Seduta n.340 del 08/01/2019 

CCCXL Seduta

Martedì 8 gennaio 2019

(ANTIMERIDIANA)

Presidenza del Presidente GIANFRANCO GANAU

La seduta è aperta alle ore 11 e 52.

FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 13 dicembre 2018 (336), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che la consigliera regionale Anna Maria Busia ha chiesto congedo per la seduta dell'8 gennaio 2019.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Annunzio di presentazione di disegno di legge

PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il disegno di legge numero 572.

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria. Sono pervenute le interrogazioni numero 1718, 1720, 1722, 1723, 1724, 1725, 1726, 1727, 1728.

Annunzio di interpellanze

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria. Sono pervenute le interpellanze numero 384, 387.

Annunzio di mozione

PRESIDENTE. Si dia annunzio della mozione pervenuta alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria. È stata presentata la mozione numero 469.

Sull'ordine dei lavori

PREPRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Antonello Peru. Ne ha facoltà.

PERU ANTONELLO (FI). Presidente, intervengo sull'ordine dei lavori. Presidente, da circa un mese sono in bivacco, in tenda, in piazza d'Italia a Sassari i lavoratori Ex Secur del portierato, lei sa perfettamente tutto, caro Presidente, perché è uno dei pochissimi che è andato a visitarli. A luglio e settembre sono state svolte delle audizioni, dove è scaturita la causa che ha generato il licenziamento di questi lavoratori, il 4 dicembre il sottoscritto è intervenuto sull'ordine dei lavori per sollecitare la Commissione II e il Presidente Comandini di poter dare seguito alla risoluzione, perché nella risoluzione ci sono i lavori dell'audizione che hanno generato la causa di questi lavoratori. Noi non vorremmo che rimanessero in tenda per altri mesi, perché questi vivono, dormono, mangiano in tenda. Qualcuno deve riflettere su questo problema gravissimo perché sono stati gli unici non assorbiti di tutta la gara del CAT Sardegna, Sono stati licenziati e sostituiti. Caro Presidente chiedo con preghiera di intervenire per fare in modo che venga approvata la risoluzione al più presto possibile, grazie.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Peru, sono a conoscenza del problema e per la verità ho anche sollecitato il presidente Comandini ad attivare la Commissione per una risoluzione, spero che sia fatto il più rapidamente possibile. Grazie.

Discussione del testo unificato "Disposizioni in materia di disturbo da gioco d'azzardo" (56-280-514/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del testo unificato 56-280-514, "Disposizioni in materia di disturbo da gioco d'azzardo".

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare la consigliera Daniela Forma, relatrice.

FORMA DANIELA (PD), relatrice. Grazie Presidente, parliamo di disturbo da gioco d'azzardo perché nell'ultima edizione del Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali il gioco d'azzardo è stato incasellato nella categoria delle cosiddette dipendenze comportamentali. Il disturbo da gioco d'azzardo è infatti annoverabile a tutti gli effetti fra le dipendenze patologiche e, al pari delle altre dipendenze da sostanze, come quelle da alcol, da droghe, è connotato da comportamento compulsivo con effetti rilevanti sulla salute e sulle relazioni sociali, in quanto è in grado di compromettere le attività personali lavorative e familiari affettive. Negli ultimi anni la diffusione delle slot machine, dei videopoker, dei gratta e vinci e del gioco in generale ha portato ad un incremento delle patologie legate al gioco d'azzardo che si è potuto riscontrare anche nella nostra Regione. Parliamo di un giro d'affari a livello nazionale che nell'arco di otto anni è praticamente raddoppiato, passando dai 47 miliardi a quasi 100 miliardi di euro di raccolta, in Sardegna nel 2016 sono stati giocati più di 2 miliardi di euro. Il Parlamento italiano a più riprese si è occupato del fenomeno, particolarmente negli ultimi anni, basta pensare all'intervento organico contenuto nel decreto Balduzzi, il decreto legge 158 del 2012, che prevede l'approvazione del Piano nazionale per il gioco d'azzardo patologico; la limitazione dei messaggi pubblicitari di giochi con vincite in denaro nelle tv, radio, cinema e teatro; ancora, l'avvertimento sul rischio da dipendenza dalla pratica di giochi con vincite in denaro e sulle probabilità di vincita che devono essere conosciute; e l'intensificazione dei controlli e la ricollocazione dei punti della rete fisica di raccolta dei punti gioco, per tener conto della presenza nel territorio di scuole, strutture sanitarie ospedaliere, luoghi di culto, centri sportivi e quant'altro. A tal proposito ricordo anche l'intesa che è stata sancita in Conferenza Unificata Stato Regioni nel settembre del 2017 nella quale ci si pone come obiettivo appunto quello di ridurre sensibilmente i punti di raccolta del gioco pubblico.

È tempo quindi che anche la Regione Sardegna si doti di una cornice normativa sul disturbo da gioco d'azzardo per mettere ordine e dare continuità e implementare i provvedimenti regionali in materia, Sardegna che insieme a Calabria Sicilia è praticamente tra le ultime Regioni a dover legiferare nel merito. La Calabria è intervenuta sul tema con un apposito provvedimento per la prevenzione e il contrasto del fenomeno della 'ndrangheta e per la promozione della legalità, la Regione Sicilia si è richiamata appunto alla normativa nazionale. Ecco, noi siamo chiamati finalmente ad intervenire sulla materia.

Dicevamo la Sardegna è chiamato oramai senza poter prevedere ulteriori slittamenti nel tempo ad intervenire sul disturbo dal gioco d'azzardo patologico, anche perché nel frattempo sono anche intervenuti due fatti nuovi negli ultimi anni: prima di tutto con la legge finanziaria del 2016, è stato istituito il Fondo nazionale per il gioco d'azzardo patologico, con una previsione iniziale di appunto 50 milioni di euro, che sono stati ripartiti con Decreto del Ministero della salute nell'ottobre del 2016, e che praticamente a seguito di un ricorso stiamo introitando ora; e poi vi è stato l'aggiornamento dei livelli essenziali di esistenza, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 13 gennaio del 2017, che ha previsto appunto l'inserimento delle persone affette da ludopatia fra gli utenti degli attuali servizi destinati al trattamento delle dipendenze patologiche.

