Seduta n.296 del 29/05/2018 

CCXCVI Seduta

(ANTIMERIDIANA)

Martedì 29 maggio 2018

Presidenza del Presidente Gianfranco GANAU

La seduta è aperta alle ore 11 e 06.

FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 28 aprile 2018 (292), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Giampietro Comandini, Gianfranco Congiu, Gianni Lampis, Mariano Contu, Cesare Moriconi, Luca Pizzuto e Gian Filippo Sechi hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 29 maggio 2018.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Comunico di aver completato la composizione della Commissione speciale sulla grave situazione delle imprese attive nell'artigianato, nel commercio al dettaglio e sulle politiche commerciali nella grande distribuzione, che risulta così composta: Annamaria Busia, Raimondo Cacciotto, Eugenio Lai, Piero Comandini, Gianfranco Congiu, Luigi Crispooni, Roberto Deriu, Antonio Gaia, Gianni Lampis, Gianfranco Mariano Lancioni, Luigi Lotto, Antonello Peru, Gianluigi Rubiu e Marco Tedde. La Commissione si riunirà nella giornata di domani, mercoledì 30 maggio 2018, al termine dei lavori del Consiglio.

Comunico che, con atto notificato al Presidente della Regione in data 11 maggio 2018, il Presidente del Consiglio dei Ministri ha proposto ricorso nanti la Corte costituzionale per la declaratoria dell'illegittimità costituzionale degli articoli 34, 37, 39 e 45 della legge 13 marzo 2018, numero 8, contenente: "Nuove norme in materia di contratti pubblici di lavori, servizi e forniture".

Annunzio di presentazione di disegni di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i disegni di legge numero 509, 513, 515.

Annunzio di presentazione di proposte di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le proposte di legge numero 510, 511, 512, 514.

Risposta scritta a interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle interrogazioni numero 1447 (risposta pervenuta l'8 maggio 2018); numero 813, 1312, 1343, 1464 (risposte pervenute l'11 maggio 2018); numero 1420, 1482 (risposte pervenute il 15 maggio 2018); numero 402, 667, 876, 1115, 1198, 1226, 1288, 1307, 1329 (risposte pervenute il 18 maggio 2018); numero 1269, 1316, 1444 (risposte pervenute il 21 maggio 2018); numero 1216, 1298, 1300, 1419, 1438 (risposte pervenute il 22 maggio 2018); numero 1397, 1481 (risposte pervenute il 24 maggio 2018).

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria: Sono pervenute le interrogazioni numero 1483, 1484, 1485, 1486, 1487, 1488, 1489, 1490, 1491, 1492, 1493, 1494, 1495, 1496, 1497, 1498, 1499, 1500, 1501, 1502, 1503, 1504, 1505, 1506, 1507, 1508, 1509, 1510, 1511.

Annunzio di interpellanze

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria: Sono pervenute le interpellanze numero 343, 344, 345, 346, 347, 349.

Annunzio di mozioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria: Sono pervenute le mozioni numero 416, 417, 418, 419, 420, 422, 423.

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Comunico che a seguito della Conferenza dei Capigruppo la proposta di legge numero 268 su "Modifiche e integrazioni alla legge regionale 30 giugno 2010" è stata sospesa. E'stato inoltre spostato a martedì il testo unificato numero 36-167-228 "Disciplina della politica linguistica regionale".

Discussione del disegno di legge: "Approvazione del Rendiconto generale della regione Sardegna per l'esercizio finanziario 2016 e del rendiconto consolidato della Regione Sardegna per l'esercizio finanziario 2016". (509/A).

PRESIDENTE. Il primo punto all'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 509/A.

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Francesco Sabatini, relatore di maggioranza.

SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. Il disegno di legge in discussione è stato licenziato con il voto favorevole dei soli Gruppi di maggioranza nella seduta della terza Commissione permanente il 16 maggio 2018. Il rendiconto della Regione per l'esercizio 2016 è stato parificato dalle Sezioni riunite della Corte dei conti per la Sardegna con decisione numero 1 del 19 aprile 2018. L'esercizio 2016 segna la soluzione dell'annosa vertenza entrate con l'emanazione del decreto legislativo numero 114 del 9 giugno 2016, il quale finalmente detta disposizioni condivise sulla determinazione e sull'attribuzione delle quote di gettito delle entrate erariali spettanti alla Regione ai sensi del novellato articolo 8 dello Statuto speciale, un obiettivo importante di cui diamo atto alla Giunta e all'assessore Paci. Tuttavia l'esame delle risultanze della gestione 2016 ha rilevato in tutta la sua portata le conseguenze negative per il bilancio regionale derivanti dalla lenta realizzazione delle partite attive connesse alla devoluzione tributaria e all'ammontare eccessivo degli accantonamenti imposti alla Regione per il concorso agli obiettivi di finanza pubblica, accantonamenti che ormai sono arrivati ad un livello eccessivo e insopportabile per il bilancio della nostra Regione. La Regione infatti pur vantando nei confronti dello Stato al 31/12/2016 crediti per oltre un miliardo, si è vista costretta a contrarre nel 2016 un mutuo per la copertura del disavanzo derivante dall'accantonamento al fondo per la garanzia dei residui perenti con l'erogazione di una prima tranche di euro 104 milioni e inoltre a dover fare ricorso ad anticipazioni di liquidità per euro 216 milioni. Come può notarsi si tratta con tutta evidenza di una situazione paradossale, finanziariamente non più sostenibile, che impone una nuova ed equa regolamentazione dei rapporti economici e finanziari fra lo Stato e la Regione. Nel fare ciò tuttavia bisognerà prestare particolare attenzione ai principi elaborati dalla Corte costituzionale nelle recenti sentenze, la numero 103 del 2018 e la numero 154 del 2017. Sotto il profilo metodologico occorrerà avere cura di stipulare accordi da recepire poi in Statuto e in norme di attuazione dall'orizzonte temporale almeno quinquennale, con esclusione tassativa per lo Stato di apportare in detto periodo modifiche peggiorative salvo esigenze eccezionali di finanza pubblica e per importi predeterminati già nelle clausole dell'accordo. In tal senso l'accordo tra Stato e Regione Trentino Alto Adige e province autonome del 30 o del 15 ottobre 2014 fanno scuola. In mancanza si deve fin d'ora prendere atto che secondo l'attuale indirizzo della Consulta lo Stato ove non addivenga ad un accordo con la Regione comunque è legittimato a determinare unilateralmente sia pur provvisoriamente il contenuto del contributo regionale al risanamento della finanza pubblica quando ciò risulta adempimento indefettibile per assicurare alla manovra di stabilità la sua naturale scadenza. Infatti fatte salve espresse preclusioni di genesi a loro volta pattizie con quelle previste per la Regione Trentino Alto Adige nel succitato accordo, rientra nei poteri di coordinamento spettanti allo Stato la possibilità di imporre alle regioni ulteriori contributi al risanamento della finanza pubblica. Attesa l'importanza e delicatezza dei temi in questione si auspica che la prossima trattativa finanziaria tra Regione e Governo sia accompagnata da un attivo e pieno coinvolgimento del Consiglio regionale così come è stato fatto fino adesso. Concludendo, stante il contenuto vincolato del provvedimento in esame, si auspica una rapida e condivisa approvazione dello stesso da parte dell'Aula.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Paolo Truzzu, relatore di minoranza.

TRUZZU PAOLO (Fratelli d'Italia-Sardegna), relatore di minoranza. Dobbiamo dare atto al vicepresidente Paci che come aveva affermato il rendiconto del 2016 sarebbe stato parificato dalla Corte dei conti così come è avvenuto. Però nel leggere la relazione della Corte dei conti e anche nel leggere la relazione del relatore di maggioranza, a mio avviso ci sono una serie di fattori politici che vanno analizzati e non dobbiamo lasciare che scorrano o mettere sotto il tappeto in qualche modo semplicemente perché è stato ottenuto il risultato della parificazione. Il primo elemento che metto in evidenza è che stiamo arrivando ad approvare il rendiconto del 2016 nel 2018 e questo è dovuto indubbiamente ai ritardi generati dalle nuove norme sull'adozione dei bilanci e sull'armonizzazione dei bilanci, però la stessa Corte mette in evidenza, e su questo c'era stata un'osservazione da parte delle opposizioni, mette in evidenza che se è arrivata la scelta di procedere all'adeguamento e al bilancio armonizzato è stata fatta con una sorta di leggerezza, nel senso che, rileva la Corte, si sarebbe dovuto fare un lavoro preparatorio che consentisse alla Regione di attivare poi tutte quelle procedure, difficili sicuramente, contabili in modo tale da avere un bilancio più chiaro e più leggibile. Ci sono poi altri tre aspetti. Io ricordo che la legislatura è iniziata con alcune importanti parole d'ordine da parte della maggioranza. Una era risolvere la questione della vertenza entrate. L'altra era liberare risorse dal bilancio della Regione, o meglio liberare risorse dal bilancio della sanità per fornire risorse al bilancio della Regione, poter affrontare nuove sfide e garantire diritti ad altri soggetti. E la terza era la sfida della programmazione unitaria, cioè evitare una suddivisione delle poste tra le varie fonti di finanziamento e metterle tutte assieme in virtù delle missioni e dei progetti che si volevano realizzare. Se andiamo a leggere la relazione della Corte, devo dire che l'unica di queste di queste parole d'ordine, parzialmente ottenuta, nemmeno integralmente, raggiunto l'unico obiettivo, parzialmente raggiunto, è quello della vertenza con lo Stato. Perché a fronte dell'accordo del 2014 la stessa Corte ci ricorda, e lo ricorda anche il relatore di maggioranza, che noi vantiamo dei crediti nei confronti dello Stato ancora oggi pari ad un miliardo. E quello che fa il relatore di maggioranza, questo secondo me è un po' paradossale, è che richiama non l'accordo del 2014, come accordo tipo per poter trattare con lo Stato, ma quello che hanno firmato le Regioni di Bolzano e Trento, che contenevano delle clausole pattizie che mettevano in sicurezza i conti e le risorse di quelle province, cosa che noi invece non siamo riusciti a fare, o meglio che voi non siete riusciti a fare. Altro aspetto abbastanza particolare e preoccupante è quello che, per esempio, la partita sulla sanità è una partita che non stiamo gestendo. Perché uno degli obiettivi più volte annunciati dal Presidente della Regione era ridurre in sanità i costi di produzione, invece la Corte dei Conti ci testimonia che tra il 2015 e il 2016 i costi di produzione sono aumentati dell'1,3 per cento, e che la parziale riduzione del disavanzo è frutto del fatto che si sono poste risorse maggiori a inizio anno. Quindi non è frutto del contenimento della spesa, ma del fatto che noi abbiamo innalzato le risorse che mettiamo a disposizione della sanità. E la situazione dei conti della Regione può essere in qualche modo evidenziata con aspetti di gravità anche da altri fattori. Il primo è quello dell'indebitamento. Noi abbiamo un record penso tutto particolare, perché in questi anni l'indebitamento è aumentato, nonostante abbiamo fatto alcune operazioni per cui si sono estinti dei mutui anticipatamente, ma siamo riusciti a raggiungere un record particolare per cui dal 2014 al 2016 si è passati da 680 euro pro capite, a 800 euro pro capite di indebitamento, e in questo modo noi riusciamo a garantire il pareggio di bilancio, solo attraverso il ricorso all'indebitamento, con una situazione anche abbastanza grave per quanto riguarda la gestione delle entrate, perché la Corte mette in evidenza che c'è una preoccupante formazione di residui attivi. Ovvero, in fase di previsione di bilancio noi facciamo delle previsioni di entrate di un certo tipo, a fine anno ci rendiamo conto che quello che stiamo incassando non corrisponde a quanto era stato previsto. E quando c'è uno sbilancio che in questo caso credo che sia di un miliardo, che crea anche ovviamente conseguenze sulla cassa, i casi sono due, o non si ha capacità di incamerare le risorse, oppure le previsioni iniziali sono volutamente gonfiate al fine di garantire il tutto. Ultimo punto, quello della programmazione unitaria, anche su questo punto mi sembra che la Corte faccia un rilievo abbastanza importante. Nel corso del 2016, sulla programmazione 2014-2020, nonostante ci si sia riempiti la bocca per cinque anni, non si è riusciti a certificare la spesa di un euro. Noi siamo una Regione che per la programmazione 2014-2020 non è riuscita a utilizzare i fondi comunitari, e la situazione non è migliorata nel 2017, Assessore, perché al 2017 la capacità di spesa, quello che è stato certificato, è circa il 7 per cento, e gran parte di queste risorse sono frutto dei tirocini, quindi sono spese dall'Aspal e dell'assistenza tecnica. Quindi significa che sui fondi comunitari, sulla gestione e sulla spesa delle risorse europee siamo mortalmente indietro, e c'è il rischio che nel corso di quest'anno non si riesca a spendere tutto quello che avremmo dovuto spendere e che noi si prenda anche una bella multa dall'Unione Europea. Io comprendo che questo sarà un problema che riguarderà più la prossima Giunta, perché ovviamente avrà un'incidenza sul 2019, ma penso che questo Consiglio, la Commissione bilancio, anche su questo punto abbia il dovere di accendere una lente di ingrandimento, di controllare quello che sta succedendo, perché anche le ultime delibere prese dalla Giunta, con lo spostamento di risorse da un assessorato all'altro, testimoniano la grave incapacità nella spesa di questi fondi. Noi non possiamo permetterci che importanti risorse dell'Unione Europea si pensava di utilizzare per dare risposte, per esempio sull'inclusione sociale, vengano distratte per altre finalità perché non c'è la capacità di spenderle, e perché entro l'ottobre del 2018, entro quest'anno, si deve non solo fare la programmazione, che non è stata ancora fatta, ma si devono fare i bandi, si devono assegnare le risorse e possibilmente si dovevano spendere. Siamo a maggio, però quasi a giugno.

