Seduta n.253 del 17/10/2017 

CCLIII Seduta

Martedì 17 ottobre 2017

Presidenza del Presidente Gianfranco GANAU

La seduta è aperta alle ore 16 e 52.

FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta del 3 ottobre 2017 (249), che è approvato.

Congedo

PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Gianpietro Comandini ha chiesto congedo per la seduta del 17 ottobre 2017.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Annunzio di presentazione di proposta di legge

PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la proposta di legge numero 453.

Annunzio di interrogazione

PRESIDENTE. Si dia annunzio dell'interrogazione pervenuta alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria. Sono state presentate le interrogazioni numero 1269/A, 1270/A.

Annunzio di mozione

PRESIDENTE. Si dia annunzio della mozione pervenuta alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria. È stata presentata la mozione numero 366.

Continuazione della discussione dell'articolato del documento: "Proposta di ridefinizione della rete ospedaliera della Regione autonoma della Sardegna". (16/XV/A)

PRESIDENTE. Rinviamo ancora l'elezione del Vicepresidente del Consiglio regionale.

L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione del Documento 16/A.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Sì Presidente, come opposizione abbiamo atteso circa un'ora per l'avvio dei lavori e, siccome sentiamo la stessa esigenza della maggioranza, avremmo necessità anche noi di poterci riunire per concordare sul tema una posizione comune sugli emendamenti che andremo a discutere. Quindi chiediamo la sospensione almeno di trenta minuti, Perché abbiamo necessità di riunirci.

PRESIDENTE. La seduta è sospesa per trenta minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 16 e 54, viene ripresa alle ore 17 e 34.)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione del documento 16/A della Giunta regionale.

Passiamo all'esame del capitolo 7.

(Segue lettura)

Al capitolo 7 sono stati presentati degli emendamenti.

Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere Raimondo Perra, relatore di maggioranza.

PERRA RAIMONDO (Cristiano Popolari Socialisti), relatore di maggioranza. Parere contrario della Commissione sull'emendamento numero 10, che è uguale al 510 con invito al ritiro e al 742 con parere contrario della Commissione. Invito al ritiro sugli emendamenti numero 511, 512, 513, 515, 516, 517, 514.

Parere contrario sull'emendamento numero 60, uguale al 518, sul quale c'è l'invito al ritiro, e al 789, sul quale si esprime parere contrario. Invito al ritiro sugli emendamenti numero 519, 520, 521, 529, 530, 531, 532, 522, 523, 524, 525, 526, 527, 528, 533, che è uguale al 790 sul quale il parere è contrario.

Passando ai sostitutivi parziali: parere contrario sull' emendamento numero 791, sull'emendamento all'emendamento numero 872, sugli emendamenti numero 794, 795, 291, 715, 647, 292, 854, 362, 645 e 796; invito al ritiro sugli emendamenti numero 792, 793, 716, 646, uguale al 717; parere favorevole sugli emendamenti numero 718 719.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

ARRU LUIGI, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Parere conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sul capitolo 7 e sui relativi emendamenti.

E' iscritto a parlare il consigliere Edoardo Tocco. Ne ha facoltà.

TOCCO EDOARDO (FI). Iniziamo un nuovo paragrafo del riordino di questa rete ospedaliera e continuo personalmente a non capire dove sia questo riordino, soprattutto quando questo paragrafo parla di posti letto. L'intento del documento è quello di risparmiare, mi sembra che questo sia nel quadro ufficiale, si cerca di risparmiare e si cerca di risparmiare probabilmente nel modo peggiore possibile, Assessore, riducendo i posti letto. Io continuo a dire che si riducono i posti letto senza aver ancora una volta programmato il territorio, senza aver creato una rete territoriale che possa anche avere una panoramica migliore riguardo proprio al riordino anche dei posti letto, che, da un lato vengono da voi ridotti, e da un lato vengono aggiunti, aggiunti magari dove non è necessario.

Parliamo anche in questo paragrafo di ospedali di comunità e io ancora continuo a non capire - probabilmente non sarò il solo a non capire - dove sono questi ospedali di comunità. Io faccio l'esempio di Cagliari dove ne vedo ben pochi, e quando si devono mettere le basi per un'organizzazione degli ospedali secondo il modello che state adottando, che è quello di intensità della cura, dobbiamo avere anche un'idea chiara. Io, essendo cagliaritano, faccio l'esempio classico dell'Ospedale Santissima Trinità, e lei sa bene, Assessore, di cosa sto parlando, ma quando parliamo di ospedali di comunità e dobbiamo gestire le cosiddette acuzie, ma quando non si viene proprio per queste acuzie ricoverati negli ospedali per acuti, e quindi completare la degenza, che credo sia la cosa più importante, cioè il cosiddetto postoperatorio (lei è un medico quindi sa bene che il postoperatorio è la cosa più importante da gestire) e se questo postoperatorio deve essere gestito dagli ospedali di comunità, la cosiddetta degenza, cioè stiamo parlando di siti dove ci sono infermieri o medici di famiglia, e lei pensa che una persona… faccio l'esempio di un ottantenne diabetico, cardiopatico, eccetera, affetto da problemi anche di virus e quindi da qualche infezione, che dopo quattro giorni ha ancora la febbre, questa persona dovrebbe essere inserita nell'ospedale di comunità, ma non pensa che sia il caso di tenerlo ancora nell'ospedale per acuti? Cioè quello che voglio dire, Assessore, è necessario che gli ospedali di comunità abbiano una gestione infermieristica, o è meglio che il paziente nel postoperatorio o dopo l'acuzie debba essere gestito ancora dall'ospedale? Quindi, quello che voglio dire, Assessore, è necessario avere la possibilità che i posti letto rimangono, soprattutto nei luoghi dove i territori hanno più disagio, dove i territori hanno più necessità di avere un servizio. Io credo che questo, Assessore, sia uno dei punti fondamentali, noi non abbiamo avuto ancora a dire il vero la possibilità di avere la chiarezza di questo panorama della gestione della vostra rete ospedaliera, perché se così non fosse non ci sarebbero tutti questi problemi. Dopodomani ci sarà un'altra mobilitazione qua sotto perché evidentemente c'è un malcontento diffuso, e questo malcontento diffuso voi l'avete percepito, perché non posso credere che non l'abbiate percepito, quindi qualcosa che non quadra c'è e quello che non capisco è perché si continua ad andare avanti a perpetrare una situazione dannosa per i cittadini, Assessore. Io credo che il momento migliore sia quello di poterli ancora ascoltare, cioè questa fretta continua di potere mandare avanti e chiudere il cerchio una volta per tutte, perché non avere ancora la coscienza e il buon senso di fermarci ed aspettare? Anche, veramente, riguardo al riordino dei posti letto, Assessore, ci sono delle difficoltà, ci sono delle difficoltà che veramente sono insormontabili, ci sono difficoltà nei grandi ospedali e nei piccoli ospedali e voi queste cose le conoscete, però capisco che sia difficile per voi tornare indietro. In questo momento non è facile tornare indietro, io questo lo posso anche capire perché chiaramente sarebbe una sconfitta per voi, quindi siete costretti, ovviamente, ad andare avanti e a recuperare con tutta la maggioranza tutto il malcontento e i mal di pancia che ci sono, ed è questo che sta accadendo. Posto questo, Assessore - poi chiaramente avremo modo ancora di parlare perché giustamente devo dare spazio agli altri - voglio dare un attimo una riflessione perché si parlerà anche di Mater Olbia, Assessore, noi vogliamo sapere qual è la fine e la logica del Mater Olbia, quando ci saranno le vere convenzioni, quando si smetterà di avere un panorama fumoso e avremo veramente la chiarezza di quello che sarà questo…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Fabrizio Anedda per dichiarazione di volto. Ne ha facoltà.

ANEDDA FABRIZIO (Gruppo Misto). Del dibattito di questi ultimi mesi sulla sanità all'esterno di questo palazzo si percepisce molta confusione sull'argomento. Fino a qualche giorno fa venivano intimoriti i territori con la minaccia di chiusura di una decina di ospedali, poi con la chiusura del Pronto Soccorso di zona disagiata, poi con il blocco emergenza-urgenza per la mancata nomina del manager AREUS, poi con l'aumento della mobilità passiva per la chiusura di reparti specialistici. Tutta questa confusione ha creato le condizioni per giustificare emendamenti, e di conseguenza avere l'attenzione della stampa e dei media verso qualche consigliere regionale alla ricerca di facile consenso. Ma oggi ciò che emerge è che in tutta questa confusione si vuole mantenere un sistema sanitario di vecchia data fatto di feudi e feudatari, dove nuovi e vecchi politici, compresi quelli non rieletti nelle scorse elezioni regionali, cercano nella protesta un consenso elettorale. Il provvedimento uscito dalla Commissione, corretto con emendamenti e suggerimenti arrivati dal mondo politico, dal mondo produttivo e dagli amministratori locali, è stato adeguato al DM 70 con deroghe per la Sardegna. Oggi mi ritrovo in aula emendamenti agli emendamenti ed emendamenti di sintesi con correzioni in Aula. In tutta questa confusione emendamentale sono veramente in difficoltà a esprimere un voto. Mi sto astenendo agli emendamenti di maggioranza perché è difficile capirli, e non farli rientrare in una logica che non sia quella solita del consenso politico, sicuramente è un mio limite. La Sardegna è diventata all'improvviso terra di lotta per la salute delle persone, ma si vuole lasciare inalterata l'organizzazione sanitaria con tutte le criticità al suo interno, inefficienze gestionali che comportano liste d'attesa, inoperosità dei centri di analisi strumentale, visite specialistiche e ricoveri come concessione, inefficienza di reparti di chirurgia e medicina e con travaso di interventi e ricoveri nel privato. La Costituzione garantisce il diritto alla salute, sia che a garantirla sia il pubblico o il privato, se a garantirla è il pubblico vuol dire che la politica è in grado di controllare la gestione pubblica, se poi il privato riesce a garantire un servizio migliore a minor prezzo vuol dire che chi gestisce il pubblico deve migliorare. Bisogna vigilare però affinché non si creino delle situazioni di inefficienza nel pubblico per agevolare amici del privato. Questo fine settimana ho avuto modo di riflettere sull'emancipazione di alcuni territori della Sardegna riguardo alla salute dei cittadini. A partire dagli anni '70, da vari movimenti di sinistra, radicali compresi, sono state organizzate diverse manifestazioni che puntavano a sensibilizzare l'opinione pubblica sui possibili danni derivanti dagli arsenali militari, dai sommergibili a testata nucleare, in sintesi dalla base NATO sulla salute delle persone. Ci furono scontri con gli abitanti di La Maddalena e prese di posizione degli amministratori locali che rivendicavano la presenza militare come utile all'economia, rischiando la salute in cambio di un posto di lavoro. Solo nel 1984, in occasione del progetto di espansione della base NATO, i cittadini e l'amministrazione di La Maddalena si espressero contro. Tuttavia, poche settimane dopo, come ricorda un articolo del quotidiano La Stampa del 23 dicembre '84, in occasione di una grande e partecipata manifestazione organizzata dalla Giunta regionale, da parlamentari di sinistra e da diverse associazioni, gli abitanti di La Maddalena non risposero, preferendo dedicarsi alle normali occupazioni e allo shopping prenatalizio. Il giornalista dell'articolo fa intendere che la protesta locale sia rientrata grazie alla promessa di un contributo per l'installazione di luminarie natalizie da parte del comando statunitense della base. Ancora, nel 1996, i compagni comunisti locali erano i soli a volere l'allontanamento dei Marines. Oggi scopriamo che finalmente, per l'amministrazione di La Maddalena, c'è al primo posto la salute dei cittadini. Sicuramente è sintomo di crescita culturale, ma forse è iniziato dalla campagna elettorale, dove la protesta contro l'Assessore e il Ministro della sanità aumenta il consenso. Questo discorso vale anche per altri territori della Sardegna, l'Ogliastra, i cui sindaci non sono mai stati protagonisti di battaglie contro le servitù militari, e il Sulcis. Presidente Pigliaru, penso che le nostre intelligenze e capacità devono essere indirizzate alla creazione di una rete ospedaliera e sanitaria che sia ottimale per la salute dei cittadini, in questo sarà fondamentale la riorganizzazione territoriale, gli atti aziendali, e alla creazione di lavoro. A proposito di lavoro, ci sono tante situazioni industriali che hanno chiuso o rischiano di chiudere, penso agli operai Polimeri di Ottana, agli operai ATI-IFRAS, alle imprese agricole in affanno, agli allevatori ovi-caprini in continua crisi e che rischiano di ricevere aiuti in quanto non in regola con il DURC, alle imprese turistiche che respirano solo a fine stagione. Le riconosco, presidente Pigliaru, tra le tante cose l'impegno per la realizzazione della rete dell'agroalimentare, fondamentale per la futura economia dell'isola, e della banda larga, che sarà l'autostrada commerciale dei nostri prodotti, nonché la capacità di attrarre società come Amazon, non dando contributi, ma creando una logistica. Presidente, prima di finire la legislatura, pagando grossi dazi, è preferibile andare a casa subito, la dignità di una persona è come la tutela della salute, non si può barattare.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Emilio Usula. Ne ha facoltà.

