Seduta n.286 del 14/03/2018 

CCLXXXVI Seduta

Mercoledì 14 marzo 2018

(ANTIMERIDIANA)

Presidenza del Presidente Gianfranco GANAU

La seduta è aperta alle ore 10 e 49.

FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta del 26 febbraio 2018 (282), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Anna Maria Busia, Ugo Cappellacci, Roberto Desini, Luigi Ruggeri, Edoardo Tocco, Emilio Usula e Paolo Flavio Zedda hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 14 marzo 2018.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Continuazione della discussione congiunta delle mozioni Forma - Cocco Pietro - Busia - Cocco Daniele Secondo - Congiu - Zanchetta - Collu - Comandini - Cozzolino - Deriu - Lai - Moriconi - Pinna Rossella - Piscedda - Solinas Antonio - Tendas - Lotto - Sabatini - Manca Gavino sul piano di riorganizzazione delle sedi INPS e sulle ripercussioni nel territorio regionale e, particolarmente, nella Sardegna centrale, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento (374) e Truzzu - Pittalis - Rubiu - Dedoni - Carta Angelo - Tedde - Zedda Alessandra - Cherchi Oscar - Tunis - Cappellacci - Tocco - Locci - Fasolino - Randazzo - Oppi - Tatti - Pinna Giuseppino - Cossa - Crisponi - Orrù - Solinas Christian - Floris - Satta contro la chiusura e il ridimensionamento delle agenzie INPS sul territorio regionale, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e

3 dell'articolo 54 del Regolamento e approvazione dell'ordine del giorno (265)

PRESIDENTE. Siamo al primo punto all'ordine del giorno, mozione numero 374 Forma e più e mozione numero 265 Truzzu e più, sulla chiusura e ridimensionamento dell'agenzia INPS del territorio. È stato presentato un ordine del giorno unitario.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Piermario Manca. Ne ha facoltà.

MANCA PIERMARIO (Partito dei Sardi). Grazie Presidente, in genere non intervengo così ma mi servono due minuti. Presidente e Assessore all'agricoltura, si sta trattando un argomento che interessa molto l'Aula e, in particolare, l'Assessorato. Mi viene segnalato da più parti, Assessore, che ci sono numerose domande per i 13 euro a capo che abbiamo destinato per gli ovini che sono bloccate. Sono bloccate perché manca personale all'interno dell'Assessorato; mi riferisco a più di cento domande, tra 100 e 200 domande, che non sono evase perché hanno problemi sulla BDM. Io credo sia importante, se lei lo ritiene, visto che non c'è personale, quindi non è colpa sua, comunque iniziare a vedere la possibilità, come abbiamo fatto altre volte, di destinare personale che in abbondanza, forse sovrabbondanza, è a Laore per svolgere queste attività, grazie.

Continuazione della discussione congiunta delle mozioni Forma - Cocco Pietro - Busia - Cocco Daniele Secondo - Congiu - Zanchetta - Collu - Comandini - Cozzolino - Deriu - Lai - Moriconi - Pinna Rossella - Piscedda - Solinas Antonio - Tendas - Lotto - Sabatini - Manca Gavino sul piano di riorganizzazione delle sedi INPS e sulle ripercussioni nel territorio regionale e, particolarmente, nella Sardegna centrale, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento (374) e Truzzu - Pittalis - Rubiu - Dedoni - Carta Angelo - Tedde - Zedda Alessandra - Cherchi Oscar - Tunis - Cappellacci - Tocco - Locci - Fasolino - Randazzo - Oppi - Tatti - Pinna Giuseppino - Cossa - Crisponi - Orrù - Solinas Christian - Floris - Satta contro la chiusura e il ridimensionamento delle agenzie INPS sul territorio regionale, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e

3 dell'articolo 54 del Regolamento e approvazione dell'ordine del giorno (265)

PRESIDENTE. Grazie della segnalazione. Allora, presentiamo l'ordine del giorno numero 1.

Per il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

SPANU FILIPPO, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Parere favorevole.

PRESIDENTE. È possibile intervenire per dichiarazione di voto.

Ha domandato di parlare il consigliere Michele Cossa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Per annunciare il voto favorevole non senza, tuttavia, evidenziare un elemento: che noi tutte le volte che si verificano accadimenti di questo genere (cioè chiusure di sedi, in questo caso dell'INPS, ma è capitato il paventato accorpamento delle Camere di commercio, è capitato quando il Banco di Sardegna ha chiuso agenzie in diverse parti del territorio), noi giustamente ci preoccupiamo delle conseguenze negative della delocalizzazione dei servizi anche in ordine, ovviamente, alla occupazione, oltre che alla presenza capillare dei servizi. Però, anche in questa circostanza nessuno ha parlato di un elemento che invece è fondamentale: cioè quella della efficientizzazione dei servizi. Ora, è chiaro che la battaglia per la salvaguardia delle sedi dell'INPS va fatta in tutte le forme possibili, e credo che la Giunta si debba impegnare al massimo, però stiamo parlando nello specifico di un ente che brilla per inefficienza, direi che fa quasi concorrenza all'Amministrazione regionale; ultima e più evidente vicenda, quella dei fondi per Garanzia giovani, in cui migliaia di giovani hanno aspettato per quattro mesi l'elemosina dell'INPS, vanificando anche un intervento assistenziale inutile, ma reso ancora più inutile dai ritardi nell'erogazione di questa elemosina! Con questo volevo anche riprendere il ragionamento che ha fatto ieri l'onorevole Zanchetta, perché, onorevole Zanchetta, credo che noi che amministriamo la cosa pubblica il problema dell'efficienza dei servizi ce lo dobbiamo porre, e io mi chiedo se un'economia vitale, un'economia dinamica come quella della Gallura abbia davvero bisogno -penso che ne dovremmo ragionare - di altri enti inutili, che si chiamino Province o che si chiamino in altro modo, mentre forse avrebbe bisogno di servizi efficienti da parte della Regione per esempio nell'erogazione dei finanziamenti alle imprese che, quando arrivano a distanza di tre anni, non servono più a nulla. Io penso che su questo noi dovremmo fare una riflessione attenta, perché non possiamo pensare di continuare ad aumentare la pressione fiscale nei confronti delle imprese facendo finta di aiutarle dando contributi, che non arrivano a destinazione oppure se arrivano…

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cossa, il tempo a sua disposizione è terminato.

È iscritto a parlare il consigliere Marco Tedde. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). È evidente che il nostro voto non può che essere favorevole, posto che siamo tra i firmatari di questo ordine del giorno, ma è altrettanto evidente che questo ordine del giorno è un pannicello caldo rispetto a una

vertenza nei confronti dello Stato molto più ampia, una vertenza che deve avere al suo centro la desertificazione, l'arretramento dello Stato e quindi il freno all'arretramento dello Stato, ma in tutti i settori che interessano la Regione Sardegna. Lo Stato deve prendere atto una volta per tutte che il gap dell'insularità non si può assolutamente risolvere con pannicelli caldi, i problemi sono troppo pesanti, il tema dei trasporti, il tema della difficoltà delle infrastrutture regionali interne, il tema del trasporto aereo, della continuità territoriale, il tema delle caserme dei Carabinieri che si chiudono, dei posti di polizia che vengono chiusi, il tema di tutto ciò che contribuisce a desertificare e a spopolare la Sardegna deve essere considerato all'interno di una vertenza complessiva.

Un appunto ulteriore, signor Presidente, io credo che - mi rivolgo al Presidente della Giunta regionale ma non c'è, e allora mi rivolgo all'assessore Arru o a chi ne fa le veci, o all'Assessore Spano - io credo che il Presidente debba riferire in merito al Consiglio regionale in tempi brevi; non deve riferire l'anno prossimo o fra due anni, deve riferire nei 60 giorni, nei 90 giorni, perché diversamente tutto ciò che noi abbiamo detto e fatto in questi due giorni in merito a questa vertenza potenziale non serve a niente. Quindi io chiedo espressamente che il Presidente della Giunta riferisca in tempi brevi al Consiglio regionale sulle iniziative avviate, sulle iniziative da avviare, in modo che il Consiglio regionale possa dare anche qualche suggerimento, possa arricchire il dialogo o il confronto teso che verrà instaurato con il Governo, perché diversamente noi abbiamo perso tempo in queste 48 ore, abbiamo fatto un ordine del giorno interessante, un ordine del giorno se vogliamo anche suggestivo che però non va a incidere minimamente sul percorso che bisogna fare per cercare di alleviare le sofferenze di questa benedetta regione.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Giuseppe Fasolino. Ne ha facoltà.

FASOLINO GIUSEPPE (FI). Come annunciato già dal collega Tedde non possiamo che votare a favore di questa mozione, una mozione che veramente ci deve far riflettere, perché l'INPS è l'ennesimo ente che si allontana dal cittadino. In questi mesi, in queste settimane di campagna elettorale abbiamo potuto toccare con mano quali sono le esigenze dei cittadini e quali sono soprattutto le lamentele; vedono uno Stato distante, vedono una Regione distante, vedono gli enti nazionali inesistenti, soprattutto quelli che devono svolgere un servizio, e, guardate, è un svincolarsi da un dovere. Anche Abbanoa sta smobilitando gli uffici periferici, gli uffici che hanno a che fare con i servizi ai cittadini, noi non possiamo stare fermi e guardare a questa situazione senza far niente.

Tornando invece al discorso della Provincia, anche quello è uno dei motivi di grande lamentela da parte del cittadino, allora, caro collega Cossa, o le Province non ci sono per nessuno, oppure non ci sono territori di serie A e territori di serie B, quindi nel momento in cui non si è portata a termine la riforma delle Province non capisco perché un territorio come la Gallura non debba avere la propria autonomia e determinarsi da sola. Allora mi sta bene, anche se la penso diversamente, se si dovessero abolire tutte le Province, ma il discorso che ha fatto il collega Zanchetta secondo me è molto pertinente e va proprio nella direzione di ridare i servizi ai cittadini, i servizi al cittadino e farli in maniera veloce. Perché, guardate, una delle lamentele grosse, noi non ce ne stiamo rendendo conto, ancora non ce ne stiamo rendendo conto nonostante i risultati, è che il cittadino vede distante la politica e vede distante quegli enti che devono dare risposte al cittadino. Se continuiamo a far finta di niente, se continuiamo a nascondere la testa sotto la sabbia per difendere una politica dei tagli a tutti i costi, il risultato del 4 di marzo sarà solo il primo risultato che questo tipo di politica potrà raccogliere dal cittadino, grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Zanchetta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZANCHETTA PIETRO (Cristiano Popolari Socialisti). Grazie Presidente, per esprimere il voto favorevole del Gruppo, per sostenere questa iniziativa e per partire dalla necessità che Uffici importanti, anche periferici come quelli dell'Istituto di previdenza, rimangano nel territorio. È chiaro che dai ragionamenti emersi, e questo mi riferisco soprattutto a ieri, è palese la necessità di estendere i ragionamenti che vadano oltre l'INPS, ma sulle funzioni importanti che lo Stato fa cadere sul territorio e che sottrae. Chiaramente il ragionamento sull'insularità, sulla rivendicazione e sul riconoscimento costituzionale, come ho detto ieri, lo dice chi vive la doppia insularità, quindi la sottrazione ancora di servizi maggiori e posso dare un'anticipazione, rispetto agli accordi che noi abbiamo stipulato con la difesa, dove si esplicita l'affermazione del ruolo della Marina Militare a La Maddalena ad esempio con il potenziamento della scuola sottufficiali, questa ho notizie che purtroppo c'è, non solo un rallentamento, ma un dirottamento a Taranto per quel potenziamento. Quindi vede, onorevole Cossa, io ho condiviso il ragionamento che lei ha fatto sulla necessità che un territorio come la Gallura abbia bisogno di avere maggiore sostegno per la sua dinamicità, ma dire che la provincia è stato, ed è un ente inutile, è un grave errore, così come è stato grave il vostro errore di aver sostenuto la soppressione di quelle province, soprattutto nei territori che oggi soffrono della mancanza di quell'ente intermedio che dava servizi importanti al territorio, dove la gente si riconosceva e aveva un immediato riscontro ai propri bisogni. Ecco su questo io una riflessione la farei considerando sciagurata quella scelta di soppressione delle province.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Grazie Presidente, facendo salvi tutti i ragionamenti sul discorso ovviamente dell'insularità, dell'autonomia e della specificità della Sardegna, voglio ricordare che ci sono funzioni fondamentali che lo Stato deve continuare a garantire. E apro subito una chiosa sul discorso delle province; le province hanno subìto prima di tutto un allontanamento e un abbandono da parte dello Stato, perché sono rimaste le competenze e non sono invece più arrivati trasferimenti per le funzioni delegate e tanto meno servizi. Ecco noi vorremmo che tutti gli enti che sono di competenza statale rimangano nel nostro territorio e rimangano senza averne uno di meno e pensiamo in questo caso alle zone interne. Io credo che una politica di questo genere non può essere assolutamente praticata in tutta Italia ma a maggior ragione nelle regioni più insulari e addirittura nelle isole come la Sardegna. Credo che sia un grave errore da parte dello Stato quello di rivedere e soprattutto di depotenziare le sedi INPS o in generale la struttura INPS in Sardegna. Ricordo ancora, ma credo che sia forse anche una banalità, che l'INPS si occupa di pensioni e di lavoro, sono due temi di cui la popolazione non può assolutamente farne a meno. Quindi maggiori sono i servizi, maggiori sono le informazioni, maggiori sono le assistenze sotto tutti i profili per le nostre popolazioni, maggiore credo sia anche la serenità di chi si rivolge a questi istituti. Ecco perché noi certo certamente non credo che questo ordine del giorno possa risolvere tutti i problemi, però credo che a questo ordine del giorno debba seguire un'azione forte, anche e soprattutto da parte della Giunta regionale, affinché da subito si possa chiarire il percorso della riorganizzazione INPS e, soprattutto, che tutto ciò porti, e noi in questo saremo al fianco della Giunta, affinché l'INPS in Sardegna non solo non venga depotenziato ma addirittura vengano create delle sedi integrative per risolvere il doloroso problema che abbiamo sia della disoccupazione, della cassa integrazione, oggi NASPI, soprattutto del problema pensioni, il nostro voto è favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (Psd'Az - La Base). Grazie Presidente, per aggiungere agli altri anche il voto favorevole nostro su un ordine del giorno che naturalmente ci dà anche l'occasione per ripercorrere velocemente anche le mosse che la Giunta regionale ha fatto nei confronti del territorio. E la domanda è se è stato fatto tutto ciò che era possibile per consentire a quei territori di evitare lo spopolamento che si sta verificando ormai in maniera quasi inarrestabile, se per la sicurezza è stato fatto tutto quello che era possibile, per il sottosviluppo, per i trasporti si è fatto quanto era nelle competenze nei poteri della Giunta regionale. La riforma degli enti locali la legge numero 2 del 2016 è stata una risposta adeguata, per esempio, per la liquidazione degli enti territoriali, e la riforma della sanità è stata fatta guardando ai punti che in questo ordine del giorno vengono richiamati per ricordare all'INPS che non può abbandonare i territori. La domanda è: ma questi territori è l'INPS che li sta abbandonando o e tutta la politica che li sta abbandonando? Ecco io credo che il monito che oggi dobbiamo cogliere rispetto alla situazione della quale stiamo discutendo è che certamente l'ordine del giorno è mirato verso l'INPS per chiedere alla Giunta regionale, al Presidente della Regione di far sì che l'INPS torni indietro rispetto a un passo che sarebbe un'ulteriore mazzata ai nostri territori. Perché se noi andiamo a fare un giro nei piccoli Comuni della Sardegna le banche stanno chiudendo, le scuole stanno chiudendo, le caserme stanno chiudendo, gli Uffici del lavoro stanno chiudendo e in molti territori, in molti Comuni sta rimanendo il Sindaco, gli assessori e i consiglieri comunali e neanche il parroco perché anche il parroco a volte viene diviso fra due o tre parrocchie. Credo che sia un argomento fondamentale che deve entrare nell'agenda della politica sarda e statale perché diversamente rimarrà un ordine del giorno fine a se stesso che non risolverà certamente i problemi che oggi si stanno evidenziando. Comunque il voto è favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Congiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). Abbiamo iniziato ieri sera, Presidente, l'approccio a due mozioni diverse ma in qualche modo orientate allo stesso risultato. Le due mozioni oggi, dopo il dibattito d'Aula, virano verso un'impostazione condivisa in termini di ordine del giorno, dove assistiamo non tanto ad un cumulo dei punti che abbiamo visto ieri e trattato ieri nelle mozioni, ma un'integrazione delle richieste. Questa integrazione delle richieste fa il paio con una virata, anche dal punto di vista dell'impostazione lessicale, cioè abbiamo abbandonato, e ci stiamo scrollando di dosso, quelle incrostazioni di deferenza, quelle incrostazioni di rivendicazionismo querulo, che troppe volte hanno caratterizzato gli interventi di questa assemblea nei confronti di quelle che sono problematiche che quest'Isola subisce da troppo tempo. Stavolta è toccato all'INPS. Bene io sottolineo il fatto che questo Consiglio abbandona la patina, si scrolla di dosso quella patina di deferenza e va a dar mandato alla sua più alta carica affinché si acquisisca quel benedetto piano, e ringrazio gli estensori della mozione, che hanno accolto su questo punto, la mia richiesta, l'acquisizione del piano. L'invito al confronto con i territori che subiscono queste scelte, il puntuale riferimento in Aula di quello che va ad accadere, sostanzialmente noi troviamo in questa impostazione, non so se servirà a risolvere chissà quali problemi, ma certamente dimostra che stiamo andando su un livello di confronto inedito rispetto a quello che abbiamo visto per troppe volte qua dentro, un livello di confronto inedito che, se mi si permette, vorrei che venisse applicato non solo al tema INPS, che ci sta affratellando tutti quanti, ma anche a tutti gli altri temi di politica derivata che troppo spesso noi stiamo subendo. Ce ne accorgeremo fra poco, Presidente, quando andremo a discutere le mozioni su ARAS, su APA, e tutte quelle politiche agricole che stiamo subendo sulla nostra testa senza batter ciglio. Allora, che questa impostazione, che questo sgrossamento, che questo allontanamento della patria deferenza sia un tratto distintivo di questo Consiglio, che ci caratterizzi sia nell'intervento INPS che in tutti gli altri. Ovviamente il voto è a favore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Mariano Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU MARIANO (Sardegna). Questo intervento per annunciare di condividere pienamente i contenuti dell'ordine del giorno e poter apporre quindi la mia firma sul documento, ma per ricordare all'assessore Spanu e al Presidente che sembrerebbe, dai discorsi fin qui fatti in Consiglio, che l'INPS svolga per conto dello Stato un compito o dei compiti e dei ruoli che sono demandati dallo Stato e dall'istituzione stessa senza avere una contropartita. Io ricordo di aver trattato sulle anticipazioni degli ammortizzatori sociali per mesi, rispetto a una procedura che per la prima volta veniva messa in campo in Italia, che era quella di anticipare su fondi messi a disposizione dalla Regione Sardegna gli ammortizzatori sociali sui quali il Governo non si esprimeva per l'anno 2013 e per l'anno 2014. Bene, in quell'occasione noi siamo andati in aula tre volte ad approvare dei documenti che rendessero reali queste risorse messe a disposizione dei nostri cassintegrati o di chi aveva titolo a poter avere questa anticipazione sulle erogande provvidenze degli ammortizzatori sociali. La trattativa venne portata avanti dal sottoscritto andando, non solo in Comitato Stato-regioni, ma anche direttamente alla direzione dell'INPS, e tra Direzione regionale e Direzione nazionale dell'INPS si arrivò alla sottoscrizione di questo documento alla fine del 2013, nel periodo tra Natale e Capodanno. Dirci che questo deve essere un punto che non è stato nell'ordine del giorno preso in considerazione, non è che noi chiediamo all'INPS di mantenere delle postazioni sul nostro territorio, postazioni significa degli uffici, dei servizi sui nostri territori, senza che la Regione sarda non faccia niente per venire incontro nel Piano di riordino loro a quelle che sono le prestazioni e i servizi che per conto della Regione Sardegna l'INPS stessa svolge sul territorio regionale. Quindi, sono servizi che noi abbiamo pagato abbondantemente, quindi se davvero la funzione sociale che l'INPS svolge a favore delle nostre popolazioni e delle categorie più deboli della nostra popolazione, questo non avviene gratuitamente. Per cui è un invito all'assessore Spanu e al Presidente, che sul tavolo delle trattative venga portato anche…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Daniela Forma per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FORMA DANIELA (PD). Presidente, la ringrazio, e intervengo per ringraziare tutti i colleghi e tutti i gruppi politici presenti in quest'Aula che hanno dimostrato grande senso di responsabilità davanti a una questione sensibile per il nostro contesto regionale, arricchendo anche quelli che erano gli spunti per l'impegno del Presidente e della Giunta. Quindi ringrazio chi è intervenuto nella discussione di ieri e chi ha contribuito a rendere questo impegno della nostra istituzione regionale ancora più tangibile, ancora più concreto, ancora più completo, poi è chiaro che nel momento in cui si parla di potenziale o reale arretramento dello Stato dalle zone periferiche e dalle nostre aree interne, è logico e chiaro che il ragionamento poi va anche ad altri presidi istituzionali che abbiamo già perduto o che rischiamo di perdere. Però, in questo in questo momento era importante anche dedicare una parte dei nostri ragionamenti a un istituto che svolge ed eroga delle prestazioni molto delicate, perché oltre alle pensioni, nel momento in cui parliamo di misure a sostegno del reddito, nel momento in cui parliamo di accesso agli ammortizzatori sociali, stiamo parlando evidentemente di prestazioni che, data la fragilità della condizione economica del nostro sistema, rivestono un'importanza di non poco conto. Quindi apprezzo e ringrazio per il sostegno unanime a questa mozione, ringraziando anche per l'impegno già profuso e per quello che la Giunta si è impegnata già da ieri a manifestare riguardo alla prosecuzione delle interlocuzioni con il Governo e con il presidente Boeri su questa materia, e anche la disponibilità data a proseguire a rendere conto, a rendere edotto il Consiglio regionale sulla prosecuzione di queste interlocuzioni. Grazie.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare sull'ordine del giorno numero 1, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Discussione congiunta delle mozioni Congiu - Cherchi - Desini - Unali - Dessí - Cocco Daniele Secondo- Lai - Moriconi - Meloni - Piscedda - Zanchetta - Gaia - Deriu - Sabatini - Busia in merito alla grave situazione in cui si trovano i dipendenti dell'ARAS, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento (392), Pittalis - Zedda Alessandra - Cappellacci - Contu - Fasolino - Peru - Tedde - Tocco - Tunis sulle procedure di licenziamento di dipendenti delle Associazioni provinciali e interprovinciali degli allevatori (APA e AIPA) della Sardegna (397), Cocco Daniele Secondo - Pittalis - Cocco Pietro - Congiu - Dedoni - Busia - Zanchetta - Carta - Rubiu sul processo di riorganizzazione delle Associazioni provinciali allevatori della Sardegna (APA-AIPA) e sull'imminente licenziamento di 13 dipendenti (398), abbinate alle interpellanze Arbau - Ledda - Azara - Perra in merito all'urgenza di dare attuazione all'ordine del giorno n. 15 del Consiglio regionale, sulla necessità di procedere con le immediate azioni necessarie a porre fine all'annosa ed inaccettabile, tanto sul piano morale che su quello giuridico, situazione di incertezza e precarietà in cui permangono i dipendenti ARAS (139) e Dedoni - Cossa - Crisponi, sulla mancata stabilizzazione dei dipendenti dell'Associazione regionale allevatori (ARA) ai sensi dell'articolo 2, comma 40, della legge regionale n. 3 del 2009 (331).

