Seduta n.322 del 16/10/2018 

CCCXXII Seduta

Martedì 16 ottobre 2018

(POMERIDIANA)

Presidenza del Presidente GIANFRANCO GANAU

La seduta è aperta alle ore 16 e 42.

FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta del 18 settembre 2018 (318), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Mario Angelo Giovanni Carta, Giampietro Comandini e Gianmario Tendas hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 16 ottobre 2018.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Annunzio di presentazione di disegno di legge

PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il disegno di legge numero 554.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Anna Maria Busia. Ne ha facoltà.

BUSIA ANNA MARIA (Gruppo Misto). Sì, preannuncio le mie dimissioni come Presidente del Gruppo Misto. Mi vedo costretta perché nella pausa pomeridiana ho ricevuto le lettere di dimissioni, che non sono state però raccolte, da parte del personale comandato al Gruppo Misto a seguito delle questioni di cui ho interessato gli Uffici e anche la Conferenza dei Capigruppo. Ritengo che sia stato un gesto, quello del personale, di grande responsabilità, perché ci troviamo davanti alla impossibilità di proseguire questa collaborazione. Ovviamente dovendo scegliere a chi rinunciare hanno pensato bene di presentare le dimissioni in massa, ma a questo punto sono io che sono costretta a dare le dimissioni, e le do non potendo continuare nel mio mandato, così come ovviamente richiesto alla Presidente di un Gruppo, soprattutto alla Presidente di un Gruppo Misto. Nessuno dei miei colleghi potrà lavorare, e, tra l'altro, ci troveremo costretti anche, credo non soltanto io ma anche qualcuno dei colleghi lo farà, ad abbandonare l'Aula nell'ipotesi in cui non ci sarà più nessuno a collaborare nel nostro Gruppo e quindi aiutarci nello svolgimento di quello che è il nostro mandato. Ovviamente voglio rappresentare, io domani formalizzerò le dimissioni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Emilio Usula. Ne ha facoltà.

USULA EMILIO (Gruppo Misto). La comunicazione che ha fatto un attimo fa la collega Busia mi impone naturalmente di preannunciare che non accetterò il ruolo subentrante da Vicepresidente del Gruppo Misto. Il problema dell'agibilità politica dei consiglieri eletti nel Gruppo Misto è un problema serio, e deve essere considerato un problema politico, perché se non abbiamo la possibilità di avere un collaboratore, e questo vale soprattutto all'interno del Gruppo Misto, è chiaro che viene meno la possibilità di esercitare il nostro ruolo di rappresentanti eletti.

PRESIDENTE. Onorevole Usula, il problema è all'attenzione della Presidenza e dei Capigruppo, e ci sono dei termini di legge invalicabili oltre i quali non si può andare, quindi se c'è del personale che percepisce il doppio di quello che è previsto per legge, evidentemente quel personale non può essere dentro il Gruppo, questo è il tema su cui i Capigruppo hanno avuto ripetute lettere di sollecitazione e di attenzione al problema, siamo arrivati a un punto in cui evidentemente il budget non è più sufficiente, vedremo negli ambiti della legge di intervenire, dopodiché non si può fare altro, quindi la cosa l'abbiamo discussa stamane nei Capigruppo e la riaffronteremo i prossimi giorni.

BUSIA ANNA MARIA (Gruppo Misto). Presidente, non abbiamo avuto nessuna comunicazione se non una lettera un mese fa.

PRESIDENTE. No, avete avuto una lettera un mese fa e un'altra 3-4 mesi fa, uguale, che diceva la stessa cosa, di attenzionare il budget di ciascun Gruppo, dopodiché è cosa risaputa che c'è una sperequazione rispetto a quelle che sono le tariffe per ciascun consigliere per la collaborazione, ed è una cosa che i Gruppi…

(Intervento fuori microfono della consigliera Busia)

PRESIDENTE. Noi non stiamo mettendo nessuno, ci sono delle leggi che vanno rispettate, punto. Siamo arrivati a un punto che c'è un margine ancora da guadagnare, credo che questo margine non sia sufficiente, poi vedremo se ci sono altre soluzioni, molto semplice.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Presidente, le rubo un minuto a seguito di questo suo chiarimento, però noi ci associamo perché viviamo le stesse problematiche della collega Busia e credo che qui vada fatto uno sforzo da parte di tutti e deve diventare un argomento prioritario, non ci si può fermare a delle comunicazioni, delle lettere, dei calcoli che poi alla fine sono variabili, anche perché il budget iniziale non consente ai Gruppi di poter lavorare, Presidente. Questo credo che sia il minimo e vorrei dirlo a voce alta, è l'unica azione, attività che abbiamo di supporto, non abbiamo altro. Se noi togliamo questo ha ragione l'onorevole Busia, cosa veniamo a fare in quest'Aula o nei nostri Gruppi di riferimento?

Continuazione della discussione generale, ai sensi dell'articolo 102 del Regolamento, della proposta di legge Cocco Daniele Secondo - Cocco Pietro - Zedda Alessandra - Rubiu - Busia - Congiu - Ledda - Zanchetta - Truzzu - Dedoni: "Norme integrative al regio decreto 29 luglio 1927, n. 1443, sulla disciplina dell'attività mineraria, della L.R. 7 giugno 1989 n. 30 (Disciplina dell'attività di cava), e della legge regionale 9 ottobre 1959, n. 17 (Obbligo, da parte degli appaltatori di opere pubbliche, dei beneficiari di contributi o mutui erogati dall'Amministrazione regionale, di applicare, nei confronti dei lavoratori dipendenti, condizioni non inferiori a quelle risultanti dai contratti collettivi di lavoro della categoria vigenti nella provincia), e successive modifiche ed integrazioni" (550).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione della proposta di legge numero 550.

E' iscritto a parlare il consigliere Marco Tedde. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Signor Presidente, mi pare di poter ribadire quanto espresso da alcuni autorevoli colleghi in relazione alla bontà, alla dimensione, al livello qualitativo di questa proposta di legge. Bontà, dimensione e livello qualitativo che è di bassissimo profilo, bassissimo profilo. Non riesco a comprendere come questa proposta di legge, così congegnata, ma non tanto per la ratio, per lo spirito, quanto per come è stata formulata. Non riesco a comprendere come abbia fatto entrare in Aula così di soppiatto, probabilmente c'è qualche leprotto pronto a uscire dal cilindro, probabilmente c'è qualche emendamento della Giunta regionale che la deve completamente ristrutturare, probabilmente, non lo sappiamo, però è una proposta di legge profondamente errata. Caro collega Pizzuto anche noi siamo dalla parte dei lavoratori e ve l'abbiamo dimostrato in quest'Aula più volte, ma siamo anche dalla parte delle imprese che danno lavoro ai lavoratori, siamo dalla parte del mondo occidentale, siamo dalla parte dello Stato di diritto, consigliere Pizzuto. Siccome siamo da quelle parti e pratichiamo quegli ambiti non ci piace assolutamente quello che è scritto qui, non ci piace, per esempio, che le inadempienze e le violazioni che portano alla decadenza vengano stabilite, vengano accertate da un organo amministrativo che poi potrebbe anche cambiare idea in sede di autotutela. Nel frattempo l'impresa è fallita, ma ve lo siete posti questo problema? Non ve lo siete posti. Ancora, laddove prevedete la decadenza dei benefici finanziari disegnate un procedimento che definire asfittico è dire veramente molto poco, nonostante le gravissime conseguenze che ciò può comportare, ciò che l'analisi dell'inadempimento può comportare. Il procedimento è del tutto insufficiente, cosa che denota un atteggiamento autoritario, consigliere Pizzuto. Siete autoritari, non siete dalla parte dei lavoratori, siete autoritari, siete oscurantisti, siete del tutto oscurantisti. Ancora, c'è una perla all'interno di questo progetto, è l'articolo 4, è quello che disciplina i ricorsi. Da questo articolo 4 parrebbe che la Regione Sardegna ha la capacità, la potestà legislativa di prevedere che avverso gli atti della pubblica amministrazione si possa ricorrere al TAR. Colleghi, non siamo noi che possiamo legiferare in questo campo, c'è la Costituzione che prevede che per la tutela dei diritti soggettivi e degli interessi legittimi si può ricorrere all'autorità giudiziaria, non lo dobbiamo scrivere noi. A che serve che lo scriviamo noi? Per dimostrare che comunque abbiamo qualche competenza? Non penso che i lavoratori abbiano necessità di questo, i lavoratori e le imprese hanno necessità di norme che disciplinino in modo sereno questa materia, che è una materia molto delicata. Non si può assolutamente scrivere una proposta di legge e approvare una proposta di legge col randello in mano nei confronti di chi magari sbaglia involontariamente, magari sbaglio in modo colposo e ha il diritto di vedere la propria situazione, il proprio errore, valutato serenamente dall'autorità giudiziaria non da un funzionario che poi potrebbe anche cambiare idea, non da un funzionario che in sede di autotutela potrebbe poi decidere altre cose. Nel frattempo le imprese, cari colleghi, falliscono.

Concludo dicendo che questo è un progetto di legge di matrice e di stampo ottocentesco che necessita di una forte, fortissima rivisitazione, cari colleghi, in chiave liberale. Spero vivamente che questa rivisitazione in chiave liberale possa essere decisa da quest'Aula rimandando il tutto in Commissione.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Stefano Tunis. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (FI). Presidente, se fosse possibile vorrei trasformare il mio intervento in discussione generale sull'ordine dei lavori, per una ragione: siamo a conoscenza del fatto che la Giunta regionale sta predisponendo un emendamento o più emendamenti che modificano in termini radicali questo provvedimento. A questo punto mi riesce difficile poter fare un intervento su un testo che poi viene sostanzialmente soppiantato da altri articoli. Di conseguenza chiederei, se fosse possibile, che fosse da subito illustrata la modalità attraverso cui la Giunta vuole modificare il provvedimento e poi eventualmente mi riservo di intervenire sugli articoli.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (Fratelli d'Italia). Presidente, in realtà anch'io intendevo porre lo stesso identico quesito del collega Tunis, ci risulta che la Giunta abbia predisposto degli emendamenti e quindi non possiamo portare avanti la discussione se non veniamo a conoscenza di quali sono le intenzioni della Giunta e le modifiche che intende apportare. Quindi ritengo che si debbano come minimo sospendere i lavori per qualche minuto in attesa che si distribuiscono gli emendamenti.

PRESIDENTE. Ricordo che per la presentazione degli emendamenti secondo il Regolamento c'è tempo sino al termine della discussione generale, quindi non è una prassi seguibile quella che state proponendo.

E' iscritto a parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Presidente, le obiezioni che sono state poste non sono da scartare così velocemente pensando di poter andare avanti in una discussione di una norma che tutto ha eccetto il contenuto serio e vero. Allora, io capisco tutto e sono disponibile però, Presidente, la richiamo un attimino all'attenzione, io ho messo la mia firma, ho dato l'adesione al "102" - e credo che non succederà più - in Conferenza dei Capigruppo ove non c'era presente la legge, o meglio, la proposta di legge, non era illustrata la proposta di legge, quando è passata perché ritenevo fosse una cosa buona per tutti, per i lavoratori innanzitutto, sono andato a leggerla quando l'ho avuta in mano e ho visto le incongruenze più assurde possibili. Io capisco una cosa, che la tecnica legislativa non è in mano a molti e probabilmente neanche in me per l'esperienza, ma la carenza di un ufficio legislativo nel Consiglio regionale adeguato e che dia supporto non solo per le cose precedenti ai Gruppi è un'altra delle carenze che vengono sollevate. Ma voglio dire soprattutto una cosa importante, l'onorevole Pizzuto stamattina ha detto che la ratio è banale, ha usato questo termine, banale, allora vorrei ricordarle che la ratio nella norma legislativa è l'essenza, la verità, la condizione perché quella norma esista, se non c'è la ratio cioè il perché si fa quella norma, vuol dire che si sta utilizzando la testa per fare capovolte magari in un circo equestre, ma non in Consiglio regionale. Allora se poi ognuno ci va a leggere, capisce che la provincia richiamata è un organo legislativo, probabilmente il diritto costituzionale è una cosa così leggera per non parlare di altre incongruenze amministrative, di altre incongruenze fra una norma e l'altra e pensando di poter competere in una materia in cui non c'è competenza con lo Stato che ne ha piena e totale disponibilità. Ora se queste cose sono vere come sono vere perché sono scritte qui, Presidente, io la richiamo al suo dovere di ritirare una cosa inammissibile perché se anche si presentano emendamenti non è emendabile perché è una cosa che fa danno ai lavoratori anziché aiutarli. A meno che non ci sia qualcosa di nascosto per cui magari si vuole preferire dare un supporto a un'organizzazione sindacale che sia datoriale o che sia dei lavoratori, ma è una cosa impropria e non esiste che in Consiglio regionale possano venire messe in condizioni non vere queste. Presidente, la sto richiamando alla sua autorevolezza di non mediatore, di colui il quale dà la parola, ma colui il quale si verifica prima attraverso gli uffici se sono cose da poter mandare o no all'interno del Consiglio regionale a dibattere e cioè a dibattere del nulla, dell'inesistenza di una norma che non dice niente. Ora se questo è vero, quando io ho detto che avrei preferito riportarla in Commissione è perché avrei gradito poter migliorare questa norma, darle tutta la forza necessaria perché espandesse la propria competenza, ma se si vuole andare soltanto facendo cose appiccicaticce, si vada, si vada, ma la responsabilità è di chi va a fare queste cose tradendo il mandato popolare perché si fa anche un giuramento quando si entra in quest'Aula. E allora perché non fare una giusta e sana riverifica della norma? Io non so se la dottoressa Piras avrà tutti i suoi uffici disponibili e subito per fare questi emendamenti, ma ce li depositino, perché Presidente forse normalmente in prassi è quello che lei ha detto, ma in questa circostanza lei ha un'altra rilevanza, quella di essere al di sopra delle parti e di guardare qual è il bene della gente una volta che una norma viene esitata da qui in questo modo, cioè a creare danni anziché dare benefici e il suo alto ufficio è anche quello di poter far sì che alcune cose manco si affaccino perché non è possibile che vengano dentro delle cose che non hanno un significato o possano averlo nascosto. Ma ce lo dicano e siamo disponibili se è per il bene dei lavoratori, ma io qui leggo solo che probabilmente con l'esito di questa norma facciamo il male dei lavoratori e non mi si dica pensando di fare i demagoghi, io ho presentato molte proposte di legge, non ho mai invitato il popolo a venire qui perché senta che io sono bravo perché ho presentato la legge, a me interessa che chi è fuori da qui, chi ne ha necessità abbia una legge che funzioni, che gli dia soddisfazione, non delle porcherie che poi hanno bisogno dei giudici per poter camminare e avere una risposta. Per cui la demagogia qui poco ne vale, poco ne vale, qui vale la norma, la legge, il riferimento alle leggi e quelle che sono le possibilità vere e serie di dare risposte alla gente. E se vogliamo sfidarci anche sul tema della demagogia le assicuro che come lei parla gliene parlerò io dopo di alta demagogia e le farò capire cosa vuol significare. Io Presidente non potrei dire di più, concludo qui e non c'è bisogno di più, ma lei ha la responsabilità di non far verificare bene le norme anche attraverso quelli che sono gli emendamenti dichiarati e che cambiano questo testo che dovrebbe essere in discussione. Questo non è il testo in discussione, il testo in discussione sono gli emendamenti, se così non è dica che non è così altrimenti sta nascondendo una verità e non credo che sia degno del Presidente dell'Assemblea.

PRESIDENTE. Onorevole Dedoni, prendo atto che mi sta attribuendo le funzioni che sono proprie della Corte costituzionale, ma che io non ho e non posso esercitare.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). No, lei le ha!

PRESIDENTE. Il Presidente del Consiglio ha il ruolo soltanto dell'individuazione delle norme intruse e dell'ammissibilità degli emendamenti, niente di più di questo, non mi attribuisca compiti che mi farebbe piacere esercitare ma che non posso esercitare per legge.

Le norme intruse sono sulla Finanziaria, solo sulla Finanziaria.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Le fate anche per altro!

PRESIDENTE. No quella è l'inammissibilità degli emendamenti sulla base della non recidività dell'emendamento a cui fanno riferimento.

