Seduta n.326 del 07/11/2018 

CCCXXVI Seduta

Mercoledì 7 novembre 2018

Presidenza del Presidente GIANFRANCO GANAU

La seduta è aperta alle ore 12 e 16.

FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 16 ottobre 2018 (322), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Augusto Cherchi, Roberto Deriu ed Emilio Usula hanno chiesto congedo per la seduta del 7 novembre 2018.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Annunzio di proposta di legge

PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la proposta di legge numero 559/A.

Risposta scritta ad interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle interrogazioni numero 1629/A (Risposta scritta pervenuta il 29 ottobre 2018).

Numero 1631/A, 1638/A (Risposte scritte pervenute il 6 novembre 2018).

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria. Sono state presentate le interrogazioni numero 1650, 1651, 1652, 1653, 1654, 1655, 1656, 1657, 1658, 1659, 1660, 1661, 1663, 1665.

Annunzio di interpellanza

PRESIDENTE. Si dia annunzio dell'interpellanza pervenuta alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria. È stata presentata l'interpellanza numero 380/A.

Annunzio di mozione

PRESIDENTE. Si dia annunzio della mozione pervenuta alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria. È stata presentata la mozione numero 456/A.

Discussione e approvazione della risoluzione sui gravi danni causati da eccezionali eventi meteorologici alle attività di pesca nelle acque interne della Regione, con particolare riferimento alla laguna di Santa Gilla. (N. 16 (34 com))

PRESIDENTE. Il primo punto all'ordine del giorno reca la discussione della proposta di legge numero 524 che non è stata esitata dalla Commissione. In sostituzione è stata approvata la Risoluzione numero 16.

(Si riporta di seguito il testo della Risoluzione:

Risoluzione Della Quinta Commissione Permanente Industria, Commercio, Artigianato, Turismo, Cooperazione, Energia, Attività Estrattive, Forestazione, Agricoltura, Caccia, Pesca, Acquacoltura

sui gravi danni causati da eccezionali eventi meteorologici alle attività di pesca nelle acque interne della Regione, con particolare riferimento alla laguna di Santa Gilla, e nel mare territoriale.

IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che:

- gli eccezionali eventi meteorologici verificatisi nei mesi di maggio e ottobre 2018 hanno causato dei rilevantissimi danni alle attività di pesca degli operatori ittici che lavorano nelle acque interne dell'isola;

- che in alcune realtà fra cui, in particolare, la laguna di Santa Gilla, tali danni sono così ingenti da impedire, sostanzialmente, la prosecuzione dell'esercizio della pesca per i prossimi mesi;

RITENUTO che sia imprescindibile porre in essere tutti gli interventi necessari per assicurare una pronta ripresa della regolare attività degli operatori del settore e che, nelle more, sia indispensabile assicurare un sostegno ai lavoratori che si trovano impossibilitati, per cause di forza maggiore, a svolgere l'attività di pesca,

impegna il Presidente della Regione e la Giunta regionale

a verificare la possibilità di porre in essere i seguenti interventi, coordinandoli tra di loro:

1) concedere appositi indennizzi alle imprese interessate o, se possibile, direttamente ai singoli lavoratori, anche attraverso il coinvolgimento dei comuni di residenza;

2) attivare nelle aree interessate, attraverso il progetto LAVORAS, iniziative finalizzate ad assicurare continuità lavorativa e di reddito ai lavoratori coinvolti;

3) attivare entro il mese di novembre un apposito bando con l'utilizzo dei fondi FEAMP diretto al risarcimento dei danni subiti dal settore;

4) utilizzare e incrementare per gli specchi acquei interni e nel mare territoriale, con la massima urgenza, le risorse attualmente stanziate per le zone umide al fine di creare le condizioni per evitare che gli eventi meteorologici, per quanto eccezionali, possano procurare una situazione così catastrofica come quella attualmente in essere. (N. 16 (34 com))

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione.

Uno dei presentatori della risoluzione ha facoltà di illustrarla.

LOTTO LUIGI (PD). Grazie Presidente, così come ha giustamente detto lei, la Commissione ha ritenuto non ci fossero le condizioni di fattibilità per esitare favorevolmente il progetto di legge che era stato presentato, il numero 524. La Commissione si è riunita, così come l'Aula ci aveva chiesto il giorno 31 ottobre, si è riunita ieri facendo audizioni diverse: i consorzi delle cooperative dello stagno di Santa Gilla, dei lavoratore dello stagno di Santa Gilla, l'Assessore dell'agricoltura e i funzionari, stamane si è riunita con l'Assessore del lavoro abbiamo cercato di valutare ogni possibile strada affinché si potesse fare una norma che prevedesse un intervento immediato. Questo non è stato possibile, era difficile, ne eravamo consapevoli, ma abbiamo scandagliato ogni strada, affinché se una soluzione c'era venisse individuata, a quel punto abbiamo concluso che era opportuno che comunque, rispetto a una situazione di oggettiva difficoltà in cui si sono venuti a trovare i pescatori che operano nello stagno di Santa Gilla, come anche i pescatori che operano in tutti gli specchi acquei delle acque interne e delle acque del mare territoriale della Sardegna a seguito di una situazione atmosferica che ha portato a dei danni assolutamente imprevedibili e imprevisti, noi tenendo conto ed essendo consapevoli della gravità della situazione abbiamo comunque ritenuto che fosse utile che il Consiglio regionale venisse coinvolto nell'approvazione di una Risoluzione che la Commissione ha predisposto e approvato a maggioranza con l'astensione della minoranza. Una Risoluzione che dia un input politico alla Giunta per affrontare su diversi fronti le tematiche che sono emerse da questi giorni di discussione e che dobbiamo dire, a questo punto possiamo dire che è stato utile che la proposta di legge sia stata messa in campo, ha determinato le condizioni che la Commissione prima e il Consiglio regionale poi si facesse carico del problema e definisse una strategia di intervento che coinvolgesse i vari Assessorati. Per cui abbiamo ritenuto di approvare una risoluzione, che io leggerei, facendo anche poi una proposta di una piccola modifica nella parte finale per consentire di chiarire meglio di che cosa stiamo parlando, di quali siti, a quali siti ci stiamo riferendo. La Quinta Commissione permanente, leggo integralmente per poi fare la proposta di correzione, la Quinta Commissione permanente del Consiglio regionale, premesso che… scusate… gli eccezionali eventi meteorologici verificatisi nei mesi di maggio e ottobre 2018 hanno causato dei rilevantissimi danni alle attività di pesca degli operatori ittici che lavorano nelle acque interne dell'Isola; che in alcune realtà fra cui in particolare la laguna di Santa Gilla tali danni sono così ingenti da impedire sostanzialmente la prosecuzione dell'esercizio della pesca per i prossimi mesi, ritenuto che sia imprescindibile porre in essere tutti gli interventi necessari per assicurare una pronta ripresa della regolare attività degli operatori del settore e che, nelle more, sia indispensabile assicurare un sostegno ai lavoratori che si trovano impossibilitati, per cause di forza maggiore, a svolgere l'attività di pesca. Il Consiglio regionale impegna il Presidente della Regione e la Giunta regionale: 1) a verificare la possibilità di porre in essere i seguenti interventi coordinati fra di loro; 2) concedere degli appositi indennizzi alle imprese interessate e, se possibile, direttamente ai singoli lavoratori, anche attraverso il coinvolgimento dei comuni di residenza; 3) attivare nelle aree interessate, attraverso il progetto Lavoras, delle iniziative finalizzate ad assicurare continuità lavorativa e di reddito ai lavoratori coinvolti; 4) attivare entro il mese di novembre un apposito bando per l'utilizzo dei fondi FEAMP, diretto al risarcimento dei danni subiti nel settore; 5) utilizzare e incrementare con la massima urgenza le risorse attualmente stanziate per le zone umide al fine di creare le condizioni per evitare che gli eventi meteorologici, per quanto eccezionali, possano procurare una situazione così catastrofica come quella attualmente in essere. Dispone la trasmissione della presente risoluzione al Consiglio.

Al punto 5 del dispositivo che ho appena letto, viene proposto di fare una piccola modifica che così propongo: dopo la parola "utilizzare e incrementare", aggiungere le parole "per gli specchi acquei delle acque interne e nel mare territoriale". Questo significa dare la possibilità ai vari assessorati che prenderanno in mano l'argomento di poter tenere conto di tutti i siti ove gli eventi atmosferici di cui stiamo parlando hanno creato difficoltà e problemi, affinché non possa esserci nessuno, pur tenendo presente che il problema è nato per una situazione di particolare gravità che si è verificata nello stagno di Santa Gilla, però è necessario che ci sia la possibilità come input del Consiglio a che si intervenga, ove possibile, ovunque questo sia necessario.

Questo è quanto ha approvato la quinta Commissione, ringrazio tutti i colleghi, gli Assessori, in particolare dell'agricoltura e del lavoro, con il personale di questi Assessori, che sono venuti già mercoledì scorso, poi ieri, e poi stamattina, convocati ad horas, da un momento all'altro, abbiamo chiesto che venissero e sono venuti, ci hanno aiutato a ragionare e a capire dove può essere trovata una strada per risolvere queste problematiche. Con questi ringraziamenti, che sono assolutamente dovuti per la collaborazione data, io mi affido al Consiglio, che spero approvi questa risoluzione. Grazie.

PRESIDENTE. L'emendamento orale, grazie.

LOTTO LUIGI (PD). Nel punto 5 del dispositivo, dopo le parole "utilizzare e incrementare", si aggiunga "per gli specchi acquei nelle acque interne e nel mare territoriale", cioè, per comprendere tutto ciò che può essere considerato. Questo è un suggerimento che ci viene dato dall'Assessore dell'agricoltura e dai suoi Uffici, che è quello che ha maggiormente il quadro della situazione, il resto resta identico.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Luigi Crisponi. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Il collega Dedoni credo abbia qualcosa da dire. Procediamo.

