Seduta n.268 del 13/12/2017 

CCLXVIII Seduta

Mercoledì 13 dicembre 2017

Presidenza del Presidente GIANFRANCO GANAU

La seduta è aperta alle ore 10 e 43.

FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 5 dicembre 2017 (264), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Raimondo Perra e Antonio Solinas hanno chiesto congedo per la seduta del 13 dicembre 2017.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Continuazione della discussione generale congiunta del "Documento di economia e finanza regionale 2018 (DEFR)". (Doc. n. 20/XV/A), del disegno di legge: "Legge di stabilità 2018" (455/A) e del disegno di legge: "Bilancio di previsione triennale 2018-2020". (456/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione generale congiunta del documento numero 20 e dei disegni di legge numero 455 e 456.

Ricordo che i consiglieri che intendono prendere la parola devono iscriversi non oltre la conclusione del primo intervento.

È iscritto a parlare il consigliere Edoardo Tocco. Ne ha facoltà.

TOCCO EDOARDO (FI). Assessore, anche questa finanziaria è una finanziaria che ovviamente non ha grandi vedute, nel senso che come al solito trovo che questa sia una finanziaria - mi passi il termine - addormentata, sonnolenta, nel senso che non ha un disegno ben preciso di quello che è il vero futuro della Sardegna. Un programma a lunga scadenza è quello che dovrebbe fare una classe politica, una classe dirigente. Avere un disegno che non sia solo il disegno di coprire le cosiddette emergenze e quindi le spese necessarie, quelle quotidiane per intenderci, che giustamente ci sono e si devono trovare anche con molta celerità, però io credo che una classe dirigente, un Esecutivo regionale, che così si chiami, debba avere una veduta molto più lunga. Una scadenza magari a 5, 10 anni, un programma che i sardi debbano vedere non nell'immediato, ma devono avere la speranza di sapere che la Regione Sardegna, l'Esecutivo, quest'Aula, questa classe politica stia pensando a loro da qui in avanti e non chiaramente vedersi le solite formule di assistenzialismo come il fatidico REIS che invece di dare speranze ai sardi sta dando un sacco di grattacapi, un sacco di problemi agli enti comunali. Io spero, Assessore, che lei sappia e non me ne vogliano, le sto dando responsabilità perché mi sembra che lei purtroppo stia diventando il parafulmine della politica regionale di questo Esecutivo, forse anche di questa maggioranza, però è lei che in questo momento ha i cosiddetti cordoni della borsa, quindi è lei che deve rispondere alle nostre richieste, alle nostre domande di consiglieri di opposizione. Le dicevo, gli enti locali, gli uffici dei servizi sociali, Assessore, sono tempestati tutti i giorni di richieste, di proteste e questo lascia pensare chiaramente che il disegno di questa Giunta regionale non abbia assolutamente nulla da far ben sperare ai sardi. Tutti i giorni abbiamo mobilitazioni, Assessore, tutti i giorni abbiamo scioperi, proteste e i sardi non sono un popolo che vuole lo scontro, non sono nati per fare rivoluzione, e lei lo sa, siamo un popolo che cerca il dialogo, Assessore. Questo dialogo però molto spesso non arriva, non arriva perché è come il dialogo che voi state cercando col Governo centrale, un dialogo che non esiste: pacche sulle spalle, il cappello dell'elemosina quando si torna da Roma, quattro soldi e quattro risorse giusto per dare…

PRESIDENTE. Scusate, colleghi, scusate. Grazie.

TOCCO EDOARDO (FI). Va beh non fa niente, Presidente, fa parte del gioco… quattro soldi per darci il contentino e poi ci lasciano con l'amaro in bocca. Io credo che, Assessore, giunti a questo punto non serva più il dialogo, ma serve il pugno forte, serve che questa Giunta veramente abbia il coraggio di imporsi con un Governo centrale che non può assolutamente continuare a renderci supini, a renderci servi delle loro scelte. Forse è anche colpa nostra, sa, Assessore, perché probabilmente questa classe politica deve avere il coraggio di mettersi insieme, non solo maggioranza ma anche opposizione, e probabilmente è la volta anche che questo Consiglio regionale debba farsi sentire sotto il palazzo del Governo regionale, come hanno fatto tante regioni. Quando sotto il palazzo del Governo si fa sentire un Consiglio regionale, tutti insieme, maggioranza e opposizione, si sta facendo sentire la popolazione sarda perché noi rappresentiamo tutta la Sardegna, Assessore, noi rappresentiamo quella popolazione che tutti i giorni combatte la quotidianità, che tutti i giorni esce di casa per sperare in qualcosa e questo esecutivo, questa Giunta Assessore, non sta assolutamente facendo niente per questo. Io credo che lei stia giustamente facendo il possibile, nel senso che sta spostando da una colonna all'altra dei numeri, ma sentiamo tanti proclami, sentiamo l'aumento del PIL, l'aumento dei posti di lavoro, l'occupazione che cresce, questo lo sto sentendo, lo leggo dai giornali, però Assessore probabilmente sono io che non riesco a vedere certe cose come qualche altro collega. Noi stiamo sul territorio Assessore, e io questi dati non li vedo, io non so voi quale tipo di tabella abbiate, ma io questi dati non li vedo, vedo soltanto molto malcontento, vedo disappunto, vedo disappunto soprattutto ieri, ieri è stato l'emblema nuovamente della mobilitazione della classe sanitaria sarda, cioè i medici, gli infermieri, il personale sanitario che protesta. Io non credo che questa gente stia protestando perché l'hanno fatto così per partito preso, stanno protestando Assessore perché non c'è un programma neanche nella sanità, non c'è un programma per la sanità neanche in questa Finanziaria Assessore, ci sono soltanto buchi da tappare, non c'è un programma per la sanità sarda. Leggo ancora Assessore, problemi, aerei che non partono, un Cagliari - Milano sotto Natale 750 euro. Allora io voglio sapere Assessore, se questo è un programma che deve portare avanti un esecutivo regionale, una maggioranza ma anche una minoranza Assessore perché i sardi non vedono solo l'esecutivo, non vedono solo la maggioranza che governa, i sardi purtroppo caro Assessore vedono tutta la classe politica, ci vedono tutti insieme Assessore, non fanno distinzioni e ci chiedono che cosa state facendo per noi. Allora il problema è che Assessore noi per i sardi non stiamo facendo niente, non stiamo dando risultati, stiamo solamente coprendo le piccole emergenze, le piccole quotidianità, ma non esiste assolutamente un programma che possa mettere in condizioni la Sardegna di poter sperare in questo Consiglio regionale e allora la Sardegna Assessore ci sta ascoltando, la Sardegna ci sta seguendo tutti i giorni, ci osserva costantemente, e la mia paura sa qual è Assessore? Lo dico anche ai miei colleghi di maggioranza, è che probabilmente noi stiamo tenendo la porta aperta per qualcuno che vive di mal di pancia, quindi stiamo attenti ragazzi, stiamo attenti a quello che stiamo facendo perché alla fine qui dentro vivremo soltanto di amarezze.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Marco Tedde. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Sicuramente questa che ci avviamo a discutere è una finanziaria che noi riteniamo del tutto inadeguata, anche se non le nego che alla luce degli emendamenti che abbiamo proposto non disperiamo di riuscire a modificarla in senso positivo, non disperiamo. Crediamo che il momento che sta attraversando la Sardegna, il momento che stanno vivendo i sardi sia così delicato e così difficile che ci saranno grosse possibilità che la maggioranza e l'opposizione trovino una condivisione quantomeno sui temi più rilevanti per il futuro dell'isola. Però non possiamo negare che avete fatto una corsa contro il tempo per esitare questo disegno di legge, solo per motivi elettorali, quindi motivi non legati a esigenze della Sardegna e dei sardi, alle necessità e ai problemi delle famiglie e delle imprese, no assolutamente no, avete fatto una corsa contro il tempo per avere la possibilità di appuntarvi una medaglietta e di distribuire così com'è accaduto l'anno scorso, ma anche negli anni precedenti, distribuire le cosiddette mancette elettorali. Non parliamo di marchette perché qualche collega si offende, mancette elettorali. Ed ecco quindi che questa corsa contro il tempo ha prodotto una legge di stabilità raffazzonata, una legge di stabilità incompleta, peraltro in linea con le vostre politiche usuali, incomplete, inadeguate, affette da miopia, affette da strabismo politico e amministrativo, tanto incompleta che vi siete dimenticati o avete finto di esservi dimenticati di programmare 40 milioni di euro, 40 milioni di euro che sono circa il 10 per cento di quanto destinato agli enti locali. Contro questa dimenticanza ha puntato il dito il CAL, noi punteremo il dito ugualmente e vigileremo affinché questi 40 milioni vengano destinati a obiettivi in linea con le esigenze della Sardegna e non vengano invece destinati a mancette elettorali. Discutiamo quindi oggi una manovra importante che in teoria dovrebbe affrontare i temi dello sviluppo, dell'occupazione, delle famiglie, delle imprese, della salute, dei trasporti che sono la branca di governo regionale più disastrata. E' paradossale, ma un'isola che dovrebbe in teoria avere dei trasporti dignitosi, non dico ottimi o eccellenti, ma dico dignitosi, è paradossale, quest'isola non ha trasporti degni di questo nome. Non sono degni neppure di tenere la "t" minuscola, dovrebbero tenere una "t" con una dimensione ancora più piccola, più ridotta rispetto alle altre vocali e alle altre consonanti. E nonostante questi problemi immensi dobbiamo rilevare con dolore e pure con preoccupazione che nella recente visita dell'onorevole Renzi che non è un capo di Governo ma è solo ed esclusivamente un leader di partito, dicevo, nella recente visita colui che dovrebbe rappresentare i sardi con fierezza, determinazione, a schiena dritta, ha sgambettato allegramente dietro Renzi. Io credo che un Presidente della Regione queste cose non le debba fare, Renzi non è capo del Governo, Renzi non è Gentiloni, Renzi è un leader di partito e siamo costretti a chiederci che cosa farà il presidente Pigliaru quando arriveranno in Sardegna Berlusconi, quando arriveranno in Sardegna Salvini, Giorgia Meloni, quando arriverà in Sardegna Grasso perché no, quando arriverà in Sardegna Grasso. Sgambetterà ugualmente sorridente dietro Grasso, dietro Berlusconi, oppure non si presenterà assolutamente ad accogliere questi leader di partito? Ce lo chiediamo, siamo curiosi, lo aspettiamo alla prova dei fatti. Però male ha fatto a sgambettare dietro Renzi. E questo del Presidente è un atteggiamento che fa il paio con quello tenuto a Roma nell'incontro con Gentiloni il 9 di novembre, un incontro che ha prodotto niente, ha prodotto zero, ha prodotto chiacchiere, ha prodotto propaganda, ha prodotto un effluvio di comunicazione sterile, vaporosa. Ebbene quella del 9 novembre è una data infausta ritengo per i sardi, in quella data la Sardegna è stata umiliata, in quella data è stato consumato un fallimento nelle trattative fra Regione e Governo Gentiloni di dimensioni bibliche, spropositate, su tutti i fronti, accantonamenti, Agenzia delle Entrate, insularità, La Maddalena, servitù militari. Nulla di fatto, nulla di fatto, per le servitù militari si promettevano approfondimenti, tant'è che il presidente Pigliaru ha approfondito tanto in questi giorni, che è arrivato ieri in Aula con un protocollo d'intesa privo dell'intesa, ma pieno di protocollo. L'errore è che il Presidente Pigliaru si è presentato a mani in tasca, senza un deliberato forte del Consiglio regionale, senza l'autorevolezza che gli deriva da rappresentare il popolo sardo, ecco questo è stato l'errore, io mi auguro che questi errori il Presidente Pigliaru non li ripeta più. Non è sufficiente confrontarsi con qualche capogruppo di maggioranza, per poi presentarsi al tavolo col Governo Gentiloni per trattare questioni di grande interesse per la Sardegna, non è sufficiente, occorre un mandato molto più ampio, più pesante, più autorevole, che può essere soltanto quello del Consiglio regionale e non di alcuni leader di maggioranza. E sicuramente questa legge di stabilità risente dei rapporti problematici con lo Stato e con il Governo Gentiloni; rapporti che sono purtroppo caratterizzati da subalternità di Cagliari rispetto a Roma, subalternità della Sardegna rispetto a Roma, di incapacità di rapportarsi a Roma con la schiena dritta e col cappello appoggiato sull'appendiabiti o sul tavolo, e non col cappello in mano. Emblematica è sicuramente la partita degli accantonamenti. Il 9 novembre, dopo mesi di riunioni tecniche, il Presidente Gentiloni ha promesso una proposta prima della legge di stabilità, sugli accantonamenti ha promesso una proposta, quindi l'ulteriore promessa che va a sommarsi a tante promesse che in questi anni sono state fatte. Eppure questi 684 milioni di accantonamenti se potessero rimanere, quantomeno in larga misura, nelle casse della Regione potrebbero risolvere tanti problemi delle famiglie sarde, tanti problemi delle imprese sarde, si potrebbero investire sulle grandi questioni che purtroppo legano lo sviluppo di questa Regione. Per l'insularità poi ci siamo accontentati di una mancetta da 15 milioni di euro e, nonostante tutto, sono stati veramente clamorosi gli squilli trombe e i rulli di tamburi per questa mancetta da 15 milioni di euro, a fronte di un miliardo e 100 milioni di maggiori costi derivati dall'insularità soltanto per il costo dei trasporti delle merci e dei maggiori costi per la produzione di merci. Soltanto un miliardo e 100 milioni all'anno, ci siamo accontentati di una mancetta da 15 milioni di euro, e questo è emblematico nei rapporti fra Stato e Regione. Ebbene, nonostante tutto il Governo regionale continua a rappresentare all'esterno una situazione favorevole, una situazione fatta di risultati raggiunti, di obiettivi perseguiti, di crescita dell'occupazione, di crescita del PIL, ma è evidente che questi dati che vengono forniti alla stampa…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Fabrizio Anedda. Ne ha facoltà.

ANEDDA FABRIZIO (Gruppo Misto). Presidente, alcune riflessioni sulla Finanziaria, però vorrei ripartire dalla seduta sulle servitù militari che abbiamo tenuto ieri e fare ancora i complimenti al Presidente Pigliaru per avere mantenuto gli impegni presi in Consiglio regionale sulle servitù militari, che hanno portato al protocollo d'intesa tra Ministero della Difesa e Regione autonoma della Sardegna. Alcuni siti saranno con la firma del protocollo a disposizione dei cittadini. L'aeroporto militare di Elmas, grazie alla sua posizione, sarà utilizzato per la sperimentazione e la ricerca civile, vedrà impegnate professionalità provenienti dall'università e dal mondo della ricerca in genere, sopperendo alla disoccupazione causata dall'allontanamento dei militari. Mancano ancora delle risposte al poligono di Perdas, industria bellica usata come service dagli Stati guerrafondai, e come tali non curanti della salute degli abitanti che li ospitano. Per essere chiari Capo Frasca e la caserma Ederle non inquinano, Perdas e Quirra invece non lo sappiamo. E quanto guadagna lo Stato da questa industria, non curando la salute dei cittadini? Dobbiamo avere memoria storica che le servitù militari sono sempre state combattute dal popolo sardo, ricordiamoci di Pratosardo, Orgosolo e le importanti manifestazioni degli anni '70 a La Maddalena. Presidente Pigliaru, che mi dispiace sia assente stamattina che iniziamo a discutere la finanziaria, in questa battaglia lei ha avuto molto coraggio al pari della riforma sanitaria, e sempre con lo stesso coraggio e impegno dovrà cercare di demolire un sistema sanitario basato sugli sprechi e il clientelismo, costruito in vari decenni con protezioni politiche, dove la salute del cittadino è in rapporto alla sua situazione economica, e un ricovero in ospedale è una concessione del medico di turno che ti fa la visita in privato, e non un diritto costituzionale. Pagare le visite private per le analisi cliniche di laboratorio, per non aspettare le lunghe liste di attesa, impoveriscono sempre di più un tessuto sociale già allo stremo. Per tornare alla Finanziaria mi sarei aspettato lo stesso coraggio con il quale ha affrontato l'argomento servitù militari e sanità, onorevole Pigliaru, purtroppo devo constatare di trovarmi di fronte a una finanziaria scontata, ingessata nelle spese e che smentisce gli obiettivi proposti dal Documento di economia e finanza. Le politiche attive del lavoro, quelle che producono occupazione vera, aumento del PIL e sviluppo, purtroppo nei territori della Sardegna non si vedono e neanche si percepiscono. Si percepisce nei territori della Sardegna disperazione e sempre maggiore sfiducia, con aziende che chiudono lasciando imprenditori in estrema povertà e operai con gli ammortizzatori sociali. Le audizioni in Commissione bilancio con le associazioni di categoria non sono state a mio avviso di grande aiuto. Con le osservazioni e i suggerimenti hanno sollecitato meno burocrazia negli appalti, formazione, meno pressione fiscale, più accesso al credito tramite i confidi, e ulteriore sostegno contributivo per le associazioni stesse di categoria. In poche parole far funzionare i loro centri professionali, le loro banche e i loro uffici, non una parola sulla banda larga, a mio avviso la più importante infrastruttura per la commercializzazione dei nostri prodotti dell'artigianato e dell'agroalimentare, l'autostrada commerciale per il nostro futuro. Non una parola sull'altra grande infrastruttura in crisi: il porto canale di Cagliari. E con il porto canale che perde mercato il futuro di sviluppo auspicato viene a mancare e non solo per l'immediata disoccupazione. Non una parola sulla grande industria del sughero, che è passata nel giro di pochi anni da 3000 a 1500 unità lavorative. Non una parola su Ottana. Se questi sono i giocatori, verrebbe da dire in termini calcistici, andiamo bene! Dopo le associazioni datoriali senza entusiasmo ho sperato nei sindacati, quando hanno chiesto delle risorse importanti per creare lavoro attivo, risorse da gestire con una regia del Presidente. Ho pensato che avessero un progetto per rilanciare i settori in crisi, quello manifatturiero, il porto-canale, industria di sughero, un rilancio dell'agroalimentare, un sostegno ai servizi sanitari alle persone anziane e in disagio sociale, invece vedo che le risorse richieste, 100 milioni, vengono destinate con lo stesso criterio dei 45 milioni assegnati alla pastorizia. E sulla vertenza pastori una riflessione sulla recente visita dell'ex premier Renzi a un'importante industria casearia del nord Sardegna, con 50 milioni di fatturato e un notevole profitto. I 45 milioni per i pastori servono per continuare a fare profitto a questi importanti industriali che pagano il latte a 50 centesimi al litro e vendono il formaggio a 12/20 euro al chilo e la Regione Sardegna interviene a integrare il mancato reddito ai pastori. E questo è un modo assistenziale di distribuzione delle risorse pubbliche. Per tornare ai 100 milioni per il lavoro, è solo assistenziale l'utilizzo di queste risorse, perché sono in cantieri comunali, in formazione non finalizzata, in bonus occupazionali, senza uno straccio di progetto industriale che ne motivi la finalità di politiche attive sul lavoro. L'assistenza è necessaria, ma non va nella voce sviluppo. Non sono certo in condizioni di fare lezioni di economia al presidente Pigliaru e al suo vice Paci, ma vi dico che dovete avere il coraggio di dire no a politiche assistenziali sul lavoro e sul pseudo sociale di vecchia memoria governativa, anche se suggerite da parti sociali e forze politiche più interessate al consenso elettorale meschino, e neanche più corrisposto dai cittadini, perché non all'altezza della vecchia classe politica. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Stefano Tunis. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (FI). Grazie Presidente, signor Vice Presidente e onorevoli colleghi, ci apprestiamo ad affrontare la discussione su questa legge di bilancio persino con delle differenze nella valutazione sul quadro economico e sul dato occupazionale. Credo non sia secondario iniziare, approcciare serenamente alla discussione di questa norma con una definizione il più possibile convergente rispetto ai dati fondamentali dell'economia, anche perché la visione derivante dall'Istat, dall'analisi dei dati dell'Istat, la nuova modalità attraverso la quale viene contabilizzato e analizzato il dato occupazionale, rischia con la velocità della comunicazione e con la necessità, con questa bulimia di comunicazione, di trarre in inganno rispetto ai reali obiettivi che noi e voi assieme dovremmo prefiggerci. Quindi se stralciamo i toni da campagna elettorale dalla analisi di questo documento e ci caliamo nella reale necessità di poggiarlo sulla realtà sarda, molto probabilmente riusciamo a dare un servizio migliore. Io comprendo che sarà lungo il periodo che trascorreremo ad analizzare questo documento e tutti questi emendamenti, però chiedo a tutti lo sforzo di ascoltarci e chiedo a tutti lo sforzo di individuare, dove è possibile, punti di comunione perché comunque sia, come sempre, andiamo a toccare questioni nevralgiche della nostra vita e della vita di tutti quanti i sardi. Premetto che questo documento mi appare abbastanza orizzontale, cioè non capace del tutto di andare a individuare degli elementi strategici, è veramente difficile Presidente parlare in Aula con questo brusio clamoroso, glielo dico con franchezza, a volte è anche avvilente. Dicevo, è impossibile individuare quelli che la Giunta ha scelto come punti strategici del proprio intervento perché è difficile individuare il modo in cui ha deciso di incanalare le risorse, essendo complicato pensare che ci siano tante risorse per tutto, perché non può essere così questa norma, allora è indispensabile a mio avviso, lavorandoci qui all'interno dell'Assemblea focalizzare le nostre energie e le risorse economiche sulle questioni che assieme considereremo nevralgiche. E come opposizione abbiamo dei punti strategici che abbiamo intenzione di sottoporre all'esame dell'Assemblea e di conseguenza a trasformare questo documento da un documento orizzontale a un documento capace di essere verticale nelle scelte. Questo deve avvenire in materia di entrate, questo deve avvenire in materia di razionalizzazione della spesa, questo deve avvenire in materia di scelta nella spesa dei danari. Una campanella, Presidente, gliela regalo per Natale, nuova! Colleghi, chiedo solo un minimo di attenzione perché abbiamo lavorato con il gruppo a sottoporvi delle misure che siamo convinti voi possiate condividere con noi e sostenere. Devo segnalare, al di fuori dell'analisi dei dati del mercato del lavoro, un oggettivo pericolo che merita tutta quanta la vostra attenzione perché, se non saputo analizzare se non saputo gestire, rischia di provocare dei danni irreparabili al capitale umano di questa nostra Regione. Siamo nella fase in cui nelle prossime due annualità impatterà nel sistema economico in maniera più decisiva l'economia digitale. L'economia digitale ha un risultato certo, quello di provocare un esodo di massa dal mondo del lavoro di migliaia di persone per quello che riguarda la Sardegna. Milioni di persone per quello che riguarda il mondo occidentale tra le risorse poco specializzate. Questo è un fatto certo, ed è un fatto che non è in discussione! C'è un fatto che impatta direttamente sulla nostra Isola in questo momento storico, che avendo un'economia fragile rischia di avere, ancora meno che in passato, la possibilità di trattenere risorse umane qualificate o che abbiano la possibilità di esserlo. Se questo avviene noi rischiamo un drenaggio di risorse umane e di capitale umano ancora superiore rispetto a quello che abbiamo subìto negli anni della crisi che è alle nostre spalle. E rispetto a queste misure noi stessi non abbiamo il tempo di aspettare e di tornare alla guida della Regione, abbiamo la necessità di condividere con voi, da subito, una strategia. A questo scopo, tra i tanti emendamenti che abbiamo proposto ce ne sono alcuni che mirano ad essere misure capaci di arginare questo pericoloso fenomeno. Il primo è quello, e li discuteremo nel merito successivamente, che tende ad incentivare le aziende che investono nel digitale nel suolo sardo. Il secondo è quello che concede un altissimo bonus "assunzionale", pari al 50 per cento del costo del lavoro, a chi si fa carico di risorse umane specializzate o specializzabili in ambito digitale, perché occorre in questo momento storico trattenere queste risorse umane anche se questa economia da noi non ha ancora attecchito. Dopodiché c'è un terzo emendamento che serve per utilizzare il mondo produttivo, in condivisione con queste nostre idee, e serve, utilizzando le contrattazioni di secondo livello, a compartecipare al welfare aziendale perché è in prossimità all'azienda che noi blocchiamo l'esodo e siamo capaci di programmare il futuro. Colleghi, vi parlo con la massima serietà e con la massima apertura al dialogo, se dovessimo vedere che da parte vostra c'è un minimo intendimento a ragionare vi proponiamo di individuare nell'economia digitale l'ambito produttivo nel quale focalizzare le risorse, vi proponiamo nel capitale umano della Sardegna e in particolare quello utilizzabile in questi ambiti produttivi quello su cui focalizzare la nostra attenzione e le nostre risorse. Io spero, io confido, noi confidiamo, che attraverso la discussione con voi si possano individuare delle modalità per dare delle risposte a queste problematiche.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Lorenzo Cozzolino. Ne ha facoltà.

