Seduta n.299 del 30/05/2018 

CCXCIX Seduta

Martedì 5 giugno 2018

Presidenza del Presidente Gianfranco GANAU

La seduta è aperta alle ore 16 e 28.

FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta del 9 maggio 2018 (295), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Giampiero Comandini, Mariano Contu, Giorgio Oppi, Luca Pizzuto ed Emilio Usula hanno chiesto congedo per la seduta del 5 giugno 2018.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Annunzio di presentazione di proposta di legge

PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la proposta di legge numero 518.

Risposta scritta a interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle interrogazioni numero 1433, 1459, 1494 (risposte pervenute il 31 maggio 2018) e 1416 (risposta pervenuta il 1° giugno 2018).

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria. Sono pervenute le interrogazioni numero 1513, 1514, 1515, 1516, 1517, 1518, 1519.

Annunzio di interpellanze

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria. Sono pervenute le interpellanze numero 350, 351.

Annunzio di mozioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria. Sono pervenute le mozioni numero 424, 425, 426.

Discussione, ai sensi dell'articolo 102 del Regolamento, e approvazione della proposta di legge Zanchetta - Pizzuto - Congiu - Busia - Truzzu - Ledda - Zedda Alessandra - Rubiu: "Misure in favore dei lavoratori ex SAREMAR". (518)

PRESIDENTE. È stata inserita all'ordine del giorno la proposta di legge numero 518 presentata dai consiglieri regionali Zanchetta, Pizzuto, Congiu, Busia, Truzzu, Ledda, Zedda Alessandra, Rubiu e Cocco Daniele: "Misure a favore dei lavoratori ex Saremar".

Dichiaro aperta la discussione. Onorevole Zanchetta, prego, come primo intervento, perché non c'è presentazione.

E' iscritto a parlare il consigliere Pierfranco Zanchetta. Ne ha facoltà.

ZANCHETTA PIERFRANCO (Cristiano Popolari Socialisti). L'intervento è presto fatto. Abbiamo necessità di riprendere in mano un complesso problema che era quello di tutti i lavoratori che erano occupati nella società Saremar, un problema che ha determinato anche un disagio dal punto di vista sociale e occupazionale, e per affrontare il quale la Giunta regionale ha approvato anche un programma integrato di azioni finalizzato a salvaguardare le professionalità coinvolte e i livelli occupazionali. La predisposizione di una proposta di legge integra misure di politica attiva del lavoro, e si autorizza per l'anno in corso la spesa di 2 milioni e mezzo per la realizzazione di un programma che riconosce ai lavoratori la possibilità di fruire alternativamente di diverse misure: un contributo economico una tantum a compensazione della ridotta occupazione, successiva appunto al licenziamento, e la partecipazione ad interventi di politica attiva del lavoro, l'impiego quindi anche nei cantieri comunali, così come ci è stato richiesto anche dai Comuni di Carloforte e di La Maddalena. Le misure che si stanno per adottare vanno a favore di questi lavoratori già occupati, in continuità di rapporto di lavoro nel ruolo sia organico che di turno particolare, che hanno cessato l'occupazione, una proposta che autorizza peraltro la Giunta, su proposta dell'Assessore competente, a definire i criteri e le modalità di attuazione degli interventi previsti. Ecco, io credo che oggi noi stiamo dando risposte ad un disagio sociale, che finalmente credo, e mi auguro, possa essere colmato con questo provvedimento di legge. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie. Poiché non ho iscritti a parlare, metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. È stato richiesto il voto elettronico.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 1.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1:

Art. 1

Disposizioni in favore dei lavoratori ex SAREMAR

1. È autorizzata per l'anno 2018 la spesa di euro 2.500.000 per l'attuazione di un programma di interventi in favore dei lavoratori ex SAREMAR già occupati in continuità di rapporto di lavoro, ruolo organico e turno particolare, compresi gli operatori delle biglietterie impiegati nei servizi accessori esterni alla SAREMAR, cessati dal rapporto di lavoro a seguito della liquidazione della società, che si trovino in una situazione di ridotta occupazione successiva al licenziamento. Il programma riconosce ai soggetti di cui al periodo precedente la possibilità di fruire alternativamente di una delle seguenti misure: un contributo economico una tantum a compensazione della ridotta rioccupazione successiva al licenziamento; la partecipazione a interventi di politica attiva del lavoro; l'impiego nei cantieri di cui all'articolo 29, comma 36, della legge regionale 9 marzo 2015, n. 5 (legge finanziaria 2015).

2. Con deliberazione della Giunta regionale, approvata su proposta dell'Assessore competente in materia di lavoro, sono definiti i criteri e le modalità di attuazione degli interventi di cui al comma 1.

3. Agli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge, quantificati in euro 2.500.000 per il 2018, si fa fronte mediante utilizzo delle risorse stanziate per tali finalità nel bilancio interno dell'Agenzia sarda per le politiche attive del lavoro (ASPAL) per gli anni 2018-2020 (missioni 15 - programma 03 - titolo 1).)

PRESIDENTE. Poiché non ho iscritti a parlare, metto in votazione l'articolo 1. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 2.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2:

Art. 2

Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore il giorno della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione autonoma della Sardegna (BURAS).

PRESIDENTE. Poiché non ho iscritti a parlare, metto in votazione l'articolo 2. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione il testo della legge.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di legge numero 518.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo al secondo punto all'ordine del giorno.

Rinvio della discussione del testo unificato: "Disciplina della politica linguistica regionale". (36-167-228/A)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Presidente, ci accingiamo a discutere la legge sulle politiche linguistiche regionali, e come Capigruppo abbiamo dato la disponibilità a portare oggi in Aula questa proposta di legge, però ci rendiamo conto che i tempi per gli emendamenti sono molto ristretti, considerato che domenica 10 molti Comuni della Sardegna sono chiamati al voto. Quindi mi permetto di proporre all'Aula, per quanto in Capigruppo ho dato la disponibilità, ma lo voglio fare chiedendo il parere di tutta l'Aula, di poter rinviare la discussione di questa legge alla settimana prossima. Vista l'importanza della legge, una legge che raggruppa le numero 36, 167, 228, 36 e 167, sono anch'io tra i firmatari, però mi rendo conto che non ci sono i tempi tecnici per presentare gli emendamenti, visto che molti di noi da stasera, da domani, sono chiamati presso i territori per la campagna elettorale, quindi chiederei, non so se il Regolamento lo prevede, un voto da parte dell'Aula per chiedere il rinvio di una settimana della proposta di legge.

Prego i consiglieri di intervenire uno a favore e uno contro della proposta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai . Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (SDP). Presidente, per esprimere il parere contrario alla richiesta di rinvio. Io penso che nelle riunioni di Capigruppo si sia preso un impegno, un impegno estremamente chiaro, oggi di fare la discussione generale sull'articolato, e la presentazione degli emendamenti farla scadere a lunedì, poi alle 13, alle 15, quello che è, ma comunque non credo che rinviare ulteriormente la discussione generale possa comportare un grandissimo approfondimento. Nel corso dell'ultimo mese abbiamo rinviato la discussione di settimana in settimana, io penso che ci sia stata l'occasione per approfondire, per studiare e per fare un ragionamento generale e una discussione generale sulla stessa legge. Quindi noi ci opponiamo al rinvio.

PRESIDENTE. Chiedo se ci sono altri interventi… è possibile intervenire per ciascun Gruppo consiliare. Non ci sono altri interventi, metto allora in votazione la richiesta fatta dall'onorevole Rubiu di rinviare alla settimana prossima la discussione della legge, per alzata di mano. Chi è favorevole al rinvio…

Facciamo la votazione elettronica così evitiamo conteggi strani.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di rinvio del Testo unificato numero 36-167-228.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

La legge è rinviata alla prossima settimana. Convoco la Conferenza dei Capigruppo. La seduta è sospesa.

(La seduta, sospesa alle ore 16 e 46, viene ripresa alle ore 17 e 15.)

PRESIDENTE. La Conferenza dei Capigruppo ha deciso di anticipare all'ordine del giorno il disegno di legge numero 513 presentato alla Giunta regionale.

