Seduta n.243 del 12/09/2017 

CCXLIII Seduta

Martedì 12 Settembre 2017

Presidenza del Presidente GIANFRANCO GANAU

La seduta è aperta alle ore 16 e 27.

COSSA MICHELE, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 25 luglio 2017 (239), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Roberto Deriu, e Daniela Forma hanno chiesto congedo per la seduta del 12 settembre 2017.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Annunzio di presentazione di disegni di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i disegni di legge numero 448, 449.

Annunzio di presentazione di proposta di legge

PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la proposta di legge numero 447.

Annunzio di petizione

Comunico che in data 23 agosto 2017 è pervenuta a questa Presidenza una petizione affinché la proposta di legge: "Norme in materia di consenso informato e di dichiarazioni di volontà anticipate nei trattamenti sanitari" sia definitivamente approvata dal Senato entro l'attuale legislatura.

Ricordo che, a norma dell'articolo 103 del Regolamento interno, il fascicolo relativo a detta petizione è a disposizione dei consiglieri presso la prima Commissione.

Risposta scritta a interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle interrogazioni numero 300, 500, 649, 852, 1116, 1129, 1178 (in data 3 agosto 2017).

Comunico che è stata data risposta scritta alle interrogazioni numero 787, 868, 883, 1104, 1107, 1146, 1147, 1158, 1170, 1173, 1176 (in data 21 agosto 2017).

Comunico che è stata data risposta scritta alle interrogazioni numero 247, 278, 337, 537, 551, 562, 598, 821, 848, 853, 884, 896, 934, 959, 996, 999, 1005, 1009, 1026, 1032, 1033, 1075, 1081, 1157, 1192, 1204 ( in data 7 settembre 2017).

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

COSSA MICHELE, Segretario: Sono state presentate le interrogazioni numero: 1202, 1203, 1204, 1205, 1206, 1207, 1208, 1209, 1210, 1211, 1212, 1213, 1214, 1215, 1216, 1217, 1218 1219, 1220, 1221, 1222, 1223, 1224, 1225, 1226, 1227, 1228, 1229, 1230, 1231, 1232, 1233, 1234.

Commemorazione Consigliere Regionale

PRESIDENTE. È venuto a mancare nello scorso mese di marzo l'onorevole Giannetto Mariani, un uomo di scienza, e non poteva essere altrimenti data la sua professione di medico, che però non si è mai accontentato delle risposte fornite dalla stessa scienza ai tanti interrogativi della vita ed ha rivolto il suo sguardo oltre, verso una dimensione etica dell'esistenza che troppo spesso ci sfugge, pur facendo parte della natura dell'uomo. Ci piace ricordare con queste parole semplici la figura dell'onorevole Giannetto Mariani, originario di Orune, dov'era nato nel 1944, Mariani ha fatto parte del Consiglio regionale nella XIV legislatura, eletto con L'Italia dei Valori, è passato successivamente al Gruppo Misto, ha ricoperto gli incarichi di vicepresidente della Commissione sanità, segretario dell'Assemblea e componente della Giunta per le elezioni. Il suo impegno politico ed istituzionale è stato caratterizzato sempre da una forte attenzione ai problemi dei malati e dei più deboli, in una Sardegna che auspicava profondamente rinnovata nelle sue istituzioni autonomistiche, aperta al riconoscimento di nuovi diritti civili, proiettata verso un futuro di progresso e di riscatto economico e sociale, che riflettesse le sue radici millenarie, le sue vocazioni storiche, le sue bellezze naturali ed ambientali. La sua prima proposta di legge, depositata a pochi mesi dalla elezione, riguardava la riduzione dei costi della politica ed il contenimento della spesa pubblica, segno di una visione secondo la quale la Pubblica Amministrazione era chiamata da una parte a dare il buon esempio di rigore e sobrietà, e dall'altra a moltiplicare i suoi sforzi ed adottare provvedimenti concreti per andare incontro alle esigenze delle fasce più deboli della società. Significative sotto questo profilo le proposte sostenute da Mariani in materia di "reddito minimo garantito" e di "fondo di solidarietà civile", proposte quanto mai attuali, che oggi sono diventate patrimonio comune, pur nella diversità di opinioni in proposito, con l'istituzione del REIS, reddito di inclusione sociale nella nostra Regione, e con misure analoghe recentemente introdotte dal Governo nazionale. Non meno attuali le sue iniziative legislative in campo sanitario finalizzate al sostegno dei portatori di handicap gravi, dei trapiantati, dei dislessici con disturbi dell'apprendimento, dei pazienti con particolari esigenze di riabilitazione. L'elenco dell'attività politica svolta in Consiglio regionale dall'onorevole Mariani potrebbe e dovrebbe essere molto più lungo anche per sottolineare il lavoro di un Consigliere attento, presente e documentato. Chi lo ha conosciuto lo ricorda bene però come persona che aveva a cuore la sostanza e non le apparenze, disponibile all'ascolto di tutti, a partire dai suoi pazienti, con buonumore e volontà positiva di concordia. Ci associamo a questo ricordo con un pensiero particolare rivolto ai suoi familiari, e chiedo di rispettare un minuto di silenzio.

(L'Aula osserva un minuto di silenzio in segno di lutto)

Dimissioni di consigliere

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta.

In data 12 settembre 2017 il consigliere regionale Ignazio Locci ha fatto pervenire la seguente comunicazione:

"Con la presente, il sottoscritto, Ignazio Locci, rassegna le proprie dimissioni dalla carica di consigliere regionale della XV legislatura. Auguro al Consiglio tutto di poter completare le importanti riforme nell'unico interesse dei sardi. Buon lavoro a tutti".

Ricordo che ai sensi dell'articolo 85 della legge regionale 6 marzo 1979, numero 7, è riservata al Consiglio regionale la facoltà di ricevere ed accettare le dimissioni dei propri membri. Ciò si comunica affinché l'Assemblea prenda atto delle dimissioni del consigliere Locci.

Invito quindi il Presidente della Giunta delle elezioni a convocare immediatamente la Giunta stessa affinché, esaminati gli atti degli Uffici circoscrizionali, si pronunci circa il candidato che subentrerà al Consigliere di cui sono testé accettate le dimissioni.

A tal fine sospendo la seduta per dieci minuti.

(La seduta sospesa alle ore 16 e 49, riprende alle ore 16 e 57.)

Proclamazione e giuramento di consigliere

PRESIDENTE. Do lettura della lettera inviatami dal Presidente della Giunta delle elezioni: "Comunico alla S.V. onorevole, che la Giunta delle elezioni si è riunita in data 12 settembre 2017 per esaminare la situazione determinatasi a seguito della presa d'atto del Consiglio delle dimissioni, conseguenti al dettato dell'articolo 17, comma 2, dello Statuto speciale per la Sardegna, del consigliere regionale Ignazio Locci eletto Sindaco del Comune di Sant'Antioco. La Giunta stessa fa presente che dall'esame degli atti redatti dall'Ufficio centrale circoscrizionale di Carbonia-Iglesias relativo alle elezioni del 16 febbraio 2014 risulta che l'onorevole Ignazio Locci era stato eletto nella lista circoscrizionale di Carbonia Iglesias avente il contrassegno Forza Italia Sardegna, i candidati nella stessa lista e del medesimo collegio che segue immediatamente l'ultimo eletto sono nell'ordine: Dessì Paolo Luigi con cifra elettorale 2013; Porcu Mario con cifra elettorale 1707; Cossu Letizia Maria con cifra elettorale 310. La Giunta delle elezioni a seguito delle verifiche effettuate prende atto che al Consigliere regionale dimissionario, onorevole Ignazio Locci subentrerà Paolo Luigi Dessì.

Sulla base di quanto comunicatomi dal Presidente della Giunta delle elezioni, proclamo eletto consigliere regionale Paolo Luigi Dessì; pertanto, constatatane la presenza, lo invito a entrare in aula e a prestare il giuramento prescritto dall'articolo 23 dello Statuto speciale per la Sardegna e dall'articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 19 maggio 1949, numero 250.

Invito l'onorevole collega a presentarsi di fronte al banco della Presidenza.

Do lettura della formula del giuramento previsto dall'articolo 3 del citato decreto del Presidente della Repubblica; al termine risponderà: "Lo giuro":

"Giuro di essere fedele alla Repubblica e di esercitare il mio ufficio al solo scopo del bene inseparabile dello Stato e della Regione".

DESSI' PAOLO LUIGI. Lo giuro.

PRESIDENTE. Al primo punto all'ordine del giorno abbiamo nomina del Garante regionale per l'infanzia e adolescenza.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Michele Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Presidente, intervengo sull'ordine dei lavori. Nelle settimane scorse è capitato un fatto che io credo debba essere stigmatizzato ed è strano che non sia stato stigmatizzato dalla generalità delle forze politiche che siedono in questo Consiglio, perché se è normale, anzi fa parte dell'ordine naturale delle cose che ci sia una dialettica tra la Regione e il Governo nazionale, meno normale, anzi del tutto anomalo, è che un alto funzionario dello Stato esprima valutazioni in maniera del tutto irrituale e in sedi non appropriate attraverso modalità del tutto non appropriate su atti approvati da questo Consiglio regionale o che sono all'esame di questo Consiglio regionale, io premetto che il mio Gruppo ha votato convintamente contro la legge di manutenzione ed è orientata a votare contro la legge urbanistica, tuttavia quello che si è verificato rappresenta un grave oltraggio alla dignità di questo Consiglio regionale e alla autonomia della Regione Sardegna, comunque la si pensi, è vero che in questa fase storica le tematiche ambientali vengono utilizzate come una clava per guerre più o meno intestine, ma io credo che il tema sia ben più alto e anche chi utilizza oggi questi strumenti debba prestare molta attenzione perché è facilissimo da un momento all'altro trovarsi dalla parte sbagliata della barricata

Io mi chiedo, onorevoli colleghi, se il Comandante generale dell'esercito della Sardegna un giorno decidesse di intervenire e di polemizzare con la Regione Sardegna a proposito per esempio di servitù militari, oppure su altre questioni di questo genere, io immagino che ci sarebbe ovviamente una sollevazione da parte di tutto il Consiglio regionale, senza eccezioni, stavolta è capitata una fattispecie assolutamente analoga per cui, Presidente, io con questo intervento desidero anzitutto porre naturalmente il problema all'Aula, però mi permetto anche di porre il problema anche a lei, in quanto Presidente di questa Assemblea, e in quanto garante della autonomia e della dignità del Parlamento dei sardi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Congiu. Ne ha facoltà.

CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). Grazie Presidente, intervengo in qualità di Capogruppo per segnalarle che rispetto alla condivisione che abbiamo fatto nell'ultima Conferenza dell'ordine del giorno vediamo un punto 7 intitolato "nomine", senza precisazione dell'oggetto, bene, noi non sappiamo di cosa si tratti Presidente, però l'appello che rivolgiamo a lei probabilmente è quello che lei si è riservato al settimo punto di intervenire sulla nomina ERSU Sassari fatta nei giorni scorsi perché se così non fosse noi la invitiamo accoratamente a farlo e a rendere il conto benché non le competa e non le spetti rendere il conto delle sue scelte, noi siamo consapevoli che questa nomina è avvenuta in un contesto in cui né maggioranza, né opposizione hanno trovato la sintesi, ma chi le parla le può garantire che non c'è stata l'apertura di alcun tavolo di sintesi, ergo quello che lei fa legittimamente rappresenta una sintesi politica di un organo super partes in un tema, quale quello dell'ERSU, che è un ente strumentale, che assicura la meritorietà del merito studentesco, che assicura la rimozione degli ostacoli per l'accesso alla cultura superiore dei nostri giovani, questa nomina rappresenta un momento di sintesi particolarmente significativo. Abbiamo tutto il tempo in questi due giorni di riflettere ma le chiediamo accoratamente di rendere il conto del suo operato in quanto organo super partes perché noi sappiamo che quanto meno una delle due nomine è espressione di una fucina politica ben identificata, se questo fosse vero sarebbe assolutamente grave che si arrivi alla certificazione di una nomina politica senza l'apertura di alcuna condivisione con le forze politiche di questa maggioranza e anche dell'opposizione.

PRESIDENTE. Grazie, le rispondo subito, l'Ente regionale per il diritto allo studio, la nomina del Consiglio di amministrazione è stato iscritto all'ordine del giorno per tutto il periodo che era a disposizione del Consiglio, in quel momento non c'è stata nessuna sintesi politica, si è chiesto al Presidente del Consiglio di esercitare i poteri sostitutivi, poteri sostitutivi che ho esercitato in data 7 settembre 2016 nominando il signor Cubeddu Giovanni Maria e il signor Perrone Stefano, membri del consiglio amministrazione dell'ERSU di Sassari, secondo le prerogative che mi vengono date proprio in assenza di un accordo di maggioranza e un accordo di minoranza.

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Presidente, per chiedere a lei e all'Aula se è possibile una inversione dell'ordine del giorno tenuto conto che c'è anche una vasta delegazione del mondo agropastorale e in particolare del Movimento dei pastori e quindi se si potesse chiamare subito la legge della Giunta regionale, la numero 448 "sostegno delle imprese del comparto ovino", e così poter liberare queste persone che sono venute, alcune anche da molto lontano, quindi mi affido alla sensibilità sua, Presidente, dei colleghi perché possa questo punto all'ordine del giorno essere esitato con assoluta precedenza.

PRESIDENTE. Chiedo se ci sono opposizioni alla richiesta di inversione dell'ordine del giorno.

L'inversione è accolta.

Discussione, ai sensi dell'articolo 102 del Regolamento, e approvazione del disegno di legge: "Modifiche alla legge regionale 3 agosto 2017, n. 19 (Sostegno delle imprese del comparto ovino attive nella produzione agricola primaria per far fronte al deterioramento delle condizioni di produzione e di mercato del latte della campagna 2016/2017) e incremento della dotazione finanziaria" (448)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 448, "modifiche alla legge regionale 3 agosto 2017, numero 19, a sostegno delle imprese del comparto ovino, attive nella produzione agricola primaria per far fronte al deterioramento delle condizioni di produzione agricola primaria per far fronte al deterioramento delle condizioni di produzione e di mercato del latte della campagna 2016/2017), e incremento della dotazione finanziaria (ai sensi dell'articolo 102 del Regolamento)". Non ci sono relatori.

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Sull'ordine dei lavori. Non so, l'Assessore Caria, l'ho visto era qua presente in Aula, perché forse si è assentato un minuto per problemi fisiologici, si sta arrivando. Credo che la relazione sul provvedimento dovesse farlo lui, insomma.

PITTALIS PIETRO (FI). No, la relazione la deve fare un consigliere non lui.

PRESIDENTE. No, non c'è non c'è nessuna relazione perché è passato con un "102", quindi viene presentato direttamente all'Aula per la discussione generale.

MANCA PIER MARIO (Partito dei Sardi). Non ho nessuna difficoltà comunque ad intervenire e a introdurre l'argomento, visto che non c'è una relazione, anche perché l'ho scritta quindi la relazione rimane agli atti, non ho nessuna difficoltà. Parto un po' da lontano, dopo sette mesi siccità, la peggiore a memoria d'uomo, tutto il comparto zootecnico è in crisi e i pochi soldi a disposizione sono stati destinati per acquistare fieno e mangimi per far sopravvivere il bestiame ovi-caprino. Voglio ricordare all'Assessore che dei consiglieri, il sottoscritto e Unali, a suo tempo abbiamo segnalato lo stato di crisi di tutto il settore primario, già dal mese di maggio, organizzando incontri e una petizione nel nord Sardegna che venne firmata da oltre 2500 addetti del settore, a cui si aggiunsero 5000 firme on line, il cui scopo prioritario, tendo a sottolinearlo, era quello di sensibilizzare la politica per limitare al massimo la discrasia tra le esigenze reali della zootecnia e i tempi di erogazione degli aiuti. Il 6 giugno di quest'anno assieme ai presidenti delle unioni dei Comuni di tutto il nord Sardegna Coros, Logudoro, Marghine, Anglona, Bassa Valle del Coghinas, Planargia, Villanova, Meilogu, nonché i Presidenti delle comunità montane, Monte Acuto e Goceano, fummo ricevuti a Villa Devoto dal presidente Pigliaru e dall'assessore Caria. In quella sede vennero esposte le richieste per evitare che l'acuirsi della crisi, dovuta alla siccità, gravasse unicamente e solamente sulle spalle delle imprese. Si chiese in particolare: il riconoscimento immediato dello stato di calamità; l'istituzione di un tavolo tecnico interassessoriale coordinato dal Presidente della Regione, a cui partecipavano comunque anche i rappresentanti degli enti locali e delle organizzazioni professionali; un immediato intervento istituzionale per l'acquisto di scorte alimentari per il bestiame, perché già da allora si sentiva la crisi; la garanzia di avere per tutta la durata della siccità acqua presso le aziende; il congelamento per almeno sei mesi delle rate INPS e dei mutui agrari; e l'apertura di un confronto serrato con ARGEA per garantire l'immediato pagamento di tutti i premi PAC e PSR.

Si chiese inoltre quel giorno di mettere a disposizione la macchina burocratica regionale per venire incontro alle esigenze immediate degli allevatori, ma nonostante l'allarme lanciato dal mondo rurale per allertare le istituzioni e l'adesione di tutti i Sindaci del nord Sardegna, solo dopo alcune settimane venne inoltrata la richiesta allo Stato italiano del riconoscimento dello stato di calamità e ad oggi ancora non è stato speso un euro per la siccità, e, al di là di tutti i proclami mediatici più o meno giusti, molti aspettano i contributi europei. Oggi, dopo la giustissima e sacrosanta manifestazione degli operatori del settore, ci apprestiamo a varare quindi un provvedimento che prevede lo stanziamento di ulteriori 30 milioni di euro che vanno ad aggiungersi ai 14 più 3, ma che sono destinati solamente al comparto ovi-caprino, per cercare in un secondo tempo ulteriori 20 milioni di euro da destinare al comparto come aiuti per la siccità. Anche se in ritardo, lo sottolineo a viva voce, ben venga il provvedimento, ma sarebbe anche da criminali non votarlo, non lo metto in dubbio, ma sarebbe altrettanto sbagliato votare il provvedimento senza alcune correzioni.

In limba il mese di settembre viene chiamato da tutti noi capuannu perché da sempre, in tutte le società agropastorali, segna l'inizio dell'annata agraria, si rinnovano i contratti, ma in particolare si pianifica la nuova annata, decidendo cosa e quando coltivare per costituire le scorte alimentari per il bestiame. È il momento più critico per qualsiasi azienda, perché si devono anticipare notevoli risorse finanziarie per l'acquisto di sementi, concimi e per tutta la lavorazione dei terreni. Basterebbe questa semplice constatazione tecnica, legata alle motivazioni fatte in premessa, per optare a destinare immediatamente i 30 milioni al comparto zootecnico dando una boccata d'ossigeno a tutte le imprese perché, caro Assessore, mi creda come lei ben sa persino gli asini mangiano e bevono ogni giorno, per cui sarebbe giusto destinare queste somme sicuramente a tutti gli animali allevati. Riconoscendo subito, a mio parere, le somme solamente ad alcuni successivamente agli altri ci assegniamo inoltre una grave responsabilità morale nel creare discriminazioni nel comparto. Alla manifestazione del Movimento Pastori, ero presente anche io ma erano presenti non solo allevatori di pecore ma anche quelli di vacche, e questo - mi permetta - è sempre stata la forza di questo movimento: la solidarietà tra tutti quelli che lavorano la terra e che vivono della terra. Non possiamo con questo provvedimento ad hoc per una parte di loro assumerci la grave responsabilità morale di dividere e contrapporre per la prima volta le aziende del comparto. La politica, a mio parere, deve unire e non dividere per cui riteniamo che le somme oggi debbano essere date, ma devono essere date a tutto il comparto zootecnico.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Giovanni Satta. Ne ha facoltà.

