Seduta n.257 del 25/10/2017 

CCLVII Seduta

Mercoledì 25 ottobre 2017

Presidenza del Presidente Gianfranco GANAU

La seduta è aperta alle ore 11.

FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta del 17 ottobre 2017 (253), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri Gaetano Ledda, Christian Solinas e Alessandro Unali hanno chiesto congedo per la seduta del 25 ottobre 2017.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Continuazione della discussione dell'articolato e approvazione del documento: "Proposta di ridefinizione della rete ospedaliera della Regione autonoma della Sardegna". (16/XV/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione del documento numero 16.

Stiamo votando gli ordini del giorno presentati, siamo in fase di dichiarazione di voto sull'ordine del giorno numero 1.

Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Congiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). Parlavo col primo firmatario sull'eventualità di una integrazione dell'ordine del giorno, che preveda dopo la frase che inizia con "accertato", e prima di "esprime", un "considerato che sia prima che dopo la celebrazione del referendum si registra un inasprimento dei rapporti politici tra il Governo di Madrid e la Generalitat catalana, culminati con gli arresti di quindici funzionari parlamentari, e successivamente con gli arresti dei presidenti delle associazioni culturali Omnium Cultural e ANC", questa è la prima integrazione. Seconda integrazione, dopo "esprime", dopo la parola "autodeterminazione", "chiede e auspica l'immediata scarcerazione e rimessione in libertà di quanti coloro sono stati sottoposti a misure di privazione della libertà personale per fatti connessi alla celebrazione della consultazione referendaria del primo ottobre 2017".

PRESIDENTE. Chiedo all'Aula se c'è accordo per questa integrazione.

PITTALIS PIETRO (FI). Va bene.

PRESIDENTE. Va bene.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Per chiedere un minuto di sospensione, Presidente.

PRESIDENTE. Un minuto di sospensione.

(La seduta, sospesa alle ore 11 e 02, viene ripresa alle ore 11 e 05.)

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.

PIGLIARU FRANCESCO (PD), Presidente della Regione. Presidente, propongo un'integrazione orale all'ordine del giorno. Dopo le parole, nella parte in cui si esprime, dopo le parole: "auspicando che prosegua il suo percorso pacifico", propongo di aggiungere "percorso pacifico nel quale sia garantito il diritto di esprimersi su qualunque riforma, inclusa quella sull'autodeterminazione". Il senso della proposta è spostare l'enfasi sul diritto ad esprimersi piuttosto che su un percorso di autodeterminazione, che in effetti è un percorso che dovrà essere valutato dall'intera comunità catalana attraverso la democrazia.

PRESIDENTE. Anche qua chiedo se ci sono osservazioni… quindi è accolta anche questa integrazione.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giorgio Oppi. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC Sardegna) Sull'ordine dei lavori. Otto consiglieri regionali della Commissione sesta avevano, a suo tempo, sulla base dell'articolo 38 del nostro Regolamento, chiesto un incontro, c'è una vertenza in atto all'interno dell'AIAS, con l'Assessore competente. La Commissione era d'accordo se non ché, non per responsabilità di nessuno, il fatto che avevamo la priorità sull'oggetto della discussione di oggi, il provvedimento di razionalizzazione della rete ospedaliera, questa non si è potuta fare, ecco, l'invito è a che la Commissione possa essere convocata quanto prima a norma di Regolamento, perché otto consiglieri, e ne bastavano quattro, hanno chiesto praticamente la convocazione, e c'era l'accordo generale.

Continuazione della discussione dell'articolato e approvazione del documento: "Proposta di ridefinizione della rete ospedaliera della Regione autonoma della Sardegna". (16/XV/A)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az-La Base). Non mi ero iscritto perché l'ho fatto ieri, quindi pensavo fosse ancora presente. Sono d'accordo sulle proposte di modifica che sono state avanzate sull'ordine del giorno, primo firmatario l'onorevole Tedde, ed esprimo il voto favorevole perché credo che uno Stato di diritto, come la Spagna si fregia di essere, non possa non fare di questo la sua forza. Il Governo spagnolo ha abdicato alla forza alla forza che gli veniva dal diritto per basarsi su quello che invece gli veniva dall'esercito, credo che questo, se qualcuno avesse dei dubbi sulla forza delle ragioni della Catalogna, abbia rafforzato queste ragioni e dato al mondo una visione plastica di quello che in Spagna succede, e potrebbe accadere. Quindi uno Stato di diritto non può che farsi forte del proprio diritto; se la Catalogna aveva indetto un referendum illegale, bastava dichiararlo illegale, non certo mandare l'esercito. Quindi la forza della Catalogna e dei catalane di autodeterminarsi e di chiedere l'indipendenza, è una forza che deriva dalla loro identità, dalla loro storia, ma che oggi viene oltremodo giustificata dal comportamento di un Governo repressivo come quello della Spagna, che attualmente governa quello Stato. Quindi esprimo piena solidarietà sicuramente al Popolo della Catalogna, e voto favorevole per questo ordine del giorno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fabrizio Anedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ANEDDA FABRIZIO (Gruppo Misto). Presidente, penso che nella discussione della riorganizzazione della rete ospedaliera non ci siamo fatti mancare né emendamenti, né emendamento a emendamenti, né emendamenti di sintesi, adesso abbiamo aggiunto anche gli ordini del giorno. Oltretutto questo riguarda anche la Catalogna, a me sembra che stiamo proprio esagerando, bisogna finire un argomento e poi, casomai, sulla Catalogna possiamo affrontare un dibattito in un'altra sede. Il mio voto comunque è di astensione su questo ordine del giorno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Antonio Gaia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

GAIA ANTONIO (Cristiano Popolari Socialisti). Presidente, per annunciare che non parteciperò al voto. Io personalmente ritengo, pur condannando qualunque tipo di violenza, che a mio modesto avviso tutti gli uomini delle istituzioni dovrebbero sensibilizzare al rispetto delle norme costituzionali, che sono le norme sovrane, dettate dai Padri costituenti. Nel caso specifico ritengo che una parte del popolo catalano non abbia rispettato le norme della Costituzione, pur condannando, ripeto, la forma di repressione adottata dal Governo di Madrid, e per queste ragioni ritengo, anche perché gli stessi principi sono riportati nell'articolo 5 della nostra Costituzione, da uomo delle istituzioni io assolutamente non mi sento di sostenere coloro i quali violano le norme della Costituzione. Non parteciperò al voto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Io vorrei sottolineare, per quanto mi è consentito, che noi non stiamo assolutamente sostenendo tesi secondo le quali si può violare la legge, la Costituzione o norme di rango superiore, no, l'ordine del giorno va in un'altra direzione. Io credo che la focalizzazione di coloro che sostengono queste tesi sia errata, noi stiamo condannando le violenze che sono state consumate da un certo Governo nei confronti di manifestanti pacifici, di gente che cercava soltanto di votare, e che non opponeva neanche resistenza passiva, non opponeva e non ha opposto neppure resistenza passiva! Cercava di votare, cercava di esprimere liberamente la propria volontà di perseguire un obiettivo, come diceva il Presidente, perseguire l'obiettivo dell'autodeterminazione attraverso i metodi della democrazia. Quindi grande manifestazione di democrazia, grande manifestazione di libertà, ma ovviamente noi non entriamo e non possiamo entrare nel merito di eventuali inosservanze di norme costituzionali spagnole, noi condanniamo le violenze, sosteniamo il popolo catalano verso un percorso che li porti a esprimere liberamente il proprio giudizio e la propria volontà di diventare più autonomi, o indipendenti, o di autodeterminarsi, ma, al di là di questo, noi non possiamo assolutamente interferire nelle scelte dello Stato spagnolo; è questo il senso di questo ordine del giorno! Io credo che il Consiglio regionale darà una dimostrazione di grande senso di responsabilità e di grande voglia di partecipare la nostra solidarietà al popolo catalano con il voto su questo ordine del giorno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Congiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). Per comunicare formalmente che noi sosteniamo l'impostazione di questo ordine del giorno, e ringrazio anzi il primo firmatario di aver ospitato le integrazioni che ci collocano su un piano di valorizzazione del principio di autodeterminazione dei popoli, che oltre che ad essere enunciato tra i fini delle Nazioni Unite, richiamo l'articolo 1 dello Statuto, è anche formalmente riconosciuto come diritto umano fondamentale dalle più importanti Convenzioni giuridiche internazionale sui diritti umani. Quello stesso principio di autodeterminazione dei popoli, Presidente, che ha assegnato e ha scritto pagine importanti in questa consiliatura, che ci hanno visto protagonisti nell'attivazione di quelle vie internazionali con le Baleari e con la Corsica, grazie alle quali stiamo andando, facendo leva appunto sul principio di autodeterminazione, a porre su un piano sovranazionale le legittime istanze di questa Terra.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Questo ordine del giorno offre lo spunto per una riflessione su come anche la Sardegna vive e pratica la propria autonomia; l'occasione è data proprio dalla vicenda della Catalogna. Presidente Pigliaru, io ho già avuto modo, in altro contesto, di rivolgere a lei e alla sua Giunta, e soprattutto a quegli Assessori che vanno spesso a Roma… a dare l'esempio e la dimostrazione, e a farsi portatore di quei valori identitari della nostra specialità, di quella autonomia spesso chiacchierata e poco praticata, e soprattutto nel momento in cui altre Regioni, come il Veneto e la Lombardia, si sono espresse, le popolazioni di quei territori, proprio con una istanza e una richiesta forte di autonomia. E allora qui e forse è venuto il momento, la Sardegna non può continuare a rimanere silente su questo versante! Io invito l'amico e Capogruppo del Partito Sardo d'Azione a farsi promotore di una iniziativa che li veda protagonisti rispetto ad una mozione che hanno presentato sin dal 2014 sul tema della indipendenza che non deve essere una parola che deve far paura, ma che deve quantomeno costituire la base per una seria e serena discussione, un sereno confronto su questi temi, perché venga messa in calendario, perché non possiamo assistere a quello che sta avvenendo in queste ore, in questi giorni con i Presidenti di altre Regioni, dalla Puglia alle Regioni del Nord, che si fanno promotori di iniziative - compresa l'Emilia Romagna - presso il Governo centrale e noi stiamo ancora qui a discutere, a chiacchierare, a parlare, a fare fumo. Ecco perché penso che unitariamente il Consiglio regionale deve dare un forte mandato al Presidente perché non possiamo davvero rappresentare l'appendice e non possiamo cancellare la nostra storia autonomistica rispetto a quello che sta avvenendo nel contesto e nel panorama delle altre Regioni dello Stato italiano. Ecco perché mi pare che questa sia l'occasione perché il tema venga ripreso e venga dedicata, presidente Ganau, una sessione ad hoc per dibattere di questo argomento, nella chiarezza delle posizioni, ma con l'obiettivo di dare al Presidente della Giunta regionale un mandato forte…

PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Emilio Usula per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

USULA EMILIO (Gruppo Misto). Presidente, è un ordine del giorno in cui il Consiglio regionale della Sardegna esprime censura contro la violenza esercitata nei confronti di una popolazione inerme e pacifica che esercita liberamente il diritto di esprimersi sulla propria autodeterminazione. Un ordine del giorno di solidarietà nei confronti di un popolo che pretende, giustamente, il diritto a scrivere e difendere la propria storia, la propria cultura, il proprio futuro e la propria collocazione nella comunità internazionale. Come possiamo e come potremo noi sardi, noi rappresentanti del popolo sardo, non essere coerenti con la difesa e con la tutela di quel diritto? Rosso Mori - e naturalmente io - siamo assolutamente favorevoli a questo ordine del giorno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA PAOLO (SDP). Io annuncio subito il mio voto e il voto del nostro Gruppo a favore di questo ordine del giorno per alcune ragioni di diversi ordini. Prima di tutto io sono stato a Barcellona i giorni dalle elezioni ed è assolutamente inaccettabile la reazione che ha avuto lo Stato spagnolo nei confronti dell'esercizio della espressione del proprio parere e della propria volontà da parte del popolo catalano. Espressione che è stata totalmente pacifica, i catalani in maniera estremamente intelligente si sono imposti di non reagire in alcun modo all'atteggiamento provocatorio da parte della Polizia di Stato. L'uso della violenza è assolutamente ingiustificabile e fuori luogo, tra l'altro ha ottenuto e sortito un effetto opposto di quello che si era prefisso. Esiste un'altra questione però fondamentale, ed è quella in questa Europa democratica, occidentale, moderna e progredita di consentire ai popoli di avere una possibilità di determinare il proprio futuro. Non è vero che il diritto internazionale dà alcuna garanzia in questo senso, il diritto internazionale prefigura o descrive dei principi universali che non si applicano al diritto positivo degli Stati. La verità è che questa possibilità può essere solo concessa dalla benevolenza di uno Stato, di un'organizzazione statale, di un Governo che offre la disponibilità ad accordare una possibilità democratica, come è stato fatto dall'Inghilterra con la Scozia o come è stato fatto per il Montenegro dalla Repubblica Serba, ma normalmente questo non succede. Gli Stati europei sono degli Stati fondamentalmente cristallizzati su delle posizioni che si sono sedimentate più di un secolo fa normalmente e che sono esito di opposizioni violente, di uccisioni e di guerre e non di discussioni democratiche. Non esiste attualmente in Europa alcuna possibilità (se non derivante - come ho detto - dalla disponibilità altruistica di uno Stato, che normalmente non ha questo atteggiamento), non esiste una strada prefigurata verso la possibilità di riordinare dei confini in maniera diversa. Sappiamo tutti che i confini che si sono definiti in questa maniera due secoli fa molto spesso non hanno più le stesse ragioni che li giustificano. L'esistenza di una moneta unica, di un tribunale unico, di un'organizzazione commerciale unica, molto spesso adesso non hanno più senso tanto che molte funzioni vengono delegate verso l'alto in modo più organizzato…

PRESIDENTE. Onorevole Zedda, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Gruppo Misto). Non parteciperò a questa votazione, credo che il motivo principale della mia astensione siede nelle parole del premier cinese Zhou Enlai nel 1972 quando fu interpellato sulla rivoluzione francese. Nel 1972 il premier cinese disse:"È troppo presto per giudicarne gli effetti". Ecco, senza arrivare ai secoli necessari per fornirsi un compiuto parere su grandi tematiche che trattano appunto di temi così importanti, credo che sia oggettivamente troppo presto per esprimere un parere compiuto almeno per quanto mi riguarda e per la grande considerazione che ho di quest'Aula, rifiuto categoricamente di esprimere un parere troppo simile a quello che sarebbero - almeno nel mio caso - le chiacchiere da fare al bar con gli amici. Seguo con interesse e con grande preoccupazione le vicende degli altri Paesi, ma su temi così importanti credo sia giusto trattarli con la dovuta serietà. Credo però che sia un momento importante anche per fare un ragionamento a tutto tondo su quella che è la nostra autonomia. Lo hanno citato prima alcuni colleghi, siamo in un periodo di grandissimo divenire, anche per le istituzioni autonomistiche, lo dimostrano le prese di posizione di altre Regioni, io credo che quest'Aula si debba interrogare e la riforma della sanità che a breve andremo a trattare nella sua approvazione definitiva, è uno dei momenti centrali per fare il punto su quello che è oggi la nostra autonomia.

Autonomia formale e autonomia sostanziale. Sento i governatori di Veneto e di Lombardia rivendicare una forte autonomia formale, un aumento dell'autonomia formale, anche con una discussione degli Statuti e un'introduzione di nuovi Statuti speciali, credo che noi dovremmo fare i conti su quello che sostanzialmente è l'autonomia oggi. La sanità è un banco di prova perché sulla sanità oggi scontiamo una autonomia sostanziale diminuita, abbiamo gli stessi accordi di undici anni fa, le modifiche anche al sistema sanitario, pensiamo all'introduzione di nuovi farmaci, pensiamo a quello che è l'aumento dei costi che in tutte le regioni aumenta e aumenta anche da noi, rischia di cozzare con quello che è oggi la nostra autonomia, rischia quindi in futuro di portare i sardi non ad avere qualcosa in più per poter sopportare e superare i gap rispetto…

PRESIDENTE. Onorevole Agus, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Michele Cossa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Presidente, noi voteremo a favore dell'ordine del giorno proposto dal collega Tedde che anzi ringraziamo per la sensibilità che ha dimostrato nel presentarlo, io credo tuttavia che non dovremmo sovraccaricato di significati che non ha, non è un ordine del giorno che perora la causa catalana, esprime solidarietà al popolo catalano per episodi di oggettiva violenza che sono stati messi in atto dalla polizia, dalla Guardia Civil. Un atteggiamento di violenza che noi condanniamo, perché è pur vero che lo Stato ha il monopolio della forza, ma deve esercitarlo comunque entro il limite dello stato di diritto. Questo è il motivo per cui noi sosteniamo questo ordine del giorno, rispettiamo molto le persone che credono nell'indipendentismo, noi non crediamo nell'indipendentismo, noi crediamo che il nostro futuro sia dentro l'Italia e ancor più dentro l'Europa e crediamo che questo percorso debba essere non indebolito ma rafforzato e tuttavia questo ordine del giorno non contiene nulla di tutto questo. E quindi noi crediamo che debba essere valutato dentro i limiti in cui lo stesso collega proponente lo ha proposto e invitiamo tutta l'aula a votarlo di conseguenza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SDP). Io e il nostro Gruppo voteremo sicuramente a favore di questo ordine del giorno. Anch'io ringrazio l'onorevole Tedde per la sensibilità che l'ha indotto a presentarlo e a scriverlo in questa maniera, in effetti quelle immagini che noi tutti abbiamo visto di violenza gratuita sono insopportabili e credo che il popolo sardo che da sempre ha ispirato la sua azione alla non violenza, oggi non possa con i suoi rappresentanti qui dentro prendere atto che certe azioni sono veramente non giudicabili e sono assolutamente da rigettare. Quindi con grande convinzione voteremo a favore di questo ordine del giorno e anche noi siamo convinti che al più presto in Aula dovrà andare in discussione anche la mozione presentata dal collega Paolo Zedda per parlare di autonomia, per parlare di Statuto e per parlare di quelle che sono le tante prerogative della nostra autonomia speciale che sinora non vengono riconosciute.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Anch'io credo che non sia il caso di caricare di significati che non ha un documento che è un ordine del giorno di questo Consiglio regionale che manifesta solidarietà a un popolo che ha subito violenza cercando di rivendicare diritti di partecipazione alla vita democratica. Poi ci si interroga se era davvero democrazia così come previsto dalla Costituzione spagnola oppure no, però è un tema che andrà affrontato successivamente e anch'io raccolgo l'invito a che quest'aula discuta di autonomia e di specialità, di diritti negati, di possibilità maggiori di avere autodeterminazione e la possibilità di rivendicare le cose che la legge già prevede, specialità e autonomia. Questo documento esprime semplicemente solidarietà al popolo catalano che ha subito violenza nel cercare di rivendicare i diritti, probabilmente, anzi senza probabilmente, anche fuori rispetto a quanto previsto dalla Costituzione per quanto ci riguarda e quindi noi sosteniamo il documento nel solco nel quale è stato anche portato dall'emendamento orale presentato dal Presidente della Regione nel quale si è garantito il diritto di esprimersi su qualsiasi proposta, mi sembra una cosa sacrosanta e per questa ragione sosteniamo il documento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alessandro Collu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COLLU ALESSANDRO (PD). Io non ho l'ultima versione, la versione aggiornata, ma mi rifaccio all'ordine del giorno che è stato presentato ieri. Siccome in quest'Aula credo ci sia nessuno contrario alla condanna sulle violenze che ci sono state, penso che la pensiamo tutti allo stesso modo, quindi la prima riga andrebbe benissimo e mi pare di aver capito questo anche da alcuni colleghi del centrodestra. Io non vorrei votare un ordine del giorno che parla di autodeterminazione eccetera, mi limiterei a votare la parte che riguarda la condanna alle violenze che ci sono state durante il referendum. Quindi se così fosse io parteciperei volentieri al voto, diversamente non me la sento.

