Seduta n.254 del 18/10/2017 

CCLIV Seduta

Mercoledì 18 ottobre 2017

Presidenza del Presidente GIANFRANCO GANAU

La seduta è aperta alle ore 10 e 54.

FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta del 10 ottobre 2017 (250), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri Lorenzo Cozzolino e Cesare Moriconi hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 18 ottobre 2017.

Poiché non ci sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Continuazione della discussione dell'articolato del documento: "Proposta di ridefinizione della rete ospedaliera della Regione autonoma della Sardegna". (16/XV/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione del Documento 16/A della Giunta regionale.

Siamo arrivati al capitolo 8 e in particolare all'emendamento numero 537.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Sull'ordine dei lavori, per chiedere una Conferenza dei Capigruppo a fine lavori, con preghiera di farsi interprete presso il Presidente della Giunta regionale perché sia presente. Noi chiediamo che sia presente il Presidente oltre all'Assessore dell'agricoltura, per trattare il tema dell'agricoltura, dell'attuazione di una legge che ha approvato il Consiglio regionale e che sta creando problemi al mondo agropastorale. Io su questo le chiedo formalmente, Presidente… perché se la politica può intervenire e risolvere il problema è bene che lo si faccia, non voglio che siano sospesi i lavori per la trattazione dell'argomento all'ordine del giorno, a fine seduta le chiederei una Conferenza dei Capigruppo, presente la Giunta, per trovare e capire quali sono le possibili soluzioni al problema.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Anch'io sull'ordine dei lavori. Relativamente alla proposta formulata dal collega, ritengo, Presidente, che questo Consiglio regionale abbia approvato una legge importantissima, inedita nel panorama nazionale, di aiuto ad un comparto come quello dei pastori per i quali noi abbiamo messo 45 milioni di euro, una cifra rilevantissima; ora pare che ci siano problemi dal punto di vista dell'erogazione dei contributi così come in legge abbiamo scritto che dovessero essere fatte le procedure. Noi abbiamo incontrato stamattina l'Assessore dell'agricoltura per capire esattamente a che punto stanno le cose, ha preso l'impegno di fare una verifica formale di quello che si sta facendo, rispetto all'indirizzo che il Consiglio regionale ha dato con una proposta di legge, per cui non credo che sia assolutamente necessario fare in questo momento nessuna Conferenza dei Capigruppo, per discutere di che cosa? Di una legge che noi abbiamo approvato, che è abbastanza chiara ed è sotto gli occhi di tutti?

Per cui io capisco che il centrodestra debba tentare di inserirsi su una vicenda sulla quale non ha avuto la possibilità di aprire bocca dopo che noi abbiamo approvato una legge in Consiglio regionale, capisco le ragioni della politica che impongono a tutti la possibilità di dare un proprio parere, però c'è è una legge, che noi vogliamo applicare, e vogliamo fare in modo che i pastori possano essere ristorati rispetto ai drammi feroci che la siccità, le gelate e le calamità naturali hanno creato nella nostra regione in quest'ultimo periodo di tempo. Poi, voglio dire, siccome la cifra è importante ed sono previsti circa 13 euro per ogni capo ovino presente in Sardegna (significa che chi ha mille capi prenderà 13 mila euro), e stiamo parlando di cifre davvero importanti, non credo che sia il caso di intervenire su una materia sulla quale c'è molta approssimazione è molto tentativo di speculazione, bisogna capire esattamente come intervenire: se le cartelle possono essere utilizzate in un certo modo piuttosto che in un altro, se i pagamenti possono essere effettuati in un modo piuttosto che in un altro. Per cui l'Assessore, che ha studiato la materia insieme alla struttura, ci dirà come dovrà essere fatto. Per cui, più che una Conferenza dei Capigruppo, credo che magari sarà il caso di sentire non appena possibile l'Assessore competente in Conferenza dei Capigruppo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Abbiamo tutti a cuore il problema che si è creato per poter assegnare agli allevatori quei 45 milioni che il Consiglio regionale ha approvato, e abbiamo talmente a cuore questo problema che la richiesta fatta dal collega Pittalis ovviamente la condivido, perché è un problema serissimo, è un problema che abbiamo sollevato già in fase di approvazione della legge, avevamo già fatto emergere quale poteva essere il rischio per l'erogazione di questi contributi, quanto da noi dichiarato in quell'occasione poi, ahimè, purtroppo si è rivelata triste realtà. E dire oggi da parte di qualcuno, che probabilmente non conosce la materia, che l'Assessore dovrà spiegare quali sono le ragioni per trovare le soluzioni probabilmente questo lascia intendere che non si è ancora fatta una ricognizione vera del problema, perché il dato certo, per come è strutturata la legge, è che oggi gli allevatori in Sardegna, per chi non è in regola con i contributi INPS, non potranno ricevere un bel nulla. Quindi, c'è stato ancora una volta un pressappochismo nel tentare di lasciare intendere agli allevatori, un settore trainante dell'economia sarda, che si poteva risolvere con una facilità estrema. Così non è, quindi va trovata immediatamente tutti insieme, maggioranza e minoranza, e tutti quelli che hanno a cuore il problema della categoria, una soluzione, che è sicuramente diversa da quella impostata con la legge che abbiamo approvato come Consiglio regionale. Quindi, l'idea che la Conferenza dei Capigruppo possa o sentire l'Assessore o con il Presidente trovare una soluzione, la vedo l'unica strada, oppure, immediatamente, convocare la Commissione, la quinta Commissione, per trattare il problema. Interessa a tutti, maggioranza e minoranza, fare in modo che in Sardegna vengano spesi nel più breve tempo possibile i 45 milioni destinati ad un settore così importante.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Truzzu. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Sull'ordine dei lavori, sempre per associarmi alla richiesta dell'onorevole Pittalis, perché nelle campagne c'è uno stato di crisi e una situazione che è veramente esasperante. Ci sono persone che ormai sono pronte a tutto perché si trovano nella disperazione più totale, e non possiamo essere, dico come Consiglio regionale e anche come struttura regionale, complici di determinate situazioni, perché avevamo messo in evidenza durante la discussione sulla legge quali potevano essere i rischi e non vorrei che davanti all'applicazione della legge e all'emissione del bando si sia di fronte ad un accanimento burocratico. Ovvero, la richiesta dei contributi e della corretta posizione INPS mi sembra un accanimento nei confronti della categoria degli allevatori e del comparto agricolo, perché già oggi, davanti ad una dichiarazione di calamità naturale, l'INPS sospende la verifica dei contributi. Adesso non si capisce per quale motivo la Regione Sardegna e gli enti che devono fare la certificazione dei contributi per gli allevatori vadano a chiedere, a verificare le posizioni INPS di tutti gli allevatori per l'ultimo anno in corso. Allora, laddove fosse necessario, dobbiamo intervenire con una moratoria immediata, anche se a mio parere non è assolutamente necessario.

(Interruzioni del consigliere Gavino Manca)

PRESIEDENTE. Onorevole Manca, grazie. Onorevole Manca, la richiamo.

Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Crisponi. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Se state un po' calmi! La madre di tutti i problemi, come al solito, è sempre la burocrazia. Qua, in quest'aula, si fanno le leggi e poi vengono messe in discussione in continuazione negli apparati burocratici della Regione Sardegna. Se poi affianchiamo al sistema ineffabile della burocrazia incombente anche quello della politica, che vuole disconoscere in un corretto rapporto istituzionale anche l'opportunità di discutere con urgenza e in emergenza di una questione serissima che riguarda il mondo e il comparto agropastorale, allora veramente siamo alla beffa più assoluta. Il collega Pittalis stava chiedendo una cosa assolutamente legittima e soprattutto sollecitata dai territori. Il collega Pittalis, unitamente ai colleghi del centrodestra, ritiene che sia imprescindibile affrontare un tema di questo genere, e va affrontato naturalmente con assoluta urgenza. Mi pare anche assurdo che davanti a uno stato di queste cose la maggioranza non voglia consentire una riunione dei Capigruppo per affrontare una questione di così rilevante interesse non solo per i colleghi presenti in aula, ma per l'intero comparto. Allora, mi pare urgente e necessario, oltre che convocare la Conferenza dei Capigruppo, anche, caro collega Lotto, verificare se l'Assessore dell'agricoltura possa urgentemente, seduta stante, riferire proprio in seno a quella sede che è deputata dall'organizzazione e dall'ordinamento consiliare, che è appunto la quinta Commissione agricoltura, non stiamo chiedendo nulla di più che questioni che sono esattamente attinenti al nostro mandato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Lotto. Ne ha facoltà.

LOTTO LUIGI (PD). Io sono convinto che su questo tema dovremmo evitare, come Consiglio regionale, di ritornare dopo appena un mese di distanza dai giorni in cui abbiamo deciso di stanziare una certa cifra a favore di una comparto economico, e tornarci sulla base di una richiesta che mi lascia perplesso, a cui comunque l'Assessorato sta dando risposta. L'applicazione delle norme da parte dell'Assessore e della struttura non può essere discussa…

PITTALIS PIETRO (FI). Io ho chiesto una Conferenza dei Capigruppo. Non ho chiesto di fare un dibattito.

PRESIDENTE. Prego, onorevole Lotto, continui pure.

(Interruzioni)

Per cortesia, lasciate finire l'onorevole Lotto, grazie. Prego, onorevole Lotto.

LOTTO LUIGI (PD). Caro collega Pittalis, in questa discussione sono intervenuti quattro della minoranza, l'onorevole Cocco, sono stato chiamato in causa io e sto provando a rispondere alla domanda che è stata fatta. Chi deve decidere sulla Conferenza dei Capigruppo dirà. Io vorrei sollecitare…

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Scusate, sulla Conferenza dei Capigruppo devo decidere io. Calma, calma! La Conferenza dei Capigruppo si farà alla fine della mattinata, calma, cioè non si capisce perché c'è tutta questa agitazione, è una richiesta legittima su un tema che è di attualità, a cui nessuno si vuole sottrarre, per cui la Conferenza dei Capigruppo sarà fatta, se questo può aiutare. Prego, onorevole Lotto.

