Seduta n.269 del 14/12/2017 

CCLXIX Seduta

(ANTIMERIDIANA)

Giovedì 14 dicembre 2017

Presidenza del Presidente GIANFRANCO GANAU

La seduta è aperta alle ore 10 e 38.

FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 6 dicembre 2017 (265), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Luigi Lotto e Raimondo Perra hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 14 dicembre 2017.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Comunico che in data 13 dicembre 2017 è pervenuta copia della decisione della Corte Costituzionale numero 245 del 24 ottobre 2017 relativa alla legge regionale del 28 ottobre 2016, n. 25, "Istituzione dell'Agenzia sarda delle entrate (ASE)", nella quale si dichiara:

1) L'illegittimità costituzionale dell'articolo 1, comma 5 e in via consequenziale dell'art. 9, comma 3, lett. a) della L.R. n. 25 del 2016;

2) L'inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 5, dell'art. 3, comma 3, e dell'art. 12, comma 1, della L.R. n. 25 del 2016;

3) Dichiara non fondate le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 4, lett. d) e dell'art. 3, comma 1, della legge n. 25 del 2016.

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria. Sono pervenute le interrogazioni numero 1338, 1339.

PRESIDENTE. Sospendiamo la seduta per qualche minuto.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 40, viene ripresa alle ore 10 e 45.)

Approvazione del "Documento di economia e finanza regionale 2018 (DEFR)". (20/XV/A)

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta.

È stata presentata la risoluzione numero 1 sul DEFR.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Sull'ordine dei lavori, Presidente, allora viene sottoposto per l'approvazione un ordine del giorno, che fa riferimento al Documento di economia e finanza regionale 2018, così come approvato dalla Commissione, si tratta di conoscere e di sapere, perché questo lo sa soltanto e lo conoscono soltanto i commissari della Commissione bilancio, se noi stiamo approvando il documento così com'è a noi pervenuto, cioè il documento esitato dalla Giunta, o se in sede di Commissione vi sono state delle modifiche. Perché altrimenti dovremmo avere a disposizione il documento così come modificato ed emendato prima di procedere all'approvazione. Quindi io chiederei su questo di conoscere, di sapere se sono intervenute modifiche, quali modifiche e di avere il testo eventualmente emendato.

PRESIDENTE. Sì onorevole Pittalis, non c'è stata nessuna modifica in Commissione, quindi il testo è quello presentato dalla Giunta. Quindi metto in votazione la risoluzione.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Sì Presidente, per chiedere un minuto di sospensione in aula.

PRESIDENTE. Sospendiamo per qualche minuto la seduta.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 48, viene ripresa alle ore 10 e 50.)

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta.

Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Grazie signor Presidente, intervengo ovviamente sul Documento di programmazione economica finanziaria; è un documento, signor Presidente che ricalca, per ovvi motivi, l'inadeguatezza totale assoluta e conclamata del bilancio e della legge di stabilità. Quindi un documento che di sicuro non va nella direzione di programmare con attenzione i prossimi passaggi finanziari di questa Regione. E perché dico che questo documento è insufficiente ed è coerente con una finanziaria, che a nostro avviso, è inadeguata; perché di fatto è una sovrapposizione programmatica e teorica di ciò che voi vi proponete di fare, e ciò che voi vi proponete di fare a nostro avviso, così come abbiamo già a chiare lettere e più volte con decisione e con determinazione significato, è, non dico inutile, ma comunque è insufficiente rispetto alla Sardegna che soffre una Sardegna che langue, alle famiglie che stanno attraversando difficoltà che non conoscevano, alle imprese che in certi casi hanno difficoltà anzi in molti troppi casi hanno difficoltà a pagare i dipendenti e a pagare le imposte, con tutte le ovvie conseguenze che ne derivano. Vi abbiamo detto che avete fatto di gran fretta una finanziaria che vi serviva soltanto per appuntare una medaglietta sul vostro petto ma non si risolvono i problemi della Sardegna appuntando medagliette, si risolvono i problemi di una Sardegna che è un'isola, le ricordo assessore Paci, innanzitutto lavorando per eliminare l'isolamento mentre invece appare paradossalmente che voi abbiate lavorato in questi quattro anni per accrescere l'isolamento di quest'isola. E ciò che io dico credo che sia comprovato da prove documentali e non solo. Oserei dire che ciò che sto dicendo è certificato a partire da quello che è accaduto nell'ottobre del 2014 quando avete chiesto la sospensione della continuità territoriale delle rotte minori, per continuare con la fuga determinata dalla vostra incapacità di varare uno straccio di piano di incentivi low cost dalla fuga di Ryanair che ha comportato una…

Signor Presidente qui c'è un po' di brusio… quanti minuti ci sono signor Presidente, Dieci? Tre solo? Sei! Non è una dichiarazione di voto io sto discutendo sul merito…

PRESIDENTE. Siamo in dichiarazione di voto. Sì che siamo in dichiarazione di voto, stavamo mettendo in votazione. Siamo in dichiarazione di voto. Prego.

TEDDE MARCO (FI). Io avrei voluto discutere il documento, anche perché le linee programmatiche e strategiche sono all'interno di questo documento signor Presidente, dobbiamo discuterlo.

PRESIDENTE. La discussione è congiunta sul documento, sul bilancio e sulla legge di stabilità su tutte e tre la discussione è congiunta. Quindi adesso stiamo facendo le dichiarazioni di voto sulla Risoluzione.

TEDDE MARCO (FI). Sì, io mi adeguo, però sinceramente non comprendo. Quindi dicevo che avete, sembra, appare che voi abbiate lavorato per isolare ancora di più la Sardegna, perché in tema di politica dei trasporti non ne avete azzeccata una che è una in tema di low cost. Il flop della continuità…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Stefano Tunis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (FI). Grazie Presidente, naturalmente il giudizio su questo documento non può che essere coerente e in linea con due aspetti. Il primo è quello della difficoltà di sovrapporre i buoni intendimenti, le dichiarazioni, quanto promesso all'atto di insediamento di questa Giunta e nelle discussioni sulle manovre finanziarie successive, e la realtà dei fatti che poi ci si para di fronte. Certo siamo in una circostanza in cui commentare in termini positivi anche una sola delle azioni che si riteneva dovessero essere capaci di produrre risultati misurabili, come piaceva dire a voi, è sostanzialmente impossibile. Abbiamo detto che avete dovuto sopportare il peso di una gravissima crisi economica, o meglio, lo avete sottolineato diciamo a discolpa dei risultati scadenti, ma nel momento in cui avanzate l'ipotesi che qualche risultato sia positiva e sia in qualche modo riconducibile al vostro lavoro, vi trovate nella imbarazzante circostanza di non saper creare un rapporto causale tra un'azione e un risultato, non ci avete saputo dire quale dei numerosi denari spesi in materia di assistenza nel lavoro sia stato capace di produrre gli importanti risultati in termini occupazionali che avete evidenziato anche ieri nella replica dell'Assessore Paci. Ecco, credo che questo documento non rechi la dovuta modestia, questo documento non rechi la dovuta concretezza nel descrivere la situazione sarda, dire quanto di questo è vostro merito o vostra colpa, ma soprattutto ancora quanto sarete in grado di fare in questo scorcio di mandato che ancora vi rimane da compiere. Il mio voto non può che essere negativo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Mah, credo che il voto ovviamente contrario da parte nostra nasce soprattutto perché personalmente tra l'altro non ho mai condiviso il metodo e l'impostazione anche di questa finanziaria, figuriamoci di questo Documento di economia e finanza che reputo essere… scusate, colleghi cortesemente, capisco che stiamo disturbando, però abbiate anche voi un po' di rispetto… dicevo, Assessore, è proprio una fotocopia di annunci, di intenti, di strategie, indicate ovviamente per missioni e programmi, così come impone il "118", però le dico che tutto ciò non può funzionare. Intanto qualcuno in passato pensò che cambiando il colore e riportando quindi il rosso forse si sarebbe avuta una spinta in più; assolutamente no, è solo un cambio di colore, così come questo documento contiene alcune delle pagine rimaste lettera morta del Programma regionale di sviluppo. Anche qui io insisto, presentaste una serie di schede delle quali dovevate dare attuazione e avreste dovuto fare un monitoraggio, vi invito, almeno per dare anche un senso un po' al compito e non riportare solo ciò che magari scrivono gli Uffici, ad andare a verificare quanto avete mantenuto, quanto avete realizzato di quello che avete scritto, seppur in bella forma, nel Documento del Piano regionale di sviluppo. Questo documento; vorrei fermarmi a citare alcune pagine che riguardano missioni e programmi, in particolare ne cito uno, perché è molto evidente, il discorso del credito. Vi pare che siamo riusciti davvero ad utilizzare questi strumenti per aiutare il mondo dell'impresa? Non siamo riusciti neanche ancora a portare a termine la riforma dei Consorzi che avete tanto decantato e dato per conclusa, mi dovrà dire, Assessore, quanto è stato trasferito ai Consorzi in questi quattro anni, i Consorzi Fidi, intendo. Assessore, non può pensare che dopo questa inversione di tendenza per la situazione economica della nostra Regione forse valga la pena andare oltre il Fondo di garanzia, che è da circa almeno un anno e mezzo, due anni che non viene neanche più preso in considerazione? Semplici banalità, però…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Fasolino per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FASOLINO GIUSEPPE (FI). Annuncio il mio voto contrario visto che, come ci è stato anche ricordato, la discussione o la valutazione che dobbiamo dare a questo documento, ecco, questo documento rappresenta una sintesi di quella che è la finanziaria che ci accingiamo a discutere, e allora la valutazione su questo documento non può essere diversa rispetto a quella che abbiamo già dato sul testo della finanziaria. Come abbiamo detto c'è un'analisi anche corretta della situazione della nostra Isola, c'è un'analisi corretta dell'economia del fabbisogno dei settori sui quali bisognerebbe investire e che andrebbero incentivati. Abbiamo parlato di turismo, dell'agroalimentare, del lavoro, però poi nei fatti non vediamo che ci sono delle risposte concrete. Per quanto riguarda la viabilità interna, ad esempio, che è fondamentale, come abbiamo più volte detto, ci sono stati anche degli incontri interlocutori prima della stesura di questo testo, nel quale si erano presi degli impegni con amministratori locali, di cui poi invece nel testo non c'è traccia. Ecco, allora va bene annunciare, ma quando dobbiamo votare un documento che dovrebbe dare delle risposte, è fondamentale che all'interno dello stesso ci siano i fatti, ci siano quelle risposte che le persone si aspettano, quindi non più una politica degli annunci, ma una politica del fare. Questo documento rispecchia invece la politica degli annunci, ecco perché il mio voto sarà contrario.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Edoardo Tocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TOCCO EDOARDO (FI). A me dispiace che ci sia sempre da solo l'Assessore Paci a sorbirsi questo zaino di proteste, però, Assessore… allora, il documento inizia: "Linee strategiche", io onestamente strategia non vedo, come le ho detto ieri nella discussione generale. Parlate di invertire la rotta; allora, se rotta non ce n'è dall'inizio, che cosa si vuole invertire, Assessore? Mi faccia capire, cioè, il problema è questo, uno invertire la rotta se c'è già una direzione, ma direzione io ancora non vedo. Mercato del lavoro; l'occupazione è in alzo, il PIL è in rialzo, io vedo soltanto disoccupati. Giro, e credo tutti i colleghi, forse ognuno dei colleghi deve avere come minimo 50-100 curriculum nel proprio ufficio, quindi questo vuol dire che il mercato del lavoro sta andando avanti. La Confartigianato sta chiedendo riunioni continuamente, credo che probabilmente sotto Natale sarà mobilitato e farà uno sciopero. Si procede con i flussi turistici; ma con una situazione dei trasporti in questo modo, che flusso turistico possiamo avere? Ogni giorno, ogni santo giorno, giornali, televisioni, parlano del dramma dei trasporti, io non capisco come si può avere un flusso turistico, un aumento, se non si può arrivare in Sardegna. Cioè, io non riesco a capire. Questi sono i programmi da attuare, Assessore, ma ovviamente lei non li deve fare da solo, deve prendere in mano la situazione del suo collega ai trasporti, e sentire un attimo che cosa sta facendo, non deve fare il buon Careddu solo campagna elettorale quando arriva Renzi, deve pensare ai trasporti sardi. E non parliamo poi della sanità: " territori sono migliorati con la sanità" Ma dov'è che sono migliorati con la sanità? L'altro ieri c'era uno sciopero che faceva rabbrividire, 2000 persone sotto l'Assessorato, e la sanità è migliorata con la riforma. Assessore, io credo che questo documento non abbia assolutamente niente di lungimiranti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Truzzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Sardegna). Mah, ovviamente per esprimere il mio parere contrario all'ordine del giorno di approvazione del Documento di economia e finanza regionale. Io sinceramente l'ho trovato un documento un po' scontato, nel senso che, al di là dell'analisi della situazione economica e del tentativo di dipingere un quadro un po' più roseo di quello che realmente è il quadro economico e sociale della nostra Isola. Poi a fronte di questa descrizione ci sono tutta una serie di obiettivi, di interventi e di proposte che sembrano non cogliere nel segno, di proposte che sono talmente generiche da non permettere di capire che cosa esattamente si vuole fare. Dà più l'idea di un patchwork, di tante cose appiccicate che non sono nemmeno collegate tra loro. Sotto questo punto di vista faccio una segnalazione su un tema che a me è particolarmente caro, l'ho affrontato diverse volte all'interno di quest'Aula e anche fuori, che affronta anche con un paragrafetto il Documento di economia e finanza, ma a parte questo paragrafetto introduttivo, poi tutto l'aspetto è completamente tralasciato nel resto dell'individuazione delle strategie e degli obiettivi da raggiungere. In particolare il Documento di economia e finanza ci ricorda che la situazione della natalità in Sardegna e dello spopolamento è assolutamente devastante, c'è un rischio di progressiva estinzione dei sardi e a fronte di questa constatazione dei dati sull'andamento demografico con una forte riduzione del numero di residenti in Sardegna, poi tra gli obiettivi, le missioni, i programmi e le strategie da raggiungere non c'è un altro punto declinato per cercare di combattere questa situazione. Allora mi chiedo: a che cosa serve preparare un Documento di economia e finanza che cerca di individuare le questioni importanti che attanagliano oggi la nostra Isola e cerca di individuare delle soluzioni e poi invece negli atti concreti non si trova alcuna soluzione, alcuna proposta? Non c'è nemmeno della finanziaria, perché ancora una volta ci riempiamo la bocca con convegni, incontri, discussioni su spopolamento, denatalità e calo demografico, ma alla luce dei fatti in finanziaria, così come nel documento di economia e finanza regionale, non c'è uno straccio di proposta. Penso che su questo punto dovremmo cambiare completamente la rotta e avere un approccio differente che ci permetta di invertire la tendenza, perché se ci confrontiamo con quello che succede a poche miglia marine dalle nostre terre, il quadro è desolante, mentre noi siamo destinati…

PRESIDENTE. Onorevole Truzzu, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Mariano Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU MARIANO (Sardegna). Presidente, credo di dover annunciare anch'io il mio voto contrario a questa risoluzione perché comunque sia animato il Documento di economia e finanza regionale per il 2018 di un senso di speranza che molto probabilmente anima, non vogliamo di sicuro negarci la possibilità che continuiamo a sperare che davvero per la Sardegna ci possa essere un futuro. Io credo di non aver colto, come credo che nessuno abbia colto in questo documento, nessuna voglia di verificare quali sono le criticità prima di andare a proporre un documento finanziario e contabile che davvero affronti le tematiche e dove le risorse a disposizione per questa annualità nel triennio per la Regione sarda siano indirizzate verso la soluzione di quei problemi che già i colleghi che mi hanno preceduto hanno annunciato, ovvero noi andiamo a fare degli interventi sui territori senza aver fatto un preliminare studio di marketing territoriale per capire quelle che sono le vocazioni dei nostri territori, quelle che sono le ricchezze dei nostri territori da mettere ad economia. Invece andiamo e continuiamo così a seminare interventi economici, vedevo anche qualche emendamento all'emendamento della maggioranza, dove si continuano a presentare delle proposte per seminare con la solita modalità a pioggia, per finanziare degli interventi che non sono riconducibili a una reale strategia. Se noi non individuiamo quelle che sono le vocazioni reali dei nostri territori, noi non riusciamo a vincere lo spopolamento, noi non riusciamo a intervenire davvero efficacemente su quelle che sono le criticità dei nostri territori e delle nostre popolazioni. Allora nei prossimi interventi molto probabilmente allargheremo questo concetto anche a quelli che sono oltre il marketing territoriale, il marketing produttivo, perché davvero noi non conosciamo la realizzazione dei distretti nei nostri territori, vale per l'agricoltura, ma vale per l'industria, ma vale per tutti i settori produttivi. Noi continuiamo davvero a brancolare nel buio senza capire quale può essere il nostro indirizzo rispetto al nostro popolo che langue nelle nuove povertà. Un popolo che aspetta soltanto quelle 200, 300…