(I consiglieri Gaia e Agus abbandonano l'aula)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'ordine del giorno numero 1 con integrazione.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'ordine del giorno numero 2.

Ha domandato di parlare il consigliere Emilio Usula per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

USULA EMILIO (Gruppo Misto). A quest'ordine del giorno insieme all'altro ordine del giorno a prima firma dell'onorevole Forma, io non parteciperò al voto. Non parteciperò al voto e lo dico subito perché mi sembra ancora un atto di ipocrisia politica, lasciatemelo dire, ma stiamo discutendo e ancora non abbiamo approvato il riordino della rete ospedaliera e stiamo già proponendo con altri ordini del giorno il mantenimento di una struttura complessa che io ho denunciato essere in grave pericolo con l'atto aziendale, stiamo proponendo la riabilitazione a Nuoro, ma mi chiedo e chiedo ai colleghi dell'Aula: "E' possibile che dobbiamo ancora senza avere approvato il riordino della rete ospedaliera già proponendo con una targa specifica una correzione a quel provvedimento di riordino della rete ospedaliera che non abbiamo ancora approvato?" Quindi mi asterrò da questo voto pur mantenendo totalmente e coerentemente la sintonia con l'idea di tutelare Nuoro e l'Ospedale San Francesco nel mantenimento dei suoi servizi, ma non è così che si può fare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Daniela Forma per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FORMA DANIELA (PD). A me dispiacciono le parole del collega Usula anche perché questo ordine del giorno non viene calato dall'alto così a scatola chiusa al termine della discussione della rete ospedaliera ma si è lungamente discusso anche di questo preciso punto durante la trattazione del capitolo 6. Peraltro c'è stato un intervento nel quale vengono presentati tutti gli interventi fatti su questa struttura, struttura pubblica, centro di riabilitazione con piscine riabilitative, con palestre riabilitative. E' intervenuto anche l'Assessore, non una ma due volte ed è stato concordato per il ritiro di un emendamento che voleva essere ancor più puntuale, abbiamo individuato un percorso che prevede la convocazione di un tavolo che metta in campo la rete di riabilitazione regionale nel quale anche a questa struttura, fatta con risorse pubbliche, struttura pubblica, venga dato un ruolo. Quindi non penso che venga tolto niente a nessun altro, tanto meno rigetto l'appellativo di ordine del giorno ipocrita che non è confacente alla serietà che ho sempre dimostrato e che mi viene anche riconosciuta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI).Io credo che nelle parole dell'onorevole Usula ci sia molta verità, noi lo voteremo per senso di responsabilità e anche per dimostrare che se si arriva a dover fare, tra virgolette, un processo alle intenzioni e a chiedere qualcosa per Nuoro, vuol dire come noi sosteniamo che a Nuoro non è stato concesso proprio nulla. E allora, onorevole Usula noi lo faremo per senso di responsabilità per evitare che anche quella particina possa essere compromessa, non di certo il nostro ordine del giorno servirà a salvare nulla purtroppo di questa fatiscente riforma e tra l'altro vorrei anche sottolineare che al di là dell'ordine del giorno, con atti aziendali si è già andati ben oltre.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Gruppo Misto). Io voterò a favore di questo ordine del giorno che è testimonianza chiara di quella che è stata la discussione in Aula. Io ho discusso alcuni emendamenti durante questo processo non senza imbarazzo perché sono convinto che in questa discussione il Consiglio abbia portato avanti un ruolo che non gli è proprio. Atti come questo, come la riforma della rete ospedaliera, mal si adattano a modifiche emendative settoriali come quelle proprie del metodo di lavoro in Aula a cui siamo abituati e a cui dobbiamo sottostare sottostare. Modifiche che hanno obbligato in molte discussioni a ragionamenti parziali, territorio per territorio, ospedale per ospedale, e addirittura reparto per reparto. Alcuni emendamenti hanno migliorato il testo, e non lo metto in dubbio, resta il fatto però che potrebbe mancare appunto un disegno complessivo, ed è anche per questo motivo che appunto non ho nascosto il mio imbarazzo prima, e non lo nascondo adesso, anche appunto apprestandomi a votare a favore di questo ordine del giorno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Anna Maria Busia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BUSIA ANNA MARIA (Gruppo Misto). Ho firmato questo ordine del giorno perché era chiaro quello che sarebbe accaduto nella discussione della riforma della rete ospedaliera, e cioè che con tutta una serie di emendamenti apportati quella che era una riforma che non trovava il mio apprezzamento è stata ulteriormente peggiorata in quanto, adesso, in questo momento e, ripeto, alla luce di tutte le modifiche apportate, manca di una sua coerenza interna, perché le legittime, comprensibilissime attività emendative da parte dei colleghi Consiglieri, che hanno cercato davanti a una situazione grave, lamentata nei corridoi, nelle segrete stanze, ha imposto loro, soprattutto per chi appartiene a territori che sembravano rimasti sguarniti dei presidi base per l'assistenza sanitaria, e sulle cui attività emendative hanno dovuto dare una spinta. Alla luce quindi di questa considerazione, cioè del fatto che si sapeva dove si sarebbe andati a parare, io ho firmato questo. E credo che gli ordini del giorno, in relazione e a seguito di questa riforma che sicuramente approverete, saranno all'ordine del giorno, perché bisognerà apportare tutta una serie di modifiche, e bisognerà tamponare i danni che questa riforma porterà. Quindi questo è il primo ordine del giorno, per questa ragione ho apposto la mia firma e per questa ragione io voto a favore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az-La Base). Presidente, io sono un firmatario dell'ordine del giorno numero 2 dell'11 ottobre, e mi trovo anche l'ordine del giorno numero 3 del 17 ottobre, dove praticamente si chiede nel primo il conferimento di un ruolo centrale allo stabilimento riabilitativo del presidio ospedaliero quello Cesare Zonchello di Nuoro, nel secondo si chiede di confermare il riconoscimento dell'attività svolta dall'istituto Santa Maria Bambina come riferimento regionale per l'assistenza dei pazienti che richiedono interventi. Allora io non so se si sta facendo un derby fra Nuoro e Oristano per capire chi la spunterà. Io credo che siamo al ridicolo a voler fare cose di questo genere, per cui credo che la cosa più ragionevole che si possa fare in occasioni di questo genere sia ritirare tutti e due gli ordini del giorno, vedersi, e capire qual è un ordine del giorno che può essere il più condiviso possibile per parlare dei centri di riabilitazione in Sardegna. A queste condizioni è chiaro che io continuerò a sostenere, se si continuano a mantenere due ordini del giorno, il numero 2, ma sinceramente mi trovo a dover esprimere un voto che potrebbe andare contro un altro istituto, il Santa Maria Bambina, del quale riconosco tutta la sua valenza, e credo che ridurre il dibattito in Consiglio regionale a contenderci un riconoscimento regionale, credo che sia poco costruttivo per la sanità della Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SDP). Mi trovo in grave e in grande imbarazzo, anche io sono firmatario dell'ordine del giorno numero 2, e non mi sembra che l'ordine del giorno numero 3 dica le stesse cose dell'ordine del giorno numero 2. Allora, questo ordine del giorno nasce, l'Assessore lo sa bene, perché il primo atto aziendale che arrivò all'esame della Giunta di fatto sopprimeva le strutture complesse presenti nel presidio di Nuoro nel settore riabilitativo, siccome abbiamo detto che il famigerato e famoso project financing aveva speso risorse ingenti per fare le palestre e le piscine, per creare comunque una struttura di eccellenza all'Ospedale Zonchello di Nuoro, lì si era detto che così non sarebbe stato, questo l'ha detto l'Assessore, quindi siccome non era il caso in un dispositivo come la riforma della rete ospedaliera, che tra l'altro è un atto organizzativo, così ci è stato detto, di inserire la struttura complessa della riabilitazione all'ospedale Zonchello di Nuoro nella riforma, c'era stato detto che sarebbe stato convocato un tavolo tecnico per stabilire dove sarebbero stati istituiti questi centri, che poi possono essere strutture complesse o altro, ma nessuno sta dicendo che se Nuoro avrà la struttura complessa all'ospedale Zonchello Oristano non avrà quello che gli è stato garantito prima dall'assessore. Quello che ha detto la collega Busia è vero, io credo che gli atti aziendali se non saranno rispondenti a quelle che sono le linee guida approvate in questa rete ospedaliera, di mozioni e ordini del giorno, interpellanze, interrogazioni e proteste ne vedremo molte altre. Io sono del parere che questo ordine del giorno vada approvato, come va approvato anche l'altro ordine del giorno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giorgio Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC Sardegna). C'è il detto che un ordine del giorno non si nega a nessuno. Però io pensavo che noi avessimo continuato e terminato la razionalizzazione della rete ospedaliera, qui stiamo riprendendo il discorso praticamente della rete, perché se potevamo farlo avremmo potuto farlo prima. Pensavamo già di chiudere ieri sera, ma probabilmente non chiudiamo neanche stamattina, lei ha convocato all'una l'Ufficio di Presidenza del Consiglio, probabilmente continuando così, finiremo stasera e forse domani. Allora credo che, ha detto bene Carta, che trattandosi di un problema specifico che riguarda sia l'emendamento numero 2 che l'emendamento numero 3, possa esserci un momento in cui si discute questo argomento e si fa un ordine del giorno unitario, perché cercare di trovare convergenze per poi arrivare a un voto congiunto eccetera, l'abbiamo già sperimentato un'altra volta, non è un modo corretto. Per cui io ritengo che la proposta di Carta sia una proposta seria.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Presidente, io non credo di voler animare guerre fra poveri, né mi interessa farlo in alcuna maniera. Il problema nasce dal fatto che quando fu tolto il codice 75 che la Dirindin diede all'Istituto Santa Maria Bambina di Oristano, l'Assessore ha preso impegno davanti a tutti i Consiglieri dell'oristanese, davanti all'arcivescovo di Oristano, davanti al Consiglio di amministrazione del Santa Maria Bambina, che si sarebbe potenziato l'ospedale civile e nel contempo si sarebbe ritenuto di fare l'oristanese centro del risveglio e della cura riabilitativa. Ora io non credo che sia un argomento privo di interesse, ma che può coinvolgere il Santa Maria Bambina di Guspini. Il problema dell'ex Ospedale transitato all'ASL di Sassari, che abbiamo ancora in discussione per tanti altri motivi, e diversi altri centri. Ora io credo che un ordine del giorno che sia da una parte o dall'altra non risolva i problemi,riterrei opportuno che tutte e due gli ordini del giorno venissero ritirati e che se ne parli serenamente per dare una organizzazione seria, non giocherellona come si è fatto sino adesso, della sanità e di quello che è dare opportunità al centro Sardegna e non solo e per offrire grandi opportunità di servizi a chi è malato. Per cui auspico che, da parte di tutti, si ritirino tutte e due gli ordini del giorno e che si faccia tabula rasa.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Anna Maria Busia. Ne ha facoltà.

BUSIA ANNA MARIA (Gruppo Misto). Io ritiro l'ordine del giorno per la giornata odierna se è possibile, è quello relativo agli arresti dei giornalisti turchi.

Credo sia assolutamente importante che procediamo con la discussione sulla riorganizzazione della rete ospedaliera.

PRESIDENTE. Grazie, è stato ritirato quindi l'ordine del giorno numero 7.

Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Ruggeri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RUGGERI LUIGI (PD). Volevo solo fare una considerazione in merito all'ordine del giorno numero 2 e all'ordine del giorno numero 3, così come sono stati presentati. Esprimono tutta la preoccupazione perché alcuni centri che sono configurati nella capacità di dare risposte di qualità alla riabilitazione siano mantenuti nella piena funzionalità, io credo che una rete assistenziale dedicata alla lungodegenza non possa che essere una rete multipolare dove chiaramente non possono esistere delle auto proclamazioni, ma esiste, così come abbiamo fatto per la rete ospedaliera, un modello reticolare all'interno del quale ciascuno di questi poli, che gli ordini del giorno tra l'altro identificano, quindi quello di Oristano piuttosto che quello di Nuoro, ma anche altri che non sono identificati, penso a quello di Guspini, penso a quello che si sta costituendo al Brotzu, penso a quello che potrebbe essere sull'ospedalità privata al Mater Olbia. Tutte queste polarità, tutti questi centri devono configurare a loro modo un'eccellenza, devono lavorare in un sistema di rete, quindi apprezzo in questi ordini del giorno la sottolineatura della centralità di ciascuno di questi presidi e la necessità che non vengano dismessi i forti investimenti che hanno supportato la costruzione di quelle strutture e vengano finalizzate alla vecchia riabilitazione, ricordo e affermo che oggi la rete ospedaliera propone anche una notevole parte alla lungodegenza e alla riabilitazione, quando parliamo di rete territoriale intendiamo la rete territoriale multipolare in cui ciascuno di questi presidi ha un ruolo importante. In questo senso credo che questi ordini del giorno vadano interpretati e valorizzati, ciascuno esprimendo il punto di vista di una valorizzazione di una singola struttura ma componendo questa struttura all'interno di un disegno complessivo di valorizzazione della rete riabilitativa che lavora e ha valore solo in quanto espressione di polarità multi reticolare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Congiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). Presidente, ciascuno di noi è portatore di una sua verità, un tema come quello declinato nei due ordini del giorno ha una sua base etica e non può essere bollato in termini di ipocrisia politica, entrambi gli ordini del giorno sono esponenziali di un ragionamento di un'esigenza e vanno assolutamente considerati, tuttavia ritengo che ci si stia esponendo a relegare la valenza degli argomenti portati dai due ordini del giorno in una inutile disputa territoriale. Ebbene, uscire dall'impasse, e il mio intervento vuole essere propositivo, faccio un appello all'Assessore perché probabilmente se prendesse l'impegno di attivare quel tavolo tecnico che è il luogo deputato per capire se le strutture o altre strutture possano essere ricomprese in una rete di valenza regionale, allora il tavolo tecnico può essere forse quell'impegno che fa in modo che i due proponenti possano ritirare gli emendamenti, perché altrimenti è un ritiro in blocco senza nessun tipo di ragionamento di qualità, quella sì che potrebbe essere ipocrisia.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

ARRU LUIGI, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Io faccio un invito al ritiro di questi due ordini del giorno assumendo l'impegno di attivare il tavolo della riabilitazione, soprattutto la riabilitazione tenendo conto anche di un risultato straordinario che la Regione Sardegna ha ottenuto da poco che è l'attivazione della scuola di specializzazione in fisiatria, questo ci impone di proseguire un discorso di governance in rete valorizzando ma avendo anche una prospettiva di servizio per tutti i sardi, quindi mi impegno per attivarli immediatamente e faccio veramente un appello perché vengano ritirati i due ordine del giorno.

PRESIDENTE. Chiedo se sulla richiesta di ritiro degli ordini del giorno c'è accordo, lo chiedo all'onorevole Forma e all'onorevole Dedoni. È disponibile l'onorevole Dedoni, lei onorevole Forma?

FORMA DANIELA (PD). Accolgo l'invito dell'Assessore con le rassicurazioni che ha dato anche nel corso della discussione del capitolo Capitolo 6, oltre che a quelle odierne.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Sull'ordine del giorno numero 2 c'è anche la mia firma che non ritiro, anzi approfitto dell'occasione per denunciare in primo luogo il fatto che a rete ospedaliera, dibattito, approvazione di articoli e tutto conclusa, si stia tornando con gli ordini del giorno, cioè con un éscamotage che dà l'indicazione chiara delle falle, del vuoto, delle lacune, delle manchevolezze, che sono denunciate dallo stesso centrosinistra. Quindi, cari colleghi del centrosinistra, state già dicendo che avete fatto qualcosa di non adeguato, di non utile perché ci state tornando con gli ordini del giorno e a me interessa sottolineare dal punto di vista politico intanto questo aspetto: quel provvedimento presenta le falle che sono appunto portate all'attenzione dell'Aula già con questo ordine del giorno. Poi Assessore, lei lo sa perché abbiamo frequentato il liceo assieme quanta fiducia e quanta amicizia ma, sul piano politico, mi consenta, non le posso dare la fiducia sulla parola perché qui sono state spese troppe parole e vediamo che nulla poi è conseguito, non è mancanza di fiducia sulla sua persona è la mancanza di fiducia su questa Giunta regionale che è assolutamente inadeguata, ragione per la quale, per quanto mi riguarda, mantengo la firma su questo ordine del giorno, se volete bocciatelo ma denuncia proprio tutta la vostra inadeguatezza e la vostra inadempienza a fare le cose come avrebbero dovuto essere fatte.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Noi stiamo discutendo adesso di ordini del giorno, lo stiamo facendo con una rete ospedaliera il cui iter deve essere concluso in mattinata. Gli ordini del giorno vengono come sempre presentati alla fine, prima del voto finale, così come in questo caso, sul tema. Per cui, per replicare un po' alle cose che ho sentito adesso, qua c'è un accordo fra maggioranza e minoranza per ritirare i documenti che in qualche misura entrano in conflitto senza un'analisi approfondita sul tema della riabilitazione, che nulla ha a che vedere con la rete ospedaliera che adesso stiamo approvando perché sulla rete ospedaliera abbiamo già scritto le cose. Gli ordini del giorno prevedono cose in deroga sulle quali deve essere ancora fatta una discussione che non è quella prevista nella riorganizzazione che stiamo approvando adesso, che la Commissione ha visto e che quest'Aula ha discusso. Questa è la ragione per la quale l'Assessore si è impegnato nell'affrontare più avanti, quindi non con un ordine del giorno, con due ordini del giorno che parlano uno di Nuoro, uno di Oristano, uno parla del Medio Campidano e un altro parla del Sulcis-Iglesiente, è evidente che non si può fare così per cui capisco le ragioni politiche che spingono il collega Pittalis a inserirsi in una vicenda sulla quale può dal suo punto di vista speculare politicamente, una cosa che in genere non si fa quando c'è un accordo fra maggioranza e minoranza, perché i documenti sono firmati da maggioranza e minoranza come in questo caso. Per cui, se i presentatori, i primi firmatari richiedono di sospendere la discussione del punto, ed è questa la richiesta che io formulo, di non votare adesso il documento, di consentire un approfondimento ulteriore sull'uno e sull'altro ordine del giorno presentato perché lo abbiamo fatto in altre circostanze e non si capisce per quale ragione non lo si debba fare adesso, non c'entra un tubo la questione delle falle all'interno della legge perché sono argomenti totalmente differenti così presentati con un ordine del giorno che meriterebbero un approfondimento analitico, magari in Commissione, perché la cosa possa essere analizzata in maniera più profonda, rispetto a quella che può essere fatta con un ordine del giorno presentato in un'Aula, che prende, diciamo così, per la giacca il rappresentante di un territorio, piuttosto che di un altro. Quando, invece, si discute di sanità, e non solo di sanità, l'argomento deve essere visto sul livello regionale. Quindi io invito il collega Pittalis a evitare di inserirsi su una vicenda come questa, su cui francamente oggi capita a lui di fare questo, perché il documento presentato dalla collega Forma, la quale si alza, sostiene Zonchello, come luogo nel quale fare riabilitazione, e dall'altro i colleghi di Oristano difendono le ragioni del loro territorio, ha bisogno o no di essere approfondito l'argomento? Certo che sì. Per cui, evitiamo speculazioni politiche, che di politico non hanno nulla, per consentire di approfondire gli argomenti che riguardano Zonchello e Oristano presentati da maggioranza e opposizione, assieme.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SDP). Ribadisco il mio pensiero, però sono d'accordo sull'ultima proposta che ha fatto il Capogruppo del PD. Tra l'altro, mi sembra molto anomalo il fatto che noi prima di votare la legge ci stiamo inserendo per votare degli ordini del giorno. Passiamo tutto alla fine, approviamo la legge. Questo aspetto, io ripeto, i due ordini del giorno parlano di cose diverse, di riabilitazione, ma di aspetti diversi, potevano benissimo essere lasciati e anche votati. Comunque, si può benissimo spostare tutto alla fine, perché ognuno di noi ha le proprie ragioni per manifestare, con quell'ordine del giorno, le criticità che quegli atti aziendali avevano portato.

