Seduta n.283 del 07/03/2018 

CCLXXXIII Seduta

Mercoledì 7 marzo 2018

Presidenza del Presidente Gianfranco GANAU

La seduta è aperta alle ore 11 e 04.

FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 16 gennaio 2018 (279), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Francesco Agus, Ugo Cappellacci, Angelo Carta, Lorenzo Cozzolino, Luigi Lotto, Raimondo Perra, Giovanni Satta, Edoardo Tocco ed Emilio Usula hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 7 marzo 2018.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Annunzio di presentazione di disegno di legge

PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il disegno di legge numero 492.

Annunzio di presentazione di proposte di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le proposte di legge numero 491, 493.

Risposta scritta ad interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle interrogazioni numero 1321, 1383 (in data 28 febbraio 2018).

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria. Sono state presentate le interrogazioni numero 1407, 1408, 1409, 1410.

Annunzio di interpellanza

PRESIDENTE. Si dia annunzio dell'interpellanza pervenuta alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria. E' stata presentata l'interpellanza numero 332/C-1.

Annunzio di mozione

PRESIDENTE. Si dia annunzio della mozione pervenuta alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria. E' stata presentata la mozione numero 399.

Discussione dell'articolato del disegno di legge: "Nuove norme in materia di contratti pubblici di lavori, servizi e forniture". (417/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione dell'articolato del disegno di legge numero 417/A.

Passiamo all'esame dell'articolo 1, al quale non sono stati presentati emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1:

Titolo I
Finalità e ambito di applicazione

Capo I

Finalità e ambito di applicazione

Art. 1

Oggetto

1. Nel rispetto della legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3 (Statuto speciale per la Sardegna), del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 (Attuazione delle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE sull'aggiudicazione dei contratti di concessione, sugli appalti pubblici e sulle procedure d'appalto degli enti erogatori nei settori dell'acqua, dell'energia, dei trasporti e dei servizi postali, nonché per il riordino della disciplina vigente in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture), e delle direttive 2014/23/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sull'aggiudicazione dei contratti di concessione, 2014/24/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sugli appalti pubblici e che abroga la direttiva 2004/18/CE, 2014/25/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sulle procedure d'appalto degli enti erogatori nei settori dell'acqua, dell'energia, dei trasporti e dei servizi postali e che abroga la direttiva 2004/17, la presente legge disciplina i contratti pubblici aventi ad oggetto i lavori, le forniture e i servizi, affidati dalle stazioni appaltanti di cui all'articolo 3 ed eseguiti sul territorio regionale con riferimento alle materie della programmazione, progettazione, sostenibilità ambientale e sociale, centralizzazione della committenza regionale e organizzazione amministrativa.

2. Sono esclusi dall'applicazione della presente legge i contratti pubblici di lavori, forniture e servizi concernenti materie riservate alla competenza legislativa esclusiva dello Stato ai sensi dell'articolo 117, comma 2, della Costituzione.

3. Restano ferme le disposizioni in materia di contratti pubblici contenute in leggi regionali disciplinanti specifici settori.).

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sull'articolo 1.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SDP). Presidente, sull'ordine dei lavori. Vorrei approfittare della presenza in aula dell'assessore Caria, siccome io sono primo firmatario, insieme a tutti gli altri Capigruppo, di una mozione sul processo di riorganizzazione delle Associazioni provinciali Allevatori della Sardegna e sul probabile annuncio di licenziamento di tredici dipendenti, vorrei approfittare della presenza dell'assessore Caria in Aula per avere in anticipo una risposta in merito, e nel caso quella fosse soddisfacente, noi annulleremo anche la mozione.

PRESIDENTE. A fine seduta, onorevole.

Discussione dell'articolato del disegno di legge: "Nuove norme in materia di contratti pubblici di lavori, servizi e forniture". (417/A)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 1, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Presidente, mi pare che sia una situazione un po' anomala trattare una legge così importante con queste presenze in aula. Io le chiedo un quarto d'ora di sospensione anche perché dovremmo decidere sul prosieguo di questa legge.

PRESIDENTE. Onorevole, c'è il numero legale quindi possiamo procedere.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Allora chiedo la votazione nominale.

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 2. All'articolo 2 è stato presentato l'emendamento aggiuntivo numero 47.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2:

Art. 2

Finalità

1. Le disposizioni della presente legge perseguono gli obiettivi di efficienza, efficacia, semplificazione, trasparenza e qualità del ciclo del contratto pubblico e sono finalizzate:

a) all'introduzione di misure di semplificazione e di efficaci e trasparenti regole in materia di programmazione dei lavori pubblici;

b) al potenziamento e all'adeguamento infrastrutturale della Regione per uno sviluppo economico e sociale equilibrato del territorio;

c) al perseguimento degli obiettivi di finanza pubblica e di trasparenza, regolarità ed economicità nella gestione dei contratti pubblici, attraverso la promozione e lo sviluppo dell'aggregazione della domanda e della centralizzazione nelle acquisizioni di lavori, beni e servizi delle stazioni appaltanti aventi sede nel territorio regionale;

d) alla qualificazione e razionalizzazione della committenza pubblica e alla promozione dell'esercizio associato delle funzioni;

e) alla qualificazione e professionalizzazione del responsabile unico del procedimento, in qualità di responsabile di progetto;

