Seduta n.327 del 08/11/2018 

CCCXXVII Seduta

Giovedì 8 novembre 2018

(ANTIMERIDIANA)

Presidenza del Presidente Gianfranco GANAU

La seduta è aperta alle ore 10 e 56.

FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta del 23 ottobre 2018 (323), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Piermario Manca, Luca Pizzuto e Emilio Usula hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana dell'8 novembre 2018.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Comunico che la Conferenza dei Capigruppo ha deciso che oggi procediamo sino alla votazione degli articoli e il termine per la presentazione degli emendamenti è posticipato a martedì alle ore 11; la Commissione esaminerà gli emendamenti il pomeriggio di martedì e si rientrerà in Aula mercoledì mattina per la discussione degli articoli.

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria. Sono pervenute le interrogazioni numero 1662 e 1664.

Annunzio di mozione

PRESIDENTE. Si dia annunzio della mozione pervenuta alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria. È pervenuta la mozione numero 457.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Desini. Ne ha facoltà.

DESINI ROBERTO (Partito dei Sardi). Sull'ordine dei lavori per chiederle gentilmente se è possibile sentire l'assessore alla sanità Arru per chiedere se si può recare qui in Aula per riferire per quanto riguarda il mancato accreditamento del Policlinico di Sassari, se a margine o post discussione della legge su Forestas se è possibile sentire l'assessore Arru in Aula per riferire, grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Antonello Peru. Ne ha facoltà.

PERU ANTONELLO (FI). Grazie Presidente, anch'io per chiedere all'assessore Arru di riferire in Aula la situazione del Policlinico sassarese, questo l'ho già chiesto, rechiamo anzi ed evidenzio che l'Assessore l'ha già fatto in Commissione, nell'ultima Commissione Sanità, ma vorrei che lo facesse in Aula al più presto, grazie.

Discussione generale del testo unificato "Disciplina generale per il governo del territorio" (402-426-536/A) della proposta di legge Pittalis - Cappellacci - Cherchi Oscar - Fasolino - Locci - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis - Zedda Alessandra - Peru: "Applicazione del Contratto collettivo regionale di lavoro ai dipendenti dell'Agenzia FoReSTAS e nuova classificazione del personale" (402), della proposta di legge LAI - Cocco Daniele Secondo - Pizzuto - Zedda Paolo Flavio: "Disposizioni in materia di inquadramento del personale dell'Agenzia FoReSTAS" (426) e della proposta di legge Meloni Giuseppe - Deriu - Cacciotto - Cozzolino - Meloni Valerio - Moriconi - Piscedda: "Norme in materia di inquadramento del personale dell'Agenzia FoReSTAS" (536).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del testo unificato numero 402-426-536.

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Giuseppe Meloni, relatore.

MELONI GIUSEPPE (PD), relatore. Signor Presidente, signori della Giunta, colleghi in seguito alla seduta della Conferenza dei Presidenti di Gruppo del 15 febbraio 2017, con lettera trasmessa dal Presidente del Consiglio regionale il 22 febbraio 2017, la Prima Commissione consiliare è stata investita del compito di valutare eventuali soluzioni sul possibile inquadramento dei dipendenti dell'Agenzia Forestas nel comparto di contrattazione dei dipendenti regionali, con lo scopo, tra gli altri, di risolvere la problematica delle mansioni superiori di natura temporanea, da tempo oggetto di rivendicazioni sindacali. In virtù di tale compito la Commissione ha avviato una attività istruttoria al fine di acquisire dati e informazioni utili. Per tale finalità dal 1° marzo 2017 ha proceduto all'audizione degli Assessori regionali degli affari generali e della difesa dell'ambiente, dell'amministratore unico e del direttore generale dell'Agenzia, delle rappresentanze delle organizzazioni sindacali, dei responsabili locali dell'INPS. In seguito a tali audizioni la Commissione ha discusso sui dati forniti e sulle proposte e le soluzioni prospettate dagli intervenuti al fine di valutare le strade percorribili per risolvere le problematiche evidenziate. Nella seduta del 14 marzo 2017, in seguito a un intenso dibattito, la Commissione ha stabilito di informare il Presidente del Consiglio e la Conferenza dei Capigruppo sui risultati dell'attività istruttoria posta in essere, al fine di valutare le ulteriori azioni da intraprendere. Contestualmente, la Commissione ha assunto l'impegno di richiedere agli Assessorati competenti per materia dati maggiormente dettagliati sui costi del passaggio dei dipendenti dell'Agenzia al comparto di contrattazione regionale e sull'eventuale impatto che tale passaggio avrebbe potuto produrre considerando il raffronto tra la tipologia di mansioni ascrivibili alla categoria degli operai agricoli-forestali e quelle tipiche dell'Amministrazione regionale. A tal fine la Commissione ha focalizzato l'attenzione sulla fattibilità tecnica e giuridica e sulle conseguenze finanziarie derivanti da tale passaggio enucleando una serie di temi da approfondire, così sintetizzabili: l'eventuale aumento dei costi; la disciplina da applicare ai dipendenti assunti stagionalmente; l'inquadramento previdenziale e gli eventuali oneri aggiuntivi; l'attribuzione "permanente" delle mansioni superiori e il cosiddetto turn over; l'equiparazione e la compatibilità delle categorie e dei livelli retributivi, soprattutto in relazione agli operai. Nella seduta del 31 maggio 2017 la Commissione ha preso visione della documentazione, trasmessa dagli Assessorati degli affari generali e della difesa dell'ambiente il 19 maggio del 2017, nella quale si affrontavano le problematiche evidenziate nel corso dell'istruttoria fino ad allora compiuta. Nella seduta del 15 giungo 2017 la Commissione, su sollecitazione della Conferenza dei Capigruppo svoltasi il 1° giugno, avrebbe dovuto discutere una ipotesi di testo normativo relativo al passaggio dei dipendenti dell'Agenzia al comparto di contrattazione regionale. In quella seduta, tuttavia, la Commissione, in seguito ad alcune valutazioni, tramite il proprio Presidente, ha stabilito di richiedere un ulteriore confronto con i Presidenti dei gruppi consiliari al fine di chiarire alcuni aspetti. La Conferenza dei Capigruppo, svoltasi il 28 giungo 2017, ha confermato l'invito rivolto alla Prima Commissione ad elaborare una ipotesi di testo normativo. Il Presidente della Commissione, facendo seguito a tale compito, il 29 giugno, ha trasmesso al Presidente del Consiglio regionale e, per suo tramite alla Conferenza dei Capigruppo, una ipotesi di testo alla quale ha allegato le già citate relazioni trasmesse dagli Assessorati il precedente 19 maggio, integrate da alcune considerazioni e valutazioni formulate nella fase istruttoria.

Il testo, secondo quanto ipotizzato nel corso dell'attività della Commissione, prevedeva il passaggio al comparto di contrattazione regionale di tutti i dipendenti dell'Agenzia Forestas in seguito a una nuova disciplina contrattuale che, soprattutto in riferimento alla categoria degli operai, avrebbe dovuto assicurare l'omogeneità di natura tra le mansioni previste dal contratto di provenienza e quelle previste nel nuovo contratto regionale.

Nella seduta del 16 luglio 2017 il Presidente ha sottoposto all'intera Commissione l'ipotesi di testo trasmessa ai Capigruppo e, su tale ipotesi, nelle sedute del 19 e del 21 luglio 2017, nelle quali sono state inserite all'ordine del giorno anche le proposte di legge numero 402 e 426, già presentate sull'argomento, la Commissione ha sentito gli Assessori competenti, i vertici dell'Agenzia Forestas e le rappresentanze sindacali. Nel corso di tali audizioni sono stati confermati alcuni punti critici, già evidenziati nella prima fase istruttoria, inerenti al passaggio al nuovo comparto dei dipendenti dell'Agenzia. Per tale motivo, nel mese di agosto del 2017, la Commissione ha stabilito, tramite il suo Presidente, di avviare ulteriori interlocuzioni con la Direzione regionale dell'INPS al fine di avere chiarimenti in ordine ai profili previdenziali-contributivi e all'indennità di disoccupazione corrisposta agli operai cosiddetti "semestrali". Anche il Presidente del Consiglio regionale, in rappresentanza dell'intero organo, con le lettere trasmesse il 15 novembre 2017 e il 1° febbraio 2018, ha avviato una interlocuzione con il direttore generale dell'INPS al fine di ottenere alcuni chiarimenti sulla concreta fattibilità della riforma ipotizzata, ponendo l'accento sui medesimi nodi problematici evidenziati nelle citate interlocuzioni avviate con la Direzione regionale.

Sulla base di tali interlocuzioni, per le ragioni esposte dall'INPS, è emersa la problematica del mantenimento dell'indennità di disoccupazione in capo agli operai semestrali, in caso di passaggio al comparto di contrattazione regionale.

Contestualmente, la Prima Commissione, nella seduta del 18 gennaio 2018, ha stabilito di procedere all'esame congiunto delle due proposte di legge già presentate, adottando come ipotesi di testo base per l'inizio della discussione l'ipotesi di testo già elaborata nel mese di luglio del 2017. Nella seduta del 20 febbraio 2018 ha proseguito l'attività istruttoria. In quella occasione il Presidente ha annunciato l'istituzione, da parte degli Assessorati già citati, di un tavolo tecnico che vedeva coinvolti i vertici dell'Agenzia Forestas, la Direzione regionale dell'INPS e lo stesso Presidente della Prima Commissione e di un tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali, entrambi avviati al fine di sciogliere i nodi problematici emersi dall'istruttoria fino ad allora condotta, soprattutto in riferimento agli operai a tempo determinato cosiddetti semestrali. Con lettera del 2 marzo 2018, pertanto, il Presidente della Commissione, considerando completata la preliminare fase istruttoria della quale la Commissione era stata investita, ha informato la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi sugli ultimi sviluppi del complesso iter confermando la necessità di una riforma che prevedesse una apposita disciplina contrattuale al fine di assicurare il passaggio del personale al nuovo comparto e facendo il punto della situazione sulle problematiche relative ai cosiddetti semestrali. Pertanto con tale lettera si rimetteva alla Conferenza dei Capigruppo la valutazione delle ulteriori azioni da intraprendere per proseguire l'iter legislativo in un quadro di certezze per tutto il personale impiegato e di sicurezza per i conti pubblici. Nelle sedute del 20 marzo e del 5 aprile 2018 la Commissione ha preso atto dell'attività condotta dagli assessorati in seno ai citati tavoli tecnici. Nella seduta del 3 luglio 2018 la Commissione ha dato mandato al Presidente di riferire alla Conferenza dei Capigruppo sulla nuova attività istruttoria condotta. In seguito a tale mandato, con lettera inviata al Presidente del Consiglio regionale il 5 luglio 2018, il Presidente della Prima Commissione ha allegato una nuova ipotesi di testo normativo nella quale si prevedeva il passaggio al comparto di contrattazione regionale dei soli dipendenti dell'Agenzia assunti a tempo indeterminato. L'intento della nuova proposta era quello di assicurare l'invarianza dei costi previdenziali, di salvaguardare i posti di lavoro (compresi quelli non a tempo indeterminato) e la continuità retributiva dei dipendenti dell'Agenzia. Nella lettera si specificava che l'esclusione dei dipendenti a tempo determinato cosiddetti semestrali dal passaggio al nuovo contratto scaturiva dal rischio di perdere l'indennità di disoccupazione a questi corrisposta in quanto tipica del contratto degli operai agricoli forestali il cui rapporto di lavoro cessa durante l'anno: cessazione verosimilmente non ipotizzabile nell'ambito del contratto del comparto regionale. Oltre a ciò, nella lettera si sottolineava che anche la creazione di liste speciali, finalizzate ad assicurare l'assorbimento progressivo dei dipendenti a tempo determinato nell'ambito del contratto a tempo indeterminato, avrebbe comportato dubbi di compatibilità con la normativa nazionale di principio in tema di indennità di disoccupazione e di contratti a tempo determinato. Infine, in relazione ai costi quantificati ipotizzati nel testo, sulla base dei dati trasmessi dagli Assessorati (da compensare con gli eventuali risparmi sulle indennità presumibilmente non più erogabili con il passaggio al nuovo contratto), la lettera precisava che sarebbe stato imprescindibile ricorrere alla relazione tecnico-finanziaria della Giunta regionale.

In seguito a ciò la Prima Commissione, nella seduta del 31 luglio 2018, ha inserito all'ordine del giorno anche la nuova proposta di legge numero 536, trasmessa il medesimo giorno, e ha stabilito di esaminarla congiuntamente alle altre due proposte per le quali aveva già stabilito l'esame congiunto (ossia le numero 402 e 426) elaborando così un testo unificato di cui, nella medesima seduta, ha concluso l'esame degli articoli. Ha sospeso la votazione finale in attesa dell'espressione del parere finanziario da parte della Terza Commissione previsto dal Regolamento consiliare e della relazione tecnica sulla quantificazione degli oneri da parte della Giunta regionale, ai sensi del comma 3 bis dell'articolo 33 della legge regionale numero 11 del 2006. Il 2 agosto 2018 sono state dunque trasmesse la richiesta di parere e la richiesta della relazione tecnica.

Il testo unificato, rispetto a quello fino ad allora elaborato in sede istruttoria dalla Commissione e già qui brevemente illustrato, include una ulteriore disposizione con la quale si prevedono alcune norme di salvaguardia per il personale assunto a tempo determinato. Nella seduta del 26 settembre 2018 la Prima Commissione ha esaminato la documentazione sulla quantificazione degli oneri trasmessa dalla Giunta regionale il 20 settembre. Tale quantificazione, anche in seguito alla nuova contrattazione regionale nel frattempo conclusa, risultava pressoché raddoppiata rispetto a quanto prospettato nelle relazioni iniziali trasmesse dai citati Assessorati nel mese di maggio del 2017. Per questo la Commissione, in attesa del parere finanziario, al fine di compiere un'altra istruttoria sulla copertura delle spese, ha richiesto ulteriori e più specifici dati all'Amministratore unico dell'Agenzia Forestas in merito alla natura delle indennità attualmente erogate agli operai dell'Agenzia medesima e, probabilmente, non più dovute con il passaggio alla contrattazione regionale. Il riscontro a tale richiesta è pervenuto il 28 settembre scorso. Infine, nella seduta del 3 ottobre 2018, constatando il decorso del termine della richiesta del parere finanziario alla Terza Commissione, trasmessa il 2 agosto, la Prima Commissione, sulla base delle ultime risultanze istruttorie sulla quantificazione degli oneri, a maggioranza, con il voto favorevole dei rappresentanti dei Gruppi di minoranza, ha licenziato il testo per l'Aula e ha nominato il sottoscritto come relatore.

