Seduta n.285 del 13/03/2018 

CCLXXXV Seduta

Martedì 13 marzo 2018

Presidenza del Presidente Gianfranco GANAU

La seduta è aperta alle ore 16 e 56.

FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta del 20 febbraio 2018 (281), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Francesco Agus, Anna Maria Busia, Ugo Cappellacci, Lorenzo Cozzolino, Roberto Deriu, Luigi Ruggeri, Emilio Usula e Paolo Flavio Zedda hanno chiesto congedo per la seduta del 13 marzo 2018.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Comunico che in data 8 marzo 2018 è stata presentata, primo firmatario On. Deriu, la "Richiesta di istituzione di una commissione speciale inerente la grave situazione delle imprese attive nell'artigianato e nel commercio al dettaglio e sulle politiche commerciali della grande distribuzione" ai sensi dell'articolo 53 del Regolamento interno.

Comunico che in data 12 marzo 2018 è pervenuta copia della decisione della Corte Costituzionale n. 40 del 6 febbraio 2018, nella quale si dichiara l'illegittimità costituzionale dell'articolo 6, comma 8 della legge regionale 29 maggio 2007, n. 2 (legge finanziaria 2007) come modificato dall'articolo 3, comma 22, della legge regionale 5 marzo 2008, n. 3 (legge finanziaria 2008), e dall'articolo 3 della legge regionale 4 agosto 2011, n. 16 (Norme in materia di organizzazione e personale).

Annunzio di presentazione di proposta di legge

PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente proposta di legge:

495.

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria:

1411, 1412, 1413, 1414, 1415, 1416, 1417, 1418, 1419, 1420, 1421.

Annunzio di mozioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria:

400, 401, 402.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Desini. Ne ha facoltà.

DESINI ROBERTO (Partito dei Sardi). Sull'ordine dei lavori, Presidente. Abbiamo appreso dagli organi di stampa che lei, assieme ad altri colleghi, stamane ha partecipato in videoconferenza con la Regione Sicilia, col Comitato sull'insularità per la raccolta delle firme, io le chiedo per l'ennesima volta, Presidente… ci fa piacere questo problema dell'insularità ma, visto che è presente anche l'Assessore allo sport, questo Consiglio regionale ha approvato all'unanimità nell'agosto scorso una legge sull'insalubrità delle isole minori per gli sportivi e a tutt'oggi non è applicata, a tutt'oggi non è applicata! Chiediamo all'Assessore, al Presidente della Regione che cosa dobbiamo fare per far applicare questa legge! Ho tutte le mail delle società sportive che non stanno beneficiando di questa legge: che cosa volete fare?! La pazienza ha un limite! Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giorgio Oppi. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC Sardegna). Presidente, sull'ordine dei lavori. Io ho letto questi giorni sugli organi di stampa che in effetti vi sia il tentativo da parte dell'Assessore competente, di Moirano, di eliminare gradualmente dalle guardie mediche la vigilanza. Ora, a parte il fatto che questo avvenne nel 2003, nel 2003 ci fu l'omicidio di una giovane a Solarussa e in funzione di questo si misero 30 miliardi di vecchie lire che avevano l'obiettivo di creare queste strutture. C'è stato un tentativo successivo, perché nel 2003 è stato messo nel bilancio della Regione e nel 2005-2006 si tentò di eliminarlo, e al riguardo ci fu la mozione numero 82 il 18 luglio 2006, approvata all'unanimità, contro il tentativo maldestro di eliminare le guardie mediche, che ripristinava le guardie mediche.

Siccome si va a fasi alterne, gradirei, se lei lo ritiene opportuno, che l'Assessore relazionasse in Aula per evitare… perché se bisogna trovare soluzioni che possano essere sostitutive, prima si trovano le soluzioni sostitutive e poi si eliminano le guardie mediche, così facendo invece è una aberrazione, una cosa gravissima che crea danno non soltanto per gli utenti ma soprattutto per i medici che vedono la loro incolumità messa a repentaglio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Congiu. Ne ha facoltà.

CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). Grazie, Presidente, per segnalarle che chi le parla ha depositato un emendamento, nel rispetto dei termini, a valere sulla legge pesca che è stata appena chiamata, che però non è in distribuzione; peraltro mi segnalano che potrebbero esserci dei profili di inammissibilità. Allora io le chiederei, come più volte è accaduto, che l'emendamento venga comunque distribuito, dopodiché anticipo già a lei, Presidente, e a tutta l'Aula che ho anche colto quali potrebbero essere le parti di ambiguità eventualmente censurabili, e su quelle interverrei oralmente per fare un emendamento modificativo del testo dell'emendamento. Presidente, le sarei grato se disponesse che gli Uffici lo distribuissero.

PRESIDENTE. Sì, l'emendamento può essere distribuito, è un emendamento che è stato dichiarato inammissibile.

Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (SDP). Presidente, qualche giorno fa l'8 marzo si è festeggiata in tutto il mondo la Giornata internazionale della donna, vorrei segnalarle però, e da questo punto di vista chiederei la presenza in aula dell'Assessore alla sanità, che dal 2017 i Centri antiviolenza della Provincia del Sud Sardegna sono bloccati. Noi troviamo che questa situazione sia totalmente incresciosa, troviamo che l'Assessore alla sanità abbia delle responsabilità da questo punto di vista, e intendiamo avere delle risposte sul perché questi Centri antiviolenza siano bloccati, sul perché le risorse non siano spese e sul perché le donne vittime di violenza che fanno parte della Provincia del Sud Sardegna non possono rivolgersi ai centri abilitati.

Quindi, essendo un argomento estremamente importante, chiediamo che alla fine dei lavori di quest'oggi l'Assessore alla sanità venga in aula e ci dia delle risposte chiare, nette e trasparenti.

Discussione e approvazione del disegno di legge: "Disposizioni in materia di pesca" (492/A)

PRESIDENTE. Passiamo al primo punto all'ordine del giorno, discussione del disegno di legge numero 492/A.

Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Luigi Lotto, relatore.

LOTTO LUIGI (PD), relatore. Questo disegno di legge proposto dalla Giunta e approvato dalla Commissione, con il voto della maggioranza e l'astensione della minoranza, parte da un'esigenza che è emersa negli anni scorsi, quando, da diversi operatori, è stata segnalata una differenza di trattamento tra soggetti economici che operano nell'ambito dell'acquacoltura a mare che si ritrovavano a dover pagare dei canoni la cui dimensione, rispetto ad altri soggetti, e in questo caso in particolare si parla di cooperative o consorzi di cooperative, aveva una differenza assolutamente sproporzionata e ingiustificata. Quindi hanno sollevato il tema, l'abbiamo affrontato, ci abbiamo impiegato anche probabilmente più del dovuto, finalmente con l'assessore Caria è stata presa in mano la cosa ed è stato predisposto un disegno di legge che tratta questo argomento. Di fatto ci stiamo riproponendo di trattare allo stesso modo gli operatori economici che chiedono delle concessioni per acquacoltura e pesca, e vengono trattati tutti alla stessa maniera. E' stata introdotta nel disegno di legge anche la disciplina delle concessioni per le autorizzazioni alla pesca, distinguendo pesca professionale e pesca sportiva, nonché il come regolamentare la pesca sportiva di chi viene da fuori dalla Sardegna. Il tratto caratterizzante di questo articolo di fatto è la semplificazione delle procedure per quanto riguarda la pesca sportiva: non è più previsto infatti, con l'approvazione di questa legge, alcun tesserino e la stessa ricevuta di versamento, presentata assieme al proprio documento di identità, vale come tesserino. Quindi di fatto è un passo avanti verso la sburocratizzazione, che è una esigenza che la nostra società ci pone all'attenzione un giorno sì e l'altro pure.

L'articolo 3 invece tratta del come regolamentare un settore, quello della pesca subacquea, che non è per niente trattato dalle norme regionali, e di fatto però stiamo dando come Consiglio il mandato alla Giunta di predisporre queste norme e proporre all'approvazione della Commissione.

E' una legge che aiuta a superare un'ingiustizia, a semplificare alcune procedure e a normare un campo, quello della pesca subacquea, che non è ancora normato. Questo è quanto è stato approvato, ripeto, a maggioranza dalla Commissione quinta, dove la minoranza peraltro si è astenuta condividendone fondamentalmente, e per questo io li ringrazio, il contenuto.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Luigi Crisponi. Ne ha facoltà.

Ricordo ai colleghi che intendono intervenire che devono iscriversi a parlare prima della conclusione dell'intervento dell'onorevole Crisponi.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Effettivamente nel corso della breve discussione in seno alla quinta Commissione abbiamo voluto rimarcare alcuni aspetti positivi che nel breve articolato della proposta legislativa trovavano il nostro favore, solo ed esclusivamente perché, una volta tanto, non si iniziava un testo di legge con le solite norme sanzionatorie, ma era un testo di legge, così come di fatto sta avvenendo, che guardava ad una realtà spesso sollecitata da questa minoranza che è il senso di una sburocratizzazione reale, che faccia sì che finalmente si possa accedere ad un testo di legge dove le orribili norme amministrative e burocratiche non siano di fatto un chiarimento ma un impedimento, da un lato alla conoscenza e dall'altro alla applicazione, e quindi abbiamo anche fatto una richiesta specifica all'assessore Caria proprio perché, stranamente una volta tanto, non veniva individuato ancora una volta per l'ennesima volta un corpo quale affidare norme repressive e soprattutto sanzionatorie. Quindi abbiamo salutato con favore il fatto che questo breve testo di legge potesse trovare una applicazione serena sui nostri territori. Ma proprio perché è troppo breve non ci esimiamo oggi dall'individuare alcune criticità di questo testo di legge che, a nostro giudizio, meriterebbero, avrebbero meritato degli approfondimenti. E quindi nell'articolato avremo modo di individuare alcune caratteristiche, per esempio c'è un articolo che dimentica nella licenza che viene rilasciata, e quindi nel pagamento del tesserino, per esempio chissà per quale motivo ci si dimentica dei diversamente abili che invece riteniamo essere soggetti ai quali rilasciare gratuitamente questa attestazione, questo titolo proprio perché ha una funzione propedeutica all'inserimento nella pratica sportiva e quindi in una pratica sociale che invece è stata individuata proprio per essere uno degli strumenti cardine, per restituire un inserimento sereno e orgoglioso a queste figure che necessitano, appunto, di una pratica che potrebbe garantire loro ristoro proprio in termini reali e pratici. Però a nostro giudizio, ecco perché ci siamo astenuti, la legge manca di alcuni presupposti cardine, manca di alcuni riferimenti che a nostro giudizio modestissimo potevano sicuramente perfezionare un testo di legge di questo genere. Per esempio non si parla assolutamente, Assessore, di zone di riposo biologico, forse questa era l'occasione per puntualizzarle al meglio, non si parla di organismi di supporto tecnico scientifico, e anche questo avrebbe potuto essere un sistema per evitare quell'eccesso di concentrazione nelle mani dell'Assessorato all'agricoltura e quindi della stessa Regione della quale naturalmente non abbiamo tempo per parlarne così male, perché i suoi strumenti burocratici ineffabili ogni volta incombono sulla libertà dei singoli cittadini, così come manca anche una definizione del ruolo delle associazioni sportive che certamente avrebbe potuto essere una garanzia, proprio perché quel ruolo attento di attenti conservatori, custodi essi stessi ma anche oggetto di una spinta importante verso la pratica sportiva, io credo che avrebbe meritato un approfondimento ben più articolato. Così manca anche uno spazio o un articolo che venga dedicato alla gestione della fauna ittica e degli stessi ambienti acquatici. Anche in questo caso purtroppo l'articolato non ne ha voluto fare menzione. Così come in ultimo si poteva individuare sempre nell'ambito della pratica sportiva, però spesso ci si dimentica che dietro la pratica sportiva ci possano essere condizioni che rivestono anche caratteristiche di carattere economico, e allora in tanti piccoli spazi di cui è dotato il nostro territorio credo che sarebbe stato opportuno individuare spazi acquei nei quali poteva venire esercitata una pesca sportiva a pagamento e quindi assicurandone quella concessione a favore di quelle associazioni che avrebbero potuto, appunto, come dicevo poc'anzi, esse stesse essere il motore per una valorizzazione non solo degli spazi acquei e del contesto ambientale ma anche di una finalità economica della quale credo avrebbe ben beneficiato, magari guarda caso piccole aree, piccole zone spesso trascurate delle aree interne della Sardegna dove per la presenza di piccoli spazi di acque interne, io credo avrebbe fatto molto, molto, molto bene soprattutto agli appassionati e a quelle tante piccole comunità che invece in questo modo, per un eccesso di velocità nell'approntamento del testo legislativo, avrebbe potuto assicurare un beneficio che sicuramente sarebbe stato propedeutico, vantaggioso e finalizzato anche alla sana gestione del nostro meraviglioso ed importante ambiente.

E allora ecco perché in sede di votazione finale i componenti della minoranza della quinta Commissione si sono astenuti pur assicurando in ogni caso il benvenuto ad un testo di legge che andava da affrontare e soprattutto a sburocratizzare quegli elementi odiosi ai quali i cittadini riservano sempre più fastidio e insofferenza. E naturalmente nel corso della discussione faremo questi richiami ai quali abbiamo fatto cenno proprio adesso, così come mi piace anche ricordare all'articolo 1 alla lettera b) del comma d) non capiamo perché si individuino esclusivamente i minori di anni 12, collegarlo ai minori se sono stati diciott'anni sono tutti i minori. Quindi credo che con un emendamento orale potremmo tranquillamente modificare alcuni aspetti e non vietare ed impedire anche quella sana pratica sportiva nel puro godimento degli aspetti ambientali per poter assicurare anche ai minori dai 12 anni fino ai 18 anni di poter essere essi stessi protagonisti di questa sana ed importante pratica.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Pier Mario Manca. Ne ha facoltà.

MANCA PIER MARIO (Partito dei Sardi). Grazie Presidente, concordo molto con la relazione fatta dal relatore di maggioranza. Era una legge che forse abbiamo richiesto, una legge dovuta, però ci sono sempre dei però, Assessore, mi rivolgo a lei, ci son sempre però. Io vorrei ricordare alla nostra Assemblea che con una mozione del 20 aprile 2016 votata all'unanimità abbiamo posto alla centralità di questo consesso il problema della pesca, ma il problema della pesca, secondo il nostro partito, Assessore, non può, non può essere definito solamente da pochi articoli di legge. È nostro interesse riportare la problematica pesca all'interno delle problematiche regionali nella sua interezza, nella sua importanza. Noi eravamo convinti, ma siamo tuttora convinti, Assessore, che il settore pesca deve essere individuato come una direzione generale all'interno dell'Assessorato, quindi va bene questo articolato, va benissimo, però noi siamo convinti che non possiamo ridurre quest'Assemblea legislativa solamente a definire alcuni concetti molto semplificati, quello che ci interessa, invece, è riuscire a portare nell'interesse di quest'Isola il problema pesca che non è secondario. Il problema pesca è sempre stato sottovalutato e messa all'interno dell'agricoltura, ma molte volte all'interno dell'agricoltura mancavano delle specificità, delle competenze proprie. Ecco perché noi chiediamo, e ancora oggi chiediamo come partito di riportare la pesca all'attenzione generale con l'individuazione di una direzione generale che possa definire le competenze nel futuro e ad arrivare quindi a una politica per dare velocemente i soldi anche alla pesca, poiché abbiamo enormi ritardi, e perché la pesca sia definita come un settore proprio. Allora secondo me, consiglieri, va bene questa legge ma manca un punto principale: che è quello di porre all'attenzione comunque di quest'Isola, che è un'isola, lo dice il termine stesso, la questione pesca. Siamo circondati dal mare, non è comprensibile che non ci sia una direzione generale. Quindi io chiedo che quest'Aula prenda in considerazione questa questione, c'è anche un emendamento presentato dal Capogruppo che per parlare di pesca bisogna avere delle qualità organizzative, queste qualità vengono individuate all'interno dell'Assessorato dell'agricoltura, ma non come agricoltura, come pesca. Quindi per poter definire le questioni pesca siamo convinti che è necessario che ci sia una Direzione generale pesca, grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gennaro Fuoco. Ne ha facoltà.

