Seduta n.11 del 20/06/2019 

XI Seduta

Giovedì 20 giugno 2019

Presidenza del Presidente MICHELE PAIS

La seduta è aperta alle ore 10 e 30.

CUCCU CARLA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta del 29 maggio 2019 (10), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Roberto Deriu, Gianluigi Piano e Fabio Usai hanno chiesto congedo per la seduta del 20 giugno 2019.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Comunico che in data 29 maggio 2019 è stata presentata, primo firmatario l'onorevole Lai, la "Richiesta di istituzione di una Commissione d'inchiesta sul perdurare dello stato di insolvenza economica dell'AIAS nei confronti dei propri dipendenti, sulla qualità dei servizi e la tutela dei diritti dei lavoratori (ai sensi dell'articolo 125 del Regolamento del Consiglio regionale)".

Ai sensi del comma 4 dell'articolo 125 del Regolamento entro trenta giorni dalla data di presentazione la richiesta è iscritta all'ordine del giorno del Consiglio che deve provvedere alla nomina o all'eventuale delega della stessa al Presidente del Consiglio.

Annunzio di presentazione di disegni di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i disegni di legge numero 12 e 17.

Annunzio di presentazione di proposte di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le proposte di legge numero 11, 13, 14, 15, 16, 18, 19, 20 e 21.

Risposta scritta a interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle interrogazioni numero 10 (risposta pervenuta il 30 maggio 2019), numero 2 (risposta pervenuta il 10 giugno 2019), numero 14 e 18 (risposte pervenute il 13 giugno 2019),

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

CUCCU CARLA, Segretaria. Sono pervenute le interrogazioni numero 21, 22, 23, 24, 25, 26, 27, 28, 29, 30, 31, 32, 33, 34, 35, 36, 37, 38, 39, 40, 41, 42, 43, 44 e 45.

Annunzio di interpellanze

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.

CUCCU CARLA, Segretaria. Sono pervenute le interpellanze numero 12, 13 e 14.

Annunzio di mozioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.

CUCCU CARLA, Segretaria. Sono pervenute le mozioni numero 23, 24, 25, 26 e 27.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della proposta di legge numero 18/A.

Ha domandato di parlare il consigliere Giampiero Comandini. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIERO (PD). Sull'ordine dei lavori, per chiedere la presenza in Aula del Presidente della Giunta regionale Christian Solinas, in quanto non sarà sfuggito ai più la lettera che hanno ricevuto esattamente il 18, 2 giorni fa, tutti i lavoratori delle Cict di Cagliari, con l'avvio della procedura di licenziamento collettivo. Lei ricorderà, in qualità di Presidente di quest'Aula, che questo Consiglio regionale all'unanimità ha approvato un ordine del giorno, il 28 maggio 2019, nel quale in qualche modo si faceva già riferimento su questa possibilità. Da le notizie stampa è emerso che il Presidente ha avuto tutta una serie di interlocuzioni a Roma con tavoli ministeriali, più o meno elevati, per cui credo che sia opportuno, visto il voto all'unità che ha avuto quest'Aula, che il Presidente venga stamattina in quest'aula per riferire ai Consiglieri. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Domenico Gallus. Ne ha facoltà.

GALLUS DOMENICO (MISTO). Presidente, per annunciare il passaggio del sottoscritto al gruppo dell'UDC, e quindi abbandono il gruppo misto. Grazie.

PRESIDENTE. Deve comunque mandare la comunicazione e formalizzare. Certo, naturalmente sì!

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Moro. Ne ha facoltà.

MORO PIETRO (MISTO). Presidente, anche io per annunciare il passaggio al Gruppo UDC e abbandonò il gruppo misto. Grazie.

PRESIDENTE. Anche lei, come l'onorevole Gallus, poi formalizzerà per iscritto la dichiarazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giampietro Comandini. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (FI). Sì, mi fa molto piacere il passaggio e faccio gli auguri a tutti i colleghi per quanto riguarda il nuovo Gruppo dell'UDC, però credo che i lavoratori della Cict abbiano la stessa dignità del Gruppo dell'UDC, e quello che abbiamo richiesto meriti una risposta.

PRESIDENTE. Io posso dare risposte rispetto diciamo a mie determinazioni e azioni. Al Presidente riferirò quanto da lei oggi comunicato, poi mi farò carico assolutamente di riferirle quanto mi dirà.

Discussione della proposta di legge MULA: "Modifiche all'articolo 1 della legge regionale n. 26 del 2017 (Proroga di termini)" (18/A).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della proposta di legge numero 18/A.

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Francesco Mula, relatore di maggioranza.

MULA FRANCESCO (PSd'Az), relatore di maggioranza. Presidente, io non comunico nessun passaggio in nessun gruppo però, comunque, restiamo qui per ora.

Intanto, Presidente, un ringraziamento per quanto riguarda le opposizioni che comunque anche grazie diciamo al loro voto, intendo non solo in Conferenza dei Capigruppo ma anche in Commissione, non ci hanno permesso di entrare in Aula col 102, ma hanno rinunciato ai famosi dieci giorni, il che ci permette di approvare questa leggina di proroga che oggi appunto stiamo approvando. Non era questa la legge che avrei voluto votare in quest'Aula. Così come ha detto qualcuno stanno votando la legge che ha approvato il centrosinistra, voi sapete bene che ne condivido poco della legge numero 8, ho presentato un mio dispositivo di legge, che chiedo al Presidente venga calendarizzato quanto prima in Commissione, in modo che questo disegno di legge sia aperto non solo alla maggioranza, ma anche le opposizioni soprattutto, per poterci lavorare e per addivenire a una legge che comunque riteniamo possa soddisfare i sardi, non noi stessi. C'è stato un impegno da parte nostra in questa leggina di diminuire un po' i termini, quindi entro il 31/12 noi ci impegniamo a presentare un nuovo dispositivo di legge che impropriamente chiamiamo Piano casa, che di fatto modificherà la legge numero 8. L'impegno più grande è quello di modificare nei termini che io ho previsto all'interno della legge numero 11, di modificare il PPR, ma lì è tutta un'altra procedura per addivenire alla presentazione della famosa e benedetta legge urbanistica. Quindi oggi noi ci fermiamo semplicemente, e adesso ne darò lettura, intanto come relazione sono 2 righe, e al testo proprio che proroga la legge numero 8 fino al 31 dicembre 2019.

Quindi: "La IV Commissione consiliare permanente, nella seduta del 18 giugno 2019, ha licenziato per l'Aula il progetto di legge 18/A barra, recante "Modifica all'articolo 1 della legge regionale numero 26 del 2017. Proroga dei termini all'unanimità". La Commissione ha condiviso il testo del proponente che nell'illustrazione del provvedimento ha motivato la proroga di sei mesi dei bonus volumetrici, previsti dalla legge regionale numero 8 del 2015, con il fatto di consentire alla Commissione un esame più approfondito delle modifiche alla legge regionale numero 8 del 2015, contenute nella proposta di legge numero 11, ma nello stesso tempo con l'intento di imprimere una accelerazione dei lavori, al fine di concluderne l'approvazione entro la fine del 2019. La Commissione ha apportato modifiche meramente formali al testo del proponente".

Vi do lettura veloce. L'articolo 1. Modifica l'articolo 1 della legge regionale numero 26 del 2017 e proroga dei termini. Il comma 1 dell'articolo 1 della legge regionale 21 dicembre 2017, numero 26, modifica alla legge regionale 7 dicembre 2016, numero 33, proroga dei termini di cui alla legge regionale numero 8 del 2015, è così sostituito. La lettera a) del comma 1 dell'articolo 1 della legge regionale 7 dicembre 2016, numero 33, proroga dei termini di cui alla legge regionale numero 8 del 2015, è così sostituita. Al comma 1 dell'articolo 37 le parole "e comunque non oltre il 30 giugno 2019" sono sostituite dalle seguenti "e comunque non oltre il 31 dicembre 2019".

PRESIDENTE. Comunico che il consigliere Piano è rientrato dal congedo.

Ha facoltà di parlare la consigliere Maria Laura Orrù, relatrice di minoranza.