PRESIDENTE. Onorevole Contu, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Gianluigi Rubiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Presidente, per annunciare il mio voto contrario a questa risoluzione per i seguenti motivi. La Sardegna nel 2016 è uscita dalla fase recessiva registrando per la prima volta un segno positivo del PIL, ma i miglioramenti paiono più il frutto di un effetto di trascinamento prodotto dal miglioramento dell'economia nazionale che della autonoma capacità del sistema economico isolano di allinearsi al miglioramento della congiuntura internazionale. La popolazione anziana risulta in continuo aumento rispetto al numero delle nascite, si incrementa l'emigrazione dei giovani, cala il numero dei diplomati e laureati. In Sardegna si registrano quindi livelli più elevati tra le Regioni europee quanto a disoccupazione giovanile e tasso di abbandono scolastico. La Sardegna è insieme alla Sicilia la peggiore delle Regioni italiane nell'export di prodotti di media e alta tecnologia. La Sardegna ha una scarsa capacità competitiva pari a poco più di un terzo della media dell'Unione europea e poco più della metà dell'Italia nel suo complesso. Tale circostanza discende dalle dimensioni del mercato, le infrastrutture e i fattori di debolezza legati all'insularità, i bassi standard raggiunti nei livelli di competenza, nell'efficacia delle politiche di sviluppo, in ultima analisi della qualità delle istituzioni. La Sardegna non è in condizione di sopportare un altro triennio, una decurtazione del 10 per cento delle proprie entrate tributarie. Sono in corso trattative con il Governo regionale e lo Stato italiano alla ricerca di un'intesa sul punto, volta a consentire l'iscrizione nel bilancio regionale del 2018 delle maggiori entrate derivanti da un'eventuale riduzione della percentuale di decurtazione delle entrate tributarie isolane. Sino a oggi l'azione del Governo regionale, giunto ormai alla fine legislatura, ha mostrato limite ed inefficienza sul punto. La spesa pubblica riveste un'incidenza assai rilevante sul PIL regionale, conseguentemente alle performance del sistema economico isolano sono in misura rilevante condizionate dalla capacità della mano pubblica di alimentare la spesa, la cui efficacia dipende dalla limitazione dell'entità della spesa corrente a favore della spesa produttiva in conto capitale e investimenti. L'impostazione corretta e giusta di utilizzare univocandole risorse di diversa provenienza al fine di evitare la pratica assai diffusa in passato di spendere in via prioritaria le sole risorse regionali rispetto a quelle comunitarie, vincolate da procedure più rigide e macchinose, ha prodotto di fatto, in assenza di un organico processo di efficientamento…

PRESIDENTE. Onorevole Rubiu, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Giorgio Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC Sardegna). Per esprimere il mio voto contrario sia a questo sia per quanto riguarda il prosieguo perché sono rimasto certamente sconcertato dal fatto che ho potuto vedere poc'anzi, innanzitutto manca la modestia e quindi tutti quanti parlano con esaltazione di quello che si è fatto, ma in effetti lo sfascio è generalizzato in Sardegna. È generalizzato nei trasporti, oggi dovevo essere a Roma ma non c'è un volo di rientro, quindi la mancanza di autorevolezza porta a questo, il fatto che non siamo in grado di poterci contrapporre al Governo per ottenere quello che è un nostro diritto. La sanità è praticamente ormai allo sfascio più totale, lo sanno tutti, tutti i giorni, non funziona più niente, l'accorpamento è stato sbagliato, sono state scelte persone che non hanno titoli e non hanno capacità. Queste cose mi portano, oltre alle ultime che mi hanno fatto allibire, assistito a una serie di emendamenti che tutelano interessi di parte, o interessi di località, o personali, ma che sono marchette mai vista nella storia dell'istituto autonomistico. Io credo che sia opportuno di dovervi dire "vergognatevi", perché in taluni casi se dovessi parlare dovrei mettere in evidenza quali sono le motivazioni che hanno portato a questo. Quindi voterò contro questo e in tutti gli altri argomenti che porteremo voteremo contro da questo momento in poi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az-La Base). Presidente, annuncio il voto contrario a un documento che, come ho detto ieri per le altre cose, è scritto da professori e naturalmente non parlano di come si risolvono i problemi, dicono che devono essere risolti. Tipo il sistema dei collegamenti aerei che, come sottolineato nel vigente Piano nazionale, è elemento fondamentale per lo sviluppo economico. Caspita! Una cosa eccezionale! Però volevo evidenziare un altro aspetto, dove e come l'assessore Paci trova ben 230 milioni, 130 per le famiglie e 100 per le imprese. Allora noi sappiamo che la pressione fiscale è diventato il cancro per le imprese, e quindi ogni operazione volta a diminuirlo sicuramente è un'operazione, è come fargli la chemioterapia sperando che funzioni. L'assessore Paci che cosa dice invece alle famiglie? Badate che l'addizionale IRPEF che voi pagate è dell'1.23, se noi la aumentassimo al livello delle altre Regioni praticamente preleveremo dalle famiglie 130 milioni. Poi parla dell'IRAP, e dice siamo al 2.93, se noi l'aumentassimo preleveremo dalle casse delle aziende altri 100 milioni, dunque scrive complessivamente stiamo parlando di 230 milioni che invece di finire nelle casse regionali restano nella disponibilità delle famiglie e imprese. Ma siamo alla follia pura! Cioè stiamo semplicemente dicendo alle imprese e alle famiglie, io potrei aumentare le imposte e le tasse, non le aumento, quindi considerati fortunato, anzi te lo misuro anche quello che potrei prenderti di tasca. Ma qui stiamo parlando dell'esigenza di abbassarle, non della minaccia di aumentarle e quantificare il prelievo che da questo momento determinerebbe. È veramente una pagliacciata!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Presidente a un certo punto pensavo di non parlare, perché è un'Aula vuota, vuota nel senso pessimo che questo termine ha, manca l'Assessore che rientra, non c'è equilibrio, e allora io mi chiedo, discutere di un documento che dovrebbe avere un'importanza fondamentale, eccezionale, di incidenza in quelle che sono le capacità di poter dare sviluppo alla Sardegna e quindi occupazione. Giustamente diversi hanno toccato il nodo dei trasporti, se l'Isola non è riconosciuta dal Governo, dallo Stato, isola, noi la sentiamo tutta questa insularità, in maniera forte, pesante, totalizzante, perché se uno vuol prendere un aereo per andare a Roma, non è che ti stai andando a divertire da qualche altra parte, per lavoro a Roma, o a Milano magari perché c'è da curarsi per qualche patologia particolare, non trovi un posto in aereo, è vergognoso. Non parliamo dei trasporti marittimi, di quello che è il sistema non organizzato dei trasporti interni e quant'altro. Tutto ciò è legato a un rapporto Stato-Regione che non è stato mai sufficientemente appagante per quelli che sono gli interessi della Sardegna. Mai abbiamo introitato qualcosa che ci è stato promesso, mai si è avuta la schiena dritta per andare veramente a contrattare, a contrastare se era il caso posizioni statuali che certamente nessun Governo amico ci può regalare. E quando anche fossimo fortemente autonomisti, noi ci siamo ancorati e abbarbicati ad un concetto di assistenzialismo che ci viene ancora una volta propinato da questi banchi, e non si guarda a quelle che sono le iniziative d'intrapresa, a quello che vuol dire sviluppo, a quello che vuol dire occupazione. Non c'è indipendenza di nessuna natura se non c'è un'indipendenza economica, e questa Regione è relegata ad essere fanalino di coda perché non ha la dignità di voler operare in tutti i settori produttivi, dichiarandosi effettivamente statualità nella coscienza, nel creare presupposti di sviluppo, nel creare un rapporto serio con i propri amministrati. È la colpa spesso e volentieri di un Consiglio regionale che non ha fatto il proprio dovere…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Michele Cossa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Presidente, per annunciare il mio voto contrario all'ordine del giorno di approvazione del DEFR, di cui onestamente è difficile capire la valenza, perché qui siamo veramente al trionfo del generico e delle petizioni di principio perché, come ho detto poc'anzi anche il collega Carta, i problemi vengono menzionati senza capire poi quali sono le linee di indirizzo attraverso le quali la Giunta intende muoversi. In materia per esempio di continuità territoriale leggiamo continuamente annunci di aumenti dei posti in aereo, e poi scopriamo che la Sardegna è perfettamente isolata per uno sciopero, non si accenna come si vogliono affrontare queste emergenze che evidentemente non sono coperte nemmeno dal contratto di servizio. Per le isole minori, per i collegamenti per le isole minori si dice che scadranno i contratti e che, bontà della Giunta, i collegamenti dovranno essere garantiti, vorrei vedere il contrario, e non si affronta il problema strategico di come si vuole garantire la continuità territoriale di queste isole, che è essenziale ai fini non voglio dire dello sviluppo economico, ma della sopravvivenza economica di Carloforte e La Maddalena. Volevo far presente ai colleghi che noi abbiamo presentato un emendamento per garantire il biglietto unico per tutti coloro i quali vogliono recarsi a Carloforte e a La Maddalena, perché non è possibile che noi che rivendichiamo la continuità territoriale rispetto al resto della nazione pensiamo di discriminare questi territori. Per quanto riguarda il trasporto pubblico locale, anche stamattina ho viaggiato in un autobus che per poco non si è fermato a metà strada, sarebbe bello sapere se la Giunta intende continuare con il programma di rinnovo del parco automobilistico, perché sennò di trasporto pubblico locale in Sardegna è anche vergognoso parlarne. Per quanto attiene all'agricoltura leggo che si proseguirà col programma di eradicazione della peste suina, menomale, non c'è una parola per quanto riguarda invece l'eradicazione della lingua blu che sta ricominciando pericolosamente, in maniera galoppante, a diffondersi nel territorio e che è destinata, temo, a diventare la prossima emergenza che noi ci troveremo a dover affrontare. Allora in questi quattro anni nessuno di questi problemi è stato affrontato in maniera efficace, e se questo è il metodo, temo…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giovanni Satta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SATTA GIOVANNI (PSd'Az-La Base). Per esprimere anch'io il mio voto contrario. Penso che questo documento sia l'esempio più lampante di quello che pensa la gente della politica, siamo distanti, la politica viaggia su un binario e la gente comune vive su un altro. Una realtà diversa da quella che voi avete descritto in questo documento, niente è stato realizzato di tutto quello che avete detto, iniziando dalla sanità dove si era fatta una riforma che avrebbe dovuto garantire chissà quali risparmi, dei quali ovviamente non si è vista neanche la luce in fondo al tunnel, come ha detto ieri il collega Daniele Cocco, stessa cosa possiamo dire per l'agricoltura, sempre l'emergenza, non siete in grado di programmare, non son partiti i PSR, i bandi chiusi da marzo, ancora non si sa se e quando verranno erogati i primi finanziamenti, perché vi siete anche vantati di aver speso tutti i soldi della Comunità Europea. Hanno già i colleghi abbondantemente illustrato quelli che sono i problemi relativi ai trasporti, manca un collegamento con la Corsica che fino a tre anni fa c'era oggi miseramente, durante il periodo invernale, ci sono non grosse difficoltà ma impossibilità a raggiungere la Corsica, e vi garantisco che ci sono anche tantissimi imprenditori che quotidianamente fanno quella tratta perché lavorano per la Corsica. Quindi, io voterò contro perché credo che questo documento sia il contrario di quella che è la realtà e non avete neanche iniziato ad esaminare i problemi veri della gente: la mancanza di occupazione; le infrastrutture, sono state fatte delle promesse un anno e mezzo fa, anche dall'Assessore all'ambiente, in merito ai danni subiti dalle sugherete nell'Alto Goceano, non vi è traccia neanche di questo. Quindi, anche lì i cittadini e i Comuni saranno lasciati soli a fare le loro battaglie e questo denota appunto, quanto ho detto all'inizio, che c'è una totale, c'è un abisso tra quello che è il mondo della politica regionale e quello che invece è la gente comune.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Antonello Peru per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PERU ANTONELLO (FI). Noi avremmo voluto votare in maniera favorevole questa risoluzione, l'avremmo voluta votare per i sardi per la crescita di questa economia, siamo anche convinti che questa finanziaria non può risolvere i mali atavici dell'Isola, ma si potevano fissare pochi obiettivi e strategici per invertire la marcia. Chi mi ha preceduto l'ha detto in maniera molto chiara i mali che affliggono quest'Isola: non funzionano i trasporti, che sono gli strumenti essenziali per rilanciare il sistema produttivo di quest'Isola; non funziona l'impresa; l'agricoltura, che è la vocazione di questo territorio, non funziona, non lo diciamo noi, non lo dicono i consiglieri colleghi di quest'Aula, lo dicono gli agricoltori. Le cose che sono state fatte, faccio un esempio per tutti, la riforma degli enti locali non funziona e quindi non funzionano i Comuni, gli accordi con lo Stato, che è il male che affligge l'Isola, neanche quello che ci è dovuto viene recuperato e per ultimo, l'abbiamo visto qualche giorno fa sulle servitù militari, dove una Sardegna occupata da 35.000 ettari, che è pari al 65 per cento delle servitù militari in Italia, non si è riusciti a liberarla. Quindi, dobbiamo veramente fare una grossa riflessione su quello che sta succedendo, siete, cari colleghi, ancora in tempo per fissare poche cose strategiche e noi su questo vi possiamo dare una mano. Concentriamoci su queste poche cose per quanto riguarda la crescita armonica di questo territorio e per mettere veramente in condizione il Popolo sardo ad avere più dignità.

Tutti hanno parlato dello spopolamento delle zone interne, la Sardegna sta diventando una ciambella, è un problema molto importante questo, ci sono delle misure, ci sono degli elementi che possiamo recuperare su questo, anche una legge nazionale da poco si è espressa in maniera favorevole all'azione per quanto riguarda il recupero delle zone interne. Anche noi abbiamo emendato questa Finanziaria e spero veramente nella sensibilità dei colleghi per quanto riguarda questo problema serio delle zone interne.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Crisponi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Se non fosse che siamo concentrati sull'approvazione di un documento così serio ed importante per il nostro territorio, mi vengono alla mente tutta una serie di personaggi che fanno riferimento ad un pilastro della nostra cultura educativa, quindi a Don Rodrigo, Fra Cristoforo, qua ci manca solamente l'Azzeccagarbugli, che sembra abbia scritto questo documento che viene posto oggi alla nostra attenzione. Sembra davvero che manchi solamente un regista in questa scenografia degli orrori, che va a scrivere e a descrivere tutta una serie di situazioni che sono ai confini della realtà. Perché si viaggia su due livelli differenti: c'è quello che voi immaginate, ipotizzate, che addirittura sostenete con dati certi, che sono appunto quelli contenuti nei documenti alla nostra attenzione; e poi ci sono quelli della realtà di una Sardegna maglia nera, in tutti i sensi e in tutte, purtroppo, le economie. Una Sardegna che fatica, che addirittura in molti casi rantola perché è alla canna del gas, è esanime e ha bisogno di un defibrillatore gigantesco, cosa che vi siete dimenticati naturalmente di attivare, avete scordato il buon senso nell'utilizzo della buona pratica, che spesso la politica è capace di farne uso nei momenti fondamentali della propria attività e delle proprie funzioni. Ma quando ci si allontana dalle esigenze del popolo, di quello dei cittadini vuol dire che davvero si è persa la bussola e mi pare che non ci siano condizioni per le quali questa Giunta, o questa maggioranza, sia in grado di delineare un percorso capace di assicurare certezze e quanto meno crescita e ripartenza alla nostra amata Sardegna. Le condizioni naturalmente sono proprio quelle per le quali il mio voto sarà certamente contrario.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Il nostro voto non può essere che negativo. Negativo perché esordisce il documento con un'affermazione che è troppo ispirata all'enfasi, è vero che ci vuole l'ottimismo, ma ancora i segnali purtroppo non inducono all'ottimismo. Quindi, parlare di una Sardegna in ripresa è fotografare una situazione che non corrisponde alla realtà. Lo abbiamo detto ieri, lo confermiamo oggi e, soprattutto, notiamo che questo documento rispetto alle cose che abbiamo sentito nel corso della discussione generale, sembra già superato, se è vero come è vero che vi state apprestando a aumentare il plafond delle risorse, che state apprestandovi a ipotizzare un piano del lavoro, di cui non c'è traccia in questo documento. E allora state approvando un documento datato che non rispecchia neanche quello che è nei vostri obiettivi, nei vostri programmi, ed è questo già un primo elemento negativo. Ma, Assessore, io penso che la Sardegna non abbia più bisogno di documenti che diano l'idea di una sorta di accademia, di una sorta di luogo dove si propongono teorie, dove si propongono tesi, la Sardegna ha bisogno di capire quelle risorse che avete investito che effetti hanno avuto oggi sullo sviluppo, sull'occupazione, quanta qualità e quanto benessere ne è andato ai sardi. Perché, altrimenti, voi continuate a dire che tutto va bene madama la marchesa, ma quello che stiamo facendo, "quello che faremo vedrete saranno risultati eccezionali", quando poi esaltate tutto quello che si sta facendo per l'agricoltura, quello che si sta facendo nel settore dell'industria quando noi abbiamo un giorno sì e l'altro pure gente che manifesta sotto il Consiglio. Fra poco avremo nuovamente il Movimento dei pastori, perché le pratiche non stanno andando avanti, non stanno esitando le pratiche quindi sono fermi anche…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Emilio Usula per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