PRESIDENTE. Grazie. E' aperta la discussione generale.

E' iscritto a parlare il consigliere Marco Tedde. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Presidente, è evidente dalle parole del consigliere Truzzu, relatore di minoranza, che questo Rendiconto presenta fortissime criticità. Ma queste censure del collega Truzzu sono certificate da altri consessi, sono certificate dalla Corte dei conti e sono certificate anche dal CRENOS. Quindi non è che l'opposizione faccia dei rilievi preconcetti e pregiudiziali, no, l'opposizione pone delle questioni che sono corroborate da valutazioni di soggetti che hanno l'autorevolezza e l'autorità per dire le cose che noi abbiamo detto e stiamo per dire. Quindi criticità. E' vero che c'è l'equilibrio a pareggio, ma è altrettanto vero che questo equilibrio a pareggio è frutto del ricorso all'indebitamento 1.324 milioni al 31/12/2016, 801 euro per sardo in considerevole aumento rispetto al 2015. E poi abbiamo lo scoglio che ogni tanto qualcuno cerca di nascondere, di celare, della spesa della sanità: aumento dei costi di produzione rispetto al 2015 dell'1,5 per cento. Non si può assolutamente bluffare, non possiamo scherzare, questo è un dato inconfutabile. Cresce la spesa farmaceutica.

E non si può dire, così come fa qualche assessore, che c'è stata una notevole riduzione del disavanzo nella sanità, perché dobbiamo giocoforza ricordare che questa riduzione del disavanzo è basata su maggiori risorse che sono state assegnate a copertura del disavanzo degli esercizi precedenti, quindi non c'è stato un miglioramento della situazione, c'è stato un peggioramento. E il CRENOS continua a raccontare queste verità. Il CRENOS, non Forza Italia, continua a raccontare e a certificare queste verità negative, nel venticinquesimo rapporto il CRENoS ci dice che la sanità in Sardegna costa più della media italiana, questo è un dato aritmetico, inconfutabile. Nel 2016 è costata 3 miliardi e 280 milioni di euro, che corrisponde al 10 per cento del PIL sardo, mentre a livello nazionale la spesa è pari al 6,7 per cento del PIL, quindi la sanità sarda costa molto di più, continua a costare molto di più, a ogni sardo costa 1981 euro ed è la spesa più elevata dell'ultimo decennio, piaccia o no, è la spesa più elevata dell'ultimo decennio, la media italiana è di 1856 euro per abitante, nel Mezzogiorno c'è una media di 1769, noi siamo molto più in alto, spendiamo molto di più, ma il CRENoS dice anche altro, il CRENoS parla di gestione inefficiente delle risorse e dice anche che ci sono delle performance non soddisfacenti dei servizi sanitari essenziali, lo dice il CRENoS, sempre il CRENoS ci racconta che la Sardegna è l'unica Regione del Mezzogiorno in fase recessiva, e questo è un dato di una gravità assoluta, siamo fra le 65 regioni più povere dell'Unione europea, al di là della propaganda mediatica che la Giunta regionale ci propina tutti i giorni, siamo fra le 65 regioni più povere, ed è un dato allarmante, in cinque anni il nostro PIL è passato dal 76 per cento al 71 per cento della media nazionale, sono dati sconfortanti che contraddicono la propaganda, la vulgata di alcuni assessori, di fatto siamo nel gruppo delle regioni più sottosviluppate dell'Europa, siamo in una fase, una sorta di fase di decrescita felice ed infelice che ci ricorda le teorie di Latouche sulla decrescita felice. In Sardegna gli investimenti per abitante calano, sono calate del 2,2 per cento rispetto al 2014, mentre nelle altre regioni del Mezzogiorno gli investimenti per abitante aumentano in media del 4,5 per cento, cioè noi perdiamo il 2,2 e in Italia invece si cresce del 4,5 per cento, come investimenti, e anche i numeri dell'occupazione sono preoccupanti al di là della vulgata propagandistica della Giunta, sono preoccupanti! Il tasso di occupazione è allo 0,2 per cento quindi è piatto, invece abbiamo una media nazionale dell'1,2 per cento, l'occupazione cresce in Italia, sappiamo comunque quali sono i motivi, qui invece è piatta! È piatta, mentre i numeri della disoccupazione qui sono pari all'1,4 per cento cioè diminuiscono dell'1,4 per cento, in Italia i numeri dei disoccupati diminuiscono del 4,1 per cento, quindi siamo sempre all'ultimo posto. Siamo fra le regioni sottosviluppate in Europa e siamo agli ultimi posti in Italia per quanto riguarda la crescita dell'occupazione e la riduzione della disoccupazione, siamo sempre agli ultimi posti per quanto riguarda il capitale umano qualificato, i numeri sono asfittici, il 20 per cento dei sardi, fra i 30 e 34 anni è laureato, ebbene, soltanto la Sicilia e la Campania fanno peggio, quindi siamo i terzultimi quanto a laureati. E poi arriva il turismo, ci si riempie la bocca dei grandi risultati del turismo, dell'incremento degli arrivi, dimenticandoci che il leggero incremento degli arrivi è dovuto alle grandi crisi del Mediterraneo, è dovuto agli atti terroristici nelle grandi capitali italiane, quindi non c'è assolutamente un risultato che deriva da azioni politiche di questa Giunta, e nel frattempo non si riesce ad attuare la legge sul turismo dell'agosto del 2017, siamo in grave ritardo su tutti gli adempimenti che la legge prevedeva, siamo in grave ritardo sul Piano strategico del turismo che avreste dovuto approvare nel gennaio del 2018, siamo in ritardo sul Piano attuativo della Destination management organization, entro aprile l'avreste dovuto approvare ed è di là a divenire. Siamo in ritardo sull'Osservatorio regionale del turismo. Ancora, sempre in tema di turismo, il bando di destagionalizzazione è scomparso dai radar, è stato pubblicato con grande ritardo e non lo vediamo più, non capiamo cosa stia accadendo, la legge è stata approvata il 3 luglio 2017, è stata approvata con grande urgenza, grazie al senso di responsabilità di Forza Italia, del centrodestra , dell'opposizione, che hanno deciso di dare una mano all'Assessore che si affacciava per la prima volta in quest'Aula, e l'Assessore ci aveva garantito che nel giro di qualche mese, per la verità a settembre, avrebbe pubblicato i bandi per la destagionalizzazione, per mettere a frutto quei 42 milioni di euro, ebbene, stati pubblicati con grandissimo ritardo, ancora non sappiamo cosa succederà, nel frattempo una stagione estiva è andata, l'altra stagione estiva sta spirando, sta iniziando ma è pronta a spirare, quindi quei soldi rimangono fermi, altro che risultati del turismo. Sui trasporti sarebbe meglio stendere un velo pietoso perché, a partire dalla CT2 che avete bloccato nell'ottobre del 2014 per arrivare alla continuità territoriale 1 su Roma e Milano, che è stato un vero e proprio fallimento, non un flop, un vero e proprio fallimento! Quindi incertezza, confusione, annunci, propaganda, che ben poco però serve a far crescere l'economia di questa Regione, questa credo sia la cifra politica attuale, ma che sia anche la cifra politica prospettica di questa Giunta regionale. Al di là della propaganda, gli indicatori ci raccontano che questa Sardegna è in grave affanno, gli indicatori ci raccontano che c'è difficoltà da parte di questa Giunta.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Grazie Presidente, mi rendo conto che c'è poco interesse in quest'Aula per un argomento invece che dovrebbe richiamare l'attenzione di tutti noi, è pur vero che stiamo parlando di un rendiconto e quindi di un bilancio di chiusura dell'anno 2016, però io voglio ricordare, non fosse altro perché in quell'anno ci furono proprio le maggiori prese di posizione da parte nostra, e dico anche da parte della Giunta regionale, di questa maggioranza, sull'andare verso un percorso che poi, a distanza di quasi due anni, si è rivelato assolutamente perdente. Io voglio dire all'Assessore che mi dispiace Assessore perché oggi parliamo di game over, abbiamo finito il giro, è andato, però deve darci atto che proprio quando nel 2016 avevamo già iniziato a rilevare le maggiori criticità della vostra impostazione, sia per quello che ricordavano prima i colleghi nella scelta magari di un passaggio che era pure obbligato ma forse potevano essere usati tempi e modi differenti e mi riferisco all'applicazione del 118 certamente nei contenuti è stato un flop e glielo dico da subito, ancora oggi anche se allora dicemmo che stavamo intraprendendo un percorso sbagliato, lo dico in particolare perché a confortarci ci sono anche i rilievi della Corte dei Conti, ma soprattutto quell'anno nefasto perché il nostro bilancio, e non era mai avvenuto, fu impugnato dalla Corte dalla Corte Costituzionale e questo ovviamente per noi, non so per lei Assessore, per come lo possiate considerare vuoi, per noi che facciamo politica, legiferiamo e siamo un'istituzione, è stato certamente un duro colpo. Le dico ancora, Assessore, che molte volte proprio le osservazioni della Corte dei Conti in termini di patrimonio mi inducono a pensare che alcuni bilanci di previsione sono stati proprio chiusi in maniera in cui si è andati ad incidere sulle entrate, magari anche sulle entrate future che non è stato certo un comportamento e un metodo apprezzato. Perché spesso e volentieri, mi riferisco in particolare guarda caso al patrimonio, poste sono state quantificate erroneamente. E, ancora oggi, non abbiamo venduto nulla. Quindi, credo che certi comportamenti debbano far riflettere. Ma, allora, vi dicemmo che sostanzialmente anche quando stavamo accingendo a fare il bilancio di programmazione 2016 dovevate essere più oculati, fare tesoro dei due precedenti anni, perché? Perché era il giro di boa, perché era un anno determinante un anno invece in cui abbiamo riscontrato le maggiori criticità. I colleghi le hanno elencate, io ne voglio ricordare alcune con degli esempi, per capire che non stiamo parlando o non stiamo facendo semplici considerazioni da oppositori, perché spesso e volentieri vi siamo stati a fianco dandovi dei buoni consigli, soprattutto dal punto di vista normativo e finanziario. E dico, Assessore, questa programmazione unitaria che doveva essere più veloce, più chiara, più semplice in sostanza abbattere la burocrazia; mi deve dire oggi se lei è soddisfatto, in prima persona, con onestà intellettuale di quella che è stata l'unificazione di questa programmazione. Noi certamente no, ma poco importa, perché chi doveva essere soddisfatto è chi sta fuori da questo Palazzo, coloro che avrebbero voluto avere una spinta di carattere finanziario, di carattere normativo per portare avanti i programmi di sviluppo, programmi di contrasto alla crisi e ciò invece non è avvenuto. Perché le dico che anche ciò che chiamate, o che volete mettere come fiore all'occhiello, i bandi T1 e T2, Assessore, non se ne sa esattamente nulla, forse si parla di settembre adesso per il lancio prossimo. Ancora, abbiamo crediti per un miliardo e questi li voglio legare ancora ad una partita irrisolta, ma li voglio legare al fatto che continuiamo, e non abbiamo risolto il problema di avere a carico totale la sanità e i trasporti, e non entro nel merito Assessore perché magari ci confronteremo con altri argomenti, oggi non voglio infierire come si suol dire. Però ecco perché gli voglio legare? Perché voi avete parlato della necessità di un indebitamento, abbiamo parlato di un mutuo per investimenti che doveva andare ad incidere sia in un rapporto privilegiato di rafforzamento degli enti locali, delle opere pubbliche per gli enti locali, sia in un rapporto privilegiato per il rilancio delle imprese di costruzioni e delle imprese correlate appunto agli investimenti. Assessore, mi darà lei poi la risposta, così vediamo di cosa che dico da sto parlando, certo è che noi abbiamo capito che non c'è stata nessuna spinta keynesiana, neanche quella che probabilmente, io glielo riconosco, nella sua testa poteva essere uno strumento e fatto in buona fede. Purtroppo, è un fallimento. Ancora, credo che quando abbiamo parlato di dover rivedere la macchina regionale, di fare la riforma della legge 1, non l'abbiamo detto a caso, Assessore, noi abbiamo un ente vecchio, assolutamente avulso in una burocrazia che sta ancora penalizzando tutti i settori della nostra società, ma nel frattempo abbiamo ben pensato di portare a casa un po' di dirigenti esterni, collaborazioni, abbiamo provato ad aprire mobilità con enti, che le voglio chiamare mobilità fantasma, e abbiamo fatto aumentare i costi fissi di questa Regione, già abbastanza massacrata, dove anche, lo dico, non rispettiamo i parametri che voi stessi avete dato. Mi riferisco al rapporto dei dirigenti in alcuni Assessorati, Assessore. Ancora, l'occupazione credo che certamente non siete dei masochisti e quindi avete cercato, avete provato a far valere le vostre politiche per provare a risolvere il problema annoso dell'occupazione, ma i dati li hanno appena dati i colleghi sui ragazzi e quindi credo che non abbiamo fatto un buon lavoro neanche qui, e mi riferisco soprattutto a quelle misure che avete propagandato come una soluzione come una soluzione e quindi: Garanzia giovani, tirocini. Assessore, la gente ha bisogno di stabilità, di credere di poter contare su un lavoro che va ad incidere con una retribuzione congrua, al passo con i tempi, ma soprattutto con una stabilità di tempo; perché queste sono panacee per periodi molto brevi. Tra l'altro, anche di difficile applicazione perché molte aziende non le hanno neppure apprezzate e neanche richieste, in alcuni casi. Quindi, veramente parlando del rendiconto 2016 potremmo poi legare la partita al discorso dei residui, io ricordo che, per carità, nobile azione il riaccertamento dei residui, ne ho parlato in quell'occasione e l'ho condivisa, perché è una delle buone pratiche alla quale gli enti locali già si sono obbligati, da tantissimi anni, con la riforma, appunto, degli enti locali, del dopo Bassanini. Però, credo che Assessore sui residui passivi non abbiamo risolto un problema, o meglio lei non ha ottenuto quel risultato in cui aveva fortemente creduto. Ecco, almeno quello lo vogliamo verificare, andiamo a verificare perché continuiamo a produrre dei residui passivi? Perché sembrava che col 118 e con il vostro patto del 2014, tanto caro a lei e al presidente Pigliaru, si dovessero risolvere gran parte dei problemi, così non è stato. Mi rendo anche conto, perché voglio avere l'onestà intellettuale di riconoscere che non era certo un percorso facile, non è ancora oggi un percorso facile, però Assessore avete scelto di sottostare ai poteri romani, non avete fatto niente, niente per far emergere invece le necessità e soprattutto le esigenze di questa Regione. Non vi siete contrapposti. Io avrei gradito una contrapposizione forte e non dire va tutto bene madama la marchesa, no. Perché così non è stato e l'hanno detto i fatti, oggi purtroppo le devo ridire la frase di apertura: game over.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Alcune considerazioni non per rispondere puntualmente alle osservazioni perché insomma… uso stare al tema e quindi il tema è quello del rendiconto e parlare della situazione economica della Sardegna diventa un tema certamente interessante, però più ampio. Si citava il rapporto Crenos, stiamo andando meglio, stiamo andando peggio, è giusto fare il raffronto con l'Italia? Beh insomma gli analisti direbbero no, il raffronto lo devo fare con il Mezzogiorno perché è lì che noi siamo collocati e allora tutti gli indicatori economici di questi anni della Sardegna, rispetto al Mezzogiorno, fanno vedere una situazione certamente positiva, poi è evidente che il Centro Nord cresce a ritmi ben diversi e quindi dobbiamo chiederci quali sono le politiche che dovremmo mettere in atto per superare quel gap e le politiche sono quelle che stiamo cercando di portare avanti: una politica per le infrastrutture, per il capitale umano, per l'innovazione tecnologica. Però certamente ci sono tempi lunghi per fare queste modifiche strutturali e che abbiamo avviato, che alcuni risultati li stanno portando: pensiamo al tasso di abbandono scolastico che è passato dal 24 per cento al 18 per cento e la Sardegna si colloca al primo posto nella dinamica della riduzione dell'abbandono. Quindi, insomma il discorso è certamente complesso e non posso trattarlo nei pochi minuti di replica da parte della Giunta.

