Seduta n.309 del 17/07/2018 

CCCIX Seduta

Martedì 17 luglio 2018

(ANTIMERIDIANA)

Presidenza del Presidente GIANFRANCO GANAU

La seduta è aperta alle ore 11 e 06.

FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta del 27 giugno 2018 (305), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Roberto Deriu, Valter Piscedda e Gian Filippo Sechi hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 17 luglio 2018.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Annunzio di presentazione di disegni di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i disegni di legge numero 528, 529.

Annunzio di presentazione di proposte di legge nazionale

PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le proposte di legge nazionale numero 20, 21.

Risposta scritta a interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle interrogazioni numero 38, 112, 290, 1001, 1147, 1242, 1275, 1398, 1402, 1454, 1472, 1485, 1499, 1514, 1516, 1520. (Risposte scritte pervenute il 9 luglio 2018).

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria. Sono pervenute le interrogazioni numero 1554, 1555, 1556, 1557, 1558, 1559, 1560, 1561, 1562, 1563, 1564, 1565, 1566, 1567, 1568, 1569.

Annunzio di interpellanze

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria. Sono pervenute le interpellanze numero 362, 363.

Annunzio di mozioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria. Sono pervenute le mozioni numero 437, 438, 439.

Discussione e approvazione della mozione Cocco Pietro - Peru - Congiu - Busia - Satta - Gaia - Cocco Daniele Secondo - Dedoni - Truzzu - Rubiu sulla sottoscrizione congiunta da parte del Consiglio regionale della Sardegna e della Assemblea di Corsica della "Carta europea per l'eguaglianza e la parità delle donne e degli uomini nella vita locale" (439).

PRESIDENTE. Il primo punto all'ordine del giorno reca la discussione della mozione numero 439, ai sensi dell'articolo 102 del Regolamento.

È iscritta a parlare la consigliera Anna Maria Busia. Ne ha facoltà.

BUSIA ANNA MARIA (Gruppo Misto). In quest'Aula, attenta come sempre alle questioni relative alla parità di genere, brevemente intervengo sulla questione intanto per ringraziare il Presidente e i Capigruppo, per aver sottoscritto questa mozione, questa mozione che ha ad oggetto proprio l'impegno e il mandato che viene dato, che viene conferito al Presidente del Consiglio regionale perché si sottoscriva… Signori colleghi un po' di attenzione, vi prego, so che l'argomento vi tedia moltissimo, però è necessario che si sottolinei questo passaggio importante. Dicevo, quindi, questo mandato che viene conferito al Presidente del Consiglio regionale perché sul punto ci sia una condivisione con l'Assemblea corsa, che abbiamo scoperto proprio in occasione dei vari incontri che sono stati fatti, l'ultimo quello a Bonifacio della settimana scorsa, sono piuttosto avanti sia in termini di legislazione e di riconoscimento formale della parità di genere, sia proprio in termini concreti. Abbiamo scoperto che la legge elettorale corsa consente una rappresentanza che sia di riconoscimento della parità, tanto è vero che l'Assemblea regionale è composta per metà da uomini e per metà da donne, abbiamo visto lo stupore nei loro sguardi quando abbiamo spiegato che da noi, finalmente, per le prossime elezioni siamo sicuri ci sarà una completamento di questa parità che è stata scritta con legge elettorale, ma che purtroppo attualmente siamo soltanto 4 a fronte di un'Assemblea che è costituita da 60 consiglieri regionali. Ma mi sono permessa, e lo ricordo e ritorno su questo punto anche in questa giornata, di ricordare alcune cose che sono dati più recenti, perché un conto è quanto viene scritto sulle leggi e quelli che sono i buoni propositi in relazione al completamento, al raggiungimento della parità di genere, altre cose invece è un percorso che, ahimè, è assolutamente ancora tutto in salita. E le ultime elezioni politiche hanno dimostrato, perché ovviamente studi e approfondimenti statistici sono stati già fatti, hanno consentito di rilevare che in queste elezioni gran parte della astensione, del non voto, tra gli elettori è stato rappresentato dalle donne. Nel senso che chi maggiormente si è astenuto dal voto per le elezioni politiche sono state le donne. Le donne che evidentemente in questo momento di grande disorientamento risentono ancora di più di questa situazione, di questa fragilità che evidentemente sta colpendo chi non soltanto lavora di meno, chi non soltanto è meno pagato, chi non soltanto non ha gli aiuti per poter lavorare. E quindi non si sente rappresentato è evidente, è chiaro, è palese non si sente rappresentato da una classe politica che non ha messo al centro del suo programma non solo la questione della parità di genere, le questioni relative al sostegno alle famiglie, sostegno al lavoro, al lavoro di tutti, alla parità salariale, al superamento di quella precarietà che colpisce innanzitutto le donne più degli uomini. Ebbene, questo ha comportato che quella gran fetta di astensione dal voto alle politiche abbia riguardato le donne; su questo aspetto non c'è stata nessuna riflessione, io sono sicura che questa situazione si determinerà anche per i prossimi appuntamenti elettorali ed è questa una questione su cui la politica si deve interrogare. Perché se una parte grande e importante della società non si sente rappresentata, non si riconosce nei programmi che vengono presentati e illustrati evidentemente una ragione ci deve essere e il mea culpa deve essere deve essere fatto.

Io mi aspetto e mi auguro che qualcuno su questo punto, su questa importante mozione si pronunci, anche perché poi diventa difficile, soprattutto per chi rappresenta la politica rappresentata dai partiti tradizionali, dire su quanto sta accadendo a Roma che il nuovo Governo non ha affrontato tematiche di questo tipo. Noi qua siamo rappresentanti dei partiti tradizionali, di quelli della vecchia guardia, io mi auguro che su questo punto interveniamo, perché non ci si dimentichi di questi punti che sono fondamentali e che stiamo lamentando siano assenti nel dibattito nazionale.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gianni Lampis. Ne ha facoltà.

LAMPIS GIANNI (Fratelli d'Italia Sardegna). Ero presente quale delegato del mio Capogruppo ai lavori della Consulta sardo-corsa e ho sottoscritto in quella sede l'impegno affinché poi questa mozione arrivasse all'attenzione del Consiglio nella prima seduta utile, ma penso che ridurre la Carta europea per l'uguaglianza e la parità delle donne e degli uomini nella vita locale a solo un ragionamento di tipo elettorale, parlando di parità di genere in questo senso, sia riduttivo rispetto a tutto il contenuto che questa Carta contiene al suo interno, perché naturalmente la legge elettorale voluta da gran parte di quest'Aula non produrrà effettivamente gli effetti che produce invece la legge elettorale che vige in Corsica, è tutta un'altra cosa: qui non sappiamo se la rappresentanza femminile, in questo caso, che oggi risulta essere inferiore rispetto a quella maschile potrà aumentare o non aumentare, questo non lo sappiamo perché nella legge elettorale da voi approvata questo non viene garantito. Ritengo che invece la discussione sul mandato al Presidente affinché sottoscriva questa Carta debba essere più ampio, e soprattutto debba riguardare tutti quegli aspetti della vita quotidiana che impediscono alla donna come all'uomo di avere uguali garanzie, uguali opportunità, uguali diritti e uguali doveri, perché oggi io ritengo che parlando di questa Carta sia meglio invece parlare di sostegno alle giovani coppie, sarebbe bene parlare di asili nido, di sostegno alla maternità e di sostegno alle famiglie numerose, sarebbe bene parlare di quale debba essere oggi il ruolo della famiglia, la famiglia che viene individuata dalla nostra Costituzione come nucleo fondamentale della nostra società. Oggi, invece, ritenere che tutto il ragionamento possa ridursi ad una mera parità di genere nella legge elettorale penso che sia fuorviante rispetto a questo contenuto, ma soprattutto non darebbe il giusto ruolo e la giusta importanza a quello che dovrà essere invece l'atto istituzionale e politico che porrà in essere il Presidente.

Noi oggi manteniamo la parola data, siamo abituati a farlo, e voteremo a favore di questa mozione, Presidente, però riteniamo che oggi gli impegni per il futuro debbano essere quelli della vita di tutti i giorni, consentire alle donne come agli uomini di avere - come dicevo prima - gli stessi diritti e le stesse opportunità. Certo son passati quattro anni e mezzo dall'inizio di questa legislatura e questi gap, queste distanze, la Giunta regionale e questa maggioranza non è riuscita a colmarle, oggi mancano pochi mesi e forse l'impegno sarà un impegno di prospettiva, per chi ci sarà nei prossimi vent'anni alla guida delle istituzioni, a loro quindi rivolgiamo il nostro appello affinché pongano nella loro azione politica tutti quegli strumenti necessari per garantire alle donne come agli uomini di essere partecipi in maniera unanime, in maniera eguale alla vita di tutti i giorni, perché non ci devono essere più problemi per chi decide di sposarsi a vent'anni, per chi ha il coraggio di crescere un figlio a venticinque. Di queste cose dobbiamo parlare: la politica si occupi, in attuazione di questa Carta, di quale sarà il futuro delle nuove generazioni.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Edoardo Tocco. Ne ha facoltà.

TOCCO EDOARDO (FI). Come gli altri anch'io sono stato presente all'Assemblea sardo-corso, non per la prima volta ma è da diverso tempo che andiamo in Corsica e loro poi vengono ospiti da noi. Io credo che, con tutta onestà, dalle chiacchierate che sono sortite da questo incontro e anche dagli scorsi, io non voglio dire che la Corsica, anche per un po' di presunzione da parte nostra, sia molto avanti a noi, per l'amor di Dio, però io credo che dalla Corsica si possa trarre qualche esempio, e uno di questi sicuramente è questo, questa è forse una delle cose che potrebbe darci veramente uno spunto maggiore.

Presidente, lei ovviamente è il portatore delle nostre voci al di là della Sardegna, in questo caso chiaramente lei farà, come ha sempre fatto, il nostro rappresentante, il nostro tutore, e questo è un argomento che ha sicuramente da dire molto di più di quello che è rappresentato in questa mozione; credo che ci sia ancora molto da dire, nel senso che possiamo ancora dare di più noi e apprendere di più dai nostri amici corsi, dei nostri cugini corsi, perché loro in tema di parità hanno una marcia in più, devo essere onesto, non che noi siamo rimasti molto indietro, anche alla luce dell'ultima approvazione dell'anno scorso riguardo proprio la parità di genere, però se veramente deve esserci un documento che rappresenta la Carta europea per l'uguaglianza e la parità delle donne, io credo che sia questo il momento più adatto, alla luce anche delle prossime consultazioni nostre in Sardegna, e sia forse il momento migliore per poter affrontare un argomento di questo genere, proprio con l'esempio che ci hanno dato i nostri cugini corsi la settimana scorsa.

PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Io credo che questo documento sia importante e ovviamente avrà il nostro voto favorevole, ma credo che la strada sia ancora molto lunga, tuttavia devo riconoscere che questo Consiglio regionale dimostra una spiccata sensibilità sulle tematiche di genere, in particolare mi riferisco a ciò che è già avvenuto per quanto riguarda la materia elettorale, dove siamo andati anche più avanti con la partecipazione di parità nella parità, con il 50 per cento, però anche io mi voglio soffermare un po' sul ruolo che deve avere la prevenzione e soprattutto l'educazione al rispetto, dove ovviamente è importante che si analizzi la situazione, la posizione, il genere uomo-donna, e si integrino tutte le politiche che riguardano l'educazione affettiva. Quindi un'educazione al rispetto, un'etica al rispetto. Non solo voglio anche dire che concordo quando il collega Lampis parla di famiglia, io aggiungo famiglia, scuola, istituzioni una rete che possa essere sempre di comune accordo ma soprattutto ricercata affinché si attivino tutte le politiche, sia per quanto riguarda la prevenzione ma soprattutto per quanto riguarda poi anche la cura e il sostegno, appunto, alle tematiche di genere. Ovviamente l'Europa in questo senso sta facendo tanto e giustamente le istituzioni si stanno adeguando; io credo che oramai è una battaglia di civiltà, di sensibilità e proprio anche la presenza delle donne nelle istituzioni deve rappresentare quel mondo, quella sensibilità che è tipica femminile e che può essere solo il contributo per essere davvero l'altra metà. Per cui poi insieme fare un'azione importante per recuperare tantissimi anni sotto questo profilo.

Quindi, Presidente, ovviamente ha il nostro mandato per mettere in campo tutto ciò che è necessario ma credo che anche nel futuro, soprattutto con le leggi che da qui alla fine della Legislatura potremo approvare in questa direzione, potranno essere un supporto importante.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

SPANU FILIPPO, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Sì Presidente, oltre a dare il parere favorevole alla mozione credo sia opportuno in un minuto sottolineare tre punti che rendono questo passaggio importante che consolida, primo punto, in quanto consolida un rapporto e un'idea che abbiamo noi, che ha il Consiglio, e quindi ringraziamo il Consiglio per aver assunto questa iniziativa, e le altre che stiamo facendo in parallelo, consolida il rapporto all'interno del mediterraneo prima di tutto tra la Sardegna e la Corsica. Secondo perché il contenuto di questo documento è un contenuto che riguarda le basi della società e quindi la cultura comune che noi vogliamo portare avanti e che rafforza nel lungo periodo non solo perché siamo isole ma anche perché abbiamo una cultura comune, rafforza il rapporto con la Corsica, e ci rafforza anche per tutte le altre iniziative che faremo all'interno del Mediterraneo e dell'Unione europea. Il terzo punto fondamentale è che attraverso questo accordo noi abbiamo la possibilità di parlare agli altri e quindi di, non solo rafforzare questo nostro legame, ma di avere una maggiore centralità all'interno del contesto europeo e mediterraneo come Regione Sardegna per tutte le altre battaglie che vogliamo fare.

Quindi ribadisco il parere positivo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Grazie signor Presidente, io non conosco sinceramente la normativa Corsa che disciplina le elezioni regionali, però so che in quest'Aula sulla medesima normativa sono state fatte delle scelte importanti e so che quest'Aula ha avviato comunque un percorso di perequazione delle posizioni dei due generi che credo possa essere anche qualificato positivamente. Quindi non sono assolutamente pessimista, credo che gli obiettivi che si pone il legislatore sardo, che si pone la società sarda, siano obiettivi condivisi e condivisibili soltanto che sono obiettivi che non si raggiungono nel giro di qualche giorno o di qualche settimana.

Ma dico subito che credo che questa mozione abbia necessità di qualche piccola integrazione perché se è vero che in qualche modo delega il Presidente del Consiglio regionale per la sottoscrizione della Carta europea sono profondamente convinto che occorrano altri due passaggi in questa mozione: il primo passaggio è quello relativo alla condivisione dei principi della carta da parte di questo Consiglio regionale , qualcuno può anche dire o pensare, ma è implicito, diamo mandato al Presidente, sì però credo che un atto così importante debba contenere una condivisione più forte e più precisa dei valori, dei principi della carta da parte del legislatore sardo. Non soltanto un mandato a firmare, ma un mandato a firmare cosciente e consapevole che parte dalla condivisione netta e pesante di questi principi. E ancora il Presidente firma la carta, d'accordo è un atto importante sotto il profilo politico, ma occorre anche un ulteriore step che è quello dell'impegno del Presidente della Giunta regionale per attuare i principi della Carta e quindi abbiamo la necessità di impegnare il Presidente della Giunta regionale affinché faccia tra le altre cose ciò che è scritto nella Carta e quindi l'adozione del piano d'azione e la messa in campo di tutti gli strumenti necessari per attuare il piano d'azione. Quindi, signor Presidente, se mi è concesso io proporrei un brevissimo emendamento verbale, o due brevissimi emendamenti verbali sempre che l'Aula acconsenta, il primo emendamento verbale è quello relativo alla condivisione dei principi e quindi un passaggio che dica, che metta in rilievo così letteralmente, vado: "delibera di condividere i princìpi e gli obiettivi e i contenuti della Carta europea per l'uguaglianza tra donne e uomini nella vita locale e regionale"; e questa è la prima parte dell'emendamento verbale. La seconda parte dell'emendamento verbale invece è quella che in qualche modo consacra l'impegno per il Presidente della Giunta regionale e così a mio avviso deve essere formulato: "di impegnare il Presidente della Giunta regionale ad elaborare, adottare entro due anni dalla firma un piano d'azione per l'uguaglianza, che fissi le priorità le azioni e le risorse necessarie alla sua realizzazione"; che sono le cose che sono scritte nel Piano d'azione, però questi obiettivi, questi percorsi tattici debbono essere necessariamente attuati dal Presidente della Giunta regionale e non purtroppo dal Presidente del Consiglio regionale, un impegno per il Presidente della Giunta, grazie.

PRESIDENTE. Poiché non vi sono opposizioni, gli emendamenti orali sono accolti dall'Aula e dalla Giunta.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Zanchetta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZANCHETTA PIETRO (Cristiano-Popolari-Socialisti). Grazie signor Presidente, ma io credo che arricchire un documento sia importante, il nostro modestissimo lavoro di uomini in quest'Aula deve tradursi poi in un'efficacia anche nella nostra determinazione. Mi pare però che il documento avesse già dei contenuti importanti a partire dalle considerazioni che sono state già fatte sul rapporto nostro con la Corsica come due realtà frontaliere che insistono su un fronte che ci vede impegnati e che ha visto impegnata anche quest'Assemblea nel riconoscere, con la legge elettorale, la parità di genere, ma non è soltanto di parità di genere, di rappresentanza femminile importante all'interno delle Istituzioni che noi parliamo ma vogliamo creare i presupposti culturali affinché, a partire da questa Regione che è protagonista, diciamocelo una volta anche in una materia che trova anche ostacoli e difficoltà come quella del riconoscimento della parità di genere, noi usciamo da una palude e ci affermiamo con una sensibilità importante.