PRESIDENTE. Metto in votazione la proposta di rinvio della discussione dei due ordini del giorno. Uno è stato ritirato, l'altro viene mantenuto, c'è una proposta di rinvio della discussione di tutt'e due ad altra data.

Sul Regolamento

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). È chiaro che si trova sempre la soluzione attraverso gli éscamotage, cioè attraverso gli imbrogli per coprire le vergogne; si utilizza il Regolamento consiliare a comodo, a piacere, ad uso occasionale. È una vergogna! Prima si presenta l'ordine del giorno per denunciare che il provvedimento che volete esitare, e di cui vi portate tutta la responsabilità, e ve la portate tutto il centrosinistra, sia chiaro, nessuno escluso! Perché a questa rete ospedaliera l'opposizione l'ha fatta questa parte politica, le forze dell'opposizione vera, quella che vi contrasta ogni giorno, non quelle che fate a vostra comodità, perché voi avete fatto l'opposizione solo in funzione di altre questioni, non della rete ospedaliera, che non ve ne frega niente! Perché tanto avete sempre votato! Avete sempre cercato di creare le condizioni perché non succedesse mai alcun incidente! Quindi ve la siete cantata, suonata, ballata, quando si tratta di denunciare manchevolezze, storture, vuoti allora addirittura vi opponete ad un ordine del giorno, fate di tutto perché vengano ritirati, perché non si deve sapere che questo provvedimento è monco, che questo provvedimento danneggia gravemente il territorio, la qualità dell'offerta sanitaria va a farsi benedire, le liste d'attesa erano lunghe e continueranno ad essere lunghe, lunghissime; e i servizi per le strutture, quelle soprattutto delle zone più disagiate, del centro Sardegna, delle zone interne ne risentiranno ancora gli effetti negativi. E voi chiedete che venga… prima insistete sui primi firmatari, sull'onorevole Forma, che ritiri l'ordine del giorno, poi vi rendete conto, siccome l'hanno firmato anche altri, perché volevamo farvi emergere questo aspetto, soprattutto, io ho voluto che rimanesse la mia firma per il mantenimento. Ora avete escogitato il trucchetto di rinviare la discussione, rinviarla a quando Presidente? È un ordine del giorno legato a questa legge! Allora si rinvia la discussione e il voto finale anche del provvedimento! Stiamo rinviando non solo questo ordine del giorno, ma l'intero provvedimento! Perché questo ordine del giorno è collegato intimamente al provvedimento! Allora, assumetevi la responsabilità di rinviare tutta la rete ospedaliera, il voto finale, ad altra data. La maggioranza ha i numeri per farlo? Votatelo. Ma non si rinvia l'ordine del giorno soltanto, Presidente, perché è legato a quel provvedimento. Dove lo attacco domani? Dove lo attacco? A quale provvedimento? A che cosa? In che modo entra in Aula? Me lo spiegate? Se non è legato a questo provvedimento? Come entra?

Allora, Presidente, io pongo un problema regolamentare e di rispetto assoluto delle prerogative di quest'Aula, perché non si può continuare ad andare avanti con gli imbrogli, perché ne abbiamo fin troppo piene le tasche dei trucchetti e dei giochetti che proponete a quest'Aula, perché veramente vi abbiamo smascherato! Vi abbiamo definitivamente smascherato su quello che siete capaci o incapaci di fare!

PRESIDENTE. Onorevole Pittalis è evidente che il rinvio può essere fatto soltanto alla fine degli ordini del giorno, perché son collegati al doc 16 e quindi devono essere votati e risolti prima della votazione finale del doc 16.

Continuazione della discussione dell'articolato e approvazione del documento: "Proposta di ridefinizione della rete ospedaliera della Regione autonoma della Sardegna". (16/XV/A)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Presidente, non vorrei essere frainteso, io ho dato la disponibilità al ritiro se fossero stati ritirati tutti e due; se uno resta in campo resta anche l'altro. Per correttezza e coerenza.

Vorrei solo dire, all'onorevole Pittalis, che non ha capito solo lui che c'è un deficit forte nel progetto di legge che stiamo esaminando, c'è una serie di cose che vanno qualificate al di là e al di fuori. Ma continuare a peggiorare una cosa che punta a dare sollievo alla sanità sarda e, soprattutto, a quei poveri cristi che hanno bisogno di queste esperienze, mi pare più che necessario che si trovi una soluzione. Mi dispiace, capisco i colleghi del nuorese, ho capito che non posso parlare…

PRESIDENTE. Onorevole Cocco, grazie.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Io credo, e l'ho detto con estrema serietà, quando abbiamo chiesto il ritiro, alla pari, era per approfondire l'argomento. Posso non fidarmi delle dichiarazioni dell'Assessore, perché queste dichiarazioni le aveva già fatte ad Oristano davanti ad autorità, ora io chiedo che sia approfondito, ma non perché voglio dare una mano agli uni o agli altri, perché è una cosa seria e non si possono mettere in competizione territori deboli, e far sì che si coprano magagne di una rete ospedaliera che non è stata sviscerata; ma che è stata semplicemente, come dirò dopo, ma parlando di rete ospedaliera, ben altro.

PRESIDENTE. Allora metto in votazione l'ordine del giorno numero…

Ha domandato di parlare il consigliere Giorgio Oppi. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC Sardegna). Io cerco di capire, non sono d'accordo con lei Presidente, lo dico subito, se un consigliere regionale lo fa proprio, siccome siamo in fase di votazione, si dovrebbe votare. Ora, i tempi tecnici che ha detto lei io non ho capito perché stamattina siamo partiti dagli ordini del giorno, perché la prassi doveva essere diversa, primo. Secondo, io voterò contro tutti e due, è molto più semplice, dicendo e invitando tutti quanti che in un secondo momento si esamina per cercare di verificare se esiste la possibilità di risolvere questi due problemi. Ma dire, come ha detto lei, che si fa alla fine dell'approvazione dell'ordine del giorno è una burletta, non si ha il tempo materiale, tra un quarto d'ora non siamo in grado di fare niente.

PRESIDENTE. Onorevole Oppi stiamo votando infatti.

OPPI GIORGIO (UDC Sardegna). Votiamo?

PRESIDENTE. Votiamo. Ho aperto la votazione.

OPPI GIORGIO (UDC Sardegna). Ma con questo impegno che si esaminano poi successivamente? Non come ha detto prima che si esaminano alla fine degli ordini del giorno.

PRESIDENTE. No, li stiamo votando adesso.

Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az-La Base). Io non ricordo un ordine del giorno approvato del Consiglio che ha lasciato traccia nella vita dei sardi, neanche uno, proprio zero, quindi credo che giustamente la palestra alla quale stamattina stiamo assistendo serva e sia utile per chissà quale altro fine. Siccome io credo che entrambi gli ordini del giorno siano validi, e siccome non voglio fare un torto a Nuoro e neanche a Oristano, chiedo di aggiungere la mia firma anche all'ordine del giorno numero 3, e voterò a favore di entrambi lasciando poi all'Assessore la questione irrisolta per convocare quel tavolo tecnico e capire come si dovrà procedere.

PRESIDENTE. E' aggiunta la firma dell'onorevole Carta all'ordine del giorno numero 3.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'ordine del giorno numero 2.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Metto in votazione l'ordine del giorno numero 3.

Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SDP). Per chiedere di aggiungere la firma mia e del mio Gruppo a questo ordine del giorno.

PRESIDENTE. Le firme vengono aggiunte.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'ordine del giorno numero 3.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'ordine del giorno numero 4, primo firmatario l'onorevole Comandini.

Ha domandato di parlare il consigliere Giampietro Comandini. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Io credo che una delle cose più preziose sia il tempo e noi in quest'Aula l'abbiamo utilizzato anche male, alcune volte, per cui a me convincono molto quelli che sono stati gli impegni dell'Assessore nei confronti della rete ospedaliera ma anche nei confronti del personale, che con molta dedizione, professionalità e attenzione garantisce una buona sanità a tutti i livelli nella regione Sardegna, e sono anche convinto che l'Assessore, già nella discussione, ha preso con accurata attenzione il problema dei lavoratori precari, che purtroppo sono ancora precari dopo tanti anni. Per cui, per non voler togliere molto altro tempo all'Aula, e sono sicuro che questo sia un tema che riguarda tutte le forze politiche presenti, sia di maggioranza che di minoranza, e sul tema del precariato nella sanità dovremmo parlare con più attenzione, io ritiro il mio ordine del giorno con l'impegno che ci sia una mozione di tutta l'Aula nei confronti di questi lavoratori in modo che effettivamente si applichino in Sardegna quelli che sono i principi e gli aspetti positivi della riforma Madia che in qualche modo possono garantire a tutti i lavoratori precari che ancora oggi garantiscono e assicurano una buona sanità nel nostro territorio, la possibilità di trovare le forme di garanzia che la legge stessa prevede. Ritiro l'ordine del giorno.

PRESIDENTE. L'ordine del giorno numero 4 è ritirato.

Passiamo all'ordine del giorno numero 5, primo firmatario l'onorevole Cossa.

Ha domandato di parlare il consigliere Michele Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Questo ordine del giorno è nato prima che venisse discussa la rete ospedaliera. L'istanza del territorio di avere un ospedale unico in grado di razionalizzare la situazione sanitaria del Sulcis Iglesiente è presente nella rete ospedaliera, quindi l'ordine del giorno di fatto è già stato recepito e per questo lo ritiro. Grazie.

PRESIDENTE. E' stato ritirato anche l'ordine del giorno numero 5.

Passiamo all'ordine del giorno numero 6, prima firmataria l'onorevole Forma.

Ha domandato di parlare la consigliera Daniela Forma. Ne ha facoltà.

FORMA DANIELA (PD). Anche qui per ricordare la discussione avvenuta durante il capitolo 7, dove ho rappresentato la mia contrarietà rispetto alle riduzione dei posti letto della dermatologia dell'unità ospedaliera complessa del San Francesco di Nuoro, per il quale attendo comunque un impegno dell'Assessore perché comunque è una realtà a mio avviso da tutelare per il servizio che svolge a livello regionale, attestato dal tasso di occupazione dei posti letto prima vigenti e anche dall'indice di attrattività. Sono comunque disposta al ritiro.

PRESIDENTE. E' stato ritirato anche l'ordine del giorno numero 6.

Passiamo dunque alla votazione finale del documento numero 16.

Ha domandato di parlare il consigliere Edoardo Tocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TOCCO EDOARDO (FI). Siamo al vero atto finale, Assessore, di questa riforma, come più volte è stata chiamata; io non vedo assolutamente nessun tipo di riforma, vedo, come ho già dichiarato più volte, un progetto disorganico, un progetto che fa emergere ancora i problemi della Sardegna legati alla sanità; problemi che sono legati alla rete territoriale, ancora l'emergenza urgenza è ferma, l'AREUS è al palo, l'ATS già da quasi un anno avrebbe dovuto approntare la centrale acquisti, molti farmaci non sono disponibili all'interno degli ospedali, tutto questo a discapito dei pazienti. Ma la cosa più grave, Assessore, è che quello che sto vedendo è una sceneggiata continua e costante di un provvedimento che purtroppo avrà un futuro difficile, perché vedrà ancora la delusione continua dei territori, la delusione di tanti professionisti che sono stati scaricati, umiliati, negli ospedali di eccellenza, insieme alle loro strutture complesse. Quindi niente di buono, Assessore, soltanto la sconfitta della popolazione sarda che si era illusa sino all'ultimo di poter avere la condivisione di questo Governo regionale, di questa maggioranza regionale che la popolazione stessa ha eletto e che ha messo al governo di questa Regione con l'illusione che qualcosa potesse cambiare. Ebbene questo non è accaduto nella fase più importante di questa legislatura cioè della riforma sanitaria, che è la sicurezza, la libertà, la dignità dei sardi. Io, Assessore, mi sento a mia volta anch'io sconfitto e, passatemi il termine, in questo momento perché non sono riuscito né io né i miei colleghi con tutto l'impegno che abbiamo profuso ad arginare il danno, Assessore. Quindi valuterò anche attentamente eventualmente la possibilità forse di lasciare la vicepresidenza della Commissione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Daniela Forma per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FORMA DANIELA (PD). Presidente, io sono tra quei, forse pochi, consiglieri regionali che ha provato a portare avanti la rivendicazione di Nuoro quale DEA di secondo livello e questo sia nelle tantissime riunioni di maggioranza fatte proprio sulla rete ospedaliera e anche con emendamenti agli atti presentati in Commissione sanità. Ho poi dovuto desistere, prendere atto che si poteva arrivare ad una soluzione di compromesso nel salvaguardare quanto più possibile i servizi presenti offerti a Nuoro con la formula finale, nella quale mi sono ritrovata e che ho votato. Nuoro presidio ospedaliero di primo livello con servizi di secondo livello. Una garanzia sul mantenimento delle specialità presenti a Nuoro già in nuce nella formulazione proposta inizialmente dalla Giunta regionale come primo livello rinforzato e che viene messa maggiormente in sicurezza con la nuova dicitura approvata dal Consiglio regionale dove al presidio ospedaliero San Francesco di Nuoro vengono riconosciuti i servizi propri di secondo livello. Abbiamo dunque sancito che le specialità di secondo livello, l'organizzazione necessaria a produrli vengono mantenuti senza penalizzazioni per il presidio ospedaliero nuorese. Non so se questa sia la migliore riforma possibile ma sono consapevole testimone del grande lavoro che qui in Consiglio regionale è stato fatto per migliorare la proposta della Giunta e per dare risposte alle istanze territoriali che abbiamo saputo degnamente rappresentare. Per questo ringrazio in particolare i colleghi della Commissione sanità e i due relatori Raimondo Perra e Gigi Ruggeri per la grande pazienza dimostrata e anche per la grande disponibilità e generosità. Certo se in maggioranza avessimo avuto anche solo un consigliere regionale in più a portare avanti le battaglie di potenziamento per il nuorese forse si sarebbe potuto ottenere qualcosa in più. Non saprei ma certamente è un interrogativo che mi pongo e per il quale mi rimane l'amaro in bocca. Per queste ragioni rigetto totalmente le pesantissime accuse di smantellamento della sanità e della sanità nuorese che sono state lanciate in quest'Aula e sulla stampa a più riprese, che offendono il lavoro e tutto l'impegno profuso per migliorare il testo della riforma in tutti questi mesi carichi di tensione, di riscrittura costante del testo per arrivare alle migliori sintesi possibili tra una miriade di interessi relativamente e oggettivamente legittimi per ogni territorio della nostra Regione.

Quindi oltre che per l'impianto generale voterò a favore della ridefinizione della rete ospedaliera anche per la soluzione di compromesso raggiunto per la sanità nuorese, con il riconoscimento appunto dei servizi di secondo livello presenti ma anche per la soluzione di principio introdotta per gli investimenti riconducibili al project financing di Nuoro che non solo verranno completati ma verranno messe a disposizione della sanità nuorese anche le economie derivanti dall'annullamento del project vertenze legali per mettendo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (Psd'Az-La Base). Presidente, la necessità di intervenire sulla sanità fu condiviso all'unanimità dal Consiglio sin dall'8 gennaio 2015 con l'istituzione della Commissione d'inchiesta sull'efficienza del sistema sanitario regionale e sull'adeguatezza dei suoi costi. Tanti buoni propositi rimasti tali. La Commissione non è approdata a nulla e da subito ci si è resi conto che alla buona volontà espressa col voto unanime se ne contrapponeva un'altra, non dichiarata, di sabotare i lavori della Commissione stessa. Poco si è accertato sull'acclarata inefficienza del sistema sanitario e nulla sull'adeguatezza dei suoi costi. Assunzione di interinali, Commissioni mediche provinciali, spesa farmaceutica, protesi e ausili ortopedici, concorsi dal profilo fumoso, contratti di alta professionalità, primariati intoccabili, liste d'attesa lunghissime, stabilizzazioni fuori controllo, tutto questo e non solo ancora contribuisce a rendere la sanità una galassia fuori controllo. L'istituzione dell'ATS e il riordino all'esame del Consiglio dovevano servire per interrompere questa ingovernabilità. 3 miliardi 488 milioni previsti per il 2018 per la sanità a fronte di una finanziaria di 7 miliardi e 700 milioni non basteranno a risolvere i problemi gravissimi legati al destino di migliaia di persone. Solo per memoria evidenzio alcune voci di costo mai spiegati dai responsabili: le commissioni per l'accertamento dell'invalidità civile nel 2016 sono costate 3.044.000 euro, l'acquisto di protesi e ausili 4.488.000 euro, all'ex ASL Nuoro e i servizi di ausiliariato, CUP e portierato il costo annuo complessivo preventivato in 1 milione 820.000 euro è lievitato a 7.019.000 euro con un incremento in un anno del 385 per cento.