USULA EMILIO (Gruppo Misto). Io voglio intervenire in discussione generale su questo punto 7, "distribuzione, discipline e posti letto", e dico subito che anche questo capitolo risente del complessivo e costante atteggiamento passivo nell'osservanza delle indicazioni e imposizioni ministeriali, uno zelo che sconfina in accondiscendenza, senza un minimo sforzo di far valere le nostre prerogative per la tutela del nostro fabbisogno di salute e di servizi sanitari. Ancora una volta si usa il criterio della popolosità come una clava da sbattere sulla nostra testa, sulla testa dei sardi, nel rispetto ossequioso, passivo, ripeto, dei parametri nazionali imposti con la spending review e col DM 70. Mi chiedo, e lo chiedo anche al Presidente, quale credibilità possiamo avere nella rivendicazione e nella battaglia per il riconoscimento delle condizioni di insularità. Il riconoscimento di insularità non è una certificazione di una condizione geografica, non è che ci dobbiamo far riconoscere il fatto che siamo circondati dal mare, basta guardare la cartina, lo sanno tutti perfettamente, per questo, appunto, basta guardare la cartina, il riconoscimento di insularità deve essere qualcosa con contenuti, deve essere pieno di contenuti, dell'evidenza delle condizioni di difficoltà e di svantaggio rispetto alle altre regioni, di squilibri, di opportunità che la Sardegna ha nel garantire i servizi ai suoi cittadini. Da questo e con questa base sono previste anche deroghe proprio per queste condizioni, sono previste deroghe ai criteri di organizzazione dei nostri servizi, sanità in primo luogo, insularità, orografia, viabilità, collegamenti interni ed esterni, il disastro demografico di cui tanto ci riempiamo la bocca senza dare però continuità alle osservazioni, il disastro demografico dello spopolamento di aree disagiate, rappresentano la caratterizzazione e la specificità della nostra Terra, questo significa rivendicare condizioni di disagio dovuto alla nostra insularità, da questo doveva derivare il coraggio e la determinazione, non nel chiedere, ma piuttosto nel pretendere, nell'esigere un'organizzazione della nostra sanità secondo una nostra visione, secondo nostri studi, secondo una nostra chiarezza sulla condizione reale della salute del nostro territorio e della nostra Regione, e secondo, naturalmente, il nostro fabbisogno di salute e di servizi. Un coraggio che non c'è stato, che continua a non esserci e che non c'è neanche in questo capitolo, un coraggio che però viene fuori, con tutta la forza, nell'ultimo paragrafo, quando, a fronte di tutta una serie di cose che non sappiamo difendere, difendiamo qualcosa che non c'è, qualcosa che non c'è ancora, difendiamo una struttura privata che dovrà occupare posti letto, alla quale struttura privata siamo pronti anche a derogare un in più di dotazione di posti letto. Una struttura privata che è solo sulla carta, che sta cambiando il partner scientifico e comunque continuiamo a dargli il criterio di eccellenza, continuiamo a dargli anche quel criterio, che è davvero una cosa che ci vuole coraggio a scrivere anche in un dispositivo che avrà valore di legge, che ha connotato l'ideazione e classificazione quale ospedale di alta specializzazione. I nostri ospedali sono sottoposti a monitoraggio, sono sottoposti a controllo, gli facciamo le pulci, all'ospedale Mater Olbia gli diamo subito, a priori, una caratterizzazione di eccellenza e gli diciamo anche che è classificato come ospedale e qualificato come punto di riferimento per le popolazioni del Mediterraneo meridionale. Ecco, per questo abbiamo trovato grande coraggio, per difendere le nostre prerogative di Regione e dei nostri servizi non l'abbiamo trovato. Voglio riportare lo studio del 2013 in cui si parla del disastro a cui stiamo andando incontro con una riduzione di posti letto… vedo che il tempo sta finendo, avrò occasione di continuare perché questo è un punto su cui chiedo l'attenzione davvero dell'Aula, dell'Assessore e anche del Presidente. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Mah, io e il collega Usula non militiamo di certo nello stesso partito e siamo stati eletti in diversi schieramenti, ma oggi credo di dover condividere quanto da lui affermato, anche perché è assolutamente riscontrabile nei fatti e negli atti di cui ha parlato. Io volevo, prima di addentrarmi sulla tematica dei posti letto, volevo affrontare, visto che c'è anche il Presidente Pigliaru, la partita dell'esposizione finanziaria, Presidente, e tra l'altro chiedo all'Assessore se potremmo entrare in possesso dei verbali della riunione che si è tenuta al MEF con la dottoressa (…), nella quale credo ci sia stata un po' di chiarezza in ordine all'esposizione finanziaria sanitaria della nostra Regione, purtroppo, ahinoi. E dico da subito che purtroppo continuiamo a registrare un 3 per cento nelle perdite, e siamo la peggiore regione italiana; ricordo che il Lazio arriva a 140 milioni, e noi siamo già a 300 milioni. Non solo, il dottor Moirano ha già fatto presente che il buco è più di 700 milioni, quindi quasi a mettere le mani avanti di una gestione che forse non gli apparterrà mai, ma lui per ora il manager dell'ATS, però lo vuole dire chiaramente, certamente riconosciamo che le responsabilità non sono tutte del dottor Moirano. Ancora, veniamo a sapere che si discute, anzi, bisticciate sulla mancanza di chiarimento in ordine ai 140 milioni degli ammortamenti non sterilizzati, e poi, in quella riunione, o meglio, addirittura nella legge di stabilità nazionale, ci invogliano a contrarre, a indebitarci, a indebitare i sardi per i prossimi trent'anni per un mutuo di 300 milioni, che è chiamato ovviamente "anticipazione di liquidità per la copertura del disavanzo" Gran bella parola! Assessore, quei 300 milioni non risolvono nessun problema, lei lo sa, io, anche in questo, credo che le osservazioni dell'Assessore Paci di andare invece verso un risparmio forse sono più consone alla nostra situazione, anche perché ho paura che ovviamente sarà un indebitamento gravissimo per le casse della nostra Regione che sono già martoriate da tutti gli accordi e dalla situazione ovviamente che avete creato con il Governo italiano. Quindi, Assessore, io spero che lei comunque di queste notizie ci renda eruditi, perché credo che siano passaggi molto importanti, e siccome abbiamo parlato di fatti, a me farebbe piacere, molto piacere leggere quel verbale. Addentriamoci nel discorso dei posti letto. Assessore, guardi, io non riesco a comprendere ancora perché pur di ottenere alcuni DEA di primo livello, ma glielo dico apertamente, la situazione del Medio Campidano, dove noi troviamo realizzazioni di strutture complesse con appena quattro posti letto, ma, mi chiedo, cui prodest? Perché sinceramente credo che siano dei meccanismi che siano anche poco rispettosi, e voglio fare un'apertura sul DM numero 70, vorrei capire perché e quando lo rendiamo applicabile, lo osserviamo, e quando invece andiamo in deroga, per chi andiamo in deroga? Dove? E io ho riscontrato che ci sono delle anomalie quando si parlava di territori di serie A e di territori di serie B, quindi credo che veramente, quando noi realizziamo, anche se ci fermiamo ad analizzare i quattro posti letto, Assessore, non finiamo, perché la spesa non si ferma, c'è il meccanismo ovviamente delle nuove assunzioni per i nuovi posti letto, e lei può anche far osservare che possono andare anche utilizzati per più divisioni, certamente, però comunque quando noi inseriamo dei nuovi posti letto cambia il meccanismo. Ma soprattutto, le dico di più, a fronte, e ritorno sulle osservazioni generali, abbiamo detto che a fronte dei 900 posti chiusi ne apriamo 667 nuovi, ecco, io mi chiedo cosa scrivete alle pagine esattamente 32 e 33, se soprattutto siamo rispettosi del DM numero 70, ma soprattutto mi chiedo se i meccanismi di reinserimento dei nuovi posti letto sono a "babbo morto", oppure sono reali, e quanto è il tempo, perché se io reinserisco un posto letto a semestre, Assessore, e ne ho chiuso come vede più di quelli anche richiesti, e quindi oltre i 220, mi viene da chiedere sinceramente con quale tempistica renderò il servizio che viene chiuso comunque con la chiusura dei 928 posti letto. Perché i meccanismi, e non li ho scritti di certo io, che sono indicati qui alle varie lettere, a) b) e c), mi sembrano quantomeno in discrasia con tutto il sistema ovviamente di servire tutti i territori e garantire i servizi di qualità. Non solo, poi c'è tutta la parte della compensazione, che mi farebbe piacere, forse anche al fine solo di comprenderla…

