Seduta n.255 del 19/10/2017 

CCLV Seduta

Giovedì 19 ottobre 2017

Presidenza del Presidente GIANFRANCO GANAU

La seduta è aperta alle ore 10 e 44.

FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta dell'11 ottobre 2017 (251), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri Giampietro Comandini e Valter Piscedda hanno chiesto congedo per la seduta del 19 ottobre 2017.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria. Sono state presentate le interrogazioni numero 1271, 1273.

Annunzio di mozione

PRESIDENTE. Si dia annunzio della mozione pervenuta alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria. È stata presentata la mozione numero 367.

Continuazione della discussione dell'articolato del documento: "Proposta di ridefinizione della rete ospedaliera della Regione autonoma della Sardegna". (16/XV/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione del Documento numero 16/XV/A della Giunta regionale.

È aperta la discussione sul Capitolo 10.

È iscritto a parlare il consigliere Edoardo Tocco. Ne ha facoltà.

TOCCO EDOARDO (FI). Chiedo scusa, era una caramella per addolcire perché poi l'Assessore Arru potrebbe darmi un'ulteriore amarezza. Bene, il Capitolo 10 tratta tutto ciò che è il privato, le strutture private, quindi Assessore è necessario a questo punto valutare le due cose: ciò che è pubblico e ciò che è privato, ovviamente, senza dare tutto per scontato. Le dico questo, la sanità privata sta vivendo chiaramente un momento molto particolare, molto drammatico oserei dire, un momento che parte da circa un anno un anno e mezzo, come lei sa abbiamo avuto modo di ascoltare tutte le associazioni relativamente alle case private, alle strutture private, ai laboratori, ai centri di riabilitazione, ai centri di fisioterapia, tutto quello che gira intorno al privato che, a mio avviso, è assolutamente sussidiario a tutti quelli che sono i nostri ospedali pubblici. Le dico questo perché il settore privato occupa circa 1500 dipendenti con un indotto di circa 4000 lavoratori, quindi diciamo che tiene conto sicuramente del fattore occupazionale, fattore occupazionale, Assessore, che purtroppo da quando è stato tagliato il budget - lei sa bene di cosa sto parlando - è chiaro che questo settore ha un attimino inclinato la china, perché questo Assessore? Perché le strutture private sono sempre state il supporto migliore che abbiamo avuto in Sardegna, ne abbiamo circa nove, più forse qualche altra, che sono attive, non da oggi, accreditate e convenzionate e quindi che hanno avuto il loro ruolo specifico, importante nelle eccellenze anche di molte patologie, soprattutto in termini di ricovero. Assessore, questo sta chiaramente incidendo negativamente anche su quello che dicevo prima, sul settore occupazionale. La mia proposta è che in questo riordino si tenga conto assolutamente ed eventualmente di un ripristino di questo budget Assessore, perché se lei considera che circa tutte le strutture private occupano una cassa di circa 90 milioni di euro, se non vado errando lei mi corregga, potrei avere anche dei dati sbagliati, poco più di un anno fa lei in Commissione ci disse che alcuni lavoratori e lavoratrici delle case di cura private sarebbero state ricollocate, faccio l'esempio delle case di cura Villa Elena e Sant'Anna dove la chiusura dei punti nascita e la chiusura di quei reparti ha provocato purtroppo una situazione che ancora oggi non si è calmierata, infatti queste persone stanno ancora per strada, quindi questo è l'esempio, l'emblema di quello che stiamo andando ad affrontare, Assessore, alcune strutture private. Le dico che queste persone hanno avuto dei problemi anche in termini di investimento; lei sa bene che gli operatori privati sono imprenditori e quindi investono anche nelle loro strutture, questo ha creato ulteriori problemi, quindi occupazionali, investimenti, stabilizzazione di molti lavoratori all'interno. Io credo che questo sia importante, proprio in una visione, in un'ottica di una sanità sarda al servizio della gente. Le strutture private hanno la possibilità anche di sopperire più volte alle difficoltà, alle lungaggini, alla tempistica delle strutture pubbliche, quindi credo che sia il caso di tenerne conto, Assessore, tenerne conto in maniera proporzionale rispetto anche a tante altre strutture che stanno, tra virgolette, per essere messe in moto, faccio l'esempio del Mater Olbia. Sul Mater Olbia, Assessore, noi non abbiamo assolutamente nulla in contrario su una struttura che nasce tanto tempo fa con una visione e con una mission specialistica, una mission di alto livello, di alta professionalità, era quello l'intento del Mater Olbia, e noi vorremmo che quello rimanesse, che non fosse assolutamente messo lì ad inficiare la problematica delle altre strutture private e delle altre strutture ospedaliere pubbliche. Quindi una visione sinergica di quella struttura con le altre, non ho una visione di altissima superiorità rispetto alle altre, Assessore, questa è la nostra visione, questo è quello che noi vogliamo vedere, vogliamo che si tenga conto di questo, io lo dico chiaramente perché noi qui abbiamo quel concetto, e credo che l'abbiano anche i colleghi dell'altra parte, i colleghi, che ascolteremo con piacere quando si parlerà di questo argomento, mi auguro che ne parlino veramente, anche perché la Sardegna, Assessore, i sardi - glielo ripeto fino a tediarla - ci stanno guardando e ci stanno ascoltando, vogliono da noi una risposta, vogliono da noi qualcosa di certo, qualcosa di sicuro.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Stefano Tunis. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (FI). Questo è un tema che va a toccare diverse sensibilità, soprattutto perché attiene a vicende della salute che in molti territori della Sardegna hanno lasciato un'impronta.

Io vorrei fare subito una distinzione nel definire la sanità privata, così come semplicisticamente viene rubricata, e mi viene spontaneo sottolineare che non può essere definita semplicemente "sanità privata" quella erogata da soggetti privati, perché in questo momento occorre precisare che la gran parte delle prestazioni effettuate dai soggetti privati, la stragrande maggioranza, la quasi totalità, avviene sulla base di un investimento del Servizio sanitario. Cosa significa? Che è più corretto definirla "sanità pubblica erogata da soggetti privati"; questa non è una precisazione da poco, a mio avviso, perché non bisogna distrarre l'utente, non bisogna distrarre il cittadino sardo dal fatto che quando noi ci rivolgiamo a un operatore privato ma paghiamo interamente quella prestazione con i soldi pubblici, siamo davanti ad una opzione, ad una scelta che il servizio pubblico dà al cittadino e utente. Questa precisazione ci serve perché, in un momento storico come quello che stiamo vivendo, con un player importantissimo del settore privato che arriverà ad arricchire l'offerta di salute e sanità qui in Sardegna, dobbiamo calibrare la modalità, la quantità di sanità pubblica che questo nuovo player erogherà, e invece la sanità autenticamente privata che dovrà, così come è stato annunciato, offrire alla nostra terra. Perché bisogna immediatamente chiarire questo punto se si vuole andare avanti e se si vogliono affrontare con la dovuta serenità alcuni emendamenti che andremo a discutere e che mi pare si portino dietro il pregiudizio di chi non sa, o non vuole prendere coscienza, del fatto che tutta la sanità di cui parliamo, e che eroghiamo a spese della Regione, è comunque sanità pubblica.

Adesso noi dobbiamo fare un discorso più di carattere generale, dobbiamo ricordare che in questo in questo momento storico la cosiddetta sanità privata non occupa neppure il 3 per cento del budget, sfiora il 3 per cento del budget complessivo, di contro, dai numeri che ci vengono consegnati e che abbiamo discusso anche in Commissione, con questo 3 per cento del budget sembrerebbe capace di offrire circa il 15 per cento delle prestazioni: un dato che, come abbiamo detto in discussione generale, incoraggerebbe ad incrementarlo questo budget, incoraggerebbe a dire "ok, se ci porta nella direzione dell'efficienza, se ci porta nella direzione della razionalizzazione della spesa pubblica, se sì ci porta a diminuire le liste d'attesa, se ci porta a dare la possibilità di incrementare le opportunità lavorative e di esperienza di personale medico e paramedico, perché no?". Se alcuni riferimenti di livello nazionale, come per esempio la sanità lombarda, ci dicono che è prossima al 20 per cento la prestazione pubblica erogata da soggetti privati, allora ci rendiamo conto che il tema che noi dovremmo avere il coraggio di affrontare senza pregiudizio ideologico è esattamente questo, ma con serenità, con la consapevolezza che non è sanità privata, è sanità pubblica erogata da soggetti privati, avendo il coraggio di dirlo, di sottolinearlo. Certamente viene difficile in un momento storico come questo metterla in relazione con l'ingresso impattante in questo mondo di un player come il Mater Olbia, per cui si è fatto tanto, si è deliberato, si è legiferato, si sta legiferando pur non essendo ancora un soggetto accreditato, questo crea un certo disagio nel sistema, occorrerebbe una discussione più serena e una discussione anche più proiettata in là nel tempo, più differita rispetto al momento in cui Mater Olbia sarà realmente un soggetto della nostra sanità.

Quindi, colleghi, io invito tutti, lo faccio da adesso in previsione nel momento in cui sugli emendamenti magari il tema si farà più difficile, partiamo sempre da un presupposto: anche se erogata da un soggetto privato, quella di cui stiamo parlando è a tutti gli effetti sanità pubblica.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Giorgio Oppi. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC-Sardegna). Dispiace contraddire anche i colleghi, e quindi faccio un piccolo preambolo spiegando innanzitutto che cosa è la funzione delle strutture private. E' chiaro che le strutture private sono una percentuale in Sardegna abbastanza bassa e obiettivamente hanno un numero di dipendenti particolarmente alto, per cui svolgono un ruolo importante, ma c'è un budget - questo lo dico a Tunis - che inizialmente era più basso, 100 milioni all'anno, poi portato a 104 di cui 5 dovrebbero essere gestiti dal Direttore dell'ATS ovviamente sulla base delle capacità, eccetera, questa è la linea. Devo dire subito però che talune case di cura private sono talmente brave e hanno tempi tecnici molto rapidi (perché se devono comprare una risonanza magnetica e hanno le risorse la comprano subito, la Regione invece ha tempi più lunghi), però ci sono molte case di cura, per quanto mi concerne, che non raggiungono neanche il budget e quindi negli anni siamo stati costretti praticamente a venire incontro, perché possano raggiungere il budget, al contrario di altre che sono particolarmente valide e che magari lo superano anche il budget, e molti anni abbiamo sopperito con qualche errore anche recente quando si danno per esempio le risorse finanziarie a San Salvatore a Kinetica è un imbroglio perché se una struttura è chiusa non può avere un contributo, e siccome era chiusa il contributo è stato dato lo stesso.

Allora cominciamo a dire attenti alle case di cura, le voglio dire, forse lo sa, che i tecnici hanno valutato che il Policlinico sassarese probabilmente deve rinunciare a 50 posti letto dei 130 che ha, non andava neanche molto bene, però questo creerà certamente dei problemi. Quindi cominciamo a fare il punto. Dico anche, ed è importante questo, che noi ci troviamo di fronte e quindi noi siamo perché la struttura privata venga coordinata eccetera e svolga quel ruolo che svolge con tanto di responsabilità lo fa in quel campo lo fa anche in altri settori. Ho detto qualche volta, pur essendo stato per tanti anni considerato un nemico, che per esempio l'AIAS si è sostituito al pubblico nel momento in cui il pubblico non esisteva nel settore specifico. Però noi oggi abbiamo fra le altre cose anche un argomento, abbiamo un emendamento che crea problemi che sta facendo slittare i tempi di giorno in giorno. Questo emendamento io credo che possa essere anche superato, è un buon emendamento e lo apprezzo soprattutto quando dice che: i privati accreditati nel limite… per le motivazioni che secondo i posti letto inutilizzati o in grave inefficienza clinico gestionale nelle proprie strutture possono essere, ci può essere una riduzione. E questo è giusto non è stato mai fatto. Perché se una struttura non funziona, come è avvenuto per esempio che nella clinica dei Ragazzo la Kinetica alla fine, anche per convenienza sua, ha rinunciato a 200 posti; non gli servivano. E quindi è evidente che devono essere dati questi posti a quelle strutture che sono efficienti. Per citarne una, nessuno se la prenda a male dico che una delle più efficienti oggi è quella di Decimomannu, perché ha scelto i migliori professionisti è una clinica che obiettivamente va molto bene.

Veniamo però all'emendamento che è stato individuato come un emendamento del Mater Olbia, non è l'emendamento del Mater Olbia, va chiarito un aspetto il Mater Olbia non ha fatto niente, Presidente, non ha fatto niente ci ha dichiarato Rispo quando siamo andati anche per quanto riguarda i quattro rinvii, per quanto riguarda soprattutto la telemedicina, purtroppo non abbiamo trovato nessuno, solo un medico ha risposto. Non hanno un'attrezzatura e bene hanno fatto a non comprarle perché hanno cambiato; hanno cambiato le strutture, hanno cambiato praticamente le patologie. Quindi hanno cominciato a dire: oculistica non ci serve, i due posti via; non ci serve la pediatria, perché hanno cambiato da uno all'altro i 22 posti e tutt'al più ne teniamo 6 di day hospital, la cardiochirurgia la modifichiamo, ma quello lo avevo detto al Presidente dal primo giorno, era pura follia, perché non serviva, certamente abbiamo le due strutture università eccetera che coprono cinque volte il fabbisogno della Sardegna. Non c'è più l'urologia, non c'è la cardiologia e allora a questo punto giunti, però c'è un potenziamento della struttura della ginecologia, chiamiamolo oncologica. E questo vuol dire danneggiare Sassari, danneggiare un po' Olbia e danneggiare praticamente, anche sono rimasti 26 posti, danneggiare il Businco. Allora siccome c'è la lettera dell'Assessore che risponde all'atto aziendale che dice soltanto una struttura, io credo che l'ho detto anche personalmente al dottor Rispo, che bisognerebbe ridurre i posti di oncologia in modo tale che non venga a discapito della struttura pubblica. Perché il Mater Olbia deve operare laddove è carente la Regione, è carente il pubblico…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Giuseppe Fasolino. Ne ha facoltà.

FASOLINO GIUSEPPE (FI). Grazie Presidente, sicuramente questo è un argomento molto, molto importante. Devo dire che mi sarebbe piaciuto e mi piacerebbe intervenire e parlare di questo argomento partendo dalle dichiarazioni che ha fatto e dall'intervento che ha fatto l'Assessore nei giorni scorsi. Perché penso che le basi, le motivazioni per il quale si portano avanti progetti e strutture private sono stati in passato, sono e devono essere quelli. Il privato può aiutare il pubblico a erogare servizi di qualità o quanto meno a erogare quei servizi che il pubblico non riesce a portare avanti.