COZZOLINO LORENZO (PD). Grazie Presidente, come ogni anno ci troviamo a compiere il rito di commentare la manovra finanziaria oggi in esame per la sua approvazione definitiva, anch'essa come le precedenti figlia di un lungo periodo di crisi e quindi da quest'ultimo penalizzata e pesantemente influenzata. Ho aperto con una considerazione che per quanto possa apparire banale deve essere messa in debito conto per svolgere una valutazione quanto mai attinente oggettiva e costruttiva sull'analisi della finanziaria che la Giunta regionale ha sottoposto al vaglio del Consiglio per le valutazioni conseguenti al voto che sarà chiamato da qui a breve ad esprimere. Sono convinto che in questi momenti, di grave problematicità, ciascuno di noi, a prescindere dal ruolo che ci contraddistingue e dalle differenti valutazioni e posizioni politiche, deve dare il proprio contributo in positivo sia con il sostegno alla manovra e sia con la critica motivata, al fine di consentire il varo di una manovra finanziaria che maggiormente si presti ad affrontare il contingente, con ricadute che consentano di aiutare il mondo economico e produttivo dell'Isola, messo in ginocchio dalla crisi perdurante e a rafforzare lo Stato sociale, soprattutto riferito a quanti vivono nel bisogno e tra mille difficoltà. Certo, non è un compito facile e neppure semplice ma credo che occorra lo sforzo comune, il contributo di tutti per uscire dalle nebbie di un momento di grave difficoltà per tutto il Popolo sardo, unico referente al quale dobbiamo rivolgere il nostro impegno per un futuro migliore e un domani sereno. Se è vero che si intravedono i primi ancorché timidi segnali di ripresa sia nell'Isola che a livello nazionale, come certificato dai dati che, tutti tendenzialmente, evidenziano questo principio di ripresa economica, allora dobbiamo raddoppiare i nostri sforzi per aiutare la nostra Isola in questa difficile e complessa risalita dalla china della crisi. Oggi dunque il mondo dalle campagne, il settore commerciale, quello del comparto industriale manifatturiero, l'imprenditoria sarda, guardano a questa manovra con un misto di apprensione e fiducia in attesa di risposte e provvedimenti che possano aprire uno spiraglio alla crisi e dare un impulso alla ripresa economica. Con essi vive ore di attesa, per le tante implicazioni che ha sulla spesa pubblica e sulla vita sociale, anche la sanità regionale la quale, proprio di recente, è stata oggetto di un processo di riforma che ha suscitato non poche perplessità e dubbi, ma che si è reso necessario per resettare un sistema che risentiva del peso degli anni e della necessità di una rivisitazione per via della concorrenza di una serie di fattori, quali l'invecchiamento della popolazione, la prevalenza di alcune patologie ad alto impatto economico, la particolare morfologia del territorio isolano, la dispersione della popolazione e non ultimo il disagio economico. Di questa riforma mi sono occupato in prima persona in quanto medico e componente della Commissione sanità ed anche in queste vesti la mia principale preoccupazione era e rimane il fatto che la qualità dei servizi sanitari, la tutela dei pazienti e la professionalità del comparto sanitario, che proprio in questi giorni manifesta la sua preoccupazione per le ricadute che la riforma potrà avere sulle dinamiche per il rinnovo contrattuale, possano subire una involuzione negativa per via di una politica del risparmio che potrebbe minare i livelli prestazionali della sanità sarda. Sui quali risparmi credo concordiamo tutti se si tratta di intervenire ed eliminare gli sprechi e sperperi, ma credo che altrettanto possiamo concordare che i tagli non possono e non devono incidere sulla qualità dei servizi sanitari e sui necessari aggiornamenti professionali dei lavoratori del settore.

All'interno di queste considerazioni, altro aspetto di grave apprensione riguarda la parte della cosiddetta sanità sociale, quella dei diritti sociali e delle politiche sociali e della famiglia, le cui leggi di patologia denotano un'insufficienza dei mezzi finanziari messi a disposizione rispetto al reale fabbisogno stimato. Cioè da 62 milioni a solo 30, una correzione andrebbe apportata sui tagli previsti in quanto gli stessi sono inevitabilmente destinati a comportare serie ricadute negative sulla capacità di queste leggi di patologia di fornire risposte, se non esaustive, almeno sufficienti al fabbisogno, che deriva dalle richieste che provengono dagli specifici settori di intervento sociale che riguarda, lo voglio sottolineare, la non autosufficienza, vedi il dopo di noi il ritornare a casa. E tra l'altro parrebbe in controtendenza con la stessa finanziaria dello Stato, che invece ha implementato i fondi al riguardo e con gli impegni programmatici dalla stessa maggioranza di governo regionale.

Allora, se l'obiettivo è quello di adottare misure a sostegno della ripresa economica non possiamo e non dobbiamo dimenticare che con essa vanno sostenuti e tutelati i livelli qualitativi dello stato sociale, che sono quelli che più di tutto denotano il livello di civiltà di ogni società umana. In conclusione, colleghi e colleghe, la finanziaria è da sempre, per la sua implicita natura politica che denota l'azione amministrativa volta all'attuazione degli impegni programmatici, terreno di scontro ma anche se solo lo vogliamo terreno di dialogo e di confronto costruttivo. Io credo che vada ascritto a merito del Governo regionale il fatto che oggi portiamo in discussione in Consiglio una manovra che ha il pregio di aver rispettato i tempi e se tutto procederà per il meglio, si eviterà di ricorrere al famigerato esercizio provvisorio. Saremo in grado cioè di dare risposte spero concrete in tempi brevi alle esigenze che in questa Assemblea regionale ci provengono dalla società e dai comparti produttivi, per far questo auspico che il Governo regionale dimostri capacità di ascolto e una propensione ad accogliere le proposte migliorative alla manovra in esame e che altrettanto facciano le forze di opposizione, scegliendo la strada del dialogo costruttivo a quella della contrapposizione pura e semplice, perché alla fine il vero interesse di tutti è quello di servire al meglio la nostra terra e il Popolo sardo.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Grazie Presidente, tranquillizzo da subito l'onorevole Cozzolino che il ruolo della minoranza in quest'Aula è certamente stato sempre costruttivo e anche nel percorso che ha portato alla finanziaria in Aula l'abbiamo dimostrato. Tuttavia, invece assessore Paci, mi preoccuperei un po' perché ho sentito gli ultimi interventi che vengono dalla sua parte politica, mi raccomando se non darà soddisfazione mi sembrano sulla carta dei voti contrari, quindi io mi preoccuperei un po' più di loro che di noi. Tuttavia, Assessore, io nella mia relazione introduttiva ho cercato di mettere a fuoco alcune discrasie nei settori fondanti della nostra Sardegna, e oggi voglio continuare con alcune osservazioni che riguardano ovviamente un argomento pregnante, anche perché su questo argomento già dal 2014 avete investito la gran parte della vostra attenzione. Però, purtroppo, ahi noi, come avrò modo di dirle ora, credo che i risultati non siano assolutamente né sufficienti, tanto meno soddisfacenti per il sistema produttivo. E allora le chiedo, siccome sono d'accordo con lei sul fatto che la politica a sostegno del sistema economico e della competitività e quindi delle imprese è un argomento centrale, e che le scelte devono essere assolutamente consapevoli e dobbiamo creare occasioni di sviluppo, le chiedo a fronte di tanti milioni messi in campo vorrei approfondire con lei i risultati. E cioè partiamo con il documento sulla programmazione territoriale su cui lei credo, in buona fede assolutamente, creda tantissimo però io voglio evidenziare criticità dati e numeri: lei pensa che il processo iniziato nel 2015, che ha visto sottoscrivere appena cinque accordi compreso quello del Parteolla - che ho già avuto modo di citare - e solo due convenzioni - Gallura e Parte Montis, l'Ogliastra ancora no - di fatto ha speso zero in quasi due anni e mezzo. Quindi programmazione territoriale integrata dei primi anni 2000, con un metodo Gup tanto caro ai suggeritori dei progetti. Mi chiedo: ma è stata questa l'unica spesa fatta fino ad oggi? A me pare di sì anche perché gli stessi progettisti sono quelli che agiscono sia sulla progettazione integrata che sul GAL, credo che veramente raccogliamo molto poco.

Allora, Assessore, le chiedo su un altro argomento visto che su questi lei… io però le chiedo cortesemente di rispondermi su quello che le sto chiedendo durante la sua replica, e quindi sullo stato di attuazione di tutti i progetti che io sto citando, gliene chiedo un altro, su un altro argomento molto caro su cui tutti abbiamo da dire quale strumento di sviluppo e cioè sull'innovazione. Voi citate tanti passi in avanti ogni volta che c'è Sinnova si dà grande rilevanza, per carità a totale sostegno e condivisione, però le chiedo: quale apporto economico ci ha dato sino ad oggi Huawei ? Quanto in hardware e quanto in risorse umane? Chi certifica il reale valore dell'impegno economico di Huawei? Perché, sa, i titoloni piacciono a tutti, però poi la sostanza è quella che interessa le nostre imprese, e a me in particolare in questo momento. Non ho più voglia che qui si venga a far finta di investire e invece si prende, Assessore, su questo dobbiamo aprire gli occhi tutti quanti. E le potrei citare i vari settori, approfondiremo a breve quello sul metano ma intanto mi dia delle risposte su questi aspetti, perché io credo che non possano aspettare.

Ancora, qualcuno di noi ha parlato di burocrazia. Guardi, io gliel'ho chiesto l'anno scorso, glielo richiedo quest'anno, e anche qui con la solita onestà intellettuale le dico che alcune pratiche non sono ascrivibili certamente a lei, però dovete fare uno sforzo come Giunta perché non è possibile che ogni anno viviamo continuamente il dramma di chi non riesce ad introitare mensilmente i vari contributi, e mi sto riferendo a tutte le spese che riguardano il sociale. Smettiamola di riempirci la bocca di sociale, di stanziare delle somme, addirittura di renderle spendibili, se poi queste, per l'incancrenirsi di una burocrazia che sinceramente a tratti non riesco a comprendere, non arrivano alle famiglie, nelle tasche di chi ne ha diritto. E lei sa bene che durante tutto il 2017, ancora, abbiamo avuto questo problema, e abbiamo detto che certi contributi devono essere trattati come se fossero gli stipendi dei nostri dipendenti. Quindi io, almeno sull'anno prossimo, le chiedo di partire; visto che lo scopo è quello di approvare in tempi brevi questa finanziaria, lavorateci da subito. Credo che debbono avere una priorità anche nei confronti di chiunque altro, perché sappiamo benissimo che la situazione è ormai diventata insostenibile. Lo stesso ragionamento potrei fare sul REIS, Assessore, cioè sono stati stanziati i soldi, è stata una battaglia di questo Consiglio: perché ancora non abbiamo avuto segnali che davvero sono andati a sostegno dei beneficiari del REIS, che cosa osta ancora? Ditecelo, se si può fare qualcosa per quanto riguarda la parte normativa, noi siamo disponibili, ma non si può ancora aspettare. Anche queste non credo che siano delle dichiarazioni mendaci da parte mia: andate a vedere tutti i giorni in chi vive il problema!

Torniamo un attimo sul discorso della sanità. Assessore, noi siamo fermamente convinti che la riforma purtroppo non porterà di certo a quei risparmi sperati, ma produrrà, semplicemente ed esclusivamente, altri aumenti di spesa finanziaria, ecco allora le chiedo da questo punto di vista: cercate quanto meno di controllarla la spesa, perché sarà veramente un dramma. Quest'anno viene stanziato di più per quanto riguarda il fondo sanitario, ecco, io la aspetterò alla prima variazione di bilancio, perché quello sarà un altro momento di confronto, probabilmente aspetterò più l'assessore Arru, perché veramente questa riforma continuamente fa acqua da tutte le parti, e anche questo non lo diciamo noi, i medici vi hanno detto anche ieri che li state eliminando, e rimangono solo le mele, parafrasando. Quindi dico: aprite gli occhi, cercate di capire realmente dove sta andando quella riforma sanitaria, perché è molto comodo fare concorsi per gli amici, molto, però non si fa non si migliora di certo il servizio ai cittadini. Quindi, veramente, avremo modo poi di confrontarci su ogni articolo di questa finanziaria e in particolare sugli emendamenti, le dico però da subito che questa minoranza ha presentato degli emendamenti che vanno ad incrementare il sistema lavoro, il sistema del sociale in particolare, sulle attività produttive, perché, Assessore, io questo glielo ripeterò all'infinito: purtroppo siamo in un momento straordinario, voi dite che si sta riprendendo la crescita, ecco, a maggior ragione dobbiamo intervenire su chi ha già sofferto gran parte della crisi, e invece nelle attività produttive noi continuiamo a lasciare esclusivamente risorse comunitarie, che le ho appena detto come vengono spese, anzi non vengono spese ma semplicemente programmate. Io capisco che ci voglia del tempo, ma lei nel 2014 ha dichiarato che con la programmazione territoriale avremmo dato il sostegno all'attività produttiva per lo sviluppo in Sardegna e anche per affrontare la crisi, mi pare che questo non sia avvenuto, nonostante qualche segnale positivo che si registra. Ma anche sui dati per la disoccupazione, andiamoli a vedere attentamente, andiamo a vedere quale tipo di occupazione siamo stati in grado di dare in questi quattro anni, e allora poi forse ci confronteremo lealmente.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Luigi Crisponi. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Nei giorni scorsi ho assistito ad un'autentica pantomima, dove la Giunta regionale si è beata di alcuni dati positivi che sono stati ampiamente esposti sui media regionali; da quei dati sembra che sia successo un finimondo positivo atteso da tempo, e quindi, dopo un quadriennio di sofferenza, eccoli là i dati che attestano il miglioramento di una condizione che, a mio giudizio e in tutta franchezza, mi pare, cari colleghi, sia quella che conoscevamo esattamente quattro anni fa. C'è poco da cantare vittoria, assessore Paci, c'è una difficoltà che non si è certamente modificata se non addirittura in peggio, c'è un arretramento pauroso, e lei, che è anche un buon docente di economia, bravo e apprezzato oltretutto, e quindi c'è anche immagino l'auspicio dei suoi studenti ma credo anche del mondo complessivo che lei rientri presto ad occuparsi di quei temi che le sono stati davvero cari e che le hanno permesso anche di scrivere dei compendi statistici importanti. E, statistica per statistica, ho visto che avete però trascurato le statistiche credo più serie e più affidabili, che sono quelle pubblicate annualmente dalla Banca d'Italia, e la Banca d'Italia testualmente dice, nel suo report 2017, che in Sardegna l'attività economica è cresciuta - la Banca d'Italia usa la parola "modesta" - dello 0,4 per cento: poco più del nulla. Un indebolimento oltretutto spaventoso e pauroso delle esportazioni, con un valore - cita sempre la Banca d'Italia - che, attestata dagli studi di Prometeia, vale 11 punti percentuali in meno di PIL rispetto al 2007. Cioè, rispetto a dieci anni fa, abbiamo un arretramento che crea un buco, una voragine, non solo nelle condizioni economiche ma c'è un filotto di preoccupazione che riguarda anche l'intero sistema sociale, del credito, del mercato del lavoro, delle famiglie, delle imprese.

