sottocapitalizzate ed hanno veramente bisogno di potersi riprendere, ed è vero che riattivare la legge regionale numero 15 del 2010 potrà dare una grossa mano, non sarà la soluzione, ma darà certamente un grande aiuto alle varie aziende del comparto. Le Agenzie preposte devono essere attivate con chiare direttive: LAORE per la diffusione capillare e fornire l'assistenza in campo che oramai da anni non sta più facendo, relegando i tecnici negli uffici a fare i burocrati; ARGEA per l'istruttoria delle varie domande che devono essere rese le più semplici possibili, ed in particolare, mi rivolgo all'Assessore all'Agricoltura, sguarnito sempre più deve potersi riappropriare di quel ruolo che è suo, con personale qualificato ora al minimo storico e senza la burocrazia amministrativa che è presente a rendere complicate anche le cose più semplici. Nonostante l'agroalimentare sardo inteso come produzione, trasformazione e commercializzazione sia operativo da anni, possiamo dire che non è mai veramente partito, altrimenti non avremo tale situazione e non ci sarebbe di certo qua l'onorevole Tunis a presentare una mozione. C'è molto da fare; cosa? Creare presso l'Assessorato all'agricoltura e riforma agropastorale un'unità operativa permanente, sotto il coordinamento del dirigente di staff costituita da giuristi, economisti ed esperti provenienti da Regione ed enti locali, che gestisca in modo continuativo i rapporti con la Commissione politiche agricole, la Commissione Stato-Regioni e la Commissione europea, al fine di facilitare l'azione politica della Giunta regionale per massimizzare l'introito di risorse e migliorare la qualità e la velocità della spesa; rivedere la legge regionale numero 13 del 2006 per abbattere le barriere tra le tre Agenzie - ARGEA, AGRIS e LAORE -, e rimodulare la pianta organica per permettere il facile passaggio del personale tra le varie Agenzie; rivedere anche la legge 31/98, ormai obsoleta, con l'intento di riportare il sistema organizzativo dagli Uffici dell'Amministrazione regionale e delle varie Agenzie alle reali ed attuali esigenze dell'intera Sardegna; snellire la burocrazia attraverso il coinvolgimento diretto dei dipendenti e creare un rapporto diretto tra uffici pubblici e imprenditori agricoli, così da creare una vera assistenza tecnica; guardare attentamente verso il nuovo organismo pagatore, che dal 16 ottobre 2019 sarà operativo, non creando situazioni di stallo o blocco nei pagamenti, ora garantiti da ARGEA. Poi mi rivolgo all'Assessore; comprendiamo che non abbiamo la bacchetta magica, qua Harry Potter non c'è, ma c'è qualcuno che in cinque anni non ha fatto niente. Signor Assessore, quando pensiamo di impegnare il 70 per cento del residuo, dato che poi ci aiuterà senz'altro (…) per la spendita. Abbiamo poco tempo per impegnare tali fondi e sarebbe da folli, considerata la situazione della Sardegna, dover mandare indietro un solo euro. Grazie.

PRESIDENTE. Credo che l'onorevole Deriu voglio intervenire sull'ordine dei lavori.

DERIU ROBERTO (LEU). Richiamo al Regolamento.

Sul Regolamento

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Deriu. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (LEU). Per sapere se la Presidenza considera applicabile in questa discussione il nono comma dell'articolo 84.

PRESIDENTE. Onorevole Deriu, dopo le rispondo, adesso darei la parola all'Assessore qualora voglia dire qualcosa sinteticamente.

Continuazione della discussione della mozione Tunis - De Giorgi sugli interventi finalizzati alla predisposizione di una legge di riforma del sistema agricolo regionale e al finanziamento della legge regionale n. 15 del 2010. (19)

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.

