Seduta n.319 del 25/09/2018 

CCCXIX Seduta

Martedì 25 Settembre 2018

Presidenza del Presidente Gianfranco GANAU

La seduta è aperta alle ore 10 e 48.

FORMA DANIELA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 1° Agosto 2018 (315), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Augusto Cherchi, Luigi Crisponi e Rossella Pinna hanno chiesto congedo per la seduta del 25 settembre 2018.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Comunicazione del Presidente

PRESIDENTE. Comunico che nel Buras numero 42 del 13 settembre 2018 è stato pubblicato il ricorso numero 51/2018 proposto dal Presidente del Consiglio dei Ministri contro la Regione autonoma della Sardegna per dichiarata illegittimità costituzionale degli articoli 2 e 6 della legge regionale 18 giugno 2018, numero 21, concernente: "Misure urgenti per il reclutamento del personale nel sistema Regione. Modifiche alla legge regionale numero 31 del 1998, alla legge regionale numero 13 del 2006, alla legge regionale numero 36 del 2013 e alla legge regionale numero 37 del 2016".

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretario. Sono state presentate le interrogazioni numero 1619, 1620, 1621, 1622, 1623, 1624, 1625, 1626, 1627.

Annunzio di mozioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretario. Sono state presentate le mozioni numero 449, 450, 451.

Questione pregiudiziale

PRESIDENTE. Il primo punto all'ordine del giorno reca la discussione del TU numero 19-409-418-432/A: "Disciplina generale per il governo del territorio".

Abbiamo sentito le relazioni di maggioranza, ha chiesto di intervenire in merito ai lavori il presidente Pigliaru.

Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.

PIGLIARU FRANCESCO (PD), Presidente della Regione. Grazie, Presidente. Devo riferire innanzitutto di una lettera dell'Assessore Erriu che mi invita a proporre il rinvio del disegno di legge sull'urbanistica alla Commissione, lettera di cui condivido interamente tutte le motivazioni e che riassumo ora rapidamente. Il punto essenziale è che da parte nostra occorre prendere atto che in dirittura finale non c'è un sostegno ampio e compatto a una buona proposta di legge. Un disegno di legge sul quale c'è stata una ampia possibilità e attività di discussione forse, mi permetto di dire, senza precedenti, con un dibattito pubblico molto partecipato, la possibilità di approfondimenti e di miglioramento del testo sul quale si era registrata un'ampia convergenza in maggioranza nella fase iniziale di discussione e ricordo nel voto in Commissione all'unanimità. Oggi invece prendiamo atto che non c'è l'estesa maggioranza che riforme di questo tipo richiedono. Oggi preferiamo ammettere con onestà, senza giri di parole, una difficoltà. Preferiamo mantenere l'impegno che abbiamo preso, senza un consenso ampio è bene e giusto fermarsi, riconoscere - per quanto amarezza ciò produce in tutti noi, in tutti coloro che hanno lavorato con intelligenza, disinteresse e passione - la necessità di questa battuta di arresto. Nel farlo non possiamo che sottolineare che non sempre appaiono chiare, almeno finora, le ragioni di merito, ragioni specifiche e non generiche da parte di chi oggi ritiene di non poter sostenere la nostra proposta di riforma. Io credo, noi crediamo, che sulle riforme si discute, ci si può dividere, ma poi bisogna farle, bisogna trovare una sintesi in modo trasparente, se si condivide responsabilmente un impegno, appunto, riformista e una capacità di dialogo che non si limiti a enunciati generici, ma diventi proposta concreta e percorribile. Troppi anni sono trascorsi in Sardegna con la politica del rinvio e del meglio niente, meglio non scegliere. Invece la Sardegna ha naturalmente, ovviamente, credo che lo sappiamo tutti, bisogno di riforme, ha bisogno di una legge urbanistica, non di rinvii in attesa di sempre nuove elezioni o di rimandi a ipotetici contesti che si ritengono più opportuni per fare scelte che comunque in ogni momento rimangono difficili, come tutte le scelte in politica. Comunque sia, ripeto, oggi va preso atto che ci sono state scelte diverse nell'ultimo miglio del nostro lungo, importante, partecipato percorso. Prendiamo atto di dubbi irrisolti di una parte delle forze di maggioranza, così come l'assenza di un parere da parte del CAL, evento anche questo per noi in parte inaspettato e di cui si conoscono le affermazioni generali, ma non le proposte emendative, finora, su cui lavorare alla ricerca di una sintesi capace di migliorare il testo da noi proposto. Nella nostra visione riformista dell'azione di governo continuiamo ad auspicare che tali scelte, quelle fatte oggi, che tali manifeste perplessità diventino al più presto proposte, ipotesi di regole su cui potersi confrontare nel merito e da poter eventualmente condividere. Qualunque sia la nostra opinione riteniamo che oggi non si possa aprire alla discussione in Aula un disegno di legge a cui viene a mancare nella parte conclusiva del suo iter l'ampio sostegno che continuiamo a ritenere essenziale per riforme di questa natura e di questa portata.