FUOCO GENNARO (Sardegna). Grazie Presidente, io intervengo a proposito di questo argomento per rilevare un aspetto che ritengo fondamentale da affrontare nei prossimi mesi. Anche in questa legge noi abbiamo la questione irrisolta del demanio marittimo, abbiamo da poco festeggiato i settant'anni dell'autonomia della Sardegna, i settant'anni della Legge Statutaria e bisogna rilevare che nella Legge Statutaria il demanio marittimo è rimasto di pertinenza dello Stato italiano. Perché dico questo? Perché a differenza del demanio marittimo sardo, il demanio marittimo della Sicilia e il demanio marittimo del Friuli Venezia Giulia sono di competenza della Regione. E questa è una questione fondamentale, in quanto noi legiferiamo, adoperiamo i nostri Uffici, il nostro il nostro personale amministrativo, il nostro personale ambientale, il Corpo forestale, tutta una macchina amministrativa per la tutela dell'ambiente, per i controlli amministrativi, ma alla fine tutti quelli che sono i proventi del demanio marittimo vanno allo Stato. Anche in questo caso noi stiamo legiferando, sì, su quelle che sono le concessioni per la pesca, ma in realtà poi i proventi vanno allo Stato. Questa è una cosa che è assolutamente da modificare, e sarebbe importante che andassero alla Regione, ma ancora più importante, il demanio marittimo poi è per quello che riguarda le concessioni per le spiagge, quello che riguarda le concessioni di carattere turistico. Quindi, io ho già sollecitato al Presidente della prima Commissione di affrontare la questione, e credo che sia all'ordine del giorno anche dell'Amministrazione e della Giunta, è una questione che prima che finisca la legislatura va sicuramente portata avanti con forza perché riguarda un interesse che per un'isola è fondamentale, la proprietà del demanio marittimo. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Io vorrei ricordare che in un dibattito, qui, in Consiglio, presente l'Assessore, avevo sollevato il problema di come non ci fosse nessun approccio diretto per quelli che sono i problemi della pesca all'interno dell'Assessorato, e dissi anche che forse c'erano sette persone che si occupavano di pesca. E feci presente che probabilmente, per poter trattare un argomento simile, andava qualificata non solo la presenza numerica delle persone che se ne occupano, ma che si avessero chiari e precisi quelli che erano i compiti e quelle che erano le opportunità che dovevano essere offerte al mondo della pesca. Vorrei ricordare, peraltro come è stato detto da altre parti, che noi abbiamo la bontà di avere almeno il 70 per cento del 70 per cento delle zone umide dell'Italia, e che l'Italia ha il 70 per cento delle zone umide d'Europa, minimo. Allora abbiamo anche acque interne e una pesca particolare all'interno. Poi abbiamo la pesca normale di vicinanza, e poi abbiamo la pesca d'altura, dove c'è la possibilità di andare a pescare quello che oggi le marinerie siciliane e campane vengono a toglierci dai nostri mari. Tutto questo ha necessità di essere pensato, tutto questo ha necessità di essere pensato, non si può pensare che infilare quattro parole in una proposta di legge possa essere la soluzione dei problemi, bisogna avere testa per poter capire dove si vuole arrivare, e io vi ho invitato più di una volta, la maggioranza e non solo la maggioranza, di ragionare, perché non possiamo lasciare le cose così ad altre teste meno pensanti che potrebbero venire dopo le elezioni. Abbiamo il dovere di servire giustamente il popolo sardo, di guardare quelle che sono le sue aspettative, di dare certamente risposte a quelle che sono attese, speranze, da parte di tutto il mondo della pesca. C'è da ricreare complessivamente il naviglio, c'è anche la pesca di supporto di chi magari vuole passare qualche giornata diversa, c'è il ripopolamento dei fiumi di cui forse non si è manco sentito parlare, ed è un'azione importante, non solo eco-ambientale, ma certamente di pesca sportiva. C'è la necessità di capire quello che si scrive, mi capite? Cari amici, se non mi intendete, rifletteteci ancora, riportiamo in Commissione e riflettiamo ulteriormente su questa norma, ma non si può lasciare. Né posso pensare che si dica che una proposta di creazione di direzione generale non può essere fatta neanche con un emendamento, io lo voglio fare in legge, con legge, e l'emendamento diventa legge, e se la direzione generale ha necessità di essere, si deve fare assolutamente, perché non si può fare una commistione di tanti servizi che non servono a niente e poi realizzano il nulla che abbiamo in agricoltura, l'incapacità di agire, il non controllo, il fatto che non si riesca ad operare nei tempi, aziende e agenzie che fanno quello che vogliono, è ora di finirla. Allora, appropriamoci di un momento di serenità, di rivisitazione di tutto quello che è lo scritto, facciamo una seria rivoluzione, non aspettiamo i 5 Stelle, facciamola noi la rivoluzione seria di quello che è un settore portante, l'agricoltura, l'agroindustria, il sistema dell'allevamento in Sardegna, tutto l'insieme. E qui non si parla né di itticoltura, né di piscicoltura, non si parla di allevamenti scientifici che possano dare un'apertura nuova anche al settore della pesca. Ma dove siamo? Questa è l'assemblea del popolo sardo, e il popolo sardo merita di più di quello che sino ad ora si è dato, e dovremmo essere capaci, essere così umili da dire probabilmente: "Ritiriamo la proposta di legge, torniamo in Commissione, affrontiamo tutti i problemi". E non vi dico che vi è la necessità di riconvertire le aziende. Per esempio, io ARGEA l'avrei già riportata dentro l'Assessorato e avrei fatto un'altra direzione generale. E poi le altre due che facciano il servizio per cui sono demandate, e parlo di LAORE e parlo di AGRIS, anche nella necessità di fare sperimentazione. Ma siamo capaci o no di ragionare? Se questo è vero com'è vero, facciamo uno sforzo comune e cerchiamo insieme il bene di tutti, perché noi siamo qui per fare il bene di tutti, e non si cerchi di dire: "Sono io, partito di maggioranza, che decido, ho una maggioranza che decide". Facciamo anche le cose assieme, io non ho paura di mischiarmi a voi, purché siano cose ben fatte e che aprono una prospettiva e rispondano a quelle che sono le esigenza non di una paura elettorale, ma di un far bene alla gente, perché questo serve per far capire al popolo sardo, che si rifiuta della politica perché non è capace di leggere nella politica prospettive, perché non vede un proprio futuro, perché non legge lo sviluppo che può essere nato da una situazione del genere. Allora, se recuperiamo all'interno di noi stessi quella capacità di ragionare, probabilmente potremmo migliorare non solo questa proposta di legge, ma altre, e renderle vigorose di prospettiva e con un passato che vede al futuro con più intelligenza, con più capacità di agire, e con quelle che sono le necessità che rispondano alle esigenze non solo del settore pesca, ma in un sistema più allargato dove c'è certamente prospettiva perché si creino anche aziende e imprese che possano dare risposte più che positive.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Il tema pesca è un tema che finalmente approda in aula, un tema che in questi quattro anni abbiamo trascurato, per quanto la legge specifica, la "492", tratta un tema particolare, che intende correggere un'ingiustizia, un'ingiustizia legata soprattutto a quelli che sono i canoni da applicare alle licenze di pesca in base alla natura giuridica del richiedente, che sia questa una cooperativa o che sia questa un'azienda privata. Quindi la legge in questo momento, nel primo articolo, si occupa di fare chiarezza e di rendere finalmente e dare la possibilità, anche alle imprese private, non solo alle cooperative, di avere dei costi di canoni molto modesti. Ora, è chiaro che il tema pesca ci ispira ad una serie di riflessioni, sappiamo bene che il Governo nazionale,

nell'ottobre 2017, ha richiesto alla Sardegna di dotarsi di una carta vocazionale, e oggi, a distanza di quasi un anno, questa carta vocazionale la Regione Sardegna non l'ha ancora istituita, quindi c'è proprio una carenza da parte dell'Assessorato. Con la carta vocazionale, per chi non fosse addetto ai lavori, si intende scrivere per la Sardegna il Piano regolatore della pesca, il Piano regolatore di un'Isola capite bene è un piano molto importante, che consente lo sviluppo di un settore che, come quello dell'agricoltura, è un settore trainante. Diciamo, però, che la pesca in Sardegna non è come l'agricoltura, non attira grandi numeri di imprese; in Sardegna ci sono oggi circa 2000 marinerie, e 2000 marinerie non sono un numero così importante, o perlomeno non alla pari dell'agricoltura. Anche qui la Sardegna importa l'80 per cento di quelle che sono le esigenze reali per il mercato sardo, e quindi questo lascia intendere che ci siano spazi di manovra ottimi per poter crescere, ma soprattutto per creare occupazione. quindi l'occasione di oggi è quella di ritrovarci su una legge specifica sulla pesca, che consenta di dare quelle risposte ai pescatori, al di là dei danni che quotidianamente vengono creati dai delfini, dai cormorani, da una serie di altri disagi, ma soprattutto per creare di finanziare le marinerie sarde, per fare in modo di rinnovare le imbarcazioni, rinnovare la strumentazione, e rinnovare quelli che sono appunto tutti gli strumenti necessari. Per ritornare alla legge, la legge è formata praticamente da tre articoli. Il primo articolo, come dicevamo prima, è l'articolo dei canoni, il secondo articolo è l'articolo della licenza di pesca e acque interne, e il terzo articolo della pesca subacquea. Sul tema delle licenze acque interne mi sono espresso anche in Commissione, dicendo che finalmente, almeno su questo argomento, abbiamo trovato la soluzione per semplificare quello che è l'iter autorizzativo, perché l'idea che un versamento soddisfi la pratica, perché dopo aver fatto il versamento io ho esaurito come cittadino il mio compito, in quanto non devo andare in nessun altro ufficio per ottenere l'autorizzazione, e mi permetto di dire all'Aula di ricordare le battaglie che sono state fatte per il caso dei funghi sul tema dell'iter autorizzativo, prendiamo esempio dalla legge sulla pesca, perché in questo caso è sufficiente un semplicissimo versamento postale per ottenere la concessione. Detto questo è chiaro che non tutte le cose vanno bene, una legge che non riporta l'importo di quanto dobbiamo pagare è una legge che va comunque sanata, è una legge che va migliorata, ed è l'occasione questa di stasera con gli emendamenti. Sul tema invece pesca subacquea qui la situazione è leggermente diversa, perché c'è un accentramento di potere della Giunta regionale, e non c'è scritto come si deve operare, non c'è scritto a chi mi devo rivolgere per inoltrare domanda, non c'è scritto se eventualmente sarà sufficiente, così come per la licenza per le acque interne, un semplicissimo versamento postale, e anche qui l'invito, visto che dobbiamo correggerlo, Assessore, cerchiamo di prendere spunto da quanto abbiamo fatto sulle licenze di pesca nelle acque interne. È chiaro che una legge che richiama semplicemente alle disposizioni nazionali e comunitarie non è una legge che fa chiarezza, non è una legge che è dedita alla trasparenza, quindi avremo modo nell'articolato di integrare e di presentare emendamenti, soprattutto orali, per porre rimedio a queste storture.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pierfranco Zanchetta. Ne ha facoltà.

ZANCHETTA PIERFRANCO (Cristiano Popolari Socialisti). Mah, io ho ricevuto, come credo gli altri colleghi, l'emendamento del Gruppo del Partito dei Sardi al quale vorrei apporre la mia firma, anche perché assieme al Partito dei Sardi abbiamo sostenuto, già più di un anno fa, la necessità dell'istituzione della direzione generale della pesca. Credo che l'articolo 1 bis contenuto nell'emendamento, anche se questo non è il momento di discutere l'emendamento, ma io faccio dei richiami ai contenuti dell'emendamento…

PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Zanchetta, l'emendamento è stato dichiarato inammissibile, è stato distribuito solo per conoscenza.

ZANCHETTA PIERFRANCO (Cristiano Popolari Socialisti). Questo non lo sapevo, ma io confermo la sua ammissibilità, Presidente, se ne sto parlando… mi scusi. Dicevo, adesso non volevo assolutamente, le chiedo scusa, ironizzare, ma ritengo che nei commi dell'articolo 1 bis sia contenuta di per sé una legge moderna, che dà efficacia e efficienza ad un comparto che noi stiamo certamente seguendo con attenzione, Assessore Caria, ma per il quale ritengo debba esserci veramente la dedizione a rappresentarlo con una direzione, con qualcosa che possa in qualche modo dare efficacia ad un settore produttivo importante, e parlo con una persona, un uomo di mare come lei, che ha conoscenza anche di questo settore, che non è legato soltanto all'acquacoltura, alla pescicoltura, alla molluschicoltura, ma soprattutto ad una pesca che per noi rappresenta un elemento straordinario per la qualità del prodotto, che noi molte volte non siamo in grado di difendere, o molte volte affidiamo questa difesa della categoria del prodotto della pesca in maniera estemporanea, magari facendo norme che non sono così stringenti con il settore stesso. Ma, battuta per battuta, basti pensare che abbiamo vietato l'uso della canna nella pesca dei ricci dei dilettanti; come fa un anziano signore a tuffarsi per prendere 50 ricci normati dalla Regione, ma 25 nelle aree naturali protette. Voglio dire, adesso ho esasperato il concetto, ma, per chiarirci, credo che ragionare sull'istituzione di una direzione generale della pesca possa dare, al di là di tutti i commenti che stiamo facendo, un senso compiuto ad una legge che parla sì di canoni demaniali, ma che vuole richiamarsi ad un settore nella sua interezza, dando aspettative, rispondendo ad un bisogno di tutela che hanno i nostri pescatori, le nostre marinerie, ma soprattutto di crescita e di sviluppo, senza dimenticare che una buona marineria, così come è fatta la nostra, che non ha grandi flotte come possono avere altre realtà che qui da noi vengono a portarci via il prodotto, può rappresentare anche un incremento nel settore della cantieristica, della tradizione che la Sardegna vanta.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Gianfranco Congiu. Ne ha facoltà.

CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). Siamo in Aula oggi, Presidente, con un articolato snello, tre norme programmatiche, tre norme di pianificazione, tre norme che recano una ratio, un'idea, un'esigenza, di non consentire che in questa Terra si verifichino delle sperequazioni, quand'anche fosse solamente per i canoni concessori, che peraltro sono rilevantissimi, e quindi si cerca di consentire che anche le imprese non cooperative non sopportino quei costi che sono stati indicati dal legislatore nazionale, e abbiano gli stessi vantaggi delle imprese cooperative, ma ogni singola riga della relazione di accompagnamento è ispirata al principio di programmazione, al principio di pianificazione, al principio di non sperequazione, sostanzialmente ci stiamo battendo perché le piccole imprese della nostra marineria, che è il tessuto fondante, la struttura principale della nostra marineria isolana, non vengano pregiudicate nell'accesso ai fondi strutturali europei, perché è questa la partita nell'accesso alle misure di finanza pubblica, perché questo è il tema che stiamo dibattendo. Noi abbiamo un approccio etico con la testa con la quale il consigliere Dedoni ci invitava alla riflessione, e cioè pensiamo qua in Sardegna le politiche migliori per risolvere quelle problematiche di aggressione che subiamo da troppi anni da parte di marinerie più evolute. Perché ci sono marinerie più evolute? Perché hanno una impostazione, anche amministrativa, che consente loro di sedersi ai tavoli della negoziazione e della programmazione in maniera più autorevole rispetto a quanto non facciamo noi. Oggi siamo qua anche per dare gambe ad una mozione, la "292", votata unanimemente da questo Consiglio e proposta da una larghissima componente di consiglieri, con la quale queste criticità che vi ho appena enucleato sono state compendiate in quella mozione che ha previsto sostanzialmente la necessità che anche la Regione Sardegna si dotasse di una sua direzione generale separata dall'agricoltura. Perché? Ha ragione Dedoni, per pensare qui le nostre politiche di sviluppo ittico, per pensare qui ciò che serve, come i canoni concessori, servono i canoni concessori? Servono alle piccole imprese come servono alle cooperative; ci servono i fondi FEAMP? Vorremmo che con questa legge si agevolasse l'istituzione, l'attivazione, la nascita di nuova imprenditoria. È inutile facilitare se dall'altro non abbiamo un luogo dove far sintesi. La mozione votata unanimemente da questo Consiglio e l'emendamento che è stato giudicato inammissibile (sul quale vi anticipo, colleghi, presenterò un emendamento orale ancora più snello ispirato sempre però al deliberato della mozione 292 che, ripeto, fu votata da questo Consiglio ed è patrimonio acquisito da questo Consiglio, in tutte le sue componenti) è giunto il momento di dare al settore pesca un luogo per pensare sia l'adeguamento dei canoni concessori, ma a tutto quello che occorre alle nostre piccole marinerie. Ho il timore che i fondi FEAMP, strutturati sulla base di esigenze non nostre, non nostre, possano essere in gran parte non utilizzati, possano in gran parte non servire. Perché allora oggi utilizziamo questo momento di condivisione programmatoria sulla quale mi batterò perché ci sia il mio voto, il voto di tutti i colleghi del Gruppo, perché ritengo che sia cosa buona e giusta non consentire sperequazioni. Ma questo è anche il luogo della perfettibilità, è il luogo dove i processi legislativi si compiono nella loro interezza, anche completandoli con quei passaggi come quello che ho cercato di rappresentarvi e che farò nel corso della discussione, perché serve ad una legge come questa, questa legge serve per lanciare un momento di svolta, ora, non domani, ora, perché ora si sta discutendo la rimodulazione dell'ultimo triennio dei fondi FEAMP sul quale possiamo ancora salire, ora è il momento della concertazione di una direzione generale con tutti gli operatori settoriali. Ora, ora perché sono in corso a Bruxelles riunioni preparatorie sulla strutturazione della programmazione del prossimo settennio 2020-2027. Ora, in questo luogo, con questa legge che oggi stiamo discutendo, chiederemo che questo Consiglio si dia forza e dia forza alla Sardegna nel licenziare oggi un invito, perché non possiamo istituirla noi, ma licenziamo un invito affinché in un termine congruo, che può essere 90 giorni, l'Assessore competente presenti una proposta di legge ad hoc finalizzata all'istituzione di una direzione generale pesca. Con questo anello noi completeremo un ragionamento programmatorio di pianificazione efficace delle politiche ittiche utilizzando lo schema legislativo che oggi è in discussione, ispirato, ripeto, da esigenze di programmazione, di pianificazione del settore e di evitare le sperequazioni tra imprese ittiche.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Luigi Lotto in qualità di Capogruppo. Ne ha facoltà.

