Seduta n.278 del 09/01/2018 

CCLXXVIII Seduta

Martedì 9 gennaio 2018

(POMERIDIANA)

Presidenza del Presidente GIANFRANCO GANAU

La seduta è aperta alle ore 16 e 34.

FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 20 dicembre 2017 (274), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Ugo Cappellacci, Anna Maria Busia, Alessandro Collu, Giuseppe Meloni, Giuseppino Pinna, Luca Pizzuto, Antonio Solinas e Christian Solinas hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 9 gennaio 2018.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Votazione dei disegni di legge: "Legge di stabilità 2018" (455/A) e "Bilancio di previsione triennale 2018-2020". (456/A)

PRESIDENTE. Siamo in fase di dichiarazione di voto sul disegno di legge numero 455, legge di stabilità, e del disegno di legge numero 456, bilancio di previsione triennale 2018-2020.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Sabatini. Ne ha facoltà.

SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. Sì Presidente, per chiedere, ai sensi dell'articolo 89 del Regolamento, in sede di coordinamento di modificare due emendamenti su cui sono state scritte delle inesattezze. Per chiarificare meglio il testo, chiediamo agli uffici, si tratta dell'emendamento numero 905 dell'emendamento 1308. Se vuole leggo l'emendamento numero 905, così come chiedo di modificare alcuni termini: "La Regione può erogare ai Comuni richiedenti che effettuano direttamente con proprie procedure l'erogazione delle risorse ai destinatari del redditi di inclusione sociale previsto dalla legge regionale 2 agosto 2016, contributi per il rimborso dei costi di gestione sostenuti fino allo svolgimento del procedimento da parte degli uffici di piano nell'ambito dei PLUS territorialmente competente. Ai relativi oneri si fa fronte nei limiti delle risorse disponibili così come individuato all'articolo 7 comma 2 della legge regionale numero 18 del 2016". Come vede sono sostituiti alcuni termini per cui non si rendeva comprensibile il testo dell'emendamento, inoltre c'è stato un errore per quanto riguarda le persone che dovevano iscriversi all'albo delle guide turistiche, è stata scritta erroneamente la data del 31 gennaio ma i corsi finiscono l'11 febbraio, quindi si tratta di sostituire il 31 gennaio 2018 con il 20 febbraio 2018 altrimenti quell'emendamento sarebbe completamente inapplicabile ed inefficace.

PRESIDENTE. Grazie, chiedo il parere della Giunta su queste modifiche.

Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Entrambi favorevoli, chiariscono quello che era lo spirito di entrambi gli emendamenti.

PRESIDENTE. Chiedo se ci sono osservazioni da parte del Consiglio, no, quindi acquisiamo queste due modifiche in fase di coordinamento. Passiamo alle dichiarazioni di voto.

Ha domandato di parlare il consigliere Fabrizio Anedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ANEDDA FABRIZIO (Gruppo Misto). Siamo alla votazione finale della finanziaria, dopo alcune settimane di discussione sul bilancio e sugli investimenti. Il bilancio che per il 98 per cento di spese correnti e per lo 0,2 per cento circa di iniziativa finanziaria dei singoli consiglieri, ognuno con i propri emendamenti ha cercato di risolvere quelle piccole criticità a suo giudizio prioritarie nei propri collegi elettorali. Il 2 per cento circa invece è stato affidato alla regia del Presidente Pigliaru per il lavoro, come suggerito dalle parti sociali. Confidiamo nel coraggio del Presidente per gestire al meglio queste risorse che sono circa il doppio di quelle destinate per ristorare i pastori e agricoltori per la siccità del 2017, 90 milioni circa, entrate ai pastori già finite perché andrebbero a bollette Enel e Abbanoa e qualche piccola fattura per il mangime iniziando così il 2018 punto e a capo con i debiti. Siamo disponibili a collaborare per ottimizzare l'utilizzo delle risorse per il lavoro. A mio avviso però l'attenzione deve essere rivolta al 98 per cento delle spese consolidate, l'utilizzo improprio delle risorse economiche e la pessima gestione delle risorse umane non vanno più tollerati in questo 98 per cento del bilancio, l'impegno di questo ultimo anno per quanto mi riguarda sarà di cambiare il sistema consolidato degli sprechi e della pessima gestione delle risorse umane. È intollerabile che chi viene pagato per dare un servizio dalla sanità alle attività produttive o sociali, non lo dia questo servizio. Ancora oggi un ricovero ospedaliero, in molti casi, deve passare da una vista privata o intramoenia; le imprese devono pagare per accedere alle varie misure, eppure noi finanziamo le associazioni per seguirci le imprese, i Confidi per l'accesso al credito; la sanità ci costa il 55 per cento del bilancio e il cittadino paga per avere un servizio che attinge da quel 98 per cento. Bisogna entrare nel merito delle risorse che sono state spese per lo sviluppo che da anni vengono utilizzate per creare infrastrutture, vedi porto canale e oggi vede la perdita di mercato del 70 per cento; una riflessione sul risultato di queste ingenti risorse andrebbe fatto. Ottimizzare il bilancio del 98 per cento è la carta vincente per vincere quelle criticità che oggi i cittadini ci rimproverano giustamente. Affrontando queste criticità, oltre ad avere buoni servizi, si libereranno anche risorse da utilizzare per lo sviluppo e il lavoro, oltre che per sconfiggere un sistema rodato di clientelismo e parassitismo. Il mio voto è favorevole con l'auspicio che gli investimenti sul lavoro siano tangibili dai cittadini, sempre più sfiduciati, e le riforme della sanità…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Grazie Presidente. Non è certo la nostra finanziaria, questo lo voglio chiarire da subito, anche perché è una finanziaria che purtroppo è carente e lacunosa nelle tematiche, nelle esigenze più importanti. Per quanto ci riguarda nodi come i trasporti, che addirittura andiamo ancora in proroga nei prossimi mesi, sicuramente il tema della gestione dell'acqua, in particolar modo lo sviluppo e quindi la programmazione territoriale, certamente non troveranno soddisfazione in questa finanziaria. Forse riusciremmo a fare qualche intervento perché l'ha voluto fortemente questo Consiglio sul tema del lavoro, ma anche qui credo che le risorse stanziate poi alla fine non siano sufficienti per delle buone iniziative. Faccio degli esempi e mi riferisco in particolar modo al discorso della spesa sanitaria, ultimamente assistiamo a delle lamentele oramai quotidiane da parte di chiunque, all'interno di questo mondo, e voi ancora oggi a questo non volete dare neanche uno sguardo. Io dico mi dispiace che non ci sia l'assessore Arru che recentemente trova il tempo, con delle idee quantomeno particolari per quanto ci riguarda, per il popolamento della Sardegna, ma credo che si debba occupare invece un po' di più dell'aspetto sanitario e non guasterebbe tutto ciò. Infatti, mi chiedo come mai il proliferare di nuove strutture sanitarie vi faccia pensare che si vada verso dei risparmi io credo che stiamo già viaggiando intorno ai 100, 150 milioni di aumento di spesa sanitaria, poi però ovviamente anche su questo sono nostre previsioni come al solito per voi poco credibili, ma alla fine i risultati ci daranno ragione. E credo che certamente mancando di quelle azioni importanti, ma avendo dato sfogo qualcuno dice per poche centinaia di euro, io dico per molto, perché poi la sostanza è anche forma e, in questo caso, si sono accontentati degli appetiti che in passato venivano chiamati territoriali, oggi non avete avuto neanche un minimo di ritegno e io li definisco appetiti personali, appetiti di alcuni consiglieri e di amici di consiglieri. Quindi credo che in questo di certo non avete fatto una buona finanziaria, perché comunque alcune cose sono palesi ed evidenti a discapito soprattutto di chi invece aveva ragione di dover avere un occhio di riguardo. Poi, concludo con un'ultima osservazione, è pur vero che la parte gestionale, la parte amministrativa è in condominio con chi si occupa ovviamente dei dirigenti, ma…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Deriu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (PD). Grazie Presidente. Sinceramente non capiamo, onorevole Zedda Alessandra, perché questa non debba essere la vostra finanziaria, ci sono molti interventi approvati con il vostro consenso, con la vostra approvazione, anche col vostro plauso, in più conoscendo il vostro amore per la Sardegna non possiamo certo pensare che tante iniziative positive, che sono contenute in questa finanziaria, non abbiano la vostra approvazione. Dovreste rispecchiarvi in questo documento perché c'è finalmente la risposta a dei problemi lungamente e faticosamente sofferti dall'isola. Io penso alla situazione ovviamente degli studenti, non degli studenti in generale ma degli studenti poveri, voglio dire questa parola senza confonderla e senza nasconderla dentro gli eufemismi burocratici che ridefiniscono magari idonei alla borsa di studio, sono studenti la cui famiglia ha un reddito basso e che la Repubblica si incarica di consentire per essi di attendere agli studi universitari. Una funzione che la Repubblica ha per Costituzione e in questo caso la Repubblica siamo noi, la Regione si incarica di garantire il diritto agli studenti di frequentare l'università. Durante la giunta Cappellacci questo diritto non è stato tutelato, si è arrivati ad un anno in cui la metà degli studenti idonei non aveva la borsa di studio per mancanza di fondi, sono già due anni sotto questa Amministrazione, guidata dal presidente Pigliaru, che tutti gli idonei sono beneficiari della borsa di studio. Per l'anno prossimo abbiamo fatto molto di più, stanziando fondi per avere 1000 borse di studio in più, è un risultato per il quale si può scomodare enfatici aggettivi come storico, come eccezionale, come straordinario. Pensiamo che questo non sia soltanto merito nostro che l'abbiamo proposto ma anche merito vostro che ci avete aiutati ed incoraggiati in questa misura. Per cui nonostante la necessità…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Emilio Usula per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

USULA EMILIO (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Siamo alla liturgia finale nell'approvazione di questa finanziaria e dico subito che non voterò a favore, avrei preferito avere qualche dubbio in più, qualche difficoltà in più a prendere questa determinazione, ma avrei dovuto avere per questo anche qualche convincimento, anche parziale, della bontà complessiva della manovra, purtroppo non ho questa convinzione. L'unica nota positiva sono i tempi di approvazione che impediranno il ricorso all'esercizio provvisorio, dopo tanti tentativi questo risultato va in porto e il sistema Regione potrà operare da subito con una maggiore potenzialità di programmazione degli interventi, ma, è questo il punto dolente, gli interventi programmabili con questa finanziaria saranno comunque estremamente limitati e inadatti ad aggredire, men che meno a risolvere, i mali endemici della nostra Regione. Parlo delle povertà estreme e dell'impoverimento di fasce di popolazione e di famiglie sempre più consistenti; parlo della mancanza di lavoro e di prospettive occupazionali con una disoccupazione generale, e in particolare giovanile e femminile, che non accenna ad attenuarsi; parlo della continua emorragia di nostri giovani laureati costretti a cercare fortuna e futuro all'estero; ma parlo anche della vergogna dell'abbandono scolastico che, al di là dei proclami, rimane un marchio infamante per la Sardegna. Sarebbe meglio girare di più e sentire, ascoltando, la gente nelle piazze, nelle strade, nelle case, nei mercati e nelle file d'attesa dei sempre più insufficienti servizi pubblici per capire qual è la vera realtà e la vita dei nostri concittadini. Basterebbe parlare con i sindaci e amministratori locali, non basta partecipare a grandi incontri, con nomi altisonanti, dove a parlarsi addosso sono spesso gli stessi responsabili storici e attuali del disastro che in teoria si afferma di voler affrontare.

