Seduta n.246 del 21/09/2017 

CCXLVI Seduta

Giovedì 21 Settembre 2017

Presidenza del Presidente Gianfranco GANAU

La seduta è aperta alle ore 10 e 53.

FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta del 1° agosto 2017 (242), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che la consigliera regionale Anna Maria Busia ha chiesto congedo per la seduta del 21 settembre 2017.

Poiché non vi sono opposizioni, il congedo si intende accordato.

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Daniela Forma, ai sensi dell'articolo 20 del Regolamento interno del Consiglio, dichiara di aderire, con comunicazione del 19 settembre 207, al Gruppo del Partito Democratico.

Annunzio di presentazione di proposta di legge nazionale

PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la proposta di legge nazionale numero 17.

Annunzio di presentazione di proposta di legge

PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la proposta di legge numero 450.

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria. Sono state presentate le interrogazioni numero 1238, 1239, 1240, 1241, 1242, 1243.

Annunzio di interpellanza

PRESIDENTE. Si dia annunzio dell'interpellanza pervenuta alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria. È stata presentata l'interpellanza numero 317.

Annunzio di mozioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria. Sono state presentate le mozioni numero 349, 350, 351, 352.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. In Conferenza dei Capigruppo si è deciso di rinviare l'elezione del Vicepresidente del Consiglio regionale e la nomina del Garante regionale per l'infanzia e adolescenza alla prossima seduta.

Ha domandato di parlare il consigliere Christian Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS CHRISTIAN (PSd'Az-La Base). Presidente, sull'ordine dei lavori mentre svolgiamo i lavori di questa giornata il popolo catalano vive da qualche giorno in questo momento un travaglio tra i più forti dell'ultimo periodo e della loro storia recente. Io credo che il popolo sardo e questa Assemblea rappresentativa non possa non esprimere, in ossequio ai principi di libertà e di fratellanza che ci hanno sempre contraddistinto, una solidarietà a chi sta cercando di riaffermare con forza il diritto dei popoli alla propria autodeterminazione in linea con tutti i pronunciamenti internazionali. Noi siamo per la pace e le soluzioni pacifiche ai conflitti, crediamo che l'inasprimento che in questo momento si sta raggiungendo con il divieto addirittura all'espressione di un voto democratico sia qualcosa che la comunità internazionale debba censurare, e crediamo che la Sardegna, che più di altre conosce e ha conosciuto nella sua storia l'impossibilità a poter liberamente esprimere la propria libertà, non possa che essere vicina in questo momento ai fratelli catalani ai quali chiediamo di esprimere tutta la solidarietà delle istituzioni regionali.

PRESIDENTE. Grazie, condivido l'intervento e devo dire che sia io che il presidente Pigliaru siamo già usciti pubblicamente a sostegno dell'autodeterminazione e della libertà di espressione del popolo catalano.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Io penso che il Consiglio regionale sia il luogo deputato per capire cosa sta succedendo nella maggioranza di governo. Apprendiamo dagli organi di stampa che, in relazione ad importanti riforme quali quella già messa in calendario il 26 di settembre, cioè quella sanitaria, e quella relativa all'urbanistica, vi sono Gruppi della maggioranza che hanno già dichiarato, soprattutto con riferimento alla prima, il chiaro "no"; lo hanno dichiarato Gruppi della maggioranza ma lo hanno dichiarato anche esponenti della maggioranza. E allora noi non vorremmo che, su riforme di questa portata e rispetto alle quali si crea anche il rapporto fiduciario tra la maggioranza, il Presidente e la sua Giunta, si svolgesse un dibattito solo nelle chiuse stanze di qualche Gruppo o di qualche partito; vorremmo che di questo aspetto il Presidente della Giunta regionale riferisca urgentemente in Aula, perché non ci interessa solo la sorte della maggioranza ma ci interessa soprattutto la qualità delle riforme che il Consiglio regionale si appresta ad esaminare e a discutere, perché non mi pare che questo sia il modo per affrontare temi di questa portata.

Quindi, Presidente, è la sollecitazione perché il Presidente della Giunta regionale riferisca urgentemente in Aula, altrimenti, davvero, mi pare che non si renda un buon servizio rispetto a temi di così elevata importanza quali sono quello della sanità e dell'urbanistica.

Un secondo aspetto, Presidente. Approfitto della presenza dell'assessore Paci perché probabilmente anche lui forse interviene in quel tavolo, quello relativo al controllo e al monitoraggio della spesa della sanità, perché c'è un organismo istituito ad hoc e sappiamo, lo sappiamo perché dovrebbe essere così, che i dati sulla spesa sanitaria e sul monitoraggio sono nella disponibilità di questo organismo e vorremmo che venissero trasmessi al Consiglio regionale, perché deve finire anche questo balletto cui assistiamo sulla stampa, dati che vengono ipotizzati, dati che vengono smentiti, e noi vorremmo sapere qual è la reale situazione, questo anche perché possa essere affrontato il dibattito sulla riforma sanitaria a ragion veduta avendo chiaro anche il quadro di riferimento dal punto di vista del fabbisogno finanziario.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Congiu. Ne ha facoltà.

CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). Grazie Presidente, mi unisco alla richiesta per primo fatta dall'onorevole Solinas che si è prenotato a parlare qualche secondo prima del sottoscritto, sul tema che riguarda le tensioni politiche in Catalogna. Non sto a ripetere l'intervento del collega, dico soltanto e sottolineo che questa legislatura, questa consiliatura si è caratterizzata per un impegno anche sotto il profilo internazionale che noi stessi abbiamo fondato sul diritto di autodeterminazione, nostro, del popolo della Baleari, del popolo corso, ad intraprendere un percorso di rappresentazione delle nostre istanze sui tavoli sovranazionali; bene, io ritengo che le tensioni catalane non solo tradiscano lo spirito ormai riconosciuto dalla comunità internazionale ma attentino a quelli che sono questi percorsi che faticosamente stiamo cercando di mettere in campo.

Un secondo appunto lo fa il Gruppo, Presidente, a lei personalmente. Noi la volta scorsa abbiamo stimolato una risposta per la seconda volta ad un tema che per noi è molto caro, ovverosia la declinazione da parte sua dei criteri che sono stati invocati nell'andare ad effettuare le ultime nomine di cui abbiamo discusso in questi giorni a proposito di Ersu- Sassari, bene, non ci appagano le sue prese di posizione, ce lo consenta, presidente Ganau, noi le chiediamo semplicemente: declini in quest'Aula quelli che sono i criteri che sono stati assunti. Perché nel frattempo arrivano proteste dai territori, nel frattempo abbiamo visto il curriculum vitae di uno dei due nominati, che non è neanche in possesso del diploma di laurea bensì solamente di un diploma di scuola media superiore; se questo fosse vero, andare a governare le politiche di facilitazione di accesso allo studio degli studenti universitari da parte chi non ha neanche il requisito minimo ci sembra un attentato a quello che è il corretto rapporto istituzionale e anche soprattutto nel rispetto delle sue prerogative, Presidente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (SDP). Sull'ordine dei lavori, Presidente, per segnalarle il fatto che ad aprile del 2017 questo Consiglio regionale aveva approvato un ordine del giorno, a cui poi è seguita una delibera di Giunta regionale, sulla questione Aias. Sono stati presi numerosi impegni, sono state assunte numerose decisioni tra le quali la questione della del pagamento degli stipendi ai dipendenti, ad oggi ci risulta che ancora Aias sia in arretrato nei pagamenti degli stipendi ai dipendenti, ci risulta che sia l'ordine del giorno, sia alla delibera di Giunta regionale sia rimasta inapplicata, e ci appelliamo sia a lei sia al Presidente della Giunta regionale affinché queste ingiustizie a queste incoerenze vengano… venga posta una fine a queste situazioni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Riallacciandomi alle dichiarazioni dei colleghi Solinas e Congiu per manifestare l'esigenza che questo Consiglio regionale comunque si schieri affianco della Generalitat de Catalunya in questo momento triste, in questo momento molto, molto, molto pericoloso per le stesse democrazie europee. Sono stati arrestati 14 funzionari pubblici uno dei quali di fatto è il propulsore, il motore del referendum sull'indipendenza, sono stati sequestrati conti correnti, sono state sequestrate le schede elettorali di un referendum democratico, un referendum che nulla ha a che vedere con l'uso della forza, ebbene invece la Spagna, il Presidente spagnolo utilizza la forza per cercare di uccidere gli ideali, che non si uccidono assolutamente in questo modo, si possono arrestare gli uomini e le donne, si possono uccidere gli uomini e donne ma gli ideali rimarranno tali e quali. Quindi, massima solidarietà, anche perché tra le altre cose vorrei ricordare che la Catalogna ha la sua sede di rappresentanza in Sardegna, ad Alghero nella fattispecie, una scelta che fu fatta alcuni anni fa con la Generalitat di sinistra e un Sindaco algherese di centrodestra, questo a rappresentare la comunanza di valori, la comunanza culturale che sta alla base dei rapporti fra la Sardegna, non soltanto Alghero, e la Catalogna.

Io credo che il Consiglio regionale si debba esprimere formalmente, non soltanto con una utile, utilissima telefonata del Presidente della Regione e del Presidente del Consiglio; abbiamo necessità, ritengo, di una presa di posizione forte del Consiglio regionale al fianco della Nazione catalana.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Emilio Usula. Ne ha facoltà.

USULA EMILIO (Gruppo Misto). Anch'io per dichiarare naturalmente e sottoscrivere appieno l'intervento dei colleghi che si sono espressi prima di me a sostegno della lotta del popolo catalano. I popoli senza Stato in Europa ammontano a circa 100 milioni, sono 100 milioni di cittadini che aspirano alla propria autodeterminazione e tra questi ci sono sicuramente il popolo sardo e il popolo catalano. A quei popoli va riconosciuta dignità e diritto all'autodeterminazione, alla tutela e promozione della propria cultura e della propria lingua, delle proprie legittime aspirazioni. La Sardegna ha il dovere di dare ed esprimere oggi tutta la solidarietà e il sostegno al popolo catalano in quanto, in questo momento, quel popolo sta subendo un gravissimo attacco al suo diritto alla sua stessa libertà. Molte cose ci accomunano, per cui la lotta per il diritto a esprimersi con un referendum deve essere anche da questa Assemblea sostenuta e, sono d'accordo con l'onorevole Tedde, sostenuta con forza con un atto formale. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Intervengo prendendo spunto dall'intervento del collega sulla questione dell'AIAS, anch'io per ricordare e per mettere l'accento su un tema che abbiamo discusso in quest'Aula che, come dire, deve vedere il Consiglio regionale protagonista, l'Esecutivo regionale anch'esso parte attiva in un processo che vede un'azienda regionale che svolge il servizio pubblico per conto del pubblico stare sempre indietro con gli stipendi, era intervenuto con licenziamenti verso alcuni sindacalisti, sui quali anche noi avevamo fatto una reprimenda stanno naturalmente nei limiti che ci concede il nostro ruolo di consiglieri regionali, perché poi sono altri organismi a dover intervenire, però sarebbe bene che a fronte del fatto che noi abbiamo appurato che la Regione Sardegna, attraverso l'Assessorato, eroga regolarmente le risorse nei confronti dell'AIAS, e questo l'abbiamo appurato anche l'altro giorno, il servizio non viene invece trasferito ai lavoratori, che svolgono il loro lavoro, però non vengono pagati regolarmente. E rimane ancora in piedi il licenziamento forte che è avvenuto nei confronti di alcuni lavoratori. Credo che bisognerebbe riportare all'attenzione dell'Aula con forza l'argomento e discuterlo prossimamente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Intervengo sull'ordine dei lavori per segnalare una situazione particolare che riguarda i lavoratori ex ATI-IFRAS, ma sottolineerei invece dei lavoratori che comunque avevano a che fare anche con gli enti locali e i comuni del Parco Geominerario. La situazione è stanziale oramai da quasi dieci mesi, era stato individuato un percorso che ci ha visto sempre a sostegno in quest'aula proprio per una risoluzione che riguarda cinquecento famiglie. Ad oggi apprendiamo, anche perché non lo racconto io, ma stanno manifestando sotto il palazzo di viale Trento, e alcuni sono anche qui in quest'Aula, proprio perché la situazione non solo non è risolta, ma si intravede un atteggiamento che pare creare lavoratori di serie A e lavoratori di serie B. Presidente, noi abbiamo capito fin dall'inizio che sistemare la problematica era una partita complessa, e abbiamo riconosciuto da sempre le difficoltà dei percorsi normativi e che si potevano incontrare. Però mi pare che i metodi e i contenuti utilizzati fino ad oggi non siano rispettosi né del lavoro che questi lavoratori hanno fatto in tutto questo periodo, e ripeto tanti a supporto degli enti locali, un territorio che ad oggi è abbandonato, perché nessuno mi risulta stia intervenendo per la cura, quindi credo che bisogna avere rispetto di questi lavoratori ed evitare che ci siano delle lotte fra loro, non solo, che ancora dopo dieci mesi non sia chiaro dove devono andare ad essere reinseriti nel loro lavoro, sono i NASPI, e così invece doveva durare due mesi, e stiamo parlando di dieci mesi. Quindi, Presidente, io voglio che in quest'aula ci sia un'assunzione di responsabilità perché è stato individuato un percorso, ma non è stata mantenuta ancora nessuna parola. Per onestà intellettuale, devo dire che è stata data una data, quella dell'11 di ottobre, dove verranno definiti ancora una volta, così parrebbe, i percorsi per il reinserimento dei lavoratori, ma ad oggi nulla è certo, e non è corretto che appena sette di loro siano stati reinseriti. Questo significa veramente attivare delle disparità tra lavoratori, che invece non devono fare altro che

