Seduta n.306 del 03/07/2018 

CCCVI Seduta

Martedì 3 luglio 2018

Presidenza del Presidente GIANFRANCO GANAU

La seduta è aperta alle ore 18 e 10.

FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta del 13 giugno 2018 (302), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Roberto Deriu, Roberto Desini, Pier Mario Manca, Giorgio Oppi, Alessandro Unali, Emilio Usula e Paolo Flavio Zedda hanno chiesto congedo per la seduta del 3 luglio 2018.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Annunzio di presentazione di disegno di legge

PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il disegno di legge numero 527.

Annunzio di presentazione di proposta di legge

PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la proposta di legge numero 526.

Annunzio di presentazione di proposte di legge nazionale

PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le proposte di legge nazionale numero 20 e 21.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che è rientrato dal congedo l'onorevole Desini.

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria. Sono pervenute le interrogazioni numero 1544, 1545, 1546, 1547, 1548, 1549, 1550, 1551 e 1552.

Annunzio di interpellanza

PRESIDENTE. Si dia annunzio dell'interpellanza pervenuta alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria. È pervenuta l'interpellanza numero 360.

Annunzio di mozioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria. Sono pervenute le mozioni numero 433, 434, 435 e 436.

Commemorazione di ex consigliere regionale

PRESIDENTE. Oggi il Consiglio regionale commemora l'onorevole Gesuino Muledda, consigliere regionale dall'ottava alla decima legislatura, scomparso ieri mattina all'età di 76 anni.

Nato a Oniferi il 27 marzo 1942 da una famiglia di umili origini, madre casalinga e padre pastore, per oltre cinquant'anni è stato uno dei principali protagonisti della vita politica isolana. Subito dopo la laurea in lettere e filosofia a Sassari, a metà degli anni Sessanta si trasferì in Ogliastra dove insegnò per diversi anni nelle scuole medie di Tortolì e Gairo, una passione per le belle lettere alla quale affiancava quella per la politica. Giovanissimo si iscrisse al Partito Comunista Italiano dove presto diventò un punto di riferimento per la Federazione ogliastrina, nei primi anni Settanta il suo ingresso ufficiale nelle istituzioni con l'elezione a Sindaco di Gairo, l'Amministrazione da lui guidata diede un contributo decisivo per il completamento della ricostruzione del paese della Valle del Pardu ancora ferito dalla terribile alluvione del 1951. Dopo l'esperienza amministrativa il salto nella politica regionale con la prima elezione in Consiglio regionale nel 1974 nella settima legislatura, da quel momento iniziò la sua lunga esperienza nell'Assemblea sarda andata avanti per quattro legislature consecutive e caratterizzata da un impegno costante nella difesa dei diritti dei lavoratori e per la costruzione di una Sardegna migliore. Il suo primo mandato nel Parlamento sardo è stato componente della Commissione sanità e agricoltura e Vicepresidente della Commissione urbanistica, ma è l'ottava legislatura a segnare la svolta nella sua vicenda politica, Vicepresidente del Gruppo comunista entra a far parte del primo esecutivo regionale di sinistra nella storia autonomistica guidato dal socialista Franco Rais. Dal 1980 al 1982 ricoprì l'incarico di Assessore degli enti locali, finanza ed urbanistica, un'esperienza di Governo premiata alle successive elezioni regionali del 1984 nella quale soffiò il forte vento sardista che portò alla guida della Regione il leader dei quattro mori Mario Melis. Nelle tre Giunte Melis sostenute prima dall'accoppiata P.C.I.-Psd'Az. e successivamente anche dal PSI e dal Partito repubblicano, Muledda ricoprì per cinque anni la carica di Assessore dell'agricoltura, a quell'Assessorato Gesuino Muledda legò indissolubilmente il suo nome con interventi finalizzati allo svecchiamento dei sistemi di produzione e all'internalizzazione delle imprese. A lui si devono i primi piani di modernizzazione degli ovili e l'impulso decisivo alla nascita delle associazioni dei produttori. Sua la campagna di marketing per la valorizzazione dei formaggi sardi con il marchio delle produzioni casearie stampato sulle maglie del Cagliari Calcio, un'esperienza che contribuì ad aumentare il consenso popolare. Nelle elezioni del 1989 Muledda fu in percentuale il candidato più votato nelle file del Partito Comunista Italiano con oltre 12 mila preferenze personali raccolte nel collegio di Nuoro.

Nel 1994 chiuse la sua presenza in Consiglio al termine della decima legislatura, l'uscita dall'Assemblea sarda segnò anche l'allontanamento dalla sinistra erede del Partito Comunista Italiano scioltosi nel 91 dopo la svolta della Bolognina. Cominciò allora un lento avvicinamento al sardismo con lo sguardo però rivolto sempre a sinistra, nel 1999 appoggio la nascita del Nuovo Movimento di Nicola Grauso e nel 2004 entrò nel Partito Sardo d'Azione che abbandonò nel 2009 a seguito dell'accordo firmato dai Quattro Mori con il centrodestra per le elezioni regionali. Uscito dal Partito Sardo d'Azione segnò la nascita di una nuova formazione politica, i Rosso Mori, nella quale Muledda ricoprì prima la carica di segretario e successivamente quella di presidente.

Negli ultimi anni della sua vita, condizionati dalla malattia affrontata con spirito da guerriero, ha continuato a sognare una Sardegna migliore, le sue battaglie erano orientate alla costruzione di una nuova consapevolezza di popolo fondata sull'istruzione e la modernizzazione della società sarda. In una delle sue ultime interviste indicò tre punti sui quali fondare il nuovo progetto di rinascita dell'Isola: la riscrittura dello Statuto, convinto che la Carta costituzionale della Sardegna andasse rivista ma non cancellata; l'accumulazione di saperi per il riscatto economico e culturale e un grande progetto di giustizia sociale. Questo è il suo messaggio per i più giovani e per tutti coloro che hanno a cuore il futuro della nostra terra.

Nel formulare le sentite condoglianze alla moglie, ai figli e ai nipoti, esprimo il profondo cordoglio dell'intero Consiglio e mio personale e chiedo a tutti voi un minuto di raccoglimento.

(L'Aula osserva un minuto di silenzio in segno di lutto)

PRESIDENTE. La Conferenza dei Capigruppo ha deciso di inserire al primo punto all'ordine del giorno la risoluzione sulle problematiche legate al rispetto degli accordi da parte della compagnia aerea Air Italy e domani al primo punto all'ordine del giorno l'interpellanza sull'AIAS dell'onorevole Anedda.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Edoardo Tocco. Ne ha facoltà.

TOCCO EDOARDO (FI). Presidente, chiedo il suo intervento perché oggi, colgo l'occasione anche perché è presente l'assessore Arru, oggi ci sarebbe dovuta essere la riunione in Commissione sanità con l'audizione delle associazioni dei malati e dei pazienti della clinica del reparto oncologico della struttura o Casa di cura di Decimomannu. Per motivi che io purtroppo disconosco non si è tenuta la riunione perché il Presidente con un messaggio attraverso la nostra segretaria ha annullato la riunione a data da destinarsi. Ecco io, vista l'urgenza e vista anche la situazione molto drammatica di questi pazienti che praticamente si vedono ormai spostati da una parte all'altra della Sardegna, da San Gavino a Carbonia, e visto che alcuni di questi purtroppo hanno delle difficoltà agli spostamenti e ai trasferimenti, Presidente, chiedo che lei si faccia carico di incontrare queste persone dall'alto della sua carica e di provvedere eventualmente a capire, a udire, a sentire un attimino quali sono le problematiche veramente del perché questa Commissione non si sia riunita.

PRESIDENTE. Va bene, sarà fatto.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Sabatini. Ne ha facoltà.

SABATINI FRANCESCO (PD). Intervengo sull'ordine dei lavori per rappresentarle un tema di fondamentale importanza per la Sardegna che riguarda i trasporti marittimi. Siamo in piena stagione turistica e tutti noi come consiglieri regionali che viviamo nei nostri territori, siamo sollecitati da liberi cittadini, da imprenditori turistici, da amministratori locali sul tema dei trasporti marittimi che soffrono di difficoltà che tutti noi conosciamo soprattutto riguardo due aspetti. Il primo aspetto è quello del diritto alla mobilità che troppo spesso è negato ai sardi, il secondo riguarda il comparto turistico per uno stato dei prezzi dei trasporti troppo elevati che condiziona pesantemente il comparto turistico, anche perché conosciamo, abbiamo letto in queste settimane i due rapporti sull'economia, quello della Banca d'Italia e quello dell'Università di Cagliari e Sassari che segnalano una difficoltà, un ritardo di sviluppo della nostra Regione Autonoma della Sardegna. E' per questo che le chiedo di valutare se non sia il caso entro la giornata di oggi o massimo domani, la convocazione di una Conferenza dei Capigruppo che valuti una convocazione straordinaria di questo Consiglio regionale per affrontare questo tema, anche perché Presidente in queste settimane si sono attivate diverse iniziative, intanto la Giunta regionale ha approvato una delibera che prevede l'avvio dell'iter per l'approvazione di norme di attuazione che riguardano la continuità territoriale, c'è anche un'iniziativa dei parlamentari del Gruppo di Forza Italia che chiedono appunto attraverso un disegno di legge il passaggio di competenza dallo Stato alla Regione autonoma della Sardegna. Anche il Presidente della Commissione Trasporti di questo Consiglio ha convocato i vertici della società di navigazione che è titolare per quanto riguarda la gestione dei fondi, 70 milioni, che vengono trasferiti dallo Stato a questa compagnia di navigazione per assicurare la continuità territoriale. Io credo che questo Consiglio non possa esimersi dall'assumere un'iniziativa forte su questo tema, anche perché credo che le varie iniziative che sono state messe in campo, se non coordinate, se non si raggiunge l'unità di intenti, e anche le modalità con cui si vuole sostenere il confronto che deve essere pesantissimo, durissimo, con lo Stato per superare questo problema, rischiamo di fare l'ennesimo buco nell'acqua. Io, mi rivolgo anche a tutti i colleghi, non voglio qui innescare polemiche, ci sono responsabilità di questa maggioranza, questa maggioranza poteva assumere un'iniziativa anche prima di questa giornata, ma io credo che c'è una responsabilità diffusa nel tempo, e che chi ha tempo non aspetti tempo, costruiamo un percorso comune. Mi rivolgo a tutte le forze politiche, perché trovino la massima unità, e le chiedo Presidente di riflettere, di prendere in considerazione la mia proposta, e mi rivolgo anche ai Capigruppo, perché scelgano di convocare un Consiglio straordinario, addirittura anche a Olbia, a mio parere, perché è il luogo simbolo dove vengono trasportati il numero più alto di passeggeri di tutta la Sardegna, e quindi come luogo simbolo si convochi un Consiglio straordinario, si affronti il tema, e lo si affronti insieme alle forze sociali, ai parlamentari, a tutti i gruppi politici, perché insieme possiamo trovare una soluzione unitaria, un percorso unitario, che superi un problema che da troppo tempo affligge i sardi, la Sardegna, il comparto turistico, la nostra economia. Noi non possiamo sottrarci ad un impegno che dobbiamo assumere di fronte a tutto il popolo sardo e a tutta la Sardegna. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pierfranco Zanchetta. Ne ha facoltà.

ZANCHETTA PIERFRANCO (Cristiano Popolari Sociaisti). Presidente, ma visto che siamo sull'ordine dei lavori, mi permetto anch'io di fare un'importante segnalazione. C'è un comparto che rischia…

PRESIDENTE. Onorevole Zanchetta, non sono previste le segnalazioni. Lui ha fatto un intervento in ordine ai lavori, chiedendo una convocazione straordinaria del Consiglio.

