Seduta n.262 del 28/11/2017 

CCLXII Seduta

Martedì 28 novembre 2017

(POMERIDIANA)

Presidenza del Presidente GIANFRANCO GANAU

La seduta è aperta alle ore 16 e 46.

FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 14 novembre 2017 (258), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Augusto Cherchi, Roberto Deriu, Gavino Manca, Giorgio Oppi, Giuseppino Pinna e Emilio Usula hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 28 novembre 2017.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Discussione e approvazione del disegno di legge: "Risarcimento dei danni causati da mammiferi protetti (delfini). Abrogazione del comma 3 dell'articolo 11 della legge regionale 9 marzo 2015, n. 5 (legge finanziaria 2015)". (457/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 457 della Giunta regionale: "Risarcimento dei danni causati da mammiferi protetti (delfini). Abrogazione del comma 3 dell'articolo 11 della legge regionale 9 marzo 2015, n. 5 (legge finanziaria 2015)".

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Luigi Lotto, relatore di maggioranza.

LOTTO LUIGI (PD), relatore di maggioranza. Grazie, Presidente. Questo disegno di legge si è reso necessario nel momento in cui, con finanziaria 2015, sono stati stanziati 100 mila euro l'anno, difficili per i successivi anni 2015, 16 e 17, di cui due annualità già messe a disposizione di LAORE, ma non è stato possibile la loro utilizzazione per problematiche legate a norme comunitarie e attinenza della normativa vigente con le norme stesse. Si è reso quindi necessario costruire una norma che consentisse innanzitutto di poter spendere le somme già disponibili, in sintonia con la normativa europea, e in secondo luogo creare anche le condizioni perché eventuali altri fondi, sempre per lo stesso motivo, cioè per indennizzare pescatori che hanno avuto danni da mammiferi, delfini, creare quindi le condizioni di una maggior utilizzazione di eventuali altri fondi disponibili dal FEAMP. La norma è arrivata in Commissione, è stata approvata dalla stessa e l'ha inviata alla Commissione terza, in Commissione terza sono sorte delle valutazioni sull'opportunità di alcune modalità di espressione del tema da parte della proposta della Giunta, per cui si sono, a seguito di interlocuzioni tra i vari uffici della Commissione tre, della Commissione 5 e dello stesso Assessorato, si è trovata una soluzione che consente di non abrogare la norma vigente, ma integrarla in maniera tale che possa essere utilizzata secondo le normative europee. Altro non c'è granché da dire, è una legge di 4 articoli che non merita altre considerazioni. E' importante che venga approvata per ristorare i pescatori dai danni che subiscono. Faccio solo una considerazione sull'argomento, ricordando a questo Consiglio che sarà opportuno nelle prossime settimane, nei prossimi mesi affrontare anche i temi legati ai danni che gli agricoltori e i pastori nei compendi degli stagni subiscono, questi ultimi dai cormorani e gli agricoltori da cinghiali, cornacchie e altro genere di fauna selvatica, perché la situazione sta diventando particolarmente critica e sentita da parte degli operatori economici. Sappiamo che le norme non sono soltanto di carattere regionale ma anche nazionale, però sappiamo anche che noi dobbiamo far di tutto, coinvolgendo gli Assessorati competenti, agricoltura e ambiente, affinché si creino le condizioni perché gli interessi legittimi dei nostri operatori economici dell'agricoltura e della pesca vengano salvaguardati al massimo. Avremo occasione comunque di riparlarne. Grazie

PRESIDENTE. Ricordo che i consiglieri che intendono prendere la parola devono iscriversi non oltre la conclusione del primo intervento.

E' iscritto a parlare il consigliere Piermario Manca. Ne ha facoltà.

MANCA PIERMARIO (Partito dei Sardi). Grazie, Presidente. Assessore, debbo riconoscere che è stato molto bravo a portare questa norma, che è condivisibile, condivisibile da tutto, dove finalmente riusciamo a porre rimedio a delle somme che comunque dal 2015 a oggi non erano state impegnate. Viene incontro lei, Assessore, alla politica e come al solito è la politica che pone delle pezze sul malfunzionamento delle strutture. Mi permetta di dire questo, Assessore, perché vede, il caso vero che emerge da questa legge che cos'è? È il fatto che dal 2015-2016, siamo a fine 2017, e solo dopo il suo intervento, rientra in Aula con una proposta di legge per poter spendere questi soldi. Assessore, io le ricordo che tutta l'impalcatura su cui si regge questa proposta di legge, che lei ha fatto benissimo, io concordo su tutto, poteva essere fatta molto prima perché, se lei mi permette, questi soldi (100.000 più 100.000) erano relativi alla legge finanziaria esitata a marzo, il 9 marzo del 2015 e 2016. Detto stanziamento è stato trasferito ad Argea. Per due anni e mezzo quindi la struttura non è riuscita ad intervenire e interveniamo noi di soccorso. Mi permetta di constatare, Assessore, che questo si poteva fare molto prima perché le leggi menzionate all'interno di questa proposta di legge e tutti i regolamenti comunitari sono del 2014-2015, quindi a maggior ragione dovevamo intervenire prima. Non è possibile che nel 2017 ci siano dei ritardi che arrivano quasi a tre anni. Io credo che fosse doveroso da parte della struttura far presente questo, non dico nel 2017, forse all'inizio del 2016. Questo cosa sta a significare? Che molte volte noi non abbiamo la consapevolezza di quello che invece ha bisogno il cittadino e abbisogna giornalmente perché se noi abbiamo proposto una legge a inizio legislatura per risarcire dai danni non è possibile che ci sia un excursus temporale per arrivare a definire la possibilità di dare soldi di circa tre anni. Allora io le chiedo, Assessore, va bene tutto questo, va bene che la politica venga in soccorso anche alle strutture, ma non possiamo continuare così perché domani ci saranno nuovi casi come questi, come ce ne sono stati degli altri casi in precedenza. Io mi chiedo: ma quali sono poi i veri contrasti che abbiamo per emarginare queste situazioni e combattere la cattiva burocrazia? Questa è la domanda che dobbiamo porci, perché noi in realtà salviamo sempre le situazioni, oggi salviamo una situazione, ma domani questa situazione si ripete, Assessore. Quindi vorrei sapere da lei se ci sono delle colpe, se queste colpe sono state scandagliate, se ci sono dei responsabili. Non dico di tagliare la testa di nessuno, ma troviamo delle soluzioni perché non ci siano più in futuro queste situazioni.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Presidente, finalmente con questa legge cerchiamo di venire incontro a una categoria molto importante dell'economia della Sardegna qual è il settore ittico. Una categoria che in realtà è un po' la Cenerentola delle categorie produttive della nostra Sardegna. Il fatto che il Consiglio regionale, la quinta Commissione si sia voluta occupare di questo argomento è perché in qualche modo si vuole porre rimedio a questo gap, questa differenza di trattamento che si ha nei confronti del settore ittico. Questa legge in Commissione l'abbiamo votata tutti con un voto unanime perché crediamo che sia giusto porre rimedio, siamo convinti soprattutto che serva per cercare di spendere quelle risorse da destinare a un settore così importante, però è anche vero che stiamo parlando di 200.000 euro diviso per 2000 armatori, cioè 2000 pescherecci che ci sono in Sardegna, significa 100 euro a peschereccio. 100 euro probabilmente non paga neanche il pieno per quella giornata di pesca, oltre che non paga ovviamente le reti per quello che potrebbe essere il danno. È ovvio e sono consapevole che non tutti i 2000 pescherecci che tutti i giorni vanno a lavoro in Sardegna potranno subire questo danno, però ci deve comunque richiamare l'attenzione che 200.000 euro è una cifra simbolica, una cifra che in realtà ci troviamo già in eredità, una cifra non spesa, una cifra che da tre anni giace nelle nostre casse, però è anche vero che in occasione della finanziaria dobbiamo cercare di essere più incisivi, di trovare quelle risorse che in qualche modo vadano a soddisfare un settore così importante. Quindi da parte mia e del nostro Gruppo, mi sono già espresso in Commissione, ci sarà il voto favorevole.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Luca Pizzuto in qualità di Capogruppo. Ne ha facoltà.

