Seduta n.265 del 06/12/2017 

CCLXV Seduta

Mercoledì 6 dicembre 2017

Presidenza del Presidente GIANFRANCO GANAU

La seduta è aperta alle ore 11.

GAIA ANTONIO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta di martedì 21 novembre 2017 (260), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Lorenzo Cozzolino, Daniela Forma ed Emilio Usula hanno chiesto congedo per la seduta del 6 dicembre 2017.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Annunzio di interrogazione

PRESIDENTE. Si dia annunzio dell'interrogazione pervenuta alla Presidenza.

GAIA ANTONIO, Segretario. È stata presentata l'interrogazione numero 1333.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico all'Aula che è rientrato dal congedo l'onorevole Cozzolino.

Discussione dell'articolato e approvazione del disegno di legge: "Modifiche alla legge regionale 4 febbraio 2015, n. 4 (Istituzione dell'Ente di governo dell'ambito della Sardegna e modifiche ed integrazioni alla legge regionale n. 19 del 2006)". (459/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione dell'articolato del disegno di legge numero 459.

È stato già approvato il passaggio all'esame degli articoli, proseguiamo dunque con l'esame dell'articolo 1, al quale sono stati presentati degli emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo:

Articolo 1


Modifiche all'articolo 6 della legge regionale n. 4 del 2015

(Organi dell'Ente di governo dell'ambito della Sardegna)

1. L'articolo 6 della legge regionale n. 4 del 2015 è modificato come segue:

a) la lettera a) del comma 4 è sostituita dalla seguente:
"a) da un fondo di dotazione per il suo funzionamento costituito:
1) dai trasferimenti a carico dei comuni ricadenti nell'ambito, sino al 100 per cento dell'importo del fondo;
2) da eventuali trasferimenti deliberati dalla Regione, sino ad un massimo pari al 20 per cento dell'importo dello stesso fondo e, in ogni caso, nei limiti delle risorse annualmente stanziate con legge di bilancio per tali finalità;
3) da una, eventuale, ulteriore quota di detto fondo a valere sulle tariffe ai sensi dell'articolo 154, comma 1, del decreto legislativo n. 152 del 2006.";

b) al comma 6 le parole "Il rapporto di lavoro del direttore è disciplinato con contratto di diritto privato della durata di cinque anni, rinnovabile per una sola volta, ed ha il carattere dell'esclusività" sono sostituite dalle seguenti: "Il rapporto di lavoro si configura come rapporto di lavoro autonomo al quale si applicano le disposizioni del titolo terzo del libro quinto del Codice civile. Lo stesso è disciplinato con contratto di diritto privato della durata massima di tre anni e comunque non superiore alla durata in carica del Comitato istituzionale d'ambito che lo ha nominato.";

c) dopo il comma 6 bis è aggiunto il seguente: "6 ter. Fatto salvo quanto previsto dalla presente legge all'Ente di governo dell'ambito della Sardegna si applicano le disposizioni di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali), titolo IV della parte I e quelle di cui ai titoli I, II, III, IV, V e VI della parte II.".).

PRESIDENTE. Per esprimere parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Antonio Solinas, relatore di maggioranza.

SOLINAS ANTONIO (PD), relatore di maggioranza. Il parere è contrario su tutti gli emendamenti presentati soppressivi totali o parziali, ad eccezione dell'emendamento numero 186, per il quale c'è un invito al ritiro oppure il parere è contrario, così come per l'emendamento numero 180.

PRESIDENTE. Per esprimere parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dei lavori pubblici.

BALZARINI EDOARDO, Assessore dei lavori pubblici. I pareri sono conformi a quelli del relatore.

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sull'articolo e sui relativi emendamenti.

E' iscritto a parlare il consigliere Marco Tedde. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Oggi iniziano a parlare dell'articolato di questo disegno di legge che, come più volte abbiamo sottolineato, riteniamo del tutto incongruo, un disegno di legge che non sarebbe dovuto entrare in quest'Aula, un disegno di legge irrispettoso della giurisprudenza della Corte costituzionale e della giurisprudenza della Corte di giustizia, un disegno di legge che schiaffeggia con mano aperta i deliberati dell'Antitrust e dell'ANAC, dell'Anticorruzione Io e alcuni colleghi abbiamo cercato di interpretare la volontà e dei giudici, che si sono cimentati con la fattispecie del in house providing, e la volontà dell'Antitrust e dell'ANAC dell'anticorruzione, ma probabilmente abbiamo interpretato in modo, diciamo interessato, fra virgolette politicamente interessato, e allora io vorrei provare a leggere ciò che dice l'Antitrust ciò che dice l'ANAC, ciò che dice la Corte di giustizia della famosa sentenza (Tacr). E allora l'Antitrust dice che la situazione in esame determina situazioni in cui Egas pur avendo astrattamente i poteri per effettuare un controllo pervasivo sull'attività di Abbanoa non dispone assolutamente della possibilità di nominare persone di propria fiducia che gli garantiscano l'attività di controllo. Questo è l'Antitrust; e ancora ANAC, l'ANAC è ancora più puntuale, l'ANAC ci dice che è evidente che il sistema di gestione del servizio idrico integrato in Sardegna non è in linea con la disciplina delle in house providing non potendosi postulare nel caso di specie il necessario requisito del controllo analogo e ancora invita la Regione Sardegna a comunicare entro 45 giorni - siamo fuori - entro 45 giorni le iniziative adottate eccetera eccetera. Poi arriviamo alla Corte di giustizia, una delle sentenze della Corte di giustizia, ma la Corte costituzionale nella sua famosa sentenza del 2008 ne richiama più di una, la Corte di Giustizia dice che perché si possa parlare di in house providing, cioè perché si possa affidare in via diretta senza gara, violando i principi della libera concorrenza e della competizione un servizio, occorre che l'ente pubblico sia dotato di poteri di controllo sull'attività del consiglio d'amministrazione più ampi e pregnanti di quelli che normalmente il diritto societario riconosce alla maggioranza dei soci, che è quello che accade adesso, e che accadrà fino al 2020, quantomeno. Ecco che quindi è più che evidente che paradossalmente questa legge viola la legge, paradossalmente questa legge viola le regole poste dall'Europa, paradossalmente questa legge contraddice in modo pesante, pesantissimo le pronunce della Corte costituzionale e della Corte di giustizia. Ora io mi chiedo a chi giova tutto questo, per quale motivo la Giunta va a testa bassa e continua su questa strada, su questo percorso del tutto sbagliato? Cui prodest, a chi giova a chi serve? Serve ai cittadini sardi? Non mi pare. Serve alla Giunta? Probabile, probabile ma noi ci chiediamo se la Giunta deve fare gli interessi dei sardi o gli interessi della parte politica a cui appartiene, è un errore madornale quello che state facendo, quello che state facendo e vi assumerete tutte le responsabilità, perché è evidente che, come usciremo da quest'Aula con questo provvedimento approvato, noi chiederemo che qualcuno intervenga, noi chiederemo che venga ristabilito un minimo di legalità; paradossalmente una legge che va a violare la legalità. Noi chiederemo che Abbanoa abbia la possibilità di funzionare così come dovrebbe funzionare, cioè dando un servizio adeguato ai sardi, dando, gestendo, somministrando la risorsa acqua non mettendo in campo pratiche vessatorie, allorché le dovesse mettere in campo qualcuno noi chiediamo che intervenga, dovrebbe intervenire qualcuno, utilizzando poi i bilanci non per nascondere i dati contabili, non per esporre 700 milioni di crediti inesigibili. Crediti inesigibili che non si comprende a cosa servono se non per contrabbandare una copertura di un buco di bilancio, nel frattempo Abbanoa ha avuto 190 milioni dei sardi, dalla Regione, dalla Giunta regionale nel frattempo Abbanoa va sul mercato a chiedere 130 milioni di prestito obbligazionario, con 700 milioni di crediti in bilancio! Sono cose mai viste, sono cose delle quali si dovrebbe interessare qualche altra autorità non il Consiglio regionale. Assessore, lei sa bene, perché lei è uno stimato e competentissimo dirigente di questo ente, lei sa bene che cosa bolle in pentola, lei sa bene cosa sta succedendo, lei sa…

PRESIDENTE. Non ho altri iscritti a parlare.

Metto in votazione l'emendamento soppressivo totale 1, uguale al 2 con parere contrario della Commissione e della Giunta.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 1 e 2, uguali.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 3.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 4.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 5.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 6.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 57.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 58.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Gli emendamenti successivi sono tutti a scalare, e in base all'articolo 85 comma 6 del regolamento vengono messi in votazione quelli più vicini, quelli più distanti e uno intermedio. Quindi partiamo da quello più lontano, che è l'emendamento numero 7, con parere contrario della Commissione e della Giunta

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 7.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'emendamento intermedio, che è il numero 33. Parere contrario della Commissione e della Giunta.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 33.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento che più si avvicina al testo, il numero 47.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 47.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Per lo stesso motivo procediamo a mettere in votazione l'emendamento numero 88.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 88.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'emendamento intermedio, che è il numero 73.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 73.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 59.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 186. C'è un invito al ritiro.

DEMONTIS SALVATORE (PD). Ritirato.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 180. C'è un invito al ritiro.

ANTONIO GAIA (Cristiano Popolari Socialisti). Ritirato.