che mantenere e garantire il pane alle loro famiglie, e non avere anche altri problemi correlati. Quindi, Presidente, massima attenzione su questo, e io chiedo anche l'attenzione di questo Consiglio affinché l'11 si chiarisca una volta per tutte dove devono essere reinseriti i lavoratori, chi, e con tempistiche certe. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Crisponi. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Anche io per esprimere il personale sentimento di vicinanza nei confronti del popolo catalano, e anche per ricordare che si è vicini proprio perché si vuole in qualche modo ricordare che quella soglia estrema della libertà dei popoli e delle persone non può certamente essere dimenticata, e quindi concordo con i colleghi che si faccia un documento e si assuma un atteggiamento forte proprio nei confronti e nella vicinanza a quel popolo. Ma visto anche che in questa occasione l'Aula parla di nomine, e poc'anzi i colleghi hanno richiamato vicende che hanno riguardato le recenti occasioni in cui è stato espresso il potere sostitutivo della Presidenza, vorrei anche ricordare ai colleghi dell'aula che nel 2013 si espresse questo Consiglio con la nomina del comitato per la lingua sarda. Incredibilmente, dopo quasi quattro anni, quel comitato, per motivi inspiegabili e per ragioni a me sconosciute, non è stato mai insediato. Insomma, vorrei anche capire, naturalmente dal Presidente della Regione e soprattutto dall'Assessore della cultura, se quel comitato continui ad esercitare una funzione importante e prestigiosa per l'intero territorio sardo, se quel comitato è stato surrogato, così come è avvenuto naturalmente con quella votazione libera e trasparente che è avvenuta in seno al Consiglio regionale, e se su quelle promesse in cui io ho reiterato questa richiesta direttamente e personalmente ai dirigenti e funzionari consiliari vi è qualche notizia in merito. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pierfranco Zanchetta. Ne ha facoltà.

ZANCHETTA PIERFRANCO (Cristiano Popolari Socialisti). Vedo che con "sull'ordine dei lavori" si è aperto una sorta di dibattito e una considerazione ampia, e quindi mi consenta come minoranza di una minoranza di esprimere certamente la solidarietà, e non soltanto la vicinanza al popolo catalano, ma credo che sia fondamentale chiudere questa discussione con un documento che stigmatizzi i comportamenti del Governo spagnolo ed esprima la solidarietà del popolo sardo al popolo catalano. Ma proprio per l'autodeterminazione dei popoli, io mi permetto, in considerazione della presenza del presidente Pigliaru, di ringraziarlo personalmente per l'operazione che sta conducendo per riaffermare, appunto, l'autodeterminazione del mio popolo di La Maddalena nella partita delicata che ha lasciato strascichi pesanti sulle vicende del G8, un'operazione che la Giunta, con alcuni esponenti che oggi non fanno più parte, ha condotto da tempo, che il presidente Pigliaru sta portando in porto, ed è per questo che mi permetto di chiedere anche una sollecitazione di una definizione immediata di quella triste vicenda, che dia nuovamente prospettive al popolo di La Maddalena e della Sardegna tutta. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA PAOLO (SDP). Abbiamo salutato con profonda soddisfazione la dichiarazione di vicinanza e sostegno del nostro presidente Francesco Pigliaru e di tutti i partiti che si sono espressi precedentemente in riferimento alla storica consultazione del primo ottobre in Catalogna, perché crediamo che il principio di autodeterminazione dei popoli debba essere un diritto delle nazioni democratiche senza limiti e senza condizioni, e crediamo che il percorso verso l'indipendenza nei Paesi occidentali non possa essere obbligato a passare per il confronto di forza, per l'uso delle armi, per lo spargimento di sangue, per la morte di combattenti, di donne e di bambini, l'indipendenza deve essere un diritto primario e inalienabile. È mio dovere però, in questo momento, ricordare a questa Assemblea che un altro popolo tra pochissimi giorni andrà a decidere, attraverso una consultazione pubblica e democratica, del proprio destino nella prospettiva dell'indipendenza. Si tratta del più grande popolo senza Stato di questo pianeta di un popolo che attende questa possibilità da quattro millenni, di una Nazione formata da uomini e donne che in questi anni e in questo momento combattono per liberare il mondo dalla piaga dell'Isis, si tratta di un popolo che nella sua filosofia di vita mette al centro la perfetta parità tra uomo e donna, la perfetta parità di dignità tra culture, lingue e civiltà; Si tratta del popolo curdo. Ricordo a questa Assemblea che nel 2015 una delegazione, di cui con orgoglio ho fatto parte, si è recata nella loro terra per constatare quali fossero le loro ragione di vita, le loro condizioni, i loro conflitti. Il 25 di questo mese il Kurdistan iracheno del Presidente Barzani ha indetto una consultazione referendaria, pacifica e democratica, per decidere della propria indipendenza in un clima di ostilità del Governo centrale e specialmente del Governo turco di Erdogan. Si tratta di un evento di straordinaria importanza, storico. Io desidero esprimere la vicinanza e il mio sostegno personale, e quello del mio Gruppo SDP, e chiedo ai rappresentanti di quest'Assemblea e dal Presidente Francesco Pigliaru di sostenere, come ha già fatto per la Catalogna, il percorso del popolo curdo verso la propria libertà. Grazie.

Discussione e approvazione del disegno di legge: "Disposizioni finanziarie e seconda variazione al bilancio 2017/2019". (449/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 449/A.

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Francesco Sabatini, relatore di maggioranza.

SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. Grazie, Presidente, solo poche considerazioni, intanto per esprimere un giudizio fortemente positivo sul provvedimento che è all'attenzione del Consiglio, in quanto si liberano risorse per 148 milioni e 749 in conseguenza dell'approvazione delle norme di attuazione dell'articolo 8 dello Statuto speciale, di cui si fa riferimento nel decreto legislativo 114 del 2016, quindi sono risorse aggiuntive, queste risorse aggiuntive ci consentono di coprire in parte il disavanzo della sanità, e per un'altra parte ci consentono di abbattere praticamente i ratei dei mutui, consentendo così, come previsto dalla legge del 3 agosto 2017, la numero 123, di rendere disponibili spazi finanziari per gli enti locali, così come la stessa Conferenza degli enti locali ci aveva richiesto. Nella precedente variazione avevamo dato corso all'approvazione di un emendamento che ha messo ulteriori risorse a disposizione delle province, questa volta diamo la possibilità agli enti locali di utilizzare i propri avanzi di amministrazione concedendo loro spazi finanziari. Sulla sanità ho visto che si è scatenata un po' la polemica, ma credo che, così come chiedeva anche il Capogruppo Pietro Pittalis, sia opportuno, anche attraverso una mozione da presentare in Aula, aprire un dibattito all'interno di questo Consiglio sul disavanzo della sanità. Devo far notare a molti colleghi, perché spesso su questo tema si fa il gioco delle tre carte, che per valutare il disavanzo della sanità noi dobbiamo avere un punto di riferimento fermo. In alcuni esercizi finanziari si è sollevata la disponibilità finanziaria a disposizione dei servizi sanitari e quindi poi si è detto: "Abbiamo ridotto il disavanzo"; chiaramente se si aumentano le risorse e uno prende a riferimento alle risorse stanziate, può fare tutte le considerazioni che vuole. Credo che noi dobbiamo avere come punto di riferimento fermo la delibera del CIPE, cioè il fabbisogno ipotetico che viene valutato per ogni singola regione, e tenuto fermo che quel riferimento, quel parametro, noi possiamo fare una valutazione più equa, ma certamente il tema ha necessità di un approfondimento. Ma quella tabella ci dice che nel 2012 avevamo un disavanzo di 392 milioni che è andato 2013,2014,2015, fino ad arrivare al 2016, ed è arrivato a 320 milioni con una riduzione importante, nonostante ci siano stati dei costi aggiuntivi a partire dai vaccini, dall'acquisto di nuovi farmaci che sono stati necessari per garantire i livelli essenziali di assistenza, quindi costi aggiuntivi determinati anche ad esempio dagli ammortamenti che erano stati accantonati nei precedenti esercizi, e che sono costati alla spesa sanitaria 48 milioni, più di 48 milioni, ecco, quindi su questo ci sarebbe molto da dire anche a partire, sfatando quello che si dice… è vero che noi spendiamo troppo sicuramente per i livelli che garantiamo di assistenza, ma se noi andiamo a paragonare la spesa pro capite delle singole regioni in Italia, ci accorgiamo che ci sono regioni considerate virtuose che hanno una spesa pro capite più elevata della nostra. Certo, quelle regioni hanno dei livelli di assistenza più elevati, quindi il tema è: migliorare i servizi, qualificare la spesa, spendere meglio le risorse. Non mi dilungo oltre, credo che il provvedimento, ne va dato atto, sia dovuto ad una… essendo conseguenza dell'accordo Stato-Regione, di una buona gestione di questi accordi, che deve continuare e determinare il pieno riconoscimento dell'applicazione del rinnovato articolo 8 del nostro Statuto.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Paolo Truzzu, relatore di minoranza.

TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto), relatore di minoranza. Grazie, Presidente, io concentrerò il mio intervento quasi esclusivamente, se non esclusivamente, sulla questione sanitaria, perché, come ha detto l'onorevole Pittalis, e come anche ribadito dal collega Sabatini, penso che sia arrivato il momento per fare un quadro della situazione, del resto, dopo tre anni e mezzo, è possibile tracciare sicuramente un primo bilancio, per capire se la strategia che il Centrosinistra aveva posto in essere sta portando i risultati che tutti ci auguravamo, e cioè quello di migliorare la qualità dell'offerta sanitaria, e contestualmente cercare di contenere i costi, perché uno dei refrain che ho sentito più spesso da parte del Presidente della Regione, della Giunta, di tutti i colleghi della maggioranza, è che uno degli obiettivi di legislatura era ridurre il costo della produzione, cercare di eliminare gli sprechi e razionalizzare la spesa, perché in questo modo si sarebbero liberate risorse per il bilancio, e per utilizzarle per altri settori. Oggi sta succedendo però esattamente il contrario, perché anche con questa variazione di bilancio noi siamo chiamati a utilizzare gran parte delle maggiori entrate, non per investimenti, per programmi di sviluppo, ma ancora una volta per coprire il deficit della sanità. Il risultato di questi anni, possiamo dirlo tranquillamente, anche utilizzando i dati che citava il collega Sabatini… è vero che il disavanzo è diminuito in termini assoluti, ma è anche vero che il costo della produzione è aumentato, perché nel 2012 era di 3 miliardi e 164 milioni, adesso i di 3 miliardi e 418 milioni, e la spesa sanitaria nel 2012 era intorno ai 3 miliardi, forse qualcosa sotto, oggi siamo a 3 miliardi e 3, anzi, nel 2016, quindi la situazione è che in questi anni, nonostante noi abbiamo speso di più, il disavanzo è rimasto costantemente per tutta la legislatura sopra i 300 milioni ogni anno, nonostante ogni anno abbiamo fatto provvedimenti aggiungendo risorse alla sanità. E, prima volta nella storia, siamo la peggior Regione d'Italia per disavanzo, con un record ancora più interessante, devo dire ancora più desolante, perché il disavanzo del 2016, che è pari a 320 milioni, fonte MEF, è uguale a quello delle 8 regioni canaglia, 325 milioni! Capite che su questi dati qualcuno, anche dall'altra parte del Tirreno, si sta interrogando. E vi state interrogando anche voi, perché l'avete scritto anche nelle delibere, che ci sono interlocuzioni con l'Amministrazione centrale, per individuare modalità, un prestito, per cercare di coprire il disavanzo di questi anni. Se le cose vanno bene non ci sarebbe necessità di alcuna trattativa col Governo centrale per individuare strumenti straordinari per coprire il buco che badate poi pagheremo noi, pagheremo tutti perché poi il prestito va restituito, quindi saranno chiamati i cittadini sardi a rispondere di questa situazione. Per il terzo anno di seguito, è vero che è successo anche altre volte, però per il terzo anno di seguito in questa legislatura avevate detto che non si sarebbero dovuti ripetere certi errori, siamo costretti in autunno a fare un intervento che ha l'unico scopo di offrire un polmone finanziario alla sanità. Perché la realtà è che questi 117 milioni o 114 quanto diventeranno poi con gli emendamenti e le altre variazioni servono esclusivamente a garantire il pagamento degli stipendi perché la situazione di cassa delle aziende sanitarie è sostanzialmente drammatica. E quello che si è verificato è quello che stavo dicendo prima, che le nuove e maggiori entrate che ogni anno riusciamo a recuperare vengono destinate sempre a coprire questo pozzo. Non vi piacerebbe colleghi avere la possibilità per una volta di destinare queste risorse alle tante emergenze o alle politiche di sviluppo? Non vi piacerebbe avere diciamo denari, milioni da destinare a dare un sollievo alla crisi che vive oggi il mondo agricolo oppure a finanziare lo sviluppo turistico, ancora a cercare di lavorare sulle infrastrutture, a ridurre le tasse per le famiglie e le imprese? Questo dovremmo fare a fronte di nuove risorse, non finanziare la spesa corrente. Ma la cosa ancora più drammatica a mio parere è che benché si spenda di più, benché in questi anni il disavanzo non sia sceso, la qualità dell'offerta sanitaria è nettamente peggiorata perché lo dice anche il Piano Nazionale Esiti del 2015, le notizie che riceviamo ogni giorno e che si leggono ogni giorno sui giornali sulla situazione che si vive nei presidi sanitari sono drammatiche e molto spesso non si riesce a fare magari una visita, a fare un intervento perché mancano i materiali, ci sono reparti che vengono chiusi e non si sa il perché. Quindi abbiamo una situazione in cui a fronte di una maggior spesa c'è un peggioramento della qualità e della qualità offerta al cittadino, della qualità della sanità. E questo perché è successo? Perché come ci direte la spesa sanitaria è incomprimibile, in parte è vero, è difficile comprimerla perché ci sono gli extracosti dovuti ai nuovi LEA e ai farmaci innovativi. E' vero però non sono queste le cose che hanno inciso perché quando si continua a lavorare su queste cifre, quando i dati sono questi che arrivano dal MEF e anche dal monitoraggio io penso che il problema di fondo sia un altro, in questi anni è mancata la capacità dell'Assessorato di fare il suo mestiere cioè di portare avanti la programmazione, la pianificazione e il controllo anche della spesa sanitaria e della sanità in generale. Avete fatto una serie di riforme con i commissariamenti, il piano di rientro e poi la famigerata ASL unica convinti che in questo modo avremmo potuto, avreste potuto ridurre la spesa sanitaria e liberare risorse per il bilancio. La verità è che tutto questo non è successo perché anziché lavorare sulle cose che era necessario fare in maniera razionale con buon senso, avete preferito seguire la strada delle riforme mediatiche, della visibilità mediatica, l'annuncio shock. Ma nei fatti avete perseguito le logiche di tutti i giorni, le logiche di sempre, ovvero avete continuato in questi anni a utilizzare la sanità come un terreno di scontro con faide trasversali all'interno della maggioranza, ancora dopo un anno e mezzo non siete riusciti a nominare il direttore dell'AREUS che era uno dei punti cardine della vostra riforma. Perché? Perché non vi mettete d'accordo al vostro interno. Avete preferito non seguire la strada della razionalizzazione e delle scelte coraggiose ma quella della tutela degli amici e degli amici degli amici, avete preferito tollerare situazioni in cui vengono continuamente bypassate le decisioni di questo Consiglio nominando un imperatore, un direttore generale che se ne strafrega di quello che viene deciso in questo luogo, che se ne strafrega anche degli indirizzi della Giunta e del Presidente perché si è verificato in questi anni, anzi in quest'ultimo anno anche un fatto incredibile dal punto di vista proprio della programmazione, uno degli obiettivi nella creazione della ASL unica citato dall'Assessore e dal Presidente era quella di riuscire con una unica ASL a creare un percorso omogeneo di cura in tutta la Sardegna in modo tale che tutti i cittadini da La Maddalena a Cagliari a Morgongiori a Siniscola potessero avere lo stesso livello di cura. Beh sapete cosa ha fatto il direttore generale? Ha fatto una delibera con cui ha delegato i percorsi di cura agli otto direttori delle ASL in modo che ogni territorio abbia un suo percorso di cura e non ci sia così la garanzia di dare omogeneità di cura a tutti i cittadini sardi. Davanti ad una sanità che offre sempre di meno e che costa sempre di più abbiamo quindi colleghi secondo me due possibilità, quella di far finta di niente come penso anche questa volta faremo, di mettere la polvere sotto la sabbia di comportarci quasi come Oblomow aspettando che arrivi qualcuno a risolvere la situazione oppure cercare di capire cosa è successo, quali sono stati gli errori e quali sono state le responsabilità ma non perché è necessario fare totò a qualcuno, perché è necessario trovare soluzioni ancor più è necessario trovarle oggi in considerazione del fatto che tra una settimana ci dovremo trovare a discutere di rete ospedaliera e la domanda che io mi faccio è se gli autori di questo sfascio, di questa situazione così desolante sono gli stessi che ci devono fornire la ricetta per garantire una migliore rete ospedaliera a tutti i sardi.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Gianfranco Congiu. Ne ha facoltà.

CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). Non possiamo che sottolineare in apertura di una manovra finanziaria in cui il 90 per cento degli sforzi che si stanno profondendo vanno in una direzione ben precisa, non possiamo non sottolineare dicevo l'impegno e salutarlo felicemente, l'impegno assunto dal Presidente della Regione Pigliaru ieri con cui sostanzialmente si mostra favorevole ad aprire una fase di verifica sui conti della sanità. Bene questa era una partita che noi chiedevamo si aprisse da tempo per le ragioni che gli stessi colleghi che sono intervenuti finora hanno manifestato. Non è pensabile che dopo uno scorcio di legislatura così importante si arrivi ancora a discutere sui criteri da prendere in considerazione per andare a tracciare una linea di conteggio finale su quelli che sono i conti e per conti noi intendiamo una spesa fuori controllo? Noi intendiamo la necessità di impinguare sempre le risorse e i bilanci della sanità per andare a far fronte al pagamento degli stipendi, per far fronte al pagamento dei fornitori e quant'altro. Ma il provvedimento di oggi poi si sposa anche col provvedimento che balla da qualche tempo nei tavoli della Giunta sulla autorizzazione alla contrazione di debiti o di anticipazioni di tesoreria per le singole ASL. Beh, tutto questo non ultime anche le dichiarazioni del direttore generale Moirano che espone dei conteggi paurosi sul deficit complessivo, ci inducono a ripeto salutare felicemente il fatto che si apra una fase di confronto sul quantum debitorio che incombe sulla sanità. E' importante farlo, è importante farlo in questo momento ed è importante confrontarsi anche sulle regole di computo e di calcolo. Stanziamenti CIPE, non stanziamenti CIPE, noi pensiamo che ci siano delle tecniche per arrivare a controllare e a capire cosa sta succedendo e cosa è successo, noi pensiamo che l'operazione debba essere fatta in maniera binaria, per esempio non si può non considerare l'incidenza dei costi, l'hanno detto diversi colleghi, ma non si può neanche prescindere da una verifica di quelli che sono i monitoraggi dei LEA, dei livelli essenziali di assistenza. Bene, tutte queste cose ci portano oggi a dire: apriamola immediatamente, abbiamo qualche settimana, abbiamo qualche giorno prima di ritrovarci in Aula per parlare di rete, bene, utilizziamo il tempo, il tempo anche per aprire questo confronto. Questa è la ragione per la quale noi oggi siamo in Aula, la nostra posizione in Commissione è stata critica su questo punto ed è stato questo il punto che ci ha indotto ad astenerci. Oggi siamo in Aula, siamo in Aula perché prendiamo l'impegno fatto dal Presidente in termini di serietà e in termini di concretezza, auspichiamo che questa operazione venga fatta prima possibile, e daremo il nostro contributo perché venga fatta piena luce su quello che è lo stato di salute complessivo della nostra sanità, da cui discendono tutte le conseguenze che i colleghi hanno detto finora.

PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Presidente, ma provvedimento certamente dovuto, anche se stando ai dati si sarebbe dovuto evitare. Ricordo quando nel 2014 qualcuno aveva aperto la legislatura dicendo diamoci del noi, soprattutto sul tema sanitario, e oggi giustamente l'onorevole Sabattini dice "spendiamo troppo per i livelli di assistenza che garantiamo", purtroppo no, spendiamo troppo, fermiamoci lì, perché quella che è aumentata è la spesa sanitaria, e lasciamo da parte il disavanzo, che abbiamo commentato altre volte essere comunque quasi un fatto naturale per i servizi e la tipologia della sanità in Sardegna. Purtroppo invece la spesa sanitaria è aumentata e le enorme che avete da prima annunciato, poi anche messo in campo dal 2014 ad oggi, certamente non hanno dato i risultati sperati. Infatti ad oggi non esiste una casa della salute che si possa dire tale, non abbiamo gli ospedali di comunità e soprattutto mancano servizi importanti. Io, Assessore, la voglio l'emergenza-urgenza, l'ho sostenuta dall'inizio non la vedo un'ulteriore sacca di perdita, è fondamentale, così com'è fondamentale l'elisoccorso. Ci sono dei servizi in sanità dai quali per il bene comune, e soprattutto su questo tema, non si può prescindere. Invece noi purtroppo abbiamo assistito anche a dei comportamenti che io credo, li voglio definire irriverenti anche nei suoi confronti, ma nei confronti di questo Consiglio, perché benché ci siano gli indirizzi per gli atti aziendali, ma quando si sta intraprendendo una riforma quale quella della rete ospedaliera, che voi per primi definite importante, noi assistiamo a degli atti aziendali scandalosi, dove si inventano primariati, dove si trasferiscono, e lo dico apertamente, ormai l'ho ripetuto tante volte, senza capo né coda da un punto di vista giuridico, mi riferisco alla nuova chirurgia del Policlinico, e quindi della AU universitaria, non si capisce con quali strumenti, ma tanto ovviamente forse non è neanche più materia nostra visto che stanno vagliando gli atti i TAR e chissà chi, però certamente competenti per materia, certamente noi da fuori non possiamo che dire che ci sembra una sistemazione degli amici degli amici, perché non è pensabile, sono state date delle priorità. Vengono istituiti dei primariati di servizi sanitari, e mi riferisco all'ostetricia, all'infermieristica e alla fisioterapia, che per carità, salutari e importanti, ma non possono sostituire primariati di medicina. Così come le strutture dipartimentali semplici non possono proliferare a scapito di primariati. Perché è molto facile dire "abbiamo chiuso delle divisioni, stiamo risparmiando", no, quello che state risparmiando è assolutamente una grande bugia, perché per contro nascono i satelliti. Così pure, adesso lo anticipo, abbiamo una sanità privata che si lamenta continuamente, stiamo ammazzando la sanità privata a favore di che cosa? Cui prodest?, mi chiedo, quando nel pubblico certi servizi costano molto di più e soprattutto non sono garantiti. Avete parlato di un servizio territoriale sanitario che doveva rispettare il più debole, aiutare quelli più lontani, i più in difficoltà, gli acuti, non si è visto nulla di tutto ciò, Assessore. Voi dite va tutto bene, lo faremo adesso con la riorganizzazione, anzi per voi va tutto bene anche così, però Assessore, davvero, non è una voce di quest'Aula, io credo che lei girando il nostro territorio si sia reso conto delle difficoltà che ci sono e che noi riconosciamo, l'ha detto il collega Truzzu, per carità, materia complessa e ridurre i costi ancora di più, ma se noi non interveniamo in quei costi generali, noi non risolveremo mai i problemi. E, Assessore, glielo dico, il discorso della dei posti letto, la chiusura dei posti letto, voi sarete più realisti del re, perché a fronte di 928, che chiudete d'emblée, né restituite 661 insomma, comunque è contenuto nella riforma della rete ospedaliera. Io le dico che da subito spariranno i 928, perché il meccanismo di reintroduzione dei posti letto è molto articolato, è molto particolare, e lei lo sa bene, e quindi in quel momento mancheranno i servizi, tra l'altro servizi già messi in difficoltà per i servizi ambulatoriali da oggi. Provi a chiedere, faccia questo esperimento, chiami qualche CUP e prenoti qualche risonanza, o qualche visita particolare, ma forse anche vada in qualche laboratorio di analisi ospedaliero, e ne riparleremo Assessore, ci sono tempi biblici. Quindi, caro collega Sabatini, io credo che oggi noi non stiamo garantendo per niente i livelli di assistenza che sono consoni ad una Regione come la nostra che invece, nonostante spendendo troppo, aveva una sanità molto diversa fino a qualche anno fa, oggi siamo veramente nelle peggiori difficoltà. Io me lo auguro, me lo auguro da cittadina, Assessore, che le vostre riforme possano davvero migliorare la qualità, perché su questo non si può scherzare, però tutto quello che avete fatto dal 2014 a oggi sono state solamente parole e peggioramento dei conti, ed ecco perché ancora oggi manca la cassa per poter pagare addirittura gli stipendi del settore sanitario, e siamo stati costretti ad intervenire molte più volte del provvedimento finale che si faceva anche quando c'era il Patto di stabilità.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Gruppo Misto). Presidente, per rifarmi al lessico usato dall'onorevole Congiu, vorrei parlare in questa occasione non del 90 per cento, ma del 10 per cento di questa manovrina, quindi non degli aspetti legati alla sanità, lo dico per tranquillizzare e rassicurare anche l'assessore Arru con cui avremo la settimana prossima modo tutti quanti di interloquire, ma del resto, e quindi del fatto che all'articolo 1, comma 2, di questa manovrina, per l'ennesima volta questo Consiglio è chiamato a finanziare, in questo caso con l'attribuzione di spazi finanziari della Regione, e non quindi con l'erogazione di nuova finanza, il sistema degli enti locali. Comuni, Province e Città metropolitane sempre più agonizzanti, in particolare mi riferisco alle Province e alla Città metropolitana, enti di area vasta che nel loro impianto dovrebbero essere motori a tripla alimentazione, risorse proprie date dalla fiscalità, trasferimenti statali e trasferimenti regionali, rilevo come provincie e Città Metropolitana in Sardegna siano in realtà degli enti ormai a totale finanziamento regionale. Le Province non hanno più risorse proprie, perché tutte le imposte riscosse in Sardegna vanno direttamente a Roma, non beneficiano di trasferimenti statali neanche quando dovrebbero, e la Regione sempre più generosa sottrae risorse alle proprie politiche di sviluppo per mantenere appunto un sistema di compiti statali e compiti provinciali, che non sarebbe nostro dovere mantenere, ma che ovviamente, non potendo privare i cittadini dell'indispensabile, siamo costretti a ogni Finanziaria a sostenere sempre di più. Ormai ci sarebbero gli estremi quasi perché la Regione si appropri delle Province per usucapione, visto che ormai appunto da anni di fatto la sostiene al 100 per cento. Rilevo però che in un momento come questo l'azione della Regione dovrebbe essere concentrata sempre di più a far sì che lo Stato si assuma pienamente le sue responsabilità, dovrebbe essere tesa a chiedere puntualmente affinché in una battaglia di trincea, più che in una guerra lampo, lo Stato si assuma le sue responsabilità e trasferisca alle province sarde quanto dovuto. Rilevo purtroppo che l'azione in questo caso non sempre è stata continua e più volte è stata frammentaria. Recentemente si è strappato l'impegno, che poi si è trasformato in questo caso in un trasferimento di spazi finanziari, sui 20 milioni che per anni erano state sottratti alla Sardegna, rea della grave colpa di essere una Regione a Statuto speciale, ora, è notizia di qualche giorno fa, colleghi, che sia stata respinta una legittima nostra richiesta di essere inseriti nella ripartizione dei fondi per quanto riguarda il sostegno alla disabilità e la gestione di supporto all'istruzione degli alunni con disabilità: un fondo di 75 milioni quest'anno che era di 70 milioni dell'anno scorso, 70 milioni destinati alle province delle regioni a statuto ordinario l'anno scorso. In Conferenza unificata la Sardegna nel 2016 fece presente il problema, portò i dati, e strappò dal sottosegretario Bressa, che non mi risulta essere l'ultimo dei passanti del Ministero degli affari regionali, strappò la promessa quest'anno di considerare e di includere la Sardegna nella ripartizione dei 70 milioni diventati nel mentre 75. Cos'è successo? La Conferenza unificata da poco si è riunita e ha approvato una proposta di ripartizione che per l'ennesima volta esclude la nostra Regione e le nostre province per cui, colleghi, tra qualche mese probabilmente prima del termine di questa annualità saremo costretti a rimpinguare un fondo per impedire che gli alunni con disabilità della Sardegna siano privati di un diritto costituzionale, e lo faremo sopportando costi per cui la Sardegna non sarebbe tenuta a pagare di tasca sua perché quella non è una funzione regionale, è una funzione delle province che portano avanti quella funzione propria su delega statale, noi non c'entriamo niente, siamo semplicemente il Consiglio regionale di quest'isola che comportandosi da Parlamento si mette una mano sulla coscienza e l'altra nel portafoglio e taglia della finanza regionale, taglia le politiche di sviluppo regionale per impedire che i cittadini più deboli della nostra Regione vengano privati di un diritto, io annuncio la presentazione di una mozione su questi temi e credo che appunto sia obiettivo comune il fatto che sulle province e sulla Città metropolitana prima dell'avvio della seconda fase, che inizierà a dicembre con la guida da parte dei sindaci di questi enti, i problemi finanziari che caratterizzano appunto i bilanci degli enti intermedi sardi trovi una definitiva soluzione.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Marco Tedde. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Grazie signor Presidente, è proprio vero che tutti i nodi vengono al pettine, noi lo scorso anno discutemmo dell'ASL unica che veniva in qualche modo rappresentata come la panacea per tutti i mali della sanità, una ASL unica che avrebbe provocato grandissimi risparmi, avrebbe consentito di ridurre le spese, di migliorare l'erogazione dei servizi, di migliorare la qualità dei servizi. Quel dibattito si svolse in un clima diciamo avvelenato, perché comunque aleggiavano su quest'Aula le dimissioni del Presidente Pigliaru, ci son stati avvertimenti pesanti, ci son stati ultimatum anche "penultimatum", tanti "penultimatum"!| Il Consiglio regionale in quell'occasione svolse un ruolo esclusivamente notarile, esclusivamente notarile, anzi questo ruolo esclusivamente notarile lo svolse il centrosinistra, affrontammo quindi questo procedimento legislativo per arrivare alla ASL unica sotto la cappa delle purghe che qualcuno minacciava nei confronti dei Consiglieri di centrosinistra. Di fatto la Giunta regionale allora propose, fece, modificò e dispose , tutto ciò accadeva, ahimè, mentre qualche consigliere regionale di centrosinistra, con grande passione, parlava di sanità sarda marcia, parlava di schifezza, parlava della sanità marcia rappresentandola come una "porcata". Questa è la verità storica, nel frattempo l'assessore Arru esaltava i grandi successi dei Commissari che non sappiamo dove li abbia letti e dove li abbia visti, i grandi successi probabilmente sono quelli di essere riusciti ad attenere più proroghe ma non successi in termine di gestione della sanità e anche questo credo che sia un dato di fatto. Ebbene, ricordiamo che il programma del Presidente Pigliaru si proponeva di creare nuovi servizi e nuove strutture nella sanità, in funzione dei bisogni, non dei bisogni dei primari e di coloro che gestivano la Sanità, si proponeva di slegare la sanità dalla politica. Ebbene, abbiamo visto quello che è accaduto: la sanità si è avviluppata ancora di più con la politica, abbiamo visto cosa è accaduto: non c'è stata la riduzione degli sprechi! Abbiamo visto cos'è accaduto: è cresciuto il deficit! Abbiamo visto che gli intenti nobili del Presidente Pigliaru sono clamorosamente e fragorosamente falliti, ahimè! Mentre discutevamo di Asl unica, la Corte dei conti, sempre in quei giorni, ci raccontò che nel 2014, quindi quando voi avete iniziato a governare la Sardegna, è aumentato l'incremento, o meglio c'è stata una crescita del trend dell'incremento delle perdite: da 3,2 milioni a oltre 213 milioni di euro. C'è stato un trend negativo anche per la spesa farmaceutica, che è incrementata del 3,1 per cento; c'è stato un incremento dei costi di produzione: più 2,4 per cento. Quindi siete partiti col piede sbagliato anche perché, tra le altre cose, c'è stato un incremento del costo del personale di ruolo. Oggi discutiamo una legge che serve per tappare il deficit, tappare il buco della sanità, per dare 117 milioni alla sanità sarda che oggi rischia di non poter pagare le retribuzioni dei dipendenti, noi siamo qui per questo, per contribuire a sciogliere questo nodo, ma non ci si può chiedere assolutamente di far finta che nulla sia accaduto. La situazione è molto delicata, è molto grave, a fine anno 2017 il deficit scenderà a circa 237 milioni. Ebbene, la Giunta regionale, l'Assessore ma anche il Direttore generale dell'ATS attribuiscono la responsabilità in modo molto velato, ma molto chiaro, al Consiglio regionale e quindi al centrosinistra che non è riuscito ad approvare il piano di riorganizzazione della sanità, in modo molto velato ma molto chiaro e anche molto incisivo, e debbo ricordare che il punto di partenza è il 2013 - il punto di partenza per valutare il trend del deficit - il punto di partenza è del 2013 e allora c'era un deficit di 11 milioni di euro, 11 milioni di euro! Più vicino ai 10 che ai 15 quindi, nel 2016 il buco della ATS fu di 242 milioni, con le aziende ospedaliere universitarie di Sassari e Cagliari e col Brotzu arrivava a 299 milioni, quindi in tre anni il deficit sanitario ha assunto dimensioni paurose! La Sardegna è diventata una regione canaglia in Italia per il deficit e questo non lo dice Forza Italia, badate bene colleghi, Assessori, signor Presidente, questo lo dice il Presidente o comunque il leader del Partito dei sardi, lo dice il leader del partito che esprime il secondo Gruppo del centrosinistra del Consiglio regionale, Sardegna regione canaglia per quanto riguarda la sanità, deficit sanitario che assume posizioni e dimensioni paurose: lo dice il partito dei sardi. La verità è che il progetto è fallito, il progetto di riforma dell'ATS è fallito, la riforma è fallita, l'accentramento dei poteri abbiamo capito che non migliora la sanità e non migliora le prestazioni di servizi, abbiamo capito che non riduce il deficit, non fa decrescere le spese. Per altre cose stiamo ancora aspettando la fusione dell'Azienda ospedaliero universitaria di Sassari e il Santissima Annunziata che è di là da venire, molto, molto di là da venire! È stata quindi una riforma di facciata, è stata una riforma, così come noi abbiamo sempre sostenuto, decorativa, vi serviva per contrabbandare una qualche riforma, in materia di sanità, e l'avete fatto. Bene avreste fatto invece a riformare la rete territoriale, a incidere in tempi accettabili sull'emergenza urgenza, Assessore, siamo ancora in attesa della nomina del Direttore generale di AREUS, sono trascorsi nove mesi nei quali avete chiacchierato allegramente; siamo in attesa del direttore generale di AREUS, la legge prevedeva la nomina entro il 31 dicembre del 2016, siamo a settembre 2017 cosa avete fatto in questi nove mesi? Cosa avete fatto in questi nove mesi? Io credo che i sardi lo possano continuare ad aspettare. Cosa avete fatto in questi nove mesi? Avete chiacchierato negli sgabuzzini? Avete chiacchierato negli ascensori? Ma non avete fatto la scelta, non siete in grado di fare una scelta. E la situazione non muterà con la riorganizzazione della rete ospedaliera, checché ne dicano il presidente Pigliaru, che in questi giorni è in forte fibrillazione perché la maggioranza è riottosa, e checché ne dica l'assessore Arru, del quale qualche componente della maggioranza ha chiesto le dimissioni, per la nota vicenda di Nuoro. Non so se a torto o a ragione, io credo che l'Assessore non abbia ruoli negativi su quella vicenda, però un membro autorevole della maggioranza le chiede le dimissioni, questo è un indice di ciò che sta frullando all'interno della maggioranza, in materia sanitaria. Quindi, complessivamente è un disastro, l'avevamo annunciato, siamo rimasti inascoltati, noi chiedevamo che ci fossero tre ASL regionali, avete continuato sulla vostra strada, una strada che noi ritenevamo sbagliata, che la Sardegna riteneva sbagliata, che la Sardegna continua a ritenere sbagliata. Perché le reazioni dei territori forti, veementi e accorate non solo reazioni che avvengono soltanto perché qualcuno vuole molestare l'assessore Arru o il presidente Pigliaru, sono reazioni che derivano dai bisogni della gente, dalla necessità di avere una salute e una sanità a misura d'uomo e di donna e di bambino, dalla necessità di avere dei territori coperti per i bisogni di sanità. Il sistema hub and spoke non funziona in Sardegna, funziona in Emilia Romagna, funziona in Toscana, in Piemonte, in Lombardia, laddove ci sono infrastrutture viarie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Francesco Sabatini. Ne ha facoltà.

