Seduta n.344 del 16/01/2019 

CCCXLIV Seduta

Mercoledì 16 gennaio 2019

(ANTIMERIDIANA)

Presidenza del Presidente GIANFRANCO GANAU

La seduta è aperta alle ore 11 e 47.

LAMPIS GIANNI, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 8 gennaio 2019 (340), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Gianfranco Congiu, Roberto Desini, Paolo Dessì, Gianfranco Lancioni, Gaetano Ledda e Pier Mario Manca hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 16 gennaio 2019.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Comunico che il Gruppo consiliare "Partito sardo d'Azione - La Base", con nota dell'8 gennaio 2019, ha reso noto di aver modificato la propria denominazione in "Partito sardo d'Azione".

Comunico che il consigliere regionale Roberto Desini, con nota del 15 gennaio 2019, ha reso noto di aver rassegnato le dimissioni dal Gruppo Misto e di aver aderito, nella medesima data, al Gruppo "Partito dei Sardi".

Risposta scritta a interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle interrogazioni numero 1490, 1576, 1605, 1607, 1636, 1679, 1710 e 1719.

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

LAMPIS GIANNI, Segretario. Sono pervenute le interrogazioni numero 1730, 1731, 1732, 1733 e 1734.

Annunzio di interpellanze

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.

LAMPIS GIANNI, Segretario. Sono pervenute le interpellanze numero 388 e 389.

Annunzio di mozione

PRESIDENTE. Si dia annunzio della mozione pervenuta alla Presidenza.

LAMPIS GIANNI, Segretario. È pervenuta la mozione numero 471.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Sabatini. Ne ha facoltà.

SABATINI FRANCESCO (PD). Presidente, per chiederle una sospensione della seduta, perché sono in corso interlocuzioni tra le forze politiche che potrebbero portarci a condividere alcuni emendamenti di sintesi e ritrovare così l'accordo per una possibile soluzione. Quindi le chiedo un'interruzione di venti minuti, mezz'ora in modo da predisporre e concordare gli emendamenti di sintesi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Antonello Peru. Ne ha facoltà.

PERU ANTONELLO (FI). Io non mi stanco, anche se sicuramente oggi è l'ultima seduta di questa legislatura. Non mi stanco e mi dispiace, signor Presidente, perché lei che rappresenta la più alta carica di questa istituzione non è stato ascoltato dopo i vari solleciti che lei ha fatto alla Commissione e al presidente Comandini, e mi dispiace molto di più per quei ragazzi che ormai da molte settimane dormono, mangiano e vivono in tenda lasciando a casa i propri cari, lasciando per tanti anche neonati a casa. Hanno avuto una solidarietà massima da tutte le massime istituzioni, sono arrivati i sindaci, anche il Presidente dell'ANCI, è arrivato perfino qualche giorno fa, signor Presidente e signori colleghi, il Ministro del lavoro in Piazza d'Italia a visitare i ragazzi, è arrivato Di Maio con delle proposte, ma solo la Commissione lavoro di questo Consiglio non ha adempiuto a quello che doveva fare, cioè approvare la risoluzione dopo quattro o cinque sedute che sono state fatte a luglio e a settembre. Noi non capiamo perché e lo vorremmo veramente capire, per questo che io e tanti provano veramente amarezza e tristezza per il trattamento che si sta facendo da parte della Commissione a questi ragazzi. E allora io mi rivolgo a questa Assemblea, caro Presidente e caro Presidente della Giunta, che oggi è qua, mi rivolgo a lei, presidente Pigliaru (e spero che mi stia ascoltando però perché tutte le volte che si parla lei ascolta molto poco): se tutta la politica - perché è passata tutta la politica in Piazza d'Italia a visitare i ragazzi - ha espressa una grande volontà da parte di tutte le forze… qui ci siamo veramente tolti la targa, sono passati tutti e hanno tutti mostrato una grande solidarietà, una grande volontà, perché hanno compreso l'ingiustizia che stanno subendo, allora, se questo è successo, io mi domando per quale motivo tutti insieme non risolviamo questo problema di questa ingiustizia, visto che abbiamo risolto sicuramente situazioni meno ingiuste? Mi rivolgo a lei, presidente Pigliaru, lo faccio veramente in questo ultimo scorcio di legislatura.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Grazie, Presidente, sarò conciso.

Io credo che una sana riflessione da parte di tutto il Consiglio, consigliere per consigliere, valga la pena che la si faccia. Si urla al fatto che forze populiste occuperanno questi scranni, si dice che la politica è in decadenza, per colpa anche di spezzoni di altre istituzioni, perché si tratta di cancellare un pezzo di istituzione, allora io mi chiedo: perché non facciamo il nostro dovere, perché l'ordine del giorno è monco? Perché non si son fatte alcune considerazioni serie su quello che è la fibromialgia perché se ne discutesse oggi? Perché non si è fatto in modo di parlare della fondazione beni culturali della Sardegna, 800 persone che sono da 35 anni occupate in nei vari Comuni della Sardegna, e che hanno espresso con chiarezza che vogliono trovare una soluzione definitiva? Con la stessa Regione che dice di non avere i soldi, e poi, attenzione, si risolve il fatto che si approva una proposta di legge in due Commissioni, ivi compresa quella finanziaria, e torna nella Commissione di merito per non essere messa in discussione. Ora io dico, queste 800 famiglie le si regali ai populisti, ai Cinque stelle, a chi volete, ma non è dignità del Consiglio che non si faccia quello che deve essere fatto! Perché morale ed etica vorrebbe che tutti gli ordini del giorno vadano eseguiti, se si è convinti! E se è necessario chiedo che i Capigruppo firmino, al di là delle Commissioni, e ci sia un "102" per le cose che meritano di essere discusse!

