Seduta n.345 del 16/01/2019 

CCCXLV Seduta

(POMERIDIANA)

Mercoledì 16 gennaio 2019

Presidenza del Presidente GIANFRANCO GANAU

La seduta è aperta alle ore 16 e 32.

LAMPIS GIANNI, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana dell'8 gennaio 2019 (341), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Gianfranco Congiu, Roberto Desini, Paolo Dessì, Gaetano Ledda, Pier Mario Manca, Gianluigi Rubiu ed Edoardo Tocco hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 16 gennaio 2019.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Annunzio di presentazione di proposta di legge

PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la proposta di legge numero 574.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giorgio Oppi. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC Sardegna). Capisco perfettamente qual è la strategia, però già stamattina questo provvedimento non c'era, è stato portato sulla base di una sua richiesta di portarla in Commissione. Adesso secondo il mio punto di vista il fatto che praticamente venga portato prima e perché non si è raggiunto… la Conferenza dei Capigruppo aveva il significato di trovare una soluzione al problema della legge in essere. Questo tentativo, tanto lo dico adesso perché poi si verificherà dopo, è un tentativo di fare questa leggina, che poteva non essere fatta, è giusto che sia fatta per le esigenze, per l'importanza che può avere, però di fatto avviene in un modo abbastanza non regolare. A questo punto giunto è chiaro che si fa, per fare questa leggina e poi praticamente non dar corso all'approvazione della legge che riguarda praticamente soprattutto la Provincia di Olbia. E quindi se dobbiamo fare melina si può fare anche melina, però se questo è il significato, lo dico prima, è grave, è un tentativo maldestro praticamente di fare la leggina in modo da giustificare il fatto che poi per un motivo o per un altro non ci sarà il numero legale. Presidente, io ho messo la firma stamattina, avrei potuto anche mettere in evidenza che quella legge non si poteva portare, così come lo dico: gli Uffici le hanno dato il supporto, ma la legge non è come qualcuno ha detto, la legge dice che praticamente una volta che si indicono le elezioni da quel momento non si può fare il Consiglio regionale, avranno ovviamente verificato eccetera si è fatto il Consiglio regionale oggi, quindi nonostante praticamente ci siano interpretazioni che sono diverse, però che si faccia la Conferenza dei Capigruppo, si interrompano i lavori per arrivare a una soluzione del problema che abbiamo in essere oggi e poi praticamente la si faccia con priorità è significativo e gradiremmo non essere presi per i fondelli. Comunque l'UDC è contrario al fatto che si discuta questa legge.

Discussione e approvazione delle proposta di legge Cherchi Augusto - Congiu - Desini - Manca - Unali - Cozzolino: "Disposizioni per il riconoscimento, la diagnosi e la cura della fibromialgia" (537/A)

PRESIDENTE. In Capigruppo si è deciso questa modifica dell'ordine del giorno. Quindi procediamo con la relazione dell'onorevole Cherchi.

Il primo punto all'ordine del giorno reca la discussione della proposta di legge numero 537/A.

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Augusto Cherchi, relatore.

