Seduta n.343 del 09/01/2019 

CCCXLIII Seduta

Mercoledì 9 gennaio 2019

(POMERIDIANA)

Presidenza del Presidente GIANFRANCO GANAU

Indi

del Vicepresidente EUGENIO LAI

Indi

del Presidente GIANFRANCO GANAU

La seduta è aperta alle ore 16 e 48.

FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 20 dicembre 2018 (339), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Fabrizio Anedda, Augusto Cherchi, Roberto Deriu, Roberto Desini, Gianni Lampis, Pier Mario Manca, Luigi Ruggeri e Emilio Usula hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 9 gennaio 2019.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Continuazione della discussione della proposta di legge Meloni Giuseppe - Fasolino - Satta - Zanchetta "Integrazioni all'articolo 25 della legge regionale 4 febbraio 2016, n. 2 (Riordino del sistema delle autonomie locali della Sardegna)" (405/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione della proposta di legge numero 405/A.

È iscritto a parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SDP). Possiamo aspettare un attimo, Presidente? Cinque minuti.

PRESIDENTE. Sospendo la seduta.

(La seduta, sospesa alle ore 16 e 50, viene ripresa alle ore 16 e 53.)

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SDP). Io sarò brevissimo e parto da due brevissime considerazioni. Io sono stato uno dei più convinti sostenitori del "no" al referendum di renziana memoria. Io sono stato presente come Capogruppo all'incontro che si è tenuto in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi con tutti i sindaci della Gallura e in quella occasione si è assunto un impegno solenne da parte di tutti i Capigruppo affinché la legge che oggi stiamo discutendo potesse arrivare in Aula, dopo l'approvazione da parte della Commissione, per essere approvata. Io credo che oggi con grandissima serietà tutti noi dovremmo ricordarci quel giorno e dovremmo ricordarci di quegli impegni, perché siamo di fronte a due perimetri, uno di tipo politico e uno di tipo personale. Io per quello che mi riguarda manterrò gli impegni assunti in quell'incontro, e non sto qui a dire quello che è stato ampiamente rappresentato e detto stamattina da tutti i colleghi che sono intervenuti, perché credo che non vi sia la necessità di farlo, però io credo che la serietà e la dignità di quest'Aula devono portarci a considerare quello che è il nostro ruolo e quello che sono stati gli impegni assunti e quelli che devono essere gli impegni da rispettare, perché ogni tanto la politica questo deve fare. Io quindi mi auguro che si proceda in maniera celere ad esitare quello per cui oggi è stato convocato questo Consiglio, e senza troppi infingimenti io chiedo a tutti i colleghi che si decida cosa voler fare: esiste un "piano A" che è quello dell'approvazione di questo dispositivo di legge, se è possibile io approverei immediatamente il piano A, se non è possibile, il "piano B" deve ricomprendere prima di tutto questo DL e deve avere una certezza nei tempi dell'approvazione dello stesso. E' chiaro che il "piano B" deve comprendere questo Dl integralmente, però, se non vogliamo prenderci in giro, se qui noi decidiamo di fare altro rispetto all'approvazione immediata della reintroduzione della Provincia di Olbia Tempio dobbiamo dire in maniera chiara che domani arriviamo qui per approvare questo e l'altro, altrimenti ci stiamo prendendo in giro fra di noi e stiamo prendendo in giro quei sindaci che in rappresentanza degli abitanti di quel territorio sono venuti da noi a rappresentarci delle istanze e rispetto alle quali noi abbiamo anche già dato delle risposte. Siccome da veri uomini e da veri sardi la parola d'onore rimane la parola d'onore, questa è la mia posizione.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Gianfranco Congiu. Ne ha facoltà.

CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). Non ho dubbi nell'affermare che quello che si sta manifestando in quest'Aula ha del surreale. Esiste un meccanismo di produzione delle leggi che è stato rispettato con l'incardinamento in una Commissione di un disegno di legge, con l'approfondimento puntuale di tutti i temi che hanno portato i proponenti a chiedere che venga istituita una nuova Provincia e francamente io sono qua esclusivamente per dare gambe e voto, e concludere un meccanismo legislativo nella maniera più ordinata possibile. Quello che sta accadendo, la negoziazione delle pretese territoriali, il soppesare interessi ammantati di pseudo occasioni di sviluppo senza una minima cornice di approfondimento svilisce le stesse ragioni che vengono portate all'attenzione di quest'Aula. Sono tutti temi di una nobiltà straordinaria, stiamo parlando della intelaiatura amministrativa di questa terra, che per me ha un respiro nazionale, io non riconosco le province perché nel mio glossario esiste la Regione, la Regione Nuoro, la Regione Gallura, la Regione Sassari. Questi sotto ambiti di derivazione italiana non mi piacciono, non mi sono mai piaciuti, ma riconosco che esiste nella schematizzazione amministrativa attuale chi ancora propugna l'esistenza di un ente di secondo livello. Qualcuno ha affrontato il cammino complesso per valorizzare le istanze territoriali. E io da componente di quella Commissione ricordo perfettamente il dibattito, perfettamente le audizioni, perfettamente gli argomenti che sono stati portati. Ma non posso accettare che oggi con la regola degli emendamenti si introducano argomenti surrettizi che necessitano di un approfondimento straordinario, necessitano di un chiarimento politico su come noi intendiamo l'intelaiatura amministrativa di questa terra. Non è possibile assistere all'utilizzo di un sistema emendativo per sovvertire un meccanismo legislativo, un atto legislativo che ha una sua ratio, una sua cornice, un suo sviluppo, degli atti che lo sostengono, non è possibile! E soprattutto la vera ragione per la quale non sono andato via stamattina è per difendere le istanze del mio territorio, del mio territorio che è la Sardegna centrale. E per Sardegna centrale io estendo gli ambiti anche alla Provincia di Oristano, perché in una schematizzazione come questa che sta vedendo un'affermazione nei poli urbani maggiormente sviluppati ci sarà ancora di più e sarà ancora più evidente da domani quella tenaglia sulle zone centrali che verranno schiacciate da uno strapotere dei poli maggiormente urbanizzati. E questo sta avvenendo con la complicità anche dei colleghi che arrivano dalle mie stesse zone, che non capiscono che qui si sta facendo un attentato a un equilibrio delicato, delicato perché la legge "2" ha avuto un momento di gestazione delicata. Va rivista, va probabilmente riscritta, va abrogata ma il tutto in un quadro politico che deve avere un uno sviluppo ordinato. Io non posso accettare che un emendamento si traduca in un danno per le mie zone, abbandonerò l'Aula denuncerò con tutta la forza che ho in corpo che questo meccanismo produrrà effetti negativi, non fatelo, rispettiamo quell'ordine che ci siamo dati nell'andare a votare un prodotto legislativo sufficientemente discusso, sufficientemente filtrato che deve essere solo approvato.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Grazie Presidente, ma io personalmente sono ovviamente non in linea con quanto appena dichiarato dal collega Congiu, perché credo che in quest'Aula dobbiamo fare un po' di chiarezza e soprattutto forse anche un po' di storia con alcuni atti e fatti. Credo che quando abbiamo parlato di pianificazione territoriale e di aree di crisi la Gallura non è mai rientrata in questo sistema di programmazione, di pianificazione, l'abbiamo sempre ritenuto un territorio in grado di produrre, in grado di essere autosufficiente per aspetti che riguardano il sociale, l'economia e soprattutto la parte turistica in particolare. Non solo credo che gli indicatori economico sociali tra i quali appunto anche l'incremento demografico, la capacità di attrarre investimenti abbiano sempre fatto della Gallura, del Monte Acuto e anche di La Maddalena, perché oggi non ho ovviamente tutto il tempo di ricordare cos'è stata la Maddalena ma certamente sono dei territori che non possono essere considerati, se non ovviamente al pari anche di tutta la situazione della Sardegna, certamente delle aree di crisi. Allora dico se dobbiamo essere coerenti e riconosciamo alla Gallura quell'aspetto trainante che oggi è riconosciuto solamente alla Provincia di Cagliari, alla parte soprattutto insulare e quindi a ciò che nella parte più urbanizzata come Cagliari, credo che dobbiamo essere onesti a riconoscere alla Gallura un effetto trainante in particolare per sé stessa ma anche per tutto il nord Sardegna. Se no parliamo di altri indicatori. Sull'ordinamento degli enti locali noi dobbiamo ricordare anche qui, è stato un pasticcio un pasticcio a livello nazionale ricordo Renzi - Del Rio con le loro proposte e ricordo ciò che è avvenuto appunto con la legge "2" del 2016. Io personalmente sono ancora oggi contraria o meglio mi limito a rilevare che le Unioni di Comuni non funzionano, per esempio. Io sono molto più favorevole a dire apertamente che voglio la provincia della Gallura, perché la ritengo assolutamente elemento trainante, istituzione ed ente locale importante in grado di aggregare e di coinvolgere parti di territorio della nostra Isola importanti. Quindi, colleghi, io vorrei ancora portare ad avvalorare una parte importante di economia e questo lo dico soprattutto al collega, assessore Paci, credo che nel momento in cui siamo capaci di produrre un reddito di valore, un reddito reale, produzione reale ad alta intensità endogena e quindi non delocalizzabile, mi sto riferendo ovviamente a tutto ciò che poi traduciamo in un PIL turismo piuttosto che produzioni alimentari, caratteristiche tipiche del nostro territorio Gallura, Monte Acuto, La Maddalena, credo che dobbiamo essere onesti per dire che ha senso e ha effetto trainante e dà un valore in termini di sviluppo economico. Allora io con questo spirito credo che oggi dobbiamo riconoscere a questo territorio l'importanza di essere. Provincia. Poi personalmente credo che i miei fatti e la mia storia lo dimostrino che io ho un riferimento che si chiama Sardegna e che quindi cerco, e come legislatore devo portare avanti, azioni, fatti, atti, leggi che devono servire a migliorare la mia terra non a peggiorarla. Quindi io sono animata da questo spirito ovvero dal vedere la Gallura come effetto trainante di sviluppo per sé stessa e per le regioni vicine. Le regioni territoriali ovviamente intendo. Quindi sotto questo profilo credo che anche quando abbiamo fatto la riforma sanitaria abbiamo parlato di Città metropolitana ricordo, per esempio, che la ragione di portare l'ATS nella regione sassarese, nella città di Sassari nasceva dal fatto che si era penalizzati dal fatto che non esisteva la Città Metropolitana e che quindi si parlava di Cagliari centrismo. Io vorrei capire cosa pensano oggi quei colleghi alla luce anche di quella riforma che per me è fallimentare, per esempio, in termini sanitari. Io credo quindi che la ragione della richiesta delle popolazioni, dei territori, degli amministratori locali della Gallura nasce da fatti, nasce da situazioni concrete che riguardano la nostra economia, il benessere dei nostri concittadini e soprattutto dalle potenzialità. Io credo che regioni come il Sarrabus, il Gerrei, la Barbagia di Seulo che sono regioni che stanno ovviamente nella parte più interna della nostra Regione meritino per carità le stesse attenzioni quindi si è parlato di zone interne, il Nuorese sembrava che spostando l'Areus a Nuoro avremmo risolto tutti i problemi della provincia di Nuoro. E guardate, colleghi, io non sto parlando della riforma sanitaria perché può essere inusuale o può non avere nulla a che fare. Quando noi parliamo di ordinamento di enti locali, parliamo di ordinamento di ciò che serve alle nostre comunità, e non a caso ne abbiamo competenza primaria, e avete fallito su questo, cara Giunta Pigliaru, avete totalmente fallito, con una grande complicità del vostro Governo nazionale ai tempi di Renzi. Quindi dico, oggi, io sono disposta a valutare qualsiasi proposta possa interessare la nostra Regione; ho sentito la proposta del collega Sabatini, l'Ogliastra è un'altra parte di territorio che merita grande attenzione, però credo che in questo momento l'attenzione che dobbiamo avere sulla Gallura è diversa, perché la Gallura porta, se vogliamo parlare anche di meritocrazia in termini di benessere, porta valori differenti, e non è che possiamo pensare di attrarre gli investimenti e di dire che il Qatar ha scelto quella zona di territorio… perché ha scelto quella zona di territorio? Ce lo chiediamo? Perché sennò colleghi noi stiamo parlando di parametri che usiamo a seconda delle situazioni. Perché abbiamo la Costa Smeralda? Non stiamo parlando di una cosa che è nata ieri, stiamo parlando della nostra storia, stiamo parlando di un brand che ha valorizzato la nostra Regione. Allora io dico, se vogliamo avere un approccio laico, dobbiamo guardare il tutto con occhi nell'interesse dei nostri territori, e io non voglio fare nessun tipo di campanilismo, nonostante sia espressione di un territorio che è quello della provincia di Cagliari, quindi per me assolutamente non è niente di strano ciò che riguarda oggi la realizzazione, la creazione, l'istituzione, la reintroduzione, la restituzione della provincia della Gallura, Monte Acuto e La Maddalena, e la nomino tutta perché ha ragione di esistere con questa denominazione, perché colleghi, la provincia della Gallura nella mia idea deve andare ancora a trainare la difficoltà che ha oggi La Maddalena, e allora se è vero che la città metropolitana ha attratto investimenti, finanziamenti e trasferimenti statali, credo che anche questa sia una delle strade per cui lo Stato possa guardare a questa parte del territorio della Sardegna con occhi differenti, con strumenti differenti. Quindi, Presidente, ho visto che ci sono un bel po' di emendamenti, io oggi sono venuta in quest'Aula con l'idea di concentrare la nostra attenzione di legislatori e di amministratori, mi piacerebbe aggiungere un'altra parola, magari anche delle costruzioni statistiche per l'istituzione della provincia della Gallura-Monteacuto-La Maddalena. Quindi su questo il mio Gruppo è assolutamente a favore, ripeto, abbiamo la disponibilità a trattare la partita Sardegna nella sua completezza, però ricordo a tutti che oggi la proposta è l'istituzione della provincia della Gallura.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Non nascondo che è un compito arduo intervenire come organo collegiale, perché il nostro è un intervento della Giunta regionale, quindi di un organo collegiale su un tema così controverso, cercherò di portare alcune considerazioni che sono state già peraltro ampiamente sottolineate durante il dibattito. Primo, abbiamo un quadro istituzionale mutato dopo il referendum costituzionale del 4 dicembre del 2016, che prevedeva l'abolizione delle province e ricordiamoci che non sono state abolite, quindi le abbiamo, ce le abbiamo come organismo istituzionale. Avevamo una legge di riforma del sistema delle autonomie locali, la legge 2 del 2016, che era stata scritta pensando a una situazione nella quale le province non ci sarebbero più state, allora è evidente che c'è la necessità di ripensare a un quadro di organizzazione delle autonomie locali in Sardegna, un quadro che ovviamente non significa costruire nuovi carrozzoni, costosi, burocratici, è evidente che bisogna avere un ente intermedio tra il livello regionale, il livello comunale, che poi abbia il nome di "Unioni dei Comuni", abbia il nome di "provincia", abbia il nome che volete, ma non c'è dubbio alcuno che ci sia la necessità di avere un organismo istituzionale intermedio che, ripeto, non deve essere un carrozzone, ma deve essere il luogo dove per esempio si fanno le strategie di programmazione territoriale. Io in questi anni, lo sapete, ho seguito per conto della Giunta regionale la programmazione territoriale nei territori, e vi assicuro che questa esigenza di avere dei luoghi di ragionamento strategico all'interno dei territori è assolutamente fondamentale. Quindi io penso che questa discussione che c'è stata oggi, è una discussione che assolutamente deve essere ripresa, deve essere portata avanti, con tutta la necessità di elaborazione che un tema così complesso ed importante richiede, ma, come è stato detto da più interventi, oggi siamo qui chiamati a esprimere, in particolare lo è la Giunta, a esprimere il parere su una proposta di legge, che origina dal Consiglio regionale, non dalla Giunta, la numero 405 che prevede esplicitamente l'istituzione della provincia del Nord-Est della Sardegna, proposta che, come sappiamo, ha fatto tutto il suo iter, è presente da un anno, ha fatto l'iter, ha avuto il parere favorevole del CAL, e origina da un'ampia mobilitazione di tutto il territorio, non solo i sindaci, oggi presenti in gran numero, ma anche le istituzioni sociali e le istituzioni economiche del territorio, è quindi una proposta che sicuramente arriva qui oggi matura. Bene, dico che la Giunta guarda con grande attenzione e favore a questa proposta, allo stesso tempo i meccanismi consiliari ritengono e permettono, del tutto legittimamente, sia chiaro, la presentazione, una volta che c'è una proposta di legge su un argomento, degli emendamenti, e vediamo quindi che sono stati presentati numerosissimi emendamenti che prevedono l'istituzione di altre province, l'istituzione della città metropolitana di Sassari, e tante altre istanze. Anche qui voglio dire che non c'è niente di sbagliato ed illegittimo in queste proposte, niente! Io ho sentito, ne cito due se mi permettete, gli interventi di Franco Sabattini e Di Luca Pizzuto a favore dell'istituzione delle province nei loro territori, e ci sono degli elementi che condivido, che personalmente condivido nelle cose che ci hanno detto. Qua il tema è un altro, possiamo pensare di modificare radicalmente l'assetto organizzativo e istituzionale della Sardegna con degli emendamenti? Senza pensare, ad esempio, qual è il contro bilanciamento tra le Unioni dei Comuni che esistono e le province che vengono di nuovo diffuse, quali sono le funzioni, quali sono i costi, qual è l'organizzazione. Io non sto dicendo che sia sbagliato andare in questa strada, assolutamente, anzi, probabilmente è la strada giusta, ma richiede una grande riflessione, richiede un approfondimento, che non può essere fatto, ad avviso della Giunta, in un modo, così, attraverso emendamenti, attraverso una discussione in Aula. Ultima considerazione. Come abbiamo visto e sentito dai vari interventi questi non sono temi di maggioranza e di minoranza, nel modo più assoluto, sono temi trasversali, sono temi che attengono al dibattito politico, sono temi che riguardano i territori, da questo punto di vista la Giunta non ritiene opportuno esprimere un proprio parere contrario o favorevole a tutti i vari emendamenti che sono stati proposti. Ho detto le cose che pensiamo in modo penso abbastanza chiaro e lineare, dopodiché riteniamo opportuno lasciare al dibattito politico, al dibattito del Consiglio la scelta più corretta, facendo una raccomandazione, stiamo attenti, perché la soluzione, come ha detto il Presidente della prima Commissione nel suo intervento, che ho apprezzato, di dare tutto a tutti, non è necessariamente la soluzione ottimale ma, anzi, penso che possa creare un pregiudizio grave a un assetto complessivo della nostra Regione. Sono convinto che il Consiglio regionale ha la giusta sensibilità e attenzione anche al particolare momento politico, siamo a un mese dalle elezioni e dal rinnovo di questo Consiglio regionale, e saprà prendere le decisioni corrette.

