Seduta n.264 del 05/12/2017 

CCLXIV Seduta

Martedì 5 dicembre 2017

(POMERIDIANA)

Presidenza del Presidente GIANFRANCO GANAU

La seduta è aperta alle ore 16 e 42.

GAIA ANTONIO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 14 novembre 2017 (259), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Giampietro Comandini, Roberto Deriu, Daniela Forma, Gavino Manca, Giuseppino Pinna e Valter Piscedda hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 5 dicembre 2017.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Annunzio di presentazione di proposte di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le proposte di legge numero 467, 468.

Risposta scritta ad interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle interrogazioni numero 1207, 1241, 1263.

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

GAIA ANTONIO, Segretario. Sono pervenute le interrogazioni numero 1320, 1321, 1322, 1323, 1324, 1325, 1326, 1327, 1328, 1329, 1330, 1331, 1332.

Annunzio di interpellanza

PRESIDENTE. Si dia annunzio dell'interpellanza pervenuta alla Presidenza.

GAIA ANTONIO, Segretario. È pervenuta l' interpellanza numero 325.

Annunzio di mozioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.

GAIA ANTONIO, Segretario. Sono pervenute le mozioni numero 376, 377, 378.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Desini. Ne ha facoltà.

DESINI ROBERTO (Partito dei Sardi). Sull'ordine dei lavori, Presidente, per chiedere un suo autorevole intervento, in quanto il primo agosto di quest'anno quest'Aula all'unanimità ha esitato una legge sui contributi per quanto riguarda le trasferte nelle isole minori, a tutt'oggi il Coni regionale sta disattendendo e non vuole applicare questa legge regionale, pertanto la invito, se potesse, ad un suo autorevole intervento nei confronti dell'Assessore allo sport, seppur noi presenteremo un'interpellanza in merito, perché a tutt'oggi i sardi non possono beneficiare di questa legge perché il Coni non la sta applicando. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, sarà fatto.

Discussione generale del disegno di legge: "Modifiche alla legge regionale 4 febbraio 2015, n. 4 (Istituzione dell'Ente di governo dell'ambito della Sardegna e modifiche ed integrazioni alla legge regionale n. 19 del 2006)". (459/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 459/A.

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Antonio Solinas, relatore di maggioranza.

SOLINAS ANTONIO (PD), relatore di maggioranza. La quarta Commissione nella seduta di stamattina ha licenziato definitivamente il disegno di legge della Giunta numero 459, lo ha fatto dopo la discussione la scorsa settimana in quanto, su indicazione della Conferenza dei Capigruppo, c'era l'esigenza di licenziare quanto prima il disegno di legge. La Commissione ha lavorato nella sua interezza, devo ringraziare certamente i componenti di maggioranza ma credo che un ringraziamento vada fatto soprattutto ai consiglieri di minoranza per l'apporto che hanno dato, anche nel correggere e integrare il disegno di legge della Giunta. La Commissione ha apportato solo alcune modifiche formali, e alcuni emendamenti dei componenti della Commissione sono stati approvati tra l'altro all'unanimità; all'interno di questo disegno di legge, come avranno avuto modo i colleghi di verificare, c'è anche l'articolo 6, un articolo importante, che la Commissione ha discusso più volte già ormai da più di due anni, su cui l'Aula si era già espressa con varie interrogazioni e se non ricordo male anche qualche mozione, che riguarda la regolarizzazione dal punto di vista giuridico di quei Comuni, quasi 30, 29 se non ricordo male, che oggi non fanno parte del sistema unico regionale di Abbanoa. Si sta dicendo, con questo disegno di legge, che i Comuni possano continuare a svolgere la propria attività autonoma anche fuori dal sistema unico di Abbanoa.

Ringrazio anche la Conferenza dei Capigruppo che ha permesso di poter discutere stasera e iscriverlo direttamente senza tener conto dei dieci giorni che la minoranza aveva a disposizione per la relazione di minoranza: c'è un'esigenza molto forte, che è quella di dare risposte legislative alle osservazioni che (…) nazionale ha fatto sul sistema idrico regionale e su Egas in modo particolare. Credo quindi che l'Aula sia in condizione di poter discutere serenamente un progetto che non è un disegno della maggioranza ma è un disegno che certamente riguarda tutta la Sardegna.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Giovanni Satta, relatore di minoranza.

Non c'è intervento.

E' iscritto a parlare il consigliere Domenico Gallus. Ne ha facoltà.

GALLUS DOMENICO (PSd'Az-La Base). Nel mio intervento mi impegnerò al massimo per non cadere troppo nella retorica e nell'enfasi ma soprattutto cercherò di non farmi tradire dall'emozione, perché è chiaro che oggi con questa discussione, con le modifiche sulla legge in oggetto, stiamo comunque scrivendo una nuova pagina, oserei dire storica, dell'autonomia della Sardegna.

E' stata una giornata molto convulsa, che è iniziata con un rinvio della discussione di questa legge e poi, grazie al buon senso di tutti e la disponibilità di maggioranza e opposizione, ma anche del Presidente della Giunta e del Presidente del Consiglio, finalmente siamo arrivati qua a discuterne, ed io nella mia esposizione mi concentrerò su quella che è la parte più significativa e certamente più importante e fondamentale della legge, ovverosia con l'approvazione della modifica della legge 4 si sancisce in modo chiaro e definitivo che le comunità di Aggius, Anela, Arzana, Bessude, Bonarcado, Bottidda, Bultei, Burcei, Burgos, Cheremule, Esporlatu, Fluminimaggiore, Gadoni Lotzorai, Modolo, Nuxis, Olzai (anche se non fa più parte della nostra associazione e addirittura mi ha diffidato dall'accomunare il suo Comune al GASI, che è l'acronimo di gestione autonoma servizio idrico, però anche Olzai avrà questa opportunità), Paulilatino, Perfugas, San Vero Milis, Sant'Anna Arresi, Santu Lussurgiu, Serramanna, Seui, Tertenia e Teulada, a questi si aggiungono i Comuni di Siligo, Sinnai e Domusnovas che sono già autonomi, tutti questi Comuni potranno disporre, decidere e programmare sulla gestione del bene primario, appunto l'acqua.

È chiaro, e questo lo affermo con orgoglio, che farlo oggi in qualità di Presidente del GASI, appunto che è l'acronimo di gestioni autonome e servizio idrico, di Sindaco del Comune di Paulilatino e di legislatore regionale è per me una soddisfazione indescrivibile anche perché, onorevoli colleghi, il percorso che può portare a questo traguardo è iniziato nel 2002 proprio a Santa Cristina di Paulilatino quando allora 130 Comuni, che avevano la gestione autonoma, si incontrarono su iniziativa del Comune di Paulilatino, di cui anche allora ero sindaco, per opporsi all'istituzione dell'ambito unico del servizio idrico. Ho sempre creduto che l'acqua sia un bene primario pubblico anzi per meglio dire comune. Infatti, nel marzo del 2010, a testimoniare questa mia convinzione, chiesi e ottenni nell'inserimento nello Statuto comunale del mio paese il riconoscimento del diritto all'acqua come diritto umano universale, indivisibile, inalienabile e per dichiarare l'acqua bene comune pubblico la cui gestione è servizio pubblico locale privo di rilevanza economica che deve garantire a tutti i cittadini l'accesso paritario all'acqua.

