Seduta n.282 del 26/02/2018 

CCLXXXII Seduta

Lunedì 26 febbraio 2018

Presidenza del Presidente Gianfranco GANAU

La seduta è aperta alle ore 16 e 50.

FORMA DANIELA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 9 gennaio 2018 (278), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Lorenzo Cozzolino, Roberto Deriu, Antonio Gaia, Gaetano Ledda, Raimondo Perra, Luca Pizzuto, Emilio Usula e Paolo Zedda hanno chiesto congedo per la seduta del 26 febbraio 2018.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Annunzio di presentazione di disegno di legge

PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il disegno di legge numero 489.

Annunzio di presentazione di proposte di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le proposte di legge numero 487, 488, 490.

Annunzio di presentazione di proposte di legge nazionale

PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le proposte di legge nazionale numero 18, 19.

Risposta scritta ad interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle interrogazioni numero 1024, 1144, 1186, 1285 (in data 22 febbraio 2018); numero 1111, 1360 (in data 23 febbraio 2018).

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria. Sono state presentate le interrogazioni numero 1398, 1399, 1400, 1401, 1402, 1403, 1404, 1405, 1406.

Annunzio di interpellanze

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria. Sono state presentate le interpellanze numero 330 e 331.

Annunzio di mozioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria. Sono state presentate le mozioni numero 395, 396, 397, 398.

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Valerio Meloni e Gian Filippo Sechi hanno dichiarato, con note del 20 febbraio 2018, di aderire rispettivamente al Gruppo consiliare Partito Democratico e al Gruppo consiliare UDC Sardegna.

Comunico che, con atto notificato al Presidente della Regione in data 12 febbraio 2018, il Presidente del Consiglio dei Ministri ha proposto ricorso nanti la Corte costituzionale per la declaratoria di illegittimità costituzionale degli articoli 1,4,6,8, commi 1 e 2, della legge regionale "Modifiche alla legge regionale 4 febbraio 2015, numero 4 (Istituzione dell'Ente di governo dell'ambito della Sardegna e modifiche ed integrazioni alla legge regionale numero 19 del 2006) e alla legge regionale 25 luglio 2008, numero 10 (Riordino delle funzioni in materia di aree industriali)" pubblicata nel BURAS numero 59 del 14 dicembre 2017.

Discussione generale del disegno di legge: "Nuove norme in materia di contratti pubblici di lavori, servizi e forniture" (417/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 417/A.

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Eugenio Lai, relatore di maggioranza.

LAI EUGENIO (SDP), relatore di maggioranza. Presidente, la quarta Commissione consiliare permanente, nella seduta del 22 febbraio 2018, a maggioranza, con il voto contrario della rappresentante del Gruppo consiliare "Misto" e l'astensione del rappresentante del Gruppo consiliare "Partito sardo d'azione-La base", ha licenziato per l'Aula il disegno di legge n. 417 recante "Nuove norme in materia di contratti pubblici di lavori, servizi e forniture".

La Commissione, nella seduta del 15 febbraio 2018, ha proceduto con l'audizione dell'Assessore regionale dei lavori pubblici che ha illustrato il disegno di legge. La stessa Commissione ha sostanzialmente condiviso le finalità del testo e la formulazione degli articoli.

In particolare si è ha apprezzato, in una prospettiva di apertura del mercato degli appalti e concessioni, l'importanza della centralità della fase programmatoria nel ciclo di vita del contratto attraverso il riordino e la semplificazione degli strumenti di programmazione della spesa, sia delle opere pubbliche di competenza della Regione, attraverso l'istituto della delegazione amministrativa, sia delle opere pubbliche di competenza degli altri enti.

La Commissione ha condiviso l'istituzione, per il sistema delle autonomie locali, del fondo per la progettazione e la realizzazione delle opere di relativa competenza e ha inoltre apprezzato l'introduzione dell'Autorizzazione unica delle infrastrutture strategiche per le opere pubbliche infrastrutturali di preminente interesse regionale, con l'obiettivo di ridurre i tempi di approvazione e di istruttoria dei progetti e di apertura dei cantieri, come pure la pianificazione triennale per la qualità architettonica nelle opere pubbliche di particolare rilevanza urbanistica, territoriale, paesaggistica o ambientale, con finalità di promozione della qualità architettonica, attraverso il raggiungimento di più elevati standard nella progettazione e realizzazione delle opere pubbliche e delle infrastrutture, in modo da contribuire alla salvaguardia del territorio e del paesaggio e al miglioramento della qualità della vita della collettività.

Sempre in tal senso si è condivisa la promozione del concorso di idee e di progettazione, con la previsione di elenchi speciali di opere per le quali lo stesso diviene obbligatorio.

La Commissione tra le altre finalità perseguite dall'articolato normativo ha ritenuto assolutamente condivisibile il riordino delle funzioni dell'Osservatorio regionale dei contratti pubblici, che potrà operare anche come leva per azionare le politiche di sviluppo del territorio, l'istituzione del sistema telematico degli elenchi unici regionali di operatori economici qualificati per gli affidamenti di lavori e servizi di ingegneria sotto la soglia minima comunitaria, con l'obiettivo di ridurre la burocrazia e favorire la competitività del sistema delle micro, piccole e medie imprese, nonché il riconoscimento di premialità al sistema delle professioni, delle micro e piccole medie imprese, dei giovani professionisti, delle imprese virtuose che intervengono su base volontaria sul territorio, in funzione preventiva o in situazioni di emergenza nonché al sistema delle autonomie locali.

Speciale menzione merita l'introduzione del Piano d'azione per gli acquisti verdi, per promuovere la sostenibilità ambientale nei contratti pubblici.

Per quanto concerne invece gli aspetti inerenti le fasi di gara e dell'esecuzione del contratto la Commissione ha apprezzato in particolare la valorizzazione della funzione del sopralluogo, finora svilito a mero adempimento di rito, la semplificazione della fase di gara, con la previsione del controllo a campione quale facoltà e il soccorso istruttorio senza oneri.

