Seduta n.331 del 04/12/2018 

CCCXXXI Seduta

Martedì 4 dicembre 2018

(POMERIDIANA)

Presidenza del Presidente Gianfranco GANAU

La seduta è aperta alle ore 16 e 39.

FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta del 7 novembre 2018 (326), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Roberto Deriu, Giovanni Satta ed Edoardo Tocco hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 4 dicembre 2018.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Annunzio di presentazione di disegno di legge

PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il disegno di legge numero 564.

Annunzio di presentazione di proposte di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le proposte di legge numero 562, 563.

Risposta scritta a interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle interrogazioni numero 1662.

(Risposta scritta pervenuta il 19 novembre 2018)

Numero 1664.

(Risposta scritta pervenuta il 20 novembre 2018)

Numero 1622, 1670, 1672.

(Risposte scritte pervenute il 23 novembre 2018)

Numero 415, 580, 622, 658, 1053, 1644, 1650, 1675, 1677.

(Risposte scritte pervenute il 30 novembre 2018)

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria. Sono state presentate le interrogazioni numero 1676, 1677, 1678, 1679, 1680, 1681, 1682, 1683, 1684, 1685, 1686, 1687, 1688, 1689, 1690, 1691, 1692, 1693, 1694, 1695, 1696, 1697, 1699.

Annunzio di interpellanze

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria. Sono state presentate le interpellanze numero 383, 384.

Annunzio di mozioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria. Sono state presentate le mozioni numero 460, 461, 462, 463, 464, 465, 466.

Commemorazione di ex consigliere

PRESIDENTE. Colleghi, oggi il Consiglio regionale commemora l'onorevole Antonio Serra, consigliere regionale della X Legislatura, scomparso lo scorso 27 novembre all'età di 88 anni. Nato a Thiesi il 24 aprile del 1930, madre casalinga e padre impiegato, ex combattente decorato al valor militare nella prima guerra mondiale, frequentò l'istituto magistrale a Cagliari. Subito dopo il diploma, insegnò per diversi anni nelle scuole elementari, all'inizio degli anni '50 tenne anche corsi di alfabetizzazione per detenuti nel carcere cagliaritano di Buoncammino. La sua vera passione era però la politica, che iniziò a coltivare da giovanissimo, a fianco di Nino Giagu, leader storico della Democrazia Cristiana sarda e suo amico fraterno. A metà degli anni '50, la sua prima esperienza istituzionale da consigliere comunale eletto nelle liste della Democrazia Cristiana. Dal 1956 al 1963 fu vicesindaco di Thiesi, carica che abbandonò dopo l'elezione al Consiglio provinciale di Sassari. Dell'ente intermedio fu anche Assessore, incarico che conservò per nove anni consecutivi. Nel 1972 fu nominato Presidente dello IACP di Sassari. Nel 1989, il salto in Consiglio regionale, componente delle Commissioni finanze, autonomia, lavori pubblici, sanità e cultura. Durante la X Legislatura, Antonio Serra ricoprì anche la carica di questore, un'esperienza quella nell'Assemblea sarda segnata da un incessante impegno nella difesa delle fasce più deboli della popolazione e a sostegno delle politiche di crescita e sviluppo dell'isola. Particolarmente sensibile ai problemi sociali, Antonio Serra era apprezzato e stimato anche dagli avversari politici per la sua grande carica di umanità, i suoi modi affabili e la sua lealtà nei rapporti istituzionali. Durante il suo mandato, si distinse per diverse iniziative, per la modernizzazione dell'agricoltura e della pastorizia, il sostegno alle famiglie, il diritto allo studio per i giovani sardi, il volontariato e lo sport. Costante il suo impegno in difesa della lingua e della cultura sarda, da consigliere regionale fu uno dei firmatari delle proposte di legge per l'istituzione di Sa die de sa Sardegna e per la valorizzazione della lingua sarda, impegno che proseguì anche dopo la sua esperienza in Consiglio regionale. A Thiesi, nel 1995, fondò il premio di poesia in lingua sarda "Seunis", uno degli appuntamenti più prestigiosi riservato alla produzione poetica isolana, passione che Antonio Serra aveva ereditato dal nonno paterno, poeta estemporaneo, indimenticato protagonista delle dispute in versi. Costante il suo impegno anche in altri campi, sport e arte. Serra fu a lungo dirigente della squadra di calcio del suo paese, che alla fine degli anni '60, insieme a Serafino Pinna, altro thiesino illustre, riuscì a portare per un triennio in serie D. Da amministratore locale si fece promotore di numerose iniziative culturali, da ricordare il suo impegno per la divulgazione dell'opera di Aligi Sassu in Sardegna; con il pittore thiesino ebbe un lungo e fecondo rapporto di amicizia. A Serra si deve l'apertura a Thiesi del museo che raccoglie una parte importante della produzione pittorica, scultorea di Aligi Sassu, protagonista assoluto dell'arte italiana del '900.

Nel formulare le più sentite condoglianze alla moglie, ai figli e ai nipoti, esprimo il profondo cordoglio dell'intero Consiglio e mio personale. Chiedo un minuto di raccoglimento in segno di lutto.

(L'Aula osserva un minuto di silenzio in aula in segno di lutto)

Discussione generale congiunta del "Documento di economia e finanza regionale 2019 (DEFR)" (30/XV/A), del disegno di legge: "Legge di stabilità 2019" (557/A) e del disegno di legge: "Bilancio di previsione triennale 2019-2021" (558/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del Documento numero 30/XV/A, del disegno di legge numero 557/A e del disegno di legge numero 558/A .

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Antonello Peru. Ne ha facoltà.

PERU ANTONELLO (FI). Sull'ordine ai lavori, Presidente. In queste ultime settimane, ben due volte il sottoscritto, ma non solo il sottoscritto, anche i miei colleghi, hanno sollecitato l'assessore Arru che venisse in aula a riferire sulla situazione delle problematiche della sanità sassarese, ma in particolare del Policlinico. Non solo non è venuto, mi ha risposto in questi giorni a mezzo stampa, definendomi e accusandomi che creo solo ed esclusivamente problemi. Allora per questo, Presidente, io mi affido al suo buonsenso, mi affido alla sua sensibilità perché possa richiamare l'assessore Arru a confrontarsi, a discutere in quest'Aula affinché possa veramente discutere di tutte le problematiche che stanno affliggendo il territorio del sassarese. Non lo chiedo assolutamente io, lo chiedono gli elettori, lo chiedono i cittadini sardi che ci hanno votato e che non ci hanno assolutamente nominato. Signor Presidente, allora le chiedo veramente con preghiera, se l'assessore Arru non venisse, che si adoperi lei affinché possa portare in Aula le mozioni che abbiamo presentato a mia firma e a firma del mio Gruppo, che discutono tutte quelle problematiche che in questi giorni si sta discutendo nel sassarese, a partire dal Policlinico, dal blocco delle stabilizzazioni, alla cancellazione del laboratorio analisi e alla cancellazione, per quanto riguarda le analisi, delle patologie femminili, che stanno trasferendo a Cagliari. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Desini. Ne ha facoltà.

DESINI ROBERTO (Partito dei Sardi). Sull'ordine dei lavori, Presidente. Mi rendo conto che siamo alla fine della legislatura e che pertanto l'attività e soprattutto l'attenzione è rivolta verso la campagna elettorale, ma mi riallaccio a quanto ha detto il collega Peru, anche il sottoscritto ha presentato un'interrogazione in merito al Policlinico sassarese che a tutt'oggi non ha avuto risposta, disattendendo quanto previsto dal Regolamento consiliare, e soprattutto mi pongo, scusi se mi permetto signor Presidente, ma chiedo a lei, adesso in quest'Aula, le pongo la domanda: il giorno che abbiamo discusso la legge su Forestas, che gli abbiamo chiesto se era possibile sentire l'Assessore per riferire in Aula, gradirei sapere se è stato interpellato, cosa ha risposto, perché a tutt'oggi l'Assessore non si è degnato minimamente di recarsi qui in Aula per darci queste informazioni, pertanto mi unisco all'appello fattole dal collega Peru, e soprattutto confidiamo nella sua sensibilità e nella sua attenzione per il ruolo istituzionale che riveste. Gradiremmo che prima che entrasse la finanziaria, signor Presidente, se l'Assessore Arru si degnasse di dare risposte a questo Consiglio, che ritengo ne abbia competenza e soprattutto interesse. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE. In merito alla volta scorsa l'Assessore Arru è stato interpellato e aveva dato la disponibilità, poi, vista l'ora tarda in cui abbiamo esitato la legge di Forestas, abbiamo rinviato ad altra data. In questo momento l'Assessore Arru è in riunione con i sindacati a Sassari per occuparsi del problema del Policlinico, e quindi evidentemente non può essere in Aula.

Discussione generale congiunta del "Documento di economia e finanza regionale 2019 (DEFR)" (30/XV/A), del disegno di legge: "Legge di stabilità 2019" (557/A) e del disegno di legge: "Bilancio di previsione triennale 2019-2021" (558/A)

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Francesco Sabatini, relatore di maggioranza.

SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. Grazie, Presidente, nella relazione che è allegata alla legge finanziaria ho riportato le note tecniche economiche che ho ritenuto più rilevanti, in questa mia relazione mi limito ad alcune considerazioni di carattere generale. In questi giorni mi sono esercitato nel rivedere tutte le leggi finanziarie che abbiamo approvato durante questa legislatura, è evidente, nel rileggere le leggi di stabilità approvate in questi anni, l'intervento importante, il lavoro importante che è stato fatto, che si è concretizzato qui in Consiglio. L'istituzione del Consiglio regionale troppe volte passa in secondo ordine, non se ne valuta in modo positivo il lavoro che qui quotidianamente si fa anche nel recepire quelle che sono le istanze del territorio. Sotto questo Consiglio regionale in questi anni abbiamo avuto numerose manifestazioni, in Consiglio regionale i Capigruppo, il Presidente del Consiglio, i Presidenti delle Commissioni hanno incontrato i responsabili dei diversi comparti, e per lo più siamo riusciti a metterci in relazione con i territori della Sardegna, con i comparti, con i lavoratori, con le situazioni di crisi, raccogliendo queste istanze e riportandole all'interno dei provvedimenti legislativi che abbiamo approvato, dando risposte ai quesiti e ai problemi che ci sono stati posti. Poi certamente quei provvedimenti hanno trovato attuazione attraverso disposizioni deliberative della Giunta regionale, in piena collaborazione con la Giunta regionale, ma qui voglio rimarcare il ruolo, anche grazie ai funzionari del Consiglio regionale, che è stato svolto dalla massima Assemblea della Sardegna. Se penso al REIS, che è nato qui, che è nato in Consiglio regionale attraverso una lunga discussione, a Lavoras, ai provvedimenti per l'Università, ai provvedimenti per i pastori, per l'agricoltura, per le situazioni di difficoltà nei casi di siccità delle nostre campagne, gli interventi per le opere pubbliche, le stabilizzazioni, i temi che hanno riguardato Forestas, ARA, sono stati davvero tanti i provvedimenti che questo Consiglio ha inteso affrontare portandoli, non dico a soluzione, ma avviando dei provvedimenti che potessero dare una pronta risposta. La finanziaria quindi risulta questa legge di stabilità, così come le leggi di stabilità che abbiamo approvato in questi anni, risultano essere attente alle persone e ai territori. Io voglio ricordare che quando parte un cantiere Lavoras, in questi giorni tanti comuni stanno avviando i cantieri, c'è una risposta alla persona, una risposta al lavoro che manca, al lavoro che non c'è, a una famiglia che è in difficoltà. Quando uno studente oggi percepisce una borsa di studio che prima era di 3500 euro e oggi è di 5000 euro, e prima erano 4000 i percettori oggi sono 8700, ci sono più studenti che percepiscono e che hanno una risposta al loro diritto allo studio. Quando con il provvedimento che è contenuto in questa finanziaria gli studenti avranno diritto a viaggiare in modo quasi gratuito nel trasporto pubblico locale, credo che questa sia una risposta per gli studenti e per le loro famiglie, i REIS danno risposta alle parti più deboli della nostra società, alle povertà. Quando si mette in piedi un provvedimento per la ristrutturazione delle case noi diamo contemporaneamente una risposta alle nostre famiglie e una risposta agli artigiani che lavoreranno con un contributo a fondo perduto che la Regione metterà a disposizione. Quando viene approvato lo sgravio IRPEF per ogni figlio a carico per le famiglie più in difficoltà, noi stiamo dando una risposta alla persona. Il rinnovo del contratto nel comparto sanitario, che è contenuto in questa legge finanziaria, darà una risposta a un comparto importante, che forse in questi mesi è stato messo a dura prova. Quindi una finanziaria che è attenta alle persone. Stamattina si è tenuta la seduta alla presenza del sistema degli enti locali, il tema degli enti locali è presente in ogni finanziaria con la massima attenzione, con un dialogo aperto sia con l'ANCI, sia con il CAL, e lo voglio ricordare, certamente il Fondo unico è stato mantenuto nonostante gli accantonamenti imposti dallo Stato, ma voglio ricordare che a favore degli enti locali abbiamo contratto un mutuo di 700 milioni che è intervenuto in modo particolare nel mettere in sicurezza i nostri paesi, i nostri centri abitati dai pericoli idrogeologico. Abbiamo approvato 27 milioni per le opere pubbliche che stiamo in questa finanziaria integrando fino a arrivare a una cifra che supererà i 50 milioni. Voglio ricordare gli spazi finanziari che abbiamo previsto per il sistema degli enti locali, voglio ricordare il fondo per il risanamento dei bilanci degli enti locali, 5 milioni, manovra di assestamento, e 50 milioni che stiano prevedendo in questa legge finanziaria. E voglio anche ricordare che il REIS, Lavoras, alla fine sono risorse che vanno ai comuni; il REIS è la derivazione del fondo per le povertà ma che non aveva una entità di 45 milioni, così come oggi vengono destinati a questo provvedimento. Allora, tutto questo è stato possibile credo per una corretta politica di bilancio, la chiusura della vertenza entrate, il primo punto che ha portato ad introitare più risorse nelle casse della Regione, la fuoriuscita dal vincolo del Patto di Stabilità, che rappresentava per noi una mannaia, un bilancio armonizzato, quindi sottoporsi alle regole di bilancio armonizzato che ha costituito l'elemento che ha reso possibile rendere più chiari i nostri bilanci, più rispondenti alle cifre che venivano, che vengono oggi riportate nei nostri libri contabili, la riduzione degli accantonamenti, che abbiamo ottenuto e su cui ancora stiamo lavorando in queste settimane. Questa politica ha portato, e guardate, riporto i dati certificati dalla Corte dei conti, ha portato ad un incremento che supera il miliardo, per quanto riguarda le riscossioni, e ha portato l'incremento di più di un miliardo per quanto riguarda i pagamenti, quindi soldi che effettivamente sono stati inseriti nell'economia della Sardegna, perché sono stati effettivamente pagati. La legge di stabilità quindi risulta essere il risultato complessivo di un lavoro, questa legge di stabilità, quella del 2019, risulta essere il lavoro, il compendio del lavoro di cinque anni a cui, confermando tutti i provvedimenti che avevamo previsto nei precedenti anni, mi riferisco a Lavororas, al REIS, agli interventi per i Comuni, per le opere pubbliche, si aggiungono gli interventi per i Comuni per le opere pubbliche si aggiungono gli interventi per il comparto dell'artigianato e del commercio e il pacchetto famiglia. Sono due interventi che portano a compimento una attenzione per le fasce più deboli della nostra società, degli interventi che sono finalizzati a rafforzare l'istruzione, l'università, interventi che rafforzano le infrastrutturazioni nella nostra regione, un'attenzione particolare alle imprese. Ecco, in poche parole ho voluto riassumere quella che è la nostra legge finanziaria. Una finanziaria che ha voluto guardare con attenzione alle esigenze di questo territorio. Si poteva fare di più, ma io credo che si sia fatto molto e che i cittadini sardi possano toccare con mano i risultati positivi di questa politica finanziaria che la Regione e che il Consiglio ha inteso approvare.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare la consigliera Alessandra Zedda, relatrice di minoranza.