Colgo l'occasione per ringraziare l'assessore Cristiano Erriu e tutti coloro che nell'Assessorato hanno lavorato a questo importante disegno di legge. Ringrazio il presidente Antonio Solinas per il prezioso lavoro che ha svolto in tutti questi mesi, ringrazio tutti i partecipanti al dibattito pubblico che con generosità hanno portato il proprio contributo per migliorare la nostra proposta, qualunque sia il destino di questa ricca, innovativa, equilibrata proposta, frutto di molto lavoro e, come ho detto, di un inedito ampio partecipatissimo dibattito pubblico. Sono certo che si tratti di una proposta che eserciterà la sua influenza positiva su qualunque ragionamento presente o futuro sulle regole urbanistiche che verranno adottate nella nostra Regione.

Ciò detto, come sempre, da parte nostra c'è e ci sarà la disponibilità a capire e a confrontarci su punti di vista diversi dai nostri, alla ricerca di contenuti concreti capaci di migliorare il nostro punto di vista iniziale. Con questo faccio mie le parole dell'Assessore e chiedo all'Aula che il provvedimento ritorni all'attenzione della Commissione competente con il fine di trovare indispensabili livelli di condivisione, in particolare con le Autonomie locali della Sardegna.

PRESIDENTE. È stata posta una questione pregiudiziale. In base all'articolo 86 è possibile intervenire per ciascun Gruppo con un unico intervento per cinque minuti, dopodiché bisognerà procedere alla votazione a scrutinio palese per alzata di mano.

Chiedo se ci sono interventi. Sull'ordine dei lavori? C'è una pregiudiziale adesso, prima facciamo una pregiudiziale e poi eventualmente procediamo.

È iscritto a parlare il consigliere Gianfranco Congiu. Ne ha facoltà.

CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). Presidente Pigliaru, Assessori, colleghi, ho ascoltato con molta attenzione il contenuto…

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Presidente, mi sono prenotata per chiedere una sospensione.

PRESIDENTE. Procediamo così: prima la parola all'onorevole Anedda, chiedo scusa onorevole Congiu, credevo fossero iscritti per intervenire sul tema.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fabrizio Anedda. Ne ha facoltà.

ANEDDA FABRIZIO (Gruppo Misto). Presidente, intervengo sull'ordine dei lavori, nel portare all'attenzione del presidente Pigliaru e dell'assessore Erriu la situazione ormai palese delle precarie condizioni in cui versa il palazzo del Consiglio di proprietà della Regione Sardegna.

PRESIDENTE. Chiedo scusa, non può intervenire ulteriormente perché non è in merito ai lavori, non è sull'ordine dei lavori, è una comunicazione che non riguarda l'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Presidente, io le chiedo di poter aprire il dibattito perché le dichiarazioni del Presidente sono delle dichiarazioni pesanti sulle quali noi vogliamo intervenire, stanno cambiando il corso di una legge che è ritenuta da voi fondamentale e quindi noi chiediamo che si possa aprire il dibattito e ovviamente in alternativa le chiedo prima una sospensione.

PRESIDENTE. L'intervento è uno per ciascun Gruppo per cinque minuti, la discussione avviene così sulle questioni pregiudiziali.

Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Signor Presidente, dopo un'ora e mezzo che abbiamo atteso l'inizio dei lavori del Consiglio, mi pare che su questo argomento non ci sia da prendere i minuti o i secondi, almeno sulle dichiarazioni del Presidente della Regione dare l'opportunità e la possibilità di intervenire, non stiamo trattando un argomento qualunque. Se il Gruppo Misto deve parlare per cinque minuti e io non posso prendere la parola su un argomento così importante questo non è il Consiglio regionale della Sardegna.

PRESIDENTE. Onorevole Floris, è il Regolamento, noi ci stiamo semplicemente attenendo a quello che dice il Regolamento, quindi non ci sono vie di mezzo.

Prego, onorevole Congiu.

CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). Dicevo, ho ascoltato con grande attenzione il sunto della nota dell'assessore Erriu e ritengo che sia una nota che dimostri una…

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Abbiamo chiesto una sospensione!

CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). …profonda intelligenza politica nel segnalare…

PRESIDENTE. Ho detto che procediamo con la pregiudiziale e dopo eventualmente si fa la sospensione.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Io ho chiesto la sospensione!

PRESIDENTE. E Io le ho detto che procediamo con la pregiudiziale, onorevole Zedda. Scusi, siamo in una discussione su una pregiudiziale che è stata posta…

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Io ho posto il problema della sospensione prima di iniziare la discussione sulla pregiudiziale!

PRESIDENTE. Ho Capito, ho capito. Prego, onorevole Congiu.

È iscritto a parlare il consigliere Gianfranco Congiu. Ne ha facoltà.

CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). Dicevo, è una nota che dimostra grande intelligenza politica e capacità di sintesi rispetto ad una problematica assai complessa. È indubbio che il rimando alla Commissione non deve essere letto come la morte della legge urbanistica, semmai il contrario. È questo il passaggio che favorirà la sintesi verso l'unità di tutti i sardi che non può essere decisa in quest'Aula, in questo momento, a colpi di emendamento. Questa è stata la mia posizione nella riunione dei Capigruppo, questa è stata la posizione del Partito dei Sardi quando, isolati, nella riunione dei Capigruppo che ha determinato l'arrivo in Aula, dicemmo "Attenzione! Prendiamoci una pausa di riflessione", perché esiste uno scollamento evidente tra ampi settori della società. Questa riforma strutturale, che deve segnare l'unità dei sardi, non può segnare la disunita. Questa riforma, che è importante, non può segnare un ulteriore scollamento tra gli enti locali e la Regione, tra gli enti locali e la Città metropolitana. Riappropriamoci della uniformità delle regole, perché ancora non è passata la diversa lettura strutturale delle norme che accompagnano gli interventi di pianificazione, o di copianificazione nell'ambito metropolitano, rispetto agli ambiti rurali, soprattutto nelle aree interne. Facciamo correre in Commissione questa legge per le parti che possono essere attuate immediatamente, e mi riferisco alla voglia di far correre i PUC presso i comuni, valorizziamo quella spinta culturale e deterministica degli enti locali, facciamo in modo che le nostre comunità licenzino i PUC, si dotino degli atti di governo necessari, diamogli risorse finanziarie, e smettiamola di esercitare sugli enti locali una pressione, un controllo, quasi fosse la Corte di Cassazione che deve giudicare sull'ammissibilità o sull'inammissibilità dei piani urbanistici. Questo ha determinato lo scollamento tra i settori della società sarda, e penso che questo modo di porsi, e cioè ritornare in Commissione per smussare gli angoli, valorizzi quel patrimonio di valori che è insito nel dibattito pubblico, in tutti i contributi che ci sono stati, è un patrimonio di noi tutti che non va perduto. Leggiamo nelle parole dell'assessore Erriu la voglia di ritrovare l'unità dei sardi attorno ad una legge fondamentale.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gaetano Ledda. Ne ha facoltà.

