Seduta n.320 del 02/10/2018 

CCCXX Seduta

Martedì 2 ottobre 2018

Presidenza del Presidente Gianfranco GANAU

La seduta è aperta alle ore 16 e 36.

FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta del 2 agosto 2018 (316), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Augusto Cherchi, Luigi Ruggeri e Paolo Flavio Zedda hanno chiesto congedo per la seduta del 2 ottobre 2018.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Annunzio di presentazione di disegno di legge

PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il disegno di legge numero 549.

Annunzio di presentazione di proposta di legge

PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la proposta di legge numero 548.

Risposta scritta a interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle interrogazioni numero 1161, 1441, 1543, 1546, 1547.

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria. Sono state presentate le interrogazioni numero 1628, 1629, 1630, 1631, 1632.

Annunzio di mozioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria. Sono state presentate le mozioni numero 452, 453.

Discussione della mozione Satta - Ledda - Dessì - Lancioni - Carta - Marras - Gaia - Zanchetta - Peru - Rubiu - Coinu - Meloni Giuseppe - Meloni Valerio - Fasolino - Crisponi - Truzzu - Cocco Daniele Secondo - Zedda Alessandra - Cossa - Dedoni - Tedde - Desini - Lampis - Orrù - Randazzo - Cherchi Oscar - Unali - Manca - Sabatini - Congiu sulla necessità di aprire un confronto col Governo nazionale al fine di garantire le necessarie soluzioni alle criticità del sistema dei trasporti della Sardegna e in particolare ai problemi relativi alle compagnie Air Italy e CIN Tirrenia-Moby, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento (452) e approvazione di ordine del giorno.

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della mozione numero 452.

Uno dei presentatori della mozione ha facoltà di illustrarla.

SATTA GIOVANNI (PSd'Az-La Base). Prima di iniziare a parlare della mozione, di entrare proprio nell'oggetto, vorrei fare una piccola premessa, cioè mi farebbe piacere che quando il dibattito sarà aperto su un discorso così importante e fondamentale per la nostra isola pregherei le due parti in campo, per cui abbiamo una maggioranza e una minoranza, di non fare ricorsi e ricorsi storici al passato, ma di cercare per una volta di concentrarci sul futuro e provare a trovare insieme delle soluzioni. Io penso che questo problema è vissuto in una maniera forte dalla popolazione sarda, dalla nostra economia, che soffre di quelle che oggi sono le criticità del sistema dei trasporti. Ultimamente la situazione si è anche aggravata perché le due società, quella marittima principale, quindi il Gruppo CIN Moby-Tirrenia ha deciso, anche se poi le sue dichiarazioni dicono che sarà uno spostamento momentaneo, di esportare la propria sede a Milano. La scusa che è stata addotta è che per poter fare la fusione delle due Società era necessario andare a Milano, io, dal punto di vista giuridico, non ritengo che ci sia nessuna scusante di questo tipo, quindi non credo a questa dichiarazione fatta dai vertici del della Tirrenia e della Moby. L'altra gravissima situazione che si sta verificando è quella di Air Italy, che a giugno ha deciso arbitrariamente, così si dice, di operare uno spostamento di 51 dipendenti dalla sede di Olbia a quella di Milano, Milano-Malpensa, dove sicuramente questa Società che ha intenzione di incrementare, di arrivare ad avere anche 50 aeromobili per il 2020, così come ha dichiarato più volte attraverso il suo management, vuole spostare il proprio centro, quindi probabilmente un domani anche la propria sede, anche se le dichiarazioni sono state contrarie, verso Malpensa, e questo creerebbe ovviamente un ulteriore impoverimento della Sardegna ed in particolare di quella parte dalla quale io provengo, che è la Gallura, che ha ospitato da sempre prima Alisarda e poi Meridiana, dando occupazione e creando anche sviluppo. La cosa che mi desta preoccupazione è che questa Società, che ha raggiunto un accordo di programma al quale erano presenti le forze sociali, sindacali e anche i Ministeri competenti nel 2016, denota questa sua volontà di voler trasferire il suo punto nevralgico in Lombardia, perché oltre ai… loro vogliono sviluppare praticamente il personale di terra. e il personale di terra praticamente sarà quello che creerà maggiore occupazione rispetto al passato, quindi vogliono portare 30 persone che si occupino della gestione del personale di volo, e dovrebbero trasferirsi a Milano, questo vuol dire che tutto il settore riguardante la gestione operativa, e saranno circa… oggi sono circa 31 persone, ma sicuramente domani dovrebbero essere incrementate, perché con l'arrivo dei nuovi aeromobili, così come hanno promesso, che dovrebbero passare da 20 a 50, questo personale sarà incrementato, e se oggi si vuole trasferire il personale oggi addetto a questo settore a Milano, vuol dire che anche coloro che domani saranno assunti, e saranno decine e decine di persone, non saranno assunti in Sardegna, bensì a Milano, quindi questo denota la volontà tutta completa della Compagnia Air Italy di trasferire la propria sede oggi amministrativa e legale anche verso Milano. Quindi qui noi abbiamo da affrontare un aspetto morale, che è quello appunto dello schiaffo che la Sardegna riceve, perché ci viene portato via uno dei gioielli della nostra economia, soprattutto di quella parte della Sardegna che è il Nord-Est, e poi anche l'aspetto economico, perché ovviamente queste persone saranno obbligate o a trasferirsi tout court in Lombardia, oppure a licenziarsi, e questo penso che sia una cosa che noi non possiamo far sì che ci passi sotto gamba, e dobbiamo ovviamente intervenire, e interviene pesantemente, e penso che sia il momento. Ovviamente questa società opera in regime di diritto civile e quindi può tranquillamente fare le proprie scelte, d'altronde viviamo in Italia dove anche la FIAT ha deciso di trasferire la propria sede fuori dall'Italia, in Olanda, e nessuno poteva impedirglielo, pur avendo ricevuto fior fior di finanziamenti pubblici negli ultimi decenni, quindi questo è consentito anche ad Air Italy, però siccome Air Italy oggi appartiene, almeno le quote principali appartengono ad una società che ha altri interessi in Sardegna io penso che oggi sia arrivato il momento di operare attraverso anche la Regione Sardegna, attraverso l'Assessore Carlo Careddu e il Presidente della Giunta, un intervento forte, di carattere diplomatico, che possa mettere in discussione anche gli altri rapporti, cioè noi siamo anche quella Regione che è favorevolissima, abbiamo votato all'unanimità, o quasi, per poter vedere la nascita del Mater Olbia, che ha gli stessi proprietari, gli stessi soggetti che oggi sono gli attori principali della questione Air Italy, e che sono appunto la Qatar Foundation, quindi si potrebbe anche lì chiedere, visto che anche lì la Regione Sardegna non fa la cosa senza spendere un quattrino, ma è previsto un investimento di danari pubblici anche abbastanza cospicuo di 60 mila euro, quindi bisognerebbe aprire un confronto, io lo chiamerei di carattere diplomatico, perché è l'unica via che possa in questo momento essere utilizzata dalla Regione, da noi, da noi sardi, per poter trattare con questa Società, per far sì che questa attività, che è appunto quella della gestione del personale di volo, che può essere operata da qualunque parte del mondo, potrebbe trattarsi di personale che vive in Sardegna e che opera in Sardegna, così come potrebbe stare in America o potrebbe stare anche in Albania, quindi tanto varrebbe che questo tipo di attività, che è proprio la gestione del personale di volo, che può essere effettuata da qualunque parte del mondo, dobbiamo chiedere che venga trattenuta in Sardegna. Tra l'altro un'altra cosa che spaventa è quella che il Gruppo Air Italy sta costruendo, e questa è la cosa più grave, che dovrebbe farci ancora più spaventare, sta costruendo un ufficio direzionale nuovo proprio a Malpensa, e quindi questo denota proprio la sua volontà di non voler più in futuro avere il suo punto nevralgico in Sardegna, il suo cervello operativo. Un'altra leva sulla quale potremmo far forza è quella della Geasar, che è la Società di gestione dell'aeroporto, che per fortuna non è stata ceduta ai Qatarioti, bensì appartiene ancora in gran parte all'Aga Khan, e anche in parte alla Regione Sardegna, quindi anche qua, siccome la gestione dell'aeroporto è fondamentale nello sviluppo delle linee da e per il continente, e per il resto del mondo, quindi io ritengo che anche su questo potremmo fare una leva. Quindi io chiedo, così come ho fatto nella mozione, la costituzione di un tavolo tecnico, che partendo dalla Regione Sardegna e coinvolgendo il Governo, possa aprire un dialogo diplomatico, perché lo chiamerei così, perché il Qatar Foundation appartiene poi di fatto anche a uno Stato estero, per poter addivenire a una soluzione che possa garantire alla Sardegna il mantenimento della loro base in Sardegna. Altro problema che è venuto fuori ultimamente, cioè si è rinnovato, perché andiamo avanti da secoli, qui un po' una piccola accusa a tutti gli Assessori ai trasporti che hanno amministrato e governato la Regione Sardegna negli ultimi decenni, abbiamo subito la vendita della Tirrenia, essendo considerati un soggetto terzo quando terzi non siamo, è stata venduta appunto la Tirrenia, alla quale è stata poi assegnata anche la gestione delle risorse pubbliche per la continuità territoriale, nonostante ci sia stata una sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato nullo quell'accordo proprio perché considera terzo lo Stato italiano, ma è da questi banchi della maggioranza, di qualunque colore essa fosse, non si è sollevato nessuno a dire che questa convenzione andava impugnata. Oggi per fortuna, fra qualche mese, perché stiamo parlando del 2020, questa convenzione scadrà, e andrà fatto un percorso nuovo, quindi mi auguro che la Regione Sardegna, chi sarà a governare dal prossimo febbraio la Regione, abbia la possibilità di concertare con lo Stato italiano una diversa rimodulazione della continuità territoriale delle merci, anche perché anche questa estate lo stesso Gruppo Tirrenia e Moby ha operato, come ha sempre fatto, senza nessun controllo né sui servizi, né sulle tariffe, operato una politica dei prezzi che è stata veramente devastante per la Sardegna, che non ci permette di decollare dal punto di vista turistico, e questo lo sappiamo tutti, lo sappiamo noi, io penso che ciascuno di noi fuori da quest'Aula e fuori da questo Palazzo appena parla di trasporti con i cittadini sente tutti i giorni, quotidianamente, le lamentele che sono giuste, legittime proprio perché questo soggetto, questo Barone dei mari, come lo chiama qualcuno, opera in regime di monopolio e nessun soggetto da parte nostra è delegato né a controllare le tariffe, né tantomeno a verificare la qualità dei servizi. Questo penso che in un rapporto di gestione del servizio pubblico sia l'unico, se non l'unico, uno dei pochissimi casi al mondo dove le cose funzionano così. Per questo io sollecito oggi l'assessore Carlo Careddu, del quale tra l'altro, nonostante la parte politica non sia la stessa, io faccio parte del Partito Sardo d'Azione oggi e ne vado fiero, voglio che lo sappiano quelli che la pensano diversamente, credo che sia comunque la persona giusta che ha un grande valore morale e anche la preparazione adeguata per poter affrontare questo problema. Noi faremo la nostra parte e comunque penso che sia arrivato il momento di (anche se siamo a fine legislatura) fare delle azioni che siano veramente risolutive per questi due tipi di problemi.

PRESIDENTE. Ricordo che i consiglieri che intendono prendere la parola devono iscriversi non oltre la conclusione del primo intervento.