PRESIDENTE. Grazie. Prima della votazione del passaggio agli articoli è possibile intervenire per dichiarazione di voto.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Gruppo Misto). Presidente, per chiedere una sospensione di qualche minuto.

PRESIDENTE. Allora, sospendiamo la seduta per qualche minuto.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 19, viene ripresa alle ore 18 e 48.)

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta.

Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Gruppo Misto). Sulla proposta credo di essermi già espresso in Commissione e in Aula, l'idea però che si possano fare leggi di questo tipo, a colpi di emendamenti, in un clima come quello che si è generato nelle ultime ore, è lontano da quello che ho sempre sostenuto e che ho sostenuto anche oggi. Si rifletta tutti sulla possibilità concreta di approvare il testo, così come uscito dalla Commissione, così com'è stato approvato dal Consiglio delle Autonomie locali, l'alternativa è portare gli emendamenti presentati in Commissione e consentire un'istruttoria seria dei temi presentati. Se l'idea è quella, a colpi di maggioranza, di creare pastrocchi e di mettere in discussione anche la stessa esistenza dello Statuto speciale, perché non ci dimentichiamo che in queste ore altre regioni stanno discutendo dello stesso tema e noi rischiamo di diventare una barzelletta. Per cui quello che ho detto prima lo confermo oggi. Vedo tra i banchi della maggioranza delle defezioni importanti, credo che l'unica possibilità che ci rimanga sia quella di scegliere se approvare il testo così com'è, e quindi ritirare gli emendamenti presentati e consentire una discussione serena del testo, o in alternativa il rischio che vedo all'orizzonte è quello di, a pochi poche ore dalla fine della legislatura, demolire non soltanto il sistema degli enti locali, ma anche la credibilità dell'Istituzione. Non sono disponibile a conti o a giochi di maggioranza, o di maggioranze trasversali.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luca Pizzuto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIZZUTO LUCA (SDP). Presidente, io faccio una proposta, perché io penso che sia fondamentale riconoscere l'autonomia dei territori come ho detto, però penso anche che non si possa andare avanti dentro un, permettetemi questo termine, "casino" di questa portata. Io ritengo, e noi prendiamo l'impegno e chiediamo che lo prendono anche gli altri Capigruppo, che il testo rientri in Commissione e entro mercoledì…

(Interruzioni)

Io sono coerente con le posizioni che ho espresso, tant'è che sono qui pronto a votare gli emendamenti e ad andare avanti se necessario, ma siccome questa, è l'avete detto voi, e io nell'appello che ho fatto stamattina ho condiviso quello che voi avete detto, doveva essere una riforma per tutta la Sardegna, e doveva essere una riforma di cui deve andare fiera tutta la Sardegna, io vi sto chiedendo, e per parte nostra prenderemo l'impegno, di ritornare in Commissione per cercare una sintesi più ampia con l'impegno di tornare in Aula mercoledì. Ci sto mettendo la faccia, sono qui, e tutti voi sapete che non sono uno che non mantiene poi la parola data. Però questa non può essere una cosa che viene fatta in questa maniera e lo sapete anche voi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Regione. Ne ha facoltà.