LEDDA GAETANO (PSd'Az-La Base). Presidente, ma credo che l'incertezza sia la peggiore delle situazioni. Dopo aver sentito il Presidente della Giunta regionale che dice chiaramente di tornare in Commissione, dopo tutto quello è stato fatto, l'assessore Erriu, cui riconosco grandi meriti, ha lavorato tanto, però purtroppo è impallinato dal fuoco amico. Ha fatto un gran lavoro, è due anni che lavora su questa legge, ha girato tutta la Sardegna in lungo e in largo, adesso si trova dentro la sua maggioranza, come ho detto prima, impallinato. Ma vista la situazione mi sembra che forse c'è il fallimento della Giunta in generale di questa maggioranza, e io non ho problemi a ritornare in Commissione a lavorarci, però i tempi sono stretti, siamo già a ottobre, abbiamo esigenze, la legge bilancio e cose varie molto importanti per la Sardegna, io penso che sia un flop, prendetene atto, e penso che sia il momento forse di chiudere i battenti e di andarcene a casa. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Presidente, colleghi e colleghe, il gesto dell'assessore Erriu oggi va visto come un gesto di grande importanza, un gesto che in qualche modo dimostra, qualora ce ne fosse bisogno, la serietà dell'assessore Erriu, il quale ha deciso di non rimanere ostaggio della maggioranza, ha deciso che questa legge forse è meglio riportarla in Commissione, discuterla con i comuni, discuterà con il CAL, discuterla qualora ce ne fosse bisogno ancora con la periferia. Una legge che l'Assessore, da esperto, ha visto che era incompleta, una legge che non soddisfaceva sicuramente le comunità, una legge che avrebbe potuto far cadere questo Consiglio regionale con un voto sicuramente di bocciatura, perché è chiaro che la legge così come è strutturata, così come è stata liquidata dalla Commissione, è una legge che non soddisfa, dove circa 100 comuni della Sardegna non hanno ancora al PUC, quindi comuni che non avrebbero assolutamente potuto beneficiare di quelli che sono anche gli interventi della legge stessa. Ma il coraggio dell'assessore Erriu, io l'avrei voluto vedere su un altro tema, su quella della sanità, perché allora sì che anche l'assessore Arru avrebbe dimostrato di essere una persona competente, invece qui ostinatamente si è andate avanti su una legge che ha creato la grande frattura nelle nostre comunità e ha creato una serie di disservizi. Peraltro ci auguriamo che a breve, prestissimo, si porti in Aula anche la discussione per correggere quelle che sono le anomalie che il Governo centrale ha evidenziato. Quindi ritengo che sia giunto il momento di sollevare bandiera bianca, cari colleghi della maggioranza, quella di oggi non è una resa, quella di oggi è la dimostrazione che finalmente questo Consiglio regionale, il Presidente Pigliaru e l'Assessore Erriu, dimostrano di essere persone serie. E mi permetto di dire che faccio i complimenti sia all'Assessore che il Presidente per questa decisione. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Paolo Truzzu. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Fratelli d'Italia). Presidente, dicevano i latini "de minimis non curat praetor", e lo dico perché, nel giorno in cui questa maggioranza rileva tutte le sue crepe, qualche collega si preoccupa delle crepe nel palazzo.