Ora, rispetto alle risorse finanziarie del Fondo nazionale per il gioco d'azzardo patologico, la Giunta regionale ha già approvato il Piano biennale regionale del gioco d'azzardo, nel 2017, prevedendo appunto l'introitamento nella parte finanziaria di quanto trasferito dal Fondo nazionale del gioco d'azzardo. Però vi è l'esigenza oramai di dare sistematicità agli interventi e alle azioni previste dal Piano regionale, come pure alle risorse, incrementandoli anche laddove è necessario, soprattutto sulla parte non di presa in carico, quindi di cura e riabilitazione, ma soprattutto sulla parte della prevenzione, con risorse regionali. Noi abbiamo avuto modo in Commissione Sanità di poter avere nella disponibilità i dati della presa in carico nella nostra Regione dei soggetti affetti da ludopatia, nell'anno 2016, abbiamo richiesto anche i dati del 2017, ma i mesi scorsi nel momento in cui abbiamo affrontato questo tema in Commissione non avevamo ancora la disponibilità di questi dati, quindi questo testimonia l'urgenza di mettere a correre le iniziative previste da questo testo unico. Anche per avere la piena disponibilità appunto dei dati che riguardano il fenomeno nel nostro contesto regionale. Abbiamo avuto comunque la testimonianza della dottoressa Boi, che ha certificato l'aumento dei soggetti affetti da disturbo da gioco d'azzardo, tanto che ci diceva che nelle settimane prima di essere audita in Commissione, addirittura, in una settimana il numero di pratiche relativo ai soggetti necessitanti affetti da disturbo da gioco d'azzardo avevano praticamente aumentato le pratiche riguardanti i soggetti che avevano patologia alcol correlate. Sull'anno 2017 noi abbiamo, a livello nazionale, un rapporto appunto del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa, nel quale comunque si iniziano ad evincere alcuni mutamenti. Prima di tutto aumentano i giocatori d'azzardo nella popolazione adulta e diminuiscono in quella studentesca, quindi questo è già un elemento che noi possiamo presumibilmente attribuire alle attività specifiche di prevenzione che si stanno portando avanti nelle scuole su tutto il territorio nazionale, e appunto dei soggetti che si occupano dell'educazione dei giovani. Ancora, in generale, gli uomini giocano sempre un po' più delle donne, negli studenti la percentuale di maschi è quasi doppia rispetto alle ragazze. Il gioco più diffuso rimane il gratta e vinci, poi seguono il lotto, il superenalotto e, al terzo posto, le scommesse sportive, che in pochi anni sono aumentate sono incrementate sensibilmente. Le ragazze, le giovani prediligono i gratta e vinci, i giovani le scommesse sportive. Questo è anche il dato delle percentuali negli studenti, nei ragazzi sulle attività connesse al gioco. Ora, son state fatte ecco, dicevo, diverse iniziative su tutto il territorio nazionale, anche noi a livello regionale, e quindi attività nelle scuole, è stato istituito il numero verde per il Gap e sono aumentate le richieste di intervento per la prevenzione del gioco, soprattutto appunto fra chi si occupa dei soggetti più giovani. Comunque lo strumento essenziale per far fronte a questa patologia è fuor di dubbio: è la prevenzione. E per questa ragione la nostra legge va ad affiancare, rafforzare le azioni del piano regionale del gioco d'azzardo con un'importante azione istituzionale nel campo della comunicazione e della sensibilizzazione, la quale quindi risulta elemento centrale della nostra lotta al disturbo da gioco d'azzardo. Ma il nostro testo unico, il testo che oggi è all'attenzione di quest'Aula è un provvedimento atteso e sollecitato anche da tutto il sistema delle autonomie locali che richiedeva al legislatore sardo una cornice normativa regionale per i propri provvedimenti in materia. Sono numerosi infatti i ricorsi contro le ordinanze sindacali che hanno in questi anni provato a regolare le distanze da luoghi definiti sensibili degli apparecchi per il gioco d'azzardo lecito, come pure la limitazione degli orari. Noi oggi diamo risposta a questa esigenza, definiamo regole certe per la nuova installazione di apparecchi per il gioco, e consentiamo agli operatori del settore che sono beneficiari di un'autorizzazione un termine temporale congruo per adeguarsi alle nuove disposizioni, e appunto proporremo all'Aula una proposta in tal senso. Però è anche doveroso fare un excursus di quello che è stato il lavoro svolto dalla Commissione, anche perché il testo unificato che approda oggi in Aula è frutto dell'unificazione di tre proposte di legge, la "56" primo firmatario il consigliere Agus, la "280" firmata dal consigliere Demontis e la "514" presentata dal Gruppo del Partito Democratico.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Raimondo Cacciotto. Ne ha facoltà.

Ricordo ai consiglieri che volessero intervenire che devono iscriversi a parlare prima della fine dell'intervento dell'onorevole Cacciotto.

CACCIOTTO RAIMONDO (PD). Ritengo importante che si discuta oggi questa proposta di legge e che si riesca anche ad approvarla prima del termine della legislatura.

Il gioco d'azzardo è un business deviato, che crea valore per pochi ma impoverisce tanti, dissipandone il risparmio ma soprattutto rovinando i legami sociali a iniziare da quelli familiari. Purtroppo è un fenomeno che continua a mietere vittime, seppur formalmente in modo legale in quanto offerto dallo Stato, ma anche in questo caso occorre chiamarlo col suo nome, si tratta di azzardo, e genera crescente povertà e sofferenza, esattamente quello che uno Stato non dovrebbe fare pensando al bene della comunità, tanto che al legislatore è affidato il compito di "determinare i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali", e infatti l'articolo 41 della Costituzione italiana, pur nel definire libera l'iniziativa economica privata, precisa che la stessa non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà e alla dignità umana, da qui numerose disposizioni normative che sottopongono le attività economiche a restrizioni volte a tutelare la salute e la sicurezza dei cittadini nonché altri valori di rilievo generale. E il contrasto agli effetti distorsivi dell'azzardo è un preciso dovere che il legislatore non può non assumersi nell'ottica di salvaguardare la dignità e l'integrità delle persone.

Alcune amministrazioni locali in questi anni hanno deciso di intervenire per regolare e limitare il fenomeno, perché seriamente preoccupati per l'impatto sulla vita dei propri concittadini. Sassari ha regolamentato per esempio gli orari e premia con sgravi fiscali gli esercizi che rinunciano alle macchinette; Alghero ha addirittura sfidato il vuoto normativo con un'ordinanza che individua i luoghi sensibili e fissa le distanze consentite per installare sale giochi e slot. Oggi abbiamo l'opportunità e la responsabilità di dotare la Regione Sardegna di un quadro normativo che metta a sistema le attività di prevenzione, informazione e di accompagnamento per le persone e le famiglie che purtroppo hanno a che fare con questo problema, del Piano regionale del gioco d'azzardo patologico per gestire prevenzione, curare e riabilitare e dell'Osservatorio regionale del disturbo da gioco d'azzardo per monitorare il fenomeno. Ovviamente è solo un primo intervento urgente ma ci sarà bisogno di un impegno ancora maggiore, soprattutto per curare chi soffre già di questi disturbi. Nella sanità sarda esistono strutture per l'assistenza di chi è dipendente dal gioco, ma, alla luce dei dati allarmanti, probabilmente occorrerà un potenziamento e un coordinamento anche con le iniziative delle associazioni di volontariato che ben supportano questo fenomeno.

Intanto mettiamo un punto fermo contro il gioco d'azzardo nella nostra Isola, uno strumento per tutelare la salute dei cittadini e prevenirne impoverimento, disagio e sofferenza, ma è soprattutto l'occasione per evidenziare la volontà politica di dire che il gioco d'azzardo fa male e vogliamo contrastarlo. Scommettiamo su di noi, sui sardi, scommettiamo su una società che pensa al bene delle persone e si fa carico delle situazioni di fragilità, e non dimentichiamo che l'azzardo non è un gioco e si perde sempre, anche quando si vince.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Marco Tedde.

TEDDE MARCO (FI). Come non condividere lo spirito di questa legge, soltanto un folle potrebbe non condividere la ratio, lo spirito, gli obiettivi strategici di questa proposta di legge.