La Sardegna versa in condizioni drammatiche e i deboli segni di ripresa ci vedono comunque più lenti del resto dell'Italia, con un conseguente divario che aumenta a nostro discapito, e i segnali di lungo periodo non sono così incoraggianti come forse in campagna elettorale si è portati a contrabbandare, l'ordine del giorno di stamattina su Ottana ne è l'ennesima, tristissima prova.

Tornando alla nostra finanziaria, anche il tanto enfatizzato Piano LavoRas messo in piedi, più che un piano straordinario concreto ed efficace in grado di creare lavoro effettivo, duraturo e di prospettiva, sembra una polverizzazione di interventi che risponde più a spinte corporative e localistiche, e molto spesso personalistiche, che ad una visione e prospettiva chiara….

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Usula, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Secondo Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE SECONDO (SDP). Credo che questa, in questo momento, possa essere la migliore finanziaria che noi potessimo portare in Aula per approvarla, perché comunque stiamo cercando di dare quelle risposte che da troppo tempo sono attese e che non arrivano, ma che non arrivano soprattutto per un discorso che ormai è atavico e di cui da sempre, da troppo tempo stiamo parlando e rispetto al quale non si riescono ad avere risposte concrete da parte di uno Stato, di un Governo che si dimostra sempre di più patrigno rispetto ai nostri diritti. Il discorso degli accantonamenti credo che gridi ancora vendetta: dopo una battaglia che è stata condotta, dopo le molteplici richieste che sono pervenute dai consiglieri regionali e dalla Giunta e che sono state portate a Roma, credo che la risposta che è arrivata, dei 15 milioni disponibili dal 2019, sia una risposta inaccettabile e insopportabile che non può dare nessun risultato rispetto a quelle che sono le aspettative dei nostri concittadini.

Io credo molto sul progetto LavoRas, sui 137 o 127 milioni che sono stati messi a disposizione, ricordiamoci che rispetto alla bozza iniziale queste risorse sono aumentate in maniera significativa, e però vorrei, e mi rivolgo all'assessore Paci che dovrebbe essere il regista della cabina di regia, che si possa arrivare in brevissimo tempo alla disponibilità di queste risorse, e dovrà essere bravo l'assessore Paci con i suoi collaboratori a creare dei percorsi che possano immediatamente dare quel messaggio e quelle risposte concrete che ci si aspetta con questa misura. La somma è importante rispetto a quella degli anni precedenti, perché sicuramente sul lavoro l'entità di queste risorse non l'avevamo mai vista, ma la mia preoccupazione è che, come diceva prima il collega Usula,….

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cocco, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Edoardo Tocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TOCCO EDOARDO (FI). Probabilmente sarebbe stato anche opportuno magari non dire nulla su una finanziaria del genere, però mi sembra opportuno che qualche piccola riflessione si faccia, Assessore. Io credo che un po' di amarezza questa finanziaria la lasci, Assessore, non foss'altro perché probabilmente non ha una visione del tutto prospettica, e questo lo abbiamo capito tutti, l'ha capito anche la maggioranza, però purtroppo la necessità di evitare l'esercizio provvisorio ed accelerare i tempi è chiaro che porta a questo, è inutile che ci nascondiamo dietro un dito, il problema è che se voi esordire con una finanziaria che parla di un progetto LavoRas, quindi di una prospettiva per i sardi per l'occupazione, e poi di contro un membro della vostra Giunta vuole inserire chiaramente il progetto LavoRas e trasferirlo in capo all'inclusione con gli immigrati, è chiaro che questo è contraddittorio, e questo credo che lei Assessore l'abbia anche recepito. Quindi mi sembra un pochino un paradosso una finanziaria di questo tipo, in questo preciso momento, quando avrebbe fatto bene ad evitare probabilmente degli eccessi di zelo di questo tipo, e forse evitare una caduta di stile, però questo non è il problema essenziale, il problema è strategico, il problema è quello di dare una visione dell'economia che è legata ad una finanziaria regionale ad un Esecutivo che deve guardare oltre l'immediato, oltre i limiti di un esercizio provvisorio, oltre la tempistica di fare in fretta per dare delle mance elettorali alla luce di una campagna elettorale che sta arrivando, perché sappiate che i sardi questo l'hanno capito, non sono nati ieri, non c'è più nessuno con l'anello al naso e io credo che probabilmente un acconto lo vedrete il 4 di marzo, per poi avere il saldo finale probabilmente l'anno prossimo, quindi questo io credo che sia alla luce di tutto non un mistero ma veramente la triste realtà di un accesso veramente ad un programma del 2018 che non ha assolutamente nulla di futuristico ma direi piuttosto di drammatico.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Valter Piscedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISCEDDA VALTER (Cristiano Popolari Socialisti). Ho chiesto di intervenire perché ci sono dei momenti in cui è necessario far sentire la propria voce in Aula ed esprimere un giudizio sul lavoro che viene fatto. Stiamo chiudendo la manovra finanziaria, che è uno dei momenti più importanti per la vita del Consiglio regionale, e contrariamente a quanto avveniva nel passato mi sembra di poter dire che l'intervento del Consiglio regionale questa volta, rispetto alla proposta iniziale della Giunta, è stato piuttosto poderoso. L'anno scorso venimmo criticati perché ci venne lasciato a disposizione, così dicevano i giornali, una piccola dotazione finanziaria, mi sembra che quest'anno rispetto alla proposta della Giunta l'intervento del Consiglio sia stato invece nell'ordine delle parecchie decine di milioni di euro, e la cosa che mi preme sottolineare è che questo non è avvenuto in contrapposizione con la Giunta stessa ma in piena sintonia, tanto da poter dire che questa manovra finanziaria forse è quella che più sentiamo nostra, dell'intera maggioranza e io direi dell'intero Consiglio regionale, come ha già detto qualcuno che mi ha preceduto. Gli interventi che essa contiene sono tutt'altro che banali, intervengono su misure che sono assolutamente strutturali e possono essere considerate di visione politica, e mi riferisco in particolare ai già citati temi del lavoro e dell'istruzione. Rispetto all'istruzione, peraltro, proprio il telegiornale di qualche giorno fa, mentre dava conto del lancio della compagine elettorale Liberi e Uguali, proprio lì in quella assise il presidente Grasso diceva che quello dell'istruzione sarebbe stato il loro cavallo di battaglia, e invitava il Governo stesso a esentare tutti gli studenti universitari dal costo delle tasse, in modo da poter avere un accesso molto più facilitato. Quindi mi sembra di poter dire che la nostra finanziaria contiene anche elementi che saranno nella campagna elettorale e che spero ci vedano tutti insieme nella stessa direzione. Ma a me preme anche sottolineare l'altro intervento assolutamente strategico e di sistema che è stato fatto sul versante delle politiche sociali: la dotazione finanziaria prevista dalla Giunta sulle misure di contrasto alla povertà era assolutamente identica a quella dell'anno scorso, quindi copriva le necessità certificate dall'Assessorato, ecco, su quel versante sono stati aggiunti altri 30 milioni, per cui la cifra sulla quale il Consiglio regionale…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Luigi Rubiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC-Sardegna). Presidente, Assessori, colleghi e colleghe, per dichiarare il voto contrario al documento contabile che quest'oggi congediamo in quanto non si presenta all'altezza delle aspettative dei cittadini sardi. La strategia finanziaria disegnata dalla Giunta non ha convinto la stessa maggioranza e tantomeno l'opposizione. I tanti emendamenti presentati e i successivi emendamenti agli emendamenti hanno solo parzialmente modificato l'impalcatura originaria, in altre parole non sono stati approvati emendamenti di sostanza tali da disegnare una legge finanziaria capace di realizzare quel modello di sviluppo per la Sardegna che per quattro anni la minoranza ha con determinazione sollecitato. Questa finanziaria dimostra ancora una volta la distanza dal mondo reale fatto da troppi, tanti disoccupati, famiglie indigenti sulla soglia della povertà estrema. Trasporti da terzo mondo con una continuità territoriale da girone dantesco. Insomma ancora una volta una finanziaria del tirare a campare senza anima, senza un progetto, senza una prospettiva.

La contrarietà alla manovra finanziaria non è ideologica o solo per un senso di appartenenza, si sono espressi contro la finanziaria i sindacati, la stessa CGIL, si è espresso il CAL, si è espresso l'ANCI, si sono espresse le associazioni, si sono espresse il mondo delle imprese, ma soprattutto si sono espressi tanti sardi che sotto il palazzo si sono avvicendati ripetutamente per manifestare il proprio dissenso. Da una lettura attenta del bilancio emerge la mancanza di coraggio per sostenere la ripresa. Il bilancio è rigido tale da non consentire spazi di manovra per lo sviluppo e la rimozione dei problemi strutturali che caratterizzano l'economia della Sardegna, in particolare il livello delle risorse destinate alle imprese agricole, artigianali, commerciali si palesa largamente insufficiente rispetto alle reali esigenze delle piccole e medie imprese. Non si rinvengono azioni idonee ad attrarre investimenti, azioni finalizzate ad un'adeguata riqualificazione e ammodernamento delle aree industriali e all'attuazione delle zone economiche speciali raccordate alle zone portuali, su questo tema solo giovedì la quinta Commissione potrà esprimere il parere sulla zona franca dell'area portuale di Portovesme. Azioni volte ad un'effettiva semplificazione amministrativa che continua a rappresentare il vero ostacolo per le attività imprenditoriali e per la possibile attrazione degli investimenti.