E a questo proposito, lo dico anche alla relatrice onorevole Busia, la sentenza recentissima della Cassazione dove la vittima donna se ubriaca lo stupro di gruppo non ha aggravante. Credo che questo sia uno dei motivi che ci debba vedere ancor più impegnati nella nostra rivendicazione proprio per il riconoscimento non soltanto del ruolo della donna nella vita pubblica con parità rispetto agli uomini, ma anche nel riconoscimento come sentenze di questa natura provocano nel considerare sempre la donna un essere inferiore. Credo che questa sentenza farà molto discutere perché dire che lo stupro di gruppo non ha aggravante se la vittima è ubriaca, mi sembra veramente eccessivo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Anna Maria Busia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BUSIA ANNA MARIA (Gruppo Misto). Ringrazio l'onorevole Tedde per le precisazioni, perché mi paiono assolutamente importanti. Sì, il suggerimento soprattutto di una richiesta di impegno da parte del Presidente della Giunta regionale, il quale, visto che da questo punto di vista il Consiglio regionale mi pare che in questa legislatura abbia dato un fortissimo contributo in termini proprio di legislazione, in termini normativi, come ricordava l'onorevole Zedda, deve prendere un impegno, un impegno che sia volto alla creazione di quello che viene definito ormai dalla politica degli altri Paesi europei un gender plan, cioè un'azione che riguardi i diversi aspetti, quelli cui facevo riferimento nella fase iniziale. Onorevole Tedde, la legge elettorale corsa è una legge a liste bloccate, me lo sono fatto spiegare, perché cercavo di capire perché su 60, mi pare, rappresentanti 31 siano uomini e 30 donne, o viceversa, perché ci sono liste bloccate, candidature alternate, e quindi necessariamente tot uomini, tot donne. Quindi con una decisione importante hanno risolto l'annosa questione, e confessavano anche che sono molto cambiate le politiche ovviamente della Regione sul punto. Onorevole Zanchetta, non me ne voglia, le sentenze vanno lette per intero, dubito che la Cassazione, intanto parlare di inferiorità, devo precisarla questa cosa, abbia parlato di inferiorità, ma vanno lette per intero, ha spiegato che cosa è accaduto, io non l'ho letta e su questo non interloquisco, ma è altra questione. Qui stiamo trattando di rappresentanza nelle istituzioni di politiche finalizzate alla compensazione delle differenze che esistono tra i generi, e quindi è questione assolutamente diversa. La settimana prossima, come anticipato in Conferenza dei Capigruppo, parleremo anche delle questioni relative alla violenza e allora avremo modo di leggere anche la motivazione della sentenza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az-La Base). Per esprimere il voto favorevole a questa mozione che sostanzialmente traccia una continuità con la "233", che il Consiglio approvò a suo tempo e che praticamente il 27 aprile 2016 sancì la nascita della Consulta sardo-corsa, con la comune convinzione che possa essere determinante per riportare all'attenzione delle altre nazioni europee il dibattito sull'importanza dell'edificazione di un'Europa non più fondata esclusivamente su interessi economici, ma anche sulla valorizzazione dei popoli d'Europa. Questo è un passaggio della mozione approvata nel 2016, e credo che con quella di oggi, volta a migliorare la parità fra uomo e donna, volta quindi a dare un'importanza a tutto il popolo, compreso anche e soprattutto quello femminile che fino ad oggi è stato sicuramente non valorizzato, credo che quest'organo istituzionale abbia individuato un percorso importante comune finalizzato appunto a questo. Per cui la mozione è condivisibile in toto, anche con le integrazioni proposte dall'onorevole Marco Tedde che mi trovano perfettamente d'accordo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianluigi Rubiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Per esprimere anche noi il voto favorevole a questa mozione, è un atto di riconoscimento nei confronti della parità di genere. Abbiamo visto che i colleghi corsi hanno da insegnarci qualcosa, perché il loro sistema elettorale è un sistema che garantisce realmente la presenza della donna all'interno delle istituzioni, però anche da parte del nostro Consiglio abbiamo intrapreso un percorso che ci porterà, mi auguro a breve, a trovare quelle che sono le soluzioni per una rappresentanza vera. Sulla Consulta sardo-corsa mi permetto di fare alcune considerazioni, una Consulta in termini politici di un'importanza rilevante, che però deve cercare di diventare operativa, cioè di mettere a punto quelli che sono stati i programmi e gli impegni presi. Quindi una Consulta che non sia solo una consulta sulla carta, ma che trovi anche in termini di riconoscimento da parte del proprio Stato di appartenenza e dell'Unione europea le giuste considerazioni. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Siccome spesso si spendono troppe parole su questi argomenti pensando di dover fare chissà che cosa, la parità di genere è un fatto culturale, e il fatto culturale o lo si vive nel cervello oppure non si pratica. Attraverso alcune norme e attraverso sicuramente alcune esperienze, vanno date tutte quelle opportunità che in questa mozione vengono sollecitate. È una cosa che abbiamo voluto firmare tutti alla pari come Capigruppo, e per quel che mi riguarda il nostro Gruppo aderisce completamente e in perfetta sintonia a questo che è un momento di discussione e che può portare ad altre risoluzioni più importanti e più si significative.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Gruppo Misto). Solo per una precisazione riguardo al sistema elettorale della Corsica. In Corsica si è ottenuta una parità perfetta perché il sistema prevede, attraverso liste bloccate, l'obbligo per ciascuna lista di indicare alternativamente candidati dell'uno o dell'altro genere. È un sistema con un premio di maggioranza, ma che non prevede appunto l'introduzione di preferenze, quindi è perfettamente coerente con uno dei tre metodi che anche a livello statale viene utilizzato per garantire la parità di genere. Io li ripeto, uno è la doppia preferenza di genere qualora si voglia esprimere la preferenza, l'altro è la lista alternata, appunto come nel caso della Corsica, e il terzo riguarda il 50 per cento delle candidature nei collegi maggioritari qualora si adoperi quel sistema.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Solo due parole, Presidente, per confermare il nostro voto favorevole, soprattutto per apprezzare lo spunto del collega Tedde, non solo perché ovviamente è del nostro Gruppo, ma per i contenuti perché crediamo che possa dare un'azione anche più compiuta coinvolgendo ovviamente anche il Presidente della Giunta, con quei contenuti ovviamente.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della mozione numero 439.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Sospendo la seduta per due minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 11 e 51, viene ripresa alle ore 11 e 52.)

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Presidente, come minoranza chiediamo la sospensione dei lavori per dieci minuti perché intendiamo ricevere i lavoratori dell'AIAS che sono qui sotto, quindi per quanto non attinente al tema all'ordine del giorno…

PRESIDENTE. Scusate, non è prevista nessuna interruzione del Consiglio. I lavoratori dell'AIAS hanno comunicato stamattina la richiesta di incontro e gli è stato notificato che per motivi organizzativi non era possibile accedere a questo incontro, quindi…

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Ma infatti chiediamo un'interruzione dei lavori per aver un incontro con la minoranza, non stiamo chiedendo di coinvolgere la maggioranza.

PRESIDENTE. Ma non è corretto! Mi dispiace ma io non son d'accordo a sospendere il Consiglio per un incontro di questo genere. Scusate, ma abbiamo anche altre delegazioni sotto che aspettano l'incontro.

Discussione, ai sensi dell'articolo 102 del Regolamento, e approvazione della proposta di legge Congiu - Cherchi - Desini - Manca - Unali: "Misure in favore degli ex lavoratori del polo industriale di Ottana". (526)

PRESIDENTE. Il successivo punto all'ordine del giorno reca la discussione della proposta di legge numero 526, ai sensi dell'articolo 102 del Regolamento.

Dichiaro aperta la discussione generale.

E' iscritto a parlare il consigliere Gianfranco Congiu. Ne ha facoltà.

CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). Grazie, Presidente. In occasione della Conferenza dei Capigruppo del 12 dicembre 2017 abbiamo avuto modo di apprendere come 130 lavoratori riconducibili a diverse aziende insediate nel polo industriale di Ottana son rimaste escluse da un percorso di mobilità in deroga a valere per gli anni 2016-2017. La situazione aveva dell'incredibile, è stata raccontata in quella sede, e all'esito di quel confronto, a partire dal Presidente della Regione per passare poi a tutti i Capigruppo, assumemmo l'impegno di gestire il problema di queste 130 famiglie. Lo abbiamo gestito in che modo? Intanto inserendo nel progetto Lavoras una misura finanziaria specifica dedicata a questi lavoratori, vi sono state poi delle alterne vicende, soprattutto dal punto di vista burocratico e formale, che hanno impedito di utilizzare quella provvista finanziaria nell'ambito del progetto Lavoras, e a quel punto è stata presentata una iniziativa condivisa da tutti i Capigruppo tesa al riconoscimento di un'una tantum, che sostanzialmente, agganciandosi alla disponibilità finanziaria inserita nel progetto Lavoras di cui alla legge di stabilità 2018, liquidasse ai 130 lavoratori pregiudicati un'una tantum che fosse compensativa del danno che gli stessi hanno subito. Cosa stiamo facendo oggi; stiamo modificando quindi la legge di stabilità, stiamo modificando quindi la legge finanziaria, nella misura in cui dislocata quelle poste finanziarie nel piano Lavoras, e le stiamo sostanzialmente attribuendo direttamente ai 130 lavoratori. Con questo dimostriamo di essere conseguenti non tanto all'impegno che è stato assunto dalla Regione ai suoi più alti livelli, ma soprattutto con gli ordini del giorno 86 e 87 licenziati da questo Consiglio, dove da un lato si chiedeva l'avvio urgente del riconoscimento dello stato di area di crisi complessa per Ottana, e successivamente, proprio con riferimento ai 130 lavoratori, veniva approvato all'unanimità un ordine del giorno per rimuovere qualsiasi tipo di ostacolo che impedisse a queste 130 persone la fruizione di un beneficio del quale avevano diritto. La proposta di legge oggi chiedo che venga sottoscritta da tutti i Capigruppo, da tutto il Consiglio, in coerenza con gli impegni che sono stati assunti il 12 dicembre, e per far questo i firmatari della proposta di legge, che hanno semplicemente firmato per consentire l'avvio dell'iter, ovverosia i consiglieri Desini, Cherchi Manca e Unali, ritirerebbero a questo punto la loro sottoscrizione per favorire l'adesione più ampia, nell'auspicio che questa manovra di legge diventi patrimonio di tutta l'Aula consiliare.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Francesco Sabatini. Ne ha facoltà.