ZEDDA ALESSANDRA (FI), relatrice di minoranza. Presidente, io mi limiterò a rileggere, a indicare un po' quanto ho voluto esprimere con la relazione da parte di tutti i Gruppi di minoranza e devo dire da subito che, ovviamente, anche se lo dice il caro amico Franco Sabatini, con toni trionfalistici, noi tutta questa speranza o comunque tutte queste belle pratiche non le abbiamo viste né in questi cinque anni, forse potremmo vedere un approccio diverso se tutti insieme, con gli emendamenti, nei prossimi giorni e già con quello che è avvenuto in Commissione, forse riusciremo a fare un documento che, quantomeno, potrà essere apprezzabile. Per quanto riguarda la legislatura 2014-2019 si chiude lasciando irrisolte e aperte numerose problematiche di vitale importanza per noi e soprattutto per la vita economica e sociale dell'Isola. Devo dire che anche in tema di vertenza entrate con lo Stato… se vi sto disturbando… la vertenza entrate con lo Stato non può certamente considerarsi conclusa, anche alla luce degli ingenti accantonamenti disposti annualmente a valere sulle compartecipazioni erariali statutariamente spettanti alla Regione. Analogamente va anche detto che riguardo la questione della continuità territoriale e della sanità, neanche questa finanziaria riesce ad essere incisiva e lo dirò a breve, anche in maniera più particolare. È vero, sono passati cinque anni, però purtroppo alcuni peccati di gioventù, assessore Paci, mi riferisco alla gioventù politica, ovvero al primo anno in cui lei è arrivato, lei, la Giunta, la maggioranza, siete arrivati, hanno dato delle difficoltà di procedura durante il corso degli ulteriori cinque anni. Lo dico perché la denuncia sulla difficoltà di impegnare, la denuncia sulla difficoltà a liquidare e a pagare non viene dai consiglieri di minoranza, viene da chi vive sulla propria pelle queste discrasie del nostro sistema, al di là dell'esigenza di un bilancio armonizzato piuttosto che di dover seguire certi criteri, quindi problematiche irrisolte. A questo proposito voglio dire (e lo dico anche sollevando la voce) che mi dovete spiegare, e qui mi concentrerò davvero, sulla vita del sistema informativo sanitario, ovvero del Sisar. Perché lo cito? Qualcuno potrebbe pensare che è una banalità, no, cari colleghi, stiamo parlando esattamente dell'agosto 2006 quando con un bando di gara da 20 milioni di euro più IVA si è arrivati negli anni successivi sino a 45 milioni di euro e anche la stessa Corte dei Conti nel 2014 evidenzia criticità ricorrenti, problemi con le anagrafiche, lentezze del sistema, eccetera, eccetera. Noi che cosa abbiamo fatto invece che intervenire sulle discrasie del sistema più importante di informatica regionale? Abbiamo deciso di aggiungere - e siamo arrivati alla fine del 31/12/2015 - altri soldi per arrivare ad un totale di 67, quasi 68 milioni di euro. Per che cosa? Per avere un sistema più efficiente? No, decisamente no. Anche adesso, invece che cercare di trovare delle alternative, in data 21 novembre 2018, la Regione ha bandito l'ultima gara, denominata "Procedura ristretta e informatizzata per l'affidamento dei servizi di gestione, manutenzione e reingegnerizzazione dell'architettura del sistema informatico sanitario integrato regionale e acquisizione dell'infrastruttura di integrazione". Totale 30.125.000 euro. Non è ammessa la suddivisione in lotti. Allora, l'attuale gara avvantaggia lo stesso e unico fornitore, senza aver avuto in questi anni nessun miglioramento del servizio. Non solo, non tiene conto delle raccomandazioni della Corte dei conti che denuncia la presenza di vincoli che hanno obbligato negli anni il ricorso a numerosi affidamenti diretti con procedura negoziata senza previa pubblicazione di un bando di gara. Io in questo momento sto denunciando un sistema che non va bene, che non è una razionalizzazione di costi, spero davvero che altri la pensino come me.

Ancora, voglio continuare sul discorso della sanità. Il collega Peru oggi è intervenuto, ma sarà strano, siamo tutti impazziti che continuamente denunciamo situazioni nella sanità e che nessuna finanziaria potrà mai risolvere se continuiamo a destinarli senza controllare, senza renderci conto di dove finisce più della metà, quasi il 60 per cento del bilancio destinato alla sanità. Sono soldi dei sardi che vorrebbero che si spendessero veramente per migliorare la qualità della vita, la sicurezza sanitaria, che i servizi sanitari arrivassero anche al più piccolo comune e al cittadino più in difficoltà di questa regione. Invece no, noi pensiamo a costituire, in attuazione di che cosa? Di un decreto legislativo nazionale che è applicato solo in due Regioni dove ci sono stati dei fallimenti totali, addirittura delle condanne in primo grado, tutto documentato, e noi pensiamo di dover intervenire, lo voglio dire precisamente, sulla chiusura dell'AIAS, ovviamente, ma soprattutto sul ripensare il terzo settore con degli interventi che devono andare a favore di una società pubblica o privata, di un consorzio che opera in via sperimentale. Ma non vi sono bastate le sperimentazioni che avete fatto in questi anni nella sanità che è disastrata e disastrosa? No, dovete ancora sperimentare. Ci dispiace molto, Presidente, io credo che durante questa finanziaria l'assessore Arru deve venire in Aula, perché l'80 per cento degli interventi che hanno da fare delle critiche pesanti riguardano proprio il suo Assessorato e guarda caso avrebbe dovuto sentire l'esigenza, visto che è il 60 per cento del bilancio! Voglio continuare a dire che proprio questa struttura viene fatta con un'attuazione, con una deliberazione della Giunta regionale che non si capisce bene se è proposta dall'Assessore alla sanità oppure se stilata negli uffici della Presidenza. Forse, forse,… anche senza i pareri che competono agli Assessorati competenti ovviamente per materia. Non solo, viene fatta in spregio anche a ciò che deve fare il Consiglio regionale, mi risulta che le leggi, le leggi, non le proposte di legge, non i disegni di legge, debbano essere portati in quest'Aula, assessore Paci. Lo so, lo so che lei queste cose forse non le vorrebbe sentire perché non sono di sua stretta competenza, ma è l'unico rappresentante della Giunta, abbia pazienza, porti pazienza, ci deve ascoltare visto che il suo collega non si degna di venire in Aula. Queste sono cose gravi, Assessore, perché noi stiamo mortificando e questo lo dico anche a lei, Presidente, stiamo sopprimendo società, consorzi, società pubblico-private in che cosa? In spregio alle leggi, mortificando questo Consiglio regionale, ma avremo modo di ritornarci, guardi. Adesso voglio invece fare qualche osservazione perché l'onestà intellettuale che ancora conservo mi porta a dire che durante i lavori della Commissione si è riusciti ad intervenire con fondi regionali, questa volta lo sottolineo, su alcune tematiche, alcune attività produttive, mi riferisco all'artigianato, al commercio e all'attività turistica che probabilmente, io mi auguro, se non saranno penalizzate dalla burocrazia probabilmente potranno trovare accoglimento anche nelle aziende e nel mondo produttivo. È ancora poco perché avremmo dovuto guardare lì con più attenzione anche negli anni precedenti, non Assessore pensando sempre ai fondi comunitari molte volte inspendibili per risolvere veramente i problemi e accelerare la produzione del PIL nella nostra Regione. Ma su questo probabilmente voi avete fallito perché avevate un'altra…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Marco Tedde. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Questa Finanziaria cade sicuramente in un momento particolare, siamo a fine legislatura e quindi abbiamo l'occasione di parlare anche di finanziaria ma di fare un piccolo rendiconto di ciò che è accaduto in questi cinque anni, fare proprio un consuntivo. E il consuntivo, dico subito con pochi timori di smentite che è fallimentare, totalmente fallimentare, un consuntivo pieno di segni meno, pieno di tratti di matita rossa ma soprattutto di matita blu. È stato bocciato senza appello il Governo dei professori, è stato bocciato senza appello, anzi un appello c'è ed è quello del 24 di febbraio del prossimo anno allorché gli elettori decideranno se la vostra bocciatura è perenne o se ha qualche possibilità invece di rivisitazione, ma non credo proprio ci possa essere una rivisitazione, credo che l'esito della prossima consultazione elettorale sia scritto a caratteri cubitali nel comune sentire della gente sarda, nel comune sentire dei sardi che hanno bocciato a posteriori ma anche nel mezzo del vostro cammino, cinque anni di legislatura fatti di proclami, fatti di espedienti dilatori, fatti di espedienti mediatici che però non hanno assolutamente portato sostanza alla vostra azione politica.

I fallimenti son tanti all'interno di questa legislatura a partire dal fallimento della vostra proposta di legge urbanistica miseramente abortita per le vostre liti interne, la Sardegna avrebbe avuto necessità e di una legge urbanistica e di una rivisitazione del Piano paesaggistico regionale. Non avete dispiegato interventi né sull'una né sull'altra tematica, avete fatto un errore che andrà a ripercuotersi comunque sulla possibilità per esempio degli albergatori di riqualificare le strutture fronte mare ma anche sulla possibilità delle imprese di investire con regole certe. Avete dato uno stop formidabile all'economia e ancora avete fallito nella riforma sanitaria, l'accorpamento nell'ATS ha rallentato sicuramente l'erogazione delle prestazioni sanitarie, ha allontanato i sardi dalle prestazioni in materia di salute, ha allontanato la sanità dai sardi, ha fatto sì che la Sardegna in materia sanitaria, ma non solo, fosse disegnata come un piano inclinato, abbiamo due secondo livello, uno a Sassari e uno a Cagliari, però uno, quello di Sassari, dovrebbe, dico dovrebbe perché non ce l'ha, dovrebbe avere un primo livello, quello del presidio Alghero-Ozieri e l'altro, quello di Cagliari, invece ha più primi livelli nel raggio di 40 chilometri. Il primo livello di Alghero-Ozieri non si farà mai, sicuramente non in questa legislatura, però il piano di riorganizzazione prevedeva che il primo livello venisse istituito entro il 31 dicembre del 2018, vi siete dimenticati e l'assessore Arru in qualche modo lo dovrà spiegare ai cittadini sardi. Per quanto riguarda l'edilizia sanitaria avevate garantito comunque che ci sarebbero stati 250 milioni di bonus che non abbiamo visto, dei quali non abbiamo sentito l'odore, abbiamo approvato in grande fretta il 25 di ottobre del 2017 un Piano di riorganizzazione sanitaria sbilenco che interpretava il DM 70 per i territori amici mentre applicava il DM 70 pur non dovendosi applicare, in forza dello stesso DM 70 lo applicava per i territori non proprio contigui politicamente e territorialmente. Veramente una devastazione, una riforma sanitaria sbagliata che dovrà essere rivista immediatamente dal prossimo governo regionale. In materia di trasporti mi piacerebbe stendere un velo pietoso soprattutto in tema di trasporti aerei, avete fallito sulla continuità territoriale e sulle rotte minori, avete fallito miseramente sulla continuità territoriale su Roma e Milano nonostante gli Assessori che si sono avvicendati nella direzione dell'Assessorato dei trasporti garantissero interlocuzioni fattive col Ministero e con l'Europa. Ebbene queste interlocuzioni fattive si sono rivelate una bufala, l'Europa a un certo punto ha sollevato il cartellino giallo e anche ha fatto vedere il cartellino rosso, fallito completamente il bando della continuità territoriale. Un altro disastro, un altro disastro che è pari a quello degli incentivi low cost, non siete stati in grado di fare un piano di incentivi al low cost, avete fatto scappare Ryanair dall'aeroporto di Alghero, avete svenduto la società di gestione a una primaria società, a un primario player nazionale, lo avete fatto, avete venduto al buio, non sappiamo cosa voglia fare questo player, non sappiamo più che cosa deve fare l'aeroporto di Alghero che ha perso il contatto col territorio anche fisicamente oserei dire anche se può essere un paradosso, anche fisicamente. Il territorio non conosce gli obiettivi della società di gestione e non vediamo obiettivi significativi. E ancora, bando della destagionalizzazione, l'anno scorso ci avete fatto approvare in tutta fretta una legge che trasferiva 40,8 milioni di euro di fondi per incrementare i flussi turistici attraverso la promozione, ci avevate detto che il primo bando sarebbe stato esitato in tempo utile per avere entro la fine dello scorso anno, non di quest'anno, dello scorso anno, almeno dieci milioni disponibili in promozione per incrementare i flussi turistici. È passato più di un anno e di questo bando non ne sentiamo più parlare anche se è arrivato a conclusione, alcuni contratti sono stati stipulati, altri no, fatto sta che ancora non abbiamo un segnale uno della capacità di spendita di 41 milioni circa di euro per la promozione della Sardegna e per incrementare i flussi turistici verso la Sardegna. Un altro disastro, così come un disastro è il fatto che ancora la legge sul turismo non sia applicata, c'erano dei tempi molto stretti che questa Assemblea legislativa aveva imposto all'Assessore per l'attuazione della legge, ogni tanto l'Assessore appare sulla stampa, sparge un po' di etere, racconta dei percorsi che l'Assessorato sta facendo per arrivare all'attuazione della legge, non ne abbiamo però notizia di misure concrete per l'attuazione della legge. Un altro scandalo, un altro scandalo per una Regione peraltro che è a vocazione turistica, che dovrebbe trarre dal turismo integrato con l'ambiente, il paesaggio e la cultura buona parte del reddito pro-capite. Sull'agricoltura stendiamo un velo pietoso, sull'agricoltura stendiamo un velo pietoso, una gestione dell'Assessorato e delle politiche agricole fatta soltanto con proclami, fatta con promesse mai mantenute, PSR che va a rilento, i bandi che vanno a rilento, i pagamenti che non ci sono, bandi che vengono rinnovati e non si sa per quale motivo, un altro disastro! Ecco questo è ciò che voi avete fatto. Oggi fate una corsa contro il tempo per approvare la Finanziaria, ricordate che se siete arrivati in Aula, e se questa finanziaria verrà probabilmente discussa e approvata entro la fine dell'anno, questo va ascritto al merito dell'opposizione che, con grande senso di responsabilità, vi ha dato la possibilità di arrivare in Aula velocemente. Ora proporremo gli emendamenti, ovviamente vorremmo discutere anche della possibilità per noi di arricchire questa finanziaria asfittica, totalmente asfittica. La differenza fra il nostro atteggiamento sulla Finanziaria e il vostro è che noi siamo in Aula per fare gli interessi dei sardi, delle famiglie, delle imprese e voi siete in Aula con questa finanziaria solo esclusivamente per motivi elettorali. Abbiamo visto all'interno di questa finanziaria tutta una serie di mancette, che poi ovviamente segnaleremo all'opinione pubblica, son delle mancette che non hanno niente di strutturale, niente di obiettivamente finalizzato alla crescita dell'economia e al miglioramento della qualità della vita dei cittadini sardi. Noi avremmo gradito un altro tipo di finanziaria…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Alfonso Marras. Ne ha facoltà.

