Seduta n.288 del 10/04/2018 

CCLXXXVIII Seduta

Martedì 10 aprile 2018

Presidenza del Presidente Gianfranco GANAU

La seduta è aperta alle ore 11 e 08.

FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 7 marzo 2018 (284), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Anna Maria Busia, Antonio Gaia, Giovanni Satta e Alessandro Unali hanno chiesto congedo per la seduta del 10 aprile 2018.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Comunicato

PRESIDENTE. Comunico di aver nominato, in data 9 aprile 2018 il consigliere Antonello Peru componente delle Giunta delle elezioni in sostituzione del consigliere Pietro Pittalis.

Annunzio di presentazione di proposte di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti proposte di legge:

497, 498, 500, 502, 503.

Annunzio di presentazione di disegni di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i disegni di legge numero: 499, 501.

Annunzio di presentazione di proposta di legge Statutaria

PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente proposta di legge statutaria:

13.

Risposta scritta a interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle interrogazioni numero 647, 875, 1251.

(Risposte pervenute il 14 marzo 2018)

Interrogazioni numero 597, 802, 915, 952.

(Risposte pervenute il 15 marzo 2018)

Interrogazioni numero 1413.

(Risposte pervenute il 21 marzo 2018)

Interrogazioni numero 766, 1093, 1212.

(Risposte pervenute il 27 marzo 2018)

Interrogazioni numero 1309, 1379, 1380, 1426.

(Risposte pervenute il 29 marzo 2018)

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria. Sono state presentate le interrogazioni numero 1422, 1423, 1424, 1425, 1426, 1427, 1428, 1429, 1430, 1431, 1432, 1433, 1434, 1435, 1436, 1437, 1438, 1439, 1440, 1441, 1442, 1443, 1444, 1445, 1446, 1447, 1448, 1449, 1450.

Annunzio di interpellanze

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria. Sono state presentate le interpellanze numero 333, 334, 335, 337, 338.

Annunzio di mozioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria. Sono state presentate le mozioni numero 402, 403, 404, 405, 406, 407, 408.

Comunicato

PRESIDENTE. Comunico che il consigliere Ugo Cappellacci, in seguito alla sua proclamazione quale componente della Camera dei Deputati avvenuta il 19 marzo 2018, con nota del 6 aprile 2018 ha rassegnato le dimissioni dalla carica di consigliere regionale della Sardegna.

Ove non vi siano opposizioni si intende che l'assemblea prende atto delle dimissioni del consigliere Cappellacci.

Prego, pertanto, il Presidente della Giunta delle elezioni di convocare immediatamente la Giunta stessa affinché, esaminati gli atti degli Uffici circoscrizionali, si pronunci circa il candidato che subentra al consigliere Cappellacci.

Sospendo a questo fine la seduta per 10 minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 11 e 24, viene ripresa alle ore 11 e 41.)

Giuramento di consigliere

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta. Do lettura della nota inviatami dal Presidente della Giunta delle elezioni. "Comunico alla S.V. onorevole che la Giunta delle elezioni si è riunita in data 10 aprile 2018 per esaminare la situazione determinatasi a seguito della presa d'atto del Consiglio delle dimissioni del consigliere regionale Ugo Cappellacci eletto alla Camera dei deputati. La Giunta stessa fa presente che, dall'esame degli atti redatti dall'Ufficio centrale regionale relativo alle elezioni del 16 febbraio 2014, risulta che all'onorevole Cappellacci, quale candidato Presidente che ha ottenuto il numero di voti validi immediatamente inferiore al presidente proclamato eletto, onorevole Francesco Pigliaru, è stato assegnato l'ultimo dei seggi tra quelli attribuiti alle liste circoscrizionali ad esso collegate in base al minor resto, lista avente il contrassegno Fratelli d'Italia - Centrodestra Nazionale nella circoscrizione del Medio Campidano, e che in base alle risultanze del verbale dell'Ufficio centrale di circoscrizione del Medio Campidano il candidato appartenente alla lista Fratelli d'Italia - Centrodestra Nazionale risulta essere il signor Gianni Lampis, quale ultimo dei seggi attribuiti. La Giunta delle elezioni, a seguito delle verifiche effettuate, prende atto che al consigliere regionale Ugo Cappellacci subentrerà il signor Gianni Lampis, avendo riportato il maggior numero di voti in tale lista".

Sulla base di quanto comunicatomi dal Presidente della Giunta delle elezioni proclamo eletto il consigliere regionale Gianni Lampis.

Constatata la presenza, lo invito ad entrare in aula e a prestare il giuramento prescritto dall'articolo 23 dello Statuto speciale per la Sardegna, all'articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica. Invito il collega a presentarsi di fronte al banco della Presidenza, è già qui, do lettura della formula del giuramento, dopodiché il consigliere Gianni Lampis risponderà: "Giuro".

"Giuro di essere fedele alla Repubblica e di esercitare il mio ufficio al solo scopo del bene inseparabile dello Stato e della Regione".

LAMPIS GIANNI. "Giuro".

PRESIDENTE. Auguri, buon lavoro.

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (SDP). Sull'ordine dei lavori. Abbiamo appreso, come Gruppo consiliare, dalla stampa della situazione relativa agli agnelli Igp, alla frode sugli agnelli Igp sardi, e chiediamo che si convochi una riunione dei Capigruppo, e magari a fine seduta in mattinata si approvi un ordine del giorno che dia pieno mandato alla Giunta e al Presidente della Giunta stessa per verificare e seguire la situazione, quindi monitorare tutta la situazione, e secondariamente dare mandato alla Giunta e al Presidente stesso per tutelare gli allevatori sardi e la Regione Sardegna stessa da frodi e da eventuali danni che ne derivano agli allevatori. Grazie.

PRESIDENTE. Allora, restiamo in attesa dell'ordine del giorno, che sarà sottoposto poi alla Conferenza dei Capigruppo a fine mattinata.

Ha domandato di parlare il consigliere Augusto Cherchi. Ne ha facoltà.

CHERCHI AUGUSTO (Partito dei Sardi). Sempre sull'ordine dei lavori, solo per ricordarle che nella programmazione dei lavori le voglio ricordare che nel giugno del 2017 ho presentato una mozione, per quanto riguarda la discussione delle mozioni in aula, una mozione con richiesta di convocazione urgente in Consiglio regionale sulla mancata attuazione delle disposizioni della legge numero 38 del 2010 sulle disposizioni per garantire l'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore. Glielo sto ricordando solo perché nella programmazione delle prossime sedute debba e possa avere anzi la giusta presa in considerazione di un dispositivo come questo, che ha comunque la dignità e l'urgenza, anche se mi rendo conto che il termine dell'urgenza è un termine abbastanza soggettivo, l'urgenza di entrare in aula quanto prima possibile, grazie.

