Seduta n.311 del 24/07/2018 

CCCXI Seduta

Martedì 24 luglio 2018

(ANTIMERIDIANA)

Presidenza del Presidente Gianfranco GANAU

La seduta è aperta alle ore 11 e 46.

FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta del 4 luglio 2018 (307), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Anna Maria Busia, Mario Angelo Carta, Gianfranco Congiu, Roberto Deriu, Roberto Desini, Luca Pizzuto, Giovanni Satta e Gian Filippo Sechi hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 24 luglio 2018.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Alfonso Marras, con nota del 5 luglio 2018, ha reso noto di aver rassegnato le dimissioni dal Gruppo "U.D.C. Sardegna" e di aver aderito al Gruppo consiliare "Riformatori Sardi per l'Europa".

Comunico, inoltre, di aver autorizzato ai sensi dell'art. 20, comma 4, del Regolamento interno del Consiglio e su richiesta del Presidente del Gruppo "U.D.C. Sardegna" la costituzione in continuità del Gruppo medesimo.

Risposta scritte a interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle interrogazioni numero 513, 551, 1030, 1098, 1119, 1132, 1164, 1197, 1201, 1208, 1233, 1260, 1302, 1310, 1330, 1370, 1435, 1463, 1466, 1486, 1493, 1500, 1502, 1523, 1530, 1262, 1267.

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria: Sono state presentate le interrogazioni numero 1570, 1571, 1572, 1573, 1574, 1575, 1576, 1577, 1578, 1579, 1580, 1581, 1582, 1583.

Annunzio di interpellanze

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria: Sono state presentate le interpellanze numero 355, 366.

Annunzio di mozioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria: Sono state presentate le mozioni numero 440, 441.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Augusto Cherchi. Ne ha facoltà.

CHERCHI AUGUSTO (Partito dei Sardi). Da alcune settimane abbiamo presentato una mozione, il nostro gruppo ma credo che ci siano altri gruppi, per una discussione urgente, altri gruppi che hanno presentato lo stesso tipo di mozione voglio dire, per una discussione urgente in Aula sulla mancata applicazione della rete ospedaliera sarda. Volevo solo richiamare la sua attenzione per una calendarizzazione urgente di questa mozione, di queste mozioni, anche alla luce del fatto che mi risulta che oggi in pre-Giunta o in Giunta, comunque sia, venga discussa una delibera il cui oggetto è la rimodulazione del numero dei posti letto nelle strutture pubbliche e private. Naturalmente questa rimodulazione non è coerente con la rete ospedaliera votata dal Consiglio regionale e quindi la mozione che le ho ricordato testé è una mozione che assume una importanza ulteriore rispetto a quella che è già specificata nel dispositivo della mozione, questo è per voler comunque richiamare la sua attenzione su un dispositivo votato dal Consiglio e ancora in larga parte inapplicato o applicato solo in alcuni punti, questo è anche per dare dignità al lavoro che quest'Aula sta svolgendo.

PRESIDENTE. Grazie, lo vedremo in Conferenza dei Capigruppo.

Discussione e approvazione della proposta di legge Lotto - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Cozzolino - Deriu - Forma - Manca Gavino - Meloni Giuseppe - Moriconi - Pinna Rossella - Piscedda - Sabatini - Solinas Antonio - Tendas - Gaia - Crisponi - Rubiu - Ledda: "Disposizioni per la valorizzazione della suinicoltura sarda". (495/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della proposta di legge numero 495/A.

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Luigi Lotto, relatore.

LOTTO LUIGI (PD), relatore. Presidente, ma oggi con questa discussione su questa proposta di legge si vuole contribuire da un certo punto di vista a superare una crisi e costruire una prospettiva nella nostra Isola. Una proposta di legge, una legge quadro sulla suinicoltura in Sardegna, figlia di una discussione ampia e articolata in Commissione, con l'apporto di tutti, direte che questo non è una novità per la Commissione quinta però è un fatto estremamente importante. Quindi io inizio questa breve relazione, non leggerò quanto è scritto e che è a vostra disposizione negli atti, con un ringraziamento a tutti coloro che ci hanno dato una mano nel fare la proposta migliore possibile, agli Assessori Caria e Arru innanzitutto, tutti i commissari di maggioranza e minoranza e al dottor Serra, ma anche ai tecnici della Regione, dal Direttore generale dell'Assessorato al direttore di Laore, al direttore dell'Unità di progetto, sulla lotta alla peste suina africana, al direttore dell'Assessorato alla sanità e del servizio veterinario, nonché a tutti gli altri tecnici che hanno a vario titolo dato una mano; ancor di più, agli operatori e alle organizzazioni professionali che hanno partecipato a questa impegnativa discussione. Abbiamo costruito una legge quadro ampia, completa, ma certamente perfettibile e migliorabile in parte lo faremo durante questa discussione in parte lo si farà più avanti, quando probabilmente durante la sua applicazione potrebbe emergere qualche criticità. Una legge per ricostruire il comparto, un comparto quello suinicolo in profonda crisi non da oggi ma da quarant'anni, all'indomani della comparsa della peste suina africana che metteva fine a un periodo in cui invece questo settore tentava con proprio rilancio, drammaticamente arrestato questo rilancio. E la causa principale di questa crisi è appunto la comparsa nei primi anni '80, fine degli anni '70, della peste suina africana, una causa collaterale, secondo me ancor più importante, io la individuo nella nostra incapacità di combatterla, questa peste suina africana. In quarant'anni abbiamo speso, e, debbo dire a questo punto, male miliardi di lire nella prima fase, milioni di euro nella seconda. È stata per anni un problema vissuto solo come un problema sanitario, vissuto con due sentimenti: da una parte quello sanitario e repressivo; dall'altra quello diciamo oppure tra virgolette speculativo. Di fatto non si è mai, fino a cinque anni fa, affrontato il tema, in ben 35 anni, con il piglio giusto e con l'obiettivo giusto, che era quello di debellare la peste suina africana nell'isola. E non è mai stato affrontato proprio in un'ottica di rilancio del comparto, io mi ricordo quando criticavo, e tanti di noi criticavamo, il fatto che venisse affrontato sempre e comunque da un solo Assessore questo problema. Siamo passati dal 76 da 300.000 capi suini allevati in Sardegna, che rappresentava poco più del 3 per cento, ai 150.000 circa di questi ultimi anni, un settore produttivo ai minimi termini, ma un consumo di carne suina fresca e trasformata assolutamente cresciuta negli anni, con conseguenti ingenti importazioni, e con la impossibilità, per le produzioni locali, di essere esportate. Il fatto che si sia toccato il fondo però credo che rappresenti per noi un segnale che da questo settore si possono individuare delle ottime potenzialità di sviluppo, che fare allora? Innanzitutto concludere l'opera, che in maniera razionale è stata impostata a quattro anni fa di eradicazione della peste suina africana, e costruire nel contempo le basi per il rilancio del settore. Nel 2014 è stata costituita l'unità di progetto, è stata varata la legge 34 - Disposizioni in materia di PSA, piano di eradicazione -, sono stati quattro anni di lavoro duro e difficile, in mezzo a tantissima diffidenza e anche a poca fiducia, ma che oggi dopo quattro anni possiamo dire che siamo sull'orlo di aver superato l'esame, bisogna fare un ultimo sforzo e dobbiamo evitare che i risultati positivi raggiunti possano essere oggetto di passi indietro negli anni a venire. I risultati sono enormi ed importanti, ma non bastano serve quindi completare il lavoro e organizzare però il futuro: passare cioè dalla repressione delle irregolarità, alla costruzione del comparto su nuove basi; dall'allevamento illegale, irrazionale, asfittico - perché qualsiasi cosa che si produce può essere venduta soltanto al vicino di casa - dobbiamo passare a un allevamento legale, razionale, ad alto reddito volto anche alla esportazione. Si potrebbe passare dalle attuali 50-60.000 scrofe, ammesso che ci siano, a 500.000 o finanche un milione; si potrebbe pensare davvero a un settore che potrebbe regalare alla nostra isola migliaia di nuovi posti di lavoro per la produzione diretta e per l'indotto sul settore agricolo della produzione di derrate alimentari per questo allevamento e sul settore della trasformazione dei prodotti di qualità, che potrebbero avere, dovranno avere e speriamo che possano avere una strada spianata per l'esportazione. Sono traguardi ambiziosi, non impossibili ma neanche facili. Oggi possiamo dire che i focolai di peste sudafricana sono pochissimi e cresce, questo è fondamentale, nelle aree cosiddette rosse il consenso verso l'azione, che si sta portando avanti; ci sono ormai diversissime imprese razionali che stanno iniziando a intravedere la possibilità di produrre reddito, che sono i principali sostenitori della azione della Giunta regionale e della Regione nel suo complesso, in questa fase di lotta della alla peste suina africana. Ecco perché quindi una legge, con alcuni obiettivi importanti: chiarire cosa si può e cosa si deve fare, dobbiamo avere presente che allevare maiali e forse una delle attività produttive in assoluto più redditizie, in assoluto più redditizie, il maiale è un animale estremamente generoso, estremamente produttivo con un altissimo elevato tasso di trasformazione di ciò che mangia, però è diventato una professione estremamente complessa e delicata e chi si accinge a farla deve esserne assolutamente consapevole. Ecco perché noi diciamo che per allevare suini serve professionalità, non possiamo permetterci atteggiamenti superficiali, ecco perché innanzitutto distinguiamo tra allevamenti familiari e allevamenti professionali, allevamenti familiari che hanno determinati limiti, che possono mettere in campo solo alcuni fino a quattro animali da ingrasso, allevati solo per autoconsumo, allevamenti senza riproduttori quindi; da distinguere dagli allevamenti professionali che sono destinati principalmente alla produzione per vendere. Ecco perché per la prima volta in legge…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Gianmario Tendas. Ne ha facoltà.

TENDAS GIANMARIO (PD). Presidente, per riprendere alcuni dei concetti che sono stati già espressi dal relatore di questa proposta di legge e integrarli anche con alcuni dati che magari possono consentire di inquadrare e di avere un quadro più chiaro di quello che è il contesto della suinicoltura su scala regionale. Credo bene abbia fatto il relatore a ringraziare in modo particolare sia l'Assessore all'Agricoltura che l'Assessore alla Sanità per la disponibilità che hanno dato nella gestione dell'iter amministrativo di questa proposta di legge, così come ritengo siano stati particolarmente utili i contributi forniti dalle agenzie AGRIS e Laore che hanno ugualmente permesso di inquadrare e di dare un contributo utile a questa proposta di legge, altrettanto importante credo sia stato il ruolo del dottor Serra, che ha permesso di coordinare e di gestire in maniera ottimale il lavoro e l'apporto che è venuto dall'esterno, e mi riferisco in modo particolare anche all'importantissimo contributo che credo abbiano fornito i docenti universitari, in modo particolare il professor Battacone e il professor Pulina, che hanno sicuramente permesso di avere un quadro conoscitivo molto dettagliato, e io vorrei partire proprio da questo quadro conoscitivo, che a mio avviso è molto utile per avere il polso della situazione che stiamo attraversando in Sardegna.

Le stime prevedono che da qui al 2050, così ci riferiva proprio il professor Battacone, che credo sia uno dei luminari e delle persone sicuramente più qualificate su scala regionale sul settore sui suinicolo, da qui al 2050 praticamente ci dovrà essere, su scala mondiale, un incremento del 70 per cento di consumo delle carni; questo consumo è destinato a crescere sicuramente in misura più contenuta in ambito regionale, però non è da trascurare il fatto che in Sardegna, al di là del consumo della carne fresca, c'è anche un incremento notevole dei prodotti lavorati, primi fra tutti gli insaccati, prosciutti, eccetera. Ciò che purtroppo ci caratterizza e ci contraddistingue è il fatto che, pur avendo un numero di imprese abbastanza elevato, si parla di oltre 16 mila, il numero dei capi allevati è di 150 mila, come ricordava il collega Lotto, che di fatto si è dimezzato durante la lotta per la peste suina africana. Peraltro l'aspetto più caratteristico è che di queste 16 mila aziende oltre il 50 per cento allevano solo da uno a cinque capi, per cui sostanzialmente l'allevamento suinicolo in Sardegna è visto come elemento di integrazione al reddito, tenuto conto peraltro anche che la stragrande maggioranza di queste aziende gli alleva contestualmente ad altri tipi di allevamenti, e in modo particolare allevamenti ovini.