Non dimentichiamo inoltre quanto espresso dalla volontà del popolo sardo nel referendum del giugno 2011 sul bene acqua fu un plebiscito che sancì, ancora ce ne fosse stato bisogno, il valore di acqua come bene comune non privatizzabile.

Tutto ciò premesso ritengo sia errato ragionare sull'acqua come bene pubblico o privato e ancora parlare di proprietà o di gestione della stessa; l'acqua è un diritto intangibile bene primario di ogni cittadino e come tale la sua gestione deve rispettare almeno quattro principi fondamentali quali la qualità, l'efficienza, l'efficacia e l'economicità. I Comuni del GASI consorziati hanno sempre rispettato i principi appena elencati, questo seppur con diverse difficoltà legate al fatto che in conseguenza della loro autonomia gestionale erano e sono tagliati fuori dai finanziamenti regionali anche per i lavori di manutenzione ordinaria oltre che straordinaria delle reti. Ciononostante con oculatezza e consapevoli della delicatezza e problematicità del compito hanno comunque portato avanti gestioni decisamente migliori, e ribadisco migliori, rispetto ad Abbanoa; la quale ultima sia per l'eccessiva grandezza e che per la complessità, derivanti appunto dalla sua dimensione, negli anni ha palesemente dimostrato insufficienze gestionali che ne hanno determinato il fallimento con gravi ripercussioni per le amministrazioni locali e per i cittadini.

Abbanoa ha fallito il suo mandato le ragioni stesse per le quali fu istituita e pertanto va rivista e rivisitata; d'altronde la mia posizione è ben nota. Sin dalla costituzione del gestore unico ho nutrito forti perplessità in quanto si andava a creare un regime di monopolio. In particolare espressi criticità sul metodo per il fatto che si cercò, come primo atto, di imporre l'affidamento del servizio senza un preventivo coinvolgimento degli enti interessati. Per questo motivo come legislatore regionale mi opposi all'approvazione dello Statuto d'autorità d'ambito per la gestione del servizio idrico integrato predisposto dall'allora Assessore ai lavori pubblici. Suggerì all'Assessore di rivederlo sulla base della costituzione di ambiti geografici di bacino in rapporto alle esigenze sociali. Infatti, nel 2006 ricevetti il mandato da parte di tutti questi comuni per chiedere al Presidente della Regione e alla Giunta regionale, ai Capigruppo e al Consiglio e a tutti i Consiglieri regionali un'iniziativa politica urgente per un'applicazione graduale delle tariffe. Si richiedeva, infatti, l'abbandono della tariffa unica e l'adozione di una tariffa diversificata a livello territoriale riconoscendo ai centri dell'interno, ai centri rurali, secondo il principio della solidarietà, una situazione di disagio e la sostenibilità di maggiori oneri per l'assenza o la lontananza dei numerosi servizi pubblici vedi scuole, università, ospedali, banche, banda larga eccetera. Insomma l'adozione di un principio di equità che avrebbe posto tutti i cittadini sardi nelle stesse condizioni per quanto riguarda gli oneri derivanti dalla gestione del servizio idrico.

Colleghe e colleghi, in tutti questi anni la battaglia è stata sempre portata avanti, una battaglia di equità sociale di giustizia sul bene acqua, e oggi nutro la fiducia di trovare il vostro accordo con un voto che possa garantire la continuità del diritto dei comuni di gestire autonomamente l'acqua anche in futuro facendo salve le gestioni esistenti. Gestioni svolte in forma autonoma tramite affidamento in via diretta o attraverso convenzioni stipulate con altri enti locali o gestori per le quali vanno considerati positivamente e verificati, assentiti nel periodo della sua vigenza i requisiti di cui all'articolo 48 comma 5 del decreto legislativo numero 152 del 3 aprile 2006, sia per quanto attiene la gestione iniziata prima dell'entrata in vigore del predetto decreto legislativo e sia per quella in corso al momento dell'entrata in vigore della proposta di legge oggi in discussione.

Io continuo, così come ha fatto l'onorevole Solinas, nel ringraziare tutti coloro che si sono impegnati, e sono stati tanti, affinché oggi appunto la legge approdasse in Aula. Quindi ringrazio in primis il Presidente della Giunta, il Presidente del Consiglio che hanno dato dall'inizio la loro totale disponibilità. Poi sin dal principio per la sua disponibilità ringrazio vivamente l'ex assessore Maninchedda che da subito ha abbracciato questo problema e ci ha portato ad arrivare qua, e devo dire che il testimone l'ha raccolto alla grande l'assessore Balzarini, che comunque ha dato disponibilità sia in termini di competenza e che in termini di tempo.

Come non ringraziare poi il mio caro amico collega sindaco di Bottida l'onorevole Daniele Cocco che da sempre siccome fino a che io non sono rientrato in Consiglio ha fatto da testimone tra il Gasi, appunto, e l'Aula. Poi voglio ringraziare chiaramente il Presidente della Commissione Antonio Solinas, tutti quelli che ho menzionato precedentemente, voglio ricordare anche l'ex Sindaco di Domusnovas Angelo Deidda che aveva fatto di questa battaglia la sua battaglia e tutti i Comuni che mi hanno dato la fiducia come loro Presidente, ma soprattutto ringrazio vivamente i Consiglieri Capigruppo che hanno fatto sì che stasera si parlasse appunto di questa possibilità dei 28 Comuni aderenti al Gasi, grazie.

PRESIDENTE. Ricordo che gli emendamenti devono essere presentati entro la chiusura della discussione generale.

È iscritto a parlare il consigliere Marco Tedde. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Signor Presidente, io ringrazio lei ma di sicuro non ringrazio la Giunta per questo disegno di legge. Un disegno di legge che noi riteniamo che debba essere ritirato, ma non soltanto noi. Credo che anche fra i banchi della maggioranza ci siano alcuni colleghi attenti e responsabili che abbiano puntato il dito contro questo disegno di legge che è del tutto incongruo rispetto alle aspettative, rispetto al percorso che avrebbe dovuto compiere, rispetto alle motivazioni per cui questo disegno di legge è arrivato in Aula. L'iter normativo è partito allorché l'anticorruzione ha censurato in modo pesantissimo la mancanza di controllo analogo nei confronti di Abbanoa, ma questa pronuncia dell'ANAC arriva comunque dopo la pronuncia dell'Antitrust che è identica e conforme, quindi c'è una doppia conforme: antitrust e Abbanoa che dicono il controllo analogo non funziona così; che dicono: i Comuni debbono avere la totalità delle azioni di Abbanoa in quanto fruitori del servizio; che dicono: Egas deve avere la possibilità di nominare gli organi di vertice di Abbanoa. Quindi le censure sono quelle che ho testé raccontato.