Sul comportamento lesivo delle prerogative di un consigliere regionale da parte della società Abbanoa.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Presidente, rubiamo un minuto perché è successo un fatto grave, riteniamo quantomeno, domani mattina la minoranza ha deciso, poi ovviamente è aperta alla partecipazione di tutti i colleghi, di indire una conferenza stampa urgente per denunciare la situazione che si è venuta a creare nei confronti del consigliere Marco Tedde che è stato denunciato per aver espresso la propria opinione pubblicamente, che è stata ritenuta lesiva da parte, ovviamente, dei vertici di Abbanoa. Noi riteniamo che anche ai sensi del nostro Statuto abbiamo il diritto di svolgere il ruolo di consigliere regionale, pertanto domani nei dettagli spiegheremo meglio la nostra posizione ma riteniamo che in questo caso sia stata lesa la prerogativa di un consigliere regionale. Domani mattina alle 10 la stiamo informando che ci sarà una conferenza stampa urgente su questo tema.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Stefano Tunis. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (FI). Presidente, soltanto per sottolineare un aspetto e la ringrazio di avermene dato la possibilità, perché per quello che riguarda le controllate della Regione è un tema estremamente delicato, ed è un tema che a volte merita l'attenzione di soggetti diversi dall'istituzione consiliare. A volte può essere tema di studio per la Corte dei conti o per altre sedi giurisdizionali, ma il tema della tutela delle prerogative dei consiglieri e del ruolo politico del Consiglio è invece tutto in capo all'Assemblea e alla sua Presidenza. Di conseguenza, al di là della solidarietà al collega Marco Tedde, che è stato personalmente leso nella sua azione di consigliere regionale, credo che qui in termini più ampi sia stata lesa la stessa legittimità a operare di tutta quanta l'Assemblea e quindi chiedo al Presidente della Regione e al Presidente del Consiglio regionale di farsi personalmente carico di questa tutela.

PRESIDENTE. Grazie, lo farò.

Ha domandato di parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Presidente, quanto abbiamo appena appreso dalla collega Zedda sulla denuncia che Abbanoa ha fatto al collega Marco Tedde è di una gravità inaudita che offende l'Istituzione del Consiglio regionale, offende i consiglieri regionali e pertanto io chiedo a tutti i consiglieri presenti in quest'Aula, simbolicamente, di bloccare i lavori e occupare l'aula per un'ora perché non è giusto, dobbiamo dare un segnale forte a chi in qualche modo ha minacciato anche la possibilità e le prerogative dei consiglieri regionali.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Anna Maria Busia. Ne ha facoltà.

BUSIA ANNA MARIA (Gruppo Misto). Anch'io intervengo per sottolineare alcuni aspetti. Quando non c'è la politica davanti a certi fatti interviene la giustizia, ma qui in questo caso la politica c'è, noi lo ribadiamo, lo affermiamo con forza. Quanto è accaduto, così come è stato riportato e come ci è stato comunicato dai consiglieri dell'opposizione, è assolutamente grave, quindi io ritengo che non soltanto i rappresentanti della minoranza debbano chiedere e sollecitare un intervento del Presidente del Consiglio, ma credo che lo si debba fare tutti quanti insieme per ribadire ancora una volta che la politica deve far sentire la sua voce e che l'intervento della magistratura deve essere l'extrema ratio e cioè l'ulteriore e il livello cui ci si rivolge soltanto laddove la politica non c'è, ma in questo caso, lo ribadiamo, io lo ribadisco, la politica c'è. Noi abbiamo il diritto di intervenire, abbiamo il diritto di ispezionare, abbiamo il diritto di criticare. Lo dobbiamo fare ovviamente nei modi e nei termini che ci sono consentiti, ma non si può contrapporre alle nostre legittime richieste una posizione di minaccia grave come quella che è stata perpetrata.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Anch'io Presidente per intervenire su questo argomento. Credo che non sia una questione che riguarda consiglieri di opposizione o consiglieri di maggioranza, anch'io ritengo che siamo di fronte ad un episodio non so quanto grave, ma certamente che sia limitata l'attività ispettiva di un consigliere regionale, le attività ispettive fanno parte dello svolgimento di una funzione propria di un consigliere regionale così come previsto dallo Statuto del Consiglio regionale della Sardegna e che quando un consigliere fa una richiesta specifica su un argomento, qualsiasi esso sia, si deve trovare invischiato invece in una questione di carattere giudiziario, credo che valga la pena sollevare il campanello d'allarme per evidenziare con forza che questo non va assolutamente bene. Per cui non è una questione che riguarda in questo caso il collega Tedde, oggi è capitato a lui, magari domani capiterà ad un altro e questo non va per niente bene, credo che il Consiglio regionale abbia il dovere di intervenire su questa materia, di chiedere e di capire fino in fondo quali sono le sue prerogative, se sono quelle scritte nei regolamenti e nello Statuto della Regione autonoma della Sardegna o se invece abbiamo una sovranità limitata e a quel punto è chiaro che si pone un problema di carattere politico rilevantissimo su cui non possiamo tacere. Ed è questa la ragione per la quale io intervengo, ed è questa la ragione per cui con forza bisogna dire che bisogna non solo abbassare i toni e che un ente della Regione Sardegna, in questo caso Abbanoa ma può essere qualsiasi altro ente, ritiene di aver subito un torto, il suo amministratore di fronte ad una richiesta avanzata da un consigliere di questo Consiglio regionale che ritiene lesive le affermazioni si rivolge al magistrato, credo che sia assolutamente sbagliato. Pertanto non possiamo non intervenire non a difesa del consigliere Tedde, certamente a difesa del consigliere Tedde in questo caso, ma a difesa dell'Istituzione tutta del Consiglio regionale che non può essere sotto scacco rispetto alla sua attività ispettiva che può essere, come dire, messa in discussione e portata nelle aule del tribunale, sotto scacco da qualsiasi interrogazione, mozione o interpellanza venga sviluppata all'interno di quest'Aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Sull'argomento vorrei dire, e concordo con Pietro Cocco, che bisogna essere moderati, ma la moderazione non vuol significare che uno può essere tutto e il contrario di tutto. Io mi dolgo del fatto che l'istituzione autonomistica della Regione Sardegna è stata vilipesa in più di una circostanza e spesso per colpa di qualcuno che doveva difenderla e che sedeva sullo scranno più importante del Consiglio regionale. Se fosse stata difesa, l'autonomia della Sardegna ne avrebbe guadagnato come istituzione e come presenza in più di una circostanza. E se noi tolleriamo ancora attività similari e io qui non sto per chiedere di avere l'immunità parlamentare, perché chi è responsabile paghi, perché questo è per la legge penale, solo personalmente, ma attenzione, quando capita com'è che un Commissario nominato dalla Giunta regionale mi risponda sul giornale che intende querelarmi e attivare i suoi avvocati, io mi chiedo: "Ma questo deve rispondere a responsabilità che gli è stata affidata o no?" E a me la possibilità di essere un ispettore di quello che avviene all'interno del sistema autonomistico mi è consentito o no?

Esistono gli articoli 105 e 106 del Regolamento del Consiglio? Se non vigono ditelo, ma è ora di finirla e di riprendere la dignità istituzionale e autonomistica per chi si sente sovranista, ancora di più deve essere sentito quest'aspetto, perché si perde la dignità di quella sovranità statuale che comunque si può avere e governare a prescindere dalle leggi e i regolamenti. Allora io dico: "È ora di dire basta che chiunque tra l'altro sottoposto alle leggi del Consiglio regionale possa arbitrariamente condurre campagne proprie ed attività in proprio senza poterne rispondere." Siccome io sono sicuro e tranquillo delle cose mie, io ho già detto e ho risposto a qualcuno che ho già preparato il pacchetto per quel che mi riguarda da inviare alla Procura della Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica e poi vediamo chi ha ragione e chi ha torto. Quindi stiamo molto bene attenti, non è la difesa di un Marco Tedde o di Dedoni, poco importano quei due, è la difesa dell'istituzione massima della Regione autonoma della Sardegna, è la difesa di coloro i quali stanno decadendo davanti all'opinione pubblica e a un consesso popolare che sempre più vilipende proprio perché non sa neanche tutelarsi e difendersi, solo perché c'è la contrapposizione maggioranza - opposizione e non c'è la dignità di rappresentare qui un'istituzione vera, sana e partecipe di quelli che sono gli interessi dell'autonomia sarda. Se queste cose non si fanno noi stiamo ancora una volta perdendo dignità e certamente non facendo gli interessi del popolo sardo e ancor di meno dell'intera Sardegna e della sua autonomia.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianni Lampis. Ne ha facoltà.

