Seduta n.12 del 25/06/2019 

XII Seduta

Martedì 25 giugno 2019

Presidenza del Presidente MICHELE PAIS

indi

del Vicepresidente GIOVANNI ANTONIO SATTA

indi

del Presidente MICHELE PAIS

La seduta è aperta alle ore 11 e 24.

CERA EMANUELE, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 11 giugno 2019 (11), che è approvato.

Comunicazioni del Presidente

Comunico che i consiglieri Domenico Gallus e Pietro Moro, in data 20 giugno 2019, hanno dichiarato di aver aderito al Gruppo consigliare UDC Sardegna.

Comunico di aver nominato quali componenti della Giunta per il Regolamento i consiglieri: Laura Caddeo, Emanuele Cera, Daniele Secondo Cocco, Carla Cuccu, Ignazio Manca, Giuseppe Meloni, Pietro Moro, Francesco Mura, Aldo Salaris, Stefano Schirru.

Comunico di aver nominato quale Presidente della Giunta delle Elezioni il Vicepresidente del Consiglio, Giovanni Antonio Satta, e quali componenti i consiglieri: Michele Ennas, Elena Fancello, Domenico Gallus, Piero Maieli, Cesare Moriconi, Antonio Piu, Giuseppe Talanas, Stefano Tunis.

Comunico di aver nominato quale Presidente della Commissione per la Biblioteca il Vicepresidente del Consiglio, Giampietro Comandini, e quali componenti i consiglieri: Carla Cuccu e Annalisa Mele.

Annunzio di presentazione di disegno di legge

PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il disegno di legge numero 22.

Risposta scritta a interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle interrogazioni numero 19, 23 e 25 (pervenute in data 21 giugno 2019).

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

CERA EMANUELE, Segretario. Sono pervenute le interrogazioni numero 46 e 47.

Annunzio di mozione

PRESIDENTE. Si dia annunzio della mozione pervenuta alla Presidenza.

CERA EMANUELE, Segretario. È pervenuta la mozione numero 28.

Commemorazione di ex consigliere

PRESIDENTE. Il consigliere Ignazio Manca ha domandato di intervenire per una commemorazione doverosa. Ne ha facoltà.

MANCA IGNAZIO (Lega). Signor Presidente, signore e signori Assessori, colleghi consiglieri, ritengo doveroso ricordare brevemente in quest'Aula la figura dell'avvocato Dino Milia, un grande figlio della Sardegna, deceduto a Sassari in data 21 maggio scorso. Benché a Sassari non si ricordi sempre, Dino Milia è ogliastrino, nasce infatti a Lanusei il 26 novembre 1923. Laureatosi in giurisprudenza, si iscrisse all'albo degli Avvocati il 30 marzo 1949; intrapresa la professione forense, si distinse da subito tra i più brillanti penalisti dell'Isola, indossando la toga per oltre sessant'anni. Nel 1956 sposa Maria Luisa Manca Leoni dalla quale ha avuto quattro figli, Sergio, Francesco, Paolo e Marco. Uomo di elevata capacità, ha saputo unire tre grandi passioni: professione forense, politica, e soprattutto l'amore verso il basket e la sua Dinamo, che guidò per ben 33 anni. Da giovane allenò la squadra del liceo classico nelle cui fila giocava la futura moglie.

Il suo nome resta legato per un quarto di secolo a Ploaghe, di cui nel 1956 divenne consigliere comunale; eletto sindaco nel 1964, guidò l'Amministrazione comunale ininterrottamente per 16 anni. Nel 1963 viene eletto deputato nelle file del Partito Stella e Corona e successivamente nel Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale: rimase in Parlamento fino al 1976, durante la quarta, quinta e sesta legislatura.

Brillante oratore, sapeva emergere sia che si trattasse di affrontare i giudici della corte, sia che si rivolgesse alle migliaia di fan che andavano ad ascoltarlo in piazza. A tal proposito mi affiorano tanti aneddoti legati per l'appunto alla sua poliedricità, per non tediare l'Aula mi limito a ricordarne due.

Sassari, Piazza d'Italia anni Settanta, comizio contro la famigerata legge De Marzi-Cipolla, folla delle grandi occasioni e soprattutto tantissimi ploaghesi arrivati per sostenere il proprio Sindaco, strenuo difensore della proprietà privata: una vecchietta in gonne lunghe e scialle tipico arriva in piazza munita della sua sedia pieghevole, non appena l'avvocato prende la parola scatta come una molla ed urla "evviva Dino Milia". Un ricordo indelebile.

Altro aneddoto, legato alla Dinamo. Estate '89, subito dopo la vittoria del campionato di B1, prima di allestire la squadra per affrontare la A2, il presidente convoca una riunione in sede con i capi ultras, tra i quali il sottoscritto, per preannunciare le sue mosse di mercato, la priorità era l'ingaggio di un "pivottone" afroamericano di quelli con le mani grosse così: arrivò Floyd Allen, oggi sessantottenne, un po' stagionato ma sempre valido, soprattutto per una società ancora "pane e vino", dove il pane era rappresentato dal carnet del presidente e il vino era quello della Sella e Mosca, sponsor dell'epoca.

Nell'avviarmi a concludere, ritengo che il modo migliore per onorare la figura di Dino Milia sarebbe quello di promuovere come RAS un memorial di basket giovanile, da disputarsi a Ploaghe nel palazzetto da lui voluto e costruito.

Peccato che appena sabato scorso, in concomitanza con il trigesimo della sua scomparsa, la Dinamo non sia riuscita a regalarci il sogno del secondo scudetto, meritatamente conquistato dal Venezia. Quel che dispiace peraltro non è di per sé la sconfitta sportiva, quanto l'aver dovuto subire in questa finale dei commenti palesemente di parte, che, se mai ve ne fosse bisogno, ancora una volta ci hanno fatto sentire non italiani. Quando impareremo la lezione? Basta essere servili! Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Manca, peraltro nella prossima seduta di Consiglio regionale effettueremo una commemorazione alla presenza della famiglia dell'onorevole Milia, però il suo ricordo penso che sia stato doveroso, anche per richiamare all'attenzione di quest'Aula personaggi che comunque hanno segnato la storia della nostra Isola. Grazie, onorevole Manca.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giampietro Comandini. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Presidente, già nella scorsa seduta avevamo chiesto la presenza del Presidente della Regione Christian Solinas per quanto riguarda la situazione del porto canale, anche in previsione dell'incontro che si terrà domani a Roma presso il Ministero; presenza di cui lei stesso, come Presidente di quest'Aula, se è fatto interprete garantendo in qualche modo che al primo punto dell'ordine del giorno ci fosse proprio l'illustrazione dello stato dell'arte di una vicenda che riguarda oltre 251 lavoratori.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Domani, riguardo a quanto detto poc'anzi dall'onorevole Comandini, è prevista una importante riunione a Roma, e io credo sia necessaria la presenza in quel caso del Presidente della Regione. Tra l'altro, sempre sull'ordine dei lavori, sollecito la nomina del Vicepresidente della Regione, anche per fare in modo che qualora il Presidente fosse impossibilitato a partecipare a riunioni importanti come quella che si terrà domani a Roma, possa essere sostituito non da un Assessore che è competente solo per un numero limitato di deleghe ma da un Vicepresidente pienamente legittimato a parlare di tutto e a prendere impegni su tutto. Questo per due motivi, in primo luogo perché questo è previsto dalle normative statutarie (tutti noi abbiamo giurato sullo Statuto d'autonomia e credo che in quest'Aula ci si debba impegnare tutti insieme al rispetto dello Statuto in tutte le sue parti), e poi perché politicamente una cosa è che al tavolo sia seduta la massima Istituzione sarda, un'altra che sia seduto un Assessore competente solo per la sua delega. Nella riunione che si è tenuta con la presenza di tutti i Capigruppo la settimana scorsa era presente l'Assessore al lavoro; tutti noi speriamo che l'Assessore al lavoro sia coinvolta il meno possibile nella vicenda del porto canale, perché speriamo che non si tratti di qualcosa di risolvibile con un sistema di ammortizzatori sociali o di aiuto a lavoratori che non lo sono più, ma sia invece un problema ancora risolvibile dalle politiche industriali e da quelle legate ai trasporti e alle attività produttive.

L'ultima cosa, Presidente, sempre sull'ordine dei lavori. E' stata nominata la Giunta per le elezioni e la Giunta per il Regolamento, credo che questi fossero atti dovuti rilevo però che alcuni Capigruppo, che ricoprono il ruolo che ricopro io in altri Gruppi, siano stati avvisati e sia stato per loro possibile fare una designazione. So che a norma di Regolamento questa è una prerogativa del Presidente, chiedo semplicemente che venga utilizzato lo stesso metro per alcuni gruppi venga utilizzato per tutti gli altri.

PRESIDENTE. Grazie solo per sottolineare il fatto della presenza della Giunta e che il presidente Solinas ha delegato l'assessore Zedda per affrontare i temi in discussione. Presidente Solinas che oggi in questi istanti è impegnato alle celebrazioni del settantesimo anniversario dell'insediamento della Giunta avvenuta il 25 gennaio del 1949 e quindi questa è l'unica ragione dell'assenza del Presidente della Giunta, peraltro ben sostituita, grazie.

Discussione del disegno di legge: "Sostituzione del comma 38 dell'articolo 6 della legge regionale 28 dicembre 2018, n. 48 (Legge di stabilità 2019) riguardante interventi a favore dei lavoratori ex Sardinia Green Island, Keller, Vesuvius, Ottana Polimeri e Ottana Energia e S&B Olmedo, destinatari di procedura di licenziamento collettivo" (17/A).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 17/A.

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Alfonso Marras, relatore.

MARRAS ALFONSO (Riformatori Sardi), relatore. Grazie Presidente, il disegno di legge in discussione è stato licenziato all'unanimità nella seduta della Seconda commissione permanente del 25 giugno 2019. La Commissione ha iniziato l'esame del provvedimento nella seduta del 19 giugno nel corso della quale l'Assessore regionale al Lavoro ne ha illustrato il contenuto. L'Assessore inoltre ha riferito alla Commissione della difficoltà in cui si trovano i lavoratori dell'area di crisi industriale complessa di Portovesme, in particolare quelli individuati dall'azione 1 di cui alla deliberazione della Giunta regionale numero 69/23 del 23 dicembre 2016. La Commissione ha condiviso le finalità del disegno di legge in quanto la nuova formulazione del comma 38 dell'articolo 6 della legge regionale numero 48 del 2018 consente di indennizzare i lavoratori destinatari di procedure di licenziamento da parte di Sardinia Green Island, Keller, Vesuvius, Ottana Polimeri, Ottana energia e EsseBi Olmedo, per la ridotta rioccupazione successivo al licenziamento. Inoltre l'eliminazione del requisito della disoccupazione include tra i beneficiari della norma anche coloro che nel frattempo abbiano trovato una nuova occupazione ma che abbiano comunque patito periodi più o meno lunghi di disoccupazione. Infine eliminando il riferimento alla scadenza degli ammortizzatori sociali del 2019 si evita l'esclusione dei lavoratori di Ottana Energia che sono già contemplati nel testo vigente ma che di fatto sarebbero rimasti esclusi a causa della scadenza degli ammortizzatori sociali nel 2020.

La Commissione finanze nella seduta del 20 giugno 2019 ha espresso un parere favorevole e formulato delle raccomandazioni alla Commissione di merito. La Commissione seconda pertanto nella seduta del 25 giugno 2019 ha deciso di emendare il testo tenendo conto delle osservazioni contenute nel parere della Commissione terza. Quindi stante l'importanza delle misure approvate in Commissione si auspica una rapida e condivisa approvazione da parte dell'Aula, grazie.

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore del lavoro.

ZEDDA ALESSANDRA (FI), Assessore del lavoro. Grazie Presidente, la Giunta tra l'altro concorda con quanto illustrato nella relazione dal presidente Marras, ma giusto due osservazioni; ciò che è stato introdotto con la normativa numero 48 all'articolo 38 comma 6 di fatto impediva la reale applicazione della stessa norma pur avendo la disponibilità finanziaria. Ma è stato precisato, soprattutto, il periodo nel quale questi lavoratori potevano ancora godere del sostegno e quindi si riesce ad arrivare per un gruppo, che andava oltre il periodo stabilito, anche al 2020 con le modifiche della norma. Ma non solo c'era veramente l'applicabilità in ordine allo stato di disoccupazione difficilmente determinabile. Allora si è convenuto con una modifica normativa appunto di riformulare l'articolo 1 così come esitato dalla Commissione.

La seconda parte, devo dire, è una novità perché andiamo a confermare una misura che è stata apprezzata proprio per i lavoratori espulsi dal sistema e mi riferisco in particolare alle aziende ex Sila, ex Alcoa che non godevano oggi di nessuna forma di sostegno e allora attraverso un'azione anche qui di una politica che non vuole essere di assistenza ma di attività gli consentiamo di riavvicinarsi comunque o perlomeno di non abbandonare completamente il mondo del lavoro e attraverso una rimodulazione di una procedura, di uno strumento che è stato lo flex security andiamo a garantire un nuovo progetto, con questa norma che devo dire è stata proposta e condivisa insieme in Commissione. Quindi la copertura finanziaria abbiamo visto va sempre nella stessa missione 15 e devo dire i lavoratori coinvolti sono 49 per un totale di 630 lavoratori totali in ordine ai due articoli.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.

Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli.

Ha domandato di parlare il consigliere Giampietro Comandini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Devo dire che ringrazio l'Assessore al lavoro Alessandra Zedda, ma mi permetto anche di ringraziare l'intera Giunta, considerato che i primi due provvedimenti che quest'Aula sta approvando ne abbiamo trovato uno sul piano casa e questo per quanto riguarda l'applicazione di una norma della finanziaria 2018, in qualche modo i due primi provvedimenti partono dal lavoro che abbiamo fatto noi nei cinque anni in precedenza, ciò significa che qualcosa di buono è stato fatto, considerando che due interventi importanti come uno sull'urbanistica e l'altro sul lavoro traggono origine dalle iniziative che nella passata legislatura sono state poste in essere.

Ha ragione l'assessore Zedda, c'erano delle questioni tecniche da risolvere, però quello che rimane è la sostanza politica che è fondamentale. L'emendamento alla Finanziaria approvato dall'Aula a dicembre dell'anno scorso tendeva a garantire a tutta una serie di lavoratori di importanti aziende, che purtroppo negli anni precedenti non avevano potuto trovare una risoluzione nelle varie attività di privatizzazione, ricordo anche il bando su Vesuvius, la Keller, Ottana Polimeri, Ottana Energia, la miniera di Olmedo, in qualche modo tutte attività importantissime, strategiche non solo per il territorio della provincia di Cagliari ma per interi territori io credo che quella problematica politica è ancora in piedi per cui c'è la necessità di continuare a ricercare possibili acquirenti per salvaguardare quelle aziende. Questo provvedimento quindi traendo origine dalla nostra Finanziaria del 2018, garantisce un'ulteriore anno, dodici mesi importanti, all'interno del quale quello che noi chiediamo alla Giunta, lo faremo anche con un ordine del giorno, che ci sia un impegno a proseguire per il rilancio di quelle attività industriali. Perché credo che questo sia la ragione politica, l'essenza politica che aveva portato all'ora ad approvare nella Finanziaria i 4 milioni e 7, e che oggi è ancora più viva quell'esigenza politica di non trasferire sull'Assessorato del lavoro quella che invece è una priorità, che quei lavoratori possano tornare nelle loro aziende di origine, perché questa è la priorità. Garantire dodici mesi di ammortizzatori sociali, perché questi sono attraverso i cantieri Lavoras o attraverso una tantum, però la priorità di tutti quanti deve essere quella della finanziaria 2018 che tutti questi lavoratori per la esperienza maturata, per le competenze maturate possono tornare a lavorare nella Keller, nella Vesuvius, nella miniera di Olmedo, Ottana Energia, Ottana Polimeri e via dicendo. Questa per cui è anche il mio voto favorevole alla legge, ai provvedimenti ma soprattutto in quello che sarà nell'ordine del giorno che abbiamo voluto presentare l'impegno che chiediamo alla Giunta.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Comandini. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli…

E' stata chiesta la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 1.