Il secondo punto all'ordine del giorno reca la discussione congiunta della mozione numero 392, dell'interpellanza numero 139, dell'interpellanza numero 331, della mozione numero 397 e della mozione numero 398.

Dichiaro aperta la discussione. Uno dei presentatori della mozione numero

392 ha facoltà di illustrarla.

Invito i presentatori ad essere un attimino coincisi come tempi per consentire

poi il dibattito. Grazie.

CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). Raccolgo il suo invito, Presidente, era già nelle mie intenzioni dare per letta la mozione, richiamare l'attenzione del Consiglio sui tre punti oggetto di mozione che sono: a) risolvere il problema del trasferimento delle risorse necessarie per far fronte al pagamento degli arretrati; b) a definire e a risolvere definitivamente ogni tipo di disputa che coinvolge i lavoratori ARAS, e a dare immediata attuazione alle disposizioni della legge regionale numero 3 per quanto riguarda l'incorporamento dei dipendenti ARAS in LAORE. Ma i temi oggetto di mozione anche in questi giorni, sia nel confronto con l'Assessore sia negli incontri che si sono succeduti tra Commissioni, capigruppo e quant'altro, fanno emergere sostanzialmente una tensione, Presidente, una tensione che attraversa il mondo zootecnico trasversalmente. Non è banale il fatto che in queste richieste alberghino anche le istanze più che legittime dei tecnici APA, sia dei tecnici licenziati, che di coloro che in questo momento vedono a rischio la prosecuzione di un rapporto lavorativo. Allora, non voglio estendere oltremodo, l'invito del Presidente è stato la sintesi, cercherò di essere schematico. Nelle parole dell'Assessore, e che penso utilizzerà anche oggi, troppe volte sentiamo premessa, stiamo parlando di associazioni private, ciò nonostante la Regione svolge un ruolo di moral suasion e di verifica di ciò che accade nell'interesse della continuità lavorativa degli addetti. Allora, ad integrazione della mozione io l'unica cosa che chiedo è che si valuti attentamente il fatto che la Regione Sardegna, proprio per stare nel tema che sono associazioni private, ha emanato un decreto, col suo Presidente della Giunta regionale, il 9 marzo del 1982, con il quale riconosce giuridicamente l'Associazione regionale allevatori. Non è un passaggio banale, in quel decreto è contenuto tutto il corredo emotivo, tutto il corredo sociologico, tutto il corredo economico che alberga dietro un principio tutela della nostra specificità, del patrimonio zootecnico; questo fanno gli ARAS, questo fanno gli APA, tutelano la specificità del mio corredo zootecnico che non voglio che si confonda a livello genetico con le altre razze autoctone altrove. Questo è il mio patrimonio, e con questo sentimento io chiedo che ci si approcci alla materia e si opponga resistenza alle ipotesi di fusione, che io definisco confusione, del mio patrimonio zootecnico in altri patrimoni, o con altri patrimoni. Io voglio tutelare la sardità della capra autoctona sarda, e la voglio proteggere dalle commistioni con le intrusioni delle capre di derivazione iberica; chi le vuole importare che le importi, ma deve esserci una netta separazione. Io voglio tutelare la mia razza della vacca sarda autoctona, io voglio un presidio di controllo ed un pool di tecnici che continui a tutelare il mio corredo e il mio patrimonio zootecnico. Ecco perché non sono incline a premettere nell'approccio a questa materia il fatto che trattasi di associazioni private che fanno un po' quello che vogliono; no, la Regione non solo finanzia cospicuamente, ma la Regione è anche portatrice di istanze etiche, prima ancora che economico-finanziarie, delle quali vorrei che non ci si scordasse.

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento delle interpellanze numero 139 e 331.

Ha facoltà di parlare il consigliere Attilio Dedoni per illustrare l'interpellanza numero 331.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Siccome stiamo proseguendo in un dibattito che da alcuni giorni tocca i problemi che ha enunciato adesso il collega Congiu, e che inficiano effettivamente anche quelli che sono i dati relativi alla sardità delle specie presenti in Sardegna, io vorrei fare un racconto uno per tutti. Sapete che quando, Assessore, giustappunto per quello che ieri sera io dicevo, che forse c'è la necessità di approfondire fortemente il dibattito che si è tenuto ieri sera che riguarda indirettamente ARAS e (…), perché se le agenzie non fanno il proprio lavoro, o meglio, sono state irresponsabilmente lasciate libere, succede che, per riprendere quello che diceva il collega, per anni siamo dovuti andare in continente a prenderci il sangue dell'Anglo-arabo perché era patrimonio della Sardegna e l'avevamo perso; io mi chiedo: la sperimentazione chi la fa? Chi segue queste linee genetiche? Chi da opportunità del miglioramento di queste linee genetiche? Chi controlla in azienda? A me risulta, e lo dico una volta per tutte, che quando ci si inventa per esempio dei corsi di formazione annuali per un giorno, perché si deve dare il cosiddetto benessere animale, mi spavento, perché è una cosa ripetitiva, o sono imbecilli, quelli che da secoli ormai producono latte, formaggio, accudendo le bestie e che ormai da decenni in Sardegna si fa questa pratica di formazione professionale, oppure c'è qualche altra cosa che io non capisco e vorrei capire, "perché deve essere per forza allegato", fate un corso di formazione adeguato, ma non che sia così! Perché annuncio questa cosa, Presidente, perché da qui poi deriva il tutto. Le APA non hanno più funzionato nel momento in cui LAORE non (…) fornito tutto (…) rapporto diretto, perché non sappiamo chi, cosa deve fare cosa, chi segue nelle aziende, chi segue nei laboratori, chi deve fare il controllo di che cosa, perché non si sa più. Allora a monte c'è certamente la modifica istituzionale di quelle che sono le agenzie che non sono più rispondenti alle esigenze del mondo dell'agricoltura. In questa cosa si colloca il fatto che impropriamente, quasi a gestione personalistica, un'associazione decide di dare il benservito a un gruppo di operatori delle ARA e dell'APA. Ora io non sto adesso ad entrare in quelle che sono le possibilità di trovare una soluzione che sia quella reclamata da più o da meno, io chiedo che oggi si dica in Consiglio che noi siamo nettamente contrari, e che debbono essere riassorbiti questi lavoratori, e che nel più breve tempo possibile dovremmo discutere, approvare qualcosa di diverso, perché la gestione delle APA e dell'ARA sia diversificata e abbia un contenuto serio, che sia destinato a fare una funzione pubblica, che è indispensabile che essa ci sia, e che deve essere svincolata da altri controlli, ma direttamente riportata a quelle che sono…

L'ordine del giorno reca la discussione della mozione numero 397. Uno dei presentatori della mozione ha facoltà di illustrarla.

PITTALIS PIETRO (FI). Mah, ho voluto, e lo dico senza retorica, ritardare un appuntamento nella Capitale perché non volevo mancare al dibattito sulle mozioni che stiamo discutendo, anche perché chi si è speso non tanto per la tutela, ma per il riconoscimento di un sacrosanto diritto, mi pareva che fosse, a conclusione probabilmente tra qualche settimana della mia esperienza di Consigliere regionale di questa onorevole Assemblea, dedicare quantomeno, per quel che può contare il mio contributo, dedicare il tempo che si rende necessario perché questa vicenda, quella dei lavoratori ARAS e dei lavoratori APA, possa finalmente trovare una conclusione. Io ho rivisto il resoconto dei dibattiti che risalgono al 27 luglio del 2014, eravamo proprio nei primi mesi dall'avvio della legislatura, e anche allora c'era tanta preoccupazione e tanta attesa che quel dibattito, quelle mozioni, gli interventi trasversali di maggioranza e di opposizione avevano creato nei dipendenti. E qui, badate, non possiamo pensare che la responsabilità sia di qualcun altro, dobbiamo chiederci se effettivamente abbiamo fatto tutto il possibile, se l'abbiamo fatto nella maniera giusta e corretta, oppure se è necessario che finalmente anche il Consiglio regionale prenda contezza che un problema non lo si può continuare a risolvere, colleghi - e mi ci metto anch'io, quindi non sto escludendo me da responsabilità - non si può continuare a risolverlo con mozioni o con ordini del giorno che rischiano quello che è successo nel 2014 da allora ad oggi, non hanno sortito effetti positivi. Forse è necessario che si faccia qualche cosa di più, lo dico soprattutto rivolgendomi agli Assessori, perché noi non possiamo pensare - questo lo dico anche all'onorevole Solinas che probabilmente riguarda anche lavoratori dell'oristanese di questo settore - il problema noi non possiamo continuare ad affrontarlo con un'ottica che guarda con una certa reverenza Roma, mettendo la Sardegna le risorse e poi lasciando che siano altri ad assumere le decisioni. Io penso che bisogna iniziare a invertire questa tendenza e questo modo di procedere perché, Assessori, o non contiamo veramente niente nella interlocuzione con i Ministri o non contiamo niente nella interlocuzione con le associazioni di categoria che si stanno occupando a Roma del problema e nel rapporto con i commissari che devono essere censurati, avete capito cosa bisogna fare? Bisogna iniziare ad assumere una posizione che sia di tutela, di salvaguardia delle nostre prerogative, di quello che è il nostro patrimonio di risorse umane, altrimenti, guardate, lasceremo che siano altri a decidere sulla nostra testa. Questo è il problema, che è un problema che dobbiamo recuperare perché non è assolutamente possibile e ammissibile che noi ci sbizzarriamo nel trovare soluzioni se non capiamo che bisogna chiamare questi signori all'ordine. Lo dico come premessa di carattere generale, perché andando al particolare poi a me tutte le cose dette mi trovano d'accordo. Colleghi della maggioranza, signori della Giunta, la settimana scorsa avete e abbiamo risolto il problema dei lavoratori della Hydrocontrol e io mi chiedo e vi prego lasciamo i bizantinismi fuori di quest'Aula, non mi si dica che quelli sono un'altra categoria o che per quelli valeva chissà quale altra… erano lavoratori di due società private che sono stati inseriti in due società (Sigma Invest e Hydrocontrol) che erano a capitale regionale, né più né meno di quello che è successo nel corso di questi quindici, vent'anni per i lavoratori di ARAS che sono sostanzialmente inseriti strutturalmente all'interno di, ieri si chiamava non mi ricordo come, oggi Laore. Allora non sottovalutate questo aspetto, se la fantasia - debbo dire in maniera corretta - ha portato la Giunta ad individuare un percorso con un "102" per individuare procedure selettive concorsuali riservate, vivaddio, ci siamo posti il problema perché visto che c'è già una legge del 2009 alla quale non è stata data attuazione non si possa e non si debba lavorare di fantasia e portare questo provvedimento, ma farlo oggi, non domani, però, perché queste mozioni così non hanno nessun senso altrimenti. Fare un provvedimento ad hoc, ricopiare quello che è stato fatto per Hidrocontrol e negoziare con il Ministro che ci sarà, perché questa situazione debba avere una fine. Non è assolutamente possibile che noi oggi discutiamo unitariamente, votiamo unitariamente ordini del giorno, mozioni, per poi trovarci fra un mese lo stesso identico problema. Questa è la proposta che io faccio e la rivolgo perché io so che c'è la consapevolezza da parte di tutti di trovare una soluzione, lavoriamo, facciamo anche una forzatura se necessario aprendo un confronto e se del caso anche uno scontro con il Governo, con il Ministro che poi darà il parere su questa legge, che è forse la sola e unica che può dare una risposta definitiva per la stabilizzazione dei dipendenti ARAS.