USULA EMILIO (Gruppo Misto). Grazie Presidente, approfitto anche io del brevissimo tempo in dichiarazione di voto per dichiarare il mio voto contrario. E ne approfitto per sottolineare un punto in cui ancora una volta tra l'azione, l'enunciato, le promesse e i fatti c'è proprio un enorme spazio di contraddizione. Parlo dell'enunciato sistema di gestione dei rifiuti. In questo documento si parla di una volontà di aumentare tutto il percorso di differenziazione, si parla di avviare un percorso di riciclo e di riuso, si parla di gestione circolare dei rifiuti. Contemporaneamente sappiamo che si va verso un potenziamento, onerosissimo per le casse pubbliche, del bruciatore di Tossilo, dell'altro bruciatore, si va verso un potenziamento mostruoso della discarica di Villacidro che diventerà la discarica più importante di tutta l'Europa, cioè secondo me, e secondo noi, ci stiamo preparando a diventare la pattumiera d'Italia e magari accogliere i rifiuti provenienti da altre parti per bruciare o allocare nelle nostre discariche "monnezza" che neanche noi riusciamo a produrre e quindi approfitto di questo spazio in dichiarazione di voto per sottolineare ancora una volta questa incoerenza tra l'enunciato, la volontà declamata e i fatti che invece vanno in tutt'altra direzione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppino Pinna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PINNA GIUSEPPINO (UDC Sardegna). Grazie Presidente, assessore Paci, saluto anche lei, premettendo il voto contrario la riflessione che intendo svolgere questa mattina verte sulla missione 10 della legge di stabilità ovverosia sulla problematica dei trasporti, settore strategico per la Sardegna, poiché capace di produrre effetti positivi o al contrario negativi sull'economia dell'Isola in termini di reddito e di occupazione, ma anche strumento efficace di contrasto al problema dello spopolamento che affligge le comunità delle aree interne sul quale già mi sono soffermato in un mio intervento precedente. Il trasporto rappresenta un aspetto centrale delle politiche che dovranno essere attuate nell'Isola, è una delle materie più rilevanti e urgenti per l'economia e la qualità della vita che investe argomenti di ordine erariale, organizzativo e ovviamente trasportistico. È evidente a tutti che un trasporto efficiente rappresenta il volano per il turismo e quindi per la ripartenza dell'economia e l'incremento dell'occupazione nonché strumento efficace per la lotta all'annoso problema dello spopolamento delle aree interne che vedono nel trasporto pubblico locale una delle leve più importanti per lenire l'attuale stato di sofferenza, utile, appunto, al rilancio dello sviluppo locale. Ebbene i risultati dell'azione politica seguita fino ad oggi dalla maggioranza di Governo in materia di trasporti si palesano completamente fallimentari e l'analisi del documento contabile oggi in votazione non rileva una volontà politica volta a realizzare un cambio di rotta, un'inversione di tendenza.

Inizio ricordando qualche dato concreto il primo dato è contabile: la missione 10 prevede uno stanziamento complessivo pari a 596 milioni di euro, la maggior parte dei quali sono destinati al trasporto pubblico locale; nel programma connesso alla viabilità stradale risultano stanziati 56 milioni di euro di cui oltre 35 milioni già impegnati per interventi programmati negli scorsi anni. Il secondo dato operativo: nel trasporto pubblico locale sardo operano 4000 operatori di cui 3300 nel pubblico, proprio questo secondo dato evidenzia che il settore dei trasporti rappresenta un'enorme fabbrica di produzione di servizi e di lavoro, un sistema che contribuisce a generare crescita e benessere nell'Isola, riflessioni a questo punto nel senso di valutare se gli stanziamenti di bilancio saranno sufficienti ad effettuare un investimento serio ed efficace in tema di trasporti tale da risolvere numerose problematiche che affliggono il settore, ma soprattutto…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pier Mario Manca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANCA PIER MARIO (Partito dei Sardi). Grazie Presidente, è un documento molto articolato questo di economia e finanza regionale 2018. Credo che quasi tutti gli Assessori hanno esplicitato abbastanza e in modo approfondito quelli che sono gli obiettivi strategici e la programmazione per il 2018. Ma mi dispiace rimarcare, per quanto riguarda la missione 16, relative all'agricoltura che siamo veramente al paradosso. Nel senso che siamo al paradosso perché da mesi rimbomba all'interno di quest'Aula tutta una serie di problematiche legate a motivi strutturali, da non ultimo il prezzo del latte ovino, ad altri fattori legati invece ad andamento climatico o quant'altro. Siccità, crisi idrica che sta attanagliando tutto il settore primario. Ebbene se noi andiamo all'interno di questo documento a vedere quello che è la missione 16, la missione 16 si riduce a una pagina striminzita, a me dispiace dirlo questo, esattamente con sostenere il settore ovino caprino ma in particolare andando incontro a OILOS, che è già una struttura esistente, il secondo dato è invece attività legate ai risultati nella lotta alla peste suina africana. Il terzo dato invece, settore caccia e pesca completare il rilascio dei bandi FEAMP 2014-2020. Ma allora se effettivamente l'agricoltura ha questa importanza non si può ridurre l'attività programmatica. Io non entro nel problema dei soldi, della carenza ma l'attività programmatica di un Assessorato ridursi a tre punti di normale amministrazione. Mi sarei aspettato da parte dell'Assessorato, in particolare dall'Assessore, per esempio parlare di organismo pagatore, vedere quelle che sono le implementazioni sul PSR, la rivisitazione, una riorganizzazione degli Uffici regionali in agricoltura che non stanno funzionando. Eppure tutto questo non c'è. Per me è un grande dispiacere perché credo che la colpa potrebbe essere di ARGEA o di tutte le agenzie. Quindi credo che al di là di tutto, questo è un documento che va approvato. Ci sono all'interno delle carenze che sono però molto localizzate, in questo caso mi dispiace dirlo all'interno dell'Assessorato all'agricoltura, grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Presidente, se non ho capito male, dunque, non è possibile votare il documento per parti ma solo l'ordine del giorno?

PRESIDENTE. Perché è una risoluzione.

PITTALIS PIETRO (FI). Cioè il documento quindi… il problema è questo…

PRESIDENTE. Viene approvato con l'approvazione della risoluzione o bocciato con la bocciatura della risoluzione.

PITTALIS PIETRO (FI). Cioè quindi non è possibile scorporare dal documento parti… non è emendabile. Ma lo dico nell'interesse della stessa maggioranza perché è un documento superato, veramente stiamo approvando qualcosa che non è in linea con quanto dichiarato dallo stesso Assessore. Io non capisco veramente che cosa stiamo approvando.

PRESIDENTE. No non è possibile in base all'articolo 33 comma 7 - 1 alla deliberazione sul Documento di programmazione economica e finanziaria ha luogo con una Risoluzione presentata nel corso della discussione la quale può contenere integrazioni o modifiche del documento stesso, l'approvazione di una Risoluzione preclude le altre quindi. Va in votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della Risoluzione numero 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Discussione dell'articolato del disegno di legge: "Legge di stabilità 2018" (455/A).

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 1, a cui sono stati presentati degli emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1:

Art. 1

Disposizioni in materia finanziaria e contabile

1. Al fine di dare attuazione ai programmi finanziati a gestione diretta o concorrente dell'Unione europea sono stanziate in conto della missione 01 - programma 12, le somme da ripartire, con deliberazione della Giunta regionale, su proposta dell'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, tra le linee di intervento di cui alla programmazione comunitaria secondo il cronoprogramma della spesa valutata dalla Regione.

2. Le autorizzazioni legislative di spesa per le quali si dispone un rifinanziamento, una riduzione o una rimodulazione ai sensi delle lettere b), c) e d) del paragrafo 7 del principio contabile applicato concernente la programmazione di bilancio (Allegato n. 4/1 al decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 (Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42)), sono determinate, per gli anni 2018-2020, nella misura indicata nelle allegate e corrispondenti tabelle A, B e C.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Francesco Sabatini, relatore di maggioranza.

SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. Soppressivi totali; parere contrario al numero 135, che è uguale al 303 e al 694. Soppressivi parziali; parere contrario ai numeri 105, 304 e 685 che sono identici, e anche al 106, al 305 e al 684 che sono identici. Sostitutivi parziali; parere contrario agli emendamenti numero 206, 439, 440, 448, 449, 450, 451, 452, 453, 454, 457, 469, 455, 456, l'emendamento numero 91 è inammissibile, quindi parere contrario all'813, invito al ritiro all'887, parere favorevole al 1027. Sull'emendamento numero 1057 il parere è favorevole, e sul 1058 c'è l'invito al ritiro. Sul 1052 parere contrario, sul 1053 parere contrario, 1054 parere contrario, 1055 parere contrario, 1056 parere contrario. Chiaramente mi riservo di intervenire sugli emendamenti, perché ci sono alcune modifiche sulle coperture.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è conforme, con l'aggiunta, col commento che poi quando discuteremo l'emendamento sul lavoro presentato dalla Giunta, alcune tematiche presenti in altri emendamenti, sui quali abbiamo dato parere contrario, potranno essere ricomprese.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Marco Tedde. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Iniziamo la discussione dell'articolato, andiamo adesso al cuore delle disposizioni normative che la Giunta ci propone, andiamo al cuore di queste disposizioni normative del tutto inadeguate e insufficienti, che vengono proposte con grande fretta solo ed esclusivamente perché ci sono esigenze preelettorali. Non vi siete posti voi l'obiettivo di tentare di intaccare i problemi della Sardegna, no, non è questo il vostro obiettivo, non è questa assolutamente la vostra strategia, la vostra strategia oggi è di prepararvi ad appuntarvi una medaglietta, e soprattutto di prepararvi a elargire mancette elettorali a coloro che vi hanno garantito sostegno in questa campagna elettorale, una campagna elettorale che difficilmente potrà essere a voi favorevole, perché ormai i sardi hanno toccato con mano qual è l'inadeguatezza del vostro Governo, qual è l'inadeguatezza degli obiettivi programmatici, ma soprattutto qual è l'inadeguatezza di chi deve interpretare e deve utilizzare, brandire gli strumenti per raggiungere gli obiettivi programmatici, e cioè i cosiddetti professori, che è un termine che noi non usiamo assolutamente per dileggiare la Giunta, ma lo utilizziamo per mettere in evidenza qual è la differenza fra chi fa politica e chi fa accademia; ecco, voi fate accademia, la fate senza dubbio in modo egregio, fate anche molta comunicazione importante, capillare, capace, lo dobbiamo riconoscere, sotto il profilo della comunicazione quotidiana siete dei maestri, o meglio, siete dei professori. Non siete altrettanto maestri e non siete altrettanto professori allorché vi cimentate invece con la realtà dei fatti, con la triste realtà dei fatti, che voi non riuscite assolutamente a toccare, che non riuscite a comprendere. Ecco, questo articolo, l'articolo 1 è un articolo che è apparentemente tecnico, è un articolo apparentemente neutro, ma così non è, perché invece l'articolo 1 parla delle tabelle A, B e C che debbono essere modificate allorché c'è una rimodulazione e una riduzione, o un rifinanziamento di misure già previste. Ecco, queste tabelle questo prevedono, e qualcuno potrebbe anche dire: "ma, insomma, c'è ben poco da discutere su queste tabelle"; ma così non è, così non è per un motivo molto semplice, perché se noi avessimo avuto la possibilità di utilizzare quei 684 milioni degli accantonamenti, o parte di quei 684 milioni, queste tabelle avrebbero avuto la possibilità di essere rivoluzionate, cioè quegli stanziamenti già esistenti avremmo e avreste potuto rimodularli, avremmo e avreste potuto ristrutturarli in termini positivi per la Sardegna, e così non è, purtroppo, perché quei 684 milioni sono di là da venire, quei 684 milioni sono un elemento confuso e difficilmente identificabile, quei 684 milioni che la Sardegna deve tutti gli anni dare allo Stato sono all'interno di tutti i vostri tentativi di recupero, sono una sorta di sarchiapone, cioè quell'animale immaginario di uno sketch di Walter Chiari e Di Carlo Campanini degli anni settanta, un animale del quale non si capiscono assolutamente le sembianze, un animale del quale non si capisce neppure la natura. Ecco, questi 684 milioni, o meglio ancora, le vostre attività, la vostra azione di governo finalizzata recuperarli, è un sarchiapone, un sarchiapone giuridico, un sarchiapone politico, un sarchiapone amministrativo, cioè un nulla di fatto. E dobbiamo per forza ritornare con la mente a quel 9 di novembre infausto, a quel 9 di novembre nel quale c'è stato quell'incontro del Presidente Pigliaru col Presidente Gentiloni, peraltro era anche il compleanno del collega Tocco, un incontro che ha prodotto niente, zero, un incontro al quale il Presidente Pigliaru si è presentato col cappello in mano, si è presentato privo di quella fierezza e di quella determinazione che un Presidente di una Regione con grandi tradizioni, con grande cultura, con grande storia, con un grande popolo, numericamente piccolo, ma grande per fierezza, avrebbe dovuto avere. Si è presentato col cappello in mano, ha chiacchierato amabilmente, ha sentito le argomentazioni del presidente Gentiloni che per l'ennesima volta sono finalizzate a procrastinare nel tempo la soluzione dei problemi, a procrastinare nel tempo la soluzione di tutte quelle vicende che rallentano lo sviluppo della Sardegna, anzi che fanno retrocedere la Sardegna.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Michele Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Presidente, l'articolo 1 richiama la legge su cui si basa tutta la manovra finanziaria che noi stiamo discutendo, richiama l'armonizzazione dei sistemi contabili, cioè una complessa operazione che mirava a mettere in ordine quel grande pasticcio che era la finanza pubblica, divisa tra i diversi livelli istituzionali. Una delle conseguenze dell'armonizzazione del bilancio è lo stretto rapporto che si è venuto a determinare tra bilancio delle istituzioni di livello superiore (Stato e Regioni in particolare) e bilancio degli enti locali. Da qui l'importanza di approvare in tempi utili in questo caso il bilancio della Regione, quindi entro il 31 di dicembre, per permettere poi agli enti locali di avere certezza delle risorse su cui poter contare poi per fare a loro volta i bilanci. Ecco da noi si verifica, Assessore, uno strano fenomeno: anche l'approvazione tempestiva, che noi auspichiamo naturalmente, del bilancio non produce questo effetto. Cioè fino a anno inoltrato, talora anche si parla del mese di settembre, ottobre, gli enti locali non hanno certezza delle risorse, in tutti i diversi settori. A cosa è dovuto questo? Io ho capito che è dovuto a difetti di comunicazione della Regione e qui torniamo al nodo di tanti problemi, cioè all'ingorgo che si verifica negli uffici regionali e che determina conseguenze a cascata devastanti nei bilanci degli enti locali. Il fatto che gli enti locali non possano contare tempestivamente sui trasferimenti della Regione comprime i tempi che gli enti locali hanno per spendere le loro risorse e questo determina spesso l'impossibilità per gli enti locali di spendere le risorse. Come si risolve questo problema? Non è un problema semplice da risolvere, ma si risolve mettendo a punto la macchina regionale. Uno dei temi su cui questa Amministrazione si è tanto spesa, per lo meno a parole, e i cui risultati pratici purtroppo non si vedono. Ieri ho citato l'esempio dei bandi in agricoltura, purtroppo vale in tanti altri settori e in particolare vale per il settore che riguarda le politiche sociali e inciderà, temiamo pesantemente, anche nell'erogazione materiale dei fondi legati al REIS. Io non so se i colleghi sanno che quasi tutti i soldi dello Stato destinati al REIS sono stati restituiti allo Stato, al REI statale, quasi tutti! Perché? Perché i Comuni non hanno saputo, o meglio, non avevano le informazioni necessarie per poterli spendere. Io credo che la Regione avrebbe potuto fare uno sforzo in questo senso, perché le somme statali più le somme regionali, per quanto si tratti di un intervento che certo non risolve il problema della povertà, però questi fondi sarebbero serviti a lenire almeno in piccola parte la condizione di estrema povertà in cui si trovano purtroppo moltissime famiglie sarde.