f) alla promozione e alla tutela della qualità dell'ideazione e della realizzazione architettonica, intesa come esito di un coerente sviluppo progettuale che recepisce le esigenze di carattere funzionale ed estetico, poste a base della progettazione e della realizzazione dell'opera pubblica e che ne garantisce l'armonico inserimento nel paesaggio e nell'ambiente circostante;

g) alla salvaguardia, alla tutela e alla valorizzazione dell'ambiente naturale, alla sostenibilità ambientale e all'uso oculato delle risorse naturali;

h) alla incentivazione all'uso di materiali locali la cui produzione, estrazione o trasporto determini un minor impatto ambientale, e al riutilizzo dei materiali di risulta provenienti da attività estrattive;

i) alla tutela delle esigenze ambientali, sociali ed occupazionali;

j) alla promozione e incentivazione dell'accesso dei giovani professionisti e delle micro e piccole medie imprese ai contratti pubblici.

2. Per le finalità di cui al comma 1, lettere g) e h), la Regione promuove l'integrazione degli appalti e concessioni con la dimensione ambientale, in conformità alla normativa europea e a quella statale di recepimento. In particolare, nelle procedure di appalto e concessione:

a) è privilegiata l'acquisizione di lavori, forniture e servizi a ridotto impatto ambientale, di seguito denominati "acquisti verdi", conformi a specifici obiettivi strategici ambientali, per quanto attiene a modelli di produzione e di consumo, e che comportano un vantaggio economico per l'ente in relazione ai costi sostenuti lungo l'intero ciclo di vita del prodotto, del servizio o del lavoro;

b) è incentivato l'acquisto di beni e materiali riciclati nel rispetto degli obblighi vigenti in materia.).

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Eugenio Lai, relatore di maggioranza.

LAI EUGENIO (SDP), relatore di maggioranza. Il parere è contrario.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico dei lavori pubblici.

BALZARINI EDOARDO, Assessore dei lavori pubblici. Il parere è conforme.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 2.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Non è presente il numero legale.

La seduta è sospesa per trenta minuti, convoco la Conferenza dei Capigruppo.

(La seduta, sospesa alle ore 11 e 12, viene ripresa alle ore 12 e 50.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 2.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Non è presente il numero legale, la seduta è sospesa per mezz'ora.

(La seduta, sospesa alle ore 12 e 54, viene ripresa alle ore 13 e 30.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori.

Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI).Voglio dire che la nostra non partecipazione al voto precedente è puramente di carattere politico e confermo la votazione elettronica.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 2.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 47. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 3.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 3:

Art. 3

Ambito soggettivo di applicazione

1. Le disposizioni della presente legge si applicano:

a) all'Amministrazione regionale, al Corpo forestale e di vigilanza ambientale, agli enti, alle agenzie, alle aziende e agli istituti regionali, costituenti il sistema Regione ai sensi dell'articolo 1, comma 2 bis della legge regionale 13 dicembre 1998, n. 31 (Disciplina del personale regionale e dell'organizzazione degli uffici della Regione), introdotto dalla legge regionale 25 novembre 2014, n. 24 (Disposizioni urgenti in materia di organizzazione della Regione);

b) agli enti locali, alle loro associazioni e unioni, comunque denominati di cui alla legge regionale 4 febbraio 2016, n. 2 (Riordino del sistema delle autonomie locali della Sardegna);

c) alle aziende sanitarie della Sardegna di cui all'articolo 1, comma 5 della legge regionale 27 luglio 2016, n. 17 (Istituzione dell'Azienda per la tutela della salute (ATS) e disposizioni di adeguamento dell'assetto istituzionale e organizzativo del servizio sanitario regionale. Modifiche alla legge regionale 28 luglio 2006, n. 10 (Tutela della salute e riordino del servizio sanitario della Sardegna. Abrogazione della legge regionale 26 gennaio 1995, n. 5) e alla legge regionale 17 novembre 2014, n. 23 (Norme urgenti per la riforma del sistema sanitario regionale));

d) agli organismi di diritto pubblico la cui attività è finanziata o sottoposta al controllo dei soggetti di cui alle lettere a) e b);

e) agli enti aggiudicatori come definiti dall'articolo 3, comma 1, lettera e) del decreto legislativo n. 50 del 2016, ad esclusione degli enti aggiudicatori dello Stato e degli enti pubblici statali;

f) alle società con capitale pubblico partecipate delle amministrazioni di cui alle lettere a) e b), in misura anche non prevalente, che hanno ad oggetto della propria attività la produzione di beni o servizi non destinati a essere collocati sul mercato in regime di libera concorrenza;

g) ai concessionari di lavori e servizi pubblici delle amministrazioni di cui alle lettere a), b), c) e d);

h) ai soggetti privati sovvenzionati direttamente in misura superiore al 50 per cento dalle amministrazioni di cui alle lettere a), b), c) e d), relativamente ai lavori o servizi di cui all'articolo 1, comma 2, lettere a) e b) del decreto legislativo n. 50 del 2016 e nella misura in esso stabilita.