È iscritto a parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Per dichiarazione di voto. Intanto per chiarire il perché del voto negativo e contrario in terza Commissione da parte mia e dei colleghi componenti della terza Commissione, e invece favorevole nel merito del provvedimento, che è già stato illustrato dall'onorevole Comandini quale prosecuzione di un intervento a favore delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti nel licenziamento da parte di aziende in crisi nella precedente legislatura. Il perché, Presidente, è dato da questo aspetto, e le chiederei di vigilare su questo. In terza Commissione è arrivata una proposta totalmente priva di copertura finanziaria, tanto che gli Uffici, nella loro analisi del testo, hanno segnalato per iscritto "in palese violazione della Costituzione", che prevede che un testo di legge debba trovare poi, nell'ambito della spesa, copertura, e hanno indicato in modo puntuale il luogo dove si attingono risorse per coprire la spesa. Questa forzatura in terza Commissione non l'ho compresa perché poi, spostandomi nella seconda Commissione, il Presidente che ha illustrato la proposta, ed è testimone di questo, ha né più né meno contattato l'assessore Zedda, che, nonostante fosse impegnata, ha chiesto mezz'ora di tempo per potersi liberare e potere raggiungere il palazzo del Consiglio regionale, indicando in modo puntuale il capitolo dal quale attingere, individuando quindi risorse da poter investire a favore di queste lavoratrici e lavoratori anche in modo maggiore rispetto al passato, e né più e né meno l'emendamento formulato in seconda Commissione è stato corretto. Il voto negativo in terza è dato dal fatto che mi è giunta voce che fosse una prassi, la terza si esprime sulla spesa, cioè autorizza spesa. Vorrei capire come possa la terza Commissione esprimersi sulla spesa in assenza totale dell'oggetto, cioè delle risorse. Non è una prassi che io suggerirei di proseguire e trasformare in consuetudine perché ci si esprime su risorse disponibili, e su questo si esprime il parere perché la terza solo su questo si esprime, non si esprime nel merito della proposta, tanto che alla fin fine, nell'ultimo capoverso della relazione prodotta dagli Uffici, c'era scritto non il suggerimento di approvare il testo con delle osservazioni da trasferire alla seconda, ma di riscrivere completamente il testo inserendo ovviamente le risorse finanziarie. Quindi, su questo il parere è favorevole nel merito, rimane questo dubbio sugli aspetti formali, soprattutto quando per iscritto viene segnalata una palese violazione della Costituzione. Suggerirei di non ripetere questa strada.

Termino, Presidente. Io suggerirei a tutti noi di intervenire, alla Giunta e agli onorevoli, a lei, Presidente, nei confronti del Presidente della Regione in merito a questa vicenda di altri lavoratori del porto canale. Questo aspetto della società che gestisce il porto canale non è un aspetto marginale per una società che opera all'interno del porto canale, è un aspetto che rischia di pregiudicare le esportazioni di tutto il settore economico-produttivo dell'isola, perché fra un po' non ci saranno più container, perché non ci sarà più nessuno che lavorerà quei container nell'ambito del porto canale e che li potrà poi imbarcare su una nave. Quindi, suggerisco su questo un'attenzione massima delle massime istituzioni regionali. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Paolo Truzzu. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Fratelli d'Italia). Intervengo per dichiarazione di voto ed esprimere ovviamente il parere favorevole anche per cercare di spiegare ai colleghi ignari e a quelli che non vogliono capire quanto è avvenuto in terza Commissione. Come tante altre volte, la terza Commissione ha espresso un parere positivo condizionato al perfezionamento del provvedimento che è avvenuto in seconda Commissione, e pertanto oggi noi stiamo approvando una legge che ha piena copertura. Ricordo anche ai colleghi che l'Aula è sovrana, e quindi l'ultima decisione spetta all'Aula, e la Commissione non approva, quando esprime un parere, nessuna spesa, ma da un parere su un provvedimento finanziario. Nel caso specifico, ha rilevato la mancanza di copertura, ha segnalato la necessità di correggere, cosa che gli Uffici del Consiglio hanno fatto in collaborazione con l'Assessore e con il Presidente della seconda Commissione, quindi noi oggi siamo qua ad approvare un provvedimento pienamente legittimo nell'interesse di un gruppo di lavoratori che ha diritto come gli altri, a conseguenza e a copertura, anche e proseguendo, come diceva giustamente l'onorevole Comandini, una legge che è stata approvata nella scorsa legislatura, che è frutto di un lavoro importante che ha fatto il centrosinistra, al quale noi vogliamo dare prosecuzione perché quando ci sono in gioco questioni importanti come quella del lavoro e la tutela dei lavoratori penso che bisogna superare tutti assieme ogni divisione e cercare il più corretto approccio istituzionale. che la Commissione ha confermato. Perché il fatto grave sarebbe stato il contrario, se la Commissione avesse dato parere favorevole senza fare rilevare i vizi di quel provvedimento, che è stato regolarmente corretto, che noi oggi, con tutta tranquillità, senza invocare spettri possiamo approvare.

PRESIDENTE. Grazie, presidente Truzzu, del chiarimento.

Poiché nessun altro è iscritto a parlare, metto in votazione l'articolo 1.

E' stata chiesta la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 1 bis. Poiché nessuno è iscritto a parlare, lo metto in votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo numero 1 bis .

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 2. Poiché nessuno è iscritto a parlare, lo metto in votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo numero 2.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 3. Poiché nessuno è iscritto a parlare, lo metto in votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo numero 3.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

È stato presentato l'ordine del giorno numero 1.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO PAOLO (PSd'Az). Presidente, chiedo una sospensione di dieci minuti per quanto riguarda questo ordine del giorno, magari per vedere se troviamo una soluzione per presentare un ordine del giorno condiviso.

PRESIDENTE. Va bene, la seduta è sospesa.

(La seduta, sospesa alle ore 12 e 08, viene ripresa alle ore 12 e 17.)

PRESIDENTE. Prego i colleghi consiglieri di prendere posto. È riaperta la seduta. È stato presentato un ordine del giorno da parte di Comandini e più.

Chiedo alla Giunta di esprimere il parere. Credo che siano interessate sia l'Assessore dell'industria che l'Assessore del lavoro.

Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore dell'industria.

PILI ANITA, Assessore tecnico dell'industria. Per quanto riguarda l'ordine del giorno riguardante i lavoratori dell'ex Sardinia Green Island, Vesuvius, Ottana Polimeri, Ottana Energia, Olmedo, ex ILA ed ex Alcoa la Giunta regionale sta lavorando congiuntamente e in maniera trasversale con i diversi Assessorati per cercare di rilanciare le attività che in questo momento sono ferme.

Ricordo la questione Keller. Abbiamo chiesto al Ministero di riaprire il tavolo tecnico al fine di valutare le due proposte in campo. Le due proposte in campo di rifinanziamento dell'azienda sono quelle legate a una proposta da un gruppo di interesse iraniano e una proposta che, invece, proviene da un gruppo di imprenditori di Macchiareddu. Credo che l'assistenza del MISE sia fondamentale per verificare la attendibilità e la concretezza delle proposte che ci vengono rappresentate. Credo che sia fondamentale attivarsi per gli ammortizzatori sociali, ma credo sia più importante avere, invece, come priorità quella di far riprendere i comparti industriali della nostra Regione.

Su Ottana ho avuto modo di esprimermi anche in seno al Consiglio delle autonomie locali. Credo che la situazione debba essere attenzionata, sempre con il Ministero, affinché gli accordi di programma non siano calati sul territorio senza conoscere le singole realtà, ma condivisi con chi quei territori li amministra. Mi riferisco in particolare agli accordi di programma per Portovesme e per Porto Torres. Per Porto Torres siamo riusciti a chiudere già l'accordo di programma col Ministero, mentre l'accordo di programma per Portovesme è ancora in alto mare perché i 23 sindaci afferenti a quell'area territoriale ritengono di non essere stati coinvolti in maniera adeguata. Credo che i Sindaci, e quindi gli amministratori locali, debbano essere, invece, coinvolti e debbano essere parte attiva nel rilancio delle nostre attività industriali, quindi non possiamo che essere d'accordo con l'ordine del giorno presentato oggi.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale.

ZEDDA ALESSANDRA, Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. Presidente, solo per aggiungere delle informazioni in ordine a ciò che stiamo facendo, come ha ben detto la collega Pili, in ordine soprattutto a una ricollocazione, un reinserimento dei lavoratori che provengono sia da queste aziende che hanno attraversato una crisi pesante, ma anche per le aree di riferimento. Attraverso le politiche attive si sta cercando di incentivare, di attrarre anche dei nuovi investitori affinché si possa rendere più veloce il recupero in queste zone che hanno, appunto, contratto una crisi negli ultimi anni, e in questo senso devo dire che le misure a breve saranno presentate anche sotto forma di delibera o di normativa, e quindi è tutto già in campo, Presidente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giorgio Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC-Sardegna). Solo per evidenziare che questo ordine del giorno porta una serie di firme; abbiamo di fatto votato all'unanimità, credo che sia opportuno che venga integrato dalle firme di tutti i Gruppi politici, non di una sola parte, perché evidentemente questo porterebbe a valutazioni diverse. Primo punto.

Secondo punto: le comunità hanno ragione, quindi al MISE bisogna ricordare che l'attività svolta, per quanto riguarda soprattutto l'Alcoa di Portovesme, vincolava l'inserimento dei lavoratori. È stato fatto esattamente il contrario. Si è fatta una società interna, sì è assunto anche del personale, ma non si è tenuto conto di coloro i quali per sette anni sono rimasti fuori e hanno fatto la battaglia perché Alcoa potesse riprendere la propria attività. Questo lo voglio dire ai due Assessori perché è riconosciuto da tutti, è una vergogna, per amore della verità.

Comunque se ci sono le firme noi lo votiamo, se sono queste firme ci creerebbe grossi problemi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dario Giagoni. Ne ha facoltà.

GIAGONI DARIO (Lega). Presidente, chiedo una sospensione di cinque minuti.

PRESIDENTE. La sospensione accordata, cinque minuti, non di più. La seduta è sospesa.

(La seduta, sospesa alle ore 12 e 23, viene ripresa alle ore 12 e 46.)

PRESIDENTE. Prego i consiglieri di prendere posto, riprendiamo i lavori della seduta.

È stato presentato un ordine del giorno, credo che sia stato distribuito a tutti i consiglieri regionali.

Se è condiviso da tutti i consiglieri regionali, così come integrato, passerei alla sua messa in votazione. Leggo le integrazioni: l'ultimo periodo della parte delle premesse "Ritenuto che è assolutamente necessario dare priorità al rilancio produttivo delle aziende succitate per salvaguardare le professionalità e l'occupazione, nonché il rilancio dei territori interessati e soprattutto il reinserimento dei lavoratori attualmente beneficiari di ammortizzatori sociali e di misure di sostegno al reddito, impegna il Presidente della Regione a continuare con idonee iniziative per il rilancio produttivo delle aziende succitate al fine di salvaguardare le professionalità maturate nel tempo all'interno delle rispettive aziende", e continua immutata. Se siamo d'accordo metterei in votazione la proposta.

Ha domandato di parlare il consigliere Giampietro Comandini. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Signor Presidente, devo dire che accogliamo con favore le integrazioni a questo ordine del giorno perché vanno incontro a quello che era lo spirito dell'ordine del giorno stesso che è la priorità che deve essere il reinserimento e il rilancio di tutte le imprese e le aziende oggetto di crisi. Lo ha detto bene l'Assessore: Keller, Ottana Energia, Ottana Polimeri, Sardinia Green Island, la Sarda bauxite di Olmedo, Vesuvius, gli ex lavoratori ILA, devono essere la priorità per questo Consiglio regionale e riteniamo anche per questa Giunta regionale. Per cui, con le integrazioni e con lo spirito dell'ordine giorno, accogliamo favorevolmente quello che è stato il contributo dato dalla maggioranza.

PRESIDENTE. Io chiedo se tutti i Capigruppo o tutti i consiglieri hanno apposto la firma all'ordine del giorno così come integrato o sono d'accordo?

Ha domandato di parlare il consigliere Stefano Tunis. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (Gruppo Misto). Chiedo di aggiungere la firma, vorrei sapere se lo facciamo formalmente o possiamo prendere atto del fatto che si sottoscrive punto e basta.

PRESIDENTE. Diamo atto del fatto che l'intero Consiglio regionale ha sottoscritto l'ordine del giorno come integrato, quindi tutti i presenti sottoscrivono l'ordine del giorno come integrato.

Ha domandato di parlare il consigliere Michele Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Presidente, solo per raccogliere il suo invito a sottoscrivere l'ordine del giorno, io direi facciamo una cosa ad excludèndum, se c'è qualcuno che non vuole firmarlo lo dice, in caso contrario lo riteniamo firmato da tutti i Gruppi dell'Aula.

PRESIDENTE. Abbiamo sottolineato prima che lo riteniamo firmato da tutti i consiglieri regionali presenti.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'ordine del giorno numero 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 17.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Discussione della richiesta di istituzione di Commissione d'inchiesta sul perdurare dello stato di insolvenza economica dell'AIAS nei confronti dei propri dipendenti, sulla qualità dei servizi e la tutela dei diritti dei lavoratori (ai sensi dell'art. 125, comma 4, del Regolamento del Consiglio regionale) (Comm. d'inchiesta n. 1)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la richiesta di istituzione di una Commissione d'inchiesta sul perdurare dello stato di insolvenza economica dell'AIAS nei confronti dei propri dipendenti, sulla qualità dei servizi e la tutela dei diritti dei lavoratori, ai sensi dell'articolo 125 del Regolamento del Consiglio regionale.

Dichiaro aperta la discussione generale.

E' iscritto a parlare il consigliere Eugenio Lai. Ne ha facoltà.

Ricordo che i consiglieri che intendono prendere la parola devono iscriversi non oltre la conclusione del primo intervento.

LAI EUGENIO (Progressisti). Presidente, intanto avevo visto l'Assessore alla Sanità in aula, sarebbe cosa buona se entrasse in quest'aula, appunto, entrasse all'interno del Consiglio e ascoltasse la discussione magari poi per delucidarci sul tavolo di lavoro che sta portando avanti e sulle diverse situazioni che sono enunciate all'interno della richiesta di istituzione della Commissione d'inchiesta consiliare.

Principalmente la richiesta parte da due presupposti, dal primo atto che il governatore Solinas ha posto in essere durante questa legislatura ossia la sospensione dell'istituzione della società "Sas Domos" che avrebbe sicuramente superato la situazione attuale, superato le problematiche attuali, e dal secondo aspetto che è anche più importante per quest'Aula, che è quello dei diritti dei lavoratori e della prosecuzione del servizio. Diritti dei lavoratori che ad oggi non risultano totalmente rispettati per quanto riguarda il pagamento degli stipendi mensili, qualsiasi normativa, qualsiasi Statuto dei lavoratori prevede il fatto che i lavoratori entro una certa data percepiscano lo stipendio per le prestazioni effettuate.