MARRAS ALFONSO (Riformatori Sardi). Presidente, Assessore, colleghi, la manovra di bilancio 2019-2021 contiene al suo interno alcuni aspetti positivi per l'economia della Sardegna e che pertanto possono essere condivisibili, ma anche notevoli criticità e alcuni punti problematici da cui deriverebbe la necessità di apportare correttivi e miglioramenti. È certamente apprezzabile però l'intento di questa Giunta, ormai in scadenza di mandato, di giungere all'approvazione del documento tempestivamente, a tutto vantaggio del sistema economico dell'isola. D'altronde è anche vero che tale manovra investe un arco temporale che coinvolgerà inevitabilmente anche la prossima Giunta regionale, a cui andrà il compito di cogliere e mettere in pratica ciò che di buono è previsto dalla presente finanziaria regionale, ma soprattutto di rimediare agli aspetti problematici derivanti dalla manovra stessa. E mi riferisco in particolare all'assenza di attenzione e impegno verso quelli che sono i reali problemi dei sardi, ovvero il lavoro e l'occupazione, l'attività d'impresa e lo sviluppo, il sostegno verso gli enti locali sempre più in difficoltà, non ultima la crisi demografica. Il documento in esame, distorcendo l'effettiva drammaticità realtà dell'isola, evidenzia con toni trionfalistici la crescita media annua del PIL nel periodo 2015-2017, il leggero aumento del PIL invece non è certo un segnale sufficiente per l'uscita della Sardegna dalla crisi in cui versa attualmente, è pertanto assolutamente urgente intervenire sulla spesa da un lato e sulle politiche di sviluppo dall'altro. Infatti, la Sardegna ha il più alto peso percentuale di spesa pubblica sul PIL e ha un elevatissimo residuo fiscale negativo, che la rende tra le regioni maggiormente dipendenti dai trasferimenti pubblici. Per quanto riguarda la spesa si rende quindi necessaria un'azione che comporti il taglio, ma soprattutto l'efficientamento della spesa regionale. La manovra in esame, come accennato, non mostra particolare attenzione verso il problema del lavoro, se non attraverso logiche e azioni ormai superate, non offre dignità e stabilità occupazionale, né mostra la necessaria attenzione per l'attività d'impresa. Le nuove assunzioni vanno bene purché riguardino competenze specifiche assolutamente necessarie nel periodo attuale, quali la digitalizzazione, la semplificazione dei processi e dei procedimenti amministrativi, la qualità dei servizi pubblici e la contrattualistica pubblica, il monitoraggio degli andamenti di spesa e finanza pubblica. Ma una classe politica lungimirante avrebbe dovuto affrontare in maniera matura il problema del lavoro, della disoccupazione giovanile, delle migrazioni, della crisi demografica, dell'istruzione, e avrebbe dovuto farlo anche richiamando a sé le intelligenze, le professionalità sarde e investendo maggiormente sull'istruzione e sulla ricerca, non emerge invece una crescita della qualità dell'istruzione in Sardegna. In materia di entrate si rileva poi come il tema tanto caro a questa maggioranza lamenti degli accantonamenti, e in particolare l'eventualità di un esito positivo della vertenza stessa, sia ad oggi assolutamente incerto, infatti benché si registri una diminuzione degli accantonamenti stessi, emerge anche una grave crisi dei rapporti tra la Regione e lo Stato italiano, pertanto si ritiene che l'unica via per l'aumento delle entrate sia di trovare gli strumenti per una crescita dell'economia reale della Sardegna, crescita che deve passare attraverso il turismo, ma anche attraverso l'industria. Eventi come la rete dei borghi ed i cammini religiosi, nonché i numerosi festival esistenti in Sardegna legati alla cultura, all'arte, alle tradizioni, ma anche alla necessaria messa a sistema dei siti archeologici e del sistema museale, devono diventare i punti di forza del programma di promozione turistica della Sardegna. Il turismo regolare nella nostra isola è attestato intorno al 7,4 per cento, contro il 5,4 per cento del Mezzogiorno, e il 6 di media nazionale, ed è proprio sul comparto turistico che si registra un atteggiamento altalenante da parte dell'attuale Giunta regionale, ovvero da un lato se ne auspica la crescita, dall'altro si contrasta la qualificazione delle strutture di eccellenza, temi che erano presenti anche nella legge urbanistica, poi non è stata portata a compimento la sua approvazione. È necessario invece un atteggiamento costante che lanciare sappia rilanciare in Sardegna il comparto industriale, all'interno di un quadro di piena e responsabile compatibilità e sostenibilità, in totale sinergia con i settori agricolo, turistico e dei servizi. La Sardegna infatti non deve abbandonare l'opzione industriale, ma deve supportare e incoraggiare l'iniziativa imprenditoriale, creando un contesto favorevole ed attrattivo. Quindi la manovra finanziaria dovrebbe riconoscere l'importanza per la Sardegna del comparto industriale manifatturiero, che meritano un'attenzione non inferiore a quella riservata ad altri settori, invece i lunghi percorsi autorizzativi urbanistici, ambientali e paesaggistici bloccano e paralizzano gli interventi, infrastrutture e attività produttive con un enorme danno economico e sociale. Non esiste prospettiva di crescita e di sviluppo se in Sardegna continua a esistere un'inutile cultura del no, un blocco ideologico a tutto e a prescindere, peraltro giustificato dall'attuale classe politica. È necessario garantire un equilibrio ottimale tra la sostenibilità e l'esigenza di trasformazione, in particolare quelle produttive e del turismo, che risultano imprescindibili per il futuro della Sardegna. La Sardegna ha gravi ritardi infrastrutturali: viabilità ferroviaria, idrica, portuale e residenziale, che se risolti consentirebbero un recupero rilevante di competitività di sistema e al tempo stesso darebbero risposte occupazionali ed economiche alla filiera dell'industria e delle costruzioni della nostra isola. Anche il settore delle costruzioni, che da sempre è stato il volano dell'economia dell'isola, sta infatti continuando a manifestare difficoltà di ripresa dalla crisi, nonostante ciò si tratta però di un comparto che nonostante la pesante crisi continua a garantire un contributo importante all'economia della nostra Regione, pertanto meriterebbe una particolare attenzione da parte della politica. La Sardegna non soltanto ha bisogno di adeguati investimenti nel campo delle infrastrutture, del recupero ed efficientamento del patrimonio immobiliare esistente, della difesa e messa in sicurezza del suolo, ma anche la necessità di accelerare la spesa. La lentezza è uno dei maggiori limiti del nostro sistema pubblico, è dovuto al peso di una burocrazia che rallenta la spesa e ne limita fortemente gli effetti positivi. Risulta quindi di fondamentale importanza un incisivo intervento di snellimento e semplificazione delle procedure. Si condivide invece la scelta della Giunta di non gravare ulteriormente sul sistema imprenditoriale sardo, mantenendo inalterata l'addizionale IRPEF e IRAP. Alla Sardegna servono politiche di sviluppo e non di aumento ulteriore della pressione fiscale, tassando chi produce lavoro e occupazione. Lo sviluppo di industria, turismo e agricoltura della Sardegna non può però prescindere dalla soluzione della problematica dei trasporti, la rete ferroviaria arretrata e obsoleta continua a costituire uno dei fattori limitanti dei collegamenti interni e dello sviluppo, e necessità di importanti e urgenti interventi. Anche la rete stradale primaria e secondaria necessita di interventi urgenti per la tutela e l'incolumità delle persone e per un migliore collegamento viario. Le infrastrutture stradali sono le stesse da decenni, basti pensare alla strada statale 131 che da decenni è oggetto di continui interventi di rifacimento e messa in sicurezza, che però non ne hanno definitivamente risolto la pericolosità. La finanziaria in esame non ha inoltre risolto la necessità di interventi specifici in materia di lotta allo spopolamento e alla denatalità, sarebbe utile un piano straordinario che metta al centro le politiche per la famiglia e di contrasto allo spopolamento, un piano straordinario contro la denatalità in Sardegna e per lo sviluppo del futuro. In materia sanitaria la situazione attuale è alquanto drammatica, in particolare ci si chiede dove siano finiti i servizi ai cittadini, i sardi, infatti, devono pressoché quotidianamente fare i conti con i disservizi insiti nel sistema sanitario regionale, la riforma posta in atto da questa Giunta purtroppo ha tralasciato i servizi territoriali a tutto discapito dei cittadini sardi, molti sardi infatti affrontano con notevole preoccupazione l'eventualità della chiusura dei presidi ospedalieri, e pertanto vedono fortemente a rischio il proprio diritto alla salute ed una dignitosa qualità della vita. Oggi è più che mai necessario concentrarsi sulla prevenzione e sull'abbattimento delle liste d'attesa e sulla necessità di garantire adeguate strutture sanitarie del territorio. Un cenno particolare lo voglio infine dedicare agli enti locali. Noi tutti siamo bene a conoscenza della situazione a volte drammatica in cui versano i Comuni sardi, ciò avrebbe dovuto comportare certamente una maggiore attenzione da parte di questa Giunta nei confronti degli stessi, e da quanto emerge dalla manovra finanziaria il Fondo unico per gli enti locali è rimasto inalterato, ciò dimostra che son state migliorate le grandi difficoltà dei Comuni che avrebbero invece meritato il sostegno pieno dalla Giunta regionale, anche il fatto che si parli di risorse aggiuntive per gli enti locali in stato di dissesto non aiuta certamente l'Amministrazione comunale sarda in quanto si tratta di casi piuttosto esigui, d'altra parte non sostiene i Comuni che si sono viceversa dimostrati particolarmente virtuosi, sono invece da condividere gli interventi in materia di finanziamenti per le province, aumento dei finanziamenti per le leggi di settore, per i pazienti affetti da particolari patologie, la conferma dei fondi REIS, la conferma delle misure e dei cantieri del programma Lavoras, si deve tuttavia evidenziare che REIS e Lavoras se non devono essere il fine di un'azione amministrativa ma esclusivamente un mezzo per affrontare una situazione urgente di particolare crisi economica che investe soprattutto le fasce più deboli, si tratta infatti di interventi contro il disagio per il reinserimento lavorativo che vengono gestiti direttamente dai Comuni.

PRESIDENTE. È iscritto il consigliere Fabrizio Anedda. Ne ha facoltà.