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Marco Tedde. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Siamo arrivati al paragrafo che ci raccontano la distribuzione dei posti letto che l'Assessore, la Giunta, non so se anche la maggioranza sia d'accordo, ma che l'Assessore, la Giunta e il Presidente vogliono in qualche modo distribuire. E anche qui abbiamo, ovviamente, non ne avevamo necessità, ma abbiamo anche oggi la prova provata che questa riforma, contrariamente a quanto qualche volta sostiene l'Assessore, non è una riforma fatta per dare attuazione a un quadro normativo nazionale e regionale, il cosiddetto DM numero 70, che viene stiracchiato da una parte all'altra a seconda dell'abbisogna, no, non è questo il fine, l'obiettivo, lo scopo della Giunta, non è quello di applicare la norma, ma è quello di fare scelte politiche, legittime scelte politiche, per carità, anche perché come più volte abbiamo detto - anche se da parte della Giunta queste affermazioni a volte vengono fatte e poi contraddette - il DM 70 può essere ben interpretato in questa Regione in quanto lo stesso DM 70 ci racconta che la sua applicazione nelle Regioni che si pagano la sanità può essere cucita, modulata all'abbisogna e quindi così avrebbe potuto e avrebbe dovuto fare la Giunta per quanto attiene la riorganizzazione della rete ospedaliera. Quindi, scelte politiche. Scelte politiche chiare che vanno a tutelare e avvantaggiare alcuni territori e che vanno a depotenziare altri territori. Abbiamo visto la certificazione più volte di questo assunto, abbiamo visto cosa sta accadendo a San Gavino, laddove un territorio con meno abitanti di quelli previsti dal DM 70 per avere il primo livello, ha il primo livello e ce l'ha senza monitoraggio! Questo monitoraggio singolare che viene inventato per Alghero-Ozieri, e viene inventato, viene coniato solo ed esclusivamente perché così ci sarà la possibilità di censurare il primo livello che non raggiunge, ahimè, tutti i risultati previsti dalla norma vigente. Ed è questo, credo, lo scopo di questo monitoraggio che va a sperequare in modo forte Alghero-Ozieri rispetto ad altre realtà che meritano sicuramente il primo livello, non per motivi legati alla norma, ma per motivi legati alla necessità che i cittadini abbiano prestazioni sanitarie adeguate. Ora io non sto a contestare che San Gavino Monreale meriti il primo livello, contesto che anche Alghero e Ozieri meritino il primo livello, lo meritano più di San Gavino Monreale. Quindi, scelte politiche. Scelte politiche chiare che vanno ad avvantaggiare alcuni territori evidentemente più forti politicamente, e vanno invece a dequalificare la sanità di altri territori. Scelte politiche che magari hanno anche altri obiettivi, cioè quelli di risparmiare, è probabile uno degli obiettivi dell'Assessore sia quello di risparmiare, di ridurre i costi, sicuramente questo era un obiettivo del presidente Pigliaru, un obiettivo chiaramente delineato nel suo programma elettorale, il suo programma di governo che, in relazione alla sanità, prevedeva la riduzione dei costi. Prevedeva anche, tra le altre cose, la necessità di staccare la sanità dalla politica, abbiamo visto cosa è successo, purtroppo abbiamo capito che la sanità sarda è sempre più compenetrata dalla politica. La politica è una sorta di ombrello, di cupola sopra la sanità sarda, politica che non dà la possibilità al nostro Assessore di arrivare a questa benedetta nomina del direttore generale dell'AREUS e noi sappiamo quanto il nostro Assessore vorrebbe nominarlo, ma non ci riesce. Tutti i giorni il nostro Assessore si alza, si sveglia e pensa al direttore generale dell'AREUS: cosa facciamo oggi? Me lo faranno nominare? Tutti i giorni, ahimè, il nostro Assessore, arrivato al crepuscolo, deve necessariamente raccontare che non è riuscito a nominare il direttore generale dell'AREUS. Magari oggi ci dirà, a chiusura dei lavori: "Oggi abbiamo nominato il direttore generale dell'AREUS". Saremmo molto felici, Assessore, di questa scelta. Riduzione delle spese che all'orizzonte però non vediamo, al di là delle enunciazioni di principio. Non può essere raggiunta la riduzione delle spese con questa distribuzione dei posti letto che mi pare che in qualche modo vada a danneggiare ovviamente il Nord Ovest della Sardegna, che già oggi credo che si trovi sotto il livello minimo o massimo di 3,7 posti letto ogni mille abitanti. Ebbene mi pare di aver capito…

PRESIDENTE. Onorevole Tedde, il tempo a sua disposizione è terminato.

E' iscritto a parlare il consigliere Giorgio Oppi. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC Sardegna). Presidente, colleghi, io credo che questo sia - perlomeno per quanto mi riguarda - il fulcro di questo provvedimento. Ho più volte chiesto una delibera che rappresenta lo stato dei posti letto attualmente presenti sui territori ma unicamente il disegno futuro dei posti letto rideterminato, divisi per disciplina e per le otto aree territoriali regionali. Questo non permette di capire su quali territori si fanno le chiusure e dove le attivazioni di posti letto di nuove discipline. Dai dati in mio possesso, ho detto più volte in Commissione, si determina una riduzione di 261 posti letto (qualcuno dice 262), la chiusura di 928 posti letto e dalla contemporanea apertura di 667 posti letto su discipline che non erano operative in quelle aree territoriali. Più volte ho chiesto di avere una comparazione fra il 2001, dove in ogni ospedale c'era l'elenco analitico di quelle che erano le patologie e quindi i posti letto per disciplina, solo alla fine l'abbiamo avuto, ma abbastanza confuso, e comunque non chiaro. Debbo dire anche che sono presenti tutti i posti letto attivi, non si comprende come questo calcolo possa essere valutato, io ho fatto un grosso sforzo, sono riuscito a ottenere almeno per 3-4 aree, compresa quella del Medio Campidano, quella dell'Oristanese, dell'Ogliastra e del Nuorese circa 200 posti letto individuati nella collocazione vera. Si può dire anche che, come si può facilmente dedurre, molte di queste discipline, siccome sono stati inseriti pochi posti letto, non sono attualmente operative in quei territori e inoltre lo stesso modello di attivazione per strutture spesso caratterizzate da pochissimi posti letto appare di difficile sostenibilità, anche economica e non potrà garantire un'adeguata assistenza specialistica al paziente ricoverato. All'interno di questo, devo dire, progetto è del tutto carente sotto il profilo della spesa, non vi è nessun cenno ai possibili risparmi derivanti dalla riorganizzazione proposta. Forse sarebbe stato preferibile fare un nuovo piano sanitario completo ed esaustivo. Questi giorni sento parlare spesso anche di grossi risparmi che possono essere fatti per la mobilità passiva. Dissi in una riunione della Commissione al presidente Pigliaru che questo non si sarebbe verificato e non si verificherà nonostante le cose che andate dicendo in giro. Facciamo i seri. Errori? In questi tre anni si sono fatti. Basti pensare che in quella circostanza dissi al Presidente: "Ma come si fa a proporre due letti, un letto di cardiochirurgia! Non è possibile. La Sardegna ha due cardiochirurgie, ognuna ha un bacino di utenza di 5 milioni, siamo 5 volte superiori alle esigenze reali della Sardegna". Ma la cosa che maggiormente mi preoccupa, Assessore, è il fatto che io ho guardato attentamente le tabelle (sarò più preciso poi all'articolo 10) e devo riscontrare che le tre lettere, l'accordo prima, poi una prima lettera del 20 luglio mandata dal Qatar Foundation, da Rispo, che parlava di 258 posti, rinunciava a qualcuno, e l'ultima che è del settembre che invece ne prevede 204 più 50, ovviamente aggiuntivi, in effetti crea problemi perché le nostre tabelle sono tutte sbagliate. Certo, lei dirà: "Sono dati del 2014", ma ci sono soprattutto nel terzo nuove discipline, per cui scompare l'oculistica, scompare la pediatria soltanto per sei posti di day hospital, non 22, la cardiochirurgia non c'è più, ci sarà la radioterapia, i 10 posti di urologia non ci sono più e così via, la cardiologia non c'è! Allora, una prima domanda che le faccio: potrebbe farsi lo stesso ma c'è scritto sempre in questo provvedimento che per quanto riguarda Olbia avrà l'emodinamica fino a quando non parte il Mater Olbia e allora come si fa, verificato che non c'è più la cardiologia? Dovrebbe rimanere!

Questi errori ci saranno perché è pur vero che nel quadro generale non cambia perché sono esterni, ma è pur vero che vanno corretti perché alcune strutture possono essere riportate nella struttura pubblica con queste modifiche da società private. Quindi credo che molte storture ci siano e che vanno corrette e questo serve per avere un provvedimento che sia il più compatibile possibile e ci dia la possibilità di un quadro esaustivo.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Michele Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Non abbiamo mai negato la necessità di una revisione della rete ospedaliera perché il tema si lega in maniera strettissima a quello della sostenibilità dell'intero sistema sanitario. Tutti i provvedimenti che si sono susseguiti nel corso degli anni a livello nazionale in questa direzione mirano a fare in modo che l'illusione che il sistema sanitario universalistico che tendenzialmente garantisce la sanità a tutti, possa in eterno rimanere così. Sappiamo poi che in pratica così non è perché molte prestazioni se uno si vuole curare se le deve andare a cercare altrove, di fatto tutto questo si traduce in un denegato servizio alla salute e quindi la necessità di introdurre con urgenza dei correttivi che rendano il sistema sanitario sostenibile e in grado di erogare la salute a tutti ma in particolare alle fasce più deboli, quelle meno difese, è una necessità in ordine alla quale ci vuole piena consapevolezza da parte di tutti. Beh Assessore, mi pare che nella discussione di questo provvedimento si sia smarrita la bussola e che come ha detto l'onorevole Oppi questo sia il cuore della nuova rete ospedaliera. Proprio in relazione a questo capitolo si vede come si sia smarrita la bussola perché in questi mesi di discussione prolungata, in questi mesi di agonia prolungata, noi abbiamo assistito allo scatenamento di tutte le possibili pulsioni territoriali che non sempre sono sembrate finalizzate a garantire il diritto alla salute dei cittadini ma sono sembrate finalizzate più che altro a sistemare la bandierina in un determinato territorio. Però l'elemento che più di tutti mi pare abbia pesato su questa vicenda è il fatto che, come più volte abbiamo sottolineato e stiamo sottolineando ormai da molti mesi, si è iniziato a fare la riforma sanitaria partendo dalla coda. Cioè io credo che molte discussioni, molti punti poco chiari, molte storture si sarebbero forse potute evitare se avessimo avuto un'idea chiara di quello che nell'animo della Giunta dovrebbe essere la rete dei servizi territoriali. Qualche collega ha sottolineato come non si sappia con esattezza che cosa sono questi ospedali di comunità, come le Case della salute siano una bella formula difficile da attuare proprio per i presupposti che si pongono rispetto ad esse che cioè devono essere istituite principalmente con personale che non è dipendente del servizio sanitario regionale, ecco che questa costruzione rappresentata dalla rete ospedaliera rischia di diventare un gigante con i piedi di argilla minato alla radice in alcuni presupposti fondamentali che hanno scatenato, ripeto, quello a cui abbiamo assistito. Cioè il tutto accompagnato anche, devo dire Assessore, da una attività di comunicazione che è stata rimessa principalmente alla sua buona volontà e alla buona volontà del suo staff che però evidentemente non è riuscita a penetrare nei territori perché in caso contrario, ripeto, non si sarebbe assistito a tutto quello scatenamento territoriale che abbiamo visto in questi mesi. Il risultato è che un documento che probabilmente aveva una sua coerenza interna all'inizio, di sicuro nel lavoro della Commissione e probabilmente anche nel proseguo dei lavori dell'Aula si sia smarrito completamente, quindi io non so che cosa verrà fuori alla conclusione di questi lavori, l'impressione è che la rete ospedaliera nata male per i motivi che dicevo prima rischi di diventare un grande pasticcio e non soltanto non realizzerà quell'auspicato risparmio dei 300 milioni che la Giunta aveva sbandierato fin dall'inizio ma probabilmente cagionerà maggiori costi e molto probabilmente cagionerà soprattutto, che è l'effetto più terrificante, una grande confusione nella sua realizzazione perché in aggiunta alla ostilità delle comunità locali abbiamo assistito al maturarsi di una grande demotivazione da parte del personale del mondo sanitario e noi temiamo che questo inciderà in maniera drammatica nell'attuazione della rete ospedaliera e nell'attuazione della riforma sanitaria nel suo complesso.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Paolo Truzzu. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Io volevo in qualche modo tranquillizzare l'onorevole Tedde e dare una notizia al posto dell'Assessore e dire che sostanzialmente a breve verrà nominato il direttore dell'AREUS probabilmente in settimana e ancora una volta non sarà un sardo ovviamente, perché sembra che essere sardi e poter come dire svolgere il ruolo di direzione delle aziende sanitarie sia quasi una condanna. Detto questo, in questi giorni, in questi mesi di dibattito sulla riforma della rete ospedaliera abbiamo assistito sia a interventi in Aula, sia letto sui giornali, ascoltato nelle interviste rilasciate alle televisioni che c'è un ampio fronte di soggetti che sono contrari a questa riforma e soprattutto ne contestano l'impianto e una parte di questi soggetti, di queste persone che svolgono il ruolo di contestazione siedono tra i banchi della maggioranza. Siccome io sono abbastanza d'accordo con quello che diceva poco fa l'onorevole Cossa, ovvero che ancora una volta noi entriamo con un provvedimento in Aula che ha una certa caratteristica e poi nel corso della discussione, nel corso dell'attività diciamo degli emendamenti sembra assumere una forma completamente diversa e sembra che noi si perda in qualche modo il bandolo della matassa e si corra il rischio di fare una legge o approvare un provvedimento che spesso è incomprensibile e si appresta a qualsiasi tipo di lettura. Io volevo rivolgere a questi colleghi che in questi mesi e in questi giorni anche hanno manifestato questo disappunto, questa difficoltà a comprendere il senso profondo di questo provvedimento e dire loro che tutti noi, quest'aula ha un'occasione, un'occasione importante che va dimostrata con i fatti e non solo con le semplice dichiarazioni. Quindi ogni qualvolta ci sarà una dichiarazione o comunque ogni qualvolta ci sia stata una dichiarazione vorrei chiedere a questi colleghi di manifestarla apertamente anche con il voto perché non è possibile accettare e continuare a fare una battaglia che poi garantisce a qualcuno di noi un trafiletto sui giornali o un titolo della stampa per poter dire che si è condotta la battaglia contro questa pessima riforma della rete ospedaliera e poi nell'atto concreto del voto ci si eclissa, si esce dall'aula, si sbaglia, si dimentica, ci si astiene. Credo che se vogliamo veramente fare un servizio alla nostra comunità sia importante da oggi in poi incominciare a far seguire alle parole i fatti e quindi mantenere dei comportamenti consoni. Detto questo, Assessore, il capitolo 7 parla ovviamente della distribuzione delle discipline dei posti letto. Badi, io come altri colleghi sono convinto che ci sia la necessità di riformare profondamente la rete ospedaliera, perché non possiamo più permetterci un sistema come quello attuale che, non solo genera dei costi e delle diseconomie, ma soprattutto non garantisce un livello di assistenza degno di questo nome per il cittadino. Il problema è poi che cosa ne vogliamo fare, cioè come vogliamo cambiare questa rete ospedaliera, perché non c'è a priori qualcuno che vuol conservare questo sistema e qualcuno che lo vuole cambiare, lo vogliamo cambiare tutti, il problema è capire qual è la logica e quale metodologia si utilizza. Ovvero, la riforma della rete ospedaliera e questa distribuzione dei posti letto, che emerge da questo capitolo e dalla tabella allegata, risponde a effettive logiche di razionalizzazione? Ha l'obiettivo di ridistribuire sul territorio le specialità e fare in modo che non si creino dei territori, delle zone, che godono di particolari privilegi, e altre che siano invece totalmente trascurate? Persegue queste finalità, oppure ne persegue altre? Io ho l'impressione nel leggere le tabelle che la logica sia esattamente altra, Assessore, cioè che non ci sia una razionalizzazione che ha come obiettivo quello di offrire ai sardi, alla nostra comunità, a quest'isola, una qualità migliore dell'assistenza sanitaria. E ho anche l'impressione che non si sia sposata, come diceva il collega Usula, la logica della popolosità in toto, ma invece si sia sposata la logica di difendere gli enclave territoriali, di difendere ancora una volta gli amici e gli amici degli amici, che ci stiamo lanciando verso una pericolosa deriva, per cui ognuno di noi si sente in diritto di fare un intervento, proporre un emendamento, per poter dire: "Guarda io ho difeso questo posto", "Guarda io ho difeso il tuo ruolo in ospedale", "Io ho difeso il tuo primariato", "Io ho difeso i tuoi posti letto". Bene, se la logica è questa, cari colleghi, e la logica è assolutamente questa, abbiamo sbagliato tutto. E la responsabilità, badate, sarà tanto della maggioranza, quanto della minoranza, principalmente vostra, perché voi siete coloro che avete proposto questa riforma e che la volete portare avanti a tutti i costi, e sarà soprattutto di coloro i quali che nella maggioranza hanno dimostrato in questi mesi forti mal di pancia semplicemente per ottenere…