2. Ai sensi della presente legge si intendono:

a) per "Amministrazione regionale" ai sensi del comma 1, lettera a), gli Assessorati regionali, la Presidenza e il Corpo forestale e di vigilanza ambientale;

b) per "sistema Regione" l'Amministrazione regionale, il Corpo forestale e di vigilanza ambientale, gli enti, le agenzie, le aziende e gli istituti regionali di cui al comma 1, lettera a), unitariamente considerati;

c) per "amministrazioni aggiudicatrici" i soggetti di cui al comma 1, lettere a), b), c) e d);

d) per "enti aggiudicatori" i soggetti di cui al comma 1, lettera e);

e) per "società partecipate" i soggetti di cui alla lettera f);

f) per "concessionari" i soggetti di cui alla lettera g);

g) per "soggetti privati sovvenzionati" i soggetti di cui alla lettera h);

h) per "stazioni appaltanti" i soggetti di cui al comma 1, unitariamente considerati.).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Marco Tedde. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Credo che questo articolo 3, che è una norma di principi che va a individuare l'ambito soggettivo di applicazione, sia comunque la cartina di tornasole di una legge o meglio di una proposta di legge, di un disegno di legge profondamente errato, una legge che è stata definita da alcuni colleghi una sfida. Io direi una sfida persa, una sfida all' O.K. Corral persa ab origine perché più che una sfida nei confronti di un'economia che non tira, di un apparato burocratico a volte lento, io credo che questa sia una sfida contro il Governo. Una sfida perdente, una sfida perdente fin dal principio perché sicuramente il Governo, alla luce di tutte le violazioni della competenza legislativa esclusiva dello Stato, sarà costretto ad impugnare questa legge, sarà giocoforza costretto ad impugnare questa legge. Ed ecco che voi, voi però, voi, sarete costretti a fare qualche passo indietro così come fate in questi casi, così come più volte avete fatto e sarete costretti o a fare delle modifiche in corsa facendo ulteriori pasticci o a rivedere totalmente la norma che è sbagliata, è assolutamente sbagliata. Io sono convinto, ma non soltanto chi vi parla, sono convinti anche tutti i miei colleghi che in questo momento non sono qui in quest'Aula, siamo in pochi ma siamo determinati nel far valere le nostre ragioni, sono convinto che una legge di cotanta importanza avrebbe avuto la necessità di un percorso diverso, un percorso non dico di condivisione ma quantomeno di illustrazione alle parti sociali, ai portatori di interessi, a tutti coloro che noi sentiamo per mesi, mesi e mesi in Commissione quando ci sono anche leggi di ben altra portata, di ben altra levatura. Questa volta non è stato fatto, perché? Qual è il motivo, cosa c'è sotto? Ci sono motivi tecnici? Ci sono motivi politici? Ci sono motivi di opportunità politica che però si scontra con la qualità legislativa. L'opportunità politica in questa fattispecie si scontra in modo forte e arrogante con la qualità legislativa che voi tutti colleghi del centrosinistra sapete essere scadente. Però evidentemente ci sono dei motivi di opportunità che non traspaiono, non trapelano, non emergono ma sono dannosi, sono dannosi. Nel momento in cui l'opportunità o l'opportunismo politico lascia il passo o meglio prende lo spazio della tecnica legislativa, della corretta conduzione dei lavori legislativi, è evidente che c'è qualcosa che funziona male nella maggioranza, è evidente che ci sono delle storture che bisogna in qualche modo correggere, ma le dovete correggere voi, non le dobbiamo correggere noi, dovete prenderne atto e le dovete correggere voi. Questo percorso frettoloso ci condurrà a sbatterci contro la muraglia del Governo, questo percorso frettoloso vi costringerà, non ci costringerà, vi costringerà a fare dei repentini passi indietro, facendovi…

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Anna Maria Busia. Ne ha facoltà.

BUSIA ANNA MARIA (Gruppo Misto). La questione non riguarda prettamente ed esclusivamente l'articolo 3 che andiamo a votare, ma riguarda un po' in generale questo disegno di legge che è sicuramente pregevole per diverse ragioni e ho avuto modo di dirlo anche durante la discussione in Commissione. Certo è che come è evidente anche dal numero dei colleghi presenti e delle colleghe presenti oggi in Aula, avrebbe richiesto una maggiore attenzione. Capita in un momento che è particolare, è l'immediatamente dopo ad una tornata elettorale che ha visto cambiare molte cose. Ha visto cambiare molte cose e questo cambiamento imporrebbe una riflessione in più soprattutto quando si deve discutere una legge così importante, una legge così fortemente impattante e soprattutto perché la fretta che in generale non è mai una buona consigliera, lo è ancora di meno in questo momento, in questo momento in cui si dovrebbe ascoltare maggiormente coloro i quali questa legge si rivolge, immediatamente. E' chiaro che questa legge riguarda una serie di operatori, stakeholders e loro andrebbero ascoltati, andavano ascoltati con più calma, andrebbero ascoltati ancora adesso con più calma perché sono state fatte una serie di osservazioni, osservazioni che riguardano sia l'aspetto tecnico-normativo e cioè la possibilità che forse questo disegno di legge esondi e vada a intaccare competenze che non ci riguardano, sia questioni che riguardano invece la effettiva utilità di una impostazione di questo tipo. E allora il mio è un discorso generale, come dire, un avviso ai naviganti. Io ripeto trovo pregevoli i presupposti di questo disegno di legge e il fatto che si debba intervenire su una materia di questo tipo, dico solo che è necessario, noi abbiamo fatto delle osservazioni con gli emendamenti che abbiamo presentato e forse è necessario e queste ultime, le ultime vicende, l'incontro elettorale, impongono una maggiore riflessione e un maggiore ascolto delle persone a cui noi ci rivolgiamo e quindi una maggiore cautela. Le cose che diceva il collega Tedde mi pare che siano assolutamente corrette, almeno nella parte iniziale, io non faccio nessuna supposizione sulle finalità…