Fatta questa panoramica, io credo che nel settore suinicolo ci siano ampie potenzialità di crescita e di sviluppo, e peraltro credo che molte di queste esperienze ci siano state fornite da chi ad esempio in questi in quest'ultimo periodo sta portando avanti, sulla falsa riga di ciò che sta avvenendo in Sardegna relativamente alla lotta alla peste suina africana, mi riferisco soprattutto alle esperienze che sta vivendo la Spagna, nella regione dell'Estremadura, dove sostanzialmente c'è stata una lotta finalizzata all'abbattimento della peste suina africana e, dopo essere riusciti ad ottenere dei risultati che devono essere elemento anche di riferimento per ciò che sta avvenendo attualmente in Sardegna, hanno sviluppato in maniera continua e costante questo settore sino ad arrivare ad avere la bellezza di 9 milioni di capi allevati. Ora, sentendo anche chi queste esperienze le ha portate avanti in Spagna, credo che anche in Sardegna ci siano ampie potenzialità perché questo settore, così come giustamente evidenziava il collega Lotto, possa diventare un settore strategico non solo per la zootecnia ma anche un settore in grado di creare elementi di occupazione. In un recente convegno, dove erano peraltro presenti sia l'Assessore alla sanità che quello all'agricoltura, tenutosi a Santa Giusta proprio il professor Vizcaino evidenziava che ci sono tutte le potenzialità per creare un numero di allevamenti in grado di allevare circa un milione di capi suinicoli, con un ritorno anche in termini occupazionali di diverse migliaia di unità lavorative. Questo per dire quelle che sono le prospettive di un settore così importante per la zootecnia isolana. Al di là di questi aspetti, io volevo, visto che non lo ha fatto per questioni di tempo il collega Lotto, evidenziare alcuni aspetti che caratterizzano questa proposta di legge, che di fatto si propone di superare la grave situazione di crisi cercando di incidere sui nodi cruciali che di fatto limitano e condizionano la possibilità di sviluppo del settore. In pratica la proposta di legge pone un'esigenza inderogabile, che è quella di fare la distinzione tra allevamenti familiari, dove è consentita solo l'attività di ingrasso, e quelli invece a carattere professionale dove è prevista la vendita dei capi allevati; all'interno di questa demarcazione chiara e netta, peraltro imposta anche da norme sovraordinate, si pongono una serie di problemi che riguardano il riconoscimento dell'allevamento familiare, l'attività di formazione e informazione, la macellazione dei capi e la capacità di fare impresa con la trasformazione delle carni e la loro vendita. Credo che questi siano i punti cruciali che caratterizzano e contraddistinguono la proposta di legge.

Per ciò che riguarda gli allevamenti viene ribadito il divieto del pascolo brado, contestualmente a quella serie di norme che sono state previste sotto l'aspetto sanitario per debellare la peste suina africana, è invece previsto l'allevamento semibrado confinato, ovvero la possibilità che i maiali possano tranquillamente pascolare all'interno di aree che comunque devono essere debitamente delimitate e confinate, dotate di strutture ricettive. Per ciò che attiene il macello, invece, è prevista la possibilità, dove non sono presenti macelli a distanze ragionevoli, di poter sfruttare e utilizzare dei piccoli macelli aziendali, e credo che questa sia una delle richieste che soprattutto è venuta in maniera molto chiara, esplicita e forte da parte delle organizzazioni di categoria, utilizzando, così come avevamo fatto sulla proposta di legge che riguardava gli agriturismo, anche in aziende agrituristiche.

Uno dei nodi importanti e creare maggiore consapevolezza e responsabilità da parte degli operatori, ed è proprio in funzione di questo aspetto che sono stati curati, anche all'interno di questa proposta di legge, tutti gli aspetti normativi legati all'allevamento ma anche e soprattutto all'attività di macello, con l'istituzione dell'albo dei norcini che è un elemento di novità che caratterizza e a mio avviso qualifica molto questa proposta di legge.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Luigi Crisponi. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Il collega Lotto ha giustamente fatto un richiamo al lavoro portato avanti dalla quinta Commissione, attività produttive e quindi agricoltura, e non c'è da stupirsi che i colleghi della minoranza di quella Commissione abbiano inteso dare il proprio supporto ad una iniziativa che fissa in tempi così ravvicinati rispetto al tentativo di debellare una volta per tutte le malefiche malattie che hanno vincolato lo sviluppo di questioni, che non sono solo di carattere economico ma vi sono vicende anche di carattere sanitario, che hanno interessato purtroppo proprio zone magari vocate e votate proprio all'allevamento in modo particolare dei suini. E allora ci è piaciuto molto che ci fosse una iniziativa legislativa di questo genere, e naturalmente abbiamo dato il nostro supporto fino addirittura ad apporre la firma proprio su quel testo di legge e dare anche tutta una serie di corrette indicazioni, di supporto operativo perché da uomini di questo mondo, di quel mondo che in particolare di chi, come il sottoscritto, proviene dalle aree del Supramonte e quindi dalle zone interne della Sardegna non può certamente dimenticare o sottacere che lì c'è anche una grande occasione. Perché si tratta di elementi quelli di un allevamento attento, puntuale, corretto e soprattutto in linea con leggi e regolamenti, come potrà essere certamente questa una volta che andrà in applicazione, potrà dare supporto intelligente, operativo, funzionale alla buona mano di persone che straordinariamente hanno ereditato conoscenze, maestria autentica nell'allevamento e nella lavorazione delle carni del suino sardo.

E allora abbiamo immaginato, non con tanta fantasia, ma con praticità e con i piedi per terra, che chissà per quale motivo i nostri buoni prodotti erano relegati e confinati, purtroppo, da norme e dai regolamenti sanitari e invece il sogno è quello che si possa ripercorrere quello straordinario percorso che è stato compiuto in nazioni vicine alla nostra e alle quali spesso ci si rimanda. Mi piace ricordare che si stima che nella sola Spagna il giro d'affari per l'allevamento del suino spagnolo viaggi intorno ai 4 miliardi di euro annui. Immaginate cosa potrebbe essere un sistema organizzato, legalizzato naturalmente, che possa dare ristoro e riscontro di carattere economico nei nostri territori alla nostra gente, ai nostri allevatori. E ci piace immaginare non sognare, sempre con i piedi per terra, che quel tipo di prodotto che rappresenta delle delizie che poi finiscono sui migliori banchi enogastronomici del mondo possa essere in qualche modo replicato dalle buone attività, dalla buona pratica dei futuri allevatori del nostro territorio regionale. E ancora non abbiamo sognato quando si è immaginato che quel tipo di produzione potesse essere rappresentativa anche del tipo di ambiente che stranamente e straordinariamente ci accomuna molto ai territori della (De Esa) spagnola ovvero la possibilità per allevamenti allo stato brado dove si possano consumare le ghiande che hanno una straordinaria azione benefica per la preparazione del suino, che poi dovrà essere naturalmente relegato ad una funzione di elemento che va a primeggiare nelle tavole mondiali. E quel tipo di suino, guarda caso, rappresenta insieme a pochi altri, delle eccellenze rappresentano, ci piace ricordare gli animali, i maiali della cinta senese, della razza calabrese, della nera di Parma, del nero siciliano e perché no il suino di razza sarda. Quindi antichi allevamenti autoctoni che poi via via sono stati dispersi, spesso per inciampi operativi da parte degli allevatori ma, debbo dire, anche ahinoi per disattenzioni da parte del legislatore regionale, e quindi della politica che finalmente si può occupare con attenzione di questa storia straordinaria, che non vale solo per l'allevamento, rappresenta anche storie che riguardano il bosco, l'esperienza che avviene nell'ambito della preparazione di mangimi selezionati, quindi dell'alimentazione o poi degli elementi conoscitivi nell'ambito della stagionatura, dei sottoprodotti in modo particolare naturalmente dei prosciutti. Pensate che la Spagna da sola produce e immette in commercio, con cifre che tutti voi conoscete, almeno 5 milioni di pezzi all'anno. Ebbene almeno il 20 per cento di questi pezzi provengono e arrivano sulle tavole come prodotti di élite, quindi significa che quel tipo di prodotto dopo un'attenta stagionatura, dopo un'attenta preparazione raggiunge cifre che per noi sembrano impensabili. E allora quel sogno di cui parlavo poc'anzi, nel momento stesso in cui con i colleghi della minoranza abbiamo voluto assecondare e metterci al fianco dei colleghi che avevano presentato la legge sottoscrivendola e naturalmente cercando di dare corpo e gambe a questo tipo di iniziativa legislativa, allora ci ritroviamo completamente, assolutamente in linea, perché questa è una legge che naturalmente sosterremo fino alla fine, che voteremo con piacere e che speriamo possa tracciare una linea rossa ideale e non ipotetica. Perché quella maledizione che è venuta giù con le storie della PSA hanno certamente messo in ginocchio un intero sistema ma hanno aggredito una storica conoscenza, una funzione incredibilmente importante per quanto riguarda la maestria e quell'eredità che è stata tramandata manualmente, oralmente a tutti i nostri avi. E allora in quell'ambito noi crediamo che sia davvero il caso di affiancare ulteriori iniziative che possano migliorare questo tipo di percorso che oggi approda in Aula con la numero 495, quindi con una legge che dà respiro, tono che assicura una nuova potenzialità e descrive al meglio quali possono essere i sistemi per poter garantire i luoghi altrimenti destinati se non al pascolo brado o al percorso di alcuni viandanti, di alcuni pellegrini, di alcuni escursionisti, di alcuni trekker, di alcuni arrampicatori delle rocce e invece lì potremmo avere la fortuna finalmente di trovare allevamenti allo stato brado o semi brado, alla possibilità di trovare allevamenti controllati e possibilità di ritrovare quella razza che storicamente ha accompagnato un percorso d'allevamento del quale parevano essersi perse le tracce.

Tracce si perdono anche sotto il profilo linguistico, io ricordo anche lo sforzo che è stato fatto in seno alla Commissione quando si è cercato di normare, di dare un nome a quell'uomo, a quel nostro lontano parente che ha accompagnato la preparazione di salumi, di una salsiccia, di un buon prosciutto, stranamente, straordinariamente abbiamo fatto verifiche dai vocabolari più recenti fino allo Spano, al Fara abbiamo indagato, abbiamo cercato le condizioni in cui ci fosse una figura assimilabile a quella del norcino, eppure ci siamo giustamente rifiutati nell'adottare un nome che non ci apparteneva, ci siamo rifiutati nell'adottare un'invenzione che non fosse coerente con la nostra storia e con la nostra identità e poi alla fine si è individuato un percorso che naturalmente fa il paio con la migliore tradizione sarda di carattere linguistico. Probabilmente abbiamo fatto prima noi in quinta Commissione agricoltura che l'Aula quando si è scontrata vibratamente al momento stesso in cui è stato esaminato il testo presentato dal nostro bravo collega Zedda.