Sull'APA, Assessore, i casi sono due: o è stato preso in giro lei, e la cosa è gravissima perché anche se lei fa parte di un altro schieramento, come rappresentate della Giunta rappresenta anche me nel rapporto, nella carica, nella funzione istituzionale nei confronti di tutti gli organismi; o si sta conducendo una partita rispetto alla quale il Consiglio regionale è stato esautorato senz'altro, noi non conosciamo quale sia l'oggetto della interlocuzione tra lei e chi sta seguendo la questione delle APA. Una cosa è certa, Assessore, l'invito pressante io penso che questo le giunga oggi dal Consiglio regionale nella sua unitarietà, l'invito perché questi signori blocchino subito, revochino anzi immediatamente i licenziamenti. Questa è la prima emergenza, la prima urgenza, non ci sono altre questioni, perché non possiamo attendere le risposte della riorganizzazione. Tra l'altro sono licenziamenti nulli, solo licenziamenti senza giusta causa, mi si deve spiegare se tra le quattro APA l'unica che ha un problema anche deficitaria è quella di Sassari, ma coinvolge le restanti tre e sono stati fatti indiscriminatamente licenziamenti, anche perché non è giustificato da una pianta organica di cui sicuramente lei è a conoscenza tra tecnici e amministrativi, che non giustifica assolutamente questa riduzione di personale. Allora, ecco perché l'invito urgente è questo, Assessore, altrimenti vorrà dire che questo Consiglio regionale ha esaurito la sua funzione, che non contiamo niente, vorrà dire che se la Giunta non ha il potere di intervenire e di controllare e di dare delle direttive a questi organismi, signori, io non so che cosa conti oggi allora la politica. Io siccome credo nelle istituzioni, credo nel ruolo fondamentale di questo Consiglio, ma voglio credere anche nell'autorevolezza di una Giunta regionale, allora Assessore, io mi attendo da lei su questo risposte nella chiarezza, non nel rimandare ad altri il problema, ma che si assuma una determinazione chiara e la prima cosa da fare in assoluto (poi si può vedere tutto quello che si vuole nella riorganizzazione) è la revoca dei licenziamenti. Senza questo, Assessore, non ci sono commissari che tengano, non ci sono soluzioni che tengano, qui il problema è che in Sardegna, forse qualcuno non se ne è accorto, ma siamo al 17 per cento della disoccupazione, stiamo creando ulteriore disoccupazione, ma ci rendiamo conto di quello che sta succedendo? Io veramente di fronte a questi aspetti e guardate non c'è campagna elettorale che tenga, è finita, sono questioni che poniamo e che voglio porre e che spero il Consiglio regionale oggi davvero risolva. Questo è veramente l'auspicio e credo, perché c'è la consapevolezza, che io ho visto a sinistra, al centro e a destra su questi problemi non ci sono elementi che ci dividono, c'è la necessità però, signori della Giunta, che prendiate in mano la situazione, ve ne fate veramente carico e davvero non aumentiamo il grave disagio che già esiste creando ulteriore precarietà come per i dipendenti ARAS e ulteriori persone, padri e madri di famiglia che da un giorno all'altro si sono visti senza neanche la prospettiva di una possibilità di poter proseguire nel loro rapporto di lavoro e mi riferisco appunto ai lavoratori dell'APA.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori della mozione numero 398 ha facoltà di illustrarla.

COCCO DANIELE (SDP). Anch'io credo nelle istituzioni, nelle prerogative di questo Consiglio e voglio credere all'autorevolezza della Giunta, ma affinché questo incontro di oggi, questa riunione di oggi non si risolva come un film già visto, che come ricordava bene l'onorevole Pietro Pittalis abbiamo visto già diverse volte in queste sedi e in altre sedi, io credo che oggi un ordine del giorno congiunto non serva a nessuno e sia una presa in giro per noi e per quegli operatori che si sono visti recapitare a casa una lettera di licenziamento dall'oggi al domani. Io credo che sia insopportabile che dei commissari nominati non in Sardegna arrivino qui e con la storia a cui ormai non crede più nessuno, a cui noi non crediamo più della riorganizzazione, il primo atto sia sempre quello di mandare a casa le persone, interrompere prospettive di vita e licenziare quelle persone che da anni prestavano un servizio importante per quella che poi è la specificità delle filiere che ha rappresentato bene Gianfranco Congiu. Io credo e ho fiducia nell'Assessore perché lui mi disse che era intervenuto immediatamente presso quei commissari perché immediatamente si ritirasse quella lettera di licenziamento, però a oggi, noi ieri abbiamo incontrato quei lavoratori, quei rappresentanti sindacali che tra l'altro ci dicono e ci hanno detto che non hanno mai avuto la possibilità di interloquire con i commissari perché non gli è stata data la possibilità nonostante loro l'abbiano richiesta più volte, e questo è un altro atto, un altro fatto gravissimo. Dicevo, io credo che non serva a niente oggi fare un ordine del giorno congiunto per dire cose che abbiamo già detto. Io credo che oggi l'Assessore debba darci delle risposte certe che davvero tranquillizzino quei lavoratori perché il primo atto è quello, è che noi dobbiamo immediatamente bloccare questa che non è una paventata ipotesi, questo licenziamento di queste tredici persone, questo è il primo atto, ma gli altri atti che devono seguire immediatamente perché allora davvero le prerogative del Consiglio non esistono se noi a più riprese assumiamo degli atti legislativi, andiamo in finanziaria e mettiamo delle risorse che sono nostre per far funzionare queste associazioni e poi altri da altre parti decidono come utilizzare le stesse risorse o meglio come non utilizzarle o meglio ancora licenziano i dipendenti. Credo che questo atteggiamento sia insopportabile, dobbiamo dire no e finalmente dobbiamo arrogarci il diritto di decidere noi, è gravissimo appunto che queste decisioni abbiano portato a questo.

Diceva bene il collega che mi ha preceduto, la campagna elettorale è finita, questi problemi non hanno colore, non possono avere colore, lo dimostra il fatto che le mozioni presentate abbiano la firma di tutti i Capigruppo, questo per dire che tutti qui dentro, i sessanta consiglieri che fanno parte di questo Consesso la pensano allo stesso modo. Io credo che la Giunta la pensi allo stesso modo del Consiglio regionale però noi chiediamo non sommessamente ma lo chiediamo con determinazione che oggi immediatamente, sono contento che siano presenti sia l'Assessore dell'agricoltura sia l'Assessore del personale, si diano quelle risposte che con atti legislativi sono state chieste da questo Consesso, da quest'Aula, da tutti i consiglieri regionali. Stiamo parlando di atti legislativi che hanno avuto il voto unanime di quest'Aula e questo non avviene spesso a dimostrazione che il problema che oggi è alla nostra attenzione è un problema che non può attendere oltre per la sua risoluzione.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Francesco Sabatini. Ne ha facoltà.

SABATINI FRANCESCO (PD). Io cercherò di fare un intervento molto operativo. I problemi sono di due tipi, uno nell'immediato innanzitutto il ritardo dei pagamenti degli stipendi ARA e qui voglio dire all'Assessore sia dell'agricoltura che agli affari generali e del personale, visto che sono tutti e due presenti, che c'è una manifesta incapacità della macchina amministrativa a risolvere questo problema. Credo che dovreste verificare perché secondo me ci potrebbero essere anche gli estremi per la rimozione da incarichi di funzionari che non sono capaci di portare a soluzione questi problemi. Lo dico perché conosco il tema e il ritardo dei pagamenti avviene per un carteggio infinito fra ARA e LAORE che non è riuscita dopo mesi e ogni anno puntualmente si verificano le stesse cose, ad approvare i bilanci in tempo e a trasferire le risorse ad ARA per il pagamento degli stipendi in tempo, mettendo in condizioni ARA di doversi indebitare presso le banche e andando a pagare interessi che aggiungono costi alla gestione di quell'ente. E questo è avvenuto ed è per questo che non si pagano regolarmente gli stipendi. C'era un bando che doveva essere fatto sull'assistenza tecnica e su cui si è ritardato nonostante altre regioni abbiano fatto lo stesso bando e abbiano assegnato a una ditta esterna l'assistenza tecnica perché mi si dice che per l'assistenza tecnica non si rispetterebbero le regole europee. Allora mi dovete spiegare come LAORE fa l'assistenza tecnica agli agricoltori con produzione vegetale non rispettando le norme europee sulla concorrenza. Vorrei capire come si può fare l'assistenza tecnica agli agricoltori e non si può fare l'assistenza tecnica agli allevatori perché incorriamo nella concorrenza. Ma detto questo non si è arrivati a capo di nulla, dopo anni, con perdite di tempo inaccettabili. Su APA sono d'accordo con chi mi ha preceduto, noi non possiamo accettare che da Roma ci si impongano degli atti senza aver sentito neanche il sindacato, senza aver interloquito con nessuno, né con la Regione né con le forze sindacali di rappresentanza, e questo va respinto. Ma poi c'è un tema che non risponde all'immediato, è un tema che va portato a soluzione su cui dobbiamo essere chiari, onorevole Pittalis, c'è una resistenza che conosciamo perché tanti anni fa fu approvata una legge che prevedeva il trasferimento del personale ARA dentro LAORE che non si realizzò nonostante non ci fossero allora i vincoli che oggi abbiamo. Noi dobbiamo ragionare con grande responsabilità e assumerci responsabilità politica, ma è possibile pensare e immaginare che possiamo delegare a un ente privato l'assistenza tecnica sulle produzioni animali? Ma possiamo accettare una cosa del genere? L'assistenza tecnica come si fa sulle produzioni vegetali deve essere pubblica anche per quanto riguarda le produzioni animali e io sono del parere, si pensi ad una agenzia regionale sull'assistenza tecnica e sulle produzioni animali, si pensi a una società in house ragioniamo su qual è lo strumento più adeguato, ma l'assistenza tecnica va portata in capo alla Regione, non subendo più pressioni esterne che sono inaccettabili perché o riusciamo a dire questo con molta chiarezza o il tema non lo risolviamo. Allora io vado oltre alle proposte che sono state già fatte, se ha dato incarico alla Commissione agricoltura in sede redigente di sentirele organizzazioni sindacali, le parti interessate alla riforma, scriva la riforma in una settimana. La prossima settimana si riunisca, scriva la riforma, portiamola in Aula nel più breve tempo possibile, e costituiamo la società in house o lo strumento che meglio risponde alla nostra esigenza, incorporiamo l'assistenza tecnica e l'assistenza agli allevatori che svolge l'APA dentro il sistema Regione. Questo dobbiamo fare, altrimenti rincorriamo sempre i soliti problemi, di chi svolge un ruolo che appunto fa parte delle funzioni pubbliche, appartiene al pubblico, e che non può vedere differenze tra chi coltiva le terre, tra chi alleva gli animali. L'assistenza deve essere garantita dal pubblico, anche perché è pagata dalla Regione, non fosse pagata dalla Regione, ma è interamente a carico della Regione. Allora davvero questa cosa non è più comprensibile, non è più tollerabile, e allora la politica assuma una decisione immediata. E allora io credo che di questi due livelli noi dobbiamo tener conto, di un intervento immediato che metta a pagamento subito gli stipendi per ARA, e la seconda cosa con un'azione politica forte, stabiliamone le modalità insieme, respinga…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Piermario Manca. Ne ha facoltà.

MANCA PIERMARIO (Partito dei Sardi). Presidente, mi permetta di non essere d'accordo con la scelta che è stata fatta di portare in discussione contemporaneamente le problematiche ARA e le problematiche invece dell'APA. I due problemi sono distinti, è vero che si intersecano nel tempo e possono arrivare a una soluzione comune, ma sono due problemi distinti, ci vorrebbe quindi anche più tempo per sviluppare. Io direi di iniziare dall'ARA, è una problematica che ci trasciniamo, le dico subito Assessore che io non ho neanche firmato la mozione, l'ho fatto quattro anni fa, e come ha detto l'onorevole Pittalis si è trattato di quattro anni di attese su parole vuote, dove tutti quanti ci siamo espressi ma non è stato fatto niente. Non l'ho firmata, son d'accordo ma non l'ho firmata. Dico questo perché sono già intervenuto in un dibattito pubblico, perché poi si tratta di carattere sostanziale di quella che sarà l'evoluzione dell'agricoltura. A me non mi interessa risolvere un problema contingente, lo voglio risolve, ma il problema non è i 13 posti, oppure gli stipendi, il problema è capire cosa vogliamo fare in futuro della zootecnia sarda. Allora per quanto riguarda l'ARA io direi che bisogna approcciarsi, è stato già detto, cercherò di essere veloce, con una constatazione unica, l'ARA sopravvive con 13.800.000 che stanzia interamente la Regione, e questi servono per dare gli stipendi. Improvvisamente ci rendiamo conto, al di là delle lungaggini qua interne, perché c'è stato anche un blackout dall'Assessorato alla programmazione a LAORE, e poi da LAORE a dare i soldi ai lavoratori ARA, erano tre mesi in ritardo, tenete conto che anticipano anche i costi della benzina, perché mettono le loro auto. Cosa si viene a scoprire? Che improvvisamente, siccome si tratta di una società, è vero, privata, legata all'AIA, l'AIA modifica lo statuto dell'ARA, mette due commissari, e che cosa fa? Non è che pensa ai lavoratori, non è che pensa ma forse questi soldi arrivano anche dalla Regione Sardegna, da sessanta Consiglieri che hanno legiferato su quello per dare 13 milioni e 8, chiude i conti bancari sulla Banca sarda e se li porta in continente. Al che la domanda che ci facciamo, ma se noi siamo succubi, questa politica, mettendo i soldi, di decisioni che vengono prese a Roma, siamo alla frutta! Signori noi siamo alla frutta! Non contiamo esattamente niente! Allora la problematica dell'ARA però può essere sviluppata, mi permetta Assessore, non seguendo una logica antica che lei sta perseguendo, vengo incontro alle APA, saldo quello, li metto tutti insieme all'ARA, e poi saranno tutti sotto sempre l'egida dell'AIA. Il mondo è andata avanti, Assessore, l'AIA nella sua funzione che ha avuto fino a oggi non esiste più, questa è la verità. Allora per quanto riguarda l'ARA noi chiediamo una cosa solo, ma vogliamo delle risposte immediate, perché quello Sabattini che devi tener conto è che non ci hanno mai dato risposte, qual è la motivazione perché non vengono assunti se c'è una legge votata all'unanimità! Mi si potrebbe dire che quelle situazioni sono cambiate, è vero, ma quanta solerzia ho visto io dentro quest'Aula, anche dalla maggioranza, per risolvere le questioni del San Giovanni Battista, quante cose abbiamo risolto per esempio anche per l'Hydrocontrol? Ma è possibile che questi siano sempre i figli di un Dio minore? Questi son 35 anni che lavorano, abbiamo la soluzione in tasca, è una Regione, ma non a parole, nei fatti, che vive di zootecnia, di pastori, e bisogna andare quindi ad avere delle scelte ben definite. Quindi io le chiedo, Assessore, ci dica una volta per tutte se la strada che si può percorrere è quella, se non è quella ci dica qual è l'altra strada, sia una società in house a me andrebbe bene, e vediamo, coinvolgendo la maggioranza, la Commissione e tutto il Consiglio, qual è la soluzione ideale. Detto questo vorrei passare invece alle APA. Stranamente le APA, se uno fa i conti, caso strano, l'80 per cento di quello che recepiscono le APA viene data dalla Regione Sardegna, perché del milione e 3 che viene dato dal Governo e quindi dal Ministero, 500.000 euro glieli restituiscono sottoforma naturalmente a Roma di tessere e quant'altro. Allora anche in questo caso, Assessore, io le dico, ma è possibile le APA che possono arrivare delle persone, che vengono a commissariare a casa nostra, licenziano 13 persone, non si sa per quale motivo. Ovvero il motivo c'è, la situazione delle APA è una e una sola, son state male amministrate, e c'è una responsabilità dei dirigenti, sappiamo a chi fanno capo e quant'altro. Quindi la cosa che chiediamo noi, caro Assessore, anche per le APA, una volta per tutte di decidere qual è il ruolo della Regione. Detto questo, Assessore, difficile sintetizzare, vorrei chiederle una cosa, io vorrei la soluzione definitiva, non me ne voglio andare da quest'Aula accontentando venti persone, poi ci rivediamo da qui a due anni, non mi interessa, ci dica se la legge è applicabile, sennò qual è la strada? Le propongo società in house, quello che vuole, sono da risolvere prima le ARA definitivamente, e poi le APA.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Presidente, ma mi pare di capire che in quest'Aula anche dalle mozioni presentate siamo tutti d'accordo perché venga trovata una soluzione che possa risolvere il problema una volta per tutte. Partiamo dalla necessità intanto di rivedere, questo l'abbiamo detto più volte in quest'Aula, anche l'impostazione delle tre agenzie regionali che si occupano di agricoltura e di allevamento, e credo che anche su questo abbiamo convenuto tante volte che occorreva intervenire, ma ancora ad oggi non abbiamo trovato un'alternativa. Oggi parliamo di ARA e di APA, concordo con il collega Manca che sono due situazioni differenti, però guardate alla fine si parla sempre di servizi che vengono resi in Sardegna, servizi fondamentali per la nostra Regione, per i nostri allevatori, e quindi credo che bisogna agire con un unico modo di comportamento, con un unico strumento normativo, se occorre. Io credo, qualcuno ha citato tutte le operazioni passate che hanno riguardato Hydrocontrol, piuttosto che Sigma Invest, e io aggiungo anche piuttosto che Sardegna Ricerche, piuttosto che CRS4, quindi credo che quando si è voluto intervenire su un problema lo abbiamo fatto, e allora anche oggi credo che questi lavoratori che subiscono licenziamenti, piuttosto che ritardi di pagamento degli stipendi, e vi faccio presente che in ARA e in APA ci sono dei dipendenti che hanno addirittura due lavoratori, e quindi c'è la famiglia intera che non riesce ad andare avanti perché sono dipendenti di strutture che non ricevono stipendi. E ancora, ma perché se ARAS è finanziata interamente dalla Regione Sardegna noi dobbiamo assistere a ritardi nei pagamenti, nei trasferimenti tra LAORE e ARAS? Questo credo che non possa avvenire, Assessore, il collega Sabatini su questo ha perfettamente ragione, perché questo Consiglio ha manifestato normativamente la volontà di sostenere questi enti che sono regionali, e quindi di conseguenza tutti i servizi di cui questa Regione ha bisogno e che va a recuperare all'esterno. Non possiamo essere i primi a ritardare nei pagamenti o addirittura, in questo caso, anche a ritardare nelle riorganizzazioni, perché il procedimento di riorganizzazione di ARA, di conseguenza anche delle APA, è iniziato e se ne parla da un po' di tempo, perché ci si è fermati? Ha ragione il collega Manca quando dice che l'unico fatto saliente avvenuto è stato quello di chiudere i conti bancari in Sardegna e di trasferirli a Roma, anzi a Ravenna, ma qui stiamo facendo l'esatto contrario! Prima ci stavamo lamentando di uno Stato che depotenzia i servizi in Sardegna e quindi stiamo addirittura dando i nostri finanziamenti per mantenere l'AIA nazionale? Io a questo non ci sto! Vi prego di verificarlo immediatamente e di bloccare da prima questo fenomeno! Non solo, abbiamo assistito in questi giorni al problema dei licenziamenti, ci mancherebbe che questo Consiglio regionale non si preoccupi anche dei lavoratori e dei licenziamenti anche se fosse uno, perché bisogna capirne la causa! Bisogna capire cosa sta succedendo tra i vari trasferimenti, le varie nomine, i cambi di Regione, oppure trasferimenti al settore nazionale. Io credo che veramente una volta per tutte dobbiamo guardare il problema nella sua complessità e cercare di trovare delle soluzioni, assessore Assessore. Questo Consiglio, anche nell'incontro che abbiamo fatto l'altro giorno, si è detto disponibile a trovare da subito delle soluzioni. Però guardi che tutte le mozioni dicono stop ai licenziamenti e che la Regione si faccia carico di intervenire nel processo di riorganizzazione, sia delle ARA che delle APA. Quindi questo noi lo chiediamo con forza, confermiamo la disponibilità di questo Consiglio ad intervenire però lo si faccia e si trattino tutti gli enti, i servizi e in particolare i lavoratori, anche esterni, perché l'abbiamo fatto con altri, ci sono dei precedenti, quindi i lavoratori per questa Regione, di qualsiasi settore siano, devono essere trattati in uguale maniere con pari dignità, e stiamo parlando della zootecnia della Sardegna, quindi un settore che è fondamentale ed importante perché allora ritiriamo quando diciamo che l'agricoltura, l'allevamento e la pesca sono un settore primario che deve essere trainante per il nostro sviluppo, perché stiamo dicendo solo bugie se non siamo conseguenti con gli atti, quindi noi daremo ovviamente tutta la nostra disponibilità a trovare da subito, ma vengano interrotti tutti i procedimenti in corso, fermiamoci e noi dobbiamo essere parte integrante del progetto di riorganizzazione.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Luigi Lotto. Ne ha facoltà.