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI).Anch'io mi associo alle perplessità del collega Tedde e aggiungo che purtroppo ad oggi non siamo stati premiati di certo nel nostro modo di legiferare, quindi concordo sulla necessità di fare i dovuti approfondimenti, ma credo anche in questo senso, che a tratti questo provvedimento li contenga, mentre per altri versi invece lo riteniamo ancora carente. Quindi ci auguriamo che durante questa discussione si possa migliorare soprattutto in quelle parti che appunto si prestano ad andare anche oltre eventuali competenze, come citava anche la collega Busia poc'anzi. E dico anche in termini invece di coinvolgimento che è quasi una legge in queste materie erga omnes, quindi valeva veramente la pena provare ad ascoltare anche indicazioni per migliorare io dico anche il decreto legislativo nazionale, che comunque non dimentichiamolo è strettamente rispondente a quello che è l'indicazione dell'Unione europea in questa materia, e sappiamo quanto siano poi ferrati eventuali rilievi. Ecco, io credo che poi lo diremo meglio nei prossimi articoli nello specifico ci siano dei buchi, e quantomeno noi abbiamo delle perplessità. Quindi ci auguriamo davvero che non avvengano le solite trattative in quest'Aula raffazzonate di andare veloci, di non prestare attenzione, questa volta quando vi chiediamo di voler dire la nostra, con cognizione di causa, provate ad ascoltarci, e magari questa legge può diventare la legge di tutti. Perché noi siamo a favore che si normi un argomento del genere, e siamo anche convinti che lo debba fare il Consiglio regionale, però con le dovute attenzioni, dev'essere una legge che va a migliorare nell'interesse di tutti coloro che sono coinvolti e interessati da questa legge. Quindi per quanto ci riguarda ovviamente per ora la posizione è negativa.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Congiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). Due veloci battute per non ripetere, Presidente, il contenuto del dibattito che abbiamo già affrontato sul disegno di legge per linee generali. Le battute sono le seguenti. E' emerso inconfutabilmente ed oggettivamente come questo sia il primo disegno legge che viene sottoposto al dibattito pubblico. In che cosa è consistito il dibattito pubblico? E' consistito nella pubblicazione di un testo di legge in un sito dedicato della Regione Sardegna, facendolo oggetto di un esperimento fino ad oggi inedito, quello di coinvolgere la società sarda su un provvedimento ritenuto epocale. Ebbene la società sarda, gli ordini tecnici, il mondo della cooperazione sociale hanno dato i loro contributi, ed è vero siamo in quest'Aula per ulteriormente migliorarlo, ma è ovvio che devo respingere al mittente qualunque tipo di impostazione di ragionamenti che vedono questo processo legislativo caratterizzato dalla fretta, è bene dirlo chiaramente, è l'esatto contrario, per la prima volta in questa consiliatura, e per la prima volta nella storia autonomistica un progetto di legge viene sottoposto al debat public, lo dico in francese perché è dall'esperienza francese che è stato tratto questo tipo di ispirazione. E' un punto di merito che ci fa parlare di Sardegna oggi, ed è quella Sardegna che probabilmente se fosse stata oggetto di campagna elettorale avrebbe probabilmente creato maggiori attenzioni nell'elettorato che si è pronunciato. Qualcuno dice "dobbiamo trarre insegnamento dall'esito elettorale", sì, traiamo un insegnamento che bisogna parlare di Sardegna, e questo è un provvedimento che parla di Sardegna, è un punto di merito licenziare questa legge, perché va a corredo di un'azione legislativa etica, oltreché utile. Grazie.

PRESIDENTE. Non ho altri iscritti per dichiarazione di voto.

Metto in votazione l'articolo 3. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell' articolo 4. All'articolo 4 sono stati presentati degli emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 4:

Art. 4

Programma pluriennale di finanziamento dei lavori di competenza regionale

1. Sono di competenza della Regione le opere pubbliche così classificate dalla legge regionale o statale e per le quali la Regione provvede direttamente o attraverso gli enti regionali o altri soggetti attuatori, alla realizzazione e manutenzione.

2. Rientrano tra le opere pubbliche di competenza della Regione:

a) le opere idriche multisettoriali;

b) le opere idrauliche di seconda categoria;

c) le opere portuali di interesse economico regionale e interregionale;

d) le opere di viabilità che non siano di competenza dello Stato o degli enti locali;

e) le opere concernenti il demanio e il patrimonio della Regione.

3. La Giunta regionale, entro sessanta giorni dalla approvazione del bilancio della Regione, su proposta dell'Assessore regionale competente in materia di lavori pubblici, approva il programma pluriennale di spesa per il finanziamento delle opere pubbliche di competenza regionale, articolato per settori di intervento, redatto sulla base degli elaborati di cui all'articolo 5, ed aggiorna i programmi pluriennali di spesa approvati precedentemente.