E' iscritto a parlare il consigliere Luigi Crisponi. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Presidente, il caso strano ha voluto che questa discussione avvenga in Aula proprio al termine di una stagione turistica non certamente esaltante per i dati che sono stati raccolti in corso, appunto, di stagione, ma anche pochi giorni prima del deposito della presentazione da parte dei componenti del Comitato per l'insularità in Costituzione delle 60.000 firme raggiunte dal lavoro trasversale nel nostro territorio, per andare a reclamare proprio a Roma le questioni che più ci riguardano da vicino, cioè il diritto, fra gli altri, alla mobilità dei sardi e di tutti coloro i quali su quest'isola invece si sentono spesso ostaggio, beffardo, delle disattenzioni da un lato delle compagnie, siano esse aeree che navali, e talvolta anche dai disagi che, magari, forse con le troppe disattenzioni, la politica spesso si trova a dover gestire, cosa che sicuramente è avvenuta proprio in questa stagione. Assessore, basta prendere i dati di Assaeroporti e si vede immediatamente un dato che balza agli occhi, nonostante si parli di un'attività, di un movimento curioso e interessante verso la nostra isola, in ogni caso, tutte le statistiche che vanno da gennaio fino al mese di agosto, riguardanti i tre aeroporti regionali, calano pesantemente i movimenti degli utenti nazionali, che ha un significato, è evidente che quella continuità territoriale che avete messo in piedi, che avete organizzato maldestramente, evidentemente non ha funzionato. Se si può chiamare continuità territoriale una continuità di messa in collegamento e appunto, col tentativo di fare continuità, solamente con due destinazioni, Roma e Milano, come che il resto d'Italia non appartenga ai collegamenti con questa piattaforma sul Mediterraneo chiamata Sardegna, e che inevitabilmente ci obbliga a dover soffrire e sopportare tutta una serie di disagi che poi si riverberano non solo sulla movimentazione dei passeggeri, ma ugualmente questo accade con la movimentazione delle merci per via navale e naturalmente con tutti coloro i quali sono stati lasciati estranei, all'esterno di quelli che dovevano essere i patti da raggiungere con i sistemi nazionali ed europei, con i quali non solo i sardi, ma anche i nostri fratelli emigrati, avessero gli stessi diritti e la stessa possibilità di poter raggiungere con tranquillità e serenità e a tariffazione certamente adeguata e certamente coerente con quella che è la loro aspettativa. Insomma, abbiam detto che di fatto, se vogliamo usare una battuta, la Giunta regionale in questo caso ha certamente perso la rotta e l'elenco abbiamo appena iniziato a farlo: continuità territoriale che non funziona, i rincari delle tariffe, la fuga delle compagnie low cost (Ryanair su tutte), i disagi creati nella disattenzione su ciò che è accaduto nella riorganizzazione da parte di Air Italy nel trasferire, come è stato ampiamente ricordato dal collega Satta, forza lavoro, fior di tecnici e lavoratori che hanno da sempre garantito un prezioso supporto e sostegno alle attività della ex Meridiana e che invece in un secondo si ritrovano con una lettera di trasferimento della loro attività. Allora le voglio ricordare che nei giorni scorsi alcuni aerei sono atterrati ad Olbia e portavano non la livrea di Air Italy, era Qatar Airways e all'interno vi era personale viaggiante non sardo, non c'era una persona che fosse italiana, erano tutte persone provenienti da fuori l'Italia, non solo dalla Sardegna. Se questo è il destino che si vuole introdurre nel nostro territorio io credo che dovremmo davvero ben guardarci da questo tipo di disattenzioni e noi siamo certamente disposti ad intervenire, a darvi supporto perché questa, ha ragione ancora una volta il collega Satta a richiedere un tavolo tecnico nel quale le questioni della Sardegna, della nostra gente, della nostra popolazione, dei nostri studenti, lavoratori, di chi si muove per mille esigenze quotidianamente, abbia definito con certezza quelli che sono i suoi sacrosanti diritti alla mobilità. Ma possiamo continuare tranquillamente, possiamo parlare del disagio che viene creato continuamente con tariffe che volano più di quanto possa volare oggi Air Italy e purtroppo quelle stesse tariffe sono anche la conseguenza di un bando destagionalizzazione, in cui lei non è responsabile ma lo è in parte, in quanto componente della Giunta, nella quale beffardamente sono stati distribuiti milioni e milioni di euro e in tutte quelle linee aeree. Beffardamente, mi consenta di concludere con questo richiamo, Assessore, non c'è un richiamo che possa essere fatto alla nobile figura di Grazia Deledda. Non si è pensato in quel bando della destagionalizzazione ad obbligare quelle linee aeree che collegano mezza Europa con la Sardegna per chiedere che venisse apposto un simbolo forte che ricordasse che questa terra ha dato i natali a nobilissime figure. Eppure è stato lasciato così, non al bando ma allo sbando e con degli intoppi e degli inciampi certamente che andranno sicuramente curati. Sette collegamenti andati deserti, addirittura uno richiamava la possibilità di collegare…

PRESIDENTE. Onorevole Crisponi, il tempo a sua disposizione è terminato.

E' iscritto a parlare il consigliere Edoardo Tocco. Ne ha facoltà.

TOCCO EDOARDO (FI). Presidente, io credo che ormai, Assessore, a meno che non ci sia veramente uno scatto d'orgoglio da parte sua, da parte vostra, da parte di questa Giunta, il disimpegno della compagnia Air Italy possa essere tangibile, nel senso che ormai le decisioni dovrebbero essere prese, ma io credo che alla base di questo probabilmente sia mancata la concertazione, Assessore, e questo è grave. È grave perché quando una compagnia come Air Italy che eredita una compagnia di bandiera sarda come l'ex Meridiana, una compagnia che ha una storia che tutti conosciamo, che abbiamo vissuto sin da bambini, io credo che avrebbe dovuto avere probabilmente almeno l'accortezza di mettersi in contatto con questa Giunta. Io credo che questo non sia stato fatto, anzi ne sono quasi certo, perché diversamente non ci si troverebbe oggi in una condizione di giochi già fatti. Quindi, o questa compagnia, Assessore, sta giocando al rialzo in qualche modo e questo è ancora peggio perché diversamente non si spiegherebbe la motivazione per cui una compagnia aerea che viene dalla Sardegna debba mascherare licenziamenti o dicasi trasferimenti a Milano del personale probabilmente quasi tutto sardo. Allora, persone che sono qui da anni, che lavorano qui da tanti anni, persone che sono nate con questa compagnia aerea, persone che oggi devono trasferire i loro affetti, la loro famiglia, io credo che questo sia veramente un problema grosso per chi gestisce, per chi governa la Sardegna, Assessore. Quando un Esecutivo regionale, una Giunta regionale, un Governo regionale, vede andar via i propri conterranei per motivi esterni ad esso, allora io credo che sia il caso di avere una reazione, Assessore. Non mi si dica che non è possibile interagire con una compagnia aerea che ha degli interessi, come sosteneva il mio collega Satta, in Sardegna, perché gli interessi sono talmente tanti e se questi interessi sono interessi veramente importanti per queste persone, io credo che ad un certo punto sia necessario anche trovare un ragionamento, una ratio. Non credo Assessore che in questo momento praticamente di cambio, cambio probabilmente di Giunta, di Consiglio, di consultazioni elettorali, io credo che sia il momento vostro, il momento per poter reagire veramente, per dare un segnale forte alla Sardegna, per dare un segnale forte a questo Consiglio regionale, perché noi siamo qui Assessore a rappresentare la Sardegna e quando ci vediamo i nostri conterranei e i nostri concittadini sardi che lavorano in Sardegna per la Sardegna, che (…) andar via, Assessore io non parlo solo adesso del problema Air Italy, ma questa è la situazione che si sta perpetrando da tanto tempo, quindi è il momento veramente di avere uno scatto d'orgoglio. Io glielo dico perché questo sta diventando un problema grave per il turismo perché non c'è giorno sulla stampa che se non si parla di sanità si parla di trasporti, si parla di aerei, si parla della Tirrenia, si parla di costi elevati nei confronti di chi vuole viaggiare, di chi vuole operare con la mobilità, di chi ha necessità come i sardi di andar fuori da quest'isola per mille motivi. E quindi Assessore, io so che lei è una persona per bene, la conosco come uno che ha sempre lavorato e allora questo è il momento in cui lei deve dimostrare con i suoi colleghi di Giunta di far valere veramente la dignità e l'orgoglio dei sardi, Assessore, e di fare in modo che questa compagnia ci ripensi se vuole rimanere in Sardegna.

Diversamente Assessore è il momento anche di mettere sul tavolo le cose in chiaro e ci sono i mezzi per poterlo fare e lei credo che possa farlo questo perché i sardi, si ricordi Assessore, vengono prima di tutto.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Marco Tedde. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Io credo che bene abbia fatto, bene abbiano fatto, e bene abbiamo fatto tutti noi che abbiamo proposto questa mozione, a proporre un tavolo per sciogliere il nodo per risolvere il problema. Però, collega Satta, non è sufficiente un tavolo tecnico, il tavolo deve essere un tavolo politico, parzialmente tecnico, ma quello che è mancato nei rapporti fra Air Italy fra Qatar e Regione non è la tecnica, è la politica.

Qui il tavolo deve essere politico e deve essere un tavolo sul quale i pugni si sbattono, non è possibile, non è assolutamente possibile che la Regione non faccia rispettare i patti sottoscritti, non è possibile che la Regione non faccia rispettare le regole. E' vero, il Qatar ha investimenti e interessi miliardari in Sardegna, interessi nell'urbanistica, circa 2000 ettari in Gallura, nella sanità, Mater Olbia, nei trasporti, Air Italy, però questi interessi li ha in Sardegna, li ha nella terra dei sardi e quindi deve rispettare le regole.

Non è possibile pensare che a questa potenza finanziaria sia consentito di fare tutto e il contrario di tutto e attaccare tra le altre cose i politici che cercano di difendere il territorio, cosa non corretta e non giusta, anzi è inusitata perché è la prima volta, è la prima volta che assisto a una scena di questo tipo. Però credo che bisogna prendere atto che questa vertenza è emblematica di un certo modo di gestire i trasporti in Sardegna. Abbiamo voragini, buchi, sia nel trasporto aereo che nel trasporto marittimo, il collega Crisponi ha fatto un resoconto molto fedele dei problemi del trasporto aereo, io aggiungerei qualcos'altro, aggiungerei per esempio il mancato varo del piano di incentivi al low cost e che ha fatto perdere soltanto all'aeroporto di Alghero nel 2017 349.000 passeggeri e poi non posso non ribadire per l'ennesima volta che sulla continuità territoriale avete consumato un flop di dimensioni epocali. Eppure l'Assessore attuale, così come faceva il suo predecessore, ad agosto del 2017 ci raccontava di fattive interlocuzioni con i commissari europei, fattive interlocuzioni, fattive interlocuzioni che sono tramutate in un cartellino rosso sollevato nei confronti della Giunta regionale che poi è stata costretta a ritirare il bando e a farne un altro, ecco le fattive interlocuzioni. Il bando della destagionalizzazione, altro flop, noi abbiamo consentito nel luglio del 2017 la discussione in tutta fretta della legge che stanziava 40 milioni di euro per la destagionalizzazione, 40 milioni di euro perché? Perché ci era stato garantito che il primo bando sarebbe stato pubblicato a settembre e avrebbe consentito di investire una decina di milioni per la destagionalizzazione nei mesi di spalla del 2017 e nei primi mesi del 2018. Cosa è accaduto? Il bando della destagionalizzazione è ancora fermo al palo. Ogni tanto ci raccontano che son state firmate le determine di aggiudicazione, ma le determine di aggiudicazione son state firmate, l'ultima, a giugno di quest'anno, nel frattempo i contratti non sono stati firmati, quindi questo sta a significare che anche quest'anno non avremo le risorse per la promozione per cercare di portare i flussi di passeggeri in Sardegna, un altro flop epocale. E poi qualche cenno lo dobbiamo fare anche sulla gestione sconsiderata della continuità marittima, con questa Tirrenia che alza i prezzi in modo esponenziale, con questa Tirrenia o meglio con la Moby che gestisce in modo bizzarro i trasporti marittimi attraverso la Tirrenia, con sanzioni da decine di milioni di euro per abuso di posizione dominante, con la Moby che non mi risulta che abbia ancora iniziato a pagare le rate dell'acquisto della Tirrenia con i 73 milioni che lo Stato dà ogni anno alla Tirrenia per un servizio che noi riteniamo non adeguato e non dignitoso. Quindi c'è complessivamente una situazione deficitaria dei trasporti in Sardegna, fortemente deficitaria, quindi ben venga il tavolo Air Italy, un tavolo politico nel quale sbattere i pugni, però sono fortemente convinto, così come più volte ho detto, che il presidente Pigliaru una volta per tutte deve prendere in mano le redini dei trasporti e organizzare un tavolo nel quale far partecipare la politica, tutta la politica però, non soltanto la politica di centrosinistra, far partecipare i sindacati, le associazioni imprenditoriali e cercare di disegnare quantomeno per il futuro più o meno prossimo un nuovo regime di trasporti e di continuità territoriale, marittima e aerea. Se dovessimo continuare così per qualche altro anno veramente la Sardegna da isola diventerebbe definitivamente isolata, quindi bene il tavolo politico, tecnico…

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Emilio Usula. Ne ha facoltà.