ANEDDA FABRIZIO (Gruppo Misto). Grazie Presidente, come per la prima finanziaria di questa legislatura il giudizio è sempre lo stesso, la manovra finanziaria è ingessata alle spese correnti e c'è poco quasi nulla coraggio sui temi del lavoro, mancanza di coraggio sulle politiche attive del lavoro. Il Presidente Pigliaru in questi anni fra gli argomenti che ha affrontato con grande coraggio è sicuramente la riforma della sanità, giusta è stata la scelta di unificare le otto ASL che rappresentavano ognuna dei centri di potere per i partiti politici, non erano orientate alla gestione razionale della sanità territoriale, ma viziata da una politica che si prestava molto spesso alla clientela e ad affari di ogni tipo, la ASL unificata sotto un'unica regia ha scontentato sicuramente molti potentati politici ma ha strutturato l'azienda sanitaria in un'ottica di gestione vincente l'intervento sulla sanità ha avuto il coraggio di mettere in discussione convenzioni con aziende che non rispettano i diritti dei lavoratori e di derogare al DM 70 pur di non chiudere neanche un ospedale. Bisogna dare atto al Presidente dell'intervento sulla peste suina, è stata una battaglia portata avanti senza tentennamenti anche quando molte comunità territoriali diffondevano notizie discordanti circa il beneficio economico per gli allevatori. Questa battaglia, su cui il Presidente e l'assessore Arru hanno messo la faccia, è stata vinta con il sostegno del Consiglio. Non voglio elencare altre attività dove il Presidente, insieme alla Giunta e alla maggioranza ha agito con coraggio, ciò lo vedremo durante la discussione degli articoli, ma ora voglio accennare a dove non hanno avuto, dove hanno avuto meno coraggio, sulle servitù militari avrebbe dovuto avere più coraggio, non limitandosi ad incamerare beni del demanio regionale, ma controllando le attività non trasparenti, svolte nel poligono di Perdasdefogu, una vera e propria industria di Stato, stiamo parlando di una vera e propria industria di Stato, finalizzata al service delle multinazionali degli armamenti, per sperimentare ordigni di ogni tipo, compensando con qualche posto di lavoro il rischio per l'ambiente e la salute dell'abitante del territorio, ma è soprattutto il tema del lavoro, problema dei problemi non solo a livello regionale ma europeo, a non essere stato affrontato in maniera organica, prima la Garanzia giovani, poi bonus fiscali per le assunzioni, poi il Piano Lavoras inserito nella precedente finanziaria su suggerimento delle parti sociali, sono tutti provvedimenti tampone che non agevolano la crescita ma che fungono da ammortizzatori sociali al pari della cassa integrazione e della annaspa Naspi. Abbiamo ignorato il volano che crea occupazione e crescita, le partite IVA 150 mila in Sardegna, a niente sono servite le Commissioni speciali solo su due settori delle imprese, quelle dell'artigianato e del commercio, mentre sono stati ignorati tutti gli altri settori e le vere esigenze dei lavoratori autonomi. Per creare lavoro, faccio degli esempi, partendo da uno dei comparti dell'agroalimentare quello ovi-caprino: in Sardegna ci sono 12 mila allevamenti ovini, per un totale di 3 milioni e 600 capi, una media di 300 ad allevamento, per incrementare l'occupazione dobbiamo pensare di sviluppare almeno altri due posti di lavoro ogni 300 capi, uno per la trasformazione e uno per la commercializzazione, bisogna inoltre dare vita ad una filiera per lo sfruttamento della lana che vada dalla tosatura, dove possono nascere almeno altri 200 posti di lavoro, ad una industria per la lavorazione della lana creando un circuito virtuoso che porti alla nascita di nuove aziende che usano la materia prima per la coibentazione e filo di lana per i tessuti dell'artigianato artistico dei tappeti; altro comparto è quello che agricolo, penso in particolare del grano duro antico, anche a quello Capelli, ogni agricoltore potrebbe dare lavoro almeno a un mugnaio, ad uno che trasformi la materia prima e a uno che commercializzi il prodotto finito, per andare poi nel settore suinicolo, APS ha sconfitto, ogni 50 capi allevati si potrebbe dare occupazione a un lavorante per l'allevamento, a uno per la macellazione e trasformazione e uno per la commercializzazione, e potrei continuare. Questo sarebbe creare lavorativo attivo stabile dalle nostre specificità climatiche e naturali, altro che finanziare le Camere di commercio, per il nulla con 2 milioni di euro, lo ricordo anche io onorevole Zedda, ecco cosa significa partire da partite IVA, partire dai loro bisogni, che vuol dire dare sostegno nell'accesso al credito, nel realizzare progetti di sviluppo, nell'accesso alle misure esistenti di contributo alla crescita, occorre utilizzare il personale della Pubblica Amministrazione regionale che ingessa una buona forchetta del bilancio ma che, se appositamente formata, può assistere il lavoratore autonomo. Ho assistito in Commissione la richiesta di aiuto di vari giovani che vogliono fare impresa, da poco abbiamo ricevuto in audizione giovani che vogliono produrre birra artigianale, ma non hanno la scuola di formazione, la stessa Regione ignora che Sardegna Ricerche ha fatto dei veri e propri trattati sulla birra, a Porto Conte ci sono dei mastri birrai che possono produrre la birra e quindi fornire tutta l'assistenza ai nuovi imprenditori, ma anche in questo caso non siamo in grado di soddisfare le loro esigenze perché ignoriamo le nostre potenzialità, intercettando le potenzialità delle partite IVA, aiutandoli nel loro bisogno di fare impresa attiva, si può creare ciò che dà dignità ad ogni cittadino, il lavoro. Ho citato alcuni esempi di imprese che sono tipiche delle nostre zone interne legate all'agroalimentare, ma si può pensare imprese che tutelino i beni culturali e ambientali e ad imprese e della ricezione turistica interna e costiera. Cerchiamo di investire nel far stare il sistema alle nostre imprese che hanno voglia di lavorare ma spesso sono bloccate dall'isolamento che hanno intorno, dalle istituzioni e dal mercato, ecco, avrebbe il Presidente e avremmo dovuto noi consiglieri avere più coraggio, scommettendo sulle partite IVA.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Luigi Crisponi. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Grazie Presidente, sono costretto, vista anche la distrazione dell'Aula, a parlare un po' di sport, un po' di calcio, almeno così magari i colleghi daranno un po' di attenzione agli interventi che si stanno susseguendo su un tema davvero importante, parlerò di calcio citando un termine, una frase che è di uso comune e quotidiano praticamente quando si parla appunto di calcio, di attività sportiva, "zona Cesarini", vi dice niente colleghi che vi occupate quotidianamente di calcio e di sport? Beh direi proprio di sì, conoscete molto, molto bene, vero collega Zanchetta, la zona Cesarini? É quel momento epico, storico, nel quale si fa gol, seppure all'ultimo minuto, è il momento in cui, negli anni trenta un importante giornalista declinò a favore di un giocatore, una mezzala della Juventus, che si chiamava Renato Cesarini, la sua attitudine a fare gol negli ultimi minuti delle partite più o meno importanti. A differenza però di Renato Cesarini, che ha meritato e gli è stato coniato appunto quella indicazione della zona Cesarini, il tentativo di voi altri, quindi della Giunta regionale, di fare gol è solamente il tentativo, ma mi pare che all'atto pratico, nel risultato finale, all'essenza della questione della fine della partita e quindi dalla fine della legislatura, davvero, non ci sia nessun sovvertimento di risultato in campo, non è null'altro, questo tentativo in zona Cesarini che la ripetizione inesaustiva, senza naturalmente arrivare ad alcunché di ciò che si è visto negli altri quattro anni precedenti di questa legislatura. Non succede nulla, non c'è alcun goal, c'è solo il tentativo beffardo di una melina a metà campo come di fatto è stato tutto il resto della legislatura e mancano tutta una serie di validazioni perché quella possa essere veramente declinata in zona Cesarini la Giunta regionale e la maggioranza di centrosinistra è stata caparbia e capace, seppure all'ultimo, di fare finalmente goal. Assolutamente non è successo niente, non succederà nulla e c'è solamente un tentativo di riordinare i numeri e le poche o tante risorse che la Giunta ha gestito fino ad oggi e vedrà ancora una volta quei 7 miliardi e passa a disposizione nella manovra finanziaria essere destinati ineffabilmente in uno spacchettamento che davvero non potrà stravolgere alcunché né per chi lo sta gestendo e purtroppo soprattutto negativamente per chi le dovrà immaginare di poter trarne un beneficio e non vi sarà inevitabilmente, inesorabilmente alcun tipo di beneficio, sarà esattamente come è successo per tutto il resto degli anni. Ma perché parlo di zona Cesarini? Perché almeno posso citare uno degli elementi che ha avuto anche il mio personale consenso per la parte che è stata operata da una Commissione appositamente istituita che è quella di una Commissione che si è incaricata di venire al capezzale di un comparto morente, che è quello imprenditoriale, dimenticato totalmente nel corso dei cinque anni di legislatura, quello in cui aziende che hanno sacrificato una vita intera, famiglie che si sono prestate quotidianamente alla durezza e alle difficoltà dovute in parte alla crisi e in parte alle disattenzioni di questa Giunta regionale, ebbene arriviamo oggi alla fine per occuparci con una Commissione che ha voluto individuare alcune leggi di settore che son state malamente, maldestramente dimenticate. Oggi quell'attività importante che è stata portata avanti, appunto, dalla Commissione speciale al capezzale, il 118 per il commercio, l'artigianato e le piccole imprese, il sistema dei servizi ha messo a disposizione delle risorse che beffardamente sono sparite con il gioco delle tre carte nelle quattro legislature precedenti, e oggi si va a finanziare quelle leggi che sono state accantonate, che avrebbero potuto dare risposte concrete legge "51", legge "9" sul commercio, legge "12" per l'apprendistato, tutte leggi che hanno visto sfarfallare quelle risorse che sono state poi orientate tutte quante nella programmazione territoriale che di fatto, però, con tutta una serie di bandi erogati dalla programmazione regionale, cosa encomiabile, e quindi accorpando i vari T1, T2, T3 ma che nel corso delle audizioni che si sono susseguite non solo in quel contesto di quella Commissione, ma anche presso la quinta Commissione delle attività produttive, hanno ascoltato numeri tenebrosi, il nero più assoluto. Ovvero la difficoltà di poter erogare alle imprese un sistema economico che gli fosse da affiancamento gli desse autentico e puro sostegno, che potesse permettere di risollevare la china e soprattutto di affrontare un domani sempre più difficoltoso e nebuloso. Eppure null'altro è successo, non è successo perché quei bandi T1, T2, T3 erano bandi costruiti male, dove le prerogative assolute erano quelle della burocrazia non quelli della semplificazione, smentendo così anche le parole dove in chiave programmatica il presidente Pigliaru aveva parlato lungamente e forzatamente di quelle che potevano essere la riscrittura di un nuovo atteggiamento del sistema amministrativo regionale. Eppure quel modo beffardo e soprattutto "griffagno" che si è avventato soprattutto per ghermire la capacità delle imprese nel mettere a sistema per se stessi, per la propria famiglia, per i propri figli in un passaggio generazionale che avrebbe potuto restituire valore e qualità sui territori anche con un sistema del lavoro di nuove assunzioni, ebbene tutto questo gli è stato negato, perché, appunto, il sistema che è stato individuato era un sistema accentratore ma soprattutto di dequalificazione della capacità dei consulenti d'impresa e delle stesse imprese che sono state mortificate in corso d'opera da un sistema ineffabile, da un muro di gomma, da quel sistema che è burocrazia pura e allo stato puro e che ha impedito naturalmente la possibilità di rialzare la testa, di ripartire mettendo in moto quel circuito virtuoso che solo chi fa impresa, che solo quei padri di famiglia che gestiscono strutture ereditate dai loro genitori da cinquanta, cent'anni addirittura in taluni casi, eppure sono state lasciate in mezzo alla palude, alle sabbie mobili della burocrazia dove in ineffabilmente hanno creato e messo solo ed esclusivamente paletti, muretti a secco hanno creato non uno sviluppo razionale e uno sviluppo innovativo, moderno, digitale; no! Tutto fatto a base di faldoni su faldoni portati da questi poveri imprenditori o dai loro consulenti e inevitabilmente hanno dovuto ritrovare un atteggiamento negativo, fastidiosamente oppressivo, beffardamente e fastidiosamente ostruttivo verso la loro possibilità di sviluppo, di reazione di quel meccanismo che avrebbe potuto avere invece un vantaggio soprattutto nei piccoli territori.

E un accenno lo debbo fare alle zone interne, zona Cesarini anche per l'istituzione di un'unità di crisi per uno dei territori più malandati e soprattutto più vituperati dell'ultimo quinquennio, che è quello della zona di Ottana. Eppure quell'attività che naturalmente abbiamo salutato seppure in termini finali della legislatura che ha riguardato anche un pacchetto consistente di risorse e ha riguardato un pacchetto consistente di piccole amministrazioni locali che soprattutto risiedono nel territorio della Provincia di Nuoro e che anche hanno avuto la possibilità di superare quel confine ideale approdando anche nella Provincia di Oristano. Ebbene tutto quello è stato fatto anch'esso in zona Cesarini, all'ultimo momento, quindi senza possibilità di sovvertire alcunché con tutta una fatica che è peggio di quella che è stata ritrovata da amministratori, da imprenditori nello stesso sistema di programmazione territoriale dove per assurdo si parla ancora di situazioni che sono state approvate nel 2012, che ancora non hanno visto la fine e che ci domandiamo anche del Patto per il nuorese quando ne potremmo veder fine. E sarà una fine che farà la fine di quella programmazione che è stata attivata nel comparto del trasporto aereo che ha mortificato e umiliato la perla della Riviera del Corallo quale Alghero, il suo aeroporto e che è stata declassata a uno degli ultimi aeroporti in una fase in cui per un triennio tutti gli aeroporti d'Italia sono cresciuti con numeri a doppia cifra c'è solo un aeroporto che purtroppo ha dovuto patire quella umiliazione, vanificato e de personificato, scarnificato anche nelle risorse e poi beffardamente lasciato da solo a combattere con i capricci di alcune compagnie low cost e poi lasciato solo inesorabilmente solo mentre…

PRESIDENTE. Comunico all'Aula che è rientrato dal congedo il consigliere Deriu.

È iscritto a parlare il consigliere Angelo Carta. Ne ha facoltà.

Non è in Aula.

È iscritto a parlare il consigliere Gianni Lampis. Ne ha facoltà.