La Commissione ha ritenuto di particolare interesse l'introduzione nei capitolati-tipo di forme di tutela dei fornitori dell'appaltatore, a garanzia del pagamento delle relative prestazioni. Infatti i fornitori sono certamente l'anello più debole della catena nel ciclo di vita dei contratti pubblici, poiché in caso di insolvenza dell'appaltatore essi hanno l'unico strumento della procedura esecutiva civilistica, e la stazione appaltante, pur in presenza di stati di avanzamento lavori maturati e di risorse economiche disponibili, non può pagare direttamente i fornitori creditori. A tal proposito per risolvere il problema si prevede l'obbligo a carico dell'appaltatore di trasmettere alla stazione appaltante, entro venti giorni dalla data di ciascun pagamento a suo favore, le fatture quietanzate relative ai pagamenti dello stesso effettuati nei confronti di fornitori le cui prestazioni sono pagate in base allo stato di avanzamento dei lavori o delle forniture. Nel caso di mancata trasmissione delle fatture quietanziate, la stazione appaltante sospende il successivo pagamento, o quota parte dello stesso, a favore dell'appaltatore, senza che da questa sospensione possano derivare diritti a interessi o danni.

La Commissione ha condiviso l'introduzione del progetto "come costruito", con l'obbligo, in capo all'appaltatore, di consegna del progetto finale, a seguito di varianti progettuali in corso d'opera e l'introduzione del Codice regionale di buone pratiche rivolto a facilitare l'accesso delle piccole e medie imprese agli appalti pubblici e alle concessioni ed infine l'introduzione del fascicolo del fabbricato a tutela della sicurezza degli immobili pubblici.

La Commissione, condivisa l'urgenza di approvare il testo celermente, così anche come discusso nella Conferenza dei Capigruppo, ha terminato l'esame del testo nella medesima seduta, approvando il testo del proponente senza apportare correzioni eccetto l'inserimento dell'articolo 5 bis istitutivo di una società di capitali in house, avente ad oggetto lo studio, la progettazione, la realizzazione e la gestione di opere pubbliche di competenza e/o di interesse regionale, individuate con deliberazione della Giunta regionale. La società assumerebbe quali ricavi, a gravare sugli stanziamenti per la realizzazione delle opere, quota parte degli accantonamenti per le somme a disposizione dell'amministrazione ricomprese nei quadri economici dei singoli interventi, mentre il personale potrebbe essere costituito, in fase iniziale, anche da personale del sistema Regione e degli enti locali in possesso delle qualifiche professionali richieste.

La Commissione ha dunque sospeso l'approvazione finale e richiesto il parere della prima Commissione e del Consiglio delle autonomie locali. La, Commissione data l'urgenza di approvare il testo, ha ritenuto di dover prescindere dalla richiesta di parere finanziario.

La prima Commissione, nella seduta del 15 febbraio 2018, ha espresso parere favorevole con osservazioni sul testo. Il Consiglio delle autonomie locali, nella seduta del 19 febbraio 2018, attraverso una nota del suo Ufficio di Presidenza, ha ritenuto di non dover esprimere il parere in quanto il disegno di legge numero 417 non rientrerebbe tra quelli per i quali è richiesto parere obbligatorio.

Nel corso della seduta di approvazione definiva la rappresentante del Gruppo consiliare "Misto" ha insistito che la Commissione richiedesse il parere della Commissione finanze sulle norme applicanti spese ritenendo ciò imprescindibile, ma la Commissione richiamata l'indicazione politica dell'unanimità dei Capigruppo di procedere celermente, ha ritenuto di non dover richiedere il parere della Commissione finanze e di procedere comunque all'approvazione definitiva del testo.

Insomma, ci troviamo a discutere oggi di una norma dal valore importantissimo, di una norma che tratta materie come quella degli acquisti verdi, un tema sempre riconosciuto dalla maggior parte dell'opinione pubblica in Sardegna, ci troviamo di fronte ad una norma che parla di semplificazione, di celerità nella spesa dei lavori e degli appalti pubblici in un periodo nel quale troppe volte assistiamo a sospensioni dei cantieri, assistiamo a lavori infiniti che non hanno quasi mai una fine.

Ci troviamo di fronte ad una norma che propone, promuove misure a favore dei giovani professionisti e cosa non di ultima soluzione, ultima importanza, quella per un fondo, un fondo importantissimo per la progettazione delle opere pubbliche.

Un fondo che riteniamo sia indispensabile per parlare di sviluppo, per parlare di sviluppo del territorio e per porre tutte le Amministrazioni nelle condizioni di poter dare la propria impronta politica attraverso appunto un incentivo che potrebbe arrivare da questo fondo. In un momento nel quale penso alla situazione attuale generale si confonde anche il numero dei Comuni in Sardegna, discutere di una norma così importante, discutere di una norma che vada a incentivare lo sviluppo, vada a incentivare la progettazione, vada a incentivare i territori nella programmazione dal basso, penso sia indispensabile per una buona politica.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Gruppo Misto). Io condivido il fatto che questa legge su questo tema sia attesa e probabilmente arrivi in Aula e alla discussione con notevole ritardo rispetto a quello che è l'urgenza che da fuori rispetto a quest'Aula ci viene segnalata.