SATTA GIOVANNI (PSd'Az-La Base). Intanto abbiamo appreso qualche giorno dopo la manifestazione dei pastori, anzi lo stesso giorno, che la Giunta si era decisa a triplicare, impegnandosi a trovare le risorse, l'investimento a favore dei pastori e questo ci fa piacere perché avete riconosciuto quello che abbiamo detto noi la sera prima in quest'Aula che era un'elemosina dare 3 o 4 euro a pecora, è stato riconosciuto da voi come un errore. Poi ovviamente l'assessore Caria è da poco tempo che fa l'Assessore e quindi i problemi legati al mondo dell'agricoltura e, in particolare, al settore ovi-caprino non nascono con l'arrivo dell'assessore Caria ma hanno una destinazione molto più antica. Voterò a favore di questa modifica della legge, che prevede di incentivare gli altri 30 milioni quanto disposto dalla legge approvata in quest'Aula il 2 di agosto, però non vi faccio gli applausi. E non vi faccio gli applausi semplicemente perché c'è un anno di ritardo, c'è un anno di ritardo, la mozione che impegnava la Giunta a parlare del prezzo del latte, firmata dal sottoscritto e da altri ventuno consiglieri, di cui la metà apparente alla maggioranza, la state risolvendo con un anno di ritardo, 28 settembre - 12 settembre. Questa è una cosa gravissima perché dimostra che c'è stata poca attenzione verso quel settore sul quale tutti ci siamo soffermati a dire che è importante, che è la colonna portante dell'economia soprattutto nell'entroterra eccetera. Oggi stiamo semplicemente tamponando un'emergenza, tanto più che la mozione parlava del problema del prezzo del latte, voi qui non state intervenendo sul prezzo del latte, grazie a Dio il prezzo del latte sta ripartendo, ci sarà un aumento abbastanza importante del prezzo del latte, ma non dovuto al fatto che la Regione, io in primis, ci siamo impegnati bensì per il semplice fatto che, contrariamente a quanto magari ha sostenuto in alcuni passaggi la Coldiretti, al semplice fatto che il latte oggi scarseggia. Perché le aziende non hanno allevato nuove pecore dalla produzione, non hanno sicuramente incentivato con i mangimi il fatto che le pecore debbano appunto andare alla produzione e questo ha comportato una mancanza di presenza di latte sul mercato, quindi automaticamente questo comporta un aumento del prezzo. D'altronde è una regola che esiste sul mercato e che dovrebbero conoscere meglio di me sicuramente i professori che se l'offerta diminuisce e la domanda rimane sempre la stessa, il prezzo automaticamente aumenta. Quindi mi auguro che in futuro ci sia una maggiore attenzione, predìco che da oggi l'Assessore, il Presidente della Giunta e anche il Vicepresidente si impegnino ad iniziare una vera e propria riforma, che vada dai premi alla calmierazione del latte, non a spizzichi e a pezzi ma facendo una riforma organica, una riforma che abbraccia tutto il settore, non solo quello ovi-caprino ma anche l'intera agricoltura. Basti pensare che oggi - dovete sapere anche questo e magari lo sapete già - sono stati fatti i nuovi insediamenti produttivi, con 60 pecore e 8 ettari viene premiato un ragazzo che si fa un'azienda agricola; ora, su 1100 domande circa di nuovi insediamenti produttivi pervenute per quanto ne so all'Argea, 850 circa riguardano nuovi insediamenti produttivi con allevamento di pecore, quindi penso che anche qui ci sia da verificare meglio le cose, da fare meglio le cose, perché altrimenti se non c'è un'organizzazione diversa l'agricoltura così come il turismo non daranno mai quello che dovrebbero dare e che potrebbero dare al nostro PIL, e rimarranno sempre anziché colonne portanti, anziché settori che dovrebbero trainare la nostra economia rimarranno sempre delle attività in ginocchio ai margini di quella che è la sopravvivenza.

Ho assistito un giorno, sostituendo il mio collega Gaetano Ledda in Commissione agricoltura, a una richiesta fatta in audizione dal Sindaco di Ittiri accompagnato da una decina di giovani che hanno scelto di fare gli imprenditori agricoli, che operano in una vallata dove mi dicono che venga prodotto il carciofo più buono della Sardegna, o comunque fra i più buoni, e lamentavano il fatto che probabilmente dovranno chiudere perché mancano 7 milioni per rifare una condotta idrica che gli consenta di avere questa acqua che per loro è vitale. Giustamente non poteva dare risposte il Presidente della Commissione, perché non è sua competenza, però io credo che un lavoro di Giunta, un lavoro che possa portare ad investimenti proficui in agricoltura debba trovare una soluzione anche a questo, piuttosto che continuare a perdere tempo, come abbiamo fatto in quest'Aula qualche volta, parlando di Ottana; ad Ottana avete visto che adesso è arrivato il licenziamento di 500 persone, io credo che sia ora di dire che a Ottana l'era dell'industria è finita, che bisogna iniziare la riconversione facendo dei programmi a lungo termine che possano portare anche quell'area, che sopravvive da sempre con assistenzialismo e cassa integrazione, ad avere un futuro diverso da quello che ha avuto fino a oggi.

Quindi voterò sicuramente a favore di questa legge, che è la modifica della legge che porta altri 30 milioni a favore delle aziende, che potranno respirare ma che in futuro sicuramente, nonostante questo provvedimento, si ritroveranno ad avere altre mille volte questo problema se non si pensa da subito a modificare tutto il sistema dell'agricoltura.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Domenico Gallus. Ne ha facoltà.

GALLUS DOMENICO (PSd'Az-La Base). La discussione di oggi del disegno di legge numero 448, presentato in Giunta e dall'assessore Caria in data 5 settembre, credo che sia un'ottima iniziativa e mi induce a fare delle riflessioni maturate all'interno dell'azione politico-amministrativa che, come Sindaco di una comunità agropastorale, in prima persona vivo tutti i giorni.

Il disegno di legge è una proposta positiva ed è una manifestazione di buona volontà da parte di questa Giunta, mirata a creare sollievo ad una categoria imprenditoriale ancora una volta travolta da una delle più tragiche stagioni negative, prima il gelo poi gli incendi, una siccità che non si ricorda negli ultimi decenni, hanno messo al tappeto questo settore. È il caso però di sottolineare che tutti i settori del comparto agricolo stanno sopportando pesanti disagi a causa di tutto ciò che ho detto precedentemente, mi riferisco anche ad alcune turbative di mercato che hanno ancor di più peggiorato la condizione di tutti i settori, quale quello dell'ortofrutticoltura, la cerealicolocoltura, l'olivicoltura, la vitivinicoltura e naturalmente anche alla zootecnia. Oggi si parla di provvedimenti a sostegno del comparto ovino, un comparto che interessa oltre il 70 per cento di tutto il settore agricolo, personalmente plaudo all'iniziativa della Giunta e dell'Assessore per aver predisposto questo disegno di legge, ne approfitto anche per ricordare che il sottoscritto, quando ha prestato giuramento il 13 di giugno, ha sottolineato che avrebbe votato provvedimento per provvedimento a seconda di quello che mi diceva non solo il momento ma anche quelle che erano le mie convinzioni, quindi mi riallaccio a quello per dirvi appunto che io, essendo qua dal 13 giugno, mi trovo oggi questo provvedimento e sono completamente d'accordo che questo provvedimento vada in porto anche col mio voto. Devo altresì aggiungere che le risorse messe a disposizione certamente non sono sufficienti a risolvere i mali del comparto ovino e lattiero-caseario, sappiamo bene che gli interventi risolutivi abbisognano di altre risorse finanziarie e conosciamo bene anche la limitatezza delle risorse finanziarie di cui dispone la Regione Sardegna, tuttavia questa iniziativa appare positiva perché mette in moto un meccanismo anche di ordine psicologico, e non solo, per ridare al comparto che manifesta timidi segnali di ripresa, basti guardare al prezzo del latte che, come anche diceva l'onorevole Satta poc'anzi, registra timidi incrementi di valore commerciale, frutto anche di una saggia azione delle maggiori centrali cooperative. Colgo ancora l'occasione di questo dibattito per ricordare che anche in altri settori del comparto agricolo hanno urgente bisogno di interventi di sostegno in un momento di forte sofferenza, e faccio riferimento soprattutto al comparto olivicolo e oleario che è da due annate che si trova ad affrontare delle difficoltà nella produzione, in modo particolare questa annata per il perdurare della siccità che rischia di creare grossi problemi non solo alle produzioni ma anche agli alberi stessi che poi dovranno garantire il futuro di questo importante settore. Le aziende e tutti gli operatori di questo settore non trovano più le risorse per poter portare avanti l'attività imprenditoriale e quindi occorrerebbe, anche in questo caso, un provvedimento legislativo per venire incontro in termini finanziari, o con un contributo straordinario una tantum o con la sospensione di prestiti e mutui bancari.

Concludo quindi, assicurando il mio voto positivo per questo provvedimento, invitando la Giunta, il Presidente in questo caso, la Giunta e soprattutto l'assessore Caria a prendere in seria considerazione anche interventi per il settore olivicolo e oleario.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gaetano Ledda. Ne ha facoltà.

LEDDA GAETANO (PSd'Az- La Base). Per quanto riguarda il discorso settore agricolo sardo, dobbiamo dire che è successa una catastrofe, un terremoto agricolo in Sardegna nel 2017. Fra siccità, lingua blu, che si è ripresentata e si sta ripresentando adesso, gli abbattimenti per le varie malattie del bestiame, e quindi l'agricoltura è esplosa. Come ricordava qualche collega, è un settore da tutelare perché la nostra industria è quella, non abbiamo altro, abbiamo letto oggi sulla stampa cosa è Ottana: è finito il sogno, è scoppiata l'industria e adesso ci dobbiamo rifare sull'agricoltura e sul turismo.

Certo che sono favorevole a questo disegno di legge, io sono favorevole a qualsiasi tipo di intervento si faccia per il settore agricolo, anche di un centesimo figuriamoci di 30 milioni di euro, ci mancherebbe, però voglio mettere un po' di ordine e fare un po' di cronistoria su come siamo arrivati a questo, e quello che mi preoccupa sono i tempi, poi spiegherò perché.

Allora, c'è stato un abbassamento enorme del prezzo del latte, il latte lo stanno pagando al litro sui 50-60 centesimi per l'annualità 2016-2017, quindi è successo questo enorme problema, è esploso il settore ovi-caprino, quindi noi come Regione siamo intervenuti, come ricordava qualche collega, già con una mozione di settembre, siamo intervenuti dopo varie manifestazioni a fine marzo, primi di aprile in Finanziaria per trovare 15 milioni di euro per poter recuperare il prezzo del latte e portare il latte col patto del latte almeno a 80 centesimi al litro, come concordato con le varie associazioni e con i vari industriali venuti in Commissione, con l'intervento di ritirare il surplus di pecorino romano in eccesso. Di Pecorino romano sono state prodotte circa 363.000 quintali con un consumo annuo con una (…) di 250 (…) quintali. Quindi il mercato del pecorino è esploso.

Quindi facendo questo tipo di intervento si doveva risolvere il problema. Perché parlavo prima di tempi, perché siamo arrivati a oggi, siamo a settembre a metà settembre, e ancora non è stato speso un centesimo, quello che mi preoccupa è che quando saranno spesi questi 30 milioni di euro in che modo; qualche collega ricordava anche che anche le mucche sono animali. È vero la siccità l'hanno subita anche le mucche, adesso vogliamo sentire l'intervento dell'Assessore come saranno spesi, quando saranno spesi: è questo il problema.

Per quanto riguarda il settore agricolo che è in serie difficoltà, volevo esortare l'Assessore affinché faccia pressione affinché Roma, il Ministero e la Comunità europea ci diano i soldi nostri, perché ci sono degli agricoltori e degli allevatori di bestiame Sardegna che devono ricevere ancora i premi comunitari, cioè i soldi nostri, soldi loro, in cassa già dal 2015 qualcuno anche del 2014. Quindi abbiamo oltre 100 milioni di euro bloccati che sono soldi dei nostri agricoltori.

Quindi per concludere volevo capire, e anche prima del voto comunque, ho già detto che voto favorevole, volevo capire come saranno erogati questi fondi, questi 30 milioni più 15, più quelli del bando indigenti, e volevo capire come saranno erogati e soprattutto i tempi, perché il pastore che munge il latte, chi lavora in agricoltura oggi è morto, quindi ha bisogno di quei soldi non oggi ma da ieri no anzi da avantieri. Quindi voglio capire questo. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Presidente, per fugare ogni dubbio, perché inizierò con leggere una parte della relazione, dico subito che voterò a prescindere, come lo farà il Gruppo dei Riformatori, questa norma, perché sappiamo le difficoltà oggettive che il comparto agricolo, in particolare quello ovi-caprino, ma adesso anche quello bovino, per tutte le disgrazie del tempo che è venuto, ha portato all'agricoltura sarda.

Però io intenderei leggere perché intendo fare alcune domande al Presidente, all'Assessore perché non vorrei che capitasse, come è capitato da poco, che ci rinviano le leggi a livello nazionale senza aver magari preso contatti con quel Governo amico che non risponde spesso e volentieri a quelle che sono le reali esigenze dei lavoratori della terra.

E dice la nuova formulazione dell'articolo 3 di cui all'articolo 2 del presente disegno di legge, che non individua in maniera univoca quale sarà la base normativa in base alla quale sarà attuato l'intervento, è dettata principalmente dall'esigenza di definire le interlocuzioni ancora in corso con il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, che oltre a coordinare a livello nazionale la materia degli aiuti di Stato in agricoltura dal canto suo sta definendo interventi straordinari per far fronte alla grave e perdurante siccità dell'anno in corso, ma questo è per tutta la nazione.

Ora da questa lettura io vorrei capire se abbiamo l'ok dal Ministro, se quindi il Ministero ha detto che va bene questa norma, se possiamo superare il de minimis e quali sono i tempi di erogazione, perché stiamo correggendo una norma che era già fatta ad aprile e Capuannu è adesso a settembre; l'inizio d'anno agrario è adesso. Ora io mi chiedo se sono valide le anagrafi del bestiame esistenti, se sono qualificabili per gli interventi che dovrebbero essere previste e qual è la sostanziale efficacia per il settore interessato e quindi per i pastori in particolare da queste norme, che comunque noi approviamo. Se noi non alleggeriamo le difficoltà oggettive che sono derivanti da siccità ultimamente, e dovremmo discutere di che cosa è… io ho presentato una mozione per parlare di quello che è il bene acqua per il futuro. Perché chi fa e opera nelle istituzioni non deve pensare al contingente o alla crisi che si è verificata nel momento ma pensare anche a quello che avverrà, e pare che non siano cose belle, simpatiche quello che avverranno. Se è il caso di captare nuova acqua e così via; perché non sappiamo quale sarà la sorte che tocca alla Sardegna, non so se è vero che vada a inaridirsi, se è vero che bisogna cambiare il microclima in qualche parte, se è vero che bisogna ricercare altre sorgenti, se è vero, come è vero, che non possiamo far niente quando ci sono delle brinate, quando distrugge completamente quello che è arato per poter dare pascolo alle bestie. Perché una volta che non hai il pascolo per le bestie poi non raccogli neanche a fienagione, e se non hai la fienagione non hai il sostentamento a Capuannu per quelle che sono le bestie pregne quindi quelle che servono per figliare prossimamente.

Io mi chiedo, e vi chiedo, qual è il sostegno vero che noi stiamo dando ai pastori della Sardegna, qual è l'essenza di questa legge, la stiamo dando, quali sono i tempi, quando gli arrivano, li vogliamo legare ancora a crediti bancari che strozzavano? Li vogliamo crescere far legare ancora a chi già ha strozzato attraverso operazione fatta dagli industriali anche dalle cooperative. Io questo problema in coscienza me lo pongo e mi chiedo: non stiamo risolvendo un problema come tanti che noi ne stiamo risolvendo. Però io voto a favore, perché non voglio scuse, ed è un invito perché ci sia un miglioramento, non solo di ricercare fondi magari fittizi, che poi non portano sostanza ma nel dare compimento a quella che è la necessità di vitalizzare nuovamente l'agricoltura in Sardegna e in tutti i suoi comparti. Oggi è in sofferenza quello ovi-caprino e anche quello bovino, perché sono gli allevamenti in crisi in zone della Sardegna ancora particolari anche più in modo forte e feroce morde questa siccità che ci ha accompagnato. Di certo questa buona acqua che può aver calmato la calura di certo non ha soddisfatto l'esigenza di riempire i pozzi, perché anche quelli stanno difettato.

Ora io non sto facendo una requisitoria sto solo chiedendo a me stesso qual è l'azione migliore per risolvere veramente i problemi, oppure come diceva il collega Giovanni, aspettiamo che ce ne siano altre, come nel passato ci sono state altre situazioni, io capisco e comprendo che chi lavora la terra è legato a quelli che sono gli umori dalla pioggia, del vento, dalla siccità, dell'inaridimento di quello che è stato seminato, perché ripeto è venuta la brina, come è successo quest'anno.