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Giovanni Satta. Ne ha facoltà.

SATTA GIOVANNI (PSd'Az-La Base). Presidente, mi appassionato la chiusura dell'intervento del collega Truzzu, sembra che veramente molto spesso, in Consiglio regionale, noi Consiglieri siamo qua per pensare alla nostra rielezione, piuttosto che a fare il bene dei sardi. Io sono un consigliere regionale e tutti siamo consiglieri regionali, dovremmo essere consiglieri regionali che pensavo agli interessi di tutta la Sardegna e non soltanto al proprio campanile, ma questa legge è proprio l'esempio del contrario. Noi avevamo l'obbligo e l'impegno gravoso, sempre quando si fanno i cambiamenti gli impegni sono gravosi, di adeguare la nostra rete ospedaliera al DM 70, dovrebbero adottarsi dei criteri oggettivi, ma qui di oggettivo non c'è niente, c'è soltanto un urlare da destra e da sinistra, ognuno difende le sue prerogative perché, come ha detto Paolo Truzzu giustamente, domani andremo sul territorio e diremo: "I ho difeso il mio territorio", "Hai visto? Ho ottenuto il primo livello a Lanusei" (che può essere anche legittimo perché è un territorio ovviamente isolato), "Abbiamo ottenuto il secondo livello a Nuoro", ma queste sono tutte cose che vanno al di fuori di quello che è il compito che la Giunta doveva avere, e quindi probabilmente si andrà ad operare una riforma che non è quella prevista dal DM 70, ma è una delibera fatta appunto dai campanili. E questo lo dico anche perché, a questo punto, ovviamente mi preoccupa anche per Olbia. Io volevo farvi un piccolo ragionamento. Stiamo parlando anche del Mater Olbia, se ne parla da trent'anni, a maggio facemmo una riunione della Commissione della Sanità allargata ai Consiglieri nel territorio, e si disse che si sarebbe partiti a settembre con i laboratori, lo disse il dottor Rispo in quella riunione, di cui ho anche una copia del verbale. Io so invece che non c'è neanche una bozza di convenzione, c'è soltanto un'autorizzazione rilasciata dal Governo, quindi a questo punto ovviamente mi preoccupo anche per la Gallura, perché se Olbia, che forse avrebbe dovuto urlare più di tutti, ad avere anche un secondo livello a questo punto, dico, perché se è legittimo che lo chieda Nuoro, è altrettanto legittimo che lo possa chiedere Olbia. Un secondo livello dove abbiamo un ospedale che per sei mesi l'anno deve dare risposte a circa 500.000 abitanti. I numeri non sono un'opinione, sono numeri reali, che dovrebbero poi andare a incastonarsi con quello che dice l'articolo 32 della Costituzione, che il diritto alla salute deve essere garantito a tutti, anche a chi transita in quel luogo. Ci sono anche delle convenzioni fatte tra la Regione Umbria, la Regione Lazio, che potete andare a vedere, che si dedicano all'attenzione appunto ai passeggeri in transito, a quelli che sono i turisti. E noi, invece, ad Olbia c'è un ospedale che può essere classificato come ospedale di campo, il pronto soccorso con cinque medici fa 180 accessi giornalieri, e di questo non dovrebbe dimenticarsi, Assessore, nel prosieguo della sua esperienza al governo di questa Regione, al governo della sanità in Sardegna, dovrebbe venire sul territorio, dovrebbe prevedere da maggio, da aprile quello che deve succedere ad Olbia, perché è vergognoso. Ad Olbia oggi non c'è nessuno col primo livello, forse questo sarà garantito, non si possono fare le operazioni per la cataratta, anche se è un intervento che 8 persone su 10 subiscono nell'arco della vita, non ci si può curare per problemi di una certa rilevanza alla prostata, perché non c'è l'urologia. Ho visto che tutto questo è garantito col primo livello, però abbiamo un posto letto di oculistica, e 2 o 5 posti letto, mi sembra, di urologia, se non vado errato. Questo è assolutamente insufficiente. Quindi ho chiesto infatti un emendamento, che dovrebbe essere poi discusso da quest'Aula, dove chiedo appunto che nelle more della partenza del Mater Olbia si possa ottenere che quei posti letto vengano attribuiti all'ospedale pubblico, penso che sia un sacrosanto diritto di tutelare quel territorio e quelle popolazioni, e anche di dare un servizio, come previsto dalla Costituzione, a tutti coloro che sono in transito ad Olbia. Ad Olbia transitano circa 6 milioni di persone durante l'anno, che sono quattro volte Milano, a Milano ci saranno 80 ospedali. Poi ovviamente la pregherei, vi pregherei, come ha detto il collega Truzzu, di riflettere veramente su quello che state portando ad approvare, perché è una riforma fatta di deroghe, e le deroghe possono essere delle eccezioni, ma non devono essere la regola. Voi invece state ribaltando il tutto, è una riforma fatta di deroghe, e quello che è previsto dal DM 70 viene automaticamente disatteso. Quindi su questo vi pregherei una riflessione più attenta, anche se il lavoro c'è stato per mesi della Commissione, siccome l'argomento è molto importante, non abbiate fretta e riflettete un attimino su quello che state facendo. Esempi: San Gavino, Ozieri, tutte cose che sono frutto del tirare la giacca alla Giunta da parte dei rappresentanti dei singoli territori. Quindi più attenzione. Ovviamente nell'negli emendamenti cercheremo di far passare le cose di carattere oggettivo, e che non sono sicuramente invece frutto di necessità di tutelare il campanile, o di tutelare la nostra posizione quando torniamo sul nostro territorio. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Presidente, "riformare", quindi formare di nuovo, e mi chiedo che cosa. Dovrei avere il preesistente e quello che sto per costruire per il domani. Pomposamente questa maggioranza e questa Giunta hanno presentato un sacco di proposte che riguardano riforme, arrivavano in Consiglio, ben cadenzate nel tempo, strutturate per materia, poi che sia per questioni interne alla maggioranza, che per la fretta che fa i gattini ciechi, guarda caso serviva sempre, è servito sempre, e credo che servirà ancora, che ci sia o un maxiemendamento, o qualcosa di simile che metta in sesto la riforma, uso questo termine non per la rete ospedaliera perché la rete ospedaliera non è una riforma è una parte essenziale del Sistema sanitario regionale. Sistema sanitario regionale che ci siamo stancati di dire che viene proposto all'attenzione con un modo innovativo di costruire, quello di costruire il tetto prima di ancorare, anche in momenti di sisma, una buona struttura che poi possa essere costruita per tenere ben fermo il tetto e l'insieme della struttura stessa. Non mi sto dilungando su argomentazioni vane, il problema è che, come diceva Oppi, questo Capitolo 7 racchiude in se alcuni aspetti essenziali di questa riorganizzazione della rete ospedaliera, parola grossa "riorganizzazione", a parer mio non basta dire che è un sistema nuovo, è un sistema più vecchio del vecchio che si voleva riorganizzare. La riorganizzazione posta in campo parte da documentazioni fallaci, l'ha posto ancora una volta in evidenza Oppi, perché si rifanno a posti letto che risalgono a datazione del 2014, ma dirò ancora di più, dovevate esserne coscienti perché la Commissione, caro Presidente della Commissione, a cui mi "aggregai" nella circostanza della visita al San Raffaele in occasione della quale ebbi modo di udire bene tutte le dichiarazioni, già da allora venivano ad essere cassati i posti letto per la cardiochirurgia, perché non intendevano più farlo mentre dovevano aprire un altro servizio, anzi altri servizi, non entro neanche più nei tempi, nelle scadenze di anno in anno, di mese in mese, e così via che noi viviamo ma d'altronde la Qatar Foundation piace e quindi ce la dobbiamo tenere, piace a questa maggioranza, probabilmente piaceva anche all'altra maggioranza, io sono un po' più territorialmente legato ed insistente in quello che è il sistema della Sardegna, se lo sapessimo sviluppare con attenzione e capacità e anche finanziamenti adeguati da parte della Regione, ma li disperdiamo, non riusciamo a costruire, non riusciamo a realizzare quelle che sono veramente le attese. Guardi, o guardate, se pensate che io qui oggi dica: il San Gavino sì, Oristano sì, Lanusei sì, o quant'altro sbagliate, non mi interessa, non mi interessa! A me interessa, come sardo, come cittadino di quest'isola, che ci sia una seria distribuzione e che possa essere raggiunta in termini giusti. Allora chiedo AREUS! Allora chiedo elisoccorso! Perché sono due pilastri che se mancano non mi fanno realizzare armonia all'interno di quella costruzione, anzi, viene destabilizzata perché non ho l'opportunità di dare, attraverso un sistema articolato vero, reale, che tocca le esigenze al di là degli abitanti ordinari e quelli che vengono come sopravvenuti in periodo estivo o altro, quelle giuste caratteristiche di buona sanità. Se queste cose non si hanno, noi rischiamo ancora una volta di non fare una cosa buona.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Anna Maria Busia. Ne ha facoltà.

