Seduta n.291 del 19/04/2018 

CCXCI Seduta

Giovedì 19 aprile 2018

Presidenza del Presidente GIANFRANCO GANAU

La seduta è aperta alle ore 10 e 44.

FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 14 marzo 2018 (287), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Anna Maria Busia, Antonio Gaia, Domenico Gallus, Gaetano Ledda, Piermario Manca, Alfonso Marras, Raimondo Perra, Gianmario Tendas, Alessandro Unali, Emilio Usula e Pierfranco Zanchetta hanno chiesto congedo per la seduta del 19 aprile 2018.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Stefano Coinu e Mariano Contu hanno dichiarato, con separate note del 18 aprile 2018, di aderire entrambi al Gruppo consiliare "Forza Italia Sardegna".

Annunzio di presentazione di proposta di legge

PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la proposta di legge numero 506.

Annunzio di interrogazione

PRESIDENTE. Si dia annunzio dell'interrogazione pervenuta alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria. È pervenuta l'interrogazione numero 1464.

Discussione della proposta di Regolamento: Pizzuto - Cocco Pietro - Zanchetta - Cocco Daniele Secondo - Congiu - Busia - Truzzu - Rubiu - Pittalis - Carta - Crisponi "Regolamento di attuazione dell'articolo 43 della legge regionale 23 dicembre 2005, n. 23 (Organizzazione e funzionamento delle strutture sociali, istituti di partecipazione e concertazione). Revisione e integrazioni delle norme sulle strutture per l'infanzia e istituzione della struttura sociale "gruppo appartamento". Modifica degli articoli 3, 4, 5, 15, 21, 22, 23, 24 28 e introduzione degli articoli 24 bis e 24 ter. (ai sensi dell'articolo 102 del Regolamento)". (Reg. n. 7)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del Regolamento numero 7.

Dichiaro aperta la discussione generale.

E' iscritto a parlare il consigliere Luca Pizzuto. Ne ha facoltà.

PIZZUTO LUCA (SDP). Presidente, intanto per prima cosa per ringraziare tutti i Capigruppo che si sono dimostrati disponibili a questo "102" che consente di modificare questo Regolamento rendendolo più attuale e più utile al radicamento dei servizi nei territori e nelle realtà periferiche. Che cosa ci si prefigge di fare? La prima cosa è quella di poter ampliare i servizi che ad oggi non risultano così radicati e diffusi a causa di alcune norme previste dal Regolamento di cui parlerò dopo. Ha l'obiettivo di sostenere le donne e le famiglie, sia nella loro azione di usufruttrici di servizi educativi dell'infanzia, ma di promuovere anche posti di lavoro per le donne attraverso il radicamento e l'utilizzo di nuove forme di lavoro nei servizi educativi. Nuove forme di lavoro per la Sardegna, scusate, colleghi, che risultano essere nuove nella nostra realtà regionale perché non ancora radicate e utilizzate, ma ben datate nei Paesi nordici europei. Si prefigge di snellire e creare una forma, superata la fase terapeutica e acuta, per la salute mentale e l'inserimento in gruppi-appartamento; azione proposta, strutturata e studiata già negli anni settanta dal grande Basaglia nelle sue azioni di riforma del sistema dei manicomi. Il centro della modifica dei regolamenti è rendere economicamente sostenibile l'attività di educazione domiciliare, distinguendo fra l'attività fatta da educatori in casa (e trattasi quindi di nidi familiari) e il servizio di mamme accoglienti o genitori accoglienti, come noi scriviamo nel Regolamento, che consente di poter spostare da tre a cinque utenti la presenza dei bambini rendendo effettivamente sostenibile economicamente il tipo di servizio. Oggi purtroppo in Sardegna noi abbiamo e conosciamo quella che è la condizione dei nostri paesi, la condizione della nostra olografia e il poter avere spazi che arrivano da tre a cinque bambini consentirà di radicare e creare servizi anche nelle zone periferiche e nelle zone marginali. Per farvi un esempio, oggi uno dei pochi servizi di questo tipo che esiste ce l'abbiamo a Cagliari dove c'è un educatore domiciliare il quale ha in carico tre bambini la cui retta costa 800 euro mensili, quindi una cifra veramente improponibile, veramente

gigantesca, estendendo la possibilità di arrivare a cinque si rende possibile abbattere i costi e consentire di avere un servizio più agevole anche nella programmazione fatta dai Comuni.