Non è sicuramente una situazione che si sta protraendo da brevissimo tempo, ma è una situazione che si protrae da lungo tempo questa che i lavoratori AIAS, sia quelli Aias sia quelli della fondazione Stefania Randazzo non percepiscono puntualmente gli stipendi, addirittura vantano crediti di 8-9 mensilità a seconda del periodo storico. Ed è ancora più importante andare a verificare la situazione a seguito delle dichiarazioni che l'Assessore della sanità, il dottor Nieddu, ha espresso durante la Commissione sanità nel corso di un'audizione. Infatti a seguito del tavolo che è stato attivato in Prefettura, l'assessore Nieddu in Commissione sanità ha dichiarato che per il 2018 i crediti che sono esigibili da parte dell'Aias ammontano solo a 200 mila euro a fronte della richiesta di oltre 2 milioni di euro. Quindi il problema è che oltretutto, se non ricordo male, ora nell'audizione l'Assessore ha detto che l'Aias ha presentato solo ed esclusivamente il bilancio 2017, quindi crediamo come Gruppi di minoranza che questa situazione non si può protrarre ancora a lungo, crediamo che ne va anche dell'organizzazione del servizio oltre che come anche abbiamo fatto in precedenza, ne va della situazione lavorativa dei dipendenti, ne va della loro situazione anche economica-familiare. Io ricordo che in tantissime audizioni anche con i sindacati, ma anche attraverso alcune discussioni con alcuni di essi che più volte hanno dichiarato il fatto che si son trovati nella situazione di dover ritirare i propri figli da scuola perché non avevano più le risorse necessarie per potergli pagare gli studi, più volte qui in quest'Aula anche durante gli scioperi abbiamo sentito che la banca contestava il fatto che i mutui non fossero stati pagati in tempo utile.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE GIOVANNI ANTONIO SATTA

(Segue LAI EUGENIO). Noi crediamo che questa situazione non sia dignitosa per una classe politica che vuole difendere i diritti dei lavoratori, per una classe politica che si pone quale situazione anche morale ed etica, quella di un'uguaglianza sociale di porre tutti i cittadini nelle stesse condizioni di vita e possibilmente verso uno spirito solidaristico che ci dovrebbe essere. E allora la richiesta va verso tre direzioni particolari, intanto ringrazio tutti i 24 consiglieri di opposizione che hanno firmato la richiesta di istituzione di Commissione d'inchiesta consiliare, va verso tre direzioni principali, in particolare su quella che è ancora tutt'oggi in vigore, che prevede attraverso la delibera della Giunta regionale numero 23/25 del 9 maggio 2017 che considera quale grave inadempimento contrattuale la mancata corresponsione delle retribuzioni ai lavoratori. A tutt'oggi questa situazione non si è ancora attuata, ci chiediamo il perché e quale sia anche l'intenzione politica della nuova maggioranza in Consiglio regionale sull'affrontare una situazione che non credo abbia, oppure mi auguro non abbia colori politici, ma credo invece che debba avere un colore che è quello della tutela delle classi più deboli. Troppe volte sentiamo parlare, magari anche attraverso slogan: "dobbiamo stare tra la gente", e allora per qualche volta dimostriamo di difendere la gente, dimostriamo di difendere i dipendenti, dimostriamo di difendere le persone che in questo momento storico si trovano in grossa difficoltà. Ancor di più, e questo anche su suggerimento del Gruppo del Movimento 5 Stelle, si è inserita anche la situazione particolare che non riguarda solo ed esclusivamente i dipendenti diretti ma riguarda anche l'intero indotto, ossia le società, le cooperative che hanno rapporti con Aias e che comunque si trovano a pagare anch'esse i dipendenti ogni fine mese. Vorremmo capire anche in questo caso qual è la situazione puntuale sui pagamenti, se si stanno rispettando, se i dipendenti stanno ricevendo le indennità che gli spettano.

Oggetto ancora di assoluta importanza è quello del servizio perché naturalmente la situazione su cui chiediamo appunto la Commissione d'inchiesta, è la situazione, anche abbastanza preoccupante, economica dei lavoratori, potrebbe andare ad incidere sul servizio. Non è di tanti giorni fa la nota sindacale di CGIL, CISL e UIL riguardante la probabile mancanza di alcune figure all'interno delle strutture e ancor di più alcune sospensioni o alcune situazioni in cui i lavoratori decidono di non prestare più il proprio servizio e di andarsene dalla stessa Fondazione oppure dalla stessa Aias. Quindi la Commissione vorrebbe andare ad incidere positivamente su una situazione, non è una Commissione naturalmente che può esprimere giudizi che riguardano altre situazioni e che su cui magari leggiamo ma rispettiamo gli esiti, ma vorrebbe andare ad incidere positivamente sulla situazione di tante famiglie in Sardegna che vorrebbero avere sicurezza sul servizio e allo stesso tempo vorrebbero avere la puntualità degli stipendi dei lavoratori a fine mese e appunto crediamo che non si possa più tergiversare su questo tema. All'ultimo incontro in Prefettura si erano dati tempi molto brevi su un tavolo assessoriale che sappiamo anche che si sta svolgendo e che sta andando a verificare tutte le fatture punto per punto, al quale sta partecipando anche l'ANCI, ma crediamo allo stesso tempo che di tavoli in tutti questi anni ne abbiamo visti tanti. L'unico tavolo che ancora non abbiamo visto o bandito alla perfezione è quello dei lavoratori che non ricevendo gli oneri stipendiali, non ricevendo gli stipendi a fine mese, rischiano qualche volta di non mettere insieme il pranzo con la cena, ancor di più se si trovano nella situazione dove sia il marito sia la moglie prestano servizio nei confronti di questa associazione e naturalmente la cosa si aggrava ancor di più. Quindi chiediamo che tutta la politica vada in un'unica direzione che è quella del rispetto dei diritti dei lavoratori, che è quella del rispetto delle condizioni delle persone che si trovano in forte difficoltà in questo momento, della situazione a tutela del servizio che deve essere un servizio che è rivolto soprattutto alle classi più in difficoltà che hanno bisogno di maggior tutela.

PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Annalisa Mele. Ne ha facoltà.

MELE ANNALISA (Lega). Io vorrei dire pochissime cose, ma innanzitutto veramente sono stupita che in quest'Aula venga chiesta una Commissione di inchiesta da una parte della minoranza che per cinque anni stava dall'altra parte, a cui poi si sono accodati gli altri. E allora io mi chiedo: "L'azione di verifica, di controllo dei contratti, l'azione forte per andare a tutelare i lavoratori, quando è stata fatta? Mai?" Qui si chiede, anche a noi, in questa Commissione di verificare se tutto è stato fatto a norma, e si chiede anche se la qualità dei servizi è quella che è nei contratti che sono stati stipulati, è veramente incredibile! Ci state dicendo che volete una Commissione d'inchiesta per la vostra inefficienza? D'altro canto chi sta da quella parte sa benissimo, perché c'è stata in Commissione sanità l'audizione dell'assessore Nieddu, dove lui ha dettagliato, assieme ai tecnici in maniera importante quella che era la situazione finanziaria, ha anche detto che aveva in mano solo i bilanci del 2017 e che stavano andando a verificare, come diceva il collega Lai, fattura per fattura. Quindi, il nostro Assessore è stato il primo che è riuscito a avere un bilancio da questa da questa società, voi mai, adesso ci state chiedendo fate in fretta, noi stiamo facendo in fretta, ma ricordatevi che per fare le cose perbene, e nel rispetto delle norme, dei controlli e delle verifiche, anche della tutela dei lavoratori ci vuole tutta la situazione finanziaria di quell'ente, anche per andare a decidere poi come procedere, o no? Quindi la mia perplessità è questa, certo i diritti dei lavoratori vanno tutelati, ma non vanno tutelati oggi, andavano tutelati molto prima, andando a lavorare seriamente con le vostre Commissioni sanità e mettere in atto tutte quelle procedure che potevano permettervi di avere la situazione finanziaria e capire veramente se questo ente stava rispondendo alle norme che erano previste dal contratto.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Giorgio Oppi. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC-Sardegna). Io devo subito fare alcune osservazioni a cose che sono state dette per poi arrivare a una conclusione, ho avuto rapporti in queste ore con esperti di diritto che mi hanno suggerito qualcosa, allora innanzitutto dico che c'è una parte politica che molto artatamente ha sempre avuto un rapporto forte e ha fatto una battaglia, qualche volta anche con qualche mozione scrivendo cose improprie, ma al di là di questo chiariamo gli aspetti. Primo, è stato detto che si è quasi annullato il dominus veramente se andiamo a guardare bene la finalità era diversa e c'era un mezzo pastrocchio in mezzo, perché addirittura aveva delle attività attraverso posti letto eccetera. Qui stiamo parlando di un'attività diversa. Seconda cosa, non è vero quello che è stato detto, noi abbiamo chiesto decine di volte che l'assessore Arru ci facesse incontrare con Moirano per vedere noi in Commissione i conti, questo confronto non c'è mai stato, e non lo può dire certamente Lai che qualche volta veniva a fare un po' l'uditore ma noi l'abbiamo detto decine e decine di volte, e questo non si è mai potuto verificare, perché soltanto attraverso un confronto, attraverso dati certi si appura qual è la verità. Io sono stato a fasi alterne anche criticato ingiustamente dall'Aias, però ho sempre cercato di fare il mio dovere e quando qualche funzionario stabiliva che per esempio un centro non aveva le caratteristiche non li abbiamo mai espulsi, gli abbiamo dato proroghe attraverso un metodo democratico e corretto. Però vedete, in un momento storico particolare, lo ripeto sempre, l'Aias è stata anche quella che ha sostituito il potere pubblico perché il potere pubblico non ha mai funzionato bene in quel settore specifico, veniamo praticamente alle affermazioni fatte dall'Assessore, è diverso, l'Assessore ha detto che ha attivato il tavolo, ha anche detto che ha avuto documenti non diciassette del 2017, anche del 2018, che fino a poche, forse giorni o ore prima, erano presso gli organi della finanza, mi permetto di dire, e quindi è in condizioni di avere i dati certi che stabiliscano esattamente qual è la situazione debitoria sulla base della attività svolta, e non voglio entrare nel merito pur avendo qualche notizia, però al di là di questo è importante, perché soltanto con questo sistema riusciamo ad avere un quadro preciso, perché abbiamo sempre avuto tutto e il contrario di tutto, c'è chi dopo dieci minuti portava i documenti, l'Assessore è stato particolarmente bravo, il funzionario pure, ci ha dato dati analitici e puntuali che mai avevamo avuto e quindi io posso capire tutto, capisco meno la prima firma perché è da sempre che si dà ascolto a personaggi strani casualmente della mia città che prima erano i mastini e poi son diventati invece feroci nemici, quindi non possono essere certamente personaggi che possono dire la verità. Allora qui si parla oggi della Commissione d'inchiesta, secondo il mio punto di vista va precisato, la Commissione d'inchiesta non può avere per oggetto l'attività svolta da un privato, non avendo il Consiglio poteri inquisitori, può invece riguardare nel complesso l'attività svolta dall'Assessorato e dall'ATS nei confronti dell'Aias, per arrivare praticamente alla verità, ma non si può fare quello, nessuna norma attribuisce al Consiglio il potere di indagare sui soggetti privati, se così non fosse diteci qual è la norma, qual è la motivazione puntuale, la motivazione l'avete detto ma non c'è una norma, non abbiamo questo potere, mi dispiace doverlo dire perché, non più tardi di qualche giorno fa, anche io mi sono praticamente, in una discussione che c'è stata, ho dato l'assenso perché si potesse discutere, però c'è chi ne capisce più di noi, io sono laureato in pietre e qui non sono un uomo di diritto ma chi ha competenza più di me, e molti anche di voi, questo afferma e in funzione di questo io ritengo che praticamente valga quello che i luminari dicono, che praticamente una Commissione d'inchiesta si può fare nei termini che ho precisato, ma non finalizzata soltanto praticamente al discorso Aias.

Questione sospensiva

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Valerio De Giorgi. Ne ha facoltà.

DE GIORGI VALERIO (Gruppo Misto). Grazie Presidente, io intervengo per porre una pregiudiziale sul secondo punto all'ordine del giorno di questo Consiglio regionale, che è quello che stiamo affrontando, in quanto la richiesta di istituzione della Commissione d'inchiesta sul perdurare dello stato di insolvenza economica dell'Aias nei confronti dei propri dipendenti e sulla qualità dei servizi e la tutela dei diritti ai lavoratori, a mio avviso, e ad avviso anche secondo alcuni esperti non è possibile attuarla in quanto l'articolo 125 del Regolamento del Consiglio regionale disciplina l'istituzione della Commissione d'inchiesta e il suddetto articolo, come diceva l'onorevole Oppi, non prevede che tale Commissione venga istituita per verificare gli atti privati, qui non stiamo mettendo su una Commissione d'inchiesta specifica per verificare gli atti dei privati, esistono già delle tutele in relazione ai lavori di questo Consiglio regionale, perché le Commissioni esistono per questo, probabilmente in passato le Commissioni non hanno lavorato bene, perché l'Assessore competente non ha risposto a dovere a quelle che erano le richieste dell'opposizione, quindi l'opposizione oggi non può venire in quest'Aula e chiedere una commissione d'inchiesta. La richiesta pertanto si intende motivata quando riguarda atti della Regione, questo prevede l'articolo 125, o degli enti o aziende da essa dipendenti, e in questo caso non è così, purtroppo, perché stiamo parlando di un soggetto privato, per questo chiedo al Presidente del Consiglio di rinviare la discussione del punto in oggetto e di far predisporre agli uffici competenti un parere sulla legittimità dell'istituzione di tale Commissione d'inchiesta, grazie.

PRESIDENTE. Grazie onorevole, un attimo stiamo verificando sulla pregiudiziale come continuare la seduta, ma per il momento direi comunque di continuare con la discussione, se siete d'accordo.

Continuazione della discussione della richiesta di istituzione di Commissione d'inchiesta sul perdurare dello stato di insolvenza economica dell'AIAS nei confronti dei propri dipendenti, sulla qualità dei servizi e la tutela dei diritti dei lavoratori (ai sensi dell'art. 125, comma 4, del Regolamento del Consiglio regionale) (Comm. d'inchiesta n. 1)

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Daniele Secondo Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE SECONDO (LEU). Io sono molto perplesso, perché credo che sia un atto doveroso da parte di tutti i sessanta consiglieri regionali vedere chiaro su una situazione atavica, che non è vero che non è stata mai affrontata in maniera seria dalla legislatura, dal Consiglio precedente o dai consiglieri presenti in quest'Aula nell'altra legislatura.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE MICHELE PAIS

(Segue COCCO DANIELE SECONDO.) Eccome se è stata affrontata, è stata affrontata in Commissione sanità, è stata affrontata in quest'Aula con una mozione che impegnava la Giunta regionale, l'Assessore regionale alla sanità ad assumere provvedimenti se la situazione che fu affrontata in quei giorni in quest'Aula non avesse avuto delle risposte rispetto alle problematiche che erano state rappresentate, e quindi quella mozione impegnava appunto il Presidente della Giunta e l'Assessore a commissariare l'Aias, quindi a rescindere di fatto i contratti in essere se fosse perdurata la situazione che vedeva i dipendenti Aias senza stipendio da dieci mesi.