Insomma, voi avete vantato numeri da primato, scrivendo fra l'altro una finanziaria che accompagna questa specie di barzelletta che è stata tirata fuori nelle ultime settimane, parlando di riforme, ma le riforme personalmente ritengo siano altro, sono riforme che vanno ad accompagnare davvero la crescita economica del nostro territorio e dei nostri giovani, delle famiglie, delle imprese, tutti quei segnali che dovrebbero riportare, stando a voialtri, dei segni "più", e invece inesorabilmente non solo c'è il segno "meno" in quelli che sono i risultati, fatto salvo quel settore importante e fondamentale che voi invece continuate a prendere a schiaffi, che si chiama economia turistica, che è stato ancora una volta dimenticato, depredato semmai, e avete portato via ulteriori risorse. Perché non vedo aumenti consistenti e importanti nel comparto dell'artigianato, del commercio, di quella importantissima impalcatura che sostiene l'economia regionale che è data dalle piccole, dalle micro ed alle medie imprese? Zero in assoluto! Avete per caso aumentato i fondi per la "949"? Non mi risulta. Per la "51"? Non mi risulta. Per la "22"? Non mi risulta. La "9" per il commercio non mi risulta, ci sono fondi a disposizione per il turismo non ci sono. Beh fate un giochetto astuto che va avanti purtroppo da quattro anni con i vostri disegni che fanno immaginare uno sconvolgimento complessivo dove mettete dentro in un unico calderone centinaia e centinaia di milioni di euro. Poi andiamo a chiedere, a parlare direttamente con i capitani d'industria, che sono davvero dei capitani coraggiosi, che nel mare della tempesta di un'economia, che di fatto non c'è, con una tempesta che purtroppo non ha riguardo né dei piccoli né dei grandi riesce a rovesciare in ogni condizione e in ogni mare in tempesta le condizioni e le aspirazioni dei nostri imprenditori, che bravi riescono sì a fronteggiare ma ai quali non volete dare nemmeno un minimo di mano per potergli permettere di guadagnare terreno a testa alta, soprattutto in condizioni che sono diventate nevrotiche, con un sistema oltretutto direttamente non assistito dalla Regione.

Mi pare il caso di citare il sistema del credito, nel vostro silenzio stanno chiudendo decine di sportelli territoriali, che significano vicinanza, protezione delle piccole risorse, dei piccoli risparmi delle famiglie e anche delle piccole e delle microimprese. Poi nel silenzio più totale, forse assecondando quelle politiche nefaste che alcuni istituti bancari hanno deciso di adottare in una Sardegna che evidentemente non gli appartiene davvero più né nel nome né nei fatti, ebbene voi siete stati silenti e quindi siete stati colpevoli e avete oltraggiato quella sofferenza, che soprattutto nei piccoli paesi, nelle piccole comunità, invece è questione quotidiana.

E a proposito di piccole comunità, le risulta, Assessore, che ci siano delle politiche intelligenti di vicinanza verso quei territori che maggiormente soffrono? Le risulta che le zone interne della Sardegna, quelle meno baciate dalla fortuna di avere mari meravigliose, spiagge bianche e luminose a pochi passi hanno avuto il privilegio di essere ascoltati, assecondati? A me non risulta. Ci sono provvedimenti che vanno in questa direzione? Ci sono provvedimenti che permettono a quei paesi vittime di uno spopolamento oramai aggressivo e imperante, che farà sparire più di uno dei nostri piccoli paesi, entro il prossimo decennio e ventennio, e che invece sono lasciati in balia di sé stessi, in balia di quelle mefitiche onde delle tempeste sociali ed economiche, che quando arrivano in Sardegna sembrano davvero ogni volta uno tsunami che sconvolge e rovescia tutto e tutti. Vi risulta che abbiate fatto interventi di questo genere? A me personalmente non risulta e quindi le domande, assessore Paci, sono d'obbligo in queste condizioni, con questa finanziaria, con questo borsellino vuoto che mettete a disposizione di tutto e di tutti, ma soprattutto delle questioni che le ho appena citato, quali sono le prospettive per quei territori, per questa Sardegna che soffre e che attende non elemosine, ma che attende infrastrutture, progettualità che attende innovazione, formazione; che attende un'autorevolezza che dalla Giunta regionale non è arrivata in quattro anni ed è impensabile che arrivi con la penultima delle finanziarie valutate da questo Consiglio regionale.

E quindi come colmare questi gap strutturali, quale ruolo lasciare, affidare a coloro i quali oggi stanno resistendo a questa inesorabile avanzata di una situazione che più pessimistica non può essere dipinta, il nero ha accompagnato gli orizzonti dell'ultimo quadriennio della nostra Terra, il nero, l'oscurità, le tenebre si sono letteralmente impossessati però anche di quel minimo di vivacità culturale, e mi consenta anche cerebrale, per dire sì in effetti abbiamo attivato sistemi ed elementi che sono capaci di restituire quanto meno speranza ai giovani, alle famiglie, a chi, ricordo anche un aspetto che c'è stato spesso sottolineato da tanti amici, da tante persone che orgogliosamente hanno inteso, proprio nel campo della famiglia, individuare un percorso di valore che è quello delle famiglie numerose. Cioè hanno immaginato che in un territorio come questo si potesse tranquillamente procreare ed essere, anche giustamente, assistiti dalle attività sociali della Regione sarda. Avete tagliato i fondi anche alle famiglie numerose, è un insulto al coraggio di quella gente, all'educazione, alle forme di socialità diffusa, che soprattutto guarda caso riguardano anche quelle più piccole comunità, quei piccoli paesi, quei luoghi dove ancora si ha altissimo il valore dell'unità, della cordialità, della familiarità e quindi dove mani dure e nodose hanno per decenni, per cent'anni zappato la terra e portato a casa orgogliosamente il frutto del loro sacrificio quotidiano, del loro lavoro, oggi certamente tutto è cambiato, tutto è difficile, quindi si pensa per i figli non una zappa ma si immagina un sistema innovativo, felice che individui percorsi altamente modernizzati e soprattutto coerenti anche con le aspirazioni legittime di chi ha fatto studi importanti. Tutto questo, caro Assessore, lo riferisca tranquillamente ai suoi amici e colleghi di Giunta, al suo, al nostro caro Presidente della Regione sarda. Tutto questo rappresenta un autentico fallimento e tutto questo naturalmente rappresenta anche una sconfitta purtroppo - ahinoi - per l'intero territorio regionale. Ma naturalmente il nostro dovere sarà ancora una volta quello di vigilare e ricordarvi che ci sono altre situazioni che debbono essere ben considerate, approfondite, confrontate ma soprattutto con l'unico sistema capace di dare vigore…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Giuseppe Fasolino. Ne ha facoltà.

FASOLINO GIUSEPPE (FI). Grazie Presidente, oggi ci accingiamo a discutere l'ennesima finanziaria, una finanziaria, secondo il mio parere, inadeguata al periodo che stiamo vivendo. Troppo spesso in questo periodo, sia a livello nazionale sia a livello regionale, ci riempiamo la bocca dei dati che arrivano, dei fiduciosi dati che arrivano che però non sono paragonati alle altre Regioni e che non sono paragonati alle altre nazioni. È vero l'ultimo anno c'è stato un miglioramento dell'economia ma paragonato agli altri territori della nostra penisola è sicuramente un dato allarmante. Perché siamo l'ultima ruota del carro. Una finanziaria che poteva essere una grande opportunità, poteva essere la finanziaria del riscatto, poteva essere la finanziaria che poteva veramente dare un impulso all'economia. Però questa finanziaria per poter essere tale doveva essere una finanziaria coraggiosa, doveva essere una finanziaria che potesse dare risposte a tutti i comparti, mi viene in mente il comparto del lavoro, un comparto che sta soffrendo in maniera indignitosa. Il comparto dei trasporti, più coraggio nei confronti dei comuni, che sono quelli che essendo l'ultimo ente che è quello più vicino al cittadino è quello costretto a dover dare risposte. I Comuni che devono dare risposte per l'inadeguatezza dei cimiteri, devono dare risposte per la mitigazione del rischio idrogeologico, con il rischio solo a carico dei sindaci, devono dare risposte sul sociale. Ecco a questi dovevate voi dare delle risposte, a questi dovevate voi dare un impulso importante per dare coraggio e per dare un'opportunità di crescita.

Vede, io ho anche apprezzato, Assessore, il mantenimento del livello di tassazione rispetto allo scorso esercizio finanziario, in particolare la conferma dell'aliquota IRAP al 2,93 per cento, contro la media nazionale del 3,9. Però serve, Assessore, una vera azione di sostegno in materia fiscale, una possibile riduzione della pressione fiscale può rappresentare quell'ossigeno alle nostre imprese. Una finanziaria che fa un'analisi puntuale, anche del sistema Sardegna, che poi però non si traduce con i fatti. Infatti le risorse non sono adeguate a quello che è il fabbisogno della nostra Regione.

Ancora una volta si investe poco o niente sul turismo, ci si riempie sempre la bocca sull'allungamento della stagione ma poi alla fine quando le cose si devono tramutare in fatti non si danno risposte a questo comparto. E mi viene in mente (, non soltanto al pubblico, ma anche a quei privati che con coraggio stanno dando un contributo economico a questa Regione, a quei privati, e parlo ad esempio degli albergatori, che cercano di contrastare il mercato internazionale che è molto più all'avanguardia rispetto al nostro a livello infrastrutturale, e che non hanno nessuna risorsa da parte della Regione, a quelli bisogna dare un'opportunità perché sono loro con il loro lavoro che ci danno l'opportunità di allungare la stagione. Tornando al discorso dei trasporti, Assessore, interni ed esterni all'isola, la Sardegna isolata dall'Italia è la Sardegna isolata dall'Europa. La così tanto cercata continuità territoriale, la continuità territoriale aerea per uno sviluppo più adeguato e una migliore vivibilità nostra è stretta dalle morse dei bandi di CT1 e CT2. Non parliamo poi del sistema ferroviario, addirittura abbiamo un argomento sul quale sono intervenuti i vescovi, che riportano anche i dati dell'Istituto Tagliacarne: in Sardegna la dotazione infrastrutturale è pari secondo questo istituto a 50,5 punti su 100, contro i 78,8 che si registrano nel resto del Mezzogiorno. Si tratta, Assessore, del valore più basso d'Italia e mostra un forte peggioramento negli ultimi anni. Questi sono i dati che voi dovete analizzare, queste sono le risposte che voi dovete dare. E ancora, a proposito di trasporti, di viabilità interna, abbiamo fatto diversi incontri con alcuni sindaci del Goceano, al quale erano state promesse delle risorse per il completamento e la realizzazione dell'Abbasanta-Buddusò-Olbia. Nei fatti nessuna risposta, durante gli incontri tante parole, poi nei fatti, niente. Ecco, queste sono le risposte che noi vi chiediamo, le imprese agricole, il livello di assegnazione delle risorse è largamente insufficiente rispetto a quelle che sono le esigenze reali, addirittura alle poste inserite in finanziaria probabilmente non riusciranno a far fronte neanche ad alcuni degli impegni presi con tutto il settore. Questa è la finanziaria che voi ci avete presentato, Assessore, anche se lei ha fatto delle dichiarazioni importanti, lei ha detto che questa finanziaria è aperta, e quindi noi ci rivolgiamo a lei con questo atteggiamento di fiducia. Si può migliorare, sappiamo che non è facile, sappiamo che non si possono dare risposte a tutti, però vede, Assessore, analizzando questa finanziaria l'impressione che si ha è quella di una finanziaria che rispecchia un po' questa maggioranza, vive giorno per giorno, una maggioranza che non ha un progetto di Sardegna in testa e che quindi non lo riesce ad applicare neanche con i fatti. Questa è l'analisi che si deve fare di questa finanziaria. Però, ripeto, io ho visto che lei sta dando delle risposte in questa direzione anche ai comuni, allora io vorrei che lei continuasse in questa direzione. Ripeto, vogliamo prendere per buone le sue parole quando dice che è una finanziaria aperta, che è una finanziaria sulla quale si può lavorare, che è una finanziaria che magari può accogliere quegli emendamenti se vengono anche dall'opposizione, che possano migliorare questa finanziaria e che possano soprattutto dare risposte ai sardi, perché questo è l'unico obiettivo che questa opposizione ha. Grazie, Assessore.

PRESIDENTE. Do un saluto alle ragazze e ai ragazzi dell'Olimpia Onlus che partecipano ai nostri lavori, un saluto di benvenuto.

È iscritto a parlare il consigliere Giampietro Comandini. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Dico subito che è meglio vivere giorno per giorno piuttosto che morire subito, come avrebbe detto il divino Giulio Andreotti. Ma credo che quando si parla di finanziaria, finanza pubblica, di bilancio, parliamo di una materia complessa, ma nello stesso tempo molto semplice, in cui gli schieramenti politici si dividono su quello che può essere il libro dei sogni o quella che è la realtà, una realtà che non è né di destra né di sinistra, ma è una realtà che ha a che fare con un sistema che va anche oltre la Regione, va anche oltre l'aspetto locale, e che va inserita in un problema di finanza pubblica che interessa il Paese, ma che, vediamo in queste ore, interessa anche la stessa Europa. Devo dire che è sempre più difficile far quadrare i conti ed è sempre più difficile fare in qualche modo vedere quali possono essere le risposte dei nostri cittadini. Ci sono diverse scelte in questo momento, c'è chi, in maniera molto concreta, ha lavorato già dalle prime finanziarie per ottenere i risultati, i risultati che ci sono, ed altri che in altre regioni d'Italia pensano che attraverso un referendum si possa in qualche modo disgregare il Paese e lasciare le regioni più povere, quelle del sud, in qualche modo al proprio destino. Io con onore appartengo quindi a questa maggioranza, ma anche al Partito Democratico, che sempre di più cerca attraverso la propria azione di governo, la propria scelta politica, di far sì che il Paese rimanga unito, che il Paese continui a lavorare su quella che è la soluzione che passa attraverso la finanziaria, ma anche attraverso le riforme, perché è sul tema delle riforme in qualche modo che si possono dare risposte alla finanza pubblica. E bene ha fatto questa maggioranza, proprio sul tema delle riforme, a partire dalla riforma delle riforme, che è la riforma sanitaria, di cui probabilmente non vedremo subito i benefici oggi, in questo esercizio finanziario, ma sicuramente guardando al futuro siamo tra coloro che, come area riformista, pensa che i benefici saranno sicuramente visti nei prossimi anni.

Io potrei concludere il mio intervento con due semplicissime considerazioni. La prima è la considerazione che ha fatto il Presidente dell'associazione degli industriali durante l'audizione in Commissione bilancio, laddove ha apprezzato la manovra finanziaria che è in discussione in quest'aula solo per un aspetto, perché non abbiamo messo e aumentato le tasse. Io ricordo ai più che non aumentare le tasse era nei confronti di alcune formazioni politiche uno slogan, questa maggioranza in questi anni non ha aumentato le tasse per le imprese e per le famiglie. Qualcuno può anche banalizzare questo risultato, può anche non tenere conto di questa scelta, però il fatto di aver lasciato le tasse più basse d'Italia nei confronti delle famiglie e delle imprese è uno dei risultati di cui devono andare orgogliosi questa maggioranza e l'insieme dell'intero Consiglio regionale, perché questo è l'elemento fondamentale che si dà direttamente e concretamente di aiuto alle famiglie e alle imprese. L'altro aspetto positivo, e anch'esso non secondario, che dimostra un grande lavoro fatto dall'Assessorato, dall'Assessore e dalla Commissione tutta, è quello di approvare una finanziaria non so dopo quanti anni entro l'anno corrente. Mai noi avevamo in qualche modo approvato una finanziaria entro l'anno corrente e tutti sappiamo quanto è difficile poi far correre i denari se noi approviamo la finanziaria a marzo, aprile, e andando a esercizi provvisori. Credo che quindi anche l'aver approvato e l'approvare la finanziaria durante l'anno corrente, durante quest'anno rappresenti anch'esso un risultato positivo che produrrà anch'esso degli effetti direttamente nella capacità di spendere i soldi una volta che la finanziaria verrà approvata. Credo che quindi ci siano tutti gli elementi, non di un libro dei sogni, ma elementi concreti che possono far dire che questa finanziaria è in linea con le altre finanziarie, che anch'esse hanno prodotto dei minimi, ma importanti risultati, perché la ripresa economica su cui la Sardegna in qualche modo ha iniziato a lavorare, e si vede concretamente, è all'interno di un sistema delle regioni del sud che vede la Sardegna ai primi posti come aumento del PIL, che si trasforma anche in un aumento di posti di lavoro. Però, credo che le scelte sulle quali questa maggioranza può veramente definirsi una maggioranza che vede e legge quelle che sono le esigenze della Sardegna, sono gli ulteriori finanziamenti che abbiamo chiesto di inserire sul tema dell'università e della scuola, perché il futuro si giocherà sempre di più sul sapere e sulla conoscenza, e l'aver voluto continuare con finanziamenti per quanto riguarda la possibilità che i nostri studenti universitari, attraverso il sistema delle borse di studio, attraverso il sistema dei fitti casa, attraverso il sistema che gli può permettere di continuare a studiare in Sardegna, di non essere esclusi dai bandi che gli possono garantire l'accesso allo studio, come succede alle famiglie degli studenti più ricchi, quindi guardando alla possibilità che tutti quelli che si trovano con un reddito basso possano continuare a studiare e a frequentare l'università; in un investimento che riguarda i giovani, che sono l'ossatura di un futuro per la nostra isola, c'è una scelta determinante, strategica, ideologica direi, di puntare verso quelle categorie. Per cui, insieme all'università, allo studio, al sapere, e anche al garantire, cosa non banale, sostenere quelle famiglie, che attraverso il reddito di cittadinanza, attraverso le politiche attive del lavoro, che in questa finanziaria sono presenti, e continuano a vedere importanti finanziamenti e risorse che vengono destinate alle politiche attive, al REIS, a quel mondo del sociale che non ci possiamo dimenticare e non ci vogliamo dimenticare, anche se c'è una Regione che continua ad avere un risultato positivo più in termini di PIL, c'è ugualmente una attenzione profonda, importante verso questo mondo, che è stato aumentato con finanziamenti importanti, investimenti. Beh, io non ricordo da quale Legislatura non ci fosse un'attenzione così attenta nei confronti del territorio e delle politiche degli investimenti, i 700 milioni di euro di mutuo che noi abbiamo fatto per politiche che in qualche modo andavano incontro a una sistemazione idrogeologica, a un controllo del territorio, per evitare quello che è successo, che troppo spesso politiche miopi di sfruttamento del territorio che hanno prodotto danni e morti in importanti località della nostra Isola, attraverso il mutuo i di 700 milioni di euro hanno comportato un movimento di risorse che hanno interessato centinaia di imprese sarde, così come attraverso l'intervento della sicurezza nelle scuole. Per cui è una finanziaria sulla quale, a mio avviso, c'è una continuità che può portare, soprattutto nei confronti del futuro, a pensare positivamente per quanto riguarda lo sviluppo della nostra Isola. Abbiamo fatto tutto? No! Possiamo essere soddisfatti? No! Però io credo che sia profondamente ingiusto definire che attraverso questa finanziaria non ci sia un'attenzione nei confronti della Sardegna e nei confronti delle varie categorie e fasce sociali più deboli. Si può sempre fare di più, si può sempre guardare al futuro, ma sicuramente noi possiamo andare anche quest'anno nei confronti di questa finanziaria, nei confronti di una Sardegna che sta riprendendo, e una Sardegna che deve anche dimostrare il coraggio di rispondere dei risultati ottenuti, ed è proprio per questo che io ringrazio l'Assessore e la Giunta, per aver anche quest'anno, nei confronti delle diverse difficoltà, nei confronti anche del rapporto con lo Stato, aver dato una finanziaria concreta, in qualche modo una finanziaria che può permettere a questa maggioranza e a questa Giunta di continuare nel lavoro che ha fino a oggi ottenuto questi risultati.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Emilio Usula. Ne ha facoltà.