ORRU' MARIA LAURA (Progressisti), relatrice di minoranza. Presidente, onorevoli colleghi e colleghe, ringrazio gli onorevoli colleghi di minoranza che mi hanno chiesto di essere relatrice per questo punto all'ordine del giorno. Rispetto a quanto è stato discusso durante la seduta della IV Commissione, in merito alla proposta di legge numero 18, recante "Modifiche all'articolo 1 della legge regionale 26 del 2017. Proroga dei termini", invito il Consiglio a rileggere i verbali delle Commissioni e la relazione di maggioranza e minoranza. Nel merito dei tempi di proroga, sei mesi, rimarco la contrarietà da parte della minoranza che ha sottolineato più volte la necessità di indicare come prossima scadenza la data di entrata in vigore della nuova legge urbanistica, o almeno un tempo più congruo, dodici mesi per esempio, questo per garantire la certezza e la continuità normativa ai professionisti e a tutti gli operatori di settore. La nostra proposta incomprensibilmente non è stata accolta. Pare assurdo prorogare la legge 8 del 2015 per un tempo così breve e con presunzione essere convinti di poter approvare entro Natale una proposta di legge totalmente stravolta rispetto a quella attuale, proposta non dall'Assessore di competenza ma da un singolo Consigliere, che non si è minimamente preoccupato di confrontarsi con gli ordini professionali e con tutti gli enti interessati e competenti. Inoltre vorrei ricordare che il processo edilizio che parte con la progettazione e termina con la realizzazione ha necessità dei suoi tempi che spesso possono essere lunghi, soprattutto quando l'iter burocratico prevede integrazioni o modifiche richieste dagli enti competenti in materia di valutazione. Per questo abbiamo bisogno di dare certezze reali, non fittizie, a coloro che presentano le istanze e coloro che le valutano. Non possiamo permetterci di creare instabilità nella società sarda a causa della latitanza degli Assessori o per via delle prove di resistenza all'interno del gruppo di maggioranza. Si è pensato a sei mesi di proroga senza neanche considerare di chiarire se il termine è da intendersi per la presentazione dell'istanza, o per il rilascio del provvedimento che troppo spesso in questi ultimi tempi è stato oggetto di interpretazione da parte di alcuni uffici comunali, che erroneamente hanno bloccato alcune pratiche edilizie generando quindi una serie di difficoltà tra cui dei danni economici. Abbiamo avuto modo di intravedere la proposta di legge più articolata che la maggioranza, a firma di un singolo consigliere, vorrebbe presentare quale riscrittura del cosiddetto Piano Casa. Ci sono diverse questioni che ripropongono un modello di sviluppo della Sardegna per noi arcaico e superato, che non ha niente da condividere con un modello di sviluppo innovativo che mette al centro la tutela dei suoi beni ambientali e paesaggistici. Siamo fortemente convinti che lavorare sul recupero del costruito e riqualificare l'esistente sia la strada da perseguire e che ci aiuta ad evitare il consumo di suolo. La vostra proposta, dove si aggredisce l'agro, con la possibilità di costruire su un terreno agricolo con superficie minima di un ettaro, raggiungibile anche con terreni non contigui tra loro, e consentire di edificare in agro, a tutti o quasi, a prescindere dal requisito soggettivo, è un modello di gestione del territorio scellerata, significa consentire di costruire nei terreni agricoli a macchia di leopardo generando residenze e abitazioni prive di servizi e generando un problema di organizzazione urbana che nel tempo determinerà problematiche serissime alla visibilità, oltre a sottoscrivere un processo di abusivismo diffuso. Appare più consono invece sentire gli ordini professionali e gli enti competenti ragionare sul costruito già presente in agro per garantire una regolarizzazione ai tanti che per motivi diversi non riescono a chiudere gli iter burocratici, colleghe colleghi, i termini urbanistici vanno affrontati con serietà e senza generare un assalto al territorio che risponde alle esigenze dei pochi e con la scusa costante che subordina lo sviluppo alla necessità di posti di lavoro, se si guarda allo sviluppo della nostra Isola, con l'idea che la Sardegna sia una terra disperata al punto da poter ammettere anche trasformazioni insostenibili, non riusciremo mai ad alzare la china e valorizzare le nostre peculiarità e bellezze. Le ragioni d'Italia più ricche questo non lo fanno, non svendono facilmente il loro patrimonio residuo e ambientale, la storia sarda invece ci racconta di casi in cui le classi dirigenti e le Giunte si sono fidate di faccendieri predatori, fatti passare per benefattori, pensate all'industrializzazione senza pianificazione o con zero cautele per la salute e per l'ambiente, cosa ha prodotto? Al ciclo edilizio senza limiti, è proprio in questo solco che l'urbanistica si piega agli interessi di pochi e fa saltare le regole e voi con questo accenno di proposta dove rimettere anche in discussione il Piano paesaggistico regionale state perseguendo questa strada sbagliata, in questo modo andrete a barattare il nostro territorio per accontentare quei pochi magari, magari oggi i più disperati applaudiranno ma domani i vostri figli ve ne chiederanno conto. Noi dobbiamo essere orgogliosi del nostro ambiente, delle nostre bellezze, del nostro territorio e del nostro PPR, che ha fornito una cultura del paesaggio e una tutela insieme dei nostri centri storici. Si dovrebbe pensare alla sua estensione anche verso l'interno e non una rivisitazione così come proposta, è stato preso come modello in diverse realtà nazionali e internazionali, ha istituito la fascia costiera come bene e bellezza da preservare, ha fornito una lettura paesaggistica del territorio uscendo dalla logica delle sole volumetrie, noi staremo vigili perché il nostro PPR ha fornito una lettura paesaggistica del territorio uscendo dalla logica delle sole volumetrie e restituendoci una cultura ambientale profondamente radicata nella società sarda.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Desirè Manca. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRÈ (M5S). Grazie Presidente, noi l'abbiamo detto anche in Conferenza di Capigruppo, sicuramente la legge numero 8 del 2015 va modificata, lavoreremo insieme per farlo nella Commissione competente ma dovevamo scegliere se bloccare il settore edilizio o meno, abbiamo scelto di non farlo, per cui assolutamente a favore della proroga di sei mesi.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Giovanni Satta. Ne ha facoltà.

SATTA GIOVANNI (PSd'Az). Grazie Presidente, soltanto per chiarire che stiamo semplicemente prorogando una legge esistente, era, come si suol dire, un atto dovuto, ad un certo punto l'onorevole Orrù ha descritto una sorta di catastrofe, non abbiamo neanche portato la proposta di legge, come ha detto lui e come ha detto la stessa collega, è un una proposta di legge che viene da un Capogruppo, che comunque va discussa, andava discussa in aula, andava discussa sentendo le associazioni di categoria, non abbiamo da svendere niente, siamo anche sardisti quindi amiamo la nostra terra quanto voi, forse anche più di voi, non c'è scritto da nessuna parte.

(Il consigliere Massimo Zedda interviene fuori microfono)

(Segue SATTA). No, no, poi parliamo del vitalizio che hai proposto, sì, sì, perché ci sono anche le televisioni nazionali. Presidente, posso parlare?

(Interruzioni)

(Segue SATTA). Io ti cerco sì, sei tu che hai cercato gli altri, ti sei comportato da persona scorretta.

PRESIDENTE. Scusate, prego, onorevole Giagoni per cortesia.

Prego consigliere Satta, continui il suo intervento.