Molto in breve. In occasione della valutazione che è stata fatta in seno alla quinta Commissione, i colleghi della minoranza si sono astenuti su questo provvedimento per ragioni che vorrei specificare e dettagliare naturalmente in questa sede. Innanzitutto, il Consiglio regionale ha demandato alla quinta Commissione una proposta di legge, che poi è stata trasformata in risoluzione. Quindi, di quella proposta di legge non vi è più traccia, evidentemente non poggiava su quelle basi solide che, come tutte le proposte di legge che vanno poi all'attenzione o delle Commissioni permanenti o della stessa Aula, non rappresentava certamente l'assoluta perfezione di una norma che correva il rischio di tutta una serie di criticità, dall'impugnativa fino alla sua impraticabilità, naturalmente perché, non lo definirei ostracismo da parte dei funzionari e dirigenti, ma semplicemente per una sua inapplicabilità. Allora, si è pervenuti poi ad una situazione che è quella rappresentata dalla risoluzione. Però, debbo dire che, nel rispetto di ciò che sta accadendo e che è sotto gli occhi di tutti, abbiamo notato che gli eventi climatici non sono un episodio imprevisto, sono oramai una consuetudine che si verifica da qualche tempo, e direi che è assolutamente coerente con il mandato di questa maggioranza consiliare, e soprattutto della Giunta regionale. Ciò sta a significare che evidentemente ancora una volta la Giunta è stata trovata impreparata rispetto a un evento eccezionale, che si vuole continuare ostinatamente a definire eccezionale quando, di fatto, questa eccezionalità è diventata la norma. E ciò significa che se vi è una disposizione, una legge che asseconda, che interviene, che sana, e soprattutto assicura ristoro alle persone che vengono colpite, allora siamo tutti quanti ben favorevoli. E invece, di fatto, non è accaduto questo, per l'ennesima volta ci si stava ritrovando di fatto a fare un vestitino tailor-made solo per un caso specifico. Fin da subito, abbiamo fatto rilevare in sede di Commissione che di specchi acquei, di zone umide, con difficoltà dovute a eventi di carattere climatico la Sardegna naturalmente mi pare ne sia ben ricca, è quello che è accaduto nello stagno di Santa Gilla, dove con tutto il rispetto siamo certamente a favore di interventi di ristoro e di compartecipazione alle gravissime difficoltà, però è evidente che ci sono anche altre zone umide del territorio sardo che necessitano di puntuali interventi, e quei puntuali interventi non possono che prevedere che ogni volta si debba ritornare in Aula.

E allora noi abbiamo espresso una posizione che è ben chiara, che ci sia un quadro definito dal quale poter intervenire, e che ci siano interventi di carattere amministrativo, non ogni volta che si debba intervenire con iniziative legislative. Il legislatore lo fa per una volta, e poi siano funzionari, dirigenti dei rispettivi Assessorati chiamati in causa a svolgere il doveroso intervento di carattere amministrativo, o se preferite burocratico, in modo tale che effettivamente si rassicurino tutti quegli interventi che sono naturalmente richiesti da una situazione che si è configurata, in questo caso definita di carattere eccezionale. Ma in quella sede, proprio nella quinta Commissione, abbiamo anche fatto riferimento ad un altro esempio, non è solamente il comparto delle zone umide a rischiare una debacle e una Caporetto, sono altri sistemi che naturalmente vengono colpiti. Ho citato, proprio in sede di Commissione, che recentemente, guarda caso facendo riferimento alle condizioni climatiche incredibilmente strane, una zona particolare del centro Sardegna nel Marghine ha visto un bombardamento di grandine che ha praticamente devastato un'attività florovivaistica. Allora, questo imprenditore cosa deve fare? Deve anch'egli venire sotto i portici del Consiglio regionale per protestare? Io credo che tutto ciò non sia necessario, io credo che quell'imprenditore abbia diritto esattamente con un sistema uguale, perequativo, rispetto a coloro i quali sono colpiti nelle zone umide, per avere anch'egli il ristoro necessario, oppure dobbiamo richiamare gli eventi climatici della siccità dello scorso anno, o per assurdo quei momenti che hanno creato infinita crisi nelle attività di coltivazione della vite nelle campagne di mezza Sardegna. Allora, solo ed esclusivamente per questi motivi, in cui è stata ben poco chiara l'attività di valutazione che è stata predisposta anche dagli Assessori, debbo dirlo, che hanno fatto naturalmente marcia indietro su un provvedimento che naturalmente faceva acqua da tutte le parti, e in quel caso naturalmente hanno dovuto rappresentare tutte le difficoltà per la stessa Giunta regionale per potere, in modo organico, dare il via libera a quella proposta di legge. Adesso la risoluzione, così come viene presentata e così come ci è stata esposta dal presidente Lotto, aggiungendo anche gli specchi acquei e il mare territoriale probabilmente avrebbe ancora bisogno di un'ulteriore definizione che riguardi l'intero territorio regionale della Sardegna, perché non è possibile pensare di adottare un provvedimento che riguardi solo un comparto specifico, ancorché prezioso e utile per il sistema imprenditoriale e soprattutto del mondo…

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Edoardo Tocco. Ne ha facoltà.

TOCCO EDOARDO (FI). Io ovviamente ho avuto modo di partecipare in audizione alla Commissione, perché non sono componente, quindi vista la situazione piuttosto di emergenza, probabilmente la risoluzione era l'ultima scialuppa di salvataggio, anche se sono sempre più convinto che probabilmente quella famosa leggina che avremmo dovuto portare in Aula avrebbe avuto un tenore diverso, perché avrebbe preso più tempo, però con una legge del Consiglio regionale alla fine qualche soldino si sarebbe recuperato; forse magari più avanti. Una risoluzione sì, è un'alternativa, è, diciamo, un salvagente, però non ha assolutamente lo stesso potere, lo stesso tenore, come dicevo prima, di una legge di tutto il Consiglio regionale. Fatto sta che purtroppo facciamo ancora i conti con una realtà drammatica, che è quella dei pescatori di Santa Gilla, che ovviamente non hanno né lo status di disoccupazione per poter fruire degli ammortizzatori, non hanno nessun tipo di altra soluzione, insomma, per poter cercare di trovare appunto la quotidianità, che in questo momento gli manca da diversi mesi, vista anche la situazione calamitosa che ha colpito ovviamente lo stagno e la situazione chiaramente del dissesto idrogeologico. Quindi io credo, Assessore, con tutta onestà che probabilmente non risolveremo grandi cose, e forse stiamo dando un pezzo di carta a questa gente… per carità, io non ce l'ho assolutamente, collega Lotto, con la Commissione, anzi, io devo apprezzare il grande lavoro che è stato fatto, perché siete stati solerti per forse più di 24 ore all'interno di una sala, per carità, però, mi duole anche dirlo, io mi rendo conto che la situazione non ha sicuramente trovato delle risoluzioni, scusate il bisticcio di parole, con questa risoluzione.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (Fratelli d'Italia). Stiamo liquidando, con una certa superficialità e disinvoltura, la proposta di legge numero 524, e la stiamo liquidando come un piccolo incidente di percorso. Abbiamo discusso in Commissione sul contenuto e la bontà di questa legge, e la Commissione, la maggioranza della Commissione, ha deciso, discutendo con gli Uffici, il ritiro di questa legge per inapplicabilità. Io mi pongo una domanda: come si può approvare in una Commissione una legge, e poi portarla in un'altra e dichiararla inapplicabile? Questo dimostra sicuramente una certa superficialità, un pressappochismo nel presentare le leggi, perché se una legge ha in qualche modo un minimo di legalità e si può applicare si porta avanti sino alla fine, non si chiede alla Commissione di valutare se è inapplicabile o meno, alla Commissione si fanno valutazioni semmai di natura economica, se sono sufficienti le risorse, se queste risorse riescono in qualche modo ad interessare una platea di beneficiari maggiore. Qui stiamo parlando della categoria dei pescatori, nel caso specifico il fattore scatenante di Santa Gilla, a cui esprimo tutta la mia assoluta solidarietà, ma anche tutta la mia preoccupazione, perché questi lavoratori probabilmente non troveranno soddisfazione, ma soprattutto non troveranno quelle che sono le loro richieste, cioè di poter avere un risarcimento, un indennizzo per un danno subito. Allora la Commissione stamattina ha deciso, dopo il rinvio di ieri sera, di puntare alla soluzione B, la soluzione B proposta è una risoluzione. Cari colleghi, voi capite bene che la risoluzione è in realtà una soluzione per allontanare il problema, è un metodo per trovare una non soluzione, perché nella risoluzione proposta, come detto dal collega Crisponi la minoranza si è astenuta per rispetto, ma soprattutto per avere adesso in Aula la possibilità di discutere i temi qui evidenziati, propone una serie di articoli che sono, dal mio punto di vista, non solo anche questi inapplicabili, ma diventano per certi versi anche offensivi per una categoria come quella dei pescatori che ha subito un danno. E quando parliamo di pescatori, ricordiamo che la Sardegna, la Sardegna intera, ahimè si ritrova oggi con una serie di problemi irrisolti, il danno subito dai delfini, soprattutto per i pescatori di Sant'Anna Arresi e di Porto Pino, i danni subiti dalle reti, e il danno subito dal mancato indennizzo per il fermo biologico. Quindi ci ritroviamo con una Sardegna a due velocità, pur discutendo sempre della stessa categoria, della categoria dei pescatori, una categoria importante, uno dei settori trainanti dell'economia della Sardegna, per cui ancora una volta stiamo dimostrando, ma soprattutto lo sta dimostrando l'attuale maggioranza, un totale disinteresse, perché nel momento in cui al punto 2 leggo che "con il coinvolgimento del Comune di residenza", e quindi si vuole dire in qualche modo che dobbiamo chiedere ai servizi sociali del Comune di residenza di questi poveri pescatori un intervento, beh, onestamente mi preoccupo. Così come mi preoccupo al punto 3 quando leggo: "attraverso il progetto Lavoras", il progetto Lavoras sappiate bene si può applicare quando parliamo di disoccupati, non stiamo parlando di soci di una cooperativa, nel caso specifico quindi i presunti fruitori di questo beneficio anche qui non troveranno soddisfazione. Così come l'indennizzo tramite i fondi FEAMP, l'Assessore ha confermato in Commissione, e sa bene, che stiamo parlando di 200 mila euro, cioè una cifra che divisa per i pescatori della Sardegna significa che possiamo al massimo offrire un caffè a tutti. Quindi ritengo che anche questa risoluzione sia un documento debole, e non può essere questa la risposta ad una categoria in sofferenza, soprattutto pensando ai pescatori di Santa Gilla che si ritroveranno probabilmente per sei mesi, forse un anno, senza avere lo strumento di lavoro essenziale che sono il lago e il mare. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Piermario Manca. Ne ha facoltà.