LAMPIS GIANNI (Fratelli d'Italia - Sardegna). Anch'io Presidente a titolo personale e a nome del Gruppo Fratelli d'Italia - Sardegna non posso esimermi dal porgere allo stimato collega Marco Tedde la nostra e la mia solidarietà per quella che parrebbe una vera e propria aggressione da muretto a secco, vera e propria aggressione da muretto a secco. L'articolo 25 dello Statuto è chiaro e garantisce ai consiglieri regionali di non poter essere perseguiti per le opinioni espresse e i voti dati nell'esercizio delle proprie funzioni. Quello di cui oggi siamo venuti a conoscenza è un fatto di assoluta gravità che mina l'autorevolezza e l'autonomia di quest'Aula, che mina il lavoro che ciascuno di noi può e deve svolgere. Quindi colgo anch'io positivamente la proposta del collega Rubiu e dichiariamo la nostra disponibilità ad occupare per un'ora l'Aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az - La Base). Per evidenziare un aspetto che è ancora più grave secondo me. Lo apprendo dalle dichiarazioni dell'ingegner Ramazzotti che dice: "Siamo in presenza di dichiarazioni gravi che niente hanno a che vedere con la naturale polemica politica che ogni opposizione fa al proprio Governo regionale". E prosegue dicendo che valuterà se queste sono da portare in tribunale. Sembra quasi che l'ingegner Ramazzotti intervenga a tutela del Governo regionale, offeso o vilipeso da una mozione di alcuni consiglieri regionali. Io credo che sia il caso che intervenga la Giunta regionale nella persona del Presidente a dire all'ingegnere Ramazzotti che la Giunta si tutela da sola e che il rapporto che esiste fra Consiglio e Giunta non ha bisogno di alcun avvocato difensore.

Per quanto riguarda il merito di quello che si paventa, io non credo che si arriverà a nessuna denuncia, io che sono stato scambiato per l'avvocato difensore di Abbanoa in alcuni casi dico che se c'era ancora dubbio che Abbanoa fosse nel mirino, credo che l'ingegner Ramazzotti abbia fatto di tutto per metterla al centro del bersaglio. Quindi bene farebbe la Giunta a intervenire con l'ingegner Ramazzotti a dirgli: "Per cortesia continua a fare quello per il quale ti abbiamo nominato e smettila di pensare di poter tutelare i rapporti che la Giunta ha con il Consiglio, sia essa maggioranza, sia essa opposizione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Antonio Gaia. Ne ha facoltà.

GAIA ANTONIO (Cristiano Popolari Socialisti). Colgo anch'io l'occasione per esprimere tutta la mia solidarietà al collega Tedde e anticipo e leggo direttamente la lettera che ho inviato a lei, che ho protocollato poc'anzi, signor Presidente. "Onorevole Presidente, con vero rammarico mi trovo costretto, mio malgrado, a rivolgermi alla sua autorevole attenzione a causa di quanto è avvenuto in occasione della presentazione di alcune interrogazioni e interpellanze rivolte come previsto dal nostro Regolamento consiliare al Presidente della Giunta e ai singoli Assessori. Com'è noto il Regolamento del Consiglio regionale sancisce all'articolo 107: "All'interrogazione presentata da uno o più consiglieri e su esplicita richiesta di un Presidente di Gruppo, la Giunta regionale risponde per iscritto entro 15 giorni direttamente all'interrogante, di tale risposta è inviata copia al Presidente del Consiglio il quale, nella prima seduta successiva, ne informa l'Assemblea; ciononostante, in occasione delle ultime interrogazioni e interpellanze dirette alla Giunta e ai suoi componenti, è accaduto che le risposte dei suddetti, atti ispettivi e di controllo, siano pervenute agli interroganti da organi burocratici regionali (vedasi l'interrogazione numero 1482) e, fatto ancora più grave, in relazione alle problematiche connesse ai rilievi sulla società di gestione del servizio idrico integrato, Abbanoa S.p.A., siano giunte direttamente, o addirittura attraverso comunicati stampa, dall'amministratore unico di questa stessa società. Non credo di sbagliare ricordando che le interrogazioni e le interpellanze presentate dai Consiglieri attengono esclusivamente ai compiti di istituto di ciascun Consigliere e alle regole relative all'esercizio della fondamentale funzione ispettiva e di controllo ad essi sottesa. Per questo, nel richiamare l'assoluta legittimità degli atti ispettivi presentati anche ultimamente da diversi consiglieri interroganti, devo purtroppo sottolineare la mancata corrispondenza di un'adeguata e tempestiva risposta agli stessi Consiglieri da parte della Giunta e dei suoi Assessori. Per quanto sopra esposto non mi rimane che appellarmi a lei, caro signor Presidente, affinché, ai sensi dell'articolo 7 del sopracitato Regolamento, ripristini e faccia rispettare la più corretta applicazione delle norme di funzionamento dei lavori assembleari, richiamando la Giunta regionale a fornire adeguate risposte alle domande contenute nelle interrogazioni e interpellanze, nel contempo mi permetto di chiederle di valutare l'opportunità di assumere tutte le iniziative del caso per evitare delle interferenze esterne a quest'Assemblea nello svolgimento delle funzioni dei Consiglieri, soprattutto quando ciò riguardi l'attività ispettiva e di controllo. Nel caso in oggetto infatti non è ammissibile che la risposta e la replica alle interrogazioni presentate possa pervenire dal medesimo soggetto su cui si vuole esercitare l'attività di verifica, al fine di ribadire il pieno rispetto della legalità dell'azione amministrativa anche da parte degli amministratori delle società partecipate della Regione. Non posso sottacere che questo mio appello, su cui ho molto riflettuto, trova ancora maggior vigore a seguito della missiva che Abbanoa ha indirizzato ai propri dipendenti, coinvolgendo in un crescendo intimidatorio anche i lavoratori, la cui tutela non è una prerogativa di alcuni, ma spetta a tutti noi che rivendichiamo il rispetto della legalità da tutti i livelli, ma in particolare da coloro che da posizioni verticistiche svolgono un ruolo dominante ed egemone.

Certo che con la necessaria celerità e con il suo personale intervento vorrà ribadire l'indiscutibile autorevolezza dell'Assemblea regionale e dei suoi componenti, Presidente, le porgo i cordiali saluti".

Questa è la mia nota, che le ho inviato questo pomeriggio. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Congiu. Ne ha facoltà.

CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). Presidente, mi rivolgo a lei, io penso che lei abbia il dovere in questo momento di informare l'Aula di tutti quei dettagli, affatto trascurabili, dei quali ci ha informato nella Conferenza dei Capigruppo. Glielo dico perché io stasera non ero assolutamente informato né dei contorni della vicenda che riguardavano il collega Tedde, né della risposta dell'amministratore Ramazzotti. Mi son trovato nella Capigruppo a dover ricevere un'informazione sulla quale lei, Presidente, ci ha informati del fatto che esisterebbe, uso il condizionale perché è d'obbligo, non conosco gli atti e non ho visto nulla di tutto ciò che è accaduto, lei ha riferito che esisterebbe un travalicamento delle funzioni proprie del Consigliere, lei ha parlato di affermazioni fatte da un consigliere regionale che vanno oltre il principio della continenza degli atti propri del consigliere regionale, lei ha parlato di una denuncia prudenziale fatta dall'amministratore di Abbanoa perché sembrerebbe che sia stata paventata l'ipotesi di un falso in bilancio, ma lei ha anche detto "Mi sono fatto proponente con l'amministratore delegato di Abbanoa affinché vi fosse un chiarimento". Io sto ripetendo un po' quello che lei ha detto Presidente, perché preferirei che tutta l'Aula e non solo i Capigruppo venissero informati. E, dicevo, lei si è fatto anche parte diligente perché il conflitto venisse risolto, quindi c'è stato anche un principio di mano tesa tra due parti che stanno litigando personalmente, su un fatto che qualcuno dice essere reato e essere calunnia. E' anche vero che Marco avrebbe rifiutato l'ipotesi di un chiarimento con Abbanoa. Allora, tutti questi dettagli, io penso che prima di invischiarci in un ragionamento che ci porta dove? Al di là della solidarietà ad un Consigliere, del quale penso che Marco in questo momento non se ne faccia nulla. Dove ci porta questo ragionamento? All'interno di quale quadro stiamo ragionando? All'interno di quali poteri stiamo ragionando? Per fare che cosa? Esiste un Presidente della Regione, esistono degli atteggiamenti che stanno travalicando i compiti e le funzioni di un amministratore di una partecipata? Ma esiste anche un Presidente di Regione che dovrebbe assumersi la responsabilità di chiarire questi fatti. L'Aula a che cosa serve? Soprattutto un'Aula disinformata, dove arriva?

