Seduta n.325 del 24/10/2018 

CCCXXV Seduta

Mercoledì 24 ottobre 2018

(POMERIDIANA)

Presidenza del Presidente GIANFRANCO GANAU

La seduta è aperta alle ore 17 e 28.

FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 16 ottobre 2018 (321), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Anna Maria Busia, Lorenzo Cozzolino, Emilio Usula e Pietro Francesco Zanchetta hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 24 ottobre 2018.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Annunzio di presentazione di disegni di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i disegni di legge numero 557 e 558.

Discussione della mozione Tocco - Zedda Alessandra - Cherchi Oscar - Coinu - Fasolino - Peru - Randazzo - Tedde - Tunis sulla crisi del Consorzio agrario di Sardegna, con l'avvio della procedura del licenziamento collettivo per 45 dipendenti (447), abbinata all'interpellanza Rubiu - Oppi - Pinna Giuseppino - Tatti sull'importanza strategica ed economica del Consorzio agrario di Sardegna (75/A) e approvazione di ordine del giorno.

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della mozione numero 447.

Uno dei presentatori della mozione ha facoltà di illustrarla.

TOCCO EDOARDO (FI). Per non dilungarci troppo e andare oltre i tempi previsti, perché credo che poi alla fine non abbia grande senso anche perché la mozione racchiude esattamente quella che è la situazione legata ai Consorzi agrari.

Assessore, si tratta semplicemente di questo, si tratta di alcuni licenziamenti che sono stati perpetrati negli ultimi mesi da parte dei Consorzi agrari dopo la cancellazione delle succursali di Nuoro e di Santa Maria la Palma in Alghero. Chiaramente credo che lei abbia più cognizione di me dell'importanza che i Consorzi rivestono nell'ambito dell'agricoltura, nell'ambito del comparto e delle filiere, io credo che sia importante da parte sua, Assessore, un interesse più specifico, più mirato - chiaramente parlo di lei ma ovviamente è sottinteso che si debba mobilitare anche il Presidente della Regione in questo caso - perché si tratta nello specifico dello stabilimento che sta adiacente alla statale 130, parlo ovviamente di quello che è vicino a Cagliari, dove 45 dipendenti di questa struttura sono stati licenziati, e il licenziamento, Assessore, a mio avviso e nel caso specifico riguarda anche una gestione probabilmente approssimativa negli ultimi anni, perché, come lei sa, i Consorzi hanno avuto a disposizione delle risorse ingenti, hanno avuto a disposizione delle opportunità che probabilmente sono state gestite con una strategia non proprio edificante.

Lei sa bene, Assessore, che la Sardegna ogni anno importa circa 160 milioni di prodotti agricoli (e se sto sbagliando vorrei essere corretto da chi ha più competenza di me in materia) e ne esporta il 10 per cento, quindi circa 15 milioni, al cospetto della Sicilia che ne importa 240 e ne esporta 600 milioni, quindi praticamente importiamo tutto e non esportiamo quasi niente. Quindi il paradosso è che la Sardegna in sostanza non produce neppure ciò che viene consumato, ecco questo è il problema, e i Consorzi sono di un'importanza strategica in questo caso. Il crollo di questi enti è dovuto sicuramente a delle motivazioni che forse sono anche distanti da quello che io posso immaginare, e forse qualcun altro anche, e il problema è semplice, Assessore, per non andare oltre misura nei tempi, io credo che sia il caso di convocare un tavolo anche in questo caso con la Commissione competente, con lei ovviamente presente e probabilmente anche con i rappresentanti di questi Consorzi. La volontà dei consorzi agrari, in questo caso di tagliare gli addetti ai servizi, è dovuta probabilmente, come dicevo all'inizio del mio intervento, ad una gestione approssimativa. Una gestione che è stata portata avanti negli anni che non ha avuto sicuramente dei risultati in termini economico finanziari e si ripercuote sul personale di questi enti. Credo che non ci sia molto da dire, Assessore, io auspico che lei quanto prima possa interessarsi fattivamente a questa situazione, son convinto che lei lo farà e la pregherei anche ovviamente con tutta la Giunta e con il Presidente in testa, come dicevo prima, di avviare una procedura di concordato eventualmente o valutare e verificare quali siano le cause che hanno prodotto questa situazione e se c'è la possibilità eventualmente di mantenere in piedi questi enti. Perché nell'arco del tempo da sempre hanno avuto dei riscontri importanti per la nostra Isola, per il comparto e per tutto quello che è l'indotto praticamente dell'agricoltura. Ecco questo è quanto io volevo far emergere in questo mio intervento.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Gian Luigi Rubiu per illustrare la sua interpellanza.

RUBIU GIANLUIGI (Fratelli d'Italia). Presidente, colleghi e colleghe, Assessore questa interpellanza è stata presentata il 14 ottobre 2014, quindi questa volta l'assessore Caria non ha nulla a che vedere con la risposta all'interpellanza e già da allora avevamo evidenziato la grave crisi in cui riversa oggi, riversava allora il Consorzio Agrario di Sardegna. Un consorzio agrario che ha compiuto quest'anno 97 anni, quindi avremmo voluto sicuramente festeggiare il centenario di una cooperativa sociale che, aggiungo per chi fosse distratto, si tratta di una cooperativa sociale a responsabilità limitata, ma in ogni caso di natura privatistica. Quindi sotto questo profilo la Regione Sardegna prende atto, l'Assessore prende atto, noi prendiamo atto che si tratta di un consorzio di privati che, diciamo, lavorano per cercare di migliorare le condizioni economiche dell'agricoltura. Un Consorzio però che ha fatto la storia in Sardegna, perché il Consorzio Agrario di Sardegna è sempre stato un'eccellenza in termini di cooperazione e forse, visto che sta per compiere 100 anni è tra le prime cooperative, tra primi Consorzi che in qualche modo hanno svolto un ruolo importante. Noi allora, Assessore, avevamo raggiunto un obiettivo che era quello di, avevamo chiesto e ottenuto la visita da parte di un funzionario del Ministero dell'economia. Questo funzionario del Ministero dell'economia già da allora aveva segnalato e avvertito che i conti, i libri contabili del Consorzio non erano perfettamente in linea. Però tutto questo ha creato indubbiamente un ulteriore scompenso perché gli amministratori che attualmente sono in carica non sono stati capaci, diciamo così, di amministrare questa stupenda realtà sino ad arrivare ai giorni nostri con il licenziamento di diverse decine di dipendenti. Ma la cosa più grave, e che a noi dovrebbe preoccupare al di là del licenziamento, vedo che ai colleghi l'argomento interessa poco, perché sono distratti a chiacchierare, al di là del licenziamento viene a mancare una struttura fondamentale, perché il Consorzio Agrario aveva già da allora quel ruolo di dare la possibilità di avere i sementi e concimi e mi pagherai a raccolto, quindi un'attività che già cento anni fa era un'attività futuristica, un'attività innovativa che dava la possibilità alle aziende agricole di avere questa grande opportunità, quindi del famoso prestito di esercizio, così chiamato prestito verde, che poi abbiamo nel tempo tramandato. Quindi l'idea che oggi possa mancare una realtà di questo genere è indubbiamente rischiosa e pericolosa, è questa la nostra vera preoccupazione. Quindi tutto quello che la politica può fare e ahimè mi rendo conto che gli strumenti non sono enormi, siamo comunque condizionati dal fatto che abbiamo a che fare con una cooperativa privata deve però metterlo in campo, perché vediamo se è il caso anche qui di chiedere un ulteriore intervento del Ministero dell'economia, se è il caso che il ministro dell'Economia intervenga con un commissariamento, se è il caso che intervenga magari il Tribunale, così come è avvenuto adesso anche per l'ARA e per l'APA. Quindi un'attività che riporti questa struttura ai suoi anni migliori, ma soprattutto quello che ci preoccupa è che il Consorzio Agrario di Sardegna aveva anche il compito di funzionare da calmiere per i prezzi dei concimi e delle sementi anziché dei trattori e tutti i prodotti agricoli. Quindi una realtà che va salvaguardata con tutte le azioni che potremmo mettere in campo, consapevoli dei rischi. È chiaro che un'interpellanza che è stata presentata nel 2014, allora i licenziati erano forse 7-8 oggi sono più di 50, alcune strutture hanno completamente chiuso, quindi stiamo parlando indubbiamente di qualcosa dove i buoi sono già scappati. Siamo arrivati con forte ritardo consapevoli e coscienti dei limiti della politica.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Oscar Cherchi. Ne ha facoltà.

