Seduta n.260 del 21/11/2017 

CCLX Seduta

Martedì 21 novembre 2017

Presidenza del Presidente Gianfranco GANAU

La seduta è aperta alle ore 16 e 26.

FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta del 24 ottobre 2017 (256), che è approvato.

Congedo

PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Gaetano Ledda ha chiesto congedo per la seduta del 21 novembre 2017.

Poiché non vi sono opposizioni, il congedo si intende accordato.

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Marcello Orrù, Paolo Truzzu, Gennaro Fuoco e Mariano Contu, con nota del 17 novembre 2017, hanno costituito il nuovo Gruppo consiliare denominato "Sardegna".

Il nuovo Gruppo ha eletto Presidente l'onorevole Marcello Orrù e Vicepresidente l'onorevole Paolo Truzzu.

Comunico che l'Ufficio di Presidenza, nella seduta odierna, ha dichiarato decaduto dalla carica di Segretario del Consiglio l'onorevole Marcello Orrù poiché, secondo quanto stabilito dall'articolo 4, comma 4, del Regolamento interno, sono venute meno le condizioni che ne hanno giustificato l'elezione.

Risposta scritta a interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle interrogazioni numero 162, 238, 605, 628, 693, 786, 806, 843, 942, 1002, 1103, 1127, 1139, 1148, 1155, 1188, 1199, 1202, 1213, 1221, 1222, 1226, 1264, 1279, 1286 (in data 16 novembre 2017).

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria. Sono state presentate le interrogazioni numero 1303, 1304, 1305, 1306, 1307, 1308, 1309, 1310, 1311, 1312.

Annunzio di mozioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria. Sono state presentate le mozioni numero 370, 371, 373.

Continuazione della discussione del testo unificato: "Modifiche alla legge statutaria 12 novembre 2013, n. 1 (Legge statutaria elettorale ai sensi dell'articolo 15 dello Statuto speciale per la Sardegna)". (2-5-9/STAT/A) della proposta di legge Busia - Desini - Pinna Rossella - Forma - Cherchi Augusto - Manca Pier Mario - Cocco Daniele Secondo - Lai - Pizzuto - Zedda Paolo Flavio - Usula: "Modifiche della legge regionale statutaria 12 novembre 2013, n. 1 (Legge statutaria elettorale ai sensi dell'articolo 15 dello Statuto speciale per la Sardegna)" (2/STAT), della proposta di legge Congiu - Busia - Cherchi Augusto - Desini - Manca Pier Mario - Unali: "Modifiche della legge regionale statutaria 12 novembre 2013, n. 1 (Legge statutaria elettorale ai sensi dell'articolo 15 dello Statuto speciale per la Sardegna)" (5/STAT) e della proposta di legge Dedoni - Cossa - Crisponi: "Modifiche alla legge statutaria 12 novembre 2013, n. 1 (Legge statutaria elettorale ai sensi dell'articolo 15 dello Statuto speciale per la Sardegna)" (9/STAT)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione del Testo unificato n. 2-5-9/STAT/A.

Dobbiamo procedere alla votazione del passaggio all'esame degli articoli.

Ha domandato di parlare il consigliere Marcello Orrù. Ne ha facoltà.

ORRU' MARCELLO (Sardegna). Sull'ordine dei lavori, solo per chiedere

chiedere il voto a scrutinio segreto.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli del testo unificato 2-5-9/STAT/A.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 1, al quale sono stati presentati degli emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1:

Articolo 1

Modifiche all'articolo 4 della legge regionale statutaria n. 1 del 2013

(Liste circoscrizionali)

1. Dopo il comma 4 dell'articolo 4 della legge regionale statutaria 12 novembre 2013, n. 1 (Legge statutaria elettorale ai sensi dell'articolo 15 dello Statuto speciale per la Sardegna), è inserito il seguente:
"4 bis. Nel caso di lista circoscrizionale con due soli candidati, devono essere rappresentati entrambi i generi, a pena di inammissibilità.").

Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere Francesco Agus, relatore di maggioranza.

AGUS FRANCESCO (Gruppo Misto), relatore di maggioranza. Il parere è contrario sull'emendamento numero 1; sull'emendamento numero 8 ci si rimette all'Aula, così come sull'emendamento numero 7: la seduta è stata sospesa per trovare una sintesi in Commissione, in assenza di questo ci si rimette all'Aula. Ci si rimette all'Aula anche sull'emendamento numero 9.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.

PIGLIARU FRANCESCO (PD), Presidente della Regione. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Apro la discussione sull'articolo 1 e sui relativi emendamenti.

E' iscritto a parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Intervengo per esprimere il voto contrario all'emendamento soppressivo dell'articolo 1 e anche per esprimere, debbo dire, una certa soddisfazione che il dibattito possa avvenire palesemente e alla luce del sole. Noi l'abbiamo detto chiaramente che su una materia come questa il confronto deve essere franco; ci sono ragioni, e rispettiamo anche le ragioni di chi è e contrario alla doppia preferenza di genere, ma riteniamo che ormai la Sardegna sia il fanalino di coda rispetto alla realtà di tutte le altre Regioni italiane, ed è un principio anche di democrazia introdurre questo principio, che riteniamo debba essere però ulteriormente valorizzato con la parità di genere al momento della predisposizione delle liste. Per noi questo è un punto importante e qualificante perché in questo modo si raggiunge veramente, e si tutela e si assicura, il rispetto della parità di genere a 360 gradi.

Io penso che votare questo provvedimento non significhi creare delle riserve indiane a favore di qualcuno, significa consentire la maggiore partecipazione anche delle donne in politica nelle nostre istituzioni, e mi pare che questo sia un esercizio pieno di democrazia che sosterremo fino in fondo, quindi ecco la ragione per la quale non esprimiamo voto contrario nei confronti dell'emendamento soppressivo all'articolo 1.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Gianfranco Congiu. Ne ha facoltà.

CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). Sull'articolo 1, sia per intervenire sul testo dell'articolo, Presidente, sia per annunciare, ma lo declinerò poi nel momento in cui mi competerà, annunciare un emendamento orale sull'emendamento numero 7 ed esattamente al 3 bis punto a), ma verrà il momento in cui il Presidente chiamerà la discussione sull'emendamento a quel punto lo articolerò.

Mi limito semplicemente a intervenire sull'articolo 1 dove viene recepita una proposta di legge, dove il sottoscritto era primo firmatario, per affrontare un caso che è il caso di un micro collegio, penso che sia unico in Italia, a due sole candidature. Qualunque sia l'esito di questa discussione io francamente auspico che possa essere una discussione ed una votazione conforme all'introduzione nel nostro ordinamento del principio della doppia preferenza di genere, rimarrà sempre una macchia, se non adeguatamente disciplinata, di un micro collegio a due candidature dove, sfuggendo alla regola della divisione per terzi, si potrebbero annidare delle sperequazioni e delle disarmonie del sistema. Perché se non si disciplinasse la parità nei due colleghi, nelle due circoscrizioni con due candidature non è escluso il fatto che un genere in questo caso possa prevalere sull'altro. E francamente in un contesto legislativo dove ci stiamo preoccupando di assicurare, di rimuovere gli ostacoli per l'accesso alle cariche istituzionali, renderle paritari per entrambi i generi. Conservare un vulnus di democraticità mi sembra francamente troppo. Questo è il testo dell'articolo 1 esitato dalla Commissione ed è su questo testo francamente che noi ci saremmo voluti concentrare sul testo esitato dalla Commissione, per restituire al lavoro politico che è stato fatto dalla prima Commissione il merito e il rango che le aspetta per aver esitato una proposta di legge coerente con gli approfondimenti che si sono succeduti nel corso di due lunghi faticosi anni e per affrontare il tema nella sua complessità secondo la disciplina delineata nella proposta di legge di sintesi oggi in discussione.

Noi siamo per portare avanti quel testo coordinato, noi siamo per introdurre nell'ordinamento il principio della doppia preferenza. Prendo anche atto che vi sono degli emendamenti soppressivi, modificativi dell'impostazione e annuncio su uno di questi, l'emendamento numero 7, un emendamento orale che sottoporrò all'Aula quando mi competerà, grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Pier Mario Manca. Ne ha facoltà.

MANCA PIER MARIO (Partito dei Sardi). Grazie Presidente, mi allineo a quanto riportato dal mio Capogruppo, nel senso che noi già la volta scorsa ci siamo espressi chiaramente dicendo che comunque avremmo preferito portare avanti una discussione sul testo così come era uscito dalla Commissione. Ma siamo andati oltre, siamo andati oltre e ci sono state una serie di emendamenti; anche io ritengo che l'emendamento numero 1 non ha da essere neanche commentato in quanto credo che sia un segno di civiltà dare l'opportunità a tutti, in particolare in questo caso alle donne, di partecipare alla vita politica. Ma visto che il Presidente della Commissione rimette all'Aula gli emendamenti numero 7 e 8 credo che sia giusto partire e perorare un po' la causa di questi due emendamenti.

Abbiamo già detto che non siamo d'accordo, avevamo un'altra linea politica, comunque rispetto all'emendamento numero 7 abbiamo proposto un emendamento, l'emendamento numero 8. L'emendamento numero 8 tende a semplificare la scrittura dell'emendamento sostitutivo totale numero 1, in particolare nella scrittura si riporta che tutte le liste debbano essere comunque sempre composte da un numero di candidati pari, quindi tutti quelle Circoscrizioni che hanno un numero dispari che sono a 3 vanno a 4 chi è a 5 va a 6, chi è a 7, va 8, chi è a 11 va a 12 e via dicendo. Questo per poter garantire che ci sia un'esatta rappresentanza all'interno delle liste di tipo maschile e di tipo femminile, ma allo stesso tempo abbiamo detto che questo tipo di discorso, proprio perché siamo in democrazia, parte dal numero 3. Cosa sta a significare che parte dal numero 3, è vero che esiste il caso dell'Ogliastra esiste un caso particolare, come ha detto il consigliere Congiu, non possiamo giustificare tutto perché se dovessimo passare da 2 a 4 stiamo raddoppiando esattamente la lista. Questo andrebbe quindi a sconvolgere, stravolgere il significato poi di resti e quant'altro. Io sto perorando la causa visto che ci siamo rimessi all'Aula. Cosa sta a significare questo quindi, che con l'emendamento numero 8 andiamo a semplificare la scrittura dell'emendamento sostitutivo numero 7, chiariamo esattamente come vanno comunque essere costituiti all'interno dei Collegi quindi le rappresentanze, che saranno sempre in numero pari, con un'unica eccezione chi è sotto il numero 3 rimane con quel numero, grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SDP). Grazie Presidente, arriviamo in ritardo di quattro anni a questo voto e con questo voto non stiamo risolvendo il problema di genere nella nostra Isola, ma stiamo facendo un grande balzo avanti per poterlo risolvere. Siamo molto contenti oggi di poter dire sì a questa legge, di poter dire sì anche ai due emendamenti che sono stati lasciati alla volontà dell'Aula. Siamo certi che oggi facciamo qualcosa di importante che è dovuto non solo al genere femminile della nostra Isola ma è dovuto all'intera Isola, è dovuto a quello che avevamo detto nella nostra campagna elettorale. Ed è dovuto rispetto a quello che altre Regioni hanno fatto prima di noi. Diceva un famoso cantautore italiano che la storia siamo noi, nessuno si senta offeso, nessuno si senta escluso e io sono orgoglioso oggi di fare parte di questo piccolo pezzo di storia, sono davvero orgoglioso, fiero e contento io e il mio Gruppo di poter dare il nostro apporto all'approvazione di questa legge.

PRESIDENTE. Onorevoli Sabatini, onorevole Oppi siete iscritti oltre i termini. La parola è concessa al consigliere Oppi in qualità di Capogruppo.