PIGLIARU FRANCESCO (PD), Presidente della Regione. Ma solo per dire pochissime cose. Primo, francamente questa è un'iniziativa consiliare, quindi io cerco di stare tra parentesi su questo tema, credo che riforme così importanti, in generale, non si facciano all'ultimo momento, questa è la prima affermazione e non ho nessuna difficoltà a farla con chiarezza e con forza. Secondo capisco molto bene che dopo il referendum del dicembre di due anni fa il mondo è cambiato rispetto al disegno che noi abbiamo fatto nella riforma degli enti locali e, quindi, capisco anche che ci sia stata una ripresa ragionevole del ragionamento intorno al ruolo delle province; capisco anche che la Gallura abbia una aspirazione chiara, forte, condivisibile ad avere un ente di area vasta per gestire una propria identità, definizione chiara e precisa. Voglio soltanto dire questo: normalmente, quando un territorio fa un passo in una direzione, qualche volta, apre la strada anche agli altri. Io ho cercato in queste ore di convincere tutti che se passasse, seppure in un contesto che io non condivido cioè in tempi così ristretti e a fine legislatura, ma comunque sia, se si decidesse per un voto a favore della provincia della Gallura, questo non toglierebbe, io credo lo dico molto serenamente, opportunità ad altri territori, perché nel prossimo futuro si possano fare passi nella stessa direzione, al contrario darebbe migliori opportunità. Sono convinto che se Lombardia e Veneto otterranno l'autonomia nel modo giusto, non nel versante egoista che andrebbe a danneggiare il sacrosanto diritto di perequazione tra territori ricchi e territori poveri, che è scritto in Costituzione, ma se faranno responsabile domanda per una autonomia responsabile e non competitivo conflittuale verso altri territori, il successo di Lombardia e Veneto, per esempio, ed Emilia Romagna, è ed è percepito come una opportunità per territori che anch'essi domani saranno pronti, dalla Puglia, al Lazio, alla Calabria e saranno pronti a seguire la stessa strada e la seguiranno in condizioni più facili perché qualcuno ha aperto quella strada. Questo è quello che penso io. Vedo che non tutti la pensano come me, come è ragionevole che sia, che ci sono altre valutazioni che valgono quanto le mie, intendiamoci, non sto parlando come Presidente, sto parlando come consigliere in questo momento e rispetto tutti i punti di vista. E quindi, concludo, per dire che sono molto d'accordo con quanto ha detto il presidente della Commissione Francesco Agus e cioè che alla fine siamo di fronte a due questioni, a due possibilità, per quanto mi riguarda, o si vota la legge per come è entrata in Aula, per come è stata valutata dal CAL, per come è stata valutata dalla Commissione e che ha un punto molto preciso; o se si vuole ragionare, se il Consiglio vuole ragionare non la Giunta, il Consiglio vorrà ragionare, nei pochi giorni che ci sono, su ipotesi più allargate a quel punto credo che abbia ragione il presidente Agus a dire il requisito minimo per legiferare con dignità è quello che, in quel caso se questa è la prospettiva scelta dal Consiglio, la Commissione deve poter esprimere con un minimo di spazio e di ragionamento pareri sui complessi emendamenti presentati.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Fasolino per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FASOLINO GIUSEPPE (FI). Grazie Presidente, prima di essere consiglieri regionali, prima di essere politici, dobbiamo essere uomini e donne e dobbiamo avere il coraggio delle nostre azioni, non nasconderci dietro una tenda. Io Presidente, gliel'ho detto prima, non mi sono mai nascosto e non mi nasconderò nel dirvi che lei ha delle qualità umane che vanno al di là delle questioni politiche e oggi rimanendo lì, e avendo la responsabilità, e prendendosi la responsabilità di dire quello che pensa l'ha dimostrato per l'ennesima volta. E io la ringrazio perché ci sono momenti in cui la politica, la società ha bisogno dei politici, ma ci sono momenti in cui la politica e la società ha bisogno degli uomini e delle donne, dei Valori, voglio dire, umani, ecco in che senso. Allora, c'è una proposta di legge che ha fatto un percorso chiaro, deciso tutti gli altri in questi due anni avrebbero potuto fare lo stesso percorso, tutti quelli che in queste settimane, in questa settimana, in queste ore hanno presentato gli emendamenti in questi due anni potevano fare lo stesso percorso che ha fatto questa proposta di legge, nessuno l'ha fatto. Oggi nel momento in cui si deve discutere questo disegno di legge tutti presentano tutto ciò che non hanno presentato in questi due anni, con quale obiettivo? Di approvare le loro proposte o di non far approvare la nostra proposta? E allora sono d'accordo che le strade sono due, secondo me la strada è una: c'è una proposta di legge e questa proposta di legge, come è uscita dalla Commissione, come è stata votata all'unanimità dal CAL deve essere votata da questo Consiglio regionale, altrimenti gli altri emendamenti sono qua si votano contrario, si fa un voto contrario oppure si portano a votazione gli altri emendamenti, ma col coraggio di assumerci ognuno di noi la propria responsabilità di Consigliere regionale, non nascondendoci e non cercando di far mancare il numero legale. E in questo, e in questo conoscendo quello che pensa il Capogruppo del PD, Pietro Cocco, lo ringrazio perché, come sempre, ha avuto il coraggio di rimanere in Aula e di affrontare le questioni, seppur non pensandola nella stessa maniera.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Grazie signor Presidente, siamo nostro malgrado costretti registrare che una parte della maggioranza vuole impedire a quest'Aula di discutere, di discutere una legge importante, di discutere del futuro di territori che hanno comunque diritto di avere il giusto riconoscimento, e questo è un atto gravissimo. È un atto che ci ricorda il crepuscolo della democrazia, è un atto che fa emergere le contraddizioni di una maggioranza che evidentemente oggi, a fine mandato, dà il peggio di sé, anche se il peggio di sé ritengo che l'abbia già dato in tante altre occasioni. Noi non ci stiamo, noi vogliamo discutere, vogliamo votare questa legge, riteniamo che abbiamo perso tanto tempo in questi due giorni e tanto tempo abbiamo fatto perdere a tutti coloro che sono qui e che hanno interesse a vedere le sorti di questa discussione. Noi chiediamo quindi che si arrivi al voto, che si arrivi al voto del provvedimento, che si arrivi al voto degli emendamenti, chiediamo che non ci si faccia mancare il numero legale perché sarebbe veramente un attentato alla democrazia, è questo che vi chiediamo. Votate, fateci capire come la pensate, metteteci la faccia come la mettiamo noi, fate capire i sardi che non siete qui soltanto per fare camarille ma siete qui per fare gli interessi di chi ci ha votati, gli interessi del popolo sardo, grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giorgio Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC-Sardegna). Io innanzitutto mi lamento per il fatto che se l'avessimo fatto noi, un ritardo di quasi due ore, chissà cosa sarebbe successo, non è mai successo, ci avreste chiamato all'ordine in tempi certamente molto molto brevi. A questo punto giunti è evidente che qualcuno si appella al fatto dei voti trasversali eccetera, qui chi è andata via è la maggioranza, questa legge, che ha seguito l'iter di tutte le altre leggi, la prima volta è stata approvata dalla maggioranza, è stata approvata all'unanimità dal CAL. E nessuno vieta che si vengano ritirati… eventualmente se la maggioranza non fosse su una certa linea può ritirarli gli emendamenti, possono essere ritirati anche dall'opposizione. Qui non c'è questo problema, il problema è: dobbiamo andare avanti oppure no. Con molta chiarezza io credo che sia corretto dire qual è la linea; la linea di andare a 3 o 4 giorni, o come ha proposto il Presidente, che ci possono essere delle cose che sono anomale non ci convince. Qui se qualcosa non va bene è perché avete dato un esempio certamente non corretto ai Sindaci che son qui presenti. Avete dato un'immagine della maggioranza che scorrettissima, perché anche un gonzo si sarebbe accorto che a un certo punto la maggioranza è uscita, quindi si assume la responsabilità del fatto che si ha l'obiettivo che questa legge non vada avanti. Allora io invito il Presidente ad andare avanti, se qualcuno chiederà il voto e non ci sarà la maggioranza si assumerà di fronte ai cittadini e di fronte ai sindaci la responsabilità di aver ritenuto che forse sarebbe stato più opportuno valutare con più attenzione questa legge, ma avevamo tutti i tempi, perché nel momento stesso in cui ci siamo incontrati con i sindaci del territorio della Gallura nessun Capogruppo ha espresso un giudizio negativo. Quindi l'incoerenza è palese e certamente tutta la responsabilità è della maggioranza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SDP). I Capigruppo son tutti in aula, quindi abbiamo mantenuto la coerenza rispetto a quel giorno in cui abbiamo assunto quegli impegni che lei ha ricordato. Io condivido pienamente quello che ha detto il Presidente della Giunta Francesco Pigliaru ma è inutile qui ribadire concetti che abbiamo espresso stamattina, che abbiamo ribadito e che ormai conosciamo tutti. Qui ci sono delle posizioni che sono delle posizioni diverse, ha appena ricordato l'amico Giuseppe Fasolino che la legge ha seguito un iter in Commissione che ha avuto il parere unanime del CAL, è stata esitata dalla Commissione all'unanimità, poi se ci sono state delle discrasie rispetto alla presentazione di altri emendamenti che non sono stati presentati in Commissione e che potevano già arrivare nel testo di questo di disegno di legge, sono altri discorsi. Qualcuno ha sbagliato, forse abbiamo sbagliato noi, abbiamo sbagliato tutti, io sono del parere che il testo che è arrivato prosciugato dagli emendamenti possa essere tranquillamente votato. Quindi io inviterei tutti i colleghi di maggioranza e di opposizione a ritirare tutti gli emendamenti, a tornare in Aula e aprire la discussione sulla legge, poi chi vuole votare contro può anche votare contro. L'altra ipotesi di poter tornare in Commissione potrebbe essere una strada perseguibile se ci fosse certezza, ma certezza significa 100 per cento, dell'approvazione di questo dispositivo - l'ho già detto stamattina -, perché questo è il "piano A" e comunque va approvato a prescindere, poi se ci fosse la possibilità di perseguire una strada che portasse anche ad integrare questo dispositivo, siamo qui, ma ci vogliono certezze chiare e non possiamo prenderci in giro noi e non possiamo prendere in giro nessuno. Io, ripeto, ho assunto un impegno personale e anche da parte del mio Gruppo politico, la parola data è quella e io su quell'impegno mantengo la mia coerenza e rimango in aula, poi non sarò io a decidere quello che vogliamo fare, io ci sarò.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Antonio Solinas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SOLINAS ANTONIO (PD). Intervengo con serenità perché, provenendo da un altro territorio, non ho interessi diretti in queste proposte di modifica o della proposta di legge. Cerco di fare il consigliere regionale di tutto il territorio regionale e credo che sia un riconoscimento dovuto la costituzione della Provincia della Gallura; forse quando abbiamo approvato la legge 2 abbiamo fatto un errore, però si tratta oggi di mettere mano a una proposta di legge che modifica un settore importante come quello dell'organizzazione degli enti locali. E' inutile negarlo, le elezioni si avvicinano e io inviterei la maggioranza a essere responsabile ma anche la minoranza ad evitare strumentalizzazioni, perché sospensioni ne fa la maggioranza attuale, ne ha fatto nella passata legislatura la maggioranza di allora. Ci siamo lamentati anche noi ma è normale che all'interno delle maggioranze ci siano diversità di vedute, e oggi ci sono diversità di vedute. Io credo che sia importante che in una modifica strutturale come quella degli enti locali che stiamo procedendo, non solo sulla proposta di legge che è stata approvata dalla Commissione ma anche dagli emendamenti che provengono nella stragrande maggioranza dalla maggioranza (scusando il bisticcio di parole), però è la maggioranza politica che oggi governa la Regione, almeno sino al 24 di febbraio poi decideranno i cittadini quale scegliere come coalizione. Credo che la proposta che ha fatto il collega Pizzuto sia una proposta di buonsenso. Partendo dal presupposto che è giusto il riconoscimento della Provincia della Gallura, però io vorrei che sulla proposta così importante si istruisca anche la possibilità di allargare con gli emendamenti che sono stati presentati, quindi far istruire nuovamente alla Commissione competente le modifiche da portare in Aula nella prossima settimana (credo che non caschi il mondo se invece di approvarla oggi che è mercoledì, l'approviamo fra otto giorni), con l'impegno che si ritorna in Aula e che, se non c'è la disponibilità di allargare o trovare soluzioni più condivisibili con più territori, questo Consiglio andrà a votare e approverà a maggioranza o all'unanimità quella che è la proposta che la Commissione ha licenziato. Però insistere sulla tesi che si va comunque a votare approvando una riforma come questa…