CHERCHI OSCAR (FI). Grazie Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, se io fossi seduto oggi dalla sua parte nuovamente risponderei: difficile risolvere un problema legato ad un'azienda privata; la parte politica l'intervento lo fa solo ed esclusivamente su enti o direttamente sulla Regione che sono propri o partecipati. Però in questo caso bisogna sollevare, così come è stato fatto dai due miei colleghi che mi hanno appena preceduto, l'onorevole Tocco che ringrazio in modo particolare per aver sollevato questo importante problema e l'onorevole Rubiu che con la sua interpellanza ha sollevato un problema sentito ed importante per il sistema agricolo regionale. Devo dire che la parte politica è totalmente assente, la parte politica ha un ruolo importante di non gestione diretta in questo caso ma di supporto non solo morale nel caso specifico ma anche con strumenti che possono essere attivati e attuati concordandoli con livelli superiori per evitare che questo importante Consorzio che, così come è stato ricordato da tanti colleghi, per anni ha dato supporto, non solo un supporto diretto commerciale, ma bensì proprio un supporto finanziario alle aziende agricole regionali. Supporto finanziario non diretto ma un supporto finanziario di credito legato chiaramente a tutto ciò che è l'utilizzo nel sistema agricolo regionale quindi a partire dai mangimi, a partire dai carburanti, da olio, a partire dallo stoccaggio dei cereali, per concludere con i fertilizzanti non meno importanti, con la gestione dei servizi portuali di trasporto. Tutto questo come sistema di credito al mondo agricolo regionale. Questo è mancato già nel momento in cui molte sedi sono state chiuse come quella di Nuoro, come quella di Santa Maria la Palma, Alghero, regge ancora Oristano per una sua capacità e forse per un indotto importante, ma con una sofferenza economica molto, molto importante e soprattutto determinante. È per questa ragione che, Assessore, io propongo, così come è stato fatto dai colleghi che mi hanno preceduto, un'apertura in questo caso non di credito ma di volontà, cioè quella di ragionare insieme a loro intorno ad un tavolo, insieme alla Commissione consiliare che può sicuramente dare supporto e garanzia del risultato che si vuole tenere, attraverso che cosa? Attraverso un collegamento con il Ministero c'è una sorta di concessione ministeriale concordata, voi sapete tutti che è il Ministero che dà l'autorizzazione alla gestione dei consorzi stessi, notificando ai colleghi del Partito dei Sardi la necessità di avere un attimo di pazienza quando i colleghi intervengono e magari discutere fuori dall'aula. Dicevo, notificando alla Commissione europea una richiesta di apertura di credito, l'apertura di credito è possibile senza incorrere in un'infrazione, il cosiddetto aiuto di Stato, se concordato e notificato, come dicevo, alla Commissione europea. Io credo che questo sia l'unico percorso per evitare che i consorzi possano rovinosamente chiudere e creare il danno che stanno creando non soltanto agli agricoltori in forma diretta, allevatori in forma diretta, ma anche a tutto il supporto che viene dato anche dagli esterni, da commercianti, da coloro che lavorano da anni all'interno e con i consorzi agrari.

