Seduta n.328 del 08/11/2018 

CCCXXVIII Seduta

Giovedì 8 novembre 2018

(POMERIDIANA)

Presidenza del Presidente Gianfranco GANAU

La seduta è aperta alle ore 15 e 56.

FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 24 ottobre 2018 (324), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Piermario Manca, Valerio Meloni ed Emilio Usula hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana dell'8 novembre 2018.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Comunico che in data 7 novembre 2018 è stata presentata, primo firmatario il consigliere Tedde, la richiesta di istituzione di una Commissione d'inchiesta "Sulla società di gestione del sistema idrico integrato della Sardegna Abbanoa Spa." .

Ai sensi del comma 4 dell'articolo 125 del Regolamento, entro trenta giorni dalla data di presentazione la richiesta è iscritta all'ordine del giorno del Consiglio, che deve provvedere alla nomina o all'eventuale delega della stessa al Presidente del Consiglio.

Annunzio di presentazione di proposta di legge

PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la proposta di legge numero 560.

Continuazione della discussione generale del testo unificato "Disciplina generale per il governo del territorio" (402-426-536/A) della proposta di legge Pittalis - Cappellacci - Cherchi Oscar - Fasolino - Locci - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis - Zedda Alessandra - Peru: "Applicazione del Contratto collettivo regionale di lavoro ai dipendenti dell'Agenzia FoReSTAS e nuova classificazione del personale" (402), della proposta di legge LAI - Cocco Daniele Secondo - Pizzuto - Zedda Paolo Flavio: "Disposizioni in materia di inquadramento del personale dell'Agenzia FoReSTAS" (426) e della proposta di legge Meloni Giuseppe - Deriu - Cacciotto - Cozzolino - Meloni Valerio - Moriconi - Piscedda: "Norme in materia di inquadramento del personale dell'Agenzia FoReSTAS" (536).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la prosecuzione della discussione del testo unificato numero 402-426-536.

E' iscritto a parlare il consigliere Paolo Truzzu. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Fratelli d'Italia). Presidente, nel dibattito di questa mattina qualcuno ha, come dire, dubitato delle certezze di una parte dell'Aula e ha detto che questa legge lascia molti dubbi. Anche a me questa legge lascia molti dubbi. Però quei dubbi, che sono i classici dubbi del legislatore, perché ogni volta che noi ci troviamo, e ci dobbiamo confrontare con un progetto di legge, è legittimo, è giusto che ci si interroghi su quali siano le soluzioni migliori. Mi stupisce che questi dubbi possano essere individuati in alcuni casi e in altri no, perché sono gli stessi dubbi che, per esempio, io avevo quando si è fatta la legge che ha portato all'istituzione di Forestas. E lo dico non per fare polemica ma perché ho la convinzione che le scelte che oggi stiamo facendo, la legge che oggi stiamo discutendo ha una sua origine e discende da altre scelte che questo Consiglio ha fatto in precedenza. La scelta che è stata fatta in precedenza è una scelta mi sembra abbastanza chiara, che la maggioranza che oggi governa la Regione ha fatto due anni fa con chiarezza, cioè quella di portare l'agenzia, di trasformare l'ente foreste in un'agenzia e portarla all'interno del sistema Regione. Lo dico perché quando facciamo le scelte dobbiamo cercare di capire cosa è giusto fare senza farci condizionare, come ha detto qualcuno, senza farci condizionare dal contingente, dalle scelte del momento, senza farci condizionare dalla piazza o dalle piazze, senza farci condizionare anche dalle squadriglie, come ha detto stamattina la collega Forma. Penso che ognuno di noi nell'arco di questi mesi sia stato in qualche modo contattato, sia stato sollecitato, sia stato tirato per la giacchetta. E allora dobbiamo interrogarci su cosa è giusto fare; e io la prima domanda che vorrei farmi e che vorrei farvi è cercare di capire a cosa serve Forestas. È cercare di capire cosa fa Forestas. È cercare di capire chi fa Forestas. È cercare di capire perché queste persone lo fanno e nell'interesse di chi lo fanno. Perché se noi ci facciamo queste domande e se abbiamo chiara la finalità, quello che fa oggi Forestas, quello che serve, qual è l'interesse e nell'interesse di chi lo fa, è chiaro anche quali sono le scelte più giuste che dobbiamo portare avanti. Vedete noi oggi siamo la Regione più boscosa d'Italia, abbiamo un patrimonio immenso che ci rende unici. Un patrimonio che è sicuramente da preservare, prezioso da tutelare. È un patrimonio per il quale potremmo diventare o meglio un patrimonio che può diventare un attrattore turistico fortissimo ed è un patrimonio che va valorizzato, cosa che oggi purtroppo riusciamo a fare poco e sul quale probabilmente, anzi sicuramente, dobbiamo migliorare. È chiaro che se la logica è questa, per lo meno per me la logica è questa, noi abbiamo davanti un chiaro interesse pubblico che va tutelato, e allora dobbiamo domandarci come poter tutelare questo interesse pubblico. Sicuramente farlo, come diceva qualcuno, con efficienza, però non possiamo pensare che l'efficienza sia frutto solo di determinate scelte e possa essere richiamata solo in determinati momenti. Se c'è l'interesse pubblico è chiaro che dobbiamo stare assolutamente dentro il sistema Regione, è chiaro che non possono esserci soluzioni differenti dalla "31". Perché nel momento in cui abbiamo portato Forestas all'interno del sistema Regione dobbiamo mettere le persone che ci lavorano e che rendono Forestas in grado di operare nelle stesse condizioni degli altri. E a proposito di dubbi e certezze voglio anche dire che io ho apprezzato il lavoro della Commissione di questi mesi perché mi ha aiutato, pur seguendolo a distanza, a risolvere tanti dubbi che avevo e ad affrontare in maniera, diciamo laica, il tema senza pregiudizi. E dico anche che oggi sicuramente stiamo arrivando a questa legge fuori tempo massimo, stiamo arrivando in ritardo, con soluzioni che sono quasi obbligate, perché dobbiamo sanare una situazione che è diventata ormai insostenibile. E anche le soluzioni di mediazione che circolano negli anditi, nei corridoi che vengono proposte, che sono state in qualche modo proposte anche oggi da qualcuno nell'Aula, sono soluzioni che avrebbero avuto un senso nel 2016 non hanno più un senso nel 2018. Perché qualsiasi soluzione di questo tipo più che risolvere un problema e affrontarlo in maniera forse corretta a me sembra voler gettare la palla fuori dal campo, anzi fuori dallo stadio in questo caso.