Quindi, e ribadisco il concetto, l'ANAC chiede l'immediata cessione, immediata cessione, immediata cessione della totalità delle azioni e trasferimento dei poteri di controllo in capo a Egas come dicevo poc'anzi. Cosa fa invece la Giunta regionale qual è la norma che ci propone la Giunta regionale, la norma propone invece di mantenere la titolarità del 20 per cento di azioni Abbanoa, prevede la cessione entro il 2020, senza prevedere comunque sanzioni a ipotesi di mancata cessione, quindi è una norma, mi insegna il mio collega Pietro Pittalis, minus quam perfecta, perché non contiene sanzioni, e prevede questa istituzione di una Commissione di controllo analogo in seno ad EGAS, con, udite udite, e non si riesce a capire per quale motivo, la previsione della decadenza dei vertici EGAS e del direttore generale con la nomina del nuovo Comitato provvisorio, fino a elezioni del nuovo Comitato. Siamo comunque in ritardo rispetto alle prescrizioni dell'Anac, che aveva affidato alla Giunta 45 giorni di tempo per capire che cosa volesse fare, cosa intendesse fare la Giunta. È evidente che, ovviamente, in presenza di un azionariato diffuso come quello di Abbanoa, chi detiene il 20 per cento è il dominus assoluto, mi pare che questo sia inconfutabile, una sorta di patto leonino di secondo grado; chi detiene il 20 per cento con un azionariato così spalmato, diluito, liquido, chi ha il 20 per cento è il leone della situazione. La nomina del Comitato provvisorio, che ci ricorda altri comitati provvisori, la nomina del Comitato provvisorio con la decadenza dei vertici Egas poi è sicuramente una azione singolare, bizzarra, non riusciamo a capire a chi possa giovare questa nomina del Comitato provvisorio e la decadenza dei vertici, ci chiediamo perché azzerare i vertici? A cosa serve? Perché si vuole impedire il controllo su Abbanoa? La verità è che c'è una simbiosi mutualistica fra la Giunta regionale sarda e i vertici di Abbanoa, ed è altrettanto evidente che questa simbiosi mutualistica parte dall'inizio della legislatura e continua adesso, parte col nuovo assessore, o meglio, parte col vecchio assessore e arriva al assessore, che continua sul solco del vecchio assessore a tutelare e a sostenere le ragioni di un organo che, come avremo modo di dimostrare più in là, oggi si trova a navigare in acque tempestose, anche se obiettivamente ha una capacità di comunicazione che va ben oltre l'immaginario, e riesce a nascondere sulla stampa tutto ciò che invece dovrebbe essere evidente, e sappiamo quali sono queste capacità di paralisi di una comunicazione normale. In definitiva con questo Dl noi stiamo andando, stiamo tentando di aggirare la decisione dell'Anticorruzione, di aggirare le prescrizioni dell'Antitrust, e stiamo cercando di tacitare coloro che avrebbero invece dovuto avere poteri di rafforzamento e di controllo. Detto questo io credo che questo fosse anche un momento per ridefinire l'atto, per prevedere più ambiti o più distretti con autonomia gestionale e finanziaria, credo che abbiamo perso una buona occasione, credo che questo momento avrebbe dovuto essere utilizzato per decisioni più congrue, più proficue, per l'ATO, anche per Abbanoa, se vogliamo, e per coloro che fruiscono dell'acqua. Oggi Abbanoa è un gigante, ed è un gigante con i piedi d'argilla, al di là dei 700 milioni che sono stati esposti in bilancio come crediti. Sono crediti difficilmente esigibili o inesigibili, e la inesigibilità è in qualche modo indiziata o testimoniata dal fatto che nel frattempo Abbanoa va sul mercato a chiedere 180 milioni di prestito obbligazionario, ma continueremo più in là su questo tema. Ebbene, per quanto riguarda il controllo analogo c'è una vasta, vastissima giurisprudenza, che parte dalla Corte costituzionale, che prende le mosse da alcune decisioni della Corte di giustizia, le famose sentenze Carbotermo e la Parking Brixen, e tutta questa giurisprudenza, con l'autorevolissimo suggello della Corte costituzionale, ci racconta che su Abbanoa di fatto ci vuole un controllo pregnante da parte di EGAS, un controllo assoluto da parte dei comuni, comuni che oggi non possono assolutamente esercitare questo controllo assoluto perché le loro quote non glielo consentono; non si può confondere il diritto societario con il quadro ordina mentale, che va a disciplinare il controllo analogo laddove si utilizzi l'in house providing, piuttosto che fare le gare di appalto. Abbanoa, quindi, considerato che ha avuto l'affidamento diretto in quanto società in house, dovrebbe svolgere funzioni in house, mentre invece Abbanoa le svolge in coutry, non in house ma in countri, perché subappalta tutto e il contrario di tutto, subappalta tutti i servizi e in house non svolge proprio niente, e anche questo è un tema che credo dovrà essere affrontato, perché se è vero come è vero che Abbanoa ha potuto avere questo affidamento, è altrettanto vero che Abbanoa deve svolgere proprio in house con un controllo analogo pregnante, diretto, ficcante, deve svolgere la sua attività utilizzando i propri mezzi e i propri strumenti. Questo è il mio intervento in discussione generale, mi riservo poi, in sede di discussione degli articoli e degli emendamenti, di esporre ulteriori considerazioni per quanto attiene a questo gigante con i piedi d'argilla, che avrebbe necessità di un forte controllo da parte dei Comuni, ma avrebbe necessita anche di un forte controllo da parte della Giunta, controllo che purtroppo non viene esercitato in virtù di questa simbiosi mutualistica, che vige, che regna fra Abbanoa e la Giunta regionale. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SDP). Grazie, Presidente. Io mi associo a tutti i ringraziamenti che ha fatto il collega, amico, Sindaco di Paulilatino, Domenico Gallus, mi sento però di aggiungere ai ringraziamenti, forse l'hai fatto, ma mi è sfuggito, anche il CAL, che ci ha permesso con il parere espresso, anche se negativo, con una tempistica sicuramente superiore alla media, alla norma, di poter arrivare stasera in Aula per la discussione di questa legge, che da troppo tempo e da tanto tempo stavamo aspettando. A dire la verità noi avevamo già presentato un disposto legislativo con l'onorevole Gallus che riguardava i comuni che non avevano aderito all'Ambito unico e che mai sono entrati dentro il sistema Abbanoa, e siccome quei Comuni hanno dimostrato nel tempo, per quanto riguarda la gestione in proprio del servizio idrico integrato, di poter dare delle risposte ai propri cittadini, che sono sicuramente superiori a quelle risposte che purtroppo in questo momento Abbanoa non dà in molti altri Comuni della Sardegna, e noi ci eravamo proposti appunto di normare in legge quella possibilità di continuare a gestire autonomamente il servizio, considerando che alcuni decreti ministeriali, in parte mettevano in dubbio questa possibilità. Comunque oggi arriviamo finalmente a discutere una riforma più complessiva, che comunque, come diceva anche qualche collega che mi ha appena preceduto, mostra ancora probabilmente delle criticità, oppure dei punti che sono ancora da rendere perfettibili, e credo che abbiamo tutto il tempo comunque per farlo, perché finendo oggi la discussione generale, abbiamo tempo con la Commissione di stasera e con l'Aula di domani di trovare sintesi ed arrivare a un punto di caduta che comunque possa essere condiviso, mi auguro, dall'unanimità dell'Aula, ma se così non fosse almeno dalla maggioranza.