PRESIDENTE. Grazie a lei, prendo atto della richiesta.

Discussione congiunta e non approvazione delle mozioni Dedoni - Cossa - Crisponi - Pittalis - Cappellacci - Contu - Fasolino - Locci - Peru - Tocco - Tedde - Tunis - Zedda Alessandra - Carta - Fuoco - Gallus - Ledda - Orrù - Satta - Solinas Christian - Rubiu - Marras - Oppi - Pinna Giuseppino - Truzzu - Usula sul sistema di approvvigionamento idrico in Sardegna, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento (338), Tedde - Locci - Pittalis - Cappellacci - Carta Giancarlo - Cherchi Oscar - Fa-Solino - Randazzo - Tocco - Tunis - Zedda Alessandra, circa le illegittime richieste di conguagli inviate da Abbanoa agli utenti sardi relativamente alle annualità dal 2005 al 2011 (238), Dedoni - Cossa - Crisponi - Rubiu - Fenu - Locci - Pittalis - Truzzu - Floris - Tunis - Pinna Giuseppino - Tatti - Solinas Christian - Orrù - Oppi - Zedda Alessandra - Tedde - Fasolino - Randazzo - Cappellacci - Cherchi Oscar - Carta - Tocco sulle richieste di pagamento del cosiddetto "conguaglio regolatorio" pervenute ai cittadini sardi da parte di Abbanoa Spa, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento (123)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la mozione numero 338, Dedoni e più, sul sistema di approvvigionamento idrico in Sardegna; segue la mozione numero 238, Tedde e più, sulle legittime richieste di conguaglio inviate da Abbanoa agli utenti sardi relativamente all'annualità 2005-2011; quindi la mozione Dedoni - Cossa - Crisponi, sulle richieste di pagamento del cosiddetto "conguaglio regolatorio", numero 123.

Uno dei presentatori delle mozioni numero 338 e 123 ha facoltà di illustrarle.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). In premessa vorrei chiedere all'Assessore, quando risponderà, e alla maggioranza, quando dovrà darne giudizio per poi, di farlo in maniera tale che non esistano problemi ideologici, né siano per le postazioni oggi assunte in quest'Aula, ma che sia scevra da ogni possibile influenza e veda da quelli che sono gli interessi della Sardegna, e unicamente quelli che sono gli interessi della Sardegna. Credo che a nessuno sfugga che quotidianamente i giornali, ma non solo, anche i mass media - radio e televisioni - pongono in campo la situazione grave che vive la Sardegna nell'approvvigionamento idrico. Giusto ieri uno dei giornali titolava: "La burocrazia svuota le dighe; collaudi fermi al palo da anni". Io chiedo questa disponibilità d'animo, perché il tema dell'acqua è il tema del millennio. Si dice, e non da oggi, che se guerre dovranno scoppiare, non scoppieranno perché il petrolio come in altre circostanze poteva creare dei problemi di approvvigionamento e quindi fattori energetici, ma l'acqua, che è fattore essenziale non solo di civiltà, ma anche di umanità, nel senso che bisogna rispondere a quelle che sono le esigenze di una persona umana, ha il valore che ha, e che quindi uno sbarramento, ovunque esso sia, può creare delle opportunità come dei danni incalcolabili. Ora, se anche Stati che si trovano in agitazione, a dir poco, e certamente non sono ben visti o non si possono ben vedere fra loro, parlo per esempio della Turchia con Israele, e che consentono, comunque sia, per chi conosce quel territorio, che ci sia un approvvigionamento così come avveniva per i primi sbarramenti sul Tigri e l'Eufrate, chiaramente a me, da cittadino sardo, vedere neutralizzata ogni possibilità di sviluppo per la mia Isola, mi crea problemi. E che cosa sono i problemi? Parliamo forse di turismo, su cui la Regione Sardegna gioca moltissimo del proprio PIL per cui pensa di poter attrarre gente sempre di più qui? Non entro chiaramente nel merito delle circostanze che i trasporti incidono in maniera negativa, ci torneremo in altra circostanza, vero è che oggi però c'è il problema dell'acqua, più puntuale, più esigente e più necessitato. Io invito la gente, viene da tutta Europa, viene dal continente, e viene qui in Sardegna e non gli posso dare l'acqua per potersi lavare, stiamo arrivando a questo! Allora, una politica di sviluppo che si fondi su condizioni così labili, basta pensare a quello che stava succedendo già nella Costa Smeralda quest'anno, e meno male che ne parliamo mentre qualche goccia continua a scendere sulla nostra Isola, un'annata che bene o male ha dato un po' d'acqua, ma poi c'è il travaso dell'acqua libera verso il mare, e ogni goccia d'acqua che è un patrimonio dovrebbe essere trattenuta, utilizzata, sfruttata, per dare risorsa all'agricoltura, all'industria, soprattutto come approvvigionamento civile per le zone che hanno necessità di poter vivere anche con quella esigenza turistica di cui prima si diceva. Il bene, il patrimonio acqua oggi va gestito al meglio, vero è, e quando mi rivolgevo all'Assessore affinché prendesse atto di alcune situazioni, è che le dighe non sono del tutto collaudato, e vorrei dire che forse è opportuno rivedere anche tutto quello che c'è a monte di alcune dighe, e in questo caso parlo della diga Eleonora, parlo dell'ex lago Omodeo, che pare sia costruita in maniera tale da non garantire sicurezza, e parlo perché la gente deve essere posta nella sicurezza. E allora mi chiedo: se è stata costruita dove c'era una bolla d'acqua calda, cioè di quelle calde che Fordongianus a pochi passi tracimano, vorrei capire se è veramente fatta nel migliore dei termini. È una diga che è durata vent'anni nella costruzione, vorrei che si capisse se per caso questa diga ha dovuto subire delle modificazioni sostanziali. Qualcuno dell'Ufficio tecnico erariale diceva che le misurazioni sono avvenute in maniera difforme da quelle che dovevano essere, che i punti fermi non erano quelli stabili, e altri mi dicono che c'era un discorso di aggrappaggio alla roccia che non è avvenuto nei termini essenziali; 800 milioni di metri cubi d'acqua non saranno mai invasati se queste cose non vengono chiaramente certificate, e la certificazione avviene attraverso il collaudo, e se il collaudo non è avvenuto qualche ragione ci sarà, quando invece il massimo che è stato introitato come acqua sono 400 milioni di metri cubi e basta, anzi, ogni tanto se ne lascia andare a mare, anche di quelle che non sono opportunamente trattenute. Ora, vorrei far capire che per indirizzi, per scelte della Regione sarda si è fatta anche cosa meritoria, cioè l'intreccio delle varie zone con adduzioni che portano dal Tirso verso il Sulcis Iglesiente, oltre che il Medio Campidano e la bassa Marmilla. Se questo è vero e io non riesco ad invasare, vuol dire che non potrò dare acqua neanche a quei territori, e se qualcuno mi chiedesse che cosa si sta facendo nella Gallura dove c'è la presenza assoluta in più di quelli che sono i turisti per la Sardegna, se ci sono rapporti tra invasi, e se è vero o non vero che delle microfilmature fatte sul cemento armato delle dighe del cagliaritano dell'Ogliastra non abbiano presentato alcune anomalie, se è vero o non è vero perché sono ferme nella costruzione alcune dighe, tra cui quella della Barbagia, perché è ferma quella del Sulcis-Iglesiente! Allora, se queste sono risposte da darci, che si faccia con severità un'analisi del sistema. E allora mi chiedo; quando sul Flumini Imbessu, Assessore, continuiamo a perdere almeno 150.000 metri cubi d'acqua all'anno senza essere invasata ne trasportata dentro il lago Eleonora, e quindi inutilizzata sistematicamente, io mi chiedo, c'era un progetto di una diga, io non dico di farlo come era, facciamolo più piccolo, facciamolo di soli 50 milioni di metri cubi d'acqua, ma teniamo ogni goccia! C'era progettualità fatta negli anni della prima rinascita sarda in cui si parlava anche di laghetti collinari pur di trovare risorse irrigue, pur di trovare possibilità di rendere meno grave la situazione nei campi, vi era la necessità, comunque sia, già da allora di avere un approvvigionamento che fosse all'altezza di quelle che sono le necessità per la Sardegna. Su queste cose o meditiamo oggi per il futuro, o noi saremo perdenti sotto tutta la linea, come procedura per lo sviluppo, come possibilità di avere occasioni di sviluppo in tutti i settori, dall'agricoltura all'industria, sino e soprattutto toccando con mano quello del turismo. Se queste cose che ho detto che sono gravi, e mi rendo conto che sono gravi sulle strutture che abbiamo e prego l'Assessore di andare a fondo, di non aver paura e di non pensare che si crei paura in altri perché è peggio non affrontare quello che è un sistema idrico colabrodo che non trova la giusta resistenza per incamerare tutta l'acqua necessaria per la nostra isola. Invito la maggioranza a dare opportune indicazioni se ha il coraggio di trovare altre fonti di finanziamento europee dove poco abbiamo, ma di fare cose serie, strutture che vedano per il futuro che non è roseo, per quella che è la situazione certamente ormai conclamata di un clima che ci penalizza, che ci dà poche opportunità per avere un'agricoltura che ha bisogno d'acqua e avere certamente delle opportunità di sviluppo in diversi settori. Se queste cose non si tengono a mente e si iniziano a costruire cose di oggi per domani, perché vorrei ricordare che una diga se inizia oggi ad essere costruita non viene realizzata e collaudata prima di dieci anni, se va bene, se va bene, allora abbiamo un dovere morale se siamo i rappresentanti del popolo sardo, se crediamo nel futuro della Sardegna, il dovere morale è quello di costruire una seria rete dove ci sia approvvigionamento idrico in tutti i modi, dove poter dire alla Sardegna: vivi con dell'acqua, sarà poca ma la vivi! Se invece lascio così le cose ognuno si assuma nella propria coscienza il male che sta facendo a chi vive oggi e a chi verrà per domani, cioè alle nuove generazioni di cui spesso ci si riempie la bocca, ma poi niente si fa. L'acqua non è uno scherzo, l'acqua è vita! L'acqua tanto è vita perché è l'80 per cento anche della composizione del nostro corpo e se non si capiscono, ripeto, queste cose, vuol dire che noi stiamo veramente andando alla deriva come partiti, come risposta agli interessi dei sardi, come prospettive di sviluppo per la nostra isola.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori della mozione numero 238 ha facoltà di illustrarla.