E' iscritto a parlare il consigliere Giorgio Oppi. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC-Sardegna). Io credo che oggi noi avremmo potuto concludere se l'Assessore, mi scusi se la importuno, ma probabilmente se lei fosse intervenuta e avesse dato il suo parere probabilmente avremmo chiuso pressoché subito, perché qui si tratta di una posizione abbastanza anomala. Uscendo dal Consiglio ho incontrato due gruppi, entrambi dicevano un qualche cosa, probabilmente entrambi avevano ragione, però esiste una situazione, esiste una legge che purtroppo non è mai stata applicata nella sua interezza, forse è un centennio di cui si parla del problema del settore minerario e nel settore specifico molte difficoltà ha sempre avuto la struttura mineraria. Ma non è soltanto questo caso, io ne cito soltanto alcuni casi, la verità è che talvolta si è cercato, soprattutto la Commissione industria, di creare un presupposto e poi soprattutto una forma assicurativa perché la stragrande maggioranza il termine improprio usato oggi dal collega effettivamente è valso tante volte. Chi ha operato nel settore minerario di solito non ha operato utilizzando il filone ma bensì cercando la polpa, perché voleva trarre il massimo profitto e alla fine ci siamo sempre trovati in una situazione di difficoltà. La difficoltà qual era? Che tutti quanti abbandonavano lungo strada il tutto e praticamente senza un minimo di ripristino ambientale e questo purtroppo non siamo mai riusciti a farlo, e la difficoltà vera è questa. E io ne posso citare alcuni, se dovessimo intervenire io ricordo per esempio che quando nel settore della fluorite a Silius arrivavano i polacchi che venivano messi in una specie di gabbia di legno perché aprivano i fornelli e quindi si arrampicavano all'interno della miniera, molti sono deceduti perché mancava la sicurezza. Questo è un esempio, ma ho conosciuto tanti che hanno operato nel settore del bario, nella mia città hanno ridicolizzato un ambiente, erano soltanto buchi perché non c'era una ferrea posizione da parte della Regione che gli imponeva o eventualmente gli toglieva la concessione ma a quel punto avevano estratto il meglio, l'oro l'avevano già estratto e se ne fregavano, oppure che posso dire, ho parlato prima di Giulini, eccetera. Io credo che sia importante che l'assessore praticamente trovi una via di uscita, nel senso, senza entrare nel merito chi ha ragione e chi ha torto, e poi è difficile trovare anche chi domani riprende la struttura, tutti sono faciloni nel dire "Ma tanto c'è uno che è pronto a ripristinare", non è così, questo è una bugia, e potrei citare tanti esempi. Errori fatti ne abbiamo tanti, io ne cito uno, la bauxite di Olmedo. Ma che cosa c'entrava la bauxite di Olmedo? Si trattava di andare dentro la miniera, scavare per togliere che cosa? Calcarea rudiste, cioè la bauxite. Quando dall'Australia arrivava attraverso il caterpillar, veniva caricata praticamente in una nave, arrivava in Sardegna, e in Sardegna costava esattamente un terzo del costo di portare praticamente la stessa bauxite da Alghero a Portovesme. Queste è significativo. Quindi io credo che lei e la sua autorevolezza, attraverso i suoi uffici, può fare nei tempi che riterrà più opportuno, più brevi o medio brevi eccetera, una indagine, verificare la situazione se corrisponde alla verità e trovare una soluzione, ma soltanto lei la può trovare, non è una legge che poi viene discussa, la legge che poi magari si fa un ricorso e non vale, crea soltanto problemi. Quindi io aspetto, perché ho visto questi due emendamenti, so che lei ha un emendamento che probabilmente è foriero di un certo risultato positivo, se lei praticamente fa questa cortesia, probabilmente risolviamo il problema nell'interesse generale.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Presidente, per stare sul merito delle cose, cercare di fare chiarezza dal mio punto di vista ovviamente rispetto alla vicenda, qua siamo di fronte ad una questione. Innanzitutto partiamo dal problema che dobbiamo affrontare, che è quello di un'azienda che vede dei lavoratori, come dire, discriminati rispetto al posto di lavoro. E anche qua stiamo parlando di una storia mineraria, come tante altre che abbiamo visto in Sardegna, e su cui bisogna fare chiarezza. Poi discutiamo della legge mineraria e delle questioni che sono all'ordine del giorno oggi. Però qua stiamo parlando di una società, brevemente, nel 2015 c'era una società, la Sarda bentonite, che gestiva questa miniera di Piscinas, la quale era faceva parte di una multinazionale svizzera, la Clariant, che ha ceduto una parte del ramo di azienda a questa società, che è oggetto di discussione di oggi, che si chiama Polar, la quale è venuta qua a realizzare lettiere per gatti, attraverso la bentonite e la produzione del prodotto coltivato nella cava di Piscinas. Ora, i lavoratori non è che fossero tantissimi, 24 lavoratori, di questi 24, 13 licenziati in tronco, al momento nel quale il Giudice del Lavoro nel 2016 li ha reintegrati nel posto di lavoro, altri 7 di questi sono stati trasferiti a Genova, luogo nel quale l'azienda ha un altro luogo di lavoro, altri sono stati licenziati, insomma arriviamo ad oggi. Questa è la situazione, è evidente che ci sono questioni di natura sindacale, che non vanno confusi con le questioni di natura legislativa, sono cose totalmente differenti, io credo che noi abbiamo ben chiaro il confine che c'è fra una questione di carattere sindacale che riguarda una materia che deve essere tutelata dal punto di vista sociale e sindacale, il ruolo che hanno i sindacati in questa vicenda, come in altri, e il ruolo che hanno i legislatori. Perché noi riteniamo opportuno che si debba intervenire? Naturalmente con le cautele del caso, perché non è che risolvi il problema e nei crei cento altri di problemi, tu devi risolvere un problema per dare una soluzione ai lavoratori, in questo caso specificatamente questi della Polar, ma contemporaneamente devi fare in modo che ci sia una soluzione non complicata per coloro che operano nel settore delle cave in miniere, che non è un settore che arriva in Sardegna per caso, guarda caso viene da tempi lontani. Io provengo da un'area mineraria, il problema lo conosco bene, da sempre, perché le concessioni sulle cave minerarie sono concessioni vecchie, guarda caso in gran parte anche nel secolo a partire dall'Ottocento sono concessioni date soprattutto ad imprese straniere, inglesi, francesi, ungheresi, che hanno gestito le miniere e hanno coltivato il nostro territorio per anni, per secoli, lasciando un territorio deturpato, violentato, distrutto, e noi che cosa abbiamo in tutto questo? Una legge nazionale del 1927. Sarà giunto il momento di metterci mano ad una legge nazionale del 1927, che probabilmente aveva un senso fatto in un momento storico anche particolare, il 1927 non era un anno mi pare molto democratico per le procedure parlamentari, e c'è una legge del 1927, che aveva un occhio clinico su queste materie e sulle altre, ovviamente differente rispetto a quelle che sono le cose oggi. Quindi noi dobbiamo mettere mano alla legge, tanto è vero, e lo dico ai colleghi, che nella legge, se la leggete, all'articolo 1 c'è scritto: "Nelle more dell'approvazione di un'organica legge in materia di disciplina dell'attività mineraria e di cava, ad integrazione delle disposizioni di cui al regio decreto 29 luglio 1927, numero 1443, e successive modifiche e integrazioni, si applicano le norme contenute nella presente legge". Come dire, noi ci rendiamo conto che su questa normativa, su questo settore bisogna intervenire, perché una legge del 1927 è chiaro che bisogna intervenire, e siccome la Regione Sardegna ha competenza su una materia come questa, e l'Assessorato dell'Industria, l'Assessore qua presente lo sa bene, ha competenza specifica su questa legge, ed è capitato spessissimo anche con l'Assessore di discutere sulla necessità, e l'Assessore credo che abbia anche come dire in mano strumenti normativi dei quali già si è discusso, e con lei abbiamo discusso, perché si possa intervenire in una modifica più complessiva sul quadro normativo che riguarda la legge sul settore delle cave e delle estrazioni. Questo per far capire che è vero come è vero che noi non è che dobbiamo punire coloro che fanno impresa, ma neanche per idea, ma non dobbiamo certamente punire coloro che una legge in qualche modo iniqua, o chiamiamola così, "fuori tempo", da aggiornare, non consenta di utilizzare gli strumenti minimi di tutela nei confronti di coloro che prestano la loro opera per un'azienda che viene da fuori e immediatamente licenzia la gente. E' evidente che occorre intervenire. Sarà questa legge in grado di intervenire e di modificare le cose? Io spero di sì, io penso che un piccolo contributo lo possa dare una legge che interviene, cercando di mettere nelle more normative l'idea che coloro che operano in regime di convenzione con il servizio pubblico, abbiamo dei diritti ma abbiano anche dei doveri importanti da rispettare. Qualcuno dice: "Ma questo è già previsto nelle norme di tutela dei lavoratori" tant'è vero che il Giudice del Lavoro nel 2016 ha ripristinato le condizioni di lavoro di quella gente che era stata licenziata. Questo è vero, però ci sono leggi specifiche su molti campi, e non in questa, che invece intervengono in maniera chiara, specifica sull'idea che i lavoratori debbano essere tutelati, e coloro che operano in regime di convenzione con il servizio pubblico hanno delle tutele maggiori. Farò un altro esempio, ancora più chiaro, per capirci dove la legge secondo me deve intervenire e può dare una mano, ed è quella dei contributi pubblici. La Regione Sardegna si è sempre prodigata nel dare una mano alle imprese che vengono qua ad investire, spesso è capitato che le aziende venissero da fuori, spesso è capitato anche che venissero finanziate dalla Regione Sardegna, faccio anche degli esempi concreti, con denari pubblici anche esagerati. Faccio l'esempio, che ne so, della della ex Rockwood, un'azienda che produceva anche utili di bilancio, ma che aveva deciso di delocalizzare e ha deciso di trasferire la propria impresa in altre parti, compresi quei macchinari comprati con soldi pubblici, e non ha esitato a mandare la gente a spasso, un centinaio di lavoratori, per fare i loro interessi. Ecco questo è accettabile? Noi minimo dovremmo pretendere che quelli restituiscono i soldi che hanno ricevuto. In legge non è scritto, lo dovremmo scrivere, va scritto in legge che quelli devono restituire i soldi. E allora è una legge iniqua? Certo che non lo è. E ancora l'Alcoa, che adesso come dire ha un percorso differente, perché abbiamo lavorato in tanti, in particolare i lavoratori di quell'azienda perché potesse riprendere a produrre, quelli hanno avuto sconti straordinari dal punto di vista energetico, con finanziamenti pubblici incredibili dati, centinaia e centinaia di milioni di euro per abbattere il costo energetico e dare a quelli la possibilità di stare sul mercato meglio di altre aziende in Europa. Tant'è vero che c'è una violazione delle regole europee e la restituzione di una parte di quei soldi. Non parlo delle bonifiche, che è un altro capitolo, del quale avremo modo di discutere in altre occasioni, di cui le imprese che hanno saccheggiato i territori non si sono occupate per ripristinarlo. E allora, questa è una legge, per concludere, che interviene per dare garanzie maggiori a quei lavoratori così come previsto per altri settori, che non sono quelli delle cave, è una legge che non vuole intervenire a gamba tesa in un settore che merita una legge particolare specifica, della quale probabilmente l'Assessore durante il suo intervento dirà, perché occorre intervenire su una legge che appartiene ad un regio decreto del 1927, fuori tempo massimo, fatta in un periodo di un regime, quello fascista, che certamente guardava in una maniera differente le condizioni di lavoro, e comunque è trascorso quasi un secolo da quella legge e bisognerà intervenire per farne un altro, abbiamo la competenza e vorremmo utilizzarla e abbiamo scritto nella legge che nelle more dell'applicazione di una nuova legge sulle cave e sulle miniere si interviene con questo provvedimento in una maniera specifica, così come, sulla questione dei finanziamenti, coloro che utilizzano denari pubblici per fare azioni nel nostro territorio è bene che questi denari o li restituiscano o che minimo rispondano ai doveri di quelli che utilizzano, denari e aziende pubbliche, in Sardegna con finanziamenti pubblici per garantire i posti di lavoro, ecco questo è lo spirito della legge. Allora si era detto che la legge così com'era scritta probabilmente andava emendata, ci sono due emendamenti presentati dalla Giunta che, come dire, inquadrano anche meglio le condizioni che danno la possibilità a tutti, anche coloro che avevano dubbi dal mio punto di vista di avere nei confronti del provvedimento uno spirito differente vedendolo così modificato, quindi l'invito è quello di sostenere il provvedimento ed invito ovviamente la Giunta a che si possa arrivare ad una legge in tempi rapidi, o per lo meno entro la fine di questa legislatura, sui provvedimenti di cave e di miniere.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Daniele Secondo Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE SECONDO (SDP). Grazie Presidente, io sono attonito da alcune dichiarazioni che ho poc'anzi ascoltato, quando si dice che qui c'è qualcosa da nascondere veramente mi sovviene da sorridere, da sorridere molto, perché sembra che i comizi in quest'Aula li facciano altre persone, le abbiamo sempre fatte altre persone, accusare Luca Pizzuto di aver portato qui il popolo per fare demagogia credo sia per noi insopportabile, ascoltare un'affermazione del genere è per noi insopportabile. Io vorrei chiedere agli onorevoli colleghi che hanno firmato questa proposta di legge che dicano chi è che è andato presso loro per estorcere la firma, perché veramente c'è da preoccuparsi quando qualcuno dice che dopo che ha firmato ha letto la legge e ha trovato tante porcherie, ha trovato una legge oscurantista, chiedete a quei dipendenti, trattati in quella maniera, bistrattati, ai quali hanno fatto perdere anche la loro dignità, davvero se questa è una proposta di legge oscurantista, autoritaria, sentite un po' cosa cos'hanno da dire, è facile dirlo da questi banchi, da privilegiati come siamo considerati, anche se non lo siamo, forse qualche volta lo siamo anche, è veramente insopportabile, io non vorrei più ascoltare interventi del tipo e della natura che abbiamo sentito qualche minuto fa, poi qui c'è stata tutta la più ampia disponibilità ad emendare la proposta, a fermarci dopo la presentazione della stessa, a fare una legge che sia una legge perché nessuno vuole prendere in giro nessuno, e se noi vogliamo andare avanti a proporre questo dispositivo emendato con gli emendamenti della Giunta che vanno nella direzione auspicata credo da tutti, credo che il problema davvero non sussista, mi sembra strano, io credo che l'avvicinarsi di febbraio stia creando degli scompensi nella testa di molti di noi, ma credo che non sia questo il luogo per manifestare questi scompensi, ci sono altre sedi dove possono essere curati gli stessi e la sede idonea non è sicuramente questa, quindi io invito a leggere bene gli emendamenti e credo che con quegli emendamenti non dovremmo fare altro che approvare la legge, che poi l'articolo 1 dice chiaramente che se sei in attesa di una legge che riformi davvero quello che è in capo alle concessioni minerarie, perché la legge di riferimento è adattata e sicuramente non è più attuale rispetto a quelle che sono le esigenze e le problematiche e le criticità di adesso. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gianfranco Congiu. Ne ha facoltà.

CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). Io sono tra coloro che ha firmato la richiesta di 102 confidando, come penso la maggior parte dei colleghi sul fatto che è nostro preciso obbligo licenziare norme generali e astratte non concrete e ad personam, norme generali e astratte che nel testo, così come da noi esaminato la prima volta nella Conferenza dei capigruppo, avevano e hanno tuttora l'impianto normativo 102 sul quale ho consapevolmente apposto la firma è un impianto normativo generale ed astratto, se poi qualcuno di noi la vuol caricare di significati politici, se poi qualcuno di noi vuol giocare d'anticipo su alcuni temi rispetto ad altri, buon pro gli faccia, ma io sto sulla dimensione di una legge che ho visto, che ho letto, e che mi pare abbia i crismi per poter andare avanti con un 102, ma il 102 non è altro che una forma di approdo in Aula semplificata, è una forma di approdo in Aula che evita il passaggio nelle Commissioni, e tante volte abbiamo proposto 102, io per primo, laddove i temi erano tutto sommato scontati, di facile lettura, e con quel sistema si favoriva l'approdo in un'Aula alla quale tutti hanno diritto di partecipare e di assistere ai nostri lavori, compreso il pubblico che oggi è presente, ma è anche vero, è inutile negarlo, che a margine, alcuni portatori di interesse, e anche la loro attività è legittima, ci hanno segnalato delle, chiamiamole discrasie, che ruotano tutte attorno ad un concetto: badate legislatori regionali che nel momento in cui voi stabilite per legge la revoca immediata della concessione, senza dargli un contenuto definitorio preciso, correte il rischio di fare un provvedimento impugnabile, non applicabile, esponibile a rischi e quant'altro, mi sembra una posizione assolutamente pertinente, non so fino a che punto condivisibile ma è pertinente e questa posizione espressa da un portatore di interesse che si chiama Confindustria è stata analizzata, immagino io, dalla Giunta che ha proposto un correttivo a quell'articolo che verosimilmente dichiarava una decadenza ex officio senza che vi fossero tutti i crismi verosimilmente per una verifica di quella decadenza ed allora capisco il senso dell'emendamento che non parla più di una revoca ex officio ma parla dell'avvio di un procedimento, e allora io non ho dubbi sul fatto che questa normativa, con questo accorgimento che non è più revoca ex ufficio, revoca automatica, ma è l'avvio di un procedimento, possa reggere anche ad un giudizio di legittimità, perché si sta colmando un divario, e qual è il divario? La tutela del contraente debole, quello stesso contraente debole, mi permetto di ricordare a quest'aula, che è stato molto tutelato nella legge appalti, molto tutelato da noi, molto tutelato da chi come la mia parte politica ha proposto la difesa ad esempio dei subfornitori, nel settore degli appalti la categoria dei subfornitori era una categoria figlio di un Dio minore che erano privi di tutele, nel senso che la normativa tutelava semplicemente le stazioni appaltanti, gli appaltatori e sub appaltatori, e fornitori? Nel 99 per cento dei casi sub fornitori sono imprese sarde che non avevano una possibilità di reazione di fronte all'inadempimento conclamato dei sub appaltatori quest'Aula si è presa carico di colmare questo divario, io sto a questi paradigmi, norme generali ed astratte che tutelano la Sardegna e i sardi, siano essi sub fornitori, siano essi lavoratori, siano essi cittadini che hanno diritto ad una tutela e ci chiedono di intervenire in un tessuto normativo datato, vecchio, che può essere rimesso in equilibrio, mi pare di leggere nella proposta emendativa della Giunta che si voglia andare verso questa direzione, cioè togliere quella incertezza, togliere il rischio di una impugnabilità, virando dalla revoca ex officio che oggettivamente poteva essere impegnativa verso un'apertura di un procedimento che mi garantisce il confronto, che mi garantisce il contraddittorio, che mi garantisce la terzietà, ritengo che a questo punto tutti gli equivoci possono essere sanati e colmati rispetto alla posizione che ci ha manifestato un portatore di interesse, ripeto, Confindustria, non ho altri portatori di interesse che hanno manifestato altre discrasie. Rispetto a quella discrasia valuto l'intervento della Giunta come puntuale e assolutamente idoneo a proteggere quest'Aula da eventuali giudizi di illegittimità.

PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Vorrei fare un po' di ordine, intanto dire che anche io ho sottoscritto la proposta con il "102", però voglio anche ricordare che il "102" parla della "proposta sottoposta", ovviamente adesso stiamo andando oltre perché parliamo di un "102" visto velocemente e di una proposta di emendamento presentata, adesso, dall'Assessore.

Detto questo, che può essere superato perché non faccio dei formalismi, però lo voglio sottolineare perché si sappia, perché quando qualcuno va a dire, forse anche perché abbiamo il pubblico, che tutti eravamo d'accordo e tutti abbiamo deciso di portarlo, io dico che l'unico accordo e l'unica attenzione si è trovata in ragione dei lavoratori per i quali nessuno di noi ha posto obiezioni, però quegli stessi lavoratori probabilmente dobbiamo fare lo sforzo in quest'Aula stasera di tutelarli, facendo applicare norme che non sono impugnabili, da un lato, perché io colleghi - lo dico a lei, Presidente - riflettendo anche sulle osservazioni fatte dal collega Tedde, non sono sicura, collega Congiu, che la materia dell'ordinamento civile ai sensi dell'articolo 117 della Costituzione ci renda indenni: è ordinamento civile, che è competenza dello Stato. Quindi io dico, vogliamo fare una forzatura nei confronti dello Stato? Però non dobbiamo farla sulle spalle dei lavoratori, che magari a breve ci chiedono invece perché la legge non è applicata o perché è stata impugnata.

Io, Presidente, voglio dire anche due parole per la Confindustria, non di certo facendo il difensore d'ufficio della Confindustria, ma credo che abbiano rilevato le difficoltà delle buone imprese, di quelle che devono lottare nel mercato, di quelle che probabilmente si comportano correttamente e, senza dolo e ovviamente per colpa a loro non imputabile, spesso e volentieri si trovano in condizioni particolari. Ecco, in questo caso io devo dire che questa impresa ci dovrà dimostrare di portare avanti la concessione, e quindi dovrebbero attivare la coltivazione, la produzione, i ripristini ambientali, e pare ad oggi questo sia molto discutibile, pare perché i controlli credo che debbano essere fatti da altri, però sicuramente una cosa è certa, c'è stato il licenziamento dei lavoratori, e questo noi non lo possiamo accettare, e quindi, in ragione di questo, andiamo a dare una mano d'aiuto a chi ha subito questa ingiustizia. Perché anche io concordo quando qualcuno dice che nessuno può più permettersi di venire e fare da predatore nella nostra terra, soprattutto attivando attività e produzioni che non rispondono alla concessione ottenuta, non creano benessere, non fanno assolutamente il bene dei lavoratori, ma soprattutto io credo che non si debba neanche assistere a dei licenziamenti che ad oggi per noi sono di difficile comprensione. Però le proposte di emendamento appena viste dall'Assessore meritano un approfondimento, e allora se vogliamo davvero fare un buon lavoro e non scrivere cose che poi sono inapplicabili, o addirittura impugnabili (sarebbe l'ennesima volta e alla fine non se ne può più), io Presidente credo di voler fare una proposta, a dimostrare che noi non vogliamo riandare in Commissione, a dimostrare che noi non vogliamo fermare quell'unica possibilità che possiamo dare a questi lavoratori, ma fermiamoci in quest'Aula un quarto d'ora, venti minuti, cerchiamo di comprendere gli sviluppi di ciò che andiamo a scrivere normativamente, e abbiamo fatto sicuramente un lavoro utile e magari anche una buona legge.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore dell'industria.

PIRAS MARIA GRAZIA, Assessore tecnico dell'industria. Intanto ne approfitto per dire alcune cose sulla gestione delle cave e delle miniere in Sardegna. E' verissimo quello che è stato detto, abbiamo una legge vecchissima, mai nella sua struttura generale modificata, ci sono stati vari interventi nel passato ma nella sua struttura generale la legge è quella vecchissima. Naturalmente non voglio neanche far passare l'idea che qua chi gestisce cave e miniere possa lavorare in uno stato di assoluta, come dire, libertà. Qualsiasi concessione, intanto, tengo a dire è preceduta da una analisi, è preceduta da un piano di coltivazione e di sfruttamento, è preceduta da un progetto industriale e comunque da un progetto di coltivazione della miniera, ed è anche accompagnato ormai da tanto tempo da una congrua fideiussione, e son finiti i tempi, grazie al cielo, in cui le cave venivano coltivate, venivano sfruttate e la montagna svuotata veniva poi abbandonata, con tutti i pericoli non solo dal punto di vista ambientale ma anche della sicurezza di coloro che vivono vicino alle cave. Oggi un cavatore, un'azienda che estrae i minerali è soggetta al ripristino, un ripristino che è controllato sulla base di un progetto adeguato, e quando il ripristino non viene fatto viene escussa la fideiussione, anche di recente noi abbiamo escusso fideiussioni consistenti.

Quindi non viviamo in una condizione di libertà assoluta, abbiamo un sistema di controllo e di polizia mineraria che funziona, abbiamo le verifiche, abbiamo le ispezioni continue, applichiamo sanzioni spesso anche consistenti. Vero è che noi non abbiamo il controllo per legge… mentre lo abbiamo sulle attività strettamente minerarie di cava e di miniera, non le abbiamo sulle attività ad esse collegate, quindi controlliamo con la Polizia mineraria tutto ciò che viene fatto in tema di estrazione o di cava ma non possiamo intervenire sull'attività industriale, che è altra cosa e che rientra in genere sulle attività legate al semplice controllo della… come tutte le altre attività industriali. Perché oggi mi sono permessa di fare questi emendamenti? Perché ritengo che l'emendamento che ho proposto, nell'accettare una ulteriore possibilità di controllo tuttavia introduce sistemi di verifiche adeguati, perché avvia il procedimento, non c'è la revoca immediata della concessione, avvia un procedimento avverso il quale l'azienda può presentare motivazioni, può presentare le ragioni prima dell'applicazione di una eventuale revoca, quindi entriamo in una procedura di normale confronto che verrà adeguatamente protetto a seguito della presentazione da parte della Giunta di direttive di attuazione che moduleranno le sanzioni applicate, fino ad arrivare appunto alla revoca. Quindi io credo che questa modalità di accoglimento della norma presentata sia assolutamente percorribile; naturalmente con l'impegno, e su questo io sono profondamente convinta e anche accolgo l'invito che mi è stato fatto da più parti, di lavorare prestissimo ad una modifica di tutta la normativa sulle cave e miniere e portare in Consiglio quanto prima la proposta di una legge organica di modifica di tutta la normativa su questo campo e su questo aspetto.