Presidente, io ho ascoltato il suo intervento e capisco quella che può essere l'amarezza sua e l'amarezza dell'Assessore, al quale riconosco di aver fatto un grande lavoro e di aver messo tutto l'impegno possibile per l'approvazione di questa legge però, vede, io oggi avrei voluto fare la discussione generale su questa legge, perché penso che sia una legge importante per la Sardegna, per i sardi, avrei voluto affrontare tutti i temi che ci sono sul campo, e poi decidere cosa fare, se eventualmente rinviarla in Commissione, o andare avanti. Perché nel momento in cui lei si presenta con queste dichiarazioni sta certificando il fallimento di una maggioranza, e allora le conseguenze sono ben altre, non può essere il semplice rinvio in Commissione, e non può nemmeno essere che la Sardegna e i sardi siano sempre ostaggio di qualcuno, perché in tempi diversi questo Consiglio è rimasto ostaggio sull'urbanistica dei capricci di un Presidente, oggi è ostaggio dei capricci di qualcun altro, e questo non è accettabile. Non è accettabile che si dica che ciò avviene nell'esclusivo interesse dei sardi, perché è un capriccio, non si vuole affrontare la discussione, e non si vuole affrontare la questione perché si andrebbe a certificare quel fallimento che ho detto prima. Vede, Presidente, e colleghi, vi siete presentati in questa legislatura dicendo che avreste fatto tre grandi riforme: che avreste modificato il PPR, il PPR non è stato modificato; la riforma degli enti locali non trova la soddisfazione dei rappresentanti degli enti locali; la riforma della sanità non trova la soddisfazione di nessuno; e oggi non siete in grado di trovare una maggioranza per garantire il passaggio della legge urbanistica agli articoli. Io penso che la logica conseguenza non debba e non possa essere il semplice rinvio in Commissione, dovrete trarne le conseguenze. Siete minoranza nell'isola e siete minoranza anche in questo palazzo.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SDP). Presidente, oggi abbiamo la dimostrazione che le persone perbene stanno anche dentro la politica, stanno anche dentro questo palazzo e stanno anche dentro questa Giunta. Di cuore io faccio i complimenti al Presidente e all'assessore Erriu, perché una legge di tale importanza deve essere condivisa non solo dalla maggioranza, ma dall'intero Consiglio. E quindi dalla delicatezza dell'argomento che potrebbe non trovare questa condivisione è giusto che debba essere rispedita in Commissione, se poi quella Commissione avrà la forza e la voglia di rendere perfettibili quelle parti che ancora potrebbero non convincere. Io credo che l'Assessore Erriu abbia dimostrato col suo sacrificio, col suo lavoro, con la sua attività quotidiana, di essere a totale disposizione degli enti locali, dei sindaci e degli amministratori, visitando tutte le località della Sardegna per recepire quelle che potevano essere le istanze che provenivano proprio dalla base degli enti degli enti locali. Un po' a me ha lasciato perplesso il fatto che il CAL non si sia espresso ufficialmente, anche perché io ho assistito a diverse Commissioni e audizioni nella Commissione, forse ho capito male io ma la stragrande maggioranza di quelle audizioni davano comunque parere positivo sulla proposta e, comunque, io credo che il sentimento comune dei sardi sia quello di una necessità di una nuova legge urbanistica, se noi insieme non saremo capaci tutti di portare ad approvazione una nuova legge urbanistica credo che non faremo un favore ai nostri a tutti i nostri concittadini, di cui noi siamo rappresentanti, noi da questa parte e voi da quella parte, quindi di nuovo io faccio i complimenti per la grandissima serietà dimostrata quest'oggi dal Presidente e dall'Assessore Erriu e io dichiaro già da ora il mio voto favorevole, mio e del mio Gruppo, perché la legge possa tornare in Commissione.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Anna Maria Busia. Ne ha facoltà.

BUSIA ANNA MARIA (Gruppo Misto). Sì brevemente, poi Presidente lascerò il resto del mio tempo, del tempo a mia disposizione, all'onorevole Usula, semplicemente intanto per esprimere una approvazione, a manifestare l'approvazione per questa decisione che avremmo voluto, anche in altre occasioni, e in questo concordo con chi mi ha preceduto negli interventi, sicuramente sarebbe stato apprezzabile che accadesse anche in altre occasioni, però questo è un momento importante, è sicuramente la decisione giusta, perché una riforma come questa non può essere fatta contro nessuno e deve cercare di trovare il più ampio consenso. Poi mi rivolgo invece ad opposizioni, a minoranze, maggioranze, interventi, a chi oggi si sta presentando, come dire, l'autore o il principale artefice di questo rallentamento, io invece dico che saranno tali e tante le persone, le associazioni, che si intesteranno questo rinvio in Commissione, sarà molto divertente leggere dichiarazioni nei prossimi giorni e nelle prossime settimane, ne vedremo delle belle, io invece riconosco al Presidente, in questo caso, una grande maturità politica.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Emilio Usula. Ne ha facoltà.