È iscritto a parlare il consigliere Giorgio Oppi. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC-Sardegna). Io mi meraviglio di alcuni interventi, perché io avrei pensato, l'ho detto quando sono andato in Commissione l'altra sera In effetti vi sono due elementi, gli elementi sono due realtà territoriali siccome c'è il vincolo dei 59 Consiglieri regionali è evidente che i problemi che si pongono sono per garantire l'unità di genere, sono sia il Campidano, perché sono tre sulla base degli abitanti, sia praticamente c'è un altro problema però che non è problema di oggi è un problema che si è posto anche l'altra volta, è il problema della realtà dell'Ogliastra. In effetti l'altra volta in Ogliastra erano sempre due, ma è pur vero che se tutti avessero votato nello stesso modo l'uomo e la donna sarebbe stato eletto il più anziano, il più anziano sarebbe stato eletto. Quindi vi era una situazione particolare. Però visto che c'è una convergenza generale che possano essere due e col vincolo che sia di fatto un uomo e una donna che sia vincolante c'è un solo problema quello relativo al Campidano e siccome l'orientamento generale è che ci sia il giusto equilibrio e qui non ci possa essere una differenza fra una cosa e l'altra credo che praticamente stiamo discutendo, discutendo quando è tutto quanto ovvio. Cercando di fare i primi della classe e forse i primi della classe propri vengono fatti da coloro i quali credono meno al tipo di scelta.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Grazie Presidente, sull'articolo e sugli emendamenti, per dire, siccome abbiamo superato la prima prova, diciamo così, anche di voto a scrutinio segreto, credo brillantemente, questo per merito insomma di una maturità che quest'Aula ha mostrato immediatamente, riguarda naturalmente i banchi della maggioranza, riguarda ovviamente anche i banchi della minoranza, perché questo Consiglio regionale ha dimostrato maturità e il rispetto degli impegni, con la speranza che questo modo di operare possa continuare anche nella prosecuzione dei lavori nell'articolato complessivo e nel voto finale della legge. Sugli emendamenti ovviamente per dare il voto contrario all'emendamento soppressivo all'articolo 1, per esprimere invece, siccome il Presidente della Commissione si è rimesso all'Aula, così come il Presidente sugli emendamenti, ed esprimere parere favorevole sull'emendamento numero 8, magari ci arriveremo dopo, ma siccome siamo in discussione generale vorrei anticipare anche l'intenzione di voto sugli emendamenti, presentato dal collega Piermario Manca e dagli altri colleghi del suo Gruppo, e dell'emendamento numero 7, che è frutto della sintesi di tutti i Capigruppo di quasi tutti i Capigruppo del Consiglio regionale e dei componenti della Commissione prima, che riguarda ovviamente la partecipazione anche nella composizione delle liste del 50 per cento di genere di uomini e di donne e della possibilità che un unico collegio in questo caso, che è quello del Medio Campidano, che adesso ha un numero di candidati dispari, ovvero di tre, possa essere portato a quattro. Per il resto il voto naturalmente è contrario, tranne sull'emendamento numero 9, anche in questo caso il Presidente si è rimesso all'Aula, e io direi che, nel caso malaugurato non dovesse passare l'emendamento numero 7, cosa che io non auspico perché noi credo che dovremmo votare fortemente l'emendamento numero 7, nel caso ci sarebbe come riserva l'emendamento numero 9. PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento soppressivo totale numero 1 con votazione elettronica. Parere contrario della Commissione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento sostitutivo totale numero 7.

Chiedo scusa, c'è un emendamento all'emendamento, il numero 8. Quindi metto in votazione prima l'emendamento all'emendamento numero 8.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Sabatini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SABATINI FRANCESCO (PD). Non sarei voluto intervenire perché ho manifestato più volte pubblicamente il mio favore all'istituzione della doppia preferenza di genere, non solo, ho fatto di più, sono stato il primo che ha presentato un disegno di legge che prevede l'istituzione della doppia preferenza di genere, ma siccome è stato citato il caso particolare dell'Ogliastra, dopo che la maggioranza e l'opposizione hanno raggiunto un accordo, vorrei fare alcune precisazioni. In Ogliastra succederà questo, che verrà istituita la doppia preferenza di genere e le liste saranno composte da un uomo e da una donna, e in quel territorio non ci sarà la possibilità, nel momento in cui un elettore decide di esprimere la doppia preferenza di genere, di scegliere tra un uomo e una donna diversi da quelli unici candidati, questo era il tema. È stato poi detto da chi mi ha preceduto che, raddoppiando la lista, si raddoppiava il numero dei voti e si incideva profondamente sui resti. Abbiamo presentato tutte le proiezioni possibili e immaginabili ed è certificato che non si sarebbe in alcun modo inciso sul valore dei resti, e gli eletti sarebbero stati in quel collegio in numero uguale. Questo su qualunque tipo di proiezione, ma siccome questo caso e questo emendamento poteva inficiare il risultato finale, che è quello di istituire la doppia preferenza di genere, ho preferito tacere. Ma questa legge nasce con un difetto, che porterà sicuramente ad un'impugnazione da qualsiasi cittadino che voglia richiamare ad una palese ingiustizia e illegittimità.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Intervengo non perché debba creare un contraddittorio col collega Sabatini, però il collega Sabatini dimentica un principio che sta alla base di questa legge, che non c'è la obbligatorietà del voto, ma la facoltà. Quindi per il fatto che siano in una lista candidati un uomo e una donna non c'è un'alterazione della volontà dell'elettore, non ci sono meccanismi che si prestano a rischio, dal mio punto di vista, di incostituzionalità, proprio perché non è un obbligo, ma è una facoltà di votare sia l'uomo che la donna, ovvero di votare solo la donna e non anche l'uomo o viceversa…

(Interruzioni del consigliere Francesco Sabatini)

PITTALIS PIETRO (FI). Io ritengo che il sistema possa essere salvaguardato anche in questo modo, ragione per la quale ritengo accoglibile l'emendamento così come proposto dai colleghi del Partito dei Sardi.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento all'emendamento numero 8.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento all'emendamento numero 8.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Metto in votazione l'emendamento sostitutivo totale numero 7.

Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Congiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). Ho annunciato prima, e lo faccio adesso, un emendamento orale per le ragioni che abbiamo visto fino a questo momento, stiamo sempre discutendo del micro collegio Ogliastra e della lista con due candidature. Potrebbe essere l'unico aspetto di impugnabilità se non venisse esattamente disciplinato il fatto che questa lista debba avere necessariamente un'alternanza uomo-donna. E quindi l'emendamento che propongo oralmente all'Aula è da inserire nell'emendamento numero 3 bis lettera a), alla fine della lettera a), dopo la parola "e dispari", chiedo che venga inserito "nel caso di lista circoscrizionale con due soli candidati, devono essere rappresentati entrambi i generi, a pena di inammissibilità". Ecco, stiamo mettendo chiarezza, stiamo dicendo che nel collegio a 2, che è un unicum, deve essere sancito il principio che entrambi i generi devono essere rappresentati. Grazie.

PRESIDENTE. Chiedo se ci sono osservazioni all'emendamento orale.

Ha domandato di parlare il consigliere Giorgio Oppi. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC-Sardegna). Sono contrario perché di fatto il problema è già risolto.

PRESIDENTE. Non è accolto.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Possiamo un minuto proprio in aula in modo da non far uscire anche il folto pubblico, un minuto di sospensione sul punto, Presidente? Perché anch'io devo capire se il principio è stato già recepito e questo è ultroneo, oppure se è necessario… Ecco la ragione per la quale chiedo, Presidente, un minuto di sospensione.

PRESIDENTE. Posso chiarire io? Il punto è recepito se passa l'emendamento, il punto è recepito se passa l'emendamento.

Un minuto di sospensione senza fare uscire il pubblico. La seduta è sospesa.

(La seduta, sospesa alle ore 17, viene ripresa alle ore 17 e 01.)

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta.

Ha domandato di parlare il consigliere Giorgio Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC Sardegna). Resto convinto di quello che ho detto, però, siccome il tutto risulterebbe, anche per le sue affermazioni, Presidente, che questo serve a chiarire meglio, quindi io sono d'accordo che si vada avanti, quindi non propongo più (…) del problema.

PRESIDENTE. Dunque, chiedo nuovamente se ci sono obiezioni ad accogliere l'emendamento orale come è stato proposto dall'onorevole Congiu… non mi pare, quindi l'emendamento orale è accolto. Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 7.

Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Congiu. Ne ha facoltà.

CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). Presidente, le chiederei la votazione per parti.

PRESIDENTE. Sì, specifichi le parti.

CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). Allora, la prima parte è costituita dal 3 bis, la seconda, lettera a), la terza, lettera b)…

PRESIDENTE. Chiedo scusa, non può chiedere… la lettera b) è soppressa, abbiamo già votato.

CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). Va bene, allora rimane solamente il comma sub A, 3 bis A. Quindi 3 bis una parte, a) la seconda parte…

PRESIDENTE. Non si può votare per parti all'interno di uno stesso comma.

CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). Va bene 3 bis allora, nella sua completezza, che è composto dal punto a). E poi c'è il b).

PRESIDENTE. E poi c'è il b), a parte… e il punto 2 anche.

CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). Sì, Presidente, poi c'è anche il punto 2, l'ultimo comma.

PRESIDENTE. Procediamo alla votazione per parti dell'emendamento.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Per chiarezza, Presidente, se può riassumere che cosa esattamente e come dobbiamo votare, perché non si è capito bene, solo per migliore comprensione.

PRESIDENTE. Allora, è stata chiesta la votazione per parti dell'emendamento numero 7 sino alla lettera a), poi b) a parte, e poi il comma 2, quindi tre parti…

PITTALIS PIETRO (FI). Siccome sono due lettere b)…

PRESIDENTE. No, la lettera b) nel comma 1 è soppressa, abbiamo già votato la soppressione. Leggo la parte, così ci capiamo meglio: "Modifiche all'articolo 4 della legge regionale statutaria numero 1 del 2013, (liste circoscrizionali).

1. L'articolo 4 della legge regionale statutaria numero 1 del 2013, è così modificato: a) Dopo il comma 3 è aggiunto il seguente, 3 bis: 'Ciascuna lista circoscrizionale deve comprendere, all'atto della presentazione, un numero di componenti non inferiore ai due terzi, arrotondato all'unità superiore, dei seggi assegnati alla circoscrizione ai sensi dell'articolo 3 e non superiore.

Nelle liste circoscrizionali presentate nelle circoscrizioni alle quali è assegnato un numero di seggi superiore o uguale a 3, al numero dei seggi assegnato a quella circoscrizione, aumentato di una unità se il numero dei seggi spettanti è dispari, e con l'aggiunta dell'emendamento orale acquisito nel caso di liste circoscrizionali di due unità devono essere rappresentati due generi'".

Questa è la prima parte. La seconda parte è: "b), il comma 4 è sostituito dal seguente: '4. In ciascuna lista circoscrizionale, a pena di esclusione secondo le modalità stabilite dalla legge regionale numero 16 del 2013, ogni genere è rappresentato in misura uguale; conseguentemente, qualora siano presentate liste circoscrizionali con un numero di componenti inferiore al numero massimo di cui alle lettere a) e b) del comma 3 bis, il numero dei componenti della lista deve essere di numero pari'".

Ancora il comma 2, che viene votato ancora per parti. Quindi, mettiamo in votazione la prima parte, quella che comprende il comma 1 fino alla lettera a) compresa. Dichiaro aperta la votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 7, parte prima.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Metto in votazione la lettera b).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 7 lettera b)

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Metto in votazione il comma 2.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 7 comma 2.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Decade l'emendamento aggiuntivo numero 9. Passiamo all'esame dell'articolo 2.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2:

Articolo 2

Modifiche all'articolo 9 della legge regionale statutaria n. 1 del 2013

(Espressione del voto)

1. L'articolo 9 della legge regionale statutaria n. 1 del 2013 è sostituto dal seguente:
"Art. 9 (Espressione del voto e della doppia preferenza di genere)
1. La votazione per l'elezione del Consiglio regionale avviene su un'unica scheda. La scheda reca, entro un apposito rettangolo, il contrassegno di ciascuna lista circoscrizionale, affiancato, sulla medesima linea, da due righe riservate all'eventuale indicazione di preferenza.
2. Alla destra del rettangolo recante il contrassegno della lista circoscrizionale è riportato il nome e cognome del candidato alla Presidenza della Regione, affiancato dal contrassegno o dai contrassegni delle liste collegate. Il primo rettangolo, il nome e cognome del candidato alla Presidenza della Regione e i contrassegni delle liste a lui collegate sono contenuti entro un secondo più ampio rettangolo. In caso di collegamento di più liste circoscrizionali con il candidato alla Presidenza della Regione, il nome e cognome di quest'ultimo e i contrassegni delle liste a lui collegate sono posti al centro del secondo rettangolo.
3. In caso di collegamento di più liste circoscrizionali con il medesimo candidato alla Presidenza della Regione la collocazione progressiva dei rettangoli recanti i contrassegni delle liste all'interno del secondo rettangolo è definita mediante sorteggio. La collocazione progressiva dei rettangoli più ampi nella scheda è definita mediante sorteggio.
4. L'elettore esprime il suo voto per una delle liste circoscrizionali tracciando un segno nel relativo rettangolo. Ciascun elettore può, altresì, esprimere, nelle apposite righe della scheda, uno o due voti di preferenza, scrivendo il cognome oppure il nome e il cognome dei candidati compresi nella lista stessa. Nel caso di espressione di due preferenze, esse riguardano candidati di sesso diverso della stessa lista, pena l'annullamento della seconda preferenza.
5. L'elettore esprime il suo voto per un candidato alla Presidenza della Regione, anche non collegato alla lista circoscrizionale prescelta, tracciando un segno sul nome del candidato alla Presidenza. Se l'elettore esprime il suo voto soltanto per una lista circoscrizionale, il voto si intende validamente espresso anche a favore del candidato alla Presidenza della Regione collegato.").