Noi i bilanci li abbiamo visti, li abbiamo visti più volte, non erano bilanci certificati però alla fine si evinceva da quello che ci è stato possibile vedere che i crediti che Aias vantava rispetto alla Regione Sardegna non erano questi, e questi ci sono stati dati dai funzionari e non dall'Assessore o da altri. Però oggi io mi chiedo questo, io credo che la richiesta di istituzione della Commissione d'inchiesta vada ben oltre quelli che sono degli aspetti di tipo tecnicistico, io credo che oggi noi dovremmo intervenire a valutare quelle che sono le prospettive di vita di tantissime persone che si vedono appunto interrotta questa prospettiva di vita, e delle loro famiglie. Perché qui stiamo parlando di persone che da tempo, da mesi, sotto questa quest'Aula manifestano perché non vedono rispettati i loro diritti, e i loro diritti, che sono diritti acquisiti, sono quelli di avere uno stipendio rispetto alle prestazioni che loro offrono. Credo che quest'Aula, con un sussulto di dignità, con un sussulto che deve portarci a spenderci e a non girarci dall'altra parte rispetto ad una situazione che è sotto gli occhi di tutti e che tutti ben conosciamo…. Io vi chiedo, lo chiedo sommessamente ai colleghi della maggioranza, non è una questione tecnica, non è una questione di norme perché la norma poi sulle competenze della Regione dà ampiamente la possibilità di costituire la Commissione d'inchiesta, io credo che noi abbiamo il dovere morale, tutti noi, di vedere chiara finalmente questa situazione. Non fermiamoci a "ma voi non avete fatto altro, e allora il PD, e allora quelli e allora gli altri"; io ringrazio l'assessore Nieddu che è venuto in Commissione e ha risposto alle domande che noi gli abbiamo posto; ringrazio il dottor Tidore, che credo sia l'attuale Direttore dell'Assessorato regionale, che ci ha dato delle risposte che io prima non ero in nessun modo riuscito ad ottenere, ma questa Commissione d'inchiesta ha un'altra funzione, io credo che possa servire da ulteriore stimolo all'Esecutivo per potere finalmente chiudere in maniera positiva una vertenza che da troppo è aperta.

Io stimo tantissimo la dottoressa Mele, che ho avuto occasione di ben conoscere in questi giorni nella Commissione sanità, però è ingeneroso, collega, dire che lei, non ricordo il termine che ha usato, che lei rimaneva molto perplessa dal fatto che noi, proprio noi, stessimo chiedendo oggi una Commissione d'inchiesta. Io credo che la Commissione d'inchiesta oggi vada chiesta ad alta voce da tutti i sessanta Consiglieri regionali, ma non perché vogliamo fare il tribunale o vogliamo inquisire nessuno, perché chiaramente vorremmo solo valutare, con molta calma, con molta tranquillità, con molta trasparenza, con molta onestà intellettuale quelli che sono i dati e su questi poi mettere in condizione l'Assessore regionale alla sanità, il dottor Nieddu, di poter finalmente valutare. Però, credetemi, e se non credete a noi chiedete a tutti quei dipendenti di Aias cosa pensano della situazione. Non è che perché non si è riusciti qualche mese fa a risolve la situazione, sicuramente non per colpa del Consiglio perché il Consiglio ha fatto una mozione che è chiarissima, non opinabile né interpretabile, ha detto delle cose, se poi quelle cose non sono state messe in atto io credo che qualcuno di questo dovrà rispondere. Però credo che sia nostro dovere e nostro diritto, diritto anche vostro che siete arrivati oggi, perché lei ha ragione nel dire "ma voi, da prima…", sì da prima noi conoscevamo la situazione e infatti siamo intervenuti, se lei va a guardare gli impegni che noi abbiamo posto all'Assessore nelle nostre mozioni, nelle nostre interlocuzioni, nelle nostre interpellanze, che sono tantissime, e non da cinque anni ma anche da prima degli ultimi cinque anni, e le risposte non sono arrivate. Questo non significa che le risposte non dovranno arrivare neanche adesso, noi vorremmo che le risposte arrivino, anche subito, e abbiamo, ripeto, grandissima fiducia nell'Assessore, che ha già dimostrato nel suo operare di questi giorni e il giorno che è venuto in Commissione che in maniera seria e asettica vuole arrivare a una conclusione che dia una risposta a un problema che non può più aspettare per essere risolto, perché credo che questo lo dobbiamo a tantissime famiglie, a tantissimi lavoratori che in maniera seria…. Perché badate bene che l'attività di Aias è un'attività importantissima, questo non lo mette e non l'ha mai messo in dubbio nessuno, perché quell'attività va a favore di persone cosiddette ultime, purtroppo, che molte volte non hanno la possibilità di essere assistite neanche dai loro familiari, e credo che quello che ha fatto Aias, e il motivo per cui nasceva Aias, e il motivo per cui la Regione Sardegna ha fatto convenzione con Aias l'abbia fatto per un principio, per un motivo molto nobile, però noi vorremmo che quelle motivazioni molto nobili continuassero ad essere stella polare della nostra azione amministrativa, della nostra azione politica. E non solo, siamo tutti i figli, padri, madri, fratelli, e proprio per questo credo che qualcuno di noi abbia delle situazioni di questo tipo nelle proprie famiglie, io sono uno che ce l'ha, e quindi credo che il minimo che possiamo fare è davvero cercare di risolvere al più presto una situazione che si protrae da troppo tempo, che per quanto sia atavica credo davvero non potremo più indugiare oltre nel non voler dare delle risposte serie.

PRSIDENTE. Allora, io prendo atto che è stata proposta da parte del consigliere De Giorgi una questione pregiudiziale, che io intendo interpretare quale questione sospensiva perché pur essendo rubricata come questione pregiudiziale chiede un rinvio. Detto questo, io devo mettere in votazione quindi la questione sospensiva presentata dall'onorevole De Giorgi, informo, informo….

(Proteste dai banchi dell'opposizione)

…scusate un attimo, scusate un attimo, che qualsiasi consigliere regionale può prenotarsi e parlare al microfono. Se intervenite sull'ordine dei lavori. Io sto mettendo in votazione la questione sospensiva, può intervenire il proponente oltre un componente per Gruppo. Quindi è stata proposta la questione sospensiva, è evidente che l'approvazione della questione sospensiva non consente la prosecuzione del dibattito. Dopodiché, invece, qualora la questione sospensiva dovesse essere rigettata il dibattito potrà continuare. Cinque minuti di sospensione, prego accordate, il Consiglio regionale è sospeso.

(La seduta, sospesa alle ore 13 e 27, viene ripresa alle ore 14 e 22.)

Questione sospensiva

PRESIDENTE. Invito i consiglieri a prendere posto. Riiniziamo i lavori dell'Aula. Io darei la parola all'onorevole De Giorgi.

Ha domandato di parlare il consigliere Valerio de Giorgi. Ne ha facoltà.

DE GIORGI VALERIO (Gruppo Misto). Grazie Presidente, allora volevo fare un passaggio sulla richiesta da me presentata, volevo che si specificasse nella richiesta presentata dall'opposizione, e quindi a questo punto io ritirerei quello che ho presentato, quindi ritirerei la richiesta di verifica solo ed esclusivamente se poi la verifica dell'attività dell'inchiesta della Commissione d'inchiesta consiliare che si va a istituire verifichi solo le entrate relative all'Aias inerenti i fondi pubblici. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie onorevole De Giorgi, allora la questione sospensiva si intende ritirata, c'è una proposta che peraltro ritengo di buon senso da inserire al punto numero 2 dell'oggetto di istituzione della Commissione d'inchiesta e precisamente, diciamo, l'integrazione sarebbe tesa a modificare il periodo in questo senso vado a leggere, quindi: i sottoscritti Consiglieri regionali intendono esaminare ed accertare l'analisi e l'ammontare di tutti i crediti vantati da società e cooperative che offrono servizi ad Aias "a valere su fondi pubblici". Quindi verrebbe integrata con questa locuzione "a valere su fondi pubblici". Penso che sia presente l'ordine del giorno modificato, adesso farei preparare quindi un ordine del giorno con cui il Consiglio regionale può delegare il Presidente alla composizione della Commissione d'inchiesta.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Michele Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Sì grazie Presidente, ma io, e credo anche altri colleghi, avevamo chiesto di intervenire, quindi immagino che ci sia ancora un po' di dibattito, anche perché personalmente nutro qualche perplessità anche sulle modifiche che sono state apportate, perché mi sembra che peggiorino il quadro di un ordine del giorno che è già pretestuoso per conto suo. Naturalmente mi riservo di argomentare, quello che io volevo chiedere di aggiornare i lavori perché sono le due e mezza, adesso mi sembra che non ci siano nemmeno le condizioni fisiche per poter proseguire con i lavori riprendiamo questo pomeriggio, approviamo tutto questo pomeriggio.

PRESIDENTE. Quindi c'è una richiesta da parte dell'onorevole Cossa di riaggiornare i lavori questo pomeriggio. Io penso che sia anche una richiesta di buonsenso.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Se la seduta di oggi fosse stata una partita di basket probabilmente non avremmo ancora finito il primo quarto, perché il tempo effettivo che ci ha visti discutere è stato realmente limitato. Secondo me considerando i ritmi di questa consiliatura, di questa legislatura sarebbe giusto se i colleghi dessero la piena disponibilità a lavorare anche durante quest'ora.

PRESIDENTE. Onorevole Agus, io però devo sottolineare il fatto che il Consiglio regionale pur se, insomma, non si è svolto, diciamo, con l'interezza del dibattito in Aula ha visto lo stesso e consiglieri impiegati in discussioni proprio inerenti all'ordine del giorno, e i consiglieri regionali e il Consiglio stesso erano impegnati a discutere, dibattere e trovare una soluzione di buon senso che arrivasse a una decisione unitaria. Si tratta di argomenti delicati che investono anche la vita delle persone, si vuole che questi temi non vengano utilizzati in maniera pretestuosa, ma non si vuole neanche dare l'impressione di non dibattere. Quindi, io penso che la richiesta del consigliere Cossa, lo ribadisco, sia una richiesta di buonsenso, quindi i lavori…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Antonio Piu. Ne ha facoltà.

PIU ANTONIO (Progressisti). In merito proprio ai lavori, e anche a quella che è stata la sua risposta che invece credo che sia opportuna e gentile, alle ore 16 abbiamo Ufficio di Presidenza. Abbiamo Ufficio di Presidenza alle ore 16, dove ci sono un pochino di punti all'ordine del giorno, tra cui anche la valutazione del rendiconto di gestione del Consiglio regionale, alle ore 15 ci sono le Commissioni consiliari, dove tra l'altro ci sono anche delle audizioni da parte di figure esterne che devono venire in Consiglio regionale, secondo me se si lavora per altri 45 minuti non succede niente, anche perché, come abbiamo dimostrato già in altre sedute, siamo campioni mondiali di salto del pranzo, di sospensioni, sappiamo temporeggiare bene su tanti argomenti, continuiamo a lavorare come stiamo lavorando che, se saltiamo il pranzo, ripeto, non succede niente, e siamo rispettosi nei confronti di chi fa parte dell'Ufficio di Presidenza, che è convocato alle ore 16, a meno che il Presidente non decida che l'Ufficio di Presidenza lo debba fare senza tanti componenti dell'Ufficio stesso.

PRESIDENTE. Visto che mi sembra che non ci sia accordo sulla proposta di sospensione da parte dell'onorevole Cossa, io metterei ai voti la stessa.

Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). Per dire una cosa molto semplice proprio sull'organizzazione dei lavori, se dovessimo andare a questa sera la invito a chiedere al Presidente della sesta Commissione di sconvocare la stessa, perché le sedute di Commissioni non si possono svolgere in concomitanza con i lavori del Consiglio, e considerando anche che sono le 2 e 30, se si dovesse sospendere alle 2 e 35, se si dovesse sospendere adesso, anche la seconda, mi suggerisce la Capogruppo del Movimento 5 Stelle, non ci sarebbe comunque il tempo di partecipare alla Commissione. Quindi, o si continua adesso con i lavori, oppure si chiede di rinviare i lavori di tutte le Commissioni, compreso l'Ufficio di Presidenza, così come è stato chiesto dall'onorevole Piu, ad altra data.

PRESIDENTE. Ci sono altri iscritti sull'ordine dei lavori? No, metto in votazione quindi…

Io devo mettere… c'è una richiesta… scusate, c'è una richiesta… scusate un attimo però, un attimo anche di educazione nei confronti di tutti quanti noi, c'è una richiesta di sospensione che incidentalmente arriva dall'onorevole Cossa, ma sarebbe potuta provenire da qualsiasi altro consigliere regionale. Io non ho i poteri di decidere in via autoritativa, quindi devo per forza rimettere la decisione al Consiglio regionale. Non possono né rigettare la richiesta del consigliere Cossa né accoglierla, visto che non c'è unanimità devo per forza rimettere questa decisione a voi, siete sovrani. Quindi, la richiesta di sospensiva è… si può intervenire solamente una volta sullo stesso argomento.

(Interruzioni del consigliere Francesco Agus)

PRESIDENTE. Perfetto, specificheremo, naturalmente, perfetto.

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Sull'ordine dei lavori…

PRESIDENTE. C'era un ordine del giorno, volevo dire, già concordato, avremmo potuto anche votare per alzata di mano, anzi dobbiamo per forza votare per alzata di mano. Però, prego.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie, Presidente. Ha ragione l'onorevole Cossa, se fossimo andati avanti avremmo già concluso, anche perché sappiamo tutti che la Commissione d'inchiesta determina, nel momento in cui vengono raccolte le firme per la presentazione di un terzo dei consiglieri regionali presenti nell'ambito di un Consiglio a sessanta, un automatismo di obbligo per lei di dover riunire e comporre la Commissione d'inchiesta. Quindi, è un argomento che mi pare aiuti anche coloro che avevano un timore sulla possibilità o meno di istituire la Commissione. L'altro elemento è che, né più né meno, la Commissione d'inchiesta opera in relazione al regolamento e alle norme, non è la Commissione d'inchiesta parlamentare che opera con i poteri e i limiti della magistratura addirittura supportata da magistrati in carica, la Commissione d'inchiesta opera nella direzione che le norme attuali e il Regolamento del Consiglio consentono di utilizzare, punto. Anche questo aspetto, Presidente, della puntualizzazione del fatto che la Commissione non possa chiedere documentazione relativa a ulteriori finanziamenti da parte dei privati… sull'ordine lavori, se non è sull'ordine dei lavori l'argomento del lavoro…

PRESIDENTE. Onorevole Zedda, lei è d'accordo o non è d'accordo a che il Consiglio regionale…

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Io mi sto esprimendo sull'oggetto del contendere che era la materia della Commissione d'inchiesta perché la questione…

PRESIDENTE. No, lei sta intervenendo sull'ordine dei lavori, non sta intervenendo in sede di discussione generale. Se vuole intervenire in sede di discussione generale, io prima devo mettere in votazione la proposta dell'onorevole Cossa, se dovesse essere rigettata lei farà tutte le considerazioni nei limiti dei dieci minuti che le sono concessi per Regolamento. Quindi, la invito ad esprimersi in senso favorevole o negativo.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). No, ho terminato.

PRESIDENTE. Grazie. Io metto quindi in votazione la richiesta dell'onorevole Cossa, che è quella di sospendere…

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO PAOLO (PSd'Az). Non so se sarà accolta, ma visto che sono le 15 meno 20, abbiamo la costituzione di questa Commissione d'inchiesta, ma abbiamo anche un altro punto all'ordine del giorno, il che vuol dire che oggi non finiremo comunque, per ora, se siamo d'accordo possiamo ipotizzare che questo pomeriggio lavorino Commissioni e quant'altro e il Consiglio venga rinviato a domani mattina, per non andare a sconvocare nulla? Abbiamo anche un altro punto all'ordine del giorno e io ci terrei che venisse discusso, altrimenti votiamo e facciamo la sospensiva ora, andiamo a mangiare sostanzialmente.

PRESIDENTE. Peraltro vorrei anche sottolineare il fatto che non è presente l'assessore Nieddu.

Ha domandato di parlare il consigliere Salvatore Corrias. Ne ha facoltà.

CORRIAS SALVATORE (PD). Credo che sia opportuno, l'ha richiamato l'onorevole Mura, in merito al terzo punto all'ordine del giorno che è stato già rimandato un'altra volta, vista l'assenza dell'Assessore dei trasporti, o si istituisce la possibilità che si sottoscrivano e si avanzino mozioni in absentia, oppure rimandarla a un'altra volta mi sembra una mancanza di rispetto per noi che l'abbiamo proposta, e anche per l'Aula; se si chiede rispetto, è giusto anche darlo. Io vorrei sapere se questo pomeriggio, che si rimandi o meno la seduta del Consiglio, l'Assessore c'è o meno; è una questione attinente strettamente all'ordine dei lavori, o al disordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ribadisco Che se non è ritirata la devo per forza mettere in votazione, non posso trasgredire il regolamento decidendo in merito in maniera autonoma ed indipendente. La proposta del Consigliere Cossa è quella di sospendere i lavori e riaggiornare gli stessi alle ore 16. Per quanto riguarda le Commissioni congiunte, la seconda e la sesta possono ben riunirsi alle ore 15, qualora lo volessero, e l'Ufficio di Presidenza viene riaggiornato a domani mattina.