LOTTO LUIGI (PD),relatore. Presidente, a me fa piacere che questo piccolo provvedimento di legge, che trattava inizialmente addirittura un solo argomento, l'articolo 1, poi sono stati inseriti da parte dell'Assessorato anche gli altri due, abbia destato nell'intero Consiglio una particolare attenzione, non tanto e non solo agli argomenti trattati dalla legge, ma al settore pesca nel suo complesso. Questo è un fatto estremamente positivo e io ringrazio i colleghi che in questo senso si sono pronunciati. È importantissimo che a dieci anni da quando il settore pesca è stato spostato come competenze assessoriali dall'Assessorato all'ambiente all'Assessorato all'agricoltura si ponga oggi il problema del come far sì che quell'Assessorato che ha ricevuto in eredità questo compito, senza ulteriore personale per poterlo gestire, possa essere messo in condizioni affinché lo gestisca come un settore economico importante per l'intera regione e per l'intera isola. Ci sono tanti problemi che dovremo affrontare sul quale dovremmo cercare di avere maggiore capacità di intervento, le questioni affrontate qui dall'ordine del giorno sulla pesca del tonno, la questione della pesca a strascico, la questione della pesca del pesce spada, la questione della piccola pesca artigianale che, ne parlavamo poco fa con la collega Zedda e con alcuni operatori, sono disperati per assenza di normative certe e chiare che gli consentano di fare comunque la propria attività. Ora, io mi sento di prendere questo impegno e credo che lo dovremmo fare un po' tutti noi: lavoriamo da oggi alle prossime settimane, al prossimo mese, per mettere in piedi un disegno di legge complessivo che comprenda la questione della direzione e la riorganizzazione all'interno dell'Assessorato di una struttura che abbia maggiori possibilità di intervento sul settore e riproponiamoci di affrontare tutte le tematiche adesso aperte che sono state messe in campo. Approviamo questo provvedimento consapevoli che è un provvedimento tampone per alcune piccole questioni, importanti per i singoli che sono coinvolti, ma piccole se guardate nel complesso, però è un primo passo di attenzione verso un settore che è stato purtroppo per tantissimi anni… quando il settore pesca è gestito da un Assessorato all'ambiente che guarda soltanto all'aspetto della salvaguardia del pesce, non all'attenzione che deve avere l'operatore economico che vive e campa di quell'attività, capite bene che stiamo parlando d'altro. Oggi ci sono le condizioni perché si possa fare diversamente grazie alle scelte fatte una decina d'anni fa, non sono sufficienti, bisogna fare un passo in avanti e io spero che entro questa legislatura, nei prossimi mesi, questo Consiglio sia in grado, anche con la collaborazione e in sintonia con l'Assessorato, di costruire un provvedimento di legge che sia più completo, più esaustivo e affronti tutte le tematiche che riteniamo di dover affrontare. Ecco perché oggi io non me la sento di insistere sul Presidente perché diventi ammissibile un emendamento che viene giudicato non tale, come anche lo stesso emendamento che ha presentato il collega Lai che prevede la possibilità di ripopolare i nostri fiumi con la trota macrostigma, è un provvedimento che io vedo positivamente, non è possibile inserirlo in questo provvedimento di legge, creiamo le condizioni affinché queste questioni vengano affrontate a tempo debito, ma non alle calende greche, cioè nelle prossime settimane, nei prossimi mesi.

PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Presidente, intanto voglio partire dalle considerazioni che ha fatto il collega Fuoco in ordine proprio ad una posizione di specialità e di autonomia. Noi anche per quanto riguarda le acque interne non siamo ovviamente una Regione che può distinguere la parte interna dalla fascia costiera, almeno fino alle 12 miglia, e quindi dico che stiamo fondamentalmente perdendo un'occasione. Perché? Perché questo provvedimento sarebbe stato integrato e quindi avrebbe dato una funzione ancora maggiore, se avessimo considerato anche quello che ci dice il DM del 2016 e in particolare quando si parla delle 12 miglia nautiche dalle proprie linee di base. E allora dico che ci sono tanti pescatori coinvolti e se noi veramente ci riteniamo una Regione autonoma e speciale, non l'Umbria per esempio in relazione anche al mare, forse valeva la pena di trattare tutta la partita diversamente.

E dico anche che in questo decreto si parla di pesca artigianale e di piccola pesca, ora mi chiedo; piccola pesca e pesca artigianale, non sono applicabili alle acque interne? Mi viene detto di no. Ma questo è un decreto che riguarda la parte marittima certamente con tutti i problemi relativi al demanio marittimo, però io dico che valeva invece la pena di fare uno sforzo e di integrare una legge che come anche ricordava l'Assessore nei lavori pre Aula, una legge che invece va a normare che non è mai stata attuata e che però in tutto questo tempo ha creato delle confusioni. Allora, se noi siamo convinti come credo su questo non ci sia da discutere, che la pesca riserva un aspetto importante della nostra economia, che tanti sono gli operatori coinvolti che per carità è doveroso intervenire sulla pesca nelle acque interne con la parte delle aziende professionali piuttosto che della pesca sportiva, però io dico che invece vale ancora e maggiormente l'idea di inserire in un provvedimento congiunto anche le parti mancanti. Proprio perché credo e invito veramente anche a leggere con attenzione le parti del DM del 2016 che ci consentono, perché guardate il passo è breve e volevo solo sottolineare in effetti un aspetto che dice: "Viene descritto il Piano di azione per lo sviluppo, la competitività e la sostenibilità della pesca costiera artigianale". Io credo che ci siano vari aspetti di questo DM al quale possiamo appellarci, al quale possiamo aggiungerci, ciononostante credo che lo sforzo andava fatto su un discorso quantomeno della pesca artigianale perché comunque per quanto ci riguarda è possibile praticarla anche nelle acque interne. Ora la parte che invece determina, programma, lo diceva prima il collega Congiu, noi per carità la condividiamo, ha delle lacune però, i colleghi sono intervenuti per far emergere gli effetti… ecco dove in effetti vale la pena di intervenire già da adesso. Ecco io credo che su questo aspetto si possa ancora rubare cinque minuti e cercare di capire come è migliorabile questo testo perché si interviene dopo tanto tempo in una materia che è tanto cara appunto a chi pratica la pesca, da quella sportiva a quella professionale, allora credo che i correttivi per rendere tutto più chiaro, perché guardate, io vi invito a farlo, se voi leggete i regolamenti e i decreti ministeriali a tratti non parla più di pesca marittima e di demanio marittimo, parla anche di demanio regionale. Quindi è possibile che noi non ci impegniamo e andiamo a verificare davvero come possiamo intervenire? Questo da parte nostra è un appello, un appello alla sensibilità di quest'Aula, alla capacità anche di fare dei provvedimenti importanti quando lo si vuole. Quindi da parte nostra noi apprezziamo che si sia voluto intervenire su questo argomento, però riteniamo che ci siano ancora degli aspetti da correggere.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.

CARIA PIERLUIGI, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Cerco brevemente di dare qualche risposta rispetto alle considerazioni che si sono fatte. Parto dall'onorevole Manca ma la riprendo poi la questione della direzione generale collegata all'intervento dell'onorevole Congiu. Onorevole Fuoco, è corretta l'osservazione che lei faceva, abbiamo avviato una commissione paritetica proprio per l'avvio delle procedure per le norme di attuazione come previsto dallo Statuto così come lei diceva. Onorevole Dedoni, sulla questione delle riforme, dure, credo che non abbiamo come dire una posizione ostativa o contraria, se la scelta ricadrà per fare una direzione generale, io da quando sono arrivato auspico che ci sia un intervento forte su questo comparto e poi dirò nella finale del mio intervento qual è l'idea che io mi sono fatto e la proposta. All'onorevole Zanchetta per la questione della pesca che ha usato come termine di paragone, stiamo valutando se fare una piccola modifica al decreto adottato per quanto riguarda la parte solo relativa alla pesca sportiva. Sulla direzione generale di cui richiamava l'attenzione l'onorevole Congiu relativamente alla mozione numero 292, mi limito a dire che è auspicabile la creazione della direzione generale o comunque di un servizio più rafforzato all'interno dell'Assessorato perché come è stato detto anche dall'onorevole Dedoni di pesca si occupano nove persone e in questo momento non abbiamo neanche più il dirigente che è andato in pensione e quindi abbiamo un dirigente facente funzioni. Rappresentiamo come regione non solo il fatto che siamo un'isola ma siamo anche la seconda marineria per piccole imbarcazioni, la terza in assoluto a livello nazionale dietro la Sicilia e la Puglia, per cui questo è un comparto che ha numeri importanti non solo in termini di addetti ma anche in termini di volumi e di fatturato.

Relativamente ai fondi FEAMP la preoccupazione di spesa, ricordo all'Aula, noi abbiamo fatto 25 bandi e attualmente mettendo a correre 24 milioni dei 36 milioni della dotazione del settennato abbiamo fatto tutti quanti i bandi nel corso del 2017, sono arrivate richieste di finanziamento per circa 20 milioni. Ricordo all'Aula che nella precedente programmazione avevamo 15 milioni a disposizione, ne sono stati spesi 6 e rimandati indietro 9, quindi come dire un passo forte in avanti si è fatto, per cui ci sono richieste di finanziamento, ora verranno completate spero quanto prima le istruttorie per verificare quanto poi alla fine andremo a spendere.

All'onorevole Zedda, stiamo parlando e perdendo un'occasione se avessimo considerato il DM/2016, lo dico all'onorevole Zedda per dirlo a tutti, le osservazioni che sono emerse son tante, qua noi siamo intervenuti su questa materia per cercare di fare essenzialmente due cose sfruttando questa occasione, la prima l'ha detta il relatore della legge, siamo intervenuti per eliminare una disparità di trattamento che sta creando una serie di problematiche ad alcune aziende regionali, è stato detto anche da qualche consigliere di minoranza, ci siamo astenuti in Commissione perché ci rendiamo conto che c'è questa disparità di trattamento a seconda della veste giuridica che si utilizza, se è una cooperativa piuttosto che una società a responsabilità limitata. Tra l'altro c'era stato anche un intervento su questa disparità da parte dell'autorità garante con un pronunciamento per porre rimedio e questo lo stiamo facendo in questa norma per poter ridare pari dignità e fare in modo che qualcheduna delle aziende che è già sul campo e ha anche dipendenti non chiuda, perché di questo stiamo parlando, e stiamo intervenendo su quelli che sono i canoni di concessione che non finiscono nemmeno nelle casse regionali ma direttamente in quelle statali, poi faremo una partita anche sotto questo aspetto per quanto ci riguarda. E poi abbiamo disciplinato anche i canoni di concessione invece della parte demaniale e regionale e poi abbiamo inserito alcune norme di semplificazione che rappresentavano sostanzialmente una serie di pratiche burocratiche con poco senso e poco significato e allo stesso tempo un appesantimento per gli uffici e per gli utenti che dovevano magari recarsi da tutta la Sardegna per fare la domanda per poter fare la pesca. Oggi è molto più semplice, se verrà approvata questa norma, attraverso una semplice comunicazione via internet previa fornitura del pagamento della concessione. Per cui l'obiettivo è questo, non è quindi una norma che a tutto tondo sta andando a disciplinare tutte le problematiche della pesca, certamente l'onorevole Crisponi ha fatto riferimento al riposo biologico, agli organismi di supporto scientifico, alla gestione della fauna ittica, sono tutte cose che bisognerà affrontare, sulle quali noi stiamo già lavorando e stiamo ragionando con i limiti che abbiamo anche in termini strutturali, di persone, proprio per affrontarle tutte, però sono nella nostra agenda. Certamente se riuscissimo a fare una modifica che va in direzione della mozione che era stata approvata dal Consiglio, la 292, cioè alla istituzione e al rafforzamento di quello che è l'apparato gestionale amministrativo del comparto pesca, io non posso che essere favorevole e lavorerò con voi in questa direzione, perché credo che sia la strada giusta, qualunque sia la tempistica che serve per metterla a punto e la tempistica necessaria. Però se mai si inizia, mai si arriverà a mettere in campo una proposta che ritengo sia necessaria per quanto riguarda questo comparto che ha molti operatori, che hanno necessità anche di risposte più veloci, che non è solo la visione del comparto in termini di operatori, ma c'è tutto un mondo anche di quello che sono le concessioni relativamente all'utilizzo degli specchi acquei, o a tutto quello che possono essere le concessioni relative al comparto della pesca, sia per quanto riguarda le autorizzazioni e sia per quanto riguarda anche le concessioni demaniali dell'utilizzo di specchio acqueo, dell'acquacoltura, o di tutto quello che può riguardare la filiera, con delle criticità e dei problemi, noi abbiamo cercato di risolverne qualcuno. Sappiamo cosa abbiamo fatto sul tema dei ricci, credo per quest'anno anche con una situazione condivisa da tutti gli operatori, e forse è la prima volta che accade, e conosciamo la storia in quel comparto e sappiamo quali sono le problematiche e le criticità, e contemporaneamente abbiamo lavorato con le università per cercare di dare una risposta sotto il profilo scientifico e di ripopolamento, e abbiamo lavorato con le altre istituzioni per fare un'aggressione differente di tutto quello che era il sistema dell'abusivismo. Sappiamo quali sono le problematiche collegate alla pesca del corallo, alla pesca dell'aragosta, su cui dopodomani avremo anche un comitato pesca per ragionare e riflettere su quelle che possono essere le soluzioni migliori in quel comparto. Quindi c'è molto da fare, stiamo cercando interviene su tutti i fronti, oggi ci stiamo limitando, lo sappiamo benissimo, lo ammettiamo, a risolvere le due problematiche che riteniamo siano state affrontate in modo corretto, e soprattutto veloce, che ho esposto prima, con i pochi articoli contenuti in questo provvedimento.

PRESIDENTE. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 1.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1:

Art. 1

Determinazione dei canoni relativi alle concessioni per fini di pesca e di acquacoltura sul demanio marittimo, nel mare territoriale e nel demanio regionale

1. Al fine di consentire l'omogeneizzazione dei canoni dovuti per le concessioni di pesca e di acquacoltura ed in attuazione dell'articolo 2, comma secondo, del decreto del Presidente della Repubblica 24 novembre 1965, n. 1627 (Norme di attuazione dello Statuto speciale per la Sardegna in materia di pesca e saline sul demanio marittimo e nel mare territoriale), i canoni da applicare alle concessioni demaniali marittime per finalità di pesca, acquacoltura e attività connesse sono determinati con decreto del Presidente della Regione, previa deliberazione della Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale competente in materia di pesca,tenendo conto delle modalità delle attività e della loro incidenza sull'ambiente.

2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano anche per la determinazione dei canoni relativi alle concessioni per fini di pesca e acquacoltura rilasciate nel demanio regionale.

3 In attesa della determinazione dei canoni di cui al comma 1, a tutte le concessioni demaniali marittime nelle zone di mare territoriale aventi a oggetto iniziative di acquacoltura, ancorché richieste da imprese singole o associate non cooperative, si applica il canone annuo previsto dal decreto del Ministero dei trasporti e della navigazione 15 novembre 1995, n. 595 (Regolamento recante norme per la determinazione dei canoni per le concessioni demaniali marittime), per manufatti e impianti ubicati nel mare territoriale, con aggiornamento annuale ISTAT ai sensi dell'articolo 04 del decreto legge 5 ottobre 1993, n. 400 (Disposizioni per la determinazione dei canoni relativi a concessioni demaniali marittime), convertito, con modifiche, dalla legge 4 dicembre 1993, n. 494.

4. La deliberazione di cui al comma 1 è soggetta al previo parere della Commissione del Consiglio regionale competente per materia, la quale si esprime entro il termine di trenta giorni dal ricevimento della richiesta, decorso il quale il parere si intende acquisito.)


PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Congiu. Ne ha facoltà.

CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). Sì, Presidente, per la presentazione di un emendamento orale, leggo testualmente: "Dopo l'articolo 1 è aggiunto l'articolo 1 bis, Direzione generale della pesca, acquacoltura e politiche del mare, al fine di valorizzare il ruolo della pesca e dell'acquacoltura nello sviluppo socio economico della Sardegna, e di garantire un efficace coordinamento delle politiche e delle azioni regionali in materia, entro tre mesi dall'entrata in vigore della presente legge l'Assessore competente presenterà un disegno di legge per l'istituzione di una Direzione generale della pesca, acquacoltura e politiche del mare".

PRESIDENTE. Chiedo al Consiglio se ci sono osservazioni sull'emendamento orale? L'emendamento orale è accolto. Quindi poi voteremo l'articolo 1 bis. Passiamo alla votazione dell'articolo 1.

Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Il nostro gruppo è a favore di questo emendamento, e anzi rilanciamo dicendo che entro il tempo massimo di tre mesi, mi pare che sia questo, si porti in Aula, così come promesso anche dall'Assessore, un provvedimento complessivo che tenga conto anche pesca entro le 12 miglia.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Crisponi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Sì, anche per confermare da parte del Gruppo dei Riformatori la disponibilità, l'accettazione, e quindi la conferma di questo tipo di emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianluigi Rubiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Sì, per confermare che anche noi siamo d'accordo su questo emendamento orale. Mi permetto di proporre però di ridurre i tempi, da 60 giorni a 30 giorni, perché potremmo velocizzare ulteriormente, perché con 60 giorni di tempo rischiamo di non concludere l'opera.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pierfranco Zanchetta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZANCHETTA PIERFRANCO (Cristiano Popolari Socialisti). Sì, grazie, non posso che essere d'accordo, e conferma quanto sostenevo anche all'inizio, la necessità di mantenere l'emendamento, che da emendamento scritto è passato ad orale, che accogliamo con soddisfazione e con una tempistica che ritengo sia sufficiente. Grazie.