4. Al fine di garantire il controllo sull'efficacia della spesa e la massima redditività degli investimenti nell'attuazione dei programmi pluriennali di spesa, una quota non superiore all'1,5 per cento delle risorse finanziarie del quadro economico degli interventi può essere destinata alle spese necessarie per il monitoraggio e l'assistenza tecnica e per l'acquisizione dei beni strumentali ritenuti necessari.).

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Eugenio Lai, relatore di maggioranza.

LAI EUGENIO (SDP), relatore di maggioranza. Presidente, allora sull'emendamento numero 51 c'è l'invito al ritiro, eventualmente parere contrario; sull'emendamento numero 48 c'è l'invito al ritiro ed eventualmente parere contrario; sull'emendamento numero 50 parere favorevole; sull'emendamento numero 49 invito al ritiro, eventualmente parere contrario; sull'emendamento numero 16 ci rimettiamo all'Aula.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dei lavori pubblici.

BALZARINI EDOARDO, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Parere conforme.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Anna Maria Busia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BUSIA ANNA MARIA (Gruppo Misto). Presidente, colleghe e colleghi, ho grande stima del collega Congiu, però se continuiamo a pensare che la pubblicazione di una legge, continuiamo anche a dirlo, sul sito istituzionale possa essere l'occasione per la riflessione da parte delle persone cui ci rivolgiamo, continuiamo ad alimentare quelle illusioni, e continuiamo a sbagliare. Perché la riflessione andava fatta in maniera diversa, incontrando gli ordini, ascoltando, non ho concluso, e forse aggiungo grazie alla sua sollecitazione collega Congiu, che bisogna ascoltare, prendere atto delle osservazioni che gli ordini e i tecnici e le persone cui la legge si rivolge fanno, e fare sintesi. Perché se queste sollecitazioni, se queste richieste di modifica, se queste osservazioni vengono ascoltate e poi rimangono lettera morta non è certamente questo l'esito che ci si aspetta dall'incontro con le persone, con l'elettorato e con la Sardegna. In riferimento al fatto che si debba parlare di Sardegna. Io credo che di Sardegna si sia parlato, si sia parlato nella maniera corretta, certamente non è corretta l'impostazione secondo la quale parlare di Sardegna significa proporre una visione che comporti sempre e continuamente una sfida. Noi non siamo qua, l'ho detto anche in occasione della discussione generale, per sfidare, per proporre delle leggi e proporre riforme che costituiscano una sfida. Noi siamo qui per scrivere leggi che siano intanto compatibili con il quadro normativo nazionale, con il quadro costituzionale, e con un quadro normativo europeo, perché facciamo parte di un sistema che prevede la compatibilità di quanto noi diciamo con un sistema più ampio. Esiste una gerarchia delle fonti e quella la dobbiamo rispettare.

Faccio un riferimento su cui poi tornerò, che è stato oggetto di discussione con l'assessore Balzarini in Commissione. Assessore, lei ha fatto riferimento al fatto che alcuni passaggi normativi, alcune norme contenute in questo disegno di legge sono state già sperimentate, già emanate da altre Regioni a Statuto speciale, e ha fatto riferimento anche alle province autonome di Trento e Bolzano. Sono andata ad approfondire, perché non ne conoscevo la portata, e le do ragione ma in parte, perché è vero che alcune norme sono state fatte e sono sulla falsa riga di quelle che lei propone, peccato che manchi un passaggio nella normazione e in questa proposta, manca il passaggio della Commissione paritetica Stato-Regione. E allora mi ricollego a quanto dicevo, c'è un sistema di gerarchia delle fonti che noi non possiamo superare, possiamo sfidare lo Stato ogni volta che vogliamo, ma tutte le volte in cui lo facciamo, se non rispettiamo il sistema di gerarchia delle fonti, il lavoro che facciamo è inutile, lo dico oggi, lo ribadisco, lo avevo già detto quando abbiamo discusso la legge che introduceva l'agenzia sarda delle entrate. E' inutile che facciamo, diventa un lavoro che finisce nel nulla, un lavoro inutile, una perdita di tempo. La Provincia di Bolzano prima di fare queste norme ha fatto intervenire la Commissione paritetica che nel 2017 ha fatto le norme di attuazione di rango superiore. Se noi non facciamo quei passaggi non possiamo giungere allo stesso risultato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Presidente, sto iniziando a preoccuparmi perché è già la seconda volta che concordo con le osservazioni fatte dalla collega Busia, credo che