LAMPIS GIANNI (Fratelli d'Italia). Grazie Presidente, penso che dopo cinque anni di Governo, ancor prima di disquisire su un bilancio finanziario, occorra approfondire e analizzare quello che è un bilancio politico. Perché a poche settimane dalle elezioni è evidente che tutto ciò che in quest'aula si fa, si discute e si vota non può non avere precisi riferimenti a quella che è la scadenza del prossimo febbraio. Io ho letto con molta attenzione la relazione alla vostra proposta finanziaria e dico la verità sono andato alla ricerca di questa bella regione del Bengodi, ho provato a cercarla su Google: non l'ho trovata! Mi son preso un mappamondo: e non l'ho trovata! Voi oggi rappresentate nella vostra relazione a questa legge finanziaria qualcosa che non esiste, che esiste solo nella vostra testa, nella vostra fantasia nelle vostre convinzioni, perché tutti i dati statistici che riguardano la qualità della vita, il prodotto interno lordo, la capacità di creare occupazione in questa terra, non corrispondono a quelle che sono le cose che voi avete scritto in questa relazione, e non si può, in altrettanto modo, pensare che questa manovra finanziaria possa servire a recuperare oltre, o quasi, cinque anni di tempo perso, di occasioni perdute, di treni che sono passati, e che molto probabilmente mai più passeranno. In questa manovra finanziaria, voi per la prima volta in cinque anni parlate di famiglia, parlate di mobilità, parlate di natalità, temi che hanno sempre visto una battaglia politica portata avanti dal mio Gruppo consiliare, da Fratelli d'Italia, e che puntualmente nei quattro anni precedenti hanno trovato invece la vostra avversione, forse solo perché venivano proposti dalla parte sbagliata, o meglio, dalla parte che voi avete sempre ritenuto sbagliata. Ecco, oggi questi temi non possono farci dimenticare i fallimenti di questi anni sul turismo, oggi voi scrivete che esiste una forte crescita del comparto turistico. Ci chiediamo dove la vedete questa forte crescita, la vedete forse sulla grande presenza di turisti? La vedete forse sulla grande capacità di attrarre persone dal continente e dall'estero verso la nostra terra? Vedete forse dei trasporti di qualità che possono consentirci di dire che il turismo in questa terra è in forte crescita? Io direi proprio di no, io direi proprio di no perché i trasporti esterni, come quelli interni, certamente non favoriscono la crescita omogenea dell'economia di questa isola. Le nostre strade provinciali non sono strade, sono mulattiere, sono impercorribili, sono pericolosissime. Ci sono enti locali che dovrebbero occuparsi di strade provinciali che non hanno ancora approvato il loro bilancio. Oggi vorremmo sapere per quali motivi questo è avvenuto, e parlo nello specifico della Provincia del sud Sardegna. Qualcuno ci sa dire perché questa provincia non ha il proprio bilancio approvato? Chissà, attendiamo risposte. Parlate di grandi segnali positivi nell'agroalimentare. Io penso che la situazione dell'agricoltura e dell'allevamento in questa terra sia di vera criticità, stiamo tornando indietro, invece di andare avanti, e la prossima battaglia che scalderà questo fine autunno e l'inverno prossimo sarà quella del prezzo del latte, che molto probabilmente, stando alle fonti in nostro possesso, ritornerà ad essere pagato una miseria. Gli allevatori, gli imprenditori agricoli non riusciranno neanche a coprire le spese per potersi pagare magari la corrente elettrica delle proprie aziende. E noi quali risposte diamo a quel comparto con questa legge finanziaria? Nessuna, solo qualche trafiletto di buone intenzioni nella relazione. Ed è evidente che tutte queste problematiche che sto citando comportano o alimentano, meglio, quel fenomeno di emigrazione dei giovani di questa terra verso altre mete, dove amministrazioni politiche più assennate hanno cercato nel corso del tempo di ricercare opportunità di benessere e di sviluppo per quelle comunità. Nel 2017, oltre 7 mila giovani sono andati via, parte di un'intera generazione oggi scappa perché noi non siamo in grado di garantire loro un futuro. Questa è un'isola che spende per formare i propri giovani, per mandarli a scuola, e poi, una volta che il loro percorso di studio è terminato, le loro professionalità non trovano nei confini regionali la dovuta valorizzazione. Pensate forse che la risposta a questo tipo di problematica possa essere la sostituzione etnica di chi illegalmente arriva in questa terra? Io direi proprio di no. Nonostante voi l'abbiate più volte proposto, questa per noi non è la soluzione. Consentire ancora che i giovani scappino significa continuare l'esodo dalle aree interne, e nel momento in cui le aree interne si spopolano vanno via i servizi, lo Stato arretra rispetto a quelle che sono le sue responsabilità, perché prima chiudono le scuole, poi la farmacia, poi la posta, poi la banca, poi la guardia medica, resteranno solo i lampioni forse accesi, certamente non resteranno più le donne e gli uomini in quei posti. Nel corso di questa legislatura tre erano le grandi riforme che avete promesso al popolo sardo. La prima, quella degli enti locali, e anche stamattina abbiamo avuto contezza di quello che i nostri amministratori, i nostri sindaci pensano del trattamento ricevuto in questi anni, hanno detto: "Non abbiamo gli strumenti per poter agire, non abbiamo la possibilità di realizzare e di fare programmazione politica". La riforma degli enti locali ha obbligato i comuni a mettersi in unione. Ma quali sono i risultati, ad oltre due anni e mezzo dall'approvazione di quella legge, dell'efficienza, dell'efficacia amministrativa che le Unioni dei Comuni avrebbero dovuto garantire? Ancora, oggi parliamo di province commissariate, una provincia del sud Sardegna che parte da Villaputzu e arriva a Buggerru, che parte da Teulada e arriva ad Arbus, con un nuovo capoluogo di provincia, che è Carbonia, che attualmente è fuori dall'agibilità, dalla percorribilità di tutte le aree periferiche che stanno intorno ad essa. La seconda grande riforma sarebbe dovuta essere quella della sanità, la Asl unica, il vostro cavallo di battaglia. Ho paura che oggi si possa parlare di un asinello un po' stanco, benché non abbia ancora compiuto la maggiore età, ma molto probabilmente non riuscirà neanche a compierla, badate bene, perché le liste d'attesa non sono state abbattute, sono venuti meno…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Emilio Usula. Ne ha facoltà.

USULA EMILIO (Gruppo Misto). Iniziano oggi, con questa finanziaria, le celebrazioni di fine legislatura. Questa è l'ultima finanziaria che questa maggioranza porta a compimento, è arrivato il momento quindi di porci anche delle domande. Quale bilancio si può trarre da questo quinquennio, è migliorata la condizione sociale ed economica della Sardegna e dei sardi? È stato inflitto un colpo allo spopolamento delle zone interne? È calata la povertà? I nostri ragazzi, i nostri laureati non sono più costretti ad emigrare? E le nostre imprese, le nostre piccole-medie imprese, il nostro artigianato sono in una chiara e felice ripresa? Abbiamo migliorato le condizioni dei servizi alle persone a partire dalla sanità, solo per fare ancora una volta un esempio? Siamo riusciti a garantire ai cittadini sardi una buona mobilità come assicurata a tutti gli altri italiani? Ciascuno farà le proprie valutazioni, e per farle utilizza naturalmente i propri parametri, ma tutto è sotto gli occhi di tutti, e per me e la parte politica che qui rappresento è un'evidenza che le politiche portate avanti da questa maggioranza non abbiano influito significativamente per cambiare l'assetto economico e sociale. Certo, le dichiarazioni sono ancora una volta altisonanti, sempre roboanti, quasi vivessimo in un Paese ormai diretto all'avanguardia, un ruolo di avanguardia. Oggi questa finanziaria viene presentata come una manovra per il popolo, per le imprese, per le famiglie, di grande rilancio, di sviluppo, di soluzione di problemi atavici; mi chiedo, ma siamo collegati al mondo reale, oppure viviamo in una realtà virtuale, o una realtà convegnistica, autoreferenziale e autocelebrativa, come troppo spesso accade ed è accaduto a questa Giunta? Se si guardano i dati Svimez 2018 poco o nulla è cambiato, e io mi aspettavo certo ben altri risultati da un Governo che si dichiara anche di sinistra, e ben altre erano le aspettative generali che avevamo. La responsabilità c'è tutta, della maggioranza, della Giunta, ma in particolare dell'Assessore al bilancio, che ha spadroneggiano facendo anche frequentemente un errore dopo l'altro. Assessore Paci, mi sento di dirle che la Sardegna non credo rimpiangerà questa Giunta, ma in particolare non rimpiangerà lei, né per le cose fatte né tantomeno per il modo troppo spesso supponente che l'ha sempre contraddistinta. Lei, anche se oggi cerca in tutti i modi di fare la voce grossa e cerca di ricollocarsi in un nuovo ruolo, dandosi anche una nuova identità contrapponendosi allo Stato cattivo, con chiamate alle armi del popolo per ben poco credibili azioni di forza, non riuscirà a far scordare le sue enormi e incancellabili responsabilità. Il ritiro dei ricorso e l'accordo del 2014 è stato il più grosso errore che questa Regione, pronta ai voleri del Governo italiano presunto amico di allora, abbia potuto fare. Il popolo sardo ha perso miliardi di preziose risorse, che sarebbero potute essere messe al servizio di un suo sviluppo che invece non c'è stato, non c'è potuto essere. Abbiamo ripiegato con programmi come Lavoras, che malgrado le buone intenzioni sta manifestando tutti i suoi limiti, una nuova rivisitazione poco fantasiosa dei cantieri, ma che non riescono a incidere nel tessuto economico perché è un insieme di azioni che troppo spesso sanno di estemporaneità, di azioni scollate e scollegate, perché di fatto quello che manca è un'idea di Sardegna, una Sardegna che vorremmo prospera, libera e vitale. Come se lavorare otto mesi per avere poi accesso agli ammortizzatori sociali per gli altri quattro possa considerarsi una soluzione. La questione accantonamenti, poi, non è questione che fa parte di accordi pattizi che si sottoscrivono con lo Stato, e allora, questo inserire nel bilancio, in questo bilancio, risorse da accantonamenti che non si sa se possono davvero essere nella nostra disponibilità, non mette in una strada per lo meno incerta questo Consiglio esponendolo ad operazioni di dubbia legittimità? Gli accordi pattizi vincolano i soggetti e si sottoscrivono nelle sedi opportune, dove si fanno valere le ragioni e si pretendono garanzie e riconoscimento delle ragioni, non sono atti unilaterali che non si sa quanto possono valere e dove possono portarci, però non mi sorprende questo fare, e cito solo ad esempio il travagliato rapporto che questa Regione ha ormai instaurato con la Corte dei Conti, che non ha precedenti nella storia dell'autonomia. In questo quinquennio siamo stati abituati alle alchimie contabili, tutte le più grosse problematiche evidenziate anche da sentenze e pronunciamenti sono sempre state derubricate, con un colpo di spalla, a questioni tecnico procedurali, però a me viene stranamente in mente il gioco delle tre carte dove a vincere è sempre lo stesso, chi dà le carte. Anche le questioni del risanamento del disavanzo della sanità, che viene tanto sottolineata in questa finanziaria, di fatto si tratta poi di un mutuo camuffato che graverà sul bilancio regionale, bello, spalmato per gli anni a venire, ma sul tema della sanità credo che la criticità maggiore non sia solo sui conti, quanto piuttosto su quello che si sta lasciando in termini di servizi e di offerta sanitaria ai cittadini, ma in effetti la strada del mutuo è facile e immediata, per dare parvenza di politiche efficienti e nascondere la vera inconsistenza delle politiche attuate. Ricordo a tutti l'indebitamento per il mutuo infrastrutture che doveva portare la rivoluzione Keynesiana, ricordo ancora l'enfasi e il trionfalismo dell'Assessore Paci, che parlava sempre di keynesiana, keynesiana, ma di rivoluzionario, di keynesiano purtroppo non abbiamo visto neanche la gestione, ancora una volta fatta con le vecchie politiche e di cui è meglio non perdere memoria, non perdere memoria! E anzi bisogna avere sempre molto ben chiaro il quadro delle responsabilità e dei responsabili. Voglio ricordare anche la responsabilità per avere supinamente abbracciato il referendum per la riforma costituzionale, che avrebbe sostanziosamente contratto l'autonomia e la nostra specialità; è stata quella la prima occasione che il popolo sardo ha avuto per punirvi per il vostro operare con una percentuale più alta a livello nazionale di no a quel referendum di renziana impronta, ma a cui noi non abbiamo saputo in qualche modo rispondere con un nostro atteggiamento specifico. È stata la prima occasione che il popolo sardo ha avuto per dire no alle vostre politiche, ma niente vi scalfisce, nonostante la politica di sudditanza che avete interpretato in questi anni, e voglio ricordare anche lo scellerato accordo con lo Stato sulle servitù militari, contrabbandato ancora una volta come storico. Non avete neanche il pudore di evitare le enunciazioni e i proclami sulla nostra specialità, fatta ritualmente in tutte le occasioni e in tutte le commemorazioni. Vi do invece atto che avete avuto il rigurgito di coscienza, un ritorno di coscienza, direi, almeno in parte indotto, ma questo poco importa, e ci avete risparmiato l'approvazione di una legge urbanistica che avrebbe fatto danni irreparabili al territorio e al paesaggio, e avrebbero reso felici ben altre consorterie portatrici di interessi forti. Il PPR per le zone interne, tanto decantato in campagna elettorale, è rimasto, ancora una volta, lettera morta e si è persa ancora una legislatura, doveva consentire lo sviluppo di quelle zone, i piccoli Paesi dimenticati, al di là dei proclami, così come, solo per esempio, per le zone economiche speciali, zone interne dimenticate anche lì da questa Giunta, come denuncia anche oggi un vostro alto dirigente nella stampa, vostro alto dirigente del Pd Nuorese. Certo per il governo del territorio era più stimolante concentrarsi su altri più appetibili argomenti. I pericoli per questa Regione purtroppo non sono certamente passati, l'assalto al territorio non è affatto ancora scongiurato e la continuità strategica delle politiche attuate dal centrodestra, pensiamo al Piano casa, con quelle che sono state prospettate da pezzi di centrosinistra sempre più omologato al cosiddetto mercato e alla visione liberista, lascia presagire brutti scenari, e sarà un obbligo per il popolo sardo mobilitarsi in difesa della nostra identità paesaggistica e delle nostre unicità territoriali. Questo bilancio è la sintesi di politiche sbagliate che autodeterminazione non condivide, e pertanto voterà contro.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Stefano Tunis… Non è in aula.