USULA EMILIO (Gruppo Misto). Grazie Presidente, un apprezzamento senz'altro per lo scatto d'orgoglio del Presidente e dell'assessore Erriu, avrei nel mio intervento voluto fare delle valutazioni diverse del percorso di questa legge, ma prendiamo atto di questa posizione assolutamente apprezzabile, una sola domanda: mi corre l'obbligo, come dice qualcuno, fare e farlo in questo momento, questa decisione è derivata e in che misura dal parere, se c'è stata, della Commissione o del Gruppo di consulenza richiesto con la delibera dell'8 agosto 2018 in cui si chiede appunto una consulenza giuridico costituzionale anche a seguito delle recenti pronunce della Corte costituzionale in merito alla procedibilità a questo tipo di riforma, chiedo solo qualche chiarimento in merito. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Michele Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Sì grazie Presidente, io devo dire che era un epilogo in qualche modo già scritto, nonostante gli sforzi dell'assessore Erriu che ha giustamente sottolineato il Presidente, nonostante le infinite mediazioni tra visioni radicalmente diverse del governo del territorio e anche delle prospettive della Sardegna, è venuto fuori un progetto di legge senza visione e senza anima, incapace di dare prospettive, e io credo che la decisione del Presidente sia la più saggia, perché affidare all'Aula un progetto di legge così ambizioso, così lacerante che avrebbe comportato conseguenze devastanti nel dibattito sul tema, ovviamente influenzato dal clima preelettorale e avrebbe rischiato di portare ad una cattiva legge. Io sono convinto che la proposta di legge non fosse una buona proposta di legge, per tutta una serie di motivi, ovviamente non posso entrare nel dettaglio ma la mia impressione è che avrebbe non risolto i problemi ma aumentato molti problemi e avrebbe indotto per mesi, forse per anni, incertezza interpretativa e contenziosi infiniti che anziché chiarire molti aspetti li complicava, creando problemi enormi agli uffici tecnici comunali che tutti i giorni devono affrontare problemi di questo genere, conteneva norme anacronistiche, come le norme sul pool, non prendeva atto, non prende atto di quanto oggi si muove nell'economia, di nuove forme del turismo, del tema del turismo golfistico, del turismo enogastronomico, di tutta una serie di cose che oggi richiedono flessibilità, ampiezza di vedute e rapidità nell'essere affrontato e soprattutto Presidente, ripeto, il problema più grosso è che una legge di novanta articoli, poi dice l'Assessore, dice il Presidente della Commissione, l'abbiamo ridotto erano 120 in origine, la solita tecnica di ridurre gli articoli e aumentare i commi, aumentando ulteriormente la confusione non può essere una legge di semplificazione che è quello che oggi serve in urbanistica, non semplificazione dei problemi ma semplificazione delle procedure, chiarimento di che cosa si può fare e di che cosa non si può fare, eliminazione di spazi interpretativi che hanno portato ad abusi vergognosi nel territorio, questo era, Presidente, questo progetto di legge, quindi noi plaudiamo alla sua decisione di ritirarlo, auspicando che nella prossima legislatura questo problema venga affrontato con decisione, non alla fine della legislatura, ma all'inizio e risolto nell'interesse della Sardegna.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Grazie Presidente, ma io credo che poche leggi come quella sull'urbanistica siano state oggetto di discussione per tanto tempo, per cui non arriva in quest'Aula così all'improvviso ma è frutto di una discussione collettiva con il rappresentante della Commissione di sicuro, dal punto di vista istituzionale, ma in tutti i territori dell'isola, con i Sindaci, con i rappresentanti delle organizzazioni sindacali, delle forze sociali, con i rappresentanti di interesse, con coloro che hanno la possibilità di dare un contributo importante e che lo hanno dato su questa materia, per cui non una legge che deve modificare il PPR, come ho sentito dire da qualche collega consigliere, non una legge che serve per intervenire e complicare le cose, o di semplificazione, come l'ha chiamata adesso il collega Cossa, ma una legge che interviene proprio sull'urbanistica, perché se è vero com'è vero che in Sardegna su 377 Comuni non 100 Comuni devono approvare il piano o li hanno approvati, in