PRESIDENTE. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli.

Ha domandato di parlare il consigliere Luca Pizzuto. Ne ha facoltà.

PIZZUTO LUCA (SDP). Chiedo cinque minuti di sospensione.

PRESIDENTE. Sospendiamo la seduta per cinque minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 38, viene ripresa alle ore 18 e 06.)

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta.

Ha domandato di parlare il consigliere Antonio Gaia. Ne ha facoltà.

GAIA ANTONIO (Cristiano Popolari Socialisti). Grazie Presidente, solo che alla luce della discussione, che si è intrattenuta poc'anzi, ritengo più che mai opportuno per un migliore approfondimento della normativa il rinvio alla Commissione.

PRESIDENTE. C'è una richiesta di pregiudiziale di rinvio in Commissione è possibile intervenire per ciascun Gruppo.

Ha domandato di parlare il consigliere Luca Pizzuto. Ne ha facoltà.

PIZZUTO LUCA (SDP). Presidente, ovviamente la proposta di ritornare in Aula non mi entusiasma molto, però gradirei in virtù del fatto che vorrei che ci fosse una norma di tutela votata da tutto il Consiglio vorrei che ci fossero garanzie sul fatto che la norma possa rientrare in Aula entro la fine della prossima settimana, quindi entro il 25, e che ci sia un impegno da parte dell'Esecutivo, da parte del Presidente della Commissione, dei Capigruppo a rientrare in Aula con un testo che possa consentirci il risultato che è quello di creare le condizioni affinché chi non rispetta i lavoratori o i territori in cui si lavora perda la concessione. Quindi chiederei che su questo ci fosse, come dire, un pronunciamento da parte della Giunta e di tutti gli attori coinvolti.

PRESIDENTE. Sì la richiesta deve essere presentata dal Capogruppo o da cinque consiglieri; quindi invito a sottoscrivere cinque consiglieri: va bene, allora la richiesta è effettiva.

Ha domandato di parlare la consigliera Anna Maria Busia. Ne ha facoltà.

BUSIA ANNA MARIA (Gruppo Misto). Sì soltanto per precisare la posizione, mi pare che la soluzione adottata sia quella migliore. Io ritengo, ritenevo accettabile anche la proposta della Giunta, nel senso che i due emendamenti andavano a spiegare meglio o meglio regolarizzare una procedura che era male abbozzata nella proposta di legge, che come è stato ricordato da più parti, prevedeva un automatismo che difficilmente era sostenibile. Questa invece la proposta emendativa della Giunta sicuramente risolve. Rimane un problema, anche questa può essere oggetto di approfondimento ulteriore, e cioè in generale le questioni di carattere intertemporale sono quelle che sono le più annose, le più complesse; prevedere una normativa di raccordo tra la vecchia disciplina e quella nuova che si va a costruire può creare dei problemi e lo sappiamo, e intasare, ahimè, tutte le giurisdizioni. Però credo che questa soluzione proposta possa, e cioè l'approfondimento, possa consentire di superare queste ulteriori criticità. Quindi ben venga l'ulteriore approfondimento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Luigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (Fratelli d'Italia). Sì grazie Presidente, prendiamo atto della proposta dei colleghi, ritengo che probabilmente sia la proposta migliore. Perché una legge così importante deve essere condivisa da tutta l'Aula; è una legge che in qualche modo va a salvaguardare quelli che son dei posti di lavoro, va a salvaguardare quelle che sono le aziende quindi è indispensabile che si perda qualche giorno per andare a migliorare questa legge. Una legge che abbiamo visto nel pomeriggio che tratta due aspetti fondamentali quelli che sono gli aspetti delle concessioni minerarie e degli obblighi dei concessionari e quelli che sono invece la tutela del diritto dei lavoratori. Quindi ritengo corretta questo tipo di proposta, l'impegno anche da parte nostra è di riportare la settimana prossima in Aula la legge dopo un passaggio nella Commissione industria che prenderà immediatamente le decisioni necessarie, grazie.

PRESIDENTE. Comunico che è rientrato dal congedo l'onorevole Comandini.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Grazie Presidente, a me l'idea insomma di rinviare non entusiasma tanto, perché avevamo trovato la soluzione nella fase emendativa. Tuttavia prendo atto della situazione che si è venuta a creare e se serve per migliorare il testo. Però io credo che sia necessario scandire i tempi entro i quali riportare in Aula il testo affinché questo non finisca nelle maglie dei provvedimenti che vengono, come dire, derogati nel tempo e poi non si riesce a stringere. Per cui la proposta è questa, Presidente, e quindi chiedo al Presidente della Commissione competente in questo caso che siede al mio fianco, Luigi Lotto, di organizzare i lavori. Noi avremo la possibilità di convocare la Commissione giovedì questo, cioè dopodomani, perché si affrontino i tempi, domani tutto il giorno organizzare i lavori della Commissione che si potrà riunire già giovedì mattina e sera, questo sulla base delle scelte che il Presidente della Commissione potrà fare, e quindi, Presidente, le chiedo per la settimana prossima di convocare il Consiglio di sera, martedì alle ore 16, per consentire martedì mattina di concludere i lavori della Commissione affinché il testo in discussione oggi possa essere portato in Aula entro la prossima settimana, ovvero entro il 25 di giovedì della prossima settimana si possa ridiscutere il testo, rivisto naturalmente e migliorato, si spera, dalla Commissione competente che lo deve esaminare. Per cui una settimana di tempo per approfondire degli aspetti, nell'ottica di tutelare e salvaguardare i lavoratori meglio probabilmente di come è scritto, questo lo vedrà la Commissione, e naturalmente anche audire voci differenti che potranno contribuire a dare una mano a questo, con l'intento ovviamente di non snaturare il testo, perché il testo è chiaro, se è scritto male o non è scritto adeguatamente bene, o se qualcuno pensa che possano essere modificate le cose di sostanza che intervengono su una legge che, come ho detto prima, è del 1927, per forza bisogna intervenire, ben venga il lavoro in Commissione, per cui però scandito. Quindi l'impegno da parte di tutti, in questo caso di maggioranza, ma anche di minoranza, con i propri rappresentanti in Commissione è di garantire la presenza e la partecipazione per i lavori e garantire la possibilità che il testo possa uscire dalla Commissione nei tempi che oggi stiamo stabilendo.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gianfranco Congiu. Ne ha facoltà.

CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). La versione proposta dalla Giunta era una versione sulla quale avevo mostrato di aderire. Pur tuttavia, una pausa istruttoria a condizione che in questi giorni venga aperto e chiuso un ciclo di audizioni, perché abbiamo il pensiero di un portatore di interesse, non abbiamo il pensiero degli altri, penso che sia cosa buona e giusta coinvolgere anche gli altri portatori di interesse, non solamente ragionare sul testo, ma fare in modo che il testo sia largamente condiviso.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Rubo solo un minuto per dire che condivido in particolare l'impostazione data ora dal collega Congiu, e credo che non mancherà certamente la disponibilità di questo Gruppo a lavorare e a riportarla in Aula nel più breve tempo possibile così come richiesto.

PRESIDENTE. Poiché non ho altri interventi per dichiarazione sulla richiesta di rinvio in Commissione, metto in votazione il rinvio in Commissione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Il provvedimento è in carico alla quinta Commissione.

Discussione della mozione Truzzu - Zedda Alessandra - Ledda - Dedoni - Rubiu - Lampis - Orrù - Tedde - Cherchi Oscar - Coinu - Fasolino - Peru - Tocco - Tunis - Randazzo - Satta - Lancioni - Dessì - Cossa - Marras - Sechi sulla bocciatura della rete ospedaliera sarda, con la richiesta di immediata rimozione dell'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento (449)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca ora la discussione della mozione numero 449.

Uno dei presentatori della mozione ha facoltà di illustrarla.

TRUZZU PAOLO (Fratelli d'Italia). Presidente, volevo chiedere se è possibile rinviare la discussione a domattina.

PRESIDENTE. No, non c'è nessun motivo, sono le 18 e 15…

TRUZZU PAOLO (Fratelli d'Italia). È una richiesta che ho fatto.

Inizio subito col tranquillizzare i colleghi, non c'è oggi alcun processo all'Assessore, non c'è un tribunale del popolo riunito, non c'è nemmeno la ricerca di un capro espiatorio e nemmeno il tentativo di martirizzare l'Assessore, e non c'è nemmeno la convinzione che si arrivi da una melliflua età dell'oro che è stata devastata dal lanzichenecco che arriva da Austis. Non è questo il caso, c'è invece la consapevolezza che ci sia un problema politico enorme, la consapevolezza che ci sia un sistema che andava assolutamente riformato, che nelle intenzioni della Giunta e dell'Assessore era un sistema da rendere più omogeneo possibile per rispondere ai bisogni di sanità e di salute dei cittadini sardi, un sistema che doveva cercare di spendere, non dico di meno, ma sicuramente meglio, perché questa era la realtà dei fatti. Nonostante ci sia questa consapevolezza, il risultato che noi oggi abbiamo dopo quasi cinque anni di amministrazione e di gestione della sanità da parte del centrosinistra è abbastanza chiaro e netto, perché anche oggi, al di là delle difese di ufficio che molti consiglieri di maggioranza terranno, la verità è che nessuno di voi, nessuno di noi è soddisfatto della situazione della sanità in Sardegna, ma non solo, nessuno di noi è convinto che in questi cinque anni la situazione del servizio sanitario sia migliorata, nessun operatore del sistema sanitario oggi è convinto che le cose, nel corso di questi cinque anni, siano migliorate. Gran parte degli amministratori locali della Sardegna lamentano situazioni di disservizio, riduzione della qualità e quantità dei servizi nei confronti dei cittadini, gran parte dei cittadini stessi sono spaesati, perché chiunque abbia avuto la sfortuna di frequentare un presidio sanitario sa benissimo qual era la situazione cinque anni fa e qual è la situazione oggi, dal presidio più importante al presidio di periferia. E allora se la situazione è questa, se c'è questa consapevolezza, io penso che sia legittimo interrogarsi se in questi cinque anni si è fatto qualcosa di positivo e si è fatto bene, e se la sanità è stata migliorata, e non solo è legittimo, ma penso che sia assolutamente doveroso da parte di questo Consiglio farlo, penso che sia legittimo che questo Consiglio si interroghi ed esprima una valutazione sulle riforme che sono state fatte, e soprattutto se le riforme e gli atti conseguenti, le delibere che in questi anni sono state prese sono state delibere fatte secondo coerenza, cioè se hanno proceduto secondo gli indirizzi che ha dato questo Consiglio, oppure abbiano seguito strade diverse. Perché, vede, ciò che è mancato, Assessore, al di là delle scelte strategiche che io personalmente non condivido, perché non ho condiviso la scelta dell'ASL unica, non ho condiviso la stesura della riforma della rete ospedaliera senza prima procedere a una revisione del territorio, non ho condiviso la riorganizzazione del sistema dell'emergenza-urgenza, dell'Areus in particolare, ciò che è mancata è la capacità di comprendere che direzione la sanità stava prendendo in questi anni, ciò che è mancato, ciò che oggi è incognito è l'approdo finale, l'obiettivo che si vuole raggiungere, perché si è proceduto, come ho detto prima, con atti di indirizzo spesso, o meglio con atti amministrativi che hanno contrastato assolutamente quelli che erano gli atti di indirizzo di questo Consiglio. Vede, Assessore, saprà meglio di me che la sanità è un sistema complesso, richiede armonia, richiede condivisione, richiede perseveranza, per far sì che poi le scelte che vengono prese dalla politica possono avere una reale attuazione. E invece la strada che voi avete scelto non è quella dell'armonia, della perseveranza e della condivisione, ma avete scelto una strada tortuosa, confusa, e l'unica cosa in cui, mi perdoni, avete perseverato è stata la contraddittorietà, la strada che avete scelto è quella di affidarvi alle scelte a discrezione del santone, che avevano più il carattere della scelta del momento che non quella di un preciso indirizzo dato da lei stesso e da questo Consiglio. La strada che avete scelto è stata quella di un'esigenza mediatica dell'annuncio di dover cercare di rispondere al disastro della sanità con, come dicevo prima, annunci, piuttosto che con l'idea di raggiungere un obiettivo finale, cioè di mettere a sistema il sistema. Avete pensato che si potesse realizzare una Asl unica con una semplice delibera, senza prima produrre tutti gli atti preparatori che ciò richiedeva, e avete preso una serie di atti e di scelte conseguenti che hanno creato, come dicevo, confusione. Ad esempio oggi voi, o meglio ieri, ci dicevate che l'ASL unica era necessaria per dare omogeneità al sistema e far sì che i piani terapeutici fossero tutti omogenei, non differenti da provincia a provincia, ma così non è stato, perché ancora oggi così non è. Ci avete detto che si voleva evitare l'ospedalizzazione, ma così non è, perché si ricorra all'ospedale più di prima, come prima e più di prima. Avete inaugurato reparti e sale operatorie in ospedali di periferia per dare l'idea che non li volevate chiudere, ma nel frattempo non avete garantito il personale per cui queste sale operatorie e questi reparti non hanno mai visto un paziente, e questa è la contraddittorietà che oggi noi vi segnaliamo. Avete detto che avreste istituito un pronto soccorso pediatrico ma così non è, perché c'è un sistema dell'emergenza-urgenza al Brotzu che però non ha le risorse, per cui ancora i turni notturni non sono coperti. Avete detto che avreste organizzato l'azienda dell'emergenza-urgenza, ma dopo 10 mesi non ci sono ancora da parte dell'Assessore e dell'Assessorato le linee guida per poter far sì che si delinei l'atto aziendale. Avete creato un grande battage mediatico sull'elisoccorso come per dover giustificare ciò che avevate fatto e poter dire ai sardi che avete fatto qualcosa, ma la realtà dei fatti è che nel giorno in cui verrà inaugurata la sede dell'Areus l'elisoccorso smetterà di volare perché gli infermieri non hanno avuto la copertura, gli infermieri che faranno l'elisoccorso, non hanno avuto la copertura con le risorse come succede per le altre aziende sanitarie, e quindi incroceranno le braccia. Avete detto che avreste diminuito la spesa farmaceutica, ma il trend di questo primo quadrimestre, del primo quadrimestre 2018 indicato dall'AIFA è spaventoso, perché tornerà a crescere. Avete dichiarato che avreste azzerato i debiti da parte della sanità sarda, ma in realtà li state solo traslando, li state lasciando in eredità a chi verrà dopo. E alla fine siamo arrivati, caro Assessore, anche alla situazione un po' paradossale della rete ospedaliera, in cui si è creato una distorsione tra il Consiglio e la Giunta, perché, vede, il Consiglio ha approvato una rete ospedaliera che la Giunta non tiene in considerazione, si fanno costantemente atti che sono in spregio alla rete ospedaliera e al documento approvato dal Consiglio, non ultima la delibera del 12 ottobre, la 1084, avete proceduto anche in questa riforma come le scimmie impazzite, che saltano da una liana all'altra, un giorno hanno euforia e l'altro giorno hanno la depressione, o meglio, un momento hanno euforia e il momento dopo hanno la depressione, avete creato un clima di assoluta confusione nei confronti degli operatori, per cui nessuno oggi è in grado di capire che cosa sta succedendo, perché, guardi, voglio fare un breve riassunto di quello che è successo con la rete ospedaliera. È stata approvata circa un anno fa, se non ricordo male era il 25 di ottobre, e siamo arrivati a una situazione in cui si diceva: "Sì, la rete c'è, è un atto valido ed è operativa". Dopo qualche giorno, qualche mese: "No, non è operativa, quindi continuo a fare le delibere come credo in funzione della rete ospedaliera approvata dalla Giunta"; "Si, operativa, ma stiamo aspettando l'osservazione del Ministero"; "Mah, ci sono delle osservazioni di massima, però non sono vincolanti"; poi: "No, non è vero che ci sono delle osservazioni, perché ancora non c'è nulla di scritto". Siamo andati avanti con un ping pong estenuante, mentre lei e il Direttore dell'ATS non si capisce a che titolo facevate continui viaggi a Roma per cercare di mettere le pezze a questa rete ospedaliera, e ci raccontavate invece che questa rete ospedaliera era operativa. Poi le osservazioni arrivano, si cerca di tenerle nascoste, si fa finta che non ci siano, e intanto si aspetta che il tempo trascorra, per cui in dieci mesi di questa rete ospedaliera non si sa niente, non si capisce cosa sia successo, e si aspetta in maniera furbesca il cambio del Governo per non bruciarsi col cerino in mano, e dopo che ci sono le osservazioni, che si sa ufficialmente, che ci sono delle osservazioni ben precise da parte del Ministero, si incomincia una grande battaglia e si stracciano le vesti per difendere l'autonomia dei sardi. Assessore, capisce che tutto questo non è assolutamente credibile. E qui veniamo a quel rapporto che si è creato in questi anni, in questi mesi tra Consiglio e Giunta. Guardi, per, come dire, la qualità del servizio sanitario, dell'offerta di salute che noi affidiamo ai sardi, può sembrare che questo fattore sia un fattore di secondo piano e di scarsa rilevanza, io però credo che ci sia un tema di fondo, perché questa legislatura ci ha dimostrato che esiste e che è esistita una cronica capacità di mentire a questo Consiglio, da parte della sua Giunta e da parte sua, è iniziato diversi anni fa, è iniziato nel 2015, io ricordo, per esempio, la discussione surreale sulle borse di studio per gli studenti di Medicina, probabilmente lì lei non aveva colpe, ma già allora ci fu una capacità pericolosa di raccontare una realtà dei fatti differente da quella che era. Abbiamo continuato in questi anni con la situazione dei conti, con l'azzeramento del deficit, e poi siamo arrivati alla rete ospedaliera; un teatrino davvero imbarazzante. Le dico, Assessore, che oggi questa mozione poteva anche non essere presentata, nel senso che tra pochi mesi toglierà il disturbo, però io credo che per rispetto di questo Consiglio, del lavoro che ognuno di noi fa, dell'attività che facciamo qui dentro e non solo, del rapporto coi cittadini, oggi questa mozione dovesse essere presentata, e dobbiamo discuterla perché si è creata, come dicevo, una situazione imbarazzante nei rapporti tra quest'Aula e la Giunta, e io credo che se lei avesse un minimo di dignità, glielo dico con sincerità e con tanto rispetto, probabilmente dovrebbe rassegnare le dimissioni, senza arrivare al voto di quest'Aula.

PRESIDENTE. Ricordo che i consiglieri che intendono prendere la parola devono iscriversi a parlare non oltre la conclusione del primo intervento.

E' iscritto a parlare il consigliere Roberto Desini. Ne ha facoltà.