L'ultima considerazione. Quindi, io credo che questo sia un percorso chiaro, una richiesta di notifica, ma questo va fatto anche con le associazioni di categoria, e qui credo che sia necessario aprire una piccola parentesi, associazioni di categoria che tra di loro onestamente si sono fatte anche la guerra, e che hanno creato delle difficoltà gestionali interne. Quindi, credo che mettendo tutti intorno a un tavolo e provando a ragionare su un'eventuale apertura di credito si possano rilanciare in modo semplice e diretto i consorzi agrari della Sardegna.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Luigi Crisponi. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Certo che le vicende dei consorzi agrari sono certamente nella conoscenza dell'Assessore. Lei stesso, Assessore, così come tutta la Giunta, avete spesso dovuto fare i testimoni di questioni che hanno beffardamente tradito le aspettative dei territori, per la maggior parte delle occasioni con vicende che hanno riguardato aziende pubbliche e spesso partecipate regionali. Qua c'è anche il paradosso dove un'azienda che ha sempre prodotto utili da ottant'anni a questa parte incespica nelle vicende di una crisi economica e poi incomprensibilmente addirittura anche in questioni societarie, che fanno decadere una ad una alcune situazioni prestigiose ed utili sui rispettivi territori. Ebbene, io non vorrei accodarmi a questa sorta di funerale imprenditoriale o di un carattere che riguarda anche il sistema pubblico, voglio portare un esempio di qualità e di valore, un piccolo bagliore, un esempio di qualità. Assessore, io leggo dei nomi che a lei diranno poco, se avrà la cortesia di ascoltarmi mentre il collega Cocco continua a disturbarla, e il collega Daniele Cocco insiste, per cortesia, collega. Dicevo, Assessore, le faccio dei nomi ai quali lei probabilmente non darà alcuna importanza: Careddu, Latte, Pedduzza, Urrai e Marroccu. Sono cinque generosi capitani d'impresa che hanno deciso, dopo la chiusura del Consorzio agrario di Nuoro, di ripartire costituendo Su Consortziu Nugoresu nella zona industriale di Pratosardo. Questo lampo di luce io credo che lei lo debba ben interpretare, perché significa che quella capacità di essere imprenditori con un'esperienza trentennale o quarantennale in alcuni casi, e si mettano a disposizione di un sistema preziosissimo e irrinunciabile, che è quello appunto del sistema agricolo, credo che faccia onore non solo a loro, alle loro famiglie, al sistema dei fornitori, a quelli che naturalmente ruoteranno intorno a Su Consortziu Nugoresu, ma faccia onore anche a quest'Aula, dove spesso, appunto, abbiamo detto che si parla di testimonianze negative. E invece voglio ricordare una testimonianza positiva, un vero lampo di luce positiva che serve ad uscire da quell'oscurità, da quelle tenebre malefiche che hanno, nel caso del Consorzio di Sardegna, generato così tanta insoddisfazione, tanta preoccupazione, tanti licenziamenti, e tanto poco riguardo verso raffinati professionisti. Allora, Assessore, nel portarle questa comunicazione mi permetto anche di dirle che sono a sua totale disposizione per accompagnarla nell'area industriale di Pratosardo e farle vedere cosa significa voler rinascere e ripartire sulla base di esperienze che essi stessi hanno attinto dal sistema dei consorzi industriali di Sardegna, e andare da quegli uomini che le ho ricordato poc'anzi, di cui cito ancora una volta i loro nomi, Careddu, Latte, Pedduzza, Urrai e Marrocu, per stringere loro uno ad uno, quale rappresentante della Giunta regionale della Sardegna, la mano, e individuare in essi anche un punto fermo di rilancio e di riproposta di alcune situazioni che vanno curate e attenzionate nel migliore dei modi da parte del suo prezioso Assessorato, ma così anche di tutti gli uffici regionali, dando anche dimostrazione di sensibilità istituzionale. E se dovesse occorrere, anche quell'attenzione specifica che quando si fanno bandi, mille bandi di ogni genere, proprio sul profilo del sistema agricolo della Sardegna, io credo che questi signori meriterebbero con la loro intrapresa, immaginando che altri ancora possano seguire questa strada virtuosa, avere quantomeno quel punticino in più, quell'attenzione in più, quell'attenzione istituzionale che può decretare una pace, anche leale e soprattutto generosa, con il sistema dei finanziamenti del suo Assessorato. A queste persone va naturalmente il mio personale ringraziamento per la loro qualità, per la loro capacità, per la loro certificazione di essere veramente capitani d'impresa, capitani d'industria e capitani dell'agricoltura, e credo che a questo si associ facilmente tutta l'Aula del Consiglio regionale della Sardegna.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Antonio Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS ANTONIO (PD). È già stato detto, stiamo parlando di un soggetto privato, di un soggetto gestito dalle associazioni di categoria del mondo agricolo, che in quest'ultimo periodo purtroppo, dall'ARAS all'APA, stiamo affrontando continuamente. E le associazioni di categoria, come diceva il collega Cherchi, che neanche un anno fa, poco più di un anno fa molto probabilmente, si sono "combattute con le armi" per decidere chi doveva gestire e continuare a gestire il Consorzio agrario della Sardegna. E credo che un'associazione di categoria in particolare abbia gestito il Consorzio in modo, devo stare attento ai termini che uso, ma certamente poco trasparente. E siccome non è la prima volta che questo Consiglio, quest'Aula affronta il problema del Consorzio agrario, oltre che degli altri consorzi della Sardegna, vorrei ricordare a chi c'era, ma anche a chi non c'era, che nel 2011, o forse massimo nel 2010, il Consiglio regionale della Sardegna decise, dopo la chiusura del Consorzio agrario di Sassari, di trasferire quel personale presso l'Agenzia Laore. Certamente non è che mamma Regione possa provvedere a tutto, però se è valido un principio per un territorio, quel principio deve essere applicato, se ancora applicabile, a tutta la Sardegna. Di Sassari ho già parlato, il collega Crisponi ha giustamente ricordato la valorosa iniziativa dei dipendenti del Consorzio agrario di Nuoro, che cinque persone hanno deciso di proseguire nell'autogestione del Consorzio agrario. Non so se su autorizzazione, come diceva l'onorevole Cherchi, del Ministero, però l'onorevole Crisponi dovrebbe dirla tutta, perché il Consorzio agrario di Nuoro non era fatto solo di nove persone, ma c'erano altri lavoratori che sono stati trasferiti, alcuni al Consorzio agrario di Oristano, altri al Consorzio di Cagliari. Oggi la situazione è questa per quanto riguarda Nuoro. Per quanto riguarda Oristano, quasi trenta persone sono in fase di trasferimento a Cagliari, ma con la prospettiva del licenziamento, perché anche Cagliari andrà a chiudere, quindi stiamo parlando di più di cinquanta persone che verranno licenziate da un giorno all'altro. Un Consorzio agrario che in Sardegna ha svolto un ruolo fondamentale, soprattutto nel calmierare i prezzi del settore agricolo, dai sementi ai macchinari, dal gasolio al credito finanziario a tasso agevolato, quindi, che cosa possiamo fare? Certamente sarebbe interessante se la Regione Sardegna potesse in qualche modo incentivare quella che è l'autogestione, perché in alcuni territori, e mi riferisco al mio, che è quello dell'oristanese, con una presenza forte nel settore agricolo, nel settore agroalimentare, per esempio alla "Bonifiche Ferraresi", che sta investendo e sta creando davvero sviluppo nel nostro territorio, poteva essere l'ancora di salvataggio, però lo abbiamo detto più volte, stiamo parlando di un soggetto privato, e come soggetto privato non possiamo certamente obbligarli a proseguire nella loro attività. Noi possiamo svolgere un ruolo politico, un'attività politica che credo l'Assessore abbia già iniziato a svolgere, però credo che questo Consiglio debba chiedere con forza prima di tutto la tutela dei lavoratori, che rischiano da un giorno all'altro di essere licenziati senza nessun tipo di tutela, senza le spettanze di fine rapporto, perché la situazione finanziaria del Consorzio mi risulta non sia delle migliori per i crediti che molti hanno, a inizia magari dai soci più importanti di quel Consorzio. Io, Assessore, quello che le posso dire, che le posso suggerire, è quello di aprire subito un tavolo, perché già c'è un confronto forte che sta correndo il rischio che entro il mese arrivi anche a conclusione tra i consorzi agrari e le organizzazioni sindacali di categoria, stiamo parlando di 50 lavoratori che, come tutti quanti, hanno il diritto di poter proseguire la loro attività, in un modo o in un altro. Quindi credo che questo Consiglio possa esprimere preoccupazione, ma delegare la Giunta, e quindi l'Assessore all'agricoltura a intervenire politicamente nel modo migliore possibile e verificare se ci sono le condizioni di un'eventuale incentivazione per l'autogestione.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Gianni Lampis. Ne ha facoltà.