TEDDE MARCO (FI). Presidente, oggi in Consiglio regionale, in quest'Aula celebriamo di fatto la giornata dell'acqua, tre mozioni sull'acqua. Purtroppo queste mozioni sono un po' datate e quindi buona parte dell'acqua della quale avremmo dovuto discutere è evaporata, anche se debbo dire che il Tribunale di Nuoro, per quanto attiene alla mozione numero 238, ha riportato il tema trattato in quest'atto di sindacato, alla strettissima attualità, di questo parleremo dopo nelle repliche. Cosa accadeva allora? Parliamo del 2016, la mozione è esattamente del 24 giugno 2016. Accadeva che in quei giorni Abbanoa recapitasse ai sardi tutta una serie di fatture che facevano riferimento al 2012 ma contenevano conguagli relativi agli anni dal 2005 al 2011. Quindi 2016 notifica fatture del 2012, ma a fatture relative a poste del periodo 2005-2011, quindi una scarsa chiarezza e una mancanza di trasparenza che noi abbiamo cercato in qualche modo di evidenziare all'opinione pubblica e anche al cospetto del Consiglio regionale con questa mozione. Anche perché quella pretesa di Abbanoa non pareva assolutamente costituire una competenza tariffaria del 2014, ma era di fatto e di diritto una rimodulazione fatta nel 2016 con effetti retroattivi che, a nostro avviso, non era assolutamente vincolata alla regola della corrispettività e in più per sovramercato era comunque determinata in modo forfettario. Ci pareva e ci pare un maldestro tentativo, quello di Abbanoa, di recuperare in modo forzoso delle somme che sono prescritte perché sono somme che si riferiscono al periodo 2005-2011. Ancorandolo al 2012 si cercava di recuperare, di prendere per i capelli delle somme che erano prescritte e si cercava di contrabbandarle, di paludarle con un'immagine, con una veste di novità che invece queste somme non avevano assolutamente. Quindi mancanza di trasparenza. Ci chiedevamo anche se nella quantificazione di queste somme il gestore unico Abbanoa avesse tenuto conto delle penali poste a suo carico per il mancato rispetto di standard organizzativi e di standard tecnici. Questo era il tema principale, è un tema che in qualche modo veniva corroborato anche da una giurisprudenza del TAR Umbria che censurava una fattispecie analoga, ovviamente verificatasi in Umbria, e in qualche modo applicava, questa mozione, anche alcune altre sentenze dei vari TAR italiani. Noi dicevamo allora e diciamo adesso che questo conguaglio aveva lo scopo di far conseguire ad Abbanoa un riequilibrio finanziario, ma in modo diciamo furbesco, in modo non aderente a principi di trasparenza, di chiarezza, a principi che vedano in primo luogo la salvaguardia dei diritti del consumatore. Poi ponevamo tutt'altre questioni che riguardavano invece l'applicazione del testo unico delle imposte sui redditi e nella fattispecie l'articolo 109 che prevede che i redditi di impresa debbano essere determinati sulla base del criterio di competenza economica, al quale criterio è possibile derogare solo in presenza di ricavi, spese e altri componenti di cui nell'esercizio di competenza non sia ancora certa l'esistenza. Ecco, questo non è il caso che ci occupa perché è evidente che con questa forzatura si contraddice anche il principio fiscale. Quindi ritenevamo Abbanoa censurabile nella misura in cui nel fatturare cumulativamente più annualità violava il principio di competenza economica e quindi chiedevamo un voto del Consiglio per impegnare il Presidente affinché intervenisse presso Abbanoa per conoscere nel dettaglio le motivazioni che giustificavano allora, stiamo parlando del 2016, l'emissione delle fatture che venivano recapitate in quei giorni agli utenti sardi, fatture - ribadisco il concetto - che facevano riferimento all'anno 2012, però contenevano conguagli relativi agli anni dal 2005 al 2011, anni che, secondo noi, portavano alla prescrizione di queste somme, di questi crediti. Impegnavamo il Presidente, ancora, affinché censurasse il comportamento, la condotta di Abbanoa nell'ipotesi in cui il gestore unico, in palese violazione delle disposizioni contenute nell'articolo 149 del decreto legislativo 152 del 2006, e di quelle contenute nel decreto dell'agosto 1996 che disciplinano il perseguimento dell'equilibrio finanziario della gestione del servizio idrico integrato, ecco nell'ipotesi in cui il gestore avesse tentato con questa operazione di recuperare i maggiori costi di gestione relativi a periodi pregressi e di fare un riequilibrio finanziario attraverso aumenti tariffari che in teoria avrebbero potuto avere efficacia soltanto per il futuro e non per annualità pregresse, chiedevamo che il Presidente censurasse queste attività a dir poco disdicevoli e chiedevamo ancora di porre in essere ogni azione necessaria per impedire ad Abbanoa di continuare ad agire nei confronti degli utenti sardi con comportamenti che sono stati ritenuti illegittimi dalla giurisprudenza amministrativa e da comportamenti che violando norme tributarie costringono gli utenti, le imprese ovviamente, le aziende utenti di Abbanoa a imputare i costi per il servizio idrico integrato a esercizi diversi da quelli di competenza con la conseguenza dannosissima che questi costi diventano fiscalmente indeducibili. Ecco, dicevo poc'anzi in apertura di intervento, che questa mozione a dicembre magari non era più attuale, aveva perso di attualità, ma a gennaio invece è intervenuto un provvedimento giurisdizionale del Tribunale di Nuoro che ha censurato in modo chiaro i conguagli regolatori per il periodo in contestazione, quindi 2005-2011 ed è lo stesso periodo che noi contestiamo con questa mozione. Ecco quindi che il Tribunale di Nuoro dà freschezza, se così possiamo dire, a questa mozione che a dicembre era ormai obsoleta e questo è il tema dei ritardi con cui possiamo discutere le mozioni perché obiettivamente ci sono tante mozioni però probabilmente bisognerebbe trovare un sistema che ci consenta di andare a individuare le mozioni più aderenti al contesto cronologico.