PRESIDENTE. Sì, le faccio notare che non è esattamente la stessa cosa, nel senso che il primo istituiva, e questo qui dà atto. Poi, quando farà il Presidente del Consiglio, cosa che le auguro, deciderà lei. Grazie.

Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az-La Base). Presidente, anche noi confermiamo la condivisione dell'emendamento orale del collega Congiu, perché riteniamo che prevedere l'istituzione di una direzione generale dia sicuramente un respiro più consono a quello che è un settore che deve ancora espandersi, e deve avere quindi una guida che solo una Direzione Generale può dare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Lotto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOTTO LUIGI (PD). Io condivido che si introduca in legge questo impegno, auspico che l'impegno sia allargato a fare un qualcosa che vada oltre la direzione generale, ma una cosa più ampia che risponda all'organizzare l'Assessorato per gestire meglio la pesca, ma costruisca anche una serie di norme per la pesca che adesso non ci sono e che la Direzione generale non potrà certo da sola risolvere.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 1. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'articolo 1 bis. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 2. All'articolo 2 sono stati presentati degli emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2:

Art. 2

Disposizioni in materia di licenze di pesca nelle acque interne

1. L'esercizio della pesca nelle acque interne della Regione è subordinato al possesso di una delle seguenti licenze:

a) licenza di tipo A, di durata quinquennale, per la pesca professionale;

b) licenza di tipo B, di durata quinquennale, per la pesca sportiva da parte dei residenti in Sardegna e dei residenti all'estero che siano nati in Sardegna;

c) licenza di tipo C, di durata trimestrale, per la pesca sportiva da parte dei non residenti in Sardegna.

2. La licenza di pesca di tipo A è costituita da un tesserino rilasciato dalla Regione.

3. A decorrere dal 1° gennaio 2019 la licenza di pesca di tipo B e di tipo C è costituita dalla ricevuta di versamento della tassa di concessione regionale su cui sono riportati i dati anagrafici del pescatore e la causale del versamento, da esibire unitamente a un documento di identità valido ed alla attestazione di avvenuta compilazione, sul sito internet istituzionale della Regione, della comunicazione di esercizio della pesca sportiva nelle acque interne della Sardegna.

4. Con decreto del Presidente della Regione, previa deliberazione della Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale competente in materia di pesca, sono stabiliti:

a) i requisiti da possedere ai fini del rilascio della licenza di pesca di tipo A e le modalità per la relativa verifica;

b) l'importo, le modalità ed i tempi di versamento della tassa di concessione regionale dovuta per le licenze di tipo A, a titolo di rimborso delle spese istruttorie e di stampa della licenza;

c) l'importo, le modalità ed i tempi di versamento della tassa di concessione regionale dovuta per le licenze di tipo B e C a titolo di partecipazione alle spese di gestione della banca dati delle comunicazioni di esercizio della pesca sportiva nelle acque interne;

d) le modalità della comunicazione di esercizio della pesca sportiva nelle acque interne della Sardegna.

5. La licenza di pesca non è richiesta:

a) agli incaricati di pubbliche funzioni autorizzati dalla Regione o dagli enti locali;

b) ai minori di dodici anni, se accompagnati da un maggiorenne, responsabile del comportamento dei minori negli atti di pesca.

6. È fatta salva la validità delle licenze di pesca sportiva rilasciate da altre regioni o dalle province autonome di Trento e Bolzano, da esibire unitamente alla attestazione di avvenuta compilazione della comunicazione di esercizio della pesca sportiva di cui al comma 3.

7. Le esenzioni dall'obbligo del possesso della licenza di pesca, eventualmente previste dalle leggi di altre regioni e delle Province autonome di Trento e Bolzano, hanno validità sul territorio regionale della Sardegna, fermo restando l'obbligo di esibire un documento di identità valido e l'attestazione di avvenuta compilazione della comunicazione di esercizio della pesca sportiva di cui al comma 3.

8. È fatta salva la validità delle licenze di pesca nelle acque interne già rilasciate dalla Regione, fino alla relativa scadenza.

9. La deliberazione di cui al comma 4 e soggetta al previo parere della Commissione del Consiglio regionale competente per materia, la quale si esprime entro il termine di trenta giorni dal ricevimento della richiesta, decorso il quale il parere si intende acquisito.)


PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Luigi Lotto, relatore.

LOTTO LUIGI (PD), relatore. Per quanto riguarda l'emendamento 1, e i successivi numero 2, 3 e 4 che sono consequenziali all'emendamento numero 1, chiedo alla prima firmataria Zedda di ritirarlo, perché diciamo che sia riprendendo il discorso che ha già fatto lei sulla legge già esistente che norma la materia, e che l'Assessore si è preso l'impegno a riprendere in mano, sia con questo nuovo emendamento che abbiamo approvato adesso, ci stiamo prendendo l'impegno di affrontare il tema anche da questo punto di vista. Siccome diversamente diventerebbe abbastanza contraddittorio, perché noi comunque parliamo di pesca professionale, di pesca sportiva, e la piccola pesca artigianale rientra nella pesca professionale, inserendola in questo modo rischiamo di fare un pasticcio. Mentre invece il problema sappiamo che esiste, alcuni operatori lo stanno vivendo sulla loro pelle ed è giusto affrontarla la questione, prendiamo l'impegno di affrontarla quanto prima. Per cui chiederei alla collega di ritirare questo emendamento, mentre per quanto riguarda l'emendamento numero 5 diciamo che si sta prevedendo di chiedere che la Giunta, oltre che a decidere all'articolo 2, col comma 4, con decreto del Presidente della Regione, di fatto si normano alcune questioni, queste norme riguardino anche le licenze di tipo B per i non abbienti. Io mi permetto di suggerire di riprendere l'osservazione che ha fatto un collega, e non mi ricordo chi è, qualcuno ha parlato di disabili di inserire con l'emendamento orale che potrei proporre io, che può proporre il collega Crisponi, in questo emendamento per le categorie economiche disagiate e di disabili.

PRESIDENTE. Per il esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.

CARIA PIER LUIGI, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Sugli emendamenti numero 1, 2, 3 e 4 c'è un invito al ritiro, per le considerazioni che sono state fatte adesso anche dall'onorevole Lotto. Sull'emendamento numero 5 il parere è favorevole, anch'io aggiungo che eventualmente sarebbe opportuno fare un emendamento orale con la considerazione fatta dall'onorevole Lotto.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Luigi Crisponi. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Grazie Presidente, allora su questo emendamento cui faceva riferimento il collega Lotto a questo punto io lo rivisiterei nel suo complesso anche perché, a dimostrazione che stiamo procedendo con una velocità straordinaria, rileggendo gli emendamenti accorpati mi rendo conto che la licenza non esclude dal pagamento nemmeno chi ha più di settant'anni. Richiamavo il fatto che dovessero essere inseriti i diversamente abili e mi pare una pratica sulla quale siamo d'accordo, richiamavo il fatto che dovessero essere inseriti anche i minori di anni 18, altrimenti lasciamo un buco anagrafico fra i 12 e 18 anni e sarebbe incomprensibile, però c'è anche una beffa che stiamo praticamente richiamando al versamento della tassa di concessione anche per chi ha più di settant'anni che magari di questa pratica mi pare ne faccia un ottimo uso e, soprattutto, un ottimo riferimento per le comunità degli appassionati e della stessa pesca sportiva, quindi forse questo avrebbe necessità, collega Lotto, di un brevissimo approfondimento, di un'integrazione che ci soddisfi tutti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Ritiro gli emendamenti con le promesse fatte in quest'aula.

PRESIDENTE. Poiché non ho altri iscritti a parlare metto in votazione l'articolo 2. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Metto in votazione l'emendamento aggiuntivo numero 5, chiedo se ci sono degli emendamenti orali, sono stati preannunciati degli emendamenti orali all'emendamento numero 5.

Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Lotto. Ne ha facoltà.

LOTTO LUIGI (PD), relatore. Possiamo inserire nell'emendamento numero 5 "alle persone in condizioni di necessità economiche con disabilità, alle persone con oltre settant'anni" e sulla questione dei minori di 18 anni, se l'Assessore su questo è d'accordo e ritiene che sia possibile perché è una norma già messa, io non lo inserirei qua ma cambierei quel "12" in "18" se ritiene che si possa fare, perché è più organico, è chiaro Assessore? Forse è giusto sospendere un minuto affinché l'Assessore valuti.

PRESIDENTE. L'articolo è già stato votato quindi non è più possibile modificare.

LOTTO LUIGI (PD), relatore. Nell'emendamento possiamo aggiungere tra 12 e 18 anni?

PRESIDENTE. Sì, tra i 12 e 18 anni si può inserire, ai minori di 18 anni. All'emendamento numero 5 quindi è aggiunto: "con condizione di necessità economica, con disabilità, minori di 18 anni e maggiori di settant'anni". Quindi metto in votazione l'emendamento numero 5 così emendato. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 3.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo:

Art. 3

Disposizioni in materia di regolamentazione
della pesca subacquea professionale

1. Nel rispetto di quanto previsto dalla normativa nazionale e comunitaria, la Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale competente in materia di pesca, emana, con propria deliberazione, le direttive relative all'esercizio della pesca subacquea nel mare territoriale prospiciente la Sardegna, le quali individuano e disciplinano, in particolare:

a) le modalità di esercizio della pesca subacquea professionale;

b) i criteri, i requisiti e le modalità per il rilascio delle autorizzazioni all'esercizio della pesca subacquea professionale;

c) le misure di tutela per la gestione e protezione delle risorse acquatiche, ulteriori rispetto ai livelli stabiliti dalla normativa dell'Unione europea e statale.

2. Le direttive di cui al comma 1 sono soggette al previo parere della Commissione del Consiglio regionale competente per materia, la quale si esprime entro il termine di trenta giorni dal ricevimento della richiesta, decorso il quale il parere si intende acquisito.)

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Luigi Crisponi. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Debbo essere sincero Assessore, questo approfondimento e queste riletture ci portano a fare varie considerazioni: in una legge che riguarda i passaggi, e gli articoli a cui abbiamo fatto riferimento che riguardano spazi interni, a mio giudizio c'è una esagerazione perché in questo corpus stiamo inserendo anche riferimenti legislativi che riguardano la Giunta regionale alla quale viene rilasciata un'autorità su una norma complessissima che è quella che riguarda il mare territoriale. Adesso capisco che si possa parlare di spazi acquei interni, ma che addirittura alla Giunta regionale venga rilasciata per legge la possibilità… alla fine quasi legifererà la stessa Giunta regionale e per esso l'Assessore all'Agricoltura su una materia complessissima e delicatissima che è quella del mare prospiciente il territorio regionale. Io questo articolo 3 francamente l'avrei incassato nel suo intero.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Presidente, per le stesse motivazioni che ha appena indicato il collega Crisponi, l'articolo 3 va integralmente soppresso perché è un articolo che non dice niente, dice che si delega alla Giunta regionale, di che articolo e di che legge si tratta se non si spiegano le modalità, gli importi, quali sono le tempistiche, se occorre presentare un versamento postale, se dobbiamo rivolgerci ai Comuni… niente, si delega tutto alla Giunta regionale, quindi alla politica, ma è già nelle cose! Non può essere che in un articolo di una legge così importante si possa indicare in modo così approssimativo: "Nel rispetto di quanto previsto dalla normativa nazionale e comunitaria, la Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale competente in materia di in materia di pesca emana una propria deliberazione", che legge è? Questo lo scriveremo nella legge sulla pesca in modo più compiuto e più articolato, o lo modifichiamo e ci prendiamo il tempo anche con un emendamento orale, magari con cinque minuti di sospensione, perché così non è un articolo, così non è niente!

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale..

CARIA PIER LUIGI, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Solo per un chiarimento, per capire che cosa stiamo andando a votare, perché è stato inserito. Intanto l'articolo 3 richiama chiaramente la normativa nazionale e comunitaria che non può essere superata, ma di fatto oggi la pesca subacquea ugualmente viene disciplinata attraverso dei decreti assessoriali, qua stiamo richiamando, lo stiamo disciplinando all'interno di una norma, per supportare la nostra attività nel rispetto comunque delle norme nazionali e comunitarie, potremmo anche toglierlo però lo facciamo e visto che stiamo mettendo a punto una normativa che riguarda il comparto della pesca abbiamo ritenuto opportuno inserircelo.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Luigi Lotto. Ne ha facoltà.

LOTTO LUIGI (PD) relatore. I colleghi ricordano bene che la proposta di legge della Giunta era leggermente diversa, proprio in Commissione abbiamo introdotto il richiamo alla normativa nazionale e comunitaria, abbiamo trasformato questo provvedimento della Giunta in delle direttive la cui approvazione dovesse essere sottoposta anche al parere della Commissione per cui si sta molto semplicemente facendo quello che anche in altri settori abbiamo sempre fatto per disciplinare in maniera organica un determinato settore, si dà mandato alla Giunta di predisporre una serie di direttive che poi vengono sottoposti all'attenzione della Commissione, secondo me è una prassi che abbiamo già seguito in tantissime altre occasioni e in questo caso non stiamo facendo altro che replicarla e in Commissione l'abbiamo, diciamo così, adeguata al nostro modo di operare in Commissione poiché in tante altre occasioni ci siamo comportati così. Ecco perché io ritengo che si possa lasciare la norma perché di fatto non stiamo facendo nulla di diverso rispetto a come abbiamo fatto in altre occasioni.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Luigi Crisponi. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Allora facciamo così, cerchiamo di fare un paragone fra ciò che succede nella caccia e quello che succederà nella pesca subacquea, cioè significa che la delega è totalmente in bianco e dobbiamo essere consci di questo: la delega è totalmente in bianco alla Giunta regionale, faccio un esempio banalissimo esiste la possibilità di individuare una formula in cui l'Aula sia responsabile dell'istituzione di un calendario ittico? Teoricamente sì, perché è la politica che deve individuare, nel suo sistema più alto che è quello del Consiglio regionale, deve individuare un percorso. Se questo non avviene e non succede, se a questo non si richiama la presenza, la condivisione e la partecipazione corriamo il rischio che una materia delicatissima, fra l'altro non fa nessun riferimento per la pesca subacquea professionale in apnea, che è fatto attraverso un regolamento dell'Assessorato e procede con una regola che è antiquata. E, quindi, se c'è la possibilità di normarla modernizzandola io credo che sarebbe un grande vantaggio. Ecco perché dico probabilmente andrebbe cassato totalmente l'articolo 3 lo rivalutiamo e lo rivisitiamo per inserirlo in quello specchio, a cui si faceva poc'anzi riferimento, più importante; io credo che questo sarebbe un vantaggio. Però ci si assume una responsabilità con la quale stiamo delegando totalmente in bianco, perché la cambiale è totalmente in bianco, su un tema delicatissimo e che riguarda… lo richiamo ancora una volta, non stiamo parlando di un piccolo specchio acqueo, stiamo parlando di un intervento normativo a favore della Giunta regionale su 1834 chilometri di costa. Questo credo che valga la pena soprassedere, cassare l'articolo e approvare il resto del testo in quest'altro modo.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Oggi la minoranza ha la volontà di collaborare e cerca di scrivere una legge che sia veramente utile alla Sardegna, utile ai sardi. Quindi, non siamo qui per cercare di perdere tempo o di fare melina, l'articolo 3 così come è scritto non dice niente, perché potremmo anche scrivere che per andare nel luogo di pesca occorre avere la patente di guida della macchina, è una cosa scontata. Quindi, è chiaro che tutto è di competenza della Giunta regionale, ma un articolo così, su un argomento così importante, va riscritto, va riscritto nel dettaglio. Quindi, cosa costa cassare questo articolo e riprenderlo oppure veramente sospendere in Aula dieci minuti e, con un emendamento orale, riscriverlo? Non ci cambia niente proprio perché all'origine della legge questo articolo non era presente, è stato aggiunto per cercare di migliorare, come occasione anche per inserire un argomento così importante. Ma così come è scritto non ha nessuna funzione quindi veramente non lo diciamo con onestà, per il bene comune, lo blocchiamo, lo cancelliamo e lo trattiamo nella prossima legge, se stasera non vogliamo mettere mano a questo articolo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.