Sicuramente il gioco d'azzardo è una patologia che bisogna in qualche modo debellare: è compito nostro, è compito della classe dirigente di questa Regione intervenire attivamente e fattivamente per cercare di mettere un freno, di prevenire, non di reprimere ma quantomeno di mettere in campo azioni terapeutiche serie importanti e incisive, che oggi non ci sono! Perché chi ha avuto a che fare con problematiche di questo tipo ha dovuto sbattere la testa contro un muro di cemento armato: non c'è la possibilità, quantomeno nella provincia di Sassari, di intervenire sotto il profilo terapeutico in modo serio per cercare di lenire quantomeno le sofferenze, perché le sofferenze sono pesantissime, per chi è ludopatico e per i nuclei familiari. Questa è una di quelle tipiche malattie che coinvolge tantissime persone, non soltanto gli ammalati ma le famiglie sono pesantemente coinvolti, i coniugi sono pesantemente coinvolti; la ludopatia è causa di disgregazione di interi nuclei familiari, quindi ben venga la presa di coscienza da parte di questa Assemblea legislativa affinché si arrivi ad avviare un percorso, quanto meno, che possa intervenire sulle cause e anche ovviamente sugli effetti sotto il profilo terapeutico.

Detto che lo spirito e la ratio della proposta è condivisibile, credo che non siano altrettanto condivisibili le misure che vi accingete a mettere in campo per affrontare questa malattia; non sono sufficienti le interessanti norme di principio che sono contenute in questo progetto di legge, quali per esempio l'articolo 3 sul Piano regionale del gioco d'azzardo patologico, l'articolo 4 sull'Osservatorio regionale, l'articolo 5 che parla di campagne di informazione e sensibilizzazione, la giornata del disturbo da gioco d'azzardo di cui all'articolo 6, l'articolo 8 sul logo "slot free Regione Sardegna": tutte norme molto interessanti ma del tutto insufficienti, perché la legge è del tutto priva di risorse, le risorse sono residuali, sono minime e non consentono assolutamente alla sanità pubblica di intervenire in questo campo. Di fatto queste norme sono tutta una serie di pannicelli caldi rispetto a una patologia molto pesante, pervasiva, invasiva e che si sta diffondendo sempre di più, si sta diffondendo a macchia d'olio. Ci sono anche alcune norme a mio avviso da censurare, da verificare con più attenzione, per esempio la norma che prevede la distanza per le macchine di 500 metri da alcune zone sensibili. Io credo che sia una norma sicuramente di principio, una norma che può essere ben interpretata sotto il profilo della voglia di risolvere un problema, ma se queste macchine vengono messe a 501 metri, che cosa cambia? O a 502 metri, cosa cambia? Abbiamo rispettato la legge ma è stato violato lo spirito della legge che si prefigge determinati obiettivi. A 501 metri da obiettivi sensibili è legittimo che vi siano le macchine, ma 500 metri, cioè mezzo passo, la macchina non ci deve stare. Quindi c'è questa contraddizione, questa incongruenza che in qualche modo deve essere affrontata e deve essere risolta, non so come ma bisogna affrontarlo il problema. Così come quando si parla di distanze da questi luoghi sensibili di macchine che producono questo tipo di patologia, credo che allo stesso modo bisogna riflettere sulle distanze che i bar, gli esercizi pubblici che molto spesso ospitano soggetti che sono dediti all'alcol debbono osservare; per quale motivo noi non ci poniamo il problema dell'alcolismo e ci poniamo soltanto quello della ludopatia? Non lo so, probabilmente è una moda! Io son d'accordo che bisogna affrontare la ludopatia ma bisogna affrontare anche altre problematiche e bene avremmo fatto se le avessimo affrontate tutte assieme, così come per esempio il gioco d'azzardo on line, non facciamo menzione assolutamente, non ne facciamo menzione, qualcuno potrebbe anche dire e pensare ma non abbiamo competenza; ho capito ma noi dobbiamo agire sulle cause, dobbiamo intervenire sulle cause, non soltanto sugli effetti, dobbiamo intervenire sulle cause. E quali sono le cause? Le cause sono sicuramente questa voglia spasmodica di affidarsi alla sorte per risolvere i problemi economici, per uscire da situazioni di disagio professionali, situazioni di disagio lavorative e qui il legislatore deve intervenire in modo attento, razionale, in modo efficace mentre invece in questa legge non c'è un cenno agli interventi sulle cause. Così come mi pare che non ci sia un cenno sulla necessità fortissima di potenziare i Sert, e mi ricollego a ciò che dicevo poc'anzi, cioè chi è ammalato di ludopatia ha difficoltà ad essere curato, già non si vuol curare, è difficile, è difficile che si voglia curare, perché non riconosce la sua malattia, in più nell'ipotesi in cui dovesse accettare un piano terapeutico non si sa dove possa affrontare queste terapie. Perché obiettivamente non ci sono centri specializzati, non ci sono équipe mediche che hanno la capacità di affrontare tutti i vari angoli, tutte le varie sfaccettature di questa patologia. Ecco quindi ribadisco il concetto: questa legge, questa proposta di legge ha dei fini nobili, ha uno spirito condivisibile, una ratio condivisibile ma mette in campo degli strumenti del tutto inadeguati per affrontare il problema. E quindi rischia di creare ulteriore problema, grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Emilio Usula. Ne ha facoltà.