USULA EMILIO (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Forse è la volta buona che si approverà la Finanziaria in tempo utile a evitare l'esercizio provvisorio. In sé questo sarebbe un buon risultato, ma non posso non chiedermi qual è il prezzo; Rossomori, e non siamo soli, pensiamo che, ancora una volta, l'ennesima, siamo di fronte a un bilancio predisposto in solitaria da questa Giunta, e portato avanti da una maggioranza supina e silente, che ha anche sacrificato la discussione in Commissione, dove si è accettato anche il ritiro e la rinuncia all'esame in quella sede di tutti gli emendamenti. Si son chiesti e si sono ottenuti i tempi contingentati in Consiglio per l'approvazione entro l'anno, con la promessa di qualche piccolo contentino su emendamenti ben individuabili e altrettanto bene identificabili, decisi in grigie ma pompose riunioni di maggioranza, e anche con qualche accordo trasversale, per non avere eccessivi intoppi nel percorso accelerato; è un triste spettacolo. Che di una finanziaria approvata nei tempi canonici si abbia bisogno è fuori discussione, il ricorso agli esercizi provvisori ha rallentato e aggravato una già scarsa incisività dell'agire di questa Regione, fatta talvolta di estemporaneità e di continue correzioni di rotta, piuttosto che di una vera ed efficace azione di programmazione e di lungo respiro. Questo perché l'approccio alle problematiche non è mai stato, da parte di questa Giunta, quello della condivisione; chi crede di sapere tutto è poco propenso al reale confronto, o a capire davvero le ragioni degli altri, o a apprezzare le proposte degli altri. Per questa ragione a questa finanziaria Rossomori non ha presentato emendamenti; fatevi voi e votatevi voi la vostra manovra finanziaria, la vostra legge di bilancio. Già quando eravamo in maggioranza, ma ancora di più stando all'opposizione, le nostre ragioni sono state ignorate, snobbate, rendendo nullo il confronto per il miglioramento degli interventi che in questi ultimi anni hanno segnato la vita della nostra comunità, determinando le attuali condizioni complessive della nostra Isola, anche se, dopo tanto pestare, alcune ragioni ben chiare e presenti in nostri emendamenti presentati nelle manovre finanziarie precedenti, vengono parzialmente e tardivamente riconosciute, almeno nel merito, seppur molto limitatamente per la consistenza e il peso economico, e con conseguente sterilità di possibili effetti positivi. Ed è anche chiaro che alcune ragioni sono state accolte solo dopo sacrosanti schiaffi di forze sociali, sindacali, e rappresentanze di Comuni ed enti locali, parlo della dichiarata volontà di istituire un fondo di rotazione a favore degli enti locali, per il superamento delle strozzature derivanti dal patto di stabilità, e interventi di efficientamento energetico di edifici pubblici, di stanziamenti integrativi per il diritto allo studio, da troppo tempo sottofinanziato in modo clamoroso. Rossomori, già nella prima Finanziaria, proponeva questi interventi e indicava anche le modalità di finanziamento, e ricordo anche con quanta e quale supponenza e altezzosità non vennero accolte le nostre proposte, già alla disamina degli emendamenti da parte dell'Assessore Paci e dell'allora Assessore dei lavori pubblici. Da un punto di vista sostanziale questa Giunta, il suo Presidente, ma in particolare l'Assessore alla programmazione, hanno avuto sempre questo stile arrogante e mistificatorio, stile che non si è modificato, anzi, è stato affinato nel tempo, e si è imparata bene anche la peggior arte della millanteria. L'importante è parlare, fare annunci altisonanti di vittorie, di risultati eccezionali, di obiettivi difficilissimi raggiunti, ma diciamola tutta la verità, la verità è che noi tutti, il popolo sardo, paga un peccato originale incancellabile, anche se ci si dovesse far ribattezzare. Parlo della sottoscrizione volontaria dell'accordo capestro che ha chiuso nel 2014 una vertenza entrate col ritiro dei ricorsi alla Corte costituzionale, accordo che ha portato danni enormi per le finanze di questa disastrata Regione, danni valutati in oltre 4 miliardi e mezzo di euro nel corso di una legislatura, per una miope e patetica politica dell'ingraziamento del Governo presunto amico. Questa è stata la schiena dritta! Ora si vede e si chiede a tutti un impegno comune, per riaprire quella vertenza che voi avete chiuso, ma sempre senza ammettere con un minimo di umiltà che avete sbagliato, determinando un danno enorme alla comunità sarda. E e non è bastato; come scritto dalla Corte nella sentenza "154" di quest'anno, avete pure snobbato la Conferenza unificata, e il Governo, quello che doveva essere amico e che oggi voi dite di voler contrastare, è stato legittimato senza contrasto, appunto per la vostra assenza, a stabilire le intollerabili entità degli accantonamenti a nostro carico: 684 milioni oggi, 848 il prossimo anno, oltre 900 nel 2019, e così via. E per non dimenticare, ricordiamo anche la clamorosa bocciatura del bilancio della Regione da parte della Corte, altro bel primato nella storia dell'autonomia. E che dire del richiamo della Corte dei Conti sui residui passivi ammontanti a 1,7 miliardi di euro, soldi che, per svariate ragioni, restano nelle casse regionali e non vengono trasferiti sia ai privati creditori, cioè alle imprese, ma anche agli enti pubblici, solo per ricordarlo, voglio sottolineare che questi residui passivi sono in gran parte dovuti a una gestione incoerente e inappropriata del famoso mutuo per i lavori pubblici, soldi non spesi e non pagati che sono diventati residui negativi e non hanno certo potuto avviare quelle politiche keynesiane di cui ci si riempiva la bocca. E mentre il fondoschiena dei sardi riceve questi calci dolorosissimi, sentiamo parlare con enfasi e una bella dose di faccia tosta della concessione di 15 milioni stanziati dal Governo per la Sardegna nei giorni scorsi nella legge di stabilità dello Stato, ma sia ben chiaro disponibili dal 2019. Più che l'inizio di un percorso di riscatto mi sembra una presa per il naso. Questo è il risultato del viaggio a Roma per far valere le nostre ragioni, ragioni del resto interpretate liberamente e in totale solitudine dalla Giunta. Quattro soldi per le province sarde, finora escluse dal Fondo unico e in aria di bancarotta. Così i risultati della presunta inversione di rotta sul fronte dell'economia, tutti sono a conoscenza dei dati Svimez e degli stessi dati della Banca d'Italia. La Sardegna ancora una volta è ultima tra tutte le regioni del Mezzogiorno che crescono anche di oltre il 2 per cento, con un poco esaltante 0,6 per cento, anche sul fronte occupazione, tanto da far urlare legittimamente ai sindacati della necessità di un piano straordinario per il lavoro con finanziamenti massicci per sferzare un colpo alla povertà sempre più dilagante, povertà determinata dalla mancanza di lavoro. E non si stia a millantare sui dati parziali del terzo trimestre che sappiamo tutti sono molto influenzati e derivano dal lavoro stagionale non strutturato, dal lavoro precario. Basterebbe andare in giro nelle periferie e nei paesi (andiamo a Ottana, nel Sulcis, nel Medio Campidano a Porto Torres, andiamo a Onanì) per parlare con la gente e ascoltare. Anzi, basterebbe saper ascoltare. La verità la troviamo nel report dell'Unione europea sullo stato di coesione. Questo report certifica che il livello del prodotto interno lordo della Sardegna è tornato a livello di fine secolo scorso o, a essere generosi, al 2000. Guardiamo alla scuola, per fare un altro esempio, continuiamo ad essere ultimi tra gli ultimi per numero di laureati, per dispersione scolastica, nonostante qualche debolissimo segnale, ma anche in questo caso influenzato dal trend nazionale di cui peraltro non reggiamo il passo, rimanendo ancora più lontani e ancora più ultimi. Per contrastare il fenomeno dell'abbandono scolastico è necessario aggredire la povertà perché l'istruzione è certamente tra i più importanti diritti fondamentali, plasma l'individuo, lo fa cittadino, gli apre l'accesso alla dignità e al diritto di cittadinanza, ma è anche il diritto più fragile in condizioni di indigenza e di privazione degli altri diritti elementari. Serve un piano straordinario oltre che per il lavoro anche per l'istruzione.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Mariano Contu. Ne ha facoltà.

CONTU MARIANO (Sardegna). Presidente, è chiaro che oggi mi sembra di trovarmi in una Assise dove si celebra quel rito obbligato dell'esame della manovra finanziaria e del bilancio provando, quello che è stato l'auspicio anche dell'assessore Paci, a dare quello che è il contributo che la minoranza (parte alla quale appartengo) è in grado di sostenere come tesi ed è in grado soprattutto di proporre come soluzioni. Il documento di programmazione politica-economica dovrebbe tracciare le linee di sviluppo per la nostra isola dettando un programma di governo che dia le linee e gli obiettivi perché la Regione Sardegna possa uscire da quella crisi economica che non è stata dovuta a fattori isolani o a fattori nazionali, ma a fattori internazionali sui quali poco abbiamo potuto incidere per evitarla e soprattutto poco riusciamo ad incidere perché questa crisi vada finalmente a soluzione. Noi a seguito di timidi segnali di ripresa, enfaticamente abbiamo voluto prendere quelli che sono stati i dati pubblicati, resi noti dal Governo e in modo particolare così enfaticamente riproposti anche nei documenti che ci sono stati sottoposti ad esame, dove timidi segnali di ripresa economica rispetto al PIL nazionale si registrano anche nella nostra isola: 0,6 per cento che vorrei significare a chi spesso e volentieri non va ad analizzare quelli che sono i dati che sostengono il nostro PIL e sono quelli del manifatturiero e in particolare della trasformazione del petrolio e poco più, che sono anche la voce più importante non solo della nostra produzione economica, ma anche del nostro export. Allora dire che nel resto d'Italia abbiamo delle regioni che hanno avuto una crescita del PIL anche oltre il 2 per cento, pensare che noi in Sardegna siamo a uno 0,6 per cento, peraltro con dei fattori che così limitano la speranza che davvero anche nell'isola si stia creando una nuova economia… l'altro dato che intendo portare all'attenzione dell'Aula è quello che nonostante si sia in questi ultimi anni così favorito o quanto meno cercato di valorizzare gli interventi sulla nuova impresa, noi anche per il 2017 dobbiamo registrare una riduzione delle partite IVA in Sardegna del 10 per cento rispetto alla crescita nazionale del 5 per cento. Allora, due indici importanti che a me fanno spegnere, come del resto a buona parte dei sardi, la speranza che davvero si sia iniziato un nuovo percorso per una crescita economica della nostra isola e devo dire sinceramente mi ha colpito molto quanto il Presidente, ma quanto anche l'Assessore al lavoro ha voluto nei giorni scorsi leggere nei dati pubblicati dall'Istat sull'occupazione. Ma noi sappiamo (peraltro ho avuto anche la fortuna e l'esperienza di seguire l'Assessorato del lavoro) che il fenomeno che caratterizza il mercato del lavoro in Sardegna è quel fenomeno della stagionalità, ovvero del lavoro a tempo determinato che caratterizza soprattutto una delle nostre attività prevalenti estiva, quella del turismo, dove noi sappiamo benissimo che durante la stagione turistica vengano attivati tanti contratti di lavoro, un lavoro stagionale, un lavoro che solo per un fatto incidentale è cresciuto nella nostra isola a partire dal 2013, a seguito dei fatti di Tunisi, a seguito dei fatti in Egitto, a seguito della chiusura soprattutto delle attività turistiche nell'area del Sinai in Egitto e in modo particolare sul Mar Rosso. Allora, dire che non si è provato neanche a verificare se questo fenomeno fosse un fenomeno del 2017 ma un fenomeno che data ormai da diversi anni (e ho citato il 2013, ma potrei citare anche il 2010-2011 e a seguire), allora 18 mila operatori che vengono impegnati stagionalmente nel settore del turismo e nei servizi durante la stagione estiva non ci devono far gridare al miracolo, ma molto probabilmente potrebbe dirci che lì potrebbe esserci il punto di partenza per pensare che la destagionalizzazione del nostro turismo potrebbe favorire un'occupazione stabile rispetto all'occupazione stagionale. Ricordando un particolare, che comunque sia rispetto a questo evento che dovrà essere verificato dopo il quarto trimestre, ovvero al 31 di dicembre, e credo che verrà la conferma come è avvenuto negli anni scorsi che l'occupazione che noi siamo stati in grado di garantire in questi anni è un'occupazione appunto a tempo determinato, ma è un'occupazione che davvero non dà il senso della certezza né ai nostri giovani, né tanto meno ai nostri cittadini in generale. Allora dire che anche la riduzione del numero di persone che cercano lavoro si riduce? Certo che si riduce. Quando noi sappiamo che nel corso degli ultimi due anni sono emigrate 24 mila persone in cerca di lavoro, è chiaro che questo numero si riduce. Non lo devo dire io, non sono un economista, i professori siete voi Assessore e Presidente, i professori di Economia siete voi e ce le dovete insegnare voi queste cose, non dobbiamo raccontarvele noi. E dire che nello stesso tempo noi abbiamo l'occupazione che mentre in Sardegna arriva al 52 per cento, il dato nazionale è di oltre il 60 per cento. Allora anche questo indice che è negativo per noi e come si usa dire che non realizza almeno un riavvicinamento a quello che è il trend nazionale, ci deve far pensare ulteriormente, e questo non basta. Noi abbiamo fatto poi una disamina, credo che più di un collega oggi abbia parlato delle nuove povertà compreso il collega Usula che mi ha preceduto, ma pensare che noi abbiamo bisogno di inserire sulla voce REIS 30 milioni, quindi raddoppiando le cifre a disposizione sul nostro bilancio andando a registrare che i bisogni dei nuovi poveri e il numero dei nuovi poveri vanno in crescendo, io vorrei capire come si può dire dall'altra che noi stiamo creando un'economia o una nuova economia che davvero ci dà fiducia e ci dà speranza. Io vorrei che davvero questi numeri venissero documentati e venisse soprattutto dato un reale quadro della situazione che in Italia si vive e in Sardegna in modo particolare, stiamo vivendo nel senso critico di una crisi che continua strisciante, una crisi che porta la gente ad abbandonare le zone più povere del nostro territorio e riversarsi verso i centri costieri, centri più grossi in modo particolare sperando di trovare appunto una soluzione di vita, una soluzione di lavoro, una soluzione soprattutto di speranza per il proprio futuro. Ma credo che sia altrettanto importante pensare che tra noi e voi ci sia una differenza di approccio, una differenza di cultura, una differenza soprattutto di pensiero rispetto a quella che è l'economia, quello che è invece l'assistenzialismo, quello che è invece il mondo delle produzioni…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Michele Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Anche nella relazione alla legge finanziaria, come già è accaduto ieri sulle servitù militari, abbiamo colto un'enfasi e qualche nota trionfalistica che ci sembra francamente ingiustificata. Perché la verità vera è quella che hanno detto diversi colleghi intervenendo prima di me che la Sardegna ha ripreso a crescere, vivaddio, ma ha ripreso a crescere con un ritmo che comunque è nettamente inferiore al resto del Paese, in un contesto in cui ci sarebbero invece tutte le condizioni in cui la crescita potrebbe avere un passo ben diverso. La verità è che la Sardegna non riesce a cogliere le opportunità, il collega Crisponi ha parlato dell'economia turistica, bene, noi ci troviamo in un contesto in cui la grave crisi che sta vivendo il Nordafrica determina lo spostamento di flussi turistici che prima erano orientati lì, in altre direzioni. Bene, noi siamo nella condizione in cui in Sardegna nella settimana di Natale non si trovano posti in aereo, questa è la Sardegna. Cioè noi abbiamo delle opportunità da cogliere, abbiamo milioni di potenziali turisti che potrebbero tranquillamente anche in questo periodo, per tacere naturalmente degli altri periodi dell'anno, vedere la Sardegna come una meta ideale per le loro vacanze, e il nostro sistema dei trasporti puntualmente va in tilt. Ma va in tilt come se fosse una cosa inaspettata, come se il Natale cadesse sulle spalle dei Sardi come un evento inatteso. Ora era un evento inatteso 2000 anni fa, però dopo che si ripete la celebrazione per 2000 volte dire che per la duemillesima volta è ancora un evento inatteso, mi sembra veramente che siamo al paradosso. Un'enfasi, assessore Paci, largamente ingiustificata anche rispetto ai passi concreti che si sono fatti, alcuni peraltro devo dire anche apprezzabili. Ma parliamo per esempio di agricoltura, lei dice nella relazione: "Adesso nel 2017-2018 daremo il via a ben 18 nuovi bandi per le imprese agricole." Dicendo tra l'altro una frase che mi sono segnato: "che ci sono stati ritardi nella fase di prima implementazione delle nuove procedure e che oggi sono pienamente operativi". Assessore, non è vero che sono pienamente operativi, ci sono ancora grossi problemi e leggere che verranno pubblicati 18 nuovi bandi nel giro di poco tempo, mi fa accapponare la pelle perché significa che si sta andando verso un ingorgo in cui il sistema dei centri di assistenza, l'Assessorato, le Agenzie agricole andranno in tilt perché non riescono a uscirne, non riescono a venire fuori nemmeno da sei o sette bandi che sono stati pubblicati tra la fine del 2016 e l'inizio del 2017. E i 250 milioni di cui lei parla che verranno immessi nel circuito non verranno affatto immessi nel circuito perché non ci saranno effetti positivi, ci sarà il devastante effetto di imprese che attenderanno di ricevere dei quattrini, li riceveranno se va bene nel giro di qualche anno e nel frattempo molte di esse saranno fallite, perché è la storia di sempre in questa Regione, perché quello che si sarebbe dovuto fare e quello che la famosa legge sulla semplificazione e sullo snellimento delle procedure avrebbe dovuto fare, non è stato fatto, cioè non sono stati aggrediti i nodi che impediscono, che bloccano la spesa in questa Regione e invece vediamo che vengono stanziati 100 milioni per il lavoro. Io non posso che sottolineare quanto ha detto il collega Fabrizio Anedda, di cui anche stavolta ho apprezzato la serietà. Il collega Fabrizio Anedda che fa parte di un partito che si definisce comunista e che evidenzia come ancora una volta da una parte si proclamano politiche keynesiane, Assessore, stipulando un mutuo di 700 milioni che aggrava l'indebitamento della Regione e i cui effetti sono ancora tutti da vedere, dall'altra si continua con la solita politica assistenzialistica. Ma abbiamo fatto una verifica di che cosa hanno lasciato i 1000 miliardi del famoso piano del lavoro del compianto assessore Luigi Cogodi? Che cosa hanno lasciato a parte un po' di lavori pubblici e tanto precariato? Che cosa hanno lasciato? Bene, noi stiamo continuando a ripercorrere la strada dell'assistenzialismo. Assessore, noi assieme a tanti altri in quest'Aula stiamo facendo la battaglia dell'insularità, ma siamo consapevoli che siamo soli, che il riconoscimento dell'insularità significherà, com'è giusto che sia, che comunque le castagne dal fuoco ce le dobbiamo togliere noi, e continuare a percorrere strade che altre Regioni, grazie a Dio, si sono lasciate alle spalle, continuare con le regalie che daranno giusto un po' di ossigeno per qualche mese a qualcuno, ma che non risolvono il problema, non soltanto non porterà a nulla, ma continuerà ad alimentare la fama delle regioni speciali, e in particolare della Regione sarda, che è incapace di mettere in campo politiche di sviluppo, almeno tra di noi questo, pur difendendo lo Statuto speciale, pur difendendo le nostre prerogative, bisogna che ce lo diciamo, che è ora che incominciamo a comprendere come ci possiamo muovere con le nostre gambe e come possiamo utilizzare efficacemente gli strumenti della specialità. Abbiamo letto che è stata ripresa da un sindaco di un comune del nuorese la nostra proposta di legge, e anche qui riprendo un tema che è stato toccato dal collega Crisponi nel suo intervento, dello spopolamento, è stata ripresa, ci fa piacere naturalmente, perché noi non siamo preoccupati delle primogeniture, noi siamo preoccupati che si cerchino vie nuove per affrontare i problemi. E devo dire che ci fa piacere che abbia suscitato interesse l'idea di fare della Sardegna la Florida d'Europa, cioè un posto attrattivo per una fascia di persone di reddito medio alto, che può vedere nella Sardegna un posto dove trascorrere una parte importante dell'anno, o una parte importante della propria vita. E noi, Assessore, abbiamo presentato un emendamento su questo, e lo dico anche ai colleghi del Partito Democratico, che se si vogliono esplorare nuove strade, che sono quelle del venire incontro alle persone che anziché andarsene in Portogallo, o in Tunisia, o in Turchia, potrebbero vedere la Sardegna come una possibile meta, noi abbiamo presentato un emendamento, che si può migliorare, si può modificare, ci si possono agganciare subemendamenti, che però permette di aprire già da questa finanziaria un fronte in questo senso, un fronte che sappiamo non avrà ricadute immediate ma avrà ricadute nel medio-lungo termine, ma che dal nostro punto di vista rappresenta una svolta rispetto alle tradizionali politiche sullo spopolamento che hanno portato a costruire piscine dove non è mai stata versata una goccia d'acqua, palestre che non hanno mai visto un atleta, neanche bambino, anche perché purtroppo i territori che si stanno spopolando sono anche quelli che hanno il saldo demografico peggiore, e in generale opere pubbliche destinate a una popolazione che non c'è più. Perché la popolazione rimane e i giovani rimangono dove ci sono opportunità, e se noi non facciamo qualcosa per far aumentare il PIL di quelle zone, e per far aumentare le opportunità di reddito per le persone che intendono rimanere, che credono nella possibilità per quelle zone di ripartire, se non facciamo nulla in questo senso è inutile che continuiamo a spenderci soldi, perché continuerà quel piano inclinato che ormai stiamo vedendo da vent'anni che non siamo mai riusciti a contrastare. Per quanto riguarda la parte finanziaria, Assessore, la parte delle entrate voglio dire, lo hanno già detto alcuni colleghi, lo ha detto in particolare il collega Usula, noi non saremmo a questo punto se non aveste avuto la geniale pensata di ritirare i ricorsi. E anche il tema degli accantonamenti sarebbe diverso, lei lo scrive anche nella relazione, lo Stato illegittimamente trattiene tra gli accantonamenti, si rifiuta anche di ottemperare ad una sentenza della Corte Costituzionale, trattiene anche i soldi che riguardano la parte della sanità, che è la parte di cui la Regione inopinatamente si è fatta carico, ve lo siete anche rinfacciati con l'onorevole Soru, si è fatta carico sgravato lo Stato di una parte così importante della spesa, che oggi è totalmente a carico della Regione. E sulla sanità ancora abbiamo, Assessore, uno stanziamento insufficiente, i risparmi reali saranno temiamo ben diversi rispetto a quelli che voi auspicate, anche perché continueremo a pagare i disastri e le clientele della sciagurata gestione commissariale…