All'articolo 2 sono stati presentati gli emendamenti 2, 4, 5 e 6.

Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere Francesco Agus, relatore di maggioranza.

AGUS FRANCESCO (Gruppo Misto), relatore di maggioranza. Sull'emendamento numero 2 è contrario, 4 contrario, 5 contrario, 6 contrario.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.

PIGLIARU FRANCESCO (PD), Presidente della Regione. Il parere è conforme a quello della Commissione.

PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Anna Maria Busia. Ne ha facoltà.

BUSIA ANNA MARIA (Gruppo Misto). Questa è la norma che racchiude un po' il cuore di questa proposta di legge, cioè l'introduzione della doppia preferenza di genere. Io ovviamente, essendo la prima proponente di questa legge, cioè dell'introduzione dello stralcio, con stralcio, già dall'aprile del 2015, 17 aprile 2015, della doppia preferenza, ovviamente voto a favore, ma dichiaro fin d'ora il mio voto contrario a tutti gli emendamenti soppressivi che sono stati proposti. Questo lo faccio per una semplice ragione, perché dichiarando il mio voto io chiedo, pretendo, che sia rispettato il Regolamento, e cioè che si eviti il voto segreto. Io credo che l'espressione di voto data in dichiarazione sull'articolo, impedisca, perché comunque una consigliera, un componente dell'Assemblea, una componente dell'Assemblea si è espressa, io credo che impedisca che si vada con il voto segreto e che si possa chiedere il voto segreto. Capisco che questa è una forzatura, ma, come bene ha ricordato qualche collega che mi ha preceduto, mi pare che sia proprio l'onorevole Pittalis, è bene che davanti a questa legge, che per questa legge ci sia un'espressione di voto palese. E' un momento importante, non direi storico, è sicuramente un voto importante, è importante perché cambia sicuramente un'impostazione, quella che è stata data finora, e può cambiare e deve cambiare anche il senso che diamo a questo tipo di espressione. Pertanto io voto a favore dell'articolo 2, e voto contro tutti gli emendamenti che sono stati presentati.

PRESIDENTE. A norma di Regolamento, le dichiarazioni di voto fatte nella discussione generale non inficiano la richiesta di voto segreto.

E' iscritto a parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Solo per tranquillizzare anche l'onorevole Busia. Noi abbiamo già votato il cuore di questa proposta di legge, cioè la doppia preferenza di genere è già assicurata, l'abbiamo già votata, con questo articolo si definiscono le modalità di voto, cioè il rettangolino nella scheda elettorale, sono aspetti importanti certamente, ma lo scoglio maggiore, secondo me, è già… sa cosa le dico? Che la prova di voto segreto a questo punto veramente vuol dire persistere in una sfida perdente già dall'inizio. Quindi se senso di responsabilità quest'Aula ha dimostrato finora, non vedo perché su aspetti di dettaglio si debba incartare. Ecco perché sono fiducioso che noi stasera vedremo la luce di questo provvedimento.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Roberto Desini. Ne ha facoltà.

DESINI ROBERTO (Partito dei Sardi). Presidente, giusto per fare una considerazione su alcuni interventi e per ricordare che anch'io nel 17 aprile 2015 sono uno dei firmatari per la presentazione della legge sulla doppia preferenza di genere. Però io rivolgo un appello ai colleghi in quest'Aula. Mi pare che in questi giorni il dibattito politico si è concentrato piuttosto sul voto segreto o meno, ricordandoci che questo è uno strumento di questo organismo, di tutte le Assemblee elettive, fa parte del Regolamento, se ne può fare un uso o meno e questo continuo richiamo di non utilizzarlo o meno, io penso che ciascuno di noi abbia la propria coscienza così come ci siamo espressi nella riunione in maggioranza prima di entrare in Aula, ci siamo confrontati, abbiamo detto il nostro punto di vista, al di là che ci sia o meno questo benedetto o maledetto voto segreto, ognuno risponderà alla propria coscienza, perché qua ci siamo espressi tutti in un modo positivo o negativo, ognuno si assumerà le proprie responsabilità. L'abbiamo detto pubblicamente nel dibattito, nelle dichiarazioni di voto, prima del passaggio all'esame degli articoli, abbiamo dimostrato come poc'anzi col voto segreto non c'è stato nessun tentennamento, quindi questo continuo sfidare su questa discussione io lo ritengo assolutamente superfluo, fuori tempo massimo e soprattutto non aiuta per portare a casa il risultato di cui la stragrande maggioranza di quest'Assemblea ormai è convinta, così come ne è convinta l'opinione pubblica e così come ormai sono maturi i tempi perché finalmente le prossime elezioni regionali potranno vedere la possibilità di esprimere la doppia preferenza. Però questo continuo stillicidio e questo continuo insinuare su questo discorso del voto segreto, io rispetto coloro i quali l'hanno chiesto e rispetto coloro i quali hanno detto pubblicamente di non condividere certe posizioni, allora dobbiamo far sì che la politica non sia autolesionista, perché la politica sta continuamente facendosi del male con questi suoi atteggiamenti contraddittori. Pertanto ognuno di noi ha la propria coscienza, dopodiché nel segreto del voto o in maniera palese risponderà delle proprie azioni.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Roberto Deriu. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (PD). Presidente, io sono d'accordo con tutti e tre coloro che mi hanno ora preceduto, per cui non ripeto gli argomenti che hanno utilizzato perché penso che ci si debba concentrare anche sulle prospettive, vista la maggioranza a scrutinio segreto a favore di questo giusto provvedimento. Le prospettive della legge elettorale però non si esauriscono con questo provvedimento, noi dovremmo ancora tornarci e io chiedo fin d'ora che i Gruppi si accordino per stabilire (non so se con ordine del giorno o con altro tipo di espediente d'Aula) un calendario di lavori della prima Commissione che ritorni ancora sulla legge elettorale, acquisita la partecipazione paritaria, per modificare quelle parti che invece incidono sulla rappresentanza delle minoranze e sulla prospettiva della governabilità, nonché su tutti quegli aspetti di dubbia legittimità costituzionale che ci siamo lasciati alle spalle nella precedente legge elettorale, che hanno dato anche luogo ad alcuni incresciosi episodi, non voglio ricordarli perché li ricordiamo tutti, si è parlato di Consiglio dalle porte girevoli, bisognerà che ci torniamo. Acquisito però dico il principio che finalmente affermiamo anche in Sardegna una democrazia paritaria basato su un rapporto leale di reale partecipazione, effettiva partecipazione, effettivo accesso anche - è stato ricordato spesso dal presidente Agus - in completa piena attuazione dell'articolo 51 della Costituzione.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Marcello Orrù. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARCELLO (Sardegna). Presidente, debbo essere sincero, a me questo argomento - stiamo parlando dell'articolo 2 - non mi appassiona tanto per diversi aspetti, non perché sia contrario affinché in Aula venga aumentata la presenza femminile, anzi mi farebbe piacere, ma perché avrei preferito parlare e discutere di tutta la legge elettorale, di tutto l'impianto di una legge elettorale, perché se voi avete notato da quattro anni, da quando ci siamo insediati, quest'Aula ha quasi rasentato il ridicolo perché ogni pochi mesi andavano via due consiglieri regionali, ne entravano tre, insomma, abbiamo quasi rasentato il ridicolo. Allora dico: discutiamo di tutto l'impianto della legge elettorale perché ci sono anche tante altre cose, dopodiché saremo arrivati anche a questo argomento e sicuramente saremmo stati tutti d'accordo. L'altro aspetto che non mi appassiona è che state facendo passare questo argomento come prioritario. Stiamo tenendo l'Aula impegnata da due settimane per parlare di voto di genere, mi fa piacere che oggi ci siano gli Assessori e il Presidente della Giunta, abbiamo tantissimi problemi in Sardegna: abbiamo quelli della miniere di Olmedo che sono dieci mesi senza stipendio; abbiamo gli operai del Sulcis-Iglesiente che stanno per andare a casa; abbiamo 3500 giovani che dal primo di gennaio di quest'anno a oggi sono andati via in cerca di lavoro e quelle sono da considerare risorse, come ho letto in qualche intervista, e non gli africani che stanno arrivando qua; abbiamo le famiglie che stanno diventando sempre più povere e qui teniamo l'Aula impegnata due settimane per parlare di che cosa? Del voto di genere! Ma io mi vergogno!

(Interruzioni dalle tribune)

ORRÙ MARCELLO (Sardegna). Presidente, io gradirei un po' di silenzio!

PRESIDENTE. Silenzio, per cortesia!

ORRÙ MARCELLO (Sardegna). Posso proseguire? Quindi davvero io chiedo ai colleghi: riportiamo indietro questa discussione, parliamone in Commissione, abbiamo qui, presidente Agus, tantissime proposte di legge da discutere, non è vero che non ci sono, ci sono, è lei che non le ha portate, noi abbiamo chiesto in Commissione affinché venissero discusse, ce le ho qui, beh però lei ha pensato solamente alla discussione sul voto del genere. Quindi, riportiamo tutto in Commissione, ma con molta serenità, parliamo di tutto l'impianto della legge elettorale, io sarò sicuramente il primo a voler rivedere la situazione del voto di genere.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.

PIGLIARU FRANCESCO (PD), Presidente della Regione. Sarò molto breve perché la posizione è molto semplice. Siamo da sempre, però credo che sia il caso di ripeterlo, come Giunta ispirati dal principio della società aperta nella quale ognuno deve essere messo in grado di dare il proprio contributo alla definizione delle politiche, per esempio, che servono a migliorare la società nella quale viviamo. Le buone istituzioni sono fondamentali per il benessere di una società, le buone istituzioni sono la chiave fondamentale. L'elemento principale, parliamo sempre di un sacco di cose, lo diceva prima il consigliere, che ci sono tanti problemi, ma i problemi si risolvono anche con buone istituzioni e le buone istituzioni aprono le porte, non le tengono chiuse, non insistono nel tenerle chiuse, le buone istituzioni sono quelle di Regioni che in questi anni hanno fatto passi avanti molto importanti a dare pari opportunità e noi dobbiamo recuperare il tempo perduto, tempo gravemente perduto. Le buone istituzioni sono quelle che, per esempio, in alcuni Paesi molto avanzati nel mondo, non soltanto hanno delle quote nella legge elettorale, hanno quote anche nei consigli di amministrazione privati. Francia, Germania e Norvegia hanno presenze femminili nei consigli di amministrazione delle imprese quotate in Borsa che superano di gran lunga il 20 per cento, in Norvegia siamo al 35,5 per cento e gli studi dimostrano che questo ha un effetto positivo sulla efficacia dell'azione delle imprese, così positivamente coinvolte dalla garanzia delle pari opportunità. Le buone istituzioni non tengono le porte chiuse, è arrivato il momento di andare nella direzione giusta, forse con un po' di ritardo, ma siamo qui per fare la scelta giusta. Sarebbe sciagurata una scelta diversa tanto più se coperta da un voto segreto che certamente è legittimo, e che possiamo giudicare nella sua opportunità, sarebbe un errore gravissimo non andare avanti con questa legge, sarebbe un errore gravissimo prolungare in modo velleitario, perché alla fine sarebbe velleitario, un passato che ha negato i diritti delle donne. Sarebbe un risultato davvero difficile da accettare ma sono certo che in quest'Aula, come stiamo dimostrando in questi minuti, c'è la precisa e profonda saggezza che porterà all'unico risultato giusto.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Io non sarei voluto intervenire perché ritenevo che il voto iniziale a scrutinio segreto avesse decretato che questo Consiglio a maggioranza ha deciso. E vorrei ricordare che sono il primo firmatario di una proposta del genere che è andata insieme a quella degli altri in discussione oggi in sintesi. Ma vorrei anche non essere come quei cagnolini che vanno a marcare il territorio perché pensano così di dire: "Qui comando io", oppure: "Sono io quello bravo." Non mi pare corretto che se si è provatamente attenti verso quelle tematiche di genere si debba andare a fare una produzione legislativa in via definitiva come oggi dovremmo definire. Ma siamo due sedute su questo tema e questo la dice lunga ed è un problema non tanto di norma quanto di dato culturale che va superato e visto nel proseguo, perché basta che qualcuno nei partiti, perché basta che qualcuno nelle segreterie dei partiti decida chi candidare o no all'interno di quel 50 per cento per determinare vittorie e sconfitte. Bisogna invece veramente andare nella società ed essere convintamente propugnatori di una presenza di genere femminile che oggi qui non c'è. E lei ha detto bene Presidente, ma è un fatto culturale che nel Nord dell'Europa ci siano quelle presenze anche nella società civile e non solo in quella istituzionale. Allora adeguiamoci, ma nell'adeguarci vuol dire operare e fare quanto diceva il consigliere Orrù, cioè noi dobbiamo dare significato e pienezza a questa legislatura facendo leggi che siano conformi alle attese del popolo sardo e quindi questa deve essere considerata già una vittoria per il domani ma deve essere lavorata alla vittoria attingendo da quelle che solo le risorse della società e dando opportunità a quella società di esprimersi anche al femminile, se questo è il solo significato. Allora il problema è che vorrei che facessimo tutti, io ho invitato il consigliere Cossa in qualità di rappresentante e come Capogruppo a dare l'ultima parola quando si chiude qui, ma inviterei tutti a non parlare, a cercare di prendersi i meriti che a volte non hanno e cercare di andare a chiudere questa partita una volta e via.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marcello Orrù. Ne ha facoltà.