E' una legge che attendiamo almeno da quando l'ultimo tentativo regionale cioè di revisione della normativa regionale in materia di appalti finì con un buco nell'acqua, perché l'ultima volta in cui questo Consiglio provò a intervenire sulla materia degli appalti, la norma che ne scaturì fu quasi totalmente impugnata e di fatto non ebbe possibilità appunto di modifica nel settore che a tutt'oggi risente ancora di quell'inerzia. Ebbene anche nei lavori della prima Commissione più volte l'ultima volta qualche mese fa, provammo anche a discutere in prima battuta in Commissione e solo secondariamente lasciando il testo al parere delle altre, proprio perché si considerava in quella… scusate colleghi, dicevo abbiamo provato anche a chiedere formalmente la possibilità di discuterla in Commissione proprio perché per tutto quello che riguarda la materia e le sue ripercussioni sul sistema degli enti locali si pensava che un testo di questo tipo avesse bisogno di un'istruttoria lunga, articolata, concordata con gli enti locali e con gli ordini professionali direttamente diciamo investiti delle novità contenute in questo testo. Ora è stata necessaria un'accelerazione, si è capito il senso anche di questa necessità, e coerentemente con questa richiesta avanzata da tutti i Capigruppo le Commissioni hanno fatto gli straordinari e hanno consegnato all'Aula un testo pronto per essere discusso. Però ovviamente non aver fatto alcuni passaggi, cito su tutti quello con gli ordini professionali e con le autonomie locali, rischia se non corretta in Aula di lasciare delle parti vaghe, suscettibili di interpretazione e in alcuni casi profondamente sbagliate. Per questo motivo, anche visto il poco tempo avuto anche per presentare degli emendamenti per concordarli tra le forze politiche e per fare i passaggi in Commissione, sono stati presentati non soltanto dal nostro Gruppo diverse proposte emendative che credo meritino un'analisi attenta da parte delle Commissioni e di tutti i Gruppi consiliari. In particolare segnalo ad esempio il fatto che il testo intervenga sul fondo unico per gli enti locali e che questo Consiglio più volte, anzi ogni qualvolta c'è stato da decidere in merito a quanto stanziato per il fondo unico per gli enti locali, ha sempre ribadito il fatto che il Fondo unico debba rimanere a completa discrezione dei Comuni, quindi senza vincoli di ogni tipo. L'altro punto che vorrei consegnare all'Aula in questa discussione generale, riguarda la possibilità di costituire una società, a livello nazionale le società pubbliche sono in una fase che punta al contenimento delle stesse e non alla moltiplicazione di queste, più volte nel nostro ordinamento sono state create società che non hanno portato dei risultati o almeno i risultati sperati dal legislatore quando si è deciso di crearle, io credo che su un tema come questo la riflessione sia d'obbligo e quindi insieme agli altri temi che sicuramente verranno sollevati dai colleghi, credo che su questi nella discussione poi degli articoli si debba fare un ulteriore ragionamento che e concludo, auspico che sia allargato quanto più possibile ai soggetti che fuori da quest'Aula ci hanno rappresentato i loro dubbi su alcune parti di questo testo.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Luigi Crisponi. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Definire questo testo presentato oggi in Aula un disegno di legge credo che sia riduttivo, lo definirei invece una sfida. Una sfida perché è una materia davvero importante, delicatissima, è una materia certamente di riferimento sull'intero territorio regionale e da un lato per quanto riguarda le Amministrazioni, quindi per chi questa materia delicatissima appunto la maneggia quotidianamente, ma è anche un documento importante, atteso, perché è un documento che va naturalmente ad incidere su uno scenario davvero importante che è quello di un mondo che fino a oggi ha sofferto non poco proprio per tutta una serie di criticità, non ultime quelle che si vorrebbe in qualche modo combattere o quanto meno contrastare nell'articolato così come è stato rappresentato. E quindi ecco perché definisco questo testo, questa proposta un'autentica sfida, è quasi una sfida anche però a questioni non da poco che sono le sfide dell'accettazione da parte degli organi superiori, quindi ovviamente si parla già di profili di costituzionalità o meno di un provvedimento che naturalmente incide su questioni che sono non solo di interesse ma che sono individuate e sancite da pacchetti e da proposte legislative che sono attualmente operative, non ultima quella proprio del codice degli appalti che naturalmente è sancito negli ordinamenti legislativi nazionali. E quindi le perplessità che ne derivano non per la validità e la qualità di un importante lavoro che è stato fatto, derivano proprio per come viene rappresentato ai consiglieri e quindi all'Aula intera perché già semplicemente dal vedere e valutare quelle criticità di cui parlavo poc'anzi e che anche qualche altro collega le ha appena sottolineate, sono rappresentate nel parere che viene posto in accompagnamento al testo dallo stesso ufficio legale della Regione. Cioè sono delle criticità non da poco dove vengono sollevate quelle difficoltà e soprattutto quelle criticità che potrebbero trovare un ostacolo severissimo, se non insormontabile, nei pareri che verranno poi successivamente rilasciati all'eventuale validazione e preventivi all'applicazione della stessa legge. E in particolare, noi abbiamo esaminato in più di un'occasione testi di legge che avevano una loro quotidianità nella loro applicazione, ed erano proprio quei testi di legge che proprio nelle fasi di elaborazione e di valutazione, il passaggio quindi nelle Commissioni, avevano un confronto serrato con gli aventi causa e gli aventi titolo alla discussione, e sono titolari non solo di eccezioni, ma sono anche apportatori di importanti suggerimenti che possono certamente perfezionare il testo, proprio perché sono soggetti che poi, alla pari della stessa Regione o dei suoi amministratori, degli enti locali, si ritrovano poi a maneggiare questa materia così delicata. Mi riferisco agli stessi ordini professionali, alle associazioni di categoria, quindi a tutti quei soggetti che hanno titolo per apportare considerazioni che, se adeguatamente valutate ed elaborate, possono sicuramente migliorare e perfezionare un testo di questa portata e di questa importanza, e quindi mi domando, e concludo, una accelerazione che questo Consiglio regionale non ha nemmeno conosciuto credo non solo in questa legislatura, ma credo nelle passate quattro o cinque legislature, non ha mai avuto una repentina attenzione, un'accelerazione fra l'altro non richiesta nemmeno da quei titolari aventi causa, di cui si parlava poc'anzi, ci fa considerare che probabilmente una accensione dei faretti legislativi, una valutazione e un approfondimento, che sicuramente sarebbe molto utile in termini migliorativi di un testo di legge di così grande importanza, io credo che sarebbe cosa utilissima, cosa buona, cosa da considerare, e credo che potrebbe sicuramente consentire ad un approfondimento e a un miglioramento di un testo che nella sua esplicazione, nella sua articolazione, oggi riteniamo possa essere davvero mancante di quelle attenzioni che, oltre il perimetro del Consiglio regionale e della Sardegna, sicuramente saremo in grado di individuare e di trovare.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Luigi Ruggeri. Ne ha facoltà.