Su questo, annuncio degli emendamenti orali, Presidente, che riguardano l'articolo 5 nell'ambito dei genitori accoglienti dove invece di mettere "servizio educativo" si metterà "servizio di assistenza educativa" e nell'articolo 6 portare "da 0 a 5 a da 0 a 6". L'altro elemento è quello di promuovere le esperienze che si stanno avviando in Italia e che anche queste si sono già adattate nel mondo, di nidi nel bosco, nidi in campagna, cioè di forme educative e di servizi educativi che possono essere fatti in zone rurali attraverso anche l'esperienza di realtà produttive che possono integrare la loro attività con servizi educativi qualificati con l'obiettivo di rimettere in collegamento l'educazione all'infanzia e la natura. Questi servizi, mi riferisco in particolar modo al genitore accogliente, sono servizi che nascono negli anni Sessanta nei Paesi nordici, hanno avuto una forte diffusione e sono stati utilizzati tantissimo per integrare l'attività educativa e consentire di avere spazi per le famiglie e di poter consentire di lavorare ma anche di lasciare il tempo di lavoro creando sistemi educativi flessibili in grado di accogliere le necessità delle famiglie con figli. Accenno al fatto su incontri avvenuti con realtà e cooperative sociali che in Commissione chiederò di poter audire realtà che stanno lavorando ai regolamenti che sollecitano l'attivazione dell'Osservatorio regionale della povertà, l'attivazione dell'Osservatorio regionale sugli appalti, e la promulgazione del regolamenti per i requisiti specifici strutturali delle strutture sociali e delle tariffe.

Io ritengo che questo piccolo atto di riforma abbia grandi potenzialità nella realtà e nella situazione sarda e credo che connotare e investire nella possibilità di far crescere i servizi educativi mettendo a regime forme che integrano nuove esperienze educative dentro quello che io penso sia il contenuto principale che è quello di promuovere l'azione educativa non violenta, sia un'azione altamente qualificante che può aprire prospettive occupazionali e di servizi straordinariamente importanti. Penso che questo nostro tentativo di cambiamento di questo regolamento applichi un pensiero del pedagogista non violento Danilo Dolci che diceva che ciascuno cresce solo se sognato. E allora la capacità nostra di sognare e immaginare sistemi nuovi che si ampliano e che aprono le porte a tutti, creano la possibilità davvero di poter sognare un mondo nuovo, sognare nuovi bambini e nuovi giovani e partendo dalle giovani generazioni seminare quel cambiamento di cui oggi c'è bisogno più che mai.

PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Rossella Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA ROSSELLA (PD).Ho il piacere di affrontare un tema che a me sta molto a cuore e per questo ringrazio il collega Pizzuto e i colleghi che hanno portato in Aula questo provvedimento.

