Seduta n.290 del 18/04/2018 

CCXC Seduta

Mercoledì 18 aprile 2018

(POMERIDIANA)

Presidenza del Presidente GIANFRANCO GANAU

La seduta è aperta alle ore 17 e 03.

FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 14 marzo 2018 (286), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Anna Maria Busia, Giampietro Comandini, Antonio Gaia e Gaetano Ledda hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 18 aprile 2018.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Annunzio di presentazione di proposta di legge

PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la proposta di legge numero 505.

Comunicazione della Giunta delle elezioni sulla incompatibilità dei consiglieri Christian Solinas e Gavino Manca.

PRESIDENTE. È pervenuta dalla Giunta delle elezioni la seguente comunicazione: "Incompatibilità carica consigliere regionale. Informo la signoria vostra onorevole che la Giunta delle elezioni, nella seduta del 18 aprile 2018, ha deliberato all'unanimità quanto segue. A seguito delle recenti consultazioni elettorali, svoltesi il 4 marzo ultimo scorso, sono risultati eletti alla carica di parlamentari i consiglieri regionali Christian Solinas (senatore), Gavino Manca, Pietro Pittalis e Ugo Cappellacci (deputati), gli ultimi due dei quali hanno rassegnato le proprie dimissioni dalla carica di consigliere regionale che il Consiglio ha accolto, rispettivamente, nelle sedute 10 aprile 2018 e 18 aprile 2018. A norma dell'articolo 122, secondo comma, della Costituzione, nonché dell'articolo 17 dello Statuto sardo, non è possibile appartenere contemporaneamente a un Consiglio regionale e a una delle Camere del Parlamento. Pertanto i consiglieri regionali Christian Solinas e Gavino Manca si trovano in una situazione di incompatibilità essendo ormai decorso il termine di dieci giorni, ex articolo 6, quarto comma, legge 23 aprile 1981, numero 154 (Norme in materia di ineleggibilità ed incompatibilità) entro il quale avrebbero dovuto cessare dalle funzioni che hanno determinato la sussistenza della carica di incompatibilità. La Giunta delle elezioni pertanto, preso atto di quanto sopra, ha votato all'unanimità di proporre al Consiglio regionale di contestare formalmente secondo la procedura prevista dall'articolo 7, terzo comma, legge 154 dell'81, ai consiglieri regionali Christian Solinas e Gavino Manca la sopravvenuta causa di incompatibilità dalla carica di parlamentare con quella di consigliere regionale".

Invito il Consiglio a votare a scrutinio segreto per la presa d'atto.

Dobbiamo attendere dieci minuti dall'inizio della seduta per la votazione secondo Regolamento. Attendiamo in aula.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 08, viene ripresa alle ore 17 e 10.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'incompatibilità tra la carica di consigliere regionale e quella di senatore o parlamentare dei consiglieri Manca Gavino e Solinas Christian.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Secondo il Regolamento dichiaro che si sono astenuti l'onorevole Fasolino e l'onorevole Tedde.

Proclamazione e giuramento di consigliere.

PRESIDENTE. Comunico alla S.V. Onorevole che la Giunta delle elezioni si è riunita il 18 aprile 2018 per esaminare la situazione determinatasi a seguito della presa d'atto del Consiglio delle dimissioni del consigliere regionale Pietro Pittalis, eletto alla Camera dei deputati.

La Giunta stessa fa presente che, dall'esame degli atti redatti dall'Ufficio centrale regionale relativo alle elezioni del febbraio 2014, risulta che il consigliere Pietro Pittalis era stato eletto nella lista circoscrizionale del Collegio di Nuoro avente il contrassegno "Forza Italia Sardegna". I candidati della stessa lista e del medesimo collegio, che seguono immediatamente l'ultimo eletto, sono nell'ordine:

Coinu Stefano, con cifra elettorale 1261; Lunesu Michelina con cifra elettorale 1156; Pau Anna Grazia con cifra elettorale 871.

La Giunta delle elezioni a seguito delle verifiche effettuate prende atto che al consigliere regionale Pietro Pittalis subentrerà Stefano Coinu.

Sulla base di quanto comunicato dal Presidente della Giunta delle elezioni proclamo eletto il consigliere regionale Stefano Coinu.

Constatatane la presenza, lo invito a entrare in Aula e a prestare il giuramento prescritto dall'articolo 23 dello Statuto speciale per la Sardegna e dall'articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 19 maggio 1949 numero 250.

Invito il collega a presentarsi davanti al banco della Presidenza.

Dò lettura della formula del giuramento, dopodiché il consigliere Coinu risponderà: "Giuro":

"Giuro di essere fedele alla Repubblica e di esercitare il mio ufficio al solo scopo del bene inseparabile dello Stato e della Regione".

COINU STEFANO: Giuro.

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Si comunica che il giorno 18 aprile 2018 presso gli Uffici del Consiglio regionale si è riunita l'assemblea del gruppo consiliare Forza Italia che ha eletto l'onorevole Alessandra Zedda quale nuovo Presidente del Gruppo in oggetto in sostituzione dell'onorevole Pietro Pittalis eletto parlamentare presso la Camera dei deputati in occasione delle elezioni nazionali lo scorso 4 marzo. La predetta Assemblea ha inoltre confermato l'onorevole Marco Tedde quale Vice Presidente del suddetto Gruppo consiliare.

Discussione e approvazione della mozione Cherchi Augusto - Agus - Busia- Cocco Daniele Secondo - Comandini- Congiu - Contu - Cossa- Cozzolino - Desini - Forma - Fuoco - Gaia - Gallus - Lai - Ledda - Lotto - Manca Pier Mario - Marras - Moriconi - Oppi - Pinna Rossella - Pizzuto - Satta - Solinas Christian - Tocco - Truzzu - Unali - Usula - Zanchetta - Zedda Alessandra - Zedda Paolo Flavio sulla mancata attuazione delle disposizioni della legge 15 marzo 2010, n. 38, concernente "Disposizioni per garantire l'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore", con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento (331).

PRESIDENTE. Il primo punto all'ordine del giorno reca la discussione congiunta della mozione numero 331 e dell'interpellanza numero 209.

(Si riporta di seguito il testo della mozione e dell'interpellanza:

Mozione Cherchi Augusto - Agus - Busia- Cocco Daniele Secondo - Comandini- Congiu - Contu - Cossa- Cozzolino - Desini - Forma - Fuoco - Gaia - Gallus - Lai - Ledda - Lotto - Manca Pier Mario - Marras - Moriconi - Oppi - Pinna Rossella - Pizzuto - Satta - Solinas Christian - Tocco - Truzzu - Unali - Usula - Zanchetta - Zedda Alessandra - Zedda Paolo Flavio sulla mancata attuazione delle disposizioni della legge 15 marzo 2010, n. 38, concernente "Disposizioni per garantire l'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore", con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento.

IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che il 15 marzo 2010 è stata approvata dal Parlamento italiano la legge n. 38 (Disposizioni per garantire l'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore), nella quale viene tutelato il diritto al cittadino ad accedere alle cure palliative e alla terapia del dolore e che l'accesso alle cure è un diritto tutelato e garantito nell'ambito dei livelli essenziali di assistenza (LEA), di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 29 novembre 2001;

CONSIDERATO che:

- questo decreto è uno strumento formidabile, innovativo e universalmente riconosciuto come modello dall'Organizzazione mondiale della sanità, e permette ai malati che soffrono di disporre delle opportunità cliniche e farmacologiche per combattere una piaga che in Europa colpisce 80 milioni di persone;

- la legge n. 38 del 2010, all'articolo 1, tutela il diritto del cittadino ad accedere alle cure palliative e alla terapia del dolore e, per la prima volta, include tra i soggetti da tutelare anche il bambino (sino a pochi anni fa si pensava che il neonato e il bambino non provassero dolore come l'adulto; oggi sappiamo che già dalla 23° settimana di gestazione il sistema nervoso centrale è anatomicamente e funzionalmente competente per veicolare gli stimoli dolorosi);

- in Europa una persona su cinque soffre di dolore cronico, con un peso stimato sull'economia europea dall'1,3 al 3 per cento del prodotto interno lordo tra costi sanitari diretti e costi indiretti pari a 500 milioni di euro di giorni lavorativi persi ogni anno (dati European Pain Network: The EPN Manifesto);

- le cifre in Italia proporzionalmente non cambiano e, per il controllo del dolore, si stima un impatto economico sul bilancio del Sistema sanitario nazionale di 19 miliardi di euro;

- con la deliberazione della Giunta regionale n. 33/32 dell'8 agosto 2013 è stata istituita la rete per le cure palliative della Regione, che definisce in maniera precisa i nodi della rete, specificando la tipologia della struttura , il percorso assistenziale, i criteri di accesso e le modalità di presa in carico del paziente;

- con la deliberazione della Giunta regionale n. 2/4 del 22 gennaio 2014 è stata individuata la ASL n. 8 di Cagliari quale azienda capofila per la realizzazione del progetto di formazione/informazione sulla terapia del dolore in tutte le aziende sanitarie della Regione, con un progetto orientato a migliorare competenze specifiche e strumenti operativi sia sotto il profilo clinico propedeutico (sviluppo delle competenze tecnico-scientifiche e cliniche) sia sotto il profilo organizzativo gestionale (funzionamento della rete e coordinamento delle attività di rete);

- sono stati assegnati alla ASL n. 8 di Cagliari per la realizzazione del percorso formativo/informativo le risorse finanziarie pari a euro 84.805 che non risultano essere stati spesi;

- con la deliberazione della Giunta Regionale n. 5/31 dell'11 febbraio 2014 si è stabilito di istituire la rete per la terapia del dolore della Regione;

RITENUTO che non sussistano motivi ostativi che a distanza di oltre sette anni impediscano la piena applicazione della legge n. 38 del 2010 e che consenta l'organizzazione di una rete di assistenza regionale permettendo così di curare al meglio le migliaia di persone che soffrono della malattia "dolore",

impegna il Presidente della Regione e la Giunta regionale

a dare immediata attuazione alla legge n. 38 del 2010.

Interpellanza Congiu - Cherchi Augusto - Desini - Busia - Manca Pier Mario - Unali per sollecitare informazioni e chiarimenti dal Presidente della Regione e dall'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale in merito al mancato avvio delle strutture per garantire l'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore.

I sottoscritti,

premesso che il 15 marzo 2010 è stata approvata dal Parlamento italiano la legge n. 38 relativa a "Disposizioni per garantire l'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore", in cui viene tutelato il diritto al cittadino ad accedere alle cure palliative e alla terapia del dolore; l'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore è un diritto tutelato e garantito nell'ambito dei livelli essenziali di assistenza (LEA), di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 29 novembre 2001;

considerato che:

- questa legge è uno strumento formidabile, innovativo e universalmente riconosciuto come modello dall'Organizzazione mondiale della sanità, e permette ai malati che soffrono di disporre delle opportunità cliniche e farmacologiche per combattere una piaga che in Europa colpisce 80 milioni di persone;

- la legge n. 38 del 2010, all'articolo 1, tutela il diritto del cittadino ad accedere alle cure palliative e alla terapia del dolore e, per la prima volta, include tra i soggetti da tutelare anche il bambino (sino a pochi anni fa si pensava che il neonato e il bambino non provassero dolore come l'adulto; oggi sappiamo che già dalla 23° settimana di gestazione il sistema nervoso centrale è anatomicamente e funzionalmente competente per veicolare gli stimoli dolorosi);

- in Europa una persona su cinque soffre di dolore cronico, con un peso stimato sulla economia europea dall'1,3 per cento al 3 per cento del prodotto interno lordo tra costi sanitari diretti e costi indiretti pari a 500 milioni di euro di giorni lavorativi persi ogni anno (dati European Pain Network: The EPN Manifesto);

- le cifre in Italia proporzionalmente non cambiano e, per il controllo del dolore, si stima un impatto economico sul bilancio del Sistema sanitario nazionale di 19 miliardi di euro;

- con la delibera della Giunta regionale n. 33/32 dell'8 agosto 2013 è stata istituita la rete per le cure palliative della Regione, che definisce in maniera precisa i nodi della rete, specificando la tipologia della struttura, il percorso assistenziale, i criteri di accesso e le modalità di presa in carico del paziente;

- con la delibera della Giunta regionale n. 2/4 del 22 gennaio 2014 è stata individuata la ASL n. 8 di Cagliari quale azienda capofila per la realizzazione del progetto di formazione/informazione sulla terapia del dolore in tutte le aziende sanitarie della Regione; il progetto è orientato a migliorare competenze specifiche e strumenti operativi sia sotto il profilo clinico-propedeutico (sviluppo delle competenze tecnico-scientifiche e cliniche) sia sotto il profilo organizzativo-gestionale (funzionamento della rete e coordinamento delle attività di rete); sono stati assegnate alla ASL n. 8 di Cagliari, per la realizzazione del percorso formativo/informativo, risorse finanziarie pari a euro 84.805;

- con la delibera della Giunta regionale n. 5/31 dell'11 febbraio 2014 si è stabilito di istituire la rete per la terapia del dolore della Regione,

chiedono di interpellare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per conoscere i motivi per i quali, a distanza di oltre cinque anni, non esista ancora un sistema che organizzato in rete consenta di curare le migliaia di persone che soffrono della malattia e del dolore; non è ammissibile che dopo cinque anni i nostri ospedali non siano messi in condizioni di dare pieno corso alle direttive della legge n. 38 del 2010; le risorse per la formazione del personale, 84.805 euro di fondi ministeriali, attualmente risultano ritornate indietro al MEF perché non spese per ritardi della Regione nella presentazione dei progetti;

con la presente si chiede un'immediata presa in carico del problema e una altrettanto rapida ricerca delle soluzioni (ad esempio con l'avvio delle procedure di cui alle delibere di Giunta regionale n. 33/32 dell'8 agosto 2013, n. 2/4 del 22 gennaio 2014 e n. 5/31 dell'11 febbraio 2014) con la certezza che insieme condividiamo la consapevolezza che il dolore è un nemico della società civile e una società che non cura e ignora il dolore non è civile.

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione.

Uno dei presentatori della mozione ha facoltà di illustrarla.

CHERCHI AUGUSTO (Partito dei Sardi). Con questa mozione, Presidente, andiamo a incidere ancora una volta su quello che è un argomento particolarmente caro, non solo a me ma penso per la maggior parte dell'Aula, visto anche che comunque sia ci sono 32 firmatari e di tutta la società sarda.

E' un cammino che abbiamo intrapreso in questa legislatura dal 2015 con due lettere mandate al Presidente della Giunta e all'assessore Arru in cui ponevamo in evidenza questo problema di cui stiamo discutendo oggi. Nel 2016 non avendo ricevuto nessuna risposta da questa prima lettera, abbiamo depositato un'interpellanza sempre sullo stesso argomento e nel 2017 perché questa mozione ha data del 30 giugno 2017, abbiamo deciso di preparare una mozione per affrontare in Aula questo argomento e stiamo parlando di terapia del dolore, Presidente e Assessore.