MANCA PIERMARIO (Partito dei Sardi). Viviamo un momento particolare da un punto di vista climatico, quelle che erano delle eccezioni, le catastrofi una volta ogni dieci, quindici anni, ormai sono diventate invece delle realtà a carattere annuale, di tutti i tipi. Proprio per questo già la Comunità europea è intervenuta e ha previsto una serie quindi di misure che erano sconosciute per lo Stato italiano, e in particolare per quanto riguarda l'agricoltura. Per quanto riguarda l'agricoltura all'interno del PSR, dove noi abbiamo all'incirca 1 miliardo e 200 milioni, quasi 300 milioni, era prevista anche la cosiddetta misura 5, la misura 5 divisa a sua volta in due sottomisure. La misura 5 del programma del PSR è una misura chiara, che prevede un intervento tramite degli appositi bandi per arginare i casi dovuti a calamità naturali, sia in fase di prevenzione con la sottomisura 1, sia in fase invece di ripristino delle condizioni ambientali con la sottomisura 5.2. Perché faccio questo discorso? A me piace il lavoro portato avanti dalla Commissione, però è anche vero che i fondi destinati alla pesca sono dei fondi specifici, e i fondi destinati al risarcimento sono estremamente bassi, come non da ultimo ha messo in evidenza l'onorevole Rubiu. Mi pongo e vorrei porre una domanda all'Assessore: va anche bene se noi riusciamo ad attivarci con questo bando, ma non sarebbe più utile, visto che abbiamo comunque all'interno del PSR e che le attività lagunari fanno parte del settore primario, non attivarsi direttamente con il PSR e in particolare con la misura 5? Dico questo perché la misura 5, è vero che la stiamo utilizzando per altre calamità dovute alla siccità, eventi catastrofici, bombe d'acqua e quant'altro, ma è anche vero che, secondo me, ecco perché faccio l'intervento, Assessore, potrebbe essere anche quella di rivedere proprio la misura 5, rimpinguandola sicuramente, e vedendo di farne il vero serbatoio delle somme necessarie sia per le attività del settore primario terrestre, ma anche di quelle di tipo lagunare. Io sono convinto che sarebbe stato necessario, ecco perché faccio questo tipo di intervento, casomai un preventivo quadro di situazione per capire quali sono le esigenze finanziarie che andiamo a dover poi apporre con il bando, perché se queste non sono sufficienti, secondo me, bisogna immediatamente, perché i tempi ci sono, procedere invece con la misura 5 del PSR. Dico anche questo perché in realtà chi porta avanti tutto il processo amministrativo è sempre lo stesso soggetto, è l'ARGEA, quindi è l'ARGEA che comunque fa in un caso e nell'altro i sopralluoghi e decide quali sono in base alle stime i soldi da apporre per dare i risarcimenti. Quindi, secondo me, la strada potrebbe essere se abbiamo già, questo io non lo so, lo chiedo a lei, Assessore, sapendo quali sono i danni, se abbiamo già una stima teorica o comunque approssimativa, se non sia il caso di portare avanti l'iniziativa del risarcimento, anche perché la macchina è rodata tramite il PSR con la misura 5, che è la misura ad hoc prevista da noi e dalla Comunità europea, per questo tipo di interventi.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Oscar Cherchi. Ne ha facoltà.

CHERCHI OSCAR (FI). Presidente, Assessore, non vorrei ripetere le ultime considerazioni dei colleghi che mi hanno appena preceduto (faccio i complimenti comunque all'onorevole Lotto per il grande tentativo e la disponibilità e l'essere sempre molto caparbio nel tentativo di trovare soluzioni a disposizione del sistema per il ruolo che svolge), però la risoluzione non è la soluzione del problema, la risoluzione così come viene detto molto spesso all'interno di quest'Aula, è come un ordine del giorno, non lo si nega a nessuno. Volete una risoluzione? Diamogli una risoluzione, ma la risoluzione non è la soluzione. Nel caso specifico, in questo caso e nel caso che noi stiamo discutendo, individuiamo e chiediamo alla Giunta di impegnarsi su un percorso. Vedete, colleghi, sarebbe dovuto essere il contrario, sarebbe eventualmente dovuta essere la Giunta a dare un percorso e dire: "Caro Consiglio regionale ho necessità di un vostro intervento legislativo per la soluzione che io vi sto prospettando, la soluzione è questa e quindi è necessario un passaggio in Consiglio regionale per risolvere questo problema". In realtà è andato tutto al contrario, cioè il Consiglio regionale, i consiglieri regionali che hanno tentato, chi più chi meno, con la propria esperienza, mettendo a disposizione anche la ragione e il ragionamento che è stato fatto all'interno della Commissione, si è cercato quindi di trovare soluzioni o idee. Io credo che questo che sia scritto qua e tutto quello che è inserito all'interno della risoluzione non dia risposta a chi oggi sarebbe dovuto venire qua, non è venuto e forse ha fatto anche bene, ma soprattutto non dà risposta non solo alla laguna di Santa Gilla, ma non darà risposta a nessuno e a nessuna delle lagune, nel caso specifico legate al problema della pesca, dopo i gravi danni causati dalle ultime alluvioni, sia quelle dei mesi precedenti, ma addirittura questa dei giorni scorsi. Credo che l'unico percorso che abbia individuato e che è storicamente dimostrato all'interno degli uffici della Regione, così come ieri ho provato a spiegare all'interno della Commissione, è quello di un percorso di richiesta di un risarcimento attraverso una declaratoria, quindi l'individuazione o meglio una perizia legata ai reali danni che si sono subiti all'interno di quel processo produttivo e predisporre il percorso legato al riconoscimento da parte del Ministero e successivamente quello della Commissione europea per evitare che questo poi possa diventare come risarcimento un aiuto di Stato. Questo è l'unico percorso che io continuo a vedere oggi, che probabilmente è più lungo rispetto a quello che si pensa di ottenere con questa risoluzione, ma credo che sia quello certo e sicuro che anche se fra sei mesi, otto mesi, un anno, potrà dare ristoro alle aziende che hanno subito questi danni. Così missà che probabilmente si allungano solo i tempi, si dà una risposta solo parziale, si allungano i tempi scaricando la responsabilità alla Giunta regionale, dicendogli e impegnandola su alcune considerazioni e alcuni aspetti che possono essere questo di Lavoras, che possono essere il tentativo legato al bando del FEAP, però considerate che in quel bando si possono ristorare solo i danni strutturali e non certamente quelli di produzione, quindi anche questo è un problema che non dà risposte a chi oggi ha chiesto una soluzione del problema. Ripeto, credo che la risoluzione non sia la soluzione che questo Consiglio regionale avrebbe dovuto dare oggi e per questa ragione i colleghi si sono astenuti in Commissione, io voterò addirittura contro perché non risolve il problema che noi abbiamo posto in essere.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Gruppo Misto). Presidente, la straordinarietà di ieri è l'ordinarietà di oggi e sicuramente, purtroppo, sarà l'ordinarietà di domani. Il problema in questa occasione, come in altre, è che per affrontare eventi sempre più ordinari, gli strumenti a disposizione sono invece quelli della straordinarietà. Quindi quelli che vedono il Consiglio regionale impegnato, quelli che vedono l'emendamento ad hoc per risolvere il singolo problema, quelli che considerano ogni problema come un'irripetibile circostanza che ogni volta necessita di una soluzione diversa e che, proprio perché imprevedibile, non ha un sistema rodato che invece consenta di superare l'emergenza a stretto giro. Da settimane la quinta Commissione lavora attorno alla PL 524. C'è stata una lunga discussione, terminata poche ore fa, io ho grande rispetto per quella discussione e per il lavoro portato avanti dalla Commissione, è stato un lavoro attento, a … i funzionari e ha concentrato l'attenzione sulla reale possibilità di dare subito ristoro ai lavoratori colpiti dagli eventi climatici dello scorso ottobre e dello scorso maggio. La PL 524 era stata formulata con l'intenzione di dare subito un ristoro immediato a quei lavoratori, devo prendere atto che le interlocuzioni avute formalmente dalla Commissione con la Giunta regionale e con i suoi uffici non hanno lasciato aperta quella porta, per cui la Commissione ha stabilito intanto che non occorresse un atto del Consiglio, non è un problema di risorse ci dicono dalla Giunta, condividiamo quell'aspetto e quindi essendo un problema burocratico, il problema burocratico può tranquillamente essere risolto con gli impegni che in questa risoluzione oggi il Consiglio porta avanti. Credo però sia importante, e non me ne voglia l'onorevole Crisponi, non confondere la situazione che oggi è quella della laguna di Santa Gilla con le altre crisi aperte nel territorio regionale, crisi gravissime, crisi da prendere in considerazione, ma in questo caso parliamo di un comparto che dà lavoro a oltre 280 occupati che alle prese con una crisi irreversibile, perché senza interventi di bonifica probabilmente la laguna di Santa Gilla cesserà di essere un comparto produttivo. E' un problema atavico, che ci trasciniamo, ma che non ha mai raggiunto livelli di gravità come quelli che stiamo vivendo oggi.

A maggio c'è stato un durissimo colpo al comparto con l'alluvione appunto di quel mese, a ottobre c'è stato il colpo di grazia, a quel comparto oggi bisogna dare risposte, risposte strutturali e risposte anche per fronteggiare un'emergenza immediata. Io quindi condivido gli impegni tutti corretti e tutti condivisibili che inseriamo nella risoluzione, credo però che quegli impegni non possano essere portati avanti in anni perché nel lungo periodo, lo dice Keynes e lo sottoscriviamo tutti, siamo tutti morti, in particolar modo è morto quel comparto produttivo che non può permettersi attese di lungo periodo. E' un problema burocratico, lo abbiamo detto, ma non è un problema del singolo ufficio o del singolo dirigente perché a volte quando si parla dei problemi della burocrazia sarda si personalizza il problema e si dà la colpa al singolo che magari pro-tempore per qualche anno occupa una scrivania all'interno dell'Amministrazione regionale. Non è quello il problema, in questo caso riguardo le politiche di sostegno delle attività di pesca nelle acque interne, noi abbiamo competenze distribuite tra sei Assessorati, lavori pubblici, ambiente, agricoltura, urbanistica, industria se pensiamo anche alla filiera del sale, i fondi comunitari gestiti dall'Assessorato della programmazione e poi ci possiamo aggiungere anche ARGEA che è stata più volte chiamata in causa, ARPAS per quanto riguarda il rilievo dei livelli di inquinamento e non contenti in Commissione ovviamente abbiamo chiamato anche l'Assessorato del lavoro perché si era avanzata l'ipotesi di utilizzare le procedure e i fondi di Lavoras e quindi è stato necessario avere anche questo. Ebbene senza una riorganizzazione complessiva che è già possibile anche allo stato attuale della normativa perché è possibile attivare le unità di progetto che noi in questa legislatura abbiamo inserito in legge, ma che sono state utilizzate per percorsi diversi rispetto a quelli che aveva pensato il Consiglio e in questo caso dotarsi anche di una burocrazia più snella, di un'organizzazione più snella, può essere la via d'uscita per trovare una soluzione in tempi rapidi, tempi che appunto sono quelli delle settimane, meglio ancora sarebbe dei giorni, ma che sicuramente allo stato attuale delle cose…

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Gianmario Tendas. Ne ha facoltà.