USULA EMILIO (Gruppo Misto). Non me ne voglia l'assessore Careddu, ma è quasi troppo facile parlar male e sottolineare il disastro del sistema dei trasporti in Sardegna. Parliamo di un sistema insufficiente ed eccessivamente oneroso per persone e aziende. E' chiaro a tutti che i sardi e la Sardegna siano fortemente penalizzati nel diritto alla mobilità, non da oggi ma da sempre direi, al punto di trasformare questo gravosissimo disagio in una condizione quasi normale. E' in atto una sorta di progressiva anestesia di un popolo alla sofferenza per la negazione di un diritto fondamentale. Al contrario un buon sistema di mobilità è indispensabile per il nostro sviluppo e non penso solo al turismo in tutte le sue accezioni che è il settore che balza immediatamente all'attenzione, penso anche e soprattutto ai costi aggiuntivi che il sistema Sardegna nel suo complesso deve sopportare nella capacità produttiva e nello scambio di merci. Ogni cosa che si sposta da e per l'isola ha una maggiorazione di costi che incidono negativamente sul livello di competitività delle nostre aziende con perdita di posti di lavoro, impoverimento e conseguente spopolamento. C'è un'emergenza cronica e va affrontata battendo i pugni sul tavolo, ai sardi deve essere garantita la continuità territoriale per persone e per merci. Lo Stato deve assicurare e garantire quindi, come dice la nostra Costituzione, uguali condizioni per tutti i cittadini, e quindi servizi agevoli e fruibili, questo è fondamentale se vogliamo solo pensare a future ipotesi di sviluppo. La Regione è in ritardo, un ritardo non imputabile certamente solo all'attuale Governo regionale, ma è un ritardo terribile, perché si son fatte scelte sbagliate per le quali anche l'Amministrazione regionale attuale deve assumersi la responsabilità cercando e trovando i correttivi necessari, anche a grossolane incoerenze come l'estensione della continuità ai non residenti che ha creato anche problemi con l'Europa in ordine agli aiuti di Stato. Ora c'è da sottolineare una cosa, dopo le rassicurazioni e gli annunci altisonanti dei qatarioti sulla compagnia, che si candida e si candidava a diventare la compagnia di bandiera italiana, c'è da chiedersi dove siano finiti quegli accordi solenni, con sindacati e governi nazionale e regionale, quali siano davvero i piani per la Sardegna, e qual è il peso che la Regione intende assumere nelle trattative. Gli investitori per ora sono solo riusciti a disattendere bellamente gli accordi e rovinare, o a mettere in discussione, la vita di 51 lavoratori, di cui la metà ultra cinquantenni, e nessuno sotto i trent'anni, che sono costretti a stravolgere i loro destini e i destini delle loro famiglie col trasferimento a Malpensa. Azione ingiustificabile se non si pensa a forzature, o ritorsioni, per mancato rispetto forse di altri accordi, di cui non si possono conoscere i dettagli, che magari interessano altri investimenti, e penso naturalmente a sanità, edilizia, in zone di pregio. Se questi sono i presupposti non c'è da sperare in nulla di buono sul mantenimento di una centralità della Sardegna nelle politiche commerciali della compagnia aerea. Richiedere al Governo nazionale l'immediata istituzione di un tavolo di crisi per l'esame di questa grave situazione, che poi è quello che recita la mozione, è non solo doveroso, ma irrinunciabile, considerato che anche il trasporto navale rappresenta un'assoluta criticità. Il sostanziale regime di monopolio deve essere superato e la convenzione Stato-Tirrenia deve essere rivista profondamente e non dovrà mancare il ruolo fondamentale, fortissimo, della Regione Sardegna. Forse bisognerebbe a proposito di questo ripensare con criterio alla rivitalizzazione della flotta sarda, esperienza gestita male, disastrosamente conclusa, ma con un'idea di base che a mio parere è abbastanza condivisibile. Dichiaro sin d'ora il voto favorevole per questa mozione. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Giuseppe Fasolino. Ne ha facoltà.

FASOLINO GIUSEPPE (FI). Presidente, il problema dei trasporti in Sardegna, come già detto da qualche collega che mi ha preceduto, è il problema dei problemi, perché il problema dei trasporti attraversa tutti i settori nevralgici della nostra isola, attraversa tutti i settori più importanti dell'economia, basti pensare cosa sono i trasporti per lo sviluppo turistico di quest'isola, cosa sono i trasporti per chi deve commercializzare da e per la Sardegna, sono alla base di un rapporto sociale, abitiamo in un'isola, noi abbiamo il diritto di mobilità, di muoverci, da un punto di vista sanitario utilizziamo i trasporti, purtroppo troppo spesso anche per curarci. Quindi il problema dei trasporti per noi che abitiamo in un'isola è il problema dei problemi, e purtroppo nessuna Giunta regionale, nessun Governo di questa Regione è riuscito a risolvere definitivamente questo problema, e sicuramente non si può imputare responsabilità all'attuale Assessore ai trasporti, che ha iniziato questo percorso da poco più di un anno, e non lo voglio difendere perché non ha bisogno di essere difeso da me, è per una questione oggettiva che non si può imputare il problema dei trasporti in generale all'attuale Assessore. Ognuno si deve prendere le proprie responsabilità, però nelle varie responsabilità che noi stiamo cercando di imputare vedo che non c'è il Governo nazionale, ma la Sardegna fa parte o non fa parte dell'Italia? Esiste un Governo nazionale che in questo momento potrebbe avere un ruolo determinante? Secondo me sì. Allora vanno bene le responsabilità delle Giunte regionali, ma nella fattispecie secondo me è fondamentale anche il ruolo del Governo nazionale. E vengo proprio a quello che è uno degli argomenti più importanti, che è quello di Air Italy, 51 dipendenti che vengono trasferiti a Milano, 51 dipendenti residenti in Gallura, ma residenti in Sardegna, che vengono trasferiti senza nessuna motivazione, che vengono strappati dal loro territorio, che viene stravolta la vita alle loro famiglie senza nessuna motivazione, e vengono portati a lavorare a Milano, per un lavoro che potevano svolgere tranquillamente dalla Sardegna. Allora che cosa dobbiamo fare? Dobbiamo cercare prima di tutto di capire che se con questa operazione Air Italy sta svilendo quell'accordo del 2016, prima di tutto cerchiamo di capire questo. E allora sì ad un tavolo tecnico, anch'io sono d'accordo come diceva il collega Tedde, non un tavolo tecnico, ma eventualmente un tavolo politico, ma siamo sicuri che serva? Io vorrei essere concreto, trasparente e dire realmente quello che penso. Secondo me a nulla serve il tavolo politico. Noi abbiamo in questo momento una grande opportunità, e lo dico guardate, forse detto da me, che vengo da questa parte dei banchi, ha un valore ancora maggiore. Noi abbiamo una Giunta regionale, noi abbiamo un Assessore, abbiamo un Presidente, allora che da questo Consiglio salga unanime la voce di forza a questo Assessore, e a questo Presidente, che ci possa rappresentare e che batta i pugni in un tavolo istituzionale importante, ma solleviamo il livello, solleviamo questo livello, Assessore e Presidente, andiamo a battere i pugni a livello nazionale, facciamo in modo che il Ministro si sieda e affronti questo argomento, convochi l'azienda, e ci faccia capire quali sono le vere intenzioni. E che non si permetta più Rigotti a bacchettare la politica, perché il nostro dovere è quello di occuparci dello sviluppo dei nostri territori e di tutelare i nostri lavoratori, e che non mi venga a dire lui come noi dobbiamo fare questo, come noi non ci permettiamo di dire a lui come deve amministrare la propria azienda. Lui fa gli interessi dell'azienda, ma lasci fare a noi gli interessi del territorio e dei nostri lavoratori.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Raimondo Cacciotto. Ne ha facoltà.

CACCIOTTO RAIMONDO (PD). Voglio innanzitutto rimarcare l'impegno e la serietà che contraddistinguono l'Assessore Careddu e il suo lavoro per garantire il diritto alla mobilità e all'accessibilità da e per la Sardegna, e anche il percorso verso la nuova continuità territoriale isolana è frutto del suo lavoro, del suo impegno, così come del Presidente, al termine di un delicato e lungo confronto con le autorità di Bruxelles, per scongiurare le procedure di infrazione, e puntando all'innalzamento considerevole dei posti e dell'efficienza complessiva del servizio, all'approvazione da parte della Giunta regionale dello schema della nuova continuità territoriale aerea della Sardegna è seguita l'adozione del decreto ministeriale da parte del Ministro Toninelli, con l'imposizione degli oneri di servizio funzionali alla pubblicazione del bando, pubblicazione che è auspicabile avvenga quanto prima per consentire di avviare i servizi della nuova continuità territoriale già dalla prossima primavera, una volta espletate le procedure di gara. Persistono comunque delle criticità, dei segnali preoccupanti e da uno di questi scaturisce la mozione di oggi, quindi Olbia la vertenza Air Italy, che è uno dei temi, un tema che certamente l'Assessore non sta trascurando e anzi sul quale sta lavorando con impegno. E dobbiamo profondere ogni sforzo e assumere tutte le iniziative atte a scongiurare la dislocazione del personale e anche scongiurare ogni possibile segnale di disimpegno di Air Italy, così come di qualsiasi altra compagnia dalla Sardegna.

I tre aeroporti dell'Isola per la loro dislocazione, per lo stato dei trasporti interni, per la loro collocazione rivestono un ruolo fondamentale, complementare ed irrinunciabile nell'organizzazione del trasporto aereo da e per la Sardegna; per questo motivo mi preoccupa anche l'eventuale paventato disimpegno di Ryanair dallo scalo di Alghero, non verranno meno i collegamenti, ma verrà meno la localizzazione della base per cui anche questa scelta in capo al vettore irlandese comporterebbe lo spostamento in altre sedi dei lavoratori che, pur consapevoli del fatto che il loro lavoro li espone a eventuali spostamenti, certamente avrebbero piacere e anche il diritto di poter stare in Sardegna.

L'aeroporto di Alghero può contare oggi su un player importante che ha esperienze nel settore ed è al centro di un network importante, però deve ancora dimostrare tutto il suo peso ampliando i vettori e le rotte, soprattutto nella stagione invernale, ma anche consolidando e rafforzando quelle estive. Ad oggi lo sforzo fatto seppur apprezzabile non è ancora sufficiente a garantire un'ampia e diversificata mobilità all'altezza di quella che chiedono e a cui hanno diritto tutti i Sardi.

Io condivido l'appello iniziale del collega Satta però quando sento, così come ho sentito, imputare all'assessore Careddu la responsabilità del disimpegno dei low cost dalla Sardegna, ecco voglio ricordare che la questione e la vertenza e i rapporti Alghero e Ryanair non sono certamente datati ad oggi, risalgono anche a diversi anni e ricordo molto bene anche le parole dell'allora Assessore dei trasporti della Giunta Cappellacci che bollava come miope e tutela campanilistica del piccolo orticello le preoccupazioni sollevate sul tema proprio sul rapporto Alghero - Ryanair dell'attuale sindaco di Alghero, allora consigliere regionale. Ma un segnale preoccupante è anche il piano industriale dell'ENAV che prevede un nuovo modello operativo in tutta Italia, che è stato oggetto anche di un'interrogazione presentata qualche mese fa, riguardando tutta Italia ovviamente non riguarda solo i tre aeroporti sardi ma per la Sardegna comporterà lo spostamento del servizio di avvicinamento di Olbia ed Alghero al centro di controllo di Roma, così come già avviato dal 24 maggio scorso. E anche questa decisione determinerà la progressiva delocalizzazione del personale verso altre sedi nazionali e la gestione dei servizi in modalità remota.

È evidente che si tratta di una vertenza di competenza ministeriale sui cui la Regione non ha un ruolo diretto ma aprendo con il Governo, così come chiede la mozione, un tavolo di crisi per l'esame della grave situazione in cui versa il sistema dei trasporti della Sardegna, credo sia opportuno affrontare anche questo tema. L'efficienza dei trasporti è un'esigenza di tutti i sardi e qua mi collego veramente all'appello fatto dal collega Satta, credo che tutte le forze politiche debbano affiancare l'Assessore e la Giunta nel loro lavoro con gli strumenti che sono a disposizione e secondo le rispettive prerogative, iniziativa di oggi ne è un esempio ed è bene chiedere al Governo di definire ogni azione possibile per scongiurare qualsiasi delocalizzazioni di personale dai tre aeroporti sardi e la concreta attuazione del principio diritto di continuità territoriale da e per la Sardegna.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Giuseppe Meloni. Ne ha facoltà.

MELONI GIUSEPPE (PD). Signor Presidente del Consiglio, signore e signori Assessori, colleghe e colleghi, il tema in discussione oggi in quest'Aula è di quelli ovviamente, è stato detto, fra i più sentiti nella nostra Regione da sempre, sicuramente da diversi lustri. Quindi non mi dilungo sul fatto che da decenni, appunto, si sente parlare di problemi come i trasporti e di quanto sia difficile raggiungere o lasciare l'Isola a prezzi accettabili in particolare in determinati periodi dell'anno, è sufficiente fare una ricerca su Google per vedere da quanto tempo e quante Giunte e Amministrazioni regionali sono passate e si sono avvicendate e si siano trovate ad affrontare un problema così rilevante.

E concordo con l'impostazione che ha dato il presentatore della mozione, l'onorevole Satta, rispetto al fatto che non occorre soffermarsi troppo sul passato perché entreremmo nella bagarre che non ci consentirebbe probabilmente di avere la lucidità di poter affrontare l'emergenza in modo più compiuto sicuramente nel modo migliore nell'interesse dei sardi. Per la verità al di là di qualche scaramuccia, che fra noi capita dentro quest'aula e fuori quest'aula, vedo tanti che urlano sul tema dei trasporti che non siedono in questi banchi e magari sono i primi che dovrebbero tacere, per quanto hanno fatto o non hanno fatto negli anni, magari anche quando hanno rivestito ruoli di primo piano.