È iscritto a parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (Fratelli d'Italia). Rinuncio.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Se non altro per dire che questo clima festaiolo, o pre-ferie, credo che dia un po' alla testa, perché l'euforia crea sempre qualche presupposto non adatto alle circostanze, e sapete perché, colleghi, il problema è serio, fuori da qui, non sembra, ma la gente ci ascolta, ci vede, e non è che dia positività a questo atteggiamento "lassivo" che vedo in tutta l'Aula, è un neologismo perché potrebbe essere anche "lassativo" per altri! Allora, il problema credo che sia un qualcosa di più importante e mi consentirà l'Assessore, io non entro neanche nel merito di quella che è questa finanziaria perché giust'appunto attenti l'Assessore ci disse: questa è una finanziaria che noi approviamo, ma che subito, chiunque sarà la prossima Giunta, deciderà di modificarla o la prossima maggioranza e deciderà cosa fare. Ora io invece avrei voluto che non si smentisse l'Assessore, ma che si rafforzasse l'idea che qui si fanno le cose serie, oggi per domani, e che domani cambiare una cosa solo perché cambia il colore della maggioranza possa dire alla Sardegna che tutto va bene, qualunque colore passa. Non è così, non è così. Per tranquillizzare l'Assessore che scuoteva la testa mentre un collega parlava di poco investimento verso la ricerca e la scuola, io dico che tutti i torti non ce li aveva, ma non perché avesse torto chi denunciava il fatto o abbia torto l'Assessore che "diniegava" questa posizione, io riterrei che forse si dovrebbero approfondire gli argomenti su cui poi ci si fissa con determinate somme per poter garantire uno sviluppo di quel qualcosa che si è identificato. Ora, non potrei dire all'Assessore: "Non hai speso o non hai dato importanza alla ricerca" perché lui, senza tema di smentita, poteva dirmi: "Non è vero, ti stai sbagliando, guarda che io ho fatto tutto questo per la ricerca" e in parte ha ragione. Il problema è che non si è fatta una scelta sulla ricerca, è diverso, cioè non si è assunto come programmazione degli interventi interni al bilancio quelli che sono i momenti della ricerca che andrebbero finanziati in maniera sostanziale. Ed è vero, probabilmente molti non hanno colto che alcuni milioni finanziati, anche per la ricerca aerospaziale, e che son serviti da moltiplicatore come spesa all'interno della Regione, quindi per creare potenzialità di PIL, nuovo PIL e nuova possibilità di economia nella nostra Isola, ma non hanno colto quello che è il sistema nell'insieme. Ma non è far conoscere per esempio il DASS, è far ripetere quello che è il concetto non evanescente che … del CSR4, ma di ciò che ha prodotto, o meglio, gli è stato impedito di produrre, perché la burocrazia ha fatto da blocco, da sistema che artatamente blocca quelle che sono le attività, inibisce quelle che sono le potenzialità. Non sto, credo, andando lontano da quella che è una seria programmazione che veda lo sviluppo della Sardegna per il futuro, che consenta che le migliori intelligenze non scappino via, che potrebbe essere anche un punto d'ancoraggio per le università che in Sardegna, comunque sia, spesso vengono rifiutate dai giovani migliori perché vanno altrove a ricercare specializzazioni. La competitività manca effettivamente tra le due università, tant'è (ma questo era un prodotto mentale dell'onorevole Soru) che voleva fonderle e crearne una sola, una sola università per la Sardegna. Forse manca un'università privata, forse manca un qualcosa che stimoli, forse mancano centri di ricerca effettivi. Questo è il finanziamento della intelligenza, questo è il finanziare le attività che danno la promozione a chi umanamente si impegna con il proprio cervello e con le proprie attività a creare potenzialmente un sistema diverso. Io ho detto che probabilmente il DASS poteva essere una base per dire che la Sardegna diventi la Silicon Valley del mediterraneo. Ma perché no? Perché la Sardegna non potrebbe diventarlo? Ma vi parlo di un'altra assurdità, caro Assessore, che ho presentato come proposta di legge, la lascio perché non sarò ricandidato e spero e mi auguro che sia migliore questa rappresentanza del popolo sardo per poi, ma vorrei dirvi, quando ricevi input dal sistema economico finanziario milanese, per cui ti dicono "guarda che le società finanziarie e le società assicurative e comunque quelle del terziario hanno voglia di andarsene da Milano, cercano altre soluzioni" a me viene il pensiero di dire: "Ma perché non possono venire in Sardegna"? A Cagliari! Non posso dire che vadano al centro Sardegna, quelle, e se mettono le loro sedi qui non è forse far crescere e lievitare il PIL della Sardegna? Non è una pazzia perché quella pazzia la dovrei attribuire ad altri, a terzi, ci vuole volontà, ci vorrebbero i collegamenti con quello che è il sistema aereo per la Sardegna e oggi viviamo, sappiamo cos'è, ma non entro neanche in queste critiche che ormai sono ritrite per quello che non ha fatto questa maggioranza e questa legislatura, cioè un collegamento con la Sardegna degno di questo nome. Allora penserei a che cosa può servire un momento di collegamento in rete effettiva, dove c'è il telelavoro, dove c'è la possibilità di interconnessione e non rispondetemi che avete iniziato la banda larga, perché non basta la banda larga detta così o messa in una certa condizione, ci vuole un'interconnessione complessiva, ci vuole che le sinapsi lavorino meglio e che ci sia più armonia all'interno del cervello che pensa per poter dare un prodotto poi che possa essere appetibile per il futuro. Su queste cose io voglio competere e quando non siederò qui, da fuori stimoleremo perché continuo a fare politica, questo prossimo Consiglio regionale e la politica perché li sfiderò su cose possibili e certe, se si ha voglia di fare politica nel senso giusto e vero, quello che dicono con la P maiuscola, senza interessi, ancorché ci sia gente che vuole far pagare a un'istituzione pubblica, ai suoi componenti, solo il fatto di essere politici e per cui ladri non degni di appartenere all'interno del consorzio umano. È ora di finirla e di prendere coscienza perché se si fa il proprio dovere, se si è onesti intellettualmente, se si ha la capacità di dimostrare che si vuole costruire qualcosa di buono per la Sardegna, allora, vivaddio, credo che noi potremmo dare e fare tutto quello che è necessario per il prossimo futuro per la nostra Isola e continuerò poi magari nelle prossime occasioni.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Paolo Truzzu. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Sardegna). Presidente, direi che la prima parola che mi viene in mente è "finalmente". Finalmente, Assessore, dopo cinque anni di richieste e di proposte si vede in questa finanziaria un briciolo di luce. Io sinceramente ho difficoltà a pensare che non sia una buona finanziaria, nel senso che ci sono alcune delle cose che personalmente come Fratelli d'Italia abbiamo sempre proposto, finalmente a fine legislatura, dopo diversi anni di richieste, come dire, vi siete convertiti, la potremmo mettere in questo modo, perché è importante che si riesca a ragionare finalmente in termini di detrazioni per le famiglie, per ogni figlio a carico, che significa anche invertire quella pericolosa china che la nostra regione, l'Italia in generale, sta percorrendo, ma la nostra regione in particolare. Ricordo che quest'anno per la prima volta scendiamo sotto il numero di 10.000 nati ed è un segnale,ahimè, pericoloso perché poi quando parliamo di spopolamento abbiamo l'abitudine di pensare sempre allo spopolamento delle aree interne, ma ci dimentichiamo che in realtà si sta spopolando tutta l'isola. E sempre in termini di proposte e risorse per la famiglia non posso che essere contento del fatto che finalmente ci siano anche le risorse per le famiglie e per gli asili nido, così come non posso non essere contento sul fatto che ci siano dei bus gratis per i giovani, anche questa è una delle nostre proposte, delle nostre richieste, così come non posso anche essere contento che finalmente si ragioni in termini di proposte di ristrutturazione, d'ipotesi di volano e di sviluppo anche dell'economia con quei 25 milioni che sono stati inseriti.

E sono contento anche che finalmente ci siano un po' di risorse per le piccole aziende, per gli artigiani che sono una delle nostre spine dorsali. Ho detto che mi sembra una finanziaria buona, sarebbe per me una finanziaria ottima se fosse stata presentata all'inizio della legislatura, se fosse stata la finanziaria del primo anno di legislatura perché l'impressione che invece si ha è che sia un grande spot, un grande spot in vista dell'appuntamento che ci attende a febbraio e fra l'altro fatto con risorse decisamente poco certe. Risorse poco certe perché sappiamo tutti, da un lato c'è il problema della mancata parificazione ancora del rendiconto del 2017, sappiamo tutti che c'è la partita sugli accantonamenti che è una partita totalmente aperta per cui non stiamo inserendo delle risorse, qualcuno sostiene stiamo facendo in modo di non dare delle risorse allo Stato, ma in realtà è lo Stato che eventualmente le trattiene o decide di non trattenerle e dall'altro lato c'è la scelta della copertura del deficit del sistema sanitario. Sono tutte partite sulle quali probabilmente questo Consiglio non riuscirà più a ragionare e che lascerà in eredità a chi arriverà dopo. Ecco, io penso che oggi abbiamo una proposta minima di finanziaria che come dicevo prima fa vedere la luce ma che non può lasciare tranquilli perché da marzo del 2019 ci vorrà un grande lavoro di messa in sicurezza del bilancio e bisognerà capire se tutte le risorse che noi oggi stiamo impegnando o meglio stiamo mettendo a preventivo, ci saranno veramente. L'altro aspetto che secondo me manca in questa finanziaria e l'ho ripetuto nelle precedenti occasioni, ma voglio ripeterlo anche oggi, è che ancora una volta noi facciamo un errore di fondo strategico. Ancora una volta impegniamo una quantità di risorse importanti per garantire dei diritti a tante persone che si trovano in una condizione sicuramente meno vantaggiosa di altre, spendiamo una cifra importante per il sociale ma ancora una volta ho l'impressione che la strada che stiamo scegliendo è quella dell'assistenzialismo e non quella dello sviluppo perché, giusto per fare un esempio, con un po' di coraggio e proprio la volontà di cambiare il punto di vista, di affrontare le cose in un'altra maniera, di rovesciare in qualche modo il tavolo, avremmo potuto utilizzare le risorse che ci sono per i cantieri per Lavoras per metterle in mano ai cittadini. Perché con quei 50 milioni dati in mano ai cittadini, in mano ai privati, in mano alle famiglie avremmo potuto generare un volano di investimenti privati pari a 500 milioni e creare forse quei 4-5-6000 posti di lavoro nell'edilizia che avrebbero permesso di recuperare quella curva discendente che purtroppo quel settore affronta e avremmo consentito a tante famiglie di poter avere un'occupazione, un lavoro e potersi guadagnare in maniera dignitosa il pane e poter assicurare un futuro ai propri figli anziché doverle ancora una volta costringere ad una logica di assistenza a cantieri poco dignitosa. Le scelte che dobbiamo fare sono queste, sono queste le scelte per il futuro, dobbiamo avere il coraggio di cambiare il punto di vista radicalmente, io ho invece l'impressione che ancora una volta, come dicevo prima, a parte alcuni spunti interessanti si segua sulla stessa strada, quella del galleggiamento.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Diciamo che l'ultimo intervento del consigliere Truzzu vien quasi da dire che non capisco per quale ragione non debba votare la Finanziaria, diciamo che gli elogi che lui ha fatto ad alcune manovre contenute nel provvedimento ci inducono a ritenere che stiamo facendo una buona manovra finanziaria, una buona legge di stabilità. Ha citato una serie di provvedimenti contenuti in essa e sui quali ha detto delle cose che naturalmente mi fanno molto piacere. Significa onestà intellettuale, significa dire che in fin dei conti ci sono questioni che vanno al di là dei posizionamenti, diciamo così, partitici o di schieramento precostituito che fanno non solo diciamo così prendere posizione sulla base proprio dello schieramento, ma in questo caso danno una mano di aiuto. Noi presentiamo una finanziaria da 8,2 miliardi di euro, una Finanziaria importante, alcune delle misure contenute sono state già dette, ma io credo che valga la pena su alcune soffermarsi in maniera più approfondita per raccontare qual è il percorso della finanziaria. Finanziaria che è l'ultima di questa legislatura e non può che essere essendo l'ultima finanziaria di questa legislatura quella che contiene in sé il percorso fatto in questi anni con il raggiungimento di alcuni obiettivi che ci siamo dati. Va detto che noi ci siamo presentati agli elettori nel 2014 con una serie di riforme che erano contenute nel cassetto, molte di quelle sono state realizzate e hanno dato anche i propri risultati importanti. Una di queste, non sfuggo, la voglio citare per prima, perché contiene in sé gran parte delle risorse destinate del bilancio della Regione, riguarda la sanità, sanità che nel bilancio pluriennale abbiamo visto sarà risanata completamente, non va scordato e lo dico soltanto per raccontare i fatti e non per tirare da una parte piuttosto che dall'altra, abbiamo ricevuto con un disavanzo consistente di 400 milioni di euro e lo riportiamo a ragion veduta con un bilancio pluriennale a meno 75 milioni di euro che possiamo raccontare essere il pareggio di bilancio, cioè zero di costi in più rispetto al budget previsto dalle disposizioni nazionali. Per una ragione molto semplice, che noi abbiamo derogato moltissimo nella riforma sanitaria rispetto agli indirizzi che ci vengono imposti dal Ministero e questi naturalmente costano qualche soldo in più che possono essere contenuti nei 75 milioni di euro di cui abbiamo detto. Manovra sulla sanità che non è quella che viene raccontata e utilizzata adesso per dire che tutto va male da chi si oppone, perché io capisco anche diciamo così l'idea che bisogna raccontare sempre i fatti in una certa versione, però i fatti sono che non è stato chiuso nessun ospedale, che i posti letto sono gli stessi, che le attività specialistiche negli ospedali sono contenute in maniera uguale, che abbiamo derogato per quei territori che non potevano avere servizi in quelli, così come previsto dal dimensionamento della popolazione, abbiamo derogato in maniera consistente. Poi ci sono delle cose che vanno affermate con forza e non sfugge l'occasione, io non voglio sfuggire l'occasione per dire che noi abbiamo approvato una rete ospedaliera e chiediamo che questa venga applicata nella Regione così come noi l'abbiamo approvata e vogliamo che sia applicata rapidamente, con forte ritardo, ma vogliamo che sia applicata.