non sia mai accaduto. E la collega Busia dice delle cose tanto vere quanto lapalissiane, tanto vere quanto lapalissiane! C'è una gerarchia delle fonti che deve essere osservata scrupolosamente, c'è un ordinamento giuridico superiore che deve essere con attenzione rispettato, ci si deve adeguare alle norme di rango superiore. Questo dice l'ordinamento positivo e, questo ordinamento positivo, così come si pone, non può assolutamente essere scalfito da noi! Con tutta la buona volontà, non ce la facciamo! Non abbiamo i poteri, non abbiamo gli strumenti, non lo possiamo assolutamente scalfire, non possiamo incidere, ci dobbiamo adeguare, dobbiamo prenderne atto, ci dobbiamo adeguare! Non siamo il legislatore costituzionale, non siamo il legislatore europeo, siamo un'importantissima Assemblea legislativa regionale che deve fare il suo mestiere, deve svolgere i suoi compiti e i nostri compiti, quando si parla di una legge di questa importanza, innanzitutto verificare se andiamo a ledere, a violare, a incidere la competenza legislativa esclusiva dello Stato e, una volta che abbiamo fatto questo primo passaggio preliminare, abbiamo l'obbligo e il dovere di fare un'istruttoria adeguata perché altrimenti le Commissioni non servono a niente. In Commissione non mi pare che sia stata fatta un'istruttoria adeguata, credo che nel giro di qualche ora siano stati approvati cinquantatre articoli, ed è evidente che se vengono approvati cinquantatre articoli in qualche ora c'è qualche carenza, c'è qualche problema, è evidente che c'è stata una superficialità, probabilmente questa superficialità nelle intenzioni di alcuni è stata surrogata, o è stato in qualche modo colmata, da questo modo virtuale di istruire questo disegno di legge, un modo virtuale che è costituito da una pubblicazione sul sito, da discussioni, blog, su questo sito, ecco mi sembra di ricordare, trasponendo questa questione sul lato politico, mi sembra ricordare il blog o il portale del Movimento 5 Stelle, il Movimento di Beppe Grillo, un Movimento che fa politica su un blog. Noi non possiamo fare i legislatori su un blog, non possiamo fare i legislatori fidandoci di un sito, no, noi dobbiamo toccare con mano, dobbiamo discutere i temi, dobbiamo discutere gli argomenti, ci dobbiamo scontrare e confrontare con coloro che questa legge la dovranno applicare, con coloro che saranno i fruitori, con coloro che la dovranno rispettare, con coloro che comunque hanno la possibilità di darci qualche suggerimento, qualche indicazione, con coloro che hanno la possibilità di indicarci in modo preciso quali possono essere a loro avviso gli errori contenuti in questa legge, poi dal confronto fra le varie opinioni, ma un confronto vero non virtuale, dal confronto fra le varie opinioni noi, la Commissione e l'Assemblea legislativa, si fanno l'idea più idonea a continuare questo percorso legislativo. Oggi noi non siamo in grado di fare questo tipo di ragionamento, perché? Perché c'è un portale sul quale, a detta di taluni di alcuni colleghi dei quali ovviamente ho piena fiducia, un portale sui quali ci sono stati dei confronti, non so di che rango, non so di che tipo, non so a che livello tecnico e si prende per buono ciò che è emerso da questo portale, nel frattempo le associazioni tutte protestano, gli ordini protestano, ed è evidente che questo portale virtuale, fa anche rima, non ha funzionato, c'è qualche falla, c'è qualche problema, e in quasi tutti gli articoli di questo disegno di legge i problemi ci sono e sono tutti legati alla violazione della competenza legislativa esclusiva dello Stato, il Governo non ci fa sconti! Non ci farà sconti! è bene che ci fermiamo oggi piuttosto che doverci scontrare con qualcuno che ci farà riflettere con più attenzione ma che ci costringerà a fare figure non proprio perché è evidentissimo che comunque delle falle, in termini di rispetto dell'ordinamento costituzionale, ci sono! Ci sono! È un disegno di legge che viola l'ordinamento costituzionale in modo reo confesso, non è che sono i dubbi, c'è una confessione che all'interno di questo disegno di legge, cioè nel suo corredo cromosomico legislativo c'è la confessione dell'errore di fondo, cioè la violazione dell'ordinamento costituzionale, e non riesco a capire, ribadisco per l'ennesima volta, per quale motivo vi incaponite, vi ostinate a seguire questa strada sbagliata, a chi serve e a che cosa serve?

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Congiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). Essere qui in aula Presidente non significa incaponirsi, significa affrontare punto per punto, secondo una procedura scandita, che prevede in questo momento la discussione di un emendamento soppressivo, punto per punto gli spunti e i suggerimenti che vengono dati a quest'Aula da tutti i proponenti gli emendamenti, che immagino abbiano fatto da recettori di quelle che sono le istanze sociali, perché questo è lo schema ordinato di gestazione legislativa, in questo Parlamento io non mi siedo in maniera rinunciataria, io non mi siedo nella consapevolezza ritenuta da qualcuno che questa è una piccola Regione inserita in un piccolo contesto nel quale poco o nulla può fare, io ho l'orgoglio di appartenere al massimo consesso legislativo sardo, anzi all'unico consesso legislativo che io orgogliosamente chiamo il Parlamento sardo, dove siedo e dove contribuisco al miglioramento delle cose, penso che questo modo di procedere, cioè di battibeccare tra noi, non sia produttivo e lo dico a chi mi si rivolge dicendomi che io sbaglio nell'articolazione del ragionamento, può darsi, però è anche vero che mi sarei atteso dal proponente l'emendamento soppressivo una giustificazione delle sue ragioni sulla soppressione del comma 4 dell'articolo 4 in discussione, non ci sono state, ha avuto il sopravvento il battibecco con chi vi sta parlando non avendo sentito ragioni a sostegno di quell'emendamento soppressivo io devo votare a favore dell'impostazione legislativa originaria.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dei lavori pubblici. Ne ha facoltà.