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 2. All'articolo 2 sono stati presentati gli emendamenti numero 89, 90, 91, 92, 93, 94 e 181.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2:

Art. 2

Modifiche all'articolo 7 della legge regionale n. 4 del 2015 (Comitato istituzionale d'ambito)

1. L'articolo 7 della legge regionale n. 4 del 2015 è modificato come segue:

a) la lettera b) del comma 1 è sostituita dalla seguente:
"b) due componenti scelti tra i sindaci dei comuni capoluogo di provincia e della città metropolitana";

b) il comma 2 è sostituito dal seguente:
"2. I sindaci componenti del Comitato istituzionale d'ambito (CIA) sono eletti con metodo proporzionale e scrutinio di lista, secondo le modalità stabilite nello statuto, dalle conferenze territoriali di cui all'articolo 8 in seduta congiunta con voto proporzionale alle quote assegnate. Ciascun sindaco componente del CIA può delegare un assessore o un consigliere del medesimo comune di cui è espressione.";

c) al comma 5 le parole "il Consiglio delle autonomie locali provvede" sono sostituite dalle parole "le conferenze territoriali, in seduta congiunta provvedono";

d) il comma 6 è sostituito dal seguente:
"6. Decorsi trenta giorni, dalla scadenza del mandato o dalla decadenza, senza che le conferenze territoriali, in seduta congiunta, abbiano provveduto alla elezione dei rappresentanti dei comuni nel comitato, il Presidente della Regione, sentite le conferenze territoriali, assegna alle stesse un termine di tempo di quindici giorni, per provvedere. Decorso inutilmente tale termine il Presidente della Regione provvede direttamente alla nomina dei rappresentanti scelti tra i componenti delle conferenze territoriali. Il Presidente della Regione provvede altresì a convocare le conferenze territoriali, in seduta congiunta, per gli adempimenti di cui all'articolo 7, comma 2.".)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Antonio Solinas, relatore di maggioranza.

SOLINAS ANTONIO (PD), relatore di maggioranza. La Commissione ha espresso parere contrario agli emendamenti soppressivi totali numero 89 e 90, ai soppressivi parziale 91, 92, 93, 94, mentre invece sull'aggiuntivo 181 c'è un invito al ritiro o parere contrario.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dei lavori pubblici.

BALZARINI EDOARDO, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Il parere della Giunta è conforme a quello della Commissione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 89, uguale al 90.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Ritiriamo la richiesta di voto elettronico.

PRESIDENTE. Procediamo quindi per alzata di mano.

Metto in votazione l'emendamento 91. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento 92. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento 93. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento 94. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione il testo dell'articolo 2. Chi non lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento aggiuntivo numero 181. C'è un invito al ritiro.

ANTONIO GAIA (Cristiano Popolari Socialisti). Ritirato.

PRESIDENTE. Passiamo quindi all'esame dell'articolo 3 a cui sono stati presentati degli emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 3:

Art. 3

Introduzione dell'articolo 7 bis della legge regionale n. 4 del 2015 (Esercizio del controllo analogo)

1. Dopo l'articolo 7 della legge regionale n. 4 del 2015 è aggiunto il seguente:
"Art. 7 bis (Esercizio del controllo analogo. Commissione per il controllo analogo)
1. Qualora ne sussistano le condizioni di legge, l'esercizio del controllo analogo a quello esercitato sui propri servizi, ai sensi della normativa dell'Unione europea e statale per le società a totale capitale pubblico soggette al controllo analogo secondo il modello delle società "in house", è svolto dai soggetti partecipanti all'Ente di governo dell'ambito della Sardegna, purché soci del gestore unico del servizio idrico integrato e dalla Regione, nei confronti del gestore unico del servizio idrico integrato tramite la Commissione per il controllo analogo, secondo le modalità previste dal presente articolo.
2. Ai fini di cui al comma 1, i comuni partecipanti all'Ente di governo dell'ambito e facenti parte, inoltre, dell'assemblea dei soci del gestore unico eleggono, con quote di rappresentanza paritarie, quattro componenti della commissione per il controllo analogo e la Regione nomina il quinto componente. Per assicurare uniformità di rappresentanza i singoli componenti la commissione sono eletti, distintamente, dai sindaci appartenenti alle seguenti categorie:
a) un componente eletto tra i sindaci dei comuni capoluogo di provincia e della città metropolitana;
b) un componente eletto tra i sindaci dei comuni con popolazione uguale o superiore a 10.000 abitanti;
c) un componente eletto tra i sindaci dei comuni con popolazione uguale o superiore a 3.000 abitanti e inferiore a 10.000 abitanti;
d) un componente eletto tra i sindaci dei comuni con popolazione inferiore a 3.000 abitanti.
3. L'assemblea dei comuni è convocata, per l'elezione dei componenti della Commissione per il controllo analogo, dal presidente del CIA entro venti giorni dal suo insediamento. In caso di mancata convocazione il Presidente della Regione, sentito il presidente del CIA, assegna allo stesso un termine di tempo di quindici giorni, per provvedere. Decorso inutilmente tale termine o nel caso del mancato raggiungimento del numero legale per l'elezione, stabilito nella metà degli aventi diritto più uno, il Presidente della Regione provvede direttamente alla nomina. La Commissione opera con quote di rappresentanza paritarie e può avvalersi della struttura tecnica dell'EGAS nonché di esperti o società esterne.

Ciascun sindaco componente della Commissione può delegare un assessore o un consigliere del medesimo comune di cui è espressione. Tutti gli oneri inerenti al funzionamento della commissione sono a carico del bilancio dell'EGAS; ai componenti della commissione si applicano le disposizioni di cui all'articolo 7, comma 3.

4. I sindaci componenti della commissione restano in carica per tutta la durata del CIA e comunque fino alla nomina dei successori. Essi, tuttavia, decadono anticipatamente di diritto allorché cessino, per qualsiasi causa, dalla carica in relazione alla quale sono stati nominati. In caso di decadenza del componente del CIA l'assemblea dei comuni, ai sensi del comma 3, provvede alla nomina del sostituto, nella categoria o nella fascia di appartenenza, che dura in carica fino al completamento del mandato originario.
5. L'amministratore unico o il consiglio di amministrazione del gestore unico del servizio idrico integrato, è nominato dall'assemblea dei soci sulla base di terne di nominativi indicati dalla commissione per il controllo analogo tra soggetti in possesso dei requisiti previsti per legge per tali cariche. Analogamente si procede per la nomina del collegio dei sindaci e per i revisori contabili. Il potere di rappresentanza della Regione per le predette nomine è pari al valore del limite massimo indicato all'articolo 15 ed è conseguentemente rideterminato il potere di rappresentanza dei restanti soci in proporzione al valore azionario posseduto.".)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Antonio Solinas, relatore di maggioranza.

SOLINAS ANTONIO (PD), relatore di maggioranza. All'articolo 3 il parere è contrario sugli emendamenti soppressivi totali numero 145 e 146; sui sostitutivi totali 184 e 182 c'è un invito al ritiro o parere contrario; il parere è contrario sui soppressivi parziali 147, 148, 149 e 150.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dei lavori pubblici.

BALZARINI EDOARDO, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Il parere è conforme a quello della Commissione.

PRESIDENTE. Metto in votazione gli emendamenti numero 145 e 146, uguali. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Metto in votazione l'emendamento numero 184. C'è un invito al ritiro.

Ha domandato di parlare il consigliere Salvatore Demontis. Ne ha facoltà.

DEMONTIS SALVATORE (PD). Lo ritiro.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 182. C'è un invito al ritiro.

Ha domandato di parlare il consigliere Antonio Gaia. Ne ha facoltà.

GAIA ANTONIO (Cristiano Popolari Socialisti). In merito e per rispetto di questa Istituzione e della mia dignità professionale, non partecipo alla votazione e abbandono l'aula.

PRESIDENTE. Quindi l'emendamento è mantenuto e c'è un parere contrario della Commissione e della Giunta.

Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Presidente, io credo che ieri da parte mia ci sia stato un intervento che spero possa essere almeno di riflessione per i colleghi e per noi tutti per il prosieguo della trattazione dell'argomento acqua. La decisione assunta, penso di interpretare il comportamento dell'onorevole Gaia, credo che sia una decisione sofferta perché comunque anche in tema di controllo analogo ci sono delle difficoltà, delle complessità e questa legge non è rispondente a quello che il collega Tedde ha detto in apertura di seduta, sotto nessun profilo. Io sarei voluta intervenire anche prima, ma lo dico adesso anche contro chi crede che quando si tratta questa legge non si debbano annoverare altri problemi. Allora io spero - e lo dico davvero, colleghi - che magari si possa dare corso con l'articolo 2, con il Comitato appena nominato, a far svolgere e soprattutto concludere i progetti. Intanto vi dico che a oggi sono stati conclusi, del piano d'ambito, solamente il 4,95 per cento dei progetti in corso. Non solo, sono stati definanziati e non definiti per varie ragioni un altro 34 per cento dei progetti. Ancora, sono da appaltare altri 14 progetti, sono stati aggiudicati appena il 4,47 per cento dei progetti e avviati appena il 16 per cento. Allora io mi chiedo ancora se i progetti che devono essere collaudati e qui incominciano ad essere una misura interessante, il 33,21 per cento dei progetti, possono vedere la luce oppure cosa dobbiamo continuare a fare? Dobbiamo continuare a dire che va tutto bene per quanto riguarda EGAS e Abbanoa? Che gli indirizzi sono corretti, che la gestione è corretta? Per non tornare sugli argomenti di ieri adesso stiamo parlando di infrastrutture, ecco lo stato dell'infrastrutturazione nel settore acqua è a questi livelli. Di quali investimenti parlano amministratore e direttore di Abbanoa? Ce li raccontino in quest'Aula perché vogliamo conoscerli, perché non è vero, non ci sono stati nuovi investimenti e le manutenzioni ordinarie, io non sono un tecnico, ma certamente non mi sogno di scambiarli per investimenti. Il voto è favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Voteremo a favore di questo emendamento, ma il mio intervento è per sottolineare ed evidenziare come non può passare inosservata l'uscita dall'aula di un autorevole esponente della maggioranza che sbatte la porta su un tema, su un provvedimento che è di notevole importanza perché disciplina il bene fondamentale che è la risorsa idrica; è un aspetto, sia pure della organizzazione dell'ente che provvede alla gestione e al controllo. Lo dico perché su un tema di questa portata, quando emergono in maggioranza delle contraddittorietà e soprattutto delle opposizioni forti di questa natura, evidentemente è l'ulteriore dimostrazione che questa maggioranza e questa Giunta regionale stanno navigando a vista. Significa che davvero prima si toglie la spina a questa maggioranza e a questa Giunta forse è meglio per i sardi, perché non è possibile che l'ennesima riforma che voi appellate tale e che rischia di essere un pasticcio, vede protagonisti all'interno della maggioranza solo contrasti, contraddizioni e dissapori. Non è questo il modo per governare la Sardegna, non è questo il modo per governare un settore sensibile come quello della risorsa idrica ed è la ragione per la quale noi non possiamo continuare ad assistere a questa sorta di situazione. Poi è vero che viene Renzi e che mette tutti d'accordo, è vero che viene Renzi che va addirittura a ingraziarsi il più grande produttore di formaggi sardi per dire che la Regione, la Giunta regionale ha fatto a lui un regalo di 45 milioni. Questa è una vergogna perché ci sono i pastori, i destinatari di quel provvedimento che davvero ribolle nella coscienza e nell'anima di chi ha fatto quella incauta affermazione per tutto quello che è stato fatto da questo Consiglio. Noi sappiamo bene come sono andate le cose ed è dunque la ragione per la quale noi denunciamo questo modo, questa situazione…

PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, il tempo a sua disposizione è terminato.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 182.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 147. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 148. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 149. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 150. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione il testo dell'articolo 3. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 4 a cui sono stati presentati gli emendamenti numero 151 e 152.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 4:

Art. 4

Modifiche all'articolo 9 della legge regionale n. 4 del 2015 (Personale dell'Ente di governo dell'ambito della Sardegna)

1. Al comma 2 dell'articolo 9 della legge regionale n. 4 del 2015 le parole "ricadenti nell'ambito territoriale ottimale, in base alle quote di partecipazione di ciascuno di essi all'Ente di governo dell'ambito" sono sostituite dalle seguenti: "ed alla Regione secondo quanto previsto dall'articolo 6 comma 4.").

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Antonio Solinas, relatore di maggioranza.

SOLINAS ANTONIO (PD), relatore di maggioranza. Su tutt'e due gli emendamenti il parere è contrario.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore dei lavori pubblici.

BALZARINI EDOARDO, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Il parere è conforme.

PRESIDENTE. Metto ora in votazione l'articolo 4. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell' articolo 5. All'articolo 5 sono stati presentati degli emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 5:

Art. 5

Sostituzione dell'articolo 12 della legge regionale n. 4 del 2015 (Funzioni regionali)

1. L'articolo 12 della legge regionale n. 4 del 2015 è sostituito dal seguente:
"Art. 12 (Funzioni regionali)
1. La Giunta regionale, in attuazione dei propri atti generali di pianificazione e di programmazione del territorio e di utilizzo delle risorse idriche, approva le linee guida di programmazione, pianificazione e indirizzo del servizio idrico integrato; la deliberazione è adottata previo parere della competente Commissione consiliare, che si esprime entro il termine di quindici giorni, decorso il quale se ne prescinde.
2. Le linee guida sono adottate entro tre mesi dall'entrata in vigore della presente legge e aggiornate, anche parzialmente, almeno ogni tre anni secondo la procedura di cui al comma 1.
3. La Giunta regionale esercita le funzioni di controllo aventi riguardo alla verifica:
a) della compatibilità dei programmi di intervento predisposti dall'Ente d'ambito con le predette linee guida;
b) dello stato di attuazione dei piani, dei programmi e dei livelli quantitativi e qualitativi dei servizi assicurati agli utenti;
c) del regolare funzionamento dell'ente e del corretto impiego delle fonti di finanziamento pubbliche.
4. Tali funzioni sono esercitate sulla base di apposita relazione, riguardante i punti di cui al comma 3, predisposta dal direttore generale dell'EGAS e approvata dal CIA, da presentarsi entro il 30 giugno di ogni anno alla Giunta regionale. L'Ente di governo dell'ambito mette inoltre a disposizione delle competenti strutture regionali ogni altro atto e documento richiesto per l'esame ed approvazione della relazione da parte della Regione.
5. Nei casi di ritardo o di omissione da parte dell'Ente di governo dell'ambito della Sardegna il Presidente della Regione, assegna allo stesso un termine di tempo di quindici giorni, per provvedere. Decorso inutilmente tale termine il Presidente della Regione provvede in via sostitutiva, anche attraverso la nomina di un commissario ad acta.
6. Il Comitato istituzionale d'ambito è sciolto con decreto del Presidente della Regione adottato previa deliberazione della Giunta regionale e comunicato al Consiglio regionale:
a) per gravi o persistenti violazioni di legge o di regolamento;
b) quando non possa essere assicurato il normale funzionamento dell'Ente;
c) per manifesta inosservanza delle direttive degli organi regionali.
7. Con il medesimo decreto è nominato il commissario che svolge le funzioni del comitato fino alla sua ricostituzione e sono indette, per una data non successiva ai tre mesi dallo scioglimento, le procedure per la ricostituzione del medesimo comitato.". )

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Antonio Solinas, relatore di maggiornaza.

SOLINAS ANTONIO (PD), relatore di maggioranza. La Commissione ha espresso parere contrario su tutti gli emendamenti, ad eccezione dell'emendamento numero 185 su cui c'è un invito al ritiro, altrimenti parere contrario; e l'emendamento numero 179 su cui il parere è favorevole; sull'emendamento all'emendamento numero 187 il parere è contrario.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore dei lavori pubblici.

BALZARINI EDOARDO, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Il parere è conforme.

PRESIDENTE. Metto ora in votazione l'emendamento numero 153, uguale al 154. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 155. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 156. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 157. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 158. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

L'emendamento numero 185 è ritirato.

Metto in votazione l'emendamento numero 159. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 160. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 161. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 162. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 163. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 164. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 165. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 166. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 167. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'articolo 5. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

All'emendamento 179, c'è un emendamento all'emendamento, il soppressivo parziale numero 187. L'emendamento numero 187 è ritirato. Quindi rimane l'emendamento numero 179.

Ha domandato di parlare il consigliere Michele Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Presidente, per illustrare brevemente questo emendamento su cui c'è il parere favorevole sia della Commissione che della Giunta, per segnalare ai colleghi che stiamo risolvendo il problema dei Comuni che non erano rimasti coperti dalla normativa precedentemente adottata dal Consiglio regionale per quanto riguarda lo smaltimento delle acque meteoriche, perché non tutte le acque meteoriche vengono smaltite dal gestore unico, c'erano alcuni Comuni le cui acque meteoriche venivano smaltite dai Consorzi, e quindi con questo emendamento stiamo consentendo di chiudere le procedure transattive anche rispetto a questi Comuni. Tutte le altre procedure transattive sono state chiuse a luglio 2017, quindi è stata sanata una situazione di grave ingiustizia che si era venuta a determinare. Con questo emendamento si completa l'opera.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 179. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell' articolo 6. All'articolo 6 sono stati presentati degli emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 6:

Art. 6

Modifiche all'articolo 15 della legge regionale n. 4 del 2015 (Principi di sussidiarietà, di differenziazione e di adeguatezza)

1. Al comma 1 dell'articolo 15 della legge regionale n. 4 del 2015 le parole "nel limite massimo del 49 per cento del capitale sociale" sono sostituite dalle parole "nella misura del 20 per cento del capitale sociale".

2. Dopo il comma 1 dell'articolo 15 sono aggiunti i seguenti:
"1 bis. Nell'Ambito territoriale ottimale di cui al comma 1 rimangono in ogni caso ferme, nel rispetto dei requisiti di cui all'articolo 147, comma 2 bis, lettere a) e b) del decreto legislativo n. 152 del 2006, le gestioni esistenti svolte in forma autonoma tramite affidamento o in via diretta o attraverso convenzioni stipulate dai comuni con altri enti locali o gestori.
1 ter. Ai fini dell'articolo 147, comma 2 bis, lettera a) del decreto legislativo n. 152 del 2006, si considerano positivamente verificati e assentiti, nel periodo della sua vigenza, i requisiti di cui all'articolo 148, comma 5 del medesimo decreto, quando la gestione sia iniziata prima dell'entrata in vigore del decreto legislativo n. 152 del 2006 e sia in corso al momento dell'entrata in vigore della presente legge.".)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Antonio Solinas, relatore di maggioranza.

SOLINAS ANTONIO (PD), relatore di maggioranza. Presidente, la Commissione ha espresso parere contrario sull'emendamento soppressivo totale numero 168, contraria per l'emendamento numero 169 e 170; sull'emendamento aggiuntivo numero 183 la Commissione ha espresso parere favorevole, con un emendamento orale che il proponente l'onorevole Lai illustrerà all'aula.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore dei lavori pubblici.

BALZARINI EDOARDO, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Il parere è conforme.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 168. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 169. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 170. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'articolo 6. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'emendamento numero 183.

Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (SDP). Presidente, proponiamo all'Aula il seguente i emendamento orale, una modifica dell'emendamento che è scritto in questo modo: "In considerazione del permanere del principio di affidamento della gestione del servizio idrico a società interamente pubbliche, si consente di assicurare che l'acqua permanga un servizio pubblico locale di interesse economico generale, atto altresì a garantire a nuclei familiari morosi in condizioni di disagio economico il diritto inalienabile di un quantitativo minimo vitale pro capite". Naturalmente questo emendamento che sottoponiamo all'Aula ha due direttrici fondamentali, una ribadisce ciò che è stato definito dal referendum del 2011, che l'acqua è un bene pubblico e non soggetto a privatizzazioni seppur parziali, e il secondo concetto che esprime è quello del diritto delle famiglie che sono in forte difficoltà economica di avere un quantitativo minimo di acqua vitale giornaliero. E'uno dei principi su cui noi basiamo le nostre politiche, ci auguriamo che l'Aula recepisca questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianmario Tendas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TENDAS GIANMARIO (PD). Solo per precisare un aspetto, fermo restando che io condivido il principio dell'emendamento e il discorso relativo al bene acqua. Il problema che mi pongo è che in questo modo ovviamente stiamo andando a dire che gli slacci non si possono fare, io credo debba essere chiarito forse meglio l'aspetto legato agli aspetti socio economici dell'utente.

Per l'utente che versa in condizioni economiche finanziarie disagevoli e che quindi magari avrà un ISEE particolarmente basso e non è in condizioni di pagare l'acqua ha un aspetto, visto così mi sembra un discorso che di fatto potenzialmente crea una situazione che è veramente difficile da gestire. Io non so se poi l'Assessore ne conviene oppure pensa che in un sistema gestionale di questo tipo sia possibile fronteggiare situazioni che purtroppo esistono, però credo che serva necessariamente una linea di demarcazione che sia legata alle condizioni economiche sociali dell'utenza, oltre alle situazioni di morosità, diversamente mi pongo quantomeno il problema di come può essere gestita la situazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Presidente, sull'ordine dei lavori mi pare che sia un emendamento, quello proposto dal collega, un po' articolato, un emendamento verbale un po'articolato che ha necessità di un attimo di riflessione. Chiederei, se fosse possibile, una sospensione di tre minuti in aula per verificare, abbiamo necessità di un testo scritto perché l'emendamento è importante ma è variamente articolato, grazie.

PRESIDENTE. Concordo per la sospensione, i lavori sono sospesi per tre minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 11 e 47, viene ripresa alle ore 11 e 52.)

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta.

Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Presidente, io ieri sentendo le dichiarazioni generali sulla legge, ho sentito difese d'ufficio inedite sul comportamento di Abbanoa che qui qualcuno dice non c'entra niente. Forse è vero, ma è il convitato di pietra, è il misterioso essere che è dietro questa norma… se uno vuole fare attività politica contro questo Consiglio regionale, non parlo di maggioranza o opposizione ma contro il Consiglio regionale, contro le istituzioni, chi vuol fare come quelli che hanno cinque elementi dentro il loro simbolo o altri… attacca su Abbanoa e dice che Abbanoa è un mostro che uccide e basta. Dice:"ma che ci azzecca con questo emendamento?". Ci azzecca eccome! Voi capite che è in lite con tutto il mondo per bollette vere, presunte o false di consumi, di non ricambio di contatori, di tutto quello che di peggio c'è! Basterebbe pensare a questi ventinove paesi che si ribellano. Ora io voglio togliere un elemento essenziale di politica sbagliata e voglio far riprendere coscienza, solidarietà e socialità, come propone questo emendamento, anche a un mostro dell'idrico qual è questo. Presidente, io la richiamo qui oggi, io ho presentato una mozione sulla situazione idrica in Sardegna, le chiedo di portarla perché è importante. Su questo mi fermo, ma che se ci si comporti almeno come l'Enel per questa circostanza: che lascia, pur abbassata, la possibilità di avere un minimo di luce. Qui staccano e basta, senza manco avvisarti, lasciando dei poveri cristi, delle famiglie, dei malati in condizioni pietose! Se è questo che vogliamo difendere allora bocciamo questo emendamento!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pierfranco Zanchetta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZANCHETTA PIERFRANCO (Cristiano Popolari Socialisti). Presidente, guardi io mi richiamo alla mozione numero 266, presentata dal sottoscritto, dall'onorevole Gaia e dall'onorevole Perra, il 26 ottobre 2016, quindi stiamo parlando di qualche tempo fa, dove si chiedeva di intervenire per garantire la qualità minima giornaliera che noi stabilimmo ma richiamandoci già alle disposizioni dell'Onu che si richiamava all'OMS e all'Organizzazione Mondiale della Sanità che stabiliva in 50 litri pro capite l'erogazione minima per i bisogni essenziali. Ecco io credo che noi stiamo oggi andando a toccare un nervo scoperto di una situazione che deve andare a beneficio dei meno abbienti e ho richiamato quella mozione che peraltro non ha mai avuto seguito ed esito, non è stata mai affrontata perché riteniamo che quanto sta per essere approvato sia fondamentale. Noi non possiamo rinunciare al dover garantire il diritto minimo che è sancito, come dicevo, dall'ONU, da una Risoluzione del Parlamento europeo e io richiamo anche il DL 1845 approvato dalla Camera il 26 aprile del 2016, articolo 9, comma 4, che appunto dispone l'erogazione del quantitativo minimo come vitale, soprattutto non può essere sospesa, quindi di conseguenza non possiamo che approvare questa integrazione con questo emendamento orale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Grazie signor Presidente, ma diciamo che in linea di principio siamo favorevoli a questo emendamento orale. Però, però, però, questo emendamento orale corrisponde a una petizione di principio non c'è la possibilità di attuarlo se non con una delibera di Giunta che, non necessariamente, deve attuare o può attuare la volontà del Consiglio, e mi spiego meglio. Noi abbiamo fatto una proposta di legge tempo fa, esattamente la 344 che prevedeva il quantitativo minimo vitale, prevedeva in primo luogo l'erogazione sempre garantita e prevedeva che, nell'ipotesi di gravi morosità che noi identificavano nelle morosità superiori ai 5000 euro, prevedeva l'inserimento a carico di Abbanoa di un meccanismo limitatore della erogazione, a carico del soggetto che aveva un debito superiore ai 5000 euro e Abbanoa in queste ipotesi di gravi morosità, superiori quindi ai 5000 euro, avrebbe dovuto erogare una quantità giornaliera pari al 40 per cento della media dei consumi idrici dei precedenti cinque anni; questo per le utenze domestiche per utenze non domestiche invece il 20 per cento dei consumi medi idrici degli ultimi cinque anni. Poi prevedevamo che allorché si sarebbe estinto il debito sarebbe cessata l'erogazione del quantitativo minimo vitale. Ecco, integrando questo emendamento verbale con queste considerazioni, con queste prescrizioni io credo che l'obiettivo lo raggiungiamo, diversamente questo emendamento verbale è una petizione di principio interessante e socialmente utile, sicuramente, anche perché riempie l'animo di buoni propositi, ma al di là dei buoni propositi con questo emendamento non c'è la possibilità di raggiungere obiettivi concreti. Quindi, quello che io chiederei è integrare questo emendamento verbale con dei passaggi più stringenti, più impegnativi per la Giunta e più impegnativi per Abbanoa, perché diversamente questo emendamento verbale sarebbe inutiliter data.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dei lavori pubblici. Ne ha facoltà.

BALZARINI EDOARDO, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Chiaramente l'idealità che persegue questo emendamento non è in discussione, mi sembra, da parte di nessuno, sono stati posti problemi di attuazione pratica, il consigliere Tendas ha detto che effettivamente andava regolamentato. Ebbene, stiamo nell'alveo, perché ho sentito un po' di confusione tra i compiti della Giunta, i compiti del Consiglio, e i compiti di Abbanoa ci stiamo dimenticando qual è il soggetto che regola il sistema. Il soggetto si chiama Egas e quindi così come tutto il testo del disegno di legge è volto a una valorizzazione e a un potenziamento dell'attività del regolatore del sistema, che è il soggetto Egas ed è in capo alle Amministrazioni comunali, anche in questo caso evidentemente al di là del livello legislativo o i principi di carattere generale, che sono propri di questo emendamento, che tutto sommato su cui si concorda, è evidente che poi quando si passerà alla fase attuativa il gestore non potrà operare se non ci sarà un atto di indirizzo, cioè un atto deliberativo del Comitato Istituzionale d'Ambito, che è quello preposto a stabilire, così come stabilisce le tariffe le classi delle persone a cui attuare, perché già ci sono degli sgravi per certe situazioni e dei limiti, introdurrà una nuova categoria che saranno, presumo, perché il compiuto fa parte di quell'organismo, come viene chiamato qui "le categorie sociali" o "i nuclei familiari in situazione economica disagiata" con un certo livello di ISEE, quello sarà il livello amministrativo competente. Quindi, non la Giunta, non il Consiglio, ma scusate chi è preposto a questo tipo di attività. Quindi, l'emendamento, secondo me, è sufficiente in queste condizioni e il livello amministrativo competente sarà chiamato a regolare questo aspetto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Antonio Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS ANTONIO (PD), relatore di maggioranza. Credo che sulla modifica orale, proposta dal consigliere Lai, si possa andare a votare, anche perché le ha dette molto bene l'Assessore le motivazioni, che forse l'onorevole Dedoni non aveva letto perché in questo emendamento ci sono scritte le cose che l'onorevole Dedoni diceva. Sarà Egas, con un regolamento, a stabilire le modalità, bisogna dirci anche chiaramente che sarà difficile anche verificare e valutare o consentire a una singola famiglia che possa prelevare al giorno 50 o 100 litri d'acqua, però questo, naturalmente, non è una competenza nostra sarà Egas che è competente, a valutare queste cose e a regolamentare soprattutto queste cose quindi per quanto ci riguarda esprimiamo parere favorevole sull'emendamento all'emendamento a pagina 128, il numero 183.

PRESIDENTE. Quindi chiedo al Consiglio se ci sono obiezioni sull'emendamento orale così come presentato. L'emendamento orale è acquisito.