SABATINI FRANCESCO (PD). Solo per esprimere, Presidente, la piena condivisione del provvedimento che è all'esame di questo Consiglio, e anche delle affermazioni testé fatte dal Capogruppo Congiu, e volevo ricordare che è stato presentato alla Camera un emendamento che prevedeva l'istituzione della cassa integrazione per questi operai, e che l'attuale maggioranza ha inteso bocciare quel provvedimento. Io credo che le forze politiche presenti in quest'Aula, unitariamente, debbano lavorare per ripresentare alla prima occasione alla Camera e al Senato lo stesso provvedimento, perché trovo davvero ingiusto che quei lavoratori vengano estromessi, seppur per un errore che è stato compiuto in passato, vengano estromessi da un provvedimento che preveda agli ammortizzatori sociali. È chiaro che noi abbiamo il dovere di sopperire, di venire incontro, e quindi questo provvedimento dà una risposta che lo Stato non è stato in grado di dare. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Luigi Crisponi. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Per confermare l'interesse e l'adesione alla proposta poc'anzi avanzata dal collega, per sottoscriverla come Gruppo, e vorrei anche apporre personalmente, ove fosse possibile, anche la mia firma personale. Le vicende di Ottana, come purtroppo ci mostrano quotidianamente le cronache, sono sempre mortificate da una serie di vicende in cui si segnala sempre una manchevolezza e una disattenzione, che spesso va a mortificare proprio le figure centrali dei processi che riguardano desolatamente quel territorio, e si tratta dei lavoratori di quel compendio industriale. Allora credo che questo tipo di proposta abbia la necessità di un'ampia condivisione, di un favorevole apprezzamento da parte dei Gruppi consiliari, e naturalmente anche di tutti i Consiglieri che spero e auspico col loro voto personale vorranno dare una quota di sollievo alle difficoltà, alla sofferenza di lavoratori, che altrimenti rimarrebbero esclusi non solo dai processi produttivi, ma anche da quelli di assistenza e di incoraggiamento per poter affrontare difficoltà che naturalmente non possono certamente in alcun modo essere in capo a loro stessi. Quindi adesione e voto favorevole da parte dei Riformatori Sardi.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SDP). Per aggiungere la firma come Capogruppo e per dichiarare il voto favorevole mio e di tutto il Gruppo, e per ringraziare il capogruppo Gianfranco Congiu per aver proposto questo dispositivo che rende giustizia a dei laboratori purtroppo sino ad ora bistrattati. Devo anche dire che non è vero, per rispondere a chi in questi giorni sta dicendo che il Consiglio regionale, parlo dell'intero Consiglio regionale, parla di Ottana solo oggi, perché purtroppo di Ottana in questo in questo Consiglio ne stiamo parlando dal primo anno dell'inizio di questa di questa legislatura. Posso essere d'accordo sul fatto che non siano stati ottenuti grandi risultati, ma sicuramente questi non sono da addebitare a questo Consesso. Devo però dire che tutto quello che la Commissione d'Inchiesta sul Sito industriale di Ottana ha visto in quel Sito, che davvero fa gridare vendetta, fa accapponare la pelle, fa rabbrividire, perché abbiamo visto delle cose che sono uno scempio ambientale incredibile, che se non viste personalmente sicuramente non rendono per la loro gravità… stanno tutti discutendo di Ottana, quindi ognuno sta scambiando opinioni… e dico, però tutto questo non è sicuramente addebitabile agli ultimi quattro o cinque anni di politica regionale, perché credo che quei mostri di amianto, quei fiumi di acidi, quella lana di vetro cancerogena buttata dappertutto in quei chilometri, in quegli ettari di terreno, sicuramente non sono da addebitare ai consiglieri regionali o alla Giunta di questa legislatura, non siamo andati lì sicuramente a spargere veleno e veleni in quel sito creando tutte quelle situazioni che, anche a livello sanitario, hanno segnato la vita di tantissimi abitanti di quel territorio e di tantissimi lavoratori di quel territorio. Quindi ognuno di noi si dovrà e si deve assumere le proprie responsabilità, però - ripeto - è sbagliato dire che sino ad oggi non si è fatto nulla, che oggi si stanno facendo passerelle perché fra qualche mese ci saranno le nuove elezioni regionali, perché basta fare qualche passo indietro, basta controllare gli atti che sono stati portati dentro questo Consiglio e a quel punto ci renderemo conto e si renderanno conto quelle persone che dicono il contrario che stanno dicendo delle cose che non rispondono alla verità.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Paolo Truzzu. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Fratelli d'Italia Sardegna). Presidente, noi come Gruppo voteremo a favore di questo provvedimento esclusivamente per rispetto nei confronti dei 130 lavoratori e delle loro famiglie. Lo voglio dire con molta chiarezza perché è una situazione sotto un certo punto di vista abbastanza kafkiana, dove si affastellano una serie di responsabilità che sono politiche-amministrative che non ci dobbiamo sicuramente dimenticare e far finta di nascondere sotto il tappeto come si fa con la polvere. Parliamo di 130 lavoratori e 130 famiglie che sono rimaste fuori dal sistema di ammortizzatori sociali in un territorio che vive una crisi mostruosa, una crisi che è figlia di scelte di politica industriale sbagliate a monte, di cui qualcuno ha la chiara responsabilità di scelte che sono contrarie e che sono sempre state contrarie a quelle che sono la logica e naturale vocazione del territorio e che rispondevano ad una visione ideologica e che sono frutto anche di una depredazione del territorio che costantemente è stata avanzata da soggetti imprenditoriali che sono stati appoggiati da politici, da scelte chiare della politica. Noi questo non ce lo dobbiamo dimenticare. Lo facciamo oggi per rispetto di queste famiglie, con la speranza che tutte le altre crisi, tutte le altre situazioni di difficoltà che ci sono e che si vivono in Sardegna possano avere da questo Consiglio la stessa attenzione, perché non vorremmo che ci fossero dei figli, come dire, che sono un po' più coccolati dalla politica regionale ed altri che invece sono trascurati e dimenticati.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Presidente, per porre anche la mia firma su questo documento, essendo un "102" l'abbiamo portato in Aula senza che il testo fosse discusso in Commissione. Va detta una questione: qua stiamo discutendo dei lavoratori di Ottana che non hanno previdenze previste per gli anni 2016-2017, nessun tipo di ammortizzatore sociale previsto per loro, per cui è un intervento specifico e condivido l'idea che quando si fanno discussioni, in questo caso parliamo nello specifico dei lavoratori di Ottana, non possiamo trascurare perché vengono alla mente tanti altri lavoratori di tante altre imprese, tante altre aziende della Sardegna che hanno più o meno le stesse condizioni che noi dovremmo trattare. Per cui in genere operazioni di questo tipo vanno fatte con un quadro di insieme complessivo che riguarda l'intera Regione Sardegna per evitare di fare, non dico figli e figliastri, perché qua stiamo parlando di un periodo temporale che riguarda gli anni 2016-2017, per cui bisogna intervenire per sanare un periodo di tempo nel quale non si è intervenuto in alcun modo, tenuto conto anche che per Ottana abbiamo fatto una Commissione speciale d'inchiesta, un gruppo di lavoro che si sta occupando nello specifico di verificare anche le questioni che riguardano l'inquinamento, le questioni ambientali e tutto il lavoro che probabilmente andava fatto anche prima e tuttavia che adesso stiamo facendo. Per cui va bene, va bene procedere in questo modo, credo che sia necessario prendere l'impegno di fare una verifica puntuale di tutte le situazioni presenti in Sardegna analoghe o simili che devono essere affrontate per evitare di avere i lavoratori che vengono trascurati in situazioni per le quali invece noi interveniamo puntualmente. Lo abbiamo fatto in molti casi per il Sulcis, lo facciamo ora per Ottana, magari bisognerà intervenire per i lavoratori del Medio Campidano, della Legler o di altri perché le situazioni, come dire, complesse sono tante. Ci sono luoghi che hanno i requisiti previsti da aree di crisi industriale, altre aree non ce li hanno, per cui bisogna proprio fare una puntuale analisi delle situazioni totali che ci sono presenti nella nostra Isola ed affrontarle tutte. Per il momento va bene questo documento, lo votiamo, lo sosteniamo, lo firmiamo con l'impegno che nei prossimi giorni da subito vediamo se in qualche misura qualche altro lavoratore, di qualche altra impresa, di qualche altro luogo della Sardegna è stato trascurato.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Presidente, per senso di responsabilità siamo rimasti in aula per votare questa legge, così come per senso di responsabilità abbiamo firmato e aderito alla disponibilità per la "102" per poterla portare in Aula velocemente, senza nessun passaggio in Commissione, però al collega Congiu confesso che avrei gradito una presentazione della legge come Capigruppo, non come Gruppo del Partito dei Sardi, perché diventa anche riduttivo, l'impegno dei Capigruppo era quello di dare la disponibilità, ma in questi casi mi permetto di dire senza nessuna nota polemica, il buon senso vuole che la legge venga in qualche modo presentata dai Capigruppo. In ogni caso sul tema della legge è chiaro che qua si tratta di 130 famiglie che hanno cessato il rapporto di lavoro a seguito della liquidazione della società, è un atto di giustizia nei confronti di queste famiglie, però è altrettanto vero che in altri territori della Sardegna non c'è stata la stessa attenzione, mi riferisco soprattutto ai lavoratori della ex Rockwool chiamati, per identificarli, gli invisibili e son rimasti tali perché la politica regionale non è riuscita a mettere in piedi un testo legislativo che consentisse anche per loro, in identica misura, di ottenere gli stessi benefici. Ne prendiamo atto, ma siamo comunque come UDC Sardegna favorevoli a votare questa proposta di legge e ci auguriamo che presto venga messa mano anche a tutti quei casi identici in Sardegna che riversano nella stessa identica situazione.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Presidente, solo per confermare la piena adesione al documento, ma per specificare anche che quando viene introdotto in Aula col "102" e bene ha fatto il Presidente nell'annunciarlo, c'è la firma di tutti i Capigruppo, quindi non ho capito se ciascuno di noi deve rimettere in discussione la propria firma, per dire: "La rifirmo". Se altri vogliono aderire ben vengano e diamo per adesione di tutto il Consiglio salvo chi non ci sta, ma il problema è che una volta per tutte si capisca che noi si è andati in quella direzione. Il problema di Ottana è un problema grave e non è vero che non se ne è trattato, se ne è trattato in un'altra circostanza, anche prima che scappasse altrove qualche furbo o furbetto della circostanza, che ha fatto da Oristano a Ottana e da Ottana mi pare che sia nei paesi dove c'è quel tipo di clima che si sta addensando anche nei nostri territori. Che sia Thailandia, che sia dove sia non mi interessa, il problema che su Ottana ci si è soffermati in più di una circostanza e non si è mai arrivati ad una soluzione, non solo condivisa, ma certamente che fosse da pungolo vero, essenziale e da riscoprire tutti i danni che nel tempo si sono arrecati, anche da parte della pubblica amministrazione all'interno di quella gestione di zona industriale. A me non sfuggono tutti i problemi che sono emersi nei tempi trascorsi, se c'è da fare delle denunce si facciano, perché non credo che anche Ottana voglia vivere secondo il Sulcis con ogni quattro, cinque anni che ha un rifinanziamento, perché non si riesce a trovare una soluzione seria che dia risposte alla gente che ha bisogno di lavorare. Qui si fa predica, si discute e non si controlla neanche quello che è l'amministrazione diretta di ciascun Assessorato. Lo dico perché è grave che ci siano degli sprechi in tutte le circostanze e spesso e volentieri non vedo l'agricoltura oggi, l'agricoltura si lascia fare a dei funzionari che tra l'altro andavano perseguiti per legge! E' ora di finirla di pensare che siano i singoli consiglieri che deflettono da quella che è la verità e la legalità, è ora di ricercare chi effettivamente compie dei danni e chi fa del male! Quindi Ottana ci debba insegnare che cosa c'è dietro e che cosa è avvenuto, sia come direzione politica ma anche come amministrazione. Noi siamo più che solidali non solo con i 139 dipendenti che oggi rischiano di perdere il posto ma con tutti coloro i quali l'hanno perso, con tutti coloro i quali hanno necessità di trovare un posto di lavoro per dignità di famiglia, per dignità personale, per liberarlo da quelli che sono i bisogni. E' ora che ciascuno di noi faccia una sacrosanta analisi di se stesso e si comporti conseguentemente anziché lasciare spesso e volentieri le parole in libertà.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Stefano Coinu. Ne ha facoltà.