Il testo unificato delle proposte di legge numero 402, 426 e 536, licenziato dalla Commissione, è composto da 6 articoli e, in prevalenza, inserisce modifiche e integrazioni alla legge forestale della Sardegna numero 8 del 2016, di cui costituisce una sorta di completamento. Il testo, come più volte ricordato, prevede il passaggio dei dipendenti dell'agenzia assunti a tempo indeterminato dell'Agenzia Forestas al comparto di contrattazione regionale, in seguito a una dettagliata disciplina contrattuale che consenta, in particolare, di individuare anche nel nuovo contratto le mansioni tipiche degli operai agricoli-forestali, in modo che continui ad applicarsi il regime previdenziale e contributivo attualmente in vigore per tale categoria di lavoratori. Tale riforma, innanzitutto, si pone in linea con la riforma della legge regionale numero 31 del 1998, avviata da questo Consiglio con la legge regionale numero 24 del 2014, con la quale si è inteso creare un unico sistema Regione anche al fine di prevedere una disciplina omogenea per il personale dipendente dall'Amministrazione regionale, dagli enti, dalle agenzie e dagli istituti regionali. In particolare, la riforma contenuta nel testo unificato, come inizialmente accennato, intende eliminare alcune inefficienze che si riscontrano nella gestione del personale dell'Agenzia, in quanto il contratto attualmente applicato prevede, all'interno della categoria degli operai, diversi livelli ai quali corrispondono diverse mansioni e diversi trattamenti economici. Poiché l'accesso ai livelli superiori nell'ambito della medesima categoria non è automatico, nella prassi si registrano le note distorsioni rappresentate soprattutto dal ricorso all'attribuzione temporanea delle mansioni superiori. In questo ambito il passaggio al comparto di contrattazione regionale, prevedendo l'equivalenza delle mansioni all'interno della categoria, semplificherebbe il sistema e consentirebbe una più razionale gestione delle risorse umane. In relazione al personale a tempo determinato, infine, la riforma tende a salvaguardare le garanzie fino ad ora assicurate alla categoria e, in prospettiva, ad includere tale personale nell'ambito del contratto a tempo indeterminato del sistema Regione, nel rispetto della legislazione vigente in materia del limite alle assunzioni. Mi riservo di intervenire nel corso del dibattito, grazie.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Daniela Forma. Ne ha facoltà.

FORMA DANIELA (PD). Grazie Presidente, nessun lavoratore verrà lasciato indietro e questo è l'impegno solenne che i Capigruppo hanno più volte ribadito ai rappresentanti sindacali e ai lavoratori dell'agenzia Forestas, ogniqualvolta sono stati ricevuti per discutere della questione del loro inquadramento contrattuale, o meglio dei problemi giuridici, organizzativi e gestionali della neo agenzia istituita da questo Consiglio regionale nell'aprile del 2016 a seguito dell'approvazione della legge forestale della Sardegna. Un impegno che rispondeva a concreti timori del personale di Forestas e che faceva trapelare la reale difficoltà che l'agenzia stava attraversando, particolarmente dai primi mesi dello scorso anno del 2017, quando è imploso il problema del conferimento continuo ed improprio delle mansioni superiori, dettato dall'esigenza di far fronte alla carenza di personale qualificato, necessario a soddisfare le esigenze produttive dell'Agenzia che necessita di capisquadra, di motoseghisti, vivaisti, vedette antincendio, muratori. Un problema che si trascinava dal 2001. Quindi, l'ente Foreste ieri, l'agenzia Forestas oggi necessita di personale qualificato, ha bisogno di non perdere le professionalità che ha formato, che ha maturato al proprio interno in questi anni e che possono essere riconosciute naturalmente previo superamento di apposite selezioni, le quali devono consentire anche a chi non ha avuto la possibilità, nel corso degli anni di vedersele conferire, di potervi ambire. Il blocco del conferimento delle mansioni superiori è un fatto non di poco conto, anzi è un fatto centrale nel percorso che porta quest'Aula oggi ad occuparsi di questo testo unificato. Un fatto che, dobbiamo ricordare, ha coinvolto circa 2000 dipendenti, 2000 lavoratori mansionati di cui circa 300 operai che hanno svolto per anni mansioni impiegatizie. Tale blocco ha concretamente fatto emergere l'impossibilità di dare risposta immediata e completa alle aspettative di quei circa 2000 lavoratori, alcuni mansionati da decenni, che corrispondono praticamente a un terzo del totale dei dipendenti di Forestas, considerando che negli ultimi sette anni sono andati in pensione circa 550 lavoratori. Da qui un diffuso malcontento: blocco dei cantieri, proteste, un terreno fertile per chi da decenni accarezzava il sogno di poter transitare sotto la legge 31, di entrare a pieno titolo nel sistema regionale. Un terreno fertile per dare una bella spallata ad un contratto nazionale del lavoro agricolo-forestale di tipo privatistico che con tanti sforzi negli anni si era provato ad affossare, enfatizzandone l'inadeguatezza e la rigidità. Ed ecco l'occasione propizia, ecco il pressing lobbistico trasversale che finalmente attecchisce anche all'interno del Parlamento dei sardi, accompagnato da una fervida attività social, dove squadriglie si organizzano per attenzionare e fare la posta a chi è chiamato a fare scelte nell'interesse collettivo, ad indicare e scegliere le priorità di interessi da tutelare.

Presidente e colleghi, la scelta contenuta nel testo unificato approvato dalla prima Commissione e che oggi è all'attenzione di quest'Aula è, a mio avviso, una scelta sbagliata. Si vorrebbe aggirare l'ostacolo e risolvere tra gli altri, come è stato più volte ripetuto, anche il problema delle mansioni superiori, andando a modificare l'articolo 48 della legge regionale 8 del 2016, della legge forestale, prevedendo l'inquadramento di tutti i dipendenti dell'Agenzia Forestas, con in mano un contratto a tempo indeterminato, nel comparto di contrattazione dei dipendenti regionali. Perché è sbagliata questa scelta? Perché ha avuto il mio voto contrario in Commissione? Prima di tutto perché è l'attività effettivamente esercitata a determinare l'appartenenza ad una categoria professionale ai fini dell'applicazione del contratto collettivo. Come si può giustificare allora che 3790 operai agricoli forestali, ossia quelli assunti a tempo indeterminato, transitino verso un contratto regionale di amministrativi? Peraltro senza alcun accordo con i sindacati confederali con i quali ci si dovrà sedere al tavolo per la contrattazione. Ancora, conosciamo tutti bene le modalità di accesso alla 31, la Giunta regionale può confutare i dati in mio possesso - spero vivamente che lo possa fare, io spero di aver avuto informazioni sbagliate - vale a dire che dei 4180 dipendenti per i quali prevediamo la regionalizzazione, molto volgarmente, il 96,5 per cento sono stati assunti per il tramite degli uffici di collocamento, ossia senza concorso? Concorso che è stato fatto solamente dai quadri e da circa il 20 per cento sul totale degli impiegati, vorrei essere confutata se è un dato sbagliato. Questo si ritiene che possa essere legittimo? Ancora, pur di dare una risposta legislativa e politica si sceglie di dare una risposta parziale, si decide di fare andare avanti i 4180 dipendenti che hanno già le loro sicurezze, perché hanno in mano un contratto a tempo indeterminato, e si decide che altri 1300, quelli più fragili, i semestrali, possano restare in attesa, possano restare nel limbo. Si viene meno alla parola data a più riprese, non è vero che nessun lavoratore resterà indietro, stanno restando indietro 1300 lavoratori! Questa discriminazione, come ho già rilevato, inascoltata in Commissione, è aggravata dalla caratterizzazione territoriale, dal fatto che la quasi totalità dei semestrali che non hanno avuto la fortuna di essere stabilizzati, a differenza dei loro colleghi delle altre province, provengono dalla Sardegna centrale: 390 sono del Nuorese, 470 dell'Ogliastra, 270 sono dell'Oristanese. Se ancora ce ne fosse bisogno, come non enfatizzare l'impatto per le casse regionali di questa operazione? Un'operazione che da più parti veniva millantata quasi fosse una partita di giro senza costi aggiuntivi o giù di lì, ma quando la Giunta regionale ha presentato la relazione tecnico-finanziaria dalla quale si è potuto evincere una stima prudenziale dei costi pari a circa 10.600.000 euro, che scendono ai 9.349.000 previsti in norma finanziaria grazie al fatto che 1 milione e 160 risultano già stanziati per il rinnovo del contratto collettivo regionale, nessuno ha fatto una piega. In una fase delicata della nostra economia, con una vertenza aperta con il Governo per il fardello accantonamenti, con la necessità di liberare risorse per far fronte alla fragilità ambientale del nostro territorio e a lenire i danni, ne abbiamo discusso anche ieri qui in Consiglio regionale, delle tante calamità che continuano a colpire le nostre aziende agricole, le nostre attività produttive, le nostre famiglie, come può questo Consiglio ritenere di potersi lanciare in un'operazione che ancora non si riesce a quantificare con precisione, per stessa ammissione della Giunta regionale, e la cui portata potrebbe sfuggirci di mano? Allora, Presidente, io rivolgo un appello accorato a tutti i colleghi, che godono naturalmente singolarmente della mia stima, ma che non posso seguire in questo salto nel buio: prendiamoci tutto il tempo di cui abbiamo bisogno per fare le scelte più oculate, per il bene dell'Agenzia Forestas, per il bene del sistema regionale e di tutta la comunità regionale che siamo chiamati a rappresentare complessivamente.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Alfonso Marras. Ne ha facoltà.

MARRAS ALFONSO (Riformatori Sardi). Presidente, ad oltre un anno e mezzo dalla presentazione della prima proposta di legge per la tutela della posizione professionale dei lavoratori dipendenti dell'Agenzia Forestas e dopo numerose discussioni nelle sedi preposte, oggi siamo finalmente giunti alla discussione in Aula. Si tratta di un problema annoso che ha visto diverse volte i lavoratori stessi scendere in piazza per manifestare le difficoltà e i disagi della loro situazione professionale. Stiamo parlando di 5300 dipendenti dell'Agenzia, di cui 1300 sono semestrali e 400 tra quadri e dirigenti, mentre gli altri son tutti operai a tempo indeterminato, ma assunti con un contratto privatistico, lo stesso che disciplina il lavoro dei braccianti agricoli. Sappiamo bene come tutti i lavoratori Forestas abbiano sempre lavorato incessantemente, con grande professionalità e competenza, al servizio delle nostre comunità locali e dei territori di tutta l'isola, adoperandosi fattivamente nelle situazioni di pericolo, come ad esempio è avvenuto nel caso degli interventi antincendio o di protezione civile, nelle operazioni di pulizia boschiva, di ripristino del suolo e nelle situazioni di emergenza neve. Sappiamo bene i numerosi problemi contrattuali che gli stessi lavoratori hanno dovuto fronteggiare, in particolare quelli collegati alle cosiddette mansioni superiori al ruolo per il quale erano stati assunti, come le mansioni di vedetta, di conduttori di autobotti, di caposquadra, tutte mansioni assai differenti rispetto a quelle della qualifica di appartenenza spesso non riconosciute. Una vecchia abitudine, quella delle mansioni superiori, spesso subito dai laboratori ma mai affrontata e risolta alla radice da chi di dovere. Sono queste problematiche che hanno spesso inficiato l'operatività dei lavoratori e non hanno consentito loro di operare con la dovuta serenità. Abbiamo oggi dunque la possibilità di ascoltare le richieste dei dipendenti Forestas, di risolvere le questioni critiche. Gli stessi hanno sottolineato in varie sedi di evitare che questi uomini e donne si sentano ancora discriminati rispetto agli altri lavoratori della Regione e di dare finalmente a loro pari dignità. Non posso quindi non esprimere la mia personale ma cauta soddisfazione per il contenuto del testo unificato che finalmente prevede il passaggio dei dipendenti dell'Agenzia Forestas assunti a tempo indeterminato al comparto di contrattazione regionale.

Ci sono diversi aspetti positivi nella riforma che stiamo esaminando. Come evidenziato nel testo la riforma infatti prevede anche l'equivalenza delle mansioni all'interno della categoria, semplificando il sistema e consentendo una più razionale gestione delle risorse umane. La riforma disciplina contrattuale poi consentirebbe di individuare anche il nuovo contratto, le mansioni tipiche degli operai agricoli forestali e di continuare ad applicare il regime previdenziale contributivo attualmente in vigore per queste categorie di lavoratori. Sono certamente aspetti concreti che dimostrano capacità di ascolto e di attenzione verso quelle che sono state le richieste inoltrate nel corso degli anni da questi lavoratori che spesso si sono trovati in una situazione certamente svantaggiata e talvolta anche esasperata. Non posso non esprimere soddisfazione in quanto finalmente, dopo tanto tempo, in caso di approvazione della riforma in esame i lavoratori dipendenti dell'Agenzia, dal primo gennaio 2019, potranno essere considerati dipendenti regionali uguali a tutti gli altri e conseguentemente potranno avere un dignitoso contratto di lavoro che possa garantire loro un'altrettanto dignitosa salvaguardia di salari e diritti. Finalmente ci si augura che tali lavoratori possano godere di un migliore trattamento giuridico ed economico, con maggiori risorse finanziarie e con riconoscimento degli stessi diritti di tutti gli altri dipendenti regionali, con rinnovi contrattuali certi, con la possibilità di avere delle progressioni, con maggiori tutele durante le malattie e con la possibilità di avere maggiori permessi retribuiti e tutto quanto di positivo ne può conseguire. Tuttavia non possiamo non cogliere anche alcuni aspetti critici della riforma, in particolare quelli collegati alla posizione dei lavoratori a tempo determinato, i cosiddetti semestrali, per i quali non vedo nel testo unificato un'adeguata tutela nonostante vi sia la presenza delle norme di salvaguardia. Vi sarebbe infatti a mio parere la necessità di una maggiore certezza anche per tale categoria di lavoratori che sembrerebbero invece parzialmente esclusi dall'intervento legislativo. La riforma parrebbe tesa a salvaguardare le garanzie fino ad assicurare alla categoria in prospettiva di includere tale personale nell'ambito del contratto a tempo indeterminato nel sistema Regione nel rispetto della legislazione vigente in materia del limite delle assunzioni ma attraverso un'entrata progressiva a seconda degli spazi assunzionali. Vi è pertanto nel testo un'incertezza che non garantisce adeguata serenità ai lavoratori a tempo determinato che a mio parere meriterebbe maggiore considerazione. Mi auguro che la posizione di questi lavoratori e la futura possibilità di una loro stabilizzazione non venga messa a rischio dalle implicazioni normative che questo testo di legge potrebbe portare con sé e che anche i cosiddetti semestrali possano trovare adeguata tutela a difesa delle loro legittime ragioni.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Oscar Cherchi. Ne ha facoltà.