ORRU' MARCELLO (Sardegna). Per chiedere il voto segreto su tutti gli emendamenti tranne che sul 4 e sull'articolo 2.

PRESIDENTE. No, lo può chiedere soltanto su un emendamento, in questo momento quello che stiamo votando è l'emendamento soppressivo totale numero 2.

ORRU' MARCELLO (Sardegna). Va bene, perfetto.

PRESIDENTE. Scusate ribadisco, le dichiarazioni di voto fatte in discussione generale non inficiano la richiesta di voto segreto.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Il Gruppo di Forza Italia in questa occasione si astiene, in questa occasione si astiene e quindi preferiamo che risulti il voto di astensione perché siamo certi che c'è una maggioranza che garantisce il voto e lo vogliamo fare per ribadire la più che corretta azione e condotta per quanto riguarda il gruppo di Forza Italia che non ci prestiamo a nessun tipo di tranello, trucchetto o di giochetto, tanto per essere chiari. E dico, caro presidente Pigliaru, che bisogna essere consequenziali però con quanto lei ha detto, perché mi risulta che tutte le nomine che avete fatto come Giunta regionale ad iniziare da quelle della sanità per tutti gli enti strumentali della Regione, quante sono le donne che avete messo ai vertici, lo dico perché mi sto astenendo su questo articolo e siccome è chiaro che io non ho la claque non suscita sicuramente interesse, però ha parlato di questi argomenti e mi consenta di richiamare la Giunta alla coerenza rispetto alle affermazioni di principio. Questo è l'invito che formulo a lei, che formulo a noi stessi perché noi ci candidiamo per essere forza di governo e mi auguro che la stessa cosa, lo stesso principio e lo stesso decalogo venga assolutamente rispettato quando noi saremo al Governo. Però la realtà dei fatti, caro Presidente, è questa.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell' emendamento numero 2.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento soppressivo parziale numero 4.

Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Truzzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Sardegna). Non sarei anch'io voluto intervenire perché l'ho già fatto in discussione generale sul provvedimento la settimana scorsa, la mia posizione è nota e tutti sanno che il mio voto sarà sempre lo stesso, sia a scrutinio palese che a scrutinio segreto. Volevo però oggi ringraziare due colleghi della maggioranza, l'onorevole Desini e l'onorevole Deriu, l'onorevole Deriu perché ci ha ricordato che c'è un problema grossissimo che è il problema posto dalla legge elettorale che noi ancora una volta stiamo trascurando. Questa legge elettorale è stata dichiarata dal Consiglio di Stato una pessima legge scritta con i piedi, una legge che presenta tutta una serie di incongruità che noi non stiamo affrontando, ci sono sicuramente quelle della rappresentanza delle minoranze, ci sono sicuramente quelle dello sbarramento ma ci sono anche delle situazioni di ingiustizia palese, dichiarata, oggettiva per le quali nessuno in quest'Aula e fuori da quest'Aula ha avuto la capacità di spendere una voce. E mi sarei aspettato che la spendesse anche il Presidente della Regione perché questa legge elettorale ha fatto sì che un partito all'interno di una coalizione che ha preso 2000 voti in più di un altro abbia un consigliere in meno alterando il risultato democratico e di questo nessuno si pone il problema, oggi è toccato al mio Partito, la prossima volta toccherà a qualcun altro. Noi ci stiamo occupando di una questione sicuramente importante ma ne stiamo tralasciando altre ben più importanti che riguardano la democrazia e la rappresentatività di tutti e voglio anche ricordare alle amiche, come ho fatto l'altra volta, che questa proposta di legge con il doppio voto sulla preferenza di genere credo che non cambierà la presenza in questo Consiglio perché nel prossimo Consiglio regionale, avremo probabilmente alle prossime elezioni 4 poli, perché ci sarà probabilmente il Movimento 5 Stelle, probabilmente anche una polo indipendentista, o sardista, autonomista, come lo vogliamo definire, che farà sì che il voto sia ancora più frammentato, per cui nella maggior parte dei collegi, lo ribadisco, entrerà per ogni partito solo il candidato o la candidata più votati, per cui sarà difficilissimo riuscire a portare due Consiglieri, a meno che non si sia candidati nei partiti più grossi e più rappresentativi, stiamo anche quindi dicendo che stiamo agevolando alcuni partiti rispetto ad altri. Io penso che di questi fatti sia doveroso tenerne conto, perché non stiamo solo facendo una valutazione sulla presenza del genere all'interno delle istituzioni. Lei ha citato i Paesi nordici, Presidente, voglio ricordare il tipo di welfare che c'è nei paesi nordici.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Gruppo Misto). Presidente, per ribadire l'impegno preso, anche durante la relazione generale di questo provvedimento, a iniziare dal giorno dopo l'approvazione di questo testo un serio lavoro di revisione complessiva del testo della legge elettorale. I problemi sono tanti, sono stati citati dai colleghi e non li ripeto, necessitano di uno studio approfondito e dall'esame dei dati, esame che è già iniziato e abbiamo avuto un anticipo la settimana scorsa, questo esame però deve introdurre modifiche all'interno di un testo costituzionalmente accettabile. Oggi, l'intervento che stiamo facendo sul testo è un intervento urgente ed è stato deciso di portarlo in Aula separatamente da tutti gli altri temi, perché si riconosce a questo tema l'urgenza. Oggi abbiamo una legge non compatibile con il dettato statutario e costituzionale, ed è per tutti noi un gravissimo problema avere una legge che ci potrebbe non consentire di andare al voto in un regime di certezza. Il giorno dopo l'approvazione di questo testo, da domani quindi spero, sarà compito della Commissione I istruire tutte le altre modifiche, però prima questa modifica, e senza dimenticarci che a volte l'ottimo rischia di essere nemico del buono.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianluigi Rubiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC-Sardegna). Presidente, ci siamo astenuti dal votare questo emendamento, ma lo abbiamo fatto coscientemente, così come coscientemente abbiamo dichiarato dal primo minuto che noi siamo favorevoli alla doppia preferenza di genere. Detto questo però, già dalla settimana scorsa, abbiamo manifestato tutte le nostre preoccupazioni su una legge che nasce monca, su una legge che nasce dalla pressione della platea, su una legge che nasce più dall'esigenza che l'esterno manifesta, e la presenza di oggi in qualche modo lo dimostra, così come in altre occasioni. Cioè se noi veniamo sollecitati dalla popolazione cerchiamo di mettere in campo le leggi, cerchiamo di assecondare quelle che sono le richieste, e questo mi preoccupa, mi preoccupa perché stiamo dimostrando ancora una volta che questa maggioranza va avanti senza un progetto, va avanti con un atteggiamento che è più dettato da un'esigenza dell'utente di quel momento, del cittadino, e senza però venire in qualche modo a soddisfare quelle che sono le esigenze reali. E questo mi preoccupa, per quanto condivida in pieno l'idea che in Sardegna si debba votare per un uomo e per una donna, è anche vero però che questo andrà a creare delle forti difficoltà sul voto, perché si innescherà quel meccanismo del voto controllato. Il rischio che in qualche modo ci sia la possibilità di votare e utilizzare il secondo voto come per il controllo dello stesso è preoccupante, in ogni caso è un grande passo avanti, quindi sotto questo profilo noi lo assecondiamo e voteremo a favore. E' anche vero però che questa legge va rivista, così come è stato detto dai colleghi che mi hanno preceduto, i vari ricorsi e le varie sostituzioni dei consiglieri regionali in questa legislatura dimostrano che è una legge elettorale che non va bene, che è una legge statutaria che va rivista, che è una legge statutaria a cui dobbiamo immediatamente mettere mano. In ogni caso ancora una volta, al di là del voto segreto o voto palese, l'UDC Sardegna voterà a favore perché si ottenga la doppia preferenza di genere. Grazie.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento soppressivo parziale numero 4.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento soppressivo parziale numero 5.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento soppressivo totale numero 6.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Ha domandato di parlare il consigliere Marcello Orrù. Ne ha facoltà.

ORRU' MARCELLO (Sardegna). Presidente, sull'ordine dei lavori, solo per chiedere il voto segreto sull'articolo 2.

Sul Regolamento

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Sul Regolamento, Presidente, ma mi pare che l'Aula ha già votato un emendamento soppressivo dell'articolo 2, e l'Aula lo ha respinto, quindi a mio avviso è ultroneo sottoporre nuovamente al voto l'articolo 2. Faccio solo osservare questo, se non sto interpretando male il Regolamento, abbiamo già votato sull'articolo 2.

PRESIDENTE. Se fosse stato semplicemente un emendamento soppressivo totale avremmo messo in votazione il mantenimento del titolo, siccome erano diversi dobbiamo votare anche l'articolo. Il primo emendamento era soppressivo totale, ma poi c'erano i soppressivi parziali.

PITTALIS PIETRO (F.I.). Eh, ma abbiamo votato il soppressivo totale, l'Aula l'ha respinto. Non riesco a capire perché si debba rimettere in votazione. Vabbè, sono i misteri però della interpretazione del Regolamento che si dà in maniera, a mio avviso…

PRESIDENTE. Il Regolamento dice che se è presente solo un emendamento soppressivo totale si mette in votazione il mantenimento del testo, qua sono un emendamento soppressivo totale e tre parziali.

PITTALIS PIETRO (F.I.). Sì ho capito, Presidente, è solo un problema di difficoltà, veramente, dei bizantinismi che ancora residuano in questo Regolamento, che va allora riformato.

Continuazione della discussione del testo unificato: "Modifiche alla legge statutaria 12 novembre 2013, n. 1 (Legge statutaria elettorale ai sensi dell'articolo 15 dello Statuto speciale per la Sardegna)". (2-5-9/STAT/A) della proposta di legge Busia - Desini - Pinna Rossella - Forma - Cherchi Augusto - Manca Pier Mario - Cocco Daniele Secondo - Lai - Pizzuto - Zedda Paolo Flavio - Usula: "Modifiche della legge regionale statutaria 12 novembre 2013, n. 1 (Legge statutaria elettorale ai sensi dell'articolo 15 dello Statuto speciale per la Sardegna)" (2/STAT), della proposta di legge Congiu - Busia - Cherchi Augusto - Desini - Manca Pier Mario - Unali: "Modifiche della legge regionale statutaria 12 novembre 2013, n. 1 (Legge statutaria elettorale ai sensi dell'articolo 15 dello Statuto speciale per la Sardegna)" (5/STAT) e della proposta di legge Dedoni - Cossa - Crisponi: "Modifiche alla legge statutaria 12 novembre 2013, n. 1 (Legge statutaria elettorale ai sensi dell'articolo 15 dello Statuto speciale per la Sardegna)" (9/STAT)

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 2.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'articolo 2.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 3. All'articolo 3 è stato presentato l'emendamento soppressivo totale numero 3.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 3:

Articolo 3

Integrazioni alla legge regionale statutaria n. 1 del 2013 (Presenza paritaria di genere nei programmi e nei messaggi di comunicazione politica)

1. Dopo l'articolo 9 della legge regionale statutaria n. 1 del 2013 è aggiunto il seguente:
"Art. 9 bis (Presenza paritaria di genere nei programmi e nei messaggi di comunicazione politica)
1. In occasione delle elezioni regionali, i soggetti politici assicurano la presenza paritaria di candidati di entrambi i generi nei programmi di comunicazione politica offerti dalle emittenti radiotelevisive pubbliche e private e, per quanto riguarda i messaggi autogestiti previsti dalla vigente normativa sulle campagne elettorali, mettono in risalto con pari evidenza la presenza di candidati di entrambi i generi nelle liste presentate dal soggetto politico che realizza il messaggio.".)

Per esprimere il parere sull'emendamento, ha facoltà di parlare il consigliere Francesco Agus, relatore di maggioranza.

AGUS FRANCESCO (Gruppo Misto), relatore di maggioranza. Parere contrario all'emendamento.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'articolo 3.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione finale del testo unificato, così come emendato.