Metto quindi in votazione per alzata di mano la proposta dell'onorevole Cossa, così come specificata.

Chi la approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non la approva alzi la mano.

(E' approvata)

Il Consiglio regionale è riaggiornato alle ore 16, la seduta è sospesa.

(La seduta, sospesa alle ore 14 e 41, viene ripresa alle ore 16 e 23)

Continuazione della discussione della richiesta di istituzione di Commissione d'inchiesta sul perdurare dello stato di insolvenza economica dell'AIAS nei confronti dei propri dipendenti, sulla qualità dei servizi e la tutela dei diritti dei lavoratori (ai sensi dell'art. 125, comma 4, del Regolamento del Consiglio regionale) (Comm. d'inchiesta n. 1)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori.

E' iscritto a parlare il consigliere Michele Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Grazie, Presidente. Io, su questa vicenda dell'Aias, siccome è diventata ormai una costante per motivi evidenti nei dibattiti di questi ultimi anni, ed è facile, lo dico ai colleghi, Lai soprattutto, primi firmatari della richiesta di istituzione di una Commissione d'indagine, che è un atto dovuto, per cui bene hanno detto i colleghi che sono intervenuti stamattina che l'articolo 125 del regolamento non lascia spazio a interpretazione. Se un terzo dei Consiglieri assegnati, quindi 20… 21 mi pare siano le firme, chiede di istituire una Commissione d'inchiesta, lo chiede motivatamente, e il comma 5 dice che la richiesta si intende motivata quando riguarda atti della Regione o degli enti, o aziende da essa dipendenti, la Commissione va istituita, e non c'è possibilità per il Consiglio di dire sì o no, quindi su questo non ci piove. Quello su cui però io credo noi dovremmo riflettere è sull'uso che vogliamo fare delle Commissioni d'inchiesta, e, devo dirvi, onorevoli colleghi, che la riflessione che io vi sottopongo è sul piano della opportunità, cioè: c'è il tanto in questo momento di istituire una Commissione d'inchiesta? Cui prodest istituire una Commissione d'inchiesta sull'Aias in questo momento? Perché vi dico questo, colleghi, perché tutto quello che voi dite nella richiesta di istituzione, o quasi tutto, riguarda elementi che possono essere acquisiti… il collega Oppi stamattina intervenendo ha detto che l'assessore Nieddu ha fornito tutta una serie di elementi, e io devo dirvi che nella precedente legislatura questa fortuna non c'è stata, perché venivano forniti dati disallineati dalla Regione e dall'ATS, e dalla stessa Aias, per cui non c'era mai concomitanza, non si riusciva a capire, noi non siamo mai riusciti a capire la situazione reale. Adesso io spero che questo sia possibile, così sulle presunte, dite voi, inadempienze da parte dell'erogatore privato rispetto alle prestazioni. Io trovo, ve lo dico con estrema franchezza, che non sia giusto, rispetto a un tema di questo genere, dividersi in opposte tifoserie, quelli che sono a favore dell'Aias e quelli che sono a favore degli altri, anzi, che sono contro l'Aias, diciamo così, perché credo che non sia l'approccio più corretto. Qualcuno stamattina ha sottolineato che l'Aias per tanti anni ha offerto un servizio che ha sostituito per decenni, non per tanti anni, per decenni, ha sostituito il servizio che l'ente pubblico, la sanità pubblica non è riuscita a fornire, oggi siamo arrivati ad una situazione in cui io credo che ci siano inadempienze reciproche. Da questo punto di vista, colleghi, io trovo che la vostra richiesta di istituzione di una Commissione d'inchiesta abbia un tono inquisitorio, tutto da una parte, che potrebbe far emergere, e forse da questo punto di vista il fatto che si istituisca una Commissione d'inchiesta potrebbe anche essere una cosa positiva, che potrebbe anche far emergere gravi inadempienze non soltanto da parte dei privati, ma anche da parte della Regione. Allora un Consiglio regionale cosa deve fare? Deve anzitutto mettersi al di sopra delle parti perché qui, almeno penso, non ci devono essere né tifosi dell'Aias, né tifosi contro l'Aias o a favore di chissà che cosa, ma io credo che ci debbano essere unicamente tifosi dell'interesse pubblico, ed è la garanzia che i soldi pubblici vengano spesi nel modo più corretto e che i servizi pubblici vengano erogati secondo le convenzioni e nel modo più proficuo e corretto nei confronti degli utenti.

Ecco, da questo punto di vista, colleghi, che cosa c'è che una Commissione di inchiesta può offrire di più rispetto all'ordinario lavoro che può svolgere, interloquendo con l'Assessore, la Commissione permanente sanità? Io non riesco a capirlo questo. Non riesco a capirlo! E vi dico questo perché estremizzando si potrebbe arrivare ad una deriva e ad una proliferazione ingiustificata di Commissioni d'inchiesta, è questo che io non vorrei. Perché siccome la Commissione d'inchiesta è uno strumento importante… questo Consiglio regionale ha fatto nelle scorse legislature Commissioni d'inchiesta sul sistema creditizio sardo - voi sapete, no? -, sul Servizio sanitario regionale, sulla applicazione delle leggi regionali, presieduta dal mio carissimo amico e illustrissimo collega onorevole Luciano Uras, che ha fatto emergere un dato raccapricciante che credo che non soltanto non sia migliorato rispetto ad allora, ma sia peggiorato, da cui emerge che le leggi adottate da questo Consiglio regionale in grandissima parte sono disattese dalla stessa Regione, cioè noi siamo entrati in un meccanismo tale per cui le nostre leggi somigliano molto alle grida manzoniane contro i bravi, capitolo uno dei Promessi sposi, rileggetelo, anzi rileggiamolo, perché non è che mi sto rivolgendo ai colleghi della minoranza, su questo punto mi rivolgo a tutti i colleghi.

Cosa voglio dirvi, colleghi? Che la Commissione d'inchiesta è una clava, uno strumento importante e forte in mano a questo Consiglio regionale che deve essere esercitato in modo appropriato. Mi pare che questo non sia il caso, lo dico con molto rispetto dei colleghi, dei proponenti e di tutta l'Aula, però io credo che noi dovremmo anche riflettere sull'uso che facciamo, a volte, degli strumenti che sono messi a nostra disposizione.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO PAOLO (PSd'Az). Presidente, direi che ci sia poco da aggiungere dopo l'intervento che ha fatto il collega Cossa, che io naturalmente condivido al cento per cento, ma magari servirà ricordarlo a noi stessi che i componenti che noi indicheremo alla Presidenza e che faranno parte di questa Commissione io credo che abbiano un ruolo determinante, nel senso che guai a prestarci a delle strumentalizzazioni, perché questo argomento, che sembrava una cosa di poco conto, ha creato tanto di quell'allarmismo… guardate, da noi c'è l'Aias a Orosei; conosco benissimo chi ci lavora, ci sono tanti dipendenti e vi posso garantire che questi dipendenti assolutamente non sono d'accordo su una Commissione d'inchiesta, di cui loro non capiscono la necessità. Hanno naturalmente dei problemi perché è da tanto che magari non percepiscono lo stipendio, però c'è sempre quella speranza di poter risolvere il problema in altro modo, del tipo "ci auguriamo che anche noi veniamo pagati", "ci auguriamo che…", però non è che sono andati in piazza per sollecitare una Commissione d'inchiesta, quindi non è assolutamente vero che ci sia stata una spinta da parte dei dipendenti. È pur vero che l'Aias in tutti questi anni ha svolto un lavoro non solo meritevole, ma comunque, lo ha ricordato qualche collega, ha dato un servizio importante e fondamentale per tutte quelle persone che sono meno fortunate di noi, ma quello che a me preoccupa è che oggi effettivamente in quest'Aula si sta consumando un passaggio di questo tipo, che è il fallimento della Regione nei confronti di una società che per tutti questi anni ha percepito somme importanti da parte della Regione e che oggi noi ammettiamo un fallimento per dire che non è stata controllata a sufficienza, quindi non solo il centrosinistra negli ultimi cinque anni, ma dico anche le altre amministrazioni, perché è un problema che arriva da lontano, e oggi noi, andando a costituire questa Commissione d'inchiesta, abbiamo decretato il fallimento nostro, dell'Istituzione Regione, e ammettiamo che qualche cosa non ha funzionato, che i nostri soldi magari sono andati a finire in maniera poco chiara. Quindi secondo me dobbiamo stare veramente molto, molto attenti. Sarebbe troppo semplice dire che la responsabilità è di Tizio o di Caio.

Quindi il mio appello sicuramente è rivolto ai colleghi che saranno i componenti di questa Commissione, che facciano veramente un lavoro di trovare quel giusto raccordo magari tra i titolari e anche i dipendenti che in tutti questi anni comunque lamentano una certa situazione, ma senza andare a fare plotoni di esecuzione, come qualcuno l'ha chiamato, oppure atto inquisitorio. È veramente brutto tutto questo. Chiederei che venga ridimensionato tutto quello che si sta dicendo, come si sta ragionando e soprattutto come ci stiamo arrivando. Abbiamo fatto una marea di sospensioni stamattina in Aula, evidentemente è un problema sentito, però non vorrei che si andasse veramente oltre. Stiamo veramente attenti. Ripeto, oggi noi stiamo decretando il fallimento della Regione nei confronti di numerose aziende che lavorano per conto della Regione che probabilmente in tutti questi anni non sono state controllate, nel senso di un normale controllo, ripeto, non un plotone di esecuzione, né un atto inquisitorio.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gianfranco Ganau. Ne ha facoltà.

GANAU GIANFRANCO (PD). Presidente, quella che istituiamo oggi è una Commissione di inchiesta - mi dispiace che qualcuno si sia stupito per la richiesta - che viene dopo una serie di attenzioni che il Consiglio regionale, anche nella scorsa legislatura, ha prestato alla situazione che si è creata nell'Aias, con ritardi sostanziali nei pagamenti degli stipendi, siamo arrivati a nove mesi di arretrati, e che la Giunta precedente ha cercato di limitare in qualche maniera, anche non sospendendo il rinnovo della convenzione e mettendo in essere una società che poteva eventualmente subentrare in caso mancassero le condizioni per proseguire un rapporto di tipo convenzionale con l'Aias. È evidente che quando si parla di nove mensilità arretrate esiste una situazione gravissima per quanto riguarda un rapporto che il privato esercita in funzione di una convenzione pubblica, su cui è necessario fare chiarezza, e la Commissione d'inchiesta ha proprio questo scopo, quello di chiarire una volta per tutte quali siano le condizioni, quale sia il rapporto finanziario tra l'Aias e la Regione. Devo dire che da questo punto di vista un passo avanti è stato fatto col tavolo tecnico presieduto dall'assessore Nieddu, che ha fornito dei dati, ma mi pare che ci siano delle resistenze anche a procedere da questo punto di vista, e quindi non mi pare che una Commissione d'inchiesta su un aspetto così delicato e così grave possa essere osteggiata con tanta veemenza. Abbiamo fatto Commissioni di inchiesta su fatti ancora molto meno significativi rispetto a questo.

Io garantisco che non c'è nessuna partigianeria nelle intenzioni di chi propone questa Commissione d'inchiesta e che sicuramente noi stiamo dalla parte dei lavoratori, su questo non ci sono dubbi, noi siamo perché i lavoratori siano regolarmente retribuiti.

Questo non significa essere contro l'Aias, questo significa accertare se le richieste di Aias nei confronti della Regione siano realistiche e nel caso che venisse fuori che l'Aias ha ragione nei confronti della Regione saremo i primi a chiedere alla Regione di superare questa condizione. Quindi è semplicemente un atto ispettivo nelle mani del Consiglio che opera nel pieno senso delle proprie funzioni che, come recita l'articolo 125 al comma 3, può disporre inchieste in materia di competenza della Regione, non c'è dubbio che sia competenza della Regione quella di stipulare convenzioni con enti privati, con società private, per l'erogazione dei servizi dei servizi sanitari. Quindi, da questo punto di vista io mi sento di tranquillizzare tutti, non c'è nessuno spirito persecutorio nei confronti della società Aias, c'è semplicemente la necessità di arrivare a un chiarimento definitivo utilizzando tutti gli strumenti che il Consiglio ha in questo campo.

PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Desirè Manca. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRE' ALMA (M5S). Presidente, è difficile a volte sedersi in queste poltrone, avere a destra e a sinistra la "sinistra" e la "destra" ed è sempre più difficile quando si affrontano certi argomenti e si ascoltano parole: "Ma prima c'eravate voi, per cui potevate fare qualcosa". Questa situazione si è incancrenita molto probabilmente anche perché non c'è mai stata la volontà politica di risolverla. È difficile anche sedersi in queste poltrone e sapere che ciascuno di noi il 25 di ogni mese percepisce uno stipendio che si aggira attorno agli 8000 euro ed è difficile poi andare anche a spiegarlo alle persone che invece per mesi non percepiscono, non 8000 euro, ma niente. È difficile andare a spiegarlo quando poi giornalmente vieni contattata da padri di famiglia, da madri di famiglia, da persone sole, da persone che da dieci mesi, se non anche da un anno, non percepiscono lo stipendio! Ed è difficile andare a spiegare proprio a loro cosa significa sedersi in questi banchi. È un dovere da parte di tutti i consiglieri poter risolvere, riuscire a risolvere questa situazione utilizzando tutti gli strumenti che ciascuno di noi ha. L'applicazione dell'articolo 125, lo dice il Regolamento interno, nessun atto persecutorio da parte perlomeno nostra, ma solo quello di utilizzare uno strumento per cercare di aiutare chi alla fine del mese non arriva a pagare l'affitto, chi alla fine del mese non arriva a fare la spesa. Lo so, è molto difficile capirlo quando magari per anni in quest'Aula regionale consiliare si percepiscono 8000 euro di stipendio e magari qualcuno potrà anche dire: "Ma anche lei lo percepisce", no, no, noi del Movimento non lo facciamo, è risaputo. Mi spiego meglio, ho già sentito cosa sta dicendo, per cui mi spiego meglio, ma non si sta discutendo che il Movimento 5 stelle si trattiene un importo di 3250 euro, che è già tanto, ma sicuramente non 8000 euro. È difficile andare a spiegare a chi da mesi non riesce a pagare l'affitto di casa, è difficile andare a spiegare a chi da mesi non ha la possibilità e magari ha anche la casa all'asta. Lo so, è molto, molto difficile. È nostro compito utilizzare tutti gli strumenti per cercare di venire a capo di questa, come possiamo definirla? Annosa vicenda che dura da anni? Prima c'era il Partito Democratico al governo di questa Regione, adesso ci siamo noi, il Movimento non c'è mai stato, bene, iniziamo a lavorare e vediamo che cosa riusciamo a fare, tenendo presente che non siamo in un'aula di tribunale, ma ci mancherebbe, però visto che ci sono delle convenzioni in essere tra la Regione Sardegna e l'Aias, da anni, è un nostro dovere controllare ogni qualvolta sono stati dati i soldi di tutti i cittadini sardi che fine abbiano fatto questi soldi, visto che ai dipendenti molte volte non sono arrivati. Non sta a noi sicuramente andare a giudicare perché non siamo in un'aula di tribunale, ma sta a noi controllare e verificare come sono stati spesi i soldi di ciascuno di noi tutti.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Dario Giagoni. Ne ha facoltà.