E allora siamo arrivati al punto in cui è stata esitata alla fine questo tipo di legge che prevede anche un richiamo alla capacità e alle opportunità che questa può dare perché possiamo certamente assicurare che di tutto si potrà parlare fuorché che il nostro ambiente straordinario non possa assicurare, anzi direi rassicurare il consumatore e assicurare agli eventuali allevatori, agli eventuali produttori che troveranno un ambiente di assoluta salubrità e che sarà capace in quel caso di scrivere pagine importanti, orgogliose aggiungerei e concludo con questa parola in relazione all'allevamento del suino di razza sarda, grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Marco Tedde. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Grazie signor Presidente, io credo che lo stato complessivo della suinicoltura in Sardegna sia certificato dai numeri, numeri veramente preoccupanti, numeri impietosi; 17.000 aziende che producono 169.000 suini ma che soddisfano soltanto il 10 per cento del mercato interno, il 10 per cento. Nel 1976 avevamo oltre 300.000 capi, quindi praticamente abbiamo avuto un crollo di circa il 50 per cento della produzione suinicola un disastro, un vero e proprio disastro. Un grande ruolo lo ha avuto la peste suina africana nella produzione di questo disastro, anche se non è il solo elemento che ha prodotto questo crollo verticale, perché comunque le dinamiche economiche complessive hanno influito. Ormai questa peste suina africana è diventata una malattia endemica le prime avvisaglie le abbiamo avute in Sardegna nel 1978 a oggi tutte le azioni volte a debellare questa malattia endemica non sono state risolutive, non voglio dire che sono state inefficaci ma non sono state risolutive. Non voglio dire che son state inefficaci. La motivazione principale è sicuramente il malvezzo degli allevamenti clandestini, certe zone della Sardegna costituiscono un vero e proprio Far West, e suini allevati allo stato brado, non censiti, che vivono in promiscuità con cinghiali portatori sani o cinghiali infetti, abbiamo dei serbatoi sempre attivi, sempre presenti di PSA. Quando viene individuato e identificato, quando viene focalizzato un serbatoio di PSA le norme nazionali che recepiscono le norme UE, le norme dell'Unione europea, le direttive dell'Unione europea prevedono una zona di protezione di tre chilometri di raggio, prevedono ancora una zona di sorveglianza epidemiologica di dieci chilometri di raggio, e sia nell'una che nell'altra zona, sia nella ZP che nella ZSE c'è il divieto assoluto di movimentazioni di suini, divieto assoluto di movimentazione di suini. Questo sta a significare che è inibita ogni attività commerciale per tutte le aziende che ricadono in queste zone, anche per quelle immuni, anche per quelle indenni dalla peste suina africana. E quindi la maggior parte di queste aziende virtuose, perché ci sono tante aziende virtuose all'interno di questi territori, una buona parte quantomeno ha chiuso, una buona parte, o meglio, tutte quelle che sono rimaste non possono assolutamente esportare, i salumifici, quindi, non possono utilizzare carni sarde, un disastro totale, un disastro totale, e poi nel frattempo cresce ovviamente l'importazione. Una delibera del 2015 della Giunta, che è esattamente la numero 12 del 2013, che prevedeva aiuti per le aziende del comparto suinicolo che ricadono all'interno di queste zone, si soffermava sulla necessità di tutelare queste aziende che sono all'interno di queste zone, di questi territori, di questi ambiti ricompresi nelle ZP e nelle ZSE, laddove c'è il blocco delle movimentazioni degli animali per almeno quaranta giorni. Già in questa delibera si individuava un protocollo sanitario, o quantomeno si parlava del protocollo sanitario da adottare per le aziende che assicurano elevati standard di biosicurezza. Occorre quindi, e credo che questo sia ormai un dato assodato, costituire questo corridoio sanitario per movimentare gli animali fino al macello, un corridoio sanitario che viene comunque menzionato nella proposta di legge. Concedendo le deroghe e l'utilizzo di questo corridoio sanitario alle aziende virtuose, sicuramente si risparmiano quelle risorse pubbliche che oggi vengono pagate a queste aziende virtuose che debbono loro malgrado sottostare alle tagliole delle norme europee. D'altro canto l'unità di progetto concede deroghe per la caccia nelle zone bianche dove c'è un basso o un nullo rischio, e allora perché non derogare anche alle movimentazioni verso il macello per quelle aziende importanti che si trovano nelle zone bianche e che garantiscono elevati standard di biosicurezza, non c'è nessun motivo per queste aziende ovviamente che hanno elevati standard di biosicurezza. E allora credo che gli imperativi per la lotta alla suinicoltura e per il sostegno a queste aziende virtuose che, ahimè, si trovano in zone a rischio siano cinque o sei, innanzitutto la lotta serrata al pascolo brado, in secondo luogo controlli periodici severi nelle aziende, l'istituzione delle aziende virtuose, o meglio l'istituzione di un elenco, di un registro delle aziende virtuose, la definizione del protocollo che è definito comunque in legge, individuato nella legge per l'attuazione del corridoio sanitario, la deroga per le movimentazioni al macello, verso il macello dei suini delle aziende virtuose, e poi controlli sierologici al macello anche sui maiali provenienti da allevamenti sani. Io credo che dando corpo, dando concretezza, attuando questi semplici imperativi, credo che la Regione possa uscire, possa superare questa piaga che comunque impedisce alle aziende di lavorare, ma ci obbliga pure a importare carni suine, e questo è un danno, il danno è doppio, oltre al danno anche la beffa. Ci sono le possibilità, ci sono le potenzialità per sciogliere i nodi e per risolvere il problema, c'è però da attuare queste potenzialità, da mettere in campo questi strumenti. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Edoardo Tocco. Ne ha facoltà.

TOCCO EDOARDO (FI). Non può certo mancare come ulteriore punto fermo la corretta identificazione degli animali e degli allevamenti, imponendo senza nessuna possibilità di deroga l'obbligo al riconoscimento e la tracciabilità di provenienza delle carni e dei prodotti derivati da questo. È indubbio che bisogna tener distinto, sempre seppur monitorando, l'attività di allevamento per consumo familiare che, come prevede la legge, è consentita per la sola attività di ingrasso, così almeno si dice, e non di riproduzione, fino a un massimo di quattro capi è limitata ovviamente all'autoconsumo, quindi strettamente al rigore familiare. L'attività di allevamento per autoconsumo infatti è tradizione che sia ancora molto viva in molte comunità dell'isola, rappresenta ancora oggi un rituale che non è solo confinato all'aspetto alimentare, ma anche a quello comunitario e identitario. Le attività poi destinate alla vendita invece, proprio per la loro natura intrinseca legata al commercio, e quindi di conseguenza al reddito, dovranno assumere un'importanza differente che porti poi ad invertire quei dati che sono stati inseriti in premessa, facendo in modo che le produzioni possano poi aumentare non solo da un punto di vista qualitativo, ma anche quantitativo. Centrale in questo discorso è chiaramente la valorizzazione dell'allevamento della razza sarda in senso stretto, che deve rappresentare quell'unicum, cioè quell'elemento caratterizzante nella nostra isola in Italia, e non solo ovviamente, quindi anche eventualmente aprendoci ad una panoramica differente. In quest'ottica appare evidente la necessità di creare un marchio che tuteli, sì, i prodotti da filiera, come la tutela del suinetto sardo, prevista appunto dall'articolo 13, una necessità che però arriva anche purtroppo con un certo ritardo. Tutela e valorizzazione delle tipicità che devono assumere chiaramente e andare in parallelo con l'apertura della (…) a razze che possano produrre e garantire profitti maggiori e una tutela ovviamente delle produzioni stesse. Per fare questo la Regione non deve limitarsi, come fa attualmente, ad intervenire soltanto per abbattere i focolai di PSA, che anche recentemente sono stati identificati, ma accompagnando un percorso di crescita dello stesso comparto attraverso politiche di marketing, d'implementazione ragionata delle razze che valorizzino appunto la produzione locale, anche attraverso incroci mirati che valorizzino i pregi e migliorino la stessa resa. L'allevamento semibrado controllato sino all'eradicazione completa della PSA, può essere incentivato in modo che possa garantire quelle qualità organolettiche delle produzioni locali, che rappresentano la carta principale vincente, appunto, per continuare quella sfida nel mercato globale. Anche su questo settore bisognerebbe soffermarsi di più e meglio, e appare carente nel disegno di legge in discussione.

In conclusione, quindi, non appare evidente in questo disegno nessuna novità importante in merito alla lotta della peste suina africana, non dobbiamo dimenticarci che noi in Commissione sanità abbiamo avuto modo l'anno scorso di incontrare anche qualche personaggio che sarebbe dovuto essere il Messia della risoluzione di questo, effettivamente questo non è successo. Quindi io volevo a questo punto ricordarlo, e chi ha orecchie per intendere intenda. Quindi, garantire una maggiore celerità degli indennizzi dovuti agli allevatori che subiscono continuamente e costantemente il dramma, appunto, della peste suina africana. Quindi niente ancora è merito di una adeguata valorizzazione e tutela della razza sarda, della sua valorizzazione economica, e nulla concretamente in merito a degli eventuali apporti genetici migliorativi. Quindi, in sostanza questo disegno di legge ha probabilmente, io faccio i complimenti anche alla Commissione perché so che si è impegnata a tutto tondo per portare avanti questo documento in Aula, io credo che possa essere l'inizio di un momento diverso di gestione di questo tipo di conduzione di questo oggetto che oggi stiamo trattando. Il problema è sempre uno, e lo dico a lei, onorevole Lotto, che noi in Consiglio ci adoperiamo tutti quanti per avere il massimo, per dare il massimo impegno nel documento, il problema è che poi tutto questo deve passare all'Esecutivo, e l'Esecutivo vorrei che non fosse distante e distinto dalle nostre scelte.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SDP). Sarò molto breve. Innanzitutto chiedo di poter aggiungere la firma mia e del mio Gruppo a questa proposta di legge, io credo che per quello che l'allevamento suinicolo rappresenta in Sardegna questa sia veramente una legge che va nella direzione giusta. Ha detto benissimo il collega Cisponi, dopo il suo intervento credo che ci sia poco da aggiungere, a dimostrazione che quando si vogliono fare cose che abbiano delle ricadute importanti e positive per le nostre comunità, si fanno e si riescono a fare tutti insieme. L'unica cosa di cui vorrei si tenesse conto in questa proposta di legge, è quel famoso emendamento della finanziaria del 2017 che dava la possibilità ai Comuni, alla Regione, tramite le sue agenzie, di mettere a disposizione di coloro i quali volessero intraprendere nuove attività in agricoltura, mi sto rivolgendo all'Assessore Caria che mi sembra impegnato in altro ma vorrei che mi ascoltasse, vorrei che si facessero immediatamente quei decreti attuativi rispetto a quella norma di legge che dà la possibilità alla Regione Sardegna di mettere a disposizione, con la procedura (…) pascolo, i terreni di proprietà della Regione, perché credo che con questa proposta di legge si potrebbe integrare benissimo questa possibilità, perché a questo punto avremo e daremo la possibilità ai giovani che vogliono veramente intraprendere nuove attività di questo tipo, in questo caso relative all'allevamento suinicolo, di avere la possibilità di avere dei terreni che si possano prestare alla stessa.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Piermario Manca. Ne ha facoltà.

MANCA PIERMARIO (Partito dei Sardi). Direi che è un buon inizio questo, un buon inizio per la politica, perché per trent'anni abbiamo avuto la peste suina, ancora c'è, siamo sulla strada giusta, siamo intervenuti in modo efficace, c'è un pool di esperti, c'è una task force, però sconfiggere la peste suina non si tratta solamente di un'operazione di repressione, di abbattimento animali, si tratta anche invece di salvaguardare, come ha detto l'onorevole Crisponi, una cultura, salvaguardare quella cultura, le razze autoctone, quindi ben venga una legge che finalmente possa chiudere il cerchio, dove il politico dimostra la sensibilità dovuta non solo per fermare una malattia che ormai aveva decimato comunque questo tipo di attività, l'attività suinicola, ma quella invece di poterla rilanciare e di salvaguardarla. Dico questo perché si tratta di una legge, e forse sarebbe stato il caso, ma i tempi della politica, non me ne voglia nessuno, purtroppo sono abbastanza lunghi, doveva partire in concomitanza con questa legge, con quella della task force e dell'abbattimento degli animali, perché questa legge è quella che chiude il cerchio e che può veramente debellare definitivamente la peste suina africana. Ma la cosa importante di questa legge è che entra nel merito di quello che è stato l'allevamento suinicolo in Sardegna, l'allevamento suinicolo in Sardegna non è stato mai il grande allevamento, le grandi produzioni, ma è stata una cultura, l'allevamento di tipo familiare e l'allevamento anche di sussistenza nelle zone interne, quindi per la prima volta entriamo per poter effettivamente contrastare la PSA, la peste suina, a parlare di suini e individuando una categoria che non è più negletta, che è quella di coloro che allevano maiali, quindi prevedere la formazione, prevedere la formazione per costruire una cultura più moderna del maiale. Fare questo quindi significa per la prima volta regolare per esempio l'utilizzo delle terre pubbliche, e fare questo significa che per la prima volta avere il coraggio di dire; "In Sardegna il pascolo brado così come è non si può portare avanti". Questo non significa però che vogliamo eliminare, stiamo mettendo solamente delle regole, contrastare quindi una malattia ed arrivare invece a una suinicoltura moderna. Dire questo significa che sono stati toccati tutti gli argomenti all'interno di questa legge, produzioni di qualità per esempio dei marchi, perché il maiale allevato in modo generico non porta a niente, e l'esperienza di altre nazioni, in particolare quella spagnola, ci dà la giusta direzione. Ma non solo, l'abbattimento che c'è stato giustamente per molti versi ha danneggiato molto quello che è il suino sardo. Il suino sardo, è vero, è un maiale di piccole dimensioni, accrescimento ridotto, però è anche vero che ha delle peculiarità, delle carni particolari, del lardo particolare, e come hanno fatto gli spagnoli in particolare con le loro razza autoctone, questa potrebbe essere la chiave di volta per produrre anche in piccoli allevamenti piccole quantità ma di grosso pregio, e quindi con grandi remunerazioni. Io credo che per la prima volta si abbia avuto anche il coraggio, e su questo devo riconoscere che c'è stato un grande impegno anche dell'Assessorato alla Sanità, la possibilità di poter macellare, perché effettivamente è una delle cose che ha creato maggiori problemi, specialmente alle piccole industrie, come le chiamo io, delle zone interne, per esempio agli agriturismi, era quella di non poter macellare, perché se io prendo un maialetto ma lo doveva portare a un centro di macellazione e ci metto dieci euro più il trasporto, non si vale il maialetto stesso, quindi riuscire in questo caso, e grazie lo dico nuovamente all'Assessorato alla sanità che ha trovato la soluzione, di poter macellare, questo significa quindi rilanciare tutta la filiera, salvaguardare il maialetto sardo, salvaguardare quelle che sono le produzioni tipiche delle zone interne, ben venga quindi che finalmente venga salvaguardato e riconosciuto in modo chiaro all'interno della legge che anche chi non è un professionista, ha il diritto, quello che si diceva una volta, "allevare su mannale" ovvero l'animale da ingrasso (…) numero comunque razionale che viene individuato in quattro. Questa secondo me è una pagina buona della politica, dove finalmente ci abbiamo una legge snella, che porta a dare soluzioni per chiudere finalmente una pagina tragica, da un punto di vista sanitario ma anche culturale, della nostra (…). Quindi debellare la peste suina e ripartire con quella che deve essere una suinicoltura moderna.

PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Mah, credo che oggi stiamo trattando un argomento molto importante in quanto l'allevamento suinicolo della nostra Regione non rappresenta solamente un importante settore dell'economia agropastorale, ma anche una tradizione che ci caratterizza, ma soprattutto caratterizza tante comunità locali della nostra Isola. Purtroppo dobbiamo rilevare, come i colleghi hanno già fatto presente, un andamento storico, che è certificare quindi un decremento continuo del patrimonio suinicolo sardo, che in particolare in questi ultimi anni ha anche subito un'accelerazione preoccupante dovuta a due aspetti, in parte ad una concorrenza sempre più marcata soprattutto da parte dei produttori dell'Est Europa, e in parte da una scarsa attenzione per questo settore, così come per l'avvelenamento e l'agricoltura in generale, il tutto purtroppo aggravato dalla peste suina. Su quanto sia drammatica la situazione del comparto è importante riportare quanto scaturito anche dal comma 3 dell'articolo 1 del decreto legge in discussione, quando si dice che gli Assessorati regionali e le agenzie regionali competenti promuovono ogni azione che contribuisca al rilancio del comparto e a ripristinare la fiducia tra gli allevatori, le popolazioni interessate, le amministrazioni locali e la Regione. Avvertire quindi questa necessità di mettere un passaggio così importante nella norma significa anche certificare la grave situazione e io dico in parte è il fallimento, ma non voglio di certo addebitare questa situazione solo a questa Giunta o a questi Assessori, è un problema che ovviamente stiamo vivendo da tanto tempo, però proprio perché è così determinante probabilmente dovevamo mettere in atto delle azioni ben più forti. In questo senso credo che anche l'agenzia Laore avrebbe dovuto fare di più e meglio. Ancora, nel 2006 la Sardegna poteva contare su un numero di suini vicino ai 240.000 per arrivare al 2015 con un numero di capi pari a soli 166.500 circa. Il crollo certamente è determinato anche dall'incidenza in particolare appunto della peste suina che dopo quarant'anni di lotta non si è riusciti ancora a debellare completamente. Un vero e proprio dramma però per gli allevatori perché è a loro che dobbiamo pensare in particolare, perché questo comporta delle perdite economiche pesantissime e soprattutto limita la possibilità di un commercio fuori dalla nostra Regione di tutti i prodotti di filiera. Anche il mancato effettivo coinvolgimento degli allevatori e delle associazioni di categorie ad un approccio più portato al pugno chiuso che alla mano tesa che ha semplificato la sfiducia e la diffidenza contro appunto la stessa Regione che si presenta sempre e solo purtroppo per abbattere i capi piuttosto che supportare gli operatori del settore. Quindi i tentativi adottati per arginare il diffondersi della malattia, nonostante gli sforzi e le ingenti risorse dedicate in questi ultimi anni, si sono rivelati insufficienti anche perché spesso e volentieri, come diceva il collega Tedde, non si riesce a contrastare l'allevamento illegale dei suini al pascolo brado. Nonostante ci sia un'alta professionalità degli operatori ovviamente i problemi sono dati, devo dirlo, anche dalle complicazioni che ovviamente sono tutte collegate all'attività della Commissione europea, addirittura è stato chiesto di recarsi in Romania per vedere le buone pratiche attuate negli ultimi anni per l'eradicazione del virus dei maiali, ovviamente, come i nostri. Tuttavia abbiamo detto che su questo settore c'è ancora tanto da fare. Noi speriamo, siamo attenti a questa legge, proveremo anche magari a migliorarla con alcuni emendamenti, se ciò sarà possibile, però certamente non neghiamo il nostro apporto e lo vediamo come uno strumento, qui è necessario unire le forze, quindi speriamo che anche superando qualche aspetto normativo si possa riuscire ad eradicare definitivamente questo male atroce che sta affliggendo il nostro mondo dell'allevamento. Devo anche dire che un ulteriore tassello che ha previsto il piano di eradicazione non ha dato purtroppo i risultati sperati, anche se ovviamente parliamo di piccolissimi passi avanti. Io credo che sia fondamentale ripristinare, Assessori, una fiducia veramente in questo settore e quindi credo che anche da questo punto di vista non dobbiamo perdere ciò che significa ragionare in termini di filiera e mi riferisco per esempio, Assessore, anche a ciò che stiamo affrontando con i casi ARA, APA e con tutte le difficoltà collegate al mondo degli allevatori. Anche in quel caso noi andiamo ad incidere su 10.000 allevatori, ecco perché non possiamo assolutamente non ragionare tutti insieme e unendo ovviamente tutte le istituzioni coinvolte. In questo senso dico che in questi ultimi anni sono stati soppressi migliaia e migliaia di capi che hanno messo in ginocchio i numerosi allevatori, che tra l'altro lottano con un ritardo negli indennizzi, ma ancora devo anche dire che il coinvolgimento dall'ATS, ai nostri Assessorati, gli enti locali, gli altri servizi coinvolti, spesso e volentieri addirittura si va oltre i 60 giorni e questo anche solo per riconoscere i danni. Io mi auguro che con questo disegno di legge si possa in qualche modo incidere, quindi guardiamo con attenzione alla riduzione dei tempi per gli indennizzi perché chi sta dall'altra parte della nostra Regione, veniva citata la Spagna, ma io credo anche altre regioni italiane, sono ormai portate a rilevare invece dei valori di PIL importanti in questo settore. Volevo citare, Assessore, ma ne abbiamo parlato altre volte, la complessa normativa dell'Unione europea che ha portato anche il nostro Assessorato dell'igiene e sanità a mandare delle lettere molto stringenti che stanno preoccupando notevolmente gli allevatori e mi riferisco in particolare a quelle carni che vengono acquistate come materia prima e sono già certificate in Italia. Anche in quel caso i nostri allevatori non possono esportare nonostante appunto sia certificato che il suino è stato allevato e quindi non è allo stato brado non solo in Sardegna, ma neppure dal posto dove viene acquisito. Quindi, Assessore, davvero sotto questo profilo le chiedo agiamo tempestivamente perché è un grido d'allarme, perché nonostante si stiano impegnando loro malgrado ad acquistare carni certificate come materia prima, l'attività comunque è bloccata e quindi sostanzialmente sono in gravi difficoltà tantissimi allevatori in Sardegna. Io mi auguro davvero che si possa risolvere in un certo qual modo con questa legge e risolvere anche in tempi brevi, perché se noi crediamo nel discorso di sviluppo su queste attività produttive che sono strettamente collegate e quindi il mondo dell'agricoltura e dell'allevamento, che poi ovviamente fanno parte di un PIL che purtroppo cresce a rilento, ecco dobbiamo essere tempestivi e soprattutto scrivere norme chiare perché già purtroppo abbiamo una barriera normativo-giuridica fuori dalla nostra isola molto gravosa.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.

CARIA PIER LUIGI, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Presidente, l'allevamento dei suini in Sardegna rappresenta uno degli spaccati più importanti della tradizione zootecnica dell'isola. Fino al 1800 e ai primi degli anni del 1900, poco prima del boom dell'export del pecorino romano verso le Americhe, c'erano territori della nostra regione dove era praticato quanto o addirittura di più dell'allevamento di pecora. Con il passare degli anni e quindi con i maggiori profitti prodotti dalla vendita dalla trasformazione del latte, la suinicoltura divenne sempre più un'attività complementare e integrativa alla pastorizia. Il punto di caduta è il 1978 con l'arrivo in Sardegna della peste suina africana dalla penisola iberica, probabilmente attraverso scarti alimentari infetti scaricati a terra da qualche nave. La terribile malattia dei suini che fra Portogallo e Spagna aveva decimato gli allevamenti, contratto fortemente le economie agricole dei due Paesi e favorito povertà ed emigrazione, sbarcò nel sud della Sardegna per poi diffondersi pericolosamente in tutta l'isola con decine e centinaia di focolai che ridussero notevolmente i capi allevati. Alla luce di tanti piani di eradicazione più o meno incisivi e più o meno fallimentari messi in campo dagli anni Ottanta ad oggi, questa Giunta ha deciso di guardare verso gli Stati dove la PSA era stata sconfitta. Quei luoghi e quei territori che anche da un punto di vista morfologico delle pratiche di allevamento potevano somigliare alla Sardegna. Portogallo e Spagna dopo quasi quarant'anni erano riusciti nell'impresa, una dura battaglia non certo a costo zero per tutti i portatori di interesse che ha poi portato a liberare un comparto su cui si sono fondate le economie di intere aree. Le regioni più rurali della Spagna, l'Estremadura e l'Andalusia, pagarono un prezzo altissimo negli anni della presenza del virus. Interi villaggi che fondavano la propria sussistenza sull'allevamento dei suini furono colpiti dalla piaga dell'emigrazione e dello spopolamento. Dalla metà degli anni Novanta, con la sconfitta della malattia - e qua molti di voi l'hanno citato - le cose sono cambiate: boom delle produzioni suinicole con punte di crescita del 500 per cento in un triennio. Oggi la Spagna si posiziona a cavallo della quinta e quarta posizione nella classifica dei maggiori esportatori al mondo. I salumi, ed in particolare i prosciutti spagnoli, sono i più rinomati, richiesti ed apprezzati sui mercati internazionali con forbici di vendita che si muovono fra i 200 e gli 800 euro al chilo, mentre le produzioni sarde che nulla hanno da invidiare a quelle iberiche sono ferme al palo da una malattia dei suini di cui dobbiamo per il bene della nostra terra liberarci a tutti i costi. E la Sardegna come è messa oggi? I suini allevati in Sardegna si aggirano tra i 170 mila e i 180 mila capi, una timida crescita rispetto a poco più dei 150 mila di due anni fa. Sul versante dei consumi la nostra isola è uno di quei territori che su base nazionale ha maggiori consumi di carne, in particolare di maiale.

Le produzioni locali soddisfano a malapena il 20/25 per cento del fabbisogno mentre siamo costretti ad acquistare da fuori tutto il resto. Causa di tutto questo è il perdurare della PSA che condiziona fortemente chi ha intenzione di investire nel comparto limitato ad un embargo che impedisce le esportazioni fuori regione e da una regolamentazione sul comparto produttivo chiara ed efficace che fino ad oggi non c'era e che vogliamo dare con la legge in discussione in quest'Aula. Sconfiggere la PSA su cui tanto abbiamo fatto nella lotta all'illegalità e al pascolo brado, vere cause del persistere della malattia con uno scambio continuo del virus tra soggetti infetti e sani significherebbe per la Sardegna ed in particolare per le aree rurali poter affrontare con maggiore determinazione la lotta allo spopolamento delle zone interne. Significherebbe mettere in moto economie e nuovi posti di lavoro che valorizzerebbero tradizioni agroalimentari che poco hanno da invidiare a quelle più apprezzate sui mercati internazionali. I prosciutti dell'Ogliastra e del centro Barbagia in termini di qualità non sono figli minori di quelli spagnoli così come non lo sono le salsicce del centro Sud della Sardegna, delle Baronie o dell'alta Barbagia. E' incredibile che per colpa della PSA non possiamo vendere fuori regione il maialetto. Noi sardi siamo famosi per il porcetto arrosto che, sempre che sia sardo e non proveniente dal Nord Europa, lo si può mangiare solo sull'isola.