USULA EMILIO (Gruppo Misto). Grazie Presidente, il gioco d'azzardo portato a livelli patologici rappresenta senz'altro una vera e propria piaga sociale. Sul singolo individuo determina un progressivo annientamento psichico equivalente alle dipendenze da alcol o altre droghe. Questa devastazione come nelle altre dipendenze patologiche è però al contempo risultato e causa di uno sgretolamento del tessuto familiare e sociale di appartenenza. È doveroso che la Regione Sardegna, superando anche i vincoli di competenza statale su questa materia, intervenga per cercare di limitare questo fenomeno. È doveroso che noi legislatori sardi proponiamo misure di contrasto a questa piaga che colpisce uomini, donne e purtroppo anche sempre più fasce di adolescenti. La Sardegna è ai primi posti nelle graduatorie nazionali, la cosa non può sorprenderci perché il gioco d'azzardo trova terreno fertile nella povertà, nella marginalizzazione, nella solitudine, nell'incertezza del presente e nella mancanza di prospettive per il futuro nella descolarizzazione, nell'isolamento. La Sardegna purtroppo con la crisi, ma anche a causa di scelte politiche ben precise, soffre di tutte queste condizioni e il risultato in termini di disagio sociale non può che essere coerente, drammaticamente coerente e conseguente. Ben vengano quindi azioni legislative tese a limitare le ludopatie, ma non si pensi mai alla possibilità di ottenere risultati positivi semplicemente con provvedimenti sul fenomeno senza intervenire con efficacia sulle cause. In poche parole non si contrasta una malattia grave, gravissima, degenerativa semplicemente con antidolorifici. Si deve agire sul fronte del lavoro, dell'occupazione, dell'opportunità di reddito da lavoro, opportunità del reddito di lavoro che ridà dignità all'individuo. Dobbiamo davvero contrastare la povertà, l'isolamento sociale la descolarizzazione, lo spopolamento e la marginalizzazione sociale nelle periferie e nei grossi centri. Voglio finire con una considerazione che è insieme anche un appello per azioni più efficaci e meno velleitarie; è necessario agire anche per smascherare il ruolo ipocrita e miope dello Stato! Ci sono certamente le società private che lucrano sul malessere e sulle false speranze che dal malessere traggono origine, ma è lo Stato il primo vampiro che succhia sangue ed energie dai cittadini più deboli e indifesi… Presidente, c'è troppo chiasso, chiedo scusa ma non riesco più a parlare… è lo Stato il primo vampiro che succhia sangue ed energie dai cittadini più deboli e indifesi, dai più poveri economicamente e socialmente, è lo Stato che dal gioco, dalla speranza e dalla disperazione trae enormi profitti. È lo Stato che fa cassa e specula per poi far finta di intervenire per curare e assistere individui e famiglie distrutte. Voterò a favore pur sottolineando che questo è un impianto comunque incompleto e per questo insufficiente, perché mancano disposizioni precise per esempio sul "gratta e vinci", su giochi on line, sul lotto eccetera. Voterò a favore, voterò a favore di questa legge ma con la piena consapevolezza che senza interventi sulle cause sociali che dicevo prima, sulle cause economiche e culturali non si fa assolutamente nessun passo avanti nel contrasto a questa tragedia delle ludopatie, grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Gruppo Misto). Grazie Presidente, per quanto mi riguarda non posso nascondere la soddisfazione che è quella di chi, avendo presentato una proposta di legge, vede finalmente la proposta di legge arrivare in Aula, dopo un lavoro serio portato avanti dalla Commissione e con la possibilità concreta di vederla trasformare in legge della Regione e quindi con la possibilità che quella proposta finalmente, da quella poco proposta possano scaturire gli effetti sperati. Non nascondo però una parziale delusione legata quantomeno alle tempistiche. Quella proposta è la numero 6 ed è stata presentata il primo giorno di questa legislatura, quindi appena è stato possibile presentare le proposte di legge insieme ad alcuni colleghi abbiamo presentato quella proposta. Ci son voluti cinque anni perché si completasse l'iter in Commissione, si approfondisse la materia e finalmente nell'ultima sessione di Consiglio della stessa legislatura si sottoponesse all'Aula la discussione, appunto, su quel tema che non è urgente oggi era urgente già cinque anni fa e forse era urgente anche negli anni precedenti. Ovviamente l'ottimo è nemico del buono, per cui ripeto sono soddisfatto del fatto che finalmente la legge arrivi in Aula, però probabilmente il nostro Consiglio avrebbe potuto farlo prima e arrivare non ultima tra le Regioni a legiferare in materia ma essere la prima o tra le prime a dotarsi di una normativa organica in materia di contenimento del gioco d'azzardo. Contenimento che avviene grazie alla potestà che noi abbiamo in materia di sanità, la patologia e le patologie correlate al gioco d'azzardo meritano un intervento regionale pienamente nel campo delle nostre possibilità, questo intervento viene fatto appunto con la legge oggi in discussione. Per il futuro credo che nel Regolamento consiliare e nell'organizzazione interna del Consiglio sia importante fare una riflessione, oggi la sesta Commissione che è quella che si occupa di sanità, di sociale e di sport, è di fatto assorbita totalmente nel suo impegno dalle attività che riguardano il controllo sulle attività delle ASL, io credo sia inutile continuare ad avere, lo dico perché resti agli atti e sia utile magari per le prossime legislature, sia inutile avere una Commissione che dovrebbe fare alcune cose e invece di fatto ne fa solo una, che è importante perché riguarda il controllo sulla spesa di metà del bilancio regionale, quindi già di per sé la Commissione che si occupa di sanità probabilmente in futuro dovrà occuparsi soltanto di sanità, però sono rimaste in coda proposte di legge che, al pari della mia, meritavano probabilmente un'attenzione maggiore in questa legislatura. Il gioco d'azzardo arriva a tempo quasi scaduto, quasi alla fine, altre invece non riusciranno a entrare in Aula, c'erano proposte in tema di sport, per esempio, e quindi di riduzione del costo sanitario grazie all'incentivazione appunto delle attività sportive, dell'invecchiamento attivo, delle palestre in salute, una serie di proposte che purtroppo non verranno discusse per ragioni legate appunto al poco tempo a disposizione della Commissione per trattare quei temi che non sono sanità, per cui per le prossime legislature credo che questo sia importante. Riguardo il testo oggi all'ordine del giorno credo che la Commissione abbia fatto un buon lavoro di sintesi delle proposte inserite, ho notato alcune differenze rispetto alla proposta presentata cinque anni fa, e capisco che alcune di queste correzioni siano legate anche agli interventi statali in materia di gioco d'azzardo; quando sono state presentate le prime proposte a livello statale non c'era ancora stata nessuna decisione, oggi esistono leggi dello Stato che sono intervenute in materia, per cui è lecito anche pensare che alcune di quelle disposizioni non siano più attuali. Io non farei tanto una questione di metri o di centimetri, come diceva l'onorevole Tedde, io credo che oggi sia fondamentale intervenire in una materia in cui la nostra Regione ha piena potestà legislativa e ancora non ha fatto interventi, per cui è colpevole la nostra inerzia, o almeno era colpevole sino a oggi. Credo sia urgente inserire delle premialità per gli imprenditori che rinunciano a quella forma di guadagno, e quindi ben venga il logo "slot free", perché uno dei pochi mezzi che noi abbiamo oggi per premiare chi merita è decidere dove spendere il nostro reddito, e avere una differenziazione tra gli esercizi che utilizzano quella forma di reddito e quelli che non lo utilizzano credo che sia utile, anche semplicemente per decidere dove prendere il caffè. Poi credo che non siano stati inseriti anche per ragioni di incompatibilità con le norme statali, ma penso che il Consiglio dovrebbe riflettere su quell'opportunità, le disposizioni che invece riguardano la formazione del personale delle sale da gioco, e io credo che obbligare il personale che opera in quelle strutture periodicamente a dei corsi periodici, che semplicemente li mettano nelle condizioni di segnalare a persone particolarmente deboli l'esistenza di strutture che possono curare le malattie correlate, la dipendenza da gioco d'azzardo, e possano magari anche semplicemente segnalare un numero utile, io credo che chi lavora in queste strutture spesso abbia pienamente consapevolezza del tipo di clientela che la frequenta, a volte si tratta di giocatori estemporanei, altre volte si tratta di persone che in quel momento stanno riducendo sul lastrico la propria famiglia e stanno contribuendo a rovinarsi la vita. Quindi credo che almeno l'obbligo di segnalare le strutture e avere esposti in questi luoghi i numeri di telefono delle strutture che si occupano di cura, credo possa essere un atto di buonsenso. L'ultimo punto riguarda la leva fiscale. Ho visto che nel testo non è prevista nessun tipo di disposizione che incida sull'Irap e sui fondi a disposizione dei Comuni per ridurre le imposte locali, io invece credo che per i bar, per i tabacchini, per gli esercizi commerciali, che decidono di rimuovere macchinette che magari… mi riferisco alle slot machine in questo momento, che quindi fanno obiezione e decidono di rimuovere le slot machine e di rinunciare a quel reddito ci debba essere un incentivo anche economico, ci debbano essere incentivi in termini di sconti sull'IRAP e in termini di possibilità di riduzione delle imposte comunali, e quindi la Tari, che è quella che più di tutti incide. Penso che con qualche correttivo questa legge possa essere ancora più utile rispetto a quella esitata dalla Commissione. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Io credo che, per quel che riguarda l'oggetto di questa norma in discussione, tutti hanno posto l'accento sul problema della gravità che tutti questi giochi, più o meno resi pubblici, possono portare alla stessa società. Innanzitutto a volte dividendo famiglie, rendendo più debole quel primo tessuto sociale, e quindi creando delle situazioni di gravità non solo sociale, ma anche economiche, dove le patologie latenti vanno poi a sfociare in una condizione di tale gravità che rischia di offendere le stesse persone che profittano di questi giochi, ma coinvolgono interi sistemi. Ora, che sia una cosa riconosciuta mi pare una cosa importante, non vado a ripetere tutto ciò che è stato sentito perché si è detto che poteva essere esitata già da prima, io credo che è già importante che venga esitata oggi e che abbia la caratteristica di vedere il Consiglio unito. Certo, io capisco che poteva essere fatta certamente una legge migliore, più attenta e puntuale su tutti quelli che sono i temi del gioco d'azzardo, su questo credo che non ci piova, (…) della leva fiscale che timidamente mi pare questo Governo abbia iniziato a porre in campo, alle situazioni che possono essere rivisitate dalla stessa Regione Sardegna come prima Istituzione all'interno della nostra Isola. Ora, io vorrei non allungarmi in un discorso che non serve più di tanto a convincere nessuno, ma certamente mi impone la necessità di dire, se questo Consiglio e i Consiglieri che saranno ricandidati e verranno rieletti porteranno qui un'esperienza fatta non certamente in modo positivo e che potevano fare molto di più, e se si è abituati ancora ad indignarci per quello che non va bene, e se siamo disponibili a fare ammenda dei nostri errori, come nel fare per esempio qualche valutazione nella nostra coscienza se abbiamo fatto tutto quello che era doveroso fare come rappresentanti del popolo sardo. E io mi chiedo: è più importante che si corra in campagna elettorale, pur essendo essa a breve, o che si lavori magari anche la settimana prossima come Consiglio per poter dare risposta a delle esigenze fondamentali che esistono nel tessuto sociale? Io credo che moralmente ogni Consigliere abbia l'obbligo di difendere il proprio mandato e di far sì che si compiano tutti gli atti necessari sino all'ultimo giorno in cui è rappresentante del popolo sardo, altrimenti si è infingardi, non si risponde alla propria coscienza, non ha dignità, perché non riconoscere quelle che sono debolezze ed errori. È un lascito che certamente pongo all'attenzione di questo Consiglio, ma sicuramente è proiettato a quelli che saranno i rappresentanti prossimi del popolo sardo, a capire se saranno moralmente ed eticamente responsabili come effettivamente tutte le esperienze di questi ultimi cinque anni, ma non solo, hanno dimostrato che tali non sono. E la dignità è la prima cosa che ci deve far scuotere, e la dignità è quella che deve far sussultare le coscienze, e la dignità significa procedere eticamente per dare delle risposte giuste ed eque a chi chiede la dignità di essere rappresentato bene all'interno di questa Camera del popolo sardo. E' grave se non ricordiamo queste cose, attenzione, e non è vero che oggi un partito e domani l'altro, oggi una coalizione e domani l'altra possano risolvere i problemi, è anche un fatto di dignità umana all'interno di quelle coalizioni perché o si ha la vigoria morale di poter cambiare qualcosa veramente in se stessi per cambiare … per cambiare il mondo che diciamo spesso che non ci va bene. Io potrei prendermela oggi con Paci piuttosto che con Arru e dirle tutto quello che non va bene, ma questo non ha significato per quello che può essere il ragionamento che vi sto ponendo all'attenzione e cioè facciamo leggi per quanto possibile buone ma non attardiamoci a nascondere per interessi personali o di altra natura cose che debbono essere fatte e non possono essere rinviate. E non ho capito chi è che ha voglia di correre, di chiudere il Consiglio perché si ha paura di non voler affrontare i problemi anziché dimostrare quindi alla gente di Sardegna che si ha la voglia di lavorare e lavorare bene. Allora, approviamo questa norma, abbiamo capito che è necessaria, abbiamo capito che è minima magari come risultato, ma è già qualcosa se si pone in campo quello che può bloccare anche situazioni che poi possono portare come è stato fatto più di una volta alla disperazione e magari al suicidio come si è verificato in più circostanze. Allora ciascuno abbia la morale, abbia la coscienza, si comporti civicamente e si comporti in maniera coerente, in maniera etica per poter dare una risposta almeno su questo in positivo alla società sarda.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