Ho visto che sono stati presentati a questo articolo 1 alcuni emendamenti che io ritengo debbano essere presi nella dovuta considerazione, in particolare l'emendamento del collega Comandini per quanto riguarda la tassa di circolazione degli autoveicoli e dei mezzi pubblici alimentati elettricamente e ibridi. Io penso che un emendamento di questo genere meriti di essere accolto perché perlomeno individua, traccia una strada verso cui noi dobbiamo puntare in maniera decisa. Quindi io preannuncio il mio voto favorevole a questo emendamento perché penso che o in questa manovra cominciamo a prefigurare strade nuove, o se no se continuiamo a muoverci secondo i vecchi canoni, i vecchi binari, ripeto, Assessore, sarà il solito rito a cui noi andiamo incontro con le ricadute che purtroppo saranno modeste come sempre capita.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Stefano Tunis. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (FI). Presidente del Consiglio, assessore Paci, onorevoli colleghi, illustrerò nella discussione generale su questo articolo alcuni emendamenti che noi riteniamo fondamentali per dare una profondità verticale a questa manovra finanziaria. Quello che ci preme è intervenire sul vostro emendamento, il 1027, all'interno del quale voi racchiude l'intero pacchetto lavoro, cioè comprendiamo che è intendimento della Giunta, all'interno dello stesso articolo, includere tutti gli interventi in materia di lavoro. Ci appare, per com'è confezionato, abbastanza lasco dal punto di vista dell'indirizzo politico e che rimandi eccessivamente in parte all'Esecutivo ma in larghissima parte agli organi amministrativi deputati a fare queste cose, la capacità di orientare gli interventi. Questa, e sono convinto che vi fidate di me se vi dico che è così, visto che svolgevo quel lavoro nella scorsa legislatura, credo sia invece un'opportunità che occorrerebbe richiamare all'organo di indirizzo politico che è il Consiglio regionale all'interno del quale noi intendiamo fare la nostra parte presentandovi tre emendamenti qualificanti: due a questo articolo e uno all'articolo 4. Intendiamo sottoporre al vostro esame il tema di Industria 4.0 e di nuova economia digitale che si sta affacciando al nostro Paese e alla nostra Regione. Intendiamo farlo vedendolo nell'insieme, proponendovi un intervento complessivo che veda la risorsa umana al centro del nostro ragionamento. Perché la risorsa umana? Perché quanto è certo di Industria 4.0 è che la automazione, la robotizzazione, la digitalizzazione comporta un naturale e previsto esodo di risorse umane dalle attività tradizionali. Questo è un dato economicamente certo e sul quale possiamo contare nei prossimi anni. Perché questo non diventi sfascio, non diventi disarticolazione sociale, noi dobbiamo intervenire su tutte quante le fasi, prima di tutto rendendo la nostra economia leader, la nostra economia attrattiva per il mondo digitale. Noi dobbiamo fare in modo che la Sardegna, soprattutto per le sue caratteristiche ambientali e di vita sostenibile, diventi il luogo in cui queste particolari e importanti attività possano attecchire, esattamente come è successo nel passato, con importantissime vicende di industria digitale come è stata "Video on line" come è stata "Tiscali", come può essere finalmente la Sardegna se decide di essere capofila di questo mondo. Questo lo proporremo all'articolo 4 attraverso l'azzeramento dell'aliquota IRAP per quelle aziende che aderiscono coi loro investimenti a Industria 4.0. Ma siccome è la risorsa umana al centro del nostro ragionamento, noi proponiamo altri due emendamenti e sono proprio su questo articolo. Il primo riguarda il bonus assunzionale che consentirà alle aziende, con un importante contributo da parte della Regione, di assumere all'interno della propria organizzazione il personale idoneo a svolgere queste attività ancora quando la loro organizzazione aziendale non prevede il fatto che il loro costo sia sostenibile. Quindi noi evitiamo che altri poli del digitale assorbano le nostre risorse umane, noi dobbiamo difendere il nostro capitale umano, incentivando le aziende che operano in Sardegna ad assumerli, anche se in questo momento non ci sarebbe bisogno di loro. Il terzo e più importante, che può diventare una best practice di questa Regione e potrà essere, sono convinto, esportato perché nessuno lo ha ancora fatto, è quello del welfare aziendale. In questo momento la risorsa umana dell'azienda tradizionale è debole rispetto all'economia digitale e, come abbiamo detto all'inizio, sarà necessariamente, se non rispecializzata, espulsa. La migliore dottrina di relazioni industriali ha confezionato e sta esportando il sistema di welfare aziendale come quello capace di intervenire quando il lavoratore è ancora in azienda con diverse tipologie, a seconda del fatto che sia all'inizio o nel cuore della sua carriera, oppure alla fine. Prevede strumenti, come per esempio quello dell'aggiornamento professionale programmato dall'azienda e portato avanti durante il periodo di lavoro, oppure quello dell'incremento della sua fase reddituale qualora andasse in ammortizzatore sociale. Ci sono delle situazioni che noi vi raccomandiamo di prendere in esame perché sono le più avanzate nel sistema delle relazioni industriali e sindacali, vi chiediamo di porre la dovuta attenzione, ci torneremo meglio più avanti e vi spiegheremo ancora meglio, su queste misure perché siamo convinti che qualificheranno questa legge, qualificheranno il nostro impegno all'interno di questa Assemblea, e soprattutto il rapporto virtuoso che ci deve essere tra chi ha responsabilità di governo e chi ha responsabilità di opposizione.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Presidente, ma la nuova impostazione della finanziaria ai sensi del 118 non ci deve far dimenticare che stiamo parlando comunque di soldi, di interventi, di misure che devono andare ai vari settori della nostra isola. E allora io credo che sostanzialmente ci sia un'impostazione che anche quest'anno parte con una spada di Damocle, ovvero cito per prima la partita degli accantonamenti, anche qui, Assessore, lo dico in maniera abbastanza soft, non vorrei che tra qualche mese dovessimo riparlare dei 167 milioni aggiunti in tema di accantonamenti, ma rimane nonostante tutto ancora il rammarico di dover subire questa pesante mannaia sul nostro bilancio che veramente limita notevolmente la partita appunto delle entrate e quindi dei soldi a disposizione dei sardi. Se poi devo andare anche a prendere in considerazione i vari contenuti che riguardano anche l'articolo 1, e parliamo ancora di nuovo della programmazione della spesa, allora non sono affatto d'accordo non tanto qui nel metodo, quanto nei risultati che si sono avuti nel corso di questi anni, e quindi scelte assolutamente inefficaci, specchietti per le allodole. Così come non so se sarò l'unica a dissentire dall'impostazione del piano straordinario per il lavoro, ovvero dell'emendamento numero 1027 che state proponendo. Assessore, comprendo che a seguito della richiesta dei sindacati, e di tutte le sigle che soprattutto operano in questi settori, sia difficile dare delle risposte perché le risorse sono quelle che sono, però allora anche qui evitiamo di fare grandi proclami, di dire che abbiamo fatto un Piano straordinario del lavoro da 127 milioni, perché Assessore se uno si sofferma a leggere esattamente come sono le cifre, probabilmente capisce che le cifre relative al nuovo piano sono assolutamente insignificanti, e quindi stiamo riparlando di ciò che c'è sempre stato, quindi non è che sono delle misure integrative o sono delle misure che ci consentono di dare uno scossone su questo settore, perché comunque ripeto continuiamo a parlare di fondi comunitari, FSC, FSE, che hanno una declinazione di spesa che sappiamo tutti non essere assolutamente semplice, o di facile e diretta attuazione. Ancora, se vado a vedere parliamo dei cantieri verdi e dei cantieri per il patrimonio boschivo, per carità assolutamente due interventi importanti, ma non stiamo aggiungendo nulla di innovativo per trovare mosse che possano far diminuire una disoccupazione in tempi reali. Ancora, anche perché voglio sottolineare che tutte queste cifre sono soggette ahinoi, anche i fondi regionali, ad un sistema di erogazione della spesa che veramente sta rasentando il paradosso in alcuni casi, allora se noi fossimo in grado di trasferirli correttamente quando occorrono, ovvero adesso avete imposto e credete nell'approvazione di questa Finanziaria entro l'anno, o comunque in tempi brevissimi, io sono favorevole, però poi il tutto non deve essere vanificato, come ogni volta, per avere i primi soldi utili dopo sei mesi, sette mesi. Assessore l'anno scorso abbiamo fatto la partita sullo sport, abbiamo voluto fare un esperimento, e lei sa meglio di me, perché poi lei ovviamente firma gli atti e li vede, a che periodo siamo arrivati, siamo a dicembre e ancora si parla di dover rivedere alcune spese che non sono state programmate e quindi liquidate. Io la comprendo, guardi, sono solo al suo fianco avendo svolto il suo ruolo, però credo che se dovevamo fare uno sforzo straordinario allora dovevamo andare oltre questa impostazione, e questo è un mio modestissimo parere, poi non sto dicendo che questo emendamento sia inutile, anzi ben venga, però certamente non parliamo di grandi soluzioni, non spacciamolo come un piano straordinario per il lavoro, Assessore, perché come le ho detto prima sono cifre già iscritte in bilancio. Ancora, il collega Tunis ha parlato dei segnali che noi vogliamo provare a dare, perché guardi sul discorso della politica fiscale noi ci crediamo e crediamo che ancora, nonostante ci sia un trend di miglioramento del settore economico, credo comunque che ritrovare nelle proprie casse ciò che non è dovuto per le imposte sia un segnale importante. E allora lei ha continuato la partita dell'innovazione credendoci, e insomma qualche suo progettista forse farebbe meglio ad essere un po' più preciso e dare progetti ancora un po' più concreti, però dico lei ci crede, noi ci crediamo, e allora andiamo oltre, vogliamo favorire…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Giuseppe Fasolino. Ne ha facoltà.

FASOLINO GIUSEPPE (FI). Presidente, vorrei proprio continuare da dove ha finito la mia collega, la mia collega ha finito dicendo dobbiamo andare oltre. L'articolo 1 è l'articolo degli articoli, quindi dobbiamo su questo articolo lavorare perché è l'articolo fondamentale, sono le fondamenta della costruzione di questa legge finanziaria, e allora qui bisogna lavorare, bisogna andare oltre l'atteggiamento ordinario che si può avere nel disegnare una legge di questo tipo. Come già detto abbiamo apprezzato da parte sua l'atteggiamento di non aver ulteriormente aumentato le tasse, però l'andare oltre cos'è? L'andare oltre, avere il coraggio di diminuire la tassazione per creare quelle risorse. L'andare oltre è diminuire questa tassazione per creare e dare quelle economie alle imprese da reinvestire nel mercato. E come lo possiamo fare? Come abbiamo detto anche in discussione generale sulla finanziaria noi abbiamo voluto e vorremmo continuare ad avere un atteggiamento costruttivo, un atteggiamento collaborativo, il collega Tunis nel presentare quegli emendamenti ha detto che cosa si può fare, come lo si può fare, quali risorse possiamo e potremmo avere, e che risvolto queste risorse potrebbero avere nell'economia della nostra isola. Abbiamo parlato di azzeramento dell'IRAP per chi investe, quindi non un azzeramento dell'IRAP per chi tiene i soldi a casa, per chi li rimette nel mercato e che crea economia. Questo è quel coraggio di cui abbiamo parlato, questo sarebbe quel coraggio di cui ha bisogno la nostra isola per poter andare oltre, per poter avere quella crescita che merita. Quando parliamo di riuscire ad uscire dalle morse della burocrazia, cosa vuol dire? Vuol dire riuscire magari a destinare queste risorse agli enti, agli altri enti intermedi che potrebbero così avere la forza e una velocità maggiore rispetto alla Regione per poter spendere questi soldi. E allora lì abbiamo la possibilità, e così potremo dare risposte in termini occupazionali, potremo dare risposte in termini infrastrutturali, ed è questo l'obiettivo della Finanziaria, logicamente dando le giuste informazioni a quegli enti intermedi per poter spendere queste risorse, per non fare in modo che si ripeta quello che è successo con il REIS. Ecco, queste sono delle formule che noi stiamo comunicando, sono delle formule che noi vi stiamo dando per poter migliorare questa Finanziaria.