LOTTO LUIGI (PD). Ho avuto occasione di dire in qualche altra situazione che, lo hanno detto tutti peraltro anche tanti colleghi, che questa situazione si porta avanti da troppo tempo, con la legge numero 33 del 2009 di fatto sembrava che il Consiglio avesse dato una via per risolvere il problema. Dopo c'è stata una sequela di mozioni, qualcuno ha ricordato quella del 2014 di questo mandato, ce ne sono state altre tre o quattro nello scorso mandato e successivamente delle altre anche dopo il 2014. Io credo che il Consiglio regionale quello che doveva fare l'ha fatto e io non voglio andare a dire chi ha la responsabilità del fatto che non si sia dato seguito, ne prendo atto che non si è dato seguito, non l'ha fatto la vecchia Giunta non l'ha fatto questa, si continua a dire che non è un percorso percorribile, però io vorrei distinguere questo percorso delle ARA da quello delle APA, perché sono due cose nettamente diverse. Le ARA svolgono funzioni di assistenza tecnica su mandato e anche messe a disposizione dei fondi per farla, per l'assistenza tecnica al settore zootecnico sardo, le APA fanno parte di un sistema nazionale che il Governo nazionale ha gradualmente scaricato sulle regioni. Questo noi lo dobbiamo dire perché se no stiamo trattando due argomenti che hanno origini diverse, sennò stiamo trattando due argomenti che hanno origini diverse rischiando anche di inquinare l'uno con l'altro. Non era accettabile che venisse scaricato questo tema sulla Regione Sardegna, e dobbiamo riprendere un ragionamento col Governo per capire come i libri genealogici che vengono gestiti a livello centrale, ed è in funzione di questo che esistono le APA provinciali in tutta Italia, alla fine improvvisamente a noi ci scaricano le situazioni di licenziamenti vari e di chiusura degli uffici, non va bene e non va bene che si scarichi interamente sulla Regione, io credo da una parte che non sia del tutto positivo affrontare le questioni parallelamente o comunque mischiarle senza guardare l'origine dei problemi, come anche sono convinto colleghi che fare il parallelo con l'Idrocontrol sia un modo per affossare questa possibile soluzione. Chi conosce la vicenda Idrocontrol sa che questo parallelo rischia di crearci molti più problemi di quanto non ce ne risolva, di quanto non ce ne risolva, per cui io starei molto più attento nel portare avanti la questione sapendo che alla fine qualcuno dovrà pur firmare qualche atto per risolvere i problemi, e quell'atto non lo dovrà firmare né il Presidente del Consiglio regionale, né il Presidente di una Commissione di questo Consiglio, né un consigliere di questo Consiglio ma neanche un Assessore, lo dovrà fare qualcuno che si assume la responsabilità giuridica di non vedere rimesso in discussione quello che ha fatto dopo dieci anni, per farlo tornare indietro. L'Assessore di allora dovrà dire eventualmente vediamo di rabberciare la situazione. Io questo parallelo lo eviterei, però cercherei una soluzione. La soluzione va cercata tra quelle che alla fine si riscontrano come percorribili, io so che se ne stanno occupando le associazioni di categoria, le chiamerei tutte ad occuparsene perché se ne stanno occupando in maniera graduata e diversa, forse a seconda delle responsabilità che ciascuno ha nel percorso di questa vicenda, io le chiamerei tutte a ragionare come chiamerei tutti i sindacati a ragionare sulla vicenda, su un tavolo unico dove ciascuno si assume le responsabilità politiche che si deve assumere. La soluzione potrà essere una società in house, parliamone, è una scelta squisitamente politica quella, che la Giunta può proporre eventualmente al Consiglio ed eventualmente possiamo parlarne, qualcuno so, qualche sindacato ha proposto una azienda speciale, un percorso che consenta di creare le condizioni affinché qualcuno si assuma la responsabilità di dare gambe reali a questo processo che si mette in campo e si metta in piedi, certamente nessuno di noi qua può accettare che 350 persone vadano a spasso da domani, perché il 2020 è dopodomani, quindi un percorso assolutamente chiaro va costruito. Va anche, e anche questo va detto con chiarezza, creato una situazione di gestione delle situazione attuale più puntuale e più efficiente, il commissariamento da parte dell'AIA non aiuta, perché di fatto ci sta creando ancora più problemi, lo spostamento dei versamenti della Regione su un conto nazionale non aiuta neanche questo, certamente questi commissari vanno richiamati all'ordine e gli si deve dire chiaro e tondo che non si entra a gamba tesa su un tema così delicato e creando più problemi di quanto non ne risolvano. Io non credo che il Consiglio possa fare qualcosa che sia diverso da quello che ha già fatto, vada costruita una proposta…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Giovanni Satta. Ne ha facoltà.

SATTA GIOVANNI (PSd'Az - La Base). Anch'io penso che siano due argomenti completamente diversi, sarebbero dovuti essere trattati diversamente, in separata sede, però abbiamo dovuto fare di necessità virtù e quindi siamo qua a parlare di entrambe le cose anche perché c'era l'urgenza di affrontare il problema ma soprattutto relativamente ai licenziamenti, il problema APA. Il problema della riforma riguarda tutta l'Italia, come ha detto il collega Lotto, quindi anche in Sardegna riformata. Ma noi non possiamo continuare a subire le riforme che arrivano da Roma. Prova ne sia appunto che questi signori, che sono arrivati a gestire l'APA come commissari, si stanno dimostrando arroganti, stanno commettendo anche delle illegittimità e siccome noi abbiamo, anche in base alla legge 30/91 legge nazionale e al 280/99, un potere di controllo su quello che loro fanno. Quindi, noi non possiamo accettare che questi signori arrivino qua, commettano delle illegittimità e l'Assessore, o chi deve controllare, stia zitto e continui a pagare come ha fatto fino ad oggi. Quindi, le due cose fondamentali sono che loro hanno uno Statuto e poi c'è anche un codice civile che dà delle regole ai commissari, questi commissari sono venuti qua con tanta arroganza e hanno operato licenziamenti che non sono neanche legittimi. Prova ne sia anche un'altra questione che loro danno come giusta causa il fatto che le AIA sono in una situazione deficitaria, siccome le AIA in Sardegna non era una ma erano quattro, l'APA di Nuoro non soltanto era a posto ma aveva anche degli utili e anche gli immobili di sua proprietà. Addirittura ci vive in affitto anche la Coldiretti se non vado errato. Quindi, vorrei che quando fanno un licenziamento adottassero per ogni licenziamento, siccome sono due soggetti diversi, delle procedure differenti. Davanti a questa arroganza io chiedo all'Assessore, nel quale ho fiducia perché lo conosco come persona dinamica, di prendere a cuore questa situazione e di affrontarla. I consigli da quest'Aula sono arrivati, credo che lei sia in condizione di prendere tutte le sue decisioni. E le dico anche un'altra cosa, lei non deve fidarsi dell'AIA. Perché l'AIA ha una situazione deficitaria che sicuramente non potremmo andare a sanare noi, perché anche questo atto di portare i conti correnti direttamente a Roma non è che ci piace tanto, non solo per il gesto che sia a Roma, il gesto logistico, ma perché questi soldi vanno nel calderone dell'AIA che ha tanti di quei debiti che noi sicuramente non possiamo pagare. Quindi, bisogna affrontare, a livello sardo, bisogna avere coraggio di risolvere questa situazione che riguarda le APA, per quanto riguarda gli alberi genealogici. Perché la Comunità Europea ci consente anche di tenere qua in Sardegna gli alberi genealogici, quindi non c'è bisogno di trasferirli a Roma. Questo è l'atto di coraggio che noi le chiediamo. Intanto le chiediamo sempre un atto di coraggio perché lei chieda, ovviamente anche se si tratta di società private come abbiamo detto ieri anche in sede di Capigruppo, lei deve chiedere perentoriamente che questi licenziamenti vengano sospesi. Perché queste persone, come ha detto Alessandra Zedda, neanche se fosse una, ma qua sono 13 padre di famiglia, anzi 14, che sono stati mandati a casa dalla mattina alla sera senza un vero perché. Quindi, chiediamo questo. Poi, per quanto riguarda la riforma dell'ARA e i rapporti con Laore, anche lì occorre e qui prendo come mio il suggerimento fatto dal collega Sabatini dobbiamo immediatamente metterci a lavorare e fare una riforma. Ovviamente, deve prevalere il discorso regionalistico. Quindi, noi dobbiamo staccarci da Roma, laddove possiamo, perché la legge e la Comunità Europea ce lo consente, e operare una riforma definitiva che metta in tranquillità i dipendenti ARA, che devono essere messi in condizione di ricevere i propri stipendi, di non anticipare di tasca anche le spese - questo perché ci sono anche delle disfunzioni dovute ai rapporti anche con l'agenzia Laore -. Per cui chiedo, appunto, un intervento, proprio che se lo prenda a cuore l'Assessore, glielo chiediamo proprio come un atto di coraggio. Dobbiamo farlo perché è necessario. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Eugenio Lai. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (SDP). Grazie, Presidente. Personalmente inizialmente ero anche indeciso se intervenire o meno, anche perché l'intervento fatto poc'anzi dal mio Capogruppo mi ha pienamente rappresentato. La discussione che ne è seguita però ha suscitato alcuni spunti di riflessione. E alcuni spunti di riflessione che non possono essere tralasciati o solo buttati nella mischia della discussione odierna e creare ulteriore confusione sulla confusione che è già presente. Lo dico perché fino a quando la politica non imparerà a prendersi le sue responsabilità e continuerà a scaricare sulla burocrazia i problemi delle mancate scelte, o i problemi delle scelte in ritardo, che la politica stessa assume, i cittadini continueranno a guardare da un'altra parte, rispetto a dove in questo momento siamo noi e a dove in questo momento si attendono le risposte. Lo dico perché? Perché anche oggi ci troviamo di fronte ad una discussione che si sta svolgendo quando i buoi sono già scappati dal recinto, quando nel negli anni passati si è approvata una legge, si sono approvati ordini del giorno, relativamente alla stabilizzazione dei dipendenti ARAS e al passaggio interno a Laore. Lo dico quando, già da tempo, si sapevano i problemi relativi alle APA e ai contributi che la pubblica amministrazione dava alle diverse associazioni per la risoluzione dei problemi. E non ci sto che ancora oggi si tenti, almeno da una parte della politica, a dare le responsabilità tutte in capo agli enti, tutte in capo alla burocrazia, che, per carità, ne avranno e ne hanno a sufficienza, però anche dove non ci sono non ci sto a dargliele e a riconoscerle. Anche perché, da questo punto di vista, l'ho detto anche l'altro giorno in Conferenza dei Capigruppo, io inviterei l'Assessore all'agricoltura, anche oggi, a portare i mandati di pagamento e i tempi dei mandati di pagamento che l'agenzia Laore ha fatto quando gli sono arrivate delle risorse da parte dell'Assessorato. Perché se qui continuiamo a dire che i ritardi sono imputabili all'agenzia Laore, stiamo dicendo una grandissima sciocchezza e stiamo continuando a perpetuare quella politica che non si assume le responsabilità, ma tenta di trovare capri espiatori. E io da questo punto di vista mi vede totalmente sociale dissociare. Perché l'agenzia Laore, e ne sono sicuro di questo, appena ha ricevuto il mandato di pagamento dai diversi Assessorati ha provveduto immediatamente a trasferire le risorse, da questo punto di vista non ha nessuna responsabilità; così come non ha nessuna responsabilità quando negli anni passati la stessa politica, e anch'io che la rappresento naturalmente, ha approvato i bilanci ad aprile, come faceva un'agenzia ad effettuare i pagamenti a gennaio quando la politica approva i bilanci ad aprile? Quindi, da questo punto di vista, io sono per assumerci pienamente la responsabilità e apprezzo l'intervento pacato, serio, trasparente che ha fatto l'onorevole Luigi Lotto, perché qui c'è da prendere una decisione, c'è da prendere una decisione immediata, c'è da assumersi le responsabilità che la politica ha, c'è da assumersi la responsabilità di legislatore che la politica ha. E c'è da andare immediatamente in Commissione o, come si è fatto in altre occasioni, approvare un 102: uno, per la salvaguardia dei 13 dipendenti che sono ingiustamente licenziati da parte della dell'AIA; due, se dovessimo ragionare di APA siamo in un periodo storico dove si è andata ad approvare l'ente pagatore regionale sardo, siamo in un periodo storico dove si è andata ad approvare l'ANAS sarda qualche giorno fa, o quel che dovrebbe essere l'ANAS sarda, e noi permettiamo di spendere risorse regionali per pagare un qualcosa di nazionale.