DESINI ROBERTO (Partito dei Sardi). Grazie, Presidente, e ringrazio anche i colleghi Tedde, Zedda e Tocco che mi hanno consentito di intervenire prima di loro, che erano precedentemente iscritti, perché purtroppo devo lasciare i lavori dopo l'intervento. Parto dal presupposto che, entrando nel merito della mozione, per quanto mi riguarda e per quanto ci riguarda, come Gruppo consiliare del Partito dei Sardi, non condividiamo l'impostazione, la ratio, perché completamente in contraddizione con l'ordine del giorno di censura politica che noi presentammo qualche tempo fa nei confronti dell'Assessore Arru, e che in quella circostanza venne salvato dalla mancanza, dalla non partecipazione dei colleghi del centrodestra, dell'opposizione, che ovviamente hanno adottato una propria strategia politica. Detto questo, e cercando di avere un atteggiamento sereno soprattutto per entrare nel merito delle cose, dopo 25 interpellanze, 13 mozioni e nove interrogazioni presentate dal sottoscritto come primo firmatario, o come cofirmatario, dopo quattro anni e mezzo io penso che invece allora devo entrare nel merito di questa mozione, ma non tanto su questo contenuto, perché, e così anticipo anche la dichiarazione di voto, io sfiducio politicamente l'operato dell'Assessore anche perché, se così non dovessi fare, non sarei coerente con me stesso, soprattutto sarei in contraddizione con quanto ho sempre denunciato pubblicamente in questa Sede e anche fuori da questo Consiglio regionale per quanto è stata la gestione, l'atteggiamento e la conduzione politica dell'Assessorato alla sanità di cui non condivido assolutamente l'impostazione. I risultati sono assolutamente contrari a quelle che erano state le aspettative; è stato tradito un mandato del corpo elettorale che ci aveva dato ben altre indicazioni sul fronte della sanità. Io ricorderò sempre, appena eletto in Consiglio regionale, che avevo dichiarato: "Scardineremo il sistema della sanità in Sardegna", e invece purtroppo dopo quattro anni e mezzo devo dire che questo non è avvenuto, perché è sotto gli occhi di tutti e anche perché, e adesso lo rendo pubblico dopo quasi cinque anni, ricordo benissimo che nei primi mesi della legislatura, quando ho iniziato a fare delle interrogazioni, delle interpellanze, sapete cosa mi è successo, cari colleghi? Sono stato interpellato e convocato all'ASL di Sassari, dai vertici di allora dell'azienda, e a un certo punto invitandomi a non avere questi tipi di atteggiamenti e comportamenti, mi si chiede: "Ma che cosa ti serve?". Gliel'ho detto e glielo ripeto, non faccia così perché l'ho detto a lei e l'ho detto al Presidente Pigliaru, sono un uomo libero, sono un consigliere regionale libero, non devo niente a nessuno. Presidente, glielo dissi questo, soltanto che ho visto che non è stato conseguente. Siccome purtroppo dopo non potrò votare, non sarò presente al voto finale, io, assessore Arru, oggi colgo l'occasione di questa mozione presentata dal collega Truzzu e più di cui, come ho detto, non condivido il contenuto, però io la sfiducio perché lei è stato quello che colui il quale, nonostante gli avessero detto ripetutamente, ha utilizzato le agenzie interinali; perché con lei, Assessore, sono aumentate le liste d'attesa; perché mi è capitato, ho visto con i miei occhi negli ospedali chiedere ai pazienti di portarsi i medicinali da casa; perché lei è quello che ha chiuso la guardia medica di Sorso e di Valledoria durante la stagione estiva; perché lei non ha applicato a tutt'oggi ancora la rete ospedaliera approvata da più di un anno dal Consiglio regionale; perché lei ripetutamente e consapevolmente ha mentito a questo Consiglio regionale e ha mentito ai sardi. Quindi, per tutti questi motivi e per essere coerente con la mia condotta in questi cinque anni io non potrò essere presente al voto, ma la sfiducio politicamente, quindi qualora fossi stato in Aula avrei votato questa mozione di sfiducia nei suoi confronti.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Marco Tedde. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Signor Presidente, io invece rimarrò in Aula e voterò la mozione di sfiducia nei confronti dell'assessore Arru e se nell'ultima seduta in cui abbiamo discusso un atto di censura o una sfiducia nei confronti dell'assessore Arru ho dichiarato che si stava celebrando il crepuscolo della dignità della sanità sarda, oggi sono mio malgrado costretto a dire che stiamo celebrando il buio totale in cui questa Giunta ha calato la sanità sarda. Credo che il buio totale sia rappresentato in modo plastico dal gioco dell'oca, poco dignitoso per il vero, del piano di riorganizzazione della rete ospedaliera, un gioco dell'oca che dimostra, certifica anzi, che qualcuno gioca sulla pelle dei sardi, che qualcuno gioca con la sanità sarda. Ebbene, nei confronti dell'assessore Arru abbiamo visto e discusso mozioni di sfiducia, censure, ordini del giorno di sfiducia, e chi più può più ne metta, ma la cosa più singolare è che abbiamo visto anche una interrogazione di alcuni consiglieri di maggioranza con la quale è stata chiesta la rimozione, la revoca della delega all'assessore Arru nel febbraio del 2015 e ancora più singolari è il fatto che uno dei firmatari dell'interrogazione, con la quale si chiedeva la rimozione dell'assessore Arru, era il Presidente della Commissione sanità. Io credo che tutto questo abbia un significato, io credo che tutto questo debba essere attentamente considerato, assessore Arru! Poi consiglieri di forze di maggioranza importantissime, anzi della seconda forza di maggioranza, che puntano il dito contro l'assessore Arru e lo accusano di nefandezze, dicono che la sanità in Sardegna è una schifezza, dicono che il povero Assessore è un Pinocchio, l'assessore Arru si meraviglia…

ARRU LUIGI, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Un finocchio o un pinocchio?

TEDDE MARCO (FI). Pinocchio senza PH, con la P. Oggi abbiamo sentito delle cose di una gravità inaudita, signor Presidente del Consiglio, abbiamo sentito un consigliere regionale di maggioranza, ovviamente, che ha accusato funzionari dell'ATS di aver tentato nei suoi confronti la consumazione di un atto penalmente rilevante. Perché quello che oggi il collega ha rappresentato in quest'Aula è la fattispecie del tentativo di concussione. Credo che se qualcuno ascolterà questo intervento e quello di colui che mi ha preceduto qualcosa dovrà anche farla e su qualcosa dovrà anche riflettere. Ebbene sul Piano di riorganizzazione, il piano è del 25 ottobre del 2017, viene inviato al Ministero dopo sei mesi, nel maggio del 2018 l'assessore Arru in sesta Commissione, in Commissione sanità, dice che non ci sono problemi per il placet sul piano, nel frattempo questo Piano a volte viene applicato, a volte non viene applicato, ebbene questi problemi che secondo l'assessore Arru non c'erano sono pesantissimi. Il Ministero della sanità ha bocciato in modo fragoroso il piano di riorganizzazione, l'ha bocciato per incoerenza col DM 70 del 2015 che, badate bene, era stato scritto proprio dal direttore generale dell'ATS che poi ha sostenuto il nostro Assessore nell'elaborazione del piano di riorganizzazione. Un pastrocchio di dimensioni bibliche, Assessore, un pastrocchio e noi ci chiediamo e continuiamo a chiederci perché è andato al Ministero il piano? Qual è la norma che prevede ciò? Il DM 70? Non credo. Il DM70 all'articolo 13 ha altre cose, noi Regione Sardegna siamo Regione a Statuto speciale, ci paghiamo la sanità per una scelta scellerata di qualche anno fa, perché? Non lo sappiamo e credo che mai lo sapremo. Nel frattempo la sanità sarda continua a produrre debiti, nonostante le promesse dell'Assessore e questi debiti verranno azzerati dalle future Giunte, dai futuri Governi regionali, questi debiti andranno sulle spalle delle future generazioni. Assessore, io credo che l'eredità che lei lascerà ai cittadini sardi e al prossimo Governo regionale sarà pesantissima.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Edoardo Tocco. Ne ha facoltà.

TOCCO EDOARDO (FI). Presidente, come sosteneva prima il collega Truzzu nella sua introduzione, questa mozione di sfiducia probabilmente oggi non aveva neanche senso, è vero perché alla luce delle prossime consultazioni fra qualche mese non ha assolutamente una logica. Però è un segnale, è un ennesimo segnale, segnale di una situazione che è sotto gli occhi di tutti, una situazione drammatica che io non imputo neanche onestamente del tutto all'assessore Arru, benché sia lui il titolare della sanità in questo momento. È vero, è lui che deve dettare le linee guida, che deve dettare le strategie e i programmi, ma c'è anche una Giunta con lui. Io credo che il problema serio, caro assessore Arru e gliel'ho fatto presente in tutti questi anni in Commissione, siano le scelte delle persone che avete messo a dirigere le strutture, delle persone che avete messo a fare il lavoro di manager.

Per fare il lavoro di manager, Assessore, bisogna saper fare il manager, non bisogna arrivare improvvisati e di punto in bianco soltanto perché si è lì a provare, a cercare di trovare le soluzioni alle persone più vicine che si hanno in quel momento, e lei sa bene di cosa parlo Assessore. E' una situazione che chiaramente si è riversata purtroppo sopra chi è indifeso, sopra a quelle persone che hanno necessità di un servizio, che hanno necessità di una tutela, che hanno necessità di non aspettare 8-9 ore in un pronto soccorso, che hanno necessità di trovare una sala operatoria in condizioni decenti, dignitose perché magari devono attraversare un intervento importante, la possibilità di avere un ospedale decente e decoroso nel proprio territorio. Io credo che queste siano le cose essenziali di una strategia per avere una sanità all'altezza della Sardegna, dico all'altezza della Sardegna perché con orgoglio siamo sardi Assessore, quindi dimostriamo di esserlo sino all'ultimo in un settore, in un segmento come quello della sanità che noi paghiamo, che pagano tutti i Sardi da uno a cento, dallo 0 al massimo del 100 per cento, quindi troviamo la possibilità di battere i pugni qualche volta anche al Ministero. Sì oggi è tardi Assessore, oggi purtroppo è tardi perché manca pochissimo tempo, è anche umiliante lo sa Assessore, è anche umiliante e poco edificante, per me oggi e per i miei colleghi dover ancora stare qui a parlare, a begheggiare sulla sfiducia all'assessore Arru perché poi alla fine la sfiducia all'assessore Arru è il quadro di tutta una serie di piccoli fallimenti che si sono accumulati nell'arco della legislatura e che oggi culminano con la sanità. Questo è alla fine dei giochi, però perché questo? Perché la sanità è tutto, con la sanità molto spesso si vincono le elezioni e si perdono le elezioni. Io credo che probabilmente questo sia il secondo caso che vi vedrete davanti tra qualche mese, quindi Assessore quello che le dico sa cos'è? Lei non lo fa ovviamente da parte sua di sollevarsi da quella poltrona perché non avrebbe neanche senso, forse a questo punto è meglio che continui a rimanere lì, continui a lasciare spazio ai suoi manager che continuano a perpetrare atti aziendali à gogò, che continuano a mandare avanti qualche consulenza anche ad esterni e poi credo che probabilmente l'ultimo atto dovuto alla manifestazione che oggi ha portato avanti il collega Desini credo che lasci veramente tanti, tanti pensieri in questo momento. Quindi alla fine dei giochi le voglio dire questo Assessore, noi siamo all'opposizione e facciamo il nostro dovere cercando di portare avanti la sua sfiducia, ma il problema sa qual è Assessore, si deve controllare da questa parte dell'Aula.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Michele Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Assessore, io condivido molto il taglio che ha dato l'onorevole Truzzu nel presentare la mozione di sfiducia nei suoi confronti perché a noi piacerebbe veramente oggi cercare di capire e aggredire i problemi. Naturalmente questo non toglie che sia lei il responsabile politico della situazione a distanza di quasi cinque anni dall'insediamento di questa Giunta e non c'è alcun dubbio che la situazione odierna è enormemente peggiorata rispetto alla situazione di cinque anni fa. Non si può negare che questa Giunta abbia cercato di aggredire gli elementi strutturali che affliggono la sanità. Hanno cercato di farlo principalmente con la ASL unica, con l'ATS, è noto che siamo stati noi Riformatori a lanciare l'idea di una ASL unica, ma nelle vostre mani e per il tipo di legge che è venuta fuori, la cura si è rivelata peggiore del male. Perché la ASL unica doveva essere centralizzazione di una serie di aspetti organizzativi, quelli che comportano una duplicazione, triplicazione, non so come si dice moltiplicato per 11, di servizio di gestione del personale, di servizio di gestione degli acquisti, la centralizzazione avrebbe dovuto significare ottimizzazione di tutta una serie di servizi e quindi anche omogeneizzazione dei prezzi di acquisto dei beni e dei servizi. Al tempo stesso però doveva esserci un decentramento del fabbisogno sanitario, invece apparentemente soprattutto nella prima fase che non mi risulta si è ancora conclusa, si è verificato il contrario, cioè si è centralizzato tutto, non si capisce nemmeno chi è che deve chiudere in caso di allerta meteo le strutture e gli uffici della sanità come è successo recentemente, e tutto questo è frutto in parte di uno strumento affidato a mani evidentemente anche superficiali dell'Assessorato della sanità, ma è dovuto anche, e parlo soprattutto della rete ospedaliera, agli interventi di una maggioranza avida, sconclusionata, divisa al proprio interno, molto preoccupata dei campanili, molto meno preoccupata di migliorare la situazione del servizio sanitario. Ed ecco perché malgrado la buona volontà del direttore Moirano, nessuno dei problemi strutturali della sanità sarda è stato aggredito, anzi è stato fatto esattamente il contrario. L'ATS è diventato uno strumento di puro potere, certo Assessore non si può dire che sia lei che ha riempito la sanità sarda di nullafacenti e di persone inabili al lavoro, perché purtroppo questa è la situazione in numerose strutture sanitarie della Sardegna, dove c'è una parte del personale che è costretta a lavorare per supplire alle carenze dell'altra parte del personale che è pagata apparentemente per non fare quasi nulla o per disturbare addirittura, non si può dire che questa sia sua responsabilità.

Ci sono responsabilità risalenti negli anni e forse anche nei decenni, però prima o poi si dovrà fare un punto zero rispetto a questa situazione. Perché guardi Assessore, i dati sono allarmanti, il dato sui tumori è un dato che io trovo terrificante, cioè il fatto che nelle regioni meridionali, in particolare in Sardegna ci si ammala meno di tumore però si muore di più di tumore, è un dato che io trovo terrificante, che richiama la sua responsabilità ovviamente, ma richiama la responsabilità di tutti noi perché è un dato che investe direttamente questioni di natura organizzativa, perché non si può dire come lei giustamente ha sottolineato tante volte che ci sia un problema di risorse, perché è la metà del bilancio della Regione che se ne va in sanità. Allora è possibile che quello di Milano si ammala di più di tumore però guarisce più facilmente, quello sardo che vive meglio di quello di Milano perché si ammala meno di tumore ha più probabilità di morire di tumore?

Ecco, io credo che noi su questo ci dobbiamo interrogare Assessore, così come ci dobbiamo interrogare sulle deficienze strutturali, organizzative della questione della diabetologia.

Io ho visto il post che lei ha pubblicato l'altro giorno, credo che ci siano molte cose che bisognerebbe chiarire sulla questione del cerotto, della tecnologia, della scarsa informazione. Se c'è una congiura delle case farmaceutiche per non far conoscere questa nuova tecnologia che la Regione mette a disposizione…

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Marcello Orrù. Ne ha facoltà.

ORRU' MARCELLO (Fratelli d'Italia). Presidente, oggi abbiamo in discussione una mozione che è indirizzata a un componente della Giunta, però mi creda Presidente, io lo dico con tutta sincerità, avrei preferito che questa mozione fosse stata indirizzata a tutta la Giunta, e non solo a un assessore, ma per il semplice fatto, assessore Arru, che non vorrei che i suoi colleghi pensassero, visto che la mozione è indirizzata al responsabile della Sanità, vuol dire che lui ha lavorato male e noi abbiamo lavorato bene. No, assolutamente, qui siamo di fronte al fallimento totale della Giunta, ma anche della maggioranza! E non lo dico io che faccio parte dell'opposizione, lo certifica il dibattito che si è avuto qui in quest'aula qualche settimana fa, qualche seduta fa, dove abbiamo assistito a un vero e proprio teatrino, e queste sono state parole vostre, dove abbiamo visto che un partito di maggioranza ha chiesto la censura per un Assessore, un altro partito di maggioranza ha approfittato della presenza del Presidente Pigliaru in Aula per chiedere il ritiro della delega ad un altro assessore ancora, insomma un vero e proprio teatrino. Però a me fa piacere che alcuni partiti di maggioranza si siano resi conto del fallimento di questa Giunta, perché noi siamo di fronte a una Giunta che non si è resa conto che la sanità è stata distrutta, siamo di fronte ad una Giunta che non si è resa conto che in Sardegna dal 2014 ad adesso hanno chiuso 15.000 attività commerciali e la metà di queste sono nel territorio sassarese, siamo di fronte a una Giunta che non si è resa conto che 5000 giovani vanno via ogni anno dalla Sardegna in cerca di lavoro e la maggior parte vanno in Inghilterra, siamo di fronte ad una Giunta che non si è accorta che la disoccupazione sta aumentando e che le famiglie si stanno indebitando sempre di più. Però non si sono resi conto solamente questi due partiti di maggioranza del fallimento della Giunta, se ne sono accorti anche i cittadini, perché fuori da questo Palazzo si mormora che questa Giunta sia addirittura peggiore della giunta guidata dall'allora Presidente Renato Soru, che sappiamo il danno che aveva fatto con il PPR e con la tassa sul lusso e ancora ne stiamo pagando le conseguenze. Però la differenza fra quella Giunta e questa è che quella Giunta ragionava con la propria testa, metteva in pratica le proprie idee, seppur completamente sbagliate e non condivisibili, questa Giunta invece dal 2014 ad adesso è sempre stata agli ordini prima del governo Renzi, poi del Governo Gentiloni, assumendo sempre nei confronti di quel Governo posizioni da "p greco mezzi", e per chi conosce un po' la geometria sa a quale tipo di posizione mi riferisca. Quindi davvero siamo davanti proprio a un fallimento totale di questa Giunta. Però, Assessore, stia tranquillo perché tra un po' arriverà un altro tipo di mozione, un altro tipo di censura, che non sarà presentata né dalla maggioranza e né tantomeno dall'opposizione, ma arriverà dai cittadini, perché tra un po' si andrà a votare e sarà un effetto talmente forte, forte come quello del 4 dicembre del 2016, quando il PD ci aveva chiamato alle urne per il referendum per cambiare la Costituzione, fortunatamente non ci siete riusciti, ma avrà lo stesso effetto del 4 di marzo scorso, quando siamo andati a votare per la Camera e il Senato, dove i cittadini hanno detto, sia italiani che sardi, che non ne possono più di governi di sinistra che hanno impoverito l'Italia e affamato i sardi. Ora, mi creda, lei assessore, non mi va di continuare questa discussione, perché è difficile e antipatico parlare solo di una mozione, di una sfiducia per un assessore, però lei è una persona seria, una persona capace, e mi dicono che sia anche un grande professionista, e mi dispiace che sia stato sottratto alla cura dei cittadini per dedicarsi alla politica. Quindi io concludo dicendo che voterò sicuramente a favore di questa mozione perché i sardi sono stufi di questa situazione. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (Fratelli d'Italia). Presidente, colleghi, colleghe, Assessore, bagno di sangue a cui i Sardi vengono condannati nel nome del ripianamento dei debiti. Paci ci vuole sorprendere e ha annunciato che entro il 2019 riuscirà a cancellare i debiti che ammontano a 600 milioni della sanità sarda. In realtà la riforma sanitaria ha radicalmente tagliato i diritti alla salute su tutti i territori della Sardegna, senza scontentare nessuno. Assessore, i tagli alla sanità si dovrebbero orientare laddove si registrano gli sperperi, a partire dagli stipendi faraonici dei supermanager e dei direttori generali, oppure dei rimborsi come 700 euro a turno per la disponibilità degli anestesisti, laddove la chirurgia è stata soppressa. I sardi sono in rivolta, non avete voluto ascoltare i Sindaci, non avete voluto ascoltare le comunità, non avete voluto ascoltare tutti quei comitati che si sono rivolti a voi per chiedere di modificare una legge, una legge che va sicuramente contro quello che è il diritto, il primo diritto e servizio essenziale che sono le cure e la sanità. Avete prodotto un mostro che ha modificato le liste d'attesa, le liste d'attesa che ormai hanno superato l'anno, avete costruito un mostro dove i piccoli ospedali sono destinati alla chiusura, avete costruito un mostro perché i nostri concittadini si stanno rivolgendo fuori dai loro territori, quindi una passività che viene creata anche da tutti quei medici, quei bravi medici in prima linea che stanno scappando dagli ospedali della sanità sarda. Avete creato una condizione perché è difficile curarsi in Sardegna, soprattutto nelle strutture pubbliche, a vantaggio sicuramente delle strutture private. Probabilmente questo è il vero disegno, la riforma sanitaria aveva in mente esattamente questo, cioè distruggere la sanità pubblica a vantaggio di quella privata. Ma come già detto dai colleghi, a me dispiace Assessore perché ritengo che lei sia una persona seria, onesta, e un bravo medico competente, sicuramente è stato il peggiore Assessore della storia dell'Autonomia sarda.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Emilio Usula. Ne ha facoltà.