RUGGERI LUIGI (PD). Presidente, io apprezzo molto l'elaborazione che c'è stata fornita da parte della Giunta regionale su una materia che ha mano a mano stratificato una difficoltà gestionale, soprattutto a livello degli enti locali, e su cui il testo cerca di intervenire con una semplificazione, una razionalizzazione, che riporterà certamente le cose ad una migliore funzionalizzazione. Ci sono degli elementi molto qualificanti in questo testo di legge, ci sono degli elementi semplificatori che riguardano per esempio la facilitazione delle opere di importanza strategica, ci sono degli accenti sulla qualità architettonica, e quindi sulla necessità di riportare le opere pubbliche ad essere iscritte anche sotto il valore del bello, non solo della esclusiva funzionalità. E ci sono degli altri elementi che sono posti a presidio di una facilitazione di tutto il sistema, nonché della possibilità da parte delle imprese, anche locali, di accedervi con migliore agio. Penso all'istituzione del sistema telematico e al meccanismo di circolazione delle informazioni centralizzato, sempre per via telematica, penso anche a quegli strumenti di facilitazione delle piccole e medie imprese, o meglio piccole e micro imprese sarde in tema di acquisizione delle certificazioni di qualità che gli permettono di competere per alcuni aspetti qualificanti su appalti che vengono sempre più qualificati, nel senso soprattutto di appalti di servizi dell'offerta economicamente più vantaggiosa. E poi penso anche a un meccanismo che facilita di molto l'attività degli enti locali, sia prevedendo come è stato sottolineato prima un fondo per la progettazione, sia per altri aspetti, soprattutto quando fa riferimento alle buone pratiche, quindi produce un catalogo di azioni da proporre agli stessi enti locali per la costruzione dei bandi, che derivano direttamente da un'azione di monitoraggio in cui la centralizzazione e l'osservazione telematica permette di ottenere, di selezionare gli aspetti migliori delle diverse proposte progettuali che si muovono nell'ambito sardo. Vedo anche un accento rispetto alle responsabilità ambientali, agli acquisti verdi, ad alcune buone pratiche che sono declinate particolarmente per quanto riguarda per esempio l'utilizzo di materiali del luogo, garanzie sui meccanismi di compatibilità ambientale dei diversi interventi. Trovo un po' debole, un po' timido il testo quando affronta il nodo della responsabilità sociale delle imprese, penso che dovremmo essere un po' più coraggiosi, considerato che ci muoviamo comunque dentro principi ispiratori determinati dall'Unione Europea, e aperti all'Unione europea come spazi praticabili per la declinazione locale dei diversi interventi ammissibili, penso che potremmo scrivere qualcosa di più sulla responsabilità sociale delle imprese, perché non basta com'è stato scritto semplicemente limitarci all'aspetto di agevolazione del lavoro difficile, quello soprattutto di soggetti che sono espulsi per dei deficit soggettivi dal mercato del lavoro. Ma penso che per esempio non sia indifferente, per una Regione come la nostra, se chi vince l'appalto usa o meno un lavoro interinale, magari assoggettato a delle regole che rendono questo lavoro più agevole perché corrispondono ad ordinamenti di altri Paesi, per quanto facenti parte dell'Unione europea. Penso che non sia indifferente se in un appalto di servizi, e pensiamo ad esempio alla vigilanza, si applica un tipo di contratto piuttosto che non un altro, se ai lavoratori vengono garantiti determinati diritti che derivano da inquadramenti contrattuali di un tipo, piuttosto che non di un altro. Credo che su questi aspetti dovremmo essere un po' più coraggiosi e introdurre negli elementi di specialità, dentro il perimetro che ci è consentito, nella considerazione della responsabilità sociale dell'Unione europea dei parametri, dei valori, delle buone pratiche, delle linee guida che tendano a premiare delle imprese che assumono la responsabilità sociale come un elemento caratterizzante della loro azione. E' un dato che è stato riportato anche nella legislazione regionale in Italia di altre esperienze, esistono esperienze di questo tipo a livello europeo, credo che ci sia lo spazio ancora, attraverso l'attività emendativa, per introdurre possibilità, opportunità di questo tipo a qualificare meglio questa legge importante, che il settore degli appalti e dei servizi e delle autonomie locali si aspetta nella facilitazione che il testo che esiteremo produrrà.

PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Anna Maria Busia. Ne ha facoltà.