COINU STEFANO (FI). Chiaramente per dichiarare la nostra sottoscrizione e apporre la firma di tutto il Gruppo a questa proposta di legge che è ovviamente condivisibile, su questo non ci piove, ma vorrei fare alcune considerazioni. E' chiaro che quando si interviene su ogni cosa dopo e si interviene un po' tardi si deve cercare sempre di sopperire attraverso anche provvedimenti di questo tipo che chiaramente vanno nella direzione giusta di risolvere un problema serio nei confronti di lavoratori che perdono il posto di lavoro. Vorrei però porre l'attenzione di questo Consiglio sul fatto che quando uno è in cassa integrazione o quando a uno manca quello che serve per andare avanti tutti i mesi, anche un giorno è importante, un mese è importante. Dal 2016 a oggi questa situazione, sicuramente posso immaginare quale è stato lo stato d'animo di questi lavoratori che hanno subito questo e dico questo perché, per prendere spunto e per dire che qualunque cosa si faccia nei confronti di Ottana, nei confronti di qualunque lavoratore che perde il posto di lavoro, va fatto per tempo e se è possibile bisogna prevenire piuttosto che curare. Riguardo alla Commissione d'inchiesta di Ottana cui mi rifaccio, penso che questa sia ovviamente tardiva, penso anche comunque che non ha senso parlare dei ritardi ma piuttosto sarebbe bene cominciare a vedere in quella Commissione anche qualcosa che serva al futuro perché questa non si limiti semplicemente a fotografare quello che noi abbiamo visto ieri in quei siti che non è soltanto un degrado da un punto di vista ambientale, non è soltanto inquinamento, è anche tanto altro, è il senso proprio di abbandono di un territorio, è la desolazione che c'è in un territorio che invece da quella industria avrebbe dovuto avere un rilancio. Poiché adesso siamo in una fase in cui tutto ciò è già avvenuto, io penso che sia nostro dovere non sempre inseguire ma progettare e programmare. Io spero e faccio un invito chiaramente al Presidente della Commissione e a tutti i componenti a far sì che questo diventi un momento di proposta in cui la regione Sardegna si pone finalmente con autorevolezza nei confronti e nei rapporti con chi in questa regione viene sistematicamente a prendere piuttosto che a dare. E' un atteggiamento eccessivamente lassivo che ha investito un po' tutti, io non voglio fare ovviamente distinzioni ma vorrei che noi avessimo anche in una fase finale di questo mandato il merito di avere iniziato un percorso che a seguire porti a risolvere questi problemi. Quindi, ripeto, il nostro voto è favorevole e condividiamo in pieno la proposta.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta esprime parere favorevole su questa proposta di legge e vorrei mettere in evidenza che dare la possibilità di questo contributo economico una tantum può essere fatto solo attraverso una norma di legge, le altre due possibilità che sono previste, la partecipazione a interventi di politica attiva, l'impiego nei cantieri sono ovviamente cose che erano già in gioco, che i lavoratori conoscevano già, ma ovviamente adesso si apre nel momento in cui la legge sarà approvata anche questa ulteriore possibilità del contributo una tantum. Approfitto per dire quello che altri consiglieri hanno già ricordato ovverosia che su Ottana siamo tutti impegnati molto, è impegnata la Giunta regionale, è impegnato il Consiglio regionale sia con la Commissione d'inchiesta sia attraverso il lavoro continuo che i consiglieri del territorio stanno svolgendo. Ricordo che la Giunta ha attivato una unità di crisi che poi è stata affiancata dal gruppo di coordinamento del territorio e si sono già dati interventi concreti, abbiamo messo a disposizione 2 milioni per interventi urgenti all'interno dell'area del consorzio industriale non per fare le bonifiche che richiedono ovviamente risorse economiche ben maggiori e anche il coinvolgimento ovvio e obbligato dei privati, per la serie che chi ha inquinato deve pagare l'inquinamento fatto, però questi 2 milioni potranno servire per fare quelle opere di rifunzionalizzazione necessarie. Ricordo che abbiamo stanziato 5 milioni di euro per gli investimenti dell'Antica fornace che sta facendo un importante piano di ampliamento dei propri impianti, 4 milioni per gli aiuti alle imprese, di un bando nel territorio di Ottana per le piccole e medie iniziative che darà certamente prospettive diverse anche per quelle iniziative che riguardano l'artigianato, il turismo, il comparto dell'agroindustria e infine 2 milioni per ulteriori interventi specifici sul mercato del lavoro con le politiche attive dell'area. Quindi sono una serie di interventi che vanno oltre l'emergenza. Con questa legge si interviene su un gruppo ben definito di 130 lavoratori che erano stati esclusi per motivi diciamo davvero fortuiti dagli ammortizzatori in deroga negli anni 2016 e 2017, però è importante anche pensare che stiamo mettendo in campo un intervento più strutturale per dare risposte di lungo periodo a tutta l'area.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Domenico Gallus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

GALLUS DOMENICO (PSd'Az - La Base). A nome del Gruppo sardista per apporre anche noi le firme sulla proposta di legge e per ribadire il nostro voto a favore della proposta stessa, ovviamente con la sensibilità che ha sempre contraddistinto questo Gruppo, ovviamente siamo vicini in modo particolare in questo caso a Ottana. Con questa precisazione o meglio con questo auspicio noi ci auguriamo appunto che l'attenzione si sposti verso altri lavoratori che purtroppo vivono il dramma che adesso stanno vivendo a Ottana ma di cui conosciamo anche l'esistenza attualmente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Emilio Usula per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

USULA EMILIO (Gruppo Misto). Intervengo per esprimere naturalmente il pieno sostegno a questa proposta e per ringraziare anche la disponibilità a renderla unitaria. Ieri la Commissione di inchiesta su Ottana ha certificato quanto già noto a tutti sullo stato di inquinamento, di abbandono e di degrado di quel sito, una situazione di cui tutta la politica si deve sentire responsabile e si deve sentire chiamata a intervenire in tempi rapidi. Ancora più e ancora di più siamo perfettamente consapevoli che oltre al disastro ambientale in quell'area si è di fronte in quelle zone a un disastro sociale certificato da malessere, dalla disoccupazione, dall'abbandono scolastico, dallo spopolamento di quei territori. Questo provvedimento, pur parziale e quasi estemporaneo, va comunque nella direzione giusta per assicurare un po' di sostegno a 130 lavoratori, 130 famiglie, è un provvedimento sicuramente non sufficiente. E dico anche basta con gli interventi una tantum che sanno di atteggiamenti paternalistici e non strutturali, questo di oggi comunque va nella direzione giusta, chiedo di apporre la mia firma e dichiaro il voto favorevole. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Rossella Pinna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PINNA ROSSELLA (PD). Presidente, io intervengo a supportare e a rafforzare quanto dichiarato dal mio Capogruppo, Pietro Cocco, è necessario allargare il fronte perché non voglio aprire una guerra fra poveri, perché non sarebbe necessario né corretto, ma esiste un'altra Ottana, esiste una Ottana tra Villacidro, Guspini e San Gavino dove ci sono anche oltre 300 lavoratori della ex Keller privi di ammortizzatori sociali dal primo gennaio del 2018, che non hanno nessuna possibilità di futuro, almeno non in questo momento, non se ne intravede. Nei mesi scorsi è stato istituito un tavolo di crisi che è formato da organizzazioni sindacali, da sindaci, da tutti i rappresentanti delle Istituzioni del territorio per chiedere con forza alla Regione, alla Giunta regionale, anche conto e qui faccio anche una denuncia, del rispetto dell'articolo 5 della legge 5, cioè la legge di stabilità del 2016, nella quale si chiedeva che entro 90 giorni si verificassero i requisiti per l'istituzione dell'area di crisi complessa, o dell'area di crisi nel Medio Campidano. Ricordo che il Medio Campidano continua ad occupare il primo posto in quella triste classifica di province o aree d'Italia più povere, con più disoccupati, con più persone in cerca di lavoro. Ottana merita tutta la nostra attenzione, ma non deve essere una attenzione esclusiva, quindi la mia preoccupazione e il mio richiamo alla Giunta, e a questo Consiglio, è che si intervenga anche velocemente nelle prossime settimane, nei prossimi giorni, per trovare una soluzione anche estendendo al Medio Campidano, area Villacidro - San Gavino -Guspini, la possibilità di essere incluse nell'area di crisi complessa del sud Sardegna, dal momento che facciamo parte della medesima provincia. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Desini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DESINI ROBERTO (Partito dei Sardi). Presidente, semplicemente per esplicitare un concetto secondo il quale a seguito dell'assemblea che il Partito dei Sardi ha indetto, e che comunque è stata condivisa e partecipata da molte forze politiche, lo scorso 20 aprile noi siamo usciti dall'assemblea pubblica di Ottana con un messaggio molto chiaro che ci è pervenuto dal mondo dei lavoratori, dai responsabili, dagli enti locali e da tutti coloro i quali vivono in quel territorio, e abbiamo preso un solenne impegno che per quanto riguarda le vertenze che in questo momento riguardano Ottana, ma tutte le vertenze che riguardano l'isola di tutti i sardi, noi abbiamo condiviso il principio secondo il quale diciamo "Mai più divisi". Ecco il motivo per il quale, a nome dei colleghi del gruppo, Augusto Cherchi, Piermario Manca e Sandro Unali ritiriamo le firme da questa proposta di legge, per far sì che tutti i capigruppo, così come hanno dato la disponibilità per portarla in Aula con un 102, la sottoscrivano e perché questo provvedimento sia un provvedimento di tutta l'Aula, non soltanto di una parte politica, o soltanto di una parte di un territorio. In questo caso stiamo parlando di Ottana, ma anche alla luce degli interventi dei colleghi che mi hanno preceduto, come la collega Pinna, o di altri territori che hanno messo in evidenza alcune criticità, con questo spirito vorremmo affrontare i problemi e tutte le vertenze che riguardano tutti i Sardi. Ecco il motivo per il quale comunichiamo che ritireremo le nostre le nostre firme.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianni Lampis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LAMPIS GIANNI (Fratelli d'Italia Sardegna). Presidente, come ha già preannunciato il mio Capogruppo non ci sottrarremo alla responsabilità verso i lavoratori nel sostenere questo documento, ma come ha fatto poc'anzi la consigliera Pinna di fatto anch'io non posso esimermi dal denunciare che purtroppo si corre il rischio con queste iniziative, a tratti anche solitarie, mi assumo anche la responsabilità di quello che dico, ci si assume la responsabilità dicevo di creare compartimenti stagni tra la povertà di questa isola, e questo è il più grande errore che un'Assemblea legislativa come la nostra può compiere. Perché, badate bene, la situazione di Ottana non può certamente passare sottotono, ma ci sono tante altre situazioni che meritano come Ottana la dovuta attenzione della politica, del Consiglio regionale, ma soprattutto della Giunta regionale, che è l'organo esecutivo che ha il ruolo di porre in essere tutte quelle iniziative opportune per scongiurare quello che da anni noi chiamiamo lo spopolamento, la fuga da questi territori. Lo diceva la collega Pinna, nel Medio Campidano c'è la Keller. L'assessore Paci è intervenuto prima, ci saremmo aspettati da lui, visto anche l'incontro che ha avuto con una delegazione di lavoratori a San Gavino Monreale, ci saremmo aspettati da lui che tra le varie iniziative citate si parlasse anche della Keller, e invece sulla questione Keller son passati oltre tre mesi e non sappiamo nulla, sappiamo solo che c'è stato un bando deserto pubblicato dal proprietario, dal Consorzio industriale di Villacidro, si è parlato di Invitalia, si è parlato di tante cose. Ho chiesto e ottenuto, grazie anche alla sensibilità del Presidente della Commissione Industria, l'audizione dell'assessore Piras, che ha detto tante cose, però oggi siamo con un pugno di mosche in mano. Non possiamo ritenerci soddisfatti assolutamente da questa disparità di trattamento tra poveri. Lì ci sono famiglie, ci sono padri di famiglia che dal primo gennaio di quest'anno non sanno come comprare la cancelleria per i propri figli che devono andare a scuola, non sanno come pagare le tasse universitarie, forse non sanno come pagare le utenze della propria abitazione. Ecco, io ritengo che arrivati a questo punto quest'Aula oggi possa prendere un impegno, prima dell'approvazione finale di questa legge, e che si possa approvare un ordine del giorno sulla questione Keller, debba essere fatto, stante il silenzio che su questo tema alberga da diverse settimane. Quindi questa è la proposta che formulo, Presidente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Crisponi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Presidente, giusto per ribadire la mia adesione personale alla proposta di legge e anche alla proposta che faceva poc'anzi il collega Desini, nel eventualmente accettare le firme di tutti quanti i Capigruppo, che attestino la volontà complessiva dell'Aula in questo modo ad una proposta di legge così importante. Ma è importante per tutta una serie di motivi. E' importante perché si deve sopperire ancora una volta, come Consiglio regionale della Sardegna, alle deficienze dello Stato. Dobbiamo intervenire perché la legge prevede che ci sia una sorta di ristoro per chi non è stato beneficiato dalla insufficienza delle risorse statali. Dobbiamo intervenire, e la testimonianza è stata proprio quella di ieri, quando si è preso atto dello scempio e del disastro ambientale proprio in quel compendio industriale, dove anche in quel caso è assente lo Stato che non ha trovato le risorse per le bonifiche, dove lo Stato non ha messo a disposizione le risorse governative, obbligando i soggetti che hanno abbandonato quei territori e quei perimetri che davano lavoro e sostegno. Ed entriamo proprio in un ambito che non è più solamente quello del lavoro, cari colleghi, il problema è che lì la desertificazione operaia dei lavoratori significa la sconfitta e la desertificazione sociale, e questa è la sconfitta peggiore alla quale possiamo assistere. Vi assicuro, cari colleghi, che probabilmente una visita nell'impianto di Ottana, in quell'area industriale, farebbe molto bene, non solo come ha fatto bene ai colleghi componenti la Commissione d'inchiesta, ma farebbe bene, molto bene, alla conoscenza di ognuno di voi presenti e seduti nei banchi del Consiglio regionale della Sardegna, per prendere atto di che cosa significa, organizzare, illudere e poi mestamente chiudere tutto e derubricare il tutto a deserto. Noi naturalmente dobbiamo rifiutare azioni di questo genere perché sono una sconfitta anche per la politica, se la politica sa trovare momenti di unità, come in questo caso, intorno ad un progetto ed una proposta di legge che faccia il paio con iniziative che vadano a supporto del dolore e della difficoltà di un intero territorio, che è quello in questo caso di cui si dibatte che è quello della cittadina di Ottana, allora credo che la politica abbia raggiunto davvero il suo scopo e in questo caso naturalmente beneficia del consenso non solo dei consiglieri d'Aula ma anche di quanti che dall'esterno stanno seguendo i lavori in seno al Consiglio della Sardegna, E allora, ancora una volta, per ribadire il voto favorevole a questa proposta di legge.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Fabrizio Anedda. Ne ha facoltà.