PIZZUTO LUCA (SDP). Presidente, per dare il massimo sostegno a questa legge che arriva dopo due emendamenti che il mio Gruppo politico ha fatto almeno due anni fa in finanziaria a sostegno dei pescatori sulla gestione del fenomeno che riguarda i delfini. Per chi se lo ricorda noi avevamo già stanziato in finanziaria due anni fa 100.000 euro perché il problema era già ampiamente stato segnalato e siamo molto contenti del fatto che ora si arrivi a una legge che finalmente consente di spendere questi soldi perché prima non era possibile farlo. Ma c'è un altro emendamento approvato in finanziaria, Assessore (aspettiamo venga disciplinato da una delibera di Giunta o da un regolamento), che metteva nelle condizioni i pescatori di poter trasformare quello che oggi viene visto come un problema, cioè il delfino, in una opportunità economica, cioè fare in modo che il pescatore nelle stagioni estive possa essere anche l'accompagnatore di famiglie e di bambini che vogliono conoscere, vedere, toccare delfini in mare e quindi la formulazione di una forma finalizzata a questo molto soft, molto easy di pescaturismo che non implichi chissà quali imbarcazioni, ma che implica anche la possibilità per piccoli nuclei familiari di poter fare questa esperienza. Esiste una norma già da due anni, speriamo che venga attuata.

L'altro elemento che noi vogliamo cercare di sottolineare è che finalmente si fa una legge che presta attenzione a un settore che è bistrattato dalla politica e dalle istituzioni, anche dalla nostra Regione purtroppo, che è il mondo dei pescatori. Nella pancia della Regione Sardegna ci sono progetti molto importanti al ripopolamento a mare dell'aragosta, del riccio e del polpo che aspettano di essere rifinanziati e speriamo che questo possa accadere il più presto possibile, ma nel mondo esistono esperienze molto avanzate e molto importanti di ripopolamento a mare biologico ed ecologico che possono metterci nelle condizioni di trasformare il mare in una risorsa iperproduttiva, rinvigorendolo e ridandogli forza e vita, per cui noi speriamo che questo sia un primo atto che dimostra una grande sensibilità da parte dell'Assessore, che ringraziamo, ma che possa mettere in campo altri strumenti perché la pesca può e deve diventare un volano di sviluppo ecosostenibile per la nostra isola e per la nostra realtà.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pierfranco Zanchetta. Ne ha facoltà.