Però accetto questa proposta in senso molto positivo che è stata fatta dal collega Satta e quindi mi concentrerei su quella che è la situazione attuale. Noi ci troviamo con un'azienda che a mio modo di vedere ha, con riferimento nello specifico alla questione Air Italy, che ha approfittato di un avvicendamento al Governo per poter, per mezzo dei suoi vertici, probabilmente non per mezzo, io spero, non per mezzo della proprietà, ha deciso di iniziare notte tempo "estate tempo" non so come potrei definirlo, il trasferimento e la dislocazione verso Malpensa del cuore dell'azienda. Ecco quando anche il sottoscritto ha cercato di pungolare in qualche maniera il Governo, e i rappresentanti sardi che sostengono questo Governo, l'ha fatto non per provocazione o per speculare su qualcosa perché non c'è niente da speculare, semplicemente perché ritengo che in un momento così delicato occorra tenere ancora le relazioni fra Stati, perché fino a prova contraria la Qtar airways è di proprietà di uno Stato che aveva fino a poco tempo fa, e spero lo abbia ancora, dei rapporti ottimali con lo Stato italiano e col Governo italiano, affinché appunto quella sciagurata idea non potesse andare avanti. Perché si inizia con 51, che sono tantissimi, e soprattutto non vengono rispettati i patti del 2016 che sono costati tanto anche rispetto, non dimentichiamolo, alle 500 persone che dovevano essere reintegrate nel corso di tre anni, stanno passando i tre anni, si fa finta di niente, probabilmente si vuole fare in modo che possano sfilare questi tre anni e così poter evitare che possano essere reintegrati queste persone, magari molti considerati dei dipendenti scomodi, che possano essere reintegrati nell'azienda.

Io credo che invece occorra intervenire in modo, così come è stato proposto, in modo davvero unitario da parte della politica regionale e con interventi rispetto al Governo affinché lo faccia anche il Governo vengano rispettati i patti, venga rispettata questa Isola, perché quest'Isola non può essere rispettata anche se uno solo di queste persone, e non 21 come si è cercato di fare, come si sta cercando di fare dividendo anche i sindacati, ha sbagliato il Governo non lo deve permettere, come non lo permette la Regione Sardegna, che possa avvenire senza colpo ferire, vedo qualche rappresentante territoriale anche al Parlamento che la vede come una conquista i 21, per me è una grande sconfitta, anche solo 1, perché non è frutto di accordi, è frutto solo di divisioni nel mondo sindacale. Ecco noi dobbiamo batterci perché neanche uno, diventa anche pedagogico, nemmeno 1 deve andare a Malpensa, questa moratoria che è stata concessa di dieci giorni deve diventare molto di più per fare in modo che i patti vengano mantenuti e la Sardegna, la Gallura, Olbia nel caso specifico, mantenga la sua centralità.

Ci sarebbe tanto da dire, probabilmente lo potrei fare anche in dichiarazioni di voto con quei pochi minuti che ci saranno, per dire anche sulla continuità territoriale, io spero che ci siano anche altre occasioni perché anche rispetto a questo occorre un governo, forse né l'attuale né i Governi passati non sono stati più vicini alla Regione affinché si vada a Bruxelles e si possa davvero contare quando ci sono tutti i rilievi che ovviamente non possono essere ignorati. Se non altro perché poi le compagnie, non dimentichiamolo, non partecipano ai bandi non si chiamano tutte Saremar, perché poi ci pensa la Regione Sardegna quando falliscono, sono compagnie private e quindi noi non possiamo ignorare i rilievi che vengono fatti dalla Unione europea, dalla Commissione europea ma dobbiamo batterci affinché questa regione venga trattata al pari di altre Regioni che sono nelle stesse condizioni in Europa, grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Antonio Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS ANTONIO (PD). Presidente, ma in una mozione come questa, che hanno presentato i colleghi della minoranza, era scontato che si finisse a parlare di problemi del settore trasporti, di continuità marittima e di continuità aerea. Qualche collega ha usato il termine flop, non riesco a capire a quale flop ci si riferisce, qualcuno ha la memoria corta, ma io i flop che conosco sono quelli che ho vissuto con la Giunta Cappellacci. Forse il collega Tedde si riferisce al flop che ha avuto la Giunta nella passata legislatura di permettere al Governo nazionale di andare a sottoscrivere una convenzione con CIN Tirrenia, dove la Regione Sardegna non è stata presa minimamente in considerazione, non è stata invitata neppure al tavolo nazionale. Vorrei ricordare invece all'onorevole Tedde che questa maggioranza, questa Giunta regionale ha avuto la capacità e la forza politica, nonostante non fosse previsto, di imporre grazie anche al Governo nazionale la rivisitazione della convenzione in corso d'opera fatta esclusivamente nell'interesse dei sardi. Oppure l'onorevole Tedde si riferisce al flop dei bandi della continuità territoriale della Giunta Cappellacci, che hanno costretto questa Giunta e questa maggioranza a tre anni di impossibilità di rimettere in campo bandi sulla continuità territoriale perché eravamo sotto osservazione da parte dell'Unione europea. Però oggi parlare contro la maggioranza, parlare contro chi ha responsabilità di governo è lo sport preferito, e sentire un collega che è stato eletto con questa maggioranza e grazie a questa maggioranza, e che dopo tre anni che ha avuto un ruolo di prim'ordine nel governo regionale in un settore particolare come quello dell'agricoltura che oggi non perde occasione per criticare l'operato di questa Giunta, davvero, è inaccettabile. Oggi tutto va male, ieri tutto andava bene, e oggi si ripropone la flotta sarda senza tenere conto che le normative comunitarie prevedono altro, e se di flop vogliamo parlare credo che flop più grande della flotta sarda, sia dal punto di vista della funzionalità e dei risultati operativi che ha dato, ma soprattutto dal punto di vista economico e finanziario, credo che sia sotto gli occhi di tutti.

Venendo all'argomento della mozione che abbiamo in discussione, io vorrei ricordare che il 3 luglio di quest'anno questo Consiglio regionale, in seguito alla discussione e alla risoluzione che la quarta Commissione trasporti ha approvato dopo aver sentito l'assessore Careddu, ma dopo aver sentito soprattutto i dirigenti di Air Italy, con quella risoluzione la Commissione e questo Consiglio non chiedevano niente di straordinario, chiedevano il rispetto dell'accordo che era stato sottoscritto dal Governo nazionale con le organizzazioni sindacali nazionali e Meridiana Fly, e quindi Air Italy. In quell'accordo veniva riconfermato il piano industriale della compagnia, che aveva come obiettivo principale il superamento della crisi strutturale ed il rafforzamento di Meridiana con l'obiettivo di rendere più competitiva sia in Italia che nel mondo la compagnia. Rafforzare Meridiana significava rafforzare prevalentemente la sede che la compagnia aveva in Sardegna. Successivamente, il pacchetto di maggioranza di quella compagnia viene acquisito dal Qatar Airways, e quindi Air Italy, che disconoscendo completamente quello che era l'accordo del 2006 e quello che era il piano industriale, inizia un'attività di smantellamento della compagnia in Sardegna. Badate, mi sembra di averlo detto nella discussione quando abbiamo approvato la risoluzione in quest'aula relativa alla compagnia Air Italy, il manager di Air Italy ha avuto un atteggiamento a dir poco sgradevole, per non utilizzare altri termini, nei confronti di quella Commissione che rappresentava il Consiglio, che rappresentava la Sardegna. Hanno dimostrato in quell'occasione, con i fatti successivi soprattutto a quell'audizione, che della Sardegna al nuovo gruppo dirigente poco importa di quello che può succedere in Sardegna, perché noi avevamo chiesto solo ed esclusivamente di evitare lo smantellamento della sede di Alghero evitando che i 51 lavoratori, quindi, come è già stato detto, 51 famiglie venissero messe in crisi col trasferimento a Milano sapendo che quel tipo di attività poteva continuare ad essere svolto in Sardegna. Noi quello che abbiamo chiesto è il rispetto dei sardi, e soprattutto abbiamo chiesto in quell'occasione, e credo che oggi dobbiamo chiederlo come Consiglio regionale nell'interesse di tutti i sardi, e quindi chiedo anch'io che sia tutto il Consiglio regionale, una volta tanto lasciando perdere chi è maggioranza o chi è opposizione, ma il ruolo che ha svolto nel passato Governo nazionale il Governo nazionale nei confronti dei trasporti in Sardegna…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gianni Lampis. Ne ha facoltà.

LAMPIS GIANNI (Fratelli d'Italia). "Vogliamo una Sardegna pienamente collegata al resto d'Europa con infrastrutture tecnologiche di trasporto adeguate agli standard moderni, che riesca ad affrontare i costi dell'insularità eliminando le barriere che impediscono ai cittadini e alle imprese della Sardegna di godere degli stessi diritti delle altre persone in Italia e nell'Europa. È necessario riprendere un filo interrotto in questi anni di inerzia della Giunta Cappellacci e ripartire con slancio". Quello che ho letto non è un brutto sogno fatto stanotte, è la parte del programma elettorale che Francesco Pigliaru e il centrosinistra hanno presentato ai sardi nel 2014. Oggi, forse, il collega Solinas dovrebbe ricordare, anche perché è più saggio di me, più esperto di me, che quando si vincono le elezioni si vincono perché si è promesso di essere più bravi e migliori degli altri, di chi magari ha preceduto al governo della Regione. Quindi voi oggi non potete presentarvi in quest'aula e fare ancora una volta dietrologia, siete voi che, promettendo di essere più bravi e migliori degli altri, dal 2014 avevate l'onere e l'onore di dimostrare con i fatti e con l'azione di governo che in questa terra, che in questa isola, sui trasporti, sulla politica dei trasporti, si sarebbe cambiata rotta. Vedete, quella frase che io ho letto esplica nella sua conformazione linguistica quella che sarebbe dovuta essere la vostra idea di Sardegna, un'idea di Sardegna che non è quella che avrebbe avuto come direttrice economica l'autarchia, come invece qualche altro Gruppo dentro e fuori questo Consiglio regionale vorrebbe imporre al tessuto socio-economico di questa terra, voi avete rappresentato ai sardi una Sardegna in grado di competere con l'Italia e con il resto del mondo. Perché oggi occorrerebbe veramente andare a spulciare il significato della parola "delocalizzare", un'impresa delocalizza per spostare altrove il proprio processo produttivo, o una parte del proprio processo produttivo, per massimizzare i propri profitti. Oggi questo lo fa Air Italy, ma quante altre imprese lo hanno fatto in tutti questi anni? Eventualmente, o meglio, essenzialmente oggi occorre prendere atto che la vostra politica sui trasporti, e non solo, non è stata quella che avete promesso, non è stata quella che ha illuso i sardi nel 2014. Perché, vedete, io oggi parlando di Air Italy non posso partire dalla grande, dalla brillante intuizione che il Principe ebbe nel 1963, io penso che questa Terra, questa Isola, questo popolo al Principe debba tanto, e mi riferisco naturalmente all'Aga Khan, a lui dobbiamo continui apporti finanziari, anche quando scelte scellerate da parte di direttori generali, amministratori delegati, queste scelte scellerate hanno influito negativamente nei Piani industriali di queste compagnie aeree. Oggi Air Italy dice di spostarsi a Malpensa, a Milano per massimizzare i propri profitti; ho stampato oggi 2 notizie: "Air Italy taglia altre rotazioni su Bangkok. Nel mese di ottobre sono state soppresse le rotazioni del 17, 24 e 29 ottobre 2018 sulla rotta Milano-Malpensa a Bangkok, essendo le cancellazioni inserite con almeno 15 giorni di anticipo i passeggeri prenotati non usufruiranno di compensazioni. Air Italy riduce per il mese di novembre le frequenze settimanali tra Milano-Malpensa e Lagos da quattro a tre voli settimanali, nel mese di ottobre sarà operato settimanalmente nelle prime due settimane e nella terza non ci saranno voli. Quattro voli invece nella quarta settimana". Io ho paura che da qui a tre anni, ho veramente paura che da qui a tre anni parlando di Air Italy si parlerà di ammortizzatori sociali, e che oggi andare a Milano sia solo l'ennesima scusa di chi da questa Terra ha preso e da chi a questa Terra non vuole più lasciare e non vuole più dare. Questi 51 dipendenti oggi devono essere salvaguardati, devono essere la priorità, ecco che qui entra in gioco il ruolo della politica. Presidente Pigliaru, Assessore Careddu, oggi avrete da questo Consiglio un ampio mandato, presumibilmente unanime, avrete la responsabilità di dimostrare non tanto i risultati di cui Solinas parlava e riferiti al Governo precedente, perché io ricordo ancora il 12 dicembre 2015 quando dal palco di una convention un armatore promise di poter viaggiare in Sardegna…

PRESIDENTE. Comunico al Consiglio che è rientrato dal congedo l'onorevole Ruggeri.