realtà i Piani urbanistici comunali dei quattro PPR li hanno approvati in 21 comuni, ovvero su 377, 356 Comuni non hanno adeguato lo strumento urbanistico comunale al Piano paesaggistico regionale, una ragione per questo ci sarà, per cui la legge non era una legge di semplificazione, certo c'è la semplificazione all'interno, non è una materia semplice è una materia articolata, complicata, che ha avuto bisogno di un lavoro approfondito, strenuo, di grande dibattito, per cui non si arriva all'improvviso con una norma che vuole intervenire a gamba tesa per modificare in Sardegna il governo del territorio, ma vuole dare una mano, un contributo, tant'è vero che una delle cose principali su cui intervenire era proprio questa della semplificazione burocratica amministrativa dell'approvazione dei piani urbanistici comunali per consentire ai Comuni oltre a mettere a disposizione risorse finanziarie importanti. Si possono affrontare in due modi le legislature: si possono fare riforme o si può si può star fermi, si può non intervenire su nulla, allora non prendere né plausi né demeriti perché non si fa nulla, si galleggia, ed è questo un modo pure di amministrare che altri hanno utilizzato nel tempo e che ancora utilizzano, galleggiare, ma il galleggiamento, come dire, è prerogativa certo non di cose brillanti e nubili, bisogna intervenire e quando si sottopone la legislatura invece le riforme come noi abbiamo tentato di fare, l'urbanistica è una di quelle importanti, lo abbiamo fatto. Il Presidente ha detto: "siamo arrivati all'ultimo miglio e ci dobbiamo fermare per chiede il rinvio in Commissione". Per quale ragione si chiede il rinvio in Commissione? Perché evidentemente ci sono problemi, così come ha scritto l'assessore Erriu, da parte del Consiglio delle Autonomie locali, che attraverso i suoi rappresentanti non è stato in grado di esprimere un parere, e anche questo è sbagliato, per cui questi rappresentanti, che sono i rappresentanti dei sindaci nel Consiglio delle autonomie locali, e così gli altri organismi, hanno il dovere di esprimere un parere: favorevole o contrario. Però devono avere la possibilità di esprimere un parere, ognuno si deve assumere le sue responsabilità. E poi oggettivamente si prende atto all'ultimo miglio che non ci sono i numeri per approvare questa legge urbanistica, i numeri in maggioranza per le cose che noi tutti sentiamo in quest'Aula e fuori da quest'Aula, per rapporti che si sono messi in piedi in questi mesi, tutti abbiamo orecchie abbastanza attente per percepire le cose e nessuno di noi è disposto a farsi massacrare una legge, non noi! Noi personalmente, ognuno di noi fa il proprio mestiere, ma di far massacrare una legge che entra in Aula con un lavoro frutto di una sintesi della Commissione, che io ci tengo a dire votata all'unanimità dai rappresentanti della maggioranza in Commissione con l'astensione della minoranza di alcuni e con l'opposizione della minoranza di altri, ma con i voti unanimi dei componenti della maggioranza, questo è quello che è avvenuto. E se all'ultimo miglio apprendiamo pian piano che invece le condizioni di coloro che hanno votato a favore sono mutate evidentemente questo sorprende non poco e bisogna essere attrezzati non per noi che noi dobbiamo difendere noi stessi ma per una legge proprio perché delicata che deve governare il territorio della Regione Sardegna su una materia complicatissima e difficile sulla quale c'è bisogno del sostegno di tutti anche dell'opposizione che abbiamo cercato di coinvolgere e che abbiamo voluto coinvolgere fino ad oggi. Oggi si prende atto che queste condizioni non ci sono e per fare una leggina anche in un momento in cui durante la campagna elettorale può essere soggetta ad attacchi di altro tipo più che sulla sostanza delle cose, bene ha fatto il Presidente, io condivido la sua richiesta, così come quella dell'Assessore, di rimandare in Commissione. Naturalmente prendo atto che difficilmente in Commissione, nonostante i tentativi testardi o come dire furbi di qualcuno di dire che in Commissione si può trovare una soluzione ulteriore, io non credo che ci saranno soluzioni ulteriori. Dire che si va in Commissione significa dire che non ci sono le condizioni per approvare questa legge in questa legislatura.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Antonio Gaia. Ne ha facoltà.