Ci sono tutti questi argomenti che dovrebbero far capire che forse dovremmo agire strutturalmente e oggi dare soprattutto ai pastori una riserva per poter superare il momento di difficoltà. Quando non ha denaro il pastore va e accetta lo 0,50, lo 0,60 e non credo che supereranno queste quantità gli industriali, a promesse 0,80, sapendo bene che minimo costa un litro di latte alla produzione 1 euro; senza contare a volte il lavoro di mattina, sera e notte dei pastori, e viene pagato 0,50, 0,60, meno di un litro d'acqua. Capite dov'è il problema? E allora c'è un problema feroce, forte, necessario, che è quello di modificare la struttura mentale anche di noi consiglieri, e capire che bisogna proporre strutturalmente una riforma veramente forte per l'agricoltura, non è vantarsi solo della grande opportunità che la pastoralità dà quando si canta o si mette in campo la poesia, quella è poesia, ma poi c'è chi vive in campagna, e a quelli devo pensare. E allora io chiedo, facciamo uno sforzo tutti, non sto chiedendo solo alla maggioranza, facciamo lo sforzo tutti di ricercare le soluzioni più opportune, strutturali soprattutto, dove possiamo agire, perché domani non sia peggiore di oggi, e se è vero che c'è la siccità oggi per domani attrezziamoci per domani, non ci basta chiacchierare, facciamo le cose. Presidente, lei sa che ho richiesto di mettere in discussione la mozione che ho presentato sulla risorsa acqua, troviamoci, parliamone francamente per capire quello che possiamo fare, è uno dei problemi, ma affrontiamoli perché la gente, non questa che è qui oggi, ma la gente di Sardegna, soprattutto quello che è il tessuto delle zone interne, quelle più spopolate, quelle che tendono a spopolarsi, vedono la presenza nel territorio, e guai a lasciare il territorio da solo e abbandonarlo se non ci sono i pastori, se non ci sono gli agricoltori, e se questo sistema non viene mantenuto in piedi anche con l'aiuto, al di là e fregandocene di quello che dice il Ministero…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SDP). Dopo l'intervento del collega Dedoni credo che le pecore affamate potrebbero diventare anche sorde. Io credo che oggi sia una giornata importante, molto importante, perché una volta tanto la politica ha mantenuto le promesse. Noi tutti, ed erano presenti tutti i Capigruppo di maggioranza e di opposizione, insieme al presidente Pigliaru, insieme all'assessore Caria, il 2 agosto abbiamo assunto un impegno, e oggi stiamo andando a tradurre in atti concreti quell'impegno, e io credo che sia un impegno importante, perché 45 milioni che stiamo mettendo sul piatto sono cifre importanti. Io ricordo ai colleghi che parlano di ritardo che non accetto questo tipo di argomentazione, perché ricordo a tutti che la massa manovrabile della Finanziaria che abbiamo approvato nel 2016 era di 24 milioni, di quei 24 milioni noi ne mettemmo a disposizione 14 solo per il prezzo del latte. Poi sappiamo come sono andate a finire le cose, perché quei soldi non si è potuto spenderli per diversi motivi, si è andati ad istituire il famoso o famigerato OILOS, che era un qualcosa che da troppo tempo volevamo fare e si è riusciti a farlo, e alla fine anche tramite quell'organismo si è deciso di andare avanti con l'implementazione di quel plafond con oltre 30 milioni, e adesso, oggi, stiamo andando ad approvare il disegno di legge della Giunta regionale di cui io sono molto contento. Dico questo all'Assessore, i colleghi giustamente hanno rappresentato delle perplessità sul fatto che un Governo che non troppo spesso si è dimostrato nostro amico potrebbe contestarci questo dispositivo. Io credo che l'Assessore, prima di portarlo in Aula, abbia avviato le interlocuzioni giuste, perché noi andremo oggi ad approvare sicuramente all'unanimità un dispositivo che credo sia e debba essere blindato. Bisogna essere chiari, questi danari andranno ai capi ovini e caprini, perché questo è l'impegno che tutti insieme abbiamo assunto, e non ci sto a polemiche che possono oggi dire che c'è un'altra parte del mondo agricolo che è in sofferenza, lo sappiamo benissimo e sappiamo benissimo che l'Assessore e il Presidente della Giunta hanno assunto altri impegni perché immediatamente si apra un tavolo verde tecnico, perché nella prossima finanziaria i problemi che abbiamo bene sotto sott'occhio, che ben ci sono stati rappresentati, possano avere delle proposte di soluzioni importanti. Però oggi noi siamo qui per dire quei capi ovini, che sono circa il doppio del numero di abitanti della Sardegna, e quei capi caprini andranno ristorati con questi 45 milioni di euro. Io, ne ho già parlato con l'Assessore, avrei voluto che fossero i comuni a gestire la parte dell'erogazione dei fondi perché ricordo, e a memoria mia, quando noi abbiamo gestito la partita riferita alla blue tongue, la stragrande maggioranza dei comuni si è ben comportata, riuscendo ad erogare in tempi brevissimi i danari a coloro che erano i beneficiari. Però l'Assessore mi dice che lui è convinto di utilizzare un'altra procedura ed è altrettanto convinto che i tempi saranno brevissimi ugualmente, e noi, ci mancherebbe altro, ci fidiamo. Avete detto, e ne siamo convinti anche noi, che il mondo agropastorale, che l'agricoltura è il fulcro, la spina dorsale della nostra isola, lo sappiamo bene e ne siamo convinti, e dobbiamo fare di tutto perché questa spina dorsale non vada incontro a spondiloartrosi o a patologie della colonna, e dobbiamo fare di tutto perché questo non avvenga. Io lo chiedo sommessamente, e auspico con tutta la forza che ho dentro di me che la Giunta, tutta la maggioranza e tutto il Consiglio si facciano carico di tenere sotto stretta osservazione questa dinamica che sinora ha portato il mondo delle campagne a questa gravissima sofferenza. Io credo che qualcosa sia stato già fatto, per quanto riguarda il sistema dell'irrigazione credo che la Giunta, anche con i fondi per il Patto della Sardegna, abbia impegnato delle risorse importanti per quella parte che riguarda appunto l'agricoltura. Io sono anche convinto, ma credo che lo sia anche l'Assessore, che sul PSR dovremmo fare altri ragionamenti e verificare se su alcune misure sia il caso, entro quelli che sono i percorsi di legittimità istituzionale, di spostare delle risorse da una misura all'altra, cioè impinguare e integrare quelle misure che hanno necessità di più risorse, perché, lo diceva qualcuno prima di me sicuramente, anche sulle ultime domande riferibili appunto al PSR ci sono state alcune che sono state esaurite perché i plafond erano importanti, ma comunque limitati per il numero di domande, e probabilmente altre che rischiano di vedere le stesse risorse ritornare alle casse europee se non venissero rendicontate entro l'anno. Quindi, su tutte queste argomentazioni io credo che ci siamo e finalmente ci siamo tutti insieme. Io credo che oggi si inauguri una nuova stagione, che è la stagione di un percorso nuovo che debba vedere il mondo delle campagne unito, non solo con gli attori protagonisti, che sono come dice qualche collega i mungitori, quelli che direttamente dalle mammelle delle pecore o delle capre in questo caso attingono il latte e producono questa sostanza che poi forse qualcuno, in maniera impropria, utilizza non a beneficio di quelli che sono i veri artefici, cioè i produttori del latte. Dicevo questo perché credo che, e lo vedo anche dalla platea, probabilmente oggi ci possano essere le condizioni perché il mondo delle campagne con tutti i rappresentanti delle categorie si possano mettere insieme per portare avanti, per proporre delle istanze che sicuramente saranno bene per tutti perché potranno dare risposte esaurienti per tutti. È drammatica la situazione, lo sappiamo bene, questo anno 2017 per una serie di congiunture, ma non solo congiunture, ci ha mostrato quello che è sotto gli occhi di tutti, produzioni che sono state ridotte anche del 50 per cento, basta appunto pensare al prezzo del latte, che qualche anno fa veniva pagato un euro al litro e oggi viene pagato 0,50. Però volevo dire a qualche collega che, se fosse dipeso e se dipendesse dalla Giunta regionale o da questo Consiglio regionale, il latte potremmo anche pagarlo due euro al litro, purtroppo queste variabili, queste dinamiche non possono dipendere da noi, e dobbiamo essere chiari sino in fondo, noi facciamo quello che possiamo fare, quello che le norme ci consentono, e oltre quello non possiamo andare; è inutile che andiamo a promettere e ad assumere impegni che poi non possono essere mantenuti. Io ribadisco questo, che ad agosto abbiamo speso delle parole, abbiamo fatto delle promesse che oggi siamo in grado di tradurre in atti concreti, e io spero che a brevissimo gli atti concreti siano rappresentati da quegli euro, che sono pochi, però che devono arrivare immediatamente nelle tasche dei produttori e dei pastori. Questa è la vera novità rispetto a prima, rispetto a sempre, che oggi queste somme andranno direttamente nelle tasche dei pastori, perché sono loro i beneficiari, perché sono loro le vittime di questa emergenza che ha colpito in maniera così pesante la nostra la nostra Isola, e credo che questo non sia un punto di arrivo ma sia un punto di partenza. Sappiamo bene che con questo risolviamo poco, ma questo poco è già molto importante.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Grazie Presidente, colleghi, colleghe, Assessore, anch'io voterò a favore di questa legge, perché la ritengo importante per il mondo agropastorale, però ci tengo a fare alcune precisazioni. Provvedimento tardivo, inconsistente, ma soprattutto non risolutivo, un provvedimento che, in realtà, mette una pezza, tampona, ma non risolve nessun problema, noi stiamo curando un tumore con un'aspirina, perché 45 milioni di euro, per quello che ha subito il mondo agropastorale in questo anno e mezzo, equivale ad una aspirina per chi ha un tumore. Non mi scandalizza e condivido la proposta che a suo tempo fece il Presidente del Movimento pastori, di dedicare l'1 per cento del bilancio regionale; è il minimo sindacale che si possa fare per una categoria così importante. Perché, cari amici qui presenti tra il pubblico, all'interno di quest'Aula, ma spesso anche nei convegni, noi siamo tutti bravi a dire che l'agricoltura è il settore trainante, l'agricoltura e la pastorizia, il settore trainante della Sardegna, che è il vero motore dell'economia della Sardegna, che fa parte della nostra tradizione, poi qui dentro tutte quelle parole rimangono solo parole. È chiaro che è un nostro dovere oggi votare questa legge, e che 30 più 15 porta qualche ristoro, modestissimo ristoro alle casse delle aziende agricole, però ci tengo Assessore a precisare che non possiamo permetterci di sbagliare, ma soprattutto non possiamo permetterci di creare false aspettative. Perché dico questo? Dico questo perché quanto già annunciato dal collega Dedoni è un fatto gravissimo. Noi stiamo andando ad approvare una legge, e nella relazione di questa legge la Giunta scrive… non individua in maniera univoca quale sarà la base normativa; ma è una cosa normale? Ma è come se in un Comune si decidesse di spendere una somma, ma non individuiamo il capitolo di bilancio; qui manca la base normativa, è inapplicabile questa legge! È un rischio che stiamo correndo. Per carità, noi non siamo neanche nuovi a queste esperienze, non è la prima volta che il Governo ci blocca le leggi, e per 2-3 volte, come quella del bilancio, le dobbiamo ripetere, quindi la mia preoccupazione quando parliamo anche di tempi… quali tempi? I tempi saranno, se va bene, un anno, se non ce la bloccano, perché altrimenti rischiamo anche qui stasera di friggere dell'aria, per darla poi in pasto a chi è in forte difficoltà. Ma non basta, non basta, perché l'articolo 1 della legge riporta due tipi di danni, riconosce due tipi di interventi, non di danni. Il primo intervento dice: "Sostegno alle imprese del comparto ovino", poi correggono e scrivono anche Caprino, così come avevamo già annunciato in Aula la volta scorsa, ma l'Assessore come sempre fa finta di niente, per far fronte al deterioramento delle condizioni di produzione e di mercato del latte. Questo è un tema. Il secondo tema, sempre nell'articolo 1: "anche in considerazione dell'eccezionale siccità"; quindi noi stiamo mettendo in campo due temi, che vanno con due sistemi completamente diversi di pagamento, perché uno va col de minimis e l'altra è una legge invece in cui va riconosciuto un danno, e rischiamo di fare un pastrocchio, di fare una di quelle cose che non verrà mai realizzata. Il danno della siccità comporta un riconoscimento del superamento di una percentuale. Voi mi dovete spiegare in Sardegna come si farà a giustificare un danno dal 30 per cento per quelle aree che hanno potuto irrigare, perché è vero, alcune aree della Sardegna hanno potuto irrigare, e lo dimostrano i fatti, quindi, così come è impostata la legge, rischia di naufragare e di non ottenere quel risultato che tutti noi vorremmo, che ci auspichiamo che avvenga, ma se continuiamo a ragionare nell'equivoco e se la legge è scritta in questo modo, non otterrà nessun tipo di risultato, perché la siccità ha un percorso normativo e legislativo, il de minimis, per quello che sono gli aiuti al deterioramento (…) di produzione del latte, hanno un altro percorso, e rischiamo di far cassare anche quello, proprio perché è un aiuto alla produzione. La legge come è scritta va rivista, a me dispiace, io la voto anche così, non ci sono problemi, perché non vorrei essere accusato domani di essere colui che non vuole questa legge, io voglio che vengano dati ai pastori, agli allevatori, agli agricoltori della Sardegna dei finanziamenti perché hanno subìto un danno, ma così com'è scritta la legge noi rischiamo di fare un pasticcio, e di non dare assolutamente nulla. Noi sappiamo che il de minimis è circa di 15.000 euro nel triennio, e di questo de minimis molte aziende agricole hanno già esaurito la dotazione, quindi insistere col de minimis è un errore, perché noi rischiamo ancora una volta di creare false aspettative. Quindi la legge merita un'attenzione completamente diversa, dal mio punto di vista io perderei un altro giorno e integrerei, perché è inaccettabile che si scriva che non è ancora individuata la base normativa, io chiedo anche agli Uffici del Consiglio regionale che si esprimano in un qualche modo, anche con un documento scritto, perché ritengo che sia inapplicabile. Pertanto mantengo ferma l'idea che stasera voterò a favore, ma se l'Assessore riunisce stasera stessa la Commissione per rivedere ed integrare l'articolo di legge io sono ovviamente favorevole, perché questo ci facilita e ci evita ulteriori figuracce. Il mondo dalle campagne non ha bisogno di legge pastrocchio.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gianfranco Congiu. Ne ha facoltà.

CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). Abbiamo iniziato un percorso di condivisione con tutto il Consiglio e con il Presidente di individuazione di quelle risorse che fossero capaci di alleviare le sofferenze, la drammaticità, le crisi che il mondo agropastorale ci ha rappresentato nella manifestazione alla quale tutti hanno fatto riferimento, ed il percorso che noi abbiamo articolato consisteva nella ricerca di una rimodulazione del Piano di sviluppo rurale, del PSR, perché anche in quel piano di sviluppo vi sono dei capitoli finanziari non spesi allo Stato, difficilmente spendibile entro l'anno e che potevano essere oggetto di rimodulazione, la stessa rimodulazione che è stata fatta sul bilancio regionale, con la operazione oggi sotto gli occhi di tutti. Noi abbiamo chiesto che venisse attinta la risorsa finanziaria dal PSR. Il PSR reca un contenitore finanziario enorme, vi sono dei capitoli difficilmente conseguibili entro l'anno, quei capitoli potevano tranquillamente essere fatti oggetto di una rimodulazione, ma a quali fini? Sempre il PSR reca una misura che è la 5, sotto misura 5.2, che è dedicata a dare quella risposta, che anche durante la manifestazione del Movimento pastori è emersa, ovverosia risarcire il danno che il mondo agropastorale ha lamentato a causa della protratta siccità, a causa del depauperamento delle scorte, a causa degli incendi, a causa di tutto quello che conosciamo. Questo percorso è stato oggetto di un confronto tra noi e la maggioranza ed è stato accantonato, dico questo con dispiacere in tutte le sedi nelle quali ho avuto modo di interloquire, ho sempre rilanciato questa strategia che badate era una strategia capace, capace di non aprire quelle differenziazioni nelle campagne, di evitarci anche l'apertura di un tavolo parallelo, di evitare di far dire oggi a qualcuno: si aiuta speditamente un comparto, un po' meno speditamente l'altro. La strategia che abbiamo messo in campo aveva il pregio di lavorare sulle risorse agricole con delle procedure già normate e già approvate dall'Unione europea. Ripeto, rimodulare il PSR significava trovare risorse, veicolarle sulla misura 5.2, avrebbe avuto il significato di utilizzare quella procedura che era già a prova di bomba UE. Oggi si va verso una rimodulazione del bilancio regionale, oggi si va verso una individuazione di risorse che in una certa misura sono e rappresentano progetti non avviati, attività di formazione non conseguita e via discorrendo, ma ha ragione qualcuno in una incertezza procedurale che mi fa dire oggi stiamo attenti, stiamo attenti a mettere ed utilizzare le risorse nel miglior modo, stiamo attenti nell'evitare che questo sacrificio finanziario si traduca in un nulla di fatto, stiamo attenti perché queste risorse devono uscire e devono arrivare, non vedo nella procedura scandita dalla legge oggi sottoposta all'Aula quella certezza che mi fa dire in tempi ragionevoli: noi diamo una risposta al comparto. Io ho questo timore, non frapporremo alcuno ostacolo ma mi si permetta di dire: noi siamo culturalmente per un'altra strada, per un'altra via che abbiamo articolato, abbiamo motivato e sulla quale chiedo che l'Assessore ed il Presidente prendano posizione per capire se lavorare sul PSR ci fa perdere tempo oppure no, se utilizzare la 5.2 è un rimedio rapido oppure no, se dobbiamo nuovamente riferirci alla UE per poter utilizzare o rimodulare il PSR ed utilizzare la misura che sto dicendo perché se così non fosse mi si deve dire perché non lo facciamo, ma se invece fosse spendibile come io ritengo che sia spendibile ma perché non la portiamo nel dibattito? E ricordo a tutti che questa strategia fa parte di un documento programmatico che è stato sottoscritto da questa maggioranza con le altre associazioni, in qualche modo si legittima in quel percorso la bontà dell'intuizione, perché non utilizzarla anche per questa crisi?