Ho chiesto di sapere tutto su questi costi da come sia stato possibile un aumento di queste proporzioni a quali procedure furono seguite per l'assunzione delle unità lavorative, risposte: nessuna. È di tutta evidenza che in questi numeri si cela il più becero clientelismo consentito dal colpevole silenzio di tutta la politica e da ultimo coperto dal sabotaggio operato verso la Commissione che avrebbe dovuto accertare l'adeguatezza anche di questi costi. Un'occasione persa per fare chiarezza che sembra voler far adeguare la politica sarda al ritornello della famosa canzone napoletana: "chi ha avuto ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato ha dato, scuordiamoci o passato". Ma non credo che possa chiudersi così una storia durata troppi anni senza controllo e senza pudore. Anni durante i quali politici battitori liberi, partiti, professionisti, medici, professori hanno potuto fare ciò che volevano facendo lievitare i costi della sanità senza ritegno alcuno e senza pagare il dazio Sardi. Sardi a quali viene offerto la riforma sanitaria parlando di ASL unica mentre così non è, e ridefinendo la rete ospedaliera in maniera, secondo me, distorta. Sono certo che la storia non si chiude qui ma non è certo questa riforma che servirà per una sanità migliore per il futuro e a fare chiarezza sugli abusi del passato. Esprimo pertanto il mio voto contrario.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giovanni Satta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SATTA GIOVANNI (Psd'Az-La Base). Presidente, l'onere di fare questa riforma giustamente se lo è sobbarcato questa Giunta, riforma che andava comunque fatta, come andava fatta anche quella un anno fa per la redistribuzione delle ASL, quindi l'accorpamento e la nascita dell'ATS. Un anno fa vi diedi credito, mi astenni nella votazione, perché pensavo che comunque peggio di come si stava non si poteva stare. Oggi con questo riordino della rete ospedaliera che avete dovuto fare per adeguare la rete ospedaliera appunto al DM 70, quello che dice il DM 70 è stato completamente stravolto, quindi questo grande lavoro di cui si parla è stato fatto cercando di accontentare, come ho detto prima in qualche altro intervento, i campanili. Quindi questo sarà il motivo per il quale io non voterò assolutamente questa riforma anche perché c'è un grave danno a quella che è la sanità gallurese, io sabato scorso ho assistito a un Consiglio comunale aperto dove è stata celebrata, non so per quale motivo una vittoria in merito per quanto riguarda il San Raffaele o Mater Olbia che lo si voglia chiamare. Questa per me e per la Gallura non è una vittoria era un atto dovuto, quindi si tratta, infatti, sappiamo tutti che è stato il Governo nazionale a dire che il Mater Olbia doveva essere accreditata anche se ancora non lo è, però la sanità gallurese ne esce a pezzi con le ossa rotte al di là della vittoria dopo una grande battaglia del collega e amico Zanchetta per il centro nascita de La Maddalena e anche della vittoria tra virgolette dell'ospedale Dettori di Tempio che ha ottenuto di mantenere lo status quo, ritengo che la Gallura ne esca appunto con le ossa rotte perché come vi ho già detto in questi in quest'Aula qualche giorno fa non si valutano i numeri che c'erano in Gallura. In Gallura si viola, fino a oggi si è violata e si continuerà a violare la Costituzione, perché voi non applicate, non viene applicato l'articolo 82 della Costituzione che garantisce il diritto alla sanità a tutti. In Gallura questo viene omesso puntualmente non solo nei sei mesi in cui c'è il turismo ma anche durante tutto l'anno. Quindi mi auguro e sarò attento affinché l'ATS intervenga già da subito a far sì che questo ha diritto alla salute venga garantito a tutti i cittadini galluresi e non galluresi. Quindi anche a coloro che si troveranno lì a trascorrere le vacanze. Questo è un diritto del cittadino, è un dovere della Giunta e suo Presidente, Assessore. Quindi io vigilerò affinché questo avvenga e lo farò puntualmente anche verificando lo stato dell'arte di quello che si verifica tutti i giorni nell'ospedale di Olbia. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Anna Maria Busia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BUSIA ANNA MARIA (Gruppo Misto). Questo per me non è un voto facile, e a lungo ho riflettuto in questi giorni su ciò che io dovessi fare. Sono entrate in gioco una serie di questioni, problemi di coscienza, i problemi di coscienza ci devono illuminare sempre nelle nostre azioni, nelle nostre condotte; i problemi relativi al bene comune, al milione e 600 mila sardi, che sono ovviamente fruitori di un servizio, di un diritto come quello alla salute; la questione relativa all'appartenenza ad una coalizione che però, ahimè, ha spesso violato, almeno per quanto riguarda il mio partito, quelle regole minime di galateo che deve esistere, che esiste e che deve essere rispettato tra coloro che fanno parte di un gruppo, di un consesso, di una coalizione; e ancora convincimenti personali, che ovviamente non sono legati allo stato d'animo, ma sono legati allo studio, all'approfondimento, alla valutazione di tutte le questioni tecniche che hanno riguardato questa discussione. A quali di questi punti, di questi elementi dare la prevalenza? È questa la difficoltà che ho incontrato. Credo che sicuramente non posso rispondere positivamente all'appello che è stato rivolto da qualche collega, dal collega Deriu, che si è appellato all'ottimismo, ha detto che si deve essere ottimisti. Per essere ottimisti, però, bisogna far riferimento anche ad un atto di fiducia che si deve avere nei confronti delle persone cui questa fiducia deve essere rivolta, e qui non si tratta di questioni personali, Assessore, qui si tratta di questioni politiche, perché ora è lei ad occupare questo ruolo, in futuro sarà qualcun altro. E allora la fiducia non può essere legata alla persona che in quel momento rappresenta quell'Assessorato, quell'ufficio, quel ruolo, ma deve essere ovviamente pensato universalmente. Ecco perché il mio voto non può che essere contrario per le ragioni che ho spiegato dal punto di vista tecnico nel corso della discussione che si è tenuta in quest'aula, per tutte le ragioni per le quali ho detto questo non è un punto, quello della riorganizzerà riorganizzazione della rete ospedaliera, che può essere preso in considerazione a prescindere dagli altri due punti fondamentali, che non sono soltanto stampella l'una dell'altra, sono elementi che devono necessariamente essere…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Emilio Usula per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

USULA EMILIO (Gruppo Misto). Ieri ho dovuto interrompere mentre facevo il raffronto fra noi e altre fortunate regioni come Emilia Romagna e Puglia, un raffronto impietoso che ci vede miseramente incapaci di far valere la nostra specialità, la nostra autonomia, i diritti che ci derivano anche dalla nostra condizione di insularità. Regioni che hanno saputo confrontarsi con il Governo e scrivere il loro programma di riordino perseguendo obiettivi chiari di offerta, di servizi, per una adeguata risposta ai bisogni dei propri cittadini e mettendo solide basi per continuare ad essere attrattivi a livello nazionale, Regioni che solo per i DEA di secondo livello hanno predisposto e ottenuto il doppio di quanto prevedesse per loro il DM 70, che al contrario per noi, per il nostro esecutivo, ha rappresentato un totem inviolabile e sacro. Regioni che da tempo hanno strutturato, reso operative ed efficienti le reti di cure territoriali e le reti di emergenza-urgenza, prima del riordino del loro sistema ospedaliero. Noi, di queste reti che avrebbero dovuto precedere per dare giustificazione e rendere minimamente credibile il riordino degli ospedali, ne stiamo ancora confusamente parlando, brancolano in un'approssimazione indecente e mettendo come prioritaria la nomina del burocrate di turno o pretendendo entusiasmo per le eliambulanze che sono ancora nella brochure di propaganda e nella fantasia dell'Assessore. Voglio sottolineare solo la forte disattenzione per Nuoro, non ci sono nuove strutture, non ci sono nuove specialità, non c'è nessun potenziamo. Questa Giunta, la nostra Giunta, anche sulla partita sanità ha dimostrato e sta dimostrando remissività, inadeguatezza e insipienza, così come continua a dimostrarsi in tante altre partite, dalla vertenza entrate, agli inaccettabili accantonamenti, alle mai scalfite servitù militari o alla incancrenita questione della continuità territoriale. Ribadisco con forza la contrarietà mia e del partito Rosso Mori a questa proposta di riordino della rete ospedaliera.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Rossella Pinna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PINNA ROSSELLA (PD). Annuncio da subito il mio voto favorevole. Rispetto alla proposta iniziale della Giunta, il testo esce dalla Commissione e dal Consiglio migliorato, più aderente alle istanze e ai bisogni espressi dagli attori istituzionali dei vari territori. In questi numerosi mesi di lavoro abbiamo sottolineato, modificato, riscritto, ma soprattutto abbiamo ascoltato attraverso un processo di condivisione, a tratti difficile, ma con la volontà di tutelare il diritto alla salute per tutti. Abbiamo cercato di disegnare una nuova rete ospedaliera tenendo conto delle specificità della nostra terra, potenziando le eccellenze, ma guardando anche ai territori più distanti, più marginali, quelli più trascurati dalle scelte strategiche del passato, con l'obiettivo di non lasciare indietro nessuno. Penso ai territori più isolati della Sardegna, La Maddalena, l'Ogliastra, e anche al Medio Campidano, al quale finalmente questo provvedimento restituisce una dignità fatta di servizi sanitari finora assicurati soltanto dalla buona volontà e dalla professionalità degli operatori. Oltre al nuovo ospedale, quei lavori inizieranno a breve e i cittadini del bacino del Medio Campidano, cui afferiscono i residenti dell'Alta Marmilla e del Sarrabus, potranno contare su un DEA di primo livello e sullo stabilimento di riabilitazione e di hospice del Santa Maria Assunta di Guspini. Oggi stiamo scrivendo una bella pagina della sanità della nostra isola, scritta e approvata la norma ora lasciamo ai tecnici il compito di applicarla. E dunque il mio auspicio è che le pagine più belle di questo libro possano essere scritte al più presto da tutti i sardi indistintamente, che davanti alla malattia non si sentano più smarriti, che non siano più costretti a prendere una nave o un aereo per potersi curare, ma che possano affidarsi alle strutture sanitarie regionali con estrema fiducia.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fabrizio Anedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ANEDDA FABRIZIO (Gruppo Misto). Dopo un mese e mezzo circa dalla stesura finale da parte della sesta Commissione, mi sembra che nella sostanza il testo sia rimasto pressoché uguale, salvo accontentare territori e l'elettorato di riferimento a partiti e consiglieri regionali con l'approvazione di qualche emendamento o la sua sola presentazione, adesso si sono aggiunti anche gli ordini del giorno. Il lavoro dell'Aula ha dato all'esterno sicuramente segnali di campagna elettorale, solo col fine di mantenere lo status quo invece di riformare per cambiare. Ora non mi resta che sollecitare il presidente Pigliaru e l'assessore Arru alla riorganizzazione territoriale dei servizi dei quali i cittadini e gli operatori sanitari attendono per eliminare le liste d'attesa, per avere come diritto tutto ciò che oggi viene dato per concessione. Parlo delle visite specialistiche, delle analisi cliniche, dei ricoveri che sempre più devono essere anticipati da una visita medica a pagamento all'interno di una struttura pubblica o privata. Emergenza-urgenza, non basta la nomina di un manager, bisogna riordinare il 118, che oggi basa una parte della propria attività sul volontariato non retribuito. La discussione in aula è finita con l'ulteriore fiducia all'iniziativa Mater Olbia, concedendo ulteriori due anni di tempo per completare l'investimento ed iniziare l'attività. A mio avviso, a fronte di un importante investimento privato, ci deve essere massima attenzione, ma avrei ridotto i tempi di proroga a sei, otto mesi. Gli impegni devono essere mantenuti e gli impegni degli investitori erano di iniziare l'attività nel 2015, cioè tre anni fa. Intanto ad oggi le convenzioni Mater Olbia, le convenzioni, vero valore aggiunto per il privato, sono bloccate. La Costituzione garantisce il diritto alla salute, sia che a garantirla sia il pubblico che il privato, che a garantirla sia il pubblico vuol dire che la politica è in grado di controllare la gestione pubblica, se poi il privato riesce a garantire un servizio migliore a minor prezzo, vuol dire che chi gestisce il pubblico deve migliorare, ma la valle criticità dove vigilare è che non si creino situazioni di inefficienza nel pubblico per agevolare amici del privato. Dopo queste brevi considerazioni, il mio voto è favorevole alla proposta di legge, ma, attenzione, il nostro impegno deve essere quello di creare lavoro senza che la Catalogna, il rosatellum o l'Agenzia sarda entrate ci distraggono dall'obiettivo primario; senza lavoro non ci sono entrate da riscuotere, c'è solo disperazione da gestire.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salvatore Demontis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEMONTIS SALVATORE (PD). Presidente, io voterò convintamente a favore di questa riforma, perché con questa riforma i cittadini potranno essere curati in condizioni di maggior sicurezza nei nostri ospedali, perché sarà finalmente applicato quello standard scientifico internazionale che è il rapporto volume esiti, principio scientifico che non è stato contestato né contraddetto da nessuno in quest'Aula, né fuori, tant'è che la minoranza si limita semplicemente ad ammetterlo, piuttosto che invece dimostrarne eventualmente l'inesattezza. Questo è l'aspetto centrale della nostra riforma, in certi ospedali e per certe specialità eravamo al di sotto della soglia di sicurezza. Il diritto alla salute è essere curati con appropriatezza, non essere curati nell'ospedale sotto casa, e questo diritto alla salute non era garantito alle fasce sociali più deboli, a quelli che non potevano chiedere ad amici medici se in quel certo ospedale e per quella certa patologia si fosse curati in condizioni di sicurezza o meno. Per questo noi approviamo una riforma che, dal mio punto di vista, è una riforma di centrosinistra, perché tutela le fasce sociali più deboli. Ma gli ospedali in Sardegna non sono e non erano solo al di sotto della soglia di sicurezza, erano e sono anche al di sotto della soglia di economicità, e allora, pur restando fermo l'obiettivo principale, quello cioè dell'appropriatezza delle cure, ci siamo occupati anche dei costi della sanità, perché vogliamo rientrare negli standard previsti dal CIPE, e abbiamo il dovere di farlo, ancor più perché la sanità, com'è stato ricordato più volte, ce la paghiamo noi, ma ce la paghiamo noi perché vogliamo decidere noi, non esiste la possibilità che la sanità la paghi lo Stato e continuiamo a decidere noi, se la paga lo Stato decide lo Stato, è evidente, a meno di, come dire, spese straordinarie come quelle per i farmaci innovativi, diciamo alla stessa stregua della continuità territoriale marittima, la paga lo Stato e decide lo Stato, infatti i risultati li abbiamo evidenti. E non è vero, come si è sostenuto spesso in quest'Aula, che prima si dovesse attivare la rete territoriale, le case della salute e gli ospedali di comunità, e solo dopo affrontare la questione della rete ospedaliera, non è vero, la rete territoriale dipende dalla volontà dei medici di famiglia. La Giunta ha approvato gli indirizzi e ne approverà ancora degli altri, diventa una questione di natura gestionale. E allora, la rete territoriale e la rete ospedaliera saranno attivate insieme, non prima una e poi l'altra, perché sono complementari, non alternative l'una all'altra, e con l'approvazione della rete ospedaliera finalmente le aziende Sanitarie potranno avere il proprio Piano sanitario, basato su una rete ospedaliera moderna e non su un Piano del 1998, e allora sì che i manager che abbiamo scelto potranno fare il loro lavoro…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Desini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DESINI ROBERTO (Partito dei Sardi). Presidente, voterò a favore di questo provvedimento per un semplice motivo, perché rispetto a quando è approdato in Aula, o meglio in Commissione, sono state apportate tutta una serie di modifiche, di correttivi, che noi del Gruppo del Partito dei Sardo riteniamo assolutamente indispensabile e che hanno apportato delle migliorie sostanziali per l'intera riforma, e soprattutto sono soddisfatto del fatto che il nostro Gruppo consiliare abbia avuto un approccio alla discussione di questa riforma in maniera completamente diversa, o meglio facendo sì che il DM 70, il famoso DM 70, che doveva sembrare e che doveva essere il vademecum per la sanità in Sardegna, così come è su tutto il territorio nazionale, noi abbiamo posto un freno e soprattutto abbiamo fatto sì che, per il nostro stato di isola e di specificità, venisse il DM 70 adeguato al contesto in cui noi ci troviamo. E da questo punto di vista, seppur con dei forti distinguo e dei momenti anche di tensione, siamo riusciti con una grande capacità di mediazione, e apprezzo anche lo sforzo di tutta la maggioranza e la coalizione per aver ottenuto questi risultati. L'opposizione ci dice che lamenta molte critiche, ma c'è un dato oggettivo, con tutti i difetti, con tutti i pro e i contro, noi siamo una coalizione eterogenea che comunque si confronta, ci sono dei momenti in cui i toni aumentano di volume, però dopo abbiamo questa grande capacità di fare sintesi e di trovare unità d'intenti. Ecco il motivo per il quale voto convintamente questa riforma ospedaliera, che sicuramente poteva essere migliore… E vado a concludere con un ringraziamento personale al collega onorevole Augusto Cherchi, che penso abbia dato dimostrazione di grande capacità, e soprattutto penso che il suo lavoro sia stato apprezzato da tutti i colleghi di maggioranza e minoranza per la sua grande capacità, e soprattutto per l'onestà intellettuale con la quale si è approcciato alla discussione di questa riforma, cercando di fare sempre gli interessi collettivi e non di parte. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Antonio Gaia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

GAIA ANTONIO (Cristiano Popolari Socialisti). Grazie, Presidente annuncio anch'io il mio voto convinto, sincero e favorevole a questa riforma. La convinzione che voglio evidenziare, o meglio, le convinzioni sono sostanzialmente tre, e cioè che la riforma, per tale imperfetta, sicuramente produrrà effetti positivi o negativi, e quindi in sardo naramusu "strada facendo s'acconzata su garricu", se ve ne sarà bisogno. Altra convinzione, trattasi sicuramente di un lavoro a questo punto di sintesi del progetto proposto dalla Giunta, un lavoro di sintesi che è merito certamente di tutti i componenti della Commissione, del suo Presidente, dei vari relatori e di tutti coloro che hanno dato il loro contributo, compreso tutto questo Consiglio, chi più chi meno con le proprie osservazioni, con i propri punti di vista, con i propri emendamenti, e quindi va il mio personale ringraziamento a tutti indistintamente, perché, che piaccia o no, la proposta sarà frutto dalla delibera di questo Consiglio, L'altra convinzione è che chiaramente l'approvazione di questa rete ospedaliera è solo ed esclusivamente un piccolo punto, è una parte quindi del puzzle della sanità sarda, me ne daranno atto l'Assessore, la Giunta e tutti i colleghi, che chiaramente la risposta con questa legge è solo parziale alla sanità sarda, se non la si vede collegata con l'ATS, con l'AREUS, con l'elisoccorso. Ritengo e ribadisco che andava approvata probabilmente prima, quindi l'unica pecca che io contesto è chiaramente la tardività, ma non v'é dubbio che la rete ospedaliera abbia posto in essere l'accento su quello che è il focus che doveva essere messo in evidenza, e cioè la salute del paziente. Concludo prima che sia terminato il tempo. La perplessità; la perplessità è che davvero sono stati fatti troppi emendamenti, dal mio punto di vista, troppe deroghe al DM 70, e la mia paura è che venga cassata dal Governo. Il mio voto sarà favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Gruppo Misto). Presidente, il documento risente della lunga discussione e dei numerosi emendamenti approvati nel corso della sua discussione. Alcuni, lo dico senza alcun dubbio, hanno migliorato il testo e impedito il verificarsi in futuro di gravi problemi, mi riferisco in particolare al dettaglio delle funzioni degli ospedali della città metropolitana, dove le modifiche hanno senz'altro dato chiarezza, rassicurato operatori e pazienti e permesso di lasciare aperti i ragionamenti condivisi per il futuro. Allo stesso modo valuto positivamente il fatto che un voto unanime del Consiglio abbia salvaguardato l'autonomia, per oggi e per domani, dell'Azienda ospedaliera Brotzu ed ha permesso di aprire una collaborazione per ciò che concerne la didattica. Forse, ma questo è solo un auspicio, questo ponte creato tra le diverse aziende potrà essere utile per permettere alle scuole di specializzazione, oggi a rischio, di continuare a formare giovani specialisti anche per gli anni a venire.