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Solinas, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Giovanni Satta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SATTA GIOVANNI (PSd'Az-La Base). Io userei il termine buonsenso: buonsenso nelle parole del presidente Francesco Pigliaru, buonsenso in quella del Presidente della commissione Francesco Agus, buonsenso nelle parole di Daniele Cocco. Io credo che il buonsenso dovrebbe caratterizzare e avrebbe dovuto caratterizzare questa seduta. Quelle persone che hanno abbandonato l'aula dovrebbero fare un mea culpa, dovrebbero anche - mi dispiace dirlo perché sono dei colleghi, come ho detto prima, che stimo - fare un piccolo esame di coscienza: dov'erano in questo anno e mezzo? Perché in Commissione (se non c'erano loro, avevano i propri rappresentanti politici) non hanno fatto le battaglie per i propri territori? Dovevano aspettare oggi che siamo proprio agli sgoccioli di questa legislatura del Consiglio regionale (probabilmente nell'ultima seduta di questa legislatura) per fare questa messa in scena? Non ne escono bene perché sicuramente chi proviene dai loro territori e aveva delle istanze gli dirà: "perché non l'avete fatto prima? Avete dormito, avete pensato ad altro". Quindi io come ho detto prima ritengo che sia importantissimo che la correttezza delle procedure venga rispettata, con quel buonsenso che è stato indicato dai colleghi dell'attuale maggioranza, che si porti avanti questa riforma della legge 2 del 2016, senza se e senza ma, poi come ha detto l'onorevole Presidente Pigliaru ci saranno altre occasioni in futuro affinché le istanze degli altri territori vengano giustamente accolte; chi sarà qua nella prossima legislatura lo farà sicuramente con la dovuta calma però seguendo quell'iter procedurale che una legge normalmente deve seguire, e questo lo dico anche perché oggi con grande dispiacere vedo che non approderà in Aula neanche quella riforma della gestione museale che vedeva la gestione passare dalle singole cooperative a una gestione unitaria di un'agenzia: anche questa non arriva in Aula come non è arrivata l'urbanistica. Quindi, un sussulto di orgoglio, approviamo questa riforma che non è sicuramente una riforma contro il Sulcis, contro la Città metropolitana di Cagliari ma è una riforma per la Gallura, punto e basta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pierfranco Zanchetta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZANCHETTA PIERFRANCO (Cristiano Popolari Socialisti). Il richiamo al senso di responsabilità che anche questa mattina nel mio intervento sulla discussione generale del DL 405 ho fatto, lo rifaccio adesso, ma lo rifaccio a me stesso. Io rimango in Aula non solo per l'interesse che ho di salvaguardare e tutelare il mio territorio ma perché non posso mortificare il mio ruolo di consigliere regionale e quindi di legislatore della Regione autonoma della Sardegna. Noi abbiamo una PL depositata, che ha fatto tutto il suo iter ed è stata sottoposta anche alle valutazioni valutazioni del Consiglio delle Autonomie locali, oggi è in aula e io credo che non si possa sottrarsi alla sua approvazione. Faccio un invito, credo che per quanto comprensibile siano i suggerimenti e gli inviti fatti dai colleghi che mi hanno preceduto di ritornare in Commissione io credo che noi dobbiamo procedere stasera e votare e approvare la proposta di legge che istituisce la provincia del nord est. E mi auguro che gli emendamenti presentati vengano ritirati, proprio perché la legge così snella, asciutta come è stata presentata si inserisce perfettamente nella legge di riforma del riordino degli enti locali e non va ad appesantire o a creare problemi come invece gli emendamenti porterebbero invece a creare. Noi dobbiamo approvare questa proposta di legge così com'è, senza fronzoli, lasciando il testo in modo che non ci siano elementi che possano disturbare o creare problemi all'impianto normativo, che, come ho detto stamattina, è già un'anatra zoppa che noi dobbiamo correggere. Quindi invito i colleghi a votare, a rimanere in Aula e a ritirare gli emendamenti, grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Meloni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MELONI GIUSEPPE (PD). Per chiedere che venga, appunto, portata in votazione la proposta di legge così come è stata relazionata, discussa, così com'è arrivata in quest'Aula. Ci sono stati anni mesi e anni direi di discussione sul tema in particolare è iniziato già all'indomani della legge "2" in attesa di quel referendum che ha stabilito determinate cose. Io ricordo bene quando solo alcuni dei consiglieri di quest'Aula hanno deciso di presentare una proposta di legge e di aprire una discussione su questo tema mentre altri non l'hanno fatto. Ricordo bene che quando qualcuno cercava, come il sottoscritto, di aprire una discussione altri pensavano invece che fosse necessario non parlarne, far cadere una pietra tombale definitiva, nonostante la novità introdotta dal referendum costituzionale fallito del 2016. E allora se come mi è stato spiegato quando non votai la legge "2" e bene feci, se come mi è stato spiegato avremmo dovuto attendere il referendum non capisco perché una volta atteso il referendum con quell'esito tutti quei colleghi che mi invitavano ad attendere quel referendum non hanno iniziato insieme a me un percorso che ci ha portato, per quanto riguarda questa proposta alla seduta odierna dell'Aula. Non l'hanno fatto durante la discussione la legge "2" il discorso che stanno facendo o tentando di fare strumentalmente oggi sui loro territori, non tutti per la verità, e non l'hanno fatto all'indomani del referendum. Perché? E perché oggi in zona Cesarini fuori tempo massimo si cerca di inquinare una proposta di legge che, badate bene, è una proposta di legge, collega Agus, è una proposta di legge, non è un disegno di legge, è una proposta di legge bipartisan, era naturale che dovesse avere normalmente l'appoggia e i voti della maggioranza e della minoranza, era naturale, scontato. Ecco allora io dico perché arrivano solo in zona Cesarini questi? Sono arrivati solo in zona Cesarini questi emendamenti, questi interventi di emendamento? Forse perché qualcuno si vuole punire la coscienza? È sufficiente citare tre Sindaci: il Sindaco di Sanluri, il Sindaco di Loceri e Sindaco di Sassari. In sede di CAL Sindaco di Sassari nel 2016 o 15 fine 2015 ha detto ok alla riforma che oggi vorrebbe emendare, tramite i suoi consiglieri, e il sindaco di Loceri ha detto ok a questa proposta di legge in nome di tutti gli ogliastrini e poi faremo noi per…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Ma Presidente, intanto ricordo che siamo in fase di votazione e quindi le esprimo il voto favorevole di Forza Italia per il passaggio agli articoli. E poi anche per sottolineare quello che alcuni colleghi hanno già affermato. Questa è una proposta che ha visto il procedimento normativo completo. Non solo, ricordo benissimo l'ultimo incontro che abbiamo fatto con i Sindaci, credo che non ci siano assolutamente vizi di forma sia sull'arrivo in Aula di questa proposta né sulla trattazione. Tra le altre cose credo che ci siano le condizioni perché ci si possa esprimere, io dico anche eventualmente sugli emendamenti. Quindi non credo che ci debbano essere altri limiti ad esaminare e approvare, per quanto ci riguarda, questa proposta. Tra l'altro credo che ci sia stato anche abbastanza tempo per decidere, vista, io non voglio fare né strumentalizzazioni, né neanche lamentele, però credo che abbiate avuto tutto il tempo anche stasera, anche in barba alla nostra attesa qui insieme agli altri ospiti, vi abbiamo atteso, andiamo avanti e procediamo. Sull'uscita dalla maggioranza credo che non ci sia nulla da aggiungere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Anna Maria Busia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BUSIA ANNA MARIA (Gruppo Misto). Grazie, colleghi ero molto indecisa se intervenire ma lo spettacolo a cui stiamo dando corso mi pare che vada stigmatizzato: pacta sunt servanda. Io ero presente quando è stato preso un impegno e sono consapevole del fatto che le formalità che vengono svolte nello svolgimento del nostro sono lavoro sono non soltanto una questione marginale ma sono sostanza. Noi dobbiamo ricordarci come bene ha detto l'onorevole Fasolino che siamo uomini e donne consiglieri, consigliere rappresentiamo non soltanto i territori che ci hanno letto ma un'intera Regione. E allora non possiamo con quello che sta accadendo, con il comportamento di alcuni che si stanno sottraendo ad un impegno che è stato preso, non possiamo svilire il lavoro di questo Consiglio regionale che si svolge non soltanto per quello che avviene in Aula ma per il lavoro che viene fatto nelle Commissioni. Allora non comprendo questa bulimia emendativa che si scatena in occasioni come queste e che si è scatenata in tante altre occasioni nel corso di questa legislatura. Quando per esempio ci siamo occupati di riforme sanitarie e di tante altre occasioni. E cioè uno scatenarsi dei territori gli uni contro gli altri, come se il nostro principale interesse non fosse quello di rappresentare un'intera Regione e di rispettare quello che è la volontà che è stata espressa attraverso un iter che è un iter importante che deve essere riconosciuto e non deve mai essere vittima di volontà che si manifestano all'ultimo momento, specie quando si è in un momento elettoralmente sensibile come questo. Quindi ovviamente sono favorevole a che si proceda al voto, così come era stato stabilito e così come avevamo pattuito.

PRESIDENTE. Non ho altri interventi per dichiarazione di voto. Onorevole Pizzuto la sua proposta di rinvio in Commissione, secondo l'articolo 86 del Regolamento, non può essere accolta in quanto deve essere espressa in discussione già iniziata da un Capogruppo o da 5 Consiglieri, quindi non è ammessa la richiesta.

Procediamo con la votazione sul passaggio all'esame degli articoli.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Prima del passaggio agli articoli comunico che in considerazione dell'oggetto della proposta di legge 405, istituzione del nuovo ente intermedio all'interno del quadro della legge regionale numero 2, 2016, e in applicazione dell'articolo 84 comma 4 del Regolamento sono dichiarati inammissibili gli emendamenti presentati aventi ad oggetto la disciplina della procedura istitutiva delle funzioni degli enti intermedi, disciplina degli Organi di governo e degli enti intermedi, disciplina delle elezioni degli organi di governo degli enti intermedi, modifica delle norme che disciplinano l'appartenenza di Comuni ed il loro trasferimento da un ente all'altro non direttamente collegate all'istituzione di un nuovo ente intermedio, disciplina dello status di amministratore di ente intermedio quale indennità, incandidabilità, ineleggibilità. Si comunica inoltre che gli emendamenti riguardanti la modifica del titolo della legge o i singoli articoli non sono messi in votazione essendo il titolo conseguenza della disciplina contenuta nel testo dell'articolo.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Sabatini . Ne ha facoltà.

SABATINI FRANCESCO (PD). Può elencare gli emendamenti che son stati resi inammissibili?

PRESIDENTE. Sì, Adesso mentre li scorro comunico quelli inammissibili.

Passiamo all'esame dell'articolo 1, al quale sono stati presentati degli emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1:

Titolo: Istituzione della Provincia del nord-est Sardegna

Articolo 1


Integrazioni all'articolo 25
della legge regionale n. 2 del 2016
(Circoscrizioni provinciali)

1. In deroga a quanto previsto dall'articolo 25 della legge regionale 4 febbraio 2016, n. 2 (Riordino del sistema delle autonomie locali della Sardegna), è istituita la Provincia del nord-est Sardegna la cui circoscrizione territoriale è formata dai seguenti Comuni: Aggius, Aglientu, Alà dei Sardi, Arzachena, Badesi, Berchidda, Bortigiadas, Buddusò, Budoni, Calangianus, Golfo Aranci, La Maddalena, Loiri Porto San Paolo, Luogosanto, Luras, Monti, Olbia, Oschiri, Padru, Palau, San Teodoro, Sant'Antonio di Gallura, Santa Teresa Gallura, Telti, Tempio Pausania, Trinità d'Agultu e Vignola.

2. I comuni di cui al comma 1 sono conseguentemente esclusi dalla circoscrizione territoriale della provincia di Sassari come delimitata dall'articolo 25 della legge regionale n. 2 del 2016.

3 In sede di prima applicazione, e comunque non oltre il 30 aprile 2019, la Giunta regionale provvede agli adempimenti inerenti all'istituzione della Provincia del nord-est Sardegna, ivi compresi:

a) l'accertamento della volontà dei territori interessati;

b) la disciplina dei rapporti patrimoniali e finanziari relativi alla successione con la Provincia di Sassari, compresi i rapporti riguardanti il personale;

c) la presentazione di una proposta di legge per la copertura finanziaria degli oneri derivanti dall'attuazione del presente articolo e per l'eventuale assegnazione speciale per gli oneri di primo impianto della Provincia del nord est;

d) la nomina di un amministratore straordinario ai sensi dell'articolo 24 della legge regionale n. 2 del 2016, fino all'elezione degli organi provinciali. ).

Questione sospensiva

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Sabatini. Ne ha facoltà.

SABATINI FRANCESCO (PD). Grazie, Presidente, gli emendamenti che sono stati presentati all'Aula, all'attenzione dell'Aula, sono emendamenti molto complessi, che intervengono sull'articolato che è stato approvato dalla Commissione, quindi io, Presidente, credo che ogni emendamento vada vagliato con attenzione, vista appunto, ripeto, la complessità degli emendamenti presentati, quindi io ritengo che vada sospesa l'Aula e si torni in Commissione per l'esame degli emendamenti, in modo che la Commissione possa esaminare gli emendamenti con attenzione, dopodiché riprendere l'Aula per entrare nell'articolato.

PRESIDENTE. Sì, Ripeto quello che ho già detto all'onorevole Pizzuto, ci vogliono cinque consiglieri… allora, ci sono i cinque Consiglieri, quindi c'è una proposta di rinvio in Commissione per la valutazione degli emendamenti.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Sabatini . Ne ha facoltà.

SABATINI FRANCESCO (PD). Come ho detto poc'anzi io ritengo che vadano esaminati con attenzione tutti gli emendamenti, stiamo trattando di un tema che rivede, seppur parzialmente, ahimè, l'organizzazione amministrativa della nostra Regione, e gli emendamenti presentati pongono una serie di problemi così profondi, così importanti, che mettono in discussione l'architettura della legge così come è uscita dalla Commissione, che non è pensabile che non si provveda ad un esame attento degli emendamenti, e provo a fare un esempio. L'emendamento numero 56, che parla dell'istituzione della Città metropolitana di Sassari, è l'esempio che segnala la complessità delle tematiche che noi andremo e dovremo trattare nella discussione di questo articolato, e insieme all'emendamento numero 56 ci sono decine di emendamenti, come ad esempio l'emendamento numero 17, che lei ha dichiarato parzialmente ammissibile, quindi per una parte non ammissibile, e credo che la Commissione debba necessariamente ritornare su quell'emendamento, discuterlo in profondità per verificare appunto ciò che contiene anche alla luce della parte che è stata dichiarata inammissibile. È per questo che dichiaro il mio voto favorevole a ritornare in Commissione, anche perché il ritorno in Commissione è un passaggio consolidato, che solitamente si usa, quindi ci sono casi antecedenti, Presidente, di cui la prego di voler tenere in considerazione, così come invito i Capigruppo di maggioranza e di opposizione a prendere in esame la necessità assoluta, anche per la prassi consolidata, di ritornare in Commissione ed esaminare gli emendamenti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Michele Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Se ho capito bene lei ha dichiarato inammissibili alcuni emendamenti, numerosi emendamenti, perché non pertinenti stante il titolo del provvedimento; ho capito bene?

PRESIDENTE. Sì, ma non solo, perché inseriscono norme regolamentari che non sono previste nella proposta di legge.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Siccome io ho presentato un emendamento che modifica il titolo della proposta di legge, quindi ritengo, Presidente, poi magari nella sostanza cambia poco, però io ritengo che lei avrebbe dovuto dichiarare inammissibili una volta bocciato l'emendamento che modifica il titolo della proposta di legge.

PRESIDENTE. No, non ho messo in votazione i titoli, perché i titoli vengono definiti dopo gli argomenti, quindi casomai vanno messi in votazione alla fine della legge, non in principio di legge.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Però allora questo è un gatto che si morde la coda, Presidente!

PRESIDENTE. No, è un dato consolidato. Siccome la legge può essere modificata in corso d'opera, il titolo si stabilisce alla fine.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). E in questo caso c'è una reviviscenza degli emendamenti, o no?