E allora oggi discutiamo un provvedimento molto atteso da tutto il comparto, ma faccio un appello a tutta l'Aula, non abbassiamo la guardia nei confronti della peste suina africana, se non si vince questa battaglia condanneremmo un intero comparto all'estinzione accelerando emigrazione e spopolamento in diverse aree della Sardegna. La proposta di legge di oggi riconosce l'importanza del comparto suinicolo nell'economia della Sardegna e le sue potenzialità economiche-occupazionali e ha l'obiettivo di porre in atto un percorso di graduale rilancio delle attività ad esso collegate. A tal fine la Regione disciplina l'allevamento suinicolo professionale nonché l'allevamento familiare per autoconsumo e più in generale le tipologie di allevamento nel perseguire l'azione dell'Amministrazione regionale di lotta alla PSA, regola le forme di allevamento dei suini riservando particolare attenzione all'allevamento semi brado confinato e a quello praticato nelle terre pubbliche e a uso civico. Oltre a ciò la legge propone una serie di azioni a sostegno del comparto per migliorare la filiera produttiva, aggiornare e incrementare la professionalità degli addetti e sviluppare nuove competenze con l'obiettivo di valorizzare, caratterizzare e tutelare anche attraverso l'applicazione del marchio collettivo di qualità di cui alla legge regionale 7 agosto 2014 numero 16 "Norme in materia di agricoltura e sviluppo rurale, agrobiodiversità, marchio collettivo e distretti", le produzioni a base di carne suina tipiche della tradizione della Sardegna e il suinetto sardo.

In linea generale dalle attività disciplinate dalla norma si è cercato di non determinare nuovi oneri a carico del bilancio della Regione, infatti se si escludono alcune attività che prevedono investimenti specifici a carico dell'agenzia AGRIS e LAORE alle stesse si farà fronte con le dotazioni già previste per le agenzie regionali, la collaborazione già in essere con le università e i centri di ricerca operanti nell'isola. Gli interventi principali previsti nella norma riguardano la formazione e informazione da effettuare soprattutto nelle aree che registrano una maggiore presenza di animali allevati allo stato brado e conseguentemente maggior frequenza di animali sieropositivi al virus PSA e alla trichinellosi, istituzione della rete di filiera al fine di garantire la totale tracciabilità della filiera suinicola regionale, il continuo monitoraggio consente anche di alimentare i dati necessari all'aggiornamento di un Osservatorio dedicato. L'attività di formazione per aggiornamento professionale degli addetti all'allevamento del bestiame, macellazione, lavorazione della carne, trasformazione e stagionatura dei salumi. Linee di indirizzo per l'agenzia AGRIS per realizzare programmi mirati al miglioramento del patrimonio suinicolo regionale e per programmi di studio e valorizzazione di soggetti derivati dall'incrocio della razza sarda con altre razze. Studio e progettazione della realizzazione su base triennale di tre centri per la fecondazione artificiale suina da 40 verri ciascuno, localizzati strategicamente al Nord, Centro e Sud Sardegna in grado di soddisfare il fabbisogno annuo di circa 30.000 scrofe, la formazione di fecondatori aziendali e aggiornamento dell'albo di riferimento. La valorizzazione dei prodotti a marchio di qualità garantito dalla RAS presso canali della moderna distribuzione.

Insomma, tutta una serie di attività volte a valorizzare la filiera sarda comprese quelle che citava qualcuno dei consiglieri collegate al sistema dei controlli e al sistema dell'assistenza tecnica. Concludo il mio intervento, anche io ringrazio tutti quelli che hanno lavorato per la definizione di questa proposta di legge, per tutti ringrazio il presidente della Commissione attività produttive, onorevole Luigi Lotto, lo ringrazio sia per l'impegno personale che ha profuso e anche per la tenacia che ci ha messo per arrivare oggi in Aula su questo provvedimento, ma lo ringrazio soprattutto per il suo ruolo di Presidente della Commissione quale rappresentante di tutti i consiglieri che hanno lavorato a questa legge. Ringrazio infine la struttura che ha supportato le attività svolte con tutti quanti i testi e tutti quanti i Direttori generali, sia degli Assessorati agricoltura e sanità e per quanto riguarda anche i direttori generali delle agenzie coinvolte. Grazie e buon lavoro.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.

Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli.

Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 1. All'articolo 1 sono stati presentati degli emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1:

Capo I

Disposizioni generali

Art. 1

Oggetto

1. La Regione riconosce l'importanza del comparto suinicolo nell'economia della Sardegna e con la presente legge intende porre in atto un percorso di graduale rilancio delle attività ad esso collegate.

2. La Regione supporta l'azione dell'unità di progetto di cui alla legge regionale 22 dicembre 2014, n. 34 (Disposizioni urgenti per l'eradicazione della peste suina africana), fino alla completa eradicazione della peste suina africana (PSA) in Sardegna.

3. Gli assessorati regionali e le agenzie regionali competenti promuovono ogni azione che contribuisca al rilancio del comparto e a ripristinare la fiducia tra gli allevatori, le popolazioni interessate, le amministrazioni locali e la Regione.

4. La presente legge disciplina l'allevamento suinicolo professionale e la relativa filiera, e l'allevamento familiare per autoconsumo.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Luigi Lotto, relatore.

LOTTO LUIGI (PD), relatore. Invito al ritiro per tutti gli emendamenti.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.

CARIA PIERLUIGI, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Il parere è conforme a quello della Commissione.

PRESIDENTE. Onorevole Zedda, c'è un invito al ritiro per gli emendamenti soppressivi numero 1, 2, 3, 4, 5.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Gli emendamenti sono ritirati.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 2. All'articolo 2 sono stati presentati degli emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2:

Art. 2

Finalità

1. La presente legge è finalizzata a riordinare e rilanciare il settore della suinicoltura in Sardegna con azioni di sostegno e valorizzazione destinate a:

a) consolidare le buone pratiche di contrasto alla diffusione e l'eradicazione della PSA e delle altre malattie diffusive;

b) razionalizzare l'allevamento suino in Sardegna distinguendo tra l'attività familiare e quella professionale;

c) regolamentare l'allevamento nelle terre pubbliche;

d) formare e aggiornare gli operatori del settore suinicolo regionale;

e) rinnovare e adeguare le fasi della filiera suinicola dall'allevamento alla trasformazione delle carni;

f) istituire una rete permanente degli allevamenti suinicoli al fine di assicurare la tracciabilità nella filiera suina;

g) individuare e istituire i marchi di valorizzazione per i prodotti di spicco della filiera;

h) tutelare e valorizzare l'allevamento del suino di razza sarda;

i) regolamentare l'attività di macellazione e il trattamento delle carni.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Luigi Lotto, relatore.

LOTTO LUIGI (PD), relatore. Invito al ritiro per tutti gli emendamenti.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.

CARIA PIERLUIGI, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Il parere è conforme a quello della Commissione.

PRESIDENTE. Onorevole Zedda, c'è un invito al ritiro per tutti gli emendamenti.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Gli emendamenti sono ritirati.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 2.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell' articolo 3. All'articolo 3 sono stati presentati degli emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 3:

Art. 3

Definizioni

1. Ai fini della presente legge si applicano le definizioni di:

a) PSA: Peste suina africana;

b) Azienda controllata per PSA: azienda sottoposta negli ultimi dodici mesi ad almeno un controllo ufficiale da parte del servizio veterinario competente, il cui esito complessivo sia stato sfavorevole, ma conforme almeno per i parametri clinico e sierologico;

c) Azienda certificata per PSA: azienda sottoposta negli ultimi dodici mesi ad almeno un controllo ufficiale da parte del servizio veterinario competente, il cui esito sia stato favorevole per tutti i parametri considerati;

d) fasce di rischio: aree del territorio regionale classificate sulla base delle indagini epidemiologiche;

e) semibrado confinato: sistema di allevamento che prevede, oltre alla possibilità di disporre di strutture per il ricovero dei suini, il pascolo all'aria aperta in spazi "confinati" delimitati da recinzioni idonee a evitare il contatto con altri suidi nel rispetto delle norme di biosicurezza;

f) brado: allevamento dei suini al pascolo libero in terreni non confinati con possibilità di promiscuità con altri suini sia domestici che selvatici;

g) stabulato: allevamento dei suini in strutture chiuse che prevedono la raccolta e la gestione delle deiezioni;

h) biosicurezza: l'insieme delle norme di allevamento di cui al Piano straordinario per l'eradicazione della PSA.


PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare la consigliera Luigi Lotto, relatore di maggioranza.

LOTTO LUIGI (PD), relatore. Anche in questo caso faccio un invito al ritiro.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.

CARIA PIER LUIGI, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Conforme alla Commissione.

PRESIDENTE. Onorevole Zedda? Ritirati gli emendamenti.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 3.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell' articolo 4. All'articolo 4 sono stati presentati degli emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 4:

Art. 4

Tipologie di allevamento

1. Gli allevamenti suinicoli presenti in Sardegna sono differenziati in funzione della finalità produttiva e della modalità di conduzione dell'allevamento, nel rispetto delle norme per l'identificazione e registrazione dei suini di cui al decreto legislativo 26 ottobre 2010, n. 200 (Attuazione della direttiva 2008/71/CE relativa all'identificazione e alla registrazione dei suini).

2. Nell'allevamento definito familiare si possono detenere fino a quattro capi suini da ingrasso e non è consentita la presenza di capi riproduttori. Nella stessa azienda agricola non è consentito più di un allevamento di tipo familiare. Tutti i capi allevati sono destinati all'autoconsumo e non sono oggetto di attività commerciale o di movimentazione verso altri allevamenti.

3. L'allevamento professionale ha come finalità produttiva la vendita di capi suini a vita o per il macello. Gli allevamenti professionali si distinguono in:

a) allevamenti a ciclo completo, in cui sono allevati sia i suini riproduttori che tutte le categorie di suini fino ai capi che raggiungono le caratteristiche scelte per la loro destinazione al macello;

b) allevamenti a ciclo aperto, in cui sono allevati suini riproduttori e sono venduti capi a vita o sono allevati suini non riproduttori provenienti da altri allevamenti.

4. Tutti gli allevamenti, sia familiari che professionali, possono essere condotti esclusivamente secondo le seguenti modalità:

a) stabulato;

b) semibrado confinato.

5. È vietato l'allevamento a pascolo brado.

6. A seconda della razza allevata, gli allevamenti si distinguono in:

a) allevamenti di suini di razza sarda in purezza e/o in incrocio certificato;

b) allevamenti di suini di altre razze.

7. Tutte le tipologie di allevamento di cui al presente articolo sono tenute al rispetto delle norme sanitarie, di biosicurezza e benessere animale e sono, inoltre, soggette alle procedure di autorizzazione e registrazione previste dalla normativa vigente.



PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare la consigliera Luigi Lotto, relatore.

LOTTO LUIGI (PD), relatore. Invito al ritiro su tutti gli emendamenti.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.

CARIA PIER LUIGI, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Conforme alla Commissione.

PRESIDENTE. Onorevole Zedda? Ritirati gli emendamenti.

Onorevole Usula? Ritirati gli emendamenti.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 4.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell' articolo 5. All'articolo 5 sono stati presentati degli emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 5:

Art. 5

Allevamento semibrado confinato

1. Sono allevamenti di tipo semibrado confinato quelli in cui i suini pascolano all'aperto in spazi confinati, di superficie variabile a seconda di quanto consentito dalle fasce di rischio di cui all'articolo 7, comma 4, separati dall'esterno attraverso recinti o altri manufatti a norma e non accessibili da parte di suini esterni all' allevamento o da cinghiali selvatici. Il carico sostenibile è di 15 quintali per ettaro, con obbligo di rispetto della Disciplina regionale di gestione degli effluenti zootecnici.

2. L'allevamento semibrado confinato, a seconda della titolarità dei terreni in cui è esercitato, si distingue in:

a) allevamento semibrado confinato stanziale in terre pubbliche;

b) allevamento semibrado confinato stanziale in terre private;

c) allevamento semibrado confinato stagionale e/o periodico in terre pubbliche e private.

3. Le dimensioni degli spazi confinati consentiti di cui al comma 1 possono subire variazioni in relazione alla evoluzione delle condizioni ambientali e delle fasce di rischio sanitario e sono aggiornate sulla base dello svolgimento del Piano straordinario per l'eradicazione della peste suina africana, con possibilità di graduale incremento a seguito della diminuzione del livello di rischio.



PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare la consigliera Luigi Lotto, relatore.