(Segue SATTA). Quando i miei colleghi parlano non ho il costume di intervenire, soprattutto a voce alta per fare dei commenti, quindi gradirei che, d'ora in avanti, Presidente sto parlando con lei, questo non avvenga in Aula, perché io non l'ho mai fatto, è da oltre tre anni che siedo in questo consesso e non ho mai interloquito a voce alta quando parlava un collega, non è la prima volta che questi signori lo fanno, quindi mi auguro che d'ora in avanti non succeda più. Io sto semplicemente difendendo la mia parte politica da un attacco che non ha alcun senso, soprattutto in questa materia, dopodiché dove c'è scritto, nella proposta di legge, che noi faremo costruire tutti con un ettaro, ammesso che passi questa eventuale opzione della legge che è stata proposta dal collega, ma c'è scritto semplicemente imprenditori agricoli, quindi è una cosa ben diversa, non dobbiamo svendere niente, poi ovviamente, visto che sto intervenendo e ho diritto di dire anche quello che penso, credo che sia vergognoso che oggi abbiamo scomodato anche le televisioni nazionali a parlare di qualcosa che niente a che vedere, e non dobbiamo trattare oggi con i vitalizi, ma stiamo parlando di un'applicazione anche in Italia di una legge che è la legge Fico, è il nome appunto del proponente, che è stata approvata dalla Camera dei deputati il 12 luglio del 2018 che non parla assolutamente di vitalizi, nessuno qua vuole il vitalizio, tanto meno io, è una cosa diversa cercare di discutere della possibilità come previsto dalla legge nazionale di applicare un regime contributivo così come hanno fatto in Parlamento tutti i componenti, hanno votato i componenti di Forza Italia, no Forza Italia non ha votato, del PD, della Lega, del Movimento 5 Stelle, quindi abbiamo introdotto un discorso che probabilmente si sarebbe dovuto discutere fuori dalla campagna elettorale e avrebbe avuto toni diversi, come penso che sia doveroso da parte di qualunque collega, quando si interviene sulla stampa, si fanno interpretazioni eccetera, farlo nel rispetto dei colleghi che stanno lavorando e dire delle menzogne belle buone alla stampa screditando i colleghi non è giusto, credo che sia una cosa sbagliata e alla quale mi opporrò sempre finché avrò forza rimanendo in questo consesso, grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gianfranco Satta.

SATTA GIANFRANCO (Progressisti). Grazie Presidente, la minoranza anche in questo caso si dimostra collaborativa, nel senso che non ha creato ostacoli al passaggio immediato della proroga del Piano casa. La disciplina urbanistica è datata ormai dall'89, la "45" che regola la materia urbanistica, stiamo parlando di oltre trent'anni, io non so se avete chiara la situazione dell'Isola rispetto ai comuni, quindi all'adeguamento dei Piani urbanistici al PPR e al PAI: solamente 12 comuni in Sardegna, hanno adeguato i Piani urbanistici al PPR e al PAI, 356 comuni sono dotati del vecchio piano regolatore o di PUC che non sono adeguati al PPR e al PAI. In questo contesto noi, dal 2009, abbiamo perso 30 mila lavoratori impiegati nell'edilizia, governava anche il centrodestra, nel 2008 e nel 2009, allora noi ci dobbiamo mettere questo problema, come dare risposte agli ordini professionali, come dare risposte ai lavoratori e non certo quello se possiamo concedere la possibilità di edificare in un ettaro perché non risolve il problema, è un palliativo. Allora noi dobbiamo pensare che, così come diceva la collega relatrice di minoranza, l'obiettivo è quello di recuperare e riqualificare. Solo per darvi un dato, il dimensionamento abitativo del Comune di Sassari, che è uno dei Comuni che ha approvato il Piano urbanistico e l'ha adeguato al PAI e al PPR, è dimensionato per 600 mila abitanti; il Comune di Trinità, un Comune di medie dimensioni che anch'esso ha adeguato lo strumento urbanistico, è dimensionato per 25 mila abitanti: quindi abbiamo necessità noi di creare nuove zone di espansione? Nel frattempo abbiamo norme di attuazione del PPR, l'articolo 15, che sta bloccando la possibilità di completare urbanizzazioni già pianificate inserite e nei piani urbanistici dei Comuni; stiamo parlando di zone C di espansione già in parte edificati e convenzionati, bloccati per l'articolo 15 delle norme di attuazione del PPR. Basterebbe perdere tempo, cari colleghi, dieci minuti, e questo Consiglio risolverebbe il problema chiarendo quali sono le situazioni di interclusione geografiche, di fabbricazione, rispetto a quelle aree che possono immediatamente creare sviluppo e benessere nella nostra Isola. Quindi, ne parlavo anche con il relatore, il collega Mula, sulla questione che probabilmente porterà all'attenzione della Commissione, quindi la modifica dell'articolo 15 rispetto alle zone C "immediatamente contigue nel tessuto urbano consolidato e intercluso da elementi geografici, infrastrutturali ed insediativi che ne delimitano univocamente tutti i confini", gli uffici tecnici, i dirigenti responsabili degli uffici tecnici dei Comuni hanno difficoltà a interpretare quali sono i confini geografici: è un fiume? E' una strada di importanza provinciale o regionale? Non certo una mulattiera, non certo può essere un costone, che può essere, come dire, superato. Quindi ci sono delle questioni che meritano attenzione da parte di questo Consiglio e risolveremo i problemi di 356 Comuni che hanno già nella propria pianificazione zone di espansione che possono immediatamente partire e creare economia. E in questo caso naturalmente possiamo coinvolgere, oltre all'edilizia, quella che è la filiera dei materiali lapidei, quindi stiamo parlando di trachite, stiamo parlando di granito, perché si tratta di riqualificazione, si tratta di recuperare il nostro patrimonio. Quindi possiamo veramente dare risposte ai Comuni, alle professioni e al settore dell'edilizia.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Anticipo immediatamente, Presidente, il voto di astensione in relazione a una situazione di conflitto d'interesse, nel senso che il Piano casa opera soprattutto a beneficio di coloro che essendo proprietari di immobile, o indirettamente tramite i familiari, potrebbero beneficiare dell'intervento per quanto riguarda attici e lastrici solari, in particolar modo; non opera solo per quelle fattispecie di immobili, ma in particolar modo è prevalente l'intervento, soprattutto in città, quando si tratta di attici e superattici. Avendo in famiglia alcune proprietà che potrebbero beneficiare del Piano casa, che non è un Piano casa ma è un piano di incremento volumetrico per l'edificato esistente e non la realizzazione di casa per chi non ce l'ha, annuncio il voto di astensione, o chiedo al Segretario generale del Consiglio in questo caso quale formula sia meglio usare nel caso in cui un consigliere si trovi in una situazione di imbarazzo, perché poi alla fine questo è.

L'altro elemento è che non mi appassiona il dibattito sul Piano casa, non mi ha appassionato nella discussione sul Piano casa Pigliaru, non mi ha appassionato durante la discussione del Piano casa Cappellacci, discussione alla quale partecipai da consigliere regionale nella Legislatura 2009-2014. Non mi appassiona perché è un palliativo, che sicuramente è un elemento a beneficio, e infatti in questa direzione è richiesto dal tessuto economico produttivo che opera nell'ambito dell'edilizia e da tutti coloro che operano anche indirettamente nell'ambito delle forniture di materiali di vario genere per l'edilizia, così come per quanto riguarda tutto il sistema dei professionisti e quindi di tutti coloro che danno un supporto tecnico e di intelligenza per quanto riguarda un lavoro in un'abitazione o altro. Non mi appassiona perché è, ne più né meno, la dimostrazione dell'incapacità, a fronte della cornice data dal PPR, di legiferare un quadro normativo certo che possa consentire di fare. Nessuno di noi visitando un museo si concentra sulle cornici, tutti noi visitando i musei ci concentriamo sulle opere d'arte delimitate da cornici: ormai sono quindici anni che discutiamo della cornice senza legiferare il quadro normativo di riferimento che potrebbe consentire sblocco e sviluppo reale. Tralascio le questioni legate all'agro, ne discuteremo e ne ha parlato molto meglio di me l'onorevole Orrù nella relazione di minoranza, quindi non voglio allungare la discussione, su questo dico semplicemente che a fronte della legge urbanistica che va adottata, rispettosa dell'ambiente e via dicendo, la vera legge di sblocco dell'edilizia in Sardegna sarebbe dotare l'edilizia privata dei 360 e passa Comuni in Sardegna di personale - ingegneri, architetti, urbanisti, geometri - per sbloccare le migliaia e migliaia di pratiche che giacciono nei nostri uffici che ormai non hanno più nessun dipendente che lavori quelle pratiche e possa determinare sviluppo per il mondo che ci circonda.