La terapia del dolore. Nel 2010 lo Stato italiano ha promulgato una legge, una delle poche leggi promulgate dal Parlamento all'unanimità, che poneva le basi per una di quelle leggi di cui andare orgogliosi, lo dico da medico, una di quelle leggi che è stata da esempio per l'Organizzazione mondiale della sanità che nel 2011 sulla falsariga di questa legge ha promulgato il cosiddetto documento di Montreal sulla terapia del dolore, una legge che poneva le basi perché fosse utilizzata come uno strumento formidabile ed universalmente riconosciuto dall'Organizzazione Mondiale della Sanità appunto, e permette ai malati che soffrono di dolore di avere opportunità cliniche e farmacologiche per combattere una piaga che in Europa colpisce 80 milioni di persone. I numeri che sono legati a questo problema sono dei numeri veramente importanti perché pensi che in Italia ma anche in Europa il costo della terapia del dolore tra costi diretti e costi indiretti si avvicina quasi al 20 per cento del finanziato del servizio sanitario ed equivale più o meno per lo Stato italiano a 19 miliardi di euro, se li riportiamo al finanziato del servizio sanitario regionale arriviamo quasi a 600 milioni di euro. Quindi non stiamo parlando di pochi numeri, stiamo parlando di un problema veramente grave. Ma a parte i numeri, a parte i numeri che sono un fatto meramente contabile, la terapia del dolore deve assumere un diverso significato per quest'Aula e per questa legislatura. Noi fino ad oggi non abbiamo dato seguito, Presidente e Assessore, alla legge numero 38 del 2010 con la rete della terapia del dolore, la scorsa legislatura, adesso non ricordo se era nel febbraio del 2013, comunque sia a febbraio 2014 è stata deliberata dalla Giunta quella che è la rete per la terapia del dolore e quindi noi abbiamo tutte le motivazioni per dare seguito ad una legge del genere, che è una legge di dignità, è una legge etica, è una legge che moralmente va a colpire migliaia e migliaia di persone che soffrono il dolore in tutto il mondo, compresa la Sardegna naturalmente. Abbiamo uno strumento che è la legge numero 38 del 2010 che tutto il mondo ci invidia, abbiamo le motivazioni etiche, morali per curare chi soffre, abbiamo una forte motivazione economica, abbiamo anche degli ottimi professionisti all'interno delle nostre strutture, avevamo anche le dotazioni organiche per quanto riguarda la formazione, siamo riusciti anche a non spendere quelle dotazioni organiche e probabilmente a rispedirle al mittente. Erano pochi soldi, però stiamo parlando di 85 mila euro che lo Stato italiano nel 2012 metteva a disposizione per le regioni che intendevano fare formazione per quanto riguarda la terapia del dolore, nonostante tutto noi non abbiamo dato seguito a questa legge. In Sardegna, Presidente, esistono dei poli di eccellenza, è stato individuato un polo hub, anzi in verità nella rete ospedaliera sono stati individuati due hub per quanto riguarda la terapia. E' stato individuato all'interno dell'Ospedale Oncologico di Cagliari il polo di riferimento regionale per la terapia del dolore. Ho ripetuto al Direttore del Brotzu la settimana scorsa che era in audizione in Commissione sanità, gli ho chiesto come mai all'oncologico l'ambulatorio di terapia del dolore aveva liste d'attesa di oltre un anno. Mettere in lista d'attesa un paziente che ha dolore, Presidente, è immorale. Le sale operatorie per quanto riguarda la terapia del dolore, che sono le uniche che funzionano in Sardegna, se non sono state riaperte tra lunedì e martedì fino all'altro giorno, erano chiuse; con delle chiusure a singhiozzo, nel 2017 sono state chiuse per quattro mesi, con liste d'attesa veramente enormi e non degne di una società civile. Ci sono problemi che riguardano naturalmente il personale e la capacità di tutte queste strutture di poter assolvere a quelli che sono i dettati della legge 38 del 2010. Quello che noi chiediamo con questa mozione, Presidente e Assessore, è che se non esistono motivi ostativi, perché la Sardegna finalmente dopo otto anni dalla promulgazione della legge 38, chiediamo che venga data immediata applicazione alla legge 38 del 2010.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Edoardo Tocco. Ne ha facoltà.

TOCCO EDOARDO (FI). Presidente, come sosteneva il collega Cherchi, con il quale siamo insieme in Commissione, che ha già esposto quanto riguardante appunto l'argomento, io volevo appunto ribadirle, Assessore, che il reparto, l'ambulatorio di terapia del dolore del Brotzu, che attualmente ha in organico solamente due anestesisti, i pazienti sono pazienti non oncologici, quindi si occupano prettamente di patologia della colonna vertebrale, quindi trattamenti farmacologici e controllo del dolore, quindi le cosiddette tecniche di infiltrazione per il controllo del dolore cronico. Come sosteneva il collega prima questo reparto, questo ambulatorio che dir si voglia, è attualmente privo di personale. Ci sono delle liste d'attesa di circa un anno e mezzo. Ora, come ha sostenuto la dottoressa Pintus, che è stata nostra ospite in Commissione sanità la settimana scorsa, il reparto dovrebbe essere chiuso e spostato in un centro ovviamente più organizzato, secondo quello che dice lei, all'interno dell'ospedale oncologico, dicasi Businco, dove opera il dottor Sergio Mameli, persona encomiabile, personale di alto profilo, però il problema rimane sempre quello, che anche lì in quel reparto, in quella struttura ci sono ovviamente una una serie di liste d'attesa, forse più di una addirittura, sempre di circa un anno e mezzo, due anni. Lei sa bene, Assessore, che una volta che passa un anno le liste d'attesa solitamente sono resettate, quindi praticamente si riparte dall'inizio. Allora quello che dico io è questo, come abbiamo sostenuto con la dottoressa Pintus, perché per patologie di questo tipo, per dolori cronici, per situazioni dove si interviene per ozonoterapia, quindi sto parlando della miscela gassosa tra ozono e ossigeno, per problemi chiaramente di cervicale, vertebrali, quindi problemi anche gravi che creano un dolore non indifferente, che portano molto spesso le persone all'esasperazione. E' successo anche da poco che un Comitato di persone si sono mobilitate, proprio con la dottoressa e con il direttore sanitario del Brotzu, affinché questo reparto rimanesse aperto. Allora io dico questo, in un momento così drammatico per la sanità, Assessore, perché non possiamo dire che sicuramente stiamo vivendo un momento fantastico della sanità sarda, e questo non me ne voglia ma credo che sia lampante, sotto gli occhi di tutti, in un momento come questo dove all'ospedale Brotzu, che è un ospedale d'eccellenza, dove sono stati fatti cambi, distribuzioni di strutture da una parte all'altra, ma non andiamo a rinvangare le cose perché diversamente si rischia di diventare tediosi. Quanto ha affermato il collega Cherchi, primo firmatario di questa mozione, risponde a verità e non abbiamo dubbi che di verità si tratti. È anche vero che questa negligenza è una negligenza che è un indice di una gestione della sanità sarda deficitaria. Una gestione debole, una gestione pasticciona, confusa, è l'emblema della cosiddetta riorganizzazione della rete ospedaliera che ci avete fatto approvare in fretta e furia, dicendoci e raccontandoci che c'erano 250 milioni di euro in palio per l'edilizia ospedaliera se l'avessimo approvata in tempi ristretti, ameno che quei 250 milioni non fossero contenuti in quei 130 milioni che sono stati vinti all'Enalotto l'altro giorno e allora li abbiamo persi. Avete calato sulla Sardegna una riorganizzazione che era stata disegnata per regioni peninsulari, non tenendo conto che la Sardegna ha problemi di trasporto seri, sia con la penisola che trasporti interni, perché abbiamo un gap infrastrutturale veramente straordinario, non tenendo conto che la Sardegna è la terzultima regione per densità abitativa, non tenendo conto che siamo la terza regione invece come superficie, non tenendo conto di questi aspetti, ed ecco che avete varato una riorganizzazione che ora è sub iudice, sotto il maglio punitivo del Ministero, non so per quale motivo poi si è andati al Ministero, non so per quale motivo il Ministero debba metterla sotto il microscopio, non lo so, fatto sta che il Ministero ancora non vi ha dato l'ok per varare questa benedetta riorganizzazioni sbrindellata, quindi questa è l'insegna della sanità sarda, un Piano di riorganizzazione ospedaliera che abbiamo fatto e non c'è, un piano che peraltro è anche sperequante rispetto ad alcuni territori della Sardegna, punitivo per altri territori e particolarmente gratificante per altri territori evidentemente più forti. Ancora, altro indice della gestione insufficiente della sanità sarda, è senza dubbio la gestione della tematica, non definiamola problematica, della tematica del diabete che in questi giorni ha sicuramente qualche novità positiva, però ha sicuramente da affrontare ancora degli scogli importanti: gli ammalati di diabete sardi sono ammalati di diabete diversi rispetto agli ammalati di diabete delle altre regioni, non possono utilizzare determinate medicine, determinati farmaci di ultima generazione perché abbiamo una Commissione per il prontuario che non dispone neanche di uno specialista in Diabetologia che ha deciso che questi farmaci non si possano utilizzare in Sardegna, non c'era o non c'è la possibilità di utilizzare strumenti diagnostici flash, probabilmente ci sarà da ieri, e comunque non c'è la possibilità di utilizzare gratuitamente microinfusori. Ecco, questa è una situazione che ovviamente grida vendetta e che va a deporre sulla insufficiente gestione della sanità.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Luigi Crisponi. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Sì grazie, Presidente, molto in breve, è facile aderire alla mozione giustamente correttamente e presentata dal collega Cherchi che naturalmente parla di una mancata attuazione di una legge che fa riferimento addirittura al 2010, però Assessore approfitto della sua presenza per rammentarle anche un'altra legge decisamente inattuata che è quella numero 26 del 2014, era una legge votata all'unanimità dal Consiglio regionale della Sardegna che era quella che individuava la endometriosi come una malattia cronica invalidante. All'interno di questa stessa legge, le rammento, veniva previsto che la stessa Giunta, quindi il suo Assessorato, venisse chiamato a presentare in tempi brevi un disegno di legge, oltre che ad una serie di prescrizioni obbligatorie che erano state appunto previste rigorosamente in quella legge, che era la presentazione in tempi brevissimi, si davano sei mesi, sei mesi di tempo dalla data di attuazione, quindi le rammento che stiamo parlando del dicembre 2014, riferibili alla prescrizione di linee guida ben chiare e precise che avessero naturalmente un obiettivo solo, quello di dare vicinanza e assistenza concreta ad un mondo che soffre sempre di più di una malattia che incredibilmente a macchia d'olio si sta diffondendo, quale appunto quella dell'endometriosi e quindi qua ci si impegnava semplicemente ed esclusivamente a presentare un piccolo disegnino di legge che praticamente riconoscesse un diritto fondamentale che era il diritto all'esenzione sulle prestazioni ricevute appunto dalle donne. Eppure è mancato questo, manca non solo l'attuazione di quelle linee guida ma anche che la prescrizione di una rete di assistenza specifica che sappia individuare con certezza e immediatezza anche quali sono i luoghi specialistici dove poter le donne ricevere adeguata assistenza, ma le ricordo anche che ancora una volta la Giunta regionale della Sardegna è stata si può proprio dire "beffata in curva" dal Governo nazionale con un DPCM, quindi con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che proprio nel gennaio 2017 ha adottato il LEA, quindi mi pare strano che sia spianata una strada alla quale quindi sarebbe assurdo dover rinunciare da parte della Giunta regionale, e le rammento anche con quei LEA il Governo nazionale ha voluto riconoscere alle pazienti il diritto ad usufruire in esenzione delle prestazioni specialistiche abbattendo naturalmente ed eliminando in certi casi il costo del ticket per le visite ginecologiche e delle ecografie specialistiche. Quindi, Assessore, la prego vivamente di prendere nota di questa assurda situazione e soprattutto di darci anche una risposta se vorrà adottare in tempi brevissimi, non brevi, in tempi brevissimi, queste linee guida e soprattutto delle risposte capaci di dare soddisfazione a tutte le donne della Sardegna.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Antonello Peru. Ne ha facoltà.

PERU ANTONELLO (FI). Grazie Presidente, intervengo per fare un plauso a tutti i firmatari della mozione, a partire dal primo firmatario, e per chiedere anche l'aggiunta della mia firma in quanto quando è stata presentata la mozione il sottoscritto non era presente in questo Consiglio regionale. La mozione evidenzia l'importanza della legge numero 38, io dico che già a partire dalla legge numero 39 del '99, che aveva previsto uno stanziamento di 206 milioni di euro che adottava un programma per ubicare in tutto il territorio nazionale gli hospice, aveva in quell'occasione finanziato una cifra importante, anche la Sardegna aveva utilizzato questo, aveva collocato e aveva individuato purtroppo pochi, anzi realizzato in riferimento a quello stanziamento tre hospice in tutto il territorio regionale. Il parametro in base ai 10 mila abitanti per la realizzazione e per la creazione dell'hospice è lo 0,6 per cento per 10 mila abitanti, la Sardegna ha addirittura posti letto 0,35. Ebbene, chi mi ha preceduto ha evidenziato in maniera molto chiara l'importanza della legge numero 38 e anche delle due delibere del 2013 e del 2014 che la Giunta regionale aveva iniziato a dare seguito a questo. Io dico che come cercare di vivere bene in armonia è anche giusto ed è bene cercare di far morire in pace gli individui, quindi all'Assessore chiedo, visto che la legge numero 38 disciplina la realizzazione degli hospice, cioè delle cure palliative, sia all'interno di strutture ospedaliere, ma anche di assistenza domiciliari, in riferimento a quello che conosco del mio territorio, quindi della provincia di Sassari, dico che a oggi non abbiamo assolutamente strutture della provincia di Sassari che possono ospitare centri per quanto riguarda gli hospice. Quindi, in Sardegna come dicevo, abbiamo una percentuale pari allo 0,35 per cento ogni 10.000 abitanti; quindi faccio una richiesta all'Assessore che oltre a quella della struttura possa veramente farsi carico e sensibilizzare, incentivare quelle che sono le strutture domiciliari cioè il cosiddetto hospice diffuso, che è molto importante in quanto, come lei sa, i pazienti e anche i familiari vorrebbero un'assistenza domiciliare e non quella ospedaliera. Quindi, questa è la richiesta dell'adozione della legge 38, oltre che una struttura di hospice, anche se è possibile incentivare quelle che sono le cure palliative assistenziali all'interno delle quattro mura, all'interno della propria abitazione dove il paziente questo chiede in maniera forte e quindi cercare nella malattia, e nelle malattie incurabili, il fine vita con i propri cari. Noi diciamo che, non lo diciamo noi, la terapia, le cure palliative e la terapia del dolore diventa veramente un'attribuzione di due patologie perché esiste già quella del dolore e quindi della patologia stessa.