E vorrei chiudere riprendendo ciò che ha detto il collega Tedde, sulla buona comunicazione da parte di questa Giunta, sulla buona comunicazione da parte di questa maggioranza. È vero probabilmente c'è una buona comunicazione di quello che si dovrebbe fare, ma che poi non si fa, allora se dietro a questa comunicazione non ci sono però le risposte vere, ci sarà e succederà quello che già sta succedendo: i cittadini se ne stanno accorgendo, la gente sta capendo che non ha più bisogno solo di annunci, ma soprattutto tutti quanti capiamo che non si non si campa con gli annunci. Allora, dietro agli annunci ci siano fatti concreti, noi vi stiamo cercando di dare la strada, stiamo cercando di darvi un contributo, siate umili e insieme potremmo fare una finanziaria migliore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Edoardo Tocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TOCCO EDOARDO (FI). Assessore, al di là di tutto, io credo che con tutta onestà con i numeri che lei aveva a disposizione, le risorse a disposizione forse non ci sarebbe stata persona migliore, in questo momento, di lei che è riuscita ad aggiustare, ad aggiustare veramente, quello che sembrava il niente, o sembra il niente. Quando io negli altri interventi ho parlato di un documento, una manovra senz'anima, una manovra addormentata, sonnolenta e perché lei è un economista, e un economista deve vedere più lontano di ciò che è scritto sulla carta, di quelli che sono i numeri. Un economista deve allargare l'ottica del suo panorama quotidiano, e credo che lei questo stia provando a farlo però non ha avuto il pugno forte, veramente, per poter essere incisivo con il Governo centrale, che è quello di cui si discute qui dentro. Tutti discutiamo di questo: accantonamenti, risorse che non arrivano, elemosine da parte del Governo centrale. Forse se lei avesse avuto, dico lei e non dico neanche il Presidente perché credo che la forza ce l'abbia lei, Assessore, senza nulla togliere al presidente Pigliaru per l'amor di Dio, ci sarebbe voluto veramente il pugno forte in questo momento perché a noi mancano quelle risorse che sono il diritto dei sardi, son quelle che sono nostre Assessore. Le dico questo perché quelle sono la concausa della mancanza di molti interventi strutturali sull'economia, di molti interventi della piccola economia, quell'economia dei sardi, quella fatta soprattutto di artigianato. Le leggo alcuni numeri che probabilmente lei ha, però glieli voglio leggere anche perché voglio avere conferma. Secondo un dossier presentato dalla Confartigianato circa 35.300 e rotti imprese registrate al settembre 2017, sono 709 in meno rispetto allo stesso periodo del 2016, e circa 8.000 in meno rispetto al 2008, quindi stiamo parlando di 8.000 imprese quasi in dieci anni. Allora, è chiaro che con questi dati un'economia non può essere assolutamente incentivata, è chiaro che cresce la disoccupazione, è chiaro che non sta crescendo quel PIL di cui voi parlate, quell'occupazione, quei famosi 18.000 posti di lavoro che tanto proclamate nella stampa, nei mass media ma dove sono questi posti? Se i dati sono questi, Assessore, e non me li sono inventati eh, lei questi ce li ha e io so bene che sappiamo tutti e due quello di cui stiamo parlando. Allora, io dico se questo è il progetto di un programma finanziario, con questi dati dove vogliamo arrivare, è chiaro che dati alla mano, numeri alla mano non possiamo assolutamente programmare niente. Quindi, noi stiamo combattendo sulla quotidianità, sul REIS e non riusciamo neanche a soddisfare tutte le famiglie che hanno fatto richiesta, perché son circa 60.000 a fronte di 20.000 che sono state certificate dagli uffici dei servizi sociali dei Comuni. Io mi immagino, non sono Sindaco e non sono più all'interno del Comune di Cagliari da qualche anno, io mi immagino che cosa stia accadendo all'interno degli uffici dei servizi sociali, qualcosa la so, qualche idea ce l'ho, ma io credo Cagliari è grande, Sassari… ma io penso ai piccoli comuni. E allora dico perché dobbiamo lavorare sul reddito di inclusione sociale, perché non dobbiamo programmare qualcosa sull'occupazione che credo sia più dignitosa che avere l'elemosina da parte di un ente locale. Io credo che un uomo abbia più dignità ad uscire di casa la mattina e ad avere un lavoro, e ad avere qualcosa in cui credere, che dover andare a fare la fila nei comuni e a chiedere l'elemosina, perché di questo si tratta. Ecco, questo è il panorama che si sta in questo momento verificando nella nostra terra. Allora, Assessore, io credo che, ripeto fino ad essere petulante io non ce l'ho con lei, nel modo più assoluto, guardi se c'è una persona di cui ho stima nell'Esecutivo è lei, quindi, però le voglio dire questo Assessore, proprio per questo le dico: la prego reagisca, dimostri uno scatto d'orgoglio non per noi, ma per tutti quei sardi che stanno aspettando un risultato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Mariano Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU MARIANO (Sardegna). Credo, assessore Paci, perché chiamare lei in prima persona come interlocutore è qui a rappresentare la Giunta, fatta una disamina complessiva degli emendamenti presentati a questa finanziaria risulta che su mille emendamenti oltre 200 provengono dalla sua parte, o dalla maggioranza, e in particolare una buona fetta sono emendamenti dalla Giunta a cominciare dall'emendamento 1027. Allora, dire che si porta in Aula la discussione di questa legge e di questo piano finanziario e contabile, con tutti questi dubbi che si è cercato, nel giro di un paio di giorni, di chiarire, molto probabilmente considerato che anche stamattina sono stati depositati ulteriori emendamenti, abbiamo saltato tranquillamente una percentuale del 20 per cento di emendamenti al bilancio e alla finanziaria che lei stesso ha presentato qualche giorno fa. Allora, dire come è stato da lei affermato che c'era un'apertura a quelle che erano le istanze, non solo delle parti sociali ma del mondo che soffre, tutto il mondo che soffre, a cominciare da chi è esposto, soprattutto a cogliere la sofferenza delle nuove povertà, ovvero i sindaci, gli amministratori locali che le hanno portato le istanze legate ai bisogni che tutti i giorni devono cogliere dalla popolazione nelle nostre realtà locali. E dire che il mondo del lavoro è venuto sotto il palazzo in diverse occasioni, così a rappresentare le difficoltà che voi con quattro battute enfatiche, di cui parlavamo anche ieri, avete trovato la soluzione in un'estemporanea affermazione che il lavoro cresce, l'economia cresce e quindi non ci dobbiamo preoccupare più di tanto, mentre invece improvvisamente viene fuori quello che voi vorreste definire il Piano per il lavoro o vorreste rispondere all'esigenza di avere davvero un Piano del lavoro per la nostra Isola con tutta una serie di proposte più o meno articolate - più o meno articolate -dove quello che si coglie, comunque sia, è questa voglia di dare delle risposte al mondo del lavoro che risponda soprattutto in termini assistenziali. Perché alla fine quando andiamo a vedere le varie voci a prescindere dalle risorse, che sono anche importanti, 127 milioni e 960, quasi 128 milioni di euro, e poi si ci dice che si vuol programmare, poi andiamo a vedere che le risorse programmate sono più voci, stiamo parlando 17 milioni di euro, investimenti sulle persone come da delibera CIPE sappiamo di cosa si tratta, sappiamo benissimo che i soggetti a rischio di esclusione, per i quali sono previsti 5 milioni di euro e così via dicendo. Cioè diciamo tutta una serie di voci dove si sta andando a incentivare un assistenzialismo che davvero non vede anima nella misura in cui non si sa neanche quali sono le risorse necessarie, e soprattutto non si prende in considerazione che noi abbiamo raccolto le istanze da parte degli enti locali per 65 milioni di euro e noi stiamo rispondendo con 74 milioni di euro, 74.000 milioni di euro, rispetto alle esigenze manifestate dai comuni sui bisogni sui bisogni personali della popolazione che si trova in difficoltà economiche.

Allora se questo è la politica del lavoro vorrei essere smentito, a me sembra più che altro un'azione di sopravvivenza per le nostre popolazioni, che fra sei mesi saranno di nuovo sotto il palazzo a chiedere ulteriori interventi, perché noi non stiamo facendo una programmazione di nuovo lavoro, noi stiamo cercando di salvare una barca che sta andando a fondo, senza dare davvero respiro a chi ha bisogno, soprattutto ai più giovani, soprattutto quella percentuale altissima di giovani che sono senza lavoro e che sono costretti all'emigrazione, ai quali non si offre un'alternativa. Un'alternativa dove gli interventi devono essere mirati a creare un lavoro stabile, non un lavoro stagionale, non un lavoro che davvero non dà speranza, grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gennaro Fuoco. Ne ha facoltà.

FUOCO GENNARO (Sardegna). Grazie Presidente, io devo dire che esaminando questi bilanci, queste tabelle, gli articoli trovo tutto quanto estremamente freddo e ragionieristico. Mi rendo conto che il bilancio è così, però credo che, per quanto sia curato l'aspetto finanziario ed economico, sia molto carente l'aspetto politico e soprattutto l'aspetto creativo, l'aspetto di ciò che la politica dovrebbe dare in più, soprattutto in periodi come questi, nei quali non è più sufficiente fare l'ordinaria amministrazione, ma bisogna fare assolutamente molto di più.

E allora io vi faccio, perché credo che sia più corretto, degli esempi, delle esemplificazioni di quello che io credo sarebbe una buona politica di sviluppo, una buona politica di impiego delle risorse. Per quello che riguarda tutto il contenzioso con lo Stato, che riguarda le partite finanziarie, sono credo assolutamente importanti, ma altrettanto importanti sarebbero delle battaglie di principio, che poi non sono solo di principio, e in questo senso mi rifaccio, vi voglio portare l'esempio del demanio marittimo. Allo stato attuale il demanio marittimo è proprietà dello Stato, mentre in Sicilia, che dovrebbe essere una Regione che ha lo stesso trattamento della Sardegna, il demanio marittimo è proprietà della Regione. Il demanio marittimo è una risorsa che, mi vorrete concedere, che per un'isola è fondamentale nel senso dello sviluppo, è una risorsa imprescindibile, è una risorsa su cui programmare ed è una risorsa che andrebbe salvaguardata nello sviluppo e anche in quello che può offrire. Oggi come oggi il demanio marittimo è abbandonato, come tutto il demanio pubblico, in una maniera che quantomeno grida vendetta. E a questo punto vi facciamo un altro esempio che credo sia assolutamente coerente con quello che cerco di dire. Quando parliamo di demanio, marittimo e non, io vi voglio dire ma a prescindere da quelle che sono le tabelle, i conti, battaglie, diciamo, per avere risorse che poi tutte le categorie fanno e che tutti i politici cercano di fare esclusivamente in funzione di lobby o di territori, ma perché, mi dovreste spiegare, perché una situazione come quella per esempio dell'ospedale Marino, perché bisogna parlare per fatti concreti, da 40-50 anni è uno scandalo vivente. Noi abbiamo in una delle più belle spiagge del mondo un obbrobrio che da tanti, tantissimo tempo andava valorizzato, riportato a dare sviluppo, a dare lavoro e che ancora oggi è un ammasso di cemento che grida vendetta. Ma io dico, non lo so, con il buonsenso del buon padre di famiglia, con la creatività del politico, ma uno sviluppo turistico per quel manufatto era così difficile da immaginare? Uno sviluppo turistico per tutta quella zona.

Abbiamo avuto la fortuna di avere uno sviluppo turistico negli ultimi tempi per la città di Cagliari legato, per esempio, a un ritorno, semmai se c'era stato un arrivo, delle crociere in Sardegna. Ma lo sapete che cosa significa se Cagliari e Olbia e comunque la Sardegna in generale diventasse sede di Hub crocieristici, non del mordi e fuggi di portare qualche migliaio di crocieristi che hanno già tutto sulla nave che scendono e che magari spendono qualcosa nei bar di via Roma o comprano un ricordino, un souvenir, un ricordino della Sardegna. Creare una Hub significa creare, intensificare i trasporti da tutta l'Europa e da tutta l'Italia verso la Sardegna. Intensificare i trasporti significa intensificare la possibilità di turismo anche per le coste, creare l'Hub significa abbinare la crociera con il soggiorno.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Paolo Truzzu. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Sardegna). Grazie Presidente, nei giorni scorsi un collega di maggioranza raccontava una storiella di questo tipo che la figlia piccola aveva letto il giornale e si era domandata se fosse arrivato Babbo Natale. Questo fatto avveniva il giorno successivo alla visita di Renzi in Sardegna, e nel leggere gli articoli del giornale sembrava insomma che fossero arrivato tutta una serie di regali o di pacchi, se preferite, a seconda di come li si interpreta, per la Sardegna e per i sardi. A leggere la stampa oggi mi sembra che quest'anno il Natale arrivi due volte, perché leggiamo dagli articoli dei principali quotidiani locali che improvvisamente la Sardegna gode di una (…) di denari incredibile, per cui spuntano altri 250 milioni, ci sono risorse per la povertà, per l'agricoltura, per il lavoro, per l'università, per il sociale, per lo sport, e per chi più ne ha più ne metta. Io credo che su questo bisognerebbe tutti assieme incominciare a fare un'operazione di verità, e cercare di capire esattamente da dove arrivano questi fondi, come li si sta utilizzando e come li si vuole utilizzare, per evitare che poi si arrivi a uno stato confusionale, simile a quello che ha colpito in questi giorni la Giunta e colpisce in genere la Regione e tutti gli organismi regionali. E cito un caso, è un esempio per capire quello di cui stiamo parlando. In questi giorni l'ATS ha pubblicato una delibera, udite udite, per avviare un programma per capire se la ASL Unica è la soluzione ai problemi della sanità, cioè questo stato confusionale che c'è in sanità mi sembra che si stia propagando a tutta la Regione, e si propaga purtroppo, sotto un certo punto di vista, anche a quello che forse è l'intervento più importante e più qualificante di questa finanziaria, il Piano per il lavoro, perché se andiamo a verificare quello che sta succedendo, io devo dire che risorse in più per il lavoro ne trovo con difficoltà, trovo invece che sono state riprogrammate delle risorse, che sono stati utilizzati dei soldi che già c'erano, per arrivare a questi fantomatici 127 milioni, e questo lo dobbiamo dire ai saldi, lo dobbiamo dire, colleghi, perché non è che ci sono risorse in più per il lavoro, la verità è che ci sono risorse che sino ad oggi non sono state spese, ci sono risorse che questa maggioranza, questo centrosinistra e questa Giunta non è riuscita in tre anni e mezzo a dedicare al lavoro, perché di questi 127 milioni, 102 son riprogrammazione di fondi comunitari, fondi dell'ASPAL, fondi dell'Insar, è questa la realtà! Allora non andate a fare gli articoli sulla stampa, non fate i grandi proclami, perché non ci sono più soldi per il lavoro, e lo dico nel vostro interesse, perché domani poi verranno a bussare alle vostre porte per dire che gli avete venduto ancora un'illusione, perché questa è la realtà, questo è quello che sta succedendo oggi! E le altre, badate, non sono risorse in più ancora una volta, ma sono le risorse di sempre, e lo dico anche ai colleghi della maggioranza, perché si stanno riprogrammando le politiche per la stabilizzazione degli LSU, i cantieri verdi, il patrimonio boschivo, i cantieri Forestas presso i comuni; di che cosa stiamo parlando? Qual'é l'occupazione in più che siamo in grado di generare? Qual'é la capacità, le risposte che siamo in grado di dare ai sardi? Quali sono le vere opportunità che si creano per quei giovani che sono costretti ad andare via, per quei giovani disperati che ogni giorno devono rinunciare al loro sogno. Stamattina ho incontrato una mamma di 19 anni che mi chiedeva e diceva: "Ma non è possibile che non si trovi un lavoro anche di quattro ore, poter andare a lavare le scale per poter dar da mangiare a mio figlio". E quando le ho chiesto: ma tu, che sogno hai? Che cosa vorresti fare? Mi ha risposto: "Io vorrei fare la maestra". La realtà è questa! Non sono i numeri sull'occupazione che ci state vendendo, la realtà è questa, che c'è una marea di giovani, una marea di meno giovani, con competenze, con professionalità, che non trovano risposte, e ancora oggi noi vogliamo vendergli un'illusione dicendo che mettiamo nuove risorse per il lavoro, che siamo in grado di offrire risposte, e invece stiamo continuando con le solite logiche, come dicevano ieri alcuni colleghi, in particolare ricordo l'onorevole Cossa: "Stiamo continuando con la logica dei cantieri", magari della risposta clientelare, perché per poter lavorare devi bussare alla porta di quell'amico, o dell'amico di quell'amico. Questo non è un modo per dare risposte ai sardi, per poter generare occupazione, per poter generare crescita e sviluppo, perché l'occupazione si genera se noi siamo in grado di mettere le imprese nelle condizioni di poter fare il loro lavoro, gli imprenditori di poter incominciare a scommettere sulla Sardegna, poter creare le condizioni perché ognuno sia libero di trovare un posto di lavoro, sia libero di poter mettere le proprie competenze al servizio della comunità, sennò continuamente continueremo, ancora una volta, a vendere l'ennesima illusione.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Mah, io mi trovo in condizioni di dire che abbiamo votato un documento come minoranza in maniera negativa perché non rispondente a quelle che sono le esigenze della Sardegna e del popolo sardo, ma ancora di più, alla fine l'onorevole Pittalis aggiungeva che probabilmente non teneva neanche conto della realtà, che era esaurito prima di essere approvato, che non era esistente, che non era consistente, che non dava possibilità di rimedio per quelle che sono le esigenze, le istanze, le necessità del popolo sardo. Poi ci si dice: Abbiamo necessità di avere altre entrate, abbiamo la necessità di corroborare quelle entrate che lo Stato ci nega, non abbiamo disponibilità finanziaria perché abbiamo delle spese fisse, basti pensare alla sanità, circa il 60, 65 per cento, se allargata, e certamente non sufficientemente rispondente quella spesa a quelle che sono ancora una volta le esigenze dei malati, di coloro che soffrono, di quelli che aspettano una risposta certa e seria ai servizi che pagano. Poi si dice che tutto il sistema di agenzie, di gestione degli Assessorati, di enti vari della Regione, le compartecipazioni assorbono altre entità, per farla in breve, ben poco è disponibile come libero utilizzo nelle finanze regionali. E se uno dovesse dire 300 milioni di euro ci va anche bene, diceva qualcuno, ma pensate che solo per fare un tratto di strada di un chilometro ce ne vuole almeno un miliardo, se va bene. Ora io mi chiedo: che ci fate, la birra? Quali sono i sufficienti interessi riversati verso l'agricoltura, dove non viene neanche citata all'interno della disponibilità finanziaria, dell'artigianato, del commercio, dove forse serviva ancora una volta incentivarli attraverso la legge numero 51, la legge numero 9. E che dire di un turismo che non viene affrontato con forza, con caparbietà, nonostante si sia ormai sottolineata, sotto tutti i punti di vista, la peculiarità dell'insularità della Sardegna e il travagliato rapporto con il continente, ove non c'è possibilità di raggiungerlo in nessuna maniera, né per via aerea, e né per via mare, e tra l'altro per via mare se lo si raggiunge lo si paga caramente, perché non siamo stati capaci di incidere in quella direzione. Ma se è vero quello che dico, com'è vero, e voi lo sapete, è inutile mentire a voi stessi e ai sardi, fate un'operazione degna, che riscatti la porcheria che è stata fatta, rinunciando, per un accordo col Governo nazionale, a quelle che erano le possibili entrate, peraltro garantite anche per un certo verso dalla Corte costituzionale, ed è stato ritirato, e vi abbiamo pregato in tutti i modi di insistere presso la Corte. Ci siamo anche sostituiti a voi maggioranza che avete impedito al Consiglio regionale di essere presenti in un contenzioso con il Governo nazionale, io e l'onorevole Cossa, dicendo che eravamo comunque parte dell'istituzione autonomistica regionale, perché voi non avete la schiena dritta, perché voi siete stati pusillanimi, perché voi non avete fatto gli interessi dei sardi, del popolo sardo intero e della Sardegna! Allora, riscattatevi perché il numero 813 e il numero di un emendamento che vi ricorda che possiamo ancora richiedere le accise, che bisogna metterlo in finanziaria perché ci consentirebbe di suffragare quella grande ipotesi, ma certamente ci sono delle interpretazioni precise di studiosi, di grandi avvocati che dicono che l'accisa viene acquisita dove si produce, con una sospensione che poi va quando viene ad essere esitata in una vendita, ma si produce in Sardegna e abbiamo da riscattare anche quello che il lungomare di Pula per quelle che sono di infrangere l'ecosistema. Allora riscattatevi, mettetelo in finanziaria, siate coerenti e coscienti perché questo è quello che viene richiesto a voi per dare giustamente una risposta ai sardi, almeno avrete la possibilità…

PRESIDENTE. Onorevole Dedoni, il tempo a sua disposizione è terminato.