CHERCHI OSCAR (FI).Credo che oggi sia veramente una giornata importante da ricordare per tutta la Sardegna. I lavoratori di Forestas, dell'agenzia Forestas, agenzia istituita da questa maggioranza nel 2016 cioè esattamente due anni fa, finalmente troverà con l'approvazione dell'Aula di questo testo di legge che oggi troviamo in discussione, finalmente darà giustizia e troverà una soluzione alla giusta collocazione lavorativa e inquadramento dei lavoratori di Forestas. Chi mi ha preceduto, onorevole Forma, io ho un grandissimo rispetto per la sua convinzione, per il coraggio che lei ha oggi di dimostrare una posizione contraria alla sua maggioranza, ma soprattutto per aver sollevato le sue considerazioni e quindi le sue criticità. Io però non posso non sollevare una posizione contraria alla sua perché la discriminazione che lei giustamente guarda alla parte che poi affronterò nel ragionamento finale che è quella dei lavoratori a tempo determinato, quella discriminazione nasce ed è già inserita nel momento in cui voi avete approvato quella riforma dell'agenzia Forestas, era in quel momento che si sarebbe dovuto anziché rimandare il problema, risolverlo all'interno della famosa legge forestale della Sardegna, dove all'interno della legge forestale si istituisce l'agenzia Forestas. Credo che il testo, come è stato più volte ricordato anche dal collega relatore, prevede il passaggio quindi dei dipendenti dell'agenzia Forestas, tutti quelli assunti a tempo indeterminato, tutti indistintamente a seconda della loro funzione e figura professionale all'interno dell'agenzia, direttamente al comparto regionale, quindi al comparto di contrattazione regionale che chiaramente è venuta successivamente poi dopo una lunga discussione all'interno della Commissione che è durata veramente tanto e dopo tantissime interlocuzioni con la parte esecutiva, cioè con la Giunta regionale e con tutta una serie, un'ulteriore serie di interlocuzioni che sono avvenute per capire quanto poteva essere la differenza economica che la Regione doveva mettere a disposizione per risolvere finalmente questo problema. Questo è stato fatto con grossi dubbi, è inutile che noi stiamo a ricordare qua quello che è successo precedentemente, le cifre prima erano indicate in un certo modo, poi stranamente si raddoppiano, ma non credo che sia questo però l'aspetto importante da sottolineare, credo che sia molto importante invece definire che quasi all'unanimità quella Commissione, cioè la prima Commissione consiliare con un solo voto contrario ha approvato un testo che oggi entra in Aula e che dà finalmente dignità a quei lavoratori che fino a oggi qualcuno ha definito o perlomeno li ha considerati lavoratori di serie B. Non è un'offesa nei confronti dei lavoratori essere considerati di serie B perché giustamente come ha detto la collega Forma comunque sono dipendenti a tempo indeterminato, hanno il loro contratto, hanno la loro certezza lavorativa, questo non significa però che rispetto ad altre agenzie regionali e cito quelle dell'agricoltura, quando fu fatta la famosa riforma, sbagliata anche quella, ma comunque fu fatta la famosa riforma costituendo quindi le tre agenzie regionali, ARGEA, LAORE e AGRIS soprattutto, tutto il personale che faceva parte dei Consorzi, che faceva parte di altri piccoli enti cioè lavoratori agricoli che erano inquadrati con il contratto agricolo, sono stati inseriti nell'agenzia AGRIS e quindi inseriti con un contratto che ha seguito quello regionale, cioè la "31". E allora spiegatemi per quale motivo oggi il Consiglio regionale ragiona, non so per quale motivo, forse sollecitati da qualche organizzazione sindacale che giustamente seguirà poi nella contrattazione per il definitivo inserimento una volta approvata questa legge, non capisco perché nel momento in cui si va a discutere si considera invece impossibile inserire quel personale oggi con inquadramento agricolo all'interno della "31" che viene considerata una norma e un contratto solo ed esclusivamente per degli amministrativi. Mi lascia veramente perplesso, ha lasciato perplessi noi che abbiamo approfondito l'argomento, ma credo che continui a lasciare perplessi anche gli stessi lavoratori, a parte quelli amministrativi ma chiaramente tutto il resto dei 3790 che invece non sono amministrativi. Non credo che possa essere questo un problema che possa limitare l'approvazione di questa norma, Assessore, credo che la contrattazione dovrà essere fatta poi successivamente, una volta approvato il testo di legge dovrà essere fatto sia dalla Giunta regionale che chiaramente dai rappresentanti dei lavoratori e quindi dalle organizzazioni sindacali e che si possa trovare serenamente e tranquillamente così come abbiamo già individuato all'interno della Commissione una giusta caratterizzazione dei ruoli e soprattutto delle funzioni dei lavoratori di Forestas. Un'ultima considerazione che mi piace sottolineare è legata in modo particolare ai semestrali, onorevole Forma, la cito continuamente oggi e continuo a rivolgerle un chiaro apprezzamento per la sua posizione politica, ha individuato e ha distinto nelle varie zone regionali i lavoratori semestrali e noi siamo da tempo che, così come abbiamo detto oramai da tanti anni, è necessario che avvenga la stabilizzazione dei lavoratori a tempo determinato. I 270 oristanesi, utilizzo l'oristanese perché quella è la mia provenienza e lì sono stato eletto per rappresentare quella parte di territorio anche se all'interno di quest'Aula noi rappresentiamo tutta la Sardegna e non solo ed esclusivamente il territorio dove noi siamo stati eletti, significa però dare una risposta, e io credo che sia necessario che con l'approvazione di questa legge ci sia anche l'impegno solenne dell'Assemblea dei sardi per trovare una definitiva soluzione nei confronti dei lavoratori ripeto a tempo determinato, i famosi semestrali con un impegno importante non solo ed esclusivamente fatto di parole ma credo che almeno, considerando che l'importante in questo momento è il primo passaggio è quello dell'approvazione della legge che noi oggi abbiamo in Aula, il secondo deve essere almeno un impegno formale da parte di tutto questo Consiglio regionale, attraverso un ordine del giorno che presenteremo in seguito alla approvazione della legge, quindi da porre all'attenzione dell'Aula, per avere la certezza che troveranno un sicuro e un certo futuro anche coloro che oggi sono lavoratori a tempo determinato e che non hanno certezza del loro sicuro e certo futuro, in ragione chiaramente a quella che è la loro posizione contrattuale.

Quindi, in chiusura del ragionamento, ritengo che la riforma sia partita con un piede sbagliato già dal 2016, ma credo che oggi con l'approvazione di questa legge mettiamo fine ad una discriminazione nei confronti dei lavoratori di Forestas, riportando il tutto all'interno della contrattazione regionale, con un impegno, ripeto e chiudo, formale nei confronti anche dei lavoratori semestrali che dovrà avvenire nel più breve tempo possibile e magari essere discusso come copertura finanziaria all'interno del Documento economico-finanziario, che dovrà essere approvato da questo Consiglio regionale.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Antonello Peru. Ne ha facoltà.

PERU ANTONELLO (FI). Presidente, con la legge regionale numero 8 2016 è stata istituita l'agenzia Forestas, che attraverso una struttura tecnica operativa della Regione ha la missione di attuare e favorire in campo forestale l'innovazione, la valorizzazione economica e sociale del patrimonio naturale e ambientale della Sardegna. L'agenzia è dotata di personalità giuridica di diritto pubblico, ha una struttura operativa di quasi 6000 dipendenti che si articolano in dirigenti, quadri, impiegati, operai a tempo indeterminato e operai a tempo determinato. La legge 8 del 2016, che ha riformato il vecchio ente Foreste, istituendo l'agenzia gli attribuito come tutti sappiamo nuove funzioni, ma nel contempo non ha riformato la cosa più importante, il contratto del personale. Il contratto del personale che è il cuore pulsante, il motore che fa muovere tutta l'organizzazione dell'agenzia, considerato che quasi tutto il bilancio è formato dal costo dei lavoratori e quindi è comprensibile che una struttura che eroga principalmente nuovi servizi deve necessariamente cambiare il sistema contrattuale per adattarlo alle nuove funzioni dell'agenzia stessa. Vero è che l'articolo 48 della legge 8 non ha cambiato lo stato giuridico del personale, l'ha invece inquadrato come già nel precedente ente Foreste statico e attempato al contratto collettivo nazionale e al contratto integrativo regionale. Un contratto come tutti sappiamo obsoleto, per certi versi e per certi punti inapplicabile, ma soprattutto si evidenzia che i lavoratori di Forestas sono gli unici a essere fuori dal comparto dei dipendenti pubblici della Regione Sardegna.

Oggi siamo in quest'aula, cari colleghi, per discutere, riformare e adattare quell'articolo 48 alle nuove funzioni dell'agenzia Forestas, ma soprattutto ci siamo convinti, spero tutti, che sono maturi i tempi per eguagliare i dipendenti di Forestas, anch'essi dipendenti pubblici, al contratto del comparto pubblico regionale. Il testo legislativo in discussione ne è la prova oggettiva, in quanto disciplina proprio il passaggio al comparto regionale tutti i dipendenti dell'Agenzia Forestas, questo per uniformarli, omogeneizzarli a tutto il personale della Regione. Che i tempi sono maturi lo determina il fatto che questo testo unificato non si discosta né sul contenuto, né sui principi, ed è stato generato, come tutti noi sappiamo, da tre proposte legislative, più votato da quasi tutti i componenti della Commissione ad esclusione della collega Forma. E proprio per tutti questi motivi possiamo affermare che c'è espressa volontà di quasi tutto il Consiglio regionale per questo passaggio. E allora, cari colleghi, siamo in tanti a convincerci della bontà del provvedimento, questo è il dato straordinario, questo è il dato significativo per tanti lavoratori di Forestas, ma soprattutto per il servizio che loro erogano a i tutti sardi. Sicuramente abbiamo perso tempo, io dico che abbiamo perso tempo, lo potevamo fare prima, ma io dico meglio tardi che mai, questo è accaduto e oggi ne stiamo discutendo. E allora possiamo affermare che è arrivato il momento per sottolineare l'evidente contraddizione tra lo status del personale di Forestas nei confronti degli altri dipendenti regionali, diciamocelo, è così, siamo tutti consapevoli, colleghi, ma siamo anche felici per aver superato quel blocco ideologico, per non chiamarlo diversamente, innescato da qualche sindacato non certo basato per la sola difesa dei lavoratori o delle problematiche contrattuali e previdenziali, ma arroccati a difendere forse un recinto e un proprio recinto di privilegi. Questo bisogna avere il coraggio di dirlo, ragazzi e cari colleghi. Ora siamo certi che il numero dei lavoratori che ci chiedono il passaggio contrattuale dentro il comparto regionale è di gran lunga superiore a chi non lo vuole, questo è chiarissimo, ci sono le piazze che lo confermano, e ci sono le 4000 firme. E' ora evidente che il contratto collettivo nazionale è ritagliato su misura per cooperative forestali non pubbliche, con numerosi articoli inapplicabili in quanto riservati ai soli datori di lavoro privati. Uno per tutti è l'applicazione delle mansioni superiori contestate anche dalla Corte dei conti, e per questo non vorremmo più assistere come è successo quest'anno di tanti Sindaci che ci hanno segnalato la peggior campagna antincendi con i rischi che la Sardegna, come tutti sapete, corre a causa proprio delle mansioni superiori. Basta affidare Forestas, basta veramente affidare Forestas ad un contratto privato, uguale a quello che si applica alle cooperative forestali del continente, noi diciamo basta. E non possiamo nascondere la nostra soddisfazione per voler riconoscere ai lavoratori di Forestas gli stessi diritti, gli stessi doveri di tutto il resto del personale del sistema regionale. Ora siamo certi, dopo la comunicazione anche dell'INPS, che niente cambia, nessun costo in più per la Regione ai fini previdenziali contributivi, in quanto è mantenuta la possibilità di continuare a usufruire degli sgravi fiscali di tutto il comparto agricolo. La Sardegna, anche per effetto della sua specialità, detiene un suo contratto regionale, perché non lo utilizziamo per tutti, caro Assessore? Non è vero che la legge 31 ospita solo dipendenti amministrativi della funzione pubblica, questo non è vero, perché all'interno del comparto regionale risiedono i dipendenti della Regione, risiedono i dipendenti delle agenzie, quindi AGRIS, LAORE, ARGEA, ENAS, ASPAL, Corpo forestale, in questi enti non ci sono solo amministrativi, ma sono presenti tanti profili utili alle funzioni degli organi stessi che sono all'interno della Regione, compreso i pastori di AGRIS, sono all'interno del comparto unico regionale, quindi non è vero questo. E sono all'interno del comparto perché sono stati declinati attraverso accordi decentrati delle organizzazioni sindacali, quello che stiamo proponendo, né più, né meno, in questo provvedimento. E allora, Assessore, sa chi manca all'interno del contratto unico? I lavoratori di Forestas, solo loro, mancano solo loro. E allora saremo contenti e soddisfatti che il contratto regionale nel tempo possa avvantaggiare i lavoratori dando loro una prospettiva di crescita professionale ed economica, ma siamo ancora più felici perché convinti che la motivazione, il coinvolgimento dei lavoratori determinerà tuttavia maggior valore, più servizi, per un'importante risorsa economica e sociale che la Sardegna ha. Cari colleghi, cari sindacati tutti, cara collega Forma, non dividete i lavoratori di Forestas, non fateli diventare figli di un Dio minore, è arrivato il momento di accorgerci che quell'operaio di primo livello di trent'anni fa, che ha piantato un seme e che oggi quel seme dopo averlo concimato potato, curato e cresciuto è diventato un albero, folto, bello, prosperoso, ma quell'operaio è rimasto professionalmente sempre un piccolo primo livello, senza prospettive e senza crescita, questo è l'effetto del vecchio contratto all'interno di una legge che disciplina un nuovo sistema moderno e innovativo come la legge numero 8 che deve valorizzare e promuovere i settori naturali e ambientali di tutto il nostro territorio, grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Luigi Crisponi. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). In quest'aula troppo spesso abbiamo assistito alla fuga dalla realtà, e mi riferisco in modo particolare dal centrosinistra che in molte occasioni ha dimostrato di non voler affrontare temi reali, concreti e utili al territorio sardo, in ultimo la vicenda che ha riguardato la legge urbanistica, ritirati armi e bagagli e fuga, non ultima ancora la recente questione che è stata affrontata per i lavoratori di Santa Gilla, quindi con un progetto di legge che è stato ritirato, messo nei cassetti e rimandato tutto ad una semplice risoluzione, approvata quasi beffardamente dall'Aula per parti, ci sono occasioni nelle quali io credo che non ci debba essere alcuna distinzione fra maggioranza e minoranza, tra coloro i quali hanno la cloche e la gestione, così come la Giunta regionale, espressione appunto della maggioranza e la minoranza, che da prima ha sollecitato l'Aula e quindi la Giunta regionale ad affrontare un tema così gravoso e delicato, e lo ha fatto consapevolmente con la proposta di legge depositata appunto proprio dagli uomini della minoranza consiliare per sollecitare la risoluzione di un tema che discrimina cittadini di serie A e cittadini di serie B, che pone quasi in contrapposizione lavoratori di serie A e lavoratori di serie B, chi sono quei lavoratori di serie B? Sono dipendenti pubblici, ma perché sono dipendenti pubblici? Perché essi svolgono una funzione pubblica al servizio dei cittadini, chi più dei lavoratori di Forestas svolge un lavoro prezioso, attento, costante, altamente professionale al servizio della collettività, quelli secondo talune visioni sarebbero cittadini e lavoratori di serie B? Inaccettabile, impensabile procedere ad una organizzazione di un sistema Regione senza che facciano parte quei cosiddetti lavoratori, considerati appunto di serie B, senza una corretta equiparazione, e quando c'è un'equiparazione significa equiparare nei sistemi organizzativi del lavoro, organizzarli per vicende che quotidianamente loro conoscono da tempo immemore, da tempi lontani, dove hanno prestato orgogliosamente, seriamente e professionalmente il proprio prestigioso servizio. Equiparazione e perequazione in termini salariali, equiparazione e perequazione in termini di sistemi contributivi, a queste persone mancano esattamente tutti questi elementi. Allora, con la proposta di legge, ma si spera e si auspica naturalmente che con una decisione corale, si possa arrivare a definire che queste persone, questo "esercito" che guarda caso è la parola utilizzata dalla stessa Giunta regionale beffardamente dal momento del suo insediamento quando parla di un esercito delle forze in campo a protezione e salvaguardia delle vicende della collettività e, guarda caso, di quelle 10 mila persone di cui l'Assessore Spano si fa sempre carico, ringraziandoli, proteggendo, tutto naturalmente a parole, il 50 per cento sono determinati da un esercito di lavoratori che sono proprio quelli che invece vengono fino ad oggi considerati di serie B e che invece chiedono solo ed esclusivamente un rispetto della loro storia professionale e anche di tutto ciò che hanno ancora nelle loro mani, nella loro testa, nelle loro braccia per poter dare un contributo essenziale e irrinunciabile alla collettività, quelli, Assessore Spano, sono dipendenti pubblici e quindi non è ben chiaro il motivo per il quale si è voluto traccheggiare, giocando quasi a nascondino, ed evitando che la proposta arrivasse nei tempi dovuti, e quasi che la si volesse addirittura far passare sottotraccia per lasciarla post approvazione della finanziaria regionale 2018, quasi beffardamente accompagnando quei 5 mila uomini che compongono quell'esercito fondamentale e irrinunciabile verso la fine della legislatura. Eppure questa era l'occasione nella quale il sistema Regione avrebbe potuto accogliere tranquillamente e serenamente, a braccia aperte dei loro fratelli, dei dipendenti che non hanno nulla da lamentare in termini di mancanza di conoscenza, di esperienza, di qualità, di professionalità, che è solo a beneficio ancora una volta della collettività. Tutti questi sotterfugi, che sono certamente parte dominante di una politica che non sa interpretare, non sa ascoltare e che rifugge ancora una volta dalle proprie responsabilità, per fortuna sono stati messi da parte e, finalmente, il progetto di legge approda in Aula, ma deve approvare con lo stesso schema che è servito per approvare altri progetti di legge in cui i lavoratori di altri comparti o di altri sistemi regionali, di altre agenzie, debbono avere la pari dignità e quindi quel sistema della legge numero 31 deve inquadrare i lavoratori di Forestas esattamente come quelli di AGRIS, di AREA, di ASPAL, di tutti quel sistema che la Regione ha voluto tenerne conto, richiamare a sé nel proprio ambito, nel proprio sistema, e dove noi riteniamo che non possano rimanere da quel recinto, e da quelle barriere che pare siano state sollevate. Quindi credo che questa sia un'occasione nella quale si possa finalmente parlare di una questione tanto cara ai nostri amici lavoratori dell'agenzia Forestas, ma anche tanto cara agli uomini della minoranza consiliare che si sono battuti che, senza se e senza ma, senza distinzione alcuna fra gruppi politici, movimenti politici, appartenenze politiche, tutti coloro i quali appartengono alla minoranza sono determinati nel chiedere ad alta voce che ci sia il rispetto di ciò che è stato scritto negli articolati di legge e credo che quello possa essere la dimostrazione di una qualità interpretativa delle regole del gioco ma, soprattutto, delle regole naturalmente care ai lavoratori, poco a noi interessa e poco ci riguarda delle questioni sindacali, dei bracci di ferro, di quel gioco maldestro che spesso però conduce verso uno scontro che non deve essere né di carattere organizzativo, né di carattere propulsivo, perché può essere solamente un risultato a favore e a vantaggio del sistema Regione, poter beneficiare e godere di uomini che hanno della loro esperienza lavorativa fatto solamente una mission, una missione, che ancora una volta a vantaggio della collettività e di cui può solo ed esclusivamente beneficiare il sistema Regione, è vero che si va anche alla fine della legislatura, e quindi tutti i passaggi organizzativi successivi, posso solamente immaginare, come pare oramai chiaro, che possano essere portati avanti e definiti dalla futura Giunta regionale, ma mi pare caro Assessore Spano che se continuerete ancora una volta a nascondervi, a non mostrare assunzione di responsabilità davanti a eventi di questo genere, dove si parla di storie di uomini, di lavoratori caparbi e coraggiosi, io credo che avrete fallito tutti i vostri compiti, come di fatto avete già dimostrato ampiamente nel corso di questi cinque anni e che inevitabilmente avranno anche un riverbero nel sentimento, nella sensazione dell'apparato di tutti gli altri lavoratori del sistema regionale, che non vogliono assolutamente essere individuati come referenti di un titolo superiore, come persone che hanno conquistato chissà che, si tratta di gente che invece - io sono sicuro - potrà accogliere un sistema molto importante al quale credo tutti quanti noi dobbiamo dare grandissima attenzione che è quello della salvaguardia dell'ambiente, la creazione delle condizioni migliori per il rispetto di un sistema ambientale per noi quanto più necessario e quanto più rappresentativo, anche alla luce di eventi terribili legati a fattori climatici come quelli che hanno invece devastato gran parte delle regioni d'Italia proprio in queste ultime settimane. Io credo che quegli uomini siano davvero utili al servizio, allo svolgimento dei compiti più importanti, più preziosi e assolutamente necessari. A quella gente, naturalmente a tutti quanti, in modo indistinto, lavoratori a tempo indeterminato e con uguale caparbietà da assicurare uguale tranquillità e serenità nel proprio futuro anche agli uomini che in questo momento vengono inquadrati con il sistema fastidioso, precario del tempo determinato dall'Agenzia Forestas, a tutti costoro….

