Seduta n.324 del 24/10/2018 

CCCXXIV Seduta

Mercoledì 24 ottobre 2018

Presidenza del Presidente GIANFRANCO GANAU

La seduta è aperta alle ore 11 e 14.

FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta del 2 ottobre 2018 (320), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Gianfranco Congiu, Lorenzo Cozzolino, Emilio Usula e Pietro Francesco Zanchetta hanno chiesto congedo per la seduta del 24 ottobre 2018.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

ha chiesto congedo per la seduta antimeridiana odierna i consiglieri regionali Gianfranco, Congiu Lorenzo Cozzolino negli usura Pierfranco Zanchetta se non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.

Discussione e approvazione del disegno di legge: "Modifiche alla legge regionale 13 marzo 2018, n. 8 (Nuove norme in materia di contratti pubblici di lavori, servizi e forniture)". (515/A).

PRESIDENTE. Abbiamo al primo punto all'ordine del giorno il disegno di legge numero 515, modifiche alla legge regionale 13 marzo 2018, numero 8, Nuove norme in materia di contratti pubblici di lavori, servizi e forniture.

Ha facoltà di parlare il consigliere Piermario Manca, relatore.

MANCA PIERMARIO (Partito dei Sardi), relatore. Presidente, esporrò la relazione che ho presentato a suo tempo, ma sicuramente dovrò anche apportare verbalmente delle modifiche, in seguito anche alle decisioni prese ieri dal Consiglio con l'assestamento di bilancio. La Commissione IV consiliare permanente nella seduta del 3 ottobre 2018 ha licenziato il disegno di legge 515/A, recante modifiche alla legge regionale del 12 marzo 2018 numero 8, Nuove norme in materia di contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, con il voto favorevole dei Consiglieri di maggioranza e l'astensione dei consiglieri di opposizione. All'indomani dell'approvazione della legge regionale numero 8 del 2018 la Presidenza del Consiglio dei ministri, Dipartimento per gli affari regionali e le autonomie, aveva evidenziato a seguito dell'istruttoria condotta dei vari Ministeri competenti la rilevanza costituzionale di alcuni aspetti critici contenuti nella legge in parola, per superare tali criticità il Presidente della Regione aveva concordato con il Ministero le opportune modifiche tecniche da apportare alla legge, con l'approvazione in Giunta di un apposito testo normativo modificativo ed integrativo degli articoli oggetto di discussione. La Commissione IV nella seduta del 19 luglio del 2018, dopo aver audito l'illustrazione del disegno di legge da parte dell'Assessore regionale ai Lavori pubblici, ha proceduto celermente all'esame del testo proposto, anche in considerazione del fatto che il contenuto di matrice squisitamente tecnica era stato concordato nei dettagli con il Ministero, pertanto nella medesima seduta del 19 luglio la Commissione terminava l'esame e ne sospendeva l'approvazione finale, chiedendo il parere della Commissione III competente per la parte finanziaria. La Commissione III, con la seduta del 23 luglio, esprimeva a maggioranza un articolato parere, evidenziando tra l'altro che la norma finanziaria, articolo 10, non prevedeva la copertura delle spese di costituzione e avvio della società per la realizzazione delle opere pubbliche di cui all'articolo 7 della legge regionale numero 8, evidenziando inoltre la mancanza della relazione tecnica finanziaria prevista all'articolo 33, comma 3, della legge regionale numero 11 del 2006, e da ultimo la necessità che la quantificazione delle spese fosse meglio precisata. Condividendo tutti questi rilievi dalla Commissione III l'Assessore regionale ai lavori pubblici presentava il 9 agosto un emendamento alla norma finanziaria, corredato dalla relazione tecnica di accompagnamento, dalla tabella di previsione dei ricavi e dei prospetti contabili. Adesso io nella mia relazione parlo proprio di questa parte qua finanziaria, che però ritengo, Presidente, che sia sorpassata, perché proprio ieri con l'assestamento di bilancio all'articolo 5, comma 46, abbiamo stanziato i 2 milioni necessari per l'avvio e il funzionamento nel primo triennio dell'agenzia. Quindi io direi che questa parte qua, relativa anche alla parte da me espositiva, può essere saltata tenendo conto proprio che ieri con l'assestamento, glielo riprendo, al comma 46 dell'articolo 5, abbiamo finanziato i 2 milioni necessari per l'avvio. Quindi proseguo dicendo che in linea generale tutto il resto rimane immutato, ci sarà solamente da vedere in questo caso l'articolo 10 che deve essere sicuramente eliminato, in quanto abbiamo già finanziato ieri con l'assestamento di bilancio. Nella seduta, quindi riprendo, del 3 ottobre la Commissione IV, dopo avere esaminato l'emendamento e la documentazione allegata, emendava il testo dell'articolo 10 e licenziava con voto favorevole, questo articolo 10 ho già detto e, come sto continuando a sostenere, comunque va completamente cassato perché 2 milioni sono già presenti da ieri con l'assestamento di bilancio, termino dicendo la creazione dell'Agenzia sarda delle entrate e l'approvazione definitiva di questa legge costituiscono un ulteriore tassello nella strada delle riforme e della riappropriazione di competenze della Regione Sardegna a cui spero che si unisca, prima della fine della legislatura, anche la creazione dell'organismo pagatore sardo indispensabile per dare certezza temporale ai pagamenti agricoli legati ai finanziamenti europei.

PRESIDENTE. Grazie, apro la discussione generale sulla legge.

È iscritto a parlare il consigliere Oscar Cherchi. Ne ha facoltà.

CHERCHI OSCAR (FI). Chiedo scusa ai colleghi, avrei tolto loro lo spazio per potersi poi iscrivere successivamente, io ho necessità di sottolineare alcune considerazioni che, in ultimo ha fatto il collega Manca, relativamente all'organismo pagatore e alla necessità di istituire, per i pagamenti e dei relativi premi in agricoltura in Sardegna, è da tempo in effetti che si parla oramai di questo di questo aspetto e di questo e di questo problema. Credo sia una utopia che già, oramai da tempo, è stata dimostrata nelle varie regioni, l'inutilità e l'inefficienza di tale organismo, lo dico apertamente, credo che l'Aula con un po' più di attenzione si renda conto che i problemi legati ai pagamenti e alla gestione del sistema agricolo regionale non sono legati ad un sistema… chiedo scusa ma mi sto questo agganciando sull'ultima considerazione del collega Manca per arrivare poi a discutere la questione della legge. Sia un errore, errore che è legato comunque anche, a questo punto mi collego anche alla proposta di legge che il Consiglio oggi presenta, alla proposta di legge che chiaramente discute, parla e propone, nuove norme in materia di contratti pubblici di lavoro, servizi e forniture, io apprezzo il modo particolare, ma lo apprezzo perché chiaramente ho un ottimo ricordo per la gestione dell'allora direttore generale, oggi assessore dei lavori pubblici, con un insieme di problematiche che nel frattempo sono state… praticamente è impossibile discutere quando l'Aula è totalmente assente, ma non fa niente, succede spesso ma non è assolutamente un problema, andiamo avanti comunque. L'allora direttore generale oggi Assessore che propone alcune modifiche, entrerò nel merito della legge in alcuni punti dell'articolato, o meglio delle considerazioni che vengono fatte poi successivamente all'interno di alcune tabelle che sono state allegate ma, soprattutto, sulla modifica di alcuni articoli, soprattutto l'articolo 2 che prevede praticamente le modifiche alla legge regionale numero 8 del 2018 e, oltretutto, la disponibilità e la possibilità, e questo lo faccio proprio, relativa all'utilizzo delle economie che, come ben sapete tutti, all'interno delle opere pubbliche sono derivati dai ribassi d'asta,e il ribasso d'asta ha sempre la grande difficoltà di avere l'autorizzazione ad essere utilizzato per il proseguo all'interno della stessa opera, quindi credo che questo sia apprezzabile e che non abbia nessun tipo di negatività, insomma, anzi, porta sicuramente un vantaggio nella gestione generale del delle economie, ripeto, legate ai ribassi d'asta nelle opere pubbliche. Sul resto penso che ci siano alcuni emendamenti da individuare, ma eventualmente se non sono stati presentati, Assessore, li chiederò io, magari verbalmente se l'Aula è d'accordo, con qualche piccola modifica. Sul resto credo sia una norma che comunque sia positiva e si possa approvare in largo, o per lo meno in linea generale, grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Marco Tedde. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO. Grazie signor Presidente, questo è un disegno di legge che credo che ci dia pochi spazi per intervenire nell'articolato sull'articolato, tranne qualche aspetto marginale, ma qualche cenno sui temi generali, Presidente io sono sfortunato quando io intervengo non mi sento, non mi sento! Sui temi generali qualcosina da dire ce l'abbiamo, abbiamo da dire nuovamente ciò che dicemmo in sede di approvazione del disegno di legge di allora, che poi è diventata la legge "8", in quell'occasione noi vi dicemmo che questa legge era una legge molto importante, fondamentale, importante per le imprese e importante per la pubblica amministrazione, stiamo parlando ovviamente della legge "8" del marzo del 2018, ed è ancora più importante per la grave situazione di crisi che affligge la Sardegna, dell'industria, dell'agricoltura, comunque una situazione di crisi che impone la spendita veloce delle risorse finanziarie pubbliche, quindi spendere bene e velocemente risorse era, è e deve essere, un obiettivo dell'Amministrazione regionale quindi occorrevano e occorrono procedure snelle, efficaci ed efficienti, sono poi i principi che in qualche modo informano l'agire della pubblica amministrazione in generale. Vi dicevo che occorreva un altro livello di elaborazione di quel progetto di legge, che poi è diventata legge "8", vi dicevamo che era necessario fare approfondimenti, più volte vi abbiamo detto che era necessario ed indispensabile sentire i portatori di interesse, che era indispensabile sentire i rappresentanti delle imprese, i rappresentanti dei lavoratori, ebbene, niente di tutto questo voi avete fatto, avete intrapreso un percorso molto, troppo eccessivamente frettoloso, un percorso privo di confronti, privo di audizioni, la Commissione competente non ha avuto modo di masticare, di metabolizzare questo articolato, la Commissione competente, immaginiamoci noi che non facciamo parte di quella Commissione. I motivi di questo chiacchiericcio Presidente quali sono? I motivi di questo percorso frettoloso probabilmente erano da individuare, erano da individuare una sorta di captatio benevolentiae nei confronti di un gruppo politico di maggioranza, gruppo politico di maggioranza che poi non ha sicuramente risposto alle aspettative di benevolenza della Giunta regionale, perché una legge così importante sicuramente avrebbe meritato, storicamente, una elaborazione diversa, tra le altre cose tra le altre cose avremmo perso anche meno tempo perché se avessimo fatto due mesi di audizioni, un mese e mezzo, tre mesi di audizioni, saremmo arrivati dal marzo al giugno, luglio al massimo e avremmo fatto una buona legge. Noi vi dicevamo che non andava bene e vi abbiamo motivato, punto per punto su tutti gli articoli censurati, quali erano le incongruenze, quali erano le contraddizioni rispetto al dettato costituzionale, rispetto alla potestà legislativa dello Stato, rispetto ai poteri dell'ANAC: siete rimasti sordi, risultato una legge disastrosa, una legge che è stata impugnata dal Governo, in parte, per altra parte vi siete sottomessi alle richieste del Governo e state esponendo quest'Aula legislativa a una figura poco edificante.

Il Ministero vi ha bacchettati in modo pesante ed è accaduto quello che noi vi abbiamo detto in Aula. Non abbiamo chiesto noi, badate bene, al Consiglio dei Ministri di impugnare questa norma, lo avremmo voluto fare molto volentieri e ci ha frenati soltanto uno scrupolo di coscienza, non uno scrupolo politico ma uno scrupolo di coscienza, perché ci siamo posti il problema del rallentamento dell'iter di questa legge, ma il Consiglio dei Ministri ha fatto ovviamente da solo, perché non poteva fare altrimenti, vi ha bacchettati per certi versi e ha impugnato davanti alla Corte Costituzionale per altri versi. E oggi noi andiamo a modificare, integrare correttamente, e sottolineo correttamente, alcuni articoli profondamente errati, così come noi avevamo denunziato, così come noi vi avevamo annunziato, e la Corte costituzionale dovrà impegnarsi per riportare a legittimità costituzionale altre norme, e cioè l'articolo 34, che nella nostra versione prevede due responsabili del procedimento mentre invece il Codice degli appalti ne prevede soltanto uno, ebbene, guardi, Assessore, io condividevo nonostante tutto l'articolo 34, perché era preferibile avere due responsabili del procedimento così come voi li avevate congegnati, però purtroppo la legislazione nazionale non lo consente e in questa materia c'è una potestà legislativa esclusiva dello Stato. E ancora, l'articolo 37, sempre fra quelli impugnati dal Consiglio dei Ministri, che prevede che la Regione abbia la facoltà di gestire l'albo telematico dei commissari di gara, purtroppo la norma nazionale prevede che quest'albo venga tenuto presso l'Anticorruzione; e ancora, l'articolo 39 prevede che la Regione emani linee guida, sovrapponendosi alla medesima competenza dell'Anticorruzione; e poi articolo 35, che prevede che la Regione individui i requisiti per qualificazione delle stazioni appaltanti, mentre invece la normativa nazionale, e nello specifico la legge delega n. 11 del 2016, prevede un sistema di qualificazione a gestione ANAC.

Quindi, ben venga questo disegno di legge odierno, ben venga perché ci consente di modificare degli errori, però noi non possiamo assolutamente dimenticare quello che è accaduto in quest'Aula nel mese di marzo, in quest'Aula nella quale noi indicavamo puntualmente quali erano gli errori che stavate facendo. Non possiamo dimenticare che avete fatto orecchie da mercante, non possiamo dimenticare che avete fatto perdere alla Sardegna tanti mesi, non possiamo dimenticare che il Governo vi ha bacchettati e che ha impugnato nonostante tutto davanti alla Corte costituzionale alcune norme, e non possiamo dimenticare in conclusione che questo Consiglio regionale, essendo stato costretto, essendo stato preso per le orecchie per integrare e correggere una legge che invece avrebbe potuto avere una sorte migliore ab origene, non sta facendo una figura edificante.

Ovviamente noi voteremo a favore, però con tutte queste considerazioni e queste riserve che puntano a farvi capire che quando si fanno leggi importanti, ma anche leggi poco importanti, bisogna seguire le procedure fisiologiche e bisogna sentire i portatori di interesse, bisogna cercare di capire qual è la strada migliore per arrivare a un articolato, a un corpo normativo che vada veramente incontro alle esigenze di chi noi amministriamo e di chi deve poi applicare la legge.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Gian Luigi Rubiu in qualità di Capogruppo. Ne ha facoltà.

RUBIU GIAN LUIGI (Fratelli d'Italia). Oggetto della seduta odierna è come tutti sappiamo la legge regionale numero 8 del 13 marzo 2018, recante "Nuove norme in materia di contratti pubblici, servizi e forniture"; la legge è entrata in vigore il 13 aprile 2018, si compone di 55 articoli alcuni dei quali - anche questo fatto noto a tutti - sono stati impugnati dal Consiglio dei Ministri per illegittimità costituzionale, più precisamente le disposizioni degli articoli 34, 37, 39 e 45 eccedono dalle competenze attribuite alla Regione dallo Statuto speciale di autonomia (legge costituzionale numero 3 del 1948) andando ad invadere la competenza esclusiva dello Stato in materia di tutela della concorrenza e ordinamento civile di cui all'articolo 117 della Costituzione.

Si tratta dell'ennesimo provvedimento della Regione Sardegna impugnato dal Consiglio dei Ministri, ebbene, a tale proposito vorrei esprimere due considerazioni. La prima riguarda l'assoluta incompetenza di questa maggioranza nella materia specifica oggi in discussione, che sono gli appalti, ma direi in generale con riferimento a tutti i testi di legge afferenti a materie fondanti e di spessore che nel corso della legislatura sono state elaborate e proposte, l'ultima, come tutti certamente ricorderemo, è la legge urbanistica, naufragata tra le polemiche delle associazioni di categoria, degli enti pubblici, degli operatori del settore. Mi pare evidente che questa classe politica manca di preparazione culturale e non è apparsa in condizione di selezionare consulenti e collaboratori professionalmente preparati ai quali affidarsi per la predisposizione di testi di legge che, mi sia consentito rilevare, colleghi, sono di fondamentale importanza per il futuro dell'Isola. Una buona legge appalti, così come una buona legge urbanistica, costituisce strumento di rilancio economico e strutturale per la Sardegna, tanto importante in questo momento di crisi generalizzata italiana ed europea oltre che sarda; è evidente che questa maggioranza è riuscita a giungere all'approvazione di questi strumenti normativi solo a fine mandato e nonostante i quasi cinque anni di lavoro impiegato, almeno così ci è stato dato pensare, per l'elaborazione delle norme con la predisposizione di un testo normativo che denota la scarsa conoscenza della legislazione nazionale in materia rispetto alla quale la legge numero 8 non si presenta coerente e rispettosa degli ambiti di competenza specifici, quello della Regione e quello dello Stato.