Parliamo di nidi e servizi per la prima infanzia, in maniera particolare un tema in verità di cui si è discusso molto poco in quest'Aula. Nella nostra Regione e in Italia in generale relativamente ai servizi socioeducativi per l'infanzia registriamo una condizione di grave carenza dell'offerta e importanti differenze territoriali. Non solo le strutture pubbliche sono pochissime ma anche quelle private si concentrano prevalentemente nei grandi centri urbani, ma sempre in numero insufficiente alla domanda. Inoltre, come diceva il collega, le rette in generale sono interamente a carico delle famiglie che per questo vi accedono soltanto quando la rete familiare si rivela insufficiente, dunque sono troppo pochi i bambini che possono beneficiare di questo servizio. Uno dei decreti attuativi della legge numero 107/2015, la legge sulla buona scuola, istituisce la nascita del sistema integrato di istruzione per la fascia 0-6 anni. Con l'istituzione del sistema integrato lo Stato intende garantire ai bambini e alle bambine dalla nascita ai sei anni pari opportunità di educazione, di istruzione, di cura, di relazione e di gioco superando disuguaglianze e barriere territoriali, economiche, etniche e culturali. Questo titolo, questa finalità è anche contenuta in uno degli emendamenti che abbiamo presentato. Il decreto fa proprie le indicazioni della Commissione europea, le varie raccomandazioni, investire nell'infanzia per spezzare il circolo vizioso dello svantaggio sociale. Ricordo che l'obiettivo posto dall'Unione europea è di coprire gli asili nido per il 33 per cento almeno dei bambini tra 0 e 2 anni. Questa finalità assume particolare valore a fronte della condizione di effettiva disparità delle opportunità educative per i bambini piccoli soprattutto nelle aree meridionali del nostro Paese e in particolare anche della Sardegna connotate da una maggiore carenza di servizi per l'infanzia. Oltre all'urgenza di implementare un servizio ancora poco diffuso rispetto alla media europea c'è anche un'altra idea di fondo che è contenuta nel decreto 65, l'istituzione del Sistema integrato risponde infatti all'esigenza di promuovere una nuova idea dei servizi educativi per l'infanzia, non più servizi a domanda individuale ma progetto educativo 0-6 anni capovolgendo l'idea che i servizi per la prima infanzia siano servizi assistenziali rivolti alle madri o nel migliore dei casi ai genitori per favorire la conciliazione dei tempi di lavoro e di cura, ma sposando la filosofia di servizi pensati su misura per accompagnare uno sviluppo armonico del bambino. Da qui la necessità di avere personale altamente qualificato e continuamente formato e di garantire continuità col primo ciclo di istruzione. Il personale educativo e docente a differenza del passato dovrà essere laureato in scienze dell'educazione ad indirizzo specifico per educatori dei servizi per l'infanzia o in scienze della formazione primaria. Il nido in contesto domiciliare è generalmente un servizio educativo svolto in una casa, in Italia regolamentato a livello regionale. Quasi tutte le regioni hanno adottato una normativa ad hoc che stabilisce le modalità attraverso le quali è possibile aprire un nido di famiglia o nido domiciliare, insomma, le denominazioni fioccano, si sprecano. Ciò ha determinato una forte eterogeneità sia in termini di titoli di studio richiesti sia per gli aspetti strutturali organizzativi dei servizi educativi per la primissima infanzia, poiché la legge istitutiva dei nidi, la legge numero 1044 del 71 demandava alle regioni con proprie norme legislative di fissare i criteri generali per la costruzione, la gestione e il controllo degli asili nido dando ai territori piena autonomia di azione. Mamme accoglienti o genitore accogliente o se vogliamo tagesmütter che in tedesco significa mamma di giorno, generalmente si definisce una donna che accudisce presso il proprio domicilio uno o più bambini dietro compenso. La tagesmütter quando presta esclusivamente un servizio di assistenza e cura è equiparabile a tutti gli effetti a una babysitter, in questo caso deve attenersi alla vigente normativa previdenziale, assicurativa eccetera. Come la babysitter la mamma accogliente è una professione fino a oggi non regolamentata a livello nazionale. Nelle varie regioni italiane è richiesta la frequenza di un corso specifico al termine del quale viene eventualmente rilasciato un attestato, in alternativa viene richiesto il possesso di un titolo formativo specifico ed esperienza nel settore. Ora nella proposta del collega Pizzuto e più in particolare il riferimento all'essere genitore, madre o padre, sembrerebbe, ma di questo abbiamo discusso a lungo con il collega, sembra essere condizione necessaria e sufficiente per poter erogare un servizio che aldilà del luogo in cui viene svolto resta comunque un servizio di tipo educativo. Devo dire che mi preoccupa un po' che l'idea di fondo che sta alla base del decreto legislativo venga snaturata. Il nido, le scuole dell'infanzia o i servizi educativi in contesto domiciliare non devono essere semplicemente un luogo dove lasciare i bambini nel tempo dedicato al lavoro ma l'inizio del percorso scolastico e soprattutto educativo. Quindi la norma nazionale merita un plauso, finalmente recepisce ciò che le migliori teorie pedagogiche della psicologia dell'età evolutiva vanno affermando da tempo, la funzione educativa è delicata, la prima infanzia è un momento cruciale