Rimango in attesa della questione… tenendo conto, e ricordo al Segretario e al Presidente, che a suo tempo, nel 2009, sottoscrissi un impegno al non utilizzo del Piano casa Cappellacci, ricorderete che questo nel 2009 fu proposto a Gian Valerio Sanna chiedendo l'impegno di ognuno di noi: né io, né la mia famiglia abbiamo mai usato il Piano casa Cappellacci, perché fu un impegno preso pubblicamente e in Aula, e avendo oltretutto una situazione di possibilità di utilizzo resto in attesa di un chiarimento. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Giuseppe Meloni. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE MELONI (PD). Solo per ricordare che la scadenza del 30 giugno del 2019 venne proposta e accolta in quest'Aula a dicembre del 2017 proprio perché, ben consapevoli che la legislatura sarebbe spirata a febbraio, avremo permesso in quel modo alla nuova amministrazione che si sarebbe insediata di poter avere tutto il tempo per prendere una decisione in merito rispetto al Piano casa, e in effetti tre mesi sarebbero stati più che sufficienti per presentare una proposta, portarla all'attenzione di quest'Aula e quindi mantenere anche degli impegni che su questo tema questa maggioranza ha assunto davanti ai propri elettori. Invece si è preferito, appunto, rimandare, anche perché le note vicende rispetto alla composizione della Giunta, la formazione di organismi consiliari ovviamente hanno procrastinato i tempi, rendendo di fatto impossibile un'approvazione di una legge che andasse a modificare l'attuale piano casa e quindi in qualche maniera si è ritenuto necessario prendere per buono l'attuale piano casa e decidere una proroga a dicembre, non più al prossimo giugno, come inizialmente si pensava, a dicembre perché appunto c'è l'intendimento di poter giungere ad un nuovo Piano Casa prima di quel tempo. Io sarei molto attento con i proclami, vedo, noto già per esempio che mancano alcune cose che immaginavo invece ci dovessero essere. Faccio un esempio su tutti, non entro nel merito della mia opinione perché l'affronteremo quando affronteremo quella proposta di legge con riferimento per esempio alla questione delle zone agricole, ho tutta una mia idea che non è proprio in linea con quella del proponente, ma mi sarei aspettato qualcosa sulle zone F anche nella proposta e invece nella proposta nulla si dice, se non sbaglio l'ho letta velocemente, mi correggano eventualmente i colleghi se sto sbagliando, nulla si dice sugli incrementi in Zona F. E lo dico perché io sono stato uno di quelli che nel 2015 ha condotto una battaglia in quest'Aula perché ritenevo fosse un errore non prevedere gli incrementi anche in Zona F, e lo dico a scanso di equivoci, perché poi l'ho riproposta questa possibilità anche nella legge urbanistica che poi non è andata in approvazione, per esempio io ritengo che sia stato un errore non prevedere gli incrementi volumetrici Zona F per la fascia che non sia quella dei 300 metri. Nella fascia dei 300 metri io non sono d'accordo perché ci siano gli incrementi volumetrici in zona F. Però mi aspetto, appunto, senza entrare nel merito poi apriamo un dibattito apposito su questo, mi aspetto che ci sia un segnale in questo senso. Così come mi aspetto, mi aspetterei un segnale da parte dell'Assessore, è stato interrogato se non sbaglio in merito rispetto ai 27 milioni che l'amministrazione regionale uscente aveva stanziato per l'anno 2019 rispetto alle ristrutturazioni e quindi che potrebbe dare una bella boccata di ossigeno al sistema dell'edilizia in Sardegna. Ecco occorre fare subito l'avviso, Presidente, affinché quelle somme possano essere impegnate, possano essere spese a favore dei sardi, per le ristrutturazioni di case appunto in Sardegna.

Potrei aprire un dibattito sul PPR, qualcuno ne ha ne ha parlato sulla necessità o meno di una sua modifica; io ritengo, chiudo solo con questo, che per esempio e rimando il dibattito a un momento successivo, un approfondimento al momento successivo, sia un errore onorevole Mula pensare di poter trattare la Sardegna allo stesso modo rispetto per esempio all'ettaro nelle zone agricole. Io credo che sia un errore. Così come ritengo sia stato un errore, e andrebbe modificato in questo senso, cioè entrando nel dettaglio, laddove il PPR in certi casi, in tanti casi ha trattato la Sardegna tutta allo stesso, modo perché io ritengo che ci siano casi che conosciamo di zone molto sensibili che addirittura andrebbero tutelate anche di più rispetto a quanto prevede per esempio il PPR, e mi riferisco anche al discorso delle zone agricole, per esempio nemmeno 3 ettari per me sono sufficienti a tutelare certe zone pregiate agricole della Sardegna, mentre in altre zone un ettaro sarebbe assolutamente sufficiente. Ecco io starei attento a trattare tutti allo stesso modo, inteso come tutti i paesaggi sia ben chiaro della Sardegna allo stesso modo perché ci sono paesaggi che si prestano all'edificazione all'ettaro e paesaggi invece che nei quali edificazione nell'ettaro diventa molto rischiosa. Stiamo attenti che poi si rischiano anche dinamiche che esulano da aspetti strettamente politici e poi diventano qualcos'altro. Non dimentichiamo che la Procura Repubblica è sempre bene attenta, giustamente, a verificare le costruzioni in agro, soprattutto quando ci sono delle proprietà magari molto grandi che vengono frazionate in modo che magari possano essere edificate nell'ettaro, stiamo molto attenti, grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Michele Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Sì grazie Presidente, per annunciare il voto favorevole del Gruppo dei Riformatori Sardi alla proroga del Piano Casa, che riteniamo opportuna e che risponda ad una attesa da parte dei cittadini sardi. Io penso che noi dovremmo utilizzare questo periodo per ragionare attentamente sull'urbanistica, spero che riusciamo a farlo senza pregiudiziali ideologiche, mi ha colpito molto l'intervento dell'onorevole Gianfranco Satta che ha messo il dito proprio su alcune criticità evidenti legate alle norme di attuazione del Piano paesaggistico. Devo dire all'onorevole Satta che purtroppo criticità di questo genere ce ne sono diverse e il danno, al di là della volontà di chi ha fatto, di chi ha approvato quel quadro normativo, però il danno che è stato fatto all'economia sarda senza che ci sia stato un vantaggio evidente nella tutela dell'ambiente, io credo che sia sotto gli occhi di tutti. Per cui l'appello che mi sento di rivolgere a quest'Aula è quello di affrontare il tema dell'urbanistica, che inevitabilmente oggi è stato approfondito da diversi interventi senza pregiudiziali ideologiche con pragmatismo, perché tutti conosciamo qual è la situazione, in particolare la conoscono i colleghi che hanno esperienza di amministrazione locale, per andare quindi ad una legge urbanistica organica, chiara, semplice nella misura in cui può essere semplice una legge urbanistica ma che si presti il meno possibile a interpretazione. Perché quello che succede oggi in Sardegna è che Uffici tecnici di Comuni che distano pochi chilometri l'uno dall'altro danno interpretazioni opposte della stessa norma. Di chi è la responsabilità? Del Consiglio regionale! Non è che dobbiamo prendercela con la burocrazia, la burocrazia applica le leggi che approva questo Consiglio regionale, non il Consiglio regionale del pianeta "Papalla". Rispetto al merito dell'argomento, Presidente e onorevoli colleghi, io penso che noi dovremmo anche ragionare su un aspetto che riguarda specificamente il cosiddetto Piano casa, che non sia il caso cioè di portarlo a regime. Badate, noi periodicamente ogni anno, ogni 18 mesi, in questo caso ogni sei mesi, ci troviamo a vedere questo dibattito che è anche suggestivo proroga sì, proroga no, proroga con aggiunte, come la macelleria, no? Ti danno la carne e poi ti danno anche l'aggiunta, un po' di volume qua, le roulotte lì, le case mobili e chi più ne ha più, più ne metta. Per cui utilizziamo questi sei mesi per ragionare anche se non sia il caso di portare a regime il piano casa senza scadenza, senza scadenza. Diamo certezza del diritto, daremmo, scusate colleghi, certezza del diritto ai tecnici e progettisti che finalmente saprebbero come dovrebbero lavorare, agli uffici tecnici dei comuni, troppe volte abbiamo fatto leggi urbanistiche ignorando il parere degli Uffici tecnici dei Comuni, che poi son quelli che materialmente maneggiano la materia, e last but not least ai cittadini a quelli che tirano fuori i soldi per questi piccoli investimenti che però consentono ad una quota importante dell'economia sarda di girare. Considerata la situazione generale della nostra economia è una parte significativa di cui dobbiamo assolutamente tenere conto. Quindi primo vantaggio che io vedrei nel portare a regime il Piano casa. Secondo vantaggio: una migliore tutela dell'ambiente. Perché, badate, tutte le volte che noi affrontiamo questo tema ci sono le tentazioni in aula, quelle che dicevo prima. Allora, evitiamo le tentazioni, scriviamo una norma chiara, precisa, che possa evitare effetti potenzialmente devastanti sul territorio anzitutto, e anche sulla qualità architettonica degli edifici, che era uno degli obiettivi principali del Piano paesaggistico che è stato fallito in pieno, in pieno, chiediamoci perché e verifichiamo che cosa possiamo fare di meglio per ottenere quei risultati. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Angelo Cocciu. Ne ha facoltà.