E, quindi, torno al tema torno al tema del rendiconto, il consigliere Truzzu giustamente ricordava che avevo detto in quest'Aula che il rendiconto 2016, nonostante tutte le difficoltà, sarebbe stato parificato e nel caso in cui non lo fosse stato, ovviamente, sarebbero arrivate immediatamente le mie dimissioni, perché essendo io il responsabile di questo rendiconto ne avrei tratto le conseguenze. È stato è stato parificato e quindi sono qui a presentarlo al Consiglio regionale. Va tutto bene? Ci sono osservazioni della Corte dei conti che ci devono far riflettere? Beh, sicuramente sì, come sapete in sede di verifica c'è stato anche un dibattito tra la relatrice della Corte dei conti e il sottoscritto su alcune osservazioni che erano state fatte, io ho difeso le prerogative del Consiglio regionale nella scelta delle politiche, perché spetta al Consiglio regionale la scelta delle politiche di come allocare le risorse, e ho anche sottolineato alcuni risultati importanti che la Regione ha raggiunto, per esempio nella gestione delle partite attive e passive. Cito i dati del rendiconto finale del 2013 - mi sembra, se non erro, che fosse l'onorevole Zedda allora l'Assessore al bilancio, che quindi aveva firmato il rendiconto del 2013 -: al 31 dicembre le partite passive, cioè i debiti, erano di 5 miliardi; le partite attive erano di 4 miliardi. Vuol dire, onorevole Zedda, che avevamo un disavanzo occulto di un miliardo, di differenza tra partite attive e partite passive, che certamente non era la sua responsabilità che allora ha messo la firma su quel rendiconto, bene, oggi i residui passivi si sono ridotti da 5 miliardi a 3,2 miliardi: una cosa importante, abbiamo smaltito un miliardo e 800 milioni di partite passive, ma le partite attive ammontano a 3,7 miliardi; si sono ridotte ma continuano ad essere importanti, e quindi abbiamo un avanzo tra partite passive e attive di 500 milioni. Siamo passati da un disavanzo occulto di un miliardo a un avanzo certificato dalla Corte dei conti di 500 milioni. Che dire delle perenzioni, questo spettro che sempre si agita per cui i Comuni e le imprese che aspettano ma i fondi sono in perenzione, ovverosia non hanno più copertura, dobbiamo trovare nuova copertura per le perenzioni. Bene, siamo passati dai 2,3 miliardi del 2013, all'1,3 miliardi di fine 2016, siamo adesso ad un miliardo, siamo cioè riusciti anche qui a fare pagamenti per un miliardo e 300 milioni. Io penso che siano risultati importanti, abbiamo risolto tutto? No, non abbiamo risolto tutto, esistono ancora tante cose da correggere, però per esempio la percentuale dei pagamenti è aumentata, passando dal 76 per cento del 2015 all'82 per cento del 2016; i tempi di pagamento adesso sono all'interno della media prevista dal Governo, dall'Unione Europea, quindi non siamo più una Regione viziosa ma siamo diventati una Regione virtuosa nei tempi di pagamento.

Tante altre cose bisogna farle, dobbiamo migliorare nell'efficienza della spesa, siamo ancora lenti, e lo sapete che io non mi nascondo, siamo lenti, dobbiamo migliorare la nostra amministrazione, dobbiamo fare in modo che una volta che il Consiglio regionale definisce uno stanziamento gli uffici vadano rapidamente ad attuare quello stanziamento, però parlare di fallimento mi sembra sinceramente eccessivo. Qui anche il linguaggio ha la sua importanza, se noi diamo all'esterno l'idea che sia tutto un fallimento, siamo in un Consiglio regionale, poi è difficile stabilire se il fallimento proviene da una parte o proviene dall'altra; l'idea sarà che il fallimento sia un fallimento della politica, sia un fallimento delle istituzioni; non è così, ci sono dei ritardi ma non ci sono dei fallimenti. Anche nelle politiche del mutuo e delle infrastrutture ci sono dei ritardi ma la spesa sta andando avanti, le gare stanno andando avanti, con tutte le difficoltà che tutti sapete per i ricorsi al TAR e così via.

Quindi una situazione certamente in cui stiamo lavorando, in cui stiamo portando a casa una serie di risultati, anche in riferimento alla vertenza entrate, ma tanto bisogna fare, a partire dagli accantonamenti. Come sapete, nel 2017 col presidente Pigliaru abbiamo aperto fortemente una nuova vertenza, abbiamo impugnato tutte le ultime leggi di bilancio nazionali, però non siamo riusciti a risolvere dal punto di vista politico, perché la risposta è politica, la risposta non la dà la Corte dei conti, anche l'ultima sentenza di qualche giorno fa della Corte dei conti ricorda che anche le Regioni a Statuto speciale devono contribuire, e anzi non possono sottrarsi all'intesa.

Quindi, insomma, io penso che una serie di cose e di risultati ci sono, il PIL è aumentato, i consumi interni stanno aumentando, le esportazioni stanno aumentando, però a un ritmo che non è soddisfacente, vogliamo fare di più, vogliamo dare più risposte.

Altre due considerazioni. Una riguarda i fondi comunitari: abbiamo speso tutto, abbiamo trovato una situazione come spesso succede di ritardo nel programma in corso, siamo riusciti a portare la rendicontazione di tutti i fondi del 2007-2013 (come sapete il programma si è chiuso e le rendicontazioni erano possibili sino a tutto il 2016), ci siamo concentrati su quello e abbiamo speso sino all'ultimo euro su tutti i fondi; adesso siamo pienamente concentrati sulla spesa dei fondi 2014-2020. Al 31/12/2018 c'è il primo traguardo da raggiungere, giustamente l'Unione Europea ha messo anche dei traguardi intermedi nella programmazione e il primo sarà al 31/12/2018, e anche qui non posso far altro che dire "vediamo quali saranno i risultati".