LOTTO LUIGI (PD), relatore. Per tutti quanti invito al ritiro.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.

CARIA PIER LUIGI, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Conforme alla Commissione.

PRESIDENTE. Onorevole Zedda? Ritirati gli emendamenti.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 5.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell' articolo 6. All'articolo 6 sono stati presentati degli emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 6:

Art. 6

Allevamento in terre pubbliche
e razionalizzazione degli usi civici

1. Nelle terre pubbliche è consentito l'allevamento suinicolo esclusivamente nelle forme compatibili con il programma di eradicazione della PSA: allevamento stabulato e allevamento semibrado confinato.

2. Le aree di allevamento semibrado confinato in terre pubbliche dei suini possono essere inserite in un programma di valorizzazione in funzione della tipizzazione dei relativi prodotti di trasformazione.

3. A seguito della classificazione del territorio regionale in fasce di rischio ai sensi dell'articolo 7, comma 4, l'introduzione degli allevamenti nelle terre pubbliche è preceduta dalla valutazione delle strutture e infrastrutture che caratterizzano le aree di allevamento al fine di mettere le aziende in condizioni di operare in sicurezza e con strumenti tecnologici innovativi.

4. Le perimetrazioni degli allevamenti di cui all'articolo 7, comma 2, lettera d), costituiscono, secondo le direttive di cui all'articolo 23, parcelle aziendali geolocalizzate e visionabili sui sistemi informativi regionali di gestione del territorio.

5. L'accesso e il carico di bestiame è regolato sulla base di quanto stabilito all'articolo 5, comma 1; per i terreni classificati superficie forestale ai sensi dell'articolo 4 della legge regionale 27 aprile 2016, n. 8 (Legge forestale della Sardegna), la disponibilità è sottoposta alle prescrizioni del Corpo forestale e di vigilanza ambientale.

6. Nei terreni soggetti a uso civico è consentita l'attivazione di aree di allevamento semibrado confinato per i suini, nel rispetto del Piano di valorizzazione di cui all'articolo 8 della legge regionale 14 marzo 1994, n. 12 (Norme in materia di usi civici. Modifica della legge regionale 7 gennaio 1977, n. 1 concernente l'organizzazione amministrativa della Regione sarda), ove presente, o a seguito di concessione di riserva d'esercizio, ai sensi dell'articolo 16 della legge regionale n. 12 del 1994.

7. I comuni possono istituire nei terreni del proprio territorio gravati da uso civico delle aree di allevamento semibrado confinato dotate delle infrastrutture necessarie a garantire la biosicurezza, da assegnarsi agli operatori interessati con procedure ad evidenza pubblica.

8. La Regione può supportare l'attività dei comuni che intendono delimitare e/o infrastrutturare aree idonee all'allevamento suinicolo.


PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare la consigliera Luigi Lotto, relatore di maggioranza.

LOTTO LUIGI (PD), relatore. Invito al ritiro per tutti quanti.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.

CARIA PIER LUIGI, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Conforme alla Commissione.

PRESIDENTE. Onorevole Zedda? Ritirati gli emendamenti.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 6.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell' articolo 7. All'articolo 7 sono stati presentati degli emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 7:

Art. 7

Rete permanente della filiera suinicola

1. Al fine di assicurare la completa tracciabilità della filiera suina, è istituita la Rete permanente della filiera suinicola alla quale sono iscritti gli allevamenti suinicoli e gli altri soggetti della filiera.

2. Nella rete sono inseriti i seguenti dati, relativi a ciascun operatore:

a) le informazioni riportate nella BDN;

b) le informazioni riportate nei registri aziendali;

c) il livello di formazione dell'allevatore, macellatore e trasformatore;

d) la delimitazione e identificazione dell'azienda.

3. La Regione predispone sistemi innovativi di informazione e condivisione diretti al coinvolgimento dei soggetti iscritti nella Rete nelle attività di valorizzazione del comparto, anche con il contributo del tavolo tecnico di cui all'articolo 12, comma 3.

4. Fino alla completa eradicazione della PSA, il territorio della Sardegna è classificato in fasce di rischio sulla base delle indagini epidemiologiche effettuate dall'Osservatorio epidemiologico veterinario regionale (OEVR). Le aree sono riconosciute come idonee all'allevamento dei suini e ottengono il riconoscimento di "area indenne" quando la PSA è assente, nel perimetro definito, da almeno tre anni.

5. Previa stipula di un apposito protocollo d'intesa tra la Regione e il Ministero della salute e secondo le indicazioni in esso contenute, qualora in un'area si manifesti un focolaio di PSA, è individuato, per le aziende certificate per PSA non sede di focolaio, un percorso viario che consenta la movimentazione del bestiame e il conferimento degli animali al macello. In caso di emergenza è prevista l'applicazione di un protocollo aziendale contenente percorsi personalizzati da utilizzare al momento della dichiarazione di emergenza e dell'individuazione della zona da sottoporre a restrizione.

6. Entro dodici mesi dall'entrata in vigore della presente legge tutte le aziende suinicole sono sottoposte alla verifica delle certificazioni di biosicurezza.


PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare la consigliera Luigi Lotto, relatore.

LOTTO LUIGI (PD), relatore. Invito al ritiro su tutti gli emendamenti, tranne che per l'emendamento numero 154 su cui c'è parere favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.

CARIA PIER LUIGI, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Conforme alla Commissione.

PRESIDENTE. Onorevole Zedda? Ritirati gli emendamenti soppressivi.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 7.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 154.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell' articolo 8. All'articolo 8 sono stati presentati degli emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 8:

Art. 8

Formazione, aggiornamento,
professionalizzazione addetti

1. La Regione programma la formazione degli addetti al comparto suinicolo al fine di raggiungere un livello professionale in grado di garantire la qualità nelle diverse componenti della filiera suinicola: allevamento, macellazione, trasformazione e commercializzazione, e il mantenimento delle condizioni sanitarie necessarie per l'eradicazione della PSA.

2. Al fine di conseguire gli obiettivi di cui al comma 1, la Regione si avvale delle agenzie regionali e della collaborazione delle università e dei centri di ricerca operanti nell'Isola.

3. L'Assessorato regionale competente in materia, sentite le associazioni di categoria, individua le figure professionali verso cui svolgere l'attività di formazione.

4. Gli allevatori del comparto suinicolo devono acquisire un livello di formazione adeguato alle esigenze delle attività svolte e al loro grado di complessità, certificato attraverso il conseguimento di un apposito titolo per la pratica dell'allevamento suinicolo.

5. Al fine di garantire la corretta applicazione delle norme sul benessere animale e sull'allevamento in biosicurezza è previsto un livello minimo di formazione anche per i titolari di allevamenti familiari di cui all'articolo 4, comma 2.

6. Per il rilascio del titolo di cui al comma 4 agli allevatori già in attività è sufficiente la regolarità della tenuta dell'allevamento dal punto di vista sanitario negli ultimi cinque anni, certificata dai servizi veterinari territorialmente competenti, o il possesso di specifici titoli di formazione.


PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare la consigliera Luigi Lotto, relatore.

LOTTO LUIGI (PD), relatore. Per tutti quanti invito al ritiro.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.

CARIA PIER LUIGI, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Conforme alla Commissione.

PRESIDENTE. Onorevole Zedda? Ritirati gli emendamenti soppressivi.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 8.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell' articolo 9. All'articolo 9 sono stati presentati degli emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 9:

Art. 9

Programmi di miglioramento e valorizzazione del patrimonio suinicolo sardo

1. La Regione, al fine di rilanciare su nuove basi l'allevamento suinicolo in Sardegna, promuove:

a) programmi mirati al miglioramento del patrimonio suinicolo allevato in Sardegna;

b) programmi di studio e valorizzazione di soggetti derivati dall'incrocio della razza sarda con altre razze;

c) la nascita di "Centri gran parentali" per la produzione di riproduttori e la nascita di "Centri F. A. per la produzione di seme per la fecondazioneartificiale";

d) l'organizzazione e la realizzazione di corsi di formazione alla pratica della fecondazione artificiale suina e la gestione dell'elenco dei soggetti che abbiano superato i corsi con esito positivo.)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Luigi Lotto, relatore.

LOTTO LUIGI (PD), relatore. Invito al ritiro degli emendamenti.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

ARRU LUIGI, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Conforme.

PRESIDENTE. Ritira gli emendamenti onorevole Zedda?

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Sì, li ritiro.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dell'articolo 9.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 10. All'articolo 10 sono stati presentati degli emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 10:

Art. 10

Assistenza tecnica e consulenza

1. La Regione predispone un apposito programma di assistenza tecnica diretto agli operatori del settore e finalizzato al rilancio del comparto suinicolo.

2. Le attività di assistenza tecnica sono realizzate dalle agenzie regionali competenti e sono coordinate con le azioni di controllo sanitario svolte dai servizi veterinari delle ASL.

3. Tra le attività di cui al comma 2 sono compresi servizi di supporto e consulenza finalizzate al conseguimento degli obiettivi di cui agli articoli 11, 12 e 13.)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Luigi Lotto, relatore.

LOTTO LUIGI (PD), relatore. Invito al ritiro degli emendamenti.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

ARRU LUIGI, Assessore tecnicodell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Conforme.

PRESIDENTE. Onorevole Zedda?

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Ritirati.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dell'articolo 10.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell' articolo 11. All'articolo 11 sono stati presentati degli emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 11:

Art. 11

Valorizzazione della filiera sarda

1. La Regione valorizza le preparazioni a base di carne di suini nati e allevati in Sardegna tipiche della tradizione regionale promuovendo la realizzazione di accordi o programmi di filiera tra i soggetti interessati, con particolare attenzione alla qualità dei prodotti, alla sostenibilità ambientale e al rispetto del benessere animale.

2. Gli accordi e i programmi di filiera incoraggiano la partecipazione di tutti i soggetti coinvolti.

3. La Giunta regionale, sentite le associazioni di categoria e le organizzazione produttive di settore:

a) definisce gli indirizzi generali relativi alle caratteristiche degli accordi e dei programmi di filiera, con particolare riguardo ai principi di trasparenza, sicurezza alimentare e sostenibilità ambientale;

b) assume, nell'ambito degli ordinari stanziamenti di bilancio, iniziative dirette a promuovere l'informazione e la sensibilizzazione sul consumo dei prodotti di qualità regionali.)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Luigi Lotto, relatore.

LOTTO LUIGI (PD), relatore. Invito al ritiro degli emendamenti.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

ARRU LUIGI, Assessore tecnicodell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Conforme.

PRESIDENTE. Onorevole Zedda?

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Ritirati.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dell'articolo 11.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell' articolo 12. All'articolo 12 sono stati presentati degli emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 12:

Art. 12

Caratterizzazione dei prodotti di qualità

1. La Regione promuove la caratterizzazione dei prodotti dell'allevamento suinicolo e la valorizzazione delle pratiche e dei processi produttivi connessi alla tutela del territorio.

2. La Regione, ai sensi delle disposizioni di cui al capo II della legge regionale 7 agosto 2014, n. 16 (Norme in materia di agricoltura e sviluppo rurale: agro-biodiversità, marchio collettivo e distretti), approva i disciplinari di produzione delle preparazioni a base di carne suina ai fini dell'accesso all'utilizzo del marchio collettivo di qualità di cui all'articolo 16 della medesima legge.

3. La Giunta regionale, con propria deliberazione, istituisce, presso l'Assessorato regionale competente in materia, un apposito tavolo tecnico composto da rappresentanti degli assessorati e delle agenzie regionali e da esperti del settore. La partecipazione al tavolo tecnico è a titolo gratuito e non dà diritto a corresponsione di compensi.

4. Il tavolo tecnico coadiuva l'Assessorato regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale nell'elaborazione delle politiche di settore e nella predisposizione di apposite strategie di intervento dirette a agevolare, assistere ed incentivare i produttori locali nell'avvio e nell'espletamento delle procedure finalizzate all'accesso al regime delle denominazioni di origine e indicazioni geografiche protette e delle specialità tradizionali garantite di cui al regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 novembre 2012, n. 1151/2012, per le preparazioni a base di carne suina tipiche della tradizione della Sardegna, anche in riferimento ai prodotti ottenuti da suini di razza sarda e da animali ottenuti con incroci da essa derivati.

5. La Regione promuove l'individuazione e l'utilizzo di tipologie di alimentazione e di pascolo che incidano positivamente sulle caratteristiche qualitative delle produzioni ottenibili, al fine di consentire una migliore valorizzazione dei prodotti trasformati.