CHERCHI AUGUSTO (Partito dei Sardi), relatore. Grazie Presidente, ringrazio anche l'Aula per la disponibilità a voler discutere questo progetto di legge. La fibromialgia o sindrome fibromialgica è una malattia reumatologia caratterizzata principalmente da dolori muscolari diffusi e da un insieme di sintomi come i disturbi del sonno, le disfunzioni cognitive, la rigidità, l'affaticamento, le alterazioni del tono dell'umore che possono compromettere la qualità della vita di chi ne è affetto. È una diagnosi difficile dalle cause sconosciute e la sua prevalenza secondo un recente studio europeo oscilla intorno al 3-4 per cento dell'intera popolazione, colpendo approssimativamente 2-3 milioni di italiani. In Sardegna l'incidenza non è ben conosciuta ma si suppone che ne siano affetti dalle 2000 alle 3000 persone. La malattia può osservarsi ad ogni età, compresa l'infanzia. È una sindrome tanto comune quanto ancora poco conosciuta la cui prevalenza è simile in diversi Paesi e gruppi etnici. L'Organizzazione Mondiale della Sanità nel 1992 ha riconosciuto l'esistenza della fibromialgia. Il Parlamento europeo con le dichiarazioni del 13 gennaio del 2009 invita gli Stati membri dell'Unione a mettere a punto una strategia comunitaria per la fibromialgia in modo da riconoscere questa sindrome come malattia. Favorire la consapevolezza della malattia e l'accesso degli operatori sanitari e dei pazienti alle informazioni, sostenendo campagne di sensibilizzazione a livello nazionale, ad incoraggiare e migliorare l'accesso alla diagnosi e ai trattamenti e a promuovere lo sviluppo di programmi per la raccolta dei dati sulla fibromialgia. Sebbene siano passati 26 anni, 27 dall'inserimento da parte dell'OMS della fibromialgia nel manuale delle classificazioni internazionali delle malattie, ancora oggi non tutti i Paesi condividono tale posizione, tra essi purtroppo c'è anche l'Italia. Il Servizio sanitario nazionale ad oggi non la riconosce tra le malattie croniche invalidanti per le quali è prevista l'esenzione e la compartecipazione della spesa sanitaria. Essendo la sua caratteristica principale il dolore, i malati di fibromialgia dovrebbero rientrare pienamente nella categoria delle persone che necessitano di terapia del dolore e dei livelli essenziali di assistenza. Invece per questi malati è negato il diritto a godere dell'assistenza sanitaria disciplinato dall'articolo 32 della Costituzione. Nella cura della fibromialgia sono coinvolti diversi specialisti medici, ma vi è una mancanza tuttora nel nostro territorio di centri di riferimento per la diagnosi e del monitoraggio e dello stato fisico e la totale esclusione della malattia da vedersi rimborsare le spese sostenute per curarsi. Determina insomma un costoso calvario, piena di sofferenza e contraddistinto da crescente disabilità. Considerata la rilevanza sociale della malattia di questa patologia in Sardegna è necessario in linea con i provvedimenti analoghi adottati da altre Regioni in Italia un intervento normativo che consenta la realizzazione dei presupposti giuridici per creare una rete di assistenza alle persone affette, diffondere la conoscenza fra i medici e la popolazione della patologia, valutare provvedimenti finalizzati all'esenzione della partecipazione al costo delle prestazioni. Alla luce delle considerazioni sopra esposte, la presente proposta di legge mira a dare seguito alle raccomandazioni dell'OMS e del Parlamento europeo, assicurando omogenei trattamenti a tutti i cittadini sardi affetti da fibromialgia, prefiggendosi, quindi, attraverso il riconoscimento della fibromialgia quale malattia cronica progressiva e invalidante la creazione di Percorsi Diagnostico assistenziali e di supporto, di proporre risposte concrete alle esigenze e alle condizioni di forte disagio e malessere psicofisico che si manifestano nelle persone che ne sono affette. L'obiettivo finale perseguito consiste nel permettere ai pazienti di essere adeguatamente curati ottenendo l'assistenza e terapie di cui hanno bisogno, restituendo loro diritti e dignità, grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Grazie sarò molto breve, voglio solo dire che ringrazio tutti i Capigruppo che hanno accolto la mia proposta iniziale di stamattina per poter discutere subito di questa proposta di legge e offrire a chi ha bisogno e necessità una sana e giusta opportunità, come più volte ho sostenuto lasciando da una parte parti e colori per poter dare risposte alla gente che soffre. Credo che sia una cosa buona che venga fatta bene e venga fatta subito. Io potrei fermarmi qui, perché questo il dovere mi impone. Voglio solo ricordare che con poca altrettanta attenzione non viene esitata la fondazione dei beni culturali della Sardegna, per mala gestione della Commissione, perché si è dato scudo e leva ad alcuni organismi esterni al Consiglio regionale, perché non si ha la schiena dritta come Consiglieri regionali per poter fare il bene del popolo sardo e l'interesse del popolo sardo. Avremo occasione se è del caso anche in campagna elettorale di dire quello che avviene qui dentro. E vorrei dire che chiudiamo al più presto questo lavoro, perché si continui in via definitiva quello che è l'esito di una proposta di legge accantonata e che lì si sia persone serie e che si dica sì, sì o no, no! Però basta con i giochi e giochetti. Bisogna andare avanti e chiudere almeno per qualcosa di buono questa seduta del Consiglio.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SDP). Io sarò brevissimo, Presidente, vorrei aggiungere la firma mia e del mio Gruppo a questa proposta di legge. Questa è la politica che mi piace, questa è la politica che dovrebbe pregnare sempre l'attività di quest'Aula. Perché qui stiamo dando risposte a persone che hanno necessità di risposte. E quei circa 2000 sardi che sono interessati da questa patologia, da questa serissima patologia, da molto tempo avevano necessità di questa risposta che finalmente anche se in zona Cesarini stiamo riuscendo a dare. Ringrazio anch'io tutti, l'onorevole Cherchi in primis e tutti i Capigruppo che hanno avuto il buonsenso, quel buonsenso che mi auspico che potremmo utilizzare anche dopo questo DL per il successivo, per poter davvero dare una risposta sacrosanta, indifferibile a quei duemila sardi che in questo momento ne hanno bisogno.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Eugenio Lai. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (SDP). Molto velocemente perché ha già detto il mio Capogruppo. In questi giorni ho ricevuto diversi messaggi che invitavano questo Consiglio regionale a ragionare ad approvare la legge che stiamo in questo momento discutendo. Penso che sia un elemento di giustizia, sia un elemento di equità e sia un elemento di solidarietà, elementi e temi che dovrebbero contraddistinguere le forze politiche in ogni azione, in ogni legge e in ogni argomento che viene trattato. Per questo anch'io stamattina ho preso un impegno con i manifestanti, con le persone che erano qui sotto e che reclamavano un diritto, quello di approvare questa legge quest'oggi, e per questo la ringrazio per aver portato la discussione all'interno dei Capigruppo, e ringrazio anche tutti i Capigruppo per aver accettato di calendarizzarla. Penso che questa sia una bella risposta, davvero una bella risposta che stiamo dando nei confronti di chi è un po' più in difficoltà rispetto a noi. Quindi, da parte nostra e da parte del Gruppo Articolo 1-SDP ci sarà subito il voto favorevole e ci auguriamo di approvarla al più presto.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Giampietro Comandini. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Ringrazio i Capigruppo per aver messo subito in discussione questa proposta di legge importante che riguarda tantissime persone che soffrono di questa malattia, ed è sicuramente il modo migliore per concludere i lavori di quest'Aula dare risposte a chi soffre all'interno della nostra società attraverso malattie che in qualche modo condizionano la loro qualità della vita. Devo dire che mi dispiace anche un po', in qualche modo, salutare un caro amico, collega, autorevole, uno che si è sempre contraddistinto per qualità, efficacia con i suoi interventi, direi quasi uno statista, che sempre, in questi quindici anni, in quest'aula, sia con ruoli di minoranza che di maggioranza, ha sempre in qualche modo utilizzato il suo tono di voce, i suoi contenuti per intervenire, per portare all'attenzione di quest'Aula il suo lavoro e il lavoro che viene svolto dagli altri. Devo dire che mi dispiace perché mi sembra che in queste ultime sedute tutto quello che lei ha svolto in questi anni l'abbia utilizzato per occuparsi di un povero Presidente di Commissione che siede in questi banchi da cinque anni, fa il Presidente da due mesi e mezzo, siede quindi da molti, molti, molti meno anni da quando lui ricopre questo ruolo, è Presidente di quella Commissione da molti, molti, molti meno anni rispetto a quando l'ha svolto lui, e si occupi di questo povero Presidente che ha soltanto rispettato i regolamenti consiliari e ha rispettato i regolamenti che lui dovrebbe conoscere prima di ogni altro, essendo seduto da più anni in questi banchi. Regolamenti che prevedono purtroppo per lui, ma sono la democrazia, so che la democrazia molte volte è pesante, che la democrazia molte volte non si comprende, che la democrazia non si può utilizzare a suo uso e costume come un elastico, che la democrazia prevede alcuni rispettosi, non rituali, ma alcuni rispettosi colloqui, alcuni rispettosi ascolti, difficili, che molte volte dicono anche qual è la verità della predisposizione di una legge. Ora, lui sa benissimo, come sa la Presidenza, come sanno i colleghi, che l'approvazione di una legge passa attraverso delle procedure che devono essere concluse attraverso audizioni che possono permettere di ascoltare tutte le parti. Questa è la procedura, questo è il percorso che viene fatto per l'approvazione del disegno di legge, questo è quello che in qualche modo deve essere fatto. Per cui io, nel ricordare con diverso stile il collega, e dare più valore a parole che lei ha usato, mi dicono stamattina, di coraggio, perché io dico che coraggio e correttezza sono altre cose, sono cose molto importanti che io utilizzo e, devo dire, utilizzo in modo diverso, così come la latitanza. A me sarebbe troppo facile dire che c'è chi oggi non era presente in quest'aula nella seduta pomeridiana per fatti personali e chi è stato forse più latitante che in quindici anni, perché questo è un problema che dura da quindici anni, quindici anni, aveva tutti gli strumenti, i modi, i luoghi, l'autorevolezza, l'istituzione, e anche i ruoli per poter risolvere un problema che, è vero, esiste, esiste, ma che non può essere nascosto negli ultimi due mesi e mezzo.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Pierfranco Zanchetta. Ne ha facoltà.