dello sviluppo della personalità che necessita di particolare cura e attenzione, al contrario di ciò che è avvenuto finora in Italia, laddove il titolo richiesto era direttamente proporzionale all'età degli allievi, soggetti da educare o da istruire, poca o nessuna formazione per i più piccoli, laurea per i più grandi di età. Occorre quindi che anche questo tipo di servizio esca dalla dimensione assistenziale a domanda individuale, per entrare a pieno titolo nella sfera educativa, superando la distinzione 0-3 anni, 3-6 anni, e di qui la nascita dei servizi integrati e di poli educativi. Dunque resta ferma la mia raccomandazione che i regolamenti per l'autorizzazione tengano conto delle norme nazionali e in particolare del decreto legislativo 65 del 2017, soprattutto in materia di requisiti professionali e strutturali. Resta altresì favorevole il mio parere sull'innalzamento del numero di minori da 3 a 5, ma soffermandomi ancora sui servizi educativi per la prima infanzia ritengo di dovere in questa sede ribadire che la Regione Sardegna deve dare un'accelerazione forte sulla spendita dei fondi europei e nazionali per i servizi della prima infanzia, perché anche spopolamento e denatalità sono causati dalla carenza di servizi educativi e di conciliazione. E' dimostrato che il servizio di asili nido migliorano l'intensità e la continuità lavorativa delle madri occupate. La disparità territoriale in Sardegna nella distribuzione dei nidi va colmata al più presto, garantendo così maggiori opportunità di educazione, istruzione e cura a chi fino a oggi ne ha beneficiato in misura minore, e offrendo a bambini e famiglie servizi ispirati a standard uniformi e di qualità su tutto il territorio regionale. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Presidente, credo che oggi affrontiamo un tema assolutamente caro e importante, perché indirizzato alla salute e al benessere degli infanti. Credo anche che sia indirizzato a delle forme di civiltà evolute, perché quando all'interno del provvedimento guardiamo con interesse anche alla salvaguardia, e soprattutto all'educazione e alla non violenza, credo che non solo siamo purtroppo al passo con i tempi, ma soprattutto interveniamo da subito in un settore che è quello giusto, ovvero insegnare già dall'infanzia al rispetto reciproco, ma soprattutto farlo con una quotidianità in una casa, in una famiglia, credo che sia una delle principali regole da applicare per l'educazione appunto dei bambini. Credo ancora che questo Regolamento vada ad incidere proprio su un modus vivendi che è al passo con la nostra civiltà e con i nostri tempi, sia per quanto riguarda le esigenze di educazione affettiva che riguardano gli infanti, ma anche e soprattutto per un'integrazione tra le famiglie, un'integrazione di comunità, anche perché si va a dare un servizio spesso dove questo servizio sarebbe difficile realizzarlo con le strutture pubbliche, invece abbiamo la casa, la famiglia, i luoghi dove i bambini si ritrovano e soprattutto non hanno degli sconvolgimenti, ma addirittura continuano a vivere quel calore e quella situazione che vivono con le famiglie di appartenenza. Credo ancora che sia stato corretto migliorare le figure professionali, o meglio le competenze delle figure professionali coinvolte, perché stiamo parlando di un'età che va dai 3 mesi ai 3 anni, un'età fondamentale per la formazione di qualsiasi uomo, e allora ci auguriamo che la funzione educativa e continuativa, senza alterare ciò che i bambini vivono in famiglia, possa essere uno strumento di buona qualità della vita. Credo ancora che queste modifiche possano davvero dare quel cambio di passo nell'applicazione appunto della legge 23, e che appunto possa da questo punto di vista trovare soddisfazione tra gli utenti. Ancora, vedo con interesse quel processo di agevolazione, di integrazione sociale, affinché si possa appunto raggiungere e mantenere un equilibrio psico-emotivo, perché credo che questo soprattutto nelle fasi iniziali della vita di un bambino sia fondamentale. Credo ancora che il numero e le relazioni che ovviamente si mettono insieme possano essere eque, essere anche quelle che consentono poi un gradimento da parte di chi poi utilizzerà questo tipo di servizio. Il servizio, come ho detto prima, va anche ad integrare quei servizi che riguardano le piccole comunità, le comunità più lontane, le comunità logisticamente in difficoltà, e allora veramente ci auguriamo che possa essere, in una Regione come la nostra, utilizzato e che abbia un'evoluzione in quei Comuni, soprattutto appunto nelle zone rurali e Comuni più piccoli, dove davvero l'educazione e soprattutto la scuola rimangono oggi gli ultimi fari a disposizione nell'educazione appunto culturale anche dei minori. Vedo anche ovviamente un passo in avanti per quanto riguarda, perché molte volte anche i termini chiariscono i contenuti di dove si vuole intervenire, e credo che dare la valorizzazione alla figura del genitore possa essere certamente un indice di evoluzione, di civiltà. Quindi anche da questo punto di vista condivido ciò che è stato modificato all'interno del regolamento. Ringrazio l'onorevole Pizzuto per averci sollecitato a mettere mano a questo regolamento, e ci auguriamo tutti che con l'approvazione odierna si possa davvero ripartire da subito, o partire in alcuni casi con un servizio che riteniamo assolutamente indispensabile.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.

Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Dimissione di consigliere regionale

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gavino Manca. Ne ha facoltà.

MANCA GAVINO (PD). E' con grande emozione che prendo per l'ultima volta la parola in Consiglio regionale, per quanto il mio impegno si sia spostato in Parlamento non saluto a cuor leggero quella che considero la casa di tutti i sardi. Qui ho conosciuto da vicino problemi e speranze dei nostri conterranei, qui ho provato a dare il mio piccolo contributo allo sviluppo della nostra isola, qui sono maturato come politico, ma specialmente come persona. Chiaramente non sarò io a giudicare il mio operato e le mie azioni politiche, ho cercato in questi anni di fare e di dare il massimo di quelle che erano le mie possibilità, con uno stile fatto di poche parole, ma sempre alla ricerca di atti concreti e di risultati positivi.

Saluto con grande rispetto e affetto tutti i consiglieri regionali di quest'Aula, il Presidente del Consiglio, il mio Capogruppo, tutti i colleghi del mio gruppo, il Presidente della Giunta regionale, rappresentato oggi dall'assessore Arru e tutti gli assessori. Vi ringrazio per l'opportunità e l'onore che ho avuto di lavorare insieme a voi in questi anni. Consentitemi un pensiero ed un ringraziamento particolare al mio collega Franco Sabattini, con cui ho condiviso quindici anni di lavoro, e con cui abbiamo affrontato insieme tante battaglie politiche, raccogliendo sì qualche amarezza, ma anche tante soddisfazioni e risultati positivi per la nostra Regione. Il Presidente Ganau mi consentirà una brevissima e rispettosa riflessione diversa da quello che vuole essere solo un intervento di saluto e di ringraziamento. Ho aspettato questa giornata per rassegnare le dimissioni perché speravo e ci tenevo a portare di persona all'esame dell'Aula il testo di legge unificato sulla lingua sarda, dopo un'istruttoria in Commissione che è durata quasi due anni. Purtroppo per una serie di ragioni non siamo riusciti, però consentitemi colleghi di fare una brevissima riflessione: quello della lingua sarda è un tema che tocca le corde più profonde della nostra identità, il sardo non è una lingua morta che tentiamo di rianimare ma una delle sorgenti dalle quali dovremmo abbeverarci per costruire una parte del nostro futuro e del futuro la nostra terra. Nell'elaborare il testo ci siamo confrontati abbiamo discusso e soprattutto ci siamo aperti al confronto esterno. Devo ammettere che sono rimasto particolarmente colpito dall'interesse, dalla partecipazione e dalla passione che hanno dimostrato i soggetti, istituzionali e non, che abbiamo udito, è la prova che abbiamo lavorato su qualcosa di vitale. Auspico quindi che si arrivi a una approvazione condivisa di questa legge, sono certo che l'Aula saprà migliorare il testo licenziato dalla Commissione con spirito costruttivo e unitario. Colleghi vi chiedo umilmente che su questo tema si faccia uno sforzo per trovare una sintesi unitaria allontanando divisioni e preconcetti che su un argomento come questo sicuramente non fanno bene alla nostra terra. Questo provvedimento è l'ultimo tassello dell'importante lavoro svolto dalla Commissione che ho avuto l'onore di presiedere, ci siamo occupati soprattutto del tema del lavoro, il tema dei temi, quest'Aula ha approvato due importantissimi provvedimenti in quest'ambito, dalla riforma dei servizi per l'impiego alla stabilizzazione del personale precario del sistema Regione. Entrambe le leggi erano attese da anni, la prima ha cercato di dare maggiori servizi attraverso i centri per l'impiego a coloro che sono alla ricerca di un'occupazione, la seconda ha dato stabilità lavorativa a chi da anni lavora da precario nella Pubblica amministrazione regionale. Mi fa piacere inoltre ricordare anche la legge approvata in materia di informazione che ha dato una boccata d'ossigeno al settore dell'emittenza televisiva risollevando e dando nuovo impulso a questo importante settore. Tutti provvedimenti che hanno inciso su aspettative concrete dei nostri conterranei e mi permetto di dire tutti provvedimenti approvati all'unanimità da quest'Aula. Spesso questo palazzo è circondato da un'aurea di discredito e scetticismo, la politica vissuta dal di dentro è un'altra cosa, per fare una legge ci vuole studio, ascolto, capacità di dialogo e tanta, tanta pazienza, solo chi usa il pensiero magico può credere che per scrivere e approvare un testo legislativo basti lo schiocco delle dita e una veloce consultazione su internet. Penso però che la politica da sola non possa ottenere risultati che i cittadini si aspettano, per questo ci tengo a salutare e a ringraziare tutto il personale del Consiglio, dal Segretario generale in giù, veramente tutti, sono stato onorato del vostro aiuto e della vostra collaborazione, sono fermamente convinto che dietro una buona legge ci debba essere sempre il lavoro nascosto e decisivo di un buon funzionario e di buoni dirigenti della Pubblica amministrazione. Oggi penso che debba esserlo ancor di più, anche qui mi consentirete un ringraziamento particolare e sentito a chi in questi anni con competenza, professionalità, serietà e passione per il proprio lavoro ha accompagnato il mio ruolo di Presidente di Commissione, la dottoressa Cristina Caria. Mi è stata data l'opportunità e l'onore di svolgere l'importante ruolo di Deputato della Repubblica, lo farò cercando sempre di rafforzare il mio impegno per la Sardegna e per i nostri cittadini, lo farò con la consapevolezza di essere inserito in un contesto in un momento della vita politica del nostro Paese particolare ed eccezionale. Il risultato del 4 marzo ha aperto una nuova fase della storia politica italiana, oggi non sappiamo chi governerà, con quale coalizione e con quale programma, non possiamo prevedere l'esito di questa legislatura, personalmente però ho una certezza, che qualunque cosa accada mi batterò senza soste per il bene dell'Isola cercando sempre la collaborazione di tutti i parlamentari sardi, a partire da quelli con cui ho condiviso i lavori in Consiglio regionale. Sento di avere, per la mia parte di competenza, un'importante responsabilità, sono sicuro però che la lunga e bellissima esperienza di lavoro in quest'Aula mi aiuteranno ad affrontare ogni sfida per il bene della nostra Isola con dedizione e coraggio, se ho la Sardegna nel cuore è anche perché ho imparato a conoscerla nel profondo da questi banchi e di questo non posso che ringraziare tutti. Buon lavoro.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Manca. Il Consiglio regionale prende atto delle sue dimissioni.