ANEDDA FABRIZIO (Gruppo Misto). Grazie Presidente, il provvedimento con proposta di legge oggi in discussione è condivisibile nel momento in cui si ragiona di dare assistenza ai lavoratori senza più ammortizzatori sociali. Provvedimenti di questo tipo andrebbero applicati anche in altre situazioni presenti in Sardegna perché la Sardegna è tutta una crisi. Voto a favore, ma il voto a favore non deve servire come discolpa delle nostre responsabilità sulla situazione del fallimento dell'industria sarda. A Ottana, come nelle altre aree industriali in crisi, bisogna ragionare con le attività produttive per far ripartire la produzione, se chiedi ad un disoccupato di cosa ha bisogno la risposta è scontata: lavoro e, al momento, assistenza. Bisogna chiedere alle imprese di cosa hanno bisogno per assumere e far ripartire l'economia, c'è un'azienda oggi che conta 1400 dipendenti circa, che è in crisi, a debito con i dipendenti con 10 - 12 mensilità, cosa aspettiamo a una seria discussione di supporto dei dipendenti e dell'azienda che palesemente è in crisi, perché lo stiamo vivendo tutti i giorni, e sto parlando dell'AIAS, cosa aspettiamo a discutere e a cercare di dare risposte all'azienda, ai dipendenti e, allo stesso tempo, logicamente ai fruitori del loro servizio, dei pazienti.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gianfranco Congiu. Ne ha facoltà.

CONGIU GIANFRANCO (Partito dei sardi). Solo per ribadire un concetto, Presidente e colleghi. Quando si aprì la finestra normativa sulla erogazione della indennità di mobilità in deroga per gli anni sedici e diciassette, ci fu un'adesione di centinaia, per non dire migliaia di lavoratori sardi, rispetto alle quali graduatorie rimasero fuori 130 lavoratori, guarda caso del polo industriale di Ottana, questa non è una legge che interviene su un dimensionamento territoriale specifico, ma è una legge di riequilibrio sociale che prende atto di una grave disuguaglianza, creatasi per una interpretazione normativa ministeriale capziosa creatasi per un corto circuito che non ha permesso a 130 lavoratori di un polo industriale in crisi di avere il tempo necessario per poter presentare domande alle quali erano legittimati e per la quale avevano tutti i diritti. Quest'Aula si è già contraddistinta per interventi settoriali di riequilibrio sociale, mi ricordo ultimamente l'attenzione che abbiamo dedicato ai laboratori di Saremar, e tutto questo ha una matrice politica, una scelta ben precisa che abbiamo fatto noi, e ciò quella di andare a disinnescare i problemi quando si presentano, non a fare un mare magnum all'interno del quale far gravitare migliaia di posizioni perché abbiamo scoperto che quello è il modo migliore per non risolvere i problemi. Sarà ovviamente favorevole il mio voto, sono lieto che tutta l'Aula abbia aderito a questa iniziativa favorita da quanti coloro hanno ritirato la loro disponibilità originariamente data solo per favorire questo momento di innesco del dibattito politico.

PRESIDENTE. Metto in votazione il passaggio agli articoli.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Chiedo che si proceda con votazioni nominali.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 1.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1:

Art. 1

Misure in favore degli ex lavoratori
del polo tessile

1. È autorizzata per l'anno 2018 la spesa di euro 2.315.000 per l'attuazione di un programma di interventi in favore degli ex lavoratori del polo industriale di Ottana, cessati dal rapporto di lavoro a seguito della liquidazione delle rispettive società e non sostenuti dagli ammortizzatori sociali ordinari e in deroga con riferimento agli anni 2016 e 2017 e che abbiano presentato istanza di concessione della mobilità in deroga completa della relativa documentazione secondo le disposizioni dell'Assessorato regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale del 27 marzo 2017, che si trovino in una situazione di ridotta occupazione successiva al licenziamento (missione 15 - programma 03 - titolo 1). Il programma consente ai lavoratori di fruire alternativamente di una delle seguenti misure:

a) concessione di un contributo economico una tantum a compensazione della ridotta rioccupazione successiva al licenziamento;

b) partecipazione a interventi di politica attiva del lavoro;

c) impiego nei cantieri di cui all'articolo 29, comma 36, della legge regionale 9 marzo 2015, n. 5 (legge finanziaria 2015).

2. Con deliberazione della Giunta regionale, approvata entro il termine di quarantacinque giorni dall'entrata in vigore della presente legge su proposta dell'Assessore competente in materia di lavoro, sono definiti i criteri e le modalità di attuazione delle misure previste nel comma 1.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 2. All'articolo 2 è stato presentato l'emendamento numero 1, sostitutivo totale.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2:

Art. 2

Norma finanziaria

1. Agli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge, quantificati in euro 2.315.000 per il 2018, si fa fronte mediante utilizzo di pari quota delle risorse iscritte in conto della missione 15 - programma 03 - titolo 1 del bilancio regionale per le medesime finalità.)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Gianfranco Congiu.

CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). Sì, la ragione per la quale ho presentato l'emendamento è assolutamente tecnica, è una precisazione delle fonti di provenienza finanziaria rispetto ad una imprecisione del testo originario, ovviamente favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere è favorevole.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 3.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 3:

Art. 3

Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore il giorno della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione autonoma della Sardegna (BURAS).)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 3.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

È stata chiesta una sospensione di dieci minuti per l'elaborazione di un ordine del giorno unitario. Quindi sospendiamo la seduta per dieci minuti.

Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Cogliamo questa sospensione per chiederle di aspettare il nostro rientro in Aula perché, diversamente, gliene chiederemo un'altra tecnica.

PRESIDENTE. Dieci, quindici minuti?

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Va bene, grazie.

(La seduta, sospesa alle ore 12 e 40, viene ripresa alle ore 13 e 22.)

PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato un ordine del giorno. È stato presentato dopo la chiusura della discussione generale, quindi si può soltanto intervenire per dichiarazione di voto.

Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere politico è totalmente favorevole, dal punto di vista dell'attuazione fa riferimento a delle norme e noi seguiamo la legge.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'ordine del giorno numero 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di legge numero 526.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio approva).

