Seduta n.293 del 08/05/2018 

CCXCIII Seduta

Martedì 8 maggio 2018

(ANTIMERIDIANA)

Presidenza del Presidente Gianfranco GANAU

La seduta è aperta alle ore 11 e 08.

FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 18 aprile 2018 (289), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Angelo Carta, Pietro Cocco, Giampietro Comandini, Giovanni Satta, Edoardo Tocco, Luca Pizzuto e Paolo Zedda hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana dell'8 maggio 2018.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Gianfranco Mariano Lancioni ha dichiarato, con nota del 2 maggio 2018, di aderire al Gruppo consiliare "Partito Sardo d'Azione-La Base".

Comunico che il Gruppo consiliare "Sardegna", con nota del 2 maggio 2018, ha reso noto di aver modificato la propria denominazione in "Fratelli d'Italia Sardegna".

Inoltre sono stati eletti: Capogruppo il consigliere Paolo Truzzu, Vice Capogruppo il consigliere Gennaro Fuoco e Segretario il consigliere Marcello Orrù.

Annunzio di presentazione di disegno di legge

PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il disegno di legge numero 507.

Risposta scritta a interrogazione

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta all'interrogazione numero 1319.

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

FORMA, Segretaria: Sono pervenute le interrogazioni numero 1474, 1475, 1476, 1477, 1478, 1479, 1480, 1481, 1482.

Annunzio di interpellanze

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.

FORMA, Segretaria: Sono pervenute le interpellanze numero 340, 341, 342.

Annunzio di mozioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.

FORMA, Segretario: È pervenuta la mozione numero 415.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Antonio Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS ANTONIO (PD). Presidente, sull'ordine dei lavori, siamo venuti a conoscenza, sia della stampa che da informazioni dirette, che ieri si sono riuniti i commissari dell'Associazione regionale Allevatori Sardegna e, nell'approvare il bilancio, hanno stabilito una perdita di esercizio da parte dall'Associazione, questa perdita di esercizio ha comportato una riduzione netta del patrimonio che è inferiore alla quota minima stabilita dalla normativa vigente. La conseguenza è stata lo scioglimento, il commissariamento e la liquidazione dell'Ente con gravi preoccupazioni prima di tutto da parte dei lavoratori, ma credo che anche il Consiglio regionale debba porsi questa preoccupazione, del futuro dei lavoratori e della preoccupazione che i lavoratori e le famiglie hanno dopo una decisione di questo tipo. Per questo le chiedo, Presidente, se fosse possibile, se non in mattinata, nella ripresa dei lavori pomeridiani, che l'Assessore all'agricoltura che so che ha incontrato nei giorni scorsi i commissari, potesse riferire in Aula sull'evolversi della situazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianni Lampis. Ne ha facoltà.

LAMPIS GIANNI (Fratelli d'Italia Sardegna). Presidente, anch'io chiedo di intervenire sull'ordine dei lavori perché penso che quest'Aula abbia la necessità di essere informata sulle recenti situazioni che si sono verificate in tanti territori della Sardegna a causa delle forti precipitazioni che in questi giorni appunto hanno creato non pochi danni, ci sono dei Comuni che non hanno più strade principali, come Fluminimaggiore, ci sono altri Comuni dove le strade di accesso alle località turistiche, come nel caso di Arbus, non hanno anche in questo caso la necessaria viabilità per raggiungere la costa.

Quindi riteniamo che l'Assessore regionale all'ambiente debba e possa venire qui in Aula, stamattina o magari questo pomeriggio, e riferire sullo stato dell'arte e sulla situazione, tanti Comuni hanno già chiesto il riconoscimento dello stato di calamità naturale per i propri territori di competenza, naturalmente questo Consiglio regionale ha il diritto di essere informato sulla situazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Presidente, il tema è quello denunciato dall'onorevole Solinas, noi denunciamo anche qualcosa in più nel senso che quest'Aula ha fatto un ordine del giorno approvato all'unanimità e aveva impegnato la Giunta a trovare anche le soluzioni per evitare questa liquidazione, invece mi pare che siamo arrivati, dopo tanto tempo, perché ricordo che l'ordine del giorno è del 14 marzo 2018 e che addirittura a fine aprile avevo sollecitato l'esigenza di incontrarci di nuovo perché avevamo capito la gravità della situazione. Ad oggi si arriva invece con una liquidazione inevitabile, sulla quale quest'Aula non può fare nulla perché ci sono ovviamente delle normative ben precise, non solo, abbiamo visto che LAORE dal canto suo non ha ottemperato con nessun atto dovuto, non dovuto, nei confronti di ARA e di APA, quindi io credo che, al di là tra le altre cose, di uno sgarbo, credo anche istituzionale, perché quest'Aula ha approvato, lo ricordo, un ordine del giorno firmato da tutti i capigruppo all'unanimità, mentre abbiamo assistito a riunioni ministeriali dove la minoranza non viene neanche informata, quindi, Presidente, io credo che non solo sia urgente, ma credo anche che in passato noi abbiamo tracciato un percorso, che è contenuto nella legge del 2009, del passaggio dei lavoratori nell'Agenzia LAORE, o comunque in una soluzione similare di cui abbiamo anche riparlato, la invito veramente a questo punto a non ottemperare in altro modo se non con un incontro urgentissimo per ripercorrere però le soluzioni già in campo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SDP). Presidente anch'io intervengo sull'ordine dei lavori, dico già che sono d'accordo sugli interventi che segnalano l'episodio, il fatto gravissimo avvenuto su APA e su ARA, dopo che questo Consiglio ha votato un ordine del giorno unitario che metteva in campo delle soluzioni che comunque possono essere, secondo me, ancora praticate. Però io voglio intervenire su un altro argomento, ne approfitto, vista la presenza in Aula dell'assessore Luigi Arru, voglio segnalare che qualche giorno fa è arrivata la lettera di licenziamento nella ASS di Nuoro per quattro dipendenti amministrativi, questo licenziamento sembra che sia avvenuto in base alla delibera adottata dall'Assessore sul dimensionamento delle dotazioni organiche dell'ATS, io credo che questo atto sia assolutamente oltre che grave illegittimo, perché parliamo di persone che comunque lavoravano assunte da un concorso per una selezione a tempo indeterminato, assunti comunque a tempo determinato, dopo due anni e dieci mesi di lavoro si vedono recapitare una lettera di licenziamento. Questo perché sembrerebbe che ci sia un esubero di personale amministrativo, però poi andando a vedere e a frugare negli atti che si sono perpetrati e succeduti nelle diverse ASS, abbiamo riscontrato che ci sono diverse assunzioni di personale amministrativo tramite le agenzie interinali. Allora la nostra posizione è questa: quello che abbiamo sempre detto con l'approvazione della riforma della rete ospedaliera, abbiamo detto che si sarebbe partiti dal mantenimento di tutte le unità occupazionali e lavorative in essere in quel momento, quindi noi non è che stiamo dicendo che anche il personale assunto dalle agenzie interinali, che comunque lavora da diversi anni, debba essere mandato a casa, noi crediamo che in questa fattispecie persone che sono state assunte dopo aver vinto un concorso a tempo indeterminato non possano, nella maniera più assoluta, per atteggiamenti abbastanza schizofrenici, secondo me, senza un minimo di buon senso, venire mandate a casa. Io credo che ci debbano essere e ci siano le soluzioni perché questo atto venga immediatamente non impedito perché il licenziamento è già avvenuto, perché si torni su questo provvedimento. Io so che l'Assessore ha adottato una delibera che parla del 9 per cento come percentuale per le dotazioni organiche in riferimento al personale amministrativo, io so che la media nazionale è del 14 per cento, quindi io credo che in Sardegna si possa arrivare a una percentuale che metta in sicurezza almeno le persone anche tramite graduatorie in essere, tra l'altro ricordiamo che noi con diversi atti di questo Consiglio regionale abbiamo prorogato tutte le graduatorie in essere, anche per rispetto delle decreto Madia e non solo, per cui credo che una rivisitazione di quella delibera possa e debba andare nella direzione di mettere in sicurezza questi lavoratori.

PRESIDENTE. Vorrei ricordare a tutti quanti che non è previsto l'istituto delle segnalazioni in apertura di Consiglio, che sull'ordine dei lavori bisogna intervenire sull'ordine dei lavori, quindi tutti e tre gli interventi che si sono succeduti non hanno avuto la caratteristica di essere sull'ordine dei lavori. Adesso ci sono ancora quattro o cinque iscritti, ed è l'ultima volta che consentirò segnalazioni brevi in apertura di seduta, l'ultima volta! D'ora in poi ci atteniamo al Regolamento: si interviene in ordine dei lavori e le segnalazioni vanno fatte tramite deposito di interrogazioni o specifiche mozione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Anna Maria Busia. Ne ha facoltà.

BUSIA ANNA MARIA (Gruppo Misto). Sì, credo di poter parlare sull'ordine dei lavori, e precisamente mi associo e concordo certamente sull'istanza che è rappresentata dal collega Solinas, credo sia urgente e necessario che ci sia un incontro con l'assessore Caria in ordine proprio alla messa in liquidazione dell'ARA. Intanto per rispetto nei confronti dei lavoratori, che avevano sollecitato un nostro intervento, e per lo stato di precarietà in cui vivono da tempo, per i servizi che verrebbero a mancare e poi per gli importanti evidenti sgarbi istituzionali che sono stati posti in essere con una decisione, presa prima che si definisse comunque iniziasse un'interlocuzione con la Ministra, e comunque proprio tenendo conto anche di quell'ordine del giorno che il Consiglio aveva votato in ordine a questa questione. Quindi, su questo anch'io sollecito un incontro quanto più urgente possibile, grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Desini. Ne ha facoltà.