ZANCHETTA PIERFRANCO (Cristiano Popolari Sociaisti). Presidente, io ribadisco quello che ho già detto stamattina in Commissione al nostro Assessore ai trasporti, Carlo Careddu, di intervenire presso il Ministro dei trasporti affinché si proceda per la modifica di una norma di legge, un decreto legislativo che norma le attività che si svolgono in mare, perché c'è un comparto molto nutrito, che rappresenta almeno 3000 operatori della Sardegna, che rischiano di scomparire, che sono quelli del noleggio con conducente di imbarcazioni. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Gruppo Misto). Presidente, per unirmi alla proposta avanzata dall'onorevole Sabatini, credo che poi sui metodi, sulle possibilità effettive di procedere alla convocazione l'Ufficio di Presidenza, la Conferenza dei Capigruppo saprà indicare la strada migliore. Quello che non è possibile è continuare su un tema importante, come sono i trasporti marittimi, ad andare in ordine sparso con iniziative parlamentari che vanno in un senso, iniziative consiliari che guardano da un'altra parte, iniziative dell'Esecutivo che a loro volta hanno interlocuzioni e hanno un modo di portare avanti le questioni e le vicende diverso ancora. Se abiti in un'isola hai l'obbligo di farti amico il mare, mai come in questo periodo il mare ci sembra ostile, e quindi è con queste parole che mi accodo alla proposta che intendo sostenere, e che prego gli altri colleghi di sostenere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Michele Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Presidente, anche il Gruppo dei Riformatori ritiene che la proposta dell'onorevole Sabatini sia una proposta di buonsenso. Stiamo parlando di un tema strategico e stiamo parlando di un soggetto che non cessa di manifestare la sua forza anche nei confronti delle istituzioni. Per cui presentarsi su questo tema, così come su altri, ma su questo in particolare, con un fronte disarticolato rischia semplicemente di fare il gioco di soggetti che non hanno dimostrato grande amore per la Sardegna, hanno dimostrato piuttosto di considerare la Sardegna spesso come una mucca da dei mungere, e i Sardi come dei soggetti da spremere fin quando è possibile. Quindi anche noi riteniamo che una iniziativa congiunta del Consiglio nel suo complesso su questo tema potrebbe aiutare a fare un passo avanti e a consolidare la posizione della nostra Isola rispetto a questa situazione, che rischia veramente di degenerare. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az-La Base). Presidente, anch'io sull'ordine dei lavori per condividere la proposta dell'onorevole Sabatini, che credo sia proprio di buon senso, perché Olbia diventa il cuore anche del problema che affronteremo dopo con la risoluzione che riguarda Air Italy, e la possibilità che il Consiglio regionale quella sia convocato in quella sede credo che rappresenti un segnale forte di come non si condividono le politiche sui trasporti, sia marittimi che aerei, e significa anche prendere in carico, il Consiglio regionale, una responsabilità che ha, che esiste, e che in ordine sparso non si riesce certamente a mandare avanti con dei risultati concreti. Non otterremo certamente grandissimi risultati, ma l'essere presenti, essere lì a dimostrare che i trasporti sono il fulcro fondamentale della nostra economia, e non siamo più disponibili ad accettarli così come sono, credo che sia un segnale importante. Quindi mi unisco e condivido la proposta dell'onorevole Sabatini, affinché la conferenza dei capigruppo riunita decida anche di convocare il Consiglio ad Olbia.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Fasolino. Ne ha facoltà.

FASOLINO GIUSEPPE (FI). Presidente, non si può che non essere d'accordo con l'intervento che ha fatto l'onorevole Sabatini, l'amico e collega, e mi trattengo però da fare delle considerazioni perché, cioè alcune considerazioni politiche non si può non farle, perché ce ne siamo accorti a quattro anni e mezzo del mandato legislativo che la continuità territoriale non andava bene? Io capisco, accetto, dobbiamo essere tutti d'accordo, dobbiamo fare tutti squadra per cercare di arrivare ad un obiettivo, dobbiamo cercare anche di capire quali competenze abbiamo, di sicuro dobbiamo smuovere, però un briciolo di considerazione politica non si può non fare. Mi trova completamente d'accordo, ancora di più perché nasce da una persona che non è del territorio della Gallura, l'idea di voler convocare questo Consiglio straordinario in Gallura, a Olbia, come porta principale della Sardegna, e che tutti quanti noi costantemente veniamo sollecitati dai turisti, e non solo, per il problema dei trasporti in Sardegna. Quindi ben venga questa iniziativa, però cerchiamo anche di essere poi conseguenti a un'iniziativa di questo tipo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Presidente, dico da subito che il gruppo di Forza Italia non si è mai sottratto quando si è trattato di analizzare e creare delle condizioni per il popolo sardo, e non lo farà neanche questa volta, però oggi con questa richiesta l'onorevole Sabatini certifica ovviamente la fallimentare gestione di questi quattro anni e mezzo della politica dei trasporti. E io dico che avete tenuto ancora per altri quattro anni e mezzo in ostaggio i sardi, perché trasporti vuol dire diritto alla mobilità, diritto dei sardi a poter andare fuori dalla Sardegna, ma certamente anche a far arrivare i turisti, non solo, gli investitori, quindi credo che su questo, caro collega Sabatini, la proposta è accettabile, che venga fatto a Olbia, a Cagliari, o in altro posto della Sardegna non fa differenza, faceva una differenza se la vostra Giunta, la vostra maggioranza, avesse preso a cuore questo come priorità, perché il ciclo della mobilità vuol dire sovranità di un popolo, vuol dire potersi relazionare col resto del mondo e voi, per quasi cinque anni, avete assolutamente messo da parte questo argomento, anzi siamo tornati indietro, perché ricordo che avevamo una continuità territoriale 1 e 2, e un rapporto con i vettori low cost che stava arrivando a nuova definizione per nuove tratte. Ecco, siete un fallimento! Allora, se prendiamo spunto da questo, ancora oggi noi diamo la nostra disponibilità perché sappiamo essere materia vitale. Presidente, colgo l'occasione per sottolineare un problema che è stato discusso in quest'Aula, ci sono state delle dichiarazioni forti e delle prese di posizione, sua per primo e, in particolare, mi riferisco all'argomento Abbanoa, in merito alla denuncia del consigliere Marco Tedde, le voglio dire che informalmente abbiamo appreso che Abbanoa avrebbe dato, "avrebbe dato" perché i termini vanno usati attentamente, incarico ai legali di procedere nell'azione giudiziaria nei confronti dell'onorevole Marco Tedde, le chiedo, qualora questo fosse vero, di riportare l'argomento immediatamente in Aula e di prendere le opportune conseguenze.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC-Sardegna). Grazie Presidente, per condividere l'idea che sia finalmente giunta l'ora di occuparci del tema trasporti, probabilmente stimolati da quanto riporta correttamente oggi l'Unione Sarda dove evidenzia che la Corsica, con 350 mila abitanti circa, ha quattro volte quattro volte il numero di aerei e il numero di navi in continuità territoriale, pagati dallo Stato francese, questo a dimostrazione che probabilmente voi sapete disatteso quelli che erano gli impegni presi con il sardi e vi siete, diciamo così, lasciati andare su un tema così importante, trascurando quello che per i sardi è il tema più importante, per i sardi che intendono in qualche modo uscire fuori della Sardegna ma, soprattutto, per quei sardi che intendono lavorare fuori dalla Sardegna, per tutti quei turisti che in qualche modo possono rappresentare per la Sardegna un introito forte dal punto di vista economico. Ancora una volta i sardi sono stati offesi e umiliati, la dimostrazione della stampa di oggi, relativamente al tema Corsica, perché raffronta quelli che sono i due aspetti Sardegna e Corsica, offende ulteriormente il popolo sardo, ma offende in qualche modo tutta la politica sarda, quindi ben venga la proposta di discutere di un tema così importante, magari a Olbia, magari a Cagliari, perché no, anche da altre parti della Sardegna, a Oristano, ci mancherebbe altro, perché è giunta l'ora che questo Consiglio regionale esca fuori dalle aule e affronti i problemi veri di fronte alla gente, di fronte a quelle comunità che stanno soffrendo, quelle comunità che in qualche modo potrebbero vedere, anche con la risoluzione di questi problemi, risolti anche i problemi economici ed occupazionali.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianni Lampis. Ne ha facoltà.

LAMPIS GIANNI (Fratelli d'Italia Sardegna). Grazie Presidente, anche noi come Gruppo di Fratelli d'Italia naturalmente condividiamo l'esigenza di portare all'attenzione di quest'Aula un tema così importante qual è quello dei trasporti, anche perché potremmo pensare che quella potrebbe essere la giusta occasione per fare il punto sulla situazione, su quel messaggio che il 12 dicembre del 2015 arrivò a tanti sardi, ai sardi e ai nativi della Sardegna, un messaggio che diceva che dal 2016 nativi e residenti in Sardegna avrebbero speso solo 14 euro, era il palco della Leopolda, questa frase risuonò in tutta l'Isola, quindi sarà certamente quella l'occasione per fare il punto della situazione anche sull'attuazione di questo tipo di tariffa, visto che a noi risulta che ad oggi, a distanza di tre anni, i prezzi siano ben altri, oggi è il 3 luglio, l'estate iniziata, è una parola che manca da tanti anni nella politica di questa maggioranza è la parola programmazione, anche la programmazione turistica, per venire in Sardegna, ma soprattutto i biglietti per non venire in Sardegna sono stati fatti da tempo ormai, sono stati fatti da tempo ormai! Le località in grado di accogliere i turisti saranno altre, visti i prezzi, quindi oggi non vorremmo che per questa maggioranza, per voi del centrosinistra, il problema dei trasporti sia sorto solo dopo il 4 marzo, ma oggi l'unica cosa che possiamo dire è meglio tardi che mai.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giovanni Satta. Ne ha facoltà.