BUSIA ANNA MARIA (Gruppo Misto). Presidente, allora vorrei spiegare intanto il voto dato in Commissione, ma prima di spiegare intanto io vorrei aggiungere qualcosa alle a quanto ha detto il collega Crisponi che mi ha preceduto, quando ha detto questo non è tanto un disegno di legge, quanto una sfida. Ecco, io interpreto però il mio mandato consiliare, il ruolo che rivesto, non come una sfida, ma come quello che credo sia quanto previsto dallo Statuto, e in generale dalla Costituzione, e cioè il ruolo di chi deve svolgere l'attività di legislatrice, e deve cercare ovviamente, facendo questo, di rispettare il quadro normativo esistente. Questa è la ragione sostanzialmente per la quale io ho votato, e soltanto nella seconda parte, essendomi astenuta invece nel voto relativo alla legge e agli articoli, ma in seconda battuta, quando si era deciso di superare gli ostacoli, o le perplessità manifestate in ordine alla mancata richiesta di parere della Commissione bilancio, e appunto in quel caso ho votato contro, ritenendo che sia assolutamente un passaggio imprescindibile. Non mi voglio soffermare sull'analisi e non voglio fare un intervento che riguardi la legge nel suo complesso, che, per alcuni versi, io trovo assolutamente apprezzabile, è uno sforzo importante, ma che evidentemente, visto anche il numero di emendamenti che abbiamo proposto, andrebbe rivisto e richiede un approfondimento. Un approfondimento, come è stato detto, con in generale tutti i riferimenti, tutte le categorie professionali, coloro i quali questo disegno di legge andrebbe ad impattare. Intanto faccio presente che le osservazioni sulle criticità e sulle debolezze di questo disegno di legge sono state, appunto come è stato già ricordato, rilevate dalla dall'Ufficio legale della Regione, queste norme intanto va detto che riguardano la centralizzazione degli acquisti e occorre evidenziare che il quadro nazionale in materia di appalti, e questo l'ho detto anche in Commissione, è tuttora in evoluzione e quindi sembrerebbe intanto esserci una inopportunità, almeno per il momento, intervenire con una norma regionale che, per alcuni aspetti, si pone in contrasto con le disposizioni nazionali. È vero come è che ha detto l'Assessore proprio in occasione di questa questione che ho posto in Commissione è una materia questa in continua evoluzione, ma forse in questo momento in maniera ancora più importante. Quindi, una non un freno ma forse un rallentamento nella discussione di questa disposizione il momento particolare lo impone. Io credo che l'approvazione di questo disegno di legge così come è formulato potrebbe generare soltanto una ulteriore confusione e per esempio per quanto riguarda le stazioni appaltanti del territorio regionale, con il conseguente rischio di aumentare il livello di contenzioso che su questa materia, non spetta a me ricordarlo, ma è bene ricordarlo ancora una volta, è notevole e importante e impatta fortemente sul nostro tribunale regionale, Tribunale amministrativo regionale. Ancora, il DL prescindere l'avanzato stato del processo di centralizzazione degli acquisti di beni e di servizi che l'amministrazione regionale ha da tempo concretamente avviato con l'istituzione del servizio della Centrale regionale di committenza, iscritto nell'elenco nazionale dei soggetti aggregatori e prescinde altresì dall'esistenza della piattaforma regionale SardegnaCat, quale strumento telematico pienamente funzionante e diffusamente utilizzato dalle amministrazioni di tutto il territorio regionale. Anche su questo quindi ulteriore confusione se non ci si sofferma ad un approfondimento, sarebbe quindi più opportuno procedere in questa fase l'approvazione semmai di norme organizzative più urgenti, soprattutto nel settore dei lavori pubblici, per consentire un'efficace pianificazione e realizzazione delle opere previste per i prossimi anni, stralciando le norme in sovrapposizione e in contrasto con il dettato normativo nazionale. Una volta poi che saranno più chiari, in generale, gli orientamenti nazionali e giurisprudenziali, si potrà quindi valutare in maniera più puntuale come intervenire per rendere tali norme coerenti con l'assetto istituzionale organizzativo ed economico della nostra regione. Ultimo passaggio, perché non voglio dilungarmi poi io credo che la discussione, io mi riserverò ovviamente di farla nel momento in cui verranno discussi i singoli articoli, proprio perché non voglio assolutamente bocciare interamente il DL, dicevo, la discussione la rinvio e mi riservo di farla alla discussione dei singoli articoli e soprattutto dei vari emendamenti. Mi permetto, soltanto ancora una volta, di sottolineare alcune osservazioni che ho fatto durante la discussione in Commissione, e cioè il fatto che ricordare ad abundantiam l'articolo 45 del Regolamento interno del Consiglio regionale, che impone l'obbligo di chiedere prima della conclusione dell'esame di un provvedimento il parere della Commissione finanze, ogni qualvolta il progetto implichi entrate o spese sia per le disposizioni contenute nel testo del proponente sia per le modifiche che allo stesso si si intende apportare. Detto provvedimento viene iscritto automaticamente all'ordine del giorno della prima riunione della Commissione finanze. Ancora, manca tutta la relazione tecnica che riguarda la quantificazione delle entrate e degli oneri recati da ciascuna disposizione, riassumo, in Commissione ho meglio specificato questo rilievo. Il disegno di legge non ha una disposizione sulla copertura finanziaria delle disposizioni né del resto si può dire che tali disposizioni non comportino un impegno di spesa, si pensi soltanto l'emendamento che istituisce le società di capitali in house, oppure all'articolo 10 che prevede tirocini formativi o borse di studio per i giovani professionisti, grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gianfranco Congiu. Ne ha facoltà.

CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). Grazie Presidente. Iniziamo oggi un dibattito consiliare su un impianto legislativo lungamente atteso, lungamente atteso da quanti coloro hanno subito la falcidia nel 2007 dell'impianto previgente, che era la vecchia legge appalti del 2005; falcidia intervenuta in un momento in cui si pensava, a torto o ragione, che il legislatore regionale avesse travalicato le sue competenze. Ebbene, da quel momento è iniziato un percorso di selezione dei poteri disponibili in capo a questa Regione, per poter soddisfare le esigenze di un universo, che è quello che sta fuori queste Aule, fatto di imprese, fatto di persone che traggono ragioni di profitto da rapporti contrattuali con la pubblica amministrazione, quelle ragioni di profitto sono state per 12 anni massacrate da una prassi che ha visto la formazione di una giurisprudenza, volubile per 377 volte, una giurisprudenza che in ogni Comune ha creato, per effetto di quella declaratoria, una situazione di caos dove ogni stazione appaltante seguiva regole differenti. Seguiva regole, ma non regole uniformi, non regole snelle, non regole certe. Questo perché? Perché mancava un impianto legislativo quale quello che oggi stiamo discutendo, ed è il momento migliore secondo me quello odierno di discutere una legge appalti per la Regione Sardegna, e non lo dico perché oggi si è celebrato il settantesimo anno dell'Autonomia e della specialità con appelli variegati al coraggio, ad osare maggiormente in punto di disponibilità dei poteri. Ecco, chi oggi in quest'Aula propugnava quell'azzardo oggi ha la possibilità di azzardare con cognizione di causa e qual è la cognizione di causa alla quale io mi ispiro nello osare, nel tratteggiare una legge speciale ritagliata su misura, rispetto all'esigenza del popolo sardo? Qual è il panorama legislativo che mi conforta? Le tre direttive europee del 2014, la 23, la 24, la 25, il nuovo codice appalti, le applicazioni ANAC che si sono succedute. Oggi noi in questa Aula partiamo da un vissuto giurisprudenziale legislativo che ha una base di certezza che fino a ieri non c'era, sappiamo perfettamente quelli che sono i poteri del legislatore nazionale e quelli che dovrebbero essere i nostri, e noi dentro quei paletti ci stiamo in maniera estremamente rispettosa, e rispettiamo, così facendo, le imprese sarde, anche le micro imprese sarde che fino a ieri erano abbandonate a loro stesse; rispettiamo i nostri giovani progettisti; rispettiamo i fornitori e i subfornitori, coloro che oggi nel ciclo di un appalto sono quelli che vengono maggiormente massacrati. Ha ragione il relatore di maggioranza quando indugia sull'aspetto dei rapporti tra appaltatori e stazioni appaltanti, perché non è solamente la disciplina tra l'appaltatore primario che deve interessarci quanto quella vastissima platea di imprese sarde, il più delle volte subappaltatori quando sono fortunati, ma certamente fornitori, che fino ad oggi non avevano tutele. Questo è solamente uno degli aspetti di merito, delle decine di aspetti di merito che ci sono in un provvedimento coraggioso, in un provvedimento lungamente atteso, in un provvedimento legislativo che rappresenta un esperimento anche sotto il profilo etico per questa Regione inedito. Arriviamo in quest'Aula, e spero tanto che nel dibattito poi si possa addirittura migliorare il testo, arriviamo in quest'Aula con un livello di condivisione con la società civile mai visto: per la prima volta questa Regione ha mutuato l'esperienza legislativa francese con il débat public, e ha sottoposto questa legge ad un dibattito sociale che è durato oltre trenta giorni. Ricordo a me stesso che questo provvedimento è stato pubblicato l'anno scorso su una piattaforma dedicata proprio alle correzioni e alle integrazioni, che sono state numerose e copiose da parte di tutti i portatori di interesse, coloro che anche in queste ore chiedono che si possa modificare qualcosa, e quel qualcosa verrà modificato nel dibattito di quest'Aula perché quest'Aula è sovrana e non deve aver paura di osare, e non deve temere che questa contrazione dei tempi vada in danno rispetto alla qualità, perché dipende da noi, dal tipo di lavoro che facciamo e dal tipo di contributi che noi daremo alla gestazione di un provvedimento ancora migliore.