La sfida che abbiamo davanti come diceva stamattina l'onorevole Deriu è quella di mettere l'agenzia nelle condizioni di fare uno straordinario lavoro, di mettere i dipendenti nelle condizioni di poter dare il contributo che sanno dare, perché se oggi tutto non ha funzionato come doveva funzionare sicuramente la responsabilità non è dei lavoratori e la sfida che abbiamo davanti non è quella di avere un ennesimo carrozzone, una zavorra, e vorrei che questo fosse chiaro anche nelle scelte e nelle dichiarazioni che si fanno in quello che si comunica alla stampa, ma è di avere davanti a noi uno straordinario motore di sviluppo dell'Isola. Perché ancora oggi nelle comunicazioni, nei comunicati, meglio nelle cose che vengono date alla stampa a me preoccupa che il dibattito sia spostato sui costi e sul fatto che stiamo rendendo "regionali" 5000 persone. Il problema non è questo, il problema non sono i costi, che non sono quei 9 milioni e mezzo che qualcuno vuol far credere, ma sono molti di meno, il problema è capire che cosa vogliamo fare di Forestas e a cosa serve. E se riusciamo a fare questa operazione verità, senza farci del male, senza diffondere, diciamo, false credenze avremo anche la capacità di difendere i diritti dei più deboli in questa, diciamo, situazione, perché è vero che nessuno deve restare indietro, è vero che non possiamo correre il rischio di condannare all'oblio i semestrali, però è anche vero che le soluzioni ci possono essere, abbiamo ancora qualche giorno di tempo, e le possiamo trovare per garantire a tutti la giusta dignità. E allora io penso, come Fratelli d'Italia, che questa legge vada approvata, vada fatta con le correzioni che dicevo prima, che ha sollevato anche qualcuno, che possono essere la lista ad esaurimento, la corretta suddivisione contrattuale, perché in Regione sappiamo che abbiamo un contratto per i dirigenti, uno per gli altri amministrativi, e poi si può trovare anche una soluzione per gli operai. E questa legge va fatta, lo dico, non nell'interesse degli operai, ma nell'interesse della Sardegna.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Giorgio Oppi. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC Sardegna). Ho fatto uno sforzo di memoria perché stamattina alcuni interventi, obiettivamente, mi sono sembrati non certamente pertinenti, e soprattutto non puntuali. Comincio col dire che l'onorevole Solinas ha ragione quando dice che nel 2007 si predispose lo strumento per rendere stabili circa 800 lavoratori. È pur vero però che per due anni non si è fatto niente, nel 2009 c'erano mille difficoltà sempre di tipo burocratico, io so che nel 2011 arrivai io e riuscii a superare la difficoltà burocratica, e quindi rendere disponibile la possibilità che questi lavoratori fossero stabilizzati. Ma, successivamente, abbiamo cercato di inventarne altri, stabilizzarne altri sulla base di quella linea, e lo facemmo anche nel 2012, allorquando raggiungemmo un accordo, allora Presidente era Giorgio Murino, erano d'accordo i sindacati, era d'accordo il direttore generale, erano d'accordo tutti, e facemmo la ripartizione per UGB. Ebbene, si verificò che il 23 di dicembre ricevetti una lettera da parte del presidente Murino, dicendo che non si potevano più fare. Mi rivolsi e mandai la lettera in Giunta all'assessore Floris, assessore degli affari generali, il quale poi fece seguire le procedure, effettivamente vi erano delle difficoltà. E quindi il dottor Murino pensò di fare una cosa secondo lui normale applicando il doppio contratto. Intervenne la Corte dei conti, e i dipendenti che avevano avuto questo riparto di fondi furono costretti per tre anni a restituire queste cifre. Perché dico questo? Io sono convinto che ci sia l'esigenza di renderli, perché chi è stato sempre contrario, la triplice non è molto disponibile, diciamolo pure, perché qui si è agito in modo strano, anche qualcuno di voi. Io, da Assessore, ero quasi costretto a mettere 180 milioni all'anno per l'Ente Foreste, e debbo dire anche, però, che a fine anno c'erano sempre 20 milioni, 25 milioni che erano sempre come avanzo di esercizio, e quasi sempre, perché senza escludere nessuno, in nessuna area politica, nel fare la programmazione il CDA ripartiva nei territori di appartenenza queste cifre. Sono agli atti, Meloni, sono agli atti queste cifre che ti dico io. Quindi avveniva questo, e vi era un'anomalia che noi riscontravamo. Perché avevamo l'esigenza? Perché vi era una situazione aberrante, perché l'Ogliastra aveva 600 persone, circa 500 del Nuorese, 400, che erano precari, della Provincia di Oristano, e 150 della Provincia di Cagliari. Non arrivavano a 10, oggi forse non c'è nessuno, nessuno della Provincia di Sassari, nessuno della Provincia della Gallura, è praticamente non effettivo, e quindi è chiaro che bisogna rendere giustizia. Se c'erano i fondi, e c'era anche sempre un qualche cosa in più, credo che abbiamo delle carenze. Assessore, le carenze, sa quali erano, e forse lo sono anche oggi? Che non ci sono amministrativi, ne mancavano 300, ne mancavano 300 amministrativi, quindi anche questo è da vedere. Credo che, oltretutto, non sia corretto fra di noi fare sempre riferimento al passato, perché io potrei chiedervi perché per dieci anni vi siate riposati e non vi siete interessati dei parchi, i parchi li ha fatti il sottoscritto, e li ha fatti in undici mesi, è riuscito persino a fare il parco di Urzulei, Orgosolo e Dorgali. Tepirola lo abbiamo impostato noi, di fatto c'è una discontinuità e sarebbe tutto discutibile anche da trattare. Ci fu soltanto Seui, se vuoi saperlo, che non accettò di fare il parco perché vi era uno spaccato con un comune vicino, ma per libera scelta. Allora, io credo che si tratta di rendere giustizia ai lavoratori, anche se non c'è un problema di fondi, quei sei mesi sono pagati, probabilmente molti lavoratori, siccome fanno anche altri lavori, rinunceranno. Quindi noi dobbiamo porcelo per evitare le critiche, noi abbiamo molti nemici. Io sono stato impropriamente accusato, e poi ovviamente non ne hanno più parlato, di essere intervenuto per il disboscamento del Marganai, e ovviamente ho fatto un accesso agli atti, e Stella ci accusava che noi avevamo circa 7 mila operai, io dicevo 5 mila e 9. Diceva 7 mila, perché diceva 7 mila? Perché i dipendenti lo scrivevano nel sito ufficiale, correggiamo, ci sono molte strutture e molte carenze. Ebbene, poi hanno fatto l'indagine, ovviamente le responsabilità ricadono, ahimè, sul Marganai, tanto lei lo sa, ricadono sul direttore , ricadono su un certo Airi, sull'Assessore e su Pulina, e lo sappiamo tutti quanti. Quindi, evidentemente, nemici ne abbiamo, se dicono anche: "Ma cosa volete fare voi in Sardegna?", lo dice Stella nel giornale. Ci sono, come ha scritto Rachel Donadio sul New York Times… la British Columbia di forestali ne ha 1.500, eppure si estende con le sue foreste sconfinate per 944 chilometri quadrati, 39 volte la Sardegna, basterebbe questo dettaglio per dire quanto siano approfondite, e quindi critiche ne abbiamo. Qui ne abbiamo 5.000… stanno sempre riducendosi i lavoratori. Molti sono stati gratificati e sono in pianta stabile, altri invece, pur avendo messo i terreni a disposizione… io posso fare esempi concreti. L'amico Cocco dava i terreni e non aveva diritto ad avere il personale per lavorare, eccetera. Vero, Cocco? Abbiamo diviso in due fra Bono e Bottidda, perché era giusto che lui venisse risarcito del fatto che lui metteva i suoi terreni, è così? Verissimo. Io sono la memoria storica qui dentro, quindi so le cose, molti invece sono confusi, e non bisogna confondersi. Noi, per le cose che abbiamo messo a disposizione, per quello che abbiamo fatto, siamo convinti che sia ingiusto che alcune aree della Sardegna, e sto parlando dell'Ogliastra, del Nuorese e della Provincia di Oristano, minimamente di quella di Cagliari, siano state penalizzate per tanti anni, e non certamente da noi, ma non le dico queste cose, però, se provocati, abbiamo il dovere di dire qual è la verità, e la verità è questa, ed è inconfutabile, nessuno può dire il contrario, sono gli atti che parlano. Quindi, credo che sia un atto che possa essere fatto, così fughiamo tante voci, perché chi ha ostacolato anche questa scelta io penso che sia più razionale, che possano essere utilizzate le intelligenze anche all'interno. Per esempio, lo voglio dire, ci sono dipendenti di Laore che sono stati utilizzati nei varie enti regionali in ruoli anche di grande rilevanza, credo che ci siano anche intelligenze, dirigenti, lavoratori, funzionari, impiegati, che abbiano una certa rilevanza, quindi nel momento stesso in cui riusciamo a superare questa difficoltà, così come abbiamo fatto per tanti altri casi, casi in cui abbiamo salvato delle professionalità che poi non vanno neanche a lavorare. Questo per esempio lo dico per l'Igea, senza andare molto lontano, è inutile che prendiamo lavoratori, li spostiamo di là e questi non lavorano, perché non c'è lavoro, perché non c'è l'intelligenza, se praticamente hanno 43 milioni per fare una bonifica e la danno a un comune, laddove non ci sono le figure professionali per portare avanti la bonifica stessa. Comunque, tornando all'argomento odierno, io credo che ci siano le condizioni per rendere giustizia soprattutto a quei territori, a quei lavoratori che si son trovati una situazione diversa rispetto ai loro colleghi di lavoro, e quindi l'unica possibilità, ovviamente Assessore trovando la disponibilità per fare questo, che si possa accedere con dei tempi più rapidi possibili perché questa struttura sia parte integrante della Regione, in modo tale che sia più funzionale alle esigenze dei sardi.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi).Mah, io, in questa lunga tornata di discussione, ho provato a capire le varie posizioni che venivano ad emergere, un po' tutte confuse, qualcuno perché aveva sentimenti di non so quale tipo che lo potevano far farfugliare, qualche altro faceva demagogia, qualche altro ancora cercava di fare storia, incapace di ricordare anche quello che ha scritto nella pagina precedente. Stiamo parlando di un qualcosa che è arrivato oggi, dopo un anno e mezzo almeno di dibattito interno, ma quello che a me fa paura è che, ancora una volta, si è parlato ripeto di tutto, ma non si ha la filosofia del perché oggi si parla di questo, perché se uno non ha un filo logico su cui poter scrivere qualcosa, scrive ma a casaccio e in maniera impropria, e certamente non rispondente a quelle che sono le esigenze della Sardegna, del suo sviluppo, della sua tutela, di quello a cui può servire Forestas, e a me non interessano, siccome non mi interessa la demagogia, tra l'altro voi sapete tutti che io non sono ricandidato, sapete anche che non ho peli sulla lingua, che dico pane pane e vino al vino, per cui non mi spaventa nessuna posizione, però se non si ha la logica dei comportamenti… io all'Isola di La Maddalena bisogna che ci passi per le foreste… e volevo dire che probabilmente… tanto non lo perdo il filo… che probabilmente la mancanza di una filosofia per amministrare il popolo sardo e far sì che questo Consiglio regionale sia la rappresentanza vera del popolo sardo non c'è. Allora io prendo Forestas, dico che sono favorevole alla legge così qualcuno non capisce male, prendo Forestas, la metto all'interno del comparto della numero 31 e ho chiuso? No! Se era amministrata male ieri e venivano male utilizzati i lavoratori ieri, non so perché non possano essere male utilizzati domani che sono all'interno della 31. Abbiamo esempi al riguardo? Tutte le agenzie regionali! Non funzionano! L'ho detto pochi giorni fa all'Assessore dell'agricoltura, o siamo seri, o creiamo strutture perché diciamo: "È un servizio pubblico, e il pubblico e la Regione, che rappresenta la massima istituzione autonomistica, deve dare risposte in positivo alla gente", Su questo dobbiamo dibattere e costruire una Forestas la più adeguata possibile a quelle che sono le esigenze, dei lavoratori certamente, ma di quello che i servizi che i lavoratori debbono dare alla Regione Sardegna. Se poi metto anche dirigenza che non rispetta, dirigenza che fa ben altro che quello che deve essere fatto, certamente che funziona male, e siccome basta con i clientelismi, saniamo le cose che dobbiamo sanare, e saniamole tutte, ivi compresi i semestrali, che non possono essere lasciati da una parte. Abbiamo tempo per produrre un emendamento adeguato che possa essere all'interno di questa norma? Bene! Col cervello ben collegato a quelli che sono i problemi, andiamo a risolvere anche quel problema, però basta pensare che qui si possa fare carne di porco di tutte le situazioni in cui c'è personale che ha bisogno di essere messo in tranquillità, o perché tira la giacca da una parte a un sindacato o perché la tira dall'altra; sono cose inusuali, non corrette, non giuste, non doverose per i Consiglieri regionali che rappresentano il popolo sardo. Poi tutto può essere, però diciamolo in verità, non nascondiamoci dietro un dito, perché siccome è vero quello che sto affermando, e sfido chiunque su queste cose, vorrei che si facessero cose pulite, sane, e che abbiano prospettiva, e non che l'indomani incominciamo a ripensare quello che non siamo riusciti a concretizzare sino ad oggi. Io vorrei anche dire che quando c'è stata la possibilità di dare gratificazioni agli operai in altra circostanza, è vero quello che diceva Oppi, ma è vero anche che qualcuno si mise di mezzo dicendo che era una cosa non dovuta, non possibile, anzi, contraria alle leggi, quindi è una cosa vecchia, ma era la dirigenza di allora. Se io non so cosa debbo far fare a Forestas, e siccome non lo devo scrivere in legge oggi esattamente… vero? Io sto costruendo uno strumento, questo strumento per che cosa lo devo utilizzare? O devo sentire tutte le asinerie che ho sentito in giro per cui si diceva che quello che fa il segantino fa il stessa ruspista, o quello che fa, che posso dirvi, qualunque tipologia di lavoro, , una volta che diventava della 31 non lo faceva perché non era previsto all'interno del pubblico; mi pare che proprio questo non sia! Vedete che si cercavano prima e si incominciano a cercare adesso le scuse? Allora, io invito la maggioranza e la Giunta, se deve nominare dirigenza, che metta gente proba ma cade abbia perlomeno il cervello adeguato per poter gestire adeguatamente questa struttura, e non portarla al macello, come spesso si vuole, facendo male anziché bene, e ce n'è tanto da fare di bene. Poi qui ci si lamentava, passo da Forestas al Consorzio di bonifica, che hanno lasciato allagare perché hanno utilizzato malissimo il personale. Io so bene che prima devo tutelare le parti (…) i declivi, mettendo in sicurezza le foreste, perché quelle sono il blocco, per lo meno in prima istanza, delle piogge e di tutto quello che può declivare verso le pianure, ma se non ho altrettanta adeguata disponibilità nelle pianure, a fare le pulizie che devono essere fatte, e denaro ce n'é in abbondanza dato dalla Regione, allora io mi chiedo: si fa bene? Noi stiamo continuando una riforma che non è mai stata fatta effettivamente per la Regione Sardegna, cioè istituire un serio comparto pubblico che si occupi pienamente delle cose che debbono essere fatte. Se Forestas deve stare a tutela delle foreste, che sia messa in condizione e faccia adeguatamente questo. E con il cambio del clima, con l'accentuarsi delle piovosità, ma non è detto che piova tutti i giorni eh, viene annunciato adesso che ci sarà un caldo tremendo fuori da ogni regime e sarà così e in certi posti cominciano a dire che c'è aridità, se non si fanno le operazioni che debbono essere fatte e va a essere messo in tutela tutto il territorio, io credo che ancora una volta noi rischieremmo di vanificare quello che ci proponiamo e cioè quello di creare una struttura adeguata che risponda a quelle che sono le esigenze per Forestas in questo caso, ma di tutto il comparto agricolo e che ci sia gente non che sta seduta all'interno di un ufficio, come spesso avviene a Laore, ma che segua quelle che sono le attività di campo e che seguono effettivamente quello che serve, quello che è di sperimentazione per il domani, quello per cui è necessario che si cambi anche per queste inversioni di tendenza del tempo, del clima, che certamente non è il migliore. Allora, anche la selezione di nuovi alberi, di nuove entità di altra produzione, credo che sia importante…