SATTA GIOVANNI (Psd'Az-La Base). Grazie Presidente, anch'io mi unisco a nome del Gruppo Sardista e condivido pienamente l'iniziativa presa dal collega Sabatini, ribadisco la necessità, anche simbolicamente, di fare questo eventuale Consiglio regionale ad Olbia, proprio perché è la città simbolo di questo sfascio, oggi parliamo di navigazione, ma dobbiamo andare a discutere anche un problema che riguarda i trasporti aerei, con la diciamo così, "dipartita" di Air Italy, che disattende tutte le promesse fatte allorquando venne realizzato l'acquisto delle quote Meridiana e anche Air Italy si vuole trasferire a Milano, quindi penso che il problema trasporti passi necessariamente per Olbia, poi, come ha detto poc'anzi il collega Lampis, meglio tardi che mai, perché due anni fa in quest'aula si discuteva la mozione di sfiducia verso l'Assessore ai Trasporti e io dissi due cose: dissi che non era possibile accettare questo tipo di trattamento da parte del gruppo CIN Tirrenia e Moby, che fa quello che vuole a discapito di un popolo, ci ha messo un cappio al collo, non esiste in nessuna parte del mondo, la Comunità europea secondo me illogicamente ci ha dato in testa quando abbiamo inaugurato e realizzato la flotta sarda di navigazione e poi consente a un privato di agire senza nessun controllo. Oggi abbiamo una compagnia navale che in Sardegna, a suo piacimento, senza che noi possiamo operare nessun controllo, applica le tariffe che meglio crede, a suo piacimento, questo a discapito appunto del popolo sardo e della sua economia, quindi anch'io mi unisco a nome del gruppo PSd'Az alla richiesta del consigliere Sabatini e chiedo che immediatamente venga convocato un Consiglio regionale ad Olbia.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Grazie Presidente, sull'ordine dei lavori che si è trasformato in altro, tuttavia proprio perché si è trasformato in un altro sento il dovere di intervenire per rinquadrare le cose. La richiesta del collega Sabatini nasce dall'esigenza di dire che c'è un problema nei trasporti, e lo affermiamo che c'è un problema di trasporti, credo che sia evidente a tutti, ed è per questo che è stata formulata una proposta unitaria per dare più forza a questo Consiglio regionale e attraverso il Consiglio regionale cercare di avere maggiore forza, diciamo così, contrattuale, però ricordare ai colleghi che questi problemi non nascono oggi e che purtroppo ancora oggi non sono risolti, vorrei anche dire che nessuno di loro, soprattutto fra i banchi del centrodestra, può dire che questi problemi non esistevano prima, anzi sono stati enfatizzati perché io ricordo molto bene quando Matteoli, ministro di allora, aveva comunicato che cosa volete voi della Sardegna se il vostro Presidente, Cappellacci allora, note di redazione, non era presente al tavolo della trattativa per la conclusione fra Tirrenia e lo Stato. Allora non era presente ed era la ragione per la quale ci siamo trovati in quelle condizioni. Oppure cosa dire ancora di quando la flotta sarda fallì miseramente e furono utilizzate le risorse, 11 milioni di euro, a discapito del trasporto nelle isole minori, nelle isole minori, che ha decretato il fallimento di Saremar, con tutte le conseguenze del caso che sono piovute poi in coda a quegli eventi. Allora credo che nessuno qua possa sollevare la voce e dire che è più bravo degli altri in una materia complicata e difficile come quella dei trasporti per cui la Sardegna ancora deve trovare soluzioni, sia per il trasporto navale, sia per il trasporto aereo. La richiesta oggi è esclusivamente quella di dire troviamo il momento di unità, facciamo anche una discussione approfondita, magari la facciamo anche in un luogo simbolicamente importante come Olbia per discutere di trasporti, sarà magari l'occasione per confrontarci, ognuno proporrà le sue tesi, porterà avanti le sue ragioni, ma credo che qua nessuno possa dire con voce più alta rispetto agli altri di avere trovato la ricetta risolutiva per il problema dei trasporti in Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Dispiace ancora una volta che quando in chiusura si fanno le dichiarazioni, il Presidente del PD continua a dire che è colpa degli altri, è colpa di questi. Diciamo che è un po' colpa di tutti e vorrei capire chi dei Presidente della Giunta regionale è stato chiamato a Roma, come prevede lo Statuto e la Costituzione, a partecipare alle sessioni del Consiglio dei Ministri quando si parla dei problemi della Sardegna. Mi pare che nessuno, né di destra né di sinistra, e allora stiamo un po' attenti quando andiamo a dire che non hanno risolto gli altri i problemi. Oggi chi ce l'ha il problema in mano è questa Giunta e questa maggioranza, e noi siamo solidali per cercare di trovare soluzioni di quelle positive per il futuro, non dimenticandoci che 72 milioni di euro li riceve la CIN e sono stati trattati coi guanti all'interno della Commissione che li ha ricevuti da poco, anzi quasi quasi alla fine hanno detto "beh se avete tempo, se abbiamo tempo - chi c'era presente può testimoniarlo - vi facciamo vedere che quello che facciamo pagare è giusto". Come se un tratto di penna possa dare la addizione e la moltiplicazione, ma certamente non la divisione e la sottrazione di quelli che sono gli oneri per cui i sardi, in primis, pagano il dazio di essere in un'isola. È vergogna! Se ancora una volta si mette in discussione il problema dell'unità del popolo sardo nel rivendicare le proprie esigenze! Facciamo nostro e proprio la necessità di avere trasporti, sia per mare che per via aerea, in grazia di Dio e che diano la possibilità, noi non chiediamo di più! Io vorrei avere la possibilità che uno che parte da Roma e arriva a Milano con 80 euro, con un treno veloce, non voglio avere di più, ma voglio essere in quelle condizioni!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Meloni. Ne ha facoltà.

MELONI GIUSEPPE (PD). La proposta collega Sabatini andava nel segno della unità che questo Consiglio regionale avrebbe dovuto avere rispetto a un tema così importante, nel quale le responsabilità vanno cercate negli anni rispetto alla situazione che si è creata, e quindi ogni pezzo di questo Consiglio regionale, qui rappresentato, che rappresenta tutti i sardi deve assumersi un pezzo di responsabilità. Mi pare che abbia preso una piega diversa, invece, poi nel corso degli interventi che ci sono stati, la proposta, ci siano state anche delle strumentalizzazioni rispetto a quanto ha detto il collega e per questo io, francamente, sono abbastanza contrario affinché un Consiglio regionale di questo tipo, con questi intendimenti, con questi punti di partenza possa svolgersi ad Olbia. Ad Olbia si attendono delle risposte, come in tutta la Sardegna, dal Consiglio regionale, non è necessario che venga nessuno o vada nessuno ad Olbia, magari al porto, come è successo il 28 di aprile 2011, a raccontare frottole, non è il caso. È il caso invece che ci si impegni tutti assieme a lavorare perché io ricordo cos'è successo il 28 aprile 2011, all'epoca ricoprivo il ruolo di consigliere provinciale della provincia Olbia-Tempio, sempre la stessa storia: caro traghetti, il Consiglio provinciale all'Isola Bianca; Cappellacci preparate le valigie e veniamo a prendervi. Siamo ancora in questo stato, probabilmente i problemi non li ha risolti la Giunta di centrodestra, abbiamo avuto difficoltà noi a risolvere il problema, probabilmente i problemi sono molto più grossi e vanno risolti nel rapporto con il Governo centrale. Allora, nel rapporto col Governo centrale occorre tenere la barra dritta, io credo che fino adesso abbia fatto un lavoro importante la Giunta, deve continuare a farlo rispetto a un nuovo Governo che si è insediato, un governo che ha un colore, lo ripeterò anche nel corso dell'intervento sulla risoluzione, ben preciso composto anche da forze che sono rappresentate in questo Consiglio regionale, che hanno ottenuto consenso anche col motto "prima i sardi". Ecco, siamo tutti in attesa di capire in che senso poi viene sviluppato questo motto, che per il momento sono motto elettorale.

Discussione della risoluzione sulle problematiche legate al rispetto degli accordi da parte della compagnia aerea

"AIR ITALY". (N. 14 (29 com))

PRESIDENTE. Passiamo al primo punto all'ordine del giorno, al discussione della risoluzione sulle problematiche legate al rispetto degli accordi da parte della compagnia aerea Air Italy".

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Antonio Solinas, relatore.

SOLINAS ANTONIO (PD), relatore. Io ringrazio innanzitutto la Presidenza e i Capigruppo per aver permesso l'iscrizione della risoluzione, approvata stamattina all'unanimità dalla Quarta Commissione, in seguito all'audizione dell'Assessore regionale ai trasporti. Stiamo parlando di un problema che riguarda tutta la Sardegna, non certamente una parte della Sardegna, stiamo parlando della ex compagnia di bandiera della Sardegna, Alisarda, poi Meridiana e oggi Air Italy. Perché questa risoluzione? Perché dopo una trattativa difficile, anche estenuante che è stata fondamentale, io ritengo per garantire, per poter sviluppare, non solo il traffico aereo in Sardegna, ma anche per dare un colpo importante all'occupazione in questo settore. E questo si è concretizzato con l'accordo che il 27 di giugno del 2016 era stato sottoscritto tra vari Ministeri, la compagnia di bandiera e le organizzazioni sindacali, dove tra le altre cose era certamente garantita la permanenza della società in Sardegna. All'improvviso, dai primi di aprile, si è iniziato con i primi trasferimenti del personale tecnico da Olbia a Malpensa, oggi si parla di 51 persone, 51 dipendenti della compagnia Air Italy, tra tecnici e amministrativi, che vengono trasferiti a Malpensa. Io credo che non possiamo far altro che dire che abbiamo a che fare con un gruppo dirigente, con un manager certamente inaffidabile perché non è pensabile che si sottoscrivano degli accordi e subito dopo vengano smentiti dai fatti. Credo che un problema come questo, avendo a che fare con il proprietario che è il Qatar, che essendo uno Stato nazionale ci sia la necessità di coinvolgere, necessariamente, il Governo nazionale, ricordando prima a questo Consiglio, e poi anche al Governo nazionale, che il Qatar in Sardegna ha anche altri interessi e che non possono assolutamente camminare per strade separate. È già stato detto, e io vorrei rassicurare l'onorevole Dedoni, che non abbiamo accolto nessuno con i guanti, li abbiamo accolti in modo educato, che è cosa ben diversa. Però, dopo l'audizione in Commissione, io non so che cosa abbia detto alla Presidenza della Giunta e all'Assessore ai trasporti il manager dei CIN Tirrenia, però l'impressione che abbiamo avuto nella quarta Commissione, io spero di sbagliarmi lo spero vivamente, ma l'impressione che ho avuto è che non si tratta di un trasferimento provvisorio ma si tratta di una scelta definitiva che anche la compagnia CIN Tirrenia ha fatto. E non vorrei che il preludio al trasferimento della società Air Italy a Malpensa sia il trasferimento del personale tecnico e amministrativo. Io so che venerdì ci sarà un incontro tra la Presidenza della Giunta, l'Assessorato ai trasporti con i vertici di Air Italy, io credo che in quel in quell'incontro la società debba giocare a carte scoperte e noi abbiamo il dovere di difendere, con tutte le nostre forze, quella che è una scelta che la Sardegna ha fatto e che per noi è fondamentale. Anche perché il mese di febbraio 2018 non è molto lontano e tutti quanti ci ricordiamo quel camioncino che girava per la Sardegna con la scritta "prima la Sardegna", anche se poi girava nelle altre regioni con altre scritte, però mi sa che quella scritta sia già passata in secondo ordine, sia tornata la scritta originale che era "prima il Nord".

Io non leggo la risoluzione, ma nella risoluzione si chiedono le cose che ho detto poc'anzi, ma soprattutto si chiede il rispetto dell'accordo del 2016 e si chiede che tutti i parlamentari sardi, nessuno escluso, queste cose le abbiamo dette e le abbiamo fatte quando al Governo c'era il centrosinistra, oggi lo diciamo con la stessa forza, credo che sia una battaglia che tutto il Consiglio regionale e tutti i parlamentari sardi devono fare a Roma per evitare un'ulteriore beffa.

Guardate, non è il problema di trasferire 51 persone ma è l'inizio della fine della permanenza in Sardegna anche per questa compagnia, e non possiamo pensare solo ai dipendenti diretti che la compagnia Air Italy ha alle sue dipendenze ma è tutto l'indotto che per quanto riguarda il nord Sardegna quella compagnia e quel tipo di attività che la compagnia svolge in quel territorio rappresenta. Quindi io chiedo a tutto il Consiglio… questo non è il momento di… io non voglio fare polemiche rispondendo anche a qualche intervento, lo ha fatto molto bene il mio Capogruppo, ma credo che così come la Commissione l'ha esaminata e approvata all'unanimità anche il Consiglio regionale nella sua interezza non si possa dividere su queste cose, dando un mandato pieno alla Giunta, in modo particolare all'Assessore dei trasporti che già domani incontrerà il Ministro delle infrastrutture, perché tutti quanti siamo qui per difendere non gli interessi di una parte ma gli interessi di tutta la Sardegna.

PRESIDENTE. Grazie. In Conferenza dei Capigruppo si è deciso che non ci sarà dibattito sulla mozione ma semplicemente interventi per dichiarazione di voto, quindi ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore dei trasporti.

CAREDDU CARLO, Assessore tecnico dei trasporti. A termini di Regolamento io dovrei intervenire per replicare a questa risoluzione, in realtà non ho niente da replicare ma semmai ho argomenti per allinearmi a quanto è stato richiesto e per aderire alle argomentazioni testé sviluppate dal Presidente della Commissione trasporti.