No, non ci sto. L'APA deve rimanere sarda, l'APA deve continuare ad essere un organismo sardo e non nazionale, deve continuare a svolgere l'importante lavoro che sta facendo a favore dei nostri allevatori. Perché, badate, non immaginate quanti allevatori del mio territorio in queste settimane, in questi giorni, mi hanno chiamato perché non riuscivano più a vendere neanche uno dei maschi miglioratori che solitamente possono tra virgolette aggiustare una stagione che non va bene. E allora, da questo punto di vista, sono per aprire subito un tavolo, come ha detto l'onorevole Luigi Lotto, e affrontare, con tutte le associazioni, la creazione di un ente sardo che possa davvero dare risposte alle esigenze del mondo del mondo agropastorale. Sull'ARAS, permettetemi di dire, che da troppo tempo continuiamo a dire, e a ribadire, andiamo ad approvare leggi, ordine del giorno, discutiamo mozioni l'ARAS si deve trovare il modo per far transitare i dipendenti dentro l'agenzia Laore. Si apre un tavolo, un tavolo serio con i Ministeri, dove se si vuole anche i Ministeri trovano le soluzioni, e si dia corso a tutti gli ordini del giorno, a tutte le discussioni, a tutte le proposte di legge che in questi anni si sono susseguite. Perché la politica, la buona politica è quella che si assume le responsabilità e dà risposte, non quella che le scarica su altri.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Antonio Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS ANTONIO (PD). Mentre si faceva un po' di confusione tra ARA e APA cercavo di ricordare da quando si discute di questo tema. Io sono diventato consigliere regionale nel marzo del 2009 e nella Commissione agricoltura, della quale in quella legislatura facevo parte, si discusse da subito di questo argomento e questo argomento venne portato in Consiglio regionale esattamente tra le primissime leggi, era la numero 3 del 2009, e confermiamo ancora una volta che il Consiglio regionale approva le leggi e poi non si dà attuazione. Però, diceva qualche mio collega, abbiamo tutti un po' di responsabilità, però ognuno si assuma le proprie, perché sentire chi in quel momento non ha voluto, uso proprio il termine voluto, dar corso a quella legge regionale che noi approvammo, lamentarsi che ancora non abbiamo dato attuazione a quella legge sinceramente è inaccettabile. Io leggo solo un passo del comma 40 della legge 3 del 2009, che diceva esattamente: "L'Agenzia Laore Sardegna è autorizzata a inquadrare, attraverso prove selettive concorsuali per soli titoli, il personale dipendente dell'Associazione regionale allevatori…", mettendo a disposizione anche le risorse per poter adempiere a quella legge che il Consiglio regionale, non vorrei sbagliarmi ma mi sembra che proprio quel comma 40 venne approvato all'unanimità, mi corregga assessore Caria, lei allora era come me consigliere regionale, ma ricordo che su quel tema tutto il Consiglio si pronuncio all'unanimità. E in quella legislatura, in Commissione ma anche in Consiglio con un ordini del giorno, interpellanze e anche mozioni, si chiedeva alla Giunta regionale di allora di dare attuazione a quel comma 40 della legge 3. Allora c'erano i presupposti, perché quella legge regionale aveva i requisiti di coerenza con quella che era la normativa nazionale, oggi mi dicono che il comma 40 dell'articolo 2 della legge 3 del 2009 non sia più applicabile perché la normativa nazionale dal 2009 a oggi è cambiata, e allora credo che la prima cosa che dobbiamo fare e che dobbiamo verificare sia qual è la soluzione giuridica che oggi possa in qualche modo sostituire quella che era la volontà unanime del Consiglio regionale, e anche oggi, al di là della campagna elettorale che è finita, mi sembra che tutto il Consiglio regionale sia d'accordo per trovare una soluzione a un tema fondamentale per la pastorizia in Sardegna e per la zootecnia in generale. Credo che questo sia il primo punto che dobbiamo affrontare, perché, guardate, quella norma non è stata applicata un po' perché ci furono i sindacati dei dipendenti regionali, un po' Laore che non era convinta, un po', bisogna anche dirlo, che qualcuno dei dipendenti di Ara non era molto convinto del passaggio alla Regione, però si diceva "chi non vuole diventare dipendente di Laore, siccome è una cosa a domanda, poteva tranquillamente stare fuori".

E allora, io credo, Assessore, per non ripetermi sulle cose che sono già state dette, credo che noi dobbiamo alzare la voce, è inaccettabile che due commissari nominati da Roma vengano qui a gestire le risorse regionali. Allora la prima cosa da vedere è se revocabile il finanziamento che abbiamo dato, se possiamo sospendere l'efficacia di quel finanziamento; secondo, credo che sia indispensabile non sospendere, perché i termini hanno un significato, io credo che sia necessario che con un atto ufficiale da parte dell'Assessorato all'agricoltura si chieda la revoca dei licenziamenti, si torni a bocce ferme, si discuta sulle cose da fare, perché il finanziamento non è stato dato come è già stato detto per attività di tipo nazionale, il finanziamento che l'Amministrazione regionale concede è per attività da svolgere in Sardegna. Verifichiamo: quell'attività la stanno svolgendo in Sardegna con quei soldi? Non mi sembra, perché se si è arrivati a licenziare mi sembra che questo non sia assolutamente quello che è stato dato. Se la cosa dovesse inasprirsi, abbiamo avuto altri casi, non possiamo continuare a lasciare i dipendenti, padri di famiglia, qualcuno diceva anche doppi padri di famiglia perché spesso sono anche marito e moglie che lavorano in queste associazioni… verifichiamo se con le nuove risorse, per evitare che facciano la stessa fine in attesa che si chiariscano le cose, possa essere magari direttamente Laore che paga gli stipendi ai dipendenti, perché, lo dicevo l'altro giorno a un collega consigliere regionale, non si tratta di difendere o di accusare i direttori generali delle agenzie, si tratta di difendere la dignità dei singoli lavoratori.

Io qui lo dico a malincuore, essere accusato sui social di avere responsabilità sui gesti estremi che qualcuno di questi dipendenti ha compiuto nel mio territorio, certamente non mi fa piacere; non voglio dire che non ho responsabilità, ma certamente non mi voglio assumere nessun tipo di responsabilità da questo punto di vista.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Michele Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). La discussione ormai si sta avvitando sempre sugli stessi argomenti, quindi io sarò breve perché credo che sia ora di arrivare alla conclusione e prendere qualche decisione. Mi limiterò ad osservare come sia paradossale la giornata di oggi, quando prima abbiamo discusso e abbiamo inveito contro lo Stato e contro l'INPS che riduce i servizi e adesso ci troviamo a discutere della Regione che, stavolta per peccati di omissione, determina una situazione che è simile, con una piccola differenza, che qui stiamo parlando, come hanno giustamente sottolineato i colleghi Piermario Manca e Congiu, di un pezzo fondamentale della nostra economia. Noi stiamo parlando naturalmente del destino dei lavoratori, e ci mancherebbe altro, ma legato al destino di questi lavoratori, che sono persone che da decenni svolgono questo tipo di lavoro, sono legati i destini di un pezzo fondamentale della nostra economia, cioè la zootecnia, per tacere poi degli aspetti anche identitari che sono legati alla zootecnia in Sardegna.

Io credo che noi avremo bene utilizzato questa mattina se riusciremo a dare seguito alle cose che noi stiamo dicendo, e i problemi sono naturalmente quello di bloccare immediatamente questi licenziamenti, che sono una cosa che grida vendetta, perché il prezzo che si sta pagando ad un accorpamento fatto, starei per dire finanziato, con i soldi della Regione, che a parte questo sta portando tutta una serie di problemi a cascata, come i ritardi nei pagamenti, e io, Assessore, sarei anche curioso di sapere cosa costa il servizio di produzione delle buste paga trasferito altrove mentre prima venivano fatte in Sardegna, a parte tutti i problemi che sono già stati detti dai colleghi che derivano anche dal fatto che sono stati trasferiti anche i pagamenti a banche fuori dalla Sardegna, con tutto quello che ciò comporta. Dicevo, noi avremo bene utilizzato questa mattina se metteremo tutta la nostra energia nel bloccare questi licenziamenti, ma soprattutto nel trovare una soluzione definitiva ad una situazione di precariato che non ha senso, che non ha assolutamente senso! Io non lo so quale può essere la soluzione, visto il destino che ha avuto la legge approvata da questo Consiglio nel 2009, quello che so è che è una situazione di questo genere, che crea angoscia, l'angoscia che deriva dalla precarietà in decine e decine di lavoratori che, ripeto, si occupano di un settore nevralgico della nostra economia, deve finire, e io mi rifiuto di pensare che non ci sia una soluzione a questa situazione che grida ormai vendetta!

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Paolo Truzzu. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Sardegna). Io credo che questa di oggi sia una discussione un po' kafkiana e sono d'accordo con quello che hanno detto alcuni colleghi; credo che non risolveremmo nulla, però è importante cercare di fare chiarezza su alcune delle cose che sono successe in questi anni. Perché ci troviamo ancora una volta a discutere di un problema con l'acqua alla gola, non tanto la nostra, soprattutto quella dei lavoratori, di chi è stato licenziato di quei 13 che sono stati licenziati dalle APA e anche dei tanti lavoratori di ARAS che in questi anni hanno ricevuto lo stipendio a singhiozzo, hanno dovuto lottare per vedere riconosciuti i loro emolumenti e ancora oggi hanno alcune difficoltà, perché c'è un ritardo nel pagamento degli stipendi. Ci sono però, la discussione oggi li ha messi anche in luce, alcuni fatti politici che è importante tenere presenti. Anche io ho incominciato la mia avventura in quest'aula quasi, come ricordava il collega Solinas, con una mozione sulla questione ARAS, era il luglio del 2014, allora io mi ricordo che io feci una proposta, la proposta era: o si applica la legge oppure se non è applicabile quest'Aula deve avere il coraggio, e soprattutto la maggioranza, e la capacità di cancellare una legge che non è applicabile. Perché non si può vivere o far vivere le persone con l'illusione di soluzioni che non esistono. E mi ricordo anche che c'era qualcuno che parlava di un novello Teseo che avrebbe rotto è tagliato finalmente il nodo del Patto di stabilità, perché allora l'ostacolo era questo, che avrebbe garantito l'inserimento in LAORE dei dipendenti. Oggi siamo a bomba, siamo a bomba con alcuni interventi della Commissione bilancio che ha cercato di individuare le risorse, siamo a bomba con una situazione più grave, perché l'ipotesi della fusione di ARA e di ARPA sotto il controllo di AIA a me preoccupa molto, non per la fusione in sé, ma per il fatto che con i soldi dei sardi, i soldi della Regione Sardegna ci sia qualcun altro che possa decidere cosa fare e che non sta in quest'Isola, qualcun altro che oltre Tirreno oggi magari incomincia con incamerare i soldi e continuare a pagare con ritardo gli stipendi, domani può decidere anche sulle assunzioni o sui licenziamenti e sul futuro, come diceva qualcuno, della zootecnia sarda. Questo è un primo fatto politico.

Il secondo fatto politico è che la vicenda di questi anni, come ha detto qualche collega di maggioranza, testimonia una manifesta incapacità gestionale, perché, badate, non è credibile né possibile pensare che ci sia un passaggio per cui i soldi dall'Assessorato, che quest'Aula decide di stanziare per l'ARA Sardegna, dall'Assessorato alla programmazione passano a LAORE da LAORE passano all'ARAS oggi all'AIA e poi arrivano ai dipendenti, quando arrivano. È un processo che non funziona, ci son quattro passaggi, non è possibile pensare di garantire il lavoro delle persone e la giusta retribuzione in questo modo.

C'è un altro fatto politico, e su questo inviterei tutti i colleghi, soprattutto quelli di maggioranza a riflettere, anche la Giunta, il fatto politico che le dichiarazioni di tanti, di quasi tutti i colleghi in quest'Aula della maggioranza hanno disconosciuto l'operato di questa Giunta in tema di agricoltura e nella gestione di questa vicenda, non riguarda, lo riconosco solo lei assessore Caria, ma riguarda anche chi l'ha preceduto, però quando si arriva a fare un ragionamento di un certo tipo è chiaro che c'è uno scollamento, e di questo ne dovete rispondere voi ne dovete rispondere tutti. E c'è un altro aspetto che dobbiamo tenere presente, perché è vero che il parallelo con l'Hydrocontrol è forse pericoloso, però io ricordo che questa maggioranza e questa Giunta in questi anni ha proceduto a una serie importante di stabilizzazioni, importanti! Parliamo anche di persone che non avevano diritto, eppure oggi sono dipendenti regionali e quelle persone stanno occupando il posto di qualcun altro che invece aveva il diritto e i titoli perché c'era una legge che lo consentiva, che non è stato voluto fare, quindi questa volontà politica, non è colpa di qualcun altro, non è responsabilità del destino del fatto o dell'ineluttabile, c'è qualcuno che ha fatto delle scelte ben definite, ha cercato di stabilizzare alcune categorie, non ha preso decisioni per altre. E ultimo fatto, quando alcuni colleghi di maggioranza riconoscono che non c'è un disegno sul futuro della zootecnia in Sardegna, io credo che questa, per quanto riguarda l'agricoltura, sia stata una legislatura buttata al vento. Nel senso che oggi c'è la testimonianza chiara e netta, e non lo diciamo noi, non lo dice questa minoranza, lo dice la maggioranza del fatto che avete perso quattro anni, perché avete cercato di risolvere tanti piccoli problemi sicuramente, ma non avete avuto una visione d'insieme del sistema. E oggi forse i problemi che ci sono in agricoltura son dovuti a questo. Il voto che c'è stato il 4 marzo probabilmente è dovuto a questo, e non è vero che la campagna elettorale è finita, perché è iniziata; l'abbiamo capito dalle dichiarazioni dei colleghi della maggioranza.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Grazie Presidente, colleghi, colleghe, già ieri in sede di Capigruppo ho manifestato la mia preoccupazione, la mia preoccupazione perché su questo tema regna la confusione totale. Regna la confusione totale perché si vuole in qualche modo andare ad incidere su associazioni private, si vuole incidere su associazioni che prestano un servizio alla Regione Sardegna e dove, in linea teorica, la Regione Sardegna dovrebbe corrispondere un compenso. Sappiamo bene che questo compenso non arriva o arriva in ritardo creando dei disagi terribili. Stamattina siamo qui a mischiare le due cose di APA e di ARA con l'intento, con la volontà di parlare di tutto per non risolvere niente, perché la cosa certa che stamattina qui accadrà, andremo via da quest'Aula senza nessuna soluzione. I lavoratori andranno via da quest'Aula da licenziati e non da persone che hanno trovato dalla politica la soluzione. Ma la cosa grave, dopo i lavoratori, perché a cuore il primo problema che la politica, che noi abbiamo, è quello appunto del trovare le soluzioni per chi ha perso il lavoro, per chi in questo momento si trova in questa condizione, la cosa più grave, che ci sfugge, che è in corso in questo momento, è lo scippo della gestione dei libri genealogici della Sardegna. Questo è il fattore grave, a noi sfugge questo aspetto, c'è un tentativo di portare a Roma il controllo di questi registri. Allora sì che questo è l'aspetto politico, l'aspetto grave, dove stamattina qui noi dobbiamo decidere qualcosa. E non può essere un ordine del giorno, non può essere un vogliamoci bene, votiamo un qualcosa tutti insieme che ci possa riportare o trovare un iter o trovare le soluzioni. Questo problema deve essere immediatamente portato in Commissione agricoltura e immediatamente va discusso con le audizioni delle organizzazioni sindacali dei lavoratori, con le audizioni delle organizzazioni agricole che sono responsabili anche di questo tipo di gestione e con le audizioni dei lavoratori. Perché vanno messe le parti insieme, altrimenti noi andremo via da qui anche stamattina con un nulla di fatto. Chiaro che questo tema delle APA e della zootecnia ci deve richiamare anche a quelli che sono i veri problemi, i veri problemi irrisolti, irrisolti di agenzie regionali che non comunicano tra loro, di agenzie regionali che ci avevate promesso in campagna elettorale di fare una fusione, di fare un ente unico per cercare di controllare e di far lavorare meglio gli stessi, di dare la possibilità alle aziende agricole di avere un servizio vero, un'assistenza vera. Però dobbiamo anche essere qui stamattina, almeno in termini di proposta, lanciare quelle che sono le nostre proposte. E sicuramente condivido l'idea che il controllo dei libri genealogici non può essere lasciato in mano ad associazioni private, deve essere riportato in mano al pubblico, il pubblico quindi cosa può fare qui stamattina? Può stabilizzare e regionalizzare i dipendenti APA e ARA? Non si può fare, non si può fare per i motivi che sappiamo, forse qualche anno fa c'è stato anche un tentativo poi, non voglio tornare indietro perché non soffro di torcicollo di come sono andate le cose, però oggi possiamo fare sicuramente un'azione diversa, quella di costituire per esempio una società in house che si faccia carico di questa gestione, società in house che deve obbligatoriamente assumere con un diritto, con una clausola di salvaguardia quelli che oggi sono i lavoratori di APA e di ARA, solo così la Regione Sardegna può prendere in mano la gestione di questo tipo di problema. È chiaro che non condivido con chi dice: "Blocchiamo i finanziamenti", è una sciocchezza stratosferica, perché bloccare i finanziamenti significa bloccare anche le buste paga per i dipendenti. Quindi cerchiamo anche qui di essere intelligenti e cercare di capire di più quello di cui stiamo parlando. Quindi, la proposta è, stamattina, portare immediatamente in Commissione il problema di APA e ARA per cercare di trovare soluzioni vere e non ordini del giorno. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Come si dice, dopo ampio dibattito mi pare che le idee sull'organizzazione complessiva delle cose sia abbastanza chiara. Noi nei giorni scorsi, anche nei mesi scorsi, abbiamo fatto diversi incontri con i rappresentanti di ARAS, con i rappresentanti delle APA, anche molto recenti, nei quali abbiamo mi pare, almeno nelle riunioni svoltesi con i Capigruppo, dato un parere unanime sulla necessità di trovare una soluzione, perché è vero, come è stato detto, che un problema è l'ARAS, un problema è l'APA, queste cose sono abbastanza note, le conosciamo tutte, che cosa svolge un'associazione, che cosa fa l'altra, una pagata al 100 per cento dalla Regione e l'altra pagata l'80 per cento dalla Regione e il 20 per cento dal nazionale, una si occupa di 20.000 aziende e incassa 13.800.000 euro, l'altra si occupa di 6000 aziende della Regione Sardegna e incassa 1.700.000 euro l'anno. Per cui stiamo parlando di tante aziende che hanno bisogno del sostegno, delle competenze di una associazione e dell'altra, e hanno bisogno di essere messe in fila le cose perché la Regione interviene direttamente da anni nell'affrontare il problema, e mischiando le due cose non si mischiano i problemi per non risolvere nulla, noi parliamo degli uni e degli altri per risolvere i problemi, perché stiamo discutendo di mozioni, diverse mozioni, che abbiamo unificato perché il problema va risolto. Ed è vero che ancora una volta lo affrontiamo con l'acqua alla gola, con le richieste specifiche di intervento che questo Consiglio deve fare per alleviare la sofferenza di tredici lavoratori più uno che sono stati licenziati dalle APA, e su quelle dobbiamo intervenire perché subito il provvedimento venga respinto, ed è vero che la Regione Sardegna si deve riprendere le competenze che l'intervento nazionale cerca di scippare perché noi dobbiamo mettere le risorse, ma avere anche poteri decisionali in merito alle questioni che ci riguardano, però è altrettanto vero che noi abbiamo fatto nel 2009 una legge regionale, a cui non si è data applicazione, non l'ha fatto la vecchia amministrazione regionale, che per cinque anni, dal 2009 al 2014, aveva la possibilità di farlo, e quelli erano tempi in cui alcune operazioni potevano essere fatte in maniera differente rispetto a quelle che oggi si possono fare, per cui bisogna inquadrare i problemi per quelli che sono. E oggi dobbiamo dire che cosa fare per risolvere il problema, e io dico che cosa penso, cosa penso a nome del Partito Democratico rispetto a queste cose, l'ho detto durante le riunioni e lo ribadisco adesso. Noi abbiamo la possibilità e dobbiamo sistemare le professionalità provenienti da un'associazione e dall'altra, al di là del fatto che ci siano associazioni private che si occupano delle cose, associazioni di categorie che rappresentano il mondo delle campagne, che gestiscono alcune associazioni. Tutto vero, queste cose sono note ed arcinote, però siccome così non hanno funzionato e siccome c'è un processo di unificazione che in questo momento sta abbracciando l'intervento dal punto di vista nazionale, ci sono normative nuove che ci permettono di intervenire, bisogna farlo rapidamente. E allora io non credo che debba essere il Consiglio regionale in questa fase ad occuparsene attraverso le Commissioni, lo può anche fare, il Consiglio regionale ha un ruolo di verifica, e lo stiamo facendo adesso, già durante questa discussione, non c'è bisogno di una sintesi ulteriore nel Consiglio regionale e nelle Commissioni. Io credo che la Giunta abbia la possibilità di fare una proposta sulla base delle linee di indirizzo che vengono date, se la legge regionale è applicabile, bisogna utilizzare la legge regionale, se la legge regionale non è applicabile per trasferire i dipendenti su LAORE, così come era previsto nella "3" del 2009, bisogna trovare soluzioni che garantiscano il mantenimento del personale in carico dell'una associazione e dell'altra associazione, tutte e due, senza mischiare i problemi, consapevoli delle differenze di intervento degli uni e degli altri per risolvere il problema. Lo abbiamo detto a gran voce e lo dobbiamo ridire adesso. Per cui, assessore Caria e assessore Spanu, uno dell'agricoltura e l'altro del personale, siete le persone maggiormente interessate per conto della Giunta regionale a intervenire su questo tema, e io mi aspetto, noi ci aspettiamo che venga fuori dalla Giunta in tempi rapidi una proposta concreta su come intervenire per risolvere questo problema dei lavoratori, naturalmente fatte salve tutte le richieste immediate di ripristino delle condizioni di lavoro per coloro che sono stati allontanati, perché tutte le risorse che devono essere pagate con le retribuzioni in arretrato, così come i rimborsi anticipati, vengano messi in condizioni di essere pagati, così come la Regione rivendichi nei confronti di coloro che a livello nazionale stanno tentando di scippare la partecipazione diretta del controllo da parte della Regione Sardegna, tenuto conto che sborsa la gran parte dei denari dell'una associazione e dall'altra per fare gli interventi, io credo che la soluzione ci sia. Qua è stato detto società in house: e questa è la soluzione o non è questa la soluzione? L'altra soluzione può essere un'azienda speciale, che abbia dal punto di vista normativo caratteristiche adeguate in grado di raccogliere tutti i lavoratori, coloro che si occupano dei libri genealogici, coloro che si occupano di assistenza tecnica e di benessere animale, tutti assieme in un unico grande contenitore, dipendente direttamente dalla Regione Sardegna per svolgere le funzioni che noi abbiamo messo in piedi, che da trent'anni vengono svolte da professionisti seri, capaci e validi, che noi non solo non possiamo perdere, ma dobbiamo avere la possibilità di gestire direttamente per evitare di trovarci qua a discutere di questioni che altri fanno e che noi dobbiamo risolvere, abbiamo la possibilità di farlo e lo dobbiamo fare direttamente.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.