LAMPIS GIANNI (Fratelli d'Italia). Gli interventi che mi hanno preceduto hanno voluto anch'essi sottolineare l'importanza della realtà economico-sociale del Consorzio agrario interprovinciale di Cagliari e Oristano attualmente, ma del Consorzio agrario di Sardegna sin dalla sua istituzione, avvenuta nel 1921, e, come è stato già sottolineato, sono stati importanti i ruoli che lo stesso Consorzio ha svolto in questi anni, da una parte il ruolo principale di calmiere dei prezzi, da cui poi gli imprenditori agricoli potevano beneficiare nel momento in cui si approvvigionavano delle scorte, ma anche un grande ruolo di assistenza tecnica e amministrativa in progetti pionieri che hanno interessato poi l'agricoltura in Sardegna. Oggi la situazione di cui dobbiamo prendere atto è di uno stato debitorio che riguarda il Consorzio agrario, certo oggi sembra che questa situazione abbia già superato il fiume, però non si può dire che i campanelli d'allarme non fossero noti, anche alla politica regionale, badate bene, perché prima del 26 marzo 2018, che dovrebbe essere la data in cui di fatto poi il Consorzio ha chiesto il concordato preventivo, prima di quella data la situazione debitoria del Consorzio stesso era nota, quindi oggi dovremmo capire perché la politica regionale, la Giunta regionale non ha ritenuto in quella fase precedente, non ha ritenuto di doversi rivolgere al Ministero dello sviluppo economico per la nomina di un Commissario, così come ha fatto in tante altre occasioni quando in gioco c'erano realtà imprenditoriali importanti, realtà in cui la forza lavoro, la manodopera, gli addetti rappresentavano un valore sociale da tutelare, certo, oggi sembrerebbe quasi che i licenziamenti siano inevitabili, si parla di 45 licenziamenti su 98 lavoratori, un macello sociale, potremmo definirlo, una piaga, che ancora una volta noi dovremo poi affrontare con ammortizzatori sociali o quant'altro, ma non possiamo dimenticare anche la chiusura delle sedi, tante agenzie sono già state chiuse, prima ne avevamo 65, oggi ce ne sono quaranta, ma soprattutto oggi riscontriamo la chiusura, la possibile chiusura di sedi importanti come potrebbe essere quella di Oristano, Oristano naturalmente sta al centro di un panorama territoriale in cui l'agricoltura e l'allevamento rappresentano segmenti economici importanti dell'intera economia di questa nostra Isola, e quando parliamo delle agenzie non possiamo dimenticare gli agenti di commercio, gli agenti di commercio, responsabili delle agenzie, non hanno ancora percepito i soldi del 2016 e del 2017, solo nel 2018 hanno iniziato a percepirli trimestralmente, quindi anche di questi abbiamo dovere di occuparci, anche perché queste agenzie rappresentano dei presidi importanti nelle comunità in cui si trovano, e questi presidi noi oggi dovremmo evitare che siano destinati alla chiusura. Ecco, noi sappiamo che il prossimo 2 novembre ci sarà un'udienza, un'udienza che potrebbe scrivere una storia più o meno bella o più o meno brutta sul futuro del Consorzio interprovinciale di Cagliari-Oristano, e in questo senso forse abbiamo il dovere di provare, anche prima di quella data, ad assumerci degli impegni. Ecco, io ritengo che quest'Aula, se c'è unanimità, se c'è la condivisione dei Capigruppo, possa concludere questa discussione con l'approvazione di un ordine del giorno in cui si impegni l'Assessore e il Presidente della Regione ad avviare qualsiasi utile iniziativa, naturalmente nell'ambito delle proprie competenze, affinché la realtà del Consorzio agrario possa essere tutelata, possano essere tutelate le sue professionalità, i suoi dipendenti, possa essere tutelato il valore sociale ed economico che in tutti questi anni ha rappresentato per la nostra Sardegna.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Lotto Luigi. Ne ha facoltà.