ZANCHETTA PIERFRANCO (Cristiano Popolari Socialisti). Presidente, "malo tiempo, malo guadagno" dicono i pescatori ponzesi, ma sono arrivati da noi, sono ormai sardi e quindi questa frase usata dai pescatori è una frase che ricorre anche nel linguaggio di tutti i pescatori sardi. Sul provvedimento che noi stiamo andando a votare e per il quale esprimiamo già in anticipo il voto favorevolissimo nulla da eccepire se non le risorse ancora insufficienti. Io vorrei far osservare, così come credo l'Assessore ben sa, che i danni che provocano i delfini alla pesca la provocano soprattutto a quella pesca non invasiva, alla piccola pesca, perché io ho sentito parlare prima di pescherecci ma io parlerei più di piccole paranze, di barche da pesca che fanno pesca selettiva, cioè molto importante per la qualità del prodotto in Sardegna e i delfini fanno danni a quelle reti e a quel pescato sottraendo poi dal mercato risorse importanti ai pescatori e anche agli acquirenti. Questo lo dico perché dovremmo veramente provvedere, Assessore, a trovare risorse più importanti per il ristoro di chi subisce danni. Ma detto questo riprendo un po' rapidissimamente un ragionamento già fatto anche con lei e che abbiamo cercato di affrontare anche con molti colleghi, quello di istituire un vero e proprio dipartimento della pesca, una direzione generale che possa occuparsi realmente di un settore strategico importante per la nostra Regione, noi lo abbiamo trascurato più volte, ma oggi anche per le condizioni di mercato e del favore che gode la Sardegna con il mercato turistico, il nostro prodotto è un prodotto di eccellenza che dobbiamo seguire con attenzione soprattutto sostenendo i pescatori. Su questo io credo che lei Assessore abbia già assunto un impegno ma vorrei che a conclusione di questa legislatura e anche del suo mandato si possa provvedere alla creazione di un dipartimento apposito che si occupi di pesca e che interloquisca più approfonditamente con l'Europa e con le regioni che sono nostre antagoniste e competitor perché noi lasciamo spazi a chi viene qui a pescare sottraendo prodotto di altissima qualità e impedendo ai nostri di poter lavorare.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Io credo che sia opportuno che l'Assessore sappia due o tre cose, cose che probabilmente a noi sfuggono perché non ci siamo addentro tutti i giorni. E che la prima, l'Assessorato dell'agricoltura non cura un settore particolare che è quello della pesca che gli è stato aggiunto. Il settore pesca è tenuto in piedi ma neanche da una decina di operatori, tra cui qualcuno che fa la stanga e che riguarda non tanto la liquidazione che queste fanno tramite le agenzie, e Dio ne scampi e liberi delle agenzie, qualcuno ha paura quando apro la bocca io, ma sappiamo bene come ne penso delle agenzie che andrebbero riformate tutte, proprio cancellate qualcuna e portate dentro l'Assessorato come ARGEA, come (…) di direzione generale. Ma questo della pesca che riguarda una variegata tipologia di pesca, lo dico sempre, l'Italia ha l'80 per cento di zone umide d'Europa, la Sardegna ha l'80 per cento di zone umide d'Italia. Stiamo attenti, tutte le zone umide che abbiamo hanno particolarità di pesca e danno delle opportunità a degli operatori della pesca e quando noi diciamo che ci sono operatori della pesca in laguna e operatori della pesca a mare e in altura facciamo delle differenziazioni, qualcuna la faceva il maddalenino poco fa. Ora il problema è che non abbiamo più messo finanziamenti per poter avere una flottiglia peschereccia adeguata a quelli che sono gli standard. Ci hanno superato da sempre, anche per la pesca del corallo i ponzesi, ma la marineria campana e la marineria siciliana che vengono dentro le acque territoriali addirittura della Sardegna a piè di costa a praticare qualunque tipo di pesca. Ora dobbiamo quindi avere attenzione per questo settore perché vanno rinforzate le marinerie, vanno rimesse a punto le lagune che non hanno neanche più la capacità di ossigenarsi né di avere l'acqua marina in commistione con quella pluviale se ci fosse anche abbondanza di piogge, serve comunque un dragaggio, è necessario ricostituire l'insieme areale di tutte queste zone umide della Sardegna. Cosa c'entra questo con i delfini? Beh, io a fianco ai delfini metto un altro tipo di animale che certamente non è tranquillo e sereno nei confronti dei pescatori e del pescato e parlerei dei cormorani che si mangiano 800 grammi ciascuno al giorno di pesce, 800 grammi ciascuno di pesce e per migliaia che sono nessuno opera e fa niente. Che i delfini, non c'è dubbio, vadano anche a toccare quelle che sono le reti buttate a mare, lo sappiamo e soprattutto raggiungono i branchi di pesci che saturano perché nella pesca che viene portata, loro trovano dove soddisfarsi e mangiare abbondantemente. E certo che tocca fortemente la paranza perché son pesci di qualità e danno indubbiamente un reddito ai pescatori. Ora tutto questo insieme di cose che non si può esaurire in cinque minuti qui, va indubbiamente portato a trovare una soluzione sia legislativa adeguando la normativa vigente, ma soprattutto strutturale e politica di gestione organizzativa dell'Assessorato cosa che non è mai avvenuta. Quando io per esempio ho delle persone che vanno a pesca non con le bombole ma con l'ossigeno che riescono a recuperare, sì certo in apnea, ma volevo far capire che l'estensione polmonare a volte non è tale che consenta, allora il problema è che c'è una signora che si permette di dire che sono da darsi solo dieci all'anno di autorizzazioni e si danno poi le altre a seconda che arrivi e si recuperi qualcuno che lascia. Non so chi ha fatto questi conteggi, non so chi decide che deve essere così e non stiamo parlando di ricci soltanto, attenzione, anche se interessa per gran parte i ricci. Ora io dico, c'è gente che vive di queste cose e quando noi cerchiamo di dare un sostegno, un aiuto e questa proposta di legge, questa che abbiamo in discussione è un aiuto diretto o indiretto se vogliamo al reddito dei pescatori ed è una cosa giustissima, inequivocabile, però dobbiamo anche cominciare a ragionare in termini di serietà e prospettare in avanti quello che è il paradiso che magari l'amico di Carbonia-Iglesias Luca Pizzuto portava avanti dicendo: "Questo è il nuovo paradiso dove riusciamo a coniugare che il delfino può essere amico del pescatore e trovare soluzioni diverse." Tutto può essere, l'unica cosa che non posso capire è come riusciremo mai a far riemergere un mare pescoso quando non investiamo nel mare pescoso, quando non si fa la piscicoltura, quando non si fanno più esperienze. C'è stata un'esperienza fatta estremamente interessante per esempio sui gamberi e poi è stata fatta anche per quel che riguarda le ostriche, però poi non è che si sia espanso questo ragionamento, fu inizialmente fatto nella costa occidentale di Cagliari e poi nella costa orientale di Cagliari, ma è rimasta lì senza (…). Ma piscicoltura effettiva non se n'è mai fatta, si fa in Grecia e volete che vi dica una cosa, il 75 per cento del pesce che si mangia in Sardegna, vergogna, è provenienza estera cioè viene dalla Grecia dove viene allevato e quindi qui portato a pagare quei costi e quei benefici e noi, poveracci i greci ne hanno anche ragione per come sono state trattati, ma io non parlo della Grecia in sé, parlo delle negligenze che una classe politica sarda e italiana non ha mai supplito nel trovare costruzioni a mare che diano piscicoltura, acquacoltura, e che si possa iniziare a fare una serie di innovazioni che diano anche reddito e redditività a un settore quale la pesca, di cui ci si ricorda solo quando c'è qualcuno che viene a chiedere qualche danaro per chiudere il problema dei delfini. Non è così che si fa politica, non è così che si amministra, non è così che si pensa al futuro e alle nuove generazioni.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Gianfranco Congiu. Ne ha facoltà.

CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). Presidente, condivido parola per parola quanto ha detto Pier Mario Manca a proposito della difficoltà di spesa. Ricordo, assessore Caria, non è la prima volta che tocchiamo questo tema, che nel 2016 proponemmo a quest'Aula, e fu votata all'unanimità, la mozione numero 232, che era finalizzata ad alzare il velo della consapevolezza su il livello di sofferenza che c'è nel settore pesca e sul livello di inefficienza della macchina amministrativa, che non è tarata per sostenere lo sforzo del pescatore, dell'impresa ittica, perché abbiamo delle macchine amministrative, ci metto anche le agenzie, che sono tarate sull' agro pastorizia. Bene, con quella mozione noi chiedemmo che si avviasse quel processo di separazione in due tronconi, in due direzioni generali, in due strutture, affinché una fosse dedicata alla pesca e l'altra fosse dedicata alla zootecnia. Dico questo per una ragione molto semplice, purtroppo le imprese della pesca, il settore ittico in generale, sembrano essere nel complessivo disagio dell'agricoltura figli di un Dio addirittura minore. Essere figli di un Dio minore in economia si traduce in quello che viene chiamato indice di impoverimento, rispetto al fattore di riferimento, rispetto al comparto di riferimento. Pesca si riferisce alla zootecnia, ha un indice di impoverimento elevatissimo, e per contro abbiamo dei potenziali di crescita economica enormi dietro la pesca. Allora che questa sia l'occasione per squarciare il velo, non solo per elargire risorse, o meglio consentire che vengano spese le risorse di 3 anni fa, ma che sia un momento di consapevolezza collettiva questo, affinché quando si parla di settore ittico si accende un faro, una lampadina, si mettano a correre le migliori risorse, si mettano in campo le migliori pratiche, perché questo è un settore che da tanto, che può dare ancora tanto, e che ahimè è desolatamente abbandonato.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.

CARIA PIER LUIGI, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Grazie. Sicuramente tutti gli interventi hanno in comune la questione proprio della struttura dell'Assessorato dedicata all'attività della pesca. E, così come è stato detto, in una Regione che rappresenta la terza marineria a livello nazionale, la seconda per piccole imbarcazioni, noi abbiamo solo dieci persone più o meno dedicate a questa attività, tra l'altro siamo anche un'isola. Quindi è di tutta evidenza che sicuramente da un punto di vista organizzativo bisogna ritornarci, ma questo vale anche per l'Assessorato dell'agricoltura in generale, che oggi si regge su 92 persone, se togliamo le categorie A e B il numero degli operatori sono circa 50, chi scrive bandi sono 15/18 persone, e abbiamo un informatico solo. Quindi abbiamo una macchina che è sottodimensionata per quello che è il momento e per quello che sono le attività che deve svolgere l'Assessorato dell'agricoltura. Per cui sicuramente è un tema sul quale io sto lavorando già da qualche mese con l'Assessore al personale, sul quale dovremmo ritornare per forza perché bisogna, come dire, aggiustare qualcosa. La pesca ha peraltro risorse, nella precedente programmazione c'erano 15 milioni, ne sono stati spesi 6 e restituiti 9. In questa programmazione ci sono 36 milioni di fondi del FEAMP, abbiamo fatto dalla dall'inizio dell'anno ad oggi 25 bandi, impegnando circa 24 milioni dei 36 milioni, proprio per cercare di accelerare la spesa e per cercare di spenderle tutte le risorse possibili, individuando anche dei bandi innovativi, e anche dei bandi che vanno ad incidere su quelle che sono prospettive occupazionali, perché nel settore della pesca anche l'età media degli operatori è addirittura più alta rispetto al settore dell'agricoltura. E quindi per favorire un ricambio generazionale abbiamo messo in piedi due bandi, che consentono ai giovani fino a trent'anni di essere imbarcati per 24 mesi, con un finanziamento anche importante che è di circa 40.000 euro in 24 mesi. E anche per quelli che hanno fino a quarant'anni consentirgli di acquistare un'imbarcazione, con un finanziamento a fondo perduto pari al 25 per cento, su una spesa massima di 75.000 euro. Quindi l'attenzione da parte diciamo della Giunta c'è tutta rispetto a questo comparto, per le ragioni che avete evidenziato anche voi nei vostri interventi. Dietro c'è un comparto importante, c'è una prospettiva economica importante e fondamentale per la nostra Regione. Quindi da parte mia c'è stata e continua a esserci tutta l'attenzione, con i limiti che abbiamo in termini numerici. Venendo alla norma, la norma è stata varata perché c'è sì questo ritardo nella spesa, ma che è un ritardo determinato anche dal dubbio normativo nell'applicazione della misura che era stata decisa con il finanziamento regionale, e quindi con questa legge qua andiamo a metterci in un quadro normativo più semplice e più agevole, che ci consente al contempo da una parte di utilizzare le risorse 15, 16 e 17, i 100.000 euro all'anno stanziati nelle varie finanziarie, ma dall'altra parte anche di poter concorrere all'utilizzo delle risorse del FEAMP, con la misura 1.40 proprio dedicata a questo tipo di attività. E parlando in termini proprio di risorse e di operatori noi stimiamo che potrebbero arrivare da quella misura la una cifra intorno a un milione e 8, 2 milioni, quindi che andrebbero aggiunti a questi 300.000 euro. Quindi ci consentiranno di dare un'attuazione concreta in un tempo veloce, in un quadro normativo più sicuro rispetto al tema aiuti di Stato, che conosciamo bene in termini di criticità e di problematiche, e quindi abbiamo proposto questi tre articoli proprio per risolvere questa problematica. Quant'altre considerazioni, le autorizzazioni alla pesca sono per pescatori professionisti, con l'utilizzo del respiratore, quindi delle bombole, non alla pesca in apnea, e sono 189, sono sostanzialmente contingentate.