La seconda considerazione concerne la scarsa considerazione nella quale sono tenuti i rilievi mossi al testo di legge dal Consiglio dei Ministri, ricordo infatti che l'assessore Balzarini, immediatamente dopo le censure statali, ha espresso pubblicamente parole di elogio sul testo di legge che nel suo complesso è stato ritenuto non confliggente con le prerogative statali - queste sono le sue parole, Assessore - sostenendo che l'atto di impugnazione da parte del Governo non intacca infatti gli elementi fondanti e distintivi dell'impianto normativo, e conseguentemente a quanto affermato tra le modifiche al testo oggi in discussione non si rinvengono gli articoli e profili sui quali il Consiglio dei Ministri ha sollevato eccezioni di illegittimità. Decisione questa che ritengo assolutamente discutibile, si persevera nel proporre ai cittadini sardi una legge sbagliata che difficilmente riuscirà a dare impulso al mondo imprenditoriale sardo che invece ha estremo bisogno di una linfa vitale. Certo questa maggioranza continua ad affermare che la Regione Sardegna non avrà difficoltà a dimostrare la legittimità dei contenuti degli articoli oggetto di impugnazione e la coerenza degli stessi con quanto legiferato al riguardo delle altre Regioni a Statuto speciale e delle province autonome di Trento e Bolzano. Ma ritengo comunque che la decisione di ignorare completamente i rilievi mossi alla legge dal Governo statale configuri un atteggiamento irresponsabile e pericoloso in quanto potrebbe condurre all'approvazione di un testo di legge che successivamente dovrà essere rimaneggiato e modificato. Forse, Assessore, si poteva attendere l'esito della procedura in corso prima di intervenire sulla legge; a questo punto venendo al merito della proposta di emendamento al disegno di legge oggi in discussione ritengo di dovermi soffermare in particolare sull'articolo 10 "Disposizioni finanziarie" e quindi indirettamente alle previsioni della società di cui all'articolo 7 della legge numero 8, la società di scopo per la realizzazione di infrastrutture strategiche di interesse regionale. Premesso che la Costituzione in questa società a capitale interamente pubblico è stata indicata come uno degli elementi fondanti e distintivi dell'impianto normativo della nuova legge regionale sugli appalti insieme alle previste premialità a favore delle micro imprese e dei giovani professionisti e della qualità architettonica delle opere pubbliche. In considerazione delle ingenti spese che la Regione, quindi i cittadini sardi, dovrebbe sostenere per la costituzione e l'avvio della stessa - ben 2 milioni di euro - mi domando e vi domando quali ritorni ne discenderanno in termini di risparmio e di spesa futura, chiedo che sia illustrata con precisione la finalità della costituzione di questa impresa pubblica che costerà ai cittadini sardi cospicue somme di denaro e che mi pare essere un mero strumento per l'accentramento, questo è il vero problema, Assessore! L'accentramento dei lavori di realizzazione delle opere di interesse regionale, almeno nella fase di progettazione. Che in tal modo vengono sottratti all'affidamento alle imprese esterne, tramite procedura concorrenziale nonché per la creazione di posti di lavoro in quanto i dipendenti della società dovrebbero essere acquisiti tramite mobilità dall'organico della Regione e dagli enti regionali. Ad essere maliziosi si potrebbe pensare ad un collegamento che questa previsione normativa è la campagna elettorale in atto, grazie.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Grazie Presidente, ma credo che gli interventi che mi hanno preceduta sicuramente siano stati ricchi di contenuti anche sulle osservazioni che poi hanno riguardato le parti contestate. Io credo che dobbiamo fare una riflessione, è vero stiamo arrivando alla fine della legislatura, però proprio perché è stata una legislatura assolutamente minata da varie impugnazioni e perché è stato sbagliato il metodo di perfezionamento, di composizione, ma io dico anche, di trattazione delle norme. E questa è l'ennesima prova che la gatta frettolosa fa i gattini ciechi, e avevamo l'opportunità visto che è stata definita una legge importante, sembrava quasi, sembra quasi che senza questa legge e soprattutto senza questa centrale pubblica sulle progettazioni e i relativi pagamenti non si potesse più vivere. Ecco allora valeva la pena davvero, Assessore, di perdere qualche giorno, di soffermarsi, di valutare realmente, perché in quest'Aula insieme al collega Tedde ve li abbiamo citati uno per uno gli articoli che poi sono stati impugnati. E quindi credo tra l'altro personalmente non sono il collega Tedde sì, ma personalmente sono andata a buon senso perché non sono un'esperta di carattere giuridico, però insomma qualche anno almeno sulla formazione delle leggi l'ho trascorso. E quindi sinceramente che c'erano delle difficoltà erano ormai ai nostri occhi palesi. Voglio anche dire di più che abbiamo perso qualche altro mese e questo a danno, ovviamente di chi? Dei destinatari della norma in particolare le imprese, i professionisti e io dico gli enti locali, ma anche la stessa Regione che ovviamente non ha potuto operare. Sinceramente credo che tutto ciò mortifichi questa Istituzione e in questi cinque anni oramai abbiamo creato veramente un'immagine raffazzonata di questo Consiglio regionale che non è in grado quasi di portare a termine leggi importanti e complesse senza che queste vengano nel minimo contestate dal Governo e poi addirittura impugnate, cito tra tutti la legge madre "il bilancio". E quasi sempre dalla vostra parte, adesso no si è intervenuti pesantemente, in questo credo che l'assessore Balzarini abbia avuto un ruolo importante per non combinare altri pasticci, abbiamo sanato le parti che erano più in discussione. Però dico spesso e volentieri si è sentito dire a giustificazione di leggi impugnate "è un refuso", "e no ma è un dato tecnico", "è un'interpretazione tecnica"; insomma minuzie! No, no non è così! Le leggi sono state osservate in parti importanti quindi credo che da qui alla fine della legislatura facciamo buona cosa, invece che chiacchierare in quest'Aula distrarci, non dare nessun contributo, non partecipare ai lavori attivamente, credo che veramente tutti quanti dovremmo fare una riflessione, io per prima probabilmente. Però basta, basta di far fare figuracce a questa Istituzione all'esterno e soprattutto impedire che magari delle leggi che devono invece aiutare il sistema produttivo e soprattutto chi in questo momento è in difficoltà ad andare avanti.

Noi voteremo a favore ovviamente.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore dei Lavori Pubblici.

BALZARINI EDOARDO, Assessore tecnico dei Lavori Pubblici. Sì grazie Presidente, grazie onorevoli consiglieri solo due considerazioni alla luce delle osservazioni fatte. In effetti, vorrei riportare un attimino la decisione dell'Assemblea, quello che è oggi la proposta in esame che a tutti gli effetti si presenta a mio avviso come una normale manutenzione legislativa, di un percorso diciamo che contraddistingue normalmente il progredire di una norma di legge. Noi siamo andati al confronto col Governo, diciamo in maniera molto leale, e quando sono arrivate le osservazioni, beh insomma, sottolineo che sostanzialmente confermo quanto è stato correttamente riportato, che l'impianto della norma coi suoi 55 articoli è solido ed è estremamente importante che questa legislatura abbia portato a termine questo risultato. Perché è una legge importante, è stato correttamente riportato, ricordato una legge importante che la società sarda aspettava. Ci son voluti ben due anni di discussioni, quindi ribadisco quanto è stato detto pure nella discussione nel momento la presentazione della legge, due anni di discussioni con i portatori di interesse, con le associazioni di categoria, quindi è vero quella discussione in quest'Aula è stata accelerata, proprio forse tenendo conto che si era svolta un'attività istruttoria molto pesante ed era scaturito un quadro fortemente innovativo. Ricordo questo aspetto, vengono trattati aspetti importanti, sono stati ricordati oggi, sulla qualità architettonica sugli strumenti procedurali, sulle agevolazioni per le piccole e micro imprese, ancora sulle best practice nel campo delle emergenze alluvionali. Ecco, tutte queste cose sono ben più importanti degli articoli su cui oggi stiamo facendo una manutenzione esclusivamente, direi, formale, in qualche aspetto anche sostanziale, che è frutto di una concertazione con gli Uffici della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Quindi, le norme che oggi vengono proposte sono esattamente quelle sulle quali abbiamo trovato un accordo migliorativo del disegno della legge approvata, e non quindi una contrapposizione con l'amministrazione centrale. È vero che, alla conclusione di questo confronto con la Presidenza del Consiglio dei Ministri, quattro articoli sono rimasti in una posizione di non concordanza, sono quattro articoli che non inficiano la sostanza, la complessità e l'importanza del disegno di legge, per cui abbiamo ritenuto che fosse opportuno rilasciare la decisione della Corte costituzionale. Ripeto, articoli, sono stati ricordati poc'anzi dall'onorevole Tedde, che toccano aspetti per i quali la materia è molto controversa, ma non quello che pensa l'amministrazione regionale e il Governo centrale, ma a livello nazionale. Io vi porto la testimonianza dell'ultima Conferenza delle regioni, alla quale ho partecipato personalmente, in cui alcuni di questi articoli, squisitamente quelle delle Commissioni, sono stati fortemente contestati da tutte le regioni nei confronti di quanto previsto dal Governo nazionale con decreto ingiuntivo 50, perché la (…) si sta paralizzando sulle Commissioni giudicatrici centralizzate dall'ANAC, quindi la posizione della Regione ha addirittura anticipato la posizione della Commissione delle regioni. Quindi, vi sono delle idee in queste norme contestate, che però non sono oggetto della discussione di oggi e dell'approvazione che viene chiesta all'assemblea, che hanno una rilevanza nazionale e per le quali alcune regioni, come è stato ricordato l'altra volta, hanno raggiunto una loro autonomia che anche noi abbiamo richiesto nel nostro disegno di legge poi approvato come legge, è a tutti gli effetti operativo sino alle decisioni della Corte Costituzionale, ovviamente. È chiaro che quegli articoli prudenzialmente non vengono applicati, però abbiamo parlato di 55 articoli di un testo normativo che riveste un'importanza per il sistema delle imprese molto atteso, di cui cominciamo a verificare un interesse applicativo che ci conferma le scelte fatte. Quindi sostanzialmente, torno a ripetere, l'oggetto è quello oggi di esitare gli articoli 16, 23, 24, 25, 32, 33 e 34, su cui è stata raggiunta un'intesa per una manutenzione legislativa, che conferma sostanzialmente l'impianto dell'intera legge e per la quale abbiamo assunto l'impegno, con la firma del Presidente della Regione, di portarlo all'attenzione dell'Assemblea per un accordo sottoscritto con la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Quando sento parlare di normale manutenzione legislativa in fattispecie come queste, veramente mi vengono i brividi. Mi ricorda le normali manutenzioni legislative dell'assessore Paci, quando rivoluzionando norme in modo molto simpatico cerca di qualificare la rivoluzione come normale manutenzione legislativa. Ebbene, assessore Balzarini, questa non è normale manutenzione legislativa, è una manutenzione straordinaria, o meglio ancora, è una riedificazione sostanziale di un corpus che è stato demolito e che va ricostruito, e lo state ricostruendo in parte voi e in parte lo ricostruirà la Corte costituzionale, adita dal Consiglio dei Ministri. La verità vera è che il Consiglio dei Ministri, ahimè, vi ha bacchettati, vi ha bacchettati in modo sonoro, vi ha detto così non va bene, e voi avete piegato la testa, parzialmente, debbo riconoscerlo, parzialmente, debbo riconoscerlo, perché su quei quattro articoli avete continuato a fare il braccio di ferro e avete costretto il Consiglio dei Ministri a impugnare davanti alla Corte costituzionale. Ma allora il quesito è spontaneo ed è più che lecito, ma per quale motivo quando noi vi dicemmo, vi sottolineammo, vi rappresentammo una situazione deficitaria del progetto di legge che aveva necessità di essere meglio approfondito, che aveva necessità di audizioni importanti, per quale motivo avete fatto orecchie da mercante? Per quale motivo state esponendo il Consiglio regionale a questa figura poco edificante? Non serviva, né a voi, né a noi e né soprattutto alla Sardegna, che aveva necessità che quella legge venisse esitata in modo completo fin dall'origine, un altro mese di audizioni sarebbe stato sufficiente. No, non avete assolutamente ascoltato. Assessore, la discussione allora non fu accelerata dalle esigenze, fu molto frettolosa, fu affrettata, fu superficiale, alla base di tutto ci stava quella benedetta captatio benevolentiae nei confronti di un Gruppo di maggioranza, che poi non vi ha dato le risposte che attendevate, ve ne ha date ben altre. In tutta risposta ha chiesto le dimissioni dell'assessore Arru, giustamente ha chiesto le dimissioni…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Presidente, per economizzare il tempo, faccio mio l'intervento del collega Tedde, e aggiungo solo che, assessore Balzarini, da lei manutenzione ordinaria così definita non me lo sarei aspettata, anche perché è un nostro valoroso dirigente e direttore generale, e lei sa bene che non è una manutenzione ordinaria, perché quando vengono impugnati quattro articoli importanti credo che non si possa più parlare di manutenzione ordinaria. Probabilmente, a furia di frequentare l'assessore Paci, vedo che lei ha preso lo stesso vizio, quello di riferire tutto come tecnico e banale. Però, io invece mi auguro che d'ora in poi anche quest'Aula sia più attenta alle proposte che vengono dalla Giunta e si possano evitare queste figuracce sonore e continue.

PRESIDENTE. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 1.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1:

Art. 1

Modifiche all'articolo 6 della legge regionale n. 8 del 2018 (Attuazione dei lavori di competenza regionale con delegazione amministrativa)

1. L'ultimo periodo del comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale 13 marzo 2018, n. 8 (Nuove norme in materia di contratti pubblici di lavori, servizi e forniture), è sostituito dal seguente:
"L'espletamento delle procedure di cui al presente articolo e l'acquisizione del parere dell'ANCI Sardegna sulla proposta di programma pluriennale di spesa, sono condizioni necessarie per l'inserimento degli interventi di cui al presente comma nel programma pluriennale di spesa di cui all'articolo 4.".).

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, metto in votazione l'articolo 1. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 2.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2:

Art. 2

Modifiche all'articolo 8 della legge regionale n. 8 del 2018 (Lavori di competenza delle altre stazioni appaltanti. Convenzione
di finanziamento)

1. Il comma 6 dell'articolo 8 della legge regionale n. 8 del 2018, è sostituito dal seguente:
"6. Per i finanziamenti di importo pari o inferiore a euro 300.000 l'erogazione avviene per l'intero importo, contestualmente all'emissione del provvedimento di concessione del finanziamento.".).

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, metto in votazione l'articolo 2. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 3.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 3:

Art. 3

Inserimento dell'articolo 8 bis della legge regionale n. 8 del 2018 (Utilizzo delle economie)

1. Dopo l'articolo 8 della legge regionale n. 8 del 2018, è inserito il seguente:
"Art. 8 bis (Utilizzo delle economie)
1. I ribassi d'asta e le ulteriori economie sulle opere di competenza dell'Amministrazione regionale o degli enti appositamente delegati o convenzionati a norma della presente legge restano a disposizione della stazione appaltante per il completamento dell'opera medesima oppure per la realizzazione di altre opere previste nel programma originariamente finanziato, salvo diversa disposizione dei provvedimenti di finanziamento.".).

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Filippo Sechi. Ne ha facoltà.

SECHI GIAN FILIPPO (UDC Sardegna). Per chiedere la votazione elettronica.

PRESIDENTE. Richiede la votazione elettronica.

È iscritto a parlare il consigliere Gianmario Tendas. Ne ha facoltà.