E' ora di finirla di chiosare e di nascondersi dietro una posizione che è così stupida perché non riesce ad esprimere quello che è un valore politico, quello che è necessario fare in via definitiva! Io credo che non sia neanche corretto che la gente che viene qui per tanti motivi, tra cui questo della provincia, non trovi soddisfazione: o sì o no, però va chiusa, non si può dilungare nel tempo, non si può prendere tempo per dire che non abbiamo il numero legale, si affrontino i termini delle cose e con la faccia pulita si dica quello che si vuol fare! E ricordo, la gente fuori ascolta e aspetta, non è nel palazzo chiuso ma è qui che bisogna prendere le decisioni con coraggio e portarle avanti, con quell'etica comportamentale che manca e con quella morale che dovrebbe distinguerci, cosa che noi non vogliamo, io perlomeno non voglio avere niente a che fare, perché bastano già alcune inchieste per poter dichiarare che qui siamo tutti "malvagi e neri"! Io, sotto la mia coscienza, nella pulizia totale, reclamo giustizia vera, e non a tutti, a qualunque istituzione tanto perché venga! Per cui, per la morale, per l'etica credo che questo consiglio comunale… regionale… ho detto comunale perché c'era qualche momento freudiano che mi portava a dire che forse son meglio i consigli comunali di questo che oggi rappresenta la Sardegna ma non la rappresenta affatto, non la fa crescere, e non è dignitoso lasciare così come sta andando avanti!

Mi dispiace questo sfogo nell'ultima seduta di Consiglio regionale, mi dispiace veramente, avrei voluto salutare tutti con correttezza, poiché io sicuramente qui non ci sarò più in quanto non mi sono candidato, ma avrei voluto sentire coralmente la disponibilità d'animo e di fatto di tutti quelli che professano una cosa e non la mantengono. E allora sappiate bene che i populisti qui non ci verrebbero se non fossimo noi a portarli di forza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Augusto Cherchi. Ne ha facoltà.

CHERCHI AUGUSTO (Partito dei Sardi). Fuori dall'Aula, Presidente, ci sono decine di pazienti che manifestano contro un fatto ingiusto che si sta perpetrando in quest'Aula, il fatto che una proposta di legge approvata preliminarmente in Commissione sanità col voto unanime di tutta la Commissione non ha terminato il suo iter, perché manca ancora il voto definitivo della Commissione. Ricordo che la Commissione sanità non si riunisce dal 18 di dicembre, quindi da un mese.

Il voto definitivo della legge sulla fibromialgia è un voto che richiede tre minuti di lavoro da parte della Commissione; questa legge era stata messa nel calendario dell'Aula e poi ritirata, io condizionerà la mia presenza in Aula al fatto che questa legge venga immediatamente portata in Aula e termini il suo iter. D'altronde abbiamo assistito in queste ultime settimane a proposte di legge entrate in aula che non avevano neanche terminato l'iter ancora in Commissione, Presidente, sì se vuole gliela esplicita in maniera più precisa. Quindi chiedo che venga convocata immediatamente una Conferenza dei Capigruppo, assumere la responsabilità da parte di tutti di portare avanti una proposta di legge che dà risposte a decine di migliaia di pazienti fibromialgici presenti in Sardegna e che venga esitata, prima della fine di questa legislatura, la proposta di legge sulla fibromialgia, grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Crisponi. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Sì grazie Presidente, mi vorrei rivolgere al presidente Pigliaru, se avrà la pazienza di un breve minuto, per riferirle a lei che mi è giunta voce che cittadini della comunità di Oliena intendono rinunciare all'esercizio più alto della democrazia che è quello di partecipare al voto democratico e libero del Consiglio regionale e di quello successivo delle elezioni europee. Lo fanno per un disagio che soffrono da quattro anni a questa parte una cosa degna di un Paese da terzo mondo, evidentemente, quasi da Medioevo. Il ponte di Oloè, che a lei certamente ricorderà qualcosa, un luogo dove indecentemente la politica si è distratta in modo particolare, una politica che non ha fatto quello che io le ho chiesto con tutti gli strumenti democratici a mia disposizione. Erano semplicemente quelli che lei, presidente Pigliaru, o uno degli uomini della sua Giunta ad iniziare dai vari Assessori ai lavori pubblici che lì si sono alternati, o dal Vicepresidente, o da chi aveva titolo ebbene ha trascurato la presenza in un luogo che significa disagio, isolamento, rinuncia alla libera circolazione dei cittadini, dei lavoratori, degli studenti. È una cosa indegna, Presidente, e di questo mi spiace perché lei si sarebbe dovuto far carico nonostante le mie garbate sollecitazioni di carattere squisitamente istituzionale e lei a questo non ha voluto dare retta e mancare la presenza della Giunta regionale, mancare la presenza del Presidente della Regione sarda è uno schiaffo a quei cittadini che oggi dicono: restituiremo i certificati elettorali. Mi spiace, Presidente, che proprio in chiusura di legislatura ancora non si sia ottemperato a questo semplicissimo dovere istituzionale e civico che avrebbe permesso a quei cittadini di conoscere le verità che evidentemente sono state nascoste ancora una volta alla loro perfetta e libera a conoscenza. Ed è questo naturalmente, lei, con tutta la sua Giunta se ne dovrà far carico nei confronti di quegli stessi cittadini che avranno il coraggio e la caparbietà di presentarsi alle urne elettorali il 24 di febbraio prossimo. È una vera vergogna!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luca Pizzuto. Ne ha facoltà.

PIZZUTO LUCA (SDP). Grazie Presidente, per dare la mia disponibilità come membro della Commissione sanità rispetto alle richieste che faceva il collega sul tema della fibromialgia. Ritengo anch'io che sono sia un impegno che è stato preso, un lavoro che è stato portato avanti se si riuscisse a concludere sarebbe una cosa positiva per tutti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Grazie Presidente, sulla questione della fibromialgia, cosa per la quale diversi cittadini manifestano sotto il palazzo, anche se i lavori della Commissione non sono completati, però sono stati, come dire, il provvedimento è stato già visto, è stato analizzato, discusso non ha completato l'iter. Tuttavia siccome come presumibilmente sarà questa l'ultima giornata di riunione del Consiglio regionale di questa legislatura e questo è un tema sul quale in tanti abbiamo preso impegni perché in tanti dei Gruppi, diciamo così, consiliari, presenti in quest'Aula abbiamo preso impegni perché questa proposta di legge diventasse legge. Io credo che al di là della Commissione, cosa sulla quale non so se c'è il tempo, se c'è il tempo va bene la Commissione la può vedere, però chiedo, Presidente, che venga convocata la Conferenza dei Capigruppo perché se tutti siamo d'accordo questo testo lo possiamo portare in Aula attraverso l'articolo 102 del Regolamento che prevede il superamento della Commissione su un testo sul quale c'è la condivisione totale dell'Aula. Per cui per quanto riguarda il Gruppo del Partito Democratico siamo d'accordo perché il testo arrivi in Aula oggi stesso.