COCCIU ANGELO (FI). Si sente in aula già un clima di allarme, ma parliamo di un argomento molto importante, si tratta di una proposta di legge presentata dall'onorevole e amico Franco Mula, il quale ha dedicato molto tempo, si è impegnato su questa proposta e l'ha presentata. Vogliamo far sapere agli amici del Consiglio regionale, agli onorevoli, che anche il Gruppo di Forza Italia sta lavorando ad una proposta di legge, abbiamo delle idee abbastanza chiare che sono similissime a quelle dell'amico, onorevole consigliere Mula. Parliamo di una proposta, ripeto, ce ne saranno delle altre. L'obiettivo principale di questa proposta e del provvedimento che portiamo in aula oggi è non creare un vuoto normativo, cosa che è avvenuta nel passato e che ha creato innumerevoli problemi. Il vuoto normativo in questo momento dà la possibilità ai tecnici e a tutte le persone che hanno presentato delle istanze di poterle portare a buon fine. Siamo delle persone con coscienza, abbiamo l'idea di portare un provvedimento nuovo, una nuova legge, però se in questo momento avessimo fatto di testa nostra, avessimo fatto prevalere quella che è la nostra linea, la direzione politica, avremmo creato un danno irreparabile alla Sardegna. Quello che noi non vogliamo è che l'iter posto in essere per quanto riguarda i procedimenti dell'urbanistica non venga assolutamente bloccato. Questo è il motivo fondamentale di questa iniziativa che oggi portiamo in aula. Noi non siamo, solo perché apparteniamo a gruppi politici più liberali rispetto a voi, gente che fa speculazione o gente che vuole distruggere le campagne o le zone costiere, siamo assolutamente il contrario, però siamo anche persone che riflettono su quello che è sempre accaduto. Io, da consigliere regionale e cittadino olbiese, potrei anche infischiarmene, potrei anche non dare adito a questo tipo di ragionamento, però invece lo faccio perché mi rendo conto di tutte le difficoltà che hanno i comuni interni, quindi non costieri, e attraverso una modifica di questa legge si darebbe la possibilità di fare interventi importanti anche in quelle zone che sono meno fortunate rispetto a quelle costiere.

L'ettaro. L'ettaro è un ritorno a una cosa che noi abbiamo previsto nel passato. Concepire gli interventi in campagna come è stato fatto fino adesso è una cosa disastrosa, non smetterò mai di raccontarlo. Io ho un'esperienza come Assessore dell'urbanistica nel Comune di Olbia e vicesindaco, nel Comune di Olbia negli ultimi tre anni sono state presentate circa otto pratiche di miglioramento fondiario, di queste otto pratiche forse andranno a buon fine due, ma dopo tre anni hanno avuto delle problematiche incredibili non a Olbia, ma nei vari uffici, nelle sovrintendenze dove hanno fatto i passaggi. È una regola troppo dura, troppo aspra, perché l'imprenditore agricolo deve essere un imprenditore agricolo che ha già esperienza. Se uno dovesse decidere di fare attività agricola ed impiantare un'attività in Campania, la parte edificata incontra una difficoltà per essere realizzata fuori dal normale, perché devi dare dimostrazione di avere già in piedi un'attività, di avere dei fatturati e altro, mentre invece per una attività agricola non c'è niente di anormale che su un totale di 3 ettari, 1 ettaro, venga realizzato qualcosa di costruito, di edificato, ma si ha una realtà, una difficoltà oggettiva per realizzare tutto ciò. Quindi noi prevediamo un ritorno al passato, ma possiamo dare anche uno spunto maggiore, perché, come diceva Giuseppe Meloni, ci sono delle realtà e anche delle realtà, ci sono dei Comuni che hanno già dei PUC approvati, quindi le linee guida per quanto riguarda le costruzioni in campagna, per quanto riguarda l'ettaro sono già individuate. Se un comune prevede la costruzione in 3 ettari, i 3 ettari vanno rispettati. Però noi, all'interno delle proposte di legge che andremo a fare, possiamo prevedere anche una formula dove noi parliamo dell'ettaro, oppure di 3, si può partire anche da 3 ettari, però se la maggioranza, la maggior parte dei consiglieri ritengono che si debba ragionare sull'ettaro, per noi va benissimo un ettaro, però si può rimandare anche ai singoli comuni la facoltà di edificare con dei metraggi, con delle cubature diverse.

Zone F. Nella proposta che farà Forza Italia saranno assolutamente incluse le Zone F. Noi parliamo di Zone F dove esiste quello già costruito, quello già realizzato, noi non vogliamo dare adito a speculazioni edilizie, a nuove iniziative in Zone F, però riteniamo che nelle Zone F già esistenti alcuni aggiustamenti possano essere fatti, e la mia idea personale è di mantenere entro i 300 metri dal mare il 10 per cento e oltre i 300 metri dal mare ampliare anche al 35 per cento, passare dal 30 al 35 per cento. Questa è una mia idea che verrà proposta, però sicuramente ci saranno altre idee e dovranno essere valutate.

Abbiamo rispetto importante nei confronti dell'ambiente, tutti ci facciamo padroni di questo ambiente, però vorrei chiedere all'attuale minoranza, che era maggioranza nel precedente mandato, quando ci si riempie la bocca di ambiente, cosa avete pensato per il Comune di Olbia per quanto riguarda l'abbattimento del problema idrogeologico? Darci un piano che ci sfonderebbe in quattro, cinque punti la città, che renderebbe la città assolutamente invivibile, che creerebbe delle pozze d'acqua gigantesche all'interno del nostro grande Paese? È questo che intendiamo per ambiente, al posto di attuare un piano tecnologico che avrebbe salvato la nostra città dal rischio idrogeologico in un batter d'occhio? Oppure, quando avete stanziato i fondi per quanto riguarda i biodigestori, visto che Olbia è un Comune grandissimo che fa parte della Gallura, Gallura che comprende 26 comuni, e la maggior parte di questi 26 comuni confluiscono nella discarica di Olbia, perché Olbia è stata esclusa dai finanziamenti per la realizzazione del biodigestore? Questo è un motivo strano di concepire l'ambiente? Ve lo chiedo.

Inoltre, voglio concludere perché l'argomento sul Piano casa sarà sicuramente approfondito in sedi diverse. Avete creato una legge urbanistica che crea delle difficoltà devastanti per quanto riguarda gli aggiornamenti dei Piani, perché i tempi tecnici per aggiornare i piani ai PPR sono biblici. Quindi c'è il problema che il comune oggi presenta un aggiornamento, eppure la nuova legge urbanistica, che prevede qualcosa di diverso, prevede ancora un ulteriore aggiornamento, quindi questi aggiornamenti non finiranno mai, si creeranno delle lungaggini burocratiche per quanto riguarda il rilascio di un'attività urbanistica. Bisogna mettere dei punti chiari, bisogna partire da dei punti forti, e bisogna dare la possibilità ai comuni di portare a casa i loro piani urbanistici. Grazie.