USULA EMILIO (Gruppo Misto). Presidente, ma la mia posizione, la posizione della mia parte politica sulla proposta di riordino della rete ospedaliera è ben nota, l'ho esplicitata fino al voto contrario in Aula, una contrarietà dovuta alla convinzione che tutta quella proposta di riforma e di riordino della rete si basa su due cardini, a mio parere inaccettabili, e lo ribadisco anche oggi, in primo luogo perché nasce da una visione economicista e tecnocratica, inaccettabili quando si parla di servizi necessari alla tutela della salute; in secondo luogo perché è il frutto nei fatti dell'accettazione sostanziale e subalterna al dettato ministeriale contenuto nel DM 70 del 2015, una subalternità che non può essere negata malgrado il debolissimo riferimento all'articolo 3 dello stesso DM. In sostanza di quel decreto sono stati accettati i parametri, i criteri di valutazione, pesatura e dimensionamento della nostra rete e dei nostri servizi ospedalieri, ma le disposizioni nazionali sono state pensate, studiate, e forse hanno una validità per altre realtà, per altre regioni, per altri bisogni, sono disposizioni che si discostano enormemente dalla nostra realtà, dal nostro fabbisogno, dalle nostre peculiarità orografiche e demografiche, dalla nostra condizione di insularità, sono parametri e pesature che ancor meno tengono conto di quanto esistente, servizi e strutture, e operanti storicamente nel nostro territorio, operanti in Sardegna. E infine, ma non certo secondario, il fatto che ci paghiamo da noi con risorse nostre la nostra sanità, e abbiamo, dovevamo avere il diritto e il dovere di dimensionarlo secondo le nostre esigenze, con uno studio particolare, chiaro, delle nostre esigenze e non nel rispetto di parametri che ci vengono da fuori. Oggi però tutti a piangere e a lamentarsi, chi si lamenta della prepotenza del Governo dopo averne accettato le imposizioni e chiama magari i sardi alla ribellione e chi rimprovera un discostamento dalle stesse regole e dalle stesse imposizioni e chiama i sardi alla ribellione. Io dico che ci vuole un po' di coerenza e dico che se avessimo da subito chiarito, con quello che allora era il Governo amico, che non si potevano accettare quelle disposizioni per le motivazioni che ho appunto appena detto, oggi avremmo potuto avere un'altra proposta, un'altra realtà di riordino della rete ospedaliera, più consona al nostro bisogno e senza dover subire anche l'insulto del burocrate ministeriale di turno che ci fa le pulci sul discostamento dai parametri per noi comunque inaccettabili. Ho ricordato più volte all'Assessore che le testimonianze di malessere, di contrarietà che arrivano dai territori e dagli ospedali sardi, non possono, non possono essere minimizzate o ridotte ad aneddoti, ma sono il chiaro riscontro di risultati di dove sta andando e cosa sta determinando una riorganizzazione non coerente con i bisogni e le aspettative dei cittadini e dei nostri operatori. Detto questo oggi mi chiedo che senso abbia questa mozione, che senso abbia questa richiesta addirittura di dimissioni, siamo a quattro mesi dalle elezioni, ogni atto, ogni azione in quest'Aula ha sapore elettoralistico e di propaganda, per questo mi lascia indifferente e scettico la richiesta di destituzione o prima ancora di censura dell'Assessore o certe esternazioni anche di parte della maggioranza. Giunti a questo punto non vedo, né l'opportunità né vantaggi per il nostro sistema sanitario di una sfiducia all'assessore Arru, dico piuttosto e ribadisco all'assessore, che oltretutto è un caro amico, di assumere in questa fine legislatura un ruolo più attivo di vigilanza, più efficace su quanto sta succedendo nelle nostre aziende sanitarie e nelle nostre ASSL, rinunci un pochino anche l'Assessore alle azioni di propaganda ed eserciti con più attenzione il ruolo di garante, di vigilanza, lo ribadisco, per evitare ulteriori storture, manovre o manovrine o giochetti che in questa fase di fine corsa possano determinare danni ancora peggiori o situazioni di criticità poi molto difficili davvero da correggere. Assessore, le chiedo uno scatto d'orgoglio per rispondere alle osservazioni del Governo, ribadendo che sulla nostra sanità abbiamo il diritto di decidere noi e per impedire anche che al danno si aggiunga la beffa di altri schiaffi che ci possono provenire da Roma, naturalmente non voterò la mozione del centrodestra.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Augusto Cherchi. Ne ha facoltà.

CHERCHI AUGUSTO (Partito dei Sardi). Grazie Presidente, nell'ennesima discussione sull'ennesima mozione di sfiducia, o comunque sia, di critica all'operato, non dico dell'Assessore ma dell'Assessorato alla sanità. In questo caso, io concordo con quello che ha poc'anzi detto l'onorevole Tocco e adesso l'onorevole Usula nel chiedersi che senso abbia, anche perché sono convinto che una mozione di sfiducia in questo periodo e in questo momento della legislatura può produrre, anzi sicuramente produce un effetto che è peggiore della causa che l'ha prodotto. Quindi io mi ritrovo a ragionare, non a fare l'elenco delle cose che non vanno bene, perché le sappiamo, le conosciamo e sappiamo benissimo che origine hanno, senza parlare di questa, della passata o della precedente legislatura che ha generato quello che non va bene in Sanità in Sardegna. Io ritorno a quella discussione che abbiamo intrapreso, in pochi in verità la volta scorsa qualche settimana fa quando discutevamo della nostra mozione e ritorno sul fatto che comunque sia, Assessore, è un comportamento quanto meno censurabile quello di approvare una riforma della rete ospedaliera in quest'aula e di non averla ancora attuata e non sono disposto ad accettare, gliel'ho detto l'altro giorno in Commissione sanità e glielo ripeto adesso, non sono disposto ad accettare scuse di nessun tipo sulla mancata attuazione della rete ospedaliera, io piuttosto che discutere sulla mozione di sfiducia sull'Assessore, vorrei discutere dell'impegno che l'Assessore prende in quest'Aula di attuare in tempi certi sicuri, Presidente mi rivolgo anche a lei, in tempi certi e sicuri la rete ospedaliera votata perché questo è il nostro dovere, questo è il dovere di chi difende quello che di buono in quella rete c'è: difende i piccoli ospedali, difende Ozieri, difende Sassari, difende gli ospedali di rete disagiata. Questo è quello che deve fare, Assessore, piuttosto che portarsi a casa una mozione di sfiducia deve dare a noi delle certezze sull'attuazione di quello che noi abbiamo votato in quest'Aula perché se si continua, l'elenco che ha fatto l'onorevole Truzzu può anche essere giusto ma non è quello che porta poi a degli atti concludenti, l'atto concludente adesso è che la rete ospedaliera venga applicata nella sua totalità e dia quella copertura di garanzia che quest'Aula ha voluto dare con la rete ospedaliera, perché ci sono dentro le clausole di garanzia per i piccoli ospedali, per i grandi ospedali, per le zone disagiate e per tutta la Sardegna, ha necessità di essere modificata la rete ospedaliera assessore? Allora dobbiamo avere il coraggio di riportarla in Aula e di modificarla, se abbiamo la necessità di modificarla riportiamolo in Aula e modifichiamola, ma applichiamola, non può essere più procrastinato nel tempo in cui lei dice aspetto ancora un po' prima di dare le linee attuative ai direttori generali per modificare gli atti aziendali. Gli atti aziendali devono essere modificati subito perché questo atteggiamento, Assessore, con atti aziendali che sono stati calati su rete ospedaliera non votata da quest'Aula, è un atteggiamento che crea confusione, che crea disinnamoramento per la propria professione da parte degli operatori sanitari, ed è l'incertezza che sta regnando in questo Servizio sanitario, quello che fa male a questo Servizio sanitario. Questo deve essere eliminato e questo è quello che lei Assessore deve farci portare a casa stasera, dati certi sull'attuazione della rete ospedaliera,

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Oscar Cherchi. Ne ha facoltà.

CHERCHI OSCAR (FI). Assessore, a me dispiace moltissimo oggi vederla per la terza volta in quella posizione in attesa del giudizio dell'Aula che non sarà un giudizio dell'Aula ma in realtà, se non accadrà oggi accadrà fra qualche mese, sarà un giudizio di tutti i sardi. Il collega che mi ha appena preceduto ha sottolineato un aspetto: noi oggi discutiamo una mozione di sfiducia legata alla bocciatura della rete ospedaliera, alla non attuazione quindi di conseguenza della rete ospedaliera e quello che noi chiediamo e anche noi proponiamo nella mozione di sfiducia è che ci sia un impegno fondamentale, comunque vada la risposta odierna dell'Aula, che vada comunque con un impegno formale, un impegno definitivo, una risposta ai sardi nella attuazione della rete ospedaliera, il collega ha citato altre località, io cito quella di Ghilarza che in questi giorni è in un momento di grande e di grandissima difficoltà, dove addirittura un comitato di cittadini chiede con forza una risposta da parte della Regione. Smantellare un presidio importante come quello di Ghilarza, lo prendo solo ad esempio, è chiaramente un errore che chi è preposto, in questo caso dalla parte esecutiva, ma noi che siamo la parte legislativa, abbiamo quindi come grande responsabilità e dobbiamo dare necessariamente una risposta. Dicevo prima, Assessore, che mi dispiace perché anche nella passata legislatura l'opposizione

di allora, l'attuale Governo di centrosinistra, fece una serie di mozioni di sfiducia agli Assessori della Giunta Cappellacci, lo fece anche all'Assessore alla sanità dichiarando e cercando elementi perché quell'Assessore andasse a casa, senza però avere degli elementi e delle risposte in questo caso valide, non da parte dell'Assessore ma da parte di chi proponeva quella mozione di sfiducia. Oggi però siamo in una posizione completamente differente, oggi però, Assessore, le chiediamo un impegno importante e formale perché in effetti da cinque anni a questa parte la sanità soffre, ma non probabilmente solo per sua responsabilità personale ma per responsabilità di tutta una maggioranza, dal Presidente della Regione in carica a tutta la maggioranza che lo sostiene. Quella famosa riforma della sanità sarda, che ha creato un mostro, oramai diventato famosissimo in tutto il territorio regionale, l'ATS, che governa e gestisce anche le ASL territoriali, e su questo mi piace entrare nel merito soprattutto di scelte che vengono fatte dall'alto, non so se condivise con la parte politica, e questo sarebbe ancora più grave, se così non fosse diventa difficile accettare quelle della parte amministrativa. Un esempio per tutti è la costante e continua nomina dei responsabili delle strutture complesse, che non si capisce per quale motivo, per mancanza di personale non credo perché le figure professionali ci sono nelle varie ASL, vengono nominati da ASL differenti o distanti rispetto al territorio, faccio l'esempio di Oristano, senza andare molto lontano, la pediatria ha appena nominato un responsabile che arriva da Nuoro, mentre mi sembra che la pediatria di Oristano potesse esprimere serenamente e tranquillamente un responsabile, con tutti i dirigenti medici che ha di grandissimo livello e di altissima professionalità; l'ultima poi riguarda la chirurgia che sembrerebbe (ancora non è nominato ufficialmente), a meno che lei Assessore non mi smentisca su questo aspetto sembrerebbe che la nomina arrivi ancora da fuori, senza prendere in considerazione le grandi professionalità che hanno dimostrato da anni all'interno del San Martino di Oristano per ricoprire quel ruolo e quella carica. Ho fatto degli esempi che sono importanti e fondamentali ma che dimostrano quanto sia distante l'amministratore da quelle che sono le necessità dei pazienti e quindi del cittadino sardo che vive il proprio territorio. La sanità sarda non è un'azienda privata dove si cerca solo ed esclusivamente l'utile e si guarda poco a quello che potrebbe essere invece la qualità, l'azienda sarda della sanità è un'azienda che deve dare risposta a tutti i sardi, è per questa ragione che noi in questo momento, Assessore, le chiediamo di fare un passo indietro, non per la sua personale professionalità, che le riconosciamo, ma perché l'attività politica e l'espressione politica, oramai rimarcata da tempo all'interno di quest'Aula, deve essere una espressione professionale, un'espressione di grande capacità senza arrivare a dover ricoprire questo ruolo non capendo e non conoscendo esattamente di che cosa sta parlando. Per questa ragione voterò a favore di questa mozione.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Luigi Ruggeri. Ne ha facoltà.

RUGGERI LUIGI (PD). Io ho apprezzato le premesse dell'onorevole Truzzu così come sono state riprese anche dall'onorevole Cossa, quando si proponevano di intraprendere attraverso la mozione una discussione che vertesse su elementi fattuali riguardo allo stato della sanità in Sardegna, noto peraltro che dalle premesse rapidamente l'evoluzione della discussione e la stessa evoluzione delle loro proposizioni è andata invece verso la costituzione di quel rumore di fondo che è stato strutturato intorno alla sanità, che amplifica gli episodi, che trasforma gli aneddoti in verità, e che definisce un giudizio di valore che prescinde dall'analisi dei fatti, e questo, soprattutto nel giudizio apodittico che l'onorevole Truzzu fa della sanità quando dice che la sanità è distrutta, al netto delle contumelie e degli improperi degli altri colleghi che possono essere intervenuti, è un dato che invece richiama proprio il fatto che questa stagione amministrativa ha sottoposto la sanità ad una valutazione oggettiva dello stato di salute del nostro sistema, una valutazione oggettiva che è mancata totalmente precedentemente. Perché noi dobbiamo fare sempre dei riferimenti non tanto alla situazione attuale, al fatto che il sud oggi sia in una condizione di sofferenza testimoniata da alcuni parametri quali possono essere la mortalità, per esempio, piuttosto che non la morbilità, ma dobbiamo riferirci ad una condizione che inquadri lo stato di partenza e lo stato di arrivo per poter dare un giudizio avveduto, un giudizio consapevole. Prima non misuravamo i LEA, non avevamo una cognizione dello stato di salute del nostro sistema, però sapevamo bene che cosa succedeva, sapevamo che c'erano dei morti nel nostro sistema per esempio della natalità; noi con la precedente stagione abbiamo avuto morti in punti nascita che sviluppavano volumi di nati inferiori a quelli raccomandati dall'OMS, e nei quali le strutture e il personale dedicato maturava degli (…) di competenza del tutto inadeguati, quegli episodi rappresentano il modesto e brutale benchmark al quale ci siamo dovuti adeguare e sul quale possiamo parametrare anche l'efficacia della nostra azione di riforma del sistema, a cominciare da quando abbiamo provveduto a chiudere dei punti nascita che non erano per niente sicuri, e non sono sicuri, nell'interesse non della prospettiva di vicinanza al punto nascita della puerpera ma nell'interesse della salute della donna e del nascituro. Ed è su quella base che si vanno a costruire reti e strutture di rete ospedaliera che abbiano per primo il requisito della competenza da difendere, della conferenza degli atti, dei dimensionamenti, delle procedure, e su quelli si costruisce coerenza e pulizia amministrativa, perché chi dice che abbiamo rinnovato il sistema degli interinali o dei convenzionati dice menzogne! Questa Amministrazione ha cancellato i convenzionati e gli interinali, e forse ha memoria di quando i competenti amministravano le ASL in nome di una laurea e di una professione di commercialisti, o di quando strutturavano dei project financing finalizzati alla costituzione di profitti privati e di clientele correlate alla possibilità di carriera. Oggi strutturiamo un dimensionamento della rete ospedaliera che riduce i primariati e probabilmente scatena anche il malumore di quei soggetti abituati, attraverso la targa di primario o di professore, a vendere il proprio status a 300 euro a visita, spesso esentasse. Forse che ci siamo dimenticati che alcune ASL avevano per esempio capacità di offerta di salute differenti, per cui i vaccini si potevano ottenere gratuitamente ad Olbia e si pagavano a Carbonia? Forse che si dimentica che avevamo una rete ictus o si disegnava una rete di priorità chirurgiche per cui succedeva che in alcuni ospedali si fanno interventi di carcinoma del colon con casistiche di 3-4 casi l'anno. Certo se togliamo a delle realtà modeste e inadeguate la frequenza di quei soggetti che per povertà culturale afferiscono a quei presidi non è che stiamo depotenziando i piccoli ospedali, stiamo dando un'offerta di salute migliore e di qualità. Forse che non abbiamo speso 180 milioni per eradicare l'epatite C? Forse che non abbiamo portato la dinamica dei conti in un equilibrio che finalmente è rivolto al contenimento piuttosto che all'allargamento della spesa? Forse che non abbiamo attivato un servizio di elisoccorso che tacita le paure di quei piccoli ospedali che si dichiaravano disarmati di fronte all'emergenza e contemporaneamente alla distanza rispetto ai presidi adeguati rispetto al caso che si manifestava. Beh tutte queste cose noi abbiamo provato a farle, e l'abbiamo provato a fare nel segno anche di sforzi…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Giorgio Oppi. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC-Sardegna). Io prendo atto dalle dichiarazioni del collega Ruggieri che in effetti va tutto molto bene. La gente non se ne accorge, però sta di fatto che così lui sostiene. Io non ho mai voluto personalizzare le questioni politiche, onestamente lo ritengo un imbarbarimento della vita pubblica che di norma avrei evitato. Mai però nella mia ormai lunga esperienza di amministratore regionale ho visto un simile sfascio della sanità. Mai avevo visto che le istituzioni fossero così dileggiate e la realtà fosse così manipolata come è successo con l'attuale gestione della politica sanitaria. Rispondendo a una mia precisa domanda in Commissione il suo direttore generale, Assessore, ha affermato che il piano di definizione della rete ospedaliera era pienamente efficace ed operativo, invece, signor Assessore, mettendo in atto un comportamento gravissimo il documento esitato dal Consiglio regionale, oramai un anno fa cioè il 25 ottobre, è stato riveduto e corretto e inviato al Ministero difformemente da come il Consiglio regionale lo aveva votato. Eppure è noto da tempo che il Ministero ha mosso rilievi e non certo irrilevanti e formali, cioè per essere chiari il Ministero boccia l'impianto, ha bocciato l'impianto della legge, che è legata alla legge numero 23 che annullava praticamente la "21" della precedente Giunta regionale. Ebbene perché dico questo? Caro Assessore, io ho presentato un mese fa, circa 25 giorni fa un 105, mi è arrivato ieri sera mi sono arrivati 5 mila, 6 mila pagine e in queste pagine son tutte le strutture che hanno fatto, tutti gli impianti eccetera, va benissimo però ci sono anche due righe e due righe parla anche di personale. Innanzitutto non è come diceva Rispo che c'ha l'accreditamento, è semplicemente una richiesta, così come dice lo stesso nuovo direttore, la richiesta è la richiesta dell'accreditamento istituzionale relativo all'attività sanitaria diagnostica e ambulatoriale. Però che cosa c'entrano i nomi? I nomi che ci sono, non sono dipendenti, non sono stati assunti, sono gente che lavora ai Gemelli, che lavora a Roma, ci siamo capiti? Questi sono i nomi, caro Assessore! Non solo ma addirittura per molti di queste si dice che addirittura saranno assunti a bisogno! L'accreditamento è un'altra cosa, per l'accreditamento ci vogliono i profili professionali, le figure professionali, le assunzioni già fatte! Questo è l'accreditamento, e in qualunque caso questi nomi non dovevano essere dati e non si portano sé così. Perché dico che in effetti non si è tenuto conto di quello che è stato votato? C'è una difformità fra quello che noi abbiamo votato, cioè questo che abbiamo votato in Commissione eccetera e quello che voi avevate mandato e io cito alcuni esempi, guardi lei si può scrivere la pagina 90 e la pagina 100 del nostro, laddove si parla di alcune realtà che sono state manomesse per essere chiari! Gliele cito: una, lei venne in Commissione, se lo ricordano i colleghi, dicendo: i 40 posti dall'otorino diventano 20. Io le dissi ma allora o scompare l'università o scompare il Santissima Trinità, lei l'indomani tornò e ci disse: no sono 26. E siccome valevano i dieci eccetera eravamo garantiti. Ebbene nel documento che lei praticamente ha inviato: otorino per quanto riguarda Santissima Trinità 17 posti originali, una struttura complessa, una semplice c'è Zero Assoluto, sono scomparsi. Altrettanto dicasi per il maxillofacciale e sono stati dati otto posti al Brotzu, 18 più uno all'università. La cardiologia non esiste più, scompare la struttura complessa e non vengono indicati i posti letto, unità coronarica non ne voglio parlare, ortopedia traumatologia bastava dire addirittura ci sono anziché 26, 63 posti! Si comprende che cosa è, sono i posti del Marino che vanno praticamente, ma 63 posti cosa facciamo i lettini a castello? E c'è soltanto una sala operatoria! Credo che siano delle cose assurde! Ma potrei citare altri esempi, per esempio Alghero disponeva di 10 posti letto nell'otorino, di una struttura complessa oggi ha zero, oggi ha zero. Se andiamo a Tempio aveva 15 posti e una struttura complessa oggi ha tre posti e tre posti son stati dati ovviamente soprano sono per il Mater Olbia. A San Francesco di Nuoro che aveva 18 posti di otorino ci sono praticamente, c'erano diciotto posti uno e uno, oggi ci sono otto posti, zero è zero. Questa sono delle realtà, questi sono i numeri vado a verificare i numeri, ci sarà qualcuno adesso dei suoi collaboratori che evidentemente sbaglia, ma sono errori madornali, si modifica tutto quanto. E devo dirle di più, caro Assessore, che al di là delle cose che si possono dire eccetera lei può avere ragione, ma se praticamente c'è un codice giallo e questo codice giallo per esempio in quel di San Martino di Muravera viene spedito senza troppi approfondimenti al Marino di Cagliari alla faccia del soccorso e della prontezza, questa è la verità! C'è una struttura che non funziona, crollano praticamente gli edifici crollano…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Pietro Zanchetta. Ne ha facoltà.