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Paolo Truzzu. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Sardegna). Presidente, ma a leggere il documento di economia e finanza regionale, a sentire gli interventi dei colleghi della maggioranza noi siamo davanti ad una situazione della Sardegna, dell'economia dell'isola, abbastanza positiva: il PIL è in crescita, le tasse come ha detto qualche collega non sono state aumentate quest'anno (ma qua si nasconde una piccola bugia perché appena entrati, come maggioranza, avete aumentato l'IRAP), abbiamo una quantità di risorse maggiori rispetto agli anni scorsi, perché in virtù del miglioramento del ciclo economico c'è una quantità di entrate superiore, abbiamo lasciato dei soldi nelle tasche delle imprese e delle famiglie, e in questi anni abbiamo avuto la capacità di spendere di più. A parte il fatto che un illustre professore di economia aziendale diceva sempre, Assessore, diffidate di quei politici che vi dicono di aver speso tutti i soldi perché l'importante non è spendere tutto, ma è spendere bene, e noi su questo forse dovremmo un pochino interrogarci. Ma dicevo, se questa fosse la situazione che voi ci volete raccontare, la situazione dell'isola, una situazione di benessere, una situazione idilliaca, io penso che questa maggioranza stia perdendo una grande occasione, perché davanti a questa situazione che ci descrivete avevate tutte le condizioni per poter fare delle scelte coraggiose, e per poter invertire la rotta delle finanziarie di questi anni. Scelte coraggiose significa rompere col passato, prendere quelle decisioni di cui parlava poco fa l'onorevole Cossa, cioè cercare di spingere veramente sulle riforme, sulle riforme reali, sulla sburocratizzazione del sistema regionale, sulla capacità di spesa che possa produrre un reale impatto delle politiche pubbliche, e invece tutto questo non accade. Avreste per esempio potuto ipotizzare di abbassare le tasse, perché non è una cosa di cui vantarsi sostenere che le tasse non sono aumentate, ci si può vantare se siamo in grado di abbassare le tasse, perché se siamo in grado di abbassare le tasse alle famiglie, alle imprese, realmente, quel risparmio di tasse si traduce in un beneficio per tutta la comunità, si traduce in una capacità di generare lavoro. Se noi magari la riduzione delle tasse alle imprese l'avessimo voluta legare a chi in questi anni ha mantenuto i livelli occupazionali o è stato in grado di creare occupazione, forse avremmo fatto il più grande piano per il lavoro che quest'Isola abbia mai fatto, invece ci troviamo oggi a ragionare su un intervento di cui parlerò dopo. Dicevo la situazione, invece, che abbiamo davanti non è quella che ci avete raccontato, che state cercando di raccontarci, in qualche modo la racconta all'Istat e anche la Caritas, perché è sfuggito forse ai più quello che ci ha detto proprio ieri l'Istat, e cioè che l'Italia è il Paese con più poveri in Europa, e non fa sicuramente eccezione la Sardegna, e che soprattutto la povertà è aumentata in questi anni, siamo passati al 30 per cento della popolazione che ha il rischio di esclusione sociale, un italiano su tre, e quindi anche un sardo su tre, Assessore, ha il rischio di esclusione sociale. E l'altro ragionamento che farei è che noi in questi anni siamo la Regione, come ho avuto anche altre volte modo di dire, che spende di più sul sociale, nonostante questo la povertà continua ad aumentare. E allora anche su questo dovremmo iniziare ad interrogarci, forse dovremmo cercare di capire se i soldi che stiamo spendendo sul sociale sono spesi bene e se riusciamo a dare le risposte che i cittadini chiedono in tutti i settori, Assessore, capita in Sardegna esattamente questo che qualcuno si vanti di portare in atto politiche, come ho sentito anche poco tempo fa in quest'Aula, a favore dei giovani e poi abbiamo un bando da 70 milioni di euro per il primo insediamento in agricoltura che è fermo da marzo 2017, nove mesi per incominciare non a fornire una risposta ma a fornire una chimera, a quei giovani che nel frattempo si sono aperti una partita IVA, hanno fatto delle spese, hanno portato avanti dei progetti sperando nelle risposte che questa Regione poteva dargli e che invece noi, voi, questa struttura regionale, la vostra maggioranza, non è in grado di dare. Quei giovani che paradossalmente oggi risultano tra gli occupati perché hanno aperto una partita IVA e allora anche su questo, quando ho citato i dati dell'occupazione, io vorrei che ci fosse maggior chiarezza, vorrei che ci fosse la capacità di andare oltre il freddo numero, perché dobbiamo incominciare a dire, quando si parla di occupazione, che non conta solo la quantità e la qualità perché se io lavoro un'ora o un giorno al mese sono considerato un occupato, se io prendo 400 euro ma ho una laurea e un master e faccio il fattorino sono considerato un occupato. Allora è su questo che dobbiamo ragionare, è questo il futuro che vogliamo offrire alle nostre generazioni, ai nostri giovani? É questo il futuro che vogliamo offrire ai sardi? È il futuro di tutti quegli over 50 che sono esclusi dal mercato del lavoro, che sono stati espulsi e non hanno più la possibilità di rientrare e di rientrarci? Allora quando parliamo anche di lavoro, e sono curioso di vedere le proposte che vorrete avanzarci, io credo che dovremmo avere la capacità di dire che è compito della Regione creare le condizioni perché si possano avere le opportunità, perché le persone con competenza e capacità possano trovare una risposta, se invece il Piano del lavoro, questi 127 milioni di cui si legge nelle agenzie di stampa, dovesse essere il solito sistema di clientele e di mance elettorali considerato che tra tre mesi abbiamo le elezioni politiche alle porte e che questa è l'ultima finanziaria che fa questa maggioranza, ecco, io farei un po' di attenzione perché a questo punto ci troveremo in una situazione ben più grave. Penso che poi si debba avere il coraggio di intervenire su alcuni settori, ne cito un paio: alcuni erano stati già citati dai colleghi, oggi noi abbiamo tutte le leggi di settore che sono sostanzialmente definanziate, ci siamo affidati, a parte qualche piccola risorsa e qualche piccola briciola, ci siamo affidati prevalentemente ai fondi comunitari e abbiamo una situazione in cui l'impresa che hanno partecipato ai bandi a sportello molto spesso non hanno, a distanza di un anno, ricevuto i soldi, mi risulta che ancora a novembre di quest'anno addirittura la struttura regionale non avesse le domande per la rendicontazione delle spese effettuate, il bando era "a sportello" e dopo dodici mesi ci troviamo in questa situazione. Penso che sia doveroso anche intervenire su un fenomeno sociale che è particolarmente grave nella nostra Isola e in Italia che è quello dei genitori separati, non c'è nessuna politica e nessun intervento da parte dei servizi sociali su queste persone che rappresentano i nuovi poveri, oltre il 30 per cento delle persone che oggi si rivolge ai centri di assistenza sociale appartengono a questa categoria e noi non riusciamo a dare risposta a queste persone; penso che si debba intervenire ancora sulla natalità della famiglia e si debba intervenire cercando di trovare soluzioni che consentano alle donne e alle mamme di essere pienamente inserite nel mondo del lavoro. Penso che si debba intervenire, Assessore, cercando di recuperare un'idea di bellezza del nostro paesaggio, del nostro territorio e delle nostre comunità, anche su questo dovremmo cercare, e noi abbiamo fatto delle proposte, di intervenire e postare delle risorse in bilancio perché non possiamo più vantarci e presentarci al mondo come Isola del turismo e poi vedere nelle nostre realtà degli scempi e degli sconci che non sono più tollerabili. C'è un ultimo aspetto, Assessore, che io voglio mettere all'attenzione dell'Aula, perché noi oggi, come dicevo prima, stiamo correndo il rischio di celebrare una festa però, come dire, "a debito" c'è purtroppo una "usanza", mettiamola così, per cui ogni tanto si cerca di andare oltre le proprie possibilità e per cui ci si indebita e si pensa di organizzare un grande festone e un grande ricevimento con i soldi non dico degli altri ma con i soldi che non ci sono. Dobbiamo avere il coraggio di dire, dobbiamo raccontarlo a tutti, dobbiamo raccontarlo anche ai sardi per onestà, che in questa Finanziaria, come ha detto qualcuno, se non sbaglio lo ha accennato l'onorevole Usula, abbiamo inserito 680 milioni di accantonamenti, ma per il 2018 lo Stato italiano ci impone di inserirne 848, noi questo oggi non lo stiamo facendo, mancano all'appello 165 milioni, se un domani qualcuno ci dovesse tirare le orecchie e ci dovesse dire: badate che non avete inserito quei 165 milioni che cosa succede? A chi dovremmo tagliare le risorse? La risposta che oggi dovremmo dare ai sardi è: chi rimarrà fuori da questa grande festa?

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Angelo Carta. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az - La Base). Grazie Presidente, l'ultima legge di stabilità, che questa Giunta regionale presenta al Consiglio, riafferma le linee strategiche che appartengono alle dichiarazioni programmatiche presentate dal Presidente Pigliaru nel 2014, non può essere altrimenti ovviamente e non manca una certa coerenza nei temi trattati che dipingono però una Giunta regionale ancora avulsa dalla realtà fattuale della Sardegna, è aumentato il PIL? È diminuita la disoccupazione? È migliorato il tasso di occupazione? Il turismo è in crescita? Aumentano le esportazioni? Le risposte, a leggere la vostra relazione, sono tutte positive, ma dunque se è così possiamo chiederci perché i poveri sono in aumento? Perché i Paesi in via di spopolamento si stanno definitivamente svuotando? Perché tutti i giorni sotto il Consiglio regionale arrivano persone senza lavoro e senza alcun sostegno in cerca di risposte che non date? Perché i giovani continuano a emigrare? Perché i sardi non possono spostarsi come desiderano in aereo o in nave? Perché le strade dell'interno dell'isola sono praticamente distrutte? Perché i collegamenti con i centri più isolati sono irrimediabilmente peggiorati? Perché la rabbia e il rancore verso la politica sono in pericoloso aumento? Sul sistema delle imprese nel Programma regionale di sviluppo indicavate la presenza in Sardegna di sessantasei imprese ogni mille abitanti, che al 31 dicembre 2016 sono scese a sessantadue, il che significa che nella legislatura in corso la Sardegna ha perso 6339 imprese. Nel 2011 gli addetti medi per imprese erano 2,9, significa che in questa legislatura sono andati perduti 18.383 posti di lavoro. Il tasso di occupazione giovanile nel 2014, quando vi siete insediati, era del 50 per cento, al 31 dicembre 2016 è al 56,3 per cento. Avete proclamato, sempre nel 2014, che la Sardegna dovesse essere individuata e percepita come una destinazione competitiva e, a tal fine, individuavate come strumenti strategici in tema di attrazione e localizzazione l'istituzione di zone franche e la riforma dei Consorzi industriali, testualmente a pagina 16 scrivevate: "la possibilità di ridurre la pressione fiscale sulle imprese e la predisposizione di spazi con infrastrutture di eccellenza per le imprese sono il primo passo per favorire nel territorio isolano flussi di investimenti internazionali. Mi chiedo, e vi chiedo, perché dicevate cose nelle quali non credevate e che non avete fatto. Sulla zona franca è vero che si sono dette cose inesatte, ma resta la validità dello strumento da voi stessi riconosciuto e non avete fatto assolutamente nulla, né motu proprio, né per attuare una legge dello Stato italiano. Devo ricordarle, assessore Paci, che dal Governo italiano, a proposito di zona franca, è arrivata una legge con una dotazione finanziaria di 5 milioni che voi avete totalmente ignorato, l'articolo 13 bis del decreto-legge 19 giugno 2015, numero 78, convertito in legge dall'articolo 1, comma 1, della legge 6 agosto 2015, numero 125, prevedeva l'istituzione di Zona franca nel territorio dei Comuni della Sardegna colpiti dall'alluvione del 18 e 19 novembre del 2013, siete stati sollecitati dalla Quinta Commissione permanente che all'unanimità ha approvato la Risoluzione numero 15, del 21 ottobre 2015, a intraprendere ogni iniziativa utile verso il Governo centrale per il conseguimento dell'obiettivo prioritario di stabilire la perimetrazione della zona franca e delle agevolazioni conseguenti alle imprese localizzate all'interno della medesima zona franca. Niente, non avete fatto nulla, avete completamente ignorato questa opportunità. Avete in compenso firmato l'accordo scellerato del 21 luglio 2014, che anche il più sprovveduto dei sardi sa ormai essere stata una sonora fregatura, ma avevate voi il dovere di saperlo prima della firma. La scelta di ritirare entro il 16 settembre 2014 tutti i ricorsi contro lo Stato pendenti dinanzi alle diverse giurisdizioni e relative alle impugnative di leggi o atti consequenziali in materia di finanza pubblica, promossi prima dell'accordo del 21 luglio 2014, si è rivelato un boomerang colossale per le entrate della Sardegna. Fra accantonamenti e prelievi forzosi alle province mancano in questa legislatura alle casse dei sardi circa 4 miliardi e mezzo di euro. In quell'accordo avete anche accettato di rinunciare, per gli anni 2014-2017, agli effetti positivi sia in termini di saldo netto da finanziare, che in termini di indebitamento netto che dovessero derivare da pronunce di accoglimento.

Cari professori, questa vostra operazione cancella Caporetto dal vocabolario e ne introduce un altro, non si dirà più è una Caporetto per illustrare una sconfitta senza uguali ma si potrà dire che è una Giunta Pigliaru. Ometto le altre amenità riportate nel vostro programma regionale di sviluppo, è scritto bene, assessore Paci, molto bene, probabilmente se vi fermavate a scriverlo e farlo attuare ad altri sareste passati alla storia come i padri della rinascita della Sardegna. Ahimè così non è e anche oggi coloro che sotto i portici del Consiglio protestano, dimostra ancora una volta che amministrare è difficile, avete provato ma non ci siete riusciti.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SDP). Grazie Presidente, ho ascoltato attentamente tutti gli interventi di stamattina sulla discussione generale e condivido buona parte buona parte di essi, condivido soprattutto quella parte di protesta rispetto a un Governo italiano che dopo tante battaglie, portate riguardo alla vicenda accantonamenti, ci risponde con una risposta che è per lo meno offensiva perché 15 milioni impegnati, a partire dal 2019, per la nostra Regione ahimè ci portano oggi a discutere di una finanziaria che noi avremmo voluto fosse diversa nei contenuti e soprattutto nelle risorse; quando parliamo di risorse parliamo di contenuti. Nonostante questo devo dire che sui temi che sono all'attenzione dell'intero Consiglio, della maggioranza e della Giunta regionale, si stia cercando finalmente di fare qualcosa di diverso rispetto a quello che è stato sinora, mi riferisco al lavoro, alle politiche sociali, all'agricoltura all'Università questi credo che siano i quattro temi più importanti che vanno affrontati in maniera seria e che andremo ad affrontare. Sappiamo che ci sono delle risorse sulle quali possiamo anche con contezza dire a quanto esse equivalgono: parliamo degli oltre 120 milioni per il piano per il lavoro, parliamo dei 45 milioni delle per le politiche sociali, parliamo dei 20 milioni che poi si sommeranno alle disponibilità messe in campo dallo Stato per l'agricoltura, e parliamo dei 17 milioni, o giù di lì, che dovranno essere impegnati per le Università e per l'istruzione. Ci sono anche altri problemi che sono in campo e che noi abbiamo il dovere di non tralasciare di continuare ad affrontare. Chi mi ha preceduto ha parlato della sanità e su questo dobbiamo dire che ancora non vediamo accendersi una luce importante in fondo al tunnel, i problemi continuano ad essere risolti è vero che da poco noi abbiamo approvato la legge di riforma della rete ospedaliera, ma adesso ci aspettiamo che quei principi e quelle ipotesi, che sono state tradotte in norme legislative, possano dare immediatamente i loro frutti. Non è più sopportabile che le liste di attesa continuino ad essere così lunghe, non è più sopportabile che tutti i giorni sui giornali leggiamo casi di pazienti che non riescono a curarsi, non è possibile leggere l'articolo di oggi di una signora di La Maddalena che ha preso il traghetto all'una di notte per poter poi veder nascere il suo bambino allo alle 2 e 06 dopo mille difficoltà. Io credo che su questo noi dovremmo porre grandissima attenzione, perché il tema della sanità è ancora un problema ed è ancora un problema irrisolto. Finalmente sono stati nominati i vertici dell'Areus e ci auguriamo e auspichiamo che anche rispetto all'emergenza urgenza si possano dare le risposte che da troppo tempo sono attese.