È iscritto a parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Presidente, colleghe, colleghi, assessore Paci, passiamo ad esaminare oggi l'articolato, partiamo dall'articolo 1: "Disposizioni in materia finanziaria e contabile", una legge che dimostra ancora una volta la poca fantasia della maggioranza, ma soprattutto una legge che dimostra il poco coraggio. Una finanziaria che potremmo chiamare la finanziaria del "tira a campare", una finanziaria scritta da ragionieri dove dobbiamo far quadrare i conti, ma in realtà non produciamo nulla di buono per i sardi. La scelta della minoranza, Assessore, di intervenire su questi temi, di intervenire tutti, di intervenire su tutti gli articoli e di presentare emendamenti, molti emendamenti, è perché sicuramente intendiamo porre su questa legge anche il nostro sigillo, intendiamo contribuire perché questa legge sia la miglior legge finanziaria, non solo per questo Consiglio, ma per la Sardegna intera. Il fatto però che vi siano molti emendamenti anche da parte della maggioranza e della Giunta significa e certifica che questa finanziaria così com'è stata presentata non vi soddisfa e sicuramente non soddisfa quelle che sono le esigenze dei sardi. Quindi l'occasione del Consiglio di riprendere con attenzione tutti gli articoli è un'occasione importante e non la ritengo assolutamente del tempo perso, perché altrimenti non avreste presentato neanche voi tutti questi emendamenti, è il tempo necessario che occorre per presentare una legge finanziaria. Dal mio punto di vista direi che non dobbiamo neanche correre o avere fretta di approvare gli articoli, perché è utile nell'interesse comune, per il bene comune, quello di cercare di trovare e di scrivere una legge migliore. Una legge che dimostra tutta la sua lacuna, una legge che sicuramente non tiene conto e non fotografa esattamente quella che è la realtà della crisi in cui riversa la Sardegna, con una disoccupazione giovanile che è circa del 55 per cento, ma una disoccupazione di over 50 e over 40, dove questa legge si è proprio totalmente dimenticata. Gli over 50 e gli over 60 oggi non possono partecipare a bandi, non possono partecipare a concorsi pubblici e sono tagliati fuori completamente dal mercato del lavoro. Quindi una parte di popolazione dei sardi che purtroppo, ahimè, sono tantissimi che si vedono in qualche modo esclusi, isolati, emarginati. È bellissimo parlare di meritocrazia, è utile che questa proposta esista, che si ragioni in questo modo, quindi far crescere anche il livello culturale dei nostri dirigenti, dei nostri funzionari, ma ci dovete spiegare cosa intendiamo fare di queste migliaia di persone che hanno superato un'età media di 50 e 60 anni che sono senza lavoro. Ecco, è preoccupante quando stamattina leggendo la stampa leggiamo articoli come quello "ARGEA: super premi ai dirigenti". L'idea che un disoccupato di cinquant'anni, di sessant'anni non possa partecipare ad un concorso pubblico, ma un dirigente dell'ARGEA possa ottenere un beneficio di oltre 30.000 euro o meglio di 30.000 euro, quello più alto, e di 17.680 quello più basso, peraltro tutti promossi, allora c'è qualcosa che non va bene, c'è qualcosa che anche in questa finanziaria dobbiamo rivedere. Se la Regione Sardegna ha tanti soldi da spendere come premi ai propri dirigenti, beh questo va sicuramente rivisto. Peraltro in un settore difficile, quello che soffre di più, quello dell'agricoltura che sa ovviamente di presa in giro, non è molto serio non erogare contributi alle aziende agricole, non erogare i servizi e poi richiedere dei premi ai dirigenti. Io la ritengo una vergogna pubblica che siamo ancora in tempo per porre rimedio, soprattutto per il prossimo anno visto che noi di questo stiamo parlando, una categoria che soffre terribilmente il problema della siccità, della lingua blu, dei (…) comunitari e regionali non pagati, del Refresh che non è stato ancora risolto, di una serie di problematiche che sicuramente non sono degne di premi ai dirigenti. Quindi alla luce di queste argomentazioni io credo che questa finanziaria che stamattina ci accingiamo a discutere nell'articolato meriti un'attenzione diversa, ma soprattutto meritino attenzione i nostri emendamenti che abbiamo presentato.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Angelo Carta. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az-La Base). Presidente, in effetti la finanziaria che la Giunta ha esitato a suo tempo nasce con auspici diversi. Lungo strada, attraverso la pressione da parte della maggioranza e soprattutto la pressione da parte dei sindacati, il lavoro entra prepotentemente dentro questa finanziaria per farne parte sostanziale e infatti la Giunta, in fretta e furia, ha predisposto l'emendamento numero 1027 dove riesce in qualche maniera a dire ai sindacati, a dire alla sua maggioranza: "Abbiamo uno stanziamento di 127.960.000 di euro nel 2018 per il lavoro". L'analisi delle poste per 85.300.000 euro sono Fondo sviluppo e coesione e Fondo sociale europeo, sono fondi europei, 17 fanno parte del bilancio dell'ASPAL e solo 25 milioni sono quelli dei fondi regionali. In effetti la cosa non basta perché sostanzialmente questo emendamento non risolve alcun problema, non dà una risposta reale, perché fino a spendere i fondi europei o fino a mettere a disposizione dei destinatari queste somme passeranno sicuramente tanti mesi e probabilmente in questa legislatura si andrà a spirare senza che ci sia e senza che si arrivi a nulla di positivo. Naturalmente il lavoro della maggioranza continua e viene proposto un emendamento che, secondo me, è quello che più di qualunque altro proposto dalla Giunta o da altri potrà dare probabilmente più occasioni di lavoro rispetto ai 127 milioni così pomposamente sbandierati, ed è un emendamento che parla di 8 milioni. È un emendamento a un emendamento, primo firmatario Cocco Pietro, che parla di 8 milioni da destinare a edilizia privata. Il ragionamento che fanno i firmatari è questo: 8 milioni che non hanno obbligazioni vincolanti nei confronti di privati diamoli in contributo ai privati per fare lavori di ristrutturazione, immagino, quello che un'edilizia privata appunto fa. E dicono che attraverso l'attivazione di un contributo del 20 per cento agli interessati si riesce a produrre una mole di lavoro pari a 40 milioni, sostanzialmente un moltiplicatore di 5, perché se 8 milioni sono quelli che sto impegnando e riesco a produrre 40 milioni di volume probabilmente riesce a dare più lavoro questo emendamento da 8 milioni, subito, che non quello della Giunta da 127 milioni. Questo per dire che sostanzialmente quello che si dovrebbe fare, quello che voi avreste dovuto fare è guardare e fotografare quello che c'è fuori di quest'Aula, c'è gente che è animata da rancore, odio verso la politica, voglia di vendicarsi della politica, perché la politica probabilmente lo ha lasciato senza lavoro, la politica non dà risposte alle necessità quotidiane di famiglie, di giovani, di anziani, e quindi almeno quest'ultima finanziaria dovrà essere improntata a dimostrare a questa gente, alla gente che sta fuori di qui, che la politica è in grado di dare risposte serie e risposte concrete. È inutile con 127 milioni, che chissà quando si vedranno, pensare di dare risposta al lavoro. Gli emendamenti che poi si susseguono l'uno sull'altro credo che dimostrino come l'attenzione è più volta alle elezioni che non ai problemi reali delle persone. La non ammissibilità di alcuni emendamenti, quali un paio che ho presentato io, certamente sono probabilmente fuori dal 118 e da quelle che sono le normative, ma sono comunque emendamenti che potevano e dovrebbero contribuire a far ragionare la Giunta e il Consiglio rispetto a quelle che sono le misure più urgenti, le misure necessarie per consentire questa ripresa che non arriva. Non si parla di bonus, non si parla certamente di regalie, si parla di lavoro, e credo che questo argomento nella Finanziaria che stiamo esaminando non sia centrato e una volta ancora si sia persa l'occasione per dare risposte concrete ai sardi.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gianfranco Congiu. Ne ha facoltà.

CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). Presidente, intanto preliminarmente vorrei chiederle, per la connessione degli argomenti trattati, se può essere richiamato l'emendamento, all'articolo 6, numero 1029 che è molto brevemente quello che abbiamo definito il piano straordinario lavoro, che abbiamo incasellato nell'articolo 6, ho visto che invece l'emendamento numero 1027 occasiona la nascita di un articolo 1 bis, ecco chiederei per omogeneità del ragionamento che possa essere chiamato anche l'emendamento 1029 all'articolo 6, sennò lo richiamo in discussione comunque. So che c'è già un invito al ritiro mi pare della Commissione.

PRESIDENTE. Va bene,viene acquisito l'emendamento numero 1029, che è stato riferito all'articolo 6, che può essere riportato all'articolo 1 bis.

CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). La ringrazio, Presidente. Allora, abbiamo già avuto modo di rappresentare durante la discussione generale la chiave di lettura che il Gruppo del Partito che sardi ha voluto dare della manovra finanziaria, ripartendo in quattro ambiti tematici quelli che abbiamo definito essere i pilastri della manovra. Uno in particolare è quello dedicato al lavoro e alla sicurezza sociale, beh molto prima che si avviasse il dibattito preparatorio, con altre forze politiche qui in Aula, ad esempio Articolo 1-MDP, abbiamo ragionato molto su che tipo di lettura dare a quella che viene da tutti definita e riconosciuta come l'emergenza lavoro. Beh, la lettura che noi abbiamo dato è il fatto che, per esempio la manovra, il DEF lo tratteggia molto bene, il DEF si è concentrato molto su quelle che sono le politiche strutturali, su quelli che sono gli investimenti ad ampio respiro, su quella che è una risposta alla formazione di nuovo lavoro. Noi pensiamo che le politiche di lavoro si muovano su un ambito duale. L'ambito duale è quello certamente della misura finanziaria strutturale, ma c'è anche la contingenza. Quella contingenza, Presidente, che per esempio si è riverberata in tutta la sua prorompente drammaticità, per esempio, avantieri nella riunione dei capigruppo dove abbiamo sentito il grido accorato di allarmi di lavoratori per esempio esclusi da ammortizzatori sui quali la Presidenza della Regione, gli Assessori competenti, hanno preso degli impegni ben precisi. Noi siamo tornati su questo argomento stilando l'emendamento numero 1029, che originariamente rappresentava un punto di sintesi di quelle che noi abbiamo definito esigenze di accompagnamento di lavoratori deboli, cioè ai margini di un welfare, non pienamente inseriti in un ciclo di ricambio lavorativo, eccetera, e che poteva rappresentare l'asse portante di un piano straordinario. Piano straordinario che calato nella nostra realtà, con lo strumento che noi avevamo individuato, che era lo strumento della gestione commissariale, ci avrebbe dato la possibilità di immettere delle risorse con destinatari specifici, ma con delle procedure di spesa molto snelle. Ecco quindi il secondo argomento che noi avevamo evidenziato, va bene la risorsa finanziaria, occhio alla procedura di spesa, procedura snella, procedura veloce, procedura rapida. E lo avevamo sintetizzato con l'emendamento 1029, è stato anche in un certo momento ritirato, Presidente, il ritiro ha occasionato un dibattito all'interno della maggioranza, che ha dato dei risultati, i risultati sono stati poi compendiati nell'emendamento numero 1027, proposto dalla Giunta, che utilizza un ragionamento assolutamente sovrapponibile ritengo io, ma su questo chiederò un intervento poi anche all'Assessore al bilancio presente, dicevo propone un ragionamento assolutamente sovrapponibile a quello che noi stessi abbiamo fatto. Rappresenta uno schema plurifondo l'emendamento 1 bis, un plurifondo che lavora su delle leve settoriali molto specifiche. Noi c'eravamo lanciati addirittura indicando i settori di intervento, che erano la salvaguardia e la tutela dell'ambiente, le bonifiche, il monitoraggio dello smaltimento dei rifiuti, il monitoraggio del patrimonio immobiliare scolastico, il monitoraggio della rete stradale, la custodia e pulizia, tutti ambiti di interesse locale sui quali riversare tutte o parte di quelle risorse che noi avevamo individuato per sostenere finanziariamente il nostro Piano straordinario lavoro. Bene, l'invito al ritiro della Commissione mi induce verosimilmente a ritirare l'emendamento che abbiamo proposto, dopo chiaramente aver sentito le assicurazioni che vorrà dare l'assessore al bilancio, nella misura in cui chiediamo se queste aree di intervento tematiche sono le stesse che per esempio possono essere attenzionate nei trenta giorni che ci separeranno successivamente, con un lavoro di dettaglio che verrà curato dalla cabina di regia, e se quello che noi avevamo pensato essere il fondo rotativo, lo trovo presente comunque nell'emendamento 1 bis nella parte in cui si dice che si possono prevedere anche meccanismi rotativi per i destinatari, ecco questo per noi è importante, una sua parola di assicurazione su questo presupposto a noi ci induce certamente a ritirare l'emendamento e a valorizzare il contenuto dell'emendamento 1027.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Ma, normalmente l'articolo 1 contiene disposizioni che riguardano la parte finanziaria delle entrate e delle uscite, e ci troviamo ad affrontare invece un problema importante che è quello del lavoro. E allora qui bisogna fare un'operazione verità, la prima, politica, è che state commissariando l'Assessore del lavoro, dovete questo riconoscerlo, state certificando il fallimento dell'Assessore del lavoro, lo state dicendo voi, Giunta regionale, lo state avallando voi maggioranza di centrosinistra. Cioè state dicendo che lì c'è una signora che praticamente ha fallito nella sua azione di governo delle politiche del lavoro. E c'è la seconda operazione verità che bisogna fare e io la faccio, badate, non prendendo le mosse chissà da quale testo dall'articolo che voi proponete all'Aula, l'articolo 1 bis, dove al secondo comma dite testualmente, perché io questo emendamento lo farò girare in tutta la Sardegna, questo emendamento lo devono conoscere i disoccupati, i precari, i senza lavoro, coloro che sono in cassa integrazione, coloro che fra qualche settimana perdono definitivamente il posto di lavoro, perché devono capire quali sono le politiche attive del lavoro che proponete. Udite, sardi voi che ci ascoltate attraverso il web perché siete in molti migliaia, ascoltate cosa dicono i signori della Giunta e della maggioranza di centrosinistra per risolvere le politiche del lavoro: la Giunta regionale, entro trenta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, su proposta della cabina di regia della programmazione unitaria, che si avvale del supporto operativo di ASPAL - immaginatevi quanta preoccupazione c'è per i senza lavoro -. Entro 30 giorni e quindi si tratta prima di approvare questa legge e su una proposta che dovrà elaborare, perché ancora non conoscono qual è la situazione della mancanza del lavoro in Sardegna, c'è necessità di istituire una cabina di regia della programmazione unitaria che si deve avvalere anche del supporto operativo di ASPAL, casomai non fosse sufficiente… E poi la Giunta, quando sarà, con una sua deliberazione approverà, previo parere delle Commissioni competenti consiliari, le azioni, gli ambiti di intervento, le modalità organizzative del Programma Integrato plurifondo per il lavoro, Lavoras, e le conseguenti variazioni di bilancio relative alla rimodulazione dei fondi statali e comunitari. Che cosa si sta dicendo? Sta dicendo nulla, questa è la risposta che date alla organizzazione dei lavoratori della CGIL che sull'argomento vi ha incalzato? Beh, fossi io il Segretario regionale della CGIL vi mobiliterei mezza Sardegna! Ma fossi anche nel Segretario della CISL, della UIL, della UGL e delle rappresentanze degli altri lavoratori mi sarei davvero rivoltato! Perché se andiamo a leggere l'altro comma, ed è la cosa ancora più vergognosa, perché avete fatto intendere che sono 127 milioni di nuove risorse, come vi hanno ricordato i colleghi, risorse che già esistono e che state cercando ancora una volta di fare il gioco delle tre carte! Come fate per i piani territoriali, parlando sempre delle stesse risorse! Facendo finta che abbocchino gli operatori, i cittadini! Qui che cosa state proponendo? State proponendo una rimodulazione di risorse che sono già destinate e mi dovete far capire come coprite gli interventi già programmati, per esempio, per quanto riguarda l'incremento occupazionale, per quanto riguarda i soggetti a rischio di esclusione sociale, per quanto riguarda i cantieri verdi - state toccando anche quelle risorse! -, per i lavori socialmente utili, le politiche di stabilizzazione, esodo per i lavoratori socialmente utili, i cantieri FORESTAS presso i comuni. State utilizzando risorse sensibili che sono già destinate e che sono già vincolate ecco perché Assessore non pensi che questa finanziaria possa essere esitata nel giro di qualche ora o di qualche giorno! Levatevelo dalla testa! Perché noi su questi temi vi inchioderemo! Ritirate questa vergogna che state proponendo, allora sì che si potrà parlare di confronto serio, ma a queste condizioni noi vi incalzeremo perché non è possibile prendere in giro i sardi e mi fa specie, veramente, che le organizzazioni rappresentanti dei lavoratori…