Semmai ci stiamo ponendo un altro tema, per quella che è la situazione attuale. Abbiamo fatto delle attività, avete visto per esempio per quanto riguarda la pesca del riccio che attività stiamo portando avanti. Abbiamo condiviso con gli operatori in un tema delicato e difficile un nuovo regolamento per la pesca che ha ridimensionato il periodo di pesca, ha ridimensionato le ore della pesca, ha ridimensionato i quantitativi del pescato, ma questo siamo riusciti a farlo perché c'è stata altrettanta consapevolezza da parte degli operatori che se non si fa un intervento oggi, se parliamo di riccio, tra qualche anno non ne possiamo neanche più parlare perché non ne troveremo più. Nel contempo stiamo mettendo in campo delle azioni, anche oggi abbiamo fatto una delibera di Giunta, che ha portato da 45 a 145 mila le risorse dedicate, proprio per fare uno studio scientifico anche sul tema riccio, o otturie, che stanno andando ad essere quasi difficili da recuperare, da reperire, per poter consentire un ripopolamento e quindi anche dare una prospettiva di lungo periodo ai nostri pescatori. Le licenze sono contingentate, lo stato dell'arte oggi prevede che se uno lascia la licenza c'è una graduatoria che risale tra l'altro a molti anni, e fino ad ora si è rispettata. C'è una valutazione che si deve fare, ma non l'abbiamo ancora né fatta e neanche determinata sull'opportunità o meno di continuare a scorrere quella graduatoria, addirittura di ridurre la quantità, perché siamo anche l'unica Regione che consente la pesca con le bombole, e quindi con un certo tipo di approccio. Nel contempo abbiamo preso e stiamo mettendo in campo tutta una serie di strumenti volti ad eliminare fenomeni di abusivismo, o una pesca indiscriminata fuori dai periodi della pesca, o addirittura in momenti della riproduzione, e stiamo lavorando con l'Università per favorire la ripopolazione del riccio in questo caso, ma questo vale e lo faremo per quanto riguarda l'aragosta, lo stiamo facendo anche per il corallo, in termini di analisi e di studio. Con chi lo stiamo facendo? Con le Università per la parte di tipo scientifico, ma principalmente con gli operatori che stanno sul campo e che quindi nell'entrare in acqua hanno una visione più concreta di quello che è effettivamente lo stato dell'arte. Sul tema cormorani ci stiamo lavorando, ma c'è un problema che riguarda anche le questioni di tipo ambientale, però a breve anche su questo stiamo cercando di sollecitare il Ministero perché ci siano anche degli interventi un po' più specifici per risolvere quel tipo di problematica che diventa pressante ed importante, con il coinvolgimento di parecchi operatori del comparto. Penso di aver più o meno risposto a tutte le considerazioni, per cui la norma consente sostanzialmente di utilizzare i 300 mila euro stanziati nella finanziaria e poi di poter usare la misura 1.40, quindi i fondi del FEAP appositamente dedicati per questo tipo di intervento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Crisponi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Grazie Presidente, oltre che per dichiarare il voto favorevole, anche per richiamare un aspetto che è stato sottolineato in corso di audizioni in seno alla Quinta Commissione. Uno degli elementi molto interessanti che è stato portato all'attenzione dei colleghi commissari è stato proprio quello da parte dei pescatori che sono stati auditi, hanno rappresentato criticità non da poco relativamente alla pesca illegale sui nostri mari. Allora approfitto della sua presenza, Assessore, e mi spiace non sia presente la sua collega, l'Assessore all'ambiente, perché la domanda andava posta proprio a lei. Quando lei parla, Assessore Caria, solamente di dieci persone che operano nel comparto pesca del suo assessorato, si dimentica anche che c'è un altro comparto molto importante che segue queste attività, seppur con attività di contrasto, e mi riferisco al Corpo forestale della Sardegna. Le dieci BLON, che sono le basi logistico operative navali del Corpo forestale della Regione, fanno un'attività di contrasto e mi piacerebbe conoscere qual è la reportistica sulle attività. La segnalazione che è giunta proprio in sede di audizione era proprio quella della devastazione che avveniva proprio nel comparto pesca, in modo specifico per attività di grosse imbarcazioni che arrivano da zone che sono naturalmente non riferibili al perimetro costiero regionale, quindi alle marinerie sarde ma, soprattutto, ad attività di grosse barche, grossi pescherecci che soprattutto operano sui nostri fondali maldestramente e in attività che stanno letteralmente devastando i nostri fondali. Allora volevo capire, Assessore, se c'è una reportistica utile anche alla valutazione che può essere messa a disposizione dei colleghi in Aula, su ciò che significa contrasto effettivo da parte delle dieci BLON del Corpo forestale della Sardegna e soprattutto se questa attività di contrasto hanno protetto in qualche modo i nostri fondali e soprattutto hanno protetto anche la piccola marineria della Sardegna, altrimenti devono confrontarsi con dei mostri che arrivano da fuori perimetro regionale e, soprattutto, distruggono quell'habitat e quei fondali che invece sono devastati dalla presenza di queste imbarcazioni così importanti e così grosse che stanno mettendo a repentaglio, non solo la vita della fauna e la flora marina ma soprattutto le attività di pesca legittime che sono esercitate dalla marineria della Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Fasolino per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FASOLINO GIUSEPPE (FI). Grazie Presidente, per esprimere sicuramente il mio voto favorevole ma per fare alcune considerazioni, forse questa è l'occasione per portare avanti alcune riflessioni su questo comparto dove, Assessore, comunque non c'è un vero progetto, bisognerebbe cercare di capire che cosa e in che direzione andare. Questo è un comparto fondamentale, lo stanziamento di oggi è uno stanziamento che sicuramente non è sufficiente. Il problema dei delfini sulla piccola pesca - come ha detto chi mi ha preceduto, se non sbaglio "il maddalenino" come l'ha chiamato Dedoni - perché è quella che più di tutti viene colpita dal problema dei delfini e vi dico che, da figlio di pescatori, da persona che durante il periodo degli studi faceva questo tipo di mestiere, vi posso assicurare che è veramente deprimente uscire in mare alle due di notte, recarsi sulle reti e trovare tutte le reti distrutte dai delfini, e non è soltanto un danno relativo alla mancanza di pesce, quindi al fatto che quella è una giornata che è andata a vuoto, ma è un danno materiale che il pescatore subisce perché quelle reti non potranno più, nella maggior parte dei casi, essere riutilizzate, quindi è un vero problema. Ma io dico che, Assessore, questa può essere una grande opportunità. La pesca, noi che cerchiamo sbocchi economici, che cerchiamo opportunità lavorative per i giovani, ecco, la pesca può essere una grande opportunità perché c'è un grande mercato, c'è una grande possibilità, è che nessuno ha mai investito perché? Perché anche il pescatore sardo, che è figlio di quel pescatore ponzese che è arrivato qui in Sardegna, non ha la cultura del rinnovamento della pesca e quindi lui pensa solo a uscire a mare e a pescare, non pensa a come potrebbe evolversi il suo mestiere, a come si potrebbe evolvere quel settore. Quindi noi dobbiamo lavorare per quello, perché alle nuove generazioni, a quelle generazioni che magari non sanno che cosa potrebbero fare non gli possiamo dare una grande opportunità. Vanno anche difesi, basti pensare, Assessore, alle quote per il tonno, noi siamo la Regione che ha meno quote e le quote della Regione vengono prese da altre regioni, le quote della Regione Sardegna, proprio perché non c'è…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Grazie signor Presidente, anch'io voterò a favore di questo provvedimento, però qualche brevissima riflessione credo sia necessario farla, noi siamo qui in quest'Aula per porre una pezza a una legge sbagliata, questo lo dobbiamo ammettere, ce lo dobbiamo dire senza infingimenti, dobbiamo guardarci allo specchio e con senso di responsabilità dire che è necessario correggere una legge sbagliata, una legge sbagliata che è stata paralizzata nella sua attuazione, e oggi ripartiamo con due anni di ritardo, due anni di ritardo! E nel momento in cui ripartiamo dobbiamo pensare a risarcire ulteriori danni perché quei danni lì, quelli vecchi, sono troppo vecchi, sì verranno risarciti, ma ce ne sono altri nel frattempo, ce ne saranno altri! L'errore è stato compiuto ed è stato commesso da qualcuno. Ora, così come diceva qualche collega della maggioranza, a me non interessa oggi, in questa sede, indicare ed individuare i responsabili. Di sicuro debbo ammettere che il responsabile non può essere l'assessore Caria, credo che sia indubitabile questo, però ci sono dei responsabili, ci sono dei soggetti che hanno sbagliato, nel momento in cui noi arriviamo qui in Aula per correggere la legge vuol dire che la legge è sbagliata e qualcuno ha sbagliato facendo la proposta, qualcuno ha sbagliato valutando tecnicamente la proposta. Ma, oltre a queste considerazioni, io rifaccio alcune considerazioni che ho fatto in quinta Commissione cioè, va bene questo pannicello caldo, va bene, va bene se ristoriamo parzialmente i pescatori danneggiati, ma è un pannicello caldo di dimensioni infime, minuscole. Io son convinto e credo che anche voi, e anche lei Assessore, credo sia convinto che sulla pesca occorra agire ed intervenire in modo organico, con una proposta che ricomprenda tutte le fattispecie, in modo organico in modo raziocinante. Qui invece ci troviamo a inseguire i problemi che poi vengono affrontati male e allora dobbiamo seguire chi ha affrontato male i problemi e dobbiamo mettere le pezze. Invece una volta che abbiamo un paradigma all'interno del quale ci mettiamo tutti i contenuti in un corpo unico, tutti i contenuti normativi che debbono disciplinare questa materia, poi credo che le correzioni ci saranno ugualmente, ma saranno di ben altro livello, avremo una prospettiva, avremo un orizzonte, oggi non abbiamo un orizzonte assessore, oggi non abbiamo disegnato un orizzonte per la pesca, abbiamo disegnato un pannicello caldo insufficiente.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.

Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 1, al quale non sono stati presentati degli emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo:

Articolo 1

Risarcimento dei danni causati da mammiferi protetti (delfini)

1. In conformità all'articolo 25 del Regolamento (UE) n. 1388/2014 della Commissione, del 16 dicembre 2014, che dichiara compatibili con il mercato interno, in applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, alcune categorie di aiuti a favore delle imprese attive nel settore della produzione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti della pesca e dell'acquacoltura, è autorizzato il risarcimento dei danni alle catture degli operatori del settore ittico causati da mammiferi protetti (delfìni).

2. L'aiuto è attivato secondo le modalità previste per la misura 1.40 ("Protezione e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi marini e dei regimi di compensazione nell'ambito di attività di pesca sostenibili", art. 40, par.T, lett. h) del Reg. (UE) n. 508/2014), del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP).).

Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 1, lo metto in votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

L'articolo 2 è soppresso, passiamo all'esame dell'articolo 3, al quale non sono stati presentati degli emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo:

Articolo 3

Norma finanziaria

1. Lo stanziamento previsto in competenza 2017 sul capitolo SC06.1386 - UPB S06.05.002 - CdR 00.06.01.09, e le somme già impegnate sugli stanziamenti del Bilancio 2015 e 2016 sono destinate all'erogazione degli aiuti di cui all'articolo 1.).

Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 3, lo metto in votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 3.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 4, al quale non sono stati presentati degli emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo:

Articolo 4

Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore il giorno della sua pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione autonoma della Sardegna (Buras).).

Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 4, lo metto in votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 4.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo alla votazione finale del provvedimento.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 457/A.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

La mozione 373 con richiesta al Presidente della Regione affinché riferisca sull'esito dell'incontro del 9 novembre 2017 col Presidente del Consiglio dei Ministri sulla vertenza accertamenti, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio, è rinviata ad altra data per dare la possibilità di concludere le interlocuzioni in corso.

Discussione della richiesta di istituzione di Commissione d'inchiesta sulla presenza dell'amianto in Sardegna - conseguenze e ripercussioni sulla salute dei lavoratori. (Comm. di inchiesta n. 5)

PRESIDENTE. Passiamo all'ultimo punto all'ordine del giorno, Commissione d'inchiesta numero 5 sulla presenza dell'amianto in Sardegna.

E' iscritto a parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Dedicherò davvero poco tempo, non perché l'argomento sia di scarsa rilevanza, anzi, ma perché ritengo che, sulla base delle interlocuzioni avute in Aula e soprattutto all'esito degli incontri con le associazioni interessate al problema, mi pare che vi sia una condivisione trasversale sull'argomento, e dunque, laddove c'è unità di intenti e soprattutto di obiettivi, è inutile che mi attardi a spiegare il contenuto di questa richiesta, salvo evidenziare che c'è necessità che in Sardegna si conoscano le cause, gli effetti e soprattutto la pericolosità che l'asbesto per gli esseri umani, per i nostri conterranei ha rappresentato, e soprattutto per mettere in evidenza anche l'entità dell'inquinamento che è stato già verificato dall'ARPAS a seguito dei piani di bonifica eseguiti dalle ASL ad Ottana ed Assemini, e quindi capire che incidenza abbia avuto sui lavoratori. Questa Commissione è soprattutto finalizzata a verificare le effettive disponibilità tecniche nelle dotazioni organiche delle strutture pubbliche del sistema amministrativo e sanitario regionale preposte alle attività ispettive per un efficace monitoraggio dell'amianto ancora presente in Sardegna, e anche, quindi, la necessità che si apprestino misure adeguate per il conseguente smaltimento. E quindi ecco perché ritengo che questa possa essere una occasione per quest'Aula e per coloro che faranno parte della Commissione per dare un ulteriore supporto di conoscenza, di verifica e quindi fare qualcosa di utile e andare incontro soprattutto a quelle associazioni e a quei tanti cittadini sardi che aspettano da anni una qualche risposta su molti interrogativi che sono ancora rimasti insoluti. E mi pare che possa essere - e concludo - un utile lavoro quello che la politica finalmente se ne occupi e che, una volta tanto, preceda anche il lavoro della magistratura.

PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Daniela Forma. Ne ha facoltà.

FORMA DANIELA (PD). Io ringrazio i colleghi che hanno fatto richiesta di apposita Commissione d'inchiesta su un tema che ritengo meritevole dell'attenzione di quest'Aula e che riguarda, appunto, le problematiche ambientali, sanitarie, di lavoro anche, legate alla presenza della fibra killer, dell'amianto, in particolare sul posto di lavoro, e anche con particolare attenzione ad alcune vicende che hanno purtroppo interessato in negativo tanti lavoratori sardi, in particolare i lavoratori del polo industriale chimico di Ottana, i lavoratori della Montefibre Spa di Enichem, a cui per decenni è stato negato il riconoscimento delle tutele per le esposizioni ultradecennali all'amianto, quelle previste dalla legge 257 del 1992. In merito io vorrei anche ricordare il lavoro che è stato fatto dai nostri parlamentari sardi durante i lavori sulla legge di stabilità nazionale del 2017.

I colleghi hanno anche individuato perbene una delle ragioni per la quale tanti diritti sono stati negati ai lavoratori sardi rispetto ad altri lavoratori di altre regioni italiane che hanno prestato il loro lavoro in ambienti di lavoro pressoché similari, ed hanno chiamato in causa il lavoro di accertamento del rischio fatto dall'INAIL in Sardegna e quella famigerata relazione Contarp che non ha consentito il rilascio della certificazione di esposizione all'amianto che avrebbe consentito ai lavoratori che ho richiamato l'accesso ai diritti loro spettanti, consentendo anche di evitare una lunga battaglia che ha reso ancora più amaro il dolore di tanti lavoratori colpiti da patologie asbesto-correlate e dei loro familiari.

Lo scorso fine settimana si è tenuta in Piemonte a Casale Monferrato la terza Conferenza nazionale dell'amianto dove è proprio emersa la necessità di uniformare a livello nazionale le misure ambientali, sanitarie e di lavoro laddove vi sia acclarata presenza di amianto, grande è infatti l'attesa per l'approvazione del Piano Nazionale dell'amianto e anche di un riordino organico di tutta la normativa nazionale e regionale in materia. E bene peraltro ha fatto in quella occasione la nostra assessora Donatella Spano, l'assessore dell'ambiente, che ha richiamato l'attenzione del Governo nazionale su alcune realtà in Sardegna come quelle di Ottana e di Oristano, che hanno la necessità di finanziamenti specifici, ad hoc, ai fini delle bonifiche, nonostante non rientrino nell'elenco dei SIN, dei siti di interesse nazionale. E allora noi chiediamo le bonifiche in queste aree, se non si riesce ad inserire Ottana e Oristano nell'elenco dei SIN si lavori per ottenere finanziamenti nazionali ed europei ad hoc, ma nel frattempo però non si abbassi la guardia e non si abbandoni quella strada. Ora, parlavo di necessità di uniformità dei provvedimenti, per quanto riguarda la sorveglianza sanitaria degli ex esposti qui in Sardegna abbiamo fatto tanto negli ultimi anni, abbiamo fatto tanto anche in questa legislatura, e tanto ancora dobbiamo fare perché non si può su queste tematiche così sensibili abbassare la guardia. Io ricordo la legge numero 22 del 2005, che ha previsto che l'amministrazione regionale appunto si faccia carico delle spese necessarie per sottoporre gli ex esposti alla sorveglianza sanitaria per la prevenzione delle patologie connesse, peraltro nel 2010 è stato approvato il protocollo di sorveglianza sanitario, ed era molto forte e sentita da noi l'urgenza di aggiornare tale piano e di rendere la sua applicazione uniforme su tutto il territorio regionale, cosa che è stata fatta grazie all'avvio dei lavori del tavolo tecnico dell'amianto e all'approvazione del nuovo piano di sorveglianza sanitaria che è stato approvato dalla Giunta regionale nel giugno del 2017. La scorsa settimana io ho avuto modo di fare un po' il punto con i tecnici dell'Assessorato della sanità, anche perché mi pervenivano lamentele di lavoratori che si presentavano agli Spresal sperando di poter beneficiare dei nuovi controlli presenti nel nuovo piano e invece non riuscivano ad avere quelle specifiche visite. E quindi ho rilevato come per rendere pienamente operativo il nuovo protocollo di sorveglianza sanitaria manchi ancora la terza linea di indirizzo che contiene aspetti organizzativi. Quindi l'auspicio è che in queste settimane si chiuda anche il lavoro su questo punto di modo che gli ex esposti possano accedere anche ai nuovi esami previsti dal nuovo piano di sorveglianza sanitaria, infatti risulta fondamentale la tempestività nell'inizio delle terapie laddove si rilevi l'insorgenza di patologie asbesto-correlate. Concludendo, io sono pienamente convinta che dobbiamo continuare ad attenzionare queste tematiche e quindi anticipo il mio voto favorevole all'istituzione della Commissione d'inchiesta sull'amianto.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gianmario Tendas. Ne ha facoltà.