Discussione generale della proposta di legge Lotto - Crisponi - Ledda - Tedde - Anedda - Comandini - Contu - Desini - Gaia - Lampis - Moriconi - Rubiu - Tendas - Dessí - Meloni Valerio - Usula - Sabatini - Manca Pier Mario - Lai - Dedoni - Collu - Cocco Daniele Secondo - Solinas Antonio - Meloni Giuseppe - Cocco Pietro - Zanchetta: "Norme per la lavorazione, la trasformazione e il confezionamento di prodotti agricoli esclusivamente aziendali". (506)

PRESIDENTE. Il terzo punto all'ordine del giorno reca la discussione della proposta di legge numero 506/A.

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Luigi Lotto, relatore.

LOTTO LUIGI (PD), relatore. Non voglio rubare molto tempo ai colleghi, questa è una leggina che tratta l'argomento del creare le condizioni affinché le aziende agricole abbiano procedure semplificate, se entrano nell'ottica di trasformarsi in azienda, parte o tutte le loro produzioni. È un modo per semplificare il percorso a coloro che vedono anche nella trasformazione dei propri prodotti la possibilità di un ulteriore valore aggiunto per le produzioni. Sono norme che si stanno introducendo un po' in quasi tutte le regioni d'Italia, si tratta di consentire, rientrando comunque all'interno delle norme sanitarie, previste dai regolamenti europei e dalle leggi nazionali, consentire comunque alle aziende agricole di presentarsi sul mercato locale con dei prodotti che sono anch'essi, tra virgolette diciamo così, certificati e garantiti dal punto di vista della sicurezza alimentare. Si consente con questa norma di utilizzare strutture proprie preesistenti o la propria cucina, della propria abitazione, oppure se le dimensioni delle trasformazioni lo richiedono, la realizzazione anche di appositi laboratori che possono essere destinati all'uopo. Per discutere questa legge in Commissione abbiamo sentito oltre che l'Assessore e i funzionari e i dirigenti dell'Assessorato all'agricoltura, anche l'Assessore e i funzionari dell'Assessorato alla sanità, in particolare l'ufficio veterinario regionale ha dato un parere positivo, su come era stata predisposta la legge. Per cui alla fine è stata votata dall'intera Commissione Quinta.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Luigi Crisponi. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Molto in breve, è stata una legge che non ha trovato particolari ostacoli, è stata una legge che abbiamo accolto favorevolmente e lo dimostra il fatto che gli stessi componenti della Commissione hanno poi ritenuto di poter apporre la propria firma, e quindi consolidare il valore di un elemento che probabilmente mancava nello scenario complessivo. Quindi i punti di riferimento naturalmente sono: identità, tradizione, la possibilità di non disperdere conoscenze e storie familiari, che spesso sono rimaste nel chiuso di una famiglia o di una stessa piccola o micro azienda agricola impresa che naturalmente deve scontare tutta una serie di leggi alle quali si deve attenere. E quindi le ragioni del sostanziale benestare perché poi ci si rimanda effettivamente ai richiami e ai dettami legislativi, in modo particolare, quello che è rivolto ai soggetti che fanno capo e riferimento al codice civile quindi al 2135 e quindi agli imprenditori agricoli e ai coltivatori diretti e, naturalmente, alle ferree regole che sono quelle normate appunto dall'Unione europea con i più che noti articoli 852 e 853. Questo praticamente a significare che sì siamo favorevoli al mantenimento e anche a quello sviluppo che può avere favorevoli espressioni di carattere economico e, quindi sostanzialmente, a dare anche l'occasione a una piccola impresa e a una piccola famiglia, che ha naturalmente creduto fin da tempi lontani, nel poter mantenere a reddito le attività aziendali ma che magari, sotto certi aspetti che sono quelli appunto della lavorazione e della trasformazione per la vendita di quei prodotti che fra l'altro molto interesse trovano proprio nelle piccole comunità o negli ambienti rurali. Insomma, immaginate voi che abbiamo voluto dare sostanzialmente forza ed energia a chi produce e magari non ha la possibilità di trovare un mercato. Magari il mercato gli passa proprio davanti casa, davanti alla propria azienda, cioè significa che ci sono dei visitatori, dei turisti, dei passanti che potrebbero incrociare le piccole aziende agricole dove, nonostante la capacità e la qualità di quelle persone, che hanno magari una memoria storica non da poco, proprio sotto il profilo del confezionamento e della preparazione di piccoli prodotti alimentari o agroalimentari, ma facile poter citare naturalmente delle marmellate, dei salumi, delle attività che si riconducono al consumo di piccoli prodotti, che naturalmente accompagnano anche una presenza dei turisti e dei visitatori in territorio sardo. E, allora, perché non poter andar via fortunatamente con qualcosa che certifichi anche il valore e la qualità dell'ambiente e delle buone preparazioni, delle buone produzioni agroalimentari. Ecco, tutti questi elementi messi insieme, naturalmente, hanno fatto ritenere i componenti la Commissione che questa fosse la 506 una proposta di legge da salutare con favore e naturalmente da portare all'attenzione dell'Aula per la sua approvazione. Successivamente, ci sarà l'occasione nella quale potremmo dibattere di un semplicissimo emendamento che ho voluto appositamente presentare perché trovavo ci fosse una sorta di disfunzione fra il titolo della legge, che parla di prodotti agricoli esclusivamente aziendali, e poi nello sviluppo dell'articolato, in modo particolare al comma 1 dell'articolo 1, invece, evidentemente per questioni di pura stesura del testo, si fa riferimento alla trasformazione e confezionamento di prevalente produzione aziendale, quindi significa che c'è una sorta di conflitto fra ciò che enuncia in questo punto specifico il comma 1 dell'articolo 1, quindi l'oggetto della legge, e il testo stesso. Quindi chiederò in quel momento, proprio con la presentazione che ho fatto poc'anzi all'attenzione dei tecnici del Consiglio, r l'eliminazione dell'espressione di "prevalente produzione aziendale" per lasciare solamente di "produzione aziendale".

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Marco Tedde. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Come non condividere questa proposta di legge, non soltanto perché sono cofirmatario ma perché obiettivamente è una proposta di buon senso. Io cambierei la rubrica e inserirei "padroni nella propria azienda", ecco il titolo per questa legge più adeguato potrebbe essere questo: "Padroni nella propria azienda". E' sicuramente una goccia di buon senso in un mare magnum di problemi dell'agricoltura, perché non è che l'approvazione di questa legge ci fa dimenticare i problemi che l'agricoltura sarda sta vivendo, e non è che l'approvazione di questa legge oggi mette in secondo piano tutte le colonne portanti degli errori e delle politiche errate, negligenti della Giunta regionale in materia di agricoltura. Ne possiamo annoverare qualcuna, ma sicuramente l'elenco non è esaustivo, per esempio i ritardi dei bandi PSR, il mancato riconoscimento di ARGEA come organismo pagatore autonomo, i problemi pesantissimi del comparto ovicaprino, i problemi nella produzione del formaggio: sono tutti temi non affrontati o affrontati in modo insufficiente, e ieri, tra le altre cose, apprendiamo che il passaggio dei lavoratori dell'Aras a Laore sulla base della legge 3 è bloccato in quanto il nostro Assessorato ha dimenticato di inviare alcuni documenti. Non so se la notizia sia fondata o infondata, è una notizia che hanno dato dei parlamentari nazionali, l'Assessore competente ha di fatto ammesso la fondatezza della notizia, anche se ha aggiunto una coda per cercare di edulcorare la pillola, però il problema c'è, ed è grosso, è importante: abbiamo discusso questo tema in tanti e per tanto tempo, eravamo convinti che ormai il Ministero avesse tutte le carte per poter dare il parere sull'applicazione della legge 3 per il trasferimento dei lavoratori di Aras a Laore, invece apprendiamo inopinatamente che è tutto bloccato, è tutto sbagliato, è tutto da rifare. Ora, speriamo che questo procedimento abbia un'accelerata, abbia la possibilità di essere esitato velocemente, in modo da non attribuire responsabilità a chicchessia; ripeto, ovviamente, la condivisione mia e nostra di questa proposta di legge è negli atti e nei fatti.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Piermario Manca. Ne ha facoltà.

MANCA PIERMARIO (Partito dei Sardi). Accolgo con piacere questa legge, anche perché è una legge semplice alla quale avevo lavorato a suo tempo, e credo che in linea generale sia una legge che va nella giusta direzione, ci sono due aspetti però che volevo mettere in evidenza.

Si tratta di consentire, quindi colmando una lacuna rispetto anche ad altre Regioni, la possibilità di lavorare e confezionare prodotti agricoli all'interno della propria azienda, ho notato però che non si parla (era una discussione fatta a suo tempo) della possibilità anche di poter macellare e quindi confezionare, invece credo che sia importante all'interno di questa legge prevedere… perché molti di questi prodotti possono essere anche di origine zootecnica, quindi animale, per cui si tratta di partire dalla presenza dell'animale, la possibilità di poterlo macellare e trasformare le carni, per esempio in insaccati. Tenete conto che questo poi varrebbe a salvare anche tutta un'altra serie di situazioni: immaginatevi un'azienda agricola che, per esempio, ha dei porcetti oppure degli agnelli, in questo caso se c'è la possibilità di macellare piccole quantità, come previsto in altre Regioni, abbiamo la possibilità di vendere direttamente questi prodotti senza dover rincorrere invece al macello pubblico, con un aggravio di spese. Quindi una prima annotazione per quanto mi riguarda è questa.