Parlavo di lavoro. A noi non basta che si dica abbiamo la disponibilità di 130 milioni per cercare di affrontare in maniera seria la criticità che riguarda l'occupazione, io credo che da subito, da oggi, nelle prossime ore, dovremmo impegnarci perché il percorso dove saranno o posizionate quelle risorse debba essere e possa diventare un percorso serio che possa rendere quelle risorse esigibili da subito. Perché altrimenti continuiamo a parlare di proposte che vengono fatte che poi non riescono ad essere tradotte in atti concreti. La disoccupazione in Sardegna ha degli indicatori, delle percentuali che sono sempre troppo alte rispetto al resto d'Italia, è vero che c'è un miglioramento del PIL, lo stiamo vedendo, ma questo non si sta traducendo in atti concreti rispetto alla diminuzione dei nostri dei nostri occupati. Soprattutto a livello giovanile io credo che non sia sopportabile una percentuale del 54 per cento, e se non ricordo male avevamo parlato da diverso tempo del master plan per le zone interne e credo che il problema delle zone interne si leghi a filo doppio a quello che è il problema spopolamento, e quindi al problema disoccupazione, e quindi al problema povertà. Quindi noi le risorse sul lavoro e le risorse sulle politiche sociali dovremmo utilizzarle, diceva prima qualcuno dall'altra parte, che dovremmo chiederci come mai nonostante la Sardegna sia una delle regioni che investe più sulle politiche sociali continui ad avere numeri da spavento rispetto alle povertà. Le povertà in Sardegna riguardano molti, moltissimi nuclei familiari e sotto la soglia di povertà oggi ci sono in Sardegna più di 380.000 nostri conterranei, questo è un problema serio che con questa finanziaria noi cercheremo di affrontare e se il caso anche in maniera diversa, e credo che sarà il caso. Perché, ripeto, i 130 milioni per il lavoro devono seguire dei percorsi che diano risposte immediate, credo che la cabina di regia che se ne potrà occupare dovrà mettere in condizione quelle persone che hanno aspettative importanti, rispetto a situazioni critiche, di poter avere immediatamente risorse perché altrimenti questo sforzo importante che si sta facendo veramente avrebbe poco senso.

Io dico che sono contento, perché è una battaglia che ho seguito quasi personalmente da tanto tempo, che sia stato ripristinato il plafond inerente le compagnie barracellari.

Dobbiamo ragionare su quello che deve essere il futuro dell'Agenzia Forestas, io credo che mentre si continua a parlare delle loro nuove attività, che andranno ad inserirsi anche fra i compiti prettamente della Protezione civile, noi dobbiamo dare a quella agenzia il riconoscimento che deve avere, ma questo riconoscimento va dato non solo con risorse nuove che devono essere messe a disposizione ma soprattutto con una organizzazione diversa che quella agenzia deve avere, perché quella attuale non la mette in condizioni di svolgere il lavoro, l'attività e la funzione che gli è stata affidata. Oggi abbiamo letto sulla stampa che ci sono dei problemi riferiti alle mansioni superiori che alcuni dirigenti dell'ex Ente foreste della Sardegna hanno dovuto attivare per poter rispondere a quelle che sono le funzioni dell'attuale agenzia, quei problemi oggi ci sono per intero, cioè oggi quell'agenzia ha 7 dirigenti, un dirigente ogni 1000 dipendenti, e non riesce a mansionare le persone che devono rispondere a settori di attività della stessa agenzia perché non può dare le mansioni superiori che sono bloccate da norme precise. Ricordo anche che il turnover occupazionale negli enti e nelle agenzie regionali, e quindi anche in Forestas, è stato bloccato con la legge finanziaria del 2005…

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cocco, il tempo a sua disposizione è terminato.

E' iscritto a parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Ci accingiamo oggi ad esaminare la Finanziaria e il bilancio di previsione per il prossimo triennio. Il mio intervento vuole rappresentare la visione d'insieme delle politiche pubbliche che la maggioranza ha attuato nei quattro anni di Governo ed intende perseguire nell'ultimo anno di legislatura, inizierei quindi a focalizzare l'attenzione sulle dinamiche di bilancio e sulle prospettive socioeconomiche della Sardegna, rilevando anzitutto che l'Isola è oppressa dal dramma della povertà e della disoccupazione. La situazione allarmante è sotto gli occhi di tutti ma, dovendo parlare di dati concreti riscontro che il resoconto fornito dai Comuni della Sardegna sul REIS fotografa un fabbisogno complessivo per l'anno 2017 assai elevato, fabbisogno complessivo stimato in 66.274.000 euro e rotti per circa ventuno nuclei familiari, rispetto al quale le somme necessarie devono essere ancora pagate ai Comuni. Le somme erogate sono 23 milioni e 640, le somme da erogare 5 milioni e 910. I dati sono dati elaborati dall'Istat, che poi rilevano un fenomeno preoccupante: la recessione ha colpito soprattutto i bambini e i ragazzi e si è andata estendendo ad un numero crescente di famiglie del ceto medio. L'indice di vecchiaia in Sardegna, così come in Italia, è in costante aumento.

Il secondo aspetto sul quale è necessario soffermare l'attenzione è il fenomeno della desertificazione umana, sociale, culturale e storica, strettamente connesso al dramma della povertà e dell'occupazione, al quale accennavo poc'anzi, e diretta conseguenza di un'azione politica fallimentare in riferimento al lavoro, al reddito, alla ricchezza, poiché mancante di prospettive per il futuro ma finalizzata alla risoluzione dei problemi contingenti che non producono nuova occupazione, nuovo reddito e nuova ricchezza.

Svolte queste brevi considerazioni generali e passando al documento contabile vero e proprio, vorrei fare qualche osservazione più specifica nella parte delle entrate e nella parte della spesa. Con riferimento alle entrate, ritengo importante domandare quali siano ad oggi i risultati raggiunti da questa maggioranza. La vertenza entrate della Regione Sardegna nei confronti dello Stato, la battaglia contro gli accantonamenti, 684 milioni che lo Stato trattiene dal bilancio della Sardegna per garantire le forme di risanamento della finanza pubblica, in proposito, ho preso atto che la politica di leale collaborazione si è rilevata fallimentare e dannosa per la Sardegna, ritengo che vada rilanciata una politica contestativa nei confronti del Governo e del Parlamento. Queste scelte devono essere giustificate e motivate dalla maggioranza di governo, ma soprattutto vanno spiegate ai sardi.

Quanto alle spese, vorrei soffermare l'attenzione sulla programmazione economica promossa in questi quattro anni di legislatura, per evidenziare che la programmazione è stata inesistente, soprattutto nelle aree più nevralgiche e sensibili: occupazione, povertà, rilancio dell'economia, eccetera. Diviene allora quanto mai necessario un cambio di rotta che segni il ritorno ad una programmazione ordinaria basata sulla prevenzione più che sulla gestione del contingente straordinario, la mia proposta è di individuare specifici finanziamenti destinati a interventi in particolari settori, per cominciare mi sembra importante prevedere risorse da impiegare per istruzione, assetto del territorio, agricoltura. Passando quindi alle missioni dell'ambiente, la Missione 9, i contributi previsti a favore delle Amministrazioni comunali per l'aumento, la manutenzione e la valorizzazione del patrimonio boschivo in determinate aree regionali, lo stanziamento di quasi 8 milioni di euro destinato ad incentivare l'occupazione nella realizzazione dei progetti sul patrimonio forestale finalizzati a dare occupazione ai cittadini sardi disoccupati o inoccupati, si palesano largamente insufficienti alle esigenze dei disoccupati stimati nella comunità dell'Isola. E' necessario ed urgente intervenire anche a favore dell'Agenzia Forestas, per la trasformazione da agenzia in ente regionale che si occupi della salvaguardia del patrimonio boschivo.

Le risorse stanziate per le politiche sociali e la famiglia sono largamente insufficienti rispetto al fabbisogno emerso nel 2017. Alla luce delle modifiche normative nazionali si rende poi necessario un intervento normativo di modifica dei criteri di accesso alle risorse, che disegni modalità di impiego diverse e più agili e soprattutto che introduca una diversificazione urbana delle aree rurali.

Agricoltura. Si presenta indispensabile e non differibile una riforma organica del sistema, finalizzata, tra le altre cose, a combattere il fenomeno della desertificazione umana delle aree rurali. Emerge l'assenza di fondi certi da destinare al sostegno dei comparti agricoli diversi dall'ovicaprino, in favore del quale sono state stanziate risorse nella precedente finanziaria, che attraversano un periodo di profonda crisi anche a causa della siccità che ha colpito la Sardegna. Sul tema siccità, sul tema agricoltura non c'è nessuno stanziamento; quando parlo di tema siccità non intendo dire risorse destinate alle imprese, destinate soprattutto a porre una pezza ad un problema contingente, parlo di una programmazione per evitare che quelle aziende rimangano senza acqua, visto che siamo ormai al mese di dicembre e la piovosità è molto bassa. Dobbiamo cercare di dare alle aziende agricole non il pesciolino tutti i giorni ma dobbiamo dargli una canna da pesca, e intendo dire che occorre rimettere in piedi quei finanziamenti, che già in passato sono stati attuati, per la ricerca idrica, e dotare le aziende di autonomia propria, questo è il vero investimento che dobbiamo fare per cercare di combattere la siccità che a oggi si evidenzia in tutta la sua forza come un danno per l'economia agricola della Sardegna, se non creiamo le condizioni perché le aziende agricole siano autonome e indipendenti sulle loro riserve idriche, noi ci ritroveremo, caro Assessore, tra qualche mese a dover ragionare su quanti contributi dobbiamo erogare alle aziende agricole. Noi dobbiamo essere lungimiranti e fare una programmazione seria sulle cose da fare. Già in passato alcune leggi regionali di circa quindici anni fa hanno erogato fondi per ricerca idrica e laghetti collinari, su questi temi nel bilancio regionale della previsione 2018 non c'è nessun riferimento.

Politiche del lavoro e formazione professionale, qualche parola in più mi sia consentito spendere in riferimento all'azione della Giunta regionale in materia di politiche del lavoro, se non altro per l'importanza dell'argomento. Inizio dalla conclusione l'azione della Giunta regionale in materia di politica del lavoro si è rivelata finora del tutto insoddisfacente. I fondi stanziati nei precedenti esercizi finanziari sono stati sufficienti al rilancio occupazionale della Regione e comunque spesso sprecati. I fondi previsti dal capitolo lavoro della finanziaria 2018 appaiono ancora una volta troppo esigui per sostenere l'efficacia dell'azione di governo regionale nel settore occupazionale. Le misure finora adottate si sono rilevate inadeguate al raggiungimento degli obiettivi, in particolare lo strumento della flexicurity sul quale l'attuale maggioranza ha incentrato principalmente l'azione di governo nell'ambito dell'occupazione e del lavoro. Si è rilevato fallimentare nella nostra Regione, in quanto non ha creato nuove opportunità di occupazione per i giovani inoccupati né di sostegno e reinserimento per i numerosi disoccupati. Sul tema dei dati che abbiamo appreso in questi giorni sulla stampa sul crescente aumento di occupati in Sardegna, ebbene rilevare che questi dati sono dei dati completamente sballati, che son dei dati forniti dall'INAIL e l'INAIL riferisce come posto di lavoro, come persona occupata anche la persona che solo per un giorno, solo per un giorno all'anno risulta iscritta all'INAIL. Voi avete utilizzato questi dati per dichiarare…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Pierfranco Zanchetta. Ne ha facoltà.

ZANCHETTA PIERFRANCO (Cristiano Popolari Socialisti). Grazie Presidente, l'intervento dell'onorevole Daniele Cocco ha aumentato il mio disagio, il mio malessere quando si è richiamato a episodi di disservizi e quasi di malasanità. Non c'è l'Assessore della Sanità al quale noi destiniamo metà del nostro bilancio, quindi non posso, come dire, amplificare la protesta. Però è inutile che noi destiniamo risorse quando poi gli standard qualitativi cadono o le garanzie che vengono confermate, come elementi di sicurezza, si trasformano anzi in elementi di drammatica, drammatica - ribadisco - insicurezza. Questo comunque è un aspetto che vedremo dopo ed è relativo ai disservizi che nascono, altro che insularità, nella doppia insularità che è un altro elemento sul quale non basta un referendum, che poi produce poco se non effetti mediatici, perché ho visto che anche Beppe Severgnini su Sette se n'è occupato, ma lui è un frequentatore di Santa Teresa di Gallura, quindi conosce bene la Sardegna. Ma dico la doppia insularità, perché un altro degli elementi sui quali la legge di bilancio dovrebbe entrare nel merito.

Ma io non rubo molto tempo perché è stato già detto, tutto di più, ed è stato soprattutto analizzato nelle sue voci più importanti, nei capitoli più importanti il nostro bilancio e la legge di bilancio. Dico soltanto, richiamandomi a quanto l'onorevole Sabatini, nella sua relazione di presentazione della Finanziaria, ha sostenuto dicendo e io mi riconosco in quel suo invito, che il 2018 deve essere, come dire, una chiamata forte per tutta la Sardegna, a partire da noi, nel ricontrattare con lo Stato la delicata partita degli accantonamenti, sull'aspetto mortificante e vergognoso dei 15 milioni è stato già detto, lo ribadiamo, quindi, onorevole Sabatini, mi auguro che il suo invito, io lo raccolgo, possa essere raccolto da tutta l'Aula, ma da tutta la Sardegna per aprire proprio nel 2018 entrante la nostra rivendicazione forte per la riduzione degli accantonamenti. Perché c'è un ritardo colpevole dello Stato nei nostri confronti e non è soltanto il riflesso legato agli accantonamenti ma anche in altre partite, che mi vedono impegnato in battaglie, che noi speriamo di poter concludere. Questo ritardo forte dello Stato colpevole va colmato facendo sentire la nostra voce.

Io ho seguito l'intervento dell'onorevole Tunis che ha lanciato un appello e contrariamente, come egli fa con la sua sottile ironia, bacchettandoci sonoramente, ma io non prendo le sue bacchettate, questa volta ha fatto un invito richiamando con attenzione un elemento che io ritengo importante e strategico, che è quello dell'economia digitale. Trovo sicuramente sensibilità nella Giunta, ma ritengo anche nell'Aula; io accolgo il suo invito, il suo intelligente suggerimento, perché quando ci sono cose intelligenti non hanno colore e su questo si può ragionare.

Concludo, Presidente, su un aspetto che riguarda i trasporti che sono stati richiamati, come elemento forte e debole del nostro riscatto, e non mi richiamo certamente all'aspetto più importante che sono i collegamenti con la Penisola, sui quali sono stati fatti numerosi interventi, ma uno strategico per noi anche nei rapporti con la Corsica, vicepresidente Paci, che è il collegamento Santa Teresa Bonifacio, del quale non prevediamo niente adesso nelle norme di Finanziaria ma per il quale c'è un impegno ad avviare immediatamente con gennaio, con un disegno di legge, la partita delicata di un collegamento strategico, ripeto, per la Sardegna perché le due isole non soltanto sono protagoniste di accordi e di gemellaggi concreti nella sostanza, ma perché sono la nostra possibilità più vicina di collegarci con l'Europa,

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gianfranco Congiu. Ne ha facoltà.

CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). Grazie Presidente, fin dalle prime battute su questa manovra finanziaria abbiamo ritenuto che questa non fosse una manovra scontata né dovesse esser letta in termini convenzionali. È un errore, sarebbe stato un errore giunti a questo punto della legislatura limitarsi ad una disquisizione sulle poste di bilancio, limitarsi ad un ragionamento puramente economicistico, limitarsi ad una mera copertura finanziaria, perché dal dibattito che è emerso durante i lavori preparatori, e mi riferisco a tutte le riunioni nelle quali in audizione abbiamo ascoltato tutti i settori della società sarda, emerge forte e chiara un'esigenza che al pari di quella finanziaria non può essere sottaciuta, la velocità della spesa. Immettere nel circuito finanziario le risorse, utilizzare delle procedure spendibili, utilizzare dei sistemi procedurali che ci consentono di far arrivare bene e in fretta le risorse è un tema analogamente spendibile in un momento come questo ed è strutturalmente decisivo e importante. Ha ragione Daniele Cocco, con Articolo 1 MDP abbiamo condiviso una lettura per blocchi o per pilastri portanti di questa manovra finanziaria. Ebbene il lavoro, il sociale, l'Università, l'agricoltura e zootecnia possono essere quei pilastri fondanti l'etica e la logica di questa manovra finanziaria al pari, ripetiamo, di una individuazione di procedure snelle e fruibili che facciano arrivare soldi a destinazione. Questa è la lettura che noi abbiamo dato ed in particolar modo con un emendamento alla manovra,