PRESIDENTE. Sui titoli sicuramente sì, a meno che non siano incompatibili col testo della legge. E' evidente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Gruppo Misto). No, per sottolineare un aspetto. Io ho più volte auspicato il ritiro degli emendamenti, soprattutto di quelli presentati dalla maggioranza, perché crea un grande imbarazzo votare in Aula contro un emendamento presentato da un collega di maggioranza, e in alcuni casi crea anche imbarazzo votare in Aula contro emendamenti che, con un'istruttoria più seria e più appropriata magari, non mi vedono nemmeno del tutto in disaccordo. Qui il tema è un altro, noi siamo qua per votare una legge che ha un titolo perché così è stato deciso prima dai Capigruppo e poi dalla Commissione, tutto il resto, quindi tutte le proposte emendative esulano da questa scelta. Io mi sento vincolato da quel voto che ho dato in Commissione, perché non ho nessuna intenzione di smentire me stesso, perché le cose che ho detto all'inizio, le cose che ho detto in Commissione le credo sino all'ultima parola, credo però che la maggioranza, che ancora per qualche ora è alla guida della Regione, poi spero che il colore rimanga lo stesso, ma sicuramente questo Consiglio è destinato nei prossimi giorni a non essere più pienamente operativo, non può venir meno alla sua responsabilità. A me sembra che in questo momento sia mutato lo scenario. Noi siamo andati in Aula con una proposta che godeva del sostegno della maggioranza e dell'opposizione, e la proposta che però oggi stiamo discutendo ha il sostegno dell'opposizione, della minoranza, e di un terzo della maggioranza, i capigruppo che hanno votato il passaggio agli articoli, e gli altri colleghi che vogliono sostenere il testo, io in questa situazione sono tutt'altro che sereno nel votare e nel discutere emendamenti, che invece richiedono una istruttoria più seria. Per cui io non posso far altro che ribadire l'invito ai colleghi al ritiro di quegli emendamenti, alla prosecuzione della discussione solo sulla proposta della Gallura, o in alternativa con serietà, da maggioranza di questo Consiglio, trovare il modo per una discussione complessiva che non può avvenire a colpi di emendamento in quest'Aula, e non può nemmeno vedere privato il CAL, il Consiglio delle Autonomie locali, della possibilità di esprimere un parere anche di massima, anche attraverso un'audizione, ma non è possibile ogni volta chiamare i Sindaci quando ci fa comodo, quando li vogliamo considerare come rappresentanti massimi della volontà popolare, e poi in 4 o 5 decidere sulla loro testa, senza che abbiano la possibilità di dire la loro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luca Pizzuto. Ne ha facoltà.

PIZZUTO LUCA (SDP). Presidente, ovviamente ho fatto la proposta quindi sono a favore, però vorrei argomentare, dicendo che è scorretto dire che questa è una legge che riguarda un solo territorio, questa è una legge che riguarda il riassetto territoriale della Sardegna, e che si occupa nella fattispecie giustamente di un territorio. Perché se questa diventa una legge che riguarda solo un territorio si sta applicando un'ingiustizia nei confronti di tutti gli altri territori. Io non voglio compiere ingiustizie verso nessuno, né verso la Gallura, né verso gli altri territori che rivendicano e che hanno lottato per decenni anche nel passato e che non si sono cancellati la provincia, nonostante il referendum truffa, il loro diritto all'autogoverno e all'autodeterminazione. Per cui, siccome io continuo a ribadire il fatto che questa debba essere una legge per tutta la Sardegna, non si può dire, perché non è mai successo, che una legge anche votata all'unanimità dalla Commissione, entrata in Aula, sia uscita come sia stata votata, non è mai accaduto, è accaduto anche che provvedimenti votati, passati con 102 da tutta la maggioranza, e da tutti i Capigruppo con impegni formali, siano stati poi mandati nel dimenticatoio. Quindi è normale ed è previsto dai regolamenti che si possano presentare emendamenti fino alla fine della discussione generale, siamo perfettamente in norma, per cui io continuo a ribadire con serietà e onestà, senza la volontà di fregare nessuno, che c'è l'esigenza di trovare una sintesi per portare a casa tutto il risultato, perché io il risultato del Sulcis lo voglio portare a casa, quello della Gallura lo voglio portare a casa, quello dell'Ogliastra lo voglio portare a casa. Altrimenti vi assumete voi la responsabilità di dire no agli altri territori. Quindi io ribadisco la richiesta di trovare una soluzione ampia, unanime, e la necessità di fare in modo che questa legge sia una legge per tutti e che non faccia torti a nessuno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Rossella Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA ROSSELLA (FI). Presidente, intervengo per dichiarazione di voto anche se ho già sollevato la mano per aggiungere la mia richiesta di riportare la discussione e l'esame degli emendamenti in Commissione. Io sono una di quei consiglieri che ha presentato un certo numero di emendamenti, di certo non per fare ostruzionismo, non per impedire alla Gallura di esercitare un diritto sacrosanto, non ho avuto modo di partecipare con un intervento alla discussione generale, e permettetemi di dire che io sono assolutamente d'accordo perché la Gallura abbia quello che merita, e cioè abbia il riconoscimento della propria capacità di autodeterminarsi, di governare il territorio, di decidere autonomamente come gestire l'assetto del proprio territorio. C'è un aspetto che alle volte ai consiglieri sfugge e cioè soffermarsi a leggere con attenzione non soltanto il contenuto delle proposte, ma anche il titolo della proposta di legge, e questo titolo la dice lunga su sul significato che si vuole dare alla proposta di legge. Si parla di integrazione all'articolo 25 della legge regionale del 4 febbraio 2016, numero 2, cioè al riordino del sistema delle Autonomie locali della Sardegna, di fatto non si tratta di un'integrazione, ma si tratta di una modifica che, per quanto parziale, rappresenta comunque una modifica complessiva della legge. Perché la legge non prevede l'istituzione della Provincia della Gallura, ma prevedeva l'istituzione delle quattro Province storiche antecedenti appunto al 2001, la legge 9 del 2001. Ora, affermare che si tratta di un'integrazione, secondo il mio modesto parere, è una, come dire, una sottigliezza che sottende la volontà di far passare… Presidente…

PRESIDENTE. Sono cinque minuti su queste dichiarazioni perché… e c'è esattamente tre minuti e venti secondi. Prego onorevole Pinna.

PINNA ROSSELLA (PD). Grazie Presidente. Sottende la volontà di far passare una modifica complessiva che riguarda tutta la Sardegna come una semplice integrazione ad un articolo. Ora, richiamando gli interventi dei colleghi che mi hanno preceduto, io credo che un emendamento complesso come quello, come il numero 58, che riguarda l'ambito della Città metropolitana di Cagliari non possa essere liquidato in maniera così tranchant e netta come si vuole far passare. Quindi per questa ragione confermo ancora una volta la necessità che gli emendamenti vengano esaminati in Commissione.

PRESIDENTE. Non ho altri iscritti a parlare, quindi metto in votazione…

(Interruzione)

Sì ma aveva già parlato l'onorevole Pinna dello stesso Gruppo, quindi non può intervenire. Era un intervento per ciascun Gruppo massimo, quindi non può intervenire, onorevole Lotto.

Metto in votazione il rinvio in Commissione della proposta di legge numero 405. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Proseguiamo con l'articolo 1. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Giuseppe Meloni, relatore di maggioranza.

MELONI GIUSEPPE (PD), relatore di maggioranza. È contrario su tutti gli emendamenti.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Come abbiamo dichiarato prima, la Giunta si rimette all'Aula.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Francesco Sabatini. Ne ha facoltà.

SABATINI FRANCESCO (PD). Grazie Presidente. Intervengo in discussione dell'articolo 1, che porta come titolo integrazioni all'articolo 25 della legge regionale numero 2 del 2016, che già il titolo è molto discutibile perché se si doveva intervenire sulle Province, si doveva ripartire dalla legge istitutiva delle Province e non legarsi a un disegno di legge, che tra l'altro oggi è stato da tutti messo in discussione. Questo articolo 1 istituisce una unica Provincia e non tiene conto delle condizioni in cui versano le restanti Province per come sono state pensate. E faccio un esempio particolare: il Sarrabus. I Paesi di Muravera, Villaputzu, San Vito, Castiadas hanno come capoluogo di Provincia Carbonia Iglesias, non so se tutti voi, ma penso di sì, sapete dove si trova il Sarrabus, distante da un capoluogo… Cioè chi da Muravera dovrebbe recarsi attualmente al capoluogo di Provincia deve attraversare, percorrere metà della Statale 125, passare per Cagliari, entrare nel Sulcis e spingersi fino a Iglesias, cioè più di 200 chilometri. In un territorio, il Sarrabus, che non ha nessuna omogeneità col territorio del Sulcis, il Sarrabus è un territorio che vive di turismo che in quel settore sta facendo la sua ricchezza, non ha industria, ad esempio come il Sulcis. Quindi oltre alle difficoltà a cui stiamo sottoponendo i cittadini non vi è omogeneità di interessi in quel territorio. cioè viene prima la Città Metropolitana. che deve essere attraversata. per recarsi al capoluogo di Provincia. Ecco da qui ne deriva l'esigenza assoluta di rivedere complessivamente l'organizzazione amministrativa della nostra Regione ed è davvero sbagliato, fortemente sbagliato intervenire sulla istituzione di un'unica Provincia, senza tener conto dell'assetto complessivo che è davvero da mettere in discussione per tutte le difficoltà, per tutte le incongruenze, per tutte le mancate funzionalità che si sono espresse in questi anni.

L'articolo 1 poi è poco chiaro nei commi 2, nei commi 3 dove veramente non si capisce qual è l'obiettivo e come si è inteso operare nello scrivere questo emendamento. Ora, quello che noi abbiamo ripetutamente chiesto a questa Assemblea è che si potesse ritornare in Commissione per discutere, ridiscutere questo disegno di legge, per dare pari dignità a tutti i territori, per dare a tutti le stesse possibilità, per dare a tutti la possibilità di costruire un progetto per il proprio futuro. Qui si stanno penalizzando tutti i territori, diversi territori della Sardegna e premiando solo la Gallura su cui, io lo ripeto, non ho niente in contrario, sono d'accordo perché si istituisca la Provincia della Gallura, ma è inaccettabile che gli altri territori vengano estromessi da questo progetto di riforma. L'ho detto stamattina in discussione generale, stiamo facendo il secondo errore, il primo lo abbiamo fatto col commissariamento mandando prematuramente a casa gli organi eletti democraticamente dai cittadini, l'abbiamo fatto prima, oggi facciamo il secondo errore e lo facciamo nell'ultima seduta di Consiglio regionale, e questo rende ancora più vergognosa questa operazione che si vuole portare avanti a danno di tutto il resto della Sardegna. Perché io ho condiviso il ragionamento che hanno fatto molti dei miei colleghi: guardiamo all'intera Sardegna, guardiamo all'intero territorio della nostra Sardegna, a tutti i territori, diamo pari opportunità. Ma questo disegno di legge fa il contrario, va in altra direzione e questo Consiglio ne risponderà.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Luca Pizzuto. Ne ha facoltà.

PIZZUTO LUCA (SDP). Grazie Presidente, per dire che ovviamente io sono d'accordo all'articolo 1 e al fatto che si istituisca la Provincia della Gallura, come ho già detto e continuo a ribadire - voglio provare a fare umilmente la coscienza critica di quest'Aula - se questo articolo si approvasse così com'è si applicherebbe una profonda, drammatica e radicale ingiustizia verso tutti gli altri territori, che rivendicano anche loro il diritto all'auto organizzazione. Io poi spiegherò chiaramente ogni emendamento che ho depositato e che non è stato cancellato, perché si fa giustamente una battaglia per un territorio e io la voglio fare anche per tutti gli altri senza tirarmi indietro, incluso il mio. Per cui io continuo a invitare tutti quanti i colleghi e le colleghe dell'Aula ad avere un senso di responsabilità più ampio, ad avere il senso di dare strumenti importanti a tutti quei territori che ne sono stati esclusi, e ribadisco il fatto che, a termini di Regolamento, noi siamo titolati a lavorare fino all'ultimo giorno utile della legislatura, che non è oggi e non è neanche domani, e siamo nel pieno diritto di fare riforme importanti fino all'ultimo giorno utile della legislatura.

Quindi io ribadisco, con senso di onestà, di responsabilità, di serietà, questa deve essere una legge per tutta la Sardegna, può essere una legge per tutta la Sardegna, abbiamo e tiriamo fuori il coraggio e il buonsenso di fare i passi perché questo diventi un momento storico ed importante per tutti i territori.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Luigi Lotto. Ne ha facoltà.

LOTTO LUIGI (PD). Mi dispiace che i colleghi, in particolare della minoranza, siano piuttosto nervosi nel seguire i lavori di quest'Aula su questo provvedimento, e per prima cosa voglio dirle, Presidente, che poco fa io sono uscito dall'aula per utilizzare uno strumento che il Regolamento mi dà di essere presente o di non essere presente, a mia scelta, sulle votazioni, così come tantissime volte in questo mandato e tantissime volte noi nell'altro, ma tantissime volte in questo mandato, la minoranza si è assentata e poi il loro Capogruppo ha dichiarato che si considerasse l'assenza come un'assenza politica. Io ve lo voglio dire con molta sincerità che se mi serve per evitare che vada avanti un provvedimento che così com'è non approvo, io farò di tutto per fare in modo che non vada avanti, con gli strumenti che il Regolamento mi dà. E gradirei, lo dico a chi sta assistendo a questa discussione,… che io cerco di ascoltare tutti i sindaci dei territori della Sardegna e la linea non me la danno i sindaci di un solo territorio, e non mi voglio sentire urlare dagli spalti se decido di fare come ritengo sia giusto fare; lo dico con molta serenità.