MURGIA GABRIELLA, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Sinteticamente mi viene male. Preferite prima la mia relazione o la risposta ai Consiglieri? Decidete voi. I consiglieri mi hanno posto delle domande, preferite che risponda prima ai Consiglieri oppure espongo prima la mia relazione? Onorevoli Consiglieri e Consigliere, e soprattutto onorevole Presidente del Consiglio, i primi due mesi dell'incarico di Assessora mi hanno persuasa del fatto che l'attuale agricoltura sarda sollecita un livello di attenzione da parte dell'Esecutivo regionale, ma anche da parte di questo Consiglio che detiene oggi il potere legislativo maggiore. Per tale ragione condivido l'esigenza di una legge di riforma agraria, che sia in grado di fissare delle linee guida di un piano di rinascita. A oggi occorre quindi un'assunzione e un impegno risolutivo nei confronti di un comparto che sta in questo momento subendo tantissime difficoltà. Le difficoltà sono generalizzate, con sacche di sostanziale stagnazione, e dovremmo rendere la nostra agricoltura competitiva e assolutamente moderna. L'aggettivo moderno non è in utilizzato in senso critico rispetto alla condizione strutturale, anche professionale, delle aziende agricole e pastorali sarde, che da tempo hanno superato la condizione di arretratezza, e quindi non è critica, ma è la voglia di un cambiamento, la voglia di un coraggio che questa Giunta oggi ha e per questo è necessaria una riforma strutturale. Quindi per moderna si vuole intendere un'agricoltura che abbia piena consapevolezza delle proprie funzioni che sono anche delle funzioni relative strettamente all'ambiente, alla sicurezza alimentare soprattutto, allo sviluppo rurale, non solo strettamente produttiva. È una presa di coscienza che deve coinvolgere sempre più non soltanto la politica, ma tutta la società civile e tutti i destinatari dei prodotti agricoli e dell'agricoltura. Questo processo però potrà avere luogo solo con un forte miglioramento della qualificazione del capitale umano impiegato in agricoltura. Per tale ragione devono essere ripensate e aggiornate le funzioni di trasferimento delle conoscenze e dell'innovazione con l'erogazione di un servizio di consulenza continua e personalizzata alle imprese - con questo rispondo all'onorevole Orrù -, deve essere allo stesso modo sostenuto, ma ripensando il nuovo e il rinnovo soprattutto generazionale delle imprese, non solo con l'insediamento di giovani agricoltori, ma proprio di soggetti nuovi che hanno voglia di creare impresa, sostenendoli ovviamente con il nostro supporto, con i nostri tecnici consulenti che sono specializzati per questo e attualmente continuano a farlo. Per cui non è vero che non c'è formazione; noi supportiamo le imprese e le aiutiamo nel caso in cui abbiano difficoltà anche in campo burocratico e amministrativo. Quindi a queste misure devono essere associati regimi che permettono l'accesso alle terre, al credito, alle sovvenzioni per gli investimenti nei settori innovativi anche prendendo spunto dalle esperienze di altri Paesi più virtuosi del nostro. Per quanto riguarda il credito ieri abbiamo firmato un accordo col Banco di Sardegna per la riduzione e l'anticipazione delle misure per quanto riguarda il 2017 e per quanto riguarda la parte dell'ovino-caprino, l'abbattimento degli interessi e l'anticipazione per le eccedenze.