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Presidente, io avrei preferito non intervenire, ma sono in qualche modo tirato per la giacchetta dal collega Congiu, che fa affermazioni che vanno nella direzione di un tentativo di componimento amichevole di questa questione, che io non riesco a capire. Le spiegazioni, le risposte agli atti di sindacato ispettivo, alle mozioni, alle interrogazioni, alle interpellanze, le deve dare la Giunta, non le deve dare il Presidente, non le deve dare Marco Tedde. Agli atti di sindacato ispettivo la Giunta deve rispondere, soprattutto in fattispecie gravissime come questa, o come queste che abbiamo rappresentato all'attenzione della Giunta, e sulle quali non abbiamo avuto risposta. Abbanoa è una Repubblica indipendente! Abbanoa è priva di qualsiasi controllo analogo e di legalità! L'amministratore unico di Abbanoa nomina per tre anni il direttore generale, senza selezione, senza sottoporre il procedimento al controllo, e così via, potrei parlare per ore di tutto ciò che Abbanoa fa e non fa. E l'ultima perla è questa lettera che hanno scritto ai dipendenti, a tutti i dipendenti, lettera nella quale parlano di "una mozione sottoscritta da 24 Consiglieri piena di accuse calunniose". E quando arriveremo in Aula vedremo quali sono le calunnie. Quindi ringrazio i colleghi che sono intervenuti a difesa di chi vi parla, e soprattutto a difesa delle prerogative di questo consesso, perché questo è un attentato nei confronti di questo consesso, di questa Assemblea legislativa, che non fa soltanto leggi, ma fa anche atti di indirizzo, fa atti di sindacato ispettivo, che meritano rispetto. Perché se iniziamo con queste intimidazioni poi finiamo sicuramente a non poter lavorare in modo sereno, perché se chi vi parla è attrezzato professionalmente per difendersi, ci può essere qualche collega in quest'Aula che non è attrezzato per difendersi e deve andare a visitare gli studi legali di qualche collega, e non va bene, perché voi e noi dobbiamo lavorare serenamente. Quando facciamo atti di sindacato ispettivo non possiamo temere che i dipendenti di una società in house priva di controllo ci denuncino. Non va bene!

E quindi, signor Presidente, considerato che la Costituzione, e anche il nostro Statuto, prevedono delle norme che ci tutelano, che dichiarano l'insindacabilità dei voti e dei giudizi espressi nell'esercizio delle nostre funzioni, e considerato anche che c'è un Regolamento che dice che il Presidente, così come di certo lei farà, deve tutelare le prerogative dei Consiglieri, l'esercizio delle loro funzioni, io chiedo, e ribadisco la richiesta che hanno fatto gli altri colleghi, che lei intervenga con forza, con determinazione nei confronti di questi signori che non possono schiaffeggiare l'Assemblea legislativa dei sardi. Signor Presidente, grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Stefano Tunis. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (FI). Presidente, naturalmente sempre sull'ordine dei lavori, è una discussione che secondo me sta giustamente mantenendo, per quanto il tema sia piuttosto sensibile, un tono civile, e devo dire la appassionata difesa d'ufficio del collega Congiu evita che si trasformi tutto questo in un processo sommario, perché si è alzata anche una voce a prendere in considerazione posizioni differenti, ma che mi paiono largamente condivise all'interno dell'assemblea. Quindi io credo sia necessario precedere gli atti che poi il Presidente riterrà opportuni, attraverso un atto dell'Assemblea che certifichi la censura che noi vogliamo rivolgere a questo amministratore di ente, perché altrimenti rimarrà una discussione appesa della quale probabilmente non avremmo traccia se invece con i colleghi scrivessimo le poche righe che servono per far comprendere le dimensioni dell'azione fuori luogo compiuta da questo amministratore e riportiamo nelle giuste proporzioni, perché vede collega Congiu, non sono due parti che a mio avviso si confrontano, c'è una parte dei rappresentanti del popolo, che siamo noi, e nessun'altra parte, poi ci sono dei lavoratori che devono rispondere a chi finanzia il loro lavoro, che sono i rappresentanti del popolo in termini di legalità e civiltà, e questo non è avvenuto, perché provare com'è successo attraverso quella lettera, a mettere in discussione chi ha un incarico elettivo, chi si rivolge agli elettori, per svolgere il proprio lavoro, non è come amministrare un'azienda essendo a propria volta indicato dalla politica, sono due cose completamente diverse che collocano queste due funzioni su due piani assolutamente distinti l'uno dall'altro ed è assolutamente impossibile da parte degli altri rivendicare di essere messi sullo stesso piano dell'Assemblea legislativa della Sardegna per rivendicare una composizione, si devono prendere una chiara censura, portarsela a casa e cambiare repentinamente modo di agire!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Fasolino. Ne ha facoltà.

FASOLINO GIUSEPPE (FI). Grazie Presidente, ma io penso che sia una situazione grave, sia una situazione grave perché mentre intervenivano i colleghi, da entrambe le parti, cercavo di capire qual è il nostro ruolo, ma cercavo di capire anche perché la politica si trova a questo punto, a questo livello, dove l'antipolitica ormai ha preso il potere di tutto, dove l'antipolitica ormai è quella riconosciuta anche dalla gente, perché ormai la politica e i politici non vengono più rispettati neanche in quello che deve essere il loro ruolo istituzionale, ma se prendesse piede un atteggiamento di questo tipo, ha detto bene il collega Tedde, lui è nelle possibilità di difendersi da solo, ma se dovesse capitare a uno come me, io dovrei rivolgermi a un legale per potermi difendere per aver fatto il mio dovere! Allora su questo noi dobbiamo riflettere, ma qual è il nostro ruolo? Qual è il ruolo che noi vogliamo, che vorremmo che la gente riconoscesse, Presidente, mi scusi, perché penso che, lasciamo perdere il discorso perché può capitare, però vorrei che veramente ci fosse questa riflessione, guardi che, Presidente, il nostro il nostro rappresentante, il rappresentante massimo di quest'Aula è lei! La persona che si dovrebbe sentire più colpita in questo momento è lei perché hanno colpito quello che lei rappresenta allora la riflessione è fondamentale, ed è fondamentale in questo momento una reazione, una reazione per far rispettare quello che è il nostro dovere, è un nostro diritto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Lotto. Ne ha facoltà.

LOTTO LUIGI (PD). Io non voglio aggiungere nulla a quello che ha già detto il nostro Capogruppo relativamente al tema che si sta discutendo, però mi permetto di fare un appello al rappresentante della Giunta, che è questo, in quest'Aula noi abbiamo discusso a lungo del fatto che una associazione che ha dei dipendenti che fanno dei servizi all'agricoltura abbia licenziato determinate persone, abbiamo messo in moto anche una pressione politica perché venisse rimesso in discussione quell'atto che è stato fatto, al di là che sia giusto o sbagliato poi ognuno si assume le proprie responsabilità, però noi abbiamo preso una posizione chiara. A me non dispiacerebbe che di propria iniziativa la Giunta, l'Assessore, il Presidente, chi ritiene, provasse a farsi dare tutti gli atti relativi alla gestione del personale in Abbanoa negli ultimi tre anni per verificare quante persone hanno perso il lavoro in quella azienda e andare a vedere perché l'hanno perso.