DESINI ROBERTO (Partito dei Sardi). Presidente, prendo atto della sua richiesta mi sto iscrivendo per lo stesso motivo, per una semplice osservazione Presidente: nella Commissione agricoltura di mercoledì scorso, durante la fase di audizione dei rappresentanti delle associazioni di categoria col presidente Lotto, erano stati assunti degli impegni che la sera avrebbe avuto un incontro col presidente Sabatini, l'Assessore Caria e l'Assessore all'ambiente per affrontare questa situazione. E, soprattutto, prendendo un impegno per cercare di affrontare la contingenza, e cioè quello di cercare che il 7 maggio non si sarebbe adottato nessun provvedimento, cosa che invece è puntualmente accaduto. E facendo presente anche il fatto in quella seduta che c'era già stato il trasferimento del conto bancario da Cagliari, da un istituto di credito di Cagliari, a Roma e quindi i segnali erano chiari, precisi, palesi e non c'era bisogno di nessuna verifica. E io ritengo, Presidente, che sia opportuno, prima di iniziare i lavori, che l'Assessore venga in Aula e che si affronti questo problema perché non è assolutamente rinviabile, grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Congiu. Ne ha facoltà.

CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). Presidente, mi associo alle richieste del collega Desini e della collega Busia, è urgentissimo che l'Assessore venga in Aula a riferire di questa situazione che ha dell'incredibile, dell'increscioso. Non ci troviamo di fronte ad una messa in liquidazione normale, ma ci troviamo di fronte ad un attentato scientificamente organizzato contro la nostra zootecnia Presidente, noi non abbiamo opposto la benché minima resistenza a quella modifica del Regolamento di ARAS che ha costituito la stura per far procedere il commissariamento verso una fase liquidativa. Lo Statuto, il Regolamento previgente non consentiva questa opzione, che è stata favorita, sottolineo favorita, dalla Regione Autonoma Sardegna che, alla richiesta di un parere, ha dato il proprio benestare. Questo ha dell'incredibile. Unendo al fatto che a livello nazionale c'è in gestazione un decreto legislativo che disattende il Regolamento 1012/2016 sulla tutela delle razze autoctone, noi oggi stiamo perdendo un sistema tecnico di sostegno alla zootecnia, che non riusciremo mai più a replicare nell'isola e mi sembra assurdo che di fronte al pericolo di perdere la tutela e la valorizzazione delle nostre tipicità zootecniche noi non si faccia nulla, e si accetti con supina rassegnazione questa situazione. Non ci stiamo e chiediamo che subito venga in Aula l'Assessore e anticipiamo che noi, del Gruppo PdS, depositeremo entro oggi la mozione urgente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Deriu. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (PD). Ci uniamo a quanto detto dai colleghi su tutte le materie richiamate e ci adeguiamo anche alla volontà del Presidente che giustamente ha criticato e stigmatizzato il nostro malvezzo di fare questi interventi, dovuti forse anche alla lentezza con la quale la Giunta risponde alle interrogazioni del Consiglio. Su questo noi chiediamo che ci sia un richiamo alla Giunta rispetto alla necessità di adempiere a questo dovere statutario e alla possibilità di dare ai Consiglieri l'effettivo esercizio del loro potere di sindacato ispettivo, grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Lotto. Ne ha facoltà.

LOTTO LUIGI (PD). Presidente, io chiedo scusa condividendo lo spirito con cui il Presidente ci ha richiamato tutti al dovere di rispettare quelle che sono le modalità di lavoro del Consiglio. Però, essendo io assieme al Presidente della Terza, Sabatini, tra coloro che hanno partecipato all'incontro a Roma, col Ministro Madia e il suo Capo di Gabinetto, per affrontare questo tema ho ritenuto fosse utile dare conto brevemente di quello che è successo. Nell'incontro con il Ministro si è concordato di mettere in piedi un comitato tecnico Regione-Ministero, che inizia a lavorare domani, per affrontare la possibilità di costruire noi un disegno di legge, che possa non essere impugnato successivamente dal Governo, e quindi concordare i contenuti fondamentali che riguardano la deroga ai limiti assunzionali da parte della Regione, per riorganizzare complessivamente il sistema dell'assistenza tecnica, comprendendo in quella realizzata delle agenzie pubbliche anche quella alla zootecnia, oltre che quella al sistema vegetale. Da parte del Ministro c'è stata una affermazione di valutazione, a prima battuta, positiva e però ha anche detto costruiamo un percorso, dal punto di vista tecnico, ineccepibile e vediamo se la soluzione può essere adottata. Ne avremo risposta nell'arco di qualche settimana, nel frattempo è successo però - e questo ha destato la preoccupazione che io condivido in assoluto di tutti i consiglieri - che l'AIA, con i suoi Commissari, ha forzato la mano e ha portato avanti un proposito di convocare per il giorno 7 maggio l'assemblea per mettere in liquidazione l'ARAS; io stesso in occasione di un incontro assieme all'Assessore con questi commissari ho chiesto, quindici giorni fa, a questi commissari di rimandare di almeno un mese questa decisione, ci hanno risposto che per loro non era possibile, io giudico quest'atto irrispettoso e un atto ostile nei confronti della Regione sarda, che dobbiamo ricordare sempre ad ogni piè sospinto che la Regione ha tenuto in vita con i suoi finanziamenti questa associazione, questo non possiamo dimenticarlo noi e non possono dimenticarlo loro.

Ora, siamo davanti a un video che nell'arco di un mese, un mese e mezzo noi dobbiamo riuscire a risolvere in maniera definitiva: o si riesce a riorganizzare il sistema dell'assistenza tecnica complessiva, tenendo conto di questa proposta che come Assessorato e come Consiglio abbiamo portato al Ministero; oppure dobbiamo senza illudere nessuno che questo percorso sarà possibile portarlo in porto, se questo non sarà possibile troveremo un'altra soluzione e comunque il sistema di assistenza tecnica e anche di controllo dei libri genealogici, quindi le funzioni di ARA e anche le funzioni di APA, noi lavoreremo perché nell'arco dei prossimi mesi venga messo in mano ad un soggetto dove ci sia la Regione Sardegna e il sistema produttivo isolano. Io mi auguro che sia possibile la prima soluzione, se sarà invece diversamente sarà quest'altra soluzione e noi lavoreremo per farlo nel più breve tempo possibile.

L'Assessore è già stato convocato per giovedì in Commissione, per cui noi avremo il punto della situazione da parte dell'Assessore, e anche dei primi risultati del lavoro del Comitato tecnico di domani già da giovedì mattina. Per cui credo che ci siano le condizioni per seguire, da parte di questo Consiglio che ha fatto quell'ordine del giorno, ci siano le condizioni per seguire passo passo come questa situazione evolverà e possiamo dire che: rassicuriamo tutti i quasi 400 lavoratori di APA ed ARA che questo Consiglio regionale e la Giunta starà attento a seguire la vicenda nel migliore dei modi possibile, affinché un patrimonio di competenze a disposizione del nostro comparto agricolo principale non possa andare disperso possa continuare a esprimere e a espletare le proprie funzioni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Domenico Gallus. Ne ha facoltà.

GALLUS DOMENICO (PSd'Az-La Base). Presidente, chiedo scusa anch'io se l'argomento non è certamente all'ordine del giorno, però, come lei ha detto, oggi ci dava praticamente la possibilità per l'ultima volta di approfittare di questo spazio. E io ne approfitto innanzitutto per dire che ovviamente ricopro la carica di Sindaco e anche di consigliere regionale e quindi è giusto che faccia sentire la mia voce in favore, ancora una volta, per i Sindaci, e mi sto riferendo soprattutto alle ultime intimidazioni e gli ultimi attentati che hanno subito il Sindaco di Bitti e il sindaco di Siniscola; da questo punto di vista ringrazio lei, Presidente, che dalla stampa ha fatto sentire la vicinanza e la solidarietà ai colleghi. La situazione è tale che ormai non c'è giorno che non si conti e non si faccia menzione di un Sindaco o di un amministratore locale che è stato minacciato, o meglio intimidito, con varie azioni delinquenziali; io dico che oggi veramente fare il Sindaco è diventata quasi una mission impossibile, e noi non sappiamo più a che santo votarci per cercare di respingere queste infiltrazioni delinquenziali.

C'è stata anche una provocazione molto importante da parte del direttore de L'Unione Sarda che ha chiesto le dimissioni di massa, io credo che comunque sia qualche gesto eclatante per attirare l'attenzione verso noi che siamo l'ultimo anello della catena amministrativa sia il caso di pensare di metterla in campo, io chiedo quindi la solidarietà, non solo a parole ma anche con fatti concreti, alla Giunta, alla Presidenza del Consiglio, alla Presidenza della Regione, affinché noi amministratori locali ci possiamo sentire meno soli. Grazie.

Elezione di un Segretario del Consiglio ai sensi del comma 2 dell'articolo 4 del Regolamento

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'elezione di un Segretario del Consiglio.

Il Gruppo Fratelli d'Italia-Sardegna, non rappresentato nell'Ufficio di Presidenza, ha chiesto ai sensi del comma secondo dell'articolo 4 del Regolamento interno che si proceda all'elezione di un Segretario; l'Ufficio di Presidenza, secondo il dettato del terzo comma dell'articolo 4, ha deliberato il 19 aprile 2018 di accogliere tale richiesta in quanto legittima è regolarmente espressa, il Consiglio può portando procedere alla relativa votazione.

Ricordo che ciascun consigliere può scrivere sulla scheda un solo nominativo, risulterà eletto il consigliere che, essendo iscritto al Gruppo Fratelli d'Italia-Sardegna, ottiene il maggior numero di voti. A parità di voti, è eletto il più anziano di età.

Votazione a scrutinio segreto per l'elezione di un Segretario

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto per schede per l'elezione di un Segretario. Invito i Segretari a procedere alla chiama.

(Seguono la votazione e lo spoglio delle schede)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione per l'elezione di un Segretario in rappresentanza del Gruppo Fratelli d'Italia-Sardegna:

Hanno ottenuto voti: Lampis 30, Orrù 1, Zedda 1.