PRESIDENTE. Onorevole Dedoni, il tempo a sua disposizione è terminato.

E' iscritto a parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SDP). Presidente, è sempre difficile parlare dopo l'onorevole Dedoni, io vorrei ricordare che oggi siamo qui per discutere il testo unificato numero 402-426-536/A che recita: "Norme in materia di inquadramento del personale dell'Agenzia Forestas", non siamo qui per fare i progetti ai dirigenti di questa Agenzia e delle altre Agenzie. Tra l'altro io se posso spendo parole di grande elogio per l'attuale direttore dell'Agenzia Forestas, credo che sia persona che non abbia necessità di essere difeso da nessuno e tanto meno da me. Si chiedeva prima l'amico Paolo Truzzu: cosa è Forestas, cosa deve fare, cosa fa, cosa dovrebbe fare? Sappiamo bene che la legge di oggi va in quella direzione, noi vorremmo dare quegli strumenti che sinora mancano perché questa Agenzia, che è stata riformata e trasformata da Ente in Agenzia qualche anno fa, in questo momento non ha quegli strumenti per poter mettere in pratica quelli che sono i compiti e le prerogative che gli sono state assegnate. Io mi chiedo e chiedo a voi: ma noi immaginiamo i nostri boschi, le nostre montagne, le nostre campagne senza l'attività di tutti quei dipendenti forestali? Induciamo un attimo a pensarci. Dubbi sulla legge, certo, ne abbiamo un po' tutti, però se dovessimo aspettare a sopirli tutti credo che non avremo occasione, non avremo l'opportunità di licenziare questa norma che è il minimo, il minimo che oggi noi possiamo fare, perché qui stiamo andando e stiamo parlando di diritti acquisiti che sinora non sono stati rispettati, perché qualsiasi dipendente di Forestas a qualsiasi consigliere regionale, credo che l'abbiano fatto con tutti noi e con tutti voi, ci chiedono in maniera spassionata: "Ma come mai Laore, Agris, Argea sono Agenzie e quei dipendenti sono dipendenti regionali e Forestas è un'Agenzia regionale? Se lo è perché noi non siamo dipendenti regionali?". A questo dovremmo dare una risposta, anche se in ritardo oggi vogliamo dare una risposta. Io do merito a tutta la Commissione e a tutti quei colleghi, anche ai Capigruppo, che non hanno perso una sola riunione delle tantissime che sono state convocate dal presidente Francesco Agus che si è fatto carico, insieme a noi, di discutere di un argomento così complesso, che ha visto un percorso irto di difficoltà, accidentato, iperaccidentato, che però oggi ci porta a vedere una dirittura d'arrivo. Credo che quel viaggio intrapreso con difficoltà qualche anno fa stia arrivando alla sua fine e speriamo che sia la fine di un viaggio in accezione positiva del termine. Perché? Non è campagna elettorale, non voglio fare né demagogia né dietrologia, perché noi oggi stiamo parlando di diritti e i diritti non hanno colore, lo sappiamo bene tutti e ce lo siamo sempre detti, quando abbiamo parlato di sanità, quando abbiamo parlato di povertà, quando abbiamo parlato dei disoccupati. Dicevo prima, credo che sia non dovere politico, ma dovere morale di tutto questo Consiglio dare una risposta a tutti quei dipendenti che da troppo tempo aspettano, domande che ci hanno posto e risposte che noi dovevamo dare forse prima, però si è ingenerosi quando si dice: "questa maggioranza non è riuscita a fare nulla sino ad oggi e solo oggi sta portando questa legge in Aula". Io credo che il problema atavico che riguarda i dipendenti di Forestas, dell'Ente Foreste prima e della Azienda foreste demaniali ancor prima, non sia un problema di due, di tre anni, ma è un problema atavico che, ricordiamo, nasce da tantissimo tempo. A me dispiace sottolineare che ci siano stati dei componenti, le associazioni di categoria, i sindacati, che noi abbiamo incontrato devo dire a più riprese in Conferenza dei Presidenti di Gruppo e dobbiamo dire qui che noi non abbiamo mai chiuso la porta in faccia a nessuno perché abbiamo incontrato tutti quelli che ce l'hanno chiesto, piuttosto bisogna anche dire che noi a più riprese abbiamo chiesto che gli incontri avvenissero allo stesso tavolo con tutti i sindacati autonomi e confederali e questo, purtroppo, non è stato possibile. Io conosco le ragioni, lascio a voi immaginare quali siano. Devo dire questo, che il problema che ha ben rappresentato anche poc'anzi l'onorevole Oppi, deve essere conosciuto per quello che è, perché quando io sento responsabili importanti delle associazioni di categoria che mi parlano di semestrali equiparandoli ai trimestrali, allora mi rendo conto che la materia non è stata studiata davvero per nulla, perché - il Presidente lo ricorderà bene - noi abbiamo avuto un'accesissima discussione in Conferenza dei Presidenti di Gruppo dove si equiparavano i trimestrali presenti solo in alcuni Comuni del Nord Sardegna ai semestrali, non considerando che i semestrali sono comunque dei dipendenti a tempo indeterminato e i trimestrali non lo sono, perché i trimestrali vengono avviati ogni tre mesi dagli uffici di riferimento dell'Aspal tramite i Comuni di riferimento e sono sempre diversi fra di loro quelli che vengono avviati, mentre i semestrali sappiamo che sono sempre gli stessi. I dubbi sulla legge certo che ci sono e probabilmente questi due o tre giorni che ci porteranno all'esitazione di questa proposta che sicuramente non verrà manipolata e sconvolta rispetto a come è stata presentata, come è stata concepita, a come l'abbiamo intesa noi e per questo vale e ricordo la maggioranza della Commissione quasi all'unanimità ha esitato la proposta, a quegli emendamenti noi ci lavoreremo perché vogliamo nella maniera più assoluta dare sicurezza a maestranze, quei semestrali che hanno diritto anche loro di essere stabilizzati e non da oggi, questo dobbiamo dirlo e faremo di tutto perché anche loro vengano messi in sicurezza e faremo di tutto perché i contratti che poi scaturiranno da tutti i dipendenti che entreranno dentro la legge 31 per avere quelle che sono le peculiarità rispetto ai profili che attualmente hanno. Non occorre, non abbiamo bisogno e nessuno ha bisogno di sentire dire delle - faccio mio il termine dell'onorevole Dedoni - asinerie perché veramente si sta facendo terrorismo e si sta riducendo la discussione, che è una discussione su una legge importantissima, a fatti anche incresciosi di tipo personale, con minacce e altro. Chi è qui presente sa a che cosa mi riferisco. Evviva la democrazia, oggi è un momento di democrazia perché siamo venuti qui a rappresentare tutti le nostre ragioni, c'è chi la pensa in maniera diversa dalla mia, ma la mia opinione è legittima quanto quella di chi ha rappresentato argomentazioni diverse rispetto al voto favorevole o contrario a questa legge. Come diceva, mi ha portato anche sfortuna, un caro amico della sinistra, "non siamo qui a pettinare le bambole oggi e neanche a stanare la famosa pantera di Bultei", siamo qui per dare una risposta da troppo tempo attesa e io sono certo che mercoledì quella risposta arriverà perché la coscienza, la cognizione che tutti hanno maturato su questa proposta di legge, credo che mi possa far dire, non è una speranza ma è una certezza, che noi mercoledì o massimo giovedì avremo la legge approvata. Poi saranno i passaggi successivi a decidere come questa andrà applicata e io credo che non creerà nessuno squilibrio, nessuno sconquasso all'interno del sistema Regione, ma credo invece che avremo grandissimi benefici perché i dipendenti di Forestas avranno riconosciuta quella dignità che li porterà ancora una volta ancora di più a mettersi a disposizione dell'intera Sardegna, delle intere comunità. Non dimentichiamoci che i Comuni oggi più di prima hanno necessità di quelle competenze, lo vediamo tutti i giorni, non dimentichiamoci che la Giunta regionale ha approvato e ha fatto una delibera dove dà la possibilità ai dipendenti di Forestas di essere messi a disposizione di quei comuni che abbiano necessità anche se molti di noi amministratori locali non lo sanno e non sfruttano questa opportunità. Io credo che oggi, ancora di più domani avremmo bisogno di loro e ha detto bene chi ha detto che non sono troppi i 5-6000 dipendenti forestali di oggi. Siamo consapevoli, non dimentichiamoci che dal…

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Gianfranco Congiu. Ne ha facoltà.

CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). Con buona pace di tutti i colleghi che sono intervenuti, non mi sento di affermare che oggi noi stiamo scrivendo la storia. Con buona pace di tutti i colleghi che hanno fatto esercizio di retorica d'Aula non mi sento di affermare che si stanno scrivendo pagine nuove e inedite. Noi abbiamo un grande merito, l'unico grande merito di rimettere le cose al loro posto e di rimetterle esattamente come il legislatore della "31" del 1998 aveva deciso che fossero.

L'articolo 1 della "31" citata a mani piene recita testualmente: "La presente legge disciplina il sistema organizzativo degli uffici dell'Amministrazione regionale e, udite udite, dell'azienda delle Foreste demaniali della Sardegna di seguito denominate amministrazione." Ecco la grande pagina che stiamo scrivendo, dopo vent'anni rimettiamo le cose a posto come il legislatore del 98 aveva deciso che dovessero andare e ci sono voluti vent'anni per arrivare a capire come rimetterle a posto. Dal 98 ad oggi si sono succedute amministrazioni su amministrazioni, dopo vent'anni capiamo che l'azienda forestale, l'azienda allora chiamata delle foreste demaniali faceva parte del sistema Regione. Siamo qua tardivamente per celebrare le considerazioni dell'ovvio, stiamo rimettendo le cose al loro posto. Io sono qua per collaborare, per lavorare e non per celebrare, sono qua per lavorare e per fare in modo che rimettendo le cose al loro posto non si facciano fesserie e non si consenta a chi ha delle mansioni e delle specializzazioni di pensare per un istante che si vada a fare dell'altro domani e sono qui quindi per valorizzare le competenze di chi ha le competenze manuali, di chi sa usare gli strumenti con i quali si protegge il nostro patrimonio boschivo, sono qui per cercare di tutelare i 1260 dipendenti a tempo determinato che non meritano di essere abbandonati. Sono qui per lavorare, con molta modestia, mettendo a disposizione quella che è la consapevolezza che il nostro gruppo politico ha, consapevolezza che malauguratamente quella legge numero 31 è stata taroccata da altra legge regionale che è la numero 24 del 2014 e oggi stiamo semplicemente restituendo dignità alla storia. Nel 98 fu presa una decisione, oggi stiamo dando gambe a quella decisione, qualsiasi emendamento, qualsiasi approfondimento, qualsiasi modifica andrà nella situazione delineata nel 1998, il contributo che noi daremo sarà un contributo fattivo, sarà un contributo di chiarezza per evitare che possano essere commessi degli errori e se ci sono delle precisazioni da fare verranno fatte e verranno precisate rimboccandoci le maniche e avendo semplicemente come obiettivo quello di garantire che le cose vengano fatte in maniera corretta, che nessuno rimanga a casa e che anche i riottosi in quest'Aula che si sono posti l'interrogativo del come si fa a concepire un ingresso nel sistema regionale pubblico di circa 5000 dipendenti trovino risposta nei lavori preparatori della "31" del 98.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Io credo che sia opportuno inquadrare il problema, credo sia giusto farlo, naturalmente ognuno lo fa dal suo punto di vista ma ci sono alcune questioni che sono assolutamente oggettive e sulle quali credo che sia bene riflettere prima di dare un parere di merito sulla legge e sui bisogni di cui dobbiamo discutere e su cui dobbiamo votare. Noi abbiamo fatto, prendo spunto anche da alcuni interventi di alcuni colleghi che hanno detto per quale ragione abbiamo costituito Forestas, Forestas l'abbiamo costituita perché il percorso diciamo così che parte dal 1999 con l'agenzia demaniale della Sardegna, con l'ente Foreste eccetera potesse progredire oltre modo per tenere in considerazione l'alto valore del patrimonio boschivo della nostra isola, per dare a coloro che ci lavorano nuove mansioni, nuove funzioni per valorizzare il lavoro della gente e di coloro che ci operano e il patrimonio della nostra isola. Lo abbiamo fatto perché abbiamo detto a questi lavoratori che si devono occupare di decoro urbano, di decoro stradale, si devono occupare di turismo, di Protezione Civile quindi dei problemi che riguardano le alluvioni, che riguardano la neve, che riguardano gli incendi che riguardano i rapporti con gli enti locali, abbiamo affermato di avere un patrimonio naturalistico, paesaggistico straordinario che meritava più attenzioni, particolari attenzioni soprattutto adeguate ai tempi nuovi che dobbiamo affrontare. E abbiamo anche detto che esiste un patrimonio umano considerevole di 5000 e rotti persone, 5500, organizzato naturalmente, com'è naturale che sia, in una struttura come quella con mansioni differenti, che deve essere come dire messo in condizioni di operare. Allora la prima domanda che emerge naturalmente è quella se questo personale è messo in condizione di operare per le ragioni per le quali noi abbiamo costituito l'agenzia Forestas. Se il personale è in grado di adempiere fino in fondo alla missione che noi abbiamo, come dire, pensato e trasformato in legge che io credo importante e certamente di prospettiva per i bisogni di cui ho prima parlato. Io credo che siano venuti fuori dei problemi a cui tutti abbiamo assistito, problemi che non nascono oggi ma nascono, lo dico io, dal 1999 quindi da tantissimi anni, problemi dei quali in tanti parlano e si riempiono la bocca con soluzioni straordinarie ma su cui nessuno fino ad oggi ha messo mano. Lo facciamo noi, lo fa questo vituperato centrosinistra con il PD, con il Partito Democratico, lo fa per mettere mano e risolvere il problema. Lo facciamo in una maniera indolore? Ma neanche per idea, come sempre accade su materie complicate e difficili come queste ci si divide e bisogna avere il coraggio delle proprie idee e portarle avanti fino in fondo, per cui vanno rispettati coloro che dissentono e vanno rispettati coloro che apprezzano. Naturalmente quello che conta è che ci sia sempre la buona fede e che la missione su cui bisogna puntare l'attenzione deve essere quella dell'interesse generale della Sardegna per cui siamo chiamati a lavorare e delle persone che vi lavorano perché quella missione possa essere assolutamente raggiungibile. E allora siccome il titolo della legge parla chiaro e siccome in questi anni ci abbiamo lavorato in maniera, diciamo così, abbastanza continuativa attraverso tre proposte di legge che ne sono scaturite ma anche le proposte di legge non è che nascono così, nascono perché ci sono problemi e soltanto i più riottosi non si accorgono che i problemi vanno affrontati e i problemi non si possono affrontare con gli strumenti che si sono dimostrati inadeguati, è una regola di vita, naturale, normale che deve essere colta fino in fondo. E anche le posizioni più, diciamo così, retrive, conservatrici, si devono accorgere che i problemi vanno affrontati e che bisogna aprire a soluzioni nuove per dare adeguati strumenti. E questo non è stato fatto e ovviamente a quel punto gli scontri diventano più forti e le divisioni difficilmente possono portare a soluzioni condivise che possano essere anche chiamate di mediazione. E allora bisogna scegliere, bisogna scegliere che fare, certamente da una parte un sistema che si è dimostrato inconsistente, non più in grado di stare al passo coi tempi, dall'altro una proposta nuova che va valutata e considerata nella sua dimensione per due ragioni: prima di tutto perché abbiamo in mano la responsabilità di uno strumento, che abbiamo costituito con legge nuova, per le cose che ho detto prima e dall'altra un patrimonio umano di uomini e donne a cui bisogna dare strumenti capaci di reggere l'urto delle sfide difficili dei tempi che verranno e di quelli di oggi, oltre al giusto riconoscimento dal punto di vista retributivo, dal giusto riconoscimento dal punto di vista dell'inquadramento. Che cosa abbiamo oggi? Noi oggi abbiamo una sistema contrattuale, perché di questo parliamo in legge e di questo ne parlo, perché di contratti si devono occupare i sindacati, va ribadito, noi facciamo le leggi, ma siccome dobbiamo parlare di questo parliamo anche di questo. Lo strumento in mano in questo momento per affrontare le cose è un contratto collettivo nazionale del lavoro che fa riferimento ai boscaioli toscani, il cui soggetto trattante l'UNCEM, che è sparito da tempo perché le Comunità Montane sono morte, sepolte, non più utilizzabili, e il soggetto trattante è uno provvisorio, sostitutivo, che è il CORAN che si occupa delle questioni perché se ne deve occupare, ma non è quello che è abilitato per trattare le cose, lo stiamo facendo in via sostitutiva, ecco questo può essere accettato fino in fondo? Va bene o non va bene? E' così o non è così? Esiste un contratto in grado di affrontare in dettaglio i temi che si sono come dire creati nel tempo? E' esploso due anni fa un problema serissimo che è quello delle mansioni superiori affidate a tantissimi lavoratori che sono stati assunti come operatori agricoli, le mansioni superiori sono state svolte per tanti anni, 2000 persone, significano più di un terzo dei lavoratori totali dell'ente Foreste, 2000 persone con mansioni superiori, è questo un campanello di allarme su cui bisogna intervenire. E quando queste mansioni superiori vengono bloccate, tagliate, e coloro che hanno svolto queste mansioni per tanto tempo rientrano nei loro posti di lavoro e non possono svolgere queste funzioni si bloccano i cantieri, si bloccano gli uffici, non si interviene sui problemi reali del Paese, dobbiamo metterci il campanello di allarme e dire qua bisogna capire che cosa fare, perché gli strumenti che abbiamo in mano non sono capaci di affrontare l'emergenza, al di là delle posizioni che ognuno di noi ha. Questa è la cosa su cui noi dobbiamo intervenire, da cui nascono le proposte di legge, alcuni ovviamente lo fanno in maniera strumentale, altri lo fanno perché si rendono conto che bisogna intervenire, altri ancora cercano di lavorare fino in fondo per trovare soluzioni, le migliori possibili, per gli uomini, per le donne e per l'agenzia. Oggi son passati due anni da allora, non c'è più tempo per stare appresso alle mediazioni perché non hanno prodotto risultati, bisogna decidere, ognuno di noi si deve assumere le sue responsabilità fino in fondo, a viso aperto, come abbiamo sempre fatto. A me tutti possono accusare di un sacco di cose probabilmente, ma non quello di aver avuto diciamo così voce da protagonista in questa vicenda, perché sono sempre rimasto dietro le fila a cercare di lavorare per trovare una soluzione che producesse meno danni possibili per tutti, ma con una idea ben precisa sempre in testa, di avere come missione quella di dare soluzione all'agenzia Forestas e a tutti i lavoratori che simpatici o non simpatici, meritevoli o non meritevoli, noi a quelli dobbiamo dare risposte perché possano avere un contratto adeguato ai tempi e alle missioni che noi abbiamo scritto per legge e che dobbiamo sublimare con un nuovo contratto decente.