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Come si dice, io vorrei ricondurre la discussione a quella che è oggetto del dibattito di oggi, ovvero discutiamo un disegno di legge che prevede un intervento di 30 milioni di euro da destinare ai pastori più il settore ovi-caprino. Incertezza normativa, le risorse potevano essere prese da un'altra parte, probabilmente occorre convocare la Commissione per rivedere dove prendere le risorse, intervento tardivo, inconsistente, non risolutivo. Vivaddio, 30 milioni di euro che si sommano non ai 14, ai 14 più 3, 17 milioni di euro da destinare al comparto ovi-caprino della Sardegna. È questa la soluzione ai problemi della pastorizia in Sardegna? È evidente che non è così. Esistono interventi simili fatti in Sardegna anche da coloro che intervengono in quest'Aula a darci la sicurezza che le cose andavano fatte e vanno fatte in un altro modo che possano come dire sollevare la bandiera e dire noi abbiamo fatto così? Non credo che ci sia. Noi mettiamo 30 milioni di euro a seguito di una riunione svolta il 2 agosto, a seguito di una manifestazione veemente fatta dai pastori del Movimento dei pastori della Sardegna, a cui questo centrosinistra, questa Giunta regionale e questa maggioranza di centrosinistra ha risposto con determinazione uguale dicendo che era necessario trovare risorse importanti per dare sollievo alla difficoltà in cui il settore si trova in questo momento e non è la prima volta nella storia della pastorizia in Sardegna. In questo momento straordinario in cui le gelate, in cui le piogge dell'inverno, gli allagamenti, in cui la siccità e ancora di più gli incendi di quest'estate terribile hanno come dire acuito una crisi che è strutturale, è strutturalmente evidente che bisogna intervenire tant'è vero, è stato detto da qualche consigliere che mi ha preceduto che esiste un tavolo verde al quale noi dobbiamo far riferimento per mettere assieme tutti coloro che possono dare una mano, dalla classe politica a quella sindacale, dai movimenti, da tutti coloro che hanno un pezzo di verità perché la verità non ce l'ha nessuno perché altrimenti l'avremmo già trovata da tempo per un mestiere difficile e complicato che riguarda 13 mila aziende e più in Sardegna. E allora cosa abbiamo fatto noi? Noi abbiamo ascoltato e accolto le richieste, il grido di dolore lancinante proveniente da un mondo che tutti quanti voglio dire tutte le volte che si parla di pastorizia, di agricoltura, del mondo delle campagne diciamo riempiendoci la bocca che rappresenta la cultura millenaria della nostra Isola, rappresenta la spina dorsale dell'economia della Sardegna, rappresenta un presidio contro lo spopolamento delle zone interne, delle campagne e dei piccoli Comuni soprattutto del centro della Sardegna, tutti temi attuali dei quali ci dobbiamo occupare in maniera specifica. Ma oggi siamo qua ad affrontare un tema per un intervento ad hoc specifico, mirato che è nato in un momento in cui c'è stata una richiesta forte e un appello accorato lanciato affinché la politica non rimanesse insensibile di fronte alle richieste così forti. Noi con altrettanta determinazione abbiamo fatto la proposta in quella sede, l'abbiamo come dire rimarcata e amplificata anche durante un intervento pubblico fatto si è detto sul pianale di un camion, neanche qua gli interventi di alcuni colleghi di più parti hanno detto: "Ma il Presidente forse non doveva andare ad intervenire, il centrosinistra avrebbe fatto bene a non farlo", e invece si è fatto bene perché così come è vero che le leggi le fa questo Consiglio regionale, è altrettanto vero che nessuno si deve sentire toccato quando la piazza in maniera importante, composta, con forza e con veemenza interviene a chiedere di essere ascoltata, ecco noi questo stiamo facendo. E vorrei con molta modestia dire che è bene che sia valorizzato questo e non dal centrosinistra che lo propone, non dal centrosinistra che lo raccoglie, non da questa maggioranza che è stata più sensibile di altre nell'intervenire così con determinazione su questa cosa e credo che tutti quanti facciano bene a mettere da parte, io ho presentato prima una mozione, io ho presentato quest'altro. Questo è un risultato che fa bene a tutti soprattutto ai pastori ma proprio perché i pastori rappresentano la spina dorsale dell'economia della nostra Isola, rappresentano un punto importante sul quale guardare bene che noi interveniamo. Io ho detto durante quei giorni che in altre occasioni abbiamo fatto interventi per il settore industriale che riguardavano aziende per numero inferiore e lo abbiamo fatto con forza, con determinazione sostenendo che quelle imprese non proprio decotte ma che avevano bisogno di iniezioni di denaro specifico in certi momenti della storia andavano aiutate, ecco questo è un momento di quelli in cui noi abbiamo il dovere di intervenire e lo dobbiamo fare senza dubbi, senza titubanze, senza mettere in piedi questioni che possono dire ci sono incertezze sul quadro normativo di riferimento a cui fare affidamento per pagare le risorse. Non c'è nulla di tutto questo, l'Assessore sarà più esplicito di me nel fare diciamo così il conto della serva sui capitoli di bilancio a cui noi dobbiamo attingere per pagare immediatamente le risorse. Ecco, pagare immediatamente le risorse, questo è il tema, noi oggi appuntiamo 30 milioni di euro più 17 sono 47 milioni di euro per il comparto ovi-caprino, questo abbiamo detto, questo ci teniamo a rispettare, lo abbiamo detto allora, vogliamo onorare l'impegno che abbiamo preso, siamo in quest'Aula per questa ragione, in tempi rapidi, il prima possibile noi cerchiamo di rispettare e vorremmo rispettare anche i tempi di pagamento con le risorse che possono essere date ai pastori che possano intervenire direttamente per alleviare i problemi. Allora io vorrei tornare sulla questione che il problema ovviamente quando si fa un intervento una tantum ad hoc specifico non è quello risolutivo, lo sanno anche i bambini che è così, non è che dobbiamo scomodare i filosofi o gli intellettuali dell'ultima ora per raccontarci che questi problemi non vengono risolti con interventi una tantum. È così, è evidente, si chiama una tantum proprio per questa ragione, quindi c'è bisogno di una politica più adeguata, capace di guardare avanti, che faccia tesoro della storia e di quello che è stato intervenire sul prezzo del latte senza urlare, senza lanciarci accuse l'uno con l'altro, perché la verità così come non ce l'ho io in tasca, non ce l'ha nessun altro in tasca. La verità è frutto di un lavoro collegiale in grado di mettere assieme le idee migliori, e fra quelle migliori noi dovremmo attingere sia che provengano da una parte, o provengano dall'altra. Perché poi il risultato non è un risultato che si distingue in questi banchi di Consiglio, si distingue nella società, e noi siamo qua per rappresentare la società, e ognuno di noi rappresenta un pezzo di società e un pezzo di verità. Ed è questa la ragione per cui questo provvedimento è semplice, molto semplice, 30 milioni di euro, più 17 già approvati, e quest'Aula è chiamata ad esprimere un voto su questo, e sarà un risultato di tutti, soprattutto della società sarda e di un mondo, quello agropastorale, che ha bisogno di attenzioni particolari in momenti di difficoltà maggiori come quelli che stiamo affrontando. È dei giorni scorsi la riunione che si è svolta anche con la Coldiretti e con Agrinsieme, per cui la Giunta regionale e la Conferenza dei Capigruppo, insieme ai due Presidenti di Commissione della programmazione e delle attività produttive hanno sancito la necessità di interventi anche in quel settore. Sono stati in quel caso tirati fuori 20 milioni di euro, che saranno oggetto di discussione della Finanziaria che arriverà in Aula io spero entro l'anno, così come nella programmazione che abbiamo messo in piedi, e anche in quel caso saremo in grado di fare un piccolo intervento, anche in questo caso non risolutivo, ma certamente e ampiamente apprezzato da coloro che insieme a noi lo hanno sottoscritto. Ecco, io credo che in questa fase, in questi mesi caldi di agosto, caldi per molti aspetti, l'intervento che oggi stiamo proponendo all'attenzione dell'Aula meriti di essere approvato, ascoltato e rapidamente votato così com'è, e così come tutta quest'Aula ha manifestato a parole di dare il giusto sostegno, e il voto sarà quello che dimostrerà che cosa noi vogliamo fare realmente.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Un'agenzia di stampa pochi minuti fa ha battuto una triste notizia purtroppo, che titola: "Finisce l'era della chimica a Ottana. Tutti licenziati". Vi chiederete perché accosto ad una problematica, quella della pastorizia sarda, il problema della chimica a Ottana. Non è questo né il luogo né l'occasione per ragionare sulle cause, certo è che una scellerata politica in funzione di una modernità, di una ipotesi di sviluppo che affrancasse l'economia, allora sì un'economia solida, quella agropastorale, in forza di una politica che ha solo arricchito gli imbroglioni, i rapinatori di risorse dei contribuenti sardi, di chi ha solo creato una falsa aspettativa, e che se ne è andato poi con il bottino e che ha lasciato oggi macerie. In forza di questa illusione si è sacrificato, perché è da quel periodo che è iniziata la parabola dell'economia, quella principale del nostro sistema sardo, che era e deve dal nostro punto di vista continuare ad essere quella agropastorale. E lo dico senza retorica, lo dico perché c'è stata una rincorsa a sostenere questi santoni della sviluppo, che promettevano l'Eldorado in Sardegna, e che oggi invece lasciano soltanto le macerie. E allora io non vorrei che oggi si titolasse, o fra qualche mese, "finisce l'era della pastorizia in Sardegna". Ecco perché il richiamo forte a quella esperienza deve portarci a rivalutare il ruolo del comparto agropastorale in Sardegna e rivederlo anche in un'ottica nuova. E, badate, Giunte di centrodestra, di centrosinistra, hanno fatto il possibile, hanno fatto sicuramente anche molti errori, non è questo, e non è su questa diversificazione che mi pare si possa vincere una battaglia, che è invece una battaglia che noi dobbiamo fare da sardi nei confronti dello Stato italiano e nei confronti dell'Unione europea. Sfugge un aspetto, che ancora rappresenta il limite delle politiche agricole, la nostra economia non è quella degli agricoltori o dei pastori olandesi, tedeschi e nemmeno quelli della Padania. Questo è, Assessore e Giunta regionale, che dobbiamo rimeditare in chiave nuova, perché non è possibile che un flusso di risorse ingente, quale quello riveniente dalla Unione europea, poi sia destinato per esigenze di altri, ma non del nostro mondo pastorale. Ma, sì, è importante la banda larga, anche negli ovili, è importante anche il computer, ma a che cosa servono se le pecore non hanno di che mangiare? A cosa serve tutto questo se prima non si risolvono i problemi reali, i problemi veri? Ecco allora che bisogna rimeditare il nostro intervento, e bisogna da questo punto di vista ragionare non sulle teorie, non sui bisogni degli altri, ma su quelli che abbiamo qui nel nostro territorio. Ecco perché allora io penso che questo serva da stimolo in una visione nuova. E io, guardate, non mi attardo assolutamente a fare un'analisi della situazione, perché non ho questa presunzione, perché qui ci sono padri e madri di famiglia, giovani e giovani donne che vivono sulla loro pelle il dramma della situazione. Io penso che non sia sfuggito a nessuno di noi quel 3 di agosto quando un pastore richiamò la situazione drammatica che come lui vivono tutte le persone che operano in quel settore. Ricorderete, perché non è possibile dimenticare, che disse: "Io ho due figli, ma prima di pensare di dare da mangiare ai miei figli penso a come dare da mangiare alle mie pecore, perché le pecore che rappresentano il mio capitale, 30/40.000 euro, che rappresentano la fonte di sostentamento, senza quelle moriremo tutti di fame". Allora di fronte a questi drammi davvero stare ancora qui a discutere sui formalismi, sulle virgole, sulle cose, non me ne importa niente. Assessore, io la richiamo però alla responsabilità, le metto due cose, io sapete che sono un oppositore di questa Giunta, che non faccio sconti, ma sono fiero di votare un provvedimento della Giunta quando va nella direzione giusta, perché c'è stato uno sforzo, uno sforzo che devo dire poteva venire dalla politica, è venuto grazie alla sollecitazione di un movimento di popolo, del Movimento dei pastori, è venuto grazie alle sollecitazioni anche delle associazioni di categoria, che vorrò vedere su quel fronte se manterrete gli impegni che io ho appreso essere stati assunti attraverso la stampa, e a me quello che interessa è che quando si fa qualcosa di positivo, ecco, su questo non mi interessa trovare il pelo nell'uovo e andare a criticare ad ogni costo. Però ci sono due cose, Assessore, sulle quali io voglio richiamare la Giunta e lei alla sua responsabilità. La prima, noi oggi approviamo questo provvedimento, sono somme importanti, ma lei è in grado di assumere l'impegno solenne che queste risorse da domani verranno messe nel circuito, che queste risorse andranno direttamente ai beneficiari e ai destinatari? E che non si perderanno nelle pastoie della burocrazia? Soprattutto quella che riguarda il sistema agricolo. Perché di burocrazia non campano né i pastori, né le pecore, Presidente e Assessori, è possibile ipotizzare come qualcuno diceva, mi pare che venisse proprio dai banchi del centrosinistra: e va bene, si individui il soggetto, il Comune, si assuma la responsabilità diretta, Assessore faccia lei una task force presso l'Assessorato sotto la sua diretta guida e responsabilità, ma mettete a correre queste risorse perché non possono rimanere nei forzieri della Regione perché altrimenti è vano lo sforzo che tutti stiamo facendo questa sera. La seconda cosa, Assessore, io fossi in lei domani andrei dal Governo nazionale, parlerei col Ministro, con quello dell'Agricoltura ma anche con quello degli Affari regionali, perché bisogna stare attenti, perché c'è questa tendenza di un Governo, vostro amico tra l'altro, che quando si tratta di provvedimenti, e lo abbiamo visto anche per il precariato e per altri settori, a volte sono troppo distratti e anzi forse molto attenti, anzi poco distratti perché c'è sempre l'impugnativa dietro l'angolo, perché non vorremmo che questo provvedimento venga sacrificato sull'altare di altre questioni che non riguardano il mondo della pastorizia. Ecco sono queste le due cose, Assessore, che io veramente fortemente chiedo e sui quali noi vigileremo, staremo attenti e la solleciteremo perché quello che andiamo a fare stasera davvero sia di utilità concreta per questo mondo che oltre ai problemi ordinari…

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore dell'Agricoltura e Riforma agro-pastorale.

CARIA PIER LUIGI, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Ringrazio tutti per gli interventi dai quali sicuramente si traggono molti spunti. Purtroppo il tempo è breve per poter replicare a tutto, quindi cercherò di concentrarmi su alcune cose, parto però velocemente dalla storia del provvedimento, i 14 milioni, poi diventati 17, il passaggio della legge, solo per ricordare il mandato che era stato affidato a me dall'Aula e cioè attraverso OILOS, il mandato era forte e chiaro, le risorse sono state emesse per tutelare i produttori primari, i pastori, quindi quando mi si attacca qualcuno lo fa ogni tanto, sul ritardo della spesa di quelle risorse, esclusivamente non sono state spese perché non c'era quella tutela nei confronti dei pastori, non c'era quella garanzia di tutela e cioè ad una precisa richiesta compriamo 14 milioni di pecorino romano per il bando indigenti, di quale percentuale aumenta il prezzo del latte? La risposta è sempre stata zero, e allora non abbiamo comprato i 14 milioni di pecorino romano per il bando indigenti e OILOS non ha trovato la quadra, fino a quando, dopo tre mesi, non si è deciso all'unanimità di rispendere i 14 milioni destinando 2 milioni per il bando indigenti e 12 milioni con il contributo a capo, quello che poi è passato in Consiglio regionale il primo agosto diventando 17 milioni, i famosi cinque euro circa a capo. Dico questo perché il mandato dell'Aula era chiaro, ad OILOS, per individuare il modo di spendita, nell'interesse e nella tutela dei pastori, questo non è avvenuto e quindi non ha dato corso l'Assessorato a quell'iniziativa e non l'ha neanche stimolata più di tanto, ma perché in questi tre mesi erano anche cambiate alcune condizioni: la prima era che i trasformatori non avevano più le giacenze in magazzino della quota di pecorino romano, così come si diceva, in quantità eccessive e la seconda che era aumentata la vendita del 30 per cento rispetto all'anno scorso del pecorino romano e quindi queste tre cose: la mancanza di aumento del prezzo, aggiunte a queste due hanno bloccato la decisione di spendere i 14 milioni. Successivamente siamo andati in Aula, sono diventati 17, la legge è stata pubblicata qualche giorno fa e sarebbe stata utilizzabile solo da qualche giorno. Nel frattempo c'è stato quello che tutti quanti voi avete citato e oggi io credo che la maggioranza, ma credo l'intero Consiglio regionale perché oggi è chiamato l'intero Consiglio regionale, abbiamo mantenuto un impegno assunto con forza, che è figlio sì di una manifestazione, ma che aveva la spinta anche, come ha detto prima qualcuno di voi, delle organizzazioni agricole che a più riprese ci chiedevano interventi, è vero, non stiamo facendo un intervento strutturale ma neanche i 14 milioni rappresentavano un intervento strutturale, stiamo intervenendo in un momento di necessità in un momento di urgenza che è determinato dalle problematiche del prezzo del latte, che è determinato dalle problematiche relative al tempo, in particolare alla siccità, che ha creato tutta una serie di ulteriori complicazioni a quel mondo che, come dite voi e come sostengo io da tempo, è sicuramente l'ossatura principale della nostra o può rappresentare o deve rappresentare, mi piace dire anche così, l'ossatura principale del nostro sistema economico regionale. Allora, di fronte a questa emergenza si sta intervenendo oggi, di fronte a questa emergenza, non di fronte ad altre cose, ecco perché è vero che tutti gli animali mangiano, è vero che ci sono dei problemi per tutto il comparto dell'agricoltura, ma la legge dei 14 milioni, ve lo ricordo approvata da tutti, riguardava solo il comparto ovino, in questa norma abbiamo esteso il provvedimento al comparto ovi-caprino inserendo come dire pecore e capre. Certo sarebbe stato bello mettere i bovini ma ci siamo fatti le riflessioni anche su questa tematica qua e abbiamo rinviato a successivi provvedimenti, un intervento sul comparto dei bovini come abbiamo rinviato un intervento sui settori dell'agricoltura, qualcuno di voi ha richiamato i passaggi fatti con le organizzazioni agricole e con diciamo il tavolo verde proprio mirati alla soluzione di questo problema, interventi ne abbiamo fatti quest'anno, somme ne abbiamo stanziato. Qualcuno ha citato il problema dell'acqua, abbiamo messo 30 milioni per i Consorzi di bonifica che si aggiungono ad altre risorse messe per il sistema delle dighe, per risolvere a monte una parte del problema certo non è una risposta esaustiva, perché le necessità finanziarie sono nettamente maggiori dei 30 milioni ma è un passo importante che va sempre incontro a quella che è la problematica del mondo delle campagne, perché mettere 30 milioni a favore dei Consorzi di bonifica, e anche 10 milioni che avete votato di recente, sempre i Consorzi di bonifica, per quanto riguarda i contributi per le spese energetiche, determinano come conseguenza logica il mancato aumento delle quote di acqua che ogni azienda deve pagare, quindi è un intervento sempre nel comparto, ci sono i 45 milioni che vengono esitati oggi ci sono i 4 milioni e 100 del bando degli indigenti nazionale assieme ai 2 milioni che vengono esitati oggi o meglio già esitato il primo agosto, i 3 milioni e mezzo per il fine carriera delle pecore e l'impegno politico che abbiamo preso, ma credo che non ci siano dubbi visto che stiamo dimostrando ulteriormente di mantenere oggi, manterremo anche l'altro di mettere ulteriori 20 milioni per il comparto dei bovini, anzi diciamo che tutti gli altri comparti dell'allevamento che non hanno trovato risposta e il comparto dell'agricoltura. Da un punto di vista tecnico, perché voglio arrivare a quello, la misura 5.2 è una misura ad hoc, tra l'altro inserita nell'accordo diciamo per trovare le risorse dei 20 milioni, ma la misura 5.2 che avrebbe superato gli ostacoli della notifica, perché sta dentro il PSR, ci consentiva solo un intervento per danni di tipo strutturale. Il quadro non è questo, la necessità di intervento è totalmente differente, quindi su discorsi di tipo strutturale o danni di tipo strutturare se ci saranno, e su questo si stanno facendo opportune verifiche, andremo a inserire risorse e a rimodulare nel PSR una quantità di risorse sufficiente per dare una risposta alla misura del 5.2, in modo da poter intervenire. Da un punto di vista della legge, la legge oggi se viene esitata verrà pubblicata per cui ci sarà una settimana più o meno e prende forma, che cosa abbiamo previsto? Così cerco di dare risposte su il perché, intanto dentro la legge che voi andrete ad approvare ci sono le norme indicate, che sono due norme che noi possiamo utilizzare, una richiama il regolamento sul de minimis, l'altra richiama il regolamento sulle calamità naturali. Il nostro obiettivo è utilizzare la seconda norma e siccome c'è un percorso che abbiamo avviato con il Ministero, che ci dice va bene legatela alla norma, tenete presente che noi abbiamo attivato tutte e tre le procedure di calamità naturale, nevicate, gelate e siccità, su nevicate e gelate abbiamo anche chiuso l'inquadramento dei danni con l'indicazione anche dei mappali dei Comuni colpiti con le delibere di Giunta, adottate ai primi di agosto, sulla siccità il Governo ha integrato, nel disegno di legge iniziale, anche lo stato di calamità per siccità, il 4 agosto è stato esitato dal Parlamento, per cui è diventato norma anche il riconoscimento dello stato di calamità per siccità. La nostra agenzia ARGEA sta completando la relazione istruttoria necessaria per il riconoscimento ministeriale ed è quello lo strumento a cui noi ci vogliamo legare, cioè in questa settimana, in questi 10 giorni che abbiamo di tempo, vorremmo arrivare ad avere chiuso il quadro utilizzando i 45 milioni esclusivamente con lo stato di calamità. Perché vere sono le considerazioni che qualcuno di voi ha fatto sul regime de minimis, vi ricordo che si può usare il de minimis per 15.000 euro in un triennio e base triennio si considera l'anno in corso e i due anni precedenti, ma anche nel divenire perché c'è chi magari ha previsto investimenti che utilizza in regime de minimis e quindi sarebbe, a nostro modo di vedere, penalizzate per una grossa parte di quegli allevatori, di quei pastori che oggi sono venuti a chiedere un aiuto. E quindi noi abbiamo costruito un sistema per bypassare.