ARRU LUIGI, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Io penso che non bisogna metterla in termini di ritardo, bisogna cercare di inquadrarla in un processo di riforma più ampio che è stato avviato, un programma di riorganizzazione del sistema sanitario, ma andando a vedere i dati di natura epidemiologica-demografica, alla fine quello che è importante è avere una visione della congiuntura appunto economica e vedere che nei momenti di crisi questi tipi di comportamento che sono stati riconosciuti come patologici, relativamente di recente, richiedono una risposta che non è esclusivamente sanitaria, non la metterei solo in termini di attività all'interno dei SERD o dei dipartimenti di salute mentale. Penso che richieda delle risposte, andando a vedere la tipologia delle persone che vengono coinvolte, di natura sociosanitaria, natura sociosanitaria perché sicuramente c'è una correlazione con la disoccupazione ma viene colpita una fascia di età che è quella in età adolescenziale e che è una popolazione a rischio per tutta una serie di comportamenti a rischio che vengono associati, dal bullismo a prendersi il rischio nell'uso di macchine o altri comportamenti appunto che espongono il soggetto a una soddisfazione tra virgolette comportamentale. Noi abbiamo fatto, se questa legge viene inserita in un processo ripeto di riforma anche dell'azienda della tutela della salute, ricordo che la riorganizzazione non ha diminuito il numero di servizi e questo lo dice il documento della Società italiana di psichiatria epidemiologica che dice che il problema della Sardegna, anche in questo caso non è il numero di operatori o il numero delle strutture, ma è un problema di organizzazione e di integrazione dei servizi. Noi quindi dobbiamo fare uno sforzo per riconoscere l'entità del fenomeno, non tanto facendo un osservatorio a parte, ma rinforzando l'Osservatorio epidemiologico regionale utilizzando la enorme quantità di dati che abbiamo a disposizione grazie al SISAR e con la possibilità che questo tipo di patologia viene classificata secondo dei codici che possono essere caricati e letti all'interno dell'Osservatorio epidemiologico regionale, che rinforzati con la presenza di operatori ci permettono di avere una coscienza e un censimento del fenomeno. Non lo vedrei appunto solo come un fenomeno da trattare dal punto di vista medico, psichiatrico, psicologico, io lo vedo più come una misura di natura sociosanitaria e ricordo a questo punto che la Regione Sardegna è stata tra le prime regioni che ha recepito il Piano nazionale della prevenzione, i tre programmi appunto, ci sono dei programmi per ridurre il rischio di marginalità sociale, il rischio di comportamenti devianti con misure che riguardano un processo di apprendimento esperienziale, di coinvolgimento esperienziale, non solo l'uso di farmaci che può essere necessario perché ricordo che la classificazione di questo tipo di patologia rientra all'interno di quella categoria di disturbi di dipendenza rispetto a comportamenti o a sostanze di natura chimico-farmaceutica. Quindi io penso che sia una buona legge, si inserisce in un percorso, non farei ogni volta questa ammissione di ritardo perché è frutto di un percorso, di un ragionamento, di un'integrazione che è stata avviata da questa Giunta e da questa maggioranza per dare delle risposte compiute.