Allora la domanda è questa alla fine dei conti: è giusto o non è giusto consentire di dare un contratto collettivo regionale di lavoro a questi dipendenti? Io credo di sì, credo che sia giusto dare il contratto collettivo regionale di lavoro a questi lavoratori, perché sono dipendenti di un'agenzia regionale, perché sono dipendenti come tanti dipendenti della Regione di tante altre agenzie, che sono stati inquadrati attraverso gli articoli della legge numero 31 del 98, che hanno avuto la possibilità di essere in grado di reggere bene le cose, naturalmente vanno affinati alcuni aspetti e su questi ci lavoreremo, senza snaturare nulla della legge che oggi è arrivata in Aula, perché quando si è chiamati a scegliere, se non ci sono soluzioni migliori, si sceglie quella che hai in mano, quella che è arrivata ad avere un risultato approvato dalla Commissione, che non se ne è fregata del lavoro che c'era da fare, ma lo ha fatto fino in fondo, ascoltando tutto e tutti, aspettando passi non indietro ma di lato da parte di tutti, che avrebbero potuto evitare di fare feriti sul campo, perché fanno male a tutti, anche nei rapporti personali di ognuno di noi coltivati da una vita, che in qualche modo pesano, però bisogna scegliere, ognuno di noi ha delle responsabilità ed è a quelle che deve dare conto, non agli affetti, alla responsabilità di ognuno. E su questa materia io mi sono fatto un'idea su cui ho lavorato per tempo e la mia idea è questa. Noi abbiamo discusso in maggioranza, io ho discusso nel mio gruppo, e abbiamo lasciato anche libertà a ognuno di noi di esprimere il proprio parere. La maggioranza del mio gruppo ha detto che questo contratto collettivo regionale del lavoro va fatto, e per cui, noi voteremo, io personalmente voterò a favore di questo contratto collettivo regionale del lavoro. Non mi sfugge che c'è un problema al quale occorre porre rimedio e lo possiamo fare adesso che stiamo discutendo di questa legge ed è quello dei semestrali, 1350 persone a cui bisogna dare risposte e garanzie come tutti gli altri, perché anche se lavorano sei mesi all'anno sono lavoratori dell'agenzia Forestas, a cui bisogna dare risposte e sicurezze in grado di fornire la propria opera nel migliore dei modi possibili, perché non ci siano contratti differenti né gli uni e né gli altri, ovvero che ci sia la possibilità in poco tempo di dare anche quelli un contratto collettivo regionale del lavoro, a questo lavoreremo in queste ore per sistemare anche questo problema.

PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Presidente, ma credo che se dal febbraio 2017 si arriva in Aula nel novembre del 2018 con un iter così lungo questa proposta di legge certamente non è stata una passeggiata di salute, e la situazione devo dire mi fa venire in mente, anche per sdrammatizzare, una canzone di Baglioni che dice: "Io mi nascosi in te, poi ti ho nascosto da tutto e tutti per non farmi più trovare, e adesso che torniamo ognuno al proprio posto, liberi finalmente e non perché saper che fare", ecco questa frase che poi parla anche di mille giorni, mille giorni nei quali sicuramente noi non ci siamo innamorati a vicenda, ma probabilmente possiamo fare uno sforzo affettivo per ragionare, oltre che col cuore anche con la mente, e trovare insieme una soluzione su una proposta di legge che noi riteniamo vada assolutamente portata avanti e definita come proposta dalla Commissione, come ho accennato appunto anche all'inizio del mio intervento, perché il lavoro è stato duro, attento, ponderato. Certo ci sono tante discrasie, e io vorrei iniziare a citarne qualcuna. Intanto nessuno, consigliere Daniele Cocco, può pensare di dare delle colpe, però certamente quando si ha una responsabilità di governo e di indirizzo, anche della minoranza, bisogna essere un po' più rispondenti al ruolo che i cittadini vi hanno affidato. Poi io dico sempre che male hanno fatto, però questa è un pensiero personale. Ecco voglio dire che voi comunque avete mancato, con la politica del gambero che avete fatto in questi cinque anni, in due occasioni. La prima è quando non avete da subito modificato la legge 1 del 77, che è quella che riorganizzava la nostra Regione, che avrebbe reso una struttura al passo con i tempi e alle esigenze che stiamo vivendo, e l'altra quando avete approvato la trasformazione in agenzia, lì volutamente vi siete nascosti e non avete voluto prendere in esame la posizione del personale di Forestas, e quello invece era un momento in cui invece che pensare a definire bene chi fosse l'amministratore unico, piuttosto che il direttore generale, piuttosto che chi dovesse andare a ricoprire determinati ruoli, forse valeva la pena di soffermarsi un po' di più e meglio per cercare di capire il ruolo dei lavoratori, ma soprattutto garantire loro, e questo l'ha detto il mio collega Cherchi stamattina, di garantire loro quel ruolo unico del comparto regionale di cui sono tuttora ad oggi gli unici esclusi. E qui nessuno si deve scandalizzare se oggi dobbiamo ottemperare e sistemare, passatemi il termine, 6000 persone, perché comunque è stato fatto in passato, e io quando andiamo a trattare certi argomenti penso a quei lavoratori della Regione Sardegna che vi sono entrati per concorso, o a quei lavoratori che sono parte della nostra Regione che sono magari dei laureati in posizione B da almeno 25 anni e che non hanno avuto ancora una possibilità di andare avanti e di fare carriera, così pure come penso alle discrasie di assunzione all'interno della Regione Sardegna con delle chiamate dirette, piuttosto che con sistemi poco chiari, in altre occasioni. E allora, colleghi, oggi noi dobbiamo cercare di rendere giustizia, in questo sono d'accordo col collega Cocco, dobbiamo rendere giustizia ad un comparto a dei lavoratori che si trovano in una posizione, vogliamo dire differente? Vogliamo dire meritevole di attenzione? Sì, sicuramente, e dico anche che lo stiamo facendo per un ente che voglio ricordare è un ente che è controllato dalla Regione Sardegna, non solo, che ha lo stesso sistema informatico, ha ancora il sistema contabile identico a quello della Regione, è una struttura di diritto pubblico, mi chiedo, gli indirizzi per la contrattazione collettiva sono definiti con la Giunta regionale e in applicazione dell'articolo 62 della "31" mi chiedo quale può essere lo scandalo se non quello di ottemperare ad una eguaglianza, soprattutto nel momento in cui, come qualche collega ha citato, esistono altri enti e agenzie che hanno dei lavoratori operai o operatori come mi piace definirli, che hanno le stesse posizioni, stiamo parlando anche in quei casi di contratti a volta sanitario, a volta di altri comparti, qui stiamo parlando di un contratto diverso ma credo che ci sia appunto, quindi l'idraulico forestale, credo che ci sia assolutamente la necessità quantomeno di mettere ordine anche in questo comparto. Io credo che insieme potremo certamente intervenire, ci sono i tempi anche del Regolamento che ci impongono di arrivare a martedì e noi ci arriveremo eventualmente con le proposte per salvaguardare anche la posizione dei mille e 400 lavoratori semestrali, sono state anche già un po' individuate delle soluzioni, però ecco credo che sia arrivato il momento di assumerci una responsabilità che è quella di trovare soprattutto una legge che prima di tutto sia giusta ed equa nei confronti di un comparto che ad oggi risulta essere l'unico fuori dal sistema Regione, entrandoci invece per tanti altri aspetti, quindi, colleghi, io non voglio rubare dell'altro tempo e non voglio neanche e soprattutto fare dietrologia però certamente credo che sia corretto che ognuno di noi si assuma le responsabilità e dico ancora, soprattutto, di trovare in questi lavoratori, di verificare ecco un il DNA loro e del loro ente che poi non è quello diverso da quello che rappresenta invece il resto del nostro sistema Regione, mi metto più che altro invece e mi soffermo sulla riorganizzazione di questo ente anche per quanto riguarda le figure professionali e credo che al di là delle mansioni superiori o altro, io credo che si debba andare a fare un approfondimento sulla ratio che ha portato nel tempo a tutti i legislatori che sono intervenuti quando si è andati a modificare la struttura da prima dell'azienda foreste demaniali, poi ente Foreste e oggi agenzia. Io voglio pensare che tutti quanti abbiano avuto come stella polare il valore del patrimonio boschivo della nostra Regione, delle competenze che come avete raccontato in quest'Aula ci portano talvolta ad essere premiati anche a livello nazionale e allora dico questi lavoratori meritano ancora e di più, nonostante lo devo dire, nessuno se ne abbia a male, anche tra questi lavoratori ci sono stati coloro che sono entrati magari con una chiamata diretta però non dobbiamo scandalizzarci, questo è avvenuto anche in altre sedi, in altre occasioni, e allora oggi dobbiamo guardare al comparto e alla sua completezza, ecco perché il nostro impegno da oggi sino a martedì è quello se fosse possibile ancora di migliorare questa legge ma noi l'impianto approvato dalla Commissione ci soddisfa e ci convince.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