Poi avevamo due scenari affidiamo il tutto ai Comuni o lo gestiamo noi? Io ho preferito dare l'indicazione di gestirlo noi, assumendomi in prima persona la responsabilità di questa gestione, con tutto quello che ne può conseguire, e creando un gruppo di lavoro sul quale abbiamo già lavorato nei giorni scorsi, composto da uomini di ARGEA e dell'Assessorato, per affrontare questo tema con la necessità e urgenza che richiede. Anche per dire, visto e considerato che abbiamo deliberato, che ARGEA diventerà ente pagatore, che questa volta non ci sono, come dire, motivazioni, gestiamo tutto quanto noi dobbiamo essere bravi a spendere tutte le risorse che arriveranno a disposizione, i 45 milioni, velocemente. Questa è la scommessa, questa è una scommessa in tempi brevissimi. Come funzionerà per la controparte o per la parte diciamo degli allevatori? Dovranno fare una semplice domanda, indicando i propri dati, il numero di capi, e lì c'è un intervento che ci aiuta forse a studiare la problematica dal punto di vista strutturale, cioè chiediamo che gli allevatori, che i pastori ci comunicano le produzioni di latte del biennio delle due ultime annate, perché si sono chiuse tutt'e due, 15-16, 16-17… del sistema che tenga in equilibrio i prezzi dando quel prezzo giusto a un prodotto importante che è il latte prodotto dai nostri pastori.

Dopodiché abbiamo, scusate ma se mi date solo un minuto concludo, una partita che io credo più importante, quella che molti di voi avete detto, e cioè cosa facciamo? Siamo trent'anni, prima mi pare l'onorevole Satta ha detto "questo problema non è un problema di sei mesi", allora io ho, assieme alle organizzazioni agricole, rilanciato due iniziative una che riguarda il tema delle acque, perché in agricoltura l'acqua non è una variabile indipendente, l'altro che riguarda invece il mondo proprio dell'agricoltura, contiamo di fare a breve una sorta di conferenza programmatica, piuttosto che stati generali dell'agricoltura, perché credo che al tavolo ci debbano essere tutti per dire le risorse che abbiamo in che direzione le spendiamo e quando parliamo di risorse facciamo riferimento sia a quelle della finanziaria regionale, ma soprattutto ed anche a quelle del PSR, con un'idea nuova forse, con un'idea differente. Noi stiamo dicendo che vorremmo un PSR di sviluppo, oppure valutiamo e confrontiamoci se qualcuno continua a pensare che sia meglio un PSR di sostegno. Io credo che sia meglio un PSR di sviluppo, anche in considerazione della dinamica del PSR che non ha incrementi di risorse, semmai anche l'uscita di qualche Paese dalla Comunità può avere dei decrementi di risorse da stanziare. Poi ci sono dei vincoli del PSR e l'onorevole Pittalis prima ha citato la banda ultralarga, quello è un vincolo del regolamento che prevede che una quota del PSR deve essere destinata solo a quella spesa, se crediamo nel futuro molto lontano, io capisco che c'è una discrasia tra il futuro lontano, cioè agricoltura magari agricoltura di precisione che ha bisogno della banda ultralarga, e l'immediato che è la contingenza di difficoltà delle aziende, posso anche condividere il discorso oggi ci sarebbe servito di più usare quelle risorse per dare risposte immediate. Però dobbiamo anche programmare, perché il PSR ha una funzione di programmazione, quelle che sono le cose future. Puntando a cosa? I 20 milioni che noi abbiamo preso impegno di mettere tra finanziaria, tra la misura 5.2, tra il fondo nazionale che può arrivare, tra qualche risorsa per interventi di tipo strutturale li vogliamo spendere per fare davvero, principalmente, diciamo delle necessità, degli interventi strutturali, cioè quelli che danno una continuità e che cercano di regolamentare tutto il sistema. Oggi la priorità è un'altra e quindi abbiamo esteso al comparto ovi-caprino questo intervento, questa proposta di legge, i contenuti della norma sono indicati viene affidata poi alla Giunta la gestione, la gestione intendiamo farla attraverso ARGEA assieme all'Assessorato. Anche perché, così come ho detto prima, ARGEA si candida a diventare ente pagatore e questo è forse, tra virgolette passatemi il termine, una sorta di battesimo per vedere se funziona oppure no il sistema Regione. E io su questo voglio scommettere e sono pronto a venire qui in Aula a prendermi poi le critiche nel caso in cui fallissi su questa cosa, o a fare gli atti conseguenti rispetto a un fallimento.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.

Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli.

Ha domandato di parlare il consigliere Gianmario Tendas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TENDAS GIANMARIO (PD). Solo per ribadire alcuni concetti che peraltro sono stati già evidenziati a chiare lettere, soprattutto nell'intervento svolto adesso dall'Assessore. Credo che ce lo siamo detto in tutte in tutte le salse che si tratta di un provvedimento che non è certamente risolutivo e proprio per questo è stato definito un provvedimento una tantum, un provvedimento tampone che mira ad arginare una situazione emergenziale. Però credo che sia altrettanto doveroso, in questa sede, evidenziare che ci attende un compito che deve andare di pari passo e mi riferisco, in modo particolare, agli impegni che avevamo assunto nel febbraio di quest'anno allorché il Consiglio regionale, a seguito di un lavoro che aveva visto coinvolta l'intera quinta Commissione, a seguito di tutta una serie di audizioni nel corso delle quali sono state audite tutte le organizzazioni di categoria e tutto il mondo produttivo, questo Consiglio sostanzialmente aveva discusso e approvato un provvedimento, una risoluzione ripeto, dove c'erano 13 punti specifici che affrontavano, a mio modo di vedere, quelli che sono i nodi strutturali della crisi che stiamo attraversando. E credo che contestualmente questo lavoro deve essere necessariamente ripreso quanto prima, se non vogliamo che situazioni emergenziali tipo quella che stiamo vivendo si ripetano ciclicamente così come le abbiamo vissute nel passato. E le ricordo alcuni impegni: da quello legato ad attivare un regime di aiuto diretto a compensare i disagi logistici legati alla consegna del latte, esteso nell'intero territorio regionale; a un'attività di diversificazione del prodotto; a un'attività legata alla promozione degli stessi prodotti. Ma ciò che mi interessa evidenziare, in modo particolare, è anche quello dell'istituzione, di cui abbiamo parlato, di un tavolo nazionale della filiera ovi-caprina per evitare le difficoltà che spesso ci siamo visti costretti a fronteggiare, legate a questi sbalzi produttivi che non mettono in correlazione la domanda rispetto all'offerta. Quindi, l'esortazione che io faccio in primis è quella di riprendere questo discorso, poi l'altra è legata al problema che in maniera molto precisa ha evidenziato anche il collega Pittalis, che a me preoccupa molto e non poco.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fabrizio Anedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ANEDDA FABRIZIO (Gruppo Misto). Voterò a favore di questo provvedimento, ma voglio fare qualche riflessione perché penso che oggi le imprese sono tutte in difficoltà, ci sono stati poi degli eventi di calamità naturale che hanno aumentato la sofferenza nella pastorizia e nell'agricoltura. Alle imprese le risorse aggiuntive siano esse imprese pastorali, artigianali, agricole, commerciali e di servizi, sono gradite, ma sono gradite e non ledono la dignità dell'impresa quelle risorse che creano sviluppo e non assistenza di tipo "estrema povertà". Sempre con questo assestamento di bilancio, che trova risorse aggiuntive di 30 milioni di euro per la pastorizia, ci sono 5 milioni che non ho capito se vengono tolti o aggiunti ai Consorzi fidi, ma comunque i Consorzi fidi servono per assistere, o dovrebbero servire per assistere e dare garanzia bancaria alle imprese; le imprese, siano esse pastorali, agricole o artigianali, hanno bisogno di questo tipo di garanzia per l'accesso al credito, perché di credito hanno bisogno visto che sono a credito per i ritardi nei risarcimenti con la Regione e si vedono negare dalla banca, per la mancanza di garanzia, qualsiasi prestito per avere liquidità. Se ancora non lo abbiamo capito, le imprese vogliono dignità; le difficoltà economiche le rendono in sofferenza e la risposta delle istituzioni deve essere di tipo strutturale. Le imprese hanno bisogno di commesse, di accesso al credito e di un piano strategico per la commercializzazione, e non possiamo ogni qualvolta le imprese manifestano difficoltà accordarci con le associazioni di categoria per una manciata di milioni e dare loro un ristoro momentaneo, questo tipo di ristoro viene chiesto poi a cascata da altre categorie che lamentano le stesse criticità, tutto questo non porta a niente e le imprese continuano a chiudere. Invece torno sui Consorzi fidi, un Consorzio fidi che adempia al suo compito dovrebbe essere a mio avviso destinatario di queste risorse aggiuntive, in modo che possano intervenire con le imprese per le loro esigenze di liquidità, ma forse i Consorzi fidi non adempiono più al loro compito: peccato, perché lo strumento finanziario per le imprese è al primo posto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gaetano Ledda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LEDDA GAETANO (PSd'Az-La Base). Dichiaro il mio voto favorevole al disegno di legge della Giunta regionale, e, come qualche collega diceva prima, pochi, maledetti e subito, e io dico anche "a bider isto", visto che si tratta e di un importo pari a 12 euro a capo, circa 35 chilogrammi di mangime a capo, quello che mi preoccupa sono i tempi come ho detto prima. L'Assessore ci ha comunicato che anziché girarlo ai Comuni, come qualche collega aveva proposto, pare che sia meglio che gestisca lui con il suo staff per avere più celerità. Comunque concludo: A bider isto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Voterò a favore di questo disegno di legge ma qualche riflessione credo che occorra farla. Abbiamo sentito da più parti che si tratta di pannicelli caldi indispensabili, non posso che condividere questo assunto però mi piace ricordare gli impegni del presidente Pigliaru certificati nel suo programma in tema di agricoltura, proprio per capire cosa è stato fatto e cosa si ha intenzione di fare, per cercare di capire che cosa avverrà nel futuro. Ebbene il Presidente parlava di "valorizzazione delle filiere produttive di qualità", nel caso della filiera ovi-caprina si impegnava a "superare la dipendenza dall'export di Pecorino romano, spostandosi sulla produzione di formaggi di qualità", nelle zone pastorali estensive si impegnava "a favorire lo sviluppo di marchi certificati per mantenere il valore aggiunto dei prodotti e dell'indotto in Sardegna", si impegnava ancora a "incentivare l'uso efficiente dell'acqua irrigua già presente nei Consorzi di bonifica", si impegnava a sostenere forme di filiera corta, mi fermo qui ma di questi impegni non è stato mantenuto uno che uno, e oggi noi votiamo a favore di questo provvedimento che arriva in Aula non all'interno di un percorso di programmazione, non all'interno di un percorso che si poneva degli obiettivi strategici importanti per risolvere i problemi del sistema agropastorale, no, arriviamo in quest'Aula, siamo qui in questo contesto a stanziare queste risorse importantissime solo ed esclusivamente perché la piazza evidentemente ha fatto paura al Governo regionale, solo perché i pastori, gli agricoltori, le associazioni hanno fatto sentire alta la loro voce. Quindi non c'è e non c'è stata una volontà dell'Amministrazione regionale e del Governo regionale, e comunque io credo che ai pannicelli caldi debbano seguire delle misure che vadano a incidere sul sistema, sulla struttura degli interventi della Regione sul sistema agropastorale; occorre che la Regione prenda in mano le redini di questo sistema una volta per tutte. Io sono del parere, così come qualche collega di maggioranza, che occorra dichiarare una volta per tutte lo stato di crisi, che occorra nominare un commissario straordinario, che occorra aprire un tavolo di crisi, che occorra dare al commissario straordinario la possibilità di velocizzare i pagamenti. I pagamenti di queste risorse che noi oggi stiamo stanziando non credo proprio che saranno così veloci.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Antonio Gaia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

GAIA ANTONIO (Cristiano, Popolari, Socialisti). Per annunciare a nome mio e del Gruppo che rappresento il voto favorevole a questo disegno di legge. È già stato detto tanto e nel condividere parecchi degli interventi che sono stati fatti prima di me voglio solo dire che questo non è un punto di arrivo ma è e deve essere un punto di partenza per questo Consiglio e per tutto il mondo agropastorale. Di soluzioni strutturali ne parliamo da tanto tempo e ne parliamo tutti quanti, e allora io lancio una sfida a me stesso ma un appello a tutti i colleghi e a tutti coloro i quali vogliono veramente cimentarsi in una legge sul pastoralismo, e quindi l'invito è anche agli ospiti in platea affinché veramente dalle parole si passi ai fatti, ed evitare che gli allevatori scendano di nuovo in piazza in avvenire ma possano lavorare serenamente nelle proprie aziende, godersi il proprio lavoro e le proprie famiglie. Una volta per tutte risolviamo il problema strutturale, il cerchio si può chiudere, una buona base di partenza è data dalla risoluzione che è stata citata prima e che è stata licenziata dalla quinta Commissione, e allora iniziamo da quel punto di partenza, ripeto, per chiudere il cerchio e finalmente non per ribadire nuovamente che mancano soluzioni strutturali ma queste siano poste chiaramente una volta per tutte in essere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alessandro Collu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COLLU ALESSANDRO (PD). Per annunciare il mio voto favorevole. Siamo tutti consapevoli che non è la soluzione definitiva al problema ma spero che a nessuno sfugga che comunque è un grande sollievo e a volte la salvezza per molte aziende questo intervento, perché tutti abbiamo detto che non è la soluzione però dimentichiamo la situazione in cui si trovano le aziende, e questo è un grande sollievo per molte aziende, e anche la salvezza. Si cominciano a creare anche i presupposti per un provvedimento più strutturale, per esempio è assurdo che in un settore così importante come quello della pastorizia nessuno sia in possesso della produzione dei quantitativi di latte, e in questo modo saremo anche in possesso dei quantitativi di latte senza i quali è ben difficile fare programmazione.

Volevo aggiungere che ora però è nostro dovere fare anche pressione sul Governo perché rimpingui il fondo per le calamità: non può essere che la Regione Sardegna si fa carico di questa calamità, non può farcela da sola, pur con grande responsabilità e sacrificio. Abbiamo messo a disposizione 47 milioni, più i 20 di cui c'è stato l'accordo con le associazioni di categoria la scorsa settimana, siamo a 67 milioni, il Governo non può uscirsene con 17 milioni per tutta l'Italia, questo è evidente, noi dobbiamo fare opera di pressing sul Governo perché i danni sono decisamente superiori a questo.

Quindi è chiaro che sarà un pannicello caldo, come lo ha definito il collega, però è un pannicello caldo che salva molto probabilmente, questa è la cosa importante; in questo momento c'è questa emergenza e noi dobbiamo dare risposta a questa emergenza, e ovviamente dovremo passare a una soluzione più radicale del problema. Abbiamo creato alcuni organismi che forse non stanno funzionando al meglio, bisogna fare in modo che funzionino al meglio, non è possibile che se noi crediamo nell'OILOS solamente il 51 per cento dei produttori facciano parte dell'OILOS, dobbiamo fare in modo che sia una quota ben più importante. E poi bisogna sottolineare questo che non saranno tantissimi, ci saranno mille problemi di cui abbiamo parlato, però questi soldi vanno agli allevatori, non devo ricordare io come si è agito l'ultima volta che c'è stata la crisi del latte, sono stati dati molti contributi ai caseifici, anche quello non mi sembra una grande soluzione per i pastori, grazie Presidente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Anna Maria Busia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BUSIA ANNA MARIA (Gruppo Misto). Presidente colleghe, colleghi, ospiti, voto convintamente a favore di questo disegno di legge, l'ho fatto e sono convinta che questa sia la strada giusta nell'azione al momento particolare che stiamo vivendo e che stanno vivendo gli allevatori in Sardegna. Lo son stata fin dalle prime battute nella predisposizione di questa soluzione, sono consapevole ovviamente, come si diceva, del fatto che le questioni andranno affrontate in maniera diversa e non soltanto in termini di impegno finanziario ma proprio nel modo diverso in cui deve essere organizzato il sistema che non può più essere definito, purtroppo lo sappiamo agropastorale, ma della pastorizia in senso stretto del pastoralismo come ricordava il collega Gaia. Sono consapevole dei cambiamenti che ci sono stati nel passaggio del sistema agropastorale tradizionale al pastoralismo estensivo, ai cambiamenti profondi dovuti alla sedentarizzazione, alla dipendenza dall'industria casearia.

È chiaro che si deve andare verso un nuovo modello funzionale ma oggi non dobbiamo discutere di questo, oggi discutiamo di un provvedimento che risponde ad una emergenza, ed una istituzione come la nostra di fronte ad una emergenza deve rispondere con una misura come questa. Emergenza che si è determinato, lo sappiamo bene, non soltanto da un singolo evento ma da una combinazione di eventi sfavorevoli.

Sulle modalità di pagamento, su questo punto ovviamente l'Assessore, la Giunta e la task force che si andrà a costituire, devono garantire effettività e celerità dei pagamenti. Passata poi l'emergenza si dovrà riflettere sulle altre questioni strutturali e di riorganizzazione, adeguamento di un sistema che caratterizza la nostra Isola, che occupa tante persone, tante aziende, tante famiglie che costituisce, come è stato ricordato, un freno allo spopolamento e che può diventare, che deve diventare, un modello di vita sana e soprattutto di longevità come è stato più volte detto dai tanti che sono intervenuti su questi, sulla vita del nostro sistema del pastoralismo sardo, per cui voto favorevole, convintamente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Luigi Rubiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC). Grazie Presidente, l'Assessore ha appena dichiarato che intende puntare sulle calamità naturali quindi come trattativa col Governo abbandonando il progetto del de minimis e proprio qui che siamo preoccupati, perché il dover dimostrare di aver subito un danno di oltre il 30 per cento rischiamo di lasciar fuori probabilmente poche aziende ma sicuramente un numero di aziende importante.