PRESIDENTE. C'è una proposta formulata dall'onorevole Rubiu di sospendere i lavori, di occupare l'Aula per un'ora, metto in votazione questa proposta, c'è la proposta di occupare l'Aula per un'ora… di sospendere i lavori per un'ora sostanzialmente.

(Intervento fuori microfono)

Si presenti un ordine del giorno e lo mettiamo in discussione e in votazione.

Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Congiu. Ne ha facoltà.

CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). Lei ha chiesto Presidente un parere all'Aula sulla occupazione per un'ora della stessa, il Gruppo Partito dei sardi non è d'accordo ad occupare alcun Aula per un'ora.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Stefano Tunis. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (FI). Presidente, io credo che serenamente, magari in Conferenza dei Capigruppo, si possa condividere un documento che contenga le sensibilità che sono emerse all'interno di quest'Assemblea e che poi la Presidenza sollecitata da questo ordine del giorno eventualmente prenda in considerazione eventuali azioni a nome del Consiglio regionale, questo può essere, però un atto nostro secondo me lo dobbiamo fare, di conseguenza se i Capigruppo si volessero riunire per provare a vedere se riescono a fare una sintesi, secondo me ci sta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Sì Presidente, siamo stati un po' tutti trascinati dall'euforia di questa notizia che ci ha sconvolto, quindi sono d'accordo a trasformare la proposta di sospendere i lavori per un'ora, in un ordine del giorno da condividere con l'intero Consiglio, grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SDP). No per dire che non ho capito la proposta perché l'Aula se la si vuole occupare la si occupa e basta non è che si chiede l'autorizzazione, cioè l'Aula è stata occupata altre volte ma si decide di occuparla e la parte che la vuole occupare, o tutti coloro che la vogliono occupare, la occupino! Non si va a votazione per decidere se vogliamo occuparla o meno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Antonio Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS ANTONIO (PD). Presidente, io credo che stiamo discutendo in Consiglio regionale, il Consiglio regionale non può votare una proposta come quella di andare a occupare l'Aula, altrimenti davvero stiamo rasentando il ridicolo, scusate, ma credo che dobbiamo verificare, avevo chiesto di intervenire su questo, quindi Presidente, io riprenderei i lavori, poi dia la possibilità anche a ciascun consigliere di verificare meglio le cose a fine seduta, se la Conferenza dei Capigruppo ritiene opportuno riunirsi per decidere che cosa fare ben venga.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Gruppo Misto). Sono a favore di questa proposta, ci sono gli estremi per presentare un ordine del giorno condiviso, poi sta a noi, in queste interlocuzioni, decidere se approvarlo subito prima di passare al prossimo DL o lasciarlo al termine della seduta. Certo non penso esista anche nel nostro Regolamento la possibilità di votare un'occupazione, sarebbe come se gli studenti chiedessero al Presidente l'autorizzazione all'occupazione di una scuola, penso che non ci sia e penso che non sia neanche il caso di chiederlo.

PRESIDENTE. È evidente che non si vota l'occupazione ma la sospensione per un'ora, quindi comunque è ritirata la proposta, io sospendo la seduta per una Conferenza dei Capigruppo per definire l'ordine del giorno.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 50, viene ripresa alle ore 18 e 30.)

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta. È rientrato dal congedo l'onorevole Comandini.

Discussione, ai sensi dell'articolo 102 del regolamento, e approvazione del disegno di legge "Modifiche alla legge regionale 22 dicembre 2014, n. 34 (Disposizioni urgenti per l'eradicazione della peste suina africana)". (513)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge 513 modifiche alla legge regionale 22 dicembre 2004 numero 34 "Disposizioni urgenti per l'eradicazione della peste suina africana". Dichiaro aperta la discussione generale. Non ho iscritti a parlare.

È iscritto a parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Gruppo Misto). È stato presentato un emendamento, giustamente considerato inammissibile, perché il titolo della norma parla di modifiche alla legge regionale, legge regionale che detta disposizioni urgenti per la radicazione della peste suina. L'emendamento presentato invece vuole interpretare autenticamente l'articolo 90 della legge regionale 7 per sanare problematiche relative all'autorizzazione del lavoro straordinario, in questo caso, nel servizio elettorale della Regione Sardegna. Su questo io invito l'Aula a una riflessione: stiamo normando, in maniera da autorizzare il lavoro straordinario nell'unità di progetto per l'eradicazione della peste suina, risolvendo uno dei tanti problemi burocratici interpretativi che spesso vengono sollevati dagli uffici, io approfitterei dell'occasione anche per risolvere uno degli altri problemi che ci è stato sollevato da diversi uffici. In questo caso, la risoluzione con l'approvazione dell'emendamento, e quindi anche con la modifica del Titolo anche al fine di evitare l'incoerenza, permetterebbe all'ufficio elettorale di pagare gli straordinari ai dipendenti, in particolare a quelli che già hanno un'indennità come direttori di settore o di servizio, e permetterebbe di evitare anche che quelle stesse cifre continuino a essere versate ai dipendenti, e addirittura al Prefetto, ai dipendenti della Prefettura e addirittura ai massimi vertici della Prefettura, a titolo di rimborso per attività che i nostri servizi sono sempre stati perfettamente in grado di fare. Peraltro, in questo caso, la normativa esiste c'è però la necessità di superare, con un'interpretazione autentica, un problema interpretativo che rischia di portare alla paralisi, non tanto nelle prossime amministrative che riguarderanno pochi comuni, ma sicuramente per le prossime regionali. Quindi, l'invito all'Aula è quello di verificare la possibilità di modificare il titolo e di poter approvare, quindi, un emendamento che se non presentato con l'autorizzazione degli uffici può essere presentato anche una volta modificato il titolo in forma orale, se c'è l'accordo. Grazie.

PRESIDENTE. Chiarisco che non è un problema di titolo, ma è un problema di merito proprio. Per cui, l'emendamento così come formulato è inammissibile, per fare quel tipo di intervento serve un DL specifico che, ovviamente, l'Aula può assumere in qualsiasi momento. Per cui l'emendamento è dichiarato inammissibile.

È iscritto a parlare il consigliere Pier Mario Manca. Ne ha facoltà.

MANCA PIER MARIO (Partito dei Sardi). Ma io rimango un po' perplesso invece, anche perché l'articolo 1 modifica la legge regionale numero 34, del 2014, "Autorizzazione al lavoro straordinario". È evidente che visto così si dice: ma il lavoro straordinario viene autorizzato. Il lavoro straordinario esiste già, mi sarei aspettato infatti una relazione introduttiva che invece non c'è stata, perché colleghi stiamo bene attenti qua stiamo dicendo esattamente un'altra cosa, stiamo dicendo che ci sono determinate persone in questa Regione che possono fare 80 ore di straordinario al mese, ovvero se noi dividiamo 80 ore, caro Presidente, per 22 giorni lavorativi sono 3 ore e 60, pressappoco, al giorno di straordinario. Ma siamo sempre alle solite, continuo a ripetere io, ma è possibile che i problemi di questa Regione si risolvano sempre con gli straordinari e non, invece, con una pratica diversa che è quella di calcolare esattamente le persone necessarie per fare un determinato lavoro, quantificarlo, programmazione? È possibile che possano entrare senza una relazione introduttiva, una proposta, un 102 dove noi autorizziamo alcune persone, caso strano, a fare 80 ore di straordinario al mese. Ma non ci rendiamo conto? Oltretutto è quasi sempre non previsto neanche dalle norme nazionali, perché tutte le persone hanno diritto a fare otto ore di lavoro e, solo in casi eccezionali, fare straordinario. Adesso vorrei vedere qual è la motivazione che si porta in questo Consiglio per dare 80 ore al mese a ogni lavoratore, che lavora all'interno di quel nucleo di lavoro, di straordinario. Perché sappiamo bene che una volta autorizzata avranno sempre 80 ore, avranno sempre 80 ore, mentre fuori all'esterno ci sono un sacco di persone che sono disoccupate. Allora, se la gente non sa programmare, rimanga a casa. Qua dobbiamo portare delle cose che diano lavoro e che non diano invece straordinari a pochi e sempre i soliti. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Augusto Cherchi. Ne ha facoltà.