C'è un passaggio che riguarda una censura in termini di omesso rispetto della normativa regolamentare per quanto riguarda il passaggio finanziario, beh, abbiamo una giurisprudenza costituzionale che ormai è granitica sul punto e che non sto qui a richiamare, ma non c'è norma, ecco perché io ritengo che il passaggio in terza Commissione non dovesse essere fatto e non debba esser fatto, perché non c'è un articolo che impieghi o determini una modifica in punto spesa della legge di bilancio, tutte le norme sono norme programmatiche, tutte le norme non dicono "domani mattina si farà questo" ma ci dotiamo di uno strumento affinché si disciplini una certa situazione giuridica: è norma programmatica e non norma precettiva, non importa nessun tipo di modifica delle leggi di bilancio e siamo, in maniera assolutamente rispettosa, dentro il secondo comma dell'articolo 81 della Costituzione che afferma che ogni legge che importi nuove e maggiori spese deve indicare la copertura finanziaria. Quindi, la copertura finanziaria per una norma programmatica, che dice semplicemente "noi vogliamo essere maggiormente competitivi in Sardegna e dotarci di un parco progetti che ci possa consentire di competere con più celerità nel reperimento della risorsa finanziaria", quel 5 bis famoso non ti dice che domani mattina si farà una società in house, quello sarà un dibattito successivo che verrà incardinato, ma quello che oggi si decide e che questa Regione non può più andare avanti a tentoni, deve elaborare una struttura che sia capace di rispondere a quella esigenza di programmazione che è uno dei capisaldi di questa riforma. Io spero che questo dibattito ci conduca a licenziare un provvedimento completo, un provvedimento con il quale noi possiamo finalmente presentarci alle nostre imprese con un quadro normativo di maggiore tutela, è vero, ma anche di maggiore chiarezza e di maggiore certezza rispetto a quello che abbiamo conosciuto fino ad oggi.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Brevemente per dire che noi siamo arrivati in Aula a discutere questa legge sugli appalti dopo aver fatto una discussione nella Conferenza dei Capigruppo e avere concordato di arrivare oggi in Aula; accordo che è arrivato non prima di aver licenziato il testo nella Commissione, dopo aver audito l'Assessore competente che ha illustrato una legge così articolata e complessa, 54 articoli, una legge importante. Diceva adesso il collega Congiu, una legge che noi dobbiamo assolutamente fare perché quella che abbiamo in vigore è vecchia del 2005, e nel frattempo sono sopraggiunte una serie di norme nuove anche nazionali che, come dire, ci costringono a verificare in che condizioni siamo. E va anche detto, partendo da un presupposto che anch'io ritengo fondamentale, che un vero problema che abbiamo dal punto di vista complessivo è quello della burocrazia. Non la voglio semplificare questa roba della burocrazia regionale, naturalmente mi rendo conto che, soprattutto affrontando una legge sugli appalti, non bisogna essere né, come dire, molto liberal nel dire che bisogna fare una legge che abbatte la burocrazia, non è assolutamente questo, ma certamente farò degli esempi concreti per dire che è necessario intervenire con una legge nuova che tenga conto delle cose che sono arrivate nel frattempo.

Per cui noi in Commissione abbiamo approvato a maggioranza il testo, così come il legislatore, in questo caso la Giunta regionale, lo ha presentato, e condivido anche in questo caso le parole appena dette, ovvero che l'Aula è sovrana, e ho visto già che ci sono degli emendamenti presentati e non credo che sia assolutamente estraneo anzi che sia assolutamente normale intervenire nella fase emendativa, soprattutto su una legge corposa con 53 articoli, che parla di un sacco di cose sulle quali bisogna intervenire. Noi tutti credo che in queste ore, in questi giorni passati, abbiamo ricevuto qualche telefonata da qualche rappresentante di qualche impresa, piccola o grande, di qualche ordine di ingegneri o di architetti, o di qualche rappresentante di qualche altra istituzione importante che, avendo visto la legge, vuole intervenire per dare un proprio parere, e allora per quale ragione non li abbiamo sentiti nella discussione generale della Commissione? Io credo che la Commissione abbia affrontato bene le cose, e naturalmente noi tutti dobbiamo essere aperti a verificare le esigenze che provengono dalla società per una legge come quella, perché se è vero come è vero che la dobbiamo modificare rispetto a quella che era la legge del 2005 oggi dobbiamo affrontarla in una maniera nuova.