Sulla modalità di pagamento io ovviamente non sono per niente fiducioso sui tempi brevi che lei ha dichiarato, perché altri 10-15 giorni per scrivere la legge, poi si dovrà attendere, dovremmo dare un tempo di un mese per le domande, le domande dovranno essere esaminate e quindi andiamo sicuramente alla prossima primavera. Tutto questo è preistorico! È preistoria, Assessore, oggi l'AGEA e l'ARGEA con la banca dati nazionale può cliccare un pulsante e stampare la situazione aziendale, due mesi fa, due mesi fa, le aziende agricole hanno presentato la domanda del piano agricolo comunitario e hanno dichiarato esattamente qual è la situazione aziendale, non devono presentare nessuna domanda, la domanda è già nel fascicolo aziendale laddove la domanda è già stata depositata tramite i (CA). Dobbiamo cercare di snellire e velocizzare la liquidazione di queste pratiche non possiamo far ripetere le domande di una cosa già fatta; fatta due mesi fa. Quindi abbiamo un dato certo, un dato definitivo, la banca dati nazionale gestita dalle ASL è in grado adesso, stasera di conoscere esattamente qual è l'entità e soprattutto della domanda che lei dichiara, dobbiamo dichiarare la produzione dei litri del latte, ma vogliamo veramente dare lo strumento allo Stato per cassarci questa legge? Voto favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SDP). Sarò brevissimo per dichiarare il voto favorevole e per ricordare a me stesso e a tutti che i fondi, perché siccome non si era capito bene, andranno ripartiti e il requisito di accesso al beneficio sarà esclusivamente in base al numero dei capi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Lotto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOTTO LUIGI (PD). Siccome abbiamo trasferito le dichiarazioni di voto sul testo a questa fase credo che, affinché poi non ci ripetiamo dopo, una dichiarazione di voto credo che sia doveroso anche per il ruolo che ricopro che venga fatta. Un intervento, una dichiarazione di voto ovviamente favorevole per un intervento che è immediato e per l'immediatezza e per l'emergenza e va detto significativo nella sua dimensione, va precisato perché lo è significativo nella sua dimensione. Fortemente richiesto, necessario e però è stato ribadito anche nella relazione di presentazione non risolutivo, è ovvio che non lo sia. A noi il compito di avviare da domani l'attività per costruire un percorso che risolutivo davvero sia. Dobbiamo costruirlo affianco alle procedure per erogare subito, quanto prima queste somme, che è assolutamente necessario non perdere tempo, e però è necessario che da una parte noi: Consiglio e Giunta, dall'altra il mondo dell'agroalimentare organizzato, le organizzazioni di categoria e il mondo della cooperazione, il mondo della trasformazione, di tutti i settori, di tutti i settori, a questo mondo io faccio un appello: pretendete da noi di più di quello che siamo riusciti a fare fino adesso in questa direzione e però faccio anche l'appello a voi: cimentatevi nel difficile compito di individuarla questa strada, che non è facile. Non è facile ma è assolutamente necessaria, una strada per rilanciare davvero lo sviluppo dell'intero settore agroalimentare, un settore che sappia creare ricchezza e benessere. Lo dobbiamo al popolo sardo che mette a disposizione queste cifre, questi soldi per un comparto della nostra economia, ma lo dobbiamo principalmente al singolo pastore e al singolo agricoltore ai quali gli interventi di oggi assicurano la sopravvivenza ma non garantiscono un futuro. E noi per garantire quel futuro diverso e migliore di come è stato il passato ed il presente dobbiamo assolutamente lavorare perché ci sia.

PRESIDENTE. Non ci sono altri interventi per dichiarazione di voto metto in votazione il passaggio agli articoli.

Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 1.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo:

Art.1 Incremento della dotazione finanziaria

1. La dotazione finanziaria destinata al finanziamento del programma di sostegno delle imprese del comparto ovino attive nella produzione agricola primaria per far fronte al deterioramento delle condizioni di produzione e di mercato del latte della campagna 2016/2017 di cui all'articolo 1, lettera b), della legge regionale 3 agosto 2017, n. 19 (Sostegno delle imprese del comparto ovino attive nella produzione agricola primaria per far fronte al deterioramento delle condizioni di produzione e di mercato del latte della campagna 2016/2017), anche in considerazione delle gravi conseguenze dell'eccezionale siccità dell'anno in corso, è incrementata di euro 30.000.000.

2. Il programma di sostegno di cui all'articolo 1, lettera b), della legge regionale n. 19 del 2017, è esteso anche alle imprese del comparto caprino attive nella produzione agricola primaria.)

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Antonio Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS ANTONIO (PD). Sì grazie Presidente, ma oggi stiamo discutendo, come già ricordato, di un settore se non del settore portante dell'economia della Sardegna. Settore che ha attraversato in quest'ultimo periodo una crisi profonda e che si cerca di dare una risposta immediata. Certamente non è una risposta definitiva, perché un intervento come questo non può assolutamente considerarsi un intervento definitivo. Però credo che debba essere approvato, il metodo e soprattutto la tempestività con il quale la Giunta, questa maggioranza e questo Consiglio nella sua interezza ha provveduto a portare in Aula un provvedimento di risorse, che certamente non sono un'enormità, ma sono per le risorse esigue che questa Regione ha, delle risorse molto, ma molto importanti. Io mi auguro che il collega Rubiu nella sua veemenza degli interventi non sia portatore di sfortuna, perché ha fatto due interventi, ha parlato di aspirina per il cancro, ha parlato di soldi che vengono incassati nell'aldilà, e io credo che vada apprezzato lo sforzo di tutti quanti, e invito anche il collega Rubiu a mettersi in una posizione più costruttiva, perché qui la responsabilità della situazione non è certamente ascrivibile al centrosinistra, così come non è ascrivibile a chi ci ha preceduto, però noi stiamo facendo ogni sforzo possibile per dare risposte immediate, e per dare risposte immediate, Assessore, io ho avuto modo già di parlargliene, glielo ricordo ufficialmente, nel settore agropastorale oltre al settore ovino e caprino c'è anche il settore dei bovini. So che avete preso impegni con le organizzazioni di categoria, però la stessa crisi che attraversa il settore ovino e caprino la sta attraversando il settore bovino, e quindi anche a loro va data una risposta. Abbiamo detto che è un intervento tampone, abbiamo necessità di interventi strutturali, per fare interventi strutturali, lo diceva molto bene Luigi Lotto, è indispensabile che tutti quanti ci si sieda attorno a un tavolo e si costruisca una strada per arrivare a questo. Credo che la disponibilità come sempre è stata data da parte delle associazioni di categoria, come sempre è stata data dall'ultimo strumento che la Regione si è dato, dall'OILOS, credo che assieme al Movimento dei Pastori Sardi si possa costruire davvero, se non una legge sulla pastorizia, certamente un percorso che porti questo settore, davvero, ad essere trainante nella nostra economia. Però noi dobbiamo dare anche certezza e spero in questo di riuscire a smentire ancora una volta, lo cito, il collega Rubiu. L'Assessore ha indicato una strada, io, Assessore, mi permetto di indicarne anche altre, è vero che ARGEA diventerà organismo pagatore, è anche vero che all'interno di ARGEA ci sono le figure professionali che possono dare risposte immediate, però qui si tratta di una situazione straordinaria, e a una situazione straordinaria si danno risposte straordinarie. Io credo, così come ha detto lei, che si corra il rischio di sospendere, pur di mandare avanti questo tipo di attività, l'esame delle pratiche relative al PSR. Noi credo che questo lo dobbiamo assolutamente evitare, noi dobbiamo contemporaneamente accelerare la spendita dei fondi sul PSR e altrettanto fare in modo che quanto prima, possibilmente prima di Natale, il settore agropastorale possa incassare queste risorse. È per questo che mi permetto di dire che a una risposta straordinaria, come detto prima, va verificato se in una situazione così straordinaria possiamo utilizzare il personale delle altre agenzie agricole, che molto probabilmente oggi svolgono una funzione ordinaria, oppure verificare se all'interno del sistema Regione ci sono figure professionali che possono essere provvisoriamente applicate a questa emergenza. Pietro Pittalis, nel suo intervento, ha anche prospettato la possibilità di individuare anche un possibile convenzionamento esterno, una task force esterna per verificare se la cosa è possibile, soprattutto trattandosi di un esame e di una pratica non complicata, perché io non sono d'accordo con chi dice che non deve essere presentata la domanda, la domanda deve essere presentata, ma l'esame della domanda, proprio perché siamo in grado di avere quei dati già verificati, può essere dato anche all'esterno. L'importante, Assessore, è che noi stiamo facendo uno sforzo finanziario notevole, perché stiamo togliendo risorse ad altri settori per dare una risposta immediata, che questa risposta sia quanto più immediata.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 1.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Chiedo la votazione nominale.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 1 con votazione elettronica.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 2.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2:

Art. 2

Modifiche all'articolo 3 della legge regionale
n. 19 del 2017 (Normativa applicabile)

1. L'articolo 3 della legge regionale n. 19 del 2017 è sostituito dal seguente:
"Art. 3 (Normativa applicabile)
1. Gli aiuti previsti dalla presente legge sono erogati conformemente ai principi generali dell'Unione europea in materia di aiuti di Stato e al quadro delle norme in materia di aiuti di Stato applicabili al settore agricolo, formato in particolare dai regolamenti (UE) n. 702/2014 della Commissione del 25 giugno 2014 e n. 1408/2013 della Commissione del 18 dicembre 2013 e dagli orientamenti dell'Unione europea per gli aiuti di Stato nei settori agricolo e forestale e nelle zone rurali 2014-2020.
2. La Giunta regionale è autorizzata a stabilire che gli aiuti previsti dalla presente legge o parte di essi siano attuati conformemente a quanto stabilito per la ripresa economica e produttiva delle imprese agricole dal capo II (Interventi compensativi) del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102 (Interventi finanziari a sostegno delle imprese agricole, a norma dell'articolo 1, comma 2, lettera i), della legge 7 marzo 2003, n. 38).".)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare su questo articolo, lo metto in votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 2.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 3.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 3:

Art.3

Disposizioni finanziarie

1. Le economie realizzate dall'Agenzia sarda per le politiche attive del lavoro (ASPAL) sulle somme già trasferite alla medesima agenzia per la realizzazione degli interventi di cui all'articolo 1 della legge regionale 21 dicembre 2016, n. 34 (Modifica alla legge regionale 30 novembre 2016, n. 30, per lo svolgimento temporaneo delle attività di cui alla convenzione Regione-ATI IFRAS, nelle more della procedura di scelta dell'aggiudicatario del nuovo Piano per i lavoratori del Parco geominerario storico e ambientale della Sardegna) (missione 09 - programma 02, titolo 1) pari a euro 7.700.000, sono riversate, nell'annualità 2017, alle entrate del bilancio regionale (titolo 3, tipologia 500) per essere destinate alle finalità di cui alla presente legge (missione 16 - programma 01 - titolo 1).

2. I maggiori accertamenti sussistenti in conto dei capitoli EC362.021, EC361.029, EC362.034 (titolo 3, tipologia 500), e pari, rispettivamente, a euro 2.850.000, euro 287.820,53 ed euro 292.305,34, per complessivi euro 3.430.125,87, sono iscritti, in conto dei medesimi titolo e tipologia, nel bilancio regionale per l'annualità 2017, per essere destinati alle finalità di cui alla presente legge (missione 16 - programma 01 - titolo 1).

3. Il contributo annuale regionale di cui all'articolo 19 della legge regionale 9 marzo 2015, n. 5 e all'articolo 2 della legge regionale 19 giugno 2015, n. 14 (Interventi in materia di consorzi di garanzia fidi), pari ad annui euro 5.000.000, autorizzato a favore dei Consorzi fidi e destinato all'integrazione del Fondo rischi per la prestazione di garanzie rilasciate per favorire l'accesso al credito delle micro, piccole e medie imprese, è finanziato, per l'anno 2017, a valere sulle risorse POR - FESR 2014-2020 (missione 01 - programma 12 - titolo 2) secondo la riprogrammazione degli interventi già adottata dalla Giunta regionale con propria deliberazione. Sono conseguentemente liberate le risorse regionali relative al medesimo intervento, pari a euro 5.000.000 per l'anno 2017 (missione 14 - programma 01 - titolo 02), per essere destinate alle finalità di cui alla presente legge (missione 16 - programma 01 - titolo 1).)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare su questo articolo, lo metto in votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 3.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 4.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 4:

Art. 4

Norma finanziaria

1. Gli oneri derivanti dalla presente legge sono quantificati, in termini di competenza e cassa, in euro 30.000.000 per l'anno 2017 (missione 16 - programma 01 - titolo 1).

2. Agli stessi oneri si provvede, per il medesimo anno 2017:

a) quanto a euro 11.130.125,87 mediante le risorse di cui ai commi 1 e 2 dell'articolo 3, riversate alle entrate del bilancio regionale (titolo 3 - tipologia 500);

b) quanto a euro 5.000.000, mediante pari riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 19 della legge regionale n. 5 del 2015, iscritta in conto competenza e cassa della missione 14 - programma 01 - titolo 2 del bilancio regionale 2017-2019;

c) quanto a euro 3.000.000 mediante pari riduzione delle risorse, iscritte in conto competenza e cassa, nella missione 01 - programma 10 - titolo 1 del bilancio regionale 2017-2019;

d) quanto a euro 2.000.000 mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1 della legge regionale 2 dicembre 2011, n. 25 (Norme per la copertura finanziaria della continuità territoriale aerea), e successive modifiche e integrazioni iscritte in conto competenza e cassa della missione 10 - programma 04 - titolo 1 del bilancio regionale 2017-2019;

e) quanto a euro 1.000.000 mediante corrispondente riduzione delle risorse di cui alla missione 13 - programma 02 - titolo 1 del bilancio regionale 2017-2019;

f) quanto a complessivi euro 5.760.000 mediante pari riduzione, rispettivamente, per euro 2.600.000, delle risorse iscritte in conto competenza e cassa, nella missione 50, programma 01, titolo 01 e, per euro 3.160.000, mediante pari riduzione delle risorse iscritte, in conto competenza e cassa nella missione 50 - programma 02 - titolo 4 del bilancio regionale 2017-2019;

g) quanto a euro 400.000 mediante pari riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui alla legge regionale 28 ottobre 2016, n. 25 (Istituzione dell'Agenzia sarda delle entrate (ASE)), iscritta in conto competenza e cassa della missione 01 - programma 04 - titolo 1 del bilancio regionale 2017-2019;

h) quanto a euro 1.709.874,13 mediante pari riduzione delle risorse, a valere sul cofinanziamento POR FESR 2014-2020, iscritte in conto competenza e cassa della missione 01 - programma 12 - titolo 2 del bilancio regionale 2017-2019.

3. Nello stato di previsione delle entrate e delle spese sono introdotte, per l'esercizio finanziario 2017, in termini di competenza e di cassa, le variazioni di cui all'allegato 1 (tabella n. 1 per le entrate) e all'allegato 3 (tabella n. 2 per le spese), annessi alla presente legge.)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare su questo articolo, lo metto in votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 4.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 5.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 5:

Art. 5

Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore il giorno della sua pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione autonoma della Sardegna (BURAS).)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare su questo articolo, lo metto in votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del'articolo 5.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Metto in votazione gli allegati alla tabella.

(Segue lettura)

Chiedo se si può ritirare la votazione elettronica sugli allegati. Chiedo se si può ritirare la votazione elettronica sugli allegati e andare a votazione palese.

Metto in votazione l'allegato 1. Chi lo approva alzi la mano. È approvato…

…Metto in votazione l'allegato 2.

(Interruzioni per richiedere la votazione nominale)

Chiedo scusa, allora metto in votazione l'allegato 1. Dichiaro aperta la votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'allegato 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'allegato 2.

(Segue lettura)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'allegato 2.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'allegato 3.

(Segue lettura)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'allegato 3.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'allegato 4.

(Segue lettura)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'allegato 4.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'allegato 5.

(Segue lettura)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'allegato 5.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'allegato 6.

(Segue lettura)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'allegato 6.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'allegato 7.

(Segue lettura)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'allegato 7.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Prima della votazione finale della legge è stato presentato l'ordine del giorno numero 1 Cossa e più.

Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ilparere della Giunta è favorevole. Ovviamente all'interno delle regole sempre sugli aiuti di Stato cercheremo di fare il possibile, come abbiamo già fatto per le precedenti calamità.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Congiu. Ne ha facoltà.

CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). Presidente, noi non abbiamo l'ordine del giorno, quindi se volesse distribuirlo, magari fare in modo che ci venisse consegnato, potremmo votare consapevolmente. E poi ho chiesto di intervenire sul voto finale, per favore.

PRESIDENTE. Possiamo procedere allora alla votazione dell'ordine del giorno numero 1.

Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Siamo alle dichiarazioni di voto.

Ha domandato di parlare il consigliere Antonio Solinas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SOLINAS ANTONIO (PD). Volevo intervenire prima sulla modifica dell'ordine del giorno che lei ha messo velocemente in votazione. Rilevo che la campagna antincendi la svolge soprattutto l'Ente FORESTAS e non viene citato nell'ordine del giorno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Congiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). Grazie, Presidente. Abbiamo chiesto di intervenire sulla dichiarazione finale per motivare quello che sarà il nostro voto sulla legge, il nostro voto finale. Non abbiamo frapposto ostacoli, come vi abbiamo detto, pur mantenendoci aderenti ad una impostazione culturale, tecnica finanziaria che confermiamo, e lo confermiamo soprattutto dopo l'intervento dell'assessore Caria, da noi molto atteso. Bene, c'è un errore che viene commesso non tanto dall'Assessore quanto verosimilmente dai suoi uffici, ed è una cattiva interpretazione della misura 5 sotto misura 5.2 laddove viene individuata come misura avente una finalità risarcitoria puramente strutturale, cioè sostanzialmente andrebbe a risarcire il patrimonio strutturale colpito o danneggiato da calamità, e non altro. Bene, io ricordo che invece la 5.2 dice che è un sostegno a investimenti per il ripristino di terreni agricoli e del potenziale produttivo danneggiato da calamità naturali eccetera, e il potenziale produttivo è anche il compendio zootecnico, il potenziale produttivo sono le scorte di magazzino e tutto quello che compone l'azienda agricola. Questa è la grande distinzione e la grande differenza che c'è su un approccio come il nostro ad una misura del PSR che ci poteva dare una risposta certamente più veloce. Questa è la ragione che ci porta oggi a confermare la nostra autorizzazione, e nel momento finale del voto noi ci asterremo come partito dei sardi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az-La Base). Grazie, Presidente, per confermare il voto favorevole a questo provvedimento e per ricordare che non è certamente un punto di arrivo quanto piuttosto un punto di partenza, anche in riferimento al documento che il Movimento dei pastori sardi il 2 agosto ci ha consegnato, dove ricordo che al primo punto c'era la richiesta di un quintale di mangime a capo, al punto 2 il risarcimento dei danni causati dalla calamità naturale, il blocco immediato delle cambiali agricole, l'interruzione dei procedimenti di Equitalia, l'azzeramento dei pagamenti INPS, chiedevano inoltre di procedere con solerzia alla liquidazione di tutte le pratiche relative al Piano di sviluppo rurale, e infine di anticipare al mese di settembre-ottobre il pagamento delle nuove pratiche relative al PSR e alla politica agricola comunitaria, così come fatto da altre regioni. Concludevano poi chiedendo quelli che sono i progetti per lo sviluppo, quindi sviluppare progetti per la produzione di energia elettrica in azienda, l'acqua potabile negli ovili, la viabilità e la creazione di centri di raccolta, refrigerazione e conservazione del latte, diffusi in tutta la Sardegna. Il documento dei pastori dipinge una politica per l'agricoltura di senso compiuto, perché partendo dalle esigenze immediate poi porta a un disegno strutturale, per avere, all'interno di questo settore, quelle certezze che a oggi mancano. Quindi, il provvedimento del quale io do atto al Presidente Pigliaru e alla maggioranza di essersi impegnati sul furgone, sul cassone di quel furgone, davanti ai pastori, quindi mantenere fede all'impegno preso è sicuramente un punto d'onore che col voto favorevole noi condividiamo, confermiamo e apprezziamo. Ciò non di meno credo che nel documento del Movimento dei pastori vi siano degli spunti e delle occasioni di impegno affinché per l'agricoltura si riesca veramente a fare di più oltre le misure per l'urgenza come quella che oggi noi stiamo portando avanti, quindi il voto è sicuramente e convintamente favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Ne ha facoltà.