In conclusione pochi fondi, troppa burocrazia e nessun passo coraggioso verso il mondo della piccola impresa. Infine sul programma di formazione professionale rilevo come ho già detto in precedenti interventi le risorse stanziate sono scarse, per la maggior parte destinate…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA PAOLO (SDP).Grazie Presidente, andrò per punti molto velocemente. Primo, quest'anno per la prima volta siamo riusciti ad approvare la finanziaria, almeno nella sua componente sostanziale, entro il 31 dicembre entro la fine dell'anno precedente a quello di programmazione ed è un passo che non si compiva da un bel po' di anni e che può determinare una differenza determinante nel passo che poi avrà la possibilità di attuazione di queste norme di previsione e naturalmente su questo punto è un giudizio molto buono. Numero due, quest'anno siamo riusciti ad attuare almeno in parte ciò che contiene nella sua essenza, nel suo concetto in nuce il decreto legislativo numero 118 del 2011, quello che definisce il bilancio armonizzato, cioè il Consiglio ha esercitato la sua funzione di orientamento generale delle grandi strategie, almeno in parte, di definizione delle linee generali lasciando alla Giunta la definizione invece nel dettaglio della norma previsionale. Questo è ciò che dovrebbe succedere fisiologicamente e ciò che succede invece nel nostro Consiglio, almeno questo è successo fino a quest'anno, è stato esattamente l'opposto, cioè la Giunta ha definito le grandi linee gli obiettivi strategici, i progetti generali e ha lasciato poi al Consiglio un piccolo spazio finanziario poi per entrare in alcune norme di dettaglio. Un terzo punto, che io giudico estremamente positivo, forse secondo me il risultato più importante finora, è quello tenuto nel corso di questi tre anni e mezzo sull'istruzione. Noi siamo partiti alla fine del 2013 con un dato sulla dispersione scolastica che era intorno al 25 per cento, attualmente siamo al 18 per cento, cioè abbiamo abbattuto la dispersione scolastica di 7 punti. Questo è un dato eccezionale, è vero che contemporaneamente si è ridotta nel resto d'Italia, si è ridotto nel resto d'Europa, ma noi avevamo dei livelli disastrosi, sono ancora molto bassi però 7 punti sono un risultato di tutto rispetto. Io sono tra l'altro estremamente convinto che i risultati sull'istruzione siano il miglior modo di fare politiche contro la disoccupazione, perché l'istruzione non solo dà la possibilità di accedere al lavoro, ma dà la possibilità di creare lavoro, di creare lavoro che in assenza di formazione non potrebbe nascere, non potrebbe esistere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giovanni Satta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SATTA GIOVANNI (Psd'Az-La Base). Grazie Presidente, a parte il fatto che si tratta di una finanziaria, che come ha detto l'onorevole Anedda poco spazio lascia alla fantasia, anche perché la maggior parte dei fondi hanno già una destinazione vincolata. Bisogna dire però a voce alta che ci sono quasi 10 milioni di marchette fini a sé stesse e questi sono gli sprechi, perché potevano essere sicuramente utilizzati diversamente questo bisogna che abbiamo tutti il coraggio di ammetterlo e di dirlo. Poi ovviamente le risorse sono poche, chiunque, e faccio un discorso di carattere generale, chiunque avesse fatto questa finanziaria poteva essere anche il centrodestra con questa situazione, con queste risorse sicuramente avrebbe prodotto una finanziaria insufficiente, questo è il frutto di un rapporto sbagliato con lo Stato italiano, con quello Stato che nel 2006 ha deciso assieme all'allora presidente Soru di addebitare tutta la spesa sanitaria nelle tasche della Regione Sardegna, e quindi questo sappiamo anche tutti che oltre la metà del nostro bilancio è impegnato dalla spesa sanitaria. Spesa sanitaria che tra l'altro, bisogna anche qui è il momento di dirlo, dopo un anno dalla partenza dell'ATS i miglioramenti non si sono visti, ci sarà anche un aumento ulteriore della spesa sanitaria nonostante i servizi siano sempre peggiorati. Perché quindi potevamo fare un qualcosa di diverso, bisogna iniziare veramente a fare un'inversione di quello che è stato il rapporto che questa maggioranza ha avuto col Governo centrale, basta ricordare che per quanto riguarda la questione delle accise che venne introdotta dalla Finanziaria del 2014 la Regione Sardegna non si è opposta a quello che è stato il ricorso proposto dallo Stato e questo è un grave problema che ancora ci trasciniamo e ci trascineremo, che denota la mancanza di capacità di difendere i propri valori e i propri diritti. Avete fatto prima di entrare in aula per la Finanziaria, avete approvato, io la chiamo una porcheria, di un rapporto con lo Stato italiano per quanto riguarda le servitù militari, qualcuno ha parlato anche di spesa, di ricaduta occupazionale e finanziaria. Noi abbiamo il 67 per cento delle servitù militari e vengono distribuiti in Sardegna 140 milioni di stipendi; in Sicilia con il 2 per cento vengono elargiti 680 milioni. Quindi queste sono, purtroppo in tre minuti non si possa dire altre cose, però queste sono le cose da cui bisognerebbe partire per avere veramente l'anno prossimo, negli anni avvenire una finanziaria degna di questo nome che possa veramente creare sviluppo e creare occupazione e far sì che nelle zone interne anziché scappare la gente perché non c'è lavoro e portare, come qualcuno ha detto gli immigrati, si crei lavoro attraverso una ricerca appunto di quelle che sono le possibilità che si possono avere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianmario Tendas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TENDAS GIANMARIO (PD). Presidente, per preannunciare il voto favorevole ma anche per giustificarlo e motivarlo. Io credo che il primo punto sul quale già si sono soffermati alcuni colleghi, che a mio avviso non può essere sottaciuto, è il fatto che dopo sei o sette anni per la prima volta evitiamo il ricorso all'esercizio provvisorio, e credo che di questo ne debba essere dato riconoscimento pieno alla terza Commissione, e in modo particolare al Presidente anche, che è la guida per le modalità con cui ha gestito la finanziaria. Credo peraltro che ci siano alcuni aspetti che debbano essere necessariamente evidenziati. Io credo che mai in questa legislatura ci sia stato un bilancio così coerente rispetto a quelle che erano le linee politiche e programmatiche di mandato di questa amministrazione di centrosinistra. Se ricordate, nel bilancio di previsione di mandato, le tematiche legate alla scuola, al lavoro e alle politiche sociali costituivano i tre capisaldi del programma di mandato. Ebbene, io credo che sulla scuola, attraverso il sostegno al diritto allo studio, alle borse e agli assegni di studio per gli studenti fuori sede, potenziamento dell'offerta formativa, ma anche dotazioni didattiche strumentali nelle scuole e nelle università, si sia fatto un importante passo in avanti che può qualificare notevolmente l'attività legata all'istruzione. Così come credo che sia altrettanto importante l'impegno che c'è stato da parte della Giunta nel reperire quei 127 milioni dedicati al progetto LavoRas, che può sicuramente consentire di ricreare nuove prospettive nell'ambito dell'attività occupazionale. E credo che l'altro terzo caposaldo, quello del sociale, non sto qui a elencarli, ma ricordo il REIS con i 45 milioni, gli sforzi fatti sulla "162", su tutte le leggi di settore, consentono sicuramente di venire incontro a quelle che sono le esigenze dei più bisognosi. Si dirà che va tutto bene. Assolutamente no, per coscienza dobbiamo avere l'accortezza di dire che ci sono alcune cose che possono e debbono essere migliorate. E io credo che l'elemento sul quale l'Esecutivo dovrà porre un'attenzione particolare sono le procedure tecnico-amministrative e burocratiche, perché molto, molto dipende da questo. Io credo che il bilancio sia un bilancio che viene incontro alle esigenze dei sardi, ma ci dovrà essere…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giorgio Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC-Sardegna). Io voglio fare due riflessioni, ovviamente il mio voto sarà contrario, e dico subito che mi sono meravigliato, mi riferisco all'onorevole Deriu, che dice: "No, ma non si tratta del fatto che voi avete chiesto qualche cosa, eccetera". Però, io non le voglio chiamare marchette, le chiamerei legge mancia, molti magari non sanno cosa sia. Un deputato aveva fatto una proposta di legge per cui il Ministero degli interni dava un contributo sia ai consiglieri di maggioranza sia a quelli di minoranza relativamente a un'opera che intendevano realizzare nel proprio territorio. Certamente non posso che evidenziare che purtroppo questa Giunta manca di autorevolezza, così come voglio evidenziare che vengono disattese, assessore Paci, non certamente da lei che è una persona di prestigio, le scelte del Consiglio. Non voglio fare esempi, ma ho veramente le prove provate che il Consiglio dà direttive, si vota un provvedimento, ma viene disatteso per esempio nelle ASL sistematicamente. Così come è ora di finirla di dire che la sanità… la sanità è malata, non c'è uno che ne parli bene, e devo dire anche che aumenta il deficit al di là delle affermazioni gratuite che si sistemano. E faccio un esempio eclatante: Mater Olbia. Avevo pregato il Presidente di attivarsi perché arrivasse prima del 31 dicembre una nota. Dice: "Ho parlato con Delrio", ma si faccia mandare una lettera da Delrio, è superato il 31 dicembre, non c'è niente, bisogna ripartire da capo, e probabilmente bisognerà reinserirsi e valutare attentamente anche la razionalizzazione della rete ospedaliera, perché quei posti che erano privilegiati probabilmente non ci sono più, del resto basta verificare che nella finanziaria non c'è un contributo per il Mater Olbia, una parte di quei 60,6 milioni che loro chiedono, e non c'è questo, mica per altro, perché non ci crede nessuno, se no sarebbero stati messi. Quindi credo che sia ora di finirla, soprattutto negli atteggiamenti. Adesso è arrivato il Presidente, Presidente ho detto che gli impegni che si prendono qui dentro e le leggi che si fanno sono disattese a livello dei direttori generali delle ASL, molti incapaci di intendere e di volere, si sa, sono state scelte le persone peggiori nelle posizioni migliori. E credo che, parlando di eccellenze, una che era eccellenza non è più eccellenza in termini negativi, e questa è il Brotzu, per le cose che fa, per i dispetti, le vendette, eccetera, è ora di finirla, e la gente su questo è fortemente polemica. E devo dire anche che è necessario in questa situazione qui valutare col massimo dell'attenzione che nel momento stesso…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pierfranco Zanchetta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZANCHETTA PIERFRANCO (Cristiano Popolari Socialisti). Per anticipare il voto favorevole personale e del Gruppo e per esprimere anche la soddisfazione per la tempistica con la quale noi giungiamo ad approvare la finanziaria. Non spenderei aggettivi, come richiamava l'onorevole Deriu, altisonanti, però è un fatto importante che oggi noi possiamo chiudere questa finanziaria ed evitare l'esercizio provvisorio dando prospettive migliori a tutti i sardi. Io sono contrario in questa fase soprattutto ai catastrofismi, capisco il gioco delle parti, ma non ci sto ad esagerare, perché così facendo noi non infondiamo né fiducia né diamo aspettative alla nostra gente. Esprimo soddisfazione e ringrazio il Presidente della Commissione Franco Sabatini, così come l'assessore Paci, per la tempistica con la quale si chiude questa finanziaria, che, come recita uno slogan, è una finanziaria in sintonia con i sardi. Io credo di sì, credo che sia in sintonia con i sardi per lo sviluppo, per il lavoro, per più risorse alla cultura, all'università, come è stato ricordato, per attenzioni alle povertà, per le prospettive che noi stiamo costruendo. Presidente, però, capisco che non interessa quello che dico, però vorrei almeno dirlo nella pienezza della titolarità che mi compete come a tutti gli altri, grazie, e soprattutto, aggiungendo nell'elenco, vorrei guadagnare anche quei quindici secondi che mi sono stati sottratti per quanto attiene il lavoro, saranno dieci, Presidente. LavoRas non è un libro dei sogni, ma è un'impresa importante che credo possa essere concretizzata dando veramente risposte ai nostri concittadini. Concludo richiamandomi a quanto diceva anche il presidente Sabatini all'inizio di questa finanziaria, che questo anno, il 2018, dovrà essere anche l'anno che ci chiama a ricontrattare con lo Stato gli accantonamenti. Credo che questo sia uno dei temi che ci dovrà vedere impegnati come Consiglio regionale, come forze politiche nel ricontrattare con lo Stato gli accantonamenti. E chiudo veramente ringraziando il presidente Pigliaru, perché questa finanziaria ha portato anche, per quanto riguarda me, ma la Sardegna, importanti…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Truzzu. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Sardegna). Voterò contro la legge di stabilità che non può essere la nostra finanziaria, non può essere la mia finanziaria, come si augurava anche qualche collega, per il semplice fatto che ancora una volta io ho l'impressione che questo Consiglio abbia perso un'occasione. È una finanziaria, come hanno detto numerosi colleghi, che vive nella competizione elettorale, è una finanziaria che risponde più a logiche dettate da interessi di parte e alla necessità di fornire risposte che possano garantire qualche voto in più alle prossime elezioni, è una finanziaria che ha avuto la capacità, anche sulla pressione di questo Consiglio, di intervenire su alcuni temi importanti come quello del diritto allo studio che è stato ricordato, ma voglio ricordare anche quello dell'agricoltura, ma è una finanziaria ancora una volta che non ha coraggio e che non affronta i nodi dello sviluppo. A me ricorda più, se dovessimo utilizzare una metafora ciclistica, il ciclista che cerca di mettere la pezza alla gomma in seguito all'incidente e di rientrare nel Gruppo, piuttosto che quello che scatta in salita e cerca di staccare gli altri, e questo dovrebbe essere quello che noi dovremmo cercare di fare, perché anche il fatto che ci si vanti di aver inserito 30 milioni in più sul sociale, non è una cosa per la quale possiamo essere contenti, perché noi oggi dovremmo poter direi che non era necessario spendere quei soldi, dovremmo poter dire che ci sono delle condizioni di sviluppo e di crescita economica che dovrebbero consentire naturalmente ai nostri concittadini di non stare in quelle fasce di povertà. E, ancora una volta, non affronta alcuni nodi cruciali, nonostante ci siano state delle proposte non si sono volute ascoltare, perché sui temi dello spopolamento, per esempio, e sui temi della natalità, oggi ci troviamo a discutere anche nel dibattito pubblico con proposte che sono assurde, perché nel momento in cui l'Assessore alle Politiche Sociali sostiene che per incrementare la natalità sono necessari i migranti, sbaglia anche concettualmente l'approccio, per il semplice fatto che dovrebbe sapere che per aumentare la natalità servono le donne, perché sono loro che fanno i bambini, e il 90 per cento dei migranti che arrivano sono uomini, quindi è un concetto sbagliato! E l'Assessore dovrebbe capirlo, e lo dovrebbe capire anche questa Giunta, e farci capire se questa è la posizione, e dovrebbe anche ricordarsi, l'Assessore, che in questi quattro anni non ha speso un euro per l'incremento della natalità, allora forse stiamo sbagliando le scelte, stiamo sbagliando le politiche, e dobbiamo avere il coraggio di cambiare la rotta, perché in ogni caso se non l'avrete voi…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az-La Base). Per annunciare il voto contrario a questa legge e fare una piccola riflessione sul fatto nuovo della Finanziaria 2018 che la Giunta coerentemente ha elaborato come sempre, i tecnici, i professori hanno fatto la loro finanziaria, che arrivata in Consiglio ha dovuto prendere atto del fatto nuovo rispetto alle altre finanziarie, che è iniziato l'ultimo anno della legislatura, e che il 4 marzo ci saranno le elezioni politiche, quindi l'intervento del Consiglio regionale, della maggioranza in Consiglio regionale, è stato sicuramente molto più efficace dal loro punto di vista rispetto agli altri anni. La Giunta stessa con l'emendamento 1027 ha corretto in corsa la sua finanziaria, prevedendo la bellezza di 127 milioni per il 2018, 70 milioni e 70 milioni per il 2019, e il 2020 nel LavoRas. Però la pioggia di emendamenti che si è riversata, certamente dimostra come l'esigenza di tornare nel collegio portando un risultato era da parte dei Consiglieri assolutamente pressante e non rinviabile, infatti abbiamo una sequenza di emendamenti che vanno da ristrutturazioni di chiese, a premi di poesie, a ristrutturazione di centri di documentazione, eccetera, eccetera, eccetera. Che la maggioranza non sia assolutamente soddisfatta della Finanziaria lo dimostrano i nove ordini del giorno in coda alla Finanziaria, dei quali voglio ricordare che ben sei su nove sono su proposta della maggioranza. Ordini del giorno che parlano comunque di argomenti che aspettano delle risposte, dalla pesca, ai precari, al trasporto pubblico locale e alla continuità territoriale, alla fiscalità di vantaggio, alla metanizzazione, al Piano straordinario per la eradicazione della peste suina, alla crisi dell'industria con Ottana. Allora, nove ordini del giorno, di cui sei della maggioranza, in coda a una finanziaria che doveva segnare la svolta per la Sardegna, credo che dimostri che all'interno della finanziaria sono mancate le risposte che la maggioranza stessa si aspettava, che i sardi aspettavano, e che questa finanziaria non da. Ora si tratta di vedere chi raccoglierà questa eredità. Io mi auguro che il mio Partito eviti di partecipare alla raccolta di questa eredità, perché è un'eredità pesante, che sicuramente presenterà il conto il 4 di marzo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Crisponi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Il mio voto è decisamente contrario a questa finanziaria, che di fatto lascia un unico risultato alla luce di tutti noi, lascerà tutto come prima, se non peggio, tutto ciò che poteva riguardare i temi dello sviluppo resteranno esattamente come prima, con un divario netto fra cittadini di serie A e cittadini di serie B, e mi riferisco in particolare a quelle zone martoriate, sacrificate ancora una volta sull'altare della disattenzione da parte della maggioranza di centrosinistra in questo Consiglio regionale, e sarà ancora una volta una beffa. Mentre si dibatte della possibilità di istituire le zone intercluse del Sulcis, o addirittura in corsa si fa rientrare il territorio dell'Ogliastra e di Arbatax nelle zone economiche speciali, oggi assistiamo al funerale del territorio di Ottana e quindi delle zone interne del nuorese, ancora una volta dimenticate, e per questo territorio, per quella zona industriale che ha sacrificato decine e decine, se non centinaia di posti di lavoro, alla disattenzione della Giunta regionale e del centrosinistra nessun tipo di intervento. Non può essere richiamato per caso il territorio di Ottana nelle zone economiche speciali? Non possono essere, seppur non territori adiacenti, inclusi in quelli che adesso l'assessore Paci ha dichiarato essere invece quelli di Arbatax, includibili e assimilabili a quelli delle zone di Portovesme e di Cagliari? No! C'è ancora una volta la negazione delle verità e delle realtà alle quali i cittadini, i lavoratori, gli studenti e gli stessi imprenditori aspettavano e reclamavano, nessun tipo di risultato! E quindi ancora una volta la famiglia, la povertà, i giovani, le politiche sociali, le politiche universitarie, le politiche verso chi realmente quotidianamente sacrifica la propria esistenza, ancora una volta questa finanziaria del 2018 nega tutto questo. E allora, se vogliamo rimanere fanalino di coda, non sono nelle zone interne, ma soprattutto nell'intero territorio regionale, allora beatevi di questa Finanziaria 2018, che non ha scritto nemmeno una riga, nemmeno una pagina degna di questo nome, che non è stata capace di restituire un sollievo, una capacità di rialzare la schiena, la testa, davanti alle fatiche e alla quotidianità. E non è stato dato nessun aiuto nemmeno a chi avrebbe voluto in qualche modo accompagnare i propri territori verso la solidarietà, l'assistenza, la presenza, le attività di carattere sanitario e sociale, non c'è stata una parola in una riga che a tutto questo è stata dedicata. E allora come poter dare un voto favorevole, sarà ancora una volta, da parte del sottoscritto, del suo Gruppo, ma di tutta…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Volevo dire che annunciare il voto contrario è pleonastico, perché credo che tutti gli interventi fatti sinora qui, nella discussione, abbiano certificato quello che era il valore reale e quello che poteva rappresentare per la popolazione sarda, per il territorio sardo questa Finanziaria. Tralascio, perché ormai l'abbiamo detto molte volte e ripetutamente, le attenzioni che sono state riservate a trovare finanziamenti da parte dello Stato, adeguati a quelli che sono le necessità derivanti dall'articolo 8 dello Statuto, disatteso in tutte le sue parti, e poi ci accaloriamo a cercare di ridurre gli accantonamenti con lo Stato? Ma facciamo solo ridere! Perché gli accantonamenti sono un surplus di quello che invece è la perdita assoluta, vera, reale che abbiamo fatto ritirando tutti i ricorsi e non contrattando con lo Stato, soprattutto con questo Governo, con la schiena dritta, quelli che erano i doverosi momenti di ricorso da parte della popolazione sarda che voi dovreste rappresentare. Ma se dovessi entrare nel merito non mi soffermo neanche sulle miserie umane che spesso toccano a destra e sinistra sul diritto di pietà nel ricer care un sussidio, un contributo o un qualcosa. Il problema non è quello, il problema è avere la capacità di ideare, di porre in essere una programmazione seria, che pulsa per il futuro e dà possibilità (…) quelle che sono e sono state dette anche qui poc'anzi, quelle che sono regalie verso associazioni, verso gruppi di interesse, che altro non fanno che prendere quello che non gli è loro dovuto più, perché potevano esistere quando c'erano delle difficoltà di comunicazione, ma oggi non è così. Allora mi chiederei, agricoltura, commercio, artigianato, pesca, turismo, trasporti, non voglio neanche citare più la sanità perché a dire il vero voi girate in mezzo alla gente e vi sentite dire che fa schifo! Passatemi il termine, fa schifo! Allora parlare di lavoro è un problema arduo quando non si è fatta una politica…