Metto in votazione l'emendamento numero 183. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 7 bis.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 7 bis:

Capo II

Modifiche alla legge regionale 25 luglio 2008, n. 10 (Riordino delle funzioni in materia di aree industriali)

Art. 7 bis

Modifiche all'articolo 3 della legge regionale n. 10 del 2008 (Funzioni dei consorzi industriali provinciali)

1. Al comma 7 dell'articolo 3 della legge regionale n. 10 del 2008, e successive modifiche ed integrazioni, sono aggiunti i seguenti:
"7 bis. Il piano dei trasferimenti di cui al comma 7 è successivo al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri di cui al comma 6 dell'articolo 172 del decreto legislativo n. 152 del 2006 .
7 ter. I consorzi industriali provinciali possono attuare al loro interno la riorganizzazione del personale dei consorzi e delle loro società partecipate, già assunto a tempo indeterminato alla data del dicembre 2015, anche attraverso procedure di trasferimento o mobilità del personale dalle società ai consorzi.")

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlate sull'articolo 7 bis, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 8. Sono stati presentati degli emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 8:

Art. 8

Abrogazioni

1. L'articolo 5 della legge regionale n. 4 del 2015 è abrogato.)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Antonio Solinas, relatore di maggioranza.

SOLINAS ANTONIO (PD), relatore di maggioranza. Sia sul 173 che sul 174 parere contrario.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dei lavori pubblici.

BALZARINI EDOARDO, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Conforme a quello della Commissione.

PRESIDENTE. Metto in votazione il mantenimento del testo. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 9, a quale sono stati presentati due emendamenti soppressivi totali, il 175 uguale al 176.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 9:

Art. 9

Norma finanziaria

1. L'Amministrazione regionale attua la presente legge senza far derivare ulteriori nuovi oneri a carico del bilancio regionale vigente.)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Antonio Solinas, relatore di maggioranza.

SOLINAS ANTONIO (PD), relatore di maggioranza. Parere contrario sia sul 175 che sul 176.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dei lavori pubblici.

BALZARINI EDOARDO, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Parere conforme.

PRESIDENTE. Metto in votazione il mantenimento del testo dell'articolo 9. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo ora all'esame dell'articolo 9 bis.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 9 bis:

Art. 9 bis

Norme transitorie

1. In sede di prima applicazione, nel caso dell'interruzione dell'attività di direttore generale in conseguenza del rinnovo del Comitato istituzionale d'ambito, al direttore generale è assicurato comunque il trattamento economico nei ruoli dirigenziali dell'ente sino alla conclusione del periodo contrattuale.

2. In attesa della modifica dello statuto e fino all'elezione del nuovo comitato d'ambito, il comitato stesso è composto da cinque membri:

a) il Presidente della Regione o un suo delegato;

b) un componente scelto tra i sindaci dei comuni capoluogo di provincia e della città metropolitana;

c) un componente scelto tra i sindaci dei comuni con popolazione uguale o superiore a 10.000 abitanti;

d) un componente scelto tra i sindaci dei comuni con popolazione uguale o superiore a 3.000 abitanti e inferiore a 10.000 abitanti;

e) un componente scelto tra i sindaci dei comuni con popolazione inferiore a 3.000 abitanti.

3. I sindaci componenti del CIA, di cui al comma 2, sono scelti dal Consiglio delle autonomie locali, in ciascuna categoria e fascia di appartenenza e nel rispetto dei criteri dallo stesso individuati, entro venti giorni dall'entrata in vigore della presente legge. In caso di mancata designazione, il Presidente della Regione, sentito il Consiglio delle autonomie locali, assegna allo stesso un termine di tempo di quindici giorni, per provvedere. Decorso inutilmente tale termine il Presidente della Regione provvede direttamente. In attesa della nomina del CIA, il Comitato preesistente è prorogato per un termine di quarantacinque giorni e può adottare solo gli atti di ordinaria amministrazione, nonché gli atti urgenti e indifferibili con indicazione specifica dei motivi di urgenza e indifferibilità.";

4. Decorsi trenta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, senza che le conferenze territoriali, in seduta congiunta, abbiano provveduto alla elezione dei rappresentanti dei comuni nel comitato, il Presidente della Regione, sentite le conferenze territoriali, assegna alle stesse un termine di tempo di quindici giorni, per provvedere. Decorso inutilmente tale termine il Presidente della Regione provvede direttamente alla nomina dei rappresentanti scelti tra i componenti delle conferenze territoriali. Il Presidente della Regione provvede altresì alla proposta delle modifiche statutarie, a termini dell'articolo 6, comma 2, ed a convocare le conferenze territoriali, in seduta congiunta, per gli adempimenti di cui all'articolo 7, comma 2.

5. Nelle more dell'elezione della Commissione per il controllo analogo, la funzione del controllo analogo è svolta dal CIA.)

PRESIDENTE. Metto in votazione il testo dell'articolo 9 bis. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 10, è stato presentato un emendamento soppressivo 178, uguale al 177.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 10:

Art. 10

Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore il giorno della sua pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione autonoma della Sardegna (BURAS).)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Antonio Solinas, relatore di maggioranza.

SOLINAS ANTONIO (PD), relatore di maggioranza. Parere contrario sia sul 178 che sul 177.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dei lavori pubblici.

BALZARINI EDOARDO, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Parere conforme.

PRESIDENTE. Metto in votazione il mantenimento del testo dell'articolo 10. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione il testo della legge, così come approvata, per la votazione finale.

Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Vorrei non essere interpretato male, io capisco le argomentazioni del Presidente della Commissione, ma se parlo di Abbanoa, parlo di Abbanoa non perché me lo sono inventato o perché non capisco che stiamo trattando di questo altro ente che dovrebbe sovraintendere anche, e regolamentare, quello che dovrebbe fare Abbanoa. Perché altrimenti dovrei ancora essere più cattivo, prendere pezzi di giornale e incominciare a dire come mai una certa Acciona Agua pare che abbia dei rubinetti più stretti o più larghi a seconda dove vanno per la depurazione e i costi non sarebbero più bassi ma molto più alti? Se c'è qualcuno che deve smentire, smentisca perché non mi riguarda. Io ho letto i giornali e tale è, ma certamente non dà affidamento alla classe politica regionale. Io non ci sono entrato in questa argomentazione, Assessore, né voglio entrarci, ma che Egas debba fare ben altro e controllare e verificare io credo di sì. E chi parla della mia mozione non conosce quello che c'è scritto, perché abbiamo un problema serio, da oggi per domani, e siccome io sono nato degasperiano, vorrei ricordare che chi fa politica la fa per il partito, per il momento, ma quello non è un vero politico. E chi fa politica guardando al futuro e cercando di risolvere i problemi, non solo quelli attuali ma per la prospettiva, quella è politica, alta politica. Per cui io credo che il deficit dell'acqua in Sardegna, e che nonostante piova ci sono restrizioni per il Nuorese e per la città di Nuoro, dovrebbe quantomeno preoccupare non solo quegli abitanti ma tutta la Sardegna, e incominciare a pensare a cosa fare per il futuro. E se volete entro anche nel merito di altre cose che riguardano la diga, dove probabilmente dovrebbe entrarci anche qualche altro ordine slegato dalla politica e dalle istituzioni: se è questo che vogliamo, perché rinunciamo a far politica, facciamolo, ma ancora una volta la magistratura si occuperà di quello di cui non si occupa il Consiglio regionale, lo Stato nelle sue articolazioni istituzionali e chiunque si dovrebbe occupare della cosa pubblica.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Domenico Gallus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

GALLUS DOMENICO (PSd'Az-La Base). Oggi è una grande giornata di festa, almeno per una trentina di Comuni, di paesi interessati dell'Isola, e di conseguenza anche il sottoscritto si è vestito come che dovesse andare a una festa - abito blu, nuovo, inaugurato per l'occasione, camicia con gemelli rigorosamente regalati da mia moglie -, perché oggi c'è da festeggiare qualcosa di importante e quindi di conseguenza mi sono adattato al contesto della situazione. Dispiace solo per gli altri circa cento Comuni che non hanno creduto in questa battaglia e che hanno abbandonato negli anni questa bellissima e lunghissima competizione che ha portato, appunto, comunque ad un risultato positivo; un risultato positivo che è venuto, come ho detto ieri, per tante congiunture positive e per tante persone che hanno ragionato veramente mettendo al primo posto gli interessi della gente, della popolazione. Molti di questi centri hanno rinunciato al loro diritto di continuare a gestirsi le proprie risorse idriche, forse col timore, giusto, che non avrebbero ricevuto finanziamenti neanche per i lavori di ordinaria e di straordinaria manutenzione, questo chiaramente è un nervo scoperto che dobbiamo assolutamente sanare.

Certo è strano, sono arrivato in Consiglio regionale sei mesi fa e ho ricevuto delle grandi soddisfazione, dall'ospedale di Ghilarza resuscitato fino a questa indipendenza.

(L'intervento prosegue in lingua sarda, se ne riporta di seguito la traduzione in italiano)

Termino questo intervento ringraziando tutti i paesi che mi hanno sempre aiutato in questa iniziativa, da Bultei a Teulada, da Santu Lussurgiu a Modolo, passando per Bonarcado e San Vero Milis e arrivando ad Aggius, Nuxis, Arzana e tutti, tutti i comuni del Gasi che mi hanno voluto come loro rappresentante, e ovviamente Paulilatino e tutti i suoi abitanti che hanno sempre creduto in me. Ringrazio il segretario del Gasi, Giovanni Ruggieri, il vero artefice di questa vittoria e lo ringrazio di cuore a nome di tutti gli appartenenti al Gasi.