PRESIDENTE. Grazie, onorevole, il tempo a sua disposizione è terminato.

È iscritto a parlare il consigliere Mario Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (UDC Sardegna). Io credo che la vicenda relativa all'applicazione del contratto collettivo di lavoro deve essere valutata con obiettività, prescindendo da posizioni pregiudiziali, infatti fin dalla scorsa legislatura l'obiettivo dell'Assessorato al personale, Assessore, per la parte di sua competenza della vicenda è stato di semplificare il quadro dei rapporti di lavoro in ambito regionale. E ancor oggi abbiamo figure legate all'amministrazione centrale, agli enti, alle agenzie, da partite IVA, da co.co.co., da contratti a tempo determinato, dal contratto collettivo dei bancari, dal contratto della sanità, contratti in parte privati e in parte pubblici: uno sconquasso, questa è la situazione. Si può ipotizzare di riformare la macchina amministrativa di fronte a questa complessità di rapporti, si può ipotizzare di creare una struttura agile, snella, pronta ad affrontare le esigenze e le emergenze che la quotidianità impone, se non è possibile trasferire per vincoli burocratici le risorse umane laddove si rende necessario? Si può giustificare l'immobilismo dell'Agenzia, soprattutto in occasione dei periodi particolarmente delicati come la stagione estiva, perché il personale non può guidare i mezzi dal momento che l'attuale contratto non lo consente? Si possono giustificare un unico Coran che stipuli contratti diversi, uno per il regionali e l'altro per l'Agenzia Forestas?

Non si può essere riformisti a parole e poi, nei fatti, rimanere conservatori più di tanto, ecco perché, onorevole Assessore, voglio fare due considerazioni finali. Ho letto le tante cose scritte dalla stampa in ordine a questo problema, che non sono vere, la prima è che applicare il contratto dei regionali non significa automaticamente che i forestali entrino a far parte del ruolo unico regionale, del resto è la stessa legge 24 del 2014 che inserisce l'Agenzia Forestas nel sistema Regione Sardegna. La seconda è di carattere prettamente politico, le manifestazioni odierne in città e sotto il palazzo nella Regione dimostrano ancora una volta l'impossibilità della Giunta ad affrontare e risolvere i problemi di assoluta rilevanza per la nostra Regione. A seconda della convenienza i rapporti vengono gestiti dagli Assessori di riferimento, e in caso di insuccesso, come dimostra l'odierna vicenda, non vige più il sistema presidenziale con tutti i poteri in capo al Presidente ma si scarica la vertenza sul Consiglio, finora delegittimato e svuotato di compiti e di funzioni. E guardate, signor Presidente del Consiglio, se non mettiamo ordine su questo problema, abbiamo voglia noi a far vincere la Lega, Cinque Stelle o sei stelline, non funziona il sistema, bisogna che noi mettiamo mano al sistema e bisogna che noi modifichiamo una legge che non ci consente di avere ruoli e responsabilità da parte del Consiglio, degli Assessori, del Presidente del Consiglio e del Presidente della Regione.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Marco Tedde. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Non me ne voglia il mio collega Meloni però è la prima volta che in questa legislatura sento una relazione introduttiva prodiga di dati cronologici ma molto parca di contenuti: quattro pagine di snodi procedurali ma di contenuti non ne ha parlato. E' evidente che ci sono dei tormenti in maggioranza, ci sono delle contraddizioni che quest'Aula spero riesca a sanare, e queste contraddizioni sono certificate poi dalla posizione, diciamo coraggiosa ma responsabile, della collega Forma.

Noi, quando si discusse la legge di Forestas fummo molto severi: era una legge che puntava a innovazione culturale e a innovazione sociale ma si rivelò invece una legge del tutto inadeguata, una legge contraddittoria e soprattutto una legge molto ma molto deludente. Forestas era ed è abbandonata a se stessa, non ci sono investimenti su Forestas, mancano anche le attrezzature più essenziali e più semplici per far lavorare le risorse umane di Forestas. Venne fuori una legge del tutto conservatrice che diede una rinfrescata alla facciata della materia di Forestas, una legge che non è riuscita a incidere sulle reali ragioni del sottosviluppo, della mancata valorizzazione del patrimonio forestale, e tra le altre cose era una legge che puntava all'esercizio di competenze statutarie, quindi all'esercizio delle competenze statutarie relative all'articolo 3 della nostra legge fondamentale, in materia di ordinamento degli enti e uffici della Regione e di stato giuridico del personale. Ebbene, il nostro Statuto avrebbe meritato ben altro, avrebbe meritato una legge attuativa di ben altra levatura. Comunque, a parte queste considerazioni, in questa legge sono stati dimenticati del tutto gli enti locali, enti locali che sono titolari di due terzi del patrimonio forestale sardo, ma gli enti locali vengono soltanto espropriati, vengono confiscati del loro patrimonio e a loro non viene offerta nessuna collaborazione nella gestione del verde urbano, per esempio, e sarebbe stata una buona occasione. E credo che il parere del Consiglio delle autonomie sia stato molto efficace e lapidario su questo punto; un parere censorio preciso che ha fatto emergere le contraddizioni forti di questa legge.

Il grande tema però era ed è l'inquadramento del personale. Abbiamo l'articolo 48 della legge di Forestas, da noi molto criticato in sede di discussione del disegno di legge, un articolo 48 che contraddice in tutto e per tutto la legge 24 del 2014 sul sistema Regione. Si era scelto di non scegliere, allora, si era scelto di mantenere, e secondo noi errando l'abbiamo detto a più riprese, si è scelto di mantenere un contratto separato per il comparto forestale, trattando i dipendenti di Forestas in modo deteriore rispetto ai loro colleghi del sistema Regione, proprio come figli di un dio minore, disapplicando quindi la disciplina della legge 31 in materia di pubblico impiego. Ebbene, allora, stiamo parlando dell'aprile del 2016, voi siete andati avanti, siete andati avanti nonostante il parere dubbioso della prima Commissione, nonostante il parere censorio del CAL, fortemente censorio del CAL, nonostante le nostre rimostranze, le nostre controproposte, le nostre osservazioni, le osservazioni giuste dei sindacati autonomi. Siete andati avanti ed ecco cosa è successo. Stiamo realizzando una sorta di gioco dell'oca forestale, siamo ritornati indietro al punto di partenza, siamo ritornati indietro alla casella iniziale. Dobbiamo modificare la legge, dobbiamo modificare la legge! Perché evidentemente era sbagliata, no perché la legge era giusta, perché era sbagliata, così come noi vi dicevamo allora. E la cornice normativa già da allora, la cornice normativa di sistema, fin da allora era molto chiara, avevamo la legge "24" che inseriva Forestas nel paradigma regionale degli enti pubblici nel sistema Regione, Forestas è fra le pubbliche amministrazioni elencate nel conto economico consolidato dell'Istat, tutti gli enti del sistema Regione sono nel comparto di contrattazione dell'Amministrazione regionale, che è costituito da un contratto collettivo negoziato per conto della stessa Regione e da contratti integrativi a valle. Ebbene invece paradossalmente ai sensi della legge "48" dell'aprile 2016 ai dipendenti di Forestas si applica un altro contratto. Si applica un contratto privatistico per i lavoratori del sistema idraulico forestale. Contratto privatistico o di natura privata, mentre invece questi enti, questo ente è inserito nel sistema Regione. Quindi è un ente pubblico e i dipendenti sono dipendenti pubblici. E siamo arrivati al punto di partenza, siamo ritornati indietro, perché è evidente che c'è da parte di questa legge, che noi andiamo a modificare, una violazione anche della competenza legislativa, della potestà legislativa esclusiva del nostro Stato in relazione allo stato giuridico dei dipendenti pubblici. Per l'ennesima volta vi diciamo: ma perché non ci abbiamo pensato prima? Perché non ci abbiamo ragionato prima? Perché non ci avete ragionato prima? Perché non ci avete ascoltati prima? E non è questa la prima volta che ritornate indietro sui vostri passi dopo avere disatteso le nostre istanze. Per fare due esempi, ma se ne potrebbero fare tanti altri, ricordiamo la legge sugli appalti, vi abbiamo detto tante volte fermatevi, sentiamo le parti sociali, sentiamo gli stakeholder, sentiamo i portatori di interesse, vediamo dove stiamo andando a sbattere, no! La legge va bene! Siamo ritornati in Aula dopo essere stati bacchettati dal Governo e dopo aver dovuto subire delle impugnazioni davanti alla Corte costituzionale. E ancora un altro esempio di come voi andiate avanti a testa bassa e poi siete costretti a ritornare sui vostri passi fu il voto sull'aumento dell'IRPEF e dell'IRAP del dicembre del 2016, che vi siete rimangiati nel giro di un mese, vi siete rimangiati nel giro di un mese! Non ci avevate ascoltati, ci avete ascoltati a posteriori. Abbiamo fatto perdere tempo a questa Assemblea legislativa che ha tante cose da fare e molto importanti. Questo è il quadro complessivo, un quadro fatto di errori, fatto di dimenticanze e fatto di sperequazioni nei confronti dei dipendenti di Forestas. Un quadro che noi avremmo potuto fin dall'aprile del 2016, sono passati due anni e mezzo, colleghi, fin dall'aprile 2016 avremmo potuto delineare diversamente, in modo chiaro, cristallino, coerente con le esigenze del sistema Regione, coerente con il paradigma normativo che racchiude in sé i dipendenti pubblici, coerente con le esigenze giuste dei laboratori di Forestas. Siamo arrivati in ritardo, speriamo vivamente che questo ritardo venga colmato in brevissimo tempo ad horas o nel giro di qualche giorno, perché io credo che i dipendenti di Forestas non possano tollerare oltremodo questo trattamento deteriore, grazie Presidente.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Roberto Deriu. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (PD). Signor Presidente, onorevoli membri della Giunta, onorevoli colleghe e colleghi, non parlo al pubblico in sala né alla sala stampa né all'affezionato pubblico che ci segue in streaming. Parlo al Consiglio regionale della Sardegna, interpello la coscienza delle colleghe e dei colleghi la fedeltà al nostro giuramento sulla Costituzione e sullo Statuto speciale. Questo è il Consiglio regionale, non affronta esso i temi della gestione del come, affronta, definisce, risolve i temi e i problemi ordinamentali del cosa, questo è il Consiglio regionale! Il fuoco della sua attenzione è sulle funzioni pubbliche e sui diritti costituzionali dei cittadini ai quali la legge subordina procedimenti, organizzazioni, strutture, burocrazie. E allora è oggi di fronte al Consiglio regionale non una vertenza sindacale, non uno studio dell'organizzazione aziendale, non una vicenda contingente, un'emergenza; è di fronte al Consiglio regionale una nuova disciplina dell'agenzia Forestas o meglio il completamento del quadro normativo entro il quale dovrà agire da ora in poi la nuova agenzia. Il Consiglio regionale risolve oggi l'incompiuta costituzione di un'agenzia centrale nel disegno complessivo dell'autonomia regionale; Forestas è oggi nel nostro ordinamento autonomo il fattore decisivo di stabilizzazione, valorizzazione e controllo dell'intero territorio rurale della Sardegna. Ai suoi nuovi compiti devono corrispondere un trattamento economico adeguato di ognuno dei suoi addetti e un adeguato status giuridico. Non si può, infatti, da un lato affermare con solennità, forse anche pomposa, la centralità, la dimensione sociale vasta e diffusa, la fondamentale vocazione operativa, addirittura identitaria di Forestas, e nel contempo negare la necessità ineluttabile, coerente, logica dell'ingresso a pieno titolo giuridico, economico, financo morale, di Forestas nell'insieme delle istituzioni autonomiste, che armoniosamente, lealmente cooperano con la Giunta regionale nella esecuzione delle leggi, nella quotidiana e concreta vita civile. Per questo motivo noi abbiamo proposto insieme ad altri una nuova disciplina giuridica dei dipendenti di Forestas. Collega Tedde, non abbiamo perso tempo in Commissione, forse le proposte iniziali non erano complete, forse non erano adatte a superare tutti i vagli tecnici che invece la Commissione, devo dire senza distinzione di maggioranza e opposizione, ha affrontato e ha risolto. E oggi il testo che presentiamo a quest'Aula è un testo adatto, adeguato ad essere approvato in coscienza dai Consiglieri regionali, sotto un profilo tecnico e sotto il profilo delle finalità che ho prima descritto, cioè completare la riforma di Forestas, far entrare a pieno titolo giuridico, economico e morale questa agenzia tra gli strumenti della Giunta regionale della Sardegna, in vista dell'attuazione completa di un'autonomia speciale, che tutti lo dite, tutti l'avete detto e tutti lo diciamo, passa anche e soprattutto attraverso la cura degli interessi dei territori rurali. Se siamo convinti che questa agenzia ha, come ha, un ruolo essenziale nella tutela e nella valorizzazione delle nostre campagne allora serve che a questi nuovi compiti insieme ai vecchi corrisponda un nuovo trattamento giuridico e anche economico dei suoi lavoratori. È una riforma che costituisce un passo avanti, non ci siamo messi d'impegno per ricavarne un vantaggio elettorale, noi vogliamo un vantaggio per i cittadini e per l'autonomia della Sardegna. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Stefano Coinu. Ne ha facoltà.