Grazie per il contributo fattivo che abbiamo potuto apprezzare in questi anni e a lei gli auguri di tutto il Consiglio con la certezza che saprà portare altri temi della nostra Isola e l'istanza di quest'Isola nel nuovo e prestigioso ruolo che è chiamato a ricoprire, auguri. Sospendiamo per cinque minuti, invito la Giunta delle elezioni a riunirsi.

(La seduta, sospesa alle ore 11 e 14, viene ripresa alle ore 11 e 26.)

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta, invito i colleghi a prendere posto.

Proclamazione e giuramento di consigliere

PRESIDENTE. È pervenuta la nota dalla Giunta delle Elezioni "sostituzione del consigliere regionale": Comunico alla signoria vostra onorevole che la Giunta delle elezioni si è riunita in data 19 aprile 2018 per esaminare la situazione determinatasi a seguito della presa d'atto del Consiglio delle dimissioni del consigliere regionale Gavino Manca, eletto alla Camera dei Deputati, la Giunta stessa fa presente che dall'esame degli atti redatti dall'Ufficio centrale regionale relativo alle elezioni del febbraio 2014 risulta che il consigliere Gavino Manca era stato eletto nella lista circoscrizionale del Collegio di Sassari, avente il contrassegno Partito Democratico della Sardegna. I candidati della lista e del medesimo collegio che seguono immediatamente l'ultimo eletto sono nell'ordine: Cacciotto Raimondo, con cifra elettorale 2571; Orani Antonio Luigi noto Tonino, con cifra elettorale 2124; Satta Gianfranco con cifra elettorale 1686. La Giunta delle Elezioni a seguito delle verifiche effettuate prende atto che al consigliere regionale Gavino Manca subentrerà Raimondo Cacciotto. Sulla base di quanto comunicatomi dal Presidente della Giunta regionale, proclamo eletto consigliere regionale Raimondo Cacciotto.

Constatatane la presenza lo invito a entrare in Aula e a prestare giuramento, prescritto dall'articolo 23 dello Statuto speciale per la Sardegna e dall'articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 19 maggio 49/250. Invito il collega a presentarsi davanti al banco della Presidenza. È già qui.

Do lettura della formula del giuramento dopodiché il consigliere Cacciotto risponderà giuro. Giuro di essere fedele alla Repubblica e di esercitare il mio Ufficio al solo scopo del bene inseparabile dello Stato e della Regione.

CACCIOTTO RAIMONDO. Giuro.

PRESIDENTE. Auguri di buon lavoro.

Continuazione della discussione e approvazione della proposta di Regolamento: Pizzuto - Cocco Pietro - Zanchetta - Cocco Daniele Secondo - Congiu - Busia - Truzzu - Rubiu - Pittalis - Carta - Crisponi "Regolamento di attuazione dell'articolo 43 della legge regionale 23 dicembre 2005, n. 23 (Organizzazione e funzionamento delle strutture sociali, istituti di partecipazione e concertazione). Revisione e integrazioni delle norme sulle strutture per l'infanzia e istituzione della struttura sociale "gruppo appartamento". Modifica degli articoli 3, 4, 5, 15, 21, 22, 23, 24 28 e introduzione degli articoli 24 bis e 24 ter. (ai sensi dell'articolo 102 del Regolamento)". (Reg. n. 7)

Passiamo all'esame dell'articolo 1.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1:

Art. 1

Integrazioni degli articoli 3, 4, 15 e 28
del regolamento di attuazione dell'articolo 43 della legge regionale n. 23 del 2005
(Tipologia)

1. Agli articoli 3, 4, 15 e 28 del regolamento di attuazione dell'articolo 43 della legge regionale 23 dicembre 2005, n. 23(Organizzazione e funzionamento delle strutture sociali, istituti di partecipazione e concertazione), dopo le parole "gruppi di convivenza", ovunque ricorrano nei predetti articoli, sono aggiunte le seguenti: "compresa la tipologia dei gruppi appartamento".)

Metto in votazione l'articolo 1. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 2 e dei relativi emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2:

Art. 2

Integrazioni all'articolo 5
del regolamento di attuazione dell'articolo 43 della legge regionale n. 23 del 2005
(Gruppo appartamento)

1. All'articolo 5 del regolamento di attuazione dell'articolo 43 della legge regionale n. 23 del 2005 sono apportate le seguenti modifiche:

a) al comma 1 dopo le parole "gruppi di convivenza" sono aggiunte le seguenti "compresa la tipologia dei gruppi appartamento";

2. b) dopo il comma 3 è aggiunto il seguente:
"3 bis. Il Gruppo appartamento (GA) è una forma di abitare assistito rivolta in particolare a persone affette da disagio psichico seguite con frequenza variabile da uno o più operatori esperti. Il Gruppo appartamento si propone, tramite un intervento riabilitativo terapeutico composto da una pluralità di azioni attuate nella quotidianità della casa, di agevolare il processo di integrazione sociale degli utenti, affinché gli stessi possano raggiungere e mantenere un equilibrio psico-emotivo per avere una vita soddisfacente ed una buona realizzazione personale. I GA prevedono il coinvolgimento costante degli Utenti e familiari esperti (UFE), ossia di soggetti che hanno maturato una diretta, continua e specifica esperienza nel sostegno alle persone con di abilità psichica. I requisiti specifici degli UFE sono definiti ai sensi dell'articolo 28.".)