CHERCHI AUGUSTO (Partito dei Sardi). Ritornando sulla falsariga dell'intervento dell'onorevole Manca, io vorrei riuscire a comprendere se l'autorizzazione al lavoro straordinario per 20 ore settimanali, 80 ore mensili, possa essere compreso in quelle limitazioni che la stessa normativa europea, non solo nazionale, europea, mette come la possibilità di poter svolgere orario di lavoro regolamentato, diciamo così. È vero che noi stiamo parlando della legge 35 del 2015, in cui assoggetta l'attività assimilata a quella di Protezione Civile, però oltre a ricordare che 80 ore settimanali sono oltre 2 posti di lavoro, voglio solo ricordare che a questo punto, visto le criticità che sono presenti nei vari ospedali in tutta la Sardegna, anche l'attività svolta in ospedale per la garanzia dei servizi essenziali di assistenza può essere assoggettata come Protezione Civile. In questo caso, non viene - sì Assessore ho capito però - non viene in alcun modo permessa di sforare entro i limiti imposti dalla normativa europea, che sono di 11 ore e 50, se non ricordo male. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Luigi Crisponi. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Dunque ricapitolando l'Unione europea ci chiede di eradicare la peste suina, e si pretende che i nostri operatori, in funzione di protezione civile, lo facciano stando dentro un contesto organizzativo del personale lavoro nell'orario ordinario. Io sono favorevole a questo genere di proposta, perché di fatto per l'eradicazione bisogna attivare attività straordinaria e che vanno oltre l'ordinario della organizzazione, e inevitabilmente anche dell'ordinario della prestazione personale. Perché a me risulta che quella è Protezione Civile vera e propria, dove ci sono state delle vere e proprie valanghe, in certi momenti, che erano valanghe umane, ovvero c'era addirittura da fronteggiare occasioni vicine a quella che era quasi una guerra civile fra residenti e personale, cito il Corpo forestale, mandato da vicini o lontani Stazioni Forestali, che appunto dovevano presidiare quei luoghi, con presenza fino alle quattro del mattino su taluni spazi ben precisi. Allora, io non credo che ci sia alcun tipo di contrarietà, da parte del sottoscritto ad una prescrizione di questo genere, e bene ha fatto l'assessore Spanu ad andare proprio in questa direzione, perché è impensabile che gente che coinvolta appunto fin dalle prime luci del mattino, o addirittura dagli ultimi bagliori della luna, che rischiarava talune aree, talune zone del nostro territorio, non vedesse la presenza e la partecipazione di uomini, che stavano appunto operando in condizioni di protezione civile. E allora io mi spingo anche oltre, a quello che è prescritto dall'articolato della 513, e chiedo anche all'assessore Spanu di valutare se, coerentemente con il dettato delle due leggi di riferimento la 34 e la 35, una del 2014 e una del 2015, che ci possa essere anche l'utilizzo di risorse che mi risulta siano rimaste intonse, perché la previsione iniziale sulle attività di eradicazione della peste suina valevano 4 milioni di euro e, stando alle dichiarazioni della Giunta regionale, si è operato un risparmio di 3 milioni di euro. Se sono disponibili queste risorse, questi 3 milioni di euro allora io chiedo alla Giunta regionale, nella persona dell'assessore Spanu, se magari, proprio coerentemente a questo tipo di azioni, non si possa individuare un percorso addirittura di retroattività, se quelle ore straordinarie sono state fatte - perché non vengono certamente erogate tout cour, caro collega - e si possa prevedere appunto una retroattività per l'applicazione della norma. Ciò starebbe a significare che c'è un buon utilizzo delle risorse della Regione Sardegna, che vengono date proprio a quel personale che è stato diligentemente e correttamente impiegato in quella funzione, perché altrimenti, sempre facendo riferimento alle dichiarazioni ufficiali della Giunta regionale, in questo caso del Presidente della Giunta e del suo esperto consulente, Vizcaino, si è dichiarato che la questione della eradicazione si sarebbe conclusa entro il correre di quest'anno, e allora avremmo praticamente una situazione dove siamo già al 95 per cento di eradicazione, quindi questo tipo di intervento in occasione di lavoro straordinario avrebbe praticamente ben poco spazio in termini applicativi. Chiedo allora alla Giunta se non sia il caso di riconsiderare una retroattività proprio per questo tipo di soluzione che andrebbe a premiare le persone che di fatto hanno svolto funzioni, non solo di protezione civile, fate attenzione, ma anche di ordine pubblico, e hanno svolto un lavoro serissimo di affiancamento a tutta l'Unità di progetto, e lo hanno svolto naturalmente con uno straordinario impegno lavorativo, che non è solo dato in termini di orario ma è dato proprio in termini pratici che vanno ben oltre l'attività ordinaria, alla quale poi sono dovuti naturalmente rientrare nel corso della giornata nella quale essi hanno esercitato quel tipo di funzione, ripeto, di ordine pubblico e di protezione civile.

Quindi, Assessore, nel momento in cui arriveremo all'articolo, io le preannuncio che presenterò un emendamento orale per valutare se vi sia la possibilità di poter riportare alla retroattività l'articolato in discussione in questo momento.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Io credo che, al di là di questa maggioranza, il Consiglio regionale della Sardegna è anni che lotta per eradicare la peste suina africana, per rilanciare il comparto suinicolo, è una battaglia che sembrava quasi che non si potesse risolvere in alcun modo: a quest'anno abbiamo contato tre o quattro focolai, pochissimi, se non ci sono notizie che mi smentiscono, per cui c'è una chiara e costante diminuzione dei focolai presenti. Questi risultati non è che si raggiungono così per caso, si raggiungono perché c'è un lavoro importante, fatto da uomini competenti, da agenzie che si sono applicate perché il problema potesse essere risolto, e queste agenzie e tutti coloro che si sono impegnati lo hanno fatto proprio a seguito anche di alcuni provvedimenti normativi della Giunta regionale e anche ordini del giorno di questo Consiglio regionale, per cui non bisogna essere schizofrenici negli atteggiamenti e nei comportamenti. Il Consiglio regionale della Sardegna, con l'ordine del giorno numero 82 approvato il 9 gennaio 2018, quindi neanche tanto tempo fa, ha confermato le priorità dell'obiettivo teso a sconfiggere l'epidemia di PSA, impegnando gli Assessorati competenti e le agenzie agricole regionali a promuovere ogni azione che contribuisca a rimuovere tutti gli ostacoli, ripristinando la fiducia tra le popolazioni interessate, le Amministrazioni locali, la Regione, eccetera, e "assicurando all'Unità di progetto ogni supporto necessario per portare a termine la propria missione nell'interesse complessivo della Regione e delle singole comunità"; questo lo abbiamo votato noi, questo Consiglio regionale, sapendo bene che quello era un interesse prioritario della Regione Sardegna per rilanciare un comparto fortemente colpito e ferito della nostra Regione. Per cui io credo che sia assolutamente un elemento che non deve essere messo in discussione il fatto che bisogna pagare qualche ora di straordinario, siano 80 in un anno o siano esse di meno, rispetto a persone che si sono adoperate, primo perché noi l'abbiamo chiesto e secondo perché hanno ottenuto risultati assolutamente importanti per la nostra Regione per rilanciare quel comparto. Per cui io inviterei a rimanere sul pezzo, condivido l'intervento fatto testé dal collega Crisponi che ha centrato appieno l'obiettivo, lo condivido nei toni e nelle cose che ha sostenuto. Ecco, di questo stiamo parlando, stiamo parlando di eradicazione della peste suina suina, di lotta ad un male che ha colpito la nostra Regione e il nostro comparto suinicolo per tanto tempo. Si stanno ottenendo dei risultati, bisogna insistere su quella strada e noi dobbiamo essere conseguenti anche rispetto ai documenti che approviamo in questo Consiglio regionale: noi abbiamo fornito i mezzi, bisogna completare l'opera e questo provvedimento normativo è inquadrato in questo spirito, in quest'ottica, ovvero completare l'ordine del giorno di questo Consiglio regionale; è un provvedimento normativo che serve per chiudere e pagare coloro che hanno fatto un ottimo lavoro.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.