Viene proclamato eletto Segretario del Consiglio: Gianni Lampis.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENNTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giorgio Oppi. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC Sardegna). Signor Presidente, il mio è un invito che rivolgo a lei e al Consiglio. Domenica sera ho avuto modo di verificare sulla televisione, laddove sono stati riportati dei dati che offendono la dignità di questo Consiglio regionale. Cioè c'è stata una confusione da parte di Giletti; perché il Giletti avrebbe detto che in effetti, spiego la situazione dei collaboratori, ha confuso i collaboratori poi alla fine ha inserito il Consiglio regionale della Sardegna che avrebbe 55 collaboratori su 60 Consiglieri regionali, con una spesa che è praticamente molto più alta delle altre regioni e anche delle Regioni più popolate d'Italia come la Lombardia e altre regioni, anche l'Emilia Romagna. Noi a suo tempo avevamo fatto una proposta, e questo va detto, innanzitutto la Regione Sardegna, che è sempre vituperata in queste trasmissioni eccetera, risulta essere il fanalino di coda, è esattamente il contrario! Questo Consiglio regionale è quello che ha fatto più tagli rispetto alle altre Regioni, primo.

Seconda cosa: nella passata legislatura fu proposto di poter avere la collaborazione di persone esterne, collaborazione praticamente vuol significare dei contratti che avrebbero portato a una riduzione notevole, anziché l'applicazione del comando e in qualsiasi caso la cifra di 3 milioni e 900 mila, che peraltro è sbagliata, riferita alla Sardegna, perché non ha collaboratori, la Sardegna ha praticamente persone comandate che vengono da altre aree della Regione sarda e potremmo definire che è una partita di giro, in cui vengono pagati dall'azienda di riferimento e poi c'è un rimborso da parte della Regione. Però c'è un risparmio, perché di fatto non sono persone esterne, sono persone che lo stipendio lo avrebbero avuto lo stesso. Quindi io sarei ad invitare lei Presidente e l'Ufficio di Presidenza a scrivere una lettera specificando qual è il ruolo della Sardegna, che in Sardegna non esistono collaboratori, non sono retribuzioni aggiuntive, non sono tre rappresentanti per ogni Consigliere regionale come in Sicilia e non sono collaboratori che possono costare molto come in altre Regioni d'Italia. Però sia opportuno fare una lettera, poi il significato quello che arriverà, la conclusione non entro nel merito, sta conoscendo il personaggio, però sono convinto che certamente avrà il dovere di significarlo e dire che la Regione Sardegna non è fanalino di coda ma forse è la Regione che maggiormente si è attenuta ad un taglio netto a un taglio molto alto per quanto riguarda le spese del Consiglio regionale.

PRESIDENTE. Grazie, provvederemo in merito. Onorevole Busia è già intervenuta sull'ordine dei lavori.

Discussione della richiesta di istituzione di Commissione speciale inerente la grave situazione delle imprese attive nell'artigianato, nel commercio al dettaglio, e sulle politiche commerciali della grande distribuzione. (Comm. speciale n. 7)

PRESIDENTE. Il secondo punto all'ordine del giorno reca la discussione della richiesta di istituzione della Commissione speciale inerente la grave situazione delle imprese attive nell'artigianato nel commercio al dettaglio sulle politiche commerciali della grande distribuzione.

Ha facoltà di parlare Roberto Deriu, relatore.

DERIU ROBERTO (PD), relatore. Presidente, vorrei iniziare dall'ultimo punto cioè: politiche commerciali della grande distribuzione. Sappiamo che esistono delle forme di grave disagio che attanagliano la categoria dei dipendenti della grande distribuzione, non esistono le festività, non esistono turni ragionevoli, è una condizione di vera sofferenza. Vorremmo che ci fosse la possibilità, per una categoria così poco sindacalizzata, rappresentata la possibilità di esprimersi di fronte a un organo ufficiale della Regione e magari individuare un provvedimento che li favorisca. Sull'artigianato non devo sprecare molte parole, così come sul piccolo commercio, sono settori economici che nella nostra politica abbiamo definito invece fattori, e questo ha secondo noi penalizzato queste categorie. Ci sono problemi strutturali gravi, ci sono problemi burocratici, ci sono problemi legislativi, possono essere affrontati da una Commissione che ha una missione limitata, cioè quella di effettuare una ricognizione rapida, ma completa, dei problemi di queste categorie, e proporre con adeguata dotazione finanziaria dei provvedimenti immediati. Vorremmo dei provvedimenti shock, in questo senso ci piacerebbe che la proposta venisse sia dalla maggioranza che dall'opposizione, che la soluzione fosse individuata sui bisogni di queste categorie. Crediamo che, pur alla fine della legislatura, questo Consiglio regionale debba e possa dare una risposta concreta non soltanto alle organizzazioni di queste categorie, che hanno tutte plaudito a questa iniziativa in modo anche, devo confessarlo, che ci ha stupito, perché è raro che delle organizzazioni di categoria produttiva siano così sintoniche rispetto a proposte politiche, e invece in modo esplicito hanno affermato di essere a favore di questa iniziativa, non soltanto a vantaggio delle organizzazioni, ma soprattutto a vantaggio di coloro che esse rappresentano, cioè delle migliaia di imprese commerciali e artigiane, delle migliaia di dipendenti della grande distribuzione. Secondo noi c'è in questo momento il bisogno di un intervento concreto, immediato, anche in controtendenza rispetto ad alcune politiche del passato.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Luigi Crisponi. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Il collega Deriu ha presentato una richiesta di istituzione di una Commissione che non riguarda banalmente il sistema organizzato regionale, ha presentato la richiesta di istituzione di una Commissione d'inchiesta che riguarda l'impalcatura della struttura produttiva, perché se è vero che la poca industria che abbiamo in Sardegna o le poche attività che possono essere inquadrate in quell'ambito, è altrettanto vero che c'è molto artigianato, molto piccolo commercio, molto piccolo turismo, molto di ciò che poi, pietra su pietra, diventa la base assoluta per reggere il sistema organizzato imprenditoriale, produttivo, appunto artigiano, commerciale, un sistema che riguarda naturalmente soprattutto quelle che hanno sofferto maggiormente davanti allo tsunami che, dal 2008, o forse ancora prima, crea una condizione sconvolgente nel territorio regionale sardo. E quindi credo che bene abbia fatto il collega Deriu nell'individuare un settore normalmente orfano delle attenzioni della politica, e quando dico un settore orfano significa che è una distrazione che riguarda un pochino tutti, e in primis naturalmente la stessa politica, e così naturalmente la politica del Consiglio regionale della Sardegna. Io credo che sia una buona occasione, una buona opportunità quella di poter fare una riflessione seria, severa, attenta intorno a quello che, appunto, risulta essere un sistema irrinunciabile rispetto a ciò che questo territorio dovrebbe avere, un territorio, come sappiamo, baciato da tante fortune sotto il profilo ambientale, sotto il profilo dei benefici che madre natura ci ha dato in questo territorio, spesso incapace però di poter costruire con le sue stesse gambe, con la stessa forza autonoma, indipendente, imprenditoriale, del piccolo imprenditore, una riscossa, una ripartenza, la costruzione di quel sistema che naturalmente assicura non solo quel reddito familiare o quel reddito di impresa, ma che significa inevitabilmente generazioni di posti di lavoro, crescita locale, contaminazione positiva, circuiti virtuosi che naturalmente, e questo è il grande auspicio, possano essere messi in un sistema virtuoso che coinvolge più comparti e più settori, perché questo possa diventare veramente un sistema compiuto, un sistema realizzato, che innerva in modo trasversale tutti i sistemi che questo territorio è capace di offrire. Quindi con ciò ha ragione ancora una volta il collega quando poi dice che è necessario mettere un punto fermo alle azioni che eventualmente dovrebbero scaturire dall'istituzione di questa Commissione d'inchiesta, il punto fermo è naturalmente una breve rilettura anche del passato recente, perché probabilmente questo non ci sarebbe stato se questa situazione così grave non fosse stata colpita, se la Sardegna non avesse portato a presso quel fardello odioso, fastidiosissimo, che è determinato dalla sua insularità. E quindi questo si ricollega, caro collega Deriu, perfettamente anche all'attuale battaglia in corso del superamento del disagio dell'insularità, e questo naturalmente fa il paio con tutte le criticità che cerchiamo di superare da dozzine e dozzine di anni, che sono quelle che vanno dai difetti infrastrutturali, alle difficoltà nel trasporto, ai collegamenti interni, fino a quelli che potrebbero farti guardare un orizzonte luminoso, che è quello di un continente che sembra lontano ventiquattro ore di viaggio con un aereo supersonico da raggiungere, e invece è lì a portata di mano, a cinquanta minuti di volo. Allora bene fa il collega, personalmente sono a favore dell'istituzione di una Commissione, ma esigo e pretendo che vi sia all'interno dei risultati dei lavori di questa Commissione anche quel punto fermo che è dato da una dotazione economica, altrimenti non potremmo mettere a disposizione di quella filiera produttiva che ha chiuso battenti, che ha spento la luce, non della propria impresa, ma ha spento la luce sul contesto, sul consorzio civile, sul consorzio sociale, sul consorzio di cittadini che stanno chiudendo non solo le proprie aziende, ma stanno chiudendo i battenti anche in quelle piccole comunità che sono quelle che maggiormente soffrono e vengono letteralmente stritolate da una situazione di questo genere. Allora significa inevitabilmente chiudere un'impresa artigiana, una piccola attività commerciale, significa chiudere i battenti in una piccola comunità, agevolarne lo spopolamento, agevolarne la fuga di massa, e invece bisognerebbe semmai creare quelle condizioni intelligenti che sappiano anche avvicinare i giovani ai sistemi artigiani più evoluti, ad una visione innovativa dell'essere imprenditore moderno, ma lo dobbiamo fare naturalmente non solo ed esclusivamente con una fase verbale, lo dobbiamo fare con una dotazione economica che, cari colleghi, fino ad oggi evidentemente, con queste chiusure una dietro l'altra, hanno determinato, anziché la riscossa, l'arretramento. E un arretramento da noi significa sconfitta, e sconfitta, cari amici, non è solo ed esclusivamente sotto il profilo imprenditoriale o organizzativo, è una sconfitta sotto il profilo ancora più delicato e nevralgico della nostra esistenza, che è il profilo socio-economico.