CARIA PIERLUIGI, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Non voglio fare un intervento polemico oppure aperto a fare tutte le valutazioni da un punto di vista normativo, ma correttamente quando si parla di danni al potenziale, in questo caso proprio specifico si tratterebbe della perdita degli animali, ma perdita di animali a noi non risulta che ci siano state, cioè animali morti, semmai l'evento può aver danneggiato in parte le scorte cioè la possibilità di formulare scorte o di avere scorte per effetto dello stato di calamità. Secondo, la tempistica, la tempistica per mettere delle risorse nella misura 5.2 del PSR è necessario fare un passaggio di rimodulazione del PSR, andrebbe anche mandato all'approvazione alla Comunità economica europea con tutti i passaggi prima interni e quindi sicuramente sarebbe un provvedimento con tempi molto più lunghi rispetto a quello che abbiamo fatto oggi con la norma approvata.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 448.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

È stato chiesto di rinviare la nomina del difensore dell'infanzia. Poiché non vi sono osservazioni, la rinviamo ad altra data.

Discussione della proposta di legge Cocco Pietro - Deriu - Sabatini - Lotto - Pinna Rossella - Solinas Antonio - Moriconi - Collu - Demontis - Meloni - Comandini - Tendas - Manca Gavino - Perra - Cocco Daniele Secondo - Zedda Paolo Flavio - Zanchetta - Gaia - Agus - Piscedda - Ruggeri - Cozzolino - Busia - Anedda - Congiu - Cherchi Augusto - Manca Pier Mario - Desini - Unali - Pizzuto - Lai: "Modifiche alla legge regionale 28 luglio 2017, n. 16 (Norme in materia di turismo)" (446/A)

PRESIDENTE. Il terzo punto all'ordine del giorno reca la discussione della proposta di legge numero 446/A.

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Pietro Cocco, relatore di maggioranza.

COCCO PIETRO (PD), relatore di maggioranza. Facciamo ricomporre prima l'Aula e poi riprendiamo la discussione.

PRESIDENTE. Sospendiamo la seduta, diamo tempo a chi deve uscire di lasciare l'aula.

(La seduta, sospesa alle ore 19 e 20, viene ripresa alle ore 19 e 24.)

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta.

Ha facoltà di parlare il consigliere Pietro Cocco, relatore di maggioranza.

COCCO PIETRO (PD), relatore di maggioranza. Sì, molto rapidamente Presidente, ma diciamo così che lo scorso 26 luglio 2017 il Consiglio regionale ha approvato la legge sul turismo, questa norma in argomento si rende dal nostro punto di vista necessaria per riportare alla sua natura il testo della legge regionale, proprio sulle norme in materia di turismo, nella parte in cui si tratta degli incentivi alle imprese, quelle turistiche, eliminando ogni improprio riferimento alle imprese che offrono servizi di accoglienza dei cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale, materia che potrà essere oggetto di un successivo specifico e organico intervento legislativo. Il testo è stato approvato dalla Commissione competente, la quinta, nella seduta del primo agosto del 2017, in quella sede i componenti della Commissione hanno ritenuto di condividere questo aspetto, tant'è vero che presentiamo un testo che sopprime il comma 4 dell'articolo 11 della legge di cui ho parlato prima. Io credo che, al di là di qualsiasi considerazione nel merito della norma, che appare peraltro non condivisibile nella sostanza per quanto mi riguarda e per quanto riguarda i firmatari, e anche di dubbia legittimità costituzionale, è evidente che la questione afferisce una materia ben più complessa che potrà essere oggetto, qualora il Consiglio lo ritenga opportuno, di un futuro intervento legislativo organico e complessivo. Quindi sulla scorta delle osservazioni e considerato il fatto che la quinta Commissione ha approvato il provvedimento di normativa, propongo al Consiglio regionale di votare la norma, di scorporare la legge sul turismo da questa norma ritenuta intrusa per le ragioni che ho appena detto, e nel caso in cui il Consiglio lo riterrà opportuno ritornare in Aula con un apposito provvedimento normativo che parla delle questioni che sono state inserite in maniera sbagliata all'interno di questo testo di legge. Grazie.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Marco Tedde, relatore di minoranza.

TEDDE MARCO (FI), relatore di minoranza. Presidente, è più che evidente che questa norma è singolare, e non soltanto sotto il profilo cronologico, perché viene proposta per emendare una norma che è stata approvata nello stesso giorno in cui si propone la norma che deve emendare. Insomma è una cosa mai vista, credo. Non abbiamo mai visto nel giro di 24 ore approvare una norma e poi proporre una norma che modifica quella norma. È evidente che c'è qualche problema. Alla base di tutto questo c'è qualche problema e non da poco, è evidente che la maggioranza innanzitutto riconosce di aver sbagliato. La maggioranza riconosce di aver votato una norma verso la quale poi ostenta un atteggiamento diciamo schifiltoso, però l'ha approvata la maggioranza questa norma, non l'ha approvata l'opposizione, anche se a voto segreto, l'ha approvata la maggioranza, perché l'opposizione, la minoranza, non è assolutamente in grado di approvare norme se non ci sono i voti della maggioranza. Quindi, quanto meno la maggioranza ha consumato un errore nel voto macroscopico. Il giudizio sulla proposta di legge poi non può che essere fortemente negativo. Questa proposta di legge tende a ipotizzare, a creare una pericolosissima commistione fra imprenditori del settore turistico con imprenditori, o comunque con soggetti che lavorano nel campo dell'accoglienza e usufruiscono delle risorse che arrivano dall'Europa, proprio per accogliere immigrati. È una commistione che non fa bene, che non può funzionare, ecco perché era stato proposto, primo firmatario il consigliere Peru, l'emendamento per integrare quella norma. Era ed è un emendamento diciamo pieno di buonsenso, un emendamento che è stato proposto da consiglieri regionali che sono fortemente convinti che una cosa è fare impresa, e altra cosa invece è fare accoglienza, altra cosa è gestire strutture che fanno accoglienza, sono due cose profondamente diverse. Non possiamo pensare che ci possa essere il rischio che anche queste strutture vengano finanziate con le risorse che sono destinate a migliorare la qualità delle strutture ricettive, a incrementare i servizi delle strutture ricettive. Ecco perché il nostro giudizio è fortemente negativo. Occorre impedire a una legge sul turismo di fare un mestiere che non le è proprio, che è quello di incentivare le strutture per i migranti. Siamo fortemente convinti di questo e continueremo ad esserlo. Grazie Presidente.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Luigi Crisponi. Ne ha facoltà.

CRISONI LUIGI (Riformatori Sardi). Presidente, molto brevemente, non dimentico in occasione dell'approvazione del disegno di legge sul turismo tutto quell'utilizzo di armamentario verbale, spesso anche utilizzando frasi fantasiose, irriverenti, anzi irriguardose sul valore e la qualità di quest'Aula, dove si è addirittura parlato di razzismo e di amenità di questo genere. Sono certamente parole che vanno lasciate nei contesti nei quali possono trovare appropriatamente casa e abitazione, e invece qui si dibatteva di una questione che non è da poco. Quell'emendamento proposto in quella sede dall'onorevole Peru era un emendamento di saggezza, semplicemente perché diceva che bisogna fare nettamente distinguo fra imprenditori turistici e imprenditori. Quel genere di imprenditori non c'entrano nulla con un disegno di legge e con una proposta che guardava in faccia alla realtà contingenti, che sono quelle di chi fa ospitalità e accoglienza nel mondo del turismo, cosa ben diversa da chi fa accoglienza, legittima, auspicabile, nei confronti di migranti e di popolazioni in fuga dalle rispettive nazioni di provenienza, e che naturalmente albergano non solo nell'atto pratico, ma anche nelle questioni che ne salvaguardano l'individuazione di risorse da mettere loro a disposizione, per il tramite appunto di imprenditori, non imprenditori turistici che sono volti a sostenere l'impalcatura di una delle economie più importanti della nostra Regione, che appunto viene definita regione ad economia turistica. Se questa Regione ed economia turistica fa confusione fra le qualità di chi offre qualità, decoro, garbo, accoglienza in una parola, rispetto a chi deve fare poi attività di carattere sociale, è evidente che abbiamo sbagliato indirizzo. Quindi quella puntualizzazione da parte del collega Peru andava decisamente sostenuta. Quindi oggi proporre a tempo scaduto, oltretutto in modo (come ha già detto il collega Tedde) singolare per fatto cronologico, mi pare davvero una decisa sterzata verso il sopruso e il duplice errore. Questo tipo di correzione naturalmente noi non l'accettiamo e naturalmente su questo tipo di provvedimento, su questo specifico provvedimento naturalmente voteremo contro.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Antonello Peru. Ne ha facoltà.

PERU ANTONELLO (FI). Presidente, a me dispiace tanto reintervenire per precisare e spiegare ancora meglio il senso e il significato dell'emendamento da me presentato e poi approvato anche da quest'Aula lo scorso 28 luglio, in occasione dell'approvazione sulla legge sul turismo. Lo voglio esplicitare meglio oggi. L'emendamento approvato all'articolo 11 sulla legge sul turismo afferma un principio di buonsenso e per certi versi scontato: solo chi fa turismo può accedere a incentivi e contributi previsti dal comma 4 dell'articolo 11 della legge sul turismo in Sardegna. Chi destina la propria struttura ricettiva per l'accoglienza fa un'opera legittima, fa un'opera nobile, fa un'opera meritoria ma non fa turismo, infatti gode di specifici sostegni soprattutto pubblici da quel settore. Nessuno vieta, tantomeno l'articolo 11, di ospitare qualunque persona o di fare e di poter fare qualsiasi tipo di accoglienza, al contrario l'articolo 11 chiarisce bene un principio e detta regole ben precise sostenendo e finanziando i contributi alle sole attività che operano nel settore del turismo, tutti strumenti questi e condizioni che necessitano per raggiungere quegli obiettivi che tanto la Sardegna, tanto la politica si prefissa cioè l'allungamento della stagione, l'innalzamento della qualità dei servizi, tutto questo non ha niente a che fare con l'accoglienza dei migranti, ripeto, opera meritoria, nobile, e per giunta incentivata se si decide di aiutare il settore dell'accoglienza. Cari colleghi, sarà necessario produrre norme su quel specifico settore, facciamolo insieme, facciamo norme sull'accoglienza ma non utilizziamo la legge sul turismo, chi chiede di ospitare i migranti nelle proprie attività alberghiere lo può fare liberamente come meglio crede, lo può fare nella sua massima libertà. Né la legge sul turismo, tantomeno l'articolo 11 vieta e tutti possono utilizzare la propria struttura con questa finalità perché, come dicevo prima, l'articolo 11 disciplina la possibilità di accedere a contributi per ammodernare la struttura, contributi per migliorare la sua struttura architettonica, contributi per la realizzazione di arredi, la realizzazione della SPA, tutti elementi e condizioni che creano le opportunità, come dicevamo prima, per allungare la stagione, per migliorare la qualità di queste strutture, ma anche chi chiede di fare accoglienza può migliorare la propria struttura ricettiva, se ha deciso di destinare la propria struttura per quanto riguarda l'accoglienza e la può migliorare come meglio crede, anche quegli operatori possono ammodernare la propria attività, possono creare la SPA, possono fare qualsiasi cosa all'interno della propria struttura, ma lo devono fare con le risorse proprie non con le risorse sulla legge sul turismo, è questa la grande differenziazione, altrimenti cari colleghi c'è confusione, c'è confusione e non si sta facendo sicuramente un buon servizio, né al turismo, né al suo sviluppo, né alla Sardegna tutta. Mi rivolgo ai colleghi della maggioranza, anche se in questo momento sono molto distratti, perché si parla di turismo come settore trainante ma poi in Aula a volte mi dispiace non si ascolta, e allora mi rivolgo a voi, cari colleghi, ricordandoci e ricordandovi che dobbiamo rendere conto ai nostri elettori, dobbiamo rendere conto a chi ci ha dato il consenso per venire in quest'Aula e non sicuramente ai nostri partiti, e allora vi invito a riflettere, riflettiamo tutti, riflettiamo con grande serenità su questo provvedimento per il bene delle attività che operano in questo settore trainante per il bene degli operatori che si prodigano a fare impresa sicuramente in un mare di grandi difficoltà, per il bene del turismo che tanto noi sosteniamo, che tanto noi diciamo che è la vocazione della Sardegna, la vocazione della crescita dello scambio culturale in questa meravigliosa terra, per il bene dei sardi e di tutta la Sardegna che merita sicuramente più attenzione, merita più senso di consapevolezza, per questo chiedo e chiediamo dai banchi della minoranza che sia cosa buona e giusta ritirare questa proposta dettata sicuramente dalla rabbia, il 28 luglio, dettata sicuramente da un voto non controllato, ma cari colleghi se questo è accaduto sicuramente non è accaduto per caso, non è accaduto per un errore, se è avvenuto quell'esito, quell'esito era giusto in quel risultato e per questo oggi è un grave errore correggere attraverso una prova muscolare e non di consapevolezza quella decisione.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Giuseppe Fasolino. Ne ha facoltà.

FASOLINO GIUSEPPE (FI). Grazie Presidente, mi vengono in mente tutte le parole che sono state dette, che sono state rivolte nei nostri confronti subito dopo quella votazione. Siamo stati chiamati fascisti, nazisti, addirittura neo razzisti, invece bene ha fatto il collega Peru a dare una spiegazione molto puntuale sulle motivazioni che ci avevano portato e che avevano portato anche parte della maggioranza a votare per quel giusto emendamento e cerco di dare un contributo in più a quello che hanno dato i colleghi che mi hanno preceduto. Stiamo parlando di turismo, stiamo parlando di uno dei settori che a detta di tutti, spesso ci riempiamo la bocca, è uno dei settori trainanti e più importanti della nostra economia, uno di quei settori che nelle scorse settimane ha fatto gongolare parte della Giunta per i risultati che abbiamo ottenuto, che la Sardegna ha ottenuto che sono importantissimi, anche se in parte sappiamo che non sono dovuti sicuramente alla politica o alle strategie portate avanti dalla Giunta, ma quello che sta succedendo a livello internazionale. Però tutti si gongolano dei risultati che il turismo può portare, tutti parlano dell'importanza dell'economia del turismo, poi quando c'è invece da fare delle strategie su questo settore ecco qua cosa accade, io capisco che non sarà facile per qualcuno capire di che cosa stiamo parlando, ma forse lo capirete o ve lo faranno capire bene quando in un bando viene esclusa dalla possibilità di avere un contributo una struttura ricettiva a discapito invece di strutture che fanno accoglienza. Ecco lì forse capirete che nulla c'entra che nulla c'entrano quelle strutture che hanno deciso di cambiare il loro obiettivo, che nulla c'entrano quelle strutture con le risorse che voi deciderete di destinare al turismo. È come se domani si dovesse decidere di fare un bando sull'accoglienza, un bando sul sociale e una struttura ricettiva partecipi a questo bando, magari prendendo anche parte di quelle risorse, sarebbe una cosa sbagliata non sarebbe una cosa corretta da poter portare avanti, abbiamo due tipi di attività, una turistica e una sociale. E bene ha fatto il collega Peru, ancora una volta, a dire che è fondamentale e importante il ruolo che stanno svolgendo quelle strutture che hanno deciso di fare accoglienza, è fondamentale e importante e meriterebbero forse più attenzione da parte vostra per destinare delle risorse, senza però dover togliere a un'altra risorsa fondamentale, che è quella del turismo. Allora, dovete avere il coraggio, volete sostenere quel tipo di attività giusto? Facciamolo insieme come è già stato detto, troviamo la forma e la formula giusta per poter sostenere quel tipo di attività, ma nulla c'entrano le risorse destinate al turismo. Siamo una Regione nella quale il turismo è fondamentale e noi cosa stiamo facendo oggi? Approvando questa legge che cosa stiamo facendo? Stiamo togliendo risorse al turismo, questo state facendo, oggi voi state levando risorse al turismo. E poi sarei curioso di comprendere quali sono le motivazioni che hanno portato, che porteranno nell'immediato, i consiglieri che hanno votato qualche mese fa a favore di questo emendamento a votare a favore di questa legge, sarei proprio curioso di sentirli.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Paolo Truzzu. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Io sinceramente pensavo che non ci fosse necessità di un supplemento di discussione su questo argomento, e devo dire che mi viene in aiuto l'intervista che proprio l'altro giorno, ieri se non ricordo male, l'Assessore al turismo ha rilasciato a uno dei più importanti quotidiani locali, perché al di là del titolo, che era sicuramente, come dire, fuorviante e sfortunato, ovvero che in Sardegna ci sono troppi turisti, e non si è mai visto sicuramente un Assessore al turismo che dichiara una cosa del genere, io devo dire che ho condiviso il ragionamento del nostro Assessore. E il ragionamento era molto semplice e si basava su una considerazione di fatto, ovvero che l'incremento di presenze turistiche, che c'è stato quest'anno, è frutto non tanto di scelte strategiche di attività, diciamo, gestionali da parte dell'Assessorato, da parte della Regione, ma è frutto di quello che sta succedendo nel mondo. E, in particolare, la presenza turistica in Sardegna si sta concentrando in maniera forte nel mese di agosto, in particolare nei 20 giorni di agosto, mettendo in difficoltà le stesse città e comunità che vivono di turismo e mettendo anche in difficoltà la Regione, il sistema Regione. Perché nel momento in cui si arriva, in alcune realtà, a finire le scorte d'acqua, nel momento in cui si arriva a dover limitare l'accesso alle spiagge, nel momento in cui i depuratori di alcune comunità non sono più in grado di svolgere il loro lavoro in maniera ottimale, nel momento in cui alcune comunità in quei 20 giorni al mese dell'anno hanno una pressione notevole e magari quelle Amministrazioni, si parla di Comuni che hanno 2-3.000 residenti cittadini all'anno, si trovano ad avere 60-70.000 cittadini per una settimana, per quindici giorni, per venti giorni, con la stessa struttura amministrativa, che deve gestire il tutto, è chiaro che siamo in una situazione di oggettiva difficoltà. E l'Assessore diceva, in maniera molto onesta e chiara, che dobbiamo arrivare a capire che cosa vogliamo fare come Regione perché o è la Regione che determina le politiche e le scelte strategiche, oppure le scelte strategiche le determinano gli altri e chi sono gli altri? Gli operatori del mercato, i soggetti che ovviamente operano e vivono di turismo. Allora qual è la stranezza nello specificare, in una legge che si rivolge al turismo, che i contributi, gli incentivi per il miglioramento delle strutture devono essere dedicati agli operatori turistici e non a quelle strutture che hanno scelto di fare dell'accoglienza il proprio business? Ecco, senza nessun giudizio di merito e senza nessun giudizio sulla scelta che fa ogni operatore turistico, sono scelte assolutamente rispettabili entrambe, però è doveroso e chiaro che noi con questa legge dobbiamo favorire chi ha deciso di puntare sullo sviluppo della Sardegna, chi ha deciso di puntare sullo sviluppo turistico perché questi soggetti, tra l'altro, sono soggetti che possono creare ricchezza e offrire opportunità di lavoro ai sardi e anche ai non sardi. Allora, se non si capisce che un conto è utilizzare una norma di settore per favorire lo sviluppo, un altro conto è utilizzare le risorse per fare assistenza, e ci sono e ci sono altri diciamo capitoli di bilancio che possiamo utilizzare, allora l'idea che mi sovviene è che ci sia una visione prettamente ideologica, il frutto di questa proposta di legge, di questa correzione che, fra l'altro, per il caso e per il destino ha come primo firmatario il collega Cocco, che è Capogruppo del partito di maggioranza ma fa parte anche dello stesso Gruppo, della stessa corrente, diciamo così, dell'Assessore regionale al turismo, magari si dovrebbero parlare un attimo per concordare e scambiare le opinioni e concordare quello che dicono a giorni alterni. Ecco, io ho l'impressione che, come dicevo prima, ci sia esclusivamente una visione ideologica e la volontà di imporre una scelta che fra l'altro è contestata dalle stesse associazioni di categoria, perché i giorni successivi al fattaccio, diciamo così, cioè a quel voto segreto avvenuto in quest'Aula, tutti i rappresentanti delle associazioni di categoria degli albergatori, delle strutture turistiche, federalberghi e quant'altri, hanno dichiarato che il provvedimento, a loro parere, era giustissimo e ci avrebbe fatto piacere oggi su questo, da questo punto di vista, anche avere il conforto del parere dell'Assessore regionale al turismo che, ahimè, non è presente, ma l'avremmo gradito visto che di questa materia si sta parlando.