TENDAS GIANMARIO (PD). Più che altro per cercare di capire alcuni aspetti che possono avere dei risvolti in termini pratici e operativi. Fermo restando che condivido a pieno la ratio dell'articolo 3, ovvero quello di evitare che le amministrazioni, gli enti locali debbano rivolgere istanza di autorizzazione per l'utilizzo di quelli che sono i ribassi a base d'asta, e che quindi sostanzialmente l'obiettivo dell'articolo è anche quello di semplificare e di rendere più snello il sistema procedurale che c'è attualmente in atto, però il problema di fondo è questo, che molte volte anche le amministrazioni comunali, nell'utilizzo del ribasso a base d'asta, al momento cosa fanno? Chiedono apposita autorizzazione direttamente in Assessorato, che solitamente dice: "Sì, vi autorizziamo, ovviamente la conditio sine qua non è quella che le risorse delle economie siano spese per la medesima finalità per cui è stato erogato il contributo". Questo però molte volte non basta, nel senso che l'Assessorato si riserva anche la facoltà di avere il progetto di utilizzo del ribasso a base d'asta. Per cui in quel caso che cosa si verifica? Si verifica che devi rifare praticamente l'intera procedura, quindi io chiedo all'Assessore che su questo punto, se si vuole snellire veramente, sarebbe necessario che l'Assessorato dica: "Sì, lo utilizzi per le stesse identiche finalità", e magari si riserva la possibilità di fare delle verifiche che questo poi venga realmente messo in atto, diversamente stiamo replicando la procedura e quindi abbiamo un sistema a scatole cinesi che comporta per le amministrazioni degli aggravi di tempo e di dispendio che non rientrano nella ratio dell'articolo stesso. È una sorta, diciamo così, di richiesta che io faccio, perché poi anche in termini di norme attuative di questa disposizione di legge ci sia una semplificazione reale, dicendo: "Va bene, è l'amministrazione comunale, l'ente locale in genere, che si fa carico di utilizzare le risorse per le medesime finalità del progetto", però l'Amministrazione regionale a quel punto avrà solo il compito di un'eventuale verifica a campione, perché diversamente non se ne esce, si deve replicare quella che è la procedura d'appalto in tutto e per tutto, e quindi la semplificazione a quel punto, a mio modesto parere, non esiste assolutamente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Anna Maria Busia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BUSIA ANNA MARIA (Gruppo Misto). È soltanto una dichiarazione di voto molto veloce per spiegare che ovviamente, come già fatto in precedenza, voterò contro questa legge, intanto avevo sottolineato le questioni che avrebbero portato a un'impugnazione da parte del Governo, così come purtroppo è accaduto, ma perché anche nel merito questa disposizione legislativa non mi trovava d'accordo sui punti principali, quelli che ispirano e che sostanzialmente sono i punti fondanti della legge, quindi un'anticipazione che riguarderà tutti gli aspetti, tutti gli articoli in cui si compone la legge.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 3

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 4.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 4:

Art. 4

Modifiche all'articolo 23 della legge regionale n. 8 del 2018 (Elenco operatori economici per i servizi di ingegneria e architettura)

1. All'articolo 23 della legge regionale n. 8 del 2018, sono apportate le seguenti modifiche:

a) il comma 2 è così sostituito:
"2. Le stazioni appaltanti, per l'affidamento dei servizi di cui al comma 1, in conformità agli articoli 36 e 157 del decreto legislativo n. 50 del 2016, selezionano gli operatori economici iscritti nell'elenco di cui al presente articolo, nel rispetto del principio della rotazione degli inviti e con l'applicazione di criteri oggettivi che tengono conto della loro pregressa capacità tecnico-professionale ed, eventualmente, economico-finanziaria.".

b) il comma 5 è così sostituito:
"5. Le stazioni appaltanti possono stabilire nei bandi o nelle lettere di invito, punteggi premianti per le società, i consorzi o i raggruppamenti di cui all'articolo 46 del decreto legislativo n. 50 del 2016, che hanno stipulato accordi di formazione professionale per laureandi o per laureati abilitati da meno di cinque anni all'esercizio della professione secondo la legislazione vigente nello Stato membro dell'Unione europea di residenza, mediante l'attivazione di apposite convenzioni con istituti universitari o con ordini professionali.".

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Oscar Cherchi. Ne ha facoltà.

CHERCHI OSCAR (FI). Grazie, Presidente. Così come accennato prima, Assessore, io ho necessità di sollevare alcuni aspetti tecnici sull'articolo 4, l'articolo 3 è già stato votato dall'Aula, anche se l'utilizzo delle economie fondamentalmente rimane, non è cambiato praticamente niente rispetto a quello che era prima, e non vorrei che questo capitasse anche sul 4 nel momento in cui si parla al punto A relativamente agli incarichi professionali. Cioè, o il punto A, se mi segue un attimo, Assessore: "Le stazioni appaltanti per l'affidamento dei servizi di cui al comma 1, selezionano gli operatori economici iscritti nell'elenco", operatori economici che in questo caso sono professionisti, naturalmente, perché la progettazione deve essere fatta da professionisti, di cui al presente articolo, "nel rispetto del principio della rotazione degli inviti", e questo è il punto dolente. La rotazione degli inviti è possibile a seconda del tipo di attività e di progettazione che bisogna svolgere, io suggerirei, ove possibile, se come termine legislativo è possibile, lo chiedo chiaramente anche agli Uffici, perché questo comporta spessissimo il fatto che la rotazione avviene anche su chi non ha quella specifica competenza diretta, cioè significa che io posso ottenere, lo diciamo in termini molto più semplici, posso ottenere un incarico professionale anche consecutivamente, perché sono uno dei pochi che ha quella specializzazione o quella specifica preparazione per poter svolgere quel tipo di attività. Lo dice anche dopo, Assessore, nel senso che… "nel rispetto del principio della rotazione degli inviti e con l'applicazione dei criteri oggettivi che tengono conto della loro pregressa capacità tecnico-professionale, ed eventualmente economico-finanziaria". Lo dice, però non prevede il fatto che è possibile che si possano avere delle necessità o degli incarichi legati ad una… uno degli esempi è la messa a norma per quanto riguarda eventuali criticità idrico geologiche, per esempio dove dobbiamo andare ad individuare necessariamente determinate professionalità, e a seconda del numero di incarichi che devo affidare, difficile trovarle chiaramente sul mercato, anche se si formassero eventuali associazioni temporanee di professionisti, questo è chiaro. Quindi vorrei chiedere se è possibile aggiungere, se lo ritiene corretto, aggiungere questa… è un emendamento orale che faccio, Presidente, questa possibilità. Grazie.

PRESIDENTE. Dovrebbe esplicitare l'emendamento orale perché non era chiaro, cioè, in cosa consiste l'emendamento orale?

CHERCHI OSCAR (FI). Sì: "selezionano gli operatori economici iscritti nell'elenco di cui al precedente articolo, nel rispetto, ove possibile, del principio di rotazione degli inviti".

PRESIDENTE. Grazie. Chiedo se l'emendamento orale è accolto o se ci sono obiezioni… non mi pare, quindi l'emendamento orale è accolto. Poiché non ho altri iscritti a parlare, metto in votazione l'articolo 4 così emendato.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 4.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 5.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 5:

Art. 5

Modifiche all'articolo 24 della legge regionale n. 8 del 2018 (Elenco operatori economici per l'affidamento dei contratti pubblici di lavori)

1. Il comma 2 dell'articolo 24 della legge regionale n. 8 del 2018, è sostituito dal seguente:
"2. Le stazioni appaltanti, per l'affidamento dei contratti di cui al comma 1, in conformità all'articolo 36 del decreto legislativo n. 50 del 2016, selezionano gli operatori economici iscritti nell'elenco di cui al presente articolo, nel rispetto del principio della rotazione degli inviti e con l'applicazione di criteri oggettivi che tengono conto della loro pregressa capacità tecnico-professionale ed, eventualmente, economico-finanziaria.".

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 5.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 6.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 6:

Art. 6

Modifiche all'articolo 25 della legge regionale n. 8 del 2018 (Interventi di volontariato nei lavori pubblici, premialità e sussidiarietà orizzontale)

1. I commi 2, 3, 4, 5 e 6 dell'articolo 25 della legge regionale n. 8 del 2018, sono sostituiti dai seguenti:
"2. Possono chiedere di essere iscritti nell'elenco di cui al comma 1, che costituisce apposita sezione dell'elenco di cui all'articolo 24, gli operatori economici in possesso dei requisiti generali di cui all'articolo 80 del decreto legislativo n. 50 del 2016 e professionali di cui al comma 3 dell'articolo 24, che gratuitamente, previo avviso esplorativo della stazione appaltante, hanno eseguito interventi preventivi di tutela del territorio o fronteggiato o concorso a fronteggiare situazioni di emergenza generate da fenomeni avversi quali, a titolo esemplificativo, alluvioni, dissesti idrogeologici e terremoti, di importo stimato inferiore a ventimila euro, in possesso della certificazione di cui al comma 8.
3. Ai fini dell'intervento volontario in funzione preventiva di cui ai commi 1 e 2, gli operatori economici presentano alle amministrazioni aggiudicatrici la proposta concernente l'esecuzione, a titolo gratuito, di interventi manutentivi o di ripristino secondo l'avviso esplorativo di cui al comma 2, corredata da una perizia tecnica, da un sommario quadro economico e da un cronoprogramma delle attività e dei tempi.
4. Entro il termine di trenta giorni dal ricevimento della proposta di cui al comma 3, le amministrazioni aggiudicatrici e gli enti aggiudicatori, approvano la proposta, selezionata sulla base di una valutazione tecnica, nel rispetto del principio di rotazione e, con l'autorizzazione dell'intervento, impartiscono le eventuali prescrizioni sulle modalità esecutive, fissando un termine per l'esecuzione.
5. Ai fini dell'intervento volontario per fronteggiare le situazioni di emergenza di cui ai commi 1 e 2, gli operatori economici presentano alle amministrazioni aggiudicatrici, secondo l'avviso esplorativo di cui al comma 2, la proposta tecnica descrittiva dell'esecuzione dell'intervento, senza ulteriori obblighi di allegazione documentale.
6. Le amministrazioni aggiudicatrici possono immediatamente autorizzare l'esecuzione dell'intervento, proposto ai sensi del comma 5 e selezionato sulla base di una valutazione tecnica, nel rispetto del principio di rotazione, impartendo le eventuali prescrizioni ritenute necessarie, che devono essere preventivamente accettate dall'operatore economico selezionato; in caso contrario, esse comunicano immediatamente il formale diniego all'esecuzione dell'intervento proposto.".

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 6.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 7.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 7:

Art. 7

Modifiche all'articolo 32 della legge regionale n. 8 del 2018 (Determinazione del corrispettivo a base d'asta e categorie di lavori)

1. Il comma 4 dell'articolo 32 della legge regionale n. 8 del 2018, è sostituito dal seguente:
"4. Costituisce onere del progettista aggregare le varie voci di lavoro del computo metrico estimativo, secondo le rispettive categorie di lavorazioni, generali e specializzate, stabilite dalla normativa statale e dalle relative disposizioni di attuazione, allo scopo di rilevare i rispettivi importi e così individuare la categoria prevalente e le categorie scorporabili, alle condizioni stabilite dalla normativa statale. Il progettista è responsabile della corretta individuazione delle categorie di lavorazioni di cui si compone l'intervento, ai sensi della normativa statale vigente, fatte salve le responsabilità dei verificatori e del responsabile di progetto.".

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 7.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 8.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 8:

Art. 8

Modifiche all'articolo 33 della legge regionale n. 8 del 2018 (Incentivi per le funzioni tecniche)

1. Il comma 2 dell'articolo 33 della legge regionale n. 8 del 2018, è sostituito dal seguente:
"2. L'erogazione degli incentivi disciplinati dall'articolo 113 del decreto legislativo n. 50 del 2016, nel sistema Regione non si computa nel limite posto dall'articolo 23, comma 2, del decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75 (Modifiche e integrazioni al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ai sensi degli articoli 16, commi 1, lettera a), e 2, lettere b), c), d) ed e) e 17, comma 1, lettere a), c), e), f), g), h), l) m), n), o), q), r), s) e z), della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 8.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

SECHI GIAN FILIPPO (UDC Sardegna). Ritiriamo la richiesta di voto elettronico.

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 9.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo:

Art. 9

Modifiche all'articolo 44 della legge regionale n. 8 del 2018 (Soccorso istruttorio)

Il comma 1 dell'articolo 44 della legge regionale n. 8 del 2018, è sostituito dal seguente:
"1. Le carenze di qualsiasi elemento formale della domanda possono essere sanate attraverso il soccorso istruttorio non oneroso, secondo la procedura di cui al comma 9 dell'articolo 83 del decreto legislativo n. 50 del 2016. Costituiscono irregolarità essenziali non sanabili le carenze della documentazione che non consentono l'individuazione del contenuto o del soggetto responsabile della stessa.".)

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Oscar Cherchi. Ne ha facoltà.

CHERCHI OSCAR (FI). Assessore, le faccio una domanda diretta proprio: che necessità si ha di inserire tutto questo disposto legislativo se comunque ci dobbiamo rifare al decreto legislativo 50 del 2016? Basterebbe quello e con quello abbiamo risolto. Stiamo parlando del cosiddetto soccorso istruttorio, cioè presentazione dell'istanza, istruttoria o necessità di ulteriori integrazioni, segue la procedura del decreto legislativo 50. Perché aggiungiamo, soprattutto nella seconda parte "Costituiscono irregolarità essenziali non sanabili delle carenze della documentazione che non costituiscono l'individuazione del contenuto o del soggetto responsabile della stessa"? È già previsto tutto nel 50, perché lo stiamo inserendo e ripetendo?

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore dei lavori pubblici.

BALZARINI EDOARDO, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Sostanzialmente viene confermata la normativa statale, stavo facendo una verifica di dettaglio, è un accordo che avevamo assunto con la Presidenza del Consiglio dei Ministri e serviva semplicemente per esplicitare questo fatto.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare sull'articolo 9, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 10 a cui è stato presentato l'emendamento sostitutivo totale numero 1.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo:

Art. 10

Disposizioni finanziarie

1 Per far fronte alla spese di costituzione ed avvio della società di cui all'articolo 7 della legge regionale 13 marzo 2018, n. 8 (Nuove norme in materia di contratti pubblici di lavori, servizi e forniture), è autorizzata per l'anno 2018 la spesa complessiva di euro 2.000.000 (missione 10 - programma 05 - titolo 3).

2. Agli oneri derivanti dall'applicazione del comma 1 si fa fronte, per l'anno 2018, con quota parte delle risorse registrate in entrata nell'anno 2018 del bilancio regionale (titolo 3 - tipologia 30500 - capitolo EC343.022).

3. Nel bilancio di previsione della Regione per l'anno 2018 sono apportate le seguenti variazioni:

in aumento

missione 10 - programma 05 - titolo 3 - capitolo SC NI-
2018 euro 2.000.000

titolo 3 - tipologia 30500 - capitolo EC343.022
2018 euro 2.000.000.)

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pier Mario Manca. Ne ha facoltà.

MANCA PIER MARIO (Partito dei Sardi). Per dire che è tutto esplicitato nella relazione iniziale, visto che abbiamo già approvato ieri con l'assestamento i 2 milioni, è inutile tenere tutto l'articolo 10, così come rivisitato in base alle risultanze della Commissione terza, e si ritorna, possiamo dire, alle disposizioni finanziarie che erano state date dalla Giunta. Quindi lo riproponiamo con questo emendamento della Giunta sull'articolo 10.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 11.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo:

Art. 11

Abrogazioni

1. Nella legge regionale n. 8 del 2018 sono abrogati:

a) l'ultimo periodo del comma 8 dell'articolo 16;

b) il comma 10 dell'articolo 25.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 11.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 12.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo:

Art. 12

Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore il giorno della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione autonoma della Sardegna (BURAS).)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 12.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 515.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Discussione del documento della Giunta: "Commissione paritetica Stato-Regione Sardegna. Rinnovo dei componenti di espressione regionale" (27/XV/A) e approvazione di ordine del giorno.

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del documento numero 27.

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Francesco Arbus, relatore.

AGUS FRANCESCO (Gruppo Misto), relatore. La prima Commissione permanente, nella seduta del 9 ottobre, ha preso in esame la proposta della Giunta regionale pervenuta in data 27 agosto 2018 relativa alla designazione, quali componenti l'espressione regionale, della Commissione paritetica di cui all'articolo 56 dello Statuto speciale sardo. La Commissione paritetica a tutt'oggi non è in condizione di funzionare perché non ha il plenum dei suoi componenti, ormai non c'è settore che non sia investito dall'assenza della Commissione paritetica, in particolar modo l'ultimo caso ha riguardato i trasporti. Esistono delle decisioni che anche al termine di una legislatura possono ancora essere prese, per cui la Commissione, dopo due settimane di attesa rispetto all'inizio della discussione, approvata appunto nella seduta del 9 ottobre, ha designato il professor Gian Mario Demuro, professore di diritto costituzionale presso l'Università degli Studi di Cagliari, e il dottor Alessandro De Martini, direttore generale della Presidenza della Regione e già componente della stessa Commissione paritetica nel corso di questa legislatura. La Commissione all'unanimità dei presenti, condividendo le indicazioni della Giunta, ha deliberato di proporre al Consiglio, quindi di esprimere parere favorevole sulla nomina dei due componenti.

PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Anna Maria Busia. Ne ha facoltà.

BUSIA ANNA MARIA (Gruppo Misto). Presidente e colleghi, è questa una questione importantissima, basterebbe leggere i risultati dell'indagine conoscitiva realizzata dalla Commissione parlamentare per le questioni regionali della Camera dei deputati, il testo è quello del novembre 2015, per capire quanto questo organismo, che è previsto nel nostro Statuto all'articolo 56, sia stato scarsamente utilizzato, non certamente solo in questa legislatura, ma anche e soprattutto nelle legislature precedenti. Quindi è certamente una colpa non attribuibile a questa fase, ma a tutte le fasi che hanno preceduto. Ben altra sorte invece hanno avuto le Commissioni paritetiche delle altre Regioni a Statuto speciale che hanno una produzione legislativa piuttosto importante. Così tanto importante da consentire ad alcune Regioni di fare addirittura accordi transfrontalieri con altri Stati. La sottoscritta si è permessa di presentare già da tempo una proposta di modifica della composizione della Commissione paritetica, ritenendo che probabilmente anche il tipo di impostazione che è stato dato nel nostro Statuto, avrebbe bisogno di un aggiornamento per consentire un migliore funzionamento della stessa. Come bene ha sottolineato il Presidente della prima Commissione, è chiaro che le grandi questioni devono passare attraverso la Commissione paritetica e per questo è necessario un aggiornamento, sia negli aspetti che riguardano la sua organizzazione e la sua struttura, sia il suo funzionamento.

Bene sarebbe che la Commissione fosse composta da più membri, bene sarebbe che la Commissione fosse in continuo e costante contatto con la massima assemblea regionale sarda, con le Commissioni. Ecco perché siamo occupati e abbiamo fatto questa proposta di modifica sia della composizione che delle funzioni, e anzi approfitto di questa occasione per sollecitare il Presidente a occuparsi di questa questione. La modifica può essere fatta sia con legge ordinaria del Consiglio regionale, sia abbiamo previsto anche attraverso una modifica della legge statutaria. Certamente questo è un argomento importante, certamente oggi è importante che votiamo l'espressione della parte sarda, insomma, della parte regionale della Commissione paritetica, ma è bene soffermarsi, io mi sono permessa di farlo e lo ricordo in questa sede, in tante occasioni e in tante occasioni di confronto quando si è parlato dell'Agenzia sarda delle entrate, quando si è parlato di tante altre questioni compresa anche questa questione della legge sugli appalti, della necessità che il tutto passasse attraverso questo tavolo privilegiato che è il tavolo della Commissione paritetica e cioè il tavolo che mette direttamente in contatto la rappresentanza regionale con la rappresentanza governativa. Ebbene questo non è stato fatto, ripeto, non è soltanto una colpa di questa Giunta o di questo Consiglio regionale, ma è una colpa risalente. Invito i colleghi a leggere le conclusioni di quella relazione perché sono sicuramente illuminanti su quanto possa essere fatto e su quanto invece in questa Regione, in cui si fanno grandissimi proclami, non si riesce a fare utilizzando quelli che sono strumenti presenti nel nostro Statuto e strumenti che possono essere utilizzati al meglio e che invece sono stati così banalmente sviliti.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Gianni Lampis. Ne ha facoltà.

LAMPIS GIANNI (Fratelli d'Italia - Sardegna). Ritengo di dover partire dalle parole della collega, tante cose ancora devono essere fatte. Mi chiedo allora perché in questa proposta che oggi ci fate, ci presentate una riconferma. Leggiamo qui: "Appare opportuno come nel passato, al fine di garantire il necessario raccordo funzionale con l'organo politico di vertice, nominare uno dei due componenti della Commissione paritetica di espressione regionale individuandolo nel direttore generale della Presidenza del quale trattandosi di riconferma, non occorre illustrare il curriculum". Quindi quando uno ottiene una riconferma solitamente la ottiene per aver brillato nei risultati che ha ottenuto, quello che noi oggi vorremmo sapere è che vi chiediamo quali siano questi risultati, se la stessa maggioranza giustamente informa quest'Aula che ancora tanto deve essere fatto, ma soprattutto che tanto non è stato fatto in questi anni, nel passato, ma soprattutto in questi anni. Oggi i risultati naturalmente ce li dovreste esporre voi, quindi noi oggi non intendiamo avallare alcuna riconferma di chi non ha prodotto questi risultati, non ci vogliamo e non ci possiamo assumere questa responsabilità, quindi naturalmente da parte nostra non c'è alcun tipo di sostegno ai documenti che oggi ponete alla nostra attenzione e il nostro voto sarà conseguente.

PRESIDENTE. Sospendiamo la seduta per la preparazione dell'ordine del giorno.

(La seduta, sospesa alle ore 12 e 24, viene ripresa alle ore 12 e 28.)

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta.

È stato presentato l'ordine del giorno numero 1, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Discussione congiunta delle mozioni MANCA - UNALI - DESINI - CONGIU - CHERCHI Augusto sulla mancata istituzione dell'organismo pagatore regionale di cui all'articolo 22, comma 3, della legge regionale 8 agosto 2006, n. 1 (446) e MANCA Pier Mario - CHERCHI Augusto - USULA - ZEDDA Paolo sulla mancata istituzione dell'organismo pagatore, così come previsto dall'articolo 22, comma 3, della legge regionale 8 agosto 2006, n. 13 (36), abbinata alle interpellanze GAIA - ZANCHETTA - PERRA sui gravissimi problemi che pregiudicano la tenuta del comparto agricolo isolano, anche a causa della mancata istituzione dell'Organismo pagatore regionale per le erogazioni in agricoltura (190/A), RUBIU - OPPI sulla deliberazione n. 10/12 del 21 febbraio 2017 "Agenzia regionale ARGEA Sardegna - Organismo pagatore regionale. Presa d'atto del progetto, approvazione del nuovo statuto e successivi adempimenti necessari" e sull'iter per l'istituzione dell'ente (284/A), MANCA - DESINI - UNALI - CONGIU - CHERCHI - CRISPONI - COCCO Daniele Secondo - LOTTO - RUBIU - SATTA - GALLUS - TENDAS - LAI - DESSÌ - GAIA - ZANCHETTA - SOLINAS - COMANDINI sulle procedure e la tempistica poste in essere per l'istituzione dell'organismo pagatore regionale per le erogazioni in agricoltura (357/A), e all'interpellanza FORMA sui ritardi in capo al Ministero delle politiche agricole sul riconoscimento dell'organismo pagatore regionale di cui all'articolo 22, comma 3, della legge regionale 8 agosto 2006, n. 13 (379/A).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della mozione numero 446, che si accorpa alle mozioni numero 36 e alla mozione numero 357 sull'argomento.

Dichiaro aperta la discussione.

Uno dei presentatori delle mozioni ha facoltà di illustrarla.

MANCA PIERMARIO (FI). Presidente, l'ennesima volta che entra la questione dell'organismo pagatore. Nella mia relazione di esposizione, forse sarò anche prolisso, vorrei anche anticipare che è un problema quindi sicuramente molto datato, quindi il problema non è fare i tagliatori di teste ma cercare delle soluzioni. Partirei con quello che mi riguarda dall'inizio di questa legislatura. In data 27 maggio veniva depositata la mozione 36, a firma di Manca Piermario e più, sempre su questa materia, cioè sulla mancata istituzione dell'organismo pagatore. Tenete conto, Consiglieri, che questo era previsto dall'articolo 22, comma 3, della legge regionale del 2006, in cui si chiedeva di porre in essere tutte le azioni necessarie per l'immediata istituzione dell'organismo pagatore. Quindi stiamo parlando di una situazione che si trascina da più di dieci anni, esattamente da 12 anni, nel 2006 avevamo una legge, questa legge non è stata mai applicata, che prevedeva la costituzione quindi di un organismo pagatore. Tenete conto, e qua cibo anticipo, che negli anni successivi al 2006 tante altre regioni invece si sono attivate per costituire l'organismo pagatore e da anni hanno l'organismo pagatore. Continuo dicendo che sempre all'interno di questa legislatura, già nel 2015, i consiglieri Gaia e più, depositavano comunque anche loro un'interpellanza, sempre a sostegno, e chiedendo chiarimenti sulla costituzione dell'organismo pagatore. E' stata investita anche tutta la quinta Commissione su quest'argomento, e già nell'aprile del 2016 si chiedevano delucidazioni all'Assessore, e comunque si approvava una risoluzione in cui si chiedeva alla Giunta di porre in essere tutte quelle possibili soluzioni per accelerare la creazione dell'organismo pagatore. Non solo, a queste seguono poi tutta una serie, ma tenete conto, anche se non voglio essere tedioso, siamo ancora nel 2016, una serie di iniziative tra cui deliberazioni della Giunta per l'organismo pagatore. In realtà si parte nel Giugno 2016 con gli indirizzi attuativi, si arriva nel 2017 con l'approvazione del progetto, e si prosegue man mano, tenete conto, sempre nel 2017, con una serie di interpellanze, perché comunque l'agenzia regionale per i pagamenti ancora non è partita. Si continua sempre su questo con un'altra sede di approvazione, quindi da parte dell'ARGEA, della nuova pianta organica, approvazione successivamente della Giunta nel 2017 di tutti quelli che sono gli atti susseguenti, per approvare quindi la pianta organica, e quindi l'approvazione dell'organismo pagatore. Se voi tenete conto di tutto questo, tenete conto che comunque anche nel 2017 l'Assessore regionale aveva imposto all'agenzia ARGEA, nel POA, che sarebbe il programma operativo, l'obiettivo di costituire l'organismo pagatore. Lo stesso Presidente della Giunta assegnava, tra gli obiettivi, all'Assessore, nel 2017, la costituzione dell'organismo pagatore. Adesso è passato tanto tempo, e ancora ad oggi noi non abbiamo l'organismo pagatore, e come dicevo poc'anzi in tantissime altre regioni l'organismo pagatore c'è e funziona. Perché continuiamo a batterci su questo? Noi siamo convinti che l'organismo pagatore è la soluzione per quanto riguarda l'agricoltura non come una panacea che può risolvere tutti i mali, ma almeno a garantire agli agricoltori dei finanziamenti in tempi reali. Il settore primario, la categoria degli agricoltori e dei pastori in realtà vivono grazie ai sussidi delle Comunità europea, e non ci deve scandalizzare, non solo in Sardegna, li prendono ovunque, li prendono anche negli Stati Uniti, con una differenza sostanziale, nelle altre regioni, nelle altre nazioni, questi soldi arrivano con tempi certi e sicuri. Questo cosa sta a significare? Che questi soldi permettono a chi lavora in agricoltura di programmare le attività e di vivere tranquillamente, quello che non succede in Sardegna. Su questo noi abbiamo una polemica, per quanto mi riguarda, da più di quattro anni, dove io continuo a insistere che i pagamenti non ci sono, e gli assessori che si sono susseguiti, usando delle tabelle diverse dalle mie, sostengono invece che i pagamenti ci sono. Adesso mi son preso anche la briga, forse un po' con un suggerimento di un giornalista, di Alberto Aime, di fare anche io forse un'inchiesta su quella che è la situazione reale in Sardegna dei pagamenti, perché a me risulta che la maggior parte dei pagamenti, per quanto riguarda biologico, indennità, una parte dell'indennità, ma in particolare anche difesa del suolo, non ci sono da due anni e mezzo, questi pagamenti non ci sono. Io mi son preso un paese campione, ringrazio anche l'Amministrazione di quel Paese, Benetutti, abbiamo preso tutti quelli che sono i pastori, adesso ho un dato ufficioso devo riconoscerlo, però sono un'ottantina di persone intervistate, più dell'80 per cento non hanno ricevuto delle somme, dei pagamenti dal 2016, 2017, e siamo già al 2018.

Allora quello che dico io, io non voglio tagliare nessuna testa, però credo che è fondamentale che per quanto riguarda l'agricoltura per questa legislatura, e per il rispetto di questo Consiglio, noi riusciamo a portare a casa l'organismo pagatore, come hanno fatto le altre Regioni, non foss'altro perché comunque l'organismo pagatore ormai è entrato nella testa forse di 60 Consiglieri, e 60 Consiglieri vogliono e hanno deciso che l'organismo pagatore si deve fare. Dico tutto questo anche perché, caro Assessore, qua arriva la domanda di questa mia mozione.

Io le ricordo, Assessore, che per quanto riguarda gli uffici, in particolare ARGEA, quindi parlo dell'organismo che cura le pratiche in Sardegna, l'8 agosto ha depositato tutti gli atti al Ministero per avere il riconoscimento, da agosto siamo già oltre il 20 di ottobre non si è sentito niente, nonostante lei, questo lo debbo dire, abbia assicurato che per il 15 di ottobre avremmo avuto comunque l'ok del Ministero. Io le chiedo quindi, Assessore, non bisogna tagliare teste, un interessamento particolare, le chiedo che, vada a Roma, si accampi anche lì, ma questo è un diritto di tutti i sardi per avere dei pagamenti regolari. Non possiamo continuare ad avere ritardi su alcuni pagamenti che non sono addebitabili agli uffici regionali di altri due anni, ma dire questo significa che nel momento stesso che noi andiamo a costituire l'organismo pagatore ci stiamo prendendo le competenze, la smettiamo di fare il gioco delle tre carte, che vanno all'ufficio ARGEA e li spediscono a Cagliari, da Cagliari vanno a Roma, e diventa il cerchio magico da cui non si esce. Allora, le altre regioni hanno dimostrato, in tempi ristretti, in annualità comunque, che l'organismo pagatore si può fare. L'organismo pagatore si può fare e funziona, veda il Veneto, l'Emilia, la Toscana eccetera. Allora io le chiedo, se ad agosto noi abbiamo depositato questa al Ministero, è possibile che a oggi non si senta niente? E' possibile che da un punto di vista politico non prendiamo, l'Assessorato non prende un'iniziativa doverosa e forte nei confronti del Ministero, perché ci dia l'autorizzazione? Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Antonio Gaia per la presentazione dell'interpellanza numero 190.

GAIA ANTONIO (Cristiano Popolari Socialisti). Grazie, non mi dilungherò perché è stato abbastanza esaustivo il collega Manca e onde evitare di ripetere le cose già dette dal collega anch'io sottolineo l'importanza dell'avere in Sardegna l'ente pagatore, se n'è discusso abbondantemente in Commissione, è stato sollecitato il precedente Assessore e quello attuale, ma l'importanza è data non dal fatto di avere tempi certi e celeri soprattutto perché tengo a precisare che quel mondo purtroppo vive prevalentemente grazie ai premi comunitari, al benessere animale e indennità compensative atteso che il prodotto, ed è sotto gli occhi di tutti, è pagato quello che è pagato, ma la cosa più importante, ripeto e ribadisco onde evitare di ripetermi, rispetto a quello che ha detto il precedente collega Manca, è il fatto che avere l'ente pagatore in Sardegna permette di trovare, di far trovare attuazione, a quei punti della risoluzione che la quinta Commissione ha posto in essere e approvato nell'aprile del 2017, in particolare, sensibilizzo l'attenzione di tutto il Consiglio, sull'applicazione dell'istituto della cessione del credito, cioè avere l'ente pagatore in Sardegna permetterebbe ad ARGEA, soggetto pagatore, di certificare il credito nei confronti di ogni singolo operatore zootecnico, con quella certificazione potrebbe tranquillamente recarsi presso l'istituto bancario convenzionato, ma vi era già un accordo col Banco di Sardegna e fare la cessione del credito, questo permetterebbe quantomeno una disponibilità di moneta a tutte le aziende agricole che in determinati periodi, periodi di tempo soprattutto all'inizio dell'annata agraria hanno necessità di liquidità, questa liquidità viene meno per i ritardi che ha evidenziato il collega Manca che, ripeto, potrebbero trovare una soluzione tecnicamente percorribile con la cessione del credito, che è fondamentale, noi avremmo risolto con questa iniziativa un problema annoso di quel comparto ed è penso dovere pregnante di questo Assessore, di questa Giunta e di questo Consiglio, trovare una soluzione in tempi rapidi, è vero si era impegnato di trovare la soluzione entro ottobre, non sappiamo, chiediamo in questa assise una risposta per capire qual è lo stato dell'arte, però ritengo e ribadisco, al di là dei tempi certi è fondamentale l'applicazione di questo istituto, troveremo veramente delle risposte ad un comparto che, a mio modesto avviso, sta ricevendo, al di là di riconoscere tutto quello che è stato fatto da questo Assessorato, però una attenzione da un punto di vista programmatico secondo me meriterebbe un'attenzione più premiante perché, ripeto, è l'ossatura della economia della nostra Regione e, soprattutto, otterremmo da questo punto di vista una soluzione politica, un'applicazione di quello che, dal mio punto di vista, è veramente un concetto che poco, secondo me, trova attuazione, ma lo Statuto ce lo dice: l'autonomia, noi se otterremo questo risultato avremo veramente applicato in maniera seria e responsabile quello che noi definiamo autonomismo sardo, io mi auguro davvero che in tempi rapidi si possa arrivare alla istituzione dell'organismo, ha una grossa responsabilità l'Assessore, siamo in dirittura d'arrivo di questa legislatura, se veramente facciamo questo regalo alla Sardegna tutti i sardi ne saranno grati.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gianluigi Rubiu per la presentazione dell'interpellanza numero 284.