Ha domandato di parlare il consigliere Luca Pizzuto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIZZUTO LUCA (SDP). Da quest'Aula, con non poca emozione, vorrei rivolgermi più che alle donne alle bambine del domani, mi rivolgo alle bambine del domani: a te che magari stai ascoltando al computer o alla TV quello che sta succedendo in quest'Aula, a te che magari non capisci bene quello che stiamo facendo oggi. Oggi noi apriamo una strada ma il compito di percorrerla toccherà a te, toccherà a voi, care bambine, vi diranno che non sarete all'altezza, vi diranno che non sarete abbastanza brave, e vi diranno che non sarete abbastanza preparate, che dovete essere belle, compiacenti, al servizio dell'uomo, vi faranno credere che se non somigliate alle modelle dal seno formoso che circolano in televisione non avrà senso il vostro impegno, se non sarete oggetto al servizio dell'uomo non servirete e non varrete a nulla. Non credete a queste sporche menzogne, vi diranno questo perché avranno paura di voi, della vostra libertà, della vostra intelligenza, della vostra creatività. Non dimenticate mai che in passato, quando le donne guidavano il mondo e Dio aveva forma femminile, vivevamo in una società solidale e paritaria, dove l'umanità viveva in pace. Poi, con il patriarcato e la schiavitù fra uomo e uomo, ma ancor prima quella tra donne e uomo, questo ha creato grandi disastri per la nostra terra e per la nostra società. Bambine del domani, non ascoltate le veline o le modelle che guardate in tv, mettetevi in ascolto delle grandi donne che nel passato hanno percorso le vie della nostra Isola: penso a Grazia Deledda, Maria Lai, Adelasia Collu, Ninetta Bartoli, alle grandi Giudichesse: da Elena di Gallura, prima regina nei Regni d'Europa, ad Adelasia di Torres, Benedetta di Cagliari e la grande Eleonora D'Arborea. Abbiate coraggio, percorrere questa strada, diventate migliori di noi, il futuro è vostro!

PRESIDENTE. Dovrebbe dichiarare il voto.

PIZZUTO LUCA (SDP). Ovviamente il mio voto è favorevole.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Presidente, in questa legge, non so se opportunamente o meno, manca la norma di chiusura dell'entrata in vigore, non so se sia una dimenticanza ma io vorrei che si desse anche il segnale che questa legge entri immediatamente in vigore dal giorno della sua pubblicazione, quindi poiché non c'è scritto nel testo che abbiamo, se come emendamento orale, oppure se riescono dalle pieghe del Regolamento, che vedo si sta consultando se questa cosa può essere in qualche modo riparata, è un segnale che darebbe l'Aula perché questa legge possa entrare immediatamente in vigore dopo la sua pubblicazione e non attendere anche i tempi ordinari.

PRESIDENTE. In realtà non è una dimenticanza ma è semplicemente l'applicazione dell'articolo 15 dello Statuto che prevede per le leggi statutarie un percorso particolare, che prevede quindi una maggioranza qualificata e la possibilità di un referendum, con l'esclusione del referendum a secondo dei voti presi in Aula. Contavo dopo di dare lettura della disciplina.

Continuazione della discussione del testo unificato: "Modifiche alla legge statutaria 12 novembre 2013, n. 1 (Legge statutaria elettorale ai sensi dell'articolo 15 dello Statuto speciale per la Sardegna)". (2-5-9/STAT/A) della proposta di legge Busia - Desini - Pinna Rossella - Forma - Cherchi Augusto - Manca Pier Mario - Cocco Daniele Secondo - Lai - Pizzuto - Zedda Paolo Flavio - Usula: "Modifiche della legge regionale statutaria 12 novembre 2013, n. 1 (Legge statutaria elettorale ai sensi dell'articolo 15 dello Statuto speciale per la Sardegna)" (2/STAT), della proposta di legge Congiu - Busia - Cherchi Augusto - Desini - Manca Pier Mario - Unali: "Modifiche della legge regionale statutaria 12 novembre 2013, n. 1 (Legge statutaria elettorale ai sensi dell'articolo 15 dello Statuto speciale per la Sardegna)" (5/STAT) e della proposta di legge Dedoni - Cossa - Crisponi: "Modifiche alla legge statutaria 12 novembre 2013, n. 1 (Legge statutaria elettorale ai sensi dell'articolo 15 dello Statuto speciale per la Sardegna)" (9/STAT)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Grazie Presidente, come ho avuto modo di dire il giorno della prima discussione generale credo che fosse così assiomatico, che fosse così necessario, ed è necessario, questo strumento prima di tutto di democrazia. Io oggi sono molto contenta ma devo dire anche un grazie intanto alle colleghe con cui ci siamo battute dal primo momento per l'affermazione di questa legge, ma anche ai colleghi uomini che hanno dimostrato senso di responsabilità, senso di democrazia e quella maturità adeguata a questi tempi. Io non lo so cosa potremmo dare alle bambine di domani, sicuramente al prossimo Consiglio regionale daremo una norma equa, una norma al passo con i tempi, rispettosa di ciò che avviene con la legislazione nazionale e con gli enti locali. Quindi credo che sia stata riequilibrata una parità che mancava, allora dico anche grazie alla presenza di tutte le istituzioni in quest'Aula, ma anche a tutte le donne e a tutti gli uomini che al di fuori di questa Istituzione ci hanno in qualche modo fatto capire che i tempi erano maturi per colmare questo divario di democrazia prima di tutto. Quindi io, veramente Presidente, credo che si scriva una pagina importante, non faccio grandi proclami, era doveroso, quindi sono contenta per il nostro compito, sono contenta soprattutto perché il prossimo Consiglio regionale, se modificheremo anche la parte della legge regionale in vigore in materia elettorale che non è rispettosa della rappresentatività, perché ci sono stati dei collegi che non hanno espresso la vera rappresentatività scelta dagli elettori, di questo noi dobbiamo tenere conto e, come abbiamo promesso, all'indomani di questa approvazione importante, di questa norma importante, dobbiamo essere conseguenti e intervenire anche nel resto della legge. Un'ultima considerazione la voglio fare per i colleghi, che pur in disaccordo, hanno avuto il coraggio di manifestare il loro disappunto e quest'Aula con il voto palese ha potuto dimostrare che si voleva veramente colmare questa differenza di parità, grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Gruppo Misto). Per ribadire il mio voto favorevole a questo testo e per ringraziare i colleghi consiglieri e le consigliere della maggioranza e i consiglieri e le consigliere della minoranza che hanno collaborato al lavoro attorno al testo. Un ringraziamento particolare per quelli che in quest'Aula, non convinti pienamente della bontà dell'introduzione di questo di questo sistema, ormai assodato nelle elezioni comunali, in quella del Parlamento europeo e in quelle di tutte le altre regioni a Statuto ordinario, hanno comunque capito la portata di questo voto e oggi non hanno fatto mancare il loro contributo. Consentitemi di ringraziarvi perché in un momento come questo in cui la politica è sotto attacco, in cui spesso il Consiglio regionale ha accusato di non essere in grado di combattere le battaglie giuste a viso aperto la giornata di oggi segna un momento importante ed è a loro che va il mio pensiero e il mio ringraziamento. Ribadisco quanto già detto domani o dopodomani, compatibilmente con i lavori delle altre Commissioni, la Prima Commissione sarà convocata per istruire i problemi di questa legge elettorale che a quanto pare non piace a nessuno ma che oggi finalmente è di nuovo nel binario della Costituzione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Stefano Tunis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (FI). Grazie Presidente, all'ottenimento di risultati importanti giova non abusare della retorica, giova lasciare da parte gli esercizi che servono ad intestarsi i risultati, giova quella sobrietà che consente a tutti, esprimendo la propria opinione e il proprio pensiero di partecipare comunque sia alla formazione di una decisione, e credo che in larghissima parte quanto è avvenuto all'interno di quest'Assemblea rechi questi requisiti. Se poi qualcuno riuscirà in qualche maniera a farsi premiare per questo particolare risultato io sarò ben felice, per lui o per lei, chiedo di non essere tra questi per quanto umilmente abbia portato un contributo al raggiungimento di questo obiettivo, perché immaginare che oggi si sia ridotta se non di una microscopica frazione la differenza e la sperequazione che c'è nella nostra società tra uomo e donna non è solamente retorico, è falso perché quando ben altre differenze saranno colmate, quando l'accesso alle Istituzioni sarà realmente consentito, senza la decisiva benevolenza degli uomini, allora sì che avremmo detto avremmo compiuto il nostro lavoro. Ma non lo faremo con una legge, sarà impossibile farlo con una legge, lo faremo con la cultura, lo faremo con l'erudizione, lo faremo esportando quella sensibilità che è di chi ha vissuto sulla propria pelle quelle conquiste che hanno decenni e che non deve tornare indietro, rispetto a queste, ma deve piuttosto esportarle in zone del mondo che sono meno dotate di questa cultura e di queste sensibilità. Quindi, non è questo il campo di battaglia, il campo di battaglia è il mondo del lavoro dove sussistono ancora troppe differenze di retribuzione, a parità di prestazione; il mondo è quello delle famiglie dove non ci sono adeguate tutele a chi presta il proprio lavoro, non riconosciuto dal nostro prodotto interno lordo. La nostra vittoria sarà adoperarci tutti quanti assieme perché la concreta, reale, immanente distribuzione di responsabilità, che c'è oggi nella nostra società, sia realmente riconosciuta e diventi un pezzo del nostro ordinamento positivo. Allora sì, forse, ci potremmo concedere anche una nota di retorica, oggi ricordiamoci che siamo ancora molto lontani dall'obiettivo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Rossella Pinna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PINNA ROSSELLA (PD). Con la sobrietà che il collega ci ha invitato a tenere inizio dicendo che questo non è un momento storico, ma è un momento, è un traguardo significativo, è un traguardo che ci vede comunque molto soddisfatte perché ci mettiamo alla pari rispetto ad una condizione di disparità e di disuguaglianza. Non è un momento storico, stiamo però recuperando quella metà di democrazia che mancava in Sardegna, è una battaglia di civiltà che è incominciata nel 2003, non è incominciata ieri, e lo dobbiamo a tutte le donne, a quelle che in questi ultimi anni in maniera particolare si sono battute per creare quel movimento di opinione trasversale che è arrivato fin qui. Non sono pressioni collega Rubiu, sono politiche dal basso, noi non possiamo stare arroccati dentro il Palazzo pensando che noi abbiamo la verità in tasca e chi sta fuori invece fa pressioni, fa politica dal basso e ci ha invitato a prendere una decisione rapidamente, l'abbiamo fatto prendendoci anche i nostri tempi, ma lo abbiamo fatto e finalmente siamo qui.

Ringrazio davvero non solo le colleghe come ha fatto la collega Alessandra Zedda, ma ringrazio soprattutto i colleghi uomini, ringrazio il presidente Pigliaru, il Presidente Ganau, il collega Agus, Presidente della Commissione, il mio Capogruppo Pietro Cocco e tutti gli altri Capigruppo, anche quelli del centrodestra. I colleghi uomini che non erano convinti ma che con lealtà, anche durante il voto segreto, hanno votato a favore di questo provvedimento, non era scontato, e quindi io di questo sono oggi doppiamente felice, perché i miei colleghi uomini hanno dimostrato che quando spendono una parola la spendono fino in fondo. È un traguardo significativo, dicevo, per la Sardegna, io non voglio più raccontare nella storia alle ragazze e ai ragazzi che in settant'anni di Autonomia, della Regione Sardegna, sono state elette solo 41 donne; non voglio più raccontare di un Paese, del nostro Paese, della nostra Regione, perennemente in ritardo sull'equilibrio di genere e sulla rappresentanza nelle Istituzioni. Non è un argomento prioritario? Lo è, lo è, collega Orrù, lo è perché le donne possono promuovere il cambiamento, quei problemi aperti possiamo affrontarli insieme.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Emilio Usula per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

USULA EMILIO (Gruppo Misto). Ho già avuto modo, in discussione generale, di esprimere il mio pieno sostegno a questa proposta sulla doppia preferenza di genere, sono anche tra coloro che, eravamo in pochi a dire la verità, vedendo una certa titubanza allora e qualche contorsionismo dialettico e formale sulla normativa ha votato anche per l'immediata approvazione del testo così come era stato licenziato in un primo momento e presentato in Aula. Ho votato allora per l'immediata approvazione perché si intravedevano ostilità e pregiudizi, non solo sulla forma ma in effetti sul contenuto più profondo di quella proposta, ostilità e pregiudizi che in qualche modo si sono palesati anche oggi, ma che hanno avuto di fatto poco spazio. Sono convinto, e l'ho detto in discussione generale, della necessità di una nuova legge elettorale che porti dei correttivi alle distorsioni che hanno determinato l'esclusione da quest'Aula della legittima rappresentanza di oltre 100.000 cittadini votanti, ripeto votanti. Una nuova legge elettorale che auspico diventi prestissimo un punto all'ordine del giorno di questa Assemblea, dove si porteranno allora i correttivi e gli aspetti tecnici e formali, mettendo sul piatto della discussione molti aspetti e contenuti sostanziali. Con questo stralcio si prende oggi la inequivocabile decisione di dare alla rappresentanza di genere una garanzia ed uno spazio di opportunità credibile, più coerente e più rispettosa nei confronti delle donne e del loro ruolo nella politica, nella vita sociale, nella tenuta stessa della nostra democrazia. Sì, sarebbe stata scandalosa, proprio per la sua portata antidemocratica, una bocciatura oggi in quest'Aula di questa legge. Il mio voto rappresenta la posizione mia inequivocabile e di Rosso Mori a favore appunto di questa legge.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giovanni Satta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SATTA GIOVANNI (PSd'Az-La Base). Intanto anch'io esprimo il mio voto favorevole a questa legge che considero, al di là di alcune dichiarazioni mielose che ho sentito in quest'Aula, un atto dovuto. Un atto dovuto verso le donne. Io faccio politica, ho fatto l'amministratore per tanti anni e ho avuto modo di apprezzare il modo in cui le donne sono capaci di amministrare la cosa pubblica, forse in alcuni frangenti, molto più di noi. Ho avuto modo di apprezzare anche le colleghe che siedono in questi banchi, sia in maggioranza che in minoranza, in particolare vorrei fare, io non parlo di Eleonora d'Arborea, ma posso fare un complimento alla collega Alessandra Zedda che, pur essendo donna, con grande capacità, ha dimostrato di poter avere un consenso elettorale e a Cagliari io - pur essendo donna era una… - ha dimostrato che a Cagliari è stata la più votata nel partito più grande della minoranza, quindi ritengo che questo sia un augurio perché in futuro anche in questi banchi ci sia una ventata di femminilità, che sicuramente porterà qualcosa di positivo.