LUIGI LOTTO (PD). Io ho avuto modo, insieme ai colleghi della quinta Commissione, di ragionare, circa un anno e mezzo fa, onorevole Crisponi mi corregga se sbaglio, ma all'incirca un anno e mezzo fa abbiamo ricevuto i dirigenti del Consorzio agrario, ai quali ponevamo il problema di valutare con attenzione ciò che stava accadendo, quando ci arrivò la notizia che le sedi di Santa Maria La Palma e Nuoro si stavano andando a chiudere. Ci fu da parte di questa direzione una… venne eretto un muro dicendo: "Noi non possiamo fare altro, se vogliamo salvare il resto, che fare questa scelta, è una scelta di carattere imprenditoriale che voi non potete contestarci, per cui lasciateci fare perché solo così il Consorzio agrario si salva", e questa fu la sintesi di quella discussione. Siccome, come tanti colleghi hanno detto, è vero che questa è una struttura economica, un soggetto economico privato, abbiamo tutti quanti i colleghi della Commissione lanciato un appello al gruppo dirigente di questa struttura, di questo soggetto, affinché valutasse con attenzione ciò che stavano facendo e che avremmo preferito che in realtà economicamente vive, come quella di Santa Maria La Palma è quella di Nuoro, potessero continuare ad operare. Così non è stato, a Nuoro è accaduto poi che diversi dei soggetti a cui ha fatto riferimento il collega e che operavano presso, se non ricordo male, questa stessa struttura del Consorzio agrario, hanno dato vita a una iniziativa economica autonoma, dando un esempio anche di grande lungimiranza. Io non voglio nascondermi dietro un dito, accanto alla solidarietà di tutti i lavoratori che operano presso il Consorzio agrario, diversi di questi sono amici miei personali, li conosco bene, conosco la loro vita che hanno dedicato a questa attività, però credo che noi non possiamo non prendere ragionevolmente atto che davvero mi dà l'impressione, a meno che non ci sia la forza non della Regione, ma la forza in quel sistema di riprendersi, si stia chiudendo un ciclo. Come salvare questa gente, come dare una prospettiva a questa gente e come dare una prospettiva a quelle aziende che in questi consorzi trovavano un servizio? Incoraggiando, in questo può aiutare l'Assessorato, le agenzie, possono aiutare le organizzazioni di categoria, va incoraggiato un percorso che porti a costruire dei nuovi soggetti che sappiano stare sul mercato ai giorni di oggi. L'esempio che è stato fatto nascere a Nuoro può essere un esempio da tenere presente, non sono venuti a chiedere a noi cosa dovevano fare, noi dobbiamo incoraggiare altri - e se serve un aiuto fattibile lo possiamo anche fare - a farsi carico di prendere l'iniziativa di costruire delle strutture sane, dove i parametri economici delle aziende vengano tenuti in considerazione costantemente anche al momento della formazione del carico del proprio organico, affinché si costruiscano strutture che vivano dando un servizio e facendosi pagare un servizio. I tempi in cui il Consorzio agrario poteva essere anche un servizio sociale scordiamocelo, non c'è più. Noi non possiamo far finta che ci sia ancora, c'è solo per queste persone che hanno il diritto di cercare e di chiedere aiuto per difendere il posto di lavoro e io mi auguro che riescano ancora a fare il loro lavoro, con la loro professionalità in delle strutture sane, che abbiano una prospettiva e che diano davvero un servizio. Se non ragioniamo in questo modo che può sembrare anche crudo e cinico, ma è il linguaggio della verità, della realtà e della lealtà anche, noi rischiamo di illuderli. Non penso che sia possibile, il collega Solinas lo accennava, una legge nazionale di tanti anni fa aveva creato le condizioni perché alcune di queste persone potessero essere assorbite in strutture pubbliche, anche quel tempo ho la sensazione che sia finito e che non sia possibile rimetterlo in moto. Incoraggiamo invece affinché si costruiscano dei percorsi seri di attività imprenditoriale in un settore che ha bisogno di questi servizi e che se incoraggiati possono dare vita a delle aziende sane e che danno servizi e lavoro ai loro dipendenti.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Presidente, direi che forse è superfluo che io intervenga ulteriormente perché mi pare palese che tutto l'arco del parlamentino sardo sia d'accordo nel trovare qualche soluzione e individuare nel Presidente e l'Assessore coloro i quali trovino soluzioni adeguate al problema. Molti hanno citato cos'è il Consorzio agrario, privatizzato oggi. È stato ricordato che la data del 1921 l'atto di costituzione dello stesso Consorzio, molti forse si sono dimenticati anche che la Federazione italiana dei consorzi agrari qualche anno fa, qualche decennio fa, ha avuto seri problemi a livello nazionale e fu assistita dal Parlamento e dal Governo di allora. Ora io capisco che stiamo parlando di una struttura privata, però attenzione, è privata questa come è privato tutto l'altro sistema dell'agricoltura che grida aiuto e che in qualche maniera e misura abbiamo dato ascolto, attenzione e cercando con disponibilità di trovare salvezza per i dipendenti. Assessore, stamattina io ho detto cosa era in piedi per l'agricoltura, cioè il disastro annunciato di tutto quello che non va bene in Sardegna, dall'attività delle aziende regionali che non svolgono appieno il proprio servizio, al ritardo nei pagamenti, alle difficoltà di trovare iniziative che diano prospettiva di innovazione attraverso altra agenzia che noi conosciamo bene. Ora io mi chiedo… certo, io non voglio disturbarvi e chiedo scusa se vi sto… stavamo dicendo che il problema si pone ben forte e chiaro, l'agricoltura in Sardegna registra come altrove, ma in Sardegna in particolare, un momento di estrema difficoltà, allora che ci siano ancora persone espulse, brutta parola, dal mercato del lavoro, io mi chiedo come si può fare a non trovare una qualche soluzione? Ma voglio aggiungere qualcosa di più. Bene sapete quanti agricoltori e imprenditori agricoli, Assessore, hanno conferito il grano e le produzioni dentro il Consorzio agrario? Sapete quali sono le difficoltà che questi contadini grossi imprenditori hanno è che a oggi il Consorzio agrario non paga! Cioè uno che ha versato il grado dell'anno scorso non è stato retribuito e io non so come vada a chiudersi la vicenda interna del Consorzio agrario interprovinciale di Cagliari e Oristano, dopo che son state chiuse le altre sedi del Sassarese e del Nuorese. Io mi chiedo, quegli agricoltori che hanno versato anche importanti quantità di grano, qualcuno anche per decine di migliaia di euro, come possono far fronte alle nuove annate? Poi il Consiglio può essere distratto, disattento, non pensare che le cose vanno bene, ma stiamo parlando della tasca e delle famiglie di quegli agricoltori già maltrattati da tutto il sistema. Si aggiungono coloro i quali hanno sulla strada la via di chiusura del rapporto di lavoro, neanche con spostamenti possibili, neanche con spostamenti possibili! Allora, che cosa si può fare? La Sardegna oggi attraverso il suo Parlamento dice e fa da cassa di risonanza politica di che cosa c'è bisogno, di nuove iniziative in agricoltura, di prendere coscienza di questo fatto, certamente, va bene l'ordine del giorno, ma vorrei che ci fosse un impegno più sentito, più partecipato, più attivo da parte della Giunta in questa circostanza che certamente merita, non solo per i disoccupati, ma per coloro i quali aspettano che ci siano strumenti in agricoltura attivi.

Chiudo, Presidente, chiedendole subito dopo questo e prima di iniziare l'altro ordine del giorno la parola proprio per un ordine del giorno di cui vorrei trattare che riguarda l'agricoltura e prego l'Assessore di ascoltarmi. Ne avete parlato in Conferenza dei Capigruppo, vorrei aggiungere qualcosa. Siccome il tempo è finito o mi concede adesso e nel proseguo oppure mi dà la parola dopo per…

PRESIDENTE. Anche no!

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Non ho capito.

PRESIDENTE. Secondo il Regolamento è già intervenuto, non è che poi interviene per procedere oltre.

Ha facoltà di parlare per la Giunta l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.

CARIA PIERLUIGI, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Mi verrebbe riprendere una parte dell'intervento dell'onorevole Dedoni quando ha detto, come dire, è superfluo l'ulteriore intervento. Mi sembra di capire che da tutte le parti politiche ci sia la massima attenzione, la massima preoccupazione per quello che è avvenuto in precedenza e quello che sta avvenendo relativamente ai consorzi agrari. Non ripeto la storia da quando sono nati e quali funzioni hanno assolto negli anni e l'importanza che hanno avuto per il mondo dell'agricoltura e che hanno per il mondo dell'agricoltura, anche se bisogna dire che anche nella storia poi alcune situazioni sono mutate perché magari all'origine c'erano i consorzi agrari e poche altre realtà, oggi ci sono altre realtà che in qualche misura si occupano più o meno anche delle stesse cose con delle differenziazioni e con i distinguo del caso. E' giusto, è corretto dire quali strumenti possiamo avere a disposizione?