BUSIA ANNA MARIA (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Capitolo 7: io ho detto fin dall'inizio che le premesse di questa riforma mi trovano assolutamente d'accordo, ma mi pare che tutta l'Aula sia d'accordo sui presupposti che hanno ispirato questa necessità, la necessità questa riforma. Non è questo il punto, il punto è come è stata declinata, com'è stato declinato il DL, com'è stata declinata l'impostazione di questa riforma. Nel caso del capitolo 7 è sbagliata anche la premessa e il proprio i diversi punti i diversi passaggi della capitolo sono talmente ingenui nella impostazione da strappare quasi un sorriso se non fosse che invece prevale la preoccupazione per quello che può succedere qualora questo DL diventasse legge. Faccio soltanto due esempi per poi invece proporre una soluzione, anzi una preghiera, faccio riferimento per esempio ai posti letto per detenuti, io capisco che la questione che attiene alle persone detenute sia sempre, tra l'altro Assessore mi stupisco che si parli ancora adesso, nonostante le indicazioni dell'Europa e in generale di tutta la legislazione italiana avanzata imponga l'utilizzo del termine corretto cioè delle "persone detenute" non dei "detenuti", invito quindi ad una correzione, ma mi stupisce la vaghezza di questo punto che fa riferimento a non si sa bene quale tipo di indicazioni la Giunta possa dare su dei dati che invece, ahimè, sono assolutamente costanti, tra l'altro il riferimento non si capisce se sia all'esterno dei centri clinici, o all'interno dei centri clinici. Così anche l'altro esempio ma, ripeto, è solo un esempio perché non è di questo che voglio parlare, non mi appassiona tutta la disquisizione che viene fatta sul numero dei posti letto e lo spiegherò, anche tutta la questione relativa ai posti letto di neonatologia. Quello che dicevo invece, e mi dispiace che non ci sia più il Presidente perché a lui mi sarei rivolto, e cioè alla richiesta di un atto di umiltà, a lui Presidente, al Presidente e all'Assessore, a cui l'avevo già chiesto in realtà, un atto di umiltà che sarebbe io credo apprezzato, apprezzato da noi tutti e apprezzato anche da tutti i sardi, cioè davanti alle difficoltà, a quello che sta accadendo, a quello di cui stiamo discutendo in questi giorni, io credo che sarebbe un atto di umiltà apprezzabilissimo fermarsi, evitare di andare avanti con la discussione di questa legge perché bene ha detto il collega Anedda che mi ha preceduto, questo DL che a me non trovava d'accordo nella sua impostazione originaria è però peggiorato nella discussione che c'è stata, nell'apporto che è stato dato dagli emendamenti, perché è vero che si stanno dando risposte legittime ai cittadini che chiedono che venga rispettato il diritto alla salute con delle risposte che danno un apparente soluzione, che propongono un'apparente soluzione, che riguardano territori ma che sono slegati da tutto il contesto, e parlo di quello che è accaduto per Ozieri e Alghero, parlo di tutto quello che invece ancora, dice il comunicato stampa, tutti quei punti su cui non si è trovato l'accordo, e quindi parlo di Nuoro e di Lanusei, ma non è questo il punto, l'abbiamo detto dall'inizio. Il punto è che la risposta a quella richiesta di diritto alla salute la si dà impostando diversamente una riforma di questo tipo, come hanno fatto tutte le altre regioni che si sono discostate dal DM 70, caro Assessore, si sono discostate anche se non hanno le nostre caratteristiche orografiche, se non hanno gli stessi problemi di spopolamento, si sono discostate in tutti i modi e in ogni passaggio, ma soprattutto hanno fatto una cosa molto importante, hanno unito, e anche qui torno sull'argomento che ho proposto fin dalla discussione generale, hanno proposto una riorganizzazione della rete ospedaliera insieme ad una riorganizzazione della rete territoriale dell'emergenza-urgenza, come si può pensare di risparmiare e di chiudere gli ospedali, o parte degli ospedali e di risparmiare in questo modo e di non creare degli ospedali e di risparmiare in questo modo e di non creare dei filtri veri che sono sui territori. Perché è conosciuto a me, quindi è conosciuto di più a voi, che i filtri devono essere fatti sui territori, e per evitare che si arrivi al congestionamento del Pronto Soccorso, dell'emergenza-urgenza, per evitare che arrivino tutti negli ospedali. Questo va fatto, questa è la linea da seguire. Io non sono la rappresentante del territorio, del Collegio che mi ha eletto, io sono rappresentante della Sardegna e mi stupisco che ci si perda, ci si accontenti dei regalini che vengono…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gian Luigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Grazie Presidente, colleghi, Assessore, l'articolo 7, un articolo tra i più importanti di questa legge, parla di distribuzione e disciplina dei posti letto. Una distribuzione dei posti letto che sa più di suddivisione di quote di posti letto. Una suddivisione dove si tiene conto dei territori, una suddivisione dove si tiene conto dei campanili. Cose già dette anche dai colleghi che mi hanno preceduto, perché emerge evidente che l'interesse di questa riforma non è sicuramente quello di portare dei benefici ai sardi, alle difficoltà della loro salute ma probabilmente a portare dei benefici a qualche parte politica, a qualche consigliere regionale.

Quest'articolo in realtà rappresenta la parte più importante della legge, forse la più sensibile, la più delicata. E su questo articolo la maggioranza si gioca una partita tutta interna, una partita tra Gruppi, una partita tra rappresentanti territoriali che a colpi di ricatti, di trattative, di emendamenti concordati o di emendamenti riparatori tentano in qualche modo di porre rimedio al disastro della riforma.

Mai come in questa legge, in queste occasioni, quando il Consiglio si riunisce per discutere di una legge, ci sono stati incontri segreti, incontri ufficiali, occasionali o carbonari; questo a dimostrazione che questa legge è una legge che trova difficoltà anche all'interno della maggioranza ed è una legge che sicuramente ha ottenuto il grandissimo risultato di scontentare tutti: la maggioranza, i Gruppi politici in essa rappresentati, la minoranza ovviamente, ma soprattutto i sardi. Utilizzate il DM 70 come un elastico, un DM 70 alcune volte stravolto, un DM 70 modellato a seconda del caso, con una facilità sconcertante.

Diverse Regioni d'Italia anche questo già detto anche da chi mi ha preceduto hanno preso il DM 70 come spunto, come base di partenza, come base del ragionamento ma poi hanno scritto una riforma sanitaria pensando a quella Regione, pensando alle esigenze di quella Regione, alle peculiarità e criticità della Regione stessa. La Sardegna, la nostra maltrattata Sardegna, soprattutto in questa riforma, è evidentissimo che soffre uno svantaggio, uno svantaggio fisiologico, uno svantaggio naturale, perché anche qui ancora una volta è bene ricordare per i più distratti che siamo in un'isola, circondata dal mare che ha mille difficoltà, dove l'idea che un sardo possa prendere la nave o un aereo, quando trova posto, per doversi rivolgere nella penisola ovviamente è un ulteriore problema. Gli ospedali, cito come esempio quelli del Sulcis-Iglesiente, ora identificati nella riforma come ospedali di primo livello, senza però dotarli di tutte le discipline indispensabili per qualificarli come tali. Ospedali depauperati di posti letto, di servizi del personale praticamente una strage, una vergogna. Ridicola la classificazione dei presidi di base dove anche qui l'estro e la fantasia non vi è mancata ha prevalso sui numeri, utilizzando i soli due pesi e due misure. Siete stati sicuramente attenti e sensibili a tagliare a ridurre i posti letto, i ricoveri ripetuti dovuti dall'interruzione della cura.

Moduli specialistici dotati di posti letto accreditati, organizzate al regime di ricovero week hospital anche qui, come già detto in precedenti interventi, un sistema che serve sicuramente per sprecare denaro o meglio ancora per creare il mancato guadagno anziché il risparmio, perché se noi dovessimo utilizzare gli ospedali sette giorni su sette, 24 ore su 24 specialmente nel regime di analisi e di esami ovviamente andremo soprattutto a recuperare delle somme. Piattaforme di erogazione in regime di ricovero sperimentali, lo dite voi, lo scrivete in legge, siamo ancora a livelli di sperimentazione. Sperimentazione però che anche questa è sulla pelle dei sardi e sulla pelle di quelle persone che soffrono, che hanno delle patologie croniche. I tagli ai posti letto e servizi sanitari nei presidi periferici, anche quelli importanti, con il trasferimento di competenze negli HUB sanitari della Sardegna ad alta specializzazione. Quindi l'azienda Brotzu di Cagliari, il Santissima Annunziata di Sassari definiti Dea di secondo livello e per un ventaglio di servizio offerti non più accettabili. Gli autori della riforma ritengono che questa sanità frammentata non è sufficiente soprattutto sicura, ma al momento i gravissimi disagi…

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene sanità e dell'assistenza sociale.

ARRU LUIGI, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Presidente, onorevoli consiglieri, leggevo, cercavo di vedere un po' alcuni dati della Regione Sardegna, e chiederei all'onorevole Rubiu quante sono le stroke unit adesso in Sardegna in funzione? Le stroke unit in Sardegna in funzione son tre, e cosa propone la riforma, propone di distribuirle in maniera uniforme sul territorio regionale uscendo da una situazione in cui c'è Cagliari, Sassari e Nuoro allora il calcolo che è stato fatto è il calcolo basato sulla popolazione, non c'è un'applicazione rigida - lo ripeto - del DM 70. Il DM 70 parte da un principio fondamentale che è quello dei dati scientifici, qual è l'epidemiologia principale, sono le malattie cardiovascolari. Quindi cerchiamo di distribuire nel territorio della Regione per garantire l'accesso nei tempi indicati dalle migliori pratiche sanitarie, cerchiamo di distribuire i servizi, ci mettiamo il problema di assicurare le competenze specialistiche, cose che non sono state fatte fino adesso. Noi non abbiamo fatto una fotografia dell'esistente dandogli una nuova etichetta, stiamo cercando di governare un sistema che spontaneamente si è sviluppato per vent'anni, e ripeto spontaneamente, con iniziative assolutamente lodevoli da parte di clinici, medici, infermieri. Stiamo cercando di dare un'idea, una visione di Sardegna in cui la garanzia dei volumi, che non è un numero, il volume di casistica clinica possano essere garantiti per dare specialità di cui abbiamo bisogno.