PRESIDENTE. L'emendamento numero 2 è stato ritirato.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Luca Pizzuto.

PIZZUTO LUCA (SDP). Parere favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

ARRU LUIGI, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Parere conforme.

Metto in votazione l'emendamento numero 12. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 1. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 13. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'articolo 2. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 11. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 3.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 3:

Art. 3

Modifiche all'articolo 21
del regolamento di attuazione dell'articolo 43 della legge regionale n. 23 del 2005
(Nidi d'infanzia)

3. 1. All'articolo 21, comma 1, del regolamento di attuazione dell'articolo 43 della legge regionale n. 23 del 2005, dopo le parole "culturale e religiosa" è aggiunta la frase: "promuovendo una educazione ispirata ai principi della non violenza e dell'apprendimento collaborativo (cooperative learning)".)

Metto in votazione l'articolo 3. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 4.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 4:

Art. 4

Integrazione all'articolo 23
del regolamento n. 4 del 2008
(Sezioni primavera)

1. Dopo il comma 4 dell'articolo 23 del regolamento di attuazione dell'articolo 43 della legge regionale n. 23 del 2005 è aggiunto il seguente:
"4 bis. Le sezioni primavera, nella costruzione del percorso educativo e nella gestione dei conflitti, promuovono comportamenti ispirati ai principi della non violenza e della cooperative learning.".)

Metto in votazione l'articolo 4. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 5 e dei relativi emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 5:

Art. 5

Modifiche all'articolo 24
del regolamento di attuazione dell'articolo 43 della legge regionale n. 23 del 2005
(Servizi educativi in contesto domiciliare)

1. All'articolo 24 del regolamento di attuazione dell'articolo 43 della legge regionale n. 23 del 2005 sono apportate le seguenti modifiche:

a) al comma l la parola "mamma" è sostituita con la parola "genitore";

b) al comma 2 il primo periodo è sostituito dal seguente:
"2. Il "genitore accogliente" è un servizio effettuato da una madre o da un padre che accoglie presso la propria abitazione fino ad un massimo di cinque bambini in età compresa fra tre mesi e tre anni, escludendo dal computo quelli dell'ambito familiare del genitore, se eventualmente presenti durante gli orari di apertura del servizio.";

c) al comma 3 le parole "tre bambini"sono sostituite dalle seguenti: "cinque bambini";

d) dopo il comma 3 è aggiunto il seguente:
"3 bis. Gli operatori dei servizi domiciliari di cui al presente articolo promuovono un sistema educativo basato sul rispetto dell'individualità di ciascun ospite e ispirato ai principi della non violenza e dell'apprendimento collaborativo (cooperative learning).";

e) al comma 5 le parole "alla mamma" sono sostituite con le parole "al genitore";

f) al comma 6 le parole "la mamma" sono sostituite con le parole "il genitore";

g) dopo il comma 6 sono aggiunti i seguenti:
6 bis. La Regione favorisce la diffusione dei servizi educativi domiciliari di cui al presente articolo soprattutto nella aree rurali carenti di strutture per l'infanzia e, al fine di promuovere un percorso educativo basato sul rispetto della natura e della sostenibilità ambientale, demanda ai comuni di incentivare gli operatori domiciliari di cui ai commi 2 e 3 che abbiano o si dotino di orti, giardini e spazi all'aperto per lo svolgimento di attività pratiche.
6 ter. I servizi educativi in contesto domiciliare di cui al presente articolo garantiscono la massima flessibilità nell'orario. Qualora fosse necessario per le richieste degli utenti, il genitore accogliente e l'educatore familiare possono predisporre un servizio di "spazio gioco pomeridiano o serale.".)

PRESIDENTE. Era stato preannunciato un emendamento orale da parte del consigliere Pizzuto.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Luca Pizzuto.

PIZZUTO LUCA (SDP). Parere favorevole per il 3, il 4 e il 5. L'emendamento orale chiede di sostituire alla espressione "servizi educativi", in tutto l'articolo, "servizi di assistenza educativa".

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

ARRU LUIGI, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Parere favorevole.

PRESIDENTE. Chiedo se l'emendamento orale è accolto dall'Aula? Sì. È possibile avere un minuto? Sì, sospendo la seduta per un minuto.

(La seduta, sospesa alle ore 11 e 32, viene ripresa alle ore 11 e 35.)

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta. L'emendamento orale è stato ritirato.

Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). No, Presidente, abbiamo chiarito, era un'osservazione sotto quel profilo.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 3. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 4.

Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Noi voteremo a favorevole dell'emendamento 4, interpretandolo anche in questo senso, la figura di educatore, quindi l'educazione dai tre mesi ai tre anni assolutamente è riconosciuta ed è il servizio di base, quello che avviene poi dopo i tre anni viene in genere espletato nella scuola materna, quindi noi crediamo che da questo punto di vista la scuola rimane ovviamente l'istituzione principale, però questo garantisce anche di poter intervenire proprio nei centri in cui non sia presente la scuola materna, e quindi la ratio di arrivare ai 6 anni è proprio in assenza della scuola che è l'istituzione principale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luca Pizzuto. Ne ha facoltà.

PIZZUTO LUCA (SDP). Per proporre un emendamento orale a questo emendamento, inserire alla fine "ispirato ai principi della nonviolenza", specificando che la parola nonviolenza va scritta tutta attaccata, perché non violenza è un'altra cosa.

PRESIDENTE. Poiché non vi sono osservazioni, l'emendamento orale si intende accolto.

Metto in votazione l'emendamento numero 4, come emendato oralmente. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'articolo 5. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 5. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 6 e dei relativi emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 6:

Articolo 6

Introduzione dell'articolo 24 bis
nel regolamento di attuazione dell'articolo 43 della legge regionale n. 23 del 2005
(Agrinidi e agritata)

1. Dopo l'articolo 24 del regolamento di attuazione dell'articolo 43 della legge regionale n. 23 del 2005 è aggiunto il seguente:
"Art. 24 bis (Agrinidi e agritata)
1. Nell'ambito dei servizi educativi relativi alla fascia di età dai 3 mesi ai 3 anni sono istituiti, in via sperimentale e per un quinquennio dall'entrata in vigore del presente regolamento, il servizio educativo agrinido e il servizio educativo in contesto domiciliare agritata.
2. L'agrinido è una struttura di accoglienza realizzata e gestita da una azienda agricola destinata ad ospitare l'utenza dei nidi o dei micronidi tradizionali, ma realizzata all'interno di spazi verdi agricoli utilizzabili dai bambini per un percorso educativo dedicato. L'agrinido che comprende edifici e spazi aperti, comunque in grado di rispondere alle diverse esigenze dei bambini, è un servizio la cui capacità ricettiva è determinata in funzione delle dimensioni degli spazi a disposizione. L'azienda agricola per esercitare l'attività di agrinido garantisce il possesso dei requisiti tecnico-strutturali e funzionali, organizzativi e professionali.
3. Il progetto agritata è un servizio educativo in contesto domiciliare con il quale una madre o un padre, titolare o collaboratore dell'impresa agricola familiare accoglie presso il suo domicilio fino a 5 bambini dai 3 mesi ai 3 anni.
4. Entro novanta giorni dall'entrata in vigore del presente regolamento, la Giunta regionale definisce le concrete modalità della sperimentazione e, ai sensi dell'articolo 28, i requisiti specifici dei servizi "agrinido" e "agritata".").

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Luca Pizzuto. Ne ha facoltà.

PIZZUTO LUCA (SDP). No, Presidente, l'emendamento orale lo presenterò sull'articolo 7, comunque il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene, sanità e dell'assistenza sociale.

ARRU LUIGI, Assessore tecnico dell'igiene, sanità e dell'assistenza sociale. La Giunta esprime parere favorevole.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 6. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 7. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 8. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'articolo 6. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 7 e dei relativi emendamenti.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Luca Pizzuto.

PIZZUTO LUCA (SDP). Il parere è favorevole, si propone un emendamento orale per sostituire dove è scritto "da 0 a 5", "da 0 a 6".

Approfitto per ringraziare tutti i colleghi che hanno collaborato e contribuito alla modifica di questo regolamento, la Giunta, l'opposizione, per le parole belle espresse il neo Capogruppo cui vanno i miei auguri, Alessandra Zedda, e ringraziare soprattutto il prezioso aiuto di due collaboratrici e funzionarie che sono la dottoressa Ilaria Portas e l'indispensabile Noemi Atzei per il lavoro prezioso fatto.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene, sanità e dell'assistenza sociale.

ARRU LUIGI, Assessore tecnico dell'igiene, sanità e dell'assistenza sociale. La Giunta esprime parere favorevole.

PRESIDENTE. Non ci sono osservazioni sull'emendamento orale, quindi lo stesso è accolto dall'Aula.

Metto in votazione l'emendamento numero 9. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'articolo 7 modificato. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 10. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del Regolamento numero 7.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Il Consiglio è convocato sabato 28 aprile alle ore 16.

E' convocata immediatamente la Conferenza dei Capigruppo e la quarta Commissione.

La seduta è tolta alle ore 11 e 41.