TENDAS GIANMARIO (PD). Io concordo molto con alcune osservazioni che ha fatto l'onorevole Crisponi, nel senso che ritengo anch'io personalmente che sia fondamentale definire una cornice e un quadro normativo che sia il più possibile immediato e celere e che ci consenta di fronteggiare situazioni di emergenza tipo quella che stiamo affrontando adesso e che riguarda nello specifico lo stagno di Santa Gilla, ma anche altri compendi e lo dico anche per questioni di chiarezza e per far capire che l'obiettivo anche della Commissione è senz'altro quello di venire a fronte di questo problema impellente ma nel contempo cercare di avere chiara la situazione che si sta purtroppo vivendo anche in altri compendi ittici. Però detto questo, credo che non avevamo soluzioni alternative, nel senso che purtroppo la proposta di legge numero 524 volenti o nolenti abbiamo appurato sulla base anche delle indicazioni che sono state fornite dai dirigenti di settore che era una strada impercorribile perché quella proposta di legge era di fatto inapplicabile.

L'interrogativo è: "La risoluzione da proporre è la soluzione migliore?" Probabilmente no, però al momento attuale sicuramente era lo strumento che lascia aperte e lascia in campo diverse soluzioni che devono essere intraprese ovviamente attraverso il coinvolgimento, così come è stato esplicitato meglio, di almeno tre Assessorati che sono quello del lavoro, dell'ambiente e dell'agricoltura e pesca. Perché questo? Perché credo che comunque sia, anche in termini di prospettiva, dovremmo cercare di far tesoro di esperienze che in passato abbiamo adottato e nella fattispecie abbiamo anche in un lasso di tempo ristretto, perché comunque è un argomento che è stato affrontato tra ieri sera e stamattina dalla quinta Commissione grazie anche e soprattutto alla perseveranza e alla tenacia del Presidente che si è adoperato per coinvolgere gli Assessori competenti e le loro strutture, scaturisce che si può, e questa è una strada che comunque dovrà essere valutata, cercare di eventualmente ripercorrere alcune strade che sono state già adottate e percorse in passato. Mi riferisco in modo particolare all'esperienza che aveva riguardato ad esempio la laguna di Santa Giusta che era rimasta interessata da problemi di inquinamento per delle erbe infestanti, era la mercerella enigmatica, e in quel caso che cosa aveva fatto il Consiglio regionale, aveva dato un contributo finalizzato al risanamento delle condizioni ambientali facendo in modo che gli operatori della pesca fossero comunque impegnati in un compendio ittico che era stato dato loro in concessione. Credo che questo parallelo sia molto simile alla situazione che stanno vivendo adesso gli operatori di Santa Gilla dove di fatto non sono in condizioni di operare però si trovano all'interno di un compendio che necessita di interventi di bonifica e di risanamento ambientale. Per cui anche questa credo che sia una strada percorribile che dovrà essere esaminata con la massima urgenza da parte da parte dell'Assessorato dell'ambiente unitamente ovviamente agli interventi per i quali si è attivato già l'Assessore dell'agricoltura attraverso i fondi del FEAMP che al momento sono modesti, ma che comunque costituiscono pure questi elemento di ristoro che possono e devono essere utilizzati rispetto a questa emergenza e credo che resta aperta anche l'altra ipotesi avanzata dall'Assessorato del lavoro per attivare all'interno di quel compendio un progetto ad hoc tramite Lavoras. Quindi non c'è una soluzione chiara e definita, ci sono un ventaglio di ipotesi che devono essere percorse e che sicuramente possono consentire, se affrontate con la determinazione e la convinzione giusta, di trovare una soluzione che dia un minimo di ristoro a questi 280 dipendenti che di fatto sono rimasti senza lavoro e senza reddito.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Antonio Gaia. Ne ha facoltà.

GAIA ANTONIO (Cristiano Popolari Socialisti). Sarò brevissimo onde evitare di ripetermi, però voglio esprimere il mio personale apprezzamento per il lavoro svolto dalla Commissione, dalla disponibilità manifestata dall'Assessorato dell'agricoltura e dall'Assessorato del lavoro, però sono pienamente convinto che non bisogna assolutamente dire che c'è stato pressappochismo o superficialità nell'affrontare questa problematica, tutt'altro. Ci si è appellati al buonsenso e al senso di responsabilità di ciascuno, però è tempo di finirla di fare capire alla gente che questo Consiglio è un bancomat, questo Consiglio è bene ricordarlo fa leggi, è un organo legislativo, qualunque soluzione venga adottata da questo Consiglio ci sono i tempi tecnici che non ci inventiamo noi, non sopprimeremo noi perché poi nelle tasche dei singoli operatori del comparto ittico provengano questi benedetti e dannati danari. Fatta questa debita premessa io ritengo che questa istituzione come tutte le istituzioni devono far sì che gli operatori imparino e qualcuno gli insegni loro a fare impresa: Spesso e volentieri sono abbandonati a se stessi, e allora l'appello che io rivolgo all'Assessore presente, ma vedo anche l'assessore agli affari generali e anche l'Assessore Paci, che sarebbe opportuno visto e considerato che non sono più emergenze quello che stiamo ricorrendo, ma ormai sono diventate la quotidianità, sensibilizzo tutti affinché una volta per tutte, non solo il comparto ittico, ma mi riferisco al comparto agropastorale, finalmente attraverso i consorzi fidi e le associazioni di categoria, che ricevono da questa istituzione elargizioni non indifferenti, si arrivi a sensibilizzare gli operatori di questi settori all'obbligo assicurativo, onde evitare che gli uffici della Regione siano intasati sempre e comunque dall'emergenza, e dimenticandosi spesso e volentieri, trascurandolo, l'ordinario. Perché è bene ricordarlo che per quanto riguarda il comparto agro pastorale e, oggi per quello che ci riguarda il comparto ittico, si sta lavorando e rincorrendo sempre le emergenze. Qualora si addivenisse, e me lo auguro, in tempi rapidi a sensibilizzare l'obbligo assicurativo, se necessario anche attraverso contributi elargiti ai Consorzi Fidi e alle associazioni di categoria, a prescindere dal fatto che dal mio punto di vista risparmierebbe non pochi soldi la Regione Sardegna, però si abituerebbe, si educherebbe correttamente l'operatore, così come ormai fanno tutte le altre categorie, a far sì che nei casi specifici, che ripeto e ribadisco non sono più eccezionali ma ormai rappresentano l'ordinario, a rivolgersi alle compagnie assicuratrici, risparmieremo soldi, sarebbe cosa molto più celere, da quel punto di vista, perché la compagnia assicuratrice dopo aver fatto l'istruttoria e fatto la perizia elargirebbe i quattrini in tempi molto più rapidi di quanto non sarebbe in grado di fare questa stessa istituzione. Comunque ringrazio ancora davvero per il lavoro encomiabile svolto dal Presidente e da tutta la Commissione.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Presidente, l'argomento che abbiamo in evidenza credo che ci interpelli su diversi fronti, che non sono risolutivi gli atti che sino ad oggi sono stati prodotti, e che invece dovrebbero portare a un ragionamento più completo, più attento, e guardare quali sono i lati economici più vulnerabili, stante il fatto che mi sembra una cosa assodata che la mutazione del tempo, così come cominciamo a leggere, porterà sempre più danni. Allora di una cosa sono convinto, ma credo tutti, e in buona fede. Come si può sopperire con finanziamenti dalla Regione Sardegna a tutti quei danni che deriveranno da questa mutazione di pioggia, vento, addirittura di sistemi nuvolosi che propendono ad essere più cicloni che altro? Allora se questo è vero, come purtroppo è vero, che si può passare da un'aridità totale a una piovosità altrettanto totale, io credo che dovremmo attrezzare la Regione sarda di un fondo immenso per poter finanziare, con risorse attendibili, quelli che sono i danni provocati dalla pioggia e dagli altri fenomeni atmosferici. Siccome spesso e volentieri non si guarda in prospettiva e per quello che può avvenire in futuro, noi continueremo a produrre qualche normetta che dia due danari ai poveracci che di turno hanno problemi, oppure una risoluzione che effettivamente tra l'altro è anche carente come possibilità di incidere in una volontà del Consiglio di risolvere questa tematica. Detto questo, e quindi c'è necessità di trovare soluzioni alternative, e iniziare a pensare anche a una norma che richiami e dia la possibilità a chi può essere interessato da eventi atmosferici nella propria sfera economica di ricercare la soluzione dell'assicurazione, perché mi pare che non ci sia altra possibilità. E su questo potremmo dibattere in altra circostanza, ma siccome siamo anche attenti a quello che ci passa la presidenza, e leggendo questa risoluzione si capisce che quando ha annunciato un emendamento orale il presidente Lotto è indubbio che ci siano necessità di precisazioni. Ed è anche vero però che ci sono differenziazioni su chi intervenire e su dove intervenire, ma in tutta la Sardegna, voglio ricordare a me stesso, sono presenti le zone lacustri per l'80 per cento delle zone lacustri dell'intera Italia, e l'Italia ha l'80 per cento di zone lacustri dell'intera Europa. Allora io capisco che questo può dare ipotesi di lavoro diversificate e certamente non facilmente risolvibili, però controllare al meglio quello che fanno i Consorzi di bonifica mi pare che sia una cosa importante, e allora mi chiedo l'Assessore all'agricoltura fa un controllo e una verifica di quello che fanno i Consorzi di bonifica, o che non hanno fatto sino a oggi? E se ci sono responsabilità vengano a galla, perché io so che ci sono responsabilità gestionali effettive, per danni che si sono verificati, e parlo per Oristano, ma parlo per Cagliari. Olbia è un altro aspetto! E allora capisco la precisazione richiesta da lei, Assessore, perché il Golfo di Olbia ha necessità di capire sin dove si può espandere, metti tre chilometri di zona marina da proteggere e forse ci siamo Ma non basta, il problema delle acque lacustri e la pesca di stagno ha necessità di essere tutelata comunque e a prescindere, e non sto parlando dei cormorani ad Oristano, sono compendi ittici abbandonati a se stessi, non verificati dalla Regione, non tutelati, non con lavori sia di dragaggio, e sia di collegamento con le acque dolci che non possono più far richiamare i pesci d'acqua salata…

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Valter Piscedda. Ne ha facoltà.