BALZARINI EDOARDO, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Chiamato in causa dall'onorevole Busia devo precisare alcuni aspetti evidentemente non intervengo nel dibattito squisitamente politico che si sta sviluppando in Aula, ma ritengo opportuno fare alcune precisazioni, Dunque la prima è che non vorrei che si facesse l'opinione quest'Aula di un disegno di legge contrapposto alle norme dell'ordinamento nazionale, le norme statali in materia, tutt'altro: questo è un disegno di legge in cui su cinquantadue articoli diciamo che la quasi totalità e delle norme proposte attengono all'aspetto organizzativo, quindi alle competenze proprie dell'Amministrazione regionale, è proprio lì che ci siamo spinti e dove vi sono gli aspetti più innovativi e più interessati a nostro avviso, all'avviso dell'Esecutivo che l'ha approvato, ricordo ben due volte questo disegno di legge, poi riferirò sull'aspetto procedurale che ci ha portato a questo momento, quindi non una sfida, è una parola secondo me assolutamente fuorviante, ma questo è uno strumento che porterà dei benefici all'organizzazione regionale nel campo dei lavori pubblici e tengo a sottolinearlo questo aspetto, è vero che vi sono alcune norme che in qualche maniera, possiamo dirlo, ripetono percorsi di altre regioni che hanno raggiunto alcuni aspetti di autonomia nella legislazione nazionale a livello regionale e l'hanno fatto, è vero onorevole Busia, passando attraverso la Conferenza Stato-regioni che non è certo un obbligo seguire, ma di cui vogliamo fruire noi, proprio dall'esperienza di quelle regioni, per raggiungere lo stesso risultato e ripetere quindi proficuamente un'esperienza già vissuta da altre regioni, e quello che conta è il risultato a questo punto, non un percorso che non è obbligato quello del passaggio in Conferenza Stato-regioni, è stato un percorso che ha portato ad un confronto e ad un risultato, ecco noi vogliamo emulare quel risultato, nei suoi contenuti evidentemente, a parte le parole diverse. Per quanto riguarda la famosa piattaforma, qua si sta ironizzando con riferimento probabilmente a quella, vorrei precisare due aspetti: il primo quello procedurale. Questo disegno di legge ha avuto una gestazione di oltre un anno e mezzo, ma non per lassismo, ma per eccesso di zelo, perché ha sentito, l'Amministrazione regionale e l'Esecutivo, ha sentito l'obbligo di consultarsi per ben due volte con tutte le associazioni di categoria, sia professionali che imprenditoriali, e tra una consultazione e l'altra e si è sentito l'esigenza di lasciarlo in pubblicazione per consentire a tutti di esaminarlo nel minimo dettaglio, addetti ai lavori e non addetti ai lavori. Quindi, noi abbiamo a verbale la consultazione di tutte le categorie professionali con cui ci siamo confrontati, come Regione, come Amministrazione regionale, nei dettagli esaminando, controdeducendo e valutando conseguentemente alle proposte fatte quelle che sono le norme oggi all'esame dell'Aula. Quindi, non una consultazione virtuale, ma per costruzione reale, fatta da un confronto e fatta dall'esame e accettazione, che non comporta supinamente una trascrizione di norme richiesta da una categoria professionale o da un comparto, ma un confronto volto a tutelare un interesse superiore dell'Amministrazione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Anna Maria Busia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BUSIA ANNA MARIA (Gruppo Misto). Per precisare, forse mi sono spiegata male, quindi precisa ulteriormente. Io non ho parlato di Conferenza Stato-Regione ma di commissione paritetica, sono due cose diverse. La Commissione paritetica è una Commissione, Assessore le ricordo e ricordo a me stessa, che è di previsione statutaria, è prevista soltanto per le Regioni a Statuto speciale, e vota decreti legislativi. Quindi, norme di rango superiore rispetto alla legge ordinaria. La Conferenza Stato-Regione non è stata da me citata e quindi intendevo precisare.

E il passaggio, ripeto, della Provincia autonoma di Bolzano da lei indicato come riferimento precedente, di esperienze di pratica precedente, è passata per la Commissione paritetica Stato-Regione. L'altra questione invece è quella che lei diceva e cioè la consultazione con le categorie interessate e con gli Ordini, torno a quanto detto prima, cioè, se quelle indicazioni, non dico che debbano essere pedissequamente recepite, ma devono essere quantomeno utilizzata nel ragionamento complessivo, non mi pare che questo sia stato fatto perché altrimenti non riesco a capire perché, non soltanto io ma credo anche diversi altri colleghi, siamo stati investiti da una serie di osservazioni, di questioni che sono state poste in relazione a singoli articoli. Non tutto il disegno di legge, l'ho detto all'inizio, l'ho detto in premessa, ma intendo chiarirlo ulteriormente, è da non condividere anzi è pregevole, però ci sono alcune cose che devono essere diversamente dibattute che non hanno tenuto conto delle osservazioni che sono state fatte.

PRESIDENTE. Onorevole Busia, anche per chiederle se mantiene gli emendamenti numero 51 e 48, c'è un invito al ritiro della Commissione.