CARIA PIER LUIGI, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Non so se riuscirò a stare nei tempi, speriamo, cerco di dire intanto qual è la posizione della Giunta, che cosa si è fatto e in questa fase anche distinguere i due argomenti, perché trovo corretto che ci sia e debba essere fatta una distinzione, anche se poi per molti versi si intrecciano. Parto dalla mozione presentata dall'onorevole Congiu, che chiaramente riguarda le competenze sia dell'Assessorato dell'agricoltura che dell'Assessorato del personale, e dico questo, che anche io condivido appieno il contenuto della mozione, anche soprattutto le premesse, là dove si parla di ARAS e APA per quanto riguarda le funzioni, lei giustamente ha ricordato la tutela della specificità del patrimonio zootecnico. E credo che ARA e APA svolgano queste attività, pur nelle distinzioni di convenzione o di strumento che da all'APA alcune funzioni, soprattutto quella a cui faceva riferimento lei, ma su questo bisogna essere chiari, l'ha detto anche qualcuno nel dibattito, sono comunque, lo dirò, ma non per sminuire o per dire, ma per capire anche l'inquadramento giuridico, sono due associazioni private che prestano servizi all'ente Regione per il tramite dell'agenzia LAORE. Questo non vuol dire che l'Assessorato non ha interloquito comunque con gli organismi di quelle associazioni, l'ho fatto dall'inizio del mio mandato perché le problematiche sono emerse appena sono arrivato, c'erano già, si stanno trasportando forse da molto tempo, e se oggi siamo qua a discutere di una mozione sulla quale era stata fatta anche una legge regionale nel 2009 che non ha trovato attuazione, dal 2009 ad oggi di acqua sotto i ponti ne è passata tanta, anche di amministrazioni se ne sono succedute di colore diverso, e se il problema non è stato risolto evidentemente qualche motivo forte c'è. Però parliamo di associazioni private, lo dico poi per riprendere i passaggi sull'APA questo. Ciò detto, ciò premesso, credo che due cose sono nell'agenda della Giunta, come ho visto del Consiglio regionale, la tutela dei lavoratori o dei posti di lavoro, perché credo sia inconfutabile e credo che sia un minimo comune denominatore, che sia anche pleonastico forse dire, la tutela dei posti di lavoro, ci sono fra le due organizzazioni quasi 400 lavoratori, e anche di alta qualità, molti qualificati, che hanno delle qualifiche specifiche; e la tutela del mondo dell'agricoltura, non solo quella a cui si fa riferimento per la tutela della specificità del patrimonio zootecnico, ma io aggiungerei quello che di fatto anche dal mondo delle campagne ci chiedono, cioè una maggiore assistenza tecnica, piuttosto che quello che oggi le convenzioni purtroppo, o comunque per qualche misura, hanno determinato in termini di incarico. Per quanto riguarda i ritardi nei pagamenti, anche qua dobbiamo essere chiari, dobbiamo essere chiari, perché se noi parliamo dei ritardi nei pagamenti o di ritardo nella definizione dei pagamenti dobbiamo fare una distinzione, perché da un punto di vista dei ritardi, vi posso dire che l'Agenzia LAORE, noi abbiamo approvato la Finanziaria, voi avete approvato la finanziaria il 9 gennaio e noi a febbraio abbiamo pagato un terzo delle somme annuali ad ARAS in anticipazione rispetto alle prestazioni, quindi non c'è un ritardo, c'è una problematica che è emersa, e lì c'è un ritardo che, come dire, dipende da una problematica della presentazione dei consuntivi relativa all'anno 2014-15-16, ma bisogna anche essere chiari su questo, quella cifra lì, annuale, è il 3 per cento dell'assegnazione complessiva. Certo, alla fine fa cifra, e certo alla fine ha determinato comunque un ritardo, in ogni caso, allo stato attuale, mi consta, poi, salvo tema di smentita, io ho chiamato i vertici, che gli stipendi di gennaio e febbraio dell'ARAS sono pagati, quello di dicembre non è stato pagato, e mi consta invece, per parlare in parallelo, che nell'APA gli stipendi sono indietro anche di undici mesi, in alcuni casi, oltre ai rimborsi delle spese. E allora, rispetto al dibattito, poi non so se avrò il tempo di rispondere a tutte le considerazioni o di fare delle considerazioni sulle proposte o sulle osservazioni fatte da tutti i Consiglieri, perché il tempo è poco, io rilancio rispetto a quello che voi state dicendo, c'è necessità di fare una rivisitazione delle agenzie? Io rilancio, l'Assessorato ha grossi problemi, l'abbiamo visto anche ieri, organizzativi e soprattutto di personale, e le norme attuali, il quadro delle norme non mi consentono di trasferire più di un'unità dalle agenzie, e con questo sistema non si può risolvere, poi magari su questo tema del personale interverrà l'Assessore al personale, io rilancio! Allora, vogliamo ragionare per fare una rivisitazione e per risolvere i problemi dell'Assessorato, della pesca, di AREA e APA perché li infiliamo dentro questo meccanismo o per trovare una soluzione, così come diceva l'onorevole Sabattini, la parte pubblica deve fare questa attività, e anche altri Consiglieri regionali sono intervenuti sul tema, o per fare una società in house? Rilancio! Abbiamo la voglia tutti? Io ho pensato che a fine legislatura non fosse il tempo di poter affrontare questo tema, per quello che mi riguarda, però se questa è la volontà, io sono pronto, ho la voglia e anche il coraggio di affrontare una rivisitazione anche della riorganizzazione delle Agenzie, chiaramente con la componente politica, perché va fatto qui in Consiglio regionale il ragionamento. Sulla parte della regolarizzazione flussi economici c'è stata, quindi, ogni tre mesi vanno in anticipazione, noi abbiamo trasferito a LAORE tutta la cifra che ci è stata data dalla Finanziaria immediatamente, con una delibera di Giunta che è verificabile, quindi a febbraio, addirittura quest'anno i soldi sono arrivati notevolmente prima rispetto all'anno scorso, perché l'anno scorso la finanziaria era stata approvata successivamente. Per quanto riguarda l'inquadramento dei lavoratori, è un tema che poi tratterà l'Assessore al personale. La questione invece nella mozione; l'ARAS, relativamente alla possibilità di rivedere la struttura aziendale, la preoccupazione che c'è nella mozione, allora, io intanto direi questo, che non vedo una ragione sotto questo profilo, e ricordo all'Aula che questa Giunta, a differenza del passato, dove il contratto veniva fatto annualmente con l'ARAS, ha fatto un contratto con una tempistica maggiore, perché oggi l'ARAS ha un contratto fino al 2020 per occuparsi della gestione del benessere animale, quindi non è che c'è una lacuna contrattuale o una mancanza di contratto che possa far pensare a oggi chi è la governance di ARAS, che c'è da cambiare qualcosa anche nell'organizzazione di ARAS, c'è un contratto, c'è un numero di dipendenti, circa 296 compresi quelli a tempo determinato, c'è un contratto fino al 2020. Semmai, come piano B, io l'ho detto anche negli incontri con le organizzazioni sindacali, laddove la norma consentiva un limitato eventuale inquadramento dei dipendenti dentro LAORE, nell'applicazione della legge del 2009, semmai il tema era rafforzare la posizione del soggetto ARAS, rafforzarla, magari andando a vedere una nuova convenzione e facendo anche uno sforzo per far ritornare un pochino indietro le prestazioni che svolgevano quelle figure, che hanno come ho detto prima un'alta specializzazione, facendo ancora di più assistenza tecnica al mondo delle campagne, perché questo ci viene chiesto non solo dal mondo delle campagne, ma anche dagli stessi operatori. Per cui rispetto alla mozione all'onorevole Congiu dico: trasferire le risorse? È stato fatto, le abbiamo trasferite, sono anche a buon punto per chiudere i conti del 2014-15-16, e non solo, mi risulta che in anticipo rispetto al mese di aprile stiano preparando la rendicontazione dell'anno 2017 per consegnare LAORE e quindi chiudere il ragionamento. Sull'APA; l'onorevole Pittalis dice che ci vuole chiarezza, io vi dico che cosa abbiamo fatto, sia su ARA che su APA, l'ho detto alla Conferenza dei Capigruppo, ma lo ripeto all'Aula perché così tutti possono avere contezza di questo. Dall'aprile 2017 abbiamo iniziato a effettuare numerosi incontri, che abbiamo svolto o singolarmente, con anche una parte di dipendenti, o con le organizzazioni sindacali, o con i vertici delle ARA e delle APA, e anche con l'Assessore al personale in un paio di circostanze, e lì si sono affrontati tre temi sostanzialmente: la convenzione, i conti e la questione del personale, quello che oggi è il tema che si sta discutendo. A luglio abbiamo fatto un incontro congiunto con l'Assessore al personale, e su questo risponderà lui, anche perché non ho molto tempo per affrontarlo. A ottobre io ho incontrato i consigli di amministrazione delle APA, quelli che erano democraticamente eletti, salvo il Commissario di Nuoro, sono venuti da noi a dirci: "Abbiamo necessità di un intervento regionale, abbiamo una necessità di circa 1 milione e 700 mila euro", e io ho ribadito ciò che mi è stato detto nel momento in cui sono stato nominato, e cioè che la Regione è pronta a fare la sua parte, a condizione che si proceda però a un processo di riorganizzazione, perché è vero quello che è stato detto da qualcuno di voi, anzi, oggi anche certificato, se vogliamo, perché il 9 febbraio i commissari mi hanno mandato una lettera dove dicono che i debiti di APA sono 4 milioni e quasi 100 mila euro, i debiti delle quattro APA, e se questo è, vuol dire che sono debiti che si trasportano da tanti anni di gestione, o da una gestione non fatta in un modo proprio corretto; lo scrivono anche, quindi non è che sto dicendo cose… lo scrivono anche, con anche rilievi che afferiscono forse anche ad altre sfere, ma questo è un problema, ripeto, è un'associazione privata, che hanno più loro. Noi abbiamo ribadito che davanti a un progetto di fusione, che vuol dire non fusione, per usare il termine… o confusione, dell'onorevole Congiu, ma un processo che porti a fare un piano… chiamiamolo… è più bello usare questo termine, una sorta di piano industriale, cioè un piano che dica, con i numeri che hanno oggi queste organizzazioni, come si sta in piedi, altrimenti il problema si porterà avanti o aumenterà fino a un punto di non ritorno, e su questo richiamo quello che è successo a livello nazionale su questo tema, dove sono stati portati i libri in tribunale, dove sono state chiuse altre situazioni simili a questa. Quindi gli abbiamo chiesto con chiarezza, come diceva l'onorevole Pittalis: fateci un progetto, un programma, che rimetta a posto i conti, che rimetta a posto la cosa per salvaguardare i posti di lavoro, in tutti gli incontri, non abbiamo mai parlato di licenziamenti, abbiamo parlato di un impegno della Regione per accompagnare i dipendenti in età vicino alla pensione al pensionamento al limite anticipato; è questo che abbiamo fatto, non abbiamo mai parlato con loro di licenziamenti, e gli abbiamo chiesto questo programma. Il 22 novembre io ho fatto un incontro col delegato AIA perché i Consigli di Amministrazione autonomamente si sono dimessi, e quindi gli statuti prevedevano che ci fosse il commissariamento, immediatamente io ho convocato il delegato AIA per dirgli: "Beh, cosa avete intenzione di fare? Perché c'è una parte di servizi che noi vi paghiamo, e dall'altra parte c'è il problema personale e gestionale". E lui mi ha risposto: "Stiamo facendo il commissariamento", cosa che poi è avvenuta, io ho ribadito la posizione della Regione, quella che vi ho detto adesso, cioè noi interveniamo, diamo una mano per salvaguardare i posti di lavoro in questo modo qua, e ci siamo lasciati attendendo la nomina dei commissari. Sono stati nominati due commissari, sono stati incontrati da me nel mese di gennaio e anche a loro abbiamo chiesto la stessa cosa, e la procedura che loro hanno individuato di completamento della riorganizzazione, che noi chiamiamo fusione, ma forse loro hanno ancora in testa qualche cosa di diverso, ma alla fine quello che a noi interessa è che nessuno rimanga col cerino in mano, e allo stesso tempo quello che interessa è che si salvaguardino i posti di lavoro, e abbiamo detto di più, e cioè che noi siamo pronti a intervenire sui pensionamenti eventuali anche di tutte e due le strutture, e sulla riorganizzazione che voi vorrete proporre in termini di riconversione, di formazione del personale, in modo che nessun posto di lavoro si perda. Questo gli abbiamo sempre detto, e abbiamo cercato di portare avanti. Dopodiché il 9 febbraio mi mandano una comunicazione, il 9 febbraio, dove mi dicono che hanno fatto un po' di conti, ancora sono in verifica alcune situazioni, e risulta una posizione di circa 4 milioni e 100 di debiti dentro le APA, e risulta un quadro di dipendenti, di 90 dipendenti, 30 tra amministrativi e addetti alle procedure informatiche e sessanta tecnici. Mi dicono che quel sistema così com'è non è sostenibile e che chiedevano o che richiedevano di incontrarci per vedere come si poteva sistemare. Dopodiché hanno fatto la lettera di licenziamento, immediatamente hanno mandato la lettera e il 15 credo siano partite le comunicazioni, io ne ho avuto conoscenza il 20, il giorno stesso ho chiamato il commissario e ho detto: "Ci dobbiamo vedere immediatamente". Il giorno dopo sono venuti in Sardegna e abbiamo fatto un incontro in Assessorato del lavoro, ribadendo dei 14 licenziamenti: quanti sono in età pensionabile? Loro ci hanno risposto "6 barra 8", quanti sono giovani? "La differenza". Noi gli abbiamo detto allora in quella circostanza "Siamo pronti a sostenere il pensionamento dei dipendenti vicini alla pensione", chiaramente come? In accordo con i sindacati e in accordo anche con i dipendenti, perché sono necessarie tutte e due le cose e siamo pronti a mettere risorse per fare la formazione dei dipendenti per potergli far fare l'assistenza tecnica. Così ci siamo lasciati. Gli ho chiesto immediatamente la sospensione, la prima cosa che ho fatto, dei licenziamenti e loro hanno risposto e lì, parliamoci chiaro, parliamo di due commissari che sono subentrati a un consiglio d'amministrazione che fotografano una situazione, che vedono qual è la difficoltà e hanno deciso di fare un atto, in quella circostanza loro ci hanno spiegato, per salvaguardare il resto dei dipendenti. Chiaramente io non l'ho condiviso e ho detto subito che una eventuale azione così almeno poteva essere prima preventivamente notificata, comunicata o frutto di un incontro e poi eventualmente affrontata, perché la soluzione… da quella che loro avevano messo in atto. Ci siamo lasciati con l'impegno che avrebbero predisposto questo progetto e individuato fra tutti i dipendenti eventualmente quanti potevano essere in età pensionabile e quanti dovevano essere riconvertiti. L'incontro, io l'avevo convocato anche per questa settimana, lo faremo il 22, cioè la settimana prossima, e il tema sarà proprio l'analisi della proposta di fusione perché anche lì noi abbiamo detto una fusione ma da tecnici sappiamo che si può fare in mille modi, può essere anche che non optino per una fusione e optino per altro. Certamente tutte le problematiche che sono emerse le andremo a rimarcare, cioè che non ci sia uno spostamento delle attività e se questo è avvenuto in questa fase chiederemo che ci sia un ritorno indietro anche da un punto di vista organizzativo, perché per citare uno dei tanti interventi se anche un solo dipendente deve fare le busta paga noi, visto che i soldi li mette la Regione, vorremmo che quel dipendente sia un dipendente della Sardegna e non un dipendente di un'altra regione. Tantomeno vogliamo contribuire a sostenere quello che può essere il carico di AIA e nemmeno tantomeno vogliamo che il nostro patrimonio vada fuori dalla regione. Per cui questo è il quadro, noi abbiamo cercato di interloquire con loro e, come dire, con la funzione e la forza che potevamo avere, che abbiamo e oggi arriva ancora più forte anche attraverso questo dibattito, ma diciamo in qualche misura c'è una difficoltà da parte loro, c'è stata una difficoltà e però non c'è una chiusura rispetto alla possibilità di accompagnare le persone al pensionamento e di riassumere le persone che oggi sono state licenziate nell'ambito di un progetto che deve rivedere una nuova convenzione e una sistemazione. Le due cose, ribadisco, sono separate, ARAS ha un'aspettativa, io la conosco bene, i lavoratori di ARAS hanno un'aspettativa legittima, nessuno la mette in discussione, i lavoratori di APA hanno un altro tipo di problematica, e anche loro hanno delle aspettative altrettanto valide, anzi oggi sono quelli forse fuori dal sistema anche se ci sono degli ammortizzatori per 24 mesi, ma che necessitano sicuramente di una risposta migliore. Non ho molto tempo per rispondere alle considerazioni che in molte parti, cerco di rispondere velocemente almeno a quelle che mi sono sembrate più importanti, anche se in parte ho risposto a tutte quelle più importanti…