RUBIU GIANLUIGI (Fratelli d'Italia). Presidente, colleghi e colleghe, Assessore, l'interpellanza presentata il 2 marzo 2017, ahimè, è ancora attualissima perché sono trascorsi ormai diversi mesi ma nulla è cambiato, soprattutto per costume l'Assessore all'agricoltura non risponde alle interpellanze, approfitto dell'occasione della presenza dell'assessore Balzarini invece per far presente ai colleghi dell'Aula che l'assessore Balzarini è sempre puntuale nelle risposte alle nostre interpellanze ed interrogazioni, quindi è una questione di metodo e di stile, l'Assessore all'agricoltura probabilmente non ha lo stesso metodo e lo stesso stile dell'assessore Balzarini, così come altri assessori, l'assessore Erriu, ma anche l'Assessore, diciamo così, più criticato di questa Giunta, l'assessore Arru, anche lui risponde puntualmente alle interrogazioni. Lei no, però, in ogni caso, ci atteniamo al tema, il tema a distanza di un anno dalla sua proclamazione l'Ufficio pagatore regionale non ha ancora visto la luce, lei in Commissione, Assessore, ha pubblicamente dichiarato che a fine estate del 2018 avremo visto funzionare, avremo dato gambe ad un'agenzia così importante, una struttura così importante per l'economia agricola della Sardegna, che qui dentro o in altri contesti dichiariamo sempre, sbandieriamo essere il settore trainante dell'economia della Sardegna, quello che in qualche modo rappresenta le nostre tradizioni e la nostra cultura, ma in realtà poi nei fatti concreti di tutto questo rimangono solo chiacchiere. Sul tema dell'Ufficio pagatore regionale vi confesso che io sono fortemente preoccupato perché, qualora dovesse anche partire noi partiamo con un ente che ha un personale non formato, non ha ancora degli uffici adeguati, non ha dei programmi che si possano interfacciare con l'ARGEA, quindi oggi potrebbe diventare paradossalmente un pericolo pubblico perché siamo in una situazione dove non siamo pronti, non siamo assolutamente pronti per gestire un'operazione di questo genere, per quanto, così come preannunciato anche dai colleghi, sia determinante per fare in modo che le imprese agricole della Sardegna possano beneficiare in tempi certi, in tempi brevi, di quei contributi comunitari che tutto il resto d'Italia invece beneficia, quindi l'idea che la Giunta, nella persona dell'Assessore, ancora una volta ha fallito l'obiettivo che lui aveva annunciato in Commissione, è abbastanza evidente e sotto gli occhi di tutti, così come è altrettanto evidente che in Sardegna sono moltissime le pratiche non liquidate, il collega Manca ricordava il biologico, la difesa del suolo, ma aggiungo ancora moltissime pratiche anche del refresh, così come ci sono moltissime pratiche anche di indennità compensativa, ma diventa troppo lunga e non è questo l'oggetto del contendere. Oggi dobbiamo parlare di agenzia dell'organismo pagatore regionale e dobbiamo fare in modo che questo avvenga nel migliore dei modi, cioè con una preparazione del personale, creando le strutture, anche fisiche, dove andare ad ubicare questo tipo di servizio, con un collegamento che sia, in termini anche di informatici, adatto ai (…) che sono poi il braccio armato della Regione Sardegna, così come gli uffici ARGEA e gli uffici LAORE, quindi solo mettendo insieme tutte queste energie potremmo pensare veramente di raggiungere l'obiettivo. L'augurio che faccio prima di tutto ai sardi, poi lo faccio all'Assessore, è che veramente magari oggi riesca a darci anche informazioni precise, informazioni dove lasciano intendere che ormai siamo in dirittura d'arrivo e, probabilmente, da qui alla prossima legislatura noi della nuova maggioranza ci ritroveremo anche questo organismo già pronto.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Daniela Forma per la presentazione dell'interpellanza numero 379.

FORMA DANIELA (PD). Grazie Presidente, correva l'anno 2006 quando, al termine di quattro calde sedute agostane, sedute d'Aula, è stata approvata la riforma degli enti agricoli e il riordino delle funzioni in agricoltura, all'articolo 22 di questa riforma veniva inserita la previsione dell'attribuzione ad ARGEA della funzione di organismo pagatore degli aiuti finanziati o cofinanziati dall'Unione europea, e questo a beneficio delle aziende agricole sarde, una funzione che evidentemente avrebbe dovuto seguire un percorso stabilito erga omnes a livello europeo in raccordo con il Governo nazionale, la cui previsione in legge ha comunque consentito di iniziare a focalizzare un obiettivo importante per un settore strategico, quello agricolo, quello agroalimentare, per lo sviluppo della nostra regione. Quindi 2006, stiamo parlando di dodici anni fa, come ricordava anche il collega Manca, stiamo parlando di un'era geologica fa, quindi focalizziamo l'attenzione ai nostri giorni e in particolare al lavoro che è stato fatto in questa legislatura e ancor di più in questi ultimi due anni, e vedremo che finalmente tutte le azioni propedeutiche all'inoltro dell'istanza al Ministero delle politiche agricole per il riconoscimento di ARGEA Sardegna quale organismo pagatore regionale finalmente sono state tutte messe in campo, sono state elencate in maniera pedissequa, in maniera puntuale da chi mi ha preceduto, ed ecco che quindi ai primi di agosto siamo stati finalmente in grado di inoltrare l'istanza di riconoscimento al Ministero, proprio come previsto dal regolamento numero 907 del 2014 della Commissione europea che detta appunto le condizioni per il riconoscimento degli organismi pagatori. Quindi ora la palla è rimbalzata nel campo del Ministero delle politiche agricole che deve fare quelle verifiche per le quali si è tanto preoccupato il collega Rubiu, deve verificare appunto che ARGEA Sardegna abbia tutte le caratteristiche per essere riconosciuto quale organismo pagatore, e proprio perché il Ministero deve riconoscere che l'organismo pagatore e la sua struttura organizzativa rispondano ai dettami comunitari ha affidato lo scorso 5 ottobre ad una società terza il compito di eseguire l'esame di prericonoscimento. Quindi per noi risulta di fondamentale importanza sostenere l'azione della Giunta regionale perché il Ministero delle politiche agricole fornisca una tempistica certa circa le procedure di verifica della sussistenza in capo ad AGEA dei requisiti di soggetto pagatore, e risulta per noi ancora più importante che questo riconoscimento si avvii entro l'anno, si avvii entro il 2018, prima di tutto per la direzione delle decisioni della Commissione europea nel merito, perché la Commissione europea sta ragionando nei termini di ridurre il numero degli organismi pagatori e noi stiamo arrivando giusto in tempo perché da questo momento in avanti sarà sempre più difficile avviare iter di riconoscimenti di organismi pagatori per qualunque soggetto istituzionale, come pure per noi è importante perché abbiamo necessità di assumere quanto prima la piena responsabilità del pagamento degli aiuti e quindi del sostegno del nostro comparto agricolo regionale. Parliamo di cifre importanti, parliamo di 400 milioni di euro annui di finanziamenti europei e parliamo anche di 150 milioni di euro di cofinanziamento nazionale per lo sviluppo rurale, quindi noi vogliamo assumerci in pieno questa responsabilità ed è per questo che ho presentato anch'io un'interpellanza, per chiedere alla Giunta che appunto solleciti il Ministero delle politiche agricole perché fornisca una tempistica certa e ancor di più perché ci dia piena garanzia che la conclusione dell'iter di riconoscimento di ARGEA quale organismo pagatore regionale si abbia entro il 2018.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Se non vado errando, ma c'era l'accordo in Conferenza dei capigruppo, c'era in discussione anche la mozione relativa al Consorzio agrario: mi si dice che non ci sia.

PRESIDENTE. Sì, è iscritto all'ordine del giorno.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Siccome mi è stato detto che non ci sono e non ci sono neanche le copie. Ho visto l'ordine del giorno scritto.

PRESIDENTE. Ho qua l'ordine del giorno: Mozione 447, Tocco e più, sulla crisi del Consorzio Agrario di Sardegna con l'avvio della procedura di licenziamento collettivo per 45 dipendenti; interpellanza numero 75, Rubiu e più, sull'importanza strategica ed economica del Consorzio Agrario di Sardegna.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). C'era anche una mozione Dedoni, comunque va bene, io mi adeguo e sostengo tranquillamente l'altro. Interverrò.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Eugenio Lai. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (SDP). Molto velocemente, anche perché i colleghi precedentemente, sia l'onorevole Forma,sia l'onorevole manca che l'onorevole Gaia, hanno sottolineato l'importanza dell'organismo pagatore per il mondo agropastorale sardo, un mondo agropastorale che in questi mesi, negli ultimi anni sta vivendo delle grosse difficoltà, anche a causa naturalmente dei cambiamenti climatici e degli eventi a cui assistiamo sempre più spesso, ed è anche per questo che sono voluto intervenire, per la questione che in una situazione così difficile e che si aggrava ulteriormente per le situazioni climatiche e anche le tragedie che gli agricoltori e gli allevatori devono vivere, i ritardi nei pagamenti sono sicuramente degli elementi aggiuntivi ad una situazione già difficile per il comparto produttivo. Quindi bene i passi avanti che questo Consiglio regionale ha fatto con l'approvazione dell'organismo pagatore, bene il lavoro dell'Assessore sulla richiesta fatta al Ministero, un po' meno i dettami comunitari, in questi mesi sento spesso dare delle forti responsabilità alle agenzie regionali sarde meno a tutta quella serie di burocrazia e di burocrati europei che mettono delle regole senza poi calarsi nella realtà. Quindi credo che accelerare l'iter dell'organismo pagatore renda più fluido e anche più sereno il futuro del mondo agropastorale sardo, sia per quanto diceva in precedenza l'onorevole Gaia per quanto riguarda la cessione del credito, quindi andare nella linea di avvantaggiare da questo punto di vista i pastori e gli agricoltori per quanto riguarda anche, per esempio, l'acquisto del mangime o dei materiali che si usano giornalmente nel comparto, sia per quanto riguarda uno sviluppo fatto di investimenti reali da parte di questo comparto, così come anche la linea che riguarda la sburocratizzazione del comparto, perché non dimentichiamoci che gli allevatori, i pastori e tutto il mondo agropastorale sardo devono vivere situazioni paradossali, con diversi livelli di controllo, diverse situazioni che allungano i pagamenti e quindi allungano tutta la situazione che riguarda l'economia reale della nostra Isola.

L'ente pagatore è indispensabile in Sardegna, siamo una delle regioni che ha portato avanti questo strumento positivo e propositivo per il mondo agropastorale, che è anche un elemento programmatorio, diciamocela tutta, perché consente intanto di lasciare in Sardegna un elemento indispensabile e consente anche di avere il collegamento diretto, consente di parlare quotidianamente anche con gli Uffici, non aspettare la burocrazia romana, non aspettare la burocrazia europea, non aspettare i livelli di controllo che sono fuori davvero da ogni tipo di logica.

Quindi, Assessore, io penso che da questo punto di vista, così come si sta facendo su da altre questioni come ARA, che è indispensabile risolvere durante questo fine di mandato, così come si sta facendo sulle APA, su cui si è fatto su cui si è fatto un buon lavoro e su cui c'è ancora bisogno di impegnarsi, credo che sull'organismo pagatore vada fatto uno sforzo aggiuntivo per vedere entro la fine di questo mandato un elemento indispensabile che è di prossimità e che rivendica anche quella sorta di autonomismo che ognuno di noi ha al proprio interno. Perché, badate, l'autonomia tutti quanti la professiamo però difficilmente la applichiamo, quindi è ora che questa autonomia realmente venga rivendicata e venga posta in essere nella nostra Isola, perché è un elemento indispensabile per il comparto agropastorale.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Marco Tedde. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Signor Presidente, posso cedere il mio turno al collega Oscar Cherchi, che è stato un indimenticato e indimenticabile Assessore dell'agricoltura, quindi possiamo invertire; sì è possibile, è previsto, grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Oscar Cherchi. Ne ha facoltà.