Quindi sono decisamente, in conclusione, a favore della richiesta che è stata avanzata per l'istituzione di una Commissione speciale sulla gravissima crisi delle imprese nei comparti produttivi della Sardegna. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Fabrizio Anedda. Ne ha facoltà.

ANEDDA FABRIZIO (Gruppo Misto). Intanto ringrazio anche l'onorevole Deriu per l'attenzione verso le attività produttive. Penso che chi si occupa di impresa abbia già di fronte le difficoltà che hanno oggi le imprese, che è la fragilità del mondo imprenditoriale. Le associazioni di categoria vengono finanziate dalla Regione, ma continuano a lasciare sole le imprese, soprattutto le piccole imprese. L'80 per cento delle piccole imprese si sono viste bocciare le richieste di contributo nella misura T1. Le misure T1 sull'industria sono le misure che vanno da 15 mila a 150 mila euro di finanziamento, e questo vuol dire che proprio le piccole imprese sono talmente fragili che non riescono neanche a presentare una domanda, e non vengono aiutate da nessuno, né dalle associazioni di categoria, né tantomeno dalle istituzioni, però vogliamo creare posti di lavoro; come li creiamo i posti di lavoro se le 150.000 partite IVA sono lasciate da sole? Ci rivolgiamo spesso e volentieri ai disoccupati, ma non ci rivolgiamo e non abbiamo attenzione verso chi crea i posti di lavoro. I posti di lavoro sono dati da queste imprese che sono sole, non c'é bisogno di una Commissione d'inchiesta per capire che sono lasciate sole, bisogna vedere i fatti, se si esce per le strade ci si accorge tutti i giorni della difficoltà che hanno le imprese ad andare avanti. Mi sembra che in questi anni ci sia stata poca attenzione, si parla di artigianato, di commercio quando ci fa comodo, poi l'attenzione non va per le piccole imprese artigiane e commerciali, vengono lasciate da sole. Bisogna invertire l'attenzione verso chi crea il lavoro, che sono queste piccole imprese,che, ripeto, sono lasciate sole.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Luigi Lotto. Ne ha facoltà.

LOTTO LUIGI (PD). Indubbiamente il tema che mette al centro dell'attenzione di questo Consiglio questa richiesta di una Commissione speciale è un tema estremamente importante e delicato; se va in crisi l'economia del commercio e dell'artigianato, in Sardegna significa che va in crisi la metà del sistema economico, quindi senza dubbio è di grandissima importanza la questione che viene messa al centro dell'attenzione del Consiglio. Io credo che sarà utile, se si farà questa Commissione, che faccia un lavoro di ricognizione che possa servire poi, coinvolgendo tutti i soggetti che in questo variegato mondo hanno qualche cosa da dire e da suggerirci, a creare le condizioni affinché, primo, siccome sta arrivando un disegno di legge sul commercio da parte dell'Assessorato regionale, questo disegno di legge venga affrontato, discusso in Commissione e anche migliorato, anche tenendo conto di quello che emergerà dai lavori di questa Commissione, secondo, l'altro grande comparto dell'economia di cui dovrebbe occuparsi la Commissione è l'artigianato, e diciamo che va fatta una valutazione attenta da parte nostra, da parte dell'Assessorato e da parte delle organizzazioni di categoria degli artigiani, del mondo dell'artigianato sui risultati che sono derivati al settore dalla scelta di fondo fatta alcuni anni fa di passare dalle leggi di settore a delle leggi complessive che finanziano indistintamente l'intero comparto commercio, artigianato e attività produttive, a parte quella agricola. Va fatta una valutazione attenta, e anche da lì dovrà venire su quel tema un'indicazione, una riflessione profonda, che possa aiutarci a definire eventualmente, e valuteremo come e con che modalità, se con disegno di legge della Giunta o con proposta di legge da depositare di iniziativa consiliare, per eventualmente tener conto, se esigenze di modifiche normative ci sono, si proponga un qualcosa che poi la Commissione quinta possa prendere in esame e portare all'attenzione del Consiglio. Se questo è lo spirito con cui si fa la Commissione è benvenuta, e io mi auguro che i lavori al meglio, creando per questo Consiglio maggiore consapevolezza e padronanza della materia per individuare le giuste misure per venire incontro a un settore che ha un insieme di comparti che hanno assolutamente necessità di interventi affinché possano essere rilanciati.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Raimondo Cacciotto. Ne ha facoltà.

CACCIOTTO RAIMONDO (PD). Credo sia quanto mai opportuna l'istituzione di una Commissione speciale inerente la grave situazione delle imprese attive nell'artigianato, nel commercio al dettaglio, sulle politiche commerciali della grande distribuzione e che si occupi di elaborare delle proposte tese alla risoluzione delle problematiche urgenti in questo settore. Le medie e piccole imprese sono il motore trainante dell'Italia e della Sardegna, quelle che maggiormente creano occupazione nel nostro territorio nonostante una difficile fase congiunturale. La crescita degli artigiani e delle piccole imprese si traduce in crescita sociale ed economica di tutto il territorio, e per questo motivo va sostenuta ed incoraggiata; sono imprese combattive, ma non possono protrarre questa lotta all'infinito, necessitano di supporto, e i dati del 2017 sono rappresentativi di settori, di un settore in particolare in difficoltà: il comparto per le altre 784 realtà produttive, risultanti tra 1626 nuove iscrizioni e 2410 cessazioni, nel 2016 la diminuzione fu di 541 unità, mentre dal 2008 a oggi ne sono scomparse definitivamente 7456. I dati ufficiali di Unioncamere parlano di 35.562 imprese artigiane sarde registrate negli albi delle camere di commercio al 31 dicembre 2017. Tutto questo certifica come la crisi in Sardegna non accenni ad allentare la morsa, e come la ripresa sia ancora frenata da tanti fattori. Occorrono quindi politiche finalizzate a intraprendere azioni forti non solo per il rafforzamento delle imprese esistenti, ma anche per rendere appetibile, soprattutto ai giovani, l'idea di avviare un'impresa artigiana. E se tra i principali ostacoli allo sviluppo delle imprese artigiane vi sono la burocrazia e la difficoltà di accesso al credito, certamente un altro grosso problema è rappresentato dal dilagante abusivismo, dalla contraffazione e dal sommerso, e anche di questo aspetto occorrerà tener presente e rifletterci nella Commissione. In Sardegna due imprese artigiane su tre, quindi il 65,3 per cento di quelle regolari, soffrono la concorrenza sleale delle aziende in nero e sommerse, il tutto si traduce in 23.222 imprese artigiane regolari sarde delle 35.562 registrate negli albi, che rispettando le leggi e pagando le tasse devono combattere contro un numero imprecisato di non imprese che operano fuori legge in modo scorretto e fraudolento, così come il ricorso al lavoro nero crea un vantaggio concorrenziale illecito, fenomeno certamente in aumento e in relazione ai picchi della crisi economica. Nonostante tutte le difficoltà un segnale incoraggiante arriva comunque dai giovani, che rappresentano una speranza per il futuro, continuano a credere nell'impresa creando, innovando e vendendo prodotti e servizi in tutta la Sardegna, nel resto d'Italia e in molte parti del mondo. Lo fanno scambiandosi idee, esperienze, collaborazioni, ma anche concretizzando il passaggio (…) con genitori o nonni. In Sardegna ci sono circa 2918 artigiani under 35 e 3454 imprese familiari interessate al passaggio generazionale nei prossimi anni, con un passaggio di valori, saperi e competenze, che si trasmettono di padre in figlio. Un cambiamento, quindi, che investe non soltanto il nucleo familiare dell'imprenditore, ma anche l'insieme di relazioni con il territorio e i rapporti con i dipendenti. Il mondo delle piccole e medie imprese rappresenta una preziosa risorsa quindi per la nostra Isola, e non soltanto per svolti lavorativi, ma anche per la possibilità di tramandare mestieri e tradizioni, e allo stesso tempo innovare in termini culturali e di promozione del territorio. Quindi bene l'iniziativa di istituire una Commissione speciale, che di concerto con le associazioni di categoria si occupi di elaborare proposte per la risoluzione delle problematiche urgenti in questi settori; magari non risolveranno tutti i problemi, ma certamente sarà di notevole contributo per migliorare le condizioni di cui il settore merita.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Paolo Truzzu. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Fratelli d'Italia Sardegna). Io comprendo la proposta del collega Deriu e di tutti i colleghi della maggioranza, ne comprendo lo spirito, perché siamo fermamente convinti che il settore dell'artigianato, del piccolo commercio, insieme a quello agropastorale, siano le colonne portanti non solo dell'impresa in Sardegna, ma dell'occupazione, e siamo convinti che soprattutto le piccole microimprese siano quelle che possano garantire maggiore occupazione soprattutto tra i giovani, e siano quelle sulle quali questo Consiglio regionale, questa Amministrazione, dovrebbe lavorare per favorire la ripresa dell'occupazione, un principio che come Fratelli d'Italia abbiamo sempre sostenuto, e che ci fa piacere ultimamente sia riconosciuto anche dall'Unione europea che ha sancito che bisogna tutelare le piccole e medie imprese, nel senso che riuscire a garantire il mantenimento di un posto di lavoro o meglio l'occupazione, in Europa lo si può fare soprattutto attraverso il sostegno alle piccole e medie imprese e non più alle grandi, che è un'inversione di tendenza importante che è avvenuta solo negli ultimi anni e che noi accogliamo con favore. Ci fa però specie che questa richiesta giunga a dieci mesi dalla campagna elettorale. Abbiamo avuto quattro anni e due mesi per occuparci di artigianato, di commercio in maniera importante e abbiamo perso tutte le occasioni, le ha perse il Consiglio e le ha perse la Giunta. Io ricordo che in ogni occasione, in ogni sessione delle sedute di bilancio alcune delle organizzazioni di categoria hanno presentato importanti proposte sulla valorizzazione e tutela dell'artigianato e delle microimprese, proposte che non solo non sono state rispedite al mittente, ma non sono state prese nemmeno in considerazione. Utilizzo un esempio, fra l'altro proposto dalla CNA a inizio legislatura, che chiedeva di utilizzare una parte consistente della programmazione dei fondi a disposizione della Regione e possibilmente anche quelli del mutuo sulle infrastrutture, per un programma straordinario nel potenziamento e nella ristrutturazione edilizia utilizzando il filone green. Questa proposta non è stata nemmeno considerata. Oggi a dieci mesi dalle elezioni, pur comprendendo lo spirito, sinceramente ci sembra una proposta che arriva fuori tempo massimo. Avremmo accettato e gradito invece una proposta che impegnasse il Consiglio in un tempo breve per presentare una legge sull'artigianato, invece mi sembra di capire che non ci sia questa disponibilità e si voglia creare una Commissione d'inchiesta che, a mio parere, a nostro parere, assume tutto l'aspetto di un'ulteriore perdita di tempo. Tutto questo per dire, Presidente e cari colleghi, che noi ovviamente voteremo contro.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Io capisco il ragionamento che l'onorevole Truzzu ha posto in chiusura e in parte lo condivido perché sembrerebbe una cosa strana che se ne occupi oggi il Consiglio regionale di una condizione grave così data e che ormai si porta alla chiusura della legislatura. Vero è anche che qualunque opportunità va ricercata, seguita anzi perseguita, per poter dare il meglio e verificare magari che altri, in altra circostanza, in altre occasioni e in altra legislatura potranno completare avendo già iniziato il lavoro questo Consiglio regionale. Siccome è inutile ripeterci che la piccola base commerciale, non solo della Sardegna peraltro, ha subito in tutti questi anni il condizionamento della grande distribuzione, che peraltro vive e fa vivere non certamente nel migliore dei modi, è grave e qui chiamo l'Assessore in campo, per verificare se tutte le opportunità che vengono date alla grande distribuzione non fosse il caso di darle alle piccole aziende che si trovano all'interno delle città e soprattutto nelle zone storiche della città. C'è certamente il discorso del sistemare un ragionamento intorno a quelle che sono le piccole aziende che vivono in quartieri in circostanze di precarietà. Ho in mente la cittadina di Oristano che magari preferisce andare al grande supermarket costruito da un nostro ex Presidente che d'estate richiama per poter passeggiare al fresco e d'inverno magari per avere una passeggiata al caldo, lasciando però spoglio quello che è il centro storico, quello che è il vivere la città, quella che è la comunanza, quello che è il vivere civile e l'insieme che il mercato civico urbano può e poteva dare nei tempi e che ha dato perché c'era la socialità. Questo vale per la piccola azienda commerciale, ma è vero anche che non c'è più il negozio a piè di casa dove poter andare o nel vicinato dove poter andare a comprare qualunque cosa potesse essere utile per la famiglia. Non vorrei che qualcun altro ricordasse male che qui ci sono i prezzi che ti attirano, magari c'è un prezzo particolare che t'attira, ma ti fa comprare tutto l'insieme dell'altro non considerando se non quella passeggiata al fresco o al caldo a seconda della circostanza e delle occasioni. Ancora di più io credo che ci sia da prestare l'attenzione alle piccole aziende artigiane, al fatto che, per esempio, non sono più richiamate neanche nei piccoli comuni. Credo che dovremmo come valutazione, come insieme, andare a vedere se non è il caso proprio lì di abbattere alcune imposizioni, tassazioni per consentire che vivano all'interno di queste entità piccole come sono i nostri piccoli paesi. Guardando con attenzione quello che è anche "Made in Sardinia", quello che spesso invece ci viene riportato dalle zone giapponesi e cinesi in particolare con altra marca, altra qualcosa. Abbiamo la capacità di offrire lavori di grande, fine artigianato dalla tessitura per continuare al ferro, al legno, per dire che ci sono condizioni veramente di grande possibilità di avere artigiani fini, rispondenti a quelle che sono le esigenze del territorio e anche del turismo. Noi non li abbiamo più assistiti, l'artigianato artistico non è più assistito come dovrebbe essere. Noi dovremmo riprendere coraggio anche attraverso l'esame che potrà fare questa Commissione d'inchiesta che dia un lascito per quelle che sono le opportunità in una prossima legislatura che i colleghi che verranno affrontino questi temi, ma li affrontino con serietà e anche con cognizione di causa, tenendo a mente che non è che si voglia dire che il piccolo è bello, si vuole dire che è bene dare l'opportunità a ciascuno, secondo determinate necessità presenti nei territori e nelle città. Significa ripristinare un dato di cultura, significa ripristinare la possibilità di quello che è l'artefice, l'artista, l'artigiano che vuol dire semplicemente l'uomo che realizza se stesso e si colloca all'interno della società in modo fattivo ed opportuno. Questo è quello che mi spinge a dire che va bene la Commissione oggi per domani, nel senso che supero le criticità giuste esposte da Paolo Truzzu, che hanno indubbiamente ragion d'essere, ma oggi abbiamo la necessità, l'opportunità, il dovere comunque di affondare con intelligenza i problemi e dare una risposta e lasciare qualche tema scritto che possa servire per il domani.

PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Presidente, intanto credo che sia un'altra dichiarazione di un fallimento che viene per quanto riguarda le azioni intraprese da questa Giunta, da questa maggioranza, dal collega Deriu perché nel momento in cui si chiede al Consiglio di intervenire con una Commissione d'inchiesta evidentemente lo stato è abbastanza in difficoltà. Noi confermiamo la difficoltà di queste imprese del settore commercio e dell'artigianato, ma soprattutto anche di questi lavoratori che hanno veramente oramai perso ogni fiducia nel futuro. Concordo quando i colleghi dichiarano tutte le criticità, noi l'abbiamo sottoscritto perché crediamo che quando si fa una proposta per trovare qualche soluzione o partecipare a trovare delle soluzioni noi non ci tiriamo indietro, siamo sempre costruttivi, però Presidente, la nostra partecipazione, lo dico anche al collega Deriu è a due condizioni, la prima che inseriamo un tempo perché noi siamo a dieci mesi dalla fine della legislatura e quindi crediamo che non può essere, perché io non sono d'accordo, il Consiglio di domani deciderà per il domani, se io oggi devo partecipare dò una disponibilità a tempo e questo tempo non può superare per quanto ci riguarda i due mesi perché poi c'è l'estate e non ha senso e non solo, dobbiamo anche individuare da subito facendo una valutazione ex ante. Questa è l'altra condizione della validità, della funzionalità e dell'efficacia della soluzione che presentiamo. Ecco, con queste due condizioni noi ovviamente daremo la nostra disponibilità.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore del turismo, artigianato e commercio.

ARGIOLAS BARBARA, Assessore tecnico del turismo, artigianato e commercio. Il parere è conforme alla proposta del consigliere Deriu.

PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno numero 1.

Ricordo che l'ordine del giorno deve essere votato per la costituzione della Commissione speciale a maggioranza assoluta, quindi con 31 voti.

Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI).Chiedo a questo punto cinque minuti di sospensione per fare quelle modifiche, se vengono recepite, che noi abbiamo proposto.

PRESIDENTE. Per quanto riguarda la scadenza è previsto dall'articolo 53 "per un periodo determinato che non può protrarsi oltre la scadenza della legislatura". Quindi la scadenza è già definita dal Presidente.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Ma io ho chiesto di anticiparla questa scadenza, ho proposto due mesi, vogliamo capire se ci sono le condizioni.

PRESIDENTE. Sospendo la seduta per cinque minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 12 e 25, viene ripresa alle ore 12 e 30.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori.

Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI).Vogliamo proporre una modifica orale sul testo. Ovvero, dopo le parole "istituzione di una Commissione speciale" aggiungere "con termine di scadenza al 31 luglio 2018". Nel dispositivo, dopo la parola "proposta" aggiungere "di legge entro il 31 luglio 2018", lo stesso termine quindi.

Presidente, la proposta è che alla fine del Consiglio di oggi vengano a lei comunicati i nomi dei componenti e che quindi la Commissione possa partire rapidamente.

PRESIDENTE. Quindi la scadenza del 31/7/2018 può essere riportata soltanto nella parte finale.

Poiché non vi sono osservazioni, l'emendamento orale si intende accolto.

Ha domandato di parlare il consigliere Gennaro Fuoco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FUOCO GENNARO (Fratelli d'Italia Sardegna). Più che sull'emendamento orale era per dichiarazione di voto sull'ordine del giorno. Nel senso che vorrei specificare meglio il nostro voto contrario, il voto contrario del mio gruppo già introdotto dal Capogruppo in quanto noi intendiamo partecipare ai lavori di questa Commissione e dare il nostro contributo, ma il nostro voto contrario è prettamente politico e che vuole sottolineare la tardività della proposta e il fortissimo scetticismo che la accompagna. Vorrei poi aggiungere che le valutazioni per quello che riguarda la grande distribuzione secondo me rischiano di essere fuori tempo massimo anche quelle perché se noi andiamo a parlare di problemi legati alla grande distribuzione laddove tra non molti mesi ci troveremo ad affrontare la crisi della grande distribuzione, la crisi dei posti di lavoro che oggi la grande distribuzione offre in quanto il commercio elettronico sta erodendo grandi quote di mercato alla stessa, quindi io credo che alla fine rischieremo di avere degli interventi e delle valutazioni che risultano sempre fuori tempo massimo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fabrizio Anedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ANEDDA FABRIZIO (Gruppo Misto). Per dichiarare la mia astensione perché mi sembra che questa Commissione sia andata fuori tempo massimo. Informo che la quinta Commissione sta portando avanti audizioni di imprenditori che in aggregazione spontanea, senza associazioni di categoria, per monitorare le loro criticità e trovare soluzioni immediate per lo sviluppo, lo stiamo già facendo questo lavoro in Commissione. Le imprese non hanno bisogno di Commissioni di inchiesta ma di attenzione politica per aiutare il loro sviluppo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Lotto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOTTO LUIGI (PD). Per precisare solamente che nel momento in cui nel dispositivo precisiamo che si sta andando a fare una proposta di legge, va bene, sapendo però che c'è da una parte la possibilità che la Giunta possa proporre e decida di proporre un proprio articolato, il percorso successivo di approvazione, di discussione e di approvazione per il Consiglio dovrà essere comunque portato nelle competenze della Commissione quinta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Crisponi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Io credo che un po' tutti i colleghi abbiano perfettamente ragione. C'è un evidente ritardo nell'affrontare un tema che per fortuna approda in Aula altrimenti dovremmo qui rinunciare ad una discussione che non ha mai visto entrare in quest'Aula seriamente il tema delle imprese. Quindi saremo in ritardo, saremo a poco più di dieci mesi dal voto, saremo in condizioni in cui probabilmente ci sono tante altre cose e situazioni che questo Consiglio dovrà sistemare, ma credo che sia legittimo affrontare un tema che riguarda un comparto vitale, pace vivace, necessario all'intero territorio regionale. Ecco perché, con tutto il rispetto per i colleghi che vedono delle criticità e delle difficoltà, io credo che sia cosa ben fatta, di buonsenso, quella di affrontare un tema che riguarda il sistema produttivo regionale. Ecco perché assicuro il voto favorevole dei colleghi Riformatori.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Presidente, per esprimere il voto a favore del nostro gruppo, e per dire all'onorevole Lotto: "Magari la Giunta potesse prepararci velocemente un progetto di legge, non è mai avvenuto!".