L'avete detto voi prima di me, siamo davanti comunque a un soggetto privato, gli strumenti d'intervento non sono tantissimi, sono pochi e oltre a dire e ribadire quello che avete detto voi circa la solidarietà anche nel rischio di ulteriori licenziamenti che vorremmo e ci auspichiamo che non avvengano o nell'ambito della riorganizzazione che il soggetto privato di suo ha messo in campo e che in qualche misura ha ricordato anche l'onorevole Lotto come Presidente della Commissione attività produttive per quello che è accaduto a partire da un anno e mezzo fa, gli strumenti davvero non sono tantissimi. E' sicuramente una cosa positiva, anzi uso lampo di luce, ha utilizzato questo termine l'onorevole Crisponi relativamente al fatto che cinque persone, ex dipendenti di un consorzio hanno rimesso in piedi un'azienda che svolge sostanzialmente la stessa attività e nello stesso territorio laddove era stata chiusa, a dimostrazione del fatto che i presupposti o comunque le potenzialità ci sono e c'è sicuramente la possibilità di andare avanti magari con aziende che sono più misurate, più snelle, non entro nel merito di cosa è successo, se ci sono stati sprechi, non sprechi, non sta a me in questa fase anche perché non ho gli elementi rispetto a quello che poi è la situazione che si è venuta a creare da un punto di vista economico all'interno dei consorzi agrari. Certamente è un esempio che va sostenuto, che va incoraggiato perché oggi parliamo di consorzi agrari, poi ogni tanto ci capita per altre aziende e quindi sicuramente è un'operazione meritoria quella che hanno portato avanti con coraggio le cinque persone che lei ha citato poc'anzi. I margini sono davvero pochi, c'è anche un problema, mettiamo anche ci sia la volontà di fare un intervento, un intervento anche di tipo economico e c'è un doppio problema, come verrebbe configurato, sottoforma di un aiuto di Stato e allo stesso tempo sotto altro verso come una sorta di concorrenza sleale rispetto ad altri operatori di quel mondo e quindi è sicuramente anche questo un limite. Ma ancora di più credo che è opportuno fare un incontro, così come è stato sollecitato, per capire un'altra questione, se siamo davanti a una crisi di tipo strutturale che è, come dire, irreversibile o se invece ci sono presupposti per poter magari in un momento di difficoltà specifico superare questo momento e quindi evitare che si arrivi magari a delle chiusure, a dei licenziamenti in modo che poi in un momento migliore da un punto vista economico ci sia una ripresa. Noi abbiamo cercato, credo che non sia molto percorribile, è stato detto anche che l'anno 2010-2011 ci fu un provvedimento straordinario, oggi i tempi sono totalmente diversi e credo che sia poco percorribile quella strada e quindi non la utilizzerei neanche per non illudere davvero nessuno su questa possibilità. Che cosa si è cercato di fare viceversa? Siccome oltre a vendere quello di cui si è parlato, vendono anche attrezzature, vendono macchinari, abbiamo cercato di spingere magari come componente politica il più possibile le misure che sono collegate a chi acquista da tutto l'universo mondo compreso i consorzi agrari, delle attrezzature e dei mezzi attraverso le misure 4.1 e in parte 4.2 del PSR in modo da rimettere in moto della liquidità e quindi rimettere in moto delle economie e quindi cercare di dare un segnale di ripresa ad un comparto che per un periodo ha avuto difficoltà e stagnazione.

Io credo che si possa concludere, poi lo farete voi sicuramente, sono d'accordo se il Consiglio approverà l'ordine del giorno, per riproporre un tavolo di confronto perché abbiamo un soggetto privato che da un anno e mezzo sostanzialmente poi non è neanche venuto a fare una proposta, quindi l'impegno ci sarà tutto da parte mia e da parte della Giunta per riproporre un tavolo di confronto per vedere tutte le azioni che possiamo mettere in campo nel limite delle norme che ci sono per andare incontro e cercare di superare, se è un momento di difficoltà momentaneo o di andare incontro per evitare al massimo i licenziamenti o l'allontanamento dal posto di lavoro delle persone che oggi ci lavorano.

PRESIDENTE. Ha domandato di replicare il consigliere Edoardo Tocco. Ne ha facoltà.

TOCCO EDOARDO (FI). Assessore, io ovviamente ho appreso, ho ascoltato le sue deduzioni, trovo che ci siano sempre delle difficoltà in tutti i modi. Registro anzi quasi non la non volontà da parte sua, ma una certa difficoltà probabilmente ad approcciarsi a questa situazione, probabilmente non è solo lei la persona che può risolvere il problema, però quello che a me interessa, a noi interessa, perché la situazione sia verificata, venga valutata, è che lei con la Commissione competente possiate, come vedremo nell'ordine del giorno, comporre un tavolo di concerto con l'azienda e valutare effettivamente quali sono le possibilità che lei ha anche elencato per poter trovare una soluzione quanto prima per queste persone ed effettivamente anche trovare la soluzione per un ente di questo tipo che ha dato a suo tempo dei grandi risultati e credo li possa ancora dare.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Gianluigi Rubiu per dichiarare se è soddisfatto.