E' iscritto a parlare il consigliere Pierfranco Zanchetta. Ne ha facoltà.

ZANCHETTA PIERFRANCO (Cristiano Popolari Socialisti). Grazie, onorevole Presidente. Mah, ho l'impressione che siamo in un'Aula o di smemorati o di belle facce toste, dico questo perché accusare la Giunta regionale di disimpegno nei confronti di un problema come quello di Alitalia significa veramente avere la faccia tosta e non riconoscere di chi sono le responsabilità. Non ho sentito parlare del Governo giallo-verde, non ho sentito parlare di Cinque Stelle, di Lega, non ho sentito parlare del Ministro Toninelli che non ha avuto neppure il buon gusto di ricevere il Presidente della Regione e l'Assessore Careddu, li ha fatti ricevere da un usciere, sulla questione così cogente che noi stiamo oggi affrontando. E allora, smemorati o facce toste? Io credo che bisogna ricondurre l'argomento sul giusto binario, o sul, come dire, sulla giusta pista, visto che parliamo di aeromobili e di un vettore aereo importante per la Sardegna, che ha una storia che è stata ricordata anche da chi non era neppure nato in quella storia, e bene ha fatto l'onorevole Lampis a fare un riferimento al Principe Karim Aga Khan. Però dobbiamo confrontarci su quello che è il tema e su chi impedisce che il problema sia risolto. Onorevole Satta, lei ci ha invitato, nella sua esposizione della mozione, dell'ordine del giorno, a non rinvangare il passato, a guardare avanti, e ha invitato la Giunta ad avere un atteggiamento diplomatico, a usare le armi della diplomazia in questa vertenza, bene, però lei, nel contempo, se oggi ci invita a questo ieri ci diceva che eravamo superficiali, che la Giunta aveva commesso un sacco di errori nell'affrontare il problema, e addirittura ha detto che alcuni di noi Consiglieri regionali, che provengono dal suo stesso territorio, eravamo stati ridicoli perché davamo colpa al Governo attuale. Io l'ho detto e lo ridico, credo che ci sia un chiaro disegno della Lega di riappropriarsi di una compagnia aerea in competizione con Alitalia come nel vecchio Piano di Bossi, che vedeva l'importante hub di Malpensa per avere in mano anche il dominio aereo della Padania. Io credo che ci sia questo dietro, e lo testimonia l'arroganza del Vicepresidente di Aeritalia Rigotti quando bacchetta la politica regionale, il che significa che ha forza da una politica padana che vuole che quella Compagnia ritorni lì e che lasci la Sardegna. E allora, non si possono dare colpe al Governo precedente che ha risolto la delicata questione di Meridiana, perché allora siete smemorati, non ricordate cos'è accaduto, ma ve lo ha ricordato il collega Meloni con i passaggi del suo intervento, e siete smemorati se non ricordate l'operazione complessa messa in campo dal Ministro Delrio e da questa Giunta regionale per salvare Meridiana e farla diventare Air Italy. E oggi bisogna chiedersi chi si porta via però Air Italy; io l'ho detto e lo confermo, c'è un chiaro disegno per rafforzare un elemento che mancava anche alla Lega, alla nuova Lega, quello di avere una compagnia aerea che fa base ovviamente a Milano. La situazione oggi è grave e difficile, ma noi non possiamo imputare a questa Giunta responsabilità che non ha, anzi, io ringrazio l'Assessore Careddu per il lavoro che sta facendo, andiamo avanti, siamo soli, il Governo non ci aiuta, ma noi facciamo sentire non soltanto la nostra voce, ma ciò che la Sardegna rivendica con forza, perché non possiamo permetterci di perdere un patrimonio umano così importante come quello dei lavoratori di Olbia, non possiamo permetterci di una compagnia che è cresciuta grazie alla Sardegna, e che oggi alla Sardegna sputa in faccia, e lo slogan ormai è: "Prima gli italiani, dei sardi non ce ne frega niente".

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Presidente, colleghi e colleghe, oggi è in discussione è la mozione numero 452 sul tema dei trasporti, un tema sensibile, delicato, soprattutto per noi sardi, costretti a subire le scelte inadatte e intempestive che in questi anni non siete riusciti a correggere e migliorare. Certo, con i trasporti siete stati sfortunati, un mix tra incompetenza e incapacità, prima Deiana, poi Careddu, entrambi sicuramente inadeguati. Fallito l'accordo con Air Italy, fallito il confronto e la vertenza con CIN Tirrenia, notizie di questi giorni il bando per la privatizzazione dell'ARST, questa maggioranza di Governo ha proprio deciso di stupirci con un'ulteriore iniziativa shock… il bando della privatizzazione dell'ARST, Assessore, mi guarda stupito… è evidente che non soddisfatti di aver messo in crisi il settore dei trasporti aereo e marittimo, adesso avete deciso di distruggere anche quello su gomma con un'opera di smantellamento dei trasporti in Sardegna. Certo consegnerete alla classe politica nuova, quella che è uscirà vittoriosa dalle prossime elezioni regionali, un'Isola isolata, un'Isola che non disponendo di un efficiente sistema di continuità territoriale e di una rete di collegamenti efficace è chiaramente poco appetibile anche dal punto di vista turistico, con tutte le conseguenze inevitabili, conseguenze disastrose sul piano economico, occupazionale, culturale. Atteniamoci alla mozione e quindi partiamo dai fatti. Il 4 settembre scorso a Roma, presso la Sede diplomatica del Paese arabo, il Presidente della Regione, e l'Assessore ai Trasporti hanno avanzato all'ambasciatore del Qatar in Italia alcune richieste, in particolare un piano dettagliato degli investimenti che la compagnia Air Italy intende fare in Sardegna, finalizzata alla crescita e allo sviluppo del tessuto economico anche nell'Isola e un passo indietro sul trasferimento di lavoratori da Olbia a Malpensa. Nell'occasione il governatore aveva rimarcato che il previsto trasferimento di 51 lavoratori di Air Italy a Milano non era coerente con gli impegni assunti dalla compagnia aerea in sede di discussione del piano industriale ed appariva del tutto immotivata in considerazione del fatto che molte attività, al pari delle migliori esperienze internazionali, possono essere realizzate da remoto in Sardegna, anche dal servizio di (…). L'ambasciatore si impegnava a proporre alle autorità competenti del suo Paese, di richiedere una visita di una delegazione del Qatar Airways in Sardegna per valutare e affrontare le problematiche sollevate e confermare importanti investimenti della compagnia, che incrementeranno anche le funzioni esercitabili a Olbia. L'unico effetto prodotto è stata la mobilitazione dei sindacati contro i 51 trasferimenti da Olbia a Malpensa, decisi da Air Italy, senza contare che alla fine di settembre la vertenza è diventata soprattutto una questione di numeri, anzi una vera e propria guerra dei numeri. Sono infatti diversi quelli portati da Air Italy al MIT e quelli invece calcolati dai sindacati. Due solo sono le certezze: la prima che i trasferimenti sono 51; la seconda è che tutta l'operatività della nuova sede decorre da ieri, lunedì primo ottobre. Per il resto i conti non tornano. Air Italy ha presentato questi numeri dei dipendenti che hanno ricevuto la lettera di trasferimento: 15 hanno dato la loro disponibilità ad andare a Milano e altri 15 non possono essere trasferiti. Rimane in sospeso la sorte di 20 persone, di 20 famiglie. Per questi e anche per quelli che non possono legittimamente essere trasferiti ci sarebbero possibilità di impiego in altri uffici o in altre mansioni ad Olbia. Diversi però sono i numeri in possesso delle organizzazioni sindacali calcolati ufficio per ufficio, grazie al lavoro svolto dalle rappresentanze sindacali in azienda. Facendo il confronto tra i due elenchi è evidente la differenza, soprattutto tra il numero dei trasferimenti volontari e quelli forzati. Evidente e marcata un'efficace e insistente attività di pressing da parte dei soggetti politici isolani nei confronti dell'azionista Qatar, finalizzata ad ottenere le prestazioni dei piani di sviluppo della compagnia aerea Air Italy e il rispetto dei precedenti accordi che prevedevano un ragguardevole numero di assunzioni. A questa già disastrosa situazione si aggiunge la vertenza CIN-Tirrenia, la compagnia ha preannunciato il trasferimento della sede legale da Cagliari a Milano, un trasferimento solo temporaneo, assicurano dalla Regione, perché dopo il completamento dell'incorporazione di Moby la sede dell'azienda dovrebbe tornare nell'Isola, ma considerata la scarsa efficacia dell'azione politica di questa maggioranza, mi permetto di nutrire seri dubbi circa l'attendibilità di quanto affermato.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Presidente, io ho notato che purtroppo avevo ragione quando in Conferenza dei Capigruppo disse che oggi, essendo una giornata istituzionale, dovevamo parlare eventualmente di isola isolata, anche perché così si dava meno il destro a fare un tipo di azione in Consiglio regionale che non è la migliore, quella per cui ognuno crede di poter portare a casa il risultato e pensando di fare un po' di campagna elettorale anticipata, a destra come a sinistra, non comprendendo che i sistemi sono ben diversi. Se è vero com'è vero che noi abbiamo la necessità di porre al centro la Sardegna e i sardi e la mobilità per cui deve essere consentito ai sardi di muoversi, in entrata e in uscita, credo che alcune parole volate così, forse senza aver collegato molto il cervello alla lingua, portano a non dare soddisfazione a quelle che sono le esigenze anche di una azienda o dei dipendenti che vivono un patema nel loro trasferimento di questi tempi. Allora, bisogna cercare di trovare una soluzione per i problemi della Sardegna e a me non riguarda più se è centrodestra o centrosinistra, perché pari sono nel risultato finale per cui oggi abbiamo un centrosinistra appiattito su un Governo nazionale che tutto fa eccetto quello che risolvere i problemi e sto parlando del vecchio come forse sarà quello nuovo. Il problema è ben diverso. Allora, siamo noi che paghiamo, come Regione Sardegna, e mettiamo i danari perché sia consentito entrare e uscire dalla Sardegna e addirittura ci paghiamo anche i trasporti interni, ma più isolati di così! Ma guardiamoci attorno e diciamo la verità, c'è anche tanta incapacità di chi ha amministrato la Regione nel poter poi indicare il dito verso Padanie che non so se esistano. Io prima di cercare la Padania cerco me stesso e mi chiedo se ho fatto tutto quello che dovevo fare come amministratore, sino a oggi abbiamo fallito. E mi permettete, è da tempo che lo dico, e non lo dico per fatto religioso o razzista, perché Karim Aga Khan aveva una sua funzione, una sua capacità riconosciuta di essere nei mercati, essendo presenti in quel di Parigi in più di una circostanza, ma i qatarioti o chi siano devono dare comprova del fatto che non sono solo alla Mater Olbia e sappiamo anche cosa c'è e tutti gli investimenti che vengono fatti qui, io voglio capire se la Sardegna viene considerata il giardino prominente, la parte sud dell'Arabia oppure è un punto d'investimento che può dare redditività al loro investimento e possibilità di sviluppo alla nostra isola. A me pare di no a guardare Costa Smeralda e a guardare quello che il trasporto aereo oggi come viene ipotizzato nel trasferimento a Malpensa della base aerea di Air Italy. Quando si è cambiato il nome, peraltro fortunato quello di Meridiana, Alisarda Meridiana, possiamo fare la storia se vogliamo, io credo che qualcuno avrebbe dovuto pensarci. Non punto il dito a lei, Assessore, anche perché su questo tema è arrivato un po' più tardi, ma chi gestiva prima certamente aveva il dovere, non quello di considerare che con la Fondazione del Banco di Sardegna e con altro si potessero comprare i rapporti, io l'ho denunciato qui altre volte, se si fosse occupato maggiormente di quelli che erano gli interessi dei sardi, quelli veri! Per cui i malati che spesso, con diagnosi quasi terminale, vanno a Milano a curarsi, li ho visti più di una volta aspettare collegamenti che non sono certamente prevedibili sotto certi aspetti, per tornare in Sardegna, o alzarsi la mattina presto per andare altrove a cercarsi la salute se non altro, su questi temi bisogna mettere in comparazione lo smobilitarsi di una società per azioni dalla presenza in Sardegna e trasportarla nella cosiddetta Padania, ma non come fumisticherie, ma con la certezza di poter ricavare un'idea, un programma, un progetto per cui la Sardegna diventa nuovamente determinante e determinante diviene la Sardegna nel momento in cui applica la Costituzione italiana per cui quando si discute di problemi sardi, il Presidente della Giunta o la Giunta in sua rappresentanza va all'interno del…

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Fabrizio Anedda. Ne ha facoltà.