Come sapete la questione Air Italy è una questione annosa che va avanti da molto tempo, ha scaturigine dalla vecchia compagnia di bandiera dei sardi, Alisarda, che ha garantito sviluppo e connessioni a quest'Isola e che nel tempo ha conosciuto alterne vicende, fin quando la compagine societaria non è stata poi denominata come Meridiana, con degli interventi anche di acquisizione di altre compagnie sul mercato, fino ad arrivare ad un momento di crisi economica che ha portato l'azionista a fare delle scelte irreversibili, quelle di comprimere per quanto più possibile la pianta organica, con grave sacrificio di forza lavoro e di molti sardi che erano impiegati in quella compagnia aerea, per predisporre la stessa compagnia ad essere poi messa sul mercato, in un momento in cui quell'azionista riteneva opportuno non ripianare più le perdite che di anno in anno quella compagnia registrava, e quindi andare alla ricerca di un partner qualificato nel settore aereo che potesse rilanciare la compagnia e darle nuova vita. Per fare tutto ciò venne istituzionalizzato il tavolo di crisi Meridiana, ministeriale ovviamente, retto su diverse gambe, dei Ministeri coinvolti ricordiamo quello al lavoro, quello dello sviluppo economico e quello dei trasporti. Fu un tavolo di confronto anche con le forze sociali che portò ad un accordo quadro che determinò ulteriori gravi sacrifici per quanto riguarda i lavoratori; da quel momento ci fu un avvicinamento alla chiusura di un accordo con la Qatar Airways che entrò in quel momento nel capitale sociale come socio di minoranza della compagnia aerea, presentando un piano industriale che raccontava e racconta di una nuova missione per la compagnia aerea e di un rilancio, con un'implementazione delle destinazioni e quindi del suo network e con una crescita esponenziale, così come veniva definita dagli stessi manager, della forza lavoro. Nel frattempo però abbiamo assistito ad una delocalizzazione di forza lavoro ulteriore, in primis i tecnici di Meridiana Maintenance (ricordo che Meridiana Maintenance nasce come una divisione di Meridiana che si occupa di manutenzioni, un fiore all'occhiello che si occupava della manutenzione degli MD 80), alcuni tecnici, 14 inizialmente, sono stati delocalizzati presso Milano Malpensa: una vera e propria, passatemi il termine, deportazione di padri di famiglia che quindi sono stati costretti a raggiungere il posto di lavoro oltremare. Queste avvisaglie mi hanno determinato fin dal mio insediamento a proseguire con l'attività, che già la Giunta aveva portato avanti nel tempo, di confronto con la compagnia aerea, per cui il 14 novembre del 2017 incontrammo ufficialmente, dopo averli incontrati ufficiosamente, i vertici della compagnia, insieme al Presidente, che li convocò, e al Sindaco di Olbia, per chiedere rassicurazioni in ordine alla crescita di una compagnia che potesse avere testa e cuore in Sardegna, questi furono i termini che vennero utilizzati. In quella sede ci furono delle rassicurazioni da parte dei manager di Meridiana i quali ci dissero che era loro intenzione far crescere una compagnia che aveva certamente una missione differente, che aveva la necessità di incontrare un hub e un mercato che stava anche oltremare, ma che pensava ad una compagnia fortemente basata in Sardegna, che potesse quindi fare innalzare i livelli occupazionali ma soprattutto implementare anche le destinazioni, quindi a beneficio dei sardi. Un progetto, quello, che ci piaceva, naturalmente queste rassicurazioni non ci misero tranquilli, anche perché dall'interno della Compagnie i lavoratori, in forma singola e anche associata attraverso i sindacati, ci dicevano che all'interno degli uffici di quella compagnia si parlava della volontà di delocalizzare alcuni pezzi della stessa, e se i manager ci dicevano che laddove ci sono gli aerei è necessario avere quantomeno coloro che compiono le manutenzioni, non mettevano minimamente in discussione il fatto che anche gli uffici e quindi l'organizzazione, il core business della compagnia potesse essere delocalizzato, anzi ci davano garanzie assolute da questo punto di vista. Quelle garanzie in quell'incontro non bastarono, tant'è che il 17 aprile del 2018 col Presidente fummo costretti a convocare ulteriormente la compagnia per chiedere conto di alcuni rumores di tacitiana memoria che ci giungevano da quel di Olbia, appunto dalle sedi amministrative dalla compagnia. In quella sede ci venne ribadito che soltanto coloro che siano strettamente necessari alla manutenzione degli aeromobili, che devono stare quindi in rampa, sarebbero stati delocalizzati, ma soltanto in minima parte, non ci dissero invece, anzi affermarono il contrario, che anche gli uffici potevano subire la stessa sorte.

Voi sapete tutti quanti quali sono le leve che la Regione, quindi il Consiglio e la Giunta, possono avere nei confronti di una società per azioni, che sono quelli della persuasione sul piano politico e anche morale, rispetto ad una compagnia che ha una genesi fortemente legata alla Sardegna e che anche grazie alla Sardegna ha fatto le sue fortune, ha vissuto certamente alterne vicende ma chiedevano da questo punto di vista che ci fosse una ulteriore rassicurazione sul punto; ulteriore rassicurazione che non possiamo conseguire da soli senza un rapporto forte con chi ha le competenze principali e fondamentali, che è certamente il Ministero dello sviluppo economico, che aveva fin da subito seguito questa trattativa, l'aveva incanalata e in qualche modo aveva portato poi alla, tra virgolette, salvezza di una compagnia ormai decotta che era pronta a portare i libri in tribunale, con l'individuazione di un nuovo partner, con l'aiuto alla stesura di un accordo quadro con le forze sociali e poi con la ratifica di un piano industriale. Un piano industriale che, stando ai termini dell'accordo quadro firmato con le forze sociali, doveva essere e deve essere monitorato ogni tre mesi e deve avere anche il conforto delle istituzioni che in qualche modo ospitano le varie basi della compagnia, è per questo che ancora una volta il presidente Pigliaru ha scritto al Ministero dello sviluppo economico per ben due volte chiedendo che quei patti fossero rispettati e che la Sardegna prepotentemente potesse partecipare alle trattative, per capire un po' quale sarebbe stato lo sviluppo di quel piano industriale, che noi abbiamo visto in forma di slide pubblicizzato ovunque, con numeri anche sintetici che ci hanno in qualche modo confortati, 10 milioni di passeggeri, ma che avremmo voluto in qualche modo affinare per quanto concerne la permanenza della stessa compagnia in Sardegna e la sua crescita proporzionale anche in Sardegna, cioè se cresce oltremare deve certamente crescere anche in Sardegna. Era questo il ragionamento che è stato fatto alla compagnia. Per questo domani saremo dal ministro Toninelli per parlare in primis di continuità territoriale ma per parlare anche di Air Italy, una vertenza rispetto alla quale in quel tavolo di crisi deve in qualche modo ritrovarsi e deve riportare la compagnia a miti consigli, perché questo scellerato piano di delocalizzazione non veda la luce. Anche perché, come sapete, si tratta di impiegati, funzionari e dirigenti che hanno compiti d'ufficio che possono benissimo lavorare da remoto e che non è necessario che siano a bordo pista. Quindi possono certamente lavorare dalla Sardegna, ci sono poi degli esempi di organizzazione straordinari di compagnie di successo, una in particolare che dall'Irlanda ha basi in tutto il mondo e che localizza lì i propri uffici. Ecco noi chiediamo al Ministero, al Ministro, ai ministeri coinvolti che stiano a fianco della Regione Sardegna, che utilizzano quelle leve che loro sì hanno proprio per consentire e quasi rendere obbligatoria questa scelta, cioè di una compagnia che sia fortemente basata in Sardegna, che scongiuri questi piani di delocalizzazione e che soprattutto chiarisca puntualmente quali ricadute economiche e sociali quel piano industriale potrà avere nella nostra Isola.

PRESIDENTE. Chiedo se c'è la replica da parte del proponente. Non c'è replica, passiamo alle dichiarazioni di voto.

Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (Psd'Az-La Base). Grazie Presidente, per esprimere da subito il voto favorevole alla risoluzione e per ricordare che la storia della Sardegna è lastricata di promesse non mantenute e la colpa non è certamente di chi viene a promettere ma di chi crede alle promesse. E voglio anche ricollegarmi a quello che diceva il presidente Antonio Solinas che diplomaticamente ha parlato dell'incontro con i vertici di Tirrenia, non ha usato le parole giustamente che io userò adesso, perché è stata veramente una presa in giro. Perché nel momento in cui l'amministratore unico di Tirrenia ci dice che è temporaneo lo spostamento della sede a Milano, solo perché si stava facendo un'operazione di tecnica giuridica complessa che non era possibile eseguire a Cagliari, perché a Cagliari abbiamo dei minus habens, perché sapete com'è, poi ci ha spiegato anche la fusione per incorporazione, per spiegare questo concetto, ci ha fatto una lezione sulla fusione per incorporazione. Io mi ero appena ribellato a una fusione per incorporazione, quindi ci ha spiegato bene cos'è che intendevano fare. Però (…) li porteremo qui, però poi ho ricordato quello che diceva l'Assessore prima: è una società privata e quindi farà esattamente il comodo suo. Quindi come sempre una volta ancora la Sardegna sarà sicuramente presa in giro. Quindi la risoluzione, la riunione del Consiglio eventualmente a Olbia, ma comunque un'azione forte, corale del Consiglio regionale credo che sia arrivato il momento di dire basta a questa gente, perché delle promesse ormai sono piene anche le Fosse delle Marianne non solo il tratto fra Civitavecchia e Olbia.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Luigi Rubiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC-Sardegna). Grazie Presidente, per dichiarare il voto favorevole alla risoluzione; una risoluzione che rappresenta uno dei problemi principi per la Sardegna. Questa risoluzione rappresenta anche l'ennesima dimostrazione del fallimento della politica su trasporti dell'attuale maggioranza. Questo rappresenta l'ennesima beffa per il popolo sardo che segue a distanza di pochi giorni, come ha già dichiarato il collega Carta, quanto accaduto per la Tirrenia. Anche qui la beffa che la Tirrenia trasferisce a Milano la sede legale con una perdita per le casse della Sardegna di 30 milioni di euro di entrate. Adesso Air Italy non riguarda solo i dipendenti che lavorano in questa azienda ma anche qui è un'offesa all'intero popolo sardo. Io leggo cosa dichiara la risoluzione, dichiara appunto: ribadendo che la Regione non è disposta a subire il trasferimento di attività dalla Sardegna al continente e la conseguente perdita di posti di lavoro. Non è disposta è riduttivo! La Sardegna si deve ribellare, la politica sarda si deve ribellare, deve mettere in campo delle azioni forti, delle azioni concrete che portino a dei risultati veri. La risoluzione così com'è stata scritta, per quanto la votiamo a favore, è l'ennesimo documento, è l'ennesimo ordine del giorno inutile che non produrrà assolutamente nessun risultato. Quindi, caro Assessore, caro Presidente, o ci mettiamo in testa che dobbiamo mettere in piedi un'azione forte nei confronti di uno Stato che sotto questo tema è sempre stato patrigno, uno Stato che non vuole in qualche modo venire incontro alle esigenze dei sardi oppure presenteremo questa risoluzione che rimarrà un semplicissimo documento votato da questo Consiglio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Fasolino per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FASOLINO GIUSEPPE (FI). Grazie Presidente, per dichiarare il voto favorevole alla risoluzione e per manifestare il mio disappunto, come hanno fatto tutti i colleghi che mi hanno preceduto. Siamo di fronte a una mancanza di rispetto nei confronti della nostra Isola, della nostra terra, dei nostri lavoratori e siamo di fronte a una mancanza di rispetto all'istituzione della Regione. Bene avete fatto, caro Assessore e Presidente, ad alzare il livello e bene avete fatto a spostare l'attenzione, perché, come ha detto il consigliere Rubiu, probabilmente a questo livello poco possiamo fare. Quella vicenda, come ha ricordato l'Assessore, era stata, devo dire personalmente, ben gestita dal precedente Governo nazionale e probabilmente mi viene il dubbio che ne abbiano approfittato proprio del cambio di Governo per poter portare avanti questa strategia di mobilitazione dalla nostra Isola. E purtroppo gli indizi che abbiamo sono più gravi di quello che è lo spostamento di queste 51 persone. Perché le dichiarazioni fatte nei mesi passati, la presenza costante della Giunta comunale della città di Milano ci fanno capire, ci fanno pensare che questa società voglia diventare in futuro una società bandiera della città di Milano. Questo è l'obiettivo che forse si stanno ponendo e allora là dobbiamo veramente stare attenti là dobbiamo stare attenti, là, caro Presidente e Assessore, dovete far valere l'importanza che queste 51 unità e il resto che potrebbe dislocarsi può avere per la nostra già povera Regione, è il valore aggiunto invece che questo potrebbe dare alla Regione Lombardia. Per la Regione Lombardia non è nulla la Giunta di questo personale, di questa economia, mentre per la Sardegna sarebbe come perdere e trovarci di fronte a una delle dismissioni industriali più importanti del nostro periodo storico che stiamo vivendo, in un periodo economico già difficile non possiamo consentire questo. Quindi vi chiedo veramente di far valere la nostra forza, e mi ricollego all'annuncio fatto prima dal…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gaetano Ledda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LEDDA GAETANO (Psd'Az-La Base). Grazie Presidente, siamo in dichiarazione di voto ma qui si è riaperto un dibattito. Dichiaro il voto favorevole del Gruppo Psd'Az-La Base alla Risoluzione, mi ricollego a quello che ha detto il collega e amico Satta, ha parlato di trasporti e in particolare della Air Italy. Concordo pienamente che ci vuole un'azione forte, e, come qualche collega che mi ha proceduto ha detto, il fallimento della politica sul trasporto in Sardegna della Giunta, questo è il fallimento della politica in generale, non solo della Giunta, il trasporto in Sardegna, sono anni che non ci ascoltano, fanno quello che vogliono e noi stiamo alla finestra. Io penso che non basti l'azione di convocare il Consiglio straordinario, come lo vogliamo chiamare, a Olbia, ma ci vogliono azioni forti e possibilmente anche fare una marcia su Roma perché il problema è sempre a livello ministeriale. Noi siamo pronti come Gruppo e come partito a fare un'azione forte, ma veramente un'azione forte, non chiacchiere, un'azione forte completa. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pierfranco Zanchetta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZANCHETTA PIERFRANCO (Cristiano Popolari Socialisti). Io credo, a differenza dell'onorevole Rubiu, che la risoluzione che noi stiamo per approvare abbia una sua valenza e una sua efficacia importante, anche perché domani l'Assessore, credo anche il Presidente, saranno dal Ministro dei trasporti, e arrivare con la determinazione della Giunta regionale e un documento del Consiglio regionale significa andare al Governo con la volontà chiara di tutta la Regione Sardegna per risolvere il problema e dire "no" alla sciagurata operazione di delocalizzazione che la compagnia Air Italy sta mettendo in campo. L'interlocuzione con il Ministro dei trasporti e delle infrastrutture Toninelli è il primo avvio, la prima interlocuzione, però qui c'è un convitato di pietra che manca all'appuntamento, ed è il vicepremier, nonché ministro dello sviluppo economico Di Maio. Io credo che in questa vicenda, che ha anche un lato oscuro, cioè la presentazione fatta il 26 giugno ultimo scorso alla Direzione generale del MISE della delocalizzazione di Air Italy sia un fatto grave che richiama anche responsabilità di quel Ministero, che guarda caso con il suo predecessore invece aveva operato per garantire la buona riuscita del salvataggio di Meridiana. Ecco, io credo che questo sia un aspetto politico non trascurabile che va richiamato immediatamente sulle responsabilità di un Ministero che fino a ieri ha sostenuto la Regione per salvare la compagnia aerea riuscendoci brillantemente, ed oggi ci abbandona. Ecco il richiamo, caro onorevole Rubiu, per quello dico che la risoluzione è importante e andare con forza a Roma domani significa far valere le ragioni della Sardegna, dei lavoratori di Air Italy di Olbia, perché non si possono cancellare cinquant'anni di storia dell'aeronautica civile, nata prima con Alisarda, Meridiana poi, e oggi Air Italy, fortunatamente con il salvataggio dell'ingresso di Qatar Airways, che va richiamato nell'interlocuzione con la Sardegna, come qualcuno ha già accennato, proprio per gli interessi del fondo sovrano sulla nostra regione e gli investimenti. Quindi, non si può scaricare soltanto sulla disinvoltura…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Crisponi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). A me pare proprio, purtroppo, una storia che si ripete. Ho bene a mente, nelle giornate precedenti il passaggio delle quote societarie in capo alla nuova proprietà, un raggruppamento di dipendenti ex Meridiana che hanno partecipato qui con attenzione e preoccupazione alla discussione di una mozione che individuava un percorso naturalmente di protezione, proprio nella fase nevralgica delle trattative appunto fra la titolarità, i titolari delle quote sociali e quella quota che stava invece cambiando proprietà. Oggi si ripete lo stesso scenario, cioè dei manager che non hanno certamente a cuore le sorti di un'isola, di un territorio, del suo popolo, della sua gente, di chi la ama, dei turisti stessi, dei manager che aridamente fanno conto esclusivamente su bilanci e su relazioni di carattere strettamente aziendale, e decidono, in modo inopportuno, di portare via una quota consistente di quei lavoratori che hanno oltretutto orgogliosamente contribuito allo stesso sviluppo di una compagnia aerea che per lungo tempo abbiamo definito la compagnia di bandiera, e che oggi evidentemente non è più tale. Quella sete di sviluppo, quella sete legittima nel veder quadrati i bilanci, naturalmente si scontra con un elemento fondamentale. Questo è un periodo dove, ancora una volta, lo scontro storico ritorna a galla, e le vicende che riguardano non solo il comparto aereo, ma anche il comparto marittimo, riportano come sempre i nodi al pettine, ma senza possibilità di soluzione, sembra, davanti a un'aridità della conversazione, della discussione, dove addirittura si sottraggono anche alle sollecitazioni che giustamente l'Assessore Careddu ha fatto. Allora è evidente che bisogna anche in questo caso fare quadrato, le opposizioni, come hanno dimostrato fin dai primi interventi, sono certamente solidali e danno credito a quelle che sono le iniziative che si vuole portare avanti, ragione per la quale naturalmente a questo tipo di risoluzione confermo l'adesione e la sottoscrizione, anche da parte del Partito dei Riformatori Sardi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Meloni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MELONI GIUSEPPE (PD). Per esprimere il voto favorevole a questa risoluzione, credo anche io che darà forza alla Giunta quando domani si presenterà a Roma al cospetto del Ministro dei trasporti, e spero anche del Ministro dello sviluppo economico. Bene ha fatto il collega Zanchetta a ricordare che la presenza di entrambi è fondamentale affinché una vertenza di questo tipo possa ottenere una risoluzione positiva. Qualche collega ha detto, e sono molto d'accordo, nelle dichiarazioni di voto che probabilmente qualche, oserei dire malintenzionato, dirigente milanese ha pensato bene, durante il travagliato cambio di Governo, di poter fare "legna" ai danni dei sardi. Bene, è necessario qua che tutta la classe politica sarda si unisca, tutti, davvero indistintamente, perché tutti abbiamo un pezzo di responsabilità anche nell'attuale situazione. C'è una maggioranza di centrosinistra al Governo della Regione, c'è una parte dell'opposizione che è rappresentata nel Governo nazionale, e c'è una parte politica importante non rappresentata in questo Consiglio regionale che è al Governo nazionale, quindi siamo rappresentati tutti in questo momento storico, e credo che sia fondamentale tenere l'unità, la barra dritta, e fare in modo che questo cambio di Governo non possa determinare un cambio di decisioni o di rotte rispetto a quanto promesso da parte della dirigenza di Air Italy. Occorre sentire anche la proprietà, occorre fare in modo che gli impegni vengano rispettati, gli impegni assunti, e sono sicuro che se tutti noi ci impegniamo a fare la nostra parte, anche il nuovo Governo saprà continuare nel solco già delineato dal precedente, e saprà tenere un rapporto rispetto al quale le promesse siano anche fatti, e quindi la Compagnia continua a restare una Compagnia sarda, con la sede non solo legale ma anche operativa in Sardegna, avviandosi, perché no, a diventare una compagnia di carattere internazionale, che punti anche a essere la prima in Italia. Però è fondamentale, ripeto, un'unità che non deve essere solo di facciata, senza strumentalizzazioni, non ci facciamo condizionare dall'appuntamento elettorale che interessa…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianni Lampis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LAMPIS GIANNI (Fratelli d'Italia Sardegna). Grazie, Presidente, innanzitutto per annunciare il voto favorevole del Gruppo Fratelli d'Italia Sardegna a quella che noi pensiamo venga definita oggi impropriamente risoluzione, perché per risoluzione della lingua italiana si intende l'esito positivo di una situazione complessa. Quello che è certo, stando anche al dibattito, è che questa è una situazione complessa, ma non siamo certi della sua risoluzione. Anche perché abbiamo sentito parlare di delocalizzazione, la delocalizzazione significa spostare altrove processi produttivi, e un'azienda decide di fare questo per che cosa? Per aumentare la propria competitività, cioè ci stanno dicendo, badate bene, che la Sardegna non può essere la sede ideale per dare prospettive di futuro ad un'impresa, ed è questa la questione grave su cui noi oggi siamo chiamati a riflettere, perché mancano le condizioni per garantire a chi vuole fare impresa di essere competitivo in Sardegna. Questo è un grande tema su cui questo Consiglio regionale ha il dovere di interrogarsi, ha il dovere di riflettere, ha il dovere di porre in essere tutte quelle situazioni, tutte quelle migliorie utili a consentire che la Sardegna non continui ad essere per sempre "figlia di un Dio minore". Ecco, voglio concludere richiamandomi all'intervento dell'onorevole Solinas, che in questo senso ha richiamato chi durante l'ultima campagna elettorale utilizzava come slogan: "Prima la Sardegna". Noi, a quattro anni e mezzo di legislatura, della vostra legislatura di Centrosinistra, vorremmo poter oggi utilizzare quello slogan che diceva: "Costruiamo il domani". La verità oggi è che siamo ancora invece fermi ad avantieri.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Grazie, signor Presidente. E' evidente che non si può non condividere un atto, una risoluzione di questo tipo, dobbiamo stare al fianco dei lavoratori, dobbiamo stare al fianco della Sardegna, oserei dire, perché qui si pone un problema di trasporti, un problema di politiche dei trasporti che purtroppo in Sardegna in questi anni lasciano alquanto a desiderare. E non possiamo non dire che avremmo gradito che anche in occasione della fuga di Ryanair dal Nord Ovest della Sardegna avremmo gradito interventi di questo tipo, dell'Assessore, della maggioranza, invece non abbiamo avuto assolutamente un sostegno così, anzi, ne parleremo dopo con dovizia di particolari quando discuteremo la legge sul turismo, anzi, è stato fatto di tutto per facilitare la fuga di Ryanair e non mi dilungo oltre adesso. Ma mi pongo un quesito; dove sono i 5 Stelle? Dov'è il Governo dei 5 Stelle? Dov'è il Governo che conta fra i suoi esponenti di spicco, o meglio, il Partito che conta fra i suoi esponenti di spicco, un Di Battista che andava negli aeroporti e gridava: "Noi siamo con i lavoratori! Siamo al vostro fianco! Non consentiremo mai che i lavoratori non vengano tutelati!"; non abbiamo sentito levarsi voci da parte dei 5 Stelle, magari le sentiremo nei prossimi giorni, ma oggi non sono assolutamente pervenute. E il tema comunque è quello delle difficoltà delle politiche dei trasporti avviate da questo Governo regionale, il tema nello specifico è la qualità dei rapporti fra Governo regionale, Presidente Pigliaru e Qatar. Noi eravamo convinti che i rapporti fossero ottimi, vuoi per quanto riguarda il Mater Olbia, e abbiamo visto che difficoltà ci sono, vuoi per quanto riguarda Air Italy, evidentemente questi rapporti sono pessimi, o non ci sono, eppure il Ministro Delrio ci diceva il contrario, eppure il Presidente Pigliaru ci diceva che grazie al Ministro Delrio avevamo raggiunto degli obiettivi immensi, a gennaio del 2017 se non ricordo male, anzi, no, a febbraio del 2018, quest'anno, ed è evidente che invece questi rapporti erano simulati, erano fittizi, servivano solo ed esclusivamente per propagandare una posizione del Governo nei confronti del Qatar, una posizione diciamo di alto profilo per propagandare…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Congiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). Sì, votiamo a favore, ma lo facciamo con una consapevolezza, Assessore Careddu, di consegnarle un mandato che politicamente è più ampio di quello che traspare dalle parole utilizzate dall'estensore di questa risoluzione. Il mandato politico che la nostra forza politica le consegna è un mandato di dignità ulteriore rispetto a quella che traspare dalla risoluzione, è un mandato con il quale lei dovrà sedersi al tavolo delle negoziazioni, non semplicemente per rivendicare il minimo contrattuale che è il rispetto di un contratto e quindi il mantenimento della forza occupazionale, ma quello di portare un messaggio di dignità della Sardegna che nella piattaforma europea dei trasporti vuole svolgere un ruolo fondamentale. La Sardegna è un hub naturale nei collegamenti con il Medio Oriente, nei collegamenti con la penisola iberica e quant'altro, e questa dignità non è mai stata non solo riconosciuta, ma nemmeno richiesta, verosimilmente. Ecco il mandato politico, quello di non acconciarsi dietro il timore che cinquantun lavoratori possono perdere il posto di lavoro, sì, e deve essere battaglia, ma la vera battaglia è la battaglia di dignità, perché nelle piattaforme internazionali e nazionali la Sardegna possa avere anche nella materia dei trasporti aerei quel ruolo che le compete. La Sardegna è ambito privilegiato e non riesco a capire la ragione per la quale nei vari tavoli ministeriali questo tipo di rivendicazione non sia mai stata avanzata con la determinazione che necessita.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Presidente, il nostro Gruppo voterà certamente a favore e riprendo le ultime considerazioni, rafforzandole, del collega Congiu, dicendole, Assessore, che lei domani porta la Sardegna a Roma, porta il diritto dei sardi alla mobilità, porta anche il diritto di questa terra di non vedere più nessuna delocalizzazione in ragione di esigenze di impresa. È già successo troppe volte, con Alcoa, addirittura in temi di energia con Alpiq, è successo con E.on che trasferì per primo i conti fuori dalla Sardegna evitando di pagare le imposte nella nostra Regione, eppure ha ottenuto dei vari servizi da questa terra. Quindi concordo quando viene citato il Ministro dello sviluppo economico, delocalizzare significa in questo momento uccidere un territorio e credo che il Ministro dello sviluppo economico il principio di delocalizzazione, o meglio, di divieto di delocalizzazione ha annunciato delle penali, ha annunciato una guerra nei confronti delle aziende che delocalizzano, avendo avuto contributi, servizi, ma anche attenzioni da parte dello Stato, deve valere a maggior ragione per la nostra Sardegna perché è un bene vitale che viene meno. Quindi, Assessore, io credo che lei domani debba assolutamente con forza in quel tavolo, lei, il presidente Pigliaru ovviamente se sarà con lei, sbattere i pugni, far presente e ragionare in termini di Sardegna unita. Questo Consiglio oggi le sta dando un mandato unitario perché quando si tratta di portare avanti battaglie così importanti noi non ci sottraiamo. Consentitemi giusto, io non voglio fare né battute né fare dietrologia, però collega Pietro Cocco non può impedire in quest'Aula a nessuno di fare delle analisi sullo stato dell'arte in tema di trasporti. Avete fallito, probabilmente l'abbiamo fatto anche noi, anche se meno di voi, perché avevamo una continuità che poteva ritenersi tale e da cui bisognava ripartire, non tornare indietro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Edoardo Tocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TOCCO EDOARDO (FI). Presidente, Assessore, io ricordo diverso tempo fa, quando si stavano facendo i corsi per il personale di Meridiana molte assistenti di volo e anche operai della manutenzione, credo che fossero andati per un periodo a Milano a fare i corsi. Molte di queste persone si sono trasferite lì, molte persone anche che venivano da Cagliari non so se lei era già Assessore o ricorda qualcosa del genere, però glielo voglio dire questo perché alla luce di questo documento di oggi, che le conferisce un'importante mandato di quest'Aula che rappresenta tutta la Sardegna in questo momento. Le dico questo perché ancora una volta il personale sardo, che operava in questa azienda, Meridiana, noi siamo cresciuti con Meridiana, Assessore, noi siamo cresciuti con quella scritta nei cieli, è stata una compagnia di bandiera, è stata una compagnia molto importante per la Sardegna, quando si parlava di aerei venivamo individuati come Meridiana, quindi mi passi anche il termine un po' affettivo, nel senso che i trasporti erano questi, oggi i trasporti sono cambiati perché c'è stato ovviamente un cambiamento della strategia aziendale. Oggi si chiama Air Italy e chiaramente Air Italy è una nuova azienda, una nuova azienda che sta adottando una strategia diversa, un'azienda che sta adottando la cosiddetta delocalizzazione, un'azienda che ha un input diverso di imporre il proprio mercato in Italia. Allora quello che dico è questo, Assessore: io ho paura che probabilmente non siamo molto credibili in termini di trasporti e questa cosa sta andando avanti negli anni, non siamo mai stati forse credibili, oggi meno che mai perché diversamente non saremo a questo punto, non ci troveremo in una situazione dove siamo sempre utilizzati all'ultimo momento e all'ultimo momento siamo gli ultimi, siamo sempre gli ultimi, Assessore, quindi questo mandato le dà la possibilità di riessere credibile nella negoziazione a Roma. Lei, mi creda, deve imporsi, deve tornare da Roma non con l'elemosina come più spesso è successo a questo Esecutivo, e mi dispiace anche dirlo, io credo che veramente lei questa volta debba essere credibile, debba muoversi in una maniera differente dalle altre volte, deve rendersi conto che lei domani ha la Sardegna in mano.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Antonello Peru per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PERU ANTONELLO (FI). Presidente, Air Italy disattende gli accordi, disattende gli accordi rimangiandosi tutto quello che aveva detto nei tavoli. La Sardegna, come quella del passato, è una Sardegna dove lo straniero arriva per conquistare, ci ha conquistato il sottosuolo, sopra, da tutte le parti. Bene ha detto il consigliere Lampis, ha centrato il tema, cioè noi dovremmo e dobbiamo costruire le condizioni perché le società, Air Italy è una società privata, è una Spa, e quindi rimane se ne ha l'interesse per rimanere, e noi dovremmo creare le condizioni perché le società devono rimanere in Sardegna. Però dobbiamo dire basta, l'Europa ci stoppa la continuità territoriale, non sono di meno le società di navigazione marittima dove esiste un monopolio in Sardegna, e allora è vero, chi mi ha preceduto ha detto che è necessario che dobbiamo arrabbiarci, dobbiamo sbattere i pugni sul tavolo, però continuiamo ancora a litigare su azioni e su temi che creano quelle condizioni. Faccio un esempio per tutti, parliamo di legge urbanistica e stiamo litigando, anzi state litigando ancora sull'articolo 31, volumi sì, volumi no, quando all'interno di quella legge si possono trovare le condizioni per dare risposte alla creazione degli strumenti per far crescere una Sardegna, per creare tutti gli elementi che rilanciano la Sardegna sotto l'aspetto delle vocazioni, quindi turismo e agricoltura, e solo così possiamo creare le condizioni perché le aziende non scappino e non dobbiamo elemosinare questo. Su questo dobbiamo agire, dobbiamo creare veramente le condizioni, con le leve, con le azioni che abbiamo, altrimenti continuano a conquistarci la Sardegna, continuano a fare quello che vogliono e noi rimaniamo ad attendere, a elemosinare poi, e a piangere come stiamo facendo in questo momento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Stefano Coinu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COINU STEFANO (FI). Per annunciare ovviamente il voto favorevole perché, purtroppo dico, è un atto dovuto. Vorrei però non spostare il tema ma dire all'Assessore che il mandato è vero, va ben oltre quello che è indicato nel documento perché il tema credo che debba tornare ad essere quello originario, cioè la continuità territoriale mancata, perché sennò rischiamo di curare il male curandone solo i sintomi ma non il male alla radice, praticamente arriviamo sempre, senza fare voglio dire dietrologia, o dire di chi è la colpa, io vorrei invece dare dei meriti. Arriveremo senz'altro sempre a curare, ripeto, quello che è un sintomo e non andare ad eradicare il male fondamentale.