Ha facoltà ora di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

SPANU FILIPPO, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Presidente, onorevole consiglieri, il provvedimento che abbiamo portato in discussione questa sera è il logico corollario di una serie di attività, e anche di accelerazioni che si sono potute effettuare in questi ultimi tempi, relativamente al contrasto della peste suina africana; credo che i dati siano abbastanza noti ma li voglio ricordare perché siamo veramente a un momento di svolta della nostra battaglia quarantennale, perché è chiaro che questa battaglia non è stata condotta solamente da in questa legislatura, però abbiamo trovato una chiave in questa battaglia che probabilmente ci sta portando a poter ottenere i risultati che credo tutti auspicano e che possono generare non solo beneficio sociale all'interno delle nostre popolazioni ma soprattutto beneficio economico, e quindi opportunità di lavoro. Ricordo a tutti, in maniera molto breve, che nel 2018 sono stati registrati fino adesso solamente tre focolai di peste suina, nel 2017 erano 17, nel 2016 erano 23, addirittura nel 2013 erano 109, quindi siamo in una condizione nella quale veramente è necessario dare il colpo giusto, non solo in termini organizzativi ma anche in termini di gestibilità degli interventi e di condivisione all'interno della popolazione. Che cosa è successo? E' successo di fatto che, da momenti nei quali coloro che conducevano queste attività difficili e complicate per conto dell'Amministrazione regionale, muovendosi in contesti anche se vogliamo poco compresi, ostili in certi momenti, anche all'inizio di questa legislatura, si è generata una vera e propria inversione di tendenza: nonostante gli interventi cosiddetti di depopolamento siano aumentati vertiginosamente (questi interventi sono stati tra il 2017 e il 2018 numerosissimi, portando al depopolamento di circa 2227 capi)… in che cosa è consistita questa attività? E' consistita, primo, nel garantire che i soggetti più esperti abbiano continuato a presidiare le attività, che queste attività si siano potute svolgere a prescindere da orari, modi, tempi, ma secondo le esigenze del momento, e infine, una volta individuata la chiave più efficace, anche la possibilità di fare una rotazione notevole del personale chiaramente diventa un problema, perché ci sono problematiche che riguardano la riservatezza, che riguardano l'adeguatezza del personale, che diventa squadra, e in quanto squadra riesce a ottenere dei risultati che con una continua rotazione sarebbe difficile raggiungere. Allora si è posto un problema, prima di tutto di possibilità di fare operare effettivamente queste persone, che operano in condizioni difficili (gli orari li abbiamo già detti) e che certe volte, e qui è il cuore della legge… vorrei precisare che qui si sta autorizzando all'interno della legge 34 un sistema che vige già per il sistema di protezione civile e che quindi è legato alle specifiche attività, non generiche attività che poi svolge il personale incaricato ma quelle specifiche attività, fino a un limite di 80 ore, quindi non è detto che il limite di 80 ore venga raggiunto, perché poi è a seconda degli interventi specifici che sono riconoscibili, in qualche modo definibili in maniera chiara ma soprattutto, è l'obiettivo della legge, sia consentito di effettuare fino a 80 ore di straordinario anche a soggetti che hanno già degli incarichi. Perché si presume che data la straordinarietà degli interventi, così come avviene per la Protezione Civile intendiamoci, solo entro quei limiti, si possa andare oltre l'onnicomprensività della retribuzione. Questo è il nocciolo. Quindi se la domanda è: potremmo con la rotazione fare a meno di questo? La risposta è: onorevole Manca capisco il senso, però sarebbe veramente difficile forse non avremmo l'efficacia. Se ci sono vincoli, onorevole Cherchi, da parte dell'Unione europea relativamente all'orario straordinario, ho fatto una rapida verifica con gli Uffici, e gli Uffici mi dicono questi sono i vincoli massimi che comunque sono possibili, non necessariamente effettuabili e comunque fanno riferimento ad attività straordinarie e tracciabili diciamo, assolutamente straordinarie e tracciabili, per come le stiamo definendo.

Infine onorevole Crisponi, intanto ringrazio anche lei come tutto il Consiglio, per l'attenzione che viene data a questo tipo di attività, gli stessi Uffici mi dicono che sarebbe di difficile applicazione fare una retroattività quasi praticamente impossibile, quindi immettere anche una retroattività di fatto si scontrerebbe con una non possibilità di attuazione, credo di aver detto tutto, grazie.

PRESIDENTE. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli, possibile intervenire per dichiarazione di voto.

Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Lotto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOTTO LUIGI (PD). Due dichiarazioni velocissime, perché credo che un argomento come questo meriti sempre grande attenzione da parte nostra. Il provvedimento è sostanzialmente giusto, l'accostamento che viene fatto in legge, che ha ripetuto l'Assessore alla Protezione Civile, quindi a interventi di carattere straordinario è assolutamente corretto. E io vorrei ricordare però a tutti i colleghi le difficoltà iniziali che questo gruppo di lavoro ha incontrato. Abbiamo impiegato mesi e mesi a poter organizzare e mettere in piedi le squadre per mesi e mesi ci si chiedeva come mai non si stava decollando ed era perché era difficile costruire un apparato che intervenisse in questo settore.

Io visto che anche ultimamente abbiamo dimostrato finalmente di avere un approccio più adeguato alla situazione, c'è stato un focolaio nell'Ogliastra nei giorni scorsi è entrato in crisi immediatamente un allevamento suinicolo regolare, stava rischiando di avviarsi verso quello che è successo a qualche altro allevamento anni fa sempre in Ogliastra, che non colpevole di alcun focolaio, venne, di fatto, fatto fallire dalle condizioni di difficoltà in cui si è trovata ad operare. Sono stati istituiti giustamente, a mio parere, dalla Commissione speciale che gestisce questa partita dall'Unità di Progetto dei provvedimenti che prevedano indennità per le aziende sane che subiscono danni da queste situazioni. È davvero un approccio totalmente diverso che secondo me nell'arco di breve tempo porterà a eliminare questo problema e a non avere più questa questione dell'utilizzo di queste 80 ore di straordinario. Perché io mi auguro che tra qualche mese non servano più.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Augusto Cherchi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CHERCHI AUGUSTO (Partito dei Sardi). Presidente, io non ho mai messo in discussione l'utilità del progetto e del fine che dobbiamo perseguire, cioè quello della eliminazione della peste suina africana. Io nel mio intervento ho solo chiesto se la norma regionale non fosse subordinata comunque sia alla norma europea, che ricordo è una norma del 2003/88; dove vieta in maniera assoluta qualsiasi attività che superi le 48 ore settimanali compreso lo straordinario. Questa è la norma europea. Le norme di tutela del lavoratore. Allora io ho chiesto semplicemente se questa norma che noi stiamo andando ad approvare prevedendo venti ore settimanali di straordinario non possa essere in contrasto con la norma europea. Io qualche dubbio ce l'ho ancora, Assessore, quindi mi rimetto poi alla decisione che vorrà porre l'Aula, io dichiaro il mio voto di astensione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pier Mario Manca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANCA PIER MARIO (Partito dei Sardi). Grazie Presidente, io invece mi ritengo soddisfatto della risposta dell'Assessore, forse era meglio se all'inizio proprio si presentava una relazione che accompagnava questa proposta di legge. In realtà anche io son partito dal concetto che esistono delle norme europee che comunque vincolano tutti i lavoratori, a garanzia dei lavoratori, su un numero massimo di ore di straordinario. Mi rendo conto ci possono essere delle situazioni particolari tipo Protezione civile e se lei assicura, come mi ha assicurato, che comunque si tratta di casi isolati, che vengono comunque contemplati su queste, che comunque non incorriamo di andare contro normative nazionali ed europee io posso anche votare favorevolmente. Ritengo il mio intervento, anche in questo caso lo ripeto, sono molto felice, son contento i risultati ottenuti nella lotta contro la peste suina africana, ma mi sembra sempre molte volte entrino in aula un po' perché non sono accompagnate delle norme o comunque delle proposte che possono dare adito sempre a delle incomprensioni. E noi che dobbiamo seguire quelle che sono le tutele comunque dei lavoratori e non quelle di vedere i casi particolari, mi sembra che sia giusto che, al di là di maggioranza o minoranza, i Consiglieri intervengano per chiedere spiegazioni, perché la tutela comunque vista all'esterno è una società e sono sempre i lavoratori e proporre 80 ore di straordinari anche in casi particolari va motivata, andava motivata inizialmente, la ringrazio anche se l'ha fatto in un secondo momento. Credo di votare favorevolmente.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 1.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo:

Art. 1

Modifiche alla legge regionale n. 34 del 2014 (Autorizzazione al lavoro straordinario)

1. Dopo il comma 2 dell'articolo 3 della legge regionale 22 dicembre 2014, n. 34 (Disposizioni urgenti per l'eradicazione della peste suina africana) è inserito il seguente:
"2 bis. La disposizione di cui all'articolo 13, comma 1, della legge regionale 23 dicembre 2015, n. 35 (Disposizioni urgenti per interventi sul patrimonio culturale e la valorizzazione dei territori, occupazione, opere pubbliche e rischio idrogeologiche e disposizioni varie) si applica anche al personale impiegato negli interventi di attuazione della presente legge.")