COINU STEFANO (FI). Non vorrei essere ripetitivo, ma voglio proprio partire invece dallo spunto che mi è stato dato dall'ultimo intervento. Anch'io vorrei parlare a quest'Aula, e vorrei, parlando a quest'Aula, parlare però del problema di cui ci stiamo occupando. Ci sono occasioni particolari in cui si deve dimostrare di essere fermi nelle decisioni, e sono quelle occasioni in cui bisogna dimostrare che il mandato ricevuto va al di là di ogni possibile condizionamento dettato anche dai tempi che stanno per arrivare, ovverosia da febbraio-marzo. E questa è una di quelle occasioni in cui, insieme alla soluzione di un problema annoso che non è più chiaramente rinviabile, che è quello di cui stiamo parlando, potremmo anche finalmente risolvere un problema che è diventato ovviamente importantissimo, quello che è il rapporto tra noi che siamo pro tempore qua e quelli che invece ci hanno mandato qua, vale a dire avere la capacità e il coraggio di mantenere una decisione presa, come qualcuno ha detto prima di me, quasi all'unanimità in Commissione, per una norma comunque che ha avuto un iter non frettoloso, ma un iter normale, che è durato tanto, è un iter attraverso il quale si pone finalmente una soluzione, che non è più rinviabile. Il passaggio dei lavoratori di Forestas, dopo che appunto Forestas è diventata a seguito della trasformazione voluta dalla norma da Ente Foreste, è un qualcosa che non è solo utile o necessario, ma è indispensabile, non è più procrastinabile. Lo è perché? Lo è perché noi dobbiamo dare a quei lavoratori di Forestas quella che è la dignità che a loro è sempre mancata. Vale a dire, io vivo in un paese dove c'è un cantiere forestale, vivo in un paese dove quel quartiere forestale per qualche mese all'anno e più di uno non può essere operativo in quanto le condizioni climatiche non consentono a quei lavoratori di esercitare le loro funzioni, e quei lavoratori, questo tema non è stato toccato, entrano in quei mesi in cassa integrazione e si vedono tolte anche tutta la parte contributiva che poi andrà a incidere un domani su quella che dovrebbe essere chiaramente la loro giusta collocazione in pensione. L'inquadramento nella "31", tra le altre cose che poi citerò e ricorderò, ma lo hanno già fatto gli altri, risolverebbe anche questo problema. Vedete, ci hanno detto di tutto, ci hanno detto da principio, e voi lo sapete, che questa norma andava a vantaggio soltanto dei dirigenti, che le classi, i primi livelli, chiamiamoli così, i livelli più bassi avrebbero avuto penalizzazioni, e poi invece dalle tabelle abbiamo visto tutti con chiarezza che questo non è così. Ci hanno poi detto che il costo sarebbe stato di non so quanti milioni di euro, che sarebbe stato insostenibile per la Regione, e abbiamo verificato che anche questo non era vero. E allora io non le voglio chiamare bugie, ma queste inesattezze a che cosa sottendono? Noi qui vorremmo, con la stessa dignità che vorremmo dare a quei lavoratori, avere la dignità e il coraggio, tra virgolette, nel rispetto delle diversità delle posizioni, di dire esattamente quello che pensiamo. Ciò che eventualmente, spero che non accada, può spingere qualcuno di noi a cambiare idea rispetto a quella quasi unanimità della Commissione, sono evidentemente, diciamocelo chiaro, ragioni di altro tipo, oppure giustificabili, se vogliamo. Ma la tutela delle organizzazioni non può avvenire a scapito dei lavoratori, non può avvenire a scapito dei lavoratori. Io penso che quindi noi questa norma dovremmo portarla avanti, dovremmo portarla avanti senza avere alcun timore di sbagliare in questo senso, ogni norma poi è perfettibile. La questione che mi lascia perplesso soprattutto è che di fronte alla possibilità, e qui voglio toccare il problema dei semestrali, perché nessuno viene lasciato a casa, ma mi fa specie pensare che in attesa di risolvere il problema di tutti non si risolva il problema di nessuno, il problema dei semestrali non va dimenticato, ma intanto va risolto un problema risolvibile, che è quello legato chiaramente ai lavoratori che invece sono a tempo indeterminato. Vedete, quando i lavoratori di Forestas, se ce ne sono qua parecchi sanno di che cosa parlo, la maggior parte di loro, che vivono in una comunità, in un centro anche piccolo molto spesso, viene additata quasi come una categoria di persone che utilizza i danari pubblici dei contribuenti tutti per non fare niente, per non produrre niente. E questa cosa viene determinata anche dall'inquadramento contrattuale che questi hanno avuto fino adesso, che questi signori hanno avuto fino adesso. Io vorrei con questa norma che venisse data finalmente dignità a quei lavoratori, che sono la stragrande maggioranza, che invece vogliono produrre per la comunità dove vivono e con i soldi per i quali vengono pagati. E quindi perché si possa raggiungere questo obiettivo è fondamentale che gli stessi vengano e abbiano riconosciuto un contratto di lavoro che consenta loro di svolgere anche tutte quelle mansioni che in qualche modo gli vengono richieste, o quelle funzioni che gli vengono richieste e che invece chiaramente, con il contratto che hanno, non è possibile per loro attuare. Vedete, il mondo è cambiato, ce ne stiamo accorgendo, i cittadini, i lavoratori sono spesso molto più avanti della politica. E allora, per quel poco che mi è stato consentito di rappresentarli, e non so se mi sarà consentito ancora, comunque voglio essere onesto con me stesso, voglio non avere paura, voglio non essere condizionato, voglio esattamente esprimere quello che è il mio pensiero, che è quello del fatto che questa norma deve passare, consapevole anche del fatto che comunque potrebbe essere perfettibile, e voglio in questo modo dare dignità ai lavoratori e riportare però anche una cosa importante, la dignità a tutta la politica. Non è una digressione, perché soltanto in questo modo quei cittadini che dicevo sono assolutamente informati, sono consapevoli, hanno capito bene tutto, sappiate. Non possiamo assolutamente nascondere il fatto che in questo momento ci sono evidentemente, le voglio definire così, delle pressioni che non sono tutte, almeno tutte, in linea con quelli che sono gli interessi dei lavoratori. E allora, cari colleghi, io debbo dire sono confortato dagli interventi che mi hanno preceduto, non entro in un'analisi dettagliata che il collega Antonello Peru ha fatto molto meglio di come potrei fare io, però voglio assolutamente insistere e invitarvi a non mollare, questo è un punto di partenza, ci saranno occasioni attraverso le quali verranno poi risolti anche gli altri problemi, problemi tecnici che a volte vengono posti invece come le fettine di prosciutto che chiaramente, appunto, il pubblico, non qui presente in sala, il pubblico che ci ascolta, i lavoratori tutti, riconoscono molto bene, riconoscono molto bene. Noi, quindi, abbiamo in questo momento un'opportunità doppia, io penso che noi la sfrutteremo, io sono fiducioso di questo, e sono, anzi, quasi certo, voglio essere ottimista, che questa norma avrà un esito positivo con un voto quasi unanime di tutti. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gianni Lampis. Ne ha facoltà.

Non è in aula.

È iscritto a parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (Fratelli d'Italia). Mi trovo costretto stamattina a dover rimodulare il mio intervento, perché in realtà io avevo previsto un intervento per una proposta di legge che è quella, appunto, sul testo unificato sull'inquadramento del personale dell'Agenzia Forestas, e magari su quella legge dover esprimere un voto convintamente favorevole. Invece stamattina, ancora una volta, la maggioranza, spesso confusa, spesso pasticciona, ha modificato il programma. Nulla di nuovo in realtà, non ci sorprende, anzi ci stiamo abituando a questo genere di cose perché è già accaduto con la legge urbanistica un mese fa, dove la sera prima siamo tutti andati a letto convinti il giorno dopo di dover discutere e approvare una legge, mentre la mattina, probabilmente, come si dice, la notte porta consiglio o sconsiglio, abbiamo dovuto recedere e trattare argomenti completamente diversi. Ma in ordine di tempo, ieri, sulla proposta di legge, sul danno subìto dai pescatori di Santa Gilla, ma in realtà di tutti i compendi della Sardegna, perché il danno ha coinvolto un po' tutti, anche lì altra sorpresa, il solito colpo di teatro, ritirata la legge e proposta una risoluzione. Anche qui una risoluzione che non accontenta nessuno, una risoluzione che non porterà nessun risultato neanche per quei lavoratori. Per tornare sul tema all'ordine del giorno, sull'inquadramento dei dipendenti di Forestas, per far sì che vengano inquadrati, come dicevamo, tra i lavoratori all'interno del contratto regionale, qui non si tratta di appartenere alla categoria di favorevoli o contrari, qui si tratta di appartenere alla categoria del buon senso, e soprattutto di quale importanza dare a questo Ente, Ente che, per carità, è stato già abbastanza martoriato dalla trasformazione che avete fatto con la proposta di legge numero 8 del 2016, quindi oggi ci ritroviamo a dover mettere riparo l'Ente dal pasticcio della trasformazione in Agenzia Forestas. Mi pongo però alcune domande, e le pongo anche ai colleghi: quale modello di sviluppo vogliamo dare ala nostra Isola? Perché questa è una domanda, perché se l'Agenzia Forestas è importante, dobbiamo capire perché lo è. È importante per la salvaguardia del patrimonio silvo-forestale? È importante per la prevenzione e protezione degli incendi? È importante per la valorizzazione del nostro ambiente? Queste sono le domande, perché se è importante, noi come pretendiamo di fare la guerra senza i soldati. Io non mi scandalizzo, e lo dico ufficialmente, che i 5500 dipendenti Forestas sono pochi, non mi scandalizzo a dire che probabilmente si necessita di 2-3000 dipendenti in più. L'Agenzia Forestas rappresenta per la Sardegna quello che rappresenta la FIAT per il Piemonte; o ci entra in testa il concetto che noi dobbiamo assolutamente cercare di difendere il patrimonio boschivo della Sardegna, oppure siamo fuori strada. Ecco, se questa è la nostra idea, se questa è l'idea che noi vogliamo portare avanti, quella appunto di bloccare una proposta di legge solo perché i sindacati confederali non sono d'accordo, beh, io ritengo che non fa onore alla politica, non fa onore soprattutto a chi ha lavorato in questi mesi, per non dire in questo anno e mezzo, perché non dimentichiamo che in una riunione dei Capigruppo del giugno 2017 tutti i Capigruppo di maggioranza e minoranza abbiamo votato anche, in un contesto di capigruppo, per l'approvazione di questa legge. Ora, ci sono delle precisazioni da fare indispensabili: che fine faranno i 1300 lavoratori a tempo determinato, così chiamati, semestrali? Beh, faranno la fine che verranno assolutamente protetti dalla politica, perché il progetto che dobbiamo mettere in campo è che nei prossimi sei mesi del nuovo anno dobbiamo stabilizzare quei lavoratori, che peraltro dei 1300 lavoratori probabilmente una buona parte raggiungerà anche il diritto alla pensione, quindi il numero di 1300 dovremo rivederlo al ribasso, notevolmente al ribasso, però è chiaro che questi lavoratori non li possiamo lasciare abbandonati, non li possiamo lasciare nel limbo, e vanno tutelati e difesi, così come vanno tutelati e difesi gli altri lavoratori dell'Agenzia Forestas che fanno parte sia degli impiegati e sia degli operai. Questo è il vero progetto che noi intendiamo mettere in campo, ma qui ci dobbiamo esprimere, cari colleghi, chi è a favore e chi è contro, ma non pensando solo all'interesse dei lavoratori o pensando all'interesse di alcune categorie, noi dobbiamo pensare all'unico interesse che abbiamo, quella che è la salvaguardia del patrimonio ambientale, perché l'ambiente della Sardegna non ha prezzo, non si può vendere, non si può comprare, ce lo invidiano tutti, però per fare la guerra occorre avere i soldati, e i soldati, spesso disarmati, spesso in condizioni anche non favorevole, sono rimasti sul campo, hanno difeso la Sardegna dagli incendi, hanno difeso la Sardegna dalle frane, sono intervenuti in tutti quei momenti difficili per la Sardegna. E visto anche il cambiamento climatico, questi momenti saranno sempre di più all'ordine del giorno, sino ad arrivare quasi ad una normalità. Quindi l'invito che faccio ai colleghi, certo abbiamo già deciso di rinviare a martedì gli emendamenti e a mercoledì la discussione in Aula, ma questi giorni devono servire a tutti quanti per trovare un punto d'incontro per far sì che i lavoratori di Forestas vengano inquadrati come dipendenti regionali. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Luigi Ruggeri. Ne ha facoltà.