ZANCHETTA PIETRO (Cristiano Popolari Socialisti). Grazie Presidente, ma nessun panegirico, non ne possiamo fare, direi che c'è poco da dire e molto da fare, dottor Arru. C'è molto da fare perché bisogna interrompere il corto circuito al quale sono stati fatti già molti riferimenti, e il corto circuito è dettato dal fatto che purtroppo la riforma della rete ospedaliera non è ancora attuata, questo è il nodo del problema a mio avviso. È un corto circuito importante che va risolto subito, io ho votato la censura politica e la riconfermo quella censura politica, proprio per questi aspetti che hanno non soltanto scavalcato la volontà del Consiglio regionale ma hanno aperto un vulnus, perché c'è un'illegittimità che non è colmata con l'applicazione della riforma. Una riforma che io ritengo possa andare a migliorare addirittura la qualità dei servizi che noi eroghiamo oggi, soprattutto nelle aree disagiate. E quel vulnus va immediatamente recuperato e coperto, perché l'illegittimità di cui parlo riguarda anche atti aziendali, che noi non consideriamo legittimi. Perché la riforma non è rispettata e attuata, che è la volontà espressa da questo Consiglio.

Richiamandomi alle aree disagiate io vorrei che lei assumesse qui un impegno questa sera, non come ha fatto l'altra volta, che pur ricordandole i suoi due giuramenti, quello di Ippocrate in qualità di medico e quello di Assessore della Regione autonoma della Sardegna, non ha poi mantenuto, perché non mi ha dato risposte, voglio risposte questa sera! Ci sono comunità in allarme, ci sono cittadini liberi che stanno occupando gli ospedali, primo fra tutti quello della mia città a La Maddalena ma anche Ghilarza. Hanno necessità di incontrarla, di confrontarsi con lei, con il direttore generale, con i responsabili delle ASL di riferimento. Lei deve incontrare queste persone, se così non sarà, se io non avrò risposte, non andrò ad occupare l'ospedale della mia città, perché non voglio che venga strumentalizzata la mia presenza e lascio libertà a quei cittadini di compiere il loro impegnativo momento di lotta e di rivendicazione, io verrò a occupare l'Assessorato, io verrò a sedermi lì da lei, non me ne andrò, perché ho necessità di avere quelle risposte. Io credo che noi dobbiamo dare risposte alle comunità che oggi ci chiedono e urlano disperatamente di avere risposte e attenzione, per recuperare quei servizi sottratti che sono peraltro previsti proprio dalla riforma che noi abbiamo approvato in quest'Aula. E allora colmiamo, ripeto, il corto circuito che stiamo creando e che rischia di fare impazzire il sistema. Io mi aspetto queste richieste che le ho fatto, mi aspetto le sue risposte, e conseguentemente mi comporterò. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Anna Maria Busia. Ne ha facoltà

BUSIA ANNA MARIA (Gruppo Misto). Non mi attarderò in grandi questioni sulle riforme sanitarie e sulla riorganizzazione della rete ospedaliera, semplicemente la mia è una dichiarazione di voto a futura memoria, per non venire confusa o essere tacciata di incoerenza, visto che non ho votato né la riforma dell'azienda unica, né la riorganizzazione della rete ospedaliera, ed è bene ricordarlo. Io avevo chiesto le dimissioni a suo tempo, le sue, assessore Arru, quando forse avrebbero avuto un senso e avrebbe avuto un senso forse cambiare direzione. Ora sono tardive e questa mozione che la riguarda è una mozione tardiva, una mozione inutile, e soprattutto non è lei l'unico responsabile di questa situazione, perché evidentemente queste riforme sono state il frutto di un'azione collegiale che ha riguardato in primis il Presidente. Quelle riforme non sono state da me votate, e ribadisco questa è la mia contrarietà, è la mia contrarietà anche ovviamente ad una applicazione della riorganizzazione della rete ospedaliera che non mi ha trovato d'accordo e che nasceva brutta ed è stata peggiorata in aula. Né credo che lei possa prendere, a questo punto, degli impegni, capisco che l'opposizione chieda questo, siamo in campagna elettorale, è di tutta evidenza, ma credo che lei non possa impegnarsi a fare più niente, nel senso che quanto è stato fatto non può che essere ribadito. L'unica cosa, l'unica mia preghiera nel confermare il mio voto contrario a questa mozione per le ragioni che ho detto è che non ci siano colpi di coda, i colpi di coda di fine legislatura, cioè quelle azioni di cui poi ci si pente, che si pensa di fare pensando di riuscire a superare gli ultimi mesi e che poi invece portano a delle conseguenze gravi quando la legislatura è finita.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gaetano Ledda. Ne ha facoltà.

LEDDA GAETANO (PSd'Az - La Base). Tempo fa un anziano nel mio paese, parlando di una persona abbastanza conosciuta, lo stavo mettendo al settimo cielo, lui mi diceva, anzi mi dice, perché è ancora vivo e vegeto, in sardo (…). Questo è il caso di questa situazione. Noi partiamo dal discorso che è la goccia, come diceva qualcuno, che ha fatto traboccare l'oceano. Quindi, la non approvazione della rete ospedaliera, del riordino della rete ospedaliera. Purtroppo le cose non funzionano, bisogna fare sempre esempi concreti, quando in una azienda, in questo caso sanitaria, c'è a capo… ma non è colpa di Arru, colpa mia non è, in questo momento l'Assessore è lui, quando in un'azienda, ripeto, c'è a capo un amministratore, questa azienda non funziona, il deficit aumenta, il servizio peggiora enormemente, io come minimo lo prendo a calci nel sedere, se io fossi amministratore di un'azienda come minimo… E mi sembra molto strano e molto pacato il Presidente che fino ad oggi non ha preso nessuna iniziativa, purtroppo, per quanto riguarda la situazione sanitaria. Si parlava di processo, processi ne ha avuto tanti, la sentenza sarà emessa a febbraio di questo processo. Parliamo sempre di esempio concreto perché mi piace citare esempi concreti, la Giunta ha fallito in tante cose, si era elencato a inizio mandato e si era preso impegno con la Sardegna che si sarebbe riformata la sanità, abbiamo visto il risultato. Quest'estate mio figlio si frattura il braccio: frattura del radio. Vado a Nuoro, mi presento al pronto soccorso e mi dicono: "È più veloce se va al pediatrico". Primo pomeriggio, entro al pediatrico, dopo tre, quattro, cinque ore di fila stavo per entrare e arriva una bambina, con i genitori di Fonni, di sette mesi con la febbre oltre i 40. Quindi mi chiede cortesemente di passare, faccio entrare questa bambina, esce dopo essere stata visitata, e l'infermiera chiede: "Chi è il vostro pediatra?" - era forse giugno, luglio - "Non ne abbiamo pediatra da novembre". Io ho fatto un'interrogazione dove mi hanno risposto che era imminente la soluzione. Prima cosa. Ad un certo punto visita il bambino, aspettiamo un altro paio d'ore, andiamo in radiologia, e l'infermiere mi chiede: "Lo accompagna lei?", "Sì, lo accompagno io", vado io ad accompagnarlo in radiologia. Il tecnico radiologo non c'era, non c'era proprio, abbiamo aspettato un'altra mezz'ora, arriva, non vi dico in che condizioni era, fa la radiografia e ci rimandano in reparto. Dopo altre due ore io mi sono lamentato, erano già le due di notte, per una semplice radiografia di un radio, e mi dice: "Stiamo aspettando che venga chi deve emettere il referto perché è a casa". Quindi arriva, emette il referto, devono ingessarlo: "Aspetti che chiamiamo l'infermiera perché deve venire a ingessare", è venuta da casa anche l'infermiera. Questa è la realtà, vi giuro, questa è la realtà. Quindi funziona la sanità? Bisogna fare sempre esempi concreti. E parliamo di sanità umana che è allo sfascio totale, chi deve fare una visita mesi e mesi di attesa, io devo fare una colonscopia venerdì, prenotata mi sembra da settembre scorso. Non parliamo poi di sanità animale. Perché l'Assessore non è affidabile? Perché l'Assessore io dico non è in condizione di garantire niente? Perché l'abbiamo già provato. Se io fossi in un gruppo e il componente del Gruppo avesse espresso quello che ha detto l'onorevole Desini, io me ne sarei andato in Australia a vivere. Togliete tutto, togliete le sedi a tutti gli Assessori, invece questo non succede, perché c'è quello, e poi ha detto anche delle affermazioni un po' pesanti, sono successe anche a me, ma io non le dico in Aula perché è meglio, perché bisogna veramente usare la testa, invece qualcuno qui la testa non la usa, la usa solo per fare marchette. Dicevo, sanità umana, non parliamo di sanità animale! Un motivo per cui siamo andati via dalla maggioranza è anche questo, l'Assessore manda a Bono, e questo lo posso dire pubblicamente, manda a Bono i suoi collaboratori dicendo, e c'erano 148 persone registrate, era presente anche il collega Daniele Cocco, che se dovesse capitare che qualche allevatore non vaccinava il bestiame non metteva le sanzioni, dopo un mese sono arrivate le sanzioni di 500 e rotti euro, e in più anche in penale e a livello amministrativo. Questa è la verità, perché non è credibile, sono cose concrete, sono cose vere, non sto inventando niente. Sanità animale, funziona la sanità animale? Parliamo di lingua blu? Sconfitta, soldi qua, soldi là, c'è ancora. Abbiamo sentito i giorni scorsi, ieri e avantieri in certi territori di pecore morte di lingua blu, meno male che era sconfitta. Chi vuole vaccinare… o mandano i carabinieri se non vogliono vaccinare o non ci sono i vaccini. Tubercolosi e quelle cose lì… per quanto riguarda gli animali bovini non c'erano i vaccini, e chi voleva vaccinare non poteva perché non c'erano. Quindi diciamo, finisce che qui va tutto in pace, non ci sono…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Devo dire che non sarei neanche voluto intervenire, perché effettivamente mi pare che sia la terza o quarta volta che abbiamo in discussione il permanere dell'Assessore nella sua funzione. E poi ho sentito una trafila di denunce, di cose che non vanno bene, basterebbe leggere i giornali quotidiani tutti i giorni, sia quelli dell'alta che quelli della bassa Sardegna per capire come va il mondo nella sanità. Ma vedi, caro Ruggeri, il problema degli interinali non è mica vero che l'avete sanato, quello che è grave è che forse si sono adempiuti alcuni compiti non dovuti, quello di fare alcuni concorsi non certamente nel migliore dei modi, e fermiamoci qui. Poi ci sono le sanatorie all'interno delle ASL con le assunzioni, però se questo è il discorso sulla sanità che voi proponete, ancora una volta state sbagliando tutto. Vede, il problema è che la sanità in Sardegna, che vi piaccia o no, l'avete affrontata nel peggiore dei modi, Assessore, vi è stato detto più e più volte, anche da me, che avete costruito una casa non partendo dalle fondamenta, ma partendo dal tetto, cioè senza consistenza. Caro Cherchi, potrà anche partire e giurarti l'Assessore che parta subito la struttura organizzata del sistema ospedaliero, ma non raggiungerà nessun effetto per un motivo molto semplice, intanto perché ha quei difetti d'origine, e poi perché è un qualcosa che è fuori dal contesto. Se si intasano ancora i pronto soccorso non è perché sia un qualcosa di astratto, qualcuno ha parlato di 4,5… anche 14 ore, e ho la dimostrazione, è il fatto che non si è partiti con quelle fondamenta, cioè concreare una riforma sanitaria nel territorio, che distribuisce nel territorio in tutto il territorio quella che è la necessità di una presenza della sanità nei termini più appropriati, che siano, caro Ledda, umana o animale. Allora, se non funzionano bene i pronto soccorso, e presumo che i medici che ci sono siano ottimi professionisti, se non funzionano i reparti, io ne conosco uno ad Oristano di Medicina che ha sessanta posti letto, due medici, 4 infermieri, e forse 3 o 4 Oss, fate le turnazioni e mi dite cos'è, e così sono anche gli altri reparti, ma quello l'ho visto bene, l'ho visto bene per svariati motivi. Ora, se ci sono queste disfunzioni, io non è che me la prenda solo con l'Assessore, me la prendo soprattutto con quell'ayatollah che è appollaiato, l'avete messo lì, a Sassari, a decidere i destini della sanità in Sardegna, non ho capito se sia consono, se abbia le capacità, se sia all'altezza degli argomenti nonostante tutto quello di cui avete fatto come vanto, ma sta di fatto che sta ulteriormente destabilizzando quel poco di sanità che c'è in Sardegna. Potrei affondare qualche situazione in più, e verificarla, e darvi conto di queste cose, ma non credo che sia molto importante, ma resta ancora il tema per cui il Presidente della Giunta ci ha ricordato quanto è importante, il tema dell'insularità, e il tema dell'insularità vale anche per questo aspetto sanitario, però ho la bontà anche di dire che la proposta di iniziativa popolare sull'insularità oggi è al Senato, è ha il numero 865, se questo può essere da auspicio perché non solo la sanità, ma l'intero sistema dei servizi della Regione Sardegna e tutto quello che è un deficit per la Sardegna possa essere un riscatto per il domani, una prospettiva di sviluppo, perché si potrà sicuramente contare su entrate proprie che saranno veramente gestite in maniera diversa da quelle a cui abbiamo assistito all'inizio di questa legislatura, regalando allo Stato, al Governo centrale tutto quello che abbiamo regalato ritirando, guarda caso, tutti i ricorsi che erano stati presentati. Auguri.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Gianfranco Congiu. Ne ha facoltà.

CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). Grazie, Presidente. Mah, se oggi si voleva parlare di rete ospedaliera e di quanto è stato sbagliato non attuarla, e di quanto era importante invece la scelta politica che ha fatto questo Consiglio nel cercare un riequilibrio nella sanità territoriale in assenza di una rete della sanità territoriale, beh, se oggi si voleva parlare di questo, la prima domanda che mi sorge spontanea è: ma perché gli amici del centrodestra non hanno articolato questi ragionamenti il giorno in cui abbiamo portato in Aula a settembre la mozione di censura? Beh, avremmo scritto un'altra storia, con gli stessi argomenti che oggi sono stati utilizzati dal centrodestra, avremmo scritto una storia di censura politica, perché questo è l'unico punto di atterraggio di un ragionamento che parte dal presupposto che la rete è patrimonio di questa maggioranza, che la rete è cosa buona e giusta in un'ottica di consentire che determinati territori, soprattutto quelli più marginali, non rimangano esclusi da una offerta sanitaria. E allora, se la rete è cosa buona e giusta, la rete va attuata, la rete andava difesa, la rete andava sostenuta nel giorno in cui in questo Consiglio si discuteva della censura politica. Così non è stato, e allora oggi si recupera il merito di quel dibattito ma in un contesto di sfiducia. Beh, chiariamoci, se la rete ha bisogno di una spinta politica per poterla attuare, questa spinta politica deve essere data da quest'Aula verso l'Assessore che ho qui di fronte, questa è la posizione che noi abbiamo assunto quando abbiamo discusso la rete, ma quando abbiamo votato contro la mozione di sfiducia di agosto, perché i temi che stiamo ponendo in quest'Aula sono temi di rispetto del deliberato di questo Consiglio, che necessitano una pronta e immediata attuazione. Un po' quello che è accaduto con Nuoro, il punto nascita di Nuoro dopo il ragionamento che è stato articolato qui in Aula ha visto l'Assessore proporre immediatamente due delibere alla Giunta regionale, per fortuna approvate, con le quali il punto nascita di Nuoro è stato per ora parificato a un secondo livello, è stata in pulsata la procedura per riconoscere il punto nascita di Nuoro e la neonatologia di Nuoro quale punto nascita di secondo livello, e questa è una previsione di rete, questa è una previsione di rete! Ma anche Ghilarza contiene previsioni di rete, la rete salva Ghilarza, salva Ghilarza nel Day Surgery, salva Ghilarza nella evoluzione del pronto soccorso, da pronto soccorso a centro di emergenza territoriale, salva Ghilarza perché riconosce a Ghilarza l'unità valutativa Alzheimer come una esperienza di buona pratica regionale, la rete salva Ghilarza, e la rete va attuata. La rete salva Iglesias e la sanità del Sulcis, la rete salva Isili, la rete salva il principio che Ozieri è in rete con Alghero; questa è la rete, e la rete va attuata, la si può attuare in blocco, la si può attuare per parti, iniziamo ad attuarla. Io confermo la censura politica che ho fatto a settembre, la conferma tutto il nostro Gruppo, e siamo su quel dimensionamento, la rete va attuata senza se e senza ma, in un'ottica di verifica dei LEA, in un'ottica di verifica delle prescrizioni ministeriali? Ma la rete va attuata perché è atto di questo Consiglio. Io sulla rete non accetto lezioni da chicchessia, nemmeno da leader di altre forze politiche che arrivano da oltre Tirreno e che mi vengono a dire che l'esperienza della rete è un'esperienza errata che va demolita e va ricostruita. No, la rete rappresenta un atto di questo Consiglio ed è un atto a fortissima connotazione politica e non accetto minimamente che venga buttata l'acqua sporca con il bambino dentro. Esistono dei momenti in cui siamo stati duri e severi e lo siamo anche adesso, ma siamo consapevoli che non possiamo affidarci per l'attuazione della rete al lavoro dei dirigenti, al lavoro dei direttori generali, perché senza una rete attuata siamo tutti in balia dei facili personalismi, siamo in balìa di atti non verificabili e non…

PRESIDENTE. Onorevole Congiu, il tempo a sua disposizione è terminato.

E' iscritto a parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Presidente, oggi riprendiamo a discutere per l'ennesima volta una mozione di sfiducia all'assessore Arru. Insomma, è diventato uno sport diffuso da qualche tempo a questa parte, si vuole discutere di sanità, di rete ospedaliera, cosa legittima, e lo strumento che mette in piedi l'opposizione, nonostante le bocciature ricevute da quest'Aula poco tempo fa, si insiste nel presentare mozioni di sfiducia. Io credo che sia un metodo sbagliato non foss'altro proprio perché ne abbiamo discusso sempre con lo stesso strumento pochissimo tempo fa, cosa invece giusta è discutere di rete ospedaliera, perché noi siamo, come dire, consapevoli che è un terreno delicato, sul quale occorre intervenire sempre, essere vigili, attenti, siamo consapevoli di non avere in tasca la verità, siamo consapevoli che è una materia difficile, complicata, che è un settore difficilmente permeabile, che tutte le volte che ci metti mano rischi di scottarti, perché gli interessi che si toccano sono tantissimi e le resistenze altrettanto forti ed è evidente che fare riforme in questa direzione dal punto di vista elettorale difficilmente hanno pagato e noi questo lo sapevamo. Però la rete ospedaliera andava fatta perché della Sardegna mancava vent'anni e noi ci dovevamo dotare di una rete ospedaliera. Abbiamo fatto una riforma che è quella della sanità ovvero della istituzione della Azienda unica regionale, cosa della quale alcuni colleghi ora in opposizione, in altri tempi non lontani in maggioranza, si riempivano la bocca dicendo che occorreva fare l'Azienda unica regionale e su quello hanno riempito le piazze sostenendo che questo fosse l'obiettivo da raggiungere in tempi rapidi. Ecco, noi l'abbiamo fatto, a differenza di chi sulla sanità invece non ha mai fatto nulla, non si è adoperato, ha lasciato che le cose andassero così come volevano andare. L'unico provvedimento che io ricordo degno di nota per il quale sono state spese oltre il disavanzo creato nella sanità che abbiamo ereditato, su cui abbiamo cercato di mettere mano, ricordo soltanto un provvedimento di Giunta di 150 milioni di euro a favore della struttura ospedaliera di Nuoro che è stato poi cassato ed eliminato anche da provvedimenti successivi. Solo questo io ricordo, quindi interventi specifici su cui c'è da discutere molto e che certamente non riguarda la discussione di oggi. La verità è che noi abbiamo approvato la rete ospedaliera dopo vent'anni, la verità è che noi non abbiamo chiuso alcun ospedale, la verità è che tutti coloro che oggi dicono che sulla rete ospedaliera abbiamo fatto disastri avrebbero potuto fare interventi precedentemente e non li hanno fatti e oggi potrebbero dare suggerimenti, consigli, potrebbero dire che cosa fare e non lo fanno, continuano a sparare convinti del fatto, forse anche giustamente, che la rete ospedaliera possa essere uno strumento elettorale fortissimo da utilizzare contro di noi, fregandosene altamente degli interessi diffusi della Sardegna per avere una sanità migliore, al di là di quello che dicono i medici, i primari, al di là di quello che dicono coloro che ci operano, che certamente devono essere parte integrante della discussione collettiva che noi facciamo, ma il punto di riferimento che noi dobbiamo avere sono i pazienti. Allora, è vero che tutto non funziona ed è altrettanto vero che non funzionava neanche prima, che occorre ancora intervenire. Io ho ascoltato adesso gli interventi dei colleghi, l'ultimo intervento da parte del collega Congiu credo che sia un intervento condivisibile, non sto a ripetere le cose che ha detto perché le condivido in toto, tutte, sostenendo quello che si conquista con l'applicazione della rete ospedaliera e che questo Consiglio regionale ha approvato, per cui l'invito è anche nostro affinché la rete ospedaliera sia applicata, affinché la rete ospedaliera e che noi abbiamo legiferato sia parte integrante della discussione della Sardegna e che possa essere strumento operativo da subito in Sardegna. Noi siamo stati accusati di avere, questo è stato il mantra del centrodestra negli anni scorsi, di essere stati supini rispetto alle indicazioni provenienti dal DM 70. Caso strano è avvenuto che un Governo nazionale Pentaleghista abbia detto che noi abbiamo derogato troppo rispetto alle pur possibilità che abbiamo di derogare rispetto alla legge. Quindi il nostro punto di riferimento non sono solo i conti che andavano risanati del disavanzo, ma era mettere in piedi una rete ospedaliera ed una riforma della sanità che andava fatta e qualcuno la deve fare assumendosi in pieno la responsabilità, consapevoli del fatto che è un campo minato, delicato, importante, nel quale altri legislatori, io prendo sempre l'esempio della Puglia nella quale il Presidente di quella Regione, un certo Fitto, democristiano, in Forza Italia, è una Regione di destra, fondamentalmente di destra, nonostante sia amministrata adesso dal centrosinistra, e lo sia stata anche negli anni passati con Vendola, abbia perso le elezioni proprio per avere fatto la riforma della sanità in Puglia e toccando interessi che forse non dovevano essere toccati, però la riforma andava fatta anche allora e ha pagato un prezzo pesante. Noi pagheremo pegno su questo? Io non lo so. Il mio punto di riferimento nell'approvare la rete ospedaliera e quindi essere parte importante di questo procedimento è stato quello di vedere nella possibilità di migliorare il servizio sanitario regionale, poi tutto può essere migliorato e noi abbiamo fatto una riforma che deve essere applicata - ribadisco anch'io - deve essere applicata così come l'abbiamo approvata, perché abbiamo salvato tutti gli ospedali, nessuno escluso, e non è vero che abbiamo favorito la sanità privata, chi dice queste cose le dice in malafede, come coloro che sostengono delle cose pesanti che non sono da discutere in quest'Aula, ma in altre sedi se si devono fare interventi così fuori luogo, se ci sono elementi che devono essere denunciati che siano denunciati, non si possono utilizzare strumenti come questi per discutere una mozione di sfiducia nei confronti di un Assessore, son cose fuori dal mondo che non hanno il minimo garbo e la minima decenza in una sala legislativa come è questa del Consiglio regionale. Per cui, se ci sono cose diverse che vengano fatte.