Concludo l'illustrazione della mozione e mi riservo di intervenire in sede di replica dopo aver sentito le parole dell'assessore Balzarini.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore dei lavori pubblici.

BALZARINI EDOARDO, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Condivido nell'intervento illustratore della mozione 338 l'assoluta rilevanza e ovviamente l'assenza di qualunque necessità di contributi ideologici su un tema che rappresenta l'asse portante della sopravvivenza di quest'Isola, l'asse portante a monte di un'economia di sviluppo della Sardegna. E' sempre bene ricordarlo questo fatto giacché siamo un'isola, giacché viviamo di un sistema chiuso dal punto di vista degli scambi idrici a differenza di tante altre regioni d'Italia. Ricordo che la Regione vive, a differenza anche qua di tante altre realtà della penisola, di acque superficiali, circa l'80 per cento della nostra capacità di sopravvivenza è legata alla capacità di accumulo e quindi il tema è particolarmente centrato, è particolarmente importante e rilevante. Questa percentuale è esattamente invertita nel Nord per esempio dove le fonti di approvvigionamento sono nella prima delle due percentuali, quindi l'80 per cento da fonti sotterranee attraverso pompaggio a induzione, quindi capite l'importanza di questo sistema, cosiddetto sistema che oggi definiamo multisettoriale da quando nel decennio scorso attraverso una importante legge, la numero 19 del 2006 poi entrata in vigore nel 2008, viene varato il sistema multisettoriale come gestione unitaria della risorsa idrica per gli usi multipli, a valle quindi dei vari usi settoriali, civile, potabile e industriale. Scusate, ripasso un attimo la mia memoria e quella di tutti quanti su questo presupposto che è alla base di tutti i ragionamenti. Il sistema è stato impostato come sistema solidaristico di gestione della risorsa idrica attraverso un unico ente e quindi la titolarità di tutte le concessioni è stata posta in capo alla Regione come garanzia di questo presupposto. La gestione unitaria quindi da parte di un ente strumentale che è incaricato della distribuzione di queste risorse per tutti i diversi usi, come dicevo a monte poi degli usi dei vari gestori agricoli, potabili, civili e industriali e soprattutto con una responsabilità diretta nella gestione delle infrastrutture per gli usi multisettoriali tra cui appunto le dighe di cui abbiamo parlato oggi, l'approvvigionamento è garantito da oltre 40 dighe, grandi dighe, cioè dighe oltre il milione di metri cubi di invaso e 15 metri d'altezza, quindi parliamo di dighe che possono arrivare sino a 700 milioni di metri cubi di invaso teorici come quelle cantoniere, e capite l'importanza di questi volumi, però è importante ricordare che la sicurezza va di pari passo con la problematica dell'approvvigionamento idropotabile e anche irriguo, sicurezza che viene garantita da un servizio nazionale preposto a queste funzioni e che in relazione all'esigenza di garantire la sicurezza proprio delle infrastrutture, limita a volte le capacità di invaso delle dighe in relazione alle esigenze di collaudo e alle esigenze di sicurezza delle sedi. Sono fatti, come dire, comuni in tutto il mondo, non sono una caratteristica e una peculiarità della Regione Sardegna il fatto che si collaudi per successivi livelli di innalzamento e purtroppo la situazione pluviometrica dell'isola non garantisce spesso, non ha garantito sinora negli anni una continuità di apporti tali da poter effettuare il collaudo per così dire a botta unica come si può presupporre quando si realizza un'opera civile. Quindi questi collaudi sono senz'altro diluiti nel tempo, in parte legati anche a problematiche di adeguate verifiche statiche sulle dighe che hanno dimostrato l'esigenza di eseguire interventi. Questa che racconto è la storia di alcuni decenni di attività sul comparto dighe e quindi non è una situazione istantanea, è un percorso che è avvenuto negli anni. Questa rilevanza che è stata ben sottolineata nella mozione della gestione di questo bene prezioso attraverso questo sistema infrastrutturale, ha posto nella Regione Sardegna quell'esigenza veramente di adeguarsi di aspetti organizzativi come ho detto che fanno capo all'ente e all'organizzazione, e anche di aspetti fattuali di intervento che si sono concretizzati in attività finanziarie importanti che voglio ricordare all'Aula e senza le quali oggi non ci troveremmo in una situazione di cauto ottimismo per il futuro.