Il mio voto ovviamente sarà favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Congiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). Come ho avuto modo di anticipare nelle dichiarazioni d'apertura, questo Consiglio regionale, sul solco di una tradizione che ormai ha puntellato diversi interventi legislativi che sono stati promanati da quest'Aula, tutti di adeguamento, di manutenzione, di ristrutturazione, e sostanzialmente quindi interventi puntuali sul panorama legislativo esistente, anche stavolta prende sulle proprie spalle un tema importante, un tema che dimostra di gestire politicamente al meglio, dando delle risposte che fino a ieri non c'erano.

Si introduce nel panorama legislativo attuale un principio fondamentale, la governance sul bene collettivo acqua viene spostata, viene spostata alle comunità locali, viene spostata ai sindaci dei territori, che avranno più voce in capitolo e che avranno più diritto di partecipazione. Sono tutti interventi meritori, questi, al pari della modifica che è stata fatta sui 29 Comuni che chiedono di potersi autogestire il servizio idrico, così come è meritorio anche l'intervento, oggi in emendamento orale, che dimostra di confermare che l'approccio etico alla modifica della legge di riferimento è quello che ha caratterizzato l'approccio di tutti noi.

Oggi licenziamo una legge finalmente utile, una legge che dimostra di intervenire su dei gangli scoperti della legislazione e che ci darà sicuramente motivo e modo di continuare la discussione sul sistema idrico integrato, che non finirà qua. Tutti i temi che sono stati segnalati sono meritevoli di approfondimento, approfondimento che dovrà avvenire in sede esclusivamente politica.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Innanzitutto faccio i miei complimenti al collega Gallus per l'abito nuovo, che effettivamente gli consente di rappresentare in modo efficace il risultato raggiunto dall'onorevole Gallus con questa legge, ma questo è l'unico risultato che questa legge consegue, perché per quanto riguarda il resto dobbiamo definirla necessariamente una legge abnorme, paradossalmente una legge abnorme, una legge sbagliata che non consente ai soggetti che usufruiscono del servizio di controllare Abbanoa. Ecco che Abbanoa continuerà a rimanere fuori controllo, ecco che Abbanoa continuerà a compiere quegli atti, anche, diciamo, antipatici, nei confronti dei cittadini sardi, atti che si concretizzano in vere e proprie pratiche vessatorie, ma non lo diciamo noi, lo dice il Consiglio di Stato nel momento in cui conferma la sanzione da 680 mila euro dell'Antitrust, una sanzione che verrà pagata alla fine dai cittadini sardi, verrà pagata dai Comuni e quindi dai cittadini sardi. Questa è Abbanoa, e senza la possibilità per i Comuni di esercitare un controllo analogo, stringente, e questa legge non consente il controllo analogo, stringente; senza la possibilità dei Comuni di nominare gli organi di vertice, e questa legge non lo consente, Abbanoa continuerà indisturbata a imperversare su tutte le utenze dell'acqua della Sardegna. E credo che questi poteri nefasti di Abbanoa oggi, con questa legge, vengono ulteriormente rafforzati, anche, ma non solo, per il fatto che state prevedendo che il rapporto di lavoro del direttore può essere un rapporto di lavoro autonomo, quindi un rapporto di lavoro non esclusivo: il direttore avrà la possibilità di fare il libero professionista, avrà la possibilità di svolgere altre attività, non ci sarà sicuramente un esercizio con impegno assorbente del ruolo e non ci sarà la possibilità di certificare l'assenza di conflitto di interessi. Questa era Abbanoa, oggi Abbanoa è posta in una situazione ancora peggiore, e non mi si venga a dire che stiamo parlando di Egas, grazie stiamo parlando di Egas, lo abbiamo capito che stiamo parlando di Egas, ma Egas dovrebbe controllare Abbanoa, Egas dovrebbe esercitare quei poteri che invece non ha, Egas dovrebbe ottemperare alle sentenze della Corte costituzionale e della Corte di giustizia europea, Egas dovrebbe…

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Tedde, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Antonio Solinas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SOLINAS ANTONIO (PD), relatore di maggioranza. Io intanto credo di dover ringraziare tutta la Commissione, l'ho detto ieri, maggioranza e minoranza ma tutto il Consiglio per aver dato la possibilità di approvare in tempi molto rapidi il disegno di legge della Giunta numero 459, ma io ogni tanto penso di essere distratto e allora sono andato velocemente a rivedermi anche l'articolato. Onorevole Tedde, nell'articolato c'è scritto tutto il contrario di quello che dice lei: il controllo analogo non verrà fatto da Egas ma verrà fatto da un coordinamento di quattro sindaci eletti dall'assemblea territoriale, ci lamentiamo sempre che il sistema delle autonomie locali è fuori dal controllo su Egas e Abbanoa, credo che questo sia il modo più serio e concreto di coinvolgimento del sistema delle Autonomie locali. Così come gli amministratori di Egas verranno eletti, non nominati, eletti dalle assemblee territoriali del sistema delle autonomie locali. Quindi credo che sia completamente il contrario di quello che lei ha asserito poco fa.

Inoltre lo diceva molto bene il collega Gallus, che ringrazio perché sentire un collega di minoranza del Consiglio regionale che applaude alla maggioranza che in sei mesi ha raggiunto obiettivi molto importanti questo non ci può che far piacere; 29 Comuni potranno continuare a svolgere la propria attività autonoma, come hanno chiesto, nel rispetto della loro autonomia. Quindi io a nome del Partito Democratico del Gruppo del Partito Democratico esprimo apprezzamento per questa legge e il voto favorevole.

Inoltre vorrei rispondere al collega e amico Pietro Pittalis che ha parlato di fratture, di divergenze molto forti all'interno della maggioranza, credo che la lunga esperienza del collega Pittalis le possa far dire che è normale che in una maggioranza ci sia qualche divergenza; nella passata legislatura abbiamo assistito a divergenze molto più forti. È facile unire la minoranza nei confronti della maggioranza è più difficile, come lei sa molto bene, tenere la maggioranza. Però credo che un conto è dividersi su un emendamento, un conto è votare unitariamente il disegno di legge che stiamo andando ad approvare.

PRESIDENTE. Quindi comunico che in fase di coordinamento sarà fatto riferimento all'articolo 2 e non all'articolo 15 per l'emendamento numero 183 approvato in aula.

Ha facoltà di parlare l'Assessore dei lavori pubblici.

BALZARINI EDOARDO, Assessore tecnico dei lavori pubblici. In conclusione nelle dichiarazioni finali, volevo ribadire che il disegno di legge che ancora subisce qualche critica in quest'aula dall'opposizione, si è posto un problema che vorrei sottolineare ulteriormente. Il sistema non è perfetto, ne hanno coscienza tutti i consiglieri, la società civile, chi si aspetta un servizio sempre più elevato come qualità da parte del gestore, volevo sottolineare i progressi che sono stati fatti dal gestore; qua in quest'Aula ho sentito solo sottolineature negative. Siamo tutti coscienti dall'imperfezione e dei limiti del servizio, di un percorso ma nessuno può dimenticare le inefficienze che lo stesso servizio negli anni precedenti all'istituzione del servizio integrato e del gestore unico caratterizzavano quest'amministrazione, livelli di efficienza sia economica che effettiva e pratica. Quindi il tentativo in tutti questi anni di migliorare c'è stato, i problemi finanziari sono stati risolti, molti spazi di miglioramento ci sono ancora, bene quest'Aula in questo momento sta agendo su una delle leve principali perché questo servizio migliori, cioè il sistema di controllo di Abbanoa, e questo disegno di legge - confermo - migliora sostanzialmente questo aspetto, eleva i margini di intervento del controllo analogo e lo fa all'interno del sistema oggi riconosciuto dall'ordinamento italiano, degli affidamenti in house con regole maggiormente consolidate e certe. Questo è indubbio, il disegno di legge è stata un'occasione anche per affrontare il problema dei piccoli Comuni, se ne è dato atto, diciamo che è una norma che ha dei margini di letture diverse, noi ci auguriamo che il percorso di questa legge sia favorevole anche a livello governativo, ovviamente, sono stati fatti tutti gli sforzi per recepire le richieste delle Amministrazioni locali interessate e ovviamente acquisiamo con piacere il loro consenso in questa fase e iniziamo assieme a loro un percorso di approvazione a livello nazionale, grazie a tutti.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 459.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

La seduta è sospesa; è convocata una Conferenza dei Capigruppo.

(La seduta, sospesa alle ore 12 e 23, viene ripresa alle ore 12 e 33.)

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta. La Conferenza dei Capigruppo ha deciso di anticipare le relazioni di maggioranza e di minoranza sul documento 20, sul DL 455 e DL 456, quindi sulla Finanziaria, a stamane. Ricordo che la scadenza dei termini per la presentazione degli emendamenti è fissata per il 12 alle ore 12, e il Consiglio sarà riconvocato poi martedì mattina alle 10 e 30 con l'ordine del giorno "Comunicazioni ex articolo 121 del Presidente sulle servitù militari" e, a seguire, il PL numero 468 sulla proroga del Piano Casa, a seguire ancora la discussione generale sulla manovra finanziaria.

Discussione generale congiunta del "Documento di economia e finanza regionale

2018 (DEFR)". (Doc. n. 20/XV/A), del disegno di legge: "Legge di stabilità 2018" (455/A) e del disegno di legge: "Bilancio di previsione triennale 2018-2020". (456/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del documento numero 20 e dei disegni di legge numero 455 e 456.

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Francesco Sabatini, relatore di maggioranza.

SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. Presidente, la Commissione ha fatto molto velocemente il proprio compito, portando avanti anche poche audizioni, audendo anche poche associazioni e riducendo molto il numero delle audizioni ma raccogliendo una mole imponente di approfondimenti e di contributi che poi sono pervenuti alla Commissione, che in questi giorni è all'attenzione dei Gruppi consiliari, dei Gruppi politici, e anche del sottoscritto in qualità di Presidente della Commissione bilancio, e in quell'occasione, nell'occasione appunto delle audizioni e delle discussioni che si sono tenute attorno alle audizioni, la Commissione ha potuto mettere in luce quelle che sono le esigenze vere per la costruzione di una finanziaria che sia rispondente, pienamente rispondente alle esigenze del nostro territorio, della nostra Regione. Io auspico davvero che questo Consiglio riesca ad approvare entro il 31 dicembre, quindi prima della fine dell'anno, la Finanziaria, e se questo obiettivo sarà raggiunto, sarà un obiettivo ascrivibile non ai Gruppi di maggioranza, ma all'intero Consiglio regionale, che ringrazio sin da adesso, anche i Gruppi di opposizione e i singoli Gruppi di maggioranza per la fattiva collaborazione che hanno voluto dare all'accelerazione dell'approvazione della manovra in Commissione. Faccio alcune considerazioni, alcune brevi considerazioni sulla manovra partendo dalle aliquote. Questa è una finanziaria che non aumenta le aliquote IRPEF e IRAP, che lascia inalterate quindi le aliquote tenendo, lo voglio ricordare, l'IRPEF all'1,23 e l'IRAP al 2,93. Sono aliquote che, per quanto riguarda l'IRPEF è in assoluto la più bassa in Italia, tra le regioni italiane, e quella dell'IRAP tra le più basse le regioni italiane, e restituiscono, in modo diretto, alle famiglie e alle imprese, per quanto riguarda l'IRPEF, 130 milioni a favore delle famiglie e 100 milioni a favore delle imprese, risorse che avremmo potuto recuperare applicando non le massime aliquote, ma le aliquote medie, che sono applicate nelle regioni italiane. Quindi sono risorse che rimangono alle famiglie e alle imprese; è il primo segnale di attenzione alla volontà di sostenere la ripresa che è in atto nella nostra Regione. C'è il tema degli accantonamenti che rimane intatto, un'imponente somma ci viene prelevata dallo Stato, su questo tema abbiamo avuto modo di confrontarci a lungo, lo abbiamo fatto anche in Commissione, e lo voglio ricordare, è un tema che necessita, a mio parere, una discussione che veda accomunare tutte le forze politiche presenti, ma non solo, le forze sociali, i parlamentari, è un tema che deve vedere la Sardegna schierata a difesa della nostra Regione, con quei 680 milioni avremmo potuto fare tante cose per la scuola, per l'occupazione, per lo sviluppo, per le imprese, per le nostre famiglie. Sono risorse che ci vengono a mancare dopo la riscrittura dell'articolo 8, che ha previsto impegni importanti e gravosi per la nostra Regione. Voglio anche ricordare che sono in scadenza gli accordi sugli accantonamenti per tutte le regioni a statuto speciale, quindi questo prossimo 2018 sarà l'anno in cui saremo chiamati a ricontrattare quei livelli di accantonamento, quindi con la massima unità sarda delle forze politiche della Sardegna e delle forze sociali, ma anche cercando alleanze con le altre regioni a statuto speciale. La Finanziaria contiene e conterrà, attraverso gli emendamenti che stiamo predisponendo, un importante intervento sulle politiche del lavoro, un fondo di 100 milioni che verrà messo a disposizione, lo stiamo chiamando un plurifondo nell'emendamento che presenteremo nei prossimi giorni per l'Aula, un plurifondo che prevede una serie di interventi, dall'attivazione di cantieri comunali che verranno messi a disposizione dei comuni, quindi del sistema degli enti locali, ma anche una serie di politiche attive del lavoro che si concentreranno sulla realizzazione dell'incontro domanda e offerta di lavoro, facilitando la formazione, per rispondere meglio alle imprese e la possibilità di facilitare con dei bonus assunzionali le nostre imprese. Voglio ricordare l'impegno per l'Università, che oltre ai finanziamenti che già la Giunta aveva previsto nella finanziaria, stanzia ulteriori 17 milioni, e, lo voglio ricordare, si affiancano 17 milioni, che riguardano sia il Fondo unico per l'università, che le politiche per il diritto allo studio e per l'Ersu di Sassari e di Cagliari, ai 23 milioni già stanziati per le infrastrutture universitarie. Voglio poi ricordare il REIS, il reddito per l'inclusione sociale, che vedeva da parte della Giunta uno stanziamento di 30 milioni, e che verrà incrementato attraverso un emendamento con risorse già disponibili di 15 milioni, portando questo fondo a 45 milioni. Stiamo rifinanziando tutte le leggi di settore e tutto il sistema socio assistenziale. Sul REIS voglio dire che abbiamo anche una valutazione delle esigenze complessive… Presidente. però c'è troppo chiasso… c'è una stima delle esigenze del sistema degli enti locali per rispondere a tutte le famiglie in stato di povertà che ammonta a 60 milioni, quindi 45 milioni sarebbero insufficienti a raggiungere questa cifra, ma il REIS, lo voglio ricordare, si affiancherà al provvedimento nazionale, il REI, che mette ulteriori risorse a favore di questa Regione e che complessivamente supererà la cifra di 60 milioni. Poi vi è l'intervento sull'agricoltura, manteniamo fede all'impegno preso con le organizzazioni agricole e stanziamo 20 milioni, ma ci arriva una buona notizia dalla finanziaria nazionale, che ne stanzia ulteriori 25, quindi 45 milioni erano stati stanziati per i pastori, 5 milioni verranno stanziati per la blue tongue, 45 milioni, 20 milioni regionali e 20 milioni di fondi nazionali verranno stanziati per gli altri comparti agricoli. Vi è in questi giorni una polemica che io non comprendo, che è emersa anche dal dibattito che si è tenuto ieri in quest'Aula tra la Regione, tra il Consiglio regionale e il sistema degli enti locali, sulle risorse destinate ai Comuni e alle province. Io lo voglio ricordare, intanto non c'è stato nessun taglio in tutti questi anni, nonostante ci sia stato un periodo di recessione, in cui i trasferimenti dallo Stato alla Regione sono stati fortemente diminuiti, se poi tenessimo conto degli accantonamenti e quindi delle risorse che sono state tolte a questo bilancio, cosa avremmo dovuto fare negli scorsi anni se non tagliare il fondo unico che viene destinato interamente ai comuni. Questa maggioranza, questo Consiglio regionale ha inteso mantenere ferme quelle risorse e, lo voglio ricordare, nella prima finanziaria di questa Amministrazione regionale erano stati ripristinati i 40 milioni di accise derivanti dall'ENEL e trasferiti interamente ai comuni, cosa che non avvenne nella precedente legislatura. Quindi sono risorse aggiuntive, il Fondo unico non viene tagliato negli anni di recessione, non viene tagliato quest'anno, non viene incrementato ma perché si tiene conto di un livello di accantonamento importante che viene a mancare in questo bilancio. Poi vorrei aggiungere: se dai 7,7 miliardi che interessano questa manovra togliessimo le spese per la sanità, le spese obbligatorie, tutto il resto è destinato agli enti locali, cioè al Fondo unico si aggiungono tutta una serie di risorse. Quando parliamo di cantieri verdi, di LSU, di lavoratori in utilizzo, di sistema bibliotecario, di sistema archeologico, del trasporto per i disabili, non stiamo forse parlando di enti locali? Quando parliamo di REIS che viene gestito interamente dal sistema degli enti locali, non stiamo forse parlando di trasferimenti ai comuni? Bene, da un conteggio certificato - ho qui l'elenco preciso delle risorse trasferite ai Comuni - la Regione trasferisce ai comuni un miliardo e 400 milioni. Nelle ultime stime pubblicate dall'Istat risulta che siamo al terzo posto, la terza Regione per livello di trasferimenti agli enti locali. Quindi va respinta al mittente l'accusa che questa Regione taglia al sistema degli enti locali. Certamente rimane un problema che è quello di farci carico della finanza locale e lì è la vera sfida. I nostri Comuni sono sottoposti a vincoli di bilancio che non consentono ai Comuni di spendere le risorse che hanno nella loro disponibilità, persino quando abbiamo destinato dei fondi per i cantieri comunali hanno trovato difficoltà per i vincoli assunzionali che sono imposti dallo Stato. Allora va discusso così come hanno fatto altre regioni autonome…

PRESIDENTE. Onorevole Sabatini, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha facoltà di parlare la consigliera Alessandra Zedda, relatrice di minoranza.