GAIA ANTONIO (Cristiano Popolari Socialisti). Grazie Presidente, colleghi mi hanno insegnato che non esistono leggi perfette. Io non condivido ma rispetto soprattutto il lavoro altrui. Una legge che dal mio punto di vista era una buona legge, frutto di sintesi, di un lavoro diffuso nel territorio e a lei va il mio plauso, Assessore, perché veramente si è messo in discussione. Ripeto, rispetto la decisione del Presidente, rispetto la sua signor Assessore. Però mi permetto di contestare la posizione di chi veramente con atteggiamenti strumentali in prossimità delle elezioni non rispetta il lavoro suo, Assessore, non rispetta il lavoro della Commissione che ha lavorato alacremente, di chi si è prodigato per produrre una legge che voglio dire perché non esistono leggi perfette ma è una buona legge e la Sardegna aveva bisogno più che mai di una legge sull'urbanistica perché quella che ha è desueta e obsoleta e superata. Certamente perfettibile, ci mancherebbe altro, tutte le leggi sono perfettibili. E a me spiace veramente l'epilogo che oggi sta portando questa legge che dal mio punto di vista meritava di essere discussa e meritava di essere approvata a larga maggioranza. La società civile ci chiedeva questo sforzo, ci chiedeva questo coraggio. Bene a me spiace molto pur non condividendo, rispettare questa decisione, grazie.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Grazie Presidente, questa minoranza ha detto da subito, già da quando ha partecipato ai lavori della Commissione, che la legge proposta arrivata in Commissione aveva delle discrasie gravi e soprattutto una confusione di carattere normativo tra una proposta urbanistica e una proposta di pianificazione paesaggistica. Ma da subito abbiamo dato la disponibilità a discuterla in Commissione, abbiamo dato il nostro contributo con lealtà, onestà, soprattutto nei confronti dei sardi. Perché anche noi, presidente Pigliaru, ritenevamo che ci fosse la necessità di una legge urbanistica. Lei dall'inizio della legislatura, già in campagna elettorale, aveva promesso ai sardi di modificare il PPR, ovvero una nuova norma di carattere paesaggistico e aveva promesso la legge urbanistica, così come avevate promesso, lo ricordava l'onorevole Truzzu, interventi fondamentali in materia di trasporti, continuità territoriale e in particolare della sanità. Tutto questo non è avvenuto o è avvenuto a parole. Oggi, Presidente, noi rispettiamo e apprezziamo il suo coraggio e quello dell'assessore Erriu. L'Assessore Erriu che avete sottoposto ad un anno e mezzo di trattative, l'avete fatto girare come una trottola per tutta la Sardegna, non li avete detto da subito che non eravate d'accordo, e in questo siete stati vili, perché avete fatto perdere tempo e denaro. L'avete fatto andare in tutti i Comuni, così come è emerso, e poi non è arrivato neanche un parere concreto del CAL. Ma insomma che gioco avete fatto? Avete preso in giro i sardi per un anno e mezzo, vi siete nascosti. E ancora una volta per le vostre competizioni di maggioranza, per le vostre posizioni sottoponete questa maggioranza, questa Giunta ma io dico in particolare una persona onesta e seria come l'assessore Erriu veramente ad uno stato di difficoltà assoluto nei confronti dei sardi. E di questo vi dovete vergognare, non si governa una Regione con tante difficoltà con tante esigenze con la necessità di leggi di riforma come quella che è appunto la nostra. Magari ricevendo ordini fuori da questo palazzo da chi gli errori li ha già commessi in passato e vuole continuare a incidere a togliervi quella libertà di Governo e di proposta. Io credo, presidente Pigliaru, che veramente usi delle parole di una canzone di Mina "Parole parole parole" ne avete dato tante, ma lei ne applichi un'altra "Non gioco più me ne vado"! Fatelo lei e l'assessore Erriu, quella sarebbe la vera dignità e conseguenza di ciò che lei ha detto oggi in Aula, perché io glielo dico da subito. Quella legge in Aula non tornerà più, è uno scherzo, è un gioco quello di riportarla in Commissione. La legge ha un impianto che non è condiviso prima di tutto dalla sua maggioranza, da chi ci dovrebbe lavorare, noi l'abbiamo detto onestamente, Presidente, con la solita onestà e con la voglia di proposta per questa Regione che abbiamo avuto dall'inizio della legislatura. Game Over! È un fallimento ne prenda atto, Presidente, e sia davvero conseguente.

PRESIDENTE. Grazie, non ci sono altri interventi in merito. Quindi metto in votazione il rinvio in Commissione della legge. Non ci sono dichiarazioni di voto, non son previste le dichiarazioni di voto, non è prevista la votazione elettronica ma solo per alzata di mano; articolo 86 del Regolamento.

Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano. Chi si astiene.

(È approvato)

Quindi, rinviata la legge in Commissione.

La seduta è tolta; il Consiglio sarà convocato a domicilio.

La seduta è tolta alle ore 11 e 32.