PRESIDENTE. Io voglio ricordare ai colleghi consiglieri che la possibilità di intervenire in sede di discussione generale dipende dalla loro iscrizione entro la conclusione del primo intervento. Ci sono anche dei Capigruppo che purtroppo si sono iscritti successivamente a questo termine, eccezionalmente i Capigruppo oggi potranno parlare, però rispettiamo quello che è il Regolamento.

È iscritto a parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). Grazie Presidente, perché avermi dato…

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Sull'ordine dei lavori? Adesso finisce l'onorevole Cocco, poi può intervenire sull'ordine dei lavori.

COCCO DANIELE (LEU). Sarò brevissimo. Per dire che il minimo che si possa fare oggi è votare a favore di questa proposta di proroga, o la proposta che comunque era emergenziale qualche anno fa e sta purtroppo diventando una norma a regime. Abbiamo capito tutti, ho apprezzato moltissimo gli interventi dei colleghi che mi hanno preceduto, ha detto bene l'onorevole Cossa, bisogna ripartire senza nessun pregiudizio ideologico; noi siamo colpevoli in parte, e ce ne assumiamo la responsabilità, di non essere riusciti nella legislatura precedente ad approvare una legge che, secondo me, è indifferibile, e abbiamo di fronte quattro anni e mezzo, qualche mese in più, per poterlo fare in questa legislatura, e io spero che si possa fare entro il 2019, per tutte le ragioni che in parte hanno rappresentato i colleghi che mi hanno preceduto. Quando si parlerà di quella legge credo che approfondiremo molto le problematiche che affliggono, utilizzo proprio questo termine, che affliggono i comuni e gli amministratori che tutti i giorni sono in prima linea e sono costretti a dover dare delle risposte che non riescono a dare. Ha fatto bene chi mi ha preceduto a dire che la Sardegna non può essere equiparata a una norma universale. Parlavamo prima di zona agricola, di tre ettari, di un ettaro; io su quello ho sempre avuto una posizione e per coerenza rimarrà quella, e cioè toglierei anche il limite addirittura dall'ettaro, chiaramente poi inserendo il tutto in un ragionamento che deve andare a vedere i singoli contesti territoriali dell'Isola, perché nelle zone interne si soffre moltissimo di questo che io chiamo divieto, perché ci sono dei nostri concittadini che si vedono sbarrata la possibilità di poter accedere ad una nuova intrapresa di qualsiasi tipo. Faccio riferimento, ad esempio, ai primi insediamenti in agricoltura; se un ragazzo decide di partire da zero per crearsi un'attività e non ha tre ettari di terreno, e sappiamo quanto vengono a costare oggi 3 ettari di terreno, non può iniziare neanche quell'attività. Quindi credo che non sia oggi il giorno in cui dobbiamo parlare di questo, ma credo che dovremmo indugiare e riflettere seriamente. Quando si parla di consumo del suolo credo che tutti dovremmo fare delle riflessioni profonde: cosa vuol dire consumo del suolo in Sardegna; a me questo modo di dire, questo luogo comune molte volte mi fa sorridere, ma quando parleremo della proposta, che spero arrivi in tempi brevi in quest'Aula, credo che potremmo approfondire e spiegare anche perché può far sorridere in Sardegna parlare di consumo del suolo. Chiudo dicendo che noi voteremo a favore della proposta di proroga.

Sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie, Presidente, intervengo per chiederle di valutare insieme ai Capigruppo l'opportunità, che mi pare essere anche un'esigenza per tutti noi, di promuovere un incontro con le delegazioni sindacali e dei lavoratori che stanno manifestando qui sotto del Porto-canale. Parliamo di centinaia di persone che sono state licenziate, siccome stiamo parlando di sindacati…

PRESIDENTE. Onorevole Zedda, avevamo già deciso con i Capigruppo, alcuni Capigruppo, di sospendere e decidere su questo, quindi arriva secondo.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Perfetto.

Discussione della proposta di legge MULA: "Modifiche all'articolo 1 della legge regionale n. 26 del 2017 (Proroga di termini)" (18/A).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Francesco Mura. Ne ha facoltà.

MURA FRANCESCO (Fratelli d'Italia). Grazie, Presidente, grazie all'onorevole Orrù, che ho ascoltato con molta attenzione nella sua appassionata relazione della quale non nego condivido diversi passaggi anche se, a mio avviso, anticipa un po' i tempi della discussione, oggi dovremmo discutere la semplice proroga e non il merito di quella che sarà la proposta dell'onorevole Mula, che subisce un attacco un po' gratuito oggi, non dovremmo avere nessun pregiudizio ideologico sul tema dell'urbanistica, perché l'estremismo religioso su questo tema negli ultimi quindici anni ha causato danni enormi alla Sardegna e a tutto il comparto edile, che già non godeva di grande salute. È vero che il Piano paesaggistico regionale ha portato in Sardegna con grande merito la cultura del paesaggio, che è una delle più importanti risorse della nostra Terra, ma è vero anche che ha dei limiti, come giustamente diceva l'onorevole Satta, perché se 350 e oltre comuni della Sardegna ancora non sono riusciti ad adeguarsi al Piano paesaggistico regionale, non può essere semplicemente un limite delle amministrazioni o degli Uffici tecnici locali, bisognerà interrogarsi su dove crea i limiti una legge come quella, una legge forte, invasiva, che comunque, al di là dei meriti, ha creato dei rallentamenti a tutto il comparto e allo sviluppo della Sardegna. Pertanto Fratelli d'Italia voterà a favore della proroga di questa legge, di una proroga giusta e non troppo lunga, perché, come diceva l'onorevole Meloni, se possono bastate tre mesi noi ce ne stiamo dando sei, pertanto in sei mesi abbiamo tutto il tempo per discutere di un nuovo strumento normativo, che possa organizzare quantomeno quello che ha organizzato il Piano casa in passato, con i dovuti miglioramenti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus . Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). In primo luogo per chiedere che in futuro le decisioni prese a nome e per conto dei Capigruppo vengano decise con tutti i Capigruppo, non soltanto con quelli di maggioranza, non soltanto con alcuni perché, ad esempio, riguardo l'incontro, secondo me doveroso, con i lavoratori manifestanti di fronte al Consiglio regionale, il nostro Gruppo non è stato coinvolto, ovviamente c'è il pieno assenso alla proposta, però chiedo che in futuro ci sia maggior condivisione. In secondo luogo riscontro che in questa seduta, per la prima volta, si sta tornando alla vecchia prassi, che io giudico positiva, del permettere ai Presidenti dei Gruppi consiliari di intervenire anche senza essersi prenotati durante il corso del primo intervento utile, io credo che questo tema possa essere oggetto di discussione anche nelle prossime riunioni della Conferenza di Gruppo, caldeggio il fatto che si torni appunto alla prassi consolidata che, come dimostra anche la seduta di oggi, è una prassi che permette ai Gruppi di esprimere meglio le loro posizioni e anche di consentire di ribattere eventualmente a temi sorti durante il corso del dibattito; a volte c'è chi non si iscrive semplicemente perché sulle relazioni non ritiene di dover intervenire, ma nel corso del dibattito il sopraggiungere di altri temi impone, almeno per una quota di un componente a Gruppo, appunto il Presidente del Gruppo, la possibilità di intervenire, per cui sollecito il fatto che, così come accade oggi, anche in futuro venga ripresa questa prassi.

PRESIDENTE. Intervengo solo per specificare magari ciò che io stesso ho espresso non in maniera del tutto corretta, nel senso che era mia intenzione, anche dopo aver parlato con qualche consigliere regionale, nello specifico con l'onorevole Comandini, proporre alla Conferenza dei Capigruppo la possibilità di ricevere i lavoratori, quindi nessuna decisione assunta in maniera autonoma o all'oscuro degli altri Capigruppo, quindi spiego e specifico meglio. Per quanto riguarda invece gli interventi, oggi certamente i Capigruppo possono assolutamente parlare, però, per avere anche un ordine di intervento, rimanere sul Regolamento, cioè l'opportunità di iscriversi, anche per i Capigruppo, entro il primo intervento, io penso che sia un fatto opportuno. Comunque sono a disposizione e aperto a qualsiasi altro tipo di riflessione.

È iscritto a parlare il consigliere Dario Giagoni. Ne ha facoltà.