Di cosa parla questa legge? Parla di riordino, programmazione regionale delle opere pubbliche, con l'obiettivo di semplificare e razionalizzare, io credo che questo sia l'obiettivo a cui dobbiamo guardare, declinandolo poi attraverso gli articoli che nella legge sono stati scritti. La legge enfatizza alcuni aspetti importanti, la qualità delle opere pubbliche, la qualità delle opere architettoniche, addirittura facendo la proposta di istituire anche in questo un nuovo istituto, il cosiddetto PIQUA - così lo chiamate, attraverso un acronimo che vuole dire Piano degli interventi delle qualità architettoniche -, così come sull'UTR, l'Ufficio tecnico regionale, che interviene sulla materia in una maniera abbastanza certosina e complessa, noi quando abbiamo affrontato il tema della legge urbanistica, cosa della quale ancora dovremo discutere, magari riusciremo anche a farlo da qui alla chiusura della legislatura, abbiamo detto che l'Ufficio tecnico regionale ovvero la burocrazia regionale, delle volte non riesce a consentire ai Comuni di tempi ragionevoli di approvare i Piani urbanistici. Quindi c'è bisogno di una semplificazione, c'è bisogno di trovare forme e modi nuovi di intervenire su una materia che nel frattempo deve verificare le cose. Qua si parla di incentivi verdi, si parla di favorire giovani architetti e giovani ingegneri anche con premialità, 40 mila euro da riservare esclusivamente a coloro che sono iscritti da meno di cinque anni, e così via, insomma una serie di proposte sulle quali noi dobbiamo discutere e abbiamo la possibilità di farlo. Però io credo che fosse importante intervenire in Aula, portando il testo oggi, lo portiamo oggi, anche qui, per quale ragione non lo portiamo direttamente dopo le elezioni, perché il Consiglio regionale deve semplicemente lavorare e noi abbiamo il dovere di farlo. Stamattina eravamo riuniti per discutere insieme, discutere noi, poi magari il Presidente della Repubblica non è neanche intervenuto, abbiamo discusso noi attraverso i nostri rappresentanti istituzionali del Consiglio e della Giunta, avremmo gradito magari un saluto del Presidente della Repubblica, cosa che non è avvenuta, ma io capisco anche il clima elettorale e tutte le possibili strumentalizzazioni che nel caso possono avvenire. Ho visto che anche in Sicilia, quando è andato a far visita, ha utilizzato lo stesso sistema di relazioni con il Consiglio regionale siciliano, non ha fatto interventi di nessun tipo, ma un saluto, insomma, non sarebbe guastato, ce lo saremmo aspettati molto, molto volentieri.

Qua dico fraternamente ai colleghi del Partito dei sardi che restare seduti durante l'inno nazionale, loro dicono perché non è una forma di rispetto è una cosa che ci è venuto naturale, anche per gli inni per i Paesi stranieri in genere ci si alza in piedi, per rispettare quegli inni, e così avrebbero dovuto fare loro e magari dichiarare che avrebbero come dire salutato in piedi l'Inno dello Stato italiano che non è il loro Stato, quello a cui guardano. Ma glielo dico naturalmente con il sorriso sulle labbra perché di questo si tratta. Era giusto dirlo perché si fa in genere così.

Tuttavia, io credo che questo testo possa raggiungere e dare alla Sardegna una buona base normativa, sulla quale noi dovremo lavorare e lo faremo nei prossimi giorni dopo che naturalmente il Consiglio sarà chiamato a discutere per ogni singolo articolo.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Grazie Presidente, parto dalle ultime considerazioni del collega Capogruppo Pietro Cocco, in ordine alla presenza del presidente Mattarella. Anche noi avremmo gradito che quanto meno ci fosse un segno di saluto verso i sardi, verso la Sardegna. Ricordo che in occasione della presenza del presidente Napolitano andò molto diversamente, e capiamo che il Presidente della Repubblica non possa fare promesse o deve essere assolutamente super partes in una campagna elettorale, però qui si parlava di uno Statuto, la nostra Carta costituzionale e quantomeno due parole su quello potevano essere dette. Questa è una posizione forse anche personale, però mi andava di sottolinearla.

Per quanto riguarda questa legge ultimamente il nostro modo di legiferare è spesso impugnato e noi molte volte l'abbiamo definito anche schizofrenico; riteniamo invece che questa sia una legge ovviamente attuativa di un decreto legislativo del 2016 sul quale abbiamo deciso di adeguarci, la Giunta ha fatto una sua proposta, noi condividiamo il percorso, ma le chiediamo che sui metodi da utilizzare in quest'Aula e sui contenuti ci deve essere la massima partecipazione anche di questa minoranza, in particolare, io parlo per il Gruppo che rappresento Forza Italia, perché vorremmo che d'ora in poi le leggi del Consiglio regionale non venissero impugnate o comunque passassero sempre tranquillamente il vaglio sia di Corte costituzionale che del Governo.

E allora dico in questo senso: la legge doverosamente va fatta però dobbiamo avere come stella polare chi deve raggiungere e in particolare è una legge importante per gli enti locali, per la nostra stessa istituzione, per i professionisti che la guardano con interesse, per le imprese, che sono quelle che dovranno far registrare anche con delle buone norme dei cambi di passo, ecco allora che da questo Gruppo viene la richiesta di: ragioniamo insieme su come può essere limata la parte che la riempie di burocrazia, la parte che non è chiara, che è difficilmente interpretabile, applicabile come spesso è successo per le ultime leggi che sono state approvate, e crediamo invece che debba essere migliorata, quindi in questo senso, Presidente, le chiediamo un occhio di riguardo una maggiore disponibilità per quanto riguarda la trattazione degli emendamenti. Noi oggi abbiamo acconsentito che si potesse passare agli articoli, giustamente il Consiglio era convocato e deve lavorare, io dico anche deve produrre da un punto di vista normativo, quindi andiamo avanti però ci sia una condivisione, perché crediamo che questa materia non sia la materia di un partito piuttosto che di un altro, deve essere materia di tutti, di tutti coloro che portano interessi legittimi anche interessi soggettivi e soprattutto deve essere uno strumento per dare un sostegno al prossimo sviluppo della nostra Regione, un sostegno a quelle imprese che difficilmente e faticosamente stanno ancora sul mercato e che spesso e volentieri, proprio per le rigide leggi, io dico anche di carattere internazionale, spesso subiscono dei maltrattamenti nella propria terra. Ecco questo noi vorremo senza andare contro nessuna norma superiore, però poter avere con un minimo di autonomia e specialità e veramente incidere in questa legge perché ci sia qualcosa di più per i sardi, per la Sardegna.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore dei lavori pubblici.