Approfitto Assessore, l'ha sottolineato il collega che mi ha preceduto Marco Tedde, in questi giorni, anzi ieri in particolare, abbiamo saputo che è stata dato attuazione alla mozione presentata dal Gruppo di Forza Italia e dal Gruppo del Partito dei Sardi in riferimento al problema dei diabetici in Sardegna. Quindi, è stato fatto già un primo passo importante quello della possibilità di diffondere gratuitamente i sistemi, i sensori, monitoraggio flash istantanei, quelli del freestyle, però noi nella mozione avevamo chiesto in maniera anche forte la possibilità di dare attuazione a quello che era il sistema nel monitoraggio continuo sottocutaneo, quindi "Lever sense" che lei conosce molto bene. Quindi, noi chiediamo in maniera forte che possa veramente essere messa in pratica e attuata quella mozione dove lei personalmente aveva dichiarato in maniera forte che non era…

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Grazie Presidente. Io vorrei fare un percorso un po' a ritroso e capire le ragioni del fatto che non si è data attuazione, non solo alla legge 38 che del 2010, ma soprattutto credo che non sia stata data attuazione, non siamo stati conseguenti alle due deliberazioni l'ultima quella del 2014 e quella del 2013. E allora Assessore mi chiedo perché non ne condividete l'impostazione? Non ci sono le risorse? Nell'insieme di modifiche e di riforme che avete fatto è andata perduta questa possibilità di assistenza? Le vorrei ricordare che stiamo venendo meno ad un diritto, che non è un diritto banale, è quello alla salute comunque, è pur vero che il dolore, soprattutto quello fisico, ha delle soglie differenti, lei è un medico e mi insegna da questo punto di vista, però comunque deve essere preso in esame. In ogni caso, a noi non ci spaventiamo, non ci preoccupano o non ci fanno specie le liste d'attesa, ne avete create su ogni settore e su ogni patologia della sanità, però crediamo che veramente stiamo rasentando il ridicolo. Perché se è pur vero che dopo un anno si devono riprendere in considerazione, qui stiamo parlando di un anno e mezzo, ma lo dico soprattutto al collega Cherchi, un anno e mezzo sul nulla, perché qui non esiste una struttura, non si è dato seguito a nessuno dei protocolli, a nessuno degli indirizzi che sono stati definiti in particolare con la delibera del 2013. E mi chiedo anche assessore se l'ASL 8 che è stata incaricata, ma oggi ASL unica, quindi magari con una possibilità anche maggiore di organizzazione da questo punto di vista, non sia inadempiente totalmente perché cosa è successo in tutti questi sette anni? E allora le rifaccio la domanda: non ci credete? Non avete intenzione di andare avanti? Perché i fatti dicono questo. Non solo vorrei ancora dirle anche Assessore che per quanto riguarda la sanità, ma lei questo lo sa benissimo, ancora oggi occupa il 60 per cento, forse anche qualcosa in più quest'anno, del bilancio regionale, non solo le ricordo ancora che come Regione ne sosteniamo il totale carico finanziario. Allora mi dico la colpa è squisitamente nostra, perché se vado anche ad analizzare che stiamo contravvenendo o meglio non dando attuazione ad una legge nazionale, del 2010, mi chiedo e glielo richiedo ancora una volta cosa osta? Cosa ha impedito di mettere a regime e di dare attuazione ad una terapia che, da quanto hanno detto i colleghi ma io dico in particolare i colleghi medici, che sicuramente sono più informati di quanto lo possa essere io, una terapia che è diventata importante a prescindere dalla patologia, e soprattutto anche a prescindere dalle fasce di età. Perché è stato anche rilevato che il dolore è provato addirittura anche in gestazione. Allora, io dico Assessore cosa manca? Ci dirà oggi esattamente… non come ha fatto con il diabete, perché le dico la verità banalizzando le questioni non ha senso, riducendola ad una questione semplicemente economica non ha ancora senso. Noi sappiamo che oggi la sanità e ci auguriamo anzi in questo le chiedo cortesemente di capire da subito se la rete ospedaliera ha delle osservazioni importanti, è stata impugnata o sono state chieste delle risposte su parti importanti della riforma, perché poi finisce il tempo Assessore e nel frattempo, scusate il gioco di parole, noi abbiamo creato nell'arco degli ultimi anni una sanità inverosimile. Perché glielo dico è inverosimile? Perché ogni giorno noi sentiamo chi opera nel settore, chi subisce questa sanità malsana e voi non vi siete ancora resi conto di nulla continuate a dire "va tutto bene madama la marchesa". Noi a questo non ci stiamo Assessore. Stiamo parlando di servizi essenziali che purtroppo non sono presenti nel territorio, che vi piaccia o no. La riforma che avete messo in atto è fallimentare.

Quindi, almeno sulle cose che possono essere chiare e già definite provate a seguire chi vi ha lasciato una traccia.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Io intervengo con molta cautela su un tema come questo, nel quale i colleghi si sono come dire cimentati presentando un'interrogazione e una mozione; un tema delicatissimo che parla della terapia del dolore, della necessità di avere cure adeguate soprattutto in un periodo della vita che è quello finale, in cui la delicatezza del tema impone a tutti riflessioni approfondite. Ci troviamo di fronte ad un atto, a più atti che sono stati fatti nella fine della legislatura precedente, dal Governo precedente, che chiedeva che si mettesse mano alla possibilità di dare assistenza adeguata a persone che hanno bisogno di essere assistite più di altre. E allora così con molta delicatezza ho cercato di capire quali fossero i numeri delle persone delle quali parliamo, e di che cosa stiamo concretamente discutendo. Per cui la mozione presentata e l'interrogazione presentata dai colleghi va molto bene perché ci consente di affrontare un tema come questo. Allora, io ho visto che da una stima effettuata nel registro dei tumori in Sardegna il numero dei decessi è pari a 4800 persone, e di queste, dicono coloro che hanno approfondito la materia, il 90 per cento ha bisogno di essere assistito in una maniera adeguata, ovvero 4320 pazienti. Qua siamo di fronte ad una delibera, la numero 53/59 del 20 dicembre 2013, che ci fa un quadro della situazione in Sardegna e delle strutture che possono accogliere e fornire assistenza alle persone nel fine vita e consentire di avere una assistenza sulle cure cosiddette palliative che entrano con la terapia del dolore in maniera adeguata, e ci dicono che ci sono 173 posti in Hospice RSA, con una media quindi maggiore rispetto a quella nazionale che è parametrata con zero posti letto ogni 10 mila abitanti, e poi con un accentramento soprattutto nella vecchia ASL 8 con 63 posti letto. In realtà, da una verifica effettuata, risulta che i posti letto effettivamente operanti nei tre Hospice regionali siano numericamente inferiori rispetto a quelli dichiarati nella precedente delibera, che i posti letto Hospice RSA non vengono utilizzati come tali e che la somma totale tra Hospice e posti letto risulta essere 98 anziché 173, per cui è chiaro che occorre intervenire per adeguare le esigenze rispetto al numero di persone che chiedono di essere assistite, perché una cosa sono gli atti che certificano la necessità di adeguare gli interventi nei confronti dei pazienti di cui stiamo parlando ma altrettanto vero è che se le strutture devono essere adeguate, e soprattutto se i medici e le persone che si devono prendere cura devono essere formati in una maniera adeguata, bisogna creare le condizioni. Era stata messa a disposizione con quegli atti deliberativi una cifra corrispondente a 80 mila euro, e ho visto che sono stati messi a disposizione altri 750 mila euro durante questa fase di mandato amministrativo regionale, 750 mila euro che si sommano agli 80 mila euro precedenti, per cui dal punto di vista economico e finanziario le risorse mi pare che siano state stanziate. E' stato istituito un tavolo tecnico, formato da personale che ha competenza per fare il quadro sulla situazione reale del Paese, sulla situazione del registro dei tumori che abbiamo istituito, sulle persone che hanno bisogno effettivamente di assistenza adeguata, e una cosa che è venuta fuori dalla relazione definitiva del tavolo tecnico svolta nel 2015, quindi durante questo mandato amministrativo, perché una cosa che è emersa durante la discussione dei colleghi che mi hanno preceduto è stata "che cosa si è fatto in questi anni rispetto all'atto deliberativo che era all'origine della discussione?", e una delle cose che viene messa in evidenza, oltre alle cose che ha detto prima, cioè che le strutture dei tre Hospice RSA presenti in Sardegna non sono in grado di ospitare tutti coloro che fanno richiesta, è la questione della formazione del personale, tant'è vero che si dice "una carenza riscontrata è rappresentata dalla mancanza di un'adeguata formazione di tutti gli operatori dei team assistenziali", e a quest'altro problema occorre porre rimedio, tant'è vero che sono state istituite, attraverso un atto formale di questa Amministrazione regionale, di questa Giunta regionale, delle risorse, e anche in questo caso ulteriormente stanziate nei confronti dell'Università, di 480 mila euro per fare dei corsi di formazione per attivare in particolare tre master, uno di management distrettuale che è partito venerdì scorso, quindi un atto che è già in funzione per cercare di formare le persone, e due master per cure palliative e terapia del dolore, uno per la dirigenza medica e uno per il personale sanitario del comparto, per cui ci sono atti che vengono messi in piedi e sostenuti con forza, perché così come è vero, così come è scritto nella mozione e nell'interpellanza dei colleghi, che occorre intervenire e che bisogna sapere, l'Assessore oggi è qua per questo, io sono dell'avviso, Assessore, Presidente del Consiglio soprattutto, che occorre fare una discussione seria sulla riforma della riorganizzazione della rete ospedaliera e della riforma sanitaria, perché è un tema importante sul quale noi abbiamo scommesso, ed è vero che i problemi che emergono sul campo sono tantissimi e bisogna che ci facciamo chiarezza, però sono tantissime anche le cose che vengono raccontate e che non corrispondono al vero, ed è evidentemente necessario fare chiarezza, perché se è vero che ci sono i problemi è anche vero che bisogna risolverli i problemi, e se è anche vero che non si mette mai mano sulla sostanza delle cose, rimandiamo soltanto agli atti che rimangono carta straccia, utili soltanto per essere rintracciati tutte le volte che la discussione impone che debbano essere citati, poi però vediamo che gli atti non possono essere conseguenti se prima non si mettono in piedi azioni per renderli operativi, e in questo caso formazione del personale e strutture, Hospice ed RSA, in grado realmente, numericamente…

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cocco, il tempo a sua disposizione è terminato.

E' iscritto a parlare il consigliere Giorgio Oppi, in qualità di Capogruppo. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC-Sardegna). Io approfitto dell'occasione anche per fare un po' di chiarezza, perché credo che sia fondamentale che uno prima di esprimere giudizi avventati si documenti.

Allora, dire che la Sardegna per quanto riguarda la terapia del dolore non ha fatto niente è già di per sé un errore, infatti nei primi anni Duemila al Brotzu fu inaugurata la terapia del dolore e debbo dire che subito dopo, grazie al ministro Veronesi… quindi non nel 2010 e neanche il 2013, non dicono niente, tant'è che non essendoci centri, o pochi, per le cure palliative, molti privati si sono attivati per realizzarli, per esempio vicino al Brotzu, accanto all'Oncologico, c'è una struttura che è stata finanziata attraverso associazioni e ha dato un supporto fondamentale.

Si è parlato anche di formazione, certo bisogna studiare, e perché dico questo? Perché molti anni fa, quando il ministro Veronesi ci dette 26 posti letto, dal sottoscritto furono dati 10 posti letto al San Francesco di Nuoro, 10 a Cagliari e 6 al Santa Barbara di Inglesias, e qui c'è una nota un po' stonata che va chiarita, e mi rivolgo all'Assessore: grande folklore, inaugurazione al Santa Barbara di Iglesias, festa, grande etichetta dei sei posti letto, corso di formazione… voglio ricordare, così vi do qualche elemento che vi meraviglierà, che Bruno Vespa, dopo che morì un suo collega giornalista, è presidente di un'associazione legata proprio alle cure palliative, e la ASL di Iglesias partecipò a Pula a dei corsi di formazione di questa associazione che è fra le prime d'Italia. Quindi è stato fatto poco negli anni dal 2003-2004 al 2010, dal 2010 al 2015, quindi non c'è nessuno immune da responsabilità. E dico questo perché in effetti questi sei posti, mi appello all'Assessore, l'ho detto in Commissione più volte, è una vergogna che qualcuno abbia fatto poi il furbo, dopo che abbiamo dato i soldi, circa 5 milioni, fatto fare un corso ai professionisti, eccetera, sia stato dato poi alla struttura privata: questo è illegittimo, è stato dato alla Rosa del Marganai! E su questo più volte abbiamo dichiarato che è illegittimo, perché abbiamo dato soldi pubblici e poi trasferito il tutto, perché non ci sono le cure palliative al Santa Barbara, ma deve ritornare, tant'è che nella razionalizzazione della rete ospedaliera noi abbiamo chiesto, con un emendamento, che questa struttura ritorni nella casa madre. Quindi c'è stato sempre un interessamento per quanto riguarda le cure palliative in particolare, certo forse bisognerebbe avere un dato analitico preciso che ci dia il quadro generale, quindi credo che questa mozione abbia la finalità che tutti quanti, di fronte a una situazione di questo genere, ci possiamo interessare senza differenziazioni di sorta, che non servono a niente perché qui serve soltanto fare le cose. Assessore, io ho voluto dire, si ricordi, che Vespa è presidente di un'associazione che in Sardegna ha mandato la struttura a fare corsi di formazione, potrei fare persino il nome dei medici che hanno partecipato in quel di Pula a questi corsi di formazione, quindi abbiamo delle opportunità che vanno studiate e analizzate, ma il ricambio generazionale, il ricambio anche dei funzionari molte volte dimentica cose e magari non si ha una nozione precisa e quindi magari ci si appella più alle leggi dello Stato e meno a conoscenze specifiche.

Per quanto riguarda la riforma della rete ospedaliera qualche cosa di positivo è stato detto; obiettivamente sono passati oltre sei mesi, l'Assessore però ci ha risposto, ci ha detto che oggi non c'è una contrapposizione, c'è un continuo interloquire, perché di fatto c'è il problema del nido e c'è il problema dei piccoli ospedali sui quali fanno dei problemi, e quindi c'è questa discussione in atto. Ecco, l'invito che le rivolgo, Assessore, è che non possiamo aspettare alla prossima legislatura, anche perché il fatto della mancata realizzazione della rete ospedaliera in effetti che cosa crea? Crea una serie di problemi, crea problemi di grande gravità, per cui paralizza tutta la vita. Anche molte cose che sono state fatte da questi direttori generali (…) tanto per essere chiari sono illegittime, molte prevaricazioni sono illegittime. E quindi è chiaro che bisogna accelerare al massimo queste procedure perché sennò ci troviamo tutti i giorni di fronte alle meschinità, alle dichiarazioni. Assessore, la faccia una dichiarazione. Io certamente sono sempre stato contrario a problemi che riguardano e ho accusato sempre il Mater Olbia perché di fatto continua a prendere in giro il prossimo. Però mi consenta, il Mater Olbia può fare quello che vuole, ma non può continuamente offendere come ha fatto nella giornata di ieri, che la responsabilità è della Regione. La Regione non ha nessuna responsabilità, anzi se la Regione volesse ha gli strumenti per chiedere i danni che sono stati fatti non avendo ottemperato nei tempi che sono previsti, grazie.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene sanità e dell'assistenza sociale.