PRESIDENTE. Sospendiamo la seduta. Prima di sospendere la seduta dico che è convocata la sesta Commissione in contemporanea con la sospensione della seduta del Consiglio per l'approvazione del definitiva del testo di legge sulla fibromialgia.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). La Seconda?

PRESIDENTE. La seconda sono decaduti i termini… per l'altro? Non c'è il Presidente.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). C'è il Vicepresidente.

PRESIDENTE. …Va bene…La seduta è sospesa.

(La seduta, sospesa alle ore 12 e 07, viene ripresa alle ore 13 e 04.)

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Sabatini. Ne ha facoltà.

SABATINI FRANCESCO (PD). In questi minuti abbiamo tentato di trovare una mediazione partendo dal principio di restituire la parola ai cittadini, così come i cittadini attraverso il quesito referendario hanno abrogato le province, il tentativo era di ritornare a fare esprimere innanzitutto le amministrazioni comunali aderendo ad un'area vasta, quindi decidendo i confini delle nuove province da sottoporre poi al referendum. Su questa ipotesi sembrerebbe che non si sia trovato tra le forze politiche un accordo, quindi non sono stati presentati gli emendamenti di sintesi così come avevo preannunciato. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Gruppo Misto). Sono stati esperiti i tentativi, ma gli emendamenti sono ancora lì a disposizione dei colleghi per la non possibilità di arrivare a una sintesi. Con rammarico dico questo perché, probabilmente, su questo fatto ha inciso in maniera non secondaria il fatto che questo sia l'ultimo giorno di legislatura e che molti colleghi, ovviamente, sono in campagna elettorale così come lo sono tutte le forze politiche. Credo che legiferare in questa situazione possa esporre l'istituzione anche a gravi errori, ed è con questo spirito purtroppo che non siamo riusciti a presentare una sintesi efficace capace di risolvere ogni problema presentato dai colleghi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Fasolino. Ne ha facoltà.

FASOLINO GIUSEPPE (FI). È vero, c'è stato il tentativo di mediare, c'è stato il tentativo di mediare a una situazione che invece non aveva neanche bisogno di essere mediata, a una situazione palese, chiara, dove c'è la volontà di un territorio che ha fatto, come abbiamo già detto, un percorso, questo percorso è arrivato in aula, e all'interno di quella mediazione abbiamo anche detto: "Va bene, mediamo, diamo l'opportunità a tutti i territori di raggiungere quell'obiettivo", quindi di accettare anche per noi quasi di ricominciare, e quindi affrontare eventualmente un referendum nel nostro territorio, un referendum confermativo, abbiamo soltanto detto che ci venga riconosciuto il lavoro che abbiamo fatto. L'abbiamo fatto questo lavoro? Siamo arrivati fino a questo punto? Siamo arrivati sino a questo livello? Bene, che ci venga riconosciuto. Perché non dobbiamo riconoscere che il nord-est della Sardegna è arrivato a questo livello? Per quale motivo? Se ci fosse stato un altro territorio qui che avesse fatto gli stessi passaggi, io non avrei avuto nessun problema a riconoscere il lavoro fatto, perché per il nord-est non lo si vuole fare? Perché non si vuole mettere quella parola, "il nord-est della Sardegna", e si vuole mettere generico, per quale motivo? Un motivo politico, un motivo di appartenenza? Perché non si vuole scrivere la verità, che è agli atti. Perché non si vuole fare una cosa giusta per il territorio, per tutto il territorio della Sardegna, perché non si vuole lasciare al prossimo Consiglio regionale l'opportunità di fare una cosa giusta, perché? Quali sono i motivi? Comunque, colleghi, vi sfido ancora, vi sfido ancora, io accetto anche togliendo "nord-est", io accetto ancora per dare ai territori una giusta legge, accetto, vi sfido però, adesso vi sfido, accetto. Non siete maggioranza, non avete la possibilità di votare una legge, e vi dovete vergognare perché farete mancare ancora oggi, ancora per una volta, il numero legale, e questo è ingiusto. Io vi sfido, sono disponibile anche a togliere quella parola, perché? Perché faremmo una cosa giusta per tutti i territori. Allora, se siete coerenti con quello che ci siamo…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Meloni. Ne ha facoltà.

MELONI GIUSEPPE (PD). Io ho accolto con favore, da relatore di maggioranza della legge, la proposta di mediazione, c'è stato un tentativo importante fatto nelle ultime ore. Ovviamente con attenzione perché non volevo minimamente che la mia firma, il timbro da relatore potesse essere dato per una porcata, quello che rischiava o rischia di essere una legge quando possono essere introdotti degli emendamenti che, magari con lo scopo di farla deragliare, poi, per degli strani giochi che possono trovare sbocco in quest'aula, possano andare all'approvazione finale di una legge che io non sarei disposto in quel caso ad approvare. Allora, ho atteso con ansia queste proposte di mediazione e ho dovuto constatare purtroppo che ci sono tutta una serie di divieti incrociati, bisogna dirlo, territoriali e non territoriali che hanno portato al fallimento di questa mediazione. E ha detto bene il collega Fasolino, pare che davvero il problema sia il termine "nord-est", pare che il problema sia riconoscere ciò che un territorio, sindaci, consigli comunali, cittadinanza, forze sociali hanno già determinato per allineare questa situazione con altri territori, con altre popolazioni che invece non hanno ancora deciso nulla, non si sono pronunciate, e la loro ultima pronuncia è stata ben chiara con riferimento all'autodeterminazione di quei territori. Allora, io dico questo, Presidente, mi rivolgo a lei, chi ha stabilito che oggi è l'ultima seduta del Consiglio regionale? Noi siamo pagati lautamente per lavorare fino all'ultimo giorno della legislatura. E allora andiamo ad oltranza da oggi fino alla fine della legislatura, perché mi sembra giusto che, oltre andare a ricercare consenso fuori da quest'aula, noi dobbiamo cercare invece di dare risposte ai nostri cittadini fino alla fine. Io sono per continuare fino alla fine e continuerò la battaglia in quest'aula, non scapperò da quest'aula per andare a cercare consenso, magari dando notizie anche fuori da quest'aula che non sono quelle attinenti alla realtà. Quelle attinenti alla realtà sono di un territorio che ha seguito un percorso che oggi vuole essere intralciato, e rispetto a questo mi batterò perché non possa accadere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luca Pizzuto. Ne ha facoltà.