CARIA PIERLUIGI, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Allora, nel disegno di legge che è uscito dalla Giunta c'era quest'articolo qua, tant'è vero che non ci sono modifiche se non da un punto di vista di riscrittura dell'articolo. E poi voglio richiamare l'attenzione sull'articolo 3 nel secondo comma. Intanto faccio un passo indietro, che cosa regolamentiamo? Le norme ci sono, son quelle nazionali o comunitarie, quando l'Assessore interviene con decreti interviene normalmente per dare attuazione a norme di carattere più amministrativo. Noi abbiamo messo nel secondo comma dell'articolo 3 che le direttive di cui al comma 1 sono soggette al previo parere della Commissione del Consiglio regionale competente per materia, quindi un passaggio comunque con il coinvolgimento della componente politica, quindi il Consiglio regionale attraverso la Commissione, esiste già, così come esiste per tante altre norme procedimentali. Fare una legge che disciplina tutto sul tema della pesca subacquea, a mio modo di vedere, si rischia che poi nel tempo con le dinamiche e con i cambiamenti che possono intervenire bisogna ritornare ogni volta a rivedere la norma. Quindi, credo che l'articolo 3 abbia un senso anche in questa direzione qua. C'è comunque una vigilanza da parte del Consiglio, quindi un'azione politica, su quelle che sono le direttive così come avviene per tanti altri provvedimenti. Certamente diciamo la cornice su cui bisogna lavorare è data dalle norme nazionali e comunitarie.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 4.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 4:

Art. 4

Abrogazioni

1. Sono abrogati i commi 13 e 14 dell'articolo 22 della legge regionale 11 maggio 2006, n. 4 (Disposizioni varie in materia di entrate, riqualificazione della spesa, politiche sociali e di sviluppo).)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 4.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 5.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 5:

Art. 5

Norma finanziaria

1. Dall'attuazione delle disposizioni di cui alla presente legge non derivano nuovi o maggiori oneri a carico della finanza regionale e alla loro attuazione si provvede nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.)

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Luigi Crisponi. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Cari colleghi avete un po' di fretta nell'approvare questo testo di legge vi capisco, ma abbiate un attimo di pazienza, anche dai vostri interventi, e li ricordo tutti perfettamente caro collega, anche nei richiami che sono stati fa stati fatti correttamente verso un sistema artigiano della pesca, mi pare che necessiti di un elemento corroborante che vale esattamente quanto l'elemento principale che accompagna questo testo, che è quello dell'aiuto economico. Noi stiamo approvando un testo di legge in fretta e furia, va benissimo farlo, però ci siamo dimenticati completamente di accompagnarlo con una dotazione economica che aveva un significato preciso, poi nell'individuazione attraverso i percorsi legislativi conosciuti, quindi al momento in cui si affrontano i bilanci si può individuare naturalmente un affiancamento anche che dia gambe ed energia, che è quella che viene attesa all'esterno di quest'Aula. Il testo di legge passa così com'è, Assessore, senza avere nemmeno il becco di un quattrino a favore e a vantaggio di chi opera seriamente e correttamente; e quindi chi fa la pesca artigianale e quelli che naturalmente anche richiamo gli stessi soggetti coinvolti nella pratica sportiva e quindi le stesse associazioni, le stesse organizzazioni senza scopo di lucro, ma che naturalmente avrebbero ben piacere di essere assecondati e accompagnati con un minimo di risorse economiche messe a loro disposizione, per ciò che fanno meritoriamente sui rispettivi territori. E invece stiamo approvando una norma finanziaria a 0 euro e fa certamente sorridere rispetto all'impegno che si sta caricando il Consiglio regionale, e in modo particolare la maggioranza di centrosinistra e la stessa Giunta regionale. Quindi, mi pare che davvero sia una beffa, anzi la possiamo già definire una legge beffa.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Valerio Meloni. Ne ha facoltà.

MELONI VALERIO (PD). Io non capisco il ragionamento che ho appena sentito, questo provvedimento non prevede nessuna copertura finanziaria e anzi vi è un elemento che non è stato richiamato da alcuno mi pare, o meglio magari anche mi è sfuggito, e cioè che riguardo al provvedimento inerente gli interventi sulle acque dolci, con questo provvedimento, da oggi la Ragioneria della Regione introiterà i soldi dal versamento. Sino ad oggi accadeva il contrario, accadeva che si faceva un versamento allo Stato, marca da bollo allo Stato, da oggi pochi soldi o molti entreranno nelle casse della Regione. Per cui non vi è necessità di copertura finanziaria. Questo è importante non è stato detto mi pare ed era importante dirlo. Questo provvedimento arriva in Aula, mi pare, per sanare una situazione che non era più sostenibile, ed è principalmente basato sulla soluzione del problema legato ai canoni demaniali. Era un problema non più procrastinabile e mi pare che va dato un plauso all'Assessore che ha messo mano a una cosa di questo tipo, che creava un discrimine rispetto a due entità giuridiche differenti, la società e il sistema cooperativistico, rispetto al quale vi era una differenza, per l'appunto irricevibile oramai, di diverse centinaia di migliaia di euro. Con questo provvedimento si intendeva fare questo. A margine di questo provvedimento sono state messe a punto talune altre soluzioni legate alla pesca nelle acque interne, come vi dicevo, che porta dei benefici e non degli svantaggi, perché sburocratizza, velocizza e snellisce e va nella direzione richiesta dagli operatori e consente alla Ragioneria della Regione di introitare per l'appunto del denaro che prima, invece, andavano in marca da bollo per cui allo Stato. Io non capisco tutti questi ragionamenti, dopodiché, lo diceva bene il collega Lotto, lo spirito di questa discussione è sicuramente positivo e improntato al raggiungimento di un obiettivo che quest'Aula intravede e vuole raggiungere, che è quello di mettere mano al comparto della pesca che merita sicuramente maggiori attenzioni. Però oggi siamo con questo provvedimento che va approvato, si torni subito in Commissione con nuove proposte che saranno sicuramente ben accolte da questa maggioranza se vanno nella direzione auspicata da tutti noi.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 5.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 6.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 6:

Articolo 6

Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione autonoma della Sardegna (BURAS).).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 6.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio approva).

Passiamo la votazione finale del testo.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 492/A.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio approva).

Discussione e approvazione del disegno di legge: "Istituzione dell'Anagrafe regionale degli studenti" (440/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca ora la discussione del disegno di legge numero 440/A.

Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Gian Mario Tendas, relatore.

TENDAS GIAN MARIO (PD), relatore. L'istruttoria di questo provvedimento è iniziata con l'audizione dell'Assessore della pubblica istruzione che in seconda Commissione ha illustrato le finalità di questo disegno di legge. Nello specifico l'Assessore Dessena ha spiegato l'importanza dell'anagrafe degli studenti al fine di poter disporre di tutti quegli elementi conoscitivi relativi alla tracciabilità dei percorsi scolastici dei singoli studenti; la Commissione successivamente ha esaminato il testo e ne ha condiviso all'unanimità sia le finalità che i contenuti. Dall'istruttoria del provvedimento è emersa tuttavia la necessità di disporre della relazione tecnico finanziaria per avere una corretta quantificazione dei costi di istituzione e di implementazione dell'anagrafe.

Rispetto al disegno di legge esitato dalla Giunta la Commissione ha proposto delle piccole modifiche al fine di rendere il testo più snello chiaro nei suoi scopi e funzionale all'organizzazione che la Regione stessa intende darsi, ha inoltre apportato delle modifiche al fine di adeguarlo ai recenti decreti attuativi della "buona scuola" e fare in modo che possano essere acquisiti i dati individuali relativi al percorso scolastico, formativo e di educazione e istruzione dalla nascita sino ai sei anni. Su questo punto poi magari sarà la collega Pinna ad evidenziare un errore che è stato commesso, che però è di digitalizzazione della legge, ma che sostanzialmente era stato già ampiamente discusso in Commissione e peraltro condiviso. Il testo è stato poi inviato al parere della Commissione bilancio, che ha formulato alcune osservazioni; la seconda Commissione ha pertanto deciso di effettuare un supplemento di istruttoria e concordato con la Giunta degli emendamenti relativi alla copertura finanziaria. Nello specifico ci si è resi conto delle difficoltà di dare copertura al disegno di legge con risorse europee, ed è stata trovata una soluzione alternativa per il finanziamento facendo ricorso a fondi del bilancio regionale, in tal senso la quantificazione finanziaria - credo che questo aspetto vada evidenziato a chiare lettere - è stata rivista e determinata in modo da consentire almeno il primo avvio: fondamentalmente i 120 mila euro che sono contemplati nella norma hanno quell'obiettivo. Il disegno di legge è stato quindi nuovamente inviato alla Commissione bilancio che, in data 30 gennaio 2018, ha espresso il definitivo parere favorevole; il giorno successivo, ovvero nella seduta del 31 gennaio 2018, la seconda Commissione ha approvato con parere unanime il disegno di legge numero 440.

Entrando sinteticamente nello specifico, questo disegno di legge prevede l'istituzione e l'implementazione del sistema regionale dell'anagrafe degli studenti, atta a contenere gli elementi necessari a garantire a livello regionale l'adempimento delle competenze in materia di diritto-dovere all'istruzione e la valutazione delle politiche in materia scolastica secondo quanto già previsto dal decreto legislativo numero 76 del 2005. Tengo a precisare che peraltro anche molte altre Regioni, mi riferisco al Veneto, alla Calabria, alla Toscana, eccetera, si sono dotate di questo strumento proprio di recente o comunque nell'ultimo biennio. In pratica l'anagrafe degli studenti dovrà consentire di monitorare l'abbandono scolastico in tempo reale, rilevando quell'insieme di segnali e campanelli d'allarme costituiti da assenze reiterate e frequenti, interruzioni di percorso, bocciature e mancata acquisizione di competenze che conducono all'insuccesso scolastico o all'abbandono prematuro della scuola. In particolare la creazione di un'anagrafe regionale degli studenti, alimentata attraverso l'acquisizione di informazioni sulla tracciabilità dei percorsi scolastici, rappresenta uno strumento fondamentale per attuare un sistema di governo regionale dei flussi informativi.

A conclusione di questa sintetica relazione il mio auspicio è che il lavoro fatto, e peraltro condiviso, in seconda Commissione possa essere di buon auspicio perché il provvedimento pur nella sua semplicità consenta di dotare quanto prima la Regione di uno strumento importante e strategico per la gestione complessiva del settore formativo e scolastico.

PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Rossella Pinna. Ne ha facoltà.

Ricordo ai colleghi che intendono intervenire che devono iscriversi a parlare prima della fine dell'intervento dell'onorevole Pinna.

PINNA ROSSELLA (PD). Grazie, Presidente, io intervengo innanzitutto per esprimere un plauso e il mio apprezzamento per questo provvedimento legislativo che permette di implementare il sistema della governance, grazie alle informazioni sulla tracciabilità dei percorsi scolastici e costituisce un valido strumento per contrastare il triste fenomeno della dispersione scolastica.

Si tratta di un'emergenza sociale che colpisce l'Italia e in modo particolare la Sardegna, che ogni anno indebolisce il corpo sociale del Paese riducendo le capacità di competere nella società della conoscenza. Evasione dell'obbligo scolastico, ripetenze, ritardi o abbandono degli studi sono uno spreco non solo di denaro pubblico, ma soprattutto sono uno spreco di risorse umane e di intelligenze.

Secondo l'ultima rilevazione Eurostat del maggio 2017 gli studenti sardi che abbandonano la scuola prima del termine sono passati dal 23,5 per cento del 2014 al 18,1 per cento dopo due anni del programma Iscola che ha destinato una parte significativa di risorse e che ha coinvolto l'82 per cento delle autonomie scolastiche. A questi primi incoraggianti risultati, che vedono la riduzione del tasso di dispersione scolastica, si affiancano le opportunità lavorative per 486 nuovi docenti e 727 unità di personale non docente.

Con l'istituzione dell'anagrafe scolastica degli studenti il sistema di istruzione della nostra Regione si arricchisce di un sistema, di uno strumento utile per programmare la rete scolastica e l'edilizia e permette di monitorare la carriera scolastica di ogni bambino e giovane. Come Commissione cultura abbiamo deciso di introdurre un emendamento che ampliasse la platea dei soggetti iscritti all'anagrafe, così come ha detto il collega Tendas, e che includesse anche i bambini dalla nascita ai sei anni di età, benché la scolarità obbligatoria abbia inizio a partire dalla scuola primaria, e quindi dunque da sei anni. La nostra idea è quella di intercettare precocemente i segnali della povertà educativa e di studiarli in correlazione alla frequenza dei nidi e della scuola dell'infanzia. Sulle cause della dispersione scolastica esiste una vasta letteratura di carattere prevalentemente sociologico che ha messo in luce le forti correlazioni tra emarginazione economica e socioculturale delle famiglie di provenienza e il successo scolastico. Giannino e Pierino, di cui parla don Milani, a questa causa si aggiunge il disagio esistenziale spesso percepito dagli adolescenti che non trovano nella scuola, nello studio e nella formazione la risposta al loro bisogno di futuro. In relazione a questi elementi di causalità il programma tutti a Iscola si pone come una strategia vincente, le tre linee di intervento nelle quali è articolato il programma vanno ad incidere sulle competenze di base, di cui tanto parlano i dati OCSE-PISA, sull'arricchimento delle attività extracurricolari e sul supporto pedagogico e psicologico. Insieme a questi strumenti, al tavolo della dispersione scolastica, le ulteriori risorse per le borse di studio universitarie, per l'edilizia scolastica di qualità, vi è anche il protocollo d'intesa sottoscritto con il MIUR nel mese di gennaio.

Queste sono politiche di sinistra di cui personalmente vado molto fiera. Combattere la povertà educativa è una nostra priorità se tutti gli studenti sardi di 15 anni, e non solo, oggi solo uno su quattro riuscissero ad acquisire un bagaglio minimo di competenze nella lettura, nella matematica, nelle scienze, la Sardegna vedrebbe una robusta crescita del PIL attuale. Nella lettera ad una professoressa di don Milani ci si imbatte in due tipi opposti di studenti da una parte Gianni, emblema di tutti i ragazzi poveri figli di genitori analfabeti dall'altro c'è Pierino il figlio del dottore, che comincia la scuola direttamente in seconda, perché ha già imparato a leggere e scrivere; i suoi genitori leggono, viaggiano giocano con lui. Gianni è ancora tra noi; è il ragazzo scoraggiato, demotivato, forse difficile, forse assente o forse ancora con DSA non ancora diagnosticato. È colui che non può essere lasciato indietro, grazie.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.

DESSENA GIUSEPPE, Assessore tecnico della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Grazie Presidente, onorevoli tutti, come spiegato dall'onorevole Tendas, la legge ha un obiettivo preciso che sta dentro un quadro di programmazione volto a migliorare le competenze dei nostri giovani, le competenze di base, le competenze trasversali. L'obiettivo principale era e rimane quello di abbattere la dispersione scolastica dove si è fatto un lavoro strategico, sistemico, investendo tantissime risorse; allo stato attuale sono circa 80 milioni di euro che vengono investiti in questo quadriennio di lotta alla dispersione. Per migliorare ed efficientare la capacità di governance e quindi promuovere azioni più efficaci rispetto al mondo della scuola tutto era necessario produrre un'anagrafe degli studenti, e quindi una legge che ci permetta di contrattare con lo Stato la possibilità di avere i dati in termini individuali. Cioè noi stiamo chiedendo attraverso questa norma che è la condicio sine qua non la possibilità di avere la mappatura individuale del percorso di studi dei ragazzi, laddove attraverso l'anagrafe degli studenti saremo in grado di avere, come dire, tutti gli allert rispetto alla relazione tra il ragazzo, l'istituzione scolastica e la sua capacità di apprendimento. Quindi l'anagrafe degli studenti ha esattamente questo scopo in questo momento. Naturalmente l'anagrafe degli studenti è uno strumento più complesso che ha come primo obiettivo quello di aiutare la programmazione delle risorse degli organi che governano evidentemente, nel caso specifico ha una specifica applicazione contro l'abbattimento della dispersione scolastica.

È un disegno di legge di cui non tutte le Regioni si sono dotate, è un disegno di legge che contiene un sistema complesso, che avrà il compito anche di interfacciarsi con tutte le anagrafi esistenti, e questo sarà l'elemento positivo che mapperà davvero la relazione e le condizioni non solo di apprendimento del ragazzo ma anche le condizioni sociali dalle famiglie di provenienza. Quindi è un disegno di legge importantissimo, ripeto è la condicio sine qua non perché si possa avere un database, un'anagrafe con tutti i dati dei ragazzi e che superi l'ostacolo dalla privacy e quindi dal Garante della privacy visto che stiamo parlando di dati sensibili di minori, quindi era necessario giustificare in maniera importante la necessità di questo strumento, attraverso questo disegno di legge noi lo stiamo giustificando e stiamo avviando e aggiungendo un tassello ulteriore alla qualità degli investimenti e della programmazione che abbiamo fatto in ambito scolastico. Credo che sia un risultato davvero importante, ribadisco ci sono alcune Regioni che si sono dotate dello strumento, non tutte, noi ci stiamo avviando attraverso questo disegno di legge, a colmare un ulteriore tassello.

Le risorse, come ha specificato l'onorevole Tendas, sono per il primo avvio del sistema di anagrafe degli studenti come ha specificato l'onorevole Rosella Pinna nell'analisi insomma dal contesto della scuola in Sardegna, dove la dispersione aveva una caratterizzazione molto, molto negativa che è stata in parte abbattuta da quella rilevazione dell'Eurostat, che ci ha sincerato che la nostra dispersione scolastica è scesa di circa di circa 5,3 punti, io credo che questo elemento, questo elemento assolutamente positivo sia da ascrivere anche all'azione tutti a Iscola. Credo che siamo sulla buona strada, naturalmente è una strada da percorrere con grande attenzione cercando di monitorare continuamente tutte le azioni programmate, e ribadisco l'anagrafe degli studenti serve esattamente a questo.

Concordo sull'emendamento sia che la mappatura dei percorsi individuali deve riguardare tutti gli ordini e gradi, perché evidentemente bisogna cercare tutti gli allert in tutte le fasi della vita dei ragazzi e vanno individuati attraverso lo strumento.