GIAGONI DARIO (Lega). Signor Presidente, a me preoccupa più chi prende 8000 euro al mese e mistifica la realtà, questi mi preoccupano di più! Ma anche sicuramente i lavoratori che sono qua fuori. L'articolo 125 bis, comma 5 del Regolamento, cita che le Commissioni d'inchiesta sono previste solo per aziende della Regione o per enti della Regione e questo non è il caso, ma essendo prioritaria una responsabilità nei confronti dei lavoratori, stabilito come principio anche da parte della Lega, vi sia innanzitutto del buon senso. Noi tutti in maniera consapevole siamo favorevoli alla costituzione di un'apposita Commissione d'inchiesta, ma sappiate che le perplessità sono tantissime, perché questa Commissione d'inchiesta dopo cinque anni, ora che ci siamo noi, è uscita la Commissione d'inchiesta. Si tratta di atti vecchi, vecchi, si sono svegliati ora quelli dell'opposizione, che prima erano in maggioranza e si sono svegliati ora. Questo è preoccupante! Cari colleghi dell'opposizione questa è una spinta propulsiva, come pensate voi, nell'individuare un metodo concreto per ottenere, almeno lo spero, una giusta soluzione a questa annosa vertenza, però non vorrei che questo utilizzo dell'articolo 125 diventi perenne perché qua sembra che si stia tornando di 300 anni indietro, caccia alle streghe, nella ricerca di chissà quali documenti, di chissà cosa non funziona, perché dovevano farlo loro quando erano al Governo. Noi siamo d'accordo, va benissimo, controlliamo, verifichiamo, intanto non stiamo lì a fare i giudici, stiamo dando solamente delle risposte, stiamo dando trasparenza, giustamente in politica noi la cerchiamo, siamo quelli della Lega, siamo d'accordo.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Presidente, nessuno tra i firmatari di quella richiesta che oggi è all'ordine del giorno ha mai pensato di istituire un tribunale o peggio di istituire una polizia parallela. Il termine "inchiesta", tanto nell'ambito parlamentare, che pure ha delle peculiarità molto diverse rispetto a quelle previste dal nostro Regolamento, quanto in quello consiliare, è solo apparentemente simile a quello utilizzato per definire l'inchiesta giudiziaria, che è quella condotta da un magistrato con la collaborazione della polizia giudiziaria. Io capisco che in questo periodo ci sia una certa confusione almeno a livello giornalistico, tra i ruoli politici e i ruoli di polizia, credo però che mai quest'Aula debba perseverare in questa confusione. Per cui la Commissione d'inchiesta prevista ai sensi dell'articolo 125 che ha poteri sì d'inchiesta, ma sempre rimanendo nel solco di quello che è l'articolo 105 del nostro Regolamento che stabilisce appunto il diritto all'informazione del consigliere regionale nel merito e nell'ambito degli atti anche interni ai provvedimenti dell'Amministrazione regionale e delle partecipate dall'Amministrazione regionale. In questo caso l'atto è ovviamente di competenza di questo Consiglio regionale per diversi motivi, il primo, forse è quello più importante, è che negli ultimi quattro anni Aias ha portato avanti un'opera grazie a trasferimenti regionali per oltre 130 milioni di euro, chi beneficia appunto per portare avanti un'opera importante di un numero così elevato di finanza pubblica non può non dover rendere conto all'Amministrazione regionale e a questo Consiglio che tra le altre cose è anche l'organo deputato all'approvazione dei bilanci regionali. E poi c'è il fatto che questo Consiglio regionale nel 2017 ha approvato un ordine del giorno che poi è stato recepito nella delibera citata anche nel dispositivo che oggi andremo ad approvare, la delibera numero 2325 recepisce quanto approvato da questo Consiglio. Nel suo intervento prima l'onorevole Cossa ha citato quella Commissione d'inchiesta kafkiana che ha in mesi di lavoro appurato che la Regione Sardegna non rispetta le leggi che il Consiglio regionale approva, era vero per il passato, sicuramente è vero anche per il futuro, di certo però sarebbe assurdo se questo Consiglio regionale che a volte perde le mezz'ore, anzi non perde, utilizza le mezz'ore, le ore e a volte anche le mezze giornate per decidere se in un ordine del giorno è meglio inserire un aggettivo piuttosto che un altro, una volta approvati gli ordini del giorno si accontentasse del fatto che questi una volta pubblicati nel sito possano essere lasciati alla libertà dei funzionari della Regione di essere presi per buoni o dimenticati. Secondo me invece non è possibile, una volta che il Consiglio approva un atto di indirizzo vincolante, una volta che la Giunta prende l'atto di indirizzo e lo inserisce in una delibera, è bene che questo Consiglio utilizzi tutti i mezzi possibili, siano anche le Commissioni d'inchiesta previste nel Regolamento per capire quanto la volontà di questa Camera sia stata o meno rispettata e quell'ordine del giorno obbligava ad inserire negli schemi di contratto alcune clausole risolutorie, per esempio per violazione degli obblighi assicurativi, previdenziali, della sicurezza sul lavoro e per la mancata corresponsione delle retribuzioni. Questo perché la mancata retribuzione incide sul rapporto fiduciario tra la ditta che lavora per la Regione e l'ATS, determina dei costi, a volte si è scambiato l'utilizzo dell'articolo 1676 del Codice civile come un qualcosa di assimilabile anche alla prassi, non paga Aias può pagare Regione attraverso quella procedura.

Quella procedura è una procedura irrituale che non può in nessun modo diventare prassi perché comporta dei costi aggiuntivi per l'amministrazione e aggrava l'iter amministrativo che invece appunto in un sistema come questo dovrebbe essere assicurato dalla ditta che deve eseguire il lavoro. Influisce poi sull'attività in un settore delicato in cui non è in alcun modo tollerabile che ci siano ritardi come quelli che vedono i dipendenti dell'Aias privati dello stipendio anche per 9, 10 mensilità. La sensazione poi è che anche in un periodo in cui la Regione sicuramente non ha fatto mancare i trasferimenti, le mensilità in arretrato dei lavoratori siano aumentate invece che diminuite. Non si tratta soltanto di un debito storico, la sensazione, e qui sarà l'attività della Commissione d'inchiesta ad entrare nel merito delle cifre, è che questo debito verso i lavoratori stia aumentando e questo è inconcepibile perché appunto ci risulta che la Regione invece abbia pagato in maniera puntuale sicuramente le ultime prestazioni. C'è poi da verificare, e sempre questo sarà appunto tra le attività della Commissione, il fatto che quanto contenuto nell'intesa del 18 dicembre raggiunta in sede di conciliazione, intesa che doveva stabilire i rapporti tra Aias e Regione, nel periodo che doveva consentire alla Regione di attivare la società pubblica Sas Domos, quindi per una tempistica limitata e anche in questo caso era inserita una clausola che specificava come tutte le somme fossero vincolate alla corresponsione delle retribuzioni al personale dipendente della società e attribuiva al committente una puntuale verifica che sarà cura della Commissione, verificare appunto in ogni suo punto. C'è poi un punto importante che riguarda l'analisi dei crediti e credo che questo punto spieghi anche il perché questa opposizione abbia chiesto di insediare una Commissione d'inchiesta e non abbia invece attribuito alla sesta Commissione, con competenza in tema di sanità, il compito di andare a fondo a questo problema. Si tratta di un lavoro molto lungo sicuramente, la sesta Commissione ha iniziato in questa legislatura questo lavoro, il tavolo tecnico sui bilanci ha dato per ora i primi risultati sicuramente in merito a una totale discrepanza tra quello che era il parere dell'azienda e quello che invece è quanto affermato dai numeri e dai responsabili del tavolo tecnico che ci parlano di un debito verso l'azienda da parte della Regione molto più contenuto rispetto a quello che appunto si è raccontato in giro e sicuramente non è in grado da solo di essere responsabile di quei ritardi nei pagamenti inaccettabili. Io non penso quindi che la sesta Commissione che è alle prese con un'attività complicata perché riguarda il controllo dell'attività delle ASL, dell'intero ammontare di bilancio regionale che deve essere appunto destinato alla sanità, possa occuparsi anche per oggettive ragioni di organizzazione e di tempo a fondo di questo problema e credo anche che un tema come questo debba avere un iter chiaro, debba avere un punto di inizio e debba anche avere un punto di conclusione. Le Commissioni d'inchiesta lavorano, si danno dei tempi, partoriscono relazioni e danno risultati, non è pensabile e chiudo che su un tema come questo ci si attardi ancora, si rimandi ancora e si preferisca magari per semplici ragioni di opportunità o di metodo o di lesa maestà, rimandare ulteriormente una soluzione e continuare a spiegare a centinaia di lavoratori che questo Consiglio, a prescindere dal fatto che ci sia un'opposizione e ci sia una maggioranza, possa continuare a tollerare che in Sardegna esistano lavoratori non meritevoli nemmeno di percepire una retribuzione.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

NIEDDU MARIO, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Brevemente, visto che sulla situazione dell'Aias siamo in pieno, come si può dire, percorso che io ho illustrato quando sono stato convocato in Commissione e quindi tutti hanno avuto modo, maggioranza e opposizione, di valutare quelle che sono le attività che abbiamo posto in essere dal momento in cui siamo stati coinvolti in una vertenza annosa, come tutti sapete.

Io stesso che ormai ho alle spalle quasi quarant'anni di professione, mi ricordo che nei primi anni Ottanta, quando ho iniziato a lavorare, conoscendo tanti miei colleghi che andavano a lavorare per l'Aias, sapevo già che l'Aias aveva problemi già circa 40 anni fa. Questi problemi nel tempo non si sono mai, come si può dire, risolti, forse ultimamente si sono anche acuiti e aggravati con grande nocumento a carico dei lavoratori, fortunatamente forse poco nei pazienti perché il personale come sempre con senso di abnegazione riesce ad andare avanti e a garantire l'assistenza con grande sacrificio perché io penso che un lavoratore che non riceve il giusto stipendio non sia sereno nemmeno nell'espletamento delle proprie funzioni. Ma aldilà di queste che sono considerazioni comuni a tutti quanti, maggioranza e opposizione, nel senso che tutti quanti penso che abbiamo a cuore oltre che l'interesse dei pazienti abbiamo a cuore anche il giusto l'interesse dei lavoratori, non credo vi siano distinzioni di partito, di schieramento politico, però senza intento polemico, mi sembra strano che da parte dell'opposizione, lo dico e lo ripeto senza nessun intento polemico, dopo tanti anni in cui ha avuto occasione per rendersi edotta della situazione di Aias è ancora oggi ho sentito dire dall'opposizione, da alcuni autorevoli esponenti dell'opposizione, che sapevano benissimo quale fosse la situazione perché loro hanno fatto di tutto per risolvere la situazione, poi magari non ci sono riusciti perché il destino cinico e baro gliel'ha impedito però allora mi chiedo: se avete fatto di tutto perché sapevate quali erano le condizioni che bisogno avete adesso di chiedere una Commissione d'inchiesta? Prima domanda, seconda domanda, perché questa Commissione d'inchiesta non si rivolge al passato e cerca le cause del perché, come tutte le Commissioni d'inchiesta che io mi ricordi insomma, che più o meno devono fare, non si rivolge al passato e chiede e si interroga su quali sono le cause che hanno portato a questa condizione di grave sofferenza dell'associazione stessa dei lavoratori che ne fanno parte, e invece entra, non dico a gamba tesa, però consentitemi di avere qualche perplessità su questo tipo di intervento, entra in un momento in cui c'è ancora una interlocuzione aperta con l'Assessorato che è parte terza nei confronti dell'associazione e dei lavoratori che manifestano le loro giuste recriminazioni. Siamo ancora in una fase interlocutoria perché quando voi chiedete a questa Commissione di indagare su come e perché si è arrivati a questa condizione e quali sono adesso le modalità con cui Aias richiede delle somme ad ATS che non so se siano state giustamente erogate, io non sono in grado di dirlo oggi, quindi non capisco per quale motivo voi oggi venite a chiedere delle cose che sono in itinere, sono in divenire, è un tavolo tecnico ancora aperto, l'ho riaperto perché gli ultimi bilanci ce li ha consegnati la settimana scorsa l'Aias perché vi ricordo che ci sono anche delle indagini in corso, i bilanci erano depositati presso la Guardia di Finanza, gli ultimi, quelli con le relazioni contabili che sono necessarie perché i bilanci, come diceva l'onorevole Cocco prima che ha ricordato giustamente che anche noi abbiamo avuto i bilanci, no onorevole Cocco, mi dispiace, voi avete avuto quattro foglietti a righe e due a quadretti, quelli non erano i bilanci Aias, i bilanci Aias per la prima volta la Onlus li ha portati a me, dietro mia richiesta al tavolo prefettizio, quindi voi non avete mai visto i bilanci e tanto meno le relazioni contabili Aias, che sono adesso depositate che noi stiamo verificando una per una, per avere contezza del fatto che i crediti siano certi ed esigibili, perché, come io ho fatto presente a chi di dovere ho detto: se credi ci saranno certi ed esigibili la Regione pagherà il dovuto, se non lo saranno chiaramente la Regione non caccerà un euro, questa è la situazione, lo stato dell'arte su Aias.

PRESIDENTE. Grazie Assessore per il suo intervento puntuale. È stato presentato l'ordine del giorno numero 1, con il quale appunto si delega il Presidente del Consiglio a nominare i componenti della Commissione di inchiesta.

Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Deriu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (LEU). Va bene, che la Giunta ci dica che non vuole essere controllata è anche scontato, quindi non perdiamo tempo a confutare le ragioni dell'Assessore, io mi ricollego invece ai ragionamenti che faceva il presidente Cossa perché mi sono sembrati molto interessanti, io personalmente non trovo che sia siano obiezioni sbagliate quelle che ha fatto, cioè alla vastità, all'importanza degli argomenti che devono essere oggetto di una Commissione d'inchiesta, però il problema che oggi, forse a me interessa di è più questo e chiedo scusa perché tutti sono sintonizzati invece sul problema Aias e non sul problema della Commissione d'inchiesta, però a me interessa di più sulla Commissione d'inchiesta, che il Presidente, la Giunta del Regolamento anche l'Ufficio di Presidenza facciano una riflessione su questo strumento, perché nel passato non sono state affatto efficaci le Commissioni di inchiesta, perché si costituisce la Commissione ma non si fa l'inchiesta, cioè questo Consiglio non è dotato di strumenti conoscitivi adeguati per grandi inchieste, tant'è che si sta riducendo a fare inchieste su situazioni che possono apparire anche di dettaglio, anche amministrative anche da demandare persino agli uffici di un assessorato, noi dovremmo invece disporre di una capacità di inchiesta, di una capacità di controllo molto più vasta, e questo non è né a vantaggio dell'opposizione, né a vantaggio della maggioranza o a detrimento della Giunta, è a vantaggio del popolo sardo che può conoscere, tramite il lavoro del Consiglio, con una Commissione d'inchiesta, la verità su aspetti che le Commissioni di merito, onorevole Cossa, qua non sono d'accordo con quello che diceva, non possono indagare a fondo, perché sono impegnati nell'attività legislativa, per cui il voto è favorevole perché è un diritto dei consiglieri che hanno sottoscritto ad ottenere la Commissione d'inchiesta con la raccomandazione che tutti riflettiamo su questo strumento e lo rivitalizziamo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Michele Cossa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Grazie Presidente, noi ci asterremo su questa nuova Istituzione della Commissione d'inchiesta e naturalmente, anzi ringrazio molto il Presidente Deriu che ha voluto scindere i due temi, sul merito della vicenda Aias io credo che non ci siano differenze, nel senso che i destini dei lavoratori stanno a cuore a noi quanto stanno a cuore a tutta quest'Aula, su questo non c'è alcun dubbio, il destino dei lavoratori, il destino degli assistiti e delle loro famiglie, di cui nessuno qui ha il diritto di dimenticarsi, questi stanno a cuore a tutti, io credo in primis all'Assessore alla sanità. Il tema che noi abbiamo posto non è questo, il tema che noi abbiamo posto è quello della appropriatezza dello strumento e anche della, come dire, non alimentiamo l'illusione che attraverso strumenti inappropriati e inadeguati si possano risolvere problemi grossi come quelli dell'Aias, perché noi possiamo fare venti Commissioni d'inchiesta ma non risolveremo il problema del pagamento degli stipendi arretrati, molti di questi aspetti sono nelle mani della magistratura come sapete, cioè ci sono dinamiche rispetto alle quali quest'Aula purtroppo può fare ben poco, quindi non alimentiamo nemmeno l'illusione che si crea una Commissione d'inchiesta e domani si pagano gli stipendi perché non è così, purtroppo, perché bastasse questo ne faremo una tutti i giorni di Commissione d'inchiesta! Ecco, il nostro dubbio ma, ripeto, lo diciamo con molto rispetto dell'Aula naturalmente prenderemo atto, ci mancherebbe è la volontà del Consiglio, però noi abbiamo voluto manifestare questa perplessità che riteniamo debba essere tenuta in considerazione e, ripeto, ringrazio molto l'onorevole Deriu che in qualche modo ha ripreso questa riflessione perché credo che abbia la sua importanza rispetto al lavoro che quest'Aula intende fare nei prossimi anni, grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Grazie Presidente, per annunciare il voto favorevole mio e del Gruppo dei Progressisti e per una riflessione in sede di dichiarazione di voto, la maggioranza della scorsa legislatura, ad onor del vero, aveva chiuso la legislatura con una via d'uscita dalla situazione attuale, dopo averne discusso in Aula per molto tempo, dopo aver approvato degli ordini del giorno, dopo aver intuito l'impossibilità di andare avanti in quella direzione, aveva scelto una strada, questa legislatura è iniziata con il blocco a quella strada, ovviamente, sarà tema di interesse delle Commissioni, ne discuteremo per tutta questa legislatura sicuramente, però dire che non sia stato fatto niente credo che sia sbagliato. Io non ho risparmiato critiche nella scorsa legislatura all'ex Assessore alla sanità, su questo tema però il consenso da parte della maggioranza di allora fu unanime, rilevo invece che si sia deciso di cambiare rotta. Ebbene, chi è stato responsabile di quell'inversione di rotta, pienamente legittima e legittimata anche dal voto dei sardi, credo che debba piantarla di far finta di essere ancora l'opposizione, debba fare la maggioranza e debba anche accettare che la minoranza di quest'Aula svolga il suo ruolo utilizzando tutte le prerogative che sono concesse dal Regolamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Stefano Tunis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (Gruppo Misto). Grazie signor Presidente del Consiglio, signori Assessori e onorevoli colleghi, annuncio il voto contrario a questa risoluzione, perché surrogato di ciò che serve, perché limitato ad aspetti riduttivi rispetto alla complessiva vicenda Aias, perché rivolto non alla soluzione di un problema ma semplicemente a cavalcarne lo stato emotivo. Gli stessi dipendenti, giustamente attenti alla corresponsione delle retribuzioni, gli stessi rappresentanti sindacali, giustamente intenti alla tutela del posto di lavoro, non potrebbero essere adeguatamente portati al centro del discorso perché questo strumento si limita ad alcuni aspetti di carattere amministrativo, dimenticando la storia e la grande vicenda di questa associazione, mettendo in secondo piano e quasi in cattiva luce la qualità e la supplenza che i dipendenti di questa associazione e il management di questa associazione ha dato al Servizio sanitario della Sardegna! Allora, siccome è facile sull'onda della spinta populista archiviare una così grande storia di vicinanza alle persone e a chi soffre, archiviare la storia di una professionalità che si è formata sul campo, archiviare anche le scelte strategiche che hanno saputo compiere precedenti Giunte regionali, politici importanti e chi pensò questo strumento, in ossequio a tutto questo e soprattutto in ragione del fatto che nulla produrrà a favore dei dipendenti che si pretende di tutelare, voterò contro questa risoluzione.

PRERSIDENTE. Grazie, onorevole Tunis, solo per evidenziare il fatto che non è in votazione l'istituzione della Commissione, che è un automatismo di Regolamento, ma una delega al Presidente relativamente alla composizione della stessa. Però l'intervento è stato assolutamente chiaro, grazie.

Ha domandato di parlare il consigliere Giorgio Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC-Sardegna). Io invece ribadirò le stesse cose che ho detto stamattina, quindi non mi faccio certamente convincere quando qualcuno dà un'interpretazione di una norma o di un articolo, perché gli Uffici hanno sbagliato spesso e probabilmente hanno sbagliato anche questa volta; quindi questa è la mia valutazione, non di oggi ma di sempre in questo Consiglio, avendo votato contro sempre sul bilancio del Consiglio, l'unico.

E a questo punto la storia va fatta bene, certo la Commissione d'inchiesta non otterrà grandi risultati, perché i risultati si otterranno attraverso finalmente dei documenti che sono pervenuti all'Assessorato competente; ribadisco, al di là delle chiacchiere, che mai c'è stata fra le due parti la possibilità di togliere documenti gli uni e gli altri, fare una valutazione e arrivare a una conclusione. E questo lo dicono tutti i membri della Commissione non coloro i quali sono capitati per caso un giorno in Commissione: c'è qui per l'attuale Presidente, ci sono gli altri e sanno perfettamente che quello che sto dicendo io è la verità, le altre sono frottole. Del resto che da anni ci fossero delle attività, dei movimenti per ottenere un certo risultato e smantellare le strutture in Sardegna… abbiamo visto che la maggior parte delle strutture in Sardegna sono state smantellate e acquistate dal migliore offerente, e anche nel caso specifico inizialmente si parlava di una società che si chiama KOS, vicino a De Benedetti che voleva di fatto acquisire questa struttura, ritengo che però ad un certo punto bisogna essere estremamente rigorosi: questa Commissione deve fare il suo lavoro, dobbiamo arrivare alla conclusione, io ho partecipato ad assemblee di lavoratori, difendendo i lavoratori, e sono divisi anche questi in due blocchi e quindi a seconda delle circostanze assumono atteggiamenti che sono contraddittori. Quindi ritengo che l'Assessore farà… perché stamattina qualcuno ha detto il 2017, io ho detto che aveva i documenti del 2018 e anche anticipato dati dopo che sono andati presso la struttura della Finanza, l'ho detto stamattina: chi ha detto il 2017 evidentemente non conosce neanche i preliminari. Noi siamo stati costantemente… ho sempre detto che la sanità crea e distrugge, tutte le nefandezze fatte nella legislatura hanno dimostrato la distruzione della maggioranza, questa è l'unica verità, e responsabilità ne hanno un po' tutti quanti, però di fatto non costava niente cancellare una virgola, come abbiamo sempre fatto.

Siccome io sono un uomo libero e non mi presto ad atteggiamenti rigidi, proprio in funzione del fatto che non si è arrivati ad una conclusione di tutti, mentre sono d'accordo per la delega al Presidente eccetera, mi astengo per quanto riguarda la votazione dell'ordine del giorno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE SECONDO (LEU). Molto velocemente, io credo che qui dentro siamo tutti uomini liberi, liberi di esprimere le nostre opinioni e liberi di chiedere di costituire una Commissione d'inchiesta, che, l'abbiamo detto in mille modi, non è un tribunale, non si vuole inquisire nessuno, si vogliono vedere delle carte che sinora non abbiamo avuto l'opportunità di vedere, e sicuramente questo non per responsabilità nostra visto e considerato, i colleghi che erano presenti anche nella precedente legislatura lo sanno benissimo, che in quest'Aula diversi componenti la maggioranza a più riprese hanno chiesto lumi sulla situazione Aias. La situazione di Aias tra l'altro non è una situazione che è degenerata negli ultimi cinque anni, lo sapete benissimo da quando ci sono i problemi, lo stesso Assessore ha detto che 40 anni fa quando ha iniziato a lavorare sentiva parlare di Aias e di una associazione con dei problemi. Abbiamo detto stamattina che l'attività svolta da Aias ha dato delle risposte importanti in supplenza ad attività che potevano essere svolte anche dai servizi pubblici, però diciamo pure che Aias questa attività che ha svolto in maniera importante non l'ha svolta in materia gratuita, perché ha una convenzione con la Regione. Allora qui a più riprese si tira in ballo la Regione che dovrebbe trasferire risorse ad Aias; si parla delle quote sociali e ANCI ha smentito categoricamente che le quote che sono in capo ai Comuni non vengano trasferite regolarmente ad Aias. Quindi, Assessore, mi dispiace, lei ha detto che faceva un intervento non polemico però di fatto stava accusando l'opposizione, i proponenti l'istituzione della Commissione, di essere fuori luogo in questo momento: cioè che dovrà fare la Commissione non è in contrasto a quello che sta facendo lei o a quello che dovrà fare la Giunta regionale, assolutamente, ma è uno strumento che aiuterà molto a risolvere un problema atavico che tutti vogliamo risolvere.

Onorevole Tunis, lei ha fatto un intervento e poi ha sorriso, perché io so già meglio di lei e lei lo sa meglio di me che quello che ha detto non lo pensa assolutamente, perché in altre occasioni lei la pensava come noi. Quindi non abbiamo archiviato la storia importante di Aias, non abbiamo archiviato l'emergenza che vede coinvolti tutti quei lavoratori; mi sembra davvero che viviamo in un altro mondo, perché sembra che davvero qui mai nessuno sia venuto a protestare per dire "noi siamo ritirando i nostri figli dalla scuola, dall'università perché non abbiamo più i soldi per pagare".

PRESIDENTE. Onorevole Cocco, la invito a fare la dichiarazione di voto.

COCCO DANIELE SECONDO (LEU). Chiaramente dichiaro il mio voto favorevole e sono d'accordo che sia delegato il Presidente alla costituzione della Commissione rispetto ai nomi che verranno fornite dai singoli Gruppi.

TUNIS STEFANO (Gruppo Misto). Signor Presidente.

PRESIDENTE. A fine seduta su fatto personale…. sull'ordine dei lavori? Prego.

Ha domandato di parlare il consigliere Stefano Tunis. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (Gruppo Misto). Sull'ordine dei lavori, è disponibile negli atti del Consiglio ogni singolo intervento del sottoscritto. Quindi io non so cosa non abbia capito dei miei interventi passati o presenti il collega Cocco, ma sono disponibile a chiarirglieli in qualunque momento e francamente non trovo su questa vicenda né da ridere né da sorridere.

PRESIDENTE. Grazie, chiedo ai consiglieri Segretari Caredda e Deriu di raggiungere i banchi della Presidenza.

Quindi pongo in votazione l'ordine del giorno numero 2 con il quale, appunto, il Consiglio istituisce la Commissione d'inchiesta e delega il Presidente del Consiglio a nominarne i componenti la votazione, per alzata di mano a meno che qualcuno non chieda elettronica.

È aperta la votazione elettronica...

Ha domandato di parlare il consigliere Michele Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Perdoni Presidente, io come il collega Oppi, il nostro Gruppo così come annunciato il collega Oppi per il suo Gruppo, si asterrà sulla istituzione, ma noi votiamo a favore della delega al Presidente a nominarla. Quindi non so se bisogna fare due votazioni separate oppure come intenda procedere.

PRESIDENTE. Per chiarire l'istituzione non è oggetto di votazione da parte del Consiglio regionale, nel corpo dell'ordine del giorno ovviamente si dà atto che il Consiglio regionale, ma per un automatismo regolamentare, istituisce la Commissione però la parte nella quale il Consiglio regionale è chiamato è quella relativa alla delega al Presidente del Consiglio per la nomina della Commissione stessa, per la composizione stessa.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'ordine del giorno numero di 2.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Sull'ordine del giorno della seduta

PRESIDENTE. Ora come punto all'ordine del giorno avremmo la mozione Ganau e più, inerente la condizione del porto di Arbatax. Debbo dire che l'Assessore dei trasporti Todde purtroppo non è presente perché appunto è impegnato a Roma, insieme all'assessore Zedda. Naturalmente non per responsabilità dello stesso ma insomma perché i lavori del Consiglio regionale si sono protratti, quindi l'Assessore Todde aveva garantito la sua presenza nella mattina, così come lo era adesso discutere un tema senza la presenza dell'Assessore competente lo ritengo un fatto diciamo poco proficuo.

Ha domandato di parlare il consigliere Salvatore Corrias. Ne ha facoltà.

CORRIAS SALVATORE (PD). Credo che sia comunque necessario presentare all'attenzione vostra la mozione attraverso la quale si impegna il Presidente della Giunta in merito all'oggetto che si propone, è stata già rimandato l'altra volta sempre in assenza dell'Assessore, che può anche essere giustificato però non c'è, e su questo noi non rappresentiamo particolari recriminazioni, ci interessano i temi, è chiaramente un'interlocuzione utile a dare risposte ai temi e alle criticità. Quindi credo che sia utile rappresentare ora questa mozione, in attesa di un riscontro.

PRESIDENTE. Guardi non c'è nessuna preclusione o un atteggiamento dilatorio da parte della Presidenza tantomeno del Consiglio in ordine a questo argomento, peraltro l'assessore Todde per eccesso di zelo ha pure preparato una risposta scritta che mi comunica aver inviato al Consiglio, io la sto facendo recuperare, perché la Giunta insomma la esponga. Ritenevo però, ma questo qui è un dato, è un fatto che può valutare il Consiglio regionale, che la presenza fisica dell'Assessore, onde permettere anche un'interlocuzione che dia, diciamo, maggior significato al dibattito potesse essere più utile. Però se i proponenti ritengono di discutere la mozione in assenza dell'Assessore competente lo si fa, però ecco è una valutazione che io rimetto al Consiglio regionale ma proprio per la proficuità del dibattito stesso e degli atti del Consiglio regionale che non debbano rimanere esercizio dialettico ma anche possibilità di interlocuzione sul singolo tema, non so ditemi voi.

Ha domandato di parlare il consigliere Salvatore Corrias. Ne ha facoltà.

CORRIAS SALVATORE (PD). Prendiamo atto dello zelo dell'Assessore, che nonostante la sua assenza ha lasciato comunque una memoria di riscontro, se questo viene confermato, credo che sia sufficiente, come dire, a dare conforto e giustificazione alla necessità che questa mozione venga rappresentata oggi, qua e che non venga rimandata ulteriormente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Cocciu. Ne ha facoltà.

COCCIU ANGELO (FI). Grazie Presidente, sull'ordine dei lavori solamente qualche secondo. Visto l'operato positivo di questi due mesi da parte di questi Assessori di competenza e anche del presidente Solinas in tematiche come quelle relative ai trasporti, non penso assolutamente che sia il caso di trattare questa mozione senza che in Aula ci siano le persone direttamente interessate. Hanno lavorato tanto, hanno studiato, hanno trovato anche varie soluzioni, ricordiamoci il problema Air Italy e anche i problemi che stiamo affrontando naturalmente ereditati per il porto canale e anche le altre cose. Quindi è assolutamente necessario se dovessimo rinviare anche 3, 4 volte che gli Assessori siano in Aula e siano le persone che debbano rispondere alla mozione, grazie Presidente, e ricordiamoci che siamo maggioranza, le possiamo fare queste.

PRESIDENTE. No, allora ribadisco, per prassi, per interpretazione del Regolamento le mozioni non si sono mai discusse senza la presenza dell'Assessore, degli Assessori competenti. Ora abbiamo l'Assessore alla sanità e quello alla Cultura se vogliono parlare del porto di Arbatax, se conoscono il tema, per me… però se misconoscono comunque non sono informati, io penso che sia veramente poco proficuo al di là dei fatti regolamentari discutere di un qualcosa che non abbia riscontro da parte della Giunta. Ma ribadisco il fatto che non ci sia nessuna intenzione dilatoria è dimostrata dal fatto che l'assessore Todde oggi era presente stamattina, era pronto a rispondere, però oggi in questo momento è a Roma.

Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Ganau. Ne ha facoltà.

GANAU GIANFRANCO (PD). Semplicemente per rappresentare che la Giunta è presente, che non è vero che non si sono mai discusse le mozioni in assenza dall'Assessore competente, cosa che peraltro è avvenuta la volta scorsa, per cui abbiamo rinviato, è avvenuto stamattina, ci è stato detto che non c'era la disponibilità dell'Assessore e abbiamo spostato a stasera, tanto più se c'è una risposta scritta i termini della mozione sono chiarissimi, quindi se c'è una risposta scritta credo che la Giunta possa farsene portavoce e si conclude così l'iter di una mozione che, altrimenti, diventa anche ridicola che sia rinviata ulteriormente. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pierluigi Saiu. Ne ha facoltà.

SAIU PIERLUIGI (Lega). Sull'ordine dei lavori, signor Presidente, per esprimere il mio consenso e la mia posizione favorevole a quanto lei ha avuto modo di dire proprio adesso, e invitare l'Aula ad una riflessione su un dibattito che credo, per essere completo e per essere ricco, come immagino siano le reali intenzioni anche di chi propone la mozione, non possa non contare sul contributo dell'Assessore dei trasporti che, oltre a essere colui che all'interno della Giunta ha le deleghe in materia, è proprio espressione del territorio ogliastrino. Quindi, almeno in questo caso io chiederei ai colleghi del Consiglio regionale, tutti, maggioranza e opposizione, di abbandonare il conflitto permanente che si cerca di alimentare nel Consiglio regionale, e piuttosto, appunto perché, onorevole Corrias, condivido con lei la necessità che questo sia un dibattito ricco e completo, noi lo affrontiamo alla presenza dell'Assessore dei trasporti, alla presenza del Presidente della Regione, anche perché l'impegno la cui assunzione viene richiesta nella mozione richiede parimenti la loro presenza. Quindi, ritengo che quest'aula, almeno in questo caso, possa trovare una posizione comune e unitaria di responsabilità e rinviare una discussione che, ripeto, per essere completa, così come nelle vostre intenzioni, richiede la presenza dell'Assessore dei trasporti e del Presidente della Regione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO PAOLO (PSd'Az). Semplicemente per dire, Presidente, se la si vuole discutere, ho preparato anche io una mozione sull'argomento, quindi non abbiamo nessuna difficoltà come maggioranza, per quanto riguarda il nostro Gruppo del PSd'Az, credo che non ci siano misteri, rinviare mi sembra che non sia fattibile, poi che non si venga un attimino accusati di stare sempre lì a rinviare o abbiamo qualcosa da nascondere. Quindi, disponibile a qualsiasi… purché riusciamo anche a concordare con loro.

PRESIDENTE. Senza dubbio, però io vorrei veramente richiamare l'attenzione dei colleghi consiglieri perché la parte deliberativa della mozione stessa chiede alla Giunta di riferire al Consiglio se vi siano interlocuzioni formali, informali tra la Presidenza e la Regione circa la riclassificazione del porto di Arbatax, i contenuti delle eventuali interlocuzioni, cioè sono degli elementi che solo l'Assessore competente può fornire al Consiglio. Dibattere e discutere una mozione senza l'interlocutore principe, cioè colui che dovrebbe riferire puntualmente i contenuti di questa riclassificazione o classificazione, lo ritengo un esercizio veramente di stile. Io veramente ritengo che non ci siano le condizioni, perché così non è mai stato, di dibattere una mozione in assenza dell'Assessore competente, questo non perché non si debba discutere di temi importanti, ma perché per dare contenuto e significato a dati anche di sindacato ispettivo da parte del Consiglio regionale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salvatore Corrias. Ne ha facoltà.

CORRIAS SALVATORE (PD). Chiedo a lei di avere pazienza e anche i colleghi, però questa mozione è all'ordine del giorno per la seconda volta, e apprezziamo il senso di applicazione, la diligenza, l'inclinazione allo studio che c'è sul tema, e anche il fatto che ci si impegni oltre Tirreno, però è già la seconda volta che l'Assessore non c'è. Quindi, se si parla di rispetto delle regole pregresse, presenti e future, si deve anche parlare di rispetto per l'Aula e per chi in quest'aula siede. Devo essere sincero, la mia persona di consigliere, il mio ruolo, ma credo non solo il mio, perlomeno di chi ha sottoscritto questa mozione, si trovano perlomeno sviliti da una reazione di questo tipo. Noi avremmo potuto, io avrei potuto per primo utilizzare l'assenza dell'Assessore per fini altri, ma siccome mi interessano i temi, tanto più che sembra che ci sia una risposta scritta, ed è su questo che impegniamo il Presidente e la Giunta, non cadiamo nella tentazione di strumentalizzare l'assenza dell'Assessore per la seconda volta. Usate una cortesia la prossima volta che mettete all'ordine del giorno un tema che riguarda l'Assessore componente di una Giunta, e assicuratevi che sia presente. Io sono disposto e insisto, e non mi sembra di capire che si infrangano le regole, a rappresentare ora questa mozione, e credo possa essere sufficientemente appagante un riscontro che dia risposte ad una mozione che, come le ho detto l'altra volta, ha una natura eminentemente interlocutoria.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giorgio Oppi. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC-Sardegna). Io ho avuto modo di dirglielo, Presidente, ritengo corretto che quando si mettono all'ordine del giorno le mozioni, c'è stata già un'anomalia nella precedente seduta, perché di norma il Presidente del Consiglio, compreso l'onorevole Ganau, ha stabilito una prassi, la prassi qual era? Che un Gruppo indicava una mozione. Si è verificato il contrario anche recentemente. E comunque le mozioni qui discusse sono di gran lunga superiori alla media che si è sempre discussa nei precedenti cinque anni. Detto questo, però, credo che sia opportuno che nel momento in cui non c'è l'Assessore, cosa che si è verificata decine e decine di volte con la Giunta di centrosinistra, sia con l'assenza dell'Assessore della sanità e con tutti gli Assessori, non è un motivo per cui si possano fare le critiche, perché se cominciassimo a fare critiche non la finiremmo più. Ritengo invece, Presidente, che d'ora in avanti il mio Capogruppo le dirà che seguendo i criteri logici si mettono poche mozioni, perché la fortuna è stata che magari ci sono stati pochi interventi, ma una mozione molte volte durava anche un'intera giornata a seconda anche della qualità della mozione. Per cui, è giusto che si mettano le mozioni, ma con una certa gradualità, diversamente entriamo in una situazione di obiettivo imbarazzo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Deriu. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (LEU). Presidente, noi qui abbiamo una mozione che richiederebbe la presenza del Presidente o di un assessore competente, o di un assessore delegato, insomma della Giunta. Avete detto che i due Assessori presenti è come se non ci fossero perché non possono parlare dell'argomento. Siamo noi che chiediamo che ci sia qua il Presidente o l'Assessore dei trasporti, non è che siete voi che ci dite che bisogna aspettare perché ci devono essere loro e voi richiedete la loro presenza, siamo noi che stiamo parlando a loro. Il problema è l'assenza oggi di rappresentanti della Giunta che siano qualificati per sostenere questa discussione, non per rispondere alle domande che sono qua, perché le domande e le proposte che sono qua, gli impegni che sono contenuti, sono ovviamente da farsi, fra virgolette, in ufficio. Qua devono venire persone che diano una linea che la maggioranza magari possa condividere con noi e che partecipino ad un dibattito. Oggi il problema è che questo dibattito non si può tenere perché è assente il Presidente, perché è assente l'Assessore, perché ancora il Presidente, come ricordava il presidente Agus, non ha nominato un Vicepresidente, perché la normalità sarebbe che qui davanti a noi ci fosse il Vicepresidente della Regione e gli Assessori competenti per i punti all'ordine del giorno, e invece questa cosa non c'è. Quindi non è che adesso è colpa nostra se non c'è il Presidente della Regione! Noi stiamo dicendo… il collega Corrias, che è una persona veramente fine, educata e gentile, vi ha detto che se proprio non avete gente che ne sa qualcosa noi facciamo finta che ci avete risposto e siamo disponibili ad andare avanti, però la normalità è che noi invece ci adiriamo un po' e vi diciamo: "Ma perché non ci sono le persone competenti a parlare di questo?". Allora diteci: "Abbiamo dei gravissimi problemi, facciamo un altro giorno", non è che ci sgridate perché manca il Presidente e manca l'Assessore, perché è un rimprovero che non possiamo accettare. Noi vorremmo sapere se oggi la Giunta, purtroppo sacrificando i due Assessori presenti, malauguratamente, e invece essendo disponibile a parlare solo in presenza degli assenti, non può trattare questo argomento, e allora si dice che la Giunta non può, la maggioranza aspetta e anche noi aspettiamo, però ditecelo! Non è che adesso è colpa nostra perché chiediamo la presenza del Presidente e degli Assessori.

PRESIDENTE. Onorevole Deriu, non so dove nel mio intervento abbia accolto anche una qualche velata accezione di rimprovero; assolutamente distante non solo dalle mie parole, ma anche dai miei intendimenti. Prendo atto del fatto che l'Assessore competente non sia presente, e giustamente, così come lei ha affermato, quest'assenza non consente di discutere la siffatta mozione. Quindi questi sono solamente gli elementi della discussione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Presidente, i lavori d'Aula si organizzano, non si subiscono; se avessimo saputo questa mattina dell'assenza pomeridiana dell'Assessore dei trasporti, gli avremmo proposto l'inversione dell'ordine del giorno, che saremmo stati ben contenti di votare per consentire finalmente di discutere una mozione che i colleghi hanno presentato e che contavano di dover discutere due settimane fa, ormai. Siccome il secondo slittamento rischia anche di sembrare qualcosa di offensivo, non soltanto verso chi ha proposto la mozione, ma anche verso i tanti a casa, elettori nostri ed elettori vostri, che aspettano una risposta da questo Consiglio, o che almeno aspettano che questo Consiglio si occupi del tema, siccome l'ordine del giorno è prerogativa del Presidente, in accordo e sentita la Conferenza dei Presidenti di Gruppo, io le chiedo di utilizzare le sue prerogative per organizzare i lavori di quest'Aula ed evitare che vengano fatte in futuro le figuracce che sono state fatte in passato, perché anche oggi la cancellazione della seduta congiunta della seconda e della sesta Commissione non è stato un atto indolore, perché qui sotto abbiamo le tende dei lavoratori; preferisco dire; "Ci occuperemo di voi la settimana prossima", piuttosto che dire "ci occuperemo di voi questo pomeriggio e poi dover notificare il fatto che la riunione prevista invece è saltata per cause di forza maggiore. Anche perché non risulta a nessuno che siano avvenute delle catastrofi in questa giornata in Sardegna tali da giustificare un nostro impegno diverso e un cambio di programma rispetto a quello che era stato preventivato, risulta soltanto che l'organizzazione di quest'Aula è stata fatta, in questa occasione, in maniera dozzinale. Io chiedo, anche al fine di poter organizzare meglio il tempo, il mio e quello di tutti, che in futuro intanto sia presente la Giunta alle Conferenze dei Capigruppo e sia presente, almeno per una volta, il Presidente della Regione, perché non è possibile il fatto che il Presidente della Regione non partecipi alle sedute di Consiglio regionale, non sia sostituito da un Vicepresidente perché il Vicepresidente ancora non è stato nominato, e di conseguenza né Presidente né Vicepresidente che non c'è partecipino alle riunioni di Capigruppo, perché in quell'occasione c'è anche la possibilità di capire qual è la disponibilità della Giunta e quando calendarizzare il Consiglio per evitare che ci sia l'assenza degli Assessori competenti. Questo io lo chiedo, e mi è già capitato di chiederlo in questa legislatura, lo chiedo per tutelare il mio ruolo di oppositore in quest'Aula, ma lo chiedo anche per tutelare l'autorevolezza di quest'Aula, perché a colpi di figuracce, quest'Aula rischia di apparire ancora meno autorevole verso l'esterno di quello che già è.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Agus, vede, se io utilizzassi lo stesso suo metro di intervento, qualora me ne fosse consentito, e non me ne è consentito, evidenzierei la superficialità dello stesso, e non lo faccio, perché l'organizzazione dell'Aula è stata fatta in maniera da consentire l'approvazione come primo punto all'ordine del giorno della legge che dava sicurezza di reddito e lavoro ai 600 dipendenti. L'Assessore Zedda, così come l'Assessore Todde, erano poi impegnati assieme in una riunione, e lo sono in queste ore, a Roma, quindi bisognava decidere se approvare come primo punto all'ordine del giorno quello che dava garanzie di lavoro e di reddito a 600 lavoratori, oppure quello relativo alla mozione sulla classificazione del porto di Arbatax. Una graduazione degli interessi e delle priorità mi hanno portato a mettere come primo punto all'ordine del giorno quello che dava garanzia di lavoro e di reddito a 600 lavoratori, piuttosto che la mozione che portava l'Assessore a riferire in ordine alla classificazione o riclassificazione del porto di Arbatax. Se avessimo fatto il contrario. quelle 600 persone oggi non avrebbero avuto quella garanzia che invece hanno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Stefano Tunis. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (Gruppo Misto). Ben altri Presidenti avrebbero liquidato con un "grazie onorevole" le lamentele pervenute dai banchi dell'opposizione su questioni che non portano a una decisione e che non contengono una proposta concreta, e non avrebbero neppure concesso tutto lo spazio che questa Presidenza ha concesso alle spiegazioni dell'iter che ha portato alla formazione dell'ordine del giorno. Di conseguenza atteniamoci, in punta di Regolamento, come correttamente richiamato dai colleghi dell'opposizione, a quelle che sono le prerogative della Presidenza, che altri hanno esercitato in passato in termini assolutamente più restrittivi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giovanni Satta. Ne ha facoltà.

SATTA GIOVANNI (PSd'Az). Io credo che alla fine stiamo dicendo tutti la stessa cosa; è stato emblematico, riassuntivo e anche molto esplicito l'intervento del collega Deriu, il quale ha ribadito che oggi l'assenza del Presidente della Giunta e dell'Assessore è dovuta a cause di forza maggiore, per cui nei tre anni in cui io sono stato presente in questo Consiglio, magari gli amici dei 5 Stelle non c'erano, ma molti di coloro che oggi siedono nei banchi della minoranza, e che facevano parte della maggioranza, sanno benissimo che in assenza dell'Assessore competente, con accordi presi si rinvia la mozione. Un'altra cosa, Presidente, su una cosa però sono anche d'accordo con i colleghi della minoranza; la prossima volta cercate di cadenzare meglio la presenza del Presidente, o del Vicepresidente, oppure dell'Assessore competente quando si porta in Aula una mozione che lo riguarda, e chiaramente si deve anche preventivare il fatto che quando una riunione inizia di mattina non è detto che si esauriscano tutti i temi della mattinata, quindi ci deve essere la disponibilità anche a trattarle nel pomeriggio. Qua sembra che stiamo facendo scuola, ma ovviamente non ci sto, non ci stiamo, quindi io ritengo che sia necessario in questo momento, senza se e senza ma, decidere di rinviare la riunione o, altrimenti, mettere ai voti, perché la mia proposta è di mettere ai voti il rinvio della mozione a un'altra data.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Satta. No, io non metto ai voti, prendo atto dell'assenza dell'assessore Todde competente, quindi la mozione verrà rinviata ad altra seduta, non so quando, però quando mi accerterò che l'assessore Todde sarà presente. Quindi dichiaro chiusa la seduta odierna e il Consiglio regionale verrà convocato a domicilio per la prossima. La seduta è tolta.

La seduta è tolta alle ore 17 e 49.