PRESIDENTE. Onorevole Dedoni, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Fasolino per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FASOLINO GIUSEPPE (FI). Presidente, per annunciare il mio voto contrario. Come già detto da qualche collega che mi ha preceduto, è un momento fondamentale, è un momento importante, è un momento di riflessione perché la finanziaria comunque è il sunto di quello che è l'aspetto politico di una Amministrazione, l'aspetto politico di una maggioranza e quindi c'è grande delusione nel vedere una finanziaria che non ha una strategia politica, una finanziaria che è stata influenzata più dall'aspetto della campagna elettorale, è stata condizionata dall'aspetto del consenso piuttosto che da quello di una politica strategica. Cosa mi sarei aspettato? Mi sarei aspettato una politica più importante sui giovani, mi sarei aspettato una politica più importante sui trasporti, mi sarei aspettato una politica più importante sul turismo, una politica coraggiosa su questi settori che possono essere settori trainanti. Invece non c'è stata, invece c'è stata una politica proiettata a quello che dovrà essere il consenso a breve. Questo non va bene, questo non è quello di cui ha bisogno la nostra Isola. Mi viene da farvi una domanda, cari colleghi della maggioranza: nel momento in cui vi siete candidati per amministrare questa Regione, l'avete fatto con lo scopo di raggiungere questi obiettivi? La situazione attuale che stiamo vivendo era l'obiettivo per il quale vi siete candidati? Dovete rispondere a questa domanda. Volevate questi risultati? Io penso di no, non li volevate voi e probabilmente non li volevano neanche i sardi che vi hanno dato fiducia. Ci sono degli aspetti positivi: LavoRas è un aspetto positivo, ci preoccupano i tempi. C'è un altro aspetto positivo: l'approvazione al trentun dodici di questa finanziaria, col contributo, devo dire, dell'opposizione, perché altrimenti noi oggi qui staremo ancora ad approvare e a votare qualche emendamento. Caro collega Deriu, non è la nostra finanziaria, non lo è, l'abbiamo migliorata, devo dire, però non è la nostra finanziaria, anche se ci stiamo avvicinando, ci siamo quasi alla nostra finanziaria, fra un anno faremo la nostra finanziaria!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Mariano Ignazio Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU MARIANO IGNAZIO (Sardegna). Presidente, farei due riflessioni nel tempo che ci è consentito su una finanziaria di fine legislatura, una finanziaria che avrebbe dovuto cogliere in modo particolare risultati più che proposte, una finanziaria che avrebbe dovuto avere nei suoi contenuti uno spirito che era quello di affrontare i temi e portarli a soluzione definitiva, invece arrivano notizie oggi parlando del lavoro, dati Istat sul 2017 appena concluso, i dati nazionali sono dati che ci danno speranza, ma il cogliere questi dati nazionali non ci dicono che in Sardegna avviene la stessa cosa perché noi partivamo già con l'handicap rispetto al dato nazionale sul tema del lavoro, un handicap che parte da lontano, che è iniziato molto dopo rispetto alla crisi internazionale e italiana in particolare e dove, comunque sia, gli indici che noi abbiamo maturato sono indici che non vedono ancora un'inversione di tendenza, anche perché il dato nazionale sull'occupazione che cresce è caratterizzato, come quello regionale, da un lavoro precario. Anche oggi uno degli ordini del giorno prevedeva e portava l'attenzione sul precariato nella sanità. Allora, dire che noi non abbiamo pensato nel corso di questi anni a come affrontare strategicamente il grande tema del lavoro ce la dice tutta sulla discussione che è stata portata avanti fino alla conclusione sul tema del lavoro. LavoRas è grande attenzione alla conclusione con un contributo fattivo anche dell'opposizione perché si desse davvero anima a questa finanziaria e dove davvero si dettassero perlomeno dei principi sui quali impostare nuove strategie di lavoro, nuove strategie di impresa, nuove strategie di un futuro per la nostra Isola che stenta a riprendere e a invertire le tendenze negative. Allora dire Presidente, dire Assessore, è chiaro che la fiducia è soprattutto rivolta alle nostre imprese da parte nostra, non è rivolta soltanto a un assistenzialismo di maniera o di far permanere situazioni di assistenzialismo che davvero non danno e non creano un futuro per le nostre nuove generazioni…