SPANU FILIPPO Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Signor Presidente, ogni tanto mi hanno chiamato professore ma io l'ho spiegato subito io non ero professore quindi non rubo né il nome, né mestiere, intanto signor Presidente, signori consiglieri, vi ringrazio della possibilità che mi viene data prenderò un po' di tempo per spiegare le ragioni dell'approccio che la Giunta ha in questi giorni e che ha avuto in questo in questo periodo, anche questo lungo periodo, qualcuno l'ha ricordato, nel quale si è discusso ampiamente circa le problematiche dell'inquadramento dei lavoratori del personale dell'Agenzia Forestas, tant'è che oggi intervengo io in aula, me ne sono occupato direttamente, in quanto trattandosi di inquadramento e di contratto abbiamo ritenuto più opportuno che fosse l'assessore al personale e agli affari generali e lo dico prima di tutto per riaffermare un primo concetto, il concetto è che chiaramente me ne occupo io perché sono l'Assessore che si occupa dell'applicazione della 31, poi ci ritornerò, l'agenzia Forestas, così come prima l'azienda Foreste demaniali, anche se poi fu fatta una modifica e i suoi lavoratori sono ampiamente interessati dalla legge 31, sono già interessati dalla legge 31 quindi forse sarà il caso in questo intervento di fare un attimo di chiarezza relativamente alcune questioni che, non certo e non solo in quest'Aula ma soprattutto fuori, in certi momenti anche in quest'Aula hanno usato una terminologia che mi sembra non completamente rispondente alla verità, il senso dell'intervento della Giunta, come tutti sappiamo, nell'equilibrio dei poteri, è quello in certi casi di promuovere l'attività legislativa, in certi altri casi è quello di attuare, anzi nella maggior parte dei casi attuare le norme che vengono approvate dal Consiglio e quindi anche di dire nel momento in cui vengono attivate delle proposte di legge qual è il grado di operatività di queste proposte e se queste proposte possano essere migliorate, il senso del possibile miglioramento delle proposte è il senso nel quale si muove il mio intervento, quindi per essere molto chiari, non è il senso della dello stravolgimento di una norma, poi spiegherò perché, ma dove è possibile, l'abbiamo fatto, abbiamo avuto dei positivi e lunghi contatti e colloqui anche con i Gruppi politici, è stato quello di cercare dov'è possibile di capire se la norma riesca a perseguire veramente gli obiettivi che si prefigge, se invece ci sembra che questo non sia possibile come si possa migliorare l'avvicinamento agli obiettivi, intanto mi corre l'obbligo anche di ringraziare la Commissione, il suo Presidente, il relatore e tutti i componenti perché noi abbiamo seguito i lavori della Commissione, i lunghi lavori della Commissione, abbiamo anche colloquiato con la Commissione, anche in tanti momenti nei quali ritenevamo perché la costruzione delle norme a nostro modo di vedere deve avvenire in questa in questa maniera, c'è stato anche un lavoro esterno di colloquio con le parti interessate, tutte le parti interessate, perché riteniamo e abbiamo perseguito per lunghi mesi e per lungo tempo un tipo di soluzione che generasse anche coesione sindacale, senza la coesione, sia interna istituzionale che esterna attraverso il dialogo sociale, difficilmente le norme possono essere correttamente applicate, difficilmente fanno strada, quindi io oggi ho l'onore di parlare in quest'Aula, mi rendo conto che quello che ho detto e quello che dirò, anzi auspico che sia ascoltato anche all'esterno perché credo che in questi giorni in cui su tematiche delicate devono essere fatti dei miglioramenti, effettivamente i miglioramenti possano avvenire anche in un clima di condivisione e di coesione. Prendo una frase che è stata detta stamattina, il Consiglio viene qui per decidere sul cosa, non tanto sul come, condivido salvo il fatto che comunque quando si fanno le leggi si decide su cosa ma anche in parte sul come, necessariamente sul come, e che se il come non è sufficientemente ponderato certe volte pregiudica il cosa. Quindi, il senso del mio intervento sarà quello di analizzare la situazione e motivare perché ci possono essere dei miglioramenti nella costruzione di questa norma che, ripeto, senza stravolgimenti consentano di raggiungere l'obiettivo principale. Ma intanto mi corre anche l'obbligo di dire che Forestas oggi è una realtà che ha le sue difficoltà, connesse anche all'applicazione contrattuale, ma ha fatto dei grossissimi passi avanti, sia dal punto di vista organizzativo, che anche dal punto di vista della tenuta complessiva finanziaria ed economica dell'ente; e questa tenuta complessiva e questa buona gestione dell'ente consente anche di avere una disponibilità di risorse che probabilmente, sia dal punto di vista contrattuale che anche dal punto di vista della problematica dei dipendenti a tempo determinato, si possa avere una prospettiva di soluzione, in parte questo elemento lo possiamo trovare anche nella proposta di legge che è stata esitata dalla Commissione. Facevo riferimento alla 31 perché, ecco forse ci vorrebbe un po' di chiarezza partendo dalla 31 per dirci alcune verità e, cioè, i dipendenti di Forestas e Forestas sono già interessati dalla 31 in larghe parti, per alcune parti no. Quando noi leggiamo l'articolo 1 della 31 leggiamo per esempio al comma 2 che: la presente legge disciplina altresì il sistema organizzativo degli uffici e degli enti pubblici e delle agenzie regionali. Quindi dà tutta una serie di indicazioni che governano e coordinano la attività degli uffici dell'organizzazione di tutte le agenzie regionali compresa Forestas. Il problema reale della 31 è che, pur toccando in molte parti tutti gli enti, compresa Forestas, quando si parla di sistema Regione, di ruolo unico regionale, non ricomprende Forestas, così come non ricomprende ARPAS e IZS perché in questo momento dentro questi enti, per motivi che probabilmente potranno anche rimanere gli stessi nel tempo, non viene applicato il contratto regionale. E qui veniamo al contratto regionale anche qui abbiamo una particolarità, perché noi attualmente abbiamo un unico contratto regionale per i lavoratori dipendenti e un contratto per i dirigenti, il contratto regionale regola fondamentalmente le attività degli amministrativi e poi dei dipendenti del Corpo forestale e vigilanza ambientale. Ora, forse la difficoltà a intendersi sulle questioni che riguardano la 31 e il contratto derivano proprio dal fatto che essendoci un unico contratto si identifica la 31 semplicemente con quel contratto, e quindi si ritiene, si pensa che la soluzione dei problemi contrattuali di Forestas derivi dal fatto necessariamente di entrare dentro quel contratto, che comunque rimane un contratto fondamentalmente di amministrativi. Oggi i dipendenti di Forestas son dei dipendenti di serie B? No, non sono dei dipendenti di serie B, dicevo ad essi si applicano già tutta una serie di normative della 31, sono lavoratori pubblici e come tali devono essere trattati, e ad essi si applica un contratto che però abbiamo visto, nonostante abbiamo fatto numerosi tentativi di applicazione e di attuazione in termini di adeguamento finanziario e economico, e questo è stato fatto, di adeguamento normativo però continua a conservare delle difficoltà di attuazione. Allora probabilmente anzi sicuramente la proposta di legge emerge una proposta per cui è bene che ci sia un contratto pubblico regionale per i lavoratori di Forestas, noi questo lo condividiamo, ma riteniamo che per rispondere alle problematiche che tutti hanno evidenziato, probabilmente, la cosa migliore è avere un contratto pubblico regionale ma dedicato specificamente in maniera omogenea a soggetti che siano omogenei e quindi ai lavoratori del sistema idraulico forestale.

Quindi, i problemi che abbiamo sono: l'applicabilità di contratto per il futuro, l'incertezza sull'applicazione livelli e mansioni, l'adeguamento alle norme pubbliche di coordinamento della finanza pubblica che attualmente gravano su un tipo di contratto che è privato, è incontestabile questa cosa. La soluzione proposta qual è? Risolve i problemi? La soluzione proposta dice: inseriamo i lavoratori nella contrattazione regionale pubblica, questa è stata una costante che è stata confermata da tutti, e noi questa cosa la condividiamo. Inserire i lavoratori nel contratto unico regionale, che però è il contratto degli amministrativi, nelle more della contrattazione il contratto rimane quello attuale. Vorrei sottolineare questa cosa, nelle more della contrattazione del nuovo contratto il contratto rimane quello attuale con tutte le sue problematiche dichiarate. E, infine, i dipendenti a termine fino a che non viene portata avanti un'operazione di tra virgolette stabilizzazione rimangono anch'essi nel vecchio contratto. Beh qual è l'effetto dal nostro punto di vista? Che inserendo i lavoratori all'interno di un contratto che non è il loro proprio contratto ci sarà una difficile applicazione e quindi dei ritardi prima di tutto nella attuazione contrattuale, precisa e dettagliata, che dovrà essere fatta con la possibilità che per mesi e mesi si debba aspettare che ci sia il nuovo contratto. Secondo, ci sono delle problematiche sull'inquadramento, chiaramente, dovendo inserire degli operai all'interno di un contratto di amministrativi. Una possibile difficoltà di gestione futura di un contratto per gli equilibri di rappresentanza e attualmente, una situazione della quale semplicemente prendiamo atto, una forte conflittualità sindacale di fondo.

Perché ha senso fare miglioramenti del testo? Cioè perché ha senso non stravolgere, decidere assolutamente entro la prossima settimana ma fare dei miglioramenti del testo? Bah insomma intanto per poter adeguare gli interventi con un contratto che segua questo criterio: a funzioni omogenee, si applicano contratti omogenei. Poi rendere attuabile la norma, rendere più praticamente attuabile la norma, fare il contratto concretamente e poi stabilire delle norme che abbiano pari livello con il livello gerarchico della legge 31. E, infine, l'hanno richiamato molti, riuscire a risolvere alcuni problemi che riguardano i lavoratori a tempo determinato. Ora, e sto chiudendo, queste modifiche, non modifiche stravolgenti, ma modifiche che consentano di avere un contratto di pari livello a quello dei regionali, di avere un contratto adeguato e di averlo soprattutto subito, e di averlo subito, sono delle modifiche che possono essere fatte. L'atteggiamento da parte della Giunta è quello di collaborazione. Possiamo fare dei miglioramenti al testo? Noi siamo pronti a collaborare perché questo testo possa essere migliorato, riteniamo che questo debba avvenire all'interno di un contesto di coesione sindacale, è difficile ma è la coesione sindacale che potrà garantire anche più certezze per i lavoratori a tempo determinato e per il loro inserimento all'interno del sistema definitivo. E, quindi, riteniamo di poter dare un concreto supporto di proposte, nel momento in cui si trova una soluzione comune e collettiva. Questo è il senso dell'intervento della Giunta, questo è il senso di un intervento che, ripeto, vuole: a) arrivare a soluzione; b) farlo all'interno di un di una norma che sia la più condivisa.