Io non so come andrà a finire questa discussione, avrei preferito che si fosse accolto l'appello che ho fatto stamattina, che non era di affossare la legge, assolutamente, ma era di creare le condizioni perché nell'arco di qualche giorno si costruisse un qualcosa che anche io e anche altri potessimo approvare e votare, e alla fine potessimo andare nei territori, in tutti i territori non solo in uno, a dire che si era lavorato per iniziare a mettere rimedio, non agli errori del 2016 che errori non erano, ma alla cambiata situazione politica e istituzionale che è derivata da tanti fatti che sono accaduti dopo e che hanno reso utile è necessaria una revisione di quella legge. Oggi in quest'Aula c'è chi ritiene, e io credo che abbia diritto di avere questa convinzione, che si può anche fare per step: oggi se ne fa una di Provincia, domani, se ci sarà qualcuno bravo ad alzare la voce e a porre il problema e a convincere la Commissione e i Capigruppo che anche quell'altra provincia va istituita, chissà che non ricostruiamo a pezzo a pezzo un qualche cosa. Non è così che funziona, perché rischiamo di trasformare gli attuali territori delle unioni comunali in altrettante province. No, a noi serve, lo diceva stamattina in maniera molto giusta il Presidente della prima Commissione, il collega Agus, serve che su questa materia ci si metta mano, e ci si metta mano in un quadro di equilibri istituzionali chiaro, cosa che non è presente adesso. Serve che noi ci facciamo carico delle problematiche che sono sorte in tutti i territori, e chi ha presentato emendamenti non l'ha fatto pensando di rappresentare se stesso, l'ha fatto sapendo che ci sono altre esigenze oltre quelle della Gallura, che sono sacrosante, io l'ho detto stamattina e lo ribadisco oggi, io sono tra quelli che 7-8 anni fa non ha votato al referendum che abrogava le Province, e qualcuno dai banchi dove sta adesso seduto Francesco Pigliaru lo ha promosso quel referendum per abrogare anche la Provincia della Gallura, lo ha promosso e ha esposto l'intero Consiglio regionale, l'intera Regione a sostegno di quella tesi: e adesso mi dovrei far dare lezione da chi allora si è accodato su quel terreno? Non va bene, io sono disposto a discutere anche della Provincia della Gallura, e sono disposto anche a votarla perché la ritengo giusta, non ritengo giusto che sia solo quella esigenza che debba essere presa in considerazione, e le discussioni che erano presenti in quel periodo nel territorio del sassarese non erano di quattro scalmanati, era una discussione seria che abbiamo cercato di portare alla sintesi politica che era rappresentata in quella legge 2, se quella legge viene modificata si ragiona di tutto di nuovo, ed è giusto farlo. E non ascoltando qualche territorio che ha meriti per essersi arricchito…

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lotto, il tempo a sua disposizione è terminato.

E' iscritta a parlare la consigliera Rossella Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA ROSSELLA (PD). Anch'io devo notare che c'è un certo nervosismo, che c'è la fretta di andare a fare campagna elettorale, questa può essere anche la ragione per cui non si vuole tornare in Commissione: mi dispiace, evidentemente è più importante andare nel territorio e dire come siamo stati bravi a ripristinare una provincia che nel 2012 abbiamo cancellato, che nel 2012 abbiamo commissariato mandando a casa i rappresentanti eletti dal popolo e oggi invece possiamo dire tranquillamente che accogliamo le istanze di quel territorio, un territorio che è stato raccontato, semmai ce ne fosse stato bisogno, come un territorio ricco un territorio che ha un PIL alto, che ha gli indicatori socio economici positivi, che ha un trend di crescita anche di popolazione, apro parentesi tant'è che il Medio Campidano perde un seggio a vantaggio della Gallura, perché il Medio Campidano perde popolazione mentre la Gallura l'aumenta. Io appartengo a un territorio povero, territorio che non lo dico io, purtroppo lo dicono le statistiche, lo dice l'Istat, territorio più povero non solo della Sardegna, forse il penultimo d'Italia, dunque è giusto che chi ha più risorse abbia anche un atteggiamento, come dire, più generoso nei confronti degli altri, guardi con più benevolenza chi ha più bisogno degli altri. Questo è quello che mi aspetto dai Consiglieri regionali della parte più ricca della Sardegna! Così come altre volte la parte più povera della Sardegna, guardando all'interesse generale ha ritenuto importante e utile approvare anche la proposta del Qatar del Mater Olbia, sapendo anche che quella proposta era una proposta che forse andava per certi versi ad aumentare l'offerta sanitaria di tutta la Sardegna, ma che andava anche a pesare in termini economici sul sistema sanitario e sulla spesa della Regione Sardegna. L'abbiamo fatto e l'abbiamo fatto con convinzione. Oggi invece prendo atto che si vuole portare a casa un risultato, la medaglietta da appendere alla giacca senza dare la possibilità ad altri, apprendo questa finestra della modifica della legge "2", io non la voglio chiamare integrazione dell'articolo 25, io la chiamo modifica alla legge "2" del 2016. Una modifica che non integra, sottrae, integra il numero delle province, perché le aumenta, ma sottrae ad esempio territorio alla Provincia di Sassari, come possiamo allora parlare di integrazione? Dobbiamo parlare di modifica! Mi dispiace che il relatore della legge, che fra l'altro è un collega che tra le altre cose stimo e anche un mio collega di Gruppo, abbia liquidato con molta velocità, con molta rapidità forse anche con un atto sprezzante gli emendamenti che sono stati presentati. Territorio del Medio Campidano è finito in un grande calderone che è quello della provincia del sud Sardegna, era necessario farlo? Dovevamo riordinare l'assetto complessivo degli enti locali per dare alla Sardegna una prospettiva di assetto forte, serio senza che nessuno dei territori cercasse di prevaricare, di prevalere sull'altro, senza mortificare nessuno. Ebbene forse mai scelta fu più sciagurata, soprattutto perché il referendum del 4 dicembre ha portato a una soluzione diversa, che era quella che non ci aspettavamo, e cioè quello del mantenimento delle province. Perché se avessimo forse sospettato che le province non sarebbero state cancellate io per prima non avrei accettato che un territorio povero come quello del Medio Campidano andasse a finire con un territorio povero. Perché due povertà fanno più povertà, non fanno più ricchezza.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Eugenio Lai. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (SDP). Grazie, Presidente, io ho assistito per tutta la giornata alla discussione e devo dire che è un errore il braccio di ferro che in questo momento è in essere. È un errore perché su un argomento così serio questo Consiglio regionale avrebbe dovuto trovare soluzioni non sicuramente l'ultimo giorno, ma se si trovano se si dovessero trovare l'ultimo giorno io credo che la discussione all'interno di questo Consiglio non debba terminare con un: ho ragione io o ha ragione l'altro. Io credo che su un argomento così importante nessuno in quest'Aula possa dire: io non ho commesso errori. Li ha commessi il centrodestra quando ha promosso un referendum a cui poi non ha dato nessun tipo di soluzione, ha lasciato le cose in balia delle onde, ha promosso l'abolizione delle province salvo poi commissariale ed eliminare solo la democrazia all'interno delle province senza trovare nessuna soluzione, li ha commessi il centrosinistra quando è andata ad approvare, e lo dico, la legge "2" che in quel determinato periodo storico poteva anche avere una visione, ad oggi è totalmente superata. La riforma costituzionale, anch'io sono andato a votare no contro la riforma costituzionale, ha detto che le province devono esistere. La riforma costituzionale ha detto che bisogna ripartire dai Comuni, dalle province, dalle Regioni e allora io credo che ci sia ancora il tempo per riflettere. Credo che ci sia ancora il tempo del buon senso, l'ha detto bene il mio Capogruppo, noi abbiamo preso un impegno come Gruppo, noi non diciamo no alla provincia della Gallura, diciamo però che tutta la Regione Sardegna ha bisogno di ascolto, tutta la Regione Sardegna e tutti i Sindaci chiedono il superamento della legge "2". Questo chiediamo! Badate, mi dispiace che il relatore che è molto impegnato in questa battaglia abbia dichiarato parere contrario a tutti gli emendamenti. Io qualche giorno fa ho presentato l'emendamento sul Comune di Seulo, comune che ha già fatto un referendum già effettuato un referendum consultivo con le popolazioni, qualche giorno fa in quest'Aula sia dai banchi del centrosinistra, sia dai banchi del Centrodestra mi si è detto sì ma quel referendum è un referendum che non è valido bisogna ripensare un sistema, bisogna ripensare un qualcosa che non vada ad incidere su un unico comune ma vada ad incidere su tutti i Comuni della Sardegna. Bene questo come Gruppo di articolo 1 - SDP lo stavamo auspicando da due anni, abbiamo fatto comunicati stampa di ogni tipo, abbiamo depositato leggi, che vanno nella direzione di sentire e di ascoltare tutti i territori della Sardegna. Ad oggi le province hanno le stesse funzioni hanno quasi le stesse funzioni ma non hanno risorse, nel corso degli anni sono state tagliate tutte le risorse, la legge "2" ha sbagliato nell'impostazione generale di accentramento verso le aree più popolose e ha avuto come unico risultato quello di abbandonare le aree più marginali della nostra Isola, tra le quali c'è sicuramente anche la Gallura, ma c'è l'Ogliastra, c'è il Sulcis, c'è il Sarcidano. Ma se noi dovessimo pensare ad un'anziana della Barbagia di Seulo che da Esterzili parte per andare a chiedere un documento e deve andare a Carbonia, beh badate, questa è la risposta più assurda che possiamo dare in un momento in cui il Consiglio regionale si è contraddistinto maggioranza e minoranza per votare alcune leggi e dare soluzioni che i sardi, alcuni lavoratori, auspicavano da anni penso a Forestas, penso alla questione dell'ARA che è stata votata all'unanimità e penso ad altre leggi, penso al regolamento sugli amministratori e così via. Ma oggi fare un braccio di ferro su un tema così importante, su un tema che va ad incidere sulla democrazia di tantissimi Comuni della Sardegna e va ad incidere sui servizi che i cittadini percepiscono, soprattutto nelle aree più marginali della Sardegna e arrivarci ad oggi con un braccio di ferro che davvero è banale e stiamo dando uno spettacolo tremendo nei confronti di tutta la Sardegna, io credo che sia un errore. Abbiamo detto più volte: "Convochiamo il Consiglio regionale anche di giovedì", a me sta benissimo, possiamo venire anche venerdì, abbiamo la possibilità di trovare una soluzione condivisa da tutto il Consiglio regionale, così come è stato, perché sull'architettura della democrazia in Sardegna si deve trovare una condivisione massima, abbiamo la possibilità di trovare una condivisione massima e invece ci stiamo trincerando ognuno nelle proprie posizioni, stiamo permettendo ad alcuni territori di sentirsi ancora più isolati, stiamo dicendo ad alcune popolazioni, che si sono anche già espressi attraverso il referendum: "Il vostro voto non conta niente, viene spazzato via, la vostra volontà popolare non conta niente, viene spazzata via, voi siete un comune, un territorio, una macroarea o microarea che non viene ascoltata", e perché? Perché ci stiamo trincerando dietro bracci di ferro che non hanno nessun senso. E allora io penso che questo Consiglio regionale, così come ha fatto nelle ultime sedute, debba recuperare l'unità, l'unità di intenti, costruire e andare a modificare la legge 2 in tutte le parti.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Se pensassi che la creazione di enti locali possa avere una corrispondenza diretta con la creazione di sviluppo sempre e comunque, a prescindere dalle altri con condizioni, sarei favorevolissimo alla creazione di quanti più enti locali possibile, purtroppo noi siamo già passati per quella stagione, e ricordo tra l'altro che quella stagione ha avuto un inizio molto simile a una seduta d'Aula come quella che stiamo vivendo, una seduta in cui si era entrati per fare una cosa e poi ci si è trovati a fare tutt'altro. Forse raramente in questa legislatura mi sono trovato ad avere su una discussione in Aula una totale unità di vedute rispetto all'intervento del Presidente della Regione, con cui spesso anche in queste occasioni mi è capitato di differenziarmi, di avere un'idea diversa, su questi temi il suo ragionamento mi trova assolutamente d'accordo. Non bisogna però fare nemmeno l'errore di considerare le idee espresse dai colleghi, parlo in particolar modo dei colleghi della maggioranza, anche perché ricordo che la maggioranza ha un ruolo diverso in quest'Aula, deve dettare l'agenda, deve dettare l'ordine di priorità, e deve consentire l'approvazione delle leggi. La minoranza fa altro, e legittimamente può anche a volte permettersi di sostenere tutto e il contrario di tutto, lo ha fatto la vecchia minoranza nella precedente legislatura, e lecito che anche i colleghi che appena tre o quattro anni fa si scagliavano per l'abolizione delle province, per la riduzione totale delle province e degli spazi di democrazia locale, oggi si siano riscoperti invece strenui difensori degli organismi. Voglio però in particolare soffermarmi sui ragionamenti portati avanti dai colleghi, in particolare dal collega Sabatini e dalla collega Pinna, ragionamenti che io trovo importanti e meritevoli di attenzione. Sull'Ogliastra ho un'idea un po' più definita, proprio perché l'Ogliastra, in quanto periferia di Nuoro e di Cagliari, ha delle esigenze e delle peculiarità che oggi non sono sintetizzate dall'attuale normativa sugli enti locali. Può essere la provincia il modo per riassumere e dare voce a quelle peculiarità? Non lo so, so che quando quello strumento, quando quella popolazione ha avuto la provincia, in altri periodi, quando la provincia garantiva anche spesa pubblica, per essere chiari, quell'ente non è stato inutile, oggi però la provincia non garantisce spesa pubblica, anzi, garantisce costi, perché le province hanno difficoltà anche a mantenere e a pagare il personale delle province stesse. Sul testo che oggi va in discussione c'è anche quel ragionamento a monte, Olbia è un sistema, la Gallura è un sistema di trasporto, la provincia ha competenze sui trasporti, perché gli abbiamo lasciato pochissime competenze: trasporti scuole superiori, politiche ambientali e servizi ambientali, sarebbe assurdo, o almeno secondo me è stato un errore non prevedere che un territorio che ha un autonomo sistema di trasporto non possa avere anche l'ente che disciplina quel sistema di trasporto e che crea connessioni tra i territori. Questo era il ragionamento a monte, non è stato possibile all'epoca della legge 2 perché non è vero che non è stato fatto questo ragionamento ai tempi della legge 2, è stato fatto anche con i Sindaci, è stato fatto in quest'Aula, ed è stato fatto per settimane, perché la discussione è durata settimane, il tema ai tempi della legge 2 era dato dalla difficoltà, anzi dall'impossibilità di intervenire su una normativa che era stata oggetto di referendum appena tre anni prima, referendum che, piaccia o no, aveva ottenuto il quorum ed era passato, poi c'è un problema di fondo, il fatto che si è chiesto a tutta la Sardegna il diritto a esistere di altri enti, anche a non residenti, e quindi non soltanto alle popolazioni interessate, ma a tutta la popolazione sarda, è quello è un problema. Però tre anni fa come legislatori non potevamo non considerare anche quell'aspetto e, allo stesso modo, io ho i verbali di quelle sedute di Commissione perché c'era stato un ampio lavoro di studio anche con i sindaci, e addirittura i lavori erano terminati con una tre giorni insieme ai sindaci, in pochi, diciamo, avevano sollevato tematiche come quella che abbiamo sentito, quindi, detto questo, io credo che alcuni emendamenti secondo me sono o da ritirare, o da rimandare in Commissione, per un ragionamento migliore, auspico che dalla maggioranza quantomeno non manchino i voti per continuare la discussione, nel caso in cui la discussione non possa che continuare solo con i voti della minoranza, che non ritengo responsabilizzata e titolata a portare avanti da sola una discussione del genere, magari con qualche appoggio esterno della maggioranza, io lo dico da subito, non sono disposto a far parte di quell'appoggio esterno, perché questo argomento…