BALZARINI EDOARDO, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Da tutti gli interventi emerge un filo comune che è quello di un notevole interesse per questo disegno di legge quindi dobbiamo apprezzare questa condivisione da parte dell'Aula. Una legge che, è stato detto quasi tutti gli interventi, si presenta come innovativa, forse per certi versi anche originale, oserei dire. Innovativa perché riguarda aspetti che abitualmente un testo di legge sui lavori pubblici non percorre, in che senso questo, questa non è una legge, un disegno di legge che vuole fare la concorrenza ai testi normativi che sono prerogativa del Governo nazionale, prerogativa legislativa, costituzionale, infatti, sviluppa parallelamente aspetti che rientrano ampiamente nelle competenze legislative dell'Amministrazione regionale, e solo marginalmente tocca altri aspetti e questo potrei dire è l'elemento maggiormente qualificante di questo disegno di legge. Quindi non stiamo facendo una concorrenza alle norme per certi versi preclusive o strettamente impeditive, classiche molto spesso dell'ordinamento dei lavori pubblici, che opprimono a volte anche il progresso e l'avanzamento dei lavori, e ci si spinge in altri ambienti, in altri campi; è stato detto parliamo di processi di semplificazione dei procedimenti amministrativi nell'esecuzione delle opere pubbliche nel rapporto con gli enti locali che sono classicamente di competenza dell'amministrazione, snelliamo alcuni aspetti, quali, per esempio, diamo centralità a un organo che sinora era deputato soltanto a dare una consulenza vincolante sulla qualità dei progetti, adesso svolge anche un coordinamento per tutta la parte autorizzativa. Noi sappiamo che oggi il percorso più difficile della realizzazione delle opere pubbliche è proprio l'acquisizione delle autorizzazioni, ebbene l'UTR si mette a svolgere nella sua seconda sezione questo compito.

E ancora, tocchiamo ampi aspetti che riguardano l'Osservatorio, l'elenco unico delle imprese, la premialità alle imprese, il piano di azione degli acquisti verdi, riqualifichiamo il responsabile del progetto, individuiamo l'albo regionale dei responsabili, l'ufficiale rogante, l'albo dei commissari di gara, tutte norme volte ad agevolare il percorso attuativo delle opere pubbliche. Ebbene questo lo si vede come una sfida al Governo, io direi proprio di no, è semplicemente una autoregolamentazione che è volta a migliorare il nostro ruolo nel nostro ambito operativo.

Ancora si è parlato dell'esigenza di un confronto con i portatori di interesse, ebbene riferire a quest'Aula che questa legge ha avuto una un lungo periodo di riflessione all'interno degli Uffici dell'Amministrazione regionale, perché ha provato a consultare ben due sessioni diverse proprio i portatori di interesse, le imprese, le categorie datoriali e gli enti locali attraverso un processo pubblico, attraverso riunioni e formalizzazione di atti, acquisito un parere dell'area legale e quindi è stato un percorso istruttorio particolarmente attento e che ha visto a volte opinioni differenti a volte accettate a volte rifiutate, perché non sempre i portatori di interessi sono portatori di interessi pubblici, sono anche portatori di interessi di categoria, vhe vanno esaminati e valutati e portati all'attenzione di questa Assemblea che è sovrana nel migliorare questo percorso, questo evidentemente è assolutamente condiviso, ma questo percorso non può dimenticare lo sforzo fatto per portare all'attenzione dell'organo legislativo primario una legge che viene proposta nell'interesse di un sistema produttivo, un sistema produttivo che oggi soffre, vorrei ricordarlo e sottolinearlo a tutti, che non può attendere ulteriormente, perché è quello che oggi noi monitoriamo nei grossi appalti, in particolare l'esperienza della Sassari-Olbia è nota ai più, un'enorme arteria, 930 milioni, realizzata e appaltata da imprese nazionali a cui concorre un'unica impresa in associazione sarda, e che è dilaniata dai problemi dei mancati pagamenti subappaltatori. Noi interveniamo a coprire un vuoto legislativo direi nazionale, e abbiamo il coraggio di farlo, e non devo ricordare a tutti le parole che ho sentito stamani dai miei presidenti per dire che noi dobbiamo osare, ma osare non significa entrare in competizione, significa semplicemente sottolineare il diritto di difendere un potere, un'operatività economica che vede un mondo economico in sofferenza. Allora, una Regione che non capisce questo rinuncia a un proprio diritto, il diritto di difendere un mondo economico che è in sofferenza e che ha bisogno di essere difeso. Difesa che fanno tutte le regioni, non solo la nostra, in un quadro, torno a ripetere cose che ho detto in Commissione, in continua evoluzione, in cui le regioni concorrono in un confronto con lo Stato, propongono, chiedono, a volte ottengono e a volte non ottengono, ma questo non significa non avere la facoltà di proporre, di analizzare quello di cui ha bisogno il nostro mondo economico, il mondo delle imprese e il mondo delle professioni, il mondo delle micro e piccole-medie imprese, che viene in parte tutelato da alcune norme, il mondo delle piccole professioni. Pensate a cosa significa oggi, per un giovane professionista sotto i 35 anni, entrare nel mondo del lavoro con la carenza di lavoro che c'è e che viene in qualche maniera tutelato. In estrema sintesi, un insieme di norme che non ha l'ambizione assolutamente di entrare nel novero delle competenze nazionali, ma che potrebbe dare un buon contributo ad una migliore attività nel campo delle opere pubbliche, e che dal punto di vista finanziario - concludo - si colloca in maniera organica all'interno di quelli che sono gli strumenti di programmazione e finanziari della Regione, perché quasi tutte le norme fanno riferimento, appunto in fase programmatica e in fase attuativa degli strumenti programmatici, a strumenti di finanza regionali, quindi alla manovra di stabilità, alla legge finanziaria, che dota poi specificatamente, come d'abitudine da tanti anni e nella conoscenza di tutti, l'operatività dei singoli capitoli di spesa e delle singole azioni.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.

Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

È scaduta la presentazione degli emendamenti adesso con l'approvazione del passaggio agli articoli. È possibile presentare emendamenti agli emendamenti ovviamente. Il Consiglio sarà convocato dopo la riunione della Commissione.

La seduta è tolta alle ore 17 e 59.