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'ordine del giorno numero 1, così emendato.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Discussione della richiesta di istituzione di Commissione d'inchiesta sul fallimento delle politiche industriali nell'area di Ottana. (Comm. di inchiesta n. 6)

PRESIDENTE. Passiamo all'altro punto all'ordine del giorno: "Richiesta di istituzione della Commissione d'inchiesta sui fallimenti delle politiche industriali nell'area di Ottana".

E' iscritto a parlare il consigliere Luigi Crisponi. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Presidente, molto velocemente, il tema di Ottana, il polo industriale di Ottana, e con questo parlando anche dei territori contigui che fanno capo e riferimento a quelle aree, quindi di Bolotana e Noragugume. Il tema del polo di Ottana di fatto non è stato mai affrontato compiutamente attraverso le sue mille delicatissime sfaccettature, quindi riteniamo con la presentazione di questo documento, con la richiesta appunto della istituzione di una Commissione speciale d'inchiesta, che dopo cinquant'anni, tanto il tempo trascorso da le iniziative che hanno riguardato quel polo industriale appunto, sia arrivato il momento di fare luce su un compendio industriale che ha visto amaramente chiudere decine e decine di aziende, licenziare i lavoratori, rilasciare una rilevantissima quantità di sostanze tossiche nei terreni, nelle falde, nell'ambiente in generale, generando come conseguenza scompiglio, desolazione, desertificazione sociale, ma anche malattie professionali, fino ad arrivare all'orrore di morti che probabilmente sono state frettolosamente dimenticate. Quindi dopo cinquant'anni pare legittima e doverosa l'occasione di aprire una profonda riflessione ed un'attenta disamina dei fatti, ma anche dei documenti che hanno accompagnato la nascita, la crescita e il fallimento delle azioni che hanno riguardato non solo il polo industriale in quanto tale, ma che hanno riguardato un intero spazio vissuto dalla nostra gente, che in quell'arretramento socio-economico, a seguito del fallimento appunto del polo industriale, ne sopporta ancora oggi purtroppo le cicatrici.

Quindi tutto questo incredibile intreccio di vicende che hanno portato di fatto alla dissoluzione del sogno industriale della Sardegna centrale, a mio giudizio, meritano più di un approfondimento, e naturalmente per fare luce anche su scelte che sono state compiute, e in tal caso operate proprio dalla politica, e probabilmente anche su un disinvolto maneggio di risorse pubbliche appunto, di risorse dei cittadini sardi, che di fatto alla fine, rispetto ad aziende che hanno chiuso i battenti, hanno di fatto coltivato solo esclusivamente il sogno disilluso delle popolazioni di quei territori. E allora noi vorremmo mettere un punto fermo su questo fatto, o sui fatti e sugli atti documentali che hanno generato di fatto la sconfitta e la desertificazione economica, e quindi come abbiamo detto sociale di un intero territorio. Quindi con una Commissione d'inchiesta, partendo da quelle che sono state le chimiche di Stato degli anni Settanta, fino alla parte più delicata che è quella che riguarda le mancate bonifiche su quei terreni e su quei territori, ma con motivazioni di ripartenza, di ricostruzione, per capire se ci sono occasioni di sviluppo su quell'area così grande e così importante che ha oggi il dovere, ritengo da parte del Consiglio regionale, di individuare quali iniziative, quali percorsi, quale affiancamento anche alle recenti iniziative che sono state adottate su quei territori, anche dalla politica, o anche dalla stessa Giunta regionale. Insomma un gioco di squadra, che sappia rafforzare qualunque tipo, e ripeto qualunque tipo, di seria e attenta doverosa iniziativa che coinvolga, come auspicio, i lavori dell'intero Consiglio regionale. Insomma, in definitiva, io vorrei che i colleghi valutassero con dovizia, con attenzione, quale opportunità si potrebbe avere dall'istituzione di una Commissione d'inchiesta su quel territorio: innanzitutto dando una risposta seria agli amministratori di quelle aree, ai suoi cittadini, ma anche quali obiettivi, quali orizzonti si potrebbero delineare ed individuare anche nuove imprese possano insediarsi su quelle aree, una volta bonificati e restituiti alla disponibilità compiuta e piena delle amministrazioni che insistono su quelle vaste aree; e quindi non solo valutazioni del perché e le ragioni di un tracollo, di una desertificazione appunto, ma anche quali sono i pilastri di riferimento sui quali poter fondare seriamente su un rilancio, un riuso, ma soprattutto su una immediata, necessaria, bonifica di quei siti. Ecco il perché la richiesta di istituzione di una Commissione speciale sul polo industriale di Ottana.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Gaetano Ledda. Ne ha facoltà.

LEDDA GAETANO (PSd'Az-La Base). Presidente, ma ce ne sarebbe da dire, quando sento il nome di Ottana mi vengono i brividi dietro la schiena! Sono cinquant'anni che si parla di Ottana. Mettendo un po' di ordine nella situazione diciamo che Ottana ci ha inquinato, ha distrutto un territorio. Io mi ricordo da ragazzino che molti miei paesani avevano un sogno nel cassetto, era quello di abbandonare la campagna e andare sull'industria, tant'è vero che hanno assorbito tantissimi agricoltori e allevatori del territorio per il "sogno della fabbrica", così si diceva, la fabbrica di Ottana. È successo che oggi, come ieri e avantieri, piangiamo ancora i morti di Ottana perché ci hanno inquinato. Guardando l'oggetto della Commissione che discutiamo oggi: "fallimento delle politiche industriali dell'area di Ottana" questo è stato tutto detto, le politiche sociali hanno fallito, hanno creato solo danni e disastri, basta farsi un giro nel territorio e io che sono vicino, ci passo ogni giorno quando veniamo qua, lo vedo. La politica e la Regione, non solo questa Giunta ma anche chi ci ha preceduto, ha fatto poco e niente perché gli anni scorsi sono stati dati contributi a pioggia a delle imprese "continentali", che son venute, l'ho già detto in altre occasioni, hanno costruito delle scatole vuote, ci hanno lasciato scatole vuote e hanno preso, chi 50 milioni di euro, chi 80 milioni di euro, e questi non si sono più visiti, sono "personaggi extraterrestri". Per quanto riguarda il discorso del procedimento, quello che si può fare attualmente, che si sta facendo ricordo in questo Consiglio, l'ho già detto in altre occasioni, abbiamo una fabbrica di guarnizioni che era la fabbrica migliore al mondo, che produce che produce guarnizioni in tutto il mondo, per tutte le ASL, per tutte le società, che funziona, che aveva chiesto alla Regione di accelerare i piani di investimento, sia regionali che quelli di Invitalia, con 20 milioni regionali e 20 milioni di Invitalia, era disposta ad assumere cinquanta persone a tempo indeterminato, e l'ho anche scritto, in più è pronta a fare 10 mila metri quadri al coperto, quindi dare un po' di ossigeno, quello che chiedeva il sindaco di Ottana, di dare un po' di ossigeno al territorio. Io penso che una fabbrica che è pronta a investire sul territorio 40 milioni di euro e assume 50 persone a tempo indeterminato bisogna mettere il tappeto rosso, azzurro, verde e tutti i colori del mondo, per quanto riguarda i punti che ho letto sotto sulla Commissione d'inchiesta, penso che sia stato tutto detto: basta leggere il punto uno, punto due e il punto tre. Mi trova d'accordo, non so quali saranno i tempi però una qualcosa bisogna farla, adesso che siamo quasi a fine mandato bisogna fare questa Commissione, e infatti condivido acquisire e verificare tutti i documenti relativi all'intreccio di vicende nel polo industriale di Ottana e in particolare all'erogazione e gestione di fondi pubblici alle imprese private, è quello che stavo dicendo prima, però farlo veramente, non solo a parole ma farlo e metterlo in pratica, valutare le ragioni del tracollo e della desertificazione economica di quell'area è tutto detto, poi in ultimo, come terzo punto, individuare quali azioni di riuso e riconversione del sito siano ipotizzabili, infatti io quello che potrei ideologi dire oggi è solo questo, che c'è un'attività esistente, bisogna dare una mano a quella, poi sulle azioni ipotizzabili in futuro non saprei. Ci affidiamo all'Amministrazione regionale.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Fabrizio Anedda. Ne ha facoltà.