nella quale abbiamo proposto l'attivazione di un fondo rotativo, di un fondo rotativo che assolve proprio le esigenze di immettere nel circuito finanziario risorse a vantaggio del mondo del lavoro. È un'operazione sulla quale proprio in queste ore ci stiamo confrontando con l'Esecutivo, registriamo la più ampia disponibilità della Giunta a coprire non solo di risorse, ma anche ad accompagnare la spendita delle stesse di una procedura che nel solco di quello che ho appena detto possa essere letta in termini di fruibilità rapida e snella, e con questo auspicio credo che la manovra finanziaria possa essere esitata nei termini in cui tutti noi ci siamo detti.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Utilizzerò pochi minuti di intervento di quelli a disposizione per dire alcune cose, perché per evitare che diventi davvero un rito e che le cose siano inquadrate per quelle che sono, io credo che sia giusto anche fare chiarezza e raccontare un punto di vista che è quello di chi la finanziaria sta cercando di presentarla in quest'aula, che è questa maggioranza. Ora, il tema che principalmente riguarda tutti, noi stiamo presentando una finanziaria da 7 miliardi e 700 milioni di euro, gran parte delle risorse della finanziaria come ogni anno sono destinate alla sanità, sanità che noi abbiamo riformato, va ricordato, perché le riforme stiamo cercando di farle, sanità che è stata riformata con l'ASL unica, che era un cavallo di battaglia anche di altri partiti, anche del centrodestra, e che noi abbiamo fatto, così come la riorganizzazione della rete ospedaliera, una questione sulla quale da tempo si cercava di intervenire e su cui eravamo obbligati ad intervenire da anni come Consiglio regionale e che questa volta siamo riusciti a portare a compimento. Poi, i dati diranno se dal punto di vista finanziario le cose sortiranno i risultati sperati, così come certamente, ancor di più, i risultati dal punto di vista della tutela della salute della gente potranno essere migliori rispetto a quelli attuali, le riforme sono sempre questo. Quindi, una finanziaria che va inquadrata in questo solco, che deve essere ovviamente a sostegno della lotta alla povertà e alla lotta ai problemi di carattere sociale, perché questi sono i punti di riferimento principali su cui noi dobbiamo tenere alta l'attenzione e su cui la finanziaria deve guardare. Ma non basta dirlo, non basta dirlo, occorre lavorare in quella direzione, così come occorre lavorare nella direzione del sostegno alla scuola, all'università, alle cose su cui noi stiamo cercando di mettere mano. E allora abbiamo fatto incontri durante questa fase con le parti sociali, noi e i sindacati che rappresentano le parti sociali, erano solo loro, abbiamo fatto incontri importanti con i rappresentanti della scuola, dell'università, i rettori di Cagliari e di Sassari, per vedere quali erano le richieste più importanti che dovevano mettere in conto per le cose da sostenere per i settori in cui loro lavorano. Lo abbiamo fatto proprio perché riteniamo che la finanziaria di questo debba parlare. E adesso dirò che cosa sono dal mio punto di vista naturalmente gli interventi su cui si è lavorato, quello su cui questo Consiglio regionale interverrà oltremodo rispetto alla proposta che la Giunta ha formulato, e naturalmente un'Aula che deve essere attenta a valutare proposte che arrivano da ogni parte, compresi naturalmente i banchi dei consiglieri di opposizione che hanno tutte le loro ragioni a porre i problemi e a sostenerli con forza, e noi dobbiamo essere attenti ad ascoltarli. Però, io credo che la finanziaria vada raccontata, anche in questo caso, senza enfasi, così come senza enfasi vanno raccolti i dati positivi sul campo del lavoro, e lo dico, badate, con tutta l'attenzione e la cautela del caso, perché nessuno deve gioire… la Sardegna la conosciamo tutti, le difficoltà immani che ci sono, i numeri che ognuno di noi tira da una parte o dall'altra più o meno sono sempre quelli, delle grandi difficoltà in cui l'isola si trova, e i disagi, le povertà, i giovani senza lavoro, gli inoccupati, i disoccupati di ritorno, cioè tutti coloro che hanno grande sofferenza nell'isola, i dati si conoscono, e bisogna fare politiche attente soprattutto in quella direzione. Però, quando istituti di tutto rispetto ci dicono che i dati vanno in miglioramento è sempre meglio che ci raccontino che i dati vanno in peggioramento, è un dato di fatto, per cui credo che questo vada raccolto così com'è, come un dato semplice, sapendo che noi tutti dobbiamo mettere con forza il lavoro del Consiglio regionale e della Giunta a disposizione per trovare soluzioni su questo. Per cui l'IRPEF e l'IRAP che rimangono invariati, anche questo è un dato su cui non è che si può dire: "Teniamo l'IRPEF e l'IRAP invariati", però anche questo è sempre meglio che sollevare le tasse, oppure mettere i ticket sulla sanità come altri in gran parte delle regioni d'Italia hanno fatto, oppure l'IRPEF e l'IRAP che sono tra i più bassi d'Italia credo che almeno vadano comunicati che questi sono, consentitecelo di dire che sono così piuttosto che dire che li abbiamo sollevati. Tenere la pressione fiscale inalterata, oltretutto è una pressione fiscale fra le più basse in Italia, è un dato che va comunicato e va evidenziato, senza dire con enfasi che questa è la soluzione ai problemi. Però, i temi del lavoro e i temi del sociale, che cosa si sta facendo? Finanziaria da 7 miliardi e 7, ci sono interventi soprattutto sul settore del lavoro, le parti sociali hanno chiesto un piano straordinario del lavoro utilizzando questi termini, che parlasse di 100 milioni di euro. Bene, noi in finanziaria ne mettiamo 130 per politiche attive del lavoro, quindi tralascio tutte le questioni che riguardano le integrazioni sul mondo sempre salariale per le politiche inattive, quindi gli ammortizzatori sociali, l'integrazione che viene fatta, politiche attive del lavoro per consentire di dare una mano alla ripresa del mondo del lavoro, e questi sono dati. Così come sull'università, ci sono 20 milioni aggiuntivi che mettiamo in finanziaria e sono scritti negli emendamenti che sono a disposizione della Commissione di questa sera per dare il parere sugli emendamenti. Quindi sono proposte che il centrosinistra fa, 20 milioni che si aggiungono per l'università ai 70 milioni di euro già esistenti per quanto riguarda gli interventi sulle strutture della scuola, per l'edilizia, e 90 milioni di euro esistenti sempre sulla scuola e sull'università, quindi 90 milioni di euro, più gli altri 20 che si aggiungono, più i 70 che ci sono. Sono sforzi dal punto di vista finanziario importanti, sono scelte di fondo che devono caratterizzare una legge di bilancio, e questo è quello che noi stiamo facendo. Così come sull'agricoltura integriamo ulteriori 20 milioni di euro che si aggiungono ai 25 milioni di euro messi in campo sul livello nazionale, noi aggiungiamo 20 milioni di euro, che devono essere considerati aggiuntivi ai 45 milioni di euro che abbiamo già fatto in manovra di bilancio, di variazione di bilancio, nei mesi scorsi, destinati al mondo della pastorizia per 13 euro a capo per il settore ovino. Sono scelte che sono fatte importanti, 45 milioni di euro, altri 20 se ne aggiungono dietro un patto fatto con Coldiretti e con Agrinsieme per alleviare il comparto agricolo, che si aggiunge ai 25 milioni di euro sull'agricoltura proveniente dal campo nazionale. Così come sul campo della povertà e degli interventi, è vero che i comuni ci raccontano dati ed esigenze di una certa rilevanza, però noi finanziamo 45 milioni di euro di REIS, cioè interventi, denari da destinare ai comuni per fare in modo che vengano destinati con i criteri previsti dalla norma che abbiamo fatto a persone in difficoltà, attraverso i comuni. E 45 milioni di euro, anche in questo caso, sono scelte importanti, e la legge sul REIS l'abbiamo fatta noi, l'ha fatta questa maggioranza, l'ha fatta questo centrosinistra, non esisteva, quando tutti parlavano di reddito di cittadinanza, ne parlavano e basta, noi abbiamo fatto la legge, e la finanziamo anche quest'anno con 45 milioni di euro. Così come le leggi di settore, legge numero 20, 162, noi abbiamo sempre detto che una vera amministrazione pubblica deve essere giudicata soprattutto dal grado di interesse e di tutela che dà alle fasce più deboli, agli emarginati, e soprattutto a coloro che sono più fragili nella società. E anche in questo caso i 45 milioni di euro destinati ai servizi sociali sono tutti garantiti, senza togliere un euro, compresi i 5 milioni di euro che mancavano precedentemente. Così come altri piccoli interventi, la ripresa di questo trenino verde, 5 milioni e 800 mila euro destinati alla rimessa in pista del trenino verde nelle zone della Sardegna in cui il trenino viaggia, oppure i 6 milioni di euro destinati ai mutui per gli artigiani, oltre ad altri interventi del mondo artigianale frutto di altri emendamenti che abbiamo presentato e che domani mattina vedremo nella discussione approfondita e dettagliata sugli emendamenti. Così come quasi 1 milione di euro è destinato per un piano neve, forti dell'esperienza dell'anno passato, consapevoli del fatto che occorre intervenire in direzione precisa e con risorse immediate per darle ai comuni e aiutarli ad affrontare l'emergenza, che potrà ripetersi come l'anno passato, vengono finanziate le risorse. Così come i cantieri per i comuni, 6 milioni e mezzo di euro per i lavoratori in mobilità in deroga lunga, cantieri verdi, fondi destinati ai Comuni, vengono finanziati tutti in questa in questa Finanziaria. Io vorrei chiudere con questi dati, che si aggiungono ai 600 milioni di euro del fondo unico, che viene garantito nonostante le cose che abbiamo detto anche durante la discussione congiunta con il CAL dei giorni scorsi. Per cui colleghi, badate, noi misuriamoci sui numeri, al di là delle questioni di cui tutti ci facciamo portatori nella discussione, perché la Finanziaria è lo strumento attraverso il quale ognuno discute di tutto, però senza mai…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Mah, io raccolgo subito l'invito del collega Pietro Cocco per contenere la discussione proprio sui numeri, che sono l'elemento dal quale deve partire l'esame anche di un documento di questa portata, e l'invito dunque lo rivolgo in primo luogo alla Giunta regionale, ma alla stessa maggioranza, a non da un lato sminuire i dati del rapporto Svimez, e dall'altro ad evitare con la compiacenza, diciamolo, di… non so se funziona a corrente alternata l'Ufficio stampa del Consiglio regionale, se le agenzie di stampa ascoltano solo la voce della Giunta regionale o della maggioranza, non lo sappiamo, perché viene portato all'esterno ed enfatizzato ciò che nella realtà è il nulla, e noi lo denunciamo pesantemente, perché questo è alimentare quell'antipolitica che sta ormai creando un'aspettativa, la politica del nulla crea un'aspettativa fra i cittadini sardi che, a fronte di tutti i numeri che snocciolate, di tutte le cose che dite poi, chissà perché, i sardi poi si ritrovano il nulla in tasca, e non hanno neppure la prospettiva e la speranza. Allora, manteniamo i toni sobri e contenuti, è un invito a tutti, perché quando leggo stamattina che 127 Milioni e 900 mila vengono destinati al lavoro, dato in pompa magna, e poi a leggerne il contenuto tutto è rimandato a protocolli d'intesa, tutto è rimandato a atti che dovranno essere messi in campo perché non si parla di nulla, perché non c'è un'azione concreta per le politiche attive del lavoro, voi state creando illusione, state creando aspettative, e questo a me dispiace, perché ne soffre poi tutta la politica intera, perché state lasciando così lo spazio veramente a quei movimenti che stanno cavalcando l'antipolitica, l'avete capito che state commettendo un gravissimo errore oltre che dire una sonora bugia! È come il titolo di qualche agenzia di stampa di ieri: "Libere tutte le spiagge della Sardegna", perché si è fatto il dibattito sulle servitù militari. Ma di cosa stiamo parlando? E allora, riportiamo le cose per quelle che sono e stiamo ai numeri, perché non dimentichiamo, e noi lo diciamo non perché vogliamo esaltare questo aspetto, ma per riportare tutto alla dimensione vera, cioè che la Sardegna è tra le Regioni più povere dell'Europa, è l'unica del Mezzogiorno a non rialzarsi, questa è la verità! Che non è l'effetto solo delle manovre di questa Giunta, è l'effetto di una crisi, che sappiamo viene da lontano, ma l'effetto è che oggi la Sardegna è ancora in recessione, perché lo dicono i dati. Nel 2017, ci dice il rapporto Svimez, il Pil crescerà, in maniera anche ottimistica, dello 0,6 per cento, che è qualcosa di infinitamente… è un'inezia rispetto all'aumento stimato per il Mezzogiorno nel suo complesso, che è dell'1,3 per cento, addirittura si passa dalla Campania, una previsione del 2,4 per cento, alla Calabria, addirittura la Calabria che segna un più 0,9 per cento; c'è qualcosa allora che nel sistema non funziona, Assessore, c'è qualcosa che non ha funzionato nelle politiche economiche che avete messo in campo in questi quattro anni! Il tasso di occupazione resta bassissimo, nel Sud cresce dell'1,7 per cento, in Sardegna noi registriamo una disoccupazione del 17,3 per cento, quella giovanile stimata al 56,3 per cento, sempre dati Svimez, e poi sentiamo l'Assessore del lavoro: "Ma che cosa! Quelli sono dati così, ma cosa dite, ma noi abbiamo avuto un incremento", testuali parole dell'Assessore, "di almeno un paio di punti in meno della disoccupazione, perché è cresciuto il lavoro negli alberghi e nei ristoranti"; ma vi pare che questa sia serietà? Utilizzare il dato stagionale estivo del lavoro a tempo determinato, del precariato, per enfatizzare che cosa? Un dato che nella realtà non esiste. E allora guardate, in tutto questo scorrere di dati, l'unica notizia vera è che è calata la cassa integrazione, e sulla quale io penso che siamo tutti d'accordo, ma perché? Perché ormai sono espulsi anche quelli dal mondo del lavoro, anche gli ultimi, quelli che hanno utilizzato la cassa integrazione in deroga, quelli che non hanno più diritto agli ammortizzatori sociali, quei lavoratori che ieri sono venuti qui, quelli di Ottana, di Ottana Polimeri quelli della ex Legler, quelli di Ottana Energia, che il 14 aprile vedranno cessata anche loro la cassa integrazione in deroga, ecco perché è in diminuzione, e questa è la realtà. E allora, ecco perché un confronto serio, franco, deve partire non da creare chissà quale enfasi, quindi quale aspettativa verso i giovani, verso i sardi, ed è un modo davvero del tutto sbagliato. Si vede però, Assessore, e su questo deve dare risposte lei, che c'è qualcosa che non ha funzionato nelle vostre politiche, se è vero come è vero che la situazione è quella che è, cioè non ha funzionato qualcosa, e noi lo sappiamo perché, perché quel sistema di riforme che avete posto in essere, sono riforme funzionali solo all'apparato burocratico, funzionali soltanto a chi ha il piccolo orticello da coltivare, ma è stato poco utile nell'interesse dei sardi, a partire da quell'ultima riforma che avete fatto della sanità, che doveva portare, nella nostra previsione, ad una contrazione dei costi, e nella sanità non solo i costi non diminuiscono, ma addirittura aumentano. E allora, anche qui, interrogatevi su cosa non sta funzionando. Ma avete recuperato la qualità dell'offerta sanitaria in tutta la Sardegna? Mi pare che non sia neanche questa la risposta. Avete e state garantendo sanità di qualità in tutto il territorio sardo? Mi pare che questa non sia, appunto, la risposta. Per non parlare poi del sistema degli enti locali, che vi vantate di aver previsto lo stesso stanziamento dell'esercizio scorso senza tenere conto dei mutati bisogni del sistema degli enti locali, senza tenere soprattutto conto di un settore di cui si fanno carico, e dove c'è molta sofferenza, che è il sociale, che sono le disabilità. Rispetto a questi problemi stiamo e state lasciando da soli i Sindaci a dover contrastare una povertà che è in aumento, un disagio che in Sardegna è in aumento. Allora ho sentito l'onorevole Cocco, 20 milioni qua, 500 milioni là, sembrava la lotteria, ma non ci dite perché non sbloccate i fondi, quelli che stanno aspettando il mondo agropastorale, delle alluvioni del 2013, quelle per il gelo, perché i contributi che devono andare ai soggetti beneficiari sono ancora fermi! Non state spendendo un euro, tutto è ingessato! Questo è il grave peccato di cui davvero vi dovete sentire anche politicamente responsabili, perché non è ammissibile che in un momento in cui gli effetti della crisi stanno davvero creando condizioni perché le poche imprese che ancora resistono stanno chiudendo…

PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, il tempo a sua disposizione è terminato.

Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Come sempre è difficile in dieci minuti dare risposte e cercare di illustrare la manovra che la Giunta regionale ha presentato ma che viene valorizzata dal dibattito che c'è stato da due mesi, da quando noi l'abbiamo presentata. Cercherò quindi di andare per rapidi accenni, sperando poi che anche durante il dibattito che seguirà ci sarà la possibilità di intervenire sui singoli punti.

Il quadro di riferimento. Sapete che per mestiere per qualche anno ho fatto l'economista, ho analizzato questi dati, quindi lo so fare, come lo sa fare il Presidente. Siamo tutti consapevoli che i dati sull'occupazione sono il terzo trimestre dell'anno, quindi il picco, ma infatti il confronto viene fatto picco su picco, d'accordo, non viene fatto sul trimestre precedente, sto dicendo delle banalità. Allora guardiamo la tendenza, non stiamo a soffermarci su 18 mila, 10 mila, un decimale, guardiamo la tendenza. La tendenza fortunatamente, ma non per la Giunta, non per la maggioranza, fortunatamente per il sistema è di miglioramento. È di miglioramento nel senso che la disoccupazione si sta riducendo, che l'occupazione sta aumentando. Tutto risolto, tutti soddisfatti? No, l'ho detto dal primo momento, credetemi e lo ripeto, sarò soddisfatto quando la disoccupazione è annullata, quando i giovani possono trovare lavoro, quando non hanno bisogno di emigrare per andare a lavorare da altre parti. Quindi non c'è assolutamente soddisfazione se non consapevolezza del lavoro che stiamo facendo che ovviamente beneficia anche di una situazione economica dell'Italia e dell'Europa che sta migliorando e non è che si dice: "Siamo noi che abbiamo portato da soli a questi risultati". I risultati del mercato del lavoro della Sardegna sono migliori rispetto a quelli del Mezzogiorno e questo è un altro fatto importante. PIL: i dati che l'onorevole Pittalis ricordava della Svimez (probabilmente c'è stato un lapsus come lo diceva), sono riferiti al 2016, sono le stime della Svimez sul 2016 e effettivamente la Sardegna ha uno 0,6 per cento che è poca cosa rispetto anche a come sono andate le altre regioni del Mezzogiorno. Però, lo vogliamo ricordare che era il primo anno in cui vediamo un segno più dopo sette anni di recessione? Sette anni consecutivi in cui il PIL della Sardegna si è ridotto, non si è mai visto un disastro di questo genere! È colpa di chi governava prima? Non penso, non l'ho mai pensato e lo riaffermo qui. Non è colpa di chi governava prima. La colpa è di una crisi mondiale pazzesca che ha colpito ancor di più una regione come la nostra che era pienamente inserita in un processo di cambiamento strutturale epocale: le grandi industrie che chiudono, la necessità di trovare nuove sistemazioni, nuovi settori che si devono aprire. Quindi la crisi ha colpito in Sardegna più che da altre parti. Abbiamo raggiunto nel 2013 una riduzione del PIL in un solo anno di meno 3,3 per cento, dopodiché capite quando si sta crollando così la prima cosa da fare è cercare di attenuare la caduta e abbiamo avuto nel 2014 meno 0,8, poi meno 0,6 nel 2015 e finalmente un più 0,6. Siamo soddisfatti? No, ancora una volta no, non siamo ancora riusciti a recuperare il livello precrisi, dobbiamo fare ancora molto, ma lo dobbiamo fare noi come classe dirigente di questa Regione. Le notizie un po' più positive sono che le stime di Prometeia che è l'unica che dà stime per l'anno in corso, per il 2017, sono di più 1,3 per cento, ovviamente io mi auguro che saranno confermate man mano che i dati arrivano. Sarebbe il secondo anno di seguito di crescita, una crescita di 1,3 in Sardegna non la ricordiamo da 15 anni, quindi sarebbe un dato veramente importante, speriamo che venga confermato. Allora qual è il tema? Poi, ripeto, ci si può accapigliare sulle virgole, sulle cose, però questi sono i grandi numeri, il trend. Bisogna continuare a lavorare, a lavorare con le politiche già messe in campo, quelle che abbiamo chiamato e che tutti sanno che si chiamano politiche keynesiane, il mutuo, le infrastrutture, il Patto per la Sardegna, gli investimenti che sono fondamentali da continuare a fare, ma che non hanno la velocità che io, Assessore della programmazione, avrei voluto. Non hanno la velocità, noi pensavamo di tirare già questo anno 150 milioni col mutuo, mi pare che ci siamo fermati a 70 milioni. Per colpa degli Assessori? Se vi piace diciamo per colpa degli Assessori, sarebbe facile se fosse così, cambiamo gli Assessori ed è risolto. No, è per colpa di un sistema in cui per fare un appalto (e lo sapete benissimo) ci vogliono anni e poi partono i ricorsi e l'appalto tarda a partire. Questa è la situazione, ma la strada è quella, è far ripartire l'economia facendo investimenti infrastrutturali nelle reti viarie, nel ferro, nel dissesto idrogeologico, nei porti e così via. Però, contemporaneamente, facciamo anche altro. È partita la flexsecurity. Anche qui chi dice va bene, chi dice va male, io penso che siano delle politiche importanti perché danno sbocchi occupazionali, formano le persone per andare a lavorare. Però allo stesso tempo non sono sufficienti, perché ai cinquantenni espulsi dalla Legler o da altro che non hanno più ammortizzatori sociali, che risposta gli diamo? Vai a fare corsi di formazione? È complicato. Ecco, allora che col Piano del lavoro che si sta proponendo e stavamo discutendo da mesi con le forze politiche, con le forze sociali, si cercherà di dare risposta a varie categorie di lavoratori che hanno difficoltà o di giovani o di disoccupati che hanno difficoltà. La norma, lo vedrete, è molto semplice, 30 giorni per portare una serie di azioni. Oggi qui però riusciamo a individuare risorse importanti e sono risorse vere, non sono trucchi contabili, sono risorse che provengono dal FSC, risorse ancora da programmare dentro gli enti. Io penso che questa sia la strada. Il metodo che abbiamo utilizzato dall'anno scorso è secondo me il più produttivo, non arriviamo con la finanziaria chiusa, ma utilizziamo anche il tempo, le audizioni che il Consiglio fa, il confronto tra forze politiche diverse che portano sensibilità diverse e che noi siamo qui per ascoltare, per dover sentire, ecco che porta un arricchimento della finanziaria. Tra i vari emendamenti che troverete, che discuteremo, stiamo mettendo in gioco circa 250 milioni, non è poco, 250 milioni ai quali vengono date delle finalizzazioni, sono state ricordate il Piano del lavoro (con 127 milioni di cui un centinaio provengono da fonti extra fondi regionali), il sociale, avevamo preso un impegno, il REIS sta finalmente andando bene dopo mesi in cui anche i Comuni hanno dovuto iniziare a capire come farlo funzionare, a cercare di legarlo all'intervento nazionale che vi ricordo vale 30 milioni, io vedo già che lampeggia, signor Presidente, signori consiglieri se posso avere l'opportunità di qualche altro minuto riesco a fare un discorso…

(Intervento fuori microfono)

Mi sembra che sto dando risposte anche alle sollecitazioni… Perfetto, allora come finisce il tempo finisco, non ho problemi e vi ringrazio. Dicevo, il metodo è quello di portare qui, di trattare quindi temi come il lavoro, il sociale, l'università, l'agricoltura, lo richiedeva qualcuno, sono messi assolutamente i fondi per il settore non ovicaprino sul quale ci eravamo impegnati, sono 20 milioni, ma sono fatti anche interventi importanti, avremo modo di poterli discutere durante…

(Intervento fuori microfono)

PRESIDENTE. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli.

Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI).Grazie vicepresidente Paci per le repliche alle quali bisogna riconoscere quanto meno una caratura di impegno per cercare di difendere questa finanziaria che noi abbiamo già a chiare lettere rappresentato essere una finanziaria monca, debole, deficitaria, non coerente rispetto alle esigenze di questa isola che molto soffre. Vede assessore Paci, lei utilizza ovviamente in modo competente e abile i dati numerici che lei alla bisogna porta all'attenzione dell'Aula o che alla bisogna portate all'attenzione della stampa. Stampa che esalta questi dati numerici e li rappresenta come veritieri, come dati solidi, come dati reali, ma Assessore questi non sono i dati reali. Per avere i dati reali dobbiamo esaminare la realtà fattuale, i fatti Assessore, non i decimali, i fatti, e i fatti ci raccontano altre cose. Ma non è Forza Italia che espone questi fatti negativi in Aula o nelle azioni di comunicazione, sono le associazioni delle imprese e l'ANCE per esempio che ci racconta che sta perdendo migliaia di addetti negli ultimi anni, che ci racconta che centinaia di aziende edili o collegate comunque alla filiera edilizia stanno chiudendo. Questi sono i dati reali e poi ci sono gli altri dati reali che derivano direttamente dal fatto che avete completamente fallito nelle politiche dei trasporti e allora nel momento in cui fallite le politiche dei trasporti, nel momento in cui il low cost affonda, nel momento in cui Ryanair scappa, nel momento in cui 340 mila passeggeri in meno si affacciano all'aeroporto di Alghero, è evidente che le ricadute economiche sono fallimentari, sono pesantissime, è questo il problema, i dati reali citerei, caro Presidente o Vicepresidente o Assessore, non ci interessano i decimali, non ci interessa lo zero virgola, ci interessa la realtà e quando noi riflettiamo sui disastri che avete fatto in tema di trasporti è evidente che la realtà…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Fasolino per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FASOLINO GIUSEPPE (FI). Sono stato molto attento al suo intervento, ho notato un atteggiamento costruttivo da parte sua Assessore e altrettanto vorrei fare io nel mio intervento. Lei ha parlato di politiche keynesiane e io penso che sia veramente forse la vera politica da poter portare avanti per poter uscire dalle crisi, però dobbiamo porci una domanda, Assessore, se negli altri territori la crescita è maggiore rispetto a quella che stiamo avendo noi, sì che è positivo, che siamo tornati a un più e questo non si può non riconoscere, un più è più positivo sicuramente di un meno, però se gli altri territori hanno una crescita maggiore, andiamo a fondo per cercare di capire che cosa quei territori stanno facendo per avere una crescita maggiore rispetto alla nostra. Come si stanno interfacciando con le stesse problematiche che abbiamo noi, perché vede quando gli diciamo che bisogna fare un qualcosa in più, quando lei riconosce che bisognerebbe fare un qualcosa in più che cosa intendiamo? Se vediamo che mettere le risorse è importante ma è fondamentale riuscire a darle queste risorse perché se no è come non metterle, cerchiamo di capire che cosa possiamo fare per far arrivare queste risorse e incrementare l'economia. Mi vengono in mente ad esempio i patti territoriali che stiamo portando avanti, se vediamo che una parte di risorse non riescono ad arrivare al mondo imprenditoriale, ai privati, aumentiamo quelle che sono inserite all'interno del patto per cercare di togliere dalla Regione la possibilità magari di dover fare le gare, di dover fare bandi e lo lasciamo fare agli altri enti. Questa potrebbe essere una soluzione per riuscire ad arrivare in tempi brevi direttamente all'obiettivo. Come le ho detto, lei ha fatto un'apertura e io le voglio rispondere con un'apertura. Lei ha dato la possibilità di poter modificare questa Finanziaria, io le dico che io do la possibilità di poter votare a favore di questa Finanziaria, se però vedrò che si va nell'obiettivo di poter dare le risposte, ma in maniera concreta. Lei ha detto un'altra cosa importante: "E' un senso di responsabilità che tutti noi dobbiamo avere". Bene, in un momento così difficile noi dobbiamo avere un senso di responsabilità…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI).Annuncio sin da subito il voto contrario al passaggio agli articoli dato esclusivamente da ciò che ho detto nelle mie relazioni, Assessore, senza mortificare o mettere nessuno sul banco degli imputati perché non è questo di certo il nostro interesse e soprattutto non andrebbe a favore dei sardi. Però intanto le dico, ho provato a chiederle qualche risposta e lei non me l'ha data, spero che arriverà nel corso del tempo, ma io l'aspetto Assessore, non c'è problema, avremo modo di parlarne nei prossimi articoli. Però credo che veramente queste finanziarie si sono contraddistinte per non avere contenuti e metodo, sicuramente qualcosa negli anni precedenti è stato modificato all'interno di quest'Aula, però ad oggi anche le manovre che lei ha annunciato, quelle sul lavoro in particolare, sono ancora nelle intenzioni. E quindi io concordo quando il collega Pittalis dice: "Proviamo a continuare a lavorare seriamente, in maniera costruttiva, ma non facciamo annunci che poi veramente si traducono in aspettative penose per chi poi di fatto quel lavoro non lo avrà mai magari, e non avrà neanche un minimo di corso di formazione o dei vari tirocini. Un'altra cosa che mi preme citare, io sono molto legata ai temi dell'insularità e in particolare a quello dei trasporti. Allora, Assessore, non riusciamo ad incidere perché l'Unione europea è una mannaia sulla libera concorrenza, sugli aiuti di Stato in tema di trasporti aerei e marittimi, allora le dico, vogliamo prendere in esame lo spopolamento, abbiamo fatto qualcosa davvero di rilevante? C'è davvero un superamento per lo spopolamento in termini di infrastrutture e in particolare di quelle per la mobilità per avvicinare i nostri territori? Io credo di no, vedremo negli emendamenti, però sinceramente non c'è un sistema, perché gliel'ho già detto in apertura, purtroppo la programmazione territoriale ha fallito. Io credo che varrebbe la pena di rivederli i metodi, perché fino ad oggi sia la programmazione comunitaria, che gli altri fondi, sono andati solo ai consulenti, e lo risottolineo, ai progettisti che finora hanno messo in campo aria fritta, perché non è possibile che dopo un anno non ci sia nessuna mossa per far muovere un accordo. E come vede questo, al limite, lei dice date la colpa agli Assessori, no, io le do solo la colpa di non aver magari vigilato affinché i programmi avessero le accelerazioni dovute, però sinceramente è il sistema che non funziona.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Crisponi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Assessore Paci, io nell'intervento di poc'anzi le ho riconosciuto quella bravura e quelle capacità da docente di economia che tanti suoi allievi apprezzano, e quindi so anche che lei conosce bene il valore e il significato della parola "leva finanziaria", che è un indicatore serissimo, malefico, che misura la capacità e l'indebitamento d'azienda. A lei risulta che sia stato fatto un approfondimento e uno studio che mostra qual è l'indebitamento delle imprese, delle aziende della Sardegna? E' alla pari di quello delle famiglie, borsellino e cassetto regolarmente vuoto. Quindi significa che c'è una carenza produttiva e organizzativa, ma che inevitabilmente si interfaccia con una carenza di iniezione di energia, che si chiama risorsa pubblica da parte della Regione che, insieme al sistema del credito, deve dare quell'ossigeno necessario alle attività d'impresa e al tempo stesso a giovani e famiglie. Le risulta che questo non stia accadendo a casa nostra? A noi non risulta. I dati di cui voi parlate, l'abbiamo già detto, ci classificano comunque, piaccia o non piaccia, come maglia nera in tutti questi sistemi, e siamo maglia nera purtroppo da fin troppo tempo. E ciò che riguarda le questioni che sono state sollevate poc'anzi dai colleghi sono questioni di tutti i giorni. Quindi un sistema dei trasporti inefficiente non deve guardare solo ed esclusivamente una carenza e un obbrobrio di continuità territoriale, che voi avete avviato, ma io mi riferisco anche a quella indegna inaugurazione che avete fatto nei giorni scorsi nella tratta Macomer-Nuoro, con la famosa cura del ferro. Quei trenini che in qualche modo migliorano lo status di chi viaggia, ma che indegnamente sono stati presentati alla stampa e alle autorità senza nemmeno le toilette a vantaggio di chi percorre quotidianamente per lavoro, per studio, quella tratta malefica a scartamento ridotto è la dimostrazione di una iniziativa inefficace della politica regionale, piaccia o non piaccia. E però non possiamo dimenticarci ancora una volta che nel frattempo criminalità, estorsione, usura, droga stanno diventando pane quotidiano nelle nostre località, e soprattutto ancora una volta mi richiamo a quei luoghi delle zone interne che sono praticamente abbandonati a se stessi. Se noi vogliamo continuare a contemplare un sistema di disattenzione sociale e politica, proprio di quelle zone, proprio di quella località che dovrebbero risultare per voialtri il fiore all'occhiello di politiche regionali intelligenti, capaci, di valore, io dico che non lo state facendo. Se lo vorrete fare saremo al vostro fianco, se lo vorrete fare saremo anche pronti a votare questa Finanziaria regionale, ma…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Michele Cossa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Presidente, ringraziamo l'Assessore Paci per la consueta pacatezza e con il garbo con cui replica alle nostre osservazioni. Assessore, noi voteremo contro il passaggio agli articoli perché purtroppo, nostro malgrado, ci troviamo sempre davanti alla solita finanziaria. E' vero qualche apertura nel merito, nel metodo, però è la solita finanziaria nel senso che non si preoccupa di incidere realmente, non contiene scelte in grado di incidere realmente nella crescita economica della Sardegna. Non è che sia sua responsabilità, Assessore, lei porta in questo momento questa croce, però questa purtroppo è la realtà. E l'esempio che ha fatto poc'anzi il collega Crisponi, di treni che vengono messi in servizio senza i bagni, mi ricorda tanto quelle Opere pubbliche che vengono realizzate e ci si dimentica di fare gli allacci fognari, oppure la cabina, anche quelle volanti, per l'allaccio Enel, ecco è l'emblema della sciatteria con cui spesso si gestisce la cosa pubblica. Noi abbiamo cercato di dare un contributo attraverso numerosi emendamenti, alcuni dei quali sono anche molto significativi. Assessore, ci attendiamo di vedere tradotti in pratica gli impegni che lei ha preso anche in questa circostanza, attraverso una valutazione serena di apertura, che sia in grado di introdurre, di accogliere, di aprire almeno un ragionamento su alcune scelte che noi riteniamo molto qualificanti, importanti per la Sardegna, se non nel brevissimo, sicuramente nel medio lungo periodo, che sia in grado di dare alla nostra economia quella svolta che è necessaria per agganciare la ripresa che nel mondo occidentale sta finalmente partendo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az - La Base). Presidente, per annunciare un voto di astensione nel passaggio agli articoli, perché chiaramente avremmo modo di votare in modo diverso durante poi lo sviluppo dell'articolato. Una cosa, Assessore, Keynes è sicuramente stato uno maestro al quale lei si ispira, il presidente Pigliaru si ispira, e nelle vostre parole, nelle vostre lezioni, nelle vostre espressioni da economisti sapete quanto la leva fiscale è fondamentale. La leva fiscale è quella che dà indipendenza, è quella che dà autonomia. La leva fiscale è tutto per chi amministra, tanto è che lo Stato difficilmente rinuncia a questa leva fiscale. Col decreto legislativo dell'anno scorso, il 114, lo Stato ha in qualche modo detto alla Regione Sardegna che la leva fiscale la si può utilizzare, in che modo? Attraverso nostre leggi, si possono concedere agevolazioni, incentivi, sovvenzioni, benefici di qualunque genere, a valere su quali poste? Sulle poste che sono di competenza della Regione, ai sensi dell'articolo 8 dello Statuto della Regione Sardegna. Cioè quindi lo Stato ha dato attuazione all'articolo 8, trasferendo alla Regione la leva fiscale. Quanto ha la Regione di margine per poter utilizzare la leva fiscale? Più di 6 miliardi di euro all'anno. Io non ho mai immaginato che la Regione possa utilizzare tutti questi 6 miliardi per la leva fiscale, ma un segno, un'iniziativa, un esperimento poteva essere fatto con poco. Noi abbiamo presentato una proposta di legge dove vi proponiamo questo esperimento, concedendo agevolazioni da utilizzare in compensazione, come recita l'articolo 14 del decreto legislativo, un esperimento per capire che la leva fiscale è lo strumento principale che la Giunta regionale avrebbe potuto utilizzare in questa finanziaria regionale avrebbe ancora una volta questo strumento fondamentale voi non lo utilizzate ed è, secondo il mio punto di vista, una mancanza enorme, perché non basta essere la Regione dove si paga l'IRAP più bassa, noi abbiamo altri strumenti, abbiamo una specialità che oggi è stata attuata dal Governo e spetta alla Giunta regionale dare attuazione a questo.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Francesco Sabatini. Ne ha facoltà.

SABATINI FRANCESCO (PD). Grazie Presidente, in quest'aula discutiamo di tante cose, ci troviamo su posizioni differenti, ma c'è un tema su cui tutti concordiamo: la burocrazia regionale non funziona, è lenta e non dà le risposte adeguate e opportune alla società sarda. Se la nostra Regione fosse una società privata tanta gente andrebbe a casa e verrebbe licenziata. Ogni volta che intervengo su questo tema ricevo due tipi di telefonate: una telefonata mi viene dal sindacato che dice: "tu ce l'hai con i dipendenti regionali, te la prendi sempre, ti scagli contro". E poi qualche Direttore generale e qualche funzionario: "ma lei ce l'ha sempre con noi e noi stiamo qui tutto il giorno a lavorare!". Fatto sta che la burocrazia regionale non funziona, la collega Zedda ci propone una soluzione, una ricetta, che dice così: cambiamo il sistema cambiando gli approcci. Come dire: dico tutto e non dico niente, anzi non dico proprio niente, perché mi deve spiegare cosa vuol dire cambiamo il sistema cambiando gli approcci, il tema è complicato e complesso, ci abbiamo provato tutti, ci ha provato anche il Ministro Madia, trovando un mare di resistenza alla soluzione di questo problema, quindi il tema in campo è che se qualcuno ha ricette certamente non è cambiando il sistema o cambiando l'approccio che si cambia il sistema. Il tema va affrontato, sicuramente manca molto il senso del dovere che si è perso, perché ognuno dovrebbe fare il suo pezzo di lavoro e se ognuno facesse il proprio dovere, il proprio compito, forse tutto il sistema andrebbe meglio. Ma detto questo, noi stiamo intervenendo sull'Università con 17 milioni, ci stiamo inventando qualcosa di nuovo? No, borse di studio, diritto allo studio, finanziamenti all'Ersu, cioè uno dei temi e delle misure già consolidate nel tempo. Sul pacchetto lavoro ci vogliamo inventare niente di nuovo? No, vogliamo utilizzare quei 100 milioni con misure che sono già sperimentate nel tempo e che possono essere applicate nell'immediato, in agricoltura rifletteremo perché possano essere utilizzate quelle risorse con misure che siano immediatamente spendibili. I REIS che tante polemiche ha suscitato, io ho letto gli atti, sarebbe bene che li leggessimo questi atti, in cui è dimostrato come queste risorse sono state assegnate ai Comuni e sono state spese. Si è partiti nel 2017 con un po' di ritardo ma le risorse sono arrivate e hanno integrato il debito di tanti poveri.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). È indubbio che questa è una manovra, come peraltro quelle del passato, che risentono della scarsa manovrabilità di risorse reali e quindi anche questa manovra è ingessata, se è vero com'è vero che la maggior parte delle risorse vanno a coprire quella spesa che quel famoso accordo Prodi-Soru ha fatto sì che si accollasse per intero il bilancio regionale della Sardegna, quindi la spesa sanitaria, la spesa sui trasporti, e rimane ben poco per gli investimenti e per le politiche sul lavoro ma proprio perché l'ha richiamata il collega Sabatini e su questo tema badate io non penso che ci sia da parte di qualcuno e men che meno forte della Giunta di prendere in giro un'organizzazione sindacale come la CGIL e dobbiamo comunque evitare di creare, torno con la politica degli annunci, di creare aspettative e speranze che poi non sono così facilmente realizzabili.

Se è vero com'è vero, leggo che di quei 127.900.000 euro che sono impiegati in voucher formativi, bonus occupazionali e cantieri, dice testualmente l'Assessore: "L'emendamento ha carattere volutamente generale perché le risorse sono da programmare" una norma cappello, l'ha definita l'Assessore al Bilancio Raffaele Paci, qui non so se l'approccio al problema da parte della maggioranza e da parte delle organizzazioni sindacali che l'hanno rilanciata sia propriamente quello esatto, a me pare di no perché qui siamo ancora non alle azioni concrete da mettere in atto domani mattina piuttosto che oggi o ieri, siamo ancora agli emendamenti volutamente di carattere generale e poi ci saranno atti esplicativi norme di attuazione, ma quando oramai appunto si aggraverà il peso della disoccupazione, e non solo giovanile di uomini e di donne, mi pare che questo sia contrario allo spirito di affrontare e aggredire un problema come quello…

PRESIDENTE. Grazie, comunico che è rientrato dal congedo l'onorevole Antonio Solinas, metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio approva).

Comunico al Consiglio che è convocata immediatamente per un incontro con gli apicoltori la Conferenza dei Capigruppo al sesto piano, che la Commissione bilancio si riunirà stasera alle ore 17 e l'Ufficio di Presidenza è convocato invece alle 16 e 30, che gli emendamenti sono disponibili in rete nell'area riservata e che il Consiglio è convocato domani mattina alle ore 10. La seduta è tolta.

La seduta è tolta alle ore 14 e 16.