SABATINI FRANCESCO (PD). Intervengo in discussione generale per portare a questo dibattito alcuni chiarimenti, chi dice che la spesa sanitaria è aumentata in questi anni dice una falsità e una bugia, tiratemi fuori le carte e i dati! Perché se prendiamo a riferimento i valori CIPE, la spesa è diminuita, vogliamo prendere i valori assoluti la spesa è diminuita, perché nel 2013 avevamo 3 miliardi 452 milioni di spesa sanitaria, nel 2016 ne abbiamo 3 miliardi 180, nel 2017 andremo ancora a diminuire. Non è questo il discorso. Se si vuole fare chiarezza si faccia chiarezza, ma non si dicano falsità. Non si vuole usare il CIPE come riferimento? Io posso essere d'accordo, e infatti quando ho detto che la spesa pro capite in alcune regioni, dove non sono dallo Stato considerate regioni canaglia, è più alta della nostra sto dicendo proprio questo. Allora, il tema è la valutazione dei livelli di assistenza che abbiamo nella nostra Regione. Poi mi si dice: state coprendo il disavanzo della sanità con i maggiori introiti tributari. Potremmo utilizzarli per altro, certo che potremmo utilizzarli per altro. Onorevole Truzzu, certo che farebbe piacere a tutti utilizzare questi 148 milioni per fare politiche di sviluppo, per fare politiche dell'occupazione, ma era meglio forse, come si faceva in passato, si prenda tutte le manovre di assestamento dove siamo andati a coprire il disavanzo della sanità, quando si tagliava sulla competenza dell'anno in corso e si tagliavano fondi ai comuni, trasferimenti ai comuni, fondi per mettere in sicurezza i territori, fondi per le povertà, fondi per le famiglie, fondi per i centri sociali, si tagliava la spesa sulla carne viva delle persone di questa Regione. Allora era meglio allora o è meglio dire… a parte che del mutuo non ne ha parlato nessuno chi spara cifre fantomatiche di 580 milioni, ne ho sentito di tutto in questi giorni. Nessuno ha parlato ancora di mutuo, c'è una trattativa in corso con lo Stato, in cui stiamo verificando le possibilità che si possano, in accordo, trovare per coprire il disavanzo della sanità, che c'era prima e che c'era oggi, i livelli di assistenza erano bassi prima e sono bassi oggi. Quindi, io sono d'accordo, d'accordissimo ad accogliere l'istanza di aprire un dibattito vero, però il dibattito vero deve essere fatto onestamente, obiettivamente, con i dati alla mano, allora possiamo fare davvero un'analisi seria che riguarda tutti, riguarda il centrodestra e riguarda il centrosinistra, perché ci sono responsabilità diffuse. Quindi, nessuno qui deve venire in Aula, in discussione, a fare lezioni ad altri, perché nessuno ha la possibilità di dare lezioni ad altri.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Forse è vero che, come dice Bodei, la società liquida di Zygmunt è andata via e c'è un nuovo riferimento… volevo dire che probabilmente la robotica aiuta molto, anche in medicina, e soprattutto forse a chi della robotica si vuol servire nella medicina politica. Però io non mi voglio fermare solo esclusivamente alla sanità, perché questa manovra, più di una ormai di cui si discute, non contiene solo problemi legati alla sanità; posso far une enucleazione dei temi trattati e di come va la sanità, al di là dei dati veri o falsi che vengono da una parte e dall'altra, a seconda di quale banda e di chi si vuol difendere. Il problema è che non abbiamo, all'origine, una funzione seria, qui noi reclamiamo autonomismo, indipendentismo, sovranismo, ma poi quando andiamo a toccare le cose reali non facciamo le cose giuste con lo Stato, non chiediamo che lo Stato rispetti l'articolo 8 dello Statuto per cui ci deve dare i danari, danari che non ci metterebbero in croce nel trovare soluzioni per la sanità od altro. I problemi sono all'origine nella capacità di incidere nei rapporti con lo Stato e con i Governi che man mano, mai uno!, né da una parte né dall'altra amico abbia trovato soluzioni per quelle che sono le necessità della nostra isola. Un'isola che non viene riconosciuta, geograficamente credo che non ci sia discussione, ma è un'isola che non viene riconosciuta né dallo Stato italiano, che l'ha cancellata con l'ultima riforma della 2001, né viene riconosciuta dall'Europa mentre altre isole, fuori anche dai confini europei, vengono riconosciute dall'Unione Europea perché appartenente ad altri Stati e beneficiano della lontananza e dell'insularità. Io non sto andando lontano da quelli che sono i temi che stiamo trattando, perché allora se entrassi in altre questioni… ho visto che ci sono degli emendamenti relativi alla Protezione civile e ci basta un milione e mezzo? Ci dobbiamo accontentare, vero assessore Paci? Ci basta che i lavoratori in utilizzo abbiano un milione e 400 mila euro oggi che siamo a fine settembre, e non so se i Comuni potranno spenderli perché non hanno neanche iniziato a convocarli a lavoro. Poi i 2 milioni e mezzo per la lingua blu ci risolve forse i problemi? Non c'era un signore che doveva salvarci da tutto, continuiamo così, continuiamo. Ma se dovesse entrare nella sanità l'AREUS, nomine sembra che una volta si ha trasmesso al Consiglio la delibera, poi non si capisce dove sia finita, della nomina del direttore. La rete oncologica, che mi pare si stia disfacendo, semmai è nata. Il Binaghi su cui si era promesso un centro di eccellenza sulla sclerosi ed altro, mi pare che sia in una situazione non credibile oggi per quelle che erano le dichiarazioni fatte qui in Aula dall'Assessore. Il decadimento del Brotzu che giorno dopo giorno addirittura è fatiscente anche nella sua realtà strutturale. La rete sul diabete che ha un'incidenza enorme sulla Sardegna, i territori abbandonati perché non esistono gli ospedali cosiddetti o centri della salute o chiamateli come volete: case della salute; chiamatele come volete. Le liste lunghe di attesa, la spesa comunque non controllata e senza risultati, se questi sono i risultati. E allora mi chiedo, Assessore, di Nuoro e del decadimento di quel financing project, nessuno ne ha parlato e va in capo con milioni all'ATS, quali sono i costi, quali sono i benefici, quali sono le storture con 600 per cento in più di personale di quello che serviva e magari non distribuito sulle realtà e le esigenze, è sottopagato giustamente.

E cosa dire di un malato oncologico grave che viene chiamato a Cagliari a fare una PET e più volte, non è uno sono molti, e solo perché non si sono acquistati i liquidi di contrasto deve andare e tornare, andare e tornare dalla periferia non di Cagliari, dell'oristanese, del nuorese per alcuni aspetti.