RUGGERI LUIGI (PD). Io non condivido le certezze di molti dei colleghi che si sono espressi prima di me, credo di avere semmai molti dubbi su questo testo di legge, molte perplessità, la prima è di ordine concettuale, cioè una Regione che faticosamente produce riforme nel senso dell'efficientamento di enti che nascono in contesti storici e secondo logiche certamente non orientate, non improntate all'efficienza, che razionalizza, costruisce un'agenzia e distingue, cercando di mantenere a sé un ruolo di gestione, di regia, di amministrazione, e delega ad enti strumentali, delega a enti terzi ruoli più spiccatamente operativi, più specifici, dentro compiti che non appartengono a quello che si definirebbe il proprio core-business. Questo per dire che i contratti sono funzione delle attività principali che svolge un datore di lavoro, e gli inquadramenti dentro i contratti sono funzioni delle cose che effettivamente si fanno, dei compiti che effettivamente si svolgono, è il motivo per cui la Regione paga degli stipendi, paga il finanziamento per esempio all'intero sistema della sanità, eppure non lo gestisce direttamente e contrattualmente, ma lo delimita attraverso il sistema delle ASL, e attraverso quel sistema inquadra contrattualmente quei lavoratori. Credo che il tema quindi non sia il dover portare dentro il cappello della Regione, in maniera abbastanza contraddittoria, delle funzioni che invece devono stare fuori da quel recinto contrattuale, dovrebbero stare fuori da quel recinto contrattuale e trovare semmai la modalità, la forma, l'ambito più corretto nel quale poter risolvere delle criticità che innegabilmente si sono profilate oggi a proporre ostacoli al corretto dispiegamento delle attività e del compito istituzionale proprio dell'Ente Forestas. Io credo che un tema del genere, cioè quello dell'assimilare al contratto per funzioni sia più conferente ad altri settori, ai quali magari la Regione ha guardato poco, perché per esempio gli enti locali, è vero che la Regione non corrisponde direttamente e esclusivamente il finanziamento agli enti locali, ma gli enti locali si reggono e pagano gli stipendi dei loro dipendenti per la gran parte con il finanziamento regionale, e i dipendenti degli enti locali svolgono esattamente le stesse funzioni di tipo amministrativo che svolgono i dipendenti regionali, al punto che spesso si ha anche un transito di funzioni, di deleghe dalla Regione agli enti locali, eppure in quel caso non è mai, o meglio, le poche richieste prodotte con poca forza di rappresentazione da parte dei dipendenti degli enti locali di equiparare il proprio contratto a quelli dei dipendenti degli enti regionali non ha mai avuto un grande ascolto, nonostante le condizioni di retribuzione dei dipendenti degli enti locali, lo voglio ricordare, determinano dei valori assoluti inferiori a quelli che percepiscono gli operai di Forestas, e, detto per inciso, negli enti locali si è entrati per concorso. Io credo che quindi il tema sia quello di efficientare la funzione attraverso degli strumenti normativi ad hoc, non quello di riportare nel medesimo calderone anche la parte che riguarda i dipendenti di Forestas, che per numero e per vocazione di compiti sono fortemente estranei e produrrebbero una forte eterogeneità del contratto rispetto alla vocazione principale dell'Amministrazione regionale. Aggiungo che questo ha dei riflessi anche sugli inquadramenti, credo che ci siano molti rischi nella valutazione delle funzioni svolte dai dipendenti in rapporto a come si pensa di inquadrarli, perché gli inquadramenti dipendono dalle funzioni svolte, credo che ci siano anche molti rischi sulla previdenza, perché il contratto dipende dalla funzione, se quello è un contratto di sistemazione idraulico-forestale che ha una previdenza agricola, il cambio di contratto con l'ambiguità dei nostri interlocutori, parlo anche dell'INPS, si presta a rischi di ridefinizione degli obblighi contributivi e previdenziali di questo settore che possono determinare delle défaillance importanti nelle previsioni del piano di spesa che pure sono gravate di un certo appesantimento che non è trascurabile. Aggiungo che il portare dentro l'ombrello del pubblico più nitidamente e nettamente attraverso questo contratto di quanto non sia ora rispetto a tutti i sistemi di deroga che sono rappresentati dai meccanismi della previdenza e della selezione in agricoltura, produrrà sicuramente, sicuramente l'estrema difficoltà a perpetuare i meccanismi di selezione che oggi permettono ai dipendenti a tempo determinato di essere riassunti a tempo determinato con una continuità che quando quel tipo di posto di lavoro, di rapporto di lavoro, si configurerà come un rapporto di lavoro pubblico non potrà essere mantenuto. Il disoccupato di Illorai, di Esterzili, che viene costantemente chiamato, avrà gli stessi diritti del disoccupato di Cagliari, del disoccupato di Oristano, del disoccupato di Sassari, del disoccupato di Carbonia, che concorrerà con lui all'attribuzione di quel posto. Mi pare che questa operazione si possa configurare con l'eterogenesi dei fini, perlomeno riguardo a questo specifico aspetto che non è di poco conto perché interessa le persone più deboli all'interno di tutto questo strumento di contrattualistica. Ed è un dubbio che io spero allarmi l'attenzione di tutti noi e ci orienti a produrre una soluzione che sia compatibile sia con la necessità di migliorare e di rendere efficiente l'azione dell'Agenzia Forestas nell'interesse dei sardi, sia di rendere i lavoratori riportati a delle condizioni di garanzia del loro lavoro, per cui non debbano avere nei rischi di diminuzione salariale, ma soprattutto rischi di ostacoli all'accesso al posto di lavoro, così come è auspicato da tutti.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Gruppo Misto). Presidente, il relatore ha ricordato un iter lungo e ne ha scandito i tempi. Un iter supportato da tutti i Gruppi del Consiglio regionale e supportato anche all'esterno del Consiglio da forze politiche autorevoli non presenti in quest'Aula, ma che sin da subito non hanno posto opposizione, anzi hanno supportato la discussione che oggi avviene in quest'Aula. Allo stesso modo le associazioni dei Comuni più rappresentative, sin dall'inizio dell'iter in questione, hanno visto di buon occhio il fatto che il Consiglio regionale affrontasse il problema. Sono stati coinvolti gli Assessori competenti, sono stati coinvolti i vertici dell'Agenzia Forestas, anche lei, Presidente, in ragione della necessità di acquisire autorevoli pareri esterni e di relazionare ai Gruppi consiliari, è stato più volte coinvolto durante i lavori che hanno visto impegnata negli ultimi due anni la prima Commissione consiliare. Il perché di questa sostanziale unanimità e quindi della scelta della maggioranza consiliare di ampliare il dibattito è riscontrabile in un'oggettiva e conclamata inadeguatezza dell'attuale disciplina applicata. C'è una data simbolo che segna un crocevia in questa discussione ed è il 28 dicembre 2017, in cui a fronte di una nevicata eccezionale che ha colpito i comuni di Fonni e Desulo, una data in cui gli spazzaneve erano presenti, erano già sul posto ed erano già pronti a intervenire nei comuni oggetto, appunto, di quella nevicata, non si è potuto intervenire celermente per un problema legato alle mansioni contrattuali. stata forse semplificata da un clima benevolo, almeno per quello che concerne le ripercussioni sull'antincendio. Spendiamo ogni anno oltre 170 milioni di euro per finanziare un'Agenzia che è bloccata dalle ganasce della burocrazia. Forestas è uno dei casi topici e tipici della pubblica amministrazione italiana e ovviamente quella sarda non può essere da meno. Le parole del collega Ruggeri (io ne ho apprezzato parte, non ho condiviso un'altra parte del discorso), credo che fanno ben capire come forse sia più facile, sia bello pensare di costruire una macchina amministrativa partendo da zero. Sarebbe bello volta per volta poter ricostruire la pubblica amministrazione partendo dai bisogni di oggi e partendo dal primo mattone, dalle fondamenta. Purtroppo non è così, il sistema burocratico italiano e sardo è un sistema costruito decenni fa in periodi in cui la spesa pubblica aveva meno vincoli, le norme sul personale erano molto meno restrittive e in cui spesso le situazioni di fatto diventavano di diritto, per cui senza troppa programmazione si affrontava l'urgenza dell'oggi e si costruivano norme che ancora oggi sono in piedi, ma che purtroppo, in alcuni casi, non funzionano e non reggono più. È un sistema in cui si interviene sempre a catastrofe avvenuta e mai al primo scricchiolio. Nel caso di Forestas gli scricchiolii sono evidenti e sono innegabili, perché è uno scricchiolio l'alto contenzioso che segnala una totale incompatibilità con i principi del "165"; è uno scricchiolio il mansionario rigido che trasforma 2300 operai a tempo indeterminato di primo livello, di fatto, in operai, che pur godendo, usufruendo di uno stipendio pubblico, non hanno le mansioni adatte a essere utili per gli scopi autorevoli e importanti che abbiamo deciso tutti insieme di dare a Forestas. Gli scricchiolii son già stati segnalati anche dalla Guardia di Finanza che ha posto fine a quello che da situazione temporanea, le mansioni superiori, nell'Agenzia Forestas avevano assunto ruoli definitivi.

Al fine di aiutare il dibattito, io chiederei ai colleghi di evitare la confusione. I dipendenti regionali non sono per forza i dipendenti con il contratto regionale, si può essere dipendenti della Regione, quindi di una pubblica amministrazione, senza avere un contratto regionale. Il caso è quello dell'Agenzia Arpas, per esempio, a cui viene applicato un contratto sanitario o dei dipendenti di Sardegna Ricerche a cui viene applicato il contratto bancario. In questo caso il cambio di contratto non è sinonimo di regionalizzazione dei dipendenti, perché si tratta di dipendenti già della Regione al 100 per cento e il fatto che siano inquadrati in una agenzia come Forestas non li rende assolutamente diversi rispetto ai dipendenti di tutte le altre Agenzie regionali e questo è stato sancito anche in questa legislatura dall'approvazione della legge 24 del 2014 e con la creazione del sistema Regione ha ulteriormente specificato questo tema. Allo stesso modo, in questo caso, si è citato spesso il fatto che ci fosse un problema di natura concorsuale e quindi per avere accesso ai ruoli della legge 31 fosse necessario un pubblico concorso. Questo non è prescritto nella legge 31, questo è vero per tutti i ruoli che nel nostro sistema equivalgono alle fasce C e D dei dipendenti regionali. Per altri ruoli, già oggi normati dalla legge 31, parlo per esempio delle categorie A e B, è già previsto l'ingresso in ruolo con lo scorrimento, per esempio, dalle liste degli uffici di collocamento. Cioè, mettere sullo stesso piano il contratto e le norme che regolano l'ingresso nel pubblico impiego è un errore, perché i dipendenti di Forestas sono già pubblici e a loro devono essere applicate tutte le norme previste per i lavoratori pubblici. La Commissione, nell'esitare questo testo, ha seguito un iter laico. La strada che ha portato alla legge oggi in discussione è stata portata avanti in parallelo con i tentativi della Giunta di modificare la parte normativa del contratto privatistico oggi utilizzato. Nessuno ha posto come conditio sine qua non l'applicazione e l'approvazione della legge oggi in discussione, a tutti interessava un modo per risolvere i problemi. Sono stati messi sul tavolo diversi modi, diversi metodi, oggi è evidente che l'unico mezzo ancora in piedi e capace di dare risposte sia quello contenuto nella proposta esitata dalla prima Commissione.

Quindi la legge che oggi andiamo a discutere è estremamente differente rispetto alle due proposte presentate, c'è chi tra i colleghi, io ne rispetto il parere ma appunto in questo caso questo non mi vede d'accordo, c'è chi parla di due anni persi, non sono d'accordo, la Commissione ha fatto un lavoro attento, attento sia alle esigenze dei lavoratori, sia ai fondi pubblici, sia a non andare in conflitto con le norme statali perché tutto ci possiamo permettere tranne il fatto che questa legge venga domani impugnata dal Governo e dalla Corte costituzionale. E la legge che oggi andiamo a discutere è un'altra legge rispetto alle proposte presentate, quelle proposte hanno avuto il merito di aprire la discussione ma oggi si parla di un'altra cosa. La transizione, il cambio di contratto avverrà e potrà avvenire solo al termine di una fase negoziale perché questo è previsto dalle leggi statali, perché questo è necessario a inserire nel contratto regionale mansioni inequivocabilmente agricole che consentano di non perdere gli sgravi INPS e consentano anche di risolvere un problema che già oggi si respira negli uffici regionali e nelle Agenzie regionali, pensiamo per esempio ai 300 operai dell'Agenzia AGRIS che oggi sono inquadrati in un contratto, quello regionale, che non prevedendo quelle mansioni non dà loro modo di essere utili al 100 per cento per l'agenzia e per l'Amministrazione regionale.

Le interlocuzioni con l'INPS hanno chiarito una volta per tutte che questa strada è quella necessaria per mettere al riparo le casse della Regione e anche la previdenza sinora accumulata dai lavoratori, anche per questi motivi i costi indicati in quella legge vanno indicati, vanno interpretati come un tetto massimo alle spese possibili. Dico questo perché anche un'indicazione puntuale dei costi oggi non è possibile avendo demandato alla contrattazione, come è giusto che sia, anche quella riflessione, la riflessione sulle indennità, la riflessione sui tabellari che a nostro giudizio, a giudizio della Commissione non può comunque…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Raimondo Cacciotto. Ne ha facoltà.