Oggi molti di questi collaudi negli anni sono stati limitati come dicevo da situazioni oggettive di apporti pluviometrici ma anche dall'assenza dei finanziamenti necessari a intervenire per migliorare le condizioni di sicurezza di queste dighe. Recentemente sapete che col Patto per la Sardegna sono stati sottoscritti precisi impegni che sono confluiti in importanti finanziamenti arrivati nelle casse della Regione Sardegna, cito i 50 milioni di euro che sono stati stanziati, fondi FSNC per l'adeguamento strutturale delle dighe sarde, a cui si sono aggiunti i 65 milioni di euro di finanziamento statale per complessivi 115, questi significano interventi su 28 dighe tra cui anche la diga Cantoniera che è stata citata nell'intervento, 10 milioni volti alle verifiche statiche sui (…) della diga e che sinora hanno limitato la capacità di invaso della diga a 366 milioni di metri cubi contro i 450 potenzialmente autorizzabili in prima fase per poi salire sino al limite di massimo dimensionamento della diga che è di 700 milioni. Ma già questo primo passaggio a 450 sarebbe un grosso successo, costituirebbe un innalzamento di volume e questo è l'obiettivo che conseguirà alla realizzazione di questi interventi per cui è già stato incaricato l'ente acque Sardegna, come dicevo prima, l'ente gestore del servizio idrico multisettoriale. Questa è una situazione che si ripete in tante altre dighe che non sto a elencare, la diga di Pattada che ha una potenzialità di 70 milioni di metri cubi e adesso è limitata a 35, la diga di Olai per la quale esiste lo stesso. Oggi la novità è questa, oggi disponiamo delle risorse, cosa che non è mai avvenuto dal dopoguerra sinora per intervenire su dighe e su opere che sono in essere da tanti anni e non hanno mai fruito di interventi di manutenzione adeguata e anche di adeguamento strutturale e questo è un intervento frutto dell'accordo che è stato stipulato da questo Governo regionale con il Governo nazionale che è denominato come Patto per la Sardegna. Questa che cito è una delle iniziative finanziate ed evidentemente non è l'unica, ricordo gli interventi sull'interconnessione tra bacini, l'importante completamento del collegamento tra il Tirso-Flumendosa e le aree più povere dal punto di vista dell'approvvigionamento idrico che sono le aree del Sulcis, il quarto lotto dell'interconnessione è finanziato per 60 milioni che attualmente ha in corso di appalto, appalto di progettazione ENAS. Se mi limitassi al problema degli interventi infrastrutturali sulle dighe non completerei il quadro, in effetti oggi il problema, non dobbiamo dimenticarlo, della gestione della risorsa idrica non è più soltanto legato a problematiche di capacità di accumulo, ma anche di capacità di gestione della risorsa nei limiti in cui gli eventi pluviometrici ci consentono di assicurarci una portata. Oggi la capacità di accumulo complessiva è di circa un miliardo e 750 per la situazione attuale. Ebbene, il dato ad oggi, do questa informazione, è di 950 milioni di metri cubi, che corrispondono a circa il 55 per cento della capacità di invaso delle dighe, e capite quindi che a fronte di un fabbisogno complessivo teorico di 700 milioni di metri cubi, di cui 450 per l'irriguo, 230 per il potabile e 20 per l'industriale, ci troveremo nella necessità non soltanto di programmare investimenti per migliorare le capacità di invaso delle dighe, ma anche di esercitare una capacità di gestione della risorsa che sia quanto mai equilibrata e oculata, tenendo conto dell'esigenza di un approvvigionamento primario, che è quello idropotabile, garantire i 230 milioni di metri cubi all'anno di sicurezza dell'approvvigionamento civile, e ovviamente tenere conto delle esigenze del mondo agricolo che rappresentano una componente importantissima dell'economia dell'isola. Per questo è stato attivato già da anni un sistema di monitoraggio, una cabina di regia presso la Direzione generale del distretto idrografico, per questo l'autorità di bacino si riunisce periodicamente per verificare i dati, e lo fa sulla base dei tavoli tecnici attivati tra operatori agricoli, tra Amministrazione regionale, che è presente nell'Autorità di bacino come sapete, soltanto in parte, vi sono anche le autonomie locali, e tutti gli operatori che utilizzano questa fonte di sopravvivenza, ma anche di reddito.

In altri termini i fatti importanti da evidenziare, che a fronte di un'esigenza di governo di tutto un sistema, l'importante è che si abbia la consapevolezza che questo Governo è oggi operante, consapevolmente operante, nella gestione delle risorse disponibili, e ha dimostrato di non essere insensibile a porre un rimedio a un tema che si trascinava da tanto tempo, quella della non adeguata manutenzione e adeguamento strutturale delle proprie dighe, tema che è, ripeto, stato affrontato e avviato a soluzione con importanti stanziamenti che ho ricordato prima. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di replicare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTLIO (Riformatori Sardi). Presidente, intanto ringrazio l'Assessore per la sensibilità che ha dimostrato e per gli ulteriori dati che ci ha fornito, perché certificano quelle che sono le esigenze che sono state portate all'attenzione dell'Aula. Io, se mi permettete, esco poco poco fuori, e penso che la maggioranza nelle sue articolazioni abbia fatto di tutto in quest'Aula, e continui a fare, men che meno quello di ascoltare. Poi ci si lamenta se a febbraio prossimo pentastellati, o meno, si ritroveranno in posizioni di maggioranza. Siamo noi che non siamo capaci di avere un ruolo serio, anziché di discutere se è bene superare un partito o l'altro e cercare il prossimo candidato alle regionali.