CHERCHI OSCAR (FI). Grazie, io ringrazio collega Tedde, non so se i colleghi della maggioranza mi considerino indimenticabile, però è piacevole comunque come considerazione e come complimento. Io però ho necessità e ho chiesto al collega Tedde se gentilmente mi potesse cedere la parola prima di lui perché io ho una posizione completamente differente rispetto alla posizione dell'Aula. Di tutti quelli che sono intervenuti se noi facciamo un ragionamento da campagna elettorale dobbiamo essere tutti d'accordo per l'organismo pagatore regionale, perché tutti gli agricoltori pensano, il sistema agricolo regionale è convinto non so se ne è convinto anche lei, Assessore, ma poi ce lo dirà eventualmente, sono convinti che con l'organismo pagatore risolviamo tutti i problemi dell'agricoltura sarda. Questa è la più grande ipocrisia che si possa raccontare a tutto il sistema agricolo regionale. Collega Lai, io la capisco quando lei dice non devo aspettare la burocrazia romana, ma non è peggio aspettare la burocrazia regionale? Ma noi ci siamo posti del vero problema delle agenzie regionali che non funzionano? C'è chi dà responsabilità oggi all'Assessore in carica, dandogli una responsabilità che può avere forse sul piano politico ma non ha di certo su quello amministrativo. La responsabilità è solo ed esclusivamente degli Uffici, dell'ottusità della macchina amministrativa, e questo se noi colleghi non abbiamo il coraggio di dirlo è inutile che continuiamo a venire qua a chiedere il fantomatico organismo pagatore, ricordatevi che ci sono Regioni che sono in grandissima difficoltà, proprio per l'anticipazione che devono fare. Quindi non è così semplice come qualcuno crede che noi abbiamo un organismo pagatore e automaticamente paghiamo in anticipo, perché l'anticipo lo possiamo pagare solo ed esclusivamente quando le pratiche sono istruite, sono regolarmente verificate e sono pagabili. Agea paga quando tutto questo è avvenuto, attraverso il percorso regionale. Perché qualcuno probabilmente dovrebbe entrare nel merito reale delle cose, perché se uno non entra nel merito delle cose è inutile che chiacchiera e parla, perché è bello, è piacevole ascoltare ma non è piacevole quando si dicono delle cose che non sono esattamente come nella realtà dei fatti. Agea paga solo ed esclusivamente nel momento in cui è tutto regolare, cioè tutto viene trasferito ed eventualmente, se per esempio parliamo del premio unico, che è l'unica parte che gestisce direttamente Argea si tratterebbe semplicemente di mettersi in contatto, collegarsi la parte politica con la parte amministrativa e capire dove sono le difficoltà e risolvere così come è stato fatto in passato. In passato il premio unico entro ottobre veniva pagato; oggi, da ormai a cinque anni il premio unico non è più pagato nel mese di ottobre. Allora vorremmo capire perché e che cosa è successo. Io preferirei parlare all'interno di quest'Aula non di organismo pagatore ma di organizzazione delle agenzie che sarebbe un altro ragionamento e allora sì che possiamo entrare nel merito delle criticità e delle difficoltà. Perché è normale pensare che un organismo pagatore abbia la capacità di dare risposte immediate e non sarà così e non sarà mai così, perché se io ho 400 domande da istruire in tutta la Sardegna, di cui per esempio, faccio l'esempio di Oristano, abbiate pazienza, ma è sempre un mio riferimento principale, 90 istanze sono nel distretto di Oristano, che hanno problemi in gran parte dovuti alle strutture dell'applicativo di gestione, stiamo parlando di un aspetto amministrativo, non stiamo parlando di un non avvenuto pagamento o di non una avvenuta chiusura di una pratica se manca a monte tutta l'organizzazione precedente. Quindi non potrà mai arrivare a pagamento e non è un problema di Agea a questo punto è un problema nostro, è un problema della Regione Sardegna. E noi questo dobbiamo affrontare, a noi questo serve, non in pre-campagna elettorale dichiarare a tutto che il mondo e il sistema agropastorale in agitazione e lo accontentiamo dicendogli: state tranquilli adesso risolviamo anche il problema dell'organismo pagatore, abbiamo risolto tutti i problemi vostri! Non è assolutamente così, è un'utopia e francamente io sono completamente contrario, poi non so il resto del mio Gruppo, ed è per questa ragione che ho chiesto di parlare prima del collega Tedde, e per questa ragione che io non sono assolutamente d'accordo. E ripeto perché ci sono altre risposte molto più importanti la misura 10, il benessere animale è tutto in ritardo, il fatto che forse quest'anno potremo non raggiungere l'N+3, potrebbe essere, io sono sicuro che quest'anno si raggiungerà, il problema sarà negli anni futuri, nei prossimi anni; perché il trascinamento delle misure precedenti e della precedente gestione ha permesso di coprire questi anni, ma negli anni futuri questo non succederà e questo sarà il vero disastro dell'agricoltura sarda. Non sarà certo e non sarà mai la soluzione un organismo pagatore e per questa ragione io sono contrario.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Marco Tedde. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Apprezzo le preoccupazioni del collega Oscar Cherchi, indimenticato e indimenticabile Assessore dell'agricoltura, anche se non ne condivido appieno le conclusioni, non le condivido appieno, condivido parzialmente. Anche perché tra le altre cose c'è una legge, la legge finanziaria del 2007, che ahimè impone la istituzione dell'organismo pagatore, che per la verità avrebbe dovuto essere istituito fin dalla finanziaria del 2007, anzi la legge era del 2006, avrebbe dovuto essere istituito fin dal 2007 ma non è stato fatto. E comunque il tema posto dal collega Cherchi è un tema caldo, molto caldo; il tema del ritardo dei pagamenti e ancor di più il tema del ritardo o dei ritardi nel funzionamento dell'apparato amministrativo regionale è un tema di grande significato, che probabilmente bisognerà affrontare in modo più consapevole, in modo più compiuto e non limitandosi all'organismo pagatore Argea. Ritardo su tutti i fronti, un esempio per tutti: bando di destagionalizzazione; bando di destagionalizzazione legge del luglio del 2017, avrebbe dovuto dare risorse agli operatori, ai vettori meglio ancora, per portare i turisti nei mesi di spalla del 2017 cioè ottobre, novembre, dicembre 2017 e i primi mesi di spalla del 2018. Ebbene neanche la prima parte delle risorse pari a 40.800.000 euro sono state in qualche modo impegnate, perché il bando è di là da venire. Non sono stati firmati i contratti, le determine di aggiudicazione sono state quasi tutte emanate, non si sa per quale motivo. 40 milioni, 40 milioni di promozione del sistema turistico sardo avrebbero prodotto benefici per centinaia di milioni e non sappiamo per quale motivo non vengono spesi, i soldi ci sono. Questo è soltanto uno dei tanti esempi. La verità è che noi stiamo producendo molta carta, anche per quanto riguarda l'organismo pagatore, e i ritardi sono diventati insostenibili, perché, ripeto, la legge che lo prevede è del 2006. Una montagna di carta e noi siamo abituati a parlare di pubblica amministrazione con connotati di efficacia, di efficienza e di semplificazione, purtroppo non possiamo assolutamente rilevare questi connotati nel funzionamento di questa macchina amministrativa. Abbiamo 17 fra atti di sindacato ispettivo, delibere e atti di vario ordine e tipo che prevedono questo benedetto organismo pagatore, manca ancora il riconoscimento, manca l'atto definitivo, non lo sappiamo. Anche perché su questo tema negli ultimi mesi si sono spente le luci, su questo tema in questi mesi non abbiamo notizie e complessivamente il tema dell'agricoltura, o meglio ancora il tema della gestione delle azioni di Governo in tema di agricoltura è purtroppo nebuloso. Stiamo vedendo ciò che sta accadendo per i ritardi per i bandi, c'è un lassismo complessivo nelle politiche agricole, sicuramente a novembre rinizieranno le manifestazioni, rinizieranno le proteste, perché comunque i pastori sono in grave difficoltà, perché comunque l'agricoltura nel suo complesso è in grande difficoltà, e non c'è una reazione pronta e concreta da parte dell'amministrazione regionale. Crediamo che il quadro ordinamentale per quanto riguarda l'organismo pagatore sia favorevole alla Sardegna, la Sardegna può avere un organismo pagatore. Ritenete che debba essere fatto? Fatelo. Ritenete che non debba esserci un organismo pagatore perché ritarda i pagamenti? Ditelo chiaro e tondo, ma fate chiarezza su questo punto Assessore, presidente Pigliaru, fate chiarezza. Se non ritenete che sia necessario e che sia utile tenere lo status attuale, ditelo chiaro, se ritenete che ci deve essere un organismo pagatore, ditelo altrettanto chiaro, gli agricoltori e i pastori hanno necessità di verità, hanno necessità di chiarezza, hanno necessità di sapere cosa vuol fare il Governo regionale, anche in questo ambito e non solo. Smettiamola con l'autopromozione e l'autoincensamento, e fateci capire che cosa veramente volete fare, quali sono i vostri obiettivi strategici, come li volete raggiungere e in che tempi, Assessore. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SDP). È vero che l'istituzione dell'ente pagatore in Sardegna non risolverà tutti i problemi dell'agricoltura, ma, onorevole Tedde, noi l'abbiamo già detto cosa ne pensiamo, siete voi che avete appena detto che non siete assolutamente d'accordo sull'istituzione, qualcuno da quella parte. Quindi, noi credo che le idee le abbiamo abbastanza chiare, e credo che comunque proprio su questo non potete parlare di fallimento perché credo che l'Assessore abbia fatto tutto quello che era nelle sue prerogative, e si è arrivati anche a un punto di caduta perché si attende solo che il Ministero finalmente riconosca l'istituzione dell'organismo che secondo noi comunque riveste una grandissima importanza. Infatti non voglio perdere assolutamente troppo tempo, io credo che l'Assessore questo ci dirà adesso, che tutto quello che era in capo a lui, alle strutture assessoriali è stato fatto, e oggi si è in attesa che il Ministero finalmente ci dia ufficialmente questo riconoscimento. Io credo che tutta la maggioranza, ma anche l'intero Consiglio, con diversi interventi che si sono susseguiti già dall'altra legislatura, con forza abbia chiesto questo, e mi risulta che in questa legislatura sia stato fatto tutto perché questo potesse finalmente avvenire. Io sono certo, e non è un augurio ma è una certezza, che entro quest'anno noi avremo il riconoscimento del Ministero, quindi non è l'Assessore che decide se istituire o meno l'organismo pagatore. Condivido quello che ha detto l'ex assessore Cherchi sull'importanza dello stesso, e condivido quello che ha detto perché sicuramente non sarà questo a risolvere gli atavici problemi dell'agricoltura in Sardegna, che ricordiamo non sono problemi di cinque, di quattro, di tre, di due anni, ma sono problemi purtroppo che esistono e sono problemi soprattutto strutturali, oltre che congiunturali, che esistono da sempre. Ma sarebbe davvero ingeneroso dire che questa maggioranza e questa Giunta regionale non abbiano fatto molto rispetto a tutte queste problematiche e criticità.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Piermario Manca. Ne ha facoltà.

MANCA PIER MARIO (Partito dei Sardi). Sono sempre stato contrario alle maggioranze bulgare e credo che sia necessario il dissenso, il distinguo, che sono sempre un vantaggio nelle discussioni, però mi permetta l'onorevole Cherchi, alcune precisazioni bisogna sempre farle, va bene la sua posizione, ma alcune affermazioni, secondo me, vanno rettificate. Già nel mio intervento dicevo che l'organismo pagatore non è la panacea che può risolvere i problemi dell'agricoltura, un'agricoltura complessa come quella sarda. Una cosa è certa, che c'è una volontà politica espressa da una legge dodici anni fa, e a maggioranza, anche all'interno del suo partito, ribadita in questa legislatura e nella precedente, e non si capisce, questa è la motivazione che ci ha portato qui dentro oggi con interpellanze e mozioni per chiarire questo. Chiarire questo che è un problema prettamente, secondo me, politico, nel senso che dal punto di vista di pratica è stata regolarmente esitata l'8 agosto, l'ha sottolineato anche l'onorevole Forma, da parte dell'ARGEA Sardegna ad AGEA nazionale, e quindi al Ministero. Siamo in attesa che si venga data questa benedetta comunicazione che siamo una Regione come tutte le altre, che possiamo avere l'organismo pagatore. Perché non risolve tutti i problemi, ma ci dà soddisfazione, onorevole Cherchi, l'organismo pagatore? Per quanto mi riguarda, io ho detto e l'ho sottolineato, anche dei parametri, delle tabelle diverse dall'Assessorato, non dico all'Assessore, dall'Assessorato, in genere prendo le tabelle direttamente da AGEA. Peggio di così non si può andare per quanto mi riguarda, alcuni pagamenti, ma lo ribadisco io, sono in ritardo di due anni, due anni e mezzo, ma la colpa, al di là che sia essenziale poi avere una ristrutturazione degli enti regionali, non è la nostra, mancano gli applicativi, ma chi doveva fare gli applicativi era AGEA. AGEA vive in un mondo di caos, AGEA è un'entità che ha al suo seguito una serie di società satellite che non ha pagato. Quindi il Sian non sta funzionando, Agecontrol non sta funzionando, e non possiamo attribuirci noi queste colpe. Allora, quello che dico io, tentiamo, se questa è la strada, non dico di risolvere, ma avere poi immediatamente delle risposte, o annullare la catena di comando, la catena di comando in questo momento è estremamente complicata. L'Assessorato fa i bandi, e li interpreta, ARGEA istruisce, e Roma paga, è logico che tra un passaggio e l'altro, tra lettere formali, passano mesi. Io le posso dire, anche perché è stato Assessore, ma si rende conto che noi siamo succubi di Roma e dell'Agea di Roma per tutti i controlli di secondo livello? E sono in ritardo sui controlli di secondo livello di sei mesi, e non possiamo dire niente perché comandano loro. Molte volte noi abbiamo i decreti depositati a Roma per mesi e non hanno soldi. In questo momento, glielo devo ricordare io, per quanto riguarda alcuni decreti, è uscito… sì sono in pagamento, ma i soldi non ci sono, materialmente non ci sono. Allora l'organismo pagatore non risolve tutto, sicuramente la catena di comando viene quindi spezzata, abbreviata, sicuramente non prendiamo in giro gli agricoltori dicendo che la responsabilità è a Roma, Roma dice che è dell'ARGEA sarda, e troviamo sicuramente delle soluzioni per dare certezza nel tempo dei pagamenti. Quello che manca, con un'annata come questa, qualcheduno ne parlava, in cui sicuramente il prezzo del latte non sarà eccessivo, chi non ha sicurezza di pagamenti, dei pagamenti europei, che sono il vero guadagno, è costretto a ricorrere alle caparre, questo è il vero dramma della Sardegna, la sicurezza economica che fa degli agricoltori sardi degli agricoltori uguali a quelli tedeschi e italiani è la sicurezza dei soldi. Uno non può sperare sul prodotto, perché il vero guadagno è sui sussidi europei per tutti, per tutti, non solo per i sardi, e quando noi glieli diamo con due anni di ritardo, vi stiamo dicendo che siete morti, cambiate lavoro. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Antonio Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS ANTONIO (PD). Ricordava già qualcuno che si è iniziato a parlare di organismo pagatore esattamente nel 2006. È passata quella legislatura, ma nella legislatura 2009-2014 non abbiamo fatto altro che presentare interrogazioni, presentare mozioni, dove si invitava l'allora Giunta regionale ad accelerare i tempi per l'istituzione dell'organismo pagatore. E devo dire che le motivazioni che la Giunta di allora portava in quest'Aula sulla mancata attivazione del percorso per l'istituzione dell'organismo erano varie, e oggi devo dire che il dimenticato Assessore all'Agricoltura Oscar Cherchi finalmente ce ne ha dato le motivazioni vere; era Assessore all'agricoltura, era contrario all'organismo pagatore, cosa che non ci ha mai detto nella passata legislatura durante il suo mandato di Assessore, e oggi finalmente abbiamo scoperto la verità. Sono certo che il problema dell'accelerazione della spendita dei fondi del PSR non li risolviamo tutti con l'istituzione dell'organismo pagatore, ma sono certo che i molti motivi del ritardo nel pagamento del PSR dipendono dai rapporti non continui con l'ARGEA di Roma, per non usare altri termini, perché basta chiedere al Direttore generale di Argea, cosa che ha detto anche più volte in Commissione agricoltura nella passata Legislatura, ma che ha ripetuto anche in questa legislatura, le motivazioni sono varie, una volta non funziona la linea telematica tra Roma e Cagliari e ogni volta, per qualsiasi problema, dobbiamo intervenire su Roma. Io credo che se fosse vero quello che dice l'onorevole Cherchi, non sono d'accordo sull'istituzione dell'organismo pagatore, perché la burocrazia regionale è peggio della burocrazia romana, dovremo chiudere bottega a chiudere le porte e andarcene tutti a casa. Io credo che noi dobbiamo combattere la burocrazia, darci la nostra autonomia, perché l'autonomia non bisogna chiederla solo a parole ma bisogna averla nei fatti, e soprattutto in fatti concreti come questo, perché credo che in questo modo sono certo avremo la possibilità di dare risposte molto ma molto più celeri ai nostri agricoltori per affrontare i problemi delle loro aziende. L'ho detto più volte, tra l'altro io mi auguro che questo lavoro l'Assessore all'agricoltura e l'Assessorato al personale, che sta entrando in questo momento, abbiano già verificato la situazione organica, del personale da destinare all'organismo pagatore, perché vorrei ricordare, ne approfitto per l'ennesima volta per ricordarlo, che esisteva nella Regione Sardegna il centro elaborazione dati che era fatto da dipendenti regionali con alta professionalità che oggi stanno facendo tutt'altro rispetto a quello per cui sono stati formati e sul quale hanno maturato grande professionalità, e che oggi quella professionalità la possono mettere al servizio dell'ente pagatore. Quindi la soluzione credo che possa essere a portata di mano e credo che nel momento in cui finalmente il Ministero ci darà l'autorizzazione noi dobbiamo essere pronti a partire, possibilmente, Assessore, dal primo di gennaio. Ne approfitto però anche per parlare, questa è una mia personale posizione, perché avere l'organismo pagatore all'interno di ARGEA io credo che ci consenta di rivedere quelle che sono le agenzie regionali. Nel 2007 si fece un grande lavoro di riordino degli enti nel settore agricolo con tre agenzie, credo che sia giunto il momento di farlo nel momento in cui partirà l'organismo pagatore, di arrivare a fare un'agenzia unica nel settore dell'agricoltura, lasciando solo ad ARGEA il compito di essere ente o organismo pagatore. Quindi, Assessore, quello che le chiediamo è di accelerare il più possibile, perché credo che sia una risposta seria alle richieste di tutta la Sardegna.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Mah, io mi colloco un attimino a distanza degli uni e degli altri per un motivo molto semplice, che in chiusura adesso l'onorevole Solinas ha voluto richiamare, ed è un richiamo estremamente importante perché è un richiamo politico che fa probabilmente alla stessa maggioranza, cioè di non aver adempiuto a una produzione normativa che regolasse le agenzie. Se questo è vero, come è vero, e che tutte le agenzie non funzionano, non sono adeguate, Assessore, ecco le motivazioni politiche, io posso anche dire che vorrei avere in capo ad ARGEA l'ente pagatore, mi sta bene tutto in Sardegna, ma siamo sicuri che ARGEA migliorerà il sistema attuale di pagamento? Io ho qualche dubbio, se mi permettete, perché non sono adeguate le attuali attività di ARGEA, LAORE e quant'altro, non sono adeguate ne rispondenti a quello che il mondo della agricoltura chiede, pretende e vuole, non sono adeguate alla ruralità, non sono adeguate a quelle che sono le nuove sfide della produzione agricola. Io mi chiedo: qual è la sperimentazione che viene in capo alla Regione? Dove sono le opportunità di innovazione per un settore così importante per i nostri produttori, per la produzione agricola, per il PIL della Sardegna? Io chiedo: ma in coscienza siete convinti che esista una situazione ottimale per cui possa essere chiesta il pagamento in Sardegna? Io vi dico di no, pur ricordando ma smentendo l'onorevole Manca che non sono sei mesi di attesa delle pratiche a Roma. A domanda risponde, telefonicamente registrate, un responsabile di ARGEA ha risposto a un coltivatore tramite la Coltivatori diretti, facciamo nomi e cognomi, che era troppo presto sei mesi, che se ne parlava forse tra altri sei mesi. Guardate che non sono bugie, sono telefonate registrate! Che la Coldiretti, come altre agenzie, non dicono perché hanno paura, siccome io non ho paura di nessuno, perché l'ho sempre detto, dietro le mie spalle non ci sono zaini con altro, al limite comincerò a caricarmi di bombette per poterle fare esplodere e dire qual è la verità, e sperando che qualcuno la capisca… chiaro! Chiaro a chi vuole nascondere qualcosa? Allora io mi chiedo, si è fatta giustizia all'interno di queste agenzie? Io dico di no! Assessore, sono andato a pietirle un qualcosa che riguardava un Comune, e non è certamente un fatto clientelare, un Comune che ha avuto disgraziatamente quella pioggia che distrugge quanto passa, è una zona dove è ruralità, pedemontana, collegata con la cittadina, a cui questa piccola zona, urbanizzata da contadini che vivono in quel posto, avendo frenato la strada non è consentito percorrere ne raggiungere la cittadina a cui fanno riferimento e capo. Ma lei pensa che ARGEA sia così veloce da dirci qual è lo stato attuale delle situazioni gravi che sono in tutta la Sardegna? Ma siamo veramente sicuri e politicamente potete giurare che risponderete prima di andar via come maggioranza alle situazioni di gravità che si vivono? Io credo di no, credo che tutto questo resterà in capo a qualunque altra maggioranza venga, ma non è questo il concetto, se siamo qui, come persone poste a rappresentare le esigenze della Sardegna, del popolo sardo, e soprattutto di chi ha difficoltà, e mi pare che ci siano molte difficoltà, io credo che oggi più che mai dovremmo essere cittadini probi, persone coscienti, giusti interpreti di quella che è la volontà popolare. Allora, in rappresentanza di coloro i quali ci hanno votato, dovremmo risponderne sino in fondo e se c'è da tagliare teste si taglino, perché non è più opportuno, sia a destra che a sinistra, che ci siano persone solo per clientele!

PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Proverò ad avere un tono basso così magari recuperiamo i decibel dell'amico Dedoni! A parte le battute, io riparto, Presidente, dalle osservazioni fatte dalla collega Forma e confermo che probabilmente da gennaio 2019 non sarà più possibile presentare, da parte delle Regioni, richieste degli organismi pagatori. Quindi è fondamentale che l'audit della società del Ministero venga superato positivamente e su questo darò dei contributi. Certo è, Assessore, che non possiamo, ma io credo di doverlo dire con assoluta onestà, non rilevare che l'organizzazione del sistema agricolo in Sardegna non funziona, cioè non è al passo con le esigenze e con l'idea di sviluppo su questo tema che deve avere una Regione che vuole essere veramente al passo con le esigenze dei nostri agricoltori, del mondo agropastorale e comunque, in ogni caso, di chi opera in questo settore. Certo la Regione in tutti questi anni non ha fatto un buon servizio, io l'ho sempre detto, non lo nascondo oggi, non sono mai stata favorevole alle tre agenzie, per esempio, così come i ritardi che AGEA ha generato nel corso di questi anni hanno definitivamente ammazzato il nostro sistema e le nostre imprese. Però dico se continuiamo a piangerci addosso non troveremo mai delle vie d'uscita. Allora io comprendo le perplessità del collega Cherchi, ma voglio fare invece un passo in avanti dicendo e sostenendo che l'organismo pagatore in Sardegna potrebbe quantomeno evitare confusioni, almeno nelle procedure e comunque anche abbattere i tempi, oltre che, ove fosse possibile, se se ne saremo capaci, ridurre le ingerenze esterne e aumentare la nostra autonomia nel settore. Dico anche che certo non è la panacea per risolvere tutti i problemi, i problemi sono a monte, come ho indicato. Quindi, Assessore, in quest'ottica le dico che ovviamente il 28 agosto è stato nominato dal Ministero delle politiche agricole il dirigente responsabile per il pre audit, ma io mi voglio soffermare su quello che noi dovremmo fare, le do dei punti di riflessione, non mi permetto ovviamente di aggiungere altro, ma un contributo in termini di riflessione lo voglio fare insieme ai colleghi oggi.

A seguito della presentazione della domanda di riconoscimento, è stato aggiornato il cronoprogramma di tutte le attività? Ancora, entro quale data si prevede di ottenere l'abilitazione all'operatività da parte del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali? Sono disponibili tutte le risorse finanziarie, umane, logistiche, tecnologiche necessarie per avviare l'organismo pagatore e portarlo a regime? Se no, cosa manca e quanto tempo occorre per farlo? Quali iniziative sono state intraprese per assicurare le competenze professionali e le capacità operative necessarie all'avvio dell'organismo pagatore, con particolare ovviamente riferimento agli ambiti di maggiore specializzazione come, ad esempio, quello dell'informatica? Ancora, abbiamo creato le sinergie o le collaborazioni con gli altri enti, agenzie e società regionali per ottenere il sostegno utile a superare le criticità incontrate nel percorso di riconoscimento dell'OPR? È stata fatta una comparazione puntuale della struttura organizzativa e delle risorse di ARGEA rispetto a quelle dell'OPR Avepa che avevano adottato come modello di organismo pagatore della Sardegna? Se sì, quali sono gli eventuali punti deboli dei ritardi evidenziati e le contromisure adottate? In caso contrario, come è stato possibile definire un progetto sostenibile un cronoprogramma affidabile delle attività? In attesa dell'audit dell'autorità competente che farà l'esame di prericonoscimento, è stato fatto un audit interno per verificare le eventuali non conformità della struttura organizzativa logistica, della tecnologia utilizzata da ARGEA ai fini di intraprendere tutte le iniziative necessarie a sanare le non conformità? Se sì, quali sono state le eventuali criticità rilevate e ancora quali contromisure si intende assumere? A dire che, Assessore, dobbiamo fare in modo che non ci siano dei blocchi e che si possa partire davvero e che non possiamo minimamente rischiare di non avere neanche questo organo che potrebbe aiutare, come abbiamo detto prima, e stare al fianco delle aziende sarde. Ovviamente credo che sia vincolante quello che ci siamo detti precedentemente e quindi personalmente mi auguro di avere la possibilità a breve di cambiare il sistema sotto il profilo della natura giuridica di enti e agenzie.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.

CARIA PIER LUIGI, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Presidente, chiaramente non riuscirò a dare risposta e nemmeno a fare interlocuzioni per tutte le domande e le istanze che avete posto, a partire anche dall'ultimo intervento, però cercherò intanto di fare una cronistoria di quello che abbiamo fatto, di quello che è lo stato dell'arte e poi anche di inserire qualche ulteriore elemento. Nella corrente legislatura, dopo tanti anni di discussioni, la Regione ha ritenuto di dover provvedere alla costituzione e al riconoscimento di un organismo pagatore regionale in materia di gestione e pagamento degli aiuti in agricoltura erogate attraverso i fondi FEAGA e FEARS. Tale esigenza è maturata a seguito delle difficoltà scaturite in particolare in sede di attuazione del PSR, malfunzionamenti dei sistemi informativi, ritardi nella gestione delle attività di controllo in loco, che hanno determinato ritardi nell'attuazione di alcune misure con conseguenti malumori manifestati dal sistema delle imprese agricole regionali. Anche su altre tipologie di interventi, ad esempio il rimborso dei costi assicurativi, gestiti dall'organismo pagatore nazionale AGEA, si sono registrati negli ultimi anni ritardi difficilmente giustificabili e che in ogni caso rappresentano criticità che accomunano le Regioni prive di organismo pagatore. La regionalizzazione dell'attività di pagamento degli aiuti nel settore agricolo, peraltro, rientra nella più articolata azione di semplificazione amministrativa condotta dalla Giunta regionale nella corrente legislatura. Va rappresentato, in premessa, che con l'adozione dei Regolamenti UE 907 del 14 e 908 del 14, il riconoscimento di nuovi organismi pagatori è subordinato al possesso di requisiti particolarmente rigorosi in materia di tutela degli interessi finanziari dell'Unione europea e richiede in particolare il rispetto della normativa in materia di segregazione di particolari funzioni tipiche degli organismi pagatori: internal audit, autorizzazione aiuti, contabilizzazione dei fondi UE, esecuzione dei pagamenti e il mantenimento di standard operativi conformi alla normativa ISO 27001. Inoltre, l'adozione del nuovo Regolamento europeo in materia di trattamento e protezione dei dati personali, entrato in vigore nel mese di maggio del 2018, rende necessaria un'organizzazione della attività degli OPI rigorosa e rispettosa dei principi contenuti nella suddetta normativa. La costituzione di un organismo pagatore sardo ha avuto un rinnovato impulso con la risoluzione numero 16 del 13 aprile 2016, con la quale la quinta Commissione del Consiglio regionale impegna la Giunta regionale affinché si attivi per l'istituzione dell'OPR. L'attività conseguente alla risoluzione della quinta Commissione condotta dalla Giunta regionale, dall'assessore all'Agricoltura e da ARGEA può essere sintetizzata nei seguenti atti, qualcuno l'avete ricordato voi, io voglio ricordare almeno quelli più salienti. La deliberazione 28 giugno 2016, la Giunta regionale approva gli indirizzi attuativi per la costituzione e il riconoscimento dell'OPR dando mandato al direttore generale di ARGEA di predisporre il progetto per l'istituzione del suddetto organismo. La deliberazione 1012 del 21 febbraio 2017, la Giunta regionale ha preso atto del progetto predisposto da ARGEA, approva, in particolare, la proposta di modifica dello Statuto dell'agenzia in coerenza con quanto previsto dalla normativa in materia di segregazione delle funzioni degli organismi pagatori per i fondi UE, FEAGA e FEARS. La deliberazione 152 del 21 marzo 2017 a seguito del parere favorevole della quinta Commissione del Consiglio regionale. La delibera numero 1012 e conseguente il nuovo statuto di ARGEA viene approvato definitivamente dalla Giunta regionale, era il 21 marzo 2017, cioè la data in cui più o meno ho iniziato il mio mandato. Con deliberazione 5027 del 20 dicembre 2017 la Giunta regionale autorizza ARGEA Sardegna all'utilizzo di risorse derivanti da avanzi di amministrazione per la realizzazione degli interventi necessari per il riconoscimento e l'avvio dell'OPR e in particolare per la costituzione di un nuovo autonomo sistema informativo agricolo regionale, perché non esisteva più, non c'era più un nuovo SIAR rispondente al requisito richiesto dalla Commissione europea, rispondente a standard ISO 27001 e per la gestione delle attività affidate in delega ai CAA, Centri assistenza agricola e al Servizio sanitario nazionale. Tali attività si rendono necessarie in virtù di un maggior rigore nell'autorizzazione alla gestione dei fondi agricoli comunitari conseguenti all'entrata in vigore del regolamento UE 908/2014 recepito con decreto del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali il 20 novembre 2017, relativo al riconoscimento degli organismi pagatori. Cioè in corso d'opera, da quando siamo partiti, sono anche modificate le regole per il riconoscimento degli organismi pagatori e l'ultimo decreto risale al novembre 2017. Con deliberazione numero 2826 del 5 giugno 2018, la Giunta regionale approva la nuova dotazione organica dirigenziale e non dirigenziale che tiene conto delle nuove competenze affidate ad ARGEA in materia di organismo pagatore e di gestore delle competenze sugli usi civici. In data 1 luglio 2018, ARGEA Sardegna adotta la nuova struttura organizzativa e attribuisce nuovi incarichi interni nel rispetto delle esigenze di segregazione delle funzioni previste dal citato regolamento 908. Con deliberazione numero 3839 del 24 luglio 2018, la Giunta regionale ha approvato il subentro di ARGEA ad AGEA nel rapporto con i servizi veterinari regionali in materia di controlli sulla condizionalità. Il 7 agosto 2018, come qualcuno di voi ha riportato, il Direttore generale di ARGEA Sardegna presenta alla competente direzione generale del Ministero delle politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo, l'istanza di riconoscimento corredata con 41 documenti che non sono altro che la riorganizzazione complessiva dell'agenzia ARGEA in attuazione dei decreti che ho richiamato e in attuazione delle nuove regole e di quelle che sono le previsioni delle direttive dell'Unione. L'impegno e l'entità degli interventi della Giunta regionale e dell'agenzia incaricata di procedere all'istituzione organismo pagatore, sono facilmente desumibili dagli atti sopra citati. Si tratta di un'attività complessa anche in virtù del fatto che negli ultimi sei anni non sono stati gestiti altri iter di riconoscimento di organismi pagatori a livello nazionale, cioè nessun'altro negli ultimi sei anni ha fatto richiesta. ARGEA ha già adottato la nuova struttura organizzativa adeguandola alle esigenze di segregazione delle funzioni richieste a tutela degli interessi finanziari dell'Unione europea. Ha già attivato inoltre il nuovo sistema informativo agricolo regionale, SIAR, che diventerà operativo già a partire dalla fine del mese corrente, cioè entro ottobre, con i nuovi applicativi gestionali per la gestione degli indennizzi a favore delle aziende colpite dalla siccità del 2017 e per la gestione dei carburanti agricoli ad accisa agevolata, il famoso UMA che conoscete tutti. Va evidenziato inoltre che in tutta la fase propedeutica alla presentazione dell'istanza di riconoscimento, si sono susseguiti incontri tecnici con gli uffici del Ministero e di AGEA coordinamento, finalizzati alla definizione delle soluzioni da adottare per rendere agevole la fase di conoscimento e per evitare che nel subentro di ARGEA al precedente organismo pagatore AGEA si verifichino problemi di sincronizzazione dei sistemi informativi con conseguenti possibili rallentamenti nell'erogazione degli aiuti alle imprese agricole regionali. Si è sviluppato inoltre un intenso confronto con gli organismi pagatori regionali, in particolare con AVEPA Veneto per individuare le migliori soluzioni operative per costituire un organismo che sia efficiente ed efficace nella gestione degli aiuti comunitari a favore del sistema rurale. Allo stato, l'istanza presentata dal direttore generale di ARGEA, appositamente delegato dalla Giunta regionale, è in fase di prericonoscimento. I competenti uffici del Ministero delle politiche agricole stanno provvedendo a verificare la documentazione prodotta e a individuare il soggetto terzo dell'attività di audit prevista dalla nuova normativa in materia, è stato individuato solo qualche giorno fa, poi vi dirò anche qual è la società. Il tema è stato trattato oltre che presso il Ministero ed AGEA, anche in occasione dei recenti Stati generali dell'agricoltura che hanno registrato la presenza di due dirigenti del Ministero che hanno evidenziato la tempestività dell'istanza presentata dalla Regione Sardegna, poiché così come è stato detto da qualcuno di voi, difficilmente dopo l'approvazione della nuova programmazione della PAC 2020 sarà consentita l'attivazione di nuovi organismi pagatori a livello europeo. La Giunta regionale, l'Assessorato dell'agricoltura e ARGEA sono fortemente impegnati per far sì che l'obiettivo dell'istituzione del nuovo organismo pagatore della Sardegna venga raggiunto quanto prima, io spero al massimo come è stato detto entro la fine di quest'anno, con almeno la verifica da parte della società che si chiama MAZARS Italia SpA che è stata investita perché è stato modificato con il decreto questo passaggio normativo, farà l'audit per quanto riguarda il rispetto di tutte le caratteristiche e le condizioni per ottenere il prericonoscimento che è lo strumento che ci consente di aprire alle domande e che poi avrà come atto conseguente il riconoscimento. Per cui intanto voglio dire rispetto agli interventi che si sono fatti relativamente, bisogna essere anche chiari e onesti nel dire che la Regione Sardegna è il quarto PSR a livello nazionale e che non tutti condividono questa nostra istanza politica e organizzativa nuova cioè di riconoscimento di organismo pagatore sardo perché è di tutta evidenza che nel momento in cui noi lo impiantiamo, da qualche altra parte qualche effetto ci sarà. Nonostante questo, in questi mesi abbiamo fatto tutto il pressing politico per arrivare alla conclusione di questo iter che non è un iter semplice, e ripeto io sono qua da 17 mesi, di organismo pagatore, l'avete detto tutti quanti, se ne parla da dieci anni, mettere in fila tutti i documenti, i 41 documenti e riorganizzare anche l'Agenzia ARGEA non era un'operazione che si fa con semplicità in pochissimi giorni perché ha dentro tutta una serie di altre logiche. Per cui credo che noi, almeno rispetto al mandato che mi è stato affidato, abbiamo e ho rispettato i tempi e le scadenze perché avevo termine entro ottobre 2018 di far presentare, abbiamo presentato ad agosto l'istanza, purtroppo nella gara che fece il Ministero sull'audit c'è stato un problema e quindi son dovuti andare a individuare un altro soggetto con assegnazione diretta per cui tutte le operazioni sono state portate avanti. Solo per dire un'altra cosa, è vero noi non abbiamo un organismo pagatore, sicuramente un organismo pagatore non è che rappresenta la soluzione di tutti i problemi del sistema agricolo però rappresenta la chiusura della filiera tutta in casa, e allora uno dei problemi principali che avviene perché i pagamenti per una buona parte avvengono con procedure automatizzate, non è tanto la scadenza di ottobre quando si paga il benessere animale o l'indennità compensativa che va con procedure automatizzate, ma sono quelli che rimangono fuori con l'applicazione di procedure automatizzate per semplici errori che hanno anche 18 mesi di ritardo dopo per sistemare magari una semplice correzione. Cioè nell'era dell'informatica, se l'IBAN di una pratica in un fascicolo aziendale è sbagliato o se il documento di riconoscimento è scaduto o se non c'è continuità di titolo, il computer in maniera matematica blocca il pagamento, aggiustare questo errore e quindi rivolgersi al sistema AGEA che deve riaprire i sistemi informativi, determina una tempistica che molto spesso viaggia tra 12 e 18 mesi. Ecco, avere l'organismo pagatore in casa e avere il sistema informativo e avere un collegamento diretto, io sono convinto che non dico che si schioccheranno le dita, ma sicuramente ci sarà la possibilità di dare intanto una priorità rispetto alle necessità di intervento, cosa che oggi non avviene, e poco fa l'onorevole Manca diceva: "Siamo in ritardo col biologico e sulla difesa del suolo, anche di due anni, anche di due anni e mezzo".