LOTTO LUIGI (PD). Comunque, per quanto riguarda il tema, io suggerirei di trattarlo con maggiore serenità, perché il tema che viene posto, il tema che viene posto all'attenzione dell'Assessore sulla questione del tenere conto o meno dei pagamenti INPS è un tema estremamente delicato, e nessun dirigente regionale e nessun assessore può essere sottoposto alla richiesta di non tenerne conto, perché la legge va rispettata per tutti. Detto questo, noi abbiamo già, per la settimana prossima, la Commissione programmata per metà settimana per un altro tema, verrà convocata, credo, già da stamattina, in quell'occasione dovranno venire per altri motivi sia l'Assessore della sanità che l'Assessore dell'agricoltura, all'Assessore dell'agricoltura avremo occasione anche di porre il problema per darci una spiegazione su come sta gestendo la situazione. Io sono convinto però, e va detto in questo Consiglio giacché in questo Consiglio se ne è voluto parlare, che l'Assessorato dell'agricoltura su questa vicenda, dopo che si è ritrovato un macigno enorme da portare avanti in pochissimi giorni, a mio parere ha fatto dei miracoli, essersi messo in condizioni di potere già dalle prossime settimane erogare sulle prime domande che vengono fatte, a mio parere che qua si dica che non si sta facendo il nostro dovere è assolutamente fuori luogo…

(Interruzioni)

… è stato detto, comunque va benissimo così.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giovanni Satta. Ne ha facoltà.

SATTA GIOVANNI (PSd'Az-La Base). Quello che preoccupa è, come ha detto ieri, la forma mentis dei Consiglieri regionali, sempre preoccupati che uno abbia meriti e l'altro no, quindi l'intervento dell'onorevole Cocco lo ritengo, mi dispiace dirlo, un po' fuori luogo, perché l'onorevole Pittalis ha semplicemente chiesto, su un argomento così importante, che… tutti noi siamo pressati dai dagli imprenditori agricoli che ci chiedono: "Mah, dateci risposte", ecco, non è stato chiesto altro che… quindi per quanto riguarda la polemica io direi, calmiamoci tutti, io ho grande stima, perché lo conosco personalmente e sono convinto che sta adoperandosi per trovare la soluzione migliore, dell'Assessore all'agricoltura, quindi io direi pacatamente, calmiamoci, però vi chiediamo semplicemente che venga fatta questa riunione dei Capigruppo, dove l'Assessore relazionerà le misure che sta intraprendendo, sono sicuro che si è già mosso, sono sicuro che non ci ha dormito la notte, perché lo conosco, quindi per far capire a noi quelle che sono le misure che prenderà in merito al discorso INPS. Quindi ritengo che la richiesta di Pietro Pittalis sia più che legittima, e ritengo che debba avere anche una sua conseguenza. Quindi un'immediata riunione dei Capigruppo per darci una risposta su quello che l'Assessore e la Giunta stanno facendo in merito al problema.

COCCO PIETRO (PD). Va bene.

SATTA GIOVANNI (PSd'Az-La Base). E allora perché stiamo facendo tutta questa polemica non l'ho capito… l'intervento era molto polemico, era per dire che qualcuno si prendeva meriti, perché qua meriti non ne ha nessuno, quelli stanno morendo di fame in campagna, basta! Non è colpa nostra, non è colpa del Consiglio, però questa misura, che può sicuramente calmare un attimo e dare un ristoro a questo problema, deve avere delle risposte. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SDP). Credo che non abbiamo nessuna intenzione di negare un confronto alla presenza dell'Assessore, forse si è spiegato male il Capogruppo del PD, che comunque si può fare e si farà subito, riconoscendo che noi tutti, insieme all'Assessore, abbiamo fatto sulla vertenza ovi-caprina un lavoro incredibile, e noi tutti dovremmo prenderci la responsabilità di rappresentare le cose per quelle che sono, perché quello che sta succedendo adesso, o che non sta succedendo, molto probabilmente sta avvenendo per un difetto di comunicazione. Quindi ben venga l'incontro fra tutti noi, per farci chiarire dall'Assessore lo stato dell'arte. Quindi io chiedo al Presidente, appena possibile, di organizzare a fine seduta l'incontro alla presenza dell'Assessore Caria.

PRESIDENTE. Sì, al termine dei lavori sarà convocata la Conferenza dei Capigruppo.

Continuazione della discussione dell'articolato del documento: "Proposta di ridefinizione della rete ospedaliera della Regione autonoma della Sardegna". (16/XV/A)

PRESIDENTE. Procediamo adesso con l'ordine del giorno, siamo all'emendamento numero 537 dell'onorevole Oppi. C'è un invito al ritiro.

Ha domandato di parlare il consigliere Giorgio Oppi. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC Sardegna). Lo ritiro.

PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento numero 539, pagina 372, c'è un invito al ritiro.

OPPI GIORGIO (UDC Sardegna). Non lo ritiro, su questo chiedo il voto elettronico.

PRESIDENTE. Metto allora in votazione, con voto elettronico, l'emendamento numero 539, con parere contrario della Commissione e della Giunta.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 539.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 540, c'è un invito al ritiro.

OPPI GIORGIO (UDC Sardegna). E' ritirato

PRESIDENTE. C'è un invito al ritiro anche sugli emendamenti numero 542, 543, 544, 545, 546, 547, 548, 549 e 538.

OPPI GIORGIO (UDC Sardegna). Sono ritirati.

PRESIDENTE. Passiamo ai sostitutivi parziali che sono il numero 648, che è uguale al 738, parere contrario della Commissione e della Giunta.

Ha domandato di parlare il consigliere Edoardo Tocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TOCCO EDOARDO (FI). L' emendamento ovviamente tratta dei centri di riferimento rispetto alle periferie, che è il discorso che poi abbiamo fatto anche all'inizio della discussione. I centri periferici, che sono quelli che soffrono di più, che hanno più disagio, hanno necessità di avere un collegamento con i centri Hub. Quello che dicevo prima riguardo ai posti letto, che se ovviamente ci sono delle urgenze per esempio nelle chirurgie nei presidi ospedalieri, faccio l'esempio, li conosciamo tutti, di Isili, Muravera, sorgono eccetera, la tempistica potrebbero non essere chiaramente quella per poter arrivare al centro Hub. Ecco, Assessore, questo era l'emendamento nostro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Truzzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Semplicemente per dire che non capisco per quale motivo non si possa accettare questo emendamento visto che nella parte finale prevede solo una piccolissima aggiunta. Qua si parla di individuare gli "idonei istituti contrattuali" e si chiede previa contrattazione con i sindacati. Non riesco a comprendere quale sia l'ostacolo di prevedere con i sindacati di categoria una contrattazione preliminare per individuare quelli che sono gli idonei istituti contrattuali; è una cosa che potremmo definire quasi lapalissiana, non capisco per quale motivo ci sia il parere contrario della Commissione e della Giunta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Grazie, signor Presidente. Bene ha fatto l'onorevole Tocco, a cui faccio i miei complimenti per l'attività molto attenta in questo scorcio di legislatura sul Piano di riorganizzazione sanitaria, a prevedere una norma che, comunque, più che una norma legislativa è una norma di buonsenso, perché è evidente che comunque bisognerà fare i conti con la contrattazione collettiva, non si possono assolutamente saltare a piè pari i sindacati in una materia così rilevante. Così come non si possono saltare a piè pari i sindacati in altre materie che sono contenute all'interno di questo Piano, che vengono in qualche modo tratteggiate, ma non vengono definite, e mi riferisco per esempio alla necessità di capire chi sposterà i medici da un presidio all'altro o da uno stabilimento all'altro, che è un tema di non poco conto, chi li trasferirà, con quali risorse, chi paga, coi sindacati bisognerà fare i conti, necessariamente i conti. Quindi il nostro voto su questo emendamento è favorevole, e auspico un sussulto di resipiscenza dell'Assessore Arru, che stimo per le sue competenze, per la sua capacità e per il suo equilibrio, che credo che in questa occasione possa dimostrare veramente, senza far perdere tempo ovviamente alla Giunta, ma soprattutto facendo il bene di questo provvedimento.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 648, uguale al 738, parere contrario della Commissione e della Giunta.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 648, uguale a 738.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 649 e 736, uguali.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del Capitolo 8.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Metto in votazione l'emendamento 736 a cui è stato presentato un emendamento sostitutivo numero 892, con parere favorevole della Commissione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 892.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

L'emendamento numero 736 decade.

Metto in votazione l'emendamento numero 737 con un emendamento sostitutivo totale numero 893, parere favorevole della Giunta e della Commissione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 893.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

L'emendamento numero 737 decade.

Passiamo all'esame del Capitolo 9.

(Segue lettura)

Al Capitolo 9 sono stati presentati degli emendamenti.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Raimondo Perra, relatore di maggioranza.

PERRA RAIMONDO (Cristiano Popolari Socialisti), relatore di maggioranza. Presidente, il parere è contrario sugli emendamenti numero 12, 550 e 544 uguali. Sull'emendamento numero 16, uguale al 551 e al 797 il parere della Commissione è contrario. C'è un invito al ritiro sugli emendamenti numero 552, 553, 554, 555 e 556. Per gli emendamenti numero 17, 557 e 798, uguali, il parere è contrario. Sull'emendamento numero 558 c'è un invito al ritiro. Per gli emendamenti numero 18, 560 e 799, uguali, il parere della Commissione è contrario. Gli emendamento numero 19 e 562, uguali, sono decaduti. Il parere è contrario sugli emendamenti numero 20, 562 e 801, uguali; 805; 21, 563 e 802, uguali; 22, 564 e 803, uguali. C'è un invito al ritiro sugli emendamenti numero 565, 566, 567 e 568. L'emendamento numero 569 è inammissibile. Il parere è contrario sugli emendamenti numero 808 e 652, uguali e 806; 870, ma qui c'è l'emendamento numero 720 con parere favorevole. Il parere è contrario sugli emendamenti numero 807, 655, 809, 656 e 657 che è uguale all'810.

PRESIDENTE. Sono decaduti gli emendamenti numero 655, 809 e 656.

PERRA RAIMONDO (Cristiano Popolari Socialisti), relatore di maggioranza. Il parere è contrario sull'emendamento numero 654. L'emendamento numero 653 è decaduto. Sull'emendamento numero 811 il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

ARRU LUIGI, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Il parere è conforme a quello della Commissione.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Edoardo Tocco. Ne ha facoltà.