Quindi, vi chiedo, colleghi della maggioranza, di ripensarci perché state facendo un errore che è un errore prima di tutto perché riguarda voi, sul quale diciamo avrete voi le conseguenze maggiori da parte degli operatori, ma che è un fatto che poi creerà problemi anche all'economia dell'Isola.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Molto brevemente, Presidente. Solo perché voglio lasciare un appunto per le cose che in futuro chi leggerà le cose obbrobriose che si stanno commettendo quando si discute di una legge per finanziare un settore qual è il turismo, che è uno dei fondamentali per l'economia sarda e si vuole depauperare il sistema produttivo turistico, in funzione di un'altra opera caritatevole, ma che non ha niente a che vedere con questo aspetto. È un errore, non mi meraviglia da una maggioranza che con un articolo ha cancellato una legge legata al golf, al turismo possibile, al turismo che arricchisce, ad una capacità di incrementare la nostra economia. Non credo che incrementi la nostra economia la proposta che è stata fatta adesso, voglio dire che se la voti questa maggioranza e che venga con chiarezza detto alla gente che state togliendo risorse al turismo, per fare altro. Che può essere dignitoso, che può essere socialmente rilevante, ma non certamente legata a un'attività produttiva di cui il popolo sardo, oggi, per necessità, per poco sviluppo, per disoccupazione sta soffrendo.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Luca. Ne ha facoltà.

PIZZUTO LUCA (SDP). Intanto per dire a nome del mio Gruppo che ovviamente siamo molto favorevoli a questo provvedimento e voteremo a favore, e per dire, senza fare polemica, quello che è il nostro punto di vista su questo tema e su questo emendamento. Noi pensiamo questo: che tendenzialmente chi ha investito la propria vita per costruire un albergo, un B&B, o cose di questo tipo ha tendenzialmente deciso di investire in turismo, perché altrimenti non si capirebbe per quale ragione uno si costruisca strutture di questo tipo, poi le ragioni per cui vengono accolte in queste strutture persone che vengono da altri Paesi in condizioni di sofferenza e di difficoltà…

(Interruzione)

Ma io non credo che l'agriturismo di Palau piuttosto che di Pompu lo faccia per lucrarci, lo fa per sopravvivere, perché se si vanno a vedere i dati sull'accoglienza di queste strutture si vedrà che sono tendenzialmente agriturismi, che quindi diversificano la loro attività e non utilizzano tutte le loro stanze per fare accoglienza agli immigrati, che stanno nelle zone centrali della Sardegna e non a ridosso di zone fortemente turistiche o di fronte al mare, a me non risulta ci siano alberghi sul mare che accolgono immigrati, quindi c'è una ragione di sopravvivenza di quelle strutture ma a nostro avviso c'è un principio di solidarietà inalienabile di cui si riappropria quest'Aula, ed è un principio di giustizia e di solidarietà sociale perché quell'emendamento a nostro avviso, in modo ideologico perché chiaramente qui è uno scontro ideologico sul valore di questo emendamento, metteva in atto un'azione un po' capziosa in un momento terrificante, a nostro avviso, in cui molti in questo Paese (sono contento che molti consiglieri in quest'Aula chiariscano di non essere razzisti) in questo Paese molti orgogliosamente rivendicano di essere razzisti, e credo sia una cosa che ci debba preoccupare tutti. Quindi è un emendamento che noi abbiamo letto in modo veramente capzioso e problematico, perché il problema non è riorganizzare il sistema turistico e quindi porre il veto di non accogliere persone immigrate, il tema è come ci si appropria del valore dell'accoglienza, e la politica si possa riappropriare del valore dell'accoglienza e dell'organizzazione dell'accoglienza, perché oggi l'accoglienza degli immigrati non è nelle mani delle comunità politiche, non è nelle mani dei Comuni, non è nelle mani degli enti intermedi né tantomeno della Regione, è nelle mani della Prefettura, che molto spesso ha una gestione che a nostro avviso non è integrante ma che sicuramente è doveroso fare, perché non possiamo assolutamente rimanere in silenzio, indifferenti alla sofferenza di centinaia di migliaia di persone che varcano il mare nella speranza di trovare qualcosa di migliore di cui hanno diritto, e lì c'è la centralità della differenza ideologica in questo senso, perché noi pensiamo che il diritto alla migrazione sia un diritto umano che debba essere rispettato, perché come lo hanno fatto i nostri padri in passato andando in altri Paesi, così lo stanno facendo, purtroppo, molti nostri giovani e così abbiamo il dovere di accogliere chi viene qua a cercare qualcosa di nuovo e di importante. Anche perché non vanno mai dimenticate le ragioni per cui abbiamo queste difficoltà e queste storture nel sistema, e le ragioni sono dovute al fatto di come l'Occidente ha brutalizzato e schiavizzato il mondo africano e il Medioriente per secoli, basti vedere oggi, quando si vuole dire "aiutiamoli a casa loro", di chi sono le miniere e le strutture di produzione di ricchezza in Africa: non ce n'è una in mano agli africani, ma effettivamente questo è un tema collegato ma non centrale. In questo noi rivendichiamo un aspetto che ideologicamente è di pensiero diverso, perché noi riteniamo che chiunque possa fare accoglienza in un momento in cui ci sono guerre feroci e persecuzioni terribili nel Medioriente, tutti devono essere messi nelle condizioni di accogliere e di essere solidali, e quindi eliminare un pezzo importante di accoglienza in Sardegna determinato da queste strutture sarebbe stato a nostro avviso un grave errore ideologico e un grave errore nella solidarietà umana di cui noi sentiamo profondamente il dovere verso quei nostri fratelli e quelle nostre sorelle che subiscono destini atroci nei loro Paesi e che giustamente vengono a cercare una speranza in altre parti del mondo dove questa speranza a nostro avviso gli deve essere garantita e gli deve essere data.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Sarò breve, ruberò qualche minuto però sinceramente non si può stare zitti di fronte ad una scelta che speriamo possa essere diversa da quella che si preannuncia, ma è veramente una scelta terribile quella che state facendo.

Che voi non avevate un'idea di turismo e di sviluppo turistico sin dal dall'inizio l'abbiamo colto, al di là delle dichiarazioni programmatiche, in tutti gli atti che avete portato avanti in questi anni a partire dagli atti finanziari (in una finanziaria non si è mai visto nessuno stanziamento degno di nota per quanto riguarda appunto la materia turistica), però sinceramente crediamo che oggi questa scelta sia di una confusione totale: non solo non avete idea di che cosa vuol dire sviluppo turistico, ma confondete addirittura anche una non politica dell'accoglienza. Anche su questo tema, quello dell'accoglienza, meglio che non apriamo un dibattito, non è all'ordine del giorno, magari ne discuteremo in altra sede e abbiamo molte cose da dirvi, ma questo scempio dovete evitare di farlo, lo dico soprattutto ai colleghi che, illuminati il giorno di fine luglio, hanno votato a favore dell'emendamento del collega Peru, di cui condivido l'intero intervento, sia del collega Peru che di Fasolino. Loro l'hanno detto con toni pacati ma io non ci sto, io voglio sollevare la voce, perché quello che state combinando è un danno serio, state veramente creando una promiscuità tra professioni e attività che nulla hanno a che vedere e sono lontane anni luce! La vocazione turistica non è la vocazione dell'accoglienza, e dirvi queste cose non significa essere contro l'accoglienza, l'assistenza, la fratellanza, onorevole Pizzuto, ma è semplicemente farvi capire che il turismo che doveva e deve essere uno degli assi portanti del PIL regionale è ben altra cosa. Perché non avete pensato a rimodernare le strutture, a ristrutturare quelle che da anni non riescono perché purtroppo ci sono delle condizioni di crisi particolari, perché avete toppato completamente sulla politica dei trasporti? Non avete uno sviluppo compiuto del nostro territorio, delle attività di vocazione del nostro territorio, e vi mettete anche a danneggiarlo e a danneggiare gli operatori che solo con le altre forze stanno cercando di superare crisi e situazioni di difficoltà!? Ma provate a rifletterci un attimo, non vi bastano i danni che state facendo ancora sui trasporti, sulla sanità, no, dovete infierire anche sulla più bella risorsa che abbiamo in questo territorio! Io veramente, colleghi, lo dico con un tono di voce un po' elevato, e mi scuso magari col Presidente, ma proprio perché è una questione che mi appassiona e mi sconvolge anche, perché non siamo stati in grado in questi anni di offrire alternative allo sviluppo turistico della nostra Sardegna, stiamo ancora pagando la tassa sul lusso, ancora ci chiedono se si paga! Provate a fare un giro in tutte le coste della nostra regione e poi ne riparliamo, andate a visitare le strutture turistiche, andate a sentire gli operatori, le concessioni, chiedete di che cosa hanno bisogno, non di certo di mettersi in competizione con chi fa accoglienza e ha già tanti bei soldi stanziati!

Quindi io veramente vi invito a voler riflettere e a lasciare le cose come le abbiamo approvate non più tardi di un mese e mezzo fa.

PRESIDENTE. Chiedo il parere della Giunta.

PIGLIARU FRANCESCO (PD), Presidente della Regione. Parere conforme.

PRESIDENTE. Grazie. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Nessuno si sorprenda, noi chiederemo che venga votato con voto palese, perché dovete assumervi la responsabilità e ciascuno si assuma la responsabilità di quello che state facendo. Qua vogliamo ribadire ancora una volta che non c'entra niente la politica di accoglienza del mondo della immigrazione, politica che davvero parla da sola per quello che sta succedendo in Italia e in Sardegna, e anzi è l'occasione, presidente Pigliaru, per dire che sulla politica dell'accoglienza forse dovremmo riservare una seduta apposita, perché vorremmo capire esattamente cosa sta succedendo, perché questi flussi ininterrotti non si stanno bloccando nonostante tutte le assicurazioni e che cosa si sta facendo davvero sull'accoglienza, perché questo è il problema, che c'è davvero, e ci segnalano situazioni, che veramente probabilmente sono da Terzo Mondo sono cioè da situazioni peggiori di quelle che molti immigrati lasciano.

E allora qui si parla di turismo, voi state confondendo le acque, vi assumete la responsabilità ragione per la quale, Presidente, chiediamo che il provvedimento, per quanto ci riguarda, venga votato con voto palese.

PRESIDENTE. Metto in votazione il passaggio agli articoli.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 1. All'articolo 1 sono stati presentati degli emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo:

Art. 1

Abrogazione

1. All'articolo 11 della legge regionale 28 luglio 2017, n. 16 (Norme in materia di turismo), le parole "Le imprese che usufruiscono dei contributi di cui al comma 2 non possono svolgere nelle strutture oggetto degli interventi cofinanziati il servizio di accoglienza di cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale di cui al decreto legislativo 18 agosto 2015, n. 142 (Attuazione della direttiva 2013/33/UE recante norme relative all'accoglienza dei richiedenti protezione internazionale, nonché della direttiva 2013/32/UE, recante procedure comuni ai fini del riconoscimento e della revoca dello status di protezione internazionale) per un quinquennio decorrente dalla data di concessione dei contributi, pena la loro revoca con conseguente obbligo di restituzione" sono abrogate.)

All'articolo 1 sono stati presentati gli emendamenti soppressivi numero 5 e 7 che sono uguali, gli emendamenti aggiuntivi numero 10, 1, 2, 3, 4 e 9.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Presidente, prima di passare agli emendamenti, vorrei chiedere una sospensione di qualche minuto.

PRESIDENTE. Sospendo la seduta per qualche minuto.

(La seduta, sospesa alle ore 20 e 06, viene ripresa alle ore 20 e 10.)

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta, allora chiedo il parere sugli emendamenti.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Luigi Lotto, relatore.

LOTTO LUIGI (PD),relatore. Allora per quanto riguarda l'emendamento numero 5 uguale al numero 7 parere negativo, per quanto riguarda il numero 10 parere positivo, per quel che riguarda il numero 1 abbiamo concordato con il Presidente della Giunta, onorevole Pigliaru, di chiedere all'onorevole Usula il ritiro con l'impegno ad affrontare il tema con la prossima legge urbanistica. Per quanto riguarda il numero 2 parere positivo, numero 3 parere positivo, numero 4 parere positivo, numero 5 parere positivo, il numero 6 uguale al numero 8 parere negativo, numero 9 parere positivo.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.

PIGLIARU FRANCESCO, Presidente della Regione. Conforme.

PRESIDENTE. Grazie metto in votazione l'emendamento soppressivo totale numero 5 che è uguale al numero 7 parere contrario della Commissione e della Giunta.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 5 e numero 7, uguali.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Dichiaro aperta la votazione dichiaro, chiusa la votazione. Onorevole Dedoni non vota, presidente Pigliaru? Ha votato.

Sul Regolamento

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). I 29 chi sono? Ha conteggiato anche l'onorevole Zedda che non ha votato? E vorrei capire perché…

PRESIDENTE. Ventinove è con la Giunta, suo che ha richiesto il voto…

PITTALIS PIETRO (FI). No, il Segretario non c'entra niente perché non ha votato. No, c'è il Segretario della minoranza non deve essere computato, e qui io Presidente non ha votato né l'onorevole Zedda, c'è il mio voto perché è giusto perché ho richiesto, ma non c'è né il voto dell'onorevole Cossa, perché c'è l'onorevole Gaia, che ha votato. Quindi si corregga, Presidente, se si è caduti in errore.

PRESIDENTE. Ventotto più 2, 30. Lei e l'onorevole Cossa come Segretario.

PITTALIS PIETRO (FI). No, l'onorevole Cossa non è presente, Presidente.

PRESIDENTE. Come, era presente. Tutte le volte facciamo queste storie, deve essere presente, viene considerato nel numero legale, da sempre, il Segretario è sempre stato così.

PITTALIS PIETRO (FI). No, Presidente, dove sono i Segretari, dove sono gli altri Segretari, ma cosa vuol dire. Se un Segretario è presente come siamo presenti, ma non vota, non esercita il suo diritto e facoltà…

PRESIDENTE. Non è così, è sempre stato conteggiato nel numero legale, onorevole Pittalis, da sempre.

PITTALIS PIETRO (FI). Ma non è così, Presidente, non va bene però.

PRESIDENTE. Assolutamente, è una prassi consolidata del Consiglio, anche altre volte abbiamo affrontato l'argomento.

(Interruzioni dell'onorevole Pittalis)

PRESIDENTE. Uscite tutti, ma un Segretario di minoranza deve esserci, come no.

(Interruzioni dell'onorevole Pittalis)

PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, si è sempre fatto così. È così, è sempre stato così. L'onorevole Cossa era presente. Ma rientra sul numero legale, non è che non c'era, c'era, era presente in aula e fa numero legale.

Metto in votazione il testo, l'articolo 1.

(Interruzioni dell'onorevole Pittalis)

PRESIDENTE. Il Segretario non chiede la votazione a scrutinio… non è così…

(Interruzioni dell'onorevole Pittalis)

PRESIDENTE. Chiedo a uno della minoranza di fare da Segretario, e non può essere il proponente ovviamente della votazione, se fa il Segretario. Perfetto. A questo punto non è richiesto il voto…

(Interruzioni dell'onorevole Pittalis)

PRESIDENTE. Non lo può chiedere come Segretario. Allora manda un altro a fare il Segretario.

Metto in votazione il testo dell'articolo.

Continuazione della discussione dell'articolato della proposta di legge Cocco Pietro - Deriu - Sabatini - Lotto - Pinna Rossella - Solinas Antonio - Moriconi - Collu - Demontis - Meloni - Comandini - Tendas - Manca Gavino - Perra - Cocco Daniele Secondo - Zedda Paolo Flavio - Zanchetta - Gaia - Agus - Piscedda - Ruggeri - Cozzolino - Busia - Anedda - Congiu - Cherchi Augusto - Manca Pier Mario - Desini - Unali - Pizzuto - Lai: "Modifiche alla legge regionale 28 luglio 2017, n. 16 (Norme in materia di turismo)" (446/A)

PITTALIS PIETRO (FI). Chiedo la votazione nominale.

PRESIDENTE. Metto in votazione il testo dell'articolo con votazione elettronica.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del testo dell'articolo 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Non è presente il numero legale. La seduta è tolta, il Consiglio è convocato domani mattina alle ore 10.

La seduta è tolta alle ore 20 e 21.