Io vorrei che capiste, caro Pietro Cocco, è un altro che dovrebbe essere attento anche per Carbonia e Iglesias, che il problema non è di trovare soluzioni politiche dei candidati, ma il problema è risolvere quelle che sono le questioni più importanti e le esigenze che emergono da questi che sono i tormenti della Sardegna da sempre. Allora io dico, se il problema acqua non viene affrontato seriamente e si conclude, e per questo ci vogliono risorse, concrete e serie, e ci si parla dei fondi del Patto per la Sardegna, e ci si parla anche di altre fonti di finanziamento statali a cui io non credo più. Perché, vorrei dire, quegli acconti che versiamo e che stanno a cuore all'assessore Paci, che pare non sia ancora riuscito a ridimensionare, né riuscirà, o l'applicazione vera dell'articolo 13 dello Statuto, e dell'articolo 8 dello Statuto, non portano a risorse in Sardegna, noi non avremo la capacità finanziaria di attivare tutti quei progetti, più che necessari, per dare risposte a quelle che sono le esigenze in questo caso dell'idrico e dello sviluppo nei vari settori produttivi della nostra Isola.

Assessore la ringrazio, lei è stato molto gradualista, soprattutto quando ha parlato di progressività dei collaudi, ma dietro c'è ben altro della progressività, c'è anche…

Ma probabilmente a Pietro Cocco non gli importa se è stato mandato da 450 milioni di metri cubi d'acqua autorizzati in prima istanza, a 360 milioni di metri cubi adesso, perché il Sulcis-Iglesiente viene toccato, ma lui non è del Sulcis-Iglesiente, insieme all'altro, con cui parla e non ha colto neanche quelle che sono le esigenze politiche di rappresentanza del proprio territorio? Io ho paura di questa cosa, è come qualcun altro che non si curasse dell'isola e di quello che vuol dire raggiungere un'isola, vedi la Maddalena.

Noi oggi abbiamo un problema dell'acqua che è oggi, e non abbiamo tempo per domani per poter realizzare invasi o quantomeno ristrutturare quegli invasi che non possono essere riempiti, e ripeto nella coscienza di ciascuno di noi. E siamo veramente allora possenti incoscienti, non attrezzati culturalmente per sedere in questi banchi a rappresentare la Sardegna, e quindi è bene che venga chiunque, anche l'ultimo asino che viene proposto da un penta stellato, perché almeno dirà che vanno fatte certe cose. Svegliatevi! Altrimenti vi troverete ben altro dietro le spalle e a minacciarvi diversamente.

PRESIDENTE. Ha domandato di replicare il consigliere Marco Tedde. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Presidente, grazie all'Assessore per la replica che ci dà la possibilità comunque di continuare a toccare questi temi sensibili, perché quando si parla di acqua non si parla soltanto di risorsa idrica, ma si parla di vita, si parla di economia, si parla del futuro di una comunità regionale. Ebbene è evidente che il 2017 è stato un periodo, un anno molto siccitoso, probabilmente secondo gli esperti è stata la peggiore siccità quella sofferta dalla Sardegna dal 1800 a oggi. E' anche vero che ci sono delle difficoltà infrastrutturali, dei gap infrastrutturali che non sono semplici da superare, anche se bisogna impegnarsi a superarli, ma è altrettanto vero che da parte della Giunta non c'è stata quella reazione forte, determinata, decisa con una visione prospettica per cercare di alleviare le sofferenze derivanti dalla siccità. E' vero che le riserve fortemente ridotte hanno creato dei problemi fortissimi all'agricoltura che è stata messa di fatto in ginocchio, ma questo non è accaduto dappertutto, perché a detta dell'Assessore dell'ambiente, laddove c'è stato un riutilizzo intelligente dei reflui a fini irrigui, le conseguenze siccitose sono state mitigate e, l'Assessore Spano, in Commissione ambiente della Camera, ha esaltato, a questi fini e per questi motivi, le esperienze di utilizzo a fini irrigui dei reflui depurati di Alghero e di Olbia. A seguito di questa esaltazione di questi due depuratori, dell'utilizzo di questi due depuratori, non c'è stata assolutamente alcuna azione da parte della Giunta, fino all'altro giorno, per tentare di accrescere la quantità di reflui da utilizzare a fini irrigui. Tutto questo è accaduto, o non è accaduto, nonostante gli appelli del Consorzio di bonifica della Nurra che ha avuto soltanto un tavolo di confronto e che non ha avuto grosse conseguenze. L'unica conseguenza, o l'unica ricaduta positiva, credo, di questo tavolo di confronto, è che la Giunta ha finalmente preso atto delle difficoltà, ha preso atto del fatto che oggi i depuratori necessariamente debbono essere utilizzati per fini irrigui, che i reflui prodotti dai depuratori, che hanno ovviamente quelle caratteristiche di legge, possono e debbono essere utilizzati per irrigare i campi per l'agricoltura, per fare in modo che l'agricoltura non soffra oltremodo nei periodo siccitosi. Ecco, nonostante queste richieste, è accaduto qualcosa di marginale, o probabilmente non marginale, soltanto qualche giorno fa cioè la Giunta regionale - per la verità è passato più di un giorno perché credo che fosse una delibera del 6 di marzo - il 6 di marzo la Giunta ha deciso di mettere mano alle direttive sul riutilizzo dei reflui e ha deliberato che non è più necessario miscelare i reflui depurati con rapporto uno a uno, ma è passato un sacco di tempo prima che la Giunta potesse riuscire a reagire e ora siamo arrivati quindi alla possibilità di utilizzare i reflui depurati senza necessità di miscelazione. Io mi chiedo però, tutto quello che è accaduto nel nord ovest della Sardegna in questi sette anni, questi sette anni nei quali i reflui depurati non sono stati utilizzati per l'irrigazione e sono stati invece inviati alla laguna del Calich che avrebbe dovuto recepire questi reflui soltanto in caso di emergenza estiva, ecco questi reflui depurati hanno creato l'antipatico fenomeno della marea gialla, una certa politica della provincia di Sassari ha fatto di tutto perché i reflui depurati non si utilizzassero, provocando danni di immagine molto, molto importanti. Mi chiedo, quella politica oggi che cosa ha da dire? Quella politica reagisce nei confronti della Giunta regionale perché oggi i reflui depurati possono essere inviati senza miscelazione all'irrigazione della Nurra o delle altre aree che hanno necessità di interventi irrigui? Nessuno parla, nessuno parla! Allora c'era l'obbligo del 50 per cento e tutti parlavano, oggi nessuno parla. Detto questo, l'altro tema invece è quello relativo ad Abbanoa, vista sotto il profilo del distributore di acqua potabile, ecco, il profilo di Abbanoa distributore di acqua potabile è molto triste, è molto triste sia per questa questione di cui abbiamo parlato dei conguagli regolatori, ma soprattutto per la conduzione complessiva del servizio idrico integrato. Parliamo di vessazioni nei confronti.

PRESIDENTE. Metto in votazione la mozione numero 338.

Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda per dichiarazione di voto.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Grazie Presidente, io voglio proprio ripartire, visto che il collega Tedde non ha terminato, e integrare proprio l'aspetto che stava iniziando a trattare, ovvero il fatto che purtroppo Abbanoa continua, parafrasando, "a fare acqua da tutte le parti" e purtroppo chi sta pagando le conseguenze sono i cittadini, perché le mozioni da questo punto di vista andrebbero ancora integrate perché i problemi di qualche anno fa, di un anno fa, di dicembre del 2017, sono ancora attuali, ne voglio citare uno: provate colleghi a comunicare il numero e la quantità di acqua consumata attraverso internet con il sistema oggi imposto da Abbanoa, credo che incontrerete tantissime difficoltà, se questo vuol dire essere vicini ai cittadini nel sostegno e nel controllo del bene primario qual è l'acqua allora vi dico che forse è necessario che apriamo una grande discussione, ma soprattutto che si intervenga, che si controlli quello che sta facendo Abbanoa.

L'Assessore ha appena comunicato di nuove infrastrutture di nuova realizzazione di dighe, beh al di là di alcuni comunicati che sono tanto entusiasti da parte dei vertici di Abbanoa vi faccio sapere che oggi avviene appena, anzi a malapena, la manutenzione ordinaria e che di tutti quegli investimenti nelle reti, soprattutto nei potabilizzatori di cui si parla, non c'è ancora neanche un'ombra che possa far pensare che si sta intervenendo. Non solo, vogliamo parlare delle iscrizioni e delle poste finanziarie in bilancio? Da un lato si parla di utili, certo vengono iscritti dei crediti che probabilmente non saranno neanche esigibili, dall'altra invece si continua a far sostenere i costi alle imprese e soprattutto a creare delle difficoltà per quanto riguarda la bollettazione. La negligenza di Abbanoa che non ha bollettato costantemente negli anni addietro non deve essere scaricata sui cittadini ai quali tra l'altro in temi di conguaglio era stato concesso di pagare in termini dilazionati e invece questo non è avvenuto. Quindi Presidente, noi siamo appena all'inizio per le verifiche di come sta avvenendo il controllo e, soprattutto, la gestione del servizio idrico dell'acqua potabile. Ci fa piacere apprendere che almeno per quanto riguarda l'approvvigionamento, quindi anche il sostegno al sistema produttivo in particolare all'agricoltura, ci siano stati degli interventi in termini infrastrutturali, ma tutto questo non sarà sufficiente, perché comunque…

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della mozione numero 338.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della mozione numero 238.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della mozione numero 123.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

La mozione 163 è stata ritirata.

Discussione dello schema di: Norme di attuazione dello Statuto speciale della Regione Sardegna per l'istituzione del Collegio dei revisori dei Conti in attuazione dell'articolo 14, com-ma 1, lettera e) del decreto legge n. 138 del 2011 (Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo) convertito con modificazioni in legge 14 settembre 2011, n. 148. (5/XV/A )

PRESIDENTE. Passiamo al punto numero 5 dell'ordine del giorno Schema di norma di attuazione numero 5: "Norme di attuazione dello Statuto speciale della Regione Sardegna per l'istituzione del Collegio dei revisori dei Conti in attuazione dell'articolo 14, comma 1, lettera e) del decreto legge n. 138 del 2011 (Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo) convertito con modificazioni in legge 14 settembre 2011, n. 148.

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Francesco Agus, relatore.

AGUS FRANCESCO (Gruppo Misto), relatore. Presidente, la norma di attuazione, discussa dalla Commissione nel mese di ottobre, recepisce quanto stabilito per le Regioni a Statuto ordinario con il decreto legge 138 del 2011, l'azione attraverso le norme di attuazione è resa necessaria dalle competenze statutarie stabilite articolo 3, lettera b, che danno alla Regione Sardegna la competenza legislativa esclusiva in materia di ordinamento degli uffici. In questo caso essendo, l'ufficio dei Revisori contabili, un ufficio dell'amministrazione regionale è stato necessario fare un passaggio ulteriore appunto attraverso una norma d'attuazione stabilire in che modo fosse istituito e quale fosse il compito del Collegio dei revisori dei conti della Regione Sardegna. Nel dibattito che ha portato appunto all'approvazione della norma in oggetto si è discusso anche del potere di controllo sul Consiglio regionale. Noi sappiamo che il Consiglio regionale gode di un'autonomia che, anche in questa occasione appunto, fa salva le competenze del Consiglio dal controllo dei revisori, che invece hanno compiti di controllo sul bilancio regionale. A questo proposito, ovviamente, credo che sia necessario, e così sarà, inserire nell'ordine del giorno che porterà all'approvazione della stessa norma un riferimento anche all'esigenza di introdurre delle figure specifiche che permettano il pieno rispetto del 138, anche per la nostra istituzione consiliare.

Il decreto è composto da tre articoli e regolano, oltre la semplice istituzione del Collegio dei Revisori, la composizione e costituzione del Consiglio, le funzioni e la disposizione finanziaria allegata obbligatoria per legge.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Francesco Sabatini. Ne ha facoltà.

SABATINI FRANCESCO (PD). Concordo intanto pienamente a quanto affermava il collega Agus, il Presidente della Commissione prima, ma darei un'ulteriore indicazione, visto che stiamo andando ad approvare un ordine del giorno che impegna il Presidente della Regione a suggerire al Governo recepimento di alcune osservazioni, di intervenire anche sul punto 3, delle norme di attuazione, dove viene indicato come punto di intervento il coordinamento dell'intera finanza pubblica sottoponendo a concordare il Collegio, a concordare con la Corte dei conti tutti i temi inerenti la finanza pubblica che mi sembra un ambito molto ampio. Lo restringerei, una volta anche viste altre Regioni a Statuto speciale, nel modo in cui sono intervenute, lo restringerei solo al quadro dell'ordinamento finanziario del Titolo Terzo dello Statuto dove è contenuto l'articolo 8, in modo che si intervenga solo sulle compartecipazioni, cioè sui trasferimenti che dallo Stato passano e vengono fatte alla Regione Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Non entro nel merito delle proposte fatte dalla Prima Commissione, dalla terza Commissione e dell'ulteriore proposta che ha appena fatto il Presidente della terza Commissione. Ricordo solo l'iter di questi provvedimenti. I provvedimenti vengono proposti e dalla Commissione paritetica, della quale, ricordo, fanno parte due rappresentanti dello Stato, il presidente e l'onorevole Francesco Sanna, e due rappresentanti della Regione Sardegna, uno dei quali è il Direttore Generale della Presidenza Alessandro De Martini. Il testo che la Commissione paritetica ha proposto, che la Giunta ha fatto proprio, e che poi è stato trasmesso al Consiglio è il testo già concordato col Ministero dell'economia e delle finanze attraverso un lavoro che è durato due anni. Quindi, qualunque modifica che viene introdotta nel testo richiede l'inizio ulteriore dell'iter di approvazione. Questo mi è stato confermato anche questa mattina dal nostro rappresentante nella Commissione paritetica e dallo stesso presidente onorevole Francesco Sanna. Quindi, io dico, ovviamente rispetto pienamente l'Aula, l'Aula può modificare il testo non lo metto in dubbio, dico semplicemente almeno prendiamoci un attimo di riflessione. Almeno convochiamo, cosa che non mi pare sia stata fatta, la Commissione paritetica in Commissione, perché introdurre modifiche significa vanificare un lavoro che la Commissione paritetica ha fatto per due anni raggiungendo un accordo specifico su questo testo col MEF.