TOCCO EDOARDO (FI). Assessore, noi nel nostro primo emendamento votiamo la soppressione del Capitolo 9 e non perché lo facciamo per partito preso, ma perché effettivamente questo paragrafo parla molto chiaro: parla delle criticità e del percorso di riorganizzazione della rete, quindi stiamo parlando anche di rete territoriale e di emergenza territoriale. Che senso ha questo in questo momento questo paragrafo se purtroppo l'emergenza è ancora in alto mare, Assessore, non abbiamo ancora l'elisoccorso, siamo in procinto, siete in procinto di nominare il direttore dell'AREUS, quindi è un argomento che potrebbe essere o trattato alla fine del dibattito oppure è un argomento che potrebbe in questo momento stare in stand-by, quindi chiedere il cosiddetto timeout, Assessore, per un fragile paragrafo del genere non sarebbe neanche male. Le dico questo perché? Perché parla di elisuperficie, quindi non abbiamo neanche tutti questi siti fisici nelle elisuperfici e nei punti dove vogliamo che l'elisoccorso sia attivo, non abbiamo un'idea chiara dell'elisoccorso perché, ripeto, come ho detto prima, siamo in alto mare perché il bando, io almeno personalmente, non ho capito ancora granché, voi direte: "Forse non hai capito niente di tutto questo" però, insomma, io quello che devo dire… questo almeno nel mio ruolo. Io dico questo, nella emergenza-urgenza, Assessore, quando è veramente importante, ma le faccio un esempio semplice, lei sa bene che io ovviamente ho avuto modo di parlare anche con qualche medico perché non essendo del mestiere ho dovuto un attimino istruirmi, ma nel caso in cui facciamo un esempio Isili, Muravera ci sia una un paziente con la milza rotta… scusate, ragazzi io capisco che abbiate da parlare dal nuovo allenatore del Cagliari, però… siete ragazzi per me, siete ragazzi, siete tutti giovanotti, le dicevo Assessore, se c'è il problema di una milza rotta e lei sa bene di cosa sto parlando, una milza rotta è paragonabile talvolta ad un infarto, posto che esista anche l'emoteca nel circuito dell'ospedale, ho fatto l'esempio di Isili e Muravera adesso per non parlare degli altri, ecco se l'emergenza non è attiva, immediata cioè se non abbiamo l'elicottero lì sul posto, come fa ad arrivare un paziente in quelle condizioni? Non arriverà mai nel centro hub di Cagliari perché ovviamente non andrà a Sassari. Allora, le ho fatto questo esempio perché Assessore si parla della presenza ventiquattr'ore di professionisti competenti, stabilizzazioni delle condizioni cliniche, trasporto di urgenza per i pazienti critici. Questo è un paziente critico, in questa situazione veramente signori, è lampante che non si possa portare avanti assolutamente nessun tipo di discorso. Ecco allora io dico tornando a noi, parlo del problema legato non solo a questi ospedali, a questi presidi territoriali vicini a noi, ma parlo della Maddalena, il problema fatidico del punto nascita di cui si è discusso tantissimo. Non solo, ma si è parlato anche in Commissione di Carloforte, a Carloforte per esempio cosa facciamo se c'è una chiamata in urgenza? E' lo stesso problema, forse peggio, perché la distanza marittima in termini di miglia è ancora maggiore. Quindi per tornare a bomba, Assessore, io sto terminando, vi pregherei di iscrivervi perché poi non voglio avere responsabilità, il problema è che qua è necessario avere assolutamente chiarezza in questo paragrafo, i sardi stanno aspettando l'emergenza urgenza oppure che si lascino gli ospedali come sono?

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Emilio Usula. Ne ha facoltà.

USULA EMILIO (Gruppo Misto). Su questo capitolo, rimodulazione del sistema emergenza - urgenza, anche io in effetti vedendo questo capitolo non posso non pensare a un sistema di emergenza-urgenza così come lo si intende. Questo sistema deve rappresentare il cardine di un sistema sanitario che si rispetti, questo sistema di emergenza - urgenza doveva essere messo a punto prima ancora del parlare di riordino di rete ospedaliera, doveva essere messo a punto almeno contemporaneamente a una chiara e plausibile rete di cure territoriali. Questo non si è fatto e di questa incongruenza sta pagando tutta la discussione del riordino della rete ospedaliera, tutta la discussione di questi giorni. Tornando al capitolo in questione, l'organizzazione di un sistema di emergenza - urgenza è pressoché interamente a carico delle risorse pubbliche, poche risorse private vengono investite nel sistema di emergenza - urgenza. Rappresenta quindi senza dubbio una voce molto onerosa per la cassa pubblica, per questo deve essere valutata in ogni piccolo dettaglio l'organizzazione, l'efficienza, la congruità dei servizi offerti rispetto al fabbisogno e alle aspettative dei cittadini e dei territori. Nulla può essere lasciato al caso e i sistemi di valutazione e monitoraggio dovevano essere applicati in modo assolutamente severo, stringente. Ora mi chiedo: l'Assessorato ha un preciso piano organico analitico di come realizzare questo sistema di emergenza - urgenza? C'è una reale chiarezza sul chi deve fare, cosa e dove e con quali mezzi si perseguiranno i risultati attesi, dichiarati prima? Appunto, quali sono i risultati che ci proponiamo e quando e come li misureremo per apportare eventuali correttivi strada facendo? Con quale tempistica ci siamo predisposti di misurare i risultati che stiamo ottenendo? C'è l'impegno, ormai lo sappiamo da notizia freschissima, pur tardivo dico io di nominare il responsabile di AREUS, chiedo che significato viene dato alla disposizione contenuta nella riforma di individuazione che individuava Nuoro come sede organizzativa e operativa di AREUS. Come si pone? O era una cosa fatta in qualche modo in quella fase particolare per zittire qualcuno e per accorciare i tempi di approvazione della riforma che ha portato all'ATS? Ultima considerazione: quale contezza e lo chiedo ai rappresentanti della sesta Commissione sugli stessi argomenti alla Commissione competente se non è mai stato affrontato il tema specifico emergenza - urgenza in sesta Commissione? Mai se ne è parlato, mai è stata presa una determinazione se non quella di dare via libera allo stanziamento, un pochino così basato anche senza una particolare giustificazione analitica e dico anche un po' troppo a scatola chiusa, di 93 milioni per quel sistema, per il sistema di elisoccorso. Ecco da queste considerazioni traggo un convincimento, è necessario, forse è davvero utile che la Commissione torni a questo punto prima di approvarlo questo punto, prima di dare un acritico via libera, per questo io su questo punto e noi non abbiamo presentato alcun emendamento, altrimenti di fatto stiamo abdicando, lo dico ai componenti della sesta Commissione, più chiaramente stiamo rinunciando al nostro ruolo di legislatori su questo campo. Mi asterrò per qualsiasi emendamento riguardante questo capitolo e voterò contro alla fine.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Michele Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Questo capitolo potrebbe essere considerato un pochettino il capitolo di raccordo tra i tre diversi elementi di cui oggi dovremmo parlare se avessimo una visione completa della situazione. E probabilmente una valutazione più approfondita e più adeguata della situazione potremmo farla se l'AREUS fosse arrivata già, non dico a regime, ma se la Giunta regionale avesse fatto il suo dovere, oggi l'AREUS sarebbe operativa già da dieci mesi e saremo in grado di fare valutazioni sicuramente molto più appropriate rispetto a quelle che oggi facciamo in un sistema che ancora è in mente dei anzi in mente Consilii potremmo dire. Noi abbiamo presentato una serie di emendamenti a questo capitolo, in particolare per quanto riguarda il tema della Maddalena. Volevo approfittarne Assessore per dirle che ho presentato recentemente anche una interrogazione sui problemi che ha in questo momento l'ospedale della Maddalena che non sono soltanto il punto nascita ma sono anche la mancanza di funzionalità di accessori elementari come un'autoclave che stanno creando problemi enormi negli interventi anche di piccola entità. Ospedale della Maddalena che quindi ha bisogno, ma in generale anche la sanità delle isole minori, caratterizzate come si dice nel paragrafo relativo, da difficoltà di accessibilità che hanno bisogno di una attenzione particolare anche nella prospettiva della intensificazione auspicata del turismo sanitario. Altre cose, Assessore, come ho avuto modo anche di sottolineare ieri come l'ospedale di comunità, come l'ospedale aperto cittadino, sono delle cose che ci sembrano ancora tutte da costruire e rispetto in particolare all'ospedale di comunità ci sembra che ci siano delle criticità che la Giunta regionale mi pare non abbia ancora affrontato che rischiano di minare alla radice questa struttura che è una cosa bella, anche evocativa nel nome, ma per come viene concepita ci sembra che ripeto possa andare incontro a delle difficoltà realizzative che poi rischiano di minarne alla base lo stesso avvio. E il tema è quello della difficoltà che ci sarà nel conciliare personale che è dipendente del servizio sanitario regionale e personale che invece dipendente non è, che è convenzionato, con tutti i problemi che l'Assessore peraltro conosce benissimo, che si pongono tutte le volte che si tratta di affrontare difficoltà di questo genere, cioè del rapporto che questo personale ha rispetto alla Regione, e di come questo rapporto deve essere declinato al di là del lavoro che questi professionisti svolgono normalmente sul territorio, la cui efficacia è alla base anche del sovraffollamento dei pronti soccorso, della conseguente appropriatezza dei ricoveri e del ingolfamento spesso inappropriato dei pronti soccorso, talora anche dei posti letto. Anche noi voteremo per la soppressione di questo capitolo, abbiamo presentato degli emendamenti che riteniamo migliorativi, su qualche emendamento chiederei anche alla Commissione e alla Giunta di rivalutare il proprio parere, perché comunque il nostro orientamento rimane fortemente negativo. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Giorgio Oppi. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC Sardegna). Io sarò sufficientemente rapido, ma è per dire che al riguardo ho qualche osservazione da fare per quanto riguarda l'elisoccorso. Mi sembra che i dati che ci hanno fornito non siano sufficienti. Innanzitutto la localizzazione, Assessore, secondo esperti si dice che localizzarli dove ci sono gli aeroporti non è opportuno, perché è pur vero che hanno la priorità rispetto all'ANAC, ma è pur vero però che intasano il traffico, mentre in taluni casi sarebbe stato opportuno, sempre secondo i tecnici, lei forse sa a chi mi riferisco, se fossero stati uno al nord, uno al centro e uno al sud. Così come i tempi eccetera, non sono quelli che avete detto, perché sapete che un elisoccorso dovrebbe andare alla velocità di circa 130 chilometri, ma sapete bene che in Sardegna quando ci sono nubi basse e c'è un canalone devono fare il giro, quindi non sono venti minuti, mezzora, i tempi sono diversi, e così dicasi a seconda delle condizioni in generale che siano di turbolenze. Quindi questo l'ho voluto dire perché è una cosa alla quale io credo, e credo che sarebbe opportuno soprattutto evitare che vengano localizzati dove ci sono gli aeroporti civili, è una mia valutazione.