E' logico che dovremmo avere anche il coraggio però di dare un messaggio a chi arriverà dopo, questo tipo di patologie richiedono organizzazioni territoriali, non si danno risposte negli ospedali, dobbiamo avere il coraggio in un processo di riforma di individuare delle figure innovative necessarie rispetto alle figure e alle specialità classiche per dare risposta a una società che cambia, a una società che ha necessità di educatori, psicologi e altre figure. Quindi è una legge che ben venga, richiede appunto sia delle misure prescrittive che, tra virgolette, disincentivino il comportamento anche col rischio di, tra virgolette, punizione di coloro che possono favorire questo tipo, però l'azione è un'azione necessaria, sociosanitaria, e sicuramente avviare delle misure per aprire una rete per il soggetto che è in difficoltà, può aiutare a prevenire la patologia così come dare una risposta con una ripresa che ci auguriamo a breve del sistema economico della Sardegna.

PRESIDENTE. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli.

Ha domandato di parlare il consigliere Oscar Cherchi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CHERCHI OSCAR (FI). Sulla necessità di intervenire e regolamentare un disturbo come quello del gioco d'azzardo e quindi in senso generale della ludopatia, io credo che non ci sia niente da dire e niente assolutamente da discutere, siamo tutti favorevoli e tutti abbiamo necessità di trovare un percorso per risolvere questa diffusa patologia. Il problema però è che la legge che oggi si propone in Aula è una legge confusa, una legge pasticciata e devo dire anche a tratti ridicola. Lo dico perché questa è l'ennesima proposta di legge che arriva dal centrosinistra con una premessa da campagna elettorale, è l'ennesima volta che dopo cinque anni, avevate tempo cinque anni per proporre questa legge, arriva invece a un mese e mezzo neanche dalla prossima tornata elettorale, quindi dal rinnovo del Consiglio regionale, arriva con una necessità solo ed esclusivamente di affrontare un problema, ma affrontarlo veramente male. Ricordiamoci che prevenire e combattere significa investire, significa investire per accrescere la conoscenza del fenomeno e non imporre nessun tipo di limitazione che non ha logica. Uno degli esempi, come possiamo evidenziare, è quello del gioco on line, dove non lo si prende neanche in considerazione. Un altro aspetto è quello di dare risposte a una domanda che vede una proposta di legge che voi chiamate quadro normativo, e quindi sembra che sia chissà quale tipo di soluzione che date alla Regione e alla Sardegna, che però non risolve e non aiuta a curare nessun tipo di patologia, ma solo ed esclusivamente a creare grosse difficoltà a quegli esercizi che sono regolari e che oggi comunque sono riconosciuti dal Monopolio. Uno per tutti l'articolo che prevede il fantomatico distanziometro, ed esattamente l'articolo 10, un distanziometro che però, come ha osservato l'Istituto superiore della sanità, è risultato per niente efficace. Per questa ragione voto contro il passaggio agli articoli.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Daniela Forma per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FORMA DANIELA (PD). Presidente, ma solo per rendere merito al lavoro fatto dalla Commissione sanità, che non è un lavoro fatto nelle ultime settimane, che sta approdando adesso, in un momento in cui mi rendo conto siamo tutti con la mente rivolti verso le prossime elezioni regionali. Si è tardato molto, è vero, ma si è data un'accelerata in questo anno, ma anche a partire dai mesi primaverili prima della pausa estiva, perché comunque negli ultimi anni c'è stato anche a livello nazionale, come ho provato a ricordare nella mia relazione introduttiva, ci sono stati degli elementi nuovi, come l'istituzione del fondo nazionale per il gioco d'azzardo patologico, e soprattutto l'aggiornamento dei LEA con l'introduzione appunto della ludopatia degli utenti affetti dalla ludopatia come destinatari del trattamento delle dipendenze patologiche. Poi concordo sul fatto che, lo diceva anche il collega Tedde, si debba lavorare sul potenziamento dei SERD, dei servizi di psicologia della nostra ASL, ma queste sono azioni che sono inserite all'interno del Piano regionale del gioco d'azzardo patologico. E poi siamo tutti d'accordo sull'ipocrisia di fondo dello Stato italiano, che è la matrice appunto, la fonte dei nostri mali, per i quali appunto si lucra sulle dipendenze, questo va dall'alcol, ai tabacchi, come pure sul gioco d'azzardo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Deriu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (PD). Presidente, io ho molti dubbi su questa legge. Rispetto i proponenti, che stimo, e sono sicuro che hanno svolto un lavoro intenso, così come quello della Commissione descritto dalla relatrice. Vedo anche che la stessa relatrice ha proposto degli emendamenti molto importanti, credo che tendono a rassicurare tutti coloro che come me nutrono dubbi su questa proposta. Ce n'è in particolare uno, l'emendamento numero 9, che mi sembra davvero importante. Io dissento anche per una questione di fondo però, mi pare una legge che ha un impianto proibizionista. Il proibizionismo è rassicurante, però non è mai efficace, è una filosofia che io non ho mai sposato e che rigetto, per questo motivo il mio sarà un voto di astensione finché non vedrò, magari dall'approvazione degli emendamenti, una correzione sostanziale della filosofia di fondo di questo provvedimento. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Antonio Gaia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

GAIA ANTONIO (Cristiano Popolari Socialisti). Presidente, colleghi, solo per associarmi a quanto poc'anzi ha affermato il collega Deriu, nelle palesare chiaramente il plauso per chi ha avuto questa iniziativa alla quale penso, come già diversi colleghi hanno sottolineato, non possiamo sottrarci da analizzare che si tratta di una problematica molto seria e complessa. Ma a mio sommesso avviso trattasi di una proposta di legge molto riduttiva, che non affronta la problematica a 360 gradi. Io infatti riterrei opportuno che fosse rinviata nuovamente in Commissione per un dovuto approfondimento, anche perché voglio precisare che dietro il gioco d'azzardo, lecitamente disciplinato dalla normativa nazionale, e tengo a precisare che a breve il Governo italiano si interesserà del completamento di questa normativa, così secondo quello che è il calendario, esattamente mi riferiscono in data 19 o 20 di questo mese, sarebbe oltremodo opportuno un approfondimento. Ma quello che a me spiace è che nella normativa e nel disegno di legge non sia affrontato il problema serio della transumanza di chi gioca, cioè questa normativa, così come è concepita, stimola di più il muoversi dei soggetti che soffrono di questa patologia. Nei nostri piccoli paesi la gente ha vergogna a farsi vedere giocare, quindi è incentivata a spostarsi a Cagliari, spostarsi ad Olbia, e quindi anche il discorso dei 500 metri dai posti sensibili incide oltremodo sullo spopolamento dei nostri territori. Se io voglio vedere e fare un'analisi al contrario, perché dietro queste slot machine, dietro i giochi d'azzardo ci sono attività economiche nelle quali i nostri cittadini hanno investito danari, non possiamo fargliene una colpa se la legge italiana glielo permette, però non possiamo sottovalutarlo. I numeri sono 3500 addetti in Sardegna, non parliamo di 10, 100, persone, 3500 addetti, quindi io direi che va soppesata con molta più attenzione, in introspezione e a 360 gradi e non a 180 gradi come, dal mio punto di vista, è stata affrontata. Quindi io faccio un appello affinché veramente la legge torni in Commissione e prenda in esame questi aspetti che ho poc'anzi evidenziato. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Crisponi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Presidente, molto in breve, rispetto le buone intenzioni di questa legge, concordo sulle perplessità sollevate a più voci dai colleghi poc'anzi intervenuti, a tutta una serie di criticità che inevitabilmente ci impediscono di essere sereni nel poter approvare e dare un sostanziale via libera a questo tipo di proposta di legge. Però, Assessore, profitto della sua presenza, le volevo ricordare anche che è perfettamente inutile approvare delle leggi in quest'Aula quando queste leggi poi mancano di una corretta applicazione sui territori. Le rivolgo una domanda, nel 2014, quindi appena avviata l'attività della legislatura, a fine anno, esattamente nel mese di dicembre, la legge 26 venne approvata su proposta di un collega, che aveva fatto naturalmente di quella materia questioni anche di attenzione per via della sua professione, e mi riferisco al collega Cozzolino, ed era una legge che parlava di una brutta bestia che colpisce e ferisce soprattutto il mondo femminile, parlo della legge sull'endometriosi, quella legge, Assessore, mi risulta non sia applicata perché le disattenzioni e l'assenza del suo assessorato hanno certificato e vanificato l'applicazione di quella legge, evitando che si costituisse la Commissione che in modo specifico doveva attendere e ottemperare all'intervento sui ticket e sui costosissimi farmaci che leniscono le terribili sofferenze che sono naturalmente in capo alle donne. Allora, Assessore, quando si fanno le leggi è buona norma, è buona regola, è buona creanza che la sua applicazione venga seguita passo passo dagli Assessorati che sono coinvolti, mi spiace in questo senso dover censurare una attività che rimanda, oggi che siamo in chiusura di legislatura, dopo cinque anni percorsi con mille sollecitazioni con interventi, con mozioni e interrogazioni, eppure alle donne della regione Sardegna è negato un diritto sacrosanto e di questo che mi pare sia davvero grave e vada in capo al suo Assessorato una censura profonda da parte dei Riformatori Sardi.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 1.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1:

Articolo 1
Finalità

1. La Regione autonoma della Sardegna, con la presente legge, detta disposizioni in materia di prevenzione e contrasto al "Disturbo da gioco d'azzardo" al fine di:

a) prevenire e contrastare la diffusione di dipendenze patologiche legate al gioco d'azzardo;

b) accrescere la consapevolezza del rischio correlato al gioco ancorché lecito e di salvaguardare le fasce più deboli della popolazione;

c) contenere e ridurre gli effetti negativi connessi alla pratica del gioco d'azzardo lecito sulla sicurezza urbana, sulla viabilità, sull'inquinamento acustico e sul governo del territorio.)

Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Sull'ordine dei lavori devo chiederle una sospensione di almeno un quarto d'ora.

PRESIDENTE. Se serve sospendiamo la seduta per quindici minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 12 e 59, viene ripresa alle ore 13 e 27.)

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta. Non ho iscritti a parlare.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 2 e dei relativi emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2:

Articolo 2
Definizioni

1. Ai fini della presente legge si intende per:

a) gioco lecito: il gioco praticato mediante gli apparecchi di cui all'articolo 110, commi 6, lettere a) e b), del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 (Approvazione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza), e successive modifiche e integrazioni, e mediante altre forme di gioco lecito previste dalla normativa vigente;

b) gioco d'azzardo patologico o disturbo da gioco d'azzardo (GAP): la patologia riconosciuta a livello internazionale dall'Organizzazione mondiale della sanità che riguarda un disturbo del comportamento che rientra nella categoria diagnostica dei disturbi del controllo degli impulsi e ha una forte attinenza con la tossicodipendenza e, come questa, è inquadrato nella categoria delle cosiddette "dipendenze comportamentali";

c) sala da gioco: un luogo pubblico o aperto al pubblico o un circolo privato in cui siano presenti o comunque accessibili apparecchiature per il gioco lecito previste dalla normativa vigente.).

Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare la consigliera Daniela Forma, relatrice.

FORMA DANIELA (PD), relatrice. Sull'emendamento 2 c'è un invito al ritiro, c'è un parere favorevole sull'emendamento 5 e sull'emendamento 1.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

ARRU LUIGI, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Parere conforme a quello della relatrice.

PRESIDENTE. Onorevole Gaia c'è un invito al ritiro, emendamento numero 2.

Ha domandato di parlare il consigliere Antonio Gaia. Ne ha facoltà.

GAIA ANTONIO (Cristiano Popolari Socialisti). Colleghi solo prima di esprimere la posizione in merito al ritiro voglio dire che la motivazione dell'emendamento nasce proprio dal fatto che, dal mio punto di vista, non possono rientrare anche gli apparecchi di cui all'articolo 110, comma 7 del TULPS, che non prevedono vincite in danaro. E quindi conseguentemente non può essere estesa l'applicazione della normativa sulle distanze anche a tale categoria di apparecchi. Quindi per converso invece voglio mettere in evidenza, come ho già detto prima, che tutti gli studi sulla ludopatia dimostrano che l'incidenza di questo fenomeno si spiega in maniera decisamente maggioritaria su altre forme di gioco con vincita in danaro. Vedasi il gioco on-line, gratta e vinci, scommesse e quant'altro. Mi rimetto all'Aula signor Presidente, grazie.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 5.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 2.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio approva).


Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell' emendamento aggiuntivo numero 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 3, al quale non sono stati presentati emendamenti

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 3:

Articolo 3
Piano regionale del Gioco d'azzardo patologico della Sardegna

1. Al fine di contrastare i fattori di rischio legati ai comportamenti di gioco e di limitare i rischi e i danni alla salute correlati al gioco d'azzardo, in particolare nei soggetti più vulnerabili, la Regione si dota del Piano regionale del Gioco d'azzardo patologico.

2. Il piano é deliberato dalla Giunta regionale su proposta dell'Assessore competente in materia di sanità, previo parere della competente Commissione consiliare; il Piano è rivisto ed implementato ogni due anni.

3. Il Piano regionale del Gioco d'azzardo patologico della Sardegna contiene le attività che interessano l'intero contesto regionale in ordine alla prevenzione, alla cura, alla riabilitazione e al sostegno psicologico dei soggetti problematici o patologici e dei loro familiari, ele azioni sia di carattere regionale sia di carattere territoriale da porre in essere per l'attuazione dello stesso.

4. Il Piano riporta le azioni finanziate con le risorse assegnate alla Regione dal Fondo nazionale per il gioco d'azzardo patologico istituito presso il Ministero della salute ai sensi dell'articolo 1, comma 946, della legge 28 dicembre 2015, n. 208 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato "legge di stabilità 2016"), le azioni finanziate utilizzando risorse del Fondo sanitario regionale e quelle finanziate con eventuali altre risorse regionali.

5. In sede di prima applicazione si tiene conto del "Piano regionale 2017 del Gioco d'azzardo patologico della Sardegna" già approvato dalla Giunta regionale con propria deliberazione e con il quale è stato programmato l'utilizzo delle risorse del Fondo nazionale per il gioco d'azzardo patologico assegnate alla Regione con decreto del Ministero della salute del 6 ottobre 2016. ).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 3.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 4, al quale è stato presentato l' emendamento numero 15.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 4:

Articolo 4
Osservatorio regionale del disturbo da gioco d'azzardo

1. È istituito presso l'Assessorato regionale competente in materia di sanità, che ne assicura il supporto tecnico, l'Osservatorio regionale del disturbo da gioco d'azzardo, le cui funzioni sono ad oggi ricomprese nell'Osservatorio epidemiologico regionale per le dipendenze patologiche.

2. L'Osservatorio regionale del disturbo da gioco d'azzardo monitora il fenomeno del GAP in ambito regionale e svolge le funzioni di cabina di regia e monitoraggio per la verifica dello stato di attuazione del Piano regionale del gioco d'azzardo patologico della Sardegna. ).