L'ultima considerazione riguarda il conto patrimoniale, e qui voglio condividere con il Consiglio una preoccupazione, la preoccupazione riguarda l'eccessiva fiscalità, il rigore che le Corti dei conti a livello nazionale stanno chiedendo agli enti locali, quindi Regioni e Comuni, sulla contabilità economico-patrimoniale. Ricordo che il "118", all'articolo 2, commi 1 e 2, dice che "gli enti locali adottano la contabilità finanziaria cui affiancano, a fini conoscitivi, - sto leggendo la legge - un sistema di contabilità economico-patrimoniale", ebbene, di fatto si sta trasformando quello che doveva essere a fini conoscitivi in una verifica rigorosa, addirittura soggetta a parifica, questa secondo me è una cosa molto pericolosa, perché nessun ente, tanto meno lo Stato che infatti si sottrae all' armonizzato, è pronto ad avere una contabilità economico-patrimoniale totalmente sotto controllo. Noi abbiamo fatto dei grandi sforzi, abbiamo censito più di 15 mila cespiti di proprietà regionale, di questi la gran parte è pienamente valorizzata dal punto di vista economico-patrimoniale, rimangono circa 1500 cespiti che vanno valorizzati con attenzione, ma questo non può e non deve assolutamente mettere in discussione la possibilità di adottare tutti gli atti di approvazione del rendiconto 2017, perché altrimenti verrebbe messo in difficoltà lo stesso funzionamento della Regione.

Ricordo quindi al Consiglio regionale che ci dobbiamo impegnare tutti, in tutte le sedi possibili, affinché ciò che è previsto dal Dl 118, ovverosia che la contabilità economico-patrimoniale sia fatta a fini conoscitivi, che anche questo possa aver sèguito poi nelle sedi dovute.

PRESIDENTE. Grazie. Dichiaro chiusa la discussione generale.

Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Volevo chiederle cinque minuti di sospensione.

PRESIDENTE. Sospendo la seduta per cinque minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 12 e 11, viene ripresa alle ore 12 e 18.)

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta, invito i colleghi a prendere posto. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli del disegno di legge 509/A.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 1 e degli allegati.

(Si riporta di seguito testo dell'articolo:

Articolo 1

Approvazione del Rendiconto generale della Regione Sardegna per l'esercizio 2016

1. È approvato il Rendiconto generale della Regione Sardegna per l'esercizio finanziario 2016, annesso alla presente legge, redatto in conformità alle disposizioni del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 (Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42), le cui risultanze sono esposte negli articoli successivi e che si compone dei seguenti prospetti:

1. Conto del bilancio - Entrate;

2. Conto del bilancio - Spese;

3. Bilancio di esercizio;

4. Riepiloghi del Conto del bilancio relativi alla gestione finanziaria;

5. Quadro generale riassuntivo;

6. Equilibri di bilancio;

7. Prospetto dimostrativo del risultato di amministrazione;

8. Prospetto concernente la composizione, per missioni e programmi, del fondo pluriennale vincolato;

9. Prospetto concernente la composizione del fondo crediti di dubbia esigibilità;

10. Prospetto delle entrate per titoli, tipologie e categorie;

11. Prospetto delle spese per titoli, missioni, programmi e macroaggregati;

12. Tabella dimostrativa degli accertamenti assunti nell'esercizio in corso e negli esercizi precedenti imputati agli esercizi successivi;

13. Tabella dimostrativa degli impegni assunti nell'esercizio in corso e negli esercizi precedenti imputati agli esercizi successivi;

14. Prospetto dimostrativo della ripartizione per missioni e programmi della politica regionale unitaria e cooperazione territoriale;

15. Prospetto dei dati SIOPE;

16. Elenco dei residui attivi e passivi provenienti dagli esercizi anteriori a quello di competenza, distintamente per esercizio di provenienza e per capitolo;

17. Elenco dei crediti inesigibili, stralciati dal conto del bilancio;

18. Conto del tesoriere;

19. Relazione sulla gestione.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 2.

(Si riporta di seguito testo dell'articolo:

Articolo 2

Gestione della competenza dell'esercizio finanziario 2016

1. Il totale delle entrate accertate nell'esercizio finanziario 2016, per la competenza propria dell'esercizio stesso, risulta stabilito dal conto del bilancio in euro 8.936.600.416,51, di cui euro 7.524.888.588,46 sono state riscosse e versate ed euro 1.411.711.828,05 sono rimaste da riscuotere.

2. Il totale delle spese impegnate nell'esercizio finanziario 2016, per la competenza propria dell'esercizio stesso, risulta stabilito dal conto del bilancio in euro 8.148.137.354,95, di cui euro 7.074.527.371,30 sono state pagate ed euro 1.073.609.983,65 sono rimaste da pagare.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 2.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 3.

(Si riporta di seguito testo dell'articolo:

Articolo 3


Gestione dei residui dell'esercizio finanziario 2016

1. I residui attivi degli esercizi 2015 e precedenti, risultano stabiliti dal rendiconto generale dei bilancio in euro 877.695.708,38 dei quali nell'esercizio 2016 sono stati riscossi e versati euro 379.395.363,04, mentre euro 73.143.181,17 sono stati stralciati ed euro 425.157.164,17 sono rimasti da riscuotere.

2. I residui passivi degli esercizi 2015 e precedenti, rideterminati alla chiusura dell'esercizio finanziario 2016, risultano stabiliti dal rendiconto generale del bilancio in euro 1.502.234.081,67 dei quali nell'esercizio 2016 sono stati pagati euro 1.111.236.015,18, mentre euro 63.644.170,62 sono stati stralciati ed euro 327.353.895,87 sono rimasti da pagare.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 3.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 4.

(Si riporta di seguito testo dell'articolo:

Articolo 4


Fondo pluriennale vincolato

1. Il fondo pluriennale vincolato in spesa al 31 dicembre 2016, a seguito del riaccertamento ordinario dei residui, è quantificato in euro 679.057.586,74, di cui euro 35.087.191,51 di parte corrente ed euro 643.970.395,23 di parte capitale.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 4.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 5.

(Si riporta di seguito testo dell'articolo:

Articolo 5


Situazione di cassa

1. La situazione di cassa alla chiusura dell'esercizio finanziario 2016 è determinata come segue:

Fondo di cassa al 31 dicembre 2015 euro 340.832.737,09

Riscossioni euro 7.904.283.951,50

Pagamenti euro 8.185.763.386,48

Fondo di cassa al 31 dicembre 2016 euro 59.353.302,11.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 5.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 6.

(Si riporta di seguito testo dell'articolo:

Articolo 6

Risultato di amministrazione

1. Il risultato di amministrazione al 31 dicembre 2016 è quantificato in euro -183.799.171,93. La quota accantonata nel risultato di amministrazione ammonta a euro 791.482.755,96, mentre la quota vincolata è pari a euro 281.769.854,05.

2. Per effetto degli accantonamenti e dei vincoli ascritti, il disavanzo accertato al 31 dicembre 2016 è quantificato in euro -1.257.051.781,94, finanziato da debito autorizzato e non contratto per l'importo di euro 400.950.536,47.

3. Il risultato di amministrazione derivante dal Rendiconto della gestione del 2016, al netto del debito autorizzato e non contratto, è pari ad euro -856.101.245,47 con una riduzione rispetto al disavanzo derivante dal Rendiconto della gestione del 2015, di euro -888.728.229,61 al netto del debito autorizzato e non contratto, pari a euro 32.626.984,14 che risulta essere superiore alla quota di ripiano annuale prevista nei bilancio di previsione 2016, pari ad euro 32.290.000,00.

4. Il miglioramento rispetto al saldo obiettivo, pari ad euro 336.984,14, costituisce maggior ripiano del disavanzo da riaccertamento straordinario e riduce di pari importo l'ultima rata annuale; pertanto, nell'ultimo esercizio di ripiano la quota residua da applicarsi al bilancio è rideterminata in euro 16.584.271,34.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 6.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 7.

(Si riporta di seguito testo dell'articolo:

Articolo 7
Stato patrimoniale e Conto economico

1. Il Rendiconto generale della Regione Sardegna per l'esercizio finanziario 2016 comprende il primo Bilancio d'esercizio della Regione, redatto in conformità alle disposizioni del decreto legislativo n. 118 del 2011.

2. Lo Stato patrimoniale ed il Conto economico, corredati dalla Nota integrativa, sono stati elaborati secondo il principio contabile applicato 4/3 "Principio contabile applicato concernente la contabilità economico patrimoniale degli enti in contabilità finanziaria", e le regole stabilite dal Codice civile e dai Principi contabili nazionali emanati dall'Organismo italiano di contabilità, secondo quanto previsto dal punto 8 del citato Principio contabile applicato 4/3.

3. Il bilancio d'esercizio è prodotto sulla base delle risultanze della contabilità economico patrimoniale, la quale deriva dalla contabilità finanziaria, applicando il principio della competenza economica.

4. Le risultanze complessive, esposte secondo gli schemi obbligatori del decreto legislativo n.118/2011, sono di seguito riassunte.

Stato patrimoniale

ATTIVO

31/12/2016

Immobilizzazioni immateriali

62.649.970

Immobilizzazioni materiali

1.800.700.901

Immobilizzazioni finanziarie

1.778.771.147

Immobilizzazioni

3.642.122.018

Rimanenze

3.184.780

Crediti

1.840.771.192

Disponibilità liquide

502.664.015

Attivo Circolante

2.346.619.987

Ratei e Risconti attivi

236.614

TOTALE ATTIVO

5.988.978.619

PASSIVO

31/12/2016

Patrimonio Netto

1.115.055.267

Fondi per rischi ed oneri

454.846.793

Debiti

4.100.848.878

Ratei e Risconti passivi

318.227.681

TOTALE PASSIVO

5.988.978.619

Conto economico

COMPONENTI ECONOMICI

2016

Componenti positivi della gestione

8.208.125.538

Componenti negativi della gestione

7.368.436.154

Differenza fra comp.positivi e negativi della gestione

839.689.384

Totale proventi ed oneri finanziari

-34.356.594

Rettifiche di valore di attività finanziarie

-8.797.309

Proventi ed Oneri straordinari

120.673.842

Risultato prima delle imposte

917.209.323

Imposte

15.489.961

Risultato dell'esercizio

901.719.362

.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 7.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 8.

(Si riporta di seguito testo dell'articolo:

Articolo 8


Approvazione del Rendiconto consolidato per l'esercizio 2016

1. A norma dell'articolo 11, commi 8 e 9, del decreto legislativo n. 118 del 2011 è approvato il Rendiconto consolidato della Regione Sardegna per l'esercizio finanziario 2016, annesso alla presente legge, che comprende i risultati della gestione dei bilanci della Giunta regionale e del Consiglio regionale.

2. Il Rendiconto consolidato della Regione Sardegna per l'esercizio finanziario 2016, espone un risultato di amministrazione negativo pari a euro -164.379.806,88 e dopo gli accantonamenti pari a euro -1.237.632.416,89. Il risultato economico dell'esercizio registra un utile pari ad euro 908.801.354 mentre il patrimonio netto, anch'esso positivo, ammonta a euro 1.139.807.307.