Secondo problema. Io so che siete stati a Carloforte, avete preso anche degli impegni, è pur vero che a Carloforte non esiste un ospedale, ma è pur vero che c'è una casa della salute, per quanto possa essere non eccellente eccetera, credo però che questa debba essere considerata, come gli altri centri, deve essere considerata una zona disagiata. Facendo una valutazione l'isola di San Pietro ha un numero di abitanti e una superficie superiore certamente anche a quella di La Maddalena, ha un numero di abitanti superiore eccetera, e si trova anch'essa in una situazione di difficoltà. Non ritengo che debbano essere favoriti, o perlomeno trattati alla stessa stregua di La Maddalena perché vive una situazione certamente più complicata, però credo che a Carloforte sia fondamentale, va benissimo per quanto riguarda l'assistenza sanitaria, del resto a suo tempo noi la facemmo a La Maddalena, seppure anche se poi non andò in porto, sopratutto per i nefropatici che potevano andare se erano in villeggiatura a La Maddalena, e quindi praticamente poter utilizzare le strutture sanitarie. Io lo propongo anche a Carloforte, sempre che sia possibile, al di là del fatto che non è zona disagiata, ma lo è di fatto, possa essere predisposto un protocollo che disciplini i trasporti secondari verso il centro di riferimento, per complessità delle patologie, e Carloforte perlomeno dovrebbe essere garantito l'ambulatorio oratorio pediatrico, così come deve essere garantita la presenza di un'emoteca. Credo che praticamente debba avere un trattamento anch'esso, ritenendo che le condizioni, a meno che lei queste cose non le abbia garantite nella sua visita a Carloforte, ritengo che sia forse opportuno tenerne conto nella dovuta considerazione.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Marco Tedde. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Presidente, arriviamo all'emergenza-urgenza finalmente, una delle gambe dell'organizzazione della sanità in Regione e non solo, una delle gambe che probabilmente è stata oltremodo bistrattata e trascurata in questi dieci mesi, che decorrono dalla data in cui è stata approvata la legge che ha previsto la nomina del direttore generale, che ieri l'Assessore ha annunciato per il prossimo martedì, la prendiamo in parola Assessore, mah sinceramente abbiamo aspettato per dieci mesi e non abbiamo grandi aspettative rispetto a ciò che accadrà martedì. E' evidente che entro martedì ci dovrà essere un coinvolgimento della maggioranza per arrivare alla cosiddetta quadra. E io ricordo che fra i principi in materia sanitaria contenuti nel programma del Presidente Pigliaru c'era la riduzione dei costi, quindi risparmi veri, l'indipendenza della sanità dalla politica e la realizzazione di un disegno della sanità sarda fatta per i pazienti, per chi ha necessità di prestazioni sanitarie, e non per gli operatori. Ebbene, sta accadendo invece che la sanità sarda, pian piano, va delineandosi non soltanto per quanto attiene alla riorganizzazione ospedaliera, ma in tutti gli atti dell'Amministrazione regionale, va delineandosi come una sanità fatta per gli operatori, alcuni operatori, non tutti, una sanità che non riesce a ridurre i propri costi, una sanità che comunque non è indipendente dalla politica. E certificano questo assunto innanzitutto le lungaggini nella nomina di questo benedetto direttore generale dell'AREUS. Per il vero per quanto riguarda i costi, probabilmente l'unica riduzione dei costi è quella del compenso del Direttore generale di AREUS, che ancora non è stato nominato. Ecco, in questi dieci mesi la Regione ha fatto dei risparmi, anche considerevoli, significativi, ovviamente non sono i risparmi che ci aspettiamo da questa riforma, però avete risparmiato il compenso del Direttore Generale dell'AREUS, non è molto ma è già un passo avanti, ma per il resto dobbiamo necessariamente censurare questa negligenza forte, che è una delle negligenze più impegnative consumate dalla Giunta regionale in questi tre anni e mezzo di mandato legislativo. Quindi unico risparmio è quello della mancata nomina del Direttore generale, non si risparmia con l'eliminazione dei primariati, delle strutture complesse, perché tanto le strutture semplici rimangono e i risparmi sono ridotti, perché comunque sono necessari dei responsabili delle strutture semplici. Abbiamo delle nuove strutture, che sono gli ospedali di comunità, che hanno necessità comunque di personale, non sappiamo dove andrà attinto, dove verrà attinto questo personale. Abbiamo le Case della salute che comunque avranno necessità di impegno, di personale, e quindi anche le attrezzature dovranno essere in qualche modo inserite, cosa che porterà ad un aumento dei costi. Non c'è la riduzione dei costi tanto agognata, tanto auspicata dall'Assessore. La riduzione dei costi è soltanto una chimera, una sorta di obiettivo molto effimero, un qualcosa che sta all'orizzonte ma che non si riesce a intravedere nei suoi chiari contorni. Io ho il sospetto e il ragionevole dubbio, ma forse anche la ragionevole certezza, dipende dall'angolo focale da cui guardo questa questione, ho la ragionevole certezza che i costi aumenteranno. Bene avrebbe fatto invece la Giunta fin dall'origine a predisporre una sorta di piano industriale, un piano industriale che potesse evidenziare gli effetti di questa riforma, di questa riorganizzazione della rete ospedaliera, ipotizzando i costi a regime, ma ipotizzando cure e i costi all'interno delle dinamiche che portano agli obiettivi finali, ma cercando di capire bene quali potessero essere gli strumenti per arrivare a questo obiettivo. Tutto questo non è stato fatto, è stato fatto un lavoro probabilmente ragionieristico, ma secondo me non era tanto ragionieristico, non era un lavoro legato alle cifre o legato all'applicazione di norme, è stato un lavoro in qualche modo collegato in modo molto stretto alla forza politica di alcuni territori, alcuni territori hanno goduto di questa forza e hanno avuto…

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Grazie Presidente, ma io devo dire che a tratti i contenuti del paragrafo 9 sono densi di buone intenzioni, peccato purtroppo che avendo sbagliato l'impostazione e il metodo, sia nelle norme precedenti che soprattutto nell'agire nel settore della sanità, per me credo rimarranno assolutamente delle belle parole, questo glielo dico Assessore, perché noi siamo convinti che con la legge numero 23 del 2014, voi avete iniziato ad impostare un Sistema sanitario territoriale che purtroppo non ha avuto nessuno sviluppo però, nel frattempo, in maniera anche abbastanza strana, avete attivato accorpamenti di ospedali, avete applicato atti aziendali che non erano rispettosi ovviamente dei servizi territoriali offerti e siete andati avanti con le vostre politiche che noi abbiamo spesso definito a salvaguardia degli amici degli amici, e le dico questo perché partendo con anche con il Capitolo "rimodulazione del sistema emergenza-urgenza" lei sa benissimo che ci sono ad oggi due discrasie importanti: la prima è che ovviamente non avete ancora nominato il direttore, ma io non mi soffermo su quello anche perché è una vostra prerogativa, mi soffermo però sul fatto che invece a questo è anche legato il servizio di elisoccorso, allora non siete stati in grado di comprendere che era il servizio più importante sul quale ci sono delle procedure che sono complesse, che sono particolari, non a caso ancora oggi possiamo contare solo di Fertilia ma soprattutto sul sostegno e l'opera dei Vigili del fuoco, perché anche questo bando è stato ovviamente oggetto di ricorso al TAR. Allora, Assessore, valeva davvero la pena che già dal 2014 invece che preoccuparvi di altre mosse forse sulla materia dell'elisoccorso potevate risolvere definitivamente il problema curando il bando? Ma andiamo avanti, io credo di dover apprezzare che si riparli ovviamente dell'ospedale di comunità, addirittura in questo caso parliamo dell'ospedale aperto cittadino, della continuità assistenziale extra ospedaliera, queste sono però purtroppo buone intenzioni con voi perché non siamo conseguenti, non siamo neanche in grado di dire, o almeno valeva la pena di soffermarsi su chi fa davvero l'assistenza perché si parla genericamente di medici, di infermieri, ed eventuali altri convenzionati, quindi anche su questo perché non ci soffermiamo per chiarire un po'? Ecco le motivazioni che ci hanno spinto a presentare gli emendamenti soppressivi di questo paragrafo e, ripeto, lo sottolineo con onestà intellettuale, pur condividendone a tratti l'impostazione di alcuni contenuti ovviamente, poi certo che mi viene da sorridere quando lei parla del turismo sanitario nelle isole minori, Carloforte è completamente isolata non ha neanche un Servizio sanitario non un Servizio turistico sanitario! È vero che La Maddalena ha il doppio degli abitanti o quasi, però certamente hanno lo stesso isolamento, hanno le stesse difficoltà e allora giusto per ricordarlo per prima a me stessa, oggi Carloforte è isolata sanitariamente e a nulla servono i balletti, le conferenze stampa, le promesse! Assessore, interveniamo invece che continuare a dire tante parole o addirittura farmi sorridere col turismo sanitario, non siamo in grado di consentire l'ordinario! Volevo poi sottolineare la valutazione dell'appropriatezza dei ricoveri, questo credo sia un argomento assolutamente importante perché se noi vogliamo davvero incidere sulla spesa sanitaria questa valutazione va fatta con la massima attenzione, una particolarità che riguarda ed è legata all'elisoccorso credo che purtroppo le ore notturne siano ore devastanti ovviamente per gli incidenti e per i fatti gravi quindi, Assessore, credo che da questo punto di vista dovremmo anche ripensare all'intervento notturno perché ad oggi assolutamente non è per niente né tempestivo, né tantomeno congruo alle difficoltà.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Daniela Forma. Ne ha facoltà.