Al netto di questi importanti passi in avanti, il giudizio su questo documento non è cambiato rispetto a quanto detto in Aula nei giorni scorsi. Solo un uso disinvolto della sineddoche e dell'iperbole potrebbe classificare questo riordino come la riforma della sanità di cui ha bisogno la Sardegna. Per questo motivo, pur riscontrando dei miglioramenti, ho deciso di astenermi dal voto finale sull'articolato. Vedo due grandissimi ordini di problemi. Il primo è quello citato a diverse gradazioni dai colleghi: la riforma risente della mancata attuazione della rete territoriale, di come non sia ancora partito il servizio di elisoccorso e del fatto che l'AREUS sia ancora al palo. Non mi dilungo perché l'hanno già fatto altri. Il secondo genere di problemi è legato al fatto che molte scelte siano basate su assiomi non dimostrati che rischiano di non reggere alla prova dei fatti. Il caso più eclatante è il potenziale spiazzamento dell'offerta pubblica ad opera della sanità privata. Avrei voluto dare un voto più consapevole, purtroppo le informazioni in mio possesso non sono tali da permettermelo. In secondo luogo il potenziamento degli ospedali poco distanti dalla città metropolitana sarà davvero in grado di decongestionare i grandi presidi? Perché su questo si basano alcune scelte. Per quanto mi riguarda questo è tutto da vedere, i cittadini quando scelgono i servizi a cui affidarsi votano con i piedi e non sempre le dinamiche previste a monte si rivelano corrette. Qualora non lo fossero l'effetto su liste d'attesa e mobilità in uscita sarebbe estremamente negativo. Poi soprattutto c'è il tema del debito. Il DL di stabilità statale dà anche la possibilità di indebitarci, sarà un ragionamento da fare prossimamente. Credo che sia importante nel prossimo futuro fare un unico ragionamento nella vertenza con lo Stato, evitare di ragionare a compartimenti stagni e parlare solo di accantonamenti, ma inserire in quel tavolo anche il ragionamento sulla sanità e sugli enti locali che discuteremo a breve. In ballo c'è più di una semplice posta di bilancio, la sanità è il banco di prova definitivo per la nostra autonomia e non parlo del confronto con i burocrati cattivi dei Ministeri che ci impugnano le leggi, che ci obbligano a conformarci ai decreti ministeriali, parlo del confronto con i cittadini, amministratori locali, operatori economici…

PRESIDENTE. Onorevole Agus, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Alfonso Marras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARRAS ALFONSO (UDC Sardegna). Presidente, terminiamo oggi questo lungo periodo di confronto e scontro sulla riorganizzazione della rete ospedaliera. In questo lasso di tempo è successo di tutto, appare ancora più evidente che nonostante la disponibilità mostrata a rivedere insieme e cercare di migliorare una proposta deleteria come questa, siete rimasti arroccati sulle vostre idee. Ovvio però che è sotto gli occhi di tutti che molte proposte arrivate arrivate dai nostri Gruppi di opposizione, anche se sono state bocciate dall'Aula, sono state poi successivamente ripresentate e proposte fatte vostre da esponenti anche della maggioranza. Il documento in esame è stato analizzato da tutti i soggetti coinvolti in Sardegna e sempre da tutti è stato respinto, ancor prima che arrivasse a questa votazione. Non sono stati ascoltati i campanelli d'allarme degli operatori del settore, delle istituzioni, dei cittadini e degli stessi rappresentanti politici dei territori, così come non sono state ascoltate le soluzioni e le migliori proposte all'interno dell'Aula. Abbiamo analizzato tutti i punti, abbiamo riscontrato la necessità immediata di correre ai ripari, abbiamo contribuito fattivamente con la presentazione di emendamenti, ma prendiamo atto che per quanto abbiamo operato per apportare modifiche migliorative, integrative e più attinenti ai reali bisogni della società si poteva fare poco con una impostazione iniziale strutturalmente sbagliata. Ancor meno non si sono volute ascoltare le osservazioni sollevate perché assertore errato del meccanismo che le proposte dell'opposizione vadano sempre affossate. Di conseguenza, riconoscendo tutte le difficoltà strutturali dell'inizio (di quando appunto abbiamo iniziato il dibattito) e la totale assenza di dialogo durante l'iter, il giudizio non è mutato. Confermo in maniera forte e decisa che questo Piano è irricevibile. All'interno di questa riorganizzazione sono macroscopiche le incongruenze che andranno a differenziare l'offerta sanitaria in peggio per quanto riguarda alcuni cittadini e determinati territori e invece avvantaggeranno altri che avranno un'assistenza completa e migliore, perché il problema maggiore è rappresentato dal fatto che non avete considerato il territorio e le peculiarità della Sardegna. Di conseguenza l'offerta nei distretti periferici era e rimane scarsa e inadeguata. Avete depotenziato alcune eccellenze, poco o niente è stato fatto per risolvere i problemi dei lavoratori della sanità. Nulla o quasi è stato fattoper cercare soluzioni alla carenza di personale. Irrisolte le criticità delle liste d'attesa. I posti letto addirittura diminuiscono, per fare utili avete utilizzato impropriamente il sistema dei tagli. Non basta utilizzare parole o concetti in inglese per cercare di dare l'idea di una organizzazione innovativa e valida, manca un intervento equilibratore di potenziamento di alcune realtà sanitarie. Avete creato reti di dubbio (…) dove non si capisce il ruolo dei soggetti coinvolti, ad esempio quello della rete dell'emergenza. Ci saranno delle conseguenze anche sul tessuto sociale, i territori poco coperti dall'assistenza andranno sempre più a spopolarsi e questo avrà ricadute drammatiche su quelle realtà. Ci sono ombre anche sul reale contenimento…

PRESIDENTE. Onorevole Marras, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Michele Cossa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Presidente, il collega Demontis ha fatto una considerazione che, secondo noi, invece è uno dei peccati originali della negatività di questa rete ospedaliera, cioè il fatto che non si abbia idea di cosa sarà la rete dei servizi territoriali, che ha condizionato moltissimo non soltanto il provvedimento, ha condizionato la discussione e ha condizionato il sentimento degli amministratori locali. Noi abbiamo ribadito più volte che la riforma della rete ospedaliera era una cosa ineluttabile, ineluttabile, dove ha sbagliato profondamente la Regione a non curare la comunicazione né sul versante del territorio né sul versante del mondo sanitario, a non curare il rapporto con il Governo perché la preoccupazione che è stata espressa da qualche collega che cioè le deroghe che ci sono state al DM 70 porteranno molto probabilmente all'impugnativa da parte del Governo di questo provvedimento, e con una ulteriore aggravante, che siccome è venuto a mancare il riferimento rappresentato dal DM 70, avete avuto il problema di dover spiegare alle popolazioni perché in alcuni casi si è derogato e perché invece in altri casi non si è derogato, dando l'impressione seria che il criterio che si è seguito sia un criterio di stampo clientelare, non di tipo semplicemente clientelare territoriale, ma anche di stampo clientelare in maniera propria.

Il tempo sta finendo, Assessore, e vorrei che lei mi rispondesse a tre domande che riguardano il punto nascita di La Maddalena: primo, se i parti potranno avvenire tutti i giorni; secondo, se il punto nascita è salvo, cosa che non sembrerebbe visto che si deve chiedere la deroga; terzo, se le mamme e i neonati dopo il parto dovranno essere trasferiti oppure se dovranno rimanere a La Maddalena. L'emendamento approvato ha un testo ambiguo, noi l'abbiamo votato perché ci sembra comunque un passo avanti, meglio sarebbe stato approvare il nostro emendamento che almeno aveva il pregio della chiarezza per quanto riguarda le situazioni di emergenza-urgenza rispetto ai parti avvenuti a La Maddalena.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Truzzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Presidente, annuncio il voto contrario ovviamente a questo documento di riorganizzazione della rete ospedaliera, anche perché credo che mai come questa volta quest'Aula sia riuscita a peggiorare il testo della proposta, potremmo dire che è entrato un cavallo e stiamo facendo uscire un asino. L'atteggiamento che abbiamo avuto, come diceva anche poc'anzi il collega Cossa, mi sembra quello che rispondeva alle logiche clientelari territoriali, alla necessità di appuntarsi una spillina sul bavero della giacca, più che a una reale necessità di razionalizzazione della rete ospedaliera. Abbiamo detto più volte che era assolutamente necessario provvedere alla riforma della rete però, io non sono così convinto, come ha detto qualche collega, che la qualità della offerta di salute che questa Regione offrirà ai propri cittadini sia migliorata. Badate, son convinto che al di là delle appartenenze politiche di ognuno di noi, se ognuno di noi dovesse essere sottoposto oggi a un test della verità e dovesse poter dire se da domani la qualità della salute offerta ai sardi migliora sulla base di questa riforma, io credo che già all'interno di quest'Aula al di là dei colori che poi si accenderanno su quel pannello, il risultato sarebbe drammatico e questo la dice lunga sulla realtà poi che vivremo tutti i giorni. Penso anche Assessore che con questa riforma non riusciremo a raggiungere alcuni degli obiettivi che vi eravate prefissati, per esempio quello di limitare gli accessi impropri al pronto soccorso perché la mancanza di una reale rete territoriale, come ha detto anche qualche collega, finirà per riversare sui pronto soccorso cittadini delle aree urbane, di quelle realtà che si sono in qualche modo salvate, gran parte delle necessità che arrivano dalla periferia. E penso anche che sia una chimera una riduzione dei costi come ha già dimostrato il piano di rientro che avevate approvato due anni fa e che nulla ha potuto anche perché avete creato un vero e proprio mostro burocratico insieme all'ASL unica, insieme agli atti aziendali appena approvati. Ecco l'altro elemento e penso che sia una riforma già vecchia perché si concentra molto sugli acuti e poco sui cronici che sono invece coloro che incideranno sempre più sul costo della sanità. Ecco Assessore, io penso che ci sarebbe voluto un po' più di coraggio e come ho detto anche in altre occasioni un po' più di buonsenso, però comprendo che il buonsenso sia un po' come il deodorante, coloro che più ne hanno bisogno meno lo utilizzano.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianluigi Rubiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Riforma sanitaria, ultimo atto di una commedia teatrale, irreale, illogica, irrazionale, sicuramente una trama comica con una fine tragica. Una commedia che va detto però con attori protagonisti molto bravi, capaci di interpretare una parte o meglio la parte perché non possiamo nascondere la grande capacità di recitazione dei protagonisti, fatta di finta opposizione, di ricatti, di strategia, di interessi, insomma una riforma costruita non nell'interesse dei sardi, dei malati sardi, dei cosiddetti pazienti, bensì una riforma costruita nell'interesse del campanile, fatta a volte da strutture ospedaliere da salvare, da primariato da inventare per soddisfare richieste specifiche, in modo disorganico e in perfetto contrasto con l'atto aziendale approvato dal vostro supereroe Moirano. In questa triste commedia è prevalsa la logica della più spudorata spartizione, della più becera e squallida politica, invece voi moralisti incalliti nelle piazze avete dimostrato in Aula la vera vostra identità, la grande ammucchiata. Oggi tra qualche minuto, tutti insieme allineati e coperti, tutti insieme voi come maggioranza, andrete ad approvare la riforma disastro della sanità sarda con un pizzico di egoismo dal punto di vista politico e sottolineo solo politico, vi dovremo ringraziare, vi dovremo ringraziare perché state producendo un danno ai sardi, state producendo un danno alla politica incalcolabile e ancora ahinoi l'immagine del 4 dicembre dello scorso anno quando la Sardegna, la prima in Italia come bocciatura per il referendum in realtà un referendum indetto per argomenti di un certo tipo, invece in realtà ha voluto bocciare la politica sarda. Nel dibattito di questa legge aleggia lo spirito del fantomatico articolo 70 utilizzato come un elastico a fantasia, a discrezione, insomma all'occorrenza. Avremmo voluto una riforma vera che tenesse conto delle criticità dei territori, una buona riforma che non si limitasse solo ad una analisi ragionieristica delle riduzioni dei costi, avremmo voluto una riforma che mettesse al primo posto il paziente, l'esigenza, una riforma che tenesse conto dello stato in cui riversano… Voto contrario.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (SDP). Siamo all'atto finale, l'ha detto prima l'onorevole Rubiu, siamo alla discussione finale di una riforma che forse nella storia dell'autonomia è stata una delle più discusse, una delle più dibattute. Una riforma che ha visto coinvolti interi territori, ha visto coinvolte associazioni, ha visto coinvolte forze politiche, ha visto coinvolta da prima la Giunta, ha visto coinvolta la Commissione con un lavoro egregio che si è portato avanti, ha visto coinvolto il Consiglio, un Consiglio che ha discusso, che è stato in grado di recepire molte delle istanze che sono venute dall'ANCI, dal CAL, dalle varie associazioni dei vari territori. Una riforma che dal mio punto di vista, dal nostro punto di vista pone un punto saldo sulla sanità in Sardegna, pone una certezza, pone nelle stesse condizioni tutti i territori della nostra Isola, pone nelle condizioni di poter operare tutta la sanità che è presente nella nostra isola e tutti i presidi ospedalieri, pone nelle condizioni i presidi ospedalieri di uscire da una logica di isola amministrativa, li pone nella condizione di poter collaborare, di poter condividere le informazioni, di poter scambiare le informazioni, di poter scambiare anche le professionalità, pone i territori nella certezza e sicurezza di una sanità e consente a tutti i sardi di potersi curare. E permettetemi di dirlo, lo avete detto anche voi in precedenza, avete criticato la sanità in Sardegna, l'abbiamo fatto tante volte anche noi, abbiamo criticato tantissimi lati oscuri che ci sono nella sanità in Sardegna. Con questa riforma non solo si fa un passo avanti da questo punto di vista, ma si supera anche un'idea di centralismo che era imposto dal DM 70 perché se è pur vero che il DM 70 non è la scienza, è altrettanto vero che anche noi in Sardegna lo avremmo dovuto applicare e l'avremmo dovuto sposare. Invece no, abbiamo fatto valere la nostra autonomia, abbiamo fatto valere la nostra specificità, abbiamo dato certezza di cura, abbiamo dato certezza di cura anche a quei territori dal quale io provengo e di questo me ne posso vantare come Isili, Muravera, Bosa. Isili, Muravera e Bosa che non sono mai stati citati così tanto in quest'Aula, mai quest'Aula ha dedicato così tanto tempo a citare territori così isolati, ne sono contento, ne sono soddisfatto che qualcuno si renda conto oltre alle passerelle che sono state fatte in questi mesi che esistano anche questi territori e questo è di buon auspicio anche per le future riforme. Perché sono certo che la stessa…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giorgio Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC Sardegna). Voterò come è evidente no a questo provvedimento, è comunque opportuno sintetizzare le ragioni della mia contrarietà. In primo luogo censuro i ritardi che questo provvedimento ha collezionato, tutti dovuti alla guerra per bande che i colleghi di maggioranza hanno fatto e continuano a fare in queste ultime ore per difendere le posizioni dei propri territori, posizioni evidentemente legittime e in molti casi condivisibili ma che dovevano essere inserite in un quadro di insieme e non avanzate come una rivendicazione localistica.