ZANCHETTA PIERFRANCO (Cristiano Popolari Socialisti). Molto rapidamente per apporre la firma al progetto di legge numero 537, e mi auguro che l'auspicio del collega Capogruppo Daniele Cocco, che si augura che così come abbiamo con buon senso e rapidità portato in aula, anche se in scadenza, la proposta di legge 537, si possa procedere poi con il prossimo progetto di legge che è stato già esitato e che ha avuto tutto l'iter approvato. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Io credo che, fuori dalla retorica e dall'appartenenza, quando si discute di temi come questi, occorre essere pratici e concreti. Considerare che l'OMS ha già da ventisei anni ritenuto che la fibromialgia dovesse essere riconosciuta come una malattia cronica, invalidante, con un percorso diagnostico che doveva essere seguito con una procedura particolare, e verificare che tanti Paesi ancora non si sono adeguati a un protocollo di questa natura, fra cui l'Italia, è ovviamente un dato molto grave sul quale noi consiglieri regionali della Sardegna dobbiamo porre un freno e fare fino in fondo la nostra parte. Ci è capitato a tutti di incontrare i rappresentanti dei pazienti affetti da fibromialgia, lo abbiamo fatto e abbiamo incoraggiato affinché loro potessero perseguire fino in fondo l'ottenimento di un risultato, e oggi si arriva a predisporre una proposta di legge che arriva in aula col concorso di tutti e tutti vogliamo fare sì che la legge arrivi ad essere approvata entro la serata. Per questo credo che vadano ringraziati naturalmente tutti i Capigruppo, Presidente, io credo che la proposta, essendo arrivati in aula con un percorso che ha fatto il suo iter in Commissione, ma che ha avuto il parere positivo anche dei Capigruppo durante la fase della Conferenza, meriti di essere firmata da tutti, a testimonianza del fatto che l'Aula è assolutamente d'accordo in maniera unanime ad un provvedimento di questa natura. Per cui da parte del Partito Democratico il voto è favorevole, il sostegno al provvedimento normativo.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Io ruberò un minuto, forse, per dire che se si arriva in aula con questa velocità e con l'attenzione da parte di tutti i Capigruppo, credo che l'importanza di questo intervento normativo si sia colta tutta. Quindi, noi già esprimiamo il voto favorevole da parte di tutto il Gruppo di Forza Italia, se fosse necessario aggiungeremmo anche la firma, credo che sia certamente una patologia, mi auguro solo che nel dare attuazione a questa norma ci sia davvero la tempistica e il tempismo che oggi noi abbiamo dimostrato in quest'aula. Grazie.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.