RUBIU GIANLUIGI (Fratelli d'Italia). Prendiamo atto di quanto ha dichiarato l'Assessore, peraltro le sue dichiarazioni riportano anche gli interventi di diversi consiglieri, però proporrei così come ha già annunciato il collega Lampis, un ordine del giorno congiunto per istituire appunto un tavolo con le organizzazioni sindacali e soprattutto con il commissario liquidatore del Tribunale e quindi è urgente questo tavolo. Per situazioni di altro genere, dal cilindro abbiamo tirato fuori anche qualche idea, quindi non escludiamo ancora nulla, c'è la possibilità di dare una boccata di ossigeno a queste famiglie, l'Assessore dell'industria è qui presente, sono costretto a citarla, anche per Olmedo siamo stati fortunatamente capaci di trovare una soluzione alternativa, anche in quel caso avevamo di fronte un imprenditore privato che aveva chiuso una società che si occupava appunto di estrazione mineraria e la capacità dell'Assessore dell'industria è stata quella di trovare una soluzione anche seppur temporanea per questi lavoratori. Quindi non vorrei escludere ancora nulla, Assessore, quindi ragioniamo su un eventuale impiego anche di questi dipendenti in altra forma per fare in modo che queste 50 famiglie non perdano un minimo di reddito. Sappiamo bene che non hanno diritto a nessun ammortizzatore sociale, quindi la politica è spesso capace di trovare soluzioni per venire incontro alle famiglie. Ritengo comunque che il primo atto sia un ordine del giorno per istituire immediatamente un tavolo congiunto per affrontare il problema in modo serio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Sull'ordine dei lavori per dire che grazie all'onorevole Tocco che è stato sensibile, relativamente ai problemi che vivono i pescatori di Santa Gilla e allo stagno di Santa Gilla, ma la stessa cosa vale per Olbia e per tutto quello che ha passato di questi tempi, ma non posso dimenticarmi certamente l'80 per cento delle acque interne della Sardegna che stanno nella Provincia di Oristano, io direi che è opportuno che si tratti al più presto questa norma che dovrebbe essere nuovamente in Commissione, ma che si inseriscano queste gravi situazioni e che si possa portare al più presto perché questi pescatori stanno vivendo in una condizione certamente grave e bisogna dargli una mano d'aiuto. Questo era quanto volevo significare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oscar Cherchi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CHERCHI OSCAR (FI). Presidente, sarei dovuto intervenire in replica visto che l'articolo 116 del Regolamento del Consiglio prevede che uno dei componenti, mi aiutino gli uffici a ricordare, può intervenire e ha diritto di replica, quindi col collega eravamo d'accordo che la replica l'avrei fatta io, non fa niente, non succede niente, la prossima volta verrà applicato in modo più corretto il Regolamento. Solo due considerazioni velocissime, Assessore, mi è sembrato che non abbia le idee chiarissime però, abbia pazienza su questa considerazione, per due per due motivi. Non è un'offesa diretta e personali nei suoi confronti per carità, ma del ruolo che chiaramente svolge. Il ruolo che svolge la dovrebbe portare a sapere quali sono gli eventuali strumenti che possono essere messi a disposizione, lei ha detto gli strumenti a disposizione sono pochi, la domanda è "quali?". Non ne ha citato neanche uno. Noi le abbiamo posto e le abbiamo messo a disposizione un'eventuale proposta, che però non è stata neanche presa in considerazione. Il secondo aspetto è: siamo in una crisi strutturale? Si è posto il problema. Questa è una crisi strutturale del sistema dei consorzi agrari della Sardegna, quindi ne dobbiamo necessariamente prendere atto, e così, e condivido pienamente le parole del Presidente della Commissione agricoltura, del collega onorevole Lotto, quando insieme comunque poniamo un punto unico e una proposta unica, cioè che è quella di individuare e di trovarci intorno ad un tavolo, quindi con l'impegno anche suo, così come giustamente ha dato in chiusura del suo intervento, con un tavolo di confronto per capire quali possono essere gli strumenti attuabili, io di strumento attuabile ho già proposto quello di un'eventuale apertura di credito, così come ho già detto prima, notificandolo perché giustamente lei dice potrebbe essere un aiuto di Stato, ci mancherebbe altro, è un aiuto di Stato, però se notificato e riconosciuto dall'Unione europea non sarebbe più un aiuto di Stato e quindi non incorreremo in un'infrazione. E' per questa ragione che questa è una delle proposte che noi abbiamo messo in campo. Comunque d'accordo su un ordine del giorno che chiedo che venga predisposto unanimemente dall'Aula e d'accordo ancora per il tavolo di confronto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Presidente, ma io sinceramente avrei gradito da parte dell'Assessore un intervento più incisivo e più determinato. Un vecchietto di 95 anni, se non ricordo male, come il Consorzio avrebbe avuto necessità di più attenzioni da parte della politica. Vede lei, Assessore, dà l'impressione di atteggiarsi nei confronti di questo tema, di questo problema che badi bene non è soltanto quello dei 45 dipendenti che sono oggetto ahimè di procedura di licenziamento, ma il tema vero è quello della colonna portante, di una delle colonne portanti, di un supporto veramente strategico, l'agricoltura, un supporto calmieratore, supporto di vendita di sementi, di prodotti, di macchine, che in questi anni ha fatto grandi tanti agricoltori. E' questo il tema, non sono i 45 dipendenti. Ecco, l'Assessore all'agricoltura a mio avviso avrebbe dovuto tenere un atteggiamento meno burocratico, più politico, più incisivo, avrebbe dovuto fare delle proposte, ora non so se si riuscirà a mettere in campo aiuti di Stato legittimi o aiuti legittimi non di stato, non lo so, però debbo mio malgrado constatare che l'Assessorato, non dico l'Assessore, l'Assessorato non ha le idee chiare, non ha assolutamente contezza di una traiettoria da seguire, di una strada da percorrere, e questo è sicuramente preoccupante, perché la politica deve risolvere i problemi o quantomeno deve indicare le soluzioni, anche quando le imprese in crisi sono private come nella fattispecie. Siamo intervenuti, siete intervenuti, innumerevoli volte per sostenere i privati, perché nel sostenere i privati si sostengono anche le famiglie, cioè quando si sostiene l'impresa, si sostengono le famiglie e i lavoratori, anche se l'impresa è privata, da qui la necessità di una determinazione differente, Assessore, io sono sicuro che da oggi lei prenderà sicuramente a cuore questa problematica e in questo tavolo proporrà delle soluzioni che spero siano percorribili, non solo per il consorzio agrario ma per tutta l'agricoltura, lo chiediamo, lo diciamo. Grazie.

È stato presentato l'ordine giorno numero 1.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.

CARIA LUIGI, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Favorevole.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'ordine del giorno numero 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Quindi l'interpellanza sui licenziamenti delle maestranze della società Fluorite di Silus è rinviata.

Svolgimento dell'interpellanza DEDONI sui licenziamenti delle maestranze della società Fluorite di Silius. (375/A).

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Presidente, sarò brevissimo anche perché so che l'attenzione dell'Assessore si è concentrata ulteriormente in questi giorni è troverà le giuste soluzioni. Vorrei ricordare che la società Fluorite di Silius S.p.A. in liquidazione è una società interamente partecipata dalla Regione, che è costituita per effetto della legge regionale 2 novembre 2006, numero 16, si aggiudicò in via provvisoria la gara di evidenza pubblica per l'assegnazione della concessione mineraria denominata Genna tres Montis, nei Comuni di San Basilio e Silius. Considerato che la concessione rilasciata solo agli effetti amministrativi in attesa dell'acquisizione delle autorizzazioni inerenti la compatibilità ambientale, ricordato che i lavoratori già dipendenti della società Nuova mineraria Sirius S.p.A. furono previo licenziamento collocati in mobilità e riassunti nella società fluorite di Sirius per essere occupati nei lavori obbligatori di mantenimento e messa in sicurezza della miniera di Genna Tres Montis in attesa della ripresa produttiva, considerato che per effetto della decisione del dicembre 2007 con la quale la Commissione europea avviò un procedimento di infrazione ex articolo 88 paragrafo 2 del Trattato istitutivo dell'Unione Europea, la concessione mineraria fu revocata e nelle more di assegnazione a un soggetto privato furono affidati alla Florite di Silius il mantenimento in sicurezza e la custodia dalla stessa maniera, visto che la società in house della Regione procede oggi a licenziare i dipendenti, uno addirittura apicale, mentre al contempo un'altra società, interamente partecipata dalla Regione, mi riferisco all'Igea, assume direttamente anche da aziende private. Mi pare che non ci sia molto da aggiungere, è abbastanza sintetico, io credo che la buona volontà dell'assessore Piras possa portare a bloccare qualsiasi tipo di licenziamento e che sicuramente troveremo la soluzione adeguata perché non ci siano ulteriori disoccupati nella nostra Regione credo che l'attenzione riservata anche per altre maestranze in questo caso abbia la stessa attenzione dell'Aula e dell'Esecutivo, grazie.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore tecnico dell'industria.