Per cui, Assessore, noi le ribadiamo la fiducia, ovviamente, e respingiamo con forza questa mozione strumentale, fuori luogo e assolutamente fuori da ogni contesto.

PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Presidente, noi abbiamo riproposto la mozione di sfiducia perché crediamo che uno dei compiti dei consiglieri regionali, oltre a quello di legiferare, sia anche quello di controllare e di denunciare quando i comportamenti e gli atti e i fatti della Giunta non sono quelli che ovviamente sono graditi prima di tutto ai cittadini. Assessore Arru, io non l'ho mai attaccata personalmente, lei ha perso l'occasione di fare anche una bella figura sotto il profilo del bon ton e della classe, quella che è riconosciuta a chi fa politica, a chi ricopre dei ruoli nelle istituzioni. Quindi sappia che il suo attacco personale citandomi, intanto vada a documentarsi perché io non sono mai stata Assessore alla sanità, non solo, ma vorrei anche dirle che non sollevo polveroni, sono allergica alla polvere, e soprattutto sono sempre molto chiara e diretta. Quindi, non faccio assolutamente confusione e non confondo le idee agli altri, anche perché le idee su di lei ce le hanno tutti chiarissime, compresi i pazienti, onorevole Cocco. Voglio raccontare all'Assessore un fatto, perché poi ovviamente io fermandomi all'analisi politica non vado mai e non farò il suo errore di entrare sul personale, ma le racconto di una signora, signora Sandra, che ha dovuto subire la malasanità della Sardegna. La figlia Giulia, di solo quattro anni, è caduta da uno scivolo al parco acquatico BluFan di Sarroch, lo scorso 7 settembre, e ha sbattuto violentemente il mento al suolo mentre faceva le scale per accedere all'attrazione. La bambina è stata portata immediatamente all'infermeria del BluFan e l'unico infermiere presente era un autentico incapace (questo dice la signora) che sembrava non avesse mai avuto nessun tipo di esperienza, a tal punto da suscitare molte perplessità sul suo operato da parte di una pediatra lì presente come cliente e testimone. Dopo il BluFan siamo andati al Santissima Trinità, quindi si recano al Santissima Trinità e dopo varie visite tra cui una visita al Maxillo facciale viene prescritto un antibiotico e ci ha fatto sapere il medico ovviamente che saremo potuti rientrare a casa senza riscontrare però il vero danno subito, ovvero due fratture alla mandibola.

Il 12 settembre, quattro giorni più tardi fatto il rientro in Spagna, ovviamente si sono recati immediatamente per fare gli approfondimenti e scoprono appunto delle due fratture. Sappia Assessore che non sto raccontando frottole, la signora e suo marito hanno deciso di intraprendere le vie legali contro l'ospedale Santissima Trinità e contro il parco di attrazione acquatico BluFan per non aver informato sull'assicurazione ai clienti in caso di incidente fortuito. Questo è un caso. Un altro caso riguarda la sanità privata, quella di cui si parlava, e questo mi dispiace al pari di ciò che ho appena raccontato perché un'imprenditrice è rientrata in Sardegna, ha voluto investire e in quattro anni, le dico la parte finale, ricevuto il contratto dopo aver fatto l'autorizzazione, l'accreditamento e quant'altro, un contratto assurdo e inadeguato che prevedeva per tutto il 2018 65 risonanze magnetiche, 1032 radiografie, nessuna ecografia, ovvero l'autorizzazione principale di questa società per la riabilitazione. Ma guardi Assessore, io poi volevo chiederle un'altra cosa se lei avrà la bontà di rispondermi, sembrerebbe che proprio il 20 di ottobre ci sia la chiusura definitiva dei venti posti letto del Binaghi, ma soprattutto ovviamente i pazienti non hanno notizia di dove dovranno andare, sto parlando dei venti posti letto del Binaghi, dei malati di sclerosi multipla. E le dico tra l'altro Assessore, le chiedo anche come la dottoressa Cocco da voi nominata possa trascorrere del tempo in Africa, fare dei corsi, delle borse di studio, è ad oggi si informi, ma queste sono dichiarazioni e testimonianze dei pazienti e adesso mancherà per due anni. Però la cosa che mi dispiace di più è che in questa occasione stiamo dicendo no, non so se motivato normativamente quindi le do il beneficio del dubbio, alla dottoressa Marrosu la quale avrebbe chiesto di partecipare a titolo di volontariato per dare un contributo. Però Assessore, se lei avrà la bontà mi risponderà, sono molto preoccupata dei venti pazienti. Ancora Assessore, volevo dirle che vi siete nascosti con le riforme che le ho dette tante volte e non sto a ripeterle, però lo sa i numeri un po' ci appassionano, mi deve spiegare, mi dovete spiegare quali sono i risparmi, in ragione di che cosa abbiamo peggiorato i servizi, in ragione di una razionalizzazione economico-finanziaria. Ma quando se addirittura adesso il 23 approveremo l'assestamento di bilancio con tutti quei fondi inseriti per coprire ancora il buco che manca? Non solo, nella prossima finanziaria parliamo di 406 milioni di euro nel bilancio del 2019.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

ARRU LUIGI, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Presidente, onorevoli consiglieri, io non so se abbiamo letto il documento del Ministero, questa è la bocciatura della legge? Non c'è nessuna bocciatura della legge, bisognava leggerlo attentamente, loro ci fanno delle osservazioni che tecnicamente noi abbiamo respinto in nome di una legge numero 23 che stabiliva il presidio unico di area omogenea, in nome della scelta di tutelare e rispettare una legge che è l'articolo 3 del Regolamento del DM 70. Quindi non è stato bocciato niente, ci dicono esclusivamente il punto realmente saliente è che abbiamo dei punti nascita al di sotto dei 500 parti per cui ci richiedono di avviare non una richiesta politica perché non è una richiesta di natura politica, ma il Comitato nazionale percorso Nascite che stabilisce quali sono i centri che possono garantire la sicurezza. Non abbiamo chiuso un ospedale, non abbiamo chiuso un ospedale, quindi loro ci dicono che avete un eccesso di offerta, non poca, avete un eccesso di offerta. Allora io capisco, io prendo l'impegno e accetto l'invito dell'onorevole Cherchi di accelerare nell'attuazione, a me va benissimo, però l'attuazione prevede anche assunzioni, assunzioni di figure che sono fondamentali in un modello che abbiamo voluto privilegiare tenendo la chirurgia, l'urgenza chirurgica in ambiti che per la maggior parte delle volte, 80 volte su 100 fanno chirurgia programmata già da adesso, quindi non stiamo modificando, stiamo dicendo che bisogna lavorare in rete e il concetto di presidio unico di Area omogenea nasce da quello. Ora io capisco che evidentemente mi dispiace l'intervento dell'onorevole Desini per cui inevitabilmente come ha detto l'onorevole Tedde di fronte a quelle affermazioni andrò alla Procura della Repubblica perché se un dirigente del Servizio sanitario ha tentato atti di concussione nei confronti di un deputato è da chiarire, per cui io non ho niente da nascondere. Ogni affermazione dell'onorevole Desini per me è una medaglia d'oro, un consigliere regionale che afferma che abbiamo bloccato il turnover delle guardie mediche non sa di che cosa stiamo parlando, quindi parla per pregiudizio personale. Allora non andrò oltre, però per me è un orgoglio aver ricevuto quelle accuse infamanti da parte dell'onorevole Desini e le chiariremo in altre sedi. Abbiamo distrutto il sistema sanitario, abbiamo creato un buco? Ma allora sono confusi al Ministero dell'economia che ci ha fatto le pulci, che pubblica oggi il rapporto della spesa sanitaria e ci dice che da quando siamo arrivati l'investimento in sanità è aumentato da 2 miliardi e 9 a 3 miliardi e che abbiamo ridotto il disavanzo di circa 70 milioni. Ora se vogliamo utilizzare gli aneddoti negativi che esistono e nessuno nega, perché non citiamo l'operato di tanti professionisti di tutti gli ospedali della Sardegna che fanno il loro dovere e salvano la vita. E vorrei iniziare dall'elisoccorso perché è troppo comodo parlare senza i fatti. Tempo di intervento al luogo d'arrivo al primo gennaio del 2018 41 minuti, agosto del 2018 15 minuti. Tempo di trasporto del paziente gennaio 2018 35 minuti, tempo di trasporto del paziente agosto 2018 19 minuti. Tempo di intervento totale 76 minuti primo gennaio 2018, agosto 2018 35 minuti. Questi sono i fatti che contano e i fatti che contano ci dicono che non abbiamo fatto elisoccorso show, ci dicono che abbiamo fatto 76 per cento di primari, 76 per cento di codici rossi e codici neri, questi sono dati a disposizione su dati certificati. Poi si son fatti errori? Certo che si sono fatti errori. Però in sette mesi, sotto il controllo del Garante per l'anticorruzione e della concorrenza abbiamo fatto un appalto che è preso a modello con una riduzione del 10 per cento dei costi. Evidentemente è impazzito il Ministero della salute, io capisco che c'è una qualità percepita in un momento di cambiamento che dice che c'è insoddisfazione di molti colleghi, di molti cittadini, certo non son contenti i primari che hanno avuto 63 riduzioni o accorpamenti ma sono impazziti perché abbiamo presentato i LEA 2018 Ministero della salute? Questa disposizione, guardatela, se abbiamo distrutto, se questa è la distruzione siamo orgogliosi di questa distruzione. Certo avremmo voluto fare di più e prima, vorremmo assumere rapidamente, stabilizzare 500 persone, mai è stato fatto il fabbisogno del personale e l'abbiamo fatto. Stiamo mettendo dentro 150 infermieri che arrivano dal continente, 150 infermieri sardi. Il Piano nazionale esiti è una misurazione oggettiva fatta da una terza parte, quando si dice che abbiamo distrutto il Brotzu bisogna vedere i dati dell'ictus e dell'infarto sugli indicatori fondamentali e c'è un salto di qualità impressionante oggettivo, non chiacchiere, poi certo che c'è malessere perché abbiamo tolto dei primariati, certo che forse è bene leggere le interrogazioni della precedente legislatura e leggere lo stato della chirurgia plastica. Non l'ho scritto io, l'ha scritto l'onorevole Vargiu, o leggere quello che ha scritto l'onorevole Vargiu sulla necessità urgente di una ristrutturazione sostanziale del sistema sanitario, perché si avevano 390 milioni di disavanzo, lo dice l'onorevole Vargiu, è a disposizione l'interrogazione, e parla di urgenza di riforma strutturale, Asl unica, rete ospedaliera, sistema di elisoccorso, cosa che abbiamo fatto.

Onorevole Ledda, esiste la biologia, esiste la microbiologia. La blue tongue è simile all'influenza, cambia il sierotipo, e a seconda del sierotipo c'è il vaccino o non c'è il vaccino. Adesso c'è il sierotipo 3, che arriva dall'Africa, non abbiamo ancora i sistemi antimissile per impedire alla zanzara di arrivare in Sardegna. Quindi la prego di documentarsi, che da quando siamo arrivati noi le epidemie gravi che ci sono state sono ridotte in maniera drammatica. Bisogna leggere e studiare! E'fondamentale! Possiamo citare, continuo a dire, gli aneddoti negativi, ma bisogna rispettare i professionisti. I professionisti è vero che sono stanchi di un cambiamento, di una fase di incertezza, però sono stanchi di sentire chiacchiere in cui si esalta solo l'aspetto negativo, anche la maleducazione che esiste, se dipendesse solo da me li cambierei in un attimo, però bisogna rispettare chi fa attività sostanziali, 250.000 ricoveri all'anno, e non si può banalizzare 250 ricoveri all'anno portando aneddoti negativi. Perché gli stessi medici della rianimazione, che hanno lavorato per l'elisoccorso, hanno permesso per 23 volte, onorevole Zanchetta, di portare pazienti che fino al 2015 richiedevano un'inchiesta del ministero della Salute, perché alle ore 18 l'elisoccorso e i Vigili del fuoco non poté decollare per una donna con aneurisma dissecante dell'aorta. 23 volte, di cui la maggior parte codice rosso, ictus, li abbiamo presi e portati non a Olbia, otto minuti di volo, 29 minuti di volo li abbiamo portati nel centro a più alta specializzazione. Perché il concetto è quello di regionalizzazione. Recepisco la sua richiesta, vengo volentieri a parlare assieme a lei ai cittadini de La Maddalena, perché li stiamo tutelando, è la prima volta che apriamo un ambulatorio chirurgico, è la prima volta che potenziamo con un ecografo per fare lo studio morfologico della gravidanza, ma stiamo creando un percorso, per la prima volta che c'è un isteroscopio a La Maddalena. Continuiamo! E si è creato un disservizio non per ordine dell'Assessore alla sanità. Su sette casi di chemioterapia su 60, è stato fatto dal primario di oncologia per tutelare su nuove chemioterapie, per cui c'era il rischio, essendo terapie biologiche, di reazioni avverse. Allora tutto è sfascismo, non va bene! Tutto va bene? Assolutamente non lo diciamo, ma siamo venuti qui per cambiare, per fare riforme che non sono state fatte. L'onorevole Meloni nella precedente legislatura ha fatto una bellissima interrogazione parlando della situazione drammatica della zona di Sassari, dicendo che bisognava fare un ospedale nuovo, e questa Giunta ha fatto un ospedale nuovo, che nel mentre bisognava mettere le nuove strutture a disposizione, rianimazione e chirurgia, abbiamo fatto la Breast Unit, abbiamo fatto il primo centro di pneumologia interventistica. E' tutto uno sfascio? No, le abbiamo fatte, richiede impegno e l'abbiamo fatto in un momento in cui il PIL era 100 in Italia e 70 in Sardegna, e l'abbiamo fatto senza mettere tasse, e finiremo in pareggio, che piaccia o non piaccia. Seduti e monitorati con 500 milioni di ammortamenti non sterilizzati che nascono dal 2011, e che abbiamo affrontato senza mettere tasse e ticket, di cui siamo orgogliosi come Giunta di centrosinistra. Per cui sentire, e ci dispiace, che molti colleghi della maggioranza non abbiano l'orgoglio in un momento di cambiamento, devono avere l'orgoglio di quello che abbiamo fatto. Certo, andremo in giro a spiegare, perché è mancato il livello intermedio per spiegare le cose che abbiamo fatto. E' logico che quando capita che alcuni colleghi della maggioranza dicono l'Assessore sta rovinando la sanità, certo che le persone sono confuse, sono disorientate, ma non voteranno i consiglieri di questo arco costituzionale, voteranno altro perché abbiamo screditato l'intero consesso del Consiglio regionale nel momento in cui diciamo che tutto è uno schifo, e usiamo gli aneddoti negativi come parametri per giudicare negativamente un sistema. Grazie Assessore.

PRESIDENTE. E' possibile intervenire per dichiarazione di voto.

Ha domandato di parlare il consigliere Antonio Solinas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SOLINAS ANTONIO (PD). Presidente, per annunciare subito il mio voto contrario all'ennesima mozione di sfiducia nei confronti dell'Assessore. Sembra quasi che sia iniziato il male della sanità sarda con l'avvento dell'assessore Arru. Chi era presente nella passata legislatura ricorderà la situazione drammatica che la sanità sarda viveva in quei cinque anni, eppure non siamo mai arrivati così a fare una mozione per mese. Ma io credo che sia opportuno, condivido molto l'intervento del Capogruppo del Partito dei Sardi, si fa confusione, creiamo confusione in giro per i territori, una cosa è la rete ospedaliera, altro è la situazione che si è venuta a creare oggi che centra niente con la rete ospedaliera. Noi abbiamo messo in sicurezza tutti i presidi ospedalieri della Sardegna con l'approvazione della rete ospedaliera, da Ghilarza in su, Ghilarza lo cito perché oltre ad essere il presidio del mio territorio è anche il presidio molto probabilmente più piccolo che ha la Sardegna. E noi l'abbiamo approvata quella rete ospedaliera anche andando contro il dettato del DM 70. Oggi nella mozione firmata dai Consiglieri della minoranza, accusano l'Assessore di non essersi uniformato ai dettati del DM 70. Vorrei, lo dico all'amico Marras di Bosa, che ha Bosa sostiene altro, vada a Bosa a dire che lei chiede che venga uniformata la rete ospedaliera al DM 70 per vedere che fine farà l'ospedale di Bosa. E allora io credo che dobbiamo utilizzare molto probabilmente meglio il tema, potremmo discutere per ore, forse anche per giorni, perché la situazione della sanità sarda oggi è in difficoltà, invece di continuare a discutere di mozioni di sfiducia. Noi avevamo preso cinque anni fa l'impegno con i cittadini sardi di andare a riformare e a rivedere quello che era il sistema sanitario della regione sarda, lo abbiamo fatto, e siamo qui a difendere anche i problemi che ha nella partenza della rete sanitaria, e lo abbiamo fatto difendendola e assumendoci tutta la responsabilità, al contrario di quello che ha fatto qualche altro Consigliere regionale, eletto in Consiglio regionale grazie a questa maggioranza, e oggi ho saputo che è andato via dalla maggioranza perché un funzionario dell'Assessore ha dichiarato che non avrebbe messo la multa, invece poi l'ha messa. E' andato via perché evidentemente stava già pensando che governare non premia e quindi l'alternanza avrebbe premiato facendo altre scelte. Cerchiamo di essere seri, perché davvero la Sardegna ha necessità di discutere nel merito delle cose che dobbiamo fare e non perdere tempo su queste cose. Grazie.

PRESIDENTE. Chiedo scusa, aveva diritto di replica il presentatore.

PRESIDENTE. Ha domandato di replicare il consigliere Paolo Truzzu. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Fratelli d'Italia). Presidente, ma io probabilmente ho illustrato male la mozione, ho avuto in qualche modo difficoltà a farmi capire e me ne scuso con i colleghi, perché mi pare di aver dichiarato all'inizio della discussione che non pensavo che la responsabilità fosse del lanzichenecco Arru della situazione che c'è oggi in sanità. E ho posto due problemi in realtà, che per me sono dei problemi politici, Assessore, sui quali ahimè non mi ha risposto.