PISCEDDA VALTER (Cristiano Popolari Socialisti). Presidente, grazie anche al collega Cocco che mi ha ceduto la possibilità di parlare in quest'Aula su questo tema che riguarda la laguna di Santa Gilla. Ovviamente il fatto di parlare in qualità di Capogruppo mi impone anche di mettere un po' a latere il mio pensiero personale, e di farmi invece carico di un pensiero che è appunto quello più collettivo. Per questa ragione ritengo sia necessario fare un passo indietro. Siamo intorno agli anni 90, quando in quel compendio lagunare viene realizzato il cosiddetto piano Life, con diversi milioni di euro, all'ora miliardi direi, per la riqualificazione di quel compendio. Una volta concluso il piano Life, purtroppo non c'è stato un seguito istituzionalizzato, ma tutto è stato lasciato alla buona volontà dei comuni che davano nello specchio lagunare, quindi Cagliari, Elmas, Assemini e Capoterra, in virtù di questo quei comuni auto tassando istituirono un ufficio, il cosiddetto Ufficio intercomunale per la gestione della laguna di Santa Gilla, e attraverso le loro poche risorse economiche e la loro molta buona volontà hanno cercato di tenere vivo quel compendio, negli anni poi l'attività dei pochi pescatori di allora ha avuto un seguito ulteriore, soprattutto in questi ultimi anni di crisi siamo passati da poche decine di pescatori a oltre 200 pescatori iscritti nelle diverse cooperative che afferiscono al medesimo consorzio ittico, questo disinteresse istituzionale nei confronti della laguna di Santa Gilla all'atto dell'insediamento di questa Amministrazione regionale ha avuto una un focus molto preciso e, saltando un po' a piè pari, arrivo a dire che la laguna di Santa Gilla nel secondo anno di questa Amministrazione è diventata uno degli obiettivi programmatici dell'Amministrazione stessa, tant'è che è stata istituita in capo alla Presidenza della Regione e presieduta dal Vicepresidente Assessore Paci una cabina di regia specifica per occuparsi dei problemi della laguna di Santa Gilla con un obiettivo molto specifico, cioè quello di dargli una tutela che ad oggi non ha, ritenendo di poter condividere la posizione delle Amministrazioni comunali che non fosse necessario costituire un nuovo carrozzone ma si poteva tranquillamente utilizzare l'attuale parco di Molentargius al quale ampliare i confini con il conferimento appunto della zona della Sella del Diavolo, Poetto, quindi siamo in pieno territorio di Cagliari di tutto il compendio lagunare di Santa Gilla con l'accordo delle amministrazioni locali appunto di Cagliari, Elmas, Assemini e Capoterra. Quindi il percorso di risoluzione delle problematiche di Santa Gilla diciamo che è tracciato, il futuro al quale ci stiamo avvicinando è esattamente questo, quel tavolo di lavoro vorrei anche dire che non è rimasto solo un insieme di parole morte, ma ha avuto, non più tardi di tre settimane fa un esito molto favorevole attraverso una delibera di Giunta che su un totale di 20 milioni di euro stanziati a favore delle zone umide della Sardegna, ne ha dirottato quattro esattamente sulla laguna di Santa Gilla, delegando la Città metropolitana di Cagliari alla realizzazione delle opere, un obiettivo assolutamente concreto che va nella direzione che dicevamo prima. Ovviamente quattro milioni sono una goccia in quella laguna perché i problemi della laguna di Santa Gilla, non gestiti da decenni, sono ormai diventati strutturali, sino a qualche anno fa avevamo il problema opposto, cioè l'eccesso di salinità nelle acque di Santa Gilla, tant'è che avevamo all'attenzione degli studi che riguardavano il depuratore del Tecnocasic sul quale si stava ipotizzando di utilizzare le acque reflue del Tecnocasic per immettere in laguna e riequilibrare le percentuali di salinità. Purtroppo i mutamenti climatici ai quali stiamo sempre più assistendo negli ultimi anni adesso hanno portato al problema opposto cioè che abbiamo un difetto di salinità e un eccesso di acqua dolce per cui c'è una moria di moltissime qualità di i mitili che appunto riducono notevolmente la possibilità per quei pescatori di trarre reddito dalla laguna stessa.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Grazie Presidente, anche io sono costretta purtroppo a ricordare i fenomeni climatici che spesso e volentieri hanno portato alla messa in crisi, in ginocchio dei nostri territori e delle nostre attività produttive, però purtroppo dobbiamo confrontarci con queste con questa realtà e non possiamo sempre arrivare in ritardo, mi chiedo anche se questa risoluzione possa essere davvero un contributo importante e risolutore, io ho sentito con interesse ovviamente l'illustrazione del collega Lotto e credo che ci sia stata tutta la buona volontà e tutto l'impegno per addivenire appunto ad una soluzione, però mi chiedo anche, ma perché le soluzioni che noi leggiamo qui sono tutte soluzioni che la Giunta poteva e può tranquillamente mettere in campo e dare una soluzione però definitiva, cioè a me non piace che ancora si parli di una eventuale possibilità così come dico che sono molto di più nelle posizioni dell'utilizzo della misura 5, quella del PSR citata anche dal collega Manca che va direttamente proprio alla misurazione dei danni, cioè non dobbiamo dimenticare, in particolare io mi sto riferendo adesso a questo stato di necessità assoluta dei pescatori di Santa Gilla, sono bloccati, cioè non hanno reddito, la loro produzione non esiste, quindi vogliamo trovare una misura veloce che possa reintegrare questo stato di difficoltà e di certo non si sono inventati, non è nato e non lo vorrei neanche annoverare nel rischio di impresa, quindi mi sembra veramente che molto poco stiamo mettendo in campo, a meno che, Assessore, vorrei che mi ascoltasse a meno che non si possa fare davvero una task force che possa intervenire in tempi rapidissimi anche perché vorrei ricordare, per prima a me stessa, che siamo a novembre e che probabilmente dicembre non è il mese ideale per chiudere le operazioni finanziarie, o meglio si chiudono quelle in campo, quindi, non abbiamo la possibilità di trasferire i fondi direttamente come se fossimo nel mese di maggio o di giugno. Ecco perché dico che anche illudere magari su alcune operazioni tempestive e soprattutto sulla ricezione e il ristoro del danno, ci sembra un modo come un altro per creare confusione, quantomeno per alimentare speranze che nell'immediato in questi in questi brevi termini che ho indicato difficilmente potranno avvenire, però noi non vogliamo assolutamente né impedire, ma non ne abbiamo neanche i mezzi per farlo, ma vorremmo che da questa risoluzione potesse arrivare all'Assessore, ma soprattutto a chi può veramente dare una mano per dare un supporto in queste pratiche così urgenti che devono avere un abbattimento di tempi assoluto, è riuscire quantomeno entro l'anno ad impegnare, a determinare ad impegnare e poter anche erogare il ristoro dei pescatori, ecco perché credo che questa risoluzione ci metta molto in difficoltà perché da un lato non impedisce ma neanche migliora nulla, quindi il nostro orientamento è per una posizione di astensione, dando però sostanzialmente fiducia all'Assessore affinché possa trovare tra tutte quelle citate una soluzione forse ancora migliore perché si possa intervenire velocemente.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.

CARIA PIERLUIGI, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Grazie Presidente, intanto ringrazio tutti i consiglieri per i vari interventi e molti interventi mi porterebbero a pensare di cercare delle risposte e i tempi non me lo consentono, dico alcune cose, la proposta di legge 524, io ho avuto modo di argomentare nei vari incontri in Commissione sotto il profilo politico è una proposta pienamente condivisibile. Cioè, il fatto che si debba intervenire o ci sia necessità di intervenire, al di là del tema assicurazioni che non sempre ci sono o altro, davanti ad interventi per risarcire danni ai pescatori, agli agricoltori, agli allevatori, davanti ad eventi eccezionali credo che sia una condizione necessaria per tenere in salvaguardia tutto il sistema produttivo. Seguendo, però, le diverse procedure e in particolare la proposta di legge, come dire, non ci consentiva di trovare quella tempistica di intervento e allo stesso tempo il rispetto delle procedure per dargli attuazione. Ecco perché in qualche misura non si è andati avanti.