E lei ha fatto un esempio importantissimo, Assessore, lei ha detto il progetto Mater Olbia nasce con una prospettiva lungimirante da parte della Regione, poco importa da quando parti, chi l'ha portata avanti prima, la cosa importante è dare continuità a un progetto lungimirante. Lei ha detto una cosa importante, ha detto: questo progetto non deve essere visto come un costo per la Regione ma deve essere visto come un grande investimento, perché questo progetto fa sì che andranno a diminuire i costi della mobilità passiva e forse riusciremo a incrementare con la mobilità attiva. Allora partiamo da questo presupposto. Quindi questo progetto è un progetto di carattere generale per tutta la Regione, positivo? Partiamo da questo presupposto è un progetto positivo per la Regione? Mi pare di sì, mi pare molto importante e puntuale quello che lei ha detto nei giorni scorsi. Quindi questo è un progetto importante per la Regione, punto. Io non vorrei, caro Assessore, caro Presidente, che quando il privato ha scelto… scusate, siccome poi dovremmo votare, gradirei l'attenzione da parte di tutti… io non vorrei, e mi rifaccio alle parole dette dalla collega Busia, io non vorrei che questi privati, quando hanno deciso di portare avanti un progetto così importante, così lungimirante per la Regione, abbiano sbagliato territorio. Io non vorrei, perché mi viene il dubbio, che magari se questo progetto, così lungimirante, così importante, che tutti diciamo che deve essere portato avanti a tutti i costi, fosse stato realizzato da un'altra parte magari avrebbe avuto una corsia preferenziale, oppure una corsia normale, come un progetto così importante e così lungimirante deve avere. Allora io dico, Presidente, e penso che non sia così, e penso che non sia così, però mi dovete rispondere. Perché per quanto riguarda tutti i territori, per quanto riguarda, tutte le problematiche relative alla sanità degli altri territori li dobbiamo affrontare in questa riforma, questo problema lo dobbiamo affrontare con una norma diversa, fra qualche mese, magari più avanti, come che non si stia parlando di sanità. Stiamo parlando di un servizio sanitario, stiamo parlando di sanità, stiamo parlando dell'importanza del servizio che il privato può dare alla sanità pubblica, che testo stiamo approvando? Non stiamo approvando questo, non stiamo parlando di sanità, allora perché portarlo avanti, perché dobbiamo ancora ragionare, dobbiamo ancora discutere, dobbiamo ancora vedere. È un progetto lungimirante, cerchiamo di capire con la Commissione, con la Giunta, cerchiamo di capire come va migliorato questo progetto, come questo progetto va integrato nella sanità generale della Sardegna, in che maniera può essere ancora migliore rispetto alla sanità, al servizio che noi offriamo, però andiamo avanti. Non fermiamoci fermarsi sarebbe un grande errore, sarebbe un grande errore per il progetto generale che voi con lungimiranza state portando avanti.

Io non sono intervenuto molto su questa riforma, perché io penso che i presupposti che sono alla base di questa riforma sono presupposti fondamentali, però aspetto per fare il mio intervento, aspetterò alla fine che cosa noi saremo pronti a votare. Perché quei presupposti che sono alla base di questa riforma devono poi essere riportati in questo testo; solo allora potremo veramente valutare che tipo di riforma stiamo facendo. Noi siamo qui per dare servizi migliori alla collettività, noi siamo qui per dare servizi migliori a tutta la Sardegna. E allora io mi appello al senso di responsabilità di ognuno di noi, e ripeto le parole dette ieri dalla consigliera Busia: siamo consiglieri regionali di tutta la Sardegna. Stiamo attenti a cercare di disegnare un progetto per tutta la Sardegna, perché comunque questo progetto del Mater nasce in un territorio dove fino ad oggi ci sono stati un terzo dei servizi e un terzo dei posti letto. Quindi, riflettiamo su questo, e io sono convinto che verrà fuori una norma migliore, una norma che potrà rispondere ai servizi della collettività. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Per quanto riguarda il paragrafo 10, credo che probabilmente, anche vista la presentazione di alcuni emendamenti, forse valeva la pena di fare un approfondimento ulteriore. E io mi riferisco al fatto soprattutto che, come viene riportato, i compiti della sanità privata dovrebbero essere complementari di integrazione all'interno proprio della rete ospedaliera. E allora dico da subito che a volte si ha un atteggiamento assolutamente ostruzionistico nei confronti della sanità privata, alla sanità privata molte volte si impongono dei procedimenti e degli aggravi di procedure che non sono consentite, per esempio non sono previste per quanto riguarda gli ospedali, e faccio anche degli esempi. Per esempio, recentemente, è stata aggravata la posizione dei laboratori di analisi, che sappiamo tutti invece essere molto graditi al cittadino, perché le prestazioni avvengono celermente, perché le liste d'attesa non esistono, contrariamente invece a quello che magari si vive nella sanità pubblica, negli ospedali, per tante ragioni, e invece vengono assolutamente penalizzati anche nelle fasi di accreditamento e di autorizzazione, ma quando andiamo a vedere alcuni ospedali, a tratti, potrebbero non essere né autorizzati né accreditati. Detto questo, voglio ancora approfondire la parte economico-finanziaria, e cioè quando, come ha appena citato il collega Tunis, si parla di un 3 per cento di incidenza nella spesa sanitaria. Ecco, Assessore, vale davvero la pena di riverificare allora alcune posizioni, e quindi anche sacrificare dei posti letto sinceramente crediamo che possa essere un atto che va sicuramente a creare delle difficoltà, sempre per quanto riguarda poi il servizio finale. Io lo dico da subito, io sono per il Mater Olbia, per un ospedale nel quale devono essere riconosciute le eccellenze. La ratio di avere il Mater Olbia è stata soprattutto quella di garantire, al nord Sardegna in particolare e poi a tutta la Sardegna, perché giustamente noi rappresentiamo tutta la Sardegna, una sanità di eccellenza e anche di carattere privato, quindi un mix di pubblico privato, perché nel momento in cui noi andiamo ovviamente a garantire posti letto e finanziamo, ovviamente c'è il binomio. Quindi, credo che se noi guardiamo con attenzione alla ratio di avere in Sardegna il Mater Olbia, forse, forse, alcune ultime scelte non sarebbero da fare, o comunque sarebbero da ponderare, perché a mio avviso, a parte che ancora ad oggi stiamo riconoscendo un'eccellenza sulla carta perché non abbiamo un accreditamento e non abbiamo un'autorizzazione, i tempi si stanno allungando. Ecco che allora io non andrei al 2019, io farei di tutto, Assessore, per accelerare le procedure, se ci crediamo, perché se non ci crediamo allora posponiamo le valutazioni ad altri tempi. Però, Assessore, non riesco a cogliere perché vogliamo magari dare delle branche, come può essere l'oncologia, la cardiologia, al Mater Olbia e impediamo di fatto o creiamo delle difficoltà di erogazione dei servizi negli ospedali, per esempio del cagliaritano, dove ci sono delle condizioni e dove ci sono oggi, per esempio, già dei posti letto assegnatiche noi invece andiamo poi a riproporre al doppio nel nord Sardegna. Non sto discutendo che si ripropongono, ma sto discutendo il fatto che sul cagliaritano, nel sud Sardegna, alcune divisioni stanno lavorando in condizioni impossibili, in condizioni deficitarie. Mi chiedo anche qui, cui prodest? Perché, come abbiamo sostenuto altre volte, i cittadini non sono di serie A e di serie B, la Regione deve garantire un equilibrio in tutto il territorio dell'intera Sardegna. Ecco che allora, Assessore, io credo che anche le valutazioni che riguardano il Mater Olbia, proprio perché ancora sono sulla carta, e lo sottolineo, ben venga il Mater Olbia con le prestazioni di eccellenza, in particolare con quelle promesse inizialmente. Credo, però, che avere una sanità che possiamo anche pensare di eccellenza non debba certamente andare contro il resto della sanità privata di tutta la Sardegna, anche perché, Assessore, qualcuno prima ha parlato della Lombardia che arriva al 20 per cento, la Lombardia sta facendo delle gare per le prestazioni. Quindi credo che, se dobbiamo andare a guardare le cose efficienti, prendiamo quello che di buono viene fatto nel resto d'Italia. Allora, qui noi stiamo invece concedendo sulla base di futura eccellenza, però, ripeto, diamo uno sguardo a ciò che avviene nella sanità privata e com'è il funzionamento per il resto della Sardegna, perché spesso e volentieri le cliniche private e le prestazioni della sanità privata…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Luca Pizzuto. Ne ha facoltà.

PIZZUTO LUCA (SDP). Sanità privata, tema caldo che noi comunisti sovversivi abbiamo grande difficoltà a capire e a condividere, tema però su cui ci sono rilievi di natura oggettiva che quest'Aula dovrebbe cercare di tenere in conto, perché ogni qualvolta noi apriamo al privato per le carenze del pubblico… Colleghi, per cortesia, se fosse possibile un po' di silenzio… che noi incentiviamo con soldi pubblici per cercare di sopperire alle carenze che il pubblico dà, poi però non riusciamo a governarlo, è il toro scatenato su cui si deve cercare di salire per cercare di calmarlo. Vedi per esempio la vertenza AIAS, su cui noi riconosciamo i tentativi importanti che ha fatto sia l'Assessorato che la Giunta, ma che non portano a risultati concreti perché i lavoratori che sono in una struttura privata, pagata dal pubblico, continuano a non prendere gli stipendi. Però, questa riforma ha elementi positivi in questo senso perché finalmente si apre alla riabilitazione pubblica e vengono creati in modo capillare nel territorio elementi di questo tipo. Ma la polpa di questo straordinario Capitolo 10 qual è? Un emendamento che entra nella discussione della riforma nelle ultime due settimane e che improvvisamente diventa urgente e improcrastinabile. Bisogna chiarire alcune cose rispetto a menzogne che si stanno leggendo anche sui giornali e di cose non vere che vengono dette, per esempio il fatto che ci sarebbe qualcuno contro il Mater Olbia. Chi parla è una persona che ideologicamente è convinta che sia meglio tenere il privato lontano dalla sanità pubblica, ma che ha votato per logica di maggioranza, per discussioni e per garanzie che erano state date dall'Esecutivo, il progetto del Mater Olbia tre anni fa, progetto che si è dimostrato, non per responsabilità di chi governa la Sardegna in questo momento, un mezzo imbroglio, come lo è, un mezzo imbroglio un po' oscuro, dal 1991, perché di questo fantomatico Mater Olbia si parla dal 1991. Quindi, le condizioni tecniche legislative affinché il Mater Olbia possa proseguire il suo cammino ci sono tutte, perché nessuno le ha cambiate, perché nessuno le ha messe in discussione. Che cosa succede in queste ore e in questi giorni, in una fretta spasmodica che per noi è difficile da capire? Che si parla del fatto che il progetto è stato modificato, che è stato modificato il partner, cosa di cui noi legislatori sardi non siamo a conoscenza in modo ufficiale, e siccome ci sarebbe un altro progetto, e c'è la richiesta di modificare dei parametri, diventa fondamentale poter cambiare questi parametri. Ora, io chiedo ai Consiglieri di quest'Aula, che sono legislatori, chi di voi conosce il progetto del Mater Olbia e le sue nuove modifiche? Chi ha avuto modo di studiare e di capire come questo si integra e come questo impatta rispetto alla sanità pubblica: uno solo! E' il Consigliere Oppi, che da mesi ha i progetti e ha in mano, perché è un ottimo studente e quindi ha le relazioni anche per avere le informazioni, mentre invece noi ufficialmente non siamo informati, e quindi oggi si discute del fatto che noi dobbiamo votare un qualcosa su cui non siamo informati, che non conosciamo. Questa è una cosa che noi riteniamo non accettabile, anche in virtù di accordi presi in Commissione cui sarebbero dovuti essere garanti l'Assessore e il Presidente della Commissione, accordi in cui era coinvolta anche la minoranza, dove si è detto che quell'emendamento, che aveva una sua rilevanza, una sua importanza, andava visto con attenzione, prendendosi il tempo intanto di poter avere la documentazione, intanto di poter fare chiarimenti, e intanto di poterla discutere, cosa che non è avvenuta. Quindi oggi ci ritroviamo in una strana fretta, a dover votare questo provvedimento di cui noi non sappiamo le ragioni vere. Ora, noi voteremo contro, voteremo contro perché vogliamo essere informati in modo puntuale e vogliamo poter avere tutti gli approfondimenti del caso, anche perché, da ciò che ci risulta, nella impostazione nuova del Mater Olbia ci sono aree di sovrapposizione importanti con il sistema pubblico, sistema pubblico che oggi non brilla e che ha grosse difficoltà da questo punto di vista ad andare avanti sul tema dell'oncologia, nonostante anche azioni importanti che in qualche maniera la Giunta e l'Assessorato hanno cercato di creare, ma che ancora ad oggi funziona non bene, e invece dovrebbe cercare di funzionare benissimo. Per cui noi su questo non possiamo che confermare quella che era la nostra posizione, che non cambierà, e chiedere un supplemento di istruttoria per tutti noi, dopodiché se si vuole forzare, se si vuole andare avanti questo cambia un rapporto di fiducia con l'Assessore rispetto alle prerogative che si erano prese in Commissione, non cambia il voto sulla legge della riforma, perché chiaramente la riteniamo una buona riforma da difendere, la stiamo difendendo, ma questo è un elemento importante nella discussione che riguarda la nostra maggioranza e il nostro Governo. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Emilio Usula. Ne ha facoltà.

USULA EMILIO (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Nel 2014 c'è stata una riunione di tutti i Capigruppo, tutti i Capigruppo, minoranza e maggioranza, allora ero Capogruppo di un Gruppo di maggioranza, Soberania e Indipendentzia, e il presidente Pigliaru, con l'assessore Arru, con il direttore Sechi ci illustrarono in qualche modo questo progetto, chiedendo a tutti i Capigruppo una sorta di via libera, e io ricordo quella riunione, dissi anche io: "Sì, ok, questo progetto del mater Olbia va sostenuto", anche se con qualche perplessità, e ricordo esattamente lo stato d'animo anche di quei giorni e di quel giorno, e dissi sì, dopo aver sentito anche i colleghi del Gruppo, chiedendo una sola garanzia, e la chiesi al presidente Pigliaru, la chiesi all'assessore Arru, la chiesi al Direttore generale, la garanzia doveva essere semplicemente che la realizzazione del progetto Mater Olbia non avvenisse a discapito del servizio pubblico, non avvenisse a discapito di tutto il resto dell'offerta di servizi pubblici nel territorio regionale, non mi fermai sicuramente solo ad Olbia, e dissi anche che la realizzazione di quel progetto non poteva in nessun modo rappresentare un indebolimento del resto dell'offerta di sanità privata in Sardegna, non ci poteva essere cioè uno sbilanciamento. Su queste basi ottenni di fatto garanzie, e diedi anche io, in qualità di Capogruppo, per quello che poteva servire proprio per il ruolo che potevo avere, anche io diedi il sostegno. Io non sono ideologicamente contro l'iniziativa privata, però politicamente sono per il sostegno e la tutela del servizio pubblico! Questo vale per la sanità così come vale altrettanto per la scuola, così come vale per i trasporti, così come vale per esempio per il bene pubblico acqua. Sono ancora di quell'avviso, il problema è che oggi, a distanza di tre anni e mezzo, non sappiamo che cosa sarà il Mater Olbia: cambiano partner scientifici? Cambiano le specialità previste in quella struttura? Non lo sappiamo che cosa sarà. Abbiamo notizie e informazioni che io dico "vaganti e variabili", Troppo spesso variabili. Tutto questo però accompagnato da una inflessibile, quasi fideistica garanzia data dall'Assessore sulla qualità dell'Ospedale Mater Olbia, malgrado cambino appunto i partner scientifici, malgrado cambino le specialità e le specializzazioni offerte. E' un atteggiamento che assolutamente ci lascia perplessi. Quindi io dico in conclusione su questo tema che forse ha ragione l'onorevole Pizzuto, ragioniamo ancora, perché a questo punto ci sono troppo poche informazioni in mano a noi legislatori per poter decidere qualche cosa. Se le condizioni dovessero essere quelle stabilite in quella famosa riunione, nulla osta da parte mia, però sto vedendo, e nel frattempo sono cresciute, quelle perplessità di allora sono diventate diffidenza, diffidenza nei confronti di una struttura privata che sta venendo qui a chiedere di poter fare liberamente i suoi comodi senza una garanzia di servizi nella rete regionale, di servizi pubblici.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Grazie, Presidente. Bene, io sull'argomento ho qualche perplessità, ma non perché non voglia che a Olbia ci sia il Mater Olbia, manco poco poco. Premetto, e faccio chiarezza, in modo che qualcuno abbia le orecchie attente più di quello che dice di avere, che quando era presidente Soru, e che era lo sponsor numero 1 del Mater Olbia, mi sono trovato a contrastarlo in più di una circostanza, perché non capivo come mai si volesse realizzare qualcosa che non era chiaro, né certo, né chi effettivamente compartecipasse. Forse ero l'unico, qualche amico mi sussurrò che forse facevo male e che probabilmente avrei fatto bene a tacere. Io, siccome non sono mai così tanto astioso come qualcuno potrebbe pensare, e ancor meno fermo e rigido in posizioni settarie, cercai di fare una valutazione in positivo e dissi:" Se questo è, e ci porta del bene, e se questo è, ed è un discorso legato alle specializzazioni più alte, se questo è un discorso che ci porta anche ricchezza di innovazione e ci dà la possibilità di far fare un salto di qualità ulteriore alla sanità sarda, ben venga". Siamo in questa posizione, ma da allora è trascorsa un'altra legislatura, presidente Cappellacci, oggi siamo non al giro di boa, ma abbondantemente ormai passata la boa di quello che è il percorso di questa legislatura con Pigliaru Presidente, li ho citati tutti e tre i Presidenti, è indubbio che sia necessario mantenere gli impegni con un territorio, ma vanno certamente rivisitati tutti quegli argomenti che hanno portato così sic et simpliciter a dire: "Va tutto bene, madama la marchesa" perché io vorrei capire cosa vuol significare aprire due anni fa a gennaio, aprire due anni fa a dicembre, aprire un anno fa a gennaio, poi a settembre! Abbiamo fatto una visita, io ero aggregato alla Commissione sanità, e ci si disse: "Guarda, noi partiamo entro novembre, se tutto va bene". Mi pare che, saltato settembre per avere le autorizzazioni, siamo ormai a novembre, mi si dice da chi è andato in visita in quella struttura che sia ancora tutto da sistemare. Ora io mi chiedo e chiedo all'assessore Arru, non vorrei avere altra querela, pare che circoli che ci sia la querela di Moirano, mi farà piacere rispondergli doverosamente e aggiungendo molto di più, a Moirano e ad altri, se non l'avete capito! Ma molto di più! Magari arrivando a qualche Aula che qualcun altro ancora non conosce bene. Allora, chiusa la parentesi, io mi chiedo come si fa a dare così sic et simpliciter le autorizzazioni quando lo stesso Rispoli lo disse in quella seduta che cadevano a b c d… Rispo… mi veniva più facile l'altro, tanto tra amici del settore diceva quello… comparse comunque, comparse comunque! Perché mi pare che dietro ci sia ben altro… chiamò in disparte l'onorevole Oppi per potergli ancor di più significare quelle che erano le difficoltà. Allora, Assessore, o è vero quello che lei afferma nelle sue tabelle o è vero quello che sostiene Rispo nelle sue dichiarazioni di qualche mese fa. Se è così cambiamo le cose, lasciamo quello che vuole il Mater Olbia, ma liberalizziamo le altre perché poi vorrò parlare di cosa significa medicina anche privata, perché la medicina privata dovrebbe supplire quello che il pubblico non fa, perché la prima da attrezzare è la medicina pubblica, poi c'è lo spazio per il privato! Ma dove non si riesce e abbiamo il deficit che conosciamo, va privilegiata quella privata anche dove…