ZEDDA ALESSANDRA (FI), relatrice di minoranza. Presidente, colleghi, la mia relazione quest'anno si limiterà a toccare alcuni punti, ma che ritengo assolutamente importanti e vitali per la nostra Sardegna. Parleremmo di entrate, di accantonamenti, di insularità, trasporti, lavoro, sanità, welfare, acqua, scuola e non starò a tediarvi con dei dati. Nel 2014 raccontavate, ovvero questa maggioranza e questa Giunta: "Il Programma regionale di sviluppo del 2014-2019 intende valorizzare i risultati del dibattito che ha coinvolto la nostra realtà regionale sugli obiettivi e sui metodi per riprendere il filo spezzato dello sviluppo, in coerenza con un programma di governo alla base delle dichiarazioni programmatiche trasmesso al Consiglio regionale. Per costruire il domani" così dicevate "come preannunciato nel programma elettorale della coalizione di Governo, occorre assumere la responsabilità di guidare la nostra Isola restituendo ai sardi ottimismo e fiducia nel futuro. Un ottimismo che non può essere basato su annunci ma su progetti responsabili tali da rendere concreta l'ambizione di rimuovere quei problemi strutturali che per troppo tempo hanno compromesso le nostre potenzialità di crescita". Sto qui a chiedervi se onestamente noi del Consiglio e i sardi percepiamo ciò che avete raccontato quattro anni fa. I sardi: siamo più pessimisti, sfiduciati e preoccupati per il futuro pensando che ancora per un anno la vostra messa in scena dell'opera teatrale (solo vostra, menomale) che però purtroppo è sempre più dissociata dalla realtà? Un rapporto col Governo, amico vostro, che non ha perso occasione per rimproverarvi, punirvi e addirittura rinnegarvi sia quando ha impugnato le leggi più importanti (finanziaria e bilancio), sia quando vi assegna dei fondi (FSC, Patto per lo sviluppo, trasporto aereo) per poi sottrarli per altre finalità, ridurli o cancellarli nel caso dei trasferimenti agli enti locali o evitare di definire una volta per tutte l'annosa partita degli accantonamenti e delle riserve. Pensate davvero che per la compensazione dell'insularità ci si debba accontentare degli emendamenti del Senato di pochi giorni fa? Fra l'altro a partire dal 2019, quando voi, sono certa, non sarete più né al Governo del Paese e tanto meno al Governo regionale? Altra presa in giro! In tema di entrate, come abbiamo più volte dichiarato in Consiglio regionale all'opinione pubblica, dite: "La Giunta regionale è impegnata sin dallo scorso mese di febbraio in un confronto con il Governo per rivendicare una forte riduzione degli accantonamenti che vengono imposti al nostro bilancio". E chi se ne è accorto? Quali risultati? In queste settimane sono in corso gli incontri decisivi per definire l'intesa sulla contribuzione della Sardegna alla finanza pubblica nazionale. Almeno non perseverate, vi prego, non firmate nulla, ricordate sempre, come ho sostenuto tempo fa utilizzando per l'occasione una canzone di Bennato: il gatto e la volpe non siete voi e badate di loro non ci si può fidar. L'Agenzia delle Entrate, una delle ultime novità, l'ok del Governo a patto che le entrate passino sotto le grinfie dello stesso e poi rigirate alla Sardegna, tra l'altro entrate su tributi squisitamente regionali. Vi pare un metodo vincente? A noi pare il gioco delle tre carte, del sopruso, quello che avviene coi trasferimenti dalla cassa, sempre in ritardo e a consuntivo e sempre meno del dovuto. Questo è il leitmotiv che lo Stato italiano ha utilizzato con voi e purtroppo a danno dei sardi, ma avevate esordito dicendo: "Noi siamo i migliori e soprattutto di chi ci ha preceduto, saremo rispettosi di voi, caro Governo, siamo amici, non ci ribelleremo e saremo ossequiosi di ciò che deciderete per noi, perché siete tanto buoni e giusti". Ecco, concedetemi questa disgressione, credo che abbiate sbagliato tutto sin da quando avete commesso il peccato originale della sottoscrizione dell'accordo Padoan-Pigliaru del quale solo oggi, forse, ne cogliete tutta la drammaticità. Non solo, come vi ha ricordato anche il vostro leader Soru non più tardi di sabato 2 dicembre, ha significato il ritiro dei ricorsi, arma fondamentale per non soccombere finanziariamente nei confronti di un Governo cieco e sordo per la Sardegna, ma soprattutto perché da subito i vostri governanti hanno colto la vostra sottomissione, remissione, incapacità di una reazione forte per difendere la nostra autonomia e specificità. Da voi solo belle parole e il dato più significativo è che avete tradito anche chi, pur non rendendosene ancora conto (visto che sono ancora in maggioranza) vuole lottare per il sovranismo, l'indipendenza, l'autonomia e la specificità e identità dei sardi e della Sardegna. Spero davvero che sia il popolo sardo a farvelo capire nel giusto modo alle prossime competizioni elettorali. Una manovra da 9 miliardi 235 milioni che voi dite trasferiremo in segnali positivi delle politiche che si iniziano a vedere anche sul mercato del lavoro, dove gli ultimi dati disponibili mostrano segnali incoraggianti, diminuisce il tasso di disoccupazione, migliora il tasso di occupazione, con aumento sia dalla componente maschile che femminile. C'è un rinnovato clima di fiducia da parte delle imprese pronte a rilanciare gli investimenti e quindi l'occupazione. Questo dato viene confermato anche dall'ottimo andamento dei bandi per le imprese che, pur riscontrano ritardi nella fase di prima implementazione delle nuove procedure ormai sono pienamente operativi. Vi chiedo di andare a chiedere ancora come mai non sono stati pagati i vari progetti degli anni precedenti e si va ancora in Prefettura a chiedere l'antimafia. La Giunta regionale sta facendo la propria parte per portare la Sardegna fuori dalla congiuntura negativa mettendo in campo numerose politiche attive e anche il mutuo di infrastrutture da 700 milioni. Assessore, ci raccontate almeno un'opera realizzata con quei fondi? Non lo so, lo chieda al suo collega. Ancora poi vi permettete di consigliare agli enti locali e agli altri enti regionali affinché facciano ogni sforzo per razionalizzare la spesa dei soldi pubblici, eliminando gli sprechi e garantendo l'efficacia e la tempestività degli interventi. Ma a voi per primi lo avete imposto? Pare di no. Ancora, raccontate di finanziamenti per il REIS, per il welfare, il fondo unico ai Comuni, ma allora come mai la CGIL, i sindacati delle varie categorie, chiedono con forza un investimento sul piano per il lavoro e il welfare in particolare? Parliamo poi ancora del turismo, credo che qui proprio non abbiate colto il valore del binomio turismo-trasporti, ma comunque vi dedicate moltissimo alla copertura delle spese per la promozione. Però appena siete arrivati avete avuto da ridire sull'Agenzia Sardegna Promozione, tanto che l'abbiamo chiusa, cos'è migliorato da allora? La politica a sostegno del sistema economico e della competitività, in particolare sul sistema delle imprese, è stata sì da subito centrale nelle scelte delle azioni della Giunta, e quindi anche quest'anno 255 milioni di euro a valere sul FESR, e che contemporaneamente è sempre stata sostenuta da un forte impegno per aggirare la burocrazia e semplificare le procedure finora troppo macchinose. Con la programmazione territoriale la Regione sta attuando una forte azione contro lo spopolamento delle aree interne e periferiche, una battaglia che la Regione combatte in prima linea per garantire uno sviluppo armonioso ed equilibrato di tutta la Sardegna". Ancora, vi risparmio, li elencheremo un'altra volta. Le attività produttive sono di fatto il 70 per cento del PIL della nostra Regione, Assessore, credete davvero che destinando per il 90 per cento risorse comunitarie da attivare con procedure complesse e lunghe si possa sostenere le imprese, e invogliarle ad usufruire delle politiche della vostra Giunta? e arrivare magari a cambiare le azioni di spesa alla fine della rendicontazione a Bruxelles? Io credo di no! E basti pensare a quanti in questi anni aspettano la programmazione unitaria, che avete impostato per essere efficienti, efficaci e dare le risposte per affrontare la crisi e creare sviluppo, sostenendo di fare uno stop alla frammentazione delle risorse e alla loro dislocazione in diversi Assessorati. Un accentramento deleterio, anche perché non è valsa per tutti gli assessorati, c'è chi è stato spogliato di competenze, realizzando uno sbilanciamento dei carichi di lavoro fra i diversi dipendenti, e altri arricchiti fino all'esubero di competenze che a vario titolo però vengono svolte da entità esterne alla Regione. Cui prodest? Mi sa dire, assessore Paci, un risultato della sua programmazione territoriale? Sicuramente io l'accuso di avere in alcuni casi cancellato progetti esecutivi che ha trovato, per poi limitarsi a cambiare la copertina; e qualche altro, mi riferisco al Parteolla per esempio, per scrivere solo la vostra firma, e basta, senza nessuna sostanziale modifica, se non aver perso tempo. La sanità continua ad occupare più del 50 per cento del nostro bilancio. In genere quando si vuole costruire una casa solida si parte dalle fondamenta e si usa particolare cura nella scelta dei materiali di costruzione. Nel 2016 nel vostro libretto sul bilancio di metà mandato davate conto di una riforma della rete ospedaliera e di un piano di riordino di 328 milioni, lo sottolineo, nel 2016 raccontavate di nuovi luoghi della salute, Case della Salute, gare per nuovi ospedali, ma di fatto siamo andati sempre più verso un servizio sanitario insufficiente e penalizzante per i sardi. La riforma della rete ospedaliera, a mio avviso, non a un comune denominatore per il buon governo, e soprattutto sono portato a pensare che non arginerà la spesa sanitaria, e non è condivisa da chi lo dovrà subire in primis i cittadini, gli operatori del settore, i medici, il personale sanitario. Aggiungo, l'elemento che farà saltare il banco della qualità, dell'efficienza e dell'offerta dei servizi socio sanitari, l'aver istituito l'azienda Sanitaria Unica. Peggio, aver riposto in un'unica regia la vita dei sardi, creando un solo unico risultato, demotivare e rinnegare l'apparato di medici e personale sanitario, che solo per la professionalità e il senso di responsabilità e appartenenza garantiva quotidianamente una sanità a misura di paziente, oggi andate pure a verificare tali figure professionali, quelle che vogliono scappare, chi può andare in pensione, chi nella professione privata, chi addirittura vuole trasferirsi in un'altra città. Fate pure un sondaggio-indagine, vi renderete conto che le mie affermazioni non sono campate per aria. Tutto ciò che avete fatto in sanità è andato a beneficio di pochi amici…

PRESIDENTE. Onorevole Zedda, il tempo a sua disposizione è terminato.

La seduta è tolta. Il Consiglio è convocato martedì alle ore 10 e 30. E' convocata per domani la Commissione sanità alle 10 e 30.

La seduta è tolta alle ore 12 e 58.