PIGLIARU FRANCESCO (PD), Presidente della Regione. Mi spiace, in assenza dell'Assessore della sanità, io mi rimetto alla valutazione dell'Aula.

PRESIDENTE. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 1.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1:

Art. 1

Riconoscimento della fibromialgia come patologia cronica, progressiva e invalidante

1. La Regione autonoma della Sardegna, in osservanza degli articoli 3 e 32 della Costituzione, dell'articolo 4, lettera i) del proprio Statuto e delle leggi regionali in materia di programmazione sanitaria e socio-sanitaria, nell'ambito delle proprie competenze:

a) sostiene e promuove il riconoscimento della fibromialgia o sindrome fibromialgica quale patologia progressiva e invalidante;

b) favorisce l'accesso ai servizi e alle prestazioni erogate dal servizio sanitario regionale;

c) promuove la conoscenza della malattia tra i medici e la popolazione;

d) favorisce la prevenzione delle complicanze, la diagnosi e la qualità delle cure;

e) adotta provvedimenti finalizzati all'esenzione, per i residenti della Regione, dalla partecipazione al costo per prestazioni fornite dal servizio sanitario regionale.).

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 1, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 2.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2:

Art. 2

Disposizioni per la cura e la tutela dei soggetti colpiti da fibromialgia, o sindrome fibromialgica

1. Entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge la Giunta regionale, con propria deliberazione, adottata su proposta dell'Assessore regionale competente in materia di sanità:

a) individua le modalità attuative dei programmi elaborati dal Tavolo tecnico-scientifico previsto all'articolo 3 concernenti la formazione e l'aggiornamento del personale medico preposto alla diagnosi e alla cura della fibromialgia;

b) approva le linee guida e protocolli diagnostico-terapeutici elaborati dal Tavolo tecnico-scientifico previsto all'articolo 3;

c) individua, tra i presidi sanitari già esistenti di reumatologia o immunologia, almeno due centri di riferimento regionali pubblici per la diagnosi e la cura della fibromialgia o sindrome fibromialgica;

d) promuove campagne di sensibilizzazione e di informazione sulle problematiche afferenti ai pazienti fibromialgici proposte dal Tavolo tecnico-scientifico previsto all'articolo 3.).

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 2, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 3.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 3:

Art. 3

Istituzione del Tavolo tecnico-scientifico regionale sulla fibromialgia, o sindrome fibromialgica

1. Con decreto dell'Assessore è istituito presso l'Assessorato regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale il Tavolo tecnico-scientifico regionale sulla fibromialgia, o sindrome fibromialgica.

2. Il tavolo tecnico è composto da:

a) almeno uno specialista esperto nel settore della fibromialgia per ogni specialità medica interessata nel percorso diagnostico-terapeutico multidisciplinare;

b) due rappresentanti designati dalle associazioni/comitati regionali impegnati nel sostegno alle persone affette dalla malattia.

3. I componenti del tavolo tecnico, individuati dall'Assessorato regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale tra i soggetti di cui al comma 2, lettere a) e b), restano in carica tre anni e possono essere riconfermati.

4. Il tavolo è convocato dal direttore generale dell'Assessorato regionale competente in materia di sanità, che lo presiede direttamente o nomina un suo delegato, o su richiesta di un terzo dei suoi componenti.

5. Le funzioni di supporto amministrativo ed organizzativo all'attività del tavolo tecnico sono assicurate da un funzionario incaricato dalla direzione generale dell'Assessorato competente.

6. Il tavolo ha il compito di:

a) predisporre apposite linee guida per il percorso diagnostico terapeutico-multidisciplinare;

b) elaborare programmi per la formazione e l'aggiornamento dei medici e per l'informazione dei pazienti;

c) proporre campagne di sensibilizzazione;

d) coadiuvare l'Assessorato regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale nell'individuazione e la promozione di iniziative per la prevenzione delle complicanze della fibromialgia, in particolare nei luoghi di lavoro;

e) analizzare i dati del Registro regionale, previsto all'articolo 5, e redigere una relazione annuale sul monitoraggio della fibromialgia.).

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 3, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 4.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 4:

Art. 4

Associazioni e attività di volontariato

1. La Regione riconosce il rilevante apporto delle associazioni e del volontariato che si occupano della fibromialgia sul territorio regionale e valorizza le loro attività aventi come obiettivo il perseguimento di finalità di solidarietà, diretta ad aiutare persone affette da fibromialgia.).

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 4, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 5.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 5:

Art. 5

Registro regionale della fibromialgia

1. È istituito presso l'Assessorato regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale il Registro regionale della fibromialgia per la raccolta e l'analisi dei dati clinici e sociali riferiti alla fibromialgia, al fine di rendere omogeneo e definito il percorso epidemiologico per determinare una precisa stima dell'incidenza e della prevalenza della malattia, a inquadrare clinicamente le persone affette da tale patologia, a rilevare le problematiche e le eventuali complicanze.