PIZZUTO LUCA (SDP). Si sta facendo un lavoro molto delicato, difficile, ma importante, che merita tutta l'attenzione e il tempo di cui possiamo disporre. Questo lavoro non deve saltare, l'appello che ha fatto il collega Fasolino, a mio avviso, va percepito, è necessario ragionare fino all'ultimo minuto utile possibile perché la mediazione che stava quasi arrivando al traguardo è una mediazione di buonsenso, che ridà democrazia e diritto di parola a tutti i territori, non può essere buttata via. Questa è la mia opinione e l'opinione del nostro Gruppo. Per cui io, sulla base anche dell'appello che ha fatto il collega Fasolino, alla fine di questo giro di interventi chiederei nuovamente una sospensione per ragionare ancora e cercare di portare a casa un risultato per tutti i territori della Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pierfranco Zanchetta. Ne ha facoltà.

ZANCHETTA PIERFRANCO (Cristiano Popolari Socialisti). Molto rapidamente. Io credo che in questo clima le prove muscolari non giovino a nessuno, mostrare i muscoli solo perché numericamente si può avere la presunzione di essere più forti non ci porta da nessuna parte. Noi abbiamo seguito un iter corretto nell'alveo dei regolamenti, siamo arrivati in aula con una tempistica che ha avuto tutto il periodo di gestazione, dove era possibile inserirsi per fare tutte le proposte. Oggi ci troviamo di fronte all'inserimento di tante altre richieste dei territori, delle quali prendo atto, c'è una proposta di mediazione che ancora non è stata secondo me valutata con attenzione, io credo che ci sia il tempo e quindi anch'io propongo una sospensione per fare una valutazione attenta, seria profonda e responsabile, però, altrimenti, se non ci sono i margini, si va in Aula e quel che succede succede. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SDP). Io oggi rinuncio, per la prima volta nella mia vita, a partecipare, a presenziare anche da Sindaco al falò del mio Paese, sembra una cosa di poco conto, ma per me, per noi, per la mia comunità è una cosa importantissima, però ci rinuncio volentieri perché abbiamo assunto un impegno nei mesi precedenti, abbiamo assunto un impegno nella seduta precedente dentro quest'Aula, io credo che assolutamente non possiamo buttare all'aria tutto quello che è stato fatto sinora. Condivido tutti gli interventi, o quasi tutti gli interventi che mi hanno preceduto, credo che dobbiamo prenderci, se occorre, ulteriore tempo per verificare le possibilità di trovare un emendamento di sintesi. Io, anche l'altra volta, ho parlato di piano A e piano B, rimango su quelle stesse posizioni, però da qui non ci muoviamo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giovanni Satta. Ne ha facoltà.

SATTA GIOVANNI (Partito Sardo d'Azione). Mah, io dico: "Errare è umano, perseverare è diabolico". Ho detto, nel mio intervento di una settimana fa, che venne adottato la stessa tattica nel 2001, allorquando da una provincia, dal cilindro magico di questo Consiglio regionale, vennero fuori otto province, che poi sono state quelle il motivo per il quale probabilmente anche la popolazione nel referendum ha voluto cancellarle. Quindi quello che è stato detto, il discorso che fece in Aula una settimana fa il Presidente Pigliaru era, come avevo detto, un discorso di buon senso, e il buon senso vorrebbe che in questo momento una legge che arriva qua dopo aver seguito tutto l'iter previsto dal regolamento consiliare, sarebbe dovuta essere approvata. Io mi chiedo; dove eravate Consiglieri, che perorate la causa di Sassari Città metropolitana, o della provincia dell'Ogliastra? Dove eravate in questi due anni, mentre questa legge andava a percorrere il suo iter naturale, e arrivate l'ultimo giorno a chiedere di stravolgere una legge con degli emendamenti?...

(Interruzione del consigliere Sabatini Francesco)