La questione della pressione fiscale, noi non abbiamo aumentato non solo nessuna tassa o nessun tributo, ma abbiamo l'IRPEF e l'IRAP che sono le misure tra le più basse in Italia, abbiamo fatto in modo che gli interventi su questi settori della tassazione rimanessero contenuti ai minimi storici che le regioni possono mantenere come pressione fiscale. A questi abbiamo aggiunto una serie di provvedimenti dei quali abbiamo già parlato, ma credo che sia utile rifarlo, 124 milioni di euro, un piano per il lavoro concordato con le organizzazioni sindacali e datoriali che hanno plaudito ad un'iniziativa di questo tipo, metà delle risorse sono state destinate ai Comuni per assumere personale non occupato, disoccupato che gli permette di avere otto mesi di lavoro a cui si aggiunge anche una procedura di disoccupazione che gli consente di vivere per un anno con un posto di lavoro. Queste sono misure che salvano le questioni. Sono misure strutturali? Ovviamente no, sono misure d'intervento per contrasto alla povertà, cosa della quale le chiamiamo per quelle che sono, ma se non le si fanno sono cose che vengono richiamate. Tenete conto che c'è un Governo nazionale che su queste misure ce la sta raccontando da un sacco di tempo e non ha provveduto a far nulla e noi abbiamo istituito il REIS, ad esempio il reddito di cittadinanza o aldilà dei termini utilizzati per chiamare in un modo per un altro, voglio dire è quello che noi abbiamo messo in piedi nella Regione Sardegna che può essere sommato al REI nazionale, anche in questo caso a favore dei Comuni, tenuto conto che stamani abbiamo discusso con i rappresentanti del CAL, e quindi i Sindaci della Sardegna, i rappresentanti del CAL, e di queste cosa abbiamo parlato. Sulla questione delle campagne siccome ho sentito prima raccontare che non si è fatto nulla, anche qui vorrei sfatare o raccontare e riaffermare una verità. Noi abbiamo fatto una legge sul comparto dei suini, una legge che non esisteva in Sardegna perché nessuno l'aveva mai fatta, e abbiamo fatto una legge che interviene su quel comparto valorizzandolo, e non vorrei far scordare a nessuno che l'abbiamo approvata all'unanimità senza neanche un voto contrario, significa largamente condivisa, per il lavoro che è stato fatto, che è stato in maniera approfondita portato avanti. A questo, va detto, che c'è stata una lotta attraverso una task force e una unità di progetto nei confronti della lotta alla peste suina africana che nessun Governo precedente aveva mai fatto con i risultati che sono stati ottenuti, tenete conto che la peste suina africana ha inibito, ha ucciso un comparto per tantissimo tempo, così come per la commercializzazione dei prodotti, fermi con l'embargo del 2011, che non hanno varcato i confini dell'isola per tanto tempo. Ecco, queste sono cose che intervengono su quel settore, si fa dire in maniera fiduciosa che potrà essere a breve debellato completamente, mentre in altri Paesi si affaccia l'idea che la peste suina possa prendere corpo e creare disagi e i danni che ha fatto della nostra isola. Noi siamo intervenuti per debellarla, e i focolai quest'anno presenti in Sardegna sono davvero molto pochi, si contano sulle dita di una mano. E quindi questi sono interventi concreti.

Così come gli interventi nei confronti del settore dell'artigianato, le ristrutturazione della casa e così ancora dal punto di vista strutturale gli interventi, vorrei dire, frutto di un lavoro condiviso con il Governo nazionale per quanto riguarda gli stabilimenti industriali presenti nell'isola, e qua non è una questione di chi è industrialista o di chi è contrario all'industrializzazione dell'isola così come l'abbiamo conosciuta, va da sé che c'è una lotta importante sul settore industriale, e Alcoa è uno di quei settori su cui siamo intervenuti e che sono stati risolti, ferma Alcoa da moltissimi anni, così come Eurallumina, per la quale fra pochi giorni sarà convocato il tavolo per la autorizzazione definitiva, e speriamo bene che si proceda alla riapertura in maniera rapida, perché questo era l'ultimo ostacolo da superare dopo che è stata eliminata la centrale a carbone per consentire di avere energia termica attraverso un contratto diretto con l'ENEL per la fornitura dell'energia termica. Altra questione riguarda IGEA, noi l'abbiamo ricevuta in una maniera veramente disperata, un'azienda che era in fallimento, che non pagava gli stipendi da sei mesi agli operai e ai suoi dipendenti, è stata non solo salvata, riveste cioè rimessa in funzione con un piano di accompagnamento all'esodo di coloro che potevano andare in pensione, ma è stata salvata proprio nei suoi bilanci e rimessa in produzione, cioè fare quello che deve fare, bonifiche nei territori dell'isola, non solo nel Sulcis Iglesiente, perché IGEA si occupa di tutta l'isola, e i territori che hanno siti contaminati che devono essere bonificati spaziano dal Sulcis al guspinese, fino al sassarese e al nuorese per abbracciare tutta l'isola. Quindi sono interventi che riguardano tutti e su cui abbiamo messo mano, che vengono spesso trascurati perché quello che conta è raccontare con poche righe due parole che dicono negativamente tutto su ogni questione. Allora sembra che vada tutto bene, evidentemente no. Una questione sui trasporti credo che valga la pena di citarla, io credo che sui trasporti noi avremmo potuto fare meglio e avremmo dovuto far meglio, è un settore importante, delicato, sia per quanto riguarda la continuità territoriale, la continuità aerea, la CT1, la CT2, insomma tutte le questioni delle quali abbiamo discusso da tempo, però vivaddio che queste cose ce le dicano coloro che hanno fatto dei trasporti nell'isola un disastro totale, che ci ha accompagnato purtroppo anche in questa legislatura, non ci stiamo assolutamente. Io vorrei ricordare che nella precedente Giunta, non ho citato nulla della precedente Giunta, ma questo lo voglio dire, perché ho sentito alcuni interventi dei colleghi parlarci di trasporti, e lo dico io per primo che avremmo dovuto fare molto meglio di quello che abbiamo fatto nei risultati, fatta salva la competenza dell'Unione europea che ci ha inibito molte possibilità e che vanno al di là delle nostre responsabilità, ma io ricordo la precedente Giunta regionale col Presidente Cappellacci, con l'assessore dei trasporti Solinas, ricordo la flotta sarda cosiddetta, il fallimento di quella, gli 11 milioni di euro di debiti costituiti e creati, che hanno utilizzato per pagare sottraendoli al trasporto delle isole minori, e facendo fallire la Saremar, cosa sulla quale siamo dovuti intervenire per mettere mano e garantire il trasporto alle isole minori di Carloforte e di La Maddalena. Per cui non raccontateci cose che non potete raccontare, le dicano i vergini e coloro che hanno titolo per farlo, non quelli che hanno creato i danni e che hanno accompagnato al disastro il settore dei trasporti nell'isola. Noi avremmo potuto far meglio, faremo meglio e dovremo far meglio, però voi non potete dire nulla perché avete fatto una cosa terribile nell'isola in tutti i settori dei trasporti pubblici e della continuità…

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Spero di non rientrare tra le maggiori additate dal collega Pietro Cocco, va bè, l'altra parte la risparmiamo.

Presidente, allora io nella prima parte ho voluto insistere su un settore quello della sanità che veramente è allo sbando, ora nella mia relazione voglio invece citare alcune cose anche positive, perché è giusto quando uno fa delle leggi, deve capire soprattutto quale può essere la bontà delle stesse leggi. Allora io dico che nel fermarmi soprattutto alla parte che ha riguardato la stesura da parte dell'Assessore Paci, a commentare insieme, a capire perché su alcune cose abbiamo anche la speranza che si possa ottenere qualche risultato, con delle difficoltà. Assessore, io mi limito principalmente magari ad osservare dove potremo migliorarci, anche per attuare al meglio questa finanziaria. Dico da subito, intanto per noi, l'ho detto in chiusura, il futuro della Sardegna passa per un nuovo modello di sviluppo, quello che crea valore endogeno, ma soprattutto crediamo che fondamentale può essere una nuova impostazione, considerando una fiscalità di sviluppo che non può essere certo quella di un abbattimento delle misere, ma dico misere per incidenza, imposte che riguardano l'addizionale, che è una parolina che non piace usare, ma noi possiamo incidere sull'addizionale IRPEF e sull'addizionale IRAP. Non diciamo genericamente IRPEF e IRAP, perché sennò poi i cittadini sardi possono anche pensare legittimamente che andiamo ad incidere sulla riduzione di imposte più importanti, non sarà così, però io per esempio apprezzo, perché dall'inizio della legislatura che vi stiamo dicendo di diminuire, di abbattere tutto ciò che riguardava il sistema impositivo. E allora dico, va bene, anche se poco.

Quando si parla di sostenibilità, Assessore, io credo che sostenibilità purtroppo non fa il paio, o fa il paio in negativo con la parola burocrazia che tanto odiamo. E allora se vogliamo davvero rendere sostenibili tutte le manovre contenute all'interno di questa finanziaria, probabilmente dobbiamo cambiare l'organizzazione della Regione, questo ovviamente lo dico in termini concettuali per il futuro, ma soprattutto i procedimenti che risultano essere obsoleti e soprattutto ingessanti sia quando parliamo di misure pro aziende, sia quando parliamo delle misure per i più bisognosi e i cittadini in generale. E in questo senso, anche qui dobbiamo sempre ritornare sugli stessi discorsi, non è pensabile che chi soffre, mi riferisco sempre a chi è destinatario di leggi particolari quali legge 15, legge 20, legge 162, debba aspettare un anno, debba aspettare quando va bene qualche mese, deve essere sottoposto continuamente a pellegrinaggi nelle varie tesorerie regionali, o piuttosto che di tutti i Comuni della nostra Regione. Ecco, questi sistemi noi li dobbiamo evitare. Io ho fatto una proposta di emendamento che prevede il pagamento ovviamente mensile, vorrei che ci sforzassimo tutti da qui all'approvazione definitiva a trovare dei meccanismi che consentano a chi ha più bisogno e riceve un contributo regionale, che però è uguale pensione, uguale stipendio, di poterlo ricevere ogni mese, o al massimo il mese dopo, ma non possiamo rimanere mesi con queste persone che appunto si trovano sempre di più in difficoltà.