Quindi non c'è nessun calcolo ragionieristico né togliere posti, tagliare i posti letto in maniera discriminata. Togliamo i posti letto della Medicina e Chirurgia, che fanno attività che secondo le migliori tradizioni scientifiche possono essere spostate in attività di ospedale di giorno o attività settimanale, perché quelle sono le garanzie di sicurezza, cercando di modificare lo schema di lavoro, di integrazione. Quindi abbiamo fatto delle proposte per area omogenea. Così come non c'è nessun segreto per il Mater Olbia. Il Mater Olbia, vi ricordo che la storia del Mater Olbia parte dal 1991, si chiamava San Raffaele Monte Tabor, viene messo nella programmazione sanitaria del 2006 nel Piano sanitario e si cerca di dare una risposta alla Regione Sardegna è una Regione all'interno della Regione Sardegna che la Gallura, che è stata condizionata costantemente in maniera negativa per i posti letto per acuti. Noi non ci pieghiamo, noi abbiamo accettato un'offerta che prima, ripeto, era San Raffaele, e non capiamo perché prima era dignitosa, adesso viene proposta dalla Qatar Foundation, proponendo un nuovo partner che è assolutamente accreditabile a livello nazionale e internazionale, il Policlinico Gemelli di Roma, non dandogli i soldi vuoto a perdere ma facendo un ragionamento e imponendo uno standard di DRG, quello stabilisce l'eccellenza, per dire che si fanno prestazioni per intercettare i 15 mila ricoveri che i cittadini sardi fanno ogni anno in tre regioni, Lombardia, Emilia Romagna e Lazio, questo è il nostro obiettivo, imponendo l'integrazione con le Università sarde e imponendo l'integrazione con i migliori centri di ricerca e attività clinica che abbiamo negli ospedali della Sardegna. Quindi non c'è nessun mistero, noi abbiamo aderito nel 2014, abbiamo atteso che venisse indicato… già adesso nel documento sono previsti i posti letto del Mater Olbia, o San Raffaele come lo volete chiamare, la capacità, l'intelligenza di una governance di controllo per quello che realmente devono fare di qualità, anche in previsione di una trasformazione in istituto di ricerca a carattere scientifico, sono delle condizioni che noi abbiamo messo. Quindi non c'è niente assolutamente di nascosto, non vogliamo creare situazioni di giallo, non esistono, quindi risposte ai bisogni dei sardi. Se va bene tre stroke unit, lasciamo così, oppure proponiamo tre stroke unit di secondo livello, in cui ci metto anche Nuoro, perché Nuoro fa la trombectomia, toglie il trombo attraverso la radiologia interventistica, però visto che c'è un invecchiamento della popolazione dobbiamo aumentare il numero di servizi che fanno stroke unit, altro che togliere posti letto. Così come l'impegno della Giunta e mio personale è di nominare il direttore dell'AREUS, ma bisogna dire grazie a tutti i medici e infermieri del 118 che costantemente garantiscano un servizio nel nostro territorio, come dico grazie ai Vigili del fuoco, ma per la prima volta portiamo un elicottero HMS, che vuol dire ambulanza, secondo gli standard internazionali, non imposti dal Ministero, per portare il cittadino sardo che adesso viene portato al primo posto ospedaliero vicino per un ictus e casomai poi viene portato dopo tre ore, che sono alla finestra terapeutica, nel punto dove può fare la trombolisi. Quindi non si può dire che stiamo peggiorando, così come assicuro che sui conti sceglieremo noi se attivare il mutuo, perché i conti, grazie all'attività svolta dalla Giunta, grazie all'attività svolta dall'ATS, finalmente sono sotto controllo, e sul problema degli ammortamenti non sterilizzati bisogna leggere bene da quando sono nati e da quando non sono stati inseriti nel bilancio. Lo dobbiamo affrontare pubblicamente per raccontare cosa è successo da quando è arrivata la Giunta Pigliaru ad oggi.

PRESIDENTE. Passiamo ora alla votazione degli emendamenti.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 10, 510 e 742, di analogo contenuto.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 511 sul quale c'è un invito al ritiro.

L'onorevole Oppi non ritira l'emendamento.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 511.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 512 sul quale c'è un invito al ritiro.

L'onorevole Oppi non ritira l'emendamento.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 512.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 513 sul quale c'è un invito al ritiro.

L'onorevole Oppi non ritira l'emendamento.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 513.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 515.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 516.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 517.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 514.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, emendamenti numero 60, 518 e 789, di analogo contenuto.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 520.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 521.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 529.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 530, parere contrario della Commissione e della Giunta.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 530.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 531, parere contrario della Commissione e della Giunta.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 531.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 532, parere contrario della Commissione e della Giunta.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 532.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 522, parere contrario della Commissione e della Giunta.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 522.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 523, parere contrario della Commissione e della Giunta.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 523.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 524, parere contrario della Commissione e della Giunta.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 524.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 525, parere contrario della Commissione e della Giunta.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 525.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 526, parere contrario della Commissione e della Giunta.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 526.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 527, parere contrario della Commissione e della Giunta.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 527.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 528, parere contrario della Commissione e della Giunta.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 528.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 533, uguale al numero 790, parere contrario della Commissione e della Giunta.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 533, uguale al 790.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento sostitutivo totale all'emendamento numero 791, l'emendamento numero 872, parere contrario della Commissione e della Giunta.

Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Truzzu. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Mi stupisce il parere contrario, volevo solo avvisare che l'emendamento è stato proposto, soprattutto l'emendamento all'emendamento, che è correttivo di quello che era stato presentato, per evitare di fare un provvedimento contra legem per quanto riguarda la pronta disponibilità degli specialisti.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 872, parere contrario della Commissione e della Giunta.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 872.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 791, parere contrario della Commissione e della Giunta.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 791.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 794, parere contrario della Commissione e della Giunta.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 794.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 291, parere contrario della Commissione e della Giunta.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 291.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 715, parere contrario della Commissione e della Giunta.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 715.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 647.

Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Per chiedere il voto segreto.

PRESIDENTE. C'è una richiesta di voto segreto su questo emendamento, quindi non ci sono più dichiarazioni di voto.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 647.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 292, parere contrario della Commissione e della Giunta.

Ha domandato di parlare la consigliera Daniela Forma per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FORMA DANIELA (PD). Grazie, Presidente. Io intendevo intervenire nell'emendamento precedente, sul quale è stato richiesto il voto segreto, non tanto perché volessi discutere di chirurgia plastica, ma semplicemente perché ringraziavo la collega Zedda per aver presentato forse l'unico emendamento pulito alla tabella 7.1 alla quale mi sarei voluta agganciare. Mah, per riportare all'attenzione di quest'Aula, visto che stiamo andando a vedere la suddivisione dei posti letto, in questo caso erano anche delle specialità, delle discipline alle quali potevo essere interessata, una particolare situazione che riguarda il reparto, la specialità di Dermatologia dell'Ospedale San Francesco di Nuoro. Noi, approvando questa tabella, abbiamo chiesto più volte un impegno da parte dell'Assessore, e io lo richiedo nuovamente con questo intervento, perché riguardo alla specialità di dermatologia stiamo andando a livello regionale a stralciare 5 posti letto, passiamo dagli attuali 25 ai 20, e a parte una variazione a saldo zero fra Sassari e Cagliari di due posti letto, i 5 posti letto che andiamo a perdere, a tagliare di netto, sono cinque posti letto dermatologia di Nuoro, che peraltro è un fiore all'occhiello dell'Ospedale San Francesco, e non solo del centro Sardegna, ma è un fiore all'occhiello a livello regionale. Noi avevamo 9 posti letto, e perché sarebbe stato da salvaguardare? Perché richiede un impegno all'Assessore? Perché basta guardare il tasso di occupazione di quei posti letto, sempre al di sopra del 100 per 100. Nel 2012 abbiamo avuto un tasso di occupazione dei posti letto di Dermatologia del San Francesco di Nuoro pari al 115 per cento, 112 per cento nel 2013, 117 per cento tasso di occupazione nel 2014, 110 per cento nel 2015, a parte una leggera inflessione nel 2016, che poteva essere la cosa alla quale agganciarsi per proporre questa diminuzione, abbiamo il risultato dei primi sei mesi del 2017, che ci vede con un tasso di occupazione di quei posti letto pari al 106 per cento. Peraltro non solo il tasso di occupazione, ma anche l'indice di attrattività di quei posti letto, perché se si va a vedere gli utenti che ne usufruiscono, provengono da tutta la Sardegna, quindi, siccome il Direttore generale dell'ASL Unica è stato anche…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SDP). Avrei voluto dire quello che ha appena detto l'onorevole Forma. Il servizio di radiologia è l'unico servizio in Sardegna che ha posti letto e che ricovera pazienti che hanno problemi dermatologici, quindi credo che questo aspetto vada considerato, o meglio riconsiderato, perché è incomprensibile che si vadano a ridurre quei posti letto nell'unico Presidio dove effettivamente oggi i pazienti dermatologici vengono ricoverati. Ricordiamo anche che ci risulta che i tirocinanti in dermatologia vanno all'ospedale di Nuoro, per cui io vorrei capire perché si vuole depotenziare il reparto di Dermatologia nel Presidio ospedaliero di Nuoro. Poi volevo chiedere al Presidente, perché non ho capito come funziona… Presidente Ganau, se io mi iscrivo a parlare, comunque secondo me non si può dare la parola prima a uno che chiede di parlare per chiedere il voto segreto se non è già iscritto.

PRESIDENTE. In ordine ai lavori spetta prima a chi si iscrive sulle modalità di voto.

COCCO DANIELE (SDP). Ma non credo che sia "ordine dei lavori" le modalità di voto.

PRESIDENTE. Certo, stia tranquillo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Emilio Usula per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

USULA EMILIO (Gruppo Misto). Presidente, solo per sottoscrivere in pieno le osservazioni portate sia dall'onorevole Forma che dall'onorevole Cocco in merito alla tutela di un reparto che è sempre stato storicamente, dai tempi del professor Lenzerini, un reparto assolutamente di eccellenza e quindi un servizio di eccellenza…

PRESIDENTE. Chiedo scusa, ma non riguarda questo emendamento! State parlando di una cosa che non è l'argomento in discussione.

USULA EMILIO (Gruppo Misto). Va bene, ma posso esprimere l'apprezzamento…

PRESIDENTE. Può esprimere il parere su questo emendamento che è in votazione, il numero 292.

USULA EMILIO (Gruppo Misto). Lo dico dopo. Dicevo appunto di questo servizio di dermatologia, e volevo chiedere un'informazione all'Assessore, perché a me risulta dall'atto aziendale che si trasforma in struttura dipartimentale, passa da struttura complessa a struttura dipartimentale. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Christian Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS CHRISTIAN (PSd'Az-La Base). Sì, a scanso di equivoci, Presidente, sull'ordine dei lavori, per chiedere sull'emendamento all'emendamento successivo a questo voto, che è il numero 854, il voto segreto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Sul numero 292, Presidente. E' un emendamento sul quale ovviamente noi garantiamo il nostro voto favorevole, perché crediamo che sia un emendamento di buonsenso, che va a istituire un Hub pediatrico a Sassari, nel Nord-Ovest della Sardegna, diversamente (…) si avrebbe una clinica pediatrica del tutto declassata, e ricordiamoci che la Clinica Pediatrica non fa soltanto assistenza, ma ha anche doveri, obblighi e adempimenti formativi. Quindi a Sassari non viene previsto l'Hub nonostante ci sia l'Hub di primo livello, non viene previsto l'Hub pediatrico, e viene previsto un centro Spoke, quindi solo Cagliari avrà l'hub pediatrico e tutto questo in antitesi con l'attività crescente della clinica pediatrica, con l'attività crescente del pronto soccorso pediatrico, con la costruzione del nuovo padiglione materno infantile; ricordo che il pronto soccorso ha avuto 9000 accessi nell'ultimo anno. È un'incongruenza, è una contraddizione pesantuccia direi, ecco per quale motivo noi crediamo che ragionevolmente tutto il Consiglio regionale possa accogliere questa istanza contenuta nell'emendamento e quindi prevedere l'hub pediatrico anche a Sassari con tutti i posti letto necessari, quelli per oncoematologia, quelli di chirurgia pediatrica, quelli di neuropsichiatria infantile, tutto ciò che serve per creare un hub pediatrico. Credo che il Nord Sardegna abbia diritto di avere una struttura di questo tipo, non si riesce a capire, non riusciamo, non riesco a capire per quale motivo la clinica pediatrica debba essere depotenziata e declassata in questo modo violento, Assessore. Non capisco per quale motivo questa clinica pediatrica venga prevista come spoke, non capisco perché il Nord Sardegna non debba ottenere il medesimo trattamento del Sud Sardegna per quanto attiene alla cura, agli interventi, alla diagnosi e a tutto ciò che attiene alla cura delle malattie infantili. Credo che sia un'ingiustizia, credo che l'Assessore su questo tema debba riflettere e debba farci capire meglio per quale motivo venga consumata questa sperequazione. Il nostro voto ovviamente è positivo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Ruggeri. Ne ha facoltà.