ARRU LUIGI, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

Grazie Presidente, buonasera onorevoli consiglieri, io penso che su un argomento del genere dobbiamo trovare rapidamente, ringrazio l'onorevole Cherchi per la sensibilità e lo stimolo che ci ha dato per parlare di un argomento fondamentale come questo, però alcune precisazioni sono fondamentali la legge è del 2010, cosa si è fatto dal 2010 al 2014, come mai non è stata recepita? Forse non c'è stato il tempo di recepirla, perché non è stato recepito neanche il Piano nazionale sangue del 2012, che ha recepito questa Giunta, e oggi abbiamo avuto l'accreditamento formale del direttore nazionale del Centro nazionale sangue, perché abbiamo modificato la rete, abbiamo aumentato, grazie ai sardi, che ringrazio pubblicamente per la generosità, il numero di unità raccolte, abbiamo diminuito l'unità acquistate dalle altre Regioni, perché abbiamo cambiato, proposto un modello di rete. E quindi mi chiedo, onorevole Zedda, cosa si è fatto dal 2010 al 2014? Evidentemente, io non ho trovato niente, vado sorprendentemente a parlare con Spizzichino, anche se qui è stato fatto un po' di misto tra cure palliative e terapia del dolore, sono cose che si intrecciano ma sono cose diverse, Si parla di posti letto, si parla di ambulatori cerchiamo di metterci d'accordo. Io vado a Roma per quanto riguarda le cure palliative alla direzione generale a parlare col dottor Spizzichino, risulta che la Sardegna era la migliore Regione d'Italia come numero di posti letto per hospice ne avevamo 175, secondo quello che era depositato al Ministero della salute. Poi andiamo a fare il censimento con la Commissione che abbiamo formato, ovviamente non c'era niente di tutto questo. Quindi può darsi che è stato un errore, un lapsus calami nel trasmettere i dati della rete delle cure palliative.

Terapia del dolore, me lo insegna lei onorevole Cherchi, richiede specialisti, specialisti preparati, richiede un lavoro in rete molto importante tanto che noi facciamo una delibera che non è stata accettata da nessuno per recepire un documento nazionale sollecitata dalla Federazione italiana delle cure palliative con cui noi stiamo collaborando che ci chiedeva di introdurre elementi di certificazione per persone che avessero sviluppato esperienze oltre alla specialità dell'anestesia e rianimazione nella terapia del dolore. Perché il problema è creare reti e personale. Noi abbiamo proposto tutta una serie di reti. Il problema quindi è quello della formazione per cui con fondi FSC d'accordo con l'Università abbiamo deciso di fare un master per la cura e la terapia del dolore, abbiamo deciso di fare una serie di attività che hanno visto dei risultati anche clamorosi. Il Sole 24 Ore Sanità non è un organo di partito dalla Giunta che illustra che Olbia è una delle migliori realtà per la presa in carico delle cure palliative e per la terapia del dolore per esempio nel nord Sardegna. Abbiamo un'eccellenza che doveva essere certificato da Il Sole 24 Ore della realtà. Però ripeto il problema entriamo in una zona di grigio, il problema della terapia del dolore non è solo la presa in carico delle persone affette da tumore, il dolore rappresenta l'espressione, un sintomo di numerose patologie e sono necessari degli specialistici che della terapia farmacologica fino a arrivare a tecniche invasive, per cui siamo bravissimi in Sardegna grazie a dei colleghi che stanno nell'Hub riconosciuta dell'oncologico possono effettuare delle terapie invasive, che son pochi in Italia ad effettuare. Allora prima di utilizzare l'indicatore lista d'attesa per dire: c'è una lista d'attesa enorme in relazione a un servizio, vediamo quale prestazione stai svolgendo. Allora se siamo anche responsabili della mancata programmazione e ristrutturazione delle sale operatorie della Sardegna che non è stata fatta in cinque anni, per cui stiamo prevedendo la messa a norma come un investimento di 150 milioni per ottemperare agli obblighi prescritti dalle norme antincendio che ci hanno imposto i Vigili del fuoco, se anche questa è una colpa ci assumiamo la colpa e la responsabilità di voler mettere le strutture ospedaliere della Sardegna a posto e siamo orgogliosi di questo. Però non può essere imputato questo alla Giunta stiamo cercando di rimettere mano su cose che non sono state fatte. E sicuramente ha ragione l'onorevole Cherchi su questo non possiamo più attendere tanto che il gruppo di colleghi che ha lavorato per fare il censimento, è andata in giro per parlare, ci ha fatto una proposta formativa di formazione di équipe nelle diverse area sociosanitaria, però riconoscendo, ripeto, che in relazione alla ASL 8, quella che era ex ASL 8, attualmente fa parte dell'azienda Brotzu è un centro di eccellenza iper specialistico, è un centro di eccellenza iper specialistico. Allora quello è il ragionamento che dobbiamo fare è se è sufficiente un'unica struttura e se esistono altri specialisti che abbiano quella competenza per fare quelle procedure invasive che sono estremamente complesse, che meritano spazi dedicati completamente riservati, però in una fase di ristrutturazione su cui bisogna essere chiari. Da quando siamo arrivati si è detto che la Sardegna spende troppo per la sanità, allora bisogna che ci intendiamo se le risorse che sono messe nel fondo sanitario indistinto regionale sono sufficienti devono ritornare quelle che erano del 2014, oppure ci mettiamo d'accordo e diciamo che spendiamo troppo rispetto alle indicazioni del (CIPE) questo deve essere chiaro. Noi siamo convinti che la proposta che abbiamo fatto di riorganizzazione della rete ospedaliera, dell'elisoccorso, dell'Areus, della rete delle cure primarie, del piano regionale della prevenzione rappresentino prerequisiti per poter dare delle risposte sostanziali ai sardi durature, non con azioni spot. Perché è facile utilizzare 20 milioni per ridurre le liste d'attesa e avere la risposta per un anno aumentando la risposta agli specialisti ambulatoriali e poi non avere nessuna governance sul meccanismo di gestione delle liste d'attesa. Però siccome debbo rispondere e aderisco totalmente alla proposta che fa l'onorevole Cherchi, per cui per me questa rappresenta una risposta di civiltà. È molto più importante togliere il dolore con équipe multidisciplinari che continuare a tenere, a volte, specialità e servizi in ospedali che hanno un'offerta che non corrisponde ai bisogni, che stanno cambiando regionale in relazione all'epidemiologia della Sardegna, l'invecchiamento, alle malattie cronico - degenerative. Dobbiamo fare delle scelte condivise con un metodo distribuendole in maniera uniforme. Con l'Università abbiamo fatto un accordo con anestesia e rianimazione per fare un master di secondo livello, perché abbiamo un problema di diffondere oltre alla città di Cagliari in tutta la Sardegna, oltre Nuoro, Oristano da mettere a disposizione colleghi che in équipe lavorino per mettere, dare la possibilità di prendersi in carico del dolore, con una cultura che ha visto peraltro, grazie ai professionisti, la Regione Sardegna essere una delle migliori nella prescrizione di oppioidi, ha superato tutti i limiti amministrativi della prescrizione di oppioidi mettendosi in prima linea su questo limite culturale, per cui si aveva paura di prescrivere gli oppioidi. Allora abbiamo una straordinaria opportunità con tanti professionisti, medici, infermieri e volontari. Ha citato l'onorevole Peru una bellissima esperienza, su cui stiamo cercando di ragionare per fare una partnership pubblico-privato nella città di Sassari, che con Tempio, Sassari Nuoro, che sarà dotato finalmente anche di una foresteria dopo cinque anni di blocco, grazie al progetto di finanza siamo riusciti a sbloccare, mettiamo una foresteria a disposizione per i pazienti di uno dei centri più belli di presa in carico per la terapia del dolore per l'hospice. Siamo pronti ad aprirlo è uno scandalo anche l'hospice di Oristano bloccato per cinque mesi per un problema di allaccio dall'Enel, sembrano cose strane però sono anche questi i problemi della realtà quotidiana. Quindi non c'è nessuna disattenzione, c'è un impegno costante a mettere gli elementi, i pilastri fondamentali di una ristrutturazione del sistema sanitario sardo.

PRESIDENTE. Ha domandato di replicare il consigliere Augusto Cherchi. Ne ha facoltà.

CHERCHI AUGUSTO (Partito dei Sardi). Sì, io sono d'accordo con l'Assessore che si è confuso molto stasera tra due argomenti che sono altrettanto importanti e molto contingenti uno con l'altro, quello della terapia del dolore e quello delle cure palliative. Per rispondere anche all'onorevole Cocco, la mia correttezza e il mio raccontare la verità, ha presupposto tre anni di gestazione per questa mozione, raccontando sempre la stessa verità e aspettando sempre risposte che non sono ad oggi arrivate. Le rifarò la domanda alla fine del mio intervento, Assessore, la stessa domanda con cui ho aperto il mio intervento, però bisogna stare attenti a non confondere il dolore con i malati di tumore; questo è un grave errore, è un grave errore! L'altra cosa che non bisogna confondere sono le cure palliative con il dolore; sono integrate le due cose, ma non bisogna confonderle. In Sardegna, Assessore, lei mi dice, il rapporto del suo gruppo di studio in Sardegna dice che ci sono 42 posti letto negli Hospice, di cui due nel Cagliaritano e uno nel Nuorese, nessuno nel Sassarese, nessuno nell'Ogliastra, nessuno nell'oristanese. L'Hospice di Oristano è chiuso, è vero, quattro mesi per un allaccio ENEL, adesso c'è il problema del personale, Assessore, quindi mi aspetto da lei una risposta decisa sui problemi del personale dell'Hospice, che le ricordo, Assessore, ha 8 posti letto, ed è l'unica struttura in Sardegna che ha posti letto di cure palliative per pazienti pediatrici, noi non abbiamo in Sardegna un posto letto per le cure pediatriche, per le cure palliative pediatriche, e abbiamo in media, parlo di media rifacendomi alla media nazionale, 30 pazienti pediatrici che ogni anno si avviano verso la fase terminale della vita; sto parlando di questi problemi, Assessore! Io la domanda che le ho posto è una, se intende avviare e dare seguito alla legge 38 del 2010. La legge 38 del 2010 presuppone, come atto fondamentale, la realizzazione di una rete; noi non abbiamo la rete, è questo che sto chiedendo, noi non abbiamo rete! Ed è impensabile istituire degli Hub se non si ha rete, e lei lo sa benissimo, perché è quattro anni che sta proclamando questi principi, non c'è Hub senza rete, non c'è rete senza Hub. L'altro Hub le ricordo che è Sassari,e Sassari non Hub di terapia del dolore. È vero che Cagliari ha un Centro polispecialistico, però ha anche il Centro di riferimento regionale per la terapia del dolore, e la formazione, Assessore, gli 87 mila euro che lo Stato italiano ha messo sulla formazione dei medici di base e dei pediatri noi non li abbiamo spesi, li abbiamo speso nella formazione probabilmente e in altre cose, ma non quegli 87 mila euro. Quindi le faccio ancora una volta la domanda: intende dare avvio e dare attuazione alla legge 38 del 2010? E' solo questa. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Grazie, signor Presidente, intervengo per dichiarazione di voto per dichiarare il voto favorevole ovviamente a questa mozione,, alla quale chiedo, se è possibile, di aggiungere anche la mia firma. Mi è parso di capire dalle repliche dell'Assessore che l'Assessore non ha letto integralmente la mozione. Questa mozione impegna il Presidente della Giunta, e la Giunta regionale tutta, a dare attuazione alla legge 38 del 2010, quindi a realizzare la rete di cui alla delibera del febbraio 2014, e quindi concludere quel percorso che è iniziato nel 2010 con la legge nazionale, ma che è proseguito qui in Sardegna nel 2013 con una delibera di Giunta, e nel 2014 con due delibere di Giunta. Ci siamo arenati al febbraio, all'11 febbraio 2014; questo è stato fatto, Assessore, prima del suo insediamento, dal suo insediamento non è stato fatto alcunché, lei è diventato abilissimo a glissare sulle questioni veramente centrali, è diventato abilissimo, questo lo debbo ammettere. Però, questa sua abilità si scontra con la sua difficoltà a interpretare il suo ruolo, a capire innanzitutto il suo ruolo, e poi a interpretarlo, lei il suo ruolo lo interpreta in modo, molto elegante, senza ombra di dubbio, ma in modo burocratico, senza la necessaria determinazione, senza il necessario impegno, e senza il rispetto di una legge nazionale che la precedente Giunta ha fatto di tutto per attuare, fino a che non è spirato il termine della precedente Giunta. Lei invece non ha mosso un passo, assolutamente, non ha mosso un dito per dare attuazione a quella legge e per istituire la rete della terapia del dolore; questi sono i fatti. E poi sulla riorganizzazione della rete ospedaliera, Assessore, lei fa questa difesa d'ufficio molto, molto flebile, direi ectoplasmatica, è un fantasma questa difesa d'ufficio, Assessore; ci dica qualche cosa, ci dica dove è andata a finire questa riorganizzazione della rete ospedaliera, ci dica quali sono i problemi, i sardi lo vogliono sapere! Ci dica dove sono finiti i 250 milioni di bonus per l'edilizia ospedaliera, ce lo dica, lo vogliono sapere i sardi, lo vogliamo sapere noi, ce lo dica! Non aggiri le domande e non dia risposte evasive, siamo in un'Aula, nel massimo Consesso rappresentativo regionale, che ha il diritto e anche il dovere di conoscere le cose…

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

ARRU LUIGI, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ovviamente devo rispondere semplicemente sì, onorevole Cherchi, totalmente d'accordo per attuarle e darle priorità…

TEDDE MARCO (FI). I tempi?