Però una cosa sicuramente va rimarcata: l'ipocrisia che c'è stata in questi mesi. Ipocrisia che ha contraddistinto tante fasi in questo anno e mezzo, che io sono in quest'siedo in questi banchi, mi ricordo e faccio sempre l'esempio della riforma sanitaria, nessuno l'avrebbe dovuta votare poi è passata alla stragrande maggioranza; stessa cosa, perché è giusto che si sappia, ho vissuto in questi mesi in Consiglio regionale, dove tutti erano contrari a che questa legge passasse e poi oggi ovviamente, giustamente, con i numeri che stiamo vedendo, sta passando. Ero favorevole da sempre, al di là delle dichiarazioni di grande vittoria, per questo che ritengo e ripeto non un grande successo ma un atto dovuto che andava fatto. Così come credo che sia un atto dovuto affrontare la riforma e tutta la legge elettorale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Daniela Forma per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FORMA DANIELA (PD). Anch'io, in maniera molto sobria, dichiaro di essere orgogliosa di far parte di questa legislatura, una legislatura che sarà ricordata come quella che darà alle donne sarde una chance in più di poter concorrere alle scelte legislative della nostra Regione. Oggi facciamo un passo in avanti nella strada della civiltà inserendo appunto un punto fermo nel riequilibrio della rappresentanza di genere in seno al Parlamento dei sardi, anch'io ringrazio il Presidente della Regione, il Presidente del Consiglio regionale per la determinazione e per la lungimiranza con la quale hanno guidato la maggioranza e l'intera Aula verso l'ottenimento di questo risultato, e anch'io ringrazio tutti i colleghi per aver avuto il coraggio di votare questo provvedimento, ancor più significativo oggi perché pochi giorni ci separano dal 25 novembre, dalla Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, profondamente convinta come sono che alla base della violenza di genere vi sia ogni forma di discriminazione nei confronti delle donne, ogni luogo fisico e ideale in cui l'uomo cerchi di ribadire la propria supremazia sulla donna, il proprio dominio. Quindi ringrazio anche le colleghe Rossella Pinna, Annamaria Busia e Alessandra Zedda, ringrazio la Commissione regionale pari Opportunità e tutte le associazioni che hanno dato il loro contributo per il raggiungimento di questo obiettivo. Naturalmente dichiaro il mio voto favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Flavio Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA PAOLO FLAVIO (SDP).

(Intervento in lingua sarda tradotto a cura degli Uffici del Consiglio)

In questo giorno che credo essere un giorno importante, non so se storico, ho il piacere di parlare in sardo e lo faccio in onore della Dea Madre che ci saluta ogni giorno all'ingresso del Consiglio regionale con le forme così abilmente scolpite da Nivola, lo faccio in onore della personalità più alta che abbiamo avuto come amministratore della Sardegna, che è Eleonora d'Arborea, e lo faccio in onore dell'associazione che ha combattuto di più per sostenere questa iniziativa legislativa, l'associazione "Feminas".

La Sardegna si trova oggi in una situazione che definire vergognosa è poco, le Assemblee degli Stati più evoluti e più progrediti d'Europa hanno una rappresentanza femminile che si aggira sul 40 per cento, 42 nei Paesi scandinavi, l'Europa arriva a 31 e 37 nella Commissione e nel Parlamento europeo, l'Italia, che è una delle ultime in Europa, ha una rappresentanza di donne in Parlamento del 20 per cento, noi abbiamo una donna ogni 15 parlamentari, meno del 7 per cento: come possiamo credere che un criterio di rappresentanza democratica possa funzionare quando abbiamo un rappresentante ogni 15 in un mondo in cui ci sono tante donne quanti uomini? Come possiamo credere che una rappresentanza così mal combinata possa rappresentare degnamente i sardi e la Sardegna?

Funziona questa iniziativa legislativa che stiamo mettendo in campo oggi? Beh, i dati dicono che funziona, ci sono Stati, come la Spagna e il Belgio, che hanno recuperato il 10 per cento in 30 anni arrivando ad una cifra che si aggira intorno al 40 percento: funziona, non sarà perfetta ma funziona. Qual è il difetto? Il difetto principale è quello che Schopenauer nell'Eristische Dialektik definisce argumentum ab utili, il difetto più grande è che per ogni donna che entra in più in quest'aula c'è un uomo in meno che entra, è quando ci sono questi difetti è normale che ogni uomo si inventi ogni obiezione possibile e prospetti ogni micro difetto per dire che non funziona perfettamente, ma ci sono…

PRESIDENTE. Grazie onorevole Zedda, il tempo a sua disposizione è terminato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Crisponi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Senza molti giri di parole, per confermare il mio voto favorevole al testo qui oggi in votazione in aula e soprattutto per ricordare che quella determinazione e lungimiranza che tanti colleghi hanno voluto ascrivere agli stessi colleghi e addirittura al Presidente della Regione e al Presidente del Consiglio io invece credo che vadano ascritte, col ringraziamento mio personale ma credo doveroso da parte dell'Aula, a tutte le donne che hanno collaborato nei movimenti, nelle associazioni, nelle organizzazioni che quotidianamente sono state il pungolo efficace ed essenziale per arrivare alla giornata odierna. A tutte loro il mio personale "grazie".

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Desini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DESINI ROBERTO (Partito dei Sardi). Come spesso accade in Italia, le cose normali le facciamo diventare straordinarie. Io non penso che sia una giornata storica, molto importante ma in tutto il mondo ormai si sono fatti passi avanti in tal senso. Io ritengo che dobbiamo dire un grazie soprattutto a chi dall'esterno di questo Palazzo ci ha spinto ad affrontare questo problema e ad avere il coraggio una volta per tutte di discutere questa proposta di legge e soprattutto di adottarla. Io ritengo che sia altrettanto onesto intellettualmente, e soprattutto per un discorso di rispetto di rappresentatività territoriale, quello che ha detto il presidente Agus che nei giorni successivi a oggi verrà convocata la Commissione per rimettere ordine a quella brutta legge elettorale, perché noi abbiamo dei territori della nostra Isola che non sono rappresentati adeguatamente. Io ritengo che sia altrettanto importante quanto la rappresentanza di genere questo aspetto; io ho fatto il Sindaco nel mio paese nel mandato dal 2011 al 2016 e vi era soltanto un consigliere comunale donna su 17, dallo scorso anno dopo le nuove elezioni con la doppia preferenza di genere ce ne sono 8 su 17, il risultato è stato ottenuto però alla platea delle donne qui presenti io dico: voi donne spesso non vi votate, voi donne spesso vi fate la guerra tra di voi, quindi adesso noi vi abbiamo messo nelle condizioni, vi metteremo nelle condizioni di giocare la vostra partita.

Io - e qui mi rivolgo al presidente Pigliaru - ho sempre detto chiaramente, lealmente e coerentemente le cose, oggi, Presidente, sono orgoglioso di far parte di questa coalizione, soprattutto per la riunione di maggioranza che abbiamo fatto prima dell'Aula in maniera corretta e rispettosa di tutte le opinioni, e concludo con un ringraziamento a mia moglie che mi consente di fare politica liberamente, crescendo educando e allevando i miei figli in maniera impeccabile. Voto a favore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Lotto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOTTO LUIGI (PD). Credo che sia proprio il caso di dire "finalmente". Certo, si poteva fare di più e si poteva fare meglio, si può sempre fare di più e si può sempre fare meglio però effettivamente oggi stiamo facendo una buona cosa. La legge attuale presenta dei difetti, innanzitutto il principale che presenta era questo, lo stiamo eliminando, ne presenta degli altri, vedremo. Io sono anche meno pessimista dei colleghi perché le sentenze che hanno modificato la decisione della Commissione elettorale regionale, di fatto, hanno aggiustato una legge che è stata male interpretata e resa ancor peggiore di quello che è effettivamente, però è certo che chi ha vissuto, come me e come credo la metà neanche dei colleghi che sono in quest'Aula, l'esperienza dello scorso mandato cinque anni fa, saluta con favore che in questa occasione si sta evitando lo stesso errore di allora, e non c'era nulla di scontato: noi auspicavamo tutti che non si venisse a chiedere il voto segreto e invece è stato chiesto a più riprese, e a più riprese l'intera Aula ha dato un segnale fortissimo a mio parere, a questo punto mi sento di ringraziare anche coloro che l'hanno chiesto questo voto, perché hanno fatto giustizia di una vulgata che dava per certa una sconfitta in caso di voto segreto. Non c'è stata perché la maggioranza, la stragrande maggioranza dei colleghi ha dato una dimostrazione di serietà e di coerenza che forse alcuni fuori da quest'Aula non ritenevano più possibile.

Stiamo dando alla Sardegna una legge elettorale in linea con i tempi, già adottata in gran parte delle Regioni e, badate, in tutti i Comuni d'Italia, quindi stiamo arrivando ben ultimi ed era il caso proprio che non ci facessimo travolgere da questo treno in corsa.

Certo non è perfetta ma è molto più giusta della precedente. Io la voto favorevolmente e ripeto: era ora.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Christian Solinas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SOLINAS CHRISTIAN (PSd'Az-La Base). Grazie Presidente, con il mio voto esprimo non solo a titolo personale ma il voto del Partito Sardo d'Azione favorevole a questa legge per restituire anche un tratto di chiarezza rispetto alle tante voci e anche alle tante posizioni che sono emerse in quest'ultimo periodo. E annuncio un voto favorevole che è assolutamente coerente con la nostra storia, di chi ha fatto della parità di genere un esercizio praticato e non solo dichiarato. Consentitemi in questa sede di ricordare Maria Teresa Secchi, primo Presidente di una Provincia italiana donna, eletta dal Partito Sardo d'Azione ad Oristano alcuni decenni fa, consentitemi ancora di ricordare Marianna Bussalai che non solo per noi ha rappresentato un esempio di intellettuale e di militante sardista ante litteram, antifascista in un periodo in cui era davvero difficile la militanza nei partiti e che ha cucito la prima bandiera del Partito Sardo d'Azione, consentitemi di ricordare le tante amministratrici sardiste nei Comuni da Nuoro a Cagliari dove in alcuni casi sono addirittura superiori ai colleghi uomini.