L'agricoltura rappresenta un settore estremamente strategico per la Sardegna, strategico non solo dal punto di vista economico, ma anche perché nelle zone interne è un unico vero argine al processo di spopolamento che deve essere a tutti i costi ostacolato. In questo senso allora non è più accettabile che nella catena del valore la componente più debole siano i pastori. A ciò si aggiunga l'instabilità dei prezzi delle materie prime, dipendente ormai dagli scambi commerciali globalizzati che spesso espongono le imprese agricole a condizioni di forte sofferenza. Un esempio per tutti è quello che abbiamo sentito stasera diverse volte, e quindi quello del latte ovino, dove gli allevatori sono esposti annualmente alle drammatiche oscillazioni del prezzo del latte. Quindi una legge di riforma agraria, a mio modo di vedere, deve tener conto di diversi elementi. Alcune previsioni normative contenute nella legge numero 210 del 2015 di cui parliamo possono essere di grande aiuto, ma non sono la soluzione, quindi per coloro che non conoscessero la legge numero 15/2010 questa legge recava tutta una serie di interventi in materia di agricoltura, ma principalmente rivolti ad affrontare la crisi del comparto ovino, per cui in linea preliminare potremmo anche rifinanziare questa legge, però sostengo che la riforma va fatta, una riforma profonda dell'agricoltura che tenga conto di tutte le criticità che sono state dette stasera, e rispondo nello specifico all'onorevole Lai, che non mi ricordo che termine ha usato, superficialità forse. No, non è superficiale. È superficiale non ascoltare e non assecondare le richieste degli onorevoli, chiunque sia. Per cui io ringrazio gli onorevoli De Giorgi e Tunis per aver proposto questa mozione perché ci ha dato la possibilità oggi di avere una discussione propedeutica alla vera riforma. Parlavo della legge numero 15. La legge numero 15 non è una legge di riforma, non è mai stata una legge di riforma, ma è stata una legge di rifinanziamento e di sostegno ad alcune misure che ancora oggi, purtroppo, hanno necessità di questo sostegno.

Quanto alla modifica, alla riorganizzazione e allo snellimento del sistema burocratico, attesa anche la fortissima sollecitazione dal mondo agricolo, dalle organizzazioni di categoria, ma dagli stessi consiglieri di maggioranza e di opposizione, ritengo che sia necessaria una puntuale ricognizione di tutta la situazione. Noi nello specifico non l'abbiamo terminata, ma siamo praticamente quasi alla chiusura. Abbiamo coinvolto tutta la struttura dell'Assessorato; vi vorrei ricordare che in Assessorato siamo 90 dipendenti, cioè 90 dipendenti portano avanti in questo momento tutta la programmazione dell'agricoltura. Quindi, dicevo, grazie al coinvolgimento della struttura dell'Assessorato e dell'Agenzia ARGEA, che è stata molto criticata ultimamente, siamo arrivati a una ricognizione dello stato dei pagamenti sia con riferimento alle domande di finanziamento a valere dal PSR 2014-2020, che con riferimento alle richieste di indennizzo presentate a seguito delle calamità naturali, in particolare quelle relative al 2017. Dopo i primi accordi informali con le direzioni generali delle strutture sopra individuate, in data 29 maggio scorso si è provveduto a convocare due incontri separati, sempre ad ARGEA: uno dedicato alle criticità, che conoscete perfettamente, inerenti i pagamenti del PSR 2014-2020, con particolare riferimento alle misure per le quali si è registrata una particolare difficoltà, che sono la cosiddetta misura giovani, i piani integrati di filiera, quindi i PIF, e in generale tutte le cosiddette misure di investimento; l'altro dedicato, invece, all'esame delle criticità relative ai pagamenti per le calamità naturali. Inoltre io, forse due settimane fa, mi sono recata a Roma e ho parlato col direttore generale di AGEA, perché le problematiche non sono solo all'interno di ARGEA, ma purtroppo anche di AGEA, che è l'ente pagatore nazionale, che ha avuto diverse difficoltà tra cui quelle informatiche per cui hanno rallentato diversi pagamenti. Mi hanno assicurato che stavano sistemando, tramite i tecnici informatici, la piattaforma per cui credo che abbiano già pagato, anzi sicuramente, alcune misure relative addirittura al 2016.

Il superamento delle criticità può essere affrontato nel breve periodo attraverso il potenziamento dell'attività istruttoria dall'Agenzia ARGEA e invece nel medio periodo attraverso la ridefinizione della governance dell'Assessorato all'agricoltura - ricordo sempre che siamo 90 dipendenti a portare avanti l'Assessorato - e del sistema, ovviamente, delle agenzie regionali. Una ridefinizione che dovrà contemplare il potenziamento dell'attività istruttoria e razionalizzare tutte le funzioni di assistenza tecnica e di ricerca in agricoltura.