3. Il Rendiconto consolidato della Regione Sardegna 2016 è composto dai seguenti prospetti:

1. Conto del bilancio - Entrate;

2. Conto del bilancio - Spese;

3. Riepilogo generale entrate per titoli;

4. Riepilogo generale spese per missioni;

5. Riepilogo generale spese per titoli;

6. Quadro generale riassuntivo;

7. Verifica degli equilibri;

8. Prospetto dimostrativo del risultato di amministrazione;

9. Prospetto concernente la composizione, per missioni e programmi, del fondo pluriennale vincolato;

10. Prospetto concernente la composizione del fondo crediti di dubbia esigibilità;

11. Prospetto degli accertamenti per titoli, tipologie e categorie;

12. Prospetto degli impegni per missioni, programmi e macroaggregati;

13. Tabella dimostrativa degli accertamenti assunti nell'esercizio in corso e negli esercizi precedenti imputati agli esercizi successivi;

14. Tabella dimostrativa degli impegni assunti nell'esercizio in corso e negli esercizi precedenti imputati agli esercizi successivi;

15. Stato patrimoniale attivo,

16. Stato patrimoniale passivo,

17. Conto economico.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 8.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 8 bis (non presente).

(Si riporta di seguito testo dell'articolo:))

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 8 bis.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Metto in votazione il testo finale della legge.

Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Grazie signor Presidente, mi pare che l'assessore Paci nel suo intervento, nella sua replica abbia dimostrato che aveva ben poco da difendere, abbia dimostrato che effettivamente questo Rendiconto presenta quelle criticità che noi abbiamo evidenziato, abbia dimostrato plasticamente che questa Giunta regionale nonostante le grandi promesse fatte nel 2014, e che sono cresciute negli anni successivi, non è riuscita a mantenere un impegno, uno! Ma sinceramente avrei preferito da parte dell'assessore Paci un atteggiamento più deciso, più determinato in chiave difensiva di questo rendiconto, e così non è stato, e l'Assessore Paci, con grande abilità, mette in campo qualche sofismo, in modo molto malizioso, oppure mette in campo dei paralogismi inconsapevoli, per cercare di dimostrare che non si possono fare raffronti fra la Regione e il resto d'Italia, i raffronti si devono fare fra la Regione Sardegna e le altre regioni del Mezzogiorno. Quindi, Assessore, o lei mette in campo sofismi o mette in campo paralogismi, o è consapevole maliziosamente o è inconsapevole, ma noi abbiamo parlato in modo puntuale e specifico di raffronti fra Sardegna e le altre regioni del Mezzogiorno, e io sono sicuro che lei le ha sentite queste cose, perché lei è molto attento. Quando abbiamo parlato della media di 1981 euro per abitante in relazione alla spesa sanitaria in Sardegna, abbiamo fatto il raffronto con la media italiana - 1856 euro per abitante -, ma abbiamo fatto anche il raffronto con le altre regioni del Mezzogiorno, laddove si spende 1769 euro per abitante. E ancora; noi siamo nel gruppo delle regioni sottosviluppate, purtroppo, e mentre gli investimenti per abitante in Sardegna calano del 2,2 per cento, nelle altre regioni del Mezzogiorno, badate bene, del Mezzogiorno! Aumentano in media del 4,5 per cento, quindi è ancora il Mezzogiorno il nostro termine di paragono. E ancora; per quanto riguarda il capitale umano qualificato, cioè i laureati, soltanto la Sicilia e la Campania fanno peggio di noi. Noi abbiamo il 20,3…

PRESIDENTE. Grazie. Non ho altri iscritti per dichiarazione di voto, metto in votazione il disegno di legge numero 509.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 509.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Discussione della mozione Piscedda - Congiu - Cocco Pietro - Cocco Daniele Secondo - Zanchetta - Deriu - Tendas - Solinas Antonio - Sabatini - Pinna Rossella - Cozzolino - Meloni Giuseppe - Moriconi - Comandini - Collu - Lotto - Gaia - Unali - Desini - Dessì - Cherchi Augusto - Manca Pier Mario - Zedda Paolo Flavio - Perra - Anedda - Meloni Valerio - Lai sulle procedure di stabilizzazione del personale presso le amministrazioni del sistema Regione finalizzate al superamento del precariato e sulle modalità di attivazione da parte della Giunta regionale, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento. (401) abbinata alle interpellanze Congiu - Cherchi Augusto - Desini - Manca Pier Mario - Unali sui ritardi nell'attivazione delle procedure di stabilizzazione del personale di cui all'articolo 3 della legge regionale 22 dicembre 2016, n. 37 (Norme per il superamento del precariato nel sistema Regione e altre disposizioni in materia di personale) (293) e Piscedda - Congiu - Cocco Pietro - Cocco Daniele Secondo - Zanchetta - Deriu - Tendas - Solinas Antonio - Sabatini - Pinna Rossella - Cozzolino - Meloni - Moriconi - Comandini - Demontis - Collu - Lotto - Gaia - Unali - Desini - Dessì - Cherchi Augusto - Manca Pier Mario - Zedda Paolo Flavio - Perra - Anedda - Lai sulle procedure di stabilizzazione del personale presso le amministrazioni del sistema Regione finalizzate al superamento del precariato e sulle modalità di attivazione da parte della Giunta regionale. (329/A).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca ora la discussione della mozione numero 401, Piscedda e più, unitamente all'interpellanza numero 293, Congiu e più, e all'interpellanza numero 329, Piscedda e più, sulle procedure di stabilizzazione del personale presso le amministrazioni del sistema regionale finalizzate al superamento del precariato e sulle modalità di attivazione da parte della Giunta regionale, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio.

Dichiaro aperta la discussione. Uno dei presentatori della mozione ha facoltà di illustrarla.

PISCEDDA VALTER (PD). Signor presidente, onorevoli colleghi, l'8 marzo scorso con la mozione numero 401, che di seguito illustrerò nella mia semplice qualifica di primo firmatario, insieme ai numerosi colleghi che ne hanno condiviso il contenuto sottoscrivendola, abbiamo voluto richiamare l'attenzione del Presidente del Consiglio, del Consiglio regionale, ma soprattutto della Giunta regionale su un argomento del quale nel corso di questa legislatura ci siamo occupati ampiamente, esercitando congiuntamente il nostro potere legislativo, ovvero il superamento del precariato interno alla Regione Sardegna. Sono passati ormai un anno e cinque mesi dall'approvazione della legge regionale 22 dicembre 2016 numero 37: "Norme per il superamento del precariato nel sistema Regione e altre disposizioni in materia di personale", con la quale questo Consiglio, esercitando la propria competenza legislativa, nel rispetto del quadro normativo nazionale ha individuato le modalità per il superamento del precariato, stabilendo criteri e procedure di reclutamento speciale, e oggi, a distanza di un anno e mezzo, si sottopone all'attenzione di tutti voi una questione che non è solo di merito ma anche di metodo, e di rispetto della volontà legislativa che quest'Organo è chiamato a esprimere nell'esercizio delle proprie funzioni, in primis da coloro che questa volontà devono tradurla in atti amministrativi e in provvedimenti gestionali. Mi è d'obbligo un breve excursus con riferimento alla legge numero 37 del 2016 e agli atti che si sono succeduti nel tempo durante l'iter procedimentale di attuazione, finalizzato alla stabilizzazione mediante assunzione a tempo indeterminato del personale presso le amministrazioni del sistema Regione. Nello specifico l'articolo 3, reclutamento speciale della succitata legge regionale, individuava le procedure e i requisiti rispettivamente per l'attivazione delle procedure di stabilizzazione a domanda, di cui all'articolo 1, comma 529, dalla legge 27 dicembre 2013 numero 147, che non è altro che la legge di stabilità del 2014 e successive modifiche e integrazioni, del personale assunto con procedure ad evidenza pubblica che abbia maturato i requisiti ivi previsti con le forme contrattuali di cui all'articolo 36, comma 2, della legge regionale 29 maggio 2007 numero 2, che non è altro che la legge finanziaria del 2007. B, lo svolgimento delle procedure di reclutamento speciale transitorio, riservate esclusivamente a coloro che hanno maturato i requisiti previsti dall'articolo 4, comma 6, del decreto-legge 31 agosto 2013 numero 101, convertito in legge 30 ottobre 2013 numero 125, conversione in legge con modificazioni del decreto legge 31 agosto 2013 numero 101, recante disposizioni urgenti per il perseguimento di obiettivi di razionalizzazione nelle pubbliche amministrazioni e successive modifiche e integrazioni, con le forme contrattuali di cui all'articolo 36, comma 2, dalla legge regionale 2 del 2007. C, l'espletamento di procedure di reclutamento speciale ordinario, secondo le modalità previste dall'articolo 35, comma 3 bis, del decreto legislativo 30 marzo 2001 numero 165, norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche, richiamato dall'articolo 4, comma 6, del decreto legge numero 101 del 2013, a favore di coloro che abbiano maturato i requisiti ivi previsti. A sua volta la Giunta regionale, conformemente alle previsioni normative nazionali, avviava l'iter per l'attuazione del Piano di stabilizzazione adottando la deliberazione numero 37/17 del primo agosto del 2017, con la quale aggiornava il programma di reclutamento per il triennio 2017-2019, nel cui ambito ricadono le procedure di stabilizzazione previste dalla legge regionale numero 37 del 2016, e dettando specifiche direttive agli enti e alle agenzie regionali, e specifici criteri per lo svolgimento delle procedure di stabilizzazione. Quindi con l'avviso, Protocollo 23841, del 10 agosto del 2017, l'Assessore regionale competente ha proceduto ad acquisire le manifestazioni di interesse per la stabilizzazione a domanda, ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera a) della legge regionale numero 37 del 2016, e con successiva determinazione della Direzione generale dell'organizzazione del personale, protocollo 27090/1236 del 22 dicembre 2017, è stata nominata la Commissione per la valutazione delle domande di stabilizzazione. Richiamo ora l'attenzione del Consiglio sulla delibera della Giunta regionale successiva, in ordine di esposizione, all'iter di cui sopra, la numero 56/9 del 20 dicembre 2017. Con questa delibera, preso atto delle difficoltà interpretative riguardanti l'accertamento dei requisiti per la stabilizzazione e delle criticità riscontrate sia dalla Commissione, sia dagli enti e agenzie interessati, venivano forniti appositi indirizzi applicativi sulle procedure di stabilizzazione del sistema Regione, nel merito dei criteri per la valutazione dei requisiti in ordine alle procedure ad evidenza pubblica, alla tipologia del rapporto di lavoro, e ai periodi di attività prestata dai lavoratori precari interessati. In particolare nella deliberazione di cui sopra, al fine di garantire equità di trattamento per quanto attiene al requisito relativo al superamento di una procedura ad evidenza pubblica, l'Assessore evidenziava la necessità di tenere conto, anche ai fini della valutazione di casistiche similari, di quanto previsto dall'articolo 4, comma 1, della legge regionale numero 12 del 2012, ovvero che, ai fini dell'inquadramento di cui all'articolo 36, comma 2, della legge regionale numero 2 del 2007, sono comprese le selezioni di figure professionali destinate alle attività di assistenza tecnica nella gestione e attuazione del Programma operativo nazionale 2000-2006 PON ATAS, misure 1.1, 1.2 e 2.2 e dall'Accordo di programma quadro APQ rivolta ai soggetti preselezionati nell'ambito dei medesimi programmi. Vorrei che il Consiglio si soffermasse su queste ultime parole per comprendere appieno ciò che di seguito illustrerò, ovvero quanto le stesse parole siano state nei fatti disattese e conseguentemente quanto la volontà espressa, con l'approvazione della legge regionale 37 da parte di questo Consiglio, sia stata ignorata o almeno inosservata o sorvolata. A conclusione del predetto iter procedurale, infatti, in data 1° marzo 2018 è stata adottata la determina 6550/371 del direttore generale dell'organizzazione del personale avente ad oggetto: "Piano per il superamento del precariato nel sistema Regione: procedura di stabilizzazione a domanda presso l'Amministrazione regionale, approvazione atti della Commissione" che successivamente è stata corretta e rettificata dalle determinazioni 9017, 9533 e 11748 dalle quali si evincono gli esiti dell'istruttoria e le seguenti risultanze: 103 candidati ammessi alla procedura di stabilizzazione a domanda, esclusi 13 candidati che presentano i requisiti di cui alla lettera b), esclusi centoventun candidati per mancanza dei requisiti di cui alla lettera a). Si deve quindi prendere atto che tra i tredici candidati non ammessi alla procedura di stabilizzazione a domanda, che presentavano invece i requisiti per la lettera b), rientrano coloro che tra il 2003 e il 2004 furono selezionati con modalità analoghe per caratteristiche e procedure alle selezioni sostenute dal personale nell'ambito del PON ATAS Misura 1.1 per essere formalmente immessi nel sistema Regione attraverso i famosi tirocini formativi. Che il tirocinio formativo sia stato lo strumento utilizzato per far accedere queste persone nel sistema Regione risulta inequivocabilmente dalle dichiarazioni a firma del direttore generale della Presidenza della Regione e del direttore del servizio trasparenza e comunicazione assunte formalmente agli atti della Regione, i quali dichiarano anche che la selezione alla quale questi tirocinanti sono stati sottoposti è analogo a quello del PON ATAS, regolarmente fatte rientrare sotto la lettera a). Tali dichiarazioni certificano altresì come detti tirocinanti siano stati sostanzialmente e palesemente utilizzati per far fronte alle gravi carenze di organico dei servizi dell'Amministrazione regionale. Lo stesso personale è stato poi assunto con contratti a termine ripetutamente prorogati da oltre dieci anni. Ebbene, questi dipendenti dell'Amministrazione regionale oggi interessati dalle procedure di stabilizzazione, sono stati selezionati con modalità analoghe, per caratteristiche e procedure, a quelle sostenute dal personale assunto nell'ambito della misura 1.1 del PON ATAS. Eppure gli stessi sono risultati tra i non ammessi alla procedura di stabilizzazione a domanda di cui sopra. Sottolineo ancora una volta che il legislatore regionale, ovvero questo Consiglio regionale, conosceva benissimo quella casistica, la situazione di questi tirocinanti infatti era ben nota nel corso della definizione della legge di cui trattiamo, ed era palese l'intendimento del Consiglio, ovvero di questo Consiglio, di sanare anche queste posizioni di precariato, motivo per il quale questa mozione ha tutte quelle firme in calce. Sappiamo peraltro che anche in altre situazioni si sono verificate problematiche di ambiguità nel rispetto della volontà espressa dal legislatore che è stata quella di sanare definitivamente la situazione di precariato storico che caratterizza l'amministrazione, le agenzie e gli enti, di cui certo non ha colpa questa Giunta regionale. Alcuni precari selezionati con procedura ad evidenza pubblica dall'Agenzia Sardegna Ricerche, nell'ambito di alcuni progetti svoltesi nei laboratori tecnologici il cui contratto di lavoro è proseguito con la società in house CRS4, in questo caso ad esempio le selezioni ad evidenza pubblica sono state effettuate ad origine con Sardegna Ricerche per un progetto di Sardegna Ricerche, c'è stata continuità tra le attività progettuali iniziate tra Sardegna Ricerche e quelle proseguite poi dal CRS4 tanto che quei collaboratori di fatto hanno sempre continuato a interfacciarsi per questioni amministrative e progettuali con Sardegna Ricerche che ha continuato a dirigere, gestire e controllare anche successivamente i progetti. Sono situazioni che hanno creato disparità che devono essere corrette, risolte nei singoli enti, tenendo conto delle situazioni che si sono verificate concretamente e so che la Giunta sta andando in questa direzione.