Per esprimere il parere sull'emendamento, ha facoltà di parlare la consigliera Daniela Forma, relatrice.

FORMA DANIELA (PD), relatrice. Il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

ARRU LUIGI, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. La Giunta si rimette all'Aula

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento sostitutivo parziale numero 15.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 15.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 4.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 5, al quale non sono stati presentati emendamenti

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 5: Articolo 5
Campagne di informazione e sensibilizzazione

1. La Regione, avvalendosi dell'Osservatorio regionale di cui all'articolo 4 e raccordandosi con soggetti pubblici, istituzionali, privati e del terzo settore operanti a livello nazionale, regionale e locale, promuove campagne di informazione e di sensibilizzazione sui rischi legati al gioco d'azzardo.

2. Nel predisporre le campagne previste dal comma 1, si presta particolare attenzione ai minori e ai soggetti socialmente ed economicamente più deboli. ).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 5.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 6, al quale non sono stati presentati emendamenti

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 6: Articolo 6

Istituzione della "Giornata regionale
contro il Disturbo da gioco d'azzardo"

1. La Regione istituisce la "Giornata regionale contro il Disturbo da gioco d'azzardo" quale occasione per sensibilizzare l'opinione pubblica regionale sui rischi correlati al gioco.

2. La data della giornata e il programma di iniziative ad essa correlate, sono definiti entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge con deliberazione della Giunta regionale adottata previo parere della competente Commissione consiliare.).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 6.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 7, al quale è stato presentato l'emendamento numero 6.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 7:

Articolo 7

Contributi e patrocinio

1. La Regione per rafforzare gli interventi previsti dal Piano regionale del gioco d'azzardo patologico può concedere il proprio patrocinio gratuito o accompagnato dall'erogazione di un contributo per le iniziative culturali, ricreative, sociali e sportive che favoriscano la sensibilizzazione verso l'utilizzo responsabile del denaro e il contrasto al gioco d'azzardo.

2. In coerenza con i principi della presente legge, la Regione non concede il proprio patrocinio per le iniziative culturali, ricreative, sociali e sportive che contengono e pubblicizzano attività che, benché lecite, favoriscono o inducono alla dipendenza da gioco d'azzardo.).

Per esprimere il parere sull'emendamento, ha facoltà di parlare la consigliera Daniela Forma, relatrice.

FORMA DANIELA (PD), relatrice. Il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

ARRU LUIGI, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 7, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento aggiuntivo numero 6.

Ha domandato di parlare la consigliera Daniela Forma per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FORMA DANIELA (PD). Sull'emendamento 6 vorrei fare un invito e una sollecitazione a tutta l'Aula, perché questo emendamento è frutto delle indicazioni e del parere del Consiglio delle Autonomie locali, che chiedono la possibilità di istituire un fondo regionale di supporto alle misure che gli enti locali mettono a correre con gli introiti derivanti dalle sanzioni amministrative per adottare misure di contrasto al gioco d'azzardo patologico, quindi questo recepisce in pieno la richiesta degli enti locali.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Gruppo Misto). Per esprimere parere favorevole alla proposta avanzata testé dall'onorevole Forma.

PRESIDENTE. Poiché nessuno altro domanda di parlare sull'emendamento numero 6, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 8, al quale sono stati presentati due emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 8: Articolo 8
Logo "Slot free-Regione Sardegna"

1. È istituito il logo regionale "Slot free-Regione Sardegna", di seguito denominato logo.

2. Il logo è rilasciato dalla Regione agli esercenti di esercizi commerciali, ai gestori dei circoli privati e di altri luoghi deputati all'intrattenimento, che non hanno nel proprio esercizio le apparecchiature per il gioco d'azzardo.

3. La Giunta regionale, sentita la Commissione consiliare competente, definisce, le caratteristiche ideografiche del logo e i criteri e le procedure per la concessione in uso, i casi di sospensione, decadenza e revoca della concessione stessa e le modalità d'uso. ).

Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare la consigliera Daniela Forma, relatrice.

FORMA DANIELA (PD), relatrice. Il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

ARRU LUIGI, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Il parere è favorevole.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Luigi Crisponi. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Ho molto rispetto delle conoscenze linguistiche della collega Forma, visto che è la prima firmataria di questo emendamento, però vorrei anche ricordare ai colleghi dell'Aula, e non alla collega, che l'espressione "slot free" in inglese sarebbe traducibile come "slot gratuito", sostenuto dalla Regione Sardegna, quindi io suggerisco, per evitare una beffa all'esterno di qualunque attività e di qualunque esercizio, che venga semplicemente eliminata la parolina "free", per evitare fraintendimenti, e magari sostituirla con "no slot".

PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Daniela Forma. Ne ha facoltà.

FORMA DANIELA (PD). Assolutamente favorevole, recepiva quanto richiesto dalla proposta di legge 56, però concordo sul fatto che il messaggio è no slot e quindi "no slot-Regione Sardegna" per me va bene.

PRESIDENTE. Chiedo se l'emendamento orale è accolto. Pare di sì, quindi: no slot-Regione Sardegna.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 7.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 8.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 9.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 9:

Articolo 9

Relazione annuale
della Giunta regionale al Consiglio regionale

1, Entro il 31 marzo di ciascun anno, la Giunta regionale presenta al Consiglio regionale una relazione sull'attività svolta in materia di disturbo da gioco d'azzardo nel corso dell'anno precedente.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 9.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Sì Presidente, per chiederle due minuti in Aula di sospensione, prima di eventualmente procedere, oppure…

PRESIDENTE. Sospendiamo l'Aula per qualche minuto.

(La seduta, sospesa alle ore 13 e 43, viene ripresa alle ore 13 e 52.)

PRESIDENTE. Proseguiamo la seduta. Siamo arrivati all'articolo 10 cui sono stati presentati gli emendamenti sostitutivo totale numero 9 con gli emendamenti all'emendamento numero 16 e 17, gli emendamenti aggiuntivi 3, 4 e 18.

Chiedo il parere della Commissione.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Interviene Gaia, in qualità di Capogruppo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Antonio Gaia. Ne ha facoltà.

GAIA ANTONIO (Cristiano Popolari Socialisti). In qualità di Capogruppo, in sostituzione del lavoro Zanchetta chiedo e ribadisco l'invito di rinviare in Commissione la discussione del disegno di legge.

PRESIDENTE. Allora metto in votazione il rinvio in Commissione, quindi chiedo se sia stiamo andando formalmente e quindi va riapprovato il testo in Commissione, onorevole Forma. Stiamo andando formalmente in Commissione deve essere riapprovato il testo, per Regolamento…

FORMA DANIELA (PD). Fatto salvo il lavoro dei primi nove articoli…

PRESIDENTE. Ripartendo dall'emendamento in cui siamo arrivati.

FORMA DANIELA (PD). Ok perfetto.

PRESIDENTE. Col testo definitivo che esce dalla Commissione. La Commissione può essere convocata alle ore 15 e 30.

FORMA DANIELA (PD). Va bene allora appena terminiamo rientriamo in aula.

PRESIDENTE. Metto in votazione il rinvio in Commissione.

Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Allora la legge ritorna in Commissione, alle 15 e 30 è convocata la Commissione e il Consiglio è convocato alle ore 17.

La seduta è tolta ricordo che alle 15 è prevista la Conferenza dei Capigruppo nell'aula della terza Commissione.

La seduta è tolta alle ore 13 e 54.