2. I dati riportati nel Registro regionale della fibromialgia sono utilizzati per la predisposizione degli atti regionali di pianificazione, programmazione, gestione, controllo e valutazione dell'assistenza sanitaria e per l'individuazione di azioni finalizzate a promuovere la diagnosi e i percorsi diagnostico-terapeutici più efficaci.

3. I soggetti pubblici e privati accreditati dal servizio sanitario regionale che hanno in carico pazienti affetti da fibromialgia, sono tenuti alla raccolta, all'aggiornamento e all'invio all'Assessorato regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale dei dati di cui al comma 2, e secondo le modalità tecniche definite con decreto dello stesso Assessorato.

4. Il trattamento dei dati previsto dal presente articolo avviene nel rispetto della normativa vigente ed in particolare nel rispetto della normativa inerente il trattamento dei dati sanitari.).

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 5, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 6.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 6:

Art. 6

Rete regionale per la diagnosi
e cura della fibromialgia

1. Ai fini della costituzione di una rete regionale per la diagnosi e la cura della fibromialgia, la Giunta regionale con la deliberazione prevista dall'articolo 2, comma 1, lettera e), individua, tra i presidi sanitari già esistenti di reumatologia o immunologia, almeno due centri di riferimento regionali pubblici per la diagnosi e la cura della fibromialgia o sindrome fibromialgica.).

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 6, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 7.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 7:

Art. 7

Individuazione di un livello aggiuntivo di assistenza sanitaria per la cura della fibromialgia

1. La Giunta regionale, tenuto conto delle risultanze del lavoro di monitoraggio svolto dal tavolo tecnico-scientifico previsto dall'articolo 3, predispone un disegno di legge concernente:

a) i farmaci e le prestazioni erogabili in esenzione parziale o totale dalla partecipazione al costo a favore dei cittadini residenti nella Regione a decorrere dall'anno 2019;

b) le modalità di prescrizione e di erogazione delle prestazioni secondo criteri di efficacia e di appropriatezza rispetto alle condizioni cliniche individuali;

c) le modalità di riconoscimento del diritto all'esenzione e di esecuzione dei controlli sulle esenzioni riconosciute.).

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 7, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 8.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 8:

Art. 8

Clausola valutativa

1. Il Consiglio regionale controlla l'attuazione della presente legge e valuta i risultati ottenuti nella tutela delle persone affette da fibromialgia. A tal fine la Giunta regionale, entro tre anni dall'entrata in vigore della presente legge e con successiva periodicità triennale, presenta al Consiglio regionale una relazione che documenta, tra i vari aspetti:

a) i criteri e le modalità di tenuta e di rilevazione dei dati del Registro regionale della fibromialgia;

b) le attività del tavolo tecnico-scientifico regionale di cui all'articolo 3, comma 6;

c) l'eventuale individuazione di un livello aggiuntivo di assistenza e la prevista compartecipazione alla spesa sanitaria da parte del cittadino;

d) le iniziative di formazione e aggiornamento del personale realizzate e le campagne di sensi­bilizzazione e informazione promosse, con indicazione delle risorse impiegate.

2. La relazione e i relativi atti consiliari che ne concludono l'esame sono pubblicati sul sito web del Consiglio regionale.).

ALESSANDRA ZEDDA (FI). Presidente, chiedo la votazione elettronica.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 8.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 8.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 9 a cui è stato presentato un emendamento sostitutivo totale, il numero 1.

\ (Si riporta di seguito il testo dell'articolo 9:

Art. 9

Norma finanziaria

1. Per le finalità di cui all'articolo 2, comma 1, lettere a) ed e) è autorizzata la spesa complessiva di euro 40.000 a decorrere dall'anno 2019, e in ragione di euro 20.000 per ciascuno degli anni 2019 e 2020 (missione 13 - programma 07 - titolo 1).

2. Agli oneri di cui al comma 1 si fa fronte per il triennio 2018-2020 mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui alla legge regionale 21 aprile 1955, n. 7 (Spese per la promozione del turismo in Sardegna), e successive modifiche ed integrazioni. A decorrere dall'anno 2021, ai sensi dell'articolo 38, comma 1, del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 (Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42), all'attuazione degli interventi di cui agli articoli 5 e 6 si provvede nei limiti delle risorse annualmente stanziate in bilancio per tali finalità in conto della missione 13 - programma 07 - titolo 1.

3. La Regione provvede agli adempimenti previsti nei restanti articoli con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale.

4. Nel bilancio di previsione della Regione per gli anni 2018-2020 sono apportate le seguenti variazioni:

in aumento

missione 13 - programma 07 - titolo 1
2018 euro -
2019 euro 20.000
2020 euro 20.000

in diminuzione

missione 07 - programma 01 - titolo 1 - capitolo SC06.01 77
2018 euro -
2019 euro 20.000
2020 euro 20.000).

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Augusto Cherchi, relatore.

CHERCHI AUGUSTO (Partito dei Sardi), relatore. Il parere della Commissione è favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.