Vorrei rispondere adesso ai quesiti posti dagli onorevoli. Iniziamo con l'onorevole Satta, così a caso, perché li ho segnati, ci chiedeva della sovrapproduzione del latte, delle eccedenze. Abbiamo ormai appurato che il problema del prezzo del latte è dovuto alla fluttuazione del prezzo basato sul prezzo del pecorino romano e quindi quando il prezzo del latte scende praticamente spesso cosa succede? Che producono più formaggio, lo lasciano da parte e poi lo riportano fuori in altri momenti, in altri periodi. Cosa succede? Che per quanto riguarda la sovrapproduzione del latte non è possibile a oggi verificare la quantità, perché? Perché non esiste un regolamento, cioè non esiste che un pastore o un produttore o un allevatore abbia la possibilità di registrare obbligatoriamente il quantitativo del latte, per cui cosa succede? Che comunque la sovrapproduzione c'è ma non si sa chi l'ha prodotta, per cui non riusciamo a trovare la persona o l'allevatore con cui poter avere un dialogo e soprattutto sottoporgli la sanzione. Per cui già nella legge 44 cosa ha fatto il legislatore? Ha capito che una delle regolamentazioni era proprio il registro del latte. Infatti, con l'ultimo decreto di emergenza, chiamato così, decreto d'emergenza, che poi è la legge numero 44, è stato istituito il registro del latte dove tutti gli allevatori, tutti i produttori registreranno il quantitativo di latte prodotto per cui da lì si potrà dedurre quanto poi formaggio o quando pecorino romano nello specifico, perché il pecorino romano è il problema, invece il pecorino sardo e il fiore sardo, nonostante la… come dire, lo schizzo di vendita e di produzione, sta andando diciamo praticamente benissimo, nel senso che non ci sono grosse problematiche. Il problema però è che non si capisce come mai anche loro paghino ai pastori 74 per cento al litro, nonostante abbiano, ripeto, una commercializzazione e un ricavo diciamo in crescita, non si capisce perché, però, paghino comunque al pastore 74 centesimi. Il pastore ha un problema, che non ha soltanto il problema di non avere remunerato in maniera adeguata il prodotto, ma ha un altro problema soprattutto, secondo me, credo, il problema del pastore è che non gli viene riconosciuto il duro lavoro perché questo, secondo me, è il problema, non tanto il fatto che gli dobbiamo riconoscere l'euro, non gli riconosciamo e non gli regolamentiamo con una legge che deve essere certa e non a tempo, ogni volta dobbiamo intervenire con la 15, va bene, adesso possiamo rifinanziare la "15", lo aiutiamo, sì, però…

PRESIDENTE. Assessore… scusate, un secondo solo, per Regolamento l'intervento dell'Assessore è previsto nel limite di quindici minuti, però, è corretto…

LAI EUGENIO (LEU). Siamo d'accordo su cinque minuti in più!

PRESIDENTE. Onorevole Lai, lei non è d'accordo su niente! Il Presidente sono io, quindi l'Assessore ha tre minuti per concludere l'intervento, grazie.

MURGIA GABRIELLA, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Voglio rispondere anche velocemente all'onorevole Mula, condivido che la riforma è da fare e condivido anche che in questo momento l'unica legge che possiamo rifinanziare è la legge 15. L'onorevole Cossa, gli indirizzi, sono d'accordo, li dà la Giunta, è ora che ci riappropriamo del ruolo politico perché è la politica che poi gestisce…

PRESIDENTE. Scusate, fate concludere l'Assessore, per cortesia, grazie.