PRESIDENTE. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli.

Ha domandato di parlare il consigliere Stefano Tunis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (FI). Presidente, francamente stamattina mi domandavo perché il consigliere Lai piagnucolasse rivendicando il ruolo della maggioranza nella costruzione di questa norma. E in realtà, poi, gli interventi successivi del collega Solinas, dei colleghi Cocco e Cocco e infine dell'Assessore mi hanno aperto gli occhi rispetto al profondo conflitto che interessa le viscere di questa maggioranza e il suo rapporto con la Giunta regionale. E, francamente, ho provato anche un moto di solidarietà nei confronti degli ultimi respiri di questa Giunta regionale e di questa maggioranza nel vedere come platealmente il pubblico ha abbandonato il luogo del Consiglio regionale, però occorre ricordare una cosa, giustamente l'Assessore ha detto "di recente la Giunta regionale ha cominciato a occuparsi…", giustamente l'Assessore ha sottolineato che in coda di legislatura, dopo un iter in Commissione lunghissimo, dopo una lunga fase di contrattazione finalmente ci si rende conto che di questo tema ci si deve occupare, allora chi ha provato a far slittare, a far scivolare questa norma sino alla fine della legislatura quale interesse intendeva tutelare la Giunta e parte della maggioranza rispetto al fatto che non si perfezionasse l'iter legislativo? Quali sono le, tante volte anche da noi richiamate, forze esterne al Consiglio regionale che però sono azioniste di riferimento di questa Giunta regionale? Quali sono gli obiettivi sottesi che non ci vogliono essere detti?

Francamente dopo sei minuti di intrattenimento da parte dell'Assessore in cui ha fatto complimenti a tutti, dopo sei minuti in cui ha cercato di blandire qualunque parte in causa di questa vicenda, mi domandavo quale fosse l'obiettivo finale, l'ho scritto e sottolineato: "obiettivo?". Lo dico io qual è l'obiettivo, ed è la ragione per cui io e il nostro Gruppo voteremo a favore di questo e non altri provvedimenti, quello del fatto che l'interesse supremo della tutela dell'ambiente, l'interesse pubblico collegato alla difesa del nostro patrimonio boschivo deve essere profondamente integrato con chi ha la responsabilità alta di tutelarlo, e non possiamo nasconderci dietro alchimie, dietro piccole tattiche, dietro piccoli giochi, la settimana prossima è il momento in cui questo Consiglio regionale, che alla Giunta piaccia o no, approverà questo provvedimento così com'è fatto, viceversa la Giunta, se non ritiene di dover arrivare in fondo, prenda atto di questo e rassegni le dimissioni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Lotto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOTTO LUIGI (PD). Semplicemente invece per dire che, nell'accingermi a votare il passaggio agli articoli per questa legge, dopo aver ascoltato attentamente gli interventi di tantissimi colleghi e l'intervento che ha fatto l'Assessore, di cui ho apprezzato la volontà di costruire un percorso affinché questa davvero fosse la legge di tutti, dentro e fuori il Consiglio regionale, io mi sento da una parte di respingere con forza l'atteggiamento anche arrogante su una materia così seria e delicata del collega che mi ha appena preceduto, e mi sento invece di incoraggiare l'Assessore e i Capigruppo tutti della maggioranza a lavorare fino all'ultimo minuto utile per trovare la soluzione migliore, perché la soluzione migliore non è quella che si è pensata dieci mesi fa e non c'è più tempo per cambiarla, la soluzione migliore sarà quella che riusciremo a costruire prima di fare il voto definitivo della legge, che si farà la settimana prossima, questi sono gli accordi presi ed è giusto che si faccia così. E' giusto però anche fare ogni sforzo perché quel concetto della coesione e della condivisione che ha espresso l'Assessore venga tenuto in debita considerazione, perché non è un concetto caro solo a lui ma anche a tantissimi di noi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (SDP). Ho ascoltato con piacere l'intervento dell'onorevole Tunis e vorrei anche ribadire la posizione del Gruppo che rappresento. Intanto penso che non ci sia nessun conflitto, la nostra è una maggioranza composita che si confronta, come spesso è accaduto, discute e prova a risolvere i problemi. Capiamo che altri hanno bisogno dei proconsoli romani che indicano strade da seguire o governatori incaricati, noi non siamo da questo punto di vista sicuramente su questa linea, noi siamo una maggioranza che bada ai problemi dell'Agenzia Forestas, siamo una maggioranza che bada dai problemi dei sardi. Abbiamo il bisogno e la necessità di confrontarci, non abbiamo bisogno di sentire da chi aspetta il proconsole romano che indichi il governatore qual è la strada più corretta da seguire. Un altro aspetto vorrei sottolineare, vorrei sottolineare ciò che abbiamo ribadito come Gruppo questa mattina (naturalmente io parlo a nome del mio Gruppo, poi interverrà anche il Capogruppo), lo dico con estrema chiarezza: andremo oggi a votare il passaggio agli articoli in maniera estremamente convinta, andremo a confrontarci ulteriormente ove ci sia dall'altra parte la disponibilità al confronto, non a stravolgere la legge ma a ragionare sulla legge 31, quindi sul passaggio di tutti i dipendenti all'interno della legge 31, che è una condizione per il confronto, e andremo a confrontarci sui miglioramenti che sono indispensabili per quanto riguarda i semestrali. Su questi due temi andremo a confrontarci, non ci giriamo troppo intorno, non usiamo giri di parole, non usiamo retorica, non usiamo demagogia, vogliamo dire in maniera chiara che siamo disponibili al confronto con chi condivide con noi le idee, le risposte che da troppo tempo - lo diceva il mio Capogruppo in precedenza - i dipendenti di Forestas aspettano.

La legge 31 è un baluardo, chiunque pensi di trovare vie alternative alla legge 31 non avrà il nostro voto, noi andremo a votare su questo provvedimento con le idee estremamente chiare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Secondo Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE SECONDO (SDP). Io voglio essere brevissimo e sintetico. Siccome l'unica cosa che ci aspettiamo e si aspettano tutti è la votazione per il passaggio agli articoli, e io avrei premura anche di andar via, chiedo che il Presidente ponga ai voti il passaggio agli articoli, tanto le cose che abbiamo detto tutti in discussione generale non dobbiamo ripeterle. Quindi una volta tanto diamo anche all'esterno l'impressione di quello che veramente siamo e che vogliamo fare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Deriu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (PD). Rinuncio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianni Lampis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LAMPIS GIANNI (Fratelli d'Italia). Mi scuserà il collega Cocco, io non sono intervenuto in discussione generale e lo faccio adesso, anche perché riteniamo che serva a fare chiarezza. Lai cita i proconsoli romani dimenticando forse che la lista che lui ha votato alle elezioni politiche era capeggiata da un emiliano, quindi qui non bisogna ricordarsi o fare allusioni sui colleghi della minoranza dimenticandosi invece quelli che sono i propri trascorsi, quindi ognuno farebbe bene a guardare in casa sua, voi oggi in casa vostra potete ricordare che nel 2016 avete trasformato l'Ente Foreste in agenzia e già da quell'occasione la minoranza, ricorderà il collega Peru io ero presente in quello stralcio di legislatura, già in quell'occasione in Commissione ambiente la minoranza propose una serie di emendamenti che consentissero il passaggio di tutti i dipendenti della nascitura Agenzia Forestas nel contratto dei regionali, e ci venne detto in quell'occasione che non era una possibilità, non era sostenibile. Oggi, naturalmente a pochi mesi dalla legislatura, invece parrebbe finalmente che il risultato si possa centrare. Certo, ci verrebbe da pensare che oggi questo risultato può arrivare perché c'è una scadenza elettorale alle porte, forse questo Consiglio regionale sarebbe stato più serio se dal primo momento avesse ritenuto di dover tracciare questo percorso. Quando si è creata l'Agenzia non si poteva pensare di avere dipendenti di serie A e dipendenti di serie B all'interno del comparto regionale; non ci possono essere dipendenti di AGRIS, Laore o ARGEA inquadrati in un determinato modo mentre i dipendenti di Forestas sembravano essere contenuti all'interno di un compartimento stagno.