BUSIA ANNA MARIA (Gruppo Misto). Non sono io la prima firmataria e quindi è un problema per me, ho cercato di mettermi in contatto con il collega, io comunque devo a questo punto rimettermi all'Aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). È evidente che voterò favorevolmente, voteremo favorevolmente a questi emendamenti e debbo evidenziare che se fino a qualche minuto fa potevo avere qualche dubbio sulla bontà di questa legge, sulla corretta impostazione, sotto il profilo del rispetto delle norme di rango superiore, e sotto il profilo oppure di una corretta istruttoria, che a nostro avviso non è stata fatta, ora ho la certezza, perché l'assessore Balzarini, confondendo il ruolo del proponente, in questa fattispecie la Giunta regionale, con quello del legislatore che è il Consiglio regionale, ci racconta beatamente che la Giunta regionale ha fatto le audizioni. Assessore, avete fatto bene, avete fatto cosa buona e giusta quando avete fatto le audizioni, ma il vostro ruolo è diverso dal nostro, il vostro ruolo è quello di proponenti, chi deve decidere, chi deve scegliere, chi deve votare è l'Assemblea legislativa, che si articola nelle Commissioni, e di solito le Commissioni, per leggi anche molto meno importanti, fanno audizioni molto profonde, audizioni molto partecipate che servono per dare contezza ai commissari, del contenuto della legge, che servono per raccogliere spunti, che servono per migliorare l'impianto legislativo, la struttura e i contenuti. Questa volta non è stato fatto, e lei cerca di giustificare questa omissione col fatto che voi avete audito, d'accordo voi avete audito, avete fatto bene, ma dovete consentire anche a noi di audire, dovete consentire anche alle articolazioni dell'Assemblea legislativa di audire, dovete consentire anche alle Commissioni di capire, di approfondire, di migliorare, di proporre, di sentire, non lo avete fatto perché l'avete fatto in Giunta.

Ecco, io credo, Assessore, che lei debba tenere ben presente la differenza fra il ruolo del proponente, Giunta, e il ruolo dell'Assemblea legislativa, confermo il voto favorevole a questo emendamento soppressivo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Antonio Solinas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SOLINAS ANTONIO (PD). Solo per ricordare all'onorevole Tedde che la Commissione e le Commissioni consiliari, ha ragione lui, come procedere normalmente, ma la Commissione all'unanimità, compreso il rappresentante della minoranza, compresi i rappresentanti del suo Partito, hanno preso atto della volontà della Conferenza dei Capigruppo di procedere in quel modo. Quindi, non abbiamo voluto nascondere nulla, né non procedere al dibattito, ma semplicemente dare corso a quello che la Conferenza dei Capigruppo, all'unanimità, e la Commissione, all'unanimità, hanno deciso.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare sull'emendamento numero 51, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 48. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione il testo dell'articolo 4. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 50. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 49. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 16.

Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA PAOLO (SDP). Questo emendamento propone che le grandi opere pubbliche, di competenza regionale, vengano intitolate alla memoria di personaggi illustri della storia e della cultura della Sardegna, e propone che le grandi opere pubbliche di competenza statale, invece, per le grandi opere pubbliche di competenza statale, la Regione avvii le necessarie intese per la definizione, similmente della intestazione. Come terzo punto aggiunge che la Giunta preveda anche dei meccanismi di consultazione pubblica per la valutazione, attraverso una interlocuzione con la opinione popolare, di questi processi di intitolazione.

Faccio presente che la Sardegna ha intitolato pochissime opere pubbliche a dei personaggi storici, o della cultura, come sappiamo bene New York ha i suoi due aeroporti intestati a Fiorello La Guardia, che è stato un grande sindaco, e a John Fitzgerald Kennedy; Roma intesta a Leonardo da Vinci; Verona intesta il suo aeroporto a Catullo; Palermo intestano a Falcone e Borsellino. Insomma, la Sardegna ha pochissime grandi opere pubbliche, quella che più visibilmente ha un'intestazione è la Carlo Felice, e Carlo Felice sappiamo, cioè quando lo facciamo lo facciamo male, bene che Carlo Felice è stato un tiranno oppressore sanguinario che, all'indomani dei moti antifeudali, scrive al fratello testualmente "ammazza, ammazza per il bene del genere umano" e che veniva soprannominato dai suoi sudditi Carlo feroce. Questa è l'opera pubblica a cui più visibilmente noi abbiamo dato un'intestazione.

La proposta di legge all'articolo 13 e 14 già prevede dei meccanismi che siano un po' di abbellimento di queste grandi opere, con delle opere legate all'artigianato e alla cultura, ma quale più importante e visibile abbellimento potrebbe esserci se non l'intestazione a personaggi come Grazia Deledda, come Gramsci, come Giovanni Lilliu, come Amsicora o altri personaggi di questa levatura?

Ciò che noi proponiamo e che ci sia un'opera di salvaguardia della nostra identità, del nostro percorso culturale e storico, a costo zero, e che venga inserito in una norma che definisce esattamente le procedure di definizione e di costituzione delle nostre grandi opere pubbliche, quindi di cultura e di dignità.

PRESIDENTE. Poiché nessuno altro domanda di parlare sull'emendamento numero 16, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

La seduta è tolta, il Consiglio è convocato alle ore 16 e 30 e la Conferenza dei Capigruppo alle ore 16.

La seduta è tolta alle ore 14 e 11.