RUGGERI LUIGI (PD). Presidente, sulla correttezza dei riferimenti dell'emendamento per il quale è stato chiesto il voto segreto, perché è un emendamento ad un emendamento e il contenuto è totalmente difforme e quindi…

PRESIDENTE. Adesso può parlare dell'emendamento numero 292.

RUGGERI LUIGI (PD). Chiedo scusa, era un intervento sull'ordine dei lavori. L'emendamento al quale si riferisce, l'emendamento numero 854, il "792" ha un altro oggetto e quindi le chiedo di valutare l'ammissibilità.

PRESIDENTE. Concordo, non è connesso perché parla di unità coronarica di Lanusei, quindi non c'entra proprio niente. È una cosa che non può essere ammessa come emendamento all'emendamento.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 292.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Ha domandato di parlare il consigliere Christian Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS CHRISTIAN (PSd'Az-La Base). Presidente, sull'ordine dei lavori, naturalmente. In ordine alla non ammissibilità è stato chiamato l'emendamento all'emendamento, sono stati chiesti i pareri, non è stato sollevato alcun problema, quindi era ammesso fino a qualche minuto fa. Peraltro vorrei sommessamente segnalare che la tabella che prevede gli spostamenti e le attribuzioni è unica, parla di tutta la Sardegna e di tutti i reparti, quindi è assolutamente connessa perché l'emendamento Sabatini al quale è riferito non parla solo di unità coronarica, parla di medicina generale, parla di differenti discipline e di differenti colonne e sottocolonne. Questo è un aggiuntivo, aggiunge modificazioni alla tabella che già viene modificata.

PRESIDENTE. Se permette non è esattamente così, nel senso che deve essere collegato all'emendamento, cioè alla variazione proposta dall'emendamento e inoltre abbiamo appena votato un emendamento che fa decadere questo perché la chirurgia plastica è già stata cassata nel precedente emendamento, nel "647" che abbiamo votato a scrutinio segreto, per cui è decaduto l'emendamento.

SOLINAS CHRISTIAN (PSd'Az-La Base). Però questo ha un contenuto diverso dall'altro emendamento, completamente, non parla di chirurgia plastica né a Nuoro né a Sassari.

PRESIDENTE. … presso lo stabilimento San Michele, nel presidio di secondo livello AOB da assegnarsi in conformità anche alla AOU di Cagliari. Quindi è esattamente la stessa cosa.

Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Presidente, gli emendamenti sono differenti anche perché in uno si parla esplicitamente e si rafforza una cosa che è già riportata nella proposta di legge, nell'altro invece si va ad incidere sulle tabelle che, ripeto, sono di carattere regionale. Quindi, per quanto ci riguarda, sono due emendamenti distinti.

PRESIDENTE. Non è così.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Sabatini. Ne ha facoltà.

SABATINI FRANCESCO (PD). Presidente, sull'emendamento numero 792 che è in votazione, c'è un invito al ritiro da parte del Presidente della Commissione, voglio ricordare però che il modello di unità coronarica intensiva si accredita per le regole della Regione, di questa Regione, con quattro posti letto. Ora, l'unità è accreditata e già funzionante per quattro posti letto, si riducono a due, propongo di portarla almeno a tre non togliendo a nessun altro presidio ospedaliero il posto letto, ma togliendolo da medicina generale dello stesso presidio. Non riesco a capire perché mi si dica di no, è possibile modificarlo successivamente? Se è possibile modificarlo successivamente io lo ritiro.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

ARRU LUIGI, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Il parere è favorevole.

PRESIDENTE. C'è una modifica del parere, il parere è favorevole.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 792.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 793.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). È ritirato.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 716. C'è un invito al ritiro.

Ha domandato di parlare il consigliere Michele Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Non è ritirato.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 716.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 362.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del Capitolo 7.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

A seguito dell'approvazione del testo del Capitolo decadono gli emendamenti numero 646, 717 e 796.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 645.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 718.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 719.

Ha domandato di parlare il consigliere Giorgio Oppi. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC Sardegna). Soltanto per consigliare che in questo emendamento quando si parla di Neurologia e Urologia, come ben sa il Presidente della Giunta e sa l'Assessore competente, nell'ultima stesura inviata dal dottor Rispo, Qatar Foundation, l'Urologia non c'è più, quindi non c'è il problema, l'Urologia rimane ad Olbia perché fra le richieste fatte, lei ha la tabella, ha tutto, l'Urologia non c'è. Gli 11 posti di Urologia non ci sono più, non sono fra le strutture… soltanto depennare "Urologia".

PRESIDENTE. Quindi c'è un emendamento orale che suggerisce di eliminare Urologia dal testo, però è già stato votato questo testo, quindi non possiamo reintervenire sul testo.

Ha domandato di parlare il consigliere Emilio Usula per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

USULA EMILIO (Gruppo Misto). Per dare il mio parere sull'emendamento numero 719, è un parere contrario e lo motivo. Questo emendamento in qualche modo propone che i posti letto di Urologia laddove non venissero attivati all'interno del Mater Olbia vengano in qualche modo creati all'interno dell'ospedale Giovanni Paolo II di Olbia. Io chiedo se i posti letto di Urologia sono posti letto di nuova istituzione, per quanto ne so io a Olbia c'è un solo urologo che lavora all'interno della struttura di chirurgia generale, ha sempre collaborato per le patologie complesse con l'Urologia di Nuoro dove moltissimi pazienti, soprattutto quelli con patologie complesse di tipo urologico vengono dirottati a Nuoro. In questo caso questo emendamento sta prevedendo quindi la creazione di una nuova struttura di Urologia dove non c'è. E' solo per chiedere questa informazione, avrei preferito che nell'emendamento si mettesse: "nelle more dell'attivazione del Mater Olbia alle patologie di tipo urologico si darà risposta all'interno degli ospedali Olbia e Nuoro". Tra l'altro Olbia e Nuoro in questo senso hanno lavorato in rete prima ancora che si potesse parlare di rete perché a Nuoro c'è una struttura complessa e a Olbia c'è di fatto un urologo all'interno della Chirurgia generale che si rifà a Nuoro, ripeto a Nuoro, per tutte le patologie complesse. Quindi voto contro con questa motivazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Augusto Cherchi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CHERCHI AUGUSTO (Partito dei Sardi). Naturalmente io non ho modificato il testo della proposta in Aula, però se l'Assessore ritiene di dover, come dice l'onorevole Oppi, cancellare la parola Urologia per me non ci sono problemi, ma non è la parte emendativa del nostro emendamento perché questo essendo un emendamento aggiuntivo si riferisce come clausola di garanzia esclusivamente al fatto che noi poniamo un limite temporale all'apertura del Mater Olbia cosa che fino ad oggi non era stato fatto. Qui noi nell'emendamento diciamo che diamo tempo fino al 2020 perché venga avviata la struttura ma naturalmente ci deve essere una sorta di limite entro cui poi i posti letto ritornano nella disponibilità della rete ospedaliera regionale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Fasolino per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FASOLINO GIUSEPPE (FI).Non è molto chiaro l'intervento del collega. Visto che il reparto di Urologia dell'ospedale Giovanni Paolo II di Olbia ha collaborato con quello di Nuoro non deve avere posti letto, quindi non può crescere, non può avere posti letto perché ha collaborato, se non avesse collaborato in questi anni magari avrebbe potuto avere i posti letto che gli spettano. Mi sembra veramente un discorso molto campanilistico, io penso che noi dovremmo cercare di rispettare la crescita dei territori, dovremmo cercare di capire se all'interno di quel territorio, al di là del discorso del Mater siano necessari questi posti letto, fare valutazioni di questo tipo in merito a una sanità di qualità e di livello per il territorio, punto e basta. Il mio voto sarà favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giovanni Satta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SATTA GIOVANNI (PSd'Az-La Base). Rinuncio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.

ARRU LUIGI, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. C'è un punto importante da chiarire. Fin quando non viene formalizzata e approvata la proposta in Commissione, il testo valido è quello del 2014, quindi questo per fare chiarezza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI).Comprendo il contributo dato dall'onorevole Oppi, ma credo che non esiste un Regolamento per un emendamento e un Regolamento per un altro, Presidente, è stato votato, quindi credo che dobbiate seguire la prassi e soprattutto il Regolamento.

PRESIDENTE. Stavo per dirlo adesso che siccome è già stato votato il testo non può essere più modificato nella parte che dice "Neurologia ed Urologia". Quindi l'emendamento deve essere votato come tale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 719.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame del Capitolo 8. Al Capitolo 8 sono stati presentati degli emendamenti.

(Segue lettura.)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giorgio Oppi. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC Sardegna). Ho cercato di portare un contributo, ma mi interessa parzialmente, una cosa è certa, che nel momento in cui si scelgono alcune patologie, siano urologia, pediatria, per esempio 22 posti di pediatria non ci son più, ce ne sono soltanto 6 day hospital, alla fine ci troveremo di fronte che abbiamo eliminato dalle strutture pubbliche delle strutture per poter darli, di fatto, al Mater Olbia. Quindi il caos si crea dopo. Quello che chiedo al Presidente della Giunta e all'Assessore è che perlomeno, alla Commissione, ci evidenzi quello che è l'ultimo accordo fatto, l'ultima lettera che vi hanno inviato, che stravolge praticamente le strutture esistenti in precedenza, nei primi due accordi fatti.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Raimondo Perra, relatore.

PERRA RAIMONDO (Cristiano Popolari Socialisti), relatore di maggioranza. Presidente, allora la Commissione si è così espressa. Emendamento numero 11 parere contrario, che è uguale al 534 dove c'è un invito al ritiro, che è uguale al 743 con parere contrario. Poi, con invito al ritiro gli emendamenti numero 535, 536, 537, 539, 540, 541, 542, 543, 544, 545, 546, 547, 548, 549, 538. Per per gli emendamenti sostitutivi parziali: il numero 648, che uguale al 738, con parere contrario, e il 649 con parere contrario della Commissione. Per quanto riguarda gli emendamenti aggiuntivi: il numero 736 con invito al ritiro, e il 737 con parere favorevole. Per gli emendamenti all'emendamento numero 892 e 893 parere favorevole della Commissione.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti ha facoltà di parlare l' Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

ARRU LUIGI, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Parere conforme a quello della Commissione

PRESIDENTE. Chiedo una specificazione. In caso di mancato ritiro degli emendamenti c'è parere contrario della Commissione e della Giunta, così? Va bene, c'è un'invito al ritiro altrimenti il parere è contrario.

E' aperta la discussione sul capitolo 8 e sugli emendamenti.

E' iscritta a parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Presidente, ma mi pare che l'onorevole Oppi abbia appena fatto delle osservazioni molto importanti e pertinenti. In seguito ai successivi accordi e alle lettere con la Qatar Foundation cambiano di fatto le tabelle, e noi ci troviamo invece a dover ragionare su quindi un documento che attualmente sarebbe superato. E siccome non stiamo parlando di una piccola nota della spesa, Assessore, io vorrei capire se queste tabelle cambiano, come dobbiamo interpretare le richieste fatte per il Mater Olbia successive a quelle che sono state contenute qui. Almeno questo la pregherei veramente di spiegarmelo.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Edoardo Tocco. Ne ha facoltà.