E' tutta l'Italia in ritardo, anche sulle assicurazioni è tutta l'Italia in ritardo, ma se la Regione avesse lo strumento per poter incidere di più potrebbe dire in una scelta anche strategica, diamo priorità ad un pagamento, al biologico o alla difesa del suolo e risolviamo subito tecnicamente questo problema e sicuramente questo lo potremmo fare con l'organismo pagatore in casa. Lo facciamo sul piano nazionale ma entriamo in un meccanismo nazionale che deve accontentare tutte le regioni, trovare una quadratura e questo non sempre avviene e non è stato possibile. Mi scuso con chi mi ha detto delle interrogazioni in ritardo, è vero, noi però riceviamo forse più di altri Assessorati una quantità di interpellanze ed interrogazioni sui più variegati argomenti che trattiamo, non abbiamo purtroppo, e su questo la riflessione, qualcuno ha detto di riorganizzazione delle agenzie. Certo, magari all'inizio di una legislatura si può anche avviare una riorganizzazione di agenzie, io inizierei con una riorganizzazione dell'Assessorato perché l'Assessorato che tutti quanti noi diciamo in giro è colonna principale dell'economia della Sardegna, è un Assessorato che non è organizzato con le persone che gli servono, perché ha solo 99 dipendenti, se togliamo i categoria A e B ne rimangono 55, che scrivono bandi, ci sono 15-20 persone. E' una macchina che può funzionare? Io vi posso dire, penso che almeno questo lo condivida anche chi ha fatto l'assessore all'agricoltura prima di me, che per fortuna c'è molta disponibilità e c'è un impegno di tutti i dipendenti, altrimenti sarebbe una situazione ancora peggiore, e vi posso dire che in questi 18 mesi non posso che ringraziare per il lavoro e la collaborazione che io ho avuto da parte loro, con una struttura che non è adeguata però. Sulle agenzie abbiamo delle criticità. Saranno anche tutti gli Assessorati così, io posso parlare principalmente di quello che oggi mi occupa e che ci occupa, però se si definisce tutti ne parliamo, rappresenta un miliardo di euro del PIL regionale, con l'indotto un miliardo e mezzo, rappresenta una colonna importare, rappresenta la storia della nostra Regione, rappresenta delle criticità, dobbiamo aggiustare anche la macchina secondo me se vogliamo risolvere tanti di quei problemi, che sennò non si risolveranno solo con l'ottenimento dell'ente pagatore. Noi abbiamo messo tutte le carte in regola per essere autonomi. Aggiungo l'ultimo elemento, che nonostante tutte le criticità, noi siamo sempre terzi a livello nazionale per la spesa, e non per le statistiche, siamo dietro di fatto a una sola Regione che ha l'ente pagatore autonomo, che è il Veneto, che è una locomotiva credo a livello nazionale. Quindi siamo secondi, nonostante non abbiamo ente pagatore autonomo, rispetto al Veneto che è una delle regioni diciamo che conosciamo tutti come funziona. In quest'ottica qua quindi io spero che tutti assieme, tutti perché questa qua non è una vittoria della Giunta, serve alla Sardegna fare l'ente pagatore autonomo, tutti con tutte le possibilità che abbiamo ci muoviamo nella stessa direzione per portare a casa quanto prima questo risultato. Tutte le questioni che ha posto l'onorevole Zedda sono in parte già state affrontate, in parte si affronteranno perché comunque dall'ottenimento escono fuori altre dinamiche necessarie di adeguamento della macchina e organizzazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di replicare il consigliere Piermario Manca. Ne ha facoltà

MANCA PIERMARIO (Partito dei Sardi). Presidente, ho seguito con attenzione la risposta dell'Assessore, per un verso posso essere soddisfatto, e lo dico, ho detto che non voglio tagliare teste, non mi considero un tagliatore di teste, che i problemi vengono da lontano, sono 12 anni che abbiamo istituito una legge e siamo nel 2018. Perché abbiamo insistito tanto con questa mozione e poi sono venute a galla anche due interpellanze e quant'altro. Vede, Assessore, qua sta il nocciolo della questione, lei ha fatto una bellissima relazione, io l'ho voluta tagliare, tutti quei dati c'erano anche nella mia relazione iniziale, non li ho esposti, non li ha voluti esporre perché il problema, Assessore, non è un problema tecnico, è un problema politico, dove quest'Aula chiede soddisfazione. Il problema basilare, l'ho detto per tre volte, è il momento stesso che la parte tecnica è stata esitata, la parte tecnica con i 41 elaborati è stata esitate e mandata al Ministero l'8 agosto. Allora se noi teniamo conto di quello che dice l'onorevole Forma, che siamo già in ritardo, che a Roma stanno facendo di tutto per osteggiarci perché se passiamo l'anno non si potrà più fare. Noi sapevamo, caro assessore, lo sapevano ad'agosto, almeno io lo sapevo, e credo anche l'Assessorato, che era tutto bloccato perché stavano cercando, perché la gara era andata male, ma non mi risulta da un punto di vista politico nessuna lettera al Ministero chiedendo invece dei solleciti, questo è il vero problema. Quello su cui insisto in questo momento non è la parte tecnica "siamo bravi", non me ne frega niente, son passati 12 anni, io voglio soddisfazione in questa legislatura. Io pretendo, politicamente naturalmente, di andare al Ministero e chiedere immediatamente che ci si attivi su questo, che ci diano certezza che l'organismo pagatore viene fatto, con tutti i dubbi che abbiamo, non voglio una maggioranza bulgara, l'ho già detto. Ma se questa è la nostra volontà politica non ci possono fermare. Guardi che lei non ha detto che ad agosto, ad agosto avevamo detto che partiva l'organismo pagatore, se non parte quest'anno noi stiamo parlando di fare le pratiche all'anno prossimo. Ecco perché ritengo essenziale l'intervento politico a Roma. Se noi non interveniamo con scritti, con la sua presenza, come vuole, noi l'organismo pagatore non lo facciamo. Ecco perché mi sento in parte soddisfatto, ma politicamente insoddisfatto dalla sua relazione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oscar Cherchi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CHERCHI OSCAR (FI). Presidente, mi dispiace di essere stato l'unica voce praticamente contraria, mi dispiace anche quando vengo definito il "dimenticato" Assessore dell'agricoltura, perché sono certo che lei, onorevole Solinas, sarà "dimenticato" per il fallimento di questa legislatura, non ultima per esempio la legge sull'urbanistica. Ma a prescindere da questa considerazione, Assessore, io non so chi le ha scritto quella relazione, chi l'abbia fatta e come è stata onestamente gestita ed impostata, lei però ha fatto una considerazione importantissima che probabilmente nessuno all'interno di quest'Aula ha colto, il passaggio è stato "nessuno negli ultimi sei anni ha attivato la procedura di riconoscimento", ci siamo chiesti per quale motivo altre regioni negli ultimi sei anni hanno rinunciato a chiedere e ad attivare la procedura di riconoscimento dell'organismo pagatore? Non ce lo siamo posti. Siccome non ce lo poniamo e siccome abbiamo necessità di fare una dichiarazione oggi ed uscire dall'aula tutti uniti e compatti per raccontare all'esterno, cioè al sistema agricolo regionale, che non va bene tutto ma la risposta sarà quella che realizzeremo l'organismo pagatore, e quindi chi è oggi all'esterno è così, passatemi il termine, deficiente da non capire che li stiamo prendendo in giro, io credo che la risposta la avremo e l'avrete sicuramente fra qualche mese, cioè entro il 24 di febbraio. E capisco anche che lei, Assessore, è soltanto 17 mesi Assessore dell'agricoltura, ma questa legislatura è iniziata nel 2014, quando un suo predecessore, una bravissima imprenditrice oristanese, gridò al mondo che tutto quello che era stato fatto negli anni precedenti era il disastro più totale per l'agricoltura sarda, bene se avesse almeno preso ad esempio qualche piccola attività svolta anche dalle agenzie regionali sicuramente oggi non ci troveremmo in questo caos totale, e non è vero che noi siamo la quarta Regione che ha posizione positiva per quanto riguarda il Piano di sviluppo rurale, perché siamo quarti nella spesa grazie al pregresso, cioè grazie al trascinamento, Assessore, questo bisogna dirlo a tutti, perché se noi non raccontiamo la verità siamo convinti di aver raggiunto un obiettivo, ma quell'obiettivo realmente non l'abbiamo raggiunto, e il sistema agricolo regionale oggi è insoddisfatto e continuerà a rimanere insoddisfatto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Antonio Gaia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

GAIA ANTONIO (Cristiano Popolari Socialisti). Presidente, io sollecito chiaramente l'impegno da parte di questo Assessore affinché un organismo così importante venga alla luce, però mi permetto di dissentire da chi mi ha preceduto. Il sottoscritto in qualità di sindaco di un piccolo paese del centro Sardegna si è recato in dieci anni dieci volte in via Palestro a Roma per sollecitare il pagamento delle pratiche dei miei cittadini, se mi permette quei dieci viaggi della speranza li avrei voluti fare dentro i confini della Sardegna e non attraversare il Tirreno per andare a Roma a sollecitare i pagamenti dei miei concittadini. Ma la mostruosità è che l'istruttoria di tutte le pratiche viene fatta da ARGEA, e spesso e volentieri nel 90-95 per cento queste istruttorie sono positive, ma stranamente ARGEA rileva delle eccezioni, delle anomalie, che bloccano in automatico i pagamenti. E' inaudito che per fare un semplice click chi ha fatto l'istruttoria, e cioè il responsabile del procedimento, mi dice che va tutto okay, ma poi c'è il responsabile del servizio che rileva le anomalie, preferirei da sardo e da cittadino della Sardegna che quelle anomalie mi venissero rilevate in Sardegna da chi mi fa l'istruttoria, non da chi deve fare il semplice pagamento. E non ho capito perché se ce l'ha il Veneto ce l'hanno altre undici regioni non lo possiamo avere noi, se siamo una Regione a Statuto speciale. Sarebbero ben diverse le condizioni del reparto se il cittadino o il Sindaco, nel caso specifico, potesse tirare le orecchie direttamente al funzionario qui in Sardegna e non attraversando il Tirreno. Quindi ribadisco fermamente, e non è campagna elettorale, perché il sottoscritto è dal 2003 che sollecita questa soluzione, con tutti gli Assessori che si sono avallati nella Regione Sardegna, quindi ripeto non è assolutamente questione di campagna elettorale è una questione veramente di vita o di morte di quel reparto, ed è una conquista di questo Consiglio e di questa Giunta ma di tutti i sardi.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Luigi Lotto, per dichiarare se è soddisfatto.

LOTTO LUIGI (PD). Grazie Presidente, no due brevissime considerazioni, io parto dal rilevare che le considerazioni che ha fatto il collega Cherchi danno conto innanzitutto della sua onestà intellettuale nel dare una lettura di quello che è accaduto e anche della sua valutazione su questo aspetto abbastanza puntuale, però mette in evidenza, collega Cherchi, un problema che io rilevo nella operato degli Assessori dello scorso mandato, nell'Assessore che ha iniziato questo di mandato è soltanto in parte rimediato dall'Assessore attuale. Io ho la sensazione che voi nella struttura regionale non abbiate mai avuto la sufficiente fiducia per costruire questo percorso perché la struttura regionale non era particolarmente propensa ad andare in questa direzione, c'è un problema, ed è un problema molto serio, l'esigenza di un organismo pagatore in Sardegna è un'esigenza politica che la mette al primo posto in Italia a poter pretendere questa scelta, il fatto che non si sia riusciti, in oltre 15 anni, o quasi quindici anni, ad arrivare a questo traguardo è una nostra deficienza, era una buona intuizione, non l'abbiamo saputa a portare in porto, né prima né dopo, di fatto siamo ancora al palo, all'ultimo minuto utile forse riusciamo a conseguire questo risultato, se ci riusciamo abbiamo fatto una buona operazione, se non ci riusciamo sarà perché ci siamo attardati troppo, era sbagliato pensare che non era il caso di insistere e crogiolarci un po' sul fatto che comunque le colpe sono della burocrazia in termini così molto generici. Io spero che, Assessore, a questa risultato si arrivi e lo si consegui se no sarà responsabilità anche nostra.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare la consigliera Daniela Forma, per dichiarare se è soddisfatta.

FORMA DANIELA (PD). Grazie Presidente, io invece riconosco tutto il lavoro e l'impegno profuso sia dall'Assessorato regionale dell'agricoltura che dalla direzione di ARGEA per cercare di recuperare il tempo perduto e mettere in campo tutte quelle azioni che servivano l'inoltro dell'istanza al Ministero delle politiche agricole, ora è chiaro che l'organismo pagatore può funzionare bene, può dare risposte importanti al sistema regionale se tutto il mondo con il quale si interfaccia, dà la propria collaborazione, ricordavo che l'organismo pagatore può funzionare bene nel momento in cui collabora con il mondo con il quale si interfaccia, solo a quelle condizioni noi riusciremo a dare risposte quanto più puntuali a tutto il nostro sistema agricolo regionale. Altri lo ricordavano, la Sardegna si allinea con questa richiesta alla maggior parte delle regioni del nord Italia che sono già organismo pagatore, come pure alla Regione Calabria, poi il collega Cherchi che è un po' diciamo titubante rispetto alle opportunità che potrebbero derivare dall'essere organismo pagatore regionale magari ha a mente il caso della Basilicata dove c'è stata anche una revoca di organismo pagatore perché il sistema non funzionava e quindi tutto il sistema regionale era soggetto a continue rettifiche finanziarie da parte della Commissione, però lei ha colto nel segno, è un'operazione che porterà benefici importanti nel momento in cui funzionerà bene per il nostro sistema regionale, sono delle opportunità, io li ho anche citati, parliamo di 400 milioni di euro di finanziamenti annui europei e di altri di ulteriori 150 milioni di cofinanziamenti nazionali che evidentemente verranno sottratti a una gestione centrale, quindi andiamo dritti per la strada che è già stata tracciata, facciamo pressing nelle prossime settimane perché questo è un risultato che dobbiamo portare a casa.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della mozione numero 446, intendendosi incorporata la mozione numero 36.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

La seduta è tolta, il Consiglio è convocato questo pomeriggio alle ore 16 e 30 e la seconda Commissione è convocata domani mattina alle ore 10.

La seduta è tolta alle ore 14 e 06.



Allegati seduta