ANEDDA FABRIZIO (Gruppo Misto). Di fronte a un problema serio come quello del rischio di perdita di lavoro da parte dei lavoratori oggi presenti qui nell'Aula, invece di trovare delle soluzioni da proporre alla Giunta e al Governo nazionale, utilizziamo questa situazione per cercare qualche consenso elettorale con la tecnica della critica. Abbiamo rivendicato più volte il ruolo delle Commissioni consiliari per audire in questo caso i lavoratori, la proprietà, le parti sociali e fare sintesi dopo aver cercato di capire e analizzare la situazione. Forse avremmo potuto fare un servizio concreto alla soluzione. Oggi chi non conosceva il problema continuerà a non conoscerlo, non so se i lavoratori escono da quest'Aula con delle certezze a favore della loro vertenza, l'unica certezza oggi è che sono stati usati per campagna elettorale. Potrei anch'io oggi facilmente criticare il Governo Di Maio - Salvini, sono pronto a scendere in piazza a fianco dei lavoratori come ho fatto tante altre volte, ma scusatemi prima vorrei essere in grado di proporre soluzioni.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SDP). Oggi è la seduta del Consiglio cosiddetta statutaria, quindi una seduta importante e insieme a tutti i Capigruppo abbiamo deciso di iscrivere all'ordine del giorno un argomento molto, molto importante, una vertenza che da giorni si sta trascinando con vittime i dipendenti che a tutt'oggi non hanno risposte rispetto alla loro prospettiva di vita. Però è ingeneroso attaccare la Giunta regionale per il problema Air Italy. Io credo che occorra ripartire dal 26 giugno 2016 da quell'accordo quadro e credo che la Giunta regionale abbia fatto tutto quello che era nelle sue prerogative per far sì che si arrivasse a una soluzione che potenziasse quella compagnia, lasciasse la sede legale di quella compagnia a Olbia. Stranamente, improvvisamente cambiano alcuni assetti a livello di Governo centrale e Malpensa deve tornare ad essere stella polare nella situazione dei trasporti in Italia e non solo. Questo è il vero problema, cari amici della opposizione.

Diceva il collega Rubiu che regaleremo a loro alla prossima legislatura un sistema dei trasporti deficitario, peggiorato rispetto a cinque anni fa, io chiedo all'amico Gigi Rubiu che è una persona intellettualmente onesta, che ricordi, che indugi un attimino a ricordare com'era la situazione 5 anni fa. Da noi… (frase in lingua sarda) Non vorrei che succedesse così anche per voi, con questa storia appena prenderemo il comando di questa Regione cambieremo le cose, probabilmente non sarà così. Io credo che oggi però noi tutti abbiamo firmato la mozione che ci ha proposto Giovanni Satta e l'abbiamo firmata perché tutti siamo sulla stessa posizione e la posizione è di chiedere con forza che la sede rimanga a Olbia, poi se si vogliono spostare delle strutture ci sono oggi per fortuna le tecnologie per fare in modo che chi in questo momento opera ad Olbia rimanga ad Olbia, perché sappiamo cosa c'è dietro ciascun dipendente. Ci sono le loro famiglie, i loro figli, le loro storie, la loro vita, la loro regione e quindi siccome siamo tutti sardi e siamo qui tutti per difendere gli interessi dei sardi e non solo una parte vuole difendere gli interessi delle comunità, io credo che sia arrivato il momento del buon senso e il buon senso vuole e vorrebbe che tutti insieme sposiamo questa battaglia perché siamo in condizioni di vincerla, però non potremmo vincerla se poi l'interlocutore è sempre quello Stato patrigno che prima, prima di prima e oggi non dà le risposte che deve dare. Questo noi chiediamo e credo che dovremmo chiederlo tutti insieme perché davvero è patetico oggi fare dietrologia, fare strumentalizzazione politica su una vicenda che tocca da troppo vicino quelli che sono gli affetti, direi io, delle persone che in parte oggi sono qui. Dovremmo curarci di questo perché della nostra solidarietà loro non se ne fanno sicuramente niente, hanno necessità di altre risposte e io ho grande fiducia nel mio Assessore che ha fatto e farà di tutto perché queste risposte possano arrivare.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Gianfranco Congiu. Ne ha facoltà.

CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi).Oggi siamo chiamati in quest'Aula per fare due cose, due, non per dare la stura ad un confronto senza quartiere sulle nefandezze di chi ha amministrato prima, durante e dopo. Siamo qui per prendere atto che abbiamo ancora cinque giorni per scongiurare il trasferimento delle maestranze, abbiamo ancora cinque giorni per battere quel colpo che vi ho chiesto di battere in Conferenza dei Capigruppo portando in Aula il tema di Air Italy e dei trasporti, per evitare di celebrare funerali e di riempirci la bocca di epitaffi a latte versato. Due cose dobbiamo fare, confermare un forte mandato politico in capo al Presidente e all'Assessore, un forte mandato politico che non può essere che unanime di quest'Aula, un forte mandato politico che deve tradursi nella sì tavolo tecnico, ma nella richiesta di blocco immediato dei trasferimenti, domani mattina, e quest'Aula deve legittimare il Presidente e l'Assessore per mettere in campo queste azioni. Perché questo Consiglio regionale non ci sta a spolpare, a vedere ridotta a brandelli un'esperienza industriale che è unica in Italia. Questo Consiglio regionale se ne frega delle responsabilità, non è questa la sede per rinfacciarci chi ha fatto di più o chi ha fatto di meno, qui dobbiamo essere consapevoli che questo tema è un tema di unità nazionale per i sardi e come tale deve essere trattato. Tutti gli interventi che mi hanno preceduto hanno valorizzato l'aspetto del battiamo un colpo e il colpo non può che essere: diamo mandato politico! Che quest'Aula si ritrovi dietro un mandato politico forte e autorevole, bipartisan per bloccare questa stramaledetta procedura. Io non sto parlando da difensore estremo dei diritti dei lavoratori, sono altre le sedi, io parlo da difensore dei diritti di una Sardegna che rifiuta lo smembramento, che rifiuta di farsi mangiare pezzo a pezzo uno dei patrimoni di questa terra. In quel lembo di terra si sono formate maestranze, si sono creati i presupposti di uno sviluppo industriale che oggi consegna la Sardegna quale potenziale hub nazionale e anche internazionale nei trasporti aerei, è questa la partita che dobbiamo giocare, non accettiamo che l'esperienza Alisarda, Meridiana, Air Italy venga smantellata. Stop immediato ai trasferimenti perché quei trasferimenti non solo sono 50 lavoratori, ma è un'esperienza che va via, è un patrimonio di saper fare che va via e che fa grande Malpensa. Cari colleghi, leggete Il Sole 24 Ore in questi giorni, leggete le cronache nazionali, le pagine economiche, a Malpensa stappano le bottiglie di champagne per festeggiare l'arrivo di questa compagnia che va via qua nel silenzio generale della politica, oppure nel cercare di battere un colpo non troppo coordinato.

L'Assessore Careddu, il Presidente hanno battuto dei colpi fino ad oggi? Rafforziamo questi colpi e chiediamo che non venga spolpata la sede di Olbia con il trasferimento delle maestranze. La sede è ad Olbia e rimane ad Olbia, ma questo trasferimento è il primo passo per una dipartenza futura, questo trasferimento è la consegna di questo popolo, di un gioiello industriale che si è formato qui, dagli anni Sessanta, sul quale questa Regione, noi, abbiamo investito. Un po' come è successo col pecorino romano, che è un altro nostro gioiello che rischiava di essere portato altrove, e grazie a un colpo serio posto da questo Consiglio, mediante la costituzione in giudizio davanti al tribunale di Roma, avantieri, il tribunale ha decretato la salvezza di questo patrimonio. Ecco cosa intendo io quando chiedo di battere un colpo alla politica, diamo un segnale analogo, diamo un mandato totale al Presidente e all'Assessore, chiediamo il blocco dei trasferimenti, e l'avvio di una procedura che non può che prevedere la conferma e il mantenimento del core-business Air Italy a Olbia.

PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Presidente, nel rispetto della giornata che oggi è una giornata solenne mi atterrò agli argomenti trattati dall'ordine del giorno e dalla mozione, da un ordine del giorno che poi spero potremmo sottoscrivere insieme, tuttavia credo che ci sia un altro momento particolare strettamente legato al tema che oggi stiamo affrontando, ed è quello della insularità, venerdì si consegneranno le firme che ci auguriamo tutti possano riconoscere in Costituzione questo diritto sacrosanto che spetta a noi sardi, e dico anche di più, che se probabilmente l'articolo 174 del Trattato fosse applicato, almeno ragionevolmente, probabilmente oggi non staremmo a parlare di una condizione così di insularità nei confronti del resto del Paese. E dico anche di più, che quando si parla di trasporti, si parla dei diritti di essere prima di tutto cittadini, e credo che la fuga delle compagnie in particolare delle low cost, ma anche quella che possiamo leggere oggi nel disimpegno di Air Italy ci preoccupa e sia veramente una mannaia per l'esercizio di questo diritto. Dico ancora, e qui sono d'accordo con i colleghi che dicono che la fuga di questa compagnia, la decisione di portare altrove gli asset per ragioni puramente di carattere economico e della compagnia, non è una responsabilità da ascrivere totalmente, o in particolare alla Giunta Pigliaru e all'Assessore Careddu, però purtroppo io credo che noi, sempre con onestà intellettuale, dobbiamo fare delle riflessioni serie, la politica attuata da questa Giunta in tema di trasporti, e io mi riferisco sia al trasporto merci che al trasporto passeggeri, e in particolare alla continuità territoriale aerea, non è certo stata una politica né lungimirante, né efficace. Perché, cari colleghi, lo dico ad Antonio Solinas, dopo ormai dieci anni credo che abbiamo imparato a conoscerci, se oggi va tutto bene, madama la marchesa, allora io dico che ci stiamo ancora mettendo delle fette di prosciutto negli occhi, che non fanno bene a nessuno di noi, ma soprattutto non fanno bene ai sardi, e non fanno bene neanche all'Assessore che deve andare a interagire con un Ministro che lì, è vero, ha ragione chi ha attaccato il ministro Toninelli, perché non si può non ricevere la rappresentanza istituzionale della Sardegna per un problema così serio, non è di certo da un Ministro che può prendere a cuore le ragioni e le sorti di un Paese, perché noi siamo paese Italia, perché noi non meritiamo di delocalizzare le nostre eccellenze. Ecco perché in questo, Assessore Careddu, noi stiamo dalla sua parte, perché vuol dire stare dalla parte della Sardegna, con proposte però serie, perché io fossi stato in lei non me ne sarei andato da quel palazzo, ma perché non mi deve ricevere il Ministro? Dobbiamo cambiare l'approccio, stiamo andando a difendere un diritto sacrosanto dei sardi, alla cittadinanza prima di tutto. E dico ancora di più, sono d'accordo quando i colleghi dicono che occorre andare con le idee chiare. Allora il tavolo deve essere politico e permanente, mi pare ovvio, però dobbiamo andare anche a capire le ragioni delle mosse della società in ordine alla delocalizzazione a Malpensa, lo dobbiamo fare prima di tutto certo per quelle famiglie, per quei lavoratori, ma lo dobbiamo fare anche se crediamo che ad oggi avere rituali Air Italy e tutto ciò che è stato il passato, dalla gloriosa Meridiana in giù, deve restare in Sardegna, deve essere ancora una nostra eccellenza, un nostro valore di PIL. Ecco perché io credo che la battaglia vada iniziata, Assessore, siamo anche in ritardo, ha ragione il collega Congiu, acceleriamo, cerchiamo di capire, ma soprattutto chiediamo al Governo di intervenire nella politica industriale dei trasporti che riguarda l'intero sistema Paese, e questa volta deve guardare verso quest'isola. Ecco perché, Assessore, noi oggi non vogliamo fare nessuna polemica, certo quando sentiamo dire che cinque anni fa si stava peggio, che qualche anno fa si stava peggio, e che magari la politica portata avanti dall'assessore Deiana era eccellenza, rimaniamo un attimo sbigottiti, perché noi abbiamo lasciato in questa Regione, è vero con le attenzioni di Bruxelles, ma avevamo la CT1, la CT 2, un rapporto con il low cost che non era certo quello di andare altrove. Quindi va detta la verità e lo facciamo senza polemica, però non possiamo fare sempre dietrologia, perché non paga a nessuno, noi dobbiamo guardare avanti, dobbiamo essere concreti. E io dico una cosa in conclusione, i trasporti non vanno compressi, vanno compresi, è una politica importante, Presidente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare, per la Giunta, l'Assessore dei trasporti.