PRESIDENTE. Grazie. Passiamo alla votazione degli emendamenti.

Metto in votazione l'emendamento numero 61.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Sabatini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SABATINI FRANCESCO (PD). L'emendamento 61 io non lo condividerei, nonostante sia un firmatario, perché non ho niente in contrario all'istituzione della provincia Gallura, voteremo a favore di un emendamento che inserisca nell'articolo 1 l'inserimento e la previsione anche delle altre province, quindi non lo condivido perché non ho niente contro la provincia Gallura, ma voto a favore perché l'articolo 1 non prevede l'istituzione delle altre province, e perché l'articolo 1 porta avanti una pseudo riforma che io non condivido nella sua complessità perché non affronta il tema di tutti i territori della Sardegna, ma si limita al territorio della Gallura.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE EUGENIO LAI

(Segue SABATINI.). Quindi davvero è difficile per me votare a favore di questo emendamento, ma mi state mettendo in queste condizioni, perché io tutto il giorno ho lavorato a trovare una sintesi, a trovare un punto di accordo, come la politica chiede sempre, chiede un punto di incontro, una mediazione, un confronto che ci porti a fare un passo in avanti, e invece ho riscontrato rigidità, e non capisco sinceramente neanche la posizione dei Riformatori, che si dichiarano contrari all'istituzione di nuove… contrari alle province! Contrari alle province! Sono per la cancellazione delle province, e però in questo caso, un caso particolare, votano a favore delle province.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Non distorcere, però.

SABATINI FRANCESCO (PD). No, guarda, io ho molta stima del collega Cossa, lo sa benissimo che ho molta stima, io capisco così però, capisco che siete contro le province ma votate per l'istituzione della provincia della Gallura, mi fermo qui. Sto dicendo falsità? Allora il Capogruppo dei Riformatori si è dichiarato a favore dell'istituzione della provincia Gallura, allo stesso tempo in discussione generale si è detto contrario all'esistenza delle province, una contraddizione in termini, reduci persino da la colpevolezza, perché ricordo bene che molti colleghi del centrodestra allora erano contrari, erano fortemente contrari al commissariamento, ma fu tenuto conto di una componente che era quella di riformatori che volle il commissariamento, volle far mandare a casa.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luca Pizzuto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIZZUTO LUCA (SDP). Presidente, per dire che, mi dispiace per la collega Pinna, ma io voterò contro questo emendamento perché ritengo che non sia corretto sopprimere l'istituzione della provincia della Gallura, ma continuo a dire tiriamo fuori un po' di buonsenso e portiamo a casa una legge che riguarda tutti i Sardi. Io lo dirò fino alla fine, perché qui siamo rappresentanti del parlamento sardo e abbiamo il dovere di occuparci delle istanze che arrivano da tutta la Sardegna se c'è la possibilità fino all'ultimo giorno utile possibile che non è questo. Quindi io continuo e continuerò a tenere questa posizione, a fare la battaglia perché questo intendo farlo fino alla fine per tutti i territori della Sardegna, io mi auguro che come lo spirito santo ha colpito San Paolo sulla via di Damasco, possa anche in questo caso scendere su di noi un po' di luce e trovare una soluzione unanime. Non ve la aspettavate la citazione evangelica? Io sono folgorato da un sacco di tempo e voi lo sapete. Quindi continuo a ribadire che da parte nostra la posizione è seria, che si vuole andare avanti e si vuole dare strumenti seri e concreti a tutti i cittadini della Sardegna. Cerchiamo di avere la capacità di fare una legge che possa riguardare tutti i sardi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Lotto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOTTO LUIGI (PD). Presidente, anch'io ho da lamentare lo stesso disagio che ha lamentato il collega Sabatini, ritrovarmi a dover condividere nel voto un emendamento che non condividono nella sostanza. Perché il problema che è stato sollevato dai consiglieri del territorio interessato da questa proposta di legge non è un problema campato in aria, è un problema reale, peccato che però si vada ad intervenire in un impianto che, come in maniera molto giusta diceva poco fa il collega Pizzuto, si interviene su un territorio grande o piccolo che sia e si influenza i corsi delle cose sul resto della Sardegna. E io richiamo alla responsabilità coloro che in quel territorio con tanto impegno hanno costruito un percorso per riconquistare un qualcosa che avevano già conquistato e che gli è stato tolto, e le modalità con cui è stato fatto le ho denunciate poco fa, comprese le responsabilità politiche.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE GIANFRANCO GANAU

(Segue LOTTO.). E certamente è necessario però che, così come io pur provenendo da un territorio debbo sforzarmi, ragionare pensando all'intero equilibrio istituzionale dell'isola, credo che possa permettermi di chiedere a loro che lo facciano allo stesso modo, che si pongano lo stesso problema. E non è un problema campato in aria quello che hanno sollevato gli amici dell'Ogliastra, del Sulcis, del Medio Campidano, o quello che è stato sollevato dagli amici di Sassari, è profondamente ingiusto dire che qualcuno ha superato un esame e qualche altro ancora no e deve tornare a ripetizione. Noi abbiamo l'esigenza di fare una cosa che interessi l'intera Sardegna, e io sarò felicissimo di veder nascere la provincia della Gallura, vorrei vederla nascere in un contesto condiviso anche da me, se così non è, non ci sto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Rossella Pinna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PINNA ROSSELLA (PD). Bene, 7 maggio 2012, Sole 24 Ore: "Referendum anticasta, la Sardegna dice sì all'abolizione di quattro province, quorum superato in tutti i dieci quesiti" questo era il titolo della Del Sole 24 Ore appunto, del 7 maggio 2012, praticamente all'indomani del referendum voluto con tutte le forze dai Riformatori, bene oggi registriamo il fatto che i Riformatori non sono più anti-casta ma sono diventati pro casta, oppure probabilmente hanno cambiato idea, oppure si sono confusi nel frattempo e hanno deciso che il governo del territorio attraverso le province niente ha a che vedere con la casta. Ne prendiamo atto, io sono molto felice di questo, anche perché sono una di quelle persone che nella nel 2005 è stata eletta consigliere provinciale e poi ha assunto l'incarico in Giunta per far nascere la provincia del Medio Campidano, una provincia che ha incominciato a lavorare, che ha fatto comunità, che ha lavorato per dare risposte a un territorio marginale, un territorio dimenticato dalla provincia di Cagliari, un territorio dove le scuole non funzionavano mai, i nostri studenti erano molto felici di fare sciopero perché il riscaldamento andava a singhiozzo, quando siamo arrivati noi abbiamo deciso che un servizio. Dunque dopo questa presa d'atto ritengo che il mio voto a questo emendamento sarà un voto di astensione e lascerò liberi i colleghi di votare secondo coscienza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alessandro Collu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COLLU ALESSANDRO (PD). Presidente, annuncio il mio voto di astensione, perché sinceramente come tanti colleghi hanno detto sono in fortissimo imbarazzo, perché riconosco tutte le motivazioni che portano la Gallura a chiedere la restituzione della loro provincia, della provincia del nord est, però se io dovessi stare a quello che dicono gli emendamenti presentati, noi usciamo qui con sette province e 2 città metropolitana, cioè un ente intermedio in più di quando il numero delle province in Sardegna fu considerato scandaloso, tant'è che i sardi chiesero il referendum e andarono in maggioranza a votare. Allora io non so se sia giusto che noi, Consiglieri regionali, io Consigliere regionale in scadenza possa votare la restituzione di un numero di province superiore addirittura a quella che il referendum ha abolito, un referendum votato dal popolo. Non possiamo dimenticarlo, il popolo ha votato in un determinato modo, e noi stiamo addirittura aumentando gli enti intermedi se dovessi dare retta a questi emendamenti.

Io sinceramente, Presidente, chiedo scusa ma non me la sento, perché il popolo ha eliminato le Province e non penso che un Consiglio regionale in scadenza le possa reistituire e addirittura aumentarne di numero.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (SDP). Per dire che non sono d'accordo sull'emendamento, non sono d'accordo sul fatto che l'articolo 1 venga soppresso. Lo dico perché ribadisco il ragionamento precedente, che va nella direzione della reistituzione delle Province; Province che, nel corso degli anni, anche nei territori più marginali e nei Comuni più marginali hanno offerto alcuni servizi, hanno permesso la rappresentanza dei cittadini, oggi invece le Province sono vuote, hanno le stesse funzioni ma troviamo le strade in condizioni disastrose, non abbiamo la stessa attenzione nei confronti dei territori più marginali e addirittura continuiamo a ostacolare la volontà dei cittadini che, attraverso forme democratiche, hanno espresso la propria volontà. E lo dico soprattutto in un momento nel quale anche il cosiddetto Governo di destra populista che nel corso degli anni… la forza di governo del Movimento 5 Stelle aveva fatto una battaglia contro le Province, oggi invece anche dalle fila del Governo nazionale si riparla di Provincie. Finalmente oggi si inizia a ridiscutere di Province, si inizia a ridiscutere di comunità, si comincia a ridiscutere di autodeterminazione delle persone, di possibilità di scelta delle diverse microaree della nostra composita Italia di decidere da chi si vuole essere rappresentati, e decidere anche come rappresentarsi. Perché una delle problematiche principali a cui abbiamo assistito negli ultimi anni è proprio la questione della mancanza di rappresentanza; il commissariamento che è partito dalle fila del centrodestra, da chi oggi dice vogliamo reistituire alle Province, fino ad arrivare ai giorni nostri, con la mancata scelta, con la legge 2, con l'abbandono di numerosi territori della nostra Isola.

Quindi io sono d'accordo sulla reistituzione delle Province, sono per farlo con la testa, sono per farlo non con i bracci di ferro ma sono per farlo attraverso il dialogo costruttivo, ascoltando i territori. Per questo, Presidente, io dico che c'è ancora il tempo per riflettere; credo che tutti quanti noi abbiamo, e lo stiamo dimostrando…

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lai, il tempo a sua disposizione è terminato.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 61.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'emendamento numero 60. Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 60.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Sabatini. Ne ha facoltà.