MURGIA GABRIELLA, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. …è poi la politica che deve rispondere ai cittadini, per cui è necessario che si riappropri del suo ruolo e non il ruolo che aveva prima che era veramente tecnico. L'onorevole De Giorgi, il patto del latte chiaramente è stato dichiarato dal Presidente nel suo primo insediamento e noi l'abbiamo condiviso, nella legge 44, sempre il famoso decreto, impone il contratto in forma scritta con il prezzo fissato e di durata di 12 mesi, per cui c'è già, qui stiamo solo aspettando i decreti attuativi. Onorevole Cocco, AGRIS è una di quelle agenzie che in questo momento ha i facenti funzioni perché dovremmo bandire le manifestazioni di interesse, l'Assessorato dovrà bandire le manifestazioni di interesse, a meno che non ci siano politicamente altre decisioni, ma questo lo deciderà, lo decideremo in altre sedi. Quindi, la stabilizzazione è già in atto e continuerà perché tutte quelle persone ne hanno titolo, l'unico problema è che hanno solo funzioni di ordinaria amministrazione, per cui i tempi tecnici e di nomina. L'unica assunzione che abbiamo autorizzato è quella della legge 68, perché voi sapete che siamo obbligati ad assumere gli iscritti alla legge 68, pena sanzione, per cui io ho autorizzato solo quella perché, insomma, ripeto, continueremo comunque sulla stabilizzazione. Dunque, qualcun altro, onorevole Giagoni, condivido la necessità di riqualificare il personale perché abbiamo necessità di personale formato che dia risposte immediate e soprattutto abbiamo necessità di un personale che va a lavoro e che ha la volontà di prestare un servizio vero, non un servizio svogliato, scorretto, inadeguato, per cui abbiamo necessità di riportare i dipendenti regionali nella possibilità di svolgere un servizio con un certo benessere fisico e psichico…

PRESIDENTE. Assessore, la invito a concludere, Assessore.

MURGIA GABRIELLA, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. … di andare a lavoro con una spinta e uno spirito che serve poi al servizio, il servizio ne trarrà vantaggio. Poi un'altra cosa veloce, rispondo per AGRIS, ARGEA e Laore. AGRIS, ARGEA e LAORE sono composte da personale veramente specializzato perché all'interno, sapete che AGRIS si occupa della ricerca, abbiamo bisogno della ricerca perché, per esempio, per stare in tema, tutta la produzione del latte in più potrebbe essere utilizzata per altri prodotti…

PRESIDENTE. Concluda!

MURGIA GABRIELLA, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Il problema è questo, scusi, questo è importante, il problema è questo, che AGRIS, ARGEA e LAORE sono composti da quasi 550 dipendenti cadauno, contro i 90 dell'Assessorato all'agricoltura, va da sé che questa è una riforma assolutamente da fare. Per cui, AGRIS e LAORE, io concordo con molti dei consiglieri che vanno, come dire, unite, forse possiamo usare un altro termine ma adesso di getto mi viene questo, magari non è proprio un termine proprio, però vanno unite perché spesso e volentieri l'attività di LAORE e di AGRIS si sovrappongono, fanno le stesse attività e invece noi abbiamo necessità di quel personale competente e specializzato, magari in Argea o nello stesso Assessorato all'agricoltura. Per fare questo è necessaria una profonda riorganizzazione. ARGEA diventerà ente pagatore a ottobre, cioè domani praticamente, ha 550 dipendenti di cui solo 220 si occupano di istruttorie. Le istruttorie sono istruttorie…

PRESIDENTE. Assessore, io sono vincolato al Regolamento, è stata esaustiva nel suo intervento, è entrata con dovizia di particolare in ogni intervento dei colleghi consiglieri, quindi penso che possa essere sufficiente. Per quanto riguarda la richiesta dell'onorevole Deriu penso che non si applichi l'articolo 84 nono comma, ma il 116 secondo comma.

Ha domandato di replicare il consigliere Stefano Tunis. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (Gruppo Misto). E adesso dite, se potete, che la risposta della Giunta è stata superficiale come la mozione. È una sfida!