ANEDDA FABRIZIO (Gruppo Misto). Presidente, altra Commissione d'inchiesta, ci sono dei trattati sociologici di economia che trattano il tema, adesso dobbiamo fare un'altra Commissione d'inchiesta per fare un po' di memoria storica, dal dopoguerra assistiamo a più piani di rinascita della Sardegna: anni Cinquanta, Cassa per il Mezzogiorno, Industria e formazione per liberare dal sottosviluppo e alla inoccupazione dovuti al declino dell'agricoltura tradizionale dei contadini e dei pastori senza terra. Si era così imposto il convincimento che se rinascita ci dovesse essere per la Sardegna non avrebbe potuto avere altro indirizzo se non quello industriale culturalmente c'era il passaggio da servo pastore, pastore o contadino e operaio. Operaio di industria, non più servo, nel Sulcis dismissioni delle miniere a favore dell'industria chimica, fine anni '60, inizio degli anni '70, quando in Sardegna dilagava banditismo e sequestri di persona e nelle campagne la protesta rischiava di incanalarsi verso l'eversione, vedi Brigate Rosse, con un nuovo Piano di rinascita, in accordo con i sindacati, politica ed amministratori locali, si propose l'abbandono dei campi per far fare l'operaio nell'industria di Ottana e centro Sardegna era chiaramente una industria di Stato per contrastare la criminalità era nata e assistita dalle più fiorenti economie del nord, il nord finanziava questa industria in passivo della Sardegna. Crisi del petrolio, le industrie del nord non più in grado di assistere l'industria sarda, da metà degli anni Settanta si assistette ad una continua protesta degli operai di Ottana che si erano accorti che ormai l'industria era a tempo. Altri interventi fine anni '90-2000, vedi legge numero 488, miliardi di lire a prenditori che non hanno neanche mai aperto le industrie, con interventi di qualche centinaio di miliardi per aggiunta per la formazione e riqualificazione, tutta andata a perdere. In tutto questo sistema, notabili, sindacalisti, amministratori, hanno fatto la loro carriera politica. La situazione di crisi con operai in cassa integrazione, mobilità o altri ammortizzatori sociali è nota da dieci anni: gli economisti l'avevamo prevista da molto più tempo, oggi veramente da qualche mese, in occasione di campagna elettorale, torna di attualità la situazione di crisi tremenda di territori con un tasso di inoccupazione terrificante. Non più di un mese fa, Assessori, politici, sindacalisti, amministratori locali, lo stesso Presidente della Regione, si sono incontrati a Ottana per trovare delle soluzioni. Forse mancavano le attività produttive in questo incontro, ora, se c'è un progetto produttivo, sperando che non sia più di tipo assistenziale, magari assistito dalla Regione invece che dallo Stato, ben venga, ma prima ci dovete dire cosa dobbiamo produrre lì, con chi produrre, in quale mercato vendere, e a quanto vendere. Se poi vogliamo, con la spinta indipendentista, assistere a questi territori non più come Stato ma come Regione, non mi sembra molto dignitoso verso una classe operaia che si è vista utilizzata a quando per combattere la criminalità, a quando per far fare carriera politica a qualche amministratore sindacalista notabile e faccendiere e oggi rischia di prendere delle elemosine sempre per qualche carriera politica. Il lavoro è dignità, i faccendieri che vogliono utilizzare il disagio sociale per continuare a fare carriera politica sono dei poveri miserabili, senza riguardo verso la dignità delle persone e vanno combattuti.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Francesco Sabatini. Ne ha facoltà.

SABATINI FRANCESCO (PD). Presidente, io intanto eviterei di entrare nei particolari di una crisi che attanaglia l'area di Ottana molto complessa, ho sentito molte semplificazioni e molte dichiarazioni anche alquanto superficiali sulla crisi e sulla storia della dell'area di Ottana riguardo al piano di reindustrializzazione anche il fallimento degli interventi che sono stati numerosi in quell'area, quindi non è un tema che si può affrontare in modo superficiale con poche dichiarazioni. Insomma, parlare di Ottana necessiterebbe di molto tempo, credo però che il tema, il tema posto dal documento che è alla nostra attenzione, sia un documento, sia un tema reale, concreto, che questo Consiglio possa e debba affrontare. Mi preoccupa un aspetto, io più che una Commissione d'inchiesta che mette in luce ciò che non si è fatto e ciò che si è fatto male nel passato imposterei la Commissione d'inchiesta come una Commissione che guarda in positivo, cioè che cosa possiamo fare per rilanciare quelle aree? Quali sono le azioni? Che cosa si sta facendo attualmente? Quali sono gli stanziamenti a disposizione del Consiglio e ciò che la Giunta sta mettendo a disposizione per il rilancio di quell'area. Ora sinceramente sono un po' infastidito da alcuni tavoli che vedono costituirsi in queste settimane che mettono insieme Confindustria, sindacati, sindaci e quant'altro per parlare di bonifiche, soldi da destinare alle bonifiche con molte persone che attorno a questa discussione già intravedono la possibilità di prendere una parte di quegli stanziamenti ma che certamente non sono l'azione che può rilanciare quelle aree, le bonifiche sono necessarie ma non sono il Piano industriale di rilancio di quelle aree. La istituzione di area di crisi complessa può forse aiutare a dare qualche ammortizzatore in più, ma non la considero un'azione che può risolvere il problema di quelle aree. I cantieri verdi possono dare un po' di respiro, forse a qualche disoccupato, a qualche cassintegrato, ma non costituiscono il piano di rilancio di quelle aree. Allora, io vedrei positivamente la costituzione di una Commissione che però sia fortemente impegnata a verificare quali sono le azioni che si stanno mettendo in campo e quali potrebbero essere le azioni che si possono mettere in campo per rilanciare quelle aree. Quindi, proporrei questo se è possibile, se i presentatori sono d'accordo, di rivedere il testo della richiesta, di prenderci qualche giorno di tempo, anche nella seduta di domani, quindi io vi pregherei, vi chiederei di ritirare la richiesta e riscriverla, rivederla insieme, sottoscriverla maggioranza e opposizione, quindi condividendola, per poter fare un lavoro che guardi in positivo a quelle aree e che studi quali possano essere le azioni da mettere in campo.

PRESIDENTE. Allora, c'è una richiesta di sospensiva che metto in votazione.

Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Crisponi. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Apprezzo le parole del collega Sabatini, lo scopo della Commissione naturalmente prevede che ci sia un punto fermo sul da farsi; le Commissioni d'indagine fanno altro, sono Commissioni che vanno a scavare e non credo che nemmeno una Commissione abbia i poteri di una Commissione parlamentare per poter individuare anche responsabilità. Ma ciò che va individuato con immediatezza è invece il percorso per un futuro di qualità, diciamo così, per quelle aree, per quel territorio, per quegli amministratori o per gli amministrati. Quindi, la prospettiva è evidente di un lavoro di questo genere, certo che se fosse stata presa in esame immediatamente la richiesta che è stata presentata nel settembre del 2017, a seguito purtroppo ahimè, degli ultimi licenziamenti probabilmente avremmo potuto anche dire qualche parola in più e impegnarci in modo differente, e oggi però di fatto non c'è tempo da perdere: dobbiamo individuare un percorso che sappia dare solidità alle ragioni di tutti, ma soprattutto di coloro i quali in quei territori ci vivono e ci lavorano, o ci lavoravano. Quindi, dal momento che è stato anche predisposto un ordine del giorno, rifacendomi alle indicazioni del collega Sabatini, rimetterei la discussione rispetto a ciò che è stato, in modo apprezzabile, avanzato dal collega e verificare se all'interno dello stesso ordine del giorno, che impegna appunto il Consiglio regionale, si individuino quelle indicazioni che provengono in modo tale che ci sia una condivisione, perché credo che sarebbe auspicabile che maggioranza, che di fatto alcuni consiglieri della maggioranza, lo ricordo, e quindi alcuni Gruppi lo hanno già fatto firmandola, perché non è sottoscritta questa richiesta di istituzione solamente dai componenti della minoranza consiliare, ma anche da alcuni elementi della stessa maggioranza. Quindi, proporrei all'Aula, quindi al collega Sabatini che ha sollevato correttamente il tema, che si possa individuare una modifica dell'ordine del giorno per individuare quei punti ai quali si faceva poc'anzi riferimento.

Insomma, Presidente in definitiva proporrei che ci fosse di fatto una breve sospensione dei lavori, verificare se c'è la possibilità di individuare all'interno dello stesso ordine del giorno per evitare un rilancio a domani mattina o al trascinamento. Io vedrei immediatamente i punti che possono essere discussi con una breve sospensione dell'Aula.

PRESIDENTE. Sospendiamo l'Aula per cinque minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 13, viene ripresa alle ore 13 e 14)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori.

E' iscritto a parlare il consigliere Antonio Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS ANTONIO (PD). E' già stato detto, l'industrializzazione della Sardegna centrale, esattamente ad Ottana, nei primi anni Settanta non è stata solo una grande illusione per quel territorio (il territorio del Nuorese, ma vorrei ricordare anche il 27 Comuni dall'alto Oristanese e della Sardegna centrale), certamente ha consentito un salto di qualità di quelle popolazioni che venivano da un sistema solo ed esclusivamente agropastorale e con quell'investimento divenne una zona ad alta industrializzazione. Molti di quelli che hanno iniziato negli anni Settanta sono arrivati alla pensione, molti altri purtroppo sono ancora in mobilità, in attesa di raggiungere i requisiti per poter andare in pensione. Non c'è dubbio quindi che quella scelta, in quegli anni, fu una scelta intelligente - ricordiamo anche che quella scelta venne fatta in seguito a una Commissione parlamentare, la Commissione Medici sul banditismo nella Sardegna centrale -; ripeto, perché ne sono convinto, un salto di qualità dal punto di vista culturale e civile di quei territori è stato sicuramente fatto. Però non possiamo negare che successivamente all'aggressione che c'è stata, non solo in Sardegna ma in Italia e in Europa, delle multinazionali del settore chimico, è iniziata la grande crisi del sistema chimico in Sardegna e ad Ottana in modo particolare. Senza citare casi specifici, anche alcuni interventi negli ultimi decenni, finanziati magari con soldi pubblici nazionali e con fondi europei, non sono stati certamente una scelta intelligente, nel senso che quegli interventi che sono costati decine e decine di milioni di euro sono entrati subito in crisi, mettendo subito in cassa integrazione e in mobilità il personale senza raggiungere certamente l'età pensionabile.