Ho detto che l'articolato va bene, invece avrei qualche cosa da dire riguardo all'articolo 6, "Direttive di attuazione". Sono importanti queste direttive di attuazione perché tutto il testo di legge, forse giustamente, rimane abbastanza vago, dà solamente quello che è lo spirito di questa legge e la direzione in cui stiamo andando, ma nell'articolo 6, "Direttive di attuazione", in particolare abbiamo vari punti, tra cui a), b) e c), in cui si demanda alla Giunta regionale: a), l'elenco degli ingredienti di cui al comma 3 dell'articolo 1, le cose che si possono utilizzare nel caso di trasformazione, per esempio marmellate oppure carne macellata, per quanto mi riguarda; al punto b) i "requisiti dei locali"; al punto c) "le linee guida per la redazione del piano di autocontrollo". Manca secondo me un punto d), che va sempre all'interno di questa legge, dove si demanda alla Giunta di definire quali sono i quantitativi permessi, ovvero quali sono i quantitativi massimi concessi per azienda o tipologia di azienda. Anche questo, non dico di prevederlo in legge, ma è doveroso sapere quali sono i quantitativi che possono essere trasformati da ogni singola azienda o tipologia di azienda, e quindi demandare anche questo alla Giunta, se la Giunta si decide una volta tanto.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC-Sardegna). Abbiamo firmato anche noi questa legge e siamo stati in qualche modo parte attiva nello scrivere la stessa perché riteniamo che sia uno strumento importante per l'agricoltura sarda. L'importanza di questa legge è strategica, perché questa legge consente alle imprese agricole, e non solo, di poter incrementare il proprio reddito con un reddito connesso all'attività agricola, ma consente anche all'azienda agricola di poter esportare i propri prodotti, e quando dico esportare non sto pensando ad un mercato internazionale ma esportare quello che è il bene più importante, cioè il territorio, perché questa legge consente veramente di portare con sé un pezzo di Sardegna, o degustare un pezzo di Sardegna che, come sappiamo, si differenzia di zona in zona, e ogni zona della nostra bellissima Isola ha una sua natura e una sua atipicità. Quindi riconoscere in qualche modo l'importanza della ruralità, che questa legge consente sia ai prodotti agricoli ma al produttore stesso, è una grande innovazione, un passaggio culturale che in qualche modo siamo riusciti a fare, e una volta tanto la maggioranza con la minoranza hanno lavorato insieme e sono riuscite in questo intendo.

Quando parlo di ruralità… abbiamo spiegato in Commissione che questo tipo di trasformazione agricola potrà avvenire tranquillamente in piazza Yenne a Cagliari, perché il produttore agricolo trasporta con sé la ruralità e quindi il poter trasformare i prodotti agricoli nella propria abitazione, con l'utilizzo della cucina, consente di trasferire la ruralità della propria azienda. È un passaggio culturale, un aspetto sociale nuovo che spesso nel momento in cui si vanno a scrivere le leggi non si tengono conto perché l'aspetto sociale investe la famiglia, coinvolge i giovani e dà quell'importanza e quel valore aggiunto ai prodotti agricoli.

Quindi ben venga l'approvazione di questa legge; è chiaro che il tema trattato anche dal collega Crisponi sulla prevalenza dei prodotti agricoli ci pone di fronte ad una serie di difficoltà, perché spesso il termine prevalenza, l'abbiamo già visto in altre leggi come quello dell'agriturismo, pone dei limiti e delle difficoltà oggettive, che non consentono al legislatore di trovare quell'equilibrio corretto tra quali sono i prodotti agricoli aziendali e cosa incide la prevalenza in termini di percentuali sullo stesso, perché il prodotto in sé potrebbe rappresentare il 60 per cento della produzione ma magari per questioni di spezie, di confezionamento la prevalenza si potrebbe perdere se vengono aggiunti dei prodotti estranei all'azienda. Quindi ben venga l'interrogazione poi discuteremo eventualmente su questi temi. Quindi una legge innovativa che va ad abbracciare i settori del turismo, va ad abbracciare il settore del commercio ma perché no va ad abbracciare anche il settore dell'urbanistica, perché ci potrebbe essere la necessità di creare all'interno dell'azienda dei locali adeguati per questo tipo di lavorazioni. Quindi una legge che altre regioni d'Italia hanno adottato da diverso tempo e finalmente anche il Consiglio regionale sardo ha deciso di fare altrettanto. Siamo orgogliosi di essere anche noi tra i sottoscrittori di questa legge ma anche tra quelli che hanno voluto aggiungere qualche piccola integrazione, grazie.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Grazie Presidente, anche noi accogliamo con particolare interesse e anche apprezzamento del lavoro fatto dalla Commissione e soprattutto dal coinvolgimento di tutti i componenti e quindi di tutti i Gruppi politici. Però alcune osservazioni le vogliamo fare su questa legge in quanto l'agricoltura sarda si articola in un elevato numero di imprese, prevalentemente di piccola dimensione e tra l'altro rappresenta un tessuto produttivo invece importante e diffuso in maniera capillare in tutta la nostra Sardegna. Però dobbiamo mettere in evidenza appunto che spesso l'Isola vanta dei prodotti di qualità eccellente ma molte volte l'agricoltore non riesce a valorizzarli, non può valorizzarli da un punto di vista proprio commerciale garantendo magari quel valore aggiunto che porta ad aumentare il reddito. La possibilità offerta da questo progetto di legge va invece in questa direzione ma sostanzialmente purtroppo non aggiunge nulla a quanto già previsto dalle norme comunitarie ed è forse proprio in questo la pecca che ci avrebbe invece portato a spingere il cuore oltre l'ostacolo, anche perché questa legge è già in vigore in alcune regioni, cito la Toscana, che insomma ci somiglia moltissimo, però noi siamo una Regione a Statuto speciale e quindi il rammarico è in questa direzione. Però sostanzialmente sarebbero potuti ottenersi obiettivi più chiari concreti e definiti, però l'articolato proposto richiama una serie di disposizioni già esistenti e appunto non dà ancora quelle azioni mirate, quelle politiche mirate che limitano il fenomeno della micro parcellizzazione delle aziende, di incentivi veri alla vendita e la promozione dei prodotti, a creare tra l'altro quelle sinergie tra le aziende per fare in modo che aumentino i mercati di riferimento. Però è corretto, puntuale sulla qualità e sostenere la quantità di prodotti che spesso non riescono a raggiungere la grande distribuzione a causa proprio di produzioni limitate, molte volte abbiamo visto quanti imprenditori ci raccontano di acquisire molte materie prime come approvvigionamento all'esterno della nostra Regione. Troppo spesso però capita anche di raggiungere gli obiettivi con notevole ritardo appunto e noi non vorremmo invece che a tratti mi pare che le procedure e i requisiti sono cogenti e non permettono deroghe, per esempio mi riferisco all'attuazione delle norme igienico sanitarie previste come HACCP. Ancora appaiono in alcuni punti più restrittive, la specificazione per esempio prevista dall'articolo 4, quando si dispone che bisogna tener conto delle particolari caratteristiche di ruralità degli edifici aggiunge un elemento che potrebbe determinare una discrimine ed una discrezionalità ulteriore rispetto a quanto previsto dalle norme comunitarie. Spero, appunto, non possa essere questo considerato invece che una semplificazione un aumento burocratico. Però il PL in linea di principio riporta a quegli obiettivi generali. Ancora mette in evidenza la sensibilizzazione degli operatori del settore, le associazioni di categoria, un sostegno alle politiche di marketing e di miglioramento della qualità e della quantità dei prodotti per aggredire oggi quei mercati all'interno della globalizzazione proprio irraggiungibili a causa dei problemi citati. Ancora potremmo dire che si recepisce solamente in parte e non c'è insomma quel valore che riguarda sostanzialmente la nostra identità, anche perché avremmo dovuto incidere sulla pluralità di produttori e di produzioni e sostanzialmente andare nella direzione, io credo molto nella sovranità del ciclo agroalimentare, perché la sovranità non è a parole ma è solamente migliorando le nostre produzioni che arriviamo a chiudere il ciclo, e io mi augurerei, se di sovranità si parla, che dovremmo essere autosufficienti. Mi rendo conto che oggi purtroppo è ancora un miraggio, però sicuramente questa proposta di legge va nella direzione di migliorare la situazione senza però essere particolarmente incisiva, ci auguriamo che possa essere uno degli strumenti per arrivarci poi col tempo. L'invito particolare è quello proprio di caratterizzare le conduzioni delle nostre aziende proprio sotto l'egida della famiglia, della collaborazione appunto dell'azienda familiare. Quindi in questo senso, Presidente, c'è tutta la nostra approvazione noi ovviamente voteremo a favore.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale

CARIA PIER LUIGI, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. La Giunta è favorevole.

PRESIDENTE. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli.

Ha domandato di parlare il consigliere Gianmario Tendas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TENDAS GIANMARIO (PD). Solo per riprendere alcuni aspetti che sono stati evidenziati negli interventi. Mi riferisco in modo particolare anche all'ultimo intervento, quello fatto dalla collega Zedda, che pone senz'altro all'attenzione una serie di argomenti importanti. Però credo che l'aspetto fondamentale è quello che vada evidenziata che questa proposta di legge di fatto consente di colmare quello che di fatto è un vuoto legislativo. Veniva giustamente evidenziato che in altre Regioni d'Italia in primis la Toscana esistono strumenti normativi di questo tipo che consentono alle piccole aziende di procedere sia nella lavorazione, nella trasformazione e nel confezionamento sia attraverso la vendita diretta e poi eventualmente questo non preclude la possibilità comunque sia di associarsi e di poter ricavarsi degli spazi commerciali di maggiore interesse. Credo che l'aspetto sul quale la Commissione ha trovato qualche elemento, chiamiamolo così, di maggiore difficoltà o di discussione sia proprio legato all'aspetto relativo all'utilizzo di prodotti esclusivamente aziendali. Però credo che su questo aspetto poi sia stato meglio chiarito anche nell'articolato in modo particolare nel comma 3 dell'articolo 1, dove ovviamente è prevista comunque la possibilità di fare ricorso a ingredienti minimi quali ad esempio spezie e quant'altro che non sono ovviamente di provenienza aziendale, questo per questioni di buonsenso. L'altro aspetto critico, che magari avremo la possibilità di affrontare come passeremo nell'articolato, è legato al fatto che esiste ovviamente l'esigenza, la necessità di avere delle norme semplificate. Si faceva riferimento alla HACCP, anche su questo caso ovviamente è demandata all'Assessorato affinché proceda né più e né meno come abbiamo avuto modo di vivere approvando la legge sugli agriturismi a delle forme che siano semplificate che consentano alle aziende agricole che hanno produzioni minime di questi prodotti di poter operare certamente nel rispetto delle norme comunitarie, però attraverso l'ausilio di forme che devono essere rapportate ai quantitativi che vengono prodotti, e quindi con delle forme semplificate, così come avevamo avuto modo di prevedere e di portare avanti anche nella gestione delle aziende agrituristiche. Credo peraltro che su questi aspetti ci sia una condivisione che non è solo della quinta Commissione…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Comunico che la Commissione d'inchiesta sulle vicende relative alle politiche industriali nell'area di Ottana è convocata per giovedì 19 luglio alle ore 9, che la prima Commissione è convocata giovedì 19 alle ore 12, e che la seconda Commissione, già convocata mercoledì, è anticipata alle ore 15 e 30.

Il Consiglio è convocato questo pomeriggio alle ore 16.

La seduta è tolta alle ore 13 e 53.



Allegati seduta