6. La Regione adotta orientamenti finalizzati alla produzione di carne di alta qualità per la trasformazione in prodotti tipici per l'offerta gastronomica.)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Luigi Lotto, relatore.

LOTTO LUIGI (PD), relatore. Invito al ritiro per il 144, 75, 76, 77, 78, 79, 80; parere positivo per l'emendamento all'emendamento numero 156, eventualmente invito al ritiro per il 155.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

ARRU LUIGI, Assessore tecnicodell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Conforme.

PRESIDENTE. Onorevole Zedda?

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Li ritiro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Antonio Gaia. Ne ha facoltà.

GAIA ANTONIO (Cristiano Popolari Socialisti). Sì Presidente, se sono ancora in tempo avevo chiesto cortesemente, ma approfitto non essendo intervenuto nella discussione generale per proporre un emendamento all'articolo 12, comma 2, essendo la materia particolarmente delicata e avendola affrontata in Commissione avevo già anticipato al Presidente Lotto e alla Commissione la proposta, o quantomeno la sensibilizzazione dei marchi De.c.o., atteso che in questa materia 377 Comuni hanno 377 usi, costumi e tradizioni di fare le salsicce, di fare i prosciutti e sarebbe opportuno tutelarle tutte e 377, sarebbe cosa gradita. Dunque, eventualmente, se è opportuno, sospendiamo due minuti per formulare l'articolo 2 bis, altrimenti sarebbe a mio modesto avviso… diciamo questa norma complessiva pure essendo molto condivisibile, perché sono stato chiaramente tra i soggetti che ha partecipato attivamente a questa Commissione, però ripeto e ribadisco, sarebbe autoreferenziale, atteso che la protagonista rimane sempre la Regione e gli enti locali, quindi i cittadini, sono poco coinvolti nella partecipazione alla salvaguardia, ripeto e ribadisco, delle tradizioni locali. Quindi se è possibile sospendere due minuti in maniera tale da trovare la formulazione dell'articolo, cioè del comma 2 bis, dove quantomeno la Regione Sardegna sensibilizza l'istituzione dei marchi De.c.o. su questa materia.

PRESIDENTE. Si è un emendamento orale, però deve essere formulato in aula. Sospendiamo cinque minuti esatti in Aula.

(La seduta, sospesa alle ore 13 e 28, riprende alle ore 13 e 31.)

PRESIDENTE. Riprendiamo. Ha domandato di parlare il consigliere Antonio Gaia. Ne ha facoltà.

GAIA ANTONIO (Cristiano Popolari Socialisti). Ritiro l'emendamento orale perché c'è il rischio di impugnazione.

PRESIDENTE. Quindi non c'è più la proposta di emendamento orale.

Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Crisponi. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Propongo al collega Lotto alla luce di alcuni richiami e osservazioni che ci sono state fatte in sede di Commissione riguardo altre proposte di legge, che facevano riferimento proprio all'articolo 16 della legge 16 del 2014, come il collega ricorderà, hanno parlato di alcune difficoltà applicative di quella legge, che andranno naturalmente valutate e verificate, onde evitare problemi suggerisco che subito dopo la parola "delle preparazioni a base di carne suina" si aggiunga semplicemente la parola "anche", ai fini dell'accesso all'utilizzo del marchio collettivo di qualità, previsto all'articolo 16. A mio giudizio, al comma 2 dell'articolo 12, la semplice introduzione della parola "anche" potrebbe consentire alla Regione di individuare un percorso differente rispetto, volendo naturalmente, di un percorso rispetto a quello eccessivamente rigoroso che parrebbe essere in contrapposizione alle esigenze del territorio, e quindi degli operatori e degli imprenditori. Quindi, rifacendomi a quella sollecitazione che raggiunta in sede di esame del PL sulla birra artigianale, e che faceva proprio specifico riferimento alle difficoltà, come ricorderà, le associazioni di categoria CNA e Confartigianato, avevano segnalato proprio questa difficoltà, a mio giudizio con un emendamento orale aggiungendo esclusivamente la parola "anche" abbiamo risolto un problema che potrebbe permettere di aggirare quell'ostacolo.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Luigi Lotto, relatore.

LOTTO LUIGI (PD), relatore. Credo che questa introduzione del termine "anche" si possa assolutamente accettare, sono anche convinto che con l'eradicazione della peste suina africana sarà possibile, e nella parte del quarto comma della legge si parla dei marchi di origine, proprio perché sarà possibile finalmente fare dei prodotti con carne di maiali allevati in Sardegna che potranno essere esportati, e quindi il problema che attualmente, specie per la parte dei suini blocca e non può andare avanti il marchio collettivo è proprio che l'obbligo di iscrivere l'origine delle materie prime, su un prodotto dove se sono materie prime locali non si può esportare è ovvio che tutto si ferma; più avanti sarà tutto molto più semplice, una volta debellata la peste suina africana. Però, questa aggiunta credo sia utile farla.

PRESIDENTE. Chiedo se ci sono osservazioni all'emendamento orale proposto? No, quindi l'emendamento è accolto.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 12 modificato.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 156.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 13 e dei relativi emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 13:

Art. 13

Tutela del suinetto sardo

1. La Regione tutela e valorizza il prodotto agroalimentare "suinetto sardo" e in particolare:

a) riconosce al prodotto "suinetto sardo" un ruolo nel processo di valorizzazione del comparto suinicolo isolano;

b) promuove l'avvio delle procedure finalizzate all'accesso al regime delle denominazioni di origine e indicazioni geografiche protette e delle specialità tradizionali garantite di cui al regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio n. 1151/2012.)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Luigi Lotto, relatore di maggioranza.

LOTTO LUIGI (PD), relatore di maggioranza. Invito al ritiro.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.

CARIA PIERLUIGI, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Parere conforme alla Commissione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Ritiriamo e ritiriamo anche tutti gli emendamenti soppressivi.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 13.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 14.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 14:

Art. 14

Norme contro l'abusivismo
nel settore dell'attività salumiera

1. La Giunta regionale, in accordo con le associazioni di categoria maggiormente rappresentative e in collaborazione con gli organi preposti ai controlli, promuove lo svolgimento di azioni di contrasto al fenomeno dell'abusivismo e della concorrenza sleale nel settore dell'attività salumiera.

2. La Giunta regionale favorisce lo svolgimento di apposite campagne d'informazione relative alla produzione casalinga di salumi finalizzate alla tutela della salute pubblica.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 14.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 15.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 15:

Art. 15

Tutela del suino di razza sarda

1. La Regione, nell'ambito del rilancio della suinicoltura sarda, promuove le azioni di tutela del suino di razza sarda e ne incentiva l'allevamento nell'Isola.

2. Sono incoraggiate, in particolare, le seguenti azioni di tutela:

a) monitoraggio della razza e salvaguardia della variabilità genetica;

b) caratterizzazione e tipizzazione dei prodotti derivati da suini di razza sarda o da incroci con la stessa con particolare riferimento ai sistemi di allevamento basati sull'uso delle risorse alimentari al pascolo;

c) costituzione di aggregazioni degli allevatori per il raggiungimento.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 15.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 16.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 16:

Art. 16

Valorizzazione e promozione della razza sarda

1. La Regione predispone e realizza programmi di valorizzazione e promozione del suino di razza sarda al fine di incrementare il commercio delle sue carni e dei suoi derivati sul territorio nazionale ed estero attraverso una maggiore conoscenza delle caratteristiche di pregio dei prodotti, con particolare riferimento alle qualità organolettiche e alla tipicità delle lavorazioni, anche attraverso processi di tracciabilità e rintracciabilità.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 16.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 17.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 17:

Art. 17

Azioni di conservazione della razza sarda

1. La Regione sostiene l'incremento dei soggetti riproduttori di suino di razza sarda nell'ambito delle azioni di tutela dell'agrobiodiversità di cui alle direttive di attuazione del capo I della legge regionale n. 16 del 2014 e nelle misure del Programma di sviluppo rurale, al fine di garantire la disponibilità di riproduttori di razza sarda in numero sufficiente per avviare la diffusione del suo allevamento e incentivare il consumo delle carni fresche o trasformate.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 17.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 18.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 18:

Art. 18

Sostegno agli agricoltori custodi
del suino di razza sarda

1. La Regione sostiene gli agricoltori custodi del suino di razza sarda.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 18.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 19.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 19:

Art. 19

Macellazione e trattamento carni

1. Al fine di regolamentare l'attività di macellazione dei capi suini in sintonia con le norme sanitarie vigenti in materia, negli articoli 20 e 21 si individuano diverse modalità di esecuzione a seconda della dimensione dell'attività interessata. In ogni caso, la macellazione dei suini è sempre eseguita nel pieno rispetto delle norme sanitarie e del benessere animale.

2. Fatto salvo quanto previsto ai successivi articoli 20 e 21, la macellazione è consentita esclusivamente negli impianti che abbiano ottenuto il riconoscimento comunitario di cui al regolamento (CE) n. 853/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, che stabilisce norme specifiche in materia di igiene per gli alimenti di origine animale.

3. La Regione individua forme di agevolazione per il trasporto del bestiame dagli allevamenti verso i macelli autorizzati di cui agli articoli 20 e 21, comma 2.

4. Le aziende suinicole certificate per PSA che intendano trattare e trasformare in azienda le proprie produzioni sono dotate di locali idonei a effettuare le attività di preparazione, trasformazione, confezionamento e conservazione per la vendita diretta di carni, effettuate in un locale polivalente artigianale posto all'interno dell'azienda; esse sono soggette alla normativa comunitaria, statale e regionale in materia di igiene dei prodotti alimentari e, in particolare, al regolamento (CE) n. 178/2002, del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 gennaio 2002, che stabilisce i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare, istituisce l'Autorità europea per la sicurezza alimentare e fissa procedure nel campo della sicurezza alimentare, e al regolamento (CE) n. 852/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, sull'igiene dei prodotti alimentari.

5. Nella valutazione dei requisiti igienico-sanitari delle attrezzature e dei locali adibiti alla preparazione, trasformazione, confezionamento e conservazione per la vendita diretta di carni, e del piano aziendale di autocontrollo, si tiene conto della diversificazione e della limitata quantità delle produzioni, dell'adozione di metodi tradizionali di lavorazione e dell'impiego di prodotti propri. Ai sensi del regolamento (CE) n. 852/2004, le attività di cui al presente comma sono soggette a registrazione presso l'azienda sanitaria locale territorialmente competente, previa presentazione da parte dell'impresa di una dichiarazione autocertificativa dell'avvio dell'attività allo sportello SUAPE del comune competente.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 19.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 20.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 20:

Art. 20

Macellazioni aziendali

1. Nelle aziende suinicole è consentita la macellazione di suini sino a un massimo di 30 UBE/anno, destinati esclusivamente alla vendita diretta al consumatore finale o ai processi produttivi di trasformazione di cui all'articolo 19, in impianti posti all'interno dell'azienda e di limitate dimensioni per i quali, ferma restando l'obbligatorietà del riconoscimento comunitario ai sensi del regolamento (CE) n. 853/2004 e del rispetto di quanto previsto in materia di benessere animale dal regolamento (CE) n. 1099/2009 del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativo alla protezione degli animali durante l'abbattimento, sia previsto il soddisfacimento di requisiti minimi commisurati a una produzione limitata nel rispetto del concetto di "marginalità", purché sia assicurata la presenza delle attrezzature essenziali per il contenimento degli animali e di mezzi, anche manuali, di sollevamento tali da permettere lo svolgimento delle operazioni sull'animale sospeso e in condizioni igieniche appropriate.

2. Nel rispetto del concetto di "marginalità" e al fine di promuovere e agevolare il ricorso alla macellazione in strutture autorizzate, alle aziende dotate di impianto di cui al comma 1 è consentito fornire servizio di macellazione ad altre aziende suinicole che ne possono usufruire nei limiti di macellazione dello stesso e, nel caso del trasporto dei propri animali per una distanza inferiore a 50 km dalla propria azienda, nel rispetto del regolamento (CE) n. 1/2005del Consiglio, del 22 dicembre 2004, sulla protezione degli animali durante il trasporto e le operazioni correlate che modifica le direttive 64/432/CEE e 93/119/CE e il regolamento (CE) n. 1255/97.

3. Le macellazioni di cui al presente articolo sono effettuate in locali destinati esclusivamente all'attività di macellazione le cui caratteristiche sono definite nelle direttive di cui all'articolo 23.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 20.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio approva).

Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Presidente, nell'introduzione al prossimo articolo volevo con l'Assessore verificare un aspetto che riguarda la possibilità di intervenire quando un'azienda viene bloccata perché è entro i dieci chilometri da un'altra azienda che ha subito un blocco per la peste suina. Volevo chiedere all'Assessore se in qualche modo potremmo intervenire per il risarcimento in questo caso. Ovviamente, azienda sana.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Ne ha facoltà.

CARIA PIERLUIGI, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Il blocco di dieci chilometri è previsto da una normativa, come sapete: quando c'è un focolaio in un'azienda vicina si fa l'area di delimitazione, per cui non è previsto allo stato attuale una sorta di risarcimento in questo caso. La valutazione se dobbiamo inserirlo… dobbiamo valutare se mettere qualcosa all'interno della norma, eventualmente. Dobbiamo sospendere un attimo e fare una valutazione anche tecnica, e comunque bisogna individuare anche una copertura finanziaria nel caso in cui lo inseriamo qua.

PRESIDENTE. La seduta è sospesa.

(La seduta, sospesa alle ore 13 e 45, viene ripresa alle ore 13 e 46.)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Lotto. Ne ha facoltà.

LOTTO LUIGI (PD), relatore. Per quanto riguarda la segnalazione molto giusta fatta dalla collega Zedda, voglio ricordare che, in occasione dell'ultimo focolaio che c'è stato un mese fa nella zona dell'Ogliastra, l'Unità di progetto ha deliberato di risarcire un allevamento che si era vista bloccata la possibilità di vendita dei propri maialetti che erano pronti per la macellazione, e quindi se si ritardava anche di venti giorni li si faceva uscire fuori dal peso utile per la vendita a quello stadio,… la Unità di progetto ha deliberato la possibilità di risarcire quell'allevamento perché, di fatto, le condizioni del luogo gli avevano impedito di poter avere quel reddito. Per la prima volta di fatto si è già utilizzato questo sistema che giustamente poneva all'attenzione la collega, io ritengo che non sia necessario metterlo in legge perché è già presente tra le possibilità che la Unità di progetto ha messo in campo per incoraggiare le aziende virtuose, che non possono essere penalizzate dall'avvento della peste suina in qualche allevamento vicino di cui non sono assolutamente responsabili.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Ringrazio il collega Lotto, io spero che sia effettivamente così perché una risoluzione in via amministrativa ovviamente è sempre da preferire, allora a questo punto chiedo agli Assessori che nelle attività di valorizzazione da un punto di vista della comunicazione dobbiamo essere più incisivi, perché se ci arrivano queste segnalazioni vuol dire che effettivamente non la si conosce questa opportunità, e allora chiedo questo.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 21.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 22, al quale sono stati presentati degli emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 22:

Articolo 22

"Persona formata" per la macellazione
e il trattamento carni

1. Al fine di disporre nel territorio di servizi adeguati di macellazione e trattamento delle carni, può farsi ricorso all'opera di personale appositamente formato ("maistru de petza") per condurre le fasi della macellazione a domicilio dei suini.

2. La Regione organizza appositi corsi di formazione in materia di macellazione domestica.

3. I corsi di formazione sono dedicati prevalentemente agli allevatori familiari e agli imprenditori del comparto, nell'ambito delle attività di formazione di cui all'articolo 8.

4. Presso l'assessorato competente o la struttura regionale delegata è tenuto l'elenco dei soggetti che abbiano superato con esito positivo i corsi di cui al comma 2. ).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 22.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 23, al quale sono stati presentati degli emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 23:

Articolo 23

Direttive di attuazione

1. La Giunta regionale, con propria deliberazione, su proposta degli assessorati regionali competenti, sentite le associazioni di categoria maggiormente rappresentative, entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, definisce:

a) le caratteristiche tecniche delle recinzioni di cui all'articolo 5;

b) le modalità di istituzione e gestione della Rete permanente della filiera suinicola di cui all'articolo 7;

c) le modalità di stesura dei protocolli aziendali per affrontare le situazioni di emergenza di cui all'articolo 7, comma 5;

d) il programma e modalità di verifica delle certificazioni di cui all'articolo 7, comma 6;

e) le tipologie dei corsi di formazione, le modalità e i tempi di attuazione delle azioni di cui all'articolo 8;

f) le modalità di attuazione dei programmi di valorizzazione di cui all'articolo 9;

g) le linee guida per la stesura del Programma di assistenza tecnica finalizzato al rilancio del comparto di cui all'articolo 10;

h) gli indirizzi generali relativi alle caratteristiche degli accordi e dei programmi di filiera di cui all'articolo 11;

i) le modalità di attuazione delle azioni di conservazione e diffusione del suino di razza sarda di cui all'articolo 17;

j) i requisiti di idoneità dei locali polivalenti per lo svolgimento delle attività di cui agli articoli 19 e 20;

k) le indicazioni per lo svolgimento della macellazione in allevamento per consumo domestico privato di cui all'articolo 21;

l) le competenze dei soggetti formati ai sensi dell'articolo 22.).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 23.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 24, al quale sono stati presentati degli emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 24:

Articolo 24

Norma finanziaria

1. Per le finalità di cui alla presente legge, è autorizzata la spesa di euro 250.000 per l'anno 2018 e di euro 600.000 per ciascuno degli anni 2019 e 2020 da ripartire, per ciascun anno, secondo le seguenti finalità:

a) euro 130.000 per l'anno 2018 per le finalità di cui all'articolo 6 (missione 16 - programma 01 - titolo 2); per gli anni successivi al 2018 agli oneri derivanti dall'applicazione dell'articolo 6 si provvede nei limiti degli stanziamenti di bilancio annualmente a ciò destinati;

b) euro 100.000 per l'anno 2018 e euro 110.000 per gli anni 2019 e 2020 per le finalità di cui agli articoli 7, 8, 9, comma 1, lettere a), b) e d) e 11, comma 1 (missione 16 - programma 01 - titolo 1);

c) euro 20.000 per l'anno 2018 ed euro 490.000 per ciascuno degli anni 2019 e 2020 per le finalità di cui all'articolo 9, comma 1, lettera c), (missione 16 - programma 01 - titolo 2).

2. Agli oneri previsti per l'attuazione della presente legge si fa fronte, rispettivamente:

a) quanto a complessivi euro 250.000 per l'anno 2018 mediante corrispondente riduzione per lo stesso anno, per euro 150.000 dell'autorizzazione di spesa di cui alla legge regionale 28 ottobre 2016, n. 25 (Istituzione dell'Agenzia sarda delle entrate (ASE)). (missione 01 - programma 04 - titolo 1, capitolo SC08.6790) e per euro 100.000 dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 2, tabella A, della legge regionale 11 gennaio 2018, n. 1 (Legge di stabilità 2018), (missione 13 - programma 07 - titolo 1 - capitolo SC05.6050);

b) quanto a complessivi euro 600.000 per ciascuno degli anni 2019 e 2020 mediante corrispondente riduzione per gli stessi anni, per euro 400.000 dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 10, comma 1, lettere a) e b), della legge regionale 9 marzo 2015, n. 5 (legge finanziaria 2015), (missione 16 - programma 01 - titolo 2 - capitoli SC06.1027 e SC061030), per euro 200.000 dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 9 della legge regionale 13 aprile 2017, n. 5 (Legge di stabilità 2017), (missione 16 - programma 01 - titolo 1 - capitolo SC06.1059) .

3. Nel bilancio di previsione della Regione per gli anni 2018-2020 sono introdotte le variazioni di bilancio di cui alla tabella A allegata alla presente legge.

4. La Regione attua gli ulteriori interventi previsti dalla presente legge senza nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale mediante utilizzo delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente nell'ambito dell'Amministrazione regionale e delle agenzie regionali agricole.).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 24.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 25, al quale sono stati presentati degli emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 25:

Articolo 25

Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione autonoma della Sardegna (BURAS). ).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 25.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame della tabella A.

(Segue lettura)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della Tabella A.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Metto in votazione la legge.

Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Lotto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOTTO LUIGI (PD), relatore. Grazie Presidente, soltanto un minuto perché innanzitutto voglio ringraziare tutti i colleghi che hanno, oltre che contribuito a scriverla questa legge, oggi hanno contribuito ad approvarla in tempi velocissimi. Il fatto che l'abbiamo approvata in tempi velocissimi ha però privato la gran parte dei colleghi che non hanno partecipato ai lavori della Commissione di conoscere meglio e seguire una discussione sul contenuto della legge. Io ne approfitto per dire a tutti di andarla a vedere, perché è uno strumento che potrà essere utile nella gestione dei rapporti con le nostre comunità per capire quali sono le prospettive che possono aprirsi con l'approvazione di questa legge quale è la possibilità che di fatto ne può derivare. Io ovviamente nel ringraziare tutti quanti per la squisita attenzione che avete dato ai nostri lavori annuncio il voto favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pier Mario Manca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANCA PIER MARIO (Partito dei Sardi). Velocissima anche vista l'ora, aggiungere anche le firme di Cherchi, Unali e Manca a questa proposta, d'accordo?

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere per Luigi Crisponi. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Sì anch'io molto brevemente e solo per chiederei ai dirigenti del Consiglio, mi sono reso conto poi mi è sfuggito nel momento in cui siamo passati all'articolo 22, che c'è al comma 3 una rivisitazione da fare in termini linguistici corretti per quanto riguarda la stesura finale della legge, il suo coordinamento. Fa riferimento agli allevatori familiari ed è un riferimento ad un articolo precedente, però in effetti letto da solo credo che crei confusione nella sua semplice lettura, comma 3 articolo 22.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Sì un minuto, Presidente, per confermare il voto favorevole del Gruppo di Forza Italia ovviamente per far sì che davvero su quanto ha detto anche l'onorevole Lotto ci possa essere un'azione congiunta, Assessore, prima lei telefonava, io ho chiesto che potesse, telefonava ovviamente per cose inerenti la legge, ho chiesto che potesse essere data ampia pubblicità e una comunicazione corretta dei contenuti di questa legge, proprio perché è un settore davvero in crisi e invece dovremo, sperando di poter eradicare a breve la peste suina, dovremo rilanciarlo e farne parte portante del nostro sistema produttivo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gaetano Ledda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LEDDA GAETANO (Psd'Az-La Base). Per dichiarare il voto favorevole e aggiungere la firma dei colleghi Lancioni e Gallus, grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Antonio Gaia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

GAIA ANTONIO (Cristiano Popolari Socialisti). Presidente, per annunciare il voto anch'io favorevole, vorrebbero sottoscrivere anche i colleghi Zanchetta e Perra, mi riservo comunque, chiaramente non voglio fare polemica, atteso che secondo il mio punto di vista rimane fermo che deve essere una legge che valorizza chiaramente gli enti locali e quindi i cittadini del mondo dal basso, mi riservo perché sul discorso del marchio collettivo DECO io avevo già avuto a che fare con la Comunità europea nel 2007 e l'avevo spuntata, però ne discuterò con i tecnici perché dal mio punto di vista sarebbe troppo bello e ribadisco che valorizzare 377 comuni sarebbe una cosa molto lodevole e soprattutto di spiccato senso autonomistico dell'intera Sardegna. Ribadisco che il prosciutto di Sarule non è uguale a quello di Fonni, non è uguale a quello di Arzana, ma proprio perché i condimenti sono diversi sono usi costumi e tradizioni che sarebbe bello preservare, grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Augusto Cherchi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CHERCHI AUGUSTO (Partito dei Sardi). Solo per confermare il voto favorevole del Gruppo e di integrare il nominativo dei firmatari a tutto il Gruppo del Partito dei Sardi, grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere per Luigi Crisponi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Sì intervengo come Capogruppo per aggiungere al testo della legge anche i nominativi dei colleghi Dedoni, Cossa e Marras e anche per ringraziare, perché poi alla fine non lo sta facendo nessuno, il collega Lotto per l'importante lavoro di coordinamento che ha fatto in sede di lavori della quinta Commissione agricoltura.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SDP). Per ringraziare l'onorevole Lotto e tutta la Commissione e ribadisco la richiesta dell'aggiunta delle firme e del mio Gruppo, grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Emilio Usula per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

USULA EMILIO (Gruppo Misto). Solo per dichiarare il voto favorevole e aggiungere naturalmente anche la mia firma, grazie.

PRESIDENTE. Metto in votazione la votazione finale della legge.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di legge numero 495/A.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

La seduta è tolta; è convocata la Conferenza Capigruppo adesso nell'aula a fianco. Il Consiglio è convocato stasera alle ore 16, la seduta è tolta.

Allora la Capigruppo la facciamo alle 16 qua in aula.

La seduta è tolta alle ore 13 e 57.