Dobbiamo interrogarci, credo che una Commissione come quella che è stata proposta debba interrogarsi su quale può essere il futuro di quell'area, quali possono essere gli interventi possibili; certamente non possiamo ripetere la sperimentazione della legge 488 che ha costruito, non solo ad Ottana, capannoni vuoti, ma dobbiamo cercare di ripartire da quella che è stata l'esperienza e anche le molte professionalità che quell'investimento industriale ha costruito in quei territori.

Si parla di bonifiche, io non lo so che tipo di indagine si è fatta, quale tipo di inquinamento ci possa essere in quei territori, certamente non risolviamo il problema dello sviluppo economico con le bonifiche ma saniamo un danno che è stato fatto magari a quei territori. Certamente né il Consiglio regionale, né la Giunta regionale possono creare imprese ma possiamo certamente, con gli strumenti legittimi che la Regione ha, per esempio con i bandi oggi in essere da parte dell'Assessorato alla programmazione, indirizzare investimenti che possano essere fatti in quelle aree. Certamente, ripeto, le bonifiche non possono essere considerate uno sviluppo economico, però è indispensabile che vengano fatte, però, approfitto anche della presenza dell'Assessore dell'ambiente in Aula, c'è sicuramente un altro problema che sta a valle di quegli investimenti nell'area industriale di Ottana, che spesso viene taciuto, e sono quei territori dal punto di vista ambientale molto probabilmente più colpiti di altri, mi riferisco agli scarichi di Ottana nel fiume Tirso che hanno creato in tutti questi anni una situazione di inquinamento di quelle acque di non poco conto. Quindi credo che, oltre alle bonifiche dei terreni eventualmente inquinati, ci sia la necessità che la Commissione verifichi anche, con o le agenzie regionali che possono avere queste capacità professionali, per capire qual è il grado di inquinamento delle acque del Tirso, e in modo particolare dell'invaso del lago Omodeo, perché si parla spesso di rilancio dell'attività anche turistica di una ricchezza come quella dell'invaso artificiale del lago Omodeo, però poi ogni volta ci si scontra contro l'inquinamento delle acque che derivano dalle cose che abbiamo sempre sentito ma certamente non abbiamo nessuna prova documentale di questo tipo di inquinamento dagli scarichi di Ottana. Allora io nel dire che bene ha fatto il collega a presentare l'ordine del giorno, che sottoscrivo con convinzione, però aggiungerei anche all'ordine del giorno il problema dell'inquinamento delle acque del Tirso.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SDP). Presidente, io ringrazio il collega e amico Luigi Crisponi per aver presentato questa istanza sulla composizione di una Commissione d'inchiesta per le problematiche relative e inerenti al sito industriale di Ottana. È da tempo che in quest'Aula si parla della desertificazione di quel territorio, della drammatica situazione occupazionale, che ha colpito in diverse fasi quelli che erano ancora dipendenti di quel sito industriale. Credo che bene abbiamo fatto tutti insieme a scrivere questo ordine del giorno dimodoché la Commissione non sia un atto d'accusa a quello che è stato, perché quello che penso io è che comunque quello che è stato in questo momento è sotto gli occhi di tutti. Noi dobbiamo cercare di trovare tutte le soluzioni possibili per cercare di invertire la rotta, se stiamo parlando di riconversione, stiamo parlando di bonifiche e credo che ci possano essere le condizioni oggi perché rispetto soprattutto alle bonifiche poi si possa ripartire con un rilancio di quel sito anche con situazioni di prospettiva diversa da quelle che sono state sino ad ora. Dobbiamo dire però che negli ultimi tempi l'Assessore ha dimostrato grande disponibilità e sensibilità ai problemi che le sono stati ben rappresentati non solo in quest'Aula. Non più tardi di qualche settimana fa c'è stato un incontro molto partecipato ad Ottana organizzato dagli amici del Partito dei Sardi al quale incontro era presente anche l'Assessore. E credo che sugli impegni che erano stati posti nella mozione di maggio 2017 alcune cose siano state già messe in campo. È chiaro che le risposte non possono arrivare con l'utilizzo di una bacchetta magica, però credo che in questo momento la vertenza Ottana sia diventata e stia diventando una vertenza di serie A come lo sono state le altre vertenze che riguardano i siti industriali della Sardegna. Il mio è un auspicio, è un augurio che peggio di così lì non si possa andare; ha detto bene il collega Sabatini quando ha detto che i cantieri verdi non possono essere che un palliativo, che comunque un palliativo che in questo momento serve. Non dimentichiamo che i siti industriali hanno delle risorse anche importanti rispetto agli altri Comuni, proprio per poter dare una risposta anche se provvisoria a quelle che sono le condizioni delle persone che escono dal mondo del lavoro ed escono anche dal sistema degli ammortizzatori sociali. Quindi, ripeto, io ringrazio l'onorevole Crisponi per aver pensato di istruire una procedura di questo di questo tipo, perché in questa maniera noi potremmo essere in grado davvero di fare una verifica attenta e seria su quelle che possono essere le prospettive certe per dare un futuro a quelle popolazioni che, ricordiamo, non sono solo i cittadini del Comune di Ottana, ma sono cittadini dal centro Sardegna non solo della Provincia di Nuoro, grazie.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore dell'industria.

PIRAS MARIA GRAZIA, Assessore tecnico dell'industria. Il parere della Giunta è conforme, e dichiariamo fin d'ora la nostra disponibilità a collaborare, qualora richiesti, per costruire, appunto, insieme uno sviluppo per Ottana.

Mi prendo un minuto solamente per aggiungere che nel frattempo, come è stato appena detto dall'onorevole Cocco, la Giunta e l'Assessorato, ma tutta la Giunta, ha lavorato e sta lavorando per interventi urgenti.

Intanto comunico che l'area di crisi, l'istanza di area di crisi è stata presentata al MISE è stata trasmessa con una lettera di accompagnamento del Presidente al ministro Calenda, anche stamattina si è tenuto in Presidenza alla presenza di molti Assessori un incontro per studiare provvedimenti urgenti, che riguardano in particolare gli ammortizzatori sociali, che riguardano i cantieri Lavoras, che riguardano risorse aggiuntive per un eventuale bando riservato all'area.

Quindi nel frattempo abbiamo anche finanziato, onorevole Ledda, la pratica relativa all'innovazione e agli investimenti ulteriori per l'azienda di Bolotana e stiamo in attesa che il MISE mettano anche loro la firma. Quindi stiamo procedendo e lavoreremo insieme a voi per lo sviluppo, per creare un modello di sviluppo per Ottana, grazie.

PRESIDENTE. È stato presentato l'ordine del giorno numero 2.

Ha domandato di parlare il consigliere Fabrizio Anedda. Ne ha facoltà.

ANEDDA FABRIZIO (Gruppo Misto). Sull'ordine dei lavori, perché sempre con questa Commissione, qui ci son presenti degli Assessori che hanno lavorato e stanno lavorando a un progetto di Ottana penso dalle ultime notizie e in più c'è l'Assessore della programmazione che ha seguito i progetti territoriali, per cui sarebbe il caso che ci riferissero sulla situazione progettuale che abbiamo a Ottana senza bisogno di fare Commissioni, loro le hanno vissute in prima persona, penso che le abbiano vissute, l'Assessore dell'industria, l'Assessore della programmazione, quindi invece di fare l'ordine del giorno sarebbe opportuno che ci riferissero sullo stato di attuazione, se ci sono i progetti imprenditoriali o meno a Ottana, grazie.

PRESIDENTE. Grazie vi dicevo: è stato presentato un ordine del giorno che preso atto del dibattito istituisce la Commissione d'inchiesta sulla complessa situazione del polo industriale di Ottana, affinché: uno, valuti le ragioni del tracollo e della desertificazione economica di quell'area; due, individui quali azioni di riuso e riconversione del sito siano ipotizzabili e quali azioni di politica economica nell'area siano attuabili; tre, verifichi lo stato delle procedure per la bonifica del sito; quattro, valuti quali strumenti welfare per tutti i lavoratori espulsi dal ciclo produttivo siano attivi e/o attivabili e delega il Presidente del Consiglio regionale ai sensi dell'articolo 125 comma 1 del Regolamento a nominare i componenti della Commissione d'inchiesta sul fallimento delle politiche industriali dell'area di Ottana.

Ha domandato di parlare il consigliere Antonio Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS ANTONIO (PD). Presidente grazie, come ho detto nel mio intervento, io, mi sembra al punto 4 dell'ordine del giorno, farei un emendamento orale dove si parla di bonifiche dei siti, anche la verifica dell'inquinamento delle acque del fiume Tirso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gaetano Ledda. Ne ha facoltà.

LEDDA GAETANO (Psd'Az-La Base). Volevo vedere l'ordine del giorno, lo voglio leggere perché non ho seguito bene.

PRESIDENTE. Chiedo intanto se è accolto l'emendamento dell'onorevole Solinas. Accolto l'emendamento dell'onorevole Solinas.

Metto in votazione l'ordine del giorno numero 1. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

TUNIS STEFANO (FI). Avevamo chiesto il voto elettronico.

PRESIDENTE. No, non avevate chiesto, no, mi dispiace, non è stata fatta nessuna richiesta, assolutamente no, per la votazione precedente era stata richiesta e così è stata fatta. Non è stata richiesta da nessuno, i segretari d'Aula confermano la non richiesta se ci fosse ulteriore necessità. Grazie.

L'ordine del giorno reca la discussione della mozione numero 387.

Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SDP). Vorrei chiedere, per alcune richieste che ho avuto dai colleghi, se fosse possibile rinviarla a stasera.

PRESIDENTE. La seduta è tolta, il Consiglio è convocato questo pomeriggio alle ore 16.

La seduta è tolta alle ore 13 e 30.