PRESIDENTE. Onorevole Dedoni, il tempo a sua disposizione è terminato.

E' iscritto a parlare il consigliere Gianfranco Congiu. Ne ha facoltà.

CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). Presidente, fin dall'inizio noi abbiamo dato un nostro contributo per l'affermazione di un sistema sanitario equo, ben distribuito, efficiente e oggi abbiamo una grande opportunità. Cosa ci aspettiamo dal Capitolo 10? Ci aspettiamo una equa, ben organizzata e ben distribuita sanità, in una logica di perfetta fusione tra pubblico e privato ma con una differenza: la governance in capo al pubblico perché si discute di un bene collettivo comune che è il diritto alla salute. Non uno di questi due comparti deve prevalere sull'altro, daremo il nostro contributo perché ci sia una perfetta integrazione dei servizi, perché si punti ai servizi di qualità, perché si invochi e si continui ad invocare oggi più di ieri quel famoso principio di specialità che ci ha portato a chiedere una deroga all'applicazione pedissequa del DM 70, perché riteniamo e ci aspettiamo che su questo tema ci sia una risposta emendativa del Capitolo 10, ci aspettiamo che gli standard di sicurezza che vengono imposti al pubblico vengano estesi anche al privato, perché il limite soglia degli interventi in sicurezza non valga solo per il pubblico ma anche per gli erogatori privati. Chiediamo che nella cessione degli eventuali posti letto anche il privato sia chiamato a rispondere sulla sua eventuale inefficienza e non solo il pubblico, questa è perfetta integrazione. Se il posto letto il privato non è in grado di gestirlo, se il posto letto - che equivale a servizio erogabile - il privato non è in grado di darlo, è giusto che il pubblico se lo riprenda. Queste sono le garanzie che ci portano a lavorare con rispetto in un ambito importante quale quello della perfetta fusione e integrazione fra istanze pubbliche di risposta ad un servizio ad un bene collettivo ed istanze private. Così come da questo capitolato noi ci aspettiamo di aggredire in maniera formidabile quel costo enorme che è dato dalla mobilità passiva, per il quale ci aspettiamo una ripresa dei posti letto che noi andremo a risparmiarci perché contiamo di evitare quel fenomeno di mobilità passiva. Quindi non chiediamo deroghe a nessuno ma chiediamo solo, nella misura in cui ci sarà una politica attenta di integrazione di servizio sanitario equo, ben distribuito ed efficiente, ci aspettiamo anche che quella mobilità scenda. Se scende la mobilità il pubblico deve riprendersi quei posti letto. Questo mi aspetto io dal Capitolo 10 e questo ci aspettiamo noi dal Capitolo 10: una decisa virata verso la perfetta integrazione ma con un governo del diritto saldamente in capo al pubblico.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Luigi Ruggeri in qualità di Capogruppo. Ne ha facoltà.

RUGGERI LUIGI (PD). Io credo che non dobbiamo dare adito a chi ci ritiene iscritti al partito dei liberisti sfrenati e dall'altra a quello degli statalisti più ottusi, perché mi pare che l'intervento che noi prefiguriamo sulla ospedalità privata sia un intervento molto equilibrato che riconosce il ruolo dell'ospedalità privata, ne riconosce alcune funzioni e contemporaneamente ne precisa anche dei limiti operativi. Non per niente noi, per esempio, abbiamo inserito e abbiamo votato degli emendamenti in questo testo in cui c'è un limite anche temporale alla possibilità che le proposte dell'operatore privato principale, cioè quello del Mater Olbia, un limite temporale per il quale le proposte assumono una connotazione fattuale, una connotazione di realtà e abbiamo previsto situazioni anche di ridistribuzione dei posti letto accreditati. Abbiamo previsto dall'altra parte invece situazioni in cui l'operatore privato è inserito organicamente nella nostra rete anche dal punto di vista degli acuti, per esempio perché prevediamo che il pronto soccorso possa distribuire anche all'ospedale privato. Tradizionalmente noi abbiamo avuto sempre degli ospedali privati orientati verso la lungodegenza; è la prima volta che ci troviamo in un caso particolare a affrontare un caso di ospedalità privata su specialità che potremmo qualificare di particolare, scarsa diffusione. Su tutta questa prospettiva credo che si debba intervenire con una certa elasticità, si è testimoniato con questi atti molto buonsenso e quello che viene scritto è semplicemente la possibilità, nell'ambito della regolazione della dinamica della domanda e dell'offerta, di operare delle compensazioni senza le quali per esempio non sarebbe possibile ad alcune strutture private che operano sulla lungodegenza di raggiungere il numero minimo di posti letto accreditabili ai fini del mantenimento della propria funzione che, ripeto, tradizionalmente, soprattutto sul campo della lungodegenza è addirittura vicariatrice di situazioni di carenza del pubblico.

Dopodiché questo non significa aprire le porte indiscriminatamente alle proposte del privato che vanno viste, alcuni dei dubbi che sono stati posti, in particolare dal collega Pizzuto, meritano una analisi puntuale e dettagliata in termini di ritorno di beneficio al nostro sistema sanitario regionale relativamente alle specialità che vengono proposte all'erogazione da parte del soggetto privato. Però questa riflessione ha tutto il tempo di essere sviluppata quando il ragionamento privo del carico della bandiera della ideologia liberista o statalista, ha modo di confrontarsi con le esigenze effettive, con i numeri effettivi che sono posti sul campo da parte della nostra rete di assistenza, credo che ci sia tutto il tempo. In questo momento quello che rimane scritto sono solo le condizioni di agibilità, le regole di ingaggio che dicono che esiste la possibilità di ragionare su un mix pubblico e privato che sono testimoniate da atti che sono stati assunti in questa rete ospedaliera che non vedono l'erogatore privato né in posizione di totale subalternità né in condizione di dettare le regole e che vedono il pubblico che invece propone e rinforza il proprio ruolo di garanzia. Questo è il quadro generale all'interno del quale ci si muove e questo senza ideologismi e distorsioni delle posizioni che ascrivono legittimamente anche ad alcuni territori la potestà di decidere e perché ricordiamoci anche che l'ospedale della Gallura va a compensare una carenza storica di una zona che ha come tasso di posti letto un valore di 2,5 quindi è decisamente inferiore alla media regionale, è il penultimo nella media regionale ragionando sulle aree omogenee e ribadisco che l'ultimo è quello del Medio Campidano, lo dico anche in maniera tale che molti colleghi che criticano certe aperture, il senso di certe definizioni sui posti letto nelle aree omogenee del Medio Campidano sappiano che lì attualmente c'è l'1,75 di posti letto per 1000 abitanti. Però non è solo un problema evidentemente di quell'area omogenea perché per una parte stiamo compensando un bisogno locale su cui esiste anche la giustificazione di certe prese di posizione locali, su altre invece stiamo facendo un ragionamento di tutta la Sardegna e non possono essere le posizioni locali evidentemente a dettare la linea ad un Consiglio regionale che ha tutta l'intenzione, nella proposta che è stata redatta, di operare nel miglior interesse dell'intero sistema sanitario regionale.

PRESIDENTE. Comunico all'Aula che il consigliere Giampietro Comandini è rientrato dal congedo.

E' iscritto a parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI).Il provvedimento in discussione riserva agli ospedali privati appena una paginetta, la pagina 43 del provvedimento che discutiamo. Si dirà non è la quantità delle pagine che costituisce il criterio di valutazione del contenuto per capire se la Giunta regionale e la maggioranza di centrosinistra attribuisce valenza, importanza, riconoscimento, ma è sicuramente però l'indice a nostro avviso, e lo spiegherò perché, di una funzione quasi residuale che si intende attribuire. Non penso che tutta la maggioranza di centrosinistra e la stessa Giunta la pensino come l'onorevole Pizzuto che ritiene che sostanzialmente forse pensando alla sanità cubana si tratti di un mezzo imbroglio, quando parla della sanità privata si vede che c'è un pregiudizio ideologico, lo capiamo perché da vero comunista qual è non poteva dire cose diverse. Noi ci poniamo però il problema valutando gli atti della Giunta regionale e cioè nessuno ha citato che nel mese di luglio di quest'anno la Giunta regionale ha adottato la delibera numero 23/25 che prevede proprio con riferimento al comparto della sanità privata sarda i tetti di spesa che sono ridotti del 30 per cento rimodulando le nuove condizioni per l'acquisto da parte dell'ATS delle prestazioni sanitarie e sociosanitarie da assegnare alle strutture private accreditate. E questo io lo dico perché su questa delibera che mi pare ieri il TAR della Sardegna dovesse pronunciarsi, poi non so se l'Assessore ha qualche elemento sarà utile riferire in Aula, è importante metterlo in evidenza perché quella delibera come è stato giustamente rilevato e rimarcato non solo da quel comparto ma da tutto il sistema che ruota attorno, ivi compresi i pazienti, i cittadini, rischia di mettere in ginocchio proprio tutto il settore per la consistente riduzione dei budget a disposizione delle strutture con gravissimi contraccolpi, questo l'onorevole Pizzuto non lo ha messo in evidenza, per i pazienti. Perché, onorevole Pizzuto, se funzionasse la sanità pubblica non ci sarebbe bisogno della sanità privata ed è questo il problema che noi poniamo e che continuiamo a porre, quindi la sanità privata svolge un ruolo importante che è complementare che sostituisce nella maggior parte dei casi, anzi riempie proprio quelle manchevolezze, disfunzioni che si rilevano nel comparto pubblico e senza tralasciare un altro dato che le strutture private incidono sulla spesa sanitaria appena il 15 per cento dell'intero budget.

Questo è l'altro elemento che vi sfugge e anziché quindi sostenerle con una previsione di spesa che possa consentire anche uno sviluppo di queste strutture, si va invece nella direzione opposta. E allora ecco perché a noi non ci appassiona questo dibattito che è tutto interno al centrosinistra dove addirittura una ipotesi che ha costituito oggetto di dibattito in Commissione e in Aula quale quella del Mater Olbia si sta addirittura ipotizzando una delle poche cose sulle quali abbiamo ritenuto di convergere con questa Giunta, si sta ipotizzando di rinviare o ritardare questa iniziativa con grave danno, badate, non per la Gallura, ma per la Sardegna, per l'offerta qualitativa della sanità e per la grande opportunità posto che il Mater Olbia lavorerebbe in partnership con il Gemelli di Roma che è una delle realtà di eccellenza per la qualità delle cure e l'accessibilità all'intera comunità. E quindi ecco perché noi riteniamo di sostenere ogni sforzo che si fa nella direzione di rendere…

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

ARRU LUIGI, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. E' curiosa un po' la mia storia, il mio destino, perché da un lato mi si accusa di distruggere l'ospedalità privata, dall'altro lato mi si accusa di favorire l'ospedalità privata. Io sto cercando di far rispettare la legge che parta dalla 502, lo stesso DM 70 mette dei paletti molto chiari sul rapporto, dà la possibilità al cittadino italiano e sardo di poter scegliere liberamente dove recarsi, ovviamente il sistema pubblico mette delle garanzie attraverso la metodologia delle tre A, dell'autorizzazione e dell'accreditamento. Il DM 70 da questo punto di vista è ancora più chiaro, perché stabilisce che ci possano essere rapporti contrattuali tra le aziende sanitarie e l'operatore privato. In generale, io lo ribadisco quello che ho detto in Commissione, di fronte alla tensione che l'emendamento presentava, perché sembrava che ci fosse una dietrologia, una un'opacità, una poca chiarezza nell'emendamento, finalizzato a far accelerare o passare il Mater Olbia. Sul Mater Olbia la Giunta regionale ha fatto un passaggio chiarissimo del 2014, è stato rapido, indipendentemente dal nome, Tizio, Caio o Sempronio, stiamo cercando di velocizzare perché ne va della credibilità del sistema Sardegna, anche in relazione alla capacità all'interno di regole molto chiare di attirare anche investimenti stranieri. Questo deve essere chiaro. Poi stiamo parlando della sanità. Noi abbiamo dimostrato di essere credibili, abbiamo approvato nel 2014, mettendo dei paletti molto chiari, e partendo dal Piano sanitario del 2006-2008, che raccontava la storia del San Raffaele Monte Tabor, ne metteva le basi, le radici, sia di natura storica e in relazione al territorio, ma soprattutto in relazione ai bisogni epidemiologici della Sardegna, e anche in quel caso si sottolineava che aveva la funzione di intercettare una mobilità passiva per le specialità a bassa diffusione. L'emendamento, e ribadisco la volontà personale e della Giunta, è quello di discutere il contenuto dell'offerta, ma io continuo a dire che l'emendamento che è stato proposto è un qualcosa di tecnico, assolutamente asettico, che non garantisce nessun impegno che non passi prima da parte della Commissione sanità, della Commissione preposta. Poi è stato ribadito, l'alta qualità viene stabilità non in base a una atto discrezionale dell'Assessore, già nel 2014 sono state messe delle condizioni, che erano legate all'integrazione con il sistema sanitario pubblico, un'integrazione con l'Università con l'obiettivo di costruire un IRCCS, e la definizione anche in base a modelli sviluppati in altre regioni prevede che le prestazioni devono avere caratteristiche descritte da criteri oggettivi, il DRG, o il case mix si dice. Quindi non c'è nessuna volontà di depotenziare, tutti gli atti che ha fatto la Giunta per la sanità pubblica vanno in direzione di una maggiore e più efficiente governante, perché l'ASL unica, e la proposta di questa rete ospedaliera hanno tutti l'interesse, concordo con quello che ha detto l'onorevole Congiu, di garantire una governance chiara, in cui gli stessi criteri che dobbiamo utilizzare con il Piano nazionale esiti per il pubblico valgano anche per il privato. Quindi nessun trasferimento di soldi a occhi chiusi al sistema privato, che ricordo insiste per 7-8 decimi nella zona sud della Sardegna, ma non è questo l'obiettivo riferito al Mater Olbia, l'obiettivo al Mater Olbia è quello ambizioso di creare un centro di ricerca che dia anche delle risposte cliniche, che possa coinvolgere i professionisti sardi in un'ottica massima di integrazione. Noi abbiamo fatto il nostro dovere, se ci sono stati dei ritardi non sono ascrivibili né alla Giunta, né alla struttura dell'Assessorato, che ha dato la massima disponibilità tecnica. Se l'investitore e la fondazione hanno cambiato un partner, che io pubblicamente mi sento di poter affermare (più come medico, che come Assessore) un partner credibile e forte, come il Policlinico Gemelli, non penso che dobbiamo aver paura, l'importante è avere la capacità di mettere un tetto, avere la capacità di porre le condizioni di rispetto di quello che avevamo previsto nel 2014, e che insistono e persistono tuttora. Nessuno quindi vuol fare giochetti, tranelli, vuol cambiare le carte in tavola per distruggere l'ospedalità pubblica. Mi permetto, ed è ingiusto anche riferire le proprie storie private, sono un medico pubblico, convinto tempo pienista, e credo e stiamo lavorando per far correre a cento all'ora tutte le strutture pubbliche. Abbiamo messo in essere tutti gli atti preliminari fondamentali per far funzionare il pubblico correttamente.