Ancora, si parla di innovazione, questa è la vera sfida, Assessore, non sono dei convegni, non sono dei corsi, non sono degli investimenti che non trovano poi rispondenza in un unico sistema di sviluppo, appunto quale deve essere quello dell'innovazione. Io ho un sogno: avere una bella Silicon Valley nella nostra Regione, ovviamente con un sistema che deve funzionare perché comunque la parola innovazione molte volte è totalmente slegata da ciò che invece poi si fa con i programmi, allora dico, noi investiamo molto, è un plauso, io su questo glielo faccio, ci mancherebbe, lei ha continuato dei percorsi, escluso nella prima finanziaria, poi ha continuato i percorsi di investimento in ricerca e innovazione, ma non dobbiamo fermarci agli investimenti che ci consentono i fondi comunitari, dobbiamo cambiare il sistema e quindi anche la parte infrastrutturale che può essere anche leggera, su quella bisogna andare ad incidere, sulle risorse umane e quindi sulla formazione, che non mi pare stia avvenendo, nonostante per contro anche con poco noi abbiamo le migliori start up e il maggior numero di start up sta proprio in questa regione e allora mi auguro che appunto quelle misure che abbiamo inserito possano davvero trovare riscontro poi nell'applicazione. La crescita, la crescita è la cosa più difficile da valutare, me ne rendo conto, però certamente oggi qui hanno citato tantissimi esempi dai Lavoras, io ricordo gli investimenti sulle garanzie ai giovani, ricordo i programmi che abbiamo fatto con i tirocini, questo non può essere una crescita in termini di occupazione, non può essere una crescita in termini di dignità di lavoro, purtroppo la vedo ancora molto lontana, anche questa finanziaria certo non può risolvere tutto, io oggi ho fatto una battuta, forse ne sarebbero servite cinque, cinque anni complessivi da poter investire in un'unica volta, probabilmente con un unico sguardo mirato a tutte queste belle parole che abbiamo adesso raccontato, devo dirle Assessore che mi auguro davvero che ciò che abbiamo inserito anche insieme devo dire, per conservare identità tradizione e cultura della nostra Regione possa dare da subito i risultati sperati, quello che abbiamo inserito questa volta nelle materie che riguardano le produzioni, mi auguro che possono arrivare davvero quei fondi alle aziende in maniera diretta, facile senza fare gli azzeccagarbugli che molte volte facciamo dei bandi che sono più realisti del re e non arrivano, o meglio, non riescono neanche ad essere pensati dalle aziende perché non riescono neanche a presentare una domanda. Allora io dico che probabilmente una delle battaglie future deve essere quella di intervenire pesantemente sulla riorganizzazione e sullo snellimento della burocrazia, è una parola brutta che non piace a nessuno di noi ma sinceramente non troviamo nessuno altra forma. Cambio, procedimenti semplici, tempi certi e ridotti, ecco, anche in questa finanziaria abbiamo provato a mettere qualche limite temporale, un'altra osservazione che faccio e qui devo dire che per la prima volta in cinque anni abbiamo pensato ad una forma di prevenzione, lo sport, in maniera significativa, questo lo devo dire e lo devo dire grazie agli occhi dei consiglieri regionali, io non sono in maggioranza ma certamente io devo dire bravo, grazie al presidente Sabatini, perché ci ha portato ad un confronto, molte volte ad uno scontro, ma ad un lavoro in Commissione che ha portato dei miglioramenti in questo testo, noi ci auguriamo, lo dico a lei per primo collega e amico Sabattini, di continuare con questo percorso fino ai lavoro finale del dell'Aula, perché dico questo? Perché le leggi migliori, le leggi che saranno apprezzate, ecco qui la valutazione la faccio perché ne ho contezza, le migliori leggi uscite da quest'Aula, cito tra tutte le misure contro la violenza sulle donne e il procedimento Forestas ma anche probabilmente anche la revisione della legge sugli appalti, sono state leggi sulle quali abbiamo lavorato insieme e probabilmente saranno leggi di cui sentiremo parlare ma noi ci auguriamo possano essere applicate al meglio, ecco quello stesso risultato Assessore Paci, sarà di tutti noi nel momento in cui anche questa finanziaria potrà essere ricordata.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore alla programmazione, bilancio credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico alla programmazione, bilancio credito e assetto del territorio. Grazie Presidente, signori consiglieri, un po' di emozione nel presentare la quinta e ultima finanziaria di questa legislatura, diceva qualcuno la conclusione di un percorso, perché è così, le finanziarie sono legate una con l'altra, una serie di politiche le abbiamo iniziate cinque anni fa e oggi, devo dire al di là del delle ovvie critiche che provengono anche dai banchi della opposizione, mi ha fatto piacere sentire anche parole di apprezzamento, vorrei dire subito, non sono qui dal balcone mettiamo che questo sia un balcone, a dire come qualcuno ha fatto due mesi fa: abbiamo abolito la povertà, ho il senso della misura, ho il senso delle situazioni, sono soddisfatto di tutto ciò che abbiamo fatto in questi cinque anni? Siamo riusciti a sconfiggere, prendiamolo come esempio, la povertà? No di certo, no di certo, quando sento dire che ci sono ancora migliaia di nostri giovani, centinaia di nostri giovani oltretutto laureati, formati, che sono costretti ad andare fuori, dopo che noi come sistema, come Regione, come comunità, come famiglie, abbiamo investito tantissimo nel formarli, ognuno che parte è una nostra sconfitta, una mia sconfitta, dato che qui sto rappresentando l'Esecutivo, ma la sconfitta è di tutti, la sconfitta del Consiglio regionale, la sconfitta della nostra Regione e quando vediamo che ci abbiamo ancora il 15 per cento di disoccupazione possiamo dire di essere soddisfatti? Ovviamente no, e quando vediamo un livello di povertà alto siamo soddisfatti? No, questo per mettere le cose in chiaro, subito, dall'inizio del mio intervento, c'è tanto da fare, ci sarà sempre tanto da fare, perché per quanto noi andiamo avanti, poi lo sapete il mondo va avanti, economie emergenti vanno avanti, l'Italia un tempo era uno dei Paesi ricchi dell'Europa, oggi non è più così, la media del Pil dell'Italia è sotto la media di quello europeo, mai lo avremmo immaginato, mai lo avremmo immaginato solamente qualche anno fa, allora dobbiamo capire che la povertà non si abolisce, la povertà non si riesce a debellare, è sempre una lotta continua per far fronte ai bisogni, per stare dietro a quello che sono le nostre comunità ci domandano. Dopodiché sarebbe anche ingeneroso nei confronti dell'Esecutivo, nei confronti della maggioranza, che in questi cinque anni ha lavorato, ma devo dire ingenerosa anche in generale rispetto a tutto il Consiglio regionale non prendere atto di alcuni dati di fatto, quindi adesso li vado a dire brevemente e vorrei veramente che nessun interpretasse questo come trionfalismo, sono dati di fatto che si trovano tra l'altro non su Google Map, ma si trovano sul sito dell'Istat, perché è anche giusto andare a trovare correttamente i luoghi dove le informazioni statistiche sono presenti, quindi se qualcuno lo vuole andare a vedere è il sito dell'Istat, allora l'Istat certifica che negli ultimi tre anni i dati per i quali sono disponibili le rilevazioni ufficiali, la Sardegna è cresciuta dell'1,2 per cento, ottava regione in Italia, nella legislatura precedente, onorevole Zedda lei prima ha detto abbiamo un'idea diversa dello sviluppo, mi auguro che non sia il meno 1,7 per cento medio annuo che durante gli anni del vostro Governo la Sardegna ha avuto anno per anno, poi lo so per carità faccio l'economista quindi so che erano gli anni della crisi, quindi la prenda davvero come una battuta, so bene che la situazione era diversa, però quello che voglio dire è non neghiamo che c'è stata la ripresa in questi anni, servita per risolvere tutti i problemi? No, l'ho detto prima, la ripresa c'è stata, c'è stata e anche nel 2018 Prometeia dà una previsione di crescita dello 0,9. Sono tassi di crescita che non si sono mai visti in Sardegna dagli anni Sessanta. Questo è un dato di fatto, è incontrovertibile. La disoccupazione è diminuita di 2 punti percentuali, l'occupazione è aumentata in questi anni di 40.000 unità, non si può dire che non è così, sono i dati di fatto. Abbiamo assorbito tutti i disoccupati? No! Allora stiamo attenti davvero anche al messaggio che diamo all'esterno. Ci sono cose che sono state fatte, decisamente dei miglioramenti e pensiamo all'area urbana, stavate citando il settore dell'information technology, ci sono migliaia di nuovi posti di lavoro che sono dati da queste nuove occupazioni e la Sardegna sta diventando un punto di riferimento, non solo a Cagliari ma anche in altre parti perché c'è un importante occupazione anche a Nuoro, anche a Sassari su questi settori. Allora non lo neghiamo, non lo nascondiamo come c'è una ripresa dell'agroalimentare, una ripresa di alcuni settori dell'artigianato. Dopodiché chiaramente c'è molto da fare. Noi abbiamo cercato di accompagnare durante questi anni queste politiche a partire da politiche infrastrutturali, continuando con politiche per favorire gli investimenti delle imprese 255 milioni che sono andati a bando, molti di questi le imprese li stanno già ricevendo, li stanno utilizzando. Altri no! Perché ci sono stati ritardi! Sfido chiunque a dire che ci sono stati più ritardi durante questa legislatura di questo Esecutivo rispetto a quelli che in precedenza ci sono stati nei famigerati PFSL PIA che tutti conosciamo. Allora qual è il tema di incapacità di questi Assessori, di questi Consiglieri, no! È un tema veramente di burocrazia, è un tema di semplificazioni, un tema di poter avere noi anche una certa autonomia nel definire le regole e queste cose ce le dobbiamo dire, perché se no poi chi verrà a governare si ritroverà, state tranquilli, esattamente con gli stessi problemi.

Quindi noi abbiamo favorito lo sviluppo, abbiamo favorito l'innovazione, la ricerca, il piano Iscola, 250 milioni li avete visti in questi giorni anche sulla stampa nazionale, la Sardegna additata come esempio positivo di quello che è stato fatto nel settore scolastico con la riduzione della dispersione; risolto il problema? Ovviamente no, certo che no! Ancora c'è del lavoro da fare ma continuare a negare le cose che sono state fatte è profondamente sbagliato perché si dà una indicazione anche all'opinione pubblica che tutto va male e così non è. Perché ci sono stati tanti sforzi pensiamo alla programmazione territoriale 500 milioni fatti insieme alle comunità locali, stabiliti insieme visti insieme, ognuno che sta definendo il proprio programma di sviluppo, anche queste sono politiche importanti.

Si viene a dire ma perché alcune cose sono state fatte adesso, la politica per le famiglie, il trasporto gratis, gli asili nido le ristrutturazioni edilizie e perché il tema sostenibilità, che io ho messo come uno dei titoli di questa manovra, vuol dire anche sostenibilità economica, vuol dire sostenibilità dei bilanci pubblici, perché su questo davvero noi dobbiamo dare una sicurezza anche a chi viene dopo, ai nostri figli e ai nostri nipoti. Bene alcuni dati anche questi dati ufficiali da rendiconto. Quando io ho preso in mano la responsabilità del bilancio ho trovato una situazione con 5 miliardi di interessi passivi e 4 miliardi di interessi attivi questi sono dati certificati del rendiconto al 31.12.2013, che cosa vuol dire? Vuol dire che la Sardegna aveva accumulato una montagna di promesse di pagamento, ma cosa posso dire che era la colpa dell'ultimo Assessore al bilancio che mi ha preceduto, l'onorevole Zedda? O di quello precedente l'onorevole La Spisa? Sta già scattando la luce. Posso chiedere, con molta onestà a tutta l'Assemblea, se posso avere, dato che sarà il mio ultimo intervento di spessore in Aula, qualche minuto in più? Se me lo concedete vi sarei grato. Perfetto. Il fatto è che la Sardegna sta accumulando un patto di stabilità che stava uccidendo tutti quanti. Noi siamo entrati con questo patto di stabilità, che faceva accumulare le promesse di pagamento e non faceva arrivare le risorse. Bene il patto che noi abbiamo firmato, che voi dite sciagurato, scellerato, quello che volete ci ha permesso di uscire dal patto di stabilità, di avere a disposizione tutte le nostre risorse, ciò significa aver potuto spendere dall'anno successivo 1 miliardo all'anno in più, questi sono i risultati, chiudere le norme di attuazione che si stava cercando di chiudere inutilmente da vari anni, ottenendo esattamente tutto ciò che la Giunta precedente non era riuscita ad ottenere, ma non per sua incapacità, semplicemente perché la situazione economica a livello nazionale era diversa. Allora queste sono le realtà. I ricorsi che abbiamo ritirato sugli accantonamenti non ci hanno fatto perdere un euro in più, perché noi le ultime finanziarie le abbiamo tutte impugnate e per ciò stesso abbiamo evitato di dare allo Stato 480 milioni di accantonamenti. E quest'anno riusciamo ad avere un po' di respiro perché gli accantonamenti finalmente si sono ridotti dai 684 a 535, perché noi abbiamo impugnato le precedenti finanziarie.

Dopodiché le risorse che stiamo mettendo in finanziaria, anche su questo veramente non si può scherzare, sono tutte certe. Onorevole Truzzu, sono tutte certe. Questo, guardate, è importante che non passi fuori l'idea che sia un bilancio che non si regge, perché la forzatura, e sono consapevole che sia una forzatura, che stiamo facendo sui 285 milioni di accantonamenti li abbiamo ovviamente messi in un fondo, non sono certo quelli che ci permettono di finanziare tutte quante le spese, ma è dare un segnale a Roma non sono più dovuti e se voi ce li state imponendo, esattamente come la finanziaria di questo Governo ha imposto nella sua proposta, è una cosa illegittima e noi siamo pronti ad impugnare anche questa. Dopodiché ovvio il Governo impugnerà la nostra, dato che noi non stiamo mettendo i 285, si tornerà ancora una volta in Corte costituzionale.

Io penso che dall'anno scorso proprio perché abbiamo più respiro finanziario stiamo facendo una serie di politiche importanti, sono state ricordate il pacchetto famiglia, quest'anno si è aggiunto il pacchetto artigianato con il commercio, l'anno scorso abbiamo dato risorse importantissime per l'università per il diritto allo studio, abbiamo iniziato a poter dare risposte ai comuni 55 milioni per il dissesto finanziario dei Comuni potevamo fare altro? Io penso che abbiamo scelto giustamente di darlo ai nostri enti locali esattamente come abbiamo aumentato il finanziamento delle province, come stiamo aumentando il finanziamento delle politiche sociali. Manovra pre-elettorale? Ascoltate, se fosse una manovra preelettorale ditemi un po', e diciamolo perché la votiamo qui dentro, chi ce lo fa fare di mettere 167 milioni per coprire il disavanzo previsto nel 2019 della sanità, previsto e voi sapete che sarà accertato solo a metà del 2020 quando i conti consuntivi della ATS e delle altre aziende saranno fatte, lo facciamo perché così prevede la legge, perché siamo persone serie e che sappiamo che dobbiamo dare garanzia e sicurezza anche alle nostre aziende. Se fosse una manovra elettorale questi 167 milioni li avrei messi in spesa e avremmo potuto davvero metterci a fare spese pazze con altri 167 milioni dicendo poi chi verrà penserà alla sanità. Quindi veramente non è una manovra elettorale, è una manovra che si basa sul buon governo di questi cinque anni, sulla sensibilità che abbiamo per i temi della famiglia della povertà, per i temi dello sviluppo, dopodiché è ovvio che spetterà al Consiglio regionale, come abbiamo fatto dall'anno scorso e come abbiamo fatto già in Commissione, migliorarla perché lo sto dicendo da tre anni, queste che arrivano sono manovre in parte aperte, in parte che possono prendere i suggerimenti, i miglioramenti che arrivano dei consiglieri. Continuiamo a fare questo lavoro perché state certi chi verrà dopo, chiunque verrà dopo affronterà e dovrà trovare gli stessi problemi. Non ci sono scorciatoie, non ci sono balconi dai quali lanciare i programmi e i proclami ci sono solo il duro, serio, quotidiano lavoro che noi, sbagliando, facendo tanti errori ma credendo fortemente nel nostro lavoro abbiamo fatto in questi anni supportati dalla nostra maggioranza e devo dire senza mai trovare un contrasto a priori da parte di tutto il Consiglio, grazie.

PRESIDENTE. È possibile intervenire per dichiarazione di voto. Non ho iscritti per dichiarazione di voto, dichiaro chiusa la discussione generale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Ricordo che il termine per gli emendamenti è fissato per giovedì 6 alle ore 12 e che l'Aula è convocata l'11 alle ore 16.

C'era un accordo con i Capigruppo che portavamo in discussione anche la legge di modifica sul procedimento delle elezioni, l'adeguamento della scheda elettorale alle modifiche fatte dalla legge con l'inserimento della doppia preferenza di genere. Quindi procediamo all'approvazione di questa legge.

Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). È vero, in linea di massima questo è stato chiesto perché è una legge sostanzialmente tecnica e prima si approva e prima si potrà adeguare la scheda elettorale, però alcuni Gruppi di minoranza, anche alcuni colleghi chiedono almeno di poter approfondire il provvedimento, e le chiediamo di farlo in apertura, come avevamo concordato in alternativa, martedì 11.

PRESIDENTE. È rinviata a martedì 11 la discussione della legge. La seduta è tolta, il Consiglio è convocato martedì 11 alle ore 16.

La seduta è tolta alle ore 19 e 12.