Quindi noi molto convintamente come Gruppo consiliare di Fratelli d'Italia voteremo favorevolmente al passaggio all'articolato, e fino all'ultima votazione che questa legge ci richiederà saremmo coscientemente convinti di essere sulla buona strada e di fare la scelta giusta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Antonio Solinas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SOLINAS ANTONIO (PD). Presidente, per annunciare il voto favorevole sul passaggio agli articoli, perché ritengo che questa settimana che abbiamo davanti sia necessaria per cercare di lavorare tutti assieme per migliorare quello che è il testo dell'articolato. Però mi premeva ricordare all'onorevole Tunis, che ha fatto un intervento abbastanza politico e critico nei confronti della maggioranza, che io sono convintamente all'interno della maggioranza e ragiono con la mia testa senza farmi dettare nulla da chicchessia. E credo che ci voglia anche coraggio a dire che la maggioranza è divisa, alla luce anche di quello che sta succedendo all'interno della minoranza, lui per primo si sta facendo una lista per le prossime regionali, stando fuori dal suo Gruppo. Quindi credo che queste cose lascino il tempo che trovano. Ripeto noi siamo una maggioranza, discutiamo non necessariamente dobbiamo essere tutti all'unanimità. L'obiettivo che ci poniamo è quello di dare una risposta seria nell'interesse prima di tutto di Forestas, nell'interesse del miglioramento dei dipendenti di Forestas e di tutta la Sardegna. Non mi ripeto, ho detto stamattina, e lo ripeto ancora oggi sin quando mi convincerò del contrario, che ci sono altre forme per dare risposto molte più serie e molto più concrete sia a Forestas sia ai lavoratori.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Gruppo Misto). Sì io voterò a favore del passaggio agli articoli, credo che ci sia tempo fino all'ultimo secondo per migliorare il testo, ovviamente come sempre è. Quindi sino a martedì si lavorerà, molti colleghi hanno sollevato perplessità riguardo la soluzione trovata per i lavoratori precari, io credo che sia utile utilizzare tutto il tempo possibile per immaginare un miglioramento del testo. Però il quadro delle soluzioni deve essere certo, non si può confondere un testo che entra in aula dopo due anni, dopo un anno e mezzo di lavoro in Commissione come un testo raffazzonato che magari è entrato in Aula per un blitz come spesso accade. Questo per evitare che il testo, che la proposta di legge oggi in discussione diventi un po' come la tela di Penelope e si utilizzi questa settimana invece che per risolvere i problemi per disfare e magari per rifare. Lo dico perché il mandato ricevuto dalla prima Commissione era un mandato chiaro e univoco, parlava, ed era un mandato appunto di tutto il Consiglio regionale, parlava di risolvere i problemi applicando ai lavoratori dell'agenzia Forestas il contratto regionale. Crediamo con il lavoro in Commissione di aver risolto il problema, ovviamente si tratta di una soluzione buona, perché l'ottimo non è di questo pianeta. Tutto quello che puntava a soluzioni che appunto potessero funzionare nell'immediato dall'oggi al domani, che non richiedessero invece un passaggio in contrattazione, che invece è necessario, sono soluzioni che la Commissione, dopo un lungo iter, non ha considerato possibili e che quindi non compaiono nel testo. Per questo motivo che in questi giorni si continuerà a lavorare per migliorare ulteriormente, impreziosire il testo, però credo che su alcuni punti fermi, che hanno caratterizzato il lavoro della Commissione, ci sia la volontà di chi ha votato il testo in quell'occasione e di chi lo ha condiviso, non avendolo ancora votato in Aula, di andare avanti per la strada tracciata sino a questo momento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA PAOLO (SDP).Presidente, io naturalmente voterò, come è stato già preannunciato dal mio Capogruppo e dall'esponente del mio Gruppo consiliare a favore di questa proposta di legge, e lo farò con una ferma soddisfazione. Tra l'altro a chi mette in dubbio la volontà, subordinandola a dei comportamenti che derivano da convenienze elettorali, io ricordo che io stesso firmai all'atto dell'approvazione della legge numero 8, quindi a luglio del 2016, un emendamento che chiedeva esplicitamente che si tenesse conto dei dubbi sull'individuazione di un contratto privatistico da applicare al comparto dell'Agenzia Forestas, che si prendessero tre mesi di tempo per valutare una serie di problematiche sulle quali noi esprimevamo forti dubbi. Leggo il virgolettato, per una valutazioni intorno all'ordine di coerenza dell'applicazione di un contratto nazionale privatistico a un settore che chiaramente privato non è. E quindi riguarda i problemi di funzionamento dei quali avrebbe sofferto tale comparto del personale per una serie di problemi legati alla inapplicabilità dei dispositivi. Come mi fu chiesto dalla Giunta io ritirai l'emendamento, ma lo ritirai sotto un impegno, dietro un impegno di rivalutazione di questa opportunità, per proseguire verso un percorso che andasse nella direzione di un'omogeneizzazione dei contratti dei forestali con quelli degli altri enti e delle agenzie del comparto regionale noi presentammo, e la firmammo in quattro, una proposta di legge, una delle tre leggi che sono poi state inglobate nel testo unico nel maggio del 2017. Quindi è con estrema soddisfazione che io saluto l'inizio dell'ultima fase di votazione di questa norma che deve portare a una conclusione di questo iter che è stato lungo, complesso, diciamo non agevole. Esistono gli spazi naturalmente brevi per un ulteriore aggiustamento, ma io direi che le decisioni che sono state delineate in questi due anni di percorso dall'approvazione della legge di istituzione dell'agenzia debbano essere tenuti in considerazione e rimanere il punto fermo, il cardine intorno al quale costruire questa ultima fase della nostra costruzione normativa.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Presidente, ma io volevo dire innanzitutto che ho apprezzato molto l'intervento del Presidente della Commissione, perché è stato realistico, è stato corretto, ha riportato fedelmente quello che è il mandato che la Conferenza dei Capigruppo aveva assegnato alla Commissione, noi diciamo una cosa però in conclusione, in vecchio politichese, a un discorso del genere veniva subito detto: "dove è il lepre". Al maschile, chiaro? Perché se il lepre sta in qualche interpretazione data dall'Assessore che apre a molte cose, io dico noi come Riformatori votiamo favorevolmente il passaggio agli articoli, però staremo molto attenti a che non ci sia una sconnessione complessiva di quella che è stata una connessione sul costruire una legge che dovrebbe vedere tutti correttamente attivi e propositivi. Non siamo disponibili a lavorare per ottimizzare, abbiamo capito che anche il presto è il nemico dell'ottimo, però noi vogliamo che la correttezza sia messa chiaramente davanti e che la lealtà porti a conseguire un risultato più che positivo per tutti in particolare per il nuovo viaggio che Forestas deve intraprendere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giorgio Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC Sardegna). Io vorrei che nessuno si offendesse, noi voteremo a favore, mi è piaciuto stasera che alcuni autorevoli amici sia del centrodestra di centrosinistra hanno fatto intendere di essere disponibili a trovare il massimo della convergenza possibile per l'approvazione della legge. Unica cosa che dico, per essere leali con noi stessi, è inutile che qualcuno dica da oggi a martedì faremo qualche cosa, perché sapete benissimo che il venerdì e il lunedì per i consiglieri regionali è sacro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Presidente, io spero che l'ultima affermazione dell'onorevole Oppi, che è usuale, ma spero che, Giorgio, possiamo sfruttare questa volta in ragione di un lavoro comune che può, lo risottolineiamo, credo di aver fatto un intervento abbastanza chiaro e di aver definito la nostra posizione sia per i lavori della Commissione, sia per il prosieguo in Aula. Noi siamo a favore per il passaggio agli articoli e consideriamo la proposta soddisfacente. Certo tutto è migliorabile e se uscirà fuori una proposta all'unanimità, come noi possiamo augurarci da quest'Aula, che renderà equità e giustizia a questi lavoratori, ma soprattutto a un ente che, come abbiamo sottolineato, è patrimonio della nostra Sardegna, noi ci saremo. Certo, non siamo disponibili, Assessore, glielo dico a chiare lettere, a stravolgimenti o addirittura a fare dei passi indietro rispetto alla proposta esistente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (UDC Sardegna). Devo dire la verità, mi sono trovato un po' a disagio nel sentire l'Assessore, perché ho avuto gli stessi problemi che ha avuto lui, avendo affrontato precedentemente questo problema. Nel sentire l'Assessore che sostiene che non si riesce a far combaciare le qualifiche e il lavoro che viene fatto in un ente anziché in un altro, con tutta la panoramica che abbiamo, con tutti i riferimenti all'organizzazione centrale della Regione, a livello nazionale ci hanno trasferito in questi anni personale con le più svariate possibilità di variazione nel lavoro che facevano, mi è sembrata deboluccia, deboluccia come argomentazione. La Commissione ha trovato un modo che io condivido, se l'Assessore ne ha un altro lo dica, ma credo che quel modo vada bene e che risponda a quelle che sono le esigenze fondamentali che in questi anni abbiamo cercato di portare avanti con questo personale, d'altra parte è nell'interesse della Regione. Ma noi possiamo avere personale che sei mesi lavora con la Regione, prende lo stipendio, e altri sei mesi non lavora e prende lo stipendio dello Stato? Facciamoci dare casomai dallo Stato quello che non ci dà e che dà direttamente ai dipendenti per la disoccupazione, e li facciamo lavorare tutti gli anni. Non credo che ci sia un problema così, a meno che non ci siano cose che io non conosco e che lei non voglia dire a questa Assemblea.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Siamo già intervenuti un po' tutti, abbiamo dato il nostro punto di vista, e quindi intervengo necessariamente per ribadire, a seguito anche degli interventi dei colleghi, alcuni punti fermi sui quali ovviamente quest'Aula è orientata e questa maggioranza è orientata, a seguito di un lavoro articolato, lungo, complesso, durato a lungo, e su cui ovviamente abbiamo messo dei punti fermi su cui non si intende tornare indietro. Noi abbiamo detto che è necessario fare delle modifiche rispetto alla situazione attuale, e che abbiamo necessità di intervenire dal punto di vista contrattuale. Lo abbiamo scritto in legge, lo ha scritto la Commissione che l'ha approvato di recente, e questa è la posizione che la maggioranza, a larga maggioranza, tiene, al di là dei tentativi di cercare il pelo nell'uovo. Questa maggioranza ha avuto il merito insieme al lavoro congiunto della minoranza di portare un testo condiviso, però siamo stati coloro che hanno lavorato perché Ente Foreste diventasse Forestas, le cose che servono per nobilitare Forestas le abbiamo già scritte in legge, ora dobbiamo nobilitare coloro che ci lavorano per dare valore aggiunto alla struttura formata da migliaia di persone. Lo abbiamo individuato in un progetto di legge, in una legge che oggi è all'attenzione dell'Aula, e che la settimana prossima dopo, diciamo così, le pratiche burocratiche previste dalla fase emendativa e dalla questione che riguarda la Commissione che deve rivedere gli emendamenti, si arriverà mercoledì per la discussione sugli articoli e il voto finale. Io ho detto e ribadisco il mio punto di vista, che è il punto di vista condiviso anche dei lavori della Commissione, l'unica cosa sulla quale occorre dal mio punto di vista intervenire riguarda i semestrali, perché è un tema non concluso, che merita attenzioni soprattutto nella fase nella quale stiamo concludendo l'altro percorso. L'altro è quello, e su quello si va avanti. Bisogna trovare il modo anche di sublimare completamente una legge attraverso la definizione di coloro che sono semestrali nel contratto collettivo regionale del lavoro, o immediatamente, o attraverso un percorso che abbiamo visto anche come proporre come soluzione. Questa è la strada che noi seguiremo in questi giorni e questa è la strada sulla quale daremo il voto finale mercoledì prossimo.

PRESIDENTE. Poiché non ho altri iscritti per dichiarazione di voto, metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli con votazione elettronica.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

La seduta è tolta. Il termine per gli emendamenti, lo ricordo, è martedì alle ore 11. La prima Commissione si riunisce martedì alle ore 15, e il Consiglio è convocato mercoledì mattina alle ore 10. Invito i consiglieri a ritirare le carte dai banchi, grazie.

La seduta è tolta alle ore 17 e 41.