CACCIOTTO RAIMONDO (PD). L'agenzia Forestas è una risorsa di questa Regione e ritengo che per quanto ha fatto finora e per le potenzialità che ha, abbia grandi spazi di crescita per efficienza e servizi. Nei miei quattro anni di amministratore della città di Alghero ho più volte collaborato con ente Foreste prima, con Forestas poi e ho avuto modo di apprezzare il gran lavoro e la professionalità di tutti i lavoratori, dagli operai ai direttori, funzionari con i quali abbiamo spesso trovato soluzione ai problemi, ma ho anche notato le limitazioni legate a carenze di mezzi e talvolta di forniture, talvolta di procedure. Sono diversi e importanti gli ambiti nei quali interviene Forestas ridefiniti con la legge numero 8 del 2016 e poiché sono compiti importanti necessitano di una macchina che funzioni al meglio e di lavoratori messi nelle condizioni di svolgere al meglio i propri compiti. Dobbiamo dare sicurezza a un ente che è già stato oggetto di una riforma importante e deve essere messo nelle condizioni di pensare esclusivamente all'operatività e al servizio della comunità regionale. In quest'ottica la politica credo non possa più esimersi dal dare risposte puntuali e non possa ulteriormente dilatare i tempi su questioni così stringenti e importanti. Forestas deve essere messa in condizioni di operare al meglio e questo obiettivo passa anche da una migliore regolazione della posizione dei lavoratori che già oggi sono pubblici, dipendenti pubblici, ma hanno bisogno di inquadramento contrattuale adeguato. Ritengo che prendere una decisione in merito e quindi approvare questo disegno di legge sia un'assunzione di responsabilità alla quale non ci si può sottrarre, così come responsabilmente abbiamo contribuito insieme ad altri colleghi a portare in Aula il dibattito firmando una proposta di legge e contribuendo all'iter in Commissione. Ben vengano anche le riflessioni di chi legittimamente ha un'opinione diversa e costruttivamente vuole apportare un contributo. Se ci sono proposte migliorative del testo licenziato in Commissione va bene e valutiamole, ma ripeto, non possiamo esimerci dal mettere un punto a questa vicenda ed assumerci la responsabilità di una scelta. Qualcuno ha voluto alimentare un crescendo di critiche portando anche nel dibattito pubblico tesi finalizzate a screditare chi la pensa diversamente. Ecco, io sono convinto che ciascun consigliere regionale, nella consapevolezza di essere chiamato ad assumere decisioni importanti non lo faccia con superficialità o sciatteria, come qualcuno pensa, ma lo fa usando il buonsenso, studiando, approfondendo e trovando soluzioni ai problemi, talvolta anche arrivando a posizioni differenti ma certamente maturate con responsabilità e in coscienza. Ed è legittimo avere posizioni differenti senza avere certamente però la pretesa di pensare di avere sempre ragione e gli altri sempre torto. Questa è una semplificazione scorretta e che non aiuta nel merito a trovare soluzioni percorribili, occorre il senso della misura, il rispetto reciproco e l'obiettivo deve essere sempre il bene comune che si raggiunge con la mediazione tra persone che hanno realmente a cuore l'interesse collettivo. Ecco, partendo da questi presupposti sono aperto a valutare qualsiasi proposta realmente migliorativa del testo in discussione, ma diversamente sono per approvarlo nella forma licenziata dalla Commissione.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Eugenio Lai. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (SDP). Non nascondo una certa emozione oggi a parlare in quest'Aula di questo tema. Non la nascondo perché nonostante il mondo sia cambiato, nonostante viviamo quotidianamente cambiamenti di idee come quella dell'onorevole Rubiu che qualche tempo fa in Commissione era dubbioso sul testo in discussione, oggi si dichiara a favore addirittura aumentando di 3000 dipendenti l'agenzia Forestas. Non nascondo l'emozione perché nonostante il mondo cambi, le idee, i principi non muoiono, almeno non in tutti. E quindi ho il dovere, ho il diritto in prima battuta di credere e di sperare essendo un giovane, è il dovere politico-morale e anche etico di creare le condizioni affinché anche il figlio dell'operaio possa ambire a diventare dottore. Ed è per questo che un anno fa come gruppo di Articolo 1 SDP avevamo presentato la proposta di legge di modifica contrattuale, l'avevamo presentata consapevoli del fatto che era una proposta che andava approfondita, che andava studiata meglio, ma che ha avuto il merito di aprire la discussione, che ha avuto il merito di portarci quest'oggi con il lavoro che ha fatto la prima Commissione, a discutere di un tema di cui questa isola, l'agenzia Forestas in particolare ha bisogno. E lo dico perché ho sentito parlare di efficienza, di efficienza dell'agenzia Forestas, quasi come a dire spendiamo tot, recuperiamo tot e invece dobbiamo creare agenzie o società pubbliche o addirittura enti pubblici che vadano in attivo piuttosto che fornire un servizio. Beh, io badate questa situazione, questa efficienza la vivo quotidianamente, forse perché vengo dalle zone interne, non le frequento ogni cinque anni, ma ci vivo quotidianamente, ne sento i bisogni, ne sento le lamentele e ne sento anche le richieste. E lo dico perché lavorare per il nostro ambiente, lavorare per i nostri boschi, andare a ritirare premi in tutta Europa perché la Sardegna ha dei vantaggi anche dai nostri boschi e può vantare di avere un ambiente salutare, genuino, che potranno anche vivere i nostri figli grazie anche ai dipendenti Forestas, lo dico perché questa efficienza la vivo quotidianamente e la vivo quotidianamente anche perché come ha detto l'onorevole Deriu abbiamo il dovere non di citare i comuni isolati ma abbiamo il dovere come politica di mettere nelle condizioni quei comuni isolati di continuare a sopravvivere, ma abbiamo il dovere come politica di dire che quel trend che per molti è già scritto e che vede l'isola a forma di ciambella, per noi non lo è, abbiamo il dovere di preservare il lavoro, abbiamo il dovere di preservare il nostro ambiente, abbiamo il dovere di preservare i nostri cittadini che vivono anche nelle zone interne, quasi come che fossero per alcuni di serie B. Ed entro nel merito della legge perché ho sentito parlare in alcune discussioni quasi come se la minoranza ci abbia costretto a discutere il tema quest'oggi, bene come per tutte le questioni quando non c'è condivisione da parte della maggioranza le leggi non entrano in Aula, questa legge è voluta dalla maggioranza, verrà approvata dalla maggioranza, e fa piacere la condivisione da parte della minoranza su un tema che naturalmente è di tutti, non è solo di una parte. Lo dico perché poc'anzi l'onorevole Tedde ha detto che questa maggioranza è nettamente in ritardo. Io non penso che questo sia un tema solo ed esclusivamente odierno, penso che sia un tema che si discute da 10 anni, quindi volevo capire da tutta quanta l'Aula dove eravamo in dieci anni? Oggi si sta discutendo, forse in ritardo, forse sicuramente con alcune défaillance dell'ultima ora, con alcuni cambiamenti d'idea? Sì, ma si sta discutendo ed andremo sicuramente ad approvarla. E' una legge, come ha detto prima il Presidente della Commissione I, indispensabile per una legge indispensabile, e lo dico perché non voglio più vedere, vivendo le zone interne, dipendenti di Forestas che vanno a tagliare l'erba con il falcetto, oppure quando accadono alcune questioni relative ai cambiamenti climatici vedere i Paesi, i nostri Paesi in tilt, perché le mansioni, le famose mansioni e i famosi demansionamenti hanno creato non solo problemi stipendiali alle famiglie, ma hanno creato dei grossi problemi alle nostre comunità. E sulla legge 8, anche in questo caso ho sentito alcune critiche nei confronti della legge 8, la legge 8 avvicina ancora di più l'agenzia Forestas ai nostri Comuni, avvicina ancora di più i dipendenti di Forestas alle nostre comunità, tanto è vero che negli ultimi anni, da quando è stata approvata la legge 8, tanti sono stati gli interventi da parte dei dipendenti dell'Agenzia Forestas all'interno dei nostri Comuni, cosa che prima era impensabile. E allora lo vogliamo dire, non lo vogliamo dire che questa efficienza è già dimostrata, vogliamo andare a riconoscere che questa legge va a migliorare una situazione che è quella sicuramente del funzionamento dell'agenzia, che è sicuramente quella di una condizione di vita di tanti dipendenti dell'agenzia, e che non lascia indietro nessuno, perché vorrei ricordarlo anche in questo caso, è questa Giunta regionale che ha attivato il percorso delle stabilizzazioni, è questa maggioranza che ha attivato il percorso delle stabilizzazioni con 312 persone già stabilizzate, è questa maggioranza che si sta interrogando e continuerà a farlo per andare a migliorare l'articolo che riguarda la questione dei semestrali, andando a proporre soluzioni efficaci anche in questo caso. Vogliamo parlare di lista ad esaurimento, così com'è già stato fatto per gli assuntori? Vogliamo parlare di un piano triennale che aumenta il tempo di lavoro per ogni anno in maniera tale che si arrivi a 8, 10, 12 mesi, nel corso di tre anni vengono tutti stabilizzati, facciamolo, però badate le uniche modifiche che questo gruppo regionale, l'abbiamo già detto in diverse occasioni, le uniche modifiche a questa legge che questo gruppo regionale accetterà sono quelle del miglioramento della questione dei semestrali, e non accetteremo assolutamente, lo dico per tutti, non accetteremo assolutamente che si metta in discussione il passaggio alla legge 31 per i dipendenti di Forestas, non accettiamo sotterfugi, non accettiamo soluzioni dell'ultima ora, ma pensiamo e crediamo che tutti abbiamo il dovere di assumerci la responsabilità e di dare le risposte, di farlo alla luce del sole. Crediamo che il tempo sia stato abbastanza, abbiamo vissuto più di un anno forse di lavoro della prima Commissione con audizioni, audizioni di tutti i sindacati, audizioni di tutte le parti in causa. Talvolta alcune strumentalizzazioni dovute a false informazioni che sono venute fuori hanno creato paura, hanno alimentato il clima di paura, e allora con le risposte dell'INPS, con la serietà che quest'Aula, questa maggioranza ha dimostrato, io penso che ci siano le condizioni per andare ad approvare questa legge. Un lavoro che è stato portato avanti con professionalità, che ha unito tre testi di legge: il testo che è stato presentato dalla minoranza, il testo che è stato presentato dal gruppo di Articolo 1, il testo che è stato presentato dal relatore del Pd, Giuseppe Meloni. E allora non abbiamo più tempo da perdere, abbiamo il dovere, l'ha detto anche il Presidente dell'ANCI, così come l'hanno detto tantissimi Sindaci in Sardegna che vivono quotidianamente questo servizio essenziale da parte dei lavoratori di Forestas, abbiamo il dovere di approvare questa legge, e lo faremo con coraggio, con determinazione, e con quel pizzico di speranza che mi sarà consentita essendo giovane.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Antonio Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS ANTONIO (PD). Presidente, certamente l'argomento in discussione oggi in quest'Aula è un argomento molto importante, ci aveva già visto discutere di questi problemi più di due anni fa, all'atto dell'approvazione della legge regionale numero 8 che ha portato al riordino di tutto il sistema forestale sardo, ma in modo particolare al riordino dell'ex ente Foreste, trasformandolo in agenzia. In quell'occasione non si decise di trasformare il contratto dei dipendenti di ente Foreste, ma si decise solo ed esclusivamente di mantenere il contratto che era in vigore, che era il contratto nazionale più un integrativo regionale, non si trattava nel modo più assoluto di altra scelta. E quella scelta in quel momento fu dettata soprattutto da i forti dubbi che scaturiranno dai conteggi fatti dall'Assessorato agli affari generali relativamente al costo, ma anche da un confronto con i portatori di interesse e con tutte le organizzazioni sindacali. E in quel momento le proposte in campo furono tre, c'era chi sosteneva la conferma del contratto esistente, chi con molta forza allora sosteneva l'inquadramento solo degli impiegati dei quadri e dei dirigenti all'interno della 31, lasciando tutto il personale operaio fuori, e chi poi sosteneva l'applicazione della legge regionale a tutto il personale. Ma il problema allora come oggi è quello che riguarda i semestrali, e io sono convinto che il Consiglio regionale, tutti i Consiglieri regionali debbano legiferare per il mandato che hanno avuto, senza tener conto delle urla della piazza, anche quando mancano solo quattro mesi alle elezioni al rinnovo del Consiglio regionale, nell'interesse di tutti i Sardi, migliorando possibilmente il loro status economico e giuridico, senza penalizzare o danneggiare alcuno. E non voglio fare polemiche, ma se non fosse stato per il lavoro che alcuni di noi hanno fatto, forse un anno fa avremmo commesso uno di questi errori, perché voglio ricordare che un anno fa ventilando la posizione dell'INPS che diceva che i semestrali avrebbero continuato a tenere la possibilità di accedere alla disoccupazione, potevano tranquillamente andare nella 31, dico, per fortuna non lo abbiamo fatto altrimenti oggi avremmo avuto 1300 persone, 1300 famiglie in condizioni economiche completamente diverse. Io parlo per me, ma credo di poterlo dire a nome di tutti i consiglieri regionali, non esistono né amici e tantomeno nemici del personale dei lavoratori di foresta, quello che dobbiamo fare è prioritariamente nell'interesse di tutti, di tutti i sardi, è quello di dare all'Agenzia Forestas un'organizzazione del personale che gli consenta di essere agile, di essere in grado di dare risposte certe ed immediate. E voglio essere ancora più chiaro, perché alcuni consiglieri hanno fatto riferimento al problema delle mansioni. Lo dico a chi ha citato, ormai lo cita più volte, il collega Agus cita spesso il problema di Fonni, Desulo, dell'altro inverno. Non l'avremmo risolto certamente con l'inserimento del personale all'interno della 31, anzi molto probabilmente avremmo corso il rischio di peggiorarlo perché bisogna essere chiari, il trasferimento del personale di Forestas, se dovesse essere così, avverrà sull'equiparazione delle qualifiche esistenti oggi, se oggi sono operaio primo livello dovrò essere inquadrato all'interno della "31" senza nessun tipo di qualifica, ma stando all'interno magari della fascia A, per questo dico: siamo sicuri, siamo certi che inquadrando il personale di Forestas all'interno dei lacci e lacciuoli che la legge regionale numero 31 ha la funzionalità dell'agenzia migliori? Io personalmente ho qualche dubbio, penso, al contrario, che un contratto pubblico, ripeto, un contratto pubblico di comparto, che riguardi solo i dipendenti di Forestas possa essere la soluzione più opportuna, perché guardate in questo caso le organizzazioni sindacali, i rappresentanti dei lavoratori di Forestas sarebbero gli unici interlocutori per gli amministratori e per il gruppo dirigente di Forestas con i quali trattare per l'approvazione del contratto, inclusi soprattutto i miglioramenti economici, senza dover concordare con le altre sigle sindacali presenti nell'Amministrazione centrale, perché credo che lo sappiamo tutti, stiamo correndo il rischio che all'interno dell'Amministrazione regionale alla fine ci siano più sigle sindacali che non lavoratori e sapendo anche che quelle organizzazioni sindacali si occupano di tutelare i lavoratori che si occupano di tutt'altra cosa, sono anche convinto che magari non utilizzando la legge regionale numero 31 ma utilizzando una legge pubblica, un contratto pubblico di comparto la forza sindacale dei lavoratori di Forestas possa essere anche maggiore nel chiedere trattamenti economici e giuridici migliori, però, e ci ritorno senza ripetere quello che ho già detto, resta il problema dei semestrali, noi oggi qualsiasi cosa facciamo dobbiamo pensare che a 1300 persone, 1320 famiglie dobbiamo almeno poter continuare a garantire gli stessi diritti e le stesse condizioni che oggi ha, siamo sicuri che il doppio binario sia una cosa legittima, lo chiedo anche all'Assessore, siamo sicuri che i dubbi che sollevava il collega Ruggeri sul problema dell'accessibilità della certezza che di sei mesi in sei mesi all'interno della "31" possa essere richiamato? Oggi all'interno della 31 questa possibilità non esiste e quindi la anche la 31 dovrà essere rivista, quindi la priorità deve essere per tutti quello della stabilizzazione di tutto il personale e vorrei ricordare anche al collega Crisponi, che non vedo in aula in questo momento, che a proposito di cose concrete eccolo a proposito di cose concrete, caro collega, le vorrei ricordare che nella legislatura 2004-2009 si bloccarono le assunzioni del personale operaio all'interno dell'Ente Foreste finalizzato alla stabilizzazione del personale e che in quella legislatura 820 persone vennero stabilizzate, Giorgio Oppi ripassa: nella finanziaria 2007 venne stabilita la stabilizzazione, venne fatto il bando di 820 stabilizzazioni che voi che voi bloccaste, in Giunta l'onorevole Oppi all'inizio non c'era ma c'era l'onorevole Crisponi, per cinque anni avete bloccato e in questa legislatura noi seppur con numeri molto, molto ridotti abbiamo fatto ripartire, quindi stia tranquillo che non sto… poi lo vediamo assieme, io sono convinto che questa non sia una cosa risolvibile da parte di questo Consiglio regionale ma sia necessario un accordo forte con il Governo che preveda deroghe ad assunzioni e possibilmente anche un intervento finanziario. Io sono convinto avendoci lavorato che la legge regionale "8" abbia dato nuovo ruolo e nuovo slancio all'ente Forestas, vorrei anche dire a chi collega il problema del demansionamento che non c'entra niente con la legge "8", il demansionamento è avvenuto per gli interventi di altre autorità sollecitati da qualcuno e vorrei dire anche all'onorevole Rubiu che dice che la legge "8" avrebbe martoriato Forestas, non si offenda onorevole Rubiu ma la rilegga, molto probabilmente ha letto un'altra legge, non ha letto la legge regionale "8". Forestas è proprietaria di grandi professionalità al proprio interno che vanno valorizzate, che vanno messe in condizione di poter dare risposte, Forestas si occupa oltre che del bene ambientale si occupa di protezione civile, si occupa di campagna antincendio, ma c'è un altro problema e concludo, purtroppo avrei voluto dire altre cose, che viene nascosto quasi, ma Forestas ha un'età media talmente alta che non possiamo più rinviare, ci sono percentuali altissime di personale di Forestas.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Angelo Carta. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). Io credo che l'argomento sia talmente delicato per cui, piuttosto che cercare le cose che possono dividere i consiglieri meglio cercare di mettere l'accento su quelle che possono unire e l'articolo 1 della legge numero 8 al comma 1 dice che la Regione riconosce il rilevante apporto del sistema forestale pubblico e privato per lo sviluppo economico e sociale della Sardegna e per una corretta gestione del territorio orientata alla tutela dell'ambiente, quindi la Regione in quanto tale, in quanto appunto ente sovraordinato ammette al suo interno e immette al suo interno una agenzia che poi viene declinata nei successivi articoli. Io credo che oggi, o martedì o mercoledì, quando tornerà in Aula dopo gli emendamenti la proposta di legge della quale stiamo discutendo, credo si ponga rimedio a una incoerenza che c'è all'interno della legge "8" perché a fronte di un ruolo come quello che gli viene riconosciuta Forestas nell'articolo 1 al comma 1 nell'articolo 48 poi in effetti ai dipendenti gli si dice sì fate parte del sistema Regione ma il contratto che viene applicato non è quello della Regione ma è un altro. Allora io credo che questa sia un'incoerenza all'interno della legge, è stato fatto tutto quello che era necessario per capire come questa incoerenza poteva essere sanata e credo che la proposta di legge all'esame dia una risposta a questo legittimo e, come dire, fondato interesse e desiderio di dipendenti di sentire tutto tondo all'interno del sistema Regione quindi il passaggio al comparto regionale di tutti i dipendenti credo che sia un fatto importante e doveroso, naturalmente ci sono i problemi legati soprattutto a coloro che hanno un rapporto a tempo determinato, e anche qui credo che sia stato detto bene da chi mi ha preceduto il Consiglio regionale non può entrare a dire, fai questo, questo e quest'altro per risolvere un problema, ma debba dire cosa è giusto e cosa non lo è e cercare di dare alla Giunta regionale agli uffici poi gli indirizzi affinché trovino e vi siano le soluzioni, anche per quanto riguarda il rapporto di lavoro a tempo determinato si applica la teoria del doppio binario nella proposta di legge, perché l'articolo 5 parla appunto che al personale dipendente assunto a tempo determinato fino alla data del nuovo inquadramento continui ad applicarsi le disposizioni di cui all'articolo 48, a me sembrava una norma che salvaguarda intanto il ruolo e i diritti dei semestrali e dei lavoratori a tempo determinato e gli si dà la possibilità di continuare ad avere la certezza che fino a oggi hanno avuto, è applicabile il doppio binario? Io credo di sì perché comunque non stiamo andando a infrangere nessuna norma che in qualche maniera possa dire no non lo puoi fare, tant'è che fino a oggi a un ente a tutto tondo e a pieno titolo regionale è stato applicato un contratto assolutamente diverso rispetto a quello che hanno tutti i dipendenti regionali, per cui credo che con gli emendamenti, con la possibilità che è data anche negli articoli precedenti vi sia e se sia tracciata la strada affinché si possa dare ai dipendenti di Forestas quel giusto status che loro richiedono, logicamente qui nessuno è nemico di nessuno, nessuno cerca di fare o di imbonire o di captare la benevolenza ai fini elettorali, perché comunque qui stiamo parlando di un problema serio, stiamo parlando di problemi che riguardano le famiglie, che riguardano i lavoratori e credo che quello che si sta portando avanti sia un disegno di legge che consentirà al Consiglio regionale di individuare la strada giusta per arrivare alle soluzioni, nelle quali tutti dovranno aver riconosciuti i loro interessi e i loro diritti.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Antonio Satta. Ne ha facoltà.

