Seduta n.250 del 10/10/2017 

CCL Seduta

Martedì 10 ottobre 2017

Presidenza del Presidente Gianfranco GANAU

La seduta è aperta alle ore 16 e 30.

FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta del 21 settembre 2017 (246), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Angelo Carta e Roberto Deriu hanno chiesto congedo per la seduta del 10 ottobre 2017.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Risposta scritta a interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle interrogazioni numero 76, 156, 1110, 1122 (pervenute in data 6 ottobre 2017); 1234 (pervenuta in data 9 ottobre 2017)

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria. Sono state presentate le interrogazioni numero 1262, 1263, 1264, 1265, 1266, 1267.

Annunzio di interpellanza

PRESIDENTE. Si dia annunzio della interpellanza pervenuta alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria. E' stata presentata l'interpellanza numero 322.

Annunzio di mozioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria. Sono state presentate le mozioni numero 363, 364.

Discussione dell'articolato del documento: "Proposta di ridefinizione della rete ospedaliera della Regione autonoma della Sardegna". (16/XV/A)

PRESIDENTE. Prima di passare all'ordine del giorno comunico le decisioni della Conferenza dei Presidenti di gruppo. Domani alle 11 è convocata la Commissione sanità, il Consiglio sarà aggiornato alle ore 15 e 30.

Quindi, rinviamo l'elezione del Vicepresidente del Consiglio regionale e la nomina del Garante regionale per l'infanzia, ritorniamo al Documento 16 della Giunta regionale, proposta e definizione della rete ospedaliera della Regione autonoma della Sardegna, siamo arrivati al capitolo 5.

Passiamo all'esame del capitolo 5.

(Segue lettura)

Al capitolo 5 sono stati presentati gli emendamenti.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Raimondo Perra, relatore di maggioranza.

PERRA RAIMONDO (Cristiano Popolari Socialisti), relatore di maggioranza. La Commissione si è così espressa: sull'emendamento numero 8 uguale al 740, il parere è contrario; il parere è contrario sugli emendamenti numero 410, 411, 412, 413, 414, 415 uguale al 604, 416, 417, 418 uguale 358, ma c'è un annuncio al ritiro per il 358. Parere contrario anche sugli emendamenti numero 420, 421, 422, 423, 409, 419, 675; sull'emendamento numero 281 che è uguale al 750 e al 609 il parere è contrario; sul 605 il parere è contrario; c'è un emendamnento all'emendamento il numero 866 sul 282, per il primo il parere è favorevole, sul secondo è contrario. Sull'emendamento numero 607 il parere è contrario, sull'emendamento numero 606 c'è un invito al ritiro, sul 357 c'è un annuncio al ritiro, sul 610 parere contrario, sull'emendamento numero 356 che è uguale al 611 c'è un annuncio al ritiro per entrambi, sull'emendamento numero 1 il parere è contrario, sul numero 642 il parere è contrario.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

ARRU LUIGI, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Il parere è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Fabrizio Anedda. Ne ha facoltà.

ANEDDA FABRIZIO (Gruppo Misto). Grazie sull'ordine dei lavori Presidente, le avevo chiesto due settimane fa di interrogare la Giunta in merito all'impegno preso…

PRESIDENTE. Onorevole Anedda, scusi ma non è in ordine ai lavori, ho detto che, dalla volta scorsa, non avrei consentito interventi al di fuori dell'ordine dei lavori. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Edoardo Tocco. Ne ha facoltà.

TOCCO EDOARDO (FI). Bene, ricominciamo la nostra discussione sui restanti emendamenti a partire dall'articolo 5. Abbiamo anche stamattina in Commissione continuato la nostra verifica, la nostra valutazione sul riordino della rete ospedaliera, però io continuo ad essere un po' drastico anche nel commento Assessore, sa bene insomma che proprio riordino non è questo, forse non sentono Assessore, chiedo scusa perché non vorrei che poi a causa della mancanza di qualche otorino l'Assessore non mi ascolti. Nel paragrafo 5 chiaramente si parla di rimodulazione dei presidi ospedalieri, quindi parliamo di tutti i presidi ospedalieri, i cosiddetti Hub e Spoke, quindi parliamo dei secondi livelli, primi livelli, zone disagiate eccetera… e posto che ovviamente la discussione che è avvenuta oggi in Commissione, oggi e le altre volte, relativamente alle posizioni dei cosiddetti secondi livelli e primi livelli ha coperto la maggior parte del tempo e molti reparti, molti reparti che sono stati ovviamente estromessi dal secondo livello, chiaramente poi sono quelli che vengono contemplati addirittura nel DM numero 70, quello di cui parliamo. Ma io voglio andare ancora più addentro nel discorso, Assessore, nel senso che la ripartizione geografica com'è elencata qui nel paragrafo 5, consente, dice, di individuare la Sardegna in aree che hanno difficoltà, difficoltà che ovviamente sono quelle per giungere negli stessi territori, difficoltà di struttura stradale, difficoltà di disagio, una di queste di cui si è parlato tanto, Assessore, è l'Ogliastra. L'Ogliastra è una di quelle realtà che ha ovviamente delle difficoltà maggiori, una realtà che, soprattutto nei mesi estivi, ha un flusso maggiore di persone, anche perché la stessa Regione, Assessore, sta parlando da diverso tempo di destagionalizzazione, quindi tutto quello che è il flusso turistico all'interno dell'Ogliastra chiaramente è in questo momento emblematico proprio anche in virtù del fatto che si sta parlando di una realtà ospedaliera che è necessario assolutamente contemplare come primo livello, quindi quando viene richiesto il primo livello dell'Ogliastra, Assessore, io sono d'accordissimo, sono d'accordissimo perché è veramente la realtà per antonomasia affinché questo ospedale possa avere tutte le caratteristiche di presidio ospedaliero di zona disagiata. Io credo, Assessore, che al di là poi dell'Ogliastra vedremo col tempo anche tutte le altre zone del nord-ovest e nord-est della Sardegna, credo che l'importante, Assessore, in questo momento sia fare una valutazione molto attenta, che è quella di agire democraticamente ascoltando i cittadini, ascoltando le amministrazioni locali, e quando si parla e si sbandiera la cosiddetta condivisione questa non vada soltanto promossa e proclamata, ma la condivisione vada concretizzata, Assessore, è necessario che questo avvenga parlando con le realtà locali e molto spesso questo non è stato fatto, o quanto meno forse è stato fatto ascoltando certe realtà locali, certi enti locali, certi amministratori, però non si è mai data a questi una direzione. Chiaramente il nostro emendamento, che voteremo favorevolmente, chiede la soppressione del paragrafo 5 perché riteniamo che questo paragrafo chiaramente non contempli quelli che sono i soddisfacimenti sia nostri, sia quelli del territorio.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Presidente, ma io oggi su questa parte del mio intervento mi voglio divertire raccontandovi una storia alla quale penso che l'Assessore debba fare proprio attenzione: il direttore generale dell'ATS Moirano, con la deliberazione numero 635 del 18 luglio 2017, quindi di ieri, ha autorizzato la spesa per il collegamento telematico delle sedi delle ASL attraverso l'adesione al contratto Consip per il sistema pubblico di connettività sino all'anno 2024, con un costo pari a 8 milioni di euro. Vorrei ricordare che la Regione Sardegna possiede la rete telematica regionale, RTR, che collega attualmente circa 500 sedi di enti e aziende pubbliche dislocate su tutto il territorio regionale e di queste ben 87 sono sedi ASL e i presidi ospedalieri connessi a costo zero per le casse della sanità. Vorrei ricordare ancora che la RTR è un'infrastruttura telematica in capo all'Assessorato affari generali della Regione che funziona perfettamente, eroga servizi di qualità H24 e sette giorni su sette, utilizza la maggior parte delle connessioni in fibra ottica in banda ultra larga ad altissima velocità trasmissiva dell'ordine di gbyte al secondo, la deliberazione approvata dal direttore generale Moirano prevede la connessione di circa 270 sedi ASSL, con circuiti a noleggio capaci di velocità trasmissive ridicole confrontate con quelle fornite dalla RTR con un rapporto di dieci a mille e addirittura ben 50 sedi, di quelle comprese nel progetto approvato, sono già raggiunte dalla rete telematica regionale. Ogni ASSL dovrà provvedere a contrattualizzare le connessioni delle proprie sedi e non si comprende quale realtà funga da centro di competenza, di responsabilità e di garanzia per il funzionamento e la sicurezza di una non rete che in realtà è composta da otto sotto reti, gestite da un operatore privato, che affiderebbe alle ASSL svariati circuiti telematici. La rete telematica regionale dispone di un centro unico di gestione, che provvede alla supervisione, alla gestione, al monitoraggio degli allarmi, e al coordinamento degli interventi, fungendo da interlocutore unico per gli utenti distribuiti su tutto il territorio della Sardegna, ed è anche la rete di trasporto del SISAR, che è il sistema informativo della sanità, come lei ben sa. La rete telematica regionale dispone di un centro unico di gestione che provvede alla supervisione, alla gestione e al monitoraggio degli allarmi, al coordinamento degli interventi, fungendo da interlocutore unico. Ancora, un intervento qualificato e di buonsenso, finalizzato all'efficienza e all'efficacia del risultato, avrebbe affidato ai tecnici della RTR e non ad un fornitore privato, lo studio e la progettazione della soluzione ottimale per il collegamento in rete di tutte le sedi ASSL si sarebbe dovuto avere, con l'implementazione delle sedi ancora non raggiunte dalla RTR, estendendola con tipologie di collegamento ritenute più idonee sia tecnologicamente, che in termini di costi. Si sarebbero risparmiati milioni di euro sul bilancio della sanità e tutte le ASSL avrebbero avuto un unico centro di competenza regionale, e quindi un unico riferimento, le performance dei collegamenti telematici sarebbero stati migliori e gli stessi più affidabili e più sicuri. Vorrei ancora ricordarle, Assessore, che la gara per le SPC è stata affidata nel 2016, da Consip, a tre fornitori Tiscali, Vodafone e British Telecom Italia S.p.A., a Tiscali poi è subentrata Fastweb, per effetto dell'acquisizione di ramo d'azienda, le amministrazioni dello Stato e gli enti pubblici non economici nazionali hanno la possibilità di scegliere uno qualsiasi dei fornitori disponibili, l'ATS ha scelto Fastweb; questo, Assessore, perché noi mentre qui ci impegniamo con norme a cercare di ridurre i costi durante tutto l'anno, poi facciamo invece delle gare che sono superflue.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Emilio Usula. Ne ha facoltà.

USULA EMILIO (Gruppo Misto). Naturalmente inizio dal titolo di questo capitolo 5 "Rimodulazione dei presidi ospedalieri rispetto ai territori di riferimento", qual è il territorio di riferimento se dobbiamo pensare a un riordino della rete ospedaliera sarda? Qual è il territorio di riferimento quando parliamo di un sistema sanitario della Sardegna, se non tutto il territorio della Sardegna? Invece, già da subito, dalle prime righe in questo capitolo, si incomincia a differenziare i territori sulla base della popolosità, si fanno le pulci, si guarda con attenzione il numero dei cittadini dei vari territori e da questo ne facciamo derivare un riordino che, ho già avuto modo di dire e lo ribadisco, non è altro che un pasticcio. Un pasticcio ed è anche, lo ripeto al caro amico assessore Luigi Arru, un imbroglio; un imbroglio, perché? Perché quando si parla di differenziare le strutture ospedaliere e si arriva a parlare di primi livelli, di secondi livelli, ci sono delle cose che non si riesce a capire, tantomeno si possono accettare. Quando si parla di primo livello potenziato a Nuoro qualcuno mi spieghi che cosa significa; qualcuno mi spieghi cosa e dove è previsto un primo livello potenziato nel territorio nazionale; qualcuno mi spieghi dov'è che si sta potenziando quel primo livello, riferendomi naturalmente a Nuoro; quali sono le strutture, quali sono le specialità, quali sono i servizi, quante sono le assunzioni che in qualche modo si prevede in aggiunta a quelle già esistenti, ai servizi, alle specialità già esistenti, e già operanti. Non c'è nulla, è un pasticcio ed è un imbroglio lì, parlare di potenziamento quando di fatto si mettono le basi per un futuro depotenziamento. Chiedo e chiedo all'Aula e chiedo all'Assessore cosa significa oggi riconoscere un primo livello, o meglio, le funzioni di primo livello a Lanusei, le funzioni di primo livello a Ozieri, o ad Alghero se poi non gli si riconosce la qualifica di primo livello; se poi non si riconosce la qualifica di secondo livello a Nuoro. Il primo funzionario di una Corte dei Conti ci dirà, domani, ma tu stai permettendo che in determinati territori svolgano funzioni e ci siano specialità che determinano costi proprie di un livello che non è riconosciuto nell'organizzazione, anche normativa? E quindi di fatto stiamo spendendo male le risorse, o non ci possono contestare che le stiamo spendendo male? Questa potrebbe essere la base per dire domani: no, tu hai un primo livello e un primo livello deve assicurare con quelle funzioni con quelle specialità con quelle specializzazioni già operanti. Allora, mi chiedo la neurochirurgia a Nuoro, che è propria di un secondo livello e non è propria certamente di un primo livello, domani, dopodomani ci sarà ancora? Certo, oggi non possiamo abbattere, non possiamo mandare a casa gli specialisti che ci sono, operanti nella neurochirurgia, non possiamo mandare a casa chi opera oggi in un'emodinamica h 24, non possiamo mandare a casa quelli che assicurano da anni la stroke unit di secondo livello a Nuoro, ma posso fare un elenco lunghissimo. Non possiamo mandarli a casa, se quello è il potenziamento. Mantenere oggi quello che c'è, ma di fatto dandogli la classificazione di primo livello non facciamo altro che creare le basi perché domani tutte queste specialità non ci possano essere, non possano essere garantite. E si badi bene, si badi bene, stiamo parlando di un territorio già in sofferenza, ho avuto modo di dirlo anche negli altri interventi, Assessore, non spetta certamente all'Assessore alla sanità contrastare lo spopolamento, ma è in tutte le determinazioni di legge che possiamo contrastare questo fenomeno, soprattutto quando ci approcciamo a un dispositivo di legge con atteggiamento rispettoso dei principi che ci dovevano guidare. I principi di equità, di sussidiarietà, di solidarietà. Ebbene, in questo riordino della rete ospedaliera io vedo negati questi principi, vedo le basi perché ci sia un impoverimento delle aree già marginali, già marginalizzate. Per questo naturalmente la mia posizione non può che essere contraria e per questo ho presentato gli emendamenti. Su quegli emendamenti vorrò vedere anche i consiglieri del Nuorese pronunciarsi in modo chiaro.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Fabrizio Anedda. Ne ha facoltà.