PRESIDENTE. Assessore Caria, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione.

SPANU FILIPPO, Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Sento il dovere, anche d'accordo con l'assessore Caria, molto brevemente di chiosare alcune questioni perché il dibattito, devo dire, è stato un dibattito molto ampio e ha posto mi sembra un tema che ricorre negli interventi di tutti e che noi assolutamente raccogliamo. Ci troviamo di fronte a una situazione, parlo della questione ARAS perché è quella sulla quale sono più direttamente interessato, sulla quale si è impegnato per competenza l'Assessorato, e che stiamo cercando di risolvere, ma ha bisogno di un orientamento politico sufficientemente chiaro, solido e anche coeso. Devo dire da questo punto di vista gli interventi che ci sono stati, vi ringrazio tutti, hanno toccato degli accenti che possono aiutare alla soluzione. Che cosa intendo dire? È chiaro che stiamo parlando di una norma, quella che è stata anche citata qui testualmente in Aula, che aveva dei problemi allora, quando è stata approvata, comunque non è stata applicata in quel momento, problemi che si sono aggravati nel momento in cui si sono succedute normative che, ricordo a tutti, sono normative a partire dalla Brunetta, continuando per i vari decreti Madia, che tendono a stringere le maglie relativamente all'accesso all'interno della pubblica amministrazione per i problemi del debito pubblico. Questa è la vicenda che conosciamo tutti iniziata nel 2011. Quindi noi ci muoviamo in un contesto nel quale abbiamo cercato di dare applicazione, tutti in due legislature, alla legge che di fatto si è rivelata non applicabile o di difficile applicazione stante i vincoli che ci sono attualmente. Ricordo che i vincoli sono vincoli di carattere assunzionale, vincoli anche rispetto alla prospettiva futura e al dibattito che ci dovrà essere sul quale ecco qui prendo l'impegno comunemente con l'assessore Caria che bisogna, rispondendo anche a una richiesta forte del Consiglio, bisogna riprendere in mano la situazione e trovare non solo risposte in termini di mozioni o di ordini del giorno, ma risposte normative, arrivati a questo punto, perché la normativa precedente non ha funzionato. Dicevo che a proposito di risposte normative anche la possibilità di fare nuovi enti è comunque vincolata, enti in house, aziende speciali eccetera, credo sia a mente di tutti il fatto che c'è una normativa nuova sempre legabile al nome del ministro Madia che mette dei vincoli anche là e sicuramente ce ne sono e andranno esaminati da questo punto di vista.

Infine, faccio la parte critica prima, per dire poi lo spazio dentro il quale noi abbiamo il dovere di muoverci, ma abbiamo anche il dovere della verità, di muoverci all'interno di un contesto dentro il quale sappiamo che dobbiamo fare un'azione forte. L'onorevole Cossa prima diceva: "È un po' paradossale, si incrociano le due questioni oggi dell'INPS e di queste vicende", di fatto tornano alcuni elementi, il fatto che dobbiamo essere più forti politicamente, ma dobbiamo essere più puntuali rispetto alla normativa in vigore, poi dobbiamo essere capaci di essere coesi e portare una voce forte al tavolo negoziale romano. C'è da questo punto di vista un altro elemento, lo ricordo a tutti, cioè sono i vincoli dell'Unione europea, quando parliamo di ARAS parliamo di servizi che vengono erogati all'interno del Piano di sviluppo rurale e quindi anche di quelli dobbiamo tener conto. Non è detto che questi ci impediscano di fare, ma ne dobbiamo tener conto perché in questo modo possiamo fare in maniera chirurgica un'operazione che poi funzioni veramente. Tenendo conto di questi vincoli e condividendo la posizione del Consiglio che mi è sembrata chiara in tutti gli interventi, che è necessario un intervento urgente di carattere normativo, io credo che l'intervento debba essere orientato, qualcuno l'ha detto, l'assessore Caria l'ha richiamato, alla riforma del sistema di sostegno e di aiuti di assistenza tecnica che si inquadra all'interno del Piano di sviluppo rurale. Noi abbiamo un sistema di assistenza alle campagne, diciamo così, o all'agricoltura che è un sistema che è fatto da tre enti e poi è fatto da una serie di servizi, quelli di ARAS sono servizi che di fatto però non vengono erogati da un ente pubblico ma vengono erogati da un ente privato. Credo che la soluzione rispetto a questo anche rispetto alle problematiche di cui ho parlato, assunzionali, di vincoli relativamente alla nascita di enti e infine di programmazione dei fondi strutturali debba avvenire in questo contesto. Dobbiamo avere la forza e il coraggio di farlo, di farlo in tempi brevi, quello che ci sentiamo di chiedere al Consiglio è che nel momento in cui individueremo in tempi più brevi possibili le modifiche normative che sono da fare, queste abbiano una via prioritaria per la loro approvazione avendo anche un'altra consapevolezza, che come tutte le riforme anche se le fai in tempi brevi ci vuole del tempo per la loro applicazione e nel frattempo vanno garantiti i diritti individuali così come è stato detto. Un ultimo accenno, credo che non sia bene, il Consiglio ha fatto alcuni passaggi molto importanti su Hydrocontrol, non sono state fatte stabilizzazioni a soggetti che non ne avessero diritto e non saranno fatte stabilizzazioni verso soggetti che non avessero diritto rispetto a quanto previsto da una legge votata da questo Consiglio, perché noi applichiamo le leggi del Consiglio ed è…

PRESIDENTE. Ha domandato di replicare alla sua mozione il consigliere Gianfranco Congiu. Ne ha facoltà.

CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). Io riconosco all'assessore Caria tanti pregi, sicuramente uno su tutti che è la buona fede, io le riconosco che lei è in buona fede assessore Caria e non so che linguaggio parlare in questo momento, non so come rivolgermi a lei. Perché se lei fosse un tecnico, se lei fosse un dipendente di AGRIS, se lei fosse un dipendente di LAORE saprei come affrontarla. Le direi, la sua è una statura tecnica che la porta a fare delle piroette encomiabili un po' sul diritto del lavoro, un po' sulle normative e stabilizzazioni ma non si concentra su quello che è il dato politico di questa giornata, il dato politico è: "Cosa vogliamo fare del sistema agricolo in Sardegna". Se lei fosse un dipendente di ARGEA avrei usato questa terminologia ma lei è un politico, lei dovrebbe avere scolpita nel suo DNA la esse di Sardegna, la esse di una sardità di un sistema agricolo che non tollera che le chiavi della zootecnia e dell'agricoltura vengano consegnate e ci si limiti semplicemente ad una difesa d'ufficio. Guardi, io faccio il difensore d'ufficio nelle aule tante volte e so qual è il minimo sindacale di una difesa e qual è invece un quoziente aggiuntivo, in lei non ho trovato quel quoziente aggiuntivo che ci fa dire: "Mi carico sulle spalle una zootecnia, un'agricoltura e la conduco verso una nuova stagione". Non mi basta sentir dire che sono associazioni private, queste associazioni hanno avuto nell'82 un riconoscimento dal Presidente della Regione con un decreto che ne ha sancito la loro rilevanza socio-economica, non è da tutti fregiarsi di un riconoscimento di questa portata. Lei sa che per effetto di un accordo di commercio tra Canada e Italia, l'unico esportatore verso il Canada di olio extravergine è la Regione Veneto? Gli oli veneti sono gli unici che sbarcano in uno dei mercati più prestigiosi al mondo, chi era l'Assessore dell'agricoltura e il Ministro delle politiche agricole in quegli anni? Chi ha favorito questo accordo? Era il ministro Zaia. Io non sono un appassionato di quel genere di politiche né quella è una parte politica alla quale mi riferisco, ma certamente è stato un Ministro che si è caricato sulle spalle il destino di una terra, questo io non ho colto nelle sue parole, assessore Caria. Lei ha parlato di norme che limitano le stabilizzazioni, ma chi le parla non vuole le stabilizzazioni, lo dico di fronte ai dipendenti, io non voglio le stabilizzazioni di nessuno, io voglio semplicemente una tutela della zootecnia e dell'agricoltura, i posti di lavoro sono una conseguenza, non la precondizione Assessore. Io non le voglio le stabilizzazioni, io non vorrei mai una Regione che si carica le APA e le ARA, io voglio un Assessorato che sia in grado di sviluppare un piano industriale non dire alle APA: presentatamelo voi. Cioè dire che noi abbiamo un patrimonio da tutelare e lo vogliamo tutelare in questo modo, poi verrà la "tecnicalità", ma lei l'ha anteposta, questo è quello che mi dispiace. Il mio è un sentimento di dispiacere perché in questo momento manca in lei che è un politico, lei ha portato in Giunta una quota di politicità che forse prima mancava, lei è stato consigliere regionale come noi, lei è stato legislatore, lei non è un tecnico, lei deve caricarsi sulle spalle il destino dell'agricoltura in Sardegna, questo è tracciare una rotta! Non ci basta, in quest'Aula è emerso un dibattito che chiede questo, chiede una progettualità, ognuno faccia la sua parte. Io mi scuso se mi sto accalorando, mi scuso anche se le manco di rispetto probabilmente, non è nelle mie intenzioni, le riconosco la buona fede le ripeto, però manca questa visione programmatica, lei è molto abile nell'andare a collocare gli interventi assessoriali su un piano della contrapposizione con le associazioni ma sempre in un modo, come dire, usando il bilancino. Ma ci vuol tanto, prendiamoci il Ministro dell'agricoltura, portiamolo qua perché qui abbiamo delle unicità che noi vogliamo tutelare, qui in Sardegna abbiamo dei patrimoni che non vogliamo perdere, non accettiamo supinamente quello che ci impongono.

PRESIDENTE. Ha domandato di replicare alla sua interpellanza il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Sarò brevissimo perché mi pare che questo dibattito abbia già esaurito in sé quelle che sono le virtualità che invece un dibattito deve dare alla politica e all'Esecutivo. Io credo che ci sia la necessità che subito la Commissione intervenga presentando un disegno di legge perché qui possiamo fare gli ordini del giorno che vogliamo, ma questi ordini del giorno vengono vanificati poi nella esecutività. E siccome non credo che questo Consiglio regionale debba perder tempo ulteriormente anche perché c'è l'unanimità del Consiglio regionale per salvaguardare posti di lavoro e trovare le soluzioni più adeguate, da qui non si può uscire, punto. Chi non avesse capito questo è fuori dal mondo, chiaro? Allora ripropongo chiaramente a Lotto che prepari un disegno di legge e lo depositi qui al più breve tempo possibile perché si tratta di chiudere una vertenza che si è aperta e non sappiamo neanche come, a me non interessa privato o non privato, enti o non enti, a me interessa risolvere il problema e il problema va risolto togliendo da quei (…) che sino adesso hanno bloccato una parte del sistema di controllo e verifica in agricoltura, riportare le cose a casa dove io Consiglio regionale posso sindacare all'interno, evviva Dio, ci sono strumenti possibili, lo dicevo prima sia per quel che riguarda una società in house o altre soluzioni nel più complesso del sistema delle Agenzie regionali, ma sta di fatto che va fatto subito e che subito esca fuori un ordine del giorno qui che impegna l'Assessore a far ritirare quei licenziamenti, punto e a capo.