PIGLIARU FRANCESCO (PD), Presidente della Regione. Mi rimetto all'Aula.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento sostitutivo totale numero 1, parere favorevole della Commissione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 10.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 10:

Art. 10

Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione autonoma della Sardegna (BURAS).).

PRESIDENTE. Poiché non ho iscritti a parlare, metto in votazione l'articolo 10.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 10.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo alla votazione finale della legge.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di legge numero 537.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Continuazione della discussione dell'articolato della proposta di legge: Meloni Giuseppe - Fasolino - Satta - Zanchetta: "Integrazioni all'articolo 25 della legge regionale 4 febbraio 2016, n. 2 (Riordino del sistema delle autonomie locali della Sardegna)" (405/A).

PRESIDENTE. Ritorniamo alla legge numero 405 Meloni e più: "Integrazione all'articolo 25 della legge regionale 4 febbraio 2016 (Riordino del sistema delle Autonomie locali della Sardegna)".

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Sabatini. Ne ha facoltà.

SABATINI FRANCESCO (PD). Per chiedere dieci minuti di sospensione, sono pronti gli emendamenti così li visioniamo.

PRESIDENTE. Sospendiamo i lavori per qualche minuto.

(La seduta, sospesa alle ore 16 e 57, viene ripresa alle ore 17 e 32.)

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta, invito i colleghi a prendere posto. Grazie. Siamo all'emendamento numero 66 pagina 9. Metto in votazione l'emendamento numero 66 con votazione elettronica.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 66.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.

Non è stato raggiunto il numero legale, la seduta è sospesa per 30 minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 34, viene ripresa alle ore 18 e 10.)

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta.

Ha domandato di parlare il consigliere Fasolino. Ne ha facoltà.

FASOLINO GIUSEPPE (FI). Presidente, abbiamo quasi finito.

PRESIDENTE. Sospendiamo ancora cinque minuti la seduta.

(La seduta, sospesa alle ore 18 e 11, viene ripresa alle ore 18 e 40.)

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta. Sono pervenuti una serie di emendamenti di sintesi, il primo è il numero 72 che è un emendamento sostitutivo totale all'articolo 1.

Apro la discussione sull'emendamento numero 72. È in distribuzione in questo momento. L'emendamento numero 72 non è ancora arrivato, allora sospendiamo un attimo.

(La seduta, sospesa alle ore 18 e 41, viene ripresa alle ore 18 e 42.)

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta.

E' stato chiesto il voto a scrutinio elettronico. Dichiaro aperta la votazione.

Annullo la votazione.

Ha domandato di parlare il consigliere Michele Cossa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Questo emendamento rappresenta la negazione della volontà popolare, qui stiamo introducendo un percorso che va esattamente nella direzione di calpestare quello che i sardi hanno deciso attraverso il referendum. E' una cosa inaccettabile che va ben oltre quello di cui stiamo discutendo oggi che doveva avere un percorso lineare, liscio, che non avrebbe dovuto prestarsi nemmeno a discussioni, qui si sta riaprendo una voragine, Presidente, quindi se questa è la strada verso la quale ci si vuole avviare, il Consiglio regionale si assuma tutta la sua responsabilità. Noi votiamo contro, sia chiaro, ed è un percorso assolutamente inaccettabile perché su questo noi credo che dovremmo tornare a mobilitare il popolo sardo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Per parte mi ha anticipato il collega Cossa, ma è indubbio che qui si vede la non volontà di voler fare la Gallura provincia perché c'era una linearità di percorso che è stato interrotto in questo mentre. Io dico che noi non solo votiamo no, ma ce ne stiamo proprio andando perché non si può ridurre un'assemblea a questi livelli e colgo l'occasione per ricordare al Presidente della seconda Commissione che probabilmente un po' di lezioni di Regolamento consiliare e di Commissioni dovrebbe leggerselo se vuole continuare in quella direzione e dirle anche che durante la legislatura Soru c'era già una proposta di legge a riguardo che stava per passare. Nella legislazione in cui io ero Presidente della Commissione, la Commissione esitò all'unanimità una proposta e poi il PD fece cambiare, e non dico i nomi, un commissario con un altro commissario che non è consigliere oggi per poter bocciare quella proposta. Allora meglio che non me ne se ne parli e se poi lui vuol fare alla luce del sole ed essere veramente chiaro in quello che fa, non avrebbe dovuto aspettare al giorno prima a sollecitare audizioni che non erano previste né richieste e avrebbe fatto bene dopo la prima votazione in Commissione all'unanimità e altrettanto all'unanimità in Commissione finanze, fare la seconda battuta in via definitiva e portarla in Consiglio. Quando non si è all'altezza si misuri bene, e non solo, che colleghi il cervello alla gola, di modo che le parole che escono siano giustamente quelle che deve pronunciare qui dentro. Vi affermo che voto no per questa proposta integrativa che proprio non ha nessun valore, anzi mortifica la gente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Ruberò un minuto per esprimere con chiarezza quello che pensiamo come gruppo di Forza Italia.