Vorrei concludere l'intervento condividendo una considerazione nel merito di un aspetto di fondamentale importanza per l'incisività dell'azione politica e legislativa di questo organo e la domanda è questa: come si può mantenere credibilità davanti a una situazione simile quando i fatti denotano che siamo di fronte o sembriamo essere di fronte (per usare il politichese) ad un apparato amministrativo che non risponde o non vuole rispondere e non ottempera o non vuole ottemperare alle disposizioni degli organi di vertice ovvero di questo Consiglio regionale? I casi che ho descritto sopra, a titolo esemplificativo, rappresentano il sistema del quale i precari, che ancora oggi devono lottare per i propri diritti, sono le vere vittime e ben descrivono la situazione che oggi viviamo: il mancato rispetto sostanziale della volontà del legislatore nel dettato normativo da parte di alcuni organi che nell'esercizio delle proprie funzioni disconoscono la competenza e la potestà di altri organi della stessa amministrazione. Concludendo, alla luce di tutto ciò, invito l'Assemblea a reiterare l'indirizzo alla Giunta regionale, vincolandola per quanto possibile al rispetto della volontà di quest'Aula, quindi del legislatore regionale, in merito alle procedure per il superamento del precariato da parte del personale di cui ho parlato, sollecitando parità di trattamento tra il personale di cui sopra che è in possesso dei medesimi requisiti, che alla luce degli atti e dei fatti risulta oggi discriminato rispetto al personale che in passato, nelle medesime situazioni, è stato stabilizzato a domanda. Confidando quindi nella possibilità di addivenire a una celere e definitiva risoluzione di questa vertenza, vi ringrazio per l'attenzione.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'interpellanza numero 293 ha facoltà di illustrarla.

CHERCHI AUGUSTO (Partito dei Sardi). Solo per ricordare che la nostra interpellanza è datata aprile 2007, ma riporta in parte quello che ha testé enunciato all'onorevole Piscedda, pur mancando di tutta quella parte normativa e deliberativa che dall'aprile del 2017 ad oggi la Regione ha messo in campo. Solo per ricordare che comunque sia abbiamo firmato convintamente la mozione presentata dall'onorevole Piscedda per rimarcare quanto già nel 2017 noi avevamo chiesto all'Assessore e soprattutto nell'evidenziare che oltre all'indirizzo che è stato adesso ricordato, quello di rispetto della volontà dell'Aula, vogliamo solo apporre un appunto sull'utilizzo che del precariato si fa, ricordando che non solo le norme regionali, ma anche quelle europee dichiarano come l'utilizzo del precariato strutturato all'interno dell'amministrazione pubblica sia contrario alle norme e ai principi del diritto dell'Unione europea, precisando che il ricorso a contratti flessibili a tempo determinato deve essere limitato a rispondere ad esigenze provvisorie e straordinarie. Ripeto ancora una volta, convintamente abbiamo firmato anche la mozione dell'onorevole Piscedda.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Marco Tedde. Ne ha facoltà.

Ricordo che i consiglieri che intendono prendere la parola devono iscriversi non oltre la conclusione del primo intervento.

TEDDE MARCO (FI). Presidente, mi pare che il tema di questa mozione sia il tema non tanto relativo alla necessità di individuare soluzioni legislative, strumenti politici, strumenti di governo per sciogliere dei nodi e per risolvere dei problemi. Il tema è quello dell'applicazione di norme esistenti, applicazione di norme esistenti per il superamento del precariato ed è evidente che su questo fronte e su queste tematiche la Regione è inadempiente dall'inizio di questa legislatura. Abbiamo una risoluzione unanime della prima e seconda Commissione in seduta congiunta del 2015 che invoca l'applicazione delle leggi nazionali numero 125 e 147 del 2013 sulla stabilizzazione dei precari, mozione congiunta o meglio risoluzione congiunta che è stata completamente disattesa dalla Regione, un'interrogazione di Forza Italia del marzo del 2016 che chiede al Presidente quali fossero allora e quali siano adesso gli intendimenti dell'Amministrazione in tema di superamento del precariato, ovviamente silenzio assoluto su questa interrogazione così come il silenzio assoluto incombe come una cappa di piombo sulla maggior parte delle interrogazioni. E mentre nella maggior parte delle regioni italiane si applicano le norme per il superamento del precariato, in Sardegna queste norme non si applicano, in Sardegna non si applicano. E ancora, con un'altra interrogazione dell'agosto del 2017 abbiamo chiesto all'Assessorato degli affari generali le motivazioni sulla base delle quali ritenesse non applicabili al personale dell'ATS e quindi al personale della sanità le norme della legge regionale numero 37 del 2016, l'articolo 2, il tema di superamento del precariato quasi che il personale della sanità o meglio quasi che l'ATS non facesse parte del sistema Regione ed era questa la focalizzazione dell'Assessorato degli affari generali. E ancora, a febbraio 2018 la Conferenza delle regioni e delle province autonome ha adottato un protocollo d'intesa per il superamento del precariato, questo protocollo viene recepito dalla Regione con una delibera di Giunta del febbraio del 2018 e la delibera ovviamente fa propri i contenuti del protocollo che prevedeva di attivare e concludere entro il 31 marzo 2018 il censimento interno finalizzato al monitoraggio dei lavoratori precari in possesso dei requisiti per la stabilizzazione, impegnava a definire il fabbisogno del personale e il piano annuale delle assunzioni entro il 30 aprile, impegnava ad adottare entro il 30 giugno il piano delle stabilizzazioni, impegnava ad attivare entro il 30 settembre le selezioni per l'inserimento in ruolo a tempo indeterminato del personale interessato. Ora è vero che ancora il termine del 30 settembre per l'inserimento in ruolo a tempo indeterminato del personale interessato non è scaduto, ma è altrettanto vero che gli altri termini sono stati tutti bucati e tutti sforati, quindi verrà sforato e bucato anche il termine del 30 settembre. Nel frattempo l'ATS è costretta suo malgrado, credo, ad assumere lavoratori interinali in violazione del protocollo e in violazione di tutti i buoni intendimenti di questa Amministrazione regionale. I lavoratori interinali aumentano, non aumenta di una unità invece il personale stabile, il personale a tempo indeterminato nonostante le buone intenzioni. Ecco, io credo che almeno quando ci sono norme e quando ci sono strumenti che ci aiutano a superare queste situazioni di precarietà, queste norme debbono essere applicate e questi strumenti debbono essere branditi anche in modo arrogante, se è possibile, ma quando ci sono in gioco posti di lavoro, quando c'è in gioco la precarietà, credo che la Regione, l'amministrazione in genere, le amministrazioni in genere siano esse di enti locali o anche di province o di regioni, debbano necessariamente usare altri metodi, debbano necessariamente mettere in campo una forza, una decisione, una determinazione differente. Non si gioca, non si può giocare assolutamente con la precarietà, non si può giocare con situazioni che gettano nello sconforto i lavoratori ma gettano soprattutto nello sconforto le famiglie che vedono all'orizzonte delle norme applicabili, che vedono all'orizzonte dei protocolli applicabili, che vedono all'orizzonte degli impegni presi, forti e concreti che invece non vengono mantenuti. Io credo che la Regione anche su questa partita debba lavorare…

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Antonio Gaia. Ne ha facoltà.