FORMA DANIELA (PD). Grazie Presidente, io intervengo perché al punto 9.1, nel momento in cui in questo Capitolo si tratta della rimodulazione del sistema dell'emergenza-urgenza, ci viene ricordato alla fine di questo paragrafo anche quanto il legislatore, appunto noi in questa legislatura, abbiamo previsto relativamente al Codice Rosa e quindi al servizio di presa in carico per le vittime di violenza di genere che accedono appunto ai punti di Pronto soccorso. Questo Consiglio ha dedicato particolare attenzione a questo aspetto, tanto che con la legge numero 23 del 2014, nel momento in cui abbiamo legiferato sulle norme urgenti per la riorganizzazione del nostro Sistema sanitario, abbiamo previsto l'istituzione dei Codici Rosa in tutti i punti di accesso dell'emergenza-urgenza del Sistema regionale. Intervengo con un po' di amarezza perché, l'ho ricordato anche in altre occasioni in quest'aula, a Nuoro abbiamo dal 2014 attivo un protocollo di presa in carico delle donne vittime di violenza di genere e, dal 2014 appunto e per quasi due anni, ha funzionato praticamente in regime di semivolontariato grazie all'attività di due psicologhe che beneficiavano di borse di associazioni attente appunto a queste problematiche, dopodiché il servizio - sto parlando del servizio di supporto psicologico all'interno del Codice Rosa - è stato interrotto nel mese di maggio, da giugno praticamente non si è stati più nella condizione di poter continuare a garantire tale servizio e a nulla è valsa la richiesta di andare in deroga, inoltrata dall'allora Commissario dell'ASL di Nuoro all'Assessorato della sanità. La Direzione generale dell'Assessorato della sanità chiedeva l'autorizzazione per poter indire una selezione a tempo determinato per un numero di 2-3 unità di dirigenti psicologi proprio da adibire alla prosecuzione di questo tipo di servizio e purtroppo a suo tempo non è stata concessa la deroga rispetto al blocco del turnover per poter indire questa selezione. Dopodiché, una volta che siamo entrati in regime di ASL unica, in regime di ATS, il neo direttore della ASSL di Nuoro nel mese di aprile ha inoltrato la stessa, quindi quando si è pervenuti ad un parziale sblocco del turnover ha inoltrato la stessa richiesta di autorizzazione al Direttore generale Moirano e, almeno ai giorni scorsi, io non avevo ancora notizia della possibilità di procedere con queste selezioni. Perché dico questo, perché dal mese di giugno del 2016 ad ora, siamo a ottobre del 2017, sono passati un anno e quattro, cinque mesi il servizio di supporto psicologico per le donne inserite nel codice rosa del San Francesco di Nuoro, che è stato comunque un fiore all'occhiello, per, purtroppo, le donne che avevano necessità di questo servizio nella Sardegna centrale, purtroppo non si è tenuto più e questa io ritengo che sia una grave macchia per questi anni in cui anch'io svolgo il ruolo di consigliere regionale, a più riprese ho provato a portare l'attenzione su questa necessità e purtroppo nonostante le millantate attenzioni, in particolare dalla Direzione generale dell'Assessorato della Sanità prima e poi adesso vediamo se il direttore generale Moirano riesce un attimino a sbloccare questa situazione, purtroppo non si è riuscito a dar corso. Di questo me ne rammarico e proprio perché stiamo parlando di emergenza-urgenza e stiamo ricordando a noi stessi e a tutti che provvederemo a istituire codici rosa in tutti gli accessi dell'emergenza urgenza nel territorio regionale, spero che tempestivamente si sblocchi questa vergogna che ha riguardato il codice Rosa ospedaliero di Nuoro grazie.

PRESIDENTE. L'onorevole Tunis non è in aula.

È iscritto a parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Grazie Presidente, so che l'Assessore venerdì mi pare che sia ad Oristano a parlare con Lega Coop e a spiegare qual è l'attività importante che l'Assessorato offre alle cooperative dei servizi sociali. Sicuramente annunzierà che se non è finita è quasi finita la battaglia della rete ospedaliera.

Io vorrei capire effettivamente qual è l'impostazione che ha supportato le attività di questo Assessorato per tutto il periodo, perché a dire il vero le posizioni sono state quantomeno controverse se non insufficienti a proiettare una rete ospedaliera che fosse all'altezza della situazione; al di là degli strappi di maggioranza, a cui sono poco interessato, resta sul tavolo tutta la difficoltà di vedere realizzata una rete ospedaliera quando non esiste il servizio nel territorio. E qui emerge tutto il danno, perché qualcuno ha richiamato il bando dell'elisoccorso, oggi sotto l'occhio attento dell'ANAC, ma direi non solo, credo che ci sia anche qualche altro istituto che provvede a far verifiche più pungenti e verificare anche gli aspetti giudiziali di quello che è un appalto quantomeno fuori come entità e non certamente adeguato a quelle che sono le risposte e le esigenze che venivano manifestate.

Esiste ancora il problema dell'AREUS a cui vediamo sono proiettati Giorgio Lenzotti e Piero Delogu, due contrapposizione di due bande diverse all'interno credo del PD, non credo dagli alleati perché sarebbe troppo che avessero questo, però quello che a me dispiace è che non si è andato a verificare quali sono altre professionalità, quali sono le altre capacità che sono presenti anche all'interno del sistema sanitario regionale. E io so anche che qualche altro ha presentato il proprio curriculum - credo - per avere l'opportunità di essere inserito anziché in questi due nella terna. E mi risulta che abbiano esperienza e capacità anche più di quelli in campo, perché hanno diretto per molto tempo, per molti anni, per più di un decennio sicuramente i Pronto Soccorso, che sono il fulcro, la base, il centro di quello che è l'operatività dell'AREUS. Ma si preferiscono altre figure, uno che gestisce il Pronto Soccorso a Sassari e l'altro che viene da altra istanza e non sappiamo demandato da chi, forse io me lo immagino, forse dal Parlamento europeo, probabile non lo so. Comunque sia io vorrei capire se non sia il caso di dare efficienza, efficacia e capacità di azione veramente degna di questo nome, superando quelle che sono le dualità presenti, superando quelle che sono le divisioni per fazioni. Perché la sanità deve essere al di sopra di questi aspetti e di questi fatti.

Io penso, caro Assessore, che lei non abbia centrato l'argomento dicendo che questa è la programmazione che è avvenuta dopo un centinaio d'anni, mi pare che le sue dichiarazioni siano simili. Io le voglio dire che forse non c'è stata una programmazione precedente e che certamente c'era la necessità di apportare un riordino serio, efficace e certamente utile per quello che è necessario per la sanità sarda, ma ha fallito, perché ha proposto un qualcosa che non ha senso, che non ha prospettiva, che certamente non riferisce a quelli che sono i parametri che dovrebbero essere offerti a chi ha bisogno di salute in Sardegna, soprattutto nelle acuzie. E non si può vantare di questa cose, non vada in giro a dirlo, dica che piuttosto è sufficientemente proposto ma non certamente organizzato al meglio, che forse c'è bisogno di qualcosa di più e di meglio che qui…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gian Luigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Grazie Presidente, colleghi, colleghe, Assessore, con la discussione del capitolo 9 siamo arrivati a trattare le principali criticità e fasi del percorso di riorganizzazione della rete. Rimodulazione dell'emergenza-urgenza, Ospedali di comunità, ospedali aperti al cittadino, assistenza sanitaria alle isole minori, turismo sanitario, valutazione dell'appropriazione dei ricoveri tutti temi estremamente importanti e delicati che potrebbero stravolgere l'assistenza sanitaria in Sardegna. Considerata la rilevanza dell'impatto di una simile riforma sulla vita e sulla salute dei cittadini forse un'analisi approfondita delle criticità avrebbe dovuto aprire i lavori e l'esame accurato degli effetti avrebbe dovuto precedere tutti gli atti e soprattutto i tagli che hanno dominato l'attività di questa Giunta regionale.

Gli esempi non mancano certamente, basta leggere la delibera di Giunta regionale che in questi anni hanno imposto chiusure e spostamenti di interi reparti, ma anche il blocco delle assunzioni nelle more della riorganizzazione della rete ospedaliera e della ridefinizione della pianta organica, ignorando completamente che tutti gli ospedali erano e sono sotto organico e quindi le risorse da spostare erano ben poche. I provvedimenti assunti nel corso di questi quattro anni hanno avuto come obiettivo principale quello di tagliare soprattutto le spese relative al costo del personale, anche se a questo proposito pare utile domandarsi se alla fine di questo processo di razionalizzazione il costo del personale sia davvero diminuito, perché mi risulta che innumerevoli siano i contratti a tempo determinato stipulati in questi anni e troppe volte prorogati per fronteggiare le carenze dell'organico delle Aziende sanitarie, ora ATS, al fine di garantire almeno le prestazioni essenziali, che ovviamente metteranno l'ATS nelle condizioni di dover stabilizzare personale che non ha dovuto superare in taluni casi neanche le prove concorsuali. Ma anche se i risultati economici fossero tra i più esaltanti mai visti, mi domando, considerato che alla politica è assegnato il ruolo di gestire la cosa pubblica pensando ai bisogni attuali e futuri, quali sono i bisogni attuali di questa riforma e quali soddisfano? Allo stato attuale, ma anche quello futuro prossimo, tutte le variabili sono destinate a rimanere tali, mettendo a repentaglio la salute del popolo sardo. Il sistema dell'emergenza-urgenza che doveva procedere a questa riorganizzazione è ancora in alto mare, leggiamo anche noi stamattina sulla stampa che martedì probabilmente verranno nominati i nuovi direttori del centro e nord Sardegna, dottor Ganau lei è stato buon testimone, è stato nominato direttore del nord Sardegna dall'allora Assessore alla sanità, onorevole Oppi, che probabilmente ha utilizzato tempi notevolmente inferiori per trovare la soluzione. In questa fase non saremmo dovuti essere ancora in una fase progettuale ma avremmo già dovuto aver superato la fase del collaudo, ma tutto questo è ancora molto lontano, troppo lontano. La gara per l'affidamento dell'elisoccorso procede in modo altalenante, le informazioni tecniche delle quali si dispone sono poche e mal coordinate, considerato che non è ancora chiaro quali siano i tempi di percorrenza per il raggiungimento degli ospedali principali e quali siano le sedi idonee ad ospitare le basi di elisuperficie. Quanto il territorio sia frammentato e strutturalmente sconnesso lo abbiamo ripetuto una infinità di volte, ma forse non è ancora chiaro che non si può considerare la riorganizzazione della rete ospedaliera ignorando che 1 milione e 600 mila cittadini sono sparsi in un'area di 24 mila chilometri quadrati, col mare intorno, cittadini che non possono rivolgersi alle eccellenze delle regioni a fianco, cittadini che sono costretti a rinunciare alle cure intanto che qui si pensa ai tagli e ai finti risparmi. Nonostante il coro che si alza in difesa della salute del popolo sardo (una manifestazione anche oggi e domani sarà qui sotto il Consiglio regionale) si insiste ancora nel voler procedere al contrario, partendo dai tagli, indebolendo le strutture ospedaliere esistenti, tagliando la risorsa più preziosa, il personale, soprattutto nei distretti periferici, quelli più fragili perché abitati soprattutto dalle fasce deboli - sempre più anziani, sempre più disoccupati - che hanno oggettive difficoltà ad accedere ai servizi essenziali, tutto questo in attesa di qualcosa che non solo è ancora sulla carta ma quel che è peggio giustificando i tagli adducendo a supporto di questi che quei reparti sono stati tagliati perché il numero dei casi trattati negli ultimi anni è calato vertiginosamente, e quindi il servizio offerto non può essere considerato sicuro. Per questa Giunta razionalizzare ha solo un significato: eliminare i servizi, si è ben pensato di tagliare anche quelle che potevano essere considerate le piccole eccellenze.