SATTA GIOVANNI (Partito Sardo d'Azione).… Mi fai parlare! Ma io ti ho interrotto? Presidente, vorrei ricordare anche che in quest'Aula, qualcuno che appartiene al territorio di Sassari, contro il quale non voglio fare la guerra, alle 7 del mattino, il giorno che abbiamo votato qua in Aula, alle 7 del mattino abbiamo votato in Aula per scegliere qual era la città a cui doveva andare la sede dell'ATS mi ha chiamato per dirmi: "Ma tu voterai Sassari?", e ho detto: "Sì, voterò Sassari", e in questo momento ne terremo conto quando avrete altri percorsi da fare. Voi dovete gettare la maschera, come ha detto Giuseppe Fasolino, e dire che siete tutti contrari a quella che è la provincia della Gallura, dovete dirlo, altrimenti andiamo in Aula, come stiamo andando, e votiamo questa legge, non partecipare a nessun tentativo di mediazione, perché qualunque cosa ne venga fuori sarà un minestrone.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Presidente, io credo intanto di dover rappresentare un percorso di coerenza, di lavoro e di serietà fatto in primis da Forza Italia. Noi ancora oggi siamo qua, abbiamo partecipato ai lavori in Commissione, io vorrei ricordare ai colleghi l'incontro che abbiamo tenuto, dove eravamo presenti tutti i Capigruppo e abbiamo preso un impegno con i Sindaci del nord est. Quel percorso si è concluso, siamo arrivati in Aula, coerentemente siamo rimasti qui a lavorare, oggi vi diciamo che vogliamo votare la proposta, ma siamo ancora oggi disponibili ad un emendamento di sintesi che non rinneghi però nessun percorso fatto fino ad oggi che apra ad altre possibilità. L'onorevole Satta ha citato e ha ricordato il percorso del trasferimento dell'ATS a Sassari, io dico e ricordo, e ammetto ancora oggi che sono favorevole alla Città metropolitana di Sassari, ma ricordo a tutti, a me per prima, che la scusa che fu addotta in quella circostanza per il trasferimento fu che Sassari non aveva la Città metropolitana, e allora io sono per un riequilibrio, perché ho, sfortunatamente per qualcuno, buona memoria. Quindi ricapitolando, Presidente, noi siamo aperti e disponibili a favorire il riequilibrio per gli enti locali della nostra Regione, non vogliamo che il nord est abbia da pagare le ragioni in questo momento di maggioranza e di assenteismo della maggioranza, noi vogliamo votare, vogliamo anche essere disponibili ancora a valutare un percorso normativo che comprenda una rivisitazione, ma salvaguardando il lavoro fatto fino ad oggi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Io sono stato molto esplicito, ho detto che ciascuno si assuma le proprie responsabilità, si proceda, si voti, si faccia quello che si vuole, ma non è più tollerabile che ci si prenda in giro come Consiglio regionale. L'altra considerazione è che mi pare fossimo d'accordo di provare a inserire col 102 sia la fibromi algia, per cui mi pare che il Presidente della Commissione abbia agito di conseguenza, e mi giro attorno per vedere se c'è Piero Comandini, che è il Presidente della seconda Commissione, ma me lo danno per latitante, si vede che ha paura di quello che può dirgli qualcuno delle organizzazioni cooperative della Confesercenti ed altro; se noi viviamo facendo leggi intimiditi da certe posizioni, siamo vigliacchi e non siamo capaci né degni di rappresentare il popolo sardo in questa Sede!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giorgio Oppi. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC Sardegna). Presidente, solo per precisare che manca la volontà politica di risolvere un problema, io non parlo della coerenza, ne ho parlato già l'altra volta, ci riunimmo assieme ai Sindaci della Gallura, tutti i Capigruppo si riunirono e dettero l'assenso… seguì un iter normale la pratica, e non c'era nessun motivo, poi, per questioni un po' di campanile un po' d'altro… io, per quanto mi riguarda, anche stamattina, nonostante non si siano seguite le procedure, e dico all'amico Meloni che le procedure bisogna seguirle secondo le regole, e qualcuno dice che nel momento stesso in cui questa riunione si fa, potrebbe essere anche oggetto di discussione, anche quella dell'altra volta, perché fino al momento di indizione delle elezioni si possono fare le riunioni. Allora, noi stiamo sprecando tempo, e c'è chi magari è candidato e va tutto bene, c'è chi invece deve fare le liste, come il sottoscritto, e gli va male, allora questioni di coerenza vuole che decidiamo che cosa dobbiamo fare, e ognuno si assuma le sue responsabilità. Io ero d'accordo dal primo momento, sono d'accordo su questo e ritengo che sia opportuno, al di là dell'esigenza che hanno altri di campanile, che si mettano pure tutte le cose che si possono mettere, quello che non si può, perché magari potremmo trasgredire le regole, non si può fare, si potrà fare in un altro momento, ma quello che noi possiamo fare oggi o lo facciamo, oppure abbiamo il coraggio di assumerci la responsabilità. È preferibile, piuttosto che (…) e farci perdere la giornata, che sia opportuno che qualcuno abbia il coraggio di farlo, chieda il numero legale, e allora evidentemente si dimostrerà chi è responsabile, chi invece non è responsabile, e chi ha a cuore una atto deliberativo che ha seguito un iter regolare, dove tutti quanti hanno dichiarato a chiare lettere che erano d'accordo, anzi, praticamente si sono messi in prima linea per poi tornare indietro. Ormai questa mania di fare "il passaggio del gambero" è superata, cerchiamo di essere persone corrette e serie, e non sminuiamo il ruolo di questa Istituzione. Io sono d'accordo e dico ancora una volta: vediamo se esiste la possibilità anche ridotta di approvare anche con l'integrazione di altre realtà territoriali, anche esse ne hanno diritto, ma non hanno seguito l'iter normale, però andiamo avanti, facciamo, così come ho fatto io stamattina, che pur non essendoci le condizioni per poter approvare questa legge, questa della fibromialgia. In effetti non sono stato convocato, però ho superato questo problema qui firmando lo stesso.

Continuazione della discussione dell'articolato della proposta di legge: Meloni Giuseppe - Fasolino - Satta - Zanchetta "Integrazioni all'articolo 25 della legge regionale 4 febbraio 2016, n. 2 (Riordino del sistema delle autonomie locali della Sardegna)" (405/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione della proposta di legge numero 405/A.