Questo risultato, dire riduttivo, è assolutamente riduttivo a sua volta, noi avremmo voluto approvare la legge originaria, questa sintesi trovata è veramente un lumicino per tenere accesa l'eventuale possibilità davvero di arrivare alla realizzazione della provincia della Gallura. Io credo che abbiamo dato veramente in quest'Aula, ma mi riferisco in particolar modo a chi non ha voluto seguire il percorso normativo regolare, uno spettacolo che proprio chiude una legislatura in maniera veramente, vorrei usare un eufemismo, però dico malcapitata, è veramente anche questo riduttivo. Ci stiamo accontentando di un percorso normativo che si dovrà vedere nel futuro, io veramente spero che il prossimo Consiglio regionale concretizzi un percorso molto più chiaro anche per le considerazioni fatte dai colleghi dei Riformatori perché si stava individuando un'unica soluzione voluta e concordata da tutti e riguardava la sola provincia della Gallura.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luca Pizzuto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIZZUTO LUCA (SDP). Io devo dire che sono entusiasta di questa proposta di sintesi perché finalmente si dà l'opportunità ai sardi di esprimersi in modo chiaro e di riparare al maltolto che attraverso un referendum truffa ha privato le periferie della propria dignità, dei propri servizi e della propria organizzazione. Ci avete cancellato, non siete stati in grado di proporre un'alternativa, avete messo in precarietà i lavoratori, i bilanci delle province, avete massacrato i territori, adesso noi finalmente diamo di nuovo voce ai territori e ci confronteremo in quella circostanza…

(Interruzione del consigliere Cossa Michele)

PIZZUTO LUCA (SDP). Finalmente, finalmente, finalmente viene ridata la possibilità ai territori di esprimersi e di ripristinare il proprio diritto all'autogoverno e all'autodeterminazione. Lo considero un successo e spero che ci stiano ascoltando da casa tutti quei lavoratori che hanno vissuto le scelte passate che avete massacrato…

(Interruzione del consigliere Dedoni Attilio)

PIZZUTO LUCA (SDP). …Che avete precarizzato, che avete umiliato nella dignità del lavoro, noi stiamo ridando una prospettiva a loro, a chi gestiva i servizi e a chi fruiva di quei servizi. Per cui per me, io spero che riusciamo ad approvare questo emendamento di sintesi, è un grande risultato, un modo bello, bello di finire la legislatura e di finirla in maniera tale che tutti i territori della Sardegna si possano confrontare democraticamente e scegliere di riappropriarsi del proprio futuro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Gruppo Misto). Brevemente, io non apprezzo l'emendamento di sintesi, è uno di quei testi molto simile ai tanti che spesso vengono vomitati in quest'Aula senza istruttoria, senza condivisione, senza il tempo semplicemente per capire se alcune leggi possono funzionare o se alcuni testi possono essere scritti meglio. Prova ne è il fatto che anche in questa legislatura spesso questa stessa Aula è tornata a poca distanza dalla precedente decisione, per modificare leggi scritte con troppa fretta o senza l'opportuna istruttoria.