PRESIDENTE. Metto in votazione il passaggio agli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 1.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1:

Art. 1

Istituzione

1. La presente legge, nell'ambito delle competenze regionali in materia di istruzione e formazione professionale e nel rispetto del de-creto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 (Codice in materia di protezione dei dati personali), isti-tuisce l'anagrafe regionale degli studenti, di se-guito denominata "anagrafe regionale" e ne di-sciplina finalità, contenuto e modalità di utiliz-zo.

2. L'anagrafe regionale, ai sensi dell'articolo 3, comma 2, del decreto legislativo 15 aprile 2005, n. 76 (Definizione delle norme generali sul diritto-dovere all'istruzione e alla formazione a norma dell'articolo 2, comma 1, lettera c) della legge 28 marzo 2003, n. 53), contiene i dati e le informazioni sui percorsi scolastici, formativi e in apprendistato degli studenti iscritti nelle scuole della regione e degli studenti residenti nella regione e iscritti in scuole di altre regioni, a partire dal primo anno del percorso di educazione, istruzione e formazione.)

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 1. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 1 bis.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1 bis:

Art. 1 bis

Finalità

1. L'anagrafe regionale consente alla Regione di gestire e tracciare i flussi informativi relativi ai percorsi scolastici e formativi dei singoli studenti e costituisce un supporto per l'attività di programmazione e attuazione delle competenze regionali in materia di diritto dovere all'istruzione.

2. In particolare, l'anagrafe regionale, in un'ottica di azioni integrate tra i diversi attori che operano nel settore dell'istruzione e, in via principale e in sussidiarietà, nella formazione professionale, fornisce un contributo conoscitivo per lo svolgimento delle seguenti attività:

a) contrasto alla dispersione scolastica;

b) miglioramento delle performance scolastiche;

c) programmazione dell'offerta formativa e dimensionamento della rete scolastica;

d) programmazione dei finanziamenti in materia di istruzione in favore degli enti locali;

e) pianificazione del servizio di trasporto collettivo finalizzato al miglioramento dell'accessibilità degli istituti scolastici con sistemi di trasporto efficienti e sostenibili;

f) orientamento scolastico;

g) promozione e realizzazione di azioni tese a garantire le pari opportunità in materia di istruzione;

h) promozione del benessere e dell'educazione alla salute;

i) educazione degli adulti;

j) valutazione degli effetti delle politiche in materia di istruzione e formazione professionale.)

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 1 bis. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

L'articolo 2 è stato soppresso.

Passiamo all'esame dell'articolo 3. All'articolo 3 èstato presentato l'emendamento numero 1, che è un soppressivo parziale.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 3:

Art. 3

Tipologia e gestione dei dati

1. L'anagrafe regionale è costituita dai dati individuali relativi al percorso scolastico, formativo e di educazione e istruzione dalla nascita fino ai sei anni. In particolare, include le seguenti informazioni minime:

a) dati anagrafici e codice fiscale;

b) dati relativi all'istituzione educativa, scolastica o formativa e alla classe frequentata;

c) indirizzo di studi prescelto;

d) dati sulla frequenza scolastica;

e) esiti intermedi e finali del profitto e del comportamento.

2. L'anagrafe regionale è gestita dalla Direzione generale regionale competente in materia di istruzione nel rispetto delle norme in materia e del decreto legislativo n. 196 del 2003.)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Gianmario Tendas, relatore di maggioranza.

TENDAS GIANMARIO (PD), relatore di maggioranza. Favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.

DESSENA GIUSEPPE, Assessore tecnico della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Favorevole.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento soppressivo parziale numero 1. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'articolo 3. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 4.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 4:

Art. 4

Modalità di funzionamento
e processo di implementazione
e integrazione del sistema informativo

1. La Regione acquisisce i dati di cui all'articolo 3, comma 1 attraverso le istituzioni scolastiche statali e paritarie e l'Ufficio scolastico regionale.

2. La Regione, inoltre, al fine di garantire la completezza e la tracciabilità dei percorsi di educazione, istruzione e formazione, può prevedere l'interoperabilità e il collegamento dell'anagrafe regionale con altri sistemi informativi, banche dati o archivi informatici, in particolare con:

a) le anagrafi comunali della popolazione, anche al fine della vigilanza sull'applicazione delle sanzioni previste dalla normativa vigente in materia di obbligo scolastico;

b) il sistema informativo regionale del lavoro;

c) il sistema informativo regionale della formazione professionale;

d) i sistemi informativi delle università sarde;

e) l'anagrafe regionale dell'edilizia scolastica;

f) gli ulteriori sistemi o sottosistemi informativi, sulla base di appositi accordi bilaterali o convenzioni, tra cui quello del Ministero dell'istruzione, università e ricerca, dell'Ufficio scolastico regionale, del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, dell'Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e formazione (INVALSI), dell'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS), delle camere di commercio, degli enti locali, delle singole istituzioni scolastiche, degli enti formativi attuatori e di altre regioni o di ulteriori soggetti.

3. L'integrazione dell'anagrafe regionale con le anagrafi e i sistemi di cui al presente articolo che non rientrano nella diretta disponibilità o gestione della Regione è regolata da apposite convenzioni.

4. Nelle more dell'approvazione dell'accordo tra il Ministero dell'istruzione, università e ricerca e il Ministero del lavoro e delle politiche sociali di cui all'articolo 3, comma 4, del decreto legislativo n. 76 del 2005, l'anagrafe è avviata e implementata con i dati individuali di cui all'articolo 3, comma 1.

5. Le modalità di raccolta, gestione ed elaborazione dei dati dell'anagrafe regionale e i sistemi di integrazione e interoperabilità tra i sistemi informativi sono definiti con deliberazione della Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale competente in materia di istruzione.)

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare sull'articolo 4, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 5.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 5:

Art. 5

Norma finanziaria

1. Gli oneri derivanti dall'attuazione della presente legge concernenti l'avvio, l'implementazione e integrazione del sistema informativo dell'anagrafe regionale degli studenti sono determinati in euro 80.000 per l'anno 2018 e di euro 40.000 per l'anno 2019.

2. Alla copertura finanziaria di provvede con le seguenti variazioni nel bilancio di previsione della Regione per gli anni 2018-2020:

in aumento:

missione 04 - programma 06 - titolo 2 - capitolo SC.NI

2018 euro 80.000

2019 euro 40.000

in diminuzione:

missione 04 - programma 01 - titolo 1 - capitolo SC02.0051

2018 euro 80.000

2019 euro 40.000.)

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare sull'articolo 5, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione il testo della legge.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 440.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio approva).

Discussione del documento: "CORECOM: Programma delle attività per l'anno 2018" (19/XV/A) e approvazione di ordine del giorno

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del Documento numero 19 "Programma sulle attività del Corecom per l'anno 2018".

Ha facoltà di parlare il consigliere Angelo Carta, relatore.

CARTA ANGELO (PSd'Az-La Base), relatore. Il Documento numero 19 riguarda il programma delle attività per l'anno 2018 del Corecom. La seconda Commissione lo ha esaminato attraverso l'audizione del Presidente dell'organismo del Corecom, e ha ritenuto assolutamente condivisibile quanto ivi riportato, anche per le funzioni del Corecom che conosciamo bene, sono molto importanti, e anche in vista delle elezioni appena svolte il Corecom ha svolto una funzione molto importante, per cui nella seduta del 7 febbraio 2018 la seconda Commissione ha licenziato all'unanimità il documento che è all'esame del Consiglio. Le voci più rilevanti riguardano rimborsi e spese per missioni che riducono da 20 mila euro a 10 mila euro dotazioni per postazioni con … decentrata, che vengono ridotte a 20 mila euro; altrettanto gli oneri per convenzioni con enti locali, che vengono ridotti a 20 mila euro, oneri per verifiche da 10 mila a 7 mila e 500 euro, e le spese postali che vengono totalmente azzerate; abbonamenti e riviste che vengono ridotti di 1000 euro e tornano a 2 mila euro; comunicazione istituzionale da 10 mila a 2 mila euro; iniziative per studi e ricerche da 30 mila a 12 mila e 500 euro; e infine le spese varie e impreviste che da 15 mila vengono ridotte a 5 mila. Per quanto riguarda l'attività del Corecom, la Commissione ha condiviso la relazione del Presidente, evidenziandone i contenuti in relazione alle attività istituzionali proprie dell'organismo. La Commissione ha ritenuto anche di rendere il parere nella seduta del 6 febbraio per consentire al Corecom di sviluppare appieno la sua attività in materia di par condicio, come diceva nelle imminenti elezioni politiche che si sono appena svolte. In tale contesto, infatti, il Corecom avrebbe dovuto provvedere ad acquisire l'adesione ai soggetti politici, ha proceduto ad acquisire l'adesione dei soggetti politici e delle emittenti radiofoniche televisive per la trasmissione dei messaggi autogestiti gratuiti. Per cui si invita il Consiglio all'approvazione perché comunque è un documento che la Commissione ha esaminato, ha fatto il suo lavoro e credo che non rappresenti niente di più che un via libera affinché questo organismo possa agire nella pienezza dei suoi poteri, anche a seguito di questa approvazione. Grazie.

È aperta la discussione sul Documento. Non ho iscritti a parlare.

È stato presentato l'ordine del giorno numero 1.

Metto in votazione l'ordine del giorno che è pervenuto, che approva il Documento numero 19 con le modifiche proposte dalla seconda Commissione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. L'assessore Caria ha problemi ad essere in Aula domani, possiamo anticipare la mozione sull'APA e ARAS?

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Se l'Aula è d'accordo, noi possiamo anche sentire l'Assessore, se domani ha impegni. Però, siccome abbiamo anche preso impegno con chi oggi è interessato al problema, abbiamo detto che il dibattito si sarebbe tenuto nella giornata di domani mattina. Quindi, se l'Assessore ha problemi può fare la sua relazione, dire all'Aula lo stato delle cose, però direi di rimandare a domani mattina la discussione sulle mozioni, il dibattito anche.

PRESIDENTE. Sì, se siamo d'accordo, possiamo procedere così, facendo l'audizione adesso dell'Assessore e rinviando a domani mattina il dibattito su questa mozione, tutte le altre vanno poi a domani. Non ci sono obiezioni. Do la parola all'onorevole Congiu per la presentazione della mozione numero 392. Sospendiamo la seduta per qualche minuto.

(La seduta, sospesa alle ore 18 e 58, viene ripresa alle ore 19 e 03.)

Discussione congiunta delle mozioni Forma - Cocco Pietro - Busia - Cocco Daniele Secondo - Congiu - Zanchetta - Collu - Comandini - Cozzolino - Deriu - Lai - Moriconi - Pinna Rossella - Piscedda - Solinas Antonio - Tendas - Lotto - Sabatini - Manca Gavino sul piano di riorganizzazione delle sedi INPS e sulle ripercussioni nel territorio regionale e, particolarmente, nella Sardegna centrale, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento (374) e Truzzu - Pittalis - Rubiu - Dedoni - Carta Angelo - Tedde - Zedda Alessandra - Cherchi Oscar - Tunis - Cappellacci - Tocco - Locci - Fasolino - Randazzo - Oppi - Tatti - Pinna Giuseppino - Cossa - Crisponi - Orrù - Solinas Christian - Floris - Satta contro la chiusura e il ridimensionamento delle agenzie INPS sul territorio regionale, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento (265)

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta. L'ordine del giorno reca la discussione della mozione numero 374 Forma e più, sul Piano di riorganizzazione delle sedi INPS e sulle ripercussioni nel territorio regionale, e della mozione numero 265 Truzzu e più, contro la chiusura e il ridimensionamento delle agenzie INPS.

Dichiaro aperta la discussione. Uno dei presentatori della mozione ha facoltà di illustrarla.

FORMA DANIELA (PD). Grazie, Presidente. Negli ultimi mesi sono cresciuti esponenzialmente i timori legati alle ripercussioni negative nel nostro territorio regionale del Piano nazionale di riorganizzazione dell'INPS. Come è noto l'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale è il più importante ente previdenziale del sistema pensionistico italiano, un ente che costa allo Stato 3 miliardi e 600 milioni all'anno, ma che eroga circa 440 miliardi di prestazioni. Parliamo di un ente che, oltre ad erogare pensioni, gestisce tutta una serie di prestazioni assistenziali a sostegno del reddito, come pure tutta una serie di prestazioni accessorie che maturano a favore del lavoratore in funzione della propria condizione; può essere maternità, malattia, e tutta una serie di altre attività che vanno dalla verifica della permanenza dei requisiti di invalidità, all'accesso alle cure termali e quant'altro. L'INPS è un ente sottoposto alla vigilanza del Ministero del lavoro e del MEF, a cui più volte è stata messa mano. Penso, per esempio, alla legge di ristrutturazione del 1989, che ha introdotto nuovi criteri di economicità e ha sancito la separazione finanziaria della previdenza dall'assistenza, quindi la previdenza che viene sostenuta o che dovrebbe essere pagata per buona parte dai contributi obbligatori a carico dei dipendenti e delle imprese, e l'assistenza, che è sostenuta dai trasferimenti diretti da parte dello Stato, attingendo quindi alla fiscalità generale. E poi ancora nel corso degli anni si è tentato di riorganizzare l'ente, per assecondare quanto più possibile le nuove sfide, le nuove esigenze poste dal nostro welfare, un sistema di protezione sociale a cui viene chiesto di dare copertura a nuovi rischi legati alla globalizzazione e al progresso tecnologico, che inevitabilmente è ancora più costoso e che pone maggiormente il problema non solo dell'efficienza dell'ente, ma anche della sostenibilità del sistema. E arriviamo al giorno d'oggi, con un istituto che eroga 440 tipologie di prestazioni, di cui solo 150 di natura previdenziale. Pensiamo alle recenti misure che sono state affidate alla gestione dell'INPS, come il Bonus mamma, l'APE sociale volontaria, e dal 2018 l'INPS è l'ente concessorio del reddito di inclusione sociale, una misura di assistenza sociale estesa a tutto il territorio nazionale, e in collaborazione con i Comuni è tenuto anche a selezionare i beneficiari. Dall'esigenza di dare il proprio contributo alla riduzione del debito pubblico, come pure di migliorare la qualità del servizio da offrire ai cittadini, l'INPS, sotto la guida del Presidente Tito Boeri, ha avviato nel 2016 una nuova e complessa riforma organizzativa, una riforma che ha avuto inizio con la razionalizzazione dell'organigramma della Direzione centrale con la riduzione del numero di posizioni dirigenziali e lo spostamento del baricentro della dirigenza sul territorio; si è passati dai 33 dirigenti della Direzione generale agli attuali 20, e dovrebbero arrivare a 15 a seguito di vari pensionamenti, e dai 15 dirigenti sul territorio a 22. Siamo contestualmente entrati nel vivo anche della seconda parte della riforma organizzativa dell'INPS, che interessa direttamente le sedi territoriali, vale a dire il presidio base, territoriale, il punto di contatto diretto tra l'ente e il cittadino utente, e quindi le prestazioni che l'ente eroga. Ora, cosa prevede questa riorganizzazione? Quali sarebbero le ripercussioni nel nostro territorio regionale? Di per sé la riorganizzazione si pone come obiettivo quello di rendere l'ente non solo più efficiente, ma anche più prossimo, più vicino al cittadino. Si vorrebbe pervenire a questo obiettivo razionalizzando le sedi territoriali, e contestualmente estendendo la presenza dell'istituto su tutto il territorio nazionale, mediante l'apertura di punti INPS e la stipula di accordi, convenzioni con gli enti locali, o più in generale con altre pubbliche amministrazioni per l'apertura dei Punti Cliente di Servizio. Dove sta la differenza? Il punto INPS è una struttura più snella, localizzata per lo più in locali, in immobili messi a disposizione dalle Amministrazioni comunali, nel punto INPS è possibile prendere appuntamento per continuare a garantire almeno una gamma di servizi predefiniti all'utente, di modo che non si veda costretto a spostarsi obbligatoriamente per qualunque servizio alla sede territoriale più vicina. Il Punto Cliente di Servizio invece è una sorta di sportello virtuale, attraverso il quale il cittadino può accedere a servizi predefiniti dell'Istituto grazie al concorso di altre amministrazioni pubbliche, in altre parole il punto cliente di servizio non è presidiato da personale dell'INPS, ma è affidato alla responsabilità e all'operatività del personale dell'amministrazione che fa richiesta della sua attivazione, con tutto un percorso di formazione del personale che a ciò è connesso. Ora, se questo tipo di nuova organizzazione periferica, che in teoria viene definita "utente-centrica", potrebbe anche andar bene per la più parte del nostro Paese, sorgono numerose perplessità sulla sua contestualizzazione nel nostro territorio regionale. La riforma di un ente nazionale così importante non può non tener conto della dovuta differenziazione territoriale, non si possono utilizzare criteri e parametri univoci su tutto il territorio nazionale se si vuole effettivamente pervenire al raggiungimento dell'obiettivo dichiarato dalla riforma, ossia quello di rendere l'ente più prossimo al cittadino. Come si può raggiungere questo obiettivo in Sardegna se i parametri utilizzati per la razionalizzazione delle sedi territoriali richiedono 60.000 residenti e dieci dipendenti per il mantenimento della sede? In Sardegna potrebbero rischiare la chiusura 18 sportelli, e questa organizzazione, che così traslata in Sardegna si tradurrebbero in un vero e proprio arretramento dello Stato, andrebbe a colpire maggiormente i territori più fragili del nostro contesto regionale, quelli già messi a dura prova dalla loro condizione di zona interna dell'Isola, come pure interessata da devastante e desolante spopolamento, e parlo di Macomer, Siniscola, Sorgono Ghilarza, Isili, Gavoi, che poi è già stato trasformato in punto INPS. Nel nord Sardegna rischierebbero poi anche Thiesi, Ozieri Tempio, oltre che vero Alghero, forse potrebbe salvarsi Lanusei, ma non è certo. E allora, pur condividendo l'esigenza di riorganizzazione complessiva dell'INPS, noi riteniamo che la determinazione dei parametri debba tener conto anche, per esempio, dell'orografia del territorio, della condizione della viabilità, dei collegamenti infrastrutturali, e ancora dovremmo tener conto, dovrebbe tener conto degli indici di spopolamento, quindi della densità di popolazione; i 60.000 abitanti richiesti per il mantenimento delle sedi territoriali nel centro Sardegna, non valgono certo quanto i 60.000 abitanti della Lombardia o della Campania. E poi si dovrebbe magari tener conto anche dell'indice di vecchiaia, quindi quanto incide, quant'è il peso della popolazione anziana in una determinata popolazione. Perché, per esempio, è importante questo parametro? Perché è inutile puntare sulla telematizzazione dei servizi a fronte di una popolazione largamente anziana, con enormi difficoltà nell'utilizzo degli strumenti tecnologici. Faccio questi pochi esempi per sottolineare l'impraticabilità dell'utilizzo di parametri di indicatori univoci nazionali su realtà, come quelle dell'area della Regione Sardegna, che si distanziano e si differenziano dal contesto nazionale in maniera significativa, e quindi si differenziano non solo dalle regioni del nord Italia, ma anche da altre realtà come l'Abruzzo, il Molise, la Basilicata. E allora, Presidente, i nostri enti locali sono già venuti incontro all'ente statale mettendo per la maggior parte a disposizione i loro locali in comodato gratuito, perché tali sportelli non venissero chiusi e quindi a beneficio degli utenti del loro territorio, noi non possiamo consentire la sottrazione di servizi, di ulteriori servizi ai nostri già fragili territori, non possiamo consentire che venga enfatizzato ulteriormente il senso di abbandono da parte dello Stato, con la chiusura di numerose sedi territoriali nella nostra Regione, andando peraltro contro quegli obiettivi riformatori che l'INPS ha dichiarato di voler perseguire. Da qui, Presidente, la nostra richiesta di interessamento, la richiesta, appunto, di interlocuzione con il Governo nazionale e con l'INPS, perché si tenga conto dei contesti economicamente più fragili e demograficamente più deboli, interlocuzioni che il Presidente Pigliaru ha già puntualmente avviato e delle quali comunque chiediamo di riferire in Aula.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luca Pizzuto. Ne ha facoltà.