TENDAS GIANMARIO (PD). Solo per riallacciarmi alle cose che sono state evidenziate dagli interventi che mi hanno preceduto, in modo particolare sull'opportunità evidenziata dal Capogruppo di Forza Italia, l'onorevole Pittalis, in merito alla necessità e opportunità di creare questa Commissione, che credo che possa fungere da pungolo rispetto a una situazione che purtroppo in Sardegna registra ed evidenzia una situazione di difficoltà oggettiva. Poco fa la collega Forma faceva riferimento alla terza Conferenza governativa nazionale sull'amianto, che si è svolta a Casale Monferrato, e alla quale peraltro era presente il nostro Assessore dell'ambiente, nel corso della quale si è manifestata una situazione che vede la Sardegna rispetto ad altre realtà della penisola in una situazione di sofferenza. Di sofferenza perché? Perché formalmente, dopo l'approvazione della legge numero 257 del '92, che è la legge quadro che serve a gestire tutte le problematiche sia di carattere ambientale, ma anche sanitario, relative all'amianto, sono stati predisposti altri decreti legislativi, e io mi riferisco in modo particolare al decreto legislativo numero 22 del '97, laddove ci sono i criteri per i quali vengono riconosciuti i cosiddetti SIN, che sono i siti di interesse nazionale. Adesso, che cosa è successo? Che mentre ci sono alcune realtà, non ultima quella di Casale Monferrato, che sono riconosciute come SIN, ci sono aree del nostro territorio regionale, e fra questi cito anche quelli presenti nell'oristanese, ovvero l'ex Eternit, che si trovava nel porto industriale di Oristano, e la CEMA di Marrubiu, che pur essendo dei siti produttivi che peraltro facevano riferimento agli stessi proprietari che avevano le strutture produttive ad esempio a Casale Monferrato, ci troviamo in una situazione di disparità attraverso la quale alcuni, quelli della penisola vengono riconosciuti come SIN, con tutti i benefici anche in termini di trasferimento di risorse economiche, altri che invece, tipo i due che citavo nell'oristanese, ovverosia l'ex Eternit, Sardit di Oristano e la CEMA di Marrubiu, che non sono riconosciuti. Mentre in termini di impegno, da tempo si dice che anche questi siti produttivi verranno riconosciuti, sta di fatto che al momento attuale questo riconoscimento non c'è stato, con tutto ciò che ne consegue, non ultimo il problema del trasferimento delle risorse economiche. Io volevo leggerlo questo aspetto, almeno l'articolo che riguarda proprio il riconoscimento del SIN, del sito di interesse nazionale, laddove sembra che ci siano tutti i presupposti perché le ex strutture produttive presenti non solo nell'oristanese, ma anche ad Ottana, vengano di fatto riconosciute, perché dice che i siti contaminati nazionali sono aree nelle quali in seguito ad attività umane svolte o in corso è stata accertata un'alterazione delle caratteristiche qualitative dei terreni, delle acque superficiali e sotterranee, e nello specifico comprendono aree industriali dismesse che la fattispecie che riguarda sia l'oristanese che Ottana, aree industriali in corso di riconversione, aree industriali in attività, siti interessati da attività produttive estrattive di amianto, cosa che nella fattispecie sono presenti. Quindi a una lettura superficiale, ma anche dall'esito del convegno che c'è stato a Casale Monferrato sembrerebbe che i nostri siti interessati da questi processi produttivi dispongano dei requisiti e delle caratteristiche per essere riconosciuti come SIN. Io al riguardo avevo predisposto poco prima di Ferragosto un'interrogazione urgente all'Assessore dell'ambiente proprio perché su queste tematiche pare ci siano tutte le condizioni per stimolare e riconoscere ciò che di fatto ci debba essere riconosciuto come sacrosanto diritto. Per cui credo che l'idea di istituire questa Commissione sia un'idea che merita il sostegno e il supporto, e da parte mia c'è tutto, perché credo che possa fungere da stimolo e fare in modo che ci sia questa giusta rivendicazione, e che i siti che sono stati interessati da questi processi produttivi siano riconosciuti al pari delle altre realtà che hanno avuto lo stesso identico riconoscimento a livello d'Italia peninsulare.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Luigi Crisponi. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Le vicende che riguardano le aree industriali della Sardegna con lavorazioni che hanno purtroppo, ahinoi, portato criticità, se non addirittura morte in quelle aree, proprio con la lavorazione di elementi particolarmente aggressivi, trielina, benzene, para-xilene, ci impongono di fare una scelta univoca, e quindi nella sottoscrizione, nell'adesione e spero anche nell'accettazione dell'istituzione di una Commissione d'inchiesta consiliare, così come sottoscritta dai proponenti. Ma ricordo anche ai colleghi d'Aula che nell'ottobre del 2017 altri fatti riguardanti silenziosamente l'aggressione da parte dell'amianto alla salute di lavoratori si sono riscontrati proprio attraverso notizie stampa. Mi piace ricordare che una mia interrogazione specifica per le vicende che hanno riguardato il Provveditorato agli Studi di Nuoro ha dimostrato che purtroppo ben 11 casi sono stati registrati per la presenza di amianto in quella sede, quindi ancora una volta nel silenzio delle Istituzioni, ma anche nel silenzio di questa aggressiva e purtroppo straordinariamente efficace in termini negativi attività silenziosa e malefica dell'asbesto, presente addirittura in uffici pubblici che mai sono stati sanificati, bonificati, ma soprattutto, ahinoi, controllati in modo efficace, perché solo dall'attenzione di uno degli ultimi rappresentanti responsabili per la sicurezza si è potuto accertare che sì, in quel luogo dove già vi erano state dal 2005 ben cinque morti e sei attacchi di tumori rarissimi al sangue, al cervello, al polmone, avevano mostrato che era impensabile che circa il 40 per cento delle persone che in quella sede lavoravano potessero essere state colpite in un così breve lasso di tempo. Allora ciò sta a significare che una distrazione sotto questo profilo, proprio in ambienti pubblici, che dovrebbero avere una tutela maggiore, proprio per un controllo maggiore, ma soprattutto anche per una capacità e una qualità degli interventi atti ad individuare se vi fossero presenze o particelle di asbesto nella costruzione, che è stata poi guarda caso in quell'ufficio pubblico riscontrata proprio nella pavimentazione di linoleum, e che è stata poi sigillata ma beffardamente lasciando gli stessi lavoratori esposti nei piani superiori di quegli uffici pubblici, allora dimostra che sia assolutamente necessario intervenire con rapidità, con urgenza, e creare condizioni in cui, con un accordo con le autorità sanitarie dell'Isola, si possano individuare tutti gli uffici pubblici della Sardegna, per capire se quelle sedi possano essere ancora oggetto di una contaminazione pericolosissima che riguarda la salute dei lavoratori, e soprattutto una salute che deve essere salvaguardata e protetta davanti ad una situazione così aggressiva, che è ancora più pericolosa. Ed ecco, cari colleghi, la motivazione per la quale abbiamo non solo sottoscritto, ma caldeggiamo decisamente un voto a favore, perché questa richiesta di istituzione di commissione consiliare possa trovare l'adesione e soprattutto il voto favorevole da parte dell'Aula consiliare quest'oggi.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Penso che sia un tema assolutamente importante e quindi, dal punto di vista della Giunta, il parere è assolutamente favorevole a procedere.

PRESIDENTE. Grazie. È stato presentato l'ordine del giorno numero 1 firmato dai Capigruppo.

Metto in votazione l'ordine del giorno. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

La seduta è tolta, il Consiglio è convocato martedì alle ore 10 e 30 in seduta congiunta con il Consiglio delle autonomie, e proseguirà poi il pomeriggio in seduta ordinaria.

La seduta è tolta alle ore 17 e 56.