ANEDDA FABRIZIO (Gruppo Misto). Forse ripeterò qualcosa che ho già detto nel mio precedente discorso in discussione generale, ma lo ritengo utile per i fatti che non vanno dimenticati, repetita iuvant. Il testo licenziato dalla Commissione è un testo che è stato discusso e mandato con tutte le deroghe del DM 70, adeguato agli abitanti e alla morfologia della Sardegna. Gli incontri con l'ANCI e il parere del CAL hanno permesso a noi, componenti di maggioranza della Commissione, di proporre alcuni emendamenti che spiegano meglio punti ritenuti non chiari. Ad esempio, il potenziamento del presidio Alghero-Ozieri, il tema dell'ospedale di comunità, la chirurgia nel pronto soccorso dell'ospedale di zona disagiata. Ciò detto, mi sembra doveroso diffidare dai cattivi consigli di quanti vogliono continuare a utilizzare la salute delle persone per far trarre profitto alle case farmaceutiche, mantenere inutili primariati, mantenere rendite di posizione locali, mantenere monopoli privati della riabilitazione, mantenere un sistema gestionale che non fa lavorare il pubblico a favore del privato, mantenere le zone dell'interno non abbastanza seguite dall'ADI e dalla riabilitazione, mantenere sotto tono le patologie di salute mentale in aumento per il disagio sociale, mantenere centri come quello della Radiologia di Senorbì sottoutilizzate, utilizzata solo al 10 per cento, a favore del privato convenzionato locale. La Radiologia di Isili invece è ferma: forse per far lavorare solo il privato? In sintesi, si vuole mantenere senza controllo gli sprechi e la cattiva gestione delle risorse umane.

I segnali che arrivano dal territorio sono chiari, tutti vogliono una buona sanità, che sia pubblica e per tutti, una sanità che non escluda a causa delle liste d'attesa chi non può permettersi una visita privata, un'analisi strumentale a pagamento, chi, ahimè, non conosce qualche potente per un ricovero ospedaliero, che spesso viene dato per concessione e non per diritto. Tutto questo avvallato dai numerosi feudi politici all'interno della sanità pubblica. Direi che il cambiamento deve avvenire riguardo ai feudi e ai feudatari.

In Commissione sanità nelle ultime sedute ho assistito a emendamenti su emendamenti, spostamenti di virgole, inserimento di correzioni tipo "entro" o "dal" o all'inserimento ovvio di un servizio da spacciare come conquista di qualche consigliere. In questa riforma se c'è un errore è il tempismo, non andava sviluppata in tempo di campagna elettorale, a meno che la maggioranza coerentemente non la facesse propria.

Si sta parlando spesso di manager AREUS e mai di 118, un servizio, il 118, che si basa sul volontariato, o meglio sfrutta il lavoro nero dei volontari; sono testimoni i colleghi della Commissione d'inchiesta sulla sanità che abbiamo udito i direttori del servizio 118 sostenere che rendono più i volontari rimborsati con un piccolo obolo che gli autisti regolarmente assunti ma non in grado di garantire turni in quanto spesso in malattia. La preoccupazione che emerge in Consiglio non è riformare questo sistema di soccorso ma incaricare un manager che si occupi dell'elisoccorso, lasciando tutto il sistema viario e gestionale così com'è.

La riforma sanitaria è tale solo se scontenta i potentati che hanno lucrato ai fini economici e politici, questa riforma si presenta nel pieno della campagna elettorale per le regionali del 2019, e i consigli e i pareri che vengono proposti a noi legislatori sono viziati da chi si propone alla futura carica di consigliere regionale, protestando per avere consenso: è il vecchio sistema speculativo sulla pelle delle persone.

Sosterrò le iniziative indirizzate alla razionalizzazione della sanità, alla eliminazione degli sprechi, al diritto costituzionale alla salute. La spesa sanitaria aumenta del 2 per cento l'anno solo per il rincaro dei prezzi dei medicinali e delle tecnologie, l'aumento del PIL non è sufficiente a coprire nemmeno l'aumento dei prezzi; per garantire un servizio di qualità si rende appunto necessario razionalizzare e ottimizzare. Il mio voto sarà favorevole per tutti gli emendamenti che andranno in questa direzione e contrario a quelli che vorranno mantenere lo status quo.

Per Alghero-Ozieri non perdiamo tempo a inserire "entro" o "dal", basta scrivere "prima delle prossime elezioni regionali", e per il punto nascita di La Maddalena "fino alle elezioni regionali", così la marchetta sarà chiara.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Marco Tedde. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Stiamo entrando mi pare nel vivo di questo piano di riorganizzazione, e più entriamo nel vivo e più andiamo a fare emergere tutte le contraddizioni e tutti gli errori che questo piano di riorganizzazione della rete ospedaliera contiene; errori che abbiamo fatto rilevare più volte durante la discussione della parte generare e che man mano dovremo, nostro malgrado, perché non è che noi vogliamo necessariamente puntare il dito e censurare questo Piano ma siamo costretti, siamo costretti a sottolineare tutte le contraddizioni, tutti i buchi, tutti i macroscopici errori contenuti in questo Piano. E partiamo dai criteri ispiratori, i criteri ispiratori in estrema sintesi sono quelli contenuti nel decreto ministeriale 70, un decreto che, in primo luogo, non è obbligatorio per la Sardegna, nel senso che la Sardegna può derogare in quanto è una Regione a Statuto speciale che paga la sanità pubblica, e quindi proprio in applicazione di questo decreto non necessariamente questi criteri debbono essere trasferiti alla Sardegna, mentre invece, ahimè, questi criteri vengono trasferiti alla Sardegna laddove la scelta politica della Giunta lo richiede, o lo ritiene, e vengono invece interpretati o disapplicati alla Sardegna in relazione ai territori che in qualche modo debbono essere avvantaggiati, sperequando quelli che invece hanno gli stessi diritti e non ricevono le stesse attenzioni. Quindi è sempre il solito problema: la legge si applica per i nemici, o quanto meno si applica per gli amici lontani, e si interpreta per gli amici vicini. E' un errore, è un errore che va a inficiare totalmente questo benedetto piano di riorganizzazione, che poi, così come più volte abbiamo sottolineato, è un piano che è delineato, strutturato e disegnato per le regioni peninsulari, che non può essere trasposto sic et simpliciter su un'isola che ha tutti i problemi che noi ben conosciamo, un'isola che ha il territorio che è il terzo più vasto d'Italia, oltre 24 mila chilometri quadrati, ma il terzultimo per densità demografica, un'isola che ha un'infrastrutturazione viaria da terzo mondo, probabilmente l'ultima per infrastrutturazione viaria, un'isola nella quale per raggiungere una località del Sud partendo da Nord ci vogliono tre ore, un'isola nella quale per raggiungere una località partendo da Est per andare a Ovest ci vogliono tre ore, un'isola che ha queste difficoltà avrebbe avuto necessità non di un sistema disegnato per il Piemonte, per la Toscana, per l'Emilia o per la Lombardia, avrebbe avuto necessità di un sistema cucito sull'Isola, che ha caratteristiche demografiche, orografiche e viarie che sono singolari e a volte anche bizzarre, che hanno necessità di una considerazione particolare, considerazione che è stata messa in campo solo ed esclusivamente per i territori che evidentemente hanno più potere contrattuale, hanno un peso politico differente. E in relazione a questo peso politico differente o a queste singolarità o bizzarrie, se vogliamo così definirle, mi piace ricordare la bizzarria relativa al fatto che alcuni territori vengono premiati col primo livello non arrivando ai 150 mila abitanti di riferimento, mentre il presidio ospedaliero di Alghero-Ozieri che arriva tranquillamente ai 150 mila abitanti di riferimento non si vede premiato col primo livello, salvo poi qualche emendamento dell'ultima ora o subemendamento di emendamento, che sicuramente conterrà qualche trucco, lo vedremo dopo, e così il presidio di Alghero-Ozieri viene bastonato pur avendo delle tradizioni e un bacino territoriale che merita il primo livello, anche secondo i criteri ispiratori che non dovrebbero applicarsi a nostro avviso alla Sardegna, e altri territori vengono premiati. Ma tutti i nodi vengono al pettine, prima o poi tutti i nodi vengono al pettine, e anche questo nodo verrà al pettine.

Ancora, sempre nella prima parte del paragrafo 5, i due hub, il sistema con gli hub e gli spoke, che, ripeto, in teoria va bene per territori regionali come quelli peninsulari ma non va bene per l'Isola, ebbene viene previsto un hub al Nord, Sassari, e una hub al sud, Cagliari; a Cagliari città vengono previsti due primo livello spoke e altri due primo livello a 30-40 chilometri di distanza, a Sassari un solo hub di secondo livello, senza primo livello. Questo sta a significare che l'hub di secondo livello di Sassari sarà giocoforza costretto a fare anche il primo livello, e quindi le liste d'attesa necessariamente…

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Tedde, il tempo a sua disposizione è terminato.

È iscritto a parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Grazie Presidente, ma io veramente sono rimasto un po' affascinato dai discorsi - sì! Di Anedda - proprio affascinato, perché non riesco a capire o meglio dovrei capire perché dichiarandosi un vecchio o un vetero comunista può darsi che sia rimasto a certe regole e a certe posizioni, ma neanche in un sistema rigido dove era quello della programmazione centralistica che derivava dal Comitato centrale del PCUS poteva esserci una dichiarazione per cui in Sardegna bisogna fare cassa, bisogna chiudere le cose, bisogna fare economia, bisogna razionalizzare per forza. A prescindere dal fatto che, e lo vorrei ricordare bene, ancora una volta lo reclamo qui dentro, perché qualcuno ci pensi se non ci ha pensato, si costruisce il tetto prima di fare le fondamenta, perché questa cosiddetta riforma, perché non è una riforma quella della ristrutturazione ospedaliera, avviene quando nei territori ancora non si sa cosa dovrà insistere. La prima riforma sanitaria seria, vera, dovuta è quella di fortificare il territorio, di dare garanzie a chi vive nei territori, quelli più marginali, quelli che sono nel centro della Sardegna, quelli che sono in via di spopolamento. Se io non colgo questo ancora una volta mi affido a tutto quello che avviene dalla programmazione centralistica: scuola, carabinieri vengono sottratti perché? Perché vogliono fare cassa, bisogna chiudere, che cosa vuoi che gliene frega a lui: Stato, che vede le cose della Padania, dell'Emilia Romagna che in Sardegna ci sia un'orografia, una viabilità, una percorribilità così difficile. Pensi all'Ogliastra, pensi alle zone interne dalla Barbagia per non dire quelle che oggi non sono praticabili strada delle province, nel Mandrolisai, nel sistema della Alta Marmilla, della Trexenta. È vergognoso pensare che si possa fare una riforma sulla pelle dei sardi senza capire quelle che sono le esigenze vere dal popolo sardo. Una riforma si fa calandola nel territorio e sapendo quello che si deve dare al territorio, se l'Assessore mi sfida e mi dice se voglio aprire un punto nascita a Paulilatino, io può darsi che possa anche dirle che di punti nascita potrei dirle se ne fanno ovunque quando si ha la volontà di farlo, soprattutto per quello che è La Maddalena. Ma voglio dirle anche se ci sono dei punti, dei (CET) che voi ancora non avete accettato che possono essere fatte e quindi dare un presidio dove non c'è possibilità e sto parlando di Ghilarza o di altra zone, credo che sia obbligo darlo e dare risposte certe. Capisci, Anedda, cosa voglio dire? E se ancora non c'è un direttore della AREUS è colpa mia? Se non c'è un sistema eli-trasportato è colpa mia? È colpa di una maggioranza e di un'insipienza del Consiglio che non riesce a determinare quelle che sono delle realtà vere di una Sardegna che ha bisogno di essere assistita. Sono io che decido in Giunta? Il nome o sono fazioni dell'uno contro l'altro all'interno del PD o all'interno di un sistema. A me non interessa, a me interessa la Sardegna e il popolo sardo di cui non si ha rispetto, di cui non si ha rispetto, quando si pongono queste cose.

E allora se queste cose sono vere ragioniamoci, caro Presidente della Commissione sesta, non essere succube di un sistema che ti obbliga a fare quello che si può, ma rispondi esattamente. Qualcuno si è offeso perché ho usato "Zerbinaggio" per la Giunta regionale. Bene allora mostriamo quelli che sono i nostri tributi veramente nei confronti del Governo nazionale, diamo la certezza a un popolo sardo di esser governato con serietà. E allora avrete il tributo, la garanzia di un popolo che certamente apprezza quello che è il lavoro, ma se questo è il lavoro abbiate pazienza non c'è che una risposta saranno le urne a dire quello che voi siete, a darvi quella che è la paga giusta. Cacciarvi fuori da questa che è vostra maggioranza oggi, ma che presto sarà minoranza.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SDP). Grazie Presidente, in questa fase i Gruppi e i singoli Consiglieri dovrebbero esprimere il parere sul voto che si deve andare ad esprimere sugli emendamenti presentati. E siccome di sanità stiamo parlando io vorrei anche esprimere quella che è la posizione mia personale e del mio Gruppo, rispetto anche a un problema che riguarda in particolare le agenzie interinali che assumono il personale. Io vorrei ricordare che il 3 agosto con l'interrogazione 1209/A reiteriamo una richiesta per chiedere come mai si faccia il continuo ricorso da parte delle AU e della ASS per il reclutamento di personale in luogo dello scorrimento delle graduatorie che sono ancora valide. Sto dicendo questo perché vorrei rimarcare, ribadire e far conoscere a chi ancora non l'abbia capito, mi riferisco anche a qualche funzionario probabilmente che gestisce la sanità in Sardegna, che la posizione di Articolo 1 sulle agenzie interinali è questa. Ricordo anche che noi votammo un ordine del giorno e anche una norma in cui si limitava il ricorso alle agenzie interinali essendo ancora valide diverse graduatorie concorsuali, che ci risulta ancora non vengano utilizzate sempre a vantaggio delle stesse agenzie interinali. Noi siamo contrari a questo metodo di reclutamento. Sul resto avremo occasione di parlare successivamente.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Grazie Presidente, colleghi, colleghe, lentamente ci stiamo addentrando nella discussione di questa riforma, una riforma, come già detto dai colleghi, calata dall'alto che non ha tenuto conto delle criticità dei territori, non ha tenuto conto delle patologie tipiche di alcuni territori. È bene ricordare che in Sardegna ci sono delle patologie come la sclerosi multipla e la SLA dove siamo primi al mondo, è bene ricordare per chi non lo sapesse che ci sono patologie come il diabete dove con la Finlandia siamo primi al mondo. La riforma sanitaria avrebbe dovuto tener conto di queste criticità, la riforma sanitaria avrebbe dovuto tener conto delle esigenze dei territori. Invece una riforma che ha voluto andare avanti a tutti i costi senza tenere in considerazione le proteste delle comunità, le proteste delle popolazioni, le proteste dei sindaci che ripetutamente tramite il CAL, tramite l'ANCI hanno voluto manifestare il loro dissenso di una riforma che sicuramente non porterà beneficio ai sardi.

Alcuni esempi le liste d'attesa. Assessore, io l'ho coinvolta in una mia vicenda personale dove mi sono recato per un ricovero al Marino per mia figlia e mi ha ricevuto una Guardia giurata, e la Guardia giurata ha chiesto quali fossero i problemi sanitari e sono rimasto con lui a discutere se il dolore era dalla parte destra o dalla parte sinistra. Questa è la riforma sanitaria che voi volete? Una riforma sanitaria che assolutamente non trova le soluzioni per i cittadini.