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Luigi Crisponi. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Grazie Presidente, ritorno su quanto enunciato in fase di dichiarazione di voto. Io ritornerei proprio con la presentazione di un emendamento orale, lascerei al voto dell'Aula e poi naturalmente alle valutazioni conseguenti. A mio giudizio nulla osta perché vi è la copertura sicuramente sulla base di quei 3 milioni di cui si parlava poc'anzi. E sull'applicazione io lo prevederei in modo tale che ci sia dopo la parola "si applica anche al personale" dove c'è scritto "si applica" scriverei "a far data dalla pubblicazione della legge regionale 23 dicembre 2015 numero 35"; cioè coincidono i momenti di valutazione dell'utilizzo dello straordinario nello stesso momento nel quale la legge è stata promulgata. Io credo che si possa trovare, poi lasciando naturalmente agli Uffici del personale una valutazione, che può avere due possibilità di applicazione: la prima è che si possa trovare un calcolo forfettario che riconosca l'effettiva prestazione di quel lavoro straordinario; la seconda su un calcolo risultante naturalmente dall'effettivo lavoro stante la presenza di ben precisi ordini di servizio.

Io non credo che con quel calcolo si superino questi 3 milioni.

PRESIDENTE. Sì mi permetto di obiettare che non c'è certezza sul finanziamento sulla copertura finanziaria, e inoltre la valutazione a posteriori degli straordinari è cosa abbastanza complicata ed ardua perché gli straordinari dovrebbero essere autorizzati volta per volta, quindi è un'operazione che si presta a mille sfaccettature, non mi pare che sia così limpida. Quindi, mi rimetto all'Aula per le valutazioni, ma mi pare che ci siano un po' di osservazioni.

Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

SPANU FILIPPO, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Io ritorno sull'argomento perché ho cercato di spiegarlo prima, e inviterei, se possibile, l'onorevole Crisponi a valutare eventualmente il ritiro anche per non avere una contrapposizione su questo tema che non è nel tenore dell'Aula, però effettivamente continuando a contattare gli Uffici e valutare anche con l'Assessore del bilancio, veramente corriamo il rischio di fare una norma che, più che aiutare, complicherebbe moltissimo il lavoro degli Uffici, che ad oggi mi dicono che non è fattibile.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Antonio Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS ANTONIO (PD). Anch'io volevo sollevare il problema di copertura finanziaria prima cosa, perché nella proposta di legge c'è scritto che non c'è un aumento di spesa, se andiamo a riconoscere straordinario fatto nel passato c'è sicuramente un aumento di spesa. Poi credo che se il lavoratore dipendente ha svolto l'orario di lavoro straordinario nel passato, necessariamente sarà stato riconosciuto e quindi si troverà agli atti del proprio ufficio del personale le ore che ha svolto. Non credo che oggi noi possiamo pagare lavoro straordinario forfettizzato a ritroso. Quindi, anch'io volevo invitare il collega al ritiro dell'emendamento essendo improponibile.

PRESIDENTE. Lo dichiara inammissibile? Così evitiamo ulteriori discussioni.

Metto in votazione l'articolo 1 con votazione elettronica.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 2.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2:

Art. 2

Norma finanziaria

1. Dall'applicazione della presente legge non derivano nuovi o maggiori oneri a carico della finanza regionale.).

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, metto in votazione l'articolo 2.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 2.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 3.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 3:

Art. 3

Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore il giorno della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione autonoma della Sardegna (BURAS).).

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, metto in votazione l'articolo 3.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 3.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

È stato presentato l'ordine del giorno numero 1.

Si sta fotocopiando l'ordine del giorno, quindi sospendiamo un attimo la seduta. Allora proseguiamo la seduta.

È iscritto a parlare il consigliere Gianfranco Congiu. Ne ha facoltà.

CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). Intanto mi pare di aver sentito pronunciare il mio cognome anche tra i firmatari, cosa che non corrisponde.

PRESIDENTE. Qua ce l'ho il suo nome, lo cancello.

CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). No, Presidente, il mio nome non c'è, ed è questo il motivo per il quale ho chiesto di intervenire. Grazie.

PRESIDENTE. È eliminato.

CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). Io le ho rivolto un'esortazione, Presidente, l'ho fatto a lei personalmente, ho detto riferisca all'Aula l'insieme di considerazioni che lei ha manifestato nella Conferenza dei Capigruppo, in base alla quale i contorni della vicenda, secondo ciò che lei ha riferito ai Capigruppo, sono diversi da come è apparso in quest'aula. Ho chiesto che lei desse conto di ciò che è avvenuto tra lei e l'amministratore o il direttore tecnico di Abbanoa per dare all'Aula degli argomenti ulteriori. Ciò non è avvenuto, e quindi questo non ci consente di partecipare proficuamente alla stesura di alcun testo in cui si esprime un atto formale ben preciso, che è la censura. Noi non siamo in condizioni in questo momento di assumere nessun tipo di posizione, e anzi non capiamo se lei abbia valutato, Presidente, l'esistenza di profili di difesa dell'onorabilità di un consigliere che lei non ha voluto esercitare. Lei, quale organo super partes, di fronte ad un vulnus, di fronte ad un attentato, di fronte ad una lesione del profilo soggettivo di un consigliere, lei incarna quel modello difensivo che non ha voluto esercitare. Ma manca in quest'aula anche la figura del Presidente della Regione, che avrebbe dovuto farsi carico di questo problema, non passare all'Aula un cerino scomodissimo per chiedere di fatto una copertura politica senza mettere quest'Aula in condizione di capire cosa è accaduto. Io, Presidente, ho apprezzato tante volte la sua terzietà, in questo momento lei non solo non è terzo, ma addirittura ha favorito una deriva verso una censura per la quale quest'Aula non ha tutti gli elementi per poter stabilire se un comportamento è da censurare oppure no. Questo io glielo voglio dire in tutta lealtà e franchezza, ritengo che lei in questo caso abbia favorito una pagina non edificante di questo Consiglio regionale. Il Gruppo del Partito dei Sardi non parteciperà e abbandona l'aula.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Antonio Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS ANTONIO (PD). Io ho assistito prima alla discussione che c'è stata durante la sospensione dell'Aula, e mi era sembrato di capire che non eravamo certi, non c'era certezza che la denuncia che aveva ricevuto il collega consigliere Tedde fosse dovuta a ciò che è stato scritto nella mozione. Pertanto, io sarei d'accordo a fare un ordine del giorno un po' più generale senza entrare nel caso particolare, senza nessun tipo di censura, perché non c'è certezza, altrimenti se questo non fosse possibile annuncio il mio voto contrario.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'ordine del giorno. Sospendiamo un attimo.

(La seduta, sospesa alle ore 19 e 11, viene ripresa alle ore 19 e 17.)

PRESIDENTE. Procediamo con la seduta. Metto in votazione l'ordine del giorno.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'ordine del giorno numero 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Metto in votazione il testo della legge.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, il disegno di legge numero 513.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

La seduta è tolta, il Consiglio è convocato martedì alle ore 10 e 30

La seduta è tolta alle ore 19 e 19.



Allegati seduta