Dicevo prima, è indubbio che in questo momento il sistema Abbanoa, lo chiamo così, non dà le risposte che tutti i cittadini vorrebbero avere e quindi è chiaro che su questo noi dovremmo fare delle riflessioni serie per vedere dove si sbaglia, dove si è sbagliato, dove dovremmo intervenire per apportare delle migliorie e per proporre soluzioni alle deficienze che attualmente ci sono. Noi da parte nostra, tra gli altri emendamenti, ne abbiamo presentato uno che potrà permettere a tutte le persone che non sono in grado di pagare le bollette di avere garantito il minimo indispensabile dell'apporto dell'acqua che è un bene primario, un bene indifferibile come l'aria che respiriamo e su questo emendamento credo che potremo trovare l'unanimità di tutta l'Aula. Per adesso mi fermo qui, spero che entro domani la legge possa essere, pur con delle modifiche, approvata in maniera definitiva.

PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Presidente, credo di essere in linea con l'intervento appena fatto dall'onorevole Tedde, ma voglio anche sottolineare che da sempre sono stata a favore dell'Autorità d'ambito quale ente con un unico ambito, appunto, organo ed ente di indirizzo e di controllo sulla materia dell'acqua, ovviamente in ragione di attuazione e di applicazione anche di leggi nazionali. Così pure come non rinnego che l'affidamento al gestore unico è sempre stata una delle condizioni che ho ritenuto importanti per la gestione di questo bene prezioso. Però, caro Assessore, certamente non è sua la responsabilità, io a lei posso solo chiedere di far finire questo cancro, di intervenire perché non se ne può più, perché Abbanoa è un disastro e il rapporto con EGAS, devo dirle, avviene tramite carte bollate invece che svilupparsi in un sano e costruttivo confronto. Non c'è nessun coordinatore tra le strutture, i tempi di trasmissione e approvazione sono lunghissimi, misurabili in termini di anni, non c'è una cabina di regia e a farne le spese sono i sardi perché non si sa quale e quali opere avranno inizio, come, perché, quali saranno i Comuni premiati e altro. Non solo, c'è una penalizzazione del territorio perché ovviamente c'è una difficoltà anche a reperire la manodopera. Non solo ancora in alcuni casi c'è una scarsità della qualità dell'acqua potabile e lo leggiamo tutti i giorni nei giornali. Ancora, c'è un'assenza di depuratori, le faccio il caso di Valledoria e invece noi sentiamo dichiarazioni da parte di Abbanoa che tutto va bene, madama la marchesa, addirittura si fanno apprezzamenti su partner ideali come Hitachi (…), ovviamente noi crediamo che tutto questo non vada bene, assolutamente. Tra l'altro credo anche che la fuga, chiamiamola così, degli ingegneri, dei cervelli dei dirigenti tecnici da Abbanoa io credo che ci debba far riflettere. C'è un accentramento in un'unica persona, ovvero il direttore generale, che ha avuto i suoi vari percorsi, a tratti direttore generale, in altri periodi direttore tecnico, Assessore, lei sa che io parlo con cognizione di causa e la situazione reale è davanti agli occhi di tutti. Lei c'è da pochi mesi, per carità, prima era il direttore generale, però io credo che questa sia una responsabilità assolutamente politica. Questo sfascio che sta avvenendo nel settore vitale della nostra Regione - o meglio, di tutti - credo che veramente debba essere fermato.

Noi abbiamo messo mano dall'inizio della legislatura, prima sulla gestione e abbiamo trasformato EGAS pensando che potesse funzionare. Colleghi, il sistema è fallito. Abbiamo sperperato tutti quanti soldi pubblici per un'accoppiata Abbanoa, oggi EGAS, che non funziona e non possiamo stare più zitti! Probabilmente questa non è la legge in cui verranno al pettine tutti i nodi, però io veramente, Assessore, per la stima che ho di lei, credo che bisogna fermare tutto e ragionare perché così si va alla deriva e stiamo parlando di acqua! Assessore, io ho qui tutta una serie di interventi, nei prossimi giorni farò riassunto, e le dirò esattamente che di tutto questo poco o niente è stato concluso. Per colpa di chi? C'è gente che è lì da anni e cerca responsabilità altrove, ma stiamo scherzando davvero? Io faccio una denuncia pubblica su questo settore, non è più possibile e io chiedo a tutta la Giunta, all'assessore Paci che è il Vicepresidente, su questo tema non possiamo continuare ad andare bendati, a far finta che nulla è successo, quando organismi superiori ci invitano a mettere gli occhi e a trovare alternative. La Regione in questi anni ha finanziato Abbanoa in maniera esponenziale, ma allora per che cosa l'abbiamo fatto, Assessore, il gestore unico? Dovevamo andare per una razionalizzazione del sistema, dovevano avere migliori tariffe e non siamo riusciti in questo. Vorrei ricordare che tra il 2016 e il 2017 la tariffa non è stata aggiornata, non è stata rivalutata, non solo, il piano d'ambito dal 2014 al 2016 ha avuto solo due riunioni di concertazione! Io non credo, Assessore, di dire delle bugie, sto raccontando fatti e, colleghi, invito tutti a intervenire su questo argomento perché è un bene di tutti, qui non ci si deve fare la guerra, dobbiamo trovare alternative e non è una questione di maggioranza e di minoranza, è una questione che tutti insieme dobbiamo risolvere, perché il sistema ha fallito però con delle responsabilità di alcuni, di chi ha gestito e questo lo dico ad alta voce. Probabilmente la politica ha la responsabilità di non aver controllato, certamente, di avere fatto scelte che hanno continuato a far perpetrare un sistema che fa acqua da tutte le parti, parafrasando. Io credo veramente e andrò avanti, Assessore, perché è una partita troppo importante, è un sistema che ha avuto dei finanziamenti dei soldi dei sardi che oggi invece si ritrovano alcuni sul lastrico perché arrivano bollette devastanti che non possono essere assolutamente pagate da una famiglia. Allora io dico: perché tanti anni senza bollettare? Perché? Qualcuno ce lo deve dire! Qualcuno in cui abbiamo riposto la fiducia per gestire il bene più prezioso ci deve dire perché questa inefficienza! Ci deve dire perché continui licenziamenti, continue persone che scappano, altre che non si capisce come si ritrovano dipendenti di Abbanoa, magari anche senza selezioni. Assessore, veramente fermiamoci tutti e interveniamo su questo tema spinoso. Da parte nostra c'è tutta la disponibilità a fare chiarezza.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Antonio Gaia in qualità di Capogruppo. Ne ha facoltà.