Per quanto riguarda la Giunta impreparata rispetto a questi eventi, questa è una cosa che non sta in tutte le attività che sono state svolte e cerco di citarle, parto da una che ha richiamato più di un Consigliere: le misure del PSR, che viene considerato quasi quasi il salvadanaio da dove sempre poter attingere. La Misura 5 si riferisce a interventi per danni strutturali, allora se ci concentriamo su Santa Gilla, o comunque sul tema anche dei danni subiti dal mondo della pesca, la grande applicazione anche della Misura 5 non trova riscontro, o quella del PSR. Oltre al fatto che in questo momento ha risorse zero e non ci sono neanche grandi possibilità di rimodulazione del PSR perché i fondi sono già quasi tutti, o tutti, canalizzati e ormai diciamo investiti su tutte le varie misure del PSR, così come tutti quanti voi sapete. Quindi, l'unico modo è ricaricare attraverso fondi nuovi che possono arrivare eventualmente dal bilancio regionale, ma che non darebbe soddisfazione in questo caso di specie, per quanto riguarda il comparto pesca, mentre rispetto a tutti i danni che abbiamo avuto, chiaramente, conosciuti da tutti, negli ultimi mesi su tutti i vari settori, dalle bombe d'acqua alle alluvioni e quant'altro, là ci sono danni strutturali e certamente sul campo dell'agricoltura quella misura può dare ristoro rispetto alle esigenze. Quindi, sono state attivate poi, lo ha ripreso qualcuno di voi, delle altre attività da parte della Giunta, dopo tanti anni sono state stanziate delle risorse importanti sulle aree umide e queste risorse sono state canalizzate, nel caso di specie di Santa Gilla che hanno 4 milioni a disposizione è stato firmato l'accordo ed è stata data delega alla città metropolitana per l'attuazione degli interventi, e quindi per dare una risposta strutturale perché altrimenti il problema di Santa Gilla sarà un problema ciclico ogni volta ci sarà una alluvione o comunque delle quantità di acqua eccezionali il rischio di avere sempre un fermo pesca, come è avvenuto quest'anno a maggio e come è avvenuto adesso. Dopodiché abbiamo messo in piedi sul settore pesca due misure: una, qualcuno l'ha citata, sul risarcimento per danni da delfini e da cormorani, con i bandi Feamp, ci abbiamo messo 3 milioni di euro, 2 milioni per i danni da cormorani e un milione per i danni da delfini, e la copertura finanziaria è stata 2 milioni dai bandi Feamp e un milione dai fondi della siccità 2017. I bandi sono stati fatti per quanto riguarda i cormorani e, in definizione, quello dei delfini e quindi un intervento davanti ad altre situazioni l'abbiamo fatto. Qua, in questo caso qui, nella risoluzione, chiaramente vengono impegnate la Giunta e più Assessori, più Assessorati non sono tutte le misure indicate nella risoluzione da parte della Commissione, misure di competenza dell'Assessorato all'agricoltura, è vero che si possono attuare a prescindere dal fatto che ci sia la risoluzione e il Consiglio ci sta richiamando ad un'attenzione maggiore, a una celerità maggiore rispetto all'attuazione di queste misure; cosa che faremo. Qui, come Assessorato all'agricoltura e alla pesca, possiamo intervenire con la misura 2.56 lettera f sulla molluschicoltura, che ha già una dotazione di 200.000 euro, e possiamo aggiungere le risorse fino a un milione e due, allo stato attuale, dal Fondo di solidarietà regionale che ci sono indicate. La leggina, qualcuno ha richiamato la leggina, la leggina serve a individuare delle risorse. Io credo che non sia questo il caso, non c'è bisogno di andare a individuare delle risorse, semmai il tema è come poter spendere quelle risorse e quali tempi di intervento ci possono essere per la spendita di quelle risorse. Perché qui il problema è un problema contingente collegato a 280 lavoratori che oggi sono in difficoltà per effetto del fermo che è avvenuto, ecco perché son state richiamate più opportunità e certamente si andrà a vedere se nell'ambito di quelle opportunità si riuscirà a individuare una misura che abbia queste caratteristiche, cioè tempi di intervento veloci e spendita delle risorse disponibili. Quindi, non una legge qualunque ma una legge applicabile che sia veloce da applicare. Sulla risoluzione, l'integrazione essenzialmente va in direzione proprio di una delle esigenze che è emersa, cioè di mettere dentro l'ipotesi di un risarcimento tutto il contesto regionale, non una sola parte. Sono arrivate richieste di danni da più zone della Sardegna, con la risoluzione si fa un ragionamento: tutte le risorse che si andranno a individuare le andiamo ad impegnare per tutto il contesto regionale, quindi tutti gli specchi acquei nelle acque interne e nel mare territoriale, come è stato detto. Manca un'ulteriore integrazione alla risoluzione, se l'Aula accetterà, la stessa integrazione proposta dal presidente della Commissione Lotto cioè al punto 5 dopo le parole "incrementare per gli specchiati nelle acque interne e nel mare territoriale" va integrata anche nel titolo della risoluzione: "sui gravi danni causati da eccezionali eventi meteorologici alle attività di pesca nelle acque interne" e anche qui "e nel mare territoriale". Per cui sotto questo aspetto la Giunta cercherà poi di dare attuazione nel minor tempo possibile, con tutti i limiti che anche voi avete richiamato, anche quello temporale siamo a novembre, bisogna spendere e spendere entro la fine dell'anno altrimenti qualunque azione o norma vuol dire che poi porta al disimpegno delle risorse, e quindi questa sarà l'attività che cercheremo di portare avanti, sapendo e avendo bene in mente che c'è un problema di tipo sociale importante e immediato per gli operatori del Consorzio di Santa Gilla; ma avendo uno sguardo all'intero territorio regionale.

PRESIDENTE. Ha domandato di replicare il consigliere Luigi Lotto. Ne ha facoltà.

LOTTO LUIGI (PD). Se i colleghi prestano attenzione altri… chiedo scusa… altri quattro o cinque minuti, quelli che mi saranno consentiti, credo che potremo concludere questa riunione del Consiglio regionale cercando anche di valorizzare quello che il Consiglio regionale fa, e non solo la maggioranza ma tutti i Consiglieri. Ora, non è vero che il PL 524 è stato liquidato - chiedo scusa collega Cherchi siccome a me piace moltissimo sentirla e ascoltarla perché dice anche delle cose intelligenti - non l'abbiamo liquidata con superficialità e non l'abbiamo liquidata, l'abbiamo esaminata e l'abbiamo esaminata con gli Assessori, con il personale degli Assessorati, abbiamo verificato che portandola avanti e approvandola così com'era o anche con delle modifiche, abbiamo ragionato sulla possibilità di modificarla non è che era obbligatorio portarla avanti così, era utile, se ci fossero state le condizioni, approvare comunque una norma anche modificata che potesse essere immediatamente applicabile. Non è stato possibile, e a me dispiace che non sia stato possibile, ma vuol dire che non c'erano le condizioni se così è stato. E io debbo dirlo con molta passione colleghi, non è vero che noi abbiamo perso tempo, non è vero, perché significa, se siete convinti di questo, che il lavoro che fanno le Commissioni, che fa questo Consiglio è una perdita di tempo quando non stanzia quattrini immediati. Allora, aboliamo la possibilità di fare mozioni, aboliamo gli ordini del giorno, aboliamo le risoluzioni delle Commissioni. Invece no, sono degli strumenti preziosi che noi dobbiamo saper valorizzare e non irridere, perché non serve a nessuno dire che è risibile una risoluzione della Commissione, e un provvedimento poi conseguente del Consiglio. Noi non ci possiamo permettere di delegittimare noi stessi, non serve a nessuno perché il lavoro che hanno fatto prima i tre Consiglieri che hanno presentato la proposta di legge, che sono stati sensibili a un problema reale, hanno presentato quello che ritenevano di poter presentare e hanno fatto bene a farlo, il Consiglio regionale l'ha preso in esame, probabilmente per fare in fretta anche con una procedura che è stata quella che è stata. È stato chiesto alla Commissione non di affrontarlo nei prossimi tre mesi, ma di affrontarlo nei prossimi tre giorni, per dare una risposta in questi giorni, questo abbiamo fatto, e abbiamo fatto lo sforzo massimo coinvolgendo al massimo gli Assessori, coinvolgendo al massimo la struttura, che ci ha dato la massima collaborazione possibile. Poi qua stanno emergendo delle possibili soluzioni; in questa risoluzione c'è un campo talmente aperto che qualsiasi cosa possa essere fatto gli Assessori hanno l'input del Consiglio regionale perché facciano quello che è possibile fare. Non era necessario e non è obbligatorio che ci sia una nuova legge, è necessario che tutti gli strumenti disponibili possano essere utilizzati, e il Consiglio regionale sta dicendo alla Giunta "fai tutto ciò che è possibile". Qualcuno ha detto anche che non esiste solo la pesca, però in altre occasioni è esistita solo la pastorizia, in altre occasioni è esistita solo l'industria, se oggi alla nostra attenzione esiste solo la pesca è un settore che merita di essere alla nostra attenzione.

I fondi FEAP non sono solo 200 mila, erano 200 mila fino ad avantieri, l'Assessore ha preso impegno in Commissione perché li porti a un milione e 200 mila: non sono la stessa cosa e non sta bene, sapendo che c'è gente fuori che attende risposte concrete, non valorizzare i passi in avanti che si fanno, perché sennò ci facciamo fischiare appena usciamo, e badate che i fischi non hanno colore, ci prendono a tutti in faccia, in particolare a quelli che si espongono e che ne parlano del problema, chi ha presentato la legge, chi ha presentato la risoluzione, chi ne ha parlato, chi è intervenuto. Noi abbiamo il dovere di valorizzare quello che facciamo.

La questione Lavoras e la questione disoccupazione è un tema anche questo, le cooperative hanno un rapporto in quel settore particolarissimo con i loro soci lavoratori, c'è un problema di possibilità di percepire la disoccupazione se vengono licenziati, c'è un problema di poter utilizzare i progetti Lavoras se non sono licenziati, quindi è una tematica che non si risolve in due giorni di discussione in Commissione, in due giorni di discussione in Commissione all'Assessorato competente gli si pone il problema e gli si chiede: "Affrontalo e vedi di trovare il modo per dare una soluzione anche su questo fronte qualora fosse possibile".

Quindi credo che noi abbiamo fatto bene a fare tutto quello che abbiamo fatto fino adesso, se approviamo questa risoluzione diamo uno strumento alla Giunta per giustificare, anche senza dover tornare in Consiglio, dei lavori e delle soluzioni che possono venire incontro a questi pescatori. Probabilmente dei pescatori di Santa Gilla per la prima volta se ne è parlato per una settimana intera in Consiglio regionale, questo non può essere sottovalutato, significa che noi guardiamo a loro e ai loro colleghi degli altri territori….

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lotto, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Gruppo Misto). Per dichiarare la mia astensione sulla risoluzione, non perché non condivida il fatto che occorra una condivisione di intenti con gli uffici regionali già dalle prossime settimane ma perché in primo luogo penso che anche la modifica che viene fatta al dispositivo rischia di depotenziare e impoverire quella che era l'intenzione del Consiglio. Io l'ho detto prima e lo ribadisco in questa occasione: ci sono molte crisi, la crisi però che ha portato consiglieri di diverso colore a esporsi in prima persona e a condividere un'iniziativa politica è una crisi più grave delle altre, perché la risposta che dovremmo cercare di dare è una risposta che dia sollievo per i prossimi sei mesi, e che dopo questi sei mesi è destinata probabilmente a ripetersi nel tempo se non troviamo il modo di fare quelle opere che oggi sono necessarie. Questo è il primo motivo, il secondo motivo è che io ho apprezzato parte della risposta della Giunta però non ho visto in quella risposta una adeguata definizione delle tempistiche per dare una risposta. Ci sono differenti strade, alcune le trovo caotiche, perché io credo che si possa discutere di cantieri di lavoro in presenza di persone disoccupate, ma parlare di cantieri di lavoro per persone che sono ancora dipendenti di cooperative ma non possono andare in disoccupazione, quindi non possono lavorare e farsi un reddito ma non possono neanche essere considerati disoccupati, forse è fuorviante, forse può essere semplicemente una perdita di tempo per gli uffici e per questo Consiglio che oggi ne ha discusso, è invece possibile utilizzare strumenti che passino per lo stesso consorzio e per le stesse cooperative, come già utilizzato in altre circostanze. Anche per questi motivi il mio voto sarà di astensione, e nelle prossime settimane insieme ai colleghi, insieme alla Giunta mi adopererò affinché sia dato un ristoro immediato ai lavoratori colpiti.

PRESIDENTE. Comunico all'Aula che il consigliere Deriu è rientrato dal congedo.