PRESIDENTE. Onorevole Contu, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Sabatini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SABATINI FRANCESCO (PD). Presidente, intanto per esprimere la mia piena soddisfazione del lavoro che la Commissione e che questo Consiglio ha fatto. La Giunta ci ha consegnato una finanziaria ben impostata che abbiamo condiviso e questo Consiglio e la Commissione ha inteso contribuire a migliorarla puntando su alcuni tematismi, su alcuni comparti, su alcune azioni specifiche per migliorare e rendere più significativa questa finanziaria. Io vorrei partire dai dati perché si fanno alcune affermazioni che sono fuori luogo, i dati sono quelli che ci fornisce l'Istat che ci raccontano una Sardegna in ripresa dal punto di vista della crescita economica e dal punto di vista della crescita occupazionale. Vorrei segnalare un'ulteriore dato. All'inizio di questa legislatura noi eravamo il fanalino di coda delle Regioni del Meridione, oggi siamo in testa alle Regioni del Meridione segnando le migliori performance economiche sia dal punto di vista della crescita, dell'export e della occupazione. Questo è un fatto importante e abbiamo voluto puntare su alcuni settori per reggere su questo tema, cioè contribuire a confermare la ripresa della nostra Isola dando più soldi al diritto allo studio e quindi aiutando le famiglie che non riescono a mandare i propri ragazzi a scuola, puntando sul sostegno alle famiglie povere con 45 milioni al REIS. Voglio ricordare i 20 milioni all'agricoltura che si aggiungono ai 45 milioni di cui 25 milioni sono stati già trasferiti al comparto agricolo a cui si aggiungono i 25 milioni che su nostra pressione la Finanziaria nazionale ha stanziato. Sono 90 milioni che in pochi mesi abbiamo stanziato per l'agricoltura che è in fortissima crisi. Il piano per il lavoro, 100 milioni, 100 milioni di nuove risorse, diciamolo con chiarezza, qui nei 100 milioni non sono compresi i finanziamenti che tradizionalmente le finanziarie stanziavano per i cantieri verdi, per gli operai in utilizzo, per i cantieri comunali, per le azioni di politiche attive per il lavoro, questi 100 milioni sono soldi veri che intendiamo concretizzare nel breve termine, quindi risorse vere che immetteremo nell'economia della Sardegna per aiutare la ripresa. Una mia collega mi diceva nei giorni scorsi: "Caro Franco, sono un po' arrabbiata perché avrei potuto ottenere di più per il mio territorio". Io credo che abbiamo fatto molto per la Sardegna, abbiamo fatto molto per aiutare chi è in difficoltà, chi in questo momento fa difficoltà a mettere insieme il pranzo con la cena, allora quelle famiglie più in difficoltà trovano sostegno in questa finanziaria, il diritto allo studio trova sostegno in questa finanziaria, le imprese trovano sostegno trovandosi…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Io credo che sia molto positivo il fatto che si riesca ad approvare questa Finanziaria evitando l'esercizio provvisorio. Positivo per la Sardegna, per i suoi cittadini, per le associazioni, i Comuni, gli enti locali, la sanità, tutti coloro che comunque hanno necessità di vedere i loro bilanci programmati e realizzati nel primo mese dell'anno in corso, significa quindi che le risorse di questo documento di bilancio saranno disponibili da subito. Io credo che nonostante i commenti, diciamo così, negativi da parte dei colleghi di opposizione che naturalmente fanno e svolgono il loro ruolo e naturalmente nel loro ruolo non è contemplato avere, diciamo così, buon occhio nei confronti di un documento importante come quello presentato dalla maggioranza, credo che aldilà di questo noi stiamo presentando un documento di bilancio assolutamente buono, in linea con le esigenze della nostra società. Ma non lo dico io perché dirlo noi ovviamente così come l'opposizione fa il suo mestiere e dice cose contrarie, allo stesso modo noi abbiamo necessità di cantarne le lodi. Lo dicono i comunicati presentati ad esempio dai Rettori dell'Università di Cagliari e di Sassari che dicono attraverso il comunicato stampa che sull'Università è stato fatto un ottimo lavoro finanziando parecchi milioni di euro per dare 9000 borse e più agli studenti dell'Università, molte migliaia in più rispetto a quelle degli anni precedenti così come altri 4.100.000 euro destinati al fondo che fa scattare anche i maggiori finanziamenti da parte dello Stato perché siamo così tra le Regioni cosiddette virtuose. Quindi un pacchetto nei confronti dell'Università assolutamente importante e testimoniato dal comunicato presentato dai Rettori. Allo stesso modo, non lo diciamo noi, ma lo dicono i sindacati che sul settore del lavoro è stato presentato un pacchetto in linea con le richieste che erano state formulate e anche di più, lo diceva poc'anzi il mio collega Sabatini, 100 e rotti milioni di euro di denari destinati per il mondo del lavoro raccontano un po' la linea che questa maggioranza di centrosinistra ha dato in questo Consiglio regionale. E ancora, le risorse che sono state citate, i tre minuti sono molto pochi, 45 milioni per il REIS eccetera.