Bisognava creare un piano complesso e condiviso e non trovare soluzioni dell'ultimo secondo che salvano la forma e non la sostanza. In secondo luogo l'Aula oggi è chiamata a esitare un progetto di razionalizzazione che aveva un duplice scopo, migliorare con una più efficiente organizzazione la qualità del servizio sanitario e nel contempo realizzare un contenimento della spesa che è da anni fuori controllo sennonché ciò che voi oggi approvate non riorganizza la sanità e non conduce a risparmiare. D'altronde lo stesso provvedimento a parte le petizioni di principio non dimostra né enuncia una sola fonte di risparmio né quantifica quale dovrebbe essere il risparmio delle casse pubbliche. In terza istanza il mio no è motivato dal fatto che per quanto io ritenga il poker un bellissimo gioco, non mi pare opportuno giocare con la salute dei sardi. Parlo di poker perché l'operazione che è stata realizzata con il punto nascita di La Maddalena, con il San Francesco di Nuoro e con il presidio di Lanusei non sono altro che un bluff da pokerista. Cosa vuol dire colleghi che Nuoro è un DEA di primo livello con servizi di secondo o che Lanusei è uno snodo con servizi di primo livello? Non sono altro che artifizi linguistici che nulla creano di nuovo se non una confusione che non tarderà a dare i suoi esiti negativi ma soprattutto se siamo nella norma perché non farlo prima? Nuoro meritava di essere un DEA di secondo livello, così come l'Università di Cagliari. Tutto poteva essere fatto, così come è stato fatto per altre realtà, alcune altre Regioni insegnano. Ancora, il provvedimento si basa sui dati del 2014, con tutto il tempo perso per divergenze interne non si potevano forse aggiornare i dati? Il DM 70 che viene citato a sproposito, anche poco fa, è applicato a macchia di leopardo, un po' sì e un po' no. Concludo, sono persuaso che avremmo fatto prima e meglio a fare un nuovo piano sanitario, un documento di programmazione attuale e completo che tenesse conto di una sanità che funziona male e che costa troppo, che è invasa da localismi e che non sa agire come una macchina unica, che vada dalla gestione delle emergenze alle cure delle patologie croniche, che valga a tutelare i cittadini, ma che non dimentichi gli operatori sanitari, medici, infermieri, OSS. Questo provvedimento, come ho già detto, riesce invece a scontentare i territori, vedi ANCI, i medici e tutti gli operatori…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Crisponi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Presidente, il mio no convinto a questa riforma dei disequilibri, a questo vero e proprio mostro sanitario che è stato prodotto dall'Aula del Consiglio regionale della Sardegna. Purtroppo un copione già visto, che soprattutto ancora una volta mortifica e impedisce lo sviluppo sotto il profilo della sicurezza sociale e sanitaria dei cittadini del centro Sardegna, ancora una volta perdenti, martoriati, sconfitti e schiacciati soprattutto in questo predominio del capo nord e del sud della Sardegna. Insomma ancora una volta Nuoro diventa il porto delle nebbie, questa volta sanitarie, ed ecco perché definisco questa riforma "il mostro" sanitario della Sardegna. Però, Assessore, mi consenta di rimarcarle una questione. Ieri ha liquidato con troppa superficialità il servizio dell'elisoccorso della Sardegna, si è dimenticato di dire che quell'elisoccorso presta servizio onorevole da oltre 17 anni su questo territorio, 5000 ore di volo, oltre 4500 interventi, dove uomini, grandi professionisti, che con sprezzo della propria vita umana, con sprezzo del pericolo, con grande capacità operativa, con qualità professionali innegabili, a tutta questa gente io credo che il Consiglio regionale della Sardegna, ma soprattutto la Giunta regionale debba farsi promotore per assegnare a costoro un'onoreficenza, deve dare in qualche modo un'attestazione di pubblica benemerenza a gente che quotidianamente ha contribuito al salvataggio di tante vite umane. E allora, presidente Pigliaru, assessore Arru, io credo che questo non vada dimenticato e sottaciuto, io credo che questo sarebbe un gesto nobilissimo, in questo ideale passaggio del testimone fra chi ha prestato servizio, lo ricordo dal 2000 al 2003 gratuitamente, e poi per i successivi sette anni per 25.000 euro al mese, rispetto al milione che verrà dato mensilmente ai nuovi servizi di elisoccorso che tanto magnificate, allora anche davanti a questo arbitrio io credo che sia necessario riconoscere al comandante Antonio Boi del Nucleo Elicotteri dei Vigili del Fuoco di Alghero, e a tutti gli uomini del personale di volo e di terra di quel servizio irrinunciabile e importantissimo per la salvaguardia e la salvezza di tante vite umane, io credo che sia necessario arrivare ad un riconoscimento ufficiale da parte della Giunta regionale della Sardegna. In caso contrario mi farò promotore della presentazione di una mozione, perché nella povertà delle onorificenze concesse dalla Giunta regionale sarda, ricordo "Sardus Pater" che vale certamente tanto e non poco, e allora credo che sia necessario che il Consiglio si faccia promotore perché questo genere di onorificenza venga resa per la prima volta ad un organismo pubblico, con tutti gli onori che questo merita.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Sabatini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SABATINI FRANCESCO (PD). Vede collega Rubiu, io quando in quest'Aula interviene il consigliere Giorgio Oppi ascolto con molta attenzione i suoi interventi, perché so che sa di che cosa parla, so che conosce la materia, so che è uno dei pochi che qui dentro, forse l'unico, che ci può raccontare la storia della sanità in Sardegna. Devo dire che in questi giorni per le cose che ho letto, che ho avuto modo di leggere sui giornali, per le dichiarazioni rilasciate in televisione, per le cose lette nella rete, tante persone sono salite in cattedra senza conoscere di che cosa parlavano, senza aver letto nemmeno il testo in discussione in Commissione e in quest'Aula, che oggi andiamo ad approvare. E questo mi dispiace, perché credo che la Commissione, il Consiglio, la Giunta prima, abbiano fatto un ottimo lavoro, e che si sia lavorato non solo per migliorare il testo per renderlo più chiaro, ma anche più rispondente a quelle che sono le esigenze di salute della nostra Regione, e perché no perché si tenesse conto in modo più appropriato delle esigenze dei territori più marginali, più isolati, più in difficoltà, e perché attraverso la costruzione di reti di servizi si potessero migliorare e rispondere meglio a quelle che sono le esigenze della salute in Sardegna. E non accetto neanche chi critica la rincorsa a mettere quale bandierina, a ricercare non so quale definizione, le definizioni sono sostanza, e le definizioni garantiscono i servizi nei presidi ospedalieri, hanno un senso. E si è lavorato a garantire i servizi e a migliorare le definizioni di quei servizi e di quei contenitori. E questo ha un'importanza, non è irrilevante, non accetto chi critica e chi dice che qui si è lavorato per risultati e per ricerca di visibilità per raggiungere risultati elettorali, non sono d'accordo su questo. Ora certo rimane un grosso lavoro da fare, che è quello di dare gambe alla rete ospedaliera, di concretizzarla. Ho avuto modo in queste scorse settimane di parlare con chi fu protagonista dell'approvazione 30 anni fa dalla precedente rete ospedaliera e, ahimè, mi hanno dichiarato che solo il 20 per cento di quello che fu approvato è stato concretizzato, quindi sarà un lavoro difficile, che deve mettere al centro il malato. Questa è la nostra stella polare, se vinceranno i gruppi di potere stratificati, che sono presenti dentro la nostra sanità, noi falliremo nella nostra missione. Se metteremo al centro il malato e l'esigenza della salute dei sardi noi daremo una risposta e concretizzeremo quello che la rete ospedaliera si è proposta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Presidente, ma io a volte resto a bocca aperta, perché anche quando c'è l'evidenza si vuole negare comunque e a prescindere. Io non penso possa essere l'amante che scappa dal letto e davanti al marito nega tutto in evidenza. Ma voler negare qui dentro che non si sono fatte le clientele più barbare è proprio negare l'evidenza più totale. Negare che si siano andati a verificare quasi esclusivamente interessi localistici è altrettanto una bufala. Piuttosto per aggiustare tali argomenti si è citato più di una volta il DL 70, che si è strapazzato in un modo o nell'altro. Io non mi preoccupo, non credo che il Governo lo fermi di sicuro per questo, lo ferma per altro, perché siamo nell'insipienza più totale di un governo della Regione, e quello che si dice per la sanità vale per il bilancio, vale quindi per le entrate, e vale per la scuola, e vale per tutto ciò che è disegnato fuori dalla Sardegna e che deve essere attuato in maniera impropria, qui, su questo territorio, non tenendo conto di orografia, né tenendo conto dei trasporti, non tenendo conto di viabilità che oggi fa pena. Certo che si fa un errore gravissimo a puntellare la Sardegna forse salvando in una certa misura, ed è una cosa ottima, i piccoli ospedali, proprio per queste circostanze che ho detto, ma non si è fatta una cosa degna di riforma seria della rete ospedaliera quando si è andati esclusivamente a pensare dei punti di ospedalità che non sono certo all'altezza di paragone a quelli di Milano, o di altre Regioni qualificate. E anziché fare un discorso di territorio e fare la vera riforma sanitaria, è quella che implementa tutti i territori, li rende omogenei, e dà la possibilità di espressività seria, togliendo anche forse quella capacità incisiva di clientela che si sono manifestate piuttosto all'interno della maggioranza, anche perché l'opposizione non poteva fare altro, ma io mi auguro e spero che la riforma sanitaria ritorni subito nuovamente in aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Augusto Cherchi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CHERCHI AUGUSTO (Partito dei Sardi). Per annunciare naturalmente il mio voto a favore della riforma della rete ospedaliera e per mettere l'accento su quello che probabilmente dovrà succedere da adesso in poi una volta approvata la rete ospedaliera, perché è vero che noi stiamo costruendo un sistema che mette ordine e che organizza in maniera probabilmente più concreta la nostra rete ospedaliera, ma dobbiamo focalizzare la nostra attenzione su quelli che sono i servizi, su quella che è l'efficienza, la funzionalità e l'efficacia del nostro servizio sanitario. Mi riferisco a questo perché a tutte queste parole, a tutti questi atti che in questi due anni noi abbiamo prodotto deve essere naturalmente conseguente un'azione di vera riforma dei servizi sanitari che, mi duole dirlo, ad oggi non hanno un grosso livello di efficienza e mi riferisco, per fare degli esempi concreti, a quello che lei Assessore ha più volte manifestato come problema, non ultimo ieri nel suo intervento in Aula, parlando del Piano nazionale esiti e del volume degli esiti, ad esempio delle protesi d'anca Assessore, ma le porto un dato che rispetto all'anno scorso, allo scorso Piano nazionale esiti, io mi aspetto che il prossimo Piano nazionale esiti peggiori, ma non glielo dico perché sono pessimista, glielo dico perché chi ha prodotto valori positivi all'interno di quel Piano nazionale esiti oggi si trova nell'impossibilità di poterli riprodurre, certamente saranno quei reparti che se prima erano reparti di eccellenza, adesso ritorneranno ad essere forse le parti canaglia. Perché le dico questo Assessore? Perché è un dato di fatto che ad esempio in alcune ASL si stiano tagliando le sedute operatorie per mancanza di anestesisti, è vero non ce ne sono, ma quelli che ci sono ci si mette otto mesi per poterli chiamare da una graduatoria valida Assessore, otto mesi! Non si firmano convenzioni che possano permettere agli operatori di poter lavorare in efficienza ed efficacia. È questo che mi preoccupa, non quello che noi stiamo facendo adesso, è l'atto conseguente a quello che noi stiamo facendo adesso! L'atto che deve portare ad un miglioramento dei servizi, e non accetto che ci siano liste d'attesa per pazienti che hanno dolore, non esiste in una società civile che ci sia questo, liste d'attesa di settimane se non mesi! Il dolore è un qualcosa che deve essere risolto oggi, non fra una settimana o un mese.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA PAOLO (SDP). Presidente, io voterò a favore di questa legge di riforma del riordino della rete ospedaliera. Voterò a favore prima di tutto perché era una legge di cui avevamo urgentissimo bisogno, è un settore che è cresciuto per vent'anni fuori dalle regole e dalle logiche, in maniera scoordinata, disomogenea, senza un progetto unitario, a proposito di conseguenza, con una serie di inefficienze: dei buchi da una parte e dei doppioni dall'altra che portavano a dei servizi peggiori e ad una spesa più alta. Dico che il dibattito che si è svolto in quest'aula non mi ha soddisfatto appieno, si è dibattuto moltissimo sulla difesa di pezzettini a cui ognuno dei consiglieri è naturalmente legato per questioni di collegio e per questioni di rappresentanza ed è una battaglia legittima, mi sarei aspettato un maggiore equilibrio tra chi combatte per dei criteri e dei principi generali in difesa universale della salute della Sardegna e chi combatte invece per ragioni più specifiche e più locali. Aggiungo ancora una considerazione: la sanità per noi è uno spazio di sovranità importante, noi abbiamo contrattato con lo Stato delle risorse finanziarie e delle competenze che all'interno di quelle risorse noi possiamo svolgere. Una prova di maturità se noi spendiamo bene i nostri soldi, se noi li spendiamo bene avremmo una sanità migliore, a parità di costi dei servizi più efficienti o a parità di servizi dei costi più bassi. È una prova di maturità se noi vogliamo andare verso l'indipendenza dobbiamo dimostrare di saper gestire bene queste competenze, questi spazi di sovranità, sennò saremmo immaturi per pretenderlo, a dispetto di dichiarazioni e di progetti altisonanti e utopistici. C'è un'altra valutazione che voglio fare, io giudico abbastanza buono ciò che è venuto fuori da questa discussione sul riordino con tutte le eccezioni e tutti gli aggiustamenti che possono soddisfare da una parte le esigenze locali e dall'altra quelle di correnti di partito, ma c'è un problema di fondo, se noi vogliamo che la sanità funzioni bene noi abbiamo bisogno di un sistema di controllo della spesa efficiente. Noi abbiamo dei controlli in anticipo, a priori come quello dell'Assessorato e dei controlli a posteriori: quello del Collegio dei Sindaci, quello delle Commissioni di indagine, quello di altri servizi che dipendono da questa Amministrazione. Abbiamo carenza nel sistema di controllo in itinere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Presidente, una persona importante in scienza e coscienza diceva: "Se vuoi capire una persona non ascoltare le sue parole ma osserva il suo comportamento". Ecco, il nostro comportamento sarà conseguente alle parole e voteremo contro, credo che voi invece in tutti questi anni non abbiate avuto dei comportamenti assolutamente in raccordo con le parole utilizzate e questo è un caso. Una rete ospedaliera, una riforma che non è rispettosa di nessuna autonomia, tantomeno di quella sarda, un'applicazione del DM 70 ad uso e consumo del premio agli amici degli amici, una cura della salute totalmente sottovalutata e una scarsa attenzione alla soluzione dei problemi più critici della nostra sanità. Nessuna capacità di incidere, questo lo verificheremo ancora di più nel tempo, ma soprattutto nessuna riduzione di costi, anzi la vostra riforma sarà foriera di nuove e maggiori spese. Dico ancora sottovalutazione e poca cura, intanto credo che un ospedale, una struttura sanitaria, possa avere il ruolo di eccellenza dopo che lo dimostra, magari dopo che è stata accreditata, autorizzata, dopo che ha dato delle prove davvero di poter incidere sulla qualità dei servizi sanitari ospedalieri prestati, invece qui si elargiscono assolutamente posti letto e situazioni. Io sono a favore del Mater Olbia ma non di certo ad accreditare chiunque e a dare credito a discapito della sanità e della salute pubblica e privata dei sardi. Ancora, credo che non si possa fare una riforma senza prendere in considerazione alcune posizioni, le faccio una domanda Assessore: che fine farà l'unità spinale del Marino nel momento in cui andate a chiuderlo e non vi preoccupate delle strutture di supporto per una struttura che è valsa vent'anni di lavoro? Tanto per fornire un esempio dell'approccio con cui andate ad analizzare alcune cose. Non voglio ritornare sulla storia della chirurgia plastica perché veramente lì credo che, magari forse in altre sedi, se ne avrà da ridiscutere. Ancora vorrei dire che in questo caso non accettiamo nessun regalo da parte vostra, perché è un regalo nefasto, perché non si può avere un vantaggio politico, esclusivamente politico, quando ad essere penalizzata è la salute dei sardi, questo tipo di regalo noi lo rispediamo al mittente, è tutto vostro!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SDP). Presidente, mi è arrivato poc'anzi un messaggio che recita in questa in questa maniera: ciò che ti salva dalla politica è la sua inefficienza, poi ho fatto una ricerca, lo dice Murphy: "ciò che ti salva dalla burocrazia è la sua inefficienza". Questo messaggio me l'hanno inviato per dirmi in qualche maniera che non è d'accordo sulla riforma che noi stiamo andando, in questo momento, ad approvare. Io ho risposto che questa era una riforma irrinunciabile, che partiva da presupposti antichi, abbiamo sempre parlato di principi di perequazione e di equiparazione dei territori, dei bisogni e su questo noi abbiamo basato la nostra azione. Dobbiamo dire che la proposta che ci è arrivata in Commissione dalla Giunta non ci convinceva per niente e abbiamo lavorato, insieme ai componenti della Commissione, ma anche insieme ai colleghi dell'opposizione, per cercare di migliorare quella proposta. Perché io ridico oggi quello che ho detto in discussione generale: la sanità in Sardegna oggi non è una sanità degna del 2017, abbiamo molti problemi, troppe partite in campo, troppi bisogni rispetto ai quali non viene data risposta. Quando i colleghi accennavano prima alle liste d'attesa, io credo che questo sia il cuore del problema, bisogna intervenire immediatamente. Oggi io in questo momento mi metterei al posto di un allenatore che deve mettere la sua squadra in campo e all'assessore Arru dico: io, Assessore, oggi ti metto in campo e ti do un'altra possibilità, dopo i 90 minuti però ti darò un giudizio, un giudizio sulla tua partita, perché da oggi, da questo momento, da questa riforma - rispetto alla quale noi voteremo a favore - noi soffieremo sul tuo collo con fiato oppressivo, perché vogliamo risposte. Vogliamo quelle risposte che sino ad ora non stiamo vedendo, non per responsabilità tua, Assessore, ma per responsabilità di tutti, di strutture che non funzionano, di operatori che probabilmente non tutti fanno il loro dovere, e ci sono troppe cose da cambiare e che dobbiamo cambiare. Il DM 70 che a sproposito, diceva l'onorevole Oppi, abbiamo citato più volte non è la Bibbia rispetto alla quale noi dobbiamo attenerci in maniera…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giampietro Comandini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Devo dire che nel pensare come motivare il mio voto favorevole alla riforma sono andato un po' a frugare negli appunti che ho preso in maniera sporadica dagli interventi degli amici della minoranza e mi è arrivato un appunto che credo sia la motivazione attraverso la quale bisogna motivare e capire la differenza che c'è, fra chi le riforme le vuole portare avanti, riforme anche difficili, importanti, perché tutte le riforme hanno un significato diverso. Noi in quest'Aula ci siamo occupati di riforma del sistema degli enti locali, agricoltura, urbanistica, ma sono riforme che interessano molto l'aspetto tecnico, più che l'aspetto delle persone. Quella sulla sanità è sicuramente stata la riforma più importante perché cala nella sensibilità, nell'interesse generale delle persone. E devo dire che l'aspetto di questa differenza sta proprio nelle parole del relatore di minoranza quando proprio in apertura dei lavori, nella sua relazione, dice: voi avete preferito andare in mare aperto, potevate stare in un porto sicuro. Bene, questa è la differenza, tra chi preferisce sta andare in mare aperto, affrontare la scelta, la sfida del cambiamento, affrontare anche le paure dei territori, però andare in mare aperto per cambiare le cose. Perché chi governa ha l'obbligo di fare le riforme, ha l'obbligo di cambiare le cose e non, in qualche modo, vuole stare in un porto sicuro, dove sicuramente le acque sono più torbide e in qualche modo si può continuare a lasciare le cose come stanno. Noi siamo stati chiamati, siamo stati votati proprio per cambiare queste cose e dalla sanità, prima di tutto. Sicuramente, Assessore, non siamo partiti col piede giusto, e abbiamo alimentato anche la paura con la prima proposta che lei ha illustrato ai più, abbiamo parlato molto di comunità scientifica, "questo ce lo chiede la comunità scientifica", però in quest'Aula più che la comunità scientifica interessa quello che ci chiedono le comunità e gli enti locali; più che di DM 70 è importante parlare dei chilometri, della distanza di alcuni ospedali. Però, pur partendo male, piano piano la riforma è stata migliorata, devo dire che lei stesso si è tolto il camice da medico, che l'ha influenzata molto nella prima parte, e ha assunto la tuta della politica più difficile, più pazientosa, quella che deve ascoltare, deve capire che molti miglioramenti, che vengono chiesti, sono utili per migliorare una riforma, farla sentire più vicina ai cittadini. È proprio per questo, anche dalla nostra parte politica del centrosinistra, laddove c'erano ancora molte riserve piano piano, con gli interventi di miglioramento di questa riforma, si sta raggiungendo un voto unanime, un voto importante, perché noi siamo fra quelli che non si fanno vincere dal…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Domenico Gallus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

GALLUS DOMENICO (PSd'Az-La Base). Siamo, com'è stato detto più volte, alla fine di questa lunga discussione che comunque sia qualcosa ha portato, cioè il fatto che si sia parlato intensamente e, debbo dire, anche qualche volta con tanto ardore, dei problemi che riguardano la sanità sarda. Non starò qui a ripetere le varie motivazioni e le varie giustificazioni che tutti i consiglieri hanno dato, sia quelli favorevoli, sia quelli contrari, mi limito solamente a fare una brevissima disamina, appunto, come diceva qualche altro collega, riguardo alla situazione che era e che sarà della sanità oristanese. E devo dire che in questo caso il risultato è certamente un risultato positivo, ha un saldo positivo, e credo che questa riforma porterà, almeno per la sanità oristanese, un riequilibrio rispetto alla sanità degli altri territori. Questo, ovviamente, è un dato positivo e ripeto i dati negativi che ho elencato, anche nei miei precedenti interventi, stanno dall'altra parte della bilancia. E quindi è chiaro che l'ospedale di Oristano, il San Martino, è stato rinforzato, è chiaro che l'ospedale di Bosa, zona disagiata, è stato comunque mantenuto al grado e alla dignità di ospedale, ed è chiaro che anche il presidio ospedaliero, del Delogu, di Ghilarza è stato, da questo punto di vista, addirittura migliorato durante questi lunghi passaggi. E, allora, mi devo rifare innanzitutto alle dichiarazioni dell'onorevole Truzzu, il quale ha parlato di "cavallo che si è trasformato in asino". Al mio arrivo invece in Commissione ho trovato un asino che era quasi, secondo l'esperto l'onorevole Dedoni, che lui conosce molto bene gli equini, e mi ha detto appunto che potrei dire che è entrato un bardotto e, per quanto riguarda invece l'uscita dalla Commissione, abbiamo diciamo un cavallo. Un cavallo del quale non possiamo ancora misurare le prestazioni, però il mio voto di astensione, perché questo ci sarà, è dato proprio dall'auspicio e dall'augurio che questa specie di scatole vuote, che si sono create sinora, vengano riempite quanto prima in modo che io possa poi, con soddisfazione, aver votato…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Antonello Peru per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PERU ANTONELLO (FI). Una riforma sull'organizzazione della rete ospedaliera sicuramente non ottimissima, ma io ritengo che non bisogna buttare tutto alle ortiche. Questa riforma non avrà gli effetti, nella fase di applicazione, l'auspicabilità della Sardegna e del miglioramento sull'assistenza per i sardi, ma vorrei fare solo due sottolineature di sostanza. È chiaro ed evidente che lo sbilanciamento, l'ho già detto in un altro intervento, sull'assistenza su soli due poli ha un effetto sicuramente inadeguato in una Sardegna, per la sua struttura sia demografica che geografica, ma in questa riorganizzazione della rete ospedaliera è assente completamente un elemento importante e indispensabile, è assente la medicina territoriale, è assente la medicina territoriale e il suo collegamento sinergico con i presidi ospedalieri, perché l'ospedale non può essere quello della riabilitazione, l'ospedale non può essere quello della lungodegenza, l'ospedale deve essere solo quello della fase acuta. E quindi con l'assenza della rete territoriale, che cosa succede? Succede il grande problema dei ricoveri inappropriati, questo provoca la mancanza di sinergia tra il territorio che deve fare prevenzione, tra il territorio che deve fare riabilitazione e lungodegenza, e i presidi ospedalieri.