Questo emendamento può essere al massimo una base di partenza su cui iniziare un lungo lavoro in Commissione, lungo lavoro che per evidenti motivi non sarà possibile. Lavoro che invece era stato compiuto e portato a termine per la proposta oggi all'attenzione del Consiglio regionale, la proposta 405 esitata dalla Commissione è stata fortemente modificata in seguito al lavoro interno alla Commissione, aveva ottenuto un parere positivo del CAL, non esauriva tutte le istanze presenti nel Consiglio regionale e abbiamo avuto in queste due sedute prova evidente di questo, però era una proposta che poteva stare in piedi, che non correva il rischio di essere impugnata e che teneva conto delle volontà dei territori attraverso la previsione contenuta all'articolo 1 comma 3 lettera a) riguardo l'accertamento della volontà dei territori interessati. Sarebbe stato possibile forse intervenire al termine di una legislatura con una revisione integrale della norma sugli enti locali, io non sono convinto, non sono convinto perché questo tipo di discussione necessita anche di una maggior chiarezza sul futuro degli enti locali e oggi questa chiarezza non c'è. Oggi eravamo in grado a malapena di approvare quanto approvato in Commissione, l'allargamento mette tanta carne al fuoco ma crea un testo che in caso di approvazione verrà sicuramente impugnato perché entra in una materia statutaria su cui bisogna intervenire con legge statutaria, e lo sappiamo tutti, ed entra anche in tematiche come quelle riguardanti i referendum consultivi che credo che il nostro ordinamento non ammetta per zone circoscritte del territorio sardo. Diciamo che è un testo che potrebbe essere migliorato, ma che in questa occasione si rischia di approvare, così esattamente com'è, provocando disastri, e quel che è peggio illudendo popolazioni che non meritano in alcun modo di…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giorgio Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC Sardegna). Non avevo torto quando ho dichiarato che anche stasera, dopo un po' di melina eccetera, si sarebbe arrivati ad una certa conclusione. Io voterò a favore, ma dico subito che non sono soddisfatto, perché in effetti dopo decine di sospensive, dopo mille tentativi di cercare una soluzione, dopo essersi esposti anche a brutte figure, perché non va trascurato che un partito politico certamente di grossa dimensione ha abbandonato più volte l'Aula, e quindi di fatto perché era contrario, e è agli occhi di tutti, ebbene noi andiamo a fare un qualche cosa, una miscellanea, demandandola alla prossima legislatura, alla prossima praticamente Giunta regionale, e che non è detto che sortisca dei risultati positivi. Per cui mi sarei aspettato che noi avessimo seguito l'iter normale di una legge che prevedeva di trovare la soluzione per quanto riguarda una provincia che è il motore della Sardegna, cioè la Gallura, questo non avviene, diciamo il meno peggio può essere questo, ma non c'è nessuna certezza, e stiamo responsabilizzando una prossima legislatura, la prossima Giunta regionale e il prossimo Consiglio regionale di una cosa che forse non si potrà neanche verificare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Fasolino per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FASOLINO GIUSEPPE (FI). Presidente, sono demoralizzato perché siamo arrivati qui oggi con l'idea di concludere, come abbiamo già detto, un percorso che merita il nostro territorio, che merita per come siamo stati attenti a rispettare le procedure. E quello a cui abbiamo assistito, quello a cui hanno assistito i Sindaci, gli amministratori del nord-est della Sardegna, è veramente grave. Mi sento anche preso in giro come Consigliere regionale, perché come ha detto giustamente il collega Oppi, dopo una serie di sospensioni, dopo una serie di trattative, dopo una sintesi che abbiamo cercato di fare su un disegno che non ci soddisfa, perché abbiamo cercato di prendere qualcosa piuttosto che andare a casa senza niente, perché questa è la verità. Noi meritavamo, oggi, di avere la Provincia, oggi meritavamo di avere riconosciuta l'autonomia del nostro territorio, e lo meritavamo, ma non c'è stato concesso! Però siccome siamo delle persone responsabili, che amiamo il nostro territorio, che guardiamo più in là, abbiamo preferito prendere qualcosa piuttosto che tornare a casa, per noi e per i nostri figli, senza niente. Ma non stiamo facendo una bella figura, perché questo Consiglio regionale meritava, questo Consiglio regionale aveva l'opportunità di fare una legge giusta per il territorio, e invece ha preferito demandare, ha preferito non prendersi la responsabilità di fare la cosa giusta. E ci sono delle responsabilità, perché c'è una maggioranza che oggi non c'è, c'è una maggioranza che è stata eletta, alla quale è stata data una responsabilità che oggi non ha preso. Però, ripeto, siccome siamo responsabili noi, sono responsabili loro che nonostante non sono contenti hanno detto portiamo a casa qualcosa, portiamo a casa un piccolo risultato che darà l'opportunità al prossimo Consiglio regionale di fare una legge che riconosca l'autonomia della Gallura e del nord-est della Sardegna. E allora voterò a favore, ma con grande delusione, con grande delusione, perché oggi la buona politica ha perso un'opportunità. E cari colleghi non fate la vigliaccata di far mancare il numero, perché, perché…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giovanni Satta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SATTA GIOVANNI (PSd'Az). Presidente, parto dalla dichiarazione del Presidente della Commissione Agus, che veramente ha dimostrato di aver capito che si siede in un consesso legislativo, dove si presume che ci sia la serietà di ciascuno di noi che è un legislatore, e ovviamente si vergogna di quello che oggi questo Consiglio regionale sta portando avanti, cioè stravolgere l'ultimo giorno delle elezioni un percorso legislativo, fatto così come il regolamento prevede, con un emendamento che non è né carne né pesce, ai limiti della legittimità, infatti secondo me è stato fatto tutto perché c'erano gli appetiti da parte di qualcuno per avere un ritorno elettorale nel proprio territorio, cioè hanno stravolto un qualcosa facendo riferimento addirittura a dei referendum. Anch'io la penso poi come Giuseppe Fasolino, sarei tentato di andar via, perché veramente stiamo andando via con un pugno di mosche, ammesso che ci siano anche le mosche, perché non otterremo niente. Ovviamente io e il mio gruppo voteremo a favore, ma ovviamente nella consapevolezza che sicuramente questo emendamento, questa proposta di legge che ne viene fuori, stravolta appunto con questo emendamento, non sortirà gli effetti che noi chiedevamo, che erano quelli legittimamente richiesti in tutti questi anni, in questi mesi soprattutto da un da un territorio che ovviamente rimarrà deluso e ovviamente, se da qualche parte qualche qualcuno a livello personale avrà un ritorno elettorale, sicuramente sarà una mazzata contro chi questa legge la sta affossando. Grazie.

PRESIDENTE. Non ho altri iscritti, quindi metto in votazione l'emendamento numero 72. Dichiaro aperta la votazione.

(Tumulto nelle tribune del pubblico.)

PRESIDENTE. Sospendo la votazione. Sgombrate l'aula per cortesia. Dovete uscire tutti, grazie, non è possibile lavorare in queste condizioni!

FASOLINO GIUSEPPE (FI). Questo non è possibile!

PRESIDENTE. Onorevole Fasolino, la richiamo per la prima volta!

FASOLINO GIUSEPPE (FI). Mi butti fuori! Butti fuori anche me! Me ne vado!

(Tumulto nelle tribune del pubblico.)

PRESIDENTE. La seduta è sospesa.

(La seduta, sospesa alle ore 19 e 00, viene ripresa alle ore 19 e 02.)

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 72.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione: presenti 22, votanti 21, favorevoli 20. Il Consiglio non ha il numero legale.

La seduta è tolta.

La seduta è tolta alle ore 19 e 04.