SATTA ANTONIO (PSd'Az-La Base). Come sempre dobbiamo essere obiettivi, il discorso fatto in apertura dalla collega Forma è stato molto accorato, da una parte ha manifestato le sue perplessità e ha anche denunciato le forti pressioni che ogni singolo consigliere ha ricevuto da una parte e dall'altra, perché da una parte abbiamo - nessuno l'ha detto ma bisogna rimarcarlo - quattromila lavoratori dipendenti di Forestas che vorrebbero tout-court l'applicazione dell'articolo 31, e dall'altra abbiamo invece una minoranza dal punto di vista numerico che vorrebbe invece mantenere lo status che viene attuato dalla legge 8, ciò che era il trattamento precedente.

E' vero anche quello che ha detto il collega Eugenio Lai, il problema non è nato due anni fa, è nato nel 2011 con la nascita della "165" che ha creato queste incomprensioni nell'applicazione del contratto nazionale. Un anno fa io partecipai ad un convegno dove c'erano circa 400, forse 500 lavoratori ai quali dissi chiaramente, e questo ve lo devo dire, "sicuramente questa maggioranza non affronterà il problema, lo rimanderà", perché c'erano appunto queste pressioni esterne che non consentono a noi politici, che molte volte vogliamo stare con un piede su due staffe, di fare delle scelte, e quindi preferiamo rinviare, magari lasciare la patata bollente a chi verrà dopo. Questo pensavo che sarebbe avvenuto, invece oggi vengo smentito da questa maggioranza, dalla proposta di legge della quale ha fatto il riassunto preciso il collega Giuseppe Meloni, che metterebbe la parola fine a questo problema. Però questa proposta di legge, per quanto sia ben articolata, probabilmente andava fatta in un altro tempo, perché come sempre questa maggioranza quando ha fatto le riforme probabilmente ha sbagliato anche i tempi oltre che i modi: si sono accelerate delle cose, se ne sono fatte delle altre o si sono fatte in modo parziale, riferimenti ne abbiamo in abbondanza, dalla legge urbanistica portata in Aula e poi rispedita al mittente, alla legge sanitaria e alla nuova distribuzione della rete ospedaliera rispedita al mittente anche questa dal Governo, insomma probabilmente andavano fatte meglio. Anche questo che stiamo discutendo oggi era un problema che andava affrontato sicuramente in sede di approvazione della legge 8, la quale, anch'io la penso come il collega Solinas, ha dato un nuovo slancio a quelli che potrebbero essere e che dovrebbero essere i compiti di Forestas e il suo ruolo importante e fondamentale soprattutto per il rilancio delle zone interne. Perché se noi nelle zone interne dovessimo… io spero che questo venga fatto da chi verrà dopo di noi nella prossima legislatura, il rilancio di Forestas, il rilancio con le assunzioni, perché l'unica risposta che può essere data a quelle zone interne che si stanno spopolando è quella appunto di rilanciare Forestas, di rimettere in movimento quel personale che c'era prima, e questo lo si può fare proprio grazie alla legge 8 che ha dato tutta una serie di possibilità a Forestas di lavorare, di fare veramente delle cose che prima non erano previste nel suo ordinamento, quindi possono essere fatte delle convenzioni con i Comuni e con gli altri enti per la salvaguardia del territorio, eccetera, e ci sono le competenze giuste, e quelle che non ci sono si possono comunque creare. Noi riteniamo che questa legge sia da approvare, quindi noi come Gruppo PSd'Az sicuramente la voteremo, abbiamo qualche perplessità anche noi di interpretazione per quanto riguarda i semestrali, e ovviamente su questo possiamo ancora migliorarla in Aula apportando gli emendamenti. Ci viene fatta una proposta sensata, da una persona sensata come l'assessore Spanu, il quale chiede di introdurre con degli emendamenti delle sostanziali modifiche; ovviamente, non credo che una settimana o cinque giorni possano cambiare la vita di nessuno, è nostro dovere dare un'apertura di credito a quelle che saranno le proposte della Giunta e dell'assessore Spanu in particolare, fermo restando però che, se questa proposta non sarà migliorativa, noi oggi chiediamo un impegno formale affinché comunque a prescindere che venga accolta o meno questa proposta, sulla quale ovviamente dovrebbero essere sentite anche le organizzazioni sindacali, sia quelle autonome che quelle confederali, ma chiediamo che comunque, senza rinvio ulteriore, la settimana prossima una decisione su questa annosa vicenda venga fatta e venga fatta nel modo migliore per garantire appunto il trattamento economico e i diritti di questi lavoratori, che, come ho detto prima, potrebbero essere il gradino per rilanciare l'economia nelle zone interne.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Giuseppe Meloni. Ne ha facoltà.

MELONI GIUSEPPE (PD). Avendo avuto la possibilità di descrivere la mia relazione cercherò di non sottrarre troppo tempo al dibattito, però non posso rinunciare a fare alcune considerazioni sul testo unificato che è arrivato in quest'Aula. Come ho avuto modo di descrivere in relazione, in questi anni - non settimane o mesi, badate bene, ma anni - in cui la prima Commissione consiliare di questa legislatura si è occupata dell'inquadramento del personale dell'Agenzia Forestas, abbiamo avuto modo di sentire più volte, non solo le opinioni delle parti in causa di quella che forse impropriamente viene definita vertenza, come giustamente ha sottolineato qualche collega, ma anche la voce di competenti soggetti terzi, disinteressati in quanto la loro posizione non muterebbe minimamente con qualsiasi decisione, o anche, non lo auspico, non decisione che il Consiglio regionale dovesse assumere con la legge.

Questa premessa mi pare doverosa anche nella mia qualità di relatore del testo unificato in discussione, perché non si tratta di un blitz, non si tratta di una decisione frettolosa di fine legislatura ma del mantenimento di un impegno assunto in diverse occasioni da tutti i Capigruppo del Consiglio regionale su una vertenza che dura da diversi lustri, e che qualcuno dice si è acutizzata a seguito della istituzione dell'Agenzia Forestas con la legge 8: probabilmente l'istituzione dell'Agenzia Forestas ha evidenziato e acutizzato problemi che si sono trascinati nei decenni.

Quando approvammo la legge 8 sapevamo che sarebbe stato necessario approfondire lo studio e probabilmente legiferare ancora sull'inquadramento del personale, appunto perché si è posto il problema anche in quel momento in Aula, perché potessero essere risolte non solo questioni trascinate da troppo tempo ma anche al fine di creare le condizioni perché le importanti novità introdotte nero su bianco nel 2016, riguardanti in particolare il funzionamento della nuova agenzia, potessero diventare realtà e non restare lettera morta. Anche in questo senso credo sia molto significativo il sostegno che è arrivato al testo unificato licenziato dalla prima Commissione anche dal Presidente di ANCI Sardegna, che conosce bene il funzionamento dell'Ente Foreste prima, essendone stato in passato consigliere di amministrazione, e le potenzialità oggi dall'Agenzia Forestas, in particolare nel rapporto di collaborazione fattiva con gli enti locali così come previsto nella legge istitutiva. Da amministratore locale ho appurato personalmente l'importanza e l'utilità di un proficuo rapporto di collaborazione tra gli enti locali e l'Agenzia Forestas, e fino alla legge 8 tale collaborazione è stata resa possibile, di rado, solo grazie all'elasticità e al buon senso delle parti interessate, oggi invece non è più così complicato e ci sono una serie di attività previste esplicitamente dalla legge 8 che possono essere realizzate in collaborazione tra Agenzia ed enti locali, talvolta anche sotto la regia della Regione, e che sarebbero un utilissimo reciproco supporto per gli enti interessati e un grande vantaggio per la collettività. E' necessaria tuttavia una norma contrattuale che renda finalmente funzionale e funzionante appieno l'Agenzia e che renda effettivamente realizzabili senza intralci i dettami e le importanti novità introdotte con la legge 8.

La paventata regionalizzazione di tutti i dipendenti dell'Agenzia Forestas in realtà esiste da sempre, la Regione infatti da sempre, seppure attraverso l'Ente Foreste prima e l'Agenzia Forestas dopo, si occupa degli stipendi dei dipendenti, che sono regionali a tutti gli effetti, al di là dei formalismi consistenti nell'essere o meno inquadrati all'interno della legge 31. E' importante che questo si sappia, soprattutto all'esterno perché spesso leggo che viene raccontata un'altra realtà, e anche l'ipotesi che è emersa nel corso del dibattito, non so se verrà fatta qualche proposta in questo senso, io non la condivido, che si possa parlare di un comparto pubblico… cosa è quello se non una regionalizzazione, che c'è già peraltro? Il fatto di non essere entro la "31" non è regionalizzazione? Quindi io credo che siano argomenti veramente che non stanno in piedi quando vengono controbattute in questo modo. Spiace constatare che all'interno dell'agenzia si tenti di fare anche terrorismo sui dipendenti, affinché ostacolino il buon esito di questo testo unificato, perché si perderebbero tutte le indennità che oggi si anniderebbero nell'attuale comparto agricolo. Nel contempo però gli stessi che oggi sostengono questa tesi pensando probabilmente di poter cavalcare la piazza ansiosa di tagliare e respingere gli sprechi sostengono anche che il nuovo inquadramento nella "31" determinerebbe per le casse della Regione un notevole aumento dei costi, derivanti da non meglio precisati benefit dovuti all'ingresso del comparto regionale unico senza tuttavia determinarne mai esattamente un quantum oggettivamente riscontrabile. Credo che sia più giusto parlare di un'unica linea e non solo corretto cambiare la posizione a seconda dell'interlocutore con cui ci si trovi a conferire. Proletarizzazione della Regione, voglio prendere in prestito questo termine coniato ironicamente da un collega durante i lavori della prima Commissione perché a mio parere rende l'idea circa il timore, per alcuni è proprio un terrore, che circa 4000 operai possano invadere il campo del comparto unico regionale ex lege 31 e stravolgerne gli equilibri nelle future contrattazioni contrattuale. Io non ho nessun timore di cosa possa avvenire in fase di trattative sul contratto, perché è un aspetto che non deve riguardare la politica, è giusto che sia regolato dalle competenze, dalle capacità proprie dalle parti sociali. Anche per questo respingo ogni accusa di invasione di campo della politica, che in questo caso non si è minimamente sostituita al sindacato, proprio perché si sta affermando prima come è giusto che sia. Così come tuttavia credo che i sindacati non possano pretendere di sostituirsi al legislatore ma debbano essere seriamente e correttamente ascoltati da questi, come è avvenuto nel nostro caso, nelle materie che riguardano la loro sfera di competenze.

Pertanto mi auguro che questo Consiglio sappia apprezzare il grande sforzo compiuto dalla prima Commissione nell'esitare un testo che, seppur perfettibile in alcuni dettagli, rappresenta a mio parere il miglior risultato ottenibile per il corretto funzionamento dell'agenzia e che per questo lo porti all'approvazione senza che intervengano disposizioni sottoforma di emendamenti d'Aula che ne possano snaturare la sostanza e le finalità, grazie.

PRESIDENTE. Grazie. La seduta è tolta. Il Consiglio è convocato questo pomeriggio alle ore 15 e 30, riprendiamo con gli interventi dei Capigruppo. Puntuali alle 15 e 30.

La seduta è tolta alle ore 13 e 29.



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