Questa è una società privata, come giustamente diceva il collega Peru, e quindi in quanto tale credo che poche cose possano essere fatte, se non una forzatura che sia di natura di convincimento e metterla su un piano che vada oltre chiaramente le norme. Quello che invece va fatto assolutamente è cercare appunto di assumere una posizione davanti ai ministri interessati che credo siano Toninelli e Di Maio, per ricordare loro e credo che in questo caso Assessore a lei in qualche modo venga anche più semplice, non ci sono parti da difendere in questo momento per lei se non quella ovviamente al di là di tutto di tutelare quello che è un sacrosanto diritto di una Regione, la Sardegna, ad essere considerata non figliastra ma figlia, perché sul fatto della continuità territoriale bisogna approfittare se vogliamo difendere questi lavoratori, approfittare per sostenere che in Sardegna accade ciò che accade all'Italia in questo senso. La delocalizzazione delle imprese avviene dalla Sardegna verso l'Italia e dall'Italia verso altri lidi, qual è il problema di fondo sostanzialmente? Perché questo credo noi dobbiamo porci come problema e il problema evidentemente è che in Sardegna non ci sono le condizioni perché le aziende rimangano, e una delle condizioni in questo caso perché quell'azienda rimanesse sarebbe stata sicuramente avere il merito anche vostro e soprattutto vostro non di fare passi indietro ma qualche passettino avanti nei confronti di una continuità territoriale trovando gli strumenti e i modi affinché questa diventasse appetibile anche per le aziende. Perché è chiaro che ripeto se si fosse riusciti a fare questo, io credo che non staremmo qui a parlare oggi della tutela di questi 51 lavoratori. Vedete è un processo che va dal basso verso l'alto, dal centro verso la periferia e dalle isole verso il continente come amiamo chiamarlo noi. Il centro Sardegna si lamenta perché c'è una delocalizzazione delle imprese che tendono verso il cagliaritano o verso il sassarese perché si sta svuotando il centro della Sardegna, l'isola si lamenta perché c'è una delocalizzazione che va verso il continente cosiddetto e ovviamente a maggior ragione in Italia ci si lamenta perché c'è una delocalizzazione…

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della Risoluzione numero 14.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Discussione della proposta di legge Lotto - Tendas - Crisponi - Moriconi - Anedda - Gaia - Contu - Tedde - Ledda -Rubiu - Lampis: "Modifiche alla legge regionale 28 luglio 2017, n. 16 (Norme in materia di

turismo)" (508/A)

PRESIDENTE. Il secondo punto all'ordine del giorno reca la discussione della Proposta di legge numero 508/A.

Ha domandato di parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Per chiedere di poter ritirare la mia firma da questa legge, pur avendolo ovviamente votata in Commissione, perché son venuti meno alcuni principi e non ultimo quello che abbiamo appena trattato stasera qui. L'articolo 1 quando parla di superare i deficit infrastrutturali derivanti dall'insularità, mi sembra veramente fuori luogo che l'articolo 1 comprenda un tema così delicato dopo aver fatto le dichiarazioni che abbiamo fatto stasera.

PRESIDENTE. E'stata espunta la sua firma.

Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Crisponi. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Sarò anch'io molto breve, con grande sincerità non mi ha mai appassionato questo tema sul quale abbiamo dibattuto in Aula ma ben prima in Commissione, ben prima ne abbiamo dibattuto a suo tempo al momento dell'approvazione della legge numero 16. Personalmente mi sono espresso negativamente contro l'inserimento di una particolare iniziativa che riguarda in modo netto gli elementi che riguardano l'articolo 2 che è quello dei "condhotel", quindi il presidente Lotto sa bene qual era la mia posizione, poi trattandosi di un DPCM alla fine ci si è adeguati all'inserimento e alla presa d'atto. Gli ulteriori approfondimenti che io ho avuto modo di fare su una norma che non mi ha mai convinto e tantomeno appassionato mi impone di ritirare anche per quanto mi riguarda la firma da questo testo.