Un cenno particolare merita sicuramente, nella nota del capitolo 9, l'ospedale aperto al cittadino…

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Rubiu, il tempo a sua disposizione è terminato.

E' iscritto a parlare il consigliere Pierfranco Zanchetta. Ne ha facoltà.

ZANCHETTA PIERFRANCO (Cristiano Popolari Socialisti). Il capitolo 9 è pregno di elementi che richiamano l'insularità, in particolar modo non le piccole isole, Assessore, le isole minori della Sardegna, anche gli arcipelaghi della Sardegna, e su questo io trovo elementi certamente di grande prospettiva per le risposte ai bisogni sanitari degli abitanti delle isole. Parto però da una considerazione che è stata fatta negli interventi che mi hanno preceduto, perché anch'io guardo con preoccupazione a Carloforte, così lontana e speculare dalla mia realtà insulare che è l'arcipelago di La Maddalena, ma non posso che pensare con preoccupazione a chi non ha nulla, o ha poco, e dico questo proprio in considerazione di quella che viene chiamata, Assessore, la "sfida per le piccole isole", le isole minori, sfida per gestire una sanità migliore, dare garanzia dei LEA e soprattutto migliorare la qualità dell'assistenza sanitaria. E' un bel discorso di prospettiva, contenuto soprattutto nel capitolo 6 dove si parla degli ospedali di area disagiata per i quali si stanno prevedendo interventi di particolare interesse, che oggi non sono previsti, però io richiamo l'attenzione sullo stato dell'arte: oggi non abbiamo condizioni di garanzie, non le abbiamo per i motivi che richiamavano la situazione di Carloforte, non li abbiamo anche laddove, come nel caso dell'arcipelago di La Maddalena, esiste un presidio ospedaliero; lo stato dell'arte oggi ci dice che così non va bene, dobbiamo certamente migliorare ma dobbiamo, prima ancora che la riforma venga applicata, trovare risposte oggi, perché se un medico capace, come nel caso che sto rappresentando, va in pensione e noi non possiamo mantenerlo in servizio nonostante lo stesso medico abbia manifestato la volontà di rimanere e deve comunque per norma andare in pensione, noi dobbiamo sostituirlo con medici di pari capacità, non possiamo affidarci all'improvvisazione. Questo è un ragionamento che investe il sistema e le criticità delle isole, i professionisti competenti ai quali si richiama la riforma devono essere davvero competenti, perché ciò che interessa maggiormente, al di là del sacrificio delle donne sulle quali poi torneremo al capitolo 12, ciò che interessa maggiormente ad un abitante delle cosiddette isole minori e potersi salvare la vita. Noi dobbiamo essere in condizione di intervenire per garantire quella sicurezza, oltre che tutti i servizi necessari, perché poi c'è la prevenzione, poi c'è la diagnostica, poi c'è quello che arriverà con la riforma, anche la possibilità di interventi in day e week surgery, ma adesso noi dobbiamo lavorare per monitorare la situazione e renderci conto che lo stato dell'arte ad oggi ci dice che ci sono condizioni inaccettabili, sia perché ci sono anche professionalità che si sono impegnate e consumate e non sono state poi sostituite, o perché ci sono scarse professionalità. E allora su questo dobbiamo intervenire, così come dobbiamo intervenire, credo, richiamando lo Stato a darci risorse per le isole minori, questo noi dobbiamo fare, perché l'ANCIM, l'Associazione nazionale dei Comuni delle isole minori, aveva delle risorse e noi non abbiamo potuto attingere a quelle risorse, ed è gravissimo questo aspetto. Richiamare lo Stato a garantire i cittadini delle isole minori, così come quelli delle aree disagiate, è un impegno che ci deve vedere marciare spediti su un obiettivo, quello di ottenere il riconoscimento di queste nostre specificità e di questi nostri disagi.

Infine, attrarre pazienti-turisti. Si parla del turismo sanitario nelle isole minori, noi abbiamo con la riforma ripristinato la camera iperbarica a La Maddalena ed è un elemento importante, perché i subacquei hanno garanzie quando nei pressi dei loro siti di immersione ci sono anche le camere iperbariche, ma non basta, perché ci sono tanti dializzati che scelgono di andare in vacanza nelle isole minori e devono essere assistiti, così come devono avere un'assistenza garantita perché ci sono dei presidi che funzionano. Ecco, questo mi pare che sia uno degli elementi sul quale noi dobbiamo, Assessore, concentrare l'attenzione, ma a partire da ieri non da domani. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Anna Maria Busia. Ne ha facoltà.

BUSIA ANNA MARIA (Gruppo Misto). Questo è un capitolo fondamentale, è fondamentale perché indica alcune questioni che avrebbero meritato un approfondimento, o meglio, sono state delineate, ma in altre parti del documento avrebbero richiesto un maggiore collegamento. Questo per quanto riguarda soprattutto, mi pare, il punto numero 1, e cioè la questione relativa all'emergenza-urgenza, che è il nodo fondamentale perché l'emergenza-urgenza deve garantire quella integrazione tra i servizi e soprattutto garantire la continuità assistenziale in tutto il percorso dei pazienti, e soprattutto una maggiore integrazione tra l'ospedale e il territorio. Noi sappiamo, perché i dati sono riportati nel sito del Ministero della salute, ma diversi sono gli studi che sono stati fatti, non insegno certo a chi presiede quest'aula e all'Assessore quali sono le problematiche legate al sistema dell'emergenza-urgenza, ma ricordo alcune questioni, e cioè il fatto, per esempio, che ci sia stato un incremento costante e progressivo degli accessi al pronto soccorso, e quindi agli ospedali, che ha determinato un sovraffollamento di tutta l'area dell'emergenza-urgenza intraospedaliera, con i disagi che tutti quanti noi conosciamo, quindi un sovraccarico, quindi un intasamento. Questo accesso, come sappiamo, ripeto, lo ricordo a me stessa, ma è bene ricordarlo anche in questa discussione, ha riguardato le patologie di media-bassa criticità clinica, che dovrebbero trovare un'adeguata risposta clinico-assistenziale nell'ambito dei servizi di cure primarie, se solo questi avessero avuto un'organizzazione, se solo a questi si fosse pensato prima di procedere con la riorganizzazione della rete ospedaliera. Perché è accaduto questo, e cioè perché c'è stato sostanzialmente questo incremento, anche questo è fatto noto, un sempre maggior bisogno del cittadino di ottenere dal servizio pubblico una risposta a esigenze urgenti o comunque percepite come tali, il miglioramento delle cure con aumento della sopravvivenza in pazienti affetti da pluripatologie, che sempre con maggiore frequenza necessitano dell'intervento del sistema di emergenza-urgenza, e in generale, comunque, e questo dà l'idea della misura di questo incremento, il ruolo di rete di sicurezza rivestito dal pronto soccorso per le categorie socialmente deboli. Qual è la soluzione? Torno sempre sugli stessi argomenti, perché è questo il vero punto e la vera debolezza di questa proposta. Credo che fosse necessaria un'organizzazione della rete di assistenza primaria in grado di anticipare o comunque di intercettare il bisogno del cittadino, che ha necessità di un'assistenza, che magari può non essere così grave e urgente se obiettivamente considerata, ma che è assolutamente indifferibile per lui. Ecco perché era necessario individuare e sviluppare percorsi organizzativi integrati con l'obiettivo di superare, o meglio, di evitare accessi impropri, e quindi di evitare che l'accesso al servizio sanitario avvenisse soltanto attraverso il pronto soccorso. Ma non è certamente questa la strada, quella che è stata individuata da questo DL, quella che noi condividiamo, e non è certamente, scusatemi l'espressione, questa battaglia navale che si sta consumando in quest'aula durante queste discussioni nel tentativo di abbattere gli uni per cercare di avere dei vantaggi nel proprio territorio. Ribadisco un concetto, lo voglio ricordare, siamo consiglieri di tutto il territorio regionale e non soltanto del singolo collegio che ci ha eletti. Quindi bisogna cambiare. Assessore, Presidente, ieri non c'era quando io ho chiesto di procedere a tirare il freno a mano, un gesto di umiltà, guardi, lo condividerei io per prima, sarebbe importante, fermiamoci, o altrimenti i rischi che sono paventati dagli studi che riguardano il sistema dell'emergenza-urgenza, che chi conosce la materia ben più di me conosce, diventeranno rischi concreti, attuali e ancora più pesanti, ancora più difficili da risolvere dopo che verrà varata questa riforma. E allora siamo ancora in tempo, non è certamente la nomina del dirigente dell'emergenza-urgenza che può, una questione tutta interna…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Augusto Cherchi. Ne ha facoltà.