PRESIDENTE. Grazie Assessore.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 13, 570 e 745.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 571.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 572.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 574.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 575.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 576.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'emendamento numero 813.

Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Truzzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Grazie Presidente, volevo dire due cose su questo emendamento che mi sembra un emendamento di civiltà perché il testo del Capitolo recita: la Regione stabilisce entro e non oltre il 31 dicembre di ogni anno la programmazione dei volumi di attività ed i tetti di remunerazione per prestazioni e funzioni erogabili dal privato da indicare in appositi accordi contrattuali annuali". Ora, siccome non è specificato a quale anno si riferisca l'emendamento chiede sostanzialmente di specificare che la programmazione si faccia per l'anno successivo, e chiede di anticiparla al 30 settembre perché penso che sia diritto di ognuno sapere che cosa succederà nell'anno successivo, vedo che l'Assessore non mi ascolta, penso che sia un principio come dicevo di dignità e di civiltà per tutti, che farebbe piacere anche a chi è abituato a programmare, anche ai tanti economisti che sono seduti in Giunta che probabilmente sono abituati a programmare la loro attività sulla base delle indicazioni che arrivano prima, non dopo, non a babbo morto come siamo abituati a fare, perché non si può dire a nessun cittadino, a nessuna azienda di svolgere un'attività e poi cambiare le con le carte in tavola nel corso dell'anno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Stefano Tunis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (FI). Grazie Presidente, per esprimere il voto favorevole a questo emendamento perché giova ricordare che seppure stiamo parlando di sanità pubblica erogata da privati normalmente non parliamo di filantropi che si occupano di fare attività nel sociale, come capita in altri ambiti, parliamo di imprenditori che devono poter programmare i propri investimenti e devono poter programmare le proprie attività in un tempo sufficientemente congruo e lungo, anche perché emerge, tra le lacune principali di questa norma, una forte carenza di rete territoriale, carenza di rete territoriale che molto probabilmente potrebbe essere colmata dall'operatore privato di sanità pubblica che avesse la ragionevole possibilità di poter programmare i propri investimenti e il proprio lavoro. Se poi vogliamo fare Conferenza dei Capigruppo estesa alla Giunta io do il mio parere favorevole.

PRESIDENTE. Infatti il Capogruppo del PD deve ritornare al suo posto, grazie.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 813.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 812, a cui sono stati presentati gli emendamenti sostitutivi totali numero 895, uguale all'896.

Ha domandato di parlare il consigliere Emilio Usula per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

USULA EMILIO (Gruppo Misto). Grazie Presidente, voterò contro questo emendamento perché va esattamente nella direzione che in qualche modo paventavo e sottolineavo nel mio intervento sulla discussione generale, qui si parla di modificare il mix pubblico-privato "garantendo l'invarianza del numero totale dei posti letto", poi nell'ultimo paragrafo: "assegnando posti letto in incremento agli erogatori privati nel limite massimo del 6 per cento per disciplina con contestuale riduzione dei posti letto complessivi ospedalieri di strutture intermedie", naturalmente ci si è dimenticati di scrivere "pubbliche" ma è sottinteso. Non posso votare questo emendamento perché ritengo in questo emendamento proprio la chiara volontà di un rafforzamento del privato a discapito e contro le strutture pubbliche.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luca Pizzuto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIZZUTO LUCA (SDP). Onorevole Pittalis, a Cuba la sanità funziona ed è integralmente pubblica, purtroppo non hanno mezzi, tant'è che quando arrivò l'uragano Katrina Fidel Castro mandò medici ad aiutare gli americani, ma al di là delle battute noi abbiamo sicuramente un pensiero, abbiamo dimostrato fiducia tre anni fa votando a favore di un progetto che non è partito e che sta integralmente cambiando, quindi è chiaro che questo atto di fiducia non si ripeterà più. Dopodiché, con serenità ma anche con nettezza, prendiamo atto del fatto che si fa una forzatura, anche rispetto agli accordi che sono stati presi, e ha ragione il collega Pittalis, il tema è che deve funzionare la sanità pubblica che non funziona, noi siamo al Governo da tre anni e mezzo, un tema importante, sono stati fatti atti importanti per cercare di programmare e di migliorare, ma se le cose non funzionano ci saranno sicuramente delle responsabilità che noi abbiamo il dovere di indagare in maniera meticolosa e precisa, che magari non sono dall'Assessorato ma che sono anche delle strutture che dovrebbero poi governare la sanità. Quindi per noi finita la riforma della rete ospedaliera apriremo un fronte e una verifica puntuale e attenta su quelli che sono i temi e su quelle che sono le disfunzioni che noi crediamo ci siano da questo punto di vista nel sistema. Prendiamo atto, ripeto con amarezza, di questa forzatura che rompe anche un po' l'aspetto e la fiducia riguardo l'Assessore e il Presidente della Commissione, io continuo ad avere fiducia nel Presidente che possa garantire qualità e informazione sulle cose che vengono fatte anche se devo ammettere che questa votazione, che questa per me assurda forzatura, ci rende amara e triste la giornata. Ribadisco il fatto che qui si sta votando senza conoscere il progetto, questo è bene che lo ascoltino le persone che stanno fuori da quest'Aula, noi stiamo dando un parere e aprendo ad una esperienza senza che i legislatori sardi siano a conoscenza di quelle che sono le modifiche del progetto. Voteremo contro.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Stefano Tunis. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (FI). Presidente, mi esprimerò dopo in dichiarazione di voto perché, comunque sia, la formazione della decisione su un emendamento di questo tipo è assai complessa e registro negli interventi dei colleghi un forte pregiudizio nell'esaminarne il contenuto perché, ed è stato presentato da più persone, questo sembrerebbe un emendamento interamente orientato al favorire il privato, a favorire il Mater Olbia e cose di questo tipo. Cose che io, dall'analisi del testo, non rilevo, di conseguenza mi piacerebbe sapere se ci fosse la disponibilità di esaminare un emendamento orale con piccolissime precisazioni che consentano a tutti di esaminarlo con la serenità dovuta, perché altrimenti si sta affrontando con un pregiudizio ideologico eccessivo.

PRESIDENTE. Deve presentare un emendamento orale?

TUNIS STEFANO (FI). Se vi è la disponibilità io presenterei un emendamento, non ne modifica la natura però ci possiamo anche fermare un attimo e ragionare perché vorrei che fosse consentito a tutti i colleghi di prenderlo in considerazione con la serenità dovuta perché si sta facendo una lotta ideologica su un emendamento che secondo me non ha nessun tipo di fondamento, se ci fermassimo un attimo lo potremmo discutere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Chiederei cinque minuti di sospensione.

PRESIDENTE. Sospendiamo la seduta per cinque minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 12 e 08, viene ripresa alle ore 12 e 27.)

Continuazione della discussione dell'articolato del documento: "Proposta di ridefinizione della rete ospedaliera della Regione autonoma della Sardegna". (16/XV/A)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori, siamo in fase di dichiarazione di voto.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Una questione di natura tecnica ma anche politica.

A nome dell'opposizione sull'emendamento 896, a firma dell'onorevole Fasolino, chiediamo che vengano aggiunte le firme di tutti i Gruppi dell'opposizione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Augusto Cherchi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CHERCHI AUGUSTO (Partito dei Sardi). Io in dichiarazioni di voto voglio intanto ricordare all'onorevole Usula che probabilmente ha letto il testo del documento e non l'emendamento, perché noi non parliamo in nessun modo solo di sanità privata ma parliamo di "pubblico o privato accreditato", probabilmente lo deve leggere meglio.

Detto questo, io non entro nel merito del particolare per quanto riguarda erogatori privati più o meno conosciuti, su proposte specifiche o meno specifiche degli erogatori privati, con questo emendamento noi abbiamo solo voluto dettare alcune norme che nel testo originale secondo me non parevano e non paiono abbastanza chiare, tanto che se questo emendamento non dovesse essere approvato dall'Aula secondo me il testo originale è molto peggiorativo rispetto a questo emendamento. I caratteri particolari che noi inseriamo in questo emendamento sono due, che i posti letto vanno ricercati non solo nella sanità pubblica ma vanno ricercati anche dell'inefficienza della sanità privata, se ci sono, l'altro punto qualificante di questo emendamento è che i posti letto non li possiamo andare a ricercare dagli ospedali territoriali o dalle RSA, perché siamo carenti sia in uno che nell'altro caso, dobbiamo andarli a cercare dove c'è l'inefficienza o nel recupero della mobilità passiva e nell'aumento della mobilità attiva. Questo è quello che vuole certificare questo emendamento, sono caratteri che qualificano tutta la manovra che stiamo discutendo, sono caratteri che rendono la manovra…

(Interruzione)

Sì, mobilità passiva presunta ma certificata comunque con 80 milioni di euro di spesa della sanità Sardegna.

Comunque sia questo è un emendamento che vuole dettare norme di carattere generale, ripeto, non entra nel merito di una proposta che io non conosco ad oggi, non entra nel merito di specialità che devono essere aggiunte o tolte nella sanità privata e nella sanità pubblica, ma detta norme di carattere generale. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Raimondo Perra per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PERRA RAIMONDO (Cristiano Popolari Socialisti). Solo per annunciare il voto favorevole all'emendamento 895 e per aggiungere le firme mia e dell'onorevole Ruggeri, dell'onorevole Rossella Pinna, dell'onorevole Cozzolino, dell'onorevole Demontis e dell'onorevole Solinas.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Stefano Tunis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (FI). Per dichiarare il voto favorevole sull'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Meloni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MELONI GIUSEPPE (PD). Per dichiarare il voto favorevole sull'emendamento e perché vorrei che fosse agli atti che c'è la mia firma sull'emendamento numero 895 già da martedì, poi mi riservo di intervenire anche in discussione finale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Emilio Usula per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

USULA EMILIO (Gruppo Misto). Solo per chiedere di quale emendamento stiamo parlando, perché io sono fermo all'emendamento 812.

PRESIDENTE. Siamo arrivati agli emendamenti numero 895 e 896, uguali, che sono emendamenti all'emendamento numero 812.

USULA EMILIO (Gruppo Misto). Io ho parlato dell'emendamento 812, a quello mi riferivo quando sono intervenuto, lei ha annunciato la richiesta di voto su questo emendamento!

PRESIDENTE. Non è così.

Ha domandato di parlare il consigliere Lorenzo Cozzolino per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COZZOLINO LORENZO (PD). Presidente, io vorrei emendare oralmente questo emendamento 895, in quarta riga, scrivendo "previa deliberazione della Giunta regionale, sentita obbligatoriamente la Commissione regionale competente…".

PRESIDENTE. Onorevole Cozzolino, mi permetto di obiettare che dire "sentita la Commissione" o "sentita obbligatoriamente la Commissione" è esattamente la stessa cosa, perché sentita la Commissione significa che obbligatoriamente deve fare un passaggio in Commissione.

TOCCO EDOARDO (FI). Oppure anche "sentite condoglianze".

COZZOLINO LORENZO (PD). Per me è un rafforzativo.

PRESIDENTE. Sì, ma è un rafforzativo che non rafforza niente perché è già così.

Ha domandato di parlare il consigliere Cesare Moriconi. Ne ha facoltà.

MORICONI CESARE (PD). Forse è meglio scrivere "previo parere della Commissione".

PRESIDENTE. La Commissione esprime un parere quando è sentita, è la stessa cosa, ci stiamo aggrovigliano su una cosa…. "Sentita la Commissione" significa che la Commissione dà un parere sul provvedimento e lo dà obbligatoriamente perché è previsto in legge, quindi non mi pare ammissibile l'emendamento orale.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Io devo dare ragione al Presidente del Consiglio che interpreta correttamente il Regolamento, capisco le perplessità di sostanza e di ordine politico: probabilmente la richiesta è perché non c'è tanta fiducia in quello che andrà a fare la Giunta regionale, però su questo il Regolamento ci consente di svolgere il nostro compito ispettivo di controllo e di formulare il parere. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Ruggeri. Ne ha facoltà.

RUGGERI LUIGI (PD). In realtà la preoccupazione dell'onorevole Pittalis va traslata nel tempo, la nostra preoccupazione è per quello che succederà quando non ci sarà più questa Giunta, era solo in quel senso che si chiedeva un rinforzo di attenzione.

(Interruzione)

Prima o poi capiterà, è così per tutti, siamo tutti transeunti.

Invece volevo significare il fatto che questo emendamento comporta una variazione rispetto a quanto già proposto all'Assemblea con il documento di partenza già dal 2015 semplicemente in due variabili, una è la percentuale per cui vengono calcolati i posti letto come margini di manovra per specialità, per dirla semplice, se in Sardegna esistono su una determinata specialità, poniamo alla cardiologia, 100 posti letto, significa che diventa facoltà della Giunta quella di ridistribuire i posti letto tra l'erogatore pubblico e l'erogatore privato nella misura del 6 per cento, ma il testo precedente lo prevedeva nella misura del 4 per cento, e poi, come è stato giustamente sottolineato dal collega Cherchi, l'ambito per il quale vengono calcolati questi posti è molto più ristretto, si parla di specialità e non più di area omogenea, perché parlare di area omogenea significa riferirsi ad un valore di riferimento sul quale calcolare la percentuale decisamente più elevato, in questo caso invece abbiamo ristretto molto. Abbiamo previsto che poi i posti eventualmente da attribuire al privato siano fondamentalmente recuperati dalla mobilità passiva e dalle inefficienze, ovvero da quei posti letto che hanno un tasso di occupazione molto basso, decisamente inferiore a quanto si è previsto nella standardizzazione per il calcolo dei posti letto. Quindi tutta la costruzione, diciamo passionale, emotiva, intorno a questo emendamento, che lo prefigura come il cavallo di Troia all'interno del quale passano chissà quante truppe, in realtà ha una dimensione numerica davvero limitata, e comunque a fronte delle possibilità che esso apre c'è un impegno che mi sento di richiedere, e che personalmente per quanto ci riguarda possiamo anche assumere, riguardo l'investimento dell'Assemblea su tutti gli elementi di conoscenza della variazione dell'offerta dell'ospedalità privata in Sardegna. Grazie.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 895 e 896 modificati.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Con l'approvazione di questo emendamento, decadono gli emendamenti 891, 899 e 812.

Dobbiamo ora votare il testo del capitolo 10.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del capitolo 10.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame del capitolo 11. Al capitolo 11 sono stati presentati degli emendamenti.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Raimondo Perra, relatore.