Quindi un voto convintamente favorevole da parte di un partito che della parità di genere ha fatto un esercizio di pratica nell'attività quotidiana e non di dichiarata o sbandierata ideologia.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salvatore Demontis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEMONTIS SALVATORE (PD). Grazie Presidente, io voterò a favore, così come ho fatto in Commissione, perché prendo atto che si conferma un sistema elettorale basato sulle preferenze e quindi, come ho dichiarato in Commissione, voterò a favore della doppia preferenza di genere pur preferendo io un sistema elettorale basato su collegi uninominali e non invece sulle preferenze. In tal caso evidentemente la parità di genere sarebbe garantita dall'alternanza delle candidature nei collegi uninominali, perché la legge nazionale prevede tre metodi per la parità di genere: uno è quello che stiamo votando oggi, la doppia preferenza di genere nel caso i sistema sia appunto quello basato sulle preferenze, l'alternanza dei candidati nel caso dei collegi uninominali, o ancora l'alternanza nelle liste qualora si proceda per liste bloccate. Quindi voglio evidenziare che la doppia preferenza di genere non è l'unico metodo e secondo me non è, lo dico sinceramente, né il più efficace e nemmeno il più utile. Io ho presentato insieme ad altri colleghi un Progetto di legge su un sistema basato sui collegi uninominali, quindi voto a favore della doppia preferenza di genere, però continuerò a cercare di convincere quest'Aula che il sistema elettorale preferibile non è quello basato sulle preferenze, grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Grazie Presidente, io voterò favorevolmente anche se debbo essere sincero non vedo il bicchiere tutto pieno, lo vedo mezzo vuoto, lo vedo mezzo vuoto perché ritengo che in questa occasione noi stiamo consumando quella che si chiama una classica eterogenesi dei fini; il fine nobile quello di rimuovere gli ostacoli a che ci sia veramente una rappresentanza di genere e compiuta, però gli strumenti sono del tutto sbagliati. Questa norma è sbagliata, condivido le osservazioni e le riflessioni di Salvatore Demontis che pure militando in un partito di maggioranza sicuramente oggi ha detto delle cose che mi trovano totalmente d'accordo. Lo strumento è sbagliato.

Ma c'è una cosa che mi preoccupa e che mi fa pensare e riflettere, mi pare che noi abbiamo fatto un percorso normativo non a tesi ma ad applausi. Ho sentito tanti interventi che erano finalizzati non per dare un contributo all'approvazione di questa legge ma per strappare un applauso, e questo lo dico anche nei confronti del Presidente, mi dispiace dirlo, del presidente Pigliaru, perché il presidente Pigliaru è intervenuto soltanto nel momento in cui il pericolo era scampato, non è intervenuto prima e questo mi dispiace, mi dispiace seriamente e sinceramente , Presidente, anche se lei sorride. Lei avrebbe dovuto assumersi la responsabilità di portare sulle spalle l'onere di portare con sé la maggioranza; una maggioranza che non voleva votare questo provvedimento, lo sappiamo, usciamo da questi infingimenti, Presidente, usciamo. Dobbiamo essere obiettivi, dobbiamo essere realisti e dobbiamo avere anche il senso di responsabilità che compete a chi rappresenta i cittadini sardi. Un ringraziamento lo voglio fare, due ringraziamenti uno alla collega Alessandra Zedda che ci ha convinti che era meglio votare per un bicchiere mezzo vuoto piuttosto che non votare niente, è riuscita a convincerci con argomentazioni tecnicamente ineccepibili; e un altro ringraziamento ai colleghi invece della maggioranza che hanno deciso di votare negativamente, perché hanno avuto il coraggio di esprimere la loro volontà in modo libero e in modo democratico andando avanti nonostante gli sberleffi, grazie, colleghi e grazie Alessandra Zedda.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alessandro Collu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COLLU ALESSANDRO (PD). Presidente grazie, per annunciare il mio voto a favore. Io in realtà non ho mai avuto dubbi sull'esito di questo voto; è chiaro che fosse così mi dispiace anche che sia stato frainteso ciò che avvenuto la scorsa settimana che qualche disguido tecnico, che oggi abbiamo tranquillamente risolto, abbiamo dovuto sospendere e rinviare la seduta. Ma l'esito era scontato. Anch'io purtroppo non sono convinto che sia il modo migliore per garantire una degna rappresentanza del genere la doppia preferenza di genere, però mi rendo conto che non avendo in questo momento altri strumenti questa è la cosa migliore da fare. Io vengo da un territorio che è da esempio in questo Consiglio siamo due eletti nel mio territorio, siamo un uomo e una donna esattamente la parità di genere prima della legge. Ho presieduto una Giunta anni fa, dove la legge ancora non lo imponevano e ho avuto sempre una Giunta al 50 per cento composto da donne e 50 uomini. Niente io spero che veramente sia arrivato il momento in cui si cambi, che ci siano più donne, perché veramente è importante che ci siano. Però non trascuriamo le altre parti della legge, come diceva anche il collega Usula, che tengono fuori 100.000 persone che hanno votato da questo Consiglio, questa è una cosa da sanare assolutamente perché la trovo ingiusta, grazie Presidente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Truzzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Sardegna). Grazie Presidente, io ovviamente voterò contro, come avevo annunciato in discussione generale, voglio però approfittare di questa occasione per ringraziare quei colleghi che in maniera sincera, e quelle college, che in maniera sincera si sono battute per cercare di far sì che questo risultato fosse raggiunto. Devo dire che all'interno di quest'Aula non sono tanti, il voto dirà una cosa ma sappiamo tutti che la realtà è ben altra. Quindi io credo che oggi stiamo celebrando una giornata per molti sicuramente importante, ma è una giornata anche dell'ipocrisia, perché la verità, cari colleghi, caro Presidente, è che ha prevalso la voglia di tanti di restare in quest'Aula piuttosto che votare convintamente un provvedimento, grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Regione per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIGLIARU FRANCESCO, Presidente della Regione. Penso sia una giornata davvero importante, ho poco da aggiungere a quello che è stato già detto benissimo tra l'altro dalle consigliere che hanno il diritto più degli altri di raccontare la propria soddisfazione per questa giornata. E resisto a piccole polemiche che ho sentito spuntare qua e la negli interventi. Onorevole Tedde, legga i giornali, magari si informa meglio di quello che è la mia posizione conosciuta da tempo al di là del minuto esatto del mio intervento.

Voglio dire soltanto che oggi abbiamo fatto un passo avanti, è soltanto un passo come è stato detto, un passo importante che colma una lacuna che si era creata negli anni scorsi, ci affianca alle Regioni che stanno facendo le cose giuste, ma dobbiamo ancora fare moltissimo. Devo dire che effettivamente colmiamo una lacuna che c'era nel Consiglio regionale e che c'è molto meno in altri ambiti, onorevole Pittalis, i numeri li abbiamo, quindi sappiamo cosa è stato fatto prima, cosa è stato fatto adesso in termini di partecipazione delle donne alla gestione della cosa pubblica. Mi piace ricordare che i Direttori generali in Sardegna sono il 48 per cento del totale a fronte di una media nazionale del 33 per cento e che i dirigenti regionali solo il 54 per cento a fronte del 41 per cento e che anche nelle aziende sanitarie naturalmente la più grande azienda ospedaliera regionale è gestita da un direttore generale donna, così come devo ricordare che delle non molte società sulle quali puntiamo per il futuro troppe sono totalmente inutili, ma alcune sono fondamentali, di quelle fondamentali, l'INSAR, AREA, sono magnificamente guidate da dirigenti donne, così come l'Ufficio Stampa e così tante altre cose, ma in effetti è soltanto l'inizio. C'è ancora moltissimo da fare, se devo citare un ambito nel quale c'è moltissimo da fare è quello della partecipazione femminile al mercato del lavoro. Usciamo per un attimo dagli incarichi pubblici e guardiamo un punto fondamentale, e su questo naturalmente dobbiamo fare tutti molto di più, e la Giunta si impegna a portare proposte di interventi che ci facciano colmare anche questo così importante gap, che deve essere colmato il prima possibile.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Michele Cossa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Noi tra tutti siamo stati forse quelli meno enfatici, però oggi possiamo dire che possiamo tirare metaforicamente un sospiro di sollievo rispetto a questa legge, una legge nella quale noi abbiamo creduto fortemente, per la quale ci siamo battuti. E oggi è un momento importante, intanto per la legge in sé stessa, e poi anche perché devo dire sinceramente avevamo dubbi sulla capacità di questo Consiglio di interpretare al meglio quello che si muove nella nostra società, perché arriviamo in ritardo, non c'è alcun dubbio, e se oggi arriviamo a questo momento, lo ha voluto sottolineare il collega Crisponi, è perché c'è stata una fortissima spinta esterna, è stato ricordato il ruolo delle associazioni a partire dalle giovani di "Meglio in due", poi le altre, che hanno avuto la capacità di muoversi e di mobilitare le amministrazioni locali, non soltanto le amministratrici locali. Vedo che ci sono qui molte sindache che hanno sfidato e vinto candidati uomini, e lo hanno fatto con il consenso delle loro popolazioni, non perché si siano create riserve indiane, ma è evidente che si sono mosse loro, ma su questo si sono mossi anche moltissimi amministratori uomini, sulla base del convincimento che questo era un passo importante da fare. Che poi non sia perfetto sono io il primo a dirlo, il discorso della candidatura del 50 per cento, 50 per cento di uomini e 50 per cento di donne, io non sono convinto che sia tutto a favore delle donne, però abbiamo fatto un passo importante. E io credo che questo vada sottolineato, e vada sottolineato soprattutto dall'unico partito che non ha votato la precedente legge elettorale, quella che tutti quanti noi abbiamo definito una schifezza, che però è stata approvata, che contiene ancora moltissimi punti deboli che io spero vengano corretti, e che non l'ha votata proprio perché cinque anni fa non è stata introdotta la doppia preferenza di genere. Ecco, io credo che oggi sia una giornata di festa, è giusto che noi festeggiamo, abbiamo ancora molta strada da fare e speriamo di farla con la stessa determinazione che abbiamo visto finalmente in quest'Aula stasera. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianluigi Rubiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC-Sardegna). Per esprimere ovviamente soddisfazione per il risultato che oggi quest'Aula si avvia ad ottenere con l'approvazione della legge sulla doppia preferenza di genere. In realtà, noi ci stiamo allineando a quanto già fatto nei nostri comuni, ci stiamo allineando a quanto già fatto in moltissime regioni d'Italia, e condivido il pensiero del presidente Pigliaru quando parla di un passo avanti, questo lo riteniamo un passo avanti, ma c'è ancora molta strada da fare per ottenere quei risultati e per garantire alle donne quella presenza reale nella politica. È sicuramente un atto di giustizia, un atto di civiltà, un atto di maturità politica, vorrei però precisare che questo grande risultato non può avere una paternità, nel senso che questo risultato non è di destra, non è di sinistra e non è di centro, è un risultato della politica. Abbiamo visto anche stasera che su alcuni argomenti abbiamo votato con voto unanime, l'abbiamo dichiarato pubblicamente in quest'aula, ci siamo espressi con una serie di giudizi. È una legge di tutti gli uomini qui presenti, di tutte le donne che siedono in questi banchi, è una legge di quelle donne, di quelle sindache, di quelle assessore o consigliere comunali che ci hanno sostenuto nella battaglia, perché è ovvio che anche noi come minoranza ci siamo confrontati con le nostre donne, con le nostre sindache e con le nostre assessore, hanno ovviamente suggerito a noi di andare avanti, è una battaglia di civiltà che è giusto portare a termine. Quindi va riconosciuto il grande risultato di stasera, però anche qui dobbiamo riconoscere che, così come accennava anche il Presidente, su alcuni ruoli importanti la Sardegna si è già dotata di una presenza femminile importante: prefetto donna, presidente della Corte d'appello donna, la rettora donna, moltissime sindache, quindi in realtà la questione non è della doppia parità di genere, ma è indubbiamente di una presenza, di una capacità, di una costanza. Questa legge non garantisce, questo sia chiaro per tutti, una certezza di presenza, garantisce quello che è un diritto di poter votare un uomo ed una donna, quindi ci dobbiamo lavorare per ottenere anche un equilibrio di presenza, perché altrimenti questa legge rimarrà comunque monca. Voteremo a favore, grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pierfranco Zanchetta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZANCHETTA PIERFRANCO (Cristiano Popolari Socialisti). Senza retorica, come ci chiedeva l'onorevole Tunis, e soprattutto senza ipocrisia, io credo che oggi noi abbiamo scritto una buona pagina dell'attività del Consiglio regionale. Non è un momento storico, ma una buona pagina che dovrebbe essere presa ad esempio per la prosecuzione della nostra attività. Mi permetto di fare una citazione, "quando la politica vede le donne protagoniste in prima linea, è una politica di inclusione, di rispetto, di pace". Sto citando Gabriella. Direte voi, chi era Gabriella? Nome di battaglia di Tina Anselmi, prima donna ministro della Repubblica italiana. Cito Tina Anselmi perché è a lei che mi ispiro in questo momento per ciò che quest'Aula sta rappresentando con certamente l'approvazione di un passo dovuto, che era necessario per uscire dal pantano, per uscire dalle nebbie che ci vedevano ancora non capaci di dare riconoscimento formale. Ma che paura dobbiamo avere di andare al 50 per cento nelle liste o di dover decretare che comunque le donne devono avere una chance almeno pari alla nostra. E allora nessuna paura, quindi cito Tina Anselmi proprio perché è stata la prima donna ministro della Repubblica, ma è stata protagonista di grandi battaglie per le donne. Io ricordo nel '78 lei firmò la "194", pur essendo contraria e pur avendo il Vaticano che ogni giorno la richiamava a non votarla, ma era un gesto che andava a favore delle donne, di quelle donne che chiedevano di poter gestire situazioni di difficoltà come quelle che la "194" impone. E allora, richiamandomi a lei, dico che oggi noi abbiamo fatto un omaggio certamente a tutte le donne, a donne protagoniste della vita democratica di questo Paese, e abbiamo così liberato un po' la Sardegna da lacci e lacciuoli che impedivano alle donne di avere la strada più aperta, più libera. Naturalmente il voto favorevole del mio Gruppo, così come avevamo già annunciato in discussione…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Anna Maria Busia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BUSIA ANNA MARIA (Gruppo Misto). L'esito di questa legge non era scontato, lo sappiamo bene tutte quante, ma questo esito non scontato è stata veramente una bella prova di democrazia, perché il fatto che ci si sia scontrati, incontrati in questo dibattito, è stato un passaggio assolutamente importante. Questa legge non è risolutiva, questa legge nonna impedirà e non farà sì che tutti i problemi che esistono nella parità tra generi, tra uomini e donne venga superata, però questo è sicuramente un passaggio importante, perché questo spettava a noi fare, perché a ognuno nel proprio ambito spetta indicare una strada e proporre una soluzione per superare la grande differenza che esiste tra la rappresentanza maschile e femminile nelle istituzioni; noi facciamo le leggi e a noi spettava fare questo. Questo è un passaggio importante però, perché apre la possibilità a tante donne che si vorranno candidare di entrare in quest'Aula e di proporre un modo diverso di far politica, non meglio, non peggio, nessuno, io certamente questo non lo dirò mai, sicuramente diverso, che consentirà di completare e di avere una visione più ampia del nostro sistema. Questa è una legge che, è dimostrato, perché lo dicono i numeri, cambia sul serio le proporzioni e la presenza delle donne nella politica; lo dicono i numeri che rappresentano, i numeri che sono rappresentati dalle consigliere comunali a seguito della riforma del 2015, lo dicono i numeri delle consigliere regionali laddove la doppia preferenza c'è. Quindi funziona. E' il meglio? Non lo so, intanto ci proviamo, intanto arriviamo a questo, poi naturalmente bisognerà occuparsi di tanto e di tanto altro. Io voglio ringraziare adesso, a questo punto, voglio ringraziare innanzitutto il Presidente della Regione, che ha assunto il suo ruolo, politico, vero, e lo ha detto: "Questa questione della doppia preferenza faceva parte del nostro programma, e quindi io chiedo che la maggioranza su questo punto sia ferma". Ringrazio le colleghe, perché abbiamo fatto veramente un grande lavoro, e ce lo dobbiamo dire e dobbiamo compiacerci con enfasi e con gioia. Ringrazio i colleghi per il dibattito, perché è stato fondamentale il dibattito in piena democrazia…