TOCCO EDOARDO (FI). Bene Assessore, l'ottavo capitolo, tratta degli indicatori per il monitoraggio, quindi presumibilmente quello che ovviamente voi farete quando sarà chiaramente il caso di valutare i parametri, di valutare l'andamento, la casistica all'interno delle strutture ospedaliere. Questo però io vorrei sapere anche, Assessore, come lo farete. Ci saranno delle persone indicate dall'Assessorato, che opereranno costantemente all'interno del presidio delle strutture? Cosa farete per gli ospedali, i grandi centri di eccellenza, Cagliari, Sassari, Nuoro, Olbia eccetera? E come opererete il monitoraggio nei piccoli territori? Cioè in quei territori che ovviamente hanno delle difficoltà che conosciamo tutti quanti. Cosa potete monitorare in un territorio dove praticamente state spolpando tutto? Cioè, il problema qual è, Assessore? Se all'interno di una struttura ospedaliera, faccio l'esempio di Alghero-Ozieri, dove dovete operare un monitoraggio affinché possa diventare primo livello, come è stato richiesto da molte persone, e quindi questo ospedale di Alghero-Ozieri, nel complesso, avrà dei valori che ovviamente saranno da voi monitorati, ma se questi valori non sono corrispondenti a quello che è il vostro schema, a quello che è il vostro modus operandi, in questo caso cosa farete? Non diamo assolutamente il primo livello ad Alghero-Ozieri nel 2018, perché probabilmente molti reparti non avranno il personale che c'è adesso. Cioè, per intenderci, se io, primario, non ho il personale sufficiente per poter operare, per poter arrivare a quei valori che mi servono per essere parametrati e per avere poi il mio risultando, come faccio? Quindi, voi opererete come? Attraverso dei dirigenti, dei funzionari, delle persone, che sono indicate, o metterete qualche altro consulente manager? Cioè per intenderci è necessario che questo lo facciate direttamente dall'Assessorato prendendo delle persone, o lo fate all'interno dell'azienda stessa attraverso i manager delle ASL, in manager delle aziende, i consulenti che ci sono dentro le aziende? Perché tanto qualcuno continuerà ad essere assunto, Assessore, suppongo.

Ecco, per quanto riguarda poi la presa in carico del paziente, come sarà fatta la valutazione? Cioè nel senso che voi parlate di soluzione di continuità tra periferia e centro di riferimento, un centro di riferimento sicuramente sarà il centro hub, e la periferia saranno i piccoli ospedali, Isili, Muravera, Bosa, Sorgono, ecco, come sarà proporzionata questa valutazione? Poi mi potrà rispondere sicuramente dopo, perché io quello a cui tengo principalmente è sapere esattamente se l'attenzione del monitoraggio è mirata solamente ai centri di eccellenza delle grandi città, o se il monitoraggio è anche molto attento nelle piccole periferie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Marco Tedde. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Presidente, beh siamo arrivati al monitoraggio. Io da quando abbiamo iniziato a leggere queste proposte di riorganizzazione fatte dalla Giunta, ogni volta che trovo il verbo "monitorare" sobbalzo. Perché sobbalzo? Perché non riesco a capire chi può monitorare i monitoranti. Non riesco a capire chi può controllare i controllori. Credo che sarebbe stato giusto dall'interno delle strutture, invece, prevedere delle commissioni che possano rapportarsi con i controllori, al fine di fornire dati adeguati interni, e di segnalare tutti quei casi in cui il monitoraggio rischia di dare esiti negativi in quanto qualche manina malevola ha fatto mancare strumenti, personale e quant'altro. E ogni volta che si parla di monitoraggio evidentemente non posso che ricordare il fatidico, per altri invece famigerato, monitoraggio successivo cui è sottoposto il presidio di rozzi Alghero-Ozieri, una vera e propria bizzarria, una vera e propria singolarità che viene messa in campo solo ed esclusivamente per Alghero ed Ozieri. Una bizzarria e una singolarità che va a perpetrare una contraddizione, di metodo e di contenuti, ma va a consumare soprattutto una ingiustizia immensa! Un'ingiustizia che, nell'ipotesi in cui voi la consumiate, ne dovrete rispondere evidentemente politicamente ed elettoralmente. Io credo che i sardi del nord-ovest non meritino assolutamente questo trattamento, credo che, e lo dico per l'ennesima volta che l'assessore Arru, che è notoriamente uno stimato professionista, un assessore che svolge dei compiti molto importanti con competenza, credo che l'assessore Arru possa ben comprendere queste mie affermazioni, credo che le comprenda ma le dovrebbe meglio elaborare e meglio interpretare per andare incontro alle esigenze dei territori, non può continuare ad andare avanti con una ruspa sulle problematiche del presidio Alghero-Ozieri, non può assolutamente continuare a trattare in modo sperequato il presidio Alghero-Ozieri, non può far finta che il presidio Alghero-Ozieri sia fuori dalla Sardegna, non può far finta che le esigenze di prestazioni sanitarie del nord ovest della Sardegna non siano pari a quelle di San Gavino Monreale. Assessore, si metta una mano sulla coscienza.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Rinuncio.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SDP). L'intervento appena fatto dal collega Marco Tedde induce effettivamente a una riflessione, ne avevamo già parlato precedentemente anche con l'Assessore, evidentemente questo monitoraggio post insediamento del primo livello risulta un po' incomprensibile, anche perché poi lo vediamo e lo troviamo solo nel presidio ospedaliero Ozieri-Alghero, quindi io credo che dovremmo ritornare sul monitoraggio che riguarda proprio questo presidio per vedere effettivamente se non sia il caso di sopprimerlo.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Siamo ormai a conclusione di serata dei lavori dell'Aula e trattiamo un tema che rischia di essere banalizzato perché la tabella 8, nella assoluta distrazione dell'Aula che tratta l'argomento di non poca importanza perché si riferisce precisamente agli indicatori per il monitoraggio. Probabilmente poco interessa e il risultato è sempre quello solito perché vedo in aula anche l'Assessore dell'Agricoltura. Rischiamo, Assessore dell'agricoltura, di fare una riforma o un provvedimento legislativo che poi pone problemi di non poco conto nella fase di attuazione. Mi sia consentita questa piccola digressione perché siamo letteralmente richiamati da rappresentanti del mondo agropastorale perché la legge che è stata approvata sta causando più disagi che benefici. Abbiamo approvato una legge che doveva andare a dare risposta al mondo agropastorale e ci stiamo trovando nella condizione invece di aggravare la situazione perché abbiamo creato anche una falsa aspettativa con l'impegno che le risorse sarebbero arrivate in tempo celere, che tutto si sarebbe risolto. Invece, forse perché il Presidente Pigliaru è troppo intento a dialogare con Roma e forse ha qualche problema con settori della sua maggioranza su questo versante, ed è troppo impegnato perché si possa occupare del problema dell'agropastorale con questa riforma, riordino della rete ospedaliera, stiamo rischiando di fare la stessa identica cosa. Allora, vi abbiamo già formulato un invito: fermatevi, ma non per fermare la riforma nel suo complesso, fermatevi almeno per ragionare sulle questioni di sostanza che vi abbiamo più di una volta sottoposto all'attenzione e, soprattutto, Assessore dell'agricoltura, perché poi diventa un problema dell'Assessore della sanità, ecco perché la questione ha una rilevanza anche sul Piano sanitario perché se non andate incontro alle esigenze del mondo agropastorale si verificherà un problema non solo di ordine pubblico ma anche di ordine sanitario, lo avete capito? Il bestiame sta morendo! C'è un problema urgente e grave che noi denunciamo, mi dispiace anche se non ha diretta attinenza con l'argomento, Presidente, ma è di una emergenza di tale portata che è solo in quest'aula ed è solo in questo momento che è necessario davvero portarlo all'attenzione. Ecco perché, assessore Arru, la questione interessa anche l'aspetto del suo assessorato e riteniamo che sia assolutamente urgente ed importante dato la presenza del Presidente Pigliaru, che se ne faccia carico non domani ma stasera, perché altrimenti avremo fra qualche giorno, giustamente, il mondo agropastorale ancora sotto il Consiglio e ve ne assumerete tutta una responsabilità.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Giorgio Oppi. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC Sardegna). Io concordo, voglio soltanto fare una precisazione, concordo con le cose che ha detto l'onorevole Cocco, perché vedete noi abbiamo fatto in Commissione un emendamento di sintesi, successivo all'approvazione, che prevedeva nel caso specifico di Ozieri e Alghero il 2019, e nell'emendamento di sintesi abbiamo precisato entro il 2018, poi non ho capito la fase successiva nella quale, non so per quale motivo, si è ritenuto opportuno invece precisare e ulteriormente modificarlo dicendo che il monitoraggio sarebbe avvenuto dopo. È chiaro che è incomprensibile "avviene dopo": o si metteva una data oppure si lasciava un emendamento di sintesi, perché se a fine anno, praticamente entro la fine dell'anno diciamo, in qualsiasi caso oggi è un DEA di primo livello e se il monitoraggio non fosse positivo? Dopo due giorni cosa facciamo lo eliminiamo? Quindi probabilmente sarebbe stato forse più opportuno non inserire che il monitoraggio avviene dopo, praticamente di fatto è un DEA di primo livello.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Augusto Cherchi. Ne ha facoltà.

CHERCHI AUGUSTO (Partito dei Sardi). Grazie Presidente, solo per riallacciarmi al problema del monitoraggio. In questo capitolo 8, iniziamo a toccare un argomento che sarà particolarmente importante per quanto riguarda la messa in regime di questa riforma ospedaliera che è la reportistica e il monitoraggio, naturalmente iniziamo a toccare anche quelli che sono argomenti che tratteremo un po' più avanti che riguardano qua anche quelli della sicurezza, sicuramente legati anche ai volumi e agli esiti. Quello che mi preme sottolineare, un po' ha anticipato sia l'onorevole Oppi che l'onorevole Cocco è che il monitoraggio non può essere esclusivo di una singola struttura ospedaliera ma deve essere naturalmente inteso come monitoraggio esteso a tutte le strutture ospedaliere presenti nel Servizio sanitario regionale e a tutti coloro che devono essere sottoposti a reportistica. Naturalmente questo monitoraggio deve essere un monitoraggio attento perché, ripeto ancora una volta, la piena messa a regime di qualsiasi riforma è condizionata dal monitoraggio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.

ARRU LUIGI, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Mi pare superflua alla luce dell'intervento dell'onorevole Cherchi, il capitolo 8 è un capitolo generale che introduce una metodologia di monitoraggio in fase di cambiamento, utilizzando degli indicatori di governo clinico, quindi non è riferito a quell'ospedale solo, il capitolo 8 è riferito a tutto il sistema dando un elenco di indicatori che servono per il monitoraggio tecnico, approfitto per dire, rispondo all'onorevole Zedda, Presidente, per dire che fin quando il Consiglio, che ha la potestà, non approva l'ultima proposta sul Mater Olbia dal punto di vista formale della validità anche in termini legislativi abbiamo l'accordo del 2014. È cura, quello che abbiamo chiesto a tutta la Commissione sanità, di discutere come chiedeva anche l'onorevole Oppi, rapidamente la proposta. Perché i posti letto ci son già, dalla prima analisi sappiamo che ci sarà una riduzione di posti letto per acuti, che possono essere ridistribuiti nel sistema, però è una prerogativa del Consiglio approvare la proposta o chiedere modificazioni.

Concludo dicendo che mi è stato chiesto di specificarlo che c'è l'impegno della Giunta per la nomina del direttore generale dell'AREUS per martedì prossimo.

PRESIDENTE. Metto in votazione gli emendamenti numero 11, 530, 783 uguali con parere contrario della Commissione e della Giunta. Chiedo se dobbiamo procedere con la votazione elettronica.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 11 uguale al numero 534, uguale al numero 793.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 535, c'è un invito al tiro, onorevole Oppi.

OPPI GIORGIO (UDC Sardegna). Non lo ritiro, lo votiamo.

PRESIDENTE. Parere contrario della Commissione e della Giunta.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 535.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 536, con parere contrario della Commissione e della Giunta

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 536.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

La seduta è tolta. Il Consiglio è convocato domani alle ore 10

La seduta è tolta alle ore 20 e 08.