PERRA RAIMONDO (Cristiano Popolari Socialisti), relatore. Sì, allora l'emendamento numero 14 parere contrario, che è uguale al numero 577 e al numero 746. Emendamento numero 814 parere contrario, emendamento numero 23, che è uguale al 578 sono inammissibili, Presidente?

PRESIDENTE. Sì così pure il numero 579.

PERRA RAIMONDO (Cristiano Popolari Socialisti), relatore. Così pure il numero 579, l'emendamento numero 24 uguale al numero 580 parere contrario, l'815 parere contrario, numero 581 c'è un invito al ritiro, numero 582 invito al ritiro, numero 583 invito al ritiro, numero 584 invito al ritiro, numero 816 invito al ritiro, numero 727 invito al ritiro.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

ARRU LUIGI, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Il parere della Giunta è conforme a quello della Commissione.

PRESIDENTE. Grazie. Non ho iscritti a parlare.

Metto in votazione l'emendamento numero 14 uguale al numero 577, al uguale numero 746 parere contrario della Commissione e della Giunta.

Ha domandato di parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Sì per comunicare il ritiro degli emendamenti dal capitolo 11 del nostro Gruppo, grazie.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 14 e 746.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 814 parere contrario della Commissione e della Giunta.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 814.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 24 che è uguale al numero 815 parere contrario della Commissione e della Giunta.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 24 e 815.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del Capitolo 11.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 727, c'è un invito al ritiro.

Ha domandato di parlare la consigliera Anna Maria Busia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BUSIA ANNA MARIA (Gruppo Misto). Allora Presidente, no non lo ritiro. Dunque si tratta di questo: è capitato, siccome non facciamo questioni personali sul punto, ovviamente, né che riguardano decisioni che sono state prese ultimamente, non è questa la polemica, che sicuramente mi interessa, si è assistito ad una cancellazione, ad una revoca di concorsi per l'assegnazione delle direzioni di strutture complesse e si è visto in qualche caso raddoppiato, se non triplicata la possibilità che venissero assegnate queste direzioni. E soprattutto, quindi intanto per evitare che accada questo, e quindi manteniamo per questa ragione l'emendamento, mantengo per questa ragione l'emendamento. E ancora io ritengo che sia assolutamente fondamentale, vista questa esigenza che sembrerebbe essere il lumicino che illumina la volontà di chi ha proposto questa riforma, quello relativo alla trasparenza e al fatto che si debba accedere che si debbano assegnare le direzioni delle strutture attraverso il sistema dei concorsi. E quindi io ritengo che questo sia fondamentale. Poi all'Aula la responsabilità di decidere altrimenti.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 727.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'esame del capitolo 12. Al capitolo 12 sono stati presentati degli emendamenti.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Raimondo Perra, relatore di maggioranza.

PERRA RAIMONDO (Cristiano Popolari Socialisti), relatore di maggioranza. Sull'emendamento numero 15, che è uguale al numero 747, parere contrario, invito al ritiro sugli emendamenti numero 585, 586, 587, 588, 589, 590, 591, 592, che è uguale all'829, ancora sugli emendamenti numero 593, 594, 595, 596, 597, 598, 599, sul numero 25, che è uguale al numero 600, che è uguale al numero 817, parere contrario, sugli emendamenti numero 501 e 396 invito al ritiro, parere contrario sull'emendamento numero 26, che è uguale al numero 818, parere contrario sul numero 721, parere contrario sugli emendamenti numero 27, che è uguale al numero 819, 28, che è uguale al numero 820, 29, che è uguale al numero 821, 30, che è uguale al numero 822, 31, che è uguale al numero 823, 32, che è uguale al numero 824, 33, che è uguale al numero 827, 34, che è uguale al numero 828, invito al ritiro per gli emendamenti numero 61, 62, 63, 64, 65, 66, 67, 68, 69, 70, 71, 72, 73, 74, 75, 76, 77, 78, 79, 80, 81, 82, 83, 84, 85, 86, 87, 88, 89, 90, parere contrario sugli emendamenti numero 35, che è uguale al numero 825, 36, che è uguale al numero 826, sui sostitutivi parziali numero 658 invito al ritiro, 659 invito al ritiro, parere contrario sull'emendamento numero 661, che è uguale al numero 830, invito al ritiro sul numero 660, parere contrario sugli emendamenti numero 855 e 856…

PRESIDENTE. Sono decaduti questi.

PERRA RAIMONDO (Cristiano Popolari Socialisti), relatore di maggioranza. Decaduti. Invito al ritiro sugli emendamenti numero 662 e 722, parere contrario sugli emendamenti numero 293 e 295. C'è un emendamento, il numero 884, con parere contrario, all'emendamento 666. Invito al ritiro sull'emendamento numero 664, parere contrario sugli emendamenti numero 294 e 857.

PRESIDENTE. Un attimo, sull'emendamento numero 666 sono stati presentati tre emendamenti all'emendamento, gli emendamenti numero 871, 884, 897.

PERRA RAIMONDO (Cristiano Popolari Socialisti), relatore di maggioranza. Parere favorevole all'emendamento numero 884, per gli altri un invito al ritiro.

PRESIDENTE. Sull'emendamento numero 884 parere favorevole. Invito al ritiro per gli emendamenti numero 871 e 897.

PERRA RAIMONDO (Cristiano Popolari Socialisti), relatore di maggioranza. Sì. Parere contrario sugli emendamenti numero 296, 832, 672, 831, invito al ritiro sull'emendamento numero 834, parere favorevole sull'emendamento numero 864. C'è un emendamento, è un emendamento al numero 726.

PRESIDENTE. Il parere sul numero 726?

PERRA RAIMONDO (Cristiano Popolari Socialisti), relatore di maggioranza. Sull'emendamento numero 726 parere favorevole, sul numero 723 invito al ritiro, parere favorevole sul numero 873, sul numero 724 invito al ritiro, sul numero 725 parere favorevole, sul numero 367 invito al ritiro, sul numero 804 invito al ritiro, sul numero 833 parere favorevole, sul numero 728 parere contrario, sul numero 729 contrario, sul numero 836 contrario.

PRESIDENTE. Dovrebbe rallentare un attimino, ripartiamo dal numero 804.

PERRA RAIMONDO (Cristiano Popolari Socialisti), relatore di maggioranza. Bene, il primo degli aggiuntivi, sì.

PRESIDENTE. C'è un invito al ritiro.

PERRA RAIMONDO (Cristiano Popolari Socialisti), relatore di maggioranza. C'è un invito al ritiro. Sul numero 833 parere favorevole, sul numero 728 parere contrario, sul numero 729 parere contrario, sul numero 836 parere contrario, sul numero 663 invito al ritiro, sugli emendamenti numero 667, 668 e 665 ci rimettiamo all'Aula, sul numero 731 invito al ritiro, sul numero 732 parere contrario, sul numero 669 invito al ritiro, sul numero 730 c'è un parere favorevole con modifica.

PRESIDENTE. C'è però un emendamento, sostituivo parziale, il numero 880 e l'894.

PERRA RAIMONDO (Cristiano Popolari Socialisti), relatore di maggioranza. Si dà parere favorevole al sostitutivo totale.

PRESIDENTE. All'emendamento numero 880, e al numero 894? Uno è parziale. Favorevole sul numero 894, quindi?

PERRA RAIMONDO (Cristiano Popolari Socialisti), relatore di maggioranza. Sull'emendamento numero 894 parere favorevole.

PRESIDENTE. Sull'emendamento numero 366 con emendamento aggiuntivo?

PERRA RAIMONDO (Cristiano Popolari Socialisti), relatore di maggioranza. Sull'emendamento numero 366 parere favorevole. Sull'emendamento numero 660…

PRESIDENTE. C'è l'emendamento all'emendamento numero 879, aggiuntivo, il numero 366 con emendamento aggiuntivo numero 879.

PERRA RAIMONDO (Cristiano Popolari Socialisti), relatore di maggioranza. Emendamento 879 parere favorevole. Poi c'è l'emendamento 670, parere favorevole, l'emendamento 887, che è un emendamento al 876, parere favorevole. Sull'emendamento 363 c'è un invito, emendamento 835 parere contrario, emendamento 671 parere favorevole…

PRESIDENTE. Un attimo… allora, siamo all'emendamento 363, c'è un sostitutivo totale con parere favorevole della Commissione.

PERRA RAIMONDO (Cristiano Popolari Socialisti), relatore di maggioranza. Parere favorevole all'emendamento 887. Parere contrario all'emendamento numero 835. Parere favorevole al 671, 838 parere favorevole, 853 invito al ritiro, 875 invito al ritiro, 865 favorevole, l'883 favorevole, 735 invito al ritiro, o 608 parere contrario, 837 parere contrario, 733 parere contrario, 734 invito al ritiro. Sul 364 c'è un invito al ritiro e parere favorevole sull'888.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

ARRU LUIGI, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Parere conforme alla Commissione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Preso atto del parere negativo sottolineato dal correlatore, e secondo la massima biblica poiché dalle tenebre non si può cavar luce, abbiamo capito che sarebbe davvero una esercitazione inutile, visto che è l'ultimo capitolo, che vi abbiamo consigliato, proposto, suggerito emendamenti significativi per migliorarlo, ormai siamo arrivati alla fine, ve lo volete approvare così, Presidente, non perché alziamo bandiera bianca, perché i nostri motivi di opposizione rimangono sempre e ancora più forti, ma per agevolarvi l'approvazione di questo che politicamente, dal punto di vista nostro, rappresenterà davvero la vostra sconfitta, ritiriamo gli emendamenti soppressivi totali e parziali.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Per le stesse identiche motivazioni che ha appena espresso il collega Pittalis, anche noi come Gruppo UDC Sardegna ritiriamo tutti gli emendamenti soppressivi. Grazie.

PRESIDENTE. Onorevole Truzzu, chiedo se ritirate gli emendamenti soppressivi.

TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Ritirati.

PRESIDENTE. C'è un emendamento anche dell'onorevole Fasolino.

FASOLINO GIUSEPPE (FI). Ritirato.

PRESIDENTE. Siamo all'emendamento numero 658, che in realtà va inteso come aggiuntivo e va insieme all'emendamento 804, quindi lo spostiamo con gli aggiuntivi. Metto in votazione l'emendamento 659, c'è un invito al ritiro. Onorevole Tocco…

TOCCO EDOARDO (FI). Ritirato.

PRESIDENTE. Emendamento 660 pagina 545, c'è un invito al ritiro.

TOCCO EDOARDO (FI). Ritirato.

PRESIDENTE. Emendamento 722. Onorevole Rubiu, c'è un invito al ritiro.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Ritirato.

PRESIDENTE. Emendamento 293, c'è il parere contrario nella Commissione e della Giunta.

Metto in votazione l'emendamento 293.

Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Grazie, Presidente. Non avevo ancora chiesto di intervenire, ma lei mi ha preceduto. Sì, questo è un emendamento che mira a istituire, presso lo stabilimento di Ozieri, presso l'unità operativa di Neurologia, un'unità che possa fare prestazioni di terapia fibrinolitica endovenosa, in quanto questa Unità operativa, questo Presidio ha sicuramente i necessari requisiti. Io credo che l'ospedale di Ozieri, oltre ad avere i requisiti, meriti di avere un riconoscimento di questo tipo, anche perché potrebbe dare la possibilità al Presidio di Alghero-Ozieri, tanto bistrattato in questo contesto legislativo, di avere un'unità che dia risposte di salute ai cittadini che hanno problemi di questo tipo. Quindi auspico un voto favorevole del Consiglio regionale su questo tema.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Emilio Usula per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

USULA EMILIO (Gruppo Misto). Su questo emendamento solo una precisazione. Mi sembra anche di aver sentito ieri l'Assessore ricordare che a Nuoro c'è una Stroke Unit di secondo livello, che oltre a tutte queste pratiche, fa anche la trombectomia meccanica guidata, quindi a questo punto mi va benissimo questo emendamento, ma c'è l'inesattezza della Stroke Unit di primo livello a Nuoro, a Nuoro è riconosciuta come Stroke Unit di secondo livello, già operativa. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Augusto Cherchi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CHERCHI AUGUSTO (Partito dei Sardi). Sì, Presidente, solo per ricordare che, pur non avendo difficoltà a ragionare sull'Unità operativa di neurologia nell'Ospedale di Ozieri, anzi, naturalmente rafforzando il fatto che Ozieri abbia un reparto di neurologia importante, che deve comunque continuare la sua operatività all'interno del Presidio, per esprimere il mio voto contrario anche quando si parla di attività terapeutica all'interno di una rete di programmazione di questo genere. PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento 293, parere contrario della Commissione e della Giunta.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 293.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento 295, parere contrario della Commissione e della Giunta.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 295.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 666 a cui è stato presentato l'emendamento sostitutivo totale numero 884, con parere favorevole della Commissione e della Giunta.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Sabatini. Ne ha facoltà.

SABATINI FRANCESCO (PD). Presidente, vorrei proporre un emendamento orale: "in carico ciascuna gravidanza e di valutarne il rischio ostetrico" la penultima frase dopo "ostetrico" aggiungere "favorendo che il parto avvenga nello stesso stabilimento".

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fabrizio Anedda. Ne ha facoltà.

ANEDDA FABRIZIO (Gruppo Misto). Chiedevo che quando si tratta di emendamenti presentati in Aula, non visti dalla Commissione, il parere del Presidente non fosse per la Commissione, ma è un parere del Presidente, perché noi non li abbiamo visti, quindi non parliamo a nome della Commissione.

PRESIDENTE. È così.

Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Congiu. Ne ha facoltà.

CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). Volevo chiedere, Presidente, una sospensione in aula di due minuti.

PRESIDENTE. Sospendiamo la seduta per due minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 13 e 10, viene ripresa alle ore 13 e 16.)

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Sabatini. Ne ha facoltà.

SABATINI FRANCESCO (PD). Sostituiamo la parola "favorendo" con la parola "permettendo".

PRESIDENTE. Chiedo all'Aula se ci sono osservazioni all'acquisizione di questo emendamento orale. Va bene l'emendamento orale.

Ha domandato di parlare il consigliere Michele Cossa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Presidente, noi abbiamo sottoscritto questo emendamento e naturalmente voteremo a favore. Lo abbiamo fatto consapevoli che è necessario dare un segnale all'ospedale di La Maddalena rispetto a tutte le preoccupazioni che sono state manifestate in questi mesi rispetto alla chiusura del punto nascita. Riteniamo che non sia assolutamente sufficiente, riteniamo che ci sia ancora molta strada da fare e confidiamo che la Giunta regionale raccolga tutte le sollecitazioni che sono pervenute, sia rispetto a questo problema particolare sia rispetto alla situazione generale dell'ospedale che - come già abbiamo avuto modo di denunciare in questa sede anche attraverso una interrogazione - sconta una situazione di grave disagio anche rispetto alla carenza di cose elementari, problema peraltro condiviso anche da altri ospedali, ma che a La Maddalena, per comprensibili ragioni, assume un significato particolare. Quindi, richiamiamo ancora una volta l'attenzione della Giunta e di tutta la maggioranza su questo problema che è un problema particolare in una situazione particolare qual è quella della Sardegna, perché ci sembra che serva assolutamente un supplemento di attenzione rispetto a questo tema. Non tutto si chiuderà con la rete ospedaliera, avremo modo di ritornarci perché crediamo questo tema debba essere considerato per quello che merita tutta la comunità regionale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Anna Maria Busia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BUSIA ANNA MARIA (Gruppo Misto). Annuncio il voto favorevole all'emendamento all'emendamento così come modificato anche dall'emendamento orale. In realtà l'indicazione che viene data in questo emendamento in relazione alla situazione di La Maddalena altro non è che una possibilità di modello da adottare in tutte le altre zone della Sardegna, nel senso che quello che occorre è garantire un serio, preciso, puntuale servizio di emergenza-urgenza. Allora, tutte le questioni relative alle soglie che sono stabilite dalle linee guida, dal DM 70, vanno superate considerata la peculiarità della Sardegna e, in questo caso, dell'isola nell'isola di La Maddalena vanno superate con un sistema efficiente di emergenza-urgenza. Questo potrebbe essere il modello di riferimento. Ancora, un invito a soffermarsi su quella che è la questione che abbiamo posto fin dall'inizio: questo è il modello, questo andrebbe adottato ovunque, non accontentando con centri o ospedali che poco sono funzionali alle richieste della popolazione, ma piuttosto garantendo il servizio dell'emergenza-urgenza. Il voto è favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Ruggeri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RUGGERI LUIGI (PD). Era per dettagliare appena meglio perché per come è scritto questo emendamento rischia di essere non adeguatamente capito. In definitiva in questa maniera l'organizzazione del sistema sanitario si impegna, anche in anticipo rispetto ai tempi della vigenza dello STAM, cioè il servizio di trasporto materno e dello STEN il servizio di trasporto di emergenza neonatale, ad un piano di emergenza che garantisca la possibilità di far fronte a qualsiasi urgenza ostetrica si verifichi in quel presidio ovvero a La Maddalena, prevedendo la messa in circolazione delle competenze.