GIAGONI DARIO (LEGA). Signor Presidente, signore e signori Assessori, colleghe e colleghi onorevoli, desidero prima di tutto porre un ringraziamento particolare all'onorevole Mula per l'impegno e l'attenzione nel presentare la proposta odierna. Occorre una riflessione sulle enormi difficoltà in cui si imbatte da tempo il settore dell'edilizia e del suo indotto, bloccato dalla crisi economica e da numerosi divieti, rivelando per questo la necessità di una rimodulazione della legge urbanistica, quadro nel quale il Piano casa rimane attualmente l'unico strumento urbanistico certo in grado di dare risposte attualmente ai cittadini.

La necessità di una proroga di sei mesi al Piano casa, la cui scadenza è prevista per il 30 giugno prossimo, è dovuta all'esigenza di approfondire alcuni temi, tra i quali la riqualificazione del patrimonio immobiliare, la valorizzazione del paesaggio e la rinaturalizzazione del territorio sardo che andranno a qualificare la nuova legge, la quale andrà a modificare e a integrare l'attuale Piano casa.

È lapalissiano che l'attuale Piano paesaggistico regionale, insieme alla crisi del settore, abbia contribuito a causare effetti disastrosi. La Sardegna ha una grande opportunità, quella di plasmare un progetto per creare uno sviluppo economico che può dare posti di lavoro nel rispetto della sua risorsa primaria, che è l'ambiente. La chiusura del Piano casa potrà avvenire solo nel momento in cui saranno previsti ulteriori strumenti normativi certi, capaci di permettere alle aziende di continuare a operare e alle famiglie di programmare gli interventi strutturali nel tempo. Nel frattempo, al fine di evitare il rischio di un ulteriore pericolo per una vera ripresa del settore edilizio, pesantemente provato dall'opprimente crisi, si rende necessario posticipare la scadenza della legge numero 8/2015 e successive modifiche. Ad oggi, infatti, il Piano casa si è rivelato l'unico strumento di politica urbanistica in grado di tenere in piedi il settore delle costruzioni; non a caso è stato proposto, con connotazioni diverse, dalle ultime due Giunte regionali susseguitesi. Il motivo di tale proroga, in linea con precedenti e ripetuti provvedimenti legislativi di estensione del termine avuti in passato, consiste nell'assicurare i benefici delle disposizioni normative vigenti anche ai cittadini che per motivi congiunturali, per esempio la mancata disponibilità economica per intraprendere l'iniziativa edilizia, non siano stati nelle condizioni di avanzare la propria istanza progettuale. Parliamo inoltre di benefici per le imprese, gli studi tecnici e l'indotto che ruota attorno all'edilizia.

Un invito alla politica a dare ossigeno al comparto dell'edilizia arriva da più parti e come Consiglio regionale non possiamo esimerci dal dare risposte ai cittadini che ce lo chiedono. Il Piano casa è stato pensato per venire incontro alle famiglie, per rinnovare le proprie abitazioni e sostenere l'edilizia messa in ginocchio dalla crisi ed a tali soggetti dobbiamo dare delle risposte. Si tratta di un intervento a costo zero che garantisce economia. Noi voteremo a favore.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az), relatore di maggioranza. Presidente, io credo che oggi ci sia stata anche un po' un'anticipazione di quella che sarà poi la discussione in Commissione, in prospettiva anche nell'Aula.

Credo che sia doveroso intanto dire due cose che mi riguardano rispetto alle parole che ha detto la collega Orrù, che io stimo, per carità, ci mancherebbe altro, però la volevo tranquillizzare: io non ho padroni, non c'è uno che mi telefona la mattina per dirmi che cosa devo fare. Da amministratore, avendo fatto il Sindaco, ho preso sempre le mie decisioni e quindi io penso che proporre un disegno di legge rientri tra le prerogative e i doveri del Consigliere regionale. Non devo chiedere l'autorizzazione all'Assessore di turno, anche se mi sono confrontato con i miei colleghi e abbiamo iniziato a smuovere con una proposta aperta e non blindata, e oggi io mi sono segnato alcune cose che ritengo importantissime. Si parla di zone F, di cui dobbiamo assolutamente discutere. Il collega Cocco parla addirittura, per quanto riguarda l'agro, anche meno di un ettaro; ne vogliamo parlare, penso che ne parleremo. Il collega Satta ha parlato giustamente della modifica del PPR, dell'articolo 15, e io mi sono segnato, collega, non solo i confini geografici. Pensi un attimino che per andare a vedere se i piani di lottizzazione son fatti salvi o meno bisogna andare a capire se il reticolo viario oppure le opere di urbanizzazione sono iniziate alla data del…, compito che vorrei capire chi è che riesce a stabilire se il reticolo viario c'è o non c'è.

Ma, detto questo, penso che ci siano motivi di interesse che riguardano tutti. Non sto lì a polemizzare "ettaro sì, ettaro no". È naturale che la collega Orrù ha una visione dell'urbanistica in un certo modo; le vorrei dire che noi abbiamo una visione diversa, ci confronteremo. È naturale che noi siamo stati votati anche per la nostra idea di urbanistica. Voglio chiudere anche dicendo una battuta che feci, magari si ricorderà, in sede di Commissione: io son convinto che l'urbanistica porta a dividere. Non ho l'illusione di pensare che noi entreremo in Aula, uscendo dalla Commissione, presi per mano e cantando "Bianco Natale", nel senso che saremo tutti d'accordo. Non succederà questo, però nelle diversità io mi auguro che riusciremo a trovare un testo condiviso da presentare che vada a vantaggio dei sardi, non certo di Franco Mula.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Presidente, sarebbe stato anomalo se in una discussione come questa, quindi su un testo ipercondiviso tra le forze dell'Aula, di appena un articolo, la discussione non avesse abbracciato tutto il tema dell'urbanistica. Sarebbe stato anomalo perché, appunto, per la prima volta in questa legislatura abbiamo l'occasione di confrontarci su uno dei temi più importanti della politica regionale, più importante anche perché buona parte delle competenze in questo caso risiede in quello che quest'Aula può decidere per cui credo che sia stato positivo il fatto che il confronto tra i Gruppi sia stato incentrato anche sulle idee che sono sul tavolo, che non sono solo quelle delle proposte già presentate, sono anche quelle che diverse volte a mezzo stampa sono state espresse dai colleghi, per cui ritengo sia un atto anche di trasparenza il fatto che quelle idee estemporanee, proposte appunto dai giornali e dalle televisioni, abbiano trovato in questa sede un primo momento di confronto, confronto che ovviamente parte da posizioni radicalmente opposte in alcuni casi.