L'ultima sottolineatura è per il fatto che non è stato assolutamente fatto cenno all'hospice, che ha il compito di completare l'offerta assistenziale extra ospedaliera a persone che, quando sembra che non ci sia più niente da fare, invece, cari colleghi, c'è tanto da fare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Houston, c'è un problema, o forse ce ne sono due o tre. Presidente, oggi abbiamo visto dei consiglieri di maggioranza che hanno annunciato il loro voto contrario a questo articolato, è evidente che ci sono delle sofferenze, delle sofferenze forti delle quali lei dovrà tener conto, e queste sofferenze sono indice di una conduzione dell'iter di questo documento perlomeno levantino, perché, Assessore, io le debbo dire che, nonostante io non condividessi niente di ciò che lei ha inserito assieme ai suoi collaboratori in questa riforma, condividevo invece il suo rigore metodologico, il suo rigore tecnico, il suo rigore scientifico. Ebbene, anche questo rigore tecnico, scientifico e metodologico è miseramente naufragato con stratagemmi a dir poco levantini. La via crucis di questo piano di riorganizzazione l'ha costretta a utilizzare alla bisogna il DM 70, l'ha costretta a tenere fermi i livelli ma a modificare le funzioni, soltanto sotto il profilo della denominazione però, soltanto sotto il profilo formale. E' un modo levantino, questo, di fare azioni legislative, anche se non è una legge, di fare azioni di riforma; non si può parlare di primo livello con le funzioni di secondo livello, o di secondo livello con le funzioni di primo livello, non si può parlare di primo livello senza Rianimazione così come è accaduto, non si può parlare in un caso di primo livello da istituire, istituendo oserei dire, primo livello istituendo quando non si sa, con monitoraggio successivo, a fronte di un primo livello immediato senza Rianimazione e senza monitoraggio! Ecco, le sperequazioni che sono state consumate in questa riforma, Assessore, credo che avrebbero dovuto stare fuori da quest'Aula, lei le ha fatte entrare, le ha fatte entrare e ovviamente si è assunto delle responsabilità molto forti. Lei è stato molto coraggioso ma le responsabilità graveranno tutte sull'Assessore e sul Presidente che lo ha in qualche modo sostenuto; io credo che di questa riforma sentiremo parlare, ma ovviamente continueremo a sentirne parlare in termini negativi, anche perché obiettivamente le contraddizioni, le sperequazioni messe in campo fra un territorio e un altro provocheranno molti scontenti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianmario Tendas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TENDAS GIANMARIO (PD). L'approvazione della rete ospedaliera che ci apprestiamo a esitare, per la quale preannuncio il mio voto favorevole, credo vada inquadrata come un tassello importante del processo di riforma sanitaria avviata da questa Giunta, in modo particolare dall'assessore Arru a cui va ovviamente il ringraziamento per la determinazione, la disponibilità anche a incontrare e relazionarsi con i territori e con le esigenze che sono state manifestate. Io credo che ci sia un aspetto che è stato spesso sottaciuto anche nel dibattito che ha animato il Consiglio in questi giorni, quello che era il punto di partenza di questo processo di riorganizzazione, ovverosia la presenza delle otto aziende sanitarie locali dislocate nelle province e delle tre aziende ospedaliere: undici repubbliche autonome e indipendenti, che spesso agivano e operavano in totale autonomia. Credo che la rete ospedaliera abbia avuto in primis la capacità di mettere in sinergia, di mettere a sistema questa situazione, creando rapporti di interazione, di integrazione e di collaborazione con un progetto organico e strutturato. Va tutto bene? Sicuramente no, c'è molto da fare e credo che l'aspetto importante sul quale bisognerà da oggi in avanti puntare l'attenzione è che un processo di riforma sanitaria, per essere definito tale, per essere funzionale e rispondente alle esigenze, così come peraltro hanno anche evidenziato molti componenti della minoranza, necessita di altri due tasselli importanti, che sono la rete dell'emergenza urgenza e soprattutto la rete territoriale, perché senza questi altri due tasselli stiamo parlando di un sistema monco, in cui ovviamente gli stessi ospedali avranno difficoltà notevoli a gestire quelli che sono i processi di specializzazione sempre più spinti rispetto a quelle che sono le attività cosiddette ordinarie. Quindi, oltre a riconfermare la gratitudine per il lavoro svolto all'Assessore e alla Commissione, l'appello che mi sento di fare è che ci sia la giusta attenzione soprattutto anche rispetto alla rete territoriale, alle case della salute e ai poliambulatori che sono elementi fondamentali per decongestionare gli ospedali e fare in modo che questi svolgano il loro compito.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Antonio Solinas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SOLINAS ANTONIO (PD). Intanto preannuncio da subito il voto favorevole. E' già stato detto da alcuni colleghi che mi hanno preceduto, fare riforme è un atto importante, per fare riforme ci vuole coraggio, e io ringrazio l'onorevole Rubiu che ci ha ringraziato di aver messo in campo la riforma sanitaria, perché lui non c'era nella passata legislatura ma le ricordo che nella passata legislatura non si è voluto affrontare il nodo sanitario perché, molto probabilmente, si andavano a toccare troppi interessi. Io non ho nessun interesse da difendere, se non l'interesse del mio territorio e della Sardegna intera, non ho mai partecipato a riunioni notturne come si è fatto nella passata legislatura cambiando durante la notte le decisioni prese il giorno prima, ma, dicevo, per tutte le riforme ci vuole coraggio ma soprattutto per una riforma come questa della rete ospedaliera dove si vanno a intaccare interessi privati e interessi pubblici. Io sono convinto che con questa riforma noi diamo certezza a tutto il territorio regionale e a tutti i cittadini della Sardegna; certamente si poteva fare di più, avremmo potuto ottenere più sale operatorie aperte, più punti nascita aperti, ma bisogna fare anche i conti con le risorse finanziarie, però la linea guida che ha ispirato questa riforma è quella di fornire a tutti i cittadini sardi servizi di qualità e soprattutto nella massima sicurezza possibile. E' vero, il messaggio iniziale che è passato nei territori, quasi sempre in modo strumentale, è che questa riforma era quella che andava a chiudere gli ospedali. Non è assolutamente vero. Io sfido per esempio sul mio territorio, lo ha già detto molto bene l'onorevole Gallus, non posso che dirmi di essere soddisfatto. Oristano, San Martino diventa ospedale di primo livello, Bosa viene rafforzato, così come Ghilarza. Certamente non possiamo abbassare la guardia, e questo lo dico al Presidente della Giunta, lo dico all'Assessore, perché noi possiamo fare le riforme migliori se poi nella gestione e nell'attuazione delle riforme entrano altri meccanismi che vanno fuori da quest'Aula la cosa diventa davvero preoccupante.

Ecco perché sull'atto aziendale io credo che dobbiamo stare attenti tutti quanti, perché con l'atto aziendale e con la rete territoriale credo che si giochi molto della credibilità di questa maggioranza ma della Sardegna intera.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Ruggeri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RUGGERI LUIGI (PD). Credo che questa riforma sia un grande traguardo, la considero un atto di riforma sostanziale che produce un cambiamento reale; è un atto che non ha paura di essere coraggioso, perché sappiamo che tutte le riforme producono in qualche maniera reazioni, paura del cambiamento, noi abbiamo interpretato credo correttamente le paure e con rispetto le paure dei territori che pensavano di rischiare di perdere configurazione dei servizi sanitari costruiti intorno ai loro ospedali. Noi abbiamo dato risposta a tutte le istanze che ci ha proposto l'ANCI sugli ospedali di comunità, sugli ospedali di zona disagiata, sugli ospedali delle zone isolate, ma abbiamo dato una risposta completa senza cedere ai localismi, abbiamo fatto riformismo. Abbiamo cioè controllato, analizzato la realtà, analizzato i bisogni e riorientato la realtà verso la soddisfazione di questi bisogni. Abbiamo tolto l'autoreferenzialità ai territori e ai professionisti, abbiamo cioè costretto il sistema a confrontarsi con una logica complessiva di rete e ci siamo sottratti alla logica delle risposte locali che spesso vengono date con auto referenze di eccellenza. Ed abbiamo costruito invece dei centri di eccellenza reali perché basati sui numeri e costruiti come terminali di una capillarità che contrasta alla logica del pulviscolo confondente l'offerta sanitaria. Ed è anche una riforma che produce equità, perché accompagna lungo questi percorsi di salute dei soggetti che non avrebbero gli strumenti per orientarsi correttamente se non con le logiche di vicinanza.

Io ho sentito osservazioni, che parlando contro questa riforma, adducevano delle motivazioni incomprensibili come quelle che propongono di criticare la riforma proponendo situazioni che non esistono, la difesa di situazioni che non esistono, la chirurgia complessa nelle zone periferiche, per esempio, o la risposta all'emergenza-urgenza dentro reti che non esistono. O adducendo il fatto che abbiamo creato ospedali serie A e di serie B. Non c'è ospedale di serie A e di serie B abbiamo dato una risposta appropriata ai diversi gradi di complessità, non è detto che un super specialista sia più appropriato di un medico che è in grado di affrontare invece la multidisciplinarietà.

Noi abbiamo fatto una riforma coraggiosa che riduce le strutture complesse, le diminuisce non abbiamo fatto una riforma che è stata scritta nell'interesse di qualche primario e noi abbiamo fatto l'errore di confondere le strutture complesse con il mantenimento dei servizi. Abbiamo fatto una riforma che è autonomista perché mantiene le scelte che noi compiamo autonomamente in ragione della nostra specificità all'interno di un quadro di coerenza complessivo. Per questo crediamo che questa riforma vada completata in logica coerente, con l'assistenza territoriale e con la rete all'emergenza-urgenza…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Fasolino per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FASOLINO GIUSEPPE (FI). Presidente, quando si porta avanti una riforma così importante è indubbio che ci si trova di fronte a grandi difficoltà per chi la deve portare avanti, ma anche per chi deve cercare di porre rimedio a questa riforma. Il mio approccio a questa è stato molto discreto, perché ho cercato di capire effettivamente i valori che c'erano inseriti all'interno di questa riforma e devo dire che i presupposti che c'erano alla base di questa riforma e i presupposti che lei, Assessore, ha annunciato anche in quest'Aula, erano presupposti anche positivi . C'è da dire che di quella riforma non c'è niente, c'è da dire che di quella riforma e di quei propositi non c'è più niente. Quello che doveva essere il filo conduttore di questa riforma il DM 70 è stato completamente stravolto. Al di là delle dichiarazioni di parte che dobbiamo a tutti i costi quasi portare avanti, c'è chi deve difendere ad oltranza questa riforma e c'è invece chi deve a tutti i costi criticare anche aspramente questa riforma, vorrei entrare nel merito quali sono state le logiche, Assessore, che ci hanno portato a modificare questa riforma? Sicuramente non sono state quelle dei numeri. Allora perché mi trovo contrario a questa riforma, mi trovo contrario a questa riforma perché i presupposti sono stati completamente annullati da chi tirava di più la giacchetta, e ha vinto all'interno di quest'Aula chi tirava più forte. Bene ha detto il collega Satta, che mi ha preceduto, io voto contrario anche per il trattamento che è stato riservato alla Gallura. La Gallura è entrata all'interno di quest'Aula prima della riforma come Cenerentola della sanità sarda, riconosciuto stesso da voi, basti pensare i numeri di posti letto per mille abitanti, quasi la metà rispetto agli altri territori. Allora anch'io ero presente a quel Consiglio comunale dove quasi si brindava a una vittoria perché eravamo riusciti a non farci scippare un qualcosa che ci doveva essere dato, un qualcosa già assodato, perché addirittura si stava avendo la faccia di tentare di scippare questo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Zanchetta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZANCHETTA PIETRO (Cristiano Popolari Socialisti). La ringrazio onorevole Presidente, la riforma della rete ospedaliera mette a nudo le criticità del nostro sistema, le ha messe a nudo, e con l'approvazione della rete noi certamente non le risolviamo subito, ma è da questo momento ancor prima che Roma approvi la nostra riforma che bisogna agire, bisogna intervenire per superare quelle criticità. Se dovessi non approvare la riforma tornerei indietro lo status quo oggi mi penalizzerebbe, le conquiste che personalmente, e ringrazio anche la Commissione competente, ho fatto e abbiamo fatto, segnano un passo decisivo per il miglioramento dei servizi e della qualità soprattutto nelle cosiddette aree disagiate.

Io credo che questo sia un fatto di responsabilità. Certo il richiamo alla Gallura, la sottrazione di un riconoscimento che la Gallura merita, assessore Arru, anche per la capacità di spendita che ha, perché è l'unica delle 8 aziende che sono virtuose nella gestione delle risorse, merita riconoscimento. Dicevo comunque che la conquista fatta è una grande conquista perché oggi noi guadagniamo servizi che non avevamo e che ci erano stati sottratti.

Quindi io non butto a mare il bambino con l'acqua sporca, perché a proposito di bambino torno rapidamente sul punto nascita di la Maddalena. Il disegno di legge è entrato in Aula con la disattivazione di quel punto nascita, oggi noi lo manteniamo per quante criticità rimangano e su questo bisogna lavorare per dare garanzia alle donne dell'isola. Perché, onorevole Cossa, lei ha detto: abbiamo fatto un passo avanti. E allora su questa sua affermazione noi dobbiamo lavorare per dare garanzie. Quel passo avanti però non può essere vanificato alimentando credenze anti scientifiche, come ha detto il Presidente della Repubblica richiamandosi anche ai vaccini. Dobbiamo essere seri e lo dobbiamo essere, mi rivolgo a persone serie e responsabili, fino in fondo per garantire a tutti i cittadini certamente qualità e servizi, non accrescere i disagi ma la serietà impone anche di fare ragionamenti che ci portano a dare garanzie migliori per la qualità sanitaria. Il passo avanti, quindi, deve essere fatto a partire da adesso.

Concludo con una citazione che è stata fatta all'inizio dei lavori, quando ci hanno visti entrare in aula…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alessandro Collu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COLLU ALESSANDRO (PD). Per annunciare il mio voto a favore, e aggiungerei finalmente, aggiungerei finalmente perché, dopo trentotto riunioni di Commissione in cui si è parlato di questa legge, in cui si è cercato di non trascurare alcun territorio, tutti i territori sono stati considerati il più possibile sostanzialmente, devo dire, e aggiungo con la presenza costante della Giunta, spesso anche del Presidente, quindi questo dimostra anche l'importanza che questa legge avrà sulla Sardegna, non sarà sicuramente una legge perfetta, ma, come dice qualcuno, le leggi perfette sono quelle che sono ancora nei cassetti, una legge che arriva all'approvazione necessariamente… la politica è questa, la politica è anche ascoltare i territori, la politica è mediazione. D'altronde, chiunque di noi è qui rappresenta un territorio, rappresenta una popolazione, ed è giusto che le istanze delle popolazioni, non solo attraverso organismi come ANCI o CAL, arrivino a questo Consiglio, ma esistono anche i consiglieri regionali. E allora non posso che votare a favore. Ho sentito spesso, piuttosto, parlare del Medio Campidano qui in quest'aula e anche in Commissione, il Medio Campidano, a differenza di quello che dice il collega Fasolino, è la Cenerentola, sino ad oggi, per quanto riguarda i posti letto ospedalieri. Finalmente assistiamo a un minimo di riequilibrio, assistiamo adesso a un minimo di riequilibrio, abbiamo 1,75 posti letto per mille abitanti. Ma sicuramente non è questa la cosa importante, la cosa importante è che tutta la Sardegna vedrà un riequilibrio, un miglioramento dei servizi, e non è una legge per la quale siamo partiti da un risparmio, assolutamente, questo è uno dei rari casi in cui l'efficientamento dei servizi coincide casualmente anche col risparmio, ma non siamo partiti da questo, siamo partiti con la volontà di migliorare i servizi ai cittadini sardi. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Meloni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MELONI GIUSEPPE (PD). La rete ospedaliera che ci accingiamo ad approvare oggi in quest'aula rappresenta, a mio parere, un buon risultato, frutto di un grande lavoro svolto dalla Giunta, dall'Assessorato e dalla Commissione sanità, che hanno saputo fare, a mio modo di vedere, bene sintesi rispetto alle istanze provenienti dai vari territori della Sardegna per mezzo di noi consiglieri regionali e con i sindaci in prima linea. Qualcuno ha voluto far credere anche in quest'aula che le situazioni deficitarie che attualmente esistono in diversi presidi ospedalieri della nostra isola siano frutto della ridefinizione della rete ospedaliera attualmente in approvazione, o comunque rappresentino i primi effetti di questa riforma. Niente di più falso, e l'adeguamento della rete ospedaliera in Sardegna costituisce un grande passo avanti per superare questo deficit, e senza questa approvazione la situazione che lamentano diversi colleghi rimarrebbe quella attuale, ad iniziare per esempio proprio dalla Gallura. Non si possono raccontare le cose a metà, bisogna precisare che grazie a questa riforma si mantengono e certamente migliorano rispetto ad oggi i presidi ospedalieri in quel territorio, e l'ospedale di Olbia cresce solo grazie a questa riforma, per poter diventare un ospedale degno della città, del territorio che serve.