GAIA ANTONIO (Cristiano Popolari Socialisti). Sarei voluto intervenire prima ma chiaramente anch'io faccio il plauso soprattutto all'Assessore per il lavoro che sta svolgendo in merito alle stabilizzazioni. Voglio solo rivolgere un appello che non vuole essere chiaramente in senso ostruzionistico ma in senso collaborativo, Assessore, gliene ho già accennato, però apro la discussione e rivolgo veramente l'appello a tutti i colleghi in seguito a questo specifico argomento, alla legge numero 37 lodevolissima di questa Regione Sardegna, è sopraggiunto il decreto legislativo numero 75 del 2017 e la circolare esplicativa numero 3 del 2017 che mette in evidenza la maturazione dei termini per la stabilizzazione al 31/12/2017. Mi domando e vi domando, se c'è bisogno mi appello ai Capigruppo per una pausa di sospensione, verificare se si possa senza che questo possa intralciare o interrompere le procedure già attivate, estendere i tempi di maturazione, quelli previsti nella 37 a quelli previsti nella legge Madia che li estende al 31/12/2017.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

SPANU FILIPPO, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Colgo l'occasione di questa mozione intanto per dar conto complessivamente di come si sta svolgendo l'attività relativamente all'attuazione della legge numero 37 del 2016 che come tutti ricordiamo e come hanno ricordato i relatori della mozione era tesa a superare da una parte tutte le forme di precariato all'interno del sistema Regione e quindi si connotava per una determinazione precisa non solo indirizzata all'Amministrazione regionale, ma anche agli enti del cosiddetto sistema Regione così come definito dall'attuale formulazione della legge numero 31 e poi aveva un'altra finalità che qui voglio sottolineare perché ritengo che sia di fondamentale importanza e cioè evitare che nel proseguo si determinassero forme di precariato all'interno della pubblica amministrazione in modo da perpetuare una situazione ingiusta nei confronti di coloro che venivano coinvolti in tali forme di precariato, poco opportuna dal punto di vista dell'Amministrazione e ingiusta ancora una volta nei confronti di coloro che normalmente ai fini di quanto previsto dall'articolo 97 della Costituzione ambiscono a entrare all'interno dei quadri della pubblica amministrazione tramite regolare concorso. Quindi questa legge andava in anticipo, direi, e poi faccio riferimento a quanto detto dall'onorevole Gaia, si è mossa in anticipo rispetto alla stessa normativa nazionale tant'è che la normativa Madia definitiva, il decreto legislativo relativo alla stabilizzazione all'interno dei quadri dell'amministrazione statale intendendo in senso ampio della pubblica amministrazione statale rispetto alla quale la nostra normativa costituisce una deroga in funzione della nostra autonomia, dicevo il decreto legislativo è stato esitato nei primi mesi del 2017 quindi dopo la legge numero 37. E proprio in virtù di questo ricordiamo che l'attuazione della legge numero 37 ha vissuto delle vicende che ne hanno in qualche modo ritardato, aldilà della nostra volontà, l'applicazione che pur nonostante queste vicende è in piena attuazione, anzi devo ricordare all'onorevole Tedde, è più avanzata certamente di tutte le procedure di stabilizzazione attuate o in attuazione nella pubblica amministrazione e poi darò conto del perché, rendicontando le attività che fino adesso abbiamo svolto. Vi dicevo che è giusto e importante evidenziare le difficoltà che si sono registrate, soprattutto in fase interpretativa, vi ha fatto cenno l'onorevole Piscedda, perché le modalità attraverso le quali si è realizzato il lavoro precario all'interno della nostra amministrazione, e all'interno del sistema Regione, sono state modalità abbastanza specifiche e caratterizzanti, rispetto invece alle modalità previste dalla normativa Madia. La normativa Madia è destinata esclusivamente a coloro che avevano in essere un rapporto a tempo determinato, la nostra modalità di esplicazione del precariato negli anni invece si è esercitata in un'altra maniera, attraverso dei contratti di collaborazione coordinata, o altre forme, sempre di lavoro assimilabile al lavoro subordinato, ma comunque di lavoro. Ed è importante sottolineare questo punto, perché poi in effetti ci condiziona nella attuazione di alcuni riferimenti che sono richiamati nella mozione. Vi dicevo che la Regione prima di tutto ha provveduto a evitare un ricorso, un'impugnazione alla Corte costituzionale da parte del Governo, attuando una accordo con lo stesso Governo che riconoscesse sostanzialmente l'equivalenza per quanto riguarda l'applicazione della legge 37 dei rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, che invece non erano assolutamente previsti all'interno della cornice quadro del riconoscimento del precariato a livello nazionale. E così fu come è stato anche richiamato da chi mi ha preceduto, fu firmato un accordo con il Governo, sotto l'egida della Conferenza Stato-Regioni, e questo ci ha consentito di poter iniziare l'attività di stabilizzazione. Attività di stabilizzazione che è stata da subito normata dalla Giunta attraverso una delibera nell'aprile del 2017, poi è stata inserita all'interno del piano di reclutamento con una delibera del primo di agosto del 2017, quindi come consistenza di un primo contingente da destinare alla stabilizzazione, perché ricordo a tutti che la stessa legge 37 prevedeva che nel Piano di reclutamento della Regione le stabilizzazioni avvenissero preliminarmente rispetto a tutte le altre forme di reclutamento. Successivamente è stato dato corso a tutti i passaggi procedurali pubblici, che hanno consentito di formulare un primo elenco, una prima graduatoria di lavoratori che hanno prestato, sotto forma precaria, servizio presso il sistema dell'amministrazione regionale, ai sensi dell'articolo 3, comma 2, punto A, e quindi coloro che avevano diritto alla stabilizzazione a domanda. Parallelamente l'Amministrazione regionale ha provveduto a dare delle disposizioni agli enti e alle agenzie del sistema Regione, affinché si lavorasse secondo criteri omogenei perché, come dicevo prima, le modalità di interpretazione delle tipologie di lavoro e delle situazioni attraverso le quali queste si sono esplicate erano abbastanza differenti e avevano bisogno di evitare che, a seconda che fosse l'ente istruttore l'amministrazione, o uno degli enti, o agenzie dell'Amministrazione, si definissero condizioni diverse per situazioni uguali, o viceversa condizioni uguali per situazioni diverse. Siamo arrivati a questo punto a definire per quanto riguarda l'amministrazione un primo passaggio di approvazione dei lavori della Commissione per i cosiddetti lavoratori di cui alla lettera a) del comma 2 dell'articolo 3, quindi la stabilizzazione a domanda. Attraverso la determinazione principale e successive determinazioni, a seguito di ricorsi interni da parte degli interessati, sono stati stabilizzati a domanda ad oggi, entro il 30 aprile, quindi fanno parte del corpo dell'Amministrazione 106 ex lavoratori precari, che sono stati definitivamente stabilizzati. Successivamente è stato bandito un concorso riservato, così come previsto dal punto b) del comma 2 dell'articolo 3, per 16 lavoratori, diciamo così, ex precari. Questi 16 lavoratori, come dice il punto b) dell'articolo 3, in quanto aventi i requisiti e le caratteristiche, ma non avendo svolto una procedura di evidenza pubblica, così come disegnata dalla legge 37, e successivamente, anche a questo si è fatto riferimento, come precisato dalla deliberazione 56/9 del 20 dicembre del 2017, fatta dalla Giunta per cercare di chiarire alcuni elementi interpretativi relativamente alla posizione di questi lavoratori. Invero dentro quella delibera era presente, e quindi si dava un'interpretazione che, anche su richiesta da parte del Consiglio, desse elementi i più aperti possibile per riuscire a interpretare bene il concetto a) di precariato, b) di procedura di evidenza pubblica per l'accesso all'interno dell'amministrazione, di conseguenza si sono mossi gli uffici, si è mossa la commissione che aveva in carico la procedura per la missione e sono scaturiti i risultati.

Noi stiamo parlando per quanto riguarda la mozione della situazione di alcune figure professionali che sono entrate all'interno dell'amministrazione tramite prima di tutto tirocinio, ora il punto è effettivamente questo, perché gli uffici non hanno messo in discussione il fatto che la procedura di evidenza pubblica fosse la modalità di cui PON ATAS fosse una procedura corretta, anzi è stato esplicitamente dichiarato da parte della Amministrazione che questa era corretta, ma il problema nasce dalla lettura degli atti che sono relativi alla costituzione del rapporto con l'amministrazione e al suo proseguimento. Il problema sostanzialmente è questo, e su questo gli uffici almeno così ci relazionano, hanno fatto anche approfondimenti, io stesso ho cercato di avere degli approfondimenti presso il Ministero della funzione pubblica, e il punto nodale di tutta questa vicenda è proprio la modalità di accesso con la tipologia di rapporto allora attivata, che è quella del tirocinio. E la ragione per cui sono stati portati al punto b) nasce dal fatto che la legge 37 fa riferimento a rapporti di lavoro, il tirocinio formativo è definito all'articolo 18 della legge 196 del 97, come "momento di alternanza tra studio e lavoro, per agevolare le scelte professionali mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro, da svolgersi in attuazione delle iniziative dell'ambito dei progetti di orientamento e formazione, non costituenti rapporto di lavoro". Il problema nasce qua, perché da una parte e dagli atti in nostro possesso risulta evidente che l'inserimento di queste figure professionali allora, stiamo parlando del 2002 per far capirci, non stiamo parlando di tempi recenti, fu fatta tramite tirocinio formativo in un momento in cui l'Amministrazione aveva bisogno di figure professionali di quel genere, tirocinio formativo poi trasformato in un rapporto di collaborazione coordinata. Ma il punto da parte degli uffici nasce dal fatto che il tirocinio in sé non è un rapporto di lavoro, non sono stati in nessun caso da parte della Commissione evidenziati periodi riconoscibili ex tirocinio formativo, per nessuno dei candidati, quindi non sono stati utilizzati i tirocini come periodo riconoscibile per l'attività svolta secondo quanto riguarda la legge 37, e vista questa interpretazione praticamente gli uffici hanno dichiarato l'impossibilità di poter ricondurre i lavoratori alla categoria a), anziché alla categoria b). Credo di aver detto tutto, salvo una annotazione invece per quanto riguarda il proseguo del piano di stabilizzazioni. Il piano delle stabilizzazioni va avanti, man mano le Commissioni che riguardano gli enti, secondo quanto stabilito dal Consiglio, stanno procedendo all'approvazione delle graduatorie, e riteniamo di poter a brevissimo fare un definitivo piano di esaurimento di questa attività, e quindi della stabilizzazione dei precari anche per gli enti ed agenzie entro la fine del mese di giugno.

PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire per la replica il consigliere Valter Piascedda . Ne ha facoltà.

PISCEDDA VALTER (Cristiano Popolari Socialisti). Ma io sinceramente ho poco da replicare perché comprendo la posizione illustrata dall'Assessore, ne abbiamo discusso tante volte, eccetera, ovviamente il punto è che non la condivido, ma ce lo siamo già detti anche questo, nel senso che io non sono abituato a vestire i panni degli altri e non lo faccio neanche stavolta, quindi bene fa la Giunta a sostenere la sua posizione, però io da legislatore dico questo: quando abbiamo lavorato alla "37" ci abbiamo lavorato per anni, noi sapevamo benissimo quello che stavamo facendo, questa casistica la conoscevamo benissimo, l'abbiamo affrontata con gli uffici, l'abbiamo istruita eccetera, quindi la volontà del legislatore era che anche queste persone potessero essere stabilizzate a domanda, il fatto che il tirocinio non venga considerato valido ai fini della permanenza nella pubblica amministrazione io lo condivido, infatti queste persone stanno lavorando da circa dieci anni, non attraverso tirocini, il tirocinio è stato lo strumento di accesso alla Pubblica amministrazione, dopodiché loro sono stati contrattualizzati, hanno goduto di ferie, permessi, malattie, ordini di servizio, alla stregua di tutto il resto dei colleghi che avevano affianco. Quindi il tirocinio è stato semplicemente lo strumento, ed io lo cito perché il tirocinio è lo strumento attraverso il quale loro sono stati selezionati ed è stato dichiarato, non certo dal legislatore ma dalla Giunta, che quella modalità che è stata riconosciuta per altre categorie di lavoratori non è stata riconosciuta a loro, cioè i lavoratori PON ATAS sono stati selezionati con le medesime procedure di queste persone, a prescindere dallo strumento tirocinio o co.co.co. o quant'altro, quello è solo una questione strumentale, io vengo selezionato, così come il collega qui affianco, io vado a fare un tirocinio, lui va a fare un co.co.co., lui viene stabilizzato a domanda io no perché io ho fatto il tirocinio, ma quello è lo strumento attraverso il quale io sono entrato ma dopo sono stato contrattualizzato per dieci anni, quindi io non ci vedo nessuna differenza e non capisco come la si possa vedere, perché la modalità di accesso, che a me ha portato a un tirocinio, a lui ha portato a un co.co.co., è la medesima, quindi dovrebbero ricevere il medesimo trattamento, però io non voglio mettere in difficoltà nessuno, neanche i colleghi, è una mozione che è alla fine di un percorso che è durato anni perché a questa alla legge numero 37, ci abbiamo lavorato, anche con i colleghi che oggi non siedono qua, ci abbiamo lavorato a fondo, abbiamo studiato le diverse casistiche, ed era pacifico quello che doveva essere il risultato finale, ci siamo scontrati poi con la burocrazia, adesso il problema è che gli uffici non ritengono di poter procedere in quella direzione, e questo mi dispiace perché tra l'altro vedo che mi manca il pezzo successivo, avrei auspicato che in questo in questi mesi in qualche anno qualcuno avesse detto: benissimo questo è il vostro obiettivo? Avete scritto così? Non va bene, scrivete e "cosà", non è avvenuto neanche questo, è vero, siamo di fronte alla Giunta che dice una cosa e al Consiglio che ne dice un'altra, o almeno una parte di consiglieri che dicono un'altra, non mi sembra che stiamo facendo un buon servizio alla pubblica amministrazione e sicuramente non stiamo facendo un servizio a questi ragazzi, perché ovviamente, così come hanno lavorato per dieci anni saranno sicuramente in grado di sostenere una selezione ai sensi del comma b, ma io da legislatore avrò difficoltà a guardarli in faccia perché dovrò spiegargli il perché, pur consapevole, pur d'accordo, sull'obiettivo finale, non sono riuscito a scrivere in modo tale da convincere un funzionario che deve firmare, quegli stessi funzionari che qualche anno fa hanno dichiarato su carta intestata della Regione, timbrata, firmata e protocollata, esattamente quello che ho scritto io oggi nella mozione, io di fronte a questo non voglio mettere in difficoltà nessuno, io ovviamente sono pienamente convinto di quello che abbiamo scritto, poi sarà l'Aula, io ho una disciplina di gruppo quindi se il gruppo decide cose diverse io mi allineo sicuramente, ma so che non stiamo facendo la cosa corretta.

PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire il consigliere Augusto Cherchi per la replica.

CHERCHI AUGUSTO (Partito dei Sardi). Rinuncio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Chiedo due minuti di sospensione.

PRESIDENTE. Sospendo la seduta.

(La seduta, sospesa alle ore 13 e 14, viene ripresa alle ore 13 e 24.)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Grazie Presidente, per chiederle e chiedere all'Aula, prima della votazione della mozione, di aggiungere nella parte finale dopo "impegna il Presidente della Regione" e dopo il periodo che già scritto nel documento, mettere "," e aggiungere "salvo verifica formale presso il Ministero della funzione pubblica relativamente all'ingresso nella pubblica amministrazione attraverso i tirocini formativi". Ovvero, fare una verifica, richiamare la mozione così com'è e chiedere che però venga sottoposto, all'ingresso nella pubblica amministrazione, attraverso i tirocini formativi a una verifica che deve essere effettuata.

PRESIDENTE. Chiedo all'Aula se ci sono osservazioni a questa modifica?

Per esprimere il parere sugli della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

SPANU FILIPPO, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Favorevole.

PRESIDENTE. Quindi è stata acquisita questa aggiunta.

Metto in votazione la mozione. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Per dichiarare il voto favorevole, mio e del Gruppo, al di là di ogni considerazione di chi è stato il presentatore o i presentatori. Perché noi riteniamo che sia un fatto grave, perdurante per l'insieme della Regione Sardegna in senso allargato e vi siano tanti precari e non si trovi una giusta dimensione per poterli allocare. Qui siamo abituati a vedere, per esempio, per quel che riguarda l'ARAS, che si fa una legge e poi si disattende; siamo abituati a vedere sistematicamente persone che vengono qui sotto il Palazzo a manifestare; non credo che sia la cosa più bella da vedersi, né certamente fa una buona propaganda all'intera Assemblea e alle Istituzioni, da che solo le attività che vengono poste in essere da parte di queste forze, sotto certi aspetti eversive, che non danno più spazio e tempo. Bene, Presidente, io credo, che al di là dell'inserimento delle valutazioni delle verifiche che possono essere fatte da parte della Giunta e dal presidente Pigliaru, ci debba essere una ferma volontà di poter definire, una volta per tutte, una chiusura netta nei confronti del permanere di queste persone sbandate, non certificate, in attesa di un limbo e di un qualcosa che non riescono a trovare. La Regione Sardegna si differenzi e faccia una volta per tutte il proprio dovere togliendo il precariato dappertutto nel suo sistema allargato, perché questo serve per poter dare dignità a lavoratori che hanno offerto comunque sia la propria prestazione all'interno delle Istituzioni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Grazie Presidente, ma noi votiamo favorevolmente, anzi chiediamo anche di apporre le nostre firme del Gruppo di Forza Italia…

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Anche noi, Presidente.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). La materia del precariato è certamente un argomento alquanto complesso e soprattutto, purtroppo, tiene conto di norme di reclutamento e di assunzione diverse nel tempo, abbiamo dovuto ovviamente superare sempre nuove evoluzioni normative, io penso anche però Assessore glielo dico, noi siamo a favore di un equilibrio, di una risoluzione soprattutto per quelli che hanno diritto e che hanno avuto i titoli per essere appunto stabilizzati, o quanto meno per fuoriuscire dal mondo del precariato. Ma le chiedo di mettere mano anche, con la massima coscienza, e ovviamente con le norme esistenti, anche alla posizione di coloro che da anni sono accantonati, uso questo termine, all'interno del nostro ente e del sistema Regione e non riescono neanche a fare un avanzamento di carriera. Ecco, questo credo che sia un altro degli aspetti su cui avremmo dovuto mettere mano già tempo prima e, soprattutto, evitare anche quelle forme che molto spesso sono state legate a delle mobilità da altri enti, o addirittura, a posizioni coperte, come ho avuto modo anche di citare prima in occasione del rendiconto, con dirigenti e funzionari assunti a tempo durante questa legislatura, collaborazioni di esterni. Ecco, questo mi sembra che abbia poco valorizzato a tratti la presenza di personale invece dell'amministrazione. Mentre sul discorso del precariato ben venga qualsiasi soluzione che possa ridurre davvero questa piaga che rende le persone veramente in sofferenza, sia per una questione finanziaria, ma io credo anche molto per una questione per la qualità della vita, perché essere precari si è sempre, insomma, in posizioni poco chiare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Gruppo Misto). Grazie Presidente, per annunciare il mio voto favorevole alla mozione e all'emendamento presentato dall'onorevole Cocco e per ricordare l'iter che ha portato all'approvazione in Consiglio della 37. Un iter che è partito non dalla sovrascrittura di norme già esistenti a livello statale, ma dalla ricognizione di tutte le norme in vigore, all'epoca dell'approvazione della 37, a livello statale e a livello regionale; in poche parole la 37 ha preso per buone le norme statali su cui, a livello regionale non abbiamo una competenza esclusiva in materia, dopodiché appunto, anche a seguito degli incontri e delle risoluzioni approvate in Conferenza Stato-Regioni, si è riusciti a partire appunto da quelle norme statali in vigore a dare un quadro certo, che ha già permesso appunto a 106 lavoratori della Regione sarda, lavoratori sino all'anno scorso legati da contratti precari, di firmare il contratto a tempo indeterminato e di avere quindi un orizzonte lavorativo certo nel prossimo futuro in Regione. A questo proposito ben vengano i supplementi di istruttoria, ben vengano anche gli approfondimenti da fare nelle Commissioni competenti o in Aula, però appunto mi è mia obbligatorio ricordare che per quanto riguarda le tempistiche, quindi i quinquenni presi in considerazione per la maturazione dei 36 mesi, per quanto riguarda appunto i 36 mesi che è un criterio statale e non regionale, o le casistiche che sono appunto annoverate tra le selezioni a evidenza pubblica, in quella legge, nella 37, niente era contenuto perché tutto era demandato appunto alla competenza statale. Detto questo, e sottolineo la mia vicinanza rispetto a quanto detto dall'onorevole Gaia riguardo l'esigenza di considerare anche chi oggi è idoneo ai sensi della legge statale, e quindi il consiglio che mi sento di dare è quello di considerare gli idonei sia per quanto riguarda la 37, sia per quanto riguarda la legge statale. Perché la nostra competenza è in materia di ordinamento degli Uffici e non in materia di ingresso nei ruoli della Pubblica amministrazione. Su questo credo che un supplemento andrebbe fatto. E poi, l'ultimo punto, nel DL 507, che andrà in discussione a brevissimo, è di fondamentale importanza inserire la proroga dei contratti in essere, perché a tutt'oggi quella legge stabilisce una data ultima entro la quale si possono rinnovare i contratti. Ebbene, sarebbe opportuno sfruttare questa occasione, che avremo in Aula probabilmente già la settimana prossima, per dare un orizzonte un po' più lungo e consentire prossimi mesi più sereni a chi…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Augusto Cherchi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CHERCHI AUGUSTO (Partito dei Sardi). Solo per (AC/29) consigliare, se è possibile, all'Assessore, nella formulazione che verrà posta poi al Ministero della funzione pubblica… anzi, non per consigliare ma per ricordare che, comunque sia, pur consapevoli che esiste un limite funzionale dettato dalla dizione del tirocinio, che non consente di equipararlo all'attività lavorativa, e nel ricordare che, comunque sia, all'interno dell'amministrazione pubblica sono già state sanate delle situazioni, ricordo ad esempio i programmi operativi nazionali tra il 2001 e il 2003, in cui i tirocini poi sono stati stabilizzati. Quindi, nella richiesta che viene comunque formulata al Ministero, credo che sia opportuno ricordare questo passaggio e verificare effettivamente la effettiva stabilizzazione di situazioni simili a quelle che noi stiamo verificando adesso, che, ripeto, sono state già stabilizzate.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'AZ-La Base). Per esprimere il mio voto favorevole alla mozione, perché credo, è stato già detto, che togliere la gente dal precariato e dall'incertezza sia un dovere del legislatore e un dovere dell'Amministrazione regionale.

Una parola sui tirocini formativi. Sono un bello strumento, a volte abusato perché a volte le aziende stesse ne abusano, sia perché possano ottenere del personale a basso costo, sia perché comunque il tirocinio formativo ha una funzione formativa, come dice la parola stessa, ma se in questo abuso rientra anche la Regione, perché per le cose che l'Assessore ha spiegato è difficile stabilizzare chi è entrato col tirocinio formativo in Regione, ma dopo dieci anni, dopo che sono state fatte selezioni e sono stati in qualche maniera assunti con contratti chiari, credo che debba essere fatto ogni sforzo per equiparare il tirocinio formativo alle altre figure che sono in discussione. Per cui assolutamente credo che sia un dovere e una necessità procedere a stabilizzare anche chi da dieci anni ha fatto un tirocinio formativo, che non è più tale in quanto erano forza lavoro a tutti gli effetti, hanno assunto delle responsabilità, le hanno portate avanti e hanno svolto una funzione determinante all'interno del sistema Regione.

Quindi, un voto favorevole e chiedo anche che la mia firma venga aggiunta alle altre di questa mozione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Deriu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (PD). Mi ha ispirato la dichiarazione dell'onorevole Cherchi per chiedere all'Assessore appunto di fare ulteriori verifiche, anche rispetto al progetto PON ATAS e al progetto SFERA, per capire se là fossero stati utilizzati i tirocini ugualmente come sistema, dato che questi due progetti sono stati stabilizzati a domanda. Se ci può aiutare nella verifica di questa situazione e nella soluzione di questa situazione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gaetano Ledda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LEDDA GAETANO (PSd'Az-La Base). E' stato spiegato bene sia dall'Assessore che dal primo firmatario e sulla frase "superamento del precariato" non possiamo che essere d'accordo, quindi per apporre la firma del sottoscritto e degli appartenenti al Gruppo che rappresento e dichiarare il voto favorevole alla mozione.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione la mozione numero 401. È stata chiesta votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della mozione numero 401.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

La seduta è tolta, ricordo che alle 15 e 30 è convocata la Conferenza dei Capigruppo nell'aula qui a fianco.

Il Consiglio regionale è riconvocato per questo pomeriggio alle ore 16.

La seduta è tolta alle ore 13 e 39.