GAIA ANTONIO (Cristiano Popolari Socialisti). Presidente, colleghi tutti, penso che quello che ha detto poc'anzi la collega Zedda vada preso in debita considerazione e io cercherò di coglierlo per quanto è di mia competenza e cioè che stiamo parlando davvero di un servizio importantissimo per tutta la popolazione sarda. Il mio interessamento, il mio intervento, lo voglio dire in maniera seria e responsabile all'Assessore, assolutamente non è mai stato in senso disfattivo ma certamente in senso costruttivo.

La mia personale battaglia affinché la società di gestione del servizio idrico integrato in Sardegna venga posta nella retta via e nei giusti binari, lei lo sa quanto me con il quale abbiamo avuto modo di dibattere anche in Commissione, però non mi voglio esimere dal mettere in evidenza che molti di noi consiglieri mi sembrano assenti e lontani da questo problema reale. Per motivi professionali giro la Sardegna in lungo e in largo e vi posso garantire che non vi è cittadino, non vi è sindaco della Regione Sardegna, i 377, che esprimano un giudizio positivo sul servizio di Abbanoa. E allora io ritengo che questa Assemblea, questo Consiglio, questa Giunta, lei Assessore, il problema lo dobbiamo non solo porre ma lo dobbiamo risolvere e giustamente come dice la collega Zedda, tutti insieme. Il problema riguarda tutti e il problema è talmente drammatico che assistere a delle scene di slaccio indiscriminato della risorsa idrica e vedere addirittura persone disabili private della risorsa acqua per 10 - 15 giorni, io lo ritengo un atto criminale. Questo non vuol dire che il servizio non vada pagato, lungi da me dal dire questo, ma sicuramente va modificato il sistema. Non si può arrivare a slacciare l'acqua. In uno degli emendamenti che proporremo oggi c'è anche proprio il diritto ad avere quantomeno i 50 litri di acqua giornalieri per ogni cittadino, stiamo parlando davvero di un problema molto serio e purtroppo in questi ultimi anni il soggetto gestore, ahimè, a totale capitale pubblico, pensa più a far quadrare il bilancio che a dare un servizio al cittadino. Io invece voglio che questo atteggiamento cambi e che l'appello arrivi proprio da quest'Aula tutta intera, un servizio più vicino ai cittadini. Non voglio citare poi altri dati perché veramente ne sono stati detti, ma ve ne sono altri che a qualcuno sfuggono, ma ve li dico giusto per farvi capire qual è la situazione, parlo del Foro di Cagliari, abbiamo nel tribunale di Cagliari radicate la media di tre cause giornaliere contro Abbanoa. Da settembre 2016 ad oggi sono circa 1700 i ricorsi depositati presso il tribunale di Cagliari per bollette pazze, ordinanze, ingiunzioni e/o pignoramenti nei confronti dei cittadini. Lascio a voi immaginare qual è la situazione nel Palazzo di Giustizia di Cagliari dove viene intasata la macchina giudiziaria da questi ricorsi. Evidentemente c'è qualcosa che non va. Quali soluzioni? Qui sta il dibattito politico. Ve ne sono alcune soluzioni politiche ma ve ne sono anche altre tecniche. Gli emendamenti che mi sono preso la briga di portare e condividere con alcuni colleghi ritengo che vadano sul binario giusto, quello innanzitutto di restituire il maltolto agli enti locali, far sì che veramente loro si assumano la responsabilità in quanto ne hanno la titolarità per legge del soggetto titolare, cioè di EGAS e così come ha evidenziato qualcuno che mi ha sottoscritto, EGAS giustamente abbia il controllo diretto del soggetto gestore che il soggetto gestore, tengo a precisare, e l'ho già detto anche in sede di discussione in Commissione, è una gestione anomala, è una gestione eccezionale, atteso che il diritto comunitario ci impone la gara. E allora se così è quella SpA in quanto eccezione va considerata come una SpA anomala e la Corte di giustizia in tal senso per dire che il controllo analogo possa sussistere ci impone la nomina diretta degli organi di quel soggetto. Se così non è e cioè se così come è successo sino ad oggi si procede alla nomina degli organi di quella SpA attraverso l'Assemblea, inevitabilmente si viola quello che è l'affidamento in house e si evita il controllo analogo in quanto chiaramente quegli organi nominati dall'assemblea avrebbero poteri illimitati e quindi sfuggirebbero al controllo analogo di EGAS. Fatte queste precisazioni tecniche la proposta che io sottoporrò a quest'Assemblea per migliorare il servizio dopo un'analisi attenta dei costi e benefici sarà quella sempre di un unico ambito nell'interesse dei 377 comuni e non di quattro ambiti perché a mio modesto avviso non abbiamo la prova oggettiva della ottimità di quegli ambiti, ma certamente cercare di avere quattro distretti quantomeno con un'autonomia gestionale, solo ed esclusivamente gestionale e non finanziaria.

Ecco, su questi temi io coinvolgo tutta questa Assemblea affinché veramente si trovi la soluzione migliore, affinché questo servizio di fondamentale importanza torni ad essere un servizio più vicino ai cittadini e Abbanoa, e cioè il soggetto gestore non venga visto veramente come il diavolo che penetra nelle case dei sardi.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Anch'io sono tra quei 30 consiglieri regionali che hanno firmato la mozione poi trasmessa all'ANAC e ho firmato con convinzione proprio perché ritengo che Abbanoa ieri, EGAS oggi, abbia agito scorrettamente nei confronti dei sardi e abbia agito in un modo che ha creato più danni che benefici. Così come già detto dalla collega Zedda che mi ha preceduto, Abbanoa ha fallito tutti gli obiettivi. Mi pongo anche una domanda e qui chiedo all'Assessore: "Chi è che si fa carico di pagare tutte queste cause legali che Abbanoa in modo indiscriminato pone in essere?" In alcuni casi ritengo che Abbanoa vada a rasentare la lite temeraria perché Abbanoa ripetutamente agisce in modo scorretto sequestrando conti correnti bancari e tutto questo chiaramente non favorisce il rapporto tra ente e cittadino. Ritengo anch'io come già precedentemente detto dai colleghi che il servizio idrico sia un servizio essenziale, un servizio pubblico che va garantito a tutti i cittadini, compresi quelli che sono in difficoltà economica. Ma per tornare alla legge che noi andremo ad esaminare da domani perché oggi ci limitiamo a fare una piccola introduzione, mi vorrei soffermare, Assessore, sull'articolo 1, il rapporto di lavoro del direttore. Sull'articolo 1 noi rischiamo di approvare una legge dove il direttore viene sostituito con un contratto di lavoro autonomo però mantiene per cinque anni, il precedente, il suo status. Quindi dobbiamo pagare lo stipendio anche al direttore che andrà via. Questo ovviamente avremo modo poi in fase di emendamento di rivederlo e contrastarlo e mi auguro anche da parte dei colleghi che ci sia una condivisione perché ovviamente va rivisto, così come il Comitato istituzionale d'ambito o l'esercizio analogo. Quindi mi riservo di approfondire su questi temi con la presentazione degli emendamenti che stasera inoltreremo.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Gianfranco Congiu. Ne ha facoltà.

CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). Io vorrei stare aderente al tema che è in discussione. Primo, perché le regole ce lo impongono. Arriva in Aula un progetto di legge che ha un titolo, che ha un'anima, che ha uno sviluppo, che incide su settori molto delicati della vita di tutti i sardi. Secondo, perché nel progetto di legge alla nostra attenzione non viene citata minimamente la parola Abbanoa, da nessuna. Terzo, perché penso che sia molto pericolosa una legiferazione ad personam, ma è altrettanto pericolosa una legiferazione contra personam. Questa legge è una legge che non è la conseguenza di uno schiaffeggiamento dell'anticorruzione, questa legge ha una gestazione molto più lontana del giudizio radicato e conclusosi presso l'anticorruzione. Questa legge risponde ad una esigenza che ogni legislatore deve avere ben chiara, e cioè che i processi legislativi, che le leggi non sono dei totem perenni che rimangono lì, esposti alla contemplazione, ma sono degli strumenti per regolare la vita di tutti noi. E condivido il fatto che la vita dei sardi in rapporto al bene acqua vada discussa, vada affrontata politicamente, e la legge regolatrice i rapporti, sia l'istituzione del sistema idrico integrato, che tutte le sue articolazioni, va sottoposta a continue revisioni, ma rifuggo dalla tentazione di avviare questi percorsi politici con armi non proprie, rifiuto di avviare questi processi politici in sedi non consone, questa è la sede del dibattito politico, che sta consegnando a noi l'esigenza di addentrarci ancora meglio e ancora più in profondità negli aspetti che reggono la vita dei cittadini sardi in relazione al bene acqua, ma è anche vero che questa legge interviene su settori delicatissimi che pongono a rischio il sistema dei rapporti istituzionali che governano la gestione del bene acqua. Questa legge interviene su cosa deve fare oggi la Regione sarda nel controllare l'attività di una società che opera in regime in house providing, oggi però, perché oggi c'è una produzione giuridica che è cambiata, oggi c'è una produzione giurisprudenziale che è diversa da quella del 2006, ma anche del 2008, ed è giusto che quella legge di riferimento vada tarata. La legge che oggi stiamo discutendo dà delle risposte formidabili alle istanze di tutta la Sardegna, consegnando un sistema che sarà certamente più armonico e meno litigioso nei rapporti tra istituzioni chiamate al governo del bene collettivo, un rapporto regolato da norme dove la Regione rispondendo a delle istanze sociali fa un passo indietro, riconsegnando alle nostre comunità la titolarità. Io vedo questi passaggi come dei passaggi epocali, importanti, fondamentali che non è giusto annacquare in un contesto di litigiosità, puntando l'indice accusatore verso chi non è parte di questo processo legislativo che è Abbanoa. Diamo il merito a questo Consiglio, a questa maggioranza di essersi posto un problema, e di aver fatto un piccolo passo nella rivisitazione di un sistema che andava rivisitato, non è un approdo, è un cammino che si sta facendo, proprio nella direzione di restituire alle nostre comunità quella titolarità che molti dei colleghi hanno lamentato essere assente fino a ieri, ma da domani non sarà più così. Penso che sia una legge né bella, né brutta, ma certamente

sarà una legge utile, molto più utile di ciò che abbiamo trovato e di ciò che mi auguro andremo a modificare.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore dei lavori pubblici.