Metto in votazione l'emendamento numero 59.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 59.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'emendamento numero 65.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Sabatini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SABATINI FRANCESCO (PD). Presidente, ci sono stati diversi richiami, diversi interventi di consiglieri che hanno chiesto l'interruzione per vedere se è possibile ancora trovare un accordo, se è possibile ritornare sull'emendamento di sintesi e verificare tutte le possibilità, così come stavamo facendo stamattina. Io provo a proporlo, poi se non siete d'accordo… lo propongo, penso che sia legittimo proporlo. Stiamo parlando dell'emendamento numero 65 che abroga il comma 3 dell'articolo 1 che definisce quali sono i Comuni che vengono inseriti nel percorso dell'istituzione delle Province, senza prendere in considerazione invece i restanti territori. Ora, è chiaro che noi abbiamo bisogno di riconoscere, così come ho già detto in discussione generale, a tutti i territori le stesse opportunità. Non è pensabile che si proceda all'approvazione di un disegno di legge, lo voglio ricordare al collega Satta, che noi non siamo stati qui inerti, c'era un disegno di legge presentato che prevedeva l'istituzione di tutte le Province e che gli atti deliberativi degli altri Comuni, dei Comuni ad esempio del territorio di cui sono rappresentante, l'Ogliastra, sono state approvate nei consigli comunali. Quindi non è neanche vero che le procedure non si sono attivate negli altri territori, questo non corrisponde a verità e non riesco a capire perché in Commissione prima non si sia preso in considerazione un disegno di legge che trattava dello stesso argomento e che poneva in discussione un riassetto generale delle Province. Io non accetto che venga detto "dove eravate"? Eravamo qui e abbiamo presentato i disegni di legge che facevano delle proposte specifiche su questo punto. Allora non si riesce a capire perché debba essere data, deve essere privilegiato un territorio e devono essere danneggiati, non riconosciuti, gli altri territori della Sardegna. Questo è davvero inammissibile, inammissibile! Quindi io sarò contrario e finché avrò voce parlerò in quest'Aula per ripetere le stesse cose, perché davvero è inaccettabile quello che stiamo facendo e quello che stiamo andando ad approvare. C'erano tutte le condizioni per trovare un accordo e non si capisce perché questo accordo non può essere trovato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Fasolino per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FASOLINO GIUSEPPE (FI). Presidente, non stiamo facendo nessun torto a nessuno, non stiamo dando nessun vantaggio a nessuno, stiamo facendo la cosa giusta. Si è concluso un percorso e stiamo andando avanti. Io vorrei ringraziare il centrodestra perché rimane qui in aula, non fa mancare il numero legale e si prende le proprie responsabilità a differenza del partito che dovrebbe essere il partito che dovrebbe guidare questa maggioranza che sta, come è stato fatto in passato da un comandante, abbandonando la nave. Il PD come Schettino!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luca Pizzuto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIZZUTO LUCA (SDP). Presidente, io ho chiesto prima una sospensione, ribadisco la richiesta. Io ritengo serva continuare a fare quel lavoro di mediazione per arrivare a una sintesi la più unitaria possibile. Ribadisco la mia richiesta di sospensione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Meloni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MELONI GIUSEPPE (PD), relatore di maggioranza. Purtroppo poi quando succedono queste cose entriamo nel clima della campagna elettorale e diventa tutto anche più difficile. Io volevo ricordare solo una cosa velocemente perché non voglio fare certamente ostruzionismo, come è stato fatto la scorsa settimana e potrebbe essere fatto anche oggi alla mia stessa legge, quella per la quale sono primo firmatario. Però vorrei ricordare solo una cosa, perché ho letto anche qualcosa, ed è giusto che soprattutto fuori da quest'Aula si sappia: la prima Commissione non ha fatto alcun blitz, la prima Commissione ha esaminato l'unica proposta arrivata per tempo e la proposta presentata dai consiglieri regionali Pizzuto, Cocco Daniele, Lai, Zedda Paolo, Solinas, Deriu, Pinna, Gaia, Rubiu, Zanchetta, Sabatini, Carta, Satta e Usula è datata 3 ottobre 2018. È bene che lo sappiano tutti i sardi, 3 ottobre 2018, una settimana prima, una settimana prima della prima approvazione in prima Commissione della legge sul Nord Est che era un anno che si discuteva nelle aule del Consiglio regionale, un anno! Come hanno capito che andava in approvazione sono corsi ai ripari pensando di introdurre un ostacolo. 3 ottobre 2018, non un anno e mezzo, 3 ottobre 2018. Che lo sappiano i sardi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Presidente, grazie, io in tutti questi giorni mi sono, come dire, vincolato al silenzio perché abbiamo, soprattutto su materie come queste, necessità di tenere i nervi saldi, cosa che mi pare stia venendo un po' meno. Io credo che bisogna far chiarezza e dirò qual è il mio punto di vista sulla materia, una materia delicata di riforme delle istituzioni, degli enti locali, una cosa delicatissima io credo che non si possa fare l'ultimo giorno di seduta di Consiglio regionale o foss'anche la penultima, una manovra, qualsiasi essa sia. Credo che quando si è messo in piedi il percorso in Commissione le proposte fossero differenti, al di là dei tempi in cui sono state presentate, e credo che ognuno abbia il diritto di predisporre quello che vuole e portare avanti le sue battaglie. Io la dico con due parole, io credo questo e voglio che questo sia agli atti, per questo intervengo: le Province sono state cancellate dai cittadini attraverso un referendum che è stato giusto o sbagliato, ma che è stato istituito e ha deciso che in Sardegna quattro province dovessero essere abrogate e quattro province sono state anche quelle con segno negativo, però non potevano essere cancellate. Quindi dai cittadini ai cittadini, soltanto i cittadini possono rimettere in piedi le province attraverso un referendum, tutte, nessuna esclusa. Questo è il mio punto di vista. Poi io sono disposto a discutere e il racconto che si è fatto in queste ore per tentare una mediazione io credo che sia positivo, cioè dire che l'Aula si fa carico di mettere in piedi un percorso che chiama i cittadini ad un referendum, credo che sia giusto e credo che sia anche giusto in questo caso riconoscere che il percorso messo in piedi dalla Gallura in Commissione, sia un passo avanti e che loro possono essere indicati come i precursori in questo ruolo che li vede come guida per arrivare alle province, e se si arriva al referendum la Gallura non avrà difficoltà alcuna a dire che la Gallura deve essere una provincia, istituita entro l'anno perché magari il referendum lo indiciamo entro l'anno. Però noi possiamo dire solo una cosa, che i cittadini devono essere chiamati a dire se le province devono essere restituite e non può essere un blitz di fine legislatura a maggioranza o a minoranza a dire che i cittadini avevano torto e che le province debbono essere reistituite, una o otto che siano. E' sbagliato, dal punto di vista istituzionale è sbagliato, e io non sento nessuna necessità di fare un'operazione di questo tipo perché è sbagliata politicamente, è sbagliata anche intellettualmente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Gruppo Misto). Tutti i territori meritano uguale rispetto e possibilità di gestire meglio i propri servizi e il proprio sviluppo. Se queste possibilità siano date o meno dall'attribuzione di un nuovo ente, dalla creazione di un nuovo ente, è un ragionamento politico che richiede approfondimento.