Io credo che il lavoro della Commissione su questi temi debba essere lungo, debba essere approfondito, debba partire dal confronto con gli ordini professionali, col mondo delle comunità locali, degli enti locali, alle prese anche con norme a volte contraddittorie che bloccano, in quel caso realmente, un settore che in Sardegna ha tanti occupati. Sicuramente credo che la discussione non possa non partire dai problemi reali e non semplicemente da quelli percepiti, magari percepiti in una piccola realtà e non validi per tutto il resto dell'Isola. Sicuramente c'è la grande crisi degli uffici tecnici dei Comuni, quella è un'emergenza che credo una volta per tutte si debba risolvere, e credo che si debba risolvere anche a partire dagli strumenti che già abbiamo. Esistono norme approvate da questo Consiglio che darebbero modo agli uffici tecnici di dotarsi del personale necessario per smaltire le pratiche arretrate. Parliamo di migliaia di pratiche, parliamo in alcuni casi di imposte già pagate e parliamo di qualcosa che ha stretta attinenza con i diritti dei cittadini di avere risposte celeri e di potere anche in questo caso migliorare la propria condizione abitativa facendo lavorare imprese sarde e dando lavoro in Sardegna. Questo tema, voglio iniziare con questo, è qualcosa secondo me di estremamente trasversale, forse è l'unico tema su cui, con una breve decisione, tutta quest'Aula non potrà che trovarsi d'accordo, per cui il mio suggerimento è quello magari di iniziare proprio su questa cosa, anche perché l'alternativa a quello di intervenire con norme magari cavillose, magari interpretabili, magari in grado di lasciare ogni ufficio tecnico e ogni comune alla mercé di decisioni, che poi non sono nemmeno in grado di tutelare appieno le spalle dei sindaci dei piccoli comuni e dei dipendenti degli uffici, rischia di portare più danni che altro in alcuni casi. Allo stesso modo non valuto positivamente il fatto che si inizia a discutere di una deregulation delle costruzioni in agro. Io credo che la Sardegna abbia un futuro più agricolo di quanto lo sia il suo recente passato, per farlo però serve anche non gettare la spugna, serve anche riniziare a considerare quelle terre come terre buone per fare agricoltura di qualità e non per fare casette che poi soddisfano magari piccolissimi appetiti, ma non creano nessun tipo di volano economico che invece è quello di cui tutti noi ci riempiamo spesso la bocca. Quindi credo che queste decisioni debbano essere prese nei prossimi mesi con un'ampia riflessione e credo anche che a monte non ci debba essere il piccolo conto della serva o i piccolissimi interessi. Le norme che questo Consiglio approva magari fanno sì che si festeggino piccoli aumenti di fatturato di piccole aziende, ma c'è anche il rischio che portino a piangere i morti, perché di questo dobbiamo essere consapevoli e quando accade, magari accade raramente, perché il tempo magari è più clemente di quello che a volte ci sembri, quando accadono non c'è possibilità di tornare indietro e ciascuno di noi a quel punto l'unico confronto che può avere, oltre a quello magari con il mondo penale, è quello con la propria coscienza e credo che affinché il confronto con la propria coscienza ciascuno di noi sia in grado sempre di reggere lo sguardo con lo specchio, credo che tutte le decisioni in campo urbanistico debbano essere prese con quella prudenza e debbano essere valide e in grado di non produrre disastri sia quando splende il sole, sia quando le piogge, magari invernali, si rivelano essere più forti o impreviste rispetto a quelle che sempre hanno caratterizzato il nostro clima. Per cui è con questo spirito che saluto con favore il fatto che oggi il Consiglio abbia utilizzato il suo tempo per discutere a fondo di questi temi.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

SANNA QUIRICO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Presidente, onorevoli consiglieri, intervengo per precisare che il rispetto che ho per quest'Aula, il rispetto che ho per ogni singolo consigliere, mi porta a interloquire con tutti. L'iniziativa è partita dal consigliere Mula, dal Capogruppo, il quale ha interloquito con l'Assessore, si è confrontato con l'Assessore, e penso che quest'Aula sia deputata a proporre le leggi. A noi interessa il risultato, non potevamo permettere un vuoto legislativo, non potevamo permettere un danno, perché un danno sarebbe stato non approvare la proroga del Piano casa con gli investimenti in corso. Voglio rassicurare l'onorevole Orrù, il tempo che ci siamo dati è un tempo certo perché per chi ha voglia di lavorare quel tempo è sufficiente per portare una buona legge. Siccome noi abbiamo intenzione di lavorare, ci farebbe piacere lavorare tutti insieme perché poi l'obiettivo di una buona legge è quello del contributo di tutti. Io sto ascoltando tutti, sto ascoltando le imprese, gli enti locali, le associazioni, le parti sociali, perché penso che una buona legge deve essere una legge condivisa, quindi spero di avere anche il vostro apporto, i vostri suggerimenti. Noi siamo disposti e aperti a confrontarci e cercare di fare le buone leggi per la nostra patria.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.

Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 1.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Presidente, in relazione all'interlocuzione avuta col Segretario generale in merito alla domanda che ho posto sull'opportunità del voto, il Segretario generale - quindi accolgo il suggerimento - mi ha suggerito di non partecipare alla votazione, non partecipare ai lavori in relazione al testo in merito alla vicenda di essere parte in causa per quanto riguarda un possibile conflitto d'interesse avendo nell'ambito del patrimonio familiare attici e superatici che sono, dal punto di vista degli immobili che potrebbero beneficiare dell'intervento del Piano casa, quelle unità immobiliari alle quali il Piano casa in modo specifico si rivolge, soprattutto nell'ambito del tessuto e dell'abitato urbano. È vero che il Segretario generale mi ha detto che ritiene che le opinioni espresse per quanto riguarda l'insindacabilità delle opinioni da noi espresse possa determinare un elemento di non preoccupazione su questo, siccome a me la preoccupazione rimane colgo il suggerimento di non partecipare alla votazione e ai lavori in relazione all'approvazione del Piano casa per il quale se approvato o prorogato potrei beneficiare avendo proprietà di questo tipo nell'ambito della mia famiglia.

Continuazione della discussione della proposta di legge Mula: "Modifiche all'articolo 1 della legge regionale n. 26 del 2017(Proroga di termini)" (18/A)

PRESIDENTE. È aperta la discussione sull'articolo 1.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 2.

Metto in votazione l'articolo 2.

Ha domandato di parlare il consigliere Michele Ennas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ENNAS MICHELE (LEGA). Solo per la dichiarazione di voto che è favorevole. Basta, nient'altro, non allunghiamo i tempi.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 2.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

Scusate, un attimo di pazienza perché stiamo verificando chi ha espresso il voto in maniera valida o meno per consentire a tutti di poterlo esprimere, non è un obbligo ma credo che sia opportuno mettere in condizione tutti di poterlo esprimere perché magari inconsapevolmente qualcuno non ha espresso il voto.

Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo alla votazione finale della legge.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di legge numero 18/A.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Discussione del documento: "CORECOM: Programma delle attività per l'anno 2019" (Trasmissione ai sensi dell'articolo 14, comma 2, della legge regionale 28 luglio 2008, n. 11)" (1/XVI/A) e approvazione di ordine del giorno.

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del documento numero 1/A.

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Alfonso Marras, relatore.

MARRAS ALFONSO (Riformatori Sardi), relatore. Presidente, la II Commissione nella seduta del 28 maggio 2019 ha licenziato a maggioranza, con l'astensione del rappresentante del Gruppo Movimento Cinque Stelle, ai sensi dell'articolo 14 della legge regionale 28 luglio 2008, numero 11, il programma di attività del Co.Re.Com. per l'anno 2019, ne ha disposto la trasmissione all'Assemblea. A seguito di un attento esame del programma di attività ha valutato opportuno assegnare al Comitato per l'anno 2019 un budget di 220.000 euro, rimodulando alcuni importi proposti e facendo in modo di ridistribuire il taglio di 80.000 euro sulle diverse voci di spesa presunte, in modo tale da non compromettere la funzionalità dell'organismo e il suo fondamentale ruolo nell'ambito dell'informazione locale. Nel dettaglio la Commissione ha ridefinito alcune voci della proposta di fabbisogno finanziario del Corecom, i cui importi sono allegati nella relazione di cui abbiamo già fatto cenno.

Non ho iscritti a parlare.

E' stato presentato l'ordine del giorno numero 1.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'ordine del giorno numero 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Io sospenderei per qualche minuto il Consiglio regionale per una Conferenza dei Capigruppo qua nella saletta. Grazie.

(La seduta, sospesa alle ore 12 e 21, viene ripresa alle ore 12 e 39)

PRESIDENTE. Prego i colleghi consiglieri di prendere posto. La Conferenza dei Presidenti di gruppo ha deciso di interrompere qua i lavori dell'Aula e di rinviare la discussione della Commissione d'inchiesta per martedì alle ore alle ore 11. Sono altresì convocate per oggi alle ore 15 e 30 la Terza commissione, e alle ore 16 la Seconda commissione.

Ha domandato di parlare il consigliere Giorgio Oppi. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC). Dimenticate che il 30 scade l'approvazione del bilancio consuntivo quando lo facciamo a novembre? Bisogna essere un po' attenti.

PRESIDENTE. Esattamente, sì, prima ovviamente…

OPPI GIORGIO (UDC). No perché giovedì e venerdì la gente non viene perché ci sono anche delle elezioni.

PRESIDENTE. Assolutamente, dovrà passare prima dal Collegio dei questori, poi l'Ufficio di Presidenza, dopodiché, quando la pratica sarà perfetta, verrà immediatamente calendarizzata all'ordine del giorno del Consiglio. Comunque grazie onorevole, la seduta è tolta.

La seduta è tolta alle ore 12 e 42