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Gianfranco Congiu. Ne ha facoltà.

CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). E' indubbio Presidente che abbiamo giocato una partita su due tempi, un primo tempo contraddistinto da un lavoro impegnativo, che ha mobilitato una Commissione per due anni, una sottocommissione per arrivare a chiedere con forza che nel nostro ordinamento s'introducesse il principio della doppia preferenza di genere. E' un lavoro che è stato possibile grazie alla Commissione, grazie al suo Presidente, e non accetto il fatto che il lavoro di un Presidente venga accantonato solo perché vi è stato l'improvvida calata di un emendamento che ha veramente rischiato nel secondo tempo di questa partita di rovinare un momento. Con questo spirito abbiamo cercato di aprire gli occhi su alcuni ingressi di principi non sufficientemente meditati, e neppure richiesti dalla società sarda, che chiedeva la doppia preferenza di genere. Saluto favorevolmente il fatto che il contributo che il Partito dei Sardi ha dato è stato letto nella chiave più corretta, non barricate ma confronto sugli ostacoli che noi stavamo intravedendo, soprattutto nel 50 e 50; lo abbiamo detto, non siamo stati smentiti, ci siamo astenuti dal voto su quel passaggio, per coerenza, perché continuiamo a dire che avremmo preferito salutare il testo licenziato dalla Commissione, abbiamo dovuto fare un lavoro per evitare il patatrac, noi tutti. Rimane il vulnus del 50 e 50, rimane quell'aspetto non richiesto che non rovinerà sicuramente l'introduzione della doppia preferenza, però chiamerà tutti noi ad un lavoro sui territori di perequazione della rappresentanza molto più intenso rispetto al passato, perché il 50 e 50 viene introdotto a pena di inammissibilità, e non è banale, ma altrettanto dico che sono felice di aver preso le difese di un micro collegio, il più piccolo d'Italia, con la stessa verve con la quale abbiamo difeso i grandi poli urbani, laddove si ritrovano i grandi numeri elettorali; non era una questione di numeri, era una questione di giustizia sociale.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Valter Piscedda. Ne ha facoltà.

PISCEDDA VALTER (Cristiano Popolari Socialisti). Grazie, Presidente. Non sarei voluto intervenire, però, ad un certo punto, mi è venuto il dubbio che alla fine della seduta non passi il principio che chi non interviene è tra quelli che magari possono essere contrari, perché col voto segreto sicuramente qualche contrario ci sarà, quindi ho pensato di intervenire semplicemente per dire che sono assolutamente favorevole all'introduzione della doppia preferenza di genere, non da oggi, l'ho scritto, l'ho dichiarato nei social network, dove è possibile fare questo tipo di dichiarazioni, non ho fatto grandi proclami perché la ritenevo una cosa talmente ovvia che tutto quello che è avvenuto l'ho trovato anche un po' superfluo. Ci sono state sicuramente discussioni capziose, alcune cadute di stile, però è vero anche che forse senza questa pressione mediatica, qualche volta fuori luogo, che c'è stata, forse non saremmo qui. E' vero che non stiamo risolvendo i problemi del mondo, ma sicuramente stiamo facendo la politica dei piccoli passi, e questo piccolo passo che faremo oggi io sono convinto che spianerà la strada a una rappresentatività maggiore di Aule come questa. E' vero che non stiamo garantendo che il prossimo Consiglio regionale sia composto diversamente, ma stiamo dando un'occasione in più, e devo anche dire, "la ruota gira"; io non sono convintissimo che questo sia, passatemi il termine, un favore che stiamo facendo al gentil sesso, prima o poi potrebbe essere utile a qualcuno di noi, perché ripeto, la storia ci insegna che le condizioni di oggi possono essere mutevoli, e quindi mi sembra che inserire il principio del doppio voto possa garantire chiunque. Ci sono situazioni dove abbiamo visto usare questo principio dai maschietti, quindi voglio dire, non lo considero un favore, lo considero un qualcosa di ovvio, che forse qualcuno avrebbe già dovuto fare prima di noi, ma io sono assolutamente contento che lo stiamo facendo, e quindi per questo il mio voto sarà assolutamente favorevole.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SDP). Qualche mese fa era difficile, era impensabile che oggi avremmo potuto ottenere questo risultato, e se l'abbiamo ottenuto lo dobbiamo innanzitutto alle 4 Consigliere presenti in questa Assemblea, alle nostre quattro Consigliere, lo dobbiamo al Presidente Pigliaru, che con convinzione ha sostenuto questa battaglia sin dall'inizio, e, perché no, lo dobbiamo anche al Presidente Ganau, che a più riprese, nella Conferenza dei Presidenti di Gruppo, stigmatizzava il nostro comportamento, interpretandolo un po' male, perché eravamo tutti disponibili, però effettivamente qualche ostacolo ogni tanto si frapponeva, si poneva rispetto al percorso che avremmo voluto immediatamente attivare. Oggi abbiamo fatto una cosa importante, ma non è sufficiente, l'hanno detto tutti i colleghi che mi hanno preceduto, perché lo pensiamo davvero. Io finisco il mio intervento, e avrei voluto dire tutto quello che ha detto l'amico e collega Stefano Tunis; oggi non ci sono primogeniture, abbiamo fatto qualcosa che era doveroso fare, non abbiamo regalato niente a nessuno, ma abbiamo espresso e esprimeremo un voto di civiltà.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Ci apprestiamo a votare definitivamente questo provvedimento normativo sulla doppia preferenza di genere a conclusione di un percorso avviato da tempo in questo Consiglio regionale. Credo che alla fine facciamo un buon servizio alla politica, alle istituzioni, al rapporto delle istituzioni nei confronti dei cittadini, perché poi è di questo che si tratta. Noi, lo diceva il Presidente della Regione prima, stiamo cercando di caratterizzare questa legislatura attraverso le riforme, non sappiamo se le riforme saranno uno strumento dal punto di vista della propaganda elettorale capace di imprimere, diciamo così, un consenso elettorale, non è questo. Dico questo perché anche questa norma rientra in queste procedure, rientra in un percorso di riforme che noi abbiamo avviato e che stiamo cercando di portare avanti. Lo dico per stigmatizzare il punto di vista di questa parte di questo Consiglio regionale, del centrosinistra che ha dimostrato anche quando il centrodestra, una parte del centrodestra ha chiesto il voto segreto, e l'altra parte del centrodestra si è astenuta, questa maggioranza ha dimostrato compattezza sul tema. Per cui io credo che il consigliere Tedde avrebbe fatto bene, non lo dico per replicare, ma di fronte ad un'affermazione di un certo tipo credo che anche lui qualche replica se la possa aspettare, ci sono occasioni d'oro in cui il silenzio vale molto di più e sarebbe stato bene per lui tacere in questa occasione. Per il resto questo provvedimento è dell'Aula tutta, di maggioranza e opposizione, dei Capigruppo che hanno sottoscritto il provvedimento, di tutti coloro che sono attori protagonisti, e io credo che più di tutto la questione sia stata, come dire, chiosata da alcuni interventi di alcune donne di questo Consiglio, le poche presenti, durante l'intervento di apprezzamento per la legge che si sta per approvare, la voce si è inclinata. Questo, voglio dire, a testimonianza di un'idea che si è messa in piedi e che si sta concludendo, fra breve, attraverso il voto definitivo di questa legge, che dà dignità a quest'Aula nel rapporto con i cittadini e con le istituzioni. Tanto dico per sostenere ancora il voto favorevole mio personale e il voto favorevole del Partito Democratico al provvedimento di legge.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Il Gruppo di Forza Italia è arrivato in Aula preparato a questo appuntamento, è arrivato preparato perché abbiamo fatto diverse riunioni di Gruppo dove ci siamo confrontati e dove, grazie anche non solo alla sensibilità e anche al supporto che ha sempre dato Alessandra Zedda all'interno del nostro Gruppo, ma anche alle tante donne che militano nel nostro partito anche se non siedono in Consiglio regionale, abbiamo fatto sintesi di una posizione che vi assicuro è unitaria e indiscussa, perché è la posizione di Forza Italia a livello nazionale anche, non solo sarda. Quindi per noi non è stato oggi un problema, è stato un problema allontanare qualche sospetto che veniva adombrato in maniera del tutto veramente meschino e strumentale e che abbiamo rimandato al mittente anche perché esiste un'etica della politica, un'etica della responsabilità sulla parola data e sugli impegni che si assumono. Io non amo dare pubblicità anche ai nostri dibattiti interni, ma su questa legge lo dico oggi perché sarebbe stato consequenziale anche il mio ruolo di Capogruppo: io ho posto un problema di fiducia, presidente Pigliaru, cosa che avrebbe dovuto fare anche lei, mi consenta! All'inizio però, perché sono leggi di tale importanza e di tale fondamento dove è necessario che ciascuno ci metta la faccia anche sui ruoli e sulle competenze. Presidente Pigliaru, lei ha fatto riferimento e ha snocciolato dei dati interessanti sui dirigenti e sui direttori generali della Regione, ma lo sa che quelle signore, quelle dottoresse hanno vinto un concorso? Io mi riferisco invece agli atti della politica, agli atti di nomina, non ha citato il presidente dell'ARST, dell'ARGEA, non ha citato il presidente dell'Agenzia Forestas, non ha citato altri enti regionali o altri consessi. Questo è il problema che manca ancora alla politica, lo dico anche alla mia parte politica, però non confondiamo quelle donne che hanno vinto un concorso e che meritano di essere dirigenti e direttori generali, perché non è concessione né sua né di nessun altro, rispetto invece a quello che la politica ancora deve fare e deve recuperare il terreno anche all'interno della sua Giunta, perché io vorrei che si raggiungesse la parità del 50 per cento non solo per gli incarichi in Consiglio regionale, ma anche per quanto riguarda la formazione della Giunta.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del testo unificato numero 2-5-9/STAT.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

(Applausi)

La seduta è tolta, il Consiglio è convocato il 28 novembre alle ore 10.

La seduta è tolta alle ore 18 e 48.