CHERCHI AUGUSTO (Partito dei Sardi). In questo articolo 9, il cappello recita che sono contenuti paragrafi che esplicitano meglio, forse, quali sono le criticità e le fasi del percorso di riorganizzazione di questa rete ospedaliera. Effettivamente, ci sono descritte in questo capitolo alcune criticità dell'attuazione di questa rete dell'emergenza-urgenza, si fa prima menzione a quelli che sono i centri di emergenza territoriale, che ricordiamo sono centri di tutela di primo soccorso dei presidi territoriali, e si fa menzione all'attivazione dell'elisoccorso. Io non mi voglio addentrare nel discorso dell'elisoccorso perché è un discorso complesso che, secondo me, ha bisogno di una trattazione molto più ampia, anche se, l'Assessore lo sa bene questo, non mi trova d'accordo su molte cose che sono presenti nel protocollo di attivazione dell'elisoccorso, ad iniziare dalla disposizione delle basi, due al nord e una al sud, lasciando il centro sguarnito, senza comprensione ad esempio sul perché un aereo presidenziale può atterrare e decollare da Fenosu e non può atterrare e decollare un elicottero dell'emergenza-urgenza, però, ripeto, questo è un argomento che troveremo modo di trattare in un altro modo e in un'altra sede, anzi forse è meglio in questa sede. Quello che a me preme sviluppare come argomento in questo mio intervento è quello del sistema dell'emergenza-urgenza, questo capitolo tocca anche il sistema territoriale naturalmente. Abbiamo detto che sono due reti fondamentali perché questa rete possa essere attuata, sono due reti fondamentali perché questa rete produca alcuni degli effetti, anzi la maggior parte degli effetti per cui è stata immaginata, sono delle reti che hanno necessità di essere avviate quanto prima possibile. Io ricordo che il percorso che noi abbiamo utilizzato per l'ATS è stato legislativamente molto veloce, io sono convinto che sia una fase attuativa molto lenta, anche perché non abbiamo definito nel dettaglio la riforma ATS. Io vorrei che la riforma dell'emergenza-urgenza invece permetta una sua attivazione molto veloce perché altrimenti inficerebbe questa rete ospedaliera, una riforma veloce vuol dire, non entro nel merito delle persone che devono essere nominate, ho visto anch'io e ho letto anch'io i giornali, trovo quantomeno curioso che il giornale faccia il nome anche di qualche direttore sanitario, io immaginavo che il direttore sanitario venisse nominato direttamente dal direttore generale e non oggetto di contrattazione, però sicuramente, ripeto, secondo me è una boutade, una svista giornalistica. Però immagino, Presidente e Assessore, e auspico una possibile, non tanto nomina, perché siamo dieci mesi in ritardo, quindi non può essere veloce la nomina, ma quantomeno un'attivazione di un servizio veloce, fatto da persone che conoscano il servizio e che siano in grado di dare immediatamente attivazione e avvio non solo alla rete dell'emergenza-urgenza, ma alla rete territoriale, senza la quale l'emergenza-urgenza non può essere e non può produrre quegli effetti per cui noi stiamo discutendo adesso, uno di questi effetti è anche la sostenibilità economica. Io sono convinto che senza la rete dell'emergenza-urgenza e senza la rete territoriale la sostenibilità economica della rete ospedaliera non può trovare piena attuazione, quindi è necessario che queste tre reti, non dico… è impossibile adesso che inizino e camminano di pari passo, ma che abbiano una immediata attuazione e applicabilità quanto prima possibile. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

Non è presente in Aula.

Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

ARRU LUIGI, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Grazie, Presidente, onorevoli Consiglieri. Penso che questo sia un capitolo importante, capitolo importante perché si parla di emergenza-urgenza; ci siamo concentrati sulle persone, c'è una proposta di riforma, la nascita di una nuova Azienda che parte da un tessuto connettivo già presente di due centrali del 118, medici e infermieri che operano nel sistema complesso. L'idea dell'AREUS è quella di istituire il NUE 112, ho già ricordato l'aneddoto che quando era ancora valida l'ipotesi delle Olimpiadi in Italia, e Cagliari riconosciuta come città sede delle gare di vela, ho avuto il piacere di incontrare il Comitato olimpico internazionale, e una delle condizioni che ci hanno posto per poter essere scelti era quella del NUE 112, il Numero Unico dell'Emergenza-urgenza, per cui noi ci stiamo già attivando, abbiamo già intrapreso con il Ministero dell'Interno le relazioni per avviare le Centrali. Mah, sull'elisoccorso ne ho sentito tantissime; intanto informo che viste le preoccupazioni dell'onorevole Dedoni ho chiesto e sollecitato la Direzione Generale dell'ATS a fare un esposto alla Procura della Repubblica, perché mi sembra che ci siano molte interferenze e confusione tra momento e indicazione programmatica politica, e poi gli appalti che non sono competenza della politica, sono competenza dei soggetti che sono preposti a svolgere quel ruolo, per cui si è andati alla Procura della Repubblica per chiarire se l'appalto che è stato proposto è sbagliato o meno. Mah, io vi assicuro che è stato fatto un lavoro certosino, certo che, dal punto di vista geografico, conviene mettere due basi al centro della Sardegna, siamo tutti d'accordo, ma gli investimenti strutturali in relazione alle indicazioni dall'ENAC richiedevano dei tempi di attivazione che non avrebbero permesso di attivare, entro questa legislatura, l'elisoccorso; già abbiamo perso cinque anni nella legislatura precedente, perché io non ho capito qual è il progetto, al di là di indicare Ardara, Mores e una base su Cagliari che bisogna definire con standard ENAC, non mettendo due punti geografici, e poi bisogna sistemarli in relazione al ruolo e alla rete ospedaliera, perché l'équipe, che è composta prevalentemente da anestesisti, rianimatori e medici di emergenza-urgenza, deve insistere all'interno dei DEA di riferimento, quindi c'è un processo che è stato avviato ed è ancora in corso. Quindi abbiamo verificato tutto: distanze… e abbiamo fatto un progetto intanto facendo un censimento di tutte le elisuperfici che non sono elibasi in Sardegna, proponendo e tenendo in considerazione che visto il numero di comuni possiamo lavorare col CONI, abbiamo già iniziato delle relazioni, perché per estendere l'operatività h 24 già in altre regioni stanno iniziando a utilizzare l'h 24 con i visori notturni, quindi non c'è niente di sorprendente, stiamo utilizzando un'offerta di collaborazione che abbiamo formalizzato con la Regione Lombardia, che è stata tra le prime Regioni a utilizzare questo sistema qui. Sulle tre basi siamo convinti che dopo che ci siamo detti per tante volte che la Sardegna è la terza Regione d'Italia come superficie, che ha una densità, una viabilità particolare, in tutto il mondo, quando ci sono questi problemi, si risolvono con due soluzioni: elisoccorso, portando elisoccorso HMS alla persona, e sviluppando nuove specialità, che però competano allo Stato. Si inizia a parlare del medico rurale come specialista con competenze trasversali rispetto a zone a bassa densità. Quindi i calcoli che abbiamo fatto non sono calcoli teorici, tengono conto del funzionamento attuale delle due centrali, ma il nostro obiettivo, lo dico all'onorevole Cherchi, perché penso di condividere anche l'idea che ci debba essere il passaggio progressivo del personale del 118 alla dipendenza, perché tuttora voi sapete che il personale del 118, i medici, hanno un rapporto parasubordinato, che non è legato alla dipendenza, allora attivare, soprattutto per i fenomeni di maxi emergenza che abbiamo vissuto, dai fenomeni meteorologici agli sbarchi, richiedono un'attivazione del sistema rapido che non può passare attraverso l'attivazione di un articolo di pronta reperibilità legato al contratto parasubordinato. Quindi c'è una visione, così come c'è una visione del territorio, perché dal 2015 che abbiamo esitato le linee guida delle cure territoriali dobbiamo lavorare anche qui con medici che non sono dipendenti, per cui abbiamo sviluppato il modello delle cure croniche, stiamo parlando di Casa della salute, e il problema non sono gli edifici, abbiamo una quantità di edifici enormi che si chiamano poliambulatori, il problema è creare un modello completamente diverso di presa in carico di una popolazione anziana con patologie croniche, quindi continuare a dare un'immagine di un sistema che sta partendo dall'anno zero non è corretto, si sta cercando di implementare modelli innovativi con una prospettiva programmatoria. Questo documento può avere dei limiti, ma sta cercando di introdurre pienamente elementi di governo clinico, di misurazione dell'appropriatezza, perché abbiamo dai 14.000 ai 18.000 ricoveri che vengono classificati come inappropriati, quindi si sta cercando di fare un lavoro, tenendo conto anche delle peculiarità, perché c'è un'interlocuzione per sostenere l'ospedale di La Maddalena, confermando quello che ha l'Ospedale Merlo, cercando di rinforzare tra dialisi, camera iperbarica, che nessuno mette in discussione, così come abbiamo avviato la Casa della Salute con un percorso di presa in carico della donna in cinta a Carloforte.

PRESIDENTE. Grazie. Metto in votazione l'emendamento numero 12, uguale al 550 e al 744, parere contrario della Commissione e della Giunta.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 12, uguale 550 e al 744.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 16, che è uguale al 551 e al 797, parere contrario della Commissione e della Giunta.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 16, che è uguale al 551 e al 797.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 552. C'è un invito al ritiro.

OPPI GIORGIO (UDC Sardegna). Non lo ritiro.

PRESIDENTE. Metto allora in votazione l'emendamento numero 552, parere contrario della Commissione e della Giunta.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 552.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 553, c'è un invito al ritiro.

OPPI GIORGIO (UDC Sardegna). Non lo ritiro.

PRESIDENTE. Mettiamo allora in votazione l'emendamento numero 553, parere contrario della Commissione e della Giunta.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 553.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 554.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 555.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 556.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione gli emendamenti numero 17, 557 e 798, uguali.