Quell'approfondimento è stato fatto nei lavori della prima Commissione in relazione alla costituzione della provincia del Nord Est, non è stato fatto per tutte le altre perché la prima Commissione ha iniziato i lavori e sulla spinta anche unanime di tutte le forze politiche affinché iniziasse l'istruttoria di quel caso, questo non vuol dire che gli altri siano in alcun modo meno importanti o le loro istanze siano state derubricate a istanze di serie B, semplicemente si è riconosciuto nel territorio gallurese una spinta proveniente da tutta la società e alcune caratteristiche che anche allo stato attuale, quindi stato attuale che vede le province ormai come enti in via di dismissione, senza modificare l'ordinamento degli enti locali avrebbe visto la provincia del Nord Est in una situazione di piena compatibilità con l'ordinamento vigente. Una volta approvata la proposta, in Aula ci si è resi conto dell'esistenza di fortissime richieste provenienti da altri territori, richieste così forti da rendere impossibile l'approvazione del testo presentato e approvato dalla Commissione. Questa è la situazione, si è lavorato per una proposta di sintesi, ho cercato insieme ai colleghi di trovare una sintesi elevata, non si è stati in grado ad oggi di arrivare a una sintesi elevata, il rischio essendo questo l'ultimo giorno della legislatura è che come nei saldi di fine stagione si creino enti locali e si prendano decisioni lontane dalla gente, lontane dal sentimento comune e destinate a creare quei presupposti che già una volta fecero carne di porco del nostro ordinamento. Perché fa bene a ricordare, come ha fatto il collega prima, il fatto che la sconfessione pubblica del sistema creato dal Consiglio regionale fatto di otto province e dodici capoluoghi, è arrivata proprio perché parte di quel sistema non godeva dell'appoggio popolare, non nasceva per una spinta, per una richiesta popolare, ma nasceva semplicemente perché un Consiglio regionale di dieci anni fa ha praticato degli accordi al ribasso e con la voglia di dare tutto a tutti ha poi creato i presupposti perché quel sistema venisse scardinato nella sua interezza. Io non voglio essere complice di qualcosa di simile, non ritengo questo Consiglio regionale in grado…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Lotto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOTTO LUIGI (PD). Anch'io ritengo di condividere le ultime considerazioni che ha fatto il presidente Agus, effettivamente una materia come questa discuterla gli ultimi 2 giorni di legislatura viene oggettivamente male, il prodotto che si può ottenere è difficile che possa essere apprezzato dal popolo sardo. Nonostante tutto nella settimana scorsa, giorno in cui si diceva che si doveva chiudere in giornata, chiedevo: "Prendiamoci una settimana, ritorniamo in Commissione, costruiamo un qualcosa di condiviso che possa essere portato all'Aula e che possa essere votato da tutti noi." Io non ho alcun pregiudizio nei confronti della provincia di Gallura e della sua istituzione, ho posto e abbiamo posto diversi, l'esigenza che comunque la riforma riguardasse l'intero assetto istituzionale della Sardegna e rivedesse ed equilibrasse determinate scelte che sono state fatte in un contesto legislativo che si prospettava totalmente diverso, cosa che poi non si è avverata a seguito del referendum del 4 dicembre, per cui io credo che chiudere oggi con una approvazione a maggioranza e anche a maggioranza del tipo che si sta formando questa legge, la ritengo assolutamente un errore. Se si riesce a trovare una sintesi che ci veda tutti d'accordo si persegua quell'obiettivo, io sono assolutamente disponibile, se non si riesce non si faccia un pasticcio perché fare un pasticcio è ancora peggio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Deriu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (PD). Vorrei cercare di proseguire il ragionamento del presidente Agus laddove si è interrotto, cioè la nostra possibilità di legiferare in questo momento senza un'adeguata istruttoria. Devo dire che se noi ci rifacessimo alla prassi di questo Consiglio regionale, in materia di enti locali le cose sono sempre state fatte in fretta e male, tutti blitz, tutte azioni fatte a spizzichi e bocconi, oppure una riforma che poi non è una riforma, noi stessi l'abbiamo chiamata riordino che è stata determinata e costretta da una riforma invece dello Stato, una legge di grande riforma economica e sociale che ci ha costretto ad alcuni aggiustamenti. La prima Commissione ha valutato mature le condizioni per varare l'inizio del processo di costituzione della provincia del Nord Est, di una provincia al Nord Est, non vogliamo però in nessun modo distaccarci dal percorso costituzionale. Lo statuto, articolo 43, detta le modalità secondo le quali possono essere istituite e modificate le province in Sardegna, questo percorso puntualmente in Sardegna non è mai stato seguito e puntualmente si producono quei mostri che il sonno della ragione e il disprezzo della Costituzione hanno prodotto nel nostro ordinamento. Noi dobbiamo seguire la via maestra, il referendum è indispensabile, nella consapevolezza di ciò che c'è scritto nell'articolo 5 della Costituzione, la Repubblica non istituisce le autonomie ma le riconosce, questa operazione di riconoscimento passa attraverso, così come prescritto all'articolo 43 dello Statuto, il pronunciamento delle popolazioni interessate, quindi nella nostra interpretazione i galluresi e tutte le altre popolazioni che si riconoscono meritevoli di un ente esponenziale, autonomo, di rappresentanza politica come oggi sono le province, devono poter avere questa opportunità. Inserire oggi altri elementi è sbagliato, neanche io parteciperò a un'operazione di questo tipo, o si vota una legge che è completa ed è pronta, oppure non si vota nessuna legge, perlomeno non col mio voto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Emilio Usula per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

USULA EMILIO (Gruppo Misto). E' difficile intervenire in un'Aula con questo clima e con questi toni. Io voglio semplicemente portare qui dentro la posizione di Autodeterminazione, noi siamo per il massimo decentramento politico e amministrativo. Posso ricordare anche che la mia parte politica è stata parte attiva nella strenua difesa della Carta costituzionale e dall'attacco feroce di matrice renziana e che nel referendum costituzionale del dicembre 2016 ci siamo schierati attivamente senza riserve per il no, sancendo in quel momento anche l'inconciliabile rapporto con il Partito di maggioranza in questa Regione. Con quel referendum si volevano imporre modifiche costituzionali che se introdotte avrebbero limitato la nostra autonomia e cancellato il ruolo dell'ente intermedio per sempre. Noi crediamo nelle province, nei servizi che devono rendere alla collettività e nel ruolo che è stato loro attribuito dai padri costituenti, crediamo nelle province elettive come strumento di democrazia reale da gestire perseguendo gli interessi del cittadino, e non come talvolta erano diventati purtroppo dei carrozzoni di sottogoverno. Oggi siamo chiamati, dietro la presentazione di un disegno di legge comunque, molto, troppo parziale, anche se corredato da un percorso partecipativo di Sindaci e di una comunità, a far rinascere una provincia che però bisogna specificare è aggiuntiva a quelle statutariamente previste, ma si tratta del rispetto di una comunità e di persone di un territorio che chiedono di autodeterminarsi, lo chiedono legittimamente. Ma oggi cosa devo dire, in quest'Aula e di fronte anche a tanta confusione, determinata in primis del partito di maggioranza? Che è sbagliato l'approccio, è sbagliato il momento, è sbagliato il metodo, a meno che tutto non venga compreso e giustificato con interessi particolari che si vogliono salvaguardare, contrabbandandoli come interessi generali. Interverrò ancora, dato che il tempo è finito, in dichiarazione di voto per dire la mia posizione, non parteciperò al voto per questo motivo: mi vergogno di essere testimone di una bagarre di questo tipo. Grazie.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 65.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Sabatini. Ne ha facoltà.