PIZZUTO LUCA (SDP). Per chiedere, Presidente, che la mozione Saremar, che risulta all'ordine del giorno, sia spostata alla prossima settimana perché ci sono delle interlocuzioni in corso.

PRESIDENTE. Va bene.

Discussione congiunta delle mozioni Forma - Cocco Pietro - Busia - Cocco Daniele Secondo - Congiu - Zanchetta - Collu - Comandini - Cozzolino - Deriu - Lai - Moriconi - Pinna Rossella - Piscedda - Solinas Antonio - Tendas - Lotto - Sabatini - Manca Gavino sul piano di riorganizzazione delle sedi INPS e sulle ripercussioni nel territorio regionale e, particolarmente, nella Sardegna centrale, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento (374) e Truzzu - Pittalis - Rubiu - Dedoni - Carta Angelo - Tedde - Zedda Alessandra - Cherchi Oscar - Tunis - Cappellacci - Tocco - Locci - Fasolino - Randazzo - Oppi - Tatti - Pinna Giuseppino - Cossa - Crisponi - Orrù - Solinas Christian - Floris - Satta contro la chiusura e il ridimensionamento delle agenzie INPS sul territorio regionale, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento (265)

PRESIDENTE. Uno dei presentatori della mozione numero 265 ha facoltà di illustrarla.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Mi è stato affidato un compito al quale è impossibile sottrarsi e anzi è un compito non ingeneroso, è un compito favorevolissimo, è come un non nulla, si può discutere di una questione che riguarda l'intero territorio regionale. La collega Forma bene ha fatto di parlare di casa nostra, delle zone interne dell'isola, ma mi pare che ogni volta che c'è uno stato mefitico che affila la mannaia questa è per dimostrare quanto sia lontano dai temi e dalle problematiche che quotidianamente riguardano i nostri conterranei, i nostri concittadini. Lo Stato affila la mannaia sotto il profilo di una riorganizzazione inutile, inservibile che serve esattamente a zero, perché con questo discorso del contenimento dei costi complessivi hanno iniziato un sistema terrificante di desertificazione delle nostre piccole comunità innanzitutto, ma che si estende all'intero territorio regionale. Hanno iniziato con gli uffici postali, con quelli dei presidi di sicurezza, dei commissariati di PS, delle squadre nautiche nel perimetro costiero regionale, nelle caserme dei Carabinieri, hanno chiuso dappertutto e adesso arrivano anche col sistema di coloro i quali dovrebbero essere quelli che danno immediata risposta ai nostri cittadini ed essi si ritroveranno con la chiusura di ben 18 sportelli rispetto ai 26 attualmente presenti sul territorio regionale. Impensabile immaginare che questo scippo che annuncia una desertificazione dei servizi essenziali centrali che vengono affidati ai presidi del Governo nazionale, quindi dello Stato che invece prende ogni volta le distanze da spopolamento, desertificazione, da un sistema in cui ci vengono abbattuti anche quei ponti ideali di riferimento necessari naturalmente per poter immaginare un collegamento costruttivo e costante con cittadini, famiglie ed imprese soprattutto, bene anche in questo caso invece è sonoro lo schiaffo che viene affibbiato in faccia alla nostra gente. Quindi, questo porto delle nebbie immenso che è diventata l'isola della Sardegna deve in qualche modo reagire. I colleghi che hanno presentato le mozioni che richiamano e fanno riferimento naturalmente a questo gravissimo ulteriore disagio che in questo momento viene a palesarsi evidentemente sui territori della nostra regione, naturalmente necessitano di una prova di forza. Assessore Spano, l'hanno lasciata sola soletta in questo contesto, la sfida naturalmente non è roba da poco, avremmo preferito che a questo assistesse il Presidente della Giunta regionale e sicuramente anche tutta la Giunta stessa perché il problema della desertificazione e dello spopolamento, guarda caso, è l'effetto di una politica regionale troppo morbida nei confronti di chi ritiene che la Sardegna, e quindi i suoi presidi territoriali, che Isili, Ghilarza, Macomer, ma anche Alghero, Ozieri, tutti quei luoghi dove sta arrivando la mannaia affilata dello Stato centralista, guarda caso non hanno avuto un sostegno energico, vibrante, rigoroso da parte della Giunta regionale. Le prime avvisaglie, assessore Spano, avrebbero necessitato una battuta di un pugno forte sul tavolo della concertazione dove siete andati centinaia e centinaia di volte, però a questa gente bisogna saper significare contro sia ben diversa la situazione di Ghilarza, di Macomer, di tutti i centri che abbiamo citato che sono innegabilmente, ineffabilmente destinati a soccombere rispetto a quell'ondeggiare pericolosissimo di una mannaia così affilata, dove bisogna spiegare che quei luoghi, quei piccoli territori destinati ancora una volta, appunto, a desertificazione e spopolamento non sono uguali a Milano, non sono uguali a Parma, non sono uguali a Torino, Venezia, non sono uguali a Roma, la capitale, non sono uguali a niente! Questa distanza enorme che si crea sempre di più fra lo Stato centrale e i territori, guarda caso, più poveri io credo che avrebbero bisogno di una rappresentanza alta, forte, energica; bisogna spiegare bene quanto sia diverso un territorio che soffre della dannazione della gente che scappa via perché non ci sono nemmeno più i servizi essenziali rispetto ad altri luoghi ben più fortunati. Qui ancora voialtri avete previsto che ci sia una ramificazione della fibra che serve anche gli ultimi piccoli paesi dei nostri desolati territori. Se tutto questo serve per immaginare che quello possa essere l'ultimo ostacolo ad uno Stato che abbandona e scappa via, credo che sia davvero poca cosa. Lo Stato deve preoccuparsi dei suoi presìdi immediati, innanzitutto proprio di quelli sociali e della sicurezza sociale dei nostri concittadini. Ecco perché ritengo che le mozioni che sono state presentate vadano certamente in una direzione che va sicuramente a colpire e a centrare esattamente quelle che sono le necessità, ma che manchino di un coraggioso sistema che vada a richiamare quali sono i rischi di abbandono totale semmai anche alla deriva dell'intero territorio isolano. Quindi, assessore Spano, io credo che lei nella sua risposta a queste imprecazioni, a queste sollecitazioni che arrivano dai territori (rappresentati appunto dai colleghi consiglieri qui presenti in aula) abbiano il richiamo di un'ultima spiaggia. Io non credo che ci possano essere ulteriori occasioni dopo che è stato spoliato totalmente il nostro territorio e dopo che è stato abbandonato a sé stesso, dopo che oramai non ci saranno quasi più nemmeno i nostri concittadini da amministrare, a quel punto credo che saremmo davvero alla bancarotta sociale e guai a noi se mai dovesse arrivare un sistema e un'occasione di questo genere, non avremo più parole da ricercare in alcun vocabolario, non ci sarà Treccani che possa contemplare cosa significa abbandonare i nostri cittadini in balìa di un sistema che invece dovrebbe prevedere l'assistenza, la vicinanza, la cura, l'attenzione, quasi una sorta di presenza quotidiana. Invece quello spettrale orizzonte che si rappresenta a tutti i territori ai quali noi facciamo spesso riferimento in quest'aula di Consiglio, io credo che siano innegabilmente destinati all'oblio più totale. Quindi, Assessore, faccia valere, al cospetto dei suoi colleghi di Giunta, ma soprattutto del Presidente della Giunta regionale, il drammatico appello che oggi arriva da quest'Aula.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Marco Tedde. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Presidente, ha detto bene credo il collega Crisponi, il tema non è tanto quello della chiusura delle sedi INPS, il tema è quello molto più ampio dell'arretramento dello Stato, della desertificazione, della chiusura di caserme dei Carabinieri, caserme della Polstrada, caserme della Polizia, della chiusura di uffici postali, sono tutti elementi che poi contribuiscono - anche se non sono la sola causa - a creare e ad acuire quello spopolamento di cui troppo spesso noi parliamo senza però avere la forza e il coraggio di avviare azioni concrete, forti per interromperlo, per arginarlo. Ecco che quindi in Sardegna si dirada la presenza dello Stato, ecco che in Sardegna si dirada la presenza dei servizi pubblici essenziali. Noi facemmo a dicembre dello scorso anno, il Gruppo di Forza Italia fece una interrogazione analoga a questa interrogazione che lamentava la chiusura delle sedi INPS di Alghero, Ozieri e Thiesi se non ricordo male, non ricordo male, e chiedevamo al presidente Pigliaru di intervenire, comunque di darci qualche risposta. Purtroppo queste risposte non le abbiamo avute e oggi ci troviamo a parlare di altre sedi INPS, quindi il problema è lo stesso ma pian piano si sta ampliando, si sta allargando. Non è possibile, non è possibile pensare che le sedi INPS, gli uffici INPS vengano trasformati in punto d'ascolto, non tutti i problemi o meglio ancora una piccola parte dei problemi che debbono risolvere coloro che si presentano presso gli uffici INPS possono essere affrontati e risolti nei punti d'ascolto. I punti d'ascolto non sono sufficienti e a maggior ragione non sono sufficienti in una regione come la Sardegna che è la seconda come estensione territoriale in Italia che ha una dotazione infrastrutturale viaria ridicola, a maggior ragione in Sardegna questi punti di ascolto non sono sufficienti. E allora la verità è che questa Regione, questo Governo regionale, questo Parlamento regionale, questa Assemblea legislativa debbono aprire una vertenza seria con lo Stato, un braccio di ferro forte, un braccio di ferro determinato, deciso, perché non è possibile dover ogni volta ritornare in quest'Aula a parlare di chiusura degli uffici postali o chiusura degli uffici INPS o chiusura delle sedi Polstrada o chiusura delle caserme dei Carabinieri o chiusura delle stazioni di polizia. Non è questo che dobbiamo fare, non dobbiamo affrontare il problema più generale con la politica del carciofo. Io credo che il problema debba essere affrontato una volta per tutte in tutta la sua complessità, dobbiamo creare una cornice ideale all'interno della quale mettere tutti questi problemi e il Governo regionale e questa Assemblea debbono fare il braccio di ferro forte con lo Stato per salvaguardare le zone interne ma per salvaguardare anche le zone costiere, per salvaguardare questi servizi in Sardegna perché poi lo spopolamento cresce soprattutto nelle zone interne. E non ci si può raccontare o non ci si può venire a dire che lo spopolamento si può anche mitigare con l'arrivo dei migranti. Non va bene, lo spopolamento si deve bloccare o mitigare con la presenza dello Stato, con la presenza dei servizi, con iniziative che servano a creare occupazione, a creare lavoro, a creare ricchezza, a creare economia, è questo che noi gradiremmo Assessore. Noi gradiremmo una presa di posizione forte, complessiva però della Regione nei confronti dello Stato, un braccio di ferro, una vertenza seria. In questa maggioranza ci sono tanti partiti autonomisti, partiti che dell'orgoglio dei sardi fanno giustamente una bandiera, anche noi, anche noi stiamo al fianco di questi partiti quando si deve parlare di tutela della comunità sarda. Però a parte le enunciazioni di principio della tutela della nostra comunità, a parte le enunciazioni di principio circa l'esigenza di parlare di autonomia speciale in modo serio, occorre veramente che il Governo regionale una volta per tutte picchi, batta i pugni sul tavolo e si faccia sentire dallo Stato. Una vertenza complessiva, una vertenza nella quale ovviamente l'Assemblea legislativa deve dare il suo supporto, però ci vuole determinazione, ci vuole coraggio, ci vuole forza e ci vuole la convinzione dei nostri mezzi non soltanto dei vostri mezzi, ma dei mezzi di tutta l'Assemblea legislativa che rappresenta tutta la comunità sarda.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pier Mario Manca. Ne ha facoltà.

MANCA PIER MARIO (Partito dei Sardi). Vede Presidente, il livello di civiltà per quanto riguarda un popolo o anche una regione viene misurato in genere dalla bontà e dall'abbondanza di servizi che vengono dati. Maggiori sono i servizi, maggiore è la qualità dei servizi, maggiore è il grado di civiltà di un popolo o di una Regione. Allora se è vero questo assunto che viene in genere portato avanti dai maggiori enti italiani tra cui l'ISTAT, risulta in dubbio che qua stiamo regredendo per quanto riguarda il concetto di civiltà, è indubbio questo. Perché come diceva anche l'onorevole Tedde il problema non è esclusivamente il problema dell'INPS ma è un arretramento generale dello Stato su tutte le situazioni che viviamo in Sardegna. La Sardegna non è l'Italia, ma non è detto solo per fare chissà quale affermazione, ma per dire una grande verità, le condizioni sociali degli abitanti della Sardegna e quelle che viviamo sono completamente diverse. Abbiamo una popolazione estremamente dispersa e non concentrata, anzi abbiamo la popolazione si può dire all'80 per cento concentrata tra Cagliari e Sassari lungo quindi la 131. Ma se è vero questo, con questa politica lo Stato non sta facendo altro che depredare la Sardegna e condannarci, come dice l'onorevole Crisponi, all'oblio, all'oblio della storia per non avere più strutture e servizi. Non si può quindi accettare un arretramento dello Stato di queste dimensioni, che per far quadrare i conti di una cattiva gestione di cui noi non siamo responsabili, sobbarca la Sardegna a una serie di handicap che sicuramente non fanno altro che aggravare quello che ogni giorno diciamo dentro quest'Aula, ovvero lo spopolamento. Non abbiamo strumenti, gli strumenti sono quelli di presidiare il territorio con le scuole, con i Carabinieri, con la Polizia, con l'INPS quella di dare servizi.

Allora Assessore, credo che sia un compito suo, di tutta la Giunta e c'è il supporto di tutto questo Consiglio di trovare tutte le forme per premere sullo Stato, ma non perché siamo diversi, perché loro ci fanno diversi, noi non siamo diversi, noi siamo all'interno dell'Italia ma ci trattano da diversi e loro ci devono dare esattamente tutti quei servizi di cui abbiamo bisogno per poter continuare a dire che siamo in Europa.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pierfranco Zanchetta. Ne ha facoltà.