I Pronto Soccorso in Sardegna oggi hanno una media di 7 ore di tempi d'attesa. Ma veramente vogliamo pensare che con la riforma sanitaria noi siamo capaci di ridurre i tempi d'attesa. Io credo che probabilmente con la riforma sanitaria, soprattutto, con gli ospedali periferici, andremo a creare ulteriormente le liste d'attesa. Ma sulle liste d'attesa mi richiamo un tema abbastanza singolare che è il week surgery, cioè gli interventi programmati sino al giovedì; è come se un'impresa privata, che investe milioni di euro, con migliaia di dipendenti, dovesse decidere di lavorare cinque giorni la settimana. È da persone normali? È questa l'economia che noi vogliamo fare in questa Regione Sardegna? Noi riteniamo che invece lavorando cinque giorni alla settimana si riesca in qualche modo ad economizzare, oppure noi facciamo lavorare i nostri strumenti per le visite specialistiche quattro o cinque ore al giorno. Ma è una cosa normale, è da economisti, è da docenti universitari tutto questo? Io credo proprio di no. Noi avremmo dovuto far lavorare le nostre macchine ventiquattro ore su ventiquattro, noi avremmo dovuto raddoppiare quelli che sono gli interventi presso i nostri ospedali, per fare che cosa? Per evitare che la nostra gente delle nostre comunità, soprattutto quelle distanti, quelle che sono marginalizzate, possano scappare distanti dalla Sardegna, scappare presso altri servizi sanitari. Oppure il progetto che a noi sfugge è un progetto che è indirizzato verso la sanità privata? Ecco, se questa è la strategia, allora è chiaro che tornano anche i conti. Ma, in realtà, l'obiettivo di questa Giunta invece è un obiettivo confuso, un obiettivo pasticciato, che non ci porta da nessuna parte. È troppo facile pensare che da Torino, o da Rivoli a Torino, tanto cara a Moirano, ci sono 25 chilometri, da Rivoli a Torino con la metropolitana leggera occorrono dieci minuti. Quindi è facile dire che io da Rivoli, piccolo centro, mi sposto al grande ospedale con facilità. Ma da Buggerru a Carbonia con un mezzo pubblico occorrono due ore. E allora questo dimostra che la Sardegna non è pronta per questo tipo di riforma, che la Sardegna non è pronta e soprattutto non si è tenuto conto di quelle criticità. È inutile poi raccontare cosa farà La Maddalena, cosa farà La Maddalena per il punto nascita, o cosa dovrà fare Carloforte per soddisfare le sue esigenze. Ci stiamo addentrando, Assessore, adesso, nella discussione degli emendamenti, emendamenti che dimostreranno ancora una volta quanto questa riforma è una riforma calata dall'alto, che è distante totalmente dalle richieste dei cittadini.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha

facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

ARRU LUIGI, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Dovrò usare la lingua sarda perché c'è una bellissima espressione in nuorese che dice: pistala, pista s'abba, abba it e abba istat. Perché mi da la sensazione che stiamo cercando di non capirci. Allora, se una persona viene ricoverata in un centro dove vengono ricoverati meno di 100 infarti all'anno, il rischio è che si abbiano 834 morti in meno, quindi la soglia è sotto o sopra 100. Se faccio una colecistectomia in un centro che fa meno di 100 colecistectomie, cambia la storia della persona. Questo è il Piano Nazionale Esiti, non è la Giunta regionale della Sardegna. Se uno va a farsi operare per un tumore del colon in un centro che fa meno di 50 interventi, ha il rischio quella Regione di avere più di 151 morti. Allora riflettiamo su queste cose qui. Nessuno sta penalizzando i territori, abbiamo utilizzato le prerogative del DM 70 tenendo conto dell'orografia, della densità, e questo è stato il primo punto, però stiamo cercando di offrire una sanità in cui le opportunità dei cittadini sardi in termini di qualità ed esiti siano uguali ai cittadini di tutta Italia e oltre. Allora non abbiamo chiuso nessun ospedale, non stiamo facendo macelleria sociale, non stiamo facendo calcoli ragionieristici, perché il lavoro che è stato fatto in Commissione ha tutelato i piccoli presidi, anche quando i numeri di accesso delle stesse popolazioni residenti sono al di sotto dei criteri di classificazione per poter chiamare pronto soccorso una struttura. Allora, smettiamola di creare terrore, ridiamo informazione corretta ai nostri cittadini. Non serva DEA di primo livello, DEA di secondo livello, servono le funzioni. Nessuno toccherà la neurochirurgia di Nuoro, l'ematologia, la chirurgia vascolare, perché chiaramente stiamo intervenendo in un processo che vede vent'anni di vuoto programmatorio. Se avessimo dovuto applicare alla lettera il DM 70, circa dieci strutture per motivi di sicurezza e non per motivi economici sarebbero state trasformate. Allora, proviamo a ragionare, è un processo continuo di cambiamento, ma non diciamo che c'è un depotenziamento delle strutture. Stiamo mettendo al centro il problema della qualità, e chi ha voglia basta che acceda al Piano Nazionale Esiti, si registri, veda ospedale per ospedale le procedure che vengono fatte attualmente in Sardegna in 29 ospedali pubblici e 10 privati, e penso che i numeri siano molto chiari. Non una volta è stato fatto un ragionamento di calcoli, di soldi, anche quando, lo ripeto e lo ribadisco, il rapporto tra produzione e costi di produzione per la presa in carico dei cittadini è superiore uno a tre, uno a quattro, il che significa che si producono 3 milioni per DRG e diamo a quell'ospedale 14 milioni. Stiamo tutelando i posti di lavoro, però ci stiamo mettendo il problema di lavorare in rete, come avviene da tutte le parti. Quindi penso che ci sia lo spazio per fare una proposta, come è stato fatto in Commissione, e ringrazio il presidente Perra e tutti i componenti della Commissione, della maggioranza e dell'opposizione, perché è stato fatto un lavoro di attenzione nei confronti del territorio, dando, ripeto, risposte soprattutto ai piccoli presidi, ma mettendosi il problema fondamentale della tutela della sicurezza dei nostri cittadini.

PRESIDENTE. Grazie. Metto in votazione l'emendamento numero 8 uguale al numero 740.

Ha domandato di parlare la consigliera Anna Maria Busia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà

BUSIA ANNA MARIA (Gruppo Misto). Non avevo visto che c'era l'emendamento. Io in realtà voglio intervenire, Presidente, per fare una dichiarazione di voto sull'articolo, o meglio sul Capitolo 5, perché avevo già deciso di votare contro questo Capitolo per l'impostazione che questo Capitolo riassume e racchiude, ma dopo aver sentito l'Assessore ancora più convintamente, perché mi pare che si continui a non capire che le questioni che vengono poste all'attenzione di quest'Aula non sono questioni che attengono soltanto ai numeri e alla chiusura di questo o di quell'ospedale, sono questioni, per certi versi e per alcuni di noi, superate. Noi stiamo dicendo, io sto dicendo, io ho detto in altre occasioni che è sbagliata l'impostazione, perché è sbagliato il modo in cui si sta riorganizzando un sistema che deve tener conto di una organizzazione delle garanzie di salute di tutti i cittadini nel territorio. In che maniera questo copia incolla riportato nel Capitolo 5 e questo sbandierato DM 70 che è stato rivisto, ma non è stato rivisto per niente, continua, viene riproposto a garanzia di che cosa? La salute in che modo viene tutelata? Quali sono i filtri che impediscono che le liste d'attesa, che le cose lamentate dai colleghi quando si arriva ai pronto soccorso, dobbiamo raccontare anche le vicende personali? Io credo che questa non sia la sede, ma se ci sarà il tempo racconterò anche la mia di esperienza personale. Allora diversamente andava impostato, perché una corretta programmazione delle attività ospedaliere di elezione è possibile solo se la rete ospedaliera è rimodulata al fine di rispondere con tempestività ed efficacia all'esigenza dell'emergenza-urgenza. Continuo, la concreta applicazione della rete ospedaliera trova la sua articolazione in Hub and Spoke, pronto soccorso di aree disagiate. Occorre un coordinamento con le aree periferiche, garantendo un servizio teso a prevenire possibili ricoveri più impegnativi. Questo non lo dico io, lo dice il dottor Enrichens. Abbiamo persone di questo tipo, ci possiamo avvalere di professionalità di questo tipo, perché non le usiamo? È un lavoro, Assessore, se ha bisogno glielo metto a disposizione, che trova in Focus on, il nuovo regolamento sugli standard ospedalieri. Questo andava fatto, e invece ci si è concentrati sugli ospedali. E in che modo, in che modo si garantiscono quelle belle premesse che sono state fatte…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà

PITTALIS PIETRO (FI). Per annunciare il voto favorevole all'emendamento soppressivo per le ragioni che sono state puntualmente messe in evidenza dai colleghi che mi hanno preceduto, i quali hanno evidenziato in primo luogo la pericolosità di una riforma che, anziché migliorare il sistema, rischia di renderlo ancora più pernicioso, pernicioso soprattutto con riferimento a quello che è un sacrosanto diritto, caro Presidente, caro Assessore, che non potete mettere sul banco della negoziazione del mercato degli emendamenti all'interno del centrosinistra, dove sto sentendo un giorno sì e l'altro pure i mal di pancia che si manifestano di chi vota a favore, di chi vota contro, perché state veramente rasentando il paradosso. Si parla del diritto alla salute dei cittadini! Del diritto alla salute di chi abita a Seui, di chi abita a Isili, non solo di chi abita a Cagliari o a Sassari, ed è questo che non riesce a entrarvi nella testa! E se oggi manifestano Sindaci, amministratori, cittadini normali, quelli che vi chiedono attenzione su un problema che non può costituire oggetto del mercato, ma che deve costituire oggetto del buonsenso, e allora ecco perché noi insistiamo, noi vi chiediamo: fermatevi! Perché non è possibile ipotizzare una riforma che dovrebbe migliorare le condizioni di vita dei cittadini, e che invece si sta apprestando a consumare quello che, ve l'hanno detto prima di noi esperti del settore, davvero mortifica le aspettative. E allora, Assessore, non è l'opposizione soltanto che ve lo dice, ve lo dicono settori della maggioranza, sia pure con, diciamo così, le sensibilità che non riusciamo a capire, perché un giorno dicono una cosa e un altro ne dicono un'altra, almeno noi dell'opposizione ve lo stiamo dicendo dal primo giorno con chiarezza, che dovete arretrare da questo proposito, che riteniamo pregiudizievole. E allora: i Sindaci che manifestano, i cittadini comuni che manifestano, le organizzazioni sindacali, le associazioni; mah, Assessore, o leggiamo due libri che sono quello che leggete voi, che legge una parte della vostra maggioranza…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Presidente, diciamo così, che non era mia intenzione intervenire su questo emendamento, ma utilizzo l'emendamento, su cui naturalmente esprimo il voto contrario, per dare un parere sulla discussione che si sta mettendo in piedi. Io credo che poche riforme, e l'ho detto già un'altra volta, siano state analizzate, discusse, dibattute come è stata dibattuta questa. Poche altre riforme sono state oggetto di discussione con le amministrazioni pubbliche e con le parti sociali come questa; ne discutiamo da mesi! E sentir dire a qualcuno dei Consiglieri di opposizione, e certamente non trascuro i colleghi di maggioranza, sui quali ovviamente vorrei dire delle cose magari più avanti, nel merito specifico delle cose che vengono sollevate, ma quando sento dire, ad esempio, che si fa una riforma che non tiene conto della specialità della Sardegna si dice una cosa che non sta né in cielo né in terra, perché se noi applicassimo il DM numero 70, così com'è scritto, la storia che racconteremo oggi della riforma che stiamo presentando in Aula sarebbe un'altra, no! Un'altra, totalmente! Per cui questo è un fatto forte di autonomia, di libertà che noi mettiamo in piedi per difendere e dire che vogliamo fare un certo tipo di sanità in tutta la nostra Isola che tiene conto delle sue peculiarità. O vogliamo fare come ha fatto il centrodestra fino ad oggi, cioè non far nulla? E' questa la soluzione? Non far nulla, tenerci fermi? Dice Deidoni:" E' colpa mia se l'AREUS non è ancora partita forse?". Certo che non è colpa tua, Dedoni, è colpa nostra che l'abbiamo istituita l'AREUS e ancora non l'abbiamo fatta partire, ma è colpa tua il fatto che ti sei riempito la bocca, insieme a tanta gente che oggi sta all'opposizione, del fatto che bisognava mettere in piedi l'elisoccorso e non l'hanno mai fatto, dal punto di vista proprio della costruzione di un'idea di come andare avanti. Noi lo facciamo, consapevoli che le riforme toccano interessi importanti, di tanta gente, e soprattutto di tanti che sulla sanità hanno fatto la loro fortuna e continuano a farla, e quando si entra in merito a questioni come queste, è evidente che ci sono interessi che si toccano, è evidente che le resistenze sono tantissime. Noi abbiamo detto che non abbiamo la verità e proviamo a discuterla qua, in quest'Aula, e i toni accalorati di qualche consigliere, anche di maggioranza, francamente non fanno giustizia al dibattito che c'è stato, perché noi abbiamo fatto un dibattito lungo e ancora lo stiamo facendo, consapevoli del fatto che la Sardegna ha bisogno di una riforma della sanità, consapevoli che una rete ospedaliera va riorganizzata, che esiste un decreto ministeriale nazionale che impone l'obbligo alle regioni di fare la riforma ospedaliere, e noi la facciamo, con la libertà che è propria dalla Regione Sardegna, con la sua specialità, tenendo conto delle peculiarità della nostra Isola, dei sui territori, dei suoi Sindaci e delle sue comunità.

PRESIDENTE. Grazie. Metto in votazione l'emendamento numero 8 uguale al 740, parere contrario della Commissione, con votazione elettronica.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 8 uguale al 740.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Chiedo conferma del ritiro degli emendamenti soppressivi a firma dell'onorevole Oppi.

(Intervento fuori microfono del consigliere Rubiu Gianluigi)

PRESIDENTE. Va bene, allora metto in votazione l'emendamento numero 410, soppressivo parziale.