ARRU LUIGI, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. I tempi vorrei utilizzare quelli che avete utilizzato voi dal 2010 al 2013.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD) Sì, per dichiarazione di voto, l'intervento è stato già fatto, non sto a ripetere le cose che sono state dette e neanche a chiosare l'intervento del collega Tedde, che ovviamente fa il suo mestiere di oppositore e, come spesso capita, chi si oppone qualche sbandata la prende, però, insomma, noi siamo qua ad ascoltare tutti, compreso il collega Tedde che sbanda qualche volta con queste sue accuse perentorie che non lasciano spazio a margini di alcun tipo. In realtà rispetto alla delibera del 2010 e a quelle successive, fino al 2014, erano assolutamente carenti nei dati, carenti nella formazione, carenti nelle cose che sono state elencate, abbiamo detto prima, insomma, che è stato messo in piedi l'ufficio che ha fatto le verifiche, sono state stanziate le risorse sia per l'Università che per implementare gli 80 mila euro messi a disposizione, e che si sta andando verso la direzione richiesta dal collega Cherchi attraverso la mozione, sulla quale io esprimo ovviamente parere favorevole, per cui a nome del Gruppo del Partito Democratico noi voteremo a favore per questa mozione, perché è necessario creare rete della terapia del dolore, e così come dice la stessa mozione, che consenta l'organizzazione di una rete di assistenza regionale permettendo così di curare le migliaia di persone che soffrono della malattia del dolore. Chi può essere contrario? Siamo assolutamente favorevoli e vogliamo anche noi rimarcare l'urgenza di intervenire in questo materia e chiedere all'Assessore, oltre alle cose che sono state fatte, maggior impegno, tenuto conto anche dei tempi stretti che ci sono da qui alla fine del mandato, perché questa Amministrazione regionale possa, tra le cose fatte nella sanità, dire anche che su questa e su questo settore si è fatto un intervento importante, determinante e fondamentale, per consentire anche all'onorevole Tedde di avere qualche dubbio rispetto alle tante certezze che solitamente mette in piedi durante i suoi interventi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Per esprimere il voto a favore del Gruppo di Forza Italia, ma anche per fare un'osservazione a ciò che ha detto l'Assessore Arru. Guardi, Assessore, noi le abbiamo manifestato e sollevato delle perplessità, dei problemi e le abbiamo posto delle domande, lei in quest'Aula continua a fare dietrologia, se il voto del 4 marzo, la situazione che stiamo vivendo, quello che ogni giorno vi raccontano quelli che subiscono le vostre angherie non le basta, allora, Assessore, probabilmente le dico: guardi, lei ha ragione su tutta la linea, insista e continui a perseverare nei suoi errori diabolici, però la smetta di fare dietrologia perché forse non si è neanche reso conto che da quattro anni e mezzo l'Assessore della Sanità è lei e non noi e che i tempi sono cambiati e che da qui alle prossime elezioni se volete continuare con questo andazzo potete farlo, ma la risposta non può essere che uguale a quella del 4 marzo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Desini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DESINI ROBERTO (Partito dei Sardi). Presidente, brevemente nella dichiarazione di voto ovviamente esprimo il parere favorevole anche perché sono tra i firmatari della mozione, ho partecipato e sottoscritto anche alle precedenti interpellanze sottoposte dal collega Cherchi. Io non devo difendere nessuno, non devo fare la parte a nessuno, però la invito gentilmente ad attenersi a quelli che sono i dispositivi d'Aula, cioè alla mozione. Perché se lei fa dietrologia, guardi, io non sono di Forza Italia e non devo perorare la causa della collega Zedda o di chi per lei, ma se lei fa riferimento al 2010 e al 2014 io le ricordo allora, caro signor Assessore, che nel 2015 gli è stata fatta la lettera a lei e al Presidente, nel 2016 l'interpellanza, nel 2017 presentata la mozione, nel 2018 la stiamo discutendo! Cosa significa questo? Che in una consiliatura, in una legislatura, per questo tipo di problema che le è stato sottoposto all'inizio della legislatura, non è stato fatto assolutamente niente. Questo è il dato di fatto. Quindi, per cortesia, recuperi il tempo perduto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az-La Base). Presidente, anch'io riconosco all'assessore Arru l'abilità e l'eleganza e non me lo ricordo che guardasse indietro così a lungo, perché siamo in tempo ormai di bilancio consuntivo per la sua legislatura, quindi alla fine della legislatura continuare a guardare indietro e pensare a quello che hanno fatto prima di noi credo che non giovi a nessuno e concordo su quanto è stato osservato da chi mi ha preceduto. Detto ciò credo che l'argomento in discussione sia un argomento che, come è stato ampiamente dimostrato dal dibattito, ci trova tutti d'accordo ed esprimo ugualmente il voto favorevole per la mozione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SDP). Presidente, anch'io voglio esprimere il voto favorevole mio e del mio Gruppo alla mozione presentata dal collega Augusto Cherchi. Tra l'altro la mozione di cui anche io e anche noi siamo firmatari vede la firma di 33 consiglieri quindi a dimostrazione che il problema era assolutamente sentito da tutta l'Aula, conosciuto da tutta l'Aula. Io credo che la legge numero 38 sia davvero uno strumento formidabile per poter dare le risposte a quei cittadini pazienti che troppe volte si sentono distanti da quelle che sono le risposte ai loro bisogni. Non voglio fare neanche io dietrologia perché non serve a nessuno. Credo che fare l'Assessore a fine mandato non sia la cosa migliore che si possa auspicare a nessuno, però arrivati a questo punto credo che oggi il punto di caduta di questo punto all'ordine del giorno che stiamo discutendo sia l'immediata applicazione della norma a cui si fa riferimento. Credo che i nostri cittadini abbiano aspettato abbastanza e abbiano in questo momento il diritto di avere le risposte che meritano. Voteremo a favore della mozione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della mozione numero 331.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Discussione congiunta delle mozioni Lotto - Lai - Cocco Daniele Secondo - Cocco Pietro - Pizzuto - Meloni Giuseppe - Solinas Antonio - Zedda Paolo Flavio - Comandini - Moriconi - Tendas - Piscedda - Collu - Sabatini - Manca Pier Mario - Cherchi - Congiu - Desini - Pinna - Cozzolino - Perra - Anedda - Usula - Meloni Valerio - Ruggeri - Zanchetta - Gallus - Crisponi - Rubiu - Sechi - Oppi - Contu - Tedde - Dedoni - Ledda - Carta - Tocco sulla difesa delle produzioni di agnello IGP di Sardegna dalle imitazioni e dall'introduzione sul mercato di agnelli provenienti dall'estero macellati nell'Isola e marchiati IGP di Sardegna (413) e Cappellacci - Pittalis - Contu - Fasolino - Locci - Tedde - Tocco - Tunis - Zedda Alessandra sulle azioni a difesa del prezzo, della diffusione e della qualità del latte ovino e degli altri prodotti agroalimentari sardi (345).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della mozione numero 413.

Dichiaro aperta la discussione. Uno dei presentatori della mozione ha facoltà di illustrarla.

LOTTO LUIGI (PD). Presidente, molto brevemente, questa mozione prende origine da una proposta di ordine del giorno presentato lo scorso Consiglio regionale, ma non essendoci possibilità di discuterla abbiamo dovuto trasformarlo in mozione e la discutiamo oggi. Prende avvio da dei fatti che si sono verificati nelle settimane scorse. Emerge - per partire da un'inquadratura generale del problema - proprio da questa vicenda, l'importanza che ha per la nostra produzione agricola la disponibilità di prodotti con marchi di qualità certificata. È di questi giorni anche, per contro, la notizia del successo che hanno avuto al Vinitaly di Verona i nostri vini che sono quelli che hanno preso premi, ma anche la gran parte di quelli che hanno partecipato dei vini a marchio di origine protetta. Questo significa che quando abbiamo un marchio che certifica la qualità dei nostri prodotti dobbiamo assolutamente seguirli da vicino e portare fino in fondo un'azione di tutela.

L'agnello di Sardegna IGP prende avvio nel 2001, le prime produzioni con marchio risalgono al 2005, erano allora 69.000 unità che sono cresciute nel tempo, siamo arrivati al 2013 a 506.000, nel 2015 a 650.000, nel 2017 a 730.000. Siamo ancora lontani dalla condizione di certificazione di tutti gli agnelli prodotti in Sardegna, però si sono fatti dei passi assolutamente interessanti. Oggi paradossalmente emerge proprio da questo fatto che è successo, che ha denunciato la stampa locale, di diverse migliaia di agnelli importati dalla Romania, e su questo non c'è nulla da dire, solo che sono stati portati in Sardegna, sembrerebbe, e sembrerebbe che siano stati macellati regolarmente in Sardegna, ma contraffatti una volta usciti dall'isola, non più usciti come prodotti di origine rumena, ma come prodotti di origine sarda. Questa cosa ha creato ovviamente preoccupazione negli operatori del settore e noi dobbiamo assolutamente tenerne conto. Il soggetto deputato alla tutela è il Consorzio di tutela, una filiera dove sono presenti principalmente gli allevatori col 66 per cento, poi i macellatori e i porzionatori cosiddetti con 17 per cento a testa. Il ruolo del Consorzio quindi è fondamentale ed è stato anche fondamentale in questo frangente. A noi il compito di stargli vicino, di sostenerlo con l'azione che può essere utile affinché non sia solo, perché affinché abbia successo la sua opera ne abbiamo, diciamo così, interesse tutti quanti. Peraltro non è facile neanche individuare norme punitive adeguate; giace in Parlamento una norma di legge, il cosiddetto disegno di legge Caselli, che prevede il perseguimento dei reati contro le frodi agroalimentari, si prevede un nuovo reato che è quello che punisce la vendita di prodotti con falsi segni distintivi dei prodotti a marchio. Quindi c'è da fare una battaglia politica su questo fronte anche a livello nazionale affinché le norme di tutela vengano aggiornate e si diano strumenti ai Consorzi di tutela da una parte e alle istituzioni regionali dall'altra per poter far fronte a questo reato con maggiore puntualità e anche con maggiore efficacia. Comunque la Magistratura farà i dovuti accertamenti e farà il suo corso, e va detto però con chiarezza che viene alla luce del sole un fatto di cui si sospettava da tempo l'esistenza. Io ricordo quando tre, quattro anni fa si parlava di vendita di prodotti agnelli IGP in alta Italia per numeri che erano assolutamente superiori alla capacità produttiva dell'agnello in Sardegna, da questo derivava chiaramente che veniva utilizzato non tanto il marchio quanto la dicitura agnello sardo. Adesso qualcuno ha tentato di usare proprio il distintivo con marchiatura falsa sembrerebbe e siccome il disciplinare recita che sono agnelli IGP Sardegna quelli nati, allevati e macellati in Sardegna, il marchio è un patrimonio che oggi proprio a seguito di questa vicenda scopriamo avere un valore enorme. Se qualcuno ha tentato di portare qua gli agnelli, a macellarli, a portarli via e poi buttarci dentro un marchio come prodotto di Sardegna significa che questo gli faceva incrementare gli introiti dalla loro vendita. E' un'azione assolutamente illegale ma è principalmente un'azione che danneggia l'economia dei nostri agricoltori. Per questo noi chiediamo oggi di prestare la massima attenzione e siamo certi che lo farà, ma era necessaria anche una presa di posizione del Consiglio regionale e prestare la massima attenzione alla vicenda, la quale, e mi avvio a concludere, deve servire da monito da una parte per proteggere il marchio dell'agnello IGP stando a fianco al Contas, al Consorzio e a tutte le azioni che fa potendo anche incentivarne la sua operatività, dall'altra parte però io mi permetto di suggerire anche di prestare attenzione alla vicenda delle sorti di altri marchi che abbiamo, sia nel settore lattiero caseario, sia nel settore vitivinicolo e in qualche altro, l'oleario eccetera perché difendere questi marchi, farne scoprire il valore tra gli agricoltori è la cosa migliore e lo strumento migliore per poterli difendere e infine io continuo a sostenere che bisogna lavorare per promuovere e ottenerne degli altri. Mi permetto di ricordare che noi con l'approvazione della legge sul pane avevamo individuato in legge oltre che il marchio del pane fresco, la creazione di un comitato tra Assessorato dell'agricoltura e Assessorato dell'artigianato che lavorasse con i panificatori che producono i pani tipici della Sardegna, penso al carasau, penso al moddizzosu, penso al pistoccu per convincere gli artigiani trasformatori ad avviare le procedure per il riconoscimento del marchio IGP. Oggi vedendo quello che sta succedendo ed è successo per il marchio IGP e l'agnello Sardegna, emerge con maggiore chiarezza che cosa significa allargare le produzioni nostre con la possibilità di contraddistinguerli con dei marchi di qualità. La vicenda dimostra quindi che disporre di marchi di origine significa difendere meglio gli interessi dei nostri operatori agricoli e pastori, significa dare una chance in più alla nostra economia.

Ecco perché paradossalmente dobbiamo fare in modo che questa vicenda che non è bella e che anzi condanniamo fermamente, deve essere utilizzata per dare un'ulteriore spinta nella direzione giusta che noi tutti quanti da tempo auspichiamo.

PRESIDENTE. Poiché nessuno intende illustrare la mozione numero 345, procediamo con la discussione della mozione numero 413.

E' iscritto a parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Ringrazio il collega Lotto per aver presentato questa mozione perché in qualche modo ci fa discutere di un problema veramente grave che è molto più ampio al fatto fine a se stesso. I reati agroalimentari in Italia sono sempre in maggiore crescita, basti pensare che nel 2015 sono cresciuti del 248 per cento. Il primo dicembre del 2017 il ministro Orlando ha presentato un DDL per il tramite di Giancarlo Caselli, del magistrato, che è stato approvato dal Consiglio dei Ministri ma deve essere ancora approvato dalla Camera e dal Senato.

L'augurio è che questo DDL venga discusso e quindi approvato dal nuovo Governo perché i reati agroalimentari sono sempre in maggiore crescita e vanno a intaccare soprattutto le eccellenze, abbiamo visto che i reati agroalimentari interessano prodotti di alta qualità come il formaggio, come il latte, come il vino, come l'olio e c'è sempre una guerra agguerrita appunto dell'agromafia perché in alcuni casi si parla appunto di agromafia. Quello che è accaduto in Sardegna in realtà è molto più grave perché ha dimostrato che esistono delle falle ben precise perché non si capisce come si possa macellare in macelli autorizzati sardi degli agnelli provenienti dai Paesi dell'Est e poi farli uscire dagli stessi macelli col marchio di qualità IGP, quindi qualcosa non funziona, qualcosa è andata male sui controlli, sui trasporti, sulle bolle di accompagnamento, quindi c'è sicuramente una necessità di migliorare questo tipo di servizi. Noi siamo in un'isola quindi per noi dovrebbe essere paradossalmente ancora più facile controllare le merci in ingresso e in uscita, invece probabilmente i servizi veterinari, probabilmente gli enti specializzati non hanno fatto attentamente questi controlli e oggi ci ritroviamo a discutere di un problema gravissimo e chissà quante altre volte questo è accaduto e non ci siamo accorti di questo aspetto, quindi la tutela della salute pubblica, la tutela dei prodotti sardi deve essere sicuramente garantita. Io mi permetto di proporre all'intero Consiglio un ordine del giorno, un ordine del giorno dove eventualmente se lo ritenete opportuno ci possiamo fermare un minuto per leggerlo oppure se volete lo leggo anche adesso per prendere degli impegni che sono appunto quelli dell'intensificazione dei controlli perché è inaccettabile che in Sardegna accadano queste cose.

PRESIDENTE. E' stato presentato l'ordine del giorno numero 1.