Il modo in cui correttamente l'Assessore ha dato notizia di tutto ciò che è emerso dal dibattito è semplicemente figlio della reale articolazione della mozione che per sua natura era complessa. È inutile ripercorrere i sentieri conosciuti dell'affrontare i problemi uno per volta, ciò che fa e farà la differenza sarà vederli nella loro interezza e ringrazio comunque anche i colleghi che con toni severi hanno puntato il dito su una mozione migliorabile, su un tema che può essere affrontato in maniera ancora più approfondita e che magari pur non avendola letta approfonditamente, hanno dato il loro contributo. Perché, vedete colleghi, non si può lamentare che nell'esposizione si parla di prezzo del latte e di questione legata all'allevamento e poi invece viene rubricata come riforma agraria, perché sarebbe sufficiente conoscere l'articolazione della legge numero 15 del 2010, appena citata, per comprendere che essa è complessa, esaustiva e approfondita sul tema dell'allevamento e della produzione del latte. Quindi senza cadere nell'inutile polemica e anche nelle gratuite aggressioni ai poveri fondi che non c'entrano nulla, occorrerebbe ricordare che in ben altre amministrazioni solamente il 30 per cento dei fondi strutturali sono stati spesi, quindi si fossero aggrediti all'epoca oggi avremmo ben altri risultati amministrativi e poi grazie a chi passando ad altro argomento ha anticipato i temi della discussione del prossimo Piano casa nel rimarcare il pregiudizio ideologico che c'è nel frequentare e abitare l'agro che sin da oggi possiamo anticipare, a nostro avviso, potrà essere popolato anche da chi possiede, poveretto, un solo ettaro, faremo anche in modo che questa vicenda di vita nell'agro possa persino essere confortevole e non necessariamente disagiata. Quindi, cari colleghi, grazie ancora per il vostro contributo, grazie se vorrete accogliere l'invito a un apporto collegiale a questa mozione e soprattutto alla scrittura di una norma che sappia vedere l'agro, il pastoralesimo, il mondo delle campagne come un unico tema da affrontare aldilà degli steccati ideologici, da affrontare aldilà delle barriere e del pregiudizio, da affrontare sempre e solamente nell'interesse dei sardi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Il voto a questa mozione sarà contrario. Intanto credo che su temi così importanti, mi perdonerà l'onorevole Tunis, la precisione non è mai troppa. È stato un bel dibattito, c'è stata una risposta articolata da parte della Giunta, una risposta che continuiamo a considerare in grandissima parte insufficiente. Crediamo poi, credo, che su temi che impattano in maniera importante sul sistema Regione, sul personale dell'Amministrazione regionale, sull'organizzazione della Regione, oltre all'Assessore dell'agricoltura, competente per materia, sarebbe stato utile conoscere il parere dell'Assessore del personale. Perché poi quando si tratta di strutture di questo tipo, qui si è toccata la parola fusione, precisando appunto che forse non è il termine adatto. Forse non è il termine adatto, ma forse non è nemmeno adatta l'Assessora dell'agricoltura a discutere di questi temi che invece per la loro importanza trasversale sono propri probabilmente del Presidente della Regione che anche oggi è assente dall'Aula, non sostituito nemmeno dal suo Vicepresidente che ancora non ha nominato e dall'Assessore del personale che presto probabilmente appunto interverrà su questi temi perché è suo compito presentare la riforma dell'amministrazione regionale tanto auspicata. E quindi è con questo spirito che il voto sarà contrario. L'altro tema riguarda il metodo utilizzato.