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Abbasso i toni. Non c'è nessuna presa in giro, sono soldi concreti, è un intervento importante che era atteso, sul quale la Giunta sta lavorando da mesi, non ci siamo fatti incalzare da nessuno, faccio solo un esempio: i 35 milioni di FSC sono stati programmati da diversi mesi e aspettavano di essere messi a correre con questa finanziaria. Sono fondi immediatamente spendibili, senza vincoli, perché ricordo che con l'FSC il presidente Pigliaru ha anche stanziato 45 milioni per gli ammortizzatori sociali che, infatti, sono stati utilizzati. Quindi, sono soldi che possiamo spendere, sono soldi che si aggiungono ai fondi regionali, 25 milioni, è vero alcune di queste risorse sono già impiegate ma semplicemente le stiamo mettendo in un quadro unitario, stiamo dicendo che è un quadro plurifondo, i cantieri verdi continueremo a farli ma probabilmente andremo a mettere anche risorse in più. Quindi, non c'è nessuna presa in giro, i fondi FSE sono fondi oggi liberi, e vengono programmati per queste finalità. Poi io capisco, ci vuole sempre altro, ci vuole sempre altro, ma io penso che questo sia un intervento importante, penso che sia un intervento importante col quale daremo risposta alle tante crisi occupazionali. Allora, che cosa stiamo facendo? Stiamo facendo un emendamento snello, che prende anche spunto da un dibattito, da un confronto che c'è stato col Partito dei Sardi e col loro emendamento, il 1029, stiamo dicendo che in 30 giorni, che sono pochissimi, la Giunta arriverà dando, e lo porteremo in Consiglio perché è giusto continuare il confronto in Consiglio, identificando quali sono le tematiche, non le abbiamo scritte qui ma è ovvio che stiamo parlando di ambiente, di archeologia, di decoro urbano. Ci sono problemi di realizzazione, lo sappiamo tutti, se lo facciamo presso i Comuni, i Comuni hanno limiti assunzionali, dobbiamo stare attenti a questi temi. Ma vogliamo fare anche altro, vogliamo fare bonus occupazionali, ecco qui che mi riallaccio agli emendamenti che ho visto che sono presentati anche dall'onorevole Tunis, ma ne vedo alcuni anche dall'onorevole Truzzu, e quindi potremmo fare su reti tecnologiche, il discorso del catasto, delle reti stradali, ma con grande attenzione al digitale. Io ricordo, e ci tengo a ricordarlo qui, qui stiamo parlando di un piano per l'occupazione, ma noi stiamo dando tantissime risorse alle imprese c'è un bando chiuso qualche settimana fa, proprio di innovazione, 25 milioni, 117 domande quasi tutte del digitale, 25 milioni, quindi stiamo intervenendo. Ma io sono convinto che anche dentro questo piano ci potrà essere e ci dovrà essere spazio anche per il digitale, perché questo è il futuro, l'industria 4.0, non per niente abbiamo fatto il Digital Innovation CAB, con Confindustria e con le Camere di commercio, proprio perché crediamo fortemente che non ci vogliano solo i cantieri verdi, i cantieri ambientali ma dobbiamo anche portare i lavoratori a un'occupazione. Però, probabilmente i lavoratori ultra cinquantenni, come veniva ricordato anche da voi stessi, hanno caratteristiche e richiedono strumenti diversi rispetto ai giovani, che possiamo ancora formare che possiamo poi mettere nelle imprese. Allora, è volutamente lasco proprio perché non possiamo irrigidirci in qualunque, scrivere qualunque settore e poi ce ne siamo dimenticati uno e non riusciamo ad intervenire, però sarà fatto un preciso monitoraggio, c'è un impegno per scrivere nel programma, che poi vi ho detto arriverà alle competenti Commissioni anche un monitoraggio almeno trimestrale, perché siamo pronti a rispondere all'opinione pubblica. Io penso che questo sia uno degli interventi qualificanti della manovra, non stiamo dando risposte ad associazioni specifiche, stiamo dando quelle risposte, che anche quest'Aula, che anche quest'Aula ci ha chiesto più volte di dare ai temi del lavoro, ai temi del disagio, ai temi dei giovani, così come ai temi di chi sta perdendo l'occupazione e difficilmente può pensare a una nuova qualificazione. Dopodiché il dibattito è ovvio che ci deve essere, è il benvenuto, io sto facendo aperture concrete di attenzione alle tematiche, mi viene in mente adesso l'altro emendamento, sempre di Truzzu tra quelli che sono adesso in discussione, su Mamma… non mi ricordo il nome ma è una tematica importante. Ebbene sappiate che in aggiunta a questi 127 milioni, che stiamo valorizzando qui, ce ne sono altri che riguardano le politiche di conciliazione, sono 22 milioni disponibili esattamente per fare quel tipo di iniziative, che venivano ricordate. Come ci sono politiche di salvaguardia presenti nella manovra che non abbiamo voluto valorizzare, proprio perché non siamo interessati a dire quanto stiamo mettendo in gioco, ma ve le ricordo giusto perché si sappia quanto nella Finanziaria regionale viene fatto sul tema lavoro. I lavoratori del parco geominerario 21 milioni, liste speciali 18, Olmedo, Tossilo, i lavoratori di Burgos, l'incremento delle liste speciali sono tutti interventi previsti nella Finanziaria. Allora io penso che si possa lavorare insieme al Consiglio nelle prossime settimane per dare un piano che sia un piano efficace, per dare risposte che tutti quanti stanno aspettando.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 135, 303, 694 uguali.

Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Grazie signor Presidente, è ovviamente un emendamento soppressivo, perché prima discutiamo gli emendamenti soppressivi. Ma è un emendamento soppressivo significativo, perché va a eliminare o tenta di eliminare una norma che noi abbiamo già detto essere contraddittoria. Perché contraddittoria? È una norma che prevede, come al solito, come accade in tutte le finanziarie, prevede che i rifinanziamenti, le rimodulazioni, le riduzioni debbono essere in qualche modo inserite nelle tabelle A, B e C. Ora questi finanziamenti queste rimodulazioni questi rifinanziamenti, queste riduzioni sono delle operazioni che vanno a incidere, in modo insufficiente sicuramente sugli strumenti finanziari che occorrerebbero per puntare veramente gli obiettivi e cercare di afferrare qualche obiettivo. Le risorse sono insufficienti, alcune risorse vengono riciclate, ecco in questa materia siete veramente abili, siete dei ricicloni incalliti, siete capaci di contrabbandare come nuove risorse, risorse vecchi e decrepite, siete capaci di spostare le partite da una casella all'altra simulando l'introduzione di nuove risorse e al tempo stesso siete capaci invece di non programmare le risorse che ci sono. E mi riferisco ai 40 milioni di euro che serviranno per le varie mancette, elettorali mentre invece noi avremmo gradito, avremmo preferito che questi 40 milioni di euro fossero indirizzati per sostenere i Comuni, i quali a loro volta devono sostenere i poveri, ai quali Comuni debbono finanziare l'estreme povertà, debbono in qualche modo stare al fianco di chi più soffre. Ecco questi 40 milioni di euro quello che noi vi chiediamo è non destinateli a mancette, prendete in considerazione, in seria considerazione che ci sono situazioni di povertà e situazione di disagio che richiedono interventi rapidi, celeri che voi innanzitutto inquadriate il problema, mentre oggi il problema non lo avete davanti agli occhi, il vostro orizzonte è fatto soltanto da presunti stanziamenti che vi servono per farvi stare al fianco molti soggetti giuridici, molti soggetti persone fisiche, che potenzialmente vi possono dare sostegno in campagna elettorale, non si può fare…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Grazie Presidente, un minuto per confermare ancora il nostro voto favorevole appunto all'abrogazione dell'articolo 1. Anche perché a tratti, guardate, risulta anche pleonastico nel senso che è una mera applicazione del "118" quindi forse non vale neanche la pena di star lì a indicare tutti i passaggi, perché tanto è una semplice applicazione, non c'è niente di consistente se non i procedimenti. Tra l'altro riportati nelle tabelle A B e C, questo lo dico per chi ha difficoltà a leggere tra le pieghe del bilancio, figuriamoci a capire queste tabelle, dove addirittura le spese continue non vengono neanche riportate, ma si dà evidenza solo di quello che viene poi alla fine rivalutato. Devo anche dire, Assessore, che certamente questa impostazione della finanziaria, gliel'ho detto dall'inizio, non fa evincere qual è la proposta della Giunta, perché nel momento in cui lei lo dice per metodo di concertazione, di disponibilità nei confronti del Consiglio, io preciso che invece il metodo scelto penalizza da un lato la proposta della Giunta, perché viene monca, e soprattutto invece si presta all'elargizione delle prebende per i Consiglieri, quelli più potenti, quelli che si devono candidare a breve, quelli che rappresentano un territorio più o meno forte, e quindi quelli che sono espressione di determinati partiti politici. Ecco a questo si è prestato, Assessore, perché non più tardi di ieri in Commissione abbiamo assistito veramente alla lettura di alcuni emendamenti che gridano vendetta. Sinceramente io credo che non ci si debba prestare a sminuire il valore di una legge come questa che deve andare ad incidere sui valori reali dell'economia, del sociale, di tutele che devono deve arrivare alle categorie quelle citate soprattutto dall'onorevole Pittalis non più tardi di qualche minuto fa. Ecco a questo è servito l'impostazione della finanziaria.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gaetano Ledda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LEDDA GAETANO (Psd'Az-La Base). Dichiaro subito il mio voto favorevole a questo emendamento che parla "disposizioni in materia di sostegno alle attività economiche". Come hanno detto bene chi mi ha preceduto, la situazione a livello sardo, a livello delle attività dell'economia è a dir poco esplosiva, si è parlato di agricoltura, quel collega ha detto che non son partiti i PSR, e i giovani l'agricoltura che dovevano essere inseriti nei vari programmi comunitari, sono tutti al palo. Ci sono 70-80 milioni di euro fermi da almeno 24 mesi, per quanto riguarda il settore del lavoro abbiamo rimarcato in quest'Aula che abbiamo quasi ogni giorno uno sciopero, dagli apicoltori, al settore agropastorale, al settore industriale, alle varie cooperative. Ogni giorno ce n'è una, più aumentano i giorni e più aumentano le persone che vengono qui sotto il Consiglio a lamentarsi.

Quindi l'argomento principale di questa finanziaria, e voi state cavalcando il cavallo di battaglia del lavoro, manca proprio il lavoro, la situazione, ripeto, è catastrofica. Abbiamo fatto delle misure per quanto riguarda il settore agricolo si è parlato che ci dovrebbero essere, poi vediamo nei vari emendamenti, 20 milioni di euro per il settore bovino. Il settore ovicaprino, e lo rimarco in quest'Aula, pubblicamente, è allo sfascio, perché siamo intervenuti come Consiglio regionale con l'importo 45 milioni di euro, il 70 per cento delle aziende non ha ricevuto un centesimo, addirittura sono state estratte delle aziende per controlli e ce ne sono 450 che dice dovrebbero ricevere soldi non prima del mese di marzo addirittura aprile dell'anno prossimo. Cioè ricevono i soldi quando non ci saranno più, quando sono già morti. Questa è la politica, la politica di questa maggioranza. Per quanto riguarda abbiamo parlato di sanità, e faccio l'esempio concreto, io sono andato a fare una visita martedì mattina, ho fatto tre ore e mezza di fila per un minuto e mezzo di visita, fra scioperi e ospedali che non funzionano, addirittura ho aspettato dieci minuti perché non c'erano le garze, sono andati a prendere le garze, questa è la realtà e la situazione, quindi anche a livello sanitario siamo proprio messi male. A livello agricolo l'ho detto, a livello occupazionale l'ho detto, cioè, qui sembra, sentendovi parlare, che funzioni tutto bene, a mio avviso mi sembra invece funzioni tutto male. Io non vedo miglioramenti, questa finanziaria la state cavalcando come il sollevamento dei problemi della Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Stefano Tunis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (FI). Per quanto abbia cercato di rassicurare l'Assemblea rispetto all'eccesso di delega che noi stiamo mettendo in evidenza, soprattutto rispetto al pacchetto lavoro, anzi, essenzialmente rispetto al pacchetto lavoro, credo che bisognerà addentrarsi ancora all'interno della discussione per verificare quali siano le reali modalità con cui si intende spendere questa ingente quantità di danaro. Non voglio in questo momento considerare in maniera preconcetta quanto ha evidenziato, ma io spero che l'Assessore Paci, ed eventualmente, mi si consenta, anche agli Assessori competenti per materia, perché lei onestamente, Assessore, ci sta chiedendo di valutare in maniera così profonda la questione lavoro, senza che sia neppure presente in Aula l'Assessore al lavoro. Mi rendo conto che c'è una delega piena a favore dell'Assessore Paci, però tenga presente che è rilevante capire come l'Assessore del lavoro, se in qualche maniera coinvolto nella spesa di questi danari, ha intenzione di interagire, organizzare la spesa sostenere la proposta politica. Quindi in via transitoria, ma con fiducia, sull'emendamento soppressivo devo per ora annunciare il parere favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Fasolino per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FASOLINO GIUSEPPE (FI). È fondamentale e importante cercare di sopprimere questo articolo, è fondamentale, magari agli occhi della maggioranza sembra un atteggiamento ostruzionistico da parte dell'opposizione, e invece è proprio un atteggiamento costruttivo, noi vogliamo che questa finanziaria venga approvata all'interno di quest'anno, assolutamente, però vorremmo che si approvasse una finanziaria migliore, vorremmo, da parte del della maggioranza, che venisse ascoltata l'opposizione. Allora, noi abbiamo presentato degli emendamenti, degli emendamenti importanti, degli emendamenti che trattano gli argomenti vitali della nostra Regione, sarebbe il caso, cari colleghi, di fermarci un attimo, guardare bene questi emendamenti, andare magari in Commissione, se è il caso, e riuscire insieme a fare una finanziaria migliore. Poi si torna in Aula e la si approva entro l'anno, però sarebbe una finanziaria che dà le risposte che i sardi stanno aspettando.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Edoardo Tocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TOCCO EDOARDO (FI). Io voterò chiaramente la soppressione di questo articolo perché, Assessore, si parla di disposizioni in sostegno delle attività economiche, allora, come ho detto nell'introduzione prima, qual è il sostegno a queste attività, Assessore, quando la maggior parte di queste stanno chiudendo? La maggior parte di queste, come ho detto prima… le imprese artigiane, Assessore, io gliele ho elencate prima, 709 soltanto nel 2017, allora, qual è il sostegno che si deve dare a queste attività? Non c'è il programma, Assessore, quando una finanziaria non ha un programma per il sostegno delle attività economiche, quindi per l'occupazione, con tutti questi numeri che avete sbandierato con il PIL che sta crescendo quando invece assolutamente non è così, io vorrei sapere qual è il sostegno che volete dare all'attività economica. Il sostegno che si sta dando probabilmente è soltanto all'assistenzialismo, ai servizi sociali, e neanche a tutti, neanche a tutti, ma il programma è incentivare assolutamente l'occupazione attraverso la creazione e gli investimenti alle piccole e medie imprese; solo così può essere una finanziaria attiva, una finanziaria programmata, una finanziaria che ha una strategia, perché qui non c'è ne è assolutamente. Questa è la morte delle cose tradizionali della Sardegna, delle piccole imprese, quelle che continuano a reggersi da anni e che hanno una storia. Questa non è una finanziaria, dovete assolutamente rivederla.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Mariano Contu. per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU MARIANO (Sardegna). Credo che annunciare il mio voto a favore dell'emendamento sia per me la prima affermazione. La seconda è quella che nella ripresa del discorso già avviato nella discussione generale, mi è sembrato opportuno segnalare all'Assessore Paci quanto ci sia di inverosimile nei contenuti di questo articolo, ma soprattutto in quelli che sono l'emendamento 1027 e l'articolo 1 bis che, in parole povere, va diciamo a creare due situazioni che sono per lo meno imbarazzanti. Credo che il collega Pittalis abbia già segnalato praticamente lo sgarbo politico fatto ad una parte della maggioranza nella rappresentanza del suo Assessore, che peraltro rimarco, non è presente in Aula, pur trattando un tema, il tema più pesante, il tema più spinoso, il tema più difficile che noi oggi dobbiamo affrontare, e soprattutto un tema sul quale si stanno impegnando delle risorse importanti, pensando che utilizzando i fondi, i 35 milioni di euro dai fondi di sviluppo e coesione, si possa pensare di far passare inosservato il fatto che da questo fondo sono stati già utilizzate delle risorse per gli ammortizzatori sociali, e non si è pensato, nonostante la crisi occupazionale, a utilizzarli tutti già nel corso del 2016 e del 2017 questi fondi. Allora io vorrei sapere, l'incoscienza è tale che ci ha portato a trascurare il fatto che su queste risorse si potesse fare, già nel corso del 2017, una programmazione importante per renderli nella disponibilità dei nostri cittadini, che sono in difficoltà. Ma questo non basta, non basta perché davvero io, tra le tante cose che nella vita mi sono trovato ad affrontare, credo che io abbia avuto la responsabilità di gestire l'Assessorato al lavoro nell'anno più difficile, il 2013, della crisi, dove c'è stato il massimo della perdita dei posti di lavoro, il massimo della crisi finanziaria…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gennaro Fuoco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FUOCO GENNARO (Sardegna). Io annuncio il mio voto a favore della soppressione di questo articolo, e vorrei invitare tutti i colleghi a riflettere su ciò che anzitempo dicevo, cioè, qui abbiamo tutta una serie di norme che contemplano semplicemente quella che è l'ordinaria amministrazione, norme di tipo diciamo economicistico, ma ragionieristico più che altro, perché non abbiamo una visione, non abbiamo ciò che realmente servirebbe perché il problema, anche riconducendolo al lavoro che è stato da tanti colleghi citato e che anche da parte della maggioranza sembra essere il punto focale di questa legge di bilancio, in realtà non è visto come un aumento della ricchezza dell'Isola, è visto come provvedimenti tampone in una situazione che continua a essere di perdurante crisi nella quale si cerca di tappare qualche falla, ma non si ha una visione di sviluppo reale che possa garantire il futuro. Per garantire il futuro bisogna rivalutare l'intero progetto, bisogna valutare il prodotto Sardegna, bisogna valutare la bellezza della Sardegna, bisogna rivalutare quelli che sono gli aspetti urbanistici e di sviluppo delle coste, bisogna fare un maggior sviluppo degli aspetti alberghieri, della recettività, perché poi la recettività aumenta la mobilità, aumenta i trasporti e l'una potenzia l'altra. Bisogna avere una visione di crescita reale, non di tamponcini che servono soltanto a dare un po' più di respiro alle famiglie in difficoltà. Bisogna utilizzare i fondi di sviluppo per lo sviluppo, bisogna aiutare chi produce a produrre di più, non a limitare le perdite o a salvare il bilancio temporaneamente. Bisogna aiutare le aziende più sane, bisogna trovare nuovi mercati, bisogna avere una visione reale di ciò che serve e non cercare di arrabattarsi in una situazione di declino. Ecco, questa è la parola esatta. Il problema è una…