SABATINI FRANCESCO (PD). Per chiederle qual è allo stato attuale il numero legale, quanti sono i consiglieri che sono in congedo, in modo da avere il quadro esatto.

PRESIDENTE. Il numero legale è 27, ci sono stati 27 votanti, più il richiedente, 28.

SABATINI FRANCESCO (PD). Il richiedente?

PRESIDENTE. Il richiedente la votazione a scrutinio… un attimo facciamo una verifica.

SABATINI FRANCESCO (PD). Non mi pare che ci sia il numero legale, Presidente.

PRESIDENTE. Quindi, 28 presenti: il numero legale è raggiunto.

Metto in votazione l'emendamento numero 59.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Sabatini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SABATINI FRANCESCO (PD). Mi ricorda l'emendamento, Presidente, in modo da poter intervenire.

PRESIDENTE. Emendamento numero 59.

SABATINI FRANCESCO (PD). Ecco "Il comma 1 è sorpreso", vorrei dare lettura del comma 1, in modo da capire le motivazioni e poter esplicare al meglio le motivazioni per cui mi oppongo all'approvazione di questo emendamento.

Il comma 1 recita: "In deroga a quanto previsto dall'articolo 25 della legge regionale 4 febbraio 2016, numero 2 (Riordino del sistema delle autonomie locali della Sardegna)" quindi la legge che è stata approvata in questa legislatura e che ha riorganizzato il sistema amministrativo della Sardegna, "… è istituita la Provincia del Nord-Est Sardegna la cui circoscrizione territoriale è formata dai seguenti Comuni: Aggius, Aglientu…

(Interruzioni)

Siccome ho perso il filo, ricomincio daccapo. Il comma 1 recita: "Secondo quanto previsto dall'articolo 25 della legge regionale 4 febbraio 2016, numero 2 (Riordino del sistema delle autonomie della Sardegna)" quindi la legge che riorganizza il sistema amministrativo della Sardegna, "… è istituita la Provincia del Nord-Est Sardegna la cui circoscrizione territoriale è formata dai seguenti Comuni: Aggius, Aglientu, Alà dei Sardi, Arzachena, Badesi, Berchidda, Bortigiadas, Buddusò, Budoni, Calangianus, Golfo Aranci, La Maddalena, Loiri Porto San Paolo, Luogo Santo, Luras, Monti, Olbia, che è anche la città capoluogo insieme a Tempio, Oschiri, Padru, Palau, San Teodoro, Sant'Antonio di Gallura, Santa Teresa di Gallura, Telti, Tempio Pausania, Trinità d'Agultu e Vignola. Questi sono i Paesi che vengono inseriti appunto nella Provincia della Gallura integrando l'articolo 25 della legge regionale numero 2 del 2016. Ecco l'emendamento numero 59 è vero…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Rossella Pinna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PINNA ROSSELLA (PD). Grazie Presidente, bene io continuo a rilevare come la metamorfosi dei Riformatori Sardi sia tale e proceda con una tale rapidità al punto che ci troviamo d'accordo persino sull'emendamento numero 20 che i consiglieri Dedoni e Cossa, appunto dei Riformatori, hanno presentato in merito al titolo, lo leggo il testo dell'emendamento il titolo, e vorrei ricordare che il titolo è Integrazione all'articolo 25 della legge regionale 4 febbraio 2016 numero 2 riordino del sistema delle Autonomie locali della Sardegna, dice l'emendamento, è sostituito dal seguente: modifiche alla legge regionale 4 febbraio 2016 numero 2, riordino del sistema delle autonomie locali della Sardegna. Dunque questa è la prova provata che noi non stiamo andando a fare un'integrazione dell'articolo 25, ma stiamo andando direttamente ad apportare modifiche alla legge regionale 4 febbraio 2016 numero 2, giusto, giustissimo apportare delle modifiche, perché, l'hanno detto i miei colleghi prima di me, lo scenario e la situazione politica è cambiata, nel 2016, quando noi abbiamo approvato la legge avevamo la prospettiva di una riforma costituzionale che doveva attraverso il referendum cancellare le province, oggi ci ritroviamo con una legge, quella del 2016, che mantiene ancora l'assetto che era previsto senza le province ma di fatto quelle province continuano ad esistere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luca Pizzuto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIZZUTO LUCA (SDP). Presidente, per comunicare come per l'emendamento precedente il mio voto contrario, ribadire quella che è la mia posizione sul fatto che il buonsenso deve cercare di prevalere in quest'Aula e che non sono d'accordo a che sia soppressa l'istituzione della Gallura. Ma continuando così non andiamo da nessuna parte, colleghe e colleghi, non si va da nessuna parte e rischiamo di ammazzare tutto quello che invece di buono possiamo fare con questa seduta d'Aula e con il lavoro comune che possiamo cercare di costruire. E questo mi dispiace, io ritengo sia profondamente ingiusto e sbagliato. Io continuo a ribadire il fatto che ci sono gli estremi e ci sono i tempi per fare una riforma di tutti i sardi e che non si deve usare un argomento così importante come quello dell'autogoverno, dell'autodeterminazione dei territori per uno scontro muscolare che non ha nessun senso, in cui tutti rischiamo di essere sconfitti. Se realmente vogliamo ripristinare le province. Io mi scuso se annoio anche le persone del pubblico ma come ho già detto io difenderò l'istituzione della provincia della Gallura ma devo fare la battaglia anche per il mio territorio e per gli altri territori. Per cui io continuo a lanciare un appello all'unità di quest'Aula e alla possibilità di fare tutti insieme una buona e giusta legge.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Fasolino per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FASOLINO GIUSEPPE (FI). Grazie Presidente, no perché mai vista una maggioranza che fa ostruzionismo a se stessa e nel fare ostruzionismo continua a dire delle cose inesatte. Avevate due anni di tempo, due anni di tempo per presentare tutti gli emendamenti, per presentare tutte le proposte di legge, per presentare gli emendamenti o le proposte di legge per tutti i territori della Sardegna, non l'avete fatto. Adesso in una settimana si devono presentare tutti gli emendamenti e dove eravate, collega Lotto, quando due anni fa lei ha votato contro la proposta fatta dai colleghi dell'opposizione alla Città metropolitana di Sassari? Dove eravate? Adesso dopo due anni di punto in bianco quando viene presentata la proposta di legge della Gallura, quando questa proposta di legge ha fatto tutti i passaggi che doveva fare, ci svegliamo e diciamo che è fondamentale farlo oggi! Ecco, vedete, state ridicolizzando il Consiglio regionale e lo state facendo nel modo peggiore che si possa fare, anche la richiesta continua di numero legale a che cosa vi porterà vi porterà che si sospenderà il Consiglio per mezz'ora, per mezz'ora si rimane qua ma noi da qua non ce ne andiamo, lo capisca! Da qua non ci muoviamo! Perché il nostro territorio ce lo chiede, perché è una cosa giusta, abbiamo fatto tutte le cose che dovevamo fare, non abbiamo dormito per due anni, non ci siamo svegliati solo oggi, e rimarremo qua fino alla fine

PRESIDENTE. Onorevole Fasolino, si calmi, grazie, si calmi.

Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (SDP). Ma Presidente, nessuno ha dormito, nessuno non ha rivendicato le posizioni per i propri territori significativo il fatto che il Gruppo di articolo 1 ha presentato già qualche mese fa una proposta di legge che andava a modificare completamente la legge "2". Ciò che è accaduto è un po' strano, con la Commissione che solitamente per prassi avrebbe dovuto accorpare i testi che discutevano sulla stessa materia, e invece ha affrontato una discussione estremamente complessa solo ed esclusivamente per parti. Questo un po' mi dispiace, mi dispiace, perché come ho detto prima, l'ha detto anche il collega Pizzuto, nessuno di noi è contrario all'istituzione della Provincia Gallura. Siamo contrari a rispondere ad un errore con un altro errore, ossia dando risposte solo ed esclusivamente a un territorio e lasciando il resto della Sardegna, compresi i territori più marginali, i territori dell'interno senza nessun tipo di risposta. E allora spesso voi avete citato i messaggini che vi arrivano nei cellulari durante le discussioni, bene, guardate, oggi stiamo dando uno spettacolo non proprio decorosissimo ai Sindaci che sono presenti qui, non lo stiamo neanche dando decorosissimo alle tante persone che stanno seguendo la diretta, ai tanti Sindaci che dai diversi territori continuano a mandare messaggi, ma perché state facendo una cosa solo ed esclusivamente verso una direzione non ragionate a fare una riforma complessiva della legge "2" dando rappresentanza a tutti? Perché continuate nell'errore di dire che le province non devono essere elettive e invece su questo tema nessuno dice niente perché il voto dei cittadini a quanto pare non importa a nessuno? Perché non si dà ascolto a tutte le aree della Sardegna e si continua solo esclusivamente a discutere di una determinata provincia, addirittura facendo prove di forza su un tema su cui tutti quanti siamo d'accordo, non è che chi sbatte il microfono ha più ragione rispetto a chi no ne ha! Qui tutti quanti siamo d'accordo sull'istituzione della provincia della Gallura, stiamo solo chiedendo equità, stiamo solo dicendo che tutti gli altri territori debbono essere ugualmente rappresentati, tutti quanti i territori devono avere le risposte che giustamente stiamo dando alla provincia della Gallura. Quindi io credo ancora che invece che fare prove di forza faccio ulteriormente un appello al dialogo, io credo che dentro quest'Aula, tra le forze che più ragionano in questo momento ci sia la possibilità di trovare un punto di incontro, un punto di incontro che permette a tutti quanti di votare velocemente la legge e di dare risposta anche a tutti gli altri Sindaci e cittadini che in questo momento le attendono.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Lotto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOTTO LUIGI (PD). Presidente, per ribadire gli stessi concetti che ho ribadito prima rispetto all'emendamento precedente, però anche per ricordare al collega Fasolino che non è vero che nessuno ha pensato di proporre qualcosa di diverso, magari qualcosa ritenuta più organica come proposta, semplicemente non è stata presa in esame, e quando mi è stato chiesto un parere, a me che non facevo parte di quella Commissione, mi è stato chiesto un parere su questa proposta, ho semplicemente detto che non c'era una contrarietà di principio, ma che ritenevo che sulla questione della legge numero 2 andava affrontata la cosa in maniera organica, l'ho detto io, l'hanno detto tanti altri, si è semplicemente ritenuto, da parte di alcuni compagni del mio partito e della mia maggioranza, che probabilmente con un appoggio strumentale da parte della minoranza si poteva comunque portare a casa il risultato. Io non so se questo accadrà, fino adesso si sta procedendo, potrebbe anche darsi che succeda, non sarà un gran bel risultato, e nessuno potrà granché vantarsene, resta il fatto che io, così come l'onorevole Fasolino ritiene di potere tornare e parlare negli occhi alla gente del suo territorio, allo stesso tempo lo potrò fare io, io ci tengo a poterlo fare, così come ci tiene lei, e voglio poter andare in Sulcis, in Ogliastra, in Medio Campidano, in tutta la Sardegna, certamente con le posizioni che sto tenendo pur essendo, d'accordo con l'istituzione della provincia della Gallura, perché non ero d'accordo sul suo scioglimento, probabilmente sarà difficile passare nel territorio di Olbia, perché viene travisato questo mio atteggiamento di oggi, però questa è una mia posizione. Quello che ha detto lei non è vero che non c'erano altre proposte su cui bisognava confrontarsi, primo, così come non è vero che stiamo chiedendo il numero legale, si sta votando, se poi il numero legale dovesse mancare se ne prenderà atto, se non mancano si andrà avanti, discuteremo, cercheremo di dimostrarvi che state sbagliando, che state sbagliando voi e che stanno sbagliando i miei amici di maggioranza a fare un qualcosa che non interessa l'intera Sardegna, ma che interessa soltanto un piccolo, seppur importante, territorio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Mah, Presidente, vista l'ora, io credo che, sinceramente, intanto oggi pensavo di non essere venuta per approvare la legge sull'ostruzionismo, perché mi sembra, considerata la situazione, che i colleghi stiano dando una bella lezione di ostruzionismo, tra l'altro è sempre stata accusata la minoranza e le opposizioni di fare ostruzionismo, oggi invece assistiamo a un capovolgimento, ma va bene, va bene uguale, tanto lo spettacolo edificante lo state facendo voi, e non noi, noi abbiamo una posizione chiara, chiediamo ancora una volta al Presidente che si possa procedere, e diamo la nostra disponibilità ad andare a oltranza. Chiaro?

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 59.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Il Consiglio non ha il numero legale, la seduta è sospesa, convoco la Conferenza dei Capigruppo.

(La seduta, sospesa alle ore 20 e 59, viene ripresa alle ore 21 e 34.)

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta.

Metto in votazione l'emendamento numero 59.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 59.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Non è presente il numero legale.

Quindi la seduta è tolta. Il Consiglio è convocato mercoledì prossimo alle ore 11.

La seduta è tolta alle ore 21 e 37.