La maggioranza parla per mozioncine, mi perdonerà l'espressione, e non parla invece utilizzando il linguaggio proprio di una maggioranza di Governo, il linguaggio proprio di una maggioranza di Governo è il disegno di legge da presentare in Giunta e da proporre in Consiglio regionale, perché questa mozione può essere tradotta in tutto e nel contrario di tutto: "Modificare, riorganizzare, snellire il sistema burocratico, chi non è d'accordo?" Gli imputati li abbiamo di fronte da dieci anni almeno, perché tutti sanno che gli imputati maggiori sono i ritardi, la lentezza di una burocrazia che ha pochi uomini ed è male organizzata forse in un dedalo di agenzie che ormai probabilmente è da rivedere, però una volta identificati gli imputati la risoluzione del problema è estremamente complicata e io oggi non ho sentito da parte della maggioranza nessun accenno alle possibili soluzioni, soluzioni che ovviamente non possono essere…

PRESIDENTE. Onorevole Agus, concluda pure il suo intervento.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Spero di poter tornare in quest'aula presto a discutere un testo organico di riforma delle Agenzie agricole e del settore agricolo che nella sua complessità necessita di una riforma appunto organica, concordata anche con le parti in campo, ma credo anche che questo disegno, almeno a quanto ho avuto modo di ascoltare oggi, è molto lontano dall'essere pronto e dall'essere in discussione in quest'Aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). Ho sentito e ho apprezzato alcuni degli interventi di quest'Aula, in particolare dell'onorevole Cossa sempre moderato e l'accorato appello dell'onorevole Tunis che non se l'è presa perché le opposizioni hanno detto che la mozione era vaga ed è stato ancora più accorato l'appello a seguito dell'approfondimento puntuale che è arrivato da parte dell'Assessora sui diversi problemi che l'agricoltura e l'allevamento in questo momento hanno. Un accorato appello al voto che non ci soddisfa, non ci soddisfa non foss'altro che non va ad incidere minimamente su nessuno dei problemi che l'agricoltura e l'allevamento hanno in questo determinato momento e continua a parlare dei se, dei ma e dei forse quasi come se vivessimo un'altra stagione politica. E allora proprio perché non siamo solo ed esclusivamente il partito del no ma vogliamo provare a confrontarci sui temi, il Gruppo che in questo momento rappresento, quello di LEU Sardegna, ha già depositata la proposta di legge sul problema dell'agricoltura, in particolare quella sul riordino o accorpamento fondiario che è uno dei problemi principali che nessuno in quest'aula ha trattato, sul costo che le aziende agricole hanno per la produzione di diversi prodotti, così come è secondario ma altrettanto importante perché prima viene l'accorpamento e poi viene l'irrigazione è altrettanto importante attuare un percorso virtuoso di investimento sull'irriguo in Sardegna, quindi noi stiamo provando a portare a portare proposte, così come abbiamo detto in Commissione, in maniera estremamente seria, che il modello che vogliamo seguire è quello dell'Emilia Romagna con il parmigiano reggiano, senza andare neanche ad inventarci niente e permettetemi una risposta all'onorevole Giagoni, l'onorevole Giagoni parla di cartoni animati, io non ho il tempo come lui di controllare e seguire cartoni animati però badi non siamo noi che scriviamo che un assessorato è in totale disarmo è la mozione dell'onorevole Tunis che definisce l'Assessorato all'agricoltura un assessorato in totale disarmo, noi naturalmente, visto le parole dell'onorevole Tunis non possiamo che confermare questa tesi, però allo stesso tempo non puntiamo il dito nei confronti di nessuno, siamo disponibili a lavorare, l'importante è che si esca dalla demagogia di una campagna elettorale che pare non finisca più, ma che ha bisogno di risposte serie e concrete, perché poi il tempo non sarà più sufficiente per giustificare la mancanza di proposte e quindi voteremo contro alla mozione.

PRESIDENTE. Sull'ordine dei lavori.

Ha domandato di parlare il consigliere Stefano Tunis,. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (Gruppo Misto). I numeri trovano conforto di quanto riferito dall'Assessore perché c'è una sproporzione tra l'organizzazione dell'organo di indirizzo, è sull'ordine dei lavori perché se non viene capita la mozione viene spiegata la mozione, è solamente questo, una piccola precisazione sull'ordine dei lavori, non era certamente un attacco all'assessorato ma a rimarcare il fatto che l'assessorato ha meno mezzi e strumenti rispetto alle agenzie.