Tuttavia di una Sardegna che è in ripresa anche in questo caso lo dicono i numeri, il PIL riprende a crescere di 0,6 per cento nel 2016, di 1,3 per cento nel 2017 e ancora i numeri che vengono formulati da parte del settore del lavoro ci dicono delle cose differenti rispetto a quelle che ho sentito poc'anzi da alcuni colleghi, ovvero che gli occupati oggi rispetto al 2015 sono aumentati del 4,6 per cento così come i disoccupati sono diminuiti del 10,6 per cento e così come quelli inattivi sono diminuiti dello 0,8 per cento. Per cui senza cantare vittoria e molte lodi rispetto a questo documento e senza dire che la Sardegna ha risolto i suoi problemi, noi presentiamo oggi una finanziaria che certamente raccoglie le istanze più importanti che la società chiede per cercare di dare soluzioni. Questo è lo scopo di questo documento…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Questa è la vostra quarta finanziaria e anche questa volta assistiamo al ripetersi di un copione e devo dire addirittura con il calcare le scene in maniera ancora evidente vi siete auto incensati, vi siete auto promossi, vi siete dati addirittura anche la lode. Lo avete fatto ad ogni Finanziaria, sempre però dimenticando di dare una risposta ai sardi, che cosa hanno prodotto le vostre finanziarie dal 2014 ad oggi. Hanno prodotto, i dati sono sotto gli occhi di tutti, che la Sardegna è tra le regioni più povere dell'Europa, è tra quelle del Mezzogiorno, l'unica anzi tra quelle del Mezzogiorno a non rialzarsi dove tutti gli indicatori, dal PIL alla disoccupazione, sono davvero in forte, ma forte, fortissimo affanno rispetto a quello che è successo e succede nelle altre regioni. Voi elevate a un gran successo il dato della disoccupazione che registra qualche segno positivo drogato dalla precarietà, dal lavoro occasionale, da quello turistico a tempo determinato e stagionale e non vi rendete conto di quella che è la situazione dei giovani, dei meno giovani, della Sardegna, dei cassintegrati, di quelli che ad Ottana hanno perso oggi e fra qualche giorno il posto di lavoro. Continuate ancora a dipingere una Sardegna in crescita che non esiste, questo è il grave problema che voi andate dal 2014 in poi predicando con annunci, promesse e cose che non sono mai state realizzate. Continuate così, badate, voi vi siete dati un giudizio, ricordatevi che il giudizio lo danno gli elettori, lo hanno dato il 4 dicembre dell'anno scorso, lo hanno dato in occasione delle elezioni amministrative ad Oristano, ad Olbia, a Selargius, lo daranno il 4 marzo perché questo è il sistema di un ordinamento democratico che chi ha fatto bene raccoglie i frutti e ahimè, mi pare che questa finanziaria si iscriva fra le cose che ha quanto meno occasioni perdute, occasioni perse perché poteva essere affrontata l'emergenza, quella dello sviluppo, quella del lavoro, quella di alcuni settori produttivi come la pastorizia, come il settore…

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 455/A.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 456/A.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Discussione della proposta di bilancio di previsione delle entrate e delle spese del Consiglio per gli esercizi finanziari 2018-2019-2020.

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della proposta di bilancio di previsione delle entrate e delle spese del Consiglio per gli esercizi finanziari 2018-2019-2020.

Invito i consiglieri Questori a prendere posto nei banchi della Giunta.

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Fabrizio Anedda, Questore del Consiglio.

ANEDDA FABRIZIO (Gruppo Misto), Questore del Consiglio. Presidente, il bilancio di previsione per il triennio 2018-2020, per la seconda volta è stato redatto in ottemperanza alle disposizioni contenute nel decreto legislativo 23 giugno 2011 numero 118, che ha introdotto rilevanti modifiche alla contabilità delle Regioni e dei suoi organismi strumentali. Primo punto strategico di questo bilancio è stato avvicinare sempre di più le previsioni di competenza a quelle di cassa, cancellando molti residui, soprattutto i passivi.

Altro punto è stata la scelta fatta nell'esercizio precedente di non applicare in sede di previsione bilancio avanzi di amministrazione per 72.500.000 di euro, sono quasi interamente in dotazione ordinaria derivanti dal bilancio della Regione. Tale importo è stato confermato per il triennio 2018-2020, con la possibilità di modifica per le spese aggiuntive non previste.

Terzo punto, considerata l'esigenza di turnover per le numerose cessazioni lavorative potrebbe significare nuova rimodulazione di spesa.

Quarto punto, nel 2017 è stato accertato un avanzo di 11 milioni, quest'anno si presume decisamente inferiore. Il fondo di riserva viene ridotto alla somma di euro 850 mila.

Quinto punto, è stato incrementato e ridenominato il "fondo rischi per oneri da contenzioso", per un precedente accantonamento in presenza di alcuni rilevanti contenziosi di natura legale o previdenziale.

Sul risultato di amministrazione, da notare, nel 2017 ci sono alcune precisazioni aggiornate all'8 gennaio, che riflettono la gestione effettiva 2017, c'era una precedente, come troverete nella cartellina, all'8 o 10 dicembre, l'abbiamo aggiornata all'8 gennaio con un differente avanzo.

Se poi ci sono richieste di chiarimenti, siamo a disposizione, compreso il Segratario generale per le spiegazioni.

PRESIDENTE. Grazie. E' aperta la discussione.

E' iscritto a parlare il consigliere Piermario Manca. Ne ha facoltà.

MANCA PIERMARIO (Partito dei Sardi). Presidente, ho seguito con attenzione la relazione, c'è un punto però che mi lascia un po' perplesso, è stato anche messo bene in evidenza, nel corso dell'esercizio 2017 è stato accertato un avanzo molto consistente, che ha portato alla restituzione alla Regione la rilevante somma di 11 milioni di euro. E' chiaro che se noi teniamo conto che abbiamo un bilancio si può dire ingessato da spese fisse, che sono quelle del personale, che sono quelle comunque per la gestione di questo palazzo, quindi la maggior parte delle somme, se noi andiamo a restituire 11 milioni mi rendo conto che c'è o uno sbaglio di previsione, oppure somme enormi che erano preventivate e non sono state spese. Quindi vorrei sapere solamente dove sono le falle all'interno di questo bilancio, visto che noi restituiamo 11 milioni di euro.

PRESIDENTE. Sì, quell'avanzo di amministrazione così importante deriva dagli avanzi delle precedenti Amministrazioni che si sono accumulati. Quest'anno abbiamo un avanzo che si avvicina a quello dell'anno scorso, in realtà è stato verificato siamo intorno ai 17 milioni di euro, per cui anche quest'anno possiamo trasferire una quota, credo che lo potremmo fare dopo il consuntivo, possiamo trasferire una somma alla Regione. C'è una quota di risorse che si accumulano perché non vengono utilizzate, quindi è evidente che è così.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Giorgio Oppi. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC-Sardegna). Io, come è mia prassi e come ho fatto in questi anni non mi sono mai seduto nei banchi dei questori, non ho mai votato il bilancio, e addirittura nella passata legislatura ho votato contro con giustificati motivi. Io oggi invece voterò a favore, ma le criticità da me evidenziate restano tutte, e ne voglio citare altre.

Io sin dall'inizio, e debbo dire che ho avuto un'esperienza secondo la quale per esempio un dipendente della Regione, rispetto a un dipendente del Consiglio regionale, si trovava in forte imbarazzo, perché la retribuzione era nettamente inferiore in tutte le categorie, purtroppo si è applicato un metodo, non certamente da questa Amministrazione, per cui le diseguaglianze nell'ambito delle varie categorie ci sono. Coloro i quali sono stati assunti nel 2004 hanno usufruito di privilegi che quelli del 2007 non hanno ottenuto, ed è evidente che una valutazione attenta, io due o tre volte avevo scritto al Presidente per quanto riguarda il discorso del personale, debba essere fatta. Per esempio molte cose, è vero che questa Amministrazione ha fatto le gare, ma è pur vero che ha fatto le gare ma molte gare non si possono fare perché c'è una carenza di personale, c'è la fuga, lo sappiamo, e non c'è la possibilità di poter sostituire questi dipendenti che vanno via. Vanno via anche perché il fatto di avere un trattamento privilegiato rispetto praticamente ad altre Amministrazioni li porta, con responsabilità generali, comprese le mie, perché chi ha fatto il contratto e chi ha consentito che venisse fatto questo contratto in rapporto con il Parlamento siamo stati noi, tanti anni fa. Però, è pur vero che noi ci siamo sempre attenuti cercando di essere i più bravi, gli ultimi della classe. Il Parlamento percepisce una retribuzione, la legge dice che i consiglieri regionali devono avere l'80 per cento della retribuzione dei parlamentari, è pur vero che i Consiglieri regionali hanno avuto una riduzione di oltre il 50 per cento, è pur vero che i parlamentari non si sono mai ridotti di una lira quella che è la retribuzione loro con i relativi aumenti.