ZANCHETTA PIERFRANCO (Cristiano Popolari Socialisti). Io richiamo la mozione cui prima firmataria è la collega Forma per condividere certamente questa iniziativa che contiene anche il solito grido di dolore, ma faccio un richiamo alla recente e attualissima iniziativa sul riconoscimento dell'insularità che ci riporta appunto a rivedere le nostre condizioni di disagio. E parla chi di insularità non ne ha una, ne ha una doppia, isolano al quadrato e quindi posso ricordare i tempi in cui Tirrenia soppresse la linea con Bonifacio che partiva dall'isola di La Maddalena ma la soppressione degli uffici INPS, dell'ENEL, dell'Ufficio di collocamento allora, oggi hanno cambiato veste fortunatamente. Cioè tutta una sottrazione di una serie di servizi che oggi sono richiamati in capo alla necessità che lo Stato deve tenere in considerazione facendo ricadere importanti funzioni e servizi nel nostro territorio, soprattutto nelle zone disagiate e periferiche. Condivido appieno quanto detto dai colleghi, però mi permetto di fare un'osservazione soprattutto al collega Crisponi che con un accorato e condivisibile richiamo a ciò che è stato sottratto soprattutto nel suo territorio, si richiamava anche alla mancanza poi di presidi di democrazia nei territori. Però vorrei ricordare che quell'iniziativa di aver soppresso le province è già uno degli elementi che ci ha portato poi alla, come dire, messa in fila di una serie di sottrazioni che derivavano appunto dal mantenimento delle province. E non è che io voglia fare un richiamo polemico, ma voglio ritornare su questioni che oggi diventano ancora più cogenti e attualissime, quando noi sottraiamo funzioni di democrazia nel territorio, elettiva come in quel caso, da cui discendevano però servizi fondamentali nei territori, oggi li abbiamo persi, abbiamo perso anche quello. Quindi, collega Forma, nel sostenere con convinzione questa mozione, io vorrei richiamare altre sottrazioni che sono state fatte, a cominciare da quelle determinanti che la politica qualche volta con leggerezza ha fatto, facendo venir meno la funzione fondamentale di alcune istituzioni nei territori, guarda caso periferici e lontani che oggi non si riconoscono in una revisione, in una riorganizzazione che non ci appartiene. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Gianfranco Congiu. Ne ha facoltà.

CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). Non sto a ripetere le considerazioni a favore delle comunità locali, magistralmente esposte dai colleghi che mi hanno preceduto. Sono tra i firmatari della mozione numero 374, ma vorrei essere firmatario anche della mozione numero 265. Immagino che quindi si vada verso una formulazione condivisa, con un testo di sintesi, e chiedo a questo proposito che vengano rafforzati i poteri del Presidente, inserendo nel testo della mozione due richieste, se i presentatori della mozione condividono. Ovverosia, al punto 2, che venga acquisito, venga previsto, che venga acquisito il piano di ristrutturazione INPS; e al punto 3, che venga previsto, preliminarmente alla esecuzione del piano, che le Regioni interessate dai tagli possano formulare le loro osservazioni sentendo anche i comuni coinvolti. Penso che sia l'acquisizione del piano INPS, che sentire i Comuni interessati possano rispondere concretamente a quelle esigenze che sono state compendiate dai relatori delle due delle due mozioni, e che ci portano ad interrogarci sul fatto che se la chiusura, e in che modo impatta la chiusura di sedi territoriali sui principi di vicinanza all'utente in contesti economicamente fragili. Quali, se non i Comuni interessati dai tagli delle Sezioni INPS, possono contribuire a far emergere quelle tensioni locali, quelle problematiche che sono state accennate oggi dai relatori? Per cui ampio sostegno ad una scritturazione condivisa, e chiedo se i due presentatori sono d'accordo nell'arricchirla con questi due passaggi. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. Ne ha facoltà.

SPANU FILIPPO, Assessore tecnico del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. Presidente, onorevoli Consiglieri, intanto credo sia doveroso ringraziare i presentatori, coloro che sono intervenuti, in particolare in primis l'onorevole Forma, perché le mozioni che vengono presentate sono state illustrate, faccio riferimento in particolare all'intervento dell'onorevole Forma, non solo come un grido di dolore, ma anche come dei suggerimenti concreti attraverso i quali può essere impostata una trattativa, su dati precisi, su indicatori conosciuti e incontestabili. Questo a dire la verità è sempre stato l'approccio che abbiamo utilizzato nei confronti dello Stato in questi anni di Governo, e devo dire che è stato l'approccio che in particolare, poi ci ritornerò, ha utilizzato il sottoscritto con un forte appoggio di quest'Aula, con un mandato forte del Consiglio regionale, in un'occasione che riguarda proprio una possibile smobilitazione dello Stato rispetto al territorio delle zone interne, che invece ci ha visto vincenti, insieme, tutti insieme. E questo credo che sia un metodo che noi dobbiamo continuare a replicare. Battere il pugno sul tavolo, onorevole Tedde, sono d'accordo corrispondenza onorevole Crisponi, che dal punto di vista visivo sia una dimostrazione concreta di quanto politicamente ci si deve mettere impegno in una rivendicazione, allo stesso tempo è possibile nella misura in cui a) abbiamo buoni numeri da spendere, b) siamo tutti uniti nel perseguire l'obiettivo, c) siamo anche capaci di intavolare le giuste trattative e i giusti ambiti per poter far valere un interesse, che indubbiamente e inevitabilmente diventa anche interesse contrapposto rispetto a interessi altrui, tenuto conto che ci muoviamo in un contesto che è quello statale, dove gli interventi sulla finanza pubblica, se tagliano da una parte, inevitabilmente creano benefici da un'altra, oppure se dobbiamo chiedere un mancato taglio bisognerà far sobbarcare a qualcun altro i benefici che invece rimangono giustamente, dico io, in capo a noi.

Quindi, dicevo, dal punto di vista dello specifico di cui stiamo parlando, delle sedi INPS, ricordo che non è la prima volta che ci occupiamo di questa vicenda, è già accaduto all'inizio della legislatura, quando già l'INPS in un primo piano di razionalizzazione, credo lo ricorderete anche voi, io non ricopriva il ruolo di Assessore, me ne sono occupato in assistenza al Presidente allora, come Capo di Gabinetto, ricordo perfettamente che dovemmo affrontare una situazione simile, la affrontammo con questi elementi, buone ragioni, buoni numeri, decisione, compattezza, e devo dire che quella tornata di razionalizzazione dell'INPS, di fatto, ha generato delle positività da un certo punto di vista, perché coinvolgendo anche le Amministrazioni locali, nelle vostre mozioni se ne fa cenno giustamente, con un impegno anche delle amministrazioni locali l'INPS anziché chiudere servizi, riuscì invece a fare operazioni di razionalizzazione e di risparmio che hanno evitato in quella fase, nonostante gli indicatori che erano stati già allora magari non così draconiani, ma già allora erano stati portati come elemento necessario per chiudere una serie di servizi, i servizi non furono chiusi. Adesso ci ritroviamo di fronte a una situazione simile, e credo che sia assolutamente necessario e giusto che manteniamo un atteggiamento nel quale ci rappresentiamo comunemente anche, lo dico all'onorevole Congiu, con un forte coinvolgimento delle Amministrazioni locali. Perché le amministrazioni locali tante volte possono essere la rappresentazione dei problemi, ma anche la chiave di soluzione. Citavo prima, molte, diverse, credo che siano almeno sei o sette sedi dell'INPS che hanno cambiato la sede con la disponibilità dell'amministrazione locale, a un canone inevitabilmente più basso, per mantenere il servizio hanno fatto un doppio servizio, che ha fatto bene a noi come istituzioni e ai cittadini. In molti casi anche con il comodato gratuito.

Allora, se questa è la chiave con la quale possiamo in maniera molto decisa e politicamente accorta affrontare questa battaglia, io voglio fare alcuni esempi però, perché non tutto sta andando male da questo punto di vista, cioè ogni qualvolta abbiamo intavolato le trattative dello Stato in questa maniera, abbiamo o ottenuto quello che chiedevamo, oppure ci siamo instradati verso una buona soluzione. Faccio tre esempi, uno è stato questo dell'INPS per l'appunto. Il secondo esempio è quello del sistema delle Camere di commercio, cui facevo riferimento prima, grazie all'appoggio di quest'Aula, all'intervento dei vari livelli istituzionali abbiamo potuto rappresentare in Conferenza Stato-Regioni una modalità di approccio rispetto al mantenimento di tre camere di commercio a livello regionale, che ha ottenuto un riconoscimento. Ma quel mantenimento di tre camere di commercio si basava sì su delle norme che venissero maggiormente incontro alle caratteristiche di insularità e di montuosità della nostra Regione, caratteristiche presenti, non l'insularità, ma certamente la montuosità anche in altre Regioni che non hanno avuto la stessa soddisfazione, ma era legato anche al fatto che avevamo buoni numeri da spendere, e siamo rimasti compatti. Le Camere di commercio che, tra virgolette, hanno mantenuto la loro presenza, qualcun altro potrebbe dire "si sono salvate", erano Camere di commercio che si caratterizzavano nel contesto nazionale per essere le Camere di commercio con le migliori performance di carattere economico-finanziario, Camere di commercio gestite bene, e questa è la prima dimostrazione, è una battaglia certamente molto più dura perché ci confrontavamo con interessi legati al Piemonte, alla Lombardia, alla Sicilia, credo che ce lo ricordiamo tutti. Il secondo elemento, che a mio parere può darci indicazioni rispetto alla strada da seguire, è il recente accordo sulla sicurezza che è stato stipulato con il Prefetto di Cagliari come prefetto per il coordinamento con gli altri prefetti di tutta la Regione e con il Ministro degli Interni, perché lo dico? Perché anche lì, per la prima volta dopo molto tempo, non si parla di arretramento dello Stato ma si parla di avanzamento dello Stato in termini di servizi, sia in termini di presidio del territorio, quindi possibilità di riapertura o rafforzamento delle sedi di presidio del territorio della forza pubblica, sia i carabinieri che polizia e in particolare si fa riferimento specifico alla riapertura della caserma della Guardia di finanza nel Comune di Macomer. Ecco io credo che anche qui, con un confronto serio e poco, diciamo così, riempito di contenuti demagogici, ma su contenuti concreti di fronte anche ad un interlocutore che certamente è un interlocutore tra i più seri che ci siano in Italia, un determinato tipo di risultato, una determinata strada è stata aperta. Dal punto di vista della nostra attuale, non futura ma attuale, trattativa sulla copertura dell'INPS all'interno del territorio regionale, vorrei darvi conto anche del fatto che il Presidente della Giunta regionale è intervenuto già nel mese di gennaio, ha avviato un tavolo sia col Governo, interloquendo in particolare col Ministro Poletti, sia anche con la Direzione e con l'amministratore dell'INPS, col quale si è iniziato un carteggio, si è iniziato parallelamente un lavoro anche con la Direzione regionale dell'INPS, e pur non avendo in questo momento evidenze di carattere formale definitive, che sarei molto contento di potervi rappresentare, ma c'è una trattativa assolutamente avviata e c'è prima di tutto un riconoscimento di cui abbiamo un'evidenza, una evidenza che posso tranquillamente spendere in questo consesso che è la Direzione regionale dell'INPS e la Direzione nazionale dell'INPS che si stanno confrontando su modelli diversi rispetto a quello che viene rappresentato come il piano classico e che è stato giustamente riportato all'interno delle mozioni, è iniziato un confronto che parte da una serie di indicatori, da una serie di problematiche che peraltro qui sono state rappresentate, le distanze, l'indice di vecchiaia, la morosità, gli elementi legati alla connessione digitale che stiamo facendo ma hanno ancora bisogno di tempo per estendersi, al collegamento con le amministrazioni locali, al collegamento tramite possibili convenzioni con la Regione direttamente perché, come sapete, l'INPS si può anche convenzionare, anzi sta cercando convenzioni specifiche con le regioni. Siamo arrivati a questo punto, raccogliamo le mozioni il cui spirito condividiamo assolutamente, anche con le ultime integrazioni che sono state proposte. Ci proponiamo prima di tutto di lavorare in raccordo molto stretto con le amministrazioni locali e poi di venire a riferire successivamente una nuova volta in Consiglio regionale, riteniamo con i risultati che tutti quanti auspichiamo, vi ringrazio. Grazie

PRESIDENTE. Per la replica ha facoltà di parlare la consigliera Daniela Forma.

FORMA DANIELA (PD). Io ho apprezzato l'intervento dell'Assessore Spanu che ha riferito puntualmente le interlocuzioni e i passaggi che questa Giunta regionale, il Presidente in testa, hanno fatto sia con il Ministro Poletti, col Governo, che con Tito Boeri. Apro anche alla disponibilità di fare una mozione comprensiva di tutti i punti che sono emersi durante la discussione, con anche delle richieste aggiuntive, perché a fronte del personale che riguarda l'organico dell'INPS della Regione Sardegna, a fronte del personale che è andato in pensione nel triennio 2015-2017, io so che solo nel 2017 dovevano essere forse una quindicina di unità, l'INPS Sardegna ha potuto inserire nel proprio organico solamente tre unità, se poi pensiamo che nel 2018 saranno collocati in pensione un'altra ventina di dipendenti possiamo comprendere quali siano le problematiche di organico dell'INPS Sardegna. Ora, lo scorso novembre sappiamo tutti che è stato bandito un concorso per l'assunzione di 365 funzionari da parte dell'INPS che dovranno andare a potenziare le sedi territoriali. Allora io chiedo all'Assessore Spanu, di modo che comunque prenda l'impegno da parte del Presidente, che si approfitti delle interlocuzioni che proseguiranno per la difesa delle nostre sedi territoriali, per richiedere da subito il rafforzamento dell'organico dell'Istituto in Sardegna, perché appunto dalle nuove unità che appunto verranno assunte dopo l'espletamento di questo concorso si vada ad attingere per potenziare anche le nostre sedi territoriali. Contestualmente chiedo anche che si possa intervenire per richiedere lo sblocco del comando e della mobilità proprio per consentire quanto prima all'ente di sopperire alla carenza di organico che è legata al trend in uscita appunto del personale dell'INPS di questi ultimi anni, personale che comunque dobbiamo anche riconoscere, nonostante i collocamenti in pensione, nonostante anche le maggiori prestazioni che l'INPS è tenuto ed è chiamato ad erogare agli utenti, ha visto anche crescere comunque il trend della loro produttività, quindi a beneficio della celerità o comunque delle risposte dovute all'utenza in un contesto così delicato come il nostro. Quindi se i colleghi sono d'accordo, io manterrei il testo, anche perché la mozione del collega Truzzu è datata, è del 2016, manterrei, se i firmatari sono d'accordo, il testo della mozione numero 374, e nella parte in cui si impegna il Presidente regionale e la Giunta inserirei quindi al primo punto: "interloquire con i Ministeri" proseguire appunto nell'interlocuzione con i ministeri competenti "per verificare quanto contenuto nella bozza di piano di riorganizzazione delle sedi INPS e acquisirlo" come da proposta del collega Congiu. Il secondo punto rimarrebbe così com'è, "laddove si proceda al riordino e alla chiusura di sedi territoriali a far sì che i parametri tengano conto della valenza e della loro presenza sul territorio e della vicinanza all'utente in contesti economicamente fragili". Al terzo punto lo modificheremo in questo modo: "a riferire in merito al Consiglio regionale, come è stato fatto, e coinvolgere le Amministrazioni comunali interessate dalla presenza di sedi territoriali INPS". Al quarto punto inseriamo quanto previsto dalla mozione numero 265 di Truzzu: "A chiedere che venga sospesa e ritirata l'esecutività della determinazione presidenziale INPS numero 135 del 2016", che ad essere onesta io ho provato a ricercare però non ho non ho trovato, quindi mi attesto a quanto scritto dal collega Truzzu e dai firmatari di quella mozione, perché personalmente non ho avuto riscontro rispetto a quella deliberazione. Poi aggiungeremo un quinto punto che è quello che ho presentato poc'anzi, quindi a chiedere che vengano assegnate adeguate unità di funzionari che verranno assunti dal concorso che si sta tenendo appunto per il potenziamento delle sedi territoriali della Sardegna, e a chiedere lo sblocco del comando e della mobilità, come sesto punto.

PRESIDENTE. Di fatto ha proposto un ordine del giorno.

FORMA DANIELA (PD). Una modifica dell'impegnativa della mozione.

PRESIDENTE. Una modifica dell'impegnativa della mozione avviene attraverso un ordine del giorno.

FORMA DANIELA (PD). Se vuole possiamo fare un ordine del giorno con tutti questi sei punti, così tutti si sentono coinvolti e nessuno escluso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Crisponi. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Credo sia il caso di fare una fusione perfetta delle due mozioni individuando un ordine del giorno congiunto, stante anche l'assenza del collega Truzzu, che comunque mi ha raggiunto e ha detto che era disponibile appunto ad una fusione delle due proposte oggi in discussione. Quindi, mi pare che la cosa migliore sarebbe quella proprio di rimandare la presentazione e la votazione di un ordine del giorno congiunto. Ma naturalmente, collega Forma, che sia congiunto nel vero senso del termine, quindi non prendere pezzi maldestramente. Quindi, ripetere e ribadire per filo e per segno ciò che ogni mozione ha voluto rappresentare.

PRESIDENTE. Se posso, erano due mozioni che potevano essere votate separatamente senza nessun problema, se poi c'è una esigenza di fare un ordine del giorno unitario, sospendiamo la discussione e domani mattina partiamo con la presentazione dell'ordine del giorno e con le dichiarazioni di voto sull'ordine del giorno. Allora, comunico al Consiglio che domani mattina è convocato l'Ufficio di Presidenza alle 9 e 30 e che al termine dei lavori antimeridiani ci sarà un incontro dei Capigruppo con una delegazione dei dipendenti Hydrocontrol.

La seduta è tolta, il Consiglio è convocato domani alle ore 10.

La seduta è tolta alle ore 19 e 54.