Ha domandato di parlare il consigliere Edoardo Tocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TOCCO EDOARDO (FI). Presidente, semplicemente una piccola riflessione perché ho ascoltato la replica dell'assessore Arru quando ha citato le isole minori relativamente all'emergenza-urgenza. Posto che dialisi e camera iperbarica a La Maddalena non si toccano (così almeno credo che sia il disegno e spero che questo non cambi strada facendo) siamo sempre lì a valutare le criticità chiaramente, Assessore, non essendo ancora pronto, come lei sa bene, come sappiamo tutti, il progetto di rete territoriale di emergenza-urgenza. È chiaro che La Maddalena e Carloforte in questo momento hanno ovviamente delle serie difficoltà che probabilmente non sarà facile perché non credo che nell'arco di questo mese e neanche nel prossimo partirà l'elisoccorso, mi sembra che sia una cosa un po' astrusa, stiamo parlando di un appalto di circa 90 milioni di euro, quindi presumibilmente non sarà neanche facile, qualche piccola obiezione credo che alla fine ci sarà. Quindi, tornando a noi, il problema qual è, Assessore? Il problema è che come ha detto lei - e io l'ho ascoltata attentamente perché la ascolto attentamente vista anche la materia che ci interessa - Carloforte non ha ancora una base di un'elisuperficie, quindi io credo che sia anche importante in questo momento trovare una soluzione, un sito fisico che possa essere attendibile, anche per dare fiducia alla popolazione della piccola isola; La Maddalena non so neanche se ha una un'elisuperficie già da tempo, ma probabilmente l'avrà, però viste le difficoltà climatiche e meteorologiche probabilmente avrà anche necessità di avere di avere un elicottero sul posto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Crisponi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Ogni volta che l'Assessore parla di elisoccorso i colleghi avranno notato che sono elementi molto seri, importanti, profondi, ma mai accompagnati da dati. Sull'elisoccorso c'è una sorta di muro di gomma del quale non si parla e che invece bisognerebbe affrontare con correttezza, soprattutto accompagnati da dei dati molto importanti. Allora lo faccio io in luogo dell'Assessore: le ore di volo medie fatte dal reparto volo del gruppo dei Vigili del fuoco di Alghero sono pari a 300 annue che è la media dell'ultimo quinquennio e con un mantenimento di questa quota che è paragonabile allo stesso numero di interventi ovvero a 300 ore corrispondono medie che vanno fra i 270 e 200 interventi annui. Se andiamo a valutare che cosa è successo in questo intervento fatto dai Vigili del fuoco (ai quali va il nostro assoluto rispetto e ringraziamento totale e assoluto per quella dedizione, capacità e professionalità applicata nelle more dei loro interventi) c'è un 60-65 per cento degli interventi che si svolgono al nord e al centro della Sardegna. Cagliari vale solamente il 30 per cento. Quindi significa che c'è praticamente un intervento che riguarda in modo particolare aree particolarmente affollate soprattutto durante l'estate e aree critiche come quelle del territorio centrale che naturalmente non è dotato di alcunché, che ha solamente una splendida elibase contigua al San Francesco di Nuoro e che si è voluta realizzare per non essere più utilizzata. Quella sarebbe potuta essere un'occasione straordinaria per mettere a disposizione questo servizio certamente importante e irrinunciabile. Ma altri sono i dati che ci fanno ogni tanto far sentire quelle campanelline dell'emergenza che non è quella dell'intervento, quando si parla di organizzazione di quel servizio mi pare che sarebbe stato anche doveroso fare delle valutazioni su quante volte gli interventi dell'elisoccorso regionale avvengono in condizioni di criticità per la ricerca, l'intervento su escursionisti, cacciatori o malcapitati che normalmente si perdono nelle lande del Supramonte oppure dei Sette Fratelli o dei Monti dell'Ogliastra. Sta succedendo, Assessore, durante tutta l'estate è successo varie volte, ma è successo tantissime volte negli ultimi cinque anni, che ci siano chiamate inappropriate e inopportune. Ebbene, il servizio di elisoccorso non prevede che ci possa essere a debito e a carico di queste persone che richiamano un servizio così importante e così costoso che non sarà più valevole per il milione e 300 mila euro che si paga la convenzione annuale con i vigili del fuoco, ma che varrà circa 9 milioni di euro all'anno. Quindi, Assessore, le domando: sarà possibile che si intervenga su…

PRESIDENTE. Onorevole Crisponi, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppino Pinna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PINNA GIUSEPPINO (UDC Sardegna). Presidente, Presidente della Giunta, Assessore, colleghe e colleghi, proseguendo l'analisi del documento relativamente il capitolo 9 sembra che l'obiettivo primario sia l'indebolimento delle diverse strutture ospedaliere, soprattutto nei distretti considerati periferici, il tutto in attesa di un futuro progetto per l'emergenza-urgenza. Riprendo il tema già segnalato dall'onorevole Oppi: una base a Fenosu, per la sua centralità soprattutto, potrebbe rappresentare una soluzione ottimale come dimostra anche l'utilizzo di Fenosu in occasione della recente visita del Presidente della Repubblica. Segnalo, inoltre, il caso dell'ospedale Marino di Alghero, negli anni sono stati eseguiti interventi di traumatologia, chirurgia ortopedica day surgery a ciclo quotidiano con almeno due sale operatorie in contemporanea, per vari anni anche tre, dedicate alla stessa unità operativa di ortopedia. Sono stati eseguiti mediamente circa duecento interventi annui di chirurgia protesica su anca, spalla e ginocchio ed un numero complessivo di interventi pari a 1200 annui. Tutti i casi giunti in tale ospedale sono stati affrontati trasferendo al civile di Sassari solo alcuni pazienti per i quali si ponevano problematiche anestesiologiche e rianimatorie. Da alcuni anni questo ospedale è stato colpito dal taglio del personale, sia medico che infermieristico, che ha portato - a mio avviso volutamente - ad un taglio importante dell'attività chirurgica e al conseguente tentativo di trasferire la divisione di ortopedia, fiore all'occhiello dell'ospedale Marino di Alghero, all'ospedale civile di Alghero, che non è assolutamente idoneo ad accogliere il reparto sia per problemi strutturali, veda le caratteristica delle stanze, delle porte ma anche degli ascensori che degli spazi operatori non sufficienti neanche per abbattere le liste d'attesa dei reparti che già vi sono allocati quali ad esempio Otorino, Urologia, Chirurgia generale. Un intervento quindi del tutto irrazionale, non si comprende il perché dal mese di maggio 2017 non vengano più eseguiti interventi di chirurgia protesica nonostante in un recente congresso tenutosi proprio qua a Cagliari gli sia stato riconosciuto un ruolo di altissimo livello, si parla tanto dell'allestimento della nuova sala operatoria ma al momento non si intravede niente di positivo. Pare evidente che sarebbe opportuno mantenere l'organizzazione attuale, tenendo operativo l'ospedale Marino e dotandolo del personale necessario ad un efficiente funzionamento anche perché gli interventi strutturali prospettati per l'ospedale civile di Alghero non migliorerebbero certamente l'efficienza operativa del nosocomio algherese.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 17, 557, 798 uguali.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 558.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 18, 560, 799 uguali.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 20, 562, 801 uguali.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 805.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 21, 563, 802 uguali.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 22, 564, 803 uguali.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 565.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 566.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 567.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 568.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 808 e 652 uguali.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 806.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'emendamento numero 720, a cui è stato presentato l'emendamento sostitutivo totale numero 870, con parere favorevole della Commissione e della Giunta.

Ha domandato di parlare il consigliere Giorgio Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC Sardegna). Presidente, questo è un emendamento di sintesi, quindi è di tutta l'intera Commissione. Quindi, volevo farlo presente, in modo tale da votarlo…

PRESIDENTE. Quindi metto in votazione l'emendamento emendamento all'emendamento numero 870, con parere favorevole della Commissione della Giunta.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 870.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

L'emendamento numero 720 ovviamente decade.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 807.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'emendamento numero 657, uguale all'emendamento numero 810, con il parere contrario della Commissione e della Giunta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Edoardo Tocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TOCCO EDOARDO (FI). Allora, qui ovviamente stiamo parlando dell'ospedale aperto cittadino, quindi un collegamento tra il centro e la periferia. Ma per quanto riguarda i medici, per esempio i geriatri che sono assunti con concorso apposito per lavorare nell'ospedale aperto, dopo segnalazione del medico ospedaliero essi praticamente prendono in carico il paziente e lo seguono sino alla dismissione ospedaliera e territoriale, questo è quello che io ho individuato nel paragrafo, nel mio emendamento.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 657, uguale all'emendamento numero 810.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del Capitolo 9.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'emendamento numero 654, parere contrario della Commissione e della Giunta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Edoardo Tocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TOCCO EDOARDO (FI). Sì, parliamo del servizio di radiologia ed è obbligatorio secondo anche le linee guida della Società italiana di radiologia, che sia sempre presente il medico all'interno del Servizio di radiologia anche perché eventualmente senza il medico presente praticamente non si possono eseguire veloce gli esami con mezzi di contrasto.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 654.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 811.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame del Capitolo 10. Al Capitolo 10 sono stati presentati degli emendamenti.

(Segue lettura.)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Raimondo Perra, relatore.

PERRA RAIMONDO (PD), relatore di maggioranza. Presidente, allora l'emendamento numero 13, quelle uguale al 570, che è uguale al 745 parere contrario della Commissione; per gli emendamenti numero 571, 572, 573, 574, 575, 576 c'è l'invito al ritiro. Sull'emendamento numero 813 parere contrario, emendamento all'emendamento numero 812 parere favorevole, emendamento 812 c'è un invito al ritiro. Sugli emendamenti numero 889, 891, 895, 896 ci si rimette all'Aula.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti ha facoltà di parlare l' Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

ARRU LUIGI, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Parere conforme a quello della commissione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Sull'ordine dei lavori, abbiamo una riunione dei Presidenti di Gruppo. Chiedo la sospensione dei lavori dell'Aula ora per fare la Conferenza dei Presidenti di Gruppo, così come concordato e richiesto precedentemente dal collega Pittalis, quindi per fare adesso la riunione e decidere come procedere.

PRESIDENTE. Sospendiamo la riunione e facciamo la Conferenza dei Presidenti di Gruppo per decidere la prosecuzione dei lavori, la seduta è sospesa.

(La seduta, sospesa alle ore 13 e 10, viene ripresa alle ore 13 e 28.)

PRESIDENTE. Riapro la seduta per comunicare che la seduta è tolta e riconvocata domani mattina alle ore 10.

La seduta è tolta alle ore 13 e 28.