Devo dire anche che per quanto riguarda alcuni problemi specifici, ci sono da risolvere il problema degli autisti. E' difficile contestare le cose che dico, perché sono puntuali, sollecito adesso ne cito altre due. Per esempio, è inutile che noi risparmiamo, qualcuno l'ha detto, risparmiamo perché? Una volta c'erano le macchine, si è ritenuto a suo tempo che le macchine fosse opportuno praticamente che non fossero più a disposizione, pensate, per chi non lo ricordasse, che i tre segretari, che molti anni fa, che portavano il nome di Farigu, Secchi e Porcu Carmelo, potevano disporre di una macchina a loro disposizione. Stiamo parlando dei segretari, nonché una dei questori che io non utilizzavo, la utilizzava un altro questore. Però è pur vero che gli autisti ci sono lo stesso, ma svolgono, bisogna trovargli pure una funzione, si sta cercando di fare, ma bisogna accelerare i tempi, è questa la carenza, che di fatto non si approfondiscono i problemi e non si risolvono. E fra le altre cose, vi è soprattutto una mancanza di utilizzo di fondi, ha fatto riferimento prima mai Manca. E' mai possibile che per esempio noi abbiamo messo 100.000 euro per quanto riguarda questa struttura, questo piccolo pronto soccorso? Sarebbe bastata una telefonata. Bisogna fare una gara? Si faccia la gara, ma quel pronto soccorso ha salvato la vita a dipendenti e ha fatto un'azione di prevenzione anche nei confronti di alcuni consiglieri regionali, compreso l'amico Unali. Se ci sono i fondi e sistematicamente noi non gli diamo corpo a questo è chiaro, è evidente che i fondi restano, noi li rimettiamo, tanto valeva non metterli. Avevamo fatto una proposta per quanto riguarda soprattutto i viaggi di studio che in passato sono stati importantissimi, il Presidente di Commissione predisponeva nelle varie aree geografiche del mondo degli incontri con le Autorità locali, con i Ministeri, con i Consolati eccetera che praticamente sono stati utilissimi, ci sono i fondi ma non si utilizzano. Un altro problema che per me è di grande rilevanza è il problema del contributo dei consiglieri, anche oggi alcuni colleghi hanno predisposto un documento nel quale molti sono fortemente penalizzati, c'è gente che quando ritorna al proprio posto di lavoro di fatto perde cinque anni di incremento di retribuzione, di anzianità eccetera. Quando c'è una legge, credo che finalmente alcuni amici del Partito Democratico, della maggioranza, abbiano preparato una leggina che prevede con riferimenti specifici quello che viene applicato alla Camera dei deputati e noi siamo legati alle strutture della Camera dei deputati, che praticamente consente di poter superare questa difficoltà, credo che questo sia un atto di giustizia nei confronti dei consiglieri, credo che sia un atto di giustizia finalmente affrontare il problema del personale in modo tale da consentire innanzitutto di trovare una forma Presidente che ci consenta anche di avere personale per esempio anche a tempo parziale, ma che ci consenta di fare anche le altre gare, sono alcune non state fatte ma altre possono essere fatte, ma se il personale da qui se ne va si riduce sempre e non c'è la possibilità di creare praticamente quel personale necessario per poter fare le gare, le gare non si possono fare. Queste sono le motivazioni assieme a quelle che io ho già illustrato l'altra volta, la mancanza di centralità da parte del Consiglio regionale. Io credo che non sia corretto, recentemente lei ha portato all'Ufficio di Presidenza una delibera per la quale c'era la possibilità di un incremento dei vitalizi, ebbene dopo tre giorni è uscita una sentenza della Cassazione che ha cassato chi praticamente voleva snaturare, smantellare i vitalizi, noi abbiamo deliberato giustamente che non era opportuno, ma noi siamo per l'opportunità sempre, e scendiamo sotto, mentre la Serracchiani l'ha detto, l'ha promesso e ha fatto l'incremento, l'ha fatto anche la Sicilia, io non sono perché lo si incrementi, ho votato assieme a lei perché non lo si dia, ma bisogna tener conto che i consiglieri regionali oggi rispetto al passato non stanno come prima e molte volte le assenze sono giustificate dal fatto che probabilmente chi è foraneo è fortemente penalizzato rispetto a quella che era la posizione del passato.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gianmario Tendas. Ne ha facoltà.

TENDAS GIANMARIO (PD). Molto brevemente per ringraziare il collega Oppi che ha posto un problema sul quale credo che l'Ufficio dei Questori debba aprire da subito una riflessione profonda nel senso che io ho avuto modo, e non cito altri, l'ho fatto assieme ad altri consiglieri di fare una verifica attenta sulla sull'entità dei contributi previdenziali, credo che sia importante evidenziare che lo status del consigliere regionale tra la quattordicesima e la quindicesima legislatura è stato modificato, di questo ne prendiamo atto e credo che sia stata anche una scelta virtuosa finalizzata all'abolizione dei vitalizi per i quali noi continuiamo a essere d'accordo, è giusto che i vitalizi siano aboliti, però oltre all'abolizione dei vitalizi, lo diceva molto chiaramente il collega Oppi, c'è stato un altro aspetto legato al dimezzamento di quella che è l'indennità dei consiglieri regionali, eppure questo sta bene, se la Regione ha necessità di economizzare e di contenere quella che è la spesa pubblica e anche di portare lo status degli amministratori a una situazione più sobria e più reale rispetto a quelle che sono le esigenze e le difficoltà economiche che purtroppo la nostra Isola attraversa, noi siamo perfettamente d'accordo, ciò che non ci trova, che non mi trova, io parlo per me, su questa lunghezza d'onda credo che siano altri colleghi e credo che invece bisogna avere anche la capacità e l'onestà intellettuale di dirlo in maniera molto trasparente, credo che ci sia un elemento sul quale vada fatta una riflessione, ovverosia i contributi previdenziali che debbano essere né più e né meno uguali a quelli degli altri lavoratori non si chiede nulla di più, però credo che nello status del consigliere regionale debba essere contemplato anche il fatto che chi è qui in aspettativa debba poter percepire dei contributi previdenziali perché credo che sia noto a tutti che oggi come oggi la pensione si basa sul sistema contributivo e non più retributivo e quindi fondamentalmente credo che durante l'arco di una legislatura anche i consiglieri regionali abbiano diritto ad avere i contributi previdenziali, né più e né meno, ripeto, né più e né meno rispetto a qualsiasi altro lavoratore, perché quando ciascun consigliere maturerà, sulla base anche della Fornero, i requisiti per poter andare in pensione questi cinque anni siano contemplati, ripeto, alla stessa stregua di qualsiasi lavoratore. Per cui l'invito che mi sento di fare è che l'Ufficio dei Questori su questa questione, sulla stessa stregua delle decisioni che sono state adottate ad esempio alla Camera dei deputati, dove non si chiede né vitalizio e nessun trattamento di favore, solo il riconoscimento di diritti di cui usufruiscono tutti i laboratori, pubblici e privati.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Roberto Desini. Ne ha facoltà.

DESINI ROBERTO (Partito dei Sardi). In altre sedute di bilancio con il collega Oppi che non aveva presenziato alla illustrazione del bilancio del Consiglio, ero stato critico nei suoi confronti, ma invece oggi lo devo ringraziare pubblicamente perché vista la lunga militanza tra questi banchi di certo non lo impressiona affrontare determinati temi, ha avuto il coraggio di affrontare alcuni temi di cui tutti discutiamo nei corridoi però non abbiamo mai il coraggio e la determinazione di parlarne pubblicamente, perché spesso abbiamo degli atteggiamenti ipocriti, spesso abbiamo paura di quello che è il pensiero dell'opinione pubblica, abbiamo paura che il giorno dopo apriamo gli organi di stampa e ci vediamo in prima pagina mentre si parla di cose assolutamente normali e legittime, anche perché vorrei ricordare ai presenti, e non solo, che è vero che la politica negli anni ha commesso tanti errori e che ne sta pagando le conseguenze, ma è anche altrettanto vero che negli anni le strutture burocratiche amministrative hanno avuto molti privilegi dalla politica che essi stanno continuando a mantenere e all'interno di questo Palazzo ne abbiamo ampie testimonianze, però questo non fa presa nell'opinione pubblica perché l'opinione pubblica non ne viene a conoscenza perché ovviamente è più facile colpire l'apparato politico che, ripeto, ha delle grossissime responsabilità. All'inizio della legislatura avevamo cercato di rintrodurre la possibilità di avvalerci di collaboratori di fiducia dei consiglieri regionali, ma c'è stato un atteggiamento schizofrenico, qualcuno ha fatto la gara a chi la sparava più grossa , soprattutto a chi dicevo additava coloro i quali stavano cercando di intraprendere alcune iniziative in tal senso, seppure è vero che c'è il paradosso che noi adesso ci avvaliamo di collaboratori che sono sì dipendenti della pubblica amministrazione ma che noi abbiamo e paghiamo in più per poter collaborare all'interno in seno dei Gruppi consiliari, questo secondo me è un paradosso e soprattutto non si parla di giustizia e di equità sociale, perché invece non diamo la possibilità e un'opportunità di lavoro a chi invece non ce l'ha e invece diamo qualcosa in più a chi sta già lavorando. Detto questo, l'aspetto che ha ripreso anche il collega Tendas, di avere la possibilità come tutti i lavoratori dipendenti di regolarizzare l'aspetto contributivo, perché ciascuno di noi quando finirà il mandato i più fortunati ritorneranno su questi banchi, altri no, ritorneranno alla vita di tutti i giorni ma non ci può essere una vacatio, quindi un lustro di cinque anni, o quanti uno trascorre all'interno di questo Consiglio regionale, perché in questo momento il suo lavoro è questo qui. Allo stesso tempo, e faccio anche la dichiarazione di voto, io non capisco perché, io penso che ogni qualvolta non si spendono i danari è manifesta l'incapacità di chi è preposto alla spendita, e quindi io non voterò questo bilancio, mi asterrò perché il fatto che sistematicamente nel bilancio del Consiglio regionale si restituiscono dei danari, perché non vengono spesi, come diceva il collega Manca, evidentemente o è sbagliata la proclamazione, o c'è incapacità nella spendita da chi è preposto a questo. Ecco il motivo per il quale il mio voto sarà di astensione.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Alessandro Unali, Questore del Consiglio.