PRESIDENTE. Onorevole Fuoco, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Truzzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Sardegna). Presidente, ovviamente per dichiarare il parere favorevole all'emendamento numero 135 che sopprime l'articolo 1 della legge di stabilità che abbiamo in discussione. Io devo dire che ho ascoltato le parole dell'Assessore che ha risposto alle nostre osservazioni e benché siano state parole rassicuranti, sotto certi punti di vista anche della volontà di accogliere quelli che sono i suggerimenti e le indicazioni che arrivano da parte della minoranza, devo dire che non mi hanno convinto soprattutto nel merito, nel senso che poi alla fine la realtà è quella che è stata denunciata dal sottoscritto e anche da diversi colleghi. Noi stiamo andando a spendere le risorse che in questi anni, o a cercare, meglio, di riprogrammare le risorse che in questi anni non sono state spese e questo penso sia già, come dire, un giudizio ben chiaro che non solo quest'Aula, ma tutta la popolazione dà sulle scelte e sulle politiche che in questi anni la maggioranza ha portato avanti. Perché quando sul lavoro, nonostante ci fossero state sollecitazioni più volte da parte dei colleghi, non si riesce a intervenire e poi si sceglie sempre la strada dei cantieri, come dimostra l'articolo 1 bis, io penso che non ci sia proprio una visione di respiro e il risultato che avremo sarà quello semplicemente di vendere ancora una volta un'illusione ai tanti cittadini sardi che sono in cerca di un'opportunità. Sotto questo punto di vista c'è molto, moltissimo da fare e in questi anni è stato fatto qualcosa per dare una risposta, come ha detto l'Assessore, soprattutto a chi era stato espulso dal mondo del lavoro e aveva esigenze contingenti e si è cercato di rimettere o comunque di fornire un'assistenza e un salvagente a chi aveva perso il lavoro, in misura ben limitata, ma non abbiamo dato nessuna risposta a tutte quelle persone che vogliono opportunità, non chiedono un posto di lavoro, ma chiedono di poter concorrere per un lavoro, di poter avere un'opportunità, potersi candidare anche solo ad una selezione, ad un concorso pubblico. Tutto questo è assolutamente mancato in questi anni e i dati, ripeto, sono quelli che abbiamo davanti agli occhi, al di là dei numeri sull'occupazione che l'Istat, l'Assessore al lavoro, l'INPS ci propina, la realtà vera è che abbiamo un livello di sottoccupazione incredibile di persone con skill, con capacità e competenze elevatissime che purtroppo sono impiegate per fare per lo più lavoretti che non consentono…

PRESIDENTE. Onorevole Truzzu, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Crisponi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Presidente, vedo anche che l'indisciplina oramai accompagna il lavoro dei colleghi in Aula, forse sarebbe anche il caso di portare un po' di the e pasticcini così probabilmente riusciamo anche ad accontentare i colleghi che distrattamente chiacchierano di tutto, fuorché dare attenzione al malloppo portato alla nostra attenzione dalla Giunta regionale.

Prenderò il mio tempo per dare innanzitutto voto favorevole perché questo emendamento consenta l'abrogazione, la soppressione di questo orribile articolo 1, proprio perché nel suo titolo, dove va a parlare di disposizioni in materia di sostegno alle attività economiche, io credo… non ne vale la pena Presidente, c'è un intervento storico che riguarda non solo i colleghi d'Aula ma anche quelli che numerosi ci seguono dall'esterno e quindi soprattutto attraverso il web che soprattutto serve anche a specificare l'inconsistenza di un documento finanziario che non dà nessuna ragione, non apre alcuna boccata d'ossigeno a favore e a vantaggio di un mondo produttivo che è stato ancora una volta beffato, schiaffeggiato se non addirittura insultato dalla pochezza dei contenuti di carattere naturalmente economico e di prospettiva. Il mondo delle imprese ancora una volta è stato umiliato perché qui si parla solo esclusivamente di tasse e imposte che questa Giunta regionale, che questa maggioranza di centrosinistra vuole in continuazione utilizzare per evitare che la crescita accompagni il nostro settore produttivo. Allora è inevitabile, cari colleghi, che quando si parla di attività di impresa si parla anche di risorse certe e chiare che vengono loro messe a disposizione per poter parificare e assicurare quella perequazione che da sempre manca sotto il profilo economico ai settori che rappresentano l'impalcatura di sostegno al lavoro, all'assistenza delle famiglie, delle imprese, degli stessi giovani che guardano con disperazione al loro futuro, a quel futuro che voi avete dato un orribile colore grigiastro, se non nero, nebuloso, ci dobbiamo naturalmente fare carico noialtri della minoranza e dell'opposizione per tentare di rimandare e sconfiggere quelli che sono i vostri tentativi di umiliazione. A questo noi naturalmente ci opponiamo, ecco perché va dato il sostegno sicuro, chiaro, limpido, trasparente perché l'articolo 1…

PRESIDENTE. Onorevole Crisponi, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Presidente, io sono rimasto quantomeno sbalordito dalla non sensibilità di un'Aula quando parlava Gaetano Ledda, perché ha fatto delle affermazioni precise e puntuali che dovrebbero far riflettere la maggioranza. Direi che quando ha parlato di sanità ha trattato di cose molto leggere, nel senso che ha aspettato poco, ma ci sono bestialità ancora più grandi, le chiamo così, quando a un malato oncologico che viene da fuori Cagliari, dalle province anche di Oristano, delle periferie del nuorese, arriva a Cagliari e non gli fanno l'esame PET perché non hanno il liquido di contrasto. Questo costa alla Sardegna il 60-65 per cento del bilancio. L'assessore Arru si dovrebbe vergognare per quello che è il risultato che ha portato per una riforma ospedaliera, che vediamo che fa acqua da tutte le parti. Ma è indubbio che le cose più pesanti ancora avvengono all'interno del settore dell'agricoltura. Lo diceva prima il collega Cossa, nessuno ha più parlato di lingua blu e ne verrà un'emergenza eccezionale, nessuno sta parlando di tutto quello che sta patendo significativamente il mondo delle campagne, e ancora per difetto della gestione di burocrazie che calpesta questi poveri contadini, che non sanno difendersi e che anzi pretendono che venga ad essere dato per loro il buono vacanze. È vergogna che sia un Consiglio regionale che porta questa tolleranza nei confronti di una burocrazia che sta danneggiando un settore. Oggi, poi per curiosità ho letto che do la mia piena disponibilità e sostegno al Presidente Ganau e al Rettore di Sassari, perché non si può onorare uno che è stato Presidente del Consiglio regionale un uomo…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Rubiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Presidente per dichiarare il voto favorevole all'emendamento numero 1, perché riteniamo che i fondi previsti nel capitolo lavoro della finanziaria appaiono ancora una volta troppo esigui per sostenere un'efficace azione di governo regionale nel settore occupazione. Assessore, questo è il tema principe della Finanziaria su questo tema ci dobbiamo sforzare a trovare nuove soluzioni, soluzioni da inventare, attrarre investitori, costruire bandi appetibili, bandi moderni e snelli. L'articolo 1 preoccupa, ed ecco perché intendiamo abrogarlo, perché continua a ragionare con un linguaggio da burocrate, continua a ragionare con un linguaggio troppo distante dalla gente; la burocrazia è il cancro dell'amministrazione pubblica, ovviamente la Regione fa parte di essa e pertanto anche nella Regione Sardegna c'è una burocrazia elevata. Ma soprattutto nel linguaggio, che rende inaccessibile ai cittadini, in alcuni casi, anche il poter partecipare a bandi. Occorre un coordinamento dell'attività dei settori imprenditoriali ed enti locali, per il settore occupazionale, affinché si sviluppino le linee guida di azione convergente. Troppi lavoratori fuoriusciti dal mondo produttivo, troppi lavoratori lasciati soli, troppe imprese che abbandonano perché non riescono a portare avanti i loro progetti finanziari. Questo è uno dei motivi per cui votiamo a favore dell'emendamento 1.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Michele Cossa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Per annunciare il voto favorevole all'emendamento numero 1 e per motivarlo, per raggiungere motivazioni oltre a quelle che abbiamo detto nell'intervento nella discussione generale, prendendo spunto dalle considerazioni che ha fatto il collega Pittalis circa il piano Lavoras, che ci sembra veramente una cosa indecorosa, sia perché stiamo ripercorrendo la solita strada di interventi che sono di carattere tipicamente assistenziale, che non lasceranno nulla in termini di sviluppo e di prospettive occupazionali per la Sardegna, ma lasceranno come al solito macerie. Abbiamo citato l'esempio del disastroso, per le casse regionali e in termini di ricadute effettive, Piano del lavoro dei mille miliardi di tanti anni fa, ormai tanti che non hanno lasciato, se non qualche piccola opera pubblica nei comuni e creato nuove forme di precariato, ma anche perché dobbiamo prestare attenzione ai capitoli da dove questi soldi vengono tolti. L'Assessore ha detto che i fondi del FSC sono disponibili, quindi io vorrei capire Assessore se questi fondi per il 2017 sono stati utilizzati o non sono stati utilizzati, evidentemente no, e se tutti gli altri capitoli da cui si tolgono i fondi, per finanziare il piano Lavoras, se sono capitoli che vengono svuotati a detrimento di iniziative che sono già in corso, come per esempio i cantieri attivati da Forestas presso i Comuni. Questo è importante capirlo, perché se è così al danno di un intervento che noi riteniamo privo di senso, per come viene configurato, si aggiungerebbe anche la beffa di andare a togliere soldi su interventi che sono già partiti, ripeto anche per questi motivi voteremo a favore dell'emendamento soppressivo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Un principio del comunismo quello autentico, quello che insegnerebbe il collega Anedda, per non fargli torto, è che tutto deve essere distribuito fra tutti e fra eguali, qui si sta facendo una operazione che rischia di passare sotto silenzio dove, caro collega Anedda, intanto tutto viene accentrato presso l'Assessorato della programmazione, cioè le risorse per il lavoro hanno una cabina di regia ben precisa e quindi altro che comunismo, voi rimanete veramente esautorati, tutta la parte, quella parte della maggioranza che invece si riconosce in un sistema nel quale le tematiche del lavoro sono allocate propriamente, dove le abbiamo sempre conosciute. Allora io mi chiedo e vi chiedo, onorevole Anedda, con quale tensione politica, ma direi anche nel senso proprio del termine, civile ed etica andate a proporre ai vostri concittadini che questa Giunta ha trovato le soluzioni per i precari, per i senza lavoro, per i disoccupati, per quelli che stanno per essere espulsi dal mondo del lavoro. Vi rendete conto della operazione ma nemmeno al ribasso che state facendo? Cioè state prendendo in giro quella gente, state prendendo in giro i sardi, i giovani la cui disoccupazione ormai sta raggiungendo livelli preoccupanti, perché sono oltre il 56 per cento, e anche soprattutto i meno giovani, ai quali non state dando neppure la speranza. Ecco perché io penso che la proposta fatta dal collega Fasolino sia la più saggia, fermatevi, fermiamoci riportate il testo in Commissione, almeno su questo aspetto delle politiche del lavoro, il resto approvatevelo, ma fermatevi su questo tema. Ma badate non è questione per farne contrapposizione o battaglia politica, dal lato dell'opposizione è fare una cosa che probabilmente…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az-La Base). Presidente annuncio il voto favorevole all'emendamento 135, 303 e 694 nonostante l'assessore Paci; perché Assessore se le parole fossero delle obbligazioni giuridicamente vincolanti, io voterei a favore tutto quello che lei ha sottoposto e tutto quello che c'ha detto, però in effetti non è così, perché poi gli atti sono quelli che contano e sono quelli che dimostrano realmente la volontà di incidere o meno, come lei ha detto. Perché è vero, una sua affermazione la condivido, è necessario sempre avere di più, è necessario sempre qualcosa di più, ma cerchiamo di fare quello che possiamo, cerchiamo di fare quello che abbiamo, cerchiamo di fare soprattutto quello che dobbiamo. Cos'è che dobbiamo tutti fare in questo momento, soprattutto cercare di dare le risposte che i sardi stanno aspettando. Risposte che non arrivano, risposte che non ci sono, risposte che in questa finanziaria non ci sono. Ma non è che non ci sono perché forse non avete la volontà di farlo, non ci sono perché è mancato il confronto con la società reale. Un confronto che ancora oggi voi potreste assolutamente fare anche solo accogliendo quella proposta di tornare in Commissione per affrontare un unico tema, il tema del lavoro. Capire quindi come maggioranza e minoranza, come il Consiglio regionale nella sua interezza e la Giunta, insieme al Consiglio regionale, possono effettivamente operare in concreto affinché le parole lascino lettere e diventino davvero obbligazioni giuridicamente vincolanti. Senza questo confronto, senza questo tema diventi il tema vero di confronto all'interno degli organismi che il Consiglio ha per questi confronti, credo che questa Finanziaria zoppa è nata e zoppa morirà e zoppa continuerà.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 135 che è uguale al 303, uguale al 694.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 135, 303, 694 uguali.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

La seduta è tolta. La Conferenza dei Capigruppo è convocata immediatamente al sesto piano per l'incontro con i lavoratori ARAS e poi questo pomeriggio alle 15 e 30 per la programmazione dei lavori. L'aula è convocata per le 17, la Commissione alle ore 16.

La seduta è tolta.

La seduta è tolta alle ore 13 e 58.