CAREDDU CARLO, Assessore tecnico dei trasporti. Presidente, buonasera a tutti, intanto vi ringrazio per il prezioso contributo, lo faccio non per piaggeria ovviamente, ma perché il vostro intervento così appassionato e i vostri spunti, ancorché alcune volte polemici, comunque arricchiscono anche l'azione politica di ciascuno di noi, nel senso che offrono un punto di vista differente rispetto a quello che ci caratterizza. Se dovessi oggi dire che il sistema dei trasporti sardo è un sistema perfetto farei torto prima ai sardi, ma anche a me stesso e alla mia intelligenza. Noi abbiamo un sistema dei trasporti che è lacunoso, che ha dei retaggi del passato evidenti, che ha un gap infrastrutturale dovuto anche ad una scarsa attenzione dello Stato centrale rispetto alla Regione Sardegna, che tutte le amministrazioni regionali hanno cercato in qualche modo di colmare con la propria azione politica, ciascuno con le proprie ricette, ciascuno con un proprio disegno complessivo, riportando a volte dei risultati ottimi e talvolta meno buoni, che comunque contribuiscono a restituirci questo sistema che noi oggi viviamo. Io ho assunto la delega assessoriale un anno fa, mal gliene incolse il Presidente Pigliaru a dare la delega a me, lo dico non tanto per consumare una difesa e quindi smarcarmi da un passato pesante, chi fa l'assessore e appartiene a un organismo collegiale ha una responsabilità oggettiva, e quindi porta sulle proprie spalle una responsabilità complessiva che prescinde anche dal proprio impegno ed al tempo in cui ha esercitato il proprio ruolo. Lo dico semplicemente per sottolineare che nel momento in cui ho assunto questo gravoso carico di responsabilità ho cercato non di reagire, ma di agire, cercando di selezionare, visto il tempo che mi è stato concesso, quelli che sono i temi principali sui quali lavorare. In quest'anno di tempo se avessi affrontato tutti i problemi dei trasporti probabilmente non ne avrei chiuso nemmeno uno, ho cercato invece di indirizzare le mie energie su alcuni temi fondamentali che possono garantire o implementare il diritto alla mobilità dei sardi e l'accessibilità all'isola. E allora andiamo per temi, cercando di toccare in questi pochi minuti le questioni che avete sollevato. Iniziamo proprio da Air Italy; è una realtà che conosco bene, sapete da quale parte della Sardegna provengo, cioè da Olbia, sapete anche che ho avuto impegno politico, istituzionale in consessi minori, come quello dell'ente locale di Olbia, per l'appunto e quindi ho trattato questi temi anche sul territorio e non da oggi.

La crisi di Air Italy prima ancora Meridiana e prima ancora Alisarda è una crisi annosa, lo sottolineava prima qualcuno, che ha comportato da parte dell'allora unico azionista la ricapitalizzazione continua di questa impresa di trasporti che perdeva. Per cui c'è stata la necessità, di fronte a un disimpegno dichiarato dell'unico azionista, di trovare un partner; un partner che consentisse alla compagnia di continuare a volare appunto, di continuare a rimanere in Sardegna e di continuare a mantenere tutti gli occupati che conosciamo. Il percorso che ha portato alla chiusura dell'accordo con il partner che è stato selezionato, grazie anche alla buona politica come tutti voi sapete, cioè Qatar Airways è stato un percorso doloroso in termini sindacali si direbbe lacrime e sangue, perché è stato rivisto il perimetro aziendale, sono stati fatti diversi sacrifici perché l'investitore nuovo voleva avere una compagnia efficiente e in grado di affrontare in bonis le nuove sfide quelle del futuro.

Oggi abbiamo finalmente una compagine che punta a trasformare questa compagnia in un vettore di livello europeo lanciando il guanto della sfida al vettore di bandiera italiano cioè Alitalia, che ha un piano industriale ben preciso. Il piano industriale, come sapete, punta molto sul lungo raggio e sul medio raggio; se prima Alisarda si occupava di voli domestici e di voli prevalentemente a corto raggio, oggi il piano industriale punta sul lungo raggio e quindi hanno individuato, i manager che conducono oggi la compagnia, un Hub importante che è appunto quello di Malpensa. Allora io non faccio l'imprenditore, non è compito dell'Assessore fare l'imprenditore, non è compito della politica quello di scrivere i piani industriali, la politica si deve relazionare con le imprese, questa è almeno la mia visione, che stanno sul territorio per chiedere garanzie, per chiedere occupazione e sviluppo e anche collegamenti per l'Isola, cercando di fare in modo che quella funzione sociale, che caratterizzava questa compagnia nel momento in cui è nata, e cioè togliere anche la Sardegna dall'isolamento possa essere in qualche modo mantenuta, e quindi anche dare e continuare a dare indotto occupazione e soprattutto collegamenti all'Isola. E quindi ciò che noi contestiamo non è tanto il fatto che ci sia un piano industriale che punta sul lungo raggio e che cerca di sviluppare anche un altro Hub, cioè quello di Malpensa, ciò che noi contestiamo è che le funzioni e l'operativo che oggi si trovano in Sardegna, che questa compagnia con questi manager vorrebbe trasferire oltremare, debbano necessariamente seguire l'aeromobile e quindi la flotta e quindi andare a Malpensa. Noi abbiamo esempi virtuosi di compagnie fortissime a livello mondiale, ne prendiamo una, quella che è stata più citata questa sera, cioè Ryanair che da un'isola l'Irlanda per l'appunto con il proprio operativo gestiscono una flotta molto più numerosa in termini di aeromobili rispetto a quella di Air Italy; è questo il ragionamento che noi abbiamo fatto alla compagnia dicendo: sviluppate pure il vostro piano industriale ma se c'è una crescita a Malpensa che la crescita sia complessiva e quindi che percentualmente quella crescita interessi anche la Sardegna, mantenendo qui l'operativo, come avviene per queste compagnie, e garantendo quindi ulteriori voli che non sono solo la continuità territoriale, ma altri collegamenti. È questo quello che noi abbiamo chiesto prima ai manager e poi visto e considerato che il comportamento e la pervicacia e la determinazione nel proprio convincimento distante dal nostro all'investitore e quindi alla proprietà.

Abbiamo cercato un contatto tramite l'ambasciatore con l'azionista di minoranza, ma che secondo i patti parasociali conduce la società, appunto, Qatar Airways proprio per chiedere questo, perché il salvataggio di Air Italy, fortemente voluta dalla politica anche da questo Consiglio regionale, anche da questa Giunta aveva proprio questo significato di continuare a mantenere una compagnia che si interessasse ancora della Sardegna, che sviluppasse lavoro, occupazione e i collegamenti anche in Sardegna senza che ciò precludesse però una crescita complessiva del vettore stesso.

A che punto siamo? Ho sentito parlare della guerra dei numeri; effettivamente c'è stata una moratoria, anche in seguito alla riunione di un fronte istituzionale importante, c'è stato un Consiglio comunale convocato dal Sindaco di Olbia in cui abbiamo partecipato anche noi, anche io e anche i Consiglieri regionali del territorio, che hanno dato un contributo fondamentale a quella risoluzione e in seguito a quel documento unitario, quindi sottoscritto al di là delle appartenenze politiche e partitiche, è stata concessa per il momento una moratoria. Nel frattempo ci sono delle trattative con i sindacati, sappiamo che circa 13 persone hanno dato la propria adesione allo spostamento, ci sono dei job posting e cioè degli avvisi, perché sono stati istituiti altri posti di lavoro proprio ad Olbia, che potrebbero dare diritto di prelazione, anzi danno un diritto di prelazione a coloro che sono candidati invece ad essere trasferiti a Malpensa, potrebbero rimanere fuori da questo novero circa 10-11 persone. È una sconfitta certamente anche se una sola persona dovesse lasciare la Sardegna, ma io sottolineo che è una sconfitta per noi nel caso in cui la compagnia non ci garantisse una crescita in Sardegna, cioè se l'operativo dovesse abbandonare definitivamente l'Isola e se Air Italy dovesse frequentare i nostri aeroporti soltanto per fare i collegamenti in regime di continuità territoriale.

Le rassicurazioni che abbiamo avuto finora vanno in senso opposto, quindi c'è da questo punto di vista un'interlocuzione ancora aperta con la compagnia e con la proprietà, sapete che abbiamo chiesto e ottenuto che una delegazione di Qatar Airways, quindi chi conduce la compagnia, e non i manager di Air Italy, venga proprio in Sardegna e ad Olbia per visionare insieme a noi la situazione è per presentarci un Piano in cui i meccanismi di crescita siano evidenti a tutti. Naturalmente relazionerò il Consiglio secondo gli sviluppi che ci saranno puntualmente, così come anche il Presidente mi ha raccomandato più volte.

Rispetto alla continuità territoriale; noi oggi abbiamo un sistema di continuità territoriale che è quello del 2013, abbiamo prorogato sostanzialmente quello che è stato oggetto del decreto ministeriale numero 61, che risale alla precedente Amministrazione, implementato come sapete con alcuni voli aggiuntivi, quindi con una capacità superiore rispetto al passato, che in qualche modo ha fatto fronte a una domanda sempre crescente. Una domanda che sembra non avere mai fine soprattutto nel periodo estivo. Per il resto abbiamo varato un nuovo progetto i fatti e gli antefatti li avete ricapitolati voi, io sono arrivato nel momento in cui il bando di Cagliari era andato deserto e nel momento in cui la Commissione europea ci ha chiesto di revocare le aggiudicazioni provvisorie fatte alle compagnie Air Italy, Blue Air per quanto riguarda rispettivamente Olbia ed Alghero. Da quel momento in poi abbiamo dovuto reimpostare un progetto complessivo tenendo conto di quelle indicazioni precise che la Commissione europea ci ha dato, dei paletti assolutamente vincolanti che abbiamo cercato di contemperare nel nostro progetto, certamente sedendoci al tavolo della trattativa con la Commissione europea, cercando di rimanere di fronte alla Commissione europea a schiena dritta, cercando di difendere il diritto alla mobilità dei sardi cercando di difendere anche l'esigenza di accessibilità all'Isola. Io mi iscrivo alla scuola di chi ritiene che la continuità territoriale sia uno strumento di crescita economica e sociale dell'Isola e rispetto alla tariffa unica, tema che è stato evocato anche questa sera, se io avessi potuto certamente avrei applicato una tariffa unica. La Commissione europea come sapete ha scritto puntualmente che la tariffa unica non poteva essere applicata per l'intera platea, chiedeva quindi che ci fosse una discriminazione fra residenti e non residenti, pena naturalmente il blocco del bando. Questo era uno dei punti fondamentali di critica della Commissione nei confronti del progetto precedente. A che punto siamo? È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale la prima informativa, quella cioè di imposizione degli oneri, e stiamo attendendo la pubblicazione del bando che attualmente è in fase di traduzione presso la Commissione europea e quindi aspettiamo a giorni la pubblicazione, e poi vedremo quali saranno le compagnie che parteciperanno, perché il doppio salto mortale che ciascuno di noi ha dovuto fare nel redigere questo progetto non è soltanto quello di rispettare un quadro normativo complesso in gran parte discendente dalla Commissione europea, ma anche quello di fare un bando appetibile per le compagnie, le quali non parteciperebbero mai se avessero la spada di Damocle della Commissione europea pronta a revocare il bando, e soprattutto se non fosse un bando profittevole, che in questo modo da quindi margini di crescita e di utile alle compagnie stesse. Noi abbiamo chiesto nella fase preliminare al progetto, quella che ci raccomandano le linee guida del Regolamento 1008 del 2008, abbiamo chiesto a tutte le compagnie di sedersi con noi proprio per confrontarci sui bandi, naturalmente a grandi linee, perché nessuno è autorizzato ad anticipare i contenuti di un bando, ma anche sui costi e sui conti abbiamo fatto un tavolo serio in cui le compagnie che hanno voluto aderire hanno detto la loro proprio per evitare che, successivamente alla pubblicazione, avessimo la sorpresa di qualcuno che potesse dire fra le compagnie "Quel bando non è conveniente, quindi non parteciperemo". E qui siamo confidenti, come si suol dire, nella partecipazione delle stesse compagnie, ma poi sarà la storia a incaricarsi di dire se abbiamo avuto torto o ragione sul contenuto di quei bandi.