UNALI ALESSANDRO (Partito dei Sardi), Questore del Consiglio. Giusto per rispondere al collega Tendas, come Collegio dei Questori siamo da diverso tempo che stiamo ragionando per trovare una soluzione per quanto riguarda i contributi previdenziali, tra l'altro ho messo anche con quesito all'Ufficio di Presidenza per quanto riguarda il trovare al più presto una soluzione tramite gli Uffici per compensare questo grave disagio che c'è tra noi Consiglieri regionali e il mondo lavorativo per quanto riguarda la contribuzione figurativa. Condivido pienamente tutto il discorso che ha fatto il collega Giorgio Oppi, per quanto riguarda alcune cifre non spese dal Consiglio regionale. Per quanto riguarda poi la restituzione di una parte dei fondi alla Regione, c'erano delle soluzioni, avevamo trovato delle soluzioni per quanto riguardava sugli interventi da fare in ambito del Palazzo del Consiglio regionale, dove, ad oggi, non sono state prese posizioni, non sono state prese iniziative, e in più tutto quello che c'è nella previsione era, ed è sempre stato fatto, per il bene e per la funzionalità del Palazzo.

Confermo l'impegno da parte dei Questori per quanto riguarda i contributi previdenziali, noi ci stiamo mettendo tutto il nostro impegno adesso aspettiamo il lavoro da parte dei tecnici predisposti a portare in Collegio una soluzione che sia la migliore per tutti quanti noi. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Io penso che si possano e si debbano affrontare anche questioni di dettaglio nell'esaminare il bilancio del Consiglio regionale anche per quanto riguarda gli aspetti che sono stati ora richiamati. Penso che il problema vada inquadrato nell'ambito più generale di una legislazione di cui la Regione Sardegna si è voluta dotare e che rappresenta, e ha rappresentato e forse questo è stato il segno anche di una scarsa comunicazione, forse una delle vere novità nel panorama rispetto anche alle altre regioni. Certo è che per voler estirpare una situazione che ha determinato non pochi problemi di natura, anche non solo amministrativa, si è però voluti passare ad un sistema nel quale oggi si assiste al paradosso dei paradossi che, per esempio, un'associazione come quella degli ex consiglieri regionali può avere una dotazione finanziaria per organizzare convegni, incontri, dibattiti e i Gruppi consiliari regionali, e ma ripeto tutto nell'ottica di quella trasparenza che da parte di tutti è stata invocata, non abbiamo la disponibilità non di gestire risorse, perché Dio ci guardi dal ricadere in quella situazione pregressa, io sarei il primo ad oppormi, ma avere la possibilità che alla Presidenza venga rivolta formale istanza perché di fronte a iniziative serie, di Gruppi politici seri, di consiglieri regionali seri che hanno la necessità di dar conto dell'attività politico-istituzionale che pongono in essere e di quindi anche rivolgerla all'attenzione dei sardi, perché siamo sottoposti giustamente al giudizio dei sardi, ecco oggi tutto questo si deve fare con risorse personali ed è questo il grande paradosso. Cioè che un'associazione di ex consiglieri regionali possa attingere dalle risorse del bilancio del Consiglio regionale e i Gruppi consiliari invece non lo possono fare. Ci sono alcune storture Presidente che io mi permetto di segnalare da questo punto di vista e che sicuramente in una ottica serena, senza necessità di inasprire i toni, però vada recuperato al buonsenso. Questo perché bisogna dare ai consiglieri regionali gli strumenti adeguati per poter svolgere la loro attività, perché c'è chi se lo può permettere, anche fra di noi, e c'è chi vive appunto di quello che è una indennità che molte volte viene spesa e investita tutta nell'attività politica e nell'esercizio della propria attività. Quindi, questa cosa va detta con serenità, va affrontata nelle sedi opportune, se ne parla oggi come delle altre questioni perché è l'occasione per affrontare il dibattito sul bilancio del Consiglio regionale. Certo è che anch'io sono d'accordo che 11 milioni di risorse che vengono restituite, da un lato può essere il segno di una gestione oculata, anch'io da Capogruppo nella scorsa legislatura ho restituito al Consiglio regionale 700.000 euro, perché non ritenevo che ci fossero le condizioni per una spendita di quelle risorse e con certi criteri, ho ritenuto che appunto che se non erano spese secondo certe indicazioni andavano restituiti. Quindi, ho ritenuto di fare la cosa più saggia e la cosa anche più normale e ordinaria. E penso che i colleghi consiglieri Questori abbiano fatto, da questo punto di vista, la stessa cosa, però la differenza qual è? Che di fronte alla situazione di un Palazzo che ha necessità di una manutenzione, ma non di natura ordinaria, straordinaria dal tetto fino ai piani sottostanti quest'Aula, beh forse un'azione oculata avrebbe determinato quantomeno l'impegno di quelle risorse, perché davvero si potevano restituire se non ci fossero state esigenze ed emergenze di altra natura. Perché i locali esterni di questo Consiglio a volte, andate a vedere, sembra un vespasiano, sembra che tutto sia rimesso anche ad una certa incuria, quindi se le risorse, quelle che ci sono, vengono utilizzate per dare autorevolezza e dignità di questa che è la casa, non solo di noi consiglieri, ma di tutti i sardi, penso che forse avremmo fatto tutti una cosa di buon senso. Ecco perché io penso che anche questo aspetto, Presidente, venga tenuto nella dovuta considerazione.

PRESIDENTE. Grazie non ho altri iscritti a parlare. Prima di mettere in votazione, do due ragguagli su alcune cose che sono state dette.

Sulla discrepanza stipendiale esistente tra categorie paritarie credo che sia l'occasione per poter rimettere un pochino in ordine queste disfunzioni, diciamo così, da un punto di vista salariale nella contrattazione sindacale che avvieremo a giorni, che ha proprio come obiettivo quello di ridurre le differenze a parità di inquadramento. Lo stesso vale per l'inquadramento degli autisti, bisognerà trovare una collocazione idonea, questo però è oggetto di contrattazione sindacale, e non è semplicissimo, come abbiamo potuto vedere negli anni scorsi quando abbiamo provato ad affrontare il tema.

Sul tema del pronto soccorso comunico al Consiglio che sono stati acquisiti dei defibrillatori semiautomatici da disporre all'interno della struttura e che saranno avviati i corsi di formazione del personale, in maniera da garantire l'emergenza estrema che è quella dell'arresto cardiaco, sul resto il problema è se, con i soldi dei contribuenti, noi dobbiamo pagare un servizio sanitario che è a nostro esclusivo uso e consumo. Io credo che noi siamo una struttura di lavoro al pari di tutte le altre e che quindi dobbiamo usufruire, anche in casi di necessità, delle strutture del Servizio sanitario nazionale, questa qui è una mia opinione che io propongo qua al Consiglio e che mi pare sia ragionevole, anche visti i tempi.

Sulla parte della contribuzione dei consiglieri, c'è allo studio un provvedimento, io credo che possa essere esitato in brevi tempi, poi valuteremo la fattibilità e la sostenibilità di questi interventi.

Ancora, sui concorsi, alcuni concorsi stanno andando avanti, ci sono degli altri che invece vorremmo attivare rapidamente perché c'è una carenza importante in tutti i settori del personale consiliare.

Invece, sui fondi da destinarsi alla ristrutturazione e agli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, noi abbiamo trasferito questi 11 milioni alla Regione con l'impegno che una parte fossero utilizzati per questo, e c'è stato già un impegno di 3 milioni di euro per gli interventi più urgenti di manutenzione ordinaria e straordinaria su questo palazzo, quindi anche questo è stato fatto nei termini e nei modi.

Ha domandato di parlare il consigliere Piermario Manca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANCA PIERMARIO (Partito dei Sardi). Grazie Presidente, la ringrazio per aver provato a darmi conforto sugli 11 milioni di euro, non mi sento comunque completamente soddisfatto: rimane una somma ingente che noi non abbiamo speso. Il dato fondante che mi porta a dire qui che non voterò questo bilancio, mi asterrò, è proprio contenuto nella prima frase della relazione dei Questori. Vede, Presidente - mi rivolgo a lei perché mi risponde lei, non per altro -, nella prima frase c'è scritto che questo è il secondo anno di bilancio armonizzato, questa discussione io non l'ho affrontata l'anno scorso perché era giusto non affrontarla ma questo è il secondo anno e qua si viene a delimitare quindi un perimetro ben definito di bilancio armonizzato, dove questo Consiglio, per cento motivi, molti dei quali ho apprezzato esplicitati in modo ragguardevole dall'onorevole Oppi, non sono stati spesi, e questo significa che quindi il bilancio di previsione dell'anno scorso aveva delle lacune, ovvero che non eravamo pronti al bilancio armonizzato. Siccome son convinto che al bilancio armonizzato siamo preparati, ne discende che effettivamente 11 milioni sono stati appostati male, perché non sono stati spesi, perché se ben ricordo - adesso vado un po' a "occhiometro" - i soldi destinati al palazzo erano circa 2 milioni, qua stiamo ne restituendo 11: se lei toglie fuori, Presidente mi permetta, le spese fisse dei vitalizi dei Gruppi, le nostre retribuzioni, quello che rimane forse non sono 11, saranno 15 milioni, adesso sto andando a "occhiometro", significa che all'interno del bilancio la maggior parte delle somme non sono state spese. Immaginatevi, cari consiglieri, che cosa succede all'interno degli Assessorati in una stessa situazione!

Questo mi porta non a dire di votare contro ma ad astenermi, e quindi il mio voto sarà di astensione.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione il quadro riepilogativo delle entrate. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto ora in votazione il quadro riepilogativo delle spese. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione la tabella riassuntiva del risultato di amministrazione presunto. Chi la approva alzi la mano.

(E' approvata)

Passiamo alla votazione finale del testo nel suo complesso.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di bilancio di previsione delle entrate e delle spese del Consiglio per gli esercizi finanziari 2018-2019-2020

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

La seduta è tolta, il Consiglio è convocato per martedì prossimo alle ore 16.

La seduta è tolta alle ore 18 e 25.