BALZARINI EDOARDO, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Presidente, un saluto all'Aula. Sono state dette delle cose importanti che attengono un bene comune in quest'Aula. Si è parlato di aspetti che toccano i nostri fabbisogni, l'emotività e la qualità dei servizi ed è difficile disconoscere l'importanza di questi argomenti, quando sono stati posti anche con veemenza, però occorre fare uno sforzo, lo sforzo di capire che ci troviamo nel tempio dell'organo legislativo, del livello più elevato, che ha competenze di volare molto alto, cioè di distinguere quelli che sono i problemi, benché possono essere origine di riflessioni, più pratici, da quelli che sono a livello più alto e che governano la risoluzione di questi ultimi. Nell'ultimo intervento si è toccato proprio questo aspetto, a cui mi rifaccio. Il compito di questo consesso è quello di legiferare, di fare buone leggi e di migliorare quelle esistenti, qua ci troviamo proprio in questa situazione. Partiamo dal quadro legislativo esistente, sappiamo essere la legge 4 del 2015, che istituiva un ente di governo come frutto di un obbligo della Regione di dotarsi di una legge che recepisse i contenuti di un decreto legislativo nazionale, il numero 152. Cosa significa? Significa che in quel momento la Regione era priva di un quadro legislativo adeguato. Questo quadro legislativo, non dimentichiamolo, ha consentito di superare una situazione di centralità che si perpetrava da anni, l'ambito territoriale in quel momento operante era commissariato da anni, non dimentichiamo questo fatto. Quindi con questo primo passaggio legislativo già si se consentito di andare verso una gestione condivisa da parte degli enti locali e dalla Regione, perché l'ente che si è creato prevedeva proprio questo, una conduzione proprio sulla base dei principi di sussidiarietà e di avvicinamento agli enti locali, una conduzione condivisa. Il Comitato Istituzionale d'ambito era ed è attualmente costituito da dieci Comuni e da un rappresentante regionale, quindi pensate alla presenza della Regione estremamente ridotta. Perché qua stiamo riformando il sistema con questo disegno di legge, lo stiamo migliorando, su che base? Sulla base di una serie di criticità che si sono rivelate importanti in questi ultimi due anni, alcune messe in evidenza dall'intervento dell'ANAC, altre da (una è stata richiamata anche in quest'Aula) una conflittualità che si è sviluppata all'interno del sistema, che è un dato reale. Ma proprio le osservazioni critiche che ho sentito poc'anzi mi spingono a dire con forza che questo disegno di legge è una risposta proprio a queste criticità che si sono rivelate. Oggi il sistema funziona con difficoltà nei rapporti tra gestore e l'ente d'ambito, questo è un dato di fatto, ma proprio sulla base di queste considerazioni che sono proposte delle modifiche migliorative di questo sistema, che cercherò di ricordare e di riassumere brevemente, partendo proprio da quest'ultimo punto: conflittualità legate a una certa indeterminazione dell'attuale organismo. E' stato definito un ente atipico, perché c'è una presenza dell' amministrazione regionale? No, perché non era chiaro quali erano le norme di riferimento. Ebbene, con questo disegno di legge viene chiarito che si fa riferimento alla 267, questo è un ente governato dalla legislazione sugli enti locali, è stata chiarita la presenza della Regione, la Regione partecipa anche alla dotazione del fondo unico (una misura limitata al 20 per cento, cosa che ora non era). Sono state definite, ad esempio, quali sono le funzioni della Regione che prima si limitava a una semplice e fugace possibilità di nomina di un commissario ad acta, oggi le funzioni sono più pregnanti, ma non come Regione che fa parte dell'ente d'ambito, ma come Regione, come organismo sovraordinato che deve intervenire ogni qualvolta il conflitto istituzionale tra due soggetti come oggi registriamo paralizza il sistema, questo non è più consentito, siamo i primi a vederlo e a volerlo superare questo aspetto, è questo che vogliamo condividere, la possibilità che due entità come un gestore e un ente preposto al controllo del gestore non possano paralizzare un sistema senza che la Regione, come ente istituzionale, osservi senza poter operare, oggi non può operare. Il disegno di legge va in questa direzione, tiene conto di un'esigenza primaria di governo di un sistema che è ineluttabile, se il sistema non funziona deve intervenire l'ente sovraordinato, questo dicono gli ordinamenti della nostra Costituzione e dell'ordinamento generale degli enti pubblici, è un problema che cerchiamo di risolvere con questo disegno di legge, migliorare il rapporto del sistema, è un dato di fatto che il sistema debba essere migliorato che non funzioni, è chiaro che questo disegno di legge non entra nelle problematiche più basse, quelle che attengono a uno slaccio, alla qualità di un servizio che deve garantire un gestore, ma interviene in modo tale da garantire l'intervento di chi ha titolo, che è un ente che fa capo alle amministrazioni comunali. Questo fatto deve essere molto chiaro perché questo principio che ho sentito anche stamattina nell'intervento di qualche sindaco, andiamo verso una centralizzazione, è esattamente l'opposto, questo disegno di legge si rivolge verso una democratizzazione della partecipazione dei comuni, è sintomatico, le modalità di elezione che vengono introdotte per la prima volta degli organi di governo dell'ente di governo dell'ambito. I comuni sono eletti per l'elezione diretta in modo proporzionale per scrutinio di lista dalle assemblee territoriali, quindi avviciniamo maggiormente nella maniera in cui ci è consentito, in modo più democratico, la possibilità che i rappresentanti dell'entità comunale sia presente nell'ente di governo. Ancora un'osservazione, ho sentito negli interventi relativamente alla criticità sollevate dall'ANAC. Ricordo, ma la cosa è abbastanza risaputa, che oggi l'esistenza di Abbanoa è consentita e risanata dal punto di vista finanziario da una partecipazione della Regione che ha profuso finanziamenti all'interno del sistema del gestore grazie a un piano di ristrutturazione approvato dall'Unione europea, è in virtù di questo che le quote capitali di Regione all'interno di Abbanoa sono arrivate alle soglie attuali e hanno determinato l'osservazione critica dell'ANAC. Ma ricordo a tutti che la stessa ANAC, con una sigla diversa, anni scorsi aveva esaminato la legittimità dell'affidamento quando la Regione era presente in quota pari al 17 per cento, in fruizione del conferimento dell'ente sardo acquedotti fognature, perché il servizio si è creato dalla fusione di quattro soggetti gestori: GOVOSSAI, SIM, SIINOS ed ESAF e sa bene la quota patrimoniale dell'ente regionale ha confluito quel 17 per cento iniziale, quel 17 per cento iniziale è stato ritenuto dall'ANAC di allora assolutamente una presenza legittima nell'affidamento del servizio, affidamento del servizio che è assolutamente conforme ai principi nazionali ed internazionali, l'affidamento in house così com'è configurato attualmente nei confronti di una SPA. Ebbene, sottolineare anche questo perché questo ci dicono tutti gli approfondimenti legali svolti, dicevo questa modalità di affidamento alla società partecipata dalla Regione, giudicata a suo tempo legittimamente viene oggi riportata in quella dimensione percentuale, proprio sulla base di quell'esperienza e con riferimento anche all'attuale quadro legislativo nazionale, decreto legislativo numero 50 che prevede addirittura la possibilità di una partecipazione di un privato nella misura del 20 per cento, oggi stiamo dicendo che parteciperà la Regione e al 20 per cento in misura assolutamente minoritaria, è tale da non incidere, da non avere una presenza e una posizione assolutamente dominante in quelle che saranno le scelte da parte dell'ente di governo e ovviamente dell'assemblea degli azionisti. Un ultimo riferimento alla composizione e alle modalità del controllo analogo, il controllo analogo sappiamo che ha seguito il suo percorso nella legislazione europea e in quella italiana, è una forma di controllo che deve esistere per consentire una forma di affidamento ad una società partecipata dalla società che esercita i propri servizi esclusivamente verso l'affidante e questa modalità ci è stato rilevato dall'ANAC, deve essere migliorata deve essere potenziata, ebbene il disegno di legge va proprio in questa direzione, quando si parla di Commissione per il controllo analogo non si fa altro che rispondere alla richiesta dell'ANAC di potenziare questa funzione. Come? Dedicando una quota di risorse intellettuali dei comuni a questa finalità, oggi viene svolto dal Comitato istituzionale d'ambito e per quella che è la mia esperienza personale viene svolta in maniera limitata e non sufficiente perché distratta da tutti i temi a cui deve essere coinvolto il Comitato istituzionale d'ambito, stiamo prevedendo una struttura dedicata a questa attività, ovviamente costituita dagli stessi comuni e gli stessi sindaci che sono presenti nel Comitato di gestione d'ambito, come presenza istituzionale, non le stesse persone. Quindi aggiungiamo alla presenza del Comitato istituzionale d'ambito costituita dai dieci sindaci, rappresentanti dei vari settori, dei vari gruppi di comuni per caratteristiche e popolazione, un'apposita commissione formata anch'essa da sindaci, sindaci soci del gestore ma anche questi facenti parte dell'ambito che ovviamente possono dedicarsi più intensamente e più in maniera più proficua a questa attività.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.

Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli.

Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Presidente, diciamo che l'assessore Balzarini invece di chiarire i dubbi li ha acuiti, ha annodato ulteriormente quei fili che noi cercavamo di tessere per riportare questo disegno di legge verso una sua credibilità minima e verso una sua coerenza con il sistema della giurisprudenza europea ma anche della giurisprudenza italiana. Debbo riconoscere che l'assessore Balzarini non ha paura di fare affermazioni forti, anzi fortissime. Da Assessore tecnico riesce ad interpretare il ruolo di Assessore politico con una grande abilità, e laddove ci racconta che stiamo migliorando il sistema con questo disegno di legge l'assessore Balzarini tocca veramente l'apice del sofisma politico o amministrativo di governo. Ci racconta pure che il disegno di legge è una risposta alle criticità rilevate. assessore Balzarini, è evidente che questo disegno di legge non è e non può essere una risposta, mi dispiace che l'Assessore non possa ascoltare perché è impegnato al telefono comunque non può essere una risposta alle criticità rilevate per un motivo molto semplice: perché le criticità rilevate sono ben altre, senza andare a cercare l'Antitrust, lasciamo perdere antitrust, l'ANAC, l'anticorruzione dice in modo che non si presta ad equivoci interpretativi che non occorre potenziare il controllo analogo, ma occorre cedere la totalità, la totalità delle azioni ai comuni, uno. Due, occorre trasferire i poteri di controllo ad EGAS, tre occorre trasferire ad EGAS i poteri assoluti indiscutibili di nomina dei vertici dell'ente, è questo che dice la sentenza o meglio il deliberato dell'ANAC. E ancora, l'Assessore ci racconta che con questo disegno di legge si applica il Testo unico sugli Enti locali il "267", ma appunto per questo se voi prevedete giustamente e correttamente che si applichi in materia finanziaria il Testo unico sugli Enti locali a maggior ragione occorre eliminare l'intersoggettività, occorre eliminare il soggetto Abbanoa distante dal soggetto…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Antonio Solinas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SOLINAS ANTONIO (PD). Velocemente per esprimere il voto favorevole naturalmente, ma per riprendere anche il discorso che ha fatto il collega Tedde. Io spesso non riesco a seguirlo, stasera ho seguito attentamente però non ho capito dove ha letto le cose che ci ha detto, perché nella legge sono scritte cose diverse, questo disegno di legge è stato fatto in accordo con l'ufficio legislativo dell'Amministrazione regionale, in risposta proprio alle osservazioni dell'ENAC, e quindi collega Tedde io credo che sia opportuno valutare al meglio la posizione che lei sta tenendo stasera su questa cosa, perché credo che sia una proposta di legge che migliori certamente, magari non risolve tutti i problemi, ma certamente migliora l'attività del sistema idrico in Sardegna.

Su Abbanoa è vero che in Sardegna è facile trovare persone che dicono che Abbanoa funziona male, è difficile trovare persone che dicono che Abbanoa funzioni bene, molto probabilmente più per disinformazione, oppure perché magari l'attività che Abbanoa, e che il manager di Abbanoa, ha svolto in questi anni, ha portato anche a porre in campo attività che hanno portato a costringere molti cittadini, che sino ad allora non avevano mai pagato l'acqua, per esempio, può darsi che l'abbiano fatto nel modo sbagliato, però l'hanno fatto e credo che i risultati economici, che Abbanoa ha raggiunto in questi anni, lo dimostrano. Detto questo però volevo comunicare all'Aula che avevamo già deciso per questi giorni di convocare Abbanoa in Commissione, non è stato possibile perché siamo entrati in discussione di questo disegno di legge, e poi inizia, domani o dopodomani, la legge di stabilità, però non appena terminata la legge di stabilità Abbanoa sarà chiamata a discutere con la Commissione, se sarà necessario anche per più di un giorno, sull'attività, sull'organizzazione soprattutto che sta dando al servizio idrico in Sardegna e anche sulla presenza nei vari territori. Informerò la data di questa seduta tutti i Capigruppo perché credo che sia opportuno che anche i Capigruppo partecipino a una discussione del genere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Per esprimere il voto di astensione che confermo, con quello che è avvenuto in Commissione, ma semplicemente per dare un segnale di disponibilità a trattare l'argomento e, Assessore, devo dirle che è vero noi siamo in un alveo legislativo ma questo Consiglio ha anche il potere di indirizzo e di controllo. Quindi, ci consenta di fare quel controllo e ci consenta soprattutto di evidenziare quando una norma, di norme se ne fanno tante, se un sistema non funziona e le norme che hanno retto il sistema vengono meno, non hanno funzionato, bisogna avere il coraggio, soprattutto quando si trattano argomenti di beni primari, come l'acqua, di fare un passo indietro, di fermarsi, approfondire e valutare. Ma, ripeto, da parte nostra nessuna intenzione di bloccare la riforma, ci avete creduto e noi ci siamo astenuti quando è stata approvata la legge 4, non vi nascondo che abbiamo sperato che potesse essere migliorato il rapporto fra gestore e l'organo di indirizzo e controllo, credo che questo non sia avvenuto e sinceramente, Assessore, i problemi sul controllo analogo rimangono. Domani andremo nello specifico ad evidenziare le parti che riteniamo essere sempre incriminate, però ci auguriamo davvero che si possa cambiare qualcosa. Non ne siamo assolutamente convinti viste le premesse, però sicuramente il nostro voto di astensione è in quella direzione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Antonio Gaia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

GAIA ANTONIO (Cristiano Popolari Socialisti). Anticipo che esprimerò il mio voto favorevole, chiaramente con la speranza che vengano approvati gli emendamenti che io assieme ad altri colleghi abbiamo proposto, in difetto è chiaro che la proposta di legge così come è non rispetta assolutamente quelli che sono i dettami della delibera dell'ANAC e mi dispiace dissentire da quanto ha poc'anzi testé detto sia l'Assessore, che il collega Congiu, ma ci si dimentica che Abbanoa, che piaccia o no, essendo un affidamento in house è parte integrante della legge, non può non essere parte integrante della legge, non foss'altro perché Egas, titolare di diritto, ha deciso di auto-prodursi il servizio. Se poi vogliamo chiarire anche cosa vuol dire auto-prodursi il servizio, lo possiamo anche fare. Egas e Abbanoa sono lo stesso soggetto nella sostanza, sono solo formalmente soggetti diversi, trattasi nel caso specifico di delegazione inter-organica. Ripeto e ribadisco, è un fatto talmente eccezionale che sembra facile ma evidentemente molti non lo vogliono capire, e tengo ancora a precisare che l'affidamento in house non è legiferato, non esiste una legge, né nazionale né internazionale. L'affidamento in house, quale eccezione, è un'elaborazione della giurisprudenza e la giurisprudenza, per quanto mi riguarda, dal 2006 ad oggi non si è modificata, anzi dal 99, perché la prima sentenza che ha elaborato l'affidamento in house è la sentenza Tecal. E fino ad oggi la Corte di Giustizia, tutti i TAR nazionali, e il Consiglio di Stato si sono affinati da questo punto di vista, ma non hanno mai cambiato l'orientamento, che è molto stringente. E il controllo analogo è semplicemente la nomina, ripeto e ribadisco, degli organi del soggetto gestore, facevo un esempio prima: Igea è una società in house, ecco lì è veramente applicato correttamente l'affidamento in house, lì è applicato correttamente. La non applicabilità dell'affidamento in house, tengo a precisare, la ricapitalizzazione è un fatto gravissimo, qualora veramente l'anticorruzione inizi a bacchettarci. Io mi appello al buon senso di tutti, affinché veramente si metta mano e si porti nei giusti binari questo affidamento e la gestione, che ripeto e ribadisco, non stiamo proprio parlando di soggetti diversi, ma dello stesso soggetto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli del disegno di legge numero 459/A.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio approva).

Comunico che la quinta Commissione è convocata alle ore 18 e la quarta Commissione è convocata alle ore 18 e 45.

Il Consiglio è convocato domani alle ore 10.

La seduta è tolta alle ore 18 e 05.