Però si dice anche che è attivo un percorso nascita, il percorso nascita è un percorso che ha un inizio, La Maddalena, e un indirizzo ovvero il punto nascita unico del presidio di area omogenea che è l'ospedale di Olbia. Questo significa anche che le emergenze e le opportunità di parto lì nel presidio de La Maddalena vengono assicurate, ma la definizione del percorso nascita ne prevede il normale indirizzo all'ospedale di Olbia. Quindi evitiamo anche il ragionamento sul modello di équipe circolanti, il ragionamento è: noi con l'équipe circolante garantiamo degli expertise che tutelino la donna anche a La Maddalena, però normalmente completiamo un percorso nascita che arrivi al presidio di Olbia.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 884 modificato.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Gli emendamenti numero 897, 871, 666, 667, 668 e 665 decadono.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 857.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 832.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 864.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 726.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 873.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 890.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del Capitolo 12.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 658, c'era un invito al ritiro.

Ha domandato di parlare il consigliere Emilio Usula. Ne ha facoltà.

USULA EMILIO (Gruppo Misto). Grazie Presidente, vorrei richiamare un attimino l'attenzione dell'Aula su questo emendamento che è un emendamento semplicissimo, si vuole aggiungere nelle reti integrate una rete che secondo me è stata in qualche modo dimenticata, ne abbiamo parlato anche in Commissione, ho trovato l'atteggiamento favorevole anche dell'Assessore, parlo della rete gastroenterologica endoscopia digestiva. voglio ricordare all'Aula che oltre il 55 per cento degli accessi agli ambulatori di Medicina generale e ai Pronto soccorso avvengono per patologie riguardanti l'apparato digerente. La rete gastroenterologia, una rete integrata a livello regionale, serve ad affrontare tutta una serie di condizioni anche estremamente drammatiche com'è appunto rappresentato dall'emorragia digestiva. La rete di questo tipo serve per gestire anche uno dei tre screening principali: lo screening del cancro colon retto che rappresenta la seconda causa di morte dopo il cancro del polmone. Ora, parlare di una rete gastroenterologica mi sembra assolutamente una cosa ovvia e auspicabile.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.

ARRU LUIGI, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Apprezzo l'emendamento dell'onorevole Usula però, come ho già spiegato, materialmente è stata convocata da un anno una Commissione di endoscopisti, sia pneumologi che gastroenterologi, ed è sostanzialmente pronta, quindi una volta che è pronto il documento le chiedo di valutarlo, lo valuteremo insieme. In questo momento non è predisposto all'interno del documento.

PRESIDENTE. Onorevole Forma, c'è un invito anche per il suo che è uguale.

FORMA DANIELA (PD). Lo ritiro.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 658.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 833.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 728.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 729.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 836.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Sull'emendamento numero 663 c'è un invito al ritiro.

Ha domandato di parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Ritirato.

PRESIDENTE. Sull'emendamento numero 731 c'è un invito al ritiro.

Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Fasolino. Ne ha facoltà.

FASOLINO GIUSEPPE (FI). No, lo teniamo.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 731.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 732, è stato ritirato.

Sull'emendamento numero 669 c'è un invito al ritiro.

Ha domandato di parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Ritirato.

PRESIDENTE. Emendamento numero 730.

Ha domandato di parlare la consigliera Anna Maria Busia. Ne ha facoltà.

BUSIA ANNA MARIA (Gruppo Misto). Chiedo una sospensione di due minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 13 e 40, viene ripresa alle ore 13 e 45.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori, siamo arrivati all'emendamento numero894, parere favorevole della Commissione e della Giunta. Si tratta di un emendamento all'emendamento numero 730, dell'onorevole Busia.

Ha domandato di parlare la consigliera Anna Maria Busia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BUSIA ANNA MARIA (Gruppo Misto). Intervengo su questo punto, colleghe e colleghi, soprattutto colleghe, perché la questione è piuttosto importante. Sul tumore al seno devo necessariamente dare dei numeri perché, per comprendere la questione, è bene ricordare il fatto che ci sono 48 mila donne all'anno in Italia che si ammalano di tumore al seno, che è la prima causa di morte per le donne di età compresa tra i 35 e 50 anni, e quindi questo costituisce una priorità per la nostra sanità. Nei centri specializzati, cioè nei centri che si occupano soltanto di oncologia e di chirurgia alla mammella, c'è una maggiore possibilità di guarigione, di sopravvivenza rispetto alle donne che vengono curate altrove, cioè il 18 per cento in più di donne guarisce se è seguita da un centro specializzato.

La malattia è piuttosto complessa perché non esiste un solo tipo di tumore al seno, esistono tanti tipi di tumore al seno, e soltanto chi ha avuto a che fare con questa malattia sa benissimo che cosa succede, che non si può pensare di far trattare il tumore alla mammella con i casi di asportazione che creano un'amputazione, che cambiano la vita delle donne, e non si può pensare che venga trattato in un dipartimento di chirurgia di altro tipo! E allora dobbiamo specificare che nella breast unit c'è una chirurgia dedicata solo alla mammella, soltanto in questo modo si può arrivare ai numeri che vengono indicati dalla letteratura. Tutti i centri di oncologia hanno la chirurgia della mammella, tutti, guardatevi l'esperienza delle altre Regioni! Se mettiamo insieme quello che è scritto in questa riforma è l'atto aziendale del Brotzu… non si può pensare di mettere insieme la chirurgia alla mammella insieme all'altra chirurgia, perché questo sta accadendo, se si fa il combinato disposto di quanto si intende decidere oggi e l'atto aziendale! Allora occorre che venga mantenuto e che venga scritto che c'è una chirurgia dedicata esclusivamente alla mammella, per le ragioni che ho detto. Tutto quello che è scritto e tutto ciò che ha ispirato il testo e l'intesa della Conferenza Stato-Regioni del 2014 è in questo senso; non si può trattare questo tipo di malattia alla stregua di qualsiasi altra malattia, anche oncologica.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Ruggeri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RUGGERI LUIGI (PD). Per chiarezza, le breast unit sono state ben descritte dalla collega Busia come delle unità multifunzionali, polispecialistiche in cui è assicurato il percorso di presa in carico del tumore mammario e delle modalità di risposta chirurgiche, radioterapiche, genetiche , riabilitative, psicologiche, le unità dovrebbero avere la capacità di trattare almeno 150 casi l'anno, ogni operatore deve avere un'esperienza di almeno 50 casi ed è previsto che siano operatori dedicati esclusivamente, o prevalentemente per il loro debito orario, alla attività di chirurgia senologica. Queste cose sono ben dettagliate in un accordo Stato-Regioni del 2014, che descrive puntualmente delle linee guida alle quali devono attenersi i centri che

richiedono l'accreditamento.

L'emendamento in votazione adesso chiede come norma generale, piuttosto che dettagliare l'intervento sulle singole strutture, chiede che i diversi direttori generali responsabili delle breast unit - che ricordo sono Cagliari, Sassari e Nuoro, sono tre aziende differenti - accreditino le strutture e le accreditino secondo le linee guida EUSOMA, ovvero le linee che sono recepite dall'accordo Stato-Regioni e Province autonome. Quindi è una dizione più larga, un atto di indirizzo più generale che non si limita alla chirurgia ma se si estende anche alle strutture di medicina nucleare, alla radioterapia, alla radiologia e le altre competenze che sono richieste in una breast unit.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Rossella Pinna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PINNA ROSSELLA (PD). Ho poco da aggiungere rispetto all'intervento del collega Ruggeri ma vorrei intervenire soltanto per dire, da donna che conosce molto bene il problema perché l'ha vissuto sulla propria pelle, che sono particolarmente sensibile al tema e quindi non posso che essere vicina anche alle problematiche che ha molto bene espresso la collega Busia.

Detto questo, io credo che l'accordo Stato-Regioni a cui noi facciamo riferimento, e quindi le linee di indirizzo del 18 dicembre 2014, seppure assegnano un ruolo importante, così come la collega Busia ha sottolineato, all'attività chirurgica, tuttavia io credo che sottolineano anche altri aspetti, peraltro anche poco approfonditi, poco sperimentati, poco praticati, mi riferisco in maniera particolare alle breast unit come centro di coordinamento di tutte le professionalità coinvolte ma soprattutto anche come struttura deputata alla prevenzione, alla mappatura dei rischi di natura genetica e familiare, alla diagnosi e terapia oncologica e palliativa, oltreché centro di riabilitazione. Con questo intendo dire che, se da un lato sicuramente l'attività chirurgica è importante, noi dobbiamo tenere nella dovuta considerazione anche tutti gli aspetti che sono legati al pre e al post attività chirurgica, per cui ribadisco la necessità di approvare l'emendamento all'emendamento numero 894 in sostituzione dell'emendamento 730.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giovanni Satta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SATTA GIOVANNI (PSd'Az-La Base). Solo per aggiungere la mia firma, se è possibile, all'emendamento della Busia. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luca Pizzuto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIZZUTO LUCA (SDP). Per dire che io sottoscrivo totalmente quello che ha detto la Busia, perché c'è un problema, noi ci ritroviamo a dover fare degli emendamenti di natura organizzativa perché probabilmente chi è deputato a organizzare in queste strutture ha difficoltà a organizzare, e quindi ci ritroviamo a gestire delle situazioni abnormi, con lunghe liste d'attesa per interventi e quant'altro, ed è necessario che noi diamo un segnale da questo punto di vista, e abbiamo bisogno di strutture dedicate. Non dimentichiamoci poi che stiamo parlando degli hub, se stiamo a questa riforma, della Sardegna, e l'hub della Sardegna che si occupa di oncologia nelle varie forme in cui questa si traduce deve avere personale e sale dedicate per poter fare questo. Per cui io esprimo il mio voto personale a favore dell'emendamento della Busia e contro l'emendamento all'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (SDP). Per sottolineare il fatto che tra i problemi principali che stiamo cercando di affrontare c'è la riduzione della mobilità in uscita, e non posso che sottolineare il fatto che, proprio per questa disciplina, per questo tipo di cure, è in aumento la mobilità in uscita dalla nostra Regione. Per cui è evidente come l'HUB oggi stia affrontando dei seri problemi che si traducono in un aumento di costi per l'Amministrazione regionale, per l'amministrazione sanitaria. Per cui io invito a un'ulteriore riflessione in merito a quanto presentato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Presidente, anche io sono nelle stesse posizioni dell'onorevole Busia in ordine a questo tema e soggiungo che purtroppo il tema va affrontato in maniera complessiva e organica e non può bastare una nuova istituzione di ricostruzione della mammella durante un'operazione per far sì e dire che il sistema anche di chirurgia in questo s'ore funziona. E non ci interessano neanche forse i convegni organizzati ad hoc perché non ci convincono. Questa è una materia seria, va affrontata nella sua complessità, e se si vuole davvero garantire un sistema efficiente per salvare, lo vorrei ricordare il tumore al seno non è un tumore localizzato ma è un tumore, che poi purtroppo se non curato correttamente, origina morte. Quindi credo che il percorso debba essere complessivo sotto tutti gli aspetti dalla diagnosi alle cure.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Deriu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (PD). Presidente, io non capisco perché se esiste una così diffusa sensibilità sull'argomento la Commissione non abbia recepito una simile indicazione. Noi ci troviamo con un elenco di dieci reti integrate, ha detto prima l'Assessore che sono in preparazione anche altre, c'è un'espansione che è prevista dal nostro piano, un'espansione ulteriore in altre direzioni, mi sembra strano che se questo argomento è stato già trattato in Commissione non ci sia poi una voce apposita. Evidentemente c'è in seguito alla possibilità di arrivare al punto che stiamo dibattendo. Non vorrei che questo voto fosse diviso tra chi è per le donne e chi è contro le donne, per fortuna l'intervento della collega Pinna penso che ci abbia spiegato che si tratta di una discussione invece tecnica e vorrei che magari anche l'Assessore ci desse un parere su questo, grazie.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

ARRU LUIGI, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. In termini di programmazione noi abbiamo previsto tre Brest Unit. Nella Breast Unit inevitabilmente ci deve essere personale dedicato, la tendenza delle società scientifiche è quello di utilizzare il criterio del privilegio dell'accreditamento non solo dalla struttura ma anche del professionista. Per cui nulla osta, io penso che possiamo arrivare, stiamo dando elementi di garanzia ulteriore che i direttori generali dovranno poi trasformare in atti concreti organizzativi. Però la tendenza è quella di privilegiare nelle Breast Unit ma in generale si usa il termine privilegio, in termini di accreditamento e di copertura assicurativa.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giampietro Comandini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Ho colto con piacere quelle che sono le indicazioni dell'Assessore, mi sembra che vadano incontro anche allo spirito dell'emendamento dell'onorevole Busia. Per cui chiedo di apporre io stesso la firma sull'emendamento dell'onorevole Busia.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 894.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Quindi decadono l'emendamento numero 880 e l'emendamento numero 730.

Metto in votazione l'emendamento all'emendamento numero 366, emendamento numero 879 parere favorevole della Commissione e della Giunta.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 879.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Metto in votazione l'emendamento all'emendamento numero 366, parere favorevole della Commissione e della Giunta.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 366.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Metto in votazione l'emendamento all'emendamento numero 670, parere favorevole della Commissione e della Giunta.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 670.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 876, emendamento all'emendamento numero 363 con parere favorevole della Commissione e della Giunta

Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (SDP). Presidente, c'era stato l'accordo per il parere favorevole all'emendamento all'emendamento numero 887 che sostituisce quindi anche l'emendamento all'emendamento numero 886.

PRESIDENTE. Non ce l'ho.

Quindi mettiamo in votazione l'emendamento numero 887 che è un sostitutivo parziale, che quindi viene dopo la votazione del sostitutivo totale numero 876.

Sì allora metto in votazione l'emendamento numero 887, parere favorevole della Commissione e della Giunta.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 887.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

L'emendamento numero 876 è ritirato, decade l'emendamento numero 363.

Metto in votazione l'emendamento numero 835, pagina 579, parere contrario della Commissione e della Giunta.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 835.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Per gli emendamenti numero 671 e 838 è stato presentato un emendamento di sintesi, il numero 900. Metto in votazione l'emendamento di sintesi numero 900.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 900.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 838. È decaduto, era nella sintesi.

Emendamento numero 735, a cui sono stati presentati gli emendamenti numero 853, 865, 875 e 883. Sono ritirati gli emendamenti numero 875, 853 e 865, quindi rimane l'emendamento numero 883.