E' iscritto a parlare il consigliere Eugenio Lai. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (SDP). Presidente, come Gruppo di Articolo 1-SDP abbiamo sollecitato questa discussione odierna perché reputiamo che il tema sia di fondamentale importanza per anche una questione di orgoglio stesso della buona politica e anche per una questione di riscatto. Lo diciamo perché partiamo da un presupposto, partiamo dall'evento che l'estate scorsa ha visto tantissimi pastori in piazza e ha visto una risposta estremamente seria da parte della politica: 45 milioni di euro sono stati stanziati, l'unica Regione in Italia che ha stanziato 45 milioni per la crisi del comparto ovino, e degli impegni estremamente seri che abbiamo assunto come politica per la tutela dello stesso comparto. E allora ho voluto iniziare dalla buona politica delle buone prassi, perché reputiamo che questi risultati e che queste risposte non possano essere vanificate con truffe, o paventate truffe, e con scappatoie che potrebbero sembrare estremamente semplici, ma che sono estremamente complicate per il mondo agricolo e dell'allevamento in Sardegna. E lo dico perché in questi mesi, sentendo anche tanti pastori, abbiamo riscontrato il fatto che gli agnelli sardi, gli agnelli prodotti con sacrificio, con grandissima energia dai nostri pastore e dai nostri allevatori, sono stati venduti per 1,80 - 2 euro al chilo, e probabilmente questo risultato si è avuto anche per l'evento a cui in questi giorni stiamo assistendo, ossia la contraffazione del prodotto sardo, la contraffazione dell'agnello sardo, il voler imitare la qualità che i nostri pastori sono riusciti a creare nel corso degli anni con esperienza, con dedizione, con passione nel loro mondo. E allora per questo chiediamo una risposta forte da parte della politica, una risposta della buona politica, una risposta dell'orgoglio sardo, che dica basta alle contraffazioni, che si opponga in maniera forte ad azioni truffaldine che comportano un ulteriore crisi del comparto agropastorale. E lo diciamo con forza, perché pensiamo e crediamo che l'economia sarda debba ripartire e debba essere posta al centro la questione dell'agricoltura e della pastorizia. Abbiamo stanziato altri 20 milioni per la crisi dell'intero comparto agricolo, e anche da questo punto di vista chiediamo che sia accelerata la spesa. La buona prassi che è stata utilizzata per i 45 milioni, sia copiata e portata anche per i 20 milioni ulteriori che abbiamo stanziato. Però non mi vorrei soffermare solo ed esclusivamente alla questione dell'agnello, perché abbiamo discusso in questi giorni, nelle ultime settimane, anche dell'APA, dell'associazione che chiediamo che resti sarda, che chiediamo che non diventi un qualcosa che sia all'interno di un comparto nazionale, e lo chiediamo anche per l'ARAS perché, e lo leghiamo anche a questa questione dell'agnello, perché la questione degli alberi genealogici delle razze sarde è di fondamentale importanza per certificare la qualità del vero agnello e della vera pecora sarda.

E allora a questo chiediamo che si aggiunga, anche all'interno della mozione, Presidente, la questione del Fiore sardo. Anche da questo punto di vista sappiamo che il Presidente della Commissione V si sta impegnando, sappiamo che domani probabilmente l'Assessore incontrerà sulla questione del Fiore sardo le parti in causa, però chiediamo anche da questo punto di vista un impegno maggiore, perché non vorremmo poi apprendere anche dalla stampa ulteriori difficoltà o ulteriori situazioni che sono davvero poco chiare. E allora cosa vogliamo fare con questa mozione? Vogliamo difendere sicuramente le produzioni di nicchia sarde, vogliamo difendere la qualità dei prodotti sardi, vogliamo difendere i nostri allevatori, e vogliamo che la Regione, la Regione intera, l'intero Consiglio si schieri al loro fianco e contrasti in ogni modo, e con ogni azione possibile, chi tenta di danneggiare il comparto ovi-caprino sardo, chi tenta di danneggiare l'agricoltura sarda, e chi tenta con strumenti anche abbastanza banali di falsificare un prodotto che noi reputiamo unico in Sardegna. E allora voteremo a favore, chiederemo all'Assessore un impegno forte e lo chiederemo sui temi che abbiamo posto in discussione, ossia la tutela dell'IGP sull'agnello, la tutela dell'APA che deve rimanere sarda, la tutela dell'ARAS che deve rimanere sarda, e l'accelerazione per quanto riguarda i 20 milioni di euro che abbiamo stanziato ulteriormente per il comparto agricolo. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Piermario Manca. Ne ha facoltà.

MANCA PIERMARIO (Partito dei Sardi). Presidente, io vorrei ringraziare proprio lei, Presidente, e i Capigruppo, perché è una cosa solito insolita. In genere qua le mozioni stagionano quattro anni, tre anni, un anno e mezzo, si arriva poi a tutte le dietrologie possibili. Questa è una mozione presentata invece il 10, siamo al 18 e la stiamo discutendo, e questo è un merito per la prima volta, Presidente, gliene do veramente il merito di questo, perché le cose vanno discusse, ragionate, quando esistono i problemi, da qui a due anni il problema che portandolo in Aula era un problema vecchio, comunque consumato dal tempo. E' importante parlare di questo perché in realtà questo delle frodi alimentari è un problema ormai planetario, ma che va a colpire secondo me in particolare l'Italia che sta facendo da anni una battaglia sui prodotti di qualità, e in particolare la Sardegna, perché la Sardegna non ha grandi produzioni, ma lavora sulle produzioni di nicchia. Abbiamo lavorato molto anche in Commissione per avere anche una legislazione efficiente che possa tutelare queste produzioni. Ma l'importanza secondo me della discussione dovrebbe subentrare in un secondo momento, ed è quello di vedere quali sono le politiche che stiamo portando avanti per contrastare questi fenomeni. Perché, vede Assessore, questo è il fenomeno che è stato portato a galla dalla stampa locale ultimamente sugli agnelli IGP, ma è un fenomeno che conosciamo benissimo, da sempre c'è comunque una prevalenza di persone che tentano, con marchi di imitazione, o comunque truffando quelli che sono i consumatori, a portare avanti delle politiche che sono controproducenti per quelli che invece fanno prodotti di qualità. Allora io mi chiedo, Assessore, ma se noi abbiamo tre agenzie, migliaia di persone che lavorano nel settore agricolo, abbiamo decine di veterinari, è possibile che non riusciamo, perché adesso siamo in tempo, a trovare delle soluzioni per arginare questi fenomeni? Le faccio un esempio, la cosa drammatica è che noi sapevamo che entravano questi agnelli, ma come mai nonostante io tre anni fa abbia detto che erano necessarie le stalle di sosta nei porti, non sono state invece istituite per controllare il bestiame? Come mai, sapendo che entrano 10.000 agnelli di provenienza estera, che è normalissimo che possano entrare, c'è il libero mercato, non c'è la tracciabilità di questi animali per sapere che fine fanno? Ma terminali questi veterinari, che sono sempre in giro nelle aziende, non si rendono conto che poi i punti di snodo sono i macelli? I punti di snodo sono le stalle di sosta, queste sono quindi secondo me i punti principali che l'Assessorato e la Giunta devono prendere in considerazione per arginare questi fenomeni. Io credo che partendo da questo, sicuramente ha ragione anche il Consigliere Lai, quello che ci si chiede, ma senza far passare troppo tempo, usando una politica veramente di accelerazione, è quello di rivedere l'impostazione dell'Assessorato, coordinarsi anche con l'Assessorato alla sanità, e fare una politica, anche dislocando forse il personale in modo diverso, dando e attribuendo una politica diversa ad ogni agenzia per contrastare questi fenomeni. Vede, Assessore, io rimango anche un po' sconcertato certe volte, perché da una parte abbiamo visto la mozione precedente non è stato fatto niente, ma in questo caso vorrei che ci fosse, stiamo dando tutte le opportunità perché lei prendesse dei seri impegni, che sono quelli di mettere mano secondo me alla politica e l'Amministrazione regionale. Perché, guardi lei ha tutto il personale a disposizione, può benissimo iniziare quindi una politica di contrasto, ha sempre avuto a favore sia la Commissione agricoltura sia tutto il Consiglio. Quindi io le chiedo, partendo da questo fatto che tutti conosciamo, che conoscevamo anche da prima, di fare una politica seria di riorganizzazione di tutto il comparto agricolo per dare risposte anche contro le truffe alimentari.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Daniela Forma. Ne ha facoltà.

FORMA DANIELA (PD). Io prima di iniziare le mie riflessioni su questa mozione vorrei approfittare della presenza dell'Assessore dell'agricoltura per due questioni. La prima per complimentarmi con lui, con tutto lo staff dell'Assessorato dell'agricoltura, con tutte le agenzie di LAORE e AGRIS per l'organizzazione impeccabile di queste giornate del Vinitaly, questa vetrina internazionale nella quale quasi un centinaio di produttori locali del settore vitivinicolo hanno avuto la possibilità di esporre e presentare a livello internazionale i loro prodotti. Il secondo, l'ho anticipato in apertura dei lavori questa mattina, riguarda le problematiche del comparto ippico e il declassamento degli ippodromi sardi, quindi vorrei, se l'Assessore sarà disponibile, avere riscontro delle interlocuzioni avute in questi giorni e in queste settimane in questi giorni, particolarmente stamattina col Ministero delle politiche agricole. Per quanto riguarda invece la mozione che è iscritta all'ordine del giorno io affermo in maniera molto semplice che quello che è avvenuto sotto Pasqua, se confermato, è un fatto di assoluta gravità. In tutti questi anni infatti noi abbiamo lavorato con tanto entusiasmo per valorizzare quanto più possibile quello che è il prodotto più identitario del nostro agroalimentare sardo che è appunto l'agnello di Sardegna. È stato fatto un grande lavoro per far funzionare quanto meglio il Contas, il Consorzio per la tutela dell'anello di Sardegna che, come ricordava anche il collega Luigi Lotto, è costituito dai rappresentanti degli operatori economici dell'intera filiera quindi ne fanno parte i rappresentanti degli allevatori ma anche dei macellatori e i porzionatori. Questo percorso ha fatto sì che gli allevatori, che per tanti anni sono stati restii a questo, abbiano aderito in massa al Consorzio IGP, che ancora deve lavorare tantissimo per poter assolvere in massa ai propri compiti, primo fra tutti la promozione. Quindi l'invito al consumo dell'agnello di Sardegna su scala nazionale ed internazionale perché è quello che serve di fatto per far aumentare la domanda del prodotto che, com'è noto, è un prodotto stagionale, viene immesso sul mercato dal mese di novembre, dall'Immacolata fino a Pasqua. La promozione dell'angelo di Sardegna IGP dovrebbe dare una mano di aiuto anche per far crescere il valore economico di questo prodotto, appunto perché sia riconosciuto quel valore aggiunto che poi abbia le sue ricadute positive sull'intera filiera. Però oltre alla promozione il Contas, il Consorzio per la tutela IGP, si occupa anche di tutela, la tutela del marchio. Quindi svolge funzioni di controllo e di vigilanza, i fatti che sono stati denunciati appunto sotto Pasqua e su cui la Magistratura e la Procura sta indagando sono proprio il frutto della vigilanza del Contas e della collaborazione con la repressione frodi che fa capo al Ministero delle politiche agricole. Quindi da una parte è doveroso far luce su quanto è avvenuto, dall'altro va rilevata positivamente l'azione di controllo del Contas e degli uffici ministeriali appunto preposti al controllo. Questo per garantire al consumatore ma anche a tutti noi sardi che quello che viene marchiato IGP, agnello di Sardegna IGP arriva sulle nostre tavole e rispetta quanto previsto dal disciplinare di produzione. Quindi abbiamo necessità di sostenere il Consorzio Contas, lo dobbiamo fare non solo richiedendo impegni da parte del Governo e del Parlamento, ma anche lo dobbiamo fare in prima persona noi, lo deve fare questa quest'Assemblea perché appunto il Contas si è messo nelle condizioni di poter svolgere appieno le proprie le funzioni di tutela e di promozione. Quindi io ritengo che, data la convergenza su questo tema dei vari gruppi consiliari di quest'Aula sia da parte nostra doveroso nel momento in cui approderà in aula una variazione, una manovra di variazione alla finanziaria del 2018, prima ancora che approntare, analizzare a modificare e ad emendare la legge di stabilità del 2019, a mio avviso noi dovremmo prevedere il trasferimento di risorse adeguate al Contas perché aumenti il numero di agenti vigilatori a tutela proprio del prodotto certificato agnello IGP, quindi a tutela dell'intera filiera che lavora correttamente, quindi a tutela degli allevatori, dei macellatori e dei porzionatori, che aderiscono convintamente al Consorzio. Questo appunto a tutela dell'immagine dei nostri prodotti. Poi per quanto riguarda controlli e stalli di sosta, qua sarebbe stata opportuna la presenza dell'Assessore della sanità perché è chiaro anche quello che è il percorso rispetto alle comunicazioni che devono essere fatte 24 ore prima dell'arrivo delle merci e degli animali vivi, merci comunitarie dico, all'interno del nostro contesto regionale. I controlli e le norme sono in maniera molto dettagliata previsti dai regolamenti che vengono…ho terminato il tempo.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Io affronto il tema partendo da un'altra situazione, forse non tutti sanno, o non tutti ricordano, che qualche anno fa, due anni forse, non di più, quasi tutti i pastori sardi sono stati denunciati alla Magistratura, da parte dalla Guardia di finanza e dai carabinieri del NOE proprio sull'IGP. Nessuno si è mosso a garantire che successivamente si potessero verificare altre situazioni così gravi come sono avvenute in questi ultimi tempi e per cui certamente c'è la necessità di una presa di posizione che garantisca effettivamente la produzione dei beni sardi e non vengano ancora una volta confusi, parlo dell'IGP ma potremmo parlare di qualunque altro prodotto sardo, e non vengano confusi con altri che vengono importati magari come è capitato con quel camion che è stato bloccato ad Olbia e che proveniva se non sbaglio dalla Romania. Ora io mi chiedo, sono giacenti in questo Consesso, almeno due proposte di legge relative all'istituzione di controlli portuali e aeroportuali ed altri su animali e cose che vengono in Sardegna. Anche perché spesso e volentieri non è che si importino solo gli animali, si importano gli animali ed altri fattori nocivi che incidono gravemente su quella che è la produzione sarda, non sto qui a dire quali possono essere perché dalla peste suina africana per continuare al (…) per verificare qualunque altro tipo di situazione grave, basta vedere quello che resta delle palme girando la Sardegna che ha visto importare altri coleotteri che distruggono questo tipo di paesaggio sardo che certamente è aggravato da questa presenza di fatiscenti piante che non si sa dove debbano essere poi collimate. Non la faccio lunga perché non mi interessa farla lunga, ma è davanti agli occhi di tutti che vi è la necessità di tutelare in tutti i modi gli interessi della produzione agricola sarda, che vi è l'interesse di tutelare la salubrità dei nostri prodotti, che vi è la necessità di impedire che soggetti attivi infettivi possano causare danni alla nostra produzione. E vorrei che le forze dell'ordine, spesso attivate, spesso attivate da agenzie di questo Consiglio regionale, parlo di Argea, piuttosto che di Laore, vadano a condizionare poveri cristi che lavorano mattina, sera e notte, e parlo dei pastori e degli allevatori, che vengono angariati in tutti i modi, e la politica sarda non fa il proprio dovere nel cercare di tutelarli o quantomeno di risanare situazioni gravi, che sono arrivate proprio per l'inerzia della politica in Sardegna. Quindi, maggioranza e opposizione, pari sono, facciano il proprio dovere e si aprano a una attività politica che possa essere non quell'ordine del giorno, caro Rubiu, che può anche essere importante ma è un ordine del giorno a cui nessuno nega la firma. Vorremmo che dietro l'ordine del giorno ci fossero attività amministrative, assessoriali e della Giunta che diano il là e contemplino con il loro là la pulizia di un sistema che non va più bene né è tollerabile.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Antonio Gaia. Ne ha facoltà.