Ha domandato di parlare il consigliere Edoardo Tocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TOCCO EDOARDO (FI). Colgo l'occasione per rubare qualche parola del collega Agus, che con me e con Piscedda ha firmato la famigerata leggina che per un po' di tempo ha, tra virgolette, illuso i lavoratori di Santa Gilla. Io confesso che devo dare atto alla Commissione col presidente Lotto di aver fatto tutto il possibile, e anche un grande lavoro, compreso l'Assessore che è stato presente, però ad onor del vero devo dire che ovviamente noi stiamo dando un po' di fumo a questa gente, non stiamo dando la certezza assolutamente di garantirgli anche non oggi, né domani forse, però forse dopodomani, la possibilità di ricevere qualche risorsa per i danni subiti. Non è stato facile ovviamente, io ho assistito per ovvi motivi, anche perché essendo parte in causa di tutto questo mi sono reso conto che la situazione non era facile da gestire, né per la Commissione e neanche per l'Assessorato, però è chiaro Assessore che noi possiamo fare affidamento solo ed esclusivamente in questo momento su di lei e sui suoi colleghi affinché questa situazione possa avere almeno una parvenza di una situazione risolutiva, perché onestamente, io qui lo dico e non lo nego, la mia sensazione è che questo diventerà una bomba che esploderà molto, molto presto, perché la situazione purtroppo non è più un caso di lavoro ma è diventato un caso sociale, è diventato un caso umano, è diventata una problematica che sicuramente non si fermerà oggi, e sono anche particolarmente stupito dal fatto che oggi sotto questo palazzo non ci siano i pescatori, però è chiaro che la discussione oggi di questa nostra chiacchierata arriverà presto alle loro orecchie e quindi sicuramente si creeranno dei problemi seri. Quindi, Assessore, io la prego, mi creda con molta onestà, e lo dico anche ai suoi colleghi, facciamo in modo di trovare una piccola soluzione almeno per ammortizzare il colpo per questa povera gente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianluigi Rubiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (Fratelli d'Italia). Io vorrei che fosse chiaro, noi siamo a favore perché si trovi la soluzione per i pescatori di Santa Giulia, la soluzione non è in questa risoluzione, anzi dirò di più, in questa risoluzione stiamo creando ulteriore inganno ai pescatori che sono stati danneggiati. Quindi, caro presidente Lotto, per quanto io abbia molta stima nei suoi confronti, non è il tempo che abbiamo dedicato a parlare del problema, non è la settimana che abbiamo dedicato, il problema è trovare la soluzione perché noi possiamo discutere per un giorno o per un mese ma la soluzione non è scritta qui. Il collega Agus è stato molto chiaro: i cantieri di lavoro sono per i disoccupati, quindi chi dice il contrario sta ingannando i lavoratori; i lavoratori che in questo momento ci ascoltano sappiano che in questa risoluzione non c'è la soluzione del problema. Noi ci asteniamo a questa risoluzione ma questo non vuol dire che non possiamo metterci a lavorare già da stasera per trovare una soluzione alternativa, la soluzione non è scritta in questa risoluzione. Quindi, Presidente della quinta Commissione, io invito anche lei, riprenda in mano la situazione, incontriamoci anche stasera, troviamo una soluzione vera, una soluzione credibile che possa portare un risultato forte ad una categoria che è in sofferenza e che da qui ai prossimi sei mesi non vedrà neanche un euro. Non possiamo abbandonare una categoria così importante

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Crisponi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Naturalmente per annunciare un voto che non può non essere quello di un'astensione. Proprio perché lo stesso dibattito d'Aula ha dimostrato che si sta accompagnando i lavoratori dello stagno di Santa Gilla verso un precipizio, dove bisogna fare molta attenzione, soprattutto quando si parla di lavoratori e di lavoro. Quando si parla della questione fondamentale nell'esistenza di una persona, quindi la dignità personale della propria famiglia e inevitabilmente di ciò che rappresenta la sua quotidiana attività, il lavoro. E quindi accompagnarlo verso un precipizio dove si dice tutto e il contrario di tutto, dove si confonde l'attività di impresa, l'attività cooperativistica, le regole del gioco che accompagnano quel tipo di attività e inevitabilmente anche quello che si nasconde dietro un'attività che può riservare anche pessime sorprese, perché sono nella conoscenza di noi altri, soprattutto nel mondo dell'agricoltura e dell'agro pastorizia dove ci sono situazioni che spesso hanno visto quei lavoratori poi costretti davanti a cartelle esattoriali a restituire ciò che gli è stato versato. E quindi bisogna fare molta attenzione. E allora quando ho fatto il richiamo nell'intervento di poc'anzi in cui è necessario un quadro legislativo chiaro al quale poter attingere in ogni occasione e non solo quando vi sono condizioni di emergenza o quando vi sono anche condizioni dettate da eventi climatici, che non rappresentano certamente una situazione congrua rispetto a un'attività cooperativistica o di impresa. Allora a quel punto io credo che sarà tutto molto più semplice e ancora una volta dico che non dovrà essere il Consiglio regionale ad intervenire ogni qualvolta vi sia quel tipo di condizione, dovrà essere semplicemente il sistema amministrativo dell'Assessorato o di qualunque altro Assessorato a dover dare contezza e soprattutto capacità di intervento anche economico a quei lavoratori che si dovessero trovare in difficoltà o quei sistemi produttivi che dovessero magari inciampare in vicende che non possono essere solamente di carattere climatico. Ecco perché debbo naturalmente confermare la mia astensione su questo tipo di Risoluzione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Grazie Presidente, anche io confermo l'astensione e la motivo. Se avessimo approvato una legge era di diretta responsabilità del Consiglio, avremmo avuto il senso compiuto del nostro lavoro e avremmo potuto assumerci le nostre responsabilità. In questo caso stiamo dando comunque una delega alla Giunta, che io confido, ecco perché l'astensione e non contro, perché diamo fiducia alla Giunta affinché possa trovare la soluzione più veloce, immediata. Ovviamente sempre a disposizione se qualcosa dipenderà da questo Consiglio o dal nostro impegno. Però quello che ho detto nel mio intervento lo confermo, cioè un'astensione perché ad oggi non stiamo risolvendo nulla e i tempi mi preoccupano, tutto qua. Non vogliamo creare false illusioni, ci auguriamo però al pari suo, onorevole Lotto, che il tutto vada poi a buon fine. Sostanzialmente ci sia il ristoro per chi oggi è penalizzato da cause non imputabili all'attività di impresa nella propria attività quotidiana e soprattutto mette in seria difficoltà la situazione delle aziende e ovviamente dei lavoratori. Quindi noi la nostra astensione vuole essere anche un senso positivo, un contributo in questa direzione ma ci sarebbe tanto piaciuto risolvere con una legge, con un intervento del Consiglio. Magari forse anche a monte per quegli interventi che sarebbero necessari anche normare perché ormai gli eventi atmosferici stanno diventando purtroppo normalità.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Antonio Solinas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SOLINAS ANTONIO (PD). Grazie Presidente, per esprimere il mio voto favorevole alla Risoluzione. Ma è vero che con la Risoluzione non si risolvono i problemi, però io stamattina ho partecipato ai lavori della quinta Commissione, credo che lì ci sia stata una discussione seria, una discussione franca consapevoli tutti quanti che non è semplice trovare soluzioni, tant'è che anche negli interventi dei colleghi della minoranza sono arrivate certamente critiche per non aver potuto risolvere il problema sino a oggi ma non ho sentito neanche soluzioni possibili. Io vorrei ricordare, prima a me stesso ma a tutti e a tutto il Consiglio, che noi non siamo un'azienda privata che possiamo intervenire, dare contributi a pioggia su una calamità come quella che è successa in queste ultime settimane e che riguarda tutta la Sardegna, che riguarda tutte le marinerie sarde, in passato ci abbiamo provato e sono state cassate sistematicamente dagli aiuti di Stato. E allora credo che sia opportuno, almeno non mi avrebbe spaventato se stamattina i pescatori di Santa Gilla fossero venuti sotto il Consiglio regionale. Noi abbiamo sempre detto chiaramente le cose come stanno, chi ha detto cose diverse se ne assuma la responsabilità. Però credo che una soluzione possibile ci sia e che sia nell'immediato, perché alcune di quelle che sono state previste nella Risoluzione molto probabilmente non sono applicabili, perché lo stesso Lavoras prevede che il socio lavoratore sia disoccupato e quindi non si può intervenire se non prima si licenzi dal Consorzio o dalla cooperativa. Allora credo che ci siano problemi di natura oltre di grandi opere che bisogna trovare il modo di programmarle e di trovare le risorse, ma ci sia la necessità in tutti i compendi ittici della Sardegna di fare delle degli interventi di natura ordinaria e straordinaria che possano essere gestiti direttamente dai consorzi o dalle cooperative. Così come è successo in passato e che ha consentito ai soci o ai soci lavoratori delle cooperative di poter trarre reddito prestando la propria opera in economia. Credo che questa possa essere una soluzione che nell'immediato possa garantire anche un reddito ai soci lavoratori e questa credo che sia la strada più breve, più percorribile e più facile da perseguire per quanto riguarda la Giunta, quindi io invito non l'Assessore dell'agricoltura, che non rientrerebbe nella sua competenza, ma l'Assessore dell'ambiente e quindi tutta la Giunta ad intervenire per cercare di dare una risposta seria e credibile a un settore importante come quello della pesca in Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Valter Piscedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISCEDDA VALTER (Cristiano Popolari Socialisti). Grazie Presidente, ho chiesto di intervenire per esprimere il mio parere favorevole su questa Risoluzione, ma tentando di accelerare e di recuperare alcuni concetti che prima non ho potuto esprimere. Io stesso non considero questa Risoluzione la panacea di tutti i mali e sono convinto che probabilmente non è la soluzione migliore per la problematica che la Commissione sinora ha affrontato relativamente a Santa Gilla ma è il massimo che siamo riusciti a ottenere nelle ore di lavoro che abbiamo dedicato sia come Commissione che oggi come Aula. Io sinceramente non riesco a capire, io ho condiviso molte delle affermazioni che ho sentito da parte dei colleghi e se la Risoluzione fosse stata elaborata o modificato dai colleghi dell'opposizione io l'avrei votata ugualmente. Cioè non mi pare che questo problema possa essere oggetto di differenziazioni di parte. Abbiamo detto tutti che condividevamo la problematica che c'è stata, perché è frutto di un evento naturale, tutti abbiamo la buona volontà di volerla affrontare e risolvere se ad oggi non abbiamo ancora lo strumento io trovo difficile spiegare che abbiamo preferito il niente e il silenzio dell'Aula anziché l'approvazione di una Risoluzione come questa. La Risoluzione non è un foglio bianco sul quale si esprimono quattro fesserie, è un impegno formale di quest'Aula, questa è l'assise più importante della Regione Sardegna e io penso che ai pescatori faccia piacere sapere che pur non avendo nell'immediato uno strumento di risoluzione tangibile ci sia una Risoluzione del Consiglio. Io non riuscirei a giustificare un'astensione. Quindi sinceramente inviterei anche i colleghi a ripensarci, perché ritengo sia assolutamente utile l'impegno che abbiamo dato alla Giunta, io ci aggiungerei l'impegno che dobbiamo dare al vicepresidente Paci in quanto titolare di quella cabina di regia, ma penso che tutta la Giunta adesso con questa Risoluzione sarà più forte nel trovare una soluzione concreta. Non capirei come giustificare un'astensione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oscar Cherchi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CHERCHI OSCAR (FI). In discussione generale la mia posizione era nettamente contraria alla risoluzione per ragioni di squadra, modifico il mio voto che sarà quello di astensione, ma confermo che le risposte che all'esterno si attendono coloro che oggi sono convinti che con questa risoluzione avranno una risposta importante dal Consiglio regionale e successivamente dalla Giunta si sbagliano. Questa è la l'ennesima dimostrazione di un totale disequilibrio del rapporto Consiglio regionale-Giunta, ma soprattutto di un totale fallimento di idee, e di risoluzione di problemi reali che in questi cinque anni hanno portato comunque, volta per volta, a dimostrare che non ci sono una chiara idea e una chiara espressione di un rapporto tra quello che è l'equilibrio dell'Esecutivo, attraverso poi la necessità di collaborazione con quella che è la parte legislativa. Questo significa, così come all'inizio di questa legislatura, assessori che sedevano da quella parte criticavano pesantemente il lavoro fatto negli anni precedenti dalle Giunte che li hanno quindi preceduti; assessori che gridavano alla polvere che hanno trovato addirittura nelle scrivanie degli assessorati polvere che probabilmente non era certamente dettata dal non lavoro dell'allora Giunta, ma forse per qualcuno che non aveva realmente pulito bene i banchi; altri assessori, invece, che gridavano, come quello dell'agricoltura, la non presenza a Roma nel momento in cui bisognava andare a costruire un piano di sviluppo rurale, e quindi il tentativo di trovare un equilibrio Regione-Stato-Commissione europea, perché la Regione Sardegna doveva ottenere di più. La Regione Sardegna aveva già ottenuto molto di più, aveva ottenuto risorse decisamente superiori a quelle della programmazione precedente, l'unico problema e la realtà dei fatti è che poi questa programmazione è in totale fallimento, è in totale fallimento sia la gestione del sistema agricolo regionale e quello della pesca, ma chiaramente qui si entrerebbe nel campo di tutti i vari Assessorati che hanno dimostrato e dimostrano di non avere lucidità, lungimiranza e soprattutto di non avere un progetto per il futuro, e questo è l'ennesimo fallimento. Per rispetto dei lavoratori, mi astengo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az-La Base). Io annuncio il voto favorevole a questa risoluzione perché abbiamo davanti un problema che credo che sia condiviso da tutti, e lo dimostra il fatto che la soluzione prospettata era una proposta di legge bipartisan, a firma di Agus, Piscedda, Tocco. Non si può procedere e il problema rimarrebbe immutato finché non si farà questa legge. La risoluzione io la voto perché sicuramente non ha controindicazioni rispetto a un problema che comunque va affrontato, e secondo me all'interno si possono trovare soluzioni forse più veloci di quelle che si sarebbero trovate con una legge. Concedere appositi indennizzi alle imprese credo che sia un qualcosa che l'Assessore si è impegnato e ha cercato di fare quanto prima. Per il discorso Lavoras, io voglio ricordare che 45 milioni sono in mano a Insar, che li deve spendere attraverso progetti che deve concordare con comuni. Ora, io credo che Santa Gilla risieda o sia nella giurisdizione di qualche comune, quindi io inviterei il Sindaco di quel comune a recarsi all'Insar insieme all'Assessore regionale del lavoro e cercare di capire come un progetto per esempio di risanamento ambientale, di efficientamento energetico, o tutte le altre linee che sono ben specificate nella guida all'investimento e alla spendita di questi soldi possano essere utilizzate a favore dei soci della cooperativa, che ricordo che nel momento in cui cessano di lavorare diventano a loro volta disoccupati, anche se per parte dell'anno. Quindi, probabilmente non è così peregrino indicare Lavoras. Attivare entro il mese di novembre un apposito bando con l'utilizzo di fondi Feamp, questo è l'Assessore che deve procedere velocemente perché stiamo dicendo che entro novembre deve essere attivato questo bando. E alla fine il discorso ampliato a tutte le aree, alle acque dello specchio acque interne e al mare territoriale, credo che questa risoluzione meriti di essere votata. Per questo io voterò a favore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Lotto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOTTO LUIGI (PD). Per dire solo questo velocissimamente. Io apprezzo che diversi colleghi della minoranza abbiano espresso la volontà di astenersi, perché i periodi che stiamo vivendo ci portano anche a valutare che si può anche non arrivare a ragionare positivamente, perché nel momento in cui ci si astiene non si sta votando contro una risoluzione. Io credo che la maggioranza faccia bene a fare il suo dovere e portarla in porto, nella Giunta io ho fiducia, e io sono obbligato, voi non lo siete, ma io sono obbligato ad avere fiducia che porterà avanti ogni sforzo per risolvere il problema, e mi auguro che alla fine sia voi che noi possiamo dire che abbiamo fatto qualcosa rispetto ai pescatori, non solo di Santa Gilla, ma di tutta la Sardegna.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.