Dopodiché, ripeto, nel merito non sto entrando sia chiaro. Può darsi che le cose che state proponendo vadano benissimo, però almeno chiedo una pausa di riflessione, la convocazione della Commissione paritetica in audizione almeno del nostro rappresentante, il dottor De Martini, questo iter era stato seguito dall'Assessore agli affari generali - prima Demuro e poi Spanu - in modo tale che non vanifichiamo col voto di oggi un lavoro che è stato portato avanti.

Entro nello specifico del suggerimento di modifica che ho per iscritto, il secondo lo sento adesso per la prima volta quindi non mi posso esprimere. Per quanto riguarda la prima modifica che è stata proposta, ovvero ossia aggiungere che il Consiglio regionale della Sardegna, nell'esercizio della sua autonomia organizzativa eccetera eccetera, istituisce con Regolamento interno un proprio organo di revisione, l'interpretazione che dà la Commissione paritetica è che le norme che approviamo oggi riguardino esclusivamente l'Amministrazione regionale e non il Consiglio regionale, che è un organo statutario costituzionalmente tutelato politico e che quindi istituisce, eventualmente, il Collegio dei revisori secondo le proprie procedure. Quindi, diciamo dal punto di vista di questa aggiunta è pleonastica nel senso che non era previsto per il Consiglio regionale e quindi il Consiglio regionale poi è libero di istituirlo, non istituirlo per Regolamento, avere lo stesso Collegio dei revisori dell'Amministrazione o uno diverso. Sulla seconda, la sento adesso però dico prima di approvare ordini del giorno che siano tassativi per il Governo, o introduci la modifica o il nostro non è un parere favorevole, chiederei almeno di soprassedere, perché davvero rischiamo di vanificare due anni di lavoro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Gruppo Misto). Su questo ogni approfondimento può essere utile, io credo che intanto aver fugato ogni dubbio riguardo l'efficacia che le azioni dell'ufficio così costituito possano avere nel Consiglio regionale risolva in parte anche le perplessità sollevate dalla terza Commissione. Noi, all'atto dell'approvazione avvenuta in prima Commissione, si è fatto salvo appunto le perplessità sollevate nel parere della terza, quindi è stato semplicemente recepito il parere di merito acquisito ai sensi del Regolamento e si è considerato vincolante appunto quel parere; ora però, data l'urgenza di approvare il testo così com'è stato proposto per evitare di rifare l'iter daccapo, e di non arrivare neanche al risultato minimo che ci eravamo prefissati e quindi l'applicazione del "138" negli uffici dell'Amministrazione regionale con l'istituzione di questo organo, chiedo cinque minuti di sospensione per capire se lo stralcio di quel periodo, e quindi della clausola sospensiva inserita nell'ordine del giorno, possa comunque consentire agli uffici del Consiglio autonomamente di provvedere alla costituzione del Collegio dei revisori, e possa quindi consentire alla norma, così come esitata dalla Commissione paritetica, la chiusura del suo iter e la sua efficacia.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Sabatini. Ne ha facoltà.

SABATINI FRANCESCO (PD). Solo per precisare che non è necessario riprendere l'iter daccapo, no, assolutamente no, perché è prassi, è successo in altre situazioni in cui sono state approvate norme di attuazione con approvazione di ordini del giorno che suggeriscono al Governo il recepimento di alcune osservazioni, che il Governo può recepire o meno, senza dover ricominciare l'iter dall'inizio. Quindi l'iter è a conclusione, il Consiglio regionale fa osservare delle cose, cose che non sono secondarie. Noi parliamo sempre di indipendenza, di maggiore autonomia della Regione Sardegna e noi ci stiamo sottoponendo alla valutazione di tutti i parametri e vincoli di finanza pubblica, ci stiamo sottoponendo allo stretto controllo, a condizionare il Collegio dei revisori al controllo e al raccordo pieno con la Corte dei conti: è un fatto non secondario. Questo è il secondo punto, il primo punto è l'autonomia cioè il prevedere in norme di attuazione che il Consiglio regionale nomini i propri revisori dei conti, non è che tutti i giorni ci capita di approvare delle norme di attuazione, certo c'è una legge ordinaria dello Stato che dà piena autonomia al Consiglio regionale di nominare i revisori, certo che lo so, lo so benissimo Assessore, anche se scuote la testa io sto dicendo quello che penso e provo a dare un contributo per non incorrere in uno sbaglio che mi pare grave. La legge ordinaria dello Stato può essere modificata dal Parlamento, le norme di attuazione è più complesso modificarle perché serve l'intesa, e quindi una volta che noi lo scriviamo in una norma di attuazione che il Consiglio regionale ha in autonomia la possibilità di scegliere i propri revisori dei conti, lo stiamo scrivendo una norma attuazione, in una legge che ha rango costituzionale, e un'altra cosa. Se si prevede di dover ricominciare l'iter, e quindi poter andare incontro alla perdita di tempo e dell'opportunità di nominare immediatamente i revisori dei conti per la Regione, ragioniamoci, valutiamo, sospendiamo, sono d'accordo a sospendere la seduta per ragionare su questo punto però non è un fatto secondario, e quindi non lo prenderei così alla leggera ciò che stiamo prevedendo, anche perché avremmo dovuto avere la possibilità di vedere prima le norme di attuazione anche come Commissione terza.

PRESIDENTE. La seduta è sospesa per 15 minuti. Convoco la Conferenza dei Capigruppo.

(La seduta, sospesa alle ore 12 e 51, viene ripresa alle ore 13 e 10.)

PRESIDENTE. Riprendo la seduta per comunicare che il punto sulle norme di attuazione è sospeso in attesa di un incontro, che si terrà a Commissioni congiunte con la Commissione paritetica.

Sono rinviate alla prossima seduta del Consiglio il Regolamento numero 7 e la legge sulla lingua sarda.

Il Consiglio è convocato per mercoledì prossimo alle 10 e 30.

La quarta Commissione è convocata questo pomeriggio alle ore 16.

La seduta è tolta alle ore 13 e 11.