PRESIDENTE. Onorevole Tunis, però in effetti non era sull'ordine dei lavori, la prossima volta le tolgo la parola grazie.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Io ho chiesto prima, forse è sfuggito, di fare una sospensione, siccome per quanto ci riguarda la mozione va modificata, e mi sembra, vista come diceva un sindaco l'ora tarda, io proporrei all'Onorevole Tunis di vederci un attimino per modificare questa mozione altrimenti noi non siamo in grado di poterla votare, e chiedo alla Presidenza e ai colleghi se sono d'accordo di vederci domani tanto domani abbiamo l'Aula alle 15 e come primo punto andremo a votare questa benedetta mozione. Grazie.

PRESIDENTE. Come sa il rinvio può essere chiesto da cinque consiglieri o da un Presidente di Gruppo, lei è Presidente di gruppo? Sì, quindi possiamo anche votare, possiamo insomma rinviare a domani la discussione nel il tentativo di trovare un testo condiviso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). L'ordine del giorno di domani ha già due argomenti e il tempo è stato contingentato per venire incontro ai Capigruppo, procedura irrituale ma decisa all'unanimità, anche degli impegni dei diversi consiglieri presenti e qualora l'ordine del giorno di domani fosse appunto modificato aggiungendo una coda dell'ordine del giorno di oggi io credo che si debba rimuovere ogni tipo di ostacolo riguardo al fatto che il Consiglio possa prorogare la sua durata oltre le 18, perché domani appunto gli altri temi sono il DL 19 approvato dalla prima Commissione e la Risoluzione sugli accantonamenti, dove credo un po' di dibattito sia necessario, quindi aggiungere un altro tema è possibile, però bisogna tener conto del fatto che alle 18 sicuramente non concluderemo i lavori.

PRESIDENTE. Sull'ordine dei lavori, c'è una proposta di rinvio per cercare di trovare una soluzione unitaria, volevo fare un attimo una sintesi poi le do la parola, su questa proposta può intervenire uno per Gruppo, lo sapete, dopodiché si vota per alzata di mano sulla proposta stessa, quindi l'Aula è sovrana, io non posso assolutamente limitare i poteri dell'Aula, c'è la richiesta di rinvio quindi io la metterei in discussione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). Anche io vorrei fare anche una proposta sull'ordine dei lavori e condividendo quello che ha detto il collega Agus, domani difficilmente si riuscirà a completare quello che è stato già calendarizzato, io proporrei, se i colleghi sono d'accordo, di rinviare l'ordine del giorno al primo Consiglio della prossima settimana, se ci sarà Consiglio, perché domani rischieremmo davvero di contingentare i due argomenti importanti e non riusciremo a fare altro, siccome, scusate, noi abbiamo raggiunto un accordo in Conferenza dei Capigruppo, c'erano due colleghi che avevano dei problemi sugli orari, siamo venuti incontro a loro all'unanimità, quindi credo per rispettare anche questo, poi noi siamo a disposizione, noi siamo tutto il giorno qui.

PRESIDENTE. Onorevole Cocco, mi pare una proposta di buonsenso, non c'è nessun tipo di urgenza a votare questo tipo di mozione, quindi io penso che ci sia anche il consenso del Consiglio regionale a rinviare la discussione di questa mozione ad altra data, al prossimo Consiglio regionale, che non sia a domani, volevo ricordare che il Consiglio regionale è convocato per la giornata di domani, alle ore 15, l'ordine del giorno sarà il disegno di legge numero 19 e la Risoluzione sugli accantonamenti.

Quindi io concluderei qua la seduta odierna, quindi la seduta è tolta, il Consiglio è convocato domani.

La seduta è tolta alle ore 19 e 36.