Sulla Tirrenia. La Tirrenia è una situazione che ci trasciniamo dal passato, ma rispetto alla quale, come sapete, nessuno dei Presidenti che si è succeduto nell'arco dell'autonomia sarda ha alcuna responsabilità, tantomeno alcun assessore. Avevamo una compagnia di Stato e tra gli anni '80 e anni '90, quando c'è stato il quarto pacchetto di liberalizzazioni, per cui l'Unione europea ha improntato una politica non più tutelata alla difesa delle compagnie di bandiera, ma all'apertura al libero mercato, quella compagnia, per espressa previsione normativa, è stata privatizzata. È stata pensata, scritta una convenzione, una convenzione vecchissima che assicurava i collegamenti con la Sardegna, e successivamente nel 2012 è stata sottoscritta un'altra convenzione dal Governo centrale con Tirrenia stessa, quindi senza passare per un'evidenza pubblica, e questo è uno degli aspetti forse anche più controversi, ma che ha superato incredibilmente il vaglio della Commissione europea, almeno per ora, e naturalmente quegli schemi di gara che sono stati approvati nel 2011 dal Governo allora in carica, dal ministro Matteoli, oggi è passato a miglior vita, non ha visto la partecipazione attiva della Regione Sardegna, in quel momento non c'era il presidente Pigliaru, benché meno c'ero io, ma la Regione Sardegna non è stata coinvolta in quel processo decisionale, perché non ha alcuna funzione o ha una funzione concorrente, che è stata esercitata però dallo Stato centrale. Allora, che cosa abbiamo pensato di fare? L'arco costituzionale tutto si è incaricato di presentare un disegno di legge proprio per ridefinire le competenze, le funzioni, e per portare un pezzo di quella competenza in Sardegna, un pezzo di quella responsabilità in Sardegna perché potessero essere i rappresentanti dei sardi a dire che cosa deve essere messo dentro quella convenzione, qual è la capacità richiesta, quali sono i collegamenti, e quali sono anche le tariffe giuste, naturalmente anche sulla scorta di elementi oggettivi macroeconomici anche di indagine di mercato. Quel processo ordinario nella delegiferazione ordinaria, nella precedente legislatura, non è andato a buon fine, e quindi noi abbiamo cercato di interessare la Commissione paritetica in contraddittorio con lo Stato, sapete qual è il procedimento con l'attuazione delle norme dello Statuto, riportare quella competenza in Sardegna, fermo restando che gli oneri di questi trasporti devono essere comunque ancora supportati dallo Stato. C'è stata una riunione della Commissione paritetica, la prima, stiamo ancora attendendo che si riunisca nuovamente, ma stiamo soprattutto attendendo di comprendere che cosa la nuova maggioranza di governo intende fare, cioè se intende assecondare il disegno di legge, da poco ne è stato presentato uno anche dall'onorevole Cappellacci, in questi termini se intende esaurire, quindi affrontare questo tema, o se pure intende privilegiare la strada della Commissione paritetica, anche se ho sentito voci discordanti da alcuni esponenti autorevoli di questo Governo che dicono che la competenza deve rimanere assolutamente a Roma, e quindi saranno a Roma a decidere. Penso che anche questo sia un tema sul quale fare una riflessione al di là di ogni appartenenza politica e partitica. L'esperienza del passato ci insegna che, al di là del riconoscimento di un mero potere d'intesa e di una sentenza della Corte Costituzionale del 2014, forse il processo decisionale dovrebbe essere incardinato in Sardegna e presso la Regione.

Ho sentito parlare poc'anzi di privatizzazione di ARST. È un termine importante da precisare perché c'è una grande attenzione intorno a questa realtà, che è la prima azienda della Sardegna che occupa molte persone, che ogni giorno porta i nostri studenti a scuola, e non solo, garantisce il diritto al lavoro perché accompagna le persone al lavoro, a scuola, la formazione, e quindi anche la sanità, perché serve per condurre le persone anche presso i nostri ospedali e ambulatori. In realtà, non c'è nessuna attività di privatizzazione, c'è semplicemente l'applicazione di un contratto che prevede che il 20 per cento della capacità espressa da ARST possa essere esternalizzato, e questa esternalizzazione è avvenuta sulla scorta di una nota del Gabinetto dei trasporti del precedente Presidente della Regione, che all'epoca era Assessore ad interim dei trasporti, che aveva semplicemente autorizzato una precedente esternalizzazione, quindi una questione assolutamente ricorrente, assolutamente limitata rispetto all'offerta che farà ARST, e che consenta in questo caso ad ARST in qualche modo di distribuire il carico di responsabilità e di avvalersi anche di compagnie e imprese private assolutamente efficienti che garantiscano uno standard qualitativo ottimo.

Termino con l'insularità. Mi scuso se ho sforato, Presidente. Sono assolutamente convinto che sia la strada corretta, non è un caso che anche il presidente Pigliaru abbia, insieme al Presidente del Consiglio, sottoscritto la risoluzione per inserire proprio questo concetto in Costituzione. Però poi manca un pezzo fondamentale che non sfuggirà a nessuno, nel momento in cui quel concetto di insularità dovesse essere fissato e dovesse essere la premessa maggiore di un sillogismo politico, occorre poi che venga in qualche modo declinato nei singoli strumenti, magari quelli dell'Unione europea, che disciplinano le materie di cui ci stiamo occupando oggi. Perché se ancora ci dovesse essere un Regolamento 1008 del 2008, che è il testo sacro del trasporto aereo, quello che prevede la continuità territoriale, ma ci fosse uno spazio discrezionale ancora lasciato ai funzionari rispetto all'applicazione di quell'istituto, senza considerare la condizione peculiare concreta, puntuale di insularità e dell'isola in particolare di cui ci occupiamo, probabilmente non risolveremo il problema.

PRESIDENTE. Ha domandato di replicare il consigliere Giovanni Satta. Ne ha facoltà.

SATTA GIOVANNI (PSd'Az-La Base). Innanzitutto volevo ricordare all'onorevole Solinas che la mozione non è firmata solo da colleghi di minoranza, ma anche da moltissimi colleghi della maggioranza, quindi probabilmente non ha letto bene chi ha firmato la mozione. Il mio appello è stato accolto soltanto in parte perché poi alla fine il solito rimpallo di responsabilità c'è stato, purtroppo questo mi dispiace, anche perché io in questo anno di esperienza in cui ho avuto la possibilità di confrontarmi con l'Assessore, abbiamo affrontato insieme e penso risolto il problema del collegamento con la Corsica, oggi dovrebbe esserci il bando per la continuità anche con la Corsica, il problema di Piombino, perché la Moby Lines aveva dalla mattina alla sera tolto il collegamento con Piombino, mentre invece oggi… Cosa hai detto? Dimmi, il primo firmatario ero stato io, abbiamo fatto una mozione assieme, io, tu, Fasolino e Giuseppe Meloni… eh ok… poi all'onorevole Zanchetta, al quale auguro di diventare il futuro Sindaco di La Maddalena, in futuro…

(Interruzione dell'onorevole Pierfranco Zanchetta)

PRESIDENTE. Non dialogate, grazie.

SATTA GIOVANNI (PSd'Az-La Base). Volevo ricordarle che quando sarà Sindaco mi auguro che non sia anche lui vittima, come succede spesso nei nostri centri, della politica del sospetto, al mio Paese nel 2010 sono stato candidato Sindaco e ho anche perso le elezioni, quindi potresti anche candidarti e perdere le elezioni…

(Interruzioni)

Non è un fatto personale… nel mio Paese è stata costruita una diga negli anni cinquanta, quando faceva il Sindaco mio nonno, nel 2010 io ero candidato Sindaco e dissero: "Non votate Giovanni Satta perché per colpa della sua famiglia noi paghiamo l'acqua". Ecco, questa è la politica del sospetto, quella che mi porta a dire: "Sei ridicolo quando dici queste cose", non solo faccia tosta, sei veramente ridicolo, perché tu non hai nessuna prova che la Lega Nord o il Partito Sardo d'Azione, che è alleato al Governo con la Lega Nord, abbia volutamente chiesto questo… e oggi prendo formalmente l'impegno a nome del Partito Sardo d'Azione, del mio Segretario, che ho incontrato ieri sera, a far sì che tutto quello che deve essere fatto da parte del Governo per difendere le istanze dei lavoratori ex Meridiana, oggi Air Italy, venga fatto, quindi noi prenderemo posizione in tutte le sedi necessarie perché questo non avvenga. Quindi l'impegno è da parte del mio Gruppo e di tutto il Partito Sardo d'Azione. Comunque, detto questo, siccome siamo qua, mi ha soddisfatto tutto quello che ha detto l'Assessore in merito a quelle che saranno le future, purtroppo per breve tempo, perché il mandato è in fase di scadenza, tutte le cose che lui ha impostato, e poi sarà il futuro Assessore, chiunque esso sia, da qualsiasi parte politica venga, che ci auguriamo che sia in condizioni di portare avanti al meglio tutto quello che è necessario perché la politica dei trasporti in Sardegna, che è stata come abbiamo detto più volte devastante negli ultimi vent'anni, venga radicalmente modificata. Quindi propongo al Consiglio un ordine del giorno, quindi chiederei anche un paio di minuti di interruzione per poterlo redare, in modo tale che venga dato mandato ampio al Presidente Pigliaru e all'Assessore Careddu per quella che è l'emergenza del momento, noi in questo momento, come ha detto il collega Congiu, rischiamo di veder portate via non soltanto le cinquantun persone che hanno una grande personalità, una grande professionalità acquisita, ma anche che se questo avviene lo sviluppo dell'azienda, lo sviluppo occupazione dell'azienda avverrà sicuramente a Malpensa, quindi noi dobbiamo chiedere a nome di tutto il Consiglio, fortemente, unanimemente, centrodestra e centrosinistra, che questo non avvenga, quindi chiedo al Presidente qualche minuto di sospensione, in modo tale che questo ordine del giorno venga redatto e firmato da tutte le parti in campo.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione.

Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Nulla osta al forte mandato politico da dare alla Giunta regionale per la difesa dei livelli occupazionali e per la permanenza dei lavoratori ad Olbia, per il resto credo che noi dobbiamo essere consapevoli, per quanto riguarda i trasporti della Sardegna, della continuità territoriale, del trasporto pubblico locale, che questo fa parte di un grande progetto politico che riporti lo Stato a concorrere allo sviluppo socio economico della Sardegna, e quindi non sia materia di ordine del giorno, una materia che non c'entra niente, che non c'entra assolutamente nulla, e che confonde e che impoverisce anche l'altra vertenza che noi abbiamo nei confronti dello Stato, non dimenticando che la continuità territoriale chi vi parla l'ha firmata, e quella è l'unica che noi conosciamo, tutto il resto che è venuto dopo, quando ci siamo assunti l'onere della continuità territoriale e del trasporto pubblico locale, è un problema nostro, ed è dal problema nostro che dobbiamo partire, anziché partire festeggiando l'autonomia da queste divisioni, bisogna partire facendo quello che fanno gli altri. I siciliani quando vanno a Roma o a Bruxelles sono siciliani, i lombardi quando vanno a Roma o a Bruxelles sono lombardi, noi non siamo niente, finché noi non firmeremo questo patto che su alcuni problemi fondamentali per lo sviluppo socio economico della Sardegna chi vince o chi perde si atterrà al giuramento che fa nei confronti del popolo (…) non faremo mai nulla. Se dobbiamo approvare questo ordine del giorno con questa roba io lo approvo soltanto facendo un tuffo indietro nel tempo, mi sembro più giovane, quando si diceva che un ordine del giorno non si nega a nessuno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Fasolino per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FASOLINO GIUSEPPE (FI). Come ho già detto prima, e mi dispiace anche magari non entrare proprio nella polemica, perché come ha detto il collega Satta, che aveva chiesto appunto di parlare di quello che doveva essere il futuro di questo problema, invece ci siamo buttati in polemiche sterili, che a nulla servono in questo momento. Abbiamo un ordine del giorno che secondo me è molto più importante delle polemiche, un ordine del giorno dove dobbiamo cercare di risolvere il problema di queste 51 famiglie, mi piace come ho già detto l'approccio che per quanto riguarda questa problematica l'Assessore sta portando avanti, quindi l'Assessore che rappresenta la Giunta, come ho già detto in quell'incontro che abbiamo avuto in quel Consiglio comunale aperto che abbiamo avuto ad Olbia è un problema senza colore, è un problema della Sardegna, è un problema che deve coinvolgere il Consiglio regionale tutto e dobbiamo dare forza a questa Giunta e al Presidente, perché più forza gli diamo, più usciamo dalle polemiche, più è forte il Presidente nell'andare ad affrontare questa problematica a Roma e più probabilità avremo di risolvere il problema. Sono d'accordo con la dichiarazione del collega Mario Floris, è un problema questo che deve essere affrontato diversamente, lo Stato dovrà affrontare questo argomento, lo Stato dovrà affrontare il problema dei trasporti, ma questo sarà un passaggio futuro, oggi abbiamo questo problema imminente che riguarda questi 51 trasferimenti, sono d'accordo a un ordine del giorno unitario che dia più forza alla Giunta, più forza di quello che ha. È difficile, ma che unisca il Consiglio regionale nel dare mandato al Presidente e all'Assessore.

PRESIDENTE. Sospendo la seduta per cinque minuti per dar modo di definire l'ordine del giorno.

(La seduta, sospesa alle ore18 e 49, viene ripresa alle ore 19 e 06.)

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta. È stato presentato l'ordine del giorno numero 1.

Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dei trasporti.

CAREDDU CARLO, Assessore tecnico dei trasporti. Condivido assolutamente, quindi il parere della Giunta è favorevole.

PRESIDENTE. Considero sottoscritto da tutti i presenti l'ordine del giorno. Non ho iscritti per dichiarazione di voto, quindi metto in votazione l'ordine del giorno.

Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'ordine del giorno numero 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

La seduta è tolta, il Consiglio sarà convocato a domicilio.

La seduta è tolta alle ore 19 e 08.