Ha domandato di parlare il consigliere Emilio Usula per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

USULA EMILIO (Gruppo Misto). Solo per insistere sulle osservazioni che ho iniziato a fare già in discussione generale e nella discussione di questi emendamenti. E' vero, Assessore, non sono sicuramente animato da una volontà negativa o da un atteggiamento negativo pregiudiziale nei suoi confronti, però mi dico: se noi dovessimo interpretare il DM numero 70, o le disposizioni ministeriali, forse dovremmo prenderle davvero nella loro complessità queste disposizioni. E allora mi chiedo, fonte regionale Ministero della Salute, su dati Istat 2015 Ministero della Salute, per la Sardegna non si parla di popolosità dei vari territori, ma si parla di DEA primo livello previsti 8, DEA secondo Livello previsti 3; perché la volontà particolare di questa maggioranza e di questa Giunta a voler interpretare in modo riduttivo anche gli stessi dati che vengono dal Ministero? Ha ragione chi sottolinea la difficoltà di determinati territori. Quando si parla di possibilità di accesso alle strutture previste in un DEA di secondo livello, e stiamo parlando di molte specialità che prevedono interventi h 24, si parla di difficoltà che per certi territori è, come dice lei, la differenza tra la possibilità di sopravvivere oppure la grande probabilità anche di lasciarci le penne, di morire. Ma non stiamo parlando solo dei territori come Austis, come Tetti, come Ovodda, io mi chiedo se abbiamo mai analizzato quanto tempo occorre per arrivare, per accedere a un servizio h 24 la notte di ferragosto da un territorio come può essere Cala Gonone, soprattutto, e lasciamo stare il periodo particolare dove un ponte impedisce ancora per venti minuti la possibilità di accedere da Dorgali a Oliena, cioè, quanto tempo occorre per arrivare al DEA di riferimento, secondo livello, previsto per un cittadino, per un turista che sta a Cala Gonone? Occorre arrivare a Cagliari, o occorre arrivare a Sassari, perché in previsione Nuoro non deve avere, essendo un primo livello, determinati servizi H24? Queste cose le stiamo già vedendo con le prime determinazioni dell'atto aziendale. Parlo solo di una piccola esperienza che è quella personalissima ma l'endoscopia…

PRESIDENTE. Onorevole Usula, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Edoardo Tocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TOCCO EDOARDO (FI). Assessore, probabilmente non era neanche il caso di dirlo perché sono cose anche molto poco edificanti, ma poco fa mi è arrivata una chiamata di una persona che ha chiesto per la moglie al CUP una visita diabetologica e gli hanno detto che non si può fare prima della metà di marzo 2019. Bene, questo è emblematico nel senso che probabilmente non era una cosa neanche edificate da dire in questo momento, però per fare capire esattamente qual è la situazione drammatica. Io credo che forse siano queste le cose alle quali bisogna dare un occhio di riguardo perché se non c'è un'attenzione per i cittadini che hanno certe patologie non si può arrivare a tanto, un anno e mezzo, manco a farlo apposta a scadenza elettorale della Regione questi dovrebbero andare a visita diabetologia. Lei ha detto poc'anzi, Assessore, che in Commissione, in maggioranza si sta dando un occhio di riguardo ai territori periferici. Allora, io dico una cosa, se si sta dando tanto un occhio di riguardo ai territori periferici, come mai la sala operatoria del San Giuseppe di Isili è ancora in alto mare dopo mesi? Visto che c'è questo grande occhio di riguardo, pensate se non ci fosse l'occhio di riguardo, probabilmente la sala operatoria sarebbe pronta fra due anni! Poi voglio parlare anche di Muravera. Si parla in questo paragrafo dei flussi turistici, dell'aumento della popolazione in periodo estivo e io credo che in quella zona lì di Muravera, la zona costiera, è una zona che, credo, non voglio dire stupidaggini, ma si aggira intorno ai 3-400 mila persone durante quel periodo. Allora, cosa c'è di più importante anche di dare un messaggio al turista che arriva lì in vacanza e dargli la sicurezza, visto che si sta parlando di sicurezza, di un ospedale lì vicino che abbia tutte le caratteristiche settimanali e fine settimanali (come dite voi day surgery eweek surgery), cioè dargli la completezza della sicurezza, della certezza che sta andando a fare le vacanze e sa benissimo che in qualsiasi momento ci fosse il bisogno c'è un ospedale a disposizione, ci sono dei medici H24 a tutte le ore? Questo è importante! Il problema è questo, Assessore, se vengono a Cagliari, come stanno venendo in mobilitazione sindaci, amministratori, cittadini, io non credo che stiano scendendo dalla crociera che oggi è arrivata…

PRESIDENTE. Onorevole Tocco, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Presidente, debbo tirare un sospiro di sollievo perché ho sentito una autorevole collega sparare a palle incatenate contro gli emendamenti che abbiamo votato poc'anzi, sembrava dovesse scoppiare la guerra atomica, sembrava che la collega dovesse non soltanto votar contro e far cadere la maggioranza e poi con nostra grande sorpresa abbiamo visto che invece la collega, dopo aver sparato a palle incatenate a favore di questo emendamento che era contro l'articolo, ha votato contro l'emendamento che avrebbe soppresso quell'articolo. Questo ci riempie di sollievo. È evidente che c'è un momento per la lotta e c'è anche un momento per il Governo, così come ci hanno insegnato autorevoli esponenti della sinistra nazionale.

Detto questo, il mio voto su questo emendamento sarà favorevolissimo perché va a incidere sul primo capoverso del paragrafo 15 che è la madre di tutti gli sconci di questo piano di riorganizzazione, che è la colonna portante in quanto simula di applicare una norma che in certi casi viene applicata e in altri casi viene invece interpretata. Quindi il mio voto sarà favorevole, ma convintamente favorevole, e di sicuro non voterò contro questo emendamento come qualche collega fa.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Presidente, intanto anticipo ovviamente il voto favorevole a questo emendamento, però intervengo per riportare con alcuni punti di chiarezza ciò che è avvenuto fino ad ora su questa riforma. Io ho molta stima del Capogruppo del Partito Democratico, l'onorevole Cocco, però credo anche che non debba insegnare la lezione a nessuno e quantomeno dire esattamente come stanno le cose. Questa riforma parte con voi e finisce con voi. Vi abbiamo detto dall'inizio che noi non eravamo d'accordo, non è la nostra riforma, noi non siamo un partito di lotta e di governo, noi facciamo in quest'Aula il nostro ruolo di minoranza, costruttiva però, perché abbiamo tentato in tutti i modi di farvelo capire, di farvi capire gli errori. In Commissione, Assessore, è vero, c'è un dibattito ma poi si conclude a colpi di maggioranza, ciò che non volete far passare non lo fate passare e questo la gente lo deve sapere. Così pure come deve sapere che i sindaci hanno dovuto inveire contro di voi su questa riforma perché non li avete coinvolti dall'inizio, la verità va detta tutta. Così pure i medici, gli operatori sanitari, avete fatto una cosa voi e i vostri manager, ve la siete cantata, ballata e suonata, tant'è vero - ed è la prova - che gli atti aziendali sono "in onda", Assessore, anche prima della sua riforma, della riforma di questa maggioranza e della legge che uscirà da quest'Aula e forse qualche atto andrà rivisto, anche a seguito della norma che sarà approvata qui. Questo va detto, perché questa è una riforma che voi volete, io ho detto dal primo giorno che noi non abbiamo attualmente gli strumenti per impedirvelo, ci sarebbe piaciuto tanto poterli quanto meno limitare i danni di questo disastro che state mettendo in atto, ma niente, andate avanti. Però dite la verità e cioè che è prettamente vostra e di nessun altro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Anna Maria Busia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BUSIA ANNA MARIA (Gruppo Misto). Chiarisco un passaggio, Presidente, il mio voto era contrario all'emendamento perché credo che la soppressione di questo capitolo non possa rimediare l'impostazione di un DL che ha degli errori e delle manchevolezze, come ho spiegato nella discussione generale. Ecco perché il mio voto contrario all'emendamento soppressivo. Naturalmente rimane ferma, fermissima, caro doppio collega, anche il mio voto contrario, come ho anticipato, al capitolo 5.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianluigi Rubiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Presidente, per dichiarare il mio voto favorevole all'emendamento numero 410 per la soppressione del capitolo 5, proprio perché è il tema più importante: la rimodulazione dei presidi ospedalieri ai territori di riferimento. L'oggetto del contendere è esattamente questo. Voi siete riusciti in questa riforma a spacchettare la Sardegna, suddividerla in territori in base alla popolazione, ma vorrei ricordare ai più distratti che la Sardegna oltre ad essere un'isola, è un'isola turistica, è un'isola dove alcuni comuni della nostra bellissima isola nei mesi estivi si trasformano magari da 3.000 abitanti in 30.000 abitanti, quindi avete tenuto conto di quel dato freddo, di quel numero che in realtà non aiuta la riforma e soprattutto non porta da nessuna parte. L'idea che si vuole suddividere la Sardegna in ospedali di qualità o in ospedali che sono poco più degli ambulatori non porterà sicuramente un grande risultato. Il DM 70, il tanto proclamato DM 70, pare che sia da rispettare solo per noi, solo per la Sardegna. Il Trentino ha sforato del 20 per cento, la Puglia - è stato già detto dal collega più volte - ha istituito 27 DEA di secondo livello pur avendo una popolazione che è solo doppia alla Sardegna. Cosa significa? Significa che lo Stato cosa può fare alla Sardegna? Ci obbliga a fare che cosa nel momento in cui noi stiamo campando con i soldi dei sardi? La sanità è a totale carico del bilancio regionale, la sanità ci costa il 55 per cento del bilancio regionale ma ancora non abbiamo capito che noi possiamo tranquillamente sforare quelli che sono i dispositivi del DM 70. Qui è la volontà politica, voi volete a tutti i costi distruggere la sanità sarda.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Veramente io sono appassionato quando intervengo perché credo in quello che dico, perché sono convinto che ci sia la necessità di modificare sostanzialmente questa benedetta legge che viene proposta all'attenzione del Consiglio perché non la ritengo sufficiente né capace di risolvere i problemi della sanità. Onorevole Pietro Cocco, io la stimo, ma vorrei ricordarle che lei non se la può più cavare nel dire che il colpevole di tutto è Cappellacci perché se io facessi quel ragionamento le direi che il colpevole di tutti è il centrosinistra perché ha governato per trent'anni negli ultimi quarant'anni nella Regione. Sono sciocchezze! Allora il problema, glieli faccio io i conti se vuole, se le interessa io le debbo dire una cosa, l'AREUS per quel che riguarda la proposta di riforma che c'era, era considerata all'interno della proposta, non era staccata come l'avete staccata voi e anzi siccome voi l'avete staccata a me viene il dubbio che sia soltanto per dividervi come clientela il direttore generale dell'AREUS che non so da quale parte deve andare. Magari una casella in più, se sono cattivo e penso malevolmente, per quel che riguarda l'elisoccorso fu deliberato a suo tempo, non attuato, è vero, ma prevedeva due approdi per l'elitrasportato e copriva tutta la Sardegna, cosa che non avviene oggi con tre approdi che non soddisfano tutta la Sardegna e che anzi hanno 30 milioni di euro in più di costi. Voi non avete fatto altro che prendere una cosa e raddoppiarla nei costi ma non darle efficienza. Se avessi tempo le racconterei anche altro, allora stiamo attenti a quello che andiamo a dire perché conosciamo sufficientemente la storia della Sardegna, quello che ha patito la Sardegna anche dagli anni passati ad oggi passando anche per un centrodestra, ma stiamo attenti che il centrosinistra ha governato molto, molto, molto, di più.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Fasolino per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FASOLINO GIUSEPPE (FI). Per annunciare il mio voto favorevole all'emendamento. Io in questi mesi non sono intervenuto molto durante, sono andato però nei territori, sono andato a cercare di capire effettivamente che cosa alla gente non piaceva di questa riforma, sono andato nei territori ad incontrare i sindaci, accompagnavo molto spesso il mio collega Edoardo Tocco che a proposito ne approfitto per ringraziarlo per il lavoro che ha fatto in tutti i territori. Solitamente noi consiglieri regionali ci muoviamo nei nostri territori che sono diretti e che sono il nostro bacino elettorale, lui è andato ad ascoltare in tutti i territori fuori dal suo bacino e lo ha fatto con un unico interesse, visto che abbiamo parlato di interesse, che è quello della salute dei sardi. E quindi io non l'ho fatto mai fino a oggi, lo ringrazio per il lavoro che ha fatto e per il supporto che ha dato a tutti noi durante questi mesi. Dicevo, sono andato ad ascoltare e capire che cosa la gente voleva e molto spesso mi sono incontrato con colleghi del centrosinistra e insieme cercavamo di capire e insieme abbiamo cercato di portare avanti alcune modifiche che potevano essere e che potranno essere fondamentali per questa riforma. Ho sentito parlare dal Capogruppo del PD, l'onorevole Cocco che stimo anch'io come la mia collega Zedda, di interessi, abbiamo visto muovere in questi mesi i sindaci, un sindaco si muove soltanto per difendere un interesse che è l'interesse del cittadino, questo ha spinto i sindaci oggi a venire qua, questo ha spinto i sindaci in piazza, questo sta spingendo i sindaci a farvi ragionare. Ha detto bene il nostro Capogruppo, l'onorevole Pittalis, fermatevi, ragionate un attimo perché le riforme e questa riforma è fondamentale per la salute della Sardegna, merita probabilmente una riflessione maggiore, insieme potremo fare una riforma migliore di questa che avete presentato. Non è possibile a proposito parlando proprio del capitolo 5 non prevedere nel Nord Est un presidio di primo livello, non è possibile.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Questo è il vostro cavallo di battaglia indubbiamente, da quello che abbiamo sentito dai banchi della maggioranza, io scusatemi penso Assessore e lo dico anche con la serietà che quella affermazione di Laocoonte rivolta ai Troiani allora ebbe così come ci consegna nell'Eneide Publio Virgilio Marone e cioè questo è il vostro cavallo di Troia, questo è il vostro cavallo di Troia Assessore perché è il cavallo che determinerà davvero la vostra rovina. Finché questo determina la rovina del centrosinistra, ma di tutto il centrosinistra sia chiaro, perché non ci sono differenze, perché questa riforma la sta sostenendo tutto il centrosinistra sardo e finché la rovina riguarda la vostra appartenenza politica, anzi ne siamo anche contenti, questa riorganizzazione pone davvero il problema della rovina di quello che state calando in maniera autoritativa nei nostri territori. Perché le riforme o le fate con il consenso delle popolazioni, dei sindaci, degli amministratori che sono poi i primi ai quali si rivolgono i cittadini. E' chiaro, voi siete a Cagliari, siete lontano da quelle realtà, non vi interessano i bisogni di Gadoni, non vi interessano i bisogni di Solarussa perché tanto qui a Cagliari avete tutte le comodità. Ecco perché noi insistiamo perché questa riforma da parte nostra continuerà ad essere osteggiata ma per salvaguardare non interessi particolari ma un interesse più alto e più nobile, quello che la Costituzione garantisce nelle forme più assolute che è il diritto di ogni cittadino ad essere garantito nel suo bene primario che è la salute. Ed è questa la ragione per la quale noi continueremo ad insistere su un atteggiamento che non è ostruzionistico ma è un atteggiamento per invitarvi a riflettere, per invitarvi a fermarvi perché una riforma vera si fa quando si creano le condizioni…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Christian Solinas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SOLINAS CHRISTIAN (PSd'Az - La Base). La citazione del collega Pittalis mi ha fatto sovvenire una frase di Antonio Gramsci invece che diceva che la buona politica è connessione sentimentale tra popolo e governanti. E allora anche io sono qui a chiedere alla Giunta, alla maggioranza, una riflessione in più piuttosto che una riflessione in meno. Non voglio entrare ora nel merito della questione che attiene al capitolo 5, però non possiamo non registrare e non prendere atto che non si può governare a dispetto dei sardi, e allora se tutte le organizzazioni di categoria, se tutti i Sindaci, se grossissima parte di questa società ha delle rimostranze da fare, io non dico che sia sbagliata la riforma, ma quantomeno c'è bisogno di approfondirla per farla comprendere meglio forse. C'è forse bisogno di modificarne alcune parti, e allora non si comprende questa fretta, soprattutto nel momento in cui, e qui torno ad alcune affermazioni che sono state fatte da più parti, io credo che la Sardegna meriti una riforma non solo della rete ospedaliera, ma del sistema sanitario nel suo complesso, però vivaddio visto che la sanità abbiamo scelto di pagarcela, io credo che la prima grande vertenza da aprire sia quella di rivendicare il diritto di poterla governare, la sanità, e di non dover applicare in Sardegna criteri, lacci e lacciuoli, che appartengono a situazioni che stanno fuori da quest'isola, a medie, criteri, a criteri tendenziali che sono quelli del resto della penisola. Diciamola tutta fino in fondo anche, diciamo che questa riforma una volta adottata andrà al vaglio del Ministero e, probabilmente, se non cambia qualcosa, ci saranno ulteriori situazioni da rivedere, probabilmente cadranno ulteriori parti dell'assetto che stiamo dando perché non rispondenti a criteri prettamente economicistici. E allora l'invito è questo. Se serve un approfondimento in più, una riflessione in più, prendiamoci carico di farla, e da parte nostra, come sardisti, tutto il sostegno qualora si voglia aprire una vertenza in questo senso, rivendicare il diritto di governare la sanità con criteri, con cuore e gambe in Sardegna, davanti alla responsabilità di finanziare per intero il sistema sanitario.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 410.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'emendamento numero 411.

Ha domandato di parlare il consigliere Edoardo Tocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TOCCO EDOARDO (FI). Assessore, per come ho avuto modo e il piacere di conoscerla, io credo che anche lei abbia qualche dubbio su questo modo di riorganizzare la rete ospedaliera, probabilmente però siete arrivati troppo avanti, vi siete spinti molto velocemente, quindi adesso sarebbe anche difficile in questo momento fermarsi un attimino a riflettere, come qualche collega ha sostenuto. Io questo lo posso anche capire, però io credo che anche uno scatto d'orgoglio, un atto e una presa di coscienza non sarebbe neanche male in certi momenti, perché io credo che sia anche una questione di buonsenso. Assessore, vede, probabilmente questa riforma è partita in maniera un po' disorganica, forse poco armonizzata, forse perché magari non è stata studiata a sufficienza. Quando la settimana scorsa presi la parola per la discussione generale lanciai una proposta, io credo, mi si passi anche il termine, io credo che alla Sardegna, visto che la sanità incide così fortemente sul bilancio, servirebbe una Costituente per la sanità, servirebbe un modo di ridisegnarla in maniera più armonica, perché si vuol lavorare con degli ospedali che tutto sommato, guardiamoci in faccia, sono vecchi. Si vuole lavorare su Santissima Trinità che è una vecchia caserma, sul Marino che è un vecchio albergo, sul San Giovanni di Dio che esiste da quando esiste il Regno d'Italia. Cioè, è chiaro che queste cose non sono facili in questo momento da riorganizzare, però probabilmente rivedendo non la riorganizzazione, ma un ridisegno della sanità, e fermandoci un attimo, come qualche collega ha detto poc'anzi, non sarebbe neanche male che si prendesse un po' di tempo ancora, e non credo che se non si va a conclusione entro questa settimana cambi qualcosa, tutto sommato insomma la tempistica c'è ancora.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Presidente, ma io credo che le affermazioni del collega Tocco siano di pregio particolare. "Costituente della sanità", un concetto che sicuramente va a delineare un orizzonte nel quale bisogna ristrutturare tutto quello che avete fatto con questo piano, ma più che costituente della sanità, così come dice autorevolmente il collega Tocco, io credo che bisogna parlare della necessità di un "ricostituente" per questo piano asfittico, un ricostituente per questo Piano privo di gambe, o con gambe mal ferme. E adesso noi stiamo votando un emendamento che va a sopprimere il secondo capoverso del capitolo quinto, che è una delle gambe mal ferme di questo piano di riorganizzazione che necessita di una cura ricostituente, Assessore. E quella norma, quella di cui stiamo parlando, perché di norma trattasi, che indica gli abitanti per ogni livello di presidio ospedaliero, quindi pari o superiore a 80.000 abitanti per base, pari o superiore a 150.000 abitanti per il primo livello, pari o superiore a 600.000 abitanti per il secondo livello. Ebbene, Assessore, ma per quale motivo scriviamo queste cose, se poi fate quello che ritenete di dover fare in relazione ai vari territori? Se ritenete di applicare questa norma a seconda delle coerenze con i territori, coerenze politiche ovviamente. Ma per quale motivo le scrivete queste cose? Perché ci fate perdere tempo a discutere di articoli, di norme, di regole che poi applicate alla bisogna, per utilizzare un eufemismo, alla bisogna. Non fatecele votare, espungetele da questo testo. Non serve a niente! Ecco perché voterò a favore di questo emendamento, che taglia completamente questa gamba malferma di questo piano. Grazie Presidente.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 411.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 412.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 413.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 414.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 415.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 416.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 417.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 418.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 420.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 421.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 422.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 423.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 409.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 419.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 675.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 281.

L'onorevole Pittalis ritira la richiesta di votazione elettronica.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 605.

Ha domandato di parlare il consigliere Emilio Usula per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

USULA EMILIO (Gruppo Misto). Intanto su questo emendamento chiedo nuovamente il voto elettronico.

PRESIDENTE. Lo deve richedere il Capogruppo.

BUSIA ANNA MARIA (Gruppo Misto). Chiedo il voto elettronico.

USULA EMILIO (Gruppo Misto). Rileggo l'emendamento: "l'articolazione geografica e la distribuzione demografica consentono di individuare in Sardegna tre aree che possano essere sede di una struttura ospedaliera di tipologia più complessa con almeno un presidio di secondo livello Hub e sette aree che possono ospitare un presidio di primo livello Spoke". Questo è un emendamento che vuole sottolineare per l'ennesima volta la richiesta a questa Giunta di valutare con attenzione il diritto della Sardegna di avere non due hub distanti 220 chilometri l'uno dall'altro e altri territori, che per accedere agli hub o strutture DEA di secondo livello necessitano di tre ore, quei cittadini che sono in determinati territori per arrivare e per accedere a queste strutture e chiedo, naturalmente, una particolare attenzione, ed è per questo che ringrazio anche la capogruppo Anna Maria Busia, il voto elettronico. Voglio che si valuti questa opportunità e che in particolare la valutino con attenzione i Consiglieri del nuorese.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Antonio Solinas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SOLINAS ANTONIO (PD). Per chiedere, se il consigliere Usula è d'accordo e se l'Aula è d'accordo, un emendamento orale, che non riesco a capire, perché vogliono individuare in Sardegna tre aree invece che quattro. Quindi, io propongo un emendamento orale e trasformare il tre in quattro.

PRESIDENTE. È accettato l'emendamento orale che propone la modifica da tre a quattro? C'è opposizione, quindi non è accolto l'emendamento orale.

Ha domandato di parlare il consigliere Gianluigi Rubiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Come dichiarazione di voto per confermare che noi votiamo a favore di questo emendamento, perché anche qui, ancora una volta, si vuole dimostrare che la Sardegna non può essere ritenuta come un'unica regione sanitaria, ma la possibilità di dividere in sette aree, che possano ospitare un presidio di primo livello spoke, ritengo sia una proposta intelligente, una proposta sensata, che va in qualche modo a colmare quello che è il grande errore che si commette in questa riforma sanitaria, di spacchettare la Sardegna per territori senza creare però quelle condizioni per intervenire sotto l'aspetto della salute.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Anna Maria Busia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BUSIA ANNA MARIA (Gruppo Misto). Mi asterrò in relazione a questo emendamento e spiego. Pur essendo favorevole, ovviamente, al contenuto, che comunque verrà meglio esplicitato in altri emendamenti, che proprio il collega Usula ha presentato, ritengo che il cambiamento, e quindi la configurazione di tre aree, in questa norma non cambi il senso e le cose che ho detto nella dichiarazione di voto che ho fatto precedentemente. Per cui sarà un voto di astensione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Collega Usula, noi votiamo a favore di questo emendamento, ma l'appello non va rivolto soltanto ai nuoresi, perché non è un problema solo dei nuoresi, stiamo parlando del diritto fondamentale alla salute, che riguarda tutti i cittadini indistintamente e siccome questo suo emendamento coglie nel segno, mi pare che sia una mediazione di equilibrio, noi lo votiamo convintamente. Ma l'appello lo facciamo soprattutto a quei consiglieri, non solo del nuorese, ma di Cagliari, di Sassari, di Oristano, della Gallura, del Sulcis lo facciamo a tutti i consiglieri di buona volontà che vogliono quantomeno arginare gli effetti dannosi di questa riforma. Questo emendamento già rimetterebbe nel binario corretto il problema di riconsiderare, per le ragioni stesse che ha riferito il collega Usula e che non ripeto, e senza qui fare esercizio di retorica, perché non è possibile che si individuino soltanto i due capi, del nord e del sud, senza che al centro vi sia qualcosa. Poi, vi riempite la bocca di spopolamento, di come andare incontro alle zone interne, venite a Nuoro a firmare patti farlocchi, patti patacca e quando vi si pone il problema, il problema nelle forme giuste e corrette, di far passare un emendamento per dare una risposta a quel territorio, c'è la chiusura più completa. Ecco perché non vediamo coerenza, ecco perché, caro Antonio Solinas, la tua provocazione, "quattro" o qualcuno si poteva alzare dal banco e dire "cinque", qui c'è un problema serio, c'è un problema di un vuoto che si crea ed è ancora penalizzata la parte della Sardegna soprattutto quella centrale, la parte della Sardegna quella più debole, che voi state continuando, con questo sistema, ad affossare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SDP). Io capisco perfettamente con quale spirito il collega Emilio Usula ha presentato questo emendamento, già io in discussione generale chiesi all'Assessore garanzie e lui dimostrò disponibilità rispetto al mantenimento di tutte le strutture presenti a Nuoro e rispetto al potenziamento di alcune che sono indispensabili, che già operano nel presidio ospedaliero e nell'ospedale Zonchello. Quello che chiediamo noi è questo: noi vorremmo avere le garanzie, che poi dovranno essere tradotte in atti concreti con gli atti aziendali, che queste strutture rimangano e le altre vengano potenziate, mi riferisco in particolar modo alla stroke unit di cui parlava prima qualche collega. Nell'ultimo atto aziendale non si fa riferimento per niente a questa disciplina, io credo che l'Assessore si debba far carico di ricordare, a chi di dovere, che è un'attività che da 17 anni dà risposte importanti, non solo all'ambito territoriale di Nuoro e solo agli utenti di Nuoro… non interessa ai cagliaritani, vedo. Io vorrei che su questo l'Assessore si pronunciasse, così come si deve pronunciare sulle garanzie richieste per le altre strutture complesse e per altre strutture semplici e dipartimentali, che sembrerebbero sfumare con la riproposizione dell'atto aziendale, quello che dovrebbe essere arrivato dopo le prescrizioni chieste dalla Giunta regionale all'atto di prima di prima stesura. Noi su questo ci contiamo tanto e vigileremo, perché questo avvenga, perché siamo assolutamente del parere che quei principi di perequazione e di equiparazione fra i territori venga rispettato in pieno; non possiamo recedere neanche di un millimetro rispetto a quelli che sono i bisogni e le aspettative del territorio del centro Sardegna, che sinora troppo ha dato e troppo ha subito.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Augusto Cherchi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CHERCHI AUGUSTO (Partito dei Sardi). Solo per evidenziare in parte quello che è già stato detto e per rafforzare il concetto che, da parte nostra, quello che contano sono i servizi. Io non farò mai battaglie su etichette da appendere all'ingresso di nessun ospedale, ma farò battaglie sulla conservazione e sul potenziamento dei servizi. Per quanto riguarda l'ospedale di Nuoro, come anche per altri ospedali, avremo modo di parlarne e c'è la garanzia, e la garanzia risulta anche scritta in questo documento, che i servizi che Nuoro ha verranno mantenuti, anzi verranno anche potenziati, e questo per me è sufficiente. È sufficiente per garantire quella sanità di cui tutto il territorio del nuorese, anzi tutto il territorio del centro Sardegna, ha bisogno. Nuoro ha un ospedale che va difeso, va tutelato, va anche potenziato, va mantenuta la sua operatività, che è ampia all'interno di un servizio sanitario come il nostro, ma soprattutto vanno mantenuti e regolati, potenziandoli, i servizi.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 605.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'esame dell'emendamento numero 282, al quale è stato presentato un emendamento sostitutivo totale, il numero 866.

Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Secondo Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE SECONDO (SDP). Purtroppo mi ero prenotato perché prima del voto che abbiamo espresso poc'anzi avrei gradito che l'Assessore ci confortasse rispetto alle nostre richieste per Nuoro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Io posso intervenire sinceramente, Presidente, sul "282", non riesco a rinvenire l'"866", e neanche i miei colleghi.

PRRSIDENTE. Si tratta dell'emendamento all'emendamento 282. Adesso glielo portano.

TEDDE MARCO (FI). Grazie signor Presidente per la sua pazienza. Questo è un emendamento, il nostro, il 282, che va ad affermare un principio di giustizia formale e sostanziale e quindi che punta ad attribuire al presidio ospedaliero di Alghero-Ozieri, che ha un numero di abitanti superiore a 150 mila, il primo livello, così come ci racconta il famosissimo DM 70 che viene utilizzato alla bisogna, così come ci dice tutta la proposta di Piano. Non riusciamo a capire per quale motivo nel Nord-Ovest della Sardegna, laddove c'è la possibilità di attribuire il primo livello in modo da scaricare il secondo livello dalle prestazioni di diagnosi e cura di media e bassa complessità, non riusciamo a capire per quale motivo non venga attribuito: è una punizione, è una distrazione, è una disattenzione, oppure è un atto che serve soltanto per creare le condizioni per riequilibrare il sistema in funzione della prevalenza di alcuni presidi del Sud della Sardegna, perché questo ormai abbiamo capito. Ci sono dei presidi del Sud della Sardegna che debbono ricevere un trattamento differenziato in positivo, rispetto a presidi del Nord-Ovest della Sardegna che invece debbono essere in qualche modo sperequati, e sperequati pesantemente, Assessore, tant'è che credo che ci siano poi degli emendamenti anche di consiglieri di maggioranza che puntano a perequare una proposta che grida vendetta, perché non è possibile pensare che in un territorio che supera i 150 mila abitanti e che secondo…

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Tedde, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Edoardo Tocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TOCCO EDOARDO (FI). Dunque, Assessore, in Commissione abbiamo avuto modo di parlare per quanto riguarda la richiesta del primo livello di Alghero-Ozieri, e si è parlato dell'eventuale possibilità entro il 2018, se non vado errato, io mi son permesso di chiedere durante la discussione che il 2018 fosse il 1° gennaio 2018, in modo che il presidio di Alghero-Ozieri possa diventare primo livello il 1° gennaio 2018, ovviamente mi è stato risposto, anche a ragion veduta, che non è possibile istituire la Rianimazione… mi segua, Assessore, perché io non vorrei sbagliare, poiché poi si entra nei termini squisitamente tecnici e potrei anche perdermi, però mi scuseranno i colleghi perché sanno bene che non è materia mia… e che chiaramente non essendoci la Rianimazione il 1° gennaio 2008 questo non può accadere, però poi, di contro, è stato anche detto che nell'arco del 2018 con il monitoraggio si andrebbero a valutare i parametri e tutto quello che è il circuito intorno all'ospedale per far sì che nel 2018 possa prendere il primo livello, però poi io ho anche pensato che durante il 2018, se non ci sono i risultati che ci si aspetta, è chiaro che è possibile che il primo livello non venga assegnato, perché se il personale non viene attribuito nei reparti, se non c'è quella situazione per la quale si possa arrivare a tale risultato, è chiaro che nel 2018 il primo livello potrebbe non essere dato. Ecco io chiedo che ci sia la possibilità di valutare per il 1° gennaio del 2018 il primo livello ad Alghero.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salvatore Demontis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEMONTIS SALVATORE (PD). Intervengo su questa questione del primo livello al presidio ospedaliero di Alghero-Ozieri, avrei sinceramente evitato perché mi sembra di fare un intervento, come dire, campanilistico, però si stanno dicendo delle inesattezze. C'è un dato di fatto dal quale dobbiamo partire, che, per poter avere una certa classifica nel DM 70, occorre avere tutte le specialità previste da quella classifica, questo significa che se il presidio ospedaliero di Alghero-Ozieri dovesse diventare primo livello dal 2017 dovrebbe avere la specialità Rianimazione, questo è un punto sul quale non possiamo sostenere cose diverse, perché la possibilità che diventasse primo livello dal 2017 senza la Rianimazione è un po' la scoperta dell'acqua calda, è una cosa che abbiamo proposto anche noi consiglieri di maggioranza come ben sapete in diverse riunioni, l'Assessore ci disse allora che non era possibile, chiedemmo anche all'Assessore di verificarlo con pareri legali e il parere legale confermò la tesi dell'Assessore, che è anche abbastanza ovvio perché se un paziente venisse ricoverato in un presidio ospedaliero con una certa classifica confidando sul fatto che in quel presidio ospedaliero la specialità che va a cercare sia garantita e invece così non è, evidentemente quel paziente potrebbe subire dei danni importanti; ci potrebbero quindi essere responsabilità di natura civile e penale se non fosse rispettato questo principio. Abbiamo quindi chiesto, e abbiamo ottenuto, di istituire le specialità che ad oggi non ci sono ma che sarebbero necessarie per la classifica di primo livello, è stata ottenuta l'istituzione della Rianimazione, e quindi il principio molto serio al quale ci stiamo attenendo è che prima si istituiscono le specialità necessarie per attribuire la classifica di primo livello e poi, nel 2018, si istituisce la classifica di primo livello. È un approccio molto serio, per niente populista, per niente di natura elettorale e non vediamo davvero quale altra soluzione ci sia. Abbiamo anche specificato che l'attribuzione del primo livello non è subordinata al monitoraggio, ma invece il monitoraggio avverrà successivamente, io, pur comprendendo che l'opposizione debba trovare aspetti negativi anche in questa soluzione, non riesco a capire davvero quale possa essere una proposta migliorativa.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Antonello Peru per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PERU ANTONELLO (FI). Oggi l'Assessore ha detto una grande verità, ha detto in questa riorganizzazione della rete ospedaliera non si sta applicando il DM 70; non si sta applicando il DM 70, si sta applicando discrezionalità anche relativa alla demografia del territorio, alla geografia a quella che è la peculiarità della Sardegna. Proprio per questo non si applica il DM 70, noi chiediamo ancora più convintamente con questo emendamento numero 282 il primo livello del presidio di Alghero - Ozieri. Lo chiediamo perché è una realtà che ha una grande peculiarità, una grande caratteristica, Alghero Ozieri hanno delle grandi specialità all'interno del presidio con grande levatura, non si può assolutamente svuotare perché non determinando il primo livello domani sappiamo tranquillamente che si svolgeranno le specialità in quel territorio. A noi preoccupa e non poco quello che è stato una costante di un principio della maggioranza sull'applicazione della rete ospedaliera, cioè accorpare e accentrare nei due grandi poli questa riorganizzazione della rete e per quello eravamo e abbiamo votato convintamente anche il precedente emendamento del collega Usula sul terzo polo. Perché la Sardegna non può assolutamente essere equiparata a quello che non sono i territori della Sardegna stessa. Tutto basato su grandi numeri, su grandi centri, dove vige in questa rete ospedaliera solo la parola economia e non l'assistenza. Quindi noi vi chiediamo con questo emendamento una riflessione molto attenta e soprattutto anche ai colleghi consiglieri del nord della Sardegna, ve lo chiediamo perché questa è un'occasione importante. Si parla e si è sempre discusso durante le riforme di non spopolamento, di azioni, per lo spopolamento della Sardegna questa è un'altra occasione perché se i presidi svuotiamo anche gli abitanti da quei centri per andare sempre nei grossi centri, come è stato fatto anche col modello che dicevo prima della riforma degli enti locali sull'accentramento della rete della Città metropolitana di Cagliari. Quindi una riflessione grossa a tutta l'Aula e soprattutto…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pier Mario Manca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANCA PIER MARIO (Partito dei Sardi). Grazie Presidente, è da tempo che stiamo facendo una battaglia per le zone interne, in particolare quelle proprio anche del nord, del centro Sardegna quindi non credo di fare campanile nel dire di voler sostenere, ma tutto il Gruppo, voler sostenere l'emendamento all'emendamento numero 866 proposta da Ruggieri, anzi chiedo di poter apporre la firma di tutti i Consiglieri del Partito dei Sardi. Dico questo perché con l'emendamento all'emendamento numero 866 si chiarisce molto bene che ci sono delle situazioni che vanno sanate. E colgo l'occasione per dire che condivido tutto il discorso e quindi non mi ripeto portato avanti dall'onorevole De Montis, siamo disposti anche ad attendere quindi quest'anno ma fare in modo che per l'anno prossimo siano ristabilite alcune regole avendo alcune zone tra cui Ozieri ad Alghero le caratteristiche per diventare quindi primo livello. Quindi le chiedo di poter apporre la firma di tutti i componenti del Gruppo all'emendamento Ruggeri che noi approviamo

PRESIDENTE. È acquisita la firma.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis per dichiarazione di voto.

PITTALIS PIETRO (FI). Noi poniamo due condizioni perché questo emendamento per quanto ci riguarda possa trovare anche la nostra adesione. E le due condizioni sono: la prima eliminare questa formula che avete introdotto che dal 2018 diventerà presidio di primo livello Alghero - Ozieri, che senso ha, siamo ad ottobre del 2017 quali sono le cause che ostano novembre, dicembre perché c'è freddo perché, qual è la ragione? Ce la spiegate? La seconda questione non potete continuare a fare figli e figliastri, per essere molto chiari, Assessore, non si capisce se l'Ogliastra e Lanusei sia figlio di un Dio minore. Perché non si possa e non si debba considerare la situazione anche di quel presidio ospedaliero, equipararlo quanto meno a quello, appunto, di Alghero Ozieri. Mi pare, ed è un messaggio che noi lanciamo forte e chiaro alla maggioranza, perché questo non risolve i problemi irrisolvibili di questa riorganizzazione ospedaliera, ma quantomeno sono segnali che rimettono, se così si può dire, nel binario della giustizia perequativa soluzioni che invece dal vostro punto di vista sono soltanto di stampo ragionieristico, di contenimento di costi, di razionalizzazione e chissà perché però tenendo un occhio di riguardo verso i poli quelli più forti. E allora se di riequilibrio si deve parlare queste sono le condizioni perché noi possiamo contribuire con voi ad approvare questo emendamento.

Il problema è che mi pare però che, da nuorese, diamo la dimostrazione che non è un problema di Nuoro quando si tratta di Nuoro, che è un problema di una riforma che deve tenere in considerazione le specificità di ogni singolo territorio. Ora stiamo parlando di Alghero Ozieri…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianluigi Rubiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Presidente, stiamo discutendo di due emendamenti che in realtà sono per certi versi molto simili, due emendamenti che individuano i cinque presidi di primo livello, riferiti al 2017 quindi immediatamente utilizzabili, che sono il nord est, il Nuorese, l'Oristanese, il Medio Campidano e il Sulcis - Iglesiente dove è previsto un presidio di primo livello composto da più stabilimenti ospedalieri. Per quanto lasci nell'ambiguità, riferito al Sulcis-Iglesiente quale dei due ospedali poi debba essere realmente di primo livello, perché la paura è che ci sia un declassamento anche se virtuale, perché poi quando si parla qui di più stabilimenti ospedalieri è chiaro che si intende entrambi gli ospedali. Ma non è questo il motivo del mio intervento. Il motivo è perché condivido pienamente la linea già espressa dal collega Pittalis che senso ha per il nord-ovest pensare al 2018? 2018 significa al primo gennaio o al 31 dicembre a mezzanotte oppure significa il 31 dicembre del 2018, è un momento dove potremmo votare tutti insieme un emendamento anche proposto dalla maggioranza, quindi un segnale non di apertura, ma una volta tanto di approvazione di un qualcosa che va nel senso giusto, quello di vedere rappresentati degnamente i territori, vedere distribuite nei territori ai vari livelli i servizi che sono quelli poi che sono l'oggetto della riforma che la riforma sanitaria dovrebbe offrire ai sardi.

Quindi io chiedo al proponente onorevole Ruggieri se intende anche con un emendamento orale, magari modificare questo 2018 e in quel caso siamo disposti a votare in modo favorevole l'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SDP). Sì, d'accordo all'emendamento orale per dire che il primo livello inizi almeno dall'1.1.2018. Io volevo parlare e volevo dire che ritiro il mio emendamento numero 356 perché vedo che lo stesso è stato accolto integralmente nel numero 866, quindi il mio è ridondante, lo ritiro. Per quello che riguarda il presidio di primo livello Alghero-Ozieri, io insisto nel chiedere all'Assessore che si garantisca, perché noi abbiamo necessità di garanzie, che i due presidi, mi riferisco ad Alghero e Ozieri, siano un unico presidio Alghero-Ozieri, perché, se poi noi andremo in tabella a differenziare chiamando Alghero presidio primo livello e Ozieri in altra maniera, significa che si sta partendo con uno svantaggio a carico dello stabilimento che viene chiamato dell'ospedale di Ozieri. Noi in questo momento abbiamo delle strutture complesse in quell'ospedale che sono delle eccellenze, abbiamo delle specialità che con l'emendamento abbiamo aggiunto, e mi riferisco alla famosa, famigerata, contestata radiologia extra-vascolare, e dico che io ci tenevo a scriverla, perché era importante scriverla, perché, Assessore, lei deve sapere che a Olbia noi abbiamo una macchina, una angiografia che ci è costata 2 milioni di euro che ancora non è stata neanche messa in moto, mentre a Ozieri andiamo a fare tutti quei pazienti che provengono da quel bacino, che potrebbe avere la possibilità di eseguire in loco gli esami e non li fa. Questo per dire che comunque noi vogliamo e vorremmo avere certezza che quello che è stato detto, perché abbiamo detto nessuna struttura verrà depotenziata, nessun servizio verrà destrutturato, anzi alcuni verranno potenziati. Però, anche quando parliamo di 2018, hanno ragione i colleghi, diciamo anche perché il 2018, credo che anche quell'anno sia composto di dodici mesi, e quindi vorremmo anche capire quando è la data di inizio per l'istituzione del presidio di primo livello con l'istituzione delle specialità e dei servizi che devono essere istituiti, perché possiamo dare i requisiti che mancano per l'istituzione di questo primo livello, altrimenti prenderemmo in giro noi e staremmo prendendo in giro quegli amministratori locali di quei territori che sono venuti qui a parlare con noi tramite i loro sindaci, tramite l'ANCI e tramite il CAL.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Ruggeri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RUGGERI LUIGI (PD). Io credo che dobbiamo evitare di cedere alla tentazione di pensare che i nostri atti, solo perché determinazioni assunte sulla carta, possano modificare lo stato di fatto delle cose. C'è un impegno molto preciso da parte di questo Consiglio recepito dalla Giunta, che è quello di definire uno standard per l'ospedale di primo livello sul presidio unico Alghero-Ozieri, che cambia un po' le determinazioni precedenti che provenivano da un'analisi dello stato di fatto, in cui l'area a nord della Sardegna ha una certa caratteristica, ovvero la zona di Sassari è baricentrica, e divide un po' l'area di influenza da una parte di Alghero e dall'altra di Ozieri. Nel momento in cui soprattutto le comunità locali hanno proposto una condizione possibile di intesa intorno alla costruzione complementarizzandosi per specialità del presidio unico di area omogenea, c'è stato un recepimento e una disponibilità nel verificare un percorso che effettivamente portasse all'attribuzione di tutte le specialità composte sia nello stabilimento di Ozieri che nello stabilimento di Alghero, affinché il complesso, la combinazione di queste specialità nei due stabilimenti producesse un livello di specialità tale da qualificarsi appunto come prima. La condizione fondamentale e necessaria che non possiamo ovviare con un colpo di penna è l'istituzione della rianimazione. Se noi non mettiamo la rianimazione, non possiamo qualificare quell'ospedale di primo livello, ed è evidente che questo è un percorso che, con tutta la buona volontà possibile e con tutto l'impegno possibile, ha bisogno di un arco di tempo temporalmente, noi speriamo, il più corto e il più ristretto possibile, ma comunque necessario, perché si possano compiere quegli atti elementari, che siano l'acquisizione dei respiratori, dei monitoraggi, di quelle strutture che riescono prima ancora strutturalmente che funzionalmente a definire una terapia intensiva. In assenza di questo, se anche noi gli scriviamo il primo livello nella targa all'ingresso di qualsiasi stabilimento che abbiamo scelto, non possiamo ovviamente far coincidere quella definizione con lo stato di fatto delle cose, ed è il motivo per cui abbiamo mantenuto una condizione di precauzione, peraltro vedremo che negli emendamenti successivi, compiendo una scelta che irreversibilmente è configurata e non modificabile nella costituzione del presidio di primo livello di Alghero-Ozieri. Questa condizione ha recepito nell'emendamento che ho fatto, sul quale ben accolgo i nomi dei componenti della maggioranza, del Partito dei Sardi, così come quelli della Commissione che ha contribuito a scrivere l'emendamento, in questo emendamento di fatto comprendiamo le diverse richieste, nulla di più…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Anna Maria Busia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BUSIA ANNA MARIA (Gruppo Misto). Rinuncio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Sabatini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SABATINI FRANCESCO (PD). Non sarei voluto intervenire su questo emendamento, ma ci sono alcune frasi che mi rendono alquanto perplesso. Intanto non riesco a capire perché vengono valorizzati gli afflussi turistici per la zona di Alghero come se la Sardegna non fosse toccata per più aree dai flussi turistici in costante crescita, o solo ad Alghero esistono i flussi turistici? Questa è la prima domanda che vorrei porre. E perché viene posta l'esigenza della presenza di una rianimazione tra Alghero e Ozieri e Lanusei, che ha la rianimazione attivata da tempo. Per l'Ogliastra non vengono considerati né i flussi turistici né la presenza di strutture complesse che garantiscono il DEA di primo livello. Sono queste le incertezze che mantengo, pur sostenendo, come ho sempre sostenuto, l'esigenza di approvare la riforma, e che la riforma va nella direzione giusta per tanti aspetti, continuo a mantenere forti perplessità sull'allocazione disorganica delle funzioni che vengono applicate ai vari territori. E c'è un'area centrale della Sardegna che è fortemente penalizzata, e questo è evidente in questo emendamento.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 866 con votazione elettronica. Parere favorevole della Commissione e della Giunta.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 866.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

A seguito dell'approvazione di questo emendamento, vengono a decadere gli emendamenti numero 282, 607, 606, 357, 610, 356 e 611. Rimangono il numero 1 e 642.

Metto adesso in votazione il testo del Capitolo.

Ha domandato di parlare il consigliere Emilio Usula per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

USULA EMILIO (Gruppo Misto). Non ho capito perché l'emendamento numero 607 decade, e comunque su questo avevo chiesto di poter intervenire e lo faccio allora in dichiarazione di voto sul Capitolo. Perché io non riesco a capire la difformità di atteggiamento da parte dei consiglieri di maggioranza. Si affannano a dare fiducia alla garanzia dichiarata o alle rassicurazioni dichiarate dall'Assessore sul mantenimento di funzioni e di servizi nei vari presidi ospedalieri, e addirittura ci si spinge a dire che non siamo innamorati di un'etichetta, che non è l'etichetta quella che conta, però poi, subito dopo, ci si affanna per proporre l'etichetta di primo livello all'ospedale di Alghero-Ozieri. Ma allora, se non siamo innamorati dell'etichetta di secondo livello a Nuoro, perché ci mostriamo particolarmente innamorati di un'altra etichetta? Io voto sicuramente e sono assolutamente favorevole al riconoscimento Alghero-Ozieri come primo livello, riconoscimento anche formale, riconoscimento normativo, così come sono d'accordo che venga riconosciuto il primo livello ancor prima a Lanusei, e così, allo stesso tempo, dico che deve essere riconosciuto anche sulla carta il secondo livello di Nuoro, e non è una questione di etichetta, i costi per riconoscere il primo livello in quei territori e il secondo livello a Nuoro, sono quelli il freno per poter riconoscere quella norma, un riconoscimento di primo o di secondo livello. E allora evidentemente non è la stessa cosa, evidentemente non ci sono gli stessi servizi; se i costi sono maggiori, sono costi maggiori per assicurare livelli di servizi maggiori, ed è per questo che combattiamo, non per un'etichetta, e se combattiamo per l'etichetta combattiamo per l'etichetta dappertutto, non che l'etichetta di Nuoro non ha senso e l'etichetta di Alghero-Ozieri invece immediatamente diventa più sensata, perché questo non lo capirò mai.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Io credo che anche il capitolo 5 risenta di una impostazione che rischia di inficiare ogni sforzo e trasformare alcune aspettative espresse anche oggi in quest'Aula in pie illusioni. Il riordino della rete è una parte di una riforma più complessa, che poggia su altri due pilastri: riordino della rete territoriale e la rete dell'emergenza-urgenza. Le proteste dei Sindaci, anche oggi in Aula, meritano rispetto; se ci fossero stati passi in avanti visibili, misurabili e verificabili negli altri due pilastri, io sono certo che oggi ne avremmo avute molto meno rispetto a quelle che abbiamo dovuto affrontare in questo ultimo periodo. Il valzer che è iniziato oggi con il capitolo 5, quello sui singoli presidi, sugli emendamenti territorio per territorio, sui ragionamenti a compartimenti stagni, mi ricorda molto da vicino quanto è avvenuto l'anno scorso riguardo la votazione in Aula, su quale fosse la ASL che aveva il compito di incorporare le altre per creare quella che poi è diventata l'ATS. In quel caso si risolse non con un ragionamento dati alla mano, non con una visione nel lungo periodo spiegata all'Aula e condivisa dall'Aula, ma con un voto segreto che tutti noi ricordiamo. Sono convinto che anche oggi si stia ricadendo nello stesso errore, e sono convinto che questo errore sia frutto di un'impostazione a monte di questo schema, un errore che, come anticipato dalla collega Busia, intendiamo sottolineare con il voto negativo al capitolo 5.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Anna Maria Busia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BUSIA ANNA MARIA (Gruppo Misto). Ribadisco il voto, come anticipato, il voto contrario al capitolo 5. Le perplessità, se vogliamo, le perplessità iniziali all'impostazione che è stata data a questo capitolo, che prevede la rimodulazione dei presidi ospedalieri rispetto ai territori di riferimento, sono aumentate a seguito dell'emendamento all'emendamento che è stato poc'anzi votato. Perché ancora maggiori sono le perplessità che hanno indotto, come sottolineava il collega Sabatini, a indicare una zona come particolarmente gravata da un afflusso turistico e quindi a giustificare in questo modo una scelta che lascia assolutamente perplessi, e ancora alla decisione di riconoscere il primo livello tra l'altro a partire da una data che non è neanche ben definibile. E' anche vero che le date poco contano, se è vero che il servizio di emergenza-urgenza doveva partire dal primo gennaio del 2017, e a tutt'oggi non è partito, con tutti i problemi che sta creando proprio anche nella discussione di questa riforma. Le perplessità quindi stanno aumentando, e mi auguravo che sarebbero invece diminuite nel corso della discussione; aumentano e mi inducono, quindi, a votare contro questo capitolo 5.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). E' una seduta, questa, sotto certi profili bizzarra, perché assistiamo a una sottrazione, con destrezza, del ruolo dell'opposizione; vediamo in Aula dei consiglieri che fanno lotta ma che partecipano attivamente sotto tutti i profili al Governo della Regione, e che cercano di sottrarre, maldestramente dico io, il ruolo all'opposizione, e bisogna capire se si sta nella maggioranza o se si sta nell'opposizione, e se si sta in maggioranza, bisogna prendere gli aspetti positivi e gli elementi negativi, che riverberano dallo stare in maggioranza, e non invece fare la cernita volta per volta. Detto questo, noi voteremo no a questo capitolo 5, perché è veramente un obbrobrio sotto il profilo giuridico, sotto il profilo tecnico, sotto il profilo della coerenza con la norma sovraordinata. Parlo del DM numero 70, un DM 70 che è stiracchiato quando è necessario, viene ristretto quando serve, viene utilizzato "alla bisogna", Come dicevo poc'anzi, per i territori coerenti viene interpretato in un certo modo, per i territori poco coerenti, o politicamente, o diciamo socialmente e territorialmente viene invece applicato in modo maldestro. E per quanto attiene alla situazione del presidio Alghero-Ozieri, io vorrei ricordare che ci sono dei territori, collega Demontis, che pur non avendo la rianimazione e pur avendo un bacino d'utenza di 103.000 abitanti hanno il primo livello fin da adesso, e il presidio Alghero-Ozieri no. E perché ci opponiamo al fatto che qualcuno lo voglia istituire entro il 2018? Perché abbiamo davanti agli occhi, Assessore, abbiamo davanti agli occhi la legge che ha previsto che entro il 31 dicembre 2016 avreste dovuto nominare il Direttore generale dell'AREUS, con legge! Avete previsto che entro il 31 dicembre avreste dovuto nominare il Direttore generale dell'AREUS! Siamo al 10 di ottobre e questo non è accaduto; questo sta a significare che questo 2018 è una data indefinita per voi, è una data che non serve assolutamente a cristallizzare cronologicamente un vostro adempimento. Non ci stiamo, Assessore, non cadiamo in questo tranello, non possiamo cadere in questo tranello, vogliamo essere trattati allo stesso modo di quei territori che hanno meno requisiti del territorio…

PRESIDENTE. Grazie. Metto in votazione il testo del capitolo.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del capitolo 5.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 1, parere contrario della Commissione e della Giunta.

Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Grazie, Presidente. Abbiamo votato poc'anzi in maniera contraria a questo capitolo, abbiamo capito che siete sordi a qualunque richiesta che provenga dai territori, non si vuole dare la presenza in quei territori più lontani, più disastrati, ha fatto bene Sabattini prima a ricordare che forse si conteggiano da una parte i turisti e dall'altro no, a seconda delle convenienze. L'Ogliastra (che è chiusa da una parte e da tutto si può dire, se non stanno cercando di aprire qualche varco da qualche anno a questa parte) è isolata, non si tiene conto.

Io voglio ancora una volta spezzare una lancia nei confronti di un'isola, quella di La Maddalena. È in questa ottica questo nostro emendamento, per ricordare che al Merlo, Ospedale di La Maddalena, va riconosciuto il giusto, perché è un'isola e come tale per noi che parliamo di insularità dobbiamo riconoscere le difficoltà che questa isola ha e dobbiamo darle tutti gli appoggi dovuti e necessari all'interno anche del sistema ospedaliero. Io non capisco e non comprendo perché ci si ostina ad essere contrari a che questo ospedale abbia la giusta dimensione, il giusto riconoscimento e abbia quelle specialità che consentano, perlomeno nelle giornate più tormentose dove il mare infuria nelle notti in cui è impossibile quasi navigare, a chi è malato di essere curato degnamente in quell'ospedale, sapendo che non abbiamo ancora l'elisoccorso e che comunque in quelle circostanze non potrebbe operare. Ora, forse così - come direbbe il Presidente del Gruppo PD - è fare demagogia o non è toccare con mano quelle che sono le necessità e le urgenze che la gente che abita lì soffre? Non è la necessità di ricordarci che ci sono uomini in carne ed ossa come noi che sulla carne e sul sangue di quegli uomini spesso e volentieri noi cerchiamo di giocare togliendo per un sistema economicistico e non realistico nel dare un servizio che è giusto dare per la sanità?

PRESIDENTE. Onorevole Dedoni, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Fasolino per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FASOLINO GIUSEPPE (FI). Presidente, io penso che questo emendamento sia fondamentale. Io non voglio fare né demagogia, scusate, vedo un po' l'Aula distratta… dicevo, non voglio fare demagogia e voglio fare anche un ragionamento un po' di coscienza nel momento in cui trattiamo un argomento così importante come quello della salute. Perché è importante e fondamentale questo emendamento, Assessore e colleghi? Questo emendamento è fondamentale anche per quei consiglieri che poi vorranno votare l'emendamento per salvare il punto nascita a La Maddalena. Perché dico questo? Perché non si può votare, non si può cercare di salvare il punto nascita a La Maddalena se non facciamo in modo che l'ospedale di La Maddalena venga classificato come ospedale di base, dotato dei servizi relativi. Sarebbe incosciente votare o cercare di salvare il punto nascita a La Maddalena se non si salva l'ospedale de La Maddalena. Ecco perché io reputo fondamentale questo emendamento, perché voglio vedere dopo un collega che si alza in piedi e cerca di salvare il punto nascita de La Maddalena senza i servizi, un ospedale che non è preparato alle emergenze, un ospedale che non ha le sacche di sangue sufficienti per un'eventuale emergenza. Ecco perché io reputo fondamentale l'emendamento presentato dal collega Cossa e invito i colleghi a riflettere su questo emendamento anche per gli emendamenti successivi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Edoardo Tocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TOCCO EDOARDO (FI). Questo emendamento, che voteremo favorevolmente, è l'epilogo di questo paragrafo 5 che sembra quasi una sfida ai territori, sembra veramente quasi non tener conto dei territori della Sardegna, perché si parte con una formulazione geografica, con una struttura stradale disastrosa in certe zone, questo almeno è l'inizio e poi sembra quasi che si debba sfidare la popolazione, una popolazione che chiede dei diritti, Assessore, chiede dei servizi, chiede la sicurezza, chiede la tranquillità di poter avere un posto letto nel proprio territorio e la possibilità che un parente anziano possa andare a trovarlo spesso e non debba fare 70-80 chilometri per andare a trovarlo in un ospedale della grande città. Io dico, si parla di rispetto dei territori, dobbiamo tener conto della popolazione e allora teniamone conto, teniamo conto del primo livello di Alghero-Ozieri, teniamo conto del primo livello di Lanusei, teniamo conto di Sorgono che adesso è zona di montagna, ma avete idea di dove è messa Sorgono signori? È in una posizione drammatica Sorgono! Isili e Muravera ma perché non devono avere i servizi che chiedono? Dice che c'è scritto nel documento, è scritto e non sappiamo leggere qualcuno dice, possibile che tutta sta gente non sappia leggere un documento? Allora o non sappiamo leggere o forse è scritto male!

Torniamo a La Maddalena, Assessore, lei sa bene la piccola battaglia che ho fatto per il punto nascita di La Maddalena, non è nel mio territorio, mi dispiace non vedo il collega Zanchetta, probabilmente ha capito il suono del discorso ed è rimasto fuori dall'aula, però mi auguro che venga qui a combatterselo questo territorio! Assessore, il punto nascita di La Maddalena a questo punto c'è un emendamento che dice, lo vedremo poi, che nei casi di emergenza sarà garantito il parto alle mamme, allora diamogli una sterzata a questa cosa e teniamoci questo punto nascita!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianluigi Rubiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Presidente, per dichiarare il voto favorevole all'emendamento numero 1 perché in realtà La Maddalena rappresenta ormai per tutti noi il simbolo dello sfascio di questa riforma sanitaria, è il simbolo di quell'isola nell'isola che si vede privata di un servizio. In realtà siete riusciti, con questa riforma, a creare tante piccole La Maddalena perché proprio col capitolo 5 in realtà con la suddivisione selvaggia, con la ripartizione dei servizi degli ospedali, siete riusciti nell'intento di dividere, siete riusciti nell'intento di creare quei servizi di serie A e quei servizi di serie B, siete riusciti con questa riforma a fare in modo che i sardi, per potersi curare, siano costretti a prendere la macchina, in alcuni casi prendere l'aereo, e per quei pochi sfortunati che non possono fare né l'uno né l'altro affidarsi ai mezzi pubblici. La Maddalena quindi rappresenta per tutti noi il simbolo del disservizio, quindi chiediamo all'Assessore, lo chiediamo ai colleghi, il voto dell'emendamento numero 1 serve esattamente a questo, a riportare un po' di equilibrio, un po' di equità, anche nei confronti di quel territorio che vive un isolamento ancora più difficile di quello che viviamo noi sardi.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 642.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'esame del Capitolo 6.

(Segue lettura)

Al Capitolo 6 sono stati presentati degli emendamenti.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Raimondo Perra, relatore di maggioranza.

PERRA RAIMONDO (Cristiano Popolari Socialisti), relatore di maggioranza. La Commissione si è così espressa. Emendamento numero 9 uguale al 741 parere contrario della Commissione, emendamento numero 424 contrario, 425 contrario, 427 contrario, 428 contrario, 426 contrario, 683 contrario, 432 contrario, 429 contrario, 430 contrario, 431 contrario, 433 contrario, 37 che è uguale al 434 che è uguale al 752 contrario, 435 uguale al 758 contrario, 38 contrario, 39 contrario, 40 contrario, 41 contrario, 42 contrario, 43 contrario, 44 contrario, 45 contrario, 46 contrario, 47 contrario, 48 contrario, 49 contrario, 50 contrario, 51 contrario, 52 contrario, 53 contrario, 54 contrario, 55 che è uguale al 436 che è uguale al 753 contrario, 437 contrario, 283 che è uguale al 438 contrario, 439 contrario, 440 contrario, 441 contrario, 442 contrario, 444 contrario, 470 contrario, 763 contrario, 443 contrario, 614 contrario, 445 contrario, 446 contrario, 447 contrario, 458 è stato annunciato il ritiro, 448 è stato annunciato il ritiro, 449 è annunciato il ritiro, 450 è annunciato il ritiro, 459 è annunciato il ritiro, 451 è annunciato il ritiro, 452 è annunciato il ritiro, 760 contrario, 453 è annunciato il ritiro, 454 è annunciato il ritiro, 455 è annunciato il ritiro, 456 è annunciato il ritiro, 457 è annunciato il ritiro, 460 è annunciato il ritiro, 461 è annunciato il ritiro, 463 è annunciato il ritiro, 464 è annunciato il ritiro, 465 è annunciato il ritiro, 462 è annunciato il ritiro, 466 è annunciato il ritiro, 467 è annunciato il ritiro, 468 è annunciato il ritiro, 469 che è uguale al 759 è annunciato il ritiro, 759 parere contrario, 361 invito al ritiro, 56 che è uguale al 754 parere contrario, 471 annunciato il ritiro, 472 annunciato il ritiro, 473 annunciato il ritiro, che è uguale al 678 parere contrario, 474 annunciato il ritiro, 475 annunciato il ritiro, 761 parere contrario, 679 invito al ritiro, 681 invito al ritiro, 57 che è uguale al 476 che è uguale al 755 rispettivamente contrario per il primo, annunciato il ritiro per il secondo, contrario per il terzo, 477 annunciato il ritiro, 480 annunciato il ritiro, 481 annunciato il ritiro, 485 annunciato il ritiro, 478 annunciato il ritiro, 479 annunciato il ritiro, 484 annunciato il ritiro, 483 annunciato il ritiro, 482 annunciato il ritiro, 58 che è uguale al 486 che è uguale al 756 parere contrario il primo, annunciato il ritiro per il 476, parere contrario per il 756, 487 annunciato il ritiro, 489 annunciato il ritiro, 490 annunciato il ritiro, 491 annunciato il ritiro, 492 annunciato il ritiro, 488 annunciato il ritiro, 493 annunciato il ritiro, 494 annunciato il ritiro, 495 annunciato il ritiro, 496 che è uguale al 680 annunciato il ritiro, 497 e 498 annunciato il ritiro, 682 c'è un invito al ritiro, 499 annunciato il ritiro, 59 parere contrario, 500 annunciato il ritiro, 757 parere contrario, 762 parere contrario, 502 annunciato il ritiro, 503 annunciato il ritiro, 633 parere contrario, 644 parere contrario, 769 parere contrario, 504 annunciato il ritiro, 505 annunciato il ritiro, 506 annunciato il ritiro, 507 annunciato il ritiro, 508 annunciato il ritiro, 509 annunciato il ritiro, 866 parere favorevole, 684 favorevole, 618 invito al ritiro, 355 annunciato il ritiro, 284 invito al ritiro, 620 invito al ritiro, 623 parere contrario, 772 parere contrario, 862 favorevole, 689 favorevole, 765 parere contrario, 773 parere contrario, per l'881 c'è un invito al ritiro, per l'882 c'è un invito al ritiro, 621 parere contrario, 687 invito al ritiro, 777 invito al ritiro, 858 parere favorevole, 766 parere favorevole, 352 invito al ritiro, 286 parere contrario, 690 parere favorevole, 869 parere favorevole, 612 parere contrario, 622 parere contrario, 877 parere contrario, 359 annunciato il ritiro, 694 invito al ritiro, 359 annunciato il ritiro, 694 invito al ritiro, 353 annunciato il ritiro, 626 invito al ritiro, 695 invito al ritiro, 767 parere contrario, 285 c'è un parere contrario, 288 c'è un invito al ritiro, per l'861 viene annunciato il ritiro, per l'867 parere favorevole, per il 360 c'è un invito al ritiro, 613 parere contrario, 287 parere contrario, 627 parere contrario, 631 che è uguale al 693 parere favorevole, 691 invito al ritiro, 692 invito al ritiro, 764 parere contrario, 768 parere contrario, 771 parere contrario, 289 parere contrario, 696 parere contrario, 615 favorevole, 775 parere contrario, 774 parere contrario, 290 parere favorevole, 354 annunciato il ritiro, 634 invito al ritiro, 778 parere contrario, 776 parere contrario, 868 parere favorevole, 624 parere contrario,

PRESIDENTE. C'è anche l'emendamento numero 878.

PERRA RAIMONDO (Cristiano Popolari Socialisti), relatore di maggioranza.

Un attimo solo, 878 parere favorevole, 616 uguale al 700 e al 783 parere favorevole, 699 parere contrario, 698 parere contrario, 701 parere contrario, 685 uguale al 782 c'è un invito al ritiro per il primo e parere contrario per il secondo, 619 che è uguale al 686 invito al ritiro per entrambi, emendamento 786 invito al ritiro, emendamento 617 invito al ritiro, emendamento 688 invito al ritiro, 785 invito al ritiro, 784 parere contrario, 643 parere contrario, 781 favorevole, 850 invito al ritiro, 851 invito al ritiro, emendamento numero 3 invito al ritiro, 650 annunciato al ritiro, 651 annunciato il ritiro, 702 invito al ritiro, 361 ha annunciato il ritiro, 697 parere contrario, 714 invito al ritiro, 625 invito al ritiro, emendamento numero 2 parere contrario, 703 parere contrario, 629 annunciato il ritiro, 788 invito al ritiro, 628 annunciato il ritiro, 630 annunciato il ritiro, 852 annunciato il ritiro, è un emendamento all'emendamento 780 annunciato il ritiro, emendamento 704 parere contrario, 632 annunciato il ritiro, 641 parere favorevole, 707 invito al ritiro, 712 invita al ritiro, 713 invito al ritiro, 635 annunciato il ritiro, 636 annunciato il ritiro, 705 parere contrario, 709 parere contrario, 779 parere favorevole, 639 parere contrario,

PRESIDENTE. C'è un emendamento all'emendamento numero 874.

PERRA RAIMONDO (Cristiano Popolari Socialisti), relatore di maggioranza. Un attimo, 874 parere favorevole, 708 invito al ritiro, 706 invito al ritiro, 637 annunciato il ritiro, 638 parere contrario che è uguale al 770 parere contrario, 787 invito al ritiro, 640 parere contrario, 710 invito al ritiro, 711 invito al ritiro.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

ARRU LUIGI, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Il parere è conforme a quello del relatore.

Sul Regolamento

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Io non voglio banalizzare il problema ma lei onorevole Perra non è l'arcangelo Gabriele, questi annuncio, annuncio, annuncio, ma il Regolamento parla chiaro! questo è un omicidio del Regolamento! Guardi veramente io non so come definirlo, perché lei non può assolutamente assumere la pretesa di impedire a ciascuno dei 60 Consiglieri di far proprio un emendamento, e allora Presidente noi facciamo propri tutti gli emendamenti di cui l'onorevole Perra ha annunciato: nuntio vobis gaudium magnum onorevole Perra, noi li facciamo nostri perché non è questo il modo di procedere! Non è questo! Lei deve limitarsi ad esprimere il parere positivo o negativo di cui ha fatto sintesi in Commissione, ma non è che possa venire qua a fare gli annunci: uno ha annunciato il ritiro. Chi, come, perché, che cosa? Allora, vedete, voi ci portate su un terreno che noi vorremmo tener fuori da una riforma di questa portata, ma se ci portate noi ci stiamo perché io vorrò capire, Presidente, quando inizieremo a votare gli emendamenti qual è il parere della Commissione, uno per uno, preannunciando che facciamo nostri tutti gli emendamenti di cui l'onorevole Perra ha preannunciato o ha annunciato, non ho capito, a nome e per conto di chi il ritiro.

PRESIDENTE. Allora, mi pare che in Commissione i fatti siano andati esattamente così: è stato annunciato il ritiro dell'emendamento in Commissione, quindi è riportato qui, se l'emendamento è ritirato non dà il parere, non è un invito al ritiro, è un emendamento che è stato ritirato già in Commissione, ha annunciato il ritiro in Commissione, quindi su quello la Commissione non si esprime.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Stefano Tunis. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (FI). Presidente, pacatamente sull'ordine dei lavori. La Presidenza mette in votazione tutti quanti gli emendamenti di cui ha annunciato il ritiro o, fatta salva l'intervento dell'onorevole Pittalis, bisogna di volta in volta eventualmente farli propri? Perché è una cosa che non si è mai verificata, neppure la presenza di un relatore di sostegno è servita a chiarire questa situazione, di conseguenza è necessario che la Presidenza chiarisca davanti agli emendamenti di cui ha annunciato il ritiro come ci si deve comportare, esattamente uno per uno!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Raimondo Perra. Ne ha facoltà.

PERRA RAIMONDO (Cristiano Popolari Socialisti). Sembra che i colleghi della minoranza non abbiano partecipato ai lavori della Commissione, questa è la stranezza perché la stragrande maggioranza del voto in Commissione per il ritiro degli emendamenti in Aula è fatta dai colleghi della minoranza quindi, nel rispetto di questa volontà, gli uffici hanno riportato quanto io ho letto, poi sta a voi ritirare o farli propri, è così, in Commissione però i lavori su questo documento sono andati così.

(intervento fuori microfono)

PRESIDENTE. Gli emendamenti sono presentati in Aula, spetta poi al relatore o al primo firmatario dire se sono ritirati effettivamente o se rimangono, a quel punto potranno essere fatti propri da qualunque Consigliere e messi in discussione uno per uno, quindi questo è il termine della questione mi pare no?

Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Per chiarire, il procedimento corretto è l'espressione del parere da parte del Presidente della Commissione, anche perché stamattina si è votato sull'invito al ritiro ma è stata usata una logica per cui nessuno ha fatto annunci al ritiro in Aula, perché questo crea confusione perché diversamente, giustamente, l'onorevole Pittalis dice, su quali allora a questo punto possiamo intervenire facendoli propri? Bastava che il Presidente si limitasse a quello che è sempre avvenuto in quest'Aula, cioè un invito al ritiro senza annunci o preannunci di non so che cosa, perché è avvenuto così in Commissione.

PRESIDENTE. Io credo di poter interpretare il parere della Commissione come un invito al ritiro, quindi per tutti quanti c'è l'invito al ritiro, dopodiché vedremo in aula come procedere.

Discussione dell'articolato del documento: "Proposta di ridefinizione della rete ospedaliera della Regione autonoma della Sardegna". (16/XV/A)

PRESIDENTE. Apro la discussione sul Capitolo 6 e sugli emendamenti presentati.

È iscritta a parlare la consigliera Forma. Ne ha facoltà.

FORMA DANIELA (PD).Grazie Presidente, io condivido l'impostazione che è stata data al Sesto Capitolo che mette al centro l'ottimizzazione dell'utilizzo dell'ospedale per acuti, il quale è fortemente condizionato da una parte dall'efficacia dell'operato del pronto soccorso e dall'altra dalla possibilità di dimettere il paziente in condizioni di sicurezza, e quindi questo è legato alla presenza della riabilitazione intensiva e della lungodegenza. E, allora, io vorrei portare l'attenzione di quest'Aula su una struttura che, a mio avviso, ma non solo perché ne ha parlato anche in discussione generale il collega Daniele Cocco, ha tutte le caratteristiche per diventare il centro di riferimento regionale per la riabilitazione, e sto parlando dello stabilimento riabilitativo dello Zonchello di Nuoro, a cui grazie a importanti finanziamenti, legati all'articolo 20 della legge numero 67 dell'88 e successivamente al project financing, sono stati fatti adeguamenti strutturali, impiantistici, sono state realizzate due vasche di riabilitazione, sono state previste palestre per trattamenti riabilitativi, e spazi per trattamenti individuali. Quindi, tutti questi adeguamenti, consentono di garantire una riabilitazione intensiva di tipo neurologico, pneumologico, cardiologico e ortopedico e si potrebbero subito attivare una ventina di posti letto di lungodegenza e una quindicina di riabilitazione intensiva. Per avviare l'attività servirebbero solamente pochi arredi e l'adeguamento della dotazione organica ora è insufficiente, ma non mi sembra che manchino le figure dei fisioterapisti nella nostra ATS, azienda alla tutela della salute. Ora, la proposta di destinare il presidio ospedaliero dello Zonchello a centro riabilitativo consentirebbe non solo di rendere più appropriati i ricoveri del San Francesco di Nuoro, che vorrei ricordare è l'ospedale più importante dell'ATS, e in questo caso rispettando appieno anche il DM 70 del 2015 che prevede l'attivazione delle cure intermedie, ma potrebbe appunto fungere da centro di riferimento regionale per la riabilitazione. Ed è proprio con questo spirito che in questo capitolo ho proposto un emendamento di modifica della tabella 6.2, con l'emendamento numero 788 sul quale ritornerò quando entreremo nel merito dei singoli emendamenti, che invita proprio a riflettere su questo punto. Io non mi sono tirata indietro rispetto al sostegno al primo livello per Alghero-Ozieri, ma chiedo l'attenzione e uno sforzo in più, da parte della Giunta e di questa maggioranza, anche per un riconoscimento ad una struttura del nuorese che è già pronta per assolvere al ruolo di riferimento regionale per la riabilitazione e che ha bisogno del sostegno di tutti. Poi c'è un altro aspetto che è molto significativo e che è ricompreso in questo sesto capitolo, e riguarda l'introduzione di metodi di umanizzazione dei servizi sanitari basati sulla centralità della persona. Quindi, sulla centralità del paziente come pure dei familiari. Uno strumento utile, per raggiungere questo obiettivo, potrebbe essere l'istituzione di Comitati consultivi misti, i quali fungono da organismi che assicurano tutela e partecipazione. Sono comitati composti da rappresentanti delle associazioni di tutela e volontariato, da rappresentanti delle aziende sanitarie e potrebbero anche farvi parte i rappresentanti degli enti locali. Scopi dei Comitati consultivi misti sono quelli di stimolare e verificare il grado di coinvolgimento dell'azienda sanitaria nella comunicazione con il cittadino, rispetto all'accesso alle strutture e alle cure sanitarie, oppure ancora analizzare segnalazioni e reclami dei cittadini per individuare azioni di miglioramento, come pure promuovere indagini sulla qualità dei servizi. E a tal proposito ho presentato, sempre appunto nel capitolo 6, l'emendamento numero 787, e anche su questo chiedo una riflessione in più alla maggioranza, peraltro similmente al capitolo 12, nella parte riguardante la rete dei trapianti, ho presentato un emendamento simile che prevede l'istituzione di Comitati consultivi misti, proprio afferente alle esigenze dei trapiantati, che so peraltro, e questo anche congiuntamente al collega Gigi Rubiu, che ha avuto appunto un parere favorevole da parte della Commissione; quindi chiedo, visto che c'è stata un'apertura su questo punto, che riguarda appunto l'umanizzazione delle cure, un ulteriore approfondimento perché l'istituzione di Comitati consultivi misti più generali per le aziende sanitarie sono, a mio avviso, uno strumento utile, corrispondente agli obiettivi che ci siamo dati.

PRESIDENTE. Allora, prima di togliere la seduta, ricordo che abbiamo 16 iscritti a parlare per la discussione, che riprendiamo domani alle 16 come Consiglio, mentre invece alle 11 è convocata la Commissione.

La seduta è tolta.

La seduta è tolta alle ore 20.