PRESIDENTE. Ha domandato di replicare alla sua mozione il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SDP). Sta avvenendo un riconoscimento dell'autonomismo al contrario, l'abbiamo detto prima e lo ribadiamo adesso, soldi regionali, fondi regionali nostri gestiti da pseudo commissari del continente. Forse non ci siamo capiti rispetto a quello che abbiamo chiesto, abbiamo chiesto delle cose semplici, noi vogliamo garanzia sullo stop ai licenziamenti di quelle 13 persone, che sono persone e non sono numeri, e abbiamo detto io non firmerò nessun ordine del giorno, perché da sempre, io qui ci sono ormai nove anni, e da nove anni i più anziani, adesso sono anziano anch'io, mi dicevano che un ordine del giorno non si nega mai a nessuno, quindi mettiamoci d'accordo, quanti ne vorrai tu durante la legislatura 5, 6, 7, 7 li avrai! Io non firmerò nessun ordine del giorno, oggi noi da qui dobbiamo uscire, rispetto a un impegno che abbiamo assunto in Conferenza dei Presidenti di gruppo, con un qualcosa che sia immediatamente praticabile, che sia un disegno di legge, che sia la Commissione che si prenda in carico la possibilità di produrlo in tempi brevissimi, ma noi non possiamo oggi andare via da qui senza dare delle risposte certe, perché altrimenti quello che ho detto all'inizio, siamo stati qui questa mattina a rivedere un film già visto troppe volte, e credo che gli ultimi segnali che ci sono arrivati anche dalle urne elettorali, che ci dovevano insegnare qualcosa, non ci hanno insegnato nulla. Io credo che noi oggi dobbiamo fare altro rispetto alla liturgia, siamo sotto Pasqua, alla liturgia che rimane liturgia, vorremmo traduzione in atti concreti di tutto quello che l'intero Consiglio regionale, mi sembra che abbiamo detto quasi tutti, anzi tutti, la stessa cosa. Abbiamo assunto impegni che non sono impegni politici, ma quasi morali, quasi doveri morali rispetto a bisogni che hanno necessità di risposte immediate e queste devono arrivare, se non siamo in grado di farlo credo, come diceva qualcuno stamattina, questo Consiglio regionale ha esaurito quelli che sono i suoi compiti e le proprie prerogative.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Presidente, noi siamo in linea con quanto detto adesso dai colleghi, anche perché economicizziamo il tempo, da qui però non sono d'accordo solo con l'ultimo pezzettino dell'onorevole Cocco, qui non si tratta solo del Consiglio regionale, qui il Consiglio regionale vuole fare la sua parte, l'altra parte la deve fare la Giunta, e insieme dobbiamo trovare una soluzione, perché non si può aspettare per un problema che non riguarda dei singoli, riguarda un intero settore che deve, com'è stato fino ad ora, essere trainante e deve continuare ad esserlo, e non può essere messo in crisi da enti esterni alla Sardegna. Quindi fermiamoci, occorre oggi dare un input, lo diamo, occorre approfondire i procedimenti perché su questo possiamo concordare con quanto affermato dagli assessori, le procedure sono complesse, perché si tratta anche di enti privati, ma questo non significa che non ci sia una soluzione. Ecco, io dico, Presidente, acceleriamo i tempi, incontriamoci rapidamente, occorre una norma? Noi siamo disponibili a ragionarci da subito, se questo deve essere l'impegno, ma la soluzione va trovata e non può chiudersi a tarallucci e vino, questo no!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Piermario Manca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANCA PIERMARIO (Partito dei Sardi). Presidente, sono un po' perplesso su come stanno proseguendo i lavori, devo anticipare che non sono molto d'accordo sulle risposte dei due assessori, molto limitate, perché il dibattito poneva tutt'altre problematiche, quelle di riorganizzare, come ha detto il mio Capogruppo, comunque la zootecnia in Sardegna. Non so come si va avanti, una cosa è certa, vorrei dire all'Aula solamente questo, ieri abbiamo lavorato bene, siamo arrivati anche a una conclusione, non si vive Assessore di parole, ma anche di fatti. Diamoci prima di uscire da quest'Aula una tempistica, 60 giorni per avere una proposta di legge o quant'altro, e avere delle cose certe, che sia in Commissione, che sia… troppi Troppi anche 60? Mettiamo 60 giorni e ci rivediamo, non lasciamo le persone così sempre appese a un filo, non è non è giusto nei loro confronti. Quindi, se vuole Presidente interrompiamo i lavori, vediamo come che vogliono procedere i Capigruppo, ma mettiamo delle date certe, il cittadino ha bisogno di date e non di parole. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Antonio Gaia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

GAIA ANTONIO (Cristiano Popolari Socialisti). Presidente, io non sono intervenuto nel dibattito, ma mi permetto solo di condividere alcune considerazioni che ha fatto l'Assessore Spanu e qualche collega. Però mi preme soprattutto non prendere in giro i lavoratori che sono qui presenti, perché se si può fare qualcosa è giusto che la Commissione lo prenda in esame, ma dico se, perché esiste innanzitutto la Carta costituzionale che non è stata citata da nessuno, sembra quasi che ormai l'articolo 97 non esista per nessuno, che comunque va superato, esiste la legge Madia che comunque va superata, dopodiché tutto l'impegno necessario che questo legislatore è giusto che ci metta per salvaguardare non solo quelle professionalità che da tempo ormai danno un servizio encomiabile per tutto il comparto, ma perché comunque ci sono degli aspetti umani e familiari che inevitabilmente tocca tutti quanti, però si tratta di verificare se tutto ciò stride con la normativa nazionale, che ci piaccia o no, perché altrimenti rischiamo di aprire, come al solito, e dicevo al Presidente della Commissione VI che fra un po' arriverà anche l'AIAS a bussare alla porta per essere stabilizzati. Cioè stiamo molto attenti, perché mi appello al senso di responsabilità di tutti, con tutto il rispetto e la condivisione sotto l'aspetto umano e politico per i dipendenti, ma non mi piace prendere in giro le persone. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (SDP). Presidente, io sarò brevissimo anche perché riprendo l'accorato appello che è stato fatto sia dal mio capogruppo, sia dal capogruppo del Partito dei Sardi, sia dall'onorevole Manca, io penso che la Commissione agricoltura che è presieduta dall'onorevole Luigi Lotto debba immediatamente prendere in mano la situazione, convocare la Commissione e discutere immediatamente sulla soluzione del problema. Soluzione del problema che si divide su due però strategie, sicuramente una di lungo periodo e di prospettiva, così come è stato ben detto dall'onorevole Congiu, di prospettiva della nostra agricoltura, di prospettiva di risposte che il nostro mondo agropastorale attende, ma la seconda questione, che forse in questo momento è impellente e viene anche prima è la tutela del mondo dei diritti del lavoratori. Noi parliamo, diamo prospettive, però se in questo frangente 13 lavoratori vanno a casa, e ulteriori 13 famiglie rimangono senza la pagnotta, qui probabilmente quando daremmo una prospettiva non ci sarà più nessuno per poterla accogliere. Quindi immediatamente si dia una soluzione ai 13 licenziamenti, immediatamente si creino i Tavoli di lavoro per dare le risposte che questo Consiglio regionale, in maniera unanime, ha chiesto e sta chiedendo, forse da un po' troppo tempo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Lotto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOTTO LUIGI (PD). Presidente, io vedo che, probabilmente perché non si intravede una strada diversa, si continua a pensare che la soluzione al problema la debba costruire la Commissione V, io non mi sottraggo alla responsabilità di guidare quella Commissione, farò in modo che la Commissione stessa affronti il tema, sappiamo però che ognuno di noi ha le responsabilità per il livello istituzionale che è chiamato a rappresentare, chiamerò a dire la propria e ad arrivare con soluzioni o con proposte dal proprio punto di vista i vari livelli istituzionali, se serve chiamerò i sindacati e chiamerò le organizzazioni di categoria. Io il confronto lo apro, sappiamo però che la costruzione della soluzione finale deve essere una soluzione condivisa, realizzabile, e che non illuda ancora una volta i lavoratori e rimandi ad altri tempi e ad altri che verranno dopo di noi. Va affrontato e risolto il problema, noi faremo quello che possiamo fare come Commissione, guai a chi pensasse che la responsabilità sta solo in capo alla Commissione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Valerio Meloni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MELONI VALERIO (FI). Io, raccogliendo le sollecitazioni dei colleghi, di alcuni di loro, e pensando di aver ben compreso ciò che ha detto l'Assessore all'Agricoltura, e mi pare sia assolutamente in linea, credo che questo momento vada sicuramente ottimizzato, nel senso che sia necessario risolvere il problema legato all'ARAS e il problema legato alle APA in un'unica discussione, che ci metta tutti d'accordo, ma mi pare che lo siamo sull'obiettivo, ma non si perda l'occasione per affrontare contestualmente, posto che il tema è quello delle campagne, la zootecnia, e tutte le altre tematiche legate a questa attività produttiva essenziale, il tema più generale, che è quello della rivisitazione della articolazione delle agenzie, e poiché le agenzie agiscono, lo abbiamo visto in questi anni dalla riforma, dell'(…) mi pare si chiamasse no? Agiscono assolutamente svolgendo il loro ruolo e la loro funzione ma non sono perfettamente rispondenti a quelle che oggi sono le esigenze di un mondo che viaggia veloce che ha necessità e risposte immediate, che devono anche essere anticipate e poiché si è fatto richiamo alla necessità di mettere in campo la progettualità, alla qualcosa mi pare l'Assessore non si stia sottraendolo, l'ha anche detto nella sua premessa, poc'anzi io credo che questa occasione vada colta e vada utilizzata se l'Aula è d'accordo portiamo in discussione immediatamente anche la riforma delle agenzie partendo dalla necessità di trovare risposte ai bisogni delle ARAS e delle APA.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare La consigliera Alessandra Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Per dichiarazione di voto e anche per fare una precisazione, a seguito dell'intervento dell'onorevole Gaia che condivido, nessuno qui sta cercando di fare stabilizzazioni che non hanno senso e non sono concesse dalla legge, ci siamo fermati a dover risolvere un caso che riguarda comunque una posizione della Regione predominante, sia per il discorso ARA che per le APA, nel senso che dipendono da strutture Agenzie regionali quei lavoratori e quei servizi, quindi nel momento in cui la Regione è impegnata in maniera forte anche con delle società private che vivono di finanziamenti regionali noi ce ne dobbiamo occupare. I lavoratori avranno i diritti che occorrono per stabilizzare la loro posizione la loro tranquillità di lavoratori, ciò non significa che noi faremo degli atti che sono contro la Costituzione prima di tutto e contro le leggi ordinarie in materia, ma questo, e noi votiamo a favore di questo, deve andare in una direzione che deve vedere questo Consiglio regionale e questa Giunta impegnati in tempi brevi, ecco perché non aspetteremo i 60 giorni, ma in tempi brevissimi, per esaminare il problema, compreso, come ho detto nelle nell'altra parte del mio intervento, l'esame della riorganizzazione delle tre agenzie AGRIS LAORE e ARGEA.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Sabatini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SABATINI FRANCESCO (PD). Intanto sul pagamento degli stipendi, io non so sono state sono state riversate le risorse che erano state previste dalla finanziaria. Io sento da diversi anni che costantemente vengono pagati in ritardo, vorrei capire il perché, vorrei capire il perché! Ci sarà una responsabilità? Credo che ci sia una responsabilità e che debba essere messe in luce. L'altro tema, non abbiamo, ripeto e ribadisco, nessuno ha parlato di stabilizzazioni, questo sistema di assistenza pubblica di questa Regione non svolge nessun servizio di assistenza tecnica al sistema zootecnico, questo è il tema, non c'è! Lo fa attraverso un bando utilizzando l'ARA, e questo secondo me non è concepibile. Allora, è il momento di rivedere tutto il sistema? Io credo che si rischi di perdere troppo tempo, ma se riusciamo a farlo nel più breve tempo possibile facciamolo, qui il tema è un altro. Chi lo deve fare? Non è questione di chi si carica la responsabilità, o la Giunta in dieci giorni presenta e deposita un disegno di legge di riforma con una proposta, o in sede redigente lo fa la Commissione agricoltura, decidiamo oggi cosa dobbiamo fare!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianluigi Rubiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Presidente, per riprendere un po' i concetti già espressi nel mio primo intervento, il rischio è di andar via da qui stamattina senza un nulla di fatto ovviamente non ce lo possiamo permettere. Stiamo parlando di tante cose ma non stiamo quagliando assolutamente nulla! L'idea che si possa e che si debba aspettare sessanta giorni per trovare la soluzione è aberrante, non esiste, noi dobbiamo trovare una soluzione stamattina dobbiamo chiudere i lavori dell'Aula con un crono programma, perché altrimenti questi lavoratori che sono il nostro primo problema, ma non me ne vogliano, io ho a cuore anche i problemi delle aziende ho a cuore i problemi della dei libri genealogici che c'è uno scippo, una volontà di portarli via dalla Sardegna e noi nel silenzio generale stiamo facendo passare questa cosa come se fosse quasi secondaria, qui è una questione politica, dobbiamo intervenire immediatamente ecco perché qui è una questione politica dobbiamo intervenire immediatamente, ecco perché ho chiesto al Presidente della Commissione da questo momento per fissare la data per incontrare l'Assessore, le delegazioni, i sindacati e i lavoratori, non è possibile, è impensabile che si chiuda questo Consiglio con un nulla di fatto. L'idea di parlare di tutto pur di concludere niente mi sembra sia il motto che stamattina qui vogliamo sottoscrivere, è inaccettabile!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Mi pare che il dato politico che emerge da questo dibattito ampio e approfondito e che c'è una sfiducia manifestata dal centrosinistra e dalla maggioranza che governa la Regione nei confronti dell'Assessore. Non so se sia meritata o immeritata però di sicuro c'è questo dato è evidente che la maggioranza sta sfiduciando l'Assessore. Assessore che ha delle responsabilità. le responsabilità assessoriali e che quindi deve necessariamente fare delle proposte in tempi accettabili. in tempi brevi oserei dire. però le proposte le deve fare la Giunta. non si può cercare di scaricare la responsabilità con l'onorevole Lotto sulla Commissione, la Commissione credo sia opportuno che esamini la proposta dell'Assessore. Credo che sia opportuno che faccia le opportune audizioni, ma vogliamo una proposta della Giunta. Abbiamo necessità di sentire una proposta risolutoria dell'Assessore. Ancora, credo che il problema debba essere affrontato su due piani paralleli ma due piani, da una parte c'è la salvaguardia immediata dei posti di lavoro di questi lavoratori, da una parte, intervenire quindi con urgenza per salvare i posti di lavoro. Dall'altra parte c'è invece su un altro piano parallelo, ma con un respiro molto più ampio, la riforma degli enti, la riforma delle agenzie. Non si può assolutamente fare un pastone, fare un miscuglio, occorre invece lavorare su due piani paralleli, da una parte salvaguardia del lavoro e dei lavoratori, dall'altra parte la riforma con un obiettivo strategico differente. Ecco credo che sia questo che si debba fare, ma l'Assessore deve necessariamente intervenire in tempo reale e assumersi le sue responsabilità e dire che cosa vuol fare per risolvere il problema più impellente.

PRESIDENTE. Metto in votazione la mozione numero 392 in merito la grave situazione in cui si trovano i dipendenti dell'ARAS… non sono la stessa cosa, uno riguarda la soglia, l'altra riguardano l'AIPA.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai per dichiarazione di voto. Ne Ha facoltà.

LAI EUGENIO (SDP). Presidente, per fare una proposta che mi pare sia emersa in maniera condivisa, il mandato alla Commissione però alla Giunta per la predisposizione di una proposta di legge che dovrebbe avvenire ci auguriamo entro 10 giorni, in maniera tale che la Commissione la esamini, io chiedo che venga in questo momento sospesa la votazione delle mozioni per dare il tempo alla Giunta e alla Commissione di esaminare la proposta di legge e ritrovarci qui possibilmente prima di Pasqua.

PRESIDENTE. O si presenta un ordine del giorno unitario oppure si votano le mozioni, non c'è via di mezzo.

Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni per dichiarazione di voto. Ne Ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Sì chiedevo prima di sospendere proprio per questo fatto, in modo che non si votasse, ma vorrei far capire che ci sono due esigenze emerse che l'onorevole Lotto ha ben colto e capito. Una è di trovare soluzioni immediate per i licenziati e quindi i rapporti con soggetti estranei. L'altra è l'organizzazione complessiva delle agenzie e sistema in agricoltura, perché senza questo noi non facciamo niente, e dobbiamo andare a verificare questa cose, si riunisca anche contemporaneamente la Commissione con i Capigruppo, che ognuno si assuma la propria responsabilità, Presidente chiederei una sospensione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giorgio Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC Sardegna). Noi io sono contrario alla sospensione vi spiego, io sono puntuale qui da stamattina, com'è prassi consolidata, praticamente abbiamo aspettato oltre mezz'ora per iniziare i lavori. Ebbene, sono rimasto impassibile perché debbo discutere e illustrare una mozione, gradirei che lei Presidente, al di là delle sospensioni, sapere quale sarà la programmazione dei lavori per quanto riguarda il proseguo delle mozioni, che hanno tutte quante la stessa valenza politica.

PRESIDENTE. La prosecuzione dei lavori è prevista per questo pomeriggio sulle altre mozioni.

Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Congiu. Ne ha facoltà.

CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). Solo per chiederle una sospensione dell'Aula per poterci ritrovare qui nel pomeriggio e condividere un ordine del giorno unitario. Sono tre le mozioni è mio intendimento fonderle in un unico documento che faccia sintesi su tutti gli argomenti che sono usciti.

PRESIDENTE. Allora la seduta è tolta.

Il Consiglio è convocato questo pomeriggio alle 16, adesso immediatamente è convocata, al sesto piano, la Conferenza dei Capigruppo.

La seduta è tolta alle ore 13 e 43.