PRESIDENTE. Io credo che il testo l'abbiate votato in Commissione, non è stato modificato oggi, quindi potevate farlo anche prima, comunque è eliminata anche la sua firma.

Ha domandato di parlare il consigliere Gaetano Ledda. Ne ha facoltà.

LEDDA GAETANO (PSd'Az-La Base). Anch'io per comunicare di ritirare la mia firma dalla proposta di legge.

PRESIDENTE. Ritirata.

Ha domandato di parlare il consigliere Mariano Contu. Ne ha facoltà.

CONTU MARIANO (FI). Giusto per non dilungarmi ritiro anch'io la mia firma da questa proposta di legge.

PRESIDENTE. Ritirata. Mi viene voglia di chiedere spiegazioni su come lavoriate in Commissione, ma mi astengo.

Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Secondo Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE SEDCONDO (SDP). Per chiedere se è possibile apporre la mia firma a questa proposta di legge, la mia e quella dell'onorevole Lai.

PRESIDENTE. Aggiunte.

Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Anch'io ritiro la mia firma e spiegherò le motivazioni in modo dettagliato nel mio intervento.

PRESIDENTE. Va bene, la firma è ritirata.

Ha facoltà di parlare il consigliere Giampietro Comandini, relatore.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD), relatore. Credo che bisogna riportare le ragioni di questa proposta di legge in un ragionamento molto semplice che credo che sia quello di spiegare perché da parte della Giunta c'è stato in qualche modo illustrato e accolto dalla Commissione e anche da coloro che oggi ritirano le firme, una possibilità di dare gamba alla proposta di legge numero 16 che era la norma in materia di turismo. Noi proprio per dar gambe a quella legge che è attualmente in vigore in Sardegna, ma soprattutto al cuore pulsante di una legge che per la prima volta vuole portare il ruolo dei privati, delle imprese, degli albergatori, di quelli che fanno turismo e non soltanto della politica, ma di quelli che quotidianamente sulla propria pelle, sulle proprie scelte, sui propri capitali lavorano per portare i turisti in Sardegna, io credo che a seguito di una normativa nazionale che impone con chiarezza successivamente all'approvazione della legge che il ruolo dei privati non può essere facoltativo come avevamo scritto noi nella proposta di legge ma che deve essere obbligatoriamente espresso nella legge che i privati all'interno della DMO devono essere coinvolti e non soltanto quindi una facoltà, e devo dire ai colleghi che oggi hanno ritirato la firma, lo dico soprattutto all'amico Luigi Crisponi che molti di quei privati avevano anche essi prima della obbligatorietà espressa dalla normativa nazionale, chiesto in maniera esplicita un coinvolgimento diretto nella DMO, io credo che per dare risposta a quei privati che hanno creduto nella legge e che credono nella DMO credo che quindi sia un obbligo morale oltre che legislativo approvare questa modifica di inserimento obbligatorio nella DMO dei privati e che in qualche modo possano anche rispondere a quello che il legislatore nazionale il 19 agosto 2016, quindi successivamente alla legge approvata dal Consiglio regionale obbliga in maniera espressamente definita dal legislatore regionale l'intervento dei privati nel DMO. Il secondo aspetto, Condhotel, noi sappiamo che anche questa nuova disciplina questa nuova classificazione alberghiera che è stata molto discussa nella Conferenza Stato Regione, e che poi è stata anche accolta a seguito della Conferenza Stato-Regione in una legge nazionale, la cosiddetta legge Sblocca Italia, può essere una risposta ulteriore a una richiesta diciamo alberghiera, di fruizione alberghiera, che sempre di più viene in qualche modo anche attuata nel nostro territorio. Cosa significa in sintesi? Significa che funzioni alberghiere e residenziali possono convivere nello stesso comune. Noi abbiamo diversi imprenditori, abbiamo diverse anche realtà comunali, nelle quali alcune unità abitative sono state vendute, e che convivono all'interno strutture alberghiere con la quale si possono in qualche modo condividere servizi.

Allora, la legge è tutta qui, quindi quella che è l'adeguamento a una disposizione nazionale che è avvenuta successivamente all'approvazione della legge 6, su due aspetti, uno che ripeto è stato accettato e anzi anticipato dagli stessi albergatori e privati che hanno chiesto con forza di far parte della DMO, e l'altra che a seguito del decreto legge sblocca Italia dà la possibilità alle strutture alberghiere di convivere con le strutture residenziali, e quindi ad avere un'offerta turistica più diversificata che sicuramente va in linea con quello che è stato l'approvazione della legge numero 16, ma soprattutto un'isola che vuole avere più prospettive, ma soprattutto più offerte turistiche.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Luigi Crisponi. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Presiedente, allora molto brevemente. Il testo di legge 508, che modifica alcuni punti importanti della legge 16, che naturalmente ha visto un voto unanime, compreso naturalmente quello del sottoscritto per quella legge, nel mese di luglio 2017, non viene certamente inficiato in modo assolutamente negativo da questa nuova integrazione che arriva appunto con la 508 e anzi, cari colleghi che avete mantenuto la sottoscrizione, confermo il mio interesse e anche il mio parere favorevole all'articolo 1, ma siccome la legge vede una firma nel suo insieme, e quindi sul corpus intero, è evidente che non posso tirar via una firma per materie che non mi convincono. E arrivo appunto dove non mi convince. La famosa iniziativa fatta dallo Sblocca Italia, e quindi dal Governo nazionale, la posso definire tranquillamente un pasticcio all'italiana, dove sotto una pressione che è stata esercitata anche in sede commissariale nel momento in cui la legge 16 veniva discussa, sono stato fra quelli che si è opposto all'inserimento, e parlo di due anni fa, all'inserimento dei Condhotel. Poi è stato detto va bene viene espunta perché poi tanto interverrà il DPCM, che ci costringerà a prenderne atto, è arrivato quel momento, il Governo con lo Sblocca Italia ha fatto il suo pasticcio all'italiana, e naturalmente è approdato in sede di Commissione. Ma anche per tranquillizzare il Presidente Ganau, le condizioni che impongono ad un Consigliere regionale di fare gli approfondimenti dovuti su una materia delicata alla quale se mi opponevo allora, poi ci possono essere dei cambiamenti di programma, delle valutazioni, un testo a disposizione, quindi quel testo in quella fase già non mi pareva chiaro, tant'è vero che avevo detto anche al collega Presidente della V Commissione che era deficitaria, perché lo stesso DPCM demandava proprio all'articolo 4 alle regioni la possibilità di determinare e di normare. Però, cari colleghi, che magari si possa discutere in sede consiliare di luci e ombre in un DPCM io credo che sia legittimo, anzi è auspicabile, è democrazia, è libertà di espressione. Perché luci e ombre? Ma perché le definizioni che arrivano da territori che sono stati colpiti favorevolmente riguardano zone d'Italia che davvero poco hanno a che vedere con la Regione Sardegna, e mi riferisco in modo particolare all'Emilia Romagna, e mi riferisco in modo particolare a Rimini e Riccione. O addirittura ai territori del Veneto, e in modo particolare alle belle zone dolomitiche o di Cortina d'Ampezzo. E che cosa accade con questa norma? Io ho la preoccupazione che è semplicemente quella di togliere un vincolo di togliere un vincolo di destinazione d'uso alberghiero, per esempio, che viene di fatto a cadere, sappiatelo, che viene di fatto a cadere, possa aprire a quelle che generalmente anche in gergo giornalistico sono chiamate speculazioni, che mi sembrano molto più severe e molto più particolareggiate rispetto a quelle che sono state dibattute anche sulla stampa sulle leggi che si vorrebbe approvare in tema urbanistico. Questa sì che è vera speculazione, a me personalmente appare. E io credo che questa sia praticamente la definizione delle nuove seconde case, in definitiva, per spiegarla ancora meglio. E dove c'è una struttura ricettiva alberghiera, questa, una quota parte può essere destinata a diventare non più adotterà camera d'hotel, non più servita dai servizi alberghieri ma semplicemente una quota condominiale. Ciò significa che in una stanza affianco dove c'era prima residente un turista che arrivava dalla Norvegia, ci potrà essere tranquillamente un condomino che prepara il suo "minestroncino" con la porta aperta, e che magari si dovrà riferire a persone che al piano di sotto hanno pagato fior di quattrini per poter alloggiare in quell'ambiente. Allora, siccome l'Italia è un Paese molto strano, che sta facendo di tutto e di più per creare confusione. Cito cosa sta accadendo con gli alberghi diffusi, cito con la corsa agli affitti brevi, cito con una necessaria e provvidenziale per certi aspetti crescita e nascita di nuovi B&B, allora credo che il Governo nazionale abbia fatto un pasticcio dei suoi aggiungendo un'ulteriore figura di carattere ricettivo, ma che ha anche carattere residenziale. Un vero e proprio pasticcio che potrebbe dare la stura, fatte bene colleghi, soprattutto quelli che risiedono o hanno riferimenti in territori vocati alla parte turistica, mi riferisco naturalmente a gran parte dei territori costieri regionali, mi riferisco ad Alghero, così come a Villasimius, così come a Cagliari stessa, così come ad Olbia o Golfo Aranci, c'è un rischio evidente. Allora davanti a questo rischio, davanti a questo sistema che prevede che i Condhotel, una parola fra l'altro che sembra una parolaccia, fortemente inusuale in un contesto regionale dove c'è una gran fatica a poter mettere un sasso nuovo, o addirittura dalle discussioni come ha detto poc'anzi riferibili alla nuova legge urbanistica, improvvisamente tout-court, nel silenzio più generale, solo perché l'ha fatto il Governo nazionale, ma con tutto il rispetto possiamo esprimere il nostro dissenso su quella iniziativa di carattere nazionale, e dire in Sardegna questo tipo di iniziativa non ci sta a fare un bel niente. E' un'offesa a chi fino ad oggi coraggiosamente ha mantenuto aperte quelle strutture destinandole appunto a ciò che le leggi non solo turistiche, ma anche urbanistiche, e anche i regolamenti locali lo prevedono, con una destinazione d'uso ben specifica, e quindi chi eventualmente dovesse andare ad alloggiare in una di queste strutture, o ex strutture ricettive alberghiere, si potrà ritrovare uno o due piani, o addirittura parte o porzione dello stesso piano, con un allegro condominio, con tutte le regole del condominio, che chiaramente, come è noto a voi tutti, non sono esattamente le regole di una sana, buona, organizzata, gestione imprenditoriale per le strutture ricettive alberghiere. Ecco perché, e mi pare di essere stato chiaro nell'aver specificato le motivazioni che mi hanno portato a espungere, a ritirare la mia firma. E quindi collega Lotto, con il quale naturalmente abbiamo lavorato fianco a fianco, insieme a tutti gli altri colleghi commissari, non solo per questa norma, ma anche per la legge 16, debbo amaramente dire che questa è mi pare un'occasione perduta per dire, come Regione Sardegna, al Governo nazionale, e si doveva dire probabilmente ancora in modo più netto in sede di coordinamento Stato-Regioni, fate attenzione queste norme di questo genere lasciatele fare singolarmente alle Regioni, lo Stato faccia lo Stato e non si appropri di una materia concorrente nella quale ogni specificità, ogni territorio ha diritto di dire la propria. E concludo, anche con la considerazione che spesso sono troppe le leggi regionali che vengono respinte dal Governo nazionale, e purtroppo non esiste quella potestà legislativa che ci impedisce di censurare e dire che una legge nazionale e mal fatta e non può essere applicata in un territorio che faticosamente ma orgogliosamente sta cercando di mantenere non solo i suoi diritti, ma anche una sua organizzazione specifica, con la quale con tanta fatica si cerca quotidianamente di intervenire. E allora, è evidente che queste sono le motivazioni che probabilmente accompagneranno anche i colleghi che hanno voluto coscienziosamente ritirare la propria firma dal PL 508.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gianni Lampis