Era l'ultimo intervento per dichiarazione di voto. Prima di mettere in votazione la risoluzione, chiedo se sia accolto l'emendamento orale proposto dall'onorevole Lotto, o se ci sono obiezioni. Quindi è acquisito l'emendamento orale.

Metto in votazione la risoluzione numero 16.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della Risoluzione numero 16 (34 com), modificata.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Busia e Desini hanno votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri:Anedda - Busia - Cacciotto - Carta Angelo - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Cozzolino - Deriu - Desini - Dessi' - Forma - Gaia - Ganau - Lai - Lancioni - Lotto - Manca Pier Mario - Meloni Giuseppe - Meloni Valerio - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Satta - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Zanchetta.

Si sono astenuti: Agus - Cherchi Oscar - Coinu - Cossa - Crisponi - Dedoni - Fasolino - Floris - Lampis - Marras - Oppi - Orru' - Peru - Rubiu - Sechi - Tedde - Tocco - Truzzu - Tunis - Zedda Alessandra.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 54

votanti 34

astenuti 20

maggioranza 18

favorevoli 34

(Il Consiglio approva).

Abbiamo ancora due punti all'ordine del giorno.

Discussione, ai sensi dell'articolo 102 del Regolamento e approvazione della proposta di legge Cocco Pietro - Zedda Alessandra - Congiu - Dessì - Cocco Daniele Secondo - Zanchetta - Truzzu - Busia - Dedoni - Sechi: "Terza variazione al bilancio 2018-2020". (559/A)

PRESIDENTE. Il secondo punto all'ordine del giorno reca la discussione della proposta di legge numero 559/A ai sensi dell'articolo 102 del Regolamento.

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il Consiglio regionale ha riversato nel bilancio regionale 7 milioni, non c'è stato tempo di metterli in spesa nella precedente variazione, li mettiamo adesso, li mettiamo sul FITQ, che si spende immediatamente, e io automaticamente presenterò un emendamento per prendere queste risorse e metterle nel FNOL del 2019. Ai 7 milioni del Consiglio stiamo aggiungendo altri 2 milioni di avanzi che c'erano in giro, quindi è un modo per risparmiare 9 milioni e metterli nella finanziaria 2019.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 1.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1:

Art. 1

Variazione di bilancio

1. Nel bilancio di previsione per gli anni 2018-2020 sono introdotte le variazioni in termini di competenza e di cassa di cui all'allegato n. 1 (Variazioni delle entrate per titolo e tipologia e delle spese per missioni, programmi e titoli) alla presente legge.).

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, metto in votazione l'articolo 1. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 2.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2:

Art. 2

Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore il giorno della sua pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione autonoma della Sardegna (BURAS).).

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, metto in votazione l'articolo 2. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'allegato.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, metto in votazione l'allegato. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Metto in votazione la proposta di legge numero 559/A.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di legge numero 559/A.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Discussione del documento 28/XV/A: "Ridefinizione dei confini tra i Comuni di Magomadas e Tresnuraghes. Legge regionale 30 ottobre 1988, n. 58, art. 10. Approvazione relazione" e approvazione di ordine del giorno

PRESIDENTE. L'ultimo punto all'ordine del giorno reca la discussione del Documento numero 28/XV/A.

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Gianfranco Congiu, relatore.

CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi), relatore. Se mi è consentito mi rifaccio alla relazione che è depositata.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (Fratelli d'Italia). Sinteticamente, perché l'orario non ci consente di andare oltre. Stiamo oggi riproponendo una legge per la ridefinizione dei confini dei Comuni di Magomadas e Tresnuraghes, vorrei sapere dall'Assessore, se mi ascolta, un parere sulla dichiarazione di illegittimità costituzionale dell'articolo 1 della legge regionale autonoma della Sardegna numero 4 del 16 marzo 2017, la sentenza è la numero 21 del 23 gennaio 2018, perché in realtà voi state riproponendo la ridefinizione dei confini senza chiedere il parere preventivo alla popolazione, cioè il referendum. Voi citate nella legge che dal vostro punto di vista, usando il condizionale, sembra includere, usate termini che lasciano intendere che non avete ancora le idee molto chiare, mentre l'Aula dà luogo alla costituzione mediante referendum della popolazione residente, della popolazione di un territorio interessato al mutamento di circoscrizione; questa è la prima Commissione permanente del 23 ottobre 2018. Chiedo un parere dell'Assessore. Grazie.

PRESIDENTE. Chiedo scusa ma c'è l'ordine del giorno successivo che prevede che si dia luogo alla consultazione mediante referendum limitando la popolazione residente, quindi è previsto nell'ordine del giorno.

Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Congiu. Ne ha facoltà.

CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi), relatore. Era semplicemente per valorizzare il passaggio che ha appena annunciato lei, Presidente, per riportare che la Corte costituzionale aveva opinato sul fatto che si fosse invocata la procedura e determinazione dei confini ex articolo 16 del testo di legge che ha citato l'onorevole Rubiu, oggi ne stiamo invece attivando il procedimento, mi pare di ricordare, fissato dall'articolo 10 che scandisce al secondo comma proprio il fatto che se il Consiglio limitasse con il voto favorevole dei quattro quinti o dei tre quarti dell'Aula, potrebbe limitare l'esperimento referendario solamente alla popolazione interessata e non a tutti i Comuni interessati, stiamo procedendo in questo modo sul solco di un articolo che invece per noi è corretto.

PRESIDENTE. Grazie. Non ho altri iscritti a parlare, ricordo che deve essere votata dai tre quarti del Consiglio.

Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno numero 1.

Metto in votazione l'ordine del giorno numero 1.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'ordine del giorno numero 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Il Consiglio è convocato domani alle ore 10.

La seduta è tolta alle ore 14 e 10.