Ha domandato di parlare il consigliere Domenico Gallus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

GALLUS DOMENICO (PSd'Az-La Base). È con soddisfazione estrema che oggi prendo la parola qua per ringraziare tutti coloro che hanno partecipato alla stesura, ma soprattutto all'accoglimento di questo emendamento. Questo è un lieto fine per il presidio ospedaliero di Ghilarza che, comunque sia, non certo fatto con scientifica cattiveria, quando io sono arrivato qua in Commissione, o meglio, quando sono arrivato in Consiglio era ancora destinato a restare in vita per due anni per poi essere trasformato, mentre invece poi ho trovato la totale disponibilità da parte dei commissari, dell'Assessore e di tutti quanti affinché si ripristinasse un presidio di civiltà che, appunto, rappresenta il Delogu per l'alto oristanese. Per questo, ripeto, ringrazio tutti e anzi invito, invito tutti, e quando dico tutti intendo tutti i Gruppi, ad apporre anche la firma a questo emendamento che porta solo il primo nome, il mio appunto, e quello dell'onorevole Cherchi come secondo, ma noi vorremmo che tutti quanti, almeno io vorrei che tutti quanti apponessero la loro firma. Ovviamente dichiaro il mio voto positivo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Daniela Forma per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FORMA DANIELA (PD). Ancora prima dell'invito dello stimato collega Gallus, mi ero già prenotata per apporre la mia firma a questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az-La Base). Per aderire alla richiesta dell'onorevole Gallus, condividendo pienamente l'emendamento.

PRESIDENTE. Tutti i Gruppi mi pare che aderiscano alla richiesta, va bene, esclusa l'onorevole Busia.

Quindi metto in votazione l'emendamento sostitutivo totale numero 883, parere favorevole della Commissione e della Giunta.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 883.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Decade l'emendamento numero 735.

Quindi passiamo all'emendamento numero 837, parere contrario della Commissione e della Giunta.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 837.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 733, parere contrario della Commissione e della Giunta.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 733.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 734, c'è un invito al ritiro.

Ha domandato di parlare la consigliera Anna Maria Busia. Ne ha facoltà.

BUSIA ANNA MARIA (Gruppo Misto). Ovviamente non ritiro questo emendamento, perché è l'emendamento che ho cercato di spiegare nel corso della discussione di tutte le parti e di tutti i capitoli di questa riforma, e cioè credo, sono convinta e insisto sul fatto che prima di procedere alla riorganizzazione della rete ospedaliera fosse necessario, o quantomeno, sia necessario procedere parallelamente ad una riorganizzazione della rete territoriale e della rete dell'emergenza-urgenza. Per rete dell'emergenza-urgenza ovviamente non intendo la nomina di un direttore generale, ma dell'organizzazione di tutto il sistema che, come ho spiegato ieri, nel corso della discussione di uno dei capitoli, deve garantire quel filtro che fa sì che non si arrivi a ricorrere, soprattutto per certe patologie, in certe parti della Sardegna, che verranno ulteriormente isolate a seguito di questa riforma, qualora questa riforma dovesse trovare applicazione, si troveranno ancora più isolate e ancora maggiormente ricorreranno all'unico presidio che può garantire le cure, che può garantire assistenza sanitaria, che può garantire assistenza sociale, perché di questo si parla, e lo sa bene chi conosce e chi ovviamente si è soffermato a riflettere su quello che è il tappo che si crea nei nostri pronto soccorso, e cioè le persone che si trovano in disagio sociale ricorrono al pronto soccorso perché diventa, quello intraospedaliero, l'unico momento, l'unico luogo in cui si possono ricevere cure di ogni tipo. Pensare di riorganizzare un sistema ospedaliero senza garantire assistenza in tutte le parti della Sardegna, in ogni periferia, nei luoghi fuori dalle città metropolitane, fuori dai grandi centri urbani, pensare di riorganizzare il sistema ospedaliero senza organizzare le case della salute, gli ospedali di comunità, senza organizzare un sistema medico efficiente sul territorio, è pura illusione e avrà delle conseguenze gravissime e pesantissime che ricadranno su questa Giunta, su questa maggioranza, su questo Consiglio. Fermiamoci, non sto dicendo che tutto quello che è stato fatto con questa riforma sia da buttare alle ortiche, alcune parti vanno tenute.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento 734.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 734.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento 888, che è un emendamento all'emendamento 364, parere favorevole della Commissione e della Giunta.

Ha domandato di parlare il consigliere Giovanni Satta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SATTA GIOVANNI (PSd'Az-La Base). Il mio emendamento, il 364, ovviamente giuridicamente può essere contestato in qualunque modo, però tende a porre rimedio alle carenze che sta creando in un'area geografica, che è la provincia di Nuoro, il crollo che sta facendo il project di Nuoro, con ovviamente ripercussioni di carattere sociale. Noi abbiamo circa 450 persone che hanno avuto un'assunzione a tempo indeterminato, e che dalla mattina alla sera rischiano di trovarsi per strada, quindi io chiedo che, così com'è stato fatto con altri provvedimenti, anche da questa Giunta, come il passaggio dell'ASP per quanto riguarda l'ASPAL con la legge del 17 maggio 2016, oppure con l'analoga situazione dell'IPA ex IPAB San Giovanni Battista di Ploaghe, dove si è passato ad assumere all'interno dell'ASL il personale in questione. Ora, visto che la magistratura amministrativa sta facendo affondare il Project, vorrei capire, anche dall'Assessore, se non si potesse adottare questa mia proposta, che è quella di assumere direttamente dentro la ASL quello che è il personale che da diversi anni, da 4,6 anni svolge servizio di per quanto riguarda il CUP, quindi amministrativo, oppure per quanto riguarda l'ausiliariato, che appunto come ho detto sono stati assunti a tempo indeterminato, possano appunto essere passati senza ulteriore spesa all'interno dell'ASL. Per quanto riguarda invece il personale addetto alla portineria, portinariato e la vigilanza, possa essere questo assorbito dall'Azienda che ha vinto recentemente l'appalto per il servizio alla Regione. Io comunque provocatoriamente chiedo, laddove non si potesse fare questo, cosa si intende fare per questo personale, posto che a Nuoro, anche dopo il licenziamento di 500 persone nell'industria di Ottana, si creerebbe un grossissimo problema di carattere sociale, e non siamo disponibili ad accettare proposte che siano dei pasticci. Quindi vorrei avere una risposta dall'Assessore in merito prima di andare a votare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SDP). Presidente, anch'io sono molto preoccupato, ma credo che oltre il collega Satta, che ha fatto questo emendamento, lo sia anche l'Assessore, perché di questo problema abbiamo parlato anche in discussione generale e ci siamo incontrati a Nuoro un paio di volte alla presenza dei dipendenti, alla presenza dell'Assessore e anche degli altri colleghi Consiglieri. Il problema è molto serio, qui abbiamo delle persone che lavorano alcune anche da più di dieci anni, che si vedono improvvisamente quasi interrotta una prospettiva di vita, e noi non possiamo permettere che queste persone continuino a vivere nell'incertezza più assoluta, e quindi credo che dobbiamo fare di tutto, insieme all'Assessorato e alle strutture dell'Assessorato, alle strutture della SS di Nuoro, per cercare di dare garanzia a queste persone, dobbiamo trovare gli strumenti, che sicuramente ci sono, perché abbiamo già vissuto in quest'Aula momenti simili, rispetto ai quali siamo riusciti a trovare una soluzione. Quindi credo che, oltre al conforto che vorrei da parte del dell'Assessore, che immediatamente, anche dopo la chiusura e l'approvazione della rete ospedaliera, si attivino tutte le procedure affinché possano essere messi in atto strumenti immediati per risolvere questo problema. Ricordiamo che il nuorese vive una situazione drammatica rispetto alla disoccupazione, credo che non potremo permettere un altro colpo mortale di questa natura.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Anna Maria Busia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BUSIA ANNA MARIA (Gruppo Misto). Credo che questo emendamento sia, da parte del collega Satta, sicuramente una provocazione, ma bene ha fatto a farla a questo punto, dico io, specie se si leggono i giornali di oggi e si scopre, per chi è una scoperta, naturalmente, non per chi ha prestato attenzione alla situazione, che ci sono vincitori di concorso a Sassari che protestano perché le graduatorie sono scadute, quindi non vengono assunti, e al loro posto, raccontano, ma sappiamo bene che questo corrisponde alla verità, stanno lavorando quelli che con un gioco di prestigio il Consiglio regionale ha trasformato in dipendenti dell'Azienda pubblica. Tutto questo senza che venisse fatto un concorso e quindi bypassando completamente quella che è l'indicazione della nostra Costituzione, che prevede che ai posti pubblici si acceda per concorso. E allora, si è fatto ripeto un gioco di prestigio in relazione ad una situazione che si conosceva bene da tempo, e cioè l'IPAB San Giovanni Battista, che andava risolta altrove e che durante questa legislatura era stato spiegato dovesse essere irrisolta in modo diverso, proprio dal Commissario che era stato indicato da questa Giunta. Ebbene, il collega Satta bene ha fatto a fare questa provocazione, perché anche in questo caso la situazione del project a Nuoro, non torno sui soliti argomenti, bene la si conosceva, tutti gli elementi erano chiarissimi perché si potesse intervenire da subito e sistemare i lavoratori, e sistemare una situazione di illegittimità che noi abbiamo sostenuto dall'inizio della legislatura, fino a che sono venuti a prenderci per le orecchie con la sentenza del TAR, perché le indicazioni c'erano tutte, e non perché c'era soltanto l'Anac che l'ha detto, ma perché c'era anche l'Unità di Progetto della Presidenza del Consiglio, ma perché ve l'aveva detto un Commissario che voi avete voluto cacciare, mandare via, che aveva quell'obiettivo, l'obiettivo l'ha raggiunto, ha voluto annullare quell'atto illegittimo, truffaldino, su cui sta vigilando anche l'autorità giudiziaria, l'antimafia, ebbene, si è proseguito invece nella scelta scellerata e si è cancellato e si è cacciato via il Commissario, l'unico, credo di poter dire, che aveva raggiunto l'obiettivo. Allora bene ha fatto il collega Satta, perché si deve sapere che qui ci sono figli e figliastri, che a seconda della zona in cui si nasce si decide in un senso oppure in un altro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Congiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). Rispetto all'emendamento in discussione, l'188, chiedo di apporre la mia firma, e con me le firme anche degli altri componenti del Gruppo. Rispetto invece all'emendamento del collega Satta, ritengo che la serietà del problema, al di là adesso della rappresentazione, delle forme, e del fatto che magari si sta andando ad insinuare ed avanzare un tema, come dire, di gestione delle maestranze in un ambito invece di programmazione dei servizi sanitari, ecco, al di là adesso della ultroneità, probabilmente, di questo emendamento rispetto al tema complessivamente trattato dall'Aula, io chiederei, sostenendo la richiesta fatta dall'onorevole Daniele Cocco, chiederei all'Assessore invece un impegno in termini di apertura di quel confronto ultimativo e definitivo che tempo fa avevamo avviato, proprio in riferimento alla gestione delle maestranze del project. Ecco, io chiederei che ci fosse un atto di impegno dal punto di vista cronologico-temporale che ci possa far dire che entro un arco di tempo definito il problema verrà sottoposto nelle forme più serie, nelle forme più concludenti, all'attenzione dell'organismo effettivamente competente e che ha potere di incidere su questa situazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Crisponi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Siamo davvero al paradosso, si va all'approvazione della ridefinizione della rete ospedaliera, 12 Capitoli, 900 emendamenti, piccole battaglie che hanno riguardato primari e potentati. Poi il collega Satta, con l'emendamento numero 364 pone un problema che non è di poco conto, è il problema dei problemi, è forse il problema maggiore al quale non è stato dedicato nemmeno mezzo secondo di dibattito e discussione. Si sta parlando di quei cittadini di serie B ai quali faceva riferimento anche la collega Busia, sono quelli dei lavori più umili, dei lavori che però rappresentano il pilastro dell'attività di una rete ospedaliera che si rispetti e sono persone che riguardano i servizi ausiliari, gli OSS, la portineria, la guardiania, sono persone, secondo me, assolutamente imprescindibili nella corretta gestione di una rete ospedaliera, di un ospedale che si rispetti. Allora, proprio perché abbiamo il dovere di rispettare questi umili ma irrinunciabili lavoratori, io credo che si debba dedicare a questo tema quantomeno in primis nel sapere e conoscere dall'Assessore e dal Presidente della Regione, che tipo di riflessione la Giunta regionale vuole aprire nei confronti di costoro, che tipo di azione il Consiglio regionale che in altre occasioni si è occupato quasi beffardamente di temi che non potevano quasi entrare al cospetto dell'Aula e poi alla fine li ha portati a conclusione nelle sue azioni, nelle sue attività. Io credo, caro Assessore, caro Presidente, che dovrebbe essere un dovere ben preciso della Giunta regionale assicurare a costoro quantomeno la luce e un orizzonte temporale di assoluta serenità nell'ambito della libertà e naturalmente del mantenimento della propria posizione lavorativa. Ragione per la quale, non solo per il consenso, ma anche per chiedere l'apposizione della mia firma personale all'emendamento numero 364.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

ARRU LUIGI, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Presidente, l'onorevole Satta lei capisce che per ovvi motivi, al di là del ruolo istituzionale, dedico e ho dedicato da tempo, però non lo faccio urlando, non è mia abitudine urlare, lo faccio con molta discrezione vista anche la delicatezza dell'argomento, già come ha detto l'onorevole Congiu mi sono impegnato, il direttore generale ha già istruito un percorso in cui si cerca di capire come trovare una soluzione che non è facile. Dal punto di vista giuridico penso che lei abbia fatto una provocazione perché sa bene che cosa dice la legge, non è vero che facciamo figli e figliastri, è inutile continuare a sollevare questo problema, però le garantisco il totale mio impegno come Assessore della Regione Sardegna, ma anche come cittadino di Nuoro, per garantire che non si crei un ulteriore problema o sacca di disoccupazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 888.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

L'emendamento numero 364 decade. A questo punto abbiamo da recuperare quegli emendamenti che avevamo sospeso.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Emilio Usula. Ne ha facoltà.

USULA EMILIO (Gruppo Misto). Sull'ordine dei lavori, Presidente, abbiamo portato a quest'ora, sono le 14 e 30, di una settimana di lavoro, questi due emendamenti che hanno fatto discutere e che hanno creato attenzione anche nell'opinione pubblica. Chiedo - se possibile - di portare la discussione degli emendamenti riguardanti l'organizzazione primo livello di Ozieri-Alghero, primo livello di Lanusei, secondo livello di Nuoro, portarlo a un momento di più calma e anche di maggior credibilità al rinvio dei lavori dell'Aula. Chiedo questo perché mi sembra assolutamente poco credibile il fatto che si discuta adesso due punti o tre punti che hanno portato la discussione e l'attenzione di tutta l'opinione pubblica regionale.

PRESIDENTE. I punti sono solo due, sono quello Nuoro e Lanusei, Ozieri e Alghero sono già definiti e quindi chiedo all'Aula cosa si voglia fare, se vogliamo procedere oppure dobbiamo sospendere.

Ha domandato di parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Per condividere un po' la proposta del consigliere Usula, credo che meriti un'attenzione diversa. Quindi, chiedo che venga portato a martedì pomeriggio così come dagli accordi.

PRESIDENTE. Sospendo la seduta.