GAIA ANTONIO (Cristiano Popolari Socialisti). Grazie Presidente. Cari colleghi, voglio approfittare dell'occasione per ricordare che di questo argomento il sottoscritto ne fece cenno già nel dicembre 2015, però dopo due anni vedo che evidentemente non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire. Io ritengo che al di là delle osservazioni che sono state fatte la soluzione è molto semplice e senza spendere neanche tanti soldi. L'articolo 1 del regolamento parla chiaro: il marchio IGP si applica agli agnelli nati, allevati e macellati in Sardegna. La mia domanda era allora e la ribadisco oggi, Assessore, il mio intervento è e vuole essere un intervento costruttivo: non ho capito perché nel momento della macellazione vengono tagliate le ore che gli Agnelli, è lì che si consuma la truffa. L'anello con la relativa targhetta auricolare, che individua l'azienda zootecnica, deve rimanere attaccato sino a quando il consumatore va chiedere mezzo chilo, 2 chili, 3 chili di agnello al macellaio. E si evitano tutte queste discussioni, queste interrogazioni, queste mozioni, è risolto il problema. Perché non si possono sostituire le targhette una volta che vengono applicate, quindi il mio invito, da questo punto di vista, senza ripeto incentivare controlli e via discorrendo, perché ad un certo punto è lineare che qualunque tipo di agnello venga da fuori avrà una targhetta auricolare diversa, delle orecchie chiaramente, perché le orecchie bisogna obbligare a lasciarle. Non è vero che esiste un problema igienico sanitario, perché stranamente lo stesso problema non sussiste per i maialetti a cui non vengono tagliate le orecchie. Allora, a quel punto ripeto e ribadisco, poi se è un problema igienico sanitario provvederà direttamente de visu davanti al consumatore il macellaio, però è sicuramente un suggerimento serio che risolve definitivamente la problematica e tutela realmente il prodotto sardo.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.

CARIA PIERLUIGI, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Grazie Presidente. Gli argomenti che sono stati toccati sono tanti e meriterebbero un Consiglio regionale per uno degli argomenti che avete trattato, la spesa di 20 milioni, il discorso dell'APA, dell'ARA, il fiore sardo, il Vinitaly che ha citato l'onorevole Forma che è, come dire, ancora in corso e si chiude oggi con una grande presenza delle nostre cantine con la soddisfazione di tutti i nostri operatori e ci fa ben sperare su quello che è il futuro.

Parto dalle considerazioni relative quindi alla mozione 413 e dico questo certamente sono condivisibili tutti gli interventi che sono stati fatti per la tutela, anche l'ultimo che ha fatto adesso l'onorevole Gaia, e dico questo in premessa: l'agnello di Sardegna, in qualità di indicazione geografica protetta, si avvale di un riconoscimento che comporta una tutela del nome e del metodo produttivo, riconosciuti dalla Commissione europea, il disciplinare di produzione fissa le regole alle quali i produttori, che intendono immettersi nel sistema di qualità, devono attenersi per poter utilizzare il marchio IGP. Attualmente, il piano di controllo elaborato nell'anno 2016, sulla base dei contenuti del disciplinare di produzione, costituisce lo strumento di verifica delle produzioni certificate, elaborato e controllato dall'organismo di controllo accreditato e designato per questa specifica IGP, ed è approvato dal Ministero delle politiche agricole e alimentari. Il consorzio di tutela dell'agnello di Sardegna IGP, sulla base dell'articolo 14 comma 15 della legge 526/99, ha funzione di tutela, di promozione, di valorizzazione, d'informazione del consumatore, di cura generale degli interessi relativi alle denominazioni. Questo svolge le funzioni su incarico conferito con decreto del Ministro delle politiche agricole ed è rinnovabile ogni tre anni. Tali attività sono distinte dalle attività di controllo esercitate invece dagli organismi di controllo terzi, attraverso uno specifico piano di controllo, e da altre autorità pubbliche di controllo, NAS e ICQRF. Le funzioni statali di vigilanza sull'attività di controllo, degli organismi di controllo, è demandata all'Ispettorato centrale per il controllo della qualità dei prodotti agroalimentari e costituisce struttura dipartimentale del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali.

Sulla questione oggetto della mozione si fa presente quanto segue: si conferma la fondatezza delle notizie divulgate durante la conferenza stampa organizzata dall'ICQRF, dal Consorzio di tutela dell'anello di Sardegna IGP, in data 10 aprile 2018, relativa al ritiro dal commercio, piattaforme nel nord Italia, di circa 12.000 agnelli romeni macellati in territorio sardo e marchiati con indicazione geografica protetta Sardegna, contrariamente a quanto stabilito dal disciplinare di produzione circa l'origine del prodotto. Su segnalazione del Consorzio di tutela e dell'organismo di controllo gli uffici dell'Ispettorato si sono attivati per bloccare la commercializzazione di agnelli non conformi al disciplinare di produzione durante la campagna di Pasqua, al fine di salvaguardare l'immagine dell'IGP, la notizia è stata divulgata dopo Pasqua tutelando contemporaneamente il consumatore evitando il consumo di prodotto non conforme. L'operazione è stata gestita dall'Ispettorato controllo qualità e repressione frodi, con la collaborazione degli altri soggetti coinvolti, ossia l'organismo di controllo e il Consorzio di tutela. L'Assessorato dell'agricoltura, per quanto di sua competenza, con l'attivazione alla sottomisura 3.2 sostegno per attività di informazione e promozione, svolte da associazioni di produttori nel mercato interno, dal PSR 2014-2020, continuerà a sostenere e incentivare le azioni di informazione e promozione dei regimi di qualità tramite la concessione di contributi in conto capitale con intensità pari al 70 per cento della spesa ammissibile. Il sostegno è concesso per progetti inerenti attività di informazione ai consumatori miranti a rafforzare il rapporto tra produttore e consumatore, attraverso la conoscenza dei processi produttivi e delle tecniche agricole, con attenzione ai temi della protezione dell'ambiente e del paesaggio, nonché delle proprietà qualitative nutrizionali e organolettiche degli alimenti e le proprietà salutistiche e l'aspetto storico-culturale. Tutti gli enti coinvolti nel sistema di certificazione e di controllo tempestivamente e attivamente collaborato per bloccare l'immissione in commercio di prodotto non conforme al disciplinare di produzione e sanzionato i responsabili. Sono allo studio altre forme per la tracciabilità, quella a cui faceva riferimento anche prima l'onorevole Gaia potrebbe essere una soluzione, ma sono allo studio altre forme c'è anche un progetto sperimentale portata avanti all'agenzia Laore per la tracciabilità elettronica delle carni di agnello con tecnologia a RFID, che parte quindi dall'allevamento fino alla grande distribuzione, consentendo con un semplice anche smartphone al consumatore di controllare la provenienza delle carni. È chiaro che questo sistema ha un costo piccolo integrativo rispetto all'attuale sistema di marchiatura, ma si sta prima di tutto verificando quelle che sono le procedure relative alla macellazione, se è fattibile anche da un punto di vista della normativa in essere. Certamente, per rispondere in generale a tutti gli interventi che ci sono stati, come Assessorato, spingeremo di più, faremo di più per far aumentare la vigilanza e il controllo di concerto con tutti gli altri enti preposti, cercando di trovare una soluzione e sicuramente cercando di garantire il più possibile la tutela dei marchi di qualità, quella che oggi voi a più riprese avete ricordato, che non riguarda solamente il problema dell'Agnello sardo IGP ma tutti i grandi marchi di qualità che con fatica abbiamo conquistato, e sicuramente colgo con favore - ci stiamo lavorando - anche l'osservazione fatta dal Presidente della Commissione agricoltura, credo non solo a titolo personale ma in termini di Commissione perché ne abbiamo parlato, cioè quella di rilanciare sempre di più, perché abbiamo tante altre produzioni di grande qualità che ancora non hanno avuto il giusto riconoscimento, e quindi si sta lavorando anche in quella direzione per poter garantire alle nostre produzioni la possibilità di stare meglio sui mercati ed intercettare altri mercati nazionali ed internazionali.

Avendo ancora qualche secondo di tempo vi voglio dire in termini di aggiornamento, visto che è stato da trattato da qualcuno di voi il tema ARA e APA, che domani ci sarà l'incontro con i commissari liquidatori, loro hanno scritto un'ultima comunicazione che è stata inviata non solo all'Assessorato all'agricoltura ma anche ai Presidenti delle varie Commissioni il 4 aprile; come sapete, l'avete anche acquisito dagli organi di stampa, nello stato attuale, in relazione ai conti di chiusura del bilancio 2016, hanno convocato un'assemblea straordinaria dell'ARA con all'ordine del giorno o la copertura del deficit o gli adempimenti relativi all'eventuale scioglimento dell'associazione, domani noi faremo un incontro per capire quali sono i reali intendimenti dei commissari dell'ARA, sia relativamente alla posizione ARA che relativamente alla posizione APA e AIPA. La cosa la stiamo seguendo chiaramente assieme agli altri Assessori coinvolti, sia l'assessore Spanu per le politiche del personale ed eventuali ipotesi che voi conoscete bene di applicazione della legge 2009, sia con l'assessore Paci per l'individuazione di risorse finanziarie eventualmente necessarie per la definizione e l'accompagnamento al pensionamento dei dipendenti che possono essere vicini al pensionamento, sia con l'Assessore al lavoro per eventuali strumenti non solo per l'accompagnamento al pensionamento ma anche di riqualificazione del personale e, come ho detto dall'inizio, cercando anche di reintegrare nel posto di lavoro quei dipendenti che sono usciti.

Sul tema del Vinitaly, è in corso di svolgimento, si chiude con oggi, hanno partecipato 97 cantine della Sardegna, 72 nella collettiva, l'affluenza è stata straordinaria, stiamo spingendo e cercheremo di lavorare sempre di più sull'aggregazione, soprattutto nello stimolo dei consorzi, in modo tale che anche la Sardegna si presenti ai grandi appuntamenti più unita perché su questo campo l'unione fa la forza, e da un punto di vista del mercato pur nella competizione questo può dare, e darà sicuramente, più in prospettiva è più stabilità alle nostre aziende.

Sui 20 milioni, non sono stati ancora indicati i criteri di suddivisione perché solo l'11 aprile, quindi qualche giorno fa, si è tenuta il tavolo verde, l'ennesimo tavolo verde perché ci siamo incontrati già 3 o 4 volte, nel corso del quale più o meno si è individuata la suddivisione, anche indicando il quantum per i vari settori, siamo ora in una fase in cui sta vedendo comparto per comparto il tipo di intervento, e cioè sul comparto bovino interventi magari a capo, sul comparto apistico interventi in relazione al numero delle arnie, sugli altri comparti più o meno interventi per ettaro di dimensione, e sul comparto serricolo interventi invece di tipo strutturale, per cui siamo in una fase ormai quasi di definizione dei criteri e nel contempo stiamo cercando di sollecitare il Ministero per trasferirci le risorse che sono state stanziate a livello nazionale, i 25 milioni, in modo tale da avere direttamente tutta la disponibilità della dotazione finanziaria, cioè 45 milioni, 20 regionali e 25 del nazionale, per intervenire su tutti i comparti per gli eventi che hanno riguardato l'annualità 2017.

Sul Fiore sardo, abbiamo un incontro anche domani e stiamo lavorando ma è nel contesto dell'argomento che abbiamo trattato sempre dei Consorzi di tutela.

Per quanto riguarda l'ippica, intanto sul comparto la Regione, come stanziato dal Consiglio regionale, ha messo un milione per l'annualità 2018, ricordo che 500 mila euro vanno proprio agli ippodromi per favorire le corse e i montepremi nell'ottica di uno sviluppo dell'allevamento; stamattina è stato firmato dal Ministero il decreto che riapre la possibilità delle gare a Chilivani per le prossime due gare, a partire da quella di questa settimana e quella della settimana successiva, ho interloquito con la Segreteria del Ministro anche nel pomeriggio perché dovrà essere effettuato poi il decreto complessivo per la riammissione, o meglio per una moratoria fino alla fine di quest'anno, relativamente al declassamento degli ippodromi in modo tale da avere più tempo anche per lavorare rispetto al declassamento dei nostri ippodromi che sapete era avvenuto per un parametro, il monte scommesse, che ha penalizzato in maniera non corretta i nostri tre ippodromi. Per cui siamo sul pezzo, stiamo lavorando da un mese e mezzo perché ci fosse questo decreto, non si fa con uno schiocco di dita come voi sapete, conoscete anche quali sono le criticità attuali da un punto di vista politico, in ogni caso stamattina è stato firmato e quindi questo ci consente di affrontare tranquillamente l'avvio della stagione anche dell'epica. Dopodiché le altre risorse le abbiamo stanziate su tutto quello che serve per incrementare la parte dell'allevamento dei cavalli, e quindi avremo modo poi di affrontare volta per volta le varie situazioni e le varie proposte.

PRESIDENTE. Comunico che al termine della seduta è convocata la prima Commissione.

Ha facoltà di parlare per la replica il consigliere Luigi Lotto.

LOTTO LUIGI (PD). Velocissimamente, innanzitutto suggerisco di fare una piccola correzione all'ordine del giorno a prima firma del collega Rubiu, dove si dice "a marchio" si deve meglio scrivere "a marchio di qualità", perché è più corretto come scorrevolezza. Propongo che venga apposta, così come per la mozione, la firma di tutta l'Aula, per quanto riguarda il PD non ci son problemi, altri colleghi con cui ho parlato hanno dato conferma per cui anche la minoranza penso che accetterà. Quindi voteremo sia la mozione che l'ordine del giorno.

Per quanto riguarda i temi toccati dall'Assessore, non voglio scendere nei particolari dei diversi argomenti che lui ha trattato, mi limito a dire che prendo atto, e come Commissione seguiremo da vicino l'evolvere della situazione per quanto riguarda l'istituzione di nuovi marchi su cui, come Consiglio regionale e come Giunta, abbiamo preso impegno davanti al mondo delle filiere agricole, quindi le seguiremo da vicino, così come la Commissione seguirà da vicino… l'Assessore all'agricoltura, ma anche quello al personale come anche quello alle finanze sa che li abbiamo convocati, assieme al collega Sabatini, in Commissione congiunta e sarà possibile uno dei giorni della settimana prossima affrontare il tema della questione ARA e APA, in quell'occasione metteremo in moto tutto il meccanismo, sulla base delle proposte che arriveranno, e come Commissioni daremo senz'altro il nostro contributo.