Vorrei ringraziare il presidente Pigliaru, l'assessore Arru con tutto il suo staff e il direttore generale per la tenacia e la pazienza che hanno impiegato in questi anni e nelle ultime settimane per il grande progetto di cura e ricerca denominato Mater Olbia. Questo nuovo ospedale saprà, ne sono certo, coniugarsi perfettamente con la sanità pubblica e integrarla laddove questa abbia bisogno di essere integrata, anche e soprattutto al fine di evitare quel dannoso, sotto tutti i livelli, ricorso ai viaggi della speranza oltremare che molti sardi continuano, purtroppo, ad affrontare per potersi curare o salvare la vita. Anche per questo io non penso che il Mater Olbia sia un imbroglio, come qualche collega ha detto nei giorni scorsi, credo invece che sia un imbroglio quello che è successo negli ultimi trent'anni nel sistema ospedaliero pubblico privato sardo, nei casi in cui il parametro numero abitanti, è stato detto, posti letto è stato tenuto altissimo, ben al di sopra della media regionale in alcune zone della Sardegna e vergognosamente basso in altre zone della Sardegna, Gallura e Medio Campidano i dati più clamorosi in questo senso, ma è stato detto. Perché non modificare tutto questo? Si vogliono forse lasciare immutate tali disparità? Come a voler normalizzare quella che è, e non appare solamente, una disparità di trattamento tra cittadini sardi che va avanti da decenni. E, a proposito, ho molto apprezzato l'assessore Arru per l'onestà intellettuale e anche il coraggio con il quale, anche in quest'aula, ha motivato e difeso le scelte volte a superare queste assurda disparità di trattamento tra sardi. Da domani, occorrerà concentrarsi con grande attenzione per un miglioramento dei servizi sanitari nel territorio, ad iniziare dalle cosiddette periferie. Questa è una delle nostre scommesse…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Deriu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (PD). Signor Presidente, col suo permesso vorrei esporre succintamente le ragioni del mio voto favorevole. Marco Pannella diceva che il centrosinistra era quello dei buoni a nulla e il centrodestra quello dei capaci di tutto, da questo punto di vista, essendo noi i buoni a nulla, qualcosa questa volta l'abbiamo conclusa. C'è in Sardegna, e non solo in Sardegna, ma noi oggi contempliamo il panorama sardo, una relazione stretta tra sanità e politica, l'importanza politica della sanità, come centro di spesa, il coinvolgimento di un numero enorme di persone che gravitano direttamente e indirettamente intorno a questo comparto, ma soprattutto la massa degli utenti, cioè praticamente tutti i cittadini che si relazionano con questa istituzione. Facciamo oggi quindi una modifica alla Costituzione materiale della Sardegna nel momento in cui riorganizziamo e ridefiniamo il sistema sanitario. Per questo motivo, il sistema ospedaliero in questo caso, ma continuiamo a cambiare la sanità, in questo caso abbiamo definito un tripolarismo incompleto, laddove tutte le critiche volte a delegittimare l'operazione che si è realizzata stabilendo i due centri Hub e il riconoscimento delle funzioni di DEA di secondo livello a Nuoro vogliono sottacere un'azione di riconoscimento che è stata fatta della realtà sarda, che ha dato equilibrio ai numeri e alle aspirazioni nel sistema sanitario. Ai numeri perché, se noi valutiamo i numeri nazionali di tutte le regioni italiane, il testo così come lo stiamo approvando ci dà la Sardegna nella media nazionale, sia per quanto riguarda il primo livello sia per quanto riguarda il secondo livello, per cui un equilibrio dei numeri, questo dal punto di vista della cornice. Dov'è però la salute? La salute è negli atti di governo, negli atti di gestione, dentro la cornice che noi abbiamo definito, è un lavoro da proseguire nella programmazione pluriennale e annuale, nella quotidiana esecuzione di questi programmi. Noi non possiamo gettare il cuore oltre l'ostacolo, dobbiamo superare ogni ostacolo con la fatica propria di tale esercizio, e il primo ostacolo è la nomina del direttore generale dell'azienda dell'emergenza-urgenza, e noi lo attendiamo nelle prossime ore, signor Presidente e signor Assessore. Pensiamo in questo senso di avere…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Lotto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOTTO LUIGI (PD). Due brevissime considerazioni anche da parte mia per esprimere innanzitutto il voto favorevole a un provvedimento che giudico sostanzialmente positivo, un grande risultato. È stato fatto un buon lavoro in un contesto molto difficile. La Giunta, l'Assessore, la Commissione sanità tutta, a partire dai relatori Perra e Ruggeri, ma anche gli altri colleghi hanno affrontato alla fine con saggezza un tema molto complicato. Può emergere sempre la domanda che si poteva fare meglio, però io a quel punto ne farei un'altra: che cosa è il meglio. La discussione sarebbe troppo lunga e comunque chi ha seguito un po' tutto questo dibattito fatto prima in Commissione poi qua capisce che non è sempre scontato che cosa sia il meglio da questo punto di vista. Io ho sentito giudizi negativi da parte dell'opposizione, di molti, non di tutti a dire il vero, e non ho sentito però interventi che non fossero per la gran parte, anche qua non bisogna mai fare di tutta l'erba un fascio, di assenso acritico alle richieste più disparate, e questa discussione è stata molto falsata dalle pressioni, chiamiamole così, localistiche, che non sempre hanno trovato nei protagonisti di quest'Aula, o qui o in Commissione, la giusta capacità di dire sì, dove è possibile, ma anche di dire no dove è necessario. Però, al di là di questo, il risultato che abbiamo raggiunto è a mio parere buono, e certo non si esaurisce qui l'intervento sulla sanità, che è iniziato con l'ATS e si doveva proseguire con la definizione della rete territoriale e con l'entrata a regime dell'intero nuovo sistema, che, con coraggio, bisogna avere la consapevolezza di questo, abbiamo finalmente portato all'approvazione. Soltanto cinque anni fa, nel 2012, l'Assessore alla sanità di allora diceva: "Abbiamo la rete ospedaliera pronta, arriverà in Aula quanto prima"; sappiamo tutti come è andata, ne stiamo parlando oggi, e sta arrivando all'approvazione dopo cinque anni. Io credo che abbiamo fatto bene…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Raimondo Perra per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PERRA RAIMONDO (Cristiano Popolari Socialisti), relatore di maggioranza. Presidente. col voto di oggi questo Consiglio regionale sancisce, quindi rende operante una riforma che io definisco storica, importante, perché è da diversi decenni che il Consiglio regionale non approva una riorganizzazione della rete ospedaliera. Una riforma che non ho dubbi io a definire socialista, proprio perché mette al centro gli interessi di quei sardi che oggi, che ora, non hanno una risposta adeguata ai propri bisogni di cura, alla propria domanda di salute. E' una riforma socialista perché ha tenuto conto di tutte le richieste che sono pervenute, sia in Commissione che all'attenzione di quest'Aula, dai vari territori, dai Sindaci, dalle associazioni, da tutti coloro che credevano di essere emarginati da una riforma così importante, dettagliata, complessa. Quindi una riforma che ha tenuto conto dei territori, della densità abitativa, e perché no, della viabilità, che in Sardegna è abbastanza precaria. Una riforma, l'abbiamo detto tutti quanti, che ha derogato al DM 70, quindi una riforma tutta nostra, e bene ha fatto questo Consiglio regionale a farla andare in questa direzione, perché altrimenti sarebbero stati altri a dover fare questa riforma, non solo, ma ci troviamo anche avvantaggiati dal fatto che nelle altre regioni italiane questo tipo di riforma viene fatta direttamente dalla Giunta, certamente non dal Consiglio, quindi un vantaggio che questo Consiglio regionale ha avuto rispetto alle altre regioni, e che quindi dà garanzia e mantenimento di servizi proprio a quelle zone disagiate che per il DM 70 sarebbero stati a rischio soppressione. Una riforma necessaria, riforma necessaria perché siamo davvero ultimi in Italia per l'uso inappropriato dell'ospedale, ma anche per la lunghezza delle degenze, e questo non perché non ci siano buoni professionisti nelle ospedali e nelle ASL, questo perché non c'è un modello di integrazione tra ospedale e territorio, e 11.000 ricoveri inappropriati la dicono lunga, il Piano nazionale Esit che ci indica nel 70 per cento i ricoveri che esitano col trattamento medico, ci indicano che appunto l'ospedale viene usato inappropriatamente. Una riforma, insomma, che rappresenta per la Sardegna un importante cambiamento e miglioramento, quindi necessariamente il mio voto è favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Congiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). E' stato detto tutto, è stato detto tanto, e qualcuno ha anche, come per esempio il Presidente della Commissione, in questo momento sottolineato, e giustamente, il merito di quest'Aula, che certifica oggi il voler essersi riappropriata di una competenza sua propria. Noi a giugno abbiamo fatto una scommessa, Presidente, che era quella, di fronte ad una intelaiatura già scritta e già accompagnata da atti aziendali, quella di portare in Aula l'atto più alto di programmazione sanitaria. Oggi licenziamo quell'atto, e non esprimo giudizi di valore, gli atti di programmazione e le leggi non possono essere sottoposti ad un giudizio di piacevolezza quanto di utilità. Abbiamo detto nella discussione di questi giorni che è utile questa riforma quanto più verrà accompagnata rapidamente dagli altri due pilastri che mancano, che sono la rete territoriale e la rete dell'emergenza-urgenza, incalzeremo nei prossimi giorni per verificare a che punto sarà il processo di gestazione delle due reti, perché senza quelle due reti la riforma che oggi andremo a licenziare sarà inefficace. Siamo alle dichiarazioni di voto, il mio voto è favorevole, è un po', come dire la dichiarazione di voto, se vogliamo usare una figura allegorica, ecco, qui ci troviamo in un'arena, è un po' la funzione e le dichiarazioni di voto quell'attività dei Banderilleros, che in questo momento hanno delle bandierine da mettere nei rispettivi territori. Io non sono portatore di alcuna bandierina in questo momento, ma mi piace però sottolineare un merito politico, una delle parole maggiormente inflazionate in questa riforma è "presidi di zona disagiata", ecco, l'aver prestato un'attenzione così elevata ai presidi di zona disagiata, alle zone marginali, alle zone in cui è insopprimibile l'esigenza di un servizio sanitario, ecco, per una forza politica come la nostra questo risultato è valso l'impegno che abbiamo profuso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Presidente, oggi è stato detto: "E' una giornata importante", almeno speriamo che lo sia, noi abbiamo lavorato per questo, abbiamo lavorato per fare una riforma della rete ospedaliera perché diventi una giornata importante per la Regione Sardegna, e al di là di come uno la pensi, per uno strano caso del fato, il fato delle volte confeziona dei momenti che rimangono nelle cose, oggi approviamo la riforma della rete ospedaliera nel giorno dei cent'anni della Rivoluzione d'ottobre in Russia, no, al di là di quello che uno pensa, quindi una giornata rivoluzionaria; questo è. Il destino avrebbe potuto riservare altro, ovvero farcelo approvare ieri, che era la giornata della disfatta di Caporetto, in realtà l'approviamo oggi, che è una giornata rivoluzionaria, e l'idea nostra è quella di fare riforme che guardino avanti. Non abbiamo la verità in tasca, non abbiamo certezze che questo funzioni, certo è che, a differenza di come ho sentito raccontare da molti colleghi del centrodestra, "la riforma andava fatta però…" così nei cinque anni precedenti la riforma andava fatta, ricordo la collega di allora, la De Francisci, che era Assessore della sanità, raccontarci che la riforma andava fatta, con tanto di articoli sui giornali che ci dicevano cosa fare, e così gli assessori precedenti a quella, perché ne hanno cambiato diversi, dicevano: "La riforma della rete ospedaliera va rifatta, va riorganizzata", in realtà nei cinque anni trascorsi non abbiamo visto nulla di quello, perché ci vuole coraggio nel farlo, le riforme questo sono. Raccontano l'idea di una coalizione variegata, eterogenea, al cui interno si discute parecchio, tant'è vero che questa è una riforma discussa parecchio, per parecchi mesi, con i territori, discussa con i sindaci, con gli amministratori locali, che ha coinvolto tutti, ognuno ha detto un pezzo di verità per dire che cosa deve essere la riforma della rete ospedaliera nei prossimi anni, non quello scritto nel DM 70, che obbliga tutte le regioni a dire che la riforma va fatta, ma quello che dice la Regione Sardegna, con la sua autonomia, la sua specificità, la sua storia, i suoi territori, le sue esigenze; non chiude un ospedale, i posti letto sono più o meno gli stessi, riorganizzati, con le esigenze di ognuno, con i miglioramenti dei servizi, con la storia nuova che deve essere raccontata, una rete che mancava da vent'anni e che oggi riusciamo ad approvare. Questo Consiglio regionale riesce ad approvarla con la forza della volontà di noi tutti, chi ha lavorato, e in cui ognuno di noi ha messo la testa, il cuore, la passione, le idee, e questo è quello che noi lasciamo in eredità. Sarà bene, non sarà bene, lo vedremo in futuro, ma certo noi ci stiamo provando, l'abbiamo fatto, ed oggi per questo è una giornata importante.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Noi voteremo convintamente contro questa che continuate a ad appellare ostinatamente riforma. Una riforma è tale quando si fa per migliorare il sistema. Una riforma è tale quando migliora le condizioni di vita dei cittadini. Questa non è una riforma, questa è un pasticcio che aggrava ancor di più le condizioni già malconce di una sanità che non funziona in Sardegna, di una sanità che in questi primi quattro anni avete dimostrato che è solo foriera di una spesa fuori controllo e che non avete avuto assolutamente il modo neppure per riportarla in un ambito razionale. L'operazione che avete fatto è una operazione al ribasso, imposta ai territori, contro la volontà degli operatori del settore, delle organizzazioni sindacali, degli amministratori locali, è una visione dirigista, centralista che vi accingete ad approvare. Quindi, assumetevene tutta la responsabilità, assumetevi la responsabilità degli effetti gravemente pregiudizievoli che produrrà sul sistema sardo, soprattutto sul diritto dei cittadini. Bene avete fatto a farlo emergere, onorevole Demontis, lei ha parlato di cittadini che non possono avere tutti il diritto di essere curati sotto casa, questo lo dice lei perché viene da Sassari, perché abita a 5 metri dalla struttura ospedaliera, lo dica al cittadino di Sorgono, lo dica al cittadino di Gadoni, lo dico al cittadino di Orune, a quei cittadini che hanno il diritto a vedersi riconosciuta la salute come la sua, come quella dei suoi familiari! È un'operazione davvero al ribasso, vergognosa che state consumando ed è la ragione per la quale noi ci siamo opposti e ci opponiamo anche perché abbiamo visto che i voti come maggioranza li avete. Una maggioranza che si è ricomposta, però usciamo dalle ipocrisie, si è ricomposta perché strada facendo il Presidente del Consiglio ha sostituito colui che aveva nominato all'ERSU di Sassari, diciamo le verità! Perché ha trovato il modo di ricomporre i dissidi interni, non tanto perché questo provvedimento è stato riformato in senso migliorativo…

PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

ARRU LUIGI, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. In tre minuti è difficilissimo… onorevole Pittalis, la nona sinfonia di Beethoven invita a non usare questi toni in un'Assemblea così importante, la passione, lo dico con molto rispetto, lo dico perché il mio tono sarà paradossalmente di ringraziamento all'opposizione, invito l'onorevole Tocco a rimanere in Commissione perché è stata una palestra di democrazia. Ha ragione l'onorevole Comandini, verosimilmente il fatto che sia medico ha condizionato il mio atteggiamento, però è stato un bagno di umiltà, per cui vi ringrazio. Ringrazio il presidente Perra, è stato un esercizio - ripeto - di democrazia. Permettetemi anche di ringraziare, è una giornata importante, io non uso il termine storico, saranno gli storici che diranno se è storico questo momento, nel positivo o negativo, certo è che completiamo un viaggio iniziato nel 2012 quando l'assessore De Francisci diceva: "Abbiamo portato in Aula il documento della rete ospedaliera". Abbiamo impiegato cinque anni, ce l'abbiamo fatta come sardi, dobbiamo essere orgogliosi, perché abbiamo uno strumento su cui misurarci, su cui confrontarci. Permettetemi di ringraziare anche il presidente Pigliaru perché mi ha dato questa opportunità, a me piace il presidente Pigliaru per la sobrietà e serietà (non è una captatio benevolentiae) e anche per il coraggio di essere rimasto in momenti in cui molto probabilmente altri sarebbero andati via. Questo è l'inizio di un percorso in cui stiamo proponendo un cambiamento di un modello organizzativo, in cui parliamo di ospedali, ma parliamo di percorsi, parliamo di ospedali per intensità di cura, nessuno ha citato che cosa significa ospedale per intensità di cura, in cui si mette al centro il cittadino e i professionisti danno il meglio perché abbiamo fior fiore di medici e infermieri. Certo, vogliamo migliorare la qualità, non è cambiata la qualità, può darsi. Ho visto che avete citato tutti aneddoti e finisco con un aneddoto: "Mi permetto di scriverle dopo una lunga nottata passata al pronto soccorso del Brotzu con mio marito, si temeva qualcosa di cardiaco. Per fortuna tutto bene. Da giornalista ho tante volte raccontato la sanità sarda, ma ieri, in un luogo critico come il pronto soccorso, ho avuto modo di verificare di persona (da moglie apprensiva ma anche da cronista) l'incredibile efficienza, professionalità e umanità di tutte le persone". Questo lo devo ai medici, agli infermieri sardi, che in un momento di incertezza e di difficoltà hanno continuato a lavorare. Noi andiamo avanti con serietà, con sobrietà per cercare di cambiare. Lo ripeto, lo stiamo facendo e lo faremo fino alla fine perché lo dobbiamo ai cittadini. Diamo un modello, mi permetto di fronte alle critiche, siccome voglio finire in positivo, perché io penso che sia un successo del Parlamento sardo, il presidente Pigliaru mi ha chiesto di essere garante della Sardegna, di un'idea di Sardegna, non di una zona della Sardegna.

PRESIDENTE. Prima di mettere in votazione la legge, comunico che le Commissioni seconda e quinta sono spostate alle ore 17.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del documento numero 16.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

La seduta è tolta, il Consiglio sarà convocato a domicilio.

La seduta è tolta alle ore 14 e 22.