(La seduta, sospesa alle ore 13 e 40, viene ripresa alle ore 13 e 45.)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Presidente, gli accordi sono che si concludono i Capitoli, che si lasci la parte seconda e terza con le dichiarazioni finali di voto a martedì, questo è quello che abbiamo concordato, io credo che debba essere rispettato quello che abbiamo concordato stamattina. Siamo rimasti qua a lavorare e abbiamo trovato una sintesi sugli emendamenti, li abbiamo predisposti, presentati a seguito di un lavoro, voglio dire, che ci ha portato via molte ore, è chiaro che adesso si arriva a concludere. Per cui io chiedo che venga rispettato l'accordo che era stato preso, quello di concludere fino al dodicesimo, lasciare la parte seconda e terza insieme alle dichiarazioni di voto a martedì pomeriggio, come concordato nella Conferenza dei Capigruppo, e concludere questi quattro emendamenti che abbiamo ripreso dai Capitoli precedenti portandoli alla fine, ma sono parte del discorso complessivo, non può essere lasciato a metà il ragionamento che si è fatto in tutta la mattinata e nei giorni scorsi. Questo era l'impegno preso e chiedo che venga rispettato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Non è strumentale, io sono d'accordo perché l'impegno era chiudere e andare a martedì per le dichiarazioni finali, però sono due punti che hanno visto un dibattito animato, quindi direi che abbiamo tutto il pomeriggio di martedì, perché non ci sono assolutamente problemi di altra natura, perché io non vorrei che su questi argomenti ora ci dovessimo iscrivere o si dovesse iscrivere come penso per intervenire, perché la materia desta, diciamo così, qualche riflessione e qualche osservazione. Quindi, ripeto, per me l'impegno era chiudere oggi, non ho nessun problema, però sottopongo anche ad una valutazione che è di buon senso perché si tratta di andare avanti, non sappiamo a che ora finiamo, però questo pomeriggio, perché ci possono essere interventi che possono prolungare i lavori dell'Aula. Noi avevamo ipotizzato di chiudere il tutto entro le 14, ma stiamo andando anche oltre. Ora, se fosse un problema dirimente o perché ci sono ragioni particolari, sappiamo che sono stati fatti anche degli emendamenti di sintesi sui quali si può anche fare una valutazione che però può anche indurre ad un dibattito e ad una riflessione. Questo è l'unico problema.

PRESIDENTE. Cioè il problema è che possiamo anche aggiornarci a questo pomeriggio per continuare la discussione. Io mi rimetto all'Aula e chiedo di votare chi è favorevole alla prosecuzione dei lavori come proposto e chi è contrario.

Metto in votazione la proposta di prosecuzione dei lavori. Chi la approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non la approva alzi la mano.

(E' approvata)

Continuazione della discussione dell'articolato del documento: "Proposta di ridefinizione della rete ospedaliera della Regione autonoma della Sardegna". (16/XV/A)

PRESIDENTE. Proseguiamo i lavori. Allora all'emendamento numero 365 è stato presentato un emendamento all'emendamento che è il numero 898 che dice semplicemente nell'emendamento le parole finali "sono soppresse" sono sostituite dalle parole "sono sostituiti con i servizi".

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Ritiro la richiesta di votazione nominale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Anna Maria Busia. Ne ha facoltà.

BUSIA ANNA MARIA (Gruppo Misto). Chiedo la votazione nominale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Emilio Usula. Ne ha facoltà.

USULA EMILIO (Gruppo Misto). No Presidente, voglio intervenire sull'899, chiedo scusa.

PRESIDENTE. Allora interverrà dopo.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 898.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Quindi l'emendamento numero 365 decade. L'emendamento numero 367 è ritirato.

Allora all'emendamento numero 612 è stato presentato l'emendamento numero 899 che è quello di sintesi.

Ha domandato di parlare il consigliere Emilio Usula per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

USULA EMILIO (Gruppo Misto). L'emendamento che propone il riconoscimento a Nuoro come ospedale di secondo livello e quindi a Nuoro come DEA di secondo livello, ha tantissime ragioni e non ho trovato nella discussione in Commissione né nelle risposte dell'Assessore, mai un qualcosa che mi abbia convinto del contrario. Dico subito che all'Assessore da quattro mesi chiedo anche un documento sempre sbandierato, sempre annunciato da parte di un non so quale legale di Sassari che in qualche modo afferma l'improponibilità del secondo livello di Nuoro, documento che non ho mai avuto né qui né in Commissione. Perché chiedo il secondo livello di Nuoro? Il secondo livello a Nuoro è dovuto in quanto presenti specialità, servizi, specialisti e professionisti che lo qualificano come tale. Lo chiedo anche perché avremmo dovuto utilizzare tutte le nostre prerogative di Regione a statuto speciale con le sue peculiarità per poter chiedere una deroga al DM 70, cosa che hanno fatto altre regioni. Emilia Romagna divide il suo territorio in tre aree vaste con popolazioni, ciascuna delle aree vaste, assolutamente leggibili, sono i documenti del riordino della rete ospedaliera dell'Emilia Romagna. In Emilia Romagna vengono proposte e vengono approvate 14 DEA di secondo livello, in Sardegna ne vogliamo 2, la distanza da un DEA di secondo livello all'altro in Sardegna è 230 chilometri, la distanza massima di 2 DEA di secondo livello in Emilia Romagna è di 43 chilometri, stiamo parlando di territorio orograficamente ben diverso dalla Sardegna. In Puglia sono proposte 6 DEA di secondo livello con popolazioni assolutamente maggiori alla nostra, ma sicuramente con popolazioni riferibili al DEA di secondo livello ben differenti.

Ripeto e ribadisco, le popolazioni dei DEA di secondo livello per quanto riguarda le aree vaste dell'Emilia Romagna, il rapporto DEA - popolazione, nell'area vasta AVEC 226 mila persone per DEA di secondo livello, nell'area vasta AVEN 492, nell'area vasta Rimini o meglio della Romagna 218 mila persone per DEA di secondo livello, in Puglia…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Sabatini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SABATINI FRANCESCO (PD). Devo recuperare 30 secondi, Presidente. Brevemente solo per dire che: "sono pienamente soddisfatto" non sarebbe la verità perché secondo me andava riconosciuto pienamente il DEA di primo livello all'ospedale di Lanusei. Credo che sia una mediazione avanzata che renda anche più coerente il documento che stiamo approvando. Infatti non riuscivo a capacitarmi come si riconosce Lanusei come centro traumi di zona, il DM 70 inserisce i CTZ dentro i DEA di primo e secondo livello e poi non si riconoscono i servizi all'ospedale di Lanusei come primo livello. Oppure a pagina 23 si riconoscono la terapia intensiva cardiologica e l'ictus come trattamento di primo livello e poi non si volessero riconoscere i servizi come DEA di primo livello. Questo emendamento credo che dia la sicurezza all'ospedale di Lanusei di conservare i servizi e i servizi di un livello adeguato che è quello che garantisce la risposta all'emergenza e urgenza, è per questo che accetto l'emendamento di sintesi che è il risultato di un lavoro che ha visto un lungo confronto e un dibattito su questi temi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Crisponi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Troppe volte quando si è entrati in quest'Aula si sono affrontati temi in cui erano evidenti le demarcazioni fra il Nord e il Sud della Sardegna. Ci si dimentica sempre e comunque in ogni occasione e soprattutto spiace e duole quando ci siano elementi in cui si ragiona della salute dei cittadini che si dimenticano proprio dell'area più sofferente, più povera, più in difficoltà e che inevitabilmente si vuole ancora marginalizzare. Il cerchiobottismo di questo emendamento di sintesi certamente non rende alla fine ragione alle parole sacrosante del collega Usula e quindi non aver portato alla dignità del DEA di secondo livello il presidio nuorese, credo che sia un errore grave e del quale naturalmente in questa fase il sottoscritto personalmente se ne duole ma credo che duole ancor di più alle popolazioni e soprattutto al personale sanitario di quell'area e di quel territorio. Ancora una volta cittadini di serie A e cittadini di serie B, professionisti di serie A e professionisti di serie B e inevitabilmente, ed è la cosa più grave Assessore, ammalati di serie A e ammalati di serie B.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Deriu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (PD). Si fa un'operazione di verità approvando questo emendamento, cioè si riconosce la particolare attrezzatura sanitaria disposta sinora dalla Regione nei territori interessati, esperienze che hanno conosciuto uno sviluppo interessante e importante relativo all'area centrale della Sardegna. Fare questo significa anche riconoscere che queste strutture, soprattutto quella di Nuoro, hanno vissuto anche un momento di crisi, non soltanto un momento di sviluppo, sono dentro una crisi, questo riconoscimento le aiuta ad uscirne, è una misura di verità e di giustizia e sono d'accordo con l'onorevole Sabatini, che ringrazio per aver condotto questa battaglia, in certi momenti anche da solo, ma non da solo infine, per riconoscere la realtà e incoraggiare coloro che, professionisti di serie A, operatori di serie A, hanno dato vita ad esperienze importanti nella medicina nuorese e nella medicina ospedaliera ogliastrina, senza sottacere che non si tratta di strutture che sono allo stesso livello di altre. Diamo un giusto riconoscimento a ciò che è, per cui una misura di intelligenza da inserire in questo Piano che completa l'azione riformatrice e da anche speranza per il futuro. Abbiamo risolto tutti problemi? Naturalmente no, c'è una fase attuativa importante, c'è una fase di governo importante che segue l'approvazione del Piano, credo che si possa però convintamente oggi votare questa misura e l'insieme del Piano convinti di aver fatto una ricognizione che coglie la realtà delle cose.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az-La Base). Io do atto all'onorevole Usula di aver fatto una bella, grossa e dura battaglia per cercare di affermare un diritto dell'ospedale di Nuoro, e non capisco Assessore quale sia la difficoltà a dire anziché con "servizi di secondo livello" direttamente "secondo livello", come l'onorevole Usula prevedeva e proponeva nell'emendamento numero 612. Tre presidi pubblici di secondo livello: Cagliari, Sassari e Nuoro. Io credo che un secondo livello a Nuoro oltre che supportare meglio la riforma che voi state portando avanti, la supporti meglio perché c'è un presidio di secondo livello, perché sicuramente da più certezze, più garanzie e risposte migliori a quelle popolazioni, credo che sia un'operazione di verità, di giustizia e anche, se la vuole leggere da un punto di vista politico, molto importante perché comunque la Sardegna verrebbe vista con tre aree vaste, con un secondo livello a Sassari, un secondo livello a Cagliari e un secondo livello a Nuoro. Quindi non capisco quale sia la difficoltà a togliere questo. Sul discorso della popolazione abbiamo visto che siamo noi che ci creiamo problemi perché i numeri che l'onorevole Usula ha appena enunciato dell'Emilia-Romagna, che non è la Catalogna e fa parte dell'Italia, sono numeri che possono consentirci di indicare Nuoro come secondo livello senza nessun problema. Per cui credo che una riflessione dal suo punto di vista, che non va certamente ad incidere in termini di costi perché se si prevedono i servizi quei costi li devo comunque sostenere, ma gli do subito una denominazione e una qualifica di secondo livello, credo che possa essere un qualcosa che risponde a un'esigenza anche vostra di dare alla Sanità sarda una ripartizione in tre aree vaste, con tutti i nodi e con tutti gli Spoke e gli Hub che giustamente avete proposto, che possono rappresentare e funzionare meglio anche con un secondo livello a Nuoro. Quindi credo che possa e debba essere, secondo il mio punto di vista, anziché con servizi di secondo livello accettare ed accogliere la proposta di individuare Nuoro come DEA di secondo livello.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giovanni Satta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SATTA GIOVANNI (PSd'Az-La Base). Anch'io per quanto riguarda questo emendamento ho delle perplessità soprattutto rispetto a Nuoro perché, a parte i numeri che ha dato l'onorevole Usula tantissimi cittadini anche confinanti, che non appartengono geograficamente al nuorese, si rivolgono a Nuoro per avere determinati servizi. Quindi penso che sia legittimo avere un DEA di secondo livello anche a Nuoro. Un'altra cosa molto importante, probabilmente l'ho già detto nel mio intervento di discussione generale: Olbia, primo livello, ovviamente come si dice in sardo ognunu piangada a su (…), quindi anche io piango per Olbia perché fin quando non partirà il Mater Olbia e darà quelle risposte che il territorio si aspetta, Olbia primo livello è veramente una vergogna perché se lo paragoniamo alle tante richieste che sono arrivate da più consiglieri che giustamente tutelavano la propria area e il proprio campanile credo che anche per Olbia avere un secondo livello non sarebbe stato una vergogna, soprattutto laddove si poteva integrare con i servizi che fornisce il Mater Olbia, sarebbero uguali a quelli che potrebbe fornire, con le attrezzature, le strumentazioni e la tecnologia che ha a disposizione anche Nuoro. Quindi, ripeto, la mia richiesta sarebbe un emendamento orale nel quale io chiederei che nel primo punto per quanto riguarda Sassari, "Presidio ospedaliero primo livello di Olbia" con "Servizi secondo livello" fosse aggiunto anche per quanto riguarda Olbia non soltanto per Nuoro.

PRESIDENTE. C'è stata la presentazione di un emendamento orale che prevede il primo livello a Olbia, chiedo se questo sia accolto. Non è accettato l'emendamento orale.

Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Congiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). In più di un'occasione, Presidente, ho proposto in Commissione e nei confronti della maggioranza, provocatoriamente, l'abrogazione di tutti gli acronimi e di tutte le etichette, andando a concentrarci su quella che era l'erogazione del Servizio sanitario nei territori per giungere alla conclusione di misurare, servizi alla mano, quello che noi abbiamo definito anche oggi una sanità equa, una sanità distribuita territorialmente, una sanità giusta. Se questa provocazione fosse stata accolta qui tutti noi saluteremo felicemente questo passaggio che alla resa dei servizi potenzia Nuoro, potenzia Lanusei. Potenzia Nuoro con tre servizi aggiuntivi, potenzia Lanusei con sette servizi aggiuntivi, questa è una sanità equa, distribuita nei territori, democratica e capillare. È ovvio che misurando la Sanità sulla base dei servizi fai un'operazione di esegesi, di interpretazione più complicata. Ma alla fine è questa la cartina di tornasole. Il polo di Nuoro esce rafforzato, il polo di Lanusei esce rafforzato, e non esce rafforzato sulla base di una negoziazione politica, ma sulla base di una rispondenza ai bisogni territoriali, questa è la ragione che ci induce noi tutti a sostenere le ragioni di questa impostazione emendativa e di riconoscere a Nuoro i servizi adeguati e a Lanusei i servizi che la popolazione chiede e di cui ha bisogno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luca Pizzuto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIZZUTO LUCA (SDP). Situazione interessante di due blocchi contrapposti in cui ogni voto diventa determinante per una scelta in questo caso, se dare o meno il secondo livello su Nuoro. Sarebbe interessante applicare il principio sancito poco fa dalla votazione sul Mater Olbia, cioè che gli accordi non valgono. Vi chiederei cosa succederebbe se per caso il nostro Gruppo votasse a favore del secondo livello su Nuoro, ora ovviamente questa è un'ipotesi, una riflessione, riteniamo che le scelte fatte su Nuoro siano interessanti, siano giuste e salvaguardino il sistema di salute pubblico sul territorio, ma prendiamo atto ovviamente del fatto che un nuovo principio è stato acquisito in questa maggioranza, da esponenti di questa maggioranza, ne terremo conto anche sul futuro, in questa votazione come ho già detto prima, e nelle altre noi rispetteremo quelli che sono gli accordi che sono stati fatti, non garantiamo più che questo possa accadere in futuro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giorgio Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC-Sardegna). Io voglio precisare che in questa riorganizzazione della rete ospedaliera abbiamo assistito a strani comportamenti e ci sono stati grossi squilibri. In effetti si è detto sempre "bisogna mantenere i servizi nelle varie strutture", ma questo non è avvenuto totalmente, qui ci sono state delle strutture che sono state potenziate, e notevolmente, e altre che al massimo possono aver raggiunto il livello che avevano, e qualche volta qualche cosa in meno. Io non faccio il Ponzio Pilato però siccome tutti sostengono di essere stati protagonisti, non è vero, in Commissione l'amico Usula ha costantemente sollevato questo problema e ha avuto quasi sempre un diniego da parte della maggioranza, talvolta ha avuto il mio appoggio e ho avuto il suo ringraziamento, perché ho sempre considerato Nuoro il terzo polo della Sardegna, non io, tutti l'hanno considerato. Quindi il fatto che oggi si arrivi a questa soluzione, e voglio precisare che non è quella che qualcuno ha detto poc'anzi, cioè il secondo livello o il primo livello, uno è un nodo con servizi di primo livello, l'altro è un primo livello che ha, non più qualcosa di rinforzato, ma servizi di secondo livello. Questi sono i dati esatti, il resto è pura fantasia.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 899.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

A seguito dell'approvazione di questo emendamento, decadono gli emendamenti numero 612, 359, 694, 353, 626, 695, 767 e 285.

Il Consiglio è riconvocato per martedì prossimo alle ore 16.

La seduta è tolta alle ore 14 e 58.