Per quanto riguarda infine, faccio anche qua una battuta, l'argomento ultimo toccato dall'assessore Caria, per quanto riguarda il comparto ippico e del cavallo, in Commissione c'è in discussione da tempo, e la Sottocommissione sta lavorando anche con lo stesso Assessore, tutti i colleghi della Commissione, maggioranza e minoranza, per individuare un percorso di una nuova governance di quel settore che, se non viene individuata, la scelta di stamane di firmare un decreto per risolvere il problema di quest'anno non risolverà i problemi del futuro: noi abbiamo necessità di dare una svolta definitiva e a questo stiamo lavorando, proprio per garantire un futuro, al di là di quello che sarà il futuro in Italia del comparto ippico, almeno in Sardegna vogliamo che questo futuro ci sia, e quindi stiamo lavorando in quella direzione.

PRESIDENTE. Quindi è mantenuta la mozione e l'ordine del giorno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Piermario Manca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANCA PIERMARIO (Partito dei Sardi). Ho seguito con attenzione quanto ha detto l'Assessore, ci sono degli aspetti però, continuo a rimarcarlo, partendo proprio dalle argomentazioni del consigliere Gaia, una cosa è tagliare un milione di orecchie, un'altra cosa è controllare invece 10.000 animali che entrano. Il problema nostro è, siamo un'isola quando io parlo di stalle di sosta sto dicendo che qua sta entrando di tutto, la maggior parte delle malattie che ci sono erano sconosciute, sono endemiche perché non ci abbiamo neanche una sede di microrganismi che possono contrastarle, a partire dalla blue tongue, ce ne sono tantissime ormai di malattie che noi non conoscevamo, proprio perché entrano gli animali, ma anche i vegetali. Quello che chiedo io, Assessore, avere una politica diversa, concordata anche con l'Assessorato della Sanità dove vengano controllati tutti gli animali e le piante che entrano in quest'isola, che è un'isola particolare con degli endemismi che si sono caratterizzati nei secoli. Io non vorrei dire che qua non si sa, non si ha l'esperienza di una grande nazione che è l'Australia che non fanno entrare niente, questo è il nostro dovere, mi consenta, Gaia, il problema non è tagliare le orecchie noi e fare sempre i primi della classe oberandoci di lavoro, quando poi stanno entrando le più grosse porcherie che non riusciamo a controllare. Quando dico che è necessaria in una nazione civile avere le stalle di sosta significa questo, significa fare in modo che i maialetti che arrivano dall'Olanda sono controllati, perché non sappiamo che cosa mangiano, non sappiamo proprio niente. Allora è più semplice c'è una stalla di sosta, io prendo e mi pinzo i 10.000 agnelli che stanno entrando e ho già che la tracciabilità. Perché vede, Assessore, anche le cose che dice lei, io che sono del mestiere, almeno nel settore primario, quel progetto di tracciabilità c'è da tre anni ed è bloccato per la burocrazia, il progetto lo conosco benissimo che ci permette di controllare l'agnello dall'inizio, dall'allevamento fino al bancone, controllando con lo smartphone, caso strano è bloccato tre anni. Ma allora io dico lasciamo perdere questo, usiamo la testa preserviamo, come dice il consigliere Lai, l'amore per la Sardegna, un po' di orgoglio, controlliamo noi le cose che entrano, non facciamo il contrario, cioè controlliamo le cose che escono. Noi facciamo il servizio per i continentali, per lo Stato italiano, per gli olandesi noi invece accettiamo tutto senza controllare questo è il perno del discorso. La lungimiranza politica passa solo su quello, grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Daniela Forma per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FORMA DANIELA (PD). Presidente, la ringrazio, io penso che si stia facendo anche un po' di confusione nell'affrontare il tema di questa mozione. Perché un tema riguarda il controllo sanitario delle merci in ingresso nel territorio comunitario, nazionale e regionale, non siamo una Repubblica indipendente, siamo all'interno di un contesto europeo, e questo è il motivo per il quale la Commissione sanità a suo tempo aveva affrontato in maniera molto puntuale le proposte di legge depositate riguardo le stalle di sosta e i controlli in ingresso e aveva assunto delle decisioni molto, molto chiare nel merito. Qua non siamo all'anno zero, qua ci ritroviamo all'interno di un sistema nel quale dal punto di vista delle produzioni in ingresso che provengono dal mercato nazionale si fanno controlli di processo e di prodotto secondo modalità e frequenze previste dal piano nazionale integrato dei controlli sulla sicurezza alimentare. Per quanto riguarda i prodotti extra CE, extracomunitari anche gli animali vivi, ciò di cui stiamo discutendo oggi, cosa succede? Accedono al territorio comunitario per il tramite del PIF, del posto di ispezione frontaliera, dopodiché una volta che le merci vengono sdoganate e quindi gli animali vivi anche, rimanendo appunto nel merito di ciò di cui stiamo parlando noi, le merci proseguono il loro percorso commerciale interno che viene tracciato attraverso il sistema informativo (Tresis), che prevede l'obbligo da parte dei destinatari delle merci di comunicare l'arrivo delle partite agli uffici Uvac, quindi uffici ministeriali, uffici veterinari per gli adempimenti comunitari. Quindi non c'è bisogno di grandi scossoni al sistema basta semplicemente che vi sia maggiore comunicazione fra gli organi ministeriali deputati al controllo. L'Uvac, gli uffici dell'Uvac hanno ventiquattro ore prima che arrivino merci in ingresso, merci comunitaria appunto e se extracomunitari sdoganate dai PIF all'interno del contesto regionale hanno 24 ore di tempo, unitamente ai servizi veterinari, per effettuare i controlli. Dopodiché siccome non siamo nella Repubblica indipendente della Sardegna, c'è un regolamento comunitario il numero 1 del 2005 del Consiglio, che riguarda la protezione degli animali durante il trasporto, che prevede in maniera puntuale quelle che sono le questioni da rispettare anche relativamente ai lunghi viaggi. Quindi i tempi di sosta, i controlli qua è previsto in maniera puntuale dal regolamento comunitario che tipo di controllo…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Congiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). È vero, Presidente, che non siamo nella Repubblica di Sardegna, dico purtroppo, ma ciò non autorizza lo Stato italiano ad assumere atteggiamenti nei confronti del nostro patrimonio zootecnico estremamente punitivi come sono quelli che sono stati adottati a partire dal 22 gennaio del 2018. Lei, assessore Caria, sa perfettamente questo è un tema che non ha trattato e dal quale comunque ci si tiene alla larga, lei sa che il Regolamento europeo numero 1012 del 2016 ha sancito il principio della tutela delle razze autoctone stanziando fior di milioni a favore di quelle Regioni o di quegli Stati che vogliono attuare una politica di protezione delle razze autoctone, lei sa perfettamente che questo regolamento non ha un'immediata attuazione ma deve essere recepito dallo Stato membro, in questo caso dall'Italia, che ha avviato il 22 di gennaio, ha proposto uno schema di decreto legislativo che è devastante per la zootecnia e per la tipicità autoctona del patrimonio zootecnico sardo, che è costituito da una moltitudine di razze uniche in Italia e in Europa. Lei sa perfettamente che questo schema di decreto legislativo inibisce la Regione Sardegna, impedisce la Regione Sardegna, come ente pubblico e come istituzione, laddove volesse istituire l'ente selezionatore. La Sardegna non potrebbe tutelare il suo patrimonio, non potrebbe tutelare il suo patrimonio perché lo schema di decreto legislativo, a differenza di quello che viene detto nel Regolamento europeo numero 1012, l'Italia lo sta riservando alle associazioni private dislocate sul territorio nazionale. La Sardegna con questo schema di decreto legislativo è fuori e l'Italia aggredisce il mio sistema con un trattamento peggiorativo rispetto alla giurisprudenza europea. Tutto questo è inaccettabile nella Conferenza Stato - regioni del 22 febbraio, Assessore, lei era assente, la Regione Sardegna non ha protestato non sono state date indicazioni e le chiedo, glielo chiederò in Commissione nell'incontro congiunto, la ragione di questo abbandono del tema, siamo sempre in tema IGP, siamo sempre in tema di protezione, ma perché abbandoniamo queste partite cruciali e ci limitiamo a fare le condoglianze quando arriva un carico di agnelli dalla Romania? Non è accettabile, è una tutela a corrente alternata, io firmerò la mozione perché devo farlo, ma le rappresento che dal mio punto di vista questo tipo di atteggiamento va a corrente alternata, proteggiamo quando arrivano…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Antonio Gaia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

GAIA ANTONIO (Cristiano-Popolari-Socialisti). Grazie Presidente, cerco di spiegarmi meglio, stranamente da quando è nato il Consorzio IGP sono nate queste truffe, prima le orecchie agli agnelli non venivano mai tagliate, chi è a conoscenza di questo penso che non possa negare questo dato oggettivo. Nasce il Consorzio IGP iniziano a tagliarsi le orecchie agli agnelli. Detto questo sono due le problematiche cioè uno è la tutela in ingresso, cioè in uscita del prodotto, un'altra la tutela in ingresso. Il mio ragionamento è per quanto riguarda la tutela in ingresso, cioè io voglio tutelare il patrimonio ovino sardo, lo posso fare a costo zero, lo dico a tutta questa Assemblea perché ne prenda consapevolezza, col ragionamento che ho fatto prima, cioè ogni azienda agricola ha l'obbligo dell'applicazione della targhetta auricolare, se io lascio quella targhetta non ho bisogno di controlli, tagliata quella targhetta invece possiamo mettere 100.000 agenti, ma la truffa sarà sempre dietro l'angolo e non solo per il settore dell'agnello, al quale io mi limito chiaramente a suggerire veramente affinché si faccia chiarezza e si applichi seriamente questa direttiva da questo punto di vista. Altro aspetto è il problema che solleva il collega Manca degli animali in ingresso, ma è un altro aspetto che merita un altro approfondimento, non penso che l'oggetto della mozione sia quello, l'oggetto della mozione è la tutela dell'agnello sardo, che è diverso, e da questo punto di vista io sono dell'avviso che lasciando la targhetta assolutamente nulla quaestio, il problema dal mio punto di vista è risolto. Quindi voterò a favore con questo suggerimento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Io vorrei dire che apprezzo molto le varie posizioni, non è la prima volta che l'onorevole Forma puntigliosamente elenca tutte quelli che sono i passaggi burocratici che vengono individuati, peccato che questi passaggi burocratici abbiano delle falle enormi, mi pare che l'abbia riconosciuto lei stessa quando ha detto che non c'è intercomunicabilità fra i vari uffici. Ma, a prescindere da questo, io credo di vivere, come tutti, nella cosiddetta globalizzazione, ma la globalizzazione non è che io la debba prendere tutta, anche quella che è passiva, va male e m'ammazza, tant'è che va di moda il cosiddetto glocal, cioè globalizzazione localizzata, cercando di trovare soluzioni che contemperino esigenze diverse, quella del loco e quella dell'esterno. Se io non mi tutelo, ancora forse non l'ha capito qualcuno, dalla zanzara che punge e viene la febbre, per continuare sui suini e la peste africana, per continuare sul tuta absoluta, per cercare di trovare soluzioni per il coleottero che distrugge… e potrei continuare. Sono perfettamente d'accordo che per quello che riguarda l'IGP non c'è problema, e sposo quanto diceva l'onorevole Gaia, sono perfettamente d'accordo, ma qui abbiamo un problema da risolvere anche per le merci in ingresso. Siccome avevo depositato una proposta di legge, vorrei che la si riprendesse, la si portasse in discussione cambiandola, se del caso, ma non aspettate i Cinquestelle, che ve lo dirà che siete degli asini! Ci dicono, noi incapaci di dare risposte alle cose positive, solo per interessi, solo perché si vuole fare interesse!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianmario Tendas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TENDAS GIANMARIO (PD). Per preannunciare il mio voto favorevole sia alla mozione che è all'ordine del giorno. Credo però che dalla discussione emerga un aspetto per il quale, nonostante si sia assentato l'Assessore alla sanità, che merita in prospettiva di essere ripreso. Alcuni hanno fatto delle riflessioni e delle considerazioni delle merci in ingresso sia di carattere comunitario che extracomunitario; credo valga la pena ricordare che gli adempimenti sono diversi a seconda che si tratti di merci comunitarie e extracomunitarie. Quando sono extracomunitarie interviene il cosiddetto PIF, ovvero i Punti di Ispezione Frontaliera, e l'UVAC, che è l'acronimo di Uffici Veterinari per gli Adempimenti Comunitari, invece interviene quando ci sono in ingresso prodotti di carattere comunitario. Chiedo all'Assessore in prospettiva, e credo che questo possa risultare utile ricollegandomi anche alla proposta di legge che io ho letto con attenzione e che credo possa essere ripresa anche dalla Commissione fatta dall'onorevole Dedoni, c'è un problema di fondo che riguarda la carenza di organico di questi uffici, se si tiene conto che la Sardegna ha diversi porti che sono attivi, e che comunque oltre agli uffici UVAC e ai PIF è necessario che intervenga anche l'Osservatorio fitopatologico, che deve intervenire ogni qualvolta arrivano delle derrate alimentari, siano esse soia, sia mais, sia qualsiasi cosa che viene utilizzata ad esempio anche nel settore mangimistico, è però importante che intervengano, gli sbarchi possano avvenire solo dopo che ci sono state queste verifiche. Il problema di fondo è che i porti attivi sono quello di Porto Torres, quello di Cagliari, quello di Oristano, quello di Olbia, ci sono più punti di attracco che rendono estremamente complessa l'attività gestionale, e quindi molte volte non è vero che intervengono in tempi così rapidi. Peraltro tutto questo che cosa determina? Determina anche dei costi, perché le navi hanno dei costi che si chiamano lo Stallie, e che purtroppo ricadono nelle tasche dei sardi che si trovano costretti a fare attività di import-export. Quindi l'invito è di riprendere magari con più attenzione l'argomento, cercando di prestare attenzione a quelli che sono gli organi di controllo nel territorio regionale e in modo particolare all'interno delle strutture portuali, dove di fatto avviene l'attività di import-export e dove quindi sostanzialmente queste attività vengono espletate.

PRESIDENTE. Metto in votazione la mozione Lotto e più con votazione elettronica.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della mozione numero 413.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Chiedo se la mozione successiva sia mantenuta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Credo che i contenuti della mozione precedente, che porta le firme ovviamente di due Consiglieri, il nostro Capogruppo e l'Onorevole Cappellacci che non sono più qui, però i contenuti sono riportati nell'ordine del giorno del collega Rubiu al quale apponiamo le nostre firme, così possiamo evitare la trattazione.

PRESIDENTE. Chiedo il parere della Giunta sull'ordine del giorno.

CARIA PIERLUIGI, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Parere favorevole.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'ordine del giorno Rubiu e più, dichiaro aperta la votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'ordine del giorno numero 1.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

La seduta è tolta, il Consiglio è convocato domani mattina alle ore 10, e la prima Commissione si riunisce adesso.

La seduta è tolta alle ore 19 e 38.