Il primo di questi problemi è dato dal fatto che gli atti, le azioni, le riforme che voi avete messo in campo nel corso di questa legislatura non hanno individuato un obiettivo finale, un punto di atterraggio, ma hanno creato una situazione di confusione e di sconforto negli operatori, che sono coloro che poi devono mettere in pratica la riforma, prima di tutto perché con loro non è stata condivisa e non è stata presentata come si doveva, tale per cui oggi in sanità da parte degli operatori c'è una situazione di disperazione, non c'è una situazione di devastazione, io non l'ho detto, c'è sicuramente una situazione di disperazione. E voglio dire anche al collega Ruggieri, che personalmente ho la fortuna di non conoscere nemmeno un primario, però far passare l'idea che nella precedente Legislatura ci fosse un mercimonio e che in questa invece tutto avviene nel rispetto delle norme e delle regole è una favoletta dal libro per i bambini. L'altro elemento, Assessore, che ho messo in evidenza e che riguarda il Consiglio e che è un dato di fatto, non è una valutazione soggettiva, è che nel corso di questa legislatura, come Giunta, come Assessore, come Presidente, ci avete raccontato e ci avete detto che in sanità stavano avvenendo determinate cose, venivano fatte determinate scelte e ne avete fatto altre, questo significa che il rapporto con questo Consiglio, con quest'Aula non è stato trasparente, ne vogliamo prendere atto sì o no? Non ne volete prendere atto? Non c'è problema! Altro punto, la mozione arriva fuori tempo massimo, beh, badate colleghi, se fosse stato per noi l'Assessore l'avremmo cambiato prima, e dico anche che se fosse stato per voi l'avreste cambiato prima, perché dovete avere il coraggio di dire quello che dite nei corridoi, di dire quello che dite nei territori, e non di raccontarci una verità diversa dentro quest'Aula, perché fuori da quest'aula dite ben altre cose, ben altre cose, e sapete benissimo, se siete convinti che tutto vada bene, che tutto sia corretto, non c'è problema, ci confrontiamo, ci sono le elezioni tra un paio di mesi, tenetevi l'assessore, tenetevi le vostre soluzioni, per me si può andare al voto anche domani.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Augusto Cherchi per dichiarazione di voto. e. Ne ha facoltà.

CHERCHI AUGUSTO (Partito dei Sardi). Io nell'esprimere il mio disappunto per questa mozione intendo intanto notificare che non parteciperò al voto e che uscirò dall'aula, dopodiché io voglio ritornare a quello che è l'argomento che secondo me deve essere il principe in quest'aula in questa giornata di oggi che è quello della rete ospedaliera, Assessore, però la prego di essere di avere anche il rispetto per l'Aula, nel senso che non può essere ostativo all'applicazione della rete ospedaliera gliel'ho detto durante il mio intervento, qualsiasi argomento, meno che mai l'attesa delle assunzioni che è un atto del Direttore generale dell'ASL, io sto parlando di un atto votato da questo Consiglio e come tale deve essere applicato a prescindere dal piano delle assunzioni del Direttore generale dell'ASL, e non può essere ostativo l'applicazione della rete ospedaliera, quello che mi son sentito dire in Commissione l'altro giorno, cioè che bisogna prima ricorrere alla riorganizzazione dei posti letto, cioè una articolo della rete ospedaliera diventa ostativo all'applicazione della rete ospedaliera, mi sembra paradossale! Per terminare, per non prolungarmi troppo, le voglio ricordare che penso con difficoltà che il malessere, come lei ha riferito, in sanità perché abbiamo tolto i primariati? Sì questo lo so, me lo sono segnato di proposito, ho capito, quello che voleva dire, però io penso che siano stati ridotti dei servizi, Assessore, perché se ad un ospedale gli si impedisce di operare per cinque mesi all'anno si stanno togliendo i servizi, e non può essere neanche quello il parametro che si può utilizzare in quell'anno per determinare poi il numero di interventi che determinano qualità in quell'ospedale, perché la qualità si determina in dodici mesi di attività e non in otto o sette, per quanto riguarda il Piano Nazionale Esiti le voglio ricordare che il Programma nazionale esiti, che è uno dei parametri importanti per cui la Sardegna è andata giustamente orgogliosa, sono quello delle fratture entro le 48 ore, credo che da quest'anno sarà difficile, almeno per qualche ospedale raggiungere quell'esito, perché non riescono più ad operare come vorrebbero.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gaetano Ledda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LEDDA GAETANO (PSd'Az - La Base). Grazie Presidente, ma qualche collega ha parlato di un cortocircuito, qui veramente c'è un cortocircuito, il primo cortocircuito l'ha preso l'onorevole Solinas, non accetto lezioni di correttezza, forse è ancora fuso dopo la non approvazione della legge urbanistica, quindi non lo capisco, per quanto riguarda il discorso dei numeri dell'onorevole Arru, qualcuno ha parlato di scimmie poco fa, sembra che sta distribuendo numeri tipo noccioline alle scimmie, forse vive in un'altra regione, non nella regione sarda, ma mi dice studiare, ma io per studiare e fare quello che è riuscito a fare lei preferiscono rimanere asino. La sanità non funziona, non funziona la sanità animale, non funziona la sanità umana, sembra tutto che funzioni, io veramente rimango basito, comunque, in conclusione, annuncio il voto favorevole del sottoscritto e del Gruppo che rappresento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Io ho ascoltato con grandissima attenzione le accorate difese dell' assessore Arru che come al solito sono costretto a promuovere per i suoi sofismi dialettici, ma, Assessore, al di là dei sofismi, al di là delle sue difese accorate basato ovviamente su elementi inconcludenti, c'è la bocciatura dei sardi, c'è la bocciatura della sua maggioranza, Assessore, lei dimentica sempre che il Presidente della Commissione sanità, che ovviamente è di maggioranza, ha chiesto le sue dimissioni, ma se lo ricorda questo? Dobbiamo leggere e studiare, abbiamo cercato di leggere e studiare, Assessore, e abbiamo cercato di capire se effettivamente non c'è bocciatura del piano, come lei ha sostenuto con grande veemenza, è evidente che abbiamo dei documenti differenti, perché quando si legge la nota del Ministero della salute, relativamente al tavolo di monitoraggio per l'attuazione di DM 70, noi leggiamo: tabella A, disallineamento fra i posti letto programmati Tabella A e quelli indicati in Tabella C, disallineamento; ancora, articolazione della rete di emergenza - urgenza, si rileva la non coerenza con la configurazione prevista dal DM 70; ancora, emergono altri scostamenti, parliamo sempre delle emergenze - urgenze; ancora, tale tipologia di presidio ospedaliero non rientra fra quelle definite dal DM 70, ancora, tabella D, per quanto riguarda il fabbisogno di mezzi è indicato un numero di missioni per mezzo di soccorso e non il numero di mezzi, quindi è un errore; ancora, parliamo della articolazione della rete di ictus non coerente con DM 70; ancora, articolazione della rete trauma, non coerente con DM 70, ancora, articolazione della rete cardiologica, non è previsto alcun ruolo nella rete dell'emergenza - urgenza, ancora, articolazione della neonatologia; i punti nascita, non risulta coerente con quanto previsto dall'accordo Stato-regioni; ancora, per quanto riguarda lo stato di attuazione è necessario indicare le strategie di riduzione della frammentarietà.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Congiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). Per le stesse ragioni che ha espresso il collega Augusto Cherchi, neanch'io intendo partecipare alla votazione, noi pensiamo che qualsiasi ipotesi di rinegoziazione della rete ospedaliera, peggio ancora l'iscrizione della rete ospedaliera nel novero degli errori assessoriali, mi imponga di lasciare immediatamente l'aula per coerenza con ciò che abbiamo sostenuto fino ad oggi, per quella che è stata l'essenza della mozione di censura politica, per quello che noi riteniamo essere la rete ospedaliera, ovvero un lavoro di grande presenza territoriale, di grande compensazione della sanità nei territori, sarà la rete ospedaliera che salverà determinati territori dalla marginalizzazione e per questa ragione io non intendo partecipare al voto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Edoardo Tocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TOCCO EDOARDO (FI). Sì, per dichiarare ovviamente il voto in favore di questa mozione e per ancora una volta rubare le parole del collega Truzzu che sostiene che non è Assessore probabilmente sono lei il responsabile di questo. Ma io credo, e lo continuo a dire, che il problema suo, caro Assessore, sono le persone che a che avete messo dentro, il suo cerchio, son tutti questi manager, collaboratori, una manica di incapaci, gente che non sa assolutamente niente di sanità, un dramma, è questo il problema Assessore, probabilmente non si sarebbe trovato in questa condizione, ha per carità snocciolato tantissimi dati e sembra tutto fantastico, ma come ci spieghiamo che da La Maddalena al sud Sardegna, a destra e a sinistra ci sono comitati permanenti, mobilitazioni, il 25 devono scendere tutti quelli del Sarcidano, del Sarrabus e del Nuorese: se tutta questa gente scende vuol dire che un motivo c'è, non credo vengano in gita a Cagliari, questi stanno venendo per protestare, quindi un problema c'è. Se andasse tutto bene, assessore Arru, questa gente se ne starebbe a casa propria, è normale questo, mi sembra anche banale continuare a parlare di queste cose. Se questa povera gente - tra virgolette povera gente, ovviamente, perché sono disperati - scende coi pullman e fanno centinaia di chilometri un problema ci sarà di questa sanità, non credo che siano tutti diventati matti, un problema c'è, quindi è inutile continuare a snocciolare dati, è il fallimento di questa Giunta, di questa sanità, non c'è niente da fare, e il verdetto lo faranno i sardi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Rossella Pinna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PINNA ROSSELLA (PD). Intanto voterò contro la mozione delle opposizioni, e voterò contro innanzitutto perché mi chiedo se avete pensato davvero che cosa sarebbe successo se il Ministero non avesse fatto dei rilievi ma avesse rivolto un plauso invece al documento della rete ospedaliera votato da questo Consiglio, avrebbe significato semplicemente che noi ci siamo adeguati al DM 70 e che abbiamo di fatto omologato la rete ospedaliera della Sardegna a criteri che non sono certo quelli adeguati ad un'isola e ad una Regione che ha le caratteristiche demografiche e geografiche di viabilità come la nostra.

Fatta questa premessa voglio fare un'altra serie di considerazioni, e in maniera particolare voglio rivolgere delle domande all'assessore Arru. La prima domanda, Assessore: perché non ha lasciato tutto com'era, perché non ha lasciato 11 repubbliche indipendenti, con 11 uffici degli acquisti, con 11 prezzi delle siringhe, con 11 prezzi di tutta l'attrezzatura possibile e immaginabile che occorre per un ospedale? Perché non ha introdotto i ticket e superticket? In Emilia Romagna, a Bologna ad esempio, in tutti gli ospedali a cui i pazienti si rivolgono con codice verde, quindi con una gravità media, quei pazienti escono con un bollettino di pagamento in media di 150-170 euro: perché non abbiamo applicato quei superticket, Assessore? Perché ad esempio non ha lasciato che la peste suina africana continuasse a flagellate la Sardegna? E infine perché non ha applicato esattamente il DM 70? Avremmo risparmiato un sacco di soldi e avremmo chiuso dieci ospedali.

Guardi, Assessore, io credo che soltanto una persona generosa può fare l'Assessore in questo contesto, può farlo cercando di fare quello che ha fatto lei, quello che ha fatto la Giunta e quello che ha fatto questo Consiglio regionale, cioè fare una riforma attesa da oltre vent'anni, avere il coraggio di scardinare anche….

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pinna, il tempo a sua disposizione è terminato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Michele Cossa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Io, nell'annunciare il mio voto favorevole alla mozione di sfiducia, vorrei fare riferimento all'ultima considerazione che ha fatto l'assessore Arru, quando ha detto: "badate che sparando contro il sistema non state facendo altro che favorire soggetti che il sistema lo vogliono demolire". Assessore, mi permetta, è come dire che il diffondersi di sentimenti razzisti in Italia è colpa della Lega, è un ragionamento che non regge, perché il diffondersi di ragionamenti razzisti in Italia, per come la vedo io, è in gran parte frutto, un frutto avvelenato certo, però il frutto di un buonismo malinteso che ha sottovalutato aspetti come la sicurezza, aspetti come la paura della gente, che poi ci sia qualcuno che li ha alimentati è un altro aspetto. Però, Assessore, questa situazione che nella testa di tutti, nella percezione principalmente ma purtroppo anche nella realtà, è peggiorata in questi cinque anni, è frutto anche di una serie di scelte che sono state fatte, perché se si favoriscono gli incapaci a scapito dei meritevoli, come spesso si è fatto, se l'ospedale più importante della Sardegna è oggetto di un'opera costante, pervicace e metodica di smantellamento, se nella rete ospedaliera si fanno scelte incomprensibili favorendo palesemente situazioni insostenibili a scapito invece di situazioni che sono ampiamente giustificate, se nel territorio, Assessore, si fanno scelte che non sono comprensibili se non sulla base di un atteggiamento clientelare che favorisce alcuni territori a scapito di altri, se alla fine la rappresentazione della realtà è anche peggiore, su questo sono d'accordo, Assessore, perché abbiamo delle situazioni che meritano di essere valorizzate e non sono valorizzate per errori anche di comunicazione da parte se non sua del sistema che rappresenta, che è un sistema caratterizzato dal Partito Democratico (così facciamo nomi e cognomi) in maniera violenta. Allora, se questo è il frutto, Assessore, non è che lei se la deve prendere con chi cerca di migliorare le cose evidenziando anche questi aspetti, e io credo che di questo lei sia consapevole più di tutti quanti noi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Franco Zanchetta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZANCHETTA FRANCO (Cristiano Popolari Socialisti). Assessore Arru, lei si è rivolto a me rispondendo alle mie richieste, e mi pare che stia assumendo un impegno, non quello di venire, o andare, a La Maddalena con me, lei deve andare a La Maddalena col dottor Moirano e con la dirigenza della ASL di Olbia, ad incontrare i cittadini che sono in protesta, ad incontrare la comunità isolana, a incontrare i medici del Paolo Merlo, e a riportare quei servizi sottratti. Io questo le sto chiedendo, ed è chiaro che questo mi attendo da lei.

Non c'è dubbio che la tempesta va affrontata, e in questo momento privarsi di chi può condurci invece in porto, risanando situazioni che hanno creato difficoltà, disagio e problemi, sarebbe una sciocchezza. Quindi io considero ciò che lei mi ha detto in Aula un impegno solenne e la aspetto prestissimo, assieme alla città che la attende, a quella comunità e a quei signori e signore impegnati nella lotta per garantire il diritto alla salute, perché si diano risposte a quella comunità.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianni Lampis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LAMPIS GIANNI (Fratelli d'Italia). Nel dichiarare il mio voto favorevole a questa mozione volevo innanzitutto ringraziare l'onorevole Ruggeri, che nel corso del suo intervento ci ha apostrofati come retorici. Mi viene in mente che durante il mio percorso di studi mi è stato insegnato che la retorica è un'arte, quindi l'essere definito artista dall'onorevole Ruggeri non può che essere un complimento; lo stesso Aristotele ha intitolato una sua opera "Retorica" e quell'opera veniva utilizzata per gli studenti dei licei, quindi oggi se noi siamo retorici è un complimento, onorevole Ruggeri, è un complimento nel momento in cui diamo atto con fatti e contenuti che c'è un doppio fallimento, da una parte un fallimento politico che è riscontrato negli interventi degli esponenti di quella maggioranza o di ciò che resta della maggioranza di centrosinistra. Perché oggi si son fatti degli interventi contro la rete ospedaliera contro l'operato dell'Assessore, però non vanno dimenticati la miriade di atti depositati dai consiglieri di maggioranza e concernenti quello che è il servizio sanitario in Sardegna; interpellanze, interrogazioni, mozioni con firma di consiglieri di maggioranza, quello rappresenta il fallimento politico della gestione della sanità in Sardegna. Ma è un fallimento anche di quello che per voi era una delle tre grandi riforme di questa legislatura. Badate bene, badi bene Assessore, che il fallimento è certificato anche da atti che nel territorio vengono inviati. Faccio riferimento per esempio a quello che succede nel mio territorio nel Medio Campidano, qualche giorno fa il massimo esponente della ASL di Sanluri ha scritto ad alcuni comuni, ha preannunciato ad alcuni Comuni la chiusura di alcune sedi vaccinali, inserendo tra le motivazioni la carenza cronica di personale, il contenimento della spesa a danno però dell'erogazione dei servizi territoriali. Oggi non si può pensare di avere una sanità efficiente, non si può pensare di parlare di riforma compiuta quando a farne le spese sono i cittadini. Sempre nel Medio Campidano una visita ortopedica ha bisogno di 100 giorni per poter essere fatta; e questo è il risultato della vostra riforma sanitaria: 100 giorni per una visita ortopedica? Nel 2016 io ho depositato un'interrogazione concernente, riguardante la risonanza…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Grazie Presidente, intanto evidentemente, assessore Arru, lei com'è utilizza l'accanimento terapeutico neanche mi risponde su ciò che le chiedo in ordine ai pazienti del Binaghi. Però io le voglio ricordare che sono 4725 pazienti presi in carico, quindi i posti letto sono venti, io davvero voglio sperare di vivere un sogno, una bufala, ma se il 20 davvero succede questo, Assessore, io credo che lei debba prestare attenzione, andare controllare e qualche volta forse essere presente in prima persona, invece che ascoltare ciò che viene riferito. Tra le altre cose, Assessore, le dico che tornando a ciò che noi rappresentiamo all'esterno, a me quando succedono dei fatti che parlano di malasanità in Sardegna dispiace, perché probabilmente all'estero, non sto dicendo che sia colpa sua, però succedono dei fatti di cui almeno dobbiamo averne contezza. Perché non si può pensare che vada tutto bene, e questi sono dei sardi perché il cognome fa Livesu, glielo vorrei ricordare. Quindi il fatto che abbiano deciso di utilizzare la sanità sarda e avere invece una risposta di questo genere, io credo che alcune valutazioni vadano fatte, ok? Quindi se vuole io le posso dare tutta la documentazione. Per il resto noi voteremo ovviamente a favore della mozione, gliel'ho detto in apertura a noi non interessa che lei vada a casa, dia le dimissioni e spero che lo stesso accanimento terapeutico che lei ha avuto con noi lo facciano a febbraio i cittadini sardi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giorgio Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC-Sardegna). Per dire subito che noi non siamo suonati, se prendo i giornali: sindaci in marcia su Cagliari, crollo al CTO, CUP attesa infinita, la guerra persa, visita attesa da un anno, sanità scontro sanità la spesa pubblica continua a crescere, i Sindaci in trincea, al capezzale del Marino. Ogni giorno c'è una lamentela. Allora, Assessore, io sono stato forse non corretto in Commissione, forse anche un po' violento, oggi non lo sono stato, però essere gabbato non piace. Debbo dire subito che lei ha tolto fuori un foglio di carta, il foglio di carta è molto chiaro, il modello organizzativo introdotto non è coerente con quello definito dal DM 70 lo dice il Ministero e spiega, il che vuol dire che boccia l'impianto della legge, ma io le ho detto un'altra cosa, e mi dispiace sentir dire sciocchezze, dire per esempio i ticket, perché qualcuno ha messo i ticket del centrodestra? Non mi risulta! Che si è fatto un grosso sforzo per quanto riguarda la blue tongue, che è stata è stata praticamente eliminata in passato e nessuno ha detto niente, stia tranquillo io ero l'Assessore è stata debellata, se lei non lo sa studi anche lei. Poi per quanto riguarda per esempio la posizione le critiche alla ASL unica, le critiche alla ASL unica le ha fatte prima Moirano, ha criticato sia la ASL unica sia praticamente ha criticato anche l'accorpamento. La verità io le ho semplicemente detto, la invito a dire ai suoi funzionari, che nel documento inviato, e dice inviato e approvato, della razionalizzazione ci sono praticamente degli errori madornali, vanno verificati. Li ho voluti valutare prima con il collega Ruggieri che ha riscontrato che è un errore certamente, però sta di fatto che ci sono l'otorino, il DEA di primo livello deve esserci un otorino, che deve esserci dell'emodinamica deve avere un primo livello, che per quanto riguarda due posti, tre posti otorino non servono sono praticamente insignificanti. Quindi ci sono degli errori, forse saranno i suoi funzionari, insegni ai suoi funzionari a comportarsi bene, perché alcuni di questi non hanno mai visto un ospedale. Io che mai ho votato come si chiama, invece voterò la mozione perché ritengo praticamente che ci siano degli errori che vanno corretti; a lei glielo avevo già detto in precedenza in Commissione, ma ho visto che non avete fatto niente.

Votazione per appello nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione per appello nominale della mozione numero 449. Coloro i quali sono favorevoli risponderanno sì; coloro i quali sono contrari risponderanno no.

Estraggo a sorte il nome del consigliere dal quale avrà inizio l'appello. (E' estratto il numero 35, corrispondente al nome del consigliere Moriconi.)

Prego il consigliere Segretario di procedere all'appello cominciando dal consigliere Moriconi

FORMA DANIELA, Segretaria, procede all'appello.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

La prima Commissione è convocata domani a mezzogiorno. La seduta è tolta, il Consiglio è convocato martedì alle ore 16.

La seduta è tolta alle ore 20 e 55.



Allegati seduta