LAMPIS GIANNI (Fratelli d'Italia Sardegna). Il mio contributo rispetto a quello che è stato l'iter di questa legge è un contributo estremamente limitato, non fosse altro perché, come ben ricordava il collega Comandini, si va ad intervenire su una precedente legge, la numero 16 del 2017, naturalmente in quel periodo, nel momento in cui è stata approvata, io non ero componente di questa Assemblea. Naturalmente le motivazioni e l'intervento che poc'anzi il collega dei Riformatori ha fatto ci pongono obbligatoriamente di affrontare una riflessione su quello che è in senso più ampio, o quello che dovrebbe essere il senso più ampio, la competenza in materia di legislazione sul turismo che le regioni hanno, perché purtroppo la sostanza di fatto non coincide con la forma, la storia recente è caratterizzata da un susseguirsi di conflitti di attribuzione, allorquando talvolta le regioni hanno ritenuto che lo Stato avesse sforato nella sua competenza legislativa appunto legiferando in maniera in materia di turismo. Sta di fatto che noi oggi, senza paura di essere smentiti, noi oggi possiamo affermare che questa competenza sia di fatto concorrente e che lo Stato individui la cosiddetta normativa di cornice e che spetti poi alle regioni, alle assemblee legislative regionali, il compito di disegnare poi all'interno di questa cornice il quadro. Io ritengo che le preoccupazioni che il collega Crisponi ha posto all'attenzione del Consiglio regionale debbano, da una parte darci la coscienza di stare attenti, d'altra parte però io penso che non si possa cedere alla paura. Questo per tante aree della Sardegna, io provengo da un comune costiero, da un comune costiero che oggi non è in grado di offrire, in maniera compiuta, in maniera completa, un'offerta turistica, proprio perché il proprietario, l'imprenditore, l'albergatore troppo spesso hanno difficoltà a fare quelle migliorie e quegli interventi di recupero edilizio utili ad essere protagonisti poi nel mercato, nel mercato di riferimento. Ecco, questo tipo di nuova struttura ricettiva oggi da una parte potrebbe e dovrebbe portare dei benefici anche agli albergatori che vendendo appunto parti delle loro proprietà, entro la soglia percentuale che viene indicata nella legge nazionale, in questo decreto di cui abbiamo parlato e poi naturalmente riportato nella nostra legge. Naturalmente la vendita di queste porzioni potrebbe consentire di avere liquidità utili per poter essere reinvestite poi in migliorie e in attività di recupero dell'esistente. Ma mi piace pensare che questo tipo di struttura possa servire anche per un recupero funzionale dei centri storici, cioè noi, badate bene, oggi abbiamo un problema molto serio nei nostri Paesi, abbiamo Paesi che hanno ampliato la propria area urbana verso un perimetro esterno, abbandonato di fatto quelli che sono invece i centri storici, oggi i centri storici vengono giù, oggi in ogni comune della Sardegna il Sindaco è obbligato ad emanare ordinanze, ai sensi dell'articolo 54 del Testo unico sugli enti locali, per motivi di pubblica incolumità proprio perché tutte queste costruzioni, tutte queste unità immobiliari, oggi rappresentano un pericolo. Ecco io oggi voglio pensare che alla paventata speculazione, alla preoccupazione che è stata avanzata, ci possa essere invece la volontà di rischiare, di rischiare positivamente, di dare una possibilità a chi oggi ha difficoltà a stare nel mercato, quindi mi assumo la responsabilità di mantenere la firma su questa proposta di legge e, naturalmente, il mio sarà un voto favorevole.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Marco Tedde. Ne ha facoltà.

TERDDE MARCO (FI). Sembrava che alle otto ci fosse una Conferenza dei Capigruppo, probabile che io sbagli, voglio motivare il ritiro della mia firma, voglio soprattutto fare qualche riflessione su questa proposta di legge. È evidente che condivido tutte le osservazioni fatte dal collega Crisponi, che dall'alto della sua competenza, della sua esperienza, ha puntato il dito contro una norma nazionale che comunque individua una nuova forma di struttura turistica che potrebbe creare qualche problema se non introdotta nel nostro ordinamento regionale cum grano salis. Detto questo, detto questo, non posso non sottolineare che ogni volta che noi legiferiamo in materia di trasporti o di turismo pratichiamo un infernale gioco dell'oca: trasporti e turismo, turismo e trasporti. Io sinceramente mi sono fatto ingannare, ed ecco l'altro motivo per cui ho ritirato la firma, mi son fatto ingannare dal fatto che mi avevano raccontato, o probabilmente io ho capito male, che eravamo obbligati ad adeguarci alla evoluzione della normativa nazionale, e quindi avremmo dovuto introdurre nel nostro ordinamento regionale delle norme sopravvenute rispetto alla legge sul turismo del luglio 2017. Successivamente ho approfondito e ho visto che invece questa norma che noi stiamo introducendo nel nostro ordinamento regionale, alla quale ci stiamo adeguando preesisteva rispetto alla norma regionale e allora sarebbe stato più semplice dire che abbiamo sbagliato tutto, scusateci, abbiamo la necessità di fare un passo indietro, o due passi indietro, perché non c'è soltanto l'esigenza di prevedere l'obbligatorietà della partecipazione dei privati nella DMO, c'è anche un altro problemino: c'è la necessità di introdurre i privati attraverso procedure ad evidenza pubblica, che è un problema di non poco conto, è un problema di non poco conto sul quale probabilmente bene avremmo fatto a confrontarci in quest'Aula quando abbiamo discusso la legge sul turismo che è stata evidentemente approvata in modo oltremodo frettoloso. Oggi cerchiamo di correggere un pasticcio in corsa, con tutte le difficoltà che questo comporta, ma siamo abituati a correggere pasticci in materia di turismo e in materia di trasporti e, comunque, questa legge sul turismo non è attuata e non è attuabile oggi, mancano tutti gli elementi che la Giunta regionale avrebbe dovuto esitare nel giro di qualche mese. La DMO è di là da venire, Piano strategico non ce n'è, io mi chiedo, mi domando e dico, ma questa legge sul turismo, a distanza di un anno, avrebbe dovuto iniziare a fare qualche passo avanti? Io credo di sì, qualche passettino incerto, quando parlo di passettini però non parlo di propaganda, non parlo di lanci mediatici, non parlo di incontri fatti a trucco per cercare di contrabbandare la tesi che qualcosa si sta facendo, parlo di atti concreti, questa legge sul turismo oggi è nel dimenticatoio, non in grado di funzionare, non sappiamo quando potrà funzionare, non lo sappiamo, non lo sappiamo! Quindi ritorno al gioco dell'oca: il gioco dell'oca del turismo, il gioco dell'oca del trasporto, quando si arriva a un punto che alcuni di noi, o alcuni di voi, ritengono significativo o accettabile ecco che si ritorna indietro, si torna indietro di tantissime caselle e si rinizia tutto daccapo. Ecco che allora abbiamo la rinuncia alla CT2 che ha creato i problemi che ben sapete perché ha saturato le rotte sulla CT1 e le rotte che sul low cost, abbiamo il flop per il bando della continuità territoriale su Cagliari e Olbia, ecco che abbiamo delle dichiarazioni avventate dell'assessore Careddu che ci dice: il primo agosto abbiamo avviato fattive interlocuzioni - parlo del primo agosto del 2017 - abbiamo avviato fattive interlocuzioni con la Comunità europea, con la Commissione europea per il low cost. E sono le stesse cose che disse, l'anno prima sempre ad agosto, il suo predecessore. Ebbene, abbiamo visto quali erano le interrogazioni fattive e come erano fattive, l'11 ottobre interviene la Commissione europea, alza il cartellino giallo e ci dice: il bando della continuità territoriale è illegittimo. Ecco le fattive interlocuzioni dove ci hanno portati, ci hanno portati a capire, con un anno di ritardo, che quel bando era illegittimo. E ora c'è una corsa contro il tempo per riuscire ad arrivare ad ottobre con un nuovo bando, non ci riusciremo, ci vorrà un'altra proroga, però il pasticcio è conclamato. È un pasticcio consolidato, è un pasticcio radicato nei trasporti, e perché non possiamo ricordare o non dobbiamo ricordare i pasticci fatti sul low cost, il gioco dell'oca fatto con Ryanair? Non si poteva varare un piano di sostegno low cost sulla base degli indirizzi della Commissione europea? Perché c'era un procedimento di infrazione contro gli aeroporti e soprattutto contro l'aeroporto di Alghero; l'aeroporto di Alghero esce pulito, viene assolto completamente e allora cosa ci dice l'Assessore di allora? Eh, ma ci sono le maggiorazioni sui diritti aeroportuali. Cosa fa il Ministro Del Rio? Sospende le maggiorazioni sui diritti aeroportuali. Eh, ma non è che si possano fare passi avanti adesso. No, un'altra giustificazione, un'altra scusa, ci vuole il pari passu sull'aeroporto di Alghero, capitalizzazione e vendita. Non va bene il pari passu e si fa un passo indietro. Ci vuole il pari passu, capitalizzazione senza vendita. Insomma, un gioco dell'oca infernale poco dignitoso, poco dignitoso per una Giunta regionale e poco dignitoso per noi che facciamo opposizione, per voi che siete parte integrante della maggioranza. Non va bene, non va bene.

Così come non va bene, Assessore, tutto ciò che è accaduto sulla destagionalizzazione. Noi a luglio dell'anno scorso le abbiamo consentito di procedere con grande velocità, perché ci aveva assicurato, ci aveva garantito che avremmo potuto utilizzare le risorse della destagionalizzazione per gli ultimi mesi del 2017 e per i primi mesi del 2018; nulla di tutto ciò è accaduto, nulla di tutto ciò è accaduto. E noi le avevamo fatto un'apertura di credito molto forte, Assessore, eravamo fiduciosi in lei, perché? Perché era riuscita a portare 40 milioni di euro, 40,8 milioni di euro, dall'Assessorato ai trasporti, dove erano inutilizzati da tanti anni, verso l'Assessorato al turismo. Eravamo fiduciosi, eravamo convinti che lei avrebbe avuto la forza, la capacità, la competenza per consentirci di portare in Sardegna ulteriori viaggiatori, ulteriori turisti. Ebbene, fallito completamente anche il bando della destagionalizzazione, che, tra le altre cose, qualche problemino presenta perché il paradigma classico degli aiuti di Stato, illegittimi o illeciti, viene in qualche modo richiamato nella struttura del bando, in forza del quale vengono dati soldi, vengono date risorse e lei dice: no, annuisce e scuote il capo. Vengono date risorse ai vettori, e lei sa che le risorse le prendono i vettori, per portare passeggeri è il paradigma classico dagli aiuti di Stato, io spero vivamente di sbagliarmi, spero vivamente di sbagliare, e spero vivamente di aver preso un granchio, ma questo è il paradigma degli aiuti di Stato. E, comunque, non ci poniamo il problema perché tanto questo bando è di là da venire, nel frattempo qualche compagnia inizia ad arrabbiarsi, inizia a minacciare l'abbandono, nel frattempo nell'aeroporto di Alghero, che è stato venduto al buio, accade qualcosa di importante, perché l'aeroporto di Alghero ha avuto un crollo di 349 mila passeggeri nello scorso anno e pochi istanti fa si è dimesso il direttore generale. C'è qualche problemino, perché la Sogeaal è stata venduta al buio, è stata venduta senza uno straccio di piano industriale, è stata venduta senza uno straccio di progetto di sviluppo. Non sappiamo cosa voglia fare l'F2I che è un partner, o meglio è un player internazionale di grandissimo livello, però non sappiamo cosa voglia fare. Paradossalmente, potrebbe anche decidere di voler fare un parcheggio, nell'aeroporto di Alghero, tutto questo nel silenzio complice e colpevole della Giunta regionale, dell'Assessore dei trasporti che precedeva la…

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Tedde, il tempo a sua disposizione è terminato.

La seduta è tolta, il Consiglio è convocato domani alle ore 10.

La seduta è tolta alle ore 20 e 15.