PIRAS MARIA GRAZIA, Assessore tecnico dell'industria. Grazie Presidente, onorevoli consiglieri, l'attenzione intanto, come diceva l'onorevole Dedoni, è alta sempre nei confronti di tutti naturalmente, su questa partita devo dire che la Giunta ad agosto ha approvato una delibera in ottemperanza a quanto previsto dalla legge Madia ha approvato il piano approvato di revisione straordinaria delle partecipazioni dirette e indirette detenute dalla Regione, alla data del 23 settembre 2016, rendendo disponibile questo piano alla sezione di controllo per la Regione Sardegna e la Corte dei conti, oltre che alla competente struttura del Ministero dell'economia e delle finanze, dando mandato alle direzioni generali competenti degli assessorati regionali di dare attuazione a questa delibera e a tutte le misure previste nel piano e in quest'ottica naturalmente l'Assessorato all'industria per quanto di competenza ha proceduto alla liquidazione di società in liquidazione appunto da tantissimi anni provvedendo quindi in un'ottica di efficientamento, in un'ottica di economicità e anche di ordine delle partecipate, anche in questa, anche per quanto riguarda la società fluorite di Silius si è proceduto in questo modo e ha anche quindi prevedendo la fusione di questa società come si diceva prima, in una in un'altra società partecipata, e avviato in quest'ottica una rivisitazione e una revisione di tutto il personale. In quest'ottica sta proseguendo fluorite di Silius un percorso di riduzione del personale, ricordo che il personale di fluorite è passato da 129 unità a 48 unità, per chiarezza tutte le persone che sono uscite sono uscite con esodo incentivato o per raggiunti limiti di età, in gran parte preso incentivato. Nel giugno quindi del 2018 quest'anno la Fluorite ha dichiarato 12 esuberi, questi 12 esuberi, va detto, sono da attribuirsi al fatto che è soppresso l'Ufficio tecnico, ci sono gli esuberi nel personale addetto alla laveria di Assemini, di fatto oramai dismessa è diventata area di sviluppo turistico diciamo, non certamente area industriale, e tra il personale assegnato al sito minerario di Silius, addetto alle attività di soprassuolo, di pulizia, di recinzioni, magazzino, manutenzione strade e piazzali, caseggiati, attività drasticamente chiaramente ridotti nel tempo proprio per la per la riduzione dell'attività generale della Silius e a seguito di questo la Fluorite ha incontrato le organizzazioni sindacali nell'ambito della procedura di licenziamento avviata, collettiva inviata, che hanno esaminato le cause che hanno determinato l'esigenza da parte della società di ricorrere allo strumento del licenziamento collettivo. La Fluorite e le organizzazioni sindacali hanno dato atto di aver approfonditamente esaminato e discusso le motivazioni tecniche organizzative e produttive che hanno indotto l'azienda a ricorrere a questo strumento, al termine della discussione le organizzazioni sindacali concordano che i licenziamenti collettivi avverranno secondo criteri di scelta, lavoratori che al momento della fuoriuscita dalla società hanno raggiunto i requisiti di anzianità o di vecchiaia, lavoratori con periodo di NASPI, raggiungeranno i requisiti pensionistici di anzianità e non si opporranno al licenziamento fermando una conciliazione, lavoratori che pur non raggiungendo i requisiti di anzianità e pensionistici non si opporranno al licenziamento firmando una conciliazione in sede sindacale. L'azienda ha accolto le indicazioni del sindacato e in sintesi quindi come richiesto dalle organizzazioni si potranno licenziare solo i lavoratori che non si opporranno al licenziamento e che vorranno volontariamente accedere all'esodo volontario, all'esodo incentivante, la Fluorite quindi potrà licenziare solo lavoratori che hanno raggiunto la pensione, i requisiti per la pensione di anzianità e a tutti i lavoratori destinatari di licenziamento sarà in ogni caso garantita la possibilità di accedere all'indennità prevista dalla legge regionale di agosto 2018 numero 31 alle condizioni stabilite dalla medesima norma e in linea con quanto fatto con tutte le società partecipate. Abbiamo incontrato chiaramente l'azienda che ha riferito, io personalmente ho incontrato l'azienda, devo dire che l'apicale di cui ha parlato l'onorevole Dedoni ha raggiunto il limite per la pensione, quindi non ci sono problemi alcuni, in questa fase comunque, l'azienda, con l'indicazione che ha avuto dall'Assessore, l'azienda ha avuto il mandato di non procedere a nessun licenziamento che non sia per il raggiungimento dei limiti d'età e di esodo, quindi volontario incentivato. Tutti gli altri quindi saranno, quando avverrà la fusione, noi contiamo che avvenga nel giro di pochi mesi, potranno essere fusi nella nuova Società incorporante.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Attilio Dedoni per dichiarare se è soddisfatto.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Assessore, onorevole Non ruberò molto tempo all'Aula anche perché mi sembra molto attenta all'orario di partenza, per altrove insomma, io prendo atto delle dichiarazioni dell'Assessore che mi paiono in senso positivo, se non altro per i dipendenti che ancora operano in quella maniera e sono sicuro che manifestandole ogni possibile come dire speranza riponendo in lei tutto quello che di positivo ci ha dichiarato possa essere una inizio nuovo di rapporto diverso con le maestranze da parte di una società, peraltro di legata totalmente a quello che è la Regione Sardegna. Io credo sia importante che incominciamo a puntualizzare tutto quello che è il sistema produttivo sardo, perché la cosa più importante è che spesso vengono qui portate in maniera attutita quelli che sono i patemi d'animo dei padri di famiglia, delle donne che lavorano e di tutti coloro i quali sono in sofferenza in questo tempo di crisi. Credo che un atto di presa di coscienza della situazione grave che viva la Sardegna sia doverosa e in questa direzione ripongo tutta la speranza nell'Assessore che produca al meglio in questa direzione.

Nomina di un componente dell'ISRE (Istituto superiore regionale etnografico).

PRESIDENTE. Il Consiglio regionale deve procedere all'elezione suppletiva di un componente del consiglio di amministrazione dell'Istituto superiore regionale etnografico in sostituzione di Stefano Coinu, dimissionario. Ricordo che ai sensi dell'articolo 4 della legge regionale numero 20 del 1995 i componenti devono essere prescelti fra i cittadini che siano in possesso di specifici requisiti di comprovata professionalità ed esperienza coerenti rispetto alla funzione da svolgere.

Ogni consigliere dovrà scrivere nella propria scheda un solo nome, risulterà eletto colui che avrà ottenuto il maggior numero di voti.

Votazione a scrutinio segreto per schede per l'elezione di un componente dell'Isre

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto per schede per l'elezione di un componente dell'ISRE. Prego i consiglieri Segretari a procedere alla chiama.

(Seguono la votazione e lo spoglio delle schede)

Proclamo l'esito della votazione: Votanti 48, schede bianche 11, schede nulle 0.

Hanno riportato voti: Mercurio, 34; Pirisi, 1. Viene proclamato eletto Antonello Mercurio.

La seduta è tolta, il Consiglio è convocato mercoledì 7 alle ore 10 e 30.

La seduta è tolta alle 18 e 55.