SABATINI FRANCESCO (PD). Presidente, le pongo una pregiudiziale, la prego di voler considerare le mie osservazioni, perché l'articolo 3 del comma 2 della legge regionale del 17 febbraio del 1968, la numero 108, prevede che per i Consigli regionali delle Regioni a statuto ordinario stabilisce che i Consigli regionali esercitano le loro funzioni fino al quarantaseiesimo giorno antecedente alla data delle elezioni per la loro rinnovazione. Quindi la legge nazionale dice espressamente che le Regioni a statuto ordinario non possono deliberare se non in casi straordinari, o in casi di legge obbligatoria, nei 46 giorni antecedenti la data delle elezioni. Quindi è vero che non sono comprese nella legge le regioni a statuto speciale come la nostra, ma faccio osservare che diverse sentenze, in modo specifico la sentenza numero 68 del 2010, dà indicazioni a tutte le Regioni di attenersi al fine di non incidere sulla scelta dell'elettore, che deve essere lasciata assolutamente libera, quindi c'è un'indicazione precisa della sentenza 68 fatta alle Regioni a Statuto ordinario e fatta alle Regioni a statuto speciale, in cui si invitano le Regioni a non legiferare nei 46 giorni antecedenti l'indizione delle elezioni. Bene, noi siamo dentro quei termini, io credo che sia davvero anomalo, anche per consuetudine di questo Consiglio, infatti ho potuto verificare nelle precedenti fine legislatura, dove si è, sì, deliberato, ma sono deliberate o leggi finanziarie, o leggi obbligatorie dell'Europa e dello Stato, non leggi come queste che intervengono su particolari argomenti, che certamente non sono né obbligatorie, né urgenti, quindi non è riconoscibile in questa fattispecie la legge che è alla nostra attenzione, quindi io credo davvero che questo Consiglio non possa in questo caso legiferare una legge che tratta appunto della riforma dell'organizzazione amministrativa della nostra Regione. Le chiedo di verificare attentamente…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luca Pizzuto. Ne ha facoltà.

PIZZUTO LUCA (SDP). No, per chiarire alla Sardegna, come diceva il collega Meloni, che gli unici che stanno cercando di portare alla ragione l'Aula e di non far cadere la possibilità di un disegno di autodeterminazione dei territori sono i colleghi Pizzuto e Cocco che hanno firmato quella legge, di cui non si può fare una colpa del fatto che vogliano difendere anche altri territori. Quindi come dire nella tensione dell'aula pregherei il collega di avere reazioni meno scomposte nei confronti di chi sta cercando di dare una mano e di provare a riportare il buonsenso e a cercare comunque di portare a casa un obiettivo per tutti. Io credo che continuando così non andiamo da nessuna parte, è necessario nuovamente fermarsi e cercare di ragionare per trovare la migliore soluzione possibile. Gramsci diceva: "Intellettuali sì, ma con la pancia piena", Presidente, fermi i lavori per la pausa pranzo, e speriamo che in questa fase di pausa si possa tentare di ricostruire un percorso e di trovare una soluzione unitaria, altrimenti così andiamo a farci male tutti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Presidente, io credo che sia evidente a tutti che ci sono frange importanti del centrosinistra che intendono bloccare i lavori dell'Aula, e intendono soprattutto bloccare l'iter di questa norma, di questa legge, intendono bloccare l'istituzione della Provincia del nord est, così come intendono bloccare l'istituzione della città metropolitana, stanno mettendo in campo un'azione di filibustering anche efficace, perché comunque non siamo riusciti a fare passetti avanti, dalla settimana scorsa però, non da stamattina, siamo ritornati qui in Aula inutilmente, sarebbe stato meglio probabilmente non ritornare in Aula, perché noi colleghi siamo stati eletti per votare leggi, o per fare atti di sindacato ispettivo, non siamo stati eletti per votare le leggi che sono decise da una maggioranza più o meno qualificata, siamo qui in Aula e siamo stati votati per decidere, per votare. Non è detto che ci debba essere una maggioranza che va in una determinata direzione piuttosto che in un'altra, noi dobbiamo scegliere, dobbiamo decidere, dobbiamo metterci la faccia, siamo arrivati alla fine della legislatura e la gente deve sapere che cosa ne pensiamo degli argomenti che vengono portati alla nostra attenzione, è un problema di serietà, non ci sono problemi politici. E credo che sia del tutto inutile e inconferente proporre sberleffi giuridici tipo quelli che ha proposto l'onorevole Sabatini, che cerca di brandire una sentenza che invita… A noi delle sentenze che invitano a fare una cosa o un'altra cosa non ci interessa, noi siamo legislatori. Se c'è una legge che ci impone un determinato atteggiamento, un determinato percorso, osserviamo la legge. Se c'è una sentenza che viene interpretata così in modo balzano a mo'di sberleffo giuridico per interrompere un iter legislativo, perché noi siamo all'interno di un iter legislativo, noi non ascoltiamo neppure. Non è serio! E' un problema di serietà delle istituzioni. Questa è la principale istituzione della Sardegna e deve dimostrare di essere in grado di fare le scelte legislative che vengono portate in aula. Votate contro se ne avete il coraggio, votate a favore se ne avete il coraggio, ma smettiamola con questa pantomima.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Fasolino. Ne ha facoltà.

FASOLINO GIUSEPPE (FI). Onorevole collega Pizzuto, sono sicuro che il consigliere Meloni, il quale non ha bisogno sicuramente della mia difesa, volesse soltanto precisare le tempistiche di arrivo in Commissione delle due leggi, voleva soltanto fare quello perché invece si stava cercando di dimostrare che c'erano due leggi che erano arrivate nello stesso periodo e una aveva avuto una corsia preferenziale, e questo invece non è successo. Volevo soltanto chiarire questo aspetto. Lei ha detto "dove andiamo?", guardi, io invece sono convinto che se continuiamo così noi approveremo questa proposta di legge.

Presidente, le faccio una proposta, io chiedo invece che non venga sospeso il Consiglio neanche per la pausa pranzo, che si vada ad oltranza, proprio perché siamo all'ultimo ed è giusto che questa legge venga approvata e non vorrei che a qualcuno magari durante la pausa pranzo possa venire qualche mal di pancia e non tornare in Aula.

PRESIDENTE. Allora, la seduta è sospesa, convoco la Conferenza dei Capigruppo.

(La seduta, sospesa alle ore 13 e 56, viene ripresa alle ore 14 e 04.)

PRESIDENTE. La Conferenza dei Capigruppo ha deciso che la seduta finisca qui. Il Consiglio è convocato questo pomeriggio alle 16, si inizia con la legge sulla fibromialgia e poi si ritorna alla legge sull'istituzione della Provincia del Nord-Est.

La seduta è tolta alle ore 14 e 05.