Allora io mi chiedo: ha valore cattolica chi dice chi è che ha colpe maggiori, chi ha fatto maggiori spese all'interno della sanità, quando non ci sono i benefici. Io mi porre il tema di dire: ho speso bene i danari, ci sono ancora delinquenti all'interno delle AASSLL che rubano per conto di terzi? Io il problema me lo porrei, c'è una sanità seria o c'è una sanità solo che è storpia perché non si correggono le malefatte che spesso e volentieri vengono denunciate. Ma pensate che sia io a dover dire questa cose? Leggetevi le cronache dei giornali e mass media così capirete, se volete interessarvi non restate nel vostro guscio; non limitatevi a dire: ho ragione io. Aprite la coscienza ad un dialogo, a un dibattito che sicuramente deve essere serio, perché ho sempre detto che la sanità deve curare i malati e i malati non hanno partito e i malati non hanno colore, hanno solo necessita di guarire. E questa assise ancora oggi si fa in due per difendere interessi impropri, interessi non legittimi, incapacità che fanno due volte male alla coscienza civile e al malato che li subisce. Questa è vera compartecipazione di quelle che sono le necessità per la sanità.

E allora se è vero che è vero che l'Assessore dice: a oggi senza avere i conti che sono 256 milioni di debito. Io posso anche dirle che sono 320, come l'anno scorso perché non siamo a fine anno, e i conti non ce li ha e non può dirli solo perché deve dire: "che comunque sì va bene madama la marchesa". Io mi porrei la coscienza ancora una volta di andare a vedere in luce che cosa è che non va bene, cosa deve essere cambiato e pensate che il 117 meno ai 2 e mezza milioni, perché vanno alla blu anche se è parte dalla sanità pure quella, sanità animale quella però, sia risolutivo per tamponare un buco. O è più giusto quello che l'Assessore andava facendo nei rapporti con il Governo centrale che ci ruba tutti gli anni un accantonamento di 600 milioni e dire: pareggiamo. O è peggio ancora andare a creare un mutuo, chiamiamolo così ma un prestito dal Governo centrale, per risanare un'economia che lo Stato ci ha addebitato senta darci quello che ci deve dare. Perché noi ci siamo presi con l'accordo Prodi - Soru la sanità e i trasporti. Lo Stato non ha agito di conseguenza rispettando l'articolo 8. Andiamo a vedere queste cose. Cerchiamo le responsabilità. Perché la Sardegna è oggi per domani e se è vero che vogliamo dare spazi, occupazione e sviluppo e soprattutto occupazione ai giovani, che non ne hanno e alle donne, facciamo di conseguenza quello che dobbiamo fare schiena dritta…

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Grazie Presidente, ma ovviamente si è parlato molto di Sanità, di conti della sanità. Io riprendo quello che diceva il presidente Pigliaru e che oggi è stato autorevolmente ripreso dal Presidente della Commissione bilancio e dal Capogruppo di Forza Italia Pittalis, c'è qui presente l'assessore Arru, non c'è, anzi siamo noi che chiediamo che ci sia un pubblico dibattito sui conti della sanità e nei modi in cui quest'Aula, questo Consiglio riterrà più opportuni, non abbiamo niente da nascondere, niente, niente, niente da nascondere. Le cose sono molto più complesse lo ridiceva Sabattini nel suo secondo intervento, sono molto più complesse di guardare una semplice differenza tra quanto è il fabbisogno CIPE e qual è lo stanziamento. Perché dipende davvero dallo stanziamento che è stato dato. Negli anni del patto di stabilità quando si poteva spendere sulla sanità e non sugli altri settori giustamente questo Consiglio regionale nella precedente legislatura ha messo le risorse nella sanità, creando anche dei comportamenti di spesa non proprio correttissimi, efficienti. È una distorsione assurda creata dal Patto di stabilità. Ora fortunatamente non l'abbiamo più, possiamo spendere in tutti quanti i settori, l'ambiente lo sviluppo, l'agricoltura, il lavoro eccetera eccetera. E quindi abbiamo fatto una scelta diversa che è quella di far emergere, rispetto al fabbisogno standard della sanità, quelli che sono i costi effettivi e contemporaneamente iniziare un'opera di risanamento che è lunga, che è strutturale che richiede tempo, che richiede riforme per esempio la riforma della rete ospedaliera, l'istituzione dell'emergenza urgenza, un intervento forte sui farmaci eccetera, eccetera, eccetera. Allora non c'è la bacchetta magica, su queste cose ci stiamo muovendo; però teniamo conto anche di altre dinamiche, scusate se faccio l'economista per un attimo, guardiamo qual è l'andamento per esempio dell'IRAP, sappiamo che nel 2012-2013 il Consiglio regionale aveva giustamente - ancora una volta - giustamente abbattuto l'IRAP non ha senso tassare, incassare dei soldi e poi non poterli utilizzare perché c'è il patto, tanto vale abbattiamo le tasse. E quindi questo vuol dire solo per le aziende sanitarie una riduzione di tasse di 60 milioni, 60 milioni l'anno; una volta che è stato ripristinato queste tasse le devono pagare le nostre aziende come le pagano in tutta Italia, automaticamente abbiamo un aumento di costi di 60 milioni, lo faccio solo come esempio, per dire che bisogna guardare poi anche dentro i dati, o pensate ai farmaci innovativi che prima non c'erano: 70 milioni di euro spesi ogni anno per i farmaci innovativi, che vuol dire salute per i nostri cittadini, diritti costituzionali per i nostri cittadini. Certo che questi soldi ce li avrebbe dovuti dare lo Stato perché sono aggiuntivi, ma purtroppo le regole del patto che erano state stabilite non prevedevano regole di salvaguardia, quindi ce le dobbiamo pagare noi perché abbiamo noi la responsabilità della sanità; sono altri 70 milioni in più che entrano nel bilancio. Se guardiamo solamente i totali capite che rischiamo di non apprezzare correttamente quello che sta succedendo, e siccome è un tema che coinvolge tutti, perché coinvolgerà anche chi governerà successivamente, allora su questo dobbiamo fare chiarezza, non è questo il momento, in sede di discussione di una variazione di bilancio, però certamente, ribadisco, l'impegno da parte di tutta la Giunta regionale è di discuterlo a fondo.

Torniamo agli elementi del disegno di legge che stiamo oggi discutendo, una variazione di bilancio io direi molto positiva, perché non stiamo tagliando spese ma stiamo mettendo a correre 150 milioni circa di nuove risorse che arrivano da un confronto duro che abbiamo fatto in questi anni con lo Stato per avere le nostre spettanze, infatti sono questi dei saldi di nostre spettanze per gli anni 2010/2016. Anche qui una battaglia lunga, perché i soldi davvero si riescono ad avere solo dopo lungo e duro confronto; questo è un risultato importante che ci permette quindi di fare due interventi fondamentali, uno è questo sulla sanità, che dà maggior respiro alle nostre Aziende (non risolve il problema ma su quello ho già detto prima), l'altro intervento, sul quale mi ha fatto piacere si sia soffermato l'onorevole Agus, è quello degli enti locali: noi facciamo estinzione anticipata di debito regionale, e già questo è un elemento importante perché vuol dire che l'anno prossimo pagheremo meno rate, ma questo ci permette tecnicamente di cedere spazi finanziari ai Comuni che possono fare investimenti. Era una cosa che ci chiedevano tutti quanti i Comuni, l'anno scorso non siamo riusciti a farlo, quest'anno c'erano gli spazi e lo facciamo molto volentieri, perché anche i Comuni hanno i loro problemi. Ma anche qui approfitto per dire che i temi che pone l'onorevole Agus sono correttissimi, è una battaglia giornaliera, capite che noi non siamo qui ogni giorno a dire "abbiamo mandato quella lettera, abbiamo chiesto quell'incontro, abbiamo impugnato quel provvedimento", ma le cose le stiamo facendo, il tema del confronto con lo Stato è il tema centrale secondo me del quale dobbiamo discutere, perché alcune battaglie le abbiamo vinte, in termini per esempio di norme di attuazione, di superamento del Patto di stabilità ma anche su altri versanti, penso al Patto per la Sardegna dove una serie di temi sono stati positivamente affrontati, ma sul tema del contributo della Sardegna alla finanza pubblica dobbiamo lottare duramente. Lo sapete perché l'ho detto altre volte in quest'Aula, abbiamo fatto numerosi passi, abbiamo iniziato un confronto sia con il sottosegretario Bressa che con Palazzo Chigi, ancora non abbiamo ottenuto risposte, e a chi dice il discorso del ritiro dei ricorsi in Corte costituzionale ricordo l'ultima sentenza della Corte costituzionale rispetto alla legge di stabilità del 2015 alla quale noi ci siamo opposti, che non è stata totalmente positiva per le nostre ragioni (della serie quindi che non bastano i ricorsi in Corte costituzionale) ma la Corte ha ribadito per le autonomie speciali serve l'intesa, e quindi noi dobbiamo riuscire a fare un'intesa, ma l'intesa si fa in due, in cui ci sia una riduzione forte degli accantonamenti. Lo Stato per ora non ci ha dato risposte positive, immagino che i problemi anche del bilancio nazionale, del debito pubblico nazionale li conosciamo tutti, però questa sarà una battaglia che noi porteremo avanti assolutamente in questi mesi e che penso dovrà trovare comunque delle risposte nella nostra legge di stabilità del 2018. Approfitto per informare che la Giunta ci sta già lavorando e contiamo quest'anno di presentarla in ottobre al Consiglio regionale, in modo tale da non andare in esercizio provvisorio e quindi accelerare la spesa. Allora questi sono i temi: finanziamento degli enti locali e contributo della Regione Sardegna alla finanza pubblica.

Chiudo ricordando degli altri interventi che vengono fatti con questa legge e che sono presentati negli emendamenti, sia da parte della Commissione che da parte della Giunta: 2 milioni e mezzo per la lingua blu; un milione e 400 mila euro per i cantieri in utilizzo; 2 milioni per le calamità naturali, quindi per la protezione civile e quindi per le spese che i Comuni hanno già sostenuto; 600 mila euro per la lotta alla Limantria. Penso che siano risposte importanti che il Consiglio regionale complessivamente sta dando a una serie di problematiche che ci sono.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.

Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli.

Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Desini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DESINI ROBERTO (Partito dei Sardi). Sul voto si è già espresso il nostro Capogruppo e quindi a quello mi attengo rigorosamente, però non mi posso esimere dal fare alcune considerazioni di carattere soprattutto politico sul fatto che questo assestamento, questa manovrina di bilancio purtroppo, ahimè, come spesso accade, vede la sanità da protagonista.

Condividendo le preoccupazioni che il collega Agus ha sollevato per quanto riguarda il discorso degli enti locali, e soprattutto per porre l'attenzione a questo Consiglio e alla Giunta che il mancato raggiungimento del risultato positivo del referendum costituzionale del novembre scorso ci pone nella condizione di dover assolutamente cercare di porre rimedio a un'azione scellerata e schizofrenica da parte del Governo italiano, preso da un'onda di populismo, di cancellare con un niente un organismo intermedio e in particolar modo le Province. Io ritengo che sia arrivato il momento di affrontare in maniera seria e razionale il problema degli enti locali e soprattutto il problema delle Province e delle ex Provincie, anche perché a seguito anche della riforma della degli enti locali noi ancora non abbiamo degli organismi democraticamente eletti, seppur con l'elezione di secondo livello, quindi bisogna affrontare il problema.

Non posso esimermi dal fare delle considerazioni di carattere politico per quanto riguarda la sanità, al di là dei conti (e sui conti come abbiamo visto ci sono le diverse teorie se sono veritieri o meno), noi prendiamo atto di quanto comunicatoci ieri dal presidente Pigliaru in riunione di maggioranza quando ha preso l'impegno di affrontare con la maggioranza a 360 gradi i conti della sanità. C'è un dato di fatto, che l'azione, e qui rispondo a titolo personale, per quanto mi riguarda l'azione di carattere politico messa in campo sulla sanità non è assolutamente condivisibile, per quanto mi riguarda, perché, uno su tutti, questo Consiglio regionale ha approvato la legge per l'istituzione dell'Azienda dell'emergenza-urgenza e dopo nove mesi, per beghe di carattere prettamente clientelare e di bande politiche, a tutt'oggi non è stato nominato il Direttore generale. Ma quando abbiamo istituito quell'azienda…

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Desini, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Truzzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Per esprimere ovviamente il mio voto contrario e anche per ribadire alcune cose. Mi dispiace se ho dato l'impressione a qualche collega di fare una lezione, non era sicuramente questo l'intento ma era quello appunto di ragionare tutti assieme sulla situazione della sanità, perché penso che sia interesse di questo Consiglio e dell'intera Sardegna, perché se la sanità non funziona, e secondo me continua su questa direzione, salta il banco, salta il banco, e salta tutto. La cosa però che non permetto è che qualcuno sostenga che si dicano falsità, perché i dati che ho riportato, che ci sono nella relazione, sono dati che provengono dal MEF, che provengono dai vostri documenti, che provengono dalle vostre delibere, dagli allegati alle vostre delibere, perché della necessità di trovare un accordo col Governo per cercare di coprire il disavanzo l'avete scritto nell'allegato, la delibera di aggiornamento del piano di rientro, che tra l'altro, non l'ho detto prima, casualmente è stato spostato di un anno. È possibile un piano di rientro che deve andare dal 2016 al 2018 diventi un piano di rientro dal 2017 al 2019? Significa che per un anno non è stato fatto niente, o che comunque maggiori costi e maggiori perdite hanno coperto quei pochi risparmi che si sono fatti. Poi guardi, onorevole Sabatini, a me di quello che è successo nel passato non me ne frega nulla, glielo dico con tutta sincerità, glielo dico con tutta sincerità, mi interessa capire cosa tutti assieme possiamo fare per il futuro, e lo dico nel suo interesse e nel mio interesse, perché come lei anch'io vorrei poter dire, se abbiamo qualche risorsa in più, forse è meglio destinarla a questo piuttosto che a quest'altro, perché questa legislatura è partita con le vostre dichiarazioni che era necessario ridurre il costo della produzione e liberare risorse alla sanità per restituirle al bilancio. Non sta succedendo, sta succedendo il contrario.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Volevo richiamare l'attenzione dell'onorevole Arru per ricordarle che rischiano di perdere il lavoro le persone che stanno oggi occupate tramite i PLUS, perché non si è provveduto ancora a liberalizzare gli appalti che ancora non si sono verificati, e stanno rischiando il posto di lavoro molte persone. Vorrei soltanto ricordarle che all'interno di questi dibattiti ci sono cose concrete che riguardano persone umane, come suol dirsi tocca la carne e il sangue di quella gente.

PRESIDENTE. Ricordo che eravamo in dichiarazione di voto.

Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli.

Ha domandato di parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 1. All'articolo 1 sono stati presentati gli emendamenti aggiuntivi numero 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 10, 11, 12 e 20.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1:

Art.1

Disposizioni finanziarie

1. È autorizzata, per l'anno 2017, la spesa di euro 117.344.536,21, quale acconto per la copertura dello squilibrio dei bilanci delle Aziende del Servizio sanitario regionale relativo all'anno 2017 (missione 13 - programma 03 - titolo 1).

2. È autorizzata l'estinzione anticipata dei mutui regionali in essere per un importo pari a euro 30.315.000 (missione 50 - programma 02 - titolo 3) e la spesa relativa ai conseguenti oneri finanziari, pari ad euro 1.090.000 (missione 50 - programma 01 - titolo 1). Per l'anno 2017, gli spazi finanziari conseguenti all'estinzione anticipata di cui al primo periodo, pari a euro 30.315.000, sono resi disponibili per gli enti locali ai sensi dell'articolo 15 sexies del decreto legge 20 giugno 2017, n. 91, convertito con modificazioni dalla legge 3 agosto 2017, n. 123 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto legge 20 giugno 2017, n. 91, recante Disposizioni urgenti per la crescita economica nel Mezzogiorno).

3. È autorizzata, per l'anno 2017, la spesa di euro 8.200 a copertura delle spese sostenute dagli enti locali per il completamento dell'allestimento delle relative unità introduttive realizzate nell'ambito del Progetto "Sistema omogeneo di identità visuale dei luoghi e istituti della cultura" (missione 05 - programma 03 - titolo 2).

4. È autorizzata, per l'anno 2017, la spesa di euro 280.000 quale contributo straordinario al Consorzio per la pubblica lettura "Sebastiano Satta" di Nuoro da utilizzare per le spese di funzionamento e per la gestione dei servizi bibliotecari (missione 05 - programma 02 - titolo 1).

5. Al fine di promuovere eventi, seminari, iniziative formative finalizzate al contrasto del fenomeno del bullismo e del cyberbullismo all'interno delle scuole di ogni ordine e grado, è autorizzata, per l'anno 2017, la spesa di euro 22.000 in favore del Comune di Nuoro per l'Osservatorio territoriale sul bullismo della Provincia di Nuoro (missione 04 - programma 02 - titolo 1).

6. Al comma 19 dell'articolo 3 della legge regionale 13 aprile 2017, n. 5 (Legge di stabilità 2017), le parole "titolo 2" sono sostituite con le parole "titolo 1".

7. Al comma 12 dell'articolo 8 della legge regionale n. 5 del 2017 sono introdotte le seguenti modifiche:

a) la lettera a) è così sostituita:
"a) euro 100.000 per la realizzazione, interpretazione, registrazione e diffusione di opere audiovisive di animazione in lingua sarda destinate ai bambini e ragazzi di fascia prescolare e scolare (missione 05 - programma 02 - titolo 1);";

b) dopo la lettera a) è inserita la seguente:
"a bis) euro 50.000 per la realizzazione, interpretazione, registrazione e diffusione nell'ambito di manifestazioni a rilievo nazionale o internazionale di prodotti musicali e di animazione in lingua sarda destinati a bambini di fascia prescolare e scolare primaria (missione 05 - programma 02 - titolo 1);".

8. Per le finalità di cui all'articolo 8, comma 15, della legge regionale n. 5 del 2017 è autorizzata, per l'anno 2017, l'ulteriore spesa di euro 80.000 (missione 05 - programma 02 - titolo 1).

9. Una quota pari a euro 576.000 delle risorse stanziate, per l'anno 2017, in applicazione dell'articolo 8, comma 37, della legge regionale n. 5 del 2017 in conto del capitolo SC05.0856 (missione 06 - programma 01 - titolo 1), e non utilizzate, è destinata, per il medesimo anno, quanto a euro 300.000 e a euro 276.000 alle finalità, rispettivamente, di cui agli articoli 12 e 26, comma 4, della legge regionale 17 maggio 1999, n. 17 (Provvedimenti per lo sviluppo dello sport in Sardegna), (missione 06 - programma 01 - titolo 2; missione 06 - programma 01 - titolo 1). Per gli interventi di cui all'articolo 26, comma 4, della legge regionale n. 17 del 1999, è autorizzata l'ulteriore spesa di euro 140.000 (missione 06 - programma 01 - titolo 1).

10. Al comma 6 dell'articolo 1 della legge regionale 3 agosto 2017, n. 18 (Disposizioni finanziarie e prima variazione al bilancio 2017-2019. Modifica alla legge regionale n. 5 del 2017, alla legge regionale n. 6 del 2017, alla legge regionale n. 32 del 2016 e alla legge regionale n. 12 del 2007), le parole "ai sensi dell'articolo 51, comma 2, lettera a), del decreto legislativo n. 118 del 2011" sono soppresse.).

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Francesco Sabatini, relatore di maggioranza.

SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. Invito al ritiro sugli emendamenti numero 1, 2, 3. Parere favorevole agli emendamenti numero 4, 5, 6, 7, 8, 10, 11, 12 e 20.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è conforme alla Commissione. Ne vorrei approfittare per preannunciare che sull'emendamento numero 4, presentato dai componenti della terza Commissione, ci sarebbe da eliminare l'indicazione del capitolo perché è errata, e quindi lasciare come è corretto "missione 13 - programma 03 - titolo 01", quindi eliminare semplicemente il capitolo, e poi sull'emendamento numero 6 presentato dalla Giunta, aggiungere "alla lettera b) del comma 1", perché ci siamo accorti che c'erano due lettere, sennò crea confusione. Quindi: "l'autorizzazione di spesa di cui alla lettera b) del comma 1". Grazie.

PRESIDENTE. Grazie. Quindi, con queste modifiche apriamo la discussione.

È iscritto a parlare il consigliere Roberto Deriu. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (PD). Sul primo emendamento?

PRESIDENTE. La discussione è aperta sull'articolo e su tutti gli emendamenti.

DERIU ROBERTO (PD). Su tutti gli emendamenti. Sugli emendamenti numero 1 e 2 io mi rifaccio a quanto diceva prima l'onorevole Roberto Desini, le province hanno visto una fase di smantellamento rispetto alla quale si è condotta un'azione senza criterio, io non lo dico da oggi, l'ho detto a partire dal 2011, perché la prima fase di un'eventuale modifica dell'assetto istituzionale che comprendesse anche le province avrebbe dovuto prevedere una riforma costituzionale, che non è avvenuta, e anzi è stata impedita dal voto popolare, referendum sulle modifiche costituzionali che prevedevano quella variazione delle nostre istituzioni che era già stata anticipata invece dalle azioni di governo e legislative contro le province è stata bocciata. Oggi ci troviamo pertanto con una pesantissima eredità di questo errore strategico che ha coinvolto tante parti politiche e tanti leader politici, e la nostra Regione ha dovuto evidentemente correre ai ripari rispetto alle necessità dei suoi cittadini lasciati privi di tutela degli interessi e dei diritti che invece le province tutelavano e ai quali provvedevano. La Regione ha fatto molto, ha fatto moltissimo verso le province, ha fino adesso contribuito a tenere in piedi il sistema istituzionale complessivo, mancano alcuni elementi decisivi che renderebbero del tutto inutile ciò che fino adesso abbiamo fatto. Io vorrei che l'Aula facesse molta attenzione agli emendamenti numero 1 e 2, perché sono emendamenti che da soli, con cifre non astronomiche, anzi perfettamente manovrabili da quest'Aula e in questo contesto, possono completare il disegno di salvataggio del sistema istituzionale che questo Consiglio regionale fino adesso ha operato positivamente in un quadro invece di riforma senza criterio. Sono due emendamenti preziosi, e io voglio ringraziare i proponenti, che anche se non trovano in questo momento, non hanno trovato il favore della Commissione, devono essere approvati da quest'Aula. Il primo serve a completare quel difficile passaggio tra Amministrazione provinciale di Cagliari e Città metropolitana, e a impedire che tutto il lavoro fatto di riconfigurazione del sistema istituzionale nella Sardegna meridionale venga vanificato. Il secondo serve addirittura a rendere possibile l'approvazione del bilancio della Provincia di Nuoro attraverso un provvedimento che riguarda una fascia debolissima della popolazione rispetto alla quale quella provincia fornisce un importantissimo servizio, e consentendo l'approvazione del bilancio determinerebbe il successo di quanto fino adesso è stato fatto a favore di quella provincia, il contrario sarebbe determinare l'inutilità di tutti i trasferimenti fino adesso fatti a vantaggio della provincia di Nuoro da questo Consiglio, e sono diversi milioni di euro che diventano inutili se senza questi 600 mila euro non si possono approvare i bilanci. E' una misura importante dal punto di vista dell'intero funzionamento istituzionale, è una misura decisiva sotto il piano finanziario e politico, perché tutti gli interventi, anche quelli in conto capitale, anche i finanziamenti di Iscola, anche le misure che la Regione ha voluto su tutto il territorio, vengono impediti nella provincia di Nuoro se il bilancio non viene chiuso. E certo la mancata chiusura del bilancio non può essere in quell'ente un problema politico, perché abbiamo un Amministratore straordinario che non ha bisogno di mettersi d'accordo con nessuno e che può tranquillamente badare ai soli conti dell'ente; non è un dissenso politico che porta a non approvare il bilancio, è un problema di natura meramente tecnica che viene colmato con 600 mila euro, senza i quali tutto quello che abbiamo fatto fino adesso diventa inutile. Allora io invito l'Aula a colmare questo gap che ancora ci separa dalla messa in sicurezza del sistema istituzionale, visto che tanto ci abbiamo lavorato e secondo me in modo molto meritorio, nonostante una cattiva gestione italiana, e in questo caso va detto, di tutta la materia istituzionale. Lo Stato ha provveduto nelle regioni a statuto ordinario a rimettere in sesto il bilancio delle province, noi abbiamo dovuto fare da soli, e se non completiamo l'opera ci troviamo indietro e ci troviamo in difficoltà anche rispetto ai servizi che diamo ai cittadini. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pier Mario Manca. Ne ha facoltà.

MANCA PIER MARIO (Partito dei Sardi). Velocemente. Mi riferisco in particolare all'emendamento numero 4 dei componenti della terza Commissione. Va bene, secondo me, intervenire anche per quanto riguarda la blue tongue con 2 milioni e mezzo di euro, rimango anche del parere che si poteva fare forse anche con i fondi direttamente dell'agricoltura, ma, al di là di questo, nella lettura qua c'è scritto "di destinare 2 milioni e mezzo per la concessione di aiuti in favore delle aziende agricole dichiarate sede di focolaio dall'autorità sanitaria", allora, siccome la blue tongue è una malattia che è sempre in divenire, mi sembra illogico destinare oggi i soldi solamente a tutte le aziende che sono state dichiarate a questo momento sede di focolaio, ma di cambiare la dicitura e destinare i 2 milioni e mezzo a tutte le aziende che ad oggi ed in futuro sono comunque colpite dalla blue tongue col sierotipo numero 4. Quindi credo che in linea generale vada bene questo emendamento, ma che vada corretto nella forma.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Presidente, chiedo un minuto di sospensione. Grazie.

PRESIDENTE. Sospendiamo il Consiglio un minuto.

(La seduta, sospesa alle ore 12 e 42, viene ripresa alle ore 12 e 50.)

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta.

Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Mah, lo dicevamo prima, in sede di discussione generale, che il tema degli enti locali, in particolare delle province, è un tema cruciale, lo stavamo già dicendo prima in sede di discussione generale che il finanziamento delle province, che svolgono tuttora servizi essenziali, è un tema cruciale, sul quale questo Consiglio regionale, non più tardi di un mese fa, ha messo 4 milioni, però, probabilmente, non sono sufficienti. Non sono sufficienti per la provincia di Nuoro, abbiamo sentito l'intervento dell'onorevole Deriu, però sappiamo non essere sufficienti anche per la provincia di Oristano, per la provincia di Sassari, e probabilmente per altre. Allora, c'è l'impegno formale da parte dell'Assessore al bilancio, insieme all'Assessore agli enti locali, di affrontare il tema e di portare uno specifico provvedimento di variazioni, limitato a questa tematica, dopo che è stata fatta la ricognizione complessiva delle problematiche.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PIETRO PITTALIS (FI). Sulle modalità di voto, Presidente, dell'articolo 1; per chiedere la votazione separata dei punti 4 e 5 dell'articolo 1.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Truzzu. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Presidente, per chiedere, sempre sull'articolo 1, al comma 2 se è possibile un emendamento orale in cui si specifichi, per quanto riguarda i 30 milioni di spazi finanziari: "con priorità per i Comuni che non hanno usufruito di tale possibilità negli ultimi tre anni".

PRESIDENTE. Chiedo se ci siano osservazioni.

Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. C'è già stata una delibera nella Conferenza Regione-Enti locali che recepisce le modalità, quello è un passaggio assolutamente obbligatorio ed è normato dal DPCM in modo estremamente preciso, quindi sarebbe contrario alle norme poter inserire ulteriori criteri.

PRESIDENTE. Chiedo se l'emendamento orale è ritirato.

TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Lo ritiro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Deriu. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (PD). Vorrei ringraziare l'assessore Paci che ha trovato una soluzione che ritengo giusta e razionale, perché il tema è importante, forse approfittare di un emendamento parziale non era opportuno, ma è giusto che noi completiamo quella fase di restituzione di piena funzionalità del nostro apparato istituzionale, in particolare sulle province.

PRESIDENTE. Metto in votazione il testo dell'articolo, ad esclusione dei commi 4 e 5.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 1 esclusi i commi 4 e 5.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Metto in votazione i commi 4 e 5.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dei commi 4 e 5.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

C'è un invito al ritiro per gli emendamenti numero 1 e 2.

Ha domandato di parlare il consigliere Valter Piscedda. Ne ha facoltà.

PISCEDDA VALTER (PD). Lo ritiro.

PRESIDENTE. Così pure per l'emendamento numero 3.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giampietro Comandini. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Sull'emendamento però ritengo che anche su questo problema della distribuzione dei fondi per i Consorzi di bonifica, ci sia da parte della Giunta un'attenzione per quanto riguarda il Consorzio di Bonifica del Sud Sardegna che sta vivendo anch'esso una grave crisi idrica.

PRESIDENTE. Quindi è ritirato anche l'emendamento numero 3.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 4.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Ritiro la richiesta di votazione nominale.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 5. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 6. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 7. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 8. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 10. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 11. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 12. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 20. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 2.

All'articolo 2 sono stati presentati degli emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2:

Art. 2

Norma finanziaria e variazioni di bilancio

1. Alla copertura finanziaria degli oneri di cui all'articolo 1, pari a complessivi euro 149.905.736,21 per l'anno 2017, si provvede rispettivamente:

a) quanto a euro 117.344.536,21 relativi al comma 1 e a complessivi euro 31.405.000 relativi al comma 2, mediante iscrizione per pari importo per l'anno 2017 delle maggiori entrate in conto del titolo 1, tipologia 103 dell'entrata del bilancio regionale 2017-2019;

b) quanto a euro 8.200 relativi al comma 3 mediante pari riduzione, per l'anno 2017, dell'autorizzazione di spesa di cui agli articoli 14 e 21, comma 1, lettere a), b), d), g) h) e i) della legge regionale 20 settembre 2006, n. 14 (Norme in materia di beni culturali, istituti e luoghi della cultura), e successive modifiche ed integrazioni (missione 05 - programma 02 - titolo 1 - capitolo SC03.5035);

c) quanto a euro 280.000 relativi al comma 4, per euro 240.000 a valere sulle risorse stanziate in conto della missione 05 - programma 02 - titolo 1 - capitolo SC03.0123 e per euro 40.000 mediante pari riduzione, per l'anno 2017, dell'autorizzazione di spesa di cui agli articoli 14 e 21, comma 1, lettere a), b), d), g), h) e i) della legge n. 14 del 2006, e successive modifiche ed integrazioni (missione 05 - programma 02 - titolo 1 - capitolo SC03.5035);

d) quanto a euro 22.000 relativi al comma 5, mediante pari riduzione, per l'anno 2017, dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 3, della legge regionale n. 5 del 2017, tabella A, (missione 04 - programma 02 - titolo 1 - capitolo SC02.0013);

e) quanto a euro 50.000 relativi al comma 7, lettera b), mediante pari riduzione, per l'anno 2017, dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 15 della legge regionale 15 ottobre 1997, n. 26 (Promozione e valorizzazione della cultura e della lingua della Sardegna), e successive modifiche ed integrazioni (missione 05 - programma 02 - titolo 1 - capitolo SC03.0210);

f) quanto a euro 80.000 relativi al comma 8, mediante pari riduzione per l'anno 2017 dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 34, comma 3, della legge regionale 9 marzo 2015, n. 5 (legge finanziaria 2015) e successive modifiche ed integrazioni (missione 03 - programma 02 - titolo 1 - capitolo SC02.0150);

g) quanto a complessivi euro 716.000 relativi al comma 9, per euro 576.000 mediante pari riduzione per l'anno 2017 dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 22 della legge regionale n. 17 del 1999, e successive modifiche ed integrazioni) (missione 06 - programma 01 - titolo 1 - capitolo SC05.0856) e per euro 140.000 mediante pari riduzione, per l'anno 2017, dell'autorizzazione di spesa di cui agli articoli 14 e 21, comma 1, lettere a), b), d), g), h) e i) della legge regionale n. 14 del 2006, e successive modifiche ed integrazioni (missione 05 - programma 02 - titolo 1 - capitolo SC03.5035).

2. Nel bilancio di previsione regionale per gli anni 2017-2019 sono introdotte le variazioni, in termini di competenza e di cassa, di cui al comma 1 e ulteriori variazioni del bilancio previsionale per l'anno 2017, e per gli anni 2018 e 2019, di cui agli allegati n. 1 (Tabella n. 1 - Variazioni delle entrate per titoli e tipologie) e n. 2 (Tabella n. 2 -Variazioni delle spese per missioni, programmi e titoli) annessi alla presente legge.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Francesco Sabatini, relatore di maggioranza.

SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. Il parere è favorevole su tutti gli emendamenti.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere è conforme a quello del relatore.

Metto in votazione l'articolo 2. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 9. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 13. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 14. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 15. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 16. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 17. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 18. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 19. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 3.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 3:

Art. 3

Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore il giorno della sua pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione autonoma della Sardegna (BURAS).

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 3. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'Allegato 1 - Tabella n. 1 - Variazioni delle entrate per titoli e tipologia.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Metto in votazione l'Allegato 1. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'Allegato 2 - Tabella n. 2 - Variazioni delle spese per missioni, programmi e titoli.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Metto in votazione l'Allegato 2. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'Allegato 3 - Prospetto dei vincoli di finanza pubblica.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Metto in votazione l'Allegato 3. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'Allegato 4 - Allegato per il tesoriere.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Metto in votazione l'Allegato 4. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 449/A.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Sulla situazione catalana

Comunico che sono stati presentati tre ordini del giorno sul tema della situazione catalana. Sono in distribuzione, aspettiamo un attimo che siano distribuiti. Siccome gli ordini del giorno sono abbastanza simili, chiedo se sia possibile una unificazione in un unico ordine del giorno unitario.

Quindi sospendiamo un attimo la seduta per consentire una stesura unitaria.

(La seduta, sospesa alle ore 13 e 03, viene ripresa alle ore 13 e 14.)

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta. Si è arrivati ad un testo unificato.

Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno numero 4.

Il parere della Giunta?

Allora, sospendiamo ancora qualche minuto la seduta.

(La seduta, sospesa alle ore 13 e 16, viene ripresa alle ore 13 e 18.)

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta. C'è una proposta di modifica dell'ultimo capoverso, che dice: "Chiede alla comunità internazionale ogni utile intervento al fine di garantire il diritto di esprimersi sull'autodeterminazione della Catalogna, attraverso il regolare e democratico referendum del 1 ottobre 2017". Quindi è stato aggiunto "di esprimersi" sull'autodeterminazione.

Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.

PIGLIARU FRANCESCO, Presidente della Regione. Il parere della Giunta è favorevole.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'ordine del giorno numero 4. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Il Consiglio è